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**Case Identifier:** ae3a360a-7f19-599c-b689-03b866088c7d
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2023-10-05
**Language:** it
**Title:** Graubünden Kantonsgericht I. Zivilkammer 05.10.2023 ZK1 2022 171
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_KG_006_ZK1-2022-171_2023-10-05.pdf

## Full Text

Kantonsgericht von Graubünden
Dretgira chantunala dal Grischun
Tribunale cantonale dei Grigioni

Sentenza del 5 ottobre 2023 

N. d'incarto ZK1 22 171

Istanza Prima Camera civile 

Composizione Richter, presidente
Cavegn e Moses
Bensbih, attuaria

Parti A._____
reclamante
patrocinato dall'avv. Roberto A. Keller
Via de la Grida 11, 6535 Roveredo GR 

contro

B._____
resistente 
patrocinata dall'avv. Chiarella Rei-Ferrari
Via Alberto di Sacco 8, Casella postale 1036, 6501 Bellinzona 

Oggetto azione di divorzio unilaterale (spese giudiziarie)

Atto impugnato decisione del Tribunale regionale Moesa del 01.09.2022, comuni-
cata il 27.09.2022 (n. d'incarto 115-2019-22).

Comunicazione 9 ottobre 2023

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Ritenuto in fatto:

A. In data 23 agosto 2019 A._____ ha presentato al Tribunale regionale 
un'azione di divorzio non motivata nei confronti della coniuge B._____, con la 
quale ha postulato l'affidamento della figlia alla madre con esercizio congiunto 
dell'autorità parentale e diritto di visita paterno standard, proponendo di versare 
alla figlia un contributo alimentare di CHF 1'420.00 mensili, assegni familiari 
compresi, nonché chiedendo lo scioglimento del regime matrimoniale. Il tutto con 
protesta di tasse, spese e ripetibili. 

B. All'udienza di conciliazione del 18 settembre 2019, le parti non hanno 
trovato un'intesa, per cui il Tribunale regionale ha assegnato al marito un termine 
di 30 giorni per presentare la motivazione scritta della petizione. 

C. In data 15 ottobre 2019 A._____ ha motivato la sua petizione di divorzio. 
Egli si è sostanzialmente riconfermato nelle proprie richieste, aumentando però il 
contributo alimentare offerto in favore della figlia a CHF 1'626.00 mensili, oltre 
assegni familiari. 

D. Con risposta del 15 gennaio 2020 B._____ ha aderito al principio del 
divorzio e a buona parte delle proposte riguardanti la figlia, eccezion fatta per la 
durata dell'obbligo contributivo – da lei richiesto sino al termine della formazione 
adeguata della figlia e non solo sino alla maggiore età come offerto dal padre – e 
dell'importo a titolo di contributi arretrati sempre in favore della figlia. La moglie ha 
inoltre richiesto il versamento di un contributo alimentare in suo favore di 
CHF 1'000.00 mensili, nonché il pagamento dei contributi alimentari arretrati in suo 
favore e il versamento di CHF 750'000.00 per la liquidazione del regime 
matrimoniale. 

E. Con replica del 19 febbraio 2020 il marito ha sostanzialmente riconfermato 
la propria posizione, chiedendo però in tale sede l'affidamento della figlia e 
opponendosi al versamento di qualsiasi importo a titolo di contributi alimentari 
arretrati in favore di quest'ultima, a titolo di contributi alimentari per la moglie e 
arretrati, e a titolo di liquidazione del regime matrimoniale. Con duplica del 
23 aprile 2020, la moglie ha ribadito la propria posizione. 

F. Terminata l'istruttoria, le parti hanno di comune accordo rinunciato al dibat-
timento finale, rimettendosi al contenuto delle rispettive conclusioni. 

G. Nel suo memoriale conclusivo del 19 maggio 2022 il marito ha anzitutto ri-
proposto di regolare gli aspetti legati alla custodia e all'autorità parentale della fi-

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glia, nonché al relativo diritto di visita, così come indicato in petizione. Egli ha inol-
tre ridotto il contributo alimentare offerto in favore della figlia a CHF 890.00, asse-
gni familiari compresi, e proposto un importo di CHF 5'350.00 a titolo di liquidazio-
ne del regime matrimoniale. 

H. Con le conclusioni del 15 giugno 2022 la moglie ha ridotto, sulla base delle 
risultanze peritali, la pretesa a titolo di liquidazione del regime matrimoniale a 
CHF 257'959.00, aggiungendo anche l'importo di CHF 25'000.00 per la liquidazio-
ne di una polizza terzo pilatro intestata al marito. 

I. Con decisione del 1° settembre 2022, comunicata con motivazione scritta 
(limitatamente ai dispositivi n. 14 e 15) il 27 settembre 2022, in sostanza il Tribu-
nale regionale ha sciolto per divorzio il matrimonio contratto dalle parti, affidato la 
figlia alla madre con esercizio congiunto dell'autorità parentale, disciplinato il diritto 
di visita paterno, obbligato il marito a versare alla figlia un contributo alimentare di 
CHF 1'636.00 mensili, oltre assegni familiari, fino alla maggiore età, e 
CHF 6'440.85 a titolo di contributi arretrati, ha negato un contributo alimentare in 
favore della moglie, così come eventuali contributi arretrati, ha ordinato al marito di 
versare alla moglie CHF 100'000.00 a titolo di liquidazione del regime matrimonia-
le e ha riconosciuto alla moglie l'importo di CHF 99'434.55 a titolo di conguaglio 
delle prestazioni previdenziali. Le spese processuali di complessivi CHF 10'655.80 
(costituiti da CHF 6'000.00 di tassa di giustizia, CHF 1'240.00 di spese per 
l'ascolto della figlia e CHF 3'415.80 di spese peritali) sono state poste a carico dei 
coniugi in ragione di 1/3 al marito e 2/3 alla moglie, e quest'ultima è stata 
condannata a rifondere al marito l'importo forfetario di CHF 5'000.00 a titolo di 
ripetibili ridotte. 

L. Contro il dispositivo sulle spese giudiziarie appena citato, in data 24 ottobre 
2022 (data del timbro postale) A._____ (in seguito: reclamante) ha presentato 
reclamo al Tribunale cantonale, chiedendone la riforma nel senso di porre le 
spese processuali pari a complessivi CHF 10'655.80 a carico dei coniugi in 
ragione di 1/7 al marito e 6/7 alla moglie e di condannare quest'ultima a rifondere 
al marito CHF 27'105.00 a titolo di ripetibili ridotte. Il tutto con protesta di tasse, 
spese e ripetibili. 

M. Il reclamante ha tempestivamente versato l'anticipo delle spese di 
CHF 1'500.00, richiestogli dal Tribunale cantonale con decreto del 25 ottobre 
2022. 

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N. In data 24 novembre 2022 (data del timbro postale), B._____ (in seguito: 
resistente) ha inoltrato la propria risposta al reclamo, postulando la reiezione del 
gravame, con protesta di tasse, spese e ripetibili. 

O. Con scritto del 25 novembre 2022 il Tribunale cantonale ha trasmesso per 
conoscenza al reclamante la risposta della resistente, informandolo del fatto che 
non fosse previsto un ulteriore scambio di scritti. 

P. Sono stati acquisiti gli atti della procedura di prima istanza. La causa è ma-
tura per il giudizio. 

Considerando in diritto:

1.1. In merito all'ammissibilità del reclamo si osserva che la decisione sulle 
spese giudiziarie è di regola parte della decisione finale (art. 104 cpv. 1 CPC) ed è 
così impugnabile unitamente alla relativa decisione finale, dove è pure previsto il 
dispositivo sulle spese. In tal caso l'impugnazione delle spese sottostà alla 
medesima via di ricorso (appello o reclamo) applicabile alla decisione finale 
(Trezzini, in: Trezzini/Fornara/Cocchi/Bernasconi/Verda Chiocchetti [edit.], 
Commentario pratico al Codice di diritto processuale civile svizzero, vol. 1, 2a ed., 
Lugano 2017, n. 1 ad art. 110 CPC). Giusta l’art. 110 CPC invece, laddove il 
dispositivo sulle spese giudiziarie è impugnato in modo indipendente – come nella 
presente fattispecie – è dato solo il rimedio del reclamo, da sollevare entro 30 
giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 1 CPC). Nel caso concreto, il reclamo, in-
terposto il 24 ottobre 2022, è stato proposto entro il termine di 30 giorni dalla 
notifica della decisione parzialmente motivata ed è pertanto tempestivo, così come 
è tempestiva la risposta del 24 novembre 2022 della resistente (art. 322 CPC). Si 
può dunque entrare nel merito del reclamo ammesso che questo sia sufficiente-
mente motivato. 

1.2. Competente per statuire in merito alla presente vertenza è la Prima Camera 
civile del Tribunale cantonale (artt. 7 cpv. 1 LACPC [CSC 320.100] e 6 cpv. 1 
lett. a OOTC [CSC 173.100]). 

1.3. L'art. 320 CPC prevede che con il rimedio del reclamo possono essere 
censurati l’applicazione errata del diritto (lett. a) e/o l'accertamento 
manifestamente errato dei fatti (lett. b). 

1.4. L'atto di reclamo deve contenere i motivi di fatto e di diritto sui quali si fonda 
ed essere motivato (art. 321 cpv. 1 CPC). L'insorgente deve confrontarsi con la 
decisione di prima istanza, indicando per quali ragioni siano errate le 

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argomentazioni dell'autorità inferiore. Tale confronto è essenziale alla ricevibilità 
del gravame (DTF 141 III 569 consid. 2.3.3; 138 III 374 consid. 4.3.1; 
TF 5D_43/2019 del 24.5.2019 consid. 3.2.2.1; Francesca Verda Chiocchetti, in: 
Trezzini/Fornara/Cocchi/Bernasconi/Verda Chiocchetti [edit.], Commentario 
pratico al Codice di diritto processuale civile svizzero, vol. 2, 2a ed., Lugano 2017, 
n. 21 e seg. ad art. 311 CPC). Ciò che non viene contestato o non viene 
sufficientemente motivato non deve essere esaminato dall'autorità di ricorso, ed è 
di principio valido, salvo si tratti di errori manifesti. Nelle procedure di reclamo il 
principio "iura novit curia" (art. 57 CPC) viene quindi relativizzato (Christoph Hurni, 
in: Hausheer/Walter [edit.], Berner Kommentar, Schweizerische 
Zivilprozessordnung, Art. 1-149 ZPO, vol. 1, Berna 2012, n. 21 e 39 segg. ad 
art. 57 CPC). Nella relativa procedura, salvo casi che qui non ricorrono (art. 326 
cpv. 2 CPC), non sono ammesse né nuove conclusioni, né l'allegazione di nuovi 
fatti, né la produzione di nuovi mezzi di prova (art. 326 cpv. 1 CPC). In concreto, il 
reclamante sostiene che la valutazione dell'insieme della procedura di divorzio 
operata dai giudici di prime cure per la ripartizione delle spese giudiziarie e per la 
fissazione delle spese ripetibili sarebbe arbitraria (act. A.1, III.b.1 segg.) – ciò che 
è un valido motivo di reclamo – e motiva l'impugnativa, sicché il presente gravame 
è ricevibile in ordine. In merito alla ricevibilità di alcune censure relative alla 
fissazione delle spese ripetibili si rinvia tuttavia ai consid. 4.3 seg. infra. 

1.5. Dal profilo formale, giova rilevare che nella decisione impugnata i giudici di 
prime cure hanno anzitutto trattato la questione relativa alla motivazione scritta 
della decisione (act. B.1 consid. 1). Il Tribunale regionale ha in primo luogo 
osservato che solo il reclamante ha richiesto la motivazione scritta della decisione 
del 1° settembre 2022, "ma limitatamente ai dispositivi no 14 e 15" (act. B.1 
consid. 1.1). Nonostante la legge sarebbe silente in merito alla facoltà di limitare la 
motivazione scritta della decisione a singoli punti del dispositivo, secondo il 
tribunale di prima istanza nulla impedirebbe di procedere in tal senso (act. B.1 
consid. 1.1). Pertanto i giudici di prime cure hanno motivato il proprio giudizio 
limitatamente ai punti oggetto della richiesta del reclamante, e meglio al 
dispositivo n. 14 relativo alla determinazione e alla ripartizione delle spese 
processuali, e al dispositivo n. 15 concernente l'assegnazione delle spese ripetibili 
(act. B.1 consid. 1.1). Per quanto attiene ai restanti dispositivi n. 1-13, 16 e 17, il 
tribunale di prima istanza ha ritenuto che l'omessa richiesta di motivazione 
equivarrebbe a rinuncia all'impugnazione dei medesimi ex art. 239 cpv. 2 CPC 
(act. B.1 consid. 1.1). 

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Ora, nonostante la questione relativa alla motivazione scritta della decisione sia 
rimasta incontestata in questa sede (cfr. act. A.1 e A.2), per scrupolo di 
completezza a tal proposito occorre precisare quanto segue. 

1.5.1. Giusta l'art. 239 cpv. 2 CPC la motivazione scritta di una decisione è fatta 
pervenire in un secondo tempo se una parte lo chiede entro dieci giorni dalla 
comunicazione della stessa. Secondo tale norma inoltre l'omessa richiesta di 
motivazione si ha per rinuncia all'impugnazione della decisione mediante appello o 
reclamo. Il testo di legge non esclude, ma neppure consente espressamente la 
richiesta di una motivazione solo parziale della decisione (di altra opinione: Daniel 
Steck/Norbert Brunner, in: Spühler/Tenchio/Infanger [edit.], Basler Kommentar 
Schweizerische Zivilprozessordnung, 3a ed., Basilea 2017, n. 20 ad art. 239 CPC; 
Laurent Killias, Berner Kommentar Schweizerische Zivilprozessordnung, vol. 2, 
Berna 2012, n. 17 ad art. 239 CPC). Occorre inoltre rilevare che il giudice ha la 
facoltà di limitare il procedimento a singole questioni o conclusioni (art. 125 lett. a 
CPC) ed emettere decisioni parziali (art. 236 CPC). D'altra parte – conformemente 
a quanto previsto dalla massima dispositiva (art. 58 CPC) – le parti sono libere di 
impugnare una decisione motivata anche solo parzialmente. Non si comprende 
pertanto per quale ragione una parte non potrebbe chiedere la motivazione scritta 
di una decisione limitatamente a singoli punti del dispositivo, con conseguente 
passaggio in giudicato di quelli per cui non è stata richiesta la motivazione entro il 
termine di 10 giorni, per effetto della presunzione di rinuncia all'impugnazione ex 
art. 239 cpv. 2 seconda frase CPC. Si evidenzia inoltre che non si pone alcun 
problema neppure con riguardo al diritto di essere sentiti (art. 53 cpv. 1 CPC). In 
effetti, in casi come quello in esame – ove il termine per una richiesta di 
motivazione completa ai sensi dell'art. 239 cpv. 2 CPC è scaduto infruttuoso e la 
motivazione parziale richiesta è possibile anche da un punto di vista 
argomentativo – quest'ultima si giustifica altresì per ragioni di economia 
processuale, comportando un dispendio di lavoro ridotto. Ciò a maggior ragione, 
posto come in concreto oggetto della richiesta di motivazione del reclamante 
erano unicamente gli aspetti legati alla determinazione e alla ripartizione delle 
spese giudiziarie.

1.5.2. Di conseguenza, i giudici di prime cure hanno rettamente limitato la 
motivazione della decisione del 1° settembre 2022 ai dispositivi n. 14 e 15, come 
richiesto dal reclamante, mentre gli altri punti del dispositivo della decisione sono 
passati in giudicato. 

1.5.3. Quanto alla questione a sapere se l'ammissibilità della motivazione solo 
parziale della decisione comporti una riduzione della tassa giudiziaria prevista al 

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dispositivo n. 18 della decisione non motivata del 1° settembre 2022 (act. TR IV.2; 
"In caso di decisione motivata la tassa di giustizia ammonta a CHF 12'000.- 
(anziché CHF 6'000.-)") o se sia possibile e ragionevole una suddivisione di tale 
riduzione, essa può rimanere indecisa. Infatti, nel caso in esame il Tribunale 
regionale ha espressamente rinunciato ad aumentare la tassa di giustizia 
inizialmente fissata a CHF 6'000.00 in CHF 12'000.00, proprio in ragione del fatto 
che la motivazione è stata richiesta solo limitatamente ai dispositivi n. 14 e 15 
(act. B.1 consid. 3.2). 

2. Nel giudizio impugnato, dopo aver esposto le norme e la dottrina in materia 
di ripartizione e liquidazione delle spese giudiziarie (act. B.1 consid. 2), i giudici di 
prime cure hanno anzitutto osservato che l'importo complessivo degli oneri 
processuali ammonterebbe a CHF 10'655.80 (act. B.1 consid. 3.1). Il tribunale di 
prima istanza ha quindi suddiviso tali spese in ragione di 1/3 a carico del 
reclamante e 2/3 a carico della resistente (act. B.1 consid. 3.3). Ciò è stato 
ritenuto corretto ed equo in considerazione del maggiore grado di soccombenza 
della resistente (act. B.1 consid. 3.3). Nello specifico, le domande della resistente 
rimaste disattese – segnatamente il contributo alimentare in suo favore, l'importo 
richiesto a titolo di liquidazione del regime matrimoniale, l'aggiunta in sede di 
conclusioni della pretesa relativa al terzo pilastro del reclamante – rispetto a quelle 
non accolte del reclamante – la pretesa a titolo di liquidazione del regime 
matrimoniale, l'importo definitivo del contributo alimentare in favore della figlia e i 
relativi contributi arretrati – sarebbero tali da giustificare una suddivisione delle 
spese processuali in base all'equità in ragione di 1/3 e 2/3 (act. B.1 consid. 3.3). 
Infine, il tribunale di prima istanza ha precisato che tale suddivisione non può 
essere frutto di meri calcoli matematici in merito al grado percentuale di 
soccombenza delle parti, ma deve piuttosto basarsi sulla valutazione della 
procedura di divorzio e della decisione finale nel loro insieme (act. B.1 
consid. 3.3). Per quanto riguarda invece la fissazione delle spese ripetibili, il 
Tribunale regionale ha ritenuto che a fronte di una nota d'onorario del 
patrocinatore legale del reclamante di complessivi CHF 33'008.35, la resistente 
avrebbe dovuto versargli l'importo forfetario di CHF 5'000.00 a titolo di ripetibili 
ridotte (act. B.1 consid. 4). I giudici di prime cure hanno ritenuto di aver un 
maggior margine d'apprezzamento, non essendo possibile in concreto effettuare 
un controllo dettagliato della menzionata nota professionale e neppure un esame 
dell'adeguatezza del totale delle ore conteggiate (act. B.1 consid. 4). Il tribunale di 
prima istanza ha inoltre precisato che le ore relative alla procedura cautelare 
figuranti nel descrittivo non andrebbero considerate, poiché il reclamante avrebbe 
ritirato l'istanza di adozione di misure cautelari per quanto riguarda la custodia 

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della figlia, e in merito alla questione dell'abitazione coniugale sarebbe passata in 
giudicato la relativa decisione cautelare, con cui il Tribunale regionale avrebbe 
respinto la richiesta del reclamante (act. B.1 consid. 4). Inoltre, l'importo di 
CHF 7'500.00 (pari all'1% di CHF 750'000.00) preteso dal reclamante a titolo di 
supplemento sul valore della causa non potrebbe essere riconosciuto in quanto 
l'eventuale importo litigioso ammonterebbe in sostanza a CHF 100'000.00 
(act. B.1 consid. 4). Infine, a prescindere dalla tariffa oraria applicata, anche le 
spese andrebbero in ogni caso stabilite seguendo i noti criteri della giurisprudenza 
cantonale (act. B.1 consid. 4). Il tribunale di prima istanza ha proseguito 
esponendo alcune considerazioni riguardo alla situazione reddituale delle parti e 
alla durata dell'obbligo contributivo del reclamante, ciò che a maggior ragione 
giustificherebbe di fissare in CHF 5'000.00 l'importo dovuto a titolo di ripetibili 
ridotte. Pertanto tale indennità sarebbe equa e conforme a quanto previsto 
dall'art. 107 CPC (act. B.1 consid. 4.1). 

3. Il reclamante contesta anzitutto la ripartizione delle spese processuali. Egli 
non ne mette invece in discussione l'ammontare. A suo avviso, la valutazione 
dell'insieme della procedura di divorzio operata dai giudici di prime cure per la 
ripartizione degli oneri processuali sarebbe arbitraria (act. A.1, III.b.1). Il 
reclamante ha proseguito, passando in rassegna i temi oggetto della decisione di 
divorzio. Nello specifico, la resistente sarebbe soccombente per quanto riguarda il 
principio del divorzio, posto come in sede di conciliazione si sarebbe opposta a 
torto al divorzio e solo in corso di causa avrebbe mutato la sua domanda (act. A.1, 
III.b.1.a). Essa sarebbe soccombente anche per quanto riguarda il contributo 
alimentare in suo favore, non essendole stati riconosciuti i CHF 1'000.00 mensili 
per tempo indeterminato, pari a ca. CHF 120'000.00, da lei postulati (act. A.1, 
III.b.1.b). Lo stesso ragionamento varrebbe anche per l'importo di CHF 8'092.20 
rivendicato dalla resistente a titolo di contributi alimentari arretrati (act. A.1, 
III.b.1.c). In merito allo scioglimento e alla liquidazione del regime matrimoniale, a 
fronte dei CHF 750'000.00 richiesti dalla resistente in sede di risposta e duplica, il 
Tribunale regionale le avrebbe riconosciuto solo CHF 100'000.00, sicché essa 
sarebbe soccombente nella misura dell'86.7% (act. A.1, III.b.1.d). Inoltre la pretesa 
avanzata dalla resistente di CHF 25'000.00 a conguaglio di una polizza terzo pila-
tro intestata al reclamante sarebbe stata respinta, sicché su tale aspetto essa 
sarebbe risultata soccombente (act. A.1, III.b.1.e). Lo stesso varrebbe per la 
durata dell'obbligo contributivo del reclamante nei confronti della figlia, postulato 
dalla resistente anche dopo il raggiungimento della maggiore età (act. A.1, 
III.b.1.f). Circa la domanda volta al versamento di contributi alimentari arretrati in 
favore della figlia, a fronte dei CHF 7'550.75, oltre accessori, richiesti dalla 

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resistente, il Tribunale regionale ne avrebbe riconosciuti solo CHF 6'440.85, senza 
accessori, sicché essa risulterebbe parzialmente soccombente nella misura del 
15% (act. A.1, III.b.1.g). Infine, per quanto riguarda l'ammontare del contributo 
alimentare in favore della figlia, il reclamante ritiene di essere parzialmente 
soccombente nella misura del 45%, poiché rispetto ai CHF 890.00 da lui offerti, il 
tribunale di prima istanza ne avrebbe riconosciuti CHF 1'636.00 (act. A.1, III.b.1.h). 
In conclusione, la resistente sarebbe risultata soccombente nella misura 
dell'87.22%, posto come a fronte di richieste pari a totali CHF 903'092.20 ne 
avrebbe ottenuti solo CHF 115'392.85 (act. A.1, III.b.1.i). Pertanto, le spese 
processuali sarebbero da porre a carico dei coniugi in ragione di 1/7 al marito e 
6/7 alla moglie (act. A.1, III.b.1.i). 

3.1. In procedura civile la ripartizione delle spese giudiziarie è retta dal cosiddet-
to principio di soccombenza, il quale si fonda sulla presunzione che la parte che 
ha perduto la causa ha cagionato i relativi costi processuali (TF 4A_207/2015 del 
2.9.2015 consid. 3.1; Trezzini, op. cit., n. 1 ad art. 106 CPC). L'art. 106 cpv. 1 CPC 
stabilisce che le spese giudiziarie – intendendosi con ciò le spese processuali e le 
spese ripetibili (art. 95 cpv. 1 CPC) – sono poste a carico della parte 
soccombente. Mentre in caso di soccombenza reciproca sono ripartite per 
principio secondo l'esito del processo (art. 106 cpv. 2 CPC). Gli artt. 107 e 108 
CPC prevedono delle eccezioni a tale principio di soccombenza. Tra queste 
eccezioni rientrano le cause del diritto di famiglia, in cui il giudice può ripartire le 
spese giudiziarie secondo equità (art. 107 cpv. 1 lett. c CPC). L'art. 107 CPC è 
una norma dispositiva, in virtù della quale il giudice gode di un ampio margine di 
apprezzamento non solo in merito alla ripartizione delle spese, ma anche al 
quesito pregiudiziale se intende deviare dai principi di ripartizioni delle spese 
prescritti all'art. 106 CPC (DTF 139 III 358 consid. 3; Trezzini, op. cit., n. 1 ad 
art. 107 CPC). 

3.2. Il giudice può dunque prescindere dai principi di ripartizione e ripartire le 
spese giudiziarie secondo equità nelle cause di diritto di famiglia, che non sono 
sempre facilmente riconducibili ad una logica di vittoria e sconfitta (Trezzini, 
op. cit., n. 15 ad art. 107 CPC). Non è dunque escluso che in simili procedure la 
parte vittoriosa possa comunque essere tenuta a sopportare una parte degli oneri 
processuali. 

3.3. In concreto, occorre anzitutto rilevare che la tesi della resistente, secondo 
cui il reclamante avrebbe violato il suo obbligo di motivazione in punto alla 
questione della ripartizione delle spese processuali (act. A.2, II.1 seg.), non può 
essere condivisa. In effetti, come esposto al consid. 3 supra, il reclamante si è 

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sufficientemente confrontato con le motivazioni contenute nella decisione 
impugnata in merito alla ripartizione delle spese (act. B.1 consid. 2 segg.), sicché 
sarebbe errato ritenere che il reclamo violi nel suo complesso le esigenze di 
motivazione. Ne discende che – come già esposto in precedenza (cfr. supra 
consid. 1.4) – l'impugnativa è ricevibile in ordine, eccezion fatta per i consid. 4.3 
seg. infra. 

Ora, la ripartizione delle spese processuali va stabilita secondo equità, tenendo 
conto delle otto tematiche oggetto della procedura di prima istanza, ossia: il 
principio del divorzio, l'autorità parentale e la custodia della figlia, la 
regolamentazione dei diritti di visita, la fissazione del contributo alimentare per la 
figlia, del contributo alimentare per il coniuge e la liquidazione del regime dei beni, 
nonché la suddivisione dell'avere di previdenza professionale. Occorre quindi 
passare in rassegna ed esaminare le singole tematiche. 

Pacifico è stato in prima istanza il principio del divorzio, ciò in ogni caso a partire 
dalla risposta del 15 gennaio 2020, con cui la resistente vi ha aderito (act. TR I.3). 
A tal proposito, ci si limita ad osservare che le affermazioni del reclamante 
espresse in sede di reclamo, secondo cui: "In sede di conciliazione davanti al 
Presidente del Tribunale Regionale Moesa, la moglie si era opposta senza alcun 
fondamento legale al divorzio. In prosieguo di procedura, ha invece mutato 
domanda di causa. Si può quindi parlare di soccombenza della moglie già a 
questo proposito" (act. A.1, III.b.1.a), sono irrilevanti e in ogni caso infondate, 
come si vedrà anche in seguito. Tra le parti vi è inoltre sempre stata un'intesa 
anche in merito all'esercizio congiunto dell'autorità parentale (act. TR I.1-7). Per 
quanto riguarda poi la custodia sulla figlia, se in un primo momento le parti erano 
d'accordo di attribuirla alla madre, successivamente, in sede di replica il 
reclamante ha chiesto di ottenerne la custodia esclusiva (act. TR I.4). Tuttavia in 
sede di conclusioni le parti hanno nuovamente raggiunto un accordo su tale punto, 
riconfermando le loro domande iniziali (act. TR I.1-7). Ciò vale anche per quanto 
riguarda la regolamentazione delle relazioni personali del genitore senza custodia 
parentale (act. TR I.1-7). In merito al contributo alimentare per la figlia e i contributi 
arretrati, occorre rilevare che in sede di conclusioni il reclamante ha ridotto il 
contributo inizialmente offerto di CHF 1'420.00 mensili a CHF 890.00 mensili, da 
versare retroattivamente dal 5 settembre 2019, sino alla maggiore età (act. TR I.1 
e I.6). Dal canto suo, la resistente ha invece postulato in sede di conclusioni 
quanto inizialmente richiesto, ossia il versamento di CHF 1'626.00 anche dopo la 
maggiore età e sino al termine della formazione adeguata della figlia, e di 
CHF 7'250.75, oltre interessi del 5 %, a titolo di contributi alimentari arretrati 

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(act. TR I.3 e I.7). Su tale aspetto, il Tribunale regionale ha condannato il padre a 
corrispondere un contributo alimentare per la figlia di CHF 1'636.00 mensili, da 
versare solo sino alla maggiore età, e a pagare CHF 6'440.85 a titolo di contributi 
alimentari arretrati, accogliendo in sostanza quanto richiesto dalla resistente. Per 
quanto riguarda inoltre il contributo alimentare per il coniuge e i relativi arretrati, il 
reclamante ha sempre sostenuto di non dovere alcunché in favore della resistente 
(act. TR I.1, I.2, I.4, I.6). Quest'ultima ha invece postulato il versamento di un 
contributo in suo favore di CHF 1'000.00 mensili e CHF 8'092.00, oltre interessi al 
5 %, a titolo di contributi alimentari arretrati (act. TR I.3, I.5, I.7). I giudici di prime 
cure hanno negato un contributo alimentare in favore della resistente, così come 
eventuali contributi alimentari arretrati, respingendo quanto da essa postulato. 
Quanto alla liquidazione del regime dei beni, si osserva che in sede di conclusioni 
il reclamante ha ritenuto, sulla base delle risultanze peritali, di dover versare alla 
resistente l'importo di CHF 5'350.00, nonostante in precedenza non si fosse 
offerto di versarle alcunché a questo titolo (act. TR I.2, I.4, I.6). Dal canto suo, la 
resistente, dopo aver preso atto delle risultanze della perizia, ha ridotto la sua 
pretesa per quanto riguarda l'abitazione coniugale da CHF 750'000.00 a 
CHF 257'959.00, postulando inoltre il versamento di CHF 25'000.00 per la liquida-
zione di una polizza assicurativa terzo pilastro presso Generali Assicurazioni 
(act. TR I.3, I.5, I.7). A tal proposito, il tribunale di prima istanza ha condannato il 
reclamante a versare alla resistente l'importo complessivo di CHF 100'000.00 a 
titolo di liquidazione del regime matrimoniale, contrariamente a quanto da lei 
richiesto. Infine, tra le parti vi è sempre stata un'intesa in merito alla suddivisione 
dell'avere di previdenza professionale giusta gli artt. 122 e 123 CC (act. TR I.1-7). 

3.4. Oggetto della procedura di divorzio sono quindi gli otto aspetti elencati in 
precedenza (cfr. supra consid. 3.3). Come visto, di questi otto le parti erano 
d'accordo – quantomeno in sede di conclusioni – su cinque aspetti, ossia sul 
principio del divorzio, sugli aspetti non patrimoniali relativi agli interessi della figlia 
quali l'autorità parentale, la custodia e la regolamentazione dei diritti di visita, e 
sulla suddivisione dell'avere di previdenza professionale. Su tali punti la resistente 
non può quindi essere ritenuta soccombente per intero e le spese sono piuttosto 
da ripartire secondo equità, in ragione di metà ciascuno. Per quanto riguarda i 
restanti tre temi litigiosi, si osserva anzitutto che in merito al contributo alimentare 
per il coniuge, la resistente è risultata soccombente per intero. In merito poi alla 
liquidazione del regime dei beni, la resistente è risultata in gran parte 
soccombente, mentre che riguardo alla fissazione dei contributi di mantenimento 
per la figlia essa è risultata soccombente solo in minima parte. Ne discende 
pertanto una ripartizione delle spese secondo equità, in ragione di 1/3 a carico del 

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marito e 2/3 a carico della moglie, come rettamente ritenuto dal Tribunale 
regionale. 

Si precisa inoltre che con l'impugnativa il reclamante tenta di calcolare nel 
dettaglio in quale percentuale il Tribunale regionale avrebbe accolto le sue 
domande rispetto a quelle della resistente. In particolare, egli calcola in maniera 
esatta gli importi relativi a ogni singolo punto litigioso, rispettivamente li somma, 
giungendo alla conclusione che la resistente sarebbe risultata soccombente nella 
misura dell'87.22%, posto come a fronte di domande pari a totali CHF 903'092.20 
ne avrebbe ottenuti solo CHF 115'392.85 (act. A.1, III.b.1). In ragione di quanto 
visto in precedenza, la tesi del reclamante non può essere seguita, non 
corrispondendo al corretto procedere per la ripartizione delle spese. Infatti, 
nonostante tale ripartizione sia retta dal cosiddetto principio di soccombenza per 
quanto riguarda gli aspetti di natura economica di procedure di diritto della 
famiglia, in tale ambito del diritto – soprattutto nelle procedure di prima istanza – la 
ripartizione non può essere calcolata sulla base di criteri puramente matematici 
(art. 107 cpv. 1 lett. c CPC). A giusta ragione, nella prassi viene pertanto fatto uso 
di tale margine di libertà, come nel caso concreto. In effetti si ribadisce che in tali 
fattispecie il giudice gode di un ampio margine d'apprezzamento (cfr. supra 
consid. 3.1 seg.). 

3.5. Riguardo all'affermazione del reclamante, secondo cui: "Vero che il 
reclamante è risultato soccombente in una sola procedura cautelare. Ma questo 
aspetto, con riguardo alla procedura di merito, è assolutamente secondario e non 
gli si può ascrivere il peso specifico preteso dalla prima istanza" (act. A.1, III.b.1.i), 
ci si limita ad osservare che tale considerazione è irrilevante, poiché in ogni caso i 
giudici di prime cure hanno tenuto conto dell'esito della procedura cautelare solo in 
relazione alle spese ripetibili (act. B.1 consid. 4), e non per la ripartizione degli 
oneri processuali (act. B.1 consid. 3.3). 

3.6. Tenuto conto di tutto quanto precede, secondo equità è da ritenere 
adeguato ripartire le spese processuali, fissate in complessivi CHF 10'655.80, in 
ragione di 1/3 a carico del reclamante e 2/3 a carico della resistente, come ritenuto 
dai giudici di prime cure. Ne segue che su questo punto il reclamo è destinato 
all'insuccesso. 

4. Infine, il reclamante lamenta un'errata ripartizione delle ripetibili, così come 
ne contesta l'ammontare assegnatogli (act. A.1, III.b.2). A suo parere, le 
considerazioni del tribunale di prima istanza sarebbero arbitrarie, non tenendo 
debitamente conto dell'effettivo dispendio che la procedura di divorzio avrebbe 

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causato, né della manifesta soccombenza preponderante della resistente nella 
misura dell'87% (act. A.1, III.b.2). Per quanto riguarda il dispendio di patrocinio 
sostenuto, nonostante l'assenza di una nota dettagliata, il reclamante è dell'avviso 
che il Tribunale regionale era tuttavia "in possesso della cartella del suo 
patrocinatore", sicché avrebbe avuto tutti gli elementi per decidere con cognizione 
di causa (act. A.1, III.b.2). In ogni caso, l'importo forfetario di CHF 5'000.00, 
corrispondendo a non più di 18 ore di lavoro, sarebbe insufficiente rispetto alle 
effettive ore di lavoro investite (act. A.1, III.b.2). In effetti, la procedura sarebbe 
durata oltre tre anni e avrebbe comportato tutta una serie di passi procedurali – 
che il reclamante elenca, precisando il relativo dispendio orario per ogni singolo 
passo – per un dispendio di lavoro totale minimo di 70 ore e 30 minuti (act. A.1, 
III.b.2). In conclusione, egli ritiene che il Tribunale regionale avrebbe dovuto 
riconoscergli CHF 19'035.00 di onorario pari a un dispendio orario in almeno 70 
ore e 30 minuti a una tariffa oraria di CHF 270.00, CHF 571.05 di cancelleria pari a 
un supplemento spese forfettario del 3% e CHF 7'500.00 di supplemento sul 
valore della causa pari all'1% del valore litigioso di CHF 750'000.00, per un totale 
di CHF 27'105.00 a titolo di ripetibili ridotte (act. A.1, III.b.3). In sede di reclamo, il 
reclamante non ha più formulato alcuna esplicita richiesta in merito all'importo 
relativo all'IVA, che è pertanto rimasto incontestato.

Dal canto suo, la resistente ritiene anzitutto che la controparte non si sarebbe 
confrontata con la motivazione della decisione impugnata, in particolare per 
quanto riguarda l'applicazione da parte dei giudici di prime cure della ripartizione 
secondo equità ex art. 107 cpv. 1 lett. c CPC, sicché il reclamo andrebbe su tale 
punto dichiarato irricevibile (act. A.2, II.3). Essa osserva poi che il reclamante non 
avrebbe contestato né l'assenza di un accordo sulla tariffa oraria tra patrocinato e 
patrocinatore, né l'assenza di una nota dettagliata (act. A.2, II.4). Pertanto i giudici 
di prime cure non sarebbero tenuti a ricostruire l'attività svolta dal patrocinatore di 
controparte sulla base della sua "cartella" (act. A.2, II.4). Infine, la resistente passa 
in rassegna alcuni dei "passi procedurali" elencati dal reclamante (act. A.2, II.5). 
Nello specifico, la voce relativa alla "procedura a protezione dell'unione coniugale 
(11.5 h)" non andrebbe considerata, poiché i giudici di prime cure avrebbero 
statuito in merito a tale procedura e alle relative spese giudiziarie con il dispositivo 
n. 16, passato in giudicato (act. A.2, II.5). Neppure la voce relativa alle "due 
procedure cautelari con udienze" andrebbe considerata, poiché il reclamante 
avrebbe ritirato l'istanza di misure cautelari per quanto riguarda la custodia della 
figlia, e in merito alla questione dell'abitazione coniugale sarebbe passata in 
giudicato la decisione cautelare, con cui il Tribunale regionale si sarebbe espresso 
anche in merito alle relative spese giudiziarie (act. A.2, II.5). Infine per quel che 

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riguarda la voce "Esperimento perizia con sopralluogo (5.5 h)", non sarebbe chiaro 
a cosa essa si riferisca, non essendo l'attività peritale stata svolta dal patrocinatore 
del reclamante e considerato come le relative spese sarebbero state conteggiate 
dal Tribunale regionale nelle spese processuali (act. A.2, II.5). 

4.1. In concreto, per quanto riguarda la contestata ripartizione delle spese 
ripetibili trova applicazione quanto precedentemente esposto in merito alla 
ripartizione delle spese processuali (cfr. supra consid. 3 segg.), sicché non 
occorre approfondire oltre la questione. Pertanto su tale punto la doglianza della 
resistente non può essere condivisa ed essa è tenuta a corrispondere al 
reclamante a titolo di ripetibili per la procedura di prima istanza 1/3 dell'importo 
totale dovuto, conformemente al metodo della compensazione delle quote (su tale 
metodo cfr. TC GR ZK1 14 115 del 17.9.2015 consid. 15b). 

4.2. In merito all'ammontare delle spese ripetibili, si osserva anzitutto che con 
nota d'onorario del 19 maggio 2022 il rappresentante del reclamante ha fatturato 
complessivi CHF 33'008.35, corrispondenti a CHF 52.00 per le trasferte, 
CHF 3'724.00 per le spese di scritturazione e cancelleria, CHF 203.40 per i 
disborsi postali, CHF 50.00 per il telefono e CHF 84.00 per fax e e-mail, 
CHF 19'035.00 di onorario, CHF 7'500.00 di supplemento sul valore della causa e 
CHF 2'359.95 di IVA (act. TR VII.1). Nello specifico, l'importo di CHF 19'035.00 di 
onorario equivale a 70 ore e 30 minuti di lavoro fatturati alla tariffa oraria di 
CHF 270.00, e corrisponde a quanto svolto per l'"apertura incarto; conferenze e 
conferenze telefoniche con cliente; studio situazione di fatto e di diritto; sopralluo-
go; corrispondenze con cliente, controparte, TRM; allegati di causa (PUC, princi-
pale, cautelari); esame e verifica allegati di causa di controparte; preparazione 
udienze; udienze; procedura peritale; trasferte; memoria scritta" (act. TR VII.1). 

A tal proposito, si rammenta che il Tribunale regionale ha ritenuto che non fosse 
possibile basarsi su tale nota d'onorario poiché "[…] dalla menzionata nota 
professionale non è possibile effettuare un controllo dettagliato nonché una 
valutazione circa l'adeguatezza del totale delle ore conteggiate […]" (act. B.1 
consid. 4). In effetti la mera indicazione dell'importo complessivo di CHF 19'035.00 
di onorario – senza il dettaglio del dispendio orario per le singole prestazioni svolte 
– non può essere ritenuta sufficiente, considerata la complessità, l'estensione e la 
lunga durata della procedura di divorzio di prima istanza. Di conseguenza, il 
Tribunale regionale ha rettamente fissato l'ammontare delle ripetibili fondandosi 
sul proprio margine d'apprezzamento, ciò che il reclamante neppure contesta. 
Pertanto infondato è pure il rimprovero del reclamante, secondo cui il Tribunale 

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regionale avrebbe dovuto stabilire il dispendio di patrocinio sostenuto in base alle 
informazioni contenute nella "cartella del suo patrocinatore". 

4.3. Per quanto riguarda il preteso dispendio orario di almeno 70 ore e 30 minuti 
e la tariffa oraria di CHF 270.00 applicata dal reclamante, si osserva quanto 
segue. 

In primo luogo, quanto all'affermazione del reclamante, secondo cui le ripetibili 
assegnategli dal Tribunale regionale corrisponderebbero a un dispendio orario di 
ca. 18 ore (CHF 5'000.00 / CHF 270.00), occorre rammentare che l'importo di 
CHF 5'000.00 è stato riconosciuto a titolo di ripetibili ridotte. Il reclamante non 
tiene pertanto conto del fatto che tale importo corrisponde unicamente ad 1/3 
dell'importo totale dovuto a titolo di spese ripetibili. Inoltre, quanto alla tariffa oraria 
di CHF 270.00 applicata dal reclamante nella sua nota d'onorario del 19 maggio 
2022 e nei calcoli effettuati in sede di reclamo (act. TR VII.1; act. A.1), si osserva 
che dagli atti non emerge alcun accordo sull'onorario che preveda una tariffa 
oraria, sicché conformemente alla prassi del Tribunale cantonale in concreto trova 
applicazione la tariffa oraria mediana di CHF 240.00 (cfr. fra tante 
TC GR ZK1 16 133 del 24.11.2016 consid. 2.c con rinvii; cfr. art. 3 cpv. 1 OOA 
[CSC 310.250]), contrariamente a quanto preteso dal reclamante. 

In secondo luogo, per quanto attiene ai "passi procedurali" elencati dal reclamante 
in sede di reclamo – con relativo dettaglio del dispendio orario per ogni singolo 
passo (act. A.1, III.b.2) – si osserva che tali allegazioni costituiscono dei nova che 
non possono essere qui presi in considerazione siccome mai evocati in prima 
istanza (art. 326 cpv. 1 CPC). Ora, quand'anche esse fossero ammissibili, tali 
allegazioni nulla muterebbero alla conclusione a cui sono giunti i giudici di prime 
cure. In effetti, vero è che di principio per questioni di correttezza, soprattutto di 
trasparenza e chiarezza, il giudice dovrebbe fissare l'indennità di spese ripetibili 
precisando le ore, la tariffa oraria e i supplementi, quali l'IVA e spese, riconosciuti. 
Tuttavia, l'importo forfetario di complessivi CHF 5'000.00 fissato dal Tribunale 
regionale a titolo di spese ripetibili a una tariffa oraria di CHF 240.00 e 
comprensivo anche degli usuali supplementi per le spese e l'IVA, va considerato 
adeguato in ragione della natura della procedura di divorzio in oggetto. 

Peraltro, specificatamente all'obiezione del reclamante in merito alla mancata 
considerazione delle ore relative alle "due procedure cautelari con udienze (10h)" 
(act. A.1, III.b.2), si osserva che essa, oltre che irricevibile per le ragioni 
summenzionate e per la violazione dell'onere di motivazione ex art. 321 cpv. 1 
CPC, sarebbe in ogni caso da respingere nel merito. In effetti, come rettamente 

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ritenuto dai giudici di prime cure (act. B.1 consid. 4), quanto svolto nell'ambito 
della procedura cautelare non può essere riconosciuto, giacché il reclamante ha 
ritirato l'istanza di adozione di misure cautelari per quanto riguarda la custodia 
della figlia (act. TR XII.5), e in merito alla questione dell'abitazione coniugale è 
passata in giudicato la decisione cautelare dell'11 marzo 2021, con cui il Tribunale 
regionale si è espresso anche in merito alle relative spese giudiziarie 
(act. TR XII.13; cfr. act. B.1 consid. 4). 

4.4. Per quanto attiene all'importo di CHF 7'500.00 preteso dal reclamante a 
titolo di supplemento sul valore della causa, occorre rilevare che pure su tale 
aspetto egli non si è sufficientemente confrontato con la decisione impugnata – 
con cui i giudici di prime cure hanno negato tale supplemento in quanto il valore 
della causa ammonterebbe in sostanza a CHF 100'000.00 (act. B.1 consid. 4) – 
violando pertanto l'onere di motivazione ex art. 321 cpv. 1 CPC. Ne discende che 
su tale aspetto il reclamo è irricevibile. 

Tale obiezione andrebbe in ogni caso respinta nel merito, poiché dagli atti non 
emerge alcuna prova di un accordo tra il reclamante e il suo rappresentante legale 
in merito al citato supplemento sul valore della causa. Peraltro occorre rilevare che 
giusta l'art. 3 cpv. 4 cifra 1 OOA è consuetudine non applicare alcun supplemento 
sul valore della causa o applicarne uno ridotto in procedure per lo scioglimento di 
matrimoni e unioni domestiche registrate, fintantoché l'azione non si riferisce a 
prestazioni che i coniugi, rispettivamente i partner fanno valere personalmente 
l'uno contro l'altro, come è qui il caso. 

4.5. Per inciso, si osserva che i giudici di prime cure hanno poi fondato a torto il 
proprio ragionamento relativo alla fissazione delle ripetibili anche sulle condizioni 
economiche del marito e sull'art. 107 cpv. 1 lett. c CPC (act. B.1 consid. 4.1). A tal 
proposito occorre rilevare che il Tribunale regionale confonde i principi applicabili 
alla ripartizione delle spese giudiziarie con quelli relativi alla fissazione 
dell'indennità di spese ripetibili. Vero è che nelle cause del diritto di famiglia il 
giudice può ripartire discrezionalmente le spese tenendo conto delle rispettive 
forze finanziarie dei coniugi (cfr. ad es. TC GR ZK1 20 121 del 24.11.2021 
consid. 8), tuttavia l'ammontare dell'indennità di spese ripetibili – da fissare 
qualora il coniuge vincitore sia stato rappresentato professionalmente, come in 
concreto – va calcolato in base al dispendio temporale cagionato al 
rappresentante legale. Tali principi sono regolati dall'art. 105 cpv. 2 in combinato 
disposto con l'art. 96 CPC, rispettivamente, nel Cantone dei Grigioni, 
dall'Ordinanza sull'onorario degli avvocati (OOA). Qualora le parti non presentino 
una nota d'onorario, il giudice stabilisce d'ufficio e discrezionalmente le ripetibili 

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conformemente a quanto previsto dagli artt. 2 segg. OOA. Successivamente, in 
caso di soccombenza parziale reciproca tra le parti, le spese ripetibili vanno ridotte 
in base alla proporzione della ripartizione delle spese processuali, applicando il 
metodo della compensazione delle quote (su tale metodo cfr. TC GR ZK1 14 115 
del 17.9.2015 consid. 15b). 

4.6. Visto quanto precede, è da ritenere adeguato assegnare al reclamante 
l'importo forfetario di CHF 5'000.00 a titolo di ripetibili ridotte, come ritenuto dal 
Tribunale regionale. Di conseguenza anche su tale punto il reclamo è destinato 
all'insuccesso. 

5. Tenuto conto di tutto quanto precede, il reclamo, per quanto ricevibile, deve 
essere respinto e la decisione del Tribunale regionale del 1° settembre 2022, 
comunicata con motivazione scritta (limitatamente ai dispositivi n. 14 e 15) il 
27 settembre 2022, confermata. 

6.1. La tassa di giustizia per la procedura di reclamo è fissata e ripartita d'ufficio 
(art. 105 cpv. 1 CPC). Giusta l'art. 10 cpv. 1 OECC (CSC 320.210), il Tribunale 
cantonale riscuote una tassa di giustizia in procedure di reclamo compresa tra 
CHF 500.00 e CHF 8'000.00. In considerazione di tutti gli elementi, segnatamente 
del dispendio temporale cagionato, si giustifica fissare la tassa di giustizia in 
CHF 1'500.00. Poiché in sede di reclamo il marito è risultato integralmente soc-
combente, la tassa di giustizia dev'essere posta nella medesima misura a suo ca-
rico (art. 106 cpv. 1 CPC). Questa viene posta in compensazione con il medesimo 
importo di CHF 1'500.00 versato dal reclamante quale anticipo delle spese 
(act. D.1).

6.2. Il Tribunale cantonale stabilisce d'ufficio e discrezionalmente le ripetibili, ove 
le medesime siano state protestate (art. 105 cpv. 2 e art. 96 CPC; art. 2 cpv. 1 
OOA; DTF 139 III 334 consid. 4.3). La resistente nella propria risposta ha prote-
stato le ripetibili (act. A.2), senza presentare tuttavia una nota d'onorario. Il Tribu-
nale non può quindi basarsi sull'importo fatturato per stabilire le ripetibili (art. 2 
cpv. 2 OOA), ragion per cui queste vanno stabilite discrezionalmente (art. 2 cpv. 2 
OOA). L'art. 3 cpv. 1 OOA stabilisce che è considerata corrente una tariffa oraria 
fra CHF 210.00 e CHF 270.00. In assenza di un accordo sull'onorario, come nella 
presente fattispecie, il Tribunale cantonale applica per prassi la tariffa oraria me-
diana di CHF 240.00 con un supplemento spese forfettario del 3% (cfr. fra tante 
TC GR ZK1 16 133 del 24.11.2016 consid. 2.c con rinvii). In concreto, tenuto con-
to del dispendio causatogli in sede di reclamo e della complessità del caso, si ri-
tiene adeguato riconoscere un dispendio orario di 5 ore di lavoro. Alla luce di ciò, 

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alla resistente va pertanto riconosciuto l'importo di complessivi CHF 1'331.15 (IVA 
e spese incluse). Il reclamante è quindi tenuto a corrispondere il predetto importo 
alla resistente.

7. Per quanto concerne il rimedio giuridico ammissibile avverso la presente 
decisione, va evidenziato che nei reclami in merito alle spese il valore litigioso, da 
determinare in virtù dell'art. 112 cpv. 1 lett. d LTF, non si basa sul valore litigioso 
della questione di merito, ma su quello delle spese contestate (TF 4A_693/2012 
del 17.1.2013 consid. 1.1; cfr. eccezione DTF 137 III 47). In concreto si tratta 
quindi di una decisione con un valore litigioso superiore a CHF 30'000.00, contro 
cui è ammissibile il ricorso in materia civile al Tribunale federale ai sensi degli 
artt. 72 e 74 cpv. 1 lett. b LTF.

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La Prima Camera civile pronuncia:

1. Nella misura in cui è ricevibile, il reclamo è respinto. 

2. La tassa di giustizia per la procedura di reclamo di CHF 1'500.00 è posta a 
carico di A._____ e viene compensata con l'anticipo delle spese del 
medesimo importo da lui versato. 

3. A._____ è condannato a rifondere a B._____ CHF 1'331.15 (IVA e spese 
incluse) a titolo di spese ripetibili per la procedura di reclamo. 

4. Contro questa decisione con un valore litigioso di almeno CHF 30'000.00 
può essere interposto ricorso in materia civile ai sensi degli artt. 72 e 74 
cpv. 1 lett. b LTF. Il ricorso è da inoltrare al Tribunale federale, 1000 
Losanna 14, per scritto entro 30 giorni dalla notificazione della decisione 
con il testo integrale nel modo prescritto dagli artt. 42 seg. LTF. Per 
l'ammissibilità, il diritto al ricorso, gli ulteriori presupposti e la procedura di 
ricorso fanno stato gli artt. 29 segg., 72 segg. e 90 segg. LTF.

5. Comunicazione a: