# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8441b5ea-1374-5583-9fd1-7da48d94ee6d
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-09-29
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 29.09.2010 C-5593/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-5593-2008_2010-09-29.pdf

## Full Text

Corte II I
C-5593/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 9  s e t t e m b r e  2 0 1 0

Giudici Vito Valenti (presidente del collegio), 
Francesco Parrino e Johannes Frölicher, 
cancelliera Marcella Lurà.

A._______,
rappresentata dal Patronato INCA,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero (UAIE),
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione per l'invalidità (decisione del 
24 luglio 2008).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-5593/2008

Fatti:

A.
A._______, cittadina italiana, nata il  (...), coniugata, con due figli,  ha 
lavorato in Svizzera dal 1974 al giugno del 1984, solvendo contributi 
all'assicurazione  svizzera  per  la  vecchiaia,  i  superstiti  e  l'invalidità  
durante tale periodo (doc. 1). Rientrata in Italia, da gennaio del 2002 si  
è  dedicata  ai  lavori  della  propria  economia  domestica  (doc.  9).  Il  
24 gennaio  2005,  ha  formulato  una  richiesta  volta  all'ottenimento  di 
una rendita dell'assicurazione svizzera per l'invalidità (doc. 2).

B.
Il 29 giugno 2006, l'UAIE ha respinto la succitata domanda di rendita 
(doc. 31). L'opposizione interposta dall'interessata è stata respinta con 
decisione  del  21  novembre  2006.  Il  27  marzo  2007,  il  Tribunale 
amministrativo  federale  ha  parzialmente  accolto  il  ricorso  del 
4 gennaio  2007,  annullato  la  decisione  su  opposizione  del 
21 novembre 2006 e rinviato  gli  atti  di  causa all'UAIE affinché detto 
Ufficio procedesse al completamento dell'istruttoria relativamente alla 
situazione  medica  dell'interessata  ed  alla  sua  capacità  lavorativa 
conformemente alle indicazioni di cui alla presa di posizione dell'UAIE 
del 5 marzo 2007 (doc. 55).

C.

C.a Il 28 giugno 2007, l'autorità inferiore ha chiesto all'interessata di 
produrre  il  questionario  per  assicurati  occupati  nell'economia 
domestica ed all'INPS di B._______ di sottoporre l'assicurata a nuove 
visite  mediche  e  di  far  pervenire  la  seguente  documentazione:  un 
esame sullo stato di salute generale (rapporto dattiloscritto su modulo 
E 213), un esame psichiatrico (rapporto dattiloscritto) ed informazioni  
da parte del dott. C._______ riguardo alla depressione, all'inizio della 
presa a carico e all'evoluzione nel tempo dell'affezione psichica (doc. 
58).

C.b Dalle carte  processuali  risultano essere  stati  prodotti  i  seguenti  
documenti:

• documenti medici di data intercorrente da giugno 2006 a luglio 
2007 (in particolare una consulenza tecnica medico-legale del 

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dott.  D._______  del  30  luglio  2007  che  si  esprime  sulla 
problematica psichica [doc. 67 a 69]);

• il questionario per assicurati occupati nell'economia domestica 
del 1° agosto 2007, nel quale l'assicurata ha affermato di non 
essere più in grado di  svolgere che parzialmente le  mansioni 
consuete  che  competono  ad  una  casalinga  e  di  necessitare 
dell'aiuto  di  terzi  –  segnatamente  dei  famigliari  e  di  una 
persona esterna alla famiglia – nella misura di circa 6 ore alla 
settimana (doc. 64);

• la  perizia  medica  particolareggiata  E  213  della  previdenza 
sociale  italiana  del  6  settembre  2007  attestante  depressione 
maggiore  grave  in  soggetto  con  pregresso  intervento  per 
carcinoma  della  mammella  di  sinistra;  le  condizioni  di  salute 
dell'interessata sono state definite come peggiorate e la stessa 
è  stata  ritenuta  totalmente  incapace  di  svolgere  una 
qualsivoglia  attività  lucrativa,  sia  la  sua  precedente  che  una 
sostitutiva adeguata alle sue condizioni. È stato segnalato che 
l'assicurata  è  considerata,  conformemente alle  disposizioni  di 
legge  del  Paese  di  residenza,  invalida  al  100%  nella 
precedente attività (doc. 75);

• un rapporto di visita psichiatrica del 10 gennaio 2008, secondo 
cui  la  paziente  è  affetta  da  disturbo  depressivo  maggiore  ad 
andamento  cronico  e  che  la  stessa  presenta  un  grado  di 
invalidità del 50% circa (riferito all'ultima attività professionale 
svolta, quella di impiegata di banca [doc. 76]).

C.c Nel  suo rapporto  del  3  marzo 2008,  il  dott. E._______,  medico 
dell'UAIE,  specialista  in  psichiatria  e  psicoterapia,  ha  esposto  la 
diagnosi  principale  di  episodio  depressivo  di  grado  medio. Ha  pure 
evidenziato la diagnosi secondaria, senza ripercussioni sulla capacità 
lavorativa,  di  mastectomia  in  seguito  a  cancro  al  seno.  Il  dott.  
E._______ ha quindi fissato un'incapacità al lavoro dell'interessata del 
50% nella precedente attività a partire dal 10 giugno 2005. Ha tuttavia 
considerato, conto tenuto dell'insieme delle circostanze, che il  grado 
d'invalidità  dell'assicurata  quale  casalinga  (consuete  mansioni 
domestiche) è del 19% (doc. 79).

C.d Il 19 marzo 2008, l'interessata ha esibito un certificato medico del 
20 febbraio 2008 (doc. 83 e 84).

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D.
Il 2 aprile 2008, l'autorità inferiore, mediante progetto di decisione, ha 
comunicato all'assicurata che la domanda di prestazioni sarebbe stata 
respinta,  ritenuto  in  particolare  che  il  compimento  delle  mansioni 
consuete di casalinga è da considerare esigibile in misura sufficiente 
per escludere il  diritto ad una rendita. L'UAIE ha pure rilevato che il 
certificato medico del  febbraio 2008 espone le note diagnosi,  senza 
peraltro apportare nuovi elementi clinici di rilievo. L'autorità inferiore ha 
altresì  concesso all'interessata la facoltà di  formulare, nel termine di 
30 giorni dalla ricezione del progetto di decisione, delle obiezioni per 
iscritto (doc. 85).

E.
Il 23 maggio 2008, l'interessata ha presentato le sue osservazioni al 
menzionato progetto di decisione mediante le quali ha segnalato che 
la depressione maggiore grave di cui soffre giustifica il riconoscimento 
del suo diritto ad almeno una mezza rendita d'invalidità. Ha esibito un 
certificato  medico  del  20  febbraio  2008  (già  agli  atti),  un  rapporto 
medico del 22 aprile 2008 e due certificati medici del 20 maggio 2008 
(doc. 94 a 98).

F.
Nel suo rapporto del 12 luglio 2008, il dott. E._______ ha confermato 
la sua precedente presa di posizione (doc. 100).

G.
Il  24  luglio  2008,  l'autorità  inferiore  ha  respinto  la  domanda  di 
prestazioni  dell'assicurazione  per  l'invalidità.  Ha  osservato  che 
l'assicurata non ha subito un'incapacità al lavoro media sufficiente per 
un  anno,  ai  sensi  delle  disposizioni  dell'assicurazione  svizzera  per 
l'invalidità.  In  particolare,  ha  precisato  che  malgrado  il  danno  alla 
salute  il  compimento  delle  mansioni  consuete  di  casalinga  è  da 
considerare  esigibile  in  misura  sufficiente  per  escludere  il  diritto  ad 
una  rendita.  L'autorità  inferiore  ha  altresì  rilevato  che  la 
documentazione  medica  prodotta  successivamente  al  progetto  di 
decisione non comporta nuovi elementi di rilievo (doc. 100).

H.
Il  2  settembre  2008,  l'interessata  ha  interposto  ricorso  dinanzi  al 
Tribunale  amministrativo  federale  contro  la  decisione  dell'UAIE  del 
24 luglio  2008  mediante  il  quale  ha  chiesto,  sostanzialmente,  il  
riconoscimento del suo diritto ad almeno una mezza rendita d'invalidità 

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a decorrere  da gennaio  del  2004. Ha segnalato  che la  depressione 
maggiore di cui è affetta comporta un'incapacità di almeno il 50% nel 
compimento degli usuali lavori domestici (doc. TAF 1). Il 10 settembre 
2008,  ha  esibito  un  certificato  medico  ed  una  ricetta  medica  del  
3 settembre 2008 (doc. TAF 2).

I.
Il 12 novembre 2008, l'autorità inferiore ha comunicato di rinunciare ad 
introdurre la risposta al ricorso (doc. TAF 4).

J.
Il  1° dicembre 2008, questo Tribunale ha trasmesso per conoscenza 
alla  ricorrente  lo  scritto  dell'autorità  inferiore  del  12 novembre 2008 
(doc. TAF 5).

Diritto:

1.

1.1 Il  Tribunale amministrativo federale esamina d'ufficio e con piena 
cognizione  la  sua  competenza  (art.  31  e  segg.  della  legge  del 
17 giugno  2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale  [LTAF,  RS 
173.32]),  rispettivamente  l'ammissibilità  dei  gravami  che gli  vengono 
sottoposti (DTF 133 I 185 consid. 2 e relativi riferimenti).

1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui 
all'art. 32 LTAF, questo Tribunale giudica,  in virtù  dell'art. 31 LTAF in 
combinazione con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b  della 
legge  federale  del  19  giugno  1959  sull'assicurazione  per  l'invalidità 
(LAI, RS 831.20), i ricorsi contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 della 
legge federale del  20 dicembre 1968 sulla  procedura amministrativa 
(PA,  RS  172.021),  rese  dall'Ufficio  AI  per  le  persone  residenti 
all'estero.

1.3 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA,  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono applicabili all'assicurazione 
per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70), sempre che la LAI non deroghi 
alla LPGA.

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1.4 Presentato  da  una  parte  direttamente  toccata  dalla  decisione  e 
avente un interesse degno di  protezione al  suo annullamento o alla 
sua modifica (art. 59 LPGA), il ricorso – interposto tempestivamente e 
rispettoso dei requisiti previsti dalla legge (art. 60 LPGA nonché art. 52 
PA) – è pertanto ammissibile.

2.

2.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera e la Comunità europea ed i suoi Stati membri 
sulla  libera  circolazione  delle  persone  del  21  giugno  1999  (ALC, 
RS 0.142.112.681) ed il relativo Allegato II che regola il coordinamento 
dei  sistemi  di  sicurezza  sociale,  nonché  il  Regolamento  (CEE)  n° 
1408/71 del Consiglio del 14 giugno 1971 relativo all'applicazione dei 
regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori  subordinati,  ai  lavoratori 
autonomi e ai loro familiari che si spostano all'interno della Comunità 
(RS  0.831.109.268.1),  che  si  applica  a  tutte  le  rendite  il  cui  diritto 
sorge a far data dal 1° giugno 2002 o successivamente e si sostituisce 
a qualsiasi convenzione di sicurezza sociale che vincoli due o più Stati 
(art. 6 Regolamento), come pure il Regolamento (CEE) n° 574/72 del  
Consiglio del 21 marzo 1972 relativo all'applicazione del Regolamento 
n° 1408/71 (RS 0.831.109.268.11). L'art. 3 del regolamento (CEE) n° 
1408/71 sancisce il principio della parità di trattamento tra cittadini che 
risiedono in uno Stato membro della Comunità europea ed i cittadini 
svizzeri.

2.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II, gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati membri  
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui  
l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 
condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero.

2.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

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2.4 Per  costante  giurisprudenza,  l'ottenimento  di  una  pensione 
straniera  d'invalidità  non  pregiudica  l'apprezzamento  di  un'invalidità 
secondo il diritto svizzero (v. sentenza del Tribunale federale I 435/02 
del  4 febbraio 2003 consid. 2). Anche in seguito all'entrata in vigore 
dell'ALC, il grado d'invalidità di un assicurato che pretende una rendita 
dell'assicurazione  svizzera  è  determinato  esclusivamente  secondo  il 
diritto svizzero (DTF 130 V 253 consid. 2.4).

3.

3.1 Secondo  l'art.  2  LPGA,  le  disposizioni  della  legge  stessa  sono 
applicabili  alle  assicurazioni  sociali  disciplinate  dalla  legislazione 
federale, se e per quanto le singole leggi sulle assicurazioni sociali lo  
prevedano.

3.2 Dal profilo  temporale sono applicabili  le disposizioni  in vigore al 
momento  della  realizzazione  dello  stato  di  fatto  che  deve  essere 
valutato giuridicamente  o che produce conseguenze giuridiche (DTF 
130 V 445 consid. 1.2 e relativi riferimenti nonché DTF 129 V 1 consid. 
1.2). Ne discende che si applicano, da un lato, le norme materiali  in 
vigore fino al 31 dicembre 2007, per quanto attiene allo stato di fatto 
realizzatosi  fino  a  tale  data,  mentre  dall'altro  lato,  e  per  il  periodo 
successivo, le nuove norme della 5a revisione della LAI (cf. DTF 130 V 
1 consid. 3.2 per quanto concerne le disposizioni formali della LPGA, 
immediatamente applicabili  con la  loro  entrata  in  vigore). Peraltro,  e 
per  l'esame  del  diritto  eventuale  a  una  rendita,  l'applicazione  delle 
nuove norme della 5a revisione della LAI per il periodo dal 1° gennaio 
al 24 luglio 2008 (data della decisione impugnata) non avrebbe alcuna 
incidenza  sull'esito  delle  questioni  sottoposte  nel  caso  concreto 
all'esame  di  questo  Tribunale  (cfr.  sentenza  del  Tribunale  federale 
9C_942/2009 del  15 marzo 2010 consid. 3.1; cfr. pure  sentenza del 
Tribunale  amministrativo  federale  C-1284/2008  del  30  marzo  2010 
consid. 3.2). Pertanto, e salvo indicazione contraria, di seguito è fatto 
riferimento alle norme in vigore fino al 31 dicembre 2007.

3.3 La ricorrente, come già menzionato, ha presentato la richiesta di 
rendita il 24 gennaio 2005. In deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 48 cpv. 2 
LAI precisa che,  se l'assicurato si  annuncia più di  dodici  mesi  dopo 
l'inizio del diritto, le prestazioni sono assegnate soltanto per i 12 mesi 
precedenti  la richiesta. In concreto, questo Tribunale può limitarsi  ad 
esaminare se la ricorrente avesse diritto ad una rendita il 24 gennaio 
2004  (ossia  12  mesi  precedenti  la  presentazione  della  domanda), 

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oppure se un diritto  alla rendita sia sorto tra tale data e il  24 luglio 
2008,  data  della  decisione  impugnata.  Il  giudice  delle  assicurazioni 
sociali esamina la decisione impugnata sulla base della situazione di 
fatto esistente al  momento in cui essa è stata resa. Tiene conto dei  
fatti  verificatisi  dopo  tale  data  quando  essi  possano  imporsi  quali 
elementi  d'accertamento  retrospettivo  della  situazione  anteriore  alla 
decisione stessa (DTF 129 V 1 consid. 1.2 e DTF 121 V 362 consid.  
1b).

4.
Secondo le norme applicabili, ogni richiedente, per avere diritto ad una 
rendita  dell'assicurazione  invalidità  svizzera,  deve  adempiere 
cumulativamente le seguenti condizioni:

• essere invalido ai  sensi  della LPGA e della LAI (art. 8  LPGA 
nonché art. 4, 28 e 29 cpv. 1 LAI);

• aver pagato i contributi durante un anno intero (art. 36 cpv. 1 
LAI).

La  ricorrente  ha  versato  contributi  all'AVS/AI  svizzera  per  più  di  10 
anni (doc. 1) e, pertanto, adempie la condizione della durata minima di 
contribuzione. Rimane  ora  da  esaminare  se  sia  invalida  ai  sensi  di  
legge.

5.

5.1 L'invalidità  ai  sensi  della  LPGA  e  della  LAI  è  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata che può essere conseguente ad infermità congenita, malattia o 
infortunio  (art.  8  LPGA  e  4  cpv.  1  LAI).  Secondo  l'art.  7  LPGA,  è 
considerata incapacità al guadagno la perdita, totale o parziale, della 
possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in  
considerazione,  provocata da un danno alla  salute  fisica,  mentale  o 
psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed 
alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente  esigibili.  In  caso 
d'incapacità  al  lavoro  di  lunga  durata,  possono  essere  prese  in 
considerazione  anche  le  mansioni  esigibili  in  un'altra  professione  o 
campo d'attività (art. 6 LPGA).

5.2 Giusta  l'art.  28  cpv.  1  LAI,  in  vigore  dal  1°  gennaio  2004, 
l'assicurato ha diritto ad un quarto di rendita se è invalido per almeno il  

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40%, ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà,  a tre 
quarti  di  rendita  se  è  invalido  per  almeno il  60% e  ad  una  rendita 
intera se è invalido per almeno il 70%. In seguito all'entrata in vigore 
dell'Accordo sulla libera circolazione, la limitazione prevista dall'art. 28 
cpv. 1ter LAI, secondo cui le rendite per un grado d'invalidità inferiore al 
50%,  ma  pari  almeno  al  40%,  sono  versate  solo  ad  assicurati  che 
sono domiciliati  e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), 
non  è  più  applicabile  segnatamente  quando  l'assicurato  è  cittadino 
dell'UE o svizzero e risiede nell'UE (DTF 132 V 423 consid. 6.4.1 e 
sentenza del Tribunale federale I 702/03 del 28 maggio 2004 consid. 1 
e relativi riferimenti).

5.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  il  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  al  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando egli è stato per un anno senza notevoli interruzioni, incapace 
al lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La lettera a della citata 
norma  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è  
stabilizzato  ed  è  essenzialmente  irreversibile  e  suscettibile  di 
pregiudicare  la  capacità  di  guadagno  probabilmente  in  modo 
permanente,  in  una  misura  giustificante  il  riconoscimento  di  una 
rendita (sentenza del Tribunale federale I 146/02 del 5 agosto 2002). 
La lettera  b se lo  stato  di  salute è labile,  vale a dire  suscettibile  di 
evolvere verso un miglioramento od un peggioramento (DTF 111 V 21 
consid. 2). Un danno alla salute tipicamente labile può essere reputato 
relativamente stabilizzato soltanto se la sua natura si è modificata a tal 
punto che si possa ammettere non essere verosimilmente suscettibile 
di  subire  modifiche  di  rilievo  in  un  futuro  presagibile  (sentenza  del  
Tribunale federale I 282/01 del 4 ottobre 2001; DTF 119 V 98 consid. 
4a).

5.4 Un'incapacità  al  lavoro  del  20%  deve  essere  presa  in 
considerazione  per  il  calcolo  dell'incapacità  al  lavoro  media  giusta 
l'art. 29  cpv.  1  lett.  b  LAI  (cfr.  nota  marginale  2020  della  Circolare 
sull'invalidità  e la  grande invalidità  nel  suo tenore applicabile  fino al  
31 dicembre  2007;  Jurisprudence  et  pratique  administrative  des 
autorités  d'exécution  de  l'AVS/AI  [Pratique  VSI]  1998  p. 126 
consid. 3c).

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6.

6.1 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere 
economico-giuridico e non medico (DTF 116 V 246 consid. 1b, DTF 
110 V 273 e DTF 105 V 205). L'assicurazione svizzera per l'invalidità 
risarcisce pertanto,  e di  principio, soltanto la  perdita economica che 
deriva da un danno alla  salute fisica o psichica dovuto a malattia  o 
infortunio,  non  la  malattia  o  la  conseguente  incapacità  lavorativa. 
L'invalidità  dell'assicurato  che  non  esercita  un'attività  lucrativa,  ma 
svolge le mansioni consuete e dal quale non si può ragionevolmente 
esigere che intraprenda un'attività lucrativa, è determinata, in deroga 
all'art.  16  LPGA,  in  funzione  dell'incapacità  di  svolgere  le  mansioni 
consuete (art. 28 cpv. 2bis LAI; metodo specifico). L'art. 27 OAI precisa 
che  per  mansioni  consuete  di  una  persona  senza  attività  lucrativa 
occupata  nell'economia  domestica  s'intendono  gli  usuali  lavori 
domestici,  l'educazione  dei  figli  nonché  le  attività  artistiche  e  di 
pubblica utilità.

6.2 Benché  l'invalidità  sia  una  nozione  economico-giuridica,  le 
certificazioni  mediche  possono  costituire  importanti  elementi  per 
apprezzare il  danno invalidante e per  determinare  quali  lavori  siano 
ancora  ragionevolmente  esigibili  dall'assicurato  (DTF  115  V  133 
consid. 2 e DTF 114 V 310 consid. 3c).

7.

7.1 Giusta il principio inquisitorio che regge la procedura in materia di  
assicurazioni  sociali  (art.  43  LPGA),  l'amministrazione  deve 
intraprendere  d'ufficio  i  necessari  accertamenti  e  raccogliere  le 
informazioni di cui ha bisogno. In particolare, deve ordinare una perizia 
allorquando è necessario per la valutazione medica del caso (DTF 117 
V 282 consid. 4a).

7.2 Se gli accertamenti svolti d'ufficio permettono all'amministrazione 
o al giudice, che si sono fondati su un apprezzamento diligente delle 
prove,  di  giungere  alla  convinzione  che  certi  fatti  presentino  una 
verosimiglianza preponderante,  e che ulteriori  misure probatorie non 
potrebbero modificare  questo  apprezzamento,  è  superfluo  assumere 
altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; UELI KIESER, ATSG-
Kommentar, 2a ed., Zurigo 2009, art. 42 n. 19 pag. 536; sentenza del 
Tribunale federale K 24/04 del 20 aprile 2005; DTF 122 II 464 consid. 
4a). In tal caso, non sussiste una violazione del diritto costituzionale di 

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essere sentito secondo l'art. 29 cpv. 2 Cst. (Sozialversicherungsrecht 
[SVR] 2001 IV n. 10 pag. 28).

7.3 In  virtù  degli  art. 12 e 13 PA e dell'art. 19 PA in relazione con 
l'art. 40 della legge federale di procedura civile del 4 dicembre 1947 
(PCF, RS 273), il tribunale accerta, con la collaborazione delle parti, i 
fatti determinanti per la soluzione della controversia, assume le prove 
necessarie e le valuta liberamente.

8.

8.1 Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  deve esaminare  in  maniera 
obiettiva  tutti  i  mezzi  di  prova,  indipendentemente  dalla  loro 
provenienza,  e  poi  decidere  se  i  documenti  messi  a  disposizione 
permettono  di  giungere  ad  un  giudizio  attendibile  sulle  pretese 
giuridiche litigiose. Affinché il giudizio medico acquisti valore di prova 
rilevante, esso deve essere completo in merito ai temi sollevati, deve 
fondarsi, in piena conoscenza della pregressa situazione valetudinaria 
(anamnesi),  su  esami  approfonditi  e  tenere  conto  delle  censure 
sollevate dal paziente, per poi giungere in maniera chiara a fondate, 
logiche  e  motivate  deduzioni.  Peraltro,  per  stabilire  se  un  rapporto 
medico ha valore di prova non è determinante né la sua origine né la  
sua denominazione – ad esempio quale perizia o rapporto – ma il suo 
contenuto (DTF 125 V 351 consid. 3).

8.2 In  particolare,  per  quanto  concerne  le  perizie  giudiziarie  la 
giurisprudenza ha stabilito che il giudice non si scosta senza motivi 
imperativi dal parere degli esperti, il cui compito è quello di mettere a  
disposizione del tribunale le loro conoscenze specifiche e di valutare, 
da  un  punto  di  vista  medico,  una  certa  fattispecie  (sentenza  del 
Tribunale  federale  U  505/06  del  17  dicembre  2007).  Ragioni  che 
possono indurre il giudice a non fondarsi su un tale referto sono ad 
esempio  affermazioni  contraddittorie,  il  contenuto  di  una 
superperizia, o altri rapporti da cui emergono validi motivi per farlo e, 
meglio, se l'opinione di altri  esperti  appare sufficientemente fondata 
da  mettere  in  discussione  le  conclusioni  peritali  (sentenza  del 
Tribunale federale I 166/03 del 30 giugno 2004 consid. 3.3).

8.3 Per quel che riguarda le perizie di parte, il Tribunale federale ha 
precisato  che  esse  contengono  considerazioni  specialistiche  che 
possono contribuire ad accertare i fatti, da un punto di vista medico.  
Malgrado  esse  abbiano  lo  stesso  valore  probatorio  di  una  perizia 

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giudiziaria, il giudice deve valutare se questi referti medici sono atti a 
mettere  in  discussione la  perizia  giudiziaria  oppure  quella  ordinata 
dall'amministrazione  (DTF  125  V  351).  Giova  altresì  rilevare  come 
debba  essere  considerato  con  la  necessaria  prudenza  l'avviso  dei 
medici  curanti,  i  quali  possono tendere a pronunciarsi  in favore del 
proprio paziente a dipendenza dei particolari legami che essi hanno 
con gli stessi (DTF 125 V 351 consid. 3b e relativi riferimenti).

8.4 Va ancora rilevato che il riconoscimento di un danno alla salute 
psichica  presuppone  in  particolare  la  diagnosi  espressa  da  uno 
specialista  psichiatrico,  poggiata  su  criteri  posti  da  un  sistema  di 
classificazione  riconosciuto  scientificamente,  il  quale  deve 
pronunciarsi  sulla  gravità  dell'affezione  (DTF  130  V  396).  Tenendo 
conto di diversi criteri, il perito deve valutare l'esigibilità della ripresa 
lavorativa da parte dell'assicurato.

8.5 Non  va  infine  dimenticato  che  se  vi  sono  dei  rapporti  medici  
contraddittori  il  giudice non può evadere la vertenza senza valutare 
l'intero  materiale  e  indicare  i  motivi  per  cui  egli  si  fonda  su  un 
rapporto  piuttosto che su un altro. Al  riguardo va tuttavia  precisato 
che  non si  può  pretendere  dal  giudice  che raffronti  i  diversi  pareri 
medici  e  parimenti  esponga  correttamente  da  un  punto  di  vista 
medico,  come farebbe un  perito,  i  punti  in  cui  si  evidenziano delle 
carenze e quale sia l'opinione più adeguata (sentenza del Tribunale 
federale I 166/03 del 30 giugno 2004 consid. 3.3).

9.

9.1 Alfine  di  determinare  lo  statuto  della  ricorrente,  si  deve 
segnatamente esaminare se la stessa, da sana, avrebbe consacrato 
l'essenziale  della  sua  attività  all'economia  domestica  o  a 
un'occupazione  lucrativa,  questo  alla  luce  della  sua  situazione 
personale, famigliare, sociale e finanziaria (cfr. sentenza del Tribunale 
federale I 382/04 del 18 ottobre 2005 e DTF 117 V 195).

9.2 Nel caso di  specie,  l'UAIE ha ritenuto che da sana la ricorrente 
avrebbe  consacrato  la  sua  attività  all'economia  domestica. 
L'insorgente  non  ha  contestato  in  sede  di  ricorso  questo 
apprezzamento delle risultanze processuali. Non sussiste altresì alcun 
motivo  per  un  intervento  d'ufficio  al  riguardo  da  parte  di  questo 
Tribunale.  Dalle  carte  processuali  emerge  in  effetti  che,  almeno  da 

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gennaio del 2002, la ricorrente ha spontaneamente deciso di dedicarsi 
integralmente ai lavori della propria economia domestica (doc. 9).

10.

10.1 Dalla documentazione medica agli  atti  appare che la ricorrente 
soffre  segnatamente  di  disturbo  depressivo  maggiore  e  pregresso 
intervento  per  carcinoma  della  mammella  di  sinistra  (cfr.  referto  di 
visita  psichiatrica  del  9  gennaio  2008  nonché  perizia  medica 
particolareggiata E 213 del 6 settembre 2007; doc. 75 e 76).

10.2 Si  tratta  di  affezioni  di  carattere  labile,  ossia  suscettibili  di 
migliorare o peggiorare. Ne discende che, in mancanza di uno stato di 
salute  sufficientemente  stabilizzato,  è  inapplicabile  la  prima  lettera 
dell'art. 29 cpv. 1 LAI,  per cui  può entrare in  considerazione solo la 
seconda lettera della citata norma legale, la quale prevede un termine 
di attesa di un anno. Pertanto, la ricorrente potrebbe pretendere una 
rendita  dell'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  solo  a  partire  dal 
momento in cui ha subito, senza interruzione notevole, un'incapacità 
lavorativa di almeno il 40% durante un anno.

11.

11.1 Occorre quindi determinare se la ricorrente ha subito nel periodo 
determinante  (cfr.  consid.  3.3  del  presente  giudizio),  e  senza 
interruzione notevole, un'incapacità lavorativa media di almeno il 40% 
durante un anno giusta l'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI.

11.2 Nel suo rapporto del 3 marzo 2008 (doc. 79), il dott. E._______, 
medico dell'UAIE, ha rilevato, da un lato e dal profilo oncologico, che 
la ricorrente ha subito un intervento chirurgico di mastectomia per un  
tumore il  16 dicembre 2004, che è stata sottoposta a chemioterapia, 
che apparentemente non vi  è stata comparsa di  recidive del  male e 
che dunque l'affezione oncologica non ha alcuna incidenza né sulla 
capacità lavorativa né sulla capacità a compire le consuete mansioni 
di  casalinga.  Nel  certificato  oncologico  più  recente,  quello  del 
20 febbraio  2008,  il  dott.  F._______  segnala  che  la  paziente  segue 
normale follow-up con periodici controlli strumentali e clinici e che si è 
in presenza di "linfodema braccio sinistro, per cui si sconsiglia l'attività 
lavorativa con l'arto superiore sinistro" (doc. 95).  Il  12 luglio  2008, il 
dott. E._______ ha altresì, e nella sostanza, ribadito la sua precedente 
valutazione  oncologica  anche alle  luce  della  nuova documentazione 

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esibita,  valutazione  che  appare  convincente  e  condivisibile,  tenuto 
conto dell'assenza nel citato rapporto del dott. F._______ d'indicazioni 
precise  con  riferimento  alle  concrete  e  oggettive  limitazioni  nell'uso 
dell'arto  superiore  sinistro,  del  fatto  che notoriamente  la  diagnosi  di 
linfodema  non  comporta  necessariamente  e  per  principio  delle 
significative limitazioni nell'utilizzo dell'arto toccato e della mancanza 
di specifiche censure ricorsuali  inerenti alla problematica oncologica. 
Peraltro, e per sovrabbondanza, va segnalato che la dott. G._______, 
medico dell'UAIE, nella  sua presa di  posizione del 27 febbraio 2007 
(doc. 52), già aveva ritenuto che la mastectomia, con svuotamento del  
cavo ascellare di sinistra, aveva causato alla ricorrente solo delle lievi  
limitazioni  del  braccio  sinistro  che  non  giustificavano  un'incidenza 
significativa sulla capacità nel compimento delle mansioni consuete di  
casalinga (aveva però chiesto degli ulteriori approfondimenti dal profilo 
psichiatrico [doc. 52]).

11.3 Dall'altro lato, e dal profilo psichico, il dott. E._______ ha quindi 
considerato  che  il  rapporto  psichiatrico  del  dott.  H._______  del 
10 gennaio  2008,  breve  ma  preciso,  fa  stato  di  disturbi  psichici  di  
portata  relativamente  limitata,  giustificanti  tutt'al  più  un'incapacità 
lavorativa per la ricorrente del 50%, a decorrere dal 10 giugno 2005, 
riferita altresì alla sua precedente attività professionale d'impiegata di 
banca. Il dott. H._______ ha in particolare segnalato che l'insorgente 
ha  un  aspetto  discretamente  curato,  un  atteggiamento  collaborante, 
pensiero  lievemente  rallentato,  linguaggio  normale,  percezione  e 
memoria  inalterate,  sensorio  integro,  capacità  critica  e  livello  di 
consapevolezza discrete e che la stessa è lievemente rallentata. Ha 
altresì constatato che la medesima mostra umore deflesso con ansia, 
svogliatezza, anedonia, idee di bassa autostima, ideazione polarizzata 
sulle  proprie  condizioni  di  salute  e  deficit  di  attenzione.  Infine,  ha 
indicato che l'insorgente – in cura presso il Centro di salute mentale di  
I._______  ed  in  trattamento  con  ansiolitici  ed  antidepressivi  –  ha 
un'incapacità  lavorativa  del  50%  (riferita  alla  precedente  attività 
d'impiegata  di  banca;  v.  la  rubrica  "qualifica  e/o  mansioni  svolte" 
rispettivamente  "ultima  mansione"  di  cui  al  rapporto  psichiatrico  del 
10 gennaio  2008).  Il  dott.  E._______  ha  per  contro  ritenuto  che  il 
compimento  da  parte  dell'insorgente  delle  consuete  mansioni 
domestiche  era  esigibile  in  misura  superiore  (incapacità  limitata  al 
19%), ritenuto che solo una grave depressione – che comporti peraltro 
un'incapacità al lavoro del 70% o maggiore – può avere la medesima 

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incidenza sia in un'attività lavorativa tradizionale sia nel compimento 
delle mansioni consuete di casalinga.

11.4 La ricorrente ha però fatto valere nel gravame che la depressione 
maggiore  attestata  dai  medici  consultati  riduce  la  sua  capacità  di 
almeno il  50% anche  nell'economia  domestica. Così  argomentando, 
l'insorgente  stessa  –  rappresentata  in  questa  sede  da  mandatario 
professionale –  si  riconosce una capacità  ad esercitare le  consuete 
mansioni domestiche superiore a quella indicata – ma, fra l'altro, non 
corroborata da sufficienti riscontri oggettivi – nei documenti medici del 
dott. C._______, psichiatra presso cui l'insorgente è in cura (cf. doc. 98 
e  doc.  TAF  2),  e  del  dott.  D._______.  Nei  loro  referti  (quello  del 
3 settembre 2008 è di data posteriore all'emanazione della decisione 
impugnata), i  dott. C._______ e D._______ si sono altresì limitati  ad 
enumerare  delle  patologie  psichiche  –  sindrome  depressiva  grave, 
depressione  maggiore,  depressione  maggiore  grave  –  senza  alcun 
riferimento  ad  una  classificazione  secondo  un  metodo  scientifico 
riconosciuto  internazionalmente.  Tale  incompletezza  –  se  aggiunta 
segnatamente  all'assenza  d'informazioni  precise  sullo  stato  psichico 
dell'interessata  (aspetto,  atteggiamento,  stato  di  coscienza,  orienta-
mento  spazio-temporale,  funzioni  della  memoria,  concentrazione, 
facoltà  di  comprensione,  d'interpretazione  e  di  percezione)  e  sul 
motivo per cui non avrebbe più potuto svolgere le singole e specifiche 
mansioni  di  casalinga  –  non  consente  di  conferire  pieno  valore 
probatorio  a  tali  referti,  fermo  restando  che  l'indicazione  di  un 
adeguamento della terapia farmacologica non dimostra altresì, e di per 
sé, una qualsivoglia modifica della capacità di adempiere alle proprie 
mansioni  consuete  di  casalinga.  Certo,  nella  perizia  medica 
particolareggiata  E  213  del  settembre  2007  (doc. 75)  l'insorgente  è 
stata ritenuta totalmente incapace di svolgere una qualsivoglia attività 
lucrativa. Sennonché tale valutazione – nella misura in cui rilevante ai 
fini dell'esito della presente causa che concerne una parte avente lo 
statuto di  casalinga – non è condivisibile. L'incapacità lavorativa del 
100%  ritenuta  risulta,  in  effetti,  in  contrasto  con  lo  stato  clinico 
oggettivo attestato nel rapporto psichiatrico del gennaio 2008 del dott.  
H._______, medico incarico dall'INPS, e con la sua motivata e, nella 
sostanza,  convincente  valutazione  dell'incapacità  lavorativa  nella 
precedente  attività  d'impiegata  di  banca.  Nella  sostanza,  in  sede 
ricorsuale la ricorrente non ha presentato argomenti o mezzi di prova 
suscettibili  di  far  sorgere  dei  dubbi  sulla  valutazione  del  dott. 
E._______  concernente  la  residua  capacità  a  svolgere  le  consuete 

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mansioni domestiche in relazione alla problematica psichica. Essa si è 
limitata  a  contestare  genericamente  –  benché  abbia  avuto  accesso 
(cfr. doc. 92), come si evince pure dal contenuto del gravame (cfr. pag. 
1 pto 2), alla relativa documentazione medica di valutazione (dunque 
in  particolare  al  doc.  79)  –  che  dalla  documentazione  medico-
specialistica  si  possa  ricavare  una  contenuta  limitazione  nel 
compimento degli usuali lavori domestici.

11.5 Certo, secondo consolidata giurisprudenza del Tribunale federale 
occorre  di  massima  un'inchiesta  domiciliare  per  la  determinazione 
dell'incapacità  a  svolgere  le  consuete  mansioni  di  casalinga, 
segnatamente nei casi in cui l'incapacità si fonda su problemi fisici (cfr.  
sentenza  del  Tribunale  federale  9C_784/2008  del  6  novembre  2008 
consid. 4.2.1 e relativi riferimenti, tra cui segnatamente il consid. 5.2.1 
della sentenza del Tribunale federale I 246/05 del 30 ottobre 2007 non 
pubblicato in DTF 134 V 9). Peraltro, nei casi in cui l'incapacità si basa 
essenzialmente  su  problemi  psichici  ed  allorquando  sussiste 
divergenza tra le risultanze dell'inchiesta domiciliare e gli accertamenti  
medici  in  merito  all'incapacità  a  svolgere  le  consuete  mansioni,  gli 
accertamenti  medici  hanno  preminenza  su  quelli  risultanti 
dall'inchiesta domiciliare (cfr., sulla questione, sentenze del Tribunale 
federale 9C_108/2009 del 29 ottobre 2009 consid. 4.1, 8C_315/2009 
del 28 luglio 2009 consid. 6.2.2,  9C_299/2008 del 3 dicembre 2008, 
8C_671/2007 del 13 giugno 2008 consid. 3.2.1, I 733/06 del 16 luglio 
2007 consid. 4.2.1, I 311/03 del 22 dicembre 2003 consid. 5.1 e relativi 
riferimenti). Nel caso concreto, e a prescindere dal fatto che l'inchiesta  
domiciliare non è stata esperita (cfr. peraltro la sentenza del Tribunale 
federale I  733/06 del  16 luglio  2007 consid. 4.2.2 sulla  possibilità di 
rinunciare  ad  un'inchiesta  domiciliare  in  caso  di  domicilio  all'estero 
dell'assicurato),  si  osserva che il  dott. H._______ non appare avere 
discusso con la ricorrente in merito alle limitazioni da questa pretese, 
nell'apposito  formulario  (doc. 64),  per  quanto  attiene al  compimento 
degli  usuali  lavori  domestici.  Ritenuto  che  la  ricorrente  non  ha 
comunque  sollevato  tale  censura  in  sede  ricorsuale  e  che,  usando 
della necessaria diligenza, avrebbe comunque avuto ampia possibilità 
per discutere delle  differenti  percentuali  ritenute dal  dott. E._______ 
con  riferimento  alle  incapacità  nel  compimento  delle  consuete 
mansioni domestiche (cfr. doc. 79 pag. 3),  non si  giustifica un rinvio 
della  causa all'autorità  inferiore per  questo  motivo, rinvio che,  conto 
tenuto dell'insieme delle circostanze del caso di specie, costituirebbe 
una  vana  formalità.  L'insorgente,  nel  già  citato  questionario  del 

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1° agosto 2007 (doc. 64), ha peraltro essa stessa indicato d'essere in 
grado  di  svolgere  le  mansioni  consuete  che  competono  ad  una 
casalinga,  ad eccezione dei  lavori  pesanti  (stirare,  lavare  pavimenti, 
vetri ecc.), e d'avere bisogno di un aiuto che ha quantificato in 6 ore 
circa  la  settimana. Peraltro,  non  è  dato  sapere,  e  la  ricorrente  non 
indica  in  sede  di  ricorso,  perché  non  dovrebbe  potere  compiere, 
almeno  parzialmente,  anche  i  lavori  casalinghi  più  pesanti,  dal 
momento che non ha preteso di soffrire di  problemi fisici  significativi  
(non potendosi definire tali i pretesi problemi all'arto superiore sinistro)  
né  ciò  risulta  da  documenti  medici  al  riguardo  contenenti  idonei 
riscontri  oggettivi.  Peraltro,  e  per  completezza,  giova  rilevare  che  il 
fatto  che  l'incapacità  di  una  persona  ad  esercitare  la  precedente 
attività  lavorativa  sia  valutata  in  modo  diverso  rispetto  a  quella 
concernente il compimento delle consuete mansioni domestiche non è 
di per sé criticabile (cfr. sentenza del Tribunale federale 8C_315/2009 
del  28  luglio  2009  consid.  6.2.2).  In  quest'ottica,  non  è  pertanto 
censurabile che ai problemi psichici della ricorrente come descritti nel 
rapporto  psichiatrico  del  dott.  H._______  del  10  gennaio  2008  –  in 
particolare alle difficoltà nelle relazioni interpersonali, ai  processi del  
pensiero lievamente rallentati e ai deficit di attenzione – possa essere 
riconosciuta  una  maggiore  incidenza  nell'ambito  dell'esercizio  della 
precedente attività di impiegata di banca che nell'adempimento delle 
consuete mansioni  di  casalinga (cfr. valutazione del  dott. E._______ 
del  3  marzo  2008).  Va  altresì  rammentato  che,  di  principio,  una 
casalinga  ha  la  possibilità  di  organizzare  autonomamente  tempi  e 
modi della propria attività e che si può esigere che la stessa abbia a 
chiedere, entro certi limiti, l'aiuto dei familiari (nel caso concreto 6 ore 
alla settimana non paiono costituire un onere inesigibile per i familiari  
dell'insorgente che vivono ancora nell'economia domestica e che già 
l'aiutano  in  parte  [cfr.  questionario  per  assicurati  occupati 
nell'economia domestica del 1° agosto 2007 pag. 3 {aiuto di terzi}]).

11.6 In conclusione, e conto tenuto dell'insieme delle circostanze del 
caso di specie, questo Tribunale condivide la valutazione dell'autorità 
inferiore  secondo  la  quale  la  ricorrente  era  grado,  nel  periodo  di  
riferimento, di adempiere alle proprie mansioni consuete di casalinga 
in misura tale da escludere il  diritto ad una rendita d'invalidità, dalle 
carte processuali emergendo sufficienti e solidi elementi in tal senso.

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12.
Da quanto esposto, consegue che il ricorso, destituito di fondamento, 
non merita tutela e la decisione impugnata va confermata.

13.

13.1 Visto l'esito della  procedura,  le  spese processuali,  di  fr. 300.--, 
sono poste a carico della ricorrente (art. 63 cpv. 1 PA e art. 3 lett. b del  
regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al  
Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]).

13.2 Alla ricorrente, soccombente, non spetta altresì alcuna indennità 
per spese ripetibili della sede federale (art. 64 PA in combinazione con 
l'art.  7  cpv. 1  e  2  TS-TAF a  contrario).  Peraltro,  le  autorità  federali, 
quand'anche vincenti, non hanno di principio diritto ad un'indennità a 
titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3 TS-TAF), salvo eccezioni non ravvisabili  
nel caso concreto (v., fra l'altro, DTF 127 V 205).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di fr. 300.--, sono poste a carico della ricorrente.

3.
Non si attribuiscono spese ripetibili.

4.
Comunicazione a:

- rappresentante della ricorrente (Atto giudiziario)
- autorità inferiore (n. di rif. )
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali

Il presidente del collegio: La cancelliera:

Vito Valenti Marcella Lurà

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS 173.110]).  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione:

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