# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a577c3d6-9f71-5ceb-b5f2-03fbf5d13490
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2009-10-02
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 02.10.2009 80.2009.89
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2009-89_2009-10-02.html

## Full Text

Incarto n.

  80.2009.89

  	
  Lugano

  2 ottobre 2009/dp

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea
  Pedroli, presidente,

  Stefano Bernasconi, Mauro Mini

  

 

	
  segretario

  	
  Antonio
  Saredo-Parodi

  

 

 

	
  parti

  	
   RI
  1  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  CO
  1  

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso
  del 26 giugno 2009 contro la decisione del 2 giugno 2009 in materia di revisione
  IC e IFD 2007.

  

 

 

 

Fatti

 

 

                                  A.   In data 30 aprile
2009, RI 1 inoltrava all’Ufficio circondariale di tassazione di __________ una domanda
di revisione in relazione alla tassazione IC/IFD 2007. 

                                         Il contribuente affermava
di essersi reso conto, compilando la dichiarazione fiscale per l’anno 2008, che
nell’analogo allestimento della precedente dichiarazione di tassazione 2007 aveva
omesso di indicare la deduzione per figli a carico, per la figlia __________, facendo
valere unicamente la deduzione per figli agli studi. RI 1 rilevava tuttavia di
aver indicato il nominativo della figlia e la scuola da lei frequentata al
capitolo “Figli minorenni, a tirocinio o agli studi e persone bisognose al cui
sostentamento il contribuente provvede”. Il contribuente era dell’avviso che mediante
“un semplice controllo incrociato si poteva rilevare che la deduzione era di mia
pertinenza in quanto la madre (divorziata dal sottoscritto) non ha fatto valere
nessuna deduzione”. Nella stessa missiva, postulava, oltre alla deduzione per
figli a carico, che gli venisse concessa “l’aliquota per coniugati”.

 

 

                                   B.   Il
13 maggio 2009 l’autorità di tassazione respingeva l’istanza di revisione sulla
base degli art. 232 LT e 147 e segg. della LIFD, con la seguente motivazione:
“Nella fattispecie, non si verifica nessuno dei motivi legittimanti la
revisione; infatti, il rimedio straordinario della revisione non può supplire
all’omissione, imputabile all’avente diritto, della tempestiva impugnazione
ordinaria, entro il termine utile di 30 giorni dall’intimazione della notifica
fiscale, rilevando gli asseriti errori di compilazione. Non vi è infatti la
scoperta di alcun fatto nuovo o di un nuovo mezzo di prova e non è nemmeno
possibile imputare alla scrivente autorità né un errore né una svista manifesta:
al contrario l’ufficio si è conformato, nella definizione dei fattori
imponibili, agli elementi forniti dal contribuente e non ha ignorato, per
negligenza, dei fatti che emergevano dalla dichiarazione fiscale e dai relativi
allegati. Nemmeno si può pretendere che l’autorità fiscale proceda, di propria
iniziativa, alla correzione a favore del contribuente di importi non richiesti,
agendo di conseguenza alla stregua di un rappresentante dell’istante”.

 

 

                                  C.   Il 20 maggio 2009, RI
1 interponeva reclamo contro la decisione negativa di revisione, per la
decisione di tassazione IC/IFD 2007. Il reclamante ribadiva in sostanza le
argomentazioni addotte con l’istanza del 30 aprile 2009, aggiungendo che “il
reddito imponibile dichiarato […] non divergeva in modo sostanziale dal reddito
tassato in quanto la deduzione postulate[a] non era stata stralciata. Per tale
motivo senza una motivazione in codice e senza un reddito imponibile diverso
era impossibile accorgersi dell’errore. Non esiste una casistica fiscale per la
quale possa esserci una persona imposta con l’aliquota degli altri contribuenti,
con l’ammissione del figlio agli studi art. 34 cpv. 1 lett. a[c]LT
e nel contempo il non riconoscimento del figlio a carico art. 34 cpv. 1 lett. c[a]LT”.

                                      

 

                                  D.   Il 2 giugno 2009
l’autorità fiscale respingeva il reclamo ribadendo le motivazioni già espresse
in sede di istanza di revisione.

 

 

                                  E.   Con tempestivo
ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 postula nuovamente la revisione
della tassazione per il periodo fiscale 2007; in particolare, che venga messo a
beneficio della deduzione per figli a carico e dell’aliquota privilegiata per
famiglie monoparentali.

                                         Il ricorrente ribadisce inoltre
che, a causa di una svista, ha indicato unicamente la deduzione per figli agli
studi tralasciando quella per figli a carico. Secondo lo stesso, l’autorità
fiscale avrebbe potuto facilmente verificare che la figlia sarebbe dovuta
risultare indirettamente a suo carico, siccome non venivano pagati gli
alimenti.

 

 

 

Diritto

 

 

                                   1.   1.1.

                                         Sia in materia di imposta
federale diretta sia in materia di imposta cantonale, sono tre i motivi di
revisione, a vantaggio del contribuente di una decisione o sentenza cresciuta
in giudicato:

                                         a) la
scoperta di fatti rilevanti o mezzi di prova decisivi;

                                         b) la mancata
considerazione, da parte dell’autorità giudicante di fatti rilevanti o di mezzi
di prova decisivi, che conosceva o doveva conoscere, oppure un’altra violazione
di principi essenziali della procedura;

                                         c) il fatto che un
crimine o un delitto abbia influito sulla decisione o sulla sentenza.

                                         (art. 232
cpv. 1 LT, art. 147 cpv. 1 LIFD)

 

                                         1.2.

                                         Entrambe le legislazioni in esame escludono poi la revisione se
l’istante, ove avesse usato la diligenza che da lui poteva essere
ragionevolmente pretesa, avrebbe potuto far valere già nel corso della
procedura ordinaria il motivo di revisione invocato (art. 232 cpv. 2 LT, art.
147 cpv. 2 LIFD).

                                         L’istituto
della revisione non è dato, cioè per addurre fatti che si sarebbero potuti invocare
già nella procedura di reclamo o di ricorso. Decidere altrimenti, ed ammettere
automaticamente la revisione in caso di violazione di norme essenziali di procedura,
significherebbe abolire ogni distinzione tra mezzi d’impugnazione ordinari e il
rimedio straordinario della revisione, che non può supplire a un’omissione
imputabile allo stesso contribuente, che ha diritto di avvalersi dei rimedi
ordinari (cfr. DTF 111 Ib 210; 105 Ib 252, consid. 3b; 103 Ib 89 s.,
consid. 3; 98 Ia 572 s., consid. 5 b; ASA 43 p. 251; 34 p. 152, consid. 5 e 6; RTT 1978 p. 87 s., consid. Ia e 3a; Imboden/Rhinow,
Verwaltungsrechtsprechung, Basilea 1986, n. 43, p. 265, IVc; Haesler,
Die Revision rechtskräftiger Steuerverfügungen zugunsten des Steuerpflichtigen,
ZBl 62 p. 121 s.; Känzig/Behnisch, Direkte Bundessteuer, II ediz., vol. III, Basilea 1992, p. 362;
AA.VV., Kommentar zum Aargauer Steuergesetz, Berna 1991, p. 1111; Richner/Frei/Weber/Brütsch, Zürcher Steuergesetz - Kurzkommentar, Zurigo 1994, p. 582; Agner/Jung/Steinmann, Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995,
p. 436).

 

                                         1.3.

                                         Di conseguenza, la revisione è esclusa, per esempio, nel caso
dell’errore di dichiarazione, cioé quando, per trascuratezza del contribuente o
del suo rappresentante, si è omesso di far valere nella procedura di tassazione
o con i rimedi giuridici ordinari elementi di fatto essenziali, oppure nel caso
in cui il contribuente avrebbe potuto scoprire subito l’errore di fatto o di
diritto dell’autorità, controllando la tassazione notificatagli (Casanova,
Änderungen rechtskräftiger Verfügungen und Entscheide, in ASA 61 p. 450-451).
Il Tribunale federale ha per esempio deciso che la revisione non può essere
richiesta per porre rimedio ad una dimenticanza verificatasi nella procedura
ordinaria di ricorso, sicché, quando l’autorità fiscale comunica per iscritto
al contribuente, al momento della notificazione della tassazione, delle
modificazioni rispetto alla dichiarazione d’imposta e delle notevoli
maggiorazioni d’imposta che ne risultano, una revisione è esclusa (Tribunale
federale, 21 maggio 1997, in StE 1998 B 97.11 n. 14= ASA 67 p. 391= RDAF 55/1999
p. 440).

 

 

                                   2.   2.1.

                                         Nella presente
fattispecie, il ricorrente ha ammesso di aver omesso, per sua dimenticanza,
d’indicare la deduzione sociale relativa ai figli a carico.

                                         Nella dichiarazione di
tassazione IC/IFD 2007, il ricorrente aveva sì indicato nell’apposito spazio
dedicato ai “Figli minorenni, a tirocinio o agli studi e persone bisognose al
cui sostentamento il contribuente provvede” il nome della figlia __________ e
la scuola da quest’ultima frequentata. Tuttavia, in merito alle deduzioni sociali
per il periodo fiscale 2007, il ricorrente deduceva unicamente la somma di fr. 1'800.−
relativa alla deduzione per figli agli studi.RI 1 sostiene che inserendo il
nome della figlia e la formazione da lei seguita avrebbe così posto l’autorità
fiscale in misura di concedere la postulata deduzione. In altri termini, secondo
il ricorrente l’Ufficio di tassazione di __________ non avrebbe tenuto conto
“di un fatto importante che emergeva dall’incarto fiscale”.

 

                                         2.2.

                                         L’autorità fiscale
controlla la dichiarazione d’imposta e procede alle indagini necessarie (art.
204 cpv. 1 LT; art. 130 cpv. 1 LIFD). Secondo la giurisprudenza del Tribunale
federale, tuttavia, in linea di principio, l’autorità può confidare nel fatto
che la dichiarazione sia corretta e completa, per cui, senza particolari
motivi, non è tenuta ad effettuare raffronti con gli atti di altri contribuenti
né a cercare documenti complementari nell’incarto fiscale. Un dovere di
indagine complementare esiste per l’autorità di tassazione comunque solo se la
dichiarazione contiene errori chiaramente evidenti. Lacune o imprecisioni
semplicemente riconoscibili non bastano per ammettere che determinati fatti o
mezzi di prova erano noti alle autorità già al momento della tassazione,
rispettivamente per imputare loro la relativa conoscenza (cfr. sentenza n.
2C_254/2008 del 4 luglio 2008 consid. 3.3 e giurisprudenza citata).

                                         

                                          2.3.

                                         Il ricorrente contesta il
riconoscimento della deduzione per figli agli studi giusta l’art. 34 cpv. 1
lett. c LT senza che sia concessa di conseguenza la deduzione per figli
a carico giusta l’art. 34 cpv. 1 lett. a LT. RI 1 ritiene inoltre che la
circolare n. 4 “Deduzione per figli agli studi [34 LT]” andrebbe completata con
la circolare n. 18 “Imposizione della famiglia”, nella quale viene affrontato
“il problema delle deduzioni in relazione allo stato civile dei contribuenti”.

                                         In merito all’applicazione
dell’art. 34 cpv. 1 lett. a e lett. c LT, va ricordato che, in relazione
alle deduzioni sociali per figli a carico in materia di IC, la circolare n.
18/2003 della Divisione delle contribuzioni, nel caso di genitori divorziati,
separati legalmente o di fatto, celibi o nubili, che mantengono però figli
maggiorenni a tirocinio o agli studi fino al 25.mo anno di età, una sola
persona ha diritto alla deduzione per figli a carico: quella che provvede al
sostentamento. Se però entrambi i genitori provvedono in modo importante al
mantenimento dei figli, la deduzione può essere ripartita fra i genitori (cfr.
anche la recente circolare n. 18/2009 “Imposizione della famiglia” della
Divisione delle contribuzioni). Anche per quanto attiene alla deduzione per
figli agli studi giusta l’art. 34 cpv. 1 lett. c LT viene specificato
nella citata circolare n. 4/2008 al capitolo “Casi particolari” che in caso di
tassazione disgiunta dei genitori (poiché divorziati, separati, celibi o nubili)
la deduzione per figli agli studi è ammessa a favore del genitore che provvede
al mantenimento del figlio agli studi e, in via eccezionale, la deduzione può
essere ripartita sui due genitori quando entrambi provvedono in modo importante
al mantenimento del figlio agli studi. 

 

                                         2.4.

                                         Il ricorrente a torto
sostiene che l’art. 34 cpv. 1 lett. a LT va applicato automaticamente,
con conseguente concessione della deduzione per figli a carico allo stesso
genitore che fa valere la deduzione per figli agli studi qualora appaia nella
dichiarazione fiscale la deduzione per figli agli studi giusta l’art. 34 cpv. 1
lett. c LT. 

                                         In effetti, proprio nel
caso di genitori che presentano dichiarazioni di tassazione separate, per le
ragioni indicate le deduzioni relative ai figli possono anche essere ripartite
fra loro. In situazioni come quella del caso in esame, l’autorità fiscale, per
le ragioni sopra esposte, non può quindi procedere d’ufficio, accordando tutta
la deduzione sociale inerente ai figli a carico (art. 34 cpv. 1 lett. a
LT) al genitore che presenta la deduzione per figli agli studi giusta l’art. 34
cpv. 1 lett. c LT. L’argomentazione del ricorrente non può pertanto
trovare seguito.

 

                                         2.5.

                                         Per quanto attiene alla
censura relativa all’incompletezza della citata circolare n. 4/2008, anche
questa non si rivela fondata. In effetti viene specificato al capitolo “Casi
particolari” che in presenza di tassazione disgiunta dei genitori
(poiché divorziati, separati, celibi o nubili) la deduzione per figli agli studi
è ammessa a favore del genitore che provvede al mantenimento del figlio agli
studi e in via eccezionale, la deduzione può essere ripartita sui due
genitori quando entrambi provvedono in modo importante al mantenimento del
figlio agli studi. La circolare n. 4/2008 analizza dunque la
postulata deduzione in relazione allo stato civile del contribuente, trattando
la casistica dei genitori che presentano tassazioni separate.

 

2.6.

L’Ufficio di
tassazione avrebbe anche potuto, dato il caso particolare della figlia
maggiorenne ancora agli studi, procedere ad esempio ad una verifica incrociata
nella dichiarazione di tassazione della madre della ragazza. Il fatto che
l’autorità di tassazione non abbia intrapreso tali indagini non costituisce
tuttavia una colpa tale da giustificare una revisione della tassazione passata
in giudicato. 

                                         La dottrina e la
giurisprudenza sono chiare in materia di revisione: il ricorrente ha ammesso di
aver tralasciato, per suo errore, la deduzione sociale per figli a carico, che
avrebbe invece potuto far valere tramite un mezzo di impugnazione ordinario. La
revisione non può dunque venir ammessa per rimediare a delle dimenticanze del
contribuente nella compilazione della dichiarazione di tassazione.

                                         

                                         2.7.

                                         Bisogna inoltre considerare
che, secondo un consolidato principio, è il contribuente ad avere l’onere della
prova per i fatti che concorrono ad escludere o a ridurre il debito verso
l’erario (sentenze del Tribunale federale n. 2A.438/2006 del 14 dicembre 2006
in RtiD I-2007 n. 13t, consid. 3.2; DTF 121 II 257 consid. 4c/aa; n.
2A.209/2005 del 3 novembre 2005, in RtiD I-2006 n. 11t, consid. 4.1 Blumenstein/Locher, System des
schweizerischen Steuerrechts, 6a ediz., Zurigo 2002, p. 416, con rinvii).
Trattandosi nella fattispecie della deduzione sociale per figli a carico,
l’autorità di tassazione non aveva alcun obbligo di supplire alla dimenticanza
del contribuente, a cui incombeva l’onere della prova dei fatti che escludono o
riducono i debiti verso l’erario.

 

 

                                   3.   Il ricorso è conseguentemente
respinto. Tassa di giustizia e spese processuali sono a carico dei ricorrenti,
soccombenti.

 

 

 

 

 Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le spese processuali consistenti:

                                         a. nella tassa di
giustizia di                                  fr.    300.–

                                         b. nelle spese di
cancelleria di complessivi       fr.       80.–

                                         per un totale di                                                       fr.    380.–

                                         sono a carico del
ricorrente.

 

 

 

 

 

                                   3.   Contro il presente giudizio
è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,
entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss LTF).

 

 

                                   4.   Intimazione a: 

	
   

  	
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                                         Copia per conoscenza:

                                         -
municipio di __________.

 

 

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

Il presidente:                                                          Il
segretario: