# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7ae61886-574c-5930-920c-d3f8d0d6a1a1
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-05-24
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 24.05.2006 11.2006.38
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2006-38_2006-05-24.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2006.38

  	
  Lugano

  24 maggio
  2006

   

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G. A. Bernasconi, presidente,

  Giani e Lardelli

  

 

	
  segretario:

  	
  Annovazzi, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa n. 659.1995/R.1.2006
(curatela di gestione: revoca) della Divisione degli interni, Sezione degli
enti locali quale autorità di vigilanza sulle tutele, che oppone

 

	
   

  	
  RI 1  

   

  
	
   

  	
  alla

  	 

 

	
   

  	
  CO 1 ;

  

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti
di questione:     1.   Se dev'essere accolto l'appello
(¿ricorso¿) del 6 aprile 2006 presentato da RI 1 e RI 2 contro la decisione
emessa il 17 marzo 2006 dalla Sezione degli enti locali quale autorità di vigilanza
sulle tutele;

 

                                         2.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                          che
con risoluzione del 6 agosto 2003 la Commissione tutoria regionale 6 ha
istituito in favore dei coniugi RI 1 (1950) e RI 2 (1954), in sostituzione di
una curatela volontaria, una curatela amministrativa (art. 393 n. 2 CC), confermando
l'avv. __________ in qualità di curatore con il compito di amministrare i beni
e i redditi dei curatelati, in particolare riunendo tutte le loro entrate su un
unico conto e versando loro un importo mensile fisso per il vitto e le spese
personali;

                                         

                                         che, in seguito
alle dimissioni del curatore, con risoluzione dell'11 maggio 2005 l'autorità
tutoria ha assunto essa medesima il compito di verificare la gestione finanziaria
dei curatelati;

 

                                         che il 2
settembre 2005 RI 1 e RI 2 hanno postulato la revoca della curatela, ribadendo
la richiesta all'udienza del 26 ottobre successivo;

 

                                         che con
risoluzione del 14 dicembre 2005 la Commissione tutoria regionale ha respinto
la domanda;

 

                                         che contro la decisione appena citata RI 1
e RI 2 sono insorti l'11 gennaio 2006
alla Sezione degli enti locali, autorità di vigilanza sulle tutele, per
ottenere l'annullamento della curatela;

 

                                         che nelle
sue osservazioni del 3 febbraio 2006 la Commissione tutoria regionale ha
proposto di respingere il ricorso; 

 

                                         che, statuendo
il 17 marzo 2006, l'autorità di vigilanza ha respinto il ricorso senza
prelevare tasse né spese;

 

                                         che con
appello (¿ricorso¿) del 6 aprile 2006 volto contro la predetta decisione RI 1 e
RI 2 contestano la mancata revoca della curatela;

 

                                         che l'appello
non ha formato oggetto di intimazione;

 

e considerando

 

in diritto:                        che
l'atto in esame può essere trattato solo come appello, unico rimedio esperibile
contro le decisioni emesse dall'autorità di vigilanza sulle tutele (art.
48 della legge sull'organizzazione e la procedura in materia di tutele e
curatele [RL 4.1.2.2], cui rinvia l'art. 39 LAC);

 

                                         che un
appello deve contenere, oltre alle richieste di giudizio (art. 309 cpv. 2 lett.
e CPC), i motivi di fatto e di diritto su cui si fonda (art. 309 cpv. 2 lett. f
CPC);

 

                                         che in
materia di tutele simili esigenze formali vanno nondimeno attenuate, nel senso
che trattandosi di un tutelato ¿ o di un tutelando ¿ il quale insorga
personalmente contro una decisione a lui sfavorevole, è sufficiente che le
richieste di giudizio e i motivi di impugnazione possano desumersi dall'insieme
dell'esposto (Geiser in: Basler
Kommentar, ZGB II, 2ª edizione, n. 41 ad art. 420);

 

                                         che, come
figura nella decisione impugnata, una curatela amministrativa può essere
revocata al momento in cui cessa la causa per cui è stata ordinata (art. 439
cpv. 2 CC);

 

                                         che in
concreto l'autorità di vigilanza ha scartato una simile ipotesi, gli
interessati non riuscendo a contenere le spese pur essendo oberati da debiti,
senza far fronte per altro a compiti importanti come il pagamento dei premi
della cassa malati;

 

                                         che,
oltre a ciò, i curatelati non spiegavano come intendevano gestirsi autonomamente,
non prospettando calcoli né conteggi di alcun genere con riferimento alle loro
entrate mensili;

 

                                         che nell'appello
i coniugi sottolineano il miglioramento della loro situazione finanziaria e ribadiscono
di essere in grado di amministrarsi da sé soli, impegnandosi a seguire l'attuale
modalità di gestione concordata con l'autorità tutoria;

                                      

                                         che così
argomentando, essi non si confrontano minimamente con le motivazioni dell'autorità
di vigilanza e nemmeno accennano ai motivi per cui la decisione impugnata
andrebbe riformata;

 

                                         che, ad
ogni buon conto, tra il 1982 e il 2005 gli interessati hanno accumulato attestati
di carenza beni per fr. 146 655.30 (il marito), rispettivamente fr. 38 561.¿ (la moglie);

 

                                         che dall'aprile
del 2005 l'autorità tutoria riscuote le rendite spettanti ai curatelati (complessivi fr. 4993.¿ mensili), paga il canone di locazione (complessivi
fr. 1900.¿) e accantona fr. 693.¿ per spese straordinarie, lasciando a libera
disposizione di loro fr. 2300.¿ mensili (fr. 2400.¿ dal novembre del 2005) per il sostentamento e le spese personali,
compreso il premio della cassa malati;

 

                                         che nel
giugno del 2005 l'autorità tutoria ha poi concesso agli interessati tre mesi di
gestione autonoma;

 

                                         che nel
corso di quel trimestre gli appellanti hanno dimostrato un certo miglioramento nella
loro capacità di amministrarsi, ma hanno dovuto ancora chiedere all'autorità
tutoria ripetuti supplementi della somma a libera disposizione, non avendo
saputo controllare ¿ ad esempio ¿ le spese telefoniche, come risulta dalla decisione
impugnata;

 

                                         che quest'ultimo
rilievo, non contestato dagli appellanti, dimostra come una revoca della
curatela d'amministrazione, chiesta dagli interessati subito dopo la scadenza
del trimestre in prova, sia prematura;

 

                                         che, dovesse
la situazione modificarsi affidabilmente in un futuro più o meno prossimo, gli
interessati potranno ancora instare per la soppressione del provvedimento;

 

                                         che, per
quanto riguarda gli oneri del giudizio odierno, essi seguirebbero la soccombenza
(art. 148 cpv. 1 CPC);

 

                                         che in
concreto appare equo tuttavia rinunciare a ogni prelievo, gli appellanti essendo
sprovvisti di cognizioni giuridiche e 

                                         avendo
agito senza l'ausilio di un patrocinatore;

 

                                         che non è
il caso di attribuire ripetibili invece alla Commissione tutoria, cui l'appello
non è stato intimato per osservazioni;

 

 

in applicazione dell'art. 313bis CPC,

 

 

pronuncia:              1.   Nella
misura in cui è ricevibile, l'appello è respinto e la decisione impugnata è confermata.

 

                                   2.   Non si
riscuotono tasse o spese né si assegnano ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione
a:

	
   

  	
  ¿ e  ; 

   ¿  .

  

                                         Comunicazione
alla Divisione degli interni, Sezione degli enti locali quale autorità di
vigilanza sulle tutele.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                           Il
segretario