# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b6acf463-3875-574d-8019-4d581474ceb7
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-09-03
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 03.09.2009 D-5373/2009
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5373-2009_2009-09-03.pdf

## Full Text

Corte IV
D-5373/2009
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  3  s e t t e m b r e  2 0 0 9

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Kurt Gysi; 
cancelliera Lydia Lazar Köhli.

A._______, Mongolia, 
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 20 agosto 2009 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-5373/2009

Visto: 

la domanda d'asilo che l'interessato ha presentato l'8 gennaio 2009 in 
Svizzera,

i verbali d'audizione del 15 gennaio 2009 e 9 aprile 2009, 

l'esame  radiologico  della  mano  al  quale  il  richiedente  è  stato 
sottoposto in data 12 gennaio 2009 e il relativo rapporto,

la  decisione  dell'UFM  del  20  agosto  2009,  notificata  al  curatore 
dell'interessato il 21 agosto 2009 (cfr. risultanze processuali), 

il ricorso inoltrato dall'insorgente il 26 agosto 2009 (cfr. timbro del plico 
raccomandato)  e,  contestualmente,  la  domanda  d'assistenza 
giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal  versamento  delle  spese 
processuali e del relativo anticipo,

l'incarto  originale  dell'UFM,  pervenuto  a  questo  Tribunale  in  data 
28 agosto 2009,

i  fatti  del  caso  di  specie  che,  se  necessari,  verranno  ripresi  nei 
considerandi che seguono, 

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS 172.021), 
dalla  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17 giugno 2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),

che il Tribunale amministrativo federale (TAF) giudica definitivamente i 
ricorsi  contro  le  decisioni  dell'UFM  in  materia  d'asilo  (art.  31  e 
art. 33 lett. d LTAF, nonché art. 105 LAsi e art. 83 lett. d LTF), 

che  v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che  adempie  le 
condizioni d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 52 PA nonché 
all'art. 108 cpv. 2 LAsi, 

Pagina 2

D-5373/2009

che, giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e  dell'art. 37 LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la 
lingua  della  decisione impugnata; che,  se  le  parti  utilizzano  un'altra 
lingua, il procedimento può svolgersi in tale lingua, 

che, nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua; che, pertanto, la presente 
sentenza va redatta in italiano,

che,  nell'ambito  delle  audizioni  sui  motivi  d'asilo,  l'interessato  ha 
dichiarato di essere nato nella Mongolia Interna e di avere trascorso i 
nove mesi prima dell'espatrio ad Ulaanbaatar,

che  gli  ha  affermato  di  essere  stato  maltrattato  dalla  famiglia  a 
B._______  presso  la  quale  viveva  dapprima  con  la  madre  e  –  a 
seguito  della  scomparsa  di  quest'ultima  nell'inverno  del  2006  –  da 
solo; che, nel marzo del 2008, egli si sarebbe aggregato a due ragazzi 
e  rifugiato  con  loro  ad  Ulaanbaatar,  dove  avrebbe  vissuto  nei 
sotterranei  fino  al  27  dicembre  2008;  che  in  tale  data  egli  avrebbe 
incontrato un poliziotto, che l'avrebbe aiutato a scappare, a rifugiarsi 
presso  dei  conoscenti  e,  da  ultimo,  a  espatriare  ad  inizio  gennaio 
2009;  che  egli  avrebbe  così  raggiunto  la  Svizzera  in  minibus, 
transitando per la Russia, in data 8 gennaio 2009,

che, nella decisione del 20 agosto 2009, l'UFM ha constatato, da un 
lato, che il  Consiglio  federale ha inserito  la Mongolia  nel  novero dei 
Paesi sicuri e, dall'altro, che le allegazioni in materia d'asilo presentate 
dal  richiedente  sono  inverosimili  e  che  i  pregiudizi  allegati  non 
costituiscono una persecuzione ai sensi della legge, di modo che, non 
emergerebbero  dalle  carte  processuali  degli  indizi  d'esposizione 
dell'interessato a persecuzioni in caso di rientro in Patria, 

che,  di  conseguenza,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda  ai  sensi  dell'art. 34  cpv. 1  LAsi;  che  l'autorità  inferiore  ha 
pure pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e la 
sua esecuzione siccome lecita, esigibile e possibile, 

che, nel ricorso, il richiedente afferma di non avere più alcuna cerchia 
familiare  in  Patria,  di  non  poter  fare  ritorno  presso  la  famiglia  dalla 
quale sarebbe scappato e di essere confrontato con condizioni di vita 
misere, ragione per cui l'UFM avrebbe dovuto entrare nel merito della 
sua domanda; che egli, in merito alla contraddizione rilevata dall'UFM 

