# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 633e5368-c51e-5d6c-a267-18fc42ac8fb1
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-09-25
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera civile dei reclami 25.09.2018 16.2016.15
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_004_16-2016-15_2018-09-25.html

## Full Text

Incarto n.

  16.2016.15

  	
  Lugano

  25 settembre 2018/rn

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera civile dei reclami del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Giani,
  presidente,

  Fiscalini
  e Bozzini

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  F.
  Bernasconi

  

 

 

sedente
per statuire sul reclamo 29 febbraio 2016 presentato dalla

 

	
   

  	
  RE
  1  

  (patrocinata
  dall'avv.  PA 1 )

   

  
	
   

  	
  contro
  la sentenza del 2 febbraio 2016 emessa dal Giudice di pace del circolo di
  Lugano Ovest nella causa n. 29/C/13/PE (contratto di appalto) promossa con
  istanza del 28 febbraio 2013 dalla

  	 

 

	
   

  	
  CO
  1  

  (patrocinata
  dall'avv.  PA 2 ),

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

esaminati gli atti

 

ritenuto

 

in fatto:                    A.   Il 20 maggio 2010,
nel corso dell'edificazione di una proprietà per piani sulla particella n. 4
RFD di __________, sezione __________ (‟cantiere __________ – mapp. 4 – __________,
appartamenti 2 e 4ˮ), si è tenuta una riunione di cantiere alla presenza –
segnatamente – degli architetti S__________ __________ e V__________ __________
dello CO 1 di __________, che si occupava della progettazione e della direzione
lavori, dell'avv. M__________ __________, amministratore unico della società RE
1, e di __________ __________ C__________ (“detto __________ __________”), in
cui tra l'altro si sono discusse le possibilità edificatorie dell'adiacente
particella n. 1049, appartenente a quest'ultimo. Sul verbale redatto al termine
della riunione figura in particolare quanto segue:

                                         ‟Discusso
preventivo per esecuzione modellino. Committenza accettato costo di ca. fr. 1'700/1'800.–
per l'esecuzione. Procedere.ˮ. 

 

                                         Il modello in scala 1:100
in materiale plastico (forex) del “terreno, curve di livello di 4 mm di
spessore, con muro di sostegno esistente e sopraelevazione” è stato costruito dall'arch.
I__________ __________, il quale, l'8 settembre 2010, ha trasmesso la sua
fattura di fr. 2690.– complessivi alla RE 1 che l'ha saldata.

 

                                  B.   Il 21 novembre 2011
la CO 1 ha inviato alla RE 1 una fattura di fr. 3704.40 per l'allestimento
di disegni e coordinamento per la creazione del modello eseguito dall'arch. I__________
__________. Constatato il mancato pagamento, il 27 agosto 2014 la stessa ha
fatto notificare alla RE 1 il precetto esecutivo n. __________ dell'Ufficio
esecuzioni di Lugano per l'incasso di fr. 3704.40, al quale l'escussa ha
interposto opposizione.

 

                                  C.   Ottenuta l'autorizzazione
ad agire, con petizione del 28 febbraio 2013, la CO 1 si è rivolta al Giudice
di pace del circolo Lugano Ovest per ottenere dalla RE 1 il pagamento di fr. 3704.40
più interessi al 5% dal 1° gennaio 2012 e accessori. Chiamata a presentare
osservazioni la convenuta ha proposto di respingere la petizione chiedendo al
giudice di pace di statuire in base alle prove già agli atti. Nella sua replica
(‟contro osservazioniˮ) del 24 giugno 2013 l'attrice ha mantenuto
la sua richiesta notificando prove. All'udienza del 18 dicembre 2013,
indetta per dibattimento, le parti hanno riaffermato il loro punto di vista.

 

                                  D.   Statuendo con
decisione del 2 febbraio 2016 il Giudice di pace, ha accolto la petizione e
condannato la convenuta a versare all'attrice fr. 3704.40 oltre interessi del
5% dal 9 gennaio 2012, ordinando altresì il rigetto in via definitiva dell'opposizione
interposta dalla convenuta al citato precetto esecutivo. Le spese processuali
di fr. 250.– sono state “condonate” mentre il convenuto è stato tenuto a rifondere
alla controparte fr. 350.– per ripetibili. 

 

                                  E.   Contro la sentenza
appena citata la RE 1 è insorta a questa Camera con un reclamo del 29 febbraio
2016 in cui chiede la riforma del giudizio impugnato nel senso di respingere la
petizione. Nelle sue osservazioni del 19 maggio 2016 la CO 1 propone di
dichiarare irricevibile il reclamo o quanto meno di respingerlo.

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   Nella fattispecie,
contrariamente a quanto crede la reclamante, la decisione impugnata non è stata
emanata dal Giudice di pace come autorità di conciliazione, la quale è
competente solo per decidere controversie patrimoniali con un valore litigioso
fino a fr. 2000.– (art. 212 cpv. 1 CPC), ma nella procedura semplificata
applicabile nelle controversie patrimoniali fino a un valore litigioso di fr.
30 000.– (art. 243 cpv. 1 CPC). Tali decisioni sono impugnabili, trattandosi di
controversie patrimoniali con un valore litigioso inferiore a fr. 10 000.–, con
reclamo entro trenta giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 1 CPC). Nella
fattispecie, la decisione impugnata è pervenuta alla patrocinatrice della
convenuta il 3 febbraio 2016. Introdotto 29 febbraio 2016, il reclamo in
esame è pertanto è pertanto ricevibile.

 

                                   2.   Al reclamo la RE 1 allega
una serie di documenti che però figurano già nel fascicolo trasmesso dal
Giudice di pace. La loro produzione è dunque superflua.

 

                                   3.   Secondo l'art. 320
CPC con il reclamo può essere censurata l'errata applicazione del diritto
(lett. a) e/o l'accertamento manifestamente errato dei fatti (lett. b). L'autorità
di reclamo esamina con pieno potere di cognizione le censure concernenti l'errata
applicazione del diritto – federale, cantonale o estero – da parte della giurisdizione
inferiore. Per quanto concerne invece i fatti, l'autorità di reclamo ha un
potere di cognizione limitato, potendo rivedere i fatti soltanto se essi sono
stati accertati in modo mani-festa mente errato (DTF 140 III 88 consid. 2.2 con
rinvii).

 

                                   4.   Dal profilo formale
la CO 1 afferma nelle proprie osservazioni che il reclamo è irricevibile per
carenza di motivazione, la reclamante non esponendo le critiche in maniera
chiara e circostanziata e senza un'argomentazione esaustiva.

 

                                         Ora, che un reclamo debba essere
“motivato” (nel senso del­l'art. 321 cpv. 1 CPC) non fa dubbio. Doglianze generiche e recriminazioni di carattere generale
sono quindi insufficienti per motivare un reclamo. La motivazione di un
reclamo, che ha esigenze equivalenti a quella
di un appello (sentenza del Tribunale federale 5D_190/2014 del 12 maggio 2015
consid. 2 con rinvii), dev'essere sufficientemente esplicita per permettere all'autorità
di secondo grado di comprenderla facilmente. In un reclamo non basta quindi
elencare possibili errori nei quali sarebbe caduto il primo giudice, ma – come
sopra esposto (v. consid. 3) – occorre spiegare almeno succintamente in cosa
consista l'errata applicazione del diritto e/o l'accertamento manifestamente
errato dei fatti e quale conseguenza ne derivi ai fini del giudizio. In
concreto, nel suo allegato la reclamante censura chiaramente la validità
degli accordi tra le parti sull'esecuzione del modellino confrontandosi con la
motivazione del Giudice di pace e spiegando in cosa consiste l'errata
applicazione del diritto e l'accertamento manifestamente errato dei fatti. Tanto
basta ai fini delle ricevibilità del rimedio. Quanto alle singole censure,
ciascuna di esse sarà oggetto di una disamina particolareggiata. 

 

                                   5.   Nella decisione
impugnata il Giudice di pace, dopo avere constatato che la convenuta nemmeno
pretendeva di non essere stata al corrente del verbale della riunione di
cantiere del 26 aprile 2010 in cui risultava l'accettazione da parte sua il preventivo
di circa fr. 1700/1800.– per l'esecuzione di modellino, ha ritenuto che
quantunque non fosse controfirmato il verbale “si ritiene accettato” se “chi ha
delle osservazioni o correzioni” non ne chiede “la puntualizzazione che ritiene
meglio”. Ne ha così dedotto che la convenuta, quale committente, aveva accettato
“non solo l'esecuzione del modello (incontestato) ma che CO 1 si occupasse della
sua esecuzione, altrimenti occorreva indicare chi se ne sarebbe occupato”. E
egli ha soggiunto, un modellino in scala 1:100 “non si costruisce senza indicazioni
e disegni, soprattutto se considerano tre varianti”.

 

                                         Per il Giudice di pace
appare chiaro che l'attrice, che “si stava occupando per la RE 1 del mappale
confinante, in presenza di un più ampio contesto non abbia inserito nel
preventivo per la realizzazione del modello anche la sua consulenza sicché non
ha ravvisato una negligenza o una mancanza di trasparenza nei confronti della
cliente. Egli, poi, non senza esporre come l'attrice avrebbe dovuto distinguere
tra il lavoro dell'architetto responsabile e quello del disegnatore, ha ritenuto
che la fattura alla tariffa oraria di fr. 125.– l'ora “nel suo risultato medio
tra i due non cambierebbe considerando che il primo ha svolto 12 ore e il secondo
14”. E per il primo giudice, anche la pretesa di fr. 180.– relativa alle
spese diverse, sebbene non specificatamente documentata, “potrebbe trovare
spiegazione nei costi di riproduzione dei piani necessari alla costruzione del
modello”. Donde, in definitiva, l'accoglimento della petizione.

 

                                   6.   La RE 1 contesta
anzitutto il contenuto del verbale di riunione di cantiere del 20 maggio 2010
(doc. E) ribadendo che non reca alcuna firma e che non vi è nessuna prova dell'invio
alle parti. Essa contesta l'esistenza della prassi evocata dal primo giudice,
per il quale i verbali delle riunioni di cantiere non sono sottoscritte dai
presenti ma vengono trasmessi in un secondo tempo sicché la parte che intende
apporre puntualizzazioni deve segnalarle pena l'accettazione del contenuto. A
suo parere, pertanto, la convinzione personale del primo giudice non vale come
regola giuridica ed è arbitraria. 

 

                                         Così argomentando, la
reclamante non si confronta compiutamente con la motivazione del primo giudice
secondo cui essa non aveva contestato di essere a conoscenza del verbale. E in
effetti, davanti al primo giudice, la convenuta mai aveva preteso di non avere
ricevuto una copia del verbale in questione. Per il resto, sulle varie prassi di
cantiere si potrà anche discutere, resta il fatto che il modellino è stato
costruito e che la RE 1 ha saldato la fattura di I__________ __________. Sulla
questione di sapere quali prestazioni fossero intese nell'indicazione sul
verbale ‟Committenza accettato costo di ca. fr. 1'700/1'800.– per l'esecuzioneˮ
si tornerà qui di seguito. Al riguardo privo di adeguata motivazione (nel senso
dell'art. 321 cpv. 1 CPC), in proposito il reclamo si rivela irricevibile.

 

                                   7.   La reclamante
ritiene che il noto verbale comproverebbe tutt'al più solo l'incarico di
eseguire il modello, prestazione per altro onorata quantunque la fattura fosse superiore
a quanto preventivato. A suo avviso, da tale verbale non si può dedurre invece il
conferimento di un tale mandato alla convenuta. Anzi, essa soggiunge, il primo
giudice ha erroneamente sovvertito l'onere della prova dell'art. 8 CC giacché
spettava all'attrice dimostrare la conclusione di un contratto tra le parti e
non a lei provare di avere incaricato altri per le medesime prestazioni
rivendicate dall'istante. Essa rileva così che il modellino è stato costruito e
pagato e nulla dalla fattura di I__________ __________ fa riferimento a
prestazioni dell'istante, alla quale la fattura nemmeno è stata inviata. E, per
lei, tale fattura era omnicomprensiva tanto più che essa non era al corrente
delle direttive per onorari d'architetti (doc. M), prodotte dall'attrice ma non
trasmesse dal primo giudice, né della corrispondenza tra l'attrice e il
costruttore. Per la reclamante, inoltre, nulla dimostra che un modellino in
scala, 1:100 non si costruisce senza indicazioni, né l'istante ha mai adotto tale
circostanza sicché il primo giudice, architetto di professione, ha verosimilmente
fatto capo alle proprie conoscenze. Essa sostiene poi che l'attrice nemmeno ha
provato le condizioni e i termini del contratto “relativo alla realizzazione di
un più ampio mandato inerente il cantiere di __________”, sicché con la rinuncia
all'assunzione di prove al riguardo, il primo giudice avrebbe dovuto considerare
che “vi era stata negligenza e poca trasparenza nei confronti della ricorrente”.

 

                                         a)  In
primo luogo occorre stabilire se le parti abbiano manifestato concordemente la
loro reciproca volontà, e dunque abbiano perfezionato la conclusione di un contratto
(art. 1 cpv. 1 CO). La conclusione di un contratto d'appalto non è soggetta a
una forma particolare, potendo essere validamente concluso anche oralmente o
tacitamente (Gauch, Der Werkvertrag,
5ª edizione, pag. 167 n. 406). È indubbio poi che in una causa come quella in
esame retta dalla procedura semplificata (art. 243 cpv. 1 CPC) è applicabile il
principio attitatorio sicché spetta alle parti – non al giudice – il compito di
allegare e provare i fatti sui quali fondano le loro pretese. 

 

                                         b)  Nella
fattispecie, dal noto verbale (doc. E) risulta che le parti, segnatamente gli
architetti S__________ __________ e V__________ __________ dello CO 1 di __________,
che si occupavano della progettazione e della direzione lavori del cantiere “__________”
sulla particella n. 4 __________ sezione __________, l'avv. M__________ __________,
amministratore unico della società RE 1, e il proprietario della particella n.
1049 hanno ‟Discusso preventivo per esecuzione modellino. Committenza
accettato costo di ca. fr. 1'700/1'800.– per l'esecuzione. Procedereˮ. Nell'impossibilità
di accertare la reale e concorde volontà delle parti a questo riguardo, sulla
base di un'interpretazione secondo il principio dell'affidamento si può
ragionevolmente ritenere che lo CO 1 e la RE 1 abbiano concluso un accordo sull'esecuzione
di un modellino riguardante le possibilità edificatorie della particella n.
1049 al costo di fr. 1700.–/1800.–. Ovvero, in altre parole, che l'attrice
si era impegnata in modo vincolante a fornire le sue prestazioni per quel
prezzo forfetario. Quantunque non sia presunta, le parti hanno per finire pattuito
una mercede a corpo nel senso dell'art. 373 CO e non una mercede secondo il
valore dell'opera (art. 374 CO).

 

                                         c)  L'attrice
era pertanto tenuta a compiere l'opera per la somma concordata, senza diritto
ad alcun aumento, nemmeno in caso di maggior lavoro e maggiori spese rispetto
quanto previsto (art. 373 cpv. 1 CO). In caso di contestazioni incombe all'appaltatore
dimostrare quali prestazioni fossero comprese nel prezzo forfetario e quelle invece
escluse (sentenza del Tribunale federale 4A_501/2017 del 31 luglio 2018 consid.
2.2.1; Gauch, op. cit., pag. 372; n.
906; Zindel/Pulver/ Schott in:
Basler Kommentar, OR I, 6ª edizione, n. 39 ad art. 373; Chaix in: Commentaire Romand, CO I, 2ª edizione, n. 36 ad
art. 373). In concreto, tuttavia salvo “esecuzione del modellino”, tutto si
ignora al riguardo. 

 

                                              Certo,
una mercede a corpo non esclude che l'appaltatore, in virtù dell'art. 373 cpv.
2 CO, possa fatturare al committente degli aumenti, in particolare qualora
circostanze straordinarie non imputabili allo stesso, che non potevano essere
previste o che erano escluse dalle previsioni ammesse da ambedue le parti al
momento della stipulazione del contratto, abbiano impedito o reso oltremodo
difficile il compimento dell'opera (II CCA, sentenza inc. 12.2016.158 del
12 febbraio 2018 consid. 7.2.2 con rinvio a DTF 113 II 513 consid. 3b). E, una
volta di più, incombe all'appaltatore provare la modifica del contratto e le spese
supplementari che ne derivano (sentenza del Tribunale federale 4A_433/2017 del
29 gennaio 2018 consid. 3.2.3). Se non che, nella fattispecie, l'attrice
nemmeno ha allegato l'esistenza di tali circostanze, né tanto meno queste risultano
dagli atti. Ne segue che l'attrice ha diritto al prezzo pattuito, che
costituisce al tempo stesso un limite minimo e massimo, ma non a una mercede supplementare.

 

                                         d)  D'altro
canto la reclamante non può essere seguita laddove pretende che l'accordo
riguarda solo la realizzazione materiale del modello. Certo, si può disquisire
sul fatto che “un modello in scala 1:100 non si costruisce senza indicazioni e
disegni soprattutto poi se deve considerare 3 varianti” sia una circostanza notoria
o meno (sulla nozione; DTF 143 IV 380). Resta il fatto che per comune
esperienza la costruzione di un modellino raffigurante una costruzione è il prodotto
del lavoro intellettuale proprio di un architetto. E l'interessata non pretende
che I__________ potesse costruire il modello senza dei piani, ma ammette che
con lo stesso costruttore vi era stato un accordo sul preventivo di fr. 2500.– per
la costruzione del modello (reclamo pag. 5 in alto). Se ne deduce che il
contratto per la realizzazione materiale del modello esulava dall'accordo del
20 maggio 2010 concluso tra RE 1 e la CO 1, il quale riguardava le prestazioni
intellettuali effettuate da quest'ultimo. Che la convenuta abbia onorato le prestazioni
del costruttore per la realizzazione del modello non fa pertanto decadere le
pretese dell'attrice.

                                              

                                         e)  Nelle
circostanze descritte la convenuta non può essere astretta a versare più della mercede
contrattuale e viceversa l'attrice non può pretendere più di fr. 1750.–. Ciò
rende superfluo esaminare le contestazioni sull'ammontare della fattura, il committente
dovendo sempre pagare la mercede intera, quantunque il compimento dell'opera
abbia richiesto minor lavoro di quanto era stato previsto (art. 374 cpv. 3 CO).
Il reclamo, che ha evidenziato un'errata applicazione del diritto, deve essere
accolto entro tali limiti.

 

                                   8.   Visto
quanto precede e soccorrendo le premesse dell'art. 327 cpv. 3 lett. b CPC la
decisione impugnata deve essere riformata nel senso che la petizione è accolta
limitatamente a fr. 1750.–. Quanto agli interessi, essi decorrono dal 9 gennaio
2012, data di per sé non contestata dalla reclamante.

                                      

                                   9.   Le
spese del giudizio odierno seguono il vicendevole grado di soccombenza (art.
106 cpv. 2 CPC). Si giustifica così di suddividere gli oneri processuali in
ragione di un mezzo ciascuno e di compensare le ripetibili. Medesima sorte segue
il dispositivo di prima sede relativo alle spese e alle ripetibili, fermo
restando che il Giudice di pace ha condonato la tassa di giustizia.

 

 

Per questi motivi, 

 

decide:                      I.   Il reclamo è parzialmente
accolto nel senso che la decisione impugnata è così riformata:

 

                                      1.  La petizione è parzialmente accolta nel senso che
la convenuta è con- dannata a versare all'attrice la somma di fr. 1750.– oltre
interessi al 5% dal 9 gennaio 2012. 

 

                                           Conseguentemente
l'opposizione interposta al PE __________ dell'Ufficio esecuzioni di Lugano è
respinta in via definitiva limitatamente a fr. 1750.– oltre interessi al 5% dal
9 gennaio 2012.

 

                                      2.  La tassa di
giustizia e le spese di fr. 250.– sono condonate. Le ripetibili son compensate.

 

                                   II.   Le spese processuale del
reclamo, di fr. 400.–, sono poste a carico delle parti in ragione di un mezzo
ciascuno, compensate le ripetibili.

 

                                  III.   Notificazione a:

	
   

  	
  –   
  ;

  –
     .

   

  

 

                                         Comunicazione alla Giudicatura
di pace del circolo di Lugano Ovest.

 

 

Per
la Camera civile dei reclami del Tribunale d'appello

Il
presidente                                                          La vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Nelle cause di carattere pecuniario che non raggiungono il valore litigioso
di almeno 30 000 franchi (o almeno 15 000 franchi nelle controversie in materia
di diritto del lavoro e di locazione), è ammissibile, entro trenta giorni dalla
notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia
civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per i motivi previsti dagli art.
 95 a 98 LTF (art. 72 e 74 LTF), solo se la controversia concerne una questione
di diritto di importanza fondamen­tale (art. 74 cpv. 2). La legittimazione a
ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il
ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso
sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi
previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è
disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.