# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 889ae247-f261-5411-89ee-1e369094c2b3
**Source:** Bundesgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2017-08-04
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 04.08.2017 RR.2017.146
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG/CH_BSTG_001_RR-2017-146_2017-08-04.pdf

## Full Text

Sentenza del 4 agosto 2017 
Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali Stephan Blättler, presidente, 

Tito Ponti e Giorgio Bomio,  

Cancelliere Giampiero Vacalli  

   

Parti   

A., rappresentato dall'avv. Barbara Wyler, 

Ricorrente 

 

   

  contro 

   

MINISTERO PUBBLICO DELLA CONFEDERAZIONE,  

Controparte 

 

   

Oggetto  Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale 

all'Italia 

 

Consegna di mezzi di prova (art. 74 AIMP) 

 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l   

Numero dell’incarto: RR.2017.146 

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 Fatti: 

A. Il 13 marzo 2013 la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Ca-

labria (Italia) ha presentato alla Svizzera una domanda di assistenza giudiziaria, 

completata successivamente, nell’ambito di un procedimento penale avviato nei 

confronti di B. e altri 19 imputati, tra i quali A., per titolo di associazione per 

delinquere di stampo mafioso (art. 416 e 416-bis CP/I) ed altri reati collegati. In 

sostanza, le persone in questione sono sospettate di essere coinvolte, a vario 

titolo, nell’organizzazione criminale denominata “’ndrangheta”, precisato che le 

indagini hanno interessato l’Italia, la Germania, la Svizzera, il Canada e l’Au-

stralia. I risultati dell’operazione denominata “C.” avrebbero consentito di accer-

tare l’attuale struttura dell’organizzazione nella sua dimensione locale, nazio-

nale e transnazionale. Rogatorie con le autorità tedesche avrebbero permesso 

agli inquirenti italiani di evidenziare, grazie alla registrazione di conversazioni 

telefoniche, l’esistenza anche in Svizzera di esponenti dell’associazione crimi-

nale in questione, in particolare B. Gli approfondimenti investigativi in Italia e 

all’estero a carico di persone indagate in Italia avrebbero fatto emergere l’esi-

stenza di una “locale” della ‘ndrangheta a Z. Gli elementi acquisiti indichereb-

bero che in Svizzera, nella città di Z. e nelle zone limitrofe, sarebbe attiva una 

struttura della ‘ndrangheta in cui risulterebbero inseriti diversi personaggi di ori-

gine calabrese. Con la sua domanda di assistenza l’autorità rogante ha formu-

lato una serie di misure istruttorie, tra le quali la perquisizione domiciliare e per-

sonale di svariate persone indagate (v. rubrica 1 incarto MPC). 

 

 

B. Mediante decisione del 16 aprile 2013 il Ministero pubblico della Confedera-

zione (in seguito: MPC), al quale l’Ufficio federale di giustizia (in seguito: UFG) 

ha delegato l’esecuzione della rogatoria, è entrato nel merito della domanda 

presentata dall’autorità italiana (v. rubrica 3 incarto MPC). 

 

 

C. Il 25 agosto 2014 il MPC ha ordinato diverse perquisizioni domiciliari e perso-

nali, tra le quali quella presso il domicilio di A. (v. rubrica 8, 1a parte, incarto 

MPC).  

 

 

D. Con decisione di chiusura del 4 maggio 2017 l’autorità d’esecuzione ha accolto 

la rogatoria, autorizzando, tra l'altro, la trasmissione all’autorità richiedente dei 

seguenti oggetti sequestrati presso il domicilio di A: un biglietto aereo a nome 

di A. e D., per Y-X (doc. MPC 13.02.0035_001); due fatture MasterCard VISA 

by banca E. indirizzate a A. (doc. MPC 13.02.0037_001); un decreto di abban-

dono del 5 febbraio 2004 dell'Ufficio del Giudice istruttore del Canton W. con-

cernente A. (doc. MPC 13.12.0043_001); una busta e una lettera della F. S.p.A. 

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Concessionaria del Ministero delle Finanze, con numero di codice fiscale di G. 

e H. (doc. MPC 13.04.0018_001); fotocopie di un'agenda telefonica (doc. MPC 

13.07.0020_001) (v. rubrica 4 incarto MPC). 

 

 

E. Il 6 giugno 2017 A. ha impugnato la decisione del 4 maggio 2017 dinanzi alla 

Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale, chiedendo, da una parte, 

che gli oggetti di cui sopra non vengano trasmessi all'autorità rogante e, dall'al-

tra, che gli vengano accordati un indennizzo e una riparazione del torto morale 

(v. act. 1).  

 

 

F. Il 26 giugno 2017 l’UFG ha comunicato di rinunciare ad inoltrare una risposta, 

postulando la reiezione del gravame nella misura della sua ammissibilità (v. act. 

6). Nelle sue osservazioni del 29 giugno 2017 il MPC ha chiesto che il ricorso 

venga respinto nella misura della sua ammissibilità (v. act. 7). 

 

 

G. Con replica del 17 luglio 2017, trasmessa al MPC e all'UFG per conoscenza 

(v. act. 10), il ricorrente si è riconfermato nelle sue conclusioni ricorsuali 

(v. act. 9). 

 

Le ulteriori argomentazioni delle parti saranno riprese, per quanto necessario, 

nei considerandi di diritto. 

 

 

 

Diritto: 

 

1  

1.1 In virtù dell'art. 37 cpv. 2 lett. a della legge federale del 19 marzo 2010 sull'or-

ganizzazione delle autorità penali della Confederazione (LOAP; RS 173.71), la 

Corte dei reclami penali giudica i gravami in materia di assistenza giudiziaria 

internazionale. 

1.2 I rapporti di assistenza giudiziaria in materia penale fra la Repubblica Italiana e 

la Confederazione Svizzera sono anzitutto retti dalla Convenzione europea di 

assistenza giudiziaria in materia penale del 20 aprile 1959, entrata in vigore il 

12 giugno 1962 per l’Italia ed il 20 marzo 1967 per la Svizzera (CEAG; 

RS 0.351.1), dall'Accordo italo-svizzero del 10 settembre 1998 che completa e 

agevola l'applicazione della CEAG (RS 0.351.945.41), entrato in vigore me-

diante scambio di note il 1° giugno 2003 (in seguito: l'Accordo italo-svizzero), 

nonché, a partire dal 12 dicembre 2008 (Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, 

L 327/15-17, del 5 dicembre 2008), dagli art. 48 e segg. della Convenzione di 

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applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 (CAS; testo non pub-

blicato nella RS ma ora consultabile nel fascicolo "Assistenza e estradizione" 

edito dalla Cancelleria federale, Berna 2014). Di rilievo è anche la Convenzione 

sul riciclaggio, la ricerca, il sequestro e la confisca dei proventi di reato, conclusa 

a Strasburgo l’8 novembre 1990, entrata in vigore il 1° settembre 1993 per la 

Svizzera ed il 1° maggio 1994 per l’Italia (CRic; RS 0.311.53). Alle questioni che 

il prevalente diritto internazionale contenuto in detti trattati non regola espres-

samente o implicitamente, come pure quando il diritto nazionale sia più favore-

vole all'assistenza rispetto a quello pattizio (cosiddetto principio di favore), si 

applicano la legge federale sull'assistenza internazionale in materia penale del 

20 marzo 1981 (AIMP; RS 351.1), unitamente alla relativa ordinanza (OAIMP; 

RS 351.11; v. art. 1 cpv. 1 AIMP, art. I n. 2 Accordo italo-svizzero; DTF 142 IV 

250 consid. 3; 140 IV 123 consid. 2; 137 IV 33 consid. 2.2.2; 136 IV 82 consid. 

3.1; 135 IV 212 consid. 2.3; 123 II 134 consid. 1a; 122 II 140 consid. 2). Il prin-

cipio di favore vale anche nell'applicazione delle pertinenti norme di diritto inter-

nazionale (v. art. 48 n. 2 CAS, 39 n. 3 CRic e art. I n. 2 Accordo italo-svizzero). 

È fatto salvo il rispetto dei diritti fondamentali (DTF 135 IV 212 consid. 2.3; 123 

II 595 consid. 7c). 

1.3 La procedura di ricorso è retta dalla legge federale sulla procedura amministra-

tiva del 20 dicembre 1968 (PA; RS 172.021) e dalle disposizioni dei pertinenti 

atti normativi in materia di assistenza giudiziaria (art. 39 cpv. 2 lett. b LOAP e 

12 cpv. 1 AIMP; v. DANGUBIC/KESHELAVA, Commentario basilese, Internationa-

les Strafrecht, Basilea 2015, n. 1 e segg. ad art. 12 AIMP), di cui al precedente 

considerando. 

1.4 Interposto tempestivamente contro la decisione di chiusura del 4 maggio 2017, 

il ricorso è ricevibile sotto il profilo degli art. 25 cpv. 1, 80e cpv. 1 e 80k AIMP. 

Nella misura in cui la perquisizione ed il sequestro sono avvenuti al suo domi-

cilio, il ricorrente è legittimato a ricorrere (v. art. 9a lett. b OAIMP; TPF 2007 79 

consid. 1.6 pag. 82). 

 

 

2. Il ricorrente afferma che gli oggetti che il MPC ha deciso di trasmettere all'auto-

rità rogante non avrebbero nessuna utilità per l'inchiesta estera. I biglietti aerei 

concernerebbero unicamente delle vacanze da lui fatte con la moglie a X. Le 

due fatture della carta di credito sarebbero legate all'affitto di un auto a cui il 

ricorrente avrebbe proceduto in occasione delle sue vacanze. Irrilevante ai fini 

rogatoriali sarebbe pure il decreto di abbandono del 5 febbraio 2004 emesso 

nei suoi confronti dal giudice istruttore del Canton W. in quanto legato ad una 

vecchia vicenda senza legami con l'inchiesta italiana. Nella misura in cui le au-

torità estere dovrebbero già conoscere il suo numero di codice fiscale, mal si 

comprenderebbe la ragione per la quale occorrerebbe trasmettere all'autorità 

rogante lo scritto del Ministero delle Finanze italiano indicante tale informazione. 

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Pure contestata, infine, è la trasmissione della copia dell'agenda telefonica del 

ricorrente, la quale, oltre a contenere dati personali, menziona i nomi di due 

medici; l'esistenza di un rapporto di cura con quest'ultimi sarebbe protetta 

dall'art. 321 CP. In definitiva, la trasmissione degli oggetti in questione, oltre ad 

essere inutile, sarebbe contraria alla protezione della sfera privata e al principio 

della specialità. 

 

2.1 La questione di sapere se le informazioni richieste nell'ambito di una domanda 

di assistenza siano necessarie o utili per il procedimento estero deve essere 

lasciata, di massima, all'apprezzamento delle autorità richiedenti. Lo Stato ri-

chiesto non dispone infatti dei mezzi per pronunciarsi sull'opportunità di assu-

mere determinate prove e non può sostituirsi in questo compito all'autorità 

estera che conduce le indagini (DTF 132 II 81 consid. 2.1 e rinvii). La richiesta 

di assunzione di prove può essere rifiutata solo se il principio della proporzio-

nalità sia manifestamente disatteso (DTF 120 Ib 251 consid. 5c; sentenza del 

Tribunale penale federale RR.2007.18 del 21 maggio 2007, consid. 6.3 non 

pubblicato in TPF 2007 57) o se la domanda appaia abusiva, le informazioni 

richieste essendo del tutto inidonee a far progredire le indagini (DTF 122 II 134 

consid. 7b; 121 II 241 consid. 3a). In base alla giurisprudenza l'esame va quindi 

limitato alla cosiddetta utilità potenziale, secondo cui la consegna giusta l'art. 

74 AIMP è esclusa soltanto per quei mezzi di prova certamente privi di rilevanza 

per il procedimento penale all'estero (DTF 126 II 258 consid. 9c pag. 264; 122 

II 367 consid. 2c; 121 II 241 consid. 3a e b). 

 

2.2 In concreto, si rileva, sulla base di un complemento rogatoriale del 16 maggio 

2016, che nell'ambito dell'inchiesta estera il ricorrente "veniva sottoposto alla 

misura cautelare della custodia in carcere per il reato di associazione per delin-

quere di stampo mafioso, unitamente ad altre 17 persone, in quanto sospettato 

di appartenere alla 'ndrangheta operante sul territorio nazionale ed estero; in 

particolare, risultava essere componente della cd. Società minore, con la qualità 

di partecipe attivo alla locale di Z., con il compito di assicurare le comunicazioni 

tra gli associati, partecipare alle riunioni ed eseguire le direttive dei vertici 

dell'associazione, riconoscendo e rispettando le gerarchie e le regole interne al 

sodalizio. L'associazione mafiosa sopra specificata disponeva di armi e finan-

ziava le attività economiche con il prezzo, il prodotto o il profitto dei reati fine 

compiuti" (v. rubrica 1 incarto MPC). Nella sentenza del 21 luglio 2017, con la 

quale questa Corte ha concesso l'estradizione all'Italia del ricorrente, il ruolo 

che quest'ultimo avrebbe avuto nell'organizzazione è ulteriormente precisato 

(v. RR.2016.260 consid. 4.6.3). Ora, visto quanto precede, gli oggetti e la docu-

mentazione rinvenuta al domicilio del ricorrente presentano senz'altro un'utilità 

potenziale per il procedimento estero, essendoci una sufficiente relazione tra le 

misure d'assistenza richieste e l'oggetto del procedimento penale italiano. Trat-

tandosi di un’inchiesta tendente ad accertare l’esistenza di un’organizzazione 

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criminale, quanto raccolto dalle autorità elvetiche potrebbe permettere di rico-

struire e approfondire i vari legami tra le persone coinvolte e le funzioni assunte 

dai singoli indagati. I biglietti aerei e le fatture della carta di credito permette-

ranno di chiarire gli spostamenti del ricorrente, i quali potrebbero essere legati 

anche all'attività dell'organizzazione sotto inchiesta. Gli altri oggetti e documenti 

potrebbero fornire informazioni utili su eventuali altre persone che potrebbero 

anch'esse essere legate all'organizzazione in parola; la loro utilità potenziale 

non può in ogni caso essere esclusa con certezza. Per quanto riguarda più par-

ticolarmente i nomi di medici figuranti nella agenda telefonica del ricorrente, si 

rileva che la decisione impugnata non viola nessun segreto protetto, anche per-

ché la presenza di tali nomi nella agenda non costituisce ancora la prova dell'e-

sistenza di un mandato tra i medici in questione ed il ricorrente (v. sentenza del 

Tribunale federale 1S.5/2006 e 1S.6/2006 del 5 maggio 2006, consid. 5.3.1; 

DUPUIS/MOREILLON/PIGUET/BERGER/MAZOU/RODIGARI, Code pénale, Petit com-

mentaire, 2a ediz., Basilea 2017, n. 25 ad art. 321 CP). Anche tale censura va 

dunque respinta.  

 

Spetterà comunque al giudice estero del merito valutare se da quanto tra-

smesso emerge in concreto una connessione penalmente rilevante fra i fatti 

perseguiti in Italia e quanto consegnato. Alla luce della domanda rogatoriale e 

dei relativi complementi, risulta che tutti i documenti e oggetti di cui sopra sono 

potenzialmente utile per l’inchiesta estera, motivo per cui la sua trasmissione 

rispetta il principio della proporzionalità.  

 

2.3 L'interesse alla sfera privata del ricorrente non può certo prevalere, nelle de-

scritte circostanze, sulle necessità di indagine e sull'obbligo della Svizzera di 

accordare l'assistenza più ampia possibile (art. 1 cpv. 1 CEAG; v. sentenza del 

Tribunale federale 1A.182/2006 del 9 agosto 2007, consid. 3.3). L'interesse de-

gli inquirenti italiani ad accertare la sussistenza di eventuali fatti di rilevanza 

penale prevale dunque sul diritto alla riservatezza del ricorrente, con la conse-

guenza che anche questa censura deve essere respinta.  

 

2.4 Per quanto attiene, infine, al principio della specialità, chiaramente evocato dal 

MPC nella decisione impugnata, non vi sono ragioni o elementi che portino a 

pensare che questo non sarà rispettato, ragione per qui anche tale censura va 

disattesa. 

 

 

3. In definitiva, la decisione impugnata va confermata ed il gravame respinto. 

 

 

4. Le spese seguono la soccombenza (v. art. 63 cpv. 1 PA). La tassa di giustizia 

è calcolata giusta gli art. 73 cpv. 2 LOAP, 63 cpv. 4bis PA, nonché 5 e 8 cpv. 3 

del regolamento del 31 agosto 2010 sulle spese, gli emolumenti, le ripetibili e le 

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indennità della procedura penale federale (RSPPF; RS 173.713.162), ed è fis-

sata a complessivi fr. 4’000.--; essa è coperta dall’anticipo delle spese di 

fr. 4'000.-- già versato. 

 

 

 

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Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia: 

1. Il ricorso è respinto. 

2. La tassa di giustizia di fr. 4'000.-- è posta a carico del ricorrente. Essa è co-

perta dall'anticipo delle spese di fr. 4'000.-- già versato. 

 
 
Bellinzona, 4 agosto 2017 
 
In nome della Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente: Il Cancelliere: 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

- Avv. Barbara Wyler  

- Ministero pubblico della Confederazione 

- Ufficio federale di giustizia, Settore Assistenza giudiziaria  

 
 
 
 
Informazione sui rimedi giuridici 

Il ricorso contro una decisione nel campo dell’assistenza giudiziaria internazionale in materia penale deve 
essere depositato presso il Tribunale federale entro 10 giorni dalla notificazione del testo integrale della 
decisione (art. 100 cpv. 1 e 2 lett. b LTF). Il ricorso è ammissibile soltanto se concerne un’estradizione, un 
sequestro, la consegna di oggetti o beni oppure la comunicazione di informazioni inerenti alla sfera segreta 
e se si tratti di un caso particolarmente importante (art. 84 cpv. 1 LTF). Un caso è particolarmente 
importante segnatamente laddove vi sono motivi per ritenere che sono stati violati elementari principi 
procedurali o che il procedimento all’estero presenta gravi lacune (art. 84 cpv. 2 LTF).