# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1cd08b6c-3fbd-56c8-84ab-5e4c7840a24d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-02-02
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 02.02.2006 11.2003.124
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2003-124_2006-02-02.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2003.124

  	
  Lugano,

  2 febbraio
  2006/lw

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G. A. Bernasconi, presidente,

  Giani e Lardelli

  

 

	
  segretaria:

  	
  Chietti Soldati, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire nella causa OA.1999.652
(rivendicazione di proprietà mobiliare) della Pretura del Distretto di Lugano,
sezione 1, promossa con petizione del 17 settembre 1998 da

 

	
   

  	
   AP 1  

  (ora patrocinato dall'  PA 1 )

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

   

  	
   AO 2  

   (patrocinato dall'  PA 3 )

   

  nella quale è stato autorizzato il 7 gennaio 1999 a
  intervenire accessoriamente a sostegno del convenuto l'

   

     AO 1,  

   (patrocinato dall'  PA 2, )

  

 

e
per giudicare nella causa OA.1998.849 (rivendicazione di proprietà mobiliare)
della medesima Pretura promossa con petizione del 30 novembre 1999 dall'attore
stesso nei confronti di AO 1;

esaminati
gli atti,

posti i seguenti

punti di questione:     1.   Se dev'essere accolto l'appello del 23 settembre 2003 presentato da AP
1 contro la sentenza emessa il    28 agosto 2003 dal
Pretore del Distretto di Lugano, sezio­-   ne 1;

 

                                         2.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   AP
0, dal 1987 direttore amministrativo e dal 1992 membro del consiglio d'amministrazione
delle __________ a __________ in virtù di
un'azione nominativa da fr. 1000.¿ detenuta a titolo fiduciario (il capitale
sociale dell'azienda è di fr. 1 000 000.¿), ha rassegnato
le dimissioni il 21 gennaio 1998 per il 30 aprile successivo. Il rapporto di
lavoro è prosegui­to tuttavia fino al 

                                         31 luglio 1998, dovendo egli ancora redigere il bilancio intermedio
della ditta al 31 luglio 1998 entro il 30 agosto seguente. CO 0, allora
vicepresidente del consiglio d'amministrazione e direttore tecnico
dell'azienda, possiede da parte sua 297 azioni nominative della società da fr.
1000.¿ l'una gravate da usufrutto in favore della madre __________. AO 2,
fiduciario, è stato revisore della ditta fino al marzo del 1999.

 

                                  B.   Il
18 ottobre 1989 sono state costituite le __________ di __________, i cui soci
fondatori erano __________, AO 2 e la __________ di __________, la quale agiva fiduciariamente
per ¿un client de M. __________ ¿. Membri del consiglio di amministra­zione
sono stati nominati AO 2, presidente, __________ e __________. Il 28 luglio
1995 __________ e la __________ hanno stipulato un contratto in forza del quale
il primo ha ceduto fiduciariamente alla seconda tutte le 100 azioni al
portatore da fr. 1000.¿ l'una delle __________. AO 1 ha poi autorizzato il 30 agosto
1995 la __________, nella persona di AO 2, a cedere ad AP 1 il pacchetto
azionario per fr. 350 000.¿. Quello stesso giorno è stato firmato anche il contratto fra
la __________ e AP 1 riguardante la compravendita delle azioni per fr. 350 000.¿ e una
convenzione put and call fra AP 1 e AO 1, stando alla
quale il primo si impegnava a vendere e il secondo a comperare quei titoli a
determinate condizioni. In una dichiarazione senza data siglata da AO 1 e AP 1
figura inoltre:

                                         Il sottoscritto AO 1 dichiara di avere
ricevuto da AP 1 la totalità del pacchetto azionario di __________, con sede in
__________.                         

                                         A
sua volta il sottoscritto AP 1 dichiara di avere ricevuto da AO 1 la totalità
del prezzo di cessione pattuito.

                                         Nel
giugno del 1996 AO 2 ha ricevuto da AP 1 il certificato azionario n. 1 delle __________,
rappresentante 97 azioni al portatore della ditta. Con lettera del 20 giugno 1996
egli ha confermato ad AP 1 ¿di aver oggi depositato, a favore del cliente¿, tra
l'altro, il certificato azionario. AP 1 ha poi chiesto invano al fiduciario, il
26 agosto 1998, la restituzione delle azioni e di svariati documenti relativi
alla società. Il 28 agosto 1998 AP 1 ha inoltre sollecitato AO 1 a onorare il
contratto put and call, ma questi ha rifiutato con l'argo­mento
che le azioni erano già sue.

 

                                  C.   Il 17 settembre 1998 AP 1 ha convenuto AO 2 davanti al Pretore del
Distretto di Lugano, sezione 1, per ottenere ¿ sotto comminatoria dell'art. 292
CP ¿ che gli fossero consegnate le 100 azioni al portatore delle __________ di
nominali fr. 1000.¿ l'una, come pure il contratto di compravendita firmato con
la __________, il contratto put and call stipulato con AO 1, la
ricevuta dell'avvenuto pagamento alla __________, una ricevuta da lui firmata
in bianco, il verbale dell'assemblea generale straordinaria delle __________
inerente all'acquisto della particella n. 2129 RFD di __________, le quietanze
riguardanti le imposte di bollo e ¿ogni altra documentazione relativa¿ (inc. OA.1998.652).
Con risposta del 16 novembre 1998 AO 2 ha proposto di respingere la petizione,
affermando ¿ tra l'altro ¿ di avere consegnato a AO 1, il 7 settembre 1998, il
certificato azionario n. 1 delle __________ rappresentante 97 azioni al portatore
da fr. 1000.¿ l'una. 

                                         Il 7 gennaio 1999 il Pretore ha accolto un'istanza presentata il 

                                         12
novembre 1998 da AO 1 per intervenire accessoriamente nella causa a sostegno
del convenuto, assegnando allo stesso AO 1 il termine per presentare la risposta.
Nella sua risposta dell'8 febbraio 1999 AO 1 ha postulato a sua volta il
rigetto della petizione. Nel successivo scambio di allegati le parti hanno mantenuto
i rispettivi punti di vista.

 

                                  D.   Il
30 novembre 1999 AP 1 ha convenuto AO 1 davanti al medesimo Pretore per ottenere,
sotto la comminatoria dell'art. 292 CP, la consegna di tutte le 100 azioni al
portatore da fr. 1000.¿ l'una delle __________ (inc. OA.1999.849). In via cautelare
egli ha instato per­ché i titoli fossero depositati in Pretura, perché AO 1 o
le __________ producessero il conto perdite e profitti, il bilancio e il
rapporto di revisione dell'esercizio 1998, il verbale dell'assemblea generale
ordinaria del 1999, i documenti giustificativi, i verbali delle eventuali
assemblee straordinarie tenute dopo l'assem­blea generale ordinaria dal 1998 e
un rendiconto finanziario particolareggiato di quello stesso periodo. Sempre a
titolo cautelare AP 1 ha sollecitato la nomina di un commissario incaricato di
vigilare la gestione delle __________ e di informare le parti, chiedendo che
tutte le assem­blee generali ordinarie o straordinarie della società fossero vincolate
alla ratifica del giudice e che sulla particella n. 2129 RFD di __________
(intestata alla società) fosse iscritta una restrizione della facoltà di
disporre e di costituire aggravi ipotecari.

 

                                  E.   All'udienza
del 14 dicembre 1999, indetta per la discussione delle domande cautelari, AO 1 ha
avversato l'istanza e con risposta del 10 marzo 2000 ha postulato il rigetto
della petizione. Esperita l'istruttoria cautelare, AP 1 ha introdotto un
memoriale conclusivo del 6 luglio 2000 con cui ha chiesto, oltre alle misure
già note, che il convenuto o le __________ producessero il bilancio, il conto
perdite e profitti, come pure il rapporto di revisione dell'esercizio 1999.
Nelle sue conclusioni del 14 luglio 2000 AO 1 ha ribadito la sua opposizione a
qualsiasi provvedimento cautelare. Le parti hanno rinunciato alla discussione
finale. Statuendo sull'istanza in luogo e vece del Pretore, con decreto cautelare
del 1° settembre 2000 il Segretario assessore ha respinto ogni domanda. Un
appello presentato il 14 settembre 2000 da AP 1 contro tale decreto è stato
respinto da questa Camera con sentenza del 2 luglio 2001 (inc. 11.2000.96). Nel
frattempo, il 24 aprile 2001, il Pretore ha accol­to una domanda di ricusazione
presentata il 9 ottobre 2000 da AP 1 nei confronti del Segretario assessore in
entrambe le cause (inc. OA.1998.652 e OA.1999.849).

   

                                  F.   Con
ordinanza del 31 luglio 2002 il Pretore, riattivata la causa OA.1998.652 sospesa
per economia processuale il 3 maggio 2000, ha congiunto i due procedimenti per
l'istruttoria e il giudizio. Ultimata l'assunzione delle prove, le parti hanno
rinunciato al dibattimento finale, limitandosi a produrre memoriali conclusivi.
Nel proprio, del 18 febbraio 2003, AP 1 ha ribadito appieno le domande di
entrambe le petizioni. Nel suo allegato del 20 febbraio 2003 AO 2 ha proposto
di respingere   l'azione nei suoi confronti e altrettanto ha chiesto
l'interveniente AO 1 con un memoriale dello stesso giorno. Nelle sue
conclusioni del 21 febbraio 2003 lo stesso AO 1 ha chiesto poi di respingere
anche l'azione diretta contro di lui. Statuendo con sentenza del 28 agosto
2003, il Pretore ha respinto entrambe le petizioni. La tassa di giustizia complessiva
di fr. 4500.¿ e le spese di fr. 400.¿ sono state poste a carico dell'attore,
con obbligo di rifondere a AO 1 e a AO 2 fr. 7500.¿ ciascuno per ripetibili.

 

                                  G.   Contro
la sentenza appena citata AP 1 è insor­to con un appello del 23 settembre 2003
nel quale chiede che il giudizio impugnato sia riformato nel senso di accogliere
entrambe le petizioni, di
ordinare sotto comminatoria dell'art. 292 CP a AO 1 di consegnargli
immediatamente il certificato azionario 

                                         n. 1 delle __________ (pari a 97 azioni al portatore da fr. 1000.¿ l'una) e di ordinare
a AO 2 di consegnargli senza indugio le altre 3 azioni al portatore da fr. 1000.¿ l'una da lui detenute a titolo fiduciario, così come il
contratto di compravendita fra la __________ e lui medesimo, il contratto put
and call con AO 1, la ricevuta dell'avvenuto pagamento alla __________
e ogni altra documentazione relativa alla pratica. Nelle loro osservazioni del
7 e 10 novem­bre 2003 AO 2 e AO 1 propongono di respingere l'appello. 

 

Considerando

 

in diritto:                  1.
  Nelle cause ordinarie, come quella in esame, il termine per appellare è di 20
giorni (art. 308 cpv. 1 CPC). La sentenza impugnata è pervenuta all'attore il 4
settembre 2003 (timbro sul retro della busta d'intimazione della sentenza,
acclusa all'appello). Introdotto il 23 settembre 2003 (data del timbro postale:
art. 131 cpv. 4 CPC), l'appello è dunque tempestivo. Circa il valore litigioso,
il Pretore l'ha fissato in fr. 100 000.¿, pari al valore nominale complessivo
delle 100 azioni rivendicate (sentenza impugnata, pag. 11 in basso e 12 in
alto). Al riguardo le parti non muovono obiezioni. Anche sotto questo profilo l'appello
è pertanto ricevibile.

 

                                   2.   Giusta
l'art. 641 cpv. 2 CC il proprietario di una cosa può rivendicarla contro chiunque
la ritenga senza diritto e respingere qualsiasi indebita ingerenza. Il
possessore della cosa è nondimeno al beneficio della presunzione di proprietà derivante
dall'art. 930 cpv. 1 CC, anche ove si tratti di titoli al portatore (Stark in: Berner Kommentar, 3ª
edizione, n. 32 ad art. 930 CC). Incombe dunque al rivendicante sovvertire tale
presunzione e dimostrare la sua proprietà. In tale evenienza tocca poi al
convenuto addurre la prova di essere divenuto legittimo proprietario della cosa
o di avere il diritto di possederla (RtiD I-2005 pag. 792 n. 70c con rinviii di
dottrina).

 

                                   3.   Nella fattispecie il Pretore ha ritenuto che la predetta dichiarazio­ne senza data firmata
dall'attore e da AO 1 (sopra, lett. B) attesti la proprietà delle azioni da parte
dello stesso AO 1, non risultando credibile che ¿ come asseriva l'attore ¿ il
documento fosse stato redatto prima del 30 agosto 1995. Inoltre, ha continuato
il Pretore, dallo scritto del 20 giugno 1996 inviato da AO 2 all'attore (sopra,
lett. B) si evince che lo stesso AO 2 teneva sì in deposito i documenti
ricevuti da AP 1, ma per conto di un terzo. Quanto all'azione nei confronti del
fiduciario, il Pretore ha respinto la petizione anche perché l'appellante non
aveva dimostrato l'esistenza di un contratto di mandato e perché il certificato
azionario era stato consegnato a AO 1 già prima dell'introduzione della causa.
Per il Pretore, poi, gli atti, e in particolare le modalità dei pagamenti,
confortano la natura fiduciaria del­l'operazione, la quale perseguiva lo scopo
di non rendere visibile l'identità di AO 1 nella nuova azienda, destinata a
concorrere con le __________ nell'ambito dei pubblici appalti per la fornitura
di barriere autostradali. Infine il Pretore ha reputato insufficienti per
dimostrare la proprietà riven­dicata dell'attore la documentazione fiscale e la
dichiarazione indirizzata alle autorità LAFE annessa al rogito di compravendita
riguardante la particella n. 2129 RFD di __________, per altro non contrarie alla
natura fiduciaria dell'operazione. Donde, in definitiva, il rigetto di entrambe
le petizioni.

 

                                   4.   L'appellante
si duole anzitutto che il Pretore abbia fondato il giudizio su una deposizione del
convenuto AO 2, il che giustificherebbe l'annullamento della sentenza (memoriale
punti 7 e 15 in principio). Ora, una parte non può evidentemente testimoniare
in causa propria, come non può testimoniare l'interve­niente accessorio a suo
sostegno (Cocchi/Trezzini, CPC
ticinese com­mentato e massimato, Lugano 2000, n. 10 ad art. 228). In concreto
tuttavia il fiduciario è stato escusso nell'istruttoria provvisio­nale della
causa OA.1999.849 intentata dall'attore contro il solo AO 1, e ciò prima che i
due procedimenti fossero congiunti (act. VI nell'inc. OA.1999.849). Un'altra
questione sarà valutare, secondo libero convincimento (art. 90 CPC), la
credibilità di tale de­posizione. Accertato che il testimone aveva un interesse
proprio nella lite, del resto, il Pretore ha proceduto all'interrogatorio giusta
l'art. 229 n. 3 CPC senza delazione di giuramento (loc. cit., pag. 1 in fondo).

 

                                   5.   Adduce l'appellante di avere messo personalmente a disposizione
il capitale per la costituzione delle __________, ciò che ¿solo una persona
gravemente disturbata a livello mentale¿ avrebbe fatto senza diventare azionista
della società (memoriale, punti 4 e 15). Il Pretore non ha creduto all'affermazione
che l'attore avesse fornito
quella somma, il prelevamento di fr. 120 600.¿ da lui eseguito il
12 settembre 1989 da un suo con­to presso __________ di __________ (doc. O
nell'inc. OA.1998.652) essendo posteriore alla dichiarazione dell'11 settembre
1989 (inserita nel rogito costitutivo della società) con cui la __________ confermava l'avvenuta liberazione del
capitale sociale di fr. 100 000.¿ (doc. 16 nell'inc. OA.1998.652; sentenza impugnata, pag. 5). Secondo
l'appellante la data che figura in quest'ultima dichiarazione si riconduce a un
errore di scrittura da parte della banca. Il che non è esclu­so, agli atti figurando
una ricevuta di versamento, controfirmata dall'attore, la quale attesta che le __________
hanno versato il 12 settembre 1989 alla __________ la somma di fr. 100 000.¿ per
costituire il capitale sociale della ditta (doc. P nell'inc. OA.1998.652). Resta
il fatto però che l'11 settembre 1989 sono stati addebitati su due conti delle __________
anche due assegni di fr. 50 000.¿ ciascuno (doc. VI a VIII nell'inc. OA.1998.652). E che
l'importo depositato per la costituzione della ditta fosse proprio quello
proveniente dal suo conto l'appellante non ha dimostrato.

 

                                         Si
aggiunga che, avesse pur messo a disposizione personalmente il denaro per la
costituzione della società, l'attore ancora non avrebbe dimostrato di esserne stato
davvero il proprietario. Il notaio __________, che ha rogato l'atto di fondazione
della ditta, ha dichiarato che la __________ ha sottoscritto le azioni delle __________
per conto del convenuto AO 1 o delle __________ (act. VII, pag. 1 in basso;
doc. IV e 18 nell'inc. OA.1998.652). AO 1 ha prodotto inoltre l'originale di un
contratto fiduciario tra la __________ e ¿un client de M. __________ ¿ in virtù del
quale la prima avrebbe sottoscritto in proprio nome, ma per conto del cliente,
98 azioni delle __________ con obbligo di consegnarle poi al cliente a
iscrizione avvenuta. E il contratto è stato firmato dall'avv. __________ ¿per
conto del portatore del presente esemplare originale¿ (doc. 4 nell'inc. OA.1999.849).

 

                                         L'appellante
obietta che il notaio non ha saputo indicare chi fosse il fiduciante della
società, ma non spiega come mai il contratto fiduciario fosse nelle mani della
controparte (me­moriale, pag. 17) e nemmeno in che modo le azioni siano finite
alla __________, dalla quale egli le ha acquistate il 30 agosto 1995 (doc. 5
nell'inc. OA.1998.652). Agli atti figura invece un contratto del 

                                         28 luglio
1995 in virtù del quale AO 1 ha ceduto fiduciariamente il pacchetto azionario
delle __________ alla __________ (doc. 3 nell'inc. OA.1998.652), che gli appartiene
(doc. IX nell'inc. OA.1998.652; doc. 7 nell'inc. OA.1999.849). Oltre a ciò, non
è dato a divedere, né l'appellante illustra, perché egli avrebbe poi acquistato
dalla __________ il pacchetto azionario di una società che già gli apparteneva
fin dalla costituzione. Ne segue che la tesi dell'attore non solo manca di
prove, ma contrasta perfino con le argomentazioni dell'attore stesso.

 

                                   6.   L'attore fa valere di avere realmente pagato il 21 settembre 1995 fr.
350 000.¿ alla __________ per l'acquisto del pacchetto 

                                         azionario delle __________, come risulterebbe dalla lettera inviatagli
da AO 2 il 20 giugno 1996. Ribadisce che, contrariamente all'opinione del
Pretore, gli averi da lui prelevati dal suo conto presso la __________ erano fondi
propri, per quanto il conto fosse garantito dalle __________ (memoriale, punto
3, 9 e 16). I convenuti, da parte loro, negano ogni movimentazione di denaro o
titoli. Quanto al Pretore, egli ha ritenuto superfluo esprimersi sul pagamento,
rilevando che in ogni modo l'attore ha poi retrocesso il pacchetto azionario a AO
1, come attesta la nota dichiarazione senza data (doc. 9 nell'inc. OA.1998.652),
e che l'attore non ha dimostrato la provenienza dei fondi depositati sul suo
conto, mentre la circostanza che il conto fosse garantito mediante fideiussione
solidale dalle __________ conferma una volta di più la natura fiduciaria dell'operazione
(sen­tenza impugnata, pag. 8 verso il basso).

 

                                         Dagli
atti risulta che l'attore ha effettivamente ritirato il 21 settem­bre 1995 da
un conto a suo nome garantito da fideiussione solidale delle __________ presso la __________ la som­ma di fr. 350 000.¿ (doc. X e XI nell'inc. OA.1998.652),
indicando alla banca come riferimento ¿pag. a __________, __________¿ (doc. R
nell'inc. OA.1999.652), e che l'indomani egli ha dichiarato l'acquisto delle
azioni all'Ufficio circondariale di tassazione di __________ (doc. G e H
nell'inc. OA.1999.849). Che la __________ abbia ricevuto l'importo non risulta
da prove dirette. La lettera scritta il 20 giugno 1996 da AO 2 prova tuttavia
che questi custodiva una ¿di­chia­razione di ricevuta dell'importo di fr. 350 000.¿ relativa
all'acquisto del pacchetto azionario¿ (doc. D nell'inc. OA.1998.652). E nel
fascicolo processuale si trova infatti una ricevuta senza data nella quale la __________
dichiarava di avere ricevuto dall'attore fr. 350 000.¿ per l'acquisto del
pacchetto azionario delle __________ (doc. 6a nell'inc. OA.1998.652).

 

                                         Non è
chiaro invece perché l'attore abbia assunto il rischio di prelevare una tale
cifra in contanti anziché far eseguire direttamente il versamento dall'istituto
bancario. Non per ragioni di urgenza, il pagamento dovendo avvenire entro il 31
ottobre 1995 (doc. 5 punto 3 nell'inc. OA.1998.652), né per motivi fiscali, l'operazione
essendo stata regolarmente dichiarata (doc. 5 nell'inc. OA.1998.652, doc. G e H
nell'inc. OA.1999.849). Quanto alla fideiussione del conto da parte delle __________,
essa conferma gli stretti rapporti che intercorrevano fra l'appellante e le
società facenti capo a AO 1 e ai di lui familiari (doc. DD nell'inc. OA.1999.849).
Ad ogni modo, si volesse pur concludere che l'importo di fr. 350 000.¿ sia
davvero giunto alla __________, rimane la circostanza che secondo il Pretore l'appellante
ha poi retrocesso l'intero pacchetto azionario a AO 1. Tale accertamento, che
come si vedrà oltre resiste alla critica, rende inutile dilungarsi sulla
questione.

 

                                   7.   A
dire dell'appellante la dichiarazione senza data (doc. 9a nell'inc. OA.1998.652)
è stata probabilmente confezionata dopo l'avvio delle cause usando un foglio da
lui firmato in bianco nel 1990 ¿per l'iscrizione a Registro fondiario del
diritto di prelazione a favore di AO 1¿ (memoriale, punto 8). Tant'è ¿ egli
soggiunge ¿ che di quel documento non v'è cenno nella nota lettera del 20
giugno 1996 scritta da AO 2, per tacere del fatto che esso non indica il prezzo
della presunta retrocessione, per la quale del resto AO 1 ha ammesso di non
avere versato nulla.

 

                                         Che la
firma sul predetto documento senza data sia autentica è riconosciuto dall'attore
(interrogatorio formale: act. XVII, risposta n. 2 nell'inc. OA.1999.849). Che
l'atto sia stato abusivamente confezionato adoperando un foglio da lui firmato
in bianco nel 1990 per l'iscrizione nel registro fondiario di un diritto di
prelazione in favore di AO 1 non risulta invece plausibile. Certo, l'attore ricorda
che il 22 novembre 1990 è stato iscritto sulla particella n. 2129 RFD di __________
un diritto di prelazione in favore di AO 1, ma in realtà a beneficio di lui poiché
allora egli non adempiva i requisiti della LAFE (act. XVIII, conclusioni pag. 8
in alto). Che la firma in bianco sia stata rilasciata in quel contesto non è
tuttavia verosimile. Come ha rilevato il Pretore, nel 1990 le __________ non erano
ancora proprietà di AO 1 né delle __________ (v. anche sopra, consid. 5),
diretti interessati all'acquisto della particella sulla quale si trovava lo
stabilimento aziendale. Per di più, sarebbe toccato se mai a AO 1 rilasciare
una ¿firma in bianco¿ per garantire una cessione del diritto di prelazione
all'attore. Senza dimenticare che il patto di prelazione prevede unicamente la cessione
del diritto a __________, madre del beneficiario (doc. 5, punto 4 nell'inc. OA.1999.849),
clausola che non si spiegherebbe se il diritto fosse stato pattuito per conto
dell'attore.

 

                                         Quanto
alla lettera del 20 giugno 1996 inviata all'attore da AO 2, essa in realtà
allude a una ¿dichiarazione di ricevuta del pacchetto azionario¿ (doc. 10
nell'inc. OA.1998.652). E l'unico documento agli atti che risponda a tali
caratteristiche è la nota dichiarazione senza data (doc. 9a nell'inc. OA.1998.652).
L'assunto dei convenuti, secondo cui la dichiarazione è stata redatta in concomitanza
con la firma del contratto di compravendita da parte della __________, con la
firma della convenzione put and call da parte di AO 1 e con la firma della
ricevuta di pagamento rilasciata dalla stessa __________, senza movimentazione effettiva
di titoli o denaro (cfr. anche deposizione AO 2, act. VI nell'inc. OA.1999.849,
pag. 2 nel mezzo), è stato confermato inoltre dall'avv. __________, nel cui
ufficio sono stati siglati i documenti (act. VII nell'inc. OA.1999.849, pag. 4 a
metà). E l'aspetto della dichiarazione è simile a quello della ricevuta di pagamento rilasciata
dalla __________, anch'essa senza data (doc. 6 e 9a nell'inc. OA.1998.652). Che quella dichiarazione sia stata confezionata abusivamente,
approfittando di un foglio firmato in bianco dall'attore per altri scopi,
risulta quindi 

                                         un'asserzione
destituita di prove.

 

                                   8.   Nell'appello
l'attore critica anche l'interpretazione che il Pretore ha dato alla lettera scritta
il 20 giugno 1996 da AO 2 (memoriale, punto 6). Per il primo giudice, fosse
stato realmente l'attore il proprietario delle azioni, il fiduciario gli avrebbe
comunicato in quella lettera di avere depositato i vari documenti ¿a suo favore¿,
non ¿a favore del cliente¿, e avrebbe designato il contratto put and
call come tale, non come contratto ¿fiduciario¿ (doc. 10 nell'inc. OA.1998.652).
Il Pretore ha rilevato inoltre che in una sua lettera del 28 agosto 1998 a AO 2
l'attore definiva AO 1 come
¿il suo cliente¿ (doc. G nell'inc. OA.1998.652), dimostrando
di sapere che il cliente era proprio AO 1, mentre non risulta che l'attore abbia
reagito alla lettera del 20 giugno 1996 (sentenza impugnata, pag. 7). L'appellante
contesta che alla sua lettera del 28 agosto 1998 possa essere attribuito un
simile significato, lo scritto essendo destinato unicamente a ottenere la
restituzione del pacchetto azionario detenuto dal fiduciario. Sta di fatto però
che in un'altra lettera del 28 agosto 1998 a AO 2 egli ha designato AO 1 una
volta di più come ¿il suo cliente¿ (doc. F nell'inc. OA.1998.652). A prescindere
da ciò, poi, la lettera scritta da AO 2 il 20 giugno 1996 lascia intendere
senza equivoco che le azioni e i documenti erano sì depositati presso il
fiduciario, ma non per conto dell'attore. Anche su questo punto l'appello manca
perciò di consistenza.

 

                                   9.   A
sostegno del suo diritto di proprietà l'appellante rammenta poi di essere stato
convocato e di avere partecipato ¿ contrariamente a AO 1 ¿ alle assemblee generali
delle __________, in particolare di avere presenziato a quella del 18 ottobre
1995 durante la quale è stato deliberato l'acquisto della particella n. 2129
RFD di __________. Addirittura, egli sottolinea, lo stesso presidente del consiglio
di amministrazione AO 2 si è rivolto a lui per sapere come procedere in vista
della compravendita (memoriale, punti 10 e 11 lett. a¿d). Il Pretore, da parte
sua, ha reputato impossibile determinare in che veste l'attore abbia
partecipato alle assemblee, mancando i relativi verbali e non potendosi
escludere che l'attore ricevesse le convocazioni ¿c/o __________¿ per conto di AO
1, di cui era l'uomo di fiducia e per cui aveva curato le trattative riguardanti
l'acquisto dell'immobile a __________. Quanto al fatto che l'attore portasse
personalmente le azioni alle assemblee generali per esibirle, ciò non risultava
provato (sentenza impugnata, pag. 9). 

 

                                         L'appellante
rimprovera al Pretore di avere respinto la sua domanda di edizione volta a far
produrre i verbali delle assemblee generali, salvo rilevare poi la mancanza di
tali documenti ai fini del giudizio (sentenza impugnata, pag. 9 lett. b). Nell'appello
però egli non chiede l'assunzione dei documenti rifiutati dal Pretore (art. 322
lett. b CPC), di modo che la doglianza cade nel vuoto. Quanto ai ripetuti addebiti
di parzialità mossi al primo giudice, essi si esauriscono in vana polemica e
non meritano riscontro. È vero invece che l'attore contesta di essere stato
l'uomo di fiducia di AO 1, ma dal fascicolo processuale emerge che i rapporti tra
i due erano di particolare intensità. Non erano circoscritti alle normali
relazioni di fiducia che intercorrono fra un dipendente e un datore di lavoro.
Basti pensare che l'attore si occupava dei contatti con il legale della società
non solo per le vertenze della ditta, ma anche per quelle che riguardavano AO 1
personalmente (deposizione dell'avv. __________, act. VII, nell'inc. OA.1999.849,
pag. 2 verso l'alto), mentre le __________ avevano garantito fino a concorrenza
di fr. 330 000.¿, mediante fideiussione, qualsiasi debito personale dell'attore
verso la __________ (doc. X e XI nell'inc. OA.1998.652). In circostanze
siffatte non si può seriamente negare che l'attore fosse, per AO 1, un uomo di fiducia.

 

                                10.   Per
l'attore non è provato che le __________ e le __________ fossero nelle mani
degli stessi azionisti, tanto meno pensando al fatto che nelle __________ il
convenuto AO 1 è solo un ¿nudo azionista di minoranza¿ (memoriale, punto 12 con
richiamo al punto 5). Ora, che AO 1 non detenga più di 297 azioni delle __________
da fr. 1000.¿ l'una, per di più gravate da usufrutto in favore della madre, è
pacifico. Non si deve dimenticare tuttavia che altre 700 azioni da   fr. 1000.¿
l'una (su un totale di 1000) sono nelle mani di suoi familiari (doc. DD
nell'inc. OA.1999.849). Delle __________ inoltre AO 1 era ¿ ed è tuttora ¿ presidente
del consiglio di amministrazione. Non può quindi essere definito ¿nudo azionista
di minoranza¿. Se si considera poi che, come ha sottolineato il Pretore (sentenza
impugnata, pag. 11), le due società si occupano entrambe ¿ per scopo statutario
¿ della fabbricazione e del commercio
di costruzioni metalliche (doc. M nell'inc. OA.1998.652
e doc. C nell'inc. OA.1999.849), che la revisione della contabilità delle __________
avveniva negli uffici delle __________ sotto gli occhi di AO 1 e che le due
ditte intrattenevano un intenso scambio di attività (deposizione __________, act.
VII, nell'inc. OA.1999.849, pag. 7; doc. 6 nell'inc. OA.1999.849), si può
legittimamente dedurre che almeno per l'essenziale gli azionisti di una ditta
dovessero identificarsi con quelli dell'altra, né altrimenti si spiegherebbe il
contrario. Nemmeno l'appellante, per altro, tenta di adombrare una spiegazione
diversa.

 

                                11.   L'appellante
contesta che con la fondazione delle __________ si intendesse ¿creare una
società parallela alle __________, (¿) nelle mani di AO 1 ma non a lui esteriormente
riconducibile, così da poter partecipare con due società agli appalti delle
commesse per lavori di carpenteria ecc.¿ (sentenza impugnata, pag. 5 verso
l'alto). Egli argomenta che in ogni modo il suo nome era agevolmente riferibile
alle __________, di cui era direttore amministrativo e membro del consiglio di
amministrazione (memoriale, punto 13). Quest'ultimo rilievo sarà anche
pertinente, tuttavia l'accertamento del Pretore trova conforto nella
testimonianza dall'avv. __________, che è stato legale e membro del consiglio
di amministrazione delle __________ (act. XVI nell'inc. OA.1999.849, pag. 2). Certo,
l'avvocato __________ ha sentito parlare di società parallele, seppure in ¿tempi
non sospetti¿, dallo stesso AO 1, che è parte in causa (loc. cit.). Se non che,
l'avv. __________, il quale ha ro­gato l'atto di costituzione delle __________,
ha dichiarato a sua volta che lo scopo dell'operazione era quello ¿di favorire (¿)
le possibilità di ottenere degli appalti pubblici nel __________ agendo in
consorzio con le __________¿, senza far sapere chi stesse dietro la nuova
società (act. VII nell'inc. OA.1999.849 pag. 2 in basso e 3 in alto), come gli
era stato confidato anche dall'attore (loc. cit.). L'accertamento del primo
giudice è quindi in sintonia con gli atti.

 

                                         Obietta
l'appellante che l'opinione del Pretore contraddice quanto ha affermato AO 2, ovvero
che ¿l'operazione è stata eseguita in un unico momento affinché si potesse
procedere all'acquisto della particella sulla quale sorgeva l'officina delle __________
perché l'Ufficio dei registri aveva fatto dei problemi nel senso che volevano
sapere chi era l'azionista che stava dietro la __________¿ (act. VI nell'inc.
OA.1999.849 pag. 3 verso l'alto). Così argomentando, l'appellante trascura nondimeno
che in quella testimonianza il fiduciario si riferiva all'operazione intervenuta
nel 1995 dopo la costituzione della società, consistente nella cessione del
pacchetto azionario dal convenuto AO 1 alla __________ e dalla medesima
all'attore, con simultanea firma della convenzione put and call e della
nota dichiarazione senza data (loc. cit., pag. 2 verso l'alto). Nel citato accertamento
del Pretore non si ravvisa dunque incongruenza di sorta, tanto meno ove si
consideri che l'operazione evocata da AO 2 mirava anch'essa a serbare anonimo
l'azionariato della nuova ditta.

 

                                12.   L'appellante
assevera che la deposizione dell'avv. __________ circa la natura fiduciaria
della compravendita intercorsa fra l'attore stesso e la __________, come pure della
convenzione put and call e della dichiarazione senza data
siglata da lui e AO 1 non è attendibile, poiché contraddice quanto lo stesso notaio
ha attestato, ossia che nell'ottobre del 1995 le azioni erano sue (memoriale,
punto 14). In realtà le cose stanno diversamente. Il notaio dott. __________ ha
rogato il 18 ottobre 1995 un atto di compraven­dita mediante il quale le __________
hanno acquistato la particella n. 2129 RFD di __________, sulla quale si trova
lo stabilimento della ditta. All'istanza di iscrizione nel registro fondiario
il notaio ha annesso una dichiarazione del 22 settembre 1995 in cui l'attore confermava di avere
acquistato con effetto dal 30 agosto 1995 ¿l'intero
pacchetto azionario¿ della società, consistente in 100 azioni al portatore da fr.
1000.¿ l'una interamente liberate (doc. II richiamato nell'inc. OA.1999.849). Sentito
come testimone sotto giuramento, il notaio ha dichiarato nondimeno (act. VII
nell'inc. OA.1999.849, pag. 5 in alto):

                                         (¿)
A mia scienza le azioni di __________
appartenevano a AO 1, questo mi è stato detto del dott. AO 2 a più riprese, il
quale mi ha anche mostrato una specie di libro dei soci tenuto ancorché le azioni
fossero al portatore. Tanto AP 1 quanto AO 2 mi dissero però che, per ragioni
di politica aziendale, non era opportuno che venisse reso pubblico che __________
e __________ si riconducessero allo stesso tipo di azionariato. Fu così che nacque
l'idea di intestare fiduciariamente a AP 1, che all'epoca era direttore di __________
e godeva di permesso di domicilio, il pacchetto azionario di __________. Io non
ebbi obiezioni da opporre a questa proposta che mi sembrò legittima. Come ho
già detto, si trattava infatti di acquisire dal profilo materiale una sede di impresa
per una società, il cui pacchetto era sicuramente e totalmente in mani
svizzere. Con queste premesse, mi parve irrilevante che le azioni potessero
ricondursi da un profilo formale a AP 1 invece che a AO 1 e viceversa. I documenti
di cui sopra erano appunto correlati con l'indicata operazione.

                                         Il
notaio ha confermato altresì che nel suo studio erano stati firmati in sua
presenza la compravendita delle azioni fra la __________ e l'attore, la
ricevuta rilasciata dalla venditrice, la convenzione put and call e la
nota dichiarazione non datata. Da parte sua egli non ¿ebbe obiezioni da
opporre¿, ritenendo che ¿questa indicazione sulla proprietà del pacchetto
azionario delle __________ fosse irrilevante dal punto di vista
dell'autorizzazione o dell'obbligo di autorizzazione ai fini LAFE¿ (loc. cit.,
pag. 4 in basso).

 

                                         Ciò
posto, non si può dire che l'operato del notaio sia un esempio di trasparenza.
Sta di fatto che come pubblico ufficiale egli non ha mai attestato la proprietà
dell'attore sul pacchetto azionario delle __________. Ha lasciato che lo stesso
attore affermasse tale circostanza ¿ come si è visto ¿ nella dichiarazione del
22 settembre 1995 allegata all'istanza di iscrizione nel registro fondiario. Ai
fini dell'attuale giudizio poco giova sapere se la predetta compravendita fosse
soggetta all'obbligo di autorizzazione LAFE per la circostanza che il pacchetto
azionario delle __________ era fiduciariamente nelle mani di un cittadino italiano
domiciliato. Importa che, come ha affermato senza ambagi il testimone, le
azioni appartenevano in realtà a AO 1. L'appellante afferma apoditticamente che
il notaio è ¿stato costretto a raccontare queste bugie¿ da AO 2, ma non si
capisce ¿ né l'appellante spiega ¿ perché il legale avrebbe dovuto affrontare
il rischio di una falsa testimonianza (per di più sotto giuramento), con tutte
le conseguenze che ne sarebbero derivate sul piano professionale. Anche al proposito
l'appello denota perciò la sua inconsistenza.

 

                                13.   Soggiunge
l'appellante che AO 1 non ha dimostrato di avere esercitato il suo diritto di
opzione previsto nella convenzione put and call, né di
avere pagato il relativo prezzo, tant'è che il contratto non è mai stato
sottoposto all'Ufficio del bollo (memoriale, punti 17 e 18). I convenuti fanno
valere invece che la retrocessione del pacchetto azionario è attestata dalla
nota convenzione senza data, nella quale AO 1 ha dichiarato ¿di     avere
ricevuto da AP 1 la totalità del pacchetto azionario di __________¿ e l'attore
¿di avere ricevuto da AO 1 la totalità del prezzo di cessione pattuito¿ (doc.
9a nell'inc. OA.1998.652). Che tale dichiarazione sia stata abusivamen­te confezionata
all'insaputa dell'attore non risulta (sopra, consid. 7). Certo, a parte tale dichiarazione
nulla comprova che AO 1 abbia davvero versato all'attore il corrispettivo per
la retrocessione dei titoli. Attenendosi ai soli dati fiscali, ci si potrebbe
finanche domandare dove egli abbia reperito i fondi necessari (doc. I
richiamato nell'inc. OA.1999.849). D'altro lato, però, anche il pagamento del
prezzo delle azioni da parte dell'attore era attestato unicamente da una
ricevuta senza data sottoscritta dalla __________ (doc. 6a nell'inc. OA.1998.652;
sopra, consid. 6). Che poi la retrocessione dei titoli, contrariamente all'acquisto
dei medesimi da parte dell'attore, non sia stata dichiarata all'Ufficio del
bollo si spiega con lo scopo dell'operazione, volta a celare lo stretto legame che
intercorreva tra le __________ e AO 1 o la di lui famiglia (sopra, consid. 11).

 

                                14.   L'attore
sottolinea infine di avere ¿ contrariamente a AO 1 ¿ regolarmente dichiarato al
fisco il pacchetto azionario delle __________, ciò che non avrebbe fatto se non
ne fosse stato proprietario (memoriale, punto 18). La
questione è che, come detto (consid. 6 e 12), scopo dell'operazione intervenuta
nel luglio-ottobre 1995 era di far sì che le __________ potessero operare senza
rendere noto il legame dell'azienda con AO 1 e la di lui famiglia. Sin dall'inizio,
ovvero sin dall'acquisto della particella n. 2129 RFD di __________, AO 1 ha
sottaciuto perciò la proprietà delle azioni, non rivelandola nemmeno alle
autorità tributarie (doc. I richiamato nell'inc. OA.1999.849). Che l'attore
abbia continuato a dichiarare al fisco la proprietà delle azioni anche dopo avere
promosso le due attuali cause (doc. H nell'inc. OA.1999.849) non è decisivo,
poco giovando il personale convincimento di lui. AO 1 però non ha mai dichiarato
alle autorità tributarie le azioni delle __________, neppure in tempi recenti
(doc. I richiamato nell'inc. OA.1999.849: elenco titoli 1999/2000 e 2001/2002).
Il caso va segnalato dunque alla Divisione delle contribuzioni giusta l'art. 185
cpv. 1 LT per accertamenti.

 

                                15.   Se ne
conclude che, in definitiva, l'attore non è riuscito a sovvertire la
presunzione di proprietà di cui beneficia AO 1 come possessore dei titoli (art.
930 cpv. 1 CC). Quanto agli oneri del giudizio odierno, essi seguono la soccomben­za
(art. 148 

                                         cpv. 1
CPC), con obbligo per l'attore di rifondere a AO 2 e AO 1, che hanno formulato
osservazioni all'appello, 

                                         un'equa
indennità per ripetibili. A tal fine occorre far capo ¿ indicativamente ¿ alla
tariffa dell'Ordine degli avvocati (art. 150 CPC), la quale prevede che ¿in
qualsiasi pratica avente un valore determinato o determinabile¿ la retribuzione
del patrocinatore va calcolata in base al valore litigioso (art. 9 cpv. 1 e,
per i rimedi di diritto, art. 17 TOA). 

 

                                         a)   Da
AO 2 l'attore esigeva la consegna di tre azioni detenute a titolo fiduciario
(le stesse rivendicate con l'ultimo atto di causa davanti al Pretore: art. 15
CPC), oltre che di documentazione ritenuta dal Pretore senza valore particolare.
Il valore litigioso complessivo stimato dal Pretore in fr. 100 000.¿ per 100
azioni non essendo contestato (sopra, consid. 1), il contenzioso nei confronti
di AO 2 aveva un valore litigioso di fr. 3000.¿. Il problema è che, applicando
a tale ammontare i soli art. 9 cpv. 1 e 17 TOA, si otterrebbe un risultato manifestamente
irrisorio per rapporto al lavoro svolto dalla legale (17 pagine di osservazioni
all'appello), anche applican­do
le aliquo­te massime previste dalle due norme (fr. 525.¿). L'indennità per ripetibili va determinata perciò tenendo conto anche
del criterio orario (art. 11 cpv. 1 con richiamo all'art. 10 TOA). Se poi si
considerano le spese presumibili e l'IVA, al convenuto non può ragionevolmente
assegnarsi un'indennità per ripetibili inferiore a fr. 1500.¿.

 

                                         b)   AO
1 ha dovuto difendersi dalla rivendicazione di 97 azioni (le stesse formanti
oggetto dell'ultimo atto di causa da­vanti al Pretore: art. 15 CPC), per un
valore complessivo di fr. 97 000.¿. Applicando a quest'ultima somma, indicativamente, il
combinato disposto degli art. 9 cpv. 1 e 17 TOA (art. 150 CPC) sulla base di
aliquote medie si ottiene un risultato di fr. 3880.¿. Se poi si considerano le
spese presumibili e l'IVA, l'indennità spettante all'appellato può equamente
fissarsi in fr. 4400.¿. Con il suo memoriale di osservazioni AO 1 ha sostenuto
altresì, in qualità di interveniente accessorio, la posizione di AO 2. Per
principio tuttavia un interveniente accessorio non vince né soccombe, sicché
non può essere tenuto a corrispondere ripetibili, ma nemmeno può ricevere
indennità a tal fine (Rep. 1989 pag. 171 consid. 1.2, 1990 pag. 267; identico
principio vige sul piano federale: DTF 130 III 578 consid. 6). Nella
fattispecie, del resto, non si scorgono eccezioni che giustifichino una deroga
a tale principio: l'interveniente accessorio non ha assunto la causa in luogo
della parte assistita (Rep. 1989 pag. 171 in fondo), né invoca il principio
della causalità (Rep. 1990 pag. 268 in alto) o ragioni di equità (DTF 130 III
578 consid. 6 in fine). A AO 1 vanno quindi attribuite ripetibili solo per la
sua veste di convenuto.

 

                                         c)   Per
quanto riguarda le ripetibili attribuite a AO 2 dal primo giudice (fr. 7500.¿),
l'attore fa notare che ancora nella sua lettera del 9 settembre 1998 lo stesso AO
2 gli aveva sottaciuto di avere consegnato le azioni a AO 1 il 7 settembre
1998, inducendolo così a promuovere causa contro di lui. Se non che, dopo avere
appreso la circostanza dal memoriale di risposta avversario, l'attore ha mantenuto
invariate le sue richieste di giudizio. Per di più, la causa oggetto
dell'attuale giudizio non è un'azione possessoria, come egli pretende, bensì un'azione
civile ordinaria (art. 13 TOA). E ai fini delle ripetibili il Pretore si è
tenuto agevolmente nei limiti di retribuzione stabili dalla tariffa dell'Ordine
degli avvocati (art. 9 cpv. 1 TOA: dal 6 al 10% per un valore litigioso di fr. 100 000.¿: consid. 1), senza nemmeno
considerare l'IVA e le presumibili spese. Al riguardo non si scorge quindi
alcun abuso o eccesso del potere d'apprezzamento che compete al primo giudice
in tale materia (Rep. 1996 pag. 171).

 

Per questi motivi,

 

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

 

pronuncia:              1.   L'appello
è respinto e la sentenza impugnata è confermata.

 

                                   2.   Gli oneri
processuali, consistenti in:

                                         a)
 tassa di giustizia unica   fr.  2000.¿

                                         b)  spese                                fr.     
50.¿

                                                                                         fr. 
2050.¿

                                         sono
posti a carico dell'appellante, che rifonderà a AO 1 fr. 4400.¿ e a AO 2 fr. 1500.¿
per ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione:

	
   

  	
  ¿    ;

  ¿    ;

  ¿    .

  

                                         Comunicazione:

                                         ¿ Pretura
del Distretto di Lugano, sezione 1;

                                         ¿
Divisione delle contribuzioni, Ufficio procedure speciali, Bellinzona (consid.
14, dopo il passaggio in giudicato).

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per la prima Camera civile del Tribunale d¿appello

Il presidente                                                           La
segretaria