# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 892065e9-edcd-531a-995f-4e6ec92fbce5
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-08-13
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Presidente della Pretura Penale 13.08.2010 30.2009.284
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_PP_001_30-2009-284_2010-08-13.html

## Full Text

Incarto
  n.

  30.2009.284

  	
  Bellinzona

  13
  agosto 2010

   

  	
  Sentenza
  

  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Presidente della Pretura penale

  
	
  Marco Kraushaar

  
	
   

  
						

sedente con Elisa
Bagnaia in qualità di segretaria per statuire sul ricorso 20 novembre 2009
presentato da

 

	
   

  	
  RI 1,
  , 

  
	
   

  	
  contro

  
	
   

  	
  la decisione
  13 novembre 2009 n. 1858 emessa dalla CRTE 1 

  

 

viste                                  le osservazioni 3 dicembre 2009 presentate dalla CRTE 1,;

 

                                         letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto                             in fatto

 

                                         che il 1° ottobre 2009 RI 1 ha allestito un rapporto di denuncia nei confronti di __________, per uso illecito a scopo di
parcheggio di un’area debitamente segnalata con apposito avviso autorizzato dal
competente giudice di pace, in data 30 settembre 2009 sul fondo base n. __________
RFD di __________;

 

                                         che la CRTE 1 con decisione 13
novembre 2009 ha abbandonato il procedimento contravvenzionale, con la seguente
motivazione:

                                         “Quest’autorità, dopo esame
delle osservazioni e delle contro-osservazioni presentate dalle parti, ritiene di
dover accettare le argomentazioni sostenute dal denunciato”;

 

                                         che contro predetta pronuncia
dipartimentale RI 1 si aggrava ora davanti questo giudice chiedendone
l’annullamento;

 

                                         che la CRTE 1, con
comunicazione 3 dicembre 2009, si astiene dal formulare osservazioni, lasciando
a questo giudice la più ampia facoltà di giudizio;

 

 

considerato                      in diritto

 

                                         che la competenza di questo
giudice, la legittimazione attiva dell'insorgente e la tempestività
dell'impugnativa sono date dall'art. 4 LPContr, ragion per cui il ricorso è
ricevibile in ordine e può essere giudicato sulla base degli atti a norma
dell'art. 12 LPContr;

 

                                         che giusta l’art. 375bis
CPC l’avente diritto che intende inibire nei confronti di una cerchia
indeterminata di persone l’uso illecito di un fondo a scopo di posteggio dei
veicoli presenta un’istanza al giudice di pace del luogo dove si trova
l’immobile (cpv. 1); il giudice, se sono resi verosimili il diritto della parte
procedente e la turbativa dello stesso, autorizza l’istante ad affiggere in
loco un avviso che enuncia il divieto di utilizzare illecitamente il fondo a
scopo di posteggio di veicoli e che commina ai contravventori la multa da fr.
20.- a fr. 500.- (cpv. 2 prima frase);

 

                                         che in caso di violazione del
divieto affisso in loco l’avente diritto o il suo rappresentante, entro il
termine perentorio di tre giorni dalla conoscenza del fatto, possono sporgere
per iscritto querela contro il trasgressore all’autorità competente (art. 375ter
cpv. 2 CPC);

                                         che la CRTE 1 ha abbandonato il procedimento contravvenzionale a carico di __________ alla luce delle seguenti
giustificazioni addotte dal di lei datore di lavoro:

 

                                         “-  la Banca __________
soc. cooperativa è proprietaria del posteggio__________ al 6. piano
dell’autosilo privato __________, fondo base mappale __________.

                                         -   l’autovettura TI __________
è di proprietà della signora __________ dipendente della Banca __________

                                         -   l’autovettura TI __________
è di proprietà della signora __________ dipendente della Banca__________ (denunciata
per i medesimi fatti il 28 settembre 2009, ndr)

                                         Riteniamo non sia stato
fatto uso illecito di posteggio e le autovetture non sono state posteggiate su
un’area privata in quanto la Banca __________ è legittima proprietaria.

                                         Su tale posteggio,
considerando che lo spazio a disposizione lo permette, avendo dimensioni più
grandi rispetto ad un posteggio normale, da ormai diverso tempo venivano
posteggiate due auto che comunque non hanno e non ostacolano passanti o
confinanti” (cfr. scritto 19 ottobre 2009);

 

                                         che RI 1, in sede ricorsuale, sostiene che: 

 

                                         “le sopraindicate auto
erano parcheggiate sulle parti comuni ed in specie su un marciapiede creando
così un disagio oltre che alle auto in transito anche ai pedoni, ed il fatto
che questo accadesse da tempo non significa che la cosa avrebbe dovuto
persistere, poiché è vero che la Banca __________ è proprietaria di un posto di
parcheggio e che questo è leggermente più grande degli altri, ma leggermente
significa che forse potrebbe consentire di parcheggiare accanto all’auto una
bicicletta e non un’altra auto (…)”;

 

                                         che nella fattispecie la Banca
__________, datrice di lavoro della querelata, è comproprietaria della PPP n. __________
RF del Comune di__________ (unità condominale n. __________), quota di
comproprietà di 60/1000 del fondo base n. __________;

 

                                         che l’unità condominale n. __________
è un autosilo in comproprietà ordinaria (art. 646 e segg. CC), nella quale la
società cooperativa __________ detiene 15/825 (cfr. estratto RF);

 

                                         che con ogni verosimiglianza
esiste un regolamento che stabilisce quale parte corrisponde a questi 15/825 ed
è quindi riservata alla banca comproprietaria, la quale per questa parte ha i
diritti e gli obblighi di un proprietario (cfr. art. 646 cpv. 3 CC);

 

                                         che in tale qualità può anche
concederne l’uso a terzi, i quali tuttavia non diventano proprietari e possono
utilizzarla conformemente all’estensione del diritto del concedente, ovvero in
concreto, trattandosi di un posteggio, entro le corrispondenti delimitazioni;

 

                                         che il proprietario che eccede
il limite necessario per l’uso del posteggio, lasciando ad esempio sporgere il
proprio veicolo oltre le linee di demarcazione su altre parti della
comproprietà, lede i diritti derivanti dalla stessa, a prescindere da eventuali
disagi o ostacoli alla circolazione; in tal caso, le contestazioni devono
essere risolte conformemente a quanto previsto nel regolamento d’uso o, in sua
assenza, con i rimedi propri a questo campo del diritto (art. 646 e segg. CC);

 

                                         che in concreto il presunto
abuso è stato commesso da una dipendente della Banca __________, alla quale
quest’ultima ha concesso la possibilità di parcheggiare, in concomitanza con
un’altra vettura;

 

                                         che tale autorizzazione, come
detto, non conferisce ai dipendenti la qualità di comproprietari, di modo che
eventuali abusi nell’utilizzazione del parcheggio possono essere sanzionati
tramite la procedura prevista dall’art. 375ter CPC;

 

                                         che ciò premesso, va detto che
se da un lato la situazione descritta nel gravame potrebbe di per sé costituire
una turbativa passibile di multa, dall’altro lato occorre nondimeno rilevare
che alla denuncia 1° ottobre 2009 agli atti (per i fatti del 30 settembre 2009)
non è stato accluso o perlomeno indicato alcun mezzo di prova suscettibile di
comprovare se nelle riferite circostanze di tempo la vettura della persona
querelata fosse posteggiata in parte al di fuori dello stallo concesso in uso
esclusivo alla di lei datrice di lavoro;

 

                                         che in siffatte evenienze
questo giudice non può pervenire con affidante e tranquilla persuasione al
convincimento che la querelata abbia effettivamente commesso l’infrazione
rimproveratale dalla denunciante, ragion per cui la decisione impugnata deve
essere confermata;

 

                                         che
il ricorso va pertanto respinto, seguito da tassa di giustizia e spese per
l’odierno (art. 15 LPContr;

 

 

per questi motivi,                visti gli art. 375bis, 375ter
CPC; art. 1 segg. LPContr;

 

dichiara e 

pronuncia:                1.     Il ricorso è respinto e
la decisione impugnata confermata

 

                                 2.     La tassa di giustizia di
fr. 50.- e le spese di fr. 50.- sono a carico della ricorrente.

 

                                 3.     Intimazione a:

	
   

  	
   

   

  

 

 

 

Il presidente:                                                                            La
segretaria:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Avvertenza:   contro
il presente giudizio può essere interposto ricorso in materia penale al Tribunale
federale di Losanna (art. 78 e segg. LTF) per i motivi previsti dagli art. 95 e
97 LTF, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF).