# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d2b764b1-95f7-54d4-94d2-bb9b03555d0d
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-05-09
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 09.05.2008 C-6182/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-6182-2007_2008-05-09.pdf

## Full Text

Corte II I
C-6182/2007
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  9  m a g g i o  2 0 0 8

Giudici: Francesco Parrino (presidente del collegio), 
Michael Peterli, Elena Avenati-Carpani; 
Cancelliere: Dario Croci Torti

, 
patrocinato dall'avv. Daniele Moro, Mühlenplatz 10, 
casella postale, 6000 Lucerna 5,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE, avenue Edmond-
Vaucher 18, casella postale 3100, 1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione-invalidità (decisione su opposizione 
dell'11 luglio 2007)

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-6182/2007

Fatti:

A.
A._______, cittadino italiano, nato il , coniugato con prole, ha lavorato 
in Svizzera dal 1969 e dal 1983 come artigiano gessatore in proprio. 
Nel  corso  della  fine  degli  anni  90  il  nominato  ha  cominciato  ad 
accusare  dolori  rachidei  nonché problemi  personali  che si  sono fatti 
sempre più acuti  negli  anni successivi  tanto da limitarlo nel normale 
espletamento della sua attività. In data 21 agosto 2001, A._______ ha 
depositato, presso l'Ufficio AI del Canton Vallese, una domanda volta 
al  conseguimento  di  prestazioni  dell'assicurazione  svizzera  per 
l'invalidità.  Ad  atti  figura,  segnatamente,  una  perizia  svolta  il  18 
gennaio  2002  dal  reumatologo  Dott.  Burgat  per  conto  della  Cassa 
malati  collettiva  La  Mobiliare.  L'esperto  incaricato  ha  evidenziato  la 
diagnosi  di  lombalgie  croniche  a  scarso  substrato  anatomico, 
epicondilite  destra,  turbe  da  dolore  somatoforme  persistente, 
personalità con tratti psicosomatici evidenti. Per l'AI il nominato è stato 
visitato da “Les Institutions psychiatriques du Valais Romand”. Nel loro 
rapporto del 28 febbraio 2002, i  medici  incaricati  hanno rilevato una 
personalità  con  funzionamento  del  registro  psicosomatico  a  tratti 
sensitivo  e  con  evoluzione  aprammatica  dal  1999  ciò  che  lo  rende 
incapace  di  svolgere  qualsiasi  attività.  Il  medico  dell'Ufficio  AI 
cantonale,  nel  suo  rapporto  del  31  maggio  2002,  ha  proposto  di 
riconoscere il diritto alla rendita intera dell'assicurazione svizzera per 
l'invalidità.  Mediante  decisione  del  23  agosto  2002,  l'Ufficio  AI 
cantonale  ha  erogato  in  favore  del  nominato  una  rendita  intera 
dell'assicurazione svizzera  per  l'invalidità  a decorrere  dal  1°  maggio 
2001 (doc. 1-40).

Nel  luglio  2003,  l'interessato  è  rimpatriato  ed  i  pagamenti  delle 
prestazioni sono stati  assunti,  per competenza, dall'Ufficio  AI per gli 
assicurati  residenti  all'estero,  ora  Ufficio  dell'assicurazione  per 
l'invalidità per gli assicurati residenti all'estero UAIE (doc. 44).

B.
Nell'aprile  2004,  l'UAIE ha avviato la  prevista procedura di  revisione 
del  diritto  alla  rendita.  L'organo  di  collegamento,  ossia  l'Istituto 
nazionale della previdenza sociale (INPS), è stato più volte invitato a 
voler effettuare alcuni esami medici. L'INPS non ha dato seguito a tale 
richiesta  di  collaborazione.  Pertanto,  mediante  decisione  dell'8 

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dicembre 2004, la rendita intera di cui  era beneficiario il  nominato è 
stata soppressa con effetto dal 1° febbraio 2005 (doc. 49).

Nel  frattempo  sono  pervenuti  i  documenti  richiesti  fra  i  quali  si 
segnala:

-  una  relazione  d'esame  neuropsichiatrico  del  29  luglio  2004 
atttestante  un  disturbo  somatoforme  a  carattere  algico  su  base 
depressiva (doc. 52);

-  un referto radiologico cervicale e lombosacrale di data imprecisata 
(doc. 53);

- una perizia medica dettagliata stilata da un sanitario dell'INPS, ove 
viene  indicata  la  diagnosi  di  sindrome  ansioso  reattiva  con 
somatizzazione multipla ed un tasso d'invalidità del 50% (doc. 54).

In  apposito  formulario  sottoscritto  il  28  gennaio  2005,  l'interessato 
afferma di non aver più svolto attività lucrativa (doc. 58).

L'incarto  è  stato  sottoposto  in  esame  alla  Dott.ssa  Hellbardt,  del 
servizio medico dell'UAIE, la quale, nella sua relazione del 1° febbraio 
2005, ha proposto di effettuare una perizia medica pluridisciplinare.

L'assicurato è stato visitato dal 29 al 31 agosto presso il  Servizio di 
accertamento medico dell'assicurazione invalidità di Bellinzona (SAM). 
Egli  è  stato  inoltre  sottoposto  a  consulti  specialistici  in  psichiatria  e 
reumatologia.  Nella  loro  relazione  del  22  settembre  2005,  i  periti 
incaricati  hanno  evidenziato:  “diagnosi  con  influsso  sulla  capacità 
lavorativa:  psicalgia,  vissuto  depressivo  in  soggetto  con  tratti  di  
personalità  fallico-narcisistici  frustrati  e  disadattati;  diagnosi  senza 
influsso  sulla  capacità  lavorativa:  sindrome  dolorosa  a  livello 
dell'emicorpo,  senza  correlato  somatico,  sovrappeso  con  BMI  27, 
tabagismo cronico”  . I medici del SAM hanno ritenuto che il paziente 
presenta una capacità al lavoro come gessatore/intonacatore del 60%, 
intesa  come  riduzione  della  capacità  funzionale  residua  sull'arco  di 
un'intera  giornata  lavorativa.  L'incapacità  al  lavoro  del  40%  risulta 
anche per tutte le altre attività ed è causata dalle condizioni psichiche 
(doc. 72-74).

L'incarto  è  stato  risottoposto  in  esame  alla  Dott.ssa  Hellebardt,  la 
quale ha proposto di far valutare la perizia dal Dott. Gabris, specialista 

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in  psichiatria  alfine  di  determinare  se,  in  rapporto  alla  precedente 
indagine  psichiatrica  svolta  in  Vallese  nel  2002  (segnatamente  il 
rapporto  del  28  febbraio  2002  delle  “Institutions  psychiatriques  du 
Valais  Romand”,  sopra  menzionato),  sussista  un  miglioramento  ai 
sensi della LAI. Nella sua relazione del 10 dicembre 2005 (doc. 78), il 
Dott. Gabris ha proposto di  ammettere un tasso d'invalidità del 50% 
dalla data della perizia psichiatrica del SAM.

C.
Mediante  progetto  di  decisione  del  2  dicembre  2005,  l'UAIE  ha 
comunicato a A._______ che la rendita intera AI sarebbe stata ridotta 
alla metà (doc. 81).

L'assicurato, rappresentato dall'avv. Michelina Ramundo, si è opposto 
a  tale  progetto  con  scritto  del  23  dicembre  2005  facendo  valere  di 
essere  invalido  in  misura  completa  (doc.  84).  A  suffragio  delle  sue 
conclusioni  ha  prodotto,  segnatamente,  un  rapporto  del  Dott.  Soldi, 
reumatologo, del 15 dicembre 2005, il  quale segnala che il  paziente 
presenta una sindrome dolorosa a livello cervicale, alla spalla destra, 
ai gomiti, nella zona paravertebrale e nella regione sacroilliaca destra; 
egli  propone  nuovi  accertamenti.  Viene  inoltre  esibito  un  certificato 
d'esame neurologico del 20 dicembre 2005 (doc. 82, 83).

Ricevute  le  osservazioni,  l'amministrazione  ha  sottoposto  gli  atti  al 
Dott.  Gabris,  il  quale,  nella  sua  nota  del  22  marzo  2006  si  è 
riconfermato nelle sue precedenti considerazioni (doc. 86).

Mediante decisioni del 7 aprile 2006, l'UAIE ha erogato in favore del 
nominato  una  rendita  intera  AI  dal  1°  febbraio  2005  (data  di 
soppressione della prestazione per carenza di collaborazione) fino al 
30 novembre 2005 ed una mezza rendita a decorrere dal 1° dicembre 
2005, ossia tre mesi dopo la perizia del Dott. Mari, psichiatra al SAM 
(doc. 89).

D.
A._______,  sempre  rappresentato  dall'avv.  Ramundo,  ha  formulato 
opposizione  contro  il  suddetto  provvedimento  amministrativo  nella 
misura in cui riduce la prestazione AI alla metà. In appoggio alle sue 
conclusioni  produce  una  perizia  medica  (28  marzo  2007)  del  Dott. 
Basile,  specialista  in  medicina  legale  e  delle  assicurazioni,  Matera. 
L'esperto di parte indica che il paziente presenterebbe una patologia 
degenerativa artrosica grave pluridistrettuale e resistente alle terapie 

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ed  una  turba  psichica  di  tipo  depressivo  maggiore. A  suo  parere,  il 
paziente è da ritenersi invalido in misura completa (doc. 93, 94).

Ricevuta  l'opposizione,  l'amministrazione  ha  sottoposto  gli  atti  alla 
Dott.ssa  Hellbardt,  la  quale,  nella  sua  nota  del  3  luglio  2007,  ha 
affermato che la relazione del Dott. Basile non apporta novità di rilievo 
rispetto ai precedenti accertamenti.

Mediante  decisione  su  opposizione  dell'11  luglio  2007,  l'UAIE  ha 
respinto  l'istanza  dell'opponente  ed  ha  confermato  la  decisione  di 
riduzione della rendita del 7 aprile 2006.

E.
Con  gravame  depositato  il  14  settembre  2007,  A._______, 
regolarmente  rappresentato  dall'avv.  Daniele  Moro,  chiede, 
sostanzialmente,  l'annullamento  del  summenzionato  provvedimento 
amministrativo  e,  di  conseguenza,  il  ripristino  del  suo  diritto  alla 
rendita  intera  AI.  Chiede  che  al  ricorso  sia  concesso  l'effetto 
sospensivo. L'insorgente lamenta una violazione del diritto  di  essere 
sentito,  in  quanto  la  decisione  su  opposizione  non  avrebbe 
assolutamente  tenuto  conto  delle  argomentazioni  precedentemente 
formulate dall'opponente e contenute nella perizia del Dott. Basile. Egli 
denuncia un accertamento inesatto ed incompleto dei fatti  in quanto 
non si sarebbe tenuto conto di esami oggettivi effettuati dopo la perizia 
presso  il  SAM.  Nel  merito,  l'interessato  contesta  qualsiasi 
miglioramento  ai  sensi  della  LAI,  tale  assunto  non  essendo  stato 
motivato né presso il   SAM né da altri  medici. A suffragio delle  sue 
conclusioni  produce  diversa  documentazione  già  ad  atti  nonché  un 
certificato del Dott. Tommaso del 6 settembre 2007, un breve rapporto 
d'esame neuropsichiatrico di stessa data ed un referto radiologico del 
rachide in toto del 13 dicembre 2005.

F.
Gli  atti  sono  stati  trasmessi,  per  presa  di  posizione, 
all'amministrazione.  Quest'ultima  ha  chiesto  il  parere  del  Dott. 
Lehmann,  del  proprio  servizio  medico.  Nella  sua  relazione  del  30 
gennaio  2008,  il  consulente  ha  sostenuto  che  l'assicurato  non 
presenta alcuna patologia invalidante di tipo reumatologico/artrosico; il 
problema è di natura psichica e, in questo senso, in base alla perizia 
del Dott. Mari, le condizioni di salute generali  sarebbero migliorate a 
tal punto che lo stesso esperto propone un tasso d'invalidità limitato al 

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40% in qualsiasi attività confacente alle attitudini dell'assicurato (doc. 
104).

Nelle sue osservazioni ricorsuali del 7 marzo 2008, l'UAIE propone la 
reiezione dell'impugnativa con argomenti di cui, per quanto occorra, si 
riferirà nei considerandi di diritto del presente giudizio.

G.
Dopo aver preso atto delle osservazioni dell'amministrazione e di altra 
documentazione di rilievo, l'avv. Moro, con replica del 18 aprile 2008, 
ha  ribadito  l'intenzione  del  proprio  assistito  di  mantenere  il  ricorso. 
L'insorgente  lamenta  ancora  una  carenza  di  motivazione  della 
revisione, non sussistendone, a suo parere, le condizioni di base.

Con  ordinanza  del  25  aprile  2008,  alle  parti  è  stata  comunicata  la 
composizione del collegio giudicante. Non sono pervenute domande di 
ricusazione.

Diritto:

1.
Riservate le eccezioni di cui all'art. 32 della Legge del 17 giugno 2005 
sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF, RS 173.32),  il  Tribunale 
amministrativo  federale  giudica,  in  virtù  dell'art.  31  LTAF,  i  ricorsi 
contro  le  decisioni  ai  sensi  dell'art.  5  della  Legge  federale  del  20 
dicembre  1968  sulla  procedura  amministrativa  (PA,  RS  172.021) 
emanate  dalle  autorità  menzionate  agli  art.  33  e  34  LTAF.  In 
particolare,  le  decisioni  rese  dall'Ufficio  dell'assicurazione  per 
l'invalidità  per  gli  assicurati  residenti  all'estero  (UAIE)  concernenti 
l'assicurazione per l'invalidità possono essere portate innanzi al  TAF 
conformemente  all'art.  69  cpv. 1  lett.  b  della  Legge  federale  del  19 
giugno 1959 su l'assicurazione per l'invalidità (LAI, RS 831.20).

2.
Con  il  ricorso,  l'interessato  ha  formulato  una  richiesta  volta  al 
riconoscimento dell'effetto sospensivo del ricorso, ai sensi dell'art. 55 
cpv.  3  PA.  L'impugnativa  in  oggetto  essendo  qui  trattata 
immediatamente nel merito, questa domanda risulta priva d'oggetto.

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3.
Il 1° giugno 2002 sono entrati in vigore l'Accordo tra la Confederazione 
svizzera, da una parte, e la Comunità europea ed i suoi Stati membri, 
dall'altra,  sulla  libera circolazione delle  persone del  21 giugno 1999 
(ALC,  RS  0.142.112.681)  ed  il  correlato  Allegato  II  che  regola  il 
coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale nonché il Regolamento 
(CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971  relativo 
all'applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, 
ai  lavoratori  autonomi  e  ai  loro  familiari  che  si  spostano  all'interno 
della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il  corrispondente 
Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n°  574/72  del 
Consiglio del 21 marzo 1972 relativo all'applicazione del Regolamento 
n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Trattasi  di  una  normativa  che  si 
applica a tutte le  rendite il  cui  diritto  sorge a far data dal  1° giugno 
2002  o  successivamente  e  che  sancisce  il  principio  della  parità  di 
trattamento  tra  cittadini  che  risiedono  in  uno  Stato  membro  della 
Comunità europea ed i  cittadini  svizzeri  (art. 3 e 6 del Regolamento 
CEE n° 1408/71).

Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II,  gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati  membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui 
l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 
condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero.

L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella  presente 
procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione europea, 
dell'ALC e  dei  Regolamenti  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14 
giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo  1972 
relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

4.

4.1 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 
applicabile  la  legge  federale  sulla  parte  generale  del  diritto  delle 
assicurazioni sociali del 6 ottobre 2000 (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 

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1 LAI le disposizioni della LPGA sono applicabili all'assicurazione per 
l'invalidità  (art. 1a-26bis e  28-70),  sempre che la  presente legge non 
preveda espressamente una deroga.

4.2 Secondo l'art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato 
dalla decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse 
degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua  modificazione. 
Queste condizioni sono adempiute nella specie.

4.3 Il ricorso è tempestivo ed ossequioso dei requisiti minimi prescritti 
dalla  legge (art. 60  LPGA e 52 PA). Il  gravame è dunque ricevibile, 
nulla ostando all'esame del merito dello stesso.

5.
Ai fini del presente giudizio occorre altresì preliminarmente precisare, 
con  particolare  riferimento  al  diritto  materiale,  che,  dal  profilo 
temporale,  non  trovano  applicazione  le  modifiche  della  LAI  del  17 
giugno 2007 entrate in vigore dal 1° gennaio 2008 (5a revisione della 
LAI). Di seguito vengono quindi citate le disposizioni della LAI e della 
LPGA nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2007.

6.
La parte ricorrente ha affermato che la decisione impugnata sarebbe 
stata sommariamente motivata e non si capisce, dalla stessa, per quali 
motivi le argomentazioni del ricorrente non sono state ritenute. Inoltre, 
l'amministrazione non sarebbe entrata nel merito delle obiezioni della 
perizia del Dott. Basile.

6.1 Il diritto di essere sentito, la cui garanzia è prevista art. 29 cpv. 2 
Cst,  comprende  il  diritto  per  il  prevenuto  di  prendere  conoscenza 
dell'incarto (DTF 132 II 485 consid. 3, 126 I 7 consid. 2b), di esprimersi 
in merito agli elementi pertinenti prima che una decisione sia emessa 
nei suoi confronti, di produrre delle prove pertinenti, di ottenere che sia 
dato  seguito  alle  sue  offerte  di  prove  pertinenti,  di  partecipare 
all'amministrazione delle prove essenziali o almeno di poter esprimersi 
sul  suo  risultato,  allorquando  questo  è  proprio  ad  influenzare  la 
decisione da emanare (cfr. DTF 124 II 132 consid. 2b e giurisprudenza 
ivi citata). Nel quadro della procedura amministrativa il diritto di essere 
sentito è consacrato dagli art. 26-28 (diritto di esaminare gli atti), dagli 
art.  29-33  (diritto  di  essere  sentito  strictu  sensu)  e  dall'art.  35  PA 
(diritto di ottenere una decisione motivata). 

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6.2 La giurisprudenza ha dedotto dal diritto di essere sentito, definito 
dalle  norme  speciali  di  procedura  (quali  l'art.  35  PA)  l'obbligo  per 
l'autorità di motivare la sua decisione, così da permettere ai destinatari 
e  a  tutte  le  persone  interessate  di  comprenderla,  eventualmente  di 
impugnarla  ed  in  modo  da  rendere  possibile  all'autorità  di  ricorso 
eventualmente  adita  di  esercitare  convenientemente  il  suo  controllo 
(cf. DTF 129 I 232 consid. 3.2; DTF 126 I 97 consid. 2B; DTF 122 IV 8 
consid. 2c,  DTF  112  Ia  107  consid. 2b;  cfr.  inoltre  la  sentenza  del 
Tribunale  federale  2A.496/2006 / 2A.497/2006  del  15 ottobre  2007 
consid. 5.1.1). Si è in presenza di una violazione del diritto di essere 
sentito  se  l'autorità  non  soddisfa  al  suo  obbligo  di  esaminare  e  di 
trattare i problemi pertinenti (cf. DTF 126 I 97 consid. 2b; DTF 122 IV 8 
consid. 2c). Per adempiere a tali esigenze, è sufficiente che il giudice 
(o  l'autorità)  menzioni,  almeno  brevemente,  i  motivi  sui  quali  ha 
fondato  la  sua  decisione,  in  modo  da  permettere  all'interessato  di 
apprezzare  la  portata  di  quest'ultima  e  di  impugnarla  in  piena 
conoscenza  di  causa  (cfr. DTF  menzionate).  In  generale,  la  portata 
dell'obbligo di motivare dipende dalla complessità della fattispecie da 
giudicare, dalla potenziale gravità delle conseguenze della decisione e 
dalle  circostanze  del  singolo  caso.  Più  la  libertà  d'apprezzamento 
dell'autorità  è  ampia  e  più  la  misura  adottata  arreca  pregiudizio  ai 
diritti dei singoli, più la decisione deve essere circostanziata (cfr. DTF 
112 Ia  107  consid. 2b; cfr. inoltre  la  sentenza del  Tribunale  federale 
2A.496/2006 / 2A.497/2006  precitata).  Sebbene  la  motivazione  deve 
fare emergere le riflessioni dell'autorità in merito agli elementi (di fatto 
o di diritto) essenziali che hanno influenzato la decisione, l'autorità non 
è  comunque  tenuta  a  pronunciarsi  su  tutti  i  fatti,  argomentazioni  e 
mezzi  di  prova invocati  dalle  parti,  ma può permettersi  di  limitarsi  a 
quelli che, senza arbitrio, le sembrano decisivi per la risoluzione della 
causa (cfr. DTF 126 I 97 consid. 2b; DTF 112 Ia 107 consid. 2b).

Il  diritto  di  ottenere una decisione motivata costituisce una garanzia 
costituzionale  di  natura  formale,  la  cui  violazione  causa  in  principio 
l'annullamento  della  decisione  impugnata  indipendentemente  dalle 
possibilità  di  esito  positivo del  ricorso nel  merito  (cfr. DTF 126 I  19 
consid. 2d/bb; DTF 126 V 130 consid. 2b; DTF 122 II 464 consid. 4a e 
giurisprudenza  citata).  Eccezionalmente  un'eventuale  violazione  del 
diritto di  essere sentito può essere sanata allorquando l'autorità che 
ha  emanato  la  decisione  ha  preso  posizione  in  merito  alle 
argomentazioni  decisive nel quadro dello  scambio degli  scritti  e che 
l'amministrato  ha  avuto  la  possibilità  di  esprimersi  liberamente  di 

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fronte ad un'autorità di  ricorso, la cui  cognizione è altrettanto ampia 
che quella  dell'autorità  inferiore (cfr. DTF 133 I  201 consid. 2.2; DTF 
130 II  530  consid. 7.3;  DTF  126  V  130  consid.  2b;  DTF 124  V  389 
consid. 5a e 180 consid. 4a). Tuttavia, qualora il vizio costituisce una 
grave violazione di procedura, tenuto conto del principio dell'economia 
di  procedura,  è  escluso  che  l'autorità  di  ricorso  lo  sani  (cfr.  LORENZ 
KNEUBÜHLER, Gehörverletzung und Heilung, in Zbl 3/1998, p. 112ss).

6.3 Nella  fattispecie,  la  decisione  impugnata  dell'11  luglio  2007 
contiene tutti quegli elementi essenziali sopra ricordati: viene svolto un 
breve riassunto storico della prestazione, vengono espresse le norme 
legali principali applicabili, le valutazioni del SAM e vien detto che la 
documentazione  esibita  in  sede  d'opposizione  non  ha  permesso  di 
modificare il parere dei medici dell'UAIE. Vero è che qualche parola in 
più avrebbe potuto essere spesa sulla perizia del Dott. Basile, ma non 
per  questo  ci  si  troverebbe  in  presenza  di  un  provvedimento  non 
motivato. Concretamente il ricorrente è stato in grado di dedurre i fatti 
su cui  la decisione si fonda e le ragioni per cui  è stata pronunciata. 
Infine,  anche  nella  denegata  ipotesi  in  cui  la  decisione  venisse 
considerata  non  sufficientemente  motivata  e  unicamente  a  titolo 
sussidiario,  si  rileva  che  tale  carenza  sarebbe  comunque  sanata 
dall'impugnazione stessa al Tribunale, il quale dispone infatti di piena 
cognizione. In  occasione  del  preavviso  inoltre,  l'autorità  inferiore  ha 
avuto modo di esprimersi sul contenuto del ricorso e di completarne le 
motivazioni, successivamente notificate all'interessato, il quale è stato 
concesso il diritto di replica di cui ha fatto uso (cfr. DTF 116 V 39/40 
consid. 4b).

Visto quanto sopra, la censura del ricorrente, in ordine all'insufficienza 
della  motivazione,  e  quindi  alla  violazione  del  suo  diritto  di  essere 
sentito, risulta infondata.

7.

7.1 Va ricordato che in base all'art. 8 LPGA è considerata invalidità 
l'incapacità al guadagno totale o parziale presumibilmente permanente 
o  di  lunga  durata.  L'art.  4  LAI  precisa  che  l'invalidità  può  essere 
conseguente  ad  infermità  congenita,  malattia  o  infortunio;  il  cpv.  2 
della  stessa norma stabilisce che l'invalidità  è considerata insorgere 
quando, per natura e gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

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7.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per 
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di  rendita  se  è  invalido  per  almeno  il  40% (art.  28  cpv. 1  LAI).  In 
seguito  all'entrata  in  vigore  dell'Accordo  bilaterale,  la  limitazione 
prevista dall'art. 28 cpv. 1ter  LAI,  secondo il  quale le rendite per un 
grado d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad assicurati che 
sono domiciliati  e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), 
non  è  più  applicabile  quando  l'assicurato  è  cittadino  dell'UE  e  vi 
risiede.

7.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  al  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  di  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando  egli  è  stato  per  un  anno  e  senza   notevoli   interruzioni, 
incapace  al  lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La prima 
lettera  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato;  la  seconda  se  lo  stato  di  salute  è  labile,  vale  a  dire 
suscettibile di evolvere verso un miglioramento od un peggioramento 
(DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b).

7.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra  professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o 
parziale,  della  possibilità  di  guadagno  sul  mercato  del  lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili.

8.

8.1 Giusta  l'art.  17  cpv.  1  LPGA,  corrispondente  materialmente  al 
precedente  ed  abolito  art.  41  LAI,  se  il  grado  d'invalidità  del 
beneficiario di una rendita d'invalidità subisce una modifica, che incide 
in  modo  rilevante  sul  diritto  alla  rendita,  questa  sarà,  per  il  futuro, 
aumentata  o  ridotta  proporzionalmente  o  soppressa,  d'ufficio  o  su 
richiesta. La  revisione avviene d'ufficio  quando, in  previsione di  una 

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possibile  modificazione importante  del  grado d'invalidità  o di  grande 
invalidità,  è  stato  stabilito  un  termine  nel  momento  dell'erogazione 
della rendita o dell'assegno per grandi invalidi, o allorchè si conoscono 
fatti o si ordinano provvedimenti che possono provocare una notevole 
modificazione del  grado d'invalidità  o  della  grande invalidità  (art.  87 
cpv. 2 dell'Ordinanza federale su l'assicurazione per l'invalidità del 17 
gennaio  1961:  OAI,  RS  831.201).  Se  la  capacità  al  guadagno 
dell'assicurato migliora,  v'è  motivo di  ammettere che il  cambiamento 
determinante  sopprime,  all'occorrenza,  tutto  o  parte  del  diritto  a 
prestazioni dal  momento in cui  si  può supporre che il  miglioramento 
costatato  perduri.  Lo  si  deve in  ogni  caso  tenere  in  considerazione 
allorchè  è  durato  tre  mesi,  senza  interruzione  notevole,  e  che 
presumibilmente continuerà a durare (art. 88 a cpv. 1 OAI). La costante 
giurisprudenza ha stabilito che le rendite d'invalidità sono soggette a 
revisione non solo in  caso di  modifica rilevante dello  stato  di  salute 
che ha un influsso sull'attività lucrativa, ma anche quando lo stato di 
salute  è  rimasto  invariato,  se  le  sue  conseguenze  sulla  capacità  di 
guadagno hanno subito un cambiamento importante (DTF 113 V 275, 
consid. 1a, 109 V 116 consid. 3 b, 105 V 30; RCC 1989 p. 323, consid. 
2a). La riduzione o la soppressione della rendita è messa in atto al più 
presto il  primo giorno del  secondo mese che segue la notifica della 
decisione (art. 88 bis cpv. 2 lettera a OAI).

8.2 Il  punto  di  partenza  per  stabilire  se  il  grado  d'invalidità  si  è 
modificato in  maniera da influire  sul  diritto  a prestazioni  è  costituito 
dall'ultima  decisione  che  ha  esaminato  materialmente  il  diritto  alla 
rendita  (DTF 133  V  pag. 108,  consid. 5.4).  Il  periodo  di  riferimento 
nell'ambito della presente vertenza è pertanto quello intercorrente fra 
la  decisione del  23  agosto  2002,  con  la  quale  l'UAIE ha erogato  in 
favore  dell'assicurato  una  rendita  intera  AI  a  decorrere  dal  1° 
settembre  1998,  e  l'11  luglio  2007,  data  in  cui  l'amministrazione, 
mediante decisione su opposizione, ha confermato la riduzione della 
prestazione alla metà a far tempo dal 1° dicembre 2005.

9.
L'interessato non ha più lavorato dopo il dopo il maggio 2000 (doc. 6, 
58, 74 pag. 4). 

La  nozione  d'invalidità  di  cui  all'art.  4  LAI  e  8  LPGA è  di  carattere 
giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b; 110 V 
275,  105  V  207).  In  base  all'art.  16  LPGA,  applicabile  per  il  rinvio 

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dell'art. 28 cpv. 2 LAI, per valutare il  grado d'invalidità,  il  reddito che 
l'assicurato potrebbe conseguire esercitando l'attività ragionevolmente 
esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale  esecuzione  di 
provvedimenti d'integrazione (reddito da invalido), tenuto conto di una 
situazione  equilibrata  del  mercato  del  lavoro,  è  confrontato  con  il 
reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non  fosse  diventato 
invalido (reddito da valido). In altri termini l'assicurazione svizzera per 
l'invalidità  risarcisce soltanto la perdita  economica che deriva da un 
danno alla salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la 
malattia o la conseguente incapacità lavorativa (metodo generale del 
raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 
84). 

In carenza di documentazione economica, la documentazione medica 
costituisce un importante  elemento  di  giudizio  per determinare quali 
lavori  siano  ancora  ragionevolmente  esigibili  dall'assicurato,  ma non 
spetta al medico graduare il tasso d'invalidità dell'assicurato (DTF 114 
V 314, 105 V 158).

Infatti,  per costante giurisprudenza le certificazioni mediche possono 
costituire importanti elementi d'apprezzamento del danno invalidante, 
allorché permettono di  valutare l'incapacità  lavorativa e di  guadagno 
dell'interessato in un'attività da lui ragionevolmente esigibile (DTF 115 
V 134 consid. 2,  114 V 314 consid. 3c). Inoltre,  perché un rapporto 
medico  abbia  valore  probatorio  è  determinante  che  esso  valuti  ed 
esamini  in  maniera completa  i  punti  litigiosi,  si  fondi  su degli  esami 
approfonditi,  prenda  conto  di  tutte  le  affezioni  di  cui  si  lamenta 
l'assicurato,  sia  stabilito  in  piena  conoscenza  dei  suoi  antecedenti 
(anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche o 
nell'apprezzamento della situazione medica; le conclusioni dell'esperto 
devono inoltre essere motivate (DTF 125 V 352, 122 V 160). 

10.

10.1 Nel  riconoscere  inizialmente  il  diritto  alla  rendita  intera  AI 
l'autorità  amministrativa  si  era  fondata  su  di  una  documentazione 
medica  dalla  quale  traspariva  che  l'assicurato  era  portatore  di 
lombalgie croniche scarsamente oggettivabili, fenomeni di epicondilite 
soprattutto a destra, turbe da dolore somatoforme persistente in una 
personalità  con  funzionamento  del  registro  psicosomatico  a  tratti 
sensitivo e con evoluzione aprammatica (cfr. segnatamente la perizia 

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del Dott. Burgat, reumatologo, del 18 gennaio 2002 ed il rapporto delle 
Institutions psychiatriques du Valais Romand del 28 febbraio 2002).

10.2 Al  momento  della  revisione  in  esame,  il  medico  dell'INPS  ha 
evidenziato una sindrome ansioso-reattiva con somatizzazioni multiple 
e  spondiloartrosi.  Dalla  perizia  svolta  presso  il  centro  SAM  di 
Bellinzona  emerge  che  l'interessato  presenta,  quale  unica  patologia 
avente  carattere  invalidante,  un  vissuto  depressivo  in  soggetto  con 
tratti di personalità fallico-narcisistici frustrati e disadattati. Dal profilo 
prettamente ortopedico, l'assicurato presenta una sindrome dolorosa 
in prevalenza all'emicorpo destro, priva di risvolti somatici (doc. 72-74). 
La refertazione medica esibita in sede di opposizione e di ricorso non 
documenta ulteriori patologie invalidanti.

11.

11.1 Divergenti  sono  i  pareri  sulle  conseguenze  invalidanti  delle 
menzionate  affezioni.  In  effetti,  il  medico  dell'INPS  pone  un  tasso 
d'invalidità  del  50%.  I  sanitari  del  SAM  ritengono  che  il  paziente 
sarebbe  ora  in  grado  di  riprendere  il  suo  precedente  lavoro  di 
gessatore in misura del 60%; tale capacità è di  pari  valore anche in 
attività sostitutive eventualmente più leggere e consone alla capacità 
dell'interessato.  I  Dott.ri  Hellbardt  e  Gabris  (psichiatra),  consulenti 
dell'UAIE,  si  attengono,  di  principio,  alle  risultanze  del  SAM,  ma 
suggeriscono di  ritenere un tasso d'invalidità del  50%, soluzione più 
favorevole  per  il  ricorrente  e  che  tiene  conto  dell'insieme  delle 
circostanze (doc. 76, 78, 86, 96). Un altro consulente dell'UAIE, Dott. 
Lehmann, sanitario che si è pronunciato in sede ricorsuale, aderisce 
alla  proposta  dei  Dott.ri  Lehmann  e  Gabris.  Dal  canto  suo,  il  Dott. 
Basile, medico del lavoro e delle assicurazioni, autore della relazione 
del 28 marzo 2007 esibita in sede d'opposizione, ritiene il paziente del 
tutto invalido in qualsivoglia attività.

11.2 Va preliminarmente rilevato che una perizia richiesta dall'UAIE (in 
casu  il  servizio  di  accertamento  medico  specifico  dell'assicurazione 
per l'invalidità) non può essere scartata adducendo che si tratta di un 
referto di  parte o con censure non precise e mirate. Infatti,  la legge 
attribuisce  all'amministrazione  il  compito  di  istruire  le  domande  di 
rendita, procurandosi gli atti necessari, in particolare circa lo stato di 
salute,  l'attività,  la  capacità  di  lavoro  e  l'idoneità  all'integrazione dei 
richiedenti.  A  tale  scopo  possono  essere  domandati  rapporti  e 
informazioni,  ordinate  perizie,  eseguiti  sopralluoghi  e  consultati 

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specialisti dell'aiuto pubblico o privato agli invalidi (art. 69 cpv. 2 OAI). 
In  questo  contesto  l'Ufficio  AI  agisce  quale  organo  amministrativo 
preposto  all'attuazione  della  legge,  sicché  le  perizie  ordinate  in 
adempimento  di  questo compito  non possono essere  considerate di 
parte o non conclusive alla luce di altri referti (DTF 123 V 175 e 122 V 
157). Il TFA ha inoltre precisato che deve essere considerata rilevante 
una perizia affidata al SAM, negando che tale servizio medico possa 
essere considerato parte in causa per sussistenza di  un vincolo per 
cui  l’istituto  medesimo  sarebbe  obbligato  a  tenere  in  particolare 
considerazione gli interessi specifici dell’assicurazione per l’invalidità.

11.3 Determinante  è  invece  la  circostanza  che  la  perizia  del  SAM 
rispetti tutti i principi concernenti la valutazione medica dell'invalidità. 
Infatti, per quanto concerne il valore probatorio d'un rapporto medico 
va  in  particolare  accertato  se  il  rapporto  è  completo  per  quanto 
riguarda i temi sollevati, se si riferisce ad esami approfonditi, se tiene 
conto delle censure del paziente, se è stato redatto con conoscenza 
della  pregressa  vicenda  valetudinaria  (anamnesi),  se  è  chiaro  nella 
presentazione del  contesto medico e,  infine,  se  le  conclusioni  a  cui 
giunge sono fondate. Elemento determinante dal profilo probatorio non 
è in linea di principio l'origine del mezzo di prova né la designazione 
del  materiale  probatorio  quale  rapporto  o  di  perizia,  bensì  il  suo 
contenuto (DTF 125 V 352, consid. 3a; 122 V 160 consid. 1c).

11.4 Il  collegio  giudicante  è  del  parere  che,  nella  specie,  la  perizia 
ordinata  dall'UAIE  al  SAM di  Bellinzona  rispetta  le  condizioni  sopra 
esposte e, d'altro canto, risulta essere ancor più valida dal momento 
che la parte ricorrente, quale mezzo di prova, ha esibito il rapporto del 
Dott.  Basile  del  28  marzo  2007,  ove  si  assegna  un'importanza 
eccessiva  alle  conseguenze  invalidanti  delle  patologie  di  carattere 
reumatologico/ortopedico,  le  quali  restano  sostanzialmente  prive  di 
substrato oggettivo.

12.

12.1 Deve  essere  infatti  dapprima  osservato  che  la  patologia 
degenerativa di natura artrosica non presenta quegli aspetti invalidanti 
necessari  per aver diritto ad una prestazione dell'assicurazione AI. Il 
paziente certo lamenta dolori all'emicorpo destro, ma oggettivamente 
l'esperto  del  SAM  (Dott.  Mariotti)  non  ha  riscontrato  elementi  che 
oggettivano  tale  sintomatologia.  Peraltro,  lo  specialista  ha  precisato 
che tali espressioni del dolore non riscontrano un substrato somatico e 

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clinico. Le  indagini  radiologiche  mostrano  unicamente  a  livello  della 
colonna  cervicale  un'osteocondrosi  con  spondilosi  di  C5/C6  e,  alla 
spalla destra, una leggera sclerosi del tuberculum majus con iniziale 
osteofitosi  a  livello  acromeo-clavicolare.  La  sintomatologia  accusata 
dal  paziente,  insiste  il  Dott.  Mariotti,  non  si  spiega  a  livello 
clinico/radiologico/strumentale.  Gli  esami  radiologici  eseguiti 
successivamente  alla  perizia  del  SAM,  contrariamente  a  quanto 
sostenuto  dalla  parte  ricorrente,  non  attestano  che  un  leggerissimo 
incremento del processo atrosico (cfr. in particolare i referti radiologici 
del  13  dicembre  2005  della  Dott.ssa  Jula  esibiti  con  il  ricorso). 
Pertanto,  questo  collegio  giudicante  è  del  parere  che  il  complesso 
patologico di carattere reumatologico/ortopedico/neurologico incide in 
minima  parte  sulla  capacità  al  lavoro  dell'assicurato.  Sotto  questo 
profilo, egli potrebbe quindi ancora svolgere il suo precedente lavoro di 
gessatore in misura, se non completa, superiore al 60%. Pertanto, le 
argomentazioni  del  Dott.  Basile,  che  poggiano,  più  che  altro,  sugli 
effetti debilitanti delle presunte gravi patologie artrosiche, vengono, in 
gran parte, a cadere.

Va  ancora  precisato  che,  peraltro,  il  riconoscimento  del  diritto  alla 
rendita intera AI, non era stato dettato dalle incidenze debilitanti delle 
patologie ortopediche, quanto piuttosto da uno stato morboso psichico 
di rilievo.

12.2 Per quanto attiene il lato psichiatrico questo Tribunale condivide 
le conclusioni alle quali  è giunto il  Dott. Mari  del SAM di Bellinzona. 
L'esperto evidenzia che il paziente ha subito in un momento cruciale 
della  sua  vita  un'importante  delusione  che  lo  ha  toccato  nel  suo 
narcisismo di base frustrando le sue pretese. Non è il caso, in questo 
giudizio, entrare nel dettaglio di queste sofferenze, peraltro descritte in 
un  primo  tempo  dai  servizi  psichiatrici  del  Canton  Vallese  e,  poi, 
nell'ambito dell'attuale procedura di revisione, dal Dott. Mari. Di fatto, 
sempre  in  sintonia  con  questo  carattere  narcisistico,  il  paziente  ha 
rifiutato  di  farsi  curare  e  dopo  essere  diventato  beneficiario  di  una 
rendita  AI,  è  rientrato  in  Italia  trovando  il  modo  di  liberarsi  dal  suo 
penoso tormento interiore. Ed è in questa riflessione che s'inquadra il 
miglioramento  delle  condizioni  di  salute  psichiche  dell'assicurato. In 
questo  senso,  osserva  il  Dott.  Mari,  egli  ha  trovato  una  soluzione 
fittizia al suo problema depressivo, molto presente ed invalidante negli 
anni 1998-2002. Dopo il rimpatrio, egli si è separato dalla moglie e si è 
quindi  staccato  da  problemi  affettivi/conflittuali  marcanti  negli  anni 

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d'invalidità.  Inoltre,  i  gravi  e  per  lui  frustranti  problemi  con  un  figlio 
sono andati vieppiù smussandosi con il trascorrere del tempo, per cui 
si  può  affermare  che,  attualmente,  l'incidenza  debilitante  dei  fattori 
scatenanti l'invalidità si son fatti più deboli. Il Dott. Mari parla infatti di 
“un vissuto” depressivo e precisa che attualmente l'inabilità lavorativa 
si situa al 40%, il paziente avendo ritrovato delle condizioni pacifiche 
ed appaganti e prive di contrasti scatenanti l'invalidità. 

Il parere del Dott. Mari non è stato inficiato da altra documentazione 
sanitaria  di  rilievo.  Lo  stesso  Dott.  Basile,  nella  sua  ampia  perizia 
rimessa  in  sede  di  opposizione,  non  consacra  che  poche  righe 
all'affezione  di  tipo  psichiatrico.  Il  parere  del  Dott.  Mari  è  stato 
esaminato dal Dott. Gabris, consulente in psichiatria dell'UAIE. Questi, 
nel  suo rapporto  del  10 ottobre 2005,  ha proposto di  ammettere un 
tasso d'invalidità del 50% (invece del 40%) tenendo conto della lunga 
evoluzione  e  del  carattere  ancorato  della  patologia.  Il  paziente  non 
sarebbe in  grado di  passare  rapidamente  da un'incapacità  al  lavoro 
totale ad un'invalidità del 40%. Da questo parere, più favorevole per 
l'insorgente, il collegio giudicante non ha motivo di scostarsi. Infine, il 
Dott. Lehmann, dell'UAIE, pronunciandosi in sede di ricorso, ha avuto 
modo di confermare che la documentazione esibita dopo la perizia del 
SAM  non  ha  apportato  novità  di  rilievo  né  dal  punto  di  vista 
diagnostico né da quello valutativo. 

A._______, nelle attuali condizioni di salute, sarebbe quindi in grado di 
riprendere il precedente lavoro di gessatore in misura del 50% ed ogni 
altro lavoro compatibile con le sue attitudini. La capacità di lavoro e di 
guadagno del nominato è quindi migliorata a tal punto da giustificare la 
revisione.

13.
Per quel che attiene alla decorrenza della riduzione della rendita (da 
intera  alla  metà),  va  rilevato  che  in  data  8  dicembre  2004, 
l'amministrazione  aveva  soppresso  ogni  prestazione  con  effetto  1° 
febbraio  2005  per  carenza  di  collaborazione.  Questa  decisione  è 
cresciuta in giudicato e la sua conformità con le norme al momento in 
vigore non viene qui posta in discussione. Il Dott. Gabris ha proposto 
di  ammettere il  miglioramento della capacità al  lavoro dell'assicurato 
dalla  data  della  perizia  (effettiva)  del  Dott.  Mari,  ossia  il  31  agosto 
2005. In base al menzionato art. 88 a cpv. 1 OAI, occorre tener conto 
di questo cambiamento dopo tre mesi. La decisione di riduzione della 

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rendita  da  intera  alla  metà  con  effetto  dal  1°  dicembre  2005  deve 
essere pertanto tutelata.

14.

14.1 Il ricorso deve essere pertanto respinto e l'impugnata decisione 
confermata.

14.2 Non si prelevano spese processuali.

14.3 Visto  l'esito  del  ricorso,  alla  parte  soccombente  non  vengono 
riconosciute indennità per spese ripetibili (art. 7 cpv. 1 del regolamento 
sulla  tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo  federale  [TS-TAF;  RS  173.320.2]).  L'Autorità 
amministrativa federale, parte intimata,  non ha diritto  ad indennità a 
titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3 TS-TAF).

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
La domanda di restituzione dell'effetto sospensivo è priva d'oggetto.

2.
Il ricorso è respinto.

3.
Non si prelevano spese processuali.

4.
Non vengono riconosciute indennità per spese ripetibili.

5.
Comunicazione a: 

- rappresentante del ricorrente (atto giudiziario)
- autorità inferiore (n. di rif. )
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali, Berna

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Francesco Parrino Dario Croci Torti

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS  173.110].  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della  parte –  i 
documenti indicati come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 
LTF).

Data di spedizione: 

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