# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9f5583ae-853b-59ec-a16c-44d36bec9279
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-06-16
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 16.06.2015 14.2015.101
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2015-101_2015-06-16.html

## Full Text

Incarti n.

  14.2015.101

  14.2015.102

  14.2015.103

  	
  Lugano

  16 giugno 2015

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Simoni

  

 

 

statuendo quale giudice unico (art. 48b LOG)
nelle cause n. 63/2015, 64/2015 e 65/2015 (rigetto definitivo dell’opposizione)
della Giudicatura di pace del Circolo di Agno promosse con istanze 4 marzo 2015
dallo

 

	
   

  	
  Stato del Canton Ticino, Bellinzona (inc. n. 63/2015)

  Confederazione Svizzera, Berna (inc. n. 64-65/2015)

  (rappr. dall’Ufficio esazione e condoni,
  Bellinzona)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  RE 1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

giudicando sul reclamo del 21 maggio 2015
presentato da RE 1 contro le tre decisioni emesse il 12 maggio 2015 dal Giudice
di pace;

 

 

ritenuto

 

in fatto:                A.  Sulla scorta del precetto esecutivo n. __________ emesso il 21
novembre 2014 dall’Ufficio di esecuzione (UE) di Lugano, lo Stato del Canton
Ticino ha escusso RE 1 per l’incasso di fr. 2'012.90, indicando quale titolo di credito l’imposta
cantonale 1997(-1998), oggetto dell’attestato di carenza di beni n. __________ emesso dall’UE di Lugano il 20 giugno 2006.

 

                            B.  Sulla
scorta del precetto esecutivo n. __________ emesso lo stes­so
21 novembre 2014 dall’UE di Lugano, la Confederazione Svizzera ha escusso a sua
volta RE 1 per l’incasso di fr. 2'637.10, indicando
quale titolo di credito l’imposta federale diretta 1991(-1992), oggetto dell’attestato
di carenza di beni n. __________ emesso dall’UE di Lugano il 26 giugno 2006.

 

                            C.  Con
precetto esecutivo n. __________ emesso sempre il 21 novembre 2014 dallo stesso
ufficio, la Confederazione Svizzera ha escusso RE 1 anche per l’incasso di fr. 3'017.10 a titolo dell’imposta federale diretta 1993 (-1994), oggetto dell’atte­sta­to di carenza di
beni n. __________ emesso dall’UE di Lugano il 12 luglio 2006.

 

                            D.  Avendo
RE 1 interposto opposizione a tutti e tre precetti esecutivi, con istanze 2
marzo, rispettivamente 4 marzo 2015, lo Stato del Canton Ticino e la
Confederazione Svizzera ne hanno chiesto il rigetto definitivo alla Giudicatura
di pace del Circolo di Agno. Nel termine impartito, la
parte convenuta si è opposta alle istanze con osservazioni
scritte del 28 aprile 2015.

 

                            C.  Statuendo con tre decisioni distinte del 12 maggio 2015, il Giudice di
pace ha accolto le istanze e rigettato in via definitiva le tre opposizioni
interposte dalla parte convenuta, ponendo a suo carico le spese processuali di
rispettivamente fr. 125.–, fr. 170.– e fr. 170.–, e un’indennità
di fr. 30.– in ogni procedura a favore dell’istante.

 

                            D.  Contro
le sentenze appena citate RE 1 è insorto a questa Camera con un reclamo unico del 21 maggio 2015 per ottenerne
l’annullamento e la reiezione delle istanze. Visto l’esito del giudizio
odierno, il reclamo non è stato notificato alle controparti per osservazioni.

 

 

Considerando

 

in diritto:              1.  Le sentenze impugnate – emanate in materia di rigetto dell’op­­posizione
– sono decisioni di prima istanza finali e inappellabili (art. 309 lett. b n. 3
CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art.
48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.

 

                           1.1  Essendo
il reclamo riferito a cause fondate su fatti analoghi, in virtù dell’art.
125 lett. c CPC si giustifica, per economia di procedura, di congiungerle ed
evaderle con una sola sentenza, pur mantenendone l’autonomia nel senso che i
dispositivi restano separati e possono essere impugnati anche singolarmente.

 

                           1.2  Pronunciate
in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), le decisioni sono impugnabili con
reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC).
Presentato il 21 maggio 2015 contro le sentenze notificate a RE 1 con un invio
unico il 15 maggio, in concreto il reclamo è tempestivo.

 

                           1.3  La Camera esamina solo le censure esplicitamente formulate e motivate
in modo sufficiente, i requisiti al riguardo, che discendono dall’art. 321 cpv.
1 CPC, imponendo al reclamante di formulare delle conclusioni chiare, di
designare dettagliatamente sia i punti contestati della sentenza impugnata sia
i documenti sui quali fonda la sua critica e di spiegare perché la motivazione
della decisione sarebbe erronea, e non (solo) perché le sue opinioni sarebbero
pertinenti (DTF 138 III 375, consid. 4.3.1 e sentenza del Tribunale federale
5A_247/2013 del 15 ottobre 2013, consid. 3.3). La Camera decide in linea di
principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327
cpv. 1 e 2 CPC). Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati
sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato
dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di
fatti e mezzi di prove nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC).

 

                           1.4  Nel
reclamo RE 1 espone di avere chiesto il condono dell’imposta cantonale 1997 all’Ufficio
esazione e condoni, il quale si sarebbe dichiarato incompetente senza indicare
quale fosse l’autorità competente. Ricorda di avere rispettato per anni il piano
di pagamento rateizzato delle imposte e dei contributi AVS e di non essere più
stato oggetto di esecuzione da 15 anni. Ritiene che se dovesse pagare le
imposte arretrate ora poste in esecuzione contrarrebbe nuovi debiti e
rischierebbe di cadere a carico dell’assistenza pubblica, la concorrenza nella
sua professione (tassista) essendo tanta. Sennonché tale
motivazione è manifestamente insufficiente, perché il reclamante in realtà non
critica le sentenze impugnate bensì le decisioni fiscali prodotte quale titolo
di rigetto definitivo (o meglio la sola tassazione del 1997), e non si
confronta con la motivazione esposta dal Giudice di pace. Il reclamo si rivela
così inammissibile.

 

                           1.5  Per
inciso, va del resto osservato come nel merito il reclamo sarebbe in ogni caso
infondato. Infatti, in virtù degli art. 80 e 81 LEF, il
giudice pronuncia il rigetto definitivo dell’opposizione ove il credito posto
in esecuzione sia fondato su una decisione giudiziaria esecutiva o un titolo
parificato, a meno che l’escusso provi con documenti che dopo l’emanazione
della decisione il debito è stato estinto, il termine per il pagamento è stato
prorogato o che è intervenuta la prescrizione. La procedura di rigetto è una procedura
documentale (Akten­pro­zess), il cui scopo non è di accertare l’esistenza
del credito posto in esecuzione bensì l’esistenza di un titolo esecutivo. Il
giudice verifica solo la forza probatoria del titolo prodotto dal creditore –
la sua natura formale – e vi conferisce forza esecutiva ove l’escusso non renda
immediatamente verosimili eccezioni liberatorie (DTF 132 III 142, consid.
4.1.1). Ora, nella
fattispecie le decisioni di tassazione agli atti, emesse il 25 ottobre 1999 (imposta
cantonale 1997-1998), l’11 febbraio 1992 (imposta federale diretta 1991-1992) e
il 16 agosto 1993 (imposta federale diretta 1993-1994), risultano passate in
giudicato – ciò che il reclamante non contesta – e costituiscono così,
unitamente ai relativi attestati di carenza di beni per le spese esecutive e
giudiziarie, validi titoli di rigetto definitivo dell’opposi­zione per gli
importi posti in esecuzione, compresi gli interessi maturati fino all’emissione
dei primi attestati di carenza di beni.

 

                                       Né
il Giudice di pace né la Camera sono invece competenti per esaminare la
questione di un eventuale condono delle imposte poste in esecuzione. E prima
del condono effettivo le decisioni di tassazione rimangono esecutive. Per quanto riguarda le difficoltà economiche
allegate dal reclamante, si ricorda che l’ufficio d’ese­cu­zio­ne potrà pignorare
unicamente la parte del reddito del convenuto che eccede il suo minimo
esistenziale (art. 93 LEF) mentre, ove il pignoramento dovesse vertere su beni
mobili, egli potrà se del caso chiedere la rateazione del pagamento del credito
posto in esecuzione (art. 123 LEF). Ad ogni modo, nella sua qualità di giudice
del rigetto dell’opposizione il Giudice di pace non è competente per valutare
la situazione economica dell’e­scusso e ancora meno per respingere l’istanza di
rigetto dell’opposizione sulla base di tale valutazione.

 

                             2.  La tassa del presente giudizio seguirebbe la soccombenza del reclamante (art. 106 cpv. 1 CPC).
Tuttavia, vista la sua situazione economica verosimilmente difficile (nei suoi confronti sono stati rilasciati una cinquantina di attestati
di carenza di beni), si prescinde – eccezionalmente – dal riscuotere
spese processuali, il cui prelievo rischierebbe di tradursi per l’ente pubblico
in spese d’in­casso infruttuoso supplementari. Non si pone invece problema di
ripetibili, i reclami non essendo stati notificati alle controparti. Circa i rimedi
esperibili sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso,
di rispettivamente fr. 2'012.90, fr. 2'637.10 e fr. 3'017.10, non raggiunge, in nessuna delle cause, la
soglia di fr. 30'000.– ai fini dell’art. 74 cpv. 1
lett. b LTF.

 

 

Per questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il reclamo nella causa n. 63/2015 (esecuzione
n. (__________) è inammissibile.

 

                             2.   Il
reclamo nella causa n. 64/2015 (esecuzione n. (__________) è inammissibile.

 

                             3.   Il
reclamo nella causa n. 65/2015 (esecuzione n. (__________) è inammissibile.

 

                             4.  Non
si riscuotono oneri processuali.

 

                             5.  Notificazione a:

	
   

  	
  –;

  –.

   

  

                                  Comunicazione
alla Giudicatura di pace di Agno.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d’appello

Il presidente                                                 La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile (art. 72 cpv. 2 lett. a LTF) al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF) solo
se la controversia concerne “una questione di diritto di importanza
fondamentale” (art. 74 cpv. 2 LTF). Laddove tale presupposto non sia adempiuto
è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale
al Tribunale federale per i motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF).
Il termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1
LTF).