# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b66715f6-41b5-549e-942b-5439a6da5ed3
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-10-24
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 24.10.2014 12.2013.119
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2013-119_2014-10-24.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2013.119

  	
  Lugano

  24 ottobre 2014/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo,
  presidente, 

  Bozzini
  e Fiscalini

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Bettelini

  

 

 

sedente
per statuire nella causa - inc. n. OA.2007.740
della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1 - promossa con petizione 27
novembre 2007 da

 

	
   

  	
  AP
  1 

  rappr. dall’avv. RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  AO
  1 ora AO 1 

  rappr. dallo studio legale RA
  2 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

con cui l’attore ha chiesto
la condanna della convenuta al pagamento di fr. 290'400.- oltre interessi al 5%
dal 15 luglio 2007; 

 

domanda avversata dalla
convenuta che ha postulato la reiezione della petizione, e che il Pretore con sentenza
7 giugno 2013 ha integralmente respinto;

 

appellante l'attore con
atto di appello 10 luglio 2013, con cui chiede la riforma del querelato
giudizio nel senso di accogliere la petizione per fr. 70'833.- oltre interessi
al 5% dal 15 luglio 2007, protestando spese e ripetibili di entrambe le sedi;

 

mentre la convenuta con
osservazioni (recte: risposta) 16 settembre 2013 postula la reiezione
del gravame pure con protesta di spese e ripetibili;

 

letti ed
esaminati gli atti ed i documenti prodotti;

 

 

 

ritenuto

 

 

in fatto e in
diritto:

 

 

                                  1.  AP
1 è stato assunto da K__________ __________ __________ a far tempo dal gennaio
1998, inizialmente in qualità di assistente del direttore generale (cfr. doc.
B) e dall’ottobre di quell’anno quale direttore e capo del dipartimento risorse
(cfr. doc. C e D), con un salario che, dapprima di fr. 110'000.- annui, è
passato nell’ottobre di quell’anno a fr. 125'000.- annui, per poi raggiungere
nel luglio 1999 i fr. 145'000.- annui. 

                                  A seguito della fusione tra AO 1
e K__________ __________ __________ e del conseguente scioglimento di
quest’ultima, avvenuto nell’aprile 2002 (cfr. doc. A), AP 1 è stato nominato prima
direttore aggiunto della succursale di __________ di AO 1 e poi, dal settembre
2003, direttore della stessa (cfr. doc. E e F), assumendo altresì da inizio
2002 la responsabilità dell’unità di organizzazione per l’intero gruppo __________
in __________ (cfr. doc. M). Dal 1° aprile 2007 (doc. H) egli ha lasciato la direzione
della succursale di __________ di AO 1 ed è stato promosso a responsabile del
settore Logistic & Support presso la sede di __________, con un salario
annuo di fr. 308'100.-.

                                  L’11 aprile 2007 (doc. L) gli è
stata notificata la disdetta del contratto con effetto al 31 ottobre 2007, con
liberazione dall’obbligo di presentarsi sul posto di lavoro e il riconoscimento
di un’indennità di partenza pari a 2 salari mensili.

 

 

                             2.  Con petizione 27 novembre
2007, avversata da AO 1, ora AO 1, AP 1 ha convenuto in giudizio quest’ultima innanzi
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1, per ottenerne la condanna al
pagamento di fr. 290'400.- oltre interessi al 5% dal 15 luglio 2007. Egli, in estrema
sintesi, ha preteso l’attribuzione di un’indennità per licenziamento abusivo pari
a 6 mesi di salario (fr. 154'050.-), il riconoscimento di un’indennità di
partenza corrispondente ad ulteriori 2 salari mensili (fr. 51'350.-) e
l’assegnazione del bonus di fr. 85'000.- per l’anno 2007.

 

 

                             3.  Con sentenza 7 giugno 2013
il Pretore ha integralmente respinto la petizione, ponendo a carico dell’attore
la tassa di giustizia e le spese di complessivi fr. 3'300.- nonché le
ripetibili di fr. 21'800.-.

                                  Il giudice di prime cure ha in
sostanza ritenuto che il licenziamento dell’attore non era abusivo e che neppure
erano date le condizioni per l’attribuzione a favore di quest’ultimo del bonus
per l’anno 2007 e per un’ulteriore indennità di partenza.

 

 

                             4.  Con l’appello 10 luglio
2013, che qui ci occupa e a cui la convenuta si è opposta con risposta 16
settembre 2013, l'attore chiede di riformare il querelato giudizio nel senso di
accogliere la petizione per fr. 70'833.- oltre interessi al 5% dal 15 luglio 2007
con protesta di spese e ripetibili di entrambe le sedi, ribadendo di aver
diritto, pro rata temporis, al bonus per il 2007.

 

 

                             5.  Il 1° gennaio 2011 è
entrato in vigore il nuovo codice di diritto processuale civile svizzero (CPC;
RS 272). Ritenuto che la procedura innanzi al Pretore è stata avviata prima di
quella data, la stessa, fino alla sua conclusione, resta disciplinata dal
diritto cantonale previgente (art. 404 cpv. 1 CPC) e meglio dal codice di
procedura civile ticinese (CPC/TI; RL 3.3.2.1). Non così invece la procedura
ricorsuale in rassegna, che, avendo preso avvio a seguito di una decisione
pretorile comunicata dopo quella data, è retta dalle nuove disposizioni
federali (art. 405 cpv. 1 CPC).

 

 

                             6.  Nel querelato giudizio, il
Pretore, con riferimento al solo tema qui ancora litigioso, quello del bonus preteso
dall’attore per il 2007, ha ritenuto che nel caso di specie non era necessario
stabilire se i bonus versati dalla convenuta fino al 2006 avessero una
componente di salario giusta l’art. 322 CO, e ciò siccome tra le parti dall’aprile
2007 era stato sottoscritto un nuovo contratto di lavoro al quale quella eventuale
componente non tornava evidentemente più applicabile. Egli ha quindi rilevato
che nel nuovo rapporto contrattuale il bonus, inteso come gratificazione ai
sensi dell’art. 322d CO, non era più dovuto: premesso che in caso di
licenziamento con liberazione dall’obbligo di presentarsi sul posto di lavoro
l’ammontare del bonus andrebbe ridotto e finanche soppresso per il periodo
successivo alla ricezione della disdetta, ha in effetti osservato che nella
presente fattispecie, alla luce delle condizioni per la fissazione e la
valutazione del bonus (doc. P), quest’ultimo poteva essere negato quando il comitato
di direzione avesse ritenuto insufficienti le prestazioni del dipendente,
apprezzamento che in concreto aveva dato un risultato negativo e che invero
l’attore neppure aveva contestato debitamente in causa, tanto più che il suo
licenziamento era avvenuto in base a motivazioni oggettivamente difendibili. 

                                  In questa sede l’attore censura
la conclusione del Pretore, rilevando che i bonus, versati dal 2003 al 2006
senza una riserva del carattere non vincolante del pagamento per gli anni
successivi (doc. V, W, X e Y), erano da considerare un elemento di salario e
non una gratificazione, poco importando, anche perché le parti avevano
concordato che all’attore andavano riconosciuti i precedenti anni di servizio,
se dall’aprile 2007 tra le parti fosse stato sottoscritto un nuovo contratto di
lavoro. Il bonus per il 2007 era pertanto dovuto, pro rata temporis.

 

 

                             7.  La gratificazione,
disciplinata dall’art. 322d CO, è una retribuzione speciale che il datore di lavoro
versa al lavoratore in aggiunta al salario, ad esempio una volta all’anno. 

                                  Essa si distingue dal salario ai
sensi dell’art. 322 CO, anche da quello eventualmente stabilito solo in forma
variabile giusta l’art. 322a CO, dal fatto che la sua corresponsione e/o il suo
ammontare dipende almeno parzialmente dalla buona volontà del datore di lavoro
(DTF 129 III 276 consid. 2, 131 III 615 consid. 5.2, 136 III 313 consid. 2, 139
III 155 consid. 3.1). Mentre una somma fissa di denaro stabilita
preventivamente costituisce così un salario e non una gratificazione (DTF 129
III 276 consid. 2, 136 III 313 consid. 2, 139 III 155 consid. 3.1), per
stabilire se eventuali altre prestazioni che non hanno queste caratteristiche
costituiscano un salario oppure una gratificazione occorre esaminare tutte le
circostanze pertinenti del caso (DTF 136 III 313 consid. 2), tenendo soprattutto
conto del criterio distintivo generale di cui si è detto. Ritenuto però che la
gratifica costituisce per definizione un accessorio, di importanza secondaria,
rispetto al salario, è nondimeno chiaro che nel caso in cui la prestazione,
specie se fornita con una certa regolarità e non in un’unica occasione, ecceda
il salario ci si trova in presenza di un vero e proprio elemento salariale (DTF
129 III 276 consid. 2.1, 131 III 615 consid. 5.2, 139 III 155 consid. 3.2).

                                  Se il versamento di una
gratificazione non è stato concordato, espressamente o per atti concludenti
(ciò che si verifica segnatamente qualora la prestazione venga corrisposta per
almeno 3 anni senza una riserva del carattere non vincolante della corresponsione
per gli anni successivi, cfr. DTF 129 III 276 consid. 2, 131 III 615 consid.
5.2), questa prestazione è completamente facoltativa; se per contro un
versamento di questo genere è stato concordato, il datore di lavoro è tenuto a
procedervi, ma dispone pur sempre di una certa libertà nella fissazione del
relativo importo (DTF 131 III 615 consid. 5.2).

 

 

                             8.  Nel caso di specie - come
si vedrà - il giudizio con cui il Pretore ha ritenuto che il bonus per l’anno
2007 di fr. 85'000.- (il cui ammontare è stato ritenuto non provato dalla
convenuta per la prima volta, e con ciò irritualmente ai sensi dell’art. 317
cpv. 1 CPC, solo in questa sede) non avesse una componente di salario (per cui doveva
essere pagato all’attore pro rata temporis nonostante questi non fosse
più alle dipendenze della convenuta al momento in cui il bonus era divenuto
esigibile, ossia alla fine dell’anno, rispettivamente nonostante il suo
rapporto contrattuale fosse stato disdetto, cfr. TF 28 febbraio 2006 4C.426/2005 consid. 5.1, 13 luglio 2007 4A_115/2007 consid. 4.3.1) può senz’altro essere confermato.

 

 

                           8.1  L’istruttoria di causa ha innanzitutto
permesso di accertare che tutti i bonus versati all’attore - tranne quello per
il 1998 (che per contratto doveva ammontare a fr. 10'000.- [doc. B], poi
aumentati a fr. 15'000.- [doc. C], e che ha in definitiva dato luogo a un
pagamento di fr. 20'000.- [doc. Q]) - non erano stati quantificati preventivamente
nei relativi contratti con un importo fisso. 

                                  Per quanto riguarda i bonus versati
per il periodo tra il 1999 e il 2001, dal fatto che la loro entità veniva
fissata individualmente a dipendenza delle prestazioni svolte dal dipendente (cfr.
doc. R, S e T; di qui tra l’altro la loro denominazione “premio per
prestazione”), che con ciò erano oggetto dell’apprezzamento da parte del datore
di lavoro, si può di principio dedurre che gli stessi costituivano una
gratificazione (DTF 139 III 155 consid. 3.1; TF 13 luglio 2007 4A_115/2007
consid. 4.3.3).

                                  Diversa è invece la situazione
per i bonus versati dal 2002 al 2005 (denominati “participation au bénéfice
pour l’exercice”, cfr. doc. U, V, W e X): dato che gli stessi venivano definiti
in funzione del grado del dipendente e non tenevano conto della sua responsabilità
(cfr. “Rémunération de la performance années 2006 - 2007 - 2008
Règles générales” p. 1 nel plico doc. P), essi, non dipendendo da un
apprezzamento soggettivo del dipendente, costituivano in effetti una forma di
salario. 

                                  La situazione giuridica è mutata a
far tempo dal 1° gennaio 2006: da allora il bonus (sia pure ancora chiamato
“participation au bénéfice pour l’exercice”, cfr. doc. Y e H) è in effetti
tornato a tener conto del risultato netto del datore di lavoro e della prestazione individuale del dipendente (cfr. “Rémunération
de la performance années 2006 - 2007 - 2008 Règles générales” p. 1 nel plico
doc. P [versato agli atti dall’attore], il punto 2 della direttiva “Normes concernant la fixation et
l’évaluation des objectifs pour la détermination de la rémunération sur la base
de la performance” sempre nel plico doc. P e l’art. 7.3 del “Règlement
du personnel des entités de AO 1 en __________”, doc. 12), per cui allo stesso andava
nuovamente riconosciuto il carattere di gratificazione.

 

 

                           8.2  Neppure si può ritenere che
il carattere di gratificazione attribuito ai bonus versati per gli anni dal
1999 al 2001 (pari a fr. 30'000.- [doc. R], fr. 50'000.- [doc. S] e fr.
75'000.- [doc. T]) e per il 2006 (fr. 85'000.- [doc. Y]) nonché al bonus non
ancora corrisposto per il 2007 (fr. 85'000.-) venga meno in considerazione degli
importi pagati a quel momento a titolo di salario, atteso che quelle
retribuzioni speciali fino al 2006 variavano tra il 20% e il 58% del salario
annuo di fr. 145'000.- (risultante dal contratto del 1° luglio 1999 [doc. D]) e
costituivano in media il 44% dei salari annui così corrisposti - ritenuto che
in realtà queste percentuali erano decisamente inferiori, essendo addirittura
evidente che le importanti promozioni in seguito ottenute dall’attore (cfr. supra
consid. 1) e la sua ulteriore nomina a fine 2004 a membro associato del comitato di direzione della sede centrale (doc. G) avevano comportato un sensibile
aumento di quel salario, tanto più che nel contratto del 27 febbraio 2007 [doc.
H] era stato specificato che quell’accordo annullava e sostituiva un precedente
contratto, non versato agli atti, recante la data del 19 dicembre 2001 e un
ulteriore scritto, pure non agli atti, datato 31 ottobre 2003 - e che in ogni
caso per il 2007 rappresentavano solo il 27% del salario annuo di fr. 308'100.-
(doc. H). La giurisprudenza ha in effetti già avuto modo di stabilire che, in
presenza di salari annuali, come nella fattispecie, ampiamente superiori a fr.
100'000.- e tali persino da superare i fr. 300'000.- non può essere
riconosciuto il carattere di salario ai bonus che variano tra il 30% e il 63%
del relativo salario annuo e costituiscono in media il 44% dei salari annui
corrisposti (TF 15 maggio 2012 4A_26/2012 consid. 5.2.1).

 

 

                           8.3  Alla luce di quanto precede,
l’unica censura sollevata dall’attore nel gravame si rivela manifestamente
infondata. In base alla giurisprudenza citata in precedenza (cfr. consid. 7),
dal fatto che gli ultimi 4 bonus annuali, quelli dal 2003 al 2006 (doc. V, W, X
e Y), fossero stati versati dalla convenuta senza una riserva del carattere non
vincolante del pagamento per gli anni successivi, non si può in effetti dedurre
che gli stessi erano da considerare un elemento di salario, ma semmai - fatto
salvo quanto si dirà qui di seguito - che gli stessi non erano stati versati a
titolo facoltativo, ma a titolo “obbligatorio” (fermo restando che il datore di
lavoro in tal caso disponeva di una certa libertà nella fissazione del relativo
importo, dovuto in particolare nella misura in cui le condizioni stabilite per
la sua concessione erano adempiute). Ciò non toglie però che il bonus per il
2006 (che per altro, a prescindere da quanto si è detto, in base alla direttiva
“Rémunération de la performance années 2006 - 2007 - 2008 Règles générales”, a
p. 1, nel plico doc. P rimaneva in ogni caso dovuto solo “à bien plaire”,
rispettivamente secondo il punto 2 della direttiva “Normes concernant la
fixation et l’évaluation des objectifs pour la détermination de la rémunération
sur la base de la performance” sempre nel plico doc. P e l’art. 7.3 del
“Règlement du personnel des entités de AO 1 en __________” di cui al doc. 12 andava
considerato una remunerazione facoltativa il cui versamento continuo e
ininterrotto non determinava alcuna pretesa di versamento per il futuro) e soprattutto
quello per il 2007 qui in discussione (che oltretutto anche dal contratto risultava
essere dovuto solo “à bien plaire”, cfr. doc. H), non costituivano degli
elementi del salario. E in ogni caso, dal cambiamento del regime contrattuale
sul bonus, intervenuto - come detto - a far tempo dal 1° gennaio 2006, neppure risulta
che la relativa retribuzione speciale sia stata corrisposta per almeno 3 anni
senza una riserva del carattere non vincolante della sua corresponsione per gli
anni successivi (essendo oltretutto chiaro che i bonus corrisposti per gli anni
dal 2003 al 2005, che non menzionavano quella riserva, costituivano invece degli
elementi del salario), sicché la censura dell’attore dev’essere disattesa anche
per questa ragione.

 

 

                             9.  Appurato con ciò che il
bonus per l’anno 2007 costituiva una gratificazione ai sensi dell’art. 322d CO,
è a ragione che il Pretore ha concluso che lo stesso non era in concreto dovuto.

                                  L’attore, venendo meno al suo
obbligo di motivazione (art. 311 cpv. 1 CPC), non ha in effetti censurato nel
gravame l’assunto pretorile secondo cui nella presente fattispecie, alla luce
delle condizioni per la fissazione e la valutazione del bonus (doc. P), lo
stesso poteva essere negato qualora il comitato di direzione avesse ritenuto
insufficienti le prestazioni del dipendente, apprezzamento che in concreto
aveva dato un risultato negativo e che invero l’attore neppure aveva contestato
debitamente in causa, tanto più che il suo licenziamento era avvenuto in base a
motivazioni oggettivamente difendibili. 

                                  Per completezza di motivazione,
si aggiunga - come del resto rilevato dalla convenuta nella sua risposta all’appello
- che il versamento del bonus in questione pro rata temporis era in ogni
caso escluso già per un’altra ragione: l’art. 322d cpv. 2 CO dispone in effetti
che se, come nel caso concreto, il rapporto di lavoro termina prima
dell’occasione che dà luogo alla retribuzione speciale, il lavoratore ha
diritto a una parte proporzionale solo se ciò è stato convenuto, ciò che però nella
presente fattispecie non era manifestamente il caso, ritenuto che l’art. 7.3
del “Règlement du personnel des entités de AO 1 en __________” (doc. 12)
stabiliva unicamente che un bonus pro rata temporis poteva essere
attribuito ai collaboratori che avevano cominciato il loro rapporto di lavoro
nel corso dell’esercizio (e non invece a quelli che lo avevano concluso prima
della fine dell’esercizio), rispettivamente che l’assegnazione di un bonus in
caso di scioglimento del contratto era deciso dalla banca solo secondo il suo
libero apprezzamento (e non era così dovuto obbligatoriamente), ritenuto oltretutto
che mai in precedenza - come osservato anche dal Pretore, senza che la relativa
circostanza sia stata censurata in appello dall’attore - una tale retribuzione era
stata concessa a dipendenti che, come l’attore, erano stati licenziati al di
fuori di una ristrutturazione (cfr. testi __________ ad 19, __________ ad 11 e __________
ad 21).

 

 

                           10.  Ne discende che l’appello
dell’attore deve essere respinto nella misura in cui è ricevibile. Le spese
processuali e le ripetibili della procedura d’appello, calcolate sulla base di
un valore litigioso di fr. 70'833.-, seguono la soccombenza (art. 106 CPC).

 

 

 

 

 

Per i quali motivi,

richiamati gli art. 106 CPC e la LTG

 

 

 

decide:                    

 

 

                              I.  L’appello 10 luglio 2013
di AP 1 è respinto nella misura in cui è ricevibile. 

 

 

                             II.  Gli oneri processuali di
fr. 2’500.- sono a carico dell’appellante, che rifonderà alla controparte fr.
3’000.- per ripetibili. 

 

 

                            III.  Notificazione:

	
   

  	
  - 

  - 

   

  

                                  Comunicazione alla Pretura del
Distretto di Lugano, sezione 1

 

 

Per
la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

La
presidente                                      Il vicecancelliere                   

         

         

 

 

Rimedi giuridici 

Nelle
cause a carattere pecuniario con un valore litigioso superiore a fr. 30'000.- è
dato ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30
giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 74 cpv. 1
e 100 cpv. 1 LTF).