# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 28eed706-3bb1-57ad-9f04-6db8caa1c4ff
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-12-11
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 11.12.2000 52.2000.226
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2000-226_2000-12-11.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2000.00226

   

  	
  Lugano

  11 dicembre
  2000

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna e Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Thierry Romanzini, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso  21 settembre 2000 di

 

 

	
   

  	
  __________

  patr. dall'avv. __________

   

  
	
   

  	
  Contro

  	 

 

	
   

  	
  la risoluzione 30 agosto 2000 (n. 3409) del
  Consiglio di Stato, che ha respinto l'impugnativa presentata dall'insorgente avverso
  la decisione 28 giugno 2000 del Dipartimento delle istituzioni, Sezione dei
  permessi e dell'immigrazione, in materia di rinnovo del permesso di dimora;

  

 

 

viste le risposte:

-    3 ottobre 2000 del
Consiglio di Stato,

-    5 ottobre 2000 del
Dipartimento delle istituzioni;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   a) Il
cittadino dominicano __________ è entrato illegalmente in Svizzera il 13 dicembre
1997, proveniente dall'Italia. Il __________, si è sposato a __________ con la
connazionale __________, domiciliata in Svizzera. In seguito al matrimonio, il
ricorrente ha ottenuto un permesso di dimora annuale, regolarmente rinnovato,
con ultima scadenza fissata all'11 febbraio 2000.

 

b) Con decreto d'accusa 9 aprile 1998,
__________ è stato condannato dal Procuratore pubblico al pagamento di una
multa di fr. 300.– per infrazione alla LDDS, commessa per aver soggiornato
illegalmente in Svizzera tra il 13 dicembre 1997 e il 5 gennaio 1998 presso
__________. A seguito di tale condanna, è stato ammonito il 27 maggio 1998
dall'autorità competente in materia di stranieri, con l’avvertenza che in caso
di recidiva o di comportamento scorretto sarebbe stata presa in esame la possibilità
di adottare adeguate misure amministrative.

 

c) Il 23 febbraio 1999, il ricorrente è
stato condannato nel Canton Zurigo a una multa di fr. 50.– per infrazione alla
LDDS. 

 

d) Il 9 agosto 1999, __________ e la moglie
__________ sono stati incarcerati nell'ambito di un'inchiesta su un traffico di
stupefacenti. Il 20 agosto 1999 è nato il figlio dei coniugi __________,
__________. 

 

e) Con decreto 10 dicembre 1999 (n. 99
2352/809), il Dipartimento delle istituzioni ha inflitto al ricorrente una
multa di fr. 450.– per aver svolto, dal 1° agosto al 21 novembre 1998, l'attività
di cartomante-sensitivo-medium senza autorizzazione.

 

f) Con sentenza 16 marzo 2000, la Corte
delle assise criminali ha condannato __________ a 4 anni e 3 mesi di reclusione
e all'espulsione dal territorio svizzero per 10 anni, per infrazione aggravata
alla LFStup. Nel medesimo giudizio __________, coautrice del reato, è stata
condannata a 3 anni e 10 mesi di reclusione e all'espulsione dal territorio
elvetico per 10 anni. I coniugi __________ sono stati inoltre obbligati a
versare allo Stato, in solido, fr. 10'000.– quale risarcimento compensatorio
per l'illecito profitto conseguito. La loro pena accessoria d'espulsione è
stata invece sospesa condizionalmente con un periodo di prova di 5 anni. Nel
periodo 1997/99, avevano venduto a __________ e a __________, in diverse occasioni
e senza essere autorizzati, complessivi kg 1.4 di cocaina a fr. 70.– il grammo
realizzando un guadagno complessivo di fr. 45'000.–. I coniugi avevano pure finanziato
il traffico di 1 kg di cocaina dal Venezuela verso la Svizzera.

 

 

                                  B.   Il 28
giugno 2000 il Dipartimento delle istituzioni ha deciso di non rinnovare il permesso
di dimora a __________ a causa della sua condanna per infrazione aggravata alla
LFStup. La risoluzione è stata resa sulla base degli art. 4, 9, 10, 12, 16 e 17
LDDS; 8 ODDS.

 

 

                                  C.   Con
giudizio 30 agosto 2000, il Consiglio di Stato ha confermato la suddetta risoluzione,
respingendo l'impugnativa contro di essa interposta da __________. Considerate
tutte le circostanze del caso, il Governo ha ritenuto che il provvedimento adottato
dall'autorità di prime cure non violasse gli art. 17 cpv. 2 LDDS e 8 CEDU in
quanto era conforme al principio della proporzionalità. Secondo l'Esecutivo
cantonale, l'interesse pubblico a non rinnovare il permesso di dimora al
ricorrente, principalmente a seguito dei fatti di rilevanza penale sfociati
nella condanna del 16 marzo 2000, era prevalente su quello dello stesso di
vivere con la moglie in Svizzera. Tanto più che quest'ultima era al corrente
dei reati commessi dal consorte in quanto coinvolta personalmente. Inoltre
nulla impediva che __________ si trasferisse all'estero, segnatamente nella
Repubblica Dominicana, se voleva continuare a vivere con il marito.

 

 

 

 

                                  D.   Contro la
predetta pronunzia, __________ si aggrava ora davanti al Tribunale cantonale
amministrativo, chiedendone l'annullamento e postulando che gli venga rinnovato
il permesso di dimora. Ritiene che le decisioni delle autorità inferiori siano
contrarie al diritto e sproporzionate. Sostiene che il reato per cui egli è
stato condannato dal Tribunale penale non sarebbe di una gravità tale da dover
comportare il mancato rinnovo della sua autorizzazione di soggiorno. Anche le
sue precedenti contravvenzioni per violazione alla LDDS sarebbero da
considerare irrilevanti ai fini del giudizio, dal momento che il dipartimento
ne era a conoscenza da parecchio tempo e non gli aveva mai revocato il permesso
di dimora per tale motivo. Inoltre il Consiglio di Stato non avrebbe tenuto
sufficientemente conto del fatto che egli è sposato con una cittadina
dominicana residente in Svizzera dal 1984 e titolare di un permesso di
domicilio, dalla quale ha avuto un figlio.

 

 

                                  E.   All'accoglimento
del ricorso si oppongono sia il dipartimento sia il Consiglio di Stato
adducendo delle argomentazioni di cui si dirà, per quanto necessario, in
seguito.

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   1.1. In
materia di diritto degli stranieri, la competenza del Tribunale cantonale amministrativo
a statuire in merito ai gravami inoltrati avverso le decisioni del Consiglio di
Stato è data soltanto nella misura in cui queste ultime sono suscettibili di
essere impugnate con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale
(cfr. art. 10 lett. a LALPS).

 

1.2. Giusta l'art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3
OG, in materia di polizia degli stranieri il ricorso di diritto amministrativo
al Tribunale federale non è esperibile contro il rilascio o il rifiuto di
permessi al cui ottenimento la legislazione federale non conferisce un diritto.
L'art. 4 LDDS sancisce che l'autorità competente decide liberamente, nei limiti
delle disposizioni della legge e dei trattati con l'estero, in merito alla
concessione del permesso di dimora o di domicilio. Lo straniero ha quindi un
diritto all'ottenimento di un simile permesso solo laddove tale pretesa si fonda
su di una disposizione particolare del diritto federale o di un trattato internazionale
(DTF 122 II 3 consid. 1a, 388 consid. 1a con rinvii).

 

1.3. Non esiste tra la Confederazione
Svizzera e la Repubblica Dominicana alcun trattato che regoli in modo specifico
il soggiorno in Svizzera dei cittadini dominicani, accordo dal quale potrebbe
scaturire un diritto al rilascio o al rinnovo di un permesso di dimora.

 

1.4. Giusta l'art. 17 cpv. 2 prima frase
LDDS, lo straniero sposato con una persona in possesso del permesso di
domicilio ha diritto al rilascio e alla proroga del permesso di dimora fintanto
che i coniugi vivono insieme. In linea di principio, il ricorrente ha diritto
di ottenere il rinnovo della sua autorizzazione di soggiorno, dal momento che
egli è coniugato dal 12 febbraio 1998 con una cittadina dominicana titolare di
un permesso di domicilio e dalla quale avuto un figlio nell'agosto 1999. Non
muta questa conclusione il fatto che i coniugi non possono attualmente vivere
insieme in comunione domestica in quanto incarcerati presso il Penitenziario
cantonale, trattandosi di una situazione transitoria dettata da esigenze
estranee alla loro volontà. Pertanto, essendo la decisione impugnata
suscettibile di essere dedotta davanti al Tribunale federale mediante un
ricorso di diritto amministrativo, si deve concludere che la competenza di
questo Tribunale a statuire sull'impugnativa inoltrata da __________ è data in
virtù dell'art. 10 lett. a LALPS. Se il permesso richiesto possa essergli
rifiutato è una questione di merito, non di ammissibilità.

 

1.5. Lo straniero che ha uno stretto legame
di parentela con una persona che possiede un permesso di domicilio in Svizzera
può invocare, a protezione della propria vita familiare, l'art. 8 CEDU. In tal
caso, se il legame è intatto ed effettivamente vissuto, la libertà delle
autorità cantonali di negare un permesso di soggiorno (cfr. art. 4 LDDS) è
limitata e contro una decisione di rifiuto è ammissibile il ricorso di diritto
amministrativo dinanzi al Tribunale federale in applicazione dell'art. 100 cpv.
1 lett. b n. 3 OG (DTF 122 II 5 consid. 1e, 292 consid. 1e, 389 consid. 1b, 93
consid. 1c) e, di riflesso, nella presente sede attraverso il rinvio di cui all'art.
10 lett. a LALPS. Ai fini della ricevibilità non è tuttavia necessario
esaminare se tali requisiti siano adempiuti, dal momento che il ricorso è
ammissibile in virtù dell'art. 17 cpv. 2 LDDS.

 

1.6. Il gravame in oggetto, tempestivo (art.
46 cpv. 1 PAmm) e presentato da una persona senz'altro legittimata a ricorrere
(art. 43 PAmm), è pertanto ricevibile in ordine e può essere evaso sulla base
degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm).

 

 

                                   2.   2.1.
Giusta l'art. 17 cpv. 2 ultimo periodo LDDS, il diritto dello straniero al
rilascio o al rinnovo del permesso di dimora si estingue se questi viola
l'ordine pubblico. I motivi di estinzione di questo diritto sono tuttavia meno
severi di quanto richiesto dall'art. 7 cpv. 1 in fine LDDS, il quale stabilisce
che deve sussistere un motivo di espulsione (art. 10 LDDS) per negare al
coniuge straniero di un cittadino svizzero il rilascio o la proroga del
permesso sollecitato (DTF 120 Ib 130 consid. 4a). Difatti, una violazione
dell'ordine pubblico può risultare già dalla commissione di un'infrazione
oppure, in maniera più generale, da un comportamento riprensibile (Wurzburger,
La jurisprudence récente du Tribunal fédéral en matière de police des étrangers,
in: RDAF 53/1997 320). La decisione di rifiuto deve rispettare in tutti i casi
il principio della proporzionalità.

 

2.2. Il diritto al rispetto della vita
privata e famigliare di cui all'art. 8 CEDU non è assoluto. Un'ingerenza
nell'esercizio di tale diritto è ammissibile giusta l'art. 8 n. 2 CEDU "in
quanto tale ingerenza sia prevista dalla legge e in quanto costituisca una
misura che, in una società democratica, è necessaria per la sicurezza nazionale,
l'ordine pubblico, il benessere economico del paese, la prevenzione dei reati,
la protezione della salute o della morale, o la protezione dei diritti e delle
libertà altrui". In questo contesto, va effettuata una ponderazione di
tutti gli interessi pubblici e privati in gioco. In particolare, va esaminato
se si può esigere dai familiari aventi il diritto di risiedere in Svizzera che
lascino il nostro paese per seguire lo straniero al quale è stato rifiutato un
permesso di dimora. La facoltà di esigere la partenza della famiglia di uno
straniero dev'essere ammessa tanto più facilmente che la presenza in Svizzera
di costui, a causa del suo comportamento, risulta indesiderabile. Va altresì
precisato che il solo fatto che non si possa pretendere dai membri della
famiglia che lascino la Svizzera non costituisce, di per sé, un motivo sufficiente
per accogliere il ricorso (DTF 122 II 5 consid. 2; 120 Ib 130 consid. 4a).

 

 

                                   3.   3.1.
Nell'evenienza concreta, __________ ha interessato le autorità giudiziarie e
amministrative. Con decreto d'accusa 9 aprile 1998, il ricorrente è stato
condannato dal Procuratore pubblico al pagamento di una multa di fr. 300.– per
infrazione alla LDDS (soggiorno illegale). Per tale motivo, il 27 maggio 1998
egli è stato minacciato di espulsione dall'allora Sezione degli stranieri. Dal
1° agosto al 21 novembre __________ ha svolto un'attività lucrativa senza
autorizzazione (v. rapporto d'esecuzione 1° febbraio 1999 della Polizia
cantonale). Il 5 febbraio 1999 il dipartimento ha nondimeno rinnovato il
permesso di dimora all'insorgente, al fine di permettergli di continuare a
vivere insieme alla moglie. Il 23 febbraio 1999 __________ è stato ancora
punito, questa volta nel Canton Zurigo, con una multa di fr. 50.– per infrazione
alla LDDS (v. dati RIPOL 11 marzo 1999, agli atti). Il 20 aprile 1999 la
Sezione dei permessi e dell'immigrazione ha concesso ulteriore fiducia al
ricorrente, autorizzandolo a svolgere l'attività di cartomante alle dipendenze
della consorte. __________ ha tuttavia continuato a violare la legge. Il 16
marzo 2000 è stato condannato dalla Corte delle assise criminali - tra l'altro
- a 4 anni e 3 mesi di reclusione per infrazione alla LFStup, aggravata poiché
riferita ad un quantitativo di cocaina che egli sapeva o doveva presumere
essere tale da mettere in pericolo la salute di parecchie persone.
Contrariamente a quanto sostiene il ricorrente, il reato per cui egli è stato
punito dall'autorità giudiziaria unitamente alla moglie è grave, tanto più che
egli non è tossicodipendente (sentenza Corte delle assise criminali 16 marzo
2000, consid. 1.2. pag. 7). In particolare, il giudizio penale (consid. 4 pag.
12) ha evidenziato, che:

"I fatti in
esame e la colpa di entrambi gli accusati appaiono di sicura gravità, in
particolare dal profilo oggettivo, se appena si considerano i quantitativi importanti
di droga pesante (complessivamente 1.4 kg di cocaina) spacciati durante un
periodo prolungato di tempo anche se con periodi alterni di intensità. Inoltre
non si può dimenticare l'ulteriore finanziamento e quindi la messa a disposizione
di denaro per un ulteriore kg della stessa sostanza. I coniugi __________ hanno
comunque dimostrato una certa quale organizzazione procedendo prima della
vendita della droga regolarmente al taglio della stessa. In seguito nel 1999
quando già __________ era incinta e vicina alla maternità, non ha poi
disdegnato di occuparsi con il marito al finanziamento di un altro quantitativo
importante di cocaina, non limitandosi alla messa a disposizione del denaro ma
attivandosi anche per ottenere sollecitamente la droga che tardava ad arrivare.
Grave è il fatto quindi che i due coniugi, in attesa di diventare genitori, non
hanno trovato di meglio che occuparsi di traffico di cocaina per garantire il
loro sostentamento in modo comodo e senza fatica. Essi hanno agito solo per il
proprio tornaconto dimostrando con ciò una sicura mancanza di scrupoli".

 

Con il suo comportamento riprovevole tenuto
durante il suo breve soggiorno in Svizzera, __________ dimostra di non potere -
o di non volere - adattarsi all'ordinamento vigente del Paese che lo ospita.
Egli ha pertanto violato l'ordine pubblico elvetico.

 

3.2. Il provvedimento adottato dall'autorità
di prime cure deve rispettare il principio della proporzionalità. In questo
contesto, occorre ricordare che il Tribunale federale, nell'ambito della ponderazione
degli interessi contrapposti sul rilascio o il rinnovo di un permesso di
dimora, è estremamente rigoroso se lo straniero è stato punito per traffico di
stupefacenti (cfr. Wurzburger, op. cit., in: RDAF 53/1997 308). __________
risiede in Svizzera dal 1984 ed è al beneficio di un permesso di domicilio. Nel
1999 essa ha pure avuto un figlio dal ricorrente. Tuttavia, tali aspetti non
possono essere qualificati come preponderanti, considerato che __________, durante
il suo breve soggiorno in Svizzera, ha più volte dimostrato di essere indegno
dell'ospitalità concessagli dal nostro Paese; egli non invoca nemmeno
l'impossibilità, una volta scarcerato, di rientrare in patria. Non si può
inoltre escludere che la moglie dell'insorgente, anch'essa cittadina
dominicana, possa tornare con suo figlio a vivere nel suo Paese d'origine,
qualora decidesse di voler continuare a stare insieme al marito. Tanto più che
__________ è ancora piccolo e dipendente dalla madre, ragione per cui problemi
linguistici o di sradicamento dalla realtà elvetica non si pongono. In questo
modo le relazioni famigliari potranno essere senz'altro mantenute.

 

 

                                   4.   Rifiutando
di rinnovare il permesso di dimora al ricorrente, le autorità inferiori non
hanno disatteso gli art. 17 cpv. 2 LDDS e 8 CEDU. La decisione censurata non procede
da un esercizio abusivo del potere di apprezzamento che la legge riserva all'autorità
di polizia degli stranieri in ordine alla valutazione dell'adeguatezza della misura
adottata.

 

 

                                   5.   Sulla
scorta di quanto precede il ricorso deve essere pertanto respinto. La tassa di
giustizia e le spese seguono la soccombenza (art. 28 PAmm).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 1, 4, 17 cpv. 2 LDDS; 8 CEDU; 100 cpv.
1 lett. b n. 3 OG; 10 lett. a LALPS; 3, 18, 28, 43, 46, 60, 61 PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa e
le spese di giustizia, per complessivi di fr. 800.–, sono a carico del ricorrente.

 

 

                                   3.   Contro la
presente decisione è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale
a Losanna nel termine di 30 giorni dall'intimazione.

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  	 

	
   

  	
   

  

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario