# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e66f9733-2efa-57f4-ae14-6980746f7edd
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-05-21
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 21.05.2001 15.2001.22
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2001-22_2001-05-21.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2001.00022

  15.2001.00050

  	
  Lugano

  21 maggio
  2001

  LG/fc/fb

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera
  di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta, presidente, 

  Pellegrini, Rusca

  

 

	
  segretario:

  	
  Jaques, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso 24 gennaio 2001 di

 

	
   

  	
  __________ 

   

  

 

e sul ricorso 21 febbraio 2001 di

 

	
   

  	
  __________

  rappr. dall'avv. __________

   

  

 

entrambi contro l'operato dell'Ufficio di esecuzione e
fallimenti di Locarno nell'ambito della procedura di sequestro n. __________ e
di realizzazione del pegno manuale n. __________ promosse rispettivamente dal
ricorrente 1 e dal ricorrente 2 contro

 

	
   

  	
  __________ d'ignota dimora,  

   

  

 

 

procedure
concernenti anche

 

                                         __________

                                         rappr.
dall'avv. __________

 

 

richiamate le ordinanze vicepresidenziali 25 gennaio
2001 [inc. 15.2001.00022] e 5 febbraio 2001 [inc. 15.2001.00026], e l'ordinanza
presidenziale 6 marzo 2001 [inc. 15.2001.00050] con le quali è stato concesso
effetto sospensivo ad entrambi i ricorsi;

 

viste le
osservazioni:

- 1° marzo 2001
dell'UEF di Locarno [inc. 15.2001.00022, 26 e 50]

- 21 marzo 2001 di
__________ [inc. 15.2001.00050]

 

esaminati atti e
documenti,

 

 

ritenuto

 

 

in fatto:

                                  A.   Con
precetto esecutivo n. __________ in realizzazione del pegno manuale, pubblicato
sul FUCT n. __________, __________ ha chiesto a __________ il pagamento di CHF
38'302.55 oltre accessori, indicando che il pegno è costituito dal natante
__________ depositato presso il suo cantiere nautico.

 

 

                                  B.   Con
decreto di sequestro 21 novembre 2000 del Pretore di Locarno-Campagna, il
Comune di __________ ha ottenuto il sequestro del natante __________ di
spettanza di __________ ed in possesso di __________. Il sequestro (n. __________)
è avvenuto a garanzia di un credito di CHF 84'783.– oltre accessori.

 

                                      

                                  C.   L'UEF
di Locarno ha eseguito il sequestro il 21 novembre 2000, alla presenza di
__________; il natante è stato lasciato nel deposito di spettanza del signor
__________. 

 

 

                                  D.   Il 7
dicembre 2000 __________ ha chiesto la vendita del natante, in suo possesso
asseritamente a titolo di pegno manuale. L'UEF ha comunicato la domanda di
realizzazione all'escusso tramite pubblicazione sul FUCT n. __________.

 

 

                                  E.   L'UEF
ha inviato il 10 gennaio 2001 l'avviso di incanto (previsto per il 1° febbraio
2001) a __________ e al Comune di __________. Una copia dell'avviso di incanto
è pure stata inviata il 12 gennaio 2001 alla signora __________, che su
indicazione dell'UE di Lugano si sarebbe ivi già annunciata quale proprietaria
del natante. La notifica dell'avviso d'incanto all'escusso è avvenuta tramite
il FUCT n. __________.

 

 

                                  F.   Il
24 gennaio 2001 il Comune di __________ ha inoltrato ricorso contro l'avviso
d'incanto sostenendo che l'UE di Lugano avrebbe sporto denuncia penale contro
__________ e che i suoi diritti sul natante sarebbero integralmente contestati.
Al ricorso è stato concesso effetto sospensivo con ordinanza vice-presidenziale
del 25 gennaio 2001 e con ordinanza vice-presidenziale del 5 febbraio 2001.

 

 

                                  G.   Il
29 gennaio 2001 __________ ha notificato all'UEF di Locarno il proprio diritto
di proprietà sul natante, producendo dei documenti a sostegno del preteso
diritto.

 

                                      

                                  H.   L'UEF
di Locarno ha di conseguenza notificato il 30 gennaio 2001 a __________ e al
Comune di __________ la pretesa vantata da __________, impartendo loro un
termine di 10 giorni per dichiarare se e in che misura contestavano tale
pretesa, avvertendoli che in caso di silenzio la pretesa sarebbe stata riconosciuta.

 

 

                                    I.   Con
scritti 31 gennaio 2001 di __________ e 7 febbraio 2001 del Comune di
__________ la pretesa di __________ è stata integralmente contestata.

 

 

                                  L.   L'UEF
ha di conseguenza notificato il 1° febbraio 2001 a __________ che __________
aveva fatto valere sul natante un diritto di pegno manuale per CHF 38'302.25
oltre accessori, impartendole un termine di 10 giorni per contestare tale
pretesa, avvertendola che in caso di silenzio la pretesa sarebbe stata
riconosciuta.

 

                                  M.   Il
12 febbraio 2001 l'UEF ha impartito a __________ un termine di 20 giorni ex
art. 107 LEF per inoltrare azione di accertamento del proprio diritto di
proprietà sul natante, in seguito alla contestazione di tale diritto da parte
del Comune di __________.

Al contempo l'UEF ha impartito a __________ un termine di 20 giorni ex art. 107
LEF per promuovere azione di accertamento del proprio diritto di pegno sul
natante.

                                         Il 13
febbraio 2001 l'UEF ha infine impartito a __________ un termine di 20 giorni ex
art. 107 LEF per inoltrare azione di accertamento del proprio diritto di
proprietà sul natante, in seguito alla contestazione di tale diritto da parte
di __________.

 

 

                                  N.   Il
21 febbraio 2001 __________ ha interposto ricorso contro l'assegnazione di
termine 12 febbraio 2001 dell'UEF di Locarno, rilevando che l'Ufficio avrebbe
erroneamente applicato l'art. 107 LEF al posto dell'art. 108 LEF poiché egli è
possessore diretto del natante oggetto di pegno manuale, e che pertanto il
termine andava assegnato a __________.

 

 

                                  O.   Il
1° marzo 2001 l'UEF di Locarno ha presentato le proprie osservazioni al ricorso
24 gennaio 2001 confermando il proprio operato.

 

                                  P.   Con
osservazioni 21 marzo 2001 __________ ha aderito alla richiesta __________ di
impartirle il termine per contestare giudizialmente il diritto di pegno del
ricorrente.

L'UEF ha di seguito trasmesso l'incarto a questa Camera allegando copia delle
osservazioni 1° marzo 2001 presentate al ricorso 24 gennaio 2001 del Comune di
__________.

 

 

considerando

 

in diritto:

                                   1.   Il ricorso ex art. 17 LEF all'Autorità di vigilanza cantonale ha
per oggetto non l'accertamento con giudizio di merito di un diritto materiale
posto a fondamento di un'esecuzione forzata, bensì il provvedimento di un
organo amministrativo. Il ricorso LEF è un istituto di natura amministrativa,
il cui scopo è quello di controllare la legalità e la proporzionalità di una
misura esecutiva (Flavio Cometta,
Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 1 ss. ad
art. 17; Cometta, Commentario
alla LPR, Lugano 1998, n. 3.c pag. 14 s.).

 

 

                                   2.   Il
ricorso 24 gennaio 2001 del Comune di __________ e il ricorso 21 febbraio 2001
di __________ sono entrambi diretti contro l'operato dell'UEF di Locarno
nell'ambito di due procedure distinte, ma tendenti alla realizzazione dello
stesso oggetto. I gravami si basano sul medesimo complesso di fatti e vertono
tutti su questioni legate alla procedura di rivendicazione degli art. 106-109
LEF.

                                         Di
conseguenza si giustifica la congiunzione delle procedure di cui agli inc.
15.2001.00022, 26 e 50. Il giudizio di congiunzione, che determina la
definizione delle vertenze con una sola sentenza, preso nell'ossequio del
principio dell'economia processuale, ha natura ordinatoria e può essere
pronunciato d'ufficio: le cause congiunte conservano comunque la loro
individualità nel senso che i dispositivi restano separati e possono essere
impugnati anche singolarmente (Cometta,
Commentario alla LPR, n. 2.1.1.a ad art. 5, pag. 96 s.).

                                         Ritenuto
inoltre che l'inc. 15.2001.00026 è stato erroneamente aperto da questa Camera,
rivelandosi un doppione dell'inc. 15.2001.00022, il dispositivo di questa
sentenza si riferirà una volta sola al ricorso 24 gennaio 2001 del Comune di
__________.

                                         

 

                                   3.   Gli
art. 106 ss. LEF, che riprendono in sostanza la disciplina previgente,
codificandone alcuni principi giurisprudenziali (cfr. Messaggio concernente la
revisione della legge federale sull'esecuzione e sul fallimento dell'8 maggio
1991, FF 1991 III 619, impongono all'organo di esecuzione forzata di
dare luogo alla procedura di rivendicazione quando il debitore sostenga che
l'oggetto pignorato (o sequestrato in virtù del rimando dell'art. 275 LEF) sia
proprietà o pegno di un terzo, oppure quando un terzo rivendichi un diritto di
proprietà o di pegno sull'oggetto stesso (cfr. STF 7B.231/2000 dell'11
ottobre 2000 in re M.F. c. V.F. e L.S.C., cons. 5).

 

                                      

                               3.1.   Se il
bene in questione si trova in possesso esclusivo del debitore l’ufficio assegna
al terzo il termine di venti giorni per agire giudizialmente contro colui che
ha contestato la sua pretesa, sia esso il creditore o il debitore (cfr. art.
107 cpv. 1 n. 1 e cpv. 5 LEF); se invece il bene si trova in possesso o
copossesso del terzo, è al creditore rispettivamente al debitore che deve
essere impartito il termine per agire giudizialmente, quale attore contro il
terzo (cfr. art. 108 cpv. 1 n. 1 e cpv. 2 LEF). Con “possesso” nel senso degli
art. 106 ss. LEF, si intende il potere di disporre della cosa in modo effettivo
ed esclusivo (STF 11 ottobre 2000 cons. 5; DTF 110 III 90 cons.
2a: “die ausschliessliche tatsächliche Verfügung über die Sache”). Per
decidere sulla questione del possesso occorre unicamente determinare chi
possiede sulla cosa pignorata o sequestrata l’effettivo potere di disporre (DTF
87 III 12 e 83 III 28), atteso che le autorità esecutive non devono, in linea
di principio, indagare se la situazione fattuale è conforme o meno al diritto (DTF
116 III 84 cons. 3). Questioni di diritto possono essere prese in
considerazione soltanto se risultano liquide e certe e permettono di risalire
in termini affidabili al potere di disporre (DTF 71 III 64): le autorità
esecutive non sono legittimate ad approfondire, a questo stadio di procedura,
l’esame di problemi giuridici che saranno oggetto, se del caso, di ulteriore
esame da parte del giudice di merito (cfr. Adrian
Staehelin, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco
1998, n. 6 ad art. 107; Ammon/Gasser,
Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrecht, 6. Ed., Berna 1997, §
24, pag. 191 n° 33).

 

                               3.2.   Determinante
ai fini del giudizio dell’UEF nell’applicazione dell’art. 107 o 108 LEF è la
dichiarazione che il debitore, quale “possessore immediato” fornisce in
proposito; l’autorità di esecuzione, nell’assegnazione dei ruoli processuali,
vi è legata senza dover procedere ad ulteriori verifiche ed accertamenti,
segnatamente non è tenuta ad esaminare se la dichiarazione del debitore è
esatta, da un punto di vista giuridico, sotto ogni aspetto. La decisione di
applicare l’art. 107 o 108 LEF ha infatti carattere interlocutorio, è fondata
sulla semplice verosimiglianza (“Glaubhaftmachung”) dell’esattezza della
dichiarazione del debitore-possessore per conto di terzi, e ha l’unico effetto
di determinare chi sia la parte convenuta in giudizio, impregiudicata ogni questione
di merito.

 

                               3.3.   Nello
specifico caso dell'esecuzione in via di realizzazione del  pegno manuale,
l'oggetto del pegno è di regola nelle mani del creditore, in virtù dell'art.
884 cpv. 1 CC. Il creditore, pur essendo possessore diretto, non è possessore
immediato, esercitando infatti il possesso unicamente per il debitore (dunque
non per il terzo). Di conseguenza, ai fini della procedura di rivendicazione
degli art. 106 ss. LEF, torna applicabile l'art. 107 ad esclusione dell'art.
108, applicabile unicamente alla fattispecie in cui il creditore pignoratizio
eserciti il possesso mediato su un oggetto di un terzo (cfr. DTF 123 III
367 cons. 3.b; Staehelin, op.
cit., n. 10 ad art. 107).

 

 

                                   4.   In
casu occorre rilevare che l'Ufficio disponeva di tutti gli elementi fattuali
per poter decidere a chi assegnare i termini per procedere in accertamento o
contestazione di determinati diritti sul natante in questione. L'Ufficio poteva
legittimamente ritenere che all'avvio della procedura di sequestro da parte del
Comune di __________ e all'avvio della procedura esecutiva in via di
realizzazione del pegno manuale di __________ che il natante era di proprietà
di __________, ma che lo stesso era nelle mani di __________ a titolo di pegno.

                               4.1.   Con
la rivendicazione in proprietà di __________ e contestazione del diritto di
pegno di __________, l'Ufficio - non potendosi sostituire al giudice civile
competente per decidere sul merito di tale pretesa e non avendo nessun elemento
fattuale certo quo alla titolarità del natante in questione - doveva continuare
a ritenere tale natante di proprietà di __________.

Di conseguenza, ritenuto che __________ esercita - almeno formalmente,
nonostante dagli atti nasca il fondato sospetto di atti illeciti - il possesso
esclusivo per l'escusso (e presunto proprietario del natante), l'UEF di Locarno
ha correttamente impartito a __________ un termine ex art. 107 cpv. 5 LEF per
promuovere azione in accertamento del suo diritto di proprietà.

Sotto questo punto di vista, ritenuto che nel suo ricorso il Comune di
__________ chiedeva l'avvio della procedura di rivendicazione, che però era già
stata iniziata dall'UEF di Locarno, il ricorso 24 gennaio 2001 in questione si
rivela superato dagli eventi e dunque evaso.

                               4.2.   Per
quanto attiene alla contestazione fatta da __________ del diritto di pegno
esercitato da __________, ritenuto che a questo stadio procedurale non è
possibile sapere con certezza di chi sia il natante e dunque se __________
detiene il natante per __________ (ipotesi che condurrebbe all'applicazione
dell'art. 107 LEF) o per __________ a garanzia di un ipotetico debito di
__________ (ipotesi che invece condurrebbe all'applicazione dell'art. 108 LEF),
l'Ufficio - chiamato a prendere una rapida decisione in merito all'assegnazione
dei termini di cui agli art. 106 ss. LEF e impossibilitato ad attendere l'esito
dell'azione in accertamento del diritto di proprietà di cui al considerando
precedente - doveva applicare l'art. 107 LEF.

Infatti, __________ - fino a prova del contrario - detiene il natante
esclusivamente per __________; di conseguenza, l'UEF di Locarno doveva fissare
al terzo, ossia a __________, un termine ex art. 107 cpv. 5 LEF per far
accertare la non esistenza del diritto di pegno a favore di __________ (azione
di accertamento negativo).

Ne consegue che il ricorso 21 febbraio 2001 va accolto, poiché chiede la
fissazione del termine per agire a __________, nonostante tale termine non
venga fissato in virtù dell'art. 108 LEF (come chiesto dal ricorrente) ma
dell'art. 107 cpv. 5 LEF.

Il ricorso 21 febbraio 2001 di __________ è pertanto accolto.

 

 

                                   5.   Sulle
tasse occorre ricordare che - benché la gratuità della procedura sia contraria
al sistema di diritto amministrativo in cui si muove il ricorso secondo l'art.
17 LEF (Jean-François Poudret/
Suzette Sandoz-Monod, Commentaire
de la loi fédérale d'organisation judiciaire, vol. II, Berna 1990, n. 2.10
all'art. 81, pag. 804) - siffatto principio è stato codificato per espressa
volontà del legislatore (art. 20a cpv. 1 primo periodo LEF e 61 cpv. 2 lett. a
OTLEF; DTF 125 III 383 cons. 2a). Per lo stesso motivo non si assegnano
indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF).

 

 

 

per questi motivi,

 

richiamati gli art. 17, 20a, 106 ss., 275 LEF,
art. 61 e 62 OTLEF,

                                      

pronuncia:

                                   1.   Le procedure di cui agli inc. 15.2001.00022, 15.2001.00026 e
15.2001.00050 sono dichiarate congiunte.

 

 

                                   2.   Il
ricorso 24 gennaio 2001 del Comune di __________ (inc. 15.2001.00022 e
15.2001.00026) è evaso ai sensi del cons. 4.1.

 

 

                                   3.   Il
ricorso 21 febbraio 2001 di __________ (inc. 15.2001.00050) è accolto.

 

                               3.1.   Di
conseguenza è annullato l'avviso e assegnazione di termine del 12 febbraio 2001
a __________.

 

                               3.2.   È
fatto ordine all'UEF di Locarno di inviare un avviso e assegnazione di termine
ex art. 107 cpv. 5 LEF a __________ per avviare l'azione in accertamento della
non esistenza del diritto di pegno manuale di __________ sul natante
Schweizer/Saphir 700 GT, di cui alla procedura esecutiva n. __________ P.M.

 

 

                                   4.   Non
si prelevano spese, né si assegnano indennità.

 

 

                                   5.   Contro
questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni
e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della
scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello, in
conformità dell'art. 19 LEF.

 

 

                                   6.   Intimazione
a:

                                         -
__________

                                         Comunicazione
all'UEF di Locarno

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

quale autorità di vigilanza

Il presidente                                                                             Il
segretario