# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d20b50a4-efa1-59fc-9f04-c34bcc1d9483
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-12-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale 15.12.2008 17.2007.75
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAP_001_17-2007-75_2008-12-15.html

## Full Text

Incarto n.

  17.2007.75

  	
  Lugano

  15 dicembre
  2008/lw

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Corte di cassazione e di revisione
  penale                                 del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Roggero-Will, presidente,

  Lardelli e Pellegrini

  

 

	
  segretario:

  	
  Akbas, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire sul ricorso per cassazione del 5
novembre 2007 presentato da

 

	
   

  	
  RI 1di __________ e di __________ nata __________,
  cittadino __________, nato il 30 settembre 1964 a __________, domiciliato a __________,
  coniugato, commerciante d’auto e di alimentari 

  (patrocinato dall’avv. PA 1)

   

  
	
   

  	
  contro la sentenza emanata il 28
  settembre 2007 dal presidente della Pretura penale nei suoi confronti;

  	 

esaminati
gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti di
questione:      1. Se dev’essere accolto il
ricorso per cassazione.

                                          2.
Il giudizio sulle spese e le ripetibili.

                                          

Ritenuto

 

In fatto:                      A.   Con
decreto d’accusa 3 aprile 2006 il procuratore pubblico ha ritenuto RI 1 autore colpevole
di amministrazione infedele, per avere, a Contone, nel corso del mese di marzo
2005, mancando al proprio dovere, venduto a __________, garagista di __________,
in cambio di 3 autovetture d’occasione e fr. 500.– in contanti l’automobile __________ __________ (n. di matricola __________)
di proprietà di PC 1 che gli era stata consegnata da __________ affinché la
vendesse al prezzo di fr. 9 000.–.

                                         In tal
modo, secondo l’ipotesi accusatoria, RI 1 ha assunto il rischio di non potere
far fronte all’impegno preso di versare a PC 1 l’importo richiesto e pattuito,
ritenuto che l’accusato non ha versato alcunché alla proprietaria dell’auto, né
è stato in grado di restituirgliela, cagionandole in tal modo (almeno temporaneamente)
un danno al patrimonio, ritenuto altresì che il veicolo in questione è stato
sequestrato, in data 3 giugno 2005, presso il garage di __________.

 

                                         Il
Procuratore pubblico ha, inoltre, ritenuto RI 1 autore colpevole di lesioni
semplici per avere, il 27 dicembre 2005, a __________, presso i magazzini della ditta __________ spintonato ripetutamente e colpito al viso con una spranga
di ferro __________ nonché autore colpevole di ingiuria per averlo, nelle
stesse circostanze di tempo e di luogo, tacciato di “ladro” e di “vecchio bastardo”.

 

                                         In
applicazione della pena, il procuratore pubblico ha proposto la condanna
dell’accusato alla pena di 45 giorni di detenzione, sospesa
condizionalmente per un periodo di prova di 2 anni, nonché
al pagamento della tassa e spese giudiziarie per complessivi fr. 200.–. 

 

                                         Il
magistrato d’accusa ha, inoltre, proposto la confisca
dell’automobile __________ __________ (con licenza di circolazione e chiave di
avviamento) che dovrà poi essere restituita alla parte civile PC 1. 

 

                                         RI 1 ha
sollevato opposizione al
decreto di accusa. 

 

                                  B.   Al
dibattimento, l’accusato e la parte civile __________ hanno comunicato di avere
raggiunto un accordo per quanto concerne i reati di lesioni semplici e
ingiuria, con il conseguente ritiro della querela penale. La patrocinatrice
della parte civile PC 1 ha, per contro, postulato l’assegnazione di quanto
confiscato e la rifusione di fr. 4 000.–, più interessi al 5% dal 31 marzo 2005 su fr. 9 000.– a valere come deprezzamento del veicolo
nonché fr. 1 500.– per spese
legali.

 

                                  C.   Con
sentenza 28 settembre 2007, il presidente della Pretura penale – stralciate le
imputazioni di lesioni semplici e ingiuria per avvenuto ritiro della querela –
ha dichiarato RI 1 autore colpevole di amministrazione infedele. 

                                         Il
giudice ha, quindi, condannato RI 1 alla pena pecuniaria 

                                         di 30
aliquote giornaliere di fr. 80.– cadauna per un totale
di 

                                         fr. 2 400.–, sospesa
condizionalmente per un periodo di prova di due anni, nonché al pagamento di
una multa di fr. 700.– che, in caso di mancato
versamento, dovrà essere commutata in una pena detentiva di 7 giorni. 

                                         Con la
confisca di tutti gli oggetti sequestrati e la loro assegnazione alla parte
civile, il presidente della Pretura penale ha, infine, condannato RI 1 a pagare
alla parte civile PC 1 fr. 4 000.– oltre a
interessi al 5% dal 28 settembre 2007 quale deprezzamento del veicolo e fr. 1 500.– per spese legali. 

                                         Le tasse
e le spese giudiziarie di complessivi fr. 890.– sono state poste a carico dell’accusato. 

 

                                  D.   Contro
la sentenza, RI 1 ha introdotto il 2 ottobre 2007 una dichiarazione di ricorso
alla Corte di cassazione e di revisione penale. Nella motivazione scritta,
presentata il 5 novembre 2007, egli postula, con l’annullamento della sentenza
impugnata, il suo proscioglimento.

                                         Con
osservazioni 27 novembre 2007 e 4 dicembre 2007 il procuratore pubblico, rispettivamente
la parte civile PC 1, propongono di respingere il ricorso.

 

E.    
Con scritto 25 febbraio 2008 __________
chiede che l’autovettura della figlia venga dissequestrata al più presto. 

                                         Con
scritto 1° aprile 2008, RI 1 ha dichiarato di non opporsi al dissequestro
dell’auto. 

 

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   Il ricorso per cassazione è un rimedio di mero diritto (art. 288 

                                         lett. a e
b CPP). L'accertamento dei fatti e la valutazione delle prove sono censurabili
unicamente per arbitrio (art. 288 lett. c e 295 cpv. 1 CPP). Arbitrario non
significa tuttavia manchevole, discutibile o finanche inesatto, bensì
manifestamente insostenibile, destituito di fondamento serio e oggettivo, in
aperto contrasto con gli atti (DTF 132 I 13 consid. 5.1 pag. 17, 131 I 217
consid. 2.1 pag. 219, 129 I 173 consid. 3.1 pag. 178 con richiami) o basato
unilateralmente su talune prove a esclusione di tutte le altre (DTF 118 Ia 28
consid. 2b pag. 30, 112 Ia consid. 3 pag. 371). Per motivare una censura di
arbitrio non basta dunque criticare la sentenza impugnata, né contrapporle una
propria versione dell'accaduto, per quanto pre­feribile essa appaia, ma occorre
spiegare perché un determinato accertamento dei fatti o una determinata
valutazione delle prove siano viziati di errore qualificato. Secondo
giurisprudenza, inoltre, per essere annullata una sentenza dev'essere
arbitraria anche nel risultato, non solo nella motivazione (DTF 132 I 13
consid. 5.1 pag. 17, 131 I 217 consid. 2.1 pag. 219, 129 I 8 consid. 2.1 pag.
9, 173 consid. 3.1 pag. 178, 128 I 273 consid. 2.1 pag. 278).

                                      

                                   2.   Il
presidente della Pretura penale ha accertato che, nei primi giorni del mese di
marzo del 2005, RI 1 ha ricevuto in consegna da __________, titolare del Garage
__________ a __________, una vettura marca __________ (numero di matricola ) di
proprietà di PC 1, affinché la vendesse al prezzo di fr. 9 000.–. 

                                         In
seguito – sempre secondo gli accertamenti del primo giudice - RI 1 ha venduto
il veicolo a __________, concessionario __________ di __________, in cambio di
tre autovetture cui sono stati aggiunti, in un secondo tempo, fr. 500.–. 

                                         RI 1,
nonostante l’impegno assunto, non ha versato a __________ l’importo pattuito di
fr. 9 000.–, né è stato in grado di restituire la
vettura che, nel frattempo, era stata intestata a __________.

 

                                         Secondo
il primo giudice, l’accusato avrebbe dovuto agire facendo gli “interessi finanziari”
della proprietaria dell’auto, in conformità alle istruzioni ricevute dallo
stesso __________. RI 1, invece, ha disatteso tali istruzioni permutando l’auto
di PC 1 con altre tre automobili (oltre a fr. 500.–
versati in seguito) senza corrispondere l’importo pattuito di fr. 9 000.–. Quindi, nella misura in cui l’accusato non ha versato alcunché a PC
1 quale controprestazione per la vettura né è stato in grado di
restituirgliela, la violazione degli accordi presi ha causato un danno, seppure
“temporaneo”, al patrimonio di quest’ultima.  

                                         Sempre
secondo il primo giudice, optando per la permuta invece che per un pagamento in
contanti, RI 1 ha violato gli accordi presi con __________ non potendo – ha
precisato il presidente della Pretura penale – “escludere di non poter
consegnare la somma richiesta” e, quindi, non potendo scongiurare il
verificarsi di un pregiudizio. 

                                         L’imputato
ha sottovalutato i problemi connessi alla vendita delle tre autovetture (di cui
non si è riusciti a capire, nemmeno in termini approssimativi, il valore) che,
per di più, gli erano state consegnate da una persona con cui non aveva mai,
prima d’allora, intrattenuto relazioni d’affari. 

                                         Pur non
volendo causare il danno – ha concluso il primo giudice – RI 1, assumendo il
rischio di non potere far fronte all’impegno preso, ha accettato, per dolo
eventuale, l’eventualità che il danno si realizzasse (sentenza, pag. 3-7
consid. 1-7). 

 

                                   3.   Il
ricorrente sostiene che il primo giudice non ha considerato nell’accertamento
dei fatti le sue “difficoltà d’espressione”, la sua tendenza ad
assumersi delle responsabilità che non gli incombevano e non avrebbe valutato
nel loro complesso le dichiarazioni delle parti interessate, in particolare
quelle di __________ che aveva interesse a liberarsi da ogni responsabilità nei
confronti di PC 1. 

                                         Il
ricorrente rimprovera, inoltre, al primo giudice di non avere accertato
correttamente il tenore dell’accordo intervenuto fra lui e __________ (ricorso,
pag. 2-12) 

 

                                   4.   Al
di là della nebulosa ricostruzione della vicenda e della non sempre facile comprensione
del confuso e, per certi versi, lacunoso esposto ricorsuale, va comunque
evidenziato che alcuni aspetti della vicenda avrebbero dovuto e potuto essere meglio
ricostruiti, dagli inquirenti, prima, e dal primo giudice, poi, soprattutto,
come vedremo, in funzione del reato di appropriazione indebita inizialmente
prospettato (insieme ad altri) a RI 1. 

 

                                         Ad ogni
modo, i fatti accertati dal primo giudice sui quali è stata costruita
l’imputazione di amministrazione infedele sono i seguenti.

 

                                         a)  RI
 1 ha ricevuto in consegna da __________ l’auto __________ di proprietà di PC 1
affinché la vendesse a 

                                              fr.
9 000.–. L’imputato l’ha invece venduta a __________ ricevendo quale corrispettivo
fr. 500.– e tre auto usate. 

                                              Nonostante
le reiterate promesse di pagamento,  RI 1 non ha versato a PC 1 i fr 9 000.– concordati,
né è stato possibile recuperare l’auto in quanto, nel frattempo, era stata
immatricolata a nome di __________. 

                                              Il
presidente della Pretura penale ha, quindi, confermato
la tesi del procuratore pubblico che ha ritenuto realizzato il reato di amministrazione
infedele per avere RI 1 disatteso gli accordi presi con __________, ossia per
avere optato per la permuta (con tre veicoli e fr. 500.–) invece della
concordata vendita con pagamento in contanti, assumendosi per finire il rischio di non potere realizzare, com’è effettivamente avvenuto,
le auto consegnategli. 

 

                                         b)  In
relazione all’inchiesta che si è conclusa con l’accusa di amministrazione infedele,
va evidenziato quanto segue. 

 

                                              Dagli
atti emergono due discordanti versioni. Quella di RI 1 secondo cui egli avrebbe
ricevuto da __________ tre auto e fr. 500.– (“il
tutto doveva così coprire la somma che dovevo versare a __________ verbale RI
1 28 giugno 2005 pag. 2) e quella di __________ secondo cui, invece, lui
avrebbe, in pagamento della __________, versato all’imputato fr. 7 000.– (senza
nessuna pezza giustificativa) in aggiunta alla consegna dei tre veicoli
(verbale del 30 giugno 2005 di ________). 

                                              Queste
versioni sono state ribadite anche nei rispettivi interrogatori effettuati
nell’ambito del procedimento avviato a seguito della denuncia per truffa presentata
da RI 1 nei confronti di __________. 

                                              Oltre
all’approssimativa indicazione della destinazione delle auto date in permuta,
dai vari interrogatori è pure emerso che __________ avrebbe, in aggiunta a
quanto sopra, versato a RI 1 ulteriori fr. 500.– (v. allegati act. 21 MP). Interrogato
dalla segretaria giudiziaria il 17 novembre 2005, __________, oltre a confermare
la sua versione dei fatti, si è detto disposto a fornire la prova contabile del
versamento a RI 1 dei fr. 7 500.– (act. 13 MP, pag. 2 in fondo, pag. 3). 

                                              Tuttavia,
delle pezze contabili alla cui produzione __________ si era dichiarato pronto a
depositare agli atti non c’è traccia.

                                              Nemmeno
c’è traccia di richieste in tal senso degli inquirenti.

                                              Nemmeno
il primo giudice ha chiesto nulla al proposito.

                                              Pertanto,
forza è constatare che le dichiarazioni di __________ sono rimaste semplici
allegazioni di parte non bastando al loro pieno sostegno, una ricevuta di prelevamento
di fr. 7 500.– dal conto corrente bancario di __________ per dimostrare che
quei soldi sono andati davvero a RI 1, atteso, in particolare, che il pagamento
dei fr. 7 500 sarebbe avvenuto in due fasi. 

 

c)    
Quindi, la prova che avrebbe, se del caso, permesso
la condanna di RI 1 per appropriazione indebita, reato per cui era stata
promossa l’accusa (AI 5), non è stata raccolta. 

Per
quanto riguarda la destinazione dell’importo di fr. 500.– che l’imputato ha
ammesso di avere ricevuto da __________, __________ ha dichiarato di non averlo
accettato, sebbene offertogli da RI 1, in quanto egli esigeva il versamento
dell’intero importo di fr. 9 000.– (verbale __________, 1 dicembre 2005, act. 15 MP pag. 3;
sentenza pag. 3 consid. 1).

Nemmeno
è stato, per finire, appurato se tale importo è stato offerto direttamente
anche al padre della parte civile (verbale __________ 1 dicembre 2005, act. 16
MP pag. 2).

 

                                              Pertanto
risulta altamente improbabile che un eventuale rinvio dell’incarto al primo
giudice - perché proceda alla prospettazione della nuova imputazione al prevenuto
(di appropriazione indebita) ed all’assunzione di nuove prove - dia risultati
diversi da quelli fin qui ottenuti.

                                              Le
parti confermerebbero verosimilmente quanto già dichiarato. 

                                         Del
resto, le tre auto date in permuta non sono più reperibili, essendo state da
subito piazzate qua e là, ritornate a __________ o regalate a terze persone
(sconcertante è constatare come nemmeno si sia riusciti ad accertare la marca
delle vetture, il loro valore approssimativo e la loro destinazione ultima;
cfr. verbali di interrogatorio sub act. 21 MP; sentenza, pag. 7 consid. 7). 

                                         L’esame
di questi veicoli avrebbe potuto dare maggiori indicazioni sul loro valore, ciò
che avrebbe permesso di verificare se la tesi dell’imputato poteva reggere,
ossia se il valore delle auto (unitamente ai fr. 500.–) raggiungeva approssimativamente
l’importo di fr. 9 000.–. 

                                         Se
ciò non fosse stato, ovvero se le auto avessero avuto un valore complessivo
nettamente inferiore, la tesi di __________ (quella del versamento di fr. 7 500.– a RI 1 e la
conseguente sua indebita appropriazione dell’importo) avrebbe preso corpo,
risultando per finire sufficienti gli elementi per condannare l’imputato per
appropriazione indebita. 

                                         Va
da sé, infatti, che, se ciò fosse stato, la tesi dell’imputato  secondo cui
aveva permutato la vettura di PC 1 (dal valore venale compreso tra fr. 9 000.– e 11 000.–; cfr. verbale
1. dicembre 2005 di __________, act. 15 MP pag. 3) con tre auto di valore nettamente
inferiore e fr. 500.–, non sarebbe stata credibile poiché si sarebbe trattato
di un atto di autolesionismo commerciale. 

 

                                         Se
si fosse accertato lo scenario disegnato da __________ si sarebbe potuto
ipotizzare – stante la conclusione di un contratto estimatorio (“Trödelvertrag”)
secondo cui una persona consegna ad un’altra merce che venderà a suo nome e per
suo conto (o acquisterà personalmente) con l’obbligo di versare il prezzo pattuito
oppure di restituire la mercanzia (Pierre
Tercier, Les contrats spéciaux, 3a ed., Zurigo 2003, § 92 N. 6937 segg)
– un’appropriazione indebita da parte di RI 1  (che doveva o restituire l’auto
oppure corrispondere a PC 1 il prezzo concordato) del prezzo pagato da __________.

                                         Infatti,
il Tribunale federale – in merito ad un contratto estimatorio – ha ritenuto che
la merce data in consegna e, fino a concorrenza del prezzo di stima, il ricavo
della vendita di tale merce sono “affidati” al consegnatario ai sensi dell’art.
138 cifra 1 CP (art. 140 cifra 1 vCP; DTF 75 IV 11; Marcel A. Niggli/C. Riedo, in: Basler Kommentar, StGB II,
edizione 2007, n. 20 ad art. 138 CP; Günter
Stratenwerth/Guido Jenny, Schweizerisches Strafrecht, Besonderer Teil I,
Straftaten gegen Individualinteressen, 6ª edizione, Berna 2003, § 13 n. 51).

            Tuttavia,
come visto, l’istruttoria non è riuscita ad accertare nulla di tutto ciò.

                                               L’ipotesi
di appropriazione indebita, quindi, cade.

 

                                         d)  Nemmeno, però, sono dati i
presupposti del reato di amministrazione infedele su cui, non avendo accertato
l’avvenuto pagamento di fr. 7500.- da parte di __________ a RI 1, l’accusa sembra avere ripiegato. 

 

                                              Commette
amministrazione infedele chi, obbligato per legge, mandato ufficiale o negozio
giuridico ad amministrare il patrimonio altrui o a sorvegliarne la gestione,
mancando al proprio dovere, lo danneggia o permette che ciò avvenga. 

                                              La
pena è la detenzione sino a tre anni o una pena pecuniaria (art. 158 n. 1 cpv.
1 CP). 

                                              Il
reato presuppone, tra l’altro, che l’autore agisca intenzionalmente o con dolo
eventuale (DTF 129 IV 124; Marcel A.
Niggli, op. cit., n. 115-116 ad art. 158 CP; Günter Stratenwerth/Guido Jenny, op.
cit., § 19 n. 18; Bernard
Corboz, Les infractions en droit suisse, Basilea 2002,
vol. I, n. 13 ad art. 158 CP; Stefan Trechsel, Schweizerisches Strafgesetzbuch,
Praxiskom-mentar, San Gallo 2008, n. 14 ad art. 158 CP).

                                              L’art. 158 CP punisce l’uso infedele di un potere di amministrazione
o di sorveglianza: si parla di “Treubruch” da parte di chi ricopre una “Garantenstellung”,
ovvero una funzione di gerente. 

                                              Punita
è la violazione intenzionale dei doveri di amministrare e di sorvegliare che
derivano dalla legge, da un mandato ufficiale o da un negozio giuridico (Mauro Mini, La legge
sull’esercizio delle professioni di fiduciario, 2002, p. 225 e 226 e riferimenti).

                                              Gerente
ai sensi della norma è chi dispone di sufficiente indipendenza e di un potere
di amministrazione autonomo sul patrimonio affidatogli (DTF 129 IV 124 consid. 3.1
pag. 126, 123 IV 17
consid. 3b pag. 21, 120 IV 190
consid. 2b pag. 192). 

                                              Questo
potere può manifestarsi sia concludendo un atto giuridico (o difendendo
interessi patrimoniali) sia compiendo atti materiali (DTF 123 IV 17 consid. 3b
pag. 21). 

                                              Gli
obblighi di amministrare e sorvegliare richiedono l’adempimento di atti tendenti
alla tutela degli interessi patrimoniali altrui (Mauro Mini, op. cit., pag. 227 e riferimenti).

 

                                         e)  Prima
di procedere a valutare se il ricorrente può essere ritenuto un gerente ai
sensi dell’art. 158 CP, ossia prima di verificarne l’ indipendenza e autonomia
nell’amministrazione del patrimonio affidatogli (in casu l’automobile),
è utile definire lo scopo che l’operazione doveva avere per le parti implicate.

 

                                              Dagli
atti emerge in modo incontrovertibile che le istruzioni date all’imputato erano
quelle di vendere l’auto per conto di PC 1 che voleva ricevere, in cambio, fr.
9 000.–. Tutto quanto avrebbe ricevuto in più, sarebbe pertoccato
all’imputato che aveva accettato proprio “per fare un affare” (verbale
del 28 giugno 2005 di RI 1, allegato act. 5 MP pag. 2 in alto) e non, semplicemente, per fare un favore a __________ o a PC 1. 

                                              Quindi,
l’imputato ha accettato di tenere la vettura sul suo piazzale e trattarne la
vendita per trarne un profitto, e ciò era chiaro a tutti sin dall’inizio. Ora,
questo suo proponimento mal si concilia con il reato di amministrazione
infedele, dove, secondo la norma, sin dal principio il gerente deve
amministrare o sorvegliare facendo esclusivamente gli interessi altrui.
E normalmente è pagato per questo, non dipendendo il suo corrispettivo – come
nella fattispecie – dall’esito di una compravendita o da un atto per il quale
egli stesso guadagnerebbe. Di conseguenza, visto che il buon esito
dell’operazione era auspicato anche da RI 1, e non esclusivamente da PC 1, già
solo per questo motivo non si può imputare a RI 1 il reato di amministrazione
infedele. 

 

                                              Inoltre,
il gerente assume dei compiti che per la loro ampiezza, natura e durata si
estendono al di là di particolari affari (Christian Favre/Marc Pellet/Patrick Stoudmann, Code pénal
annoté, nota 1.2 pag. 421). Nel caso di specie RI 1 è stato
chiamato a svolgere una sola operazione di vendita, senza che questa implicasse
né specifici atti di amministrazione né una durata particolare. Con la vendita
dell’auto e il versamento alla proprietaria di fr. 9 000.–, il suo compito sarebbe
stato adempiuto. 

                                              Anche
quest’aspetto, quindi, depone contro il realizzarsi del reato di amministrazione
infedele. 

                                      

f)       Dal
profilo soggettivo, il giudice ha ritenuto che RI 1 si è reso autore colpevole
di amministrazione infedele per dolo eventuale.

                                                                                 Nemmeno
questa valutazione può essere condivisa.

                                              Come
visto in precedenza il ricorrente ha accettato di vendere l’auto per trarne un
beneficio personale. 

                                              Ora,
è difficile sostenere con autorevolezza che con la permuta egli avrebbe accettato
il rischio di danneggiare per dolo eventuale il patrimonio di PC 1 (“pur non volendo causare il danno egli, assumendo il rischio di non
poter far fronte all’impegno preso, ha accettato l’eventualità di una sua realizzazione”; sentenza, pag. 7 consid. 7) poiché questo equivale a sostenere che RI 1 ha accettato per sé il rischio di (eventualmente)
non trarre profitto alcuno dalla operazione. 

                                              In
realtà, ben più verosimile è la tesi secondo cui, se RI 1 non fosse stato ragionevolmente
certo che il valore delle autovetture ricevute in permuta gli avrebbe permesso,
non soltanto di versare i fr. 9
000.– a PC 1, ma anche di trarre dall’operazione
un congruo profitto per sé, non avrebbe concluso l’affare.

                                              Va,
qui, rilevato che la giurisprudenza ammette con riserbo, nell’amministrazione
infedele, il dolo eventuale. Questo deve infatti essere nettamente e rigorosamente
circostanziato in ragione della genericità degli elementi oggettivi costitutivi
del reato di amministrazione infedele (DTF 123 IV 17 consid. 3e
pag. 23, 120 IV 190 consid. 2b pag. 193;
Marcel A. Niggli, op. cit., n. 115-116 ad art. 158 CP; Bernard Corboz, op. cit., n. 13 ad art.
158 CP). 

 

                                              Perciò,
anche dal punto di vista soggettivo, seri dubbi sul dolo dell’imputato non
permetterebbero comunque, anche facendo astrazione dalle considerazioni di cui
ai punti precedenti, di confermare la condanna per amministrazione infedele.   

 

                                              La
responsabilità del ricorrente, stando così i fatti accertati, deve essere
definita unicamente in sede civile.

 

5.     
Da quanto precede discende che, in
accoglimento del ricorso, la sentenza impugnata va annullata e il ricorrente
prosciolto dalla imputazione di amministrazione infedele. 

     Le
spese di prima sede vanno a carico dello Stato.

 

                                         Gli oneri
processuali di questa sede seguono la soccombenza. Essi sono posti a carico
dello Stato (art. 15 in combinazione con l’art. 9 cpv. 1 CPP) che rifonderà al
ricorrente fr. 1 500.– per ripetibili.  

 

Per
questi motivi,

 

richiamata
per le spese anche la tariffa giudiziaria,

 

 

pronuncia:              1.    Il ricorso
è accolto e la sentenza impugnata è annullata.

 

                                          §
Di conseguenza, RI 1 è prosciolto dall’imputazione di appropriazione indebita.

                                          §§
Annullata è, pure, la confisca dell’auto __________ (n. di matricola ) che va
dissequestrata e consegnata a PC 1.

 

                                   2.    Gli
oneri processuali consistenti in:

 

                                          a)
tassa di giustizia      fr.  900.–

                                          b)
spese                         fr.  100.–

                                                                                 fr. 1000.–

                                          sono
posti a carico dello Stato che rifonderà a RI 1 fr. 1500.– per ripetibili. 

 

 

                                   3.
   Intimazione:

 

 

 

 

 

Per la Corte di cassazione e di revisione penale

La presidente                                              Il
segretario

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici 

 

Contro decisioni finali, contro decisioni
parziali, contro decisioni pregiudiziali e incidentali sulla competenza e la
ricusazione e contro altre decisioni pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93
LTF) è dato, entro trenta giorni dalla notificazione del testo integrale della
decisione (Art. 100 cpv, 1 LTF), il ricorso in materia penale al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art.
78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 81 LTF. Laddove
non sia ammissibile il ricorso in materia penale è dato, entro lo stesso
termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale
per i motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a
ricorrere è disciplinata in tal caso dall’ art.115 LTF.