# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 971f952b-17e2-5866-ae27-bc4316ef8807
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2019-09-04
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 04.09.2019 80.2019.28
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2019-28_2019-09-04.html

## Full Text

Incarti n.

  80.2019.28

  80.2019.29

  	
  Lugano

  4 settembre 2019

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea
  Pedroli, presidente,

  Mauro Mini, Raffaele
  Guffi

  

 

	
  segretaria

  	
  Sabrina
  Piemontesi-Gianola, vicecancelliera

  

 

 

	
  parti

  	
   RI
  1  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS
  1  

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso
  dell’8 gennaio 2019 contro la decisione del 7 dicembre 2018 in materia di condono
  delle imposte cantonale, comunale e federale diretta 2008 e delle multe per
  sottrazione d’imposta.

  

 

 

Fatti

 

 

                                  A.   Il 29.10.2014 si
teneva un incontro tra l’Ufficio delle procedure speciali e RI 1. In
particolare nel verbale di audizione s’indicava che, da una comunicazione del
Ministero pubblico, l’autorità fiscale aveva appreso l’esistenza di redditi non
imposti in precedenza e relativi al periodo fiscale 2008. Il contribuente
spiegava di essersi ammalato proprio nel corso di quell’anno e di non aver più
potuto seguire con la necessaria lucidità le proprie attività: riteneva
pertanto di aver agito per negligenza non controllando l’errata registrazione
contabile. Veniva pertanto stabilito, dinanzi all’Ufficio delle procedure
speciali, che i redditi non dichiarati relativi al periodo fiscale 2008
ammontavano a fr. 225'000.-.

                                  B.   Con istanza del
21/22.8.2018, RS 1 chiedeva il condono, a seguito della sua malattia, di quanto
restava da corrispondere, per il periodo fiscale 2008, dei debiti relativi alla
procedura di ricupero d’imposta e delle multe per sottrazione d’imposta, per un
ammontare di complessivi fr. 120'110.95. A sostegno della propria domanda
allegava la copia della sua richiesta di rendita d’invalidità, la conferma di
percepire uno stipendio di fr. 1'950.- (30% di 6'500.-), la copia del contratto
di locazione e la polizza dell’assicurazione malattia (per la quale era in
attesa di ricevere un sussidio definitivo). Il richiedente precisava di non
avere alcuna copertura assicurativa che gli corrispondesse delle indennità per
perdita di guadagno in seguito a malattia. In relazione alla sostanza (e meglio
metà dell’immobile di __________), il contribuente precisava che la stessa era
gravata da un’ipoteca immobiliare di fr. 140'000.-, interamente assunta da __________
(moglie dalla quale era separato volontariamente). RI 1 specificava che, in
caso di vendita dell’abitazione, avrebbe dovuto corrispondere fr. 16'000.- alla
LPP e fr. 30'000.- al 3° Pilastro.

 

 

                                  C.   Con decisione del
22.10.2018, l’Ufficio esazione e condoni (di seguito UEC) respingeva l’istanza
di condono. In particolare, sottolineava che, mediante verbale del 29.10.2014,
il contribuente si era impegnato a pagare il dovuto d’imposta sottratta,
stimato in circa fr. 140'000.- mediante dei versamenti liberi, entro il
31.12.2015, oltre che a fornire una garanzia all’UEC a copertura di quanto
dovuto. Aveva invece provveduto a versare solo fr. 22'500.-, con due pagamenti
del 17.3.2015 e del 31.3.2015. Il 26.2.2018 l’Ufficio delle procedure speciali gli
aveva notificato le decisioni di ricupero di imposta e di multa per sottrazione
d’imposta, per complessivi fr. 141'634.70. 

                                         Per quanto concerne la
situazione personale del contribuente, l’autorità specificava che, nato nel
1960, era separato e risultava essere socio e gerente della __________ e della __________,
nonché socio della società in nome collettivo __________. Dichiarava di
percepire un’entrata di fr. 1'950.- dalla __________ pari ad un’occupazione del
30%, rilevata un’inabilità al lavoro per il rimanente 70%. Nella decisione si
indicava che il contribuente aveva dichiarato di non percepire alcuna indennità
legata alla perdita di guadagno a causa di malattia. RI 1 aveva inoltre richiesto
la rendita AI, che era oggetto di esame da parte delle preposte autorità. A
livello di sostanza l’UEC rilevava come il richiedente fosse comproprietario in
ragione di ½ del foglio PPP __________ sul fondo base n. __________ sito nel
Comune di __________.

                                         In capo al richiedente vi
erano inoltre attestati per carenza beni per fr. 142'396.- in Ticino e, nel
Canton Grigioni, esecuzioni pendenti, per pretese di diritto pubblico e privato,
per complessivi fr. 21'696.60. 

                                         Poste tutte queste
premesse, l’UEC, respingeva la domanda di condono non ritenendo adempiute le
condizioni poste dal legislatore per concedere il condono e ricordando, a
sostegno della propria posizione, il tenore dell’art. 167 cpv. 3 LIFD secondo
cui “le multe e gli importi oggetto di ricupero d’imposta sono condonati
soltanto in casi eccezionali particolarmente fondati”. 

 

 

                                  D.   Contro questa
decisione, RI 1 presentava reclamo il 23/26.11.2018. L’insorgente ribadiva di
aver comprovato il suo stato di disagio tramite puntuale documentazione.
Precisava di essere inabile al lavoro nella misura del 100% e, nel caso in cui
questa condizione fosse persistita nel tempo, avrebbe dovuto fare capo alla
pubblica assistenza. Indicava inoltre di valutare l’opportunità di ritornare in__________,
a __________ o a __________, ritenuto che __________ non fosse più un luogo
adatto alle sue esigenze. Per il resto riteneva che i motivi addotti dall’UEC
per negare la domanda di condono, e meglio la mancata costituzione di garanzie
come anche l’applicazione dell’art. 167 cpv. 3 LIFD al suo caso fossero errate.

 

 

                                  E.   Con decisione del 7.12.2018,
l’UEC respingeva il reclamo. Ricordava che RI 1 con lettera del 13.3.2015,
aveva presentato un piano di pagamento che prevedeva 12 versamenti di fr.
7'500.- e un versamento di fr. 50'000.- per saldare i debiti derivanti dalla
procedura di ricupero e di sottrazione d’imposta. Allegava inoltre una
dichiarazione di disponibilità di prestito sottoscritta da __________, nel caso
in cui non fosse stato in grado di pagare con i propri mezzi. Malgrado
l’impegno assunto, il contribuente aveva unicamente corrisposto la somma di fr.
22'500.-. L’UEC sosteneva che di tale circostanza si dovesse tener conto nel
concedere o meno il condono. Oltre a ciò specificava che, i criteri per
decidere il condono delle multe e delle imposte oggetti di ricupero sono più
severi ed il condono può essere accordato unicamente in casi eccezionali e
particolarmente fondati. A ciò si aggiungeva pure che, in applicazione
dell’art. 167 cpv. 2 LIFD, il condono ha quale scopo quello di contribuire al
risanamento stabile e duraturo della situazione economica del contribuente.
Posto come in capo ad RI 1 già vi erano attestati per carenza beni per la somma
di fr. 142'936.-, l’autorità fiscale precisava che il condono di quanto
richiesto non avrebbe comportato comunque il risanamento stabile e duraturo
della situazione del reclamante.

 

 

 __________Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto
tributario, RI 1 insorge contro la decisione con la quale gli è stato negata la
domanda di condono. Ritiene che le motivazioni della prima decisione emessa
dall’UEC per negargli in condono differiscano da quelle lette nella decisione
su reclamo. Contesta poi che a suo carico esistano attestati di carenza beni
per fr. 142'936.-: ad ogni modo l’autorità non avrebbe prodotto i relativi
giustificativi. Per sua parte il ricorrente ritiene di aver sufficientemente
esposto i motivi per i quali si trova attualmente in una situazione di
“disagio” economico.

 

 

                                  G.   Con osservazioni del 10.1.2019,
l’UEC si riconferma nella decisione impugnata. Anche i Comuni di __________ e __________o,
interpellati, chiedono che il ricorso venga respinto.

 

 

                                  H.   Con scritto
14/15.3.2019 RI 1 allega agli atti la sentenza emessa dal Tribunale
amministrativo del Canton Grigioni, mediante la quale è stata accolta la sua
richiesta relativa al condono delle imposte cantonali, federali e comunali per
i periodi fiscali dal 2014 al 2016.

 

 

Diritto

 

 

                                   1.   1.1.

                                         A partire dall’1.1.2016 è
entrata in vigore la nuova Legge federale sul condono dell’imposta (RU 2015 9).
Lo scopo principale di questa legge è la delega integrale della competenza ai
cantoni di giudicare le domande di condono in materia d’imposta federale
diretta.

                                         Con questa nuova legge
federale, i cantoni sono gli unici responsabili per l’esame di (tutte) le
domande di condono concernenti l’imposta federale diretta, sono state
modificate alcune disposizioni dell’Ordinanza sul condono d’imposta (RS
642.121) e sono state inserite nella Legge sull’imposta federale diretta (LIFD,
RS 642.11) delle disposizioni che prima si trovavano nell’ordinanza (per
esempio: alcuni motivi di diniego del condono elencati nel nuovo art. 167a
LIFD, i diritti e gli obblighi procedurali del richiedente previsti all’art.
167d LIFD; Vorpe, Novità
legislative nel campo del diritto tributario, RtiD II-2015, p. 515 ss.).

 

                                         1.2.

                                         Nel caso concreto, la decisione
nell’ambito della richiesta di condono per l’IFD, l’IC e l’ICom 2008
(dipendente da una procedura di ricupero d’imposta e di multa per sottrazione
fiscale) è stata emanata dall’autorità cantonale competente per il condono il 22
ottobre 2018. Di conseguenza, alla procedura di condono in oggetto si applica
il nuovo diritto (art. 205e cpv. 2 LIFD e per analogia anche in materia di
imposte cantonali e comunali, secondo l’art. 22 cpv. 2 del Regolamento della
legge tributaria del 18 ottobre 1994 [RLT; RL 10.2.1.1.1], nella versione in
vigore dall’1.1.2016).

 

                                         1.3.

                                         L’autorità competente a deliberare
in merito alle domande di condono in materia d’imposte cantonali (art. 22 cpv.
1 RLT) e d’imposte federali dirette (cfr. art. 167b LIFD e art. 8 cpv. 1
dell’Ordinanza federale concernente l’esame delle domande di condono
dell’imposta federale diretta, RS 642.121; art. 4 cpv. 5 del Regolamento di
applicazione della Legge federale sull’imposta federale diretta, RL 10.2.5.1) è
l’Ufficio esazione e condoni.

                                         Dal 1° gennaio 2009, in
virtù della nuova garanzia della via giudiziaria prevista dall’art. 29a Cost.
fed., le decisioni dell’UEC sono impugnabili dinanzi a questa Camera (art. 246
cpv. 3 LT e 5a del Regolamento di applicazione della Legge federale sull’imposta
federale diretta, rispettivamente art. 167g LIFD).

 

                                         1.4.

                                         Gli importi non ancora
corrisposti per i quali è chiesto il condono devono fondarsi su decisioni di
tassazione passate in giudicato (art. 7 cpv. 1 dell’Ordinanza federale).
Inoltre, secondo l’art. 167 cpv. 4 LIFD, la domanda di condono dev’essere
presentata alla competente autorità prima della notificazione del precetto
esecutivo.

 

 

                                   2.   2.1.

                                         Secondo l’art. 246 LT, di
uguale tenore dell’art. 167 LIFD, al contribuente caduto nel bisogno, per il
quale il pagamento dell’imposta, dell’interesse o della multa per
contravvenzione tornerebbe oltremodo gravoso, gli importi dovuti possono essere
interamente o parzialmente condonati.

                                         Il condono è la definitiva
rinuncia dello Stato a percepire un tributo secondo il diritto vigente (Beusch, Der Untergang der
Steuerforderung, Zurigo 2012, p. 188). Le ragioni di una simile rinuncia – che
provoca l’estinzione di un credito fiscale spettante alla collettività pubblica
– vanno essenzialmente ricercate nella “persona” del debitore, segnatamente
nelle sue difficili condizioni personali e/o economiche, di cui non si è
necessariamente tenuto conto nella procedura di tassazione. I motivi ultimi che
reggono l’istituto del condono possono essere considerati di natura umanitaria,
socio-politica oppure finanziaria. In definitiva, esso viene concesso perché si
ritiene che l’esistenza economica di un contribuente debba essere per quanto
possibile preservata (decisione TAF n. A-2250/2007 dell’11 marzo 2009).

                                      

                                         2.2.

                                         Il condono non va tuttavia
confuso con un cosiddetto “atto di grazia” al di sopra della legge. Al fine di
garantire la parità di trattamento, secondo l’art. 8 Cost. fed., esso deve anzi
rimanere l’eccezione ed essere accordato solo in presenza di precisi presupposti
(Beusch, op. cit., n. 6 ad art.
167 LIFD, p. 603; Filippini/ Mondada,
Il condono fiscale nelle imposte dirette: un “diritto” giustiziabile alla luce
dell’art. 29a della Costituzione federale, in: RtiD I-2008, p. 468).

                                         In base al testo degli art.
246 LT e 167 LIFD, ne occorrono due cumulativi:

·       
l’esistenza di una situazione di bisogno 

·        
e conseguenze oltremodo gravose dovute al pagamento del debito
fiscale.

                                         Tali
concetti sono precisati dall’Ordinanza federale (RS 642.121), cui rinvia anche l’art.
22 cpv. 2 del Regolamento della Legge tributaria ticinese (RLT).

 

 

                                   3.   3.1.

                                         3.1.1.

                                         Come già ricordato,
secondo l’art. 246 cpv. 1 LT, su domanda del contribuente caduto nel bisogno,
per il quale il pagamento dell’imposta, dell’interesse o della multa per
contravvenzione tornerebbe oltremodo gravoso, gli importi dovuti possono essere
in tutto o in parte condonati; ciò poiché appunto il condono dell’imposta ha lo
scopo di contribuire al risanamento duraturo della situazione economica del
contribuente e deve profittare al contribuente stesso e non ai suoi creditori.

 

 

                                         3.1.2.

                                         L’art.
2 cpv. 1 dell’Ordinanza sul condono dell’imposta stabilisce in quali casi si
possa considerare che una persona fisica sia caduta nel bisogno (art. 167 cpv.
1 LIFD) e meglio:

·          
quando le sue risorse finanziarie non bastano a garantire il
minimo esistenziale secondo il diritto in materia di esecuzione e fallimento
(lit. a); 

·          
o quando l’intero importo dovuto è
sproporzionato rispetto alla sua capacità finanziaria (lit. b).

                                         Secondo il capoverso 2
dell’art. 2 dell’Ordinanza, esiste una situazione di bisogno quando l’intero
importo dovuto dal contribuente è sproporzionato rispetto alla sua capacità
finanziaria e, per le persone fisiche, si ha sproporzione segnatamente quando il
debito fiscale, nonostante la riduzione del tenore di vita al minimo
d’esistenza, non può essere estinto completamente entro un termine ragionevole,
cioè quando il pagamento dell’imposta – a meno di privazioni eccessive da parte
del contribuente – non sia possibile (Curchod,
in: Yersin/Noël [a cura di], Commentaire de la loi fédérale sur l’impôt fédéral
direct, 2a ediz., Basilea 2017, ad art. 167 LIFD, p. 1912-1913).

 

                                         3.2.

                                         All’art. 3 dell’Ordinanza sul
condono dell’imposta sono indicate le cause di bisogno per le persone fisiche (la
lista non è esaustiva).

                                         In particolare, vengono
considerate come cause che possono condurre una persona fisica a una situazione
di bisogno (art. 3 cpv. 1 dell’Ordinanza):

·          
un peggioramento essenziale e persistente della sua situazione
economica a contare dal periodo fiscale oggetto della domanda di condono dovuto
a: oneri straordinari per il mantenimento della famiglia od obblighi di
mantenimento (art. 3 cpv. 1 lit. a cifra 1); 

·          
costi elevati a seguito di malattia, infortunio o cura non
sopportati da terzi (art. 3 cpv. 1 lit. a cifra 2);

·          
un lungo periodo di disoccupazione (art. 3 cpv. 1 lit. a cifra
3).

·          
un forte indebitamento dovuto a spese straordinarie che sono in
relazione con la situazione personale e delle quali la persona non è
responsabile (art. 3 cpv. 1 lit. b).

 

                                         3.3.

                                         Il capoverso 2 dell’art. 3
dell’Ordinanza precisa che, se la situazione di bisogno è imputabile ad altre
cause, l’autorità di condono non può rinunciare alle legittime pretese della
Confederazione a vantaggio di altri creditori. Se altri creditori rinunciano
totalmente o parzialmente ai loro crediti, può essere accordato un condono
nella stessa proporzione percentuale, sempre che questo contribuisca al
risanamento duraturo della situazione economica della persona (art. 167 cpv. 2
LIFD).

                                         In particolare, sono
considerate altre cause le fideiussioni (lit. a), gli elevati pegni immobiliari
(lit. b), i debiti del piccolo credito dovuti a un tenore di vita elevato (lit.
c) e considerevoli perdite commerciali o di capitale per le persone esercitanti
un’attività lucrativa indipendente, se ciò mette in pericolo l’esistenza
economica della persona e i posti di lavoro (lit. d)

                                         Secondo il capoverso 3
dell’art. 3 dell’Ordinanza, nemmeno le perdite di reddito e le spese che sono
già state prese in considerazione all’atto della tassazione o del calcolo
dell’imposta non sono riconosciute come cause.

 

                                         3.4.

                                         Per quanto attiene i
motivi di diniego del condono, essi sono stabiliti all’art. 167a LIFD.

                                         Segnatamente, il condono
dell’imposta può essere negato in tutto o in parte se il contribuente:

a.    ha violato
gravemente o reiteratamente i suoi obblighi nella procedura di tassazione
rendendo in tal modo impossibile la valutazione della sua situazione finanziaria
nel periodo fiscale in questione;

b.    a partire dal
periodo fiscale cui si riferisce la domanda di condono non ha costituito
riserve nonostante ne avesse i mezzi;

c.    alla scadenza
del credito fiscale non ha eseguito pagamenti nonostante ne avesse i mezzi;

d.    ha causato la
propria incapacità contributiva rinunciando volontariamente, senza motivi
importanti, a redditi o beni, conducendo un tenore di vita eccessivo o tenendo
un analogo comportamento imprudente o gravemente negligente;

e.    durante il
periodo oggetto della valutazione ha privilegiato altri creditori.

 

                                         3.5.

                                         3.5.1.                                                                       

                                         L’art. 167 cpv. 3 LIFD
stabilisce che le multe e gli importi oggetto di ricupero d’imposta sono
condonati soltanto in casi eccezionali particolarmente fondati.

 

                                         3.5.2.

                                         Per quanto concerne in
particolar modo le multe inflitte per sottrazione d’imposta, le condizioni
poste per poter ottenere un condono sono particolarmente stringenti. Non è
pertanto più sufficiente che il contribuente si trovi in una situazione di
difficoltà finanziaria: la sua stessa esistenza economica deve essere messa a
repentaglio (in altri termini non è sufficiente la mera “situazione di
bisogno”). Tali esigenze accresciute sono giustificate per il fatto che in
relazione al calcolo della multa, si è già tenuto conto della situazione
economica del contribuente. Tenerne nuovamente conto nell’ambito della
procedura di condono significherebbe prendere tale elemento due volte in
considerazione, ciò che non appare giustificato (Curchod, in: Noël/Aubry Girardin [a cura di], Commentaire
romand de la LIFD, 2a ed., Basilea 2017, n. 23 ad art. 167 LIFD; Richner/Frei/Kaufmann/Meuter,
Handkommentar zum DBG, 3a ediz., Zurigo 2016, n. 16 ad art. 167 LIFD;
Messaggio concernente la Legge sul condono dell’imposta del 23.10.2013, in FF
2013 7251).

 

                                         3.6.

                                         In questi ultimi anni, si
è sviluppata una prassi in questo settore che potrebbe essere riassunta con la
nozione di «meritevole di condono» (cfr. sentenza TF 2D_54/2011 del 16.2.2012
consid. 3.4.).

                                         Con l’enumerazione non esaustiva
di comportamenti che rendono il contribuente immeritevole del condono
dell’imposta, questa prassi è sancita a livello di legge. Affinché il condono
sia concesso, il richiedente deve quindi esporre la sua situazione economica
presente e passata e dimostrare di non avere tenuto comportamenti contrari
all’interesse generale (Messaggio concernente la legge sul condono
dell’imposta, nr. 13.087 del 23.10.2013, p. 7252-7253).

 

                                         3.7.

                                         Quando, nonostante la
riduzione del tenore di vita al minimo d’esistenza, il debito fiscale non può
essere completamente estinto entro un termine ragionevole, non è soltanto
adempiuta la condizione del bisogno, ma anche quella del grave rigore (Beusch, op. cit., n. 18 ad art. 167
LIFD, p. 608; Richner/Frei/ Kaufmann/
Meuter, op. cit., n. 20 ad art. 167 LIFD, p. 1664). Le due condizioni
non possono essere definite separatamente l’una dall’altra, sovrapponendosi in
larga misura. A differenza della situazione di bisogno, la seconda condizione
del grave rigore non si sofferma tuttavia sulla sola situazione
economica del debitore, ma prende in considerazione anche altre circostanze, e,
in particolare, ragioni di equità (decisione TAF n. A-7824/2008 del 15
novembre 2010).

                                         Conseguenze oltremodo
gravose possono risultare, per esempio, dal continuo e costante deterioramento
della situazione economica del contribuente oppure dalle stesse cause che
conducono ad una situazione di bisogno: un
lungo periodo di disoccupazione, elevati oneri familiari, una prolungata
malattia oppure ancora un grave incidente (decisioni TAF n. A-32324/2011
del 23 aprile 2012, n. A-6866/2008 del 2 marzo 2011, n. A-6466/2008 del 1°
giugno 2010).

 

                                         3.8.

                                         Secondo l’art. 10
dell’Ordinanza (RS 642.121) l’autorità di condono decide in merito alla domanda
di condono tenendo conto di tutti i fatti essenziali necessari alla valutazione
delle condizioni e dei motivi di diniego, in particolare:

a.    dell’intera
situazione economica del richiedente al momento della decisione;

b.    dell’evoluzione
a partire dal periodo fiscale a cui si riferisce la domanda;

c.    delle
prospettive economiche del richiedente; 

d.    delle misure
adottate dal richiedente finalizzate al miglioramento della sua capacità
economica.

 

 

                                   4.   4.1.

                                         Come visto, il condono non
deve essere confuso con un cosiddetto “atto di grazia” al di sopra della legge:
deve rimanere l’eccezione ed essere accordato solo in presenza di presupposti
precisi.

                                         L’art. 167 cpv. 2 LIFD
stabilisce che il condono dell’imposta ha lo scopo di contribuire al
risanamento duraturo della situazione economica del contribuente. Deve
profittare al contribuente stesso e non ai suoi creditori.

                                         Affinché il condono
dell’imposta sia concesso, il richiedente deve esporre la sua situazione
economica presente e passata e dimostrare di non avere tenuto comportamenti
contrari all’interesse generale, per esempio favorendo uno o l’altro dei suoi
creditori (Messaggio concernente la legge sul condono dell’imposta, nr. 13.087
del 23.10.2013, p. 7252-7253).

 

                                         4.2.

                                         Nel momento in cui ha
inoltrato la propria domanda di condono, il ricorrente aveva una situazione
debitoria molto compromessa: gli ACB pendenti nei suoi confronti ammontavano a
ben fr. 142'396.- (solo nel Cantone Ticino). Il ricorrente ha inanellato una
serie di attestati carenza beni già a far tempo dal 1996, i cui crediti, ormai
prescritti, ammontano all’importante somma di oltre 353'079.- (cfr. registro
degli attestati di carenza beni).

                                         Secondo l’art. 149a
cpv. 1 LEF il credito accertato mediante un attestato di carenza beni si
prescrive in venti anni dal rilascio dell’attestato di carenza beni.

                                         Non è noto se il decorso
del termine di prescrizione sia stato eventualmente interrotto per determinati
crediti. Se così non fosse, i crediti accertati mediante ACB dovrebbero ormai essere
prescritti.

                                         Dal Registro delle
esecuzioni del Canton Grigioni si apprende inoltre che il contribuente ha in
corso procedure esecutive per fr. 21'696.60.

 

                                         4.3.

                                         Ora, qualora gli
importanti crediti accertati mediante ACB fossero prescritti, ci si potrebbe
chiedere se effettivamente la situazione debitoria del ricorrente sia, come
indicato in un primo tempo dall’UEC, così compromessa da giustificare per ciò
stesso la reiezione dell’istanza di condono. 

                                         Per le ragioni che
seguono, non sono comunque adempiute le condizioni per concedere il condono
dell’imposta a RI 1, ritenuto come, nel caso di specie, la domanda verta su
importi discendenti da ricupero d’imposta e multe per sottrazione d’imposta.

 

                                         4.4.

                                         4.4.1.

                                         Il contribuente sostiene
di non essere in grado di far fronte al pagamento delle imposte arretrate,
stabilite dall’Ufficio delle procedure speciali, poiché è inabile al lavoro a
seguito di una malattia. Egli sarebbe in attesa di ricevere una risposta relativa
alla sua richiesta di rendita AI.

 

                                         4.4.2.

                                        Con scritto del 13.3.2015,
RI 1 si era impegnato a corrispondere mensilmente l’importo di fr. 7'500.- per
tutto il 2015. Nel mese di novembre 2015 aveva inoltre indicato che avrebbe
versato pure la somma di fr. 50'000.- per poter giungere al dovuto richiesto,
stabilito in fr. 140'000.-. Come visto ha invece provveduto unicamente a
saldare tre rate, per complessivi fr. 22’500.-. 

 

                                         4.4.3.

                                         Dagli atti l’insorgente
risulta pure socio e gerente delle società __________, della __________ e della
__________. Egli ha tuttavia sottaciuto, nel formulario di richiesta del
condono, di aver costituito il 1.5.2015, sempre come socio e gerente la __________
(ora __________), società con sede a__________ (GR) e di cui detiene tutte le
quote del capitale sociale di fr. 20'000.-. Ora ci si chiede per quale ragione
il ricorrente, invece di onorare il suo debito con l’erario ticinese, abbia
ritenuto opportuno costituire una società dallo scopo perfettamente simile alle
società di cui era già socio e gerente in Ticino. Neppure è dato a sapere dove
il qui ricorrente abbia trovato i mezzi per far fronte alla costituzione della
società.

 

                                         4.5.

                                         Come più volte ribadito in
precedenza, gli importi per i quali il contribuente richiede il condono
dipendono da una procedura dell’Ufficio delle procedure speciali (ricupero
d’imposta e multa per sottrazione fiscale). Come visto, proprio la legge impone
che la situazione del contribuente, nell’ottica di una concessione del condono,
debba essere valutata in maniera particolarmente rigorosa. Negare il condono
dovrebbe equivalere, all’atto pratico, alla messa in pericolo della stessa
esistenza economica del richiedente.

 

                                         4.6.

                                         Ora, nel caso in esame,
dagli atti emerge che la situazione del richiedente non è sicuramente delle più
solide dal punto di vista economico. Dagli atti sembrerebbe che a malapena
riesca a pagare la pigione e sostentarsi con la rimanenza (al di sotto della
soglia del minimo vitale). Tuttavia, il mancato condono delle imposte e multe
in parola non compromette la sua esistenza economica. Va infatti ricordato che,
fintanto che era abile al lavoro, ha sempre continuato ad esercitare la propria
attività legata alle società di cui era socio e gerente, nonostante nei suoi
confronti fossero stati emessi ACB per centinaia di migliaia di franchi. Lo
stesso RI 1 specifica che è in attesa di ricevere una rendita AI,
rispettivamente prospetta, in caso negativo, di accedere alle prestazioni
assistenziali. A ciò va pure aggiunto che il richiedente ha in corso procedure
esecutive per almeno fr. 21'696.60 (dati del 17.10.2018).

 

                                         4.7.

                                         Ora, tutto ben ponderato, analizzando
l’insieme delle circostanze (non da ultimo la costituzione di una società nel
Canton Grigioni) e viste le stringenti condizioni poste dall’art. 167 cpv. 3
LIFD, si deve concludere che l’UEC ha correttamente ritenuto di non dover
concedere il condono richiesto.

 

 

                                         4.8.

                                         Le conclusioni di cui
sopra non possono essere mutate neppure dall’esito della sentenza del Tribunale
amministrativo del Canton __________ del 10.1.2019 (inc. A 18 28), con la quale
al qui ricorrente è stato concesso il condono per le imposte non ancora pagate,
cantonali e federali per gli anni 2014 – 2016. Si ricorda che, a differenza
della situazione riguardante il Canton Grigioni, il caso che qui ci occupa è
relativo ad imposte legate ad una procedura per sottrazione e ricupero
d’imposta: il condono, in questo caso è sottoposto alle più severe condizioni
poste dall’art. 167 cpv. 3 LIFD. Inoltre la sentenza grigionese non vincola in
alcuna misura le autorità amministrative e giudiziarie ticinesi, che verificano
autonomamente se sono o meno rispettati i requisiti per ottenere il condono
delle imposte.

 

 

                                   5.   Il ricorso è
respinto. La Camera rinuncia a titolo eccezionale al prelievo della tassa di
giustizia e delle spese: ciò evita allo Stato del Canton Ticino di dover –
verosimilmente – avviare un’ulteriore procedura esecutiva per l’incasso delle
medesime, con l’aggravio sia della situazione debitoria del ricorrente da una
parte, sia delle spese ingenerate dall’avvio di una procedura esecutiva per lo
Stato.

 

 

                                   6.   Con la Legge
federale concernente la nuova disciplina del condono d’imposta è stata
parimenti aperta la via del ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale (prima dell’1.1.2016 era aperta unicamente la via del ricorso
sussidiario in materia costituzionale). Tuttavia, secondo l’art. 83 lit. m
LTF il ricorso in materia di diritto pubblico è ammissibile unicamente contro
le decisioni in ambito del condono dell’imposta federale diretta o dell’imposta
cantonale o comunale sul reddito e sull’utile se concerne una questione di
diritto di importanza fondamentale o se si tratta, per altri motivi, di un caso
particolarmente importante (in merito si veda anche Vorpe, op. cit., p. 518 ss. e per la nozione di “caso
particolarmente importante” p. 521 ed anche il Messaggio concernente la legge
sul condono dell’imposta, p. 7248). Resta impregiudicato il ricorso sussidiario
in materia costituzionale secondo gli artt. 113 ss. LTF.

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

                                      

                                   2.   Non si prelevano né tassa
di giustizia né spese processuali.

 

                                   3.   Contro il presente giudizio
il ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna è
ammissibile, entro 30 giorni, se concerne una questione di diritto di
importanza fondamentale o se si tratta per altri motivi di un caso
particolarmente importante (art. 82 ss., in particolare art. 83 lit. m
LTF).

 

                                   4.   Intimazione a: 

	
   

  	
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per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

Il
presidente:                                                         La segretaria: