# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0f41a239-6f3f-57ad-a18c-cbff6655aa2b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-08-24
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 24.08.2001 52.2001.207
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2001-207_2001-08-24.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2001.00207

   

  	
  Lugano

  24 agosto
  2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna e Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Thierry Romanzini, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso  1 giugno 2001 di

 

 

	
   

  	
  __________ 

  patr. dall'avv. __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la risoluzione 15 maggio 2001 (n. 2279) del
  Consiglio di Stato, che ha respinto l'impugnativa presentata dall'insorgente
  avverso la decisione 30 marzo 2001 del Dipartimento delle istituzioni,
  Sezione dei permessi e dell'immigrazione, in materia di revoca del permesso
  di dimora;

  

 

 

viste le risposte:

-      8 giugno 2001 del
Dipartimento delle istituzioni,

-    12 giugno 2001 del Consiglio
di Stato;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Il
cittadino italiano __________ (1948) si è sposato il 22 dicembre 1997 a
__________ con la cittadina germanica __________ (1956), domiciliata nel nostro
Paese. A partire da quella data, per vivere insieme alla moglie, il ricorrente
ha ottenuto un permesso di dimora annuale, in seguito regolarmente rinnovato,
con prossima scadenza fissata per il 21 dicembre 2001. Di professione
rappresentante di commercio, durante il suo soggiorno in Svizzera __________ ha
cambiato diversi posti di lavoro. Il 9 marzo 2001, egli ha comunicato
all'Ufficio regionale degli stranieri di __________ che viveva separato dalla
moglie.

 

 

                                  B.   Il 30 marzo
2001 la Sezione dei permessi e dell'immigrazione del Dipartimento delle
istituzioni ha respinto la domanda di __________ volta ad ottenere la modifica
dei dati relativi all'indirizzo e al posto di lavoro nel permesso di dimora,
fissandogli un termine con scadenza il 31 maggio 2001 per lasciare il
territorio cantonale. L'autorità ha ritenuto che, non vivendo più insieme alla
moglie dal 1° marzo precedente, non sussistessero più le condizioni per le
quali era stato concesso il permesso al ricorrente per soggiornare in Svizzera.
La decisione è stata resa in applicazione degli art. 4, 9, 12, 16, 17 LDDS e 8
ODDS.

 

 

                                  C.   Con
giudizio 15 maggio 2001 il Consiglio di Stato ha confermato la suddetta risoluzione,
respingendo l'impugnativa contro di essa interposta da __________. Il Governo,
dopo aver ribadito i motivi addotti dal dipartimento, ha soggiunto che il fatto
di avere un lavoro non poteva giovare al ricorrente, poiché l'autorizzazione ad
esercitare un'attività lucrativa era una diretta conseguenza del ricongiungimento
famigliare e non costituiva lo scopo della sua dimora.

 

 

                                  D.   Contro la
predetta pronunzia, __________ si aggrava ora davanti al Tribunale cantonale
amministrativo, chiedendone l'annullamento. Sostiene di aver diritto a un
permesso di dimora, dal momento che non è stata avviata alcuna pratica di separazione
legale o di divorzio e non esclude di riconciliarsi con sua moglie. Rileva che
il nuovo di diritto di famiglia non prevede più la necessità che i coniugi
costituiscano un domicilio comune. Ritiene inoltre che la decisione impugnata
violi il principio della proporzionalità in quanto non tiene conto della sua
età, delle sue difficoltà di reinserimento professionale e che egli ha già
lavorato in Svizzera come frontaliero durante una decina d'anni. Sottolinea di
essersi sempre comportato correttamente e di non essere mai stato a carico
dell'assicurazione contro la disoccupazione. Chiede che venga conferito
l'effetto sospensivo al gravame.

 

 

                                  E.   All'accoglimento
del ricorso si oppone la Sezione dei permessi e dell'immigrazione, con
argomenti di cui si dirà, se necessario, in seguito. Anche il Consiglio di
Stato propone di respingere il gravame, riconfermandosi nelle motivazioni poste
a fondamento della propria decisione.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   1.1. In
materia di diritto degli stranieri la competenza del Tribunale cantonale amministrativo
a statuire in merito ai gravami inoltrati avverso le decisioni del Consiglio di
Stato è data soltanto nella misura in cui queste ultime possono essere
impugnate con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale (art. 10
lett. a LALPS).

 

1.2. Il ricorso di diritto amministrativo è,
in linea di principio, ammissibile dinnanzi all'alta Corte federale contro la
revoca di permessi (cfr. art. 101 lett. d in relazione con l'art. 100 cpv. 1
lett. b n. 3 OG). Di conseguenza, anche la competenza di questo Tribunale a
statuire in merito all'impugnativa inoltrata dall'insorgente è data.

 

1.3. Il gravame in oggetto, tempestivo (art.
46 cpv. 1 PAmm) e presentato da una persona senz'altro legittimata a ricorrere
(art. 43 PAmm), è dunque ricevibile in ordine. Il giudizio può inoltre essere
reso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm).

 

 

                                   2.   L'art. 17
cpv. 2 prima frase LDDS dispone che lo straniero sposato con una persona in
possesso del permesso di domicilio ha diritto alla proroga del permesso di dimora,
fintanto che vive con il coniuge. In altre parole, la comunità coniugale deve
sussistere sia giuridicamente che di fatto.

 

 

                                   3.   In
concreto, __________ è entrato in Svizzera nel dicembre 1997 per vivere con sua
moglie __________. Per questo motivo, egli ha ottenuto un permesso di dimora sulla
base dell'art. 17 cpv. 2 LDDS. Quantomeno dal 1° marzo 2001, tuttavia, i
coniugi __________ non formano più una comunione domestica e non vi sono
inoltre elementi atti a ritenere che la separazione sia provvisoria. Difatti,
l'insorgente è andato a vivere a __________, mentre la sua consorte è rimasta
nell'appartamento coniugale di __________. Ne consegue che è venuto meno lo
scopo del soggiorno del ricorrente in Svizzera e con esso la ragione che a suo
tempo aveva giustificato il rilascio del permesso di dimora in suo favore. Non
permette di mutare il giudizio il fatto che il diritto di famiglia permetta ai
coniugi di vivere con i domicili separati.

 

 

                                   4.   Occorre
ora verificare la legalità del provvedimento di revoca del permesso pronunciato
dalla Sezione dei permessi e dell'immigrazione.

 

4.1. L'art. 9 cpv. 2 lett. b LDDS dispone
che il permesso di dimora può essere revocato, tra l'altro, quando non venga
adempiuta una condizione imposta all'atto della sua concessione. In materia di
ritiro dei permessi accordati a persone straniere, la LDDS conferisce dunque
all'autorità amministrativa un ampio margine di apprezzamento censurabile -
perlomeno da parte di questo Tribunale - soltanto sotto i profili dell'eccesso
o dell'abuso di potere.

 

4.2. __________ risiede stabilmente nel
nostro Paese soltanto da quattro anni, a seguito del matrimonio con una
cittadina germanica titolare di un permesso C. E' solo per questo motivo che
egli è stato autorizzato a svolgere un'attività lucrativa in Svizzera. Il fatto
che egli abbia lavorato in Svizzera per un decennio durante gli anni '70 in
qualità di frontaliero, non è dunque di decisivo rilievo. Il ricorrente ha 53
anni e non ha mai fatto capo alle indennità di disoccupazione. Non si può
escludere che, rientrando in Italia ed abbandonando l'attuale posto di lavoro
in Ticino, possa incontrare qualche difficoltà di reinserimento professionale.
Il dipartimento ha tuttavia già osservato che la decisione di revoca impugnata
non precluderà al ricorrente la possibilità di riottenere un permesso per
confinanti.

 

4.3. Sulla scorta di quanto precede, la
Sezione dei permessi e dell'immigrazione non ha pertanto disatteso le
disposizioni legali invocate, revocando il permesso di dimora ad __________. Difatti,
la decisione censurata non procede da un esercizio abusivo del potere di
apprezzamento che la legge riserva all'autorità di polizia degli stranieri in
ordine alla valutazione dell'adeguatezza della misura adottata.

 

 

                                   5.   Il ricorso
dev'essere pertanto respinto. Visto l'esito del gravame, la relativa domanda di
concessione dell'effetto sospensivo diviene priva d'oggetto. Tassa e spese di
giustizia seguono la soccombenza (art. 28 PAmm).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 9 cpv. 2, 17 cpv. 2 LDDS; 100 cpv. 1
lett. b n. 3, 101 lett. d OG; 10 lett. a LALPS; 3, 18, 28, 43, 46, 47, 60 e 61
PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia e le spese, di complessivi fr. 800.–, sono a carico del ricorrente.

 

 

                                   3.   Contro la
presente decisione è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale
a Losanna nel termine di 30 giorni dall'intimazione.

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  	 

	
   

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario