# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0eb01abd-d007-5b15-991c-de46ad3e0489
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2019-07-19
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 19.07.2019 12.2019.68
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2019-68_2019-07-19.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2019.68

  	
  Lugano

  19 luglio 2019/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Fiscalini,
  presidente,

   

  
	
  vicecancelliere:

  	
  Bettelini

  

 

 

 

sedente
per statuire nella causa - inc. n. SO.2019.187
della Pretura della giurisdizione di Locarno-Campagna - promossa con istanza 22
febbraio 2019 da

 

 

	
   

  	
  AO
  1  

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

   

  	
  AP
  1 

  rappr. da  PA 1  

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

chiedente l’adozione delle
misure necessarie nei confronti della convenuta, priva dell'amministrazione e
dell’organo di revisione;

 

nell’ambito della quale il
Pretore, con decisione 26 marzo 2019, ha accolto l'istanza, pronunciando lo
scioglimento della convenuta e ordinandone la liquidazione in via di fallimento;

 

appellante la convenuta con
appello 3 aprile 2019, con cui ha chiesto di annullare il querelato giudizio e
di revocare lo scioglimento e la messa in liquidazione;

 

preso atto delle osservazioni (recte: risposta)
15 aprile 2019 dell’istante, degli scritti 12 e 19 giugno 2019 della convenuta,
della comunicazione 9 luglio 2019 dell’istante e dell’ulteriore scritto 12
luglio 2019 della convenuta; 

 

letti ed
esaminati gli atti ed i documenti prodotti;

ritenuto

 

 

in fatto e in
diritto:

 

                                         che con istanza 22
febbraio 2019 l’AO 1 ha convenuto in giudizio innanzi alla Pretura della
giurisdizione di Locarno-Campagna la società AP 1, chiedendo che nei confronti
della stessa, priva di amministrazione, a seguito del decesso del suo
amministratore unico __________ (cfr. doc. A e B), rispettivamente priva dell’organo
di revisione, a seguito della cancellazione dell’ufficio di revisione __________
(cfr. doc. A), e invano diffidata, con raccomandata del 30 aprile 2018 (doc. C)
prima e con pubblicazione sul FUSC del 13 dicembre 2018 (doc. D) poi, a
ripristinare entro 30 giorni la situazione legale (art. 154 cpv. 1 ORC),
fossero adottate le misure necessarie (art. 154 cpv. 3 ORC, art. 731b cpv. 1 e
941a cpv. 1 CO);

 

che il 26 febbraio 2019 il Pretore ha
assegnato alla convenuta, mediante comunicazione sul foglio ufficiale, un
termine di 20 giorni per designare l’amministrazione e l’organo di revisione,
pena lo scioglimento della società e la sua liquidazione secondo le
prescrizioni applicabili al fallimento; 

 

che il termine essendo scaduto
infruttuosamente, con decisione 26 marzo 2019, notificata alla convenuta
mediante comunicazione sul foglio ufficiale, il Pretore, in applicazione
dell’art. 731b cpv. 1 n. 3 CO, ha pronunciato lo scioglimento della stessa (dispositivo
n. 1) e ne ha ordinato la liquidazione in via di fallimento (dispositivo n. 2),
ponendo a suo carico le spese di pubblicazione sul foglio ufficiale (dispositivo
n. 3); 

 

                                         che con l’appello 3 aprile
2019, che qui ci occupa, la convenuta ha chiesto di annullare il querelato
giudizio e di revocare lo scioglimento e la messa in liquidazione, ritenendo
non date le condizioni per un tale provvedimento e preavvisando comunque di
essere intenzionata a ripristinare la situazione legale;

 

                                        che, con risposta 15 aprile
2019, l’istante ha rilevato che la controparte non aveva ancora prodotto la
documentazione necessaria per iscrivere il nuovo amministratore e il nuovo ufficio
di revisione, rispettivamente comprovante la rinuncia alla revisione limitata
(opting-out);

 

                                         che con scritto 19 giugno
2019, successivo alla lettera 12 giugno 2019 con cui preannunciava quanto
avrebbe messo in atto, la convenuta ha informato il tribunale che il 18 giugno
2019 era stata tenuta un’assemblea generale straordinaria (di cui è stato
allegato il verbale), nella quale tra le altre cose erano stati designati un
nuovo amministratore nella persona di __________ e un nuovo organo di revisione
nella persona di __________, e che le deliberazioni adottate a quel momento
erano da lei già state notificate all’istante per le necessarie iscrizioni;

 

                                         che con scritto 9 luglio
2019 l’istante ha confermato (producendo l’estratto RC aggiornato) che la
convenuta aveva provveduto a ripristinare la situazione legale;

 

                                         che con scritto 12 luglio
2019 la convenuta ha ribadito (producendo a sua volta un analogo estratto RC) la
richiesta di annullare il querelato giudizio e di revocare lo scioglimento e la
messa in liquidazione, rilevando che ora la situazione legale era
effettivamente stata ripristinata;

  

                                         che nel caso di specie,
contrariamente a quanto ritenuto dalla convenuta, la decisione del Pretore di
pronunciare lo scioglimento della stessa e di ordinarne la liquidazione in via di
fallimento era ineccepibile: l’istruttoria ha in effetti permesso di accertare
che la società, in modo del tutto inspiegabile ed incomprensibile, non aveva
reagito né alle richieste dell’istante di ripristinare la situazione legale
formulate in due diversi momenti, con la raccomandata del 30 aprile 2018 (doc.
C) e con la pubblicazione sul FUSC del 13 dicembre 2018 (doc. D), né tanto meno
alla diffida pretorile 26 febbraio 2019 con cui le era stato assegnato un
ultimo termine per agire in tal senso, accompagnato dall’esplicita comminatoria
dello scioglimento della società e della sua liquidazione, per cui da questo
comportamento il giudice di prime cure poteva senz’altro presumere che la
società neppure avrebbe dato seguito ad eventuali provvedimenti meno severi,
quali la nomina dell’organo mancante (TF 8 luglio 2013 4A_158/2013 consid.
2.1.6, 29 luglio 2013 4A_706/2012 consid. 2.2.2, 16 dicembre 2013 4A_354/2013
consid. 2.1.3);

 

                                         che resta da esaminare se
la convenuta abbia nondimeno provveduto a ripristinare la situazione di
legalità nelle more della causa, anche solo nella procedura ricorsuale, ciò
che, in base alla dottrina e alla giurisprudenza, sarebbe idoneo ad evitare lo
scioglimento della società che presentava lacune nell’organizzazione (Lorandi, Konkursverfahren über
Handelsgesellschaften ohne Konkurseröffnung - Gedanken zu Art. 731b OR, in: AJP
11/2008 p. 1386; Lorandi,
Organisationsmängel von Gesellschaften mit tückischen Folgen, in: ST 2009 p.
91; DTF 136 III 369 consid. 11.4.3; II CCA 16 dicembre 2011 inc. n.
12.2011.206);

 

                                         che questa ipotesi si è
effettivamente realizzata, visto e considerato che, come risulta dalle prove nel
frattempo versate agli atti (ricevibili siccome si tratta di documenti
allestiti dopo l’emanazione della decisione impugnata e con ciò di “nova
autentici” ai sensi dell’art. 317 cpv. 1 CPC), il 18 giugno 2019 la
convenuta aveva provveduto a designare il nuovo amministratore e il nuovo
organo di revisione, dandone poi comunicazione all’istante, e, come riconosciuto
anche da quest’ultimo nella sua presa di posizione 8 luglio 2019, la situazione
legale era stata in tal modo ripristinata;

 

                                         che, in tali circostanze,
l’istanza chiedente l’adozione delle misure necessarie nei confronti della
convenuta priva di amministrazione e dell’organo di revisione (art. 707 e 727
CO), non più attuale, deve essere stralciata dai ruoli siccome divenuta priva
d’oggetto (cfr. TF 1° marzo 2013 4A_560/2012 consid. 3.1);

 

                                         che le spese giudiziarie
di entrambe le sedi vanno calcolate sulla base di un valore litigioso di fr.
100'000.-, pari al capitale sociale della convenuta (doc. A; TF 19 agosto 2010
4A_315/2010 consid. 2, 8 luglio 2010 4A_278/2010 consid. 6, 22 giugno 2010
4A_106/2010 consid. 6, SJ 132 I p. 541), e dovrebbero di principio seguire la
soccombenza (art. 106 CPC);

 

                                         che nel caso di specie
ricorrono tuttavia giusti motivi per derogare a questo principio;

 

                                         che la presente procedura
e quella dinnanzi al Pretore avrebbero in effetti potuto essere evitate se la
convenuta, anziché rimanere passiva di fronte alle ingiunzioni che ha ricevuto,
avesse ripristinato tempestivamente la situazione legale, di modo che, in
applicazione degli art. 107 cpv. 1 lett. e e 108 CPC, si giustifica di porre a
suo carico le spese processuali da essa inutilmente causate e di non
riconoscerle ripetibili (cfr. per analogia TF 22 novembre 2012 4A_411/2012
consid. 3, 1° marzo 2013 4A_560/2012 consid. 3.2 e 4; II CCA 24 giugno 2013
inc. n. 12.2013.57, 28 giugno 2013 inc. n. 12.2013.62, 27 novembre 2013 inc. n.
12.2013.165, 19 dicembre 2014 inc. n. 12.2014.197, 29 gennaio 2015 inc. n.
12.2014.221, 12 febbraio 2015 inc. n. 12.2014.189);

                                         che in definitiva
l’appello della convenuta deve essere evaso ai sensi dei considerandi che
precedono;

 

                                         che non ponendo la causa
questioni di principio o di rilevante importanza, il presente giudizio può
essere emanato da questa Camera nella composizione di un giudice unico (art.
48b cpv. 1 lett. b n. 3 LOG).

 

 

 

 

Per questi motivi

richiamati, per le spese, gli art. 107 cpv. 1 lett. e e 108 CPC
nonché la LTG

 

 

decide:                        

 

                                   1.   L’appello 3 aprile 2019 di AP 1 è evaso nel
senso che i dispositivi n. 1 e 2 della decisione 26 marzo 2019
del Pretore della giurisdizione di Locarno-Campagna
sono annullati e l’istanza 22 febbraio 2019 dell’Ufficio del registro di
commercio è stralciata dai ruoli siccome divenuta priva d’oggetto. Gli altri
dispositivi della decisione impugnata rimangono invariati.

                                         

                                   2.   Le spese processuali
d’appello di fr. 1’000.- sono poste a carico dell’appellante. Non si
attribuiscono ripetibili.

 

                                   3.   Notificazione:

	
   

  	
  -      

  -    

   

  

                                         Comunicazione alla Pretura
della giurisdizione di Locarno-Campagna

 

 

 

Per
la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                          Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici 

Nelle
cause a carattere pecuniario con un valore litigioso superiore a fr. 30'000.- è
dato ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30
giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 74 cpv. 1
e 100 cpv. 1 LTF).