Pagina 3

D-5373/2009

circa l'aggressione a sfondo sessuale che egli avrebbe subito, dichiara 
di avere accennato a tale fatto già durante la prima audizione, seppure 
in  maniera  generale  indicando  che  il  suo  amico  avrebbe  tentato  di 
abbracciarlo;  che,  quindi,  sussisterebbero  sufficienti  indizi  di 
persecuzione; che,  in  caso di  rinvio  in  Mongolia,  sarebbe altamente 
verosimile  che  egli  verrebbe  esposto  a  trattamenti  inumani  e 
degradanti  vietati  in applicazione dell'art. 3 della Convenzione per la 
salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del 
4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101),

che,  in  conclusione,  il  ricorrente  ha  chiesto,  in  via  principale, 
l'annullamento della  decisione impugnata e la trasmissione degli  atti 
all'autorità  inferiore  per  una  nuova  decisione  nel  merito  della  sua 
domanda d'asilo e, in via sussidiaria, la concessione dell'ammissione 
provvisoria; che egli  ha altresì presentato una domanda d'assistenza 
giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal  versamento  delle  spese 
processuali e del relativo anticipo,

che, giusta l'art. 7 cpv. 2 dell'Ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni 
procedurali  dell'11  agosto  1999  (OAsi  1,  RS  142.311),  per  il 
richiedente  l'asilo  minorenne,  che  non  è  accompagnato,  viene 
nominata una persona di fiducia per la durata della procedura d'asilo o 
d'allontanamento, ma al massimo fino alla nomina di un curatore o di 
un  tutore,  oppure  fino  al  raggiungimento  della  maggiore  età;  che la 
designazione  di  una  persona  di  fiducia  presuppone  tuttavia  la 
dimostrazione  da  parte  del  richiedente  l'asilo,  perlomeno  nel  senso 
della  probabilità  preponderante,  dell'allegata  minorità 
(v. Giurisprudenza  ed  Informazioni  della  Commissione  svizzera  di 
ricorso in  materia  d'asilo  [GICRA]  2001 n. 22 e relativo riferimento); 
che, nell'ambito dell'accertamento dei fatti, è altresì possibile ricorrere 
all'ausilio di metodi scientifici (art. 7 cpv. 1 OAsi 1),

che,  nella  fattispecie  e  per  le  ragioni  indicate  nella  decisione 
impugnata, l'insorgente non ha saputo né fornire indicazioni suscettibili 
di  rendere  plausibile  la  dichiarata  minore  età,  né  ha  fornito  valide 
giustificazioni per la mancata produzione di documenti d'identità o di 
viaggio; basti  rilevare  che egli  si  è  contraddetto  circa  gli  anni  in  cui 
avrebbe frequentato la scuola e non ha saputo fornire informazioni in 
merito alla sua etnia, al suo luogo di nascita e quello dei genitori, al 
cognome  di  questi  ultimi  e  all'anno  del  suo  spostamento  dalla 
Mongolia  Interna,  vale  a  dire  in  merito  ad  elementi  che 

Pagina 4

D-5373/2009

permetterebbero  di  risalire  ai  suoi  dati  personali;  che,  inoltre, 
dall'esame  radiologico  effettuato  il  12  gennaio  2009,  risulta  un'età 
ossea  del  ricorrente  superiore  ai  18  anni  in  contraddizione  con  la 
dichiarata età di 16 anni,

che, pertanto, conto tenuto dell'insieme delle circostanze del caso di 
specie,  unitamente  alla  genericità  e  all'inconsistenza  delle 
argomentazioni ricorsuali, nonché all'inesistenza di qualsivoglia mezzo 
di  prova, codesto Tribunale non ritiene comprovata la minore età del 
ricorrente,

che,  giusta  l’art.  34  cpv.  1  LAsi,  non  si  entra  nel  merito  di  una 
domanda  d’asilo,  se  il  richiedente  proviene  da  uno  Stato  che  il 
Consiglio  federale  ha  designato  come  sicuro  secondo 
l'art. 6a cpv. 2 lett. a  LAsi,  a  meno  che  non  risultino  indizi  di 
persecuzione, 

che, da un lato, giova rilevare che allorquando il Consiglio federale ha 
inserito un Paese nel novero dei Paesi sicuri, sussiste di massima una 
presunzione d’assenza di persecuzioni in detto Paese; che incombe al 
richiedente l’asilo d’invalidare siffatta presunzione per quanto attiene 
alla sua situazione personale, 

che,  dall'altro  lato,  la  nozione  d’indizi  di  persecuzione  ai  sensi 
dell’art. 34 cpv. 1 LAsi s’intende in senso lato: comprende non soltanto 
i  seri  pregiudizi  previsti  dall’art.  3  LAsi,  ma  pure  gli  ostacoli 
all’esecuzione  dell’allontanamento,  di  cui  all’art.  44  cpv.  2  LAsi, 
imputabili  all'agire  umano  (Giurisprudenza  ed  informazioni  della 
Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo  [GICRA] 
2003 n. 18), 

che, per ammettere l'esistenza di indizi di persecuzione che implicano 
l'entrata  nel  merito  di  una  domanda  d'asilo,  vale  un  grado  di 
verosimiglianza ridotto (GICRA 2004 n. 35 consid. 4.3 pag. 247),

che,  siccome il  Consiglio  federale ha effettivamente inserito,  in  data 
28 giugno  2000,  la  Mongolia nel  novero  dei  Paesi  esenti  da 
persecuzioni,  sussiste  di  massima  una  presunzione  d'assenza  di 
persecuzioni in detto Paese, 

che,  nella  fattispecie,  il  ricorrente  non  è  riuscito  ad  invalidare  la 
presunzione  d'assenza  di  persecuzioni,  ritenuto  segnatamente  che 

Pagina 5

D-5373/2009

dagli  atti  di  causa  non  emergono  indizi  di  persecuzione;  che,  in 
particolare,  l'insorgente  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche 
censure,  argomenti  o  prove  suscettibili  di  giustificare  una  diversa 
valutazione,  rispetto  a  quella  di  cui  all'impugnata  decisione;  che  le 
allegazioni decisive in materia di asilo si esauriscono, infatti, in mere 
affermazioni di parte non corroborate da alcun elemento della benché 
minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel 
provvedimento litigioso, cui può essere rimandato,

che, a titolo  d'esempio, l'insorgente ha fornito  versioni  discordanti  in 
merito agli anni trascorsi a scuola, indicando dapprima due anni (cfr. 
verbale audizione del 15 gennaio 2009 [in seguito: verbale I] pag. 3) e 
poi un unico anno (cfr. verbale audizione del 9 aprile 2009 [verbale II] 
pag. 3/D16); che, se durante la prima audizione egli è stato in grado di 
indicare in modo preciso il  nome della scuola (cfr. verbale I  pag. 3), 
durante l'audizione sui motivi d'asilo egli ha invece fornito informazioni 
molto vaghe in merito, indicandone unicamente il luogo e il fatto che si 
chiamasse  "Internat"  (cfr.  verbale  II  pag.  3-4/D17-19);  che  stupisce 
altresì il fatto che egli, interpellato in merito, ha collocato la scomparsa 
della madre dapprima precisamente nel novembre 2008 (cfr. verbale I 
pag. 4),  e  poi  vagamente  nel  2008 (cfr. verbale  II  pag. 4/D33); che, 
raccontando  l'incontro  con  il  poliziotto  che  l'avrebbe  aiutato,  il 
ricorrente,  durante  la  prima  audizione,  ha  dichiarato  in  modo 
assolutamente  neutrale  "Io  sono uscito  dal  sotterraneo e  ho visto  il  
poliziotto" e che il compagno T. lo abbracciava (cfr. verbale I pag. 6); 
che tale versione non combacia con quella resa durante la seconda 
audizione,  da  cui  traspare  invece  che  il  ricorrente  sarebbe  stato 
confrontato  con  un  concreto  tentativo  da  parte  di  T.  di  abusare 
sessualmente  di  lui,  dal  quale  si  sarebbe  svincolato  con  urgenza  e 
forza  ("[...]  Dann  habe  ich  mich  mit  allen  Kräften  gewehrt.  [...]  ich  
rannte so schnell wie möglich von dort weg.": verbale II pag. 8/D56); 
che la giustificazione data dal ricorrente per la mancata denuncia di 
tali  abusi  presso  le  autorità  (vale  a  dire  la  paura  della  Polizia,  cfr. 
ibidem pag. 9/D62) non convince alla luce delle dichiarazioni secondo 
cui  egli  sarebbe stato aiutato proprio  da un poliziotto  e quest'ultimo 
avrebbe arrestato i suoi tre compagni (cfr. ibidem pag. 11/D83),

che,  in  tale contesto e segnatamente evocata l'inverosimiglianza del 
racconto reso, non v'è motivo di ritenere che il  ricorrente non possa 
ottenere  dalle  competenti  autorità  in  patria,  se  opportunamente 

Pagina 6

D-5373/2009

sollecitate,  un'appropriata  protezione  contro  l'eventuale  futuro  agire 
illegittimo da parte di terzi nei suoi confronti,

che, in considerazione di quanto suesposto, non appaiono sussistere 
seri pregiudizi ai sensi dell'art. 3 LAsi,

che  non  emergono  dalle  carte  processuali  neppure  elementi  da  cui 
desumere  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  dell'insorgente  in 
Mongolia possa violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della 
Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 
della  Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art.  5  LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri 
(LStr, RS 142.20) o esporre il  ricorrente in patria al  rischio reale ed 
immediato  di  trattamenti  contrari  all'art.  3  CEDU,  o  all'art.  3  della 
Convenzione  contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli, 
inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105),

che,  premesso  ciò,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione 
dell'allontanamento  riconducibili  all’art.  44  cpv.  2  LAsi  e 
all'art. 83 cpv. 4 LStr,  la  situazione  vigente  in  Monoglia  non  è, 
notoriamente,  caratterizzata  da  guerra,  guerra  civile,  violenza 
generalizzata  o  emergenza  sanitaria  che  coinvolga  l'insieme  della 
popolazione nell'integralità del territorio nazionale,

che, nel caso di specie, non risultano manifestamente esservi indizi di 
persecuzione ai sensi dell'art. 34 cpv. 1 LAsi,

che, di conseguenza, l'UFM rettamente non è entrato nel merito della 
domanda d'asilo secondo l'art. 34 cpv. 1 LAsi, di modo che, su questo 
punto, il  ricorso,  destituito  d'ogni  e benché minimo fondamento,  non 
merita tutela e la decisione impugnata va confermata,

che il  ricorrente non adempie le condizioni  in virtù delle quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera  (art.  14  cpv.  1  e  cpv.  2,  art.  44  cpv.  1  LAsi  nonché 
art. 32 OAsi 1),

che dalle carte processuali non emergono neppure ostacoli dal profilo 
dell'esigibilità dell'allontanamento quanto alla situazione personale del 
ricorrente; che egli è giovane ed ha lavorato la terra per sei anni (cfr. 
verbale  I  pag.  3);  che,  in  ragione  dell'inverosimiglianza  del  suo 

Pagina 7

D-5373/2009

racconto, non v'è ragione di  dubitare che egli  disponga, in Patria,  di 
una  rete  socio-familiare  a  cui  fare  capo;  che  egli  non  ha,  altresì, 
preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di salute che possano 
giustificare la sua ammissione provvisoria (GICRA 2003 n. 24), senza 
che ad un esame d'ufficio degli  atti  di  causa emerga la necessità di 
una permanenza in Svizzera per motivi medici, 

che,  per  le  ragioni  sopraindicate,  l'autorità  inferiore  ha  rettamente 
ritenuto siccome ammissibile e ragionevolmente esigibile l'esecuzione 
dell'allontanamento,

che,  infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 44 cpv. 2 LAsi ed 
art. 83 cpv. 2 LStr); che il  ricorrente,  usando la  necessaria  diligenza, 
potrà  procurarsi  ogni  documento  indispensabile  al  rimpatrio 
(art. 8 cpv. 4  LAsi);  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  dunque 
pure possibile,

che,  per  conseguenza,  anche in  materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione,  il  gravame  va  disatteso  e  la  querelata  decisione 
confermata,

che,  il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata  (art. 111a LAsi)  dal  giudice  unico,  con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi),

che,  avendo  il  TAF  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda 
d'esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili 
spese processuali è divenuta senza oggetto, 

che,  infine,  ritenute  le  allegazioni  ricorsuali  sprovviste  di  probabilità 
d'esito favorevole, la domanda d'assistenza giudiziaria, nel senso della 
dispensa  dal  versamento  delle  spese  processuali,  è  respinta 
(art. 65 cpv. 1 PA), 

che, visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.-, 
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle 
tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]),

(dispositivo alla pagina seguente)

Pagina 8

D-5373/2009

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto. 

2.
La  domanda di  assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal 
versamento delle spese processuali, è respinta.

3.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale  ammontare  dev'essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale 
amministrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione 
della presente sentenza.

4.
Comunicazione a: 

- ricorrente (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento)
- UFM, Divisione soggiorno (per corriere; allegato: incarto UFM, n. di 

rif. N [...])
- C._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Lydia Lazar Köhli

Data di spedizione:

Pagina 9