# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5f633adf-bc8f-5189-9c19-de68dba78a19
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2020-10-15
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 15.10.2020 D-4419/2020
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4419-2020_2020-10-15.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-4419/2020 

 

 
X_START 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 5  o t t o b r e  2 0 2 0  

Composizione 
 Giudici Claudia Cotting-Schalch (presidente del collegio),  

Esther Marti, Mia Fuchs,  

cancelliere Lorenzo Rapelli. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Afghanistan,   

patrocinato dalla MLaw Cinzia Chirayil,  

SOS Ticino Protezione giuridica della Regione Ticino e 

Svizzera centrale - Caritas Svizzera,  

Via 1° Agosto, casella postale 1328,  

6830 Chiasso,  

istante,  

 
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Revisione;  

sentenza del Tribunale amministrativo federale D-3078/2020 

del 23 giugno 2020. 

 

 

 

D-4419/2020 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

L’interessato, cittadino afghano, ha depositato una domanda d’asilo in 

Svizzera il 12 febbraio 2020 (cfr. atto della Segreteria di Stato della migra-

zione [di seguito: SEM] 1/2). 

B.  

Dalle investigazioni intraprese dall’autorità inferiore, segnatamente dai ri-

scontri dattiloscopici nella banca dati «EURODAC», è risultato che il  

richiedente aveva presentato una domanda d’asilo in Grecia, il 1° dicem-

bre 2017 e che il 12 giugno 2019, il medesimo Stato gli aveva concesso 

protezione (cfr. atti SEM 7/1 e 11/1). 

C.  

Il 19 febbraio 2020, l’interessato è stato sentito sulle sue generalità  

(cfr. atto SEM 10/9) e successivamente, il 24 febbraio 2020 nel contesto di 

un colloquio personale ai sensi dell’art. 5 del regolamento UE n. 604/2013 

del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 che stabilisce 

i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente 

per l’esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno 

degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide  

(rifusione) (Gazzetta ufficiale dell’Unione europea [GU] L 180/31 del 

29.06.2013). Egli ha confermato di aver chiesto asilo in Grecia (cfr. atto 

SEM 20/1).  

D.  

Su tali presupposti, il 24 febbraio 2020 le autorità svizzere preposte, hanno 

presentato agli omologhi ellenici una richiesta di riammissione dell’interes-

sato, in applicazione dell’Accordo tra il Consiglio federale svizzero e il Go-

verno della Repubblica ellenica concernente la riammissione di persone in 

situazione irregolare del 28 agosto 2006 (RS 0.142.113.729), la Direttiva 

n. 2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 16.12.2008 re-

cante norme e procedure comuni applicabili negli Stati membri al rimpatrio 

di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare (GU L 348/98 del 

24.12.2008; di seguito: direttiva rimpatrio) e dell’Accordo europeo sul tra-

sferimento della responsabilità relativa ai rifugiati del 16 ottobre 1980 

(RS 0.142.305) (cfr. atti SEM 21/2 e 22/2). 

E.  

Il 6 marzo 2020, le autorità greche hanno risposto positivamente alla richie-

sta di riammissione formulata dalla Svizzera, segnalando altresì che l’inte-

D-4419/2020 

Pagina 3 

ressato avrebbe ottenuto la protezione sussidiaria il 12 giugno 2019 dispo-

nendo così di un permesso di soggiorno valido sino al 17 giugno 2022 (cfr. 

atti SEM 31/1 e 32/1). 

F.  

Nel corso della procedura di prima istanza al richiedente asilo è stata dia-

gnosticata una sindrome da stress post-traumatico (cfr. atto SEM 38/3). 

G.  

Con decisione del 4 giugno 2020, l’autorità inferiore non è entrata nel me-

rito della domanda d’asilo dell’interessato ai sensi dell’art. 31a cpv. 1  

lett. a LAsi ed ha pronunciato il suo allontanamento verso la Grecia ne-

gando l’esistenza di ostacoli per l’esecuzione dello stesso. 

La SEM ha segnatamente rilevato come la Grecia disporrebbe di un’infra-

struttura sanitaria sufficiente in grado di curare tutte le affezioni, siano esse 

fisiche o psichiche ed alla quale l’interessato avrebbe accesso in quanto 

beneficiario della protezione sussidiaria. Sarebbe pertanto obbligo delle 

autorità greche di assicurargli una presa in carico medica nonché sua re-

sponsabilità di far valere i propri diritti presso le medesime.  

H.  

La sopracitata decisione è stata confermata da questo Tribunale, nel frat-

tempo adito su ricorso il 15 giugno 2020, con la sentenza D-3078/2020 

emessa il 23 giugno 2020. 

In tale occasione, anche il Tribunale si è a sua volta espresso sulla que-

stione della possibilità di presa a carico medico-psichiatrica dell’interessato 

in Grecia. Era stato in particolare osservato come questi avesse reso alle-

gazioni vaghe e poco dettagliate per quanto concerne il lamentato mancato 

accesso al sistema sanitario ellenico, essendovi invero evidenze circa il 

fatto ch’egli fosse stato visitato anche dopo il raggiungimento della mag-

giore età. Le patologie in presenza non erano inoltre state ritenute di una 

gravità tale tali da configurare un ostacolo all’esecuzione dell’allontana-

mento. 

I.  

Con istanza di revisione del 4 settembre 2020, l’interessato si è nuova-

mente rivolto a questo Tribunale presentando le seguenti conclusioni: 

1. L’esecuzione dell’allontanamento è sospesa in via supercautelare. 

2. Alla presente istanza è conferito effetto sospensivo. 

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Pagina 4 

3. La presente istanza di revisione è considerata ricevibile; in subordine, qualora questa 

Lodevole Corte ritenga insussistenti le condizioni formali per la revisione, si propone 

che la stessa sia trasmessa alla Segreteria di Stato della Migrazione perché possa 

valutare la sussistenza delle condizioni per una domanda di riesame. 

4. L’istanza di revisione è accolta, con contestuale annullamento della sentenza  

D-3078/2020. 

5. Gli atti sono restituiti alla SEM per complemento istruttorio. 

6. In subordine, al ricorrente è accordata l’ammissione provvisoria in Svizzera. 

7. È accolta la domanda di esenzione dal pagamento delle spese di giudizio e del relativo 

anticipo. 

8. Protestate tasse e spese e ripetibili 

 

J.  

Il 7 settembre 2020 il Tribunale ha sospeso in via supercautelare l’esecu-

zione dell’allontanamento. 

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno ripresi nei 

considerandi qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza. 

 

Diritto: 

1.  

1.1. Per le procedure dinanzi al Tribunale è determinante la PA, in quanto 

la legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005  

(LTAF, RS 173.32) non disponga altrimenti (art. 37 LTAF). 

1.2. Le sentenze del Tribunale in materia d’asilo per le quali non è previ-

sta la possibilità di ricorrere al Tribunale federale (cfr. art. 83 lett. d par. 1 

della legge sul Tribunale federale [LTF, RS 173.110]), passano in giudicato 

il giorno in cui sono pronunciate (art. 61 LTF su rimando degli art. 6 LAsi, 

37 LTAF e 4 PA). Il Tribunale è competente per pronunciarsi in merito alle 

domande di revisione interposte contro le proprie sentenze le quali sotto-

stanno alle condizioni di cui agli art. 121–128 LTF per rinvio  

dell’art. 45 LTAF (cfr. DTAF 2013/22 consid. 3.2; 2007/21 consid. 2.1 e 5.1). 

1.3. Giusta l’art. 123 cpv. 2 lett. a LTF la revisione può essere domandata 

se l’istante, dopo la pronuncia della sentenza, viene a conoscenza di fatti 

rilevanti o ritrova mezzi di prova decisivi che non ha potuto addurre nel 

procedimento precedente, esclusi i fatti e i mezzi di prova posteriori alla 

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Pagina 5 

sentenza. In virtù del l’art. 124 cpv. 1 lett. d LTF una domanda di revisione 

fondata sull’art. 123 cpv. 2 LTF dev’essere depositata entro 90 giorni dalla 

scoperta del motivo di revisione. Per il contenuto e la forma è inoltre appli-

cabile l’art. 67 cpv. 3 PA, che rimanda dal canto suo agli art. 52 e 53 PA. 

2.  

2.1. Nell’istanza del 4 settembre 2020, la patrocinatrice del richiedente as-

serisce che questi, il 20 giugno 2020, ossia precedentemente all’emana-

zione della sentenza del Tribunale D-3078/2020 del 23 giugno 2020, sa-

rebbe stato ricoverato presso la Clinica psichiatrica cantonale di Mendrisio 

a seguito di un tentativo di suicidio. La protezione giuridica avrebbe preso 

atto dei dettagli dell’episodio grazie alla lettera di dimissioni trasmessale il 

9 luglio 2020. Ciò implicherebbe la necessità di una rivalutazione del caso 

rispetto a quanto ritenuto nella precitata sentenza segnatamente visto il 

rischio per l’incolumità dell’istante ai sensi dell’art. 3 CEDU e l’influsso sul 

carattere ragionevolmente esigibile di un suo trasferimento in Grecia. 

2.2. Dipoi, viene fatto presente che a seguito della concretizzazione del 

rischio di trasferimento in Grecia, le condizioni di salute dell’istante sareb-

bero ulteriormente peggiorate, così come attestato dalle visite mediche 

specialistiche dell’8 luglio 2020, del 15 luglio 2020 e del 6 agosto 2020 e 

dalla documentazione medica ad esse inerente. La patrocinatrice attira poi 

l’attenzione del Tribunale su di un documento già prodotto nel corso del 

precedente provvedimento e sulla cui base sarebbe plausibile ritenere che 

il suo assistito non abbia beneficiato delle necessarie cure mediche a se-

guito della struttura di accoglienza ad Atene. Conto tenuto dell’attitudine 

proattiva dell’interessato, ella teme che il suo rinvio in Grecia, oltre a risul-

tare inesigibile, lo possa esporre a trattamenti proibiti ai sensi  

dell’art. 3 CEDU. Egli, si troverebbe del resto sprovvisto di un titolo di sog-

giorno valido in quanto non avrebbe precedentemente ricevuto alcuna co-

municazione dalle autorità elleniche. Vista l’attesa necessaria per ottenere 

un permesso di soggiorno in Grecia, il richiedente si ritroverebbe così ini-

zialmente sprovvisto di ogni forma di supporto. Tutto ciò a riprova del fatto 

che le aggravate condizioni di salute e delle lacune nel sistema di acco-

glienza greco costituirebbero un ostacolo all’esecuzione del rinvio. 

3.  

3.1. La domanda di revisione costituisce il solo rimedio di diritto suscettibile 

di essere esercitato nei confronti di una sentenza del Tribunale cresciuta in 

giudicato. Se l’istanza viene accolta, la crescita in giudicato della sentenza 

impugnata viene soppressa e la fattispecie dovrà nuovamente essere giu-

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dicata (cfr. art. 128 cpv. 1 LTF per rinvio dell’art. 45 LTAF; MOSER/ BEU-

SCH/KNEUBÜHLER, Prozessieren vor dem Bundesverwaltungsgericht,  

2a ed. 2013, no. 5.36, pag. 303). Il Tribunale si investe di una domanda di 

revisione, solo se uno dei motivi di revisione enunciati agli art. 121–123 

LTF è invocato. Così, l’istante deve prevalersi di uno dei motivi legali o 

quantomeno invocare dei fatti costitutivi del medesimo. Al contrario, la que-

stione di sapere se un motivo di revisione esista effettivamente non attiene 

all’esame dell’ammissibilità dell’istanza ma al merito (cfr. sentenze del Tri-

bunale federale 2F_24/2019 dell’11 novembre 2019 consid. 3 e 2F_4/2014 

du 20 marzo 2014 consid. 2.1). In maniera del tutto generale, la revisione, 

in quanto rimedio di diritto straordinario suscettibile d’essere esercitato solo 

a severe condizioni non consente di ridiscutere liberamente la sentenza di 

cui è chiesta la revisione. Attraverso la procedura di revisione non è possi-

bile sollevare censure che sarebbero dovute essere formulate nella prece-

dente procedura o riproporre critiche sulle quali il Tribunale si è già pronun-

ciato (cfr. sentenze del Tribunale federale 1F_19/2018 del 9 agosto 2018 

consid. 1.3, 2F_8/2018 del 15 giugno 2018 consid. 1.2). La revisione non 

è inoltre data per correggere presunti errori giuridici (cfr. DTF 96 I 279 con-

sid. 3 pag. 280; sentenze del Tribunale federale 1F_27/2018 del 29 ottobre 

2019, 2F_20/2012 del 25 settembre 2012 consid. 2.1). 

3.2. Giusta l’art. 123 cpv. 2 lett. a LTF la revisione può essere domandata 

se l’istante, dopo la pronuncia della sentenza, viene a conoscenza di fatti 

rilevanti o ritrova mezzi di prova decisivi che non ha potuto addurre nel 

procedimento precedente, esclusi i fatti e i mezzi di prova posteriori alla 

sentenza (DTF 134 III 45 consid. 2.1 pag. 47; 134 IV 48 consid. 1.2 pag. 

50 e riferimenti). La possibilità di revisione si limita così ai cosiddetti pseudo 

nova e meglio, ai fatti ed ai mezzi di prova anteriori alla sentenza, ma insorti 

in seguito (cfr. DTAF 2019 I/8 consid. 4.2.4.2, 4.3.2, 5.2.3; 2013/22 consid. 

3‒13; sentenza del Tribunale federale 8C_562/2019 del 16 giugno 2020 

consid. 3.2 e 3.3). 

3.3. Su questi presupposti, giustificano una revisione soltanto quei fatti che 

si sono realizzati fino al momento in cui, nella procedura principale, erano 

ancora ammissibili delle allegazioni di fatto, sebbene non fossero noti al 

ricorrente malgrado tutta la sua diligenza. La novità si riferisce quindi alla 

scoperta e non al fatto medesimo (cfr. sentenza del Tribunale federale 

1F_21/2017 del 17 novembre 2017 consid. 2.2; anche la DTF 143 III 272 

consid. 2.1 e 2.2 che indica le cinque condizioni necessarie per ammettere 

un motivo di revisione ai sensi della LTF; sentenza del Tribunale  

D-872/2020 del 23 settembre 2020 consid. 4.3.2). Inoltre i fatti devono es-

sere rilevanti, vale a dire di natura tale da modificare la fattispecie alla base 

https://www.swisslex.ch/doc/aol/36b3d367-2872-422f-98f6-355226dd42f9/bb0e8d72-c3ef-4871-8110-c18ccd939ece/source/document-link
https://www.swisslex.ch/doc/unknown/f05e36b9-7009-4cba-90cd-b71f26474413/citeddoc/d9732e2b-1b54-483d-958f-7f6ef4101fcc/source/document-link

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della sentenza contestata e condurre a un giudizio diverso in funzione di 

un apprezzamento giuridico corretto (sentenza del tribunale federale 

1F_19/2018 del consid. 3.2).  

3.4. Per quanto concerne i mezzi di prova, essi dovevano innanzitutto già 

esistere al momento della pronuncia della sentenza emessa nella proce-

dura ordinaria, e meglio, prima del momento in cui avrebbero potuto essere 

introdotti in modo ammissibile in tale procedimento (cfr. sentenza del Tri-

bunale federale 2F_26/2019 del 14 novembre 2019; DTAF 2013/22  

consid. 13). In materia d’asilo la documentazione medica non fa di principio 

eccezione a tale regola (cfr. sentenze del Tribunale E-3232/2018 del 19 

giugno 2018 consid. 3.3 e D-3025/2018 del 6 giugno 2018 consid. 3.2.1). 

Inoltre, i mezzi di prova devono servire a comprovare i fatti nuovi che giu-

stificano la revisione oppure fatti già noti e allegati nel procedimento pre-

cedente, che tuttavia non avevano potuto essere provati, a discapito del 

richiedente (DTF 127 V 353 consid. 5b pag. 358). Se i nuovi mezzi di prova 

sono destinati a provare dei fatti sostenuti in precedenza, il richiedente 

deve pure dimostrare di non essere stato in grado di invocarli in tale pro-

cedimento (sentenza del tribunale federale 8C_43/2012 consid. 11.1). Una 

prova è considerata concludente quando il giudice avrebbe deciso diver-

samente se ne fosse stato a conoscenza nella procedura principale (sen-

tenza del Tribunale federale 9F_14/2010 del 16 marzo 2011 consid. 2).  

3.5. Tale limitazione non pregiudica però automaticamente la possibilità di 

avvalersi di eventuali veri nova. Infatti, allorquando il richiedente miri ad 

una rivalutazione della sua situazione giuridica sulla scorta di nuovi fatti o 

di nuovi mezzi di prova posteriori ad una sentenza materiale di seconda 

istanza, ma che riguardino fatti anteriori, questi potrà fare capo all’istituto 

del riesame rivolgendosi all’autorità di prima istanza anche se il Tribunale 

si è già espresso nel merito (cfr. DTAF 2019 I/8 consid. 5.3; 2013/22 

consid. 5.5, 11.4.7 e 12.3; AUGUST MÄCHLER, in: Auer/Müller/Schindler 

[ed.], Kommentar zum Bundesgesetz über das Verwaltungsverfahren 

[VwVG], 2a ed. 2019, n. 18 ad art. 66 PA; cfr. anche art. 111b LAsi).  

4.  

4.1. In concreto, alla luce della motivazione dell’istanza e della documen-

tazione ad essa allegata, questo Tribunale constata che i soli aspetti costi-

tutivi di un potenziale motivo di revisione ex art. 123 cpv. 2 lett. a LTF sono 

i fatti nuovi secondo i quali l’istante, il 20 luglio 2020, e meglio prima 

dell’emanazione della sentenza del 23 giugno 2020, è stato oggetto di un 

ricovero presso la Clinica psichiatrica cantonale a seguito di un peggiora-

mento del suo stato di salute.  

https://www.swisslex.ch/doc/unknown/7a2365bb-5441-4125-afc4-783676e709c2/citeddoc/8bdd2fad-15b3-405b-864c-b373f7d00f08/source/document-link
https://www.swisslex.ch/doc/unknown/0f859e97-24ea-47cf-aad8-2536b20c4b0c/citeddoc/7e07c295-f872-4290-b0e1-d7c7b36d9028/source/document-link

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Pagina 8 

4.2. Al contrario, l’esacerbarsi e la stagnazione delle condizioni psichiche 

successive a detta sentenza, così come attestate dalla documentazione 

relativa ai colloqui di sostegno psicologico svoltisi il 2, 8, 15 e 21 luglio 2020 

rispettivamente 6, 13, 20 agosto 2020 costituiscono fatti e i mezzi di prova 

posteriori irricevibili per via di revisione (cfr. supra consid. 3.2 – 3.4). Le 

restanti argomentazioni proposte e riassunte sub. consid. 2.2, segnata-

mente le carenze nel sistema di accoglienza in Grecia e l’assenza di presa 

a carico in concreto si esauriscono dipoi in una critica generalizzata di 

aspetti sui quali il Tribunale si è già pronunciato nella procedura ordinaria 

e non configurano un motivo di revisione (cfr. supra consid. 3.1).  

5.  

5.1. Ora, prima di valutare se con riferimento al motivo di revisione delimi-

tato ai sensi di quanto precede le condizioni per ammettere l’istanza siano 

adempiute, è opportuno precisare quanto segue. 

5.2. L’art. 83 LStrI (RS 142.20) prevede che l’esecuzione dell’allontana-

mento debba segnatamente essere ammissibile (cpv. 3) ed esigibile 

(cpv. 4). L’esecuzione non è ammissibile se la prosecuzione del viaggio 

dello straniero verso lo Stato d’origine o di provenienza o verso uno Stato 

terzo è contraria agli impegni di diritto internazionale pubblico della Sviz-

zera. Essa non è invece ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato 

d’origine o di provenienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in 

pericolo in seguito a situazioni quali guerra, guerra civile, violenza genera-

lizzata o emergenza medica.  

5.3. Nella sentenza D-3078/2020 il Tribunale si è ampiamente espresso 

sulle condizioni di salute del richiedente e sulle possibilità di presa a carico 

nel Paese di destinazione. L’esistenza di una sindrome da stress post-trau-

matico era stata ritenuta data. La terapia farmacologica a quel tempo im-

postata, ossia la somministrazione di Sertralina 50mg e di Valium 5mg era 

altresì stata considerata. Anche il peggioramento del quadro clinico susse-

guente all’emanazione della decisione negativa della SEM del 4 giugno 

2020 era stato discusso, così come il fatto che l’eziologia fosse in parte da 

ricondurre al vissuto in Grecia (cfr. sentenza D-3078/2020 consid. 4.2). In 

considerazione di tale situazione medica il Tribunale ha ritenuto date am-

missibilità ed esigibilità dell’esecuzione dell’allontanamento, segnatamente 

vista la possibilità di far capo al sistema sanitario ellenico (cfr. sentenza  

D-3078/2020 consid. 9-10). 

5.4. Per quanto riguarda l’ammissibilità dell’esecuzione dell’allontana-

mento (art. 83 cpv. 3 LStrI) per i beneficiari della protezione internazionale 

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Pagina 9 

verso la Grecia vengono riconosciuti degli ostacoli all’esecuzione dell’al-

lontanamento unicamente a condizioni molto severe e sulla base di pre-

supposti diversi rispetto ai richiedenti asilo in procedura. Si può partire dal 

presupposto che essendo tale paese sia legato della Convenzione sullo 

statuto dei rifugiati (RS 0.142.30, di seguito: Conv. rifugiati), della CEDU e 

della Conv. tortura, esso rispetti i suoi obblighi di diritto internazionale. Tale 

categoria di persone può pure contare sulle garanzie derivanti dalla  

Direttiva 2011/95/UE del Parlamento e del Consiglio del 13 dicembre 2011 

recante norme sull’attribuzione, a cittadini di paesi terzi o apolidi, della qua-

lifica di beneficiario di protezione internazionale, su uno status uniforme 

per i rifugiati o per le persone aventi titolo a beneficiare della protezione 

sussidiaria, nonché sul contenuto della protezione riconosciuta [rifusione; 

GU L 337/9 del 20.12.2011; di seguito: direttiva qualificazione]). Tale diret-

tiva è stata trasposta dalla Grecia, in conformità all’art. 39, in diritto nazio-

nale interno con decreto presidenziale (P.D) 141/2013, pubblicato nella 

gazzetta ufficiale A 226/21.10.2013. Gli obblighi della Grecia, derivanti dal 

diritto europeo, nei confronti dei beneficiari di protezione costituiscono la 

non discriminazione nell’accesso all’occupazione, all’istruzione, all’assi-

stenza sociale, all’assistenza sanitaria, all’accesso all’alloggio e agli stru-

menti di integrazione (cfr. capo VII [contenuto della protezione internazio-

nale] della direttiva qualificazione). In caso di violazione di diritti sanciti 

dalla CEDU, gli interessati possono adire i tribunali greci, ed in ultima 

istanza la Corte EDU. Sebbene il sistema di assistenza sociale greco pre-

senti delle criticità non soltanto per i richiedenti asilo ma anche per i bene-

ficiari di protezione, nell’ambito dell’analisi circa l’esigibilità non si può inol-

tre a giusto titolo parlare di un rischio di esposizione ad una situazione di 

emergenza esistenziale, vista segnatamente la già menzionata possibilità 

di rivolgersi alle autorità di tale Paese (cfr. sentenza del Tribunale  

D-559/2020 del 13 febbraio 2020 [pubblicata come ref.] consid. 8.2 e 9).  

5.5. In maniera del tutto generale, il respingimento forzato di persone che 

soffrono di problemi medici costituisce soltanto eccezionalmente una vio-

lazione dell’art. 3 CEDU. Ciò risulta essere il caso segnatamente laddove 

la malattia dell’interessato si trovi in uno stadio a tal punto avanzato o ter-

minale da lasciar presupporre che a seguito del trasferimento la sua morte 

appaia come una prospettiva prossima (cfr. sentenza della CorteEDU N. 

contro Regno Unito del 27 maggio 2008, 26565/05; DTAF 2011/9 consid. 

7 e relativi riferimenti). La CorteEDU ha precisato che una violazione 

dell’art. 3 CEDU può però anche sussistere qualora vi siano dei seri motivi 

di ritenere che la persona – in assenza di trattamenti medici adeguati nello 

Stato di destinazione – sarà confrontata ad un reale rischio di un grave, 

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Pagina 10 

rapido e ed irreversibile peggioramento delle condizioni di salute compor-

tante delle intense sofferenze o una significativa riduzione della speranza 

di vita (cfr. sentenza della CorteEDU Paposhvili contro Belgio del  

13 dicembre 2016, 41738/10, §180-193). Le problematiche di natura me-

dica risultano inoltre decisive in termini di esigibilità solo laddove le cure, 

reputate essenziali, non sarebbero ottenibili nel paese d’origine  

(cfr. GICRA 2003 n. 24 consid. 5b). Sono da considerarsi come essenziali 

le cure di medicina generale ed acuta assolutamente necessarie ad un’esi-

stenza conforme alla dignità umana (cfr. DTAF 2011/50, consid. 8.3;  

DTAF 2009/2 consid. 9.3.2; GICRA 2003 n. 24 consid. 5b). Lo straniero 

non può invece prevalersi della suddetta disposizione per dedurre un diritto 

incondizionato al soggiorno in Svizzera e un accesso generale alle forme 

di sostegno mediche suscettibili di ripristinare o mantenere il suo stato di 

salute, per il semplice motivo che le infrastrutture e le conoscenze mediche 

non raggiungano gli standard elvetici (cfr. tra le tante le sentenze del Tribu-

nale D-5064/2018 del 27 settembre 2018 e D-3407/2006 dell’8 luglio 2008 

consid. 3.1).  

5.6. Il peggioramento dello stato psichico di un richiedente l’asilo a seguito 

di una decisione negativa che dispone il trasferimento è casistica osserva-

bile di frequente (sentenze del Tribunale E-4218/2020 del 3 settembre 

2020 consid. 5.2.3 e E-1302/2011 del 2 aprile 2012 consdi. 6.3.2 e riferi-

menti citati). Per prassi costante né un tentativo di suicidio né delle ten-

denze suicidarie precludono di per sé l’esecuzione dell’allontanamento, in 

quanto solo una messa in pericolo seria e concreta può essere presa in 

considerazione (cfr. sentenze del Tribunale E-5384/2017 del 4 settembre 

2018 consid. 4.3.3 e C-5384/2009 dell’8 luglio 2020 consid. 5.6 con riferi-

menti; secondo il senso anche la recente sentenza del Tribunale federale 

2C_221/2020 del 19 giugno 2020 consid. 2). Tuttavia, le autorità compe-

tenti per l’esecuzione sono tenute ad adottare tutte le misure ragionevoli 

nel quadro del rimpatrio per garantire che la vita e la salute dell’interessato 

non siano compromesse (cfr. sentenze del Tribunale federale 2D_14/2018 

del 13 agosto 2018 consid. 7.3, 2C_98/2018 del 7 novembre 2018 consid. 

5.5.3, sentenza del Tribunale D-3498/2016 del 15 maggio 2018 consid. 

7.5.4).  

6.  

6.1. Poste queste doverose premesse, il Tribunale non può che constatare 

come, a prescindere dalla questione di sapere se l’evenienza del ricovero 

del 20 giugno 2020 e del contestuale peggioramento dello stato di salute 

D-4419/2020 

Pagina 11 

potesse o meno venir tempestivamente addotta nell’ambito della proce-

dura ordinaria, i nuovi fatti portati all’attenzione del Tribunale non giustifi-

chino la riconsiderazione della sentenza D-3078/2020. 

6.2. Innanzitutto si deve partire dall’assunto che da un punto di vista pret-

tamente medico non vi sia stata una modifica sostanziale della fattispecie 

vagliata nella sentenza di cui è chiesta la riconsiderazione. Infatti, il rico-

vero presso la Clinica psichiatrica cantonale, catalizzato dal ritrovamento 

dell’interessato in una situazione di impregnazione etilica, oltre ad una re-

crudescenza della preesistente sintomatologia dovuta alla già diagnosti-

cata e discussa sindrome da stress post-traumatico, non ha evidenziato 

ulteriori problemi psichici o somatici di rilievo. La diagnosi è rimasta immu-

tata. Durante il ricovero, la terapia farmacologica non ha peraltro subito 

variazioni significative, al di là dell’aumento della dosa giornaliera di  

Sertralina e dell’introduzione di un ulteriore farmaco, poi rimosso nel corso 

dell’ospedalizzazione. Peraltro, la presunta ideazione suicidaria attiva che 

il richiedente avrebbe verbalizzato al momento dell’ammissione non è stata 

riscontrata durante il ricovero. La questione, come già evidenziato, non ri-

sulta in ogni caso decisiva nella valutazione della presenza di eventuali 

ostacoli all’esecuzione dell’allontanamento. Ora come prima ed in conside-

razione dei nuovi fatti portati all’attenzione del Tribunale, la situazione 

dell’istante non lascia dunque presagire che la sua morte appaia come una 

prospettiva prossima nell’eventualità di un trasferimento in Grecia. Oltrac-

ciò, nemmeno si può ritenere che con l’allontanamento verso il Paese in 

parola egli finisca per essere esposto ad un reale rischio di un grave, rapido 

e ed irreversibile peggioramento delle condizioni di salute comportante 

delle intense sofferenze o una significativa riduzione della speranza di vita.  

6.3. D’altro canto, in sede di revisione non sono stati proposti elementi tali 

da rimettere in discussione il principio per il quale, l’istante – che pure il 

Tribunale ha già appurato aver beneficiato di un qualche tipo di sostegno 

medico nel precedente soggiorno in Grecia (cfr. sentenza D-3078/2020 

consid. 9.3 – 9.4) – possa far capo ai trattamenti necessari in loco (cfr. 

supra consid. 5.4) o altrimenti sollecitarli, atteso altresì che detto paese 

dispone di strutture mediche giudicate sufficienti dalla giurisprudenza (cfr. 

sentenza del Tribunale D-1189/2020 del 17 marzo 2020 consid. 8.5.3.2 con 

ulteriore riferimento ivi citato).  

7.  

Su tali presupposti, dal momento che i nuovi fatti ammissibili per via di re-

visione non sono di natura tale da modificare la fattispecie alla base della 

sentenza contestata conducendo ad un giudizio diverso in funzione di un 

D-4419/2020 

Pagina 12 

nuovo apprezzamento giuridico, l’istanza di revisione della sentenza  

D-3078/2020 va dunque respinta nella misura della sua ricevibilità. 

8.  

Con la presente sentenza le misure supercautelari pronunciate il  

7 settembre 2020 sono revocate. 

9.  

Si prescinde dalla trasmissione degli atti alla SEM per eventuale trattazione 

di elementi residuali configuranti motivo di riesame (DTAF 2013/22  

consid. 13). 

10.  

Avendo il Tribunale statuito nel merito dell’istanza, la domanda di esen-

zione dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese pro-

cessuali è divenuta senza oggetto. Ritenute le allegazioni sprovviste di pro-

babilità di esito favorevole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso 

della dispensa dal versamento delle spese processuali, è respinta (art. 65 

cpv. 1 PA).  

11.  

Visto l’esito della procedura le spese processuali di CHF 1500.– che se-

guono la soccombenza sono poste a carico dell’istante (art. 37 LTAF; 63 

cpv. 1 PA nonché art. 1–3 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili 

nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 

2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

 

 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

 

 

 

D-4419/2020 

Pagina 13 

 

il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

L’istanza di revisione presentata il 4 settembre 2020 è respinta nella misura 

della sua ricevibilità. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal  

versamento delle spese processuali, è respinta. 

3.  

Le spese processuali di CHF 1500.– sono poste a carico dell’istante. Tale 

ammontare dev’essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo  

federale entro un termine di 30 giorni dalla data di spedizione della  

presente sentenza.  

4.  

Questa sentenza è comunicata all’istante, alla SEM e all’autorità cantonale 

competente.  

 

La presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Claudia Cotting-Schalch Lorenzo Rapelli 

 

 

Data di spedizione: