# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 00c9fe54-33db-5964-b0c9-5ea171459bf7
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1996-01-31
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 31.01.1996 11.1996.10
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-1996-10_1996-01-31.html

## Full Text

Incarto n.

  11.96.00010

  	
  Lugano,

  31 gennaio 1996

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera
  civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo,
  presidente, 

  G. Bernasconi e Giani

   

  
	
  segretaria:

  	
  Galfetti,
  vicecancelliera

  

 

 

 

sedente
per statuire nella causa n. __________ (rivendicazione di proprietà) della Pretura del
Distretto di Vallemaggia promossa con petizione del 6 ottobre 1992 da

 

	
   

  	
  __________
  __________ -__________,
  __________ 

  (patrocinata
  dall’avv. prof. __________ __________, __________)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  __________
  __________, __________;  

   

  

esaminati
gli atti,

 

posti
i seguenti

 

punti
di questione:

 

1.   Se dev’essere accolto l’appello del
10 gennaio 1996 presentato da __________ __________ contro la sentenza emessa
il 12 dicembre 1995 dal Pretore del Distretto di Vallemaggia;

 

2.   Il giudizio sulle spese e le
ripetibili.

 

Ritenuto

 

in
fatto:

che con sentenza del 12 dicembre 1995 il Pretore del
Distretto di Vallemaggia ha accolto una petizione con cui __________ __________
-__________, rivendicando la proprietà della particella n. ____RFD di
__________ (art. 641 cpv. 2 CC), chiedeva che __________ __________ fosse condannato a sgomberare e a consegnarle
l’immobile sotto comminatoria dell’esecuzione effettiva e dell’art. 292 CP;

 

che contro tale sentenza __________ __________ ha
introdotto un appello del 10 gennaio 1996 per ottenere che, conferito al
gravame effetto sospensivo, la petizione di __________ __________ -__________
sia respinta e il giudizio pretorile riformato di conseguenza;

 

che il 19 gennaio 1996 la presidente della I Camera
civile ha dichiarato senza oggetto la richiesta di effetto sospensivo, il
ricorso avendo tale attributo già per legge;

 

che l’appello non è stato intimato alla controparte;

 

e
considerando

 

in
diritto:

che il Pretore ha accolto l’azione per non avere, il
convenuto, dimostrato l’incapacità di discernimento del padre, __________
__________, al momento in cui questi aveva donato all’attrice, sua nipote
(allora dodicenne), la proprietà del fondo litigioso (rogito __________ 1982, 
n. __________, del notaio __________ __________, __________);

 

che nell’appello il convenuto censura un apprezzamento
erroneo delle prove, sostenendo che il Pretore  avrebbe sottovalutato le reticenze
dell’attrice durante l’interrogatorio formale del 7 luglio 1994, come pure un
certificato medico agli atti (doc. 1c), due lettere (doc. 1d e 1e), la
circostanza che il defunto padre aveva promosso il 24 aprile 1984 una causa per
far accertare la nullità della donazione e la firma insicura del padre medesimo
sul relativo contratto (doc. A), onde un giudizio pretorile viziato – secondo
l’appellante – di “arbitrio allo stato puro” (appello, pag. 7);

 

che nel corso dell’interrogatorio formale l’attrice ha
dichiarato di ricordare il nonno come una persona con leggere difficoltà di
parola, a suo avviso senza problemi di udito, e di non rammentare a distan-za
di dodici anni altri particolari sulla salute di costui (risposta 1.3: verbale
del 7 luglio 1994, pag. 1 in fondo), ciò che – contrariamente all’opinione
dell’appellante – non comprova in alcun modo la scemata responsabilità della
persona;

 

che il certificato medico del 3 agosto 1982 attesta
bensì sordità, tur-be della fonazione, “manifestazione iniziale di tipo artereosclerotico
cerebrale” e grandi difficoltà di comunicazione, ma – come ha rilevato il primo
giudice – tale certificato è posteriore di oltre quattro mesi alla firma del
contratto e costituisce tutt’al più un indizio, non una prova sufficiente a
dimostrare l’incapacità di discernimento del donatore il 27 marzo 1982;

 

che la lettera del 6 agosto 1982 con cui l’avv.
__________ __________ definiva __________ __________ “non più completamente in
grado di valutare la portata dei suoi atti” (doc. 1d), oltre a essere
l’espressione soggettiva di un legale di parte, è coeva al certificato medico;

 

che ciò vale anche per la risposta del 7 agosto 1982
in cui __________ __________ (fratello del convenuto) ammetteva una quasi
totale mancanza di parola del padre (doc. 1e), soggiungendo tuttavia che costui
è “sempre stato in grado di far intendere i suoi voleri”;

 

che l’azione giudiziaria con la quale __________
__________ intendeva far dichiarare inefficace la donazione del fondo alla
nipote è stata ritirata dagli eredi (doc. G) perché verosimilmente destinata
all’insuccesso (deposizione __________ __________ del 4 ottobre 1993: verbali,
pag. 2 in fondo);

 

che la firma relativamente incerta del donatore sul
noto contratto del 27 marzo 1982 può destare sospetti, nondimeno a parere del
notaio __________ l’interessato “sapeva esattamente cosa stava facendo allorché
firmò l’atto di donazione” (foglio successivo al doc. 1o);

 

che, anche apprezzati nel loro insieme e non
isolatamente, gli indizi predetti alimentano se mai dubbi e perplessità, ma non
bastano a dimostrare che __________ __________ non capiva la portata dei suoi
atti all’epoca della liberalità, né le altre risultanze istruttorie suffragano
estremi del genere;

 

che il rammarico espresso dal Pretore per le
conseguenze del giudizio e per l’impossibilità di “riportare le relazioni tra
le parti sul binario della comