# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6ceed689-f775-53e1-8fd2-312eccd3817d
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-11-06
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 3. Kammer 06.11.2018 S 2018 33
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_003_S-2018-33_2018-11-06.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

S 18 33

3a Camera in qualità di Tribunale delle assicurazioni 

presidenza Racioppi
giudici von Salis, Audétat 
attuaria Krättli-Keller

SENTENZA
del 6 novembre 2018

nella vertenza di diritto delle assicurazioni sociali 

A._____,

rappresentata dall’Avvocato lic. iur. Filippo Gianoni,

ricorrente

contro 

Istituto delle assicurazioni sociali del Cantone dei Grigioni,

convenuto

concernente rendita AI

- 2 -

1. A._____ era stata posta in passato al beneficio di una rendita intera 

d’invalidità dal 1. giugno 2006 al 31 gennaio 2007 e di una rendita 

d’invalidità dalla metà fino al 30 settembre 2007 in seguito a disturbi di 

carattere psichico, in particolare una depressione, e di una fibromilagia 

persistente da anni. Dal 1. ottobre 2007 l’assicurata beneficiava di una 

rendita d’invalidità di un quarto sulla base di una inabilità del 47 %. 

Nell’ambito della procedura di riesame avviata nel 2012, la rendita veniva 

soppressa e tale soppressione veniva confermata anche in sede giudiziaria 

(sentenza del Tribunale amministrativo S 13 16 del 3 ottobre 2013). 

2. Dal 16 gennaio 2015 A._____ veniva dichiarata inabile completamente al 

lavoro. In seguito al persistere di detta inabilità, sei mesi più tardi, il 28 

giugno 2015, l'assicurata formulava nuovamente richiesta in vista 

dell'ottenimento di prestazioni da parte dell'assicurazione per l'invalidità 

(AI). Dopo l'esperimento di accertamenti medici e di un'indagine a domicilio, 

con decisione 13 febbraio 2018, l'Istituto delle assicurazioni sociali del 

Cantone dei Grigioni, Ufficio AI (qui di seguito semplicemente ufficio AI), 

riconosceva alla richiedente il diritto a una rendita di tre quarti per il periodo 

dal 1. gennaio 2016 al 5 maggio 2016, sulla base di un grado d’inabilità del 

62 %. Successivamente, ritenuto un grado di abilità lucrativa medico-

teorico in attività adatta del 50 % e sulla base di una quota parte di attività 

lucrativa dell'80 % e di mansioni consuete per il restante 20 %, il rispettivo 

grado d'invalidità risultava essere inferiore al minimo legale per cui veniva 

negato un ulteriore diritto a rendita. 

3. Nel ricorso interposto davanti al Tribunale amministrativo il 14 marzo 2018, 

A._____ chiedeva l'accoglimento del ricorso e il rinvio degli atti all'ufficio AI 

per la presa di un nuovo provvedimento. Sostanzialmente, la ricorrente 

chiede di essere posta a beneficio della nuova giurisprudenza in materia di 

calcolo del grado d'invalidità per assicurate che svolgono solo in parte 

attività lucrativa e che si dedicano per il resto alle mansioni consuete. 

- 3 -

Senza capire i calcoli proposti dall'ufficio AI, per il periodo da gennaio a 

maggio 2016 l'assicurata ritiene che debba sussistere un grado 

d'impedimento dell'80 % con il conseguente diritto a una rendita intera 

d'invalidità. Viene poi contestato sia l'ammontare del reddito ritenuto 

conseguibile da valida che quello teoricamente ancora realizzabile da 

invalida. 

4. Nella propria presa di posizione del 19 aprile 2018 (del 22 maggio 2018 

nella versione italiana), l'ufficio AI riconosceva in parte il ben fondato del 

ricorso e accordava all'assicurata una rendita d'invalidità di un quarto dal 

1. gennaio 2018, sulla base di un grado d'impedimento del 48 %. Per gli 

anni 2016 e 2017 invece, la convenuta confermava i calcoli proposti nel 

provvedimento impugnato. 

5. Replicando, la ricorrente ribadiva di non capire il calcolo operato dall'ufficio 

AI per la determinazione del grado d'invalidità dal gennaio al maggio 2016 

e per il resto si riconfermava nelle proprie precedenti allegazioni e proposte. 

6. Il 12 giugno 2018, da parte dell'ufficio AI veniva ulteriormente riconosciuto 

il diritto a una redita d'invalidità di tre quarti per il periodo dal 1. gennaio al 

31 luglio 2016. 

Considerando in diritto:

1. È controverso, in un primo tempo, il grado d'invalidità dell'assicurata dal 1. 

gennaio 2016 fino al 31 luglio 2016 (considerando 2). Successivamente la 

controversia verte sul grado d'invalidità che l'assicurata presenta dopo il 

parziale ripristino dell'abilità lucrativa del 50 % (considerandi 3 – 5). Anche 

dopo il parziale riconoscimento di una rendita d'invalidità di un quarto dal 

gennaio 2018, il contenzioso resta immutato, giacché l'istante postula il 

- 4 -

riconoscimento di una rendita intera e poi di una rendita di almeno la metà. 

Inoltre il diritto a rendita dopo il 2018 può variare a seconda del grado 

d'invalidità accertato fino al 31 dicembre 2017 (considerando 6).

2.1. Per costante giurisprudenza, dal diritto di essere sentito di cui all’art. 29 

cpv. 2 Costituzione federale (Cost.; RS 101) deve essere dedotto anche 

l'obbligo per l'autorità di motivare le proprie decisioni. Tale obbligo ha lo 

scopo di porre la persona interessata nelle condizioni di comprendere le 

ragioni poste a fondamento del provvedimento (DTF 123 I 34 cons. 2c, 122 

IV 8 cons. 2c), di rendersi conto della sua portata e di poterlo impugnare 

con cognizione di causa (DTF 136 I 236 cons. 5.2, 134 I 88 cons. 4.1, 124 

II 146 cons. 2a, 121 I 57 cons. 2c e 119 Ia cons. 4d). In quanto garanzia 

costituzionale di natura formale, la violazione del diritto di audizione implica 

l'annullamento della decisione impugnata, indipendentemente dalle 

possibilità di successo di fondo del ricorso (DTF 137 I 195 cons. 2.2, 135 I 

187 cons. 2.2 e rinvii nonché 121 I 330 cons. 2a). 

2.2. Per quanto riguarda il grado d'invalidità durante il periodo di completa 

inabilità lucrativa dopo l'anno di attesa e che si estendeva dal 1. gennaio al 

1. maggio 2016 e che per effetto dell'art. 88a dell'ordinanza 

sull'assicurazione per l'invalidità (OAI; RS 831.201) è stato posticipato a tre 

mesi dopo, ovvero al 31 luglio 2016 (vedi il riconoscimento parziale in sede 

di duplica del 12 giugno 2018), le censure rivolte dall'istante al non agire 

della convenuta meritano protezione. Dalle indicazioni fornite sia sul 

preavviso di decisione che nella decisione stessa, il calcolo operato 

considerava un grado d'impedimento del 100 % che rapportato a un grado 

di attività lucrativa dell'80 % sarebbe corrisposto a un grado d'invalidità 

parziale del 30 %. Prendendo un grado d'invalidità del 30 % in attività 

lucrativa e un grado d'invalidità parziale dello 0.8 % nelle mansioni 

consuete e procedendo all’addizione di tali addendi, l'ufficio AI concludeva 

ad un grado d’invalidità complessivo del 61.5 %. Che tali calcoli - così come 

- 5 -

vengono presentati - siano manifestamente sbagliati e incomprensibili è 

innegabile. Malgrado la richiesta di spiegazioni più volte formulata 

dall'istante (vedi punto 4 della presa di posizione 9 febbraio 2017, punto 

2.3 del ricorso e punto 2 della replica 7 maggio 2018) l'ufficio AI non ha 

ritenuto necessario procedere alla correzione del calcolo o fornire una 

valida spiegazione a sostegno dello stesso. Tale grave omissione di una 

motivazione giustifica allora il pieno accoglimento del ricorso su questo 

punto e il ritorno degli atti all'ufficio AI affinché giustifichi debitamente la 

decisione presa in modo tale che per l'istante e per il sottoscritto Tribunale 

sia possibile comprendere le ragioni che hanno portato l'ufficio AI a 

riconoscere una rendita d’invalidità di tre quarti. 

3.1. Giusta l'art. 28 cpv. 1 della legge federale su l'assicurazione per l'invalidità 

(LAI; RS 831.20), l'assicurata ha diritto a una rendita se: la sua capacità al 

guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni consuete non può 

essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provvedimenti 

d'integrazione ragionevolmente esigibili (lett. a), ha avuto un'incapacità al 

lavoro almeno del 40 % in media durante un anno senza notevole 

interruzione (lett. b) e al termine di questo anno è invalida almeno al 40 %. 

Secondo l'art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con l'art. 8 della legge sulla parte 

generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), per 

invalidità s'intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di 

rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, 

conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi 

fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi 

un danno alla salute fisica o psichica a seguito d’infermità congenita, 

malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno. L'art. 28 

cpv. 2 LAI prescrive che le assicurate hanno diritto a una rendita intera se 

sono invalide almeno al 70 %, a tre quarti di rendita se sono invalide 

almeno al 60 %, a una mezza rendita se sono invalide almeno al 50 % o a 

un quarto di rendita se sono invalide almeno al 40 %. In generale, ai sensi 

- 6 -

dell'art. 16 LPGA, il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto 

fra il reddito del lavoro che l'assicurata conseguirebbe, dopo l'insorgenza 

dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, 

nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lei in 

condizioni normali di mercato del lavoro e il reddito del lavoro che essa 

avrebbe potuto conseguire se non fosse diventata invalida. 

3.2. Se un'assicurata svolge solo parzialmente un'attività lucrativa è applicabile 

l'art. 28a cpv. 3 LAI stando al quale: qualora l'assicurata eserciti un'attività 

lucrativa a tempo parziale o collabori gratuitamente nell'azienda del 

coniuge, l'invalidità per questa parte è determinata secondo l'articolo 16 

LPGA. Se inoltre svolge anche le mansioni consuete, l'invalidità per questa 

attività è determinata secondo l'art. 28a cpv. 2 LAI. In tal caso, occorre 

determinare la parte rispettiva dell'attività lucrativa e quella dello 

svolgimento delle mansioni consuete e poi determinare il grado d'invalidità 

complessiva in funzione della disabilità patita nei due ambiti (DTF 130 V 97 

cons. 3.4). Questo metodo di graduazione dell'invalidità (detto metodo 

misto) è stato oggetto di numerose critiche, anche da parte della Corte 

europea dei dritti dell'uomo (CEDU) in determinate situazioni (vendi 

sentenza 7186/09 del 2 febbraio 2016, Di Trizio contro la Svizzera e DTF 

143 I 50), ovvero in caso revisione di una rendita d'invalidità a seguito della 

diminuzione della percentuale di attività lucrativa di una donna che decide 

di destinare maggior tempo alla cura dei figli. Tali critiche hanno portato il 

Consiglio federale a modificare l'art. 27bis OAI. 

3.3. Con la modifica, entrata in vigore il 1. gennaio 2018, dell'art. 27bis OAI, la 

valutazione dell'invalidità per le assicurate che esercitano un'attività 

lucrativa a tempo parziale (metodo misto) avviene diversamente. Fino 

all'entrata in vigore di questa modifica, la valutazione dell'invalidità secondo 

il metodo misto era stata concretizzata unicamente nella giurisprudenza e 

stabilita nelle pertinenti direttive amministrative. La regolamentazione 

- 7 -

vigente fino al 31 dicembre 2017 prevedeva che per l'attività lucrativa 

venisse applicato il metodo generale del confronto dei redditi. A questo 

scopo, il reddito senza invalidità era determinato in base al reddito 

corrispondente al grado d'occupazione dell'assicurata, mentre il reddito da 

invalida si basava sul guadagno presumibile che l'assicurata potrebbe 

realizzare sfruttando la propria capacità lavorativa residua ancora esigibile 

dal punto di vista medico. La perdita di reddito che risultava dal confronto 

era poi espressa in percentuale del reddito senza invalidità. Il grado 

d'invalidità per l'attività lucrativa così ottenuto veniva quindi moltiplicato per 

la percentuale dell'attività lucrativa (grado d'occupazione) al fine di ottenere 

il grado d'invalidità ponderato. Il grado d'invalidità nell'ambito delle 

mansioni consuete era e resta determinato mediante un confronto delle 

attività. Il dato così ottenuto veniva quindi moltiplicato per la percentuale 

dell'attività per lo svolgimento delle mansioni consuete, così da ottenere il 

grado d'invalidità ponderato. Sommando i gradi d'invalidità così calcolati e 

ponderati per i due ambiti, risultava infine il grado d'invalidità complessivo. 

3.4. Secondo il nuovo disposto di cui all'art. 27bis cpv. 3 lett. a OAI si continuerà 

anche in futuro a sommare il grado d'invalidità nell'ambito dell'attività 

lucrativa con quello nell'ambito delle mansioni consuete e il grado 

d'invalidità nell'attività lucrativa continuerà a essere calcolato 

conformemente all'articolo 16 LPGA. Tuttavia, per determinare il reddito 

senza invalidità non si parte più dal reddito corrispondente al grado 

d'occupazione, ma si calcola il reddito che sarebbe stato realizzato con 

un'ipotetica attività lucrativa a tempo pieno. Il reddito conseguibile da 

invalida sarà invece determinato come in precedenza. La perdita di 

guadagno percentuale così ottenuta verrà infine ponderata in funzione del 

grado d'occupazione che l'assicurata avrebbe esercitato se non fosse 

diventata invalida. Nell’ottica di un trattamento unitario e egalitario della 

persona assicurata, il nuovo modello di calcolo dell’art. 27 bis cpv. 3 lett. a 

OAI si applica dall’entrata in vigore della norma, rispettivamente dal 1. 

- 8 -

gennaio 2018 (STF 9C_553/2017 del 18 dicembre 2017 cons. 5 e 6.2; 

8C_462/2017 del 30 gennaio 2018 cons. 5). Secondo i criteri generali del 

diritto intertemporale, in assenza di disposizioni specifiche diverse, sono 

applicabili le norme valide al momento in cui si realizza lo stato di fatto che 

deve essere valutato giuridicamente o che produce conseguenze 

giuridiche (BGE 143 V 446 E. 3.3 S. 449; 139 V 335 E. 6.2 S. 338; 130 V 

445 E. 1.2.1 S. 446 f.) come ad esempio l’inizio dell’eventuale diritto alla 

rendita (cfr. citata STF 8C_793/2017 dell’8 maggio 2018 cons. 7.1).

3.4.1. In base a quanto precede - e tenuto conto del fatto che la ricorrente non si 

trova in una situazione che avrebbe potuto giustificare una deroga al 

calcolo del metodo misto a seguito di revisione nel quadro della prima 

concessione della rendita e di una parallela riduzione del grado 

d'occupazione determinata da motivi familiari (vedi circolare no. 355, 

l'ufficio federale delle assicurazioni sociali), prima dell’entrata in vigore del 

nuovo art. 27bis cpv. 3 lett. a OAI - per il diritto a rendita dal gennaio al 

luglio 2016 e per quello dall'agosto 2016 al 31 dicembre 2017 si applica il 

vecchio diritto, ovvero nel calcolo del raffronto dei redditi viene considerato 

il reddito che l'assicurata avrebbe potuto conseguire da valida in un'attività 

all'80 %. Dal 1. gennaio 2018 invece, nel calcolo del raffronto dei redditi 

verrà considerato il reddito che l'assicurata potrebbe conseguire da valida 

esercitando un'attività a tempo pieno. 

3.5. Nell'evenienza, sia l'applicazione del metodo misto e che la ripartizione 

percentuale tra attività lucrativa esercitata da sana dell'80 % e le mansioni 

consuete del 20 % sono rimaste incontestate. Non vi sono allora motivi per 

disquisire oltre su tali aspetti. 

4. Attualmente quali patologie influenzanti l'abilità lucrativa vengono elencate 

le emicranie senza aura, una sintomatologia vertiginosa, il tremore 

fisiologico accentuato agli arti superiori e una sindrome ansioso-depressiva 

- 9 -

associata ad episodi di attacchi di panico. La fibromialgia, accanto ad altri 

disturbi come crampi alle gambe, dolori all'anca sinistra con borsite 

trocanterica, diverse intolleranze ecc., non vengono sempre reputati 

incidere sulla residua abilità. I medici concordano comunque in larga 

misura nel ritenere l'assicurata ancora abile al lavoro in ragione del 50 %, 

in un'attività come quella svolta in precedenza di segretaria o adeguata, "a 

basso tenore di stress" (vedi certificazioni del 7 aprile 2016 del dott. med. 

B._____, del 5 marzo 2016 dei dott. med. C._____ e D._____, 12 aprile 

2016 del dott. med. E._____ e 2 novembre 2015 del dott. med. F._____ 

con conferma il 12 marzo 2018). Le parti al presente procedimento 

concordano con questa valutazione ed in particolare con il grado di abilità 

del 50 % in attività come quella svolta in precedenza, ma senza fattori 

sfibranti o logoranti.

5.1. La controversia verte essenzialmente sul reddito conseguibile senza 

invalidità e su quello ancora ottenibile da invalida. Decisivo per la 

determinazione del reddito da valida non è il guadagno realizzato 

nell'ultima attività svolta, bensì il reddito che la persona assicurata 

conseguirebbe, secondo il grado della verosimiglianza preponderante, se 

non fosse diventata invalida. È vero che di regola ci si basa sull'ultimo 

reddito che la persona assicurata ha conseguito prima del danno alla 

salute, se del caso adeguandolo all'evoluzione dei salari. Questo perché 

normalmente, in base all'esperienza comune, la persona interessata 

avrebbe continuato la precedente attività in assenza del danno alla salute 

(DTF 135 V 58 cons. 3.1, 134 V 322 cons. 4.1 e 129 V 224 cons. 4.3.1; 

sentenza del Tribunale federale 8C_852/2017 del 21 giugno 2018 cons. 2). 

Tuttavia, in circostanze particolari ci si può scostare da questo valore e 

ricorrere ai dati forniti dalle statistiche salariali, editi dall'Ufficio federale di 

statistica (vedi DTF 134 V 325 cons. 4.1, 129 V 224 cons. 4.3.1 e 126 V 76 

cons. 3b). Questo sarà in particolare il caso qualora dovessero mancare 

indicazioni riguardanti l'ultima attività professionale dell'assicurata o se 

- 10 -

l'ultimo salario da lei percepito non dovesse corrispondere manifestamente 

a quello che sarebbe stata in grado di conseguire con ogni verosimiglianza 

in qualità di persona valida; per esempio se l'assicurata, prima di essere 

riconosciuta definitivamente incapace al lavoro, si trovava in 

disoccupazione o aveva già delle difficoltà professionali a causa del 

deterioramento progressivo del suo stato di salute o ancora percepiva una 

remunerazione inferiore alle usuali norme salariali (sentenza del Tribunale 

federale 9C_329/2014 del 1. luglio 2014 cons. 5.2 e 9C_416/2010 del 26 

gennaio 2011 cons. 3.2). 

5.2. L'ufficio AI ha ritenuto quale reddito conseguibile senza invalidità per il 2016 

(anno della nascita del diritto a rendita) per un'occupazione al 100 % 

l'importo di fr. 74'100.--. Tale reddito annuo è stato calcolato giusta il 

contratto di lavoro sottoscritto dalle parti il 26 maggio 2016, che per l'attività 

a metà tempo svolta dall'assicurata prevedeva una retribuzione mensile di 

fr. 2'850.-- con tredicesima mensilità. Come però giustamente addotto in 

sede di ricorso, per il reddito conseguibile da valida si parte solitamente 

sull'ultimo reddito che la persona assicurata ha conseguito prima del danno 

alla salute, se del caso adeguandolo all'evoluzione dei salari. All'epoca 

dell'annuncio in vista dell'ottenimento di prestazioni da parte dell'AI il 28 

giugno 2015, l'assicurata indicava di lavorare al 60 % presso la ditta 

G._____ di X._____ e di percepire un salario mensile con 13. mensilità di 

fr. 4'060.--. L'assicurata indicava poi che lavorava per detto datore di lavoro 

dal 2007. Dall'estratto messo a diposizione dalla cassa cantonale di 

compensazione AVS, l'assicurata risulta occupata presso detta ditta dal 

2008, da ultimo per un reddito sottoposto a contributi di fr. 51'063.-- nel 

2013 e di fr. 45'337.-- nel 2014. Giusta il contratto di lavoro agli atti e datato 

13 gennaio 2013, l'istante era da tale data occupata in ditta al 60 % per un 

reddito annuo di fr. 46'280.--. Evidentemente, sulla base di una situazione 

di lavoro tanto stabile e duratura non è dato scostarsi da questi dati per 

determinare il reddito conseguibile da valida, anche considerato che da 

- 11 -

parte della convenuta non è stata fornita alcuna valida giustificazione per 

la scelta del tutto inusuale operata. Facendo allora un calcolo di quanto 

sarebbe stato il reddito annuo nel 2013 per un impiego al 100 % ne risulta 

un ammontare di fr. 77'133.--. Procedendo secondo i parametri stabiliti 

dalla convenuta stessa sul formulario calcolo economico del grado 

d'invalidità (indicizzazione dell'1 % per ogni anno) il reddito annuo nel 2016 

risultava essere di fr. 79'470.--. In effetti, l'indicizzazione operata 

annualmente dell'1 % sia per il salario conseguibile da valida che da 

invalida è in parte schematica e si scosta dai valori editi dall'ufficio federale 

di statistica. Poiché nell'evenienza, per quanto verrà esposto al 

considerando 6 che segue, la percentuale del grado di invalidità è alquanto 

vicina al limite che dà diritto ad una rendita superiore, si giustifica operare 

una rivalutazione dei salari qui in discussione anche in base ai dati statistici 

(vedi sentenza del Tribunale federale 9C_710/2016 del 18 aprile 2017 

cons. 5.2.2). Operando una indicizzazione giusta i dati statistici di cui alla 

tabella T1.10 riferita all'indice dei salari nominali, 2011-2017, edita 

dall'ufficio federale di statistica, per il ramo commerciale, e calcolando un 

incremento totale dei salari dello 0.8 per il 2014, 0.4 per il 2015 e 0.9 per il 

2016, il reddito indicizzato sarebbe di fr. 78'764.--. Partendo dall'indiscusso 

presupposto che l'assicurata senza il danno alla salute svolgerebbe 

un'attività all'80 % ne risulta un reddito da valida di fr. 63'576.--, 

rispettivamente di fr. 63'011.15. 

5.3. Per quanto concerne il reddito da invalida, la giurisprudenza federale si 

fonda sui criteri fissati nella sentenza pubblicata in DTF 126 V 75, che al 

considerando 3b/aa ha stabilito che ai fini della fissazione del reddito da 

invalida è determinante la situazione professionale concreta 

dell'interessata (vedi anche sentenza del Tribunale federale 8C_320/2017 

del 6 settembre 2017 cons. 3.3), a condizione però che viga una situazione 

lavorativa particolarmente stabile (sentenza del Tribunale federale 

9C_772/2009 del 12 gennaio 2010 cons. 2), che la persona assicurata 

- 12 -

sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità lavorativa residua e 

che il reddito derivante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non 

costituisca un salario sociale. Qualora difettino indicazioni economiche 

effettive, possono, conformemente alla giurisprudenza, essere ritenuti i dati 

forniti dalla rilevazione della struttura dei salari (RSS), edite dall'Ufficio 

federale di statistica, che si riferiscono agli stipendi medi nelle principali 

regioni e categorie di lavoro (DTF 126 V 76 cons. 3b/bb). 

5.3.1. Nel caso concreto, una ripresa dell'attività presso il precedente datore di 

lavoro o di stampo analogo a quella esercitata in precedenza e nell'ambito 

della quale l'assicurata potrebbe conseguire un reddito pari a circa la metà 

di quanto conseguito in precedenza non è proponibile, non essendo 

l'istante idonea a lavorare sotto pressione e in un ambiente stressante. 

Presso il precedente datore di lavoro, l'assicurata era stata licenziata a 

seguito della prolungata assenza e una ripresa del lavoro fino ad allora 

svolto non si conciliava con la necessità di assumere un impiego a basso 

tenore di stress. Prima del subentrare dell'invalidità, infatti, l'attività 

dell'assicurata non era quella di semplice segretaria, ma la stessa era pure 

disponente di servizio (vedi annuncio AI del 28 giugno 2015) e riteneva che 

l'attività svolta fosse per lei estremamente gravosa e stressante (vedi 

descrizione dell'impiego nel rapporto dell'11 novembre 2013, atto 153 – 

12/41 della convenuta). 

5.4. La ricorrente chiede che venga stabilito il suo reddito da valida in funzione 

di quanto effettivamente conseguito recentemente presso i diversi datori di 

lavoro e tenuto conto anche delle indennità di disoccupazione. Tale pretesa 

non può essere seguita. La tenuta in conto del salario effettivamente 

conseguito entra in considerazione solo con la ripresa della precedente 

attività in ragione del grado d'impedimento accertato o con l'assunzione di 

un lavoro confacente allo stato di salute. Delle condizioni salariali speciali, 

non durature o che non corrispondono a quanto sia esigibile dall'assicurata, 

- 13 -

non possono essere prese a fondamento per il calcolo del reddito da 

invalida. L'invalidità va inoltre accertata senza tenere in considerazione le 

difficoltà a trovare un posto di lavoro o le specifiche particolarità di una 

regione. Già il fatto che l'assicurata sia rimasta disoccupata durante il 

periodo che essa vorrebbe fosse decisivo per la determinazione del reddito 

da invalida conferma la precarietà della sua situazione di lavoro e quindi 

d'inidoneità a ricorrere a simili elementi di reddito. Indipendentemente poi 

dalle critiche formulate nel ricorso il concetto di mercato equilibrato dal 

lavoro per stabilire l'esigibilità di un'occupazione mantiene la propria validità 

(vedi sentenze 8C_428/2017 del 30 ottobre 2017 cons. 2.5 o 9C_753/2008 

del 26 ottobre 2009 cons. 3.5). In base a detto principio, l'assicurazione per 

l'invalidità risponde unicamente per la perdita di guadagno causata da 

incapacità lavorativa dovuta a infermità congenita, malattia o infortunio, ma 

non del venir meno del guadagno per altri motivi, segnatamente per la 

congiuntura o struttura del mercato del lavoro che non offre sufficienti 

possibilità occupazionali (sulla nozione del mercato equilibrato del lavoro 

cfr. DTF 110 V 276 cons. 4b). 

5.5. Nel caso in parola sia nel preavviso dell'11 gennaio 2017 che nella 

decisione deferita a giudizio del 18 febbraio 2018, il calcolo è stato fatto 

sulla base delle condizioni poste nel contratto di lavoro sottoscritto dalle 

parti il 26 maggio 2016, che per l'attività a metà tempo prevedeva una 

retribuzione mensile di fr. 2'850.-- con tredicesima mensilità, per un reddito 

annuo di fr. 37'050.--. L'assicurata non ritiene determinante tali importi in 

quanto il rapporto di lavoro non sarebbe comunque stato di carattere 

duraturo. Infatti, già dopo sette mesi l'impiego veniva disdetto per il 31 

dicembre 2016 e all'assicurata non era più possibile trovare un'attività che 

- dal punto di vista retributivo - potesse essere considerata equivalente. Per 

questo Giudice, le critiche rivolte alla presa in considerazione del salario 

mensile di fr. 2'850.-- sono in parte motivate. Sia il progetto di decisione 

che la decisione deferita a giudizio sono state emanate allorquando il 

- 14 -

rapporto di lavoro oggetto del contratto 26 maggio 2016 era già stato 

rescisso. Non è allora dato semplicemente concludere che tale rapporto di 

lavoro abbia confermato la possibilità di conseguire sul mercato equilibrato 

del lavoro un salario come quello qui in discussione. Come si è detto, la 

presa in considerazione della nuova attività svolta presuppone delle 

particolarmente stabili condizioni di lavoro, condizione non soddisfatta nel 

caso di specie. Per il resto sono poi reperibili agli atti anche altri tentativi di 

ripresa di lavoro con retribuzioni ben diverse da quella che l'ufficio AI 

pretende essere decisiva. Non è allora dato prendere in considerazione 

solo una specifica concreta occupazione - particolarmente svantaggiosa 

per l'interessata - e ignorare invece tutte le altre. Da quanto l'assicurata è 

riuscita a dimostrare, presso due altri datori di lavoro, il salario orario da 

essa conseguito variava da fr. 25.-- a fr. 28.-. Per un reddito mensile al 50 

% (21 ore settimanali per 4 settimane) nella migliore di queste ipotesi il 

reddito conseguibile andava allora ad aggirarsi sui fr 2'252.--. 

Contrariamente allora a quanto preteso dalla convenuta, occorre 

concludere che sulla base della concreta situazione una valutazione non è 

del tutto attendibile, in mancanza di condizioni lavorative particolarmente 

stabili e d’indicazioni economiche valide a medio e lungo termine e 

concomitanti. Conformemente alla giurisprudenza, in questi casi vanno 

presi in considerazione i dati forniti dalla RSS. 

5.6. Questa sembrava del resto essere anche l'opinione della convenuta. Come 

risulta infatti dagli atti (vedi case report UAI GR del 20 novembre 2017, 

documento 204 - 14/15 della convenuta), nell'ambito del diritto di audizione, 

il servizio giuridico proponeva che il salario da invalida venisse stabilito in 

base a dati statistici. Al momento dell'emanazione della decisione 

impugnata, questa diversa motivazione non era stata ripresa 

probabilmente perché ritenuta ininfluente sul rifiuto deciso. Anche in base 

a un calcolo secondo il salario risultante delle RSS, il grado d'invalidità 

accertato era infatti del 38.4 % e non avrebbe quindi in ogni caso dato diritto 

- 15 -

a una rendita d'invalidità (il calcolo considerava che il discapito in termini 

percentuali tra il reddito conseguibile nell'esercizio di un'attività all'80 % di 

fr. 59'280.-- e quello ancora ottenibile da invalida di fr. 30'678.-- fosse del 

48 %, che rispetto a un grado di occupazione dell'80 % dava un grado 

d’invalidità nel settore lucrativo del 38.4 %). Nell'evenienza in parola, 

poiché per il Tribunale amministrativo il salario da invalida va stabilito in 

base ai dati statistici, è dato operare un calcolo in base ai dati già presi in 

considerazione da parte dell'ufficio AI il 20 novembre 2017. Sulla base della 

tabella TA1_triage_skill_level "Salario mensile lordo (valore centrale) per 

rami economici, livello di competenze e sesso - Settore privato" 2014 della 

RSS corrispondente al totale settore privato e a un livello di competenze 2 

(sulla presa in considerazione di regola del valore mediano di tutti i settori 

privati vedi la sentenza del Tribunale federale 8C_684/2017 del 4 aprile 

2018 cons. 5.3 e riferimenti) il salario mensile corrisponde a fr. 4'808.-- (i 

dati RSS sono comprensivi della 13. mensilità). Tale livello di competenze 

include attività pratiche come la vendita, la cura delle persone, 

l'elaborazione di dati e l'amministrazione, l'utilizzo di macchinari e di 

apparecchiature elettroniche, i servizi di sicurezza e i trasporti. 

Giustamente, seguendo il calcolo operato internamente dalla convenuta, il 

salario mensile di fr. 4'808.--  è stato rivalutato in base al tempo di lavoro 

medio usuale settimanale di 41.7 vigente nel 2014 nel settore privato (fr. 

60'148.--) e indicizzato in ragione dell'1 % per il 2015 e dell'1 % per il 2016 

(fr. 61'357.--) giusta la prassi applicata dall'ufficio AI. Il rispettivo reddito 

annuo da invalida per un'attività al 50 % ammonta allora a fr. 30'678.50. 

Come già fatto in precedenza, per la determinazione del reddito da valida, 

giova anche qui eseguire dei calcoli paralleli, giusta l'indicizzazione 

schematica proposta dall'ufficio AI e quella giusta i dati statistici pubblicati 

dall'ufficio federale di statistica. Nella tabella T1.10 relativa all'indice dei 

salari nominali, 2011-2017, il totale dei rami economici veniva indicizzato 

in ragione dello 0.4 per il 2015 e dello 0.7 per il 2016 (fr. 60'811.--). Il 

rispettivo reddito annuo da invalida per un'attività al 50 % ammontava allora 

- 16 -

nel 2016 a fr. 30'405.70. Per questo Giudice, dal momento in cui 

l'assicurata ha potuto di nuovo esercitare un'attività al 50 %, quale reddito 

da invalida va considerato il reddito statistico di fr. 30'678.50, 

rispettivamente quello di fr. 30'405.70. 

5.7. Concretamente, il discapito tra il reddito da valida all'80 % stabilito da 

questo Giudice e pari a fr. 63'576.-- , rispettivamente di fr. 63'011.15 e 

quello da invalida di fr. 30'678.50 rispettivamente di fr. 30'405.70 

corrisponde in ambedue le ipotesi a un grado di limitazione del 51.75 % 

che in rapporto a una quota di attività lucrativa all'80 % dà un grado 

d’invalidità in detto settore del 41.4 %. Complessivamente allora il grado 

d'invalidità dal 1. agosto 2016 è dal 42.2 % (41.4 % + 0.8 %). Tale grado 

d'invalidità dà all'assicurata diritto a una rendita di un quarto dal 1. agosto 

2016 al 31 dicembre 2017. 

6. Per il periodo dal 1. gennaio 2018, occorre partire da un reddito da valida 

giusta quanto accertato in precedenza di fr. 79'470.--, rispettivamente di fr. 

78'764.-- (vedi considerando 5.2), che rispetto a un reddito ancora 

conseguibile da invalida di fr. 30'678.50, rispettivamente di fr. 30'405.70 dà 

un grado di limitazione del 61.4 % in ambedue le ipotesi. Per un'attività 

esercitata all'80 % questa limitazione comporta un grado d'invalidità in 

ambito lucrativo in ambedue i casi del 49.12 % che aggiunto allo 0.8 % 

accertato nell'ambito delle mansioni consuete corrisponde a un grado 

d'invalidità complessivo del 49.92 %. Conformemente alla prassi sancita in 

DTA 130 V 121 cons. 3.2 è ammesso arrotondare dopo la virgola al multiplo 

superiore secondo le regole matematiche. Il grado d'invalidità è allora del 

50 %. Ne consegue che dal 1. gennaio 2018, l'istante ha diritto a una mezza 

rendita d'invalidità. 

7.1. In conclusione, il ricorso è parzialmente accolto e la decisione impugnata 

viene annullata. L'ufficio AI è tenuto ad emanare una nuova decisione nella 

- 17 -

quale dovrà statuire sul grado di invalidità dal 1. gennaio al 31 luglio 2016 

e riconoscere alla ricorrente dal 1. agosto 2016 e fino al 31 dicembre 2017 

una rendita d'invalidità di un quarto e dal 1. gennaio 2018 una rendita 

d'invalidità della metà. 

7.2. In deroga al disposto di cui all'art. 61 cpv. 1 lett. a LPGA, la procedura di 

ricorso in caso di controversie relative all'assegnazione o al rifiuto di 

prestazioni AI davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta 

a spese. Giusta quanto previsto all'art. 69 cpv. 1bis LAI, l'ammontare delle 

spese è previsto fra i fr. 200.-- e i fr. 1'000.-- in funzione dei costi di 

procedura e senza riguardo al valore litigioso. L'esito della controversia 

giustifica l'accollamento dei costi alla parte resistente che risulta perdente 

in causa. 

7.3. La ricorrente che vince la causa ha diritto al rimborso delle ripetibili secondo 

quanto stabilito dal tribunale delle assicurazioni (art. 61 lett. g LPGA). 

Malgrado la sollecitazione del 14 giugno 2018, il rappresentante dell'istante 

non ha introdotta una nota d'onorario. Per questo per le spese di patrocinio 

viene assegnata un'indennità forfettaria complessiva di fr. 2'000.-- (IVA 

inclusa).

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è accolto e la decisione impugnata è annullata. Gli atti sono rinviati 

all'ufficio AI per la presa di una nuova decisione nel senso dei consideranti. 

2. Vengono prelevati dei costi di fr. 1'000.--, il cui importo sarà versato 

dall'Istituto delle assicurazioni sociali del Cantone dei Grigioni, Ufficio AI, 

entro trenta giorni dalla notifica della presente decisione all’Amministrazione 

delle finanze del Cantone dei Grigioni, Coira. 

- 18 -

3. L'Istituto delle assicurazioni sociali del Cantone dei Grigioni versa a 

A._____ fr. 2'000.-- (IVA compresa) a titolo di ripetibili. 

4. [Vie di diritto]

5. [Comunicazioni]