# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6e453548-7751-5b3b-a6bb-774b3125c305
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-10-18
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 18.10.2001 INC.2000.66403
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2000-66403_2001-10-18.html

## Full Text

N. 664.2000.3 M                                                        Lugano,
18 ottobre 2001

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

 

sedente per
statuire sull’istanza 2 ottobre 2001 inoltrata dal

Procuratore Pubblico avv.
__________

e volta ad ottenere
la proroga di quattro mesi, ovvero sino al 21 febbraio 2002 compreso, della
carcerazione preventiva cui è astretta

__________

(difesa di fiducia dall’avv.
__________)

nel
procedimento penale a suo carico per titolo di truffa, usura, riciclaggio di denaro
e conseguimento fraudolento di falsa attestazione;

assegnato all’accusata, con ordinanza 2 ottobre 2001, un
termine per presentare eventuali osservazioni all’istanza di proroga, e preso
atto che, con allegato 8 ottobre 2001 del suo difensore, l’accusata ha
dichiarato di opporsi alla proroga richiesta;

letti ed
esaminati gli atti formanti l’inc. MP __________;

ritenuto 

in fatto:

A.

__________ è stata tratta in arresto in data 23 ottobre 2000,
in quanto sospettata di essere coinvolta in una truffa di rilevanti dimensioni
ai danni di una anziana coppia germanica residente in Ticino, commessa in
correità con __________, a sua volta tratto in arresto in data 18 ottobre 2000
(v. rapporto d’arresto 24 ottobre 2000, inc. Giar __________ doc. _). Questo
giudice ha confermato l’arresto il giorno successivo, con contestuale
intimazione della promozione d’accusa (doc. _ nel citato inc. Giar)(così, verbatim,
già nella prima decisione di proroga del carcere preventivo 12 aprile 2001,
inc. Giar __________ consid. A p. 2).

 

B.

Sin dal primo verbale __________ ha affermato con veemenza la
propria innocenza, segnatamente dicendosi convinta che il coaccusato __________
fosse effettivamente un medico dei Servizi segreti germanici, in grado di
curare il marito __________ a suo dire sofferente per un asperginoma, e che le
ingenti somme di denaro ottenute dai coniugi __________ fossero effettivamente
servite prima per le cure al marito, poi per ricerche sul morbo di Alzheimer
che __________ voleva portare avanti (v. verbale di conferma dell’arresto, inc.
Giar __________ doc. _ p. 3; v. pure verbale di polizia 24 ottobre 2000, ore
08.57, passim, all’inc. Giar citato doc. _).

In prosieguo d’inchiesta, le dichiarazioni di __________ non
hanno cambiato orientamento: ne fanno fede le sue dichiarazioni riportate nella
citata decisione 12 aprile 2001 (loc. cit., consid. B), ed anche i successivi
verbali seguono il medesimo approccio (v. ad es. verbale MP 17 maggio 2001,
inc. MP classatore A scatola 2 doc. _, come pure i successivi verbali 22 e 29
agosto 2001 a confronto con il coaccusato __________, loc. cit. docc. _).

 

C.

Come detto,
questo giudice ha già prorogato una prima volta di sei mesi la carcerazione
preventiva cui è astretta __________ (v. la citata decisione di proroga del carcere
preventivo 12 aprile 2001, inc. Giar __________ doc. _). In quell’occasione, la
versione dei fatti sostenuta dall’accusata era stata ritenuta “molto poco
credibile, già solo per il fatto che lei – persona di attestata intelligenza
superiore alla media [...], e asseritamente con studi se non in medicina
tradizionale, almeno in campo paramedico – si sarebbe fatta abbindolare per
almeno un anno da un elettricista grande invalido, che si sarebbe preteso
medico attivo per i Servizi segreti, e addirittura in procinto di essere
insignito con il Premio Nobel” (v. decisione cit., consid. 2 p. 5). Erano stati
parimenti ritenuti tanto il pericolo di collusione (loc. cit., consid. 3) che
quello di fuga (loc. cit., consid. 4).

 

D.

In
considerazione dell’approssimarsi della scadenza del periodo di legge della
carcerazione preventiva degli accusati (art. 102 cpv. 2 CPP, già una volta
prorogato, art. 103 cpv. 2 CPP), il Procuratore Pubblico propone oggi una nuova
richiesta volta all’ottenimento di una nuova proroga (v. istanza, inc. Giar
__________ doc. _). Essa si fonda sulla necessità di completare l’acquisizione
della documentazione richiesta con rogatoria in Germania, che deve poi essere
prospettata agli accusati, nonché di portare a termine i confronti fra le parti
(loc. cit., p. 1-2). Il Procuratore Pubblico rende poi noto che l’accusa nei
confronti di __________ è stata estesa ai titoli di lesioni personali gravi e
messa in pericolo della vita o della salute altrui, con riferimento allo stato
di salute della vittima __________ e con la necessità di procedere ad un esame
medico di lui (ibid.). Ribadisce comunque l’ulteriore sussistere di pericolo di
collusione e di fuga (ibid.), e conclude rilevando la proporzionalità della
carcerazione già subita ed ancora prospettabile, a fronte dei reati commessi e
della presumibile pena (loc. cit., p. 2-3).

 

E.

L’accusata si
oppone alla proroga postulata. In sede di osservazioni (inc. Giar __________
doc. _), afferma che tutte le esigenze istruttorie menzionate dal magistrato inquirente
potrebbero senz’altro venire soddisfatte con lei in libertà provvisoria (loc.
cit., pti. 2-5 p. 2-3), nega la sussistenza di un qualsiasi pericolo di fuga,
ritenuti il suo legame con la comunità di __________ (loc. cit., pto. 6 p.
3-4), il suo interesse a partecipare al processo in quanto innocente (loc.
cit., pto. 7 p. 4) e l’offerta di misure sostitutive (loc. cit., pto. 8 p. 4).
Infine, nel merito, essendo “provato che essa è stata turlupinata dal medesimo
__________, mentre non è ancora provato (giudicato) che essa abbia turlupinato
i coniugi __________ ” (loc. cit., pto. 9 p. 4), la richiesta di proroga deve
essere a suo dire respinta o semmai accolta per un periodo massimo di tre mesi
(loc. cit., pto. 10 p. 5).

Considerato

in diritto:

1.

L'art. 95
CPP, dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di
regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e - segnatamente come
nel caso in discussione - proroga del carcere preventivo a norma dell'art. 103
CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di
colpabilità per un crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti
motivi di interesse pubblico, quali - per quanto qui concerne - segnatamente i
bisogni dell’istruzione ed un certo pericolo di recidiva (senza dimenticare che
l’arresto, quale misura processuale cautelativa, non serve unicamente ai
bisogni dell’istruttoria, ma anche ad assicurare la presenza dell’accusato al
processo e a garantire l’eventuale espiazione della pena: DTF 109 Ia 323
consid. c, e riferimenti; sentenza 16 novembre 1993 del Tribunale federale in
re A.H., 1P.477/1993, consid. 3; Rep. 132 [1999] n. 116), e ritenuto implicito
il rispetto della proporzionalità (Rep. 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag.
413; DTF 102 Ia 381).

I menzionati
presupposti vanno approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione,
quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina
la conclusione delle indagini (Rep. 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss.). Ed anche
questo giudice, come già la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua
cognizione all'arbitrio (Rep. 1980 pag. 128).

 

2.

In punto
all’esistenza di sufficienti indizi di colpevolezza – rammentato come le
competenze di questo giudice siano limitate alla valutazione della legittimità
della carcerazione preventiva, motivo per il quale egli è unicamente
autorizzato ad un esame sommario di verosimiglianza del grado di responsabilità
dell’accusato istante (v., come qui, anche la decisione 19 aprile 2000 in re
C.F., inc. GIAR __________ consid. 2b p. 4), e deve anzi far prova di un certo
riserbo proprio per non indebitamente anticipare il giudizio di merito – deve
bastare generico rinvio a quanto già detto in occasione della precedente
decisione di proroga (v. decisione di proroga del carcere preventivo 12 aprile
2001, inc. Giar __________ doc. _, consid. 2 p. 5) e riproposto supra
(consid. C p. 2), ovvero che la versione dei fatti fornita dall’accusata è, in
termini eufemistici, “molto poco credibile” (ibid.). Le obiezioni dell’accusata
in questa sede, a seguire le quali ella sarebbe – come i coniugi __________ –
la povera vittima delle manovre turlupinanti del coaccusato __________ (v.
osservazioni, cit., pto. 9 p. 4), sono molto troppo generiche ed altrettanto
insufficientemente circostanziate per pretendere di avere anche solo un minimo
di credibilità. 

La
descrizione delle esigenze istruttorie ancora da esperire che il Procuratore
Pubblico dà in sede d’istanza (loc. cit., p. 1-2) appare insufficientemente
dettagliata. Ma la loro insufficiente caratterizzazione ha come unica
conseguenza quella di rendere difficile valutare compiutamente se la durata
della proroga postulata (quattro mesi, v. istanza, cit., p. 3) sia rispettosa
del principio di proporzionalità. In linea di principio, è incontestabile che
sussistano ancora atti istruttori da eseguire – ed in effetti, neppure
l’accusata lo contesta.

 

3.

Ella pretende
piuttosto che tutti i passi istruttori ancora da eseguire possano avvenire con
lei in libertà provvisoria (v. osservazioni, cit., pti. 2 p. 2, 4-5 p. 3). È
dunque discorso, implicitamente, della pretesa inesistenza di un pericolo di
inquinamento delle prove, specialmente di un pericolo di collusione. 

a)        Si è soliti parlare di pericolo di collusione,
quando è lecito temere l’intervento dell’accusato su terze persone (siano esse
correi, parti lese o semplici testi), mentre il termine più ampio di
inquinamento delle prove sta ad indicare altri atteggiamenti suscettibili di
falsare l’assetto probatorio, come la soppressione o l’alterazione di mezzi di
prova eccetera (come qui, verbatim, v. decisione 2 agosto 2001 in re A.,
inc. Giar 23.2001.8 consid. 3.b p. 5). Un rischio di perturbamento solo teorico
non è sufficiente: esso deve emergere da elementi concreti, rilevabili
dall'incarto, di carattere oggettivo o soggettivo. Tra questi elementi si
possono annoverare l'atteggiamento dell'accusato nell'ambito del procedimento
(contraddizioni, modifica di versioni, menzogne palesi, concertazioni – o
tentativi di – con i correi o con i testi) o anche prima dell'avvio del
procedimento o dell'arresto, l'eventuale influenza esercitabile nei confronti
di terzi (siano essi correi, complici o testi) in base a particolari rapporti
(personali o professionali), la convergenza d'interesse tra l'accusato ed i
terzi, con particolare attenzione per le fattispecie complesse che toccano più
persone o commesse da più persone (DTF 117 Ia p. 261; Rep. 1980 p. 45; DTF 19
giugno 1997 in re V; sentenza CRP 10 aprile 1997 in re V.; sentenza CRP 24
dicembre 1985 in re L.; decisione Giar 2 agosto 2001 in re A.; Rep. 1988 p.
414; decisione Giar 4 aprile 2001 in re J.; SemJud 1981 p. 379/380 e relative
citazioni; SemJud 1979 p. 374; Niklaus Schmid, Strafprozessrecht, 3.
Auflage Zürich 1997, margin. 701a; Donatsch/Schmid, Kommentar zur
Strafprozessordnung des Kantons Zürich, Zürich 2000, ad § 58 in particolare
note 40 e 42)(come qui, verbatim, decisione 10 ottobre 2001 in re P.,
inc. Giar 489.2001.2 consid. 3.a p. 6-7).

b)        È vero che per quanto riguarda i
documenti da acquisire in via rogatoriale dalla Germania, l’accusata non sembra
essere in grado di esercitare influsso alcuno (così osservazioni, cit., pto. 2
p. 2). Ma per tutto il resto, ciò non è vero: __________ ha senz’altro la possibilità
di intervenire per impedire il rinvenimento del maltolto (non ancora
integralmente recuperato) o per pilotare le dichiarazioni di persone non ancora
sentite. Dall’incarto emerge poi, in tutta la sua quasi incredibile dimensione,
l’influsso che l’accusata ha potuto esercitare per anni sui coniugi __________:
e non può essere assolutamente esclusa (contrariamente a quanto l’accusata
sembra dare per scontato, v. osservazioni, cit., pto. 4 p. 3) la possibilità
per lei, se posta in libertà provvisoria, di contattare le parti lese cercando
di influenzarle a proprio beneficio.

c)         Oltre alla possibilità astratta, appare fortemente
verosimile che l’accusata intenda mettere in atto quanto in suo potere per
stravolgere i fatti a proprio beneficio: ne ha le capacità intellettive e
l’inclinazione caratteriale (v. la perizia psichiatrica 28 febbraio 2001, inc.
MP doc. __________, particolarmente p. 29 sull’intelligenza e pp. 24-25 sulla
forte tendenza manipolatrice). Ed ha tutto l’interesse ad agire in tal modo: il
suo atteggiamento ostinatamente negatorio, portato avanti con coerenza ferrea e
sprezzante del rischio di cadere nel ridicolo, dimostra ad oltranza l’assenza
anche di un’ombra di resipiscenza, e di converso dà corpo al pericolo che se
posta anzitempo in libertà provvisoria, ella possa indebitamente falsare
l’assetto probatorio.

 

4.

a)        Il pericolo di fuga, per giustificare la carcerazione
preventiva, deve essere concreto e rivestire il carattere di una certa
probabilità: in altri termini si ammette siffatto pericolo quando l’accusato,
fosse posto in libertà, si sottrarrebbe con una certa verosimiglianza al
perseguimento penale e all’esecuzione della pena. La gravità della presumibile
pena, di per sé, non basta a motivare la carcerazione preventiva; piuttosto, l’insieme
delle circostanze, quali il carattere dell’interessato, la sua morale, i suoi
legami familiari, l’assenza di un domicilio fisso, la sua professione, la sua
situazione finanziaria e le sue risorse economiche, deve essere valutato e
vanno accertati motivi concreti che rendano la fuga non solo possibile, ma
probabile (così verbatim DTF 19 gennaio 1999 in re G.S., consid. 5a p.
7-8, con rinvio a DTF 117 Ia 69 consid. 4 e ad altra sentenza di prossima
pubblicazione).

b)        Già in sede di pronuncia 12 aprile 2001 sulla prima istanza
di proroga del carcere preventivo era stato ritenuto un chiaro pericolo di
fuga, nonostante l’accusata fosse qui domiciliata ed avesse recentemente
acquisito anche la cittadinanza svizzera. Basterà allora, qui, rinviare al relativo
considerando (v. decisione cit., consid. 4 p. 5-6). Senz’altro __________, dove
__________ ha vissuto durante gli ultimi anni, rappresenta un importante centro
dei suoi interessi. Ma non è certo “l’intero mondo” dell’accusata (così
osservazioni, cit., pto. 6 p. 3): non solo ella ha la madre in Germania e
intime amicizie nel Nuovo Mondo, ma soprattutto non è a __________ che ella ha
nascosto il maltolto non ancora recuperato.

 

5.

a)        Sulla proporzionalità, rilevata l’ininterrotta attività
inquirente in consonanza con i dettami di legge, va nondimeno sottolineata
preliminarmente l’assoluta eccezionalità che una protrazione della carcerazione
preventiva oltre l’anno deve rivestire, indipendentemente dalla gravità dei
reati commessi, dalla presumibile lunga pena detentiva cui vanno incontro gli
accusati e dalle difficoltà dell’inchiesta. In dettaglio va lamentata l’assenza
di una più circostanziata descrizione degli incombenti istruttori ancora da
effettuarsi e dei relativi tempi: solo essa avrebbe permesso un esame concreto
della proporzionalità della proroga richiesta.

Ciò vale
segnatamente per l’evasione della rogatoria inviata in Germania. Premesso come
neppure l’accusata ne contesti l’indispensabilità, la vaghezza di cosa
esattamente gli inquirenti attendano dalla documentazione germanica (e cosa
intendano poi farne) rende difficile una determinazione temporale della proroga
richiesta che sia rispettosa del principio di proporzionalità. Va comunque
detto senza mezzi termini che eventuali eccessive lungaggini nell’evasione di
una rogatoria non devono andare di principio a detrimento dell’accusato in
detenzione preventiva: seppur con particolare attenzione ad ogni singola
fattispecie, la salvaguardia del principio di proporzionalità può al limite
significare che la pubblica accusa – raggiunta una certa durata dell’arresto –
debba scegliere fra la rinuncia a documentazione estera ed il mantenimento
della misura privativa della libertà (in tal senso era stata ad esempio
ordinata la liberazione di una relazione bancaria lungamente bloccata, v.
decisione 16 agosto 2000 in re T., inc. Giar __________ consid. 5b; come qui,
in germe, già decisione 19 agosto 1999 in re L., inc. __________ consid. 4d).

b)        In assenza di precisi parametri, la proroga postulata può
essere allora concessa solo in termini ristretti, in ogni caso inferiori ai
quattro mesi richiesti. Una valutazione astratta degli incombenti istruttori
ancora da effettuare impone di considerare che all’autorità inquirente deve
essere concesso un ragionevole lasso di tempo per un’ultima sollecitazione
della rogatoria, le cui risultanze dovranno poi essere debitamente contestate
agli accusati. Nel frattempo potrà senz’altro essere acquisito anche il
certificato medico di cui parla il Procuratore Pubblico nella propria istanza.
Appare allora adeguata, in conclusione, una proroga della durata di tre mesi
(come chiesto dall’accusata in via subordinata, v. osservazioni, cit., pto. 10
p. 5).

c)         Resta ovviamente impregiudicato
l’obbligo del magistrato inquirente di procedere alla completazione
dell’istruttoria formale ed all’emanazione dell’atto d’accusa con la massima
celerità possibile (artt. 102 e 176 cpv. 3 CPP).

 

6.

In
conclusione, l’istanza di proroga appare di principio giustificata in
considerazione delle incombenze ancora da evadere, nonché di sufficientemente
concreto pericolo di fuga e di inquinamento delle prove. Quanto alla durata,
invece, la richiesta non appare adeguata, e può dunque essere accolta solo
parzialmente, con la presente decisione esente da tassa e spese di giudizio
(art. 39 lit. f TG e contrario) e suscettibile di impugnazione entro 10
(dieci) giorni alla Camera dei ricorsi penali del Tribunale di appello (art.
284 cpv. 1 lit. a CPP).

*   *   *

Per i quali
motivi,

richiamate le
norme menzionate e visti gli artt. 103, 280 ss. e 284 CPP

d e c i d e :

1.   L’istanza 2 ottobre
2001 di proroga del carcere preventivo cui è astretta __________ è parzialmente
accolta.

§     Di
conseguenza, la detenzione preventiva cui è astretta l’accusata viene prorogata
sino al prossimo 22 gennaio 2002 compreso.

2.   Non si percepiscono né
tassa né spese giudiziarie.

3.   Contro la presente
decisione è data facoltà di ricorso alla Camera dei ricorsi penali del
Tribunale di appello entro 10 (dieci) giorni dall’intimazione.

4.   Intimazione:

-          
avv. __________, per sé e per l’accusata;

-          
Procuratore Pubblico avv. __________, con copia delle
osservazioni dell’accusata e con l’inc. MP __________ di ritorno;

-          
Direzione del Penitenziario cantonale La Stampa, Cadro.

giudice __________