# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f0ba1064-8d66-5fa1-b052-bedf24c4509b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-03-03
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 03.03.2006 16.2005.96
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_005_16-2005-96_2006-03-03.html

## Full Text

Incarto n.

  16.2005.96

  	
  Lugano

  3 marzo 2006/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di cassazione civile del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente,

  Cocchi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Petralli Zeni, vicecancelliera

  

 

 

sedente per giudicare il ricorso per cassazione 9
agosto 2005 presentato da

 

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

 

la sentenza 22 luglio 2005 del Giudice di pace del
circolo di Lugano nella procedura sommaria in materia di rigetto dell'opposizione
(inc. n. 115b/05/S) promossa con istanza 7 giugno 2005 da

 

 

	
   

  	
  CO 1) 

  patr. dall' RA 1 

   

  

 

 

 

con la quale l'istante
ha chiesto il rigetto in via provvisoria dell'opposizione interposta 

dalla convenuta al PE
n. __________ dell'UE di Lugano, domanda accolta dal 

giudice,

 

 

letti ed esaminati gli
atti

 

 

 

considerato

 

in fatto e in
diritto:

 

                                         che
con istanza 7 giugno 2005 CO 1 ha chiesto il rigetto in via provvisoria dell'opposizione
interposta da RI 1 al PE n. __________ dell'UE di Lugano notificatole per l'incasso
di fr. 1'620.- rivendicati a titolo di pigione e spese accessorie scadute per
il mese di maggio 2005;

 

                                         che
a valere quale riconoscimento di debito l'istante ha prodotto il contratto di
locazione 3 novembre 1992 da lei concluso con la __________ avente per oggetto
un locale commerciale, cui RI 1 è subentrata con accordo del 17 maggio 1999;

 

                                         che
con sentenza 22 luglio 2005 il Giudice di pace, respinta l'eccezione di carenza
di legittimazione passiva, l'occupazione dei locali da parte della convenuta dimostrando
la qualità di parte al contratto di locazione, ha accolto l'istanza;

 

                                         che
con il presente tempestivo gravame RI 1 è insorta contro il predetto giudizio postulandone
l'annullamento; la ricorrente rimprovera al primo giudice di aver arbitrariamente
valutato le prove documentali deducendo dalla documentazione agli atti la presenza
di un valido riconoscimento di debito per l'importo posto in esecuzione;

 

                                         che
con osservazioni 6 ottobre 2005 la controparte postula la reiezione del ricorso;

 

                                         che
la documentazione prodotta con le osservazioni (e non davanti al giudice di pace)
dev'essere estromessa dall'incarto in virtù dell'art. 321 cpv. 1 lett. b CPC
che vieta alle parti di addurre in questa sede nuovi fatti, prove o eccezioni;

 

                                          che
giusta l'art. 327 lett. g CPC, disposto sotto il quale possono essere sussunte
le censure ricorsuali, una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può
essere annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto
materiale o formale oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti
di causa o di prove;

 

                                         che
nella procedura di rigetto dell'opposizione il giudice accerta d'ufficio e in
ogni stadio di causa se la documentazione prodotta costituisce valido
riconoscimento di debito (D. Staehelin,
Kommentar zum Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, 1998, n. 50 ad art.
84);

 

                                          che
nell'ambito di quest'accertamento il giudice deve stabilire se vi è identità
tra il creditore, il debitore e il credito indicati nel precetto esecutivo e
nell'istanza, con il creditore, il debitore e il credito risultanti dalla
documentazione prodotta (Panchaud/
Caprez, La mainlevée de l'opposition, 1980, § 163);

 

                                         che
nella fattispecie, dalla documentazione prodotta dall'istante, letta nel suo insieme,
non è possibile concludere per l'esistenza di un valido riconoscimento di
debito per l'importo posto in esecuzione;

 

                                         che
l'occupazione dei locali dell'istante da parte della convenuta non basta a
legittimare la domanda di rigetto dell'opposizione formulata dalla locataria, per
la quale è necessario produrre un documento, o un insieme di documenti, dal
quale risulti la dichiarazione di volontà chiara, esplicita, non equivoca e non
soggetta a interpretazione della convenuta di riconoscersi debitrice nei
confronti dell'istante per l'importo da questa rivendicato (Panchaud/ Caprez, op. cit., § 6);

 

                                         che
tale documentazione e in particolare l'accordo 17 maggio 1999 con il quale la
convenuta sarebbe subentrata nel contratto di locazione 3 novembre 1992, non è
stata versata agli atti;

 

                                         che
a sostegno della domanda dell'istante non può neppure  giovare l'accenno del
primo giudice a una precedente procedura esecutiva della quale non vi è nessun
riscontro agli atti del presente procedimento, la presenza di un valido
riconoscimento di debito dovendo, come detto, essere verificata d'ufficio dal
giudice nell'ambito dell'esecuzione che lo concerne;

 

                                         che,
quindi, il giudizio impugnato che ha erroneamente concluso all'esistenza di un
valido riconoscimento di debito, deve essere annullato essendo il frutto di una
valutazione manifestamente errata degli atti di causa e conseguente erronea
applicazione dell'art. 82 LEF;

 

                                          che
accogliendo il ricorso e ricorrendo i presupposti d'applicazione dell'art. 332
cpv. 2 CPC, la Camera deve decidere il merito della controversia con la
conseguente integrale reiezione dell'istanza;

 

                                          che
tasse, spese e ripetibili seguono la soccombenza (art. 148 CPC), ritenuto che
per la prima sede non viene riconosciuta nessuna indennità alla convenuta,
assente dal contraddittorio. 

                                      

                                          

Per
i quali motivi,

richiamati
gli art. 327 segg. CPC, per le spesa l'art. 148 CPC e la OTLEF

 

 

pronuncia:             I.      Il
ricorso per cassazione 9 agosto 2005 di RI 1 è accolto.

                                          Di
conseguenza la sentenza 22 luglio 2005 del Giudice di pace del circolo di Lugano
è annullata e sostituita dal seguente giudicato:

 

1.  L'istanza è respinta.

2.  La tassa di giustizia e le spese di fr.
200.-, da anticipare dalla parte istante, rimangono a suo carico.

 

                                   II.
  Tasse e spese del presente giudizio, per complessivi fr. 100.- già anticipati
dalla ricorrente, sono poste a carico di CO 1 la quale rifonderà alla
ricorrente un'indennità di fr. 80.- per questa sede.

 

                                  III.   Intimazione:

	
   

  	
  -; 

  -.

   

  

                                         Comunicazione
alla Giudicatura di pace del circolo di Lugano.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello

La presidente                                                        La
segretaria