# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** cf8ac42c-1e1f-5df6-804d-4ad0e3656ff6
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-06-29
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 29.06.2010 D-3507/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-3507-2008_2010-06-29.pdf

## Full Text

Corte IV

D-3507/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 9  g i u g n o  2 0 1 0

Giudici Daniele Cattaneo, Giudice unico, 
con approvazione del Giudice Bruno Huber, 
cancelliere Carlo Monti;

A._______, alias 
B._______, 
C._______, alias 
D._______ e 
E._______, 
Mongolia, 
ricorrenti,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo ed allontanamento; 
decisioni dell'UFM del 29 aprile 2008 / N [...] e N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-3506/2008 e D-3507/2008

Fatti:

A.
Le interessate, A._______ e C._______, dichiaratesi di etnia khalki e 
provenienti  da F._______, Mongolia, hanno depositato una domanda 
d'asilo in data 27 dicembre 2007.

Interrogata sui  motivi  di  asilo,  A._______ ha allegato, in  sostanza e 
per quanto è qui di rilievo, di aver coabitato, dopo il divorzio dal marito  
violento,  con  la  madre  ed  il  patrigno  dal  2005  fino  all'espatrio. Nel 
luglio  del  2007  il  patrigno  avrebbe  violentato  la  richiedente,  mi-
nacciandola di  morte se avesse raccontato l'accaduto alla madre. In 
data 23 settembre 2007 l'interessata, dopo aver subito nuove molestie, 
avrebbe deciso di  confidarsi  con la madre, la quale avrebbe dunque 
confrontato il proprio consorte, litigandovi furiosamente. La richiedente 
si  sarebbe  recata  dunque  dalla  propria  zia,  ossia  dalla  signora 
C._______,  per  chiedere  aiuto,  e sarebbe poi  rimasta  con il  proprio 
nonno ed il proprio nipote, fino alla telefonata di C._______, la quale le 
avrebbe  annunciato  la  morte  della  propria  madre.  Dopo  il  funerale 
della  madre,  la  zia  sarebbe  stata  accusata  dell'omicidio  e  dunque 
arrestata, e B._______ avrebbe vissuto con il  nipotino ed il  nonno, il 
quale sarebbe poi morto di infarto, soffrendo già di problemi di salute. 

C._______ ha dichiarato, in merito ai  propri  motivi  d'asilo, di  essere 
espatriata in primo luogo per aver subito dei maltrattamenti da parte 
dell'ex-convivente,  ed  in  secondo  luogo  per  essere  stata  arresta 
poiché sospettata di aver ucciso la propria sorella. Infatti, il marito del-
la  sorella  avrebbe  dichiarato  alla  polizia  che  C._______  avrebbe 
accusato la sorella di essere un'ubriacona e le avrebbe quindi tirato un 
calcio alla testa mentre questa si trovava sul pavimento. Dopo essere 
stata  interrogata  tre  volte,  l'interessata  sarebbe  stata  trasportata  al 
carcere di G._______, ove sarebbe rimasta fino al permesso di uscita 
per  poter  presenziare  al  funerale  del  padre,  ottenuto  grazie  alla 
garanzia di un'amica e del di lei marito, i quali avrebbero inoltre pagato 
la cauzione della richiedente. Ella è dunque espatriata con il figlio e la  
nipote, temendo che il cognato potesse far sì che ella venisse incrimi -
nata grazie ad un parente che avrebbe lavorato nella divisione orga-
nizzativa della polizia.

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Le interessante sono dunque espatriate in data 19 ottobre 2007, giun-
gendo in Svizzera deponendo la loro richiesta d'asilo in data il 27 otto-
bre 2007.

B.
Con due decisioni distinte del 29 aprile 2008, l'UFM ha respinto le suc-
citate domande d'asilo e pronunciato l'allontanamento delle richiedenti 
dalla Svizzera nonché l'esecuzione dello stesso siccome lecita, esigi -
bile e possibile.

C.
Il 29 maggio 2008 le interessate hanno congiuntamente inoltrato ricor-
so contro la menzionata decisione dell'UFM dinanzi al Tribunale ammi-
nistrativo federale (TAF). Hanno chiesto, in ordine, l'annullamento della 
decisione  impugnata,  la  concessione  dell'asilo  e,  in  via  sussidiaria, 
l'ammissione provvisoria. Hanno altresì presentato una domanda d'e-
senzione dal versamento di  un anticipo a copertura delle presumibili 
spese processuali.

D.
Con decisione  incidentale  del  13 giugno 2008,  codesto  Tribunale  ha 
comunicato  alle  ricorrenti  l'autorizzazione  a  soggiornare  in  Svizzera 
fino al termine della procedura. Con la stessa decisione incidentale il  
giudice  dell'istruzione  ha  quindi  congiunto  le  cause  D-3506/2008  e 
D-3507/2008 ritenuto il singolo ricorso inoltrato dalle ricorrenti contro 
le  decisioni  impugnate  come  un'implicita  domanda  di  congiunzione. 
Eccezionalmente si è rinunciato ad un versamento di un anticipo a co-
pertura delle presumibili spese processuali.

E.
Con decisione incidentale del 13 giugno 2008, il TAF ha invitato l'UFM 
ad inoltrare una propria risposta al ricorso entro il 14 luglio 2008.

F.
Con due scritti del 4 luglio 2008 l'UFM ha riconfermato la propria posi-
zione e ribadito che le allegazioni delle ricorrenti in merito all'assassi -
nio della sorella e rispettivamente della madre sarebbero inverosimili.

G.
Con decisione incidentale del 15 luglio 2008 il TAF ha concesso alle ri-
correnti un termine sino al 14 agosto 2008 per introdurre l'atto di repli-
ca.

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H.
In data 29 luglio 2008 le ricorrenti hanno inoltrato la propria replica, ri-
badendo quanto già affermato durante le audizioni e nel ricorso.

I.
Ulteriori  fatti  ed argomenti  addotti  dalle parti  negli  scritti  verranno ri -
presi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della verten-
za.

Diritto:

1.
Le procedure in  materia d'asilo sono rette dalla  legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal-
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giu-
gno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giu-
gno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi).

Fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il TAF, in virtù 
dell'art. 31 LTAF, giudica definitivamente (art. 83 lett. d LTF) i  ricorsi 
contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 PA prese dalla autorità menziona-
te all'art. 33 LTAF.

L'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi).

L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA.

Le ricorrenti hanno partecipato al procedimento dinanzi all'autorità in-
feriore, sono particolarmente toccate dalla decisione impugnata e van-
tano un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modifica-
zione della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA), per il che sono legitti -
mate ad aggravarsi contro di essa.

I  requisiti  relativi  ai  termini  di  ricorso (art. 108 LAsi),  alla forma e al 
contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti e pure gli altri  
presupposti processuali sono parimenti adempiuti.

Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso.

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2.
Ricorsi  manifestamente  infondati,  ai  sensi  dei  motivi  che  seguono, 
sono decisi in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice uni-
co, con l'approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la  
decisione è motivata solo sommariamente.

3.
Con ricorso al TAF, possono essere invocati la violazione del diritto fe-
derale, l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-
vanti e l'inadeguatezza (art. 106 LAsi). Il  TAF non è vincolato né dai 
motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche del -
la decisione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti  (cfr. sen-
tenza del TAF D-4917/2006 del 12 luglio 2007, consid. 3; PIERRE MOOR, 
Droit administratif, vol. II, 2ª ed., Berna 2002, n. 2.2.6.5).

4.
4.1 Giusta l'art. 3 cpv. 1 LAsi, sono rifugiati le persone che, nel paese 
d'origine o di ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa 
della loro razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determina-
to gruppo sociale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato 
timore di essere esposte a tali pregiudizi. Sono segnatamente pregiu-
dizi seri l'esposizione a pericolo della vita, dell'integrità fisica o della li -
bertà,  nonché le misure che comportano una pressione psichica  in-
sopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi). Occorre altresì tenere conto dei motivi 
di fuga specifici della condizione femminile (art. 3 cpv. 2 2a frase LAsi).

4.2 A tenore dell'art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve pro-
vare o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di  rifugiato. La 
qualità di rifugiato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una 
probabilità preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in par-
ticolare le allegazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate 
o contraddittorie, non corrispondono ai fatti o si basano in modo deter-
minante su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi).

In  altre  parole,  per  poter  ammettere la  verosimiglianza,  ai  sensi  dei 
summenzionati disposti, delle dichiarazioni determinanti rese da un ri -
chiedente l'asilo, occorre che le stesse abbiano insito un grado di con-
vinzione logica tale da prevalere in modo preponderante sulla possibi-
lità  del  contrario,  così  che  quest'ultima  risulti  secondaria  (cfr.  Giuri-
sprudenza  ed  informazioni  della  Commissione  svizzera  di  ricorso  in 
materia  d'asilo  [GICRA] 1993 n. 21).  Le  dichiarazioni  devono  essere 
attendibili, cioè resistenti alle obiezioni, precise, ovvero non generiche 

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e non suscettibili di diversa interpretazione (altrettanto o più verosimi-
le), e concordanti, o meglio non in contrasto fra loro e nemmeno con 
altri dati o elementi certi. Peraltro, il giudizio sulla verosimiglianza deve 
essere il frutto di una valutazione complessiva, e non esclusivamente 
atomizzata, delle singole allegazioni decisive, in modo da consentire di 
limitare al minimo il rischio dell'approssimazione, ovvero il pericolo di 
fondare il  giudizio valorizzando, contro indiscutibili  postulati  di  civiltà  
giuridica,  semplici  impressioni  dell'autorità  giudicante  (cfr.  GICRA 
1995 n. 23).

5.
5.1 Nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato inverosimili ed ir-
rilevanti le allegazioni delle richiedenti concernenti i propri motivi d'asi-
lo.

In merito alle dichiarazioni di A._______, l'UFM osserva che ella si sa-
rebbe contraddetta  più  volte,  in  particolare  avrebbe dichiarato  in  un 
primo tempo che, quando la zia si sarebbe recata dalla madre, l'avreb-
be trovata già morta, e, successivamente, che la madre sarebbe dece-
duta dopo aver subito un'operazione in ospedale. La ricorrente avreb-
be inoltre dapprima allegato che il passatore le avrebbe ritirato sia il  
passaporto che la carta d'identità, ed in seguito di aver lasciato la pro -
pria carta d'identità presso un'amica della zia, in Mongolia. L'autori tà 
sottolinea inoltre come i maltrattamenti subiti  da A._______ da parte 
del  proprio marito, tra il  2002 ed il  2005,  non avrebbero uno stretto 
contesto causale tra persecuzione e fuga, in quanto ella dopo il divor-
zio non avrebbe più subito alcun abuso da parte del consorte.

Per ciò che concerne le  allegazioni  di  C._______, l'autorità  inferiore 
evidenzia come ella avrebbe dichiarato durante l'audizione sulle gene-
ralità di essere giunta a casa della propria sorella subito dopo la sua 
morte, mentre in seguito avrebbe affermato di aver sentito il debole re-
spiro di questa e avrebbe dunque chiamato un'ambulanza, recandosi 
con lei all'ospedale. Inoltre, la ricorrente avrebbe allegato che la nipote 
l'avrebbe chiamata da casa della sorella, contraddicendosi poi asse-
rendo che la nipote si sarebbe recata di persona da lei per riferirle del 
furioso litigio tra i due coniugi. Infine, l'UFM osserva che gli abusi subiti 
dall'ex-convivente non sarebbero pertinenti ai sensi dell'art. 3 LAsi, in-
fatti, secondo le sue dichiarazioni, egli sarebbe stato prontamente ar -
restato dopo che ella  l'avrebbe denunciato,  dimostrando così  che le 

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autorità mongole sarebbero in grado di offrire una protezione, quando 
opportunamente sollecitate.

L'UFM ha inoltre rilevato varie incongruenze in relazione ai  rispettivi 
racconti, infatti, A._______ avrebbe allegato che, il giorno dopo il de-
cesso della madre, si sarebbero presentati due poliziotti alla sua abita -
zione,  mentre  C._______  avrebbe  invece  dichiarato  che  si  sarebbe 
trattato di tre poliziotti. La prima avrebbe inoltre affermato che la prima 
convocazione  per  entrambe presso  l'investigatore  di  polizia  sarebbe 
avvenuta il 2 ottobre 2007 alla mattina per lei ed al pomeriggio per la 
zia. Tuttavia,  la  zia avrebbe allegato che la  sua prima convocazione 
sarebbe stata per il 28 od il 29 settembre 2007. C._______ ha inoltre 
asserito che la nipote sarebbe stata informata del di lei arresto durante 
un interrogatorio, mentre A._______ ha riferito di esserne venuta a co-
noscenza tramite un poliziotto che si sarebbe recato a casa sua per in -
formarla,  ed  inoltre,  ella  sarebbe  stata  interrogata  un'unica  volta,  e 
questo prima del fermo della zia. Infine, conclude l'UFM, l'esecuzione 
dell'allontanamento sarebbe ammissibile, esigibile e possibile.

5.2 Nel gravame, le insorgenti ribadiscono innanzitutto il  proprio rac-
conto, e ritengono, in sostanza e per quanto è qui di rilievo, che le con-
traddizioni sollevate dall'autorità inferiore consisterebbero in piccole di -
vergenze su elementi non fondamentali del loro racconto, per le quali 
esse avrebbero peraltro già fornito una spiegazione. Esse sottolineano 
inoltre che durante la prima audizione erano state pregate di essere 
brevi e concise nel proprio racconto, e, dunque, le divergenze rilevate 
sarebbero imputabili  al  maggior  numero di  dettagli  forniti  durante  le 
audizioni federali. Esse ritengono inoltre che, nel caso di un loro rim-
patrio,  verrebbero esposte a trattamenti  inumani  e degradanti  vietati  
dall'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e 
delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101), ed 
inoltre esse asseriscono di non disporre più di alcuna rete sociale in 
Mongolia. Dunque, per questi motivi, esse affermano che l'esecuzione 
del  loro  allontanamento  non  sarebbe  né  lecita,  né  ragionevolmente 
esigibile.

6.
A mente di questo Tribunale, come rettamente rilevato dall'autorità in-
feriore nella decisione impugnata, le dichiarazioni determinanti in ma-
teria d'asilo rese dalle ricorrenti s'esauriscono in mere, generiche ed 
imprecise  affermazioni  di  parte,  non corroborate dal  benché minimo 

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elemento di seria consistenza, in sostanza per le ragioni indicate nel 
provvedimento litigioso.

6.1 In primo luogo vi è da osservare come le allegazioni di entrambe 
le insorgenti  siano pervase da contraddizioni,  ed inoltre come il  rac-
conto di ognuna presenti delle incongruenze raffrontato a quello del-
l'altra. 

A._______ ha dichiarato, durante la prima audizione, che "quando mia 
zia è andata a casa di mia madre l'ha trovata morta" (cfr. verbale d'au-
dizione del 6 febbraio 2008, pag. 5  [A._______]), ma, poco dopo, ella 
ha asserito che "hanno chiamato la polizia subito dopo il ritrovamento 
del corpo di mia madre che giaceva a terra priva di sensi" (cfr.  ibidem, 
pag. 6). Ella non ha proferito parola sul ricovero in ospedale e sull'ope-
razione dalla quale sarebbe dipesa la vita della madre durante la pri -
ma audizione, fatti  che ha invece riferito durante l'audizione federale 
(cfr. verbale  d'audizione  del  6 marzo 2008,  pag. 4  [A._______]). Ella 
ha allegato, in un primo tempo, di  aver avuto un'unica volta contatti 
con la polizia, ossia quando sarebbe stata convocata per essere inter-
rogata al distretto (cfr. verbale d'audizione del 6 febbraio 2008, pag. 6 
[A._______]), mentre, in seguito, ella ha affermato di aver parlato con i 
poliziotti una prima volta il giorno dopo la morte della madre, i quali le 
avrebbero chiesto di raccontare l'accaduto (cfr. verbale d'audizione del 
6 marzo 2008, pag. 4 [A._______]), ed una seconda volta durante l'in-
terrogatorio (cfr. ibidem, pag. 5).

C._______ ha allegato in un primo tempo di essere giunta a casa della 
sorella "proprio appena dopo che il  marito aveva ucciso mia sorella"  
(cfr. verbale  d'audizione  del  20 febbraio 2008,  pag. 5  [C._______]), 
ma,  successivamente,  ella  ha  allegato  che  al  suo  arrivo  la  sorella 
avrebbe avuto il respiro flebile e lei avrebbe dunque chiamato l'ambu-
lanza (cfr. verbale d'audizione del 6 marzo 2008, pag. 4 [C._______]). 
Ella ha inoltre affermato, durante la prima audizione, che la nipote "ha 
chiamato da casa di mia sorella" per raccontarle l'accaduto (cfr. verba-
le d'audizione del 20 febbraio 2008, pag. 5 [C._______]), tuttavia, du-
rante  l'audizione  federale,  ella  ha  dichiarato  "mia  nipote  H._______ 
(…) è venuta a casa mia (…) ha detto che mia sorella ed il suo compa-
gno hanno avuto un furioso litigio" (cfr. verbale d'audizione del 6 mar-
zo 2008, pag. 3 [C._______]). L'insorgente ha inoltre allegato che il co-
gnato sarebbe stato anch'egli arrestato e detenuto nella stessa prigio-
ne (cfr. verbale d'audizione del 20 febbraio 2008, pag. 6 [C._______]), 

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eppure, durante la seconda audizione, ella ha raccontato di aver uni-
camente supposto che il cognato fosse stato arrestato, non avendolo 
scorto al funerale della sorella, e ammettendo che nessuno le avrebbe 
riferito  del  suo  arresto  (cfr. verbale  d'audizione  del  6 marzo 2008, 
pag. 3 [C._______]). Ella  ha infine  asserito  di  essere  fuggita poiché 
avrebbe temuto che il cognato la potesse "incastrare" grazie ad un pa-
rente  impiegato  nella  divisione  investigativa  nella  procura  della  Re-
pubblica  (cfr. verbale  d'audizione  del  20 febbraio 2008,  pagg. 5  e 6 
[C._______]), senza tuttavia fornire dettaglio alcuno in merito a detta 
persona,  limitandosi  invece  a  dichiarare  in  modo  vago  e  generico: 
"avevo sentito che mio cognato aveva un parente di nome I._______, 
che è un generale nell'ente della giustizia. Questo è un parente stretto 
di  mio cognato. Ho pensato  che quest'ultimo poteva accusare  me e 
farla franca, con l'aiuto del suo parente" (cfr. verbale d'audizione del 
6 marzo 2008, pag. 9 [C._______]).

Per ciò che concerne le incongruenze rilevate nei rispettivi racconti, si 
evidenzia  che  A._______  ha  dichiarato  di  essere  stata  convocata 
"dopo il funerale di mia madre, la polizia ha convocato mia zia e anche 
me"  (cfr. verbale  d'audizione del  6 marzo 2008,  pag. 5 [A._______]), 
aggiungendo che l'interrogatorio si sarebbe svolto il 2 ottobre 2007, al 
mattino per lei ed al pomeriggio per la zia, e che, dopo tale evento, la 
zia sarebbe stata interrogata altre due volte, per un totale di tre volte 
(cfr. ibidem, pag. 5). C._______ ha tuttavia affermato di aver subito il 
primo interrogatorio  in data 28 o 29 settembre 2007, e non il  2 otto-
bre 2007,  come  ha  allegato  la  nipote  (cfr. verbale  d'audizione  del 
6 marzo 2008,  pag. 6 [C._______]). Quando interrogata  in  merito  al-
l'arresto della zia, A._______ ha asserito di esserne stata informata da 
un poliziotto che si sarebbe presentato alla sua abitazione (cfr. verbale 
d'audizione del 6 marzo 2008, pag. 5 [A._______]). Invece, quando in-
vitata a chiarire come la nipote potesse essere venuta a conoscenza 
del suo arresto, C._______ ha allegato "lo avevano detto a H._______ 
durante  un  suo  interrogatorio"  (cfr. verbale  d'audizione  del  6 mar-
zo 2008, pag. 8 [C._______]), trascurando il  fatto che H._______ sa-
rebbe stata interrogata un'unica volta il 2 ottobre 2007 e, in ogni caso, 
prima dell'arresto della zia, avvenuto dopo il suo terzo interrogatorio, in 
data 4 ottobre 2007 (cfr. ibidem, pag. 6).

Viste nel loro insieme, le affermazioni inverosimili delle ricorrenti non-
ché le numerose contraddizioni,  neppure contestate in modo sostan-
ziale in sede di ricorso, appaiono – sia per numero sia per qualità – 

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suscettibili d'essere utilizzate al fine di una valutazione d'insieme della  
plausibilità delle dichiarazioni rese da entrambe.

Visto quanto precede, a mente di questo Tribunale, le insorgenti non 
hanno saputo fornire indicazioni precise e coerenti  sui  fatti  addotti  a 
sostegno dei  motivi  presentati  a  fondamento  della  propria  domanda 
d'asilo, per il che v'è motivo di concludere alla loro inverosimiglianza.

6.2 A titolo abbondanziale e a prescindere dalle allegazioni inverosi-
mili di cui sopra è necessario evidenziare che i maltrattamenti subiti da 
A._______ da parte del marito dal 2002 al 2005 non appaiono avere 
un fondamento di  persecuzione ai  sensi  dell'art. 3 LAsi. Infatti,  come 
rettamente  ritenuto  dall'autorità  inferiore,  in  seguito  al  divorzio  nel 
2005 ella non avrebbe più subito maltrattamenti  da parte del marito. 
Ella dunque non è riuscita a corroborare alcun nesso temporale tra i  
fatti vissuti ed il proprio espatrio nell'ottobre 2007, considerando altresì 
che detti fatti risalirebbero al 2005, ovvero ad un intervallo di ben due 
anni. Ciò risulta contrario alla comune esperienza di vita ed alquanto  
improbabile, poiché se ella avesse davvero temuto per la propria vita a 
causa dell'ex-marito non avrebbe atteso un così lungo periodo per fug-
gire. Neppure il  timore verso il  proprio  ex-convivente  fatto  valere da 
C._______ risulta avere un nesso temporale tra i fatti allegati e la fuga. 
Difatti  ella avrebbe allegato che, quando egli l'avrebbe aggredita per 
l'ultima volta, accoltellandola nel luglio 2006, la polizia sarebbe inter -
venuta  arrestandolo  (cfr. verbale  d'audizione  del  20 febbraio 2008, 
pagg. 5 e 6 [C._______]). Da allora fino all'espatrio, nell'ottobre 2007, 
ella  non  l'avrebbe  più  rivisto  (cfr. verbale  d'audizione  del  6 mar-
zo 2008, pag. 3 [C._______]).

A tal  proposito,  è  d'uopo  osservare  che  non  è  determinante 
unicamente come il richiedente l'asilo sia stato colpito soggettivamen-
te dalle persecuzioni allegate. E' invece decisivo se al momento dell'e-
spatrio anche da un punto di vista oggettivo esista ancora un perico lo 
che le persecuzioni subite si ripetano e dunque esista ancora un bi -
sogno  di  protezione  al  momento  dell'espatrio  (cfr. GICRA 2000 n. 2, 
consid. 8b-c, pag. 20 segg., e GICRA 1998 n. 4, consid. 5d, pag. 27). 
Un limite temporale, prefissato per stabilire quando il  nesso causale 
sia da ritenersi interrotto, non si può determinare a priori, da pondera-
re vi  sono anche eventuali  motivi  oggettivi  e soggettivi  plausibili  che 
abbiano  impedito  un  espatrio  anticipato  (cfr.  GICRA  2000 n. 17, 
pag. 157 segg.). Nondimeno, dottrina e prassi in materia di asilo fanno 

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riferimento ad un lasso temporale tra i 6 ed i 12 mesi, dopo i quali il  
nesso causale di regola viene a mancare (cfr. Decisioni del Tribunale 
amministrativo  federale  [DTAF] 2009/51,  consid. 4.2.5,  WERENFELS, 
a.a.O., pag. 295; KÄLIN, a.a.O., pag. 128; ACHERMANN/HAUSAMMANN, a.a.O., 
pag. 107; MARIO GATTIKER, Das Asyl- und Wegweisungsverfahren, 3ª ed., 
Berna 1999, pag. 76).

Inoltre,  per  ciò  che  concerne  C._______,  è  necessario  sottolineare 
che, sempre a prescindere dalla  verosimiglianza di  quanto da lei  di-
chiarato, ella sarebbe stata interrogata tre volte dalle autorità durante 
delle indagini per omicidio, ed in seguito trattenuta preventivamente in 
attesa che si appurassero i fatti. Addirittura, ella sarebbe stata rilascia-
ta su cauzione, indizio che indurrebbe ad escludere un abuso di potere 
da parte delle autorità od un trattamento iniquo, tanto più che ella ha 
allegato che anche il cognato sarebbe stato arrestato, anch'egli in atte-
sa che venisse fatta luce sul delitto, e, di conseguenza, che neppure il 
presunto parente con grado di generale avrebbe potuto influenzare le 
autorità a suo favore ed in sfavore della ricorrente. D'altronde, indagini 
di polizia o condanne pronunciate in applicazione del diritto nazionale 
per reati commessi, sono misure d'imperio che di principio non posso-
no essere qualificate quali persecuzioni pertinenti nell'ottica dell'art. 3 
LAsi (cfr. GICRA 2006, n. 3). Peraltro, un eventuale errore giudiziario ai 
danni dell'insorgente non costituisce di  per sé un motivo rilevante in 
materia d'asilo. Inoltre, considerata l'evocata inverosimiglianza ed irri-
levanza delle dichiarazioni  rese dalle ricorrenti  a sostegno delle loro 
domande d'asilo, non v'è motivo di ritenere che esse non possano ot-
tenere in Patria un'appropriata protezione, se opportunamente solleci-
tata, contro l'eventuale futuro agire illegittimo di terzi nei loro confronti,  
rispettivamente non possano beneficiare di un equo processo in rela-
zione ad eventuali accuse mosse nei loro confronti per ragioni che non 
appaiono  avere  alcuna  relazione  con  uno  dei  motivi  enumerati  al-
l'art. 3 LAsi.

6.3 Ciò posto, codesto Tribunale ritiene che l'UFM ha rettamente con-
siderato che i motivi presentati dalle ricorrenti non adempiono le con-
dizioni della qualità di rifugiato previste dall'art. 3 LAsi: le allegazioni  
delle ricorrenti non soddisfacenti le condizioni di verosimiglianza di cui 
all'art. 7 LAsi. Pertanto, sui punti di questione del riconoscimento della  
qualità di rifugiato, rispettivamente della concessione dell'asilo, il ricor -
so, destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e 
la decisione impugnata va confermata.

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7.
Le ricorrenti  non  adempiono  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  (art.  14 
cpv. 1 e 2 ed art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 dell'Ordinanza 1 sull'a-
silo  relativa  a questioni  procedurali  dell'11 agosto 1999  [OAsi  1, 
RS 142.311]).

8.
8.1 Per  quanto  concerne  l'esecuzione  dell'allontanamento, 
l'art. 83 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, 
RS 142.20) prevede che la  stessa sia ammissibile  (cpv. 3),  esigibile 
(cpv. 4) e possibile (cpv. 2). In caso di non adempimento di una di que-
ste  condizioni,  l'Ufficio  federale  dispone  l'ammissione  provvisoria 
(art. 83  cpv. 1  LStr).  La  questione  dell'ammissibilità,  dell'esigibilità  e 
della  possibilità  dell'allontanamento  deve  essere  esaminata  d'ufficio 
(cfr. sentenza del  TAF D-3975/2007 del  15 giugno 2007, consid. 3.4; 
WALTER KÄLIN, Grundriss des Asylverfahrens, Basilea e Francoforte sul 
Meno, 1990, pag. 262).

8.2 Quo alla pronuncia dell'allontanamento ed all'esecuzione del me-
desimo, nella misura in cui codesto Tribunale ha confermato la decisio-
ne dell'UFM relativa alla domanda d'asilo delle ricorrenti, queste non 
possono  prevalersi  del  principio  del  divieto  di  respingimento  (art.  5 
cpv. 1 LAsi), generalmente riconosciuto nell'ambito del diritto interna-
zionale pubblico ed espressamente enunciato all'art. 33 della Conven-
zione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 (Conv., RS 0.142.30).

In siffatte circostanze, non v'è motivo di considerare l'esistenza di un 
rischio personale, concreto e serio per le ricorrenti di essere esposte,  
in caso di allontanamento nel loro Paese d'origine, ad un trattamento 
proibito, in relazione all'art. 3 CEDU o all'art. 3 della Convenzione con-
tro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti 
del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105); GICRA 1996 n. 18.

Pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento delle ricorrenti è ammissibi-
le.

8.3 Giusta l'art. 83 cpv. 4 LStr, l'esecuzione non può essere ragione-
volmente esigibile  qualora,  nello  Stato d'origine o di  provenienza,  lo 
straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito a si -
tuazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergen-
za medica.

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Il TAF osserva nondimeno che in Mongolia non vige attualmente una si-
tuazione di guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga 
l'insieme della popolazione nella totalità del territorio nazionale.

Quo alla  situazione personale  di  A._______,  ella  è  giovane e  vanta 
un'esperienza  come  cuoca  (cfr.  verbale  d'audizione  del  6 febbra-
io 2008, pag. 2 [A._______]), ha vissuto gran parte della propria vita 
ad F._______ (cfr. ibidem, pag. 1), ove si può presumere possegga an-
cora una rete  sociale. Per ciò che concerne C._______,  ella  è pure 
giovane ed ha esperienza come commerciante di carne al mercato ed 
ha lavorato come commessa indipendente in un negozio ortofrutticolo 
per la durata di sei anni (cfr. verbale d'audizione del 20 febbraio 2008, 
pag. 2 [C._______]). Inoltre, loro non hanno neppure preteso nel gra-
vame di soffrire di gravi problemi di salute tali  da giustificare un'am-
missione provvisoria (cfr. sulla problematica GICRA 2003 n. 24), senza 
che ad un esame d'ufficio degli atti  di causa emerga la necessità di 
una loro permanenza in Svizzera per motivi medici. Infatti, i forti dolori  
alle ovaie di A._______ segnalati in data 25 febbraio 2008 si sono ri-
velati essere una bagatella (cfr. atti A13/1).

Pertanto,  l'esecuzione  dell'allontanamento  delle  insorgenti  nel  loro 
Paese d'origine deve essere considerata ragionevolmente esigibile.

9.
Non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell'ese-
cuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). Infatti,  le  ricorrenti, 
usando della dovuta diligenza potranno procurarsi ogni documento ne-
cessario al rimpatrio.

10.
L'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, ragionevolmente esi-
gibile e possibile. Per conseguenza, anche in materia d'allontanamen-
to e relativa esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisio-
ne confermata.

11.
Ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato il di -
ritto federale, né abusato del suo potere di apprezzamento; l'autorità di 
prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuri -
dicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata (art. 106 
LAsi), per il che il ricorso va respinto.

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12.
Visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.-, che 
seguono la soccombenza, sono poste a carico delle ricorrenti (art.  63 
cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle 
spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale 
del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(Dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali di CHF 600.- sono poste a carico delle insorgen-
ti. Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale entro un 
termine di 30 giorni dalla data di spedizione della presente sentenza.

3.
Comunicazione a:

- ricorrenti (Raccomandata;allegato: bollettino di versamento)
- UFM, Divisione soggiorno, con allegati gli incarti N [...] e N [...] (per 

corriere interno; in copia)
- J._______ (in copia)

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Carlo Monti

Data di spedizione:

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