# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1759c6c8-6dca-5f0d-94b1-28d6a550047e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2022-04-28
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 28.04.2022 35.2022.7
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2022-7_2022-04-28.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	 
	
  Incarto
  n.

  35.2022.7

   

  PC/sc

  	
  Lugano

  28 aprile 2022                     

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  redattrice:

  	
  Paola Carcano, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 24 gennaio 2022 di

 

	
   

  	
  RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 9 dicembre 2021 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1  

  rappr. da:   RA 2   

   

   

  in materia di assicurazione contro gli infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   In data 6 maggio 2015 RI 1,
nato il __________ 1958, di professione muratore con AFC, attivo al 100% in
qualità “quadro superiore” presso la ditta __________ di __________ (di
cui è socio e gerente con diritto di firma individuale) dal 1° novembre 2006, verso
le ore 7:30, mentre si trovava al proprio domicilio a __________ e stava
scendendo le scale, è scivolato e ha battuto il fondoschiena, riportando una contusione
all’osso sacro coccigeo e al fianco destro, con conseguente coccigodimia e un
piccolo strappo alla giunzione miotendinea del gluteo medio destro (doc. 1, 4,
8, 59, 60, 61, 95 incarto LAINF no. 2: inf. no. __________; doc. L).

L’assicuratore LAINF ha assunto il caso e ha corrisposto regolarmente le
prestazioni di legge.

Con comunicazione del 13 maggio 2016 il caso è stato chiuso al 10 giugno 2016,
data a partire dalla quale l’assicurato è stato ritenuto abile al 100%
nell’attività abituale sulla base della visita medico __________ dell’11 maggio
2016 (doc. 96 incarto LAINF no. 2).  

                               1.2.   In data 9 novembre 2018 RI 1,
sempre attivo presso la propria impresa a tempo pieno, verso le ore 16.10,
mentre si trovava in un magazzino a __________ e stava sistemando del
materiale, è scivolato e ha battuto il fianco destro, riportando una contusione
con conseguente esacerbazione della tendinite inserzionale del muscolo gluteo
medio bilaterale con piccolo strappo alla giunzione miotendinea del gluteo
medio destro e lesione parziale a sinistra rispettivamente con rottura parziale
degli abduttori dell’anca bilateralmente (doc. 1, 2, 45, 105, 106, 128 incarto
LAINF no. 1: inf. no. __________) 

A causa dell’infortunio, l’assicurato si è sottoposto il 5 maggio 2020 ad
un’operazione all’anca sinistra (revisione e reinserzione muscolare) presso la
Clinica __________ di __________ (doc. 170, 171, 204 incarto LAINF no. 1), ad
un trattamento di fisioterapia intensiva dal 21 luglio al 14 agosto 2020 in
Day-hospital presso la __________ di __________ (doc. 204 incarto LAINF no. 1)
e ad un trattamento stazionario dal 14 gennaio al 12 febbraio 2021 presso la
Clinica di riabilitazione di __________ (doc. 259 incarto LAINF no. 1).

L’Istituto assicuratore ha riconosciuto la propria responsabilità e ha
corrisposto regolarmente le prestazioni di legge.

                                        

                               1.3.   Nel frattempo, in ambito AI, RI
1 ha inoltrato il 24 luglio 2019 una domanda volta all’ottenimento di
prestazioni per adulti (doc. 91 incarto LAINF no. 1).  

                               1.4.   In ambito LAINF, dopo avere
preso atto del rapporto del 10 novembre 2020 relativo alla visita __________ di
chiusura del 9 novembre 2020 (doc. 232 incarto LAINF no. 1) e dell’apprezzamento
medico del 1° marzo 2021 (doc. 263 incarto LAINF no. 1) del dr. med. __________,
specialista FMH in chirurgia ortopedica e traumatologia dell’apparato
locomotore, in data 2 marzo 2021 (doc. 272 incarto LAINF no. 2) l’CO 1 ha
comunicato all’assicurato che:

 

" (…)
L'esito dell'accertamento eseguito presso la Clinica di __________ ha mostrato
che il suo stato di salute può essere ritenuto stabilizzato.

Eventuali ulteriori trattamenti medici permetteranno di mantenere
l'attuale stato di salute.

Si conferma che l'attività precedentemente svolta non è più ritenuta esigibile.

Per un'attività adatta nel mercato generale del lavoro, è abile
nella misura completa.

Attività come camminare per lunghi tratti su terreni sconnessi,
irregolari, salire le scale e sui ponteggi, attività in posizione inginocchiata
e sollevamento dei pesi oltre i 20 kg fino a livello del ginocchio sono escluse
da questo profilo

Sospendiamo pertanto le prestazioni a titolo d'indennità
giornaliera dal 1° maggio 2021. Assumeremo tuttavia i costi dei controlli
medici ancora necessari.

Le verseremo l'indennità giornaliera fino al 30 aprile 2021. (…)”

                                      

                               1.5.   Alla chiusura del caso, con
decisione del 6 agosto 2021 (doc. 296 incarto LAINF no. 2), l’CO 1 ha statuito
quanto segue:

 

" (…) Abbiamo
esaminato il diritto ad una rendita d'invalidità e ad un'indennità per
menomazione dell'integrità dal 01.05.2021.

(…).

Dagli accertamenti medici ed economici è risultato che, nonostante
i postumi infortunistici, si può da lei pretendere l'esecuzione al 100% di un
lavoro leggero.

Il salario da invalido è quantificato tramite i dati forniti
dall'Ufficio federale di statistica il quale, attraverso la propria
pubblicazione "Rilevazione svizzera della struttura dei salari 2018",
aggiornata nominalmente al 2021, indica che un uomo adibito ad attività
pratiche percepisce un salario annuo mediano di CHF 72'235.00 (TA1_tirage_skill_level,
livello 2, uomini, totale, 41.7 h/seti.; rivalutazione nominale 2019: +0.9%,
2020: +0.8% e 2021 con stima trimestrale: + 0.5%). Una deduzione sociale (DTF
126 V 75), considerate le relativamente blande limitazioni, non è giustificata.

Se, a causa della sua età, l'assicurato non riprende più
un'attività lucrativa dopo l'infortunio o se la diminuzione della capacità di
guadagno è essenzialmente dovuta alla sua età avanzata, sono determinanti per
valutare il grado d'invalidità i redditi che potrebbe conseguire un assicurato
di mezza età vittima di un danno alla salute della stessa gravità (art. 28 cpv.
4 OAINF).

Conformemente alla summenzionata disposizione e alla
giurisprudenza in vigore, il salario da valido viene anche quantificato secondo
i dati statistici, in un'attività pratica nel settore delle costruzioni
(tabella TA1_tirage_skill_level, ramo 41-43, livello 2, uomini, 41.3 h/sett.,
rivalutazione nominale, indice 2018: 101.20, indice 2020: 103.0 e 2021 con
stima trimestrale: +0.5%) che ammonta a CHF 75'559.00.

Dal confronto del salario da invalido di CHF 72'235.00 con quello
da valido di CHF 75'559.00, risulta un'incapacità al guadagno del 4.40%.

Ne consegue che i postumi infortunistici non influiscono in modo
apprezzabile sulla capacità al guadagno. Non possiamo pertanto accordare
prestazioni a titolo di rendita d'invalidità.

(…).

In base alle risultanze della visita medica di chiusura del
09.11.2020 e confermate con l'apprezzamento medico del 01.03.2021, non esiste
nessuna menomazione importante dell'integrità fisica. Non ricorrono perciò le
premesse per la concessione di un'indennità per menomazione dell'integrità.

Dobbiamo perciò rifiutare le pretese di un'indennità per
menomazione dell'integrità (…)”. 

                                      

                               1.6.   A seguito dell’opposizione
cautelare interposta dall’avv. RA 1 per conto dell’assicurata in data 10
settembre 2021 (doc. 299 incarto LAINF no. 1) e del relativo complemento del 4 novembre
2021 (doc. 311 incarto LAINF no. 1), l’CO 1, dopo avere preso atto dell’apprezzamento
medico del 7 dicembre 2021 (doc. 329 incarto LAINF no. 1) del dr. med. __________,
in data 9 dicembre 2021, ha confermato il contenuto della sua prima decisione,
aggiornando il reddito da valido a fr. 75.256.76 e da invalido a fr. 71'947.32,
“alla luce degli ultimi dati a disposizione” (doc. 322 incarto LAINF no.
1).

                               1.7.   Nel frattempo, in ambito AI,
l’UAI, con decisione del 1° dicembre 2021 (doc. 319 incarto LAINF no. 1) -
preavvisata il 19 luglio 2021 (doc. 291 incarto LAINF no. 1) - ha riconosciuto
all’assi-curato una rendita d’invalidità intera dal 1° novembre 2019 (grado di
invalidità: 95%), con versamento della prestazione a partire dal 1° gennaio
2020 a fronte di una domanda tardiva. 

 

                                         L’amministrazione ha
considerato l’assicurato totalmente inabile dal 9 novembre 2018 (e continua)
nell’attività abituale (muratore-carpentiere indipendente) rispettivamente totalmente
inabile dal 9 novembre 2018 al 28 febbraio 2021 e totalmente abile dal 1° marzo
2021 (e continua) in attività adeguate (doc. 319, pag. 3 incarto LAINF no. 1).     

Sulla base del rapporto d’inchiesta per l’attività professionale indipendente
del 9 luglio 2021 del proprio Servizio ispettorato (doc. L), l’UAI ha
considerato, per il 2020, un reddito da valido di fr. 103'339.- (puntualizzando
quanto segue: “(…) ci appoggiamo reddito fiscale lordo conseguito nel 2013
al quale aggiungiamo il risultato aziendale conseguito (usiamo tale dato in
quanto negli anni seguenti, fino al 2019, lei aveva già presentato dei periodi
variabili d’inabilità lavorativa)”: cfr. doc. 319, pag. 4 incarto LAINF no.
1) e da invalido di fr. 5'592.- (ovvero pari a “risultato aziendale
conseguito”: cfr. doc. 319, pag. 4 incarto LAINF no. 1).    

Questa decisione è cresciuta, incontestata, in giudicato.

                                                                                 

                               1.8.   In ambito LAINF, con
tempestivo ricorso del 24 gennaio 2022, RI 1, sempre rappresentato dall’avv. RA
1, ha chiesto, in via principale “La decisione su opposizione della CO 1 è
riformata nel senso che all'assicurato è riconosciuto il diritto ad una rendita
d'invalidità analogamente a quanto già deciso dall'Ufficio Al.” e in via
subordinata “La decisione su opposizione della CO 1 è annullata e gli atti
sono retrocessi all'amministrazione per ulteriori accertamenti. Nel frattempo,
all'assicurato sono ripristinati tutti i diritti alle prestazioni di breve
durata.” (cfr. doc. I, pag. 8). 

Il patrocinatore dell’assicurato ha precisato che “l'oggetto del contendere
verte sulla questione a sapere se la CO 1 è effettivamente legittimata oppure
no ad eseguire, a prescindere da una decisione dell'Ufficio Al e da elementi a
carattere extra-infortunistici, un proprio calcolo del grado d'invalidità;
segnatamente, verte sulla questione a sapere se senza procedere con ulteriori
accertamenti medici la CO 1 è già legittima a dichiarare estinto ogni diritto
ad ulteriori prestazioni di breve durata e non da ultimo a stabilire
definitivamente che per i pregiudizi ancora sofferti l'assicurato non ha
diritto ad un indennità per la menomazione dell'integrità fisica.” (cfr.
doc. I, pag. 5).

Dal profilo medico, il rappresentante dell’insorgente osserva che il suo
cliente, totalmente inabile nell’attività abituale, presenta in attività
adeguate una capacità lavorativa del 20-30%. A suffragio delle proprie
argomentazioni ha prodotto il rapporto medico del 12 maggio 2021 della Clinica __________
(doc. H pag. 186, già agli atti quale doc. 282 incarto LAINF no. 1; cfr. doc.
I, pag. 6). Critica inoltre l’operato della CO 1 con ulteriori argomenti di cui
si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr., in particolare,
consid. 2.2.1).

Per quanto attiene al grado di invalidità, il patrocinatore del ricorrente
critica l’operato dell’CO 1 per avere eseguito un calcolo del grado di
invalidità diverso da quello dell’UAI, in assenza di fattori
extra-infortunistici (cfr. doc. I, pag. 4). In particolare, contesta la
determinazione dei redditi da valido e da invalido in base ai dati statistici, con
argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto.

A suffragio delle proprie argomentazioni ha chiesto quali prove “doc., doc.
rich., int. formale, testi, perizie, ispezione, ecc.” (cfr. doc. I, pag. 1)
e il richiamo dell’ “intero incarto CO 1” (cfr. doc. I, pag. 5).

                                      

                               1.9.   Nella risposta dell’8
febbraio 2022 (doc. III), l’CO 1 - dopo avere prodotto gli incarto LAINF no. 1 (inf.
no. __________) e no. 2 (inf. no. __________) - ha postulato la reiezione del
ricorso con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di
diritto.

                                        

                             1.10.   Il 18 febbraio 2022 l’avv. RA
1 si è riconfermato nelle proprie tesi e domande con argomentazioni di cui si
dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc. V). A suffragio
delle proprie argomentazioni ha prodotto il rapporto d’inchiesta per l’attività
professionale indipendente del 9 luglio 2021 (doc. L) e ha chiesto il richiamo
dell’ “intero incarto dell’UAI” (cfr. doc. V, pag. 1).

                                        

                             1.11.   Il 24 febbraio 2022 l'CO 1 si
è riconfermato nelle proprie conclusioni con argomentazioni di cui si dirà, per
quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc. VII).

                                        

                             1.12.   Il 24 febbraio 2022 il doc.
VII è stato trasmesso all’avv. RA 1 per conoscenza (doc. VIII).

                                         in diritto

 

                                         in ordine

 

                               2.1.   Preliminarmente, richiamata
la STF 8C_85/2017 del 20 aprile 2018 consid. 5.2. (si veda anche la STF
8C_14/2018 del 25 aprile 2018), questa Corte rileva che decide questa vertenza
nella sua composizione ordinaria (pubblicata sul FUCT N. 043/2018 del 29 maggio
2018). Con scritto del 18 ottobre 2018 l’CO 1 ha infatti comunicato al TCA che,
a partire da quella data, gli incarti affidati dall’assicuratore a un legale
esterno all’istituto per le fasi della procedura giudiziaria non vengono gestiti,
in seno alla Direzione, dalla giurista di lingua italiana figlia del Giudice
Ivano Ranzanici (cfr. STF 8C_668/2021 del 18 febbraio 2022 consid. 2.1).

 

                                         nel merito

 

                               2.2.   Nel caso concreto, oggetto di
contestazione sono la stabilizza-zione dello stato di salute al 1° maggio 2021,
la valutazione medica operata dall’amministrazione (capacità lavorativa residua
del 100% con pieno rendimento in attività adeguate attestata dal medico di
fiducia dell’CO 1), il grado di invalidità (4.4%) dell’as-sicurato e il mancato
riconoscimento di un’IMI.

 

                            2.2.1.   Innanzitutto il TCA rileva che
la decisione su opposizione impugnata (cfr. doc. B) - che delimita il litigio
(cfr. STF 9C_636/2015 del 2 febbraio 2016, consid. 1 con riferimenti) - riguarda
unicamente gli infortuni del 6 maggio 2015 (incarto LAINF no. 2; inf. no. __________)
e 9 novembre 2018 (incarto LAINF no. 1; inf. no. __________). 

In sede di opposizione il patrocinatore dell’assicurato si è, in effetti,
espresso unicamente con riguardo ai citati infortuni (cfr., in particolare,
doc. 311 incarto LAINF no. 1) e per quanto qui maggiormente interessa ha
concluso come segue:

 

" (…)

2.

Per quanto attiene l'IMI, in concreto negli atti non è dato modo
di comprendere nel dettaglio i motivi per cui risulterebbe giustificata la
decisione contestata. L'accertamento medico posto a sostegno della decisione
riferisce infatti "solamente" che "... L'assicurato non
raggiunge il livello minimo per assegnare una indennità di menomazione
all'integrità secondo le tabelle 2, 5 e 6 ..." (pag. 121); ciò beninteso
non è sufficiente per comprendere l'entità effettiva degli accertamenti
eseguiti e delle rispettive risultanze; segnatamente, ciò lede di conseguenza
anche il diritto di es-sere sentito dell'assicurato che come tale ha diritto di
conoscere l'entità degli accertamenti eseguiti per poi anche eventualmente
esprimere le sue contestazioni. In concreto ciò non è possibile e quindi anche
sotto questo aspetto appare lecito domandare che la decisione contestata sia
completata con le informazioni domandate assodato comunque che i limiti
dell'assicurato sono permanenti e superiori al minimo necessario per poter
beneficiare di un'indennità per menomazione dell'integrità fisica. (…)”

 

                                         In sede di gravame, il
patrocinatore dell’assicurato ha indicato, per quanto qui maggiormente
interessa, quanto segue:

 

" Per
difendere i diritti dell'assicurato, il 4 novembre 2021 l'opposizione è quindi
stata completata (cfr. doc. G: complemento opposizione 04.11.2021)
sottolineando, tra le altre cose, quanto segue:

"... Per quanto attiene la rendita d'invalidità (…).

(…).

… Per quanto attiene l'lMl, in concreto negli atti non è dato modo di
comprendere nel dettaglio i motivi per cui risulterebbe giustificato la
decisione contestata. L'accertamento medico posto a sostegno della decisione
riferisce infatti "solamente" che "... L'assicurato non raggiunge
il livello minimo per assegnare una indennità di menomazione all'integrità
secondo le tabelle 2, 5 e 6 ..." (pag. 121); ciò beninteso non è
sufficiente per comprendere l'entità effettiva degli accertamenti eseguiti e
delle rispettive risultanze; segnatamente, ciò lede di conseguenza anche il
diritto di essere sentito dell'assicurato che come tale ha diritto di conoscere
l'entità degli accertamenti eseguiti per poi anche eventualmente esprimere le
sue contestazioni. In concreto ciò non è possibile e quindi anche sotto questo
aspetto appare lecito domandare che la decisione contestata sia completata con
le informazioni domandate assodato comunque che i limiti dell'assicurato sono
permanenti e superiori al minimo necessario per poter beneficiare di un'indennità
per menomazione dell'integrità fisica.

(…).

Nella contestata decisione pure si decide di sopprimere ogni diritto
dell'assicurato alle prestazioni di breve durata necessarie per la cura dei
pregiudizi conseguenti all'infortunio di cui l'assicurato è rimasto vittima lo
scorso mese di novembre al ginocchio. Così come anche ancora confermato dal
medico curante, il dr med __________, ad oggi ancora l'assicurato è vittima di
dolori ed impedimenti al ginocchio che sono conseguenti all'infortunio (3). Le
prestazioni di breve durata devono quindi conseguentemente essere riattivate a
far tempo dallo scorso 7 gennaio 2021 ed in particolare all'assicurato devono
essere pagate le indennità giornaliere e non da ultimo pure devono essere
rimborsate tutte le spese mediche già sostenute sino ad ora (4) e che si
renderanno ancora ulteriormente necessarie. Come anche domandato dal medico
curante (3), allo stesso pure va confermato il nulla osta a poter procedere con
un ulteriore risonanza magnetica. Senza quest'ultima è infatti impossibile
stabilire le ragioni per cui l'assicurato ad oggi soffre ancora dei pregiudizi
al ginocchio. Quanto precede si giustifica soprattutto in quanto essendo il
caso già assicurato dalla CO 1 è a quest'ultima che incombe l'onere di
accertare compiutamente il caso dell'assicurato e non da ultimo, nel caso in
cui volesse effettivamente sospendere le proprie prestazioni, è a quest'ultima
che incombe l'onere di dimostrare con la necessaria verosimiglianza
preponderante che i sintomi ancora sofferti non possono più essere posti in un
nesso di causalità con l'infortunio.

Per il pregiudizio sofferto al ginocchio la decisone
contestata non può essere condivisa e vanno quindi al più presto ripristinati i
diritti dell'assicurato alle rispettive prestazioni della CO 1 ...
" (cfr. doc. I, pag. 2-4; n.d.r.: il corsivo non è della redattrice mentre
la sottolineatura è della redattrice)

                                         Il TCA rileva che, col
citato ricorso, il patrocinatore ha prodotto il doc. G, che corrisponde al
citato doc. 311 incarto LAINF no. 1. Tuttavia in tale documentazione non vi è
traccia alcuna della parte anzidetta sottolineata dalla redattrice relativa al doc.
I a pag. 4 e che, secondo quanto ivi indicato, riguarda un evento che sarebbe occorso
all’assicurato nel mese di novembre 2020 al ginocchio, che, in ogni caso, esulerebbe
dalla presente procedura, visto che la decisione su opposizione impugnata - che
delimita il litigio (cfr. STF 9C_636/2015 del 2 febbraio 2016, consid. 1 con
riferimenti) - riguarda unicamente gli infortuni del 6 maggio 2015 (incarto
LAINF no. 2; inf. no. __________) e del 9 novembre 2018 (incarto LAINF no. 1;
inf. no. __________; cfr. doc. B) e non anche l’evento che sarebbe occorso
all’assicurato al ginocchio nel mese di novembre 2020, sul quale l'Istituto assicuratore
resistente non si è determinato con la decisione formale qui impugnata. Di
conseguenza, le censure ricorsuali, riguardanti direttamente o indirettamente,
l’asserito evento del mese di novembre 2020 (ad. es. per quanto concerne la
stabilizzazione dello stato di salute dell’assicurato oppure la sua capacità
lavorativa residua) sono irricevibili.     

In particolare, il TCA osserva che è irricevibile la critica ricorsuale
all’operato dell’CO 1 per non avere eseguito “ulteriori accertamenti ex art.
44 LPGA; segnatamente, dovrebbe procedere prendendo posizione sulle conclusioni
del dr med __________ (cfr. allegato 3 all'opposizione nell'incarto della CO 1)
e non da ultimo per poterlo fare dovrebbe anche procedere prima con una nuova
ed aggiornata RM (così come invero anche già domandato dal medico curante
dell'assicurato senza opposizioni da parte del medico di __________). Senza
procedere con questi accertamenti la decisone della CO 1 (ed in particolare con
riferimento all'IMI ed alla soppressione delle prestazioni di breve durata) non
può essere condivisa; la stessa decisione va annullata e mentre gli atti sono,
rinviati all'amministrazione per gli ulteriori accertamenti del caso
all'assicurato sono ripristinati tutti i diritti alle prestazioni di breve
durata.” (cfr. doc. I, pag. 6).

 

                               2.3.   Stato di salute
infortunistico stabilizzato dal 1° maggio 2021?

 

                            2.3.1.   Giusta l'art. 10 LAINF,
l'assicurato ha diritto alla cura appropriata dei postumi d'infortunio (cfr.
DTF 109 V 43 consid. 2a; art. 54 LAINF) e, in applicazione dell'art. 16 LAINF,
l'assicurato totalmente o parzialmente incapace di lavorare (art. 6 LPGA) a
seguito d'infortunio, ha diritto all'indennità giornaliera.

                                         Il diritto all'indennità
giornaliera nasce il terzo giorno successivo a quello dell'infortunio. Esso si
estingue con il ripristino della piena capacità lavorativa, con l'assegnazione
di una rendita o con la morte dell'assicurato.

 

                                         Il diritto alle cure cessa
qualora dalla loro continuazione non sia da attendersi un sensibile
miglioramento della salute dell'assicurato (art. 19 cpv. 1 seconda frase
LAINF), un miglioramento insignificante non basta. Non vi è un sensibile
miglioramento delle condizioni di salute, se la misura terapeutica in questione
è in grado soltanto di alleviare momentaneamente dei dolori causati da uno
stato altrimenti stazionario. Se un miglioramento non è più possibile, la cura
termina e l’assicurato può pretendere una rendita d’invalidità (sempre che
presenti un’incapacità di guadagno del 10% almeno).

                                         Una volta terminata la
cura medica, delle misure terapeutiche possono essere assunte soltanto alle
condizioni di cui all’art. 21 LAINF e soltanto se l’assicurato è stato posto al
beneficio di una rendita. Se ciò non è il caso, spetta all’assicurazione contro
le malattie prendere a proprio carico il trattamento (cfr. STF 8C_50/2018 del
20 luglio 2018 e riferimenti ivi menzionati).

 

                                         È utile precisare che,
secondo la giurisprudenza federale, occorre procedere a una valutazione
prospettica della questione della stabilizzazione, ponendosi al momento in
cui le prestazioni sono state interrotte (cfr. RAMI 2005 U 557 pag. 388; STF
8C_289/2018 del 15 marzo 2019 consid. 3.6.; STF 8C_651/2016 del 15 dicembre
2016 consid. 4.1, 8C_184/2017 del 13 luglio 2017 consid. 2.2, 8C_303/2017 del 5
settembre 2017 consid. 6.3.1; STCA 35.2017.68 del 27 novembre 2017, consid.
2.3.3; STCA 35.2017.76 del 4 ottobre 2018, consid. 2.2.2; STCA 35.2018.114 del
18 marzo 2019, consid. 2.2.2; STCA 35.2020.86 dell’8 marzo 2021, consid.
2.3.1). 

 

                            2.3.2.   Dalle carte processuali si
evince, in particolare, che l’assicurato, a causa dell’infortunio del 9
novembre 2018 e della persistenza dei dolori e delle difficoltà funzionali si è
sottoposto a svariate sedute di fisioterapia, idrochinesiterapia, a delle onde
d’urto e il 5 maggio 2020 ad un’operazione all’anca sinistra (revisione e
reinserzione muscolare) presso la Clinica __________ di __________ (doc. 170,
171, 204 incarto LAINF no. 1) oltre ad un trattamento di fisioterapia intensiva
dal 21 luglio al 14 agosto 2020 in Day-hospital presso la __________ di __________
(doc. 204 incarto LAINF no. 1), al termine del quale il dr. med. __________ ha
attestato quanto segue “I trattamenti conservativi sono quasi esauriti.
Si potrebbe considerare una ripetizione di un ciclo di 3 sedute con onde d’urto
focali nella regione epitrocanterica. In alternativa si potrebbe considerare
l’infiltrazione con emocomponenti ad uso non trasfusionale tipo PRP o
siero-autologo condizionato” (doc. 204, pag. 5 incarto LAINF no. 1; n.d.r.:
la sottolineatura è della redattrice). 

Sempre a causa della persistenza dei dolori e delle difficoltà funzionali è
stato visitato alla Clinica __________ il 2 dicembre 2020 dal PD Dr. med. __________,
primario di chirurgia dell’anca, che, nel relativo rapporto, ha attestato
quanto segue: “Es besteht weiterhin ein Rehabilitationsdefizit,
jedoch ein leichter Fortschritt im Vergleich zu vor drei Monaten. Es ist
wichtig, dass weiterhin Physiotherapie durchgeführt wird sowie auch MTT
und ich bitte die CO 1 __________ diesweiterhin zu berücksichtigen, ich erachte
es so, dass ein Abschluss erst in etwa sechs Monaten möglich ist. Wir
sehen den Patienten auch dann wieder zur Jahreskontrolle im Mai 2021” (doc.
236, pag. 2 incarto LAINF no. 1; n.d.r.: la sottolineatura è della redattrice).

Sulla base di tale indicazione l’assicurato si è sottoposto pure ad un
trattamento stazionario dal 14 gennaio al 12 febbraio 2021 (doc. 259 incarto
LAINF no. 1), con valutazione EFL del 10/11 febbraio 2021 (doc. 277 incarto
LAINF no. 1), presso la Clinica di riabilitazione di __________, al termine del
quale è stato attestato, nel relativo rapporto, quanto segue: “(…) Der Patient sah sich während der ambulanten Rehabilitation kaum zu einer
Belastungssteigerung in der Lage. Da gegen Ende der Rehabilitation aber eine
positive Verhaltensänderung beobachtet werden konnte, empfehlen wir die
Fortsetzung ambulanter medizinische Trainingstherapie unter
physiothera-peutischer Anleitung zur Verbesserung von Kraft und
Stabilisierung der Beinachse links. (…)” (doc. 259, pag. 3 incarto
LAINF no. 1; n.d.r.: la sottolineatura è della redattrice).

Il 5 maggio 2021 RI 1 è stato nuovamente visitato dal PD Dr. med. __________,
che, nel relativo rapporto del 12 maggio 2021, ha attestato quanto segue:

" (…).

Diagnosen

St.n. offener Hüftabduktorennaht links vom 05.05.2020 mit/bei

Chronischer irritation und Partialruptur der
anterolateralen

Abduktorensehnen links

Direkttrauma des Beckens am 06.05.2015

(…).

Anamnese

Der Patient berichtet von einer deutlichen Besserung der Gesamtsituation.
Er kann gut schlafen. Er braucht keine Schmerzmittel und kann auch wieder viel
besser gehen. Eine belastbare Tätigkeit als Maurer ist wahrscheinlich
schwierig, dass er wieder arbeiten kann, vielleicht wenige Prozente.

(…).

Beurteilung und Prozedere

Es besteht eine gute Situation nun 1 Jahr postoperativ und es hat sich
gelohnt zu trainieren, dies ist auch dem Patienten klar und er ist insgesamt
sehr zufrieden. Er hat keine Nachtschmerzen mehr, er kann auch jeden Tag x. 5
km gehen. Insgesamt erfreuliches Ergebnis und auch aus Sicht des Patienten,
somit Abschluss der Kontrollen, bei Bedarf kann sich der Patient jederzeit
melden. Sinnvoll ist eine Arbeit zwischen 20-30%, oder eine Arbeit ohne
Hüftbelastung.”

(doc. 282, pag. 1 e 2 incarto LAINF no. 1; n.d.r.: il grassetto non è
della redattrice mentre la sottolineatura è della redattrice).

                                         Nell’apprezzamento medico del
1° marzo 2021 (doc. 263 incarto LAINF no. 1) il dr. med. __________,
specialista FMH in chirurgia ortopedica e traumatologia dell’apparato
locomotore, ha attstato quanto segue: “Siamo in presenza di una situazione
stabile, altre terapie non indicate solo per il mentenimento dello stato
attuale” (doc. 263, pag. 1 incarto LAINF no. 1).

Alla luce di quanto emerge dalla documentazione medica a disposizione anzidetta
- in particolare, da quanto attestato il 2 dicembre 2020 e il 5 maggio 2021 dal
PD Dr. med. __________ della Clinica __________ rispettivamente nel rapporto
del 16 febbraio 2021 della Clinica di riabilitazione di __________ -, ribadito
che, secondo la giurisprudenza federale, la questione della stabilizzazione va
valutata in maniera prospettica, ponendosi al momento in cui le
prestazioni sono state interrotte, occorre ritenere dimostrato che al più
tardi al momento in cui l’amministrazione ha posto termine alle prestazioni
di corta durata (dunque, in casu, il 1° maggio 2021), non vi erano più
misure terapeutiche atte, con verosimiglianza preponderante, a migliorare notevolmente
le condizioni di salute infortunistiche dell’insorgente.

 

                                         Questa Corte condivide la
conclusione dell’Istituto assicuratore secondo cui, in data 1° maggio 2021, lo
stato di salute infortunistico era stabilizzato ai sensi dell’art. 19 cpv. 1
LAINF e della relativa giurisprudenza. La circostanza che, a quel momento,
l’insorgente denunciasse ancora disturbi all’arto superiore destro (dolori e/o
limitazioni funzionali) rispettivamente necessitasse - se del caso - di misure
conservative (ergoterapia e/o fisioterapia e/o infiltrazioni) volte a evitare
un loro aggravamento è irrilevante. Decisivo ai fini del giudizio è soltanto
che a quel momento lo stato di salute, per gli aspetti prettamente
infortunistici, non poteva più essere sensibilmente migliorato grazie ad
ulteriori terapie, in particolare una terapia del dolore, che, non avrebbe
comunque permesso di giungere ad una diversa conclusione (a questo proposito cfr.
la STF 8C_301/2021 del 23 giugno 2021, consid. 5.2, riguardante un assicurato
che, scivolando dalle scale, era caduto sulla spalla sinistra e sulla nuca,
riportando un lieve trauma cranico e una lesione articolare di tipo Rockwood 3,
il 23 luglio 2017 e il suo stato di salute era stato ritenuto stabilizzato a
partire dal 31 luglio 2019, a fronte di una capacità lavorativa piena in
attività adeguate ed indipendentemente dalla circostanza che si stava
sottoponendo ad una terapia del dolore multimodale).

 

                                         In conclusione il TCA non
ritiene dunque dimostrato, con il grado di verosimiglianza richiesto dalla
giurisprudenza federale (cfr. DTF 125 V 195 consid. 2 e riferimenti), che al
più tardi al momento in cui l’amministrazione ha posto termine alle prestazioni
di corta durata, vi fossero ancora delle misure terapeutiche suscettibili di
migliorare sensibilmente le condizioni di salute infortunistiche
dell’insorgente.

 

                                         Alla luce delle
considerazioni che precedono, le censure ricorsuali volte a criticare l’operato
dell’amministrazione per avere chiuso il caso al 30 aprile 2021 vengono
respinte.  

Da ultimo, giova qui pure ricordare che, quando l'istruttoria da effettuare
d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento
coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati
fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori
più non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre
prove (valutazione anticipata delle prove; cfr. KÖLZ/HÄNER,
Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag. 47 n. 63,
GYGI, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., pag. 274, si veda pure STF
9C_632/2012 del 10 gennaio 2013; STF 9C_231/2012 del 24 agosto 2012). Un tale
modo di procedere non lede il diritto di essere sentito conformemente all'art.
29 cpv.2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d e sentenza ivi
citata). In tali circostanze anche la critica ricorsuale dell’insorgente per
non essere stato sottoposto da parte dell’CO 1 ad ulteriori accertamenti ex
art. 44 LPGA (cfr. doc. I, pag. 6), nonostante lo avesse richiesto, nella
misura in cui dovesse essere riferibile agli infortuni del 6 maggio 2015
(incarto LAINF no. 2; inf. no. __________) e 9 novembre 2018 (incarto LAINF no.
1; inf. no. __________), deve essere respinta. Nella misura in cui invece
riguarda l’asserito evento del novembre 2020 al ginocchio, sul quale l'Istituto
assicuratore resistente non si è determinato con la decisione formale qui
impugnata, è irricevibile (cfr. consid. 2.2.1). 

La decisione su opposizione impugnata nella misura in cui sancisce che al 1° maggio
2021, lo stato di salute infortunistico era stabilizzato ai sensi dell’art. 19
cpv. 1 LAINF va, dunque, confermata.

 

                                         Pertanto, data la
stabilizzazione delle condizioni di salute infortunistiche, l’assicuratore
LAINF convenuto era dunque legittimato a porre fine alle prestazioni di corta
durata (cura medica e indennità giornaliera) e a valutare il diritto alle
prestazioni di lunga durata.

                                      

                               2.4.   Diritto a una rendita
d’invalidità?

 

                            2.4.1.   Giusta l'art. 18 cpv. 1 LAINF,
l'assicurato invalido (art. 8 LPGA) almeno al 10 per cento a seguito
d'infortunio ha diritto alla rendita di invalidità.

 

                                         Secondo l'art. 8 cpv. 1
LPGA, è considerata invalidità l'incapacità al guadagno totale o parziale
presumibilmente permanente o di lunga durata.

 

                                         Il TF, in una sentenza U
192/03 del 22 giugno 2004, pubblicata in RAMI 2004 U 529, p. 572 ss., ha
rilevato che l'art. 18 LAINF rinvia direttamente all'art. 8 LPGA; l'art. 8 cpv.
1 LPGA, a sua volta, corrisponde al previgente art. 18 cpv. 2 prima frase
LAINF, motivo per il quale occorre concludere che non vi sono stati cambiamenti
di rilievo in seguito all'introduzione della LPGA.

                                         Da parte sua, l'art. 16
LPGA prevede, che per valutare il grado d’invalidità, il reddito che
l’assicurato invalido potrebbe conseguire esercitando l’attività
ragionevolmente esigibile da lui dopo la cura medica e l’eventuale esecuzione
di provvedimenti d’integrazione, tenuto conto di una situazione equilibrata del
mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto
ottenere se non fosse diventato invalido.

                                         L'Alta Corte, nella
sentenza U 192/03 del 22 giugno 2004, citata in precedenza, ha rilevato che
anche l'art. 16 LPGA non ha modificato la valutazione del grado di invalidità
dell'assicurato previsto dai previgenti art. 28 cpv. 2 LAI e art. 18 cpv. 2
seconda frase LAINF.

                                         Nella stessa pronuncia la
nostra Massima Istanza ha quindi concluso che in ambito LAINF la giurisprudenza
relativa ai concetti di inabilità lavorativa, inabilità al guadagno e
invalidità continua a mantenere la sua validità anche in seguito
all'introduzione della LPGA.

                                         Su questi aspetti si veda
pure la DTF 130 V 343.

                                         Due sono, dunque, di norma
gli elementi costitutivi dell'invalidità:

 

                                         1. il danno alla salute
fisica o psichica (fattore medico)

                                         2. la diminuzione della
capacità di guadagno (fattore economico).

 

                                         Tra il danno alla salute e
l'incapacità di guadagno deve inoltre intercorrere un nesso causale adeguato
(fattore causale). 

                                         Nell'assicurazione
obbligatoria contro gli infortuni deve esserci inoltre un nesso causale,
naturale ed adeguato, tra il danno alla salute e l'infortunio.

 

                            2.4.2.   L'invalidità, concetto
essenzialmente economico, si misura in base alla riduzione della capacità di
guadagno e non secondo il grado di menomazione dello stato di salute.

                                         D'altro canto, poiché
l'incapacità di guadagno importa unicamente nella misura in cui dipende da un
danno alla salute, la determinazione dell'invalidità presuppone preliminarmente
adeguati accertamenti medici che rilevino il danno in questione.

 

                                         Spetta al medico fornire
una precisa descrizione dello stato di salute dell'assicurato e di tracciare un
esatto quadro degli impedimenti che egli incontra nell'esplicare determinate
funzioni.

                                         Il medico indicherà per
prima cosa se l'assicurato può ancora svolgere la sua professione, precisando
quali sono le controindicazioni in quell'attività e in altre analoghe.

 

                                         Egli valuterà finalmente
il grado dell'incapacità lavorativa che gli impedimenti provocano sia nella
professione attuale sia nelle altre relativamente confacenti (cfr., su questi
aspetti, STF I 871/02 del 20 aprile 2004 e STF I 162/01 del 18 marzo 2002). 

                                         L'invalidità, proprio
perché concetto essenzialmente economico, si misura raffrontando il reddito che
l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con
quello che egli può tuttora o potrebbe realizzare, benché invalido, sfruttando
la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili, in
un mercato del lavoro equilibrato, dopo l'adozione di eventuali provvedimenti
integrativi (cfr. art. 16 LPGA).

 

                                         I due redditi da porre a
raffronto sono necessariamente ipotetici. L'ipotesi deve però poggiare su
solide basi, avere un fondamento oggettivo.

 

                                         La giurisprudenza federale
ha, più volte, confermato il principio che, nella determinazione
dell'invalidità, non c'è la possibilità di fondarsi su una valutazione
medico-teorica del danno alla salute dovuto all'infortunio e che occorre,
sempre, basarsi sulle conseguenze economiche di tale danno. 

                                         Il TF ha avuto modo di
confermare che alla perdita di guadagno effettiva in un rapporto di lavoro
stabile si può far capo solo eccezionalmente, se l'assicurato può esaurire
pienamente presso la ditta in cui da lungo tempo lavora tutta la sua residua
capacità lavorativa (STF U 25/94 del 30 giugno 1994).

                                         La perdita di guadagno
effettiva può corrispondere alla perdita di guadagno computabile soltanto se -
le condizioni sono cumulative - ogni riferimento al mercato del lavoro in
generale, tenuto conto dei rapporti di lavoro particolarmente stabili, si
avvera praticamente inutile, se l'assicurato esercita un'attività
ragionevolmente esigibile nella quale si deve considerare che sfrutti al
massimo la sua capacità di lavoro residua e se il reddito corrisponde ad una
prestazione di lavoro e non a un salario sociale (RAMI 1991 U 130, p. 270ss.
consid. 4a; conferma di giurisprudenza).

                                         Le ragioni, inerenti
l'azienda, che rendono impossibile l'utilizzazione ottimale della rimanente
capacità di produzione, devono essere considerate soltanto se, sul mercato del
lavoro generale, non esiste una possibilità d'impiego, esigibile
dall'assicurato, che gli permetterebbe di valorizzare meglio la propria residua
capacità di lavoro (RAMI 1991 succitata, consid. 4d).

 

                                         I. Termine: reddito da
invalido

 

                                         La misura dell'attività
che si può ragionevolmente esigere dall'invalido va valutata in funzione del
danno alla salute, avuto riguardo alle circostanze personali come l'età, le
attitudini psico-fisiche, l'istruzione, la formazione professionale.

                                         Secondo la giurisprudenza,
per la fissazione dei redditi ipotetici, non vanno considerate circostanze che
non riguardano l'invalidità vera e propria. Particolarità quali formazione
professionale o conoscenza linguistiche carenti hanno, in quest'ambito,
rilevanza se sono causa di un reddito inferiore alla media. In tal caso, esse
vanno o considerate nella determinazione dei due redditi da porre a confronto o
non considerati affatto (RAMI 1993 U 168, p. 97ss., consid. 5a, b).

 

                                         Nel valutare la
possibilità di sfruttare la residua capacità lavorativa e tradurla in capacità
di guadagno non si terrà conto di difficoltà contingenti del mercato del lavoro
ma ci si collocherà nell'ipotesi di un mercato equilibrato, nella situazione,
cioè, in cui offerta e domanda sostanzialmente si controbilancino (cfr. RAMI
1994 U 187, p. 90 consid. 2b; DTF 115 V 133; STF del 30 giugno 1994 succitata).

 

                                         Specifica
dell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni è la norma di cui all'art.
28 cpv. 4 OAINF:

 

" Se a causa
della sua età l'assicurato non riprende più un'attività lucrativa dopo
l'infortunio o se la diminuzione della capacità di guadagno è essenzialmente
dovuta alla sua età avanzata, sono determinanti per valutare il grado
d'invalidità i redditi che potrebbe eseguire un assicurato di mezza età vittima
di un danno alla salute della stessa gravità."

 

                                         II. Termine: reddito
conseguibile senza invalidità

 

                                         Nel determinare il reddito
conseguibile senza invalidità ci si baserà per quanto possibile sulla
situazione antecedente l'infortunio. Se ne ipotizzerà l'evoluzione futura
partendo dall'assunto che senza di esso la situazione si sarebbe mantenuta
sostanzialmente stabile (cfr. STF del 15 dicembre 1992 nella causa G.I.M.). Ci
si discosterà da questa proiezione solo se le premesse per modifiche di qualche
rilievo sono già date al momento dell'infortunio o se particolari circostanze
ne rendono il verificarsi altamente probabile (cfr. RAMI 1993 U 168, p. 97ss.,
consid. 5b; 4a, b).

                                         Il grado di invalidità
corrisponde alla differenza, espressa in percentuale, tra il reddito ipotetico
conseguibile senza invalidità e quello, non meno ipotetico, conseguibile da
invalido.

 

                            2.4.3.   Per costante giurisprudenza,
in un procedimento assicurativo sociale l'amministrazione è parte solo dopo
l'instaurazione della controversia giudiziale mentre invece nella fase che
precede la decisione essa è un organo amministrativo incaricato di attuare il
diritto oggettivo (cfr. RAMI 1997 U 281, p. 282; DTF 104 V 209; STF U 259/02
dell'8 luglio 2003 consid. 2.1.1; MEYER-BLASER, Die Rechtspflege in der
Sozialversicherung, in BJM 1989, p. 30ss.). 

 

                                         Nella DTF 125 V 351 seg.
(= SVR 2000 UV Nr. 10, p. 33ss. e RAMI 1999 U 356, p. 572), la nostra Corte
federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico
consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non permette
già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto
esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere come
oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

 

                                         In una sentenza
8C_216/2009 del 28 ottobre 2009, pubblicata in DTF 135 V 465, il Tribunale
federale ha precisato che il giudice delle assicurazioni sociali può fondare la
propria sentenza su rapporti allestiti da medici che si trovano alle dipendenze
dell’amministrazione, a condizione che non sussista dubbio alcuno, nemmeno
il più lieve, a proposito della correttezza delle conclusioni contenute in
tali rapporti. Sempre secondo l’Alta Corte, dal principio della parità delle
armi che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha dedotto dall’art. 6 cpv. 1
CEDU, discende che gli assicurati sono legittimati a mettere in dubbio
l’affidabilità dei rapporti dei medici interni all’amministrazione mediante dei
mezzi di prova propri. Fra questi mezzi di prova entrano in linea di conto, in
particolare, anche le certificazioni dei medici curanti.

 

                                         Per quel che concerne il
valore probante di un rapporto medico, determinante è che esso sia completo sui
temi sollevati, che sia fondato su esami approfonditi, che tenga conto delle
censure sollevate dalla persona esaminata, che sia stato redatto in piena
conoscenza dell'anamnesi, che sia chiaro nella presentazione del contesto
medico e che le conclusioni dell'esperto siano motivate (cfr. SVR 2002 IV Nr.
21 p. 63; DTF 125 V 352; RAMI 1991 U 133, p. 311 consid. 1, RAMI 1996 U 252, p.
191ss.; DTF 122 V 160ss, consid. 1c e riferimenti). 

                                         L'elemento rilevante per
decidere circa il valore probante, non è né l'origine del mezzo di prova né la
sua designazione quale rapporto oppure quale perizia, ma semplicemente il suo
contenuto (cfr. DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti).

 

                                         È, infine, utile osservare
che se vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere
la vertenza senza valutare l’intero materiale e indicare i motivi per cui egli
si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro. Al riguardo va, tuttavia,
precisato che non si può pretendere dal giudice che raffronti i diversi pareri
medici e parimenti esponga correttamente da un punto di vista medico, come
farebbe un perito, i punti in cui si evidenziano delle carenze e qual è
l’opinione più adeguata (cfr. STF I 811/03 del 31 gennaio 2005, consid. 5 in
fine; STF I 673/00 dell’8 ottobre 2002; SVR 2000 UV Nr. 10 pag. 35 consid. 4b).

 

                                         Giova qui infine ricordare
un principio ripetutamente riconosciuto dalla nostra Massima Istanza, quello
secondo il quale le certificazioni del medico curante - anche se specialista
(cfr. STF U 202/01 del 7 dicembre 2001, consid. 2b/bb) - hanno un valore di
prova ridotto, ciò in ragione del rapporto di fiducia che lo lega al suo
paziente (cfr. STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; RAMI 2001 U 422, p. 113ss.
(= AJP 1/2002, p. 83); DTF 125 V 353 consid. 3b/cc; DTF 124 I 175 consid. 4; DTF 122 V 161; RCC 1988 p. 504; R. SPIRA, La preuve en droit des
assurances sociales, in Mélanges en l'honneur de Henri-Robert Schüpbach,
Basilea 2000, p. 269s.). Il TF ha affermato che in ragione della
diversità dell’incarico assunto (a scopo di trattamento anziché di perizia) in
caso di lite non ci si può di regola fondare sulla posizione del medico
curante, anche se specialista (cfr. STF I 1102/06 del 31 gennaio 2008; STF I
701/05 del 5 gennaio 2007 consid. 2; STCA 32.2020.88 del 31 maggio 2021,
consid. 2.5).

 

                            2.4.4.   Da ultimo, giova qui ricordare
che, per costante giurisprudenza, l’assicurazione per l’invalidità non è
vincolata alla valutazione dell’invalidità dell’assicurazione contro gli
infortuni e viceversa (cfr. STF 9C_529/2010 del 24 gennaio 2011; sentenza U
148/06 del 28 agosto 2007, consid. 6, pubblicata in DTF 133 V 549, consid. 6;
STF 9C_594/2016 del 18 novembre 2016, consid. 2.4; SVR 2016 UV Nr. 26 c. 2.2;
STF 9C_243/2017 del 2 giugno 2017, consid. 4.1; STF 9C_170/2017 dell'8 agosto
2017 consid. 4.4; STF 9C_422/2017 del 18 maggio 2018 consid. 2.2; STCA
32.2015.160 del 5 ottobre 2016, consid. 2.6, STCA 32.2016.90 del 10 aprile
2017, consid. 2.2 e STCA 35.2017.35 del 30 agosto 2017, consid. 2.3; STCA
32.2017.60 del 19 febbraio 2018, consid. 2.4; STCA 32.2017.91 del 14 agosto
2018, consid. 2.4; STCA 32.2018.106 del 13 dicembre 2018, consid. 2.3; STCA
35.2018.76 del 4 marzo 2019, consid. 2.1; STCA 32.2018.158 del 30 luglio 2019,
consid. 2.6; STCA 32.2019.63 del 27 aprile 2010, consid. 2.9; STCA 35.2021.9
del 20 settembre 2021, consid. 2.8; STCA 35.2021.75 del 31 gennaio 2022, consid.
2.4.3).

                            2.4.5.   Per chiarire la questione
riguardante l'esigibilità lavorativa, l'Istituto assicuratore ha fatto capo
alla visita __________ di chiusura del 10 novembre 2020 del dr. med. Michael Michelsen,
specialista FMH in chirurgia ortopedica e traumatologia dell’apparato
locomotore (doc. 232 incarto LAINF no. 1), giusta il quale:

 

" Diagnosi

Stato dopo sutura dell'inserzione dell'abduttore a sinistra il
05.05.2020 con/su:

irritazione cronica a causa di una rottura parziale del tendine
abduttore antero-laterale a sinistra

con/su:

contusione diretta del bacino il 06.05.2015.

 

Apprezzamento

(…).

Capacità lavorativa: l'attività precedente di muratore a tempo
pieno non sarà più esigibile.

Esigibilità del lavoro: per un'attività adatta nel mercato generale del lavoro,
l'assicurato è abile nella misura completa. Attività come camminare per lunghi
tratti su terreno sconnesso e irregolare, salire le scale e sui ponteggi,
attività in posizione inginocchiata e sollevamento dei pesi oltre i 20 kg fino
a livello del ginocchio sono escluse da questo profilo. (…)” (doc. 232, pag. 3
e 4 incarto LAINF no. 1; n.d.r.: il grassetto non è della redattrice)

 

                                         L'Istituto assicuratore ha
fatto capo pure alla valutazione EFL del 10/11 febbraio 2021 (doc. 277 incarto
LAINF no. 1) ed al rapporto del 16 febbraio 2021 della Clinica di
riabilitazione di __________ (doc. 259 incarto LAINF no. 1), riguardante il
trattamento stazionario dal 14 gennaio al 12 febbraio 2021, dai quali emerge,
in particolare, quanto segue:

 

" Zumutbarkeit
für die berufliche Tätigkeit als Maurer (Selbständig erwerbend):

Tätigkeit nicht zumutbar. Anforderungen zu hoch: Schwere,
vorwiegend gehend-stehende Tätigkeit,

auch knieende Tätigkeit, Ersteigen von Leitern und Gerüsten.

Ärztlich attestierte Arbeitsunfähigkeit: 100 % ab 13.02.2021.

Zumutbarkeit für andere berufliche Tätigkeiten:

Leichte bis mittelschwere Arbeit.

Arbeitszeit: ganztags.

Spezielle Einschränkungen: Ad Hüfte bds.: Wechselbelastend, ohne
Tätigkeiten in unebenem Geländer oder in der Hocke, selten Kriechen, selten
Treppen- und Leitersteigen ohne Zusatzgewicht, ohne Ersteigen von Gerüsten
(Sicherheitsaspekt), ohne Ziehen und Stossen.” (doc. 259, pag. 3 incarto LAINF
no. 1 e doc. 277 pag. 8 incarto LAINF no. 1)

 

L'Istituto assicuratore ha
fatto capo pure all’apprezzamento medico del 1° marzo 2021 del dr. med. __________
(doc. 263 incarto LAINF no. 1), giusta il quale:

" (…) Il
rapporto della Clinica di __________ non modifica le conclusioni contenute
nell'apprezzamento medico con visita medica del 9.11.2020.

(…)

Capacità lavorativa

L'attività precedente di muratore a tempo pieno non sarà più
esigibile.

Esigibilità lavorativa

Per un'attività adatta nel mercato generale del lavoro,
l'assicurato è abile nella misura completa. Attività come camminare per lunghi
tratti su terreni sconnessi, irregolari, salire le scale e sui ponteggi,
attività in posizione inginocchiata e sollevamento dei pesi oltre i 20 kg fino
a livello del ginocchio sono escluse da questo profilo.” (doc. 263, pag. 1 incarto
LAINF no. 1)

                                      

                            2.4.6.   Nella concreta evenienza,
questo Tribunale ritiene corretta l'esigibilità stabilita dal medico fiduciario
- specialista nella materia che qui ci occupa - e posta alla base della
decisione avversata. Tanto più che la medesima conclusione (capacità lavorativa
residua del 100%, presenza e rendimento, in attività adeguate) risulta pure
dalla valutazione EFL del 10/11 febbraio 2021 e dal rapporto del 16 febbraio
2021 della Clinica di riabilitazione di __________ (doc. 259, pag. 3 incarto
LAINF no. 1 e doc. 277 pag. 8 incarto LAINF no. 1), già riportati al consid.
2.4.5. Del resto, lo stesso PD Dr. med. __________, primario di chirurgia
dell’anca della Clinica __________ di __________, nel rapporto del 12 maggio
2021, già riportato al consid. 2.3.2, ha attestato quanto segue: “(…) Eine belastbare
Tätigkeit als Maurer ist wahrscheinlich schwierig, dass er
wieder arbeiten kann, vielleicht wenige Prozente. (…) Sinnvoll ist eine
Arbeit zwischen 20-30%, oder eine Arbeit ohne
Hüftbelastung.” (doc. 282, pag. 1 e 2 incarto LAINF no. 1; n.d.r.:
il grassetto e le sottolineature sono della redattrice). A questo proposito
giova qui puntualizzare che, contrariamente a quanto indicato dal patrocinatore
del ricorrente (cfr. doc. I, pag. 6), il PD Dr. med. __________ non ha
attestato una capacità lavorativa residua del 20-30% in attività adeguate,
bensì in attività pesanti quale quella di muratore.

Il TCA non ignora gli svariati certificati medici agli atti (in particolare,
quelli - invero generici e stringati - del medico di famiglia, dr. med. __________,
specialista FMH in medicina interna generale: cfr. doc. 301, 305. 307 e 316 incarto
LAINF no. 1). Tuttavia essi non sono a sollevare dubbi - nemmeno lievi - circa
la fondatezza dall'approfondito parere espresso dallo specialista interpellato
dall’istituto assicuratore resistente il 10 novembre 2020 relativo alla visita __________
di chiusura del 9 novembre 2020 (doc. 232 incarto LAINF no. 1), con
considerazioni puntuali e convincenti, con espresso riguardo alla situazione
clinica dell’assicurato, che è stata attentamente e dettagliatamente vagliata
dal medico fiduciario come pure dell’esigibilità lavorativa posta dal medesimo
medico specialista e della capacità lavorativa residua in attività adeguate,
che è stato poi confermato dal medesimo medico fiduciario il 1° marzo 2021(doc.
232 incarto LAINF no. 1) alla luce anche delle risultanze della valutazione EFL
del 10/11 febbraio 2021 e dal rapporto del 16 febbraio 2021 della Clinica di
riabilitazione di __________ (doc. 259, pag. 3 incarto LAINF no. 1 e doc. 277
pag. 8 incarto LAINF no. 1), già riportati al consid. 2.4.5.

Giova qui rilevare che, nella recente STF 9C-532/2020 del 13 ottobre 2021, al
consid. 4.1, l’Alta Corte ha ribadito che:

 

" Di
principio, l’avviso dei medici curanti deve essere trattato con la necessaria
prudenza a causa dei particolari legami che esse hanno con il paziente, per
cui, secondo, esperienza comune, il medio curante propende generalmente, in
caso di dubbio, a favore del paziente (DTF 125 V 351 consid. 3b/aa e 3b/cc)”.

 

                                         Del resto, gli impedimenti
funzionali che presenta l’insorgente, sono quelli che si riscontrano,
usualmente, in assicurati che hanno subito danni agli arti inferiori e la
valutazione dell'esigibilità lavorativa espressa dal medico fiduciario risulta
plausibile anche alla luce dei precedenti giurisprudenziali riportati qui di
seguito, riguardanti assicurati che accusavano limitazioni nell'utilizzo degli
arti inferiori (cfr. a questo proposito, STCA 35.2017.111 del 20 giugno 2018,
consid. 2.4.5, e rinvii giurisprudenziali ivi citati; STCA 35.2018.69 dell’11
febbraio 2019, consid. 2.3.5, STCA 35.2020.98 del 26 aprile 2021 consid. 2.4.3
e STCA 35.2021.85 del 14 marzo 2022 consid. 2.3.6). Va anche segnalato che,
nella STF 8C_624/2015 del 25 gennaio 2016 consid. 3.2.1, riguardante
un’assicurata che soffriva di disturbi residuali localizzati all’articolazione
tibiotarsica e a quella sottoastragalica sinistra in stato dopo molteplici
interventi chirurgici al piede sinistro, pronunciata artrosi attiva a livello
dell’articolazione di Lisfranc/tarso-metatarsale e completa consolidazione
dell’artrodesi nella regione dell’articolazione sottoastragalica/mesopiede, il
Tribunale federale ha ammesso una capacità lavorativa del 100% in un’attività
confacente ai disturbi interessanti il piede (in questo stesso senso, si vedano
pure la STFA U 93/04 del 14 febbraio 2005 consid. 5, concernente un assicurato
che presentava le sequele di una frattura del calcagno destro e la STFA U 38/01
del 5 giugno 2003 consid. 5.2.1, inerente un assicurato che, a seguito di
un’importante frattura comminuta del pilone tibiale con frattura del malleolo
laterale, aveva reliquato una grave artrosi alle articolazioni tibiotarsica e
sottoastragalica, così come un’artrodesi della tibiotarsica sinistra; cfr. STCA
35.2018.69 dell’11 febbraio 2019, consid. 2.3.5 e STCA 35.2020.98 del 26 aprile
2021 consid. 2.4.3).

Si può, quindi, senz'altro ipotizzare che il ricorrente sia in grado di mettere
a frutto la sua residua capacità lavorativa in attività professionali più
leggere da un profilo dell'impegno fisico rispetto a quella originariamente
esercitata. Del resto deve essere ricordato che il principio dell’esigibilità
configura un aspetto del principio della proporzionalità. Secondo la dottrina
questo principio permette di pretendere da una persona un determinato
comportamento anche se presenta degli inconvenienti (Peter, Die Koordination
der Invalidenrente, Schulthess 1997 p. 71 e dottrina ivi citata), anche in
virtù del principio della riduzione del danno.

 

                                         In conclusione, stante
quanto sopra esposto, richiamato inoltre l'obbligo che incombe all'assicurato
di intraprendere tutto quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare alle
conseguenze del discapito economico cagionato dal danno alla salute (DTF 123 V
233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e i riferimenti ivi citati;
Riemer-Kafka, Die Pflicht zur Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pagg. 57, 551
e 572; Landolt, Das Zumutbarkeitsprinzip im schweiz. Sozialversicherungsrecht,
tesi Zurigo 1995, pag. 61; DTF 113 V 28 consid. 4a e sentenze ivi citate; cfr.
anche Meyer Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997,
pag. 221), è da ritenere dimostrato, secondo il grado della verosimiglianza
preponderante abitualmente applicato nel settore delle assicurazioni sociali
(DTF 138 V 218 consid. 6 pag. 221 con riferimenti), che RI 1 è in grado di
svolgere, a tempo pieno e con un rendimento completo, un'attività lavorativa
compatibile con le limitazioni derivanti dal danno alla salute infortunistico
indicate dal medico di __________ dell’CO 1.

Del resto, a medesima conclusione (ovvero abilità lavorativa, a tempo pieno e
con un rendimento completo, in un'attività lavorativa adeguata) è arrivata
questa Corte anche in un caso analogo, in cui l’assicurato, a causa di un
infortunio subito nel settembre 2017, al momento della stabilizzazione dello
stato di salute, nel 2021, allorquando è stato chiuso il caso, presentava
ancora dei disturbi residuali all’anca destra (cfr. STCA 35.2021.88 del 14
marzo 2022, consid. 2.5.4).

                            2.4.7.   Alla luce di quanto appena
esposto, le censure ricorsuali volte a contestare l'esigibilità in attività
adeguate dell'assicurato determinata dal medico __________ dell’CO 1 sono
respinte.

Da ultimo, in tali circostanze, ricordato nuovamente il principio della valutazione
anticipata delle prove (di cui si è già ampiamente detto al consid. 2.3.2),
anche la critica ricorsuale dell’insorgente per non essere stato sottoposto da
parte dell’CO 1 ad ulteriori accertamenti ex art. 44 LPGA (cfr. doc. I, pag.
6), nonostante lo avesse richiesto, nella misura in cui dovesse essere
riferibile agli infortuni del 6 maggio 2015 (incarto LAINF no. 2; inf. no. __________)
e 9 novembre 2018 (incarto LAINF no. 1; inf. no. __________), deve essere
respinta. Nella misura in cui invece riguarda l’asserito evento del novembre
2020 al ginocchio, sul quale l'Istituto assicuratore resistente non si è
determinato con la decisione formale qui impugnata, è irricevibile (cfr.
consid. 2.2.1).

                               2.5.   Si tratta ora di valutare le
conseguenze economiche del danno alla salute infortunistico.

 

                                         Preliminarmente va
ricordato che, secondo la giurisprudenza, per il raffronto dei redditi fa stato
il momento dell’inizio dell’eventuale diritto alla rendita (cfr. DTF 129 V 222;
cfr., pure, STF I 600/01 del 26 giugno 2003 consid. 3.1; STF I 670/01 del 3
febbraio 2003, pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24, STF I 761/01 del 18 ottobre
2002 consid. 3.1, pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e STF I 26/02 del 9 agosto
2002 consid. 3.1; cfr. inoltre STF I 475/01 del 13 giugno 2003 consid. 4.2,).

 

                                         Nel caso di specie sono
quindi determinanti, come correttamente ritenuto dall’amministrazione, i dati
del 2021, essendo stato ritenuto lo stato di salute stabilizzato a
partire dal 1° maggio 2021 (cfr. consid. 2.3.2).

 

                               2.6. 

                            2.6.1.  Per determinare il reddito
ipotetico conseguibile dalla persona assicurata senza il danno alla salute (reddito
da valido), occorre stabilire quanto la stessa, nel momento determinante
(corrispondente all'inizio dell'eventuale diritto alla rendita), guadagnerebbe,
secondo il grado di verosimiglianza preponderante, quale persona sana (DTF 129
V 222 consid. 4.3.1 pag. 224 con riferimento). Tale reddito dev'essere
determinato il più concretamente possibile. Di regola ci si fonderà sull'ultimo
reddito che la persona assicurata ha conseguito prima del danno alla salute, se
del caso adeguato al rincaro e all'evoluzione reale dei salari (cfr. ancora DTF
129 V 222 consid. 4.3.1 pag. 224), o comunque sul salario che potrebbe essere
conseguito in un posto di lavoro identico nella stessa azienda o in un'azienda
simile. Nel caso in cui non fosse possibile quantificare in maniera attendibile
il reddito ipotetico che l'assicurato avrebbe potuto conseguire senza
l'invalidità, si farà riferimento a valori empirici o statistici (VSI 1999 pag.
248 consid. 3b). Per il resto, occorre tenere conto del principio secondo cui -
in assenza di indizi concreti che impongano una diversa valutazione - la
persona assicurata avrebbe di regola, e conformemente all'esperienza generale,
continuato l'attività precedentemente svolta senza invalidità (RAMI 2000 no. U
400 pag. 381 consid. 2a). In tale contesto la normale evoluzione professionale
va senz'altro considerata. Tuttavia gli indizi che l'assicurato avrebbe
intrapreso una carriera e percepito un salario più elevato devono essere
concreti (DTF 96 V 29 pag. 30; RAMI 1993 no. U 168 pag. 100 consid. 3b). La mera
dichiarazione d'intenti non è pertanto sufficiente; necessario è infatti che
tale intenzione sia suffragata da passi concreti, quale ad esempio la
partecipazione a corsi ecc. (VSI 2002 pag. 161 consid. 3b [I 357/01] e dottrina
citata). 

                                         Un salario di punta può
essere ammesso solo se vi sono circostanze particolari che lo giustificano (RCC
1980 pag. 560 pag. 560 con riferimenti). I salari medi pagati nel settore hanno
in ogni caso la precedenza sui salari fissati in base a contratti collettivi di
lavoro (RCC 1986 pag. 434 consid. 3b).

                                         Siccome di norma una
simile valutazione professionale parte dal presupposto che, senza il danno alla
salute, l’assicurato avrebbe continuato ad esercitare la precedente attività
lucrativa, devono essere considerati eventuali adeguamenti ed aumenti salariali
(RAMI 1993 Nr. U 168 pag. 100s. consid. 3b, ZAK 1990 pag. 519 consid. 3c; STCA
32.2018.180 del 4 settembre 2019, consid. 2.6).

                            2.6.2.  Per quanto concerne il reddito
da valido, secondo l’assicuratore infortuni resistente, nella decisione
avversata, senza il danno alla salute infortunistico, RI 1, nel 2021,
avrebbe realizzato un guadagno annuo lordo di fr. 75'256.76, sulla base delle
seguenti considerazioni:

 

" (…) L'assicurato
ha conseguito il CFC quale muratore. L'1.11.2006 egli è entrato alle dipendenze
della ditta __________ quale capomastro. L'assicurato era e a tutt'oggi è -
secondo quando risulta dal Registro di commercio - socio e gerente della ditta.

(…).

In applicazione dell'art. 28 cpv. 4 OAINF l'amministrazione ha
pure quantificato il salario da valido in base ai dati statistici (TA1, profilo
2, ramo 41-43) e fissato lo stesso in fr. 75'559.-- (fr. 5'962.-- : 40 ora x
41.3 ore x 12 ). Visti i nuovi dati a disposizione in merito ell'evoluzione
nominale dei salari l'importo aggiornato è di fr. 75'256.76. Giusta l'art. 28
cpv. 4 OAINF se a causa della sua età l'assicurato non riprende più un'attività
lucrativa dopo l'infortunio o se la diminuzione della capacità di guadagno è
essenzialmente dovuta alla sua età avanzata, per valutare il grado d'invalidità
sono determinanti i redditi che potrebbe conseguire un assicurato di mezza età
vittima di un danno alla salute della stessa gravità (DTF 113 V 132, DTF 122 V
41 8). Per età avanzata s'intende il sessantesimo anno. Non si tratta di un
limite assoluto ma di un valore di grandezza generale nel senso che l'art. 28
cpv. 4 OAINF può essere applicato a partire dal sessantesimo anno di età.
Entrano in considerazione anche le abitudini professionali specifiche cosi come
pure le caratteristiche di ogni caso concreto (DTF 122 V 418 consid. lb; RAMI
1990 pag. 389). In data 26.2.2019 l'assicurato ha dichiarato alla CO 1 che
pensa di accedere alla pensione all'età di 63 anni. Al momento della
sospensione delle indennità giornaliere l'assicurato era a quattro giorni dal
compimento dei 63 anni per cui deve essere ammesso che, anche senza
l'infortunio, egli avrebbe smesso di lavorare. Inoltre l'AI non ha disposto
nessuna misura professionale fatto che comprova che l'età gioca un ruolo determinante
nell'incapacità di guadagno. Se l'assicurato fosse stato di mezza età, visto il
suo percorso professionale, l'Ufficio AI non avrebbe esitato a disporre delle
misure professionali. L'applicazione dell'art. 28 cpv. 4 OAINF non necessita un
decadimento fisico (sentenza del TF 8C_307/2017 del 26.9.2017 consid. 4.2.2).
Inoltre dall'estratto del conto individuale della cassa di compensazione
risulta che la media del guadagno realizzato dall'assicurato, negli ultimi
cinque anni, era inferiore a quello reddito ritenuto dalla Divisione
prestazioni assicurative. Questo comprova che la stima fornita dall'AI non ha
nessun fondamento.” (doc. 322 pag. 3 e 4 incarto LAINF no. 1)

 

Il patrocinatore
dell’insorgente contesta questo dato, ritenuto che il salario da valido del suo
assistito sarebbe più elevato rispetto a quello indicato dall’CO 1, che - a
torto - avrebbe utilizzato i dati statistici, sottolineando che partendo dal
confronto dei redditi utilizzato dall’UAI (reddito da valido: fr. 103'339 e da
invalido: fr. 5'592 effettivamente percepiti nel 2020), si ottiene un grado di
invalidità (95%), che giustifica il riconoscimento del diritto ad una rendita
d’invalidità anche da parte dell’CO 1. Il rappresentante del ricorrente
puntualizza pure quanto segue:

 

" (…) Allo
stesso risultato si giunge anche se quale reddito da valido per l'assicurato
invece di fr. 103'339.- così come stabilito dall'Ufficio Al in base ai
contributi sociali pagati, si tiene invece in considerazione il reddito di fr.
90'000.- già assicurato a suo tempo dal ricorrente alla CO 1 (e su cui sono
stati pagati i rispettivi contributi).

Non da ultimo, ad analoga decisione si giunge anche prendendo in
considerazione i valori statistici. Non va infatti dimenticato che per i medici
l'assicurato presenta, anche in attività lavorative adeguate, una limitazione
del 20/30% (…). Considerando questa limitazione sul reddito da invalido che va
posto a confronto con un reddito da valido pari a ca fr. 103'000.- o perlomeno
pari a ca fr. 90'000.-, in concreto ancora una volta si giustifica domandare
che all'assicurato anche da parte della CO 1 deve pure essere riconosciuto il
diritto ad una rendita d'invalidità. (…). A ben vedere, una differente
soluzione non si giustifica nemmeno in applicazione di quanto è prescritto
nell'art. 28 cpv. 4 OAINF. Quest'ultimo articolo entra infatti unicamente in
linea di conto qualora l'età costituisca la causa essenziale che impedisce
all'insorgente di mettere a frutto la sua restante capacità lavorativa in
attività medicalmente adeguate. Nel caso concreto questa situazione non si
concretizza giacché l'assicurato anche se più giovano nella sua attuale
attività nulla potrebbe guadagnare di più. Su redditi statistici non è stata
eseguita nessuna deduzione per pregiudizi di età e non da ultimo il grado
d'invalidità dell'Ufficio Al non è stato calcolato ritenuto l'assicurato non
più collocabile a causa dell'età bensì a seguito di un effettivo confronto dei
redditi. A maggior ragione non appare conseguentemente lecito far riferimento a
redditi ipotetici e statistici.” (cfr. doc. I, pag. 7)

                                         In sede di risposta l’CO 1
ha puntualizzato quanto segue:

 

" (…) L'art.
28 cpv. 4 OSAIF (recte: OAINF) è eccome applicabile alla fattispecie.
Infatti, l'assicurato dopo l'infortunio a causa della sua età (63 anni) non
potrà più riprendere un'attività lavorativa come prima. È corretto che la Parte
convenuta ha considerato come reddito da valido il reddito che potrebbe
conseguire un assicurato di mezza età vittima di un danno alla salute della
stessa gravità. (…)” (doc. III, pag. 6)

                                         Con osservazioni del 18
febbraio 2022 l’avv. RA 1 ha precisato quanto segue:

 

" (…) Come
già accertato e rammentato anche dall'UAI (cfr. allegato), se è vero che a
causa dei suoi pregiudizi di salute all'assicurato non può più essere chiesto
di lavorare come muratore, allo stesso può comunque però ancora essere chiesto
di lavorare come direttore della __________. Quest'ultima attività, così come
già accertato dall'UAI, non va confusa con quella di muratore (che nessuno ha
mai chiesto sia ancora pretesa dall'assicurato). L'attività svolta come
direttore della __________ risulta esigibile sia dal punto di vista medico che
economico. In quest'attività l'assicurato riesce infatti a mettere pienamente a
frutto la sua capacità lavorativa residua e non da ultimo a conseguire anche un
reddito che come tale non può essere considerato un reddito sociale.

Quanto stabilito nell'art. 28 cpv. 4 OAINF, così come già
sostenuto nel ricorso, nel caso concreto non è applicabile giacché a
prescindere dalla sua età il reddito che percepisce come direttore della __________
nulla ha a che vedere con l'età dell'assicurato. In altri termini, anche se
fosse più giovane con gli stessi limiti funzionali l'assicurato non potrebbe
comunque guadagnare di più. Se con la sua decisione la CO 1 pretende il
contrario, questo aspetto dovrebbe ancora essere provato (cfr. anche art. 43
LPGA). La domanda ad ottenere l'annullamento della decisione contestata con
conseguente rinvio atti per maggiori accertamenti (oltre che medici anche
economici), anche sotto questo aspetto la domanda risulterebbe giustificata e
ciò a maggior ragione ritenuto che temporalmente la cognizione temporale del
presente Tribunale di principio è limitata sino alla decisione contestata.

Per tutte le succitate ragioni, appare quindi legittimo ribadire
che in questo caso la CO 1 è vincolata dal calcolo del grado d'invalidità già
eseguito dall’UAl.

(…).

Se anche non si potesse seguire l'argomentazione appena esposta,
pur volendo fare riferimento ai dati statistici, in concreto gli argomenti
esposti nella risposta di causa non giustificano una conclusione differente da
quella già esposta nel ricorso.

Per i pregiudizi a carattere medico, così come anche accertato e
confermato dal medico di __________ della CO 1, si giustifica infatti una
riduzione percentuale dal reddito da invalido statisticamente stabilito. Una
riduzione si giustifica anche per motivi economici e meglio così come anche già
espresso nel ricorso. Tali argomenti, se non genericamente e quindi senza
effetto, non risultano contestati. Il grado d'invalidità dell'assicurato è
quindi tale da comunque giustificare un grado d'invalidità superiore al 10%; di
conseguenza, anche il diritto ad una rendita d'invalidità.

Anche in questo caso, quanto stabilito nell'art. 28 cpv. 4 OAINF
non può modificare la succitata conclusione giacché quanto stabilito nelle
tabelle con i redditi statistici non tiene conto dell'età dell'assicurato e le
riduzioni richieste sono giustificate principalmente per questioni mediche e
sociali. La non collocabilità dell'assicurato in considerazione della sua età,
che in ambito d'assicurazione contro l'invalidità giustificherebbe un grado del
100%, in questa procedura non è mai stata rivendicata. (…).” (doc. V, pag. 2 e
3)

 

                                         Con osservazioni del 24 febbraio
2022 l’CO 1 ha puntualizzato quanto segue:

 

" (…) l'art.
28 cpv. 4 OSAIF (recte: OAINF) è eccome applicabile alla fattispecie,
come motivato sia nella decisione su opposizione che nell’allegato di risposta.
(…)”. (doc. VII, pag. 2)

 

                            2.6.3.  Chiamato ora a pronunciarsi il
TCA osserva innanzitutto che, giusta l'art. 28 cpv. 4 OAINF, se, a causa della
sua età, l'assicurato non riprende più un'attività lucrativa dopo l'infortunio
(variante I) o se la diminuzione della capacità di guadagno è essenzialmente
dovuta alla sua età avanzata (variante II), sono determinanti per valutare il
grado d'invalidità i redditi che potrebbe conseguire un assicurato di mezza età
vittima di un danno alla salute della stessa gravità. L'età avanzata in quanto
tale, infatti, non configura un danno alla salute ai sensi di legge e
giurisprudenza, bensì un fattore estraneo all'invalidità. Secondo la
giurisprudenza l'età è avanzata se l'assicurato ha all'incirca sessant'anni al
momento della nascita del diritto alla rendita. L'età media dal canto suo si
situa intorno ai 42 o tra i 40 e i 45 anni. In virtù della norma in
questione, infine, si deve astrarre dal fattore età non soltanto per la
fissazione del reddito da invalido, ma anche per stabilire il reddito da valido
(cfr. DTF 114 V 310 consid. 4a). La disposizione, che persegue lo scopo di
evitare l'attribuzione di una rendita di invalidità (versata a vita)
comportante anche una componente di rendita di vecchiaia, è stata ripetutamente
dichiarata conforme alla legge (cfr. STF 8C_452/2011 del 12 marzo 2012, consid.
3.3 e rinvii giurisprudenziali e dottrinali ivi citati).

Questa giurisprudenza è stata confermata anche in seguito dal TF (cfr., tra le
tante, le STF 8C_517/2016 dell’8 maggio 2017, consid. 5.1, STF 8C_166/2016 del
27 gennaio 2017, consid. 2.2, STF 8C_307/2017 del 26 settembre 2017, consid.
4.1 e 4.2.2, STF 8C_799/2019 del 17 marzo 2020, consid. 3.2.2, STF 8C_582/2020
del 2 agosto 2021, consid. 3). 

Giova qui pure sottolineare che, nella citata STF 8C_307/2017 del 26 settembre
2017, riguardante un’assicurata (nata nel 1955, di professione fisio/ippoterapista
indipendente dal 1978, che a causa di una caduta dalle scale il 19 febbraio
2011 aveva riportato una lesione alla spalla ed il caso era stato chiuso il 7
febbraio 2022 e che il 14 gennaio aveva annunciato una ricaduta, assunta dalla Swica
e chiusa dal 1° ottobre 2015 con l’assegnazione di una rendita del 22% - metodo
del raffronto dei redditi - in applicazione dell’art. 28 cpv. 4 OAINF innalzata
al 50% dal Tribunale cantonale di Basilea-Campagna che, dopo avere escluso
l’esigibilità di un cambio di professione, aveva negato l’applicabilità al caso
in questione dell’art. 28 cpv. 4 OAINF ed aveva determinato il grado di
invalidità sulla base del metodo del “Prozentvergleich), il Tribunale
federale ha confermato la decisione della Swica sulla base delle seguenti
considerazioni:

" (…).

3.2. Unbestritten ist sodann das
Valideneinkommen von Fr. 100'996.80. Dieses wurde von der SWICA ausgehend vom
effektiven Jahreseinkommen der Versicherten bei der B.________ AG im Jahr 2011,
angepasst an die Nominallohnentwicklung bis 2015, ermittelt. 

3.3. Umstritten sind die Berechnung des Invalideneinkommens und damit der
Invaliditätsgrad. 

(…)

4.2. Die vorinstanzliche Auffassung, wonach Art. 28 Abs. 4 UVV im vorliegend zu
beurteilenden Fall nicht zur Anwendung kommt, vermag nicht zu überzeugen.  

4.2.1. Selbst nach Auffassung des kantonalen Gerichts war es offensichtlich das
vorgerückte Alter, welches die Versicherte daran hinderte, eine
leidensangepasste Tätigkeit aufzunehmen. So führte es aus, der
Beschwerdegegnerin sei insbesondere auch in Anbetracht der bis zur
Pensionierung noch verbleibenden Aktivitätsdauer von lediglich 3,5 Jahren ein
Berufswechsel nicht mehr zumutbar.  

 

4.2.2. (…). Der Altersfaktor kann sich
andererseits aber auch erwerblich auswirken in dem Sinne, dass beispielsweise
die Wiedereingliederung schwieriger ist, eine Umschulungsmassnahme nicht (mehr)
gewährt wird oder aber sich kein Arbeitgeber mehr findet, welcher eine Person
kurz vor dem AHV-Alter mit gesundheitlichen Einschränkungen einstellen würde (vgl.
BGE 122 V 418 E. 4d/bb S. 425; 122 V 426 E. 3a S. 427). Diese erwerbliche
Auswirkung des Altersfaktors wurde in der jüngeren Rechtsprechung vermehrt
betont, indem verdeutlicht wurde, dass Art. 28 Abs. 4 UVV auch dann zur
Anwendung gelangt, wenn das vorgerückte Alter das Zumutbarkeitsprofil nicht
zusätzlich beeinflusst, also keine zusätzlichen Einschränkungen des
funktionellen Leistungsvermögens mit sich bringt, aber einer Verwertbarkeit der
Restarbeitsfähigkeit trotzdem entgegensteht, weil sich kein Arbeitgeber mehr
findet, der die betroffene Person einstellen würde. Wenn das kantonale
Gericht einen Berufswechsel der Beschwerdegegnerin in Anbetracht der über
35-jährigen unselbstständigen Tätigkeit als Physio-/Hippotherapeutin bei der
B.________ AG, der noch verbleibenden Aktivitätsdauer von lediglich 3,5 Jahren
und der mangelnden Umschulungsmöglichkeit als unzumutbar erachtet, sprechen
genau diese Aspekte für die Bejahung der erwerblichen Auswirkungen des
Altersfaktors im Sinne von Art. 28 Abs. 4 UVV. Dieser Bestimmung die
Anwendbarkeit zu versagen, indes gleichzeitig unter Hinweis auf den Faktor
Alter von der Unzumutbarkeit eines Berufswechsels auszugehen, ist
widersprüchlich und hält vor Bundesrecht nicht stand.  

 

5.   

Der Invaliditätsbemessung gemäss Art. 28 Abs. 4
UVV sind die Vergleichseinkommen für einen Versicherten im mittleren Alter zu
Grunde zu legen. Dieses liegt nach der Rechtsprechung bei etwa 42 Jahren oder
zwischen 40 und 45 Jahren (BGE 122 V 418 E. 1b S. 419; Urteil 8C_209/2012 vom 12.
Juli 2012 E. 5.6). 

 

5.1. Das Valideneinkommen von Fr. 100'996.80
für das Jahr 2015 ist - wie in E. 3.2 hievor dargelegt - unbestritten.
Auf eine Anpassung an das mittlere Alter wurde und wird zugunsten der
Beschwerde-gegnerin verzichtet. (…).” (n.d.r.: il corsivo,
il grassetto e le sottolineature sono della redattrice)

                            2.6.4.  Dalle tavole processuali,
emerge che l’assicurato, nato il 4 maggio 1958, di professione muratore con
AFC, è attivo al 100% in qualità “quadro superiore” presso la ditta
Giorgi Costruzioni Sagl di Tenero (di cui è socio e gerente con diritto di
firma individuale) dal 1° novembre 2006. Durante il colloquio del 26 febbraio
2019 l’assicurato ha dichiarato al consulente infortuni dell’CO 1 quanto segue:
“La ditta di costruzioni __________ al momento è in pausa, visto la mia
inabilità. L'ultimo dipendente è stato lasciato a fine novembre, proprio perché
non vedevo sopraggiungere una guarigione e non potevo quindi garantire la
continuazione dei lavori. Non avevo lavori in corso: questi erano stati portati
a conclusione ogni volta prima di prenderne dei nuovi. Alcuni lavori sono stati
affidati alla ditta __________ di __________, con cui collaboro. (…). Sono
inabile completamente e la ditta è ferma. Quindi non ho alcuna attività
lavorativa. Non posso godere del prepensionamento dell'edilizia, penso di
accedere alla pensione all'età di 63 anni.” (doc. 45 pag. 1 e 3 incarto
LAINF no. 1). Dal rapporto di inchiesta per l’attività professionale
indipendente del 6 luglio 2021 del Servizio ispettorato dell’UAI (doc. L) si
evince quanto segue: “(…) Telefonato all'assicurato il 19.11.2020 alle 09:50
circa: comunica di non aver annunciato il caso come malattia. È deciso a
continuare in qualche maniera fino all'età AVS (la moglie lavora). Pensa di
dover chiudere la ditta nel giro di qualche mese. Nell'azienda non lavora più
nessuno. (…). In sede d'inchiesta l'assicurato dichiara che prima del
subentrare del danno alla salute era attivo sui cantieri e svolgeva tutti i
generi di lavori di muratura oltre a lavorare come capo cantiere. In aggiunta
si occupava lui stesso di andare a prendere il materiale. (…). Dal 2011 aveva
alle dipendenze 2 operai e in caso di necessità di ulteriore personale assumeva
operai tramite agenzie interinali. Dal 2017 1 solo operaio tenuto alle
dipendenze fino al 2018. Dal 2019 solo operai su chiamata. Oggi ha stipulato un
accordo con un architetto che risulta salariato con 500.- mensili (Sig. __________)
per apporre la firma sui documenti. (…) Infine specifica come egli non si
occupi più della ditta, che abbia delegato il tutto all'architetto __________,
inoltre sta pensando di vendere anche perché con l'età che ha non ce la fa più.
(…) L'assicurato ha 63 anni e a breve sarà al beneficio dell'AVS. La problematica
di salute non gli permette più di svolgere l'attività che svolgeva in
precedenza.” (doc. L, pag. 1-6). Dal medesimo documento si evince pure che
“non si ritengono applicabili” provvedimenti di integrazione “vista
l’età dell’assi-curato” (doc. L, pag. 4). Del resto, nel caso concreto, un
cambio di professione (da indipendente a dipendente) per l’assicurato - nato il
4 maggio 1958 e lavoratore indipendente dal 2006 (cfr. estratto conto
individuale di cui al doc. 165 incarto LAINF no. 1; ovvero da 15 anni) - alla
soglia dei 63 anni (visto che le indennità giornaliere sono state sospese il 1°
maggio 2021) sarebbe senz’altro oltremodo difficoltoso, se non addirittura
illusorio (cfr. sul tema, tra le tante, la STCA 35.2013.9 del 24 luglio 2013,
consid. 2.2.9 e numerosi rinvii ivi citati e la STCA 32.2014.92 del 6 novembre
2014, consid. 2.10 e numerosi rinvii ivi citati).

In simili circostanze, il TCA condivide l’operato dell’CO 1 (che ha ritenuto
che, anche senza l'infortunio, RI 1 avrebbe smesso di lavorare rispettivamente
che l'età gioca un ruolo determinante nell'incapacità di guadagno, visto che l’UAI
non aveva disposto alcuna misura professionale, ciò che avrebbe sicuramente
fatto se l’assicurato fosse stato di mezza età, visto il suo percorso
professionale) e che ha, pertanto, correttamente applicato, al caso di specie,
l’art. 28 cpv. 4 OAINF, determinando il reddito da valido dell’assicurato in
base ai dati statistici, i quali costituiscono dei valori medi anche dal
profilo dell’età di coloro che li hanno conseguiti.

Il TCA osserva, infine, che, non condivide neppure la censura del patrocinatore
del ricorrente giusta la quale “(…) Quanto stabilito nell'art. 28 cpv. 4
OAINF, così come già sostenuto nel ricorso, nel caso concreto non è applicabile
giacché a prescindere dalla sua età il reddito che percepisce come direttore
della __________ nulla ha a che vedere con l'età dell'assicurato. In altri
termini, anche se fosse più giovane con gli stessi limiti funzionali
l'assicurato non potrebbe comunque guadagnare di più. (…)” (cfr. doc. V,
pag. 2). Difatti, se l’assicurato fosse più giovane, sarebbe ritenuto in ogni
caso ragionevolmente esigibile, nel caso di specie, un cambio di professione
(da indipendente a dipendente), considerato che l’assicurato è tenuto a
sfruttare al massimo la sua capacità di lavoro residua sul mercato generale del
lavoro, come accertato al consid. 2.4.6 (100%, rendimento e presenza, in
attività adeguate e, quindi, con una maggiore remunerazione), in virtù del suo
obbligo di ridurre il danno risultante dall’invalidità (cfr. STF 8C_771/2011 del
15 novembre 2012 consid. 3 e i riferimenti ivi menzionati; STCA 35.2019.39 del
21 ottobre 2019 consid. 2.10.).

Il salario da valido di fr. 75'256.76 determinato dall’CO 1, in applicazione
dell'art. 28 cpv. 4 OAINF, in base ai dati statistici (TA1 2018, uomini,
livello di competenza 2, ramo 41-43; fr. 5'962.-- : 40 ore x 41.3 ore x 12,
aggiornato al 2021) può dunque essere fatto proprio da questa Corte. 

                            2.6.5.  Il TCA non può infatti seguire
il patrocinatore del ricorrente laddove ritiene che il reddito da valido del
suo cliente debba essere fissato in fr. 103'339.--, in quanto l’CO 1 sarebbe
vincolata a quanto stabilito dall’UAI.

A questo proposito giova, difatti, ribadire che, per costante giurisprudenza,
l’assicurazione per l’invalidità non è vincolata alla valutazione
dell’invalidità dell’assicurazione contro gli infortuni e viceversa (cfr.
consid. 2.4.4). 

La richiesta del patrocinatore del ricorrente di considerare, nel caso di
specie, un reddito “da valido”, per il 2021, di 103'339.--, non è condivisibile.

Nel caso di specie, esso deve essere, infatti, determinato in base ai dati
statistici, i quali costituiscono dei valori medi anche dal profilo dell’età di
coloro che li hanno conseguiti, in applicazione dell’art. 28 cpv. 4 OAINF (cfr.
consid. 2.6.3 e 2.6.4). 

In ogni caso il TCA non può esimersi dal rilevare che il reddito da valido di
fr. 103'339.- (fr. 61'120.- + fr. 42'219.-) è stato fissato dall’ispettore
dell’UAI per il 2020 ma sulla base dei dati relativi al 2013 “in quanto
negli anni seguenti fino al 2019 l'assicurato aveva già presentato dei periodi
variabili d'inabilità.” (doc. L, pag. 4). Inoltre, in base al rapporto
d’inchiesta per l’attività professionale indipendente del 9 luglio 2021 (doc.
L), risultano un reddito da valido di fr. 64'818.- (fr. 61'688.- + 3'150.-)
nel 2014 (quindi, prima dell’infortunio del 6 maggio 2015, chiuso il 10 giugno
2016, data a partire dalla quale l’assicurato è stato ritenuto abile al 100%
nell’attività abituale: cfr. consid. 1.1), di fr. 70'579.- (fr. 66'895.- +
3'684.-) nel 2015, di fr. 69'808.- (fr. 74'793.- - fr. 4’985) nel 2016, di
fr. 60'744.- (fr. 88'675.- - fr. 27’931) nel 2017 e di fr. 48’986.- (fr.
82'138.- - fr. 33’152) nel 2018 (quindi, prima dell’infortunio del 9 novembre
2018: consid. 1.2).

                            2.6.6.  Questa Corte non può seguire il
patrocinatore del ricorrente neppure laddove ritiene che il reddito da valido
del suo cliente debba essere fissato in fr. 90'000.- ovvero sul guadagno
assicurato e su cui sono stati pagati i rispettivi contributi alla CO 1.
Secondo il TCA, la tesi difesa dalla rappresentante dell’insorgente si rivela
infondata.

Nel caso di specie, esso deve essere, infatti, determinato in base ai dati
statistici, i quali costituiscono dei valori medi anche dal profilo dell’età di
coloro che li hanno conseguiti, in applicazione dell’art. 28 cpv. 4 OAINF (cfr.
consid. 2.6.3 e 2.6.4).

In ogni caso il TCA non può esimersi dal rilevare che, in una sentenza U 78/01
del 18 settembre 2002 consid. 3.2 ss., riguardante una fattispecie in cui
l’insorgente, assicurato facoltativamente contro gli infortuni in quanto
pavimentatore indipendente, pretendeva che quale reddito da valido venisse
considerato il guadagno assicurato convenuto (fr. 80'000), anziché quello
determinato dall’assicuratore LAINF (fr. 28'600, importo equivalente all’utile
aziendale medio calcolato sugli anni 1992-1994), il TF non ha dato seguito alla
pretesa ricorsuale, precisando che il guadagno assicurato, quale base di
calcolo per l’indennità giornaliera (art. 17 cpv. 1 LAINF) e per la rendita
(art. 20 cpv. 1 LAINF), non viene determinato secondo i medesimi criteri
applicabili al reddito che l’assicurato avrebbe potuto conseguire qualora non
fosse divenuto invalido. Sebbene nella pratica i due valori siano spesso
praticamente sovrapponibili, dagli articoli 138 e 22 cpv. 2 OAINF non si può
dedurre nulla a proposito della determinazione del grado dell’invalidità. In
base al principio di cui all’art. 5 cpv. 1 LAINF, secondo il quale le
disposizioni sull’assicurazione obbligatoria si applicano per analogia
all’assicurazione facoltativa, l’accordo sul guadagno assicurato deve
considerare i redditi effettivi del postulante l’assicurazione. Trattandosi di
lavoratori indipendenti, i loro redditi sono sovente soggetti a fluttuazioni che
non possono essere convenientemente previste al momento della conclusione di
un’assicurazione facoltativa e difficilmente rilevabili in anticipo.
Nell’ambito dell’assicurazione facoltativa vale tuttavia il principio ancorato
nell’art. 138 OAINF, giusta il quale premi e prestazioni in contanti -
riservata la possibilità di correzioni dopo l’insorgenza del sinistro
assicurato in casi eccezionali - devono essere calcolati in base al guadagno
assicurato convenuto. Nella determinazione del reddito ipotetico da valido
occorre per contro fondarsi su ciò che l’assicurato avrebbe potuto realizzare
tenuto conto delle sue capacità professionali e delle circostanze personali
(cfr. per un caso analogo, la STCA 35.2021.88 del 14 marzo 2022, consid.
2.5.5).

                            2.6.7.  Stante ciò, il TCA ritiene di
poter fare proprio il reddito da valido stabilito dall’CO 1 (fr. 75'256.76),
per il 2021, tenuto anche conto del fatto che, così facendo, l’assicuratore ha
scelto, in ogni caso, la variante più favorevole all’insorgente (cfr. i redditi
da valido poc’anzi detti, - in particolare quello relativo al 2014, precedente
all’infortunio del 6 maggio 2015, e quello del 2017, precedente all’infortunio
del 9 novembre 2018, in cui l’assicurato è stato abile al 100%, presenza e
rendimento, nell’attività abituale per l’intero periodo intercorrente tra i
mesi di gennaio e dicembre - risultanti dal rapporto d’inchiesta per l’attività
professionale indipendente del 9 luglio 2021 di cui al doc. L per il periodo
2014-2018).

                               2.7.

                            2.7.1.   Per quanto riguarda il reddito
da invalido, la giurisprudenza federale si fonda sui criteri fissati nelle
sentenze pubblicate in DTF 126 V 75 seg. e in DTF 129 V 472 seg.

 

                                         Nella prima sentenza di
principio la Corte ha stabilito che ai fini della determinazione del reddito da
invalido fa stato in primo luogo la situazione professionale e salariale
concreta dell'interessato, a condizione però che quest'ultimo sfrutti in
maniera completa e ragionevole la capacità lavorativa residua e che il reddito
derivante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non costituisca un
salario sociale ("Soziallohn") (DTF 126 V 76 consid. 3b/aa e
riferimenti). Qualora difettino indicazioni economiche effettive, possono,
conformemente alla giurisprudenza, essere ritenuti i dati forniti dalle
statistiche salariali. La questione a sapere se, e in quale misura al caso, i
salari fondati su dati statistici debbano essere ridotti, dipende dall'insieme
delle circostanze personali e professionali del caso concreto (limitazione addebitabile
al danno alla salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di
dimora, grado di occupazione), criteri questi che l'amministrazione è tenuta a
valutare globalmente. La Corte ha precisato, al riguardo, come una deduzione
massima del 25% del salario statistico permettesse di tener conto delle varie
particolarità suscettibili di influire sul reddito del lavoro. Il Tribunale
federale delle assicurazioni ha poi ancora rilevato, nella medesima sentenza,
che, chiamato a pronunciarsi sulla deduzione globale, la quale procede da una
stima che l'amministrazione deve succintamente motivare, il giudice non può
senza valido motivo sostituire il suo apprezzamento a quello degli organi
dell'assicurazione.

 

                                         Nella seconda sentenza di
principio il TF ha fissato i criteri da adempiere affinché il reddito da
invalido possa essere validamente determinato sulla base dei salari DPL (“Descrizione
dei posti di lavoro”).

                                         In quella sede, la nostra
Corte federale ha rilevato che, oltre a produrre almeno cinque DPL,
l’assicuratore infortuni è tenuto a fornire indicazioni sul numero totale dei
posti di lavoro entranti in linea di considerazione a dipendenza
dell’impedimento concreto, come pure sul salario più elevato, su quello più
basso, nonché su quello medio del gruppo cui è fatto riferimento.

 

                                         L’Alta Corte,
relativamente ai dati statistici, ha stabilito che sono esclusivamente
applicabili, in difetto di indicazioni economiche concrete, i dati salariali
nazionali risultanti dalla tabella di riferimento TA1 dell’inchiesta sulla
struttura dei salari edita dall’Ufficio federale di statistica e non i valori
desumibili dalla tabella TA13, che riferisce dei valori in relazione alle
grandi regioni (SVR 2007 UV Nr. 17; STF I 222/04 del 5 settembre 2006).

 

                                         In una sentenza
32.2007.165 del 7 aprile 2008 questa Corte, fondandosi sulla sentenza U 8/7 del
20 febbraio 2008, ha stabilito che “(…) quando il salario da valido
conseguito in Ticino in una determinata professione è inferiore al salario
medio nazionale in quella stessa professione, anche il reddito da invalido va
ridotto nella medesima percentuale (al riguardo cfr. GRISANTI, Nuove regole per
la valutazione dell’invalidità, in: RtiD II-2006, p. 311 seg., in particolare
p. 326-327) (…)”.

 

                                         Con sentenza 8C_399/2007
del 23 aprile 2008 al consid. 6.2, il Tribunale federale ha lasciato aperta la
questione a sapere se l’adeguamento va ammesso solo nel caso in cui il valore
fosse chiaramente sotto la media (“deutliche Abweichung”). Tale è di
regola stata ritenuta una differenza del 10% (SVR 2004 UV Nr. 12 consid. 6.2;
dell’8% nella STF U 463/06 del 20 novembre 2007; nella sentenza pubblicata in
SVR 2008 IV Nr. 49 consid. 2.3. l’Alta Corte non ha ritenuto rilevante un gap
salariale del 4%).

 

                                         La questione è stata definitivamente
risolta con la DTF 135 V 297, sentenza in cui la nostra Massima Istanza ha
stabilito che se il guadagno effettivamente conseguito diverge di almeno il 5%
dal salario statistico usuale nel settore, esso è considerevolmente inferiore
alla media ai sensi della DTF 134 V 322 consid. 4 p. 325 e può giustificare -
soddisfatte le ulteriori condizioni -, un parallelismo dei redditi da
raffrontare. Questo parallelismo si effettua però soltanto per la parte
percentuale eccedente la soglia del 5%. Inoltre, le condizioni per una
deduzione a titolo di parallelismo e per circostanze personali e professionali
sono interdipendenti, nel senso che i medesimi fattori che incidono sul reddito
non possono giustificare contemporaneamente una deduzione a titolo di parallelismo
e una deduzione per circostanze personali e professionali.

 

                                         Questa giurisprudenza è
stata confermata dal TF, segnatamente nella DTF 141 V 1 consid. 5.

 

                                         Da notare che, con
comunicazione del 19 ottobre 2018, l’CO 1 ha informato il Tribunale federale e
tutti i Tribunali cantonali delle assicurazioni che, a partire dal 1° gennaio
2019, avrebbe cessato di utilizzare le DPL, ritenuto che “nel corso degli
ultimi anni, il mantenimento della banca DPL è infatti divenuto sempre più
dispendioso in termini di tempo e costi ed avrebbe richiesto investimenti
considerevoli negli anni a venire. Inoltre, la collaborazione richiesta da
parte della CO 1 per il mantenimento del sistema è stata percepita dalle
imprese come sempre più gravosa. Per tutte queste ragioni, la CO 1 ha quindi
deciso che in futuro utilizzerà soltanto i dati statistici RSS nel quadro della
fissazione delle rendite di invalidità, e ciò a partire dal 1° gennaio 2019”
(cfr. la STCA 35.2021.88 del 14 marzo 2022, consid. 2.5.5).

                            2.7.2.   Nella presente fattispecie,
l’istituto resistente ha quantificato in fr. 71'947.32 il reddito da invalido,
facendo capo alla tabella RSS TA 1 2018, media totale, livello di competenze 2,
uomini, aggiornato al 2021, senza applicare alcuna deduzione sociale, “considerate
le relativamente blande limitazioni” (cfr. doc. 322 pag. 4 incarto LAINF
no. 1).

Da parte sua, il rappresentante rileva che “Dal 1. marzo 2021 quale reddito
da invalido va preso in considerazione il reddito che l'assicurato percepisce
mettendo a frutto la sua capacità lavorativa residua nell'attività lavorativa
che ad oggi esercita ancora; attività concreta ritenuta idonea alle sue
limitazioni e che il consulente specializzato dell'Ufficio Al ha valutato e
considerato per i suoi calcoli. L'importo che l'assicurato percepisce in
quest'attività nonostante i suoi pregiudizi (di fr. 5'592.-)” (cfr. doc. I,
pag. 7). Il patrocinatore osserva che il suo cliente avrebbe diritto al riconoscimento
del diritto ad una rendita d'invalidità da parte della CO 1, “anche
prendendo in considerazione i valori statistici. Non va infatti dimenticato che
per i medici l'assicurato presenta, anche in attività lavorative adeguate, una
limitazione del 20/30%” (cfr. doc. I, pag. 7). 

Questo Tribunale rileva innanzitutto di aver già accertato che il danno
infortunistico permetterebbe di per sé all’assicurato di svolgere un’attività
adeguata a tempo pieno e con un rendimento completo (cfr. supra, consid. 2.4.6).

 

                                         D’altra parte, giova qui
ricordare che, secondo la giurisprudenza, una delle condizioni necessarie
affinché la perdita di guadagno concreta possa essere considerata perdita di
guadagno computabile, è quella che l'interessato eserciti un'attività
ragionevolmente esigibile nella quale si deve ritenere che sfrutti al massimo
la sua capacità di lavoro residua. Se ciò non è il caso, l’assicurato può
essere obbligato a lasciare il suo posto di lavoro o persino a mettere fine
alla sua attività indipendente a profitto di un’attività più rimunerata o
ancora ad accettare un impiego che lo costringa a cambiare domicilio, tutto ciò
in virtù del suo obbligo di ridurre il danno risultante dall’invalidità (cfr.
STF 8C_771/2011 del 15 novembre 2012 consid. 3 e i riferimenti ivi menzionati;
STCA 35.2019.39 del 21 ottobre 2019 consid. 2.10.).

                                      

Ora, in concreto, il reddito conseguito dal ricorrente di fr. 5'592.-
nell'ambito della sua attività (ridotta) svolta per conto della prop