# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7debee5b-d767-5c6a-a632-388b4b7502d3
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2022-04-06
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 06.04.2022 15.2021.140
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2021-140_2022-04-06.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2021.140

  	
  Lugano

  6 aprile 2022 

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Villa

  

 

 

statuendo nella composizione a
giudice unico (art. 48b LOG) sul ricorso 13 dicembre 2021 di

	
   

  	
   RI 1 

  (patrocinata dall’avv. PA 1, )

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

l’operato dell’Ufficio d’esecuzione, sede di Lugano,
o meglio contro il verbale di pignoramento emesso il 26 novembre 2021 nelle
esecuzioni n. __________ e __________ promosse nei confronti della ricorrente
rispettivamente da

 

	
   

  	
  avv. PI 1, 

  Comune di PI 2, 

  (rappresentato da RA 1, )

   

  

ritenuto

 

in fatto:                   A.   Nelle
esecuzioni n. __________ e __________ promosse dall’avv. PI 1 e dal Comune di PI
2 per l’incasso rispettivamente di fr. 61'633.30 e fr. 9'004.95 oltre
agli accessori, il 7 ottobre 2021 la sede
di Lugano dell’Ufficio d’esecuzione (UE) ha pignorato i seguenti beni,
emettendo il 26 novembre il relativo verbale: 

	
  N.

  	
  Oggetti

  	
  Valore di
  stima

  
	
  1.

  	
  Porsche C__________, targata TI __________, n. matricola __________,
  colore marrone, 1a entrata in circolazione 13.06.2014.

  	
  Fr.      35'000.–

  
	
  2.

  	
  Porsche __________, targata TI __________, n. matricola __________ di
  colore marrone, 1a entrata in circolazione 04.10.2007.

  	
  Fr.      80'000.–

  
	
  3.

  	
  Un quadro raffigurante “s__________” del pittore F__________, dim.
  ca. 50x70 cm con cornice intarsiata grigio/oro (Prezzo d’acquisto: 135'000.–
  sterline britanniche)

  	
  Fr.    100'000.–

  
	
  4.

  	
  Il conto IBAN __________ presso la Banca __________, Via __________, L__________,
  limitatamente all’importo di fr. 68'000.– + interessi e spese.

  	
  Fr.      68'000.–

  
	
   

  	
  Totale

  	
  Fr.    283'000.–

  

 

                                  B.   Mediante
ricorso del 13 dicembre 2021, RI 1 ha impugnato i punti 1, 2 e 4 del verbale
chiedendone l’annullamento, previo conferimento dell’effetto sospensivo,
protestate tasse spe­se e ripetibili.

 

                                  C.   Con
ordinanza del 17 dicembre 2021, il presidente della Camera ha concesso al
ricorso effetto sospensivo nel senso che ha ordinato la sospensione della
realizzazione dei beni pignorati e della ripartizione della somma depositata
sul conto pignorato fino alla decisione sul ricorso.

 

                                  D.   Con
osservazioni del 14 gennaio 2022 l’avv. PI 1 si è opposto al ricorso, mentre nelle
sue del 24 gennaio 2022 l’UE si è rimesso al giudizio della Camera. Il Comune
di PI 2 è invece rimasto silente.

 

 

Considerato

 

in diritto:                 1.   Interposto all’autorità di vigilanza cantonale – nel Canton Ticino
la Camera esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 3 LPR) – entro 10 giorni dalla notifica dell’atto impugnato
emesso il 26 novembre 2021 dall’UE di Lugano, il ricorso è in linea di
principio ricevibile (art. 17 LEF).

 

                                   2.   La
ricorrente fa valere anzitutto che il conto bancario pignorato è bloccato in
seguito alla decisione emessa il 19 dicembre 2019 dal Pretore di Lugano,
sezione 6, a conferma delle misure conservative decretate nel corso della procedura
di divorzio che la oppone al marito __________.

 

                                2.1   Da
parte sua, l’UE sottolinea che la relazione bancaria pignorata è intestata alla
debitrice. Rileva di aver espressamente indicato nel verbale di pignoramento – in
considerazione della procedura civile pendente tra i coniugi – che una copia
del medesimo sareb­be stata trasmessa alla Pretura, da cui il 3 dicembre 2021
ha saputo che uno sblocco del conto era stato predisposto a favore del­la
ricorrente per fr. 9'000.– mensili. Si riserva quindi di procedere al
pignoramento dell’importo (mensile) eccedente il minimo d’esi­­stenza dell’escussa
limitatamente alla base mensile di fr. 1'350.– per lei e di fr. 600.–
per la figlia, giacché la debitrice non ha ancora prodotto la documentazione
necessaria al calcolo che le è stata richiesta.

 

                                2.2   La
ricorrente pare considerare che il blocco civile del conto ne impedisca il
pignoramento, ma senza motivazione. La ricevibilità della censura è pertanto
dubbia.

 

                             2.2.1   Ad
ogni modo, la misura adottata dal Pretore nella procedura a tutela dell’unione
coniugale – appunto il blocco del conto bancario – con decisione del 19
dicembre 2019 rientra tra i provvedimenti assicurativi previsti dall’art. 178
cpv. 2 CC. Tale norma mira a evitare che un coniuge, procedendo ad atti di disposizione
volontari, si metta nell’impossibilità di far fronte ai propri obblighi
pecuniari – siano essi derivanti dagli effetti generali del matrimonio o dal
regime dei beni matrimoniali – nei confronti dell’altro coniuge (sentenza del
Tribunale federale 5A_949/2016 del 3 aprile 2017 consid. 4.1 con
rinvio in particolare alla DTF 120 III 69 consid. 2/a e alla 5A_852/2010
del 28 marzo 2011 consid. 3.2). Il provvedimen­to deve però lasciare a
disposizione dell’interessato quanto necessario per finanziare il proprio
tenore di vita e gli obblighi di mantenimento verso la famiglia (cfr. Isenring/Kessler in: Basler Kommentar,
ZGB I, 6ª edizione, n. 17 in fine ad art. 178).

 

                             2.2.2   Ora, stante il suo carattere provvisionale, la restrizione del
potere di disporre ordinata in virtù dell’art. 178 CC non conferisce al suo
beneficiario alcun privilegio particolare nell’esecuzione forzata (DTF 120 III
70), sicché i beni toccati da simili misure provvisionali possono essere
pignorati, e ciò secondo l’ordine prescritto all’art. 95 cpv. 1 e 2 LEF e non
per ultimi (art. 95 cpv. 3 LEF), non essendo equiparabili a beni colpiti da
sequestro (Foëx/Martin-Riva­ra in: Basler
Kommentar, SchKG I, 3a ed. 2021, n. 45 ad art. 95 LEF; Isenring/Kessler, op. cit., n. 24 ad
art. 178; de Gottrau in:
Commentaire romand, Poursuite et faillite, 2005, n. 26 ad art. 95 LEF).

 

                             2.2.3   Ciò
premesso, il blocco del conto ordinato dal Pretore presso la Banca __________
di L__________ non ne impediva il pignoramento. Esso costituisce unicamente una
restrizione della facoltà di disporre del conto, peraltro limitata – come visto
– giacché dev’essere garan-tito quanto necessario per
finanziare il tenore di vita della persona interessata alla misura e gli obblighi
di mantenimento verso la famiglia, ciò che è avvenuto nella fattispecie tramite
lo sblocco mensile di fr. 9'000.– a favore della ricorrente. E poiché non è contestato che sia intestato esclusivamente a lei, il
conto in questione poteva senz’altro essere pignorato dall’UE. La censura è
pertanto anche infondata.

 

                                   3.   La
ricorrente sostiene poi che la Porsche __________ è parte integrante di un atto
di separazione dei beni sottoscritto col marito il 29 settembre 2014, dichiarato
nullo dal Pretore e attualmente sub
iudice presso la prima Camera civile del Tribunale d’appello.
A suo dire, nel caso in cui la decisione pretorile impugnata venisse confermata
dai giudici d’appello ed eventualmente da quelli federali, i beni elencati
nella convenzione rientrerebbero tra quelli da liquidare (dopo determinazione
della loro natura quali beni propri o acquisti), occasionandole un pregiudizio
irreparabile.

 

                                         La
censura è priva di pregio. A prescindere dal fatto che la ricorrente non spiega
quale sia il “pregiudizio
irreparabile” da lei paventato, la proprietà dell’automobile
rimarrebbe comunque invariata anche in caso di scioglimento del regime
matrimoniale per ipotesi ordinario (ossia della
partecipazione agli acquisti). In effetti, in tal caso ogni coniuge
riprende i beni di sua proprietà, siano essi propri o acquisti, seppur in
possesso dell’altro (art. 205 cpv. 1 CC), mentre l’aumento del valore degli
acquisti, ossia dei beni acquisiti a titolo oneroso durante il regime (art. 197
CC), è ripartito a metà tra i coniugi
mediante crediti compensabili (art. 210 e 215 CC). Det­to altrimenti, anche
in caso di liquidazione del regime matrimoniale ordinario, la Porsche pignorata
rimarrebbe di proprietà di RI 1. Ne discende
che l’esistenza della procedura d’appel­­lo
avente per oggetto la nullità dell’atto di separazione dei beni non impediva
all’UE di pignorare la Porsche intestata alla debitrice.

 

                                   4.   RI
1 allega infine di aver venduto la Porsche C__________ a tale PINT3 1, la quale
avrebbe pagato direttamente all’UE di Lugano
dei debiti a suo carico indicando qua­le causale la compravendita dell’automobile.
Sostiene pertanto che il veicolo non può essere pignorato.

 

                                4.1   Giusta
l’art. 97 cpv. 2 LEF, l’Ufficio è tenuto a pignorare, fino a concorrenza di quanto
basti per pagare i crediti – in capitale, interessi e spese – dei creditori
pignoranti, tutti i diritti patrimoniali del­l’escusso, compresi quelli
indicati da quest’ultimo come appartenenti a terzi e quelli rivendicati da
terzi (art. 95 cpv. 3 LEF), e sen­za tenere conto, ai fini della stima, del
loro carattere contestato (DTF 120
III 51). Vanno pertanto pignorati i diritti patrimoniali che l’escutente indica
come appartenenti all’escusso, o che quest’ul­­timo allega essere suoi, a meno
ch’essi risultino ovviamente appartenere a un terzo. In caso di dubbio, l’UE
deve pignorare e dare avvio alla procedura di rivendicazione prevista dagli
art. 106 e seguenti LEF (DTF 110 III 25 consid. 2; sentenza della CEF 15.2012. 112
del 22 ottobre 2012, consid. 1, con vari riferimenti).

 

                                4.2   Nella
fattispecie, il preteso diritto di proprietà di PINT3 1 sulla Porsche C__________
non è per nulla manifesto. Il veicolo è infatti tuttora immatricolato a nome
della ricorrente (osservazioni dell’UE), la quale ha disatteso la promessa
di fornire all’UE la scrittura privata e l’atto di vendita dell’automobile (v.
email del 29 novembre 2021). L’organo esecutivo l’ha quindi pignorata a ragione, gli oggetti indicati dal debitore come appartenenti a terzi non
essendo impignorabili (cfr. art. 95 cpv. 3 LEF). Il
ricorso vede così la sua sorte segnata.

 

                                   5.   Per
legge non si preleva la tassa di giustizia e non si
assegnano indennità (art. 20a cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62
cpv. 2 OTLEF [RS 281.35]).

 

Per
questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si prelevano spese né si assegnano indennità.

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  –     ;

  –    ;

  –  .

   

  

                                         Comunicazione
all’Ufficio d’esecuzione, Lugano.

 

Per la Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                            La
vicecancelliera

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è
possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, ridotti a cinque ove la
decisione impugnata sia stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione
cambiaria (art. 74 cpv. 2 lett. c, 100 cpv. 2 lett. a e cpv. 3 lett. a LTF). Il
termine non è sospeso durante le ferie giudiziarie nei casi previsti all’art.
46 cpv. 2 LTF.