# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 369db59c-747c-5e79-a35b-b9b9b9b770f1
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-06-19
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 19.06.2013 14.2013.82
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2013-82_2013-06-19.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2013.82

  	
  Lugano

  19 giugno 2013

  B/fp/fb

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

 

	
  composta
  dei giudici:

  	
  Pellegrini,
  presidente,

  Walser
  e Jaques

  

 

	
  segretaria:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

 

statuendo
sulla causa a procedura sommaria in materia di fallimento promossa con istanza del
 9 aprile 2013 da

 

	
   

  	
  CO
  1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  RE
  1 

  patrocinata
  dall’PA 1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

sulla quale istanza il Pretore aggiunto della
Giurisdizione di Locarno-Città con sentenza del 21 maggio 2013 (SO.2013.237) ha così deciso:

 

“1.  È pronunciato il fallimento della RE
 1 a far tempo da martedì 21 maggio 2013 alle ore 15.00.

 

 2./3./4. Omissis.”

 

Decisione tempestivamente impugnata da RE 1 che con
reclamo del 22 maggio 2013 ne postula l’annullamento;

 

rilevato che il reclamo non è stato intimato
all’istante, il suo credito essendo stato saldato;

 

preso atto che con disposizione ordinataria
presidenziale del 23 maggio 2013 al reclamo è stato concesso effetto sospensivo
parziale;

 

ritenuto

 

in fatto:

 

                            A.  Nell’ambito dell’esecuzione
n. __________ dell’Ufficio esecuzione e fallimenti di Locarno la CO 1 ha
chiesto il fallimento di RE 1 per il mancato pagamento di fr. 865.-- compresi
interessi e spese.

 

                            B.  All’udienza di discussione
dell’8 maggio 2013 nessuno è comparso.

 

                            C.  Con decisione del 21 maggio
2013 il Pretore aggiunto della Giurisdizione di Locarno-Città ha dichiarato il
fallimento di RE 1 a far tempo da quello stesso giorno alle ore 15.00.

 

                            D.  Con il reclamo RE 1 asserisce
di avere saldato l’esecuzione in oggetto, producendo una ricevuta del 22 maggio
2013 dell’Ufficio esecuzione e fallimenti di Locarno relativa al versamento di
fr. 865.-- a saldo dell’esecuzione n. __________ promossa dall’istante (doc.
C). 

 

Considerato

 

in diritto:

 

                             1.  La decisione del giudice
del fallimento può essere impugnata entro dieci giorni mediante reclamo secondo
il CPC. In
virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare
la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende
verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:

                                  1)  il
debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

                                  2)  l'importo
dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a
disposizione del creditore; o che

                                  3)  il
creditore ha ritirato la domanda di fallimento.

 

                             a)  L’autorità
giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la
dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte
Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se
risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I
nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve
espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile
la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte
dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza
senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere
determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto
nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore
di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti
trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un
periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può
emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da
eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di
fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti
importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla
base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti,
estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del
debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere
verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La
solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità.
Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di
estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza
infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud, Basler Kommentar zum SchKG II,
2a ed., Basilea 2010, n. 26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und
Konkursrechts, 8a ed., Berna 2008, § 36 n. 58 pag. 334/335, § 38 n.
14 pag. 347).

 

                            b)  Nel
caso in esame, la reclamante ha prodotto una ricevuta del 22 maggio 2013
dell’Ufficio esecuzione e fallimenti di Locarno relativa al versamento di fr.
865.-- a saldo dell’esecuzione in oggetto n. 885654, per cui avendo provato di
avere saldato il suo debito nei confronti dell’istante posteriormente alla
dichiarazione di fallimento, il presupposto di cui all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF
risulta adempiuto.

 

                                  Per
quel che riguarda invece il requisito della solvibilità – condizione
indispensabile per ottenere l’annullamento della decisione impugnata poiché,
come visto, il pagamento della somma posta in esecuzione è avvenuto soltanto dopo
la pronuncia del fallimento – va osservato che dall’estratto dell’Ufficio esecuzione
e fallimenti di Locarno al 17 giugno 2013 si evince che nei confronti della
reclamante sono pendenti 48 procedure esecutive per un importo complessivo di
fr. 194'859.68. Determinante è che nelle suddette esecuzioni nel 2012 per otto rispettivamente
nell’anno in corso per quattro di esse è stata emessa la comminatoria di
fallimento e per cinque l’avviso di pignoramento. Inoltre nel periodo dal 12
maggio 2010 al 12 giugno 2013 a carico della reclamante sono stati emessi 69
atti di carenza di beni per un importo complessivo di fr. 242'870.77. Ciò porta
a ritenere che la convenuta non è in grado di far fronte ai suoi impegni,
nemmeno di pagare i suoi debiti d’imposta e per oneri sociali, per i quali sono
state promosse numerose delle predette procedure. Non cambia in sostanza nulla
l’annullamento di due esecuzioni (n. 889334 per fr. 2985.80 e n. __________ per
fr. 2954.50) e la riduzione dell’importo di una terza (n. 887567, ridotta di
fr. 252.75), avvenuti il 18 giugno 2013 (fax dell’UEF di Locarno dello stesso
18 giugno), senza contare che si tratta comunque di fatti successivi alla
scadenza del termine di reclamo, che non potrebbero essere considerati in
questa sede (DTF 136 III 294 segg.). Le precedenti considerazioni portano a
ritenere che la situazione finanziaria della convenuta non sta sostanzialmente
migliorando e che non dispone di liquidità sufficiente per pagare i suoi debiti.
Nel caso di specie si può affermare che la sua incapacità di pagamento appare
più probabile che la sua capacità di pagamento. Ne discende che il presupposto
della solvibilità non può essere considerato reso verosimile, per cui il
fallimento di RE 1 non può essere annullato.

 

 

                             2.  Il reclamo va pertanto respinto.

                                  Essendo stato concesso effetto
sospensivo parziale al reclamo, il fallimento va nuovamente pronunciato.

                                  La tassa di giustizia è posta a
carico della reclamante (art. 48, 61 cpv. 1 OTLEF e 106 cpv. 1 CPC). Alla
controparte non si assegnano ripetibili, il reclamo non essendole stato intimato.

 

 

Per questi motivi,

 

richiamato l’art. 174 cpv. 2 LEF

 

pronuncia:

                             1.  Il reclamo è respinto.

 

                                  Di conseguenza è dichiarato il
fallimento di RE 1 Locarno, a far tempo da:

 

                                  giovedì 20 giugno 2013 alle
ore 10.00.

 

                             2.  La tassa di giustizia del
presente giudizio di fr. 150.-- è posta a

                                  carico di RE 1

 

 

                             3.  Notificazione:

                                  –

                                  –

                                  – Ufficio
esecuzione e fallimenti di Locarno, Locarno; 

                                  – Ufficio
cantonale del Registro di commercio, Lugano;

                                  – Ufficio del Registro fondiario
del Distretto di Locarno, Locarno.

 

                                  Comunicazione alla Pretura della
Giurisdizione di Locarno-Città. 

 

 

Per
la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                                La
segretaria

 

 

 

 

 

 

 

Rimedio giuridico

Contro la
presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 72 e segg.
LTF).