# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 84e399e3-4ab9-5875-85b5-59625e6b5e46
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2022-11-21
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 21.11.2022 15.2022.106
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2022-106_2022-11-21.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2022.106

  	
  Lugano

  21 novembre 2022

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Cortese

  

 

 

statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48b
LOG) sul ricorso 8 settembre 2022 della

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

l’operato dell’Ufficio d’esecuzione, sede di
Lugano, o meglio contro la comminatoria di fallimento emessa il 29 aprile
2022 nell’esecuzione n. __________ promossa nei confronti della ricorrente da

 

	
   

  	
  PI 1, IT-__________

   

  

ritenuto

 

in fatto:                   A.   Nell’esecuzione
n. __________ promossa il 18 marzo 2022 PI 1 contro la RI 1 per l’incasso di fr. 4'650.–
complessivi oltre agli accessori, il 29
aprile 2022 la sede di Lugano del­l’Ufficio d’esecuzione (UE), appurato che l’escussa
non aveva interposto opposizione, le ha notificato la comminatoria di
fallimento.

 

                                  B.   Con ricorso 8 settembre 2022, la RI 1 contesta la
comminatoria di fallimento e ne chiede implicitamente l’annullamento.

 

                                  C.   Nelle
sue osservazioni del 13 settembre 2022 l’UE ha chiesto alla Camera di valutare
la possibilità di dichiarare il ricorso irricevibile senza ulteriori atti
istruttori giusta l’art. 9 cpv. 2 LPR.

Considerato

 

in diritto:                 1.   Giusta l’art. 17 LEF, salvo nei casi in cui la legge prescriva la
via giudiziaria, il ricorso all’autorità di vigilanza è ammesso contro ogni
provvedimento di un ufficio di esecuzione o dei fallimenti per violazione di
una norma di diritto o un errore di apprezzamento. Contro la notifica della
comminatoria di fallimento può quindi essere formulato un ricorso unicamente
per ragioni formali (Markus in:
Basler Kommentar, SchKG I, 3a ed. 2021, n.
6 ad art. 160 LEF), quali ad esempio l’incompetenza territoriale dell’ufficio d’esecu­­zione
(DTF 118 III 6), il mancato assoggettamento dell’escusso all’esecuzione
ordinaria in via di fallimento (art. 39 e 40 LEF), l’as­­senza di una decisione
esecutiva che rigetti l’opposizione o l’inol­­tro di un’azione di
disconoscimento di debito (art. 88 cpv. 1 LEF). La via del ricorso è invece
preclusa per questioni di merito (relative cioè alla validità materiale del
credito posto in esecuzione), la cui cognizione spetta esclusivamente all’autorità
giudiziaria o amministrativa competente, in particolare nell’ambito della
procedura di rigetto dell’opposizione (art. 80 segg. LEF).

 

                                   2.   Nel
caso specifico, la RI 1 si duole che l’escutente "è andata in infortunio senza avvisare che tipo
di problema aveva", non ha mai consegnato i
certificati medici in originale, non si è mai presentata dal loro medico e "faceva pagare ai clienti con quello che
batteva in cassa", creandole un danno cospicuo.

 

                                         Quanto
censurato dalla ricorrente riguarda ovviamente una questione di merito, ossia l’esistenza
del credito posto in esecuzione. Il ricorso è pertanto inammissibile. Non
spetta né all’UE né all’au­­torità di vigilanza pronunciarsi su questo tipo di
censure, per le quali la legge prescrive la via giudiziaria (art. 17 cpv. 1
LEF), o meglio le azioni di rigetto dell’opposizione (art. 79 segg. LEF) o di
disconoscimento di debito (art. 83 cpv. 2 LEF), che presuppongono però che l’escusso
abbia interposto opposizione al precetto esecutivo (art. 74 LEF), ciò che la
reclamante ha omesso di fare, precludendosi la possibilità di opporsi alla
prosecuzione dell’ese­cuzione contestando la validità del credito posto in
esecuzione. L’UE ha quindi correttamente notificato la comminatoria di
fallimento impugnata (art. 88 cpv. 1 e 159 LEF). Non appaiono infatti dati
motivi formali d’annullamento della comminatoria di fallimento del tipo
indicato nel soprastante considerando 1.

 

                                   3.   Per
legge non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art.
20a cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF [RS 281.35]).

 

Per
questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il ricorso è inammissibile.

 

                                   2.   Non si prelevano spese né si assegnano indennità.

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  –  ;

  –    IT-.

   

  

                                         Comunicazione
all’Ufficio d’esecuzione, Lugano.

 

 

Per la Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                            Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è
possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, ridotti a cinque ove la
decisione impugnata sia stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione
cambiaria (art. 74 cpv. 2 lett. c, 100 cpv. 2 lett. a e cpv. 3 lett. a LTF). Il
termine non è sospeso durante le ferie giudiziarie nei casi previsti all’art.
46 cpv. 2 LTF.