# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e652eec2-a4ef-5084-a3d9-953afa098fc1
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-12-22
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 22.12.2008 D-4454/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4454-2008_2008-12-22.pdf

## Full Text

Corte IV
D-4454/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 2  d i c e m b r e  2 0 0 8

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Gérard Scherrer;
cancelliere Carlo Monti.

A._______, 
B._______, e 
C._______, Mongolia,
ricorrenti,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 2 giugno 2008 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-4454/2008

Fatti:

A.
Il  7  novembre 2007,  A._______ e  i  suoi  figli  hanno  presentato  una 
domanda d'asilo in Svizzera. Egli ha dichiarato, in sostanza, di essere 
militare  di  professione  e,  a  seconda  delle  versioni,  con  il  grado  di 
tenente oppure di colonnello ([...]). In data 28 maggio 2007, avrebbe 
scoperto  e sequestrato,  insieme al  suo superiore  di  nome M. con il 
grado di  generale  e tre reclute,  un  camion con un carico di  250 kg 
d'oro grezzo in una zona in cui è vietato l'accesso ai mezzi di trasporto 
nella  regione  del  Gobi  del  Sud. Il  2  luglio  2007  avrebbe  ricevuto  e 
firmato una lettera di conferma del sequestro dell'oro grezzo da parte 
dell'ufficio dei servizi segreti frontalieri. In seguito, si sarebbe rifiutato 
di firmare un verbale, intimatogli dall'investigatore di nome D._______ 
del  posto  di  polizia  di  E._______,  senza  aver  avuto  l'occasione  di 
leggerlo. Quindi gli sarebbe stata offerta una valigia piena di denaro da 
parte  dell'aiutante  del  parlamentare  F._______,  il  quale  sarebbe  il 
proprietario dell'oro, per smentire quanto accaduto. Non avendo dato 
retta  alle  suddette  proposte,  l'interessato  sarebbe  stato  minacciato, 
sequestrato  e  picchiato  da  quattro  sconosciuti.  Infine,  si  sarebbe 
recato su richiesta di sua moglie ad G._______, dove avrebbe appreso 
che la stessa sarebbe stata minacciata a causa sua. Per il  timore di 
subire delle rappresaglie, l'interessato è espatriato insieme ai suoi figli 
il 26 ottobre 2007.

B.
Il 2 giugno 2008, l'UFM ha respinto la domanda d'asilo. Detto Ufficio 
ha pure pronunciato l'allontanamento degli interessati dalla Svizzera e 
l'esecuzione dell'allontanamento verso il loro Paese d'origine, ossia la 
Mongolia, siccome lecita, esigibile e possibile.

C.
Il  3 luglio 2008,  l'interessato  e  i  suoi  figli  (detti  in  seguito:  gli 
insorgenti), hanno inoltrato ricorso dinanzi al Tribunale amministrativo 
federale  (TAF)  contro  la  menzionata  decisione  dell'UFM.  Hanno 
chiesto, in via principale, l'annullamento della decisione impugnata, la 
concessione  dell'asilo  nonché,  in  via  sussidiaria  l'ammissione 
provvisoria.  Hanno  altresì  presentato  una  domanda  d'esenzione  dal 
versamento di un anticipo equivalente alle spese processuali.

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D.
Il 16 giugno 2008, il TAF ha rinunciato, ritenuta la sussistenza di motivi 
particolari  (art.  63  cpv.  4  della  legge  federale  sulla  procedura 
amministrativa del  20 dicembre 1968 [PA, RS 172.021]),  a  chiedere 
agli  insorgenti  il  versamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle 
presumibili  spese  processuali.  Nel  contempo,  ha  invitato  l'autorità 
inferiore a presentare una risposta al ricorso.

E.
Il 5 agosto 2008, l'UFM ha proposto la reiezione del gravame.

F.
Il 12 agosto 2008, il TAF ha concesso agli insorgenti un termine fino 
all'11 settembre 2008 per introdurre una replica.

G.
Il 12 settembre 2008, gli insorgenti hanno inoltrato l'atto di replica.

Diritto:

1.
Il  TAF giudica definitivamente sui  ricorsi  contro le decisioni  dell'UFM 
(art. 31  e  art.  33  lett. d  della  legge  sul  Tribunale  amministrativo 
federale  del  17 giugno  2005  [LTAF, RS 173.32],  art. 105  della  legge 
sull'asilo  del 26 giugno 1998 [LAsi,  RS 142.31]  e art. 83 lett. d  della 
legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]).

2.
V'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni 
d'ammissibilità  di  cui  all'art. 48 cpv. 1 nonché all'art. 50 e all'art. 52 
della  legge  federale  sulla  procedura  amministrativa  del 
20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021).

3.

3.1 Giusta  l'art.  33a  cpv.  2  PA,  applicabile  per  rimando 
dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti su ricorso è determinante la lingua 
della  decisione  impugnata.  Se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il 
procedimento può svolgersi in tale lingua.

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3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza va redatta in italiano.

4.
Il TAF esamina liberamente il diritto federale, l'accertamento dei fatti e 
l'inadeguatezza senza essere vincolato dai motivi  invocati  dalle parti 
(art.  62  cpv.  4  PA)  o  dai  considerandi  della  decisione  impugnata 
(v. sentenza  del  Tribunale  amministrativo  federale  D-4917/2006  del 
12 luglio 2007 consid. 3).

5.

5.1 Nella  decisione  impugnata,  l'UFM  ha  considerato  siccome 
inverosimili  le  allegazioni  determinanti  presentate,  ritenendole 
incompatibili con l'esperienza generale di vita o la logica dell'agire. In 
particolare, sarebbe inspiegabile che  A._______ non si sia rivolto ad 
un altro superiore o addirittura alla giustizia militare. Inoltre, sarebbe 
sorprendente che quest'ultima non abbia avuto un ruolo nella vicenda, 
ma  ad  occuparsi  di  questo  avvenimento,  accaduto  all'interno  del 
territorio di controllo militare, siano stati i servizi segreti frontalieri e la 
polizia  mongola. Peraltro,  A._______ avrebbe dichiarato di  non aver 
avuto tempo di cercare qualcuno che fosse dalla sua parte e che lo 
aiutasse in seno alle autorità, nonostante egli abbia avuto cinque mesi 
di tempo per agire prima dell'espatrio. Per di più, l'UFM ha ritenuto il 
racconto come in più punti povero di dettagli, generico, e quindi privo 
di  elementi  capaci di  avvalorare i  motivi  d'asilo. Inoltre, gli  articoli  di 
giornale prodotti non corroborerebbero in alcun modo le  allegazioni in 
quanto  parlerebbero  unicamente  di  un  parlamentare  e  le  difficili 
condizioni  di  vita  in  Mongolia.  Infine,  l'UFM  ha  concluso  che  le 
allegazioni presentate non soddisfano le condizioni di verosimiglianza 
previste  dall'art.  7  LAsi.  Per  conseguenza,  non  potrebbe  essere 
riconosciuta la qualità di rifugiato nella fattispecie.

5.2 Nel gravame, gli  insorgenti  hanno segnalato che  A._______ non 
avrebbe  avuto  alcuna  possibilità  di  rivolgersi  ad  un  altro  superiore 
oppure alla giustizia militare, in quanto il suo diretto superiore avrebbe 
accettato di non rivelare alcunché circa i fatti del 28 maggio 2007. Per 
di  più,  il  comportamento  di  A._______  sarebbe  perfettamente 
compatibile con la realtà mongola e il suo sistema giudiziario e politico 
corrotto. Inoltre, un'eventuale testimonianza dei tre soldati non avrebbe 
avuto  rilievo  contro  quanto  avrebbe  dichiarato  il  generale.  Peraltro, 

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A._______ avrebbe dimostrato di essere veramente un militare avendo 
descritto  in  dettaglio  l'uniforme  di  colonello.  Infine,  il  racconto  degli 
insorgenti  sarebbe  senz'altro  rilevante  e  ricco  di  dettagli  dal  profilo 
della procedura d'asilo e quindi da considerare come verosimile.

5.3 Nella risposta al ricorso, l'UFM ha rilevato che l'atto ricorsuale non 
conterrebbe  fatti  o  mezzi  di  prova nuovi  che  potrebbero  giustificare 
una modificazione del provvedimento litigioso e ha quindi nuovamente 
proposto la reiezione del gravame.

5.4 Nella  replica,  gli  insorgenti  hanno  osservato  di  non  avere  più 
niente da aggiungere a quanto già evidenziato in sede di ricorso.

6.

6.1 Sono  rifugiati  le  persone  che,  nel  Paese  d'origine  o  di  ultima 
residenza,  sono  esposte  a  seri  pregiudizi  a  causa  della  loro  razza, 
religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale 
o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di essere 
esposte  a  tali  pregiudizi.  Sono  pregiudizi  seri  segnatamente 
l'esposizione a pericolo della vita, dell'integralità fisica o della libertà, 
nonché  le  misure  che  comportano  una  pressione  psichica 
insopportabile. Occorre altresì tenere conto dei motivi di fuga specifici 
della condizione femminile (art. 3 LAsi).

6.2 Chiunque  domanda  asilo  deve  provare  o  per  lo  meno  rendere 
verosimile  la  sua  qualità  di  rifugiato.  Per  poter  ammettere  la 
verosimiglianza,  ai  sensi  dell'art.  7  LAsi,  delle  dichiarazioni 
determinanti  rese  da  un  richiedente  l'asilo,  occorre  che  le  stesse 
abbiano  insito  un  grado  di  convinzione  logica  tale  da  prevalere  in 
modo  preponderante  sulla  possibilità  del  contrario,  così  che 
quest'ultima risulti secondaria (v. Giurisprudenza ed informazioni della 
Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo  [GICRA] 
1993 n. 21). In altri  termini, le dichiarazioni devono essere attendibili, 
cioè  resistenti  alle  obiezioni,  precise,  ovvero  non  generiche  e  non 
suscettibili  di  diversa interpretazione (altrettanto  o  più  verosimile),  e 
concordanti,  o meglio non in contrasto fra loro e nemmeno con altri 
dati  o  elementi  certi.  Peraltro,  il  giudizio  sulla  verosimiglianza 
dev'essere  il  frutto  di  una  valutazione  complessiva,  e  non 
esclusivamente atomizzata, delle singole allegazioni decisive, in modo 
da  consentire  di  limitare  al  minimo  il  rischio  dell'approssimazione, 
ovvero il pericolo di fondare il giudizio valorizzando, contro indiscutibili 

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postulati  di  civiltà  giuridica,  semplici  impressioni  dell'autorità 
giudicante (v. GICRA 1995 n. 23).

7.

7.1 A  titolo  preliminare  questo  Tribunale  costata  che  il  Consiglio 
federale ha inserito, in data 28 giugno 2000, la Mongolia nel novero 
dei  Paesi  sicuri  ai  sensi  dell'art. 6a cpv. 2 LAsi. Pertanto,  sussite  di 
massima una presunzione di assenza di persecuzioni in detto Paese.

7.2 Il  TAF osserva inoltre  che,  come rettamente rilevato dall'autorità 
inferiore nella decisione impugnata, le dichiarazioni decisive rese dagli 
insorgenti  in  corso di  procedura s'esauriscono in mere ed imprecise 
affermazioni di parte, non corroborate dal benché minimo elemento di 
seria consistenza. Occorre, in particolare, convenire con l'UFM che le 
stesse risultano inconsistenti su diverse circostanze essenziali. Giova 
altresì osservare che gli insorgenti si limitano a mere congetture, non 
fondate su alcun indizio oggettivo, con riferimento agli evocati fatti del 
28 maggio 2007. A._______ si è segnatamente contraddetto sul suo 
grado militare, allegando in un primo tempo il grado di tenente per poi 
menzionare quello  di  colonello,  ribadito  in seguito in sede di  ricorso 
([...]). Inoltre, in merito ai fatti da egli evocati, la giustizia militare non 
rientra  a  nessun  punto  nel  suo  racconto,  neanche  subito  dopo  il 
sequestro  dell'oro  grezzo,  dato  che  non  viene  neanche  messa  al 
corrente  di  quanto  successo,  pur  trattandosi  di  un  fatto  accaduto  in 
una zona militare. Anche in seguito, A._______ non si è mai rivolto alle 
competenti  autorità  della  giustizia  militare,  recandosi  invece  alla 
polizia  locale,  nonostante la prima sia nota per essere un'istituzione 
indipendente all'interno dell'esercito, ragione per la quale le eventuali 
testimonianze delle tre reclute, presenti sul posto, avrebbero avuto un 
valore  probatorio  significativo da contrapporre  a  quello  del  generale 
che,  invece,  ha  smentito  tutto.  In  aggiunta,  il  comportamento  di 
A._______ è contrario alla logica dell'agire di un militare professionista 
che si è laureato all'accademia militare. Peraltro, tuttora lo stesso non 
ha  ancora  versato  agli  atti  i  suoi  documenti  militari  menzionati  nel 
corso  della  procedura  di  prima  istanza,  nonostante  sua  moglie,  nel 
frattempo, l'abbia raggiunto in Svizzera ([...]). Per queste ragioni, il TAF 
dubita  che  A._______ sia  verosimilmente un militare di  professione. 
Inoltre, il medesimo non ha nemmeno considerato di cercare qualcuno 
in  grado  di  aiutarlo,  ad  esempio  un  avvocato  che  avrebbe  potuto 
istruirlo sulle sue possibilità giuridiche, vista la portata dei presunti fatti 

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da lui  allegati,  per tutto il  periodo da lui raccontato, vale a dire tra il 
28 maggio 2007 fino al  suo espatrio  in  data  18 ottobre 2007. Per di 
più,  A._______  in  vista  delle  elezioni,  poteva  anche  recarsi  da  un 
partito  opposto  a  quello  del  parlamentare  Baterdene,  presunto 
proprietario dell'oro grezzo, per fare aprire un'inchiesta amministrativa 
contro il  medesimo. Lo stesso si è però limitato ad asserire che non 
avrebbe avuto tempo per cercare qualcuno che si schierasse dalla sua 
parte  ([...]).  Peraltro,  pur  essendo  stato  convocato  più volte  dalla 
polizia in patria, egli non ha presentato alcun mezzo di prova idoneo a 
corroborare  il  suo racconto,  ossia  almeno una convocazione  scritta. 
Inoltre,  non soccorono gli  insorgenti  i  due articoli  di  giornale versati 
agli atti, in quanto contengono informazioni generiche ed irrilevanti in 
merito  ai  fatti  allegati. Per sovrabbondanza,  va rilevato che non può 
essere ritenuta verosimile l'allegazione di A._______ secondo la quale 
sua moglie non sarebbe potuta venire con lui per problemi economici. 
Infatti, gli insorgenti hanno verosimilmente ottenuto più di USD 8'000.- 
con la vendita della loro casa, considerati i prezzi medii ad G._______. 
Visto quanto precede, il TAF ritiene che, nel caso in cui la moglie e la 
madre di A._______ fossero veramente state minacciate, egli avrebbe 
verosimilmente avuto modo di pagare loro il  viaggio in Svizzera. Per 
conseguenza,  le allegazioni  presentate dagli  insorgenti  non possono 
essere considerate verosimili.

7.3 In  considerazione  di  quanto  esposto,  il  ricorso  sul  punto  di 
questione  dell'asilo,  destituito  d'ogni  e  benché  minimo  fondamento, 
non merita tutela e la decisione impugnata va confermata.

8.
Il  ricorrente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali 
l'UFM avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento 
(art. 14 cpv. 1  e  cpv.  2  ed  art.  44  cpv.  1  LAsi  nonché 
art. 32 dell'ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali 
dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]).

9.

9.1 Per gli stessi motivi citati al considerando 7 del presente giudizio, 
non  emergono  dalle  carte  processuali  neppure  elementi  da  cui 
desumere  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  degli  insorgenti  in 
Mongolia possa violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della 
Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 
della  Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 

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(Conv., RS 0.142.30),  l'art.  5  LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 della legge federale sugli stranieri del 16 dicembre 2005 
(LStr, RS 142.20).

9.1.1 La portata dell'art. 83 cpv. 3 LStr non si esaurisce, altresì, nella 
massima  del  "non-refoulement".  Anche  altri  impegni  di  diritto 
internazionale  della  Svizzera  possono  essere  ostativi  all'esecuzione 
del  rimpatrio,  in  particolare  l'art.  3  della  Convenzione  per  la 
salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del 
4 novembre  1950  (CEDU,  RS  0.101)  o  l'art.  3  della  Convenzione 
contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 
degradanti  del  10  dicembre  1984  (Conv.  tortura,  RS  0.105). 
L'applicazione di  tali  disposizioni  presuppone, peraltro,  l'esistenza di 
serie  e  concrete  ragioni  per  ritenere  che  lo  straniero  possa  essere 
esposto, nel  Paese verso il  quale sarà allontanato, a dei trattamenti 
contrari  a  detti  articoli;  spetta  all'interessato  di  rendere  plausibile 
l'esistenza di siffatte serie e concrete ragioni.

9.1.2 Nel  caso  concreto  non  è  dato  rilevare  –  in  sostanza  per  le 
ragioni  già  indicate  al  considerando  7  del  presente  giudizio  –  alcun 
serio indizio secondo cui gli insorgenti possano essere esposti in caso 
di rimpatrio al rischio reale ed immediato di un trattamento contrario a 
siffatte  disposizioni.  In  altri  termini,  quets'ultimi  non  hanno  saputo 
fornire  un  insieme  d'indizi,  oppure  presunzioni  non  contraddette, 
sufficientemente  gravi,  precisi  e  concordanti  quo  ad  un  pericolo 
d'esposizione  personale  ad  atti  o  fatti  che  si  ritengono  contrari 
all'art. 3 CEDU o all'art. 3 Conv. tortura.

9.1.3 Pertanto,  come  rettamente  ritenuto  nel  giudizio  litigioso, 
l'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile  ai  sensi  delle  norme 
del diritto pubblico internazionale nonché della LAsi.

9.2 Giusta  l'art.  83  cpv.  4  LStr,  l'esecuzione  non  può essere 
ragionevolmente  esigibile  qualora,  nello  Stato  d'origine  o  di 
provenienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo 
in  seguito  a  situazioni  quali  guerra,  guerra  civile,  violenza 
generalizzata  o  emergenza  medica.  Qualora  venga  constatato  un 
pericolo  concreto  deve  essere  concessa  l'ammissione  provvisoria, 
salvi i casi di cui l'art. 83 cpv. 7 LStr (cfr. Foglio Federale del n. 20 del 
20 maggio 2002 pag. 3433 [FF 2002 3433]).

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9.2.1 Il TAF osserva nondimeno che in Mongolia non vige attualmente 
una  situazione  di  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che 
coinvolga  l'insieme  della  popolazione  nella  totalità  del  territorio 
nazionale.

9.2.2 Dalle  carte  processuali  non  emergono  neppure  ostacoli 
all'esecuzione dell'allontanamento non imputabili  all'agire umano. Gli 
insorgenti  sono  ancora  giovani  e  dispongono  di  una  rete  sociale  in 
patria. Essi non hanno, altresì, preteso nel gravame di soffrire di gravi 
problemi di salute che possano giustificare un'ammissione provvisoria 
(v.  sulla  problematica  GICRA 2003 n. 24),  senza  che  da  un  esame 
d'ufficio  degli  atti  di  causa emerga la  necessità  di  una permanenza 
degli  insorgenti  in  Svizzera per  motivi  medici. In  siffatte  circostanze, 
l'autorità  inferiore  ha  rettamente  ritenuto  siccome  adempiti  i 
presupposti per formulare una prognosi favorevole con riferimento alle 
effettive possibilità per gli stessi di un adeguato reinserimento sociale 
nel loro Paese d'origine. Per sovrabbondanza, giova segnalare che la 
moglie,  rispettivamente  madre  degli  insorgenti,  verrà  anch'essa 
allontanata in Mongolia. Tale provvedimento è deciso in separata sede, 
tramite sentenza odierna di questo Tribunale.

9.2.3 In  considerazione  di  quanto  precede,  l'esecuzione 
dell'allontanamento è esigibile nella fattispecie.

9.3 Non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della  possibilità 
dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art.  83  cpv.  2  LStr).  Infatti,  gli 
insorgenti,  usando  della  dovuta  diligenza  potranno  procurarsi  ogni 
documento necessario al rimpatrio. L'esecuzione dell'allontanamento è 
dunque pure possibile.

10.
L'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile,  esigibile  e  possibile 
per  le  ragioni  indicate  al  considerando  9  del  presente  giudizio. Per 
conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  ed  esecuzione 
dell'allontanamento, il  gravame va disatteso e la querelata decisione 
confermata.

11.
Il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata  (art. 111a LAsi)  dal  giudice  unico,  con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi).

Pagina 9

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12.
Visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali,  che  seguono  la 
soccombenza,  sono  poste  a  carico  degli  insorgenti  (art. 63 cpv. 1  e 
cpv. 5 PA  nonché  art. 3 lett. a  del  regolamento  sulle  tasse  e  sulle 
spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale 
del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

Pagina 10

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le  spese  processuali,  di  CHF  600.-,  sono  poste  a  carico  degli 
insorgenti. Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale 
entro un termine di 30 giorni  dalla data di spedizione della presente 
sentenza.

3.
Comunicazione a:

- rappresentante  degli  insorgenti  (plico  raccomandato;  allegato: 
bollettino di versamento)

- UFM, Divisione Dimora e aiuto al ritorno (in copia; 
n. di rif. N [...]; allegato: incarto UFM)

- H._______ (in copia)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Pietro Angeli-Busi Carlo Monti

Data di spedizione:

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