# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a4516f73-47dc-5665-9d13-937eb74ca338
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-10-31
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 31.10.2025 F-8211/2025
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_F-8211-2025_2025-10-31.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte VI 

F-8211/2025 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  3 1  o t t o b r e  2 0 2 5  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l'approvazione del giudice Yannick Antoniazza-Hafner;  

cancelliere Dario Quirici. 

   

Parti 

 
A._______, nato il (…), 

Algeria,  

ricorrente,  

  

  
contro 

  
Segreteria di Stato della migrazione SEM, 

Quellenweg 6,  

3003 Berna, 

autorità inferiore. 

   

Oggetto 

 
Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (procedura 

Dublino - art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi);  

decisione della SEM del 23 ottobre 2025 / N (…). 

 

 

 

F-8211/2025 

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Visto che: 

nel 2022, a una data, da un paese e con mezzi non meglio precisati, il 

ricorrente è giunto in Francia, dove è stato condannato, in novembre, ad 

una pena detentiva di due anni per violenze contro pubblici funzionari, furto 

e presenza illegale sul territorio francese, con relativo obbligo di lasciare il 

paese e divieto di ritornarci,      

il 15 agosto 2025, rimesso in libertà, egli è arrivato in Svizzera, dove ha 

presentato una domanda d’asilo,  

il 23 ottobre 2025, conclusa l’istruzione, la SEM ha deciso di non entrare 

nel merito della domanda, ordinando il trasferimento del ricorrente in 

Francia che già ne aveva accettato la presa in carico (NEM Dublino),     

il 24 ottobre 2025, egli ha ricevuto la decisione della SEM,  

il 27 ottobre 2025, per raccomandata, egli ha spedito un “ricorso” al 

Tribunale amministrativo federale (TAF), nel quale, rivolgendosi “alla 

gentile attenzione della SEM”, fa valere in sostanza che un trasferimento 

in Francia metterebbe in “pericolo reale” la sua “sicurezza” e la sua “vita” a 

causa “di gravi problemi e minacce da parte di un gruppo mafioso”, per cui 

chiede che il suo caso sia “riesaminato”,    

il 28 ottobre 2025, questo Tribunale ha ottenuto l’incarto della SEM e il 

giudice istruttore ha ordinato la sospensione provvisoria del trasferimento,  

e considerato che: 

le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 

procedura amministrativa (PA), dalla legge sul Tribunale amministrativo 

federale (LTAF) e dalla legge sul Tribunale federale (LTF), in quanto la 

legge sull’asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),  

presentato tempestivamente contro una decisione in materia d’asilo della 

SEM (artt. 6, 105 e 108 cpv. 3 LAsi nonché gli artt. 31 a 33 LTAF), il ricorso 

è ammissibile (artt. 5, 48 cpv. 1 e 52 PA); è bene precisare, a scanso di 

equivoci, che lo scritto del 27 ottobre 2025 è effettivamente un ricorso 

contro la decisione NEM Dublino del 23 ottobre 2025, e non una pretesa 

domanda di riesame contro un’inesistente “decisione di rifiuto della mia 

domanda d’asilo”; i ricorsi manifestamente infondati, come in concreto, 

sono decisi in procedura semplificata dal giudice unico, con l'approvazione 

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di un secondo giudice, e la decisione è motivata soltanto sommariamente 

(artt. 111 lett. e nonché 111a LAsi); 

la SEM non entra nel merito di una domanda d’asilo, di norma, se il 

richiedente può partire alla volta di uno Stato terzo a cui compete, in virtù 

di un trattato internazionale, l’esecuzione della procedura d’asilo e 

dell’allontanamento (art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi); in questo senso, la SEM 

esamina la competenza relativa al trattamento di una domanda d’asilo 

secondo i criteri previsti dal regolamento (UE) n. 604/2013 (Regolamento 

Dublino/RD III), che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione 

dello Stato membro competente per l'esame di una domanda di protezione 

internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un 

paese terzo o da un apolide; se, in base a questa analisi, è individuato un 

altro Stato responsabile per l'esame della domanda d’asilo, la SEM 

pronuncia la non entrata nel merito previa accettazione, espressa o tacita, 

di presa o ripresa in carico del richiedente l'asilo da parte dello Stato in 

questione (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2), 

l'art. 3 par. 1 RD III prevede che la domanda di protezione internazionale è 

esaminata da un solo Stato membro, quello individuato in base ai criteri 

enunciati al capo III (artt. 7 a 15); in particolare, quando è accertato che il 

richiedente ha varcato illegalmente, per via terrestre, marittima o aerea, in 

provenienza da un paese terzo, la frontiera di uno Stato membro, esso è 

competente per l’esame della domanda di protezione internazionale, 

responsabilità che cessa 12 mesi dopo la data di attraversamento 

clandestino della frontiera (art. 13 par. 1); se uno Stato membro non può o 

non può più essere ritenuto responsabile secondo l’art. 13 par. 1, e quando 

è accertato che il richiedente, entrato illegalmente nei territori degli Stati 

membri o del quale non si possano accertare le circostanze dell’ingresso, 

ha soggiornato per un periodo continuato di almeno 5 mesi in uno Stato 

membro prima di presentare domanda di protezione internazionale, detto 

Stato membro è competente per l’esame della domanda di protezione 

internazionale; in caso di soggiorni per periodi di almeno 5 mesi in vari Stati 

membri, lo Stato membro in cui ha soggiornato più di recente è competente 

per l’esame della domanda di protezione internazionale (art. 13 par. 2); lo 

Stato membro richiesto procede alle verifiche necessarie e delibera sulla 

richiesta di presa in carico di un richiedente entro due mesi a decorrere dal 

ricevimento della richiesta (art. 22 par. 1 RD III),  

in concreto, su richiesta della SEM del 20 agosto 2025, le autorità francesi 

hanno accettato espressamente, il 20 ottobre successivo, il trasferimento 

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del ricorrente in virtù dell’art. 13 par. 2 RD III, cosicché la competenza della 

Francia a prenderlo in carico è accertata;    

per contestare il suo trasferimento in Francia il ricorrente invoca, in modo 

generale, la sua sicurezza a causa “di gravi problemi e minacce da parte 

di un gruppo mafioso”, asserendo che “non ho ricevuto alcuna protezione 

dalle autorità francesi”,   

ora, per invalsa giurisprudenza è notorio che la procedura d’asilo in Francia 

rispetta il diritto internazionale e che i richiedenti l’asilo hanno accesso 

all’assistenza medica necessaria; ne deriva che non vi sono motivi fondati 

di ritenere che sussistano carenze sistemiche nella procedura di asilo e 

nelle condizioni di accoglienza in Francia, per cui il trasferimento è esigibile 

(cfr. art. 3 par. 2 2a frase RD III); peraltro, il ricorrente non mostra in nessun 

modo a questo Tribunale quali possano essere i motivi specifici, relativi alla 

sua persona, che ostacolerebbero il suo trasferimento, la sua pregressa 

condanna a due anni di prigione non costituendo beninteso un tale motivo,     

quanto ai disturbi alla sua salute, che egli non invoca, riprodotti in dettaglio 

nella decisione impugnata a cui si può senz’altro rinviare (pagg. 4 e 5), essi 

non ostano al suo ritorno in Francia, dato che egli, come richiedente l’asilo, 

potrà beneficiare sul posto, all’occorrenza, delle cure mediche necessarie 

(cfr. AIDA, Country Report: France, 2024 Update, pagg. 134 e passim; cfr. 

decisione impugnata, pag. 5),   

per quanto riguarda le pretese minacce, per nulla sostanziate, da parte di 

un asserito gruppo mafioso, non si può che rilevare che la questione non 

concerne la materia d’asilo (cfr. art. 3 LAsi) e che ad ogni modo, in caso di 

bisogno, il ricorrente potrà rivolgersi alle competenti autorità francesi;   

l’analisi dei fatti di causa e il loro apprezzamento giuridico appena effettuati 

non consentono, come sottolinea pertinentemente la SEM (cfr. decisione 

impugnata, pag. 3), di identificare eventuali motivi umanitari giustificanti 

l’applicazione della clausola di sovranità ai sensi dell’art. 17 par. 1 RD III in 

combinato disposto con l’art. 29a cpv. 3 dell’ordinanza 1 sull’asilo (OAsi); 

alla luce dell’insieme di queste considerazioni non si può rimproverare alla 

SEM di avere violato il diritto federale (compreso l’eccesso o l’abuso del 

potere di apprezzamento) o accertato in modo inesatto o incompleto i fatti 

giuridicamente rilevanti per determinare la competenza della Francia (cfr. 

art. 106 cpv. 1 LAsi), come pure di non avere rinunciato al trasferimento del 

ricorrente in Francia per motivi inerenti al funzionamento del sistema d’asilo 

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di questo paese, per motivi medici o per motivi umanitari ai sensi dell’art. 

17 RD III (cfr. art. 29a cpv. 3 OAsi 1; DTAF 2015/9 consid. 7),     

visto l’esito del litigio, le spese processuali di fr. 750.– sono poste a carico 

del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché l’art. 3 lett. b del regolamento 

sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al TAF [TS-TAF, RS 

173.320.2]), 

la decisione è definitiva e non può essere impugnata con ricorso in materia 

di diritto pubblico davanti al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 LTF), 

 

il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto.  

2.  

Le spese processuali di fr. 750.– sono poste a carico del ricorrente. 

L’importo deve essere versato alla cassa di questo Tribunale entro 30 giorni 

dalla spedizione della presente sentenza. 

3.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’Ufficio della 

migrazione del Canton Lucerna.  

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

Daniele Cattaneo Dario Quirici 

  

 

Data di spedizione: