# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 17b9d301-4104-5604-aa0f-8fa7980b2803
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-06-19
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 19.06.2017 32.2016.52
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2016-52_2017-06-19.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  32.2016.52

   

  PC/sc

  	
  Lugano

  19 giugno 2017

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
						

 

	
  redattrice:

  	
  Paola Carcano, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 20 maggio 2016 di

 

	
   

  	
  RI 1  

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 19 aprile 2016 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   RI 1, nato il __________
1964, da ultimo attivo quale giardiniere "tuttofare" presso il __________
di __________, il 22 marzo 2006 ha presentato domanda di prestazioni AI per
adulti (rendita) indicando che “tagliando una palma nel giardino dell’hotel
sono caduto dalla scala da una altezza di circa 3 metri, procurandomi contusioni alla schiena e alle gambe” (incarto AI pag. 1-6). Esperiti gli
accertamenti medici ed economici del caso - in particolare: la perizia
pluridisciplinare (psichiatria, reumatologia e ortopedia) del 13 giugno 2007
del Servizio Accertamento Medico dell’assicurazione invalidità (SAM; pag. 55-106
incarto AI), le annotazioni del 16 luglio 2007 del medico SMR, __________ (pag.
111 incarto AI), il rapporto finale del 13 agosto 2007 del consulente in
integrazione professionale, __________ (pag. 114-118 incarto AI), con decisione
del 10 dicembre 2007, preavvisata con progetto del 27 settembre 2007 (pag.
120-122 incarto AI), l’UAI ha negato il diritto a prestazioni assicurative dopo
aver accertato un grado d’invalidità del 24% (pag. 130-133 incarto AI). Contro
questa decisione l’assicurato, patrocinato dall’avv. __________, ha inoltrato
un tempestivo ricorso al TCA postulando, in via principale, di essere messo al
beneficio di provvedimenti professionali, e, in via subordinata, che gli
venisse riconosciuta una rendita intera, eventualmente del 50% (pag. 136-139
incarto AI). 

                               1.2.   Il 23 aprile 2008 RI 1 ha
presentato una seconda domanda di prestazioni AI per adulti indicando "depressione;
dolori agli arti inferiori al rachide lombare, insonnia, ansia, infortunio il
17/12/04 caduto da una scala di 4 metri contusione lombare e arti inferiori"
(pag. 164-171 incarto AI). Il 24 aprile 2008 l'UAI ha comunicato all'assicurato
che avrebbe preso in considerazione la nuova richiesta di prestazioni soltanto
dopo aver ricevuto la sentenza del TCA.

                               1.3.   Il TCA, con sentenza
32.2007.394 dell'11 dicembre 2008, cresciuta incontestata in giudicato, dopo
aver rilevato che "i periti del SAM hanno ritenuto predominante la
patologia reumatologica, per la quale il Dr. __________ ha ritenuto
l’assicurato, in attività adeguate, abile al lavoro a tempo pieno, con un
rendimento ridotto massimo nella misura del 20%. Inoltre l’incapacità
lavorativa dovuta alla patologia psichiatrica e a quella reumatologica non
vengono sommate nella perizia del SAM, ma integrate, in quanto entrambe
prendono in considerazione i dolori dell’assicurato. (…).Nel caso di specie, le
affezioni di cui soffre il ricorrente sono state valutate nell’ambito di una
perizia pluridisciplinare che ha adeguatamente indagato la componente
psichiatrica, reumatologica e neurologica, giungendo alla conclusione che
l’insorgente in un’attività lavorativa leggera e adatta può essere considerato
abile al lavoro nella misura del 70% secondo i limiti imposti dal Dr. __________.
(…). Tutto ben considerato, dunque, a mente del TCA non vi sono motivi per
distanziarsi dalle conclusioni dei medici del SAM, alle quali deve essere
attribuita, secondo la giurisprudenza citata in precedenza (cfr. consid. 2.6.),
forza probatoria piena, in quanto approfondite, complete e motivate. (…). Alla
luce di quanto appena esposto il TCA ritiene dimostrato, con il grado della
verosimiglianza preponderante valido nell'ambito delle assicurazioni sociali
(DTF 125 V 195 consid. 2 e i riferimenti ivi citati, 115 V 142 consid. 8b, 113
V 323 consid. 2a, 112 V 32 consid. 1c, 111 V 188 consid. 2b), che il
ricorrente, in un’attività lavorativa leggera e adatta, può essere considerato
abile al lavoro nella misura del 70%" (pag. 199 e 200 incarto AI),
dopo aver confermato il calcolo economico effettuato dall'amministrazione e,
quindi, il grado di invalidità del 24% [a fronte di un reddito da valido
di fr. 47'925, adeguato al 2005 come emergeva dal questionario per il datore di
lavoro del 29 marzo 2006 ed un reddito da invalido, per un'attività
semplice e ripetitiva, di fr. 57'804.85, determinato sulla base della TA 1
2004, adeguato al 2005, e ridotto del 30% (esigibilità lavorativa al 70%) a fr.
40'463.- e decurtato del 10% (deduzione sociale per attività leggere) a fr.
36'416.45; pag. 201-206 incarto AI] e dopo aver costatato "che
l’assicurato ha sì frequentato le scuole dell’obbligo e conseguito il diploma
di agronomo nel proprio paese d’origine, ma successivamente ha svolto
unicamente l’attività di giardiniere / tuttofare e custode. Egli dunque verosimilmente
non dispone, come indicato dalla consulente, di un sufficiente bagaglio
attitudinale e cognitivo che gli consenta di affrontare una riqualifica
professionale. Inoltre, va rilevato che, come indicato dalla consulente nel suo
rapporto del 16 agosto 2007, le possibilità di reintegrazione dell’assicurato
sul mercato del lavoro, senza dover prima intraprendere una riqualifica
professionale tenuto conto dei limiti invalidanti espressi in sede medica,
rientrano in una “vasta gamma”, potendo egli svolgere attività sia nel settore
secondario che nel settore terziario." (pag. 209 incarto AI), ha
respinto il gravame concludendo che a giusta ragione l’UAI aveva negato il
diritto ad una rendita di invalidità come pure ad una riformazione professionale
(STCA 32.2007.394 dell'11 dicembre 2008, pag. 175-210 incarto AI).

                               1.4.   Dopo aver sottoposto la
domanda di revisione del 23 aprile 2008 al medico SMR, dr. med. __________
(cfr. relativo rapporto del 7 maggio 2019; pag. 214 e 215 incarto AI), l’UAI,
preso atto del certificato medico del 29 maggio 2009 del dr. med. __________,
specialista FMH in medicina interna e reumatologia (pag. 218 incarto AI) e dopo
aver raccolto le annotazioni del 18 giugno 2009 del medico SMR, dr. med. __________
(pag. 220 incarto AI), con decisione formale del 6 luglio 2009, preavvisata con
progetto dell'11 maggio 2009 (pag. 216 e 217 incarto AI), a fronte di uno stato
clinico rimasto in pratica invariato, non è entrato in materia sulla nuova
richiesta di prestazioni (pag. 224 e 225 incarto AI).

 

                               1.5.   Il 31 gennaio 2013 il medico
generico __________, medico curante dell'assicurato, ha comunicato all'UAI che RI
1 era stato operato il 27 marzo 2012 presso la __________ per la "valgisizzazione
con osteotomia distale della gamba destra" e andava rivalutata la
situazione del paziente in questione, visto che era ancora seguito dagli
specialisti zurighesi a causa dei dolori che continuava a lamentare a livello
della gamba destra (pag. 227 incarto AI).

Ritenute assolte le condizioni per entrare in materia di una nuova richiesta di
prestazioni AI, il 14 febbraio 2013 l'amministrazione ha invitato RI 1 ha
procedere in tal senso (pag. 228 e 229 incarto AI).

Il 19 aprile 2013 RI 1 ha quindi presentato una terza domanda di prestazioni AI
per adulti indicando "contusioni alla schiena, problemi con entrambe le
gambe, problemi psicologici" (pag. 236-241 incarto AI).

Esperiti gli accertamenti medici ed economici del caso - in particolare: la
perizia pluridisciplinare (medicina interna, neurologia, psichiatria e
psicoterapia e reumatologia) del 2 gennaio 2014 del SAM (pag. 296-376 incarto
AI), il rapporto finale del 14 gennaio 2014 del medico SMR, __________ (pag.
377-380 incarto AI), lo scritto del 6 febbraio 2014 dell'ex datore di lavoro
(pag. 382 incarto AI), le osservazioni e conclusioni del 21 dicembre 2015 del
consulente AI, __________ (pag. 398 e 399 incarto AI) e le considerazioni del 9
e del 24 febbraio 2016 del consulente in integrazione professionale (pag. 402 e
411 incarto AI) - con decisione del 19 aprile 2016, preavvisata con progetto
del 25 febbraio 2016 (pag. 412-414 incarto AI), l’UAI ha respinto la richiesta
di prestazioni dell'assicurato, in quanto presenta un grado d'invalidità del 34%
[a fronte di un reddito da valido di fr. 53'950.-, nel 2013 sulla base
delle indicazioni dell'ex datore di lavoro ed un reddito da invalido,
per un'attività semplice e ripetitiva, di fr. 65'659.50, determinato sulla base
della TA 1 2012, adeguato al 2013, e ridotto del 40% (esigibilità lavorativa al
60%) e decurtato del 10% (deduzione sociale per attività leggere e altri
fattori di riduzioni) a fr. 35'456.10] e, quindi, non pensionabile (pag.
428-431 incarto AI).

 

                               1.6.   Contro questa decisione RI 1,
patrocinato dall'avv. RA 1, ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA
postulandone l'annullamento e sollecitando il rinvio degli atti all'UAI per
procedere ad ulteriori accertamenti medici (doc. I).

Il rappresentante dell'insorgente contesta innanzitutto l'operato
dell'amministrazione per essersi fondata, da un profilo medico, sulla
valutazione dei periti del SAM svolta sul finire del 2013 e, quindi, ben 2 anni
e mezzo prima della decisione avversata prolata nell'aprile 2016. La perizia in
questione è, infatti, "datata in rapporto all'aspetto reumatologico da sondare,
che risulta essere di natura degenerativa, quindi facilmente soggetto a
peggioramento, soprattutto in età non più giovane". A suffragio delle
proprie asserzioni, il patrocinatore dell'assicurato produce il certificato
medico del 27 aprile 2016 del dr. med. __________, specialista FMH in reumatologia
e medicina interna (doc. A 2).

Il legale dell'assicurato osserva che il dr. med. __________ "nella
propria presa di posizione accerta essere troppo severa l'esigibilità imposta
in lavori, quantunque leggeri, da un profilo reumatologico, ritenuti in ordine
del 20% dal dr. __________, che neppure sono motivati ".

Il patrocinatore del ricorrente critica pure il reddito da valido di fr.
53'950.- stabilito dall'UAI. In quanto agronomo di formazione e considerando un
GAP salariale del 16.77%, dedotta la carenza del 5% imposta dalla
giurisprudenza federale, il salario da valido considerato dall'amministrazione va
aumentato dell'11.77% ed ammonta quindi a fr. 60'299.91 (fr. 53'950.- x
1,1177). A fronte di un reddito da invalido di fr. 35'456.12, il suo cliente
presenta quindi un grado di invalidità del 41,2 % (fr. 60'299.91- fr.
35'456.12/ fr. 60'299.91).  

Con espresso riferimento alla deduzione sociale del 10% operata dall'UAI "per
attività leggere e altri fattori di riduzioni" il legale
dell'assicurato - dopo aver puntualizzato che non è dato sapere quali sono gli
"altri motivi" presi in considerazione dall'amministrazione -
rileva che andrebbe applicata una riduzione di almeno il 15%, così come
avvenuto in casi analoghi, visto che il suo cliente non svolge un'attività de
12 anni e dovrebbe reperire un'attività lavorativa all'età di oltre 50 anni, ha
delle conoscenze di lingua italiana molto modeste, dovrebbe reintegrarsi in
un'attività lavorativa che non ha mai svolto in precedenza e dovrebbe svolgere
un'attività lavorativa oltremodo modesta con grande limitazione sul posto di
lavoro e quindi con maggior difficoltà nel reperire un'attività lucrativa.     

Da ultimo, il rappresentante dell'insorgente, dopo aver indicato che "l'applicazione
dei dati ISS fatti propri nella decisione non sono per nulla condivisibili",
osserva che "quantunque l'esposizione non debba essere complessa né
vasta, quantomeno l'indicazione di quali attività era possibili non figura". 

                               1.7.   Con risposta di causa del 6 giugno
2016 (doc. IV), l’UAI propone la reiezione del ricorso con argomentazioni che,
laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione, confermando la
correttezza della decisione del 19 aprile 2016, 

in particolare sulla base del rapporto del 25 maggio 2016 del medico SMR, dr.
med. __________, giusta il quale dal rapporto del 27 aprile 2016 del dr. med. __________
"non risulta una oggettiva modifica dello stato di salute rispetto alla
situazione presente in occasione della valutazione peritale in ambito SAM"
(doc. IV 1).

 

                               1.8.   In data 7 giugno 2016 il TCA
ha assegnato alle parti un termine di 10 giorni per presentare eventuali altri
mezzi di prova, invitando nel contempo il patrocinatore dell'assicurato a
presentare entro il medesimo termine una presa di posizione in merito alla
documentazione allegata alla risposta di causa (doc. V).

 

                               1.9.   Dopo aver chiesto (doc. VI e
VIII) e ottenuto (doc. VII e IX), una proroga dei suddetti termini, il 27
luglio 2016 il rappresentante del ricorrente ha ribadito che il quadro clinico
funzionale del suo cliente era nettamente peggiorato rispetto a quanto
descritto nella perizia del SAM e che era necessario svolgere ulteriori
accertamenti e assumere delle misure terapeutiche, anche chirurgiche (doc. X).
A suffragio delle proprie asserzioni, il patrocinatore dell'assicurato ha prodotto
il rapporto medico del 10 luglio 2016 del dr. med. __________, specialista FMH
in reumatologia (doc. B). 

 

                             1.10.   In data 28 luglio 2016 il TCA
ha assegnato all'UAI un termine di 10 giorni per presentare osservazioni
scritte in merito al doc. X + B (doc. XI).

 

                             1.11.   In data 8 agosto 2016 (doc.
XII), l’UAI si è riconfermato nella richiesta di reiezione del gravame con
argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di
motivazione, confermando la correttezza della decisione del 19 aprile 2016, in
particolare sulla base del rapporto del 2 agosto 2016 del medico SMR, dr. med. __________,
giusta il quale "l'attuale scritto del dr. __________ che si basa su
una visita clinica posteriore la decisione del 19.4.2015 non" contiene
"elementi in favore d'una sostanziale modifica dello stato di salute
rispetto alla valutazione SAM" (doc. XII 1).

Questo scritto è stato trasmesso al rappresentante del ricorrente il 10 agosto
2016, per conoscenza, con facoltà di presentare eventuali osservazioni scritte
entro 5 giorni (doc. XIII).

 

                             1.12.   Il 17 agosto 2016 il
patrocinatore dell'insorgente si è riconfermato, soffermandosi su alcuni punti
(in particolare, puntualizzando che "evidentemente il dr. __________
non ha potuto che accertare quanto era presente al momento della sua visita.
Non di meno è assolutamente verosimile che tra il rapporto SAM (…) e la
decisione dell'UAI medesima vi sia stato un progressivo peggioramento che con
tutta verosimiglianza era già presente al momento dell'emanazione della
decisione, come peraltro ha confermato il dr. __________ ") nelle
proprie tesi e domande, con argomenti di cui si dirà, per quanto
occorra, nei considerandi di diritto (doc. XIV).

Questo scritto è stato trasmesso all'UAI il 18 agosto 2016, per conoscenza
(doc. XV).

 

                             1.13.   In data 9 marzo 2017 il TCA,
ravvisata la necessità di sottoporre i rapporti medici del 27 aprile del 2016
del dr. med. __________ e del 18 luglio 2016 del dr. med. __________, ai due
periti del SAM (dr. med. __________, neurologo e dr. med. __________,
reumatologo) che avevano a suo tempo visitato il ricorrente, ha assegnato
all'UAI un termine di 10 giorni per procedere in tal senso e per presentare osservazioni
scritte ai precitati rapporti medici (doc. XVI).

 

                             1.14.   Dopo aver chiesto (doc. XVII)
e ottenuto (doc. XVIII), una proroga del suddetto termine, il 6 aprile 2017
l'UAI ha ribadito la richiesta di reiezione del gravame, confermando la
correttezza della decisione del 19 aprile 2016, sulla base del complemento
peritale del 27 marzo 2017 del SAM, giusta il quale "(…) come risulta
dalle risposte dei nostri consulenti, la nuova documentazione medica non
contiene nuovi elementi in grado di rimettere in questione le conclusioni della
nostra perizia pluridisciplinare, redatta il 2.1.2014, che confermiamo dunque
in toto. Non disponiamo nemmeno di chiari elementi oggettivi per richiedere
ulteriori indagini di carattere medico (…)" (doc. XIX e XIX1).  

 

                             1.15.   In data 10 aprile 2017 il TCA
ha assegnato al patrocinatore del ricorrente un termine sino al 25 aprile 2017
per presentare osservazioni scritte in merito al doc. XIX + XIX1 (doc. XX).

In data 25 aprile 2017 il legale dell'assicurato ha chiesto una proroga del
suddetto termine, in quanto era "in attesa di ricevere delucidazioni di
carattere medico" (doc. XXI).

In data 26 aprile 2017 il TCA ha prorogato il precitato termine fino al 15
maggio 2017 (doc. XXII). 

 

                             1.16.   Il 15 maggio 2017 il
patrocinatore dell'insorgente si è riconfermato, soffermandosi su alcuni punti
(in particolare, puntualizzando che "non solo l'accertamento del SAM è
oggettivamente datato, ma del tutto verosimile è il peggioramento che peraltro
è confermato nei rapporti medici versati agli atti dall'assicurato")
nelle proprie tesi e domande, con argomenti di cui si dirà, per
quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc. XXIII).

Questo scritto è stato trasmesso all'UAI il 16 maggio 2017, per conoscenza, con
facoltà di presentare eventuali osservazioni scritte entro il 29 maggio 2017
(doc. XXIV).

 

                             1.17.   Il 23 maggio 2017 l'UAI si è
limitata a ribadire la richiesta di reiezione del gravame, confermando la
correttezza della decisione avversata, sulla base del complemento peritale del
27 marzo 2017 del SAM, già versato agli atti (doc. XXV).

Questo scritto è stato trasmesso al rappresentante del ricorrente il 24 maggio
2017, per conoscenza.

 

                                         in diritto

 

                               2.1.   Il TCA è chiamato a stabilire
se a ragione oppure no l’UAI ha respinto la richiesta di prestazioni di RI 1.

 

                                         Secondo l’art. 4 cpv. 1
LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende
l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata
da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la
surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente
incapacità di guadagno. 

                                         Occorre quindi che il
danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno,
perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità
(Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité
sociale, tesi Ginevra 1991, pp. 216ss).

 

                                         L’art. 28 cpv. 2 LAI, in
vigore dal 1° gennaio 2008, prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una
rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono
invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a
un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%. 

                                         

                                         Ai sensi dell'art. 16 LPGA
il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del
lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo
l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività
lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del
lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto
conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). 

                                         Si confronta perciò il
reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto
invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando
la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in
condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali
provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V
30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84). 

 

                                         Nel confronto dei redditi
la giurisprudenza - di regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità,
come ad esempio la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche
e l'età dello assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit,
p. 232). La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra
parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di
applicazione di misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è
essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il
TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313). 

                                         

                                         Secondo la giurisprudenza per il raffronto dei redditi sono
determinanti le circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del
diritto alla rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere
rilevati sulla medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di
eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della
decisione e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (cfr. DTF 129 V
222).

 

                               2.2.   Qualora
una prima richiesta di rendita sia stata negata perché il grado di invalidità
era insufficiente o perché l'invalido poteva provvedere a se stesso, una nuova
richiesta è riesaminata soltanto se l'assicurato rende verosimile che il grado
di invalidità si è modificato in misura rilevante per il diritto alle
prestazioni (art. 87 cpv. 2 e 3 OAI, fino al 31 dicembre 2011 cpv. 3 e 4 OAI). 

Il Tribunale federale delle assicurazioni (TFA; dal 1° gennaio 2007 Tribunale
federale, TF), nella DTF 133 V 263, chiamato a pronunciarsi nel caso di nuova
domanda presentata dopo l’assegnazione retroattiva di una rendita limitata nel
tempo, ha precisato la propria giurisprudenza e stabilito che in una tale
evenienza la nuova domanda deve rispettare i requisiti posti dall’art. 87 cpv.
2 e 3 OAI. Scopo di questo requisito è quello di impedire che l'amministrazione
debba costantemente chinarsi su domande identiche e non motivate, quando la prestazione
in causa è già stata rifiutata da una precedente decisione cresciuta in
giudicato (DTF 130 V 64 consid. 5.2.3; 117 V 198 consid. 4b con riferimenti).
Se tale condizione non è soddisfatta l'amministrazione non entra nel merito
della domanda emanando una decisione in tal senso; se per contro è resa
verosimile una rilevante modifica suscettibile di influenzare il diritto alla
rendita l'amministrazione è obbligata ad entrare nel merito della richiesta
(DTF 130 V 64 consid. 3; 117 V 198 consid. 4b; 109 V 108
consid. 2b; SVR 2002 IV Nr. 10; Müller, Die materiellen Voraussetzungen der
Rentenrevision in der Invalidenversicherung, Universitätsverlag Freiburg
Schweiz, 2003, pagg. 84-86). Se l'amministrazione entra nel merito della
nuova domanda deve esaminare la fattispecie da un punto di vista materiale e in
particolare verificare se la modifica del grado di invalidità resa verosimile
dall'assicurato si è effettivamente realizzata (DTF 109 V 115). In tal caso
applicherà, per analogia, le disposizioni sulla revisione di rendite in corso
(art. 17 cpv. 1 LPGA, art. 41 vLAI, art. 87segg. OAI; Pratique
VSI 1999 pag. 84; Rüedi, Die Verfügungsanpassung als Grundfigur von
Invalidenrentenrevisionen, in Schaffhauser/Schlauri, Die Revision von
Dauerleistungen in der Sozialversicherung, Veröffentlichungen des
Schweizerischen Instituts für Verwaltungskurse an der Uni St. Gallen, 1999,
pag. 15; DTF 117 V 198). La giurisprudenza sopra menzionata va applicata
anche dopo l’entrata in vigore della LPGA il 1° gennaio 2003, il nuovo tenore
dell’art. 87 OAI valido dal 1° marzo 2004 (STF I 630/06 del 20 giugno 2007,
consid. 3 con riferimenti; DTF 130 V 343 consid. 3.5) e l’entrata in vigore il
1. gennaio 2012 dei cpv. 2 e 3 dell’art. 87 OAI corrispondenti ai precedenti
cpv. 3 e 4 dello stesso articolo.

                               2.3.   Se il grado d'invalidità del
beneficiario della rendita subisce una modifica, che incide in modo rilevante
sul diritto alla rendita, questa sarà, per il futuro, aumentata o ridotta
proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta (art. 17 cpv. 1 LPGA).
Qualsiasi cambiamento importante delle circostanze suscettibile di incidere sul
grado d’invalidità e, quindi, sul diritto alla rendita, può fondare una
revisione giusta l’art. 17 LPGA. 

                                         La rendita può essere
oggetto di revisione non soltanto nel caso di una modifica sensibile dello
stato di salute, ma anche qualora le conseguenze dello stesso sulla capacità di
guadagno, pur essendo esso stato rimasto immutato, abbiano subito una
modificazione notevole (DTF 130 V 349 consid. 3.5, 113 V 275 consid. 1a; vedi
pure DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b). 

                                         Una semplice valutazione
diversa delle circostanze di fatto, che sono rimaste sostanzialmente invariate,
non giustifica comunque una revisione ai sensi dell’art. 17 LPGA (DTF 112 V 372
consid. 2b e 390 consid. 1b). 

                                         Per stabilire in una
situazione concreta se vi sia motivo di revisione, da un punto di vista
temporale vanno in particolare paragonati i fatti esistenti al momento della
decisione formale iniziale con quelli esistenti nell’istante della pronuncia
della nuova decisione (DTF 130 V 351 consid. 3.5.2; cfr. anche DTF 133 V 108).
Da questo punto di vista un provvedimento che si limita a confermare una prima
decisione di rendita non è rilevante (DTF 125 V 369, 109 V 262, 105 V 30;
Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, 2010, p. 379). 

                                         Se la capacità al guadagno
dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che il cambiamento
determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto a prestazioni
dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato perduri. Lo
si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre mesi, senza
interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare (art. 88 a
cpv. 1 OAI). Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno,
occorre tener conto del cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non
appena esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole (art. 88 a cpv. 2
OAI). Queste norme sono applicabili non soltanto in caso di revisione della
rendita, ma anche di assegnazione con effetto retroattivo di una prestazione
limitata nel tempo (STFA 29 maggio 1991 nella causa St.; RCC 1984 p. 137). 

 

                                         Va
ancora rilevato che con sentenza 8C_237/2014 del 21 gennaio 2015 pubblicata in
DTF 141 V 9 e SVR 4/5 2015 IV Nr. 21, pag. 62, il Tribunale federale ha
stabilito che se i fatti determinanti per il diritto alla rendita
si sono modificati a tal punto da lasciar apparire una notevole modificazione
dello stato di salute da giustificare una revisione, il grado d'invalidità deve
essere stabilito nuovamente sulla base di fatti accertati in maniera corretta e
completa, senza rinvii a precedenti valutazioni dell'invalidità (DTF 117 V 198
consid. 4b pag. 200; sentenze 9C_378/2014 del 21 ottobre 2014 consid. 4.2;
9C_226/2013 del 4 settembre 2013). Per questa ragione, nel quadro di una nuova
valutazione dello stato di salute e della capacità di lavoro, un trauma alla
spalla aggiuntivo al quadro clinico esistente non osta alla soppressione di una
rendita (consid. 5 e 6).

 

                               2.4.   Tornando
al caso di specie, il TCA rileva che l'amministrazione ha ritenuto assolte le
condizioni per entrare nel merito della nuova richiesta di rendita di RI 1
(pag. 228 e 229 incarto AI) e che pertanto, conformemente alla giurisprudenza
esposta ai considerandi 2.2 e 2.3, si deve situare al momento in cui l’UAI ha
negato all'assicurato il diritto a prestazioni assicurative con decisione del
10 dicembre 2007 (pag. 130-133 incarto AI) - confermata da questa Corte con
sentenza 32.2007.394 dell'11 dicembre 2008 cresciuta incontestata in giudicato
(pag. 175-210 incarto AI) -, alla luce di un grado di invalidità del 24%.

In quell'occasione l’amministrazione, prima, e il TCA, dopo, si erano basati, dal
profilo medico, sulla perizia pluridisciplinare psichiatrica, reumatologica e
ortopedica allestita il 13 giugno 2007 dal SAM (pag. 55-106 incarto AI).

In tale ambito i medici del SAM, dopo aver elencato gli atti ed esposto
dettagliatamente l'anamnesi (familiare, personale-sociale, professionale,
patologica e sistemica), le constatazioni soggettive ed obiettive, e i reperti
esami (ematologico, ematochimico, radiologici, urine, screening tiroideo, ecc.),
hanno sottoposto l'assicurato ad un consulto psichiatrico (dr. med. __________),
ad un consulto reumatologico (dr. med. __________) e ad un consulto ortopedico
(dr. med. __________). 

Per quanto riguarda la patologia reumatologica il dr. med. __________,
specialista FMH in reumatologia, nella propria dettagliata diagnosi aveva
indicato una avanzata artrosi secondaria dell'articolazione tibiotarsica a
destra con un’ importante lesione osteocondrale del duomo del talo. Uno stato
dopo frattura della gamba destra distale nel 1989, guarita con deformazione in
valgo di ca. 10°. Uno stato dopo osteosintesi della gamba sinistra per frattura
nel 1983 con tentativo di asportazione del materiale di osteosintesi nel 1997 e
atrofia del quadricipite. Una sindrome lombospondilogena cronica con ernie
discali extraforaminali anamnestiche a livello L3/L4 e L4/L5 a sinistra e una
fascilite plantare cronica a sinistra. Il perito aveva valutato il paziente
inabile al lavoro nella misura del 70% nella precedente attività di
giardiniere. Per contro in attività quale autista e "tuttofare",
premesso si tratti di lavori di regola leggeri e variati, l'assicurato era
inabile al lavoro al 50%. In un'attività leggera, che potesse saltuariamente
implicare anche qualche compito mediamente pesante, prevalentemente sedentario
ma con possibilità di variare le posizioni di tanto in tanto, che evitasse
spostamenti a piedi oltre 500 m e non in modo troppo ripetuto nel corso della
giornata, che evitasse di dover camminare su terreni accidentati l'assicurato
era abile al lavoro a tempo pieno, con un rendimento ridotto al massimo nella
misura del 20%. Egli aveva poi illustrato la capacità funzionale residua di RI
1 (pag. 101-106 incarto AI).

 

                                         Dal profilo della patologia
neurologica il dr. med. __________, specialista FMH in neurologia, ha
diagnostico dei dolori lombari e lateralmente ai polpacci ed alle caviglie non
spiegati da patologie neurologiche, una relativa ipotrofia del quadricipite
sinistro, eventualmente spiegata da pregressa lesione radicolare L4,
attualmente comunque non causante deficit rilevanti sul piano funzionale e
infine delle cefalee di tipo tensionale. Lo specialista ha indicato che dal
punto di vista neurologico non vi era una diminuzione della capacità lavorativa
(pag. 93-95 incarto AI).

 

                                         Infine l’aspetto psichiatrico
è stato valutato nel contesto della perizia del SAM, tramite il consulto
specialistico del Dr. __________, specialista FMH in psichiatria e
psicoterapia, che ha posto la diagnosi di evoluzione ansioso-depressiva
(ICD10-F43.2); tendenza all’impulsività e tendenza alla somatizzazione.

                                         Lo specialista ha poi
indicato che nelle condizioni attuali l’incapacità lavorativa psichiatrica
dell’assicurato si aggirava sul 30% (pag. 96-100 incarto AI)..

I periti del SAM hanno ritenuto predominante la patologia reumatologica, per la
quale il dr. med. __________ aveva ritenuto l’assicurato, in attività adeguate,
abile al lavoro a tempo pieno, con un rendimento ridotto massimo nella misura
del 20%. Inoltre l’incapacità lavorativa dovuta alla patologia psichiatrica e a
quella reumatologica non venivano sommate nella perizia del SAM, ma integrate,
in quanto entrambe prendevano in considerazione i dolori dell’assicurato (pag.
73 e 74 incarto AI).

I medici del SAM, tenuto conto delle singole affezioni
invalidanti di cui l’assicurato era affetto, hanno quindi concluso per una
capacità lavorativa globale del 70% in un’attività leggera e adeguata
rispettosa dei limiti posti dal dr. med. __________ dal 17 dicembre 2004 (pag.
74 incarto AI).

Tali considerazioni erano state fatte proprie anche dal medico SMR, dr.
med. __________, nell'annotazione del 16 luglio 2017 (pag. 111 incarto AI).

L’amministrazione, prima, e il TCA, dopo, avevano pertanto concluso che, dal
punto di vista medico, l'assicurato era in grado di svolgere un’attività
leggera e adeguata rispettosa dei limiti posti dal dr. med. __________ nella
misura del 70% (cfr. in particolare, pag. 26 della STCA 32.2007.394
dell'11 dicembre 2008, cresciuta incontestata in giudicato: pag. 200 incarto
AI). 

 

                               2.5.   Con
la nuova richiesta di prestazioni del 19 aprile 2013 l’assicurato ha fatto
valere un peggioramento dal profilo somatico indicando "contusioni alla
schiena, problemi con entrambe le gambe, problemi psicologici" (pag.
236-241 incarto AI). Il 31 gennaio 2013, infatti, il medico generico __________,
suo medico curante, aveva comunicato all'UAI che l'assicurato era stato operato
il 27 marzo 2012 presso la Schulthess Klinik per la "valgisizzazione
con osteotomia distale della gamba destra" e andava rivalutata la
situazione del paziente in questione, visto che era ancora seguito dagli
specialisti __________ a causa dei dolori che continuava a lamentare a livello
della gamba destra (pag. 227 incarto AI).

Su richiesta dell'amministrazione, il 22 maggio 2013, il dr. med. __________,
medico generico e curante dell'assicurato, ha posto la diagnosi con
ripercussione sulla capacità lavorativa di "Esiti di osteotomia
valgizzante della tibia distale destra (__________, allegato rapporto uscita di
marzo, esiti di osteotomia tibia sinistra nel 1983 con ipotrofia muscolare
dell'arto inferiore sinistro, gonartrosi sinistra, lombalgie, sindrome
lombovertebrale su discopatia L2-S1, ipertensione arteriosa, sindrome ansioso
depressiva", attestando un'inabilità lavorativa al 100% dal marzo 2012
quale custode d'albergo (pag. 247-254 incarto AI). 

Il 3 giugno 2013, il dr. med. __________, specialista FMH in reumatologia e
medicina interna, ha posto sostanzialmente la medesima diagnosi posta dal
medico curante producendo svariata documentazione medica. Nel contempo ha pure
rinviato a quanto stabilito dal medico curante per quel che concerneva l'inabilità
lavorativa del paziente nell'attività abituale di custode d'albergo (pag. 255-265
incarto AI). 

Il 24 giugno 2013, la dr.ssa med. __________, specialista FMH in psichiatria e
psicoterapia, ha posto la diagnosi con ripercussione sulla capacità
lavorativa di "ICD 10 F 41.2 da anni; ICD 10 F 45.4 da anni",
attestando un'inabilità lavorativa del 50% dal 2 maggio 2013 quale aiuto giardiniere
(pag. 271-275 incarto AI). 

Su richiesta del medico SMR a fronte delle diverse patologie che affliggono
l'assicurato (diagnosi con influsso sulla capacità lavorativa: "avanzata
artrosi tibiotarsica a destra con ev. artroscopia prevista, stato dopo frattura
gamba destra nel 1989, stato dopo operazione di valgisizzazione 27.3.2012,
stato dopo osteosintesi gamba sinistra per frattura nel 1983, sindrome
lombospondilogena cronica, sindrome mista ansioso-depressiva F 41.2, sindrome
somatoforme da doloro persistente F 45.4"; pag. 276 e 277 incarto AI),
il 10 settembre 2013 l'UAI, con lo scopo di accertare in maniera approfondita
lo stato di salute dell’assicurato, ha dato mandato al SAM di esperire una
perizia pluridisciplinare con accertamento medico internistico, neurologico,
psichiatrico e psicoterapeutico, e reumatologico (pag. 282-292 incarto AI).

Nella decisione su opposizione del 19 aprile 2016 (pag. 428-431 incarto AI),
l’amministrazione ha quindi respinto la richiesta di prestazioni
dell’assicurato fondandosi, dal profilo medico, sulla perizia pluridisciplinare
SAM del 2 gennaio 2014 (pag. 296-376 incarto AI).

In tale ambito i medici del SAM, dopo aver elencato gli atti (inclusi quelli da
loro richiesti/portati all'assicurato) ed esposto dettagliatamente l'anamnesi
(familiare, personale-sociale, professionale, patologica e sistemica), la
descrizione della giornata, le constatazioni soggettive ed obiettive, e i
reperti esami (ematologico, ematochimico, urine, screening tiroideo,
radiologici, ecc.), hanno valutato la patologia reumatologica (dr. med. __________)
e quella neurologica (dr. med. __________). Il richiedente è stato pure
sottoposto ad un consulto psichiatrico (dr. med. __________).

Globalmente, nel rapporto peritale del 2 gennaio 2014, i medici del SAM, sulla
base delle risultanze dei singoli consulti e delle visite ambulatoriali del
ricorrente presso il citato centro d’accertamento, hanno posto la seguente:

"5 DIAGNOSI

 5.1 Diagnosi con influenza sulla capacità lavorativa:

                                         Avanzata artrosi secondaria dell'articolazione tibiotarsica
e, in misura minore, talocalcaneare a ds. su/con:

- frattura nel 1989, guarita con deformazione in varo di ca. 100;

- lesione osteocondrale del duomo del tab o da sovraccarico;

- osteotomia di valgizzazione della gamba distale 27.3.2012, con buoni
risultati oggettivi.

Condropatia della rotula e rottura del menisco mediale (non trattata
chirurgicamente) al ginocchio sin. (MRI 25.2.2013).

Stato dopo osteosintesi della gamba sin. per fetura nel 1983 con:

- tentativo di AMO 1997;

- lieve atrofia di tutto l'arto inferiore sin.

Sindrome lombospondilogena cronica su/con:

- discopatie con bulging/ernie discali foraminali ed extraforaminali a sin, a
livello L3-L4 e L4-L5, senza neurocompressione (TAC 19.11.2008);

 - possibile pregressa sindrome radicolare L3 o L4 a sin., attualmente poco
sintomatica.

Fobie specifiche (ICD10 F40.2). 

                                         Sindrome
mista ansiosodepressiva (ICD10 F41.2).

Sindrome somatoforme da dolore persistente (ICD10 F45.4).

5.2 Diagnosi senza influenza sulla capacità lavorativa: 

Cefalee miste di
tipo tensivo ed emicranico. 

Valvola aortica
bicuspide. 

Ipertensione
arteriosa. 

Sovrappeso (BMI
30,6 kg/m2). 

                                         Tabagismo" (pag. 315 e 316 incarto AI). (…)”

Quanto alla capacità lavorativa medico-teorica globale, i medici del SAM
hanno ritenuto l’assicurato abile al lavoro nella misura del 20% come
giardiniere (lavoro a tempo pieno con diminuzione del rendimento dell'80%) e
del 40% come autista e custode/tuttofare, a condizione che si tratti di lavori
leggeri e variati (lavoro a tempo pieno, con diminuzione del rendimento
dell'60%; pag. 321 incarto AI).

Nel medesimo rapporto peritale i medici del SAM hanno inoltre evidenziato
quanto segue: 

"8 Conseguenze sulla capacità lavorativa:

                                         L'A. presenta limitazioni a livello reumatologico e
psichiatrico; dal lato neurologico invece non vi è diminuzione della capacità
lavorativa.

(…). Complessivamente, rispetto alla valutazione peritale pluridisciplinare
precedente del 2007, abbiamo potuto constatare un leggero peggioramento dal
lato psichiatrico; dal lato reumatologico e neurologico invece la situazione è
rimasta invariata. L'attuale capacità lavorativa globale come descritta al
capitolo 7 è valida a partire da maggio 2013, cioè dal momento dell'annuncio e
dell'inizio dell'effettiva presa a carico psichiatrica presso la Dr.ssa med. __________,
specialista FMH psichiatria e psicoterapia, __________. Per il periodo
precedente valgono le seguenti condizioni:

- fino al 26.3.2012 valgono le condizioni stabilite in precedenza dall'Ufficio
Al;

- incapacità lavorativa del 100% dal 27.3.2012 a fine settembre 2012
nell'ambito dell'intervento chirurgico alla caviglia ds., richiedente un
periodo di convalescenza di ca. sei mesi prima che l'A. poteva tornare a un
piano carico del piede ds.;

per il periodo da ottobre 2012 ad aprile 2013 valgono nuovamente le condizioni
stabilite in precedenza dall'Ufficio Al;

- da maggio 2013 è valida l'attuale capacità lavorativa globale descritta al
capitolo 7 nell'ambito del peggioramento della patologia psichiatrica.
Riteniamo giustificato sommare parzialmente le incapacità lavorative per motivi
reumatologici e psichiatrici per il summenzionato peggioramento della patologia
psichiatrica e per il fatto che dal lato psichiatrico, oltre a una sindrome
somatoforme da dolore persistente, è presente una sintomatologia ansiosa con
fobie specifiche. 

Come casalingo l'A. presenta una capacità lavorativa dell'80% unicamente per i
motivi reumatologici sopradescritti. (…)"
(pag. 323 e 324 incarto AI).

 

                                         Nel medesimo rapporto
peritale i medici del SAM hanno inoltre evidenziato quanto segue:

 

                                         "9 Conseguenze sulla capacità lavorativa:

In un lavoro leggero e adatto
l'A. presenta una capacità lavorativa globale del 60% (lavoro a tempo pieno con
una diminuzione del rendimento del 40%) soprattutto per i motivi psichiatrici e
in minor misura per i motivi reumatologici elencati al capitolo precedente,
valida da maggio 2013. L'A. non può camminare a lungo e soprattutto non è in
grado di spostarsi in modo agevole su terreni accidentati, di salire e scendere
scale a pioli, di lavorare su ponteggi, tetti o altre situazioni in equilibrio
precario. Egli dovrebbe evitare movimenti ripetitivi di flessione-estensione o
rotazione del tronco e il trasporto e sollevamento di carichi superiori a 10-15
kg. Per il periodo precedente, fino al 26.3.2012, valgono le condizioni
stabilite in precedenza dall'Ufficio Al. Per il periodo dal 27.3.2012 a fine
settembre 2012 l'A. presenta un'incapacità lavorativa del 100% per qualsiasi
attività lavorativa. Per il periodo da ottobre 2012 ad aprile 2013 valgono
nuovamente le condizioni stabilite in precedenza dall'Ufficio Al. L'attuale
capacità lavorativa globale del 60% in attività confacenti vale da maggio 2013,
momento dell'annuncio e dell'inizio dell'effettiva presa a carico psichiatrica.

Rispetto alla valutazione peritale pluridisciplinare precedente del 2007,
abbiamo notato un leggero peggioramento della patologia psichiatrica ed una
situazione invariata a livello reumatologico e neurologico. (…)" (pag. 324
incarto AI).

Tali considerazioni sono state fatte proprie anche dal medico SMR, dr.
med. __________, nel rapporto finale del 14 gennaio 2014 (pag. 377-380 incarto
AI).

In questa sede, il rappresentante dell'assicurato ha versato agli atti il certificato
medico del 27 aprile 2016 del dr. med. __________, specialista FMH in
reumatologia e medicina interna, che ha osservato quanto segue: 

 

                                        "(…) ho esaminato la perizia reumatologica di Dr. __________
del 05.11.2013. Da parte mia ho visitato il paz. il 5.2, 22.2, 5.3 e 16.4.2013,
nonché il 18.2.2014. In seguito non ho più avuto modo di rivedere il sig. RI 1.
Le mie conclusioni si basano dunque esclusivamente su quanto riscontrato dal
febbraio 2013 al febbraio 2014. La perizia reumatologica in questione mi sembra
senz'altro corretta e non contiene, a mio modo di vedere, particolari
manchevolezze o imprecisioni. (…). Di per sé la situazione oggettiva
riscontrata nel febbraio 2014 non era significativamente diversa da quella
dell'anno precedente. Per quanto riguarda le conclusioni della perizia di Dr. __________,
mi trovo senz'altro d'accordo sulla valutazione della capacità lavorativa per
l'attività abituale di giardiniere. Anche i limiti funzionali considerati da
Dr. __________ mi sembrano corretti. Personalmente sarei dell'idea che in un
lavoro adatto leggero e variato vi era una limitazione di rendimento del 25-30%
e non del 20%. (…). L'osservazione principale a riguardo di tutto questo è la
seguente: la perizia reumatologica è ormai "vecchia" di 21/2 anni. Le
problematiche del sig. RI 1 essendo di natura degenerativa, non è da escludere
che nel frattempo vi sia stata una loro evoluzione significativa".
(doc. A 2).

L'UAI ha sottoposto il precitato certificato al medico SMR, __________, il
quale, nell'annotazione del 25 maggio 2016 ha rilevato che, per un verso, lo
specialista in questione aveva avuto in cura il ricorrente sino al 18 febbraio
2014 e, per altro verso, dal rapporto non risultava una oggettivata modifica
dello stato di salute dell'assicurato rispetto alla situazione presente in
occasione della valutazione peritale in ambito SAM (doc. IV 1).

Il patrocinatore dell'insorgente ha versato agli atti il 27 luglio 2016 il
certificato medico del 18 luglio 2016 del dr. med. __________, specialista FMH
in reumatologia, che, dopo aver visitato l'assicurato il 3 e il 17 giugno 2016,
ha posto la seguente diagnosi:

• Gonartrosi bilaterale con, a sx Instabilità
antero mediale (Lesione del C.A.?) e importante ipotrofia coscia sx con
dismetria sul lettino da visita di 1, 5 cm piu' a sx. 

• Esiti chirurgici alla caviglia dx con artrosi e importante limitazione
escursoria sia organica che antalgica.

• Esiti chirurgici alla Tibia sx con materiale di sintesi ancora ritenuto da
osteotomia devalgizzante. 

• Spinalgia L5/S 1. (Riferisce di essere stato sottoposto in Ospedale a
punzione sotto TAC alla

• schiena per cui è ipotizzabile che vi sia qualche protrusione oltre
l'ostruzione del forame di

coniugazione. (Alla Balgrist segnalano il 23.6.2014: discopatie da L2 a S1)

• Contrattura muscoli dorsali a dx a livello sottocostale posteriore. 

• Assunzione cronica di A.D condizionante rigidità diffusa a livello muscolare
e di conseguenza osteoarticolare.

• Alterazione deambulatoria con zoppia in varismobilaterale.".

                                         In
tale occasione lo specialista in questione ha rilevato che: "Nello specifico, ho verificato i rapporti inviatimi e
sicuramente il quadro clinico da me visionato è nettamente aggravato a quanto
descritto, in particolare per la caviglia dx, il ginocchio sx e la componente
neurologica che non mi risulta studiata con una EMG vista l'assenza completa
dei riflessi osteotendinei. (…)" per poi concludere che: "1. A mio avviso il paziente va rivisto dal chirurgo
ortopedico (sia specialista del piede che del ginocchio) per rimettere in
discussione una artrodesi della caviglia dx e una revisione del ginocchio sx,
protesi o osteotomia e toeletta meniscale. 2. Va anche inviato al neurologo per
una sua valutazione comprensiva anche di EMGrafia 3. Va trattato per la schiena
sia con infiltrazioni che fisioterapia con una nuova verifica in RMN 4. In ogni
caso il quadro clinico e funzionale è nettamente peggiorato rispetto a quanto
descritto nella perizia SAM sia dal punto di vista reumatologico ortopedico sia
neurologico anche se è stato posto in quell'occasione il dubbio della
coesistenza di una lesione radicolare "tipo L3 o L4 a sin..`
in effetti in passato era stata constatata un'ernia intraforaminale sia a livello
L3-L4 che L4-L5 a sx" ENTRAMBE POTREBBERO DETERMINARE DEFICIT ALLA
REGIONE DELLA COSCIA Sx. Attualmente comunque un'eventuale componente
radicolare non sembra essere particolarmente sintomatica" nulla è
stato allestito a quel livello. A questo punto mi pare logico che con i dubbi
espressi già dal periziante, sarebbe valsa la pena di approfondire quanto
riscontrato quantizzando appunto con EMG e oggi con nuova RMN lo stato
discovertebrale lombare che avrebbe dovuto ridimensionarsi, viceversa è
peggiorato e non è stato nel frattempo trattato.". Da ultimo, lo specialista ha osservato quanto segue:
"Potrei concordare con una l.L. al 70%
come giardiniere limitandosi ai lavori leggeri, ma trovo più aderente alla
realtà un 80% mentre escluderei quasi completamente l'attività di autista se
non con un mezzo modificato per le condizioni della sua caviglia, ma anche per
il ginocchio. Nella perizia si legge ancora che gli interventi avrebbero
restituito alla gamba sx un asse normale ma basta osservare che ci si rende
subito conto che attualmente c'è un disassamento specie alla tibia distale e
con presente importante instabilità. Anche come casalingo l'attività lavorativa
deve essere ridotta almeno del 50. In ogni caso, a mio giudizio, non solo il
paziente va sottoposto a nuovi controlli, per verificarne la limitazione
lavorativa attuale, ma va ridiscussa anche l'opzione chirurgica."
(doc. B).

L'UAI ha sottoposto il precitato certificato al medico SMR, __________, il
quale, nell'annotazione del 2 agosto 2016 ha rilevato quanto segue: " (…) In
netto contrasto con la valutazione SAM risulta la non evocabilità dei riflessi
osteotendinei a livello degli arti inferiori descritta dal dr. __________,
referto difficilmente spiegabile con il restante esame clinico e non sospetto
per una problematica discale vista la simmetricità e l'assenza di segni p.es
per una stenosi del canale spinale, referto probabilmente dovuto al differente
esaminatore (dato che in occasione della valutazione SAM erano descritti deboli
e simmetrici) che ad una nuova patologia. (…). Difficile condividere
l'indicazione di un netto aggravamento a livello della caviglia destra e del
ginocchio in assenza di una descrizione precisa su cosa si baserebbe questa
indicazione. Da notare che in ambito SAM l'artrosi tibiotarsica era già
definita quale avanzata con quindi debita presa in considerazione nella definizione
dell'esigibilità lavorativa. In conclusione ritengo che l'attuale scritto del
dr. __________ che si basa su visita clinica posteriore la decisione del
19.4.2016 non contenga elementi in favore d'una sostanziale modifica dello
stato di salute rispetto alla valutazione SAM" (doc. XXII 1).

Su richiesta del TCA, l'UAI ha sottoposto i precitati rapporti medici del 27
aprile 2016 del dr. med. __________ e del 18 luglio 2016 del dr. med. __________,
al neurologo ed al reumatologo del SAM che avevano a suo tempo visitato il
ricorrente (doc. XVI).

In particolare, il 15 marzo 2017 il dr. med. __________, con riferimento al
certificato medico del dr. med. __________, ha rilevato quanto segue:
"(…). Abbiamo dunque a disposizione una
lettera del Dr. __________, FMH reumatologia, del 27.4.2016. Le sue conclusioni
si basano su visite effettuate nel 2013 e nel 2014. La lettera indirizzata
all'avvocato dell'assicurato e riguarda il mio consulto reumatologico.
Interpellato dunque a riguardo il Dr. __________ afferma come la mia
valutazione sembri senz'altro corretta e non contenga manchevolezze e
imprecisioni. Il Dr. __________ si trova senz'altro d'accordo sulla mia
valutazione della capacità lavorativa per l'attività di giardiniere. Anche i
limiti funzionali da me considerati gli sembrano corretti. Il Dr. __________
sarebbe personalmente dell'idea che in un lavoro leggero, adatto e variato vi
sia una limitazione del rendimento del 25-30 % e non del 20 %. Sulla prognosi
il Dr. __________ è d'accordo con quanto da me asserito. La perizia
reumatologica appare tuttavia ormai "vecchia" di 21/2 anni. Essendo
le problematiche del paziente di natura degenerativa, non ä da escludere che vi
sia stata un'evoluzione. Nota del perito: la lettura del mio consulto da parte
del collega Dr. __________ non rileva manchevolezze o imprecisioni. Anche la
valutazione del collega coincide con la mia ad eccezione di una lievissima
differenza per quanto riguarda un lavoro leggero e adatto che pub senz'altro
essere attribuita una diversa valutazione tra diversi periti".
Nella medesima occasione il perito del SAM, con espresso riferimento al
certificato medico del dr. med. __________, ha rilevato quanto segue: "(…) Vengono
riprese in sostanza le diagnosi note. (…). In effetti la mia valutazione coincide
solo parzialmente con quella del Dr. __________ ma non mi aspettavo un giudizio
concordante. Non trovo comunque elementi rilevanti nella sua posizione" . Il dr. med. __________ ha quindi
concluso che: "In sintesi, in accordo
con il Dr. __________, a distanza di anni dalla mia valutazione non possibile
affermare né escludere che vi sia stato un peggioramento della situazione ma
non abbiamo alcun elemento positivo a riguardo. Non abbiamo cioè alcun dato che
permetta di documentare un peggioramento della situazione. Tenendo conto del
fatto che l'assicurato presenta alterazioni degenerative, è sottointeso che
queste alterazioni degenerative vadano incontro nel tempo a un lento
peggioramento secondo una dinamica fisiologica che è appunto obbligatoria. Se non
vi sono tuttavia elementi nuovi documentati, questo non basterebbe per
rimettere in questione tutta la valutazione peritale precedente."
(doc. XIX 1).  

                                         Dal canto suo, il 16 marzo
2017 il dr. med. __________, con riferimento al certificato medico del dr. med.
__________, ha rilevato quanto segue: "Concorda
complessivamente con la valutazione peritale reumatologica del dott. __________
". Nella medesima occasione il perito del SAM, con espresso riferimento al
certificato medico del dr. med. __________, ha rilevato quanto segue: "(…) Descrive inoltre "spinalgia L5/S1"
per cui ipotizza che vi sia "qualche protrusione oltre l'ostruzione del
forame di coniugazione". Segnala la presenza di discopatie da L2 a Si
descritte alla Clinica __________ in giugno 2014. Propone una valutazione
neurologica che comprenda anche una elettromiografia. Ritiene che il quadro
clinico e funzionale sia nettamente peggiorato rispetto a quanto descritto
nella perizia SAM del 02.01.2014. Ricordo che in occasione della valutazione neurologica
del 21 ottobre 2013 avevo constato riflessi osteotendinei deboli ma presenti.
Anche da parte mia avevo descritto una ipotrofia della muscolatura alla coscia
sinistra. Era presente anche un deficit sensitivo senza una distribuzione
radicolare alla gamba sinistra. Si riteneva perciò nelle conclusioni che
potesse esservi stata una lesione radicolare di tipo L3 o L4 a sinistra in
passato ma al momento della valutazione neurologica questa non risultava
particolarmente sintomatica, sia dal punto di vista clinico che soggettivo, per
cui dal punto di vista neurologico si riteneva l'A. abile al lavoro al 100%.
Nel frattempo risulta che il paziente 6 pure in trattamento per diabete mellito
con Metfin, mente fino al 2013 un diabete mellito non era conosciuto. L'attuale
assenza dei riflessi osteotendinei potrebbe essere dovuta anche ad una
incipiente polineuropatia diabetica; sottolineo ancora comunque che anche alla
mia valutazione trovavo riflessi osteotendinei deboli e talvolta possono
esservi variazioni del reperto a dipendenza della tecnica in esame. Sulla base
dei dati a disposizione, se anche vi fosse una polineuropatia diabetica, questa
non sembra essere particolarmente sintomatica almeno in base a quanto riportato
nei nuovi documenti. La sola assenza dei riflessi osteotendinei non permette id
trarre conclusioni sulla situazione funzionale del paziente. Meno probabile mi
sembra invece che possa esservi un peggioramento di una eventuale componente
radicolare, almeno sulla base dei dati riportati. Ancora più improbabile che
l'assenza dei riflessi osteotendinei sia dovuta ad una compressione radicolare,
si dovrebbe in effetti ipotizzare che siano compresse gran parte delle radici
lombari almeno distalmente a L3".
Il dr. med. __________ ha quindi concluso che: "I due
nuovi documenti citati non portano dunque nuovi elementi concernenti la
situazione constata nell'ottobre 2013 e dunque penso di poter confermare le
conclusioni alle quali era giunta la valutazione neuro logica. La situazione
descritta dal Dott __________ presenta effettivamente alcuni nuovi elementi che
mi sembrano soprattutto concernere gli aspetti reumatologici. Descrive alcuni
reperti neurologici che, almeno sulla base di quanto riportato, per altro non
molto dettagliato, non permettono di concludere se vi siano effettivamente dei
peggioramenti maggiori neurologici che potrebbero ora causare limitazioni
funzionali più importanti."
(doc. XIX 1).  

Le osservazioni del dr. med. __________ e del dr. med. __________ sono state
confermate integralmente dal SAM nel complemento del 27 marzo 2017 (doc. XIX
1).  

 

                               2.6.   Per poter graduare
l'invalidità, l'amministrazione (o il giudice in caso di ricorso) deve disporre
di documenti che devono essere rassegnati dal medico o eventualmente da altri
specialisti.

                                         Il compito del medico
consiste nel porre un giudizio sullo stato di salute, nell'indicare in quale
misura e in quali attività l'assicurato è incapace al lavoro come pure nel
fornire un importante elemento di giudizio per determinare quali lavori siano ancora
ragionevolmente esigibili dall'assicurato (STF 9C_13/2007 del 31 marzo 2008;
DTF 125 V 256 consid. 4 pag. 261; 115 V 133 consid. 2 pag.
134; 114 V 310 consid. 3c pag. 314; 105 V 156 consid. 1 pag. 158).
Spetta in seguito al consulente professionale, avuto riguardo alle indicazioni
sanitarie, valutare quali attività professionali siano concretamente
ipotizzabili (Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, pag. 228
seg.).

 

                                         Quanto alla valenza
probante di un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi importanti
siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su
esami completi, che consideri parimenti le censure espresse dal paziente, che
sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la
descrizione del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del perito
siano ben motivate. Determinante quindi per stabilire se un rapporto medico ha
valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione, ad
esempio quale perizia o rapporto (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; STFA I
462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01 e U 330/01 del 25 febbraio 2003; DTF
125 V 352 consid. 3a; DTF 122 V 160 consid. 1c; MEYER-BLASER, Die Rechtspflege
in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI 3/1997 pag. 123),
bensì il suo contenuto (DTF 122 V 160 in fine con rinvii).

 

                                         Le perizie affidate dagli
organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di istruttoria
amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati indipendenti, i
quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e giungono a
risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non
sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (Pratique VSI
2001 pag. 109 consid. 3b)bb; STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008; STFA I 462/05
del 25 aprile 2007).

                                         In una sentenza di
principio 9C_243/2010 del 28 giugno 2011, pubblicata in DTF 137 V 210, il
Tribunale federale ha preso posizione sulle critiche della giurisprudenza federale
relativa al valore probatorio delle perizie dei Servizi di accertamento medico
(SAM; Art. 72 bis cpv. 1 OAI), dal profilo della conformità alla CEDU e alla
Costituzione, formulate soprattutto nel parere del Prof. Dr. iur. Jörg Paul Müller e del Dr. iur. Johannes Reich dell’11 febbraio
2010. L’Alta Corte è arrivata alla conclusione che l’acquisizione delle
basi mediche per poter emettere una decisione attraverso perizie effettuate da
istituti esterni come i SAM nell’assicurazione invalidità svizzera, come pure
il loro utilizzo nelle procedure giudiziarie è di per sé conforme alla
Costituzione e alla Convenzione (consid. 2.1-2.3). D’altra parte il Tribunale
federale ha riconosciuto il principio giusta il quale, in caso di divergenze,
l’amministrazione deve ordinare la perizia attraverso una decisione incidentale
impugnabile davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni o al Tribunale
federale amministrativo (consid. 3.4.2.6; cambiamento della giurisprudenza
secondo DTF 132 V 93), precisando nel contempo che alla persona assicurata
spettano precedentemente i diritti di partecipazione alla procedura (ad
esempio: quello di esprimersi sui quesiti peritali; consid. 3.4.2.9;
cambiamento della giurisprudenza secondo DTF 133 V 446). L'Alta Corte ha
inoltre puntualizzato che, in caso di accertata necessità di ulteriori
chiarimenti, il Tribunale cantonale o il Tribunale federale amministrativo
devono per principio essi stessi ordinare una perizia medica (consid. 4.4.1.3 e
4.4.1.4; cambiamento della giurisprudenza secondo DLA 1997 Nr. 18 p. 85, C
85/95 consid. 5d con riferimenti, sentenza H 355/99 del 11 aprile 2000 consid.
3b), i cui costi sono posti a carico dell’assicurazione invalidità (consid.
4.4.2). Questi principi sono stati confermati da TFA anche nella sentenza
9C_120/2011 del 25 luglio 2011 al consid. 4.1).

 

                                         Va poi evidenziato che in
ragione della diversità dell'incarico assunto (a scopo di trattamento anziché
di perizia), in caso di lite non ci si può di regola fondare sulla posizione
del medico curante, anche se specialista (STF 9C_38/2008 del 15 gennaio 2009,
STF 9C_602/2007 dell'11 aprile 2008, consid. 5.3), poiché alla luce del
rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in
caso di dubbio, in favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008;
DTF 125 V 353 consid. 3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc; Meyer,
Bundesgesetz über die Invalidenversicherung, in: Rechtsprechung des
Bundesgerichts zum Sozial-versicherungsrecht, 2010, ad art. 28a, pag. 353) e
che il solo fatto che uno o più medici curanti esprimano un’opinione
contraddittoria non è sufficiente a rimettere in discussione una perizia
ordinata dal giudice o dall’amministrazione e a imporre nuovi accertamenti (STF
9C_710/2011 del 20 marzo 2012 consid. 4.5 e 9C_9/2010 del 29 settembre 2010
consid. 3.4, entrambe con i rinvii giurisprudenziali ivi menzionati).

 

                                         A proposito del medico SMR
non va del resto dimenticato che per l’art. 59 cpv. 2bis LAI i
servizi medici regionali sono a disposizione degli uffici AI per valutare le
condizioni mediche del diritto alle prestazioni, stabiliscono la capacità
funzionale dell'assicurato - determinante per l'AI secondo l'articolo 6 LPGA -
di esercitare un'attività lucrativa o di svolgere le mansioni consuete in una
misura ragionevolmente esigibile e sono indipendenti per quanto concerne le
decisioni in ambito medico nei singoli casi.

                                         Scopo e senso del disposto
come pure dell’art. 49 OAI risiedono nella possibilità, per gli uffici AI, di
fare capo a propri medici per la valutazione degli aspetti sanitari del diritto
alla rendita. Questi ultimi, grazie alle loro specifiche conoscenze
medico-assicurati-ve, sono quindi chiamati a valutare la capacità funzionale
della persona assicurata. In questo modo è stata creata una chiara separazione
di competenze tra medici curanti e assicurazione sociale. Sulla base delle
indicazioni del SMR, l'UAI deve così decidere cosa si può ragionevolmente
pretendere da un assicurato e cosa invece no (v. sentenza 9C_9/2010 del 29 settembre
2010, 9C_323/2009 del 14 luglio 2009 consid. 4.2, in SVR 2009 IV n. 56 pag.
174, con riferimenti).

                                         Se vi sono dei rapporti
medici contraddittori, il giudice non può evadere la procedura senza valutare
l'intero materiale ed indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto
piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008, STFA I 462/05
del 25 aprile 2007).

Infine va ricordato che, affinché un esame medico in ambito psichiatrico sia
ritenuto affidabile, esso deve adempiere diverse condizioni (cfr. DTF 127 V
294). L’esperto deve innanzitutto porre una diagnosi secondo una
classificazione riconosciuta (cfr. in questo senso anche la STF 9C_815/2012 del
12 dicembre 2012 consid. 3 e le citate DTF 131 V 49 e 130 V 396) e pronunciarsi
sulla gravità dell'affezione. Il perito deve anche valutare l'esigibilità della
ripresa di un'attività lucrativa da parte dell'assicurato. Tale prognosi deve
tener conto di diversi criteri, quali il carattere premorboso, l'affezione
psichica e quelle organiche croniche, la perdita d'integrazione sociale, un
eventuale profitto tratto dalla malattia, il carattere cronico della malattia,
la durata pluriennale della stessa con sintomi stabili o in evoluzione e
l'impossibilità di ricorrere a trattamenti medici secondo la regola d'arte. La
prognosi sfavorevole deve essere fatta in base all’insieme dei succitati
criteri. Inoltre, l'esperto deve esprimersi sull'aspetto psicosociale della
persona esaminata. Del resto, un rifiuto di una rendita deve ugualmente basarsi
su diversi criteri, tra i quali le divergenze tra i dolori descritti e quelli
osservati, le allegazioni sull'intensità dei dolori la cui descrizione rimane
sul vago, l'assenza di una richiesta di cura, le evidenti divergenze tra le
informazioni fornite dal paziente e quelle risultanti dall'anamnesi, il fatto
che le lamentele molto dimostrative lascino l'esperto insensibile, come pure le
allegazioni di grandi handicap nonostante un ambiente psicosociale intatto (STCA 32.1999.124 del 27 settembre 2001).

                               2.7.   Per quanto riguarda in
particolare l'invalidità cagionata da un danno alla salute psichica, il TFA ha
stabilito che esso può portare ad un’invalidità se è di gravità tale da non
poter praticamente esigere dall'assicurato di valersi della sua capacità lavorativa
sul mercato del lavoro (cfr. DTF 127 V 298 consid. 4c).

 

                                         Al riguardo l'Alta Corte
ha sottolineato che:

 

" (…)

Tra i danni alla salute psichica, i quali come i danni fisici,
possono determinare un'invalidità ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 LAI, devono essere
annoverati - oltre alle malattie mentali propriamente dette - le anomalie
psichiche parificabili a malattia. Non sono considerati effetti di uno stato
psichico morboso, e dunque non costituiscono turbe a carico dell'assicurazione
per l'invalidità le limitazioni della capacità di guadagno cui l'assicurato
potrebbe ovviare dando prova di buona volontà; la misura di quanto è
ragionevolmente esigibile dev'essere apprezzata nel modo più oggettivo
possibile. Bisogna dunque stabilire se, e in quale misura al caso, un
assicurato può, nonostante il danno alla salute mentale, esercitare un'attività
lucrativa che il mercato del lavoro gli offre, tenuto conto delle sue
attitudini. In quest'ambito il punto è quello di sapere quale attività si può
da lui ragionevolmente esigere. Ai fini di stabilire l'esistenza di
un'incapacità di guadagno causata da un danno alla salute psichica non è quindi
decisivo accertare se l'assicurato eserciti o meno un'attività lucrativa
insufficiente; di maggior rilievo è piuttosto domandarsi se si debba ammettere
che l'utilizzazione della capacità lavorativa non può in pratica più essere da
lui pretesa oppure che essa sarebbe persino insopportabile per la società (DTF
102 V 166; VSI 1996 pag. 318 consid. 2°, pag. 321 consid. 1°, pag. 324 consid.
1°; RCC 1992 pag. 182 consid. 2° e sentenze ivi citate)" (STFA I 148/98
del 29 settembre 1998, pag. 10 consid. 3b)."

 

                                         Secondo la giurisprudenza
del TFA siffatti principi valgono fra l'altro per le psicopatie, le alterazioni
dello sviluppo psichico (psychische Fehlentwicklungen), l'alcolismo, la
farmacomania, la tossicomania e le nevrosi (STFA I 441/99 del 18 ottobre 1999;
STFA I 148/98 del 29 settembre 1998, consid. 3b; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a
con riferimenti).

                                         In una sentenza I 384/06
del 4 luglio 2007 il TF ha ribadito che “(…) il riconoscimento di un danno
alla salute psichica presuppone in particolare la diagnosi espressa da uno
specialista in psichiatria, poggiata sui criteri posti da un sistema di
classificazione riconosciuto scientificamente (cfr. DTF 130 V 396 segg.; cfr.
pure la sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni I 621/05 del 13
luglio 2006, consid. 4). (…)” (STF I 384/06 del 4 luglio 2007).

 

                                         In una sentenza pubblicata
in DTF 130 V 352 l’Alta Corte ha precisato i criteri per poter concludere che
un disturbo da dolore somatoforme (ICD-10 F 45.4) provoca un’incapacità di
guadagno duratura (sul tema cfr. D. Cattaneo, “Le perizie nelle assicurazioni
sociali” in Le perizie giudiziarie Ed. CFPG, Lugano e Helbing & Lichtenhahn,
Basilea 2008 pag, 254-257).

 

                                         In una sentenza I 770/03
del 16 dicembre 2004, pubblicata in DTF 131 V 49, l'Alta Corte, dopo avere
confermato che l'esame dell'effetto invalidante di un disturbo da dolore
somatoforme richiede una verifica completa della situazione sulla base dei
criteri summenzionati, ha aggiunto che si devono considerare anche gli elementi
a sostegno della non sussistenza dell'obbligo di prestazione sull'assicurazione
per l'invalidità.

                                         Pertanto, se le
limitazioni nell'esercizio di un'attività risultano da un'esagerazione dei
sintomi o simili, di regola non sussiste un danno alla salute che dà diritto a
prestazioni dell'assicurazione. Questa situazione è data quando: vi è una
notevole discrepanza tra i dolori descritti e il comportamento
osservato/l'anamnesi; l'assicurato afferma di essere afflitto da dolori
intensi, ma li caratterizza in modo vago; l'assicurato non fa richiesta di cure
mediche o terapie; i lamenti dell'assicurato sembrano ostentati e quindi poco
credibili al perito; l'assicurato sostiene di subire gravi limitazioni nella
vita quotidiana, nonostante il contesto psicosociale sia pressoché intatto (v.
Kopp/Willi/Klipstein, Im Graubereich zwischen Körper, Psyche und sozialen
Schwierigkeiten, in: Schweizerische Medizinische Wochenschrift 1997, p. 1434,
con riferimento ad uno studio approfondito di Winchkler e Foerster).

 

                                         Questa giurisprudenza è
poi stata progressivamente estesa ad altre affezioni (cfr. la DTF 137 V 64
sull’ipersonnia, nella quale l’Alta Corte si è così espressa:

 

" (…)

4.2 Diese im Bereich der somatoformen
Schmerzstörungen entwickelten Grundsätze werden rechtsprechungsgemäss bei der
Würdigung des invalidisierenden Charakters von Fibromyalgien (BGE 132 V 65 E. 4
S. 70), dissoziativen Sensibilitäts- und Empfindungsstörungen (SVR 2007 IV Nr.
45 S. 150, I 9/07 E. 4 am Ende), Chronic Fatigue Syndrome (CFS; chronisches
Müdigkeitssyndrom) und Neurassthenie (Urteile 9C_662/2009 vom 17. August 2010
E. 2.3, 9C_98/2010 vom 28. April 2010 E. 2.2.2 und I 70/07 vom 14. April 2008
E. 5) sowie bei dissoziativen Bewegungsstörungen (Urteil 9C_903/2007 vom 30.
April 2008 E. 3.4) analog angewendet. Ferner entschied das Bundesgericht in BGE
136 V 279, dass sich ebenfalls sinngemäss nach der in E. 4.1 hievor dargelegten
Rechtsprechung beurteilt, ob eine spezifische und unfalladäquate HWS-Verletzung
(Schleudertrauma) ohne organisch nachweisbare Funktionsausfälle invalidisierend
wirkt. (…)”

 

                                         In una sentenza
9C_492/2014 del 3 giugno 2015 pubblicata in DTF 141 V 281 il Tribunale federale
ha modificato la propria giurisprudenza relativa alle affezioni
psicosomatiche, compresi i disturbi somatoformi dolorosi (cfr. comunicato
stampa del 17 giugno 2015, in: www.bger.ch). La capacità di lavoro deve essere
valutata nell’ambito di una procedura in cui i fatti sono stabiliti in maniera
strutturata, alla luce delle circostanze del caso particolare e senza risultati
predefiniti. In particolare la presunzione secondo cui questi disturbi
possono generalmente essere sormontati con uno sforzo di volontà ragionevolmente
esigibile è stata abbandonata.

 

                               2.8.   Nella concreta fattispecie,
chiamato a verificare innanzitutto se lo stato di salute del ricorrente è stato
accuratamente vagliato dall’UAI prima dell’emissione della decisione qui
impugnata, dopo attenta analisi della documentazione medica agli atti, questo
TCA non ha motivo per mettere in dubbio la valutazione peritale effettuata dal
SAM (segnatamente la perizia del 2 gennaio 2014 ed il relativo complemento del
27 marzo 2017), da considerare dettagliata, approfondita e quindi rispecchiante
i parametri giurisprudenziali sopra ricordati, e fatta propria dall'UAI.

                            2.8.1.   Dal punto di vista psichiatrico,
l’assicurato è stata sottoposto a una valutazione specialistica da parte del
dr. med. __________, specialista FMH in psichiatria e psicoterapia, il quale ha
posto la diagnosi di fobie specifiche (ICD10 F40.2), sindrome mista
ansiosodepressiva (ICD10 F 41.2) e sindrome somatoforme da dolore persistente
(ICD10 F45.4). Rispetto alla valutazione specialistica effettuata nel 2007
alcuni aspetti del quadro clinico, come quelli legati all'ideazione centrata
sui dolori e sull'ingiustizia subita a causa del licenziamento sanzionato dalla
sua ex datrice di lavoro, erano rimasti pressoché invariati, mentre di nuova insorgenza
erano i disturbi ansiosodepressivi e quelli legati alle fobie specifiche
riguardanti ambienti particolari, come gli ascensori e le stanze chiuse senza
apparenti vie di uscita. Queste ultime manifestazioni erano accompagnate da
meccanismi di evitamento delle situazioni fobiche e questo per arginare lo
scatenarsi delle crisi di ansia che si manifestavano non soltanto durante
l'esposizione a queste situazioni, ma anche semplicemente con il pensare alla
possibilità di nuovamente incappare in queste stesse situazioni. Soprattutto
quest'ultimo aspetto sembrava essere quello che in quel momento fosse
all'origine del disagio emozionale dell'assicurato. Per quanto riguardava i
criteri di Förster, per quel che riguardava l'aspetto della possibile
comorbidità psichiatrica, il perito ha rilevato la presenza di disturbi
riconducibili a fobie specifiche, le quali però non dovevano essere associabili
con la sindrome del dolore cronico di tipo somatoforme diagnosticato. Egli ha
pure osservato la presenza di una tendenza all'evitamento di situazioni
specifiche correlate alle fobie di cui soffre l'assicurato, piuttosto che una
sua tendenza all'isolamento sociale. Era rilevabile una problematica di dolore
cronico, che era risultata resistente alle terapie riabilitative e si ad allora
non effettuate dall'assicurato. Essendo le fobie di cui l'assicurato soffriva
limitate a situazioni estremamente specifiche, ma che gli procuravano comunque
un significativo disagio emozionale a causa della paura di venirvi esposto, il perito
ha ritenuto che fosse valutabile un'incapacità lavorativa psichiatrica del 40%,
valida da maggio 2013, cioè dal momento dell'annuncio e dell'inizio
dell'effettiva presa a carico specialistica. Per il periodo precedente ha rimandato
alla sua precedente valutazione peritale dell'aprile 2007, nella quale aveva
attribuito un'incapacità lavorativa del 30%. L'incremento dell'incapacità
lavorativa dal 30% al 40% derivava dall'incidenza significativa che i disturbi
fobici hanno avuto sul funzionamento psicologico e sociale dell'assicurato. A
suo avviso, l'assicurato poteva svolgere altre attività nella misura del 60%.
Limitatamente alla parte psichica l'assicurato risultava inoltre totalmente
abile al lavoro come casalingo. Il perito ha inoltre puntualizzato che il
trattamento psichiatrico e psicofarmacologico s'imponeva. 

Il TCA non ha ragioni per scostarsi da questa valutazione. 

Tanto più che neppure il rappresentante della ricorrente pretende il contrario.

 

D'altra parte nulla cambia, nel
caso di specie, la già citata DTF 141 V 281. Al consid. 8 di
quella sentenza, il TF ha infatti rammentato che, come già spiegato in DTF 137
V 210, le perizie raccolte secondo il vecchio standard processuale non
perdono di per sé il loro valore probatorio. Piuttosto si dovrà decidere nel
contesto dell’esame del singolo caso, alla luce delle sue specifiche
caratteristiche e delle critiche sollevate nel ricorso, se il fatto di fondarsi
esclusivamente sui mezzi di prova disponibili per prendere la decisione
impugnata è o no conforme al diritto federale (“In
intertemporalrechtlicher Hinsicht ist  sinngemäss wie in BGE 137 V 210 (betreffend die rechtsstaatlichen Anforderungen an die medizinische
Begutachtung) vorzugehen. Nach diesem Entscheid
verlieren gemäss altem Verfahrensstandard eingeholte Gutachten nicht per se
ihren Beweiswert. Vielmehr ist im Rahmen einer gesamthaften Prüfung des
Einzelfalls mit seinen spezifischen Gegebenheiten und den erhobenen Rügen
entscheidend, ob ein abschliessendes Abstellen auf die vorhandenen
Beweisgrundlagen vor Bundesrecht standhält (BGE a.a.O. E. 6 in initio S. 266). In sinngemässer Anwendung auf die nunmehr materiell-beweisrechtlich geänderten
Anforderungen ist in jedem einzelnen Fall zu prüfen, ob die beigezogenen
administrativen und/oder gerichtlichen Sachverständigengutachten -
gegebenenfalls im Kontext mit weiteren fachärztlichen Berichten - eine
schlüssige Beurteilung im Lichte der massgeblichen Indikatoren erlauben oder
nicht. Je nach Abklärungstiefe und -dichte kann zudem unter Umständen eine
punktuelle Ergänzung genügen“). Non vi sono difatti ragioni per scostarsi dalle valutazioni del dr.
med. __________, non avendo del resto il consulente applicato la presunzione secondo
cui i disturbi di cui soffre l'assicurato possono generalmente essere
sormontati con uno sforzo di volontà ragionevolmente esigibile.

 

                            2.8.2.   Dal profilo della patologia
neurologica il dr. med. __________, specialista FMH in neurologia, ha posto
la diagnosi di sindrome lombovertebrale cronica con possibile pregressa
sindrome radicolare L3 o L4 a sinistra, attualmente poco sintomatica, dolori
alla regione pretibiale destro e al ginocchio sinistro, non spiegati da
patologia neurologica, nonché cefalee miste di tipo intensivo ed emicranico.
All'esame clinico il perito non ha trovato deficit motori o indizi in favore di
una patologia da parte del sistema nervoso centrale. Come già nel 2007 ha
costatato un'ipotrofia del quadricipite sinistro, approssimativamente simile a
quanto già allora descritto. Questa atrofia non si accompagnava a deficit
motori poteva essere spiegata in primo luogo anche da una certa inattività. Era
possibile d'altro canto che vi fosse una pregressa lesione radicolare di tipo
L3 o L4 a sinistra: in effetti in passato era stata costatata un'ernia discale
intraforaminate sia a livello L3-L4 che L4-L5 a sinistra, entrambe avrebbero
potuto determinare deficit alla regione della coscia sinistra. In quel momento
comunque un'eventuale componente radicolare non sembrava essere particolarmente
sintomatica. Per quel che riguardava gli aspetti strettamente neurologici, non
si trovavano reperti determinanti un'incapacità lavorativa. Unico elemento da
sottolineare era il fatto che l'assicurato avrebbe potuto avere avuto una componente
radicolare L3 o L4 a sin, e che questa avrebbe potuto divenire sintomatica
nell'ambito di attività particolarmente pesanti per la colonna lombare. Per
attività invece che risparmiassero relativamente la colonna lombare, a mente
del perito, dal punto di vista teorico l'assicurato, per quel che riguardava
gli aspetti neurologici, poteva essere ritenuto abile al lavoro al 100%. Non vi
erano in effetti variazioni rilevanti della situazione neurologica rispetto
all'aprile 2007. L'assicurato poteva svolgere l'attività di casalingo dal punto
di vista neurologico in misura completa. Il perito non aveva alcuna proposta terapeutica
dal punto di vista neurologico. A suo avviso era probabile che i dolori
descritti persistessero anche in futuro. La prognosi neurologica avrebbe dovuto
essere invece abbastanza favorevole.

 

                            2.8.3.   Per quanto riguarda la patologia
reumatologica, l’assicurato è stata sottoposta a una valutazione
specialistica da parte del dr. med. __________, spec. FMH in reumatologia, il
quale ha posto le diagnosi di avanzata artrosi secondaria dell'articolazione
tibiotarsica e, in misura minore, talocalcaneare a destra su/con frattura nel
1989, guarita con deformazione in varo di ca. 10°, lesione osteocondrale del
duomo del talo da sovraccarico, osteotomia di valgizzazione della gamba distale
27.3.2012 con buoni risultati oggettivi; condropatia della rotula e rottura del
menisco mediale (non trattata chirurgicamente) al ginocchio sinistro (MRI
25.2.2013); stato dopo osteosintesi della gamba sin, per frattura nel 1983 con
tentativo di AMO 1997 e lieve atrofia di tutto l'arto inferiore sinistro;
sindrome lombospondilogena cronica su/con discopatia, con bulging/ernie discali
foraminali ed extraforaminali a sin, a livello L3-L4 e L4-L5, senza
neurocompressione (TAC 19.11.2008); sindrome del dolore cronico non specifica.
Il perito ha rilevato che, da un punto di vista soggettivo, i dolori erano
leggermente peggiorati rispetto al 2007 e riguardavano sempre la caviglia
destra, ma anche il ginocchio e la schiena, più che non la gamba sinistra. Nel
frattempo l'assicurato aveva beneficiato di un'osteotomia di valgizzazione
della gamba destra a marzo 2012 con un risultato soggettivo deludente. Nel
frattempo era stata messa in evidenza una lesione meniscale e una gonartrosi a
sinistra La TAC lombare del 19.11.2008 mostrava bulging/ernie discali
foraminali ed extraforaminali a sinistra, in contatto con le radici L3-L4, ma
senza alcun correlato clinico (senza una neurocompressione). In primo piano si
situava una sindrome del dolore cronico non specifica. Dal punto di vista
reumatologico teorico, come giardiniere, l'assicurato restava inabile al lavoro
nella misura del 70%. Poteva svolgere lavori di giardinaggio leggeri, che
evitassero spostamenti ripetuti e spostamenti su terreni molto accidentati.
Come autista e tuttofare l'assicurato restava inabile al lavoro nella misura
del 50%. Si poteva trovare qualunque combinazione tra tempo e rendimento che
risultasse nella relativa incapacità lavorativa del 70%, rispettivamente del
50%. Una riduzione della capacità lavorativa era presente da diversi anni,
senza variazioni di rilievo rispetto al consulto reumatologico del 2007. La
situazione della gamba destra era migliorata con l'intervento correttivo, che
aveva restituito alla gamba un asse normale. L'artrosi non era evoluta in modo
significativo, se non secondo una dinamica naturale. Nel frattempo era stata
evidenziata una problematica degenerativa al ginocchio sinistro, con
condropatia della rotula (verosimilmente bilaterale) e lesione del menisco
mediale non operata. Per quanto riguardava la gamba controlaterale, non vi era
alcun cambiamento di rilievo. Per quanto riguardava la schiena, l'ultima TAC
del 19.11.2008 mostrava lesioni già descritte nel referto della TAC del 21.3.2005
e quindi verosimilmente invariate. La diminuzione della capacità lavorativa era
dovuta alle avanzate alterazioni degenerative della caviglia destra, ma anche
alle alterazioni degenerative del ginocchio sinistro e della schiena. L'assicurato
non poteva camminare a lungo e soprattutto non era in grado di spostarsi in
modo agevole su terreni accidentati, di salire e scendere scale a pioli, di
lavorare su ponteggi, tetti o altre situazioni in equilibrio precario. L'assicurato
avrebbe dovuto evitare movimenti ripetitivi di flessione-estensione o rotazione
del tronco e il trasporto e sollevamento di carichi superiori a 10-15 kg (non
tuttavia in modo regolare). L'assicurato era è in grado di svolgere un lavoro
leggero e adatto che tenesse conto dei criteri precedentemente elencati a tempo
pieno, con un rendimento ridotto al massimo nella misura del 20%. Come
casalingo l'assicurato era inabile al lavoro al massimo nella misura del 20%,
tenendo conto dei lavori più pesanti e ripetitivi. L'intervento chirurgico proposto
alla __________, avrebbe potuto eventualmente migliorare leggermente il
problema meccanico della caviglia destra da un punto di vista oggettivo. La
presenza di una sindrome del dolore cronico rendeva sostanzialmente sicuro un
insuccesso soggettivo. Per questa ragione il perito riteneva controindicato un
ulteriore intervento chirurgico sulla caviglia destra. Premesso che l'assicurato
non venisse sottoposto a ulteriori interventi chirurgici, non erano da
prevedere cambiamenti di rilievo a medio termine, mentre a lungo termine era
possibile un peggioramento dell'artrosi della caviglia destra.

                            2.8.4.   Il perito reumatologo ed il perito
neurologo del SAM, nella motivate e approfondite
prese di posizione del 15 e 16 marzo 2017 di cui si è già ampiamente detto al
consid. 2.5, e che sono state confermate integralmente dal SAM nel
complemento del 27 marzo 2017, hanno spiegato
nel dettaglio i motivi per cui, per un verso, la loro valutazione diverge in
parte da quella del 27 aprile 2016 del dr. med. __________ e del 18
luglio 2016 del dr. med. __________, in
particolare da quella del secondo medico curante citato (che ha preso in
cura l'assicurato in data successiva all'emissione della decisione contestata)
e, per altro verso, che, sulla base di quanto riportato, per altro non molto
dettagliato, sempre dal medesimo specialista non vi era alcun dato che
permettesse di documentare/oggettivare un peggioramento della situazione che
potesse causare delle limitazioni funzionali più importanti di quelle già
accertate in sede peritale.

Il TCA non ha quindi motivo di scostarsi dalle convincenti considerazioni
espresse dai periti del SAM. 

In esito alle considerazioni che precedono, rispecchiando la valutazione SAM
(perizia del 2 gennaio 2014 e complemento del 27 marzo 2017) i criteri di
affidabilità e completezza richiesti dalla giurisprudenza (cfr. consid. 2.6 e
2.7), alla stessa va dunque attribuita piena forza probante. 

Questa Corte ritiene pertanto che lo stato di salute, anche dal profilo
psichico e reumatologico, dell’assicurato sia stato dettagliatamente ed
approfonditamente vagliato dall'amministrazione, segnatamente dagli specialista
del SAM, prima dell'emanazione della decisione qui impugnata, data questa (in
casu, il 19 aprile 2016) che segna il limite temporale del potere cognitivo
del giudice delle assicurazioni sociali (DTF 132 V 215 consid.
3.1.1; 130 V 140 e 129 V 4; cfr. pure STF 9C_863/2014 del
23 marzo 2015 consid. 3.2.2 e 8C_792/2014 del 23 marzo 2015 consid. 3.3).

In tale contesto, va qui ricordato che, quando l'istruttoria da effettuare d'ufficio
conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento
coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati
fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori
più non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre
prove (valutazione anticipata delle prove cfr. Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren
und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag. 47 n. 63, Gygi,
Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., pag. 274, si veda pure DTF 122 II
consid. 469 consid. 41; 122 III 223 consid. 3; 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).
Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere sentito conformemente
all'art. 29 cpv.2 Cost.
(DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).

Il TCA rinuncia quindi all'assunzione di ulteriori prove, ritenendo la
situazione sufficientemente chiarita.

In conclusione, stante quanto sopra esposto, richiamato inoltre l'obbligo che
incombe all'assicurato di intraprendere tutto quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare
alle conseguenze del discapito economico cagionato dal danno alla salute (DTF
123 V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e i riferimenti ivi citati; Riemer-Kafka,
Die Pflicht zur Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pagg. 57, 551 e 572;
Landolt, Das Zumutbarkeitsprinzip im schweiz. Sozialversicherungsrecht, tesi Zurigo
1995, pag. 61; DTF 113 V 28 consid. 4a e sentenze ivi citate; cfr. anche Meyer
Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997, pag. 221), è
da ritenere dimostrato, secondo il grado
della verosimiglianza preponderante abitualmente applicato nel settore delle
assicurazioni sociali (DTF 138 V 218 consid. 6
pag. 221 con riferimenti), che
RI 1 nell'attività abituale di giardiniere "tuttofare", presenta
un'incapacità lavorativa del 100% dal 27 marzo 2012 al 30 settembre 2012, del
70% dal 1 ottobre 2012 al 30 aprile 2013 e dell'80% dal 1° maggio 2013 continua
(intesa come presenza a tempo pieno con riduzione di rendimento) mentre in
un'attività adeguata (ovvero in un lavoro leggero e adatto che tenga quindi
conto del fatto che il ricorrente non può camminare a lungo e soprattutto non è
in grado di spostarsi in modo agevole su terreni accidentati, di salire e
scendere scale a pioli, di lavorare su ponteggi, tetti o altre situazioni in
equilibrio precario; che dovrebbe evitare movimenti ripetitivi di
flessione-estensione o rotazione del tronco e il trasporto e sollevamento di
carichi superiori a 10-15 kg) presenta un'incapacità lavorativa del 100% dal 27
marzo 2012 al 30 settembre 2012, del 30% dal 1° ottobre 2012 al 30 aprile 2013
e del 40% dal 1° maggio 2013 continua (intesa come presenza a tempo pieno con
riduzione di rendimento); per il periodo precedente, fino al 26.3.2012,fa stato
invece quanto accertato con STCA 32.2007.394 dell'11 dicembre 2008 (pag.
175-210 incarto AI; cfr., in particolare, consid. 2.5 in fine della presente
sentenza).

 

                                         È peraltro utile segnalare
che, secondo la giurisprudenza, se è vero che vanno indicate possibilità di
lavoro concrete, all'amministrazione rispettivamente al giudice non vanno poste
esigenze eccessive. È infatti sufficiente che gli accertamenti esperiti
permettano di fissare in maniera attendibile il grado di invalidità. In
proposito, va rilevato che il Tribunale federale ha in particolare già ritenuto
corretto il rinvio ad attività nel settore industriale e commerciale, composto
di lavori leggeri di montaggio, compiti di controllo e sorveglianza (cfr.
Pratique VSI 1998 p. 296 consid. 3b; STFA U 329/01 del 25 febbraio 2003,
consid. 4.7).

D'altra parte se è vero che il mercato del lavoro accessibile agli assicurati
esercitanti, prima di divenire invalidi, un’attività manuale è in generale
limitato a dei lavori di manodopera o ad altre attività fisiche (cfr. RCC 1989,
p. 331 consid. 4a)), è altrettanto vero che nell'industria e nell'artigianato
le attività fisicamente pesanti vengono eseguite sempre più spesso tramite
macchinari, motivo per cui aumentano le attività di controllo e sorveglianza
(cfr. SVR 2002 UV 15, p. 49 consid. 3b; RCC 1991, p. 332 consid. 3b, STFA del
20 aprile 2004 nella causa K., U 871/02, consid. 3). 

                                         Anche in questo ambito, vi
sono aperte delle opportunità di lavoro per lavoratori ausiliari, così come è
il caso per il settore delle prestazioni di servizio.

Stante quanto precede si deve quindi concludere che, rispetto alla valutazione
peritale pluridisciplinare precedente del 2007 e, quindi, a quanto accertato
nella STCA 32.2007.394 dell'11 dicembre 2008, a partire dal 1° maggio 2013,
vi è stato un leggero peggioramento della patologia psichiatrica (che ha
comportato una riduzione della capacità lavorativa globale residua di un
ulteriore 10%, segnatamente dal 30% al 40%) ed una situazione invariata a
livello reumatologico e neurologico. 

Da notare che il TCA sta prendendo in considerazione l'ipotesi più favorevole
al ricorrente, visto che nel consulto psichiatrico del 3 dicembre 2013 il dr.
med. __________ era giunto alla conclusione che il trattamento psichiatrico e
psicofarmacologico s'imponeva e che era importante che il trattamento venisse
ripristinato al più presto, in quanto da alcuni mesi l'assicurato non era più
stato visitato e nel frattempo anche le cure psicofarmacologiche, di per sé
indispensabili per arginare le fobie di cui l'assicurato soffriva, erano state
gioco forza interrotte. Infatti, secondo il perito, i disturbi psicopatologici
dell'assicurato potevano, se ben curati, ricorrendo alle opportune terapie
psicofarmacologiche, migliorare ed essere in gran parte limitati nella loro
espressività clinica o addirittura guariti nel giro di alcuni mesi (cfr. pag.
374 e 375 incarto AI).

                               2.9.   Stante quanto precede,
occorre ora esaminare se la capacità di guadagno dell'assicurato ha subito un
aggravamento tale da giustificare l'accoglimento della nuova richiesta di
prestazioni AI.

                             2.10.   Preliminarmente va rilevato
che, in applicazione della media retrospettiva (cfr., fra le tante, sentenza
32.2014.189 del 2 marzo 2015), l'UAI ha ritenuto che l'assicurato
avrebbe avuto diritto ad un quarto di rendita d'invalidità con grado AI del 44%
dal 1° giugno 2012 al 31 agosto 2012 e ad una rendita intera con grado AI del
100% dal 1° settembre 2012 (tre mesi dopo il riconoscimento del quarto di
rendita AI) al 31 gennaio 2013. 

Ora, giusta l'art. 29 cpv. 1 LAI il diritto
alla rendita nasce al più presto dopo sei mesi dalla data in cui l’assicurato
ha rivendicato il diritto alle prestazioni conformemente all’art. 29
cpv. 1 LPGA, giusta il quale, colui che rivendica una prestazione
deve annunciarsi all'assicuratore competente nella forma prescritta per
l'assicurazione sociale interessata (cpv. 1), gli assicuratori sociali
consegnano gratuitamente i formulari per la domanda e per l'accertamento del
diritto a prestazioni; questi formulari devono essere trasmessi al competente
assicuratore dopo essere stati compilati interamente e in modo veritiero dal
richiedente o dal suo datore di lavoro ed eventualmente dal medico curante
(cpv. 2), se una domanda non rispetta le esigenze di forma o se è trasmessa a
un servizio incompetente, per quanto riguarda l'osservanza dei termini e gli
effetti giuridici collegati alla domanda è determinante la data in cui essa è
stata consegnata alla posta o inoltrata a tale servizio (cpv. 3).

Visto che la domanda del ricorrente risale al 19 aprile 2013 (pag.
236-241 incarto AI) e che, pertanto, il versamento della rendita avrebbe potuto
avvenire unicamente a decorrere dal 1° ottobre 2013 (ovvero 6 mesi dopo la
precitata richiesta), in un momento quindi in cui l'assicurato risultava - come
si vedrà in seguito al consid. 2.15 - portatore di un grado d'invalidità
inferiore al 40%, a ragione, l'UAI ha rifiutato il pagamento di qualsiasi
prestazione dal 1° giugno 2012 al 31 gennaio 2013.     

                                        

                             2.11.   Detto questo, per
determinare il reddito ipotetico conseguibile dalla persona assicurata senza il
danno alla salute (reddito da valido), occorre stabilire quanto
la stessa, nel momento determinante (corrispondente all'inizio dell'eventuale
diritto alla rendita), guadagnerebbe, secondo il grado di verosimiglianza
preponderante, quale persona sana (DTF 129 V 222 consid. 4.3.1 pag. 224 con
riferimento). Tale reddito dev'essere determinato il più concretamente
possibile. Di regola ci si fonderà sull'ultimo reddito che la persona
assicurata ha conseguito prima del danno alla salute, se del caso adeguato al
rincaro e all'evoluzione reale dei salari (cfr. ancora DTF 129 V 222 consid.
4.3.1 pag. 224), o comunque sul salario che potrebbe essere conseguito in un
posto di lavoro identico nella stessa azienda o in un'azienda simile. Nel caso
in cui non fosse possibile quantificare in maniera attendibile il reddito
ipotetico che l'assicurato avrebbe potuto conseguire senza l'invalidità, si farà
riferimento a valori empirici o statistici (VSI 1999 pag. 248 consid. 3b). Per
il resto, occorre tenere conto del principio secondo cui - in assenza di indizi
concreti che impongano una diversa valutazione - la persona assicurata avrebbe
di regola, e conformemente all'esperienza generale, continuato l'attività
precedentemente svolta senza invalidità (RAMI 2000 no. U 400 pag. 381 consid.
2a). In tale contesto la normale evoluzione professionale va senz'altro
considerata. Tuttavia gli indizi che l'assicurato avrebbe intrapreso una
carriera e percepito un salario più elevato devono essere concreti (DTF 96 V 29
pag. 30; RAMI 1993 no. U 168 pag. 100 consid. 3b). La mera dichiarazione
d'intenti non è pertanto sufficiente; necessario è infatti che tale intenzione
sia suffragata da passi concreti, quale ad esempio la partecipazione a corsi
ecc. (VSI 2002 pag. 161 consid. 3b [I 357/01] e dottrina citata).

                                         Un
salario di punta può essere ammesso solo se vi sono circostanze particolari che
lo giustificano (RCC 1980 pag. 560 pag. 560 con riferimenti). I salari medi
pagati nel settore hanno in ogni caso la precedenza sui salari fissati in base
a contratti collettivi di lavoro (RCC 1986 pag. 434 consid. 3b).

Siccome di norma una simile valutazione professionale parte dal presupposto
che, senza il danno alla salute, l’assicurato avrebbe continuato ad esercitare
la precedente attività lucrativa, devono essere considerati eventuali
adeguamenti ed aumenti salariali (RAMI 1993 Nr. U 168 pag. 100s. consid. 3b,
ZAK 1990 pag. 519 consid. 3c).

 

                          2.11.1.   Per quanto concerne
il reddito da valido, l'UAI ha ritenuto che, se non fosse subentrato il danno
alla salute (nel 2005) e avesse continuato a svolgere la sua abituale attività
lavorativa (giardiniere "tuttofare"),
l'assicurato avrebbe potuto percepire un salario annuo lordo di fr. 53'950.-
per l'anno 2013, sulla base di quanto indicato dall'ex datore di lavoro (cfr.
pag. 382 incarto AI). 

Dal canto suo, il patrocinatore del ricorrente ritiene che, in quanto
agronomo di formazione e considerando quindi un GAP salariale del 16.77%,
dedotta la carenza del 5% imposta dalla giurisprudenza federale, il salario
da valido considerato dall'amministrazione per il suo cliente deve essere
aumentato dell'11.77% ed ammonta quindi a fr. 60'299.91 (fr. 53'950.- x
1,1177).

Il TCA rileva che non ha motivo di scostarsi dal dato accertato
dall'amministrazione presso l'ex datore di lavoro dell'assicurato.

D'altra parte giova qui ricordare che la giurisprudenza federale in ambito di
GAP salariale prevede, a determinati presupposti, una riduzione del reddito
da invalido e non una maggiorazione del reddito da valido (cfr.
consid. 2.12). 

 

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