# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7dbe6a5f-5028-58ba-9212-2f47d6c4aa75
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-03-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 09.03.2010 (publiziert) 52.2003.195
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2003-195_2010-03-09.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2003.195-206

   

  	
  Lugano

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano Bernasconi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretaria:

  	
  Sonia Giamboni, vicecancelliera

  

 

 

statuendo sui ricorsi: 

 

	
  a)     B)

   

   

   

   

   

                               b) 

  	
  16 giugno 2003
  di

  1. __________ 

  2. __________
  

  3. __________
  e __________ 

  4. __________
  e __________

  tutti patrocinati da: avv. __________

   

  17 giugno 2003
  di

  __________

  patrocinato da:
  avv. __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la risoluzione 27 maggio 2003 (n. 2329) del
  Consiglio di Stato, che ha sospeso il ricorso di __________ avverso la
  decisione 24 febbraio 2003 con cui il municipio di __________ ha concesso la
  licenza edilizia per la costruzione di una casa plurifamiliare sulla part. n.
  __________ RF e ha rinviato le parti al competente foro civile per
  l’accertamento dell'estensione del diritto di passo sulla part. n. __________
  RF;

  

 

viste le risposte:

-    23 giugno 2003 del
Comune di __________;

-        
1. luglio 2003 del
Consiglio di Stato;

-        
3 luglio 2003 di
__________;

al ricorso sub a);

 

-        
23 giugno 2003 del
Comune di __________;

-        
1. luglio 2003 del
Consiglio di Stato;

-        
7 luglio 2003 di
__________, __________; __________, __________, __________, __________;

al ricorso sub b);

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

A.      __________ e __________, comproprietari della part. n. __________ RF
di __________, hanno concesso, con contratto 19 giugno 2002, un diritto di
compera cedibile e successibile a carico del loro fondo a __________,
__________, __________ e __________. Con domanda 12 dicembre 2002 i beneficiari
del diritto di compera e i comproprietari hanno chiesto al municipio il
permesso per l’edificazione, sullo stesso mappale, di una casa di abitazione
plurifamiliare. Il progetto presentato comporta la costruzione di una palazzina
abitativa di cinque appartamenti, quattro da 3 ½ e uno da 4 ½ locali, sei
posteggi coperti e tre posteggi esterni. Per rimanere nei limiti dell’i.s.
previsto dal PR per la zona in questione (0.6), gli istanti hanno aggiunto alla
superficie utile lorda (SUL) anche quella, in eccedenza, del fondo contermine
(part. n. __________ RF). Con lettera 13 dicembre 2002, __________,
proprietaria della part. n. __________ RF ha confermato al municipio la
concessione, a titolo di prestito, di 80 mq SUL al mappale n. __________ RF.

A favore del fondo dedotto in edificazione
sussistono, tra gli altri, due diritti di passo per carro gravanti i mappali
confinanti n. __________ e __________ RF, iscritti a RF nel 1941, rispettivamente
nel 1950, che, a mente degli istanti, garantirebbero l’accesso all’abitazione
progettata.

B.      Al rilascio della licenza edilizia si è opposto __________, proprietario
della citata part. n. __________ RF, contestando l’intervento dal punto di
vista della validità del trasferimento degli indici e dell'adeguatezza
dell'accesso veicolare.

Raccolto
il preavviso favorevole dell’autorità cantonale, il 24 febbraio 2003 il municipio
ha rilasciato la licenza edilizia postulata, respingendo l’opposizione di
__________. In particolare, in relazione all’obiezione riguardante l’accesso
stradale, l’autorità comunale ha ritenuto che la questione, di mera natura
civile, fosse da dirimere tramite il competente foro giuridico.

 

 

C.     Con giudizio 27 maggio 2003, il Consiglio di Stato ha sospeso
l’esame del ricorso presentato contro la licenza dall’opponente e ha rinviato
le parti al competente foro civile.

In sostanza, dopo aver ammesso l’esistenza
dei presupposti per il trasferimento delle quantità edificatorie, il Governo ha
ritenuto che il travaso dell’i.s. fosse valido e adeguatamente dimostrato con
la presentazione dello scritto di __________. Non essendo invece dimostrato che
il diritto di passo esistente avrebbe garantito un accesso sufficiente al fondo
dedotto in edificazione, l’esecutivo cantonale ha preferito lasciare al giudice
civile il compito di interpretare la servitù iscritta a RF. A tal proposito, ha
considerato che spettava al proprietario del fondo gravato dalla servitù,
__________, dimostrare la mancanza di un accesso sufficiente. 

 

 

D.    
Contro il predetto giudizio governativo, sono
insorti davanti al Tribunale cantonale amministrativo __________, __________,
__________ e __________, __________ e __________, da una parte, e __________,
dall’altra parte. 

 

a) Mediante ricorso 16 giugno 2003 __________ e litisconsorti
sollecitano l’annullamento della risoluzione governativa, postulando la
riconferma della licenza edilizia.

Censurano segnatamente l’operato del Consiglio di Stato che avrebbe
dovuto considerare il fondo dedotto in edificazione, in quanto beneficiario di
due diritti di passo, munito dell’accesso sufficiente anziché sospendere la
lite e rinviare le parti al foro civile.

 

b) Con gravame 17 giugno 2003 __________ ha parimenti chiesto
l’annullamento della decisione impugnata.

Secondo l’insorgente – che critica la decisione del Governo laddove
gli attribuisce l’onere della prova quanto all’inesistenza dell’accesso
sufficiente – spetterebbe invece ai resistenti fornire la prova che la servitù
iscritta conferisce loro il diritto di transitare sul fondo di sua proprietà.
__________ postula dunque, oltre alla cassazione del giudizio, pure il rinvio
degli atti al Consiglio di Stato affinchè sospenda l’esame del ricorso e rinvii
i resistenti al competente foro civile per promuovere l’azione di accertamento
dell’estensione del diritto di passo.

 

 

E.     
All’accoglimento di entrambi i ricorsi si è
opposto il Consiglio di Stato, riconfermandosi nelle tesi di diritto,
allegazioni e conclusioni contenute nella decisione impugnata, mentre il comune
di __________ si è rimesso al giudizio del Tribunale.

Dal canto loro,
__________ da una parte e __________, __________, __________ e __________,
__________ e __________ hanno avversato le rispettive tesi di controparte con
argomenti che saranno semmai esposti nei considerandi che seguono. 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

1.1.1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data
dall’art. 21 LE, mentre certa è la tempestività (art. 46 PAmm) dei ricorsi. La
questione della legittimazione attiva dei ricorrenti merita invece un
approfondimento. 

      Il
giudizio impugnato, che sospende la procedura, assume una funzione preparatoria
e rappresenta una tappa verso la decisione finale (cfr. Bovay, Procédure
administrative, pag. 263). In quanto tale, lo stesso è da considerare un
giudizio incidentale ai sensi dell’art. 44 PAmm, che può essere impugnato solo
se provoca al ricorrente un danno non altrimenti riparabile. A tal proposito,
questo Tribunale ha già avuto modo di stabilire, in un caso analogo, che il
ritardo provocato dalla sospensione del giudizio costituisce un pregiudizio
irreparabile (STA del 23 novembre 1994 in re X. SA, consid. 1, parzialmente
pubblicata in RDAT I-1995 N. 7). Di conseguenza, l’interesse attuale e concreto
all’annullamento, rispettivamente alla modifica della decisione impugnata,
presupposto essenziale per il riconoscimento della legittimazione ricorsuale, è
dato e i ricorsi sono dunque ricevibili in ordine e possono essere evasi con un
unico giudizio (art. 51 PAmm). 

 

1.2.
La decisione può essere resa sulla scorta degli atti, senza procedere ad
accertamenti istruttori (art. 18 cpv. 1 PAmm), in particolare senza procedere
al sopralluogo. L’assunzione di tale prova, sollecitata da entrambe le parti,
non appare invero idonea a procurare a questo tribunale la conoscenza di
ulteriori fatti rilevanti per il giudizio. La situazione dei luoghi e dei fondi
oggetto della presente vertenza emerge chiaramente dalle tavole processuali. 

 

 

2.2.1. Giusta l'art. 22 cpv. 2 lett. b LPT l'autorizzazione a
costruire può essere rilasciata soltanto se il fondo è urbanizzato. Affinché un
fondo sia considerato tale occorre, fra l'altro, che sia dotato di accesso
sufficiente, ovvero commisurato alle esigenze dettate dall'utilizzazione
prevista (art. 19 cpv. 1 LPT, 77 LALPT).

Il requisito
dell’accesso sufficiente è soddisfatto se l’agibilità del fondo è garantita
tanto dal profilo fattuale, quanto da quello giuridico (cfr. DFGP, Commento
alla LPT, ad art. 19, n. 14). In diritto, l’accesso è assicurato quando il
fondo dedotto in edificazione risulta collegato alla pubblica via sia
direttamente, sia indirettamente attraverso servitù di passo (RDAT II-1994 n.
17, consid. 2).

La nozione di accesso sufficiente è un
concetto giuridico indeterminato che l'autorità preposta al rilascio dei
permessi di costruzione deve concretamente definire di volta in volta, tenendo
conto della situazione dei luoghi e della prevista utilizzazione del fondo in
rapporto alle finalità perseguite da questo requisito (RDAT 1990 n. 88, consid.
2). In caso di contestazione dell’adeguatezza dell’accesso le istanze di
ricorso devono procedere con il dovuto riserbo, limitandosi a verificare che
l’interpretazione data dall’autorità decidente alla nozione di accesso
sufficiente non violi il diritto, travalicando in particolare i limiti della
latitudine di giudizio che deve esserle riconosciuta nell’ambito
dell’applicazione di concetti giuridici indeterminati. Censurabili, in quanto
lesive del diritto, sono soltanto le valutazioni basate su considerazioni insostenibili
od estranee alla materia, che attribuiscono al concetto da determinare un
contenuto precettivo inconciliabile con i principi fondamentali del diritto. 

 

2.2. Ai termini dell’art. 22 RLE, che
riprende le grandi linee dell’art. 7 PAmm, insorgendo contestazioni di natura
civile, l’autorità rinvia l’interessato al giudice civile, ritenuto che, di regola,
tali contestazioni non sospendono la procedura amministrativa (cpv. 1). Il
termine di validità della licenza edilizia è sospeso durante lo svolgimento di
un processo civile solo in quanto il processo abbia per oggetto contestazioni riguardanti
il diritto di proprietà e i rapporti di vicinato che impediscono
l’utilizzazione della licenza (cpv. 2).

 

2.3. La servitù in contestazione a favore
del fondo dedotto in edificazione e gravante il sedime contermine di __________
è un diritto di passo con carro iscritto nel 1941 allorquando, in occasione
dell’introduzione del registro fondiario definitivo si è proceduto, a detta
delle parti, all’epurazione dei diritti reali limitati. Il suo aggravio era a
quel tempo verosimilmente limitato al tragitto di carri agricoli. Con il
passare degli anni, le circostanze fattuali hanno subito profondi cambiamenti,
i carri trainati da cavalli o buoi hanno lasciato spazio ai trattori e alle
autovetture, la zona in questione, da agricola è passata a zona residenziale
R4. Ne segue che, forzatamente, anche lo scopo e la portata delle servitù
prediali non possano prescindere da modifiche dettate dalle citate mutazioni. 

Giusta l’art. 739 CC, i nuovi bisogni del
fondo dominante non legittimano un aggravamento della servitù. L’Alta corte
federale, ha avuto modo di affermare, a questo proposito, che il proprietario
del fondo gravato da una servitù di passo con carro deve accettare un
utilizzazione del diritto con veicoli a motore (Scyboz/Gilliéron, CC et CO
annotés, 6. ed., ad art. 739, pag. 467). Benché la giurisprudenza fornisca
alcuni importanti elementi, la portata che ha al giorno d’oggi la servitù
litigiosa, questione di mera natura civile e di non facile risposta, non poteva
ragionevolmente essere determinata dall’autorità amministrativa di prima
istanza.

 

2.4. Nell’evenienza concreta, il fatto che
il municipio abbia rilasciato la licenza edilizia potrebbe far credere, come
sostengono __________ e litisconsorti, che lo stesso abbia implicitamente riconosciuto
l’esistenza di un accesso sufficiente al fondo dedotto in edificazione. 

In realtà, l’esecutivo comunale non ha effettuato
nessuna valutazione in relazione alla problematica dell’accesso. Ritenendo la
questione una pregiudiziale di natura civile, ha semplicemente affermato che la
controversia doveva essere risolta nel competente foro giudiziario.
Verosimilmente tratto in errore dal tenore letterale dell’art. 22 cpv. 1 RLE,
il municipio non ha sospeso l’esame della domanda di costruzione.

Dal canto suo, l’autorità di ricorso di
prime cure si è limitata a sospendere l’esame del ricorso, assegnando alle
parti un termine di 60 giorni per adire il giudice civile. Su questo punto la
sua decisione non può essere condivisa. La licenza edilizia, in difetto di un
accertamento positivo quo alla sussistenza del requisito dell'urbanizzazione
sancito dall'art. 22 cpv. 2 lett. b LPT, non poteva essere concessa. Occorreva
quindi annullare il permesso e rinviare gli atti al municipio affinché fissasse
un termine alle parti per inoltrare la causa civile. Una volta conosciuto
l'esito di questa procedura il municipio, quale autorità preposta al rilascio
delle licenze edilizie, potrà evadere la domanda di costruzione.

La decisione dell’Esecutivo cantonale va
dunque annullata, già solo per questo motivo.

 

 

3.     
3.1. Il Consiglio di Stato ha rinviato le parti
al competente foro civile per promuovere l’azione di accertamento
dell’estensione del diritto di passo, entro 60 giorni dalla crescita in
giudicato della decisione. Per quanto è dato a capire in assenza di un dispositivo
puntuale, dalla lettura dei considerandi si evince che spetterebbe all’opponente
e proprietario del fondo gravato dalla servitù dimostrare la mancanza di
accesso sufficiente. Il Governo ha in effetti ritenuto che egli deve
dimostrare che il diritto di passo così come concesso non costituisce
accesso sufficiente idoneo per un’abitazione con cinque appartamenti, o che al
momento della servitù non si poteva prospettare alcun cambiamento di destinazione
rispetto alla situazione originale ex art. 739 CC. Questa presa di
posizione è contestata da __________, secondo cui l’onere della prova, e di
riflesso la qualità di attore nella causa civile, non spetterebbero a lui,
bensì alle controparti che si prevalgono dell’esistenza dell’accesso
sufficiente per dedurre il loro diritto a ottenere l’autorizzazione a costruire.

 

3.2. Il
principio inquisitorio, che caratterizza il procedimento amministrativo, sancisce
l’obbligo per l’autorità di accertare d’ufficio i fatti determinanti per la
decisione, assumendo all’occorrenza le necessarie prove ed avvalendosi cioè di
documenti, informazioni delle parti, informazioni o testimonianze di terzi,
sopralluoghi o perizie (Borghi/Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese,
ad art. 18, n. 1/b). 

Tra le
conseguenze del principio citato vige la particolarità che le regole sulla
ripartizione dell’onere probatorio non sono, in principio, applicabili. Le
parti sono tenute a cooperare all’accertamen-to dei fatti in un procedimento da
esse proposto (art. 13 cpv. 1, lett. a LPA) ma ciò non ha alcuna influenza
sull’onere della prova. Tuttavia, quando manca una prova, oppure quando non si
può ragionevolmente esigerne l’apporto da parte dell’autorità, la regola
dell’art. 8 CC è applicabile per analogia (DTF 112 Ib 65, consid. 3). 

 

3.3. In
concreto, la prova dell’accesso sufficiente e la conseguente urbanizzazione del
sedime dedotto in edificazione non è stata apportata dagli istanti. Come rettamente
affermato dal Consiglio di Stato, una servitù risalente al 1940, che prevede il
transito con un carro, non permette necessariamente l’utilizzo del passo da
parte di diverse automobili, prevedibilmente più volte al giorno. Dal canto
suo, il municipio non ha ritenuto opportuno far uso delle sue facoltà
indagatorie e sostituirsi al giudice civile per accertare l'esistenza
dell’accesso sufficiente, e nemmeno si poteva ragionevolmente pretendere che lo
facesse, essendo la questione, come detto, di natura prettamente civile. 

Risultano
pertanto applicabili alla fattispecie le regole sulla ripartizione dell’onere
della prova che, in pratica, specificano chi, tra le parti, sopporta le
conseguenze dell’assenza di una prova determinante per la nascita di un
diritto. Oltre al citato art. 8 CC, entra qui in considerazione anche l’art. 9
CC, che il Governo ha apparentemente ritenuto applicabile, rinviando __________
al foro civile.

 

3.4. Giusta
l’art. 9 cpv. 1 CC, i registri pubblici e i pubblici documenti fanno piena
prova dei fatti che attestano, finché non sia dimostrata l’inesattezza del loro
contenuto. Questo disposto normativo concerne la forza probatoria dei registri
pubblici o degli atti pubblici e introduce la presunzione legale di esattezza
dei fatti attestati. Esso non regola tuttavia gli effetti di diritto
materiale che l’iscrizione in tale registro o l’atto pubblico possono produrre
in determinate circostanze (Scyboz/Gilliéron, op. cit., ad art. 9 CC, pag. 27,
Tuor/Schnyder/ Schmid/Rumo-Jungo, Das Schweizerische Zivilgesetzbuch, 12. ed.,
pag. 72 ). 

A differenza
delle decisioni citate dal Consiglio di Stato – alle quali lo stesso sembra
ispirarsi nel giudizio impugnato e dove l’iscrizione a Registro fondiario era
contestata dalle parti – in concreto non vi è alcuna contestazione riferita
all’iscrizione a Registro fondiario. L’esistenza del diritto di passo con carro
iscritta è pacifica, controversa è unicamente la portata della servitù stessa.
Di conseguenza, l’art. 9 CC risulta inapplicabile per stabilire l’onere della
prova. In particolare, l’iscrizione a Registro fondiario non fornisce alcuna
garanzia – e quindi nessuna presunzione – dell’estensione della servitù al transito
veicolare determinato dall’edificazione progettata. La decisione dell’esecutivo
cantonale di rinviare __________ davanti al foro civile non può pertanto essere
condivisa.

 

3.5. Ai termini
dell’art. 8 CC, ove la legge non disponga altrimenti, chi vuol dedurre il suo
diritto da una circostanza di fatto da lui asserita, deve fornirne la prova. A
questo proposito va detto che per i fatti costituenti un diritto vantato
dall’amministrato – come il diritto al rilascio della licenza edilizia –
l’onere della prova incombe all’istante (DTF 112 Ib 65, consid. 3; DTF 106 Ib
75, consid. 5). Spetta dunque a __________ e litisconsorti, come sostiene
giustamente __________, il compito di apportare la prova dell’esistenza di un
accesso sufficiente alla part. n. __________ RF. Tale prova non può che essere
apportata producendo la sentenza del giudice civile che attesti l’effettiva
estensione del diritto di passo anche al traffico generato dalla nuova
costruzione. Le conseguenze della mancata produzione della prova dell’accesso
sufficiente andrebbe a scapito degli istanti, ai quali verrebbe negata la
licenza edilizia per mancanza di urbanizzazione del fondo. Di conseguenza, sta
a loro, in quanto gravati dall’onere della prova, introdurre l’azione di
accertamento dell'estensione del diritto di passo davanti al competente foro
civile. 

 

 

4.     
4.1. Nella decisione impugnata il Consiglio di
Stato ha trattato pure il tema dell’i.s., ritenendo adempiuti i requisiti
necessari in vista del trasferimento di SUL da parte della proprietaria della
part. n. __________ RF in favore del fondo dedotto in edificazione.
Contrariamente a quanto auspicato da __________, la questione della validità
del trasferimento degli indici deve essere affrontata dal Tribunale già in
questa sede.

 

4.2. Giusta l’art.
38a cpv. 1 LE, quantità edificatorie appartenenti ad un fondo possono essere
trasferite sui fondi vicini appartenenti alla stessa zona di utilizzazione del
Piano regolatore e connessi funzionalmente se non risulta intralciata la
pianificazione e, in particolare, se non sono compromessi l’uso razionale del
territorio e un’edificazione armoniosa. Come rettamente rilevato dal Consiglio
di Stato, questo Tribunale ha puntualizzato la questione del trasferimento di
quantità edificatorie parificandolo ad un'operazione di natura essenzialmente
contabile destinata a determinare concretamente la superficie edificabile (SE),
o – come nel caso di specie, di SUL – utilizzata da una costruzione che insiste
su più fondi. In quanto tale, è sufficiente il consenso dato dai proprietari
interessati al coinvolgimento totale o parziale della SE, rispettivamente della
SUL dei loro fondi nell’intervento oggetto della domanda di costruzione. In
assenza di prescrizioni divergenti di diritto comunale, non occorre dunque che
i fondi meno edificati siano gravati da servitù a favore dei fondi edificati in
misura superiore. Un semplice impegno scritto, di natura meramente obbligatoria,
non sancito da una corrispondente servitù di indice, risulta pertanto sufficiente
(STA del 15 ottobre 2001 in re N. e F. M., consid. 2.3). 

La
dichiarazione di __________ rappresenta dunque un valido titolo di trasferimento
della SUL necessaria a __________ e litisconsorti per rimanere, con la costruzione
progettata, nell’i.s. previsto per la zona in questione.

 

4.3. __________
contesta l’esistenza di una connessione funzionale tra i due fondi oggetto del
trasferimento di indici. Alla luce della prassi più recente di questo tribunale,
il requisito della connessione funzionale è soddisfatto allorquando i fondi,
oltre ad essere assoggettati al medesimo regime edilizio, si trovano abbastanza
vicini da poter essere presi in considerazione dal profilo di una distribuzione
uniforme delle quantità edificatorie realizzate all'interno di un determinato
comparto territoriale (STA del 7 gennaio 2003 in re C. e J. M., consid. 2.1).

Nell’evenienza
concreta i fondi partecipanti al trasferimento indici sono sicuramente vicini
ed appartengono alla medesima zona di utilizzazione, per cui le doglianze di
__________, su questo punto, si rivelano infondate.

 

 

5.     
Giusta l’art. 65 cpv. 2 PAmm, il Tribunale
cantonale amministrativo può annullare la decisione impugnata e rinviare la
causa per nuovo giudizio all’istanza inferiore, segnatamente nei casi in cui
quest’ultima ha violato norme essenziali di procedura.

Sulla scorta di motivi di economia
processuale la dottrina ha giustamente ammesso la facoltà, per l’autorità di
ricorso, di trasmettere gli atti direttamente alla prima istanza senza passare
attraverso il rinvio alla precedente istanza, se l’obbligo della prima istanza
appare incontrovertibile (Borghi/Corti, op. cit., ad art. 65, n. 2).

In concreto si giustifica dunque di
retrocedere gli atti al municipio affinché, dopo aver assegnato a __________ e
litisconsorti un termine per adire il giudice civile con un'azione di
accertamento dell’estensione del diritto di passo, si pronunci – a procedimento
civile ultimato – sulla domanda di costruzione.

 

 

6.     
Sulla scorta delle considerazioni che precedono
il ricorso di __________, __________, __________ e __________, __________ e
__________ dev’essere respinto mentre quello interposto da __________ va
accolto, la decisione impugnata, così come la licenza edilizia vanno annullate
e gli atti rinviati al municipio affinchè assegni un termine a __________ e
litisconsorti per introdurre l’azione civile.

La tassa di
giustizia e le spese sono poste, in solido, a carico di __________, __________,
__________ e __________, __________ e __________, con l’ulteriore obbligo di
versare a __________ un congruo importo a titolo di ripetibili (art. 28 e 31
PAmm). 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 21 LE; 22 RLE; 19 cpv. 1, 22 cpv. 2
lett. b LPT; 77 LALPT; 8, 9 CC; 3, 7, 18, 28, 31, 44, 46, 51, 60, 61, 65 PAmm;

 

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

1.Il ricorso di __________, __________, __________ e __________,
__________ e __________ è respinto.

 

 

                                   2.   Il ricorso
di __________ è accolto.

§.  Di conseguenza: 

2.1.          
la decisione 27 maggio 2003 (n. 2329) del
Consiglio di Stato è annullata;

2.2.          
la decisione 24 febbraio 2003 del municipio di
__________ è annullata;

2.3.          
gli atti sono rinviati al municipio affinché
proceda ai sensi dei considerandi.

 

 

                                   3.   La tassa e
le spese di giustizia di fr. 1'000.— sono poste a carico  di __________,
__________, __________ e __________, __________ e __________ in solido, che
rifonderanno a __________ fr. 1'000.— a titolo di ripetibili.

 

 

                                   4.   Conto la
presente decisione, nella misura in cui è fondata sul diritto federale, è dato
ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale nel termine di 30
giorni dalla notificazione.

	
   

   

                                      5.   Intimazione
  a:

  	
   

   

  __________

   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             La
segretaria