# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 44043144-c661-52a6-a8f6-38a41cb8ff86
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-09-02
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale della pianificazione 02.09.2003 90.2002.163
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRPI_001_90-2002-163_2003-09-02.html

## Full Text

Incarto n.

  90.2002.163

  	
  Lugano

  2 settembre
  2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale della pianificazione del
  territorio

  
	
   

  
	
   

  
						

 

 

	
  composto dai giudici:

  	
  Raffaello Balerna, presidente,

  Lorenzo
  Anastasi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

 

statuendo sul ricorso del 11 dicembre 2002 di

 

	
   

  	
  __________ __________, __________ __________ __________, __________
  __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

	
   

  	
  

  	 

	
   

  	
  la risoluzione __________febbraio 2002 (n.
  __________) con cui il Consiglio di Stato ha approvato il piano regolatore di
  __________;

  	 

 

 

viste le risposte:

- 6 febbraio 2003 del municipio di __________;

- 28 gennaio 2003 della divisione della pianificazione territoriale
del dipartimento del ter-

  ritorio;

 

 letti ed esaminati gli
atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto:

 

                                  A.   La
comunione ereditaria composta da _________ _________, _________ _________,
_________ _________ e _________ _________ è proprietaria dei mapp. __________,
__________e _________ di _________, tutti ubicati nella località _________ (o
_________). ll mapp. __________, inedificato e parzialmente boschivo, è posto
immediatamente a monte della strada cantonale che collega _________ a
_________. Il mapp. __________, edificato, è invece sito tra la cantonale ed il
lago _________. Il mapp. _________, interamente ricoperto da vegetazione
silvestre, si trova invece in posizione più sopraelevata rispetto a quest'ultima.

 

 

                                  B.   Nella
seduta del 20 marzo 2000 il consiglio comunale di _________ ha adottato la
revisione del piano regolatore. La superficie non boschiva del mapp.
__________è stata assegnata dal piano del traffico all'area "strada
privata". Il mapp. __________è invece stato attribuito alla zona a zona
_________ (residenziale estensiva riva lago). Per il mapp. _________, inserito
nell'area forestale, non è stata prevista altra funzione.

 

 

                                  C.   Con
risoluzione __________ febbraio 2002 (n. __________) il Consiglio di Stato ha
approvato il piano. Esso ha tuttavia negato l'approvazione di alcune proposte
pianificatorie, sospeso su altre la propria decisione ed infine modificato
d'ufficio il piano regolatore su ulteriori oggetti.

 

                                         Per
quanto qui interessa il Governo ha anzitutto rilevato che il problema delle
zone esposte a pericoli naturali, più precisamente alla caduta di sassi, non
era stato affrontato e risolto in maniera soddisfacente. Per questo motivo esso
ha sospeso la decisione di approvazione dell'attribuzione alla zona edificabile
dei terreni esposti a tali pericoli nel comparto _________, accertati attraverso
uno studio di dettaglio allestito il 19 luglio 1999, e fissato al comune un
termine di tre anni per realizzare i necessari interventi di premunizione; in
assenza di questi ultimi l'approvazione dell'assegnazione alla zona edificabile
di quei fondi sarebbe stata negata (cfr. risoluzione impugnata, cifra 3.4.3,
lett. a, pag. 24 segg.). Per il comparto di _________, in merito al quale l'autorità
non disponeva ancora di informazioni approfondite, il Governo ha sospeso sine
die la decisione di approvazione della zona edificabile interessata dai
pericoli naturali, in attesa che fossero approntati degli studi di dettaglio in
merito agli stessi ed eseguite le dovute opere di premunizione. Per questo
comparto il Consiglio di Stato ha inoltre reintrodotto d'ufficio la zona indicativa
di potenziale pericolo naturale prevista dal piano regolatore previgente,
approvato il 2 luglio 1991, ed ha nel contempo invitato il comune a stabilire
una zona di pianificazione (ibidem). Il Consiglio di Stato ha, di conseguenza,
sospeso anche la decisione di approvazione dell'art. 31 NAPR, il quale
regolamentava l'edificazione nelle zone esposte a tali pericoli.

 

                                         Mediante
modifica d'ufficio del piano regolatore il Governo ha inoltre soppresso la
definizione di "strada privata" prevista nel piano del traffico,
assegnando le relative superfici alle zone di utilizzazione limitrofe (cfr.
risoluzione impugnata, cifra 3.4.4, lett. b, pag. 34; cifra 5.1, lett. i, pag.
74). La superficie non boschiva del mapp. __________è pertanto stata assegnata
alla zona R2.

 

 

                                  D.   La
risoluzione governativa in oggetto è stata pubblicata presso la cancelleria comunale
di _________ nel periodo 29 ottobre/28 novembre 2002. Con ricorso 11 dicembre
2002 _________ _________, dichiarando di agire anche in nome dei coeredi
_________ _________ e _________ _________, insorge innanzi a questo Tribunale
avverso la menzionata risoluzione governativa. Il ricorrente domanda che le
zone edificabili previste nel comparto di _________ soggette a pericoli naturali
vengano immediatamente approvate o, in subordine, che venga concessa la possibilità
di eseguire trasformazioni ed ampliamenti. Afferma che negli ultimi 100 anni
non si sono verificati eventi franosi nella località. Il bosco protegge le
costruzioni erette a valle dello stesso, lungo la strada cantonale; queste
ultime, a loro volta, contribuiscono ad ulteriormente proteggere gli edifici
posti tra la strada ed il lago.

 

 

                                  E.   La
divisione della pianificazione territoriale chiede la reiezione dell'impugnativa.
Il municipio di _________ ne postula invece l'accoglimento.

 

 

                                  F.   In
data 11 aprile 2003 il Tribunale ha tenuto un'udienza, in occasione della quale
le parti hanno confermato le rispettive posizioni. L'insorgente ha tuttavia
ritirato il gravame per quanto concerneva il mapp. _________.

 

 

considerato,                    in diritto:

 

 

                                   1.   La
competenza del Tribunale è data ed il ricorso tempestivo (art. 38 cpv. 1
LALPT). _________ _________ dichiara di agire anche in nome delle coeredi
_________ _________ e _________ _________; in assenza tuttavia della prova di
tale rappresentanza, la legittimazione a ricorrere dev'essere riconosciuta ad
esso solo (art. 38 cpv. 4 lett. c LALPT). La risoluzione di sospendere la
decisione di approvazione delle zone edificabili comprese nel settore di
_________ esposte a pericoli naturali parrebbe costituire non tanto una
decisione finale bensì una decisione incidentale, che può essere impugnata solo
se causa al ricorrente un danno non altrimenti riparabile (art. 44 PAmm). Il
Consiglio di Stato non ha infatti ancora emesso la sua decisione su questo
oggetto in applicazione dell'art. 37 cpv. 1 LALPT; lascia solo capire che
l'approvazione della zona edificabile interessata dipenderà dall'esito degli
studi di dettaglio sull'esposizione del territorio in oggetto al pericolo di
caduta di sassi e dall'eventuale realizzazione delle opere di premunizione che
si rendessero necessarie per tutelare la sottostante zona edificabile. Ai fini
della ricevibilità del gravame non occorre tuttavia indagare oltre circa la
natura esatta della risoluzione impugnata e chiedersi, segnatamente, se essa
possa essere considerata, quanto agli effetti, alla stregua di una decisione di
non approvazione della predetta zona edificabile, che potrebbe essere revocata
a determinate condizioni. In effetti, anche avverandosi l'ipotesi più
favorevole per il ricorrente - ovvero che vengano svolti i necessari approfondimenti
circa i pericoli cui è esposto il comparto in oggetto e che, se necessario, il
comune provveda all'esecuzione di adeguate opere di premunizione - la decisione
governativa impugnata avrebbe comunque sia l'effetto di rimandare nel tempo l'approvazione
dell'assegnazione dei suoi fondi alla zona fabbricabile e, pertanto, di ritardare
la loro edificazione rispettivamente di rendere più difficile la trasformazione
degli stabili che insistono già sugli stessi; ciò basta per riconoscere la
sussistenza di un danno a pregiudizio dell'insorgente, che egli non potrebbe
completamente eliminare nemmeno nel caso in cui il Consiglio di Stato dovesse,
in seguito, approvare la controversa zona edificabile e che, pertanto, esso
cerca di scongiurare mediante il ricorso in esame. Il gravame è, dunque,
ricevibile anche se la risoluzione impugnata dovesse essere considerata incidentale.

 

 

                                   2.   In
campo pianificatorio il comune ticinese fruisce di autonomia. Questa non è,
però, assoluta. Secondo l'art. 33 cpv. 3 lett. b LPT il diritto cantonale deve
garantire il riesame completo del piano regolatore da parte di almeno
un'istanza di ricorso. Nel Cantone Ticino tale autorità è il Consiglio di Stato
(art. 37 cpv. 1 LALPT), che decide i ricorsi - e approva il piano - con pieno
potere cognitivo: questo significa controllo non solo della legittimità ma
anche dell'opportunità delle scelte pianificatorie comunali. Le autorità
incaricate di compiti pianificatori badano tuttavia di lasciare alle autorità
loro subordinate il margine d'apprezzamento necessario per adempiere i loro
compiti (art. 2 cpv. 3 LPT). Il Consiglio di Stato non può dunque semplicemente
sostituire il proprio apprezzamento a quello del comune, ma deve rispettare il
diritto di questo di scegliere tra più soluzioni adeguate quella ritenuta più
appropriata, ragionevole od opportuna. Esso non può però limitarsi ad
intervenire nei soli casi in cui la soluzione comunale non poggi su alcun
criterio oggettivo e sia manifestamente insostenibile. Deve al contrario
rifiutare l'approvazione di quelle soluzioni che disattendono i principi e gli
scopi pianificatori fondamentali del diritto federale o non danno loro
sufficiente attuazione, rispettivamente che non tengono adeguatamente conto
della pianificazione di livello cantonale, segnatamente dei dettami del piano
direttore (cfr. anche l'art. 26 cpv. 2 LPT). L'autorità governativa verificherà
segnatamente che sia stata effettuata in modo corretto la ponderazione globale
degli interessi richiesta dall'art. 3 OPT (RDAT II-2001 n. 78 consid. 6b;
II-1999 n. 27 consid. 3).

 

                                         Il
potere cognitivo del Tribunale della pianificazione del territorio è invece
circoscritto alla violazione del diritto (art. 38 cpv. 2 LALPT; RDAT II-2001 n.
78 consid. 6c; II-1999 n. 27 consid. 3; II-1997 n. 23); fanno eccezione - per
poter ossequiare l'art. 33 cpv. 3 lett. b LPT - i casi in cui è impugnata una
modifica del piano regolatore disposta d'ufficio dal Consiglio di Stato.

 

 

                                   3.   3.1.
I piani di utilizzazione - nel nostro Cantone chiamati, a livello comunale,
piani regolatori (art. 24 segg. LALPT) - disciplinano l'uso ammissibile del
suolo (art. 14 cpv. 1 LPT). Essi devono delimitare, in primo luogo, le zone
edificabili, agricole e protette (art. 14 cpv. 2 LPT). Le zone edificabili
comprendono, secondo l'art. 15 LPT, i terreni idonei all'edificazione che sono
già stati edificati in larga misura (lett. a) e quelli prevedibilmente necessari
ed urbanizzati entro 15 anni (lett. b).

 

                                         3.2.
Un terreno è idoneo all'edificazione quando le sue caratteristiche soddisfano
le esigenze richieste dall'utilizzazione prevista per lo stesso. Oltre al
requisito dell'edificabilità del terreno dal profilo tecnico, che al giorno
d'oggi è quasi sempre soddisfatto, per decidere in merito all'idoneità di un
terreno alla costruzione devono essere presi in considerazione, anzitutto, gli
scopi ed i principi che reggono la pianificazione del territorio (art. 1 e 3
LPT). L'assegnazione di un terreno alla zona residenziale deve pertanto, in
primo luogo, rispondere alla necessità di creare e conservare degli
insediamenti accoglienti (art. 1 cpv. 2 lett. b LPT) ed al principio di
salvaguardare, per quanto possibile, i luoghi destinati all'abitazione da
immissioni nocive o moleste (art. 3 cpv. 3 lett. b LPT). L'esposizione di un
terreno a pericoli naturali può pertanto pregiudicare la sua idoneità
all'edificazione e, di conseguenza, la possibilità di includerlo nella zona
edificabile (Flückiger, Commentario LPT, ad art. 15 n. 42-49, con rinvii;
Zen-Ruffinen/Guy-Ecabert, Aménagement du territoire, construction,
expropriation, Berna 2001, n. 317, pure con rinvii). In sintonia con la
legislazione federale gli obiettivi pianificatori cantonali del piano
direttore, adottati dal Gran Consiglio con decreto legislativo del 12 dicembre
1990, stabiliscono, a questo riguardo, l'obbligo di "predisporre i
necessari provvedimenti pianificatori per evitare insediamenti in zone critiche
e fissare le condizioni per un adeguato uso del suolo in tali zone"
(cfr. obiettivi in materia di pericoli naturali, A.4. lett. d).

 

                                         3.3.
Anche l'obbligo per i Cantoni, sancito all'art. 6 cpv. 2 lett. c LPT, di
designare nei fondamenti del piano direttore i territori che sono minacciati in
misura rilevante da pericoli naturali dev'essere messo in relazione con la
delimitazione dei terreni idonei all'edificazione ai sensi dell'art. 15 LPT
(Flückiger, ibidem). Nel nostro Cantone gli studi di base svolti in questo
ambito hanno indotto il Consiglio di Stato ad adottare la scheda di
coordinamento n. 4.1 del piano direttore, di risultato intermedio, avente come
oggetto proprio i territori soggetti a pericoli naturali ed il cui scopo consiste
nell'attuazione a livello pianificatorio di adeguate misure di prevenzione, al
fine di aumentare a lungo termine la sicurezza delle persone e delle cose, di
permettere l'uso adeguato del suolo, come pure di ridurre i costi sociali
provocati dai pericoli naturali. Le modalità di coordinamento pre_________no
che il Cantone, nell'ambito dell'allestimento del catasto cantonale dei
territori soggetti a pericoli naturali conformemente alla relativa legge del 29
gennaio 1990, porta a termine l'approfondimento e la puntualizzazione delle
conoscenze sui territori soggetti a pericoli naturali rappresentati
graficamente nel piano direttore e verifica inoltre il grado di rischio del rimanente
territorio potenzialmente soggetto a pericolo. I comuni forniscono a questo
scopo al Cantone tutte le informazioni e conoscenze di cui dispongono su detti
pericoli. Le misure pianificatorie di prevenzione devono essere successivamente
consolidate dai comuni interessati tramite le necessarie modifiche dei piani
regolatori.

 

                                         3.4.
La legge sui territori soggetti a pericoli naturali del 29 gennaio 1990 (LTPN),
che attua il coordinamento previsto attraverso la scheda n. 4.1 del piano
direttore, disciplina l'accertamento, la premunizione ed i risanamento dei
territori esposti o colpiti da pericoli naturali, come pure il sussidiamento
dei necessari provvedimenti (art. 1 LTPN).

 

                                         L'accertamento
dei territori esposti o colpiti da pericoli naturali è operato mediante
l'allestimento di un piano (in origine definito catasto) delle zone soggette a
pericolo (PZP; art. 2 cpv. 1 LTPN). Esso comprende il catasto degli eventi
conosciuti e la carta dei pericoli potenziali (art. 2 cpv. 3 LTPN). Il mancato
inserimento di un territorio nel PZP non ne esclude la pericolosità (art. 2
cpv. 2 LTPN). Il PZP serve quale base per il disciplinamento degli interventi
di premunizione e risanamento (art. 3 cpv. 1 LTPN). Il Cantone, i comuni e le
Regioni devono inoltre tenerne conto nell'ambito delle loro pianificazioni
territoriali e dei programmi di sviluppo regionali (art. 3 cpv. 2 LTPN).

 

                                         Sono
iscritti nel PZP i territori soggetti a pericoli naturali, segnatamente quelli
soggetti a spostamenti di terreno permanenti, a caduta di valanghe, frane,
crolli di roccia, alluvionamenti e inondazioni (art. 4 LTPN). Il PZP è
costituito da piani in scala non inferiore a 1:10'000 e da una relazione
tecnica (art. 5 cpv. 1 LTPN). I piani descrivono in scala adeguata i territori
esposti a pericoli e riportano graficamente gli eventi conosciuti, i rilievi effettuati
e le zone soggette a pericolo. Essi indicano segnatamente il genere e il grado
di pericolo. All'interno delle superfici edificabili e nelle immediate
vicinanze le zone soggette a pericoli vengono riportate su un piano
particellare (art. 2 RLTPN). Nella relazione tecnica viene esposto il riassunto
delle ricerche eseguite e sono elencati i pericoli naturali rilevati (art. 3
RLTPN).

 

                                         Il
PZP è allestito dal dipartimento del territorio in collaborazione con i servizi
statali interessati, previa consultazione dei municipi (art. 6 cpv. 1 LTPN;
art. 1 RLTPN), di regola su scala comunale; può tuttavia essere elaborato a
tappe, per singoli comprensori, decisi dal dipartimento (art. 4 RLTPN). La
popolazione partecipa all'allestimento attraverso periodiche riunioni
informative convocate dal dipartimento (art. 6 cpv. 2 LTPN). Il PZP è
pubblicato per un periodo di tre mesi presso i comuni interessati (art. 7 LTPN;
art. 5 RLTPN). Gli enti pubblici, le Regioni e i privati interessati hanno la
facoltà di ricorrere contro il PZP al Consiglio di Stato entro 30 giorni dalla
scadenza del periodo di pubblicazione (art. 8 LTPN). Il Consiglio di Stato
decide inappellabilmente i ricorsi e adotta il PZP (art. 9 LTPN). L'inclusione
di un fondo al PZP è menzionata a registro fondiario a cura del dipartimento
(art. 9a LTPN). Le norme sull'adozione del PZP si applicano anche alla sua
modifica (art. 10 LTPN).

 

                                         La
premunizione ed il risanamento dei territori soggetti a pericoli naturali sono
pianificati nel piano cantonale di premunizione e risanamento (PCPR; art. 11
LTPN). Il PCPR indica (art. 12 cpv. 1 LTPN): i concetti ai quali deve
uniformarsi la sistemazione idraulica, idrogeologica e valangaria del Cantone
(cifra 1); le opere di premunizione, di risanamento e di manutenzione, con il
loro grado di priorità, intese alla protezione, da catastrofi naturali, della
vita umana e di beni materiali ragguardevoli (cifra 2); i tempi di attuazione
(cifra 3); i compiti delle Regioni (cifra 4); gli enti pubblici incaricati
degli studi esecutivi e dell'attuazione, come pure i consorzi, istituiti o da
istituire conformemente all'apposita legislazione (cifra 5); le valutazioni di
spesa (cifra 6). Il PCPR, che dev'essere coordinato con il piano direttore e il
piano finanziario (art. 12 cpv. 2 LTPN), è costituito da un rapporto corredato
dalle necessarie rappresentazioni cartografiche e tabelle sinottiche (art. 13
LTPN). Il relativo progetto è allestito dal Consiglio di Stato (art. 14 LTPN),
che lo notifica a comuni, consorzi e Regioni, i quali possono presentare
osservazioni e proposte (art. 15 LTPN). Il Consiglio di Stato esamina le
osservazioni e le proposte ed adotta il PCPR (art. 16 LTPN), che entra
immediatamente in vigore (art. 17 LTPN). Le norme sull'adozione del PCPR si applicano
anche alla sua modifica (art. 18 cpv. 1 LTPN).

 

                                         Gli
enti designati dal PCPR prov_________no all'attuazione degli interventi (art.
19 LTPN), che possono essere sussidiati dal Cantone e dalla Confederazione
(art. da 21 a 24 LTPN).

 

 

                                   4.   4.1.
Le rappresentazioni grafiche del piano regolatore approvato dal Consiglio di
Stato il 2 luglio 1991 riportavano, a titolo indicativo, due estese fasce di
potenziale pericolo naturale cui era esposto il territorio di _________: l'una
riguardava il territorio a monte della zona edificabile compresa tra il nucleo
del comune e la località _________, ubicata ad ovest del nucleo stesso, senza
incidere sulla zona edificabile; l'altra concerneva il comparto
_________-_________ e si poneva in conflitto diretto con la zona fabbricabile
del piano regolatore. Queste fasce erano state definite mediante accertamento
dell'Istituto Scienze della Terra (IST) del 1984. Incaricato da quest'ultimo
istituto, il 3 giugno 1991 lo studio di geologia dell'ing. _________ _________
presentò un rilievo geomorfologico del territorio comunale, successivamente
aggiornato il 3 maggio 1993, che evidenziava un pericolo di caduta di massi
generalizzato per l'intero comune, ma in particolare per la località di
_________, ubicata sopra il territorio (edificabile) di _________, _________ e
_________. L'IST ha indi proceduto ad un affinamento degli accertamenti,
culminato con la presentazione di uno studio 19 luglio 1999 del CIRN (Consorzio
ingegneri per il catasto dei rischi naturali), sottoscritto dagli ingg.
__________ __________ e __________ __________ ed incentrato essenzialmente
sull'esame di due aree particolarmente esposte alla caduta di
sassi/blocchi/massi: quella, già menzionata di _________, e quella della valle
di _________, compreso tra il Castello, la chiesa di _________ (_________ del
_________) e la località di _________. Questo rapporto, esteso sino a livello
particellare, concludeva, per il settore di _________, ad un'intensità
prevalentemente media del fenomeno di caduta sassi/massi, che interessava,
oltre alla foresta, anche una serie di fondi posti nelle sottostanti località
di _________, _________ e _________, di cui la maggior parte edificati. I
periti consigliavano di intervenire con protezioni di tipo passivo (reti, muri,
rinforzi ecc.) e attivo (disgaggi, ancoraggi, sottomurazioni ecc.); queste
ultime in combinazione con un monitoraggio per quei blocchi e massi situati
nelle parti alte, che avrebbero potuto sviluppare delle grandi energie nella
loro caduta (cfr. rapporto citato, pag. 28 seg., 48). Gli esperti avevano
stimato la stessa intensità del fenomeno anche per il settore della valle di
_________, che - oltre alla foresta - interessava però un numero inferiore di
fondi, per la maggior parte non edificati, compresi tra la località di
_________ e l'oratorio di S. __________ __________ __________, posto accanto
alla chiesa, sopra la sede dell'amministrazione comunale. Faceva eccezione
un'area comprendente il citato oratorio e una lingua di terra immediatamente
sovrastante lo stesso, in relazione alla quale l'intensità del fenomeno veniva
quantificata come elevata. In questo caso gli esperti consigliavano di fissare
od asportare i blocchi che causavano pericolo, procedendo altresì ad eseguire
verifiche e bonifiche per l'intero settore (cfr. rapporto citato, pag. 46 e
48). Lo studio del CIRN presentava, in annesso, le mappe delle aree di pericolo
in scala 1:2000, che indicavano, in generale, per i settori in oggetto la
sussistenza di un pericolo medio; facevano eccezione il comprensorio
interessante l'oratorio di __________. __________, dichiarato di pericolo alto,
e le superfici immediatamente a valle delle costruzioni poste in località
_________, _________ e _________, assegnate alle zone a basso pericolo. Il
perimetro di queste aree e la definizione dei vari gradi di pericolo sono quindi
stati ripresi nel piano del paesaggio adottato dal consiglio comunale. La
sovrapposizione dei piani ha permesso di rilevare che le superfici esposte a
pericolo interessavano, parzialmente, anche la zona residenziale estensiva (R2)
prevista dal piano delle zone nelle località di _________, _________, _________
e Indipendenza e quella residenziale estensiva con prescrizioni speciali (R2S)
stabilita sempre dallo stesso piano per la località di __________. __________.
Il consiglio comunale ha, pertanto, in pari tempo disposto la seguente normativa
(art. 31 NAPR):

 

                                         "  Zone
esposte a pericoli naturali

    1.  Il PR riporta a titolo
provvisorio (stato degli studi fino al luglio 1999) tre zone soggette
principalmente al pericolo di caduta sassi e blocchi. Il comune coordina con
l'Istituto cantonale di scienze della terra le misure di protezione necessarie.

 

    2.  Le possibilità edificatorie sono definite come segue:

        a)  Zona I a "rischio alto":

             - divieto di edificazione.

 

        b)  Zona II a "rischio medio":

             - sono vietate nuove costruzioni che comportano
assem-   

               bramento di persone;

             - nuove costruzioni o cambiamenti di destinazione per 

               case unifamigliari sono possibili alle seguenti
condizioni 

               che devono essere soddisfatte simultaneamente:

             - per le deformazioni gravitative profonde verifica
dell'en-

               tità dei movimenti ed esecuzione degli accorgimenti
tec-

               nici costruttivi atti a limitare il più possibile gli
effetti degli 

               spostamenti;

             - organizzazione d'allarme;

             - accessi sicuri.

     Il costo delle verifiche e degli interventi citati sono a
carico 

     del proprietario.

 

        c)  Zona III a "rischio basso":

             - l'edificazione è condizionata all'allestimento di una
peri-

               zia geologica che accerti la situazione locale e
definisca 

               gli interventi di premunizione necessari per ridurre
in 

               modo adeguato i potenziali pericoli; detti interventi
van-

               no svolti unitamente all'edificazione e sono a carico
del 

               proprietario."

 

Per la località di _________, adiacente a
quella di _________ e che qui interessa particolarmente, non è invece stata
esperita una verifica di dettaglio circa il pericolo di caduta di sassi. Il piano
del paesaggio adottato dal consiglio comunale non indicava pertanto, per questo
territorio, l'esistenza di zone di pericolo in conflitto con le aree
edificabili.

 

                                         4.2.
In sede di esame, il Consiglio di Stato non ha condiviso la soluzione proposta
dal comune per risolvere i problemi posti dall'incombenza di pericoli naturali
su parte delle zona edificabile definita dal piano regolatore, ritenendola
insufficiente.

 

                                         Il
Governo ha rilevato che un terreno esposto a un pericolo medio di caduta di
sassi poteva ancora essere considerato idoneo alla costruzione ai sensi
dell'art. 15 LPT, alla condizione che fossero realizzate, da parte del comune,
le necessarie opere di premunizione. Per il settore studiato approfonditamente
tramite il menzionato rapporto del CIRN, il quale si estendeva dal limite ovest
del nucleo (zona del municipio e della chiesa) sino alla località di _________
e che è stato riduttivamente designato nella risoluzione impugnata come
comparto _________, il Consiglio di Stato ha pertanto sospeso la decisione di
approvazione dell'attribuzione alla zona edificabile dei terreni esposti a tali
pericoli e fissato al comune un termine di tre anni per realizzare i necessari
interventi di premunizione; in assenza di questi ultimi esso ha anticipato che
avrebbe negato l'approvazione dell'assegnazione alla zona edificabile di quei
fondi. Per il comparto di _________, ove sono posti i fondi del ricorrente, in
merito al quale l'autorità non disponeva ancora di informazioni approfondite,
il Governo ha sospeso sine die la decisione di approvazione della zona edificabile
interessata dai pericoli naturali, in attesa che fossero approntati degli studi
di dettaglio in merito agli stessi ed eseguite le dovute opere di premunizione.
Per questo comparto il Consiglio di Stato ha inoltre reintrodotto d'ufficio la
zona indicativa di potenziale pericolo naturale prevista dal piano regolatore
previgente, approvato il 2 luglio 1991, ed ha nel contempo invitato il comune a
stabilire una zona di pianificazione. Il Consiglio di Stato ha, di conseguenza,
sospeso anche la decisione di approvazione dell'art. 31 NAPR, regolamentante
l'edificazione nelle zone esposte a tali pericoli.

                                         La
decisione governativa merita tutela.

 

                                         4.3.
Intanto è utile rilevare che - per quanto qui interessa - la zona edificabile
proposta dal comune coincide in larga misura con quella già prevista dal piano
regolatore approvato dal Governo il 2 luglio 1991. Nelle località in oggetto
l'ampliamento del perimetro della zona edificabile si esaurisce,
essenzialmente, nell'inclusione nel territorio fabbricabile delle superfici che
erano state escluse dalla foresta nell'ambito della procedura di accertamento
del bosco a confine con l'area edificabile, oggetto di risoluzione governativa
25 giugno 1997. Trattasi dunque nel complesso di aree che, al presente, sono
prevalentemente edificate con abitazioni.

 

                                         Com'è
stato spiegato, l'esposizione di un determinato territorio a pericoli naturali
può pregiudicare l'idoneità all'edificazione dello stesso ai sensi dell'art. 15
LPT. Per questo motivo l'accertamento puntuale, di natura tecnica, di tali
pericoli deve precedere la decisione di attribuire il territorio interessato
alla zona edificabile. La conoscenza, in particolare, del genere e del grado di
pericolo che incombe sul territorio interessato costituisce difatti un
imprescindibile elemento di valutazione di cui l'autorità di pianificazione
deve disporre onde poter compiutamente determinarsi in merito all'idoneità
all'edificazione dello stesso e, di conseguenza, alla sua attribuzione alla
zona fabbricabile. Tale assegnazione può peraltro implicare, quale
indispensabile requisito per riconoscere l'idoneità all'edificazione,
l'esecuzione di opere di premunizione e risanamento. Queste opere devono già
essere adeguatamente pianificate, per quanto possibile, in sede di piano regolatore,
non solo in vista di una loro tempestiva e razionale realizzazione, la quale
presuppone anche la definizione dell'ente pubblico incaricato della stessa, ma
anche perché i relativi oneri per il comune rientrano nei costi delle opere
contemplate dal piano regolatore giusta l'art. 30 LALPT e devono, di
conseguenza, essere ricompresi nel programma di realizzazione previsto dalla
medesima norma; non dev'essere inoltre esclusa, in queste previsioni, l'esame
della possibilità di recupero di parte delle spese presso i proprietari
interessati tramite l'imposizione di contributi di miglioria.

 

                                         La
legislazione cantonale istituisce una procedura specifica per accertare compiutamente
i pericoli naturali cui è rispettivamente può essere esposto il territorio: quella
di adozione del PZP. Questa procedura fornisce all'ente pianificante le informazioni
necessarie onde poter predisporre un'utilizzazione del territorio rispettosa
della protezione delle persone e dei beni materiali, senza dover far fronte a
costosi interventi di premunizione e risanamento, rispettivamente, dove
necessario, serve quale base per il disciplinamento di tali interventi (art. 3
cpv. 1 LTPN). Essa assicura inoltre la partecipazione della popolazione e la
tutela dei diritti dei proprietari interessati. In concreto lo svolgimento di
questa procedura non ha avuto luogo prima che il consiglio comunale di
_________ decidesse di confermare rispettivamente estendere la zona edificabile
residenziale nelle località sopra menzionate, malgrado fosse noto che queste
ultime o una loro parte fossero esposte a pericolo di caduta di sassi;
circostanza peraltro pubblicamente attestata - tranne che per la località di
_________ - dallo stesso piano del paesaggio, sul quale erano state riportate
le zone di pericolo definite dallo studio di dettaglio del CIRN in applicazione
dell'art. 28 cpv. 2 lett. l LALPT. Nemmeno, di conseguenza, la determinazione
dell'autorità di pianificazione ha tenuto in considerazione, in quest'ambito,
la necessità di dover realizzare delle opere di premunizione.

 

                                         4.4.
Ferme queste fondamentali carenze, a ragione il Consiglio di Stato non poteva
tutelare l'assegnazione al territorio edificabile delle aree interessate. Nelle
concrete circostanze, la risoluzione governativa di sospendere la sua
decisione, su questo oggetto, sino alla realizzazione degli studi di dettaglio
(per la località di _________) e delle necessarie opere di premunizione (per entrambi
i settori) costituisce già una soluzione di compromesso improntata al
pragmatismo, che risulta addirittura più vantaggiosa per il comune e per i
proprietari interessati che non un diniego puro e semplice dell'approvazione
della zona edificabile esposta a pericoli naturali ed il rinvio degli atti al
comune per la presentazione, previa adozione del PZP, di una variante
finalizzata allo stesso scopo, che contempli anche le opere di premunizione necessarie,
come imporrebbe la stretta osservanza delle competenti disposizioni legali. Se,
pertanto, il Governo poteva legittimamente adottare la controversa soluzione è
quesito che, alla fin fine, può rimanere irrisolto per il motivo che - comunque
sia - il Tribunale non potrebbe modificare la situazione a pregiudizio
dell'insorgente (art. 65 cpv. 4 PAmm).

 

                                         A
torto l'insorgente tende a ridimensionare i pericoli concernenti il comparto di
_________. Come obietta la divisione della pianificazione territoriale (cfr.
risposta, pag. 4), nel recente passato si sono verificati diversi eventi di
caduta sassi lungo il versante ovest dell'__________; il comune di _________,
su richiesta dell'IST, ha indicato su di un piano corografico sei eventi noti a
memoria d'uomo. Sotto l'aspetto sostanziale è semmai, in primis, proprio
l'assenza dei necessari studi di approfondimento di tali pericoli, per contro
già realizzati per i comparto _________, che rende impossibile una decisione in
merito da parte del Governo. E' pertanto quantomai opportuno che questi vengano
svolti al più presto: la menzionata risposta (ibidem) annuncia, a questo proposito,
che l'IST ha affidato all'ing. __________ l'incarico di svolgere uno studio a
livello particellare delle zone di pericolo nel settore in oggetto.

 

                                         Non
può, da ultimo nemmeno essere accolta la domanda subordinata, volta a permettere
almeno la trasformazione degli edifici esistenti. L'ammissibilità di questi interventi
dovrà difatti essere decisa caso per caso in sede di domanda di licenza edilizia,
una volta che il municipio avrà adottato la zona di pianificazione esatta dal
Governo.

 

 

                                   5.   Il
ricorso, infondato, dev'essere respinto. La tassa di giudizio dev'essere posta
a carico del ricorrente (art. 28 PAmm).

 

 

Per questi motivi,

visti gli articoli di legge applicabili alla
fattispecie,

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

2.La tassa di giudizio, di fr. 800.--, è
posta a carico del ricorrente.

 

	
                                      3.   Intimazione
  a:

  	
  -        
  _________
  _________, __________
  __________ __________ __________, ____________________; 

  	 

	
   

  	
  -        
  Municipio di
  _________, ___________________;

  -        
  Divisione della
  pianificazione territoriale,
  Viale S. Franscini 17, 6501 Bellinzona;

  -        
  Consiglio di Stato, Residenza governativa, 6501 Bellinzona.

  

 

 

Tribunale della pianificazione del territorio                                                 

Il presidente                                                           Il
segretario