# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 660792fb-b2a9-5ece-bf13-45d76c37e3f9
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-09-20
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 20.09.1999 15.1999.00149
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-1999-00149_1999-09-20.html

## Full Text

Incarto n.

  15.99.00149

  	
  Lugano

  20 settembre 1999 /MR/fc/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta, presidente 

  Pellegrini e Zali

  

 

	
  segretario:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

 

statuendo
sul ricorso 27 agosto 1999

 

                                       __________ 

 

contro
l’operato dell’Ufficio esecuzione del Distretto di Lugano, e meglio
contro il processo verbale 25 agosto 1999 per la formazione di un inventario a
tutela del diritto di ritenzione (n.__________) ante esecuzione per pigioni e
fitti di cui alla domanda presentata contro il ricorrente da

 

                                         __________

 

viste
le osservazioni 14 settembre 1999 dell’UE di Lugano;

 

esaminati
atti e documenti;

 

ritenuto
in fatto e considerando in diritto:

 

                                          che
con domanda 9 agosto 1999 __________ __________ ha chiesto all’Ufficio di
esecuzione di Lugano l’erezione di un inventario dei beni siti nell’esercizio
pubblico “__________ __________ __________ ” in Via __________ a __________ a
garanzia di un diritto di ritenzione per pigioni scadute nei confronti di
__________ dal 1° gennaio 1999 al 31 luglio 1999 per complessivi Fr. 22’050.--;

                                          che
il 10 agosto 1999 l’UE ha proceduto all’allestimento dell’inventario redigendone
relativo verbale (n. __________) spedito alle parti il 13 agosto 1999; 

                                          che
con reclamo (recte: ricorso) 27 agosto 1999 e contestuale domanda di ammissione
al beneficio dell’assistenza giudiziaria__________ postula l’annullamento del
verbale di ritenzione, contestando in sostanza di essere conduttore e in quanto
tale debitore delle pigioni nei confronti di __________, in particolare
affermando di “non essere parte al contratto che ha per oggetto l’esercizio
pubblico nel quale si trovano gli oggetti inventariati”, indicando in tale
__________ di __________ il probabile conduttore; 

 

                                          che
per l’art. 268 cpv. 1 CO il locatore di locali commerciali beneficia di un
diritto di ritenzione sulle cose mobili che vi si trovano e servono al loro uso
e godimento e che siffatto diritto si estende in termini temporali alla pigione
annuale scaduta e a quella del semestre in corso;

 

                                          che
in materia di esecuzione per pigioni e affitti l’art. 283 cpv. 1 LEF stabilisce
che il locatore di locali commerciali può, anche prima di iniziare
l’esecuzione, domandare l’assistenza dell’ufficio esecuzione per la tutela
provvisoria del suo diritto di ritenzione, il quale allestirà un inventario di
ritenzione; 

 

                                          che
nell’ambito della formazione di un inventario a tutela del diritto di
ritenzione del locatore l’Ufficio non può rifiutarsi di erigere l’inventario
dei beni sottoposti al diritto di ritenzione se non quando l’inesistenza dei
suoi presupposti - in particolare l’inesistenza di un contratto di locazione o
l’inesistenza di un credito derivante da tale contratto - sia manifesta e
inequivocabile (DTF 103 III 41 s.; 97 III 45;
Ernest Brand, Dispositions particulières sur les loyers et fermages I,
in: FJS/SJK n. 1092, p.4; Fritzsche/Walder,
Schuldbetreibung und Konkurs nach schweizerischem Recht, Vol. II, Zürich, § 63,
p. 520); 

 

                                          che
infatti l’ufficio esecuzione, e su ricorso l’autorità di vigilanza, può
procedere a un esame solo sommario, in via pregiudiziale, dei suoi presupposti
(DTF 109 III 43), mentre l’esame di merito sull’esistenza ed estensione del
diritto di ritenzione, così come sull’esistenza e ammontare del credito preteso
garantito, è demandato al giudice nell’ambito di un’eventuale procedura di
rigetto dell’opposizione, rispettivamente, in assenza di titolo idoneo di
rigetto, nell’ambito della necessaria causa ordinaria (cfr. Amonn/Gasser, op.cit., § 34 n.18 s.,
p.275 s.);

 

                                          che
in concreto agli atti risulta un “contratto di locazione per esercizio
pubblico” sottoscritto il 4 novembre 1999 da __________ in qualità di
“conduttore” e da __________ in qualità di “coniuge”, avente per oggetto lo
_______ in via __________ a __________, per una pigione annua di Fr. 38’400.--
pagabile in rate mensili anticipate di Fr. 3’200.--, e per una durata
indeterminata con inizio il 1° gennaio 1999 e possibilità di disdetta con
preavviso di sei mesi la prima volta per il 31 dicembre 2003;

 

                                          che
inoltre vi è uno scritto 11 giugno 1999 con cui lo stesso patrocinatore del
ricorrente comunicava al locatore la disponibilità di __________ a “pagare
degli acconti di un’entità modesta già nel corso dei prossimi giorni”
prospettando che “comunque, entro e non oltre il 25 giugno prossimi
(__________) salderà le pigioni scoperte, Fr. 15’650.--”;

 

                                          che
pertanto in siffatte circostanze l’ufficio non poteva rifiutarsi di erigere
l’inventario, che anzi alla luce della documentazione in suo possesso
costituiva atto dovuto;

 

                                          che
pertanto il gravame che si limita alla semplice contestazione della titolarità
del credito da pigione, senza tuttavia fornire alcun elemento concreto, si
rivela al limite del temerario e va senz’altro  respinto;

 

                                          che
visto l’esito del gravame, che d’acchito non aveva alcuna probabilità di
successo, va senz’altro respinta anche la domanda di ammissione del beneficio
dell’assistenza giudiziaria;

 

                                          che
non si prelevano spese (art. 61 cpv. 2 lett. a OTLEF) e non si assegnano
indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF), perché così è disciplinato per normativa di
diritto federale.

 

 

Richiamati gli art. 283 LEF, 268 ss.CO

 

pronuncia:            1.     Il ricorso 27 agosto 1999
__________, è respinto.

 

                                 2.     La
domanda di ammissione all’assistenza giudiziaria 27 agosto 1999__________ è
respinta.

 

                                 3.     Non
si prelevano spese, né si assegnano indennità.

                                 4.     Contro
questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni
e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della
scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in
conformità dell’art. 19 LEF.

 

                                 5.     Intimazione
a:

                                          _____________

 

 

Per
la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

quale
autorità di vigilanza

Il
presidente                                                                             La
segretaria