# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 339beaf1-f6b6-56bb-ab9c-f50feb0e7c93
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2009-09-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 15.09.2009 11.2008.3
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2008-3_2009-09-15.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2008.3

  	
  Lugano,

  15 settembre
  2009/sc

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G. A. Bernasconi, presidente,

  Giani ed Ermotti

  

 

	
  segretaria:

  	
  Chietti Soldati, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire nella causa OA.2007.68 (divorzio su
richiesta comune con accordo completo) della Pretura della giurisdizione di
Locarno Campagna promossa con istanza del 16 maggio 2007 da

 

	
   

  	
   RI 1  

  (patrocinato dall'  PA 1 )

   

  
	
   

  	
  e

  	 

 

	
   

  	
  CO 1  

  (patrocinata dall'  PA 2 ),

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

giudicando ora sulla decisione (“sentenza”) del
13 dicembre 2007 con cui il Pretore ha respinto l'assistenza giudiziaria chiesta da RI 1 con istanza del 25
luglio 2007;

 

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti
di questione:     1.   Se dev'essere accolto il
ricorso del 21 dicembre 2007 presentato da RI 1 contro la decisione emessa il 13
dicembre 2007 dal Pretore della giurisdizione di Locarno Campagna;

 

                                         2.   Se
dev'essere accolta la richiesta di assistenza giudiziaria presentata dal ricorrente
lo stesso giorno;

 

                                         3.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   Con
sentenza del 13 dicembre 2007 il Pretore della giurisdizione di Locarno Campagna ha sciolto il
matrimonio contratto il 17 gennaio 1976 da RI 1 (1951)
e CO 1 (1952), omologando una convenzione sugli effetti del divorzio da loro
sottoscritta, senza prelevare tasse né spese. Contestualmente egli ha ammesso CO
1 al beneficio dell'assistenza giudiziaria, mentre ha respinto un'analoga richiesta
presentata dal marito il 25 luglio 2007.

 

                                  B.   Contro il diniego dell'assistenza giudiziaria RI 1 è insorto a questa
Camera con un ricorso del 21 dicembre 2007, postulando il beneficio rifiutatogli
dal primo giudice e sollecitando con istanza di quello stesso giorno identico
beneficio anche in appello. Per sua natura il ricorso non ha formato oggetto di
intimazione.

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   Contro
il rifiuto – totale o parziale – dell'assistenza giudiziaria il richiedente può
ricorrere entro 15 giorni “all'autorità di seconda istanza” (art. 35 cpv. 4
Lag), ovvero all'autorità gerarchicamente superiore (messaggio del Consiglio di Stato n. 5123 del 22
maggio 2001, commento all'art. 35 in fine). Tempestivo, sotto questo profilo il
ricorso in esame è pertanto ricevibile. 

 

                                   2.   Al
ricorso l'interessato acclude documenti nuovi (cinque
fatture per la riparazione della sua motocicletta, tre note professionali del
dentista e una ricevuta di versamento alla cassa comunale di __________). Anche
tali documenti sono ricevibili, la procedura intesa
all'ottenimento dell'assistenza giudiziaria essendo retta dal principio
inquisitorio (Cocchi/Trezzini,
CPC ticinese massimato e commentato, appendice 2000/2004, Lugano 2005, n. 9 ad
art. 4 Lag).

 

                                   3.   L'art. 5 cpv. 1 Lag lascia valutare all'“autorità competente” se sia
il caso di invitare l'altra parte in causa a esprimersi su una richiesta di
assistenza giudiziaria. Nella fattispecie tale ipotesi non appare proficua. Più
opportuno sarebbe interpellare il Cantone, giacché una lite sull'assistenza
giudiziaria oppone il richiedente alla pubblica autorità, non all'altra parte
in causa, un patrocinatore d'ufficio essendo chiamato
ad assolvere una funzione pubblica nell'ambito di un rapporto giuridico con lo
Stato (RtiD I-2009 pag. 599 n. 2c consid. 2 con richiami). Resta il fatto che –
nel Ticino almeno – lo Sta­to non può contestare né il conferimen­to né il
rifiu­to né la revoca dell'assistenza giudiziaria, totale o parziale che sia
(art. 35 cpv. 1 Lag). Può solo impugnare la successiva decisione con cui l'“au­torità
di concessione” tassa la
nota professionale del patrocinatore (art. 36 cpv. 1
lett. c con riferimento all'art. 7 cpv. 1 Lag). Nelle circostanze descritte
conviene procedere senza indugio, dunque, all'emanazione del giudizio.

 

                                   4.   Il
Pretore ha respinto la richiesta di assistenza giudiziaria, in con­creto, rilevando
che RI 1 guadagna fr. 4260.– netti mensili e ha spese per fr. 3672.80
mensili (incluso il contributo alimentare di fr. 600.– mensili per l'ex moglie),
onde una disponibilità che gli consente di far fronte ai costi legali e di
patrocinio con pagamenti a rate. Del resto, egli ha soggiunto, si rivalutasse
anche il fabbisogno di lui a fr. 3768.– mensili (come questi pretendeva in un
conteggio non documentato trasmesso alla Pretura il 13 dicembre 2007), RI 1
rimarrebbe pur sempre con un margine utile di quasi fr. 500.– mensili e non
potrebbe essere considerato indigente nel senso dell'art. 3 cpv. 1 Lag.

 

                                   5.   Il
ricorrente fa valere che con il proprio reddito di fr. 4260.– mensili netti, tredicesima
inclusa, egli deve coprire spese per complessivi fr. 3571.70 mensili e versare all'ex
moglie il contributo 

                                         alimentare di fr. 600.– mensili, ciò che non gli lascia alcun
margine. Egli si duole altresì che il Pretore abbia statuito sull'assistenza
giudiziaria con la sentenza di merito, contrariamente a quanto prevede
dall'art. 5 cpv. 1 Lag. Sottolinea dipoi che, grazie all'intervento dei due
legali, le parti hanno raggiunto in breve tempo un accordo completo, evitando
allo Stato le spese occasionate da una procedura di divorzio con accordo
parziale (inizialmente promossa) e rileva che il proprio patrocinatore si è tenuto
con scrupolo a una parsimoniosa conduzione del mandato.

 

                                   6.   Il
rimprovero al Pretore di non avere statuito sulla richiesta di assistenza
giudiziaria “a breve termine” (art. 5 cpv. 1 Lag) è inconcludente. A prescindere
dal fatto che nulla impediva a RI 1 di sollecitare la decisione, il richiedente
non ha subìto alcun pregiu­dizio. I presupposti dell'assistenza giudiziaria,
infatti, si valutano sulla base della situazione esistente all'inizio della
procedura (circa la probabilità di esito favorevole: DTF 128 I 236 consid.
2.5.3 con richiami), anche se la relativa decisione interviene più tardi. La
situazione al momento del giudizio è di rilievo solo per apprezzare il requisito
dell'indigenza (Poudret, Commentaire
de la loi fédérale d'organisation judiciaire, vol. V, Berna 1992, pag. 120 in
fondo con richiamo a DTF 108 V 269 consid. 4), in particolare per revocare il
beneficio qualora la grave ristrettezza del richiedente sia venuta meno (DTF
122 I 5). Tale non è il caso del ricorrente, le cui condizioni economiche non
risultano essere mutate in pendenza di causa.

 

                                   7.   Quanto
all'utilità dei patrocinatori per la causa di divorzio, essa non fa dubbio, né
il Pretore ha adombrato l'ipotesi che RI 1 potesse in qualche modo procedere in
giudizio con atti propri (art. 14 cpv. 2 Lag). L'economicità delle prestazioni assicurate
dal patrocinatore d'ufficio, poi, non è un criterio per conce­dere o rifiutare
l'assistenza giudiziaria. La nota professionale che il legale del ricorrente
emetterà sarà tassata dal Pretore a norma dell'art. 7 cpv. 2 Lag. Sorgendo
contestazioni in proposito, la decisione di retribuzione potrà essere impugnata
dinanzi al Consiglio di moderazione conforme­mente all'art. 36 Lag. Non è
questa la sede né il momento, di conseguenza, per discutere sull'adeguatezza
delle prestazioni fornite.

 

                                   8.   Ciò
premesso, controversa è nel caso specifico l'indigenza del richiedente,
requisito primo dal quale dipende il conferimento all'assistenza giudiziaria
(art. 3 cpv. 1 Lag). L'indigenza è data allorché il
richiedente non sia in grado di provvedere con mezzi propri (reddito e
sostanza) alle spese legali e di procedura senza intaccare il fabbisogno suo personale e quello della famiglia (DTF 128 I
232 consid. 2.5.1 con rinvii; RtiD I-2004 pag. 33 consid. 2.2). Il che non si apprezza
solo con riferimento al minimo esistenziale del diritto esecutivo, ma tenendo
conto anche di tutte le circostanze concrete, come la complessità della causa, 

                                         l'eventuale
urgenza con cui è chiamato a intervenire il patrocinatore, l'ammontare degli
anticipi chiesti dal tribunale e gli impegni finanziari cui deve far fronte il
richiedente (DTF 124 I 1; Rep. 1997 pag. 215). Si ricordi che l'onere di rendere verosimile l'indigenza incombe anzitutto al
richiedente (RtiD I-2007 pag. 709 n. 1c). E nella decisione impugnata il
Pretore ha imputato a RI 1
di non avere documentato il fabbisogno di fr. 3768.– mensili (di cui fr. 600.– mensili destinati al contributo alimentare
per l'ex moglie) esposto nella distinta trasmessa il 13 dicembre 2007. Il
ricorrente nulla obietta al riguardo, sicché ci si potrebbe domandare già a un
primo esame se il ricorso sia sufficientemente motivato. Sia come sia, il
quesito può rimane aperto per le considerazioni che seguono.

 

                                   9.   Nel ricorso l'interessato allega un fabbisogno di complessivi fr. 4171.70 mensili, così composto: minimo esistenziale del diritto
esecutivo fr. 1100.–, pigione con acconto sulle spese accessorie fr.
911.–, conguaglio delle spese accessorie fr. 62.50, premio della cassa malati
fr. 252.–, premio dell'assicurazione infortuni fr. 26.30, assicurazione dell'economia
domestica fr. 11.80, “altre assicurazioni: TV, Billag, SES” fr. 120.–, pasti fuori casa fr. 315.–, assicurazione dell'automobile fr. 11.35, imposta di
circolazione fr. 12.65, spese di trasferta fr. 100.80, tassa rifiuti
fr. 13.30, spese della motocicletta e spese dentistiche fr. 300.– mensili,
contributo alimentare per CO 1 fr. 600.–, imposte fr. 335.–. Le singole voci
vanno esaminate partitamente. 

 

                                         a)   Il minimo esistenziale del diritto esecutivo è, dal 1° settembre
2009, fr. 1200.– mensili (FU 68/2009 pag. 6292 cifra I.1). Il costo
dell'alloggio di fr. 911.– mensili (pigione e acconto sulle spese accessorie),
il conguaglio delle spese accessorie di fr. 62.50 mensili (doc. 3), la
tassa rifiuti di fr. 13.30 mensili (ricevuta prodotta in appello), il premio
della cassa malati di fr. 252.– mensili, quello di fr. 26.30 mensili per l'assicurazione
infortuni, quello per l'assicurazione economia domestica di fr. 11.80 mensili e
il carico fiscale di fr. 335.– mensili appaiono
verosimili. Non può essere riconosciuto, invece, l'importo di fr. 120.– mensili
per “altre assicurazioni (TV, Billag, SES)”, le spese
per il consumo di energia elettrica e il canone
radiotelevisivo rientrando nel minimo esistenziale del diritto esecutivo (FU 68/2009 pag. 6292 cifra
I; Rep. 1995 pag. 141).

 

                                         b)   Quanto
alle spese professionali, RI 1 rivendica un'indennità per i pasti fuori casa di
fr. 15.– correlata a 21 giorni lavorativi (fr. 315.– mensili). A chi si trova
in gravi ristrettezze, tuttavia, non possono riconoscersi più di fr. 11.–
per pasto (FU 68/2009 pag. 6293, cifra II.4 lett. b), ovvero fr. 231.–
mensili, tanto meno ove si pensi che in concreto il datore di lavoro contribuisce
a tali costi (certificato di salario doc. E³). Per quel che è del tragitto da casa al luogo di lavoro (__________,
località __________), il ricorrente espone l'imposta di circolazione relativa
alla sua motocicletta (fr. 12.65 mensili) e il premio dell'assicurazione (fr.
12.65 mensili), cui aggiunge una spesa di fr. 100.80 mensili (12 km a fr. –.40/km
per 21 giorni lavorativi). Egli dimentica tuttavia di avere indicato nella dichiarazione
d'imposta che la trasferta fino al luogo di lavoro è di 5 km, per 10 km
giornalieri (doc. C), e trascura che la tariffa di fr. –.40/km riconosciuta
dalle autorità fiscali per 220 giorni l'anno già comprende l'assicurazione responsabilità civile del veicolo e l'imposta di
circolazione. Ad ogni modo, chi si trova nell'indigenza deve accomodarsi dei
mezzi pubblici. E nel caso in esame non si scorgono motivi perché l'interessato
non potrebbe far capo al bus __________, che in meno di mezz'ora gli consentirebbe
di recarsi dal domicilio alla zona industriale dello __________ (cadenze e tempi
di spostamento in: www.ffs.ch). Per spese professionali di trasferta al richiedente
non possono riconoscersi, di conseguenza, più di fr. 62.– mensili, pari al
costo di un abbonamento “arcobaleno” (www.arcobaleno.ch).

 

                                         c)  Il
ricorrente fa valere di aver dovuto spendere fr. 4568.– complessivi per riparare
la motocicletta (usata per recarsi al lavoro) e oltre fr. 4400.– per cure dentistiche,
chiedendo che tali costi siano suddivisi sull'arco di due anni, per un esborso medio
di fr. 300.– mensili. Dai giustificativi prodotti in appello (doc. B) risulta nondimeno
che le fatture del meccanico e le note professionali del dentista si riferiscono
a un periodo di quattro anni e sono state tutte saldate a rate entro il 2007.
L'interessato asserisce che tali pagamenti sono stati possibili “anche grazie a
dei prestiti”, ma non pretende di avere debiti verso terzi, né allega che esborsi
di tale natura e consistenza siano destinati a ripetersi in un prossimo futuro.
Tutto considerato, in definitiva, il fabbisogno del ricorrente risulta di
fr. 3105.– mensili (arrotondati), più il contributo alimentare di fr.
600.– mensili dovuto a CO 1.

 

                                10.   Dandosi entrate (non contestate)
di fr. 4260.– mensili nette (doc. E³), al richiedente rimane un margine disponibile
di fr. 555.– mensili, sufficienti per finanziare i costi
di patrocinio, il Pretore non avendo riscosso spese. Basti rammentare che la
causa non si è sicuramente rivelata laboriosa né impegnativa e che l'opera del
legale si è compendiata nella stesura di un'istanza di sospensione della causa,
nella partecipazione a un'udienza e nell'invio di un paio di lettere al
Pretore, oltre che nella redazio­ne dell'istanza per l'ammissione
all'assistenza giudiziaria corredata dall'“apposito certificato” (art. 4 cpv. 1 Lag). Anche tenendo calcolo delle presumibili
prestazioni stragiudiziali, delle spese e dell'IVA, la nota professionale del
patrocinatore, determinabile in poche migliaia di franchi giusta l'art. 14 cpv.
1 vTOA (tuttora applicabile in virtù dell'art. 16 cpv. 2 del regolamento sulla
tariffa per i casi di patrocinio d'ufficio e di assistenza giudiziaria e per la
fissazione delle ripetibili: RL 3.1.1.7.1), rimarrà senz'altro alla portata del
ricorrente. Il quale potrà provvedere con pagamenti a rate in un lasso di tempo
adeguato (un anno, come nel caso di processi poco onerosi: DTF 109 Ia 9 consid.
3a; sentenza del Tribunale federale 5P.113/2004 del 28 aprile 2004, consid. 3).
Se ne conclude che, come ha rilevato il Pretore, il richiedente non può
definirsi indigente a norma dell'art. 3 cpv. 1 Lag. Sprovvisto di buon diritto,
il ricorso è destinato pertanto al rigetto.

 

                                11.   La
procedura per il conferimento dell'assistenza giudiziaria è di regola gratuita
e non v'è ragione di scostarsi da tale precetto nel caso specifico (art. 4 cpv.
2 Lag), mentre non si pone problema di ripetibili, il ricorso non avendo formato
oggetto di intimazione. Quanto alla richiesta di assistenza giudiziaria in
appello, essa non può trovare accoglimento, poiché al ricorso mancava sin
dall'inizio ogni possibilità di successo (art. 14 cpv. 1 lett. a Lag).

 

                                12.   Circa i rimedi giuridici esperibili contro l'odierna sentenza sul piano
federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), l'impugnabilità di una decisione
incidentale come quella in tema di assistenza giudiziaria segue la via dell'azione
principale. E una sentenza di
divorzio è impugnabile con ricorso in materia civile senza riguardo a questioni
di valore, salvo che litigiosa sia solo l'entità di contributi ali­mentari (sentenza
del Tribunale federale 5A_108/2007 dell'11 maggio 2007, consid. 1.2 con rinvio a Messmer/Imboden,
Die eidgenössischen Rechtsmittel in Zivil­sachen, Zurigo 1992, § 58 pag.
80). Tale eccezione non si verifica nella fattispecie.

 

Per questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il ricorso è respinto e la decisione impugnata è confermata.

 

                                   2.   Non si
riscuotono tasse o spese né si assegnano ripetibili.

 

                                   3.   La
richiesta di assistenza giudiziaria in appello è respinta.

 

                                   4.   Intimazione
all'   .

                                         Comunicazione:

	
   

  	
  –   
  ;

  –
  Pretura della giurisdizione di Locarno Campagna.

  

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                           La
segretaria

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Nelle cause senza carattere
pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14,
è ammissibile contro le decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi
enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art.
72 segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in materia civile
è am­missi­bile solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando il
valore litigioso non raggiunge tale importo, il ricorso in materia civile è
ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza
fondamentale (art. 74 LTF). La legittimazione a ri­correre è disciplinata
dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è
dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale
al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF).
La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.