# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9a681e00-f615-5998-9e30-d441933b81ff
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-12-22
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 22.12.2017 80.2017.41
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2017-41_2017-12-22.html

## Full Text

Incarti n.

  80.2017.40

  80.2017.41

  	
  Lugano

  22 dicembre 2017

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea
  Pedroli, presidente,

  Mauro Mini, Raffaele Guffi

  

 

	
  segretaria

  	
  Daniela
  Fossati, vicecancelliera

  

 

 

	
  parti

  	
  RI
  1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS
  1 

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso
  del 22 febbraio 2017 contro la decisione del 25 gennaio 2017 in materia di IC
  e IFD 2013.

  

 

 

 

Fatti

 

                                  A.   __________ è
domiciliato a __________, mentre la moglie RI 1, è domiciliata a __________,
con autorizzazione di soggiorno a __________ dal 1° gennaio 2010 (cfr. banca
dati MOVPOP che gestisce l’anagrafe della popolazione del Cantone Ticino). Nella
dichiarazione d’imposta per il periodo fiscale 2013, i coniugi hanno tra
l’altro chiesto la deduzione delle spese professionali per la moglie, di
professione __________, per complessivi fr. 70'134.–, di cui fr. 11'352.– per
spese di trasporto con il veicolo privato. I contribuenti hanno inoltre
attribuito alle due case di vacanza e all’abitazione primaria un valore locativo
di fr. 64'098.–.

 

 

                                  B.   Notificando ai
contribuenti la tassazione IC/IFD 2013, con decisione del 14 settembre 2016, l’RS
1 ha commisurato il reddito imponibile in fr. 125'800.– per l’IC e in fr.
157'700.– per l’IFD. Per quanto concerne il valore locativo ha aumentato
l’importo a fr. 75'052.–, precisando quanto segue:

                                         I valori locativi delle due case di vacanza di __________
__________ e della casa primaria di __________ vengono così imposti: 

                                         Quota parte del valore
locativo part. __________ __________ fr. 1800.00

                                         Quota parte del valore
locativo part. __________ __________ fr. 2000.00

                                         Si osserva che in base alle
disposizioni vigenti il valore locativo delle case di vacanza non beneficia
delle riduzioni previste per le case primarie e pertanto il valore esposto
dovrebbe corrispondere al valore di mercato. Tenuto conto del confronto fatto
con le pigioni incassate al mappale __________ di __________ e della sua
posizione, la quota parte del valore locativo della particella __________ di __________,
in parte utilizzata dalla contribuente quale abitazione primaria, viene fissato
in fr. 24'000 lordi annui.

 

                                         Per quanto attiene invece alle
spese professionali, per il veicolo privato della contribuente ha ridotto
l’importo da fr. 11'532.– a fr. 1'800.–, poiché ha riconosciuto unicamente la
deduzione del costo dell’abbonamento del mezzo pubblico di trasporto.

 

 

                                  C.   RI 1 ha impugnato la
suddetta decisione con reclamo del 28 settembre 2016, nel quale – per quanto
qui interessa – ha lamentato che sarebbe oggettivamente impossibile utilizzare
i mezzi pubblici in tempi utili in considerazione della distanza dei luoghi di
lavoro in cui sarebbe operativa quale dipendente ("__________, __________,
ecc."), della mancanza di una fermata del treno a __________ e degli orari
di lavoro ("mattino in una sede e pomeriggio in un’altra"). Per
quanto concerne il valore locativo, ha evidenziato che il valore corretto
sarebbe maggiore rispetto a quello citato nelle motivazioni, chiedendo delucidazioni
in merito e l’adeguamento dell’importo. 

                                         Con scritto del 22
novembre 2016 l’RS 1 ha precisato che la deduzione per veicolo privato non è
stata riconosciuta, considerato come la contribuente è domiciliata a __________,
ma ha un permesso di soggiorno a __________, che le sue attività sono state principalmente
svolte nel __________ e dunque si presume che per recarsi al luogo di lavoro
non abbia percorso quotidianamente la tratta __________. Ha quindi invitato la
contribuente (entro il 31 dicembre 2016) a "… documentare i km effettuati
nell’anno 2015 con il suo veicolo privato (esempio: riporto km indicato sui
servizi/controlli effettuati alla vettura)" e a "…confermarci che nei
giorni in cui svolgeva la sua attività lavorativa, il luogo di partenza (e di ritorno)
era sempre situato in via __________ a __________ ". Circa il valore locativo
del fondo no. __________ RFD di __________ (quota 50%) ha precisato che è stato
fissato in fr. 24'000.–, facendo una proporzione tra i metri cubi dello stabile
affittato a terzi (fondo no. __________) e i metri cubi della casa a sua disposizione.
Ha quindi invitato la contribuente (sempre entro il 31 dicembre 2016) a fornire
la superficie abitabile (m²) dello stabile affittato a terzi e la superficie abitabile
(m²) dell’immobile a disposizione della proprietaria, rispettivamente il numero
di locali di cui esso è composto. 

                                         L’RS 1 ha respinto il
reclamo, con decisione del 25 gennaio 2017, non avendo – tra l’altro – la
contribuente dato seguito alle richieste formulate dall’autorità fiscale. Delle
sue puntuali motivazioni si dirà, laddove necessario, in seguito.

 

 

                                  D.   Con tempestivo
ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 contesta nuovamente la mancata
deduzione delle spese per il veicolo privato di fr. 11'352.–. Sostiene in
particolare che, unitamente al marito, risiede prevalentemente a __________ nella
misura del 50% - 60%, che il Comune di __________ non aveva concesso a entrambi
il domicilio a __________, che per raggiungere le sedi lavorative (__________, __________,
__________, __________), essa non potrebbe fare capo unicamente ai mezzi di
trasporto pubblici e dunque sarebbe necessario far uso dell’autovettura
privata, allegando le fatture del garage con i chilometri percorsi e precisando
parimenti che, nel tempo libero, utilizza il veicolo del marito. Evidenzia
altresì che, anche partendo da __________, sarebbe impossibile raggiungere le
sedi di __________ e di __________ con i mezzi pubblici entro l’orario
richiesto. Per quanto concerne invece il calcolo del valore locativo evidenzia
che l’abitazione di __________ sarebbe un bene culturale protetto e il giardino
sarebbe una "Zona Parco", con costi di mantenimento molto onerosi e in
parte non deducibili fiscalmente. L’aumento del valore locativo sarebbe dunque
ingiustificato. Circa la definizione di "zona pregevole", rileva che lo
stabile è ubicato lungo una strada molto trafficata e rumorosa che porta al __________.
Afferma altresì che sarebbe pendente una domanda di costruzione al mappale
attiguo, la cui voluminosa costruzione farà diminuire il valore della loro abitazione.

 

 

                                  E.   Con scritto del 2
marzo 2017, l’RS 1 ha trasmesso gli incarti fiscali 2012 e 2013, senza formulare
osservazioni in merito al ricorso.

 

Diritto

 

                                    I.   Spese di trasporto

 

                                   1.   1.1.

                                         Sia secondo l’art. 25 cpv.
1 LT sia secondo l’art. 26 cpv. 1 LIFD, le spese professionali deducibili sono:

                                         a)  le
spese di trasporto necessarie dal domicilio al luogo di lavoro;

                                         b)  le
spese supplementari necessarie per pasti fuori domicilio o in caso di lavoro a
turni;

                                         c)   le
altre spese necessarie per l’esercizio della professione;

                                         d)  le
spese inerenti al perfezionamento e alla riqualificazione connessi con l’esercizio
dell’attività professionale.

 

                                         1.2.

                                         Le stesse sono precisate
dal decreto esecutivo concernente l’imposizione delle persone fisiche (quello
valido per il periodo fiscale 2013 qui in esame è del 19 dicembre 2012),
segnatamente dagli articoli 3 e seguenti, che concernono le spese di trasporto,
le spese supplementari di doppia economia domestica e le spese di alloggio.
Analoghe deduzioni sono previste, per l’imposta federale diretta,
dall’Ordinanza sulla deduzione delle spese professionali delle persone esercitanti
un’attività lucrativa dipendente, del 10 febbraio 1993 (cfr. articoli 5, 6 e 9)
e dalla relativa Appendice, aggiornata di periodo in periodo.

                                         Come precisano
ulteriormente l’art. 3 del decreto esecutivo cantonale e l’art. 1
dell’Ordinanza del 10 febbraio 1993, le spese professionali deducibili sono,
più in generale, quelle necessarie al conseguimento del proprio reddito e in
rapporto di causalità diretta con quest’ultimo. E contrario, non sono
quindi deducibili a titolo di spese professionali le spese che eccedono il
necessario e che non sono in un nesso di causalità diretta con il conseguimento
del relativo reddito.

 

 

                                   2.   2.1.

                                         La
ricorrente ritiene di adempiere i requisiti per beneficiare della deduzione
delle spese per spostarsi verso i diversi luoghi di lavoro (__________, __________,
__________, __________) con il suo veicolo privato che quantifica in fr.
11'352.–. L’autorità fiscale, come visto, ha invece ammesso in deduzione
unicamente un importo di fr. 1'800.– a titolo di spese per l’abbonamento del mezzo
pubblico. 

 

 

                                         2.2.

                                         Secondo
l’art. 4 del decreto esecutivo citato, sono considerate spese di trasporto
quelle causate al contribuente per trasferirsi dal luogo di domicilio a quello
in cui lavora. Le relative deduzioni sono così stabilite:

                                         a)     per l’uso di mezzi di trasporto pubblici: la spesa
effettiva;

                                         b)     […] 

                                         c)     per l’uso di una motocicletta con targa di controllo
su fondo bianco o di un’automobile privata: le spese del mezzo pubblico
disponibile.

                                         Eccezionalmente,
se nessun mezzo pubblico è a disposizione o se il contribuente non può
servirsene (es. infermità, distanza notevole dalla più vicina fermata, orario
sfavorevole, ecc.) è ammessa una deduzione fino a 40 cts. il km per le motociclette
con targa di controllo su fondo bianco e 70 cts. il km per le automobili
(limitatamente a percorrenze fino a 15'000 km) rispettivamente 65 cts. il km
(per la parte che eccede i 15'000 km).

                                         Anche
per l’imposta federale diretta è deducibile la spesa effettiva del mezzo
pubblico per il trasporto dal luogo di domicilio a quello di lavoro (art. 5
cpv. 1 dell’Ordinanza del 10 febbraio 1993). Lo stesso vale in caso d’uso di un
veicolo privato (art. 5 cpv. 2 dell’Ordinanza del 10 febbraio 1993), a meno che
non sia disponibile un mezzo di trasporto pubblico o non sia ragionevole
pretendere che il contribuente ne faccia uso. In tal caso possono essere
dedotte le spese effettive secondo l’appendice dell’ordinanza, che viene
periodicamente aggiornata (art. 5 cpv. 3 Ordinanza del 10 febbraio 1993).

 

                                         2.3.

                                         La questione di sapere se
accordare la deduzione per l’uso dell’automobile o quella per l’uso dei mezzi
pubblici va in definitiva risolta secondo il criterio dell’idoneità:
l’uso del veicolo non deve apparire come una decisione di comodo ma risultare
la soluzione più adatta e ragionevole, quella basata sul buon senso. Così se si
può pretendere che il contribuente si serva dei mezzi pubblici anche se non c’è
diretta comunicazione fra i medesimi (ASA 41 p. 586) non si può tuttavia
obbligarlo a eccessivi cambiamenti di mezzo di trasporto (ASA 33 p. 276; cfr. Känzig, Direkte Bundessteuer, 2ª ediz.,
Vol. I, p. 682/83). Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, le spese
di trasporto con un veicolo privato sono considerate necessarie per
l’acquisizione del reddito solo se non si può ragionevolmente pretendere dal
contribuente che si serva di un mezzo pubblico. Ciò si verifica
in particolare se l’interessato è infermo o cagionevole, se la fermata del
mezzo pubblico è molto distante dal domicilio o dal luogo di lavoro oppure se
l’attività lucrativa inizia o termina ad orari incompatibili con l’orario dei
mezzi di trasporto pubblici o ancora se il contribuente dipende da un veicolo
per l’esercizio della professione (cfr. p. es. la sentenza del 9 luglio 2012 n.
2C_807/2011,
consid. 2.3.1 e giurisprudenza citata). A queste
condizioni, l’uso del mezzo privato appare necessario e i relativi costi sono
pertanto deducibili. Se per contro non sono adempiuti tali criteri, i costi che
eccedono quelli per l’uso del mezzo pubblico costituiscono spese per il mantenimento
personale, non deducibili (Koller,
Die
Verfassungsmässigkeit einer Beschränkung des Fahrkostenabzuges bei der direkten
Bundessteuer, in ASA 80 p. 761 ss., in particolare p. 782 s., con riferimento
alla sentenza del Tribunale federale del 12 maggio 2003 n. 2P.254/2002, consid.
4.2).

 

                                         2.4.

                                         Tornando al caso in esame,
la ragione che ha convinto l’RS 1 a negare la deduzione delle spese di
trasferta con il veicolo privato per RI 1 è la mancanza di prove, come si
evince dalle spiegazioni proposte nella decisione impugnata:

                                         Nel caso concreto, la richiesta dell’autorità fiscale
aveva appunto lo scopo di chiarire oltre ogni ragionevole dubbio se la
contribuente effettivamente si sobbarcava il tragitto __________ ogni giorno
lavorativo, oppure se durante la settimana soggiornava a __________ presso il
marito a poca distanza dai luoghi di lavoro. La seconda ipotesi sembra
chiaramente la più plausibile, sia dal punto di vista pratico che della
comodità. Non avendo dato risposta alla precisa richiesta in merito, non rimane
che confermare la decisione di prima istanza: le spese di trasporto (moglie)
sono quindi confermate in Fr. 1'800.

                                         Secondo un consolidato
principio, nella procedura fiscale l’onere della prova è ripartito nel senso
che l’autorità fiscale è tenuta a dimostrare l’esistenza di elementi che
fondano o aumentano l’onere fiscale, mentre è a carico del contribuente la
prova di quei fatti che estinguono o diminuiscono il debito verso l’erario (DTF
133 II 153 e 121 II 257; ASA 64 p. 493; StE 1990 B 13.1 n. 8). Spettava dunque
alla contribuente prendere posizione in merito allo scritto del 22 novembre
2016 dell’RS 1 e confermare se nei giorni in cui svolgeva la sua attività
lavorativa, il luogo di partenza e di ritorno per raggiungere i diversi luoghi
di lavoro era sempre __________, calcolando e documentando (nel limite del possibile)
i chilometri effettuati con il suo veicolo privato. 

                                         In questa sede, Ia
ricorrente afferma di risiedere, con il marito, prevalentemente a __________
(nella misura del 50% - 60% sull’arco dell’anno), di non poter utilizzare i
mezzi pubblici per raggiungere i luoghi di lavoro (__________, __________, __________
e __________), ciò anche nell’ipotesi in cui lei dovesse partire da __________
per raggiungere __________ e __________. A comprova delle sue argomentazioni,
ha prodotto due fatture del Garage __________, da cui si deduce che nel periodo
compreso tra il 15 aprile 2013 e il 17 marzo 2014, la sua autovettura privata
ha percorso 16'183 km, dunque circa 1'471 km al mese (16'183 km : 11 mesi),
sostenendo parimenti di non utilizzare il proprio veicolo durante il tempo
libero.

 

                                         2.5.

                                         Il domicilio principale è
il Comune in cui una persona risiede con l’intenzione di stabilirvisi durevolmente
per costituirvi il centro della propria vita in modo riconoscibile all’occhio
di terzi. Una persona può avere un solo domicilio principale. Il domicilio secondario
(Comune di soggiorno) è il Comune in cui una persona dimora per un determinato scopo
almeno per tre mesi consecutivi o per tre mesi sull’arco di un anno, senza
l’intenzione di stabilirvisi durevolmente; il Comune in cui una persona dimora
allo scopo di frequentarvi una scuola o in cui si trova l’istituto di educazione,
l’ospizio, la casa di cura o lo stabilimento penitenziario in cui essa è
collocata costituisce un Comune di soggiorno (art. 3 lett. c della LF del
23 giugno 2006 sull’armonizzazione dei registri degli abitanti e di altri
registri ufficiali di persone [LArRA; RS 431.02]). 

                                         In casu, la
ricorrente è domiciliata a __________, ma è parimenti in possesso di
un’autorizzazione di soggiorno a __________, comune in cui il marito ha il proprio
domicilio. La ricorrente, come visto, sostiene unicamente che "…io e mio marito
risiediamo prevalentemente a __________ (50/60% sull’arco dell’anno)…" e
il Comune di __________ "… all’epoca non ha in effetti concesso il
domicilio a entrambi a __________, ragion per cui si è giunti al compromesso di
portare il domicilio di mio marito a __________ ". Nella banca dati MOVPOP
che gestisce l’anagrafe della popolazione del Cantone Ticino, è stato indicato che
è sconosciuto il motivo dell’autorizzazione di soggiorno. È ad ogni modo (molto)
verosimile che alla ricorrente sia stato rilasciato il permesso di soggiorno
per motivi lavorativi, poiché nel periodo fiscale litigioso aveva esercitato la
propria attività lavorativa, oltre che a __________, prevalentemente a __________,
a __________ e a __________. Inoltre, si tratta del comune in cui è domiciliato
il marito.

 

 

                                         2.6.

                                         Nessuno mette in dubbio
che l’insorgente abbia compiuto frequenti trasferte fra i comuni di __________
e __________, in considerazione del fatto che in quest’ultimo ha a disposizione
un’abitazione di una certa importanza. È però altrettanto indiscutibile che
tutti gli spostamenti fra il comune di domicilio e il comune di soggiorno della
ricorrente costituiscono trasferte di natura privata, con la conseguenza che i
relativi costi rientrano fra le spese per il mantenimento del contribuente e
della sua famiglia, che come tali non possono essere dedotte dal reddito
imponibile (art. 33 lett. a LT; art. 34 lett. a LIFD).

                                         Nelle circostanze descritte,
contrariamente a quanto pretende la contribuente, non si può ritenere che
quest’ultima intraprenda le trasferte per svolgere la sua attività lavorativa a
partire dal comune di domicilio. Proprio perché il suo luogo di “dimora”, pur
senza l’intenzione di stabilirvisi durevolmente, coincide con il domicilio del
marito, ed è anche nettamente più vicino alle sedi ove svolge la sua attività
(con la sola eccezione di __________), le trasferte quotidiane per recarsi ai citati
luoghi di lavoro devono essere considerate a partire dal comune di soggiorno (__________),
e non dal comune di domicilio (__________). 

 

                                         2.7.

                                         Venendo al calcolo della
deduzione, la ricorrente non specifica quando (quali giorni? orari lavorativi? di
mattina e/o di pomeriggio?) e dove (__________, __________, __________ e __________)
ha esattamente esercitato la propria attività lavorativa nel 2013. 

 

                                         Dai certificati di salario
2013 si ha che RI 1 ha esercitato la sua attività lavorativa:

·          
dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2013, a __________, presso lo
studio dentistico dr. __________, ove ha conseguito un reddito netto di fr. 14'342.–;

·          
dal 1° gennaio 2013 al 30 giugno 2013, ad __________, presso lo
studio dentistico dr. __________, ove ha conseguito un reddito netto di fr.
3'683.–;

·          
dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2013, a __________, presso lo
studio dentistico dr. __________, ove ha conseguito un reddito netto di fr.
36'777.–;

·          
dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2013, per la Repubblica e
Cantone Ticino, ove ha conseguito un reddito netto di fr. 70'949.–.

 

                                         Dalla consultazione dei siti
internet risulta unicamente che RI 1 è in questo periodo dentista scolastico
presso la scuola media di __________ (con indirizzo presso __________, __________)
e presso la Scuola elementare di __________ (con indirizzo presso __________).

                                         Nella dichiarazione
d’imposta 2013 l’insorgente ha indicato di aver compiuto, dal 1° gennaio 2013
al 31 dicembre 2013:

·          
12'800 km per il tragitto __________ [100 km al giorno (A/R) per
128 giorni];

·          
2'250 km per il tragitto __________ [150 km al giorno (A/R) per
15 giorni];

·          
1'260 km per il tragitto __________ [42 km al giorno (A/R) per 30
giorni].

 

                                         2.8.

                                         Ne consegue che, in base
alle suindicate informazioni e tenuto conto della ripartizione dell’onere della
prova, appare condivisibile la decisione dell’Ufficio di tassazione, che ha
ammesso in deduzione le spese corrispondenti all’abbonamento annuale per i
mezzi pubblici. La maggior parte dei giorni in cui ha lavorato nel corso del
periodo fiscale 2013 (128 su 173), infatti, la ricorrente è stata attiva nei
comuni di __________, __________ e __________, cioè nel raggio di pochissimi
chilometri dal luogo di soggiorno. 

                                         In simili circostanze, il
fatto che l’RS 1 abbia riconosciuto alla ricorrente unicamente la deduzione del
costo dell’abbonamento del mezzo pubblico di trasporto (fr. 1'800.–) a titolo
di spese di trasporto non presta il fianco a critiche. 

 

 

                                   II.   Valore locativo

 

                                   3.   3.1.

                                         Secondo l’art. 20 cpv. 1 lett.
b LT e 21 cpv. 1 lett. b LIFD, di identico tenore, è imponibile
il reddito da sostanza immobiliare,  è imponibile quale
reddito della sostanza immobiliare il valore locativo di immobili o di parti di
essi che il contribuente ha a disposizione per uso proprio in forza del suo
diritto di proprietà o di un usufrutto ottenuto a titolo gratuito.

 

                                         3.2.

                                         L’art. 21 cpv. 2 LIFD
precisa che il valore locativo viene stabilito tenendo conto delle condizioni
locali usuali e dell’utilizzazione effettiva dell’abitazione al domicilio del
contribuente.

                                         Il riferimento alle
condizioni locali usuali sta a significare che determinante per l’IFD rimane il
valore di mercato reperibile, che deve essere stabilito in via comparativa
tenendo conto anche delle vecchie abitazioni e quindi non necessariamente il
canone di locazione massimo conseguibile (Agner/Jung/Steinmann,
Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, p. 92; v. anche DTF 124 I
152 = ASA 68 p. 773 = StE 1998 A 23.1 n. 1; DTF 123 II 15 = ASA 66 p. 563 = RF
52/1998 p. 190 = StE 1997 A 21.11 n. 41).

                                         Il Tribunale federale ha
stabilito che l’Amministrazione federale delle contribuzioni ha il dovere di
intervenire nella sua qualità di autorità di sorveglianza in materia di imposta
federale diretta quando in un cantone i valori locativi scendono al di sotto
della soglia del 70% del valore di mercato (Tribunale federale, 13 febbraio
1998, in RF 1998 p. 655 = ASA 67 p. 709).

 

                                         3.3.

                                         La legge
federale sull’armonizzazione delle imposte dirette dei cantoni e dei comuni
obbliga i cantoni ad assoggettare all’imposta sul reddito il valore locativo
(in virtù del combinato disposto dell’art. 2 cpv. 1 lett. a e dell’art. 7
cpv. 1 LAID), ma non contiene ulteriori disposizioni relative alle sue modalità
di accertamento, lasciando in tal modo ai cantoni un certo margine. In relazione
alla questione in che misura il valore locativo possa scendere rispetto al
valore di mercato, l’art. 7 cpv. 1 LAID non pone pertanto alcun altro limite se
non quelli che derivano dagli articoli 8 cpv. 1 e 127 cpv. 2 Cost. fed. (DTF
125 I 65 consid. 2b p. 67; DTF 124 I 145 consid. 3 p. 152 ss.). L’Alta Corte ha
stabilito che il valore locativo può essere inferiore al valore di mercato (DTF
124 I 145, consid. 4d p. 156), precisando poi che il 60% del valore di mercato
rappresenta il limite inferiore che è ancora conforme al principio
costituzionale dell’uguaglianza (art. 8 cpv. 1 Cost. fed.).

 

                                         3.4.

                                         Per quanto qui d’interesse,
l’art. 20 cpv. 2 LT precisa che il valore locativo, tenuto conto della
promozione dell’accesso alla proprietà e della previdenza personale, è
stabilito al 60 - 70 per cento del valore di mercato delle pigioni e che per il
suo calcolo è possibile considerare in modo adeguato il valore della stima ufficiale.

                                         Dal 1° gennaio 2009 è
entrato in vigore l’art. 20 cpv. 3 LT, secondo cui la riduzione di cui al
capoverso 2 non è invece ammessa per gli immobili utilizzati prevalentemente a
scopo di vacanza. La modifica è stata proposta dal Consiglio di Stato nel
quadro delle misure di risanamento dei conti adottate con il preventivo 2009 ed
è stata così motivata:

                                         Nella misura in cui la residenza di vacanza resta a
disposizione del titolare, il relativo vantaggio deve essere calcolato in forma
piena. Secondo il Governo non vi sono motivi oggettivi tali da condurre
all'adozione di misure che promuovano l'accesso della proprietà di residenze
secondarie di vacanza. Di conseguenza, il valore locativo delle residenze di
vacanza deve corrispondere ai valori di mercato senza riduzioni o provvedimenti
nell’ottica di favorire l’accesso alla proprietà. Nemmeno deve essere
dimenticata la ricaduta sui comuni di residenze di vacanza, i quali devono assumersi
oneri di infrastrutture comunali senza importanti ricadute in termini di
gettito fiscale. In sintesi, la misura che proponiamo, attuata tramite una
modifica dell'art. 20 LT, comporta un onere fiscale supplementare a carico di
soggetti fiscali titolari di una residenza secondaria e quindi, presumibilmente,
contribuenti facenti parte della classe media superiore. Osserviamo inoltre che
una parte importante di questi contribuenti (circa il 50%) sono residenti fuori
cantone o all’estero.

                                         (cfr. Messaggio del
Consiglio di Stato n. 6133 del 15 ottobre 2008 concernente il Preventivo 2009 e
obiettivo di bilancio 2011, par. 6.5.3).

 

 

                                  4.   4.1.

                                         Per quanto riguarda le
modalità di determinazione del valore locativo, secondo l’art. 2 del decreto
esecutivo del 19 dicembre 2012 concernente l’imposizione delle persone fisiche
valido per il periodo fiscale 2013 (RL 10.2.2.1.4), esso corrisponde al valore
di mercato della pigione per immobili dello stesso genere nella medesima
posizione (cpv. 1). Il valore locativo delle abitazioni primarie corrisponde
mediamente al 60-70% del valore di mercato della pigione; in mancanza di altri
elementi utili al suo calcolo, esso corrisponde, di regola, al 90% del valore
di reddito determinato dall’Ufficio di stima nella decisione di stima (cpv. 2).

 

                                         4.2.

                                         In una sentenza di
principio risalente al 9 maggio 2008 (CDT n. 80.2007.173, in: RtiD II-2008 n.
3t), questa Camera ha esaminato nel dettaglio la nuova prassi, già applicata a
partire dal periodo fiscale 2006, sulla base di una circolare della Divisione
delle contribuzioni, concludendo per la sua illegalità.

                                         In primo luogo, il Canton
Ticino non rientra nel novero dei cantoni in cui i valori locativi sono
“accertati individualmente” nella procedura di stima ufficiale degli immobili.
Ciò presupporrebbe infatti che la legge sulla stima ufficiale prevedesse
espressamente l’accertamento individuale non solo del valore di stima in sé ma
anche del valore locativo dell’immobile, come avviene, per esempio, nel Canton
Argovia oppure Svitto. La sola circostanza che dalla decisione dell’Ufficio
stima si possa ricavare anche il valore di reddito non significa invece che
essa accerti anche il valore locativo dell’immobile, ove si pensi appena che l’autorità di cosa giudicata non si estende in linea di principio ai
motivi di una decisione ma solo al dispositivo.

                                         D’altra
parte, anche volendo sostenere che la decisione dell’Ufficio stima, nella
misura in cui accerta il valore di reddito, non passa in giudicato scaduto il
termine per impugnarla dinanzi allo stesso Ufficio, ugualmente non vi sarebbero
le condizioni perché tale valore possa essere riesaminato nell’ambito di una
procedura di reclamo prima, e di ricorso poi, contro la decisione di tassazione
dell’imposta sul reddito. In primo luogo, nel rispetto delle regole sull’onere
probatorio, non si può pretendere che sia il contribuente a portare la prova
dell’inesattezza del valore locativo indicato nella decisione in questione.
Quindi, si dovrebbe stabilire a chi competa l’eventuale esame dei reclami e dei
ricorsi contro il valore locativo. Contrariamente alla soluzione adottata nel
Canton Berna, in cui l’autorità competente per l’accertamento della stima
ufficiale, da una parte, e per la tassazione dell’imposta sul reddito,
dall’altra, è sempre l’autorità di tassazione, in Ticino le competenti autorità
ed i successivi rimedi giuridici non si identificano: la stima ufficiale è di
pertinenza dell’Ufficio stima, mentre l’accertamento dell’imposta sul reddito è
attribuito agli uffici circondariali di tassazione, così come la decisione
sulla stima è impugnabile dapprima dinanzi allo stesso Ufficio stima e poi al
Tribunale di espropriazione, mentre la decisione di tassazione dell’imposta sul
reddito è suscettibile di reclamo all’Ufficio di tassazione e di ricorso alla
Camera di diritto tributario. Inoltre, perché si possa entrare nel merito di un
reclamo o di un ricorso, dovrebbe essere disponibile una decisione motivata,
cioè una decisione in cui l’autorità di stima indichi in quale modo ha intrapreso
l’accertamento del valore locativo, in modo da consentire al contribuente di
valutare se contestarlo o meno. Le decisioni dell’Ufficio stima si limitano
invece ad indicare il reddito (presunto o dichiarato), il tasso di
capitalizzazione e il valore di reddito che ne deriva, senza aggiungere ulteriori
precisazioni.

                                         A titolo abbondanziale,
questa Camera ha infine sollevato i propri dubbi in merito alla circostanza che
il valore di reddito – ma anche il 90% del valore di reddito – accertato nel
quadro della procedura di stima ufficiale corrisponda effettivamente al 60-70%
del valore medio delle pigioni di mercato (cfr. anche CDT n. 80.2006.173 del 21
dicembre 2006; 80.2007.18 del 9 marzo 2007).

 

 

                                   5.   5.1.

                                         Tornando alla fattispecie
in esame, la ricorrente definisce ingiustificato l’aumento del valore locativo
in relazione all’immobile di __________ e argomenta che

                                         …
l’abitazione in questione (Mappale __________ a __________) nel PR Comunale è
definita come bene culturale protetto e il giardino come Zona Parco. Ciò
comporta di riflesso un notevole dispendio finanziario per il loro
mantenimento. Parte dei costi per la manutenzione ordinaria, per esempio del
giardino, non sono detraibili dalle imposte nonostante, come detto, sia stato
decretato quale zona Parco, …. 

                                         Per quanto concerne la definizione di “zona pregevole” (…) sottolineo
che la casa è ubicata lungo la strada verso il casinò di __________ __________
e che di notte è forse la più trafficata e rumorosa del cantone. Inoltre è da
qualche anno che è pendente una domanda di costruzione al mappale attiguo, la
quale, una volta concessa la licenza di costruzione, farà inevitabilmente perdere
valore al nostro fondo, rispettivamente alla casa, visto il volume imponente
dell’immobile in progetto. Se da una parte condivido la volontà da parte del
Cantone di mantenere strutture artisticamente e architettonicamente degne di
nota, d’altra parte questi cambiamenti in merito alle tasse sulla sostanza,
tendono a rendere sempre più onerosa la manutenzione dell’oggetto fino a diventare
difficilmente gestibile, addirittura proibitiva.

 

                                         5.2.

                                         Da parte sua, con lettera
del 22 novembre 2016, l’RS 1 ha informato la ricorrente che 

                                         … il valore locativo
dell’abitazione sita sul fondo __________ RFD di __________ (quota 50%) è stato
stabilito in fr. 24'000.–. Tale importo è stato calcolato eseguendo una
proporzione tra i metri cubi dello stabile affittato a terzi (fondo __________),
rispettivamente i metri cubi della casa a disposizione della proprietaria. Per
questi motivi, la preghiamo di volerci fornire le seguenti indicazioni
(correlate dalla relativa documentazione):

                                         -   Superficie
abitabile (metri quadrati) dello stabile affittato a terze persone;

                                         -   Superficie
abitabile (metri quadrati) dell’immobile a disposizione della proprietaria,
rispettivamente il numero di locali di cui esso è composto (nel caso fossero
più appartamenti, voglia per cortesia fare un’annotazione al riguardo).

                                         La
documentazione dovrà esserci trasmessa entro il 31 dicembre 2016. . RI 1
non ha dato però seguito alla richiesta. 

                                         Nella decisione qui
impugnata, l’autorità fiscale ha in particolare richiamato il summenzionato
scritto e l’art. 20 cpv. 1 e 2 LT ed ha precisato quanto segue:

                                         Nel caso in esame, la signora RI 1 è comproprietaria
nella misura del 50% del fondo __________ RFD di __________ e partecipa (sempre
con quota del 50%) alla CE __________ proprietaria del fondo __________ RFD di __________.
Il fondo __________ è a disposizione dei comproprietari ed è sito in riva al
lago; lo stabile locato a terze persone viene invece affittato a terze persone.
Le due proprietà sono in pratica divise unicamente dalla strada cantonale.
Paragonando le stesse si hanno i seguenti risultati: 

                                         Fondo
__________: 

                                         a)
stima fabbricato principale: Fr. 700’000

                                         b)
metri cubi fabbricato principale: 2'992 metri cubi

                                         c)
superficie abitabile: sconosciuta

                                         

                                         Fondo
__________: 

                                         a)
stima fabbricati locati a terze persone: Fr. 643’000

                                         b)
metri cubi fabbricati locati a terze persone: 3'309 metri cubi

                                         c)
superficie abitabile: sconosciuta

                                         d)
pigioni incassate: Fr. 94’304

 

                                         La richiesta dell’autorità fiscale era atta ad
ottenere delle informazioni più dettagliate riferite alle due proprietà, per
poi procedere con un paragone di mercato e stabilire un valore locativo equo e
consono ai disposti di legge attualmente in vigore. Non avendo ricevuto
risposta, l’ufficio di tassazione deve per forza di cosa procedere con i pochi
elementi a sua disposizione. 

 

                                         Paragone
utilizzando come parametri i metri cubi e la pigione (l’incognita x rappresenta
il presunto valore di mercato della proprietà sita sul fondo __________ di __________):

                                         Fr.
94'304 : X = 3'309 metri cubi : 2'992 metri cubi 

                                         X
= (Fr. 94'304 * 2'992 metri cubi) / 3'309 metri cubi 

                                         X
= Fr. 85’296

 

                                         Paragone utilizzando come parametri il valore di stima
e la pigione (l’incognita x rappresenta il presunto valore di mercato della
proprietà sita sul fondo __________ di __________):

                                         Fr. 94'304 : X = 643'000 Fr. di stima : 700'000 Fr. di
stima

                                         X
= (Fr. 94'304 * 700'000 Fr. di stima) / 643'000 Fr. di stima

                                         X
= Fr. 102’663

 

                                         Per
la sua quota del 50%, l’autorità fiscale ha imposto un valore locativo di Fr.
24'000. Trattandosi di un’abitazione primaria, è quindi stato considerato un
presunto valore di mercato di circa Fr. 72'000.– [(Fr. 72'000 * 60/70%) * 1/2 =
Fr. 24’000], il che appare sicuramente equo e consono ai disposti di legge indicati
in precedenza (art. 20 LT). Nello stabilire tale cifra, appare chiaro che i
dati calcolati sopra sono stati considerati in maniera del tutto prudenziale.
Con una semplice occhiata alle informazioni presenti in rete (google street),
si capisce subito che siamo in presenza di una bella villa situazione in una
zona pregevole. 

 

                                         5.3.

                                         L’autorità fiscale non ha
pertanto adottato il metodo (illegale) previsto dall’art. 2 del Decreto
esecutivo concernente l’imposizione delle persone fisiche, ma ha ricostruito il
valore locativo con un calcolo basato sul confronto con un immobile simile.

                                         Come detto, l’RS 1, considerato
come la contribuente non avesse dato seguito alle informazioni richieste, ha
eseguito due calcoli ipotetici riguardo al valore locativo del fondo no. __________
RFD di __________ (quota 50%), facendo un confronto con i redditi relativi al
fondo no. __________ RFD di __________. Con il primo calcolo, basato sulla
volumetria dei due edifici, è stato raggiunto un presunto valore di reddito di
fr. 85'296.–, mentre con il secondo calcolo, basato sul valore di stima
ufficiale dei due immobili, il valore di mercato è risultato superiore (fr.
102'663.–). L’autorità fiscale, invece di fare una media tra i due importi
ipotetici (fr. 93'979.50), ha preso in considerazione, a titolo prudenziale, un
presunto valore di mercato nettamente inferiore a entrambi gli importi (fr.
72'000.–). Trattandosi di un’abitazione primaria, ha poi calcolato il 66,66%
del valore di mercato della pigione ipotetico (fr. 48'000.–) ed è giunta ad un
valore locativo di fr. 24'000.– (quota al 50%). 

                                         Si può dunque senz’altro
ritenere che, con un valore locativo di fr. 2'000.– mensili per un’abitazione (villa),
ubicata sulle rive del lago di __________ (ndr. il fondo no. __________ RFD di __________,
con cui è stato eseguito il confronto, non si trova nemmeno direttamente sul
lago) e con un giardino di grandi dimensioni, la ricorrente sia stata tassata
in maniera tutt’altro che penalizzante. Del resto è la stessa insorgente ad
ammettere che si è alla presenza di un "bene culturale protetto" e il
giardino è una "zona Parco" (cfr., al proposito, anche la fotografia
nell’incarto fiscale 2013). Per questi motivi, le asserzioni di RI 1, secondo cui
l’abitazione si troverebbe accanto ad una strada che forse è la più trafficata
e la più rumorosa del Cantone, e secondo cui il fondo e l’immobile sarebbero destinati
a perdere il loro valore, essendo pendente una domanda di costruzione avente
quale progetto un immobile imponente, non possono in ogni caso inficiare i
calcoli ipotetici effettuati dall’autorità fiscale. 

                                         In queste circostanze, il calcolo
del valore locativo intrapreso dall’RS 1, tenuto conto anche della ripartizione
dell’onere della prova, è certamente condivisibile.

 

 

                                   6.   Il ricorso è
respinto. La tassa di giustizia e le spese sono poste a carico di RI 1,
soccombente.

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le spese processuali
consistenti:

                                         a. nella tassa di
giustizia di                                fr.    700.–

                                         b. nelle spese di
cancelleria di complessivi    fr.      80.–

                                         per un totale di                                                      fr.    780.–

                                         sono a carico della
ricorrente.

 

                                   3.   Contro il presente giudizio
è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,
entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).

 

                                   4.   Intimazione a: 

	
   

  	
  -

  -
  

  -
  

  -.

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

                                         Copia per conoscenza:

                                         -
municipio di.

 

 

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

Il
presidente:                                                         La segretaria: