# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** abc154bb-353a-5de9-a979-0a2cb8fcbec2
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-09-12
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 12.09.2006 52.2006.42
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2006-42_2006-09-12.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2006.42

   

  	
  Lugano

  12 settembre
  2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano
  Bernasconi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretaria:

  	
  Katia Baggi Fiala, vicecancelliera

  

 

 

statuendo sul ricorso 2 febbraio 2006 di

 

	
   

  	
  RI 1, ,

  RI 2, ,

  RI 3, ,

  RI 4, ,

  tutte
  patrocinate da: PA 1, ,

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 10 gennaio 2006 del Consiglio di Stato
  (n. 76), che ha respinto l'impugnativa presentata dalle ricorrenti avverso la
  limitazione d'uso apposta alla licenza edilizia 14 ottobre 2005 rilasciata
  loro dal municipio di Monte Carasso per la formazione di un accesso veicolare
  al mapp. __________;

  

 

 

viste le risposte:

-    14 febbraio 2006 del
Consiglio di Stato;

-    20 febbraio 2006 del
municipio di Monte Carasso;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto,                           in
fatto

 

                                         che RI 1,
RI 2, RI 3, RI 4, qui ricorrenti, sono comproprietarie della part. __________
di Monte Carasso, sita in zona edificabile, a confine con la strada cantonale;

 

che sino al 2004 l'accesso al fondo delle
ricorrenti è sempre avvenuto attraverso la confinante part. __________ di
proprietà del comune;

 

che nel marzo del 2004 il comune ha
recintato il proprio fondo, precludendo alle ricorrenti l'accesso alla loro
proprietà; il mapp. __________ non è al beneficio di alcun diritto di passo sui
fondi confinanti;

 

che il 3 maggio 2005 le insorgenti hanno
chiesto al municipio il permesso di formare un accesso veicolare sulla strada
cantonale;

 

che dopo un primo preavviso negativo, il 29
settembre 2005 il Dipartimento del territorio ha preavvisato favorevolmente la
concessione della licenza edilizia, alla condizione che l'accesso alla strada
cantonale avvenga solo come utilizzo per le opere di manutenzione ordinaria
(taglio erba e gestione della proprietà privata);

 

che il 14 ottobre 2005 il municipio ha
pertanto concesso la licenza edilizia postulata alla condizione formulata
dall'autorità dipartimentale;

 

che con risoluzione 10 gennaio 2006 il
Consiglio di Stato ha confermato il provvedimento, respingendo l'impugnativa
inoltrata dalle qui ricorrenti contro la condizione alla quale era stato subordinato;

 

che il Governo ha in sostanza ritenuto che
la condizione imposta dal dipartimento corrisponde in realtà ad una semplice
precisazione, secondo la quale l'autorità si riserva il diritto, qualora intervenisse
un cambiamento di destinazione, di riesaminare la fattispecie ed emanare una
nuova decisione;

 

che contro il predetto giudizio governativo
le soccombenti insorgono ora dinanzi al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone
l'annullamento, in via principale postulano la retrocessione degli atti al
Consiglio di Stato per sanare una carenza di motivazione, in via subordinata la
concessione della licenza edilizia senza la condizione litigiosa e in via ancor
più subordinata il diniego della licenza per incompatibilità con la sicurezza
stradale;

 

che le ricorrenti evidenziano innanzitutto
una carenza di motivazione del provvedimento impugnato; la limitazione all'accesso,
oltre che essere sprovvista di base legale, cagionerebbe loro un evidente danno
economico; malgrado che il fondo sia situato in zona edificabile, le ricorrenti
non hanno la certezza che l'accesso venga mantenuto qualora il fondo venisse
edificato; a loro avviso, l'utilizzo dell'accesso non potrebbe essere limitato;
qualora fosse incompatibile con la sicurezza stradale dovrebbe essere integralmente
negato;

 

che all'accoglimento del ricorso si
oppongono il Consiglio di Stato, senza formulare particolari osservazioni e il
municipio, con argomentazioni che saranno semmai riprese in appresso;

 

 

considerato,                   in
diritto

 

                                         che la
competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 21 LE; la
legittimazione delle ricorrenti è certa (art. 43 PAmm); il gravame, tempestivo,
è dunque ricevibile in ordine e può essere reso sulla base degli atti, senza
istruttoria (art. 18 PAmm);

 

che giusta l'art. 47 LStr, la formazione di
accessi è autorizzata se compatibile con la destinazione della strada e con la
sicurezza del traffico; se la formazione è possibile su diverse strade, l'accesso
deve di regola essere fatto su quella gerarchicamente inferiore;

che il criterio determinante per il rilascio
dell'autorizzazione per la formazione di accessi è la sicurezza del traffico;

 

che questo concetto, di natura
indeterminata, riserva all'autorità decidente una latitudine di giudizio relativamente
ampia, che può essere censurata da parte delle autorità di ricorso unicamente
nella misura in cui integri gli estremi di una violazione di diritto, segnatamente
sotto il profilo dell'adeguatezza (RDAT II-1998 n. 26);

 

che l'autorizzazione alla formazione di
accessi è accordata secondo la procedura di rilascio della licenza edilizia
(art. 4 lett. b RLE, art. 44 LStr); la stessa è quindi concessa dal municipio,
previo avviso del dipartimento del territorio;

 

che il preavviso dipartimentale è
obbligatorio in quanto riferito ad un oggetto richiamante l'applicazione della
LStr (allegato 1 al RLE cifra 22);

 

che delegata ai municipi è soltanto la
competenza ad autorizzare la formazione di accessi alle strade cantonali non
connessi con la costruzione di edifici o impianti (art. 3 cpv. 3 LE e allegato
2 lett. a cpv. 1 RLE);

 

che, mutando le circostanze, l'autorità può
modificare il permesso, o anche revocarlo, senza che l'avente diritto possa
pretendere un'indennità qualsiasi (art. 44 cpv. 4 LStr; cfr. art. 9 RLStr);

 

che esso è in particolare revocabile quando
il suo esercizio pregiudichi la sicurezza della circolazione (art. 9 cpv. 2 RLStr);

 

che l'autorizzazione per la formazione di un
accesso non è concessa in astratto, prescindendo da qualsiasi riferimento
all'uso previsto; dovendo essere valutate le ripercussioni che possono
derivarne alla sicurezza della circolazione stradale, l'autorizzazione va
sempre rilasciata in relazione ad una determinata e concreta utilizzazione; 

 

che ogni cambiamento, rilevante dal profilo
edilizio, delle condizioni d'utilizzazione del fondo implica necessariamente un
riesame della sufficienza dell'accesso dal profilo della sicurezza del traffico;

 

che nel caso concreto, il fondo delle
ricorrenti non è edificato; subordinando l'autorizzazione alla formazione
dell'accesso alla condizione che serva soltanto per gli interventi di
manutenzione e di gestione del fondo, l'autorità ha soltanto esplicitato quanto
è già di per sé immanente all'autorizzazione stessa; 

 

che appare in effetti evidente che, anche in
assenza della controversa condizione, l'accesso non potrebbe essere utilizzato
per scopi diversi da quelli per i quali è stato autorizzato; 

 

che anche senza la controversa condizione,
le ricorrenti non potrebbero - in altri termini - prevalersi della licenza
rilasciata ora per utilizzare l'accesso anche per le necessità di una
costruzione che dovesse eventualmente sorgere sul fondo; se l'attuale accesso
potrà essere utilizzato anche per scopi diversi dalla manutenzione ordinaria
del fondo, dovrà essere esaminato nell'ambito della domanda di costruzione, che
dovrà essere inoltrata per utilizzarlo a fini edilizi; 

 

che di conseguenza il ricorso va respinto e
la licenza edilizia impugnata confermata;

 

che, dato l'esito, la tassa di giustizia e
le ripetibili vanno addebitate alle ricorrenti.

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 44, 47, 54 LStr; 9 RLStr, 21 LE; 3, 18,
28, 31, 43, 46, 60, 61 PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia di fr. 800.- è posta a carico delle ricorrenti, in solido, che rifonderanno
al comune di Monte Carasso, fr. 1'000.- a titolo di ripetibili.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  .

  

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  1. municipio
  di Monte Carasso, 6513 Monte Carasso, 

  1 patrocinato da: avv. Franco Pio Ferrari,
  6501 Bellinzona, 

  2. Dipartimento
  del territorio, Servizi generali, UDC, 6500 Bellinzona, 

  3. Consiglio
  di Stato, 6500 Bellinzona, 

   

   

  

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             La
segretaria