# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a9e74abc-a800-5f24-9b8b-8196babf3cf8
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-06-05
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 05.06.2013 14.2013.50
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2013-50_2013-06-05.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2013.50

  	
  Lugano

  5 giugno 2013

  SL/fp/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta
  dei giudici:

  	
  Pellegrini,
  presidente,

  Walser
  e Jaques

  

 

	
   vicecancelliera:

  	
  Locatelli

  

 

 

statuendo
sulla causa a procedura sommaria in materia di esecuzione e fallimenti promossa
con istanza 16 ottobre 2012 da

 

	
   

  	
   RE 1 

   RE 2 

  (tutti
  patrocinati dall' PA 1) 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  CO
  1 

  (patrocinata
  dall' PA 2) 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

tendente
ad ottenere il rigetto provvisorio dell'opposizione interposta da CO 1 al precetto
esecutivo n. __________ del 6/8 settembre 2012 dell'UE __________;

 

sulla
quale istanza il Pretore __________, con decisione 13 marzo 2013 (inc.
SO.2012.4476) ha così stabilito:

 

“1.     L'istanza è
respinta.

 

2.      Le spese e la tassa di giustizia per complessivi
fr. 230.– sono a carico della parte istante, la quale rifonderà a controparte
fr. 700.– a titolo di ripetibili.

 

3.      omissis”

 

Decisione
impugnata dagli istanti che con reclamo 25 marzo 2013 ne postulano la riforma
nel senso di accogliere l'istanza e rigettare quindi in via provvisoria
l'opposizione al precetto esecutivo in esame, protestate tasse, spese e
ripetibili in entrambi i gradi di giudizio; 

preso
atto che con osservazioni [correttamente: risposta al reclamo] 18 aprile 2013
 l'escussa ne ha proposto la reiezione, protestate spese e ripetibili;

 

esaminati
atti e documenti;

 

ritenuto

 

in fatto:                   A.   Con precetto esecutivo n. __________
del 6/8 settembre 2012 dell'UE __________, RE 1 e RE 2 hanno escusso CO 1 per
la somma di fr. 45'000.– oltre interessi al 5% dal 1° gennaio 2011. Quale
titolo di credito hanno indicato: “Saldo prezzo di compra-vendita PPP __________,
fondo base __________ [correttamente: __________] RFD __________” (doc.
F pag. 1). Inoltre, l'esecuzione è stata parimenti notificata al di lei marito __________,
quale condebitore solidale (doc. F pag. 2). Interposta tempestiva opposizione,
gli istanti ne hanno chiesto il rigetto provvisorio.

 

                                  B.   La
pretesa si fonda sul contratto di compravendita 29 settembre 2009 con cui i
coniugi CO 1 e __________ hanno acquistato, in ragione di un mezzo ciascuno, la
PPP n. __________ sul fondo base n. __________ RFD __________ -presso il
complesso condominiale in corso di costruzione denominato “Condominio __________”-
per la somma complessiva di fr. 3.8 Mio (doc. B). Completano i documenti una
serie di scambio di corrispondenza (doc. C a E) e la procura (doc. A). 

 

                                  C.   All'udienza
del 28 febbraio 2013 -svoltasi congiuntamente con quella disposta in relazione
all'esecuzione promossa a carico del marito dell'escussa, suo condebitore
solidale (inc. SO.2012.4475 della Pretura __________)- gli istanti hanno
ribadito la loro richiesta. La convenuta vi si è invece opposta, evidenziando
come nel contratto di compravendita non vi fosse traccia alcuna circa un saldo
residuo di fr. 45'000.–. Ella ha precisato che, in corso di costruzione, le
opere da eseguire sulla PPP avevano subìto varie modifiche -segnatamente erano
stati aggiunti nuovi lavori per invece rinunciare ad altri- rispetto a quelle
previste in origine dal contratto. I rapporti di dare e avere tra le parti, di
cui gli istanti nemmeno si erano preoccupati di fornire un dettaglio, si erano quindi
oltremodo complicati. Da considerare vi era poi la deduzione per difetti ai
posti parcheggio interni. L'accenno all'importo di fr. 45'000.– era unicamente
contenuto in un suo scritto riferito alla concessione di due posti auto
esterni, ipotesi cui però gli istanti si erano opposti. E, sotto questo
profilo, si poteva semmai parlare di riconoscimento di debito subordinato ad
una condizione sospensiva, che spettava agli istanti rendere verosimile. Ma ciò
non era stato il caso in specie.

                                         Con
replica orale gli istanti hanno confermato i loro argomenti, evidenziando che la
stessa escussa aveva riconosciuto un saldo scoperto assommante a fr. 45'000.– e
che della pretesa condizione sospensiva non vi era riscontro nel contratto di
compravendita, e contestando nel contempo l'esistenza di un qualsiasi difetto
d'opera. In duplica, l'escussa ha ribadito il suo punto di vista e ha prodotto
nuovi documenti (doc. 7 a 9: nell'inc. SO.2012.4475 della Pretura __________).
Dal canto loro gli istanti si sono opposti alla loro ammissibilità in quanto, a
loro dire, la convenuta avrebbe ben potuto produrli in sede di risposta.

 

                                  D.   Con
decisione 13 marzo 2013 il Pretore ha respinto l'istanza. Egli ha anzitutto
estromesso dall'incarto i doc. da 7 a 9 poiché prodotti solo con la duplica e
quindi, secondo lui, tardivamente. Il contratto di compravendita accennava ad
un saldo residuo finale di fr. 380'000.– da versare entro il 30 settembre 2010.
Se non che gli istanti non si erano preoccupati di spiegare come quell'importo
si fosse di fatto ridotto a fr. 45'000.–, ciò che oltretutto non poteva neppure
essere desunto dai documenti agli atti. La cifra posta in esecuzione non era
pertanto determinabile secondo criteri oggettivi prestabiliti che non potevano
essere unilateralmente modificati. Di modo che, a fronte di tutto ciò, il
contratto di compravendita non costituiva un valido titolo di rigetto
provvisorio dell'opposizione. In aggiunta il Pretore ha rilevato che, ad ogni
modo, il saldo residuo avrebbe dovuto essere depositato sul conto bancario del
notaio rogante, incombenza cui l'escussa aveva di fatto adempiuto visto che
l'importo di fr. 45'000.– risultava esservi stato versato. Per il resto, nessun
altro documento dava atto della volontà della convenuta di volersi
incondizionatamente obbligare verso gli istanti.

 

                                  E.   Con
il reclamo in esame gli istanti propongono la riforma del giudizio impugnato
nel senso di rigettare in via provvisoria l'opposizione al precetto esecutivo.
Essi rilevano che sul prezzo pattuito restava uno scoperto di fr. 70'000.– che
loro avevano acconsentito a ridurre di fr. 25'000.– per tener conto delle
doglianze dell'escussa che lamentava una difformità nelle dimensioni dei due
posteggi interni rispetto a quanto pattuito. Di qui il saldo restante di fr.
45'000.–. I reclamanti censurano la violazione degli art. 8 e 732 CC e dell'art.
82 LEF. A loro dire, il contratto di compravendita costituisce un valido
riconoscimento di debito per il saldo finale fino a concorrenza di fr.
380'000.–. Ciò detto, semmai, spettava all'escussa rendere verosimile che a
seguito di pagamenti già effettuati o per effetto della compensazione con
pretesi difetti e con un inadempimento contrattuale a loro imputabile, quella
cifra si era ridotta a fr. 45'000.–, importo da lei finanche riconosciuto, o
addirittura al di sotto della medesima. Non vi era nemmeno traccia del fatto
che la somma restante di fr. 45'000.– fosse subordinata alla concessione di due
ulteriori posteggi esterni, fermo restando che giusta l'art. 732 CC un accordo
in tal senso      avrebbe ad ogni modo necessitato della forma scritta (dal 1°
gennaio 2012 persino la forma autentica).

 

                                         La
convenuta ha avversato il reclamo per motivi di cui, se del caso, si dirà nel
seguito.

 

Considerando

 

in diritto:                 1.   Secondo l'art. 319 lett. a
CPC sono impugnabili mediante reclamo    -tra l'altro- le decisioni
inappellabili di prima istanza in tema -per quanto qui d'interesse- di rigetto
dell'opposizione giusta gli art. 80-84 LEF (art. 309 lett. b n. 3 CPC).
Trattandosi di decisione pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a
CPC), il termine per l'inoltro del reclamo è di dieci giorni (art. 321 cpv. 2
CPC). Un'eventuale risposta al reclamo deve poi essere proposta entro il
medesimo termine (art. 322 cpv. 2 CPC). La competenza a pronunciarsi sull'impugnazione
è della Camera di esecuzione e fallimenti (art. 48 lett. e n. 1 LOG). Nella
procedura di reclamo non sono ammesse né nuove conclusioni, né l'allegazione di
nuovi fatti o la produzione di nuovi mezzi di prova (art. 326 cpv. 1 CPC). 

 

                                         Ciò detto,
presentato lunedì 25 marzo 2013 avverso la decisione 13 marzo 2013, notificata
lo stesso giorno e recapitata agli istanti l'indomani (estratto “Tracciamento
degli invii” 27 marzo 2013), il reclamo risulta tempestivo per effetto
dell'art. 142 cpv. 3 CPC. L'impugnazione è stata notificata alla convenuta il 3
aprile 2013 e ritirata il successivo 8 aprile. Il termine di dieci giorni è
così venuto a scadenza il 18 aprile 2013. Di modo che pure la risposta al
reclamo risulta ammissibile.   

 

                                   2.   Giusta l'art. 320
CPC con il reclamo possono essere censurati sia l'applicazione errata del
diritto che l'accertamento manifestamente errato dei fatti. Per i reclamanti,
il contratto di compravendita agli atti costituisce un valido titolo di rigetto
provvisorio per la rata finale di fr. 380'000.– e quindi anche per l'importo di
fr. 45'000.– (reclamo, pag. 4 n. 9 e pag. 5 n. 10). A fronte di ciò, spettava
pertanto all'escussa rendere verosimili eccezioni -che essi ad ogni modo
contestano- atte a giustificare la riduzione del saldo da fr. 380'000.– a fr.
45'000.–, e finanche a meno (reclamo, pag. 5 segg. n. 10). Essi invocano pertanto
la lesione degli art. 82 LEF, 8 e 732 cpv. 1 CC.   

 

                                   3.   Secondo l'art. 82
cpv. 1 LEF se il credito si fonda sopra un riconoscimento di debito constatato
mediante atto pubblico o scrittura privata, il creditore può chiedere il
rigetto provvisorio dell'opposizione. Il contratto di compravendita
sottoscritto dal compratore costituisce titolo di rigetto provvisorio
dell'opposizione per il pagamento del prezzo di vendita esigibile, a condizione
che il venditore abbia consegnato la cosa venduta oppure l'abbia depositata se
il prezzo era pagabile in anticipo o a contanti (sentenza del Tribunale
federale 5A_179/2012 dell'11 ottobre 2012 consid. 3.2, 5A_630/2010 del 1°
settembre 2011 consid. 2.1; Staehelin, in:
Basler Kommentar, SchKG I, 2a ed., Basilea 2010, n. 98 segg. e n. 113 ad art. 82) 

 

                                         Il giudice del rigetto
accerta d'ufficio ed in ogni stadio di causa (quindi anche in sede di reclamo)
se la documentazione prodotta costituisce valido riconoscimento di debito e se
vi è identità fra il creditore, il debitore ed il credito indicati nel precetto
esecutivo e nell'istanza, con il creditore, il debitore ed il credito di cui ai
documenti prodotti (Staehelin, op.
cit., n. 50 ad art. 84).

 

                                   4.   Il Pretore ha negato
l'esistenza agli atti di un valido titolo di rigetto provvisorio
dell'opposizione poiché l'importo posto in esecuzione non trovava riscontro nel
contratto di compravendita e i documenti agli atti non permettevano una
ricostruzione contabile per giungere alla cifra di fr. 45'000.–, che non poteva
così considerarsi facilmente determinabile (decisione impugnata, pag. 4). Sotto
questo profilo i reclamanti obiettano invece che il contratto di compravendita
del 29 settembre 2009 rappresenta un valido riconoscimento di debito per il
complessivo importo di fr. 380'000.–, corrispondente al saldo finale dovuto sul
prezzo di vendita complessivamente pattuito (reclamo, pag. 4 n. 9). Essi
ritengono irrilevante che la documentazione agli atti da loro prodotta non
consenta di spiegare contabilmente perché essi si erano limitati a porre in
esecuzione la somma di soli fr. 45'000.–, lamentando a loro scapito un
inaccettabile rovesciamento dell'onere della prova (reclamo, pag. 5 n. 10). A
ragione. 

 

                               4.1.   Dal contratto di
compravendita immobiliare con costituzione di diritto di ricupera del 29
settembre 2009, constatato con atto pubblico del notaio __________ (rogito n. __________),
risulta che l'escussa ha acquistato -insieme al marito e in ragione di metà ciascuno-
dai qui istanti la PPP n. __________ (quota di valore 164/1000) nel complesso
denominato “Condominio __________” sul fondo base n. __________ RFD __________
con assegnazione in uso riservato (secondo il relativo piano) di due posti auto
(sovrapposti) al secondo piano superiore, di un deposito al primo piano superiore
e, infine, di una terrazza e di un deposito al piano terreno (doc. B, lett. C a
pag. 2, n. 1.1 e 1.2 a pag. 2 seg.). Il prezzo complessivo è stato pattuito in
fr. 3'800'000.– da corrispondere nel seguente modo: fr. 570'000.– pagati nelle
mani dei venditori all'atto di sottoscrizione del contratto, fr. 1'710'000.– da
versare sul conto del notaio rogante una volta svincolata una cartella
ipotecaria al portatore gravante il fondo base, fr. 1'140'000.– da versare sul
conto costruzioni degli istanti ad avvenuta posa dei serramenti nella PPP e,
infine, il saldo residuo di fr. 380'000.– da versare sul conto del notaio
rogante alla consegna dell'appartamento fissata al più tardi al 30 settembre 2010
(doc. B, n. 2 pag. 3 seg.).       

 

                               4.2.   Con l'esecuzione in
esame gli istanti procedono per l'incasso del “saldo prezzo di
compra-vendita PPP __________, fondo base __________ [correttamente: __________]
RFD __________” (doc. F). Di modo che, in questo contesto -e a differenza
di quanto ritenuto dal Pretore- il citato contratto di compravendita
immobiliare costituisce senz'altro un valido titolo di rigetto provvisorio
dell'opposizione per il saldo residuo di fr. 380'000.– e, conseguentemente,
anche per l'importo minore di fr. 45'000.– a cui gli istanti limitano la
richiesta di pagamento. Trattandosi di un atto pubblico di compravendita (Vock, op. cit., n. 13 e 22 ad art. 82),
in assenza di una prova contraria l'esigibilità della pretesa deve in effetti essere
presunta subentrata il 30 settembre 2010 come specifica la relativa clausola
contrattuale (art. 9 CC; Vock, op.
cit., n. 12 ad art. 82; Schmidt,
in: Commentaire Romand, Poursuite et faillite, Basilea 2005, n. 26 e 28 ad art.
82). In sede di udienza, peraltro, gli istanti hanno avuto modo di precisare
che l'escussa “abita nell'appartamento da più di 2 anni” (verbale, pag.
8 verso l'alto), circostanza rimasta incontestata da parte di quest'ultima.
Sotto questo profilo è per contro irrilevante che -come riafferma la convenuta
in questa sede (risposta al reclamo, pag. 6 ad 9, pag. 8 ad 10)- i reclamanti
abbiano atteso il 2012 (cfr. la diffida di pagamento del 19 giugno 2012: doc.
C) per dare avvio all'incasso forzato. 

 

                               4.3.   Giova in particolare
evidenziare che come tale la quantificazione della pretesa degli istanti non è
stata contestata dalla convenuta, la quale si è limitata ad affermare che “l'importo
di fr. 45'000.– è il risultato di complessi calcoli di dare ed avere tra le
parti, in nessun modo indicati in istanza” (verbale, pag. 3 ad 2) e a
sostenere che il contratto di compravendita agli atti non costituisce “assolutamente
una base di calcolo adeguata per determinare l'importo di Fr. 45'000.–” visto
che “le cifre non combaciano in alcun modo” (verbale, pag. 6 ad 6) e
che, se del caso, l'importo all'incasso avrebbe dovuto essere di fr. 380'000.–
(verbale, pag. 8 in basso). Ora, spettava all’escussa di rendere verosimile che
l’importo effettivamente dovuto era inferiore a quello risultante dal titolo di
rigetto (art. 82 cpv. 2 LEF e sotto consid. 5) e non il contrario. Diversamente
dalle conclusioni del primo giudice pertanto, nel caso di specie, in quanto
fondata sul contratto di compravendita datato 29 settembre 2009 (doc. B), il
credito posto in esecuzione dagli istanti risulta in linea di massima sorretto
da un valido titolo di rigetto provvisorio dell'opposizione. La censura dei reclamanti
è quindi fondata.

 

                                   5.   Giusta l'art. 82
cpv. 2 LEF il giudice pronuncia il rigetto provvisorio dell'opposizione a meno
che il debitore sollevi e giustifichi immediatamente delle eccezioni tali da
infirmare il riconoscimento di debito; all'escusso incombe l'onere di
dimostrare la verosimiglianza delle eccezioni che deduce in giudizio (DTF 132 III 142 consid. 4.1.1 con rinvii). Secondo la
giurisprudenza le eccezioni non solo devono essere esposte in modo convincente
ma devono anche essere sostanziate in modo perlomeno verosimile nel senso che a
conforto delle allegazioni devono esserci riscontri oggettivi (Staehelin, op. cit., n. 87 seg. ad art.
82). In particolare, nel quadro dell'eccezione di inadempimento rispettivamente
di non corretto adempimento della controprestazione, se al debitore che ha
ricevuto la prestazione incombono obblighi di verifica e di notifica, egli deve
rendere verosimile di aver tempestivamente effettuato tale notifica di difetti,
non essendo invece sufficiente contestare la conformità della controprestazione
(sentenza del Tribunale federale 5A_179/2012 dell'11 ottobre 2012 consid. 3.3,
5A_630/2010 del 1° settembre 2011 consid. 2.2 pubblicata in: Pra 2012 n. 32
pag. 221). Spetta pertanto al compratore rendere verosimile la tempestiva
notifica di pretesi difetti alla cosa venduta (Staehelin,
op. cit., n. 113 ad art. 82; Vock,
in: Kurzkommentar, SchKG, Basilea 2009, n. 22 ad art. 82).

 

                               5.1.   Ora, come rilevano i
reclamanti (reclamo, pag. 5 n. 10), a fronte di un valido titolo di rigetto
provvisorio spetta al debitore rendere verosimile che nel frattempo il relativo
importo è già stato o è da considerare in qualche modo “estinto” per avvenuto pagamento,
compensazione o altra causa. A questo proposito, il Pretore ha -invero a titolo
abbondanziale- evidenziato che il pagamento del saldo finale relativo al
contratto di compravendita doveva effettuarsi sul conto del notaio rogante,
senza null'altro prevedere al riguardo. E, in concreto, dai documenti agli atti
(cfr. doc. D e D1) risultava appunto che l'importo di fr. 45'000.– era stato
versato dall'escussa sul conto di quel notaio (decisione impugnata, pag. 4 nel
mezzo). Egli sembra così avere implicitamente ammesso che la somma capitale
posta in esecuzione era da considerare di fatto pagata. Una siffatta
conclusione può nondimeno essere considerata dal giudice del rigetto solo a
fronte di una esplicita eccezione (sentenza del Tribunale federale 5A_630/2010
del 1° settembre 2011 consid. 3.4.1 pubblicata in: Pra 2012 n. 32 pag. 221) che
spettava unicamente all'escussa sollevare e rendere verosimile (sopra, consid. 5).
Ciò non è stato il caso in concreto, la convenuta non avendo mai preteso in
sede di contraddittorio che la somma di fr. 45'000.– versata sul conto del
notaio rogante valesse alla stregua di un pagamento secondo le modalità
contrattuali. Tale circostanza non può quindi inficiare il riconoscimento di
debito agli atti.

 

                               5.2.   I reclamanti
contestano poi l'esistenza di difetti riconducibili ad una questione di
dimensione dei posteggi interni escludendo che da questo punto di vista
l'escussa possa pretendere di validamente opporsi alla loro richiesta di
pagamento di fr. 45'000.– (reclamo, pag. 6 n. 10 nel mezzo). A loro dire
risulta altresì infondato il preteso inadempimento o non corretto adempimento da
lei eccepito per essere venuti meno ad un supposto obbligo di creazione di due
posteggi esterni da costituire in servitù a favore della part. __________ RFD __________
(reclamo, pag. 6 n. 10 in basso). Se non che, su queste eccezioni e sulla
possibilità che le stesse possano ritenersi sufficientemente verosimili alla
luce della documentazione prodotta dall'escussa, il Pretore non si è affatto
espresso. La causa in esame non può così considerarsi matura per il giudizio
giusta l'art. 327 cpv. 3 lett. b CPC (CEF del 20 febbraio 2013 inc. 14.2013.4
consid. 5). Nella presente fattispecie s'impone conseguentemente di annullare
la sentenza impugnata e disporre il rinvio al primo giudice per una nuova
decisione (art. 327 cpv. 3 lett. a CPC) ai sensi dei considerandi. E, in questo
contesto, andrà altresì riesaminata la questione relativa all'ammissibilità dei
documenti prodotti dalla convenuta in sede di duplica orale (doc. 7
 a 9: nell'inc. SO.2012. 4475 della Pretura __________) e questo anche nel
contesto dei motivi giustificativi da quest'ultima addotti, ovvero la necessità
di far fronte alle contestazioni proposte con la replica orale degli istanti
(verbale, pag. 8). 

 

                                   6.   Il reclamo va
parzialmente accolto, nel senso di annullare la decisione impugnata (compreso
quindi il dispositivo sulle spese giudiziarie di prima sede) e di rinviare la
causa al Pretore per un nuovo giudizio. Davanti a questa Camera le spese
processuali (art. 95 cpv. 2 CPC; 48 e 61 cpv. 1 OTLEF) sono poste a carico
delle parti in ragione di un mezzo ciascuno, l'escussa avendo avversato il
reclamo (art. 106 cpv. 1 CPC). A fronte del reciproco grado di soccombenza
(art. 106 cpv. 2 CPC), le ripetibili (art. 95 cpv. 3 CPC) sono compensate. 

 

                                         Ai fini dell'indicazione
dei rimedi giuridici esperibili sul piano federale, il valore litigioso
determinante (art. 74 cpv. 1 lett. b LTF) è di fr. 45'000.–.

 

 

 

 

 

 

Motivi per i quali,

richiamati
gli art. 82 cpv. 1 e 2 LEF, 95 cpv. 2 e 3, 106 cpv. 1 e 2 e 319 segg. CPC, 48 e
61 cpv. 1 OTLEF e la LTF;

 

 

pronuncia:              1.   Il
reclamo è parzialmente accolto.

 

                               1.1.   Di
conseguenza, la decisione 13 marzo 2013 del Pretore __________ (inc.
SO.2012.4476), è annullata e la causa rinviata per nuovo giudizio ai sensi dei
considerandi.

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia per il reclamo, di fr. 350.–, già anticipata dai reclamanti, resta
per ½ a loro carico e per il restante ½ va a carico di CO 1, __________. Le
ripetibili sono compensate.

 

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  –;
  

  –.
  

   

  

                                         Comunicazione alla Pretura
__________.

 

 

Per
la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                                   La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Giacché il valore litigioso
della vertenza è di fr. 45'000.–, contro la presente decisione è possibile
presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14,
entro 30 giorni dalla notificazione (art. 72 e segg. LTF).