# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d4c71c41-a0b3-5677-b9b5-ebdd26df1b2a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-11-05
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 05.11.2014 35.2014.59
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2014-59_2014-11-05.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  35.2014.59

   

  MP/MM

  	
  Lugano

  5 novembre 2014

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Massimo Piemontesi, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 29 giugno 2014 di

 

	
   

  	
  RI 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 4 giugno 2014 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1  

   

   

  in materia di assicurazione contro gli infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   Il 19 febbraio 2014, RI 1,
docente di educazione fisica e assicurata contro gli infortuni presso la CO 1
(di seguito: CO 1), mentre stava correndo su una strada di campagna, ha
accusato un forte dolore al tendine di Achille del piede destro (cfr. doc. A 2).

 

                                         L’assicurata, chiamata dall’assicuratore
a descrivere in maniera più dettagliata l’evento del 19 febbraio 2014, ha dichiarato quanto segue:

 

" Mentre
praticavo jogging, all’appoggio del piede destro, improvvisamente ho sentito un
forte dolore al tendine di Achille, con sensazione di strappo. Il dolore non mi
ha permesso di appoggiare il piede per i giorni seguenti.” 

                                         (cfr. doc. A3)

                               1.2.   Esperiti gli accertamenti
medico-amministrativi del caso, con decisione formale del 7 aprile 2014, poi
confermata in sede di opposizione, la CO 1ha negato il proprio obbligo a
prestazioni ritenendo che l’evento del febbraio 2014 non configurerebbe né un
infortunio, né una lesione parificata ai postumi di un infortunio (cfr. doc. Z
13 e doc. A 1).

 

                               1.3.   Con tempestivo ricorso del 29
giugno 2014, RI 1 ha chiesto che l’amministrazione sia condannata ad assumere
l’evento del febbraio 2014 (cfr. doc. I).

 

                                         A sostegno della propria
pretesa ricorsuale, l’insorgente ha argomentato quanto segue:

 

" (…)

-   In merito
alla dinamica dell’infortunio tengo a precisare quanto segue: il forte ed
improvviso dolore con sensazione di strappo, che non mi ha più permesso di
appoggiare il piede e che non è assolutamente compatibile con l’insorgenza di
una semplice tendinite, si è presentato correndo su un terreno fortemente
sconnesso e con caratteristiche che hanno causato al piede una repentina ed
imprevedibile iper-flessione dorsale (buca da pozzanghera, il 19 febbraio 2014
alle 7.00 a __________ pioveva). Considero questo un chiaro “fattore esterno
straordinario”. Sarebbe assurdo pensare di poter considerare ordinaria
l’attività sportiva all’aperto in un ambiente imprevedibile come un sentiero o
una strada sterrata, che riservano sempre un rischio potenziale.

 

-   Il rapporto
di RM evidenzia in modo particolare una tendinite, infiammazione che in ogni
caso il Dr. __________, chirurgo ortopedico specializzato in chirurgia
complessa della caviglia attribuisce al trauma in questione. Uno “strappo” a carico
del tendine non viene in effetti menzionato, d’altronde non sempre tutti gli
infortuni trovano un chiaro riscontro radiologico. In ogni caso il chirurgo
ortopedico ha evidenziato nelle immagini una zona chiara compatibile con una
lesione traumatica in micro lacerazione del tendine, oltre all’infiammazione,
insorta a seguito di questo trauma.

 

Non da ultimo, tengo a sottolineare che a causa dell’infortunio
sono passata da un piede asintomatico, che mi permetteva di svolgere tutte le
mie attività professionali e non, ad una situazione caratterizzata da dolori al
movimento e alla palpazione."

                                         (cfr. doc. I)

 

                                         L’insorgente ha inoltre
chiesto di essere sentita dal Tribunale (cfr. doc. I, pag. 2).

 

                               1.4.   La CO 1, in risposta, ha
postulato un’integrale reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui si dirà,
per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III + allegati).

 

                               1.5.   Il 1° settembre 2014, l’insorgente
ha prodotto uno scritto di osservazioni alla risposta di causa
dell’assicuratore, in cui si è in sostanza riconfermata nelle proprie
allegazioni e conclusioni (cfr. doc. V).

 

La convenuta si è espressa al
riguardo il 24 settembre 2014 (cfr. doc. IV).

 

 

                                         in diritto

 

                                         In ordine

 

                               2.1.   La presente vertenza non pone
questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio
per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può
dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo
49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 8C_452/2011 del
12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF 9C_211/ 2010 del 18
febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del
21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18
febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio
2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190
seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

                                         Nel merito

 

                               2.2.   L’oggetto della lite è
circoscritto alla questione di sapere se l’assicuratore LAINF era legittimato a
negare la propria responsabilità relativamente al danno interessante
l’estremità inferiore destra, oppure no. 

 

                               2.3.   L'art. 4 LPGA così definisce
l'infortunio:

 

" È
considerato infortunio qualsiasi influsso dannoso, improvviso e involontario,
apportato al corpo umano da un fattore esterno straordinario che comprometta la
salute fisica o psichica o che provochi la morte."

 

                                         Questa definizione
riprende, nella sostanza, quella che era prevista all'art. 9 cpv. 1 vOAINF -
disposizione abrogata dall'ordinanza sull'assicurazione contro gli infortuni
dell'11 settembre 2002 (RU 2002 3914), in vigore dal 1° gennaio 2003 -, di modo
che la relativa giurisprudenza continua ad essere applicabile. 

 

                                         Cinque sono dunque gli
elementi costitutivi essenziali dell'infortunio:

 

" - l'involontarietà

  - la repentinità

  - il danno alla salute (fisica o psichica)

  - un fattore causale esterno

  - la straordinarietà di tale fattore"

                                         (cfr. Ghèlew,
Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents (LAA), Losanna
1992, p. 44-51)

 

                                         Scopo
della definizione è di tracciare un chiaro confine tra infortunio e malattia.

 

                               2.4.   Si evince dalla nozione
stessa di infortunio che il carattere straordinario non concerne gli effetti
del fattore esterno ma unicamente il fattore esterno in quanto tale
(cfr. RAMI 2000 U 374, p. 176).

                                         Pertanto, è irrilevante il
fatto che il fattore esterno abbia causato delle affezioni gravi o inabituali.

                                         Il fattore esterno è
considerato come straordinario quando eccede, nel caso concreto, il quadro
degli avvenimenti e delle situazioni che si possono, obiettivamente, definire
quotidiane o abituali (DTF 122 V 233 consid. 1, 121 V 38 consid. 1a, 118 V 61
consid. 2b, 118 V 283 consid. 2a; RAMI 1993 p. 157ss, consid. 2a).

                                         Vi è infortunio unicamente
se un fattore esterno ha agito sul corpo. L'evento
deve accadere nel mondo esterno. 

                                         Quando il processo lesivo
si svolge all'interno del corpo umano, senza l'intervento di agenti esterni,
l'ipotesi di un evento infortunistico è data essenzialmente in caso di sforzo
eccessivo o di movimenti scoordinati. 

                                         La giurisprudenza esige, perché
si possa ammettere il fattore causale di sforzi eccessivi, che essi superino in
modo evidente le sollecitazioni cui la vittima è normalmente esposta e alle
quali, per costituzione, consuetudine o addestramento, essa è abitualmente in
grado di resistere. 

                                         Da un altro lato, per
poter ritenere che lesioni corporali siano state causate da movimenti
scombinati o incongrui. Gli stessi devono essersi prodotti in circostanze
esterne manifestamente insolite, impreviste e fuori programma. Carente è
altrimenti la straordinarietà del fattore esterno causale, con la conseguenza
che non tutte le caratteristiche di un infortunio sono realizzate (DTF 122 V
232 consid. 1, 121 V 38 consid. 1a, 118 V 61 consid. 2b, 283 consid. 2, 116 V
138 consid. 3a e b, 147 consid. 2a; RAMI 1993 U 165, p. 59 consid. 3b).

 

                               2.5.   Conformemente
alla giurisprudenza, tocca all'assicurato rendere verosimile l'esistenza, in
concreto, di tutti gli elementi costitutivi d'infortunio.

                                         Quando l'istruttoria non
permette di ritenere accertati, perlomeno secondo il grado della
verosimiglianza preponderante - la semplice possibilità non basta - tali
elementi, il giudice constata l'assenza di prove o di indizi e, quindi,
l'inesistenza giuridica dell'infortunio (cfr. DTF 114 V 305ss. consid. 5b, 116 V 136ss. consid. 4b, 111 V 201 consid. 6b; RAMI 1990 U 86,
p. 50; A. Bühler, Der Unfallbegriff, in A. Koller (Hrsg.), Haftpflicht-
und Versicherungsrechtstagung 1995, S. Gallo 1995, p. 267).

                                         Gli
stessi principi sono applicabili alla prova dell'esistenza di una lesione
parificata ad infortunio (DTF 114 V 306 consid. 5b; 116 V 141 consid. 4b).

 

                               2.6.   Nella concreta evenienza,
nell’annuncio d’infortunio del 20 febbraio 2014, è stato indicato che
l’assicurata, mentre stava correndo, ha accusato un forte dolore al tendine di
Achille del piede destro (cfr. doc. A2). 

 

                                         Interpellata dall’amministrazione
circa la dinamica del sinistro, RI 1 ha dichiarato che il 19 febbraio 2014,
alle ore 7.30, mentre stava facendo dello jogging, all’appoggio del
piede destro aveva improvvisamente sentito un forte dolore al tendine di
Achille con sensazione di strappo. Ella ha poi riferito che il forte dolore non
le aveva permesso di appoggiare il piede per i giorni successivi (cfr. doc.
A3). 

 

                                         Il 28 febbraio 2014, l’assicurata
ha consultato il dott. __________, specialista in medicina dello sport, il quale,
diagnosticato uno stiramento del tendine di Achille del piede destro, ha indicato
che l’assicurata, correndo, ha accusato un’improvvisa fitta in prossimità del
tallone (cfr. doc. A 4).

 

                                         In sede di opposizione, la
ricorrente ha specificato che il dolore accompagnato da una sensazione di
strappo si era presentato “… correndo su un terreno fortemente sconnesso e con
caratteristiche che hanno causato al piede una repentina ed imprevedibile
iper-flessione dorsale.” (cfr. doc. Z 17, pag. 1).

 

                                         Con il proprio ricorso, RI
1 ha inoltre precisato che il movimento di iperflessione dorsale si è prodotto
per aver messo il piede destro in una “buca da pozzanghera” (cfr. doc. I, p.
2). 

 

                               2.7.   Con la risposta di causa, la CO
1 ha sostenuto che, nel caso di specie, torna applicabile il principio
cosiddetto della "dichiarazione della prima ora", motivo per
cui andrebbe accordata la preferenza alla descrizione dell’evento contenuta nel
questionario compilato dall’assicurata in data 26 febbraio 2014 (doc. Z 7:
“Mentre praticavo jogging, all’appoggio del piede destro, improvvisamente ho
sentito un forte dolore al tendine di Achille, con sensazione di strappo.”),
piuttosto che a quanto da lei stessa indicato in sede di ricorso (doc. I, p. 2:
“… il forte ed improvviso dolore con sensazione di strappo, che non mi ha più
permesso di appoggiare il piede e che non è assolutamente compatibile con
l’insorgenza di una semplice tendinite, si è presentato correndo su un terreno
fortemente sconnesso e con caratteristiche che hanno causato al piede una
repentina ed imprevedibile iper-flessione dorsale (buca da pozzanghera, …).”). 

 

                                         Tutto ben considerato, questo
Tribunale ritiene di potersi esimere dall’approfondire tale aspetto poiché,
anche volendosi fondare sulla dinamica descritta nel ricorso, l’esito non
potrebbe comunque essere quello che auspica l’assicurata, così come verrà
meglio dimostrato qui di seguito. 

 

                               2.8.   Nel caso concreto, non vi è
stato l’intervento di un fattore causale esterno: il danno alla salute si è,
infatti, manifestato senza che vi sia stato impatto né con altre persone né con
oggetti.

 

                                         Alla luce della dinamica
descritta dalla ricorrente, può essere scartata a priori l’ipotesi di
uno sforzo straordinario.

 

                                         Deve invece essere
esaminato se si possa ammettere che vi è stato un movimento scombinato
del corpo ai sensi della giurisprudenza citata al considerando 2.4. del
presente giudizio. 

 

                                         Al
proposito, occorre rilevare che, in una sentenza 8C_978/2010 del 3 marzo 2011 consid.
4.2, il Tribunale federale ha negato l’intervento di un infortunio ai sensi
dell’art. 4 LPGA, trattandosi di un’assicurata che, mentre faceva del Nordic
Walking nella natura, è inciampata in un sasso o in una radice, senza
cadere a terra, avvertendo un dolore al ginocchio destro. L’Alta Corte ha
precisato che il fatto di inciampare senza cadere mentre si pratica la
camminata sportiva nella natura, non può essere considerato come straordinario.

                                         L’Alta Corte ha confermato
la giurisprudenza appena citata in una successiva sentenza 8C_50/2012
del 1° marzo 2012 consid. 5.6 (al riguardo, si veda pure D. Cattaneo, Sport
et assurances sociales, in Cahiers genevois et romands de sècuritè sociale
N° 45-2010, pag. 115 e riferimenti citati). 

 

                                         Al riguardo, va precisato
che, in una sentenza 35.2008.2 del 30 giugno 2008, il TCA aveva
ammesso l’intervento di un infortunio ai sensi dell’art. 4 LPGA in una
fattispecie in cui il ginocchio sinistro di un’assicurata aveva ceduto a causa
di un brusco movimento compiuto facendo jogging su un terreno accidentato, a
causa di una buca e di un sasso ravvicinati. 

                                         Ora, alla luce delle
sentenze federali appena citate (posteriori alla sentenza 35.2008.2), questa
giurisprudenza cantonale non può essere mantenuta. 

 

                                         Pertanto, nel caso
concreto, analogamente a quanto deciso dall’Alta Corte nella sentenza
8C_978/2010, questo Tribunale non ritiene che possa essere qualificato come
straordinario il fatto che, correndo su una strada sterrata di campagna,
caratterizzata da un fondo irregolare in ragione della presenza di buche e
sassi, RI 1 abbia messo il piede destro in fallo, subendo in tal modo un
movimento di iperflessione dorsale. 

                                         In altri termini, il movimento
in questione non si è prodotto in circostanze esterne manifestamente insolite,
impreviste e fuori programma. 

 

                                         In esito a quanto appena
esposto, il TCA deve concludere che non sono soddisfatte le severe condizioni
poste dalla giurisprudenza federale per poter riconoscere il carattere
infortunistico a un determinato evento.

 

                                         Non può del resto
giustificare una diversa conclusione nemmeno la circostanza che gli specialisti
consultati dall’insorgente abbiano accertato l’esistenza di una lesione traumatica
(cfr. doc. I, pag. 2).

                                         Al riguardo, va segnalato
che l'Alta Corte ha già avuto modo di sottolineare che non è lecito partire dal
danno alla salute presentato, per sostenere che deve essersi trattato di un
infortunio tale da provocarlo. Un simile metodo induttivo non è ammissibile. La
carente dimostrazione di un evento che soddisfi le caratteristiche di un
infortunio, si lascia sostituire solo raramente da constatazioni di natura
medica (cfr. RAMI 1990 U 86 p. 46ss. consid. 2). 

 

                               2.9.   Occorre ancora esaminare se
l’obbligo a prestazioni dell’assicuratore infortuni resistente possa essere
fondato sull’art. 9 cpv. 2 OAINF, disposizione che parifica ad infortunio una
serie di lesioni corporali.

 

                                         L’art. 9 cpv. 2 OAINF,
nella versione introdotta con la modifica del 15 dicembre 1997, prevede che se
non attribuibili indubbiamente a una malattia o a fenomeni degenerativi, le
seguenti lesioni corporali, il cui elenco è esaustivo, sono equiparate
all’infortunio, anche se non dovute a un fattore esterno straordinario:

                                         a.   fratture;

                                         b.   lussazioni di
articolazioni;

                                         c.   lacerazioni del
menisco;

                                         d.   lacerazioni muscolari;

                                         e.   stiramenti muscolari

                                         f.    lacerazioni dei
tendini;

                                         g.   lesioni dei
legamenti;

                                         h.  lesioni del timpano. 

 

                                         Le lesioni corporali di
cui all'art. 9 cpv. 2 OAINF sono paragonate ad infortunio solo se presentano
tutti gli elementi caratteristici dell'infortunio, eccezion fatta per la
straordinarietà del fattore esterno (cfr. DTF 116 V 148 consid. 2b; RAMI 1988 U
57, p. 372). Il fattore scatenante può quindi essere quotidiano e discreto.
Basta un gesto brusco: non è necessario che esso sia stato scomposto o anomalo (cfr. E. Beretta, Il requisito della repentinità
in materia di lesioni parificabili ad infortunio e temi connessi, in
RDAT II-1991, p. 477ss.).

 

                                         A proposito dell'esigenza
di un fattore esterno, l’Alta Corte, nella DTF 129 V 466, ha precisato quest'ultimo concetto, definibile quale evento assimilabile ad infortunio,
oggettivamente constatabile e percettibile, che prende origine esternamente al
corpo.

                                         Così, dopo avere fatto
notare che l'esistenza di un evento assimilabile ad infortunio non può essere
ritenuta in tutti quei casi in cui la persona assicurata riesce solo ad
indicare in termini temporali la (prima) comparsa dei dolori oppure laddove la
(prima) comparsa di dolori si accompagna semplicemente al compimento di un atto
ordinario della vita che la persona assicurata è peraltro in grado di
descrivere (DTF 129 V 46s. consid. 4.2.1 e 4.2.2), la Corte federale ha subordinato, in via di principio, il riconoscimento di un fattore esterno
suscettibile di agire in maniera pregiudizievole sul corpo umano all'esistenza
di un evento presentante un certo potenziale di pericolo accresciuto e quindi
alla presenza di un'attività intrapresa nell'ambito di una tale situazione
oppure di uno specifico atto ordinario della vita implicante una sollecitazione
del corpo che eccede il quadro di quanto fisiologicamente normale e
psicologicamente controllabile (DTF 129 V 470 consid. 2.2.2). Per il resto,
conformemente a quanto già statuito in precedenza, ha rammentato che
l'intervento di un fattore esterno può anche essere ammesso in caso di
cambiamenti di posizione che, secondo l'esperienza medico-infortunistica, sono
sovente suscettibili di originare dei traumi sviluppanti all'interno del corpo
("körpereigene Trauma", come ad es. il rialzarsi improvvisamente da
posizione accovacciata, il movimento brusco e/o aggravato, oppure il
cambiamento di posizione dovuto a influssi esterni incontrollabili, DTF 129 V
470, consid. 4.2.3). 

                                         Il TFA ha pure specificato
che gli eventi che si verificano durante lo svolgimento di un'attività
professionale abituale non danno luogo a delle lesioni corporali parificabili
ai postumi di un infortunio, i processi motori consueti nell'ambito
dell'attività professionale essendo da considerare degli atti ordinari ai quali
fa di principio difetto l'elemento costitutivo della situazione di pericolo
accresciuto (cfr. DTF 129 V 471 consid. 4.3; cfr., pure, STFA U 76/03 del 15
aprile 2004). 

 

                                         Necessario è inoltre che
si sia trattato di un evento improvviso (cfr. RAMI 2000 U 385, p. 268). Il
presupposto della repentinità non va però inteso nel senso che l'azione sul
corpo umano debba avere luogo fulmineamente, ossia nell'arco di secondi o,
addirittura, di una frazione di secondo. A questo requisito va piuttosto
attribuito un significato relativo, nel senso che deve trattarsi di un singolo
avvenimento. Pertanto, deve essere escluso dall'assicurazione contro gli
infortuni quel danno alla salute che dipende da azioni ripetute o continue.
Decisiva non è dunque la durata di un'azione lesiva, ma piuttosto la sua
unicità (cfr. A. Bühler, Die unfallähnliche Körperschädigung, in SZS
1996, p. 88 e dello stesso autore, Meniskusläsionen und soziale
Unfallversicherung, in Bollettino dei medici svizzeri, 2001; 84: n. 44,
p. 2341).

 

                             2.10.   Chiamato a pronunciarsi nella
concreta evenienza, il TCA constata che dai referti medici agli atti non risulta,
con un sufficiente grado di verosimiglianza, l’esistenza di una delle diagnosi facenti
parte dell’elenco esaustivo delle lesioni parificate ad infortunio (art. 9 cpv.
2 OAINF). 

 

                                         In effetti, nel suo
referto del 28 febbraio 2014, il dott. __________ ha diagnosticato uno stiramento
del tendine di Achille (cfr. doc. A4). A questo proposito, va però ricordato che
lo stiramento di un tendine, a differenza dello stiramento di un muscolo o di
un legamento, non rientra nella nozione di lacerazione di cui all’art. 9 OAINF
cpv. 2 lett. f (cfr. DTF 114 V 304 consid. 4c; STFA U 235/02 del 6 agosto 2003
consid. 1.2). 

 

                                         D’altro canto, l’esame di
RMN del 21 febbraio 2014 ha evidenziato una lieve infiammazione del tendine
d’Achille (“tendinosi”), senza segni per una rottura (cfr. doc. ZM-4). 

                                         Esaminato il referto
radiologico citato, il medico fiduciario della CO 1, dott. __________, ha confermato
la presenza di una tendinite e ne ha escluso una rottura (cfr. doc. ZM-5). 

 

                                         Questa corte non ignora
che, nel suo rapporto del 29 aprile 2014, il chirurgo ortopedico dott. __________
ha diagnosticato una sospetta lesione acuta in micro-lacerazione del tendine di
Achille (cfr. doc. A5). Va tuttavia segnalato che, secondo costante
giurisprudenza, sebbene alle lacerazioni sono assimilate pure le rotture
parziali, ossia le lacerazioni di singoli fasci di fibre tendinee, la presenza
di una lesione di questo genere deve essere inequivocabile e deve emergere
chiaramente dagli esami radiologici (cfr. DTF 114 V 298 consid. 5 e STFA U
235/02 del 6 agosto 2003 consid. 1.2.). 

                                         Nel caso di specie, tali
presupposti non appaiono adempiuti, posto, da una parte, che la RMN della
caviglia destra ha escluso la presenza di una lacerazione tendinea e, dall’altra,
che il dott. __________ ha indicato che vi è soltanto il sospetto per
una microlesione del tendine d’Achille. 

 

                                         Un obbligo a prestazioni
non può pertanto essere imposto all’assicuratore LAINF resistente, nemmeno a
titolo di lesione parificata ai postumi d’infortunio (per un caso analogo, in
cui il TF ha ritenuto non sufficientemente dimostrata l’esistenza di una
lacerazione tendinea, si veda la STF 8C_784/2013 del 7 ottobre 2014 consid.
4.2). 

 

                             2.11.   Con la propria impugnativa,
l’assicurata ha chiesto di essere sentita da questa Corte (doc. I, p. 3:
“Qualora questo mio ricorso non possa essere accolto, chiedo di poter essere
sentita.”). 

                                         Giusta l'art. 6 n. 1 CEDU,
ogni persona ha diritto a un'equa e pubblica udienza entro un termine
ragionevole, davanti a un tribunale indipendente e imparziale costituito per
legge, al fine della determinazione sia dei suoi diritti e dei suoi doveri di
carattere civile, sia della fondatezza di ogni accusa penale che gli venga
rivolta. 

 

                                         Secondo la
giurisprudenza federale, confermata in DTF 122 V 54s. consid. 3, la pubblicità
del dibattimento, imposta dall'art. 6 n. 1 CEDU ed ormai ancorata anche nella
Costituzione svizzera all'art. 30 cpv. 3, dev'essere principalmente garantita
nella procedura di ricorso di prima istanza (cfr. STF 8C_504/2010 del 2
febbraio 2011). Tuttavia, lo svolgimento di un pubblico dibattimento in materia
di assicurazioni sociali presuppone l'esistenza di una richiesta chiara e
inequivocabile di una parte nel corso della procedura ricorsuale di prima
istanza (cfr. STF 9C_578/2008 del 29 maggio 2009 consid. 4.8.; DTF 122 V 55
consid. 3a con riferimenti). Una semplice richiesta di prove, così come delle
domande tendenti alla comparizione oppure a un interrogatorio personale, a un
interrogatorio delle parti, a un’audizione testimoniale oppure a un
sopralluogo, non sono sufficienti per fondare un simile obbligo (cfr. SVR 2009
IV Nr. 22 pag. 62; DTF 125 V 38 consid. 2).

                                         L’Alta Corte
ha, inoltre, stabilito che il rifiuto di differire un'udienza pubblica fondato
su motivi obiettivi non è in contrasto con il diritto federale e, in
particolare, con l'art. 6 n. 1 CEDU (sul tema, si veda tuttavia la DTF 136 I
279; DTF 127 V 491; STF 8C_504/2010 succitata).

 

                                         Nella
concreta evenienza, non essendo stata presentata una domanda esplicita di
procedere a un’udienza pubblica ma soltanto una richiesta di audizione
personale, il TCA rinuncia all’audizione in quanto superflua ai fini dell’esito
della vertenza (cfr. STF I 472/06 del 21 agosto 2007, I 472/06, consid. 2). 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Fabio
Zocchetti