# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6f02daab-3c7d-501f-97be-33f059a9cc2d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-06-23
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale della pianificazione 23.06.2005 90.2004.13
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRPI_001_90-2004-13_2005-06-23.html

## Full Text

Incarto n.

  90.2004.13

   

  	
  Lugano

  23 giugno
  2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale della pianificazione del territorio

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Raffaello Balerna, presidente,

  Lorenzo Anastasi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretario:

  	
  Stefano Furger, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso 15 marzo 2004 di

 

 

	
   

  	
  RI 1 

  RI 2 

  patr. da: PR 2 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la risoluzione del 10 febbraio 2004 (n. 537), con
  cui il Consiglio di Stato ha approvato le varianti del piano regolatore e del
  piano particolareggiato della ZEIC in località __________ del comune di PI 1;

  

 

 

viste le risposte:

-    25 marzo e 5 maggio 2004
del municipio di PI 1;

-      1 aprile 2004 della
divisione della pianificazione territoriale del dipartimento del territorio;

-      7 maggio 2004 di PI 5;

-    14 maggio 2004 di PI 4;

-    18 maggio 2004 di PI 2;

-    18 maggio 2004 di PI 3;

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Nella
seduta del 30 giugno 1988 il consiglio comunale di __________ ha adottato il
piano regolatore, approvato dal Consiglio di Stato con risoluzione n. 2820 del
15 aprile 1992 (in seguito PR 92). Per quanto qui interessa, in quella sede, i
mapp. 159, 160, 164 e 1963, formanti una superficie triangolare di complessivi
1'400 mq circa, sono stati attribuiti alla zona agricola, mentre l'adiacente mapp.
161, di 122 mq, è stato incluso nel nucleo di __________. Questo agglomerato, al
pari dei nuclei di __________ e __________, è stato attribuito alla zona del nucleo
tradizionale, retta dall'art. 23 NAPR. A differenza di questi ultimi, tuttavia,
esso è stato assoggettato all'allestimento di un piano particolareggiato (art.
3 lett. e, 23 cifra 1 NAPR).

 

 

                                  B.   Il 1
ottobre 2002 il consiglio comunale ha adottato una serie di varianti del piano
regolatore, fra cui alcune volte a verificare il perimetro del nucleo di __________,
rettificandolo con l'inclusione di alcuni fondi ed escludendone altri. In
particolare, l'area formata dai mapp. 159, 160, 164 e 1963 è stata integrata
nel nucleo, a cui, in aggiunta al limitrofo mapp. 161, è stata concessa la facoltà
di inserire nuove edificazioni (mapp. 159-161) secondo le indicazioni vincolanti
di una scheda di dettaglio disciplinante le modalità degli interventi, annessa
alle norme di attuazione. L'art. 23 NAPR è stato a sua volta modificato
adeguandolo in tal senso con la completazione della cifra 1 e l'abrogazione del
disposto che vietava le nuove costruzioni nel nucleo di __________.

 

 

                                  C.   Con ricorso
17 gennaio 2003 RI 1 e RI 2 sono insorti contro quella deliberazione dinanzi al
Consiglio di Stato, chiedendone, in via principale, l'annullamento per quanto
riguardava i fondi 159, 160, 161, 164 e 1963 e, in via subordinata, una
modifica che riducesse l'altezza massima delle nuove edificazioni a 3 m,
misurati dal fronte a monte di via Belvedere, colmo del tetto compreso. I
ricorrenti hanno contestato in sostanza l'estensione della zona nucleo ai
citati terreni, oltre che le possibilità e le modalità edificatorie che
interessavano specificatamente i mapp. 159, 160 e 161, censurando il contrasto e
la grave lesione che ciò comportava a livello storico, paesaggistico e
urbanistico ad un nucleo di pregio, quale quello di __________ che, inserito
nell'inventario federale degli insediamenti svizzeri da proteggere (ISOS), nonché
incluso dal piano regolatore in una zona di protezione del paesaggio, doveva per
contro beneficiare di un riguardo e di una tutela di grado molto elevati.
Inoltre, in riferimento al mapp. 85, di proprietà di RI 2 e gravato da un
usufrutto a beneficio di RI 1, essi hanno lamentato che le edificazioni sui
prospicienti mapp. 159, 160 e 161, prospettate dalla variante, avrebbero
arrecato grave pregiudizio all'insolazione e alla vista che sino allora godeva
il loro fondo, causando un'inevitabile deprezzamento del suo valore.

 

 

                                  D.   Con
risoluzione 10 febbraio 2004 (n. 537) il Consiglio di Stato ha approvato le varianti
del piano regolatore e ha contestualmente respinto l'impugnativa degli insorgenti
citati in ingresso, con motivazioni che verranno riprese ai considerandi di
diritto.

 

 

                                  E.   Avverso la
menzionata risoluzione governativa, i ricorrenti sono insorti con ricorso 15
marzo 2004 innanzi a questo tribunale, riproponendo le medesime domande e argomentazioni
già sottoposti all'autorità di prime cure, e formulando, in aggiunta, una richiesta
di conferimento dell'effetto sospensivo al ricorso, che è stato concesso con
decisione presidenziale 22 giugno 2004.

 

 

                                  F.   La
divisione della pianificazione territoriale e il municipio postulano il rigetto
dell'impugnativa.

 

 

                                  G.   Ritenuto
che la decisione avrebbe potuto modificare la destinazione pianificatoria dell'area
oggetto del ricorso, il tribunale ha disposto la chiamata in causa dei proprietari
interessati, assegnando loro un termine per presentare le osservazioni sia nel
merito, sia sulla richiesta di concessione dell'effetto sospensivo. Entro il
termine prefissato sono giunte le risposte di PI 5, proprietario dei mapp. 160
e 161, e di PI 4, comproprietari in ragione di 1/2 ciascuno del mapp. 159, che
con analoghe motivazioni hanno postulato in sostanza la reiezione del gravame,
mentre PI 3 e PI 2, comproprietari del mapp. 1963, hanno aderito alla domanda
ricorsuale principale. Non sono invece pervenute le osservazioni di PI 6,
proprietario del mapp. 164.

 

 

                                  H.   In data 12
ottobre 2004 si è tenuta un'udienza e un sopralluogo in contraddittorio,
durante il quale sono state scattate alcune fotografie dei luoghi, in seguito acquisite
agli atti. Le parti hanno quindi confermato le rispettive allegazioni e
domande, mentre PI 6 si è rimesso al giudizio del tribunale.

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La
competenza del tribunale è data, il ricorso è tempestivo (art. 38 cpv. 1 LALPT)
e la legittimazione dei ricorrenti certa (art. 38 cpv. 4 lett. b LALPT). Il
ricorso è dunque ricevibile in ordine.

 

 

                                   2.   In campo
pianificatorio il comune ticinese fruisce di autonomia. Questa non è, però,
assoluta. Secondo l'art. 33 cpv. 3 lett. b LPT il diritto cantonale deve
garantire il riesame completo del piano regolatore da parte di almeno un'istanza
di ricorso. Nel Cantone Ticino tale autorità è il Consiglio di Stato (art. 37
cpv. 1 LALPT), che decide i ricorsi - e approva il piano - con pieno potere
cognitivo: questo significa controllo non solo della legittimità ma anche dell'opportunità
delle scelte pianificatorie comunali. Le autorità incaricate di compiti
pianificatori badano tuttavia di lasciare alle autorità loro subordinate il
margine d'apprezzamento necessario per adempiere i loro compiti (art. 2 cpv. 3
LPT). Il Consiglio di Stato non può dunque semplicemente sostituire il proprio
apprezzamento a quello del comune, ma deve rispettare il diritto di questo di
scegliere tra più soluzioni adeguate quella ritenuta più appropriata, ragionevole
od opportuna. Esso non può però limitarsi ad intervenire nei soli casi in cui
la soluzione comunale non poggi su alcun criterio oggettivo e sia
manifestamente insostenibile. Deve al contrario rifiutare l'approvazione di
quelle soluzioni che disattendono i principi e gli scopi pianificatori
fondamentali del diritto federale o non danno loro sufficiente attuazione,
rispettivamente che non tengono adeguatamente conto della pianificazione di
livello cantonale, segnatamente dei dettami del piano direttore (cfr. anche l'art.
26 cpv. 2 LPT). L'autorità governativa verificherà segnatamente che sia stata effettuata
in modo corretto la ponderazione globale degli interessi richiesta dall'art. 3
OPT (RDAT II-2001 n. 78 consid. 6b; II-1999 n. 27 consid. 3).

 

                                         Il potere
cognitivo del Tribunale della pianificazione del territorio è invece circoscritto
alla violazione del diritto (art. 38 cpv. 2 LALPT; RDAT cit., ibidem; inoltre
II-1997 n. 23); fanno eccezione - per poter ossequiare l'art. 33 cpv. 3 lett. b
LPT - i casi in cui è impugnata una modifica del piano regolatore disposta d'ufficio
dal Consiglio di Stato.

 

 

                                   3.   Giusta l'art.
75 Cost. i Cantoni devono allestire dei piani d'azzonamento per assicurare un'appropriata
e parsimoniosa utilizzazione del suolo e un ordinato insediamento del
territorio. A livello legislativo l'obbligo di pianificare è codificato all'art.
2 LPT. Secondo quest'ultima legge la pianificazione deve avere luogo in diverse
tappe: pianificazione direttrice, pianificazione dell'utilizzazione e procedura
del permesso di costruzione. Esse stanno in reciproco rapporto e formano un
tutto coerente, di cui ogni parte adempie una specifica funzione. Il piano di utilizzazione
- in Ticino detto piano regolatore - viene adottato, secondo le indicazioni del
piano direttore (art. 6 e segg., 26 cpv. 2 LPT), sulla scorta di un'ampia coordinazione
e valutazione (art. 1 cpv. 1 2.a frase, 2 cpv. 1 LPT) e nell'ambito di una
procedura ove sono garantite protezione giuridica (art. 33 e segg. LPT) e
partecipazione democratica (art. 4 LPT). Il piano regolatore disciplina l'uso ammissibile
del suolo (art. 14 e segg. LPT) e attua il contenuto del piano direttore,
rendendolo vincolante verso i privati (art. 21 cpv. 1 LPT).

                                   4.   Con il
pacchetto di varianti adottate il 1 ottobre 2002, comprendente dunque quella
posta in contestazione, il comune è intervenuto su due importanti comparti del
comprensorio comunale, adattandoli alle nuove circostanze: trattasi della zona
di protezione del nucleo di __________, assoggettata a piano particolareggiato,
e la zona edificabile di interesse comunale (ZEIC). Quest'ultima, situata in
località __________, è direttamente confinante su un lato con il nucleo e si
estende sulla fascia collinare ad ovest di quest'ultimo, formando una comparto
rettangolare di apprezzabili dimensioni. Il piano regolatore, la suddivideva in
due settori: la fascia a monte (comparto A) era soggetta a regolamentazione
particolareggiata, mentre il comparto a valle (B) era gravato da un vincolo di
piano di quartiere obbligatorio. Se nel corso degli anni l'attuazione del piano
particolareggiato ha dato riscontri positivi, problematica è risultata invece la
realizzazione del piano di quartiere, che di fatto ha precluso l'edificazione
di tutto il settore B. Da questa constatazione è nata la necessità di
modificare l'assetto pianificatorio di questo comparto territoriale, tramite una
variante che ha abrogato il vincolo di piano di quartiere obbligatorio,
sostituendolo con un piano particolareggiato analogo a quello del comparto a
monte (A). Per favorire una saldatura più organica con il tessuto del limitrofo
nucleo di __________, il comune ha indi operato una rettifica del perimetro di
zona attraverso lo scorporo di alcune particelle dallo stesso e la loro
integrazione nella ZEIC. In concomitanza, per quanto qui interessa, l'area formata
dai mapp. 159, 160, 164 e 1963, posta a valle del settore B e separata da quest'ultimo
da via Belvedere, è stata attribuita dalla zona agricola alla zona del nucleo
di __________. Per alcuni di questi fondi (mapp. 159, 160 e limitrofo mapp.
161) è stata inoltre concessa la possibilità di erigere nuove edificazioni
secondo le prescrizioni di una scheda di dettaglio, annessa alle norme di attuazione
(cfr. risoluzione impugnata, pag. 17).

 

 

                                   5.   Nella
risoluzione impugnata il Consiglio di Stato ha ricordato che il nucleo di __________,
inserito nell'inventario federale degli abitati meritevoli di protezione (ISOS)
per le sue notevoli qualità spaziali, per il contesto paesaggistico e per gli importanti
contenuti storico-architettonici che lo caratterizzavano, era stato ripreso nella
scheda 8.4 del piano direttore, il cui scopo era appunto di promuovere la
protezione degli insediamenti d'importanza nazionale, mediante l'affinamento
delle misure pianificatorie di protezione. A tal punto che il comune, nell'ambito
del PR 92, aveva previsto l'allestimento di un piano particolareggiato, di cui
aveva delimitato il perimetro. Il Governo, dopo aver ritenuto che le varianti
all'esame intervenivano principalmente sull'assetto del perimetro, concedendo
soltanto puntualmente alcune possibilità di edificare nel nucleo nuove
costruzioni in maniera controllata, ha auspicato che l'elaborazione e l'adozione
del piano particolareggiato avvenisse in tempi brevi. Ciò proprio in
considerazione delle conclusioni, assunte peraltro dalla stessa Autorità governativa,
a cui era giunta la relazione tecnica accompagnatoria delle varianti, secondo
cui “in prosieguo di tempo bisognerebbe pensare ad una completazione più
organica del Piano del nucleo mediante normative e complementi analitici più
dettagliati ed aggiornati che consentano di proteggere al meglio uno dei nuclei
più interessanti e pittoreschi del Cantone, ma anche di favorire, con interventi
di qualità, la promozione del suo uso e della sua forma architettonica”
(cfr. relazione tecnica, nucleo, aprile 2002, pag. 5). Pertanto, il Consiglio
di Stato, condividendo nel complesso le proposte di una nuova delimitazione
della zona del nucleo di __________ soggetta a piano particolareggiato e alcune
delle prescrizioni inerenti a nuove possibilità edificatorie, fra cui quella oggetto
di ricorso, ha approvato le varianti (cfr. risoluzione impugnata, pag. 13).

 

                                         Respingendo
l'impugnativa dei ricorrenti citati in ingresso, il cui fondo (mapp. 85) è
ubicato nel comparto B della ZEIC, a monte di via Belvedere e quindi dirimpetto
all'area posta in contestazione, il Consiglio di Stato ha sostenuto, con
argomentazioni che verranno se del caso riprese nel seguito, che l'estensione
del nucleo a quell'area era corretta e che la previsione delle edificazioni
controllate ai mapp. 159, 160 e 161 era congruente con il tessuto edilizio
dello stesso, la cui salvaguardia e valorizzazione sarebbe poi stata garantita
dal futuro piano particolareggiato (cfr. risoluzione impugnata, pag. 20).

 

 

                                   6.   Tema della
controversia è dunque, da una parte, la modifica del perimetro del nucleo
soggetto a piano particolareggiato, con l'inclusione dei mapp. 159, 160, 164 e
1963, sottratti di conseguenza alla zona agricola, e dall'altra, le possibilità
di nuove edificazioni secondo precise e specificate modalità in corrispondenza
dei mapp. 159, 160 e 161.

 

                                         6.1. Per
quanto concerne l'adeguamento del perimetro del piano particolareggiato del
nucleo di __________, la risoluzione che approva l'inclusione dei suddetti
fondi, estromettendoli dalla zona agricola, merita senz'altro piena adesione da
parte di questo tribunale. Non occorre dilungarsi troppo. Come già spiegato, la
modifica dell'ordinamento che ha interessato il comparto B della ZEIC in
località __________, con la sostituzione del piano di quartiere con un piano
particolareggiato, ha richiesto un coordinamento dei limiti di zona tra quest'ultimo
e quello del nucleo di __________. Contestualmente, il territorio formato dai
mapp. 159, 160, 164 e 1963, confinante a monte con la ZEIC, ma separato dalla
stessa da via __________ che, cingendolo con un tornante a valle, lo delimita
quale ultima appendice ovest del nucleo, è stato rettamente ricompreso nel suo
perimetro: la connessione pianificatoria e funzionale di quest'area con il
nucleo risulta peraltro di tutta evidenza, come ha potuto accertare il
tribunale con il sopralluogo e come risulta dalla lettura dei piani, nonché
dalla copiosa documentazione fotografica. Va notato che l'estensione del nucleo
ai mappali in oggetto contribuisce ad integrare le zone limitrofe (ZEIC e nucleo),
con un complessivo miglioramento dell'assetto urbanistico, pianificatorio e territoriale,
realizzando così lo scopo precipuo che era alla base della variante. D'altra
parte, non si vede come questa integrazione possa essere a priori in contrasto con
gli intendimenti della scheda 8.4 del piano direttore, né i ricorrenti, se non
genericamente, ne danno ragione, o peggio ancora pregiudichi la salvaguardia e
la valorizzazione di un nucleo di pregio, ritenuto che esso, oltre ad essere
assoggettato all'allestimento di un piano particolareggiato, è pure incluso
nella zona di protezione del paesaggio PA 1 (art. 15 cifra 1 NAPR). Per contro,
l'attribuzione di questa area alla zona agricola non si giustificava sia per le
sue modeste dimensioni (1'400 mq circa) (art. 16 cpv. 2 LPT), con una porzione
oltretutto già edificata (mapp. 1963), sia per la carenza di qualsiasi idoneità
agricola, come attestano gli estratti del catasto delle idoneità agricole,
versati agli atti dalla sezione dell'agricoltura (doc. in atti).

                                         6.2. Se dunque
l'adeguamento del perimetro del nucleo soggetto a piano particolareggiato si
può ritenere giustificato dalle circostanze, non altrettanto legittima e corretta
appare invece l'introduzione delle facoltà per nuove edificazioni ai mapp. 159,
160 e 161. A tale proposito occorre dapprima qualificare la natura della misura
pianificatoria adottata dal comune. Va premesso quanto segue. 

 

                                         6.2.1. Il
piano regolatore si compone di un rapporto di pianificazione, di rappresentazioni
grafiche, di norme di attuazione e di un programma di realizzazione (art. 26
LALPT). Il piano particolareggiato (art. 28 cpv. 2 lett. c, 54 segg. LALPT)
organizza e disciplina nel dettaglio l'uso ammissibile di una parte esattamente
delimitata del territorio comunale, quando particolari obiettivi di promozione
urbanistica o socio-economica lo giustificano oppure interessi inerenti alla
protezione naturalistica o ambientale, di monumenti, nuclei o centri storici lo
richiedono. Esso deve essere previsto nell'ambito di un piano regolatore
comunale (art. 54 cpv. 2 LALPT).

 

                                         Il piano
particolareggiato regola nel dettaglio l'uso dei singoli fondi, stabilendo per
ciascuno ad esempio l'ubicazione e la dimensione dei fabbricati, le superfici
da mantenere libere, l'arredo di superficie e le caratteristiche degli edifici;
può inoltre stabilire la formazione in comune di infrastrutture che interessino
un preciso numero di proprietari, come aree di svago, posteggi e strade di
accesso. Il piano particolareggiato si distingue dal piano regolatore per il
diverso grado di specificazione delle utilizzazioni e per la diversa intensità
delle restrizioni adottate (cfr. A. Scolari, Commentario, ad art. 54 LALPT, n.
409 seg. con relativi rinvii alla giurisprudenza).

 

                                         6.2.2. Si
è più volte accennato che il comune con il PR 92 ha attribuito il nucleo di __________
alla zona del nucleo tradizionale, riservando tuttavia l'allestimento di un
piano particolareggiato (art. 3 lett. e NAPR), allora in fase di studio. Di
conseguenza, esso veniva disciplinato a titolo transitorio dall'art. 23 NAPR e
salvaguardato da una zona di pianificazione della durata di cinque anni (art.
23 cifra 1 prima frase NAPR, cfr. risoluzione 15 aprile 1992, n. 2820, del
Consiglio di Stato d'approvazione del PR 92, pag. 11 e 54). In particolare, l'art.
23 NAPR disponeva che sino all'entrata in vigore del piano particolareggiato erano
ammessi per il nucleo di __________ i seguenti interventi:

 

"…

                                         -
sono ammessi i riattamenti, le trasformazioni e le ricostruzioni se contenute
nei limiti delle volumetrie e delle tipologie esistenti a condizione che mantengano
le caratteristiche architettoniche del nucleo;

- sono vietate le nuove costruzioni;

…"

 

                                         Si
trattava dunque di una regolamentazione di natura conservativa, proposta transitoriamente
e cautelativamente fino all'entrata in vigore del piano particolareggiato, il
cui scopo, occorre ricordare, è di attuare la promozione della protezione degli
insediamenti di importanza nazionale (ISOS) secondo la scheda 8.4 del piano
direttore, mediante l'affinamento delle misure pianificatorie.

 

                                         6.2.3. Con
la variante all'esame il comune, confermando l'assoggettamento del nucleo a
piano particolareggiato, ha modificato l'art. 23 NAPR stralciando il divieto e
introducendo la facoltà di erigere nuove edificazioni unicamente per
determinati fondi, fra cui i mapp. 159, 160 e il limitrofo 161, secondo le prescrizioni
di una scheda di dettaglio, annessa alle norme di attuazione (cfr. risoluzione
impugnata, pag. 17, modifica d'ufficio). Per questi terreni, la scheda regola
le modalità degli interventi tramite una serie di disposizioni specifiche che
fissano i parametri edificatori, la regolamentazione sui tetti, le murature, i
muri di recinzione e gli elementi costruttivi non ammessi, e mediante una
planimetria in scala 1:500, che stabilisce gli ingombri, le sezioni, le
facciate, nonché le destinazioni dei nuovi edifici. Quest'area è stata poi ripresa
nel piano delle zone, indicata con un tratteggio in diagonale, e definita in legenda
quale zona edificabile all'interno del perimetro del nucleo.

 

                                         6.2.4. Dalle
considerazioni esposte in precedenza, occorre concludere che il nuovo ordinamento,
che interessa i fondi all'esame, costituisce nell'ambito della zona del nucleo
di __________ una regolamentazione che, per l'elevato grado di specificazione,
è assimilabile a un piano particolareggiato, seppur in formato estremamente ridotto.
Difatti, sono presenti tutti gli elementi cardini caratteristici: dall'ubicazione
e dagli ingombri vincolati delle future costruzioni, alla localizzazione
precisa delle destinazioni, fino alla determinazione delle sezioni delle
facciate, l'imposizione di specifiche tipologie per i tetti, la fissazione
della pendenza delle falde e di tutta una serie di dettagli costruttivi di ordine
minore. Ora, in generale, che un simile provvedimento, riguardante pochi fondi,
sia consentito nell'ambito di una variante di un piano regolatore, non fa alcun
dubbio, sempre che sia sostenuto da un interesse pubblico e da debite giustificazioni
pianificatorie. Ciò perché, sia il piano regolatore, così com'è strutturato
dalla legislazione ticinese (art. 28 e 29 LALPT), può regolare anche minutamente
l'assetto di determinate zone e fondi, indipendentemente dallo strumento del
piano particolareggiato, sia perché la procedura d'adozione è uguale per entrambi
i piani (art. 32 a 43 su rinvio art 55 cpv. 1 LALPT). Tuttavia, nella
fattispecie, senza entrare nel merito della proposta comunale contestata, è il
piano regolatore in quanto tale che riserva per il nucleo di __________ un
piano particolareggiato, sottoponendolo nel frattempo ad una regolamentazione
transitoria di tipo cautelativo, onde coprire provvisoriamente una lacuna
pianificatoria. Pertanto, delle due l'una: o la variante impugnata mette mano
alla regolamentazione transitoria, anticipando tuttavia, visti i suoi contenuti,
in modo puntuale ma parziale il piano particolareggiato che è ancora di là da
venire, oppure il piano particolareggiato è anticipato tout-court limitatamente
ai fondi all'esame e sarà integrato per il restante del nucleo in una fase
successiva, di modo che si assisterebbe nel frattempo ad una convivenza nello
stesso comparto di due regimi, di cui uno a titolo provvisorio e l'altro ordinario.
Comunque sia, in entrambi i casi il procedimento non può essere avallato. Nella
prima ipotesi, il comune interverrebbe su un ordinamento transitorio - che, fatta
riserva per la censurabile durata indeterminata, era ammissibile proprio perché
esplicava soltanto un effetto anticipato negativo del diritto in fieri, data la
sua natura cautelativa e conservativa (divieto di nuove costruzioni) - con un
provvedimento che invece lo altera profondamente (concessione di nuove
edificazioni) al punto tale da stravolgerne lo scopo a cui è finalizzato (la
salvaguardia della futura pianificazione particolareggiata), nell'attesa che
venga adottata la pianificazione ordinaria che lo stesso piano regolatore
impone al comune, ossia il piano particolareggiato del nucleo di __________. Per
gli stessi motivi, anche la seconda ipotesi, che sembrerebbe fatta propria dal
Consiglio di Stato, non potrebbe trovare tutela. Il comune ha giustificato l'ordinamento
particolareggiato comportante nuove edificazioni essenzialmente con la condizione
disparità di trattamento in cui verserebbero i fondi interessati, poiché
inedificati, rispetto il resto del paese (cfr. relazione tecnica, nucleo, aprile
2002, pagg. 1 e 3). Ritenuto che in campo pianificatorio la parità di
trattamento ha una portata relativa, lo strumento deputato per risolvere simili
problematiche resta comunque il piano particolareggiato nella forma riservata
dal piano regolatore e non, come in casu, l'anticipo frammentario dello stesso in
un contesto che rimane ancora provvisorio. A tale proposito, non si può fare a
meno di constatare l'inadempienza del comune, che ad oltre dieci anni di
distanza non ha ancora elaborato un piano particolareggiato nell'interesse
generale della valorizzazione del proprio nucleo storico. Pertanto, nella
misura in cui ricorso avversa le possibilità di nuove edificazioni in corrispondenza
dei mapp. 159, 160 e 161 deve essere accolto. Sarà nell'ambito del futuro piano
particolareggiato del nucleo di __________, che il comune potrà riproporre, se
del caso, la soluzione annullata con questo giudicato.

 

 

7.In conclusione, il ricorso deve essere parzialmente accolto. La
tassa di giudizio e le spese devono essere poste a carico dei ricorrenti e dei
resistenti PI 5 e PI 4, proprietari dei mapp. 160, 161 e 159, proporzionalmente
al rispettivo grado di soccombenza, ritenuto che le altre parti possono essere
sollevate dal pagamento delle stesse (art. 28 PAmm).

 

 

                                   8.   Predetti
resistenti sono inoltre tenuti a versare delle ripetibili, adeguate all'esito
dell'impugnativa, ai ricorrenti, assistiti da un avvocato (art. 31 PAmm). Le
ripetibili tra ricorrenti e comune sono invece compensate.

 

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli articoli di legge applicabili alla
fattispecie;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è parzialmente accolto.

§.  La risoluzione 10 febbraio 2004 (n. 537) con
cui il Consiglio di Stato ha approvato le varianti del piano regolatore e del
piano particolareggiato della ZEIC in località __________ del comune di PI 1 è
annullata nella misura in cui approva la concessione di nuove edificazioni sui
mapp. 159, 160 e 161, che vengono stralciati dall'art. 23 cifra 1 NAPR e dalle
annesse schede di dettaglio.

 

 

                                   2.   La tassa e
le spese, di complessivi fr. 1'200.- (milleduecento), sono poste a carico degli
insorgenti, in solido, in ragione di fr. 600.- (seicento), di PI 5, in ragione
di fr. 300.- (trecento), e di PI 4, in solido, in ragione di fr. 300.- (trecento).
PI 5 e PI 4 sono inoltre tenuti a versare ai ricorrenti, a titolo di ripetibili,
un importo pari alla parte della tassa di giustizia posta a loro carico.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

   

   

  

 

	
  terzi implicati

  	
  1. PI 1 

  1 patr. da: PR 1 

  2. PI 2 

  3. PI 3 

  4. PI 4 

  4 rappr. da: RA 2 

  5. PI 5 

  6. PI 6 

   

  CO 1 

  rappr. da: RA 1 

   

   

  

Per il Tribunale della pianificazione del territorio

Il presidente                                                                                                Il
segretario