# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d5482996-ec96-5aeb-bb8b-4593b13ee756
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-10-18
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 18.10.2000 11.2000.112
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2000-112_2000-10-18.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2000.00112

  	
  Lugano

  18 ottobre
  2000/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima
  Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente, 

  G. A. Bernasconi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Bottinelli Raveglia, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire nella causa __.____._____
(rapporti di vicinato) della Pretura della giurisdizione di Locarno Città promossa
con petizione del 4 maggio 1999 dalla

 

 

	
   

  	
  Comunione dei comproprietari della particella
  __________. __________,
  __________ 

  (patrocinata dall'avv. __________ __________,
  __________)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  __________ __________,
  __________

  (patrocinato dall'avv. __________ __________,
  __________o);

  

 

 

giudicando ora sul decreto cautelare del 22 settembre
2000;

 

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti di
questione:     1.   Se dev’essere accolta l’appellazione del 4 ottobre 2000
presentata da __________ __________ contro il decreto cautelare emanato il 22
settembre 2000 dal Pretore della giurisdizione di Locarno Città;

 

                                         2.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto 

 

in fatto:                                che
con petizione del 4 maggio 1999 la Comunione dei comproprietari della particella
n. __________RFD di __________ ha chiesto al Pretore della giurisdizione di
Locarno Città di ordinare a __________ __________, proprietario della particella
n. __________RFD sulla quale si trova il “__________ __________ ”, di far
cessare ogni attività all'esercizio pubblico dopo le ore 23.00 (e ogni attività
esterna dopo le 22.00), di astenersi da qualsiasi immissione molesta, in specie
da qualunque rumore eccessivo provocato direttamente o indirettamente dall'esercizio
pubblico durante le ore precedenti la chiusura, di adottare tutte le misure
necessarie e utili per impedire rumori e schiamazzi dopo la chiusura e di
versare un'indennità di fr. 100'000.–; 

 

                                              che
in via cautelare l'attrice ha postulato i medesimi provvedimenti, esclusa la
pretesa pecuniaria;

 

                                              che
alla discussione del 25 giugno 1999 __________ __________ si è opposto alle
domande cautelari;

 

                                              che,
esperita l'istruttoria, le parti hanno sostanzialmente ribadito le loro conclusioni
sulla scorta di un memoriale scritto, rinunciando alla discussione finale;

 

                                              che,
statuendo il 22 settembre 2000, il Pretore ha respinto l'istanza e ha posto le
spese, con una tassa di giustizia di fr. 300.–, a carico dell'attrice, tenuta a
rifondere al convenuto fr. 700.– per ripetibili;

 

                                              che
contro il citato decreto __________ __________ è insorto con un appello del 4
ottobre 2000 nel quale chiede, previa concessione dell'effetto sospensivo, la
reiezione dell'istanza o quanto meno, in caso di accoglimento della stessa, la
condanna dell'attrice a prestare una garanzia di fr. 500'000.–;

 

                                              che
l'appello non è stato intimato alla controparte;

 

e considerando

 

in diritto:                             che
scopo dell'appello è quello di sottoporre il giudizio di primo grado a un'autorità
di ricorso affinché ne modifichi il dispositivo, unico a passare in forza di
giudicato;

 

                                              che
legittimata ad appellare è la parte cui deriva pregiudizio dalla decisione impugnata,
ovvero che vede respinte nel dispositivo, in parte o in tutto, le proprie
domande, rispettivamente che vede accolte, in parte o in tutto, quelle della controparte
(Cocchi/Trezzini, Codice di
procedura civile massimato e commentato, Lugano 2000, n. 6 ad art. 307; Anastasi, Il sistema dei mezzi di
impugnazione del codice di procedura civile ticinese, Zurigo 1981, pag. 130);

 

                                              che
in concreto il Pretore ha respinto interamente l'istanza di misure cautelari
presentata dall'attrice;

 

                                              che
nella misura in cui postula il rigetto dell'istanza, il convenuto non fa che
chiedere la conferma del dispositivo pretorile, onde la mancanza di qualsiasi
interesse legittimo ad appellare il decreto impugnato (v. DTF 120 II 7 consid.
2a); 

 

                                              che
l'appello potrebbe essere ammissibile, tutt'al più, nella misura in cui censurasse
l'importo delle ripetibili assegnategli;

 

                                              che
in concreto, tuttavia, l'appellante si limita a protestare genericamente spese
e ripetibili, senza cifrare l'importo rivendicato;

 

                                              che
tale formulazione, del tutto indeterminata, non risponde alle esigenze minime
dell'art. 309 cpv. 2 lett. d ed e CPC (Rep. 1993 pag. 228 consid. b; Cocchi/Trezzini, op. cit., n. 6 ad art.
309);

 

                                              che
anche su questo punto l'appello si rivela quindi irricevibile;

 

                                              che,
data la manifesta inammissibilità dell'atto, l'impugnazione può essere decisa
secondo la procedura dell'art. 313bis CPC;

 

                                              che
i costi dell'attuale giudizio seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC),
mentre non si giustifica di assegnare ripetibili alla controparte, alla quale
l'appello non è stato nemmeno intimato;

 

per questi motivi,

 

vista sulle spese anche la tariffa
giudiziaria,

 

 

pronuncia:              1.   L’appello
è irricevibile.

 

                                   2.   Gli
oneri processuali, consistenti in:

                                         a)
tassa di giustizia      fr.  150.–

                                         b)
spese                         fr.     50.–

                                                                                fr.  
200.–

                                         sono posti a carico
dell'appellante. Non si assegnano ripetibili. 

                                      

                                   3.   Intimazione
a:

                                         –
avv. __________ __________, __________;

                                         –
avv. __________ __________, __________.

                                         Comunicazione alla
Pretura della giurisdizione di Locarno Città.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d’appello

La presidente                                                        Il
segretario