# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 96942671-f1ed-543a-a124-81f00efac69c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2011-10-06
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 06.10.2011 32.2011.46
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2011-46_2011-10-06.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2011.46

   

  LG/DC/sc

  	
  Lugano

  6 ottobre
  2011

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Luca Giudici, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 7 febbraio 2011
di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da: RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 6 gennaio 2011 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con una
prima decisione formale del 4 marzo 1996, l’Ufficio AI ha concesso a RI 1, nato
nel 1949, il diritto a una mezza rendita AI a decorrere dal 1° marzo 1995 (doc.
AI 12-1).

 

                               1.2.   Dopo una
prima procedura di revisione avviata nel 1999, l’Ufficio AI, con decisione del
29 aprile 1999, ha confermato all’assicurato il mantenimento della mezza
rendita AI (doc. AI 26-1).

 

                               1.3.   Nell’ambito
della seconda procedura di revisione nel 2002 l’UAI ha constatato un
peggioramento temporaneo dello stato di salute dell’assicurato e, con decisione
del 3 aprile 2003, gli ha attribuito  una rendita intera dal 1° aprile 2002
sino al 30 novembre 2002. Dal 1° dicembre 2002 è, per contro, stato
ripristinato il diritto alla mezza rendita d’invalidità (doc. AI 45-1).

 

                               1.4.   In data 18
dicembre 2003 RI 1 ha presentato una richiesta di aumento del grado
d’invalidità, a seguito dell’infortunio dell’8 maggio 2003 (doc. AI 49-1; 69-1;
doc. LAINF 4-1; 4-18).

 

                               1.5.   Esperiti gli
accertamenti medici ed economici del caso, in particolare tramite una perizia
pluridisciplinare ad opera del Servizio di Accertamento Medico
dell’assicurazione invalidità (SAM), l’UAI con decisione su opposizione del 14
luglio 2005 (doc. AI 88-1), cresciuta incontestata in giudicato, ha attribuito
all’assicurato tre quarti di rendita dal 1° gennaio 2004.

 

                               1.6.   RI 1 ha
presentato, in data 24 novembre 2005, una nuova domanda di prestazioni facendo
valere un peggioramento dello stato di salute (doc. AI 89-1).

 

                               1.7.   Esperiti gli
accertamenti medici ed economici del caso, in particolare tramite un
accertamento peritale ad opera del Dr. __________, l’UAI con decisione del 30
maggio 2008 (doc. AI 128-1), preavvisata con progetto del 19 febbraio 2008
(doc. AI 119-1), ha respinto la richiesta di aumento della rendita e confermato
il diritto a tre quarti di rendita con grado del 60%.

 

                               1.8.   Contro
questa decisione l’assicurato, rappresentato dalla RA 1 SA, ha inoltrato un
tempestivo ricorso al TCA postulando in via principale l’assegnazione di una
rendita intera d’invalidità, mentre in via subordinata il rinvio degli atti
all’amministrazione per nuovi accertamenti pluridisciplinari (doc. AI 130-1).

 

                               1.9.   Con
decisione del 23 aprile 2009 (inc. 32.2008.132), cresciuta incontestata in
giudicato, questa Corte ha accolto il ricorso dell’assicurato e rinviato gli
atti all’Ufficio AI, per un ulteriore approfondimento a livello psichiatrico,
presso il Centro di accertamento peritale, inteso a delucidare sia l’aspetto
diagnostico, sia le ripercussioni dei disturbi sulla capacità lavorativa del
ricorrente 

 

                                         Il
TCA ha così motivato il rinvio:

 

" 
(…)

2.7.2. Per quanto riguarda la patologia
psichiatrica l’UAI ha fatto riferimento al rapporto del Dr. __________ del 24
novembre 2004, nell’ambito della perizia SAM, nel quale è stato diagnosticato
un disturbo organico di personalità con umore depresso (doc. AI 75-18).

 

Lo specialista ha indicato che le capacità
psichiche dell’assicurato sono soprattutto ridotte per la componente neuro
psicologica e depressiva che influiscono al massimo al 25%-30% sulle sue
capacità lavorative da ultimo svolte. 

Le limitazioni sono da ricondurre a difficoltà di
concentrazione, di attenzione, di memoria e di labilità psico emotiva (doc. AI
75-18).

                                      

In merito alla prognosi il Dr. __________ ha
precisato che a medio-lungo termine non è positiva per quanto concerne
l’aspetto psicopatologico. Il perito riteneva necessario un intervento più
specifico affinché il quadro psichiatrico potesse migliorare sia a livello
sintomatico che in relazione alle sue capacità lavorative (doc. AI 75-18).

 

La rappresentante dell’assicurato in data 10
marzo 2008 ha interpellato il Dr. __________, medico generalista FMH, il quale
al quesito circa i disturbi psichici di RI 1 ha risposto indicando che questi
soffre di “depressione cronica in seguito a dolori e incapacità lavorativa
con isolazione sociale consecutiva” (doc. C)

 

Questa Corte non può condividere l’operato
dell’amministrazione che nella decisione del 30 maggio 2008 fa
riferimento al referto peritale del 24 novembre 2004 svolto nell’ambito
della richiesta di aumento di rendita del 18 dicembre 2003, ben tre anni e
mezzo prima dunque, per giustificare un mancato peggioramento del quadro
psichiatrico, soprattutto alla luce della prognosi allora formulata dal perito
psichiatra. L’amministrazione infatti in questo lasso di tempo non ha proceduto
ad alcun nuovo esame specialistico atto a verificare il quadro psichiatrico
dell’assicurato.

 

Malgrado il medico del SMR, Dr. __________, nelle
proprie annotazioni abbia indicato che “manca qualsiasi documentazione e/o
elemento clinico in merito ad un peggioramento dello stato psichico” (doc.
V bis), la perizia del 24 novembre 2004 non costituisce una base sufficiente
per statuire sul quadro psichiatrico del ricorrente.

                                      

A maggior ragione se si considera, inoltre, che
il medico curante Dr. __________, nel certificato medico del 17 marzo 2008,
seppur medico generalista e non specialista in psichiatria, aveva diagnosticato
una depressione cronica in seguito alla patologia somatica e questo documento
era stato prodotto dal ricorrente il 3 luglio 2008, in sede di osservazioni alla decisione del 30 maggio 2008, ove la RA 1 aveva già sollevato la necessità
di un ulteriore accertamento peritale psichiatrico (cfr. doc. AI 128-1; 129-1)

                                                                                

Alla luce di quanto qui sopra esposto, secondo
questo Tribunale, non è possibile, senza procedere ad ulteriori accertamenti,
concludere con sufficiente tranquillità che lo stato valetudinario
dell’assicurato, dal punto di vista psichiatrico, non ha subito un
peggioramento rispetto a quanto constatato nel referto della perizia SAM.” 

(doc. AI 147-1).

 

                             1.10.   Esperiti ulteriori
accertamenti medici ed economici l’UAI, con decisione del 6 gennaio 2011 (doc.
AI 185-1), preavvisata con progetto di decisione del 17 settembre 2010 (doc. AI
173-1), ha attribuito all’assicurato una rendita intera d’invalidità a far
tempo dal 1° gennaio 2010.

 

                             1.11.   Contro questa
decisione l’assicurato, sempre rappresentato dalla RA 1, ha inoltrato un
tempestivo ricorso al TCA postulando l’annullamento della decisione impugnata e
il riconoscimento della totale inabilità lavorativa, con l’assegnazione di una
rendita intera, a far tempo dalla data della domanda di revisione (novembre
2005). 

                                         In via
subordinata la RA 1 ha chiesto il riconoscimento della totale inabilità
lavorativa, con l’assegnazione di una rendita intera, a far tempo dall’inoltro
della certificazione medica in sede d’audizione, ovvero dal mese di marzo 2008
(doc. I).

 

                                         L’insorgente
ha contestato la decorrenza della rendita intera concessa dall’UAI a partire
dal 1° gennaio 2010, tre mesi dopo il presunto peggioramento dello stato di salute.

                                         Secondo
il ricorrente, se l’amministrazione avesse subito accertato l’effettivo stato
di salute dell’assicurato il quadro clinico sarebbe stato chiaro da tempo,
portando l’UAI a riconoscere una rendita intera con effetto dal mese della
domanda di revisione (novembre 2005), subordinatamente dalla data dell’invio
delle osservazioni al primo progetto di decisione (marzo 2008) (doc. I).

 

                             1.12.   In risposta
l’UAI, richiamata la perizia del CPAS e gli atti di causa ha confermato il
proprio provvedimento e postulato la reiezione integrale del gravame (doc. IV).

 

                             1.13.   Il 14 marzo
2011 il ricorrente si è sostanzialmente riconfermato nelle proprie
argomentazioni ricorsuali (doc. VI).

 

                                         Il doc.
VI è stato inviato all’UAI per conoscenza (doc. VII).

 

                             1.14.   Questa Corte
il 28 luglio 2011 ha interpellato il medico curante Dr. __________ per alcune
precisazioni relative alla patologia psichiatrica (doc. VIII).

 

                             1.15.   Il Dr. __________
ha risposto in data 7 agosto 2011 (doc. IX) e il 17 agosto 2011 ha fornito nuove precisazioni (doc. XI).

 

                                         I doc.
VIII, IX e XI sono stati inviati alle parti per osservazioni (doc. X, XII).

 

                             1.16.   La RA 1 ha
preso posizione il 22 agosto 2011 (doc. XIII), mentre l’UAI ha formulato le
proprie osservazioni, dopo aver interpellato il SMR, il 24 e il 30 agosto 2011
(doc. XIV, XV+bis)

 

                                         Il
doc. XIII è stato inviato all’UAI per conoscenza (doc. XVI).

                                      

                                         I doc.
XIV e XV+bis sono stati trasmessi alla RA 1 per conoscenza (doc. XVII).

 

                             1.17.   Il 6
settembre 2011 questa Corte ha nuovamente interpellato il Dr. __________ per
ulteriori delucidazioni in merito al quadro clinico del paziente (doc. XVIII).

 

                             1.18.   Il Dr. __________
ha risposto in data 19 settembre 2011 (doc. XIX).

 

                                         Lo
scritto del TCA (doc. XVIII) e la risposta del medico curante (doc. XIX) sono
stati inviati alle parti per osservazioni (doc. XX).

 

                             1.19.   La RA 1 ha
preso posizione in data 27 settembre 2011 (doc. XXI), mentre l’UAI, dopo aver
interpellato il SMR, ha formulato le proprie osservazioni il 28 settembre 2011
(doc. XXII+bis).

 

                                         Il doc.
XXI è stato trasmesso all’UAI per conoscenza (doc. XXIII).

                                         Il doc.
XXII+bis è stato inviato alla RA 1 per conoscenza (doc. XXIV).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria
(cfr. STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF  9C_211/ 2010 del 18 febbraio
2011 ; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21
dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio
2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002;
STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.;
STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto del
contendere è unicamente la questione di sapere quando è avvenuto il peggioramento
dello stato di salute del ricorrente (cfr. doc. I).

 

                                         Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità
congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità,
secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o
psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la
conseguente incapacità di guadagno. 

                                         Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità
di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per
l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la
sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp. 216ss).

 

                                         L’art. 28
cpv. 2 LAI, in vigore dal 1° gennaio 2008, prescrive che gli assicurati hanno
diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di
rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi
almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%. 

                                         

                                         Ai sensi
dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto
fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza
dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione,
nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in
condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del
lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido
(reddito da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere
determinato dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante
la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle
affezioni di cui è portatore (RCC 1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et
pratique de l'assurance invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si confronta
perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse
divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido,
sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente
esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di
eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi;
DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto dei redditi la
giurisprudenza - di regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità,
come ad esempio la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche
e l'età dello assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit,
p. 232). La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra
parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di
applicazione di misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è
essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il
TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313). 

                                         

                                         Al
proposito va infine ancora rilevato che, secondo la
giurisprudenza del TFA, per il raffronto dei redditi sono determinanti le
circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla
rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla
medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali
modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della decisione
(rispettivamente, in regime di LPGA, decisione su opposizione) e suscettibili
di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V 222, cfr. anche cfr. STFA inedite 26 giugno 2003 nella causa R
consid. 3.1, I 600/01; 3 febbraio 2003 nella causa R, I 670/01 pubblicata in
SVR 2002 IV Nr. 24; 18 ottobre 2002 nella causa L consid. 3.1, I 761/01
pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e 9 agosto 2002 nella causa S. consid. 3.1, I
26/02 e cfr. anche STFA inedita 13 giugno 2003 nella causa G. consid. 4.2, I
475/01).

 

                             2.3.     Se
il grado d'invalidità del beneficiario della rendita subisce una modifica, che
incide in modo rilevante sul diritto alla rendita, questa sarà, per il futuro,
aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta
(art. 17 cpv. 1 LPGA). La revisione avviene d’ufficio quando, in previsione di
una possibile modificazione importante del grado d’invalidità o di grande
invalidità, è stato stabilito un termine nel momento dell’erogazione della
rendita o dell’assegno per grandi invalidi, o allorché si conoscono fatti o si
ordinano provvedimenti che possono provocare una notevole modificazione del
grado d’invalidità o della grande invalidità (art. 87 cpv. 2 OAI). Invece, se è
stata inoltrata domanda di revisione, nella domanda si deve dimostrare che il
grado d’invalidità o d’incapacità dell’invalido a provvedere a se stesso è
modificato in misura rilevante per il diritto alle prestazioni (art. 87 cpv. 3
OAI). Infine, prescrive l’art. 87 cpv. 4 OAI che, ove la rendita o l’assegno
per grandi invalidi siano stati negati perché il grado d’invalidità era
insufficiente o perché l’invalido poteva provvedere a sé stesso, una nuova
richiesta è riesaminata soltanto in quanto siano soddisfatte le condizioni
previste nel capoverso 3.

 

                                    Se la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di
ammettere che il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o
parte del diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che il
miglioramento costatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in consi­derazione
allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente
continuerà a durare (art. 88 a cpv. 1 OAI). Analogamente, in caso di
aggravamento dell'incapacità al guadagno, occorre tener conto del cambiamento
determinante il diritto a prestazioni, non appena esso perdura da tre mesi
senza interruzione notevole (art. 88 a cpv. 2 OAI). Queste norme sono
applicabili non soltanto in caso di revisione della rendita, ma anche di
assegnazione con effetto retroattivo di una prestazione limitata nel tempo (STFA
29 maggio 1991 nella causa St.; RCC 1984 p. 137).

 

                                     La
costante giurisprudenza ha stabilito che le rendite AI sono soggette a
revisione non solo in caso di modifica rilevante dello stato di salute che ha
un influsso sull'attività lucrativa, ma anche quando lo stato di salute è
rimasto invariato, se le sue conseguenze sulla capacità di guadagno hanno
subito un cambiamento importante (DTF 130 V 349; STFA non pubbl. 28 giugno 1994
nella causa P. P.; RCC 1989 p. 323; DTF 113 V 275, 109 V 116, 105 V 30).
Affinché sia possibile la revisione di una rendita AI è dunque necessario che
le condizioni cliniche e/o economiche dell'assicurato abbiano subito una
modifica, tale da influire sulla perdita di guadagno.

 

                                         D'altra
parte la modifica deve essere notevole, non tanto da un punto di vista
astratto, ma piuttosto in relazione con l'art. 28 cpv. 1 LAI.

                                         In ogni
caso la revisione della rendita è possibile unicamente se, posteriormente alla
pronuncia della decisione iniziale, la situazione invalidante è effettivamente
mutata. Non basta invece che una situazione, rimasta sostanzialmente invaria­ta,
sia giudicata in modo diverso (DTF 130 V 351; RCC 1987 pag. 38, consid. 1a;
STFA 29 aprile 1991 in causa G.C., Bellinzona, non pubblicata, consid. 4).

                                         Per
stabilire in concreto se vi è motivo di revisione, da un punto di vista
temporale vanno in particolare paragonati i fatti esistenti al momento della
decisione formale iniziale con quelli esistenti nell’istante della pronuncia
della nuova decisione. Da questo punto di vista un provvedimento che si limita
a confermare una prima decisione di rendita non è rilevante (DTF 125 V 369
consid. 2 con riferimenti, 109 V 262, 105 V 30; Valterio, op. cit., pag. 268;
Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997, pag.
258).

 

                                         Circa gli
effetti della modificazione di un diritto ad una rendita d’invalidità (o ad un
assegno per grandi invalidi), l’art. 88bis cpv. 2 lett. a OAI stabilisce che la
riduzione o la soppressione della rendita o dell’assegno per grandi invalidi è
messa in atto il più presto, il primo giorno del secondo mese che segue la
notifica della decisione.

 

                               2.4.   Per quanto riguarda in particolare l'invalidità cagionata
da un danno alla salute psichica, il TFA ha stabilito che è decisivo al
proposito che il danno sia di gravità tale da non poter praticamente esigere
dall'assicurato di valersi della sua capacità lavorativa sul mercato del
lavoro, o che ciò sia persino intollerabile per la società (DTF 127 V 298 consid.
4c, 102 V 165= RCC 1977 pag. 169; Pratique VSI 1996 pag. 318, 321, 324; RCC 1992
pag. 180; ZAK 1984 pag. 342, 607; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F.,
I 148/98, pag. 10 consid. 3b; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrecht,
Berna 2003, pag. 128).

                                         L'Alta Corte ha inoltre
avuto modo di precisare che:

 

"  (…)

Tra i danni alla salute psichica, i
quali come i danni fisici, possono determinare un'invalidità ai sensi dell'art.
4 cpv. 1 LAI, devono essere annoverati - oltre alle malattie mentali propriamente
dette - le anomalie psichiche parificabili a malattia. Non sono considerati
effetti di uno stato psichico morboso, e dunque non costituiscono turbe a
carico dell'assicurazione per l'invalidità le limitazioni della capacità di
guadagno cui l'assicurato potrebbe ovviare dando prova di buona volontà; la
misura di quanto è ragionevolmente esigibile dev'essere apprezzata nel modo più
oggettivo possibile. Bisogna dunque stabilire se, e in quale misura al caso, un
assicurato può, nonostante il danno alla salute mentale, esercitare un'attività
lucrativa che il mercato del lavoro gli offre, tenuto conto delle sue
attitudini. In quest'ambito il punto è quello di sapere quale attività si può
da lui ragionevolmente esigere. Ai fini di stabilire l'esistenza di
un'incapacità di guadagno causata da un danno alla salute psichica non è quindi
decisivo accertare se l'assicurato eserciti o meno un'attività lucrativa
insufficiente; di maggior rilievo è piuttosto domandarsi se si debba ammettere
che l'utilizzazione della capacità lavorativa non può in pratica più essere da
lui pretesa oppure che essa sarebbe persino insopportabile per la società (DTF
102 V 166; VSI 1996 pag. 318 consid. 2a, pag. 321 consid. 1a, pag. 324 consid.
1a; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a e sentenze ivi citate)" (STFA del 29
settembre 1998 nella causa S. F. [I 148/98], pag. 10 consid. 3b)."

 

                                         Secondo la giurisprudenza
del TFA siffatti principi valgono fra l'altro per le psicopatie, le alterazioni
dello sviluppo psichico (psychische Fehlentwicklungen), l'alcolismo, la
farmacomania, la tossicomania e le nevrosi (STFA del 18 ottobre 1999 nella
causa B., I 441/99; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98,
pag. 10 consid. 3b; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a con riferimenti). 

 

                                         In una
sentenza I 384/06 del 4 luglio 2007 il Tribunale federale (TF) ha ribadito che
“(…) il riconoscimento di un danno alla salute psichica presuppone in
particolare la diagnosi espressa da uno specialista in psichiatria, poggiata
sui criteri posti da un sistema di classificazione riconosciuto
scientificamente (cfr. DTF 130 V 396 segg.; cfr. pure la recente sentenza del
Tribunale federale delle assicurazioni I 621/05 del 13 luglio 2006, consid. 4).
(…)” (STF del 4 luglio 2007, I 384/06).

 

                               2.5.   Con la
decisione del 14 luglio 2005 l’UAI ha attribuito all’assicurato tre quarti di
rendita d’invalidità a far tempo dal 1° gennaio 2004, sulla base, per quanto
riguarda la patologia psichiatrica, della valutazione del Dr. __________.

 

                                         Nel
rapporto del 24 novembre 2004 il Dr. __________, spec. FMH in psichiatria e
psicoterapia, ha posto la diagnosi di “Disturbo organico di personalità con
umore depresso” e indicato che 

                                         le capacità
psichiche dell’assicurato “sono soprattutto ridotte per la componente neuro
psicologica e depressiva che influiscono al massimo al 25%‑30% sulle sue
capacità lavorative da ultimo svolte” (doc. AI 75-17).

 

                                         A seguito
della decisione del 23 aprile 2009 del TCA che ha rinviato gli atti all’UAI per
nuovi accertamenti di carattere psichiatrico, l’amministrazione ha predisposto
un accertamento presso il Centro peritale per le assicurazioni sociali (CPAS)
di Bellinzona (doc. AI 156-1).

 

                                         Nella
perizia del 5 novembre 2009 il Dr. __________, spec. FMH in psichiatria e
psicoterapia e direttore del CPAS e la Dr.ssa __________, spec. FMH in
psichiatria e psicoterapia, dopo aver riassunto l’anamnesi della paziente, i
dati soggettivi, quelli oggettivi e la terapia psichiatrica attuale, hanno
posto la diagnosi con ripercussione sulla capacità di lavoro di “Sindrome
depressiva ricorrente, episodio attuale di media entità (ICD 10: F33.1)”
(doc. AI 158-9).

 

                                         I periti
hanno quindi esposto la seguente valutazione:

 

" 
(…)

6.   DISCUSSIONE

Siamo confrontati con un uomo di origine
marocchina, di 60 anni, nato e cresciuto in __________ e formatosi
professionalmente in__________ dove ha ottenuto il diploma per autista di trax.

Si sposa nel 1978 con una donna svizzera
conosciuta a __________ (madre di una figlia nata da una precedente relazione)
e nel medesimo anno si trasferisce in Svizzera. Dall'unione nasce un figlio ora
30enne e l'A. cresce come sua anche la figlia della moglie.

 

Dal 1978 fino al 2000 l'A. ha mantenuto un'attività lavorativa, conservando l'impiego di autista presso una ditta di __________
dal 1980 al 2000.

 

Dal 1978 ad oggi l'A. presenta una serie di
infortuni tra cui:

- frattura alla caviglia sinistra giocando a
calcio (1978)

- lussazione dell'articolazione
acromioclavicolare dx giocando a calcio (1982) - contusione al ginocchio dx per
infortunio lavorativo (1984)

- incidente della circolazione con frattura in
serie delle coste dalla 7 alla 12esima, emotorace con versamento pleurico e
spappolamento del colon ascendente con amnesia parziale per circa 1 ora (1985)

- incidente della circolazione con commozione celebrale,
contusione alla colonna vertebrale cervicale e lombare, deficit di memoria
verbale e visiva a breve e a lungo termine (1994) - incidente della
circolazione senza danni maggiori (2001)

- caduta per scivolamento con contusione,
distorsione alla spalla dx e successiva conferma di frattura (2001)

- intervento di artroscopia alla spalla dx (2002)

- caduta per scivolamento con trauma alla spalla
dx alla colonna lombare (2003) - intervento chirurgico con asportazione di
ernia discale L4-L5 (2003).

 

Tra il 1999 e il 2000 l'A. viene licenziato dalla ditta di __________, dove lavorava dal 1980 e sviluppa
progressivamente una sintomatologia ascrivibile ad un quadro depressivo di tipo
reattivo incrementato dai limiti funzionali dettati dagli infortuni soprariportati,
che già avevano parzialmente compromesso la sua capacità di lavoro. Nel
medesimo anno decide si separarsi dalla moglie e si trasferisce a vivere da
solo.

Da quel momento non riuscirà più a reinserirsi
nel mondo del lavoro.

 

Dal marzo 1995 gli viene riconosciuta una rendita
di invalidità in misura del 50% e tale rendita viene aumenta a 3/4 dal mese di
gennaio 2004 dopo una valutazione del SAM di Bellinzona.

 

Nel mese di novembre del 2005 I'A. inoltra una
nuova richiesta di prestazioni per adulti dichiarandosi inabile in maniera
completa all'attività lavorativa a decorrere dal mese di novembre 2003.

Seguono nuovi certificati medici del curante Dr. __________
e una perizia ortopedica del Dr. __________ del 30.10.2007 che conferma un
grado di capacità lavorativa massimo del 50% in situazioni ideali.

La richiesta di aumento della rendita da parte
dell'A. viene quindi respinta dall'UAI in data 19.2.2008 e contro tale
decisione l'A. patrocinato del RA 1 inoltra opposizione e ricorso nel luglio
2008.

Nel mese di aprile 2009 il TCA dà indicazione per
un ulteriore approfondimento psichiatrico presso il nostro centro inteso a
delucidare l'aspetto diagnostico e le ripercussioni dei disturbi presenti sulla
capacità lavorativa dell'assicurato.

 

L'attuale valutazione si rende pertanto
necessaria in tale ambito.

 

Alla valutazione attuale emerge un quadro clinico
che depone per una depressione di entità almeno media: l'A. in entrambi i
colloqui mostra un'elevata quota d'ansia associata ad una deflessione timica
accompagnata ad idee passive di morte. È osservabile un generale rallentamento
psicomotorio con deficit mnemonici, facile distraibilità e sono altrettanto
presenti spunti persecutori e rivendicativi. L'immagine personale è compromessa
ed emergono ripetutamente sentimenti di inadeguatezza ed insufficienza.

 

Ciò che possiamo osservare all'esame clinico
trova una corrispondenza nella raccolta anamnestica e nella descrizione della
giornata. L'A. ha progressivamente nel corso degli anni perso lo slancio
vitale, l'integrazione sociale, i ritmi della propria giornata volgendo
progressivamente verso uno stato di incuria personale e di isolamento sociale.
Parallelamente si sono consolidati gli spunti persecutori, già presenti in
passato, che hanno rafforzato la tendenza all'isolamento, nel tentativo da un
lato l'A. di evitare atteggiamenti razzisti e dall'altro di sottrarsi alle
possibili critiche anche di amici e famigliari.

 

Dal quadro psicopatologico osservato, dalla
raccolta anamnestica, dagli atti a disposizione e dal colloquio telefonico con
il curante Dr. __________ che conferma quanto sopra riportato, riteniamo
ragionevolmente che il licenziamento avvenuto nel 2000 abbia precipitato un
quadro depressivo già precedentemente presente e in parte reattivo ai limiti
somatici dettati dagli infortuni occorsigli dal 1978 in poi.

Un nuovo peggioramento delle condizioni psichiche
è inoltre descritto dall'A. a decorrere dal novembre 2003 dopo l'intervento
chirurgico per asportazione di ernia discale L4-L5 (la perizia dell'ottobre 2007
del Dr. __________ non segnala un ulteriore compromissione della CL per motivi
reumatologici).

 

Pur ammettendo una possibile origine reattiva
della sintomatologia depressiva, riteniamo che la lunga durata dei disturbi
somatici e il riproporsi di infortuni di varia natura, unitamente ad una
predisposizione personale, abbiano portato alla strutturazione di una sindrome
depressiva ricorrente, il cui decorso si è aggravato progressivamente, anche in
assenza di cure specialistiche.

 

Al momento attuale reputiamo che il quadro
psicopatologico presente, deponga per un episodio depressivo di entità media e
sia responsabile di un'incapacità lavorativa di circa il 75%, ma
in assenza di certificati
specialistici risulta difficoltoso datare
con precisione il momento in cui gli aspetti psichici abbiano
determina un aumento dei limiti lavorativi.

 

A tal proposito
segnaliamo che il curante Dr. __________ nel suo rapporto del marzo 2006 pone lo stato depressivo tra le
diagnosi senza ripercussione sulla CL. In un successivo rapporto datato 10 marzo 2008, il
curante cita quali disturbi psichici una depressione cronica in seguito a
dolori e un'incapacità lavorativa con insolazione sociale consecutiva, senza per altro indicare
nello specifico per questo aspetto, una percentuale di incapacità lavorativa (viene riportata una IL del
75% in riferimento ad un'attività
leggera senza specificare
se per aspetti somatici o psichici).

 

Segnaliamo altresì
che l'A. non si è mai rivolto alle cure di uno specialista sentendosi sufficientemente preso a carico sia dal
punto di vista psicoterapeutico che dal punto di vista psicofarmacologico
dal suo medico curante Dr. __________.

 

A conclusione di
quanto esposto riteniamo che l'A. sia da considerarsi inabile all'attività lavorativa in misura del 75%, ma in assenza di
precedenti certificati
medico-psichiatrici e considerando
l'andamento progressivamente invalidante della patologia, non ci è possibile datare l'inizio del peggioramento.

Consideriamo
pertanto l'A. inabile in misura del 75% a decorrere dalla presente perizia, ovvero dal mese di ottobre 2009

 

B.  CONSEGUENZE SULLA CAPACITA' DI LAVORO

 

1.   Descrizione di risorse e deficit

La grave deflessione timica, la componente
ansiosa generalizzata, il severo ritiro
sociale con isolamento, la perdita dei
ritmi della giornata, e i deficit cognitivi superiori compromettono il
globale funzionamento dell'A. e la sua attività lavorativa in qualsiasi campo.

 

2.   Capacità
di lavoro nell'attività attuale o da ultimo svolta

A causa del quadro psicopatologico descritto l'A.
è da considerarsi inabile in qualsiasi attività lavorativa in misura del 75%.

 

3.   Periodi di inabilità lavorativa accertabili 

IL del 75% da
ottobre 2009. Precedentemente rendita AI di 3/4

 

 

C.  CONSEGUENZE SULLA CAPACITA'
D'INTEGRAZIONE

 

1.   Indicazioni
mediche per interventi di integrazione

Non vi sono al momento indicazioni mediche per
interventi di integrazione, ma risulta esigibile e indicata una presa a carico medico-psichiatrica specialistica a
decorrere da subito.

 

2.   Possibilità di migliorare la capacità di lavoro sul posto di lavoro attuale 

Non concerne.

 

3.     Capacità di
lavoro per altre attività 

No, IL per
qualsiasi attività.

 

D.  OSSERVAZIONI

Segnaliamo che una presa a carico psichiatrica
specialistica risulta esigibile e indicata a partire da subito. L'A. stesso
dichiara di essere disponibile a a sottoporsi alle cure del caso e il medico
curante si è reso disponibile a sostenerlo in tal senso.

Una rivalutazione delle condizioni psichiche
volta a verificare un eventuale miglioramento dopo trattamento adeguato, è
pertanto indicata tra non meno di un anno.” (doc. AI 158-9+10+11+12)

 

                               2.6.   Per costante
giurisprudenza (cfr. STF 9C_13/2007 del 31 marzo 2008), al fine di poter graduare l'invalidità, all'amministrazione
(o al giudice in caso di ricorso) è necessario disporre di documenti che devono
essere rassegnati dal medico o eventualmente da altri specialisti, il compito
del medico consistendo nel porre un giudizio sullo stato di salute,
nell'indicare in quale misura e in quali attività l'assicurato è incapace al
lavoro come pure nel fornire un importante elemento di giudizio per determinare
quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili dall'assicurato (DTF 125 V 256 consid. 4 pag. 261; 115 V 133 consid. 2 pag. 134; 114 V 310 consid. 3c pag. 314; 105 V 156 consid. 1 pag. 158). Spetta in seguito al
consulente professionale, avuto riguardo alle indicazioni sanitarie, valutare
quali attività professionali siano concretamente ipotizzabili (Meyer-Blaser,
Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, pag. 228 seg.).

 

                                         Quanto
alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti
litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il
rapporto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure
espresse dal paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto
(anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara e che le conclusioni
del perito siano ben motivate. Determinante quindi per stabilire se un rapporto
medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione,
ad esempio quale perizia o rapporto (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; STFA I
462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01 e U 330/01 del 25 febbraio 2003; DTF
125 V 352 consid. 3a; DTF 122 V 160 consid. 1c; Meyer-Blaser, Die
Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI 3/1997
pag. 123), bensì il suo contenuto (DTF 122 V 160 in fine con rinvii).

 

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa, il TFA ha stabilito che, nell'ipotesi in cui sono state
eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena se
giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di
accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a
ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176; DTF 122 V 161, DTF 104 V 212; SVR 1998
IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pagg. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna
1994, pag. 332).

 

In una sentenza pubblicata
nella Pratique VSI 2001 pag. 106 segg., il TFA ha però ritenuto conforme al
principio del libero apprezzamento delle prove definire delle direttive per la
valutazione di determinate forme di rapporti e perizie. In particolare per
quanto concerne le perizie giudiziarie, la giurisprudenza ha statuito che il giudice
non si scosta senza motivi imperativi dalla valutazione degli esperti, il cui
compito è quello di mettere a disposizione del tribunale le loro conoscenze
specifiche e di valutare da un punto di vista medico una certa fattispecie.
Ragioni che possono indurre a non fondarsi su un tale referto sono ad esempio
la presenza di affermazioni contraddittorie, il contenuto di una superperizia,
altri rapporti contenenti validi motivi per farlo (Pratique VSI 2001 pag. 108
consid. 3b)aa e riferimenti citati; STFA I 462/05 del
25 aprile 2007; STFA U 329/01 ed U 330/01 del 25 febbraio 2003).

 

                                         Nella
DTF 125 V 351 (= SVR 2000 UV Nr. 10 pag. 33 segg.), la Corte federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico
consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore non
permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

                                         Lo
stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; RAMI
1993 pag. 95).

                                         Le
perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di
istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati
indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e
giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno
che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità
(Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3b)bb; STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).

 

                                         Per quel
che concerne il Servizio di Accertamento Medico (SAM) dell’assicurazione
invalidità, l’Alta Corte nella DTF 132 V 376 ha rilevato che se un Centro d'accertamento medico è incaricato di rendere una perizia,
devono essere osservati i diritti di partecipazione conferiti dall'art. 44 LPGA
(consid. 6 e 7).

 

                                         In merito
al valore probatorio delle perizie amministrative dei servizi medici di
accertamento (SAM), sotto il profilo dell'indipendenza, dell'equità del processo
e della parità delle armi, in una sentenza pubblicata in DTF
136 V 376 il Tribunale Federale ha specificato che la qualità formale di
parte dell'organo esecutivo dell'assicurazione per l'invalidità nella procedura
giudiziaria, rispettivamente la sua legittimazione a presentare ricorso in
materia di diritto pubblico, non consentono di considerare come atti di parte
le prove assunte dall'amministrazione nella precedente fase non contenziosa. 

 

                                         In una
sentenza di principio 9C_243/2010 del 28 giugno 2011 pubblicata in DTF 137 V
210 il Tribunale federale ha preso posizione sulle critiche della
giurisprudenza federale relativa al valore probatorio delle perizie dei Servizi
di accertamento medico (SAM; Art. 72 bis cpv. 1 OAI), dal profilo della
conformità alla CEDU e alla Costituzione, formulate soprattutto nel parere del
Prof. Dr. iur. Jörg Paul Müller e del Dr. iur Johannes Reich dell’11 febbraio 2010.

                                         L’Alta
Corte è arrivata alla conclusione che l’acquisizione delle basi mediche per
poter emettere una decisione attraverso perizie effettuate da istituti esterni
come i SAM nell’assicurazione invalidità svizzera, come pure il loro utilizzo
nelle procedure giudiziarie é di per sé conforme alla Costituzione e alla
Convenzione (consid. 2.1-2.3). D’altra parte il Tribunale federale ha
riconosciuto che attraverso tali perizie vengono messe in pericolo in modo
latente le garanzie procedurali, visto il potenziale di ricavi dell’attività
dei SAM nei confronti dell’assicurazione invalidità e con ciò anche della  loro
dipendenza economica (consid. 2.4). La nostra Massima Istanza ha perciò
ritenuto necessario adottare dei correttivi:

                                         (a
livello amministrativo)

                                         -
assegnazione a caso dei mandati di perizia ai SAM (consid. 3.1),

                                         -
differenze minime delle tariffe della perizia (consid. 3.2),

                                         -
miglioramento e uniformizzazione dei criteri di qualità e di controllo (consid.
3.3),

                                         -
rafforzamento dei diritti di partecipazione:

                                         -- in
caso di divergenze l’amministrazione deve ordinare la perizia attraverso una
decisione incidentale impugnabile davanti al Tribunale cantonale delle
assicurazioni o al Tribunale federale amministrativo (consid. 3.4.2.6;
cambiamento della giurisprudenza secondo DTF 132 V 93);

                                         -- alla
persona assicurata spettano precedentemente i diritti di partecipazione alla
procedura (ad esempio: quello di esprimersi sui quesiti peritali; consid. 3.4.2.9;
cambiamento della giurisprudenza secondo DTF 133 V 446); 

                                         (a
livello dell’autorità giudiziaria di prima istanza)

                                         In caso
di accertata necessità di ulteriori chiarimenti, il Tribunale cantonale o il Tribunale
federale amministrativo devono per principio essi stessi ordinare una perizia
medica (consid. 4.4.1.3 e 4.4.1.4; cambiamento della giurisprudenza secondo DLA
1997 Nr. 18 p. 85, C 85/95 consid. 5d con riferimenti, sentenza H 355/99 del 11
aprile 2000 consid. 3b), i cui costi sono posti a carico dell’assicurazione
invalidità (consid. 4.4.2).

 

                                         Infine,
il Tribunale federale ha concluso che le perizie raccolte secondo il vecchio
standard processuale non perdono di per sé il loro valore probatorio. Piuttosto
si dovrà decidere nel contesto dell’esame del singolo caso, alla luce delle sue
specifiche caratteristiche e delle critiche sollevate nel ricorso, se il fatto
di fondarsi esclusivamente sui mezzi di prova disponibili per prendere la
decisione impugnata è o no conforme al diritto federale (consid. 6). (Sul tema
cfr. STF 9C_120/2011 del 25 luglio 2011).

 

                                         Nella
sentenza 9C_243/2010 del 28 giugno 2011 il TF ha in particlare precisato quanto
segue a proposito del valore probatorio delle perizie di un SAM:

 

" 
2.2.2 Das Bundesgericht hat in BGE 136 V 376 dargelegt, dass diese Kritik im Ansatz unzutreffend ist, weil sie
die verfassungs- und gesetzesrechtlichen Grundlagen der schweizerischen
Verwaltungsrechtspflege ausblendet. Danach handelt die IV-Stelle im
Verwaltungsverfahren nicht als Partei, sondern als zur Neutralität und
Objektivität verpflichtetes Organ des Gesetzesvollzugs. Solange kein
Beschwerdeverfahren angehoben ist, läuft ein Einparteienverfahren mit dem
Leistungsgesuchssteller als Partei und der IV-Stelle als Behörde, welche nach
den Grundsätzen des Amtsbetriebes die Herrschaft über das Verfahren innehat.
Nach dem Übergang zum Anfechtungsstreitverfahren wird die Verwaltung zwar im
prozessualen Sinne zur Partei; sie bleibt lite pendente indessen weiterhin an
die rechtsstaatlichen Grundsätze (Art. 5 BV) gebundenes, der Objektivität und
Neutralität verpflichtetes Organ. Daher hat sie nicht auch im materiellen Sinn
Parteieigenschaft. Von dieser Rechtslage geht die Judikatur über die
Beweiskraft versicherungsmedizinischer Berichte und Gutachten (BGE 125 V 351; 122 V 157) aus. Sind formell einwandfreie und materiell schlüssige (das
heisst beweistaugliche und beweiskräftige) medizinische Entscheidungsgrundlagen
des Versicherungsträgers (Administrativgutachten) vorhanden, so besteht daher
nach der Rechtsprechung kein Anspruch auf eine gerichtliche Expertise (BGE 135 V 465 E. 4 S. 467). Gemäss der Rechtsauffassung, wie sie in der
gesetzlichen Ordnung über die Amtsermittlungspflicht des
Sozialversicherungsträgers zum Ausdruck kommt, wird Beweis über
sozialversicherungsrechtliche Ansprüche schwergewichtig auf der Stufe des
Administrativverfahrens geführt, nicht im gerichtlichen Prozess. Hierin liegt
eine Grundentscheidung des Gesetzgebers, deren Abänderung im formellen Gesetz
vollzogen werden müsste (vgl. Art. 164 Abs. 1 lit. e-g BV). Die Verwaltung ist
aufgrund von Art. 89 Abs. 2 lit. a BGG immer dann zur Beschwerde berechtigt,
wenn der angefochtene Akt die Bundesgesetzgebung in ihrem Aufgabenbereich
verletzen kann. Aus der formellen Parteieigenschaft der Durchführungsstelle im
gerichtlichen Prozess bzw. der Legitimation zur Erhebung von Beschwerden in
öffentlich-rechtlichen Angelegenheiten kann offensichtlich nicht gefolgert
werden, auch die Beweiserhebungen der IV-Stelle im (vorausgehenden)
nichtstreitigen Verfahren bis zum Verfügungserlass seien Handlungen einer
(formellen) Partei, womit das spätere gerichtliche Abstellen hierauf gegen die
Verfassung oder die EMRK verstiesse. 

2.2.3 Die grundsätzliche Verfassungs- und
Konventionsmässigkeit der Beschaffung medizinischer Entscheidungsgrundlagen
durch externe Gutachtensinstitute in der schweizerischen Invalidenversicherung
bestätigt ein rechtsvergleichender Ausblick. Danach kann - eine zweifellos in
die Kompetenz des nationalen Gesetzgebers fallende Grundentscheidung - die
medizinische Sachkompetenz entweder bei der entscheidenden Behörde selber
liegen oder bei zur Entscheidung im Einzelfall beizuziehenden Sachverständigen.

 

(…)

 

2.3 Im Hinblick auf die Ermittlung des
medizinischen Sachverhalts sind die MEDAS gesetzlich (Art. 59 Abs. 3 IVG)
vorgesehene Hilfsorgane der Invalidenversicherung. Als solche unterliegen sie
gleich wie die IV-Stellen selber dem verfassungsmässigen Gebot eines neutralen
und objektiven Gesetzesvollzugs. Institutionell wird die Eigenschaft der
Neutralität und Objektivität durch die selbständige Stellung der MEDAS
gestützt. Ihre Selbständigkeit zeigt sich darin, dass sie in ganz
verschiedenen, selber gewählten Rechtsformen auftreten und auf
unterschiedlichen Trägerschaften beruhen; sodann werden sie vom BSV weder fachlich
beaufsichtigt (vgl. Art. 64a IVG), noch sind sie im Einzelfall
weisungsgebunden. Ihre Kosten werden naheliegenderweise aus der IV-Rechnung
gedeckt, weshalb sie mit dem BSV auf tarifvertraglicher Grundlage
zusammenarbeiten (zu der daraus sich ergebenden Problematik vgl. aber unten E.
3.1.2).

Unter diesen Umständen kann das Gebot der
Verfahrensfairness nicht allein durch den Umstand verletzt sein, dass
gutachtliche und andere medizinische Erkenntnisse aus dem
Administrativverfahren die wesentliche tatsachenbezogene Entscheidungsgrundlage
für die gerichtliche Überprüfung des Verwaltungsaktes bilden. Die Konzeption,
wonach ein Gericht auf die vom Versicherungsträger korrekt erhobenen Beweise
abstellen und auf ein eigenes Beweisverfahren verzichten darf, bleibt
grundsätzlich vereinbar mit Völker- und Bundesrecht (BGE 135 V 465 E. 4.3.2 S. 469). Aus der Rechtsvergleichung ergibt sich keine im
europäischen Raum allgemein anerkannte einheitliche Rechtsauffassung, dass über
streitige Sozialleistungen nur aufgrund eines gerichtlichen Beweisverfahrens
abschliessend entschieden werden dürfte (unten E. 4.3). Eine andere Frage ist,
wie es sich verhält, wenn ein Gericht die ursprüngliche Beweisgrundlage einmal
verworfen hat (dazu unten E. 4.4.)" (…)

 

                                         Occorre
ancora evidenziare che il TFA, in una decisione del 24 agosto 2006 concernente un caso di assicurazione per l'invalidità (I 938/05), ha evidenziato il valore probatorio delle opinioni espresse
dai medici SMR nell'ambito dell'assicurazione per l'invalidità, sottolineando che in caso di divergenza tra il medico curante
ed il medico SMR non è per principio necessario procedere ad una nuova perizia.
In quell’occasione l’Alta Corte ha sviluppato la seguente considerazione:

 

" 
(…)

La valeur probante des rapports médicaux des uns et
des autres doit bien plutôt s'apprécier au regard des critères jurisprudentiels
précédemment énumérés (cf. consid. 3.1 supra). Il n'y a dès lors aucune raison
d'écarter le rapport du SMR ici en cause ou de lui préférer celui du médecin
traitant, pour le seul motif que c'est le service médical régional de l'AI qui
l'a établi. Au regard du déroulement de l'examen clinique pratiqué par les
médecins du SMR et du contenu de leur rapport, on ne relève, du reste, aucune
circonstance particulière propre à faire naître un doute sur l'impartialité de
ceux-ci. La recourante ne fait d'ailleurs rien valoir de tel." (…)

 

Per quel che riguarda i
rapporti del medico curante, secondo la generale esperienza della vita, il
giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto di fiducia
esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di dubbio, in
favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; DTF 125 V 353
consid. 3a)cc); Pratique
VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc; Meyer-Blaser,
Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997, pag.
230).

 

L’Alta Corte in una sentenza 9C_142/2008
del 16 ottobre 2008 per quanto riguarda le divergenze d’opinioni tra medici curanti
e periti interpellati dall’amministrazione o dal giudice ha precisato quanto
segue:

 

" 
(…)

On ajoutera qu'en cas de divergence d'opinion entre
experts et médecins traitants, il n'est pas, de manière générale, nécessaire de
mettre en oeuvre une nouvelle expertise. La valeur probante des rapports
médicaux des uns et des autres doit bien plutôt s'apprécier au regard des
critères jurisprudentiels (ATF 125 V 351 consid. 3a p. 352) qui permettent de leur reconnaître pleine valeur
probante. A cet égard, il convient de rappeler qu'au vu de la divergence
consacrée par la jurisprudence entre un mandat thérapeutique et un mandat 

 

d'expertise (ATF 124 I 170 consid. 4 p. 175; SVR 2008 IV Nr. 15 p. 43 consid. 2.2.1 et les
références [arrêt I 514/06 du 25 mai 2007]), on ne saurait remettre en cause
une expertise ordonnée par l'administration ou le juge et procéder à de
nouvelles investigations du seul fait qu'un ou plusieurs médecins traitants ont
une opinion contradictoire. Il n'en va différemment que si ces médecins
traitants font état d'éléments objectivement vérifiables ayant été ignorés dans
le cadre de l'expertise et qui sont suffisamment pertinents pour remettre en
cause les conclusions de l'expert.(…)

 

                                         Infine, va ricordato che se vi sono dei rapporti
medici contraddittori, il giudice non può evadere la procedura senza valutare
l'intero materiale ed indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto
piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008, STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).

 

Va ancora rilevato che,
affinché un esame medico in ambito psichiatrico sia
ritenuto affidabile, esso deve adempiere diverse condizioni (D. Cattaneo, “La
promozione dell'autonomia del disabile: esempi scelti dalle assicurazioni
sociali”, in RDAT II-2003, pag. 571 seg., in particolare la nota 158, pag.
628-629, nella quale vengono citate alcune sentenze federali e cantonali, in
particolare la DTF 127 V 294; cfr. D. Cattaneo, “Le perizie nelle assicurazioni
sociali” in Le perizie giudiziarie Ed. CFPG, Lugano e Helbing &
Lichtenhahn, Basilea 2008 pag, 203 e segg. (249-254).

                                         In
quest’ultima sentenza l'Alta Corte ha fatto proprie le considerazioni di
Mosimann. In particolare, secondo questo autore (Somatoforme Störungen:
Gerichte und [psychiatrische] Gutachten, in: SZS 1999 pag. 105 ss), in ambito
psichiatrico l’esperto deve innanzitutto porre una diagnosi secondo una
classificazione riconosciuta e pronunciarsi sulla gravità dell'affezione.

                                         Il
perito deve anche valutare l'esigibilità della ripresa di un'attività lucrativa
da parte dell'assicurato. Tale prognosi deve tener conto di diversi criteri,
quali il carattere premorboso, l'affezione psichica e quelle organiche
croniche, la perdita d'integrazione sociale, un eventuale profitto tratto dalla
malattia, il carattere cronico della malattia, la durata pluriennale della
stessa con sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità di ricorrere a
trattamenti medici secondo la regola d'arte. La prognosi sfavorevole deve
essere fatta in base all’insieme dei succitati criteri.

                                         Inoltre, l'esperto deve
esprimersi sull'aspetto psicosociale della persona esaminata.

                                         Del resto, un rifiuto di
una rendita deve ugualmente basarsi su diversi criteri, tra i quali le
divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati, le allegazioni
sull'intensità dei dolori la cui descrizione rimane sul vago, l'assenza di una
richiesta di cura, le evidenti divergenze tra le informazioni fornite dal paziente
e quelle risultanti dall'anamnesi, il fatto che le lamentele molto dimostrative
lascino l'esperto insensibile, come pure le allegazioni di grandi handicap
nonostante un ambiente psico-sociale intatto (STCA inedita 27 settembre 2001,
inc. 32.1999.124).

 

                               2.7.   Nella
concreta fattispecie, chiamato a verificare innanzitutto se lo stato di salute
del ricorrente è stato accuratamente vagliato dall’UAI prima dell’emissione
della decisione qui impugnata, dopo attenta analisi della documentazione medica
agli atti, questo TCA non ha motivo per distanziarsi dalla valutazione peritale
effettuata dal CPAS per quanto riguarda la diagnosi e la percentuale
d’inabilità lavorativa (75% anche in attività adeguate) posta dai periti. 

 

                                         Essendo
il quadro clinico dell’assicurato, su questi punti, incontestato (cfr. doc. I),
è quindi superfluo dilungarsi, non essendovi contestazione tra le parti.

 

                                         Oggetto
del contendere è invece la data di decorrenza della rendita intera d’invalidità
attribuita a RI 1.

                                         Nella
decisione impugnata l’UAI ha oggettivato il peggioramento del quadro clinico
dell’assicurato, richiamando la perizia del CPAS, nel mese di ottobre 2009
(doc. AI 185-1). 

 

                                         Il
ricorrente, da parte sua, sostiene che se l’amministrazione avesse subito
accertato l’effettivo stato di salute dell’assicurato  avrebbe dovuto
riconoscere una rendita intera con effetto dal mese della domanda di revisione
(novembre 2005), subordinatamente dalla data d’invio delle osservazioni al
primo progetto di decisione (marzo 2008) (doc. I).

 

                                         Come
anticipato al consid. 2.3., in caso di aggravamento dell'incapacità al
guadagno, occorre tener conto del cambiamento determinante il diritto a
prestazioni, non appena esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole (art.
88a cpv. 2 OAI). Queste norme sono applicabili non soltanto in caso di
revisione della rendita, ma anche di assegnazione con effetto retroattivo di
una prestazione limitata nel tempo (STFA 29 maggio 1991 nella causa St.; RCC
1984 pag. 137).

 

 

                               2.8.   In una
sentenza 8C_427/2011 del 15 settembre 2011 l’Alta Corte ha sviluppato le
seguenti considerazioni:

 

"  4.2.3 Die Versicherte wendet im
Wesentlichen ein, eine Persönlichkeitsveränderung, wie sie von Dr. med.
P.________ diagnostiziert werde, müsse definitionsgemäss schon seit längerer
Zeit bestehen. Dies spreche gegen die Verlässlichkeit des Untergutachtens der
Frau med. pract. H.________, welche keine solche Diagnose gestellt habe. Sodann
stützt die Beschwerdeführerin ihre Auffassung auf verschiedene Aussagen im
RAD-Bericht vom 27. November 2009 und auf den Umstand, dass die
IV-Stelle gemäss Vorbescheid vom 7. März 2011 davon ausgehe, ab 1. Juli 2010
bestehe Anspruch auf eine halbe Invalidenrente.

4.2.4
Auch Frau med. pract. H.________ hat die Belastungsfaktoren, welche Dr. med.
P.________ der Diagnose einer Persönlichkeitsveränderung zugrunde legt,
erwähnt. Dass sie sich dadurch, unter Berücksichtigung der von ihr
vorgenommenen Untersuchung, nicht zur gleichen Diagnosestellung wie Dr. med.
P.________ veranlasst sah, lässt ihre Ausführungen nicht als unrichtig
erscheinen. Zudem dürfte sich die Bescheinigung einer Arbeitsunfähigkeit durch
Dr. med. P.________ eher auf die von ihm zusätzlich diagnostizierte depressive
Episode beziehen. Diese wiederum bezeichnet der Psychiater als rezidivierend.
Sie muss daher nicht bereits im Jahr 2006 oder bei der Begutachtung durch Frau
med. pract. H.________ bestanden haben. Die weiteren medizinischen Akten
enthalten denn auch keine Hinweise auf eine frühere Manifestation eines solchen
Leidens im damaligen Zeitpunkt. Es ergibt sich aus den Akten ebenfalls nicht,
dass sich eine Persönlichkeitsveränderung vor dem Behandlungsbeginn bei Dr.
med. P.________ auf die Arbeitsfähigkeit ausgewirkt hätte. Zu beachten ist
zudem, dass es generell und namentlich bei psychischen Störungen schwierig ist,
rückwirkend und überdies für einen weit zurückliegenden Zeitraum die
Arbeitsfähigkeit zuverlässig zu beurteilen (Urteile 8C_418/2010 vom 27. August
2010 E. 5.3.2 und 8C_808/2007 vom 16. Mai 2008 E. 5.4.1 mit Hinweisen). Dies spricht
ebenfalls eher für die näher beim massgeblichen Zeitpunkt der Renteneinstellung
liegende Beurteilung der psychiatrischen Expertin als für die retrospektive des
Dr. med. P.________. Hinzu kommt, dass dieser, wie die Vorinstanz richtig
erwähnt, als behandelnder Arzt Bericht erstattet hat. Rechtsprechungsgemäss
sind nun aber Berichte der behandelnden Ärztinnen und Ärzte aufgrund deren
auftragsrechtlichen Vertrauensstellung zur Patientin oder zum Patienten mit
Vorbehalt zu würdigen, was für den allgemein praktizierenden Hausarzt wie für
den behandelnden Spezialarzt und erst recht für den schmerztherapeutisch
tätigen Arzt mit seinem besonderen Vertrauensverhältnis und dem Erfordernis,
den geklagten Schmerz zunächst bedingungslos zu akzeptieren, gilt (SVR 2008 IV
Nr. 2 S. 3, I 697/05 E. 4.2 mit Hinweis; vgl. auch BGE 135 V 465 E. 4.5 S. 470 und
125 V 351 E. 3b/cc S. 353).

Die
vorinstanzliche Beurteilung, wonach die Aussagen des Dr. med. P.________ das
Gutachten der Frau med. pract. H.________ nicht zu entkräften vermögen, erweist
sich aus den dargelegten Gründen jedenfalls nicht als offensichtlich unrichtig
oder sonstwie rechtsverletzend.”

 

                               2.9.   Nella perizia del 5 novembre 2009 il Dr. __________, spec. FMH in psichiatria
e psicoterapia e direttore del CPAS e la Dr.ssa __________, spec. FMH in
psichiatria e psicoterapia, hanno considerato
l’assicurato inabile all'attività lavorativa
nella misura del 75% a decorrere
dalla data della perizia (i due colloqui sono stati effettuati il 6 e il 14
ottobre 2009, cfr. doc. AI 158-1), ovvero
dal mese di ottobre 2009 non
essendo possibile datare l'inizio del peggioramento. I periti hanno
giustificato tale procedere con “l’assenza di precedenti certificati medico-psichiatrici e considerando l'andamento progressivamente
invalidante della patologia” (doc. AI 158-11).

 

                                         Questo
Tribunale, dopo attenta analisi della documentazione medica agli atti, non può
confermare l’operato dell’amministrazione, per le ragioni che seguono.

 

                                         Dagli
atti dell’incarto emerge che successivamente alla valutazione peritale del Dr. __________
del 24 novembre 2004 nella quale veniva posta la diagnosi di “Disturbo
organico di personalità con umore depresso” e indicato che 

                                         le capacità
psichiche dell’assicurato “sono soprattutto ridotte per la componente neuro
psicologica e depressiva che influiscono al massimo al 25%‑30% sulle sue
capacità lavorative da ultimo svolte” (doc. AI 75-17), non vi sono agli
atti certificazioni mediche che attestano un’incapacità lavorativa per motivi
psichici sino al 10 marzo 2008.

 

                                         In sede
di domanda di revisione del 24 novembre 2005 l’assicurato non aveva indicato
alcuna patologia psichiatrica per quanto riguarda il danno alla salute (pto.
7.2, doc. AI 89-5).

                                         

                                         Interpellato
dall’Ufficio AI, in merito al peggioramento del quadro valetudinario
dell’assicurato, il medico curante Dr. __________, FMH in medicina generale, il
16 gennaio 2006 non aveva fatto riferimento ad alcuna patologia psichiatrica, limitandosi
ad indicare problemi d’instabilità vertebrale sul segmento L5/S1 (doc. AI
92-1).

 

                                         Nel
referto del 6 marzo 2006 lo stesso medico curante Dr. __________ aveva posto la
diagnosi senza ripercussioni sulla capacità lavorativa di depressione (doc. AI
96-3).

 

                                         È
unicamente con il certificato del Dr. __________ del 17 marzo 2008 che
viene nuovamente attestato un disturbo di natura psichiatrica. Circostanza
questa peraltro già emersa nell’ambito della precedente procedura dinanzi
questa Corte (cfr. sentenza del 23 aprile 2009, pag. 25).

                                         Il Dr. __________,
in data 17 marzo 2008, ha infatti indicato che RI 1 soffre di “depressione
cronica in seguito a dolori e incapacità lavorativa con isolazione sociale
consecutiva” (doc. AI 124-1)

 

                                         Nella
precedente sentenza il TCA ha dunque rinviato gli atti all’amministrazione, la
quale – erroneamente secondo questa Corte – aveva fatto riferimento al referto
peritale del 24 novembre 2004 (tre anni e mezzo antecedente alla decisione
impugnata) per giustificare un mancato peggioramento del quadro psichiatrico,
senza procedere ad alcun nuovo esame specialistico.

 

                                         Nella
perizia del 5 novembre 2009 il Dr. __________ e la Dr.ssa __________, non sono stati però in grado di datare l'inizio del peggioramento, ragion per
cui, in assenza di precedenti certificati
medico-psichiatrici e considerando
l'andamento progressivamente invalidante della patologia, lo hanno fissato
al mese di ottobre del 2009 (doc. AI 158-11).

 

                                         In data
28 luglio 2011 questa Corte ha interpellato il medico curante, Dr. __________
per le seguenti precisazioni:

 

" 
(…)

1)      A quale classificazione ICD appartiene la patologia psichiatrica
diagnosticata all’assicurato nel 2008 ?

 

2)      Ci può descrivere il decorso di tale patologia e i trattamenti
intrapresi (terapia, farmacologia) ?

 

3)      Quale grado d’incapacità lavorativa comporta per il paziente ?
Quando ha preso inizio tale incapacità lavorativa ? È tuttora presente ?

 

4)      Questa patologia da cosa è determinata ?

 

5)      Per quale motivo l’assicurato, a quel momento, non è stato inviato
da uno specialista in psichiatria e psicoterapia ?” (doc. VIII).

 

                                         Il
Dr. __________ ha così risposto in data 7 agosto 2008:

 

" 
(…)

1.   la classificazione ICD-10 della patologia psichiatrica diagnosticata
nel 2008 è: sindrome depressiva ricorrente con episodi di media entità (ICD-10:
F33.1)

2.   la depressione fu scatenata e mantenuta della situazione di
disoccupazione ed isolamento sociale, combinata con variabili dolori
invalidanti di processi degenerativi dello scheletro assiale, che necessitavano
interventi specialistici senza risultato positivo. Sono stati somministrati
antidepressivi triciclici (i nuovi ISSR non sono stati supportati) che hanno
avuto effetto anche sulla cefalea cronica.

3.   75% dal ottobre 2009 con precedente rendita AI di 3/4 . L’incapacità
lavorativa è tuttora presente.

4.   Vedasi allinea 2.

5.   Il trattamento ed il decorso è risultato soddisfacente. Conosco il
paziente da circa trent’anni ed ho proposto anche questo appoggio
professionale, che però durante il decorso non è stato necessario ed anche non
gradito da parte del paziente” (doc. IX).

 

                                         Nel
complemento del 17 agosto 2011 il Dr. __________ ha aggiunto:

 

" 
(…)

Precisazione del capoverso 3. della risposta del
7.8.2011 concernente il paziente in merito:

 

l’inabilità lavorativa del 75% dovuto alla
depressione esisteva già al 17.3.2008 e la decisione del incapacità lavorativa
con ottobre 2009 si basa sulla perizia psichiatrica incaricata da parte
dell’AI.” (doc. XI)

 

 

                                         I medici del SMR da parte
loro, nelle annotazioni del 30 agosto 2011, hanno indicato che il medico
curante non ha precisato in quale modo la patologia psichiatrica ha influito
sulla capacità lavorativa limitandola al 25% e non fornirebbe elementi
sufficienti per concludere che era presente già dal mese di marzo 2008 (doc.
XVbis).

 

                                         Il 6
settembre 2011 questa Corte ha quindi nuovamente interpellato il Dr. __________,
per le seguenti precisazioni:

 

" 
(…)

1)      A partire da quando il signor RI 1 è suo regolare paziente ?

 

2)      Nello scritto del 17 agosto 2011 ci ha indicato che la patologia
psichiatrica esisteva già al 17 marzo 2008. Ci può indicare a partire da quando
(data esatta) tale patologia è peggiorata divenendo invalidante per il paziente
? 

 

3)      Ritenuto che prima del referto del 17 marzo 2008 non è mai stata
diagnosticata una patologia psichiatrica con conseguenze sulla capacità
lavorativa (nel suo referto del  6 marzo 2006 la depressione era inserita nelle
diagnosi senza ripercussioni sulla capacità lavorativa), cosa è intervenuto nel
marzo del 2008 per ritenere RI 1 inabile al lavoro per la depressione ?

 

4)      Sulla base di quali elementi ha potuto constatare questo
peggioramento ?

 

 

5)      Nello scritto del 7 agosto 2008 ci ha indicato che sono stati
somministrati al paziente degli antidepressivi triciclici. A partire da quando
(data esatta) ha prescritto a RI 1 tali medicamenti ?

 

6)      Nel certificato medico del 17 marzo 2008 lei ha diagnosticato dei
disturbi fisici (dolori cronici lombo vertebrali, cefalee frequenti, dolori
alle spalle, dolori addominale) e disturbi psichici (depressione cronica) e
indicato un’incapacità lavorativa del 70%.

                                      

La percentuale del
70% si riferiva ai disturbi somatici o a quelli psichici ? Come si giustifica
tale incapacità lavorativa ?” (doc. XVIII).

 

                                         Il
Dr. __________, in data 19 settembre 2011, ha così risposto:

                                         

" 
(…)

1)      Dal 1980

2)      il 17.3.08 è la data per il peggioramento della depressione
influenzando la capacità lavorativa in modo importante

3)      l’accumulo delle sofferenze fisiche che non sono state considerate
in modo adeguato delle assicurazioni.

4)      Ritiro dei contatti sociali sempre più drastico, assenza di appoggio
di terzi, cefalea sempre più frequente e incisivo con insonnia, espressione
simbolica di idee di suicidio, accenno di sopravvivere solo grazie alla propria
fede

5)      dal 5.12.08 (preciso che l’indicazione e il tentativo di
somministrare di tali medicamenti non erano possibili poiché il paziente non
poteva accettare tale idea causa la sua fede)

6)      Non mi sento in grado di attribuire con chiarezza l’incapacità
lavorativa con questa anamnesi lunga che rappresenta una sofferenza fisica e
psichica intrecciata con esordio fisico” (doc. XIX).

 

                                         L’UAI,
nelle osservazioni del 28 settembre 2011, ha confermato il proprio provvedimento riprendendo le annotazioni dei medici del SMR, Dr.ssa __________ e Dr. __________,
i quali hanno concluso che il medico curante, pur riferendo di un peggioramento
del quadro clinico dal 17 marzo 2008, “non si esprime in maniera chiara
sull’influsso che questo ha avuto sulla CL” (doc. XXIIbis).

 

                                         Il
TCA non condivide la posizione dell’amministrazione.

 

                                         Agli atti
figurano, da un canto, le certificazione del Dr. __________ - medico che ha
avuto in cura l’assicurato - e, d'altro canto, la perizia amministrativa del CPAS,
sostenuta dal SMR.

                                         Di
principio, questi referti possono essere presi in considerazione nell'ambito di
una valutazione globale delle prove. In effetti, come visto, secondo la
giurisprudenza federale, per decidere a proposito del valore probante di un
mezzo di prova, determinante è il suo contenuto, piuttosto che la sua
provenienza.

                                         Ora, pur
tenendo conto che alle certificazioni del medico curante (cfr. STFA del 7
dicembre 2001 nella causa M, U 202/01, consid. 2b/bb) - va riconosciuto un
valore di prova limitato - e ciò in ragione del rapporto di fiducia che lo lega
al suo paziente (cfr.
RAMI 2001 U 422, p. 113ss. (= AJP 1/2002, p. 83); DTF 125 V 353 consid. 3b/cc; DTF
124 I 175 consid. 4; DTF
122 V 161; RCC 1988 p. 504; R. Spira, La preuve en droit des assurances
sociales, in Mélanges en l'honneur de Henri-Robert Schüpbach, Basilea
2000, p. 269s.) e in ragione della diversità
dell’incarico assunto (a scopo di trattamento anziché di perizia), di modo che,
in caso di lite, non ci si può di regola fondare sulla posizione del medico
curante, anche se specialista (cfr. STF I 1102/06 del 31 gennaio 2008; STFA I
701/05 del 5 gennaio 2007 consid. 2) - resta il fatto che nella presente fattispecie l'opinione
espressa dal medico curante, risulta più convincente rispetto a quella
sostenuta dai periti del CPAS che de facto non hanno saputo rispondere
in maniera esaustiva al quesito circa il peggioramento del quadro
psichiatrico del ricorrente fissandolo al mese di ottobre 2009, in mancanza di precedenti certificazioni.

 

                                         Ritenuto invece che agli
atti vi è la perizia del Dr. __________ che poneva una prognosi negativa a medio-lungo termine (doc. AI 75-18), il certificato del Dr. __________
del 17 marzo 2008 e quelli del 7 agosto, del 17 agosto e infine del 19
settembre 2011 attestanti in maniera chiara un disturbo di natura psichiatrica
con incapacità lavorativa esistente già al 17 marzo 2008 (doc. AI 124-1,
IX, XI, XIX), questa Corte ritiene dimostrato, secondo il grado della verosimiglianza preponderante abitualmente
applicato nel settore delle assicurazioni sociali, che l’assicurato è
inabile al lavoro in misura del 70-75% almeno dal mese di marzo 2008, come postulato
in via subordinata dal ricorrente.

 

                                         A differenza di quanto
emerge dalla sentenza
8C_427/2011 del 15 settembre 2011 (cfr. consid. 2.8.), nel caso di specie il
Dr. __________ è stato in grado di fissare in maniera precisa quando è
peggiorato il quadro psichiatrico del paziente.

 

                                         La circostanza – indicata
nella perizia del CPAS e nella risposta dell’UAI – che l’assicurato non si è
mai rivolto alle cure di uno specialista “sentendosi sufficientemente preso
a carico sia dal punto di vista psicoterapeutico che dal punto di vista
psicofarmacologico dal suo medico curante Dr. __________ (doc. AI 158-11)
non significa ancora che l’assicurato non soffrisse già di una
patologia psichiatrica invalidante.

 

                                         Il referto del 14
settembre 2010 della Dr.ssa __________ spec. FMH in psichiatria e psicoterapia,
che informa l’UAI di aver iniziato a seguire il paziente solo dal 24 novembre
2009 “a causa di un importante stato depressivo” non permette una diversa
valutazione della fattispecie. 

                                         Il medico curante specialista
infatti si è limitato ad indicare che la sindrome depressiva ricorrente di cui
soffre RI 1 “dura ormai da mesi” (doc. AI 175-1).

 

Richiamato l’art. 88a cpv. 2 OAI (cfr. consid.
2.8.) la decisione impugnata va, dunque, modificata nel senso che l’assicurato
ha diritto ad una rendita intera d’invalidità dal 1° giugno 2008.

 

                             2.10.   Secondo l'art. 29 cpv. 2 Lptca e 69 cpv. 1bis LAI, la procedura di
ricorso in caso di controversie relative all'assegnazione o al rifiuto di
prestazioni AI dinanzi al Tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a
spese. L'entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1'000.-- franchi in
funzione delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso (DTF 133
V 402; STF 9C_156/2009 del 7 aprile 2009; STF 8C_393/2008 del 24 settembre
2008).

 

                                         Visto
l'esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 500.-- sono poste a carico
dell'Ufficio AI.

 

                             2.11.   Vincente in
causa, il ricorrente, patrocinato dalla RA 1, ha diritto ad un'indennità per
ripetibili (cfr. STF K 63/06 del 5 settembre 2007 e la citata DTF 126 V 11 seg. consid. 2).

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è accolto.

                                          §                                     La decisione del 6 gennaio
2011 impugnata è annullata.

                                           §§ L’assicurato ha
diritto ad una rendita intera d’invalidità a                         partire dal
1° giugno 2008.

 

                                   2.   Visto
l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 500.-- sono poste a carico
dell’Ufficio AI.

                                         L’Ufficio
AI verserà al ricorrente la somma di fr. 1’000.-- a titolo di ripetibili (IVA
inclusa).

                                      

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti