# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 947ebe81-cda0-5137-8d02-4b6ee4e5355f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-02-08
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 08.02.2000 INC.1997.64704
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-1997-64704_2000-02-08.html

## Full Text

N. 647.97.4 R                                                             Lugano,
8 febbraio 2000

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

 

sedente per statuire sull'istanza
di libertà provvisoria presentata il 31 gennaio 2000 da

 

 

__________,                 __________, attualmente
presso le Carceri pretoriali di __________

(patrocinato
dall'avv. __________)

 

 

trasmessa a questo giudice con
preavviso negativo del 4 febbraio 2000 dal Procuratore pubblico avv.
__________;

 

offerto alla difesa dell'accusato
di formulare delle contro osservazioni e letto lo scritto odierno della difesa
che conferma l'istanza;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto e considerato

 

 

 

in fatto e in
diritto:

 

1.

 

 

I fatti posti alla base della
presente decisione possono essere ripresi, nella loro sostanza, dalla decisione
29 dicembre 1999 del Giar avv. __________ che si è chinato su di una prima
richiesta di concessione della libertà formulata dall'accusato.

 

 

 

 

 

Si può quindi qui ritenere come
__________ sia stato arrestato il 23 novembre 1999 sulla scorta di ordine del
Procuratore pubblico avv. __________ con le imputazioni di truffa, abuso di un
impianto per l'elaborazione dei dati, abuso di carte-chèques o di credito e
falsità in documenti. Le fattispecie inquisite, faticosamente ammesse dall'accusato
al confronto di documentate contestazioni, consistono nell'acquisizione con
falsi dati personali di carte di credito e del loro successivo ripetuto abuso
anche per non trascurabili importi e per spese superfetanee in locali notturni,
avendo nel contempo rivenduto un'automobile di certo pregio marca Audi A4 turbo
diesel, ottenuta in leasing. Giova ricordare che per analoghi reati già era
stato aperto - ed è tuttora pendente - un procedimento nel corso del 1997, con
arresto di __________ il 3 ottobre 1997 (provvedimento non mantenuto da questo
giudice). In precedenza l'istante, dopo una settimana di carcere preventivo,
venne condannato con decreto di accusa 6 aprile 1992 alla pena di 90 giorni di
detenzione per furto e successivamente fu in carcere in Italia dal 12 aprile
1998 al 26 febbraio 1999, con seguito di condanna in contumacia per reati
patrimoniali (sentenza 2 dicembre 1997 della Corte di Appello di Milano).

 

Il procedimento in discussione si
trova allo stadio del deposito atti ed appare quindi altamente verosimile,
anche a fronte delle sostanziali ammissioni dell'accusato, che l'istruttoria
possa essere chiusa in tempi decisamente contenuti e che la decisione del
Procuratore Pubblico possa essere emanata ancora nei prossimi giorni. Tra gli atti
acquisiti appare di rilievo indicare il Rapporto preliminare di polizia
giudiziaria del 24 gennaio scorso che contestualizza le imputazioni
all'accusato che avrebbe abusato di più carte di credito (__________ed
__________) ottenute come sopra descritto utilizzandole al fine di conseguire
un indebito profitto complessivo di ca. CHF 65'000.--, fatti avvenuti tra il
giugno 1999 e l'arresto. __________ è inoltre accusato di essersi appropriato
indebitamente di una vettura Audi del valore di CHF 25'000.-- ca. e di un
furgone Renault del valore di ca. CHF 10'000.-- nel marzo e aprile 1999. Da
notare che, grazie all'intervento degli inquirenti, è stato possibile evitare
il rilascio di ulteriori carte di credito a nome di terze persone ma con
richieste formulate dall'accusato. 

 

Agli atti è stato infine
acquisito il casellario giudiziale italiano relativo all'accusato, che è di
cittadinanza italiana e svizzera, con il rilievo che __________ risulta essere
stato condannato non solo per quanto evidenziato più sopra ma anche ad una
multa per emissione di assegni a vuoto nel 1991, a 4 mesi per furto nel 1994,
ad ulteriore multa per emissione di assegni a vuoto nel 1996 ed ancora in
quell'anno - per reati connessi alla circolazione stradale - ad 1 mese e 15
giorni di detenzione. Sempre per circolazione "abusiva con veicolo avente
carta di circolazione o targa ritirata" a __________ l'accusato è stato
condannato ad 1 mese di arresto nel 1997.

 

 

 

 

 

 

 

2.

 

Con scritto 31 gennaio 2000 la
difesa dell'accusato si è rivolta al PP avv. __________ chiedendo - nella
sostanza - la concessione della libertà personale a __________. Richiamando la
sentenza della competente Corte di appello di Milano del 2 dicembre 1997 la
difesa ha indicato come non possa essere ritenuta una recidiva per __________ a
fronte di sentenza che, in Italia, stante una contumacia, non può essere
impugnata in sede di cassazione. La difesa ritiene che la sentenza dei giudici
milanesi avrebbe infatti potuto essere cassata nel caso fosse stato possibile
all'accusato impugnarla. L'assenza di possibilità di impugnativa sarebbe in
contrasto con principi del diritto svizzero e la condanna non dovrebbe essere
ritenuta per fondare una recidiva.

 

Il Procuratore pubblico si oppone
alla concessione della libertà all'accusato richiamando la decisione 29
dicembre 1999 del Giar, indicando la scadenza del deposito degli atti per il
prossimo 14 febbraio 2000 e quindi l'imminente emanazione dell'atto d'accusa in
uno con l'esistenza e la concretezza di un pericolo di recidiva. Per il PP
l'accusato è stato regolarmente condannato in Italia dal Tribunale di Milano
con pena per la quale egli è stato privato della sua libertà per oltre 3 mesi.

 

In sede di contro osservazioni la
difesa di __________, pur dando per ammessi gravi indizi di reato per
fattispecie da non sottovalutare, indica l'inesistenza degli estremi di una
recidiva, violazione del principio di proporzionalità e possibilità di adottare
misure sostitutive all'arresto.

 

 

3.

 

In diritto la materia è nota alle
parti, l'art. 95 CPP - corrispondente all’art. 33 scaturito dalla revisione
parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - dopo evidenza al cpv. 1 del
principio secondo cui l'accusato si trova di regola in libertà, consente al
cpv. 2 arresto, perdurare e (poi, se del caso) proroga del carcere preventivo
a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato
gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel
contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per quanto
qui concerne - i bisogni dell'istruzione, il pericolo di recidiva e quello di
fuga (senza dimenticare che l’arresto, quale misura processuale cautelativa,
non serve unicamente ai bisogni dell’istruttoria, ma anche ad assicurare la
presenza dell’accusato al processo e a garantire l’eventuale espiazione della
pena: DTF 109 Ia 323 consid. c, e riferimenti; sentenza 16 novembre 1993 del
Tribunale federale in re A.H., 1P.477/1993, consid. 3).

 

 

 

 

 

 

 

 

L'eccezione della cautelare
privazione della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara
base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza
ed a superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei
ricorsi penali - nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto
implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158;
1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).

I menzionati presupposti vanno
approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è
protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione
delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già
la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP
1980 pag. 128).

 

 

4.

 

Sufficienti presupposti di legge,
come anche esplicitati dalla prassi e dalla giurisprudenza, sono presenti nella
situazione personale e processuale di __________ a legittimare e giustificare
il perdurare della cautelare privazione della sua libertà sino al dibattimento
processuale.

 

 

4.1 Indizi di colpevolezza

 

Come già evidenziato nella
decisione 29 dicembre 1999 l'esistenza di gravi e concreti indizi di
colpevolezza non è contestata dalla difesa stanti gli accertamenti oggettivi
degli inquirenti, viste le deposizioni raccolte e le ammissioni dello stesso
accusato confermate dinnanzi al magistrato inquirente (v. segnatamente il
verbale 7 dicembre 1999). Gli episodi che coinvolgono __________ non sono certo
trascurabili a fronte della ripetitività del suo agire ed alla luce della
ricaduta nel reato, della ricerca di facile guadagno, nonché con attenzione
alla ripetizione di malversazioni ed alla destinazione del maltolto.

 

 

4.2 Esigenze istruttorie

 

L'inchiesta non è ancora conclusa
ed è in corso il deposito degli atti. Gli accusati sono stati sostanzialmente
collaborativi ed appare più che probabile una chiusura dell'istruttoria - se
non saranno presentate domande di complemento - verso la metà di febbraio 2000.

 

Non possono quindi essere
ritenuti sufficienti motivi istruttori, l'istanza va comunque respinta stante
un concreto rischio di recidiva.

 

 

 

 

 

 

 

 

4.3 Rischio di recidiva

 

Per poter ritenere un rischio di recidiva occorre che
l'accusato possa, con verosimiglianza, delinquere nuovamente e costituire così
un rischio per la società. Al fine di ammettere un rischio di recidiva la
possibilità di ricaduta deve essere concreta (DTF 105 Ia 31) e risultare da una
valutazione dell'insieme delle circostanze, tra cui i precedenti, il
comportamento in istruttoria, la personalità, la costituzione fisica e
soprattutto psichica e le modalità di commissione dei reati (Luvini, REP 1989
p. 287 ss; Piquerez n.1186/7). In particolare, tenendo anche conto del tempo
trascorso dalla cessazione della attività criminosa, il rischio di recidiva
sarà più facilmente ammesso quando l'accusato sia un delinquente abituale o uno
squilibrato, più difficilmente quando si sia reso colpevole di un solo reato o
di più reati concentrati in un breve lasso di tempo (Luvini con rif. a STF
12.8.81 consid. 5 in re C.).

 

Occorre quindi fondarsi su
circostanze concrete che rendano l'eventualità della reiterazione assai
verosimile, rispettando così il criterio di proporzionalità e senza dimenticare
l'effetto deterrente del procedimento penale.

 

Nel concreto caso va ricordata la
precedente decisione del Giar del 29 dicembre 1999 rimasta incontestata in cui
veniva ammessa una recidiva. L'istruttoria ha infatti permesso di evidenziare
come l'accusato annoveri numerose condanne a suo carico e ciò sin dal 1991. Nessuno
dei moniti delle autorità giudiziarie è stato sufficiente per trattenere
__________ dal commettere nuovi reati. Come evidenziato sub. 1 __________ è
stato condannato una prima volta ad una multa nel dicembre 1991, a questa
condanna è seguito il decreto d'accusa del Ministero Pubblico del Cantone
Ticino del 6 aprile 1992 per furto con cui è stata inflitta all'accusato una
pena di 90 giorni di detenzione sospesi condizionalmente per un periodo di
prova di 3 anni. Nel 1994 in Italia, sempre per furto, l'accusato è stato
condannato a 4 mesi di reclusione. Nel 1996 vi sono poi due interventi della
magistratura della vicina penisola, una multa per assegni a vuoto dell'aprile
ed una condanna a 1 mese e 15 giorni per "circolazione abusiva con veicolo
avente carta di circolazione o targa ritirata". Nel febbraio 1997 nuova
condanna per lo stesso reato ad un mese di arresto. A ciò va aggiunta la
condanna del 2 dicembre 1997 della Corte di Appello di Milano ad un anno e 5
mesi di reclusione, pena parzialmente espiata dall'accusato. Va ancora
ricordato l'arresto non mantenuto dal Giar dell'ottobre 1998 comunque
costituente intervento a monito dell'autorità giudiziaria. L'accusato -
nonostante questi ammonimenti anche severi (cfr. sentenza della Corte d'Appello
di Milano) - ha continuato a delinquere in particolare dal marzo 1999, senza
sostanziale soluzione di continuità rispetto al suo precedente agire. Questi
elementi oggettivi vanno accompagnati dalla constatazione che __________ ha
agito in maniera ripetuta e sprezzante del rispetto dovuto all'altrui
patrimonio, egli ha voluto conseguire il facile guadagno in maniera pervicace.

 

 

 

 

 

 

Rammentava il Giar nella
decisione 29 dicembre 1999 come l'accusato avesse conseguito "non
trascurabili importi e per spese superfetanee in locali notturni, avendo nel
contempo rivenduto un'automobile di certo pregio marca Audi A4 turbo diesel,
ottenuta in leasing"

 

Gli oggettivi precedenti, la
facilità e pervicacia con cui __________ ha delinquito, i facili guadagni
voluti destinati comunque a spese inutili in locali notturni, permettono di
seriamente ritenere un rischio di ricaduta nel reato da parte dell'accusato se
liberato.

 

L'adozione di misure sostitutive
dell'arresto non appare idonea ad evitare la ricaduta nel reato. D'altra parte
le precedenti condanne non sono state sufficienti. Non è impedendo a __________
di frequentare particolari ambienti che lo si possa trattenere, ciò a maggior
ragione se si analizza la natura dei reati commessi.

 

 

5.

 

Il carcere preventivo sin qui sofferto e
ipotizzabile sino al deferimento al giudice del merito, in un procedimento che
risulta essere alla sua conclusione (ciò pur considerando l’atteggiamento
inizialmente defatigatorio dell’accusato), è pienamente rispettoso del
principio di proporzionalità, tenuto anche conto del complesso dei fatti da
accertare e delle persone coinvolte, nonché della prevedibile pena privativa
della libertà, verosimilmente da espiare a ragione di concorrente recidiva e
reiterazione. La durata della detenzione subita sin qui, e quella ancora
prevedibile per giungere al processo, è valutata dalla stessa difesa come di
entità inferiore alla probabile condanna che potrebbe essere inflitta a
__________. Per giurisprudenza del TF viola il principio di proporzionalità la
detenzione preventiva la cui durata superi quella della presumibile pena.
__________ è privato della sua libertà da poco più di 2 mesi e mezzo. E'
prevedibile, in caso di giudizio di condanna, l'inflizione di una pena più
severa (ritenuta anche la recidiva).

 

 

6.

 

L’istanza è allora respinta con la
presente decisione, esente da tassa e spese giudiziarie (art. 39 lett. f TG e
contrario) e suscettibile di impugnazione alla Camera dei ricorsi penali (art.
284 cpv. 1 lett. a CPP).

 

 

 

Per i quali motivi,

richiamati i citati articoli di
legge,

 

 

 

 

 

decide:

 

 

 

1.      
L’istanza di libertà provvisoria è respinta.

 

 

2.      
Non si percepiscono né tassa né spese giudiziarie.

 

 

3.      
Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera dei ricorsi
penali entro dieci giorni dall’intimazione.

 

 

4.      
Intimazione:

-     avv. __________, per sé e per l’istante;

-     Procuratore pubblico avv. __________.

 

 

 

 

 

 

                                                                              giudice
__________