# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c66bd147-1695-5c67-ba04-d78269d98e70
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-11-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 15.11.2001 35.2001.50
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2001-50_2001-11-15.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  35.2001.00050

   

  mm

  	
  Lugano

  15 novembre 2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  presidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Maurizio Macchi

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 16 agosto 2001 di

 

	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: avv. __________,  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 7 maggio 2001 emanata da

  
	
   

  	
  __________,
  

  rappr. da: avv. __________,  

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   In data 9
febbraio 2000, __________ - all'epoca disoccupata e,
perciò, assicurata d'obbligo contro gli infortuni presso l'__________ - è inciampata
ed è caduta al suolo, riportando una frattura pluriframmentaria della testa
dell'omero destro.

 

                                         Il caso è
stato assunto dall'Istituto assicuratore, il quale ha regolarmente corrisposto
le prestazioni assicurative.

 

                               1.2.   Nel corso
del mese di ottobre 2000, l'assicurata è stata sottoposta a degli accertamenti
specialistici in relazione ai disturbi che essa lamentava alla base del pollice
nonché in zona dorsale e palmare della mano destra. 

                                         In
particolare, il dottor __________, spec. FMH in chirurgia della mano, con
rapporto del 12 gennaio 2001, ha diagnosticato
un'artrosi trapezio metacarpea (cfr. doc. _). 

 

                               1.3.   L'__________,
con decisione formale 20 novembre 2000, ha negato il proprio obbligo
contributivo a dipendenza dei disturbi all'estremità superiore destra,
difettando una relazione di causalità naturale con l'evento traumatico del
febbraio 2000. Di conseguenza, l'assicuratore LAINF ha posto termine al
versamento dell'indennità giornaliera a far tempo dal 1. settembre 2000 (cfr.
doc. _).

 

                                         A seguito
dell'opposizione interposta dall'avv. __________ per conto dell'assicurata
(cfr. doc. _), l'__________, in data 7 maggio 2001, ha sostanzialmente ribadito
il contenuto della sua prima decisione (cfr. doc. _).

 

                               1.4.   Con
tempestivo ricorso 16 agosto 2001, __________,
sempre patrocinata dall'avv. __________, ha chiesto che l'__________ venga
condannato a riconoscerle le prestazioni assicurative a seguito dell'infortunio
assicurato sino al 9 febbraio 2001 (cfr. I, p. 3s.).

 

                                         Questi,
in particolare, gli argomenti sviluppati dall'insorgente a sostegno della
proprie pretese ricorsuali:

 

" 
(…).

La __________ richiama il rapporto 15.11.2000 del
dr. __________. Anzitutto va detto che il dr. __________ ha formulato
quest'apprezzamento senza visitare la paziente. Egli nel rapporto si limita a
constatare che dai referti medici sin qui eseguiti vi sia l'emergenza di una
rizartrosi. Da questo fatto egli ne deduce, senza ulteriori motivazioni o
argomentazioni, che "i relativi controlli medici ed eventuali cure, non
possono essere assunte da parte della __________ in quanto non in diretta
relazione con l'infortunio del 09.02.2000". Egli, non fosse altro che per
escluderla, non menziona minimamente la possibilità o la probabilità che
l'incidente possa aver scatenato o peggiorato i sintomi della rizartrosi
constatata, probabilità che è stata evidenziata nei referti medici da lui
esaminati. Il parere del dr. __________ è pertanto sommario e senz'altro
incompleto e pertanto non può e non dev'essere considerato nella presente
procedura.

 

Da considerare, e da ritenere decisivo, è invece
il parere del dr. __________: egli è specialista in chirurgia della mano, ha
potuto esaminare l'incarto, comprensivo dei pareri dei colleghi radiologo e
reumatologo, ed ha visitato in modo completo e approfondito la paziente. La
ricorrente ancor prima di recarsi da lui aveva anticipato che il suo parere
sarebbe stato per lei vincolante, cosa che il sottoscritto legale ha pure
anticipato alla __________.

 

La conclusione del dr. __________ è chiara:
"Riesco a capire come la Ass. __________ rifiuti la assunzione del
caso, poiché l'incidente ha scatenato sì i dolori all'articolazione
trapezio-metacarpea, ma siamo arrivati alla situazione dello status quo sine,
ovverosia dello stato in cui i dolori non sono più da attribuire alla
contusione, ma bensì all'evoluzione spontanea dell'artrosi". Da questo
parere si possono ritenere tre punti:

 

- anzitutto il dr. __________ evidenzia
chiaramente la problematica dell'artrosi già presente prima dell'infortunio e
capisce che sulla base di tale malattia preesistente la __________ rifiuti le
sue prestazioni; il fatto non è peraltro mai stato contestato dalla ricorrente;

- l'incidente ha scatenato i dolori alla mano; il
nesso di causalità naturale è quindi chiaro; quello adeguato pure in quanto
rientra nel corso ordinario delle cose che un trauma come quello subito alla
mano già affetta (ma senza sintomi) da artrosi possa scatenare dei dolori e la
conseguente inabilità parziale al lavoro; 

- siamo arrivati allo status quo sine per cui dal
16.02.2001 viene meno il nesso di causalità naturale: è pertanto giusto che a
partire da tale data la __________ cessi le sue prestazioni.

 

L'interpretazione della __________ del rapporto
del dr. __________, specialista in materia, è insostenibile sia nella sostanza
che nella forma:

 

- il fatto che il dr. __________ riesca a capire
l'argomentazione e la posizione della __________ non vuole certo dire che la
condivida o che la ritenga giusta. Le parole hanno ancora un significato, anche
per la __________: spiace dirlo, ma l'ultima frase del punto 3. della Decisione
denota purtroppo una cattiva fede, non certo edificante per un importante ente
assicurativo come la __________. Non si può prima contestare la tesi della
causalità del dr. __________ ("Alla luce…") per poi sostenere che in
realtà il Dottore ("Fra l'altro…") la pensava diversamente.

Il senso della frase del dr. __________ "l'incidente
ha scatenato sì i dolori all'articolazione trapezio metacarpea" è
piuttosto chiaro. Chiaro è pure il senso della frase "…siamo arrivati
alla situazione dello status quo sine, ovverosia dello stato in cui i dolori
non sono più da attribuire alla contusione ma bensì all'evoluzione spontanea
dell'artrosi" L'interpretazione a contrario di questa frase
evidenzia in modo logico e incontestabile che prima della situazione attuale i
dolori erano da attribuire, secondo il dr. __________, alla contusione e non al
decorso "normale" dell'artrosi.

 

- è vero, e lo ribadisce pure il dr. __________,
che i medici dell'Ospedale regionale di __________ non hanno menzionato
disturbi alla mano. È però falso, come sostenuto dalla __________ al punto 3.
della Decisione che "…, in ogni caso, l'assicurata non ha subito alcun
trauma alla mano". Il dr. __________ ricorda infatti espressamente che
"alla visita iniziale all'Ospedale __________, si fecero delle
radiografie della mano destra, poiché la paziente aveva dolori e credo che
queste siano state fatte per escludere una frattura". Esclusa la
frattura alla mani i medici si sono concentrati su quella dell'omero.
L'immobilizzazione che ne è seguita ha pure ridotto l'uso e quindi i dolori
alla mano.

 

Le argomentazioni della __________ per
contraddire il parere del dr. __________ sono del tutto inconsistenti (e a
tratti pretestuose) e non si basano su alcun dato oggettivo. Per questi motivi
non possono e non devono essere ritenute.

 

In conclusione si deve constatare che il danno
alla salute patito dalla ricorrente alla mano destra è in rapporto di causalità
naturale ed adeguata con il citato infortunio, per cui la __________ dovrà
corrispondere alla signora __________ le sue prestazioni sino al 9 febbraio
2001"

                                         (I). 

 

                               1.5.   L'__________,
in risposta, ha postulato un'integrale reiezione del gravame, con argomenti di
cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. III).

 

                               1.6.   In data 28
settembre 2001, lo scrivente TCA ha interpellato il dottor __________, chirurgo
della mano, chiedendogli precisazioni in merito al raggiungimento dello status
quo sine (cfr. V).

 

                                         La sua
risposta è pervenuta il 23 ottobre 2001 (VI).

 

                                         L'Istituto
assicuratore ha preso posizione il 25 ottobre 2001 (cfr. VIII), mentre
__________, da parte sua, è rimasta silente. 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale
delle assicurazioni (cfr. STFA del 26 ottobre 1999 nella causa D.C., I 623/98;
STFA del 22 dicembre 2000 nella causa G.H., H 304/99).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   L'oggetto della lite è circoscritto alla questione a
sapere se l'__________ ha a meno correttamente posto termine alle proprie
prestazioni assicurative a far tempo dal 31 agosto 2000.

 

                               2.3.   Presupposto
essenziale per l'erogazione di prestazioni da parte dell'assicurazione contro
gli infortuni è l'esistenza di un nesso di causalità naturale fra l'evento e le
sue conseguenze (danno alla salute, invalidità, morte). 

                                         Questo
presupposto è da considerarsi adempiuto qualora si possa ammettere che, senza
l'evento infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare
o non si sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, invece, che
l'infortunio sia stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è
sufficiente che l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia
comunque provocato un danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato,
vale a dire che l'evento appaia come una condizione sine qua non del danno.

 

                                         È
questione di fatto lo stabilire se tra evento infortunistico e danno alla
salute esista un nesso di causalità naturale; su detta questione
amministrazione e giudice si determinano secondo il principio della probabilità
preponderante - insufficiente essendo l'esistenza di pura possibilità -
applicabile generalmente nell'ambito dell'apprezzamento delle prove in materia
di assicurazioni sociali. Al riguardo essi si attengono, di regola, alle
attestazioni mediche, quando non ricorrano elementi idonei a giustificarne la
disattenzione (cfr. DTF 119 V 31; DTF 118 V 110; DTF 118 V 53; DTF 115 V 134;
DTF 114 V 156; DTF 114 V 164; DTF 113 V 46). Ne discende che ove l'esistenza di
un nesso causalità tra infortunio e danno sia possibile ma non possa essere
reputata probabile, il diritto a prestazioni derivato dall'infortunio
assicurato dev'essere negato (DTF 117 V 360 consid. 4a e sentenze ivi citate).

 

                                         L'assicuratore
contro gli infortuni è tenuto a corrispondere le proprie prestazioni fino a che
le sequele dell'infortunio giocano un ruolo causale. Pertanto, la cessazione delle
prestazioni entra in considerazione soltanto in due casi: 

 

-  quando
lo stato di salute dell'interessato è simile a quello che esisteva
immediatamente prima dell'infortunio (status quo ante);

                                         -  quando
lo stato di salute dell'interessato è quello che, secondo l'evoluzione
ordinaria, sarebbe prima o poi subentrato anche
senza l'infortunio (status quo sine) 

 

                                         (cfr.
RAMI 1992 U142, p. 75 s. consid. 4b; A. Maurer, Schweizerisches Unfallversicherungsrecht,
p. 469; U. Meyer-Blaser, Die Zusammenarbeit von Richter und Arzt in der Sozialversicherung,
in Bollettino dei medici svizzeri 71/1990, p. 1093).

                                         Secondo
la giurisprudenza, qualora il nesso di causalità con l'infortunio sia
dimostrato con un sufficiente grado di verosimiglianza, l'assicuratore è liberato
dal proprio obbligo prestativo soltanto se l'infortunio non costituisce più la
causa naturale ed adeguata del danno alla salute. Analogamente alla
determinazione del nesso di causalità naturale che fonda il diritto alle
prestazioni, l'estinzione del carattere causale dell'infortunio deve essere
provata secondo l'abituale grado della verosimiglianza preponderante. La
semplice possibilità che l'infortunio non giochi più un effetto causale non è
sufficiente. Trattandosi della soppressione del diritto alle prestazioni,
l'onere della prova incombe, non già all'assicurato, ma all'assicuratore (cfr.
RAMI 2000 U363, p. 46 consid. 2 e riferimenti ivi citati). 

 

                               2.4.   Occorre
inoltre rilevare che il diritto a prestazioni assicurative presuppone pure
l'esistenza di un nesso di causalità adeguata tra gli elementi
summenzionati.

                                         Un evento
è da ritenere causa adeguata di un determinato effetto quando secondo il corso
ordinario delle cose e l'esperienza della vita il fatto assicurato è idoneo a
provocare un effetto come quello che si è prodotto, sicché il suo verificarsi
appaia in linea generale propiziato dall'evento in questione (DTF 117 V 361
consid. 5a e 382 consid. 4a e sentenze ivi citate).

                                         Comunque,
qualora sia carente il nesso di causalità naturale, l'assicuratore può
rifiutare di erogare le prestazioni senza dover esaminare il requisito della
causalità adeguata (cfr. DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a; su queste
questioni vedi pure: Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents
(LAA), Losanna 1992, p. 51-53).

                                         La
giurisprudenza ha inoltre stabilito che la causalità adeguata, quale fattore
restrittivo della responsabilità dell’assicurazione contro gli infortuni
allorché esiste un rapporto di causalità naturale, non gioca un ruolo in presenza
di disturbi fisici consecutivi ad un infortunio, dal momento che
l'assicurazione risponde anche per le complicazioni più singolari e gravi che
solitamente non si presentano secondo l'esperienza medica (cfr. DTF 127 V 102
consid. 5 b/bb, 118 V 286 e 117 V 365 in fine; cfr., pure, U. Meyer-Blaser,
Kausalitätsfragen aus dem Gebiet des Sozialversicherungsrechts, in SZS
2/1994, p. 104s. e M. Frésard, L'assurance-accidents obligatoire, in Schweizerisches
Bundesverwaltungsrecht [SBVR], n. 39). 

 

                               2.5.   Con decisione formale del 20 novembre 2000 -
successivamente confermata (cfr. doc. _) - l'__________ ha negato la propria
responsabilità a proposito dei disturbi lamentati da __________ all'estremità
superiore destra, giacché questi ultimi non costituirebbero una naturale
conseguenza dell'evento traumatico assicurato. A fronte dei soli postumi
infortunistici, la qui ricorrente è quindi stata dichiarata completamente abile
al lavoro a decorrere dal 1° settembre 2000. Parimenti, l'Istituto assicuratore
ha rifiutato l'assunzione dei provvedimenti diagnostici e terapeutici legati
alla patologia alla mano destra (cfr. doc. _). 

 

                                         Dalle
tavole processuali emerge che l'assicurata è stata sottoposta ad innumerevoli
accertamenti specialistici, di varia natura, allo scopo d'individuare
l'eziologia dei disturbi lamentati alla base del pollice nonché in zona dorsale
e palmare della mano destra:

 

                                         -
 rapporto 27.10.2000 del Servizio di neurologia dell'Ospedale regionale
di __________:

 

" 
(…).

L'esame elettrofisiologico non mostra segni
evidenti in favore di un'importante neuropatia del nervo mediano destro al
tunnel carpale.

Si ritrovano unicamente dei discreti disturbi
della conduzione di uno dei potenziali sensitivi ortodromici misurati, anomalia
a mio modo di vedere insufficiente per chiarire la clinica e quindi per
confermare una "sindrome del tunnel carpale". D'altra parte va detto
che la sintomatologia non é delle più classiche in questa direzione.

 

Alcune caratteristiche dei disturbi anamnestici e
l'esame attuale, mi sembrano più evocatori di una problematica tendinea (e/o
legamentaria) nella regione del carpo, eventualmente di tipo rizartrosi. A
sfavore però di questa possibilità devo rilevare che l'esame della mano mi è
sembrato esente da importanti modificazioni artrosiche e che la motilità del
pollice (in particolare nella sua regione MP) è corretta (e non particolarmente
dolorosa).

 

Sta di fatto che, in funzione dell'esame attuale,
non propongo misure particolari sul nervo mediano destro e, naturalmente, misure
di tipo chirurgico.

Per avere un complemento di informazioni e dei
suggerimenti terapeutici per meglio poter aiutare questa paziente, mi sono
permesso di rivolgermi direttamente al Dr. __________ il quale gentilmente ha
previsto un appuntamento nel suo studio il 6 dicembre 2000 alle ore 14.30.

 

Dato importante, la paziente mi ha riferito che
alcuni giorni fa è stata effettuata una MRI del polso e della mano destra
(della quale non ho il risultato). Mi informerò a questo proposito e, di
riflesso, invierò le lastre al Dr. __________ per una valutazione più ampia.

 

Devo notare poi che la sintomatologia non mi
sembra compatibile con un'algodistrofia. Come ho già accennato le difficoltà
psichiche di tipo ansioso e probabilmente anche depressivo (la paziente è molto
sfiduciata riguardo all'avvenire, si sente svalorizzata e "invasata"
da una burocrazia crescente che in buona parte proviene dalla __________ …),
nonché i consecutivi disturbi del sonno potrebbero …" (doc. _);

                                      

                                     -   rapporto
15.11.2000 del medico di circondario __________:

 

" 
L'assicurata per una frattura essenzialmente
sottocapitale dell'omero destro del 9.2.2000, fu trattata conservativamente
(nessun deficit neurologico oggettivato). L'assicurata è pure stata esaminata
in agenzia (14.4.2000), con funzione dei polsi/mani intatta.

Nel mese di ottobre, l'assicurata viene
sottoposta a varie indagini specialistiche, cliniche e strumentali, per
l'accusa di dolori alla base del pollice nonché in zona dorsale e palmare della
mano destra. Da tali accertamenti emerge una rizartrosi, mentre un'eventuale,
sospettata sindrome del tunnel carpale non può essere confermata né un'altra
anomalia (a livello del carpo).

 

I relativi controlli medici, accertamenti e
eventuali cure, non possono essere assunte da parte della __________ in
quanto non in diretta relazione con l'infortunio del 9.2.2000" (doc. _);

                                      

                                     -   rapporto
12.1.2001 del dottor __________, spec. FMH in chirurgia della mano:

 

" 
(…).

Il problema attuale sono dei dolori alla base del
pollice, precisamente nell'articolazione trapezio metacarpea a destra.

 

Clinicamente si sente una crepitazione, il dolore
è sito nella rima articolare sia dorsalmente che ventralmente, ovverosia nella
regione tenarica.

Il male che provoco nella traslazione dorso
ventrale del I metacarpo sul trapezio è il male di cui la paziente soffre sin
dal giorno dell'indice del 9.02.2000.

 

Radiologicamente si vede una degenerazione
articolare della trapezio metacarpea nel senso di una diminuzione dello spazio
articolare: in più vi è una strana alterazione della struttura ossea diversa
dalla parte controlaterale sana con un osteofita largo e lungo tra il I e il II
metacarpo: questo è di solito classico in una rizartrosi ma molto avanzata e mi
sembra esagerato per una artrosi in fase iniziale.

 

Faccio presente che anche l'osso trapezio a
sinistra porta in maniera strana la superficie articolare, che è completamente
spostata sul lato radiale.

 

Diagnosi:

- artrosi trapezio metacarpea di origine poco
chiara: potrebbe trattarsi di una artrosi incipiente traumatizzata oppure di
una frattura dell'osso trapezio che ha portato ad una degenerazione in artrosi.

 

Purtroppo la sola anamnesi non mi aiuta.
Bisognerebbe avere le radiografie del giorno dell'incidente oppure le prime
radiografie del pollice datate di qualche mese orsono per valutare
l'evoluzione. 

 

Per questo motivo mi sono permesso di chiedere
all'ass. __________ tutti gli incartamenti in maniera da poter riguardare la
paziente e potermi esprimere sulla causalità" (doc. _);

                                      

                                     -   rapporto
16.2.2001 del dottor __________, spec. FMH in chirurgia della mano:

 

" 
(…).

Gli atti inviatimi dalla Ass. __________ mi
descrivono bene tutto il decorso, ma purtroppo la problematica
dell'articolazione trapezio metacarpea a destra viene citata solo
marginalmente: negli atti iniziali, sia il certificato di annuncio, fatto dal
Dr. __________ dell'Ospedale __________, che nella prima visita del 14.04.2000,
effettuata dal Dr. __________, la mano destra non viene citata.

 

Devo però fare presente che alla visita iniziale
all'Ospedale __________ di __________, si fecero delle radiografie della mano
destra, poiché la paziente aveva dolori e credo che questa siano state fatte
per escludere una frattura.

In queste radiografie si vede la presenza di una
degenerazione osteoarticolare all'altezza dell'articolazione trapezio
metacarpea.

 

I disturbi non vengono mai descritti, nemmeno sul
rapporto d'uscita dell'Ospedale di __________.

 

La prima descrizione di una patologia in quella
zona è fatta dal Dr. __________, quando descrive la risonanza magnetica nella
sua del 13.10.2000 e la patologia legata al tenare è ben descritta anche dal
Dr. __________ nella sua del 27.10.2000, dove esclude una problematica legata
al nervo mediano e accenna a problemi di tipo rizartrosi.

 

Dalla mia visita del 12.01.2001, eruisce una
chiara artrosi trapezio metacarpea. 

 

La diagnosi dal mio punto di vista è chiara, le
possibilità terapeutiche sono le classiche: fissazione esterna, antinfiammatori locali, eventuali infiltrazioni di
corticosteroide cristallino (ne ho fatta una senza successo) e a insuccesso 
delle varie terapie conservative, si dovrebbe discutere un intervento
chirurgico, che può andare dalla artrodesi dell'articolazione trapezio
metacarpea alla artroplastica di resezione con innesto flessibile o ad una artroplastica
di resezione con sospensione tipo Epping.

 

Il problema mi sembra però sia legato alla
responsabilità assicurativa.

 

Riesco a capire come la Ass. __________
rifiuti l'assunzione del caso, poiché la artrosi era antecedente all'incidente:
l'incidente ha sì scatenato i dolori all'articolazione trapezio metacarpea, ma
siamo arrivati alla situazione dello status quo sine, ovverosia dello stato in
cui i dolori non sono più da attribuire alla contusione ma bensì all'evoluzione
spontanea dell'artrosi.

 

Credo che il giusto sia di far sì che la paziente
entri a carico della Cassa malati __________, in maniera da avere la
retribuzione finanziaria per perdita di lavoro e per le terapie del caso"

                                         (doc. _ -
la sottolineatura è del redattore). 

                                         Fondandosi
proprio su quest'ultimo apprezzamento, __________, in sede di ricorso, ha
postulato che l'assicuratore LAINF convenuto le riconosca le prestazioni
assicurative sino al 9 febbraio 2001, data in cui ha verosimilmente
avuto luogo la seconda visita di controllo presso il dottor __________. A mente
dell'insorgente, in effetti, é soltanto a quel momento che essa avrebbe
raggiunto lo status quo sine a margine dell'infortunio del 9 febbraio
2000. 

                                         Questa
tesi è avversata dall'__________, il quale sostiene invece che l'infortunio
assicurato non avrebbe giocato alcun ruolo causale, neppure scatenante,
relativamente ai disturbi accusati da __________ all'estremità superiore
destra.

 

                                         In corso
di causa, lo scrivente TCA ha così proceduto ad interpellare il dottor __________,
al quale è stato chiesto di precisare, segnatamente, quando la ricorrente è
reputata aver raggiunto lo status quo sine (cfr. V).

                                         Questa la
risposta fornita dal suddetto chirurgo della mano:

 

" 
Quando l'assicurata è reputata aver raggiunto
lo status quo sine a margine dell'evento traumatico del 9.02.2000?

 

Ritengo che lo status quo sine sia
stato raggiunto alla fine di agosto 2000, ovverosia a distanza di 6 mesi
dall'incidente"

                                         (VI - la
sottolineatura ed il grassetto sono del redattore). 

 

                                         Il dottor
__________ ha pure avuto modo di sostanziare la tesi, da lui difesa (cfr. doc.
_), secondo cui l'evento infortunistico del febbraio 2000 ha avuto un ruolo
scatenante per i dolori accusati dall'assicurata: 

 

" 
Se, come da lei sostenuto, l'infortunio del 9.02.2000
ha avuto un ruolo scatenante, come spiega il fatto che i disturbi all'estremità
superiore destra sono documentati soltanto a far tempo dal mese di settembre
2000?

 

Vidi la paziente il 12.01.2001. Ella mi disse che
dall'incidente del 9.02.2000 ha avuto dolori. Questo lo si può vedere anche
dalla lettera dell'11.12.2000 del Dr. __________, che mi ha inviato la
paziente, in cui dice: "dall'incidente persiste un dolore importante a
livello della parte volare della mano destra nella zona dell'osso navicolare
trapezio trapezoide".

Credo quindi che la risposta a questa domanda sia
evasa."

                                         (VI)

 

                                         Attentamente
esaminata la documentazione presente all'inserto - segnatamente i referti 16
febbraio (doc. _) e 17 ottobre 2001 (VI) del dottor __________, specialista
nella materia che qui interessa - lo scrivente Tribunale ritiene che l'______
abbia correttamente negato il proprio obbligo contributivo posteriormente al 31
agosto 2000. 

                                         In
effetti, è stato dimostrato, con un sufficiente grado di verosimiglianza (cfr.
consid. 2.3. in fine), che dopo tale data, l'infortunio del 9 febbraio
2000 non ha più giocato alcun ruolo causale in relazione ai disturbi lamentati
dall'assicurata alla base del pollice nonché in zona dorsale e palmare della
mano destra. 

 

                                         Nella misura
in cui __________ ha chiesto che l'Istituto assicuratore convenuto venga
condannato a corrisponderle ulteriori prestazioni durante il periodo 1°
settembre 2000-9 febbraio 2001, il suo gravame non merita accoglimento in
questa sede. 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti