# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 97c343aa-4f9d-5cf8-aed1-7cf30f8b7dbb
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-07-24
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 24.07.2003 INC.2003.5603
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2003-5603_2003-07-24.html

## Full Text

Incarto n.

  INC.2003.5603

  	
  Lugano

  24 luglio 2003

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice
  dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  __________

  
	
   

  sedente per statuire sull’istanza di proroga del carcere
  preventivo presentata il 17 luglio 2003 dal

  
						

 

 

	
   

  	
  Procuratore pubblico __________

   

  
	
   

  	
  nei confronti di

  

 

	
   

  	
  __________, attualmente detenuto c/o 
  PCT La Stampa, 6901 Lugano

  (patrocinato dall’avv. __________)

   

  accusato dei reati di cui agli artt. 221 CPS, 223 CPS e
  146 cpv. 1 (quest’ultimo in relazione con l’art. 21 CPS);

  

 

 

viste le osservazioni 23 luglio
2003 dell’accusato (presentate per il tramite del patrocinatore);

 

visto l’inc. MP __________;

 

ritenuto

 

 

 

in fatto:

 

 

A.

 

__________ è stato arrestato il
30 gennaio 2003, di ritorno da __________ dove si trovava dal 22 dicembre 2002,
con l'accusa di incendio intenzionale, esplosione e truffa tentata,
segnatamente per avere, nella notte 31 dicembre 2002 / 1. gennaio 2003 a
__________, in correità con terzi (__________, __________ ed __________) provocato
intenzionalmente l'incendio dello stabile ospitante __________, di cui era
gerente, cagionato l'esplosione e quindi la distruzione dello stabile, e per
avere, a scopo di indebito profitto, provocando la distruzione dell'esercizio
pubblico, tentato di indurre l'assicuratore ad atti pregiudizievoli al proprio
patrimonio (cfr. richiesta conferma dell'arresto, doc. _, inc. GIAR
__________). 

 

L'arresto è stato confermato da
questo giudice il giorno successivo, stante l'esistenza di gravi e concreti
indizi di colpevolezza e di bisogni istruttori (cfr. doc. _, inc. GIAR citato
sopra).

 

 

B.

 

Con istanza del 17 luglio 2003,
il magistrato inquirente chiede la proroga di due mesi del carcere preventivo,
cui è astretto __________, la cui scadenza (ex art. 102 cpv. 2 CPPT)
interverrebbe il 30 luglio 2003.

La richiesta è motivata con il
fatto che esistono ancora bisogni istruttori e pericolo di
collusione/inquinamento delle prove, segnatamente la necessità di procedere il
più presto possibile (entro metà agosto) ad un confronto con __________;
confronto che è stato dilazionato nel tempo dalle condizioni di salute di
quest’ultimo, rimaste a lungo critiche e comunque tali da non consentire
un’operazione complessa sotto più profili quale appunto è un confronto. Essendo
presenti gravi indizi di colpevolezza e il pericolo di fuga, la richiesta è
considerata giustificata e proporzionale dal magistrato inquirente, per
permettere l’atto istruttorio di cui sopra, il deposito degli atti e la
chiusura dell’istruttoria.

 

 

C.

 

L’accusato, tramite il suo
patrocinatore, con osservazioni del 23 luglio 2003, contesta l’esistenza dei
gravi indizi di colpevolezza a suo carico. In merito ai bisogni istruttori,
egli sostiene che la sua scarcerazione non creerebbe pericolo di inquinamento
del futuro confronto con __________ e che non può essergli fatto carico di
“timori indefiniti” legati ad una situazione di “ambiente”. Sarebbe – a suo
dire – pure escluso il pericolo di fuga e l’istanza di proroga deve essere
respinta anche per ragioni di proporzionalità.

 

 

in diritto:

 

1.

 

Va ricordato alle parti che
l'art. 95 CPP - corrispondente all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale
23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - dopo evidenza al cpv. 1 del principio
secondo cui l'accusato si trova di regola in libertà, consente al cpv. 2
arresto, perdurare e proroga del carcere preventivo ai sensi dell'art. 103 CPP,
quando esistono a carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di
colpabilità per un crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti
motivi di interesse pubblico, quali - per quanto qui concerne - i bisogni
dell’istruzione, con particolare riguardo al pericolo di collusione che, - sia
detto qui a futura memoria - può continuare ad esistere sino al pubblico
dibattimento (sentenza della I Corte di diritto pubblico del Tribunale federale
del 23 marzo 2000 in re S. B., consid. 4a) e il pericolo di fuga. Si aggiunge,
sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco dei motivi di interesse
pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio aggiuntivo del 20
marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad art. 27, pag. 32, nota 3), tra
altri possibili, essendovi quello della tutela dell’ordine pubblico (REP 1998
n. 105). L'eccezione della cautelare privazione della libertà personale ha così
trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto cantonale: DTF 114
Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di quanto già dettato dalla
giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel solco di quella del Tribunale
federale -, ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag.
44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381). I menzionati presupposti
vanno approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è
protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione
delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

2.

 

La legittimità dell’arresto già è
stata esaminata in occasione della recente decisione di questo giudice
conseguente a istanza di libertà provvisoria presentata dall’accusato
(decisione 20 giugno 2003, inc. GIAR __________); si deve allora ribadire che
sufficienti presupposti di legge sono presenti nella situazione personale e
processuale di __________ a legittimare e giustificare il perdurare della
cautelare privazione della sua libertà oltre il termine legale previsto
dall’art. 102 cpv. 2 CPP.

 

 

3.

 

In merito all’esistenza di
sufficienti indizi di colpevolezza, come già detto nella menzionata decisione
del 20 giugno 2003:

 

“Sin dall'inizio dell'inchiesta, il comportamento di
__________ ha suscitato dei sospetti in ordine al suo coinvolgimento
nell'incendio in questione. Egli, infatti, sebbene a conoscenza della
distruzione dello stabile in cui era sito l'esercizio pubblico, di cui era gerente
e, a quanto è dato sapere, sua unica fonte di sostentamento è comunque rimasto
a __________, facendo rientro in Ticino soltanto alla fine del mese di gennaio.
Sospetti ulteriormente corroborati dall'atteggiamento affatto collaborativo da
lui dimostrato. Basti qui rilevare che nel corso dei primi verbali, egli ha
sempre negato di conoscere sia __________ che __________, ammettendo poi un
mese dopo di aver dato ospitalità a __________ presso __________, omettendo di
notificarlo alle Autorità dietro richiesta di quest'ultimo e benché quasi non
lo conoscesse (cfr. verbali POL n. 86 e 151).

Ciò premesso, dagli atti risulta che i seri e concreti
indizi di colpevolezza a carico dell'istante emergono non soltanto dalle
dichiarazioni di __________, ma anche da quelle di __________ e di __________,
nipote di __________. In particolare, __________ ha formulato una chiara
chiamata in correità nei confronti del qui istante, già nel corso del primo
verbale di interrogatorio, indicandolo quale mandante dell'incendio (cfr.
verbale POL 5 marzo 2003. doc. __________ ). Egli ha mantenuto la propria
versione dei fatti anche nei successivi verbali, precisando che era stato
__________ a dargli il denaro per pagare la benzina servita per appiccare
l'incendio (cfr. verbali POL 6, 12 e 20 marzo 2003 n. __________; nonché
verbale PP 11 aprile 2003), che per lui era scontato che __________ avesse
deciso di bruciare il locale per intascare i soldi dall'assicurazione (cfr.
verbali POL 27 e 28 marzo 2003, n. __________). Tali asserzioni, contrariamente
a quanto sostenuto dalla difesa sono attendibili, in quanto trovano conferma,
seppure indirettamente, nelle dichiarazioni rilasciate da __________ e
__________, nonché in altri atti istruttori esperiti. __________, pur asserendo
che __________ non gli avrebbe mai detto esplicitamente che l'incendio era
stato commissionato da __________ per questioni assicurative, ha più volte
ripetuto di aver pensato che l'ideatore di tutto fosse quest'ultimo, in quanto
__________ gli aveva parlato di un compenso di fr. 10'000.-- (cfr. verbali POL.
20 febbraio 2003, 7 marzo 2003 e 26 marzo 2003, n. __________). __________,
nipote di __________, ha affermato che suo zio gli aveva raccontato di avere
ricevuto l'incarico di incendiare __________ dal gerente del locale e da
un'altra persona, __________ (cfr. verbali POL 7 marzo 2003 n. __________ e
__________, confermati dinnanzi al PP nel verbale 10 marzo 2003, n. 161). Le
dichiarazioni di __________, secondo cui egli si sarebbe recato a comprare la
benzina, per un importo complessivo di circa fr. 200.--, con __________ verso
le 20 del 21 dicembre 2002 in una stazione di servizio nei pressi di
__________, trovano conferma sia in una registrazione della cassa automatica
della stazione __________, sia nei tabulati relativi al natel di __________
(con carta SIM __________), da cui risulta che lo stesso alle ore 19.55 era
allacciato all'antenna di __________, paese dal quale egli aveva dichiarato di
non essere passato quella sera (cfr. verbale PP 9 maggio 2003 e 5 giugno 2003).

A ciò si aggiunge che la sera del 21 dicembre 2002
__________, gerente del salone per parrucchiera, sito al piano terreno dello
stabile sede dell'__________, ha provveduto alla chiusura del locale unitamente
a __________, consegnando poi a quest'ultimo le chiavi del locale (accessibile
solo dall'esterno); nel locale era rimasto il natel Nokia __________ con carta
SIM __________, di proprietà di __________ ed in uso al salone (cfr. verbale
POL __________ 4 gennaio 2003 n. __________ e __________ 30 gennaio 2003 n.
__________). Orbene, al momento del recupero dei feriti dopo l'esplosione è
risultato che __________ aveva un cellulare con inserita la suddetta carta SIM,
mentre il cellulare Nokia è stato trovato addosso a __________, il quale ha dichiarato
di averlo ricevuto da __________, un paio di giorni prima di Natale, in cambio
del proprio (un Telit) (cfr. verbali POL __________ 14 gennaio 2003 n.
__________). Da tali circostanze emergono quindi sufficienti elementi per
ritenere che il Nokia sia stato consegnato a __________ dal qui istante,
l'unico ad avere accesso al salone, e che i due si conoscevano (bene); ciò che
rende poco credibili le asserzioni di __________ secondo cui il soggiorno di
__________ presso __________ sarebbe stato del tutto causale.”

 

Le considerazioni
espresse sopra sono tutt’ora valide.

 

 

4.

 

I bisogni
istruttori e il pericolo di collusione/inquinamento delle prove indicati dal
Procuratore pubblico, segnatamente in relazione al confronto con __________ (la
cui esecuzione è prospettata entro metà agosto), sono fondati. Del resto
l’istruttoria si è fin qui svolta in modo celere e senza ritardi particolari,
nel rispetto dell’art. 102 cpv. 1 CPPT, cosa che, del resto, nemmeno l’accusato
mette in dubbio.

Quanto già detto
nella menzionata decisione del 20 giugno 2003 va dunque ribadito anche in
questa circostanza:

 

“La palese divergenza fra le dichiarazioni rese da
__________ e quelle di __________ rende necessario che si proceda ad un
confronto, sino ad ora non esperito a causa della precarie condizioni di salute
di __________. Come detto, nel preavviso negativo il Procuratore pubblico ha
evidenziato che già la prossima settimana si procederà ad una nuova audizione
di quest'ultimo e che sarà quindi possibile farsi un'idea più precisa sulla
possibilità di procedere a breve ad un confronto con il qui istante ed
eventualmente con __________. Il magistrato inquirente ha pure evidenziato che
fino a questo momento è necessario ("vitale") che non vi siano
interferenze con __________.

Da parte sua la difesa, in sede di osservazioni, ha
rilevato che non vi è alcuna necessità che la detenzione di __________ venga
mantenuta in attesa del confronto, visto che lo stesso si è presentato alle
autorità inquirenti al suo ritorno da __________, motivo per cui non vi sarebbe
alcun pericolo di collusione o inquinamento delle prove, tanto più che
__________ si trova tuttora in stato di arresto presso un ospedale oltre
Gottardo. Evidenzia poi che gli episodi indicati dal magistrato inquirente
(incendio casa dei genitori di __________ e taglio gomme) sono comunque
avvenuti mentre l'istante si trovava in carcere e quindi egli vi è del tutto
estraneo. Se è ben vero che __________ non ha direttamente partecipato a tali
fatti, è altrettanto vero che gli stessi sono indicativi del particolare
ambiente in cui si muovono i personaggi implicati in questa vicenda,
contraddistinto da omertà e "paura". Ciò che non permette
affatto di escludere l'intensificarsi di ritorsioni e pressioni, che verrebbe
favorito dalla messa in libertà dell'accusato, nei confronti dei famigliari dei
correi, segnatamente di quelli di __________.”

 

 

 

5.

 

Anche quanto già detto nella menzionata decisione del 20
giugno 2003, in merito al pericolo di fuga, va ribadito in questa circostanza:

 

“I criteri determinanti per stabilire se esista
pericolo di fuga sono il carattere del prevenuto, il suo domicilio, la sua
professione, la sua situazione familiare ed i suoi legami con lo Stato in cui
egli è inquisito (SJ 103/1981, 135; sentenza 31 marzo 1992 in re S. C. del
Tribunale federale, sentenza 20 ottobre 1994 in re M.A., CRP 314/94) e
l'apprezzamento di tutte tali circostanze, per invocare appunto un rischio di
fuga, deve lasciar presumere che le conseguenze di una fuga appaiono rispetto
all'accusato come un male minore rispetto a quello derivante per lui
dall'ulteriore carcerazione, con maggior forza quanto più i reati imputati
comportino pene edittali od eventualità di pena concreta importante (in questo
senso M. Luvini, in Rep. 1989, p. 292 e ss. e riferimenti ivi indicati;
sentenza 14 novembre 1994 in re S.V., CRP 341/94).

 

Sebbene non indicato in sede di conferma dell'arresto,
tale pericolo non può essere escluso a priori, tenuto conto che l'imputato è
cittadino italiano, dove ha ancora vari parenti (zii ecc.) e che attualmente è
disoccupato. Tali circostanze, nonché l'atteggiamento sostanzialmente negatorio
e reticente, rendono concreto il pericolo che __________, una volta messo in
libertà provvisoria, tenti di sottrarsi al procedimento, dandosi alla fuga,
tenuto conto della presumibile pena (di reclusione) in caso di condanna.” 

 

 

6.

 

La proroga richiesta appare pure rispettosa del principio di
proporzionalità. La detenzione preventiva subita, e quella presumibilmente
ancora da subire, non è lesiva del principio di celerità. Gravità dei reati
imputati, pena prospettabile in caso di condanna e complessità della
fattispecie fanno si che un ulteriore protrarsi della carcerazione preventiva
non sia (ancora) lesivo di tale principio (SJ 1998 p. 247). Inoltre la proroga
richiesta, di 2 (due), mesi appare relativamente breve e, come segnalato dal
magistrato inquirente, l’inchiesta è in fase conclusiva.

 

 

7.

 

L’istanza deve quindi essere accolta, così come proposta dal
Procuratore pubblico, con la presente decisione, esente da tasse e spese
giudiziarie (art. 39 lett. f TG e contrario), suscettibile di impugnazione alla
Camera dei ricorsi penali (art. 284 cpv. 1 lett. a CPPT).

 

 

 

P.Q.M.

 

 

 

richiamati gli articoli 221, 223 e 146 cpv. 1 CPS
(quest’ultimo in relazione con l’art. 21 CPS), 95 ss., 102, 103, 279 ss., 284
CPPT;

 

 

 

 

decide:

 

 

 

1.      L’istanza
è accolta.

Di conseguenza il carcere preventivo cui è astretto __________ è prorogato sino
al

30 settembre
2003 (compreso).

2.      Non
si percepiscono nè tassa nè spese giudiziarie.

3.      Contro
la presente decisione è dato ricorso alla Camera dei ricorsi penali entro dieci
giorni dall’intimazione.

4.      Intimazione:

- Procuratore pubblico __________ (con copia delle osservazioni del           patrocinatore
dell’accusato e l’inc. MP __________ di ritorno);

- avv. __________, per sè e per l’accusato;

- Direzione del Penitenziario cantonale, 6904 Lugano-Cadro.

 

 

 

 

 

 

 

giudice __________