# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7f4ca206-0572-5aec-84fa-939aca6a34fa
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-03-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 09.03.2010 (publiziert) 52.1999.52
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-1999-52_2010-03-09.html

## Full Text

Incarto n.

  52.1999.00052

   

  	
  Lugano

  IN_DATA_DECISIONE

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

 

 

statuendo sul ricorso 10 febbraio 1999 di

 

 

	
   

  	
  __________ rappr. da: dr. iur. __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

   

  	 

	
   

  	
  la decisione 26 gennaio 1999 (no. 338) del Consiglio
  di Stato, che ha respinto l'impugnativa presentata dall'insorgente avverso la
  risoluzione 9 luglio 1998 con la quale il municipio di __________ ha
  stabilito di trattare quale proposta pianificatoria ai sensi dell'art. 32
  cpv. 3 LALPT la sua istanza di riesame del PR inoltrata al Consiglio comunale
  il 5 febbraio 1998; 

  	 

				

 

 

viste le risposte:

-    22 febbraio 1999 del
municipio di __________;

-    24 febbraio del
Consiglio di Stato;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Nel 1988, a
seguito di una divisione ereditaria, __________ nata __________ è diventata
proprietaria unica della part. no __________ RFD di __________, un fondo
parzialmente edificato di complessivi mq 24'871 posto in località
"__________", a sud della zona del nucleo tradizionale del paese.

 

 

                                  B.   In data 6
aprile 1973 il Consiglio di Stato ha approvato il primo piano regolatore del
Comune di __________ (PR 1973), con la conseguente inclusione di ca. 17'000 mq
di questo vasto mappale in zona AP-EP allo scopo di edificare in loco un centro
scolastico/culturale, delle sale multiuso e altre infrastrutture di pubblico interesse.
Gli studi pianificatori allestiti dal Comune prevedevano invero di imporre il
vincolo su tutta l'area del fondo, allora di proprietà __________; questi è
però insorto innanzi al Consiglio di Stato, ottenendo che una parte del mappale
fosse attribuita alla zona residenziale con costruzioni a carattere medio.

La successiva revisione del PR approvata dal
Consiglio di Stato il 12 aprile 1988 non ha fondamentalmente modificato questo
assetto pianificatorio: 15'600 mq ca. della particella no. __________ sono
rimasti colpiti dal vincolo AP-EP, mentre la parte restante è stata inclusa in
zona R3b malgrado le contestazioni degli eredi fu __________, che in via
ricorsuale avevano postulato l'attribuzione dell'intero fondo alla zona R4. I
proprietari hanno censurato il provvedimento anche innanzi al Gran Consiglio,
ma in seguito hanno ritirato il loro gravame.

 

 

                                  C.   L'11 maggio
1988 gli __________ hanno promosso una causa risarcitoria contro il comune di
__________ che si è conclusa nel 1995 con la condanna dell'ente pubblico al
pagamento di un'indennità di espropriazione materiale di fr. 60.- il mq, oltre
interessi a contare dal 6 aprile 1973 (STA 12.12.1994 e STF 6.6.1995).

Soluto l'indennizzo fissato dal Tribunale
federale, nel maggio del 1998 il comune di __________ ha avviato un
procedimento davanti al Tribunale di espropriazione della giurisdizione sopracenerina
al fine di ottenere l'esproprio formale dei 15'600 mq del mapp. __________
inclusi in zona AP-EP e già espropriati in via materiale.

 

 

                                  D.   Tre mesi
prima, segnatamente il 5 febbraio 1998, la proprietaria del fondo __________
aveva inoltrato al consiglio comunale di __________ un'istanza di riesame del
PR, chiedendo la soppressione del vincolo AP-EP e l'inclusione dell'area
affrancata in zona R3b.

Investito della questione dalla presidente
del consiglio comunale, il 14 luglio 1998 il municipio ha comunicato
all'espropriata che il 9 luglio precedente aveva stabilito di trattare la sua
domanda alla stregua di una proposta pianificatoria ex art. 32 cpv. 3 LALPT e
di assumerla come tale agli atti della pendente revisione del PR.

 

 

                                  E.   Con
giudizio 26 gennaio 1999 il Consiglio di Stato ha respinto, in quanto
ricevibile, l'impugnativa inoltrata da __________ avverso quella
determinazione.

                                         Accertata
l'improponibilità del ricorso in quanto interposto contro un atto non configurabile
come decisione impugnabile ai sensi degli art. 1 e 55 PAmm, l'autorità di ricorso
di prime cure ha comunque esaminato il merito respingendo siccome infondate le
censure di incoerenza sollevate dall'insorgente riguardo al comportamento dell'esecutivo
di __________. 

 

 

                                  F.   Avverso la
predetta pronunzia governativa la soccombente è insorta davanti al Tribunale
cantonale amministrativo, postulando in via principale di constatare la nullità
della decisione 14 luglio 1998 resa dal municipio di __________ ed in via
subordinata di procedere al suo annullamento.

                                         Narrati i
fatti salienti, la ricorrente ha contestato le tesi governative sostenendo che
il municipio si è pronunciato formalmente sulla sua istanza di riesame
interferendo nelle prerogative del consiglio comunale; essendo stata emanata da
un'autorità incompetente, la decisione sarebbe quindi nulla.

Per il resto, l'insorgente ha nuovamente
sottolineato che il comune ha dato avvio all'espropriazione formale della
superficie gravata dal vincolo AP/EP dopo l'inoltro dell'istanza di riesame del
PR. Tale agire costituirebbe un abuso di potere, mentre la decisione di
trattare la domanda come proposta pianificatoria sarebbe contraddittoria e
contraria alle regole della buona fede, oltre che illecita laddove modifica la
natura dell'atto proposto.

 

 

                                  G.   All'accoglimento
del ricorso si è opposto il Consiglio di Stato, che ha postulato la conferma
del giudizio impugnato senza formulare osservazioni.

Ad identica conclusione è pervenuto il
municipio di __________, il quale ha avversato l'impugnativa con argomentazioni
di cui si dirà, per quanto necessario, in appresso.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo, la legittimazione attiva dell'insorgente
e la tempestività dell'impugnativa sono date dagli art. 208 cpv. 1 e 209 lett.
b LOC, nonché 43 e 46 PAmm.

Il ricorso è pertanto ricevibile in ordine e
data la natura delle questioni sollevate può essere deciso sulla base degli
atti senza procedere ad accertamenti istruttori (art. 18 cpv. 1 PAmm).

 

 

                                   2.   Il
presente litigio nasce da un'istanza di riesame del PR che __________ ha indirizzato
il 5 febbraio 1998 al Consiglio comunale di __________ al fine di ottenere la
soppressione del vincolo istituito sul suo fondo nel 1973. Istanza che
l'esecutivo comunale ha stabilito di trattare alla stregua di una proposta pianificatoria
ex art. 32 cpv. 3 LALPT nell'ambito della pendente revisione del PR. La materia
del contendere attiene quindi al diritto della pianificazione del territorio.

Giusta l'art. 208 cpv. 1 LOC, contro le
decisioni degli organi comunali è dato ricorso al Consiglio di Stato, le cui
decisioni sono appellabili al Tribunale cantonale amministrativo, a meno che la
legge non disponga altrimenti. La norma dianzi menzionata ha carattere di legge
generale ed alla stessa si deve quindi derogare allorquando leggi speciali lo
prevedono. Dato che in materia pianificatoria il Canton Ticino dispone di un
ordinamento dei mezzi e delle autorità di ricorso sancito appositamente per
essa e secondo disposizioni speciali rispetto a quelle generali della LOC, in casu
ci si potrebbe invero interrogare circa la competenza ratione materiale del
Tribunale cantonale amministrativo. Sennonché l'ultima istanza cantonale di
ricorso in ambito pianificatorio, il Tribunale della pianificazione del
territorio, giudica unicamente le constatazioni attribuitele dalla legge (art.
26c cpv. 1 lett. D LOG), ovvero i ricorsi proposti contro le decisioni rese dal
Gran Consiglio in tema di piani di utilizzazione cantonali (art. 49 LALPT) e
dal Consiglio di Stato quale autorità deputata all'approvazione dei piani
regolatori comunali ed alla contestuale evasione dei ricorsi proposti contro
l'adozione del piano stesso ad opera del legislativo comunale (cfr. art. 38 e
37 LALPT, così come il regime di cui all'art. 15 RLALPT per le modifiche di
poco conto). In mancanza di una norma di legge speciale che attribuisca al TPT
altre competenze oltre a quelle dianzi ricordate, nell'evenienza concreta si
deve necessariamente ammettere che la lite rientra nella sfera cognitiva di
questo Tribunale in forza del disposto generale di cui all'art. 208 LOC.

 

 

                                   3.   3.1. Il PR
è allestito dal municipio (art. 32 cpv. 1 LALPT), adottato dall'assemblea o dal
consiglio comunale (art. 34 cpv. 1 LPT) ed approvato dal Consiglio di Stato,
che lo esamina e decide nel contempo i ricorsi interposti contro il suo
contenuto (art. 37 cpv. 1 LALPT). Il municipio ha quindi una funzione essenzialmente
propositiva. Organo deliberante è il legislativo comunale, che fa proprio o
respinge il progetto elaborato dal municipio, mentre il Governo funge da
autorità di ratifica e di ricorso.

                                         Durante
la procedura di formazione dei piani l'autorità è tenuta ad informare adeguatamente
la popolazione (art. 4 cpv. 1 LPT, 5 cpv. 1 e 32 cpv. 2 LALPT). Ogni cittadino
ha peraltro diritto di partecipare al processo pianificatorio (art. 4 cpv. 2
LPT, 5 cpv. 1 LALPT); in particolare, gli è data facoltà di presentare proposte
pianificatorie che saranno vagliate dal municipio nell'ambito della fase di
elaborazione del PR (art. 32 cpv. 3 LALPT).

 

3.2. Giusta l'art. 21 cpv. 1 LPT, in caso di
notevole cambiamento delle circostanze, i piani di utilizzazione sono riesaminati
e, se necessario, adattati. La legislazione cantonale prevede dal canto suo che
il PR è sottoposto a verifica, di regola, ogni 10 anni. Esso può essere
modificato od integrato in ogni tempo se l'interesse pubblico lo esige, con la
procedura prevista per l'adozione (art. 41 LALPT). 

La revisione generale di un piano
d'utilizzazione comunale comporta un riesame globale di tutto lo strumento
pianificatorio e delle sue componenti seguendo la procedura ordinaria di approvazione
sancita dagli art. 32 ss. LALPT. Secondo la giurisprudenza (DTF 120 Ia 232 e
rinvii), nell'ambito di una simile procedura ogni proprietario può chiedere che
la situazione del suo fondo venga riesaminata, anche se non è previsto a priori
di modificarla, facendo valere che determinate restrizioni non sono più
giustificate; l'autorità è infatti tenuta a verificare se in funzione
dell'evolversi delle circostanze il mantenimento dello statuto vigente è
compatibile con la garanzia costituzionale della proprietà.

 

3.3. Poste queste premesse e ricordato che a
__________ è in corso una revisione totale del PR (la decisione di avviare il
procedimento, del 16 dicembre 1996, è stata presa dal consiglio comunale
all'unanimità dei presenti, i quali hanno pure concesso il credito necessario
per la prima tappa di attuazione), appare evidente come la decisione del
municipio di trattare l'istanza di riesame del PR presentata il 5 febbraio 1998
da __________ alla stregua di una proposta pianificatoria cui sarà dato il dovuto
seguito non presta il fianco a critiche di sorta siccome immune da violazioni
del diritto. Una volta promossa la procedura di revisione globale del PR non ha
infatti più alcun senso, salvo casi eccezionali che qui di certo non ricorrono,
operare modifiche parziali in via di variante. Ammettendo il contrario si
svuoterebbe di ogni significato, svilendolo completamente, l'istituto stesso
della revisione totale del PR e le sue ragioni d'essere.

La domanda di sopprimere il vincolo AP/EP
gravante attualmente la part. __________ sarà quindi esaminata nell'ambito
della procedura in corso e, per finire, decisa dal consiglio comunale al
momento in cui adotterà il nuovo piano regolatore. Una simile trattazione
dell'istanza 5 febbraio 1998 non configura né un abuso di potere, né un agire
contraddittorio o contrario alle regole della buona fede. Discutibile si avvera
tutt'al più l'attitudine della ricorrente, che dopo aver chiesto, ottenuto ed
incassato congrue indennità di espropriazione materiale, insiste nel proporre a
ripetizione azioni ed impugnative di ogni genere per impedire al comune di
completare quell'esproprio ed acquisire la proprietà di un terreno vincolato
sin dal 1973 per soddisfare un'esigenza della collettività.

 

 

                                   4.   Sulla
scorta di quanto precede il ricorso è respinto.

La tassa di giustizia segue la soccombenza
(art. 28 PAmm).

 

 

 

Per questi motivi,

visti
gli art. 4, 21, 34 LPT; 26c LOG; 208, 209 LOC; 5, 32, 37, 38, 41, 49 LALPT; 18,
28, 43 e 46 PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia di fr. 800.- è posta a carico della ricorrente.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  
	
   

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario