# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 532a1908-16d8-5252-aca4-420f3d9e367d
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-10-04
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 1. Kammer 04.10.2005 U 2005 51
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_001_U-2005-51_2005-10-04.pdf

## Full Text

U 05 51

1a Camera 

SENTENZA
del 4 ottobre 2005

nella vertenza di diritto amministrativo

concernente domicilio

1. … è proprietario sul territorio del Comune di … di una propria casa 

d’abitazione, in cui ha iniziato ad instaurarsi nel corso del 2003. In seguito alla 

sollecitazione dell’ufficio controllo abitanti, il 19 maggio 2004, l’interessato 

chiedeva una proroga fino alla fine dell’anno per la messa a punto delle 

pratiche relative al trasferimento del domicilio. Dopo essere venuto a 

conoscenza del fatto che il nuovo proprietario sembrava rifiutare un 

trasferimento di domicilio sul territorio comunale, l’esecutivo comunale  

incaricava la polizia comunale di eseguire dei controlli. Sulla scorta dei dati 

raccolti, con decisione 24 maggio 2005, il comune accertava che il domicilio 

di … era a … a partire dal 1. giugno 2005. 

2. Contro questa decisione, l’interessato interponeva tempestivo ricorso al 

Tribunale amministrativo dei Grigioni in data 6 giugno 2005 chiedendo 

l’annullamento del provvedimento. Avendo stipulato un regolare contratto 

d’affitto a …, il ricorrente si considera ivi domiciliato come per i precedenti 21 

anni. In quel comune ticinese egli manterrebbe poi il centro dei propri interessi 

e delle proprie relazioni personali. A … disporrebbe puramente di una casa 

d’abitazione dove si recherebbe saltuariamente per fare qualche lavoretto di 

manutenzione o in giardino. Per il resto, il suo nuovo datore di lavoro gli 

avrebbe messo a disposizione una camera a …, tenuto conto dei particolari 

turni di lavoro che la sua nuova attività richiederebbe . 

3. Nella propria risposta di causa, il comune convenuto 1 chiedeva la reiezione 

del ricorso e la conferma dell’esistenza di un domicilio sul territorio comunale. 

Come avrebbero del resto dimostrato anche i controlli effettuati dalla polizia 

comunale, sarebbe a … che l’istante avrebbe la propria residenza effettiva e 

quindi anche il proprio domicilio. 

4. Dal canto suo, il comune di … rinunciava a una presa di posizione materiale 

sul ricorso - limitandosi a far proprie le motivazioni addotte dal ricorrente - e si 

rimetteva esplicitamente al giudizio di questa Corte. 

5. Replicando e duplicando e nell’ambito di un successivo scambio di scritti 

processuali, le parti si riconfermavano essenzialmente nelle loro precedenti 

allegazioni e proposte, precisandole. Mentre il ricorrente contestava in 

particolare l’esito dei controlli di polizia effettuati, trovandosi sul posto di lavoro 

almeno in tre delle date riportate come accerterebbe del resto il suo datore di 

lavoro, il comune convenuto 1 non aveva dubbi sull’attendibilità del rapporto 

redatto, anche se limitatamente a singoli controlli non sarebbe possibile 

escludere completamente delle eventuali sviste. 

Considerando in diritto:

1. Art. 24 cpv. 1 della Costituzione federale (CF) sancisce il principio della libertà 

di domicilio. Giusta questo disposto ogni persona di cittadinanza svizzera può 

stabilirsi in qualsiasi luogo del Paese. Questo diritto fondamentale include la 

libertà di prendere domicilio in qualsiasi luogo del Paese ai sensi delle 

disposizioni del Codice civile (CC) o di soggiornare semplicemente in un 

determinato luogo. La libertà è quella di poter creare, conservare o lasciare 

un determinato domicilio o un luogo di soggiorno (Jean-Baptiste Zufferey, La 

liberté d’établissement, in: Thürer/Aubert/ Müller, Droit constitutionnel Suisse, 

§ 47 marginale 5). In principio pertanto, ogni comune è tenuto ad accordare il 

domicilio a qualsiasi persona svizzera ne faccia richiesta. Questa libertà di 

domicilio permette comunque sempre ancora all’autorità comunale di rifiutare 

l’edizione o di chiedere il deposito dell’atto d’origine (cfr. DTF 110 Ia 69 cons. 

3a) mediante una decisione che constati l’esistenza o l’assenza di un domicilio 

sul suolo comunale. 

2. a) La legge cantonale sul domicilio degli Svizzeri (LDS) considera come 

domiciliato chi prende domicilio in un comune di cui non è attinente con 

l’intenzione di stabilirvi la propria residenza (art. 1 cpv. 1 LDS). Adempie 

invece ai presupposti del dimorante chi soggiorna fuori dal proprio comune di 

attinenza o di domicilio temporaneamente o solo durante la settimana, in 

modo particolare per esercitarvi la professione oppure per motivi scolastici 

(art. 1 cpv. 2 LDS). Giusta l’art. 23 del Codice Civile (CC) il domicilio di una 

persona è nel luogo dove essa dimora con l’intenzione di stabilirvisi 

durevolmente (cpv. 1). Nessuno può avere contemporaneamente il suo 

domicilio in più luoghi (cpv. 2). Le norme del diritto svizzero relative al domicilio 

si basano prevalentemente su due importanti principi. Il primo è quello della 

necessità del domicilio (ogni persona deve necessariamente avere un 

domicilio). Il secondo impone, per ragioni pratiche, l’unità dello stesso (ogni 

persona non può avere più di un domicilio civile). La costituzione del domicilio 

presuppone la sussistenza di due condizioni cumulative: la relazione 

territoriale, ossia la residenza o la dimora in un determinato luogo (condizione 

oggettiva), e una relazione personale, ossia l’intenzione di stabilirsi in detto 

luogo durevolmente (condizione soggettiva). Il concetto di domicilio ai sensi 

dell’art. 23 CC presuppone allora la residenza effettiva in un determinato 

luogo, anche se la durata del soggiorno non riveste importanza decisiva, e 

l’intenzione, non solo astratta, ma concretamente manifestata di stabilirsi 

durevolmente nel luogo prescelto. Il principio basilare a fondamento dell’art. 

23 cpv. 1 CC è che il cittadino abbia il proprio domicilio dove mantiene il centro 

delle proprie relazioni personali. 

b) Nella DTF 96 I 145 cons. 4c il Tribunale federale definiva come andava intesa 

la nozione di dimora e precisava che la semplice presenza in un determinato 

luogo non costituisce dimora, per dimorare la persona deve abitare nel luogo 

prescelto. Per abitare si intende disporre di locali abitabili per dormire. La 

stragrande maggioranza della nostra popolazione dimora nel luogo in cui ha 

un appartamento per dormire, sia da sola sia con altri conviventi e per la 

maggior parte di queste persone la possibilità di alloggio stabile è 

accompagnata dall’intenzione di restare durevolmente in detto luogo 

(Christian Brückner, Das Personenrecht des ZGB, Zurigo 2000, pag. 92, 

marginale no. 319). Quanto alle possibilità di alloggio, il ricorrente dispone a 

… di una propria casa d’abitazione e a … e … di semplici camere. Mentre è 

indiscusso che la camera a … - messa a disposizione dal datore di lavoro – 

venga utilizzata solo in qualità di soggiornante, per motivi legati ai turni di 

lavoro, l’istante considera di risiedere altrimenti a … e non a … Tale pretesa 

è però sconfessata dai fatti. 

c) Vada previamente precisato che per definire la controversa questione della 

residenza effettiva sul territorio comunale l’autorità è indubbiamente 

legittimata a ricorrere ai controlli di polizia, come nel caso concreto è stato 

fatto. Nell’ambito di questi controlli, l’incaricato comunale verifica la presenza 

o meno di una persona sul territorio comunale sulla base di visite a domicilio, 

telefonate, rilevamenti ecc. Poiché a volte la persona oggetto di sorveglianza 

può preferire non mostrarsi al controllo, è evidente che rilevamenti relativi alla 

luce accesa, alla presenza di un’automobile, al fatto di aver visto l’interessato 

in paese o al ristorante, all’abbaiare del cane in casa, all’erba appena tagliata, 

al fumare del camino ecc. sono tutti indizi tendenzialmente atti a comprovare 

la presenza del soggetto sul territorio comunale. E’ pertanto possibile che 

nell’ambito di tali rilevamenti possano saltuariamente essere commessi degli 

errori di valutazione (p.es. perché è stata lasciata accesa la luce), ma tali 

possibili fonti di errore non giustificano comunque una messa in discussione 

dei rilevamenti in quanto tali o addirittura della loro attendibilità in generale. 

d) Già nel 2004, l’istante era stato controllato dalla fine di agosto a metà ottobre. 

Dei sette fine settimana controllati durante questo periodo, il ricorrente 

risultava essere a casa propria durante cinque di questi. Durante la prima 

metà del 2005, la polizia comunale eseguiva 24 controlli. Solo quattro volte 

l’istante non era stato trovato a casa e tre di questi controlli, riferiti a dei giorni 

feriali, vengono dall’istante contestati a mano della dichiarazione fornita dal 

datore di lavoro. Pur ammettendo che tre dei controlli effettuati non 

permettano di concludere alla presenza dell’istante nella propria abitazione, 

non è comunque in tali condizioni ammesso concludere che il ricorrente non 

risieda sul suolo comunale. I controlli effettuati dimostrano propriamente il 

contrario, ovvero che la maggior parte del tempo libero a sua disposizione il 

ricorrente lo trascorre a …. 

3. a) Il ricorrente insiste nel ritenersi domiciliato a …, non avendo intenzione di 

stabilirsi a …. Giusta la giurisprudenza relativa all’interpretazione dell’art. 23 

CC, considerando che il domicilio non costituisce uno stato di fatto rilevante 

solo per il cittadino interessato, bensì comporta delle conseguenze anche nei 

confronti di terze persone e dell’ente pubblico, l’intenzione soggettiva della 

permanenza stabile in un determinato luogo riveste rilevanza giuridica 

unicamente per quanto la stessa si manifesti pure concretamente (cfr. 

Honsell/Vogt/Geiser, Kommentar zum Schweizerischen Privatrecht, 

Schweizerisches Zivilgesetzbuch I, pag. 202; DTF 97 II 3, 108 Ia 255, 119 II 

65 e 120 III 8; ZR 1983, 143 e segg.). Nell’evenienza, in base ai controlli 

effettuati, tale manifestazione sussiste indubbiamente. Resta allora da 

stabilire quale sia tra … e … il luogo dove l’istante mantiene il centro dei propri 

interessi e delle proprie relazioni personali (DTF 85 II 322).

b) Oggettivamente, già il fatto di essere proprietario di una residenza primaria 

sul territorio comunale attesta un intenso legame con il comune di … A …, il 

ricorrente ha preso in affitto una camera a fr. 200.- al mese. La proprietà della 

casa è poi accompagnata da una residenza effettiva, durante il tempo libero 

e a volte durante la settimana, che lascia quindi apparire d’importanza del 

tutto secondaria la rimanente camera a ... Inoltre, come addotto dal comune 

convenuto 1 anche i fratelli ed i nipoti del ricorrente vivono a …, a comprova 

di un indubbio legame con tale comune. 

4. In queste condizioni forza è di constatare che la decisione di rifiutare un 

ulteriore prolungamento del permesso di soggiorno a favore della presa di 

domicilio sul territorio comunale decisa dal comune convenuto 1 merita piena 

conferma e il ricorso deve essere integralmente respinto. L’esito della 

controversia giustifica l’accollamento delle spese occasionate dal presente 

procedimento alla parte ricorrente, che soccombe integralmente (art. 75 LTA).

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è respinto.

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 1'200.--

- e le spese di cancelleria di fr. 144.--

totale fr. 1'344.--

il cui importo sarà versato da … entro trenta giorni dalla notifica della presente 

decisione all’Amministrazione delle finanze del Cantone dei Grigioni, Coira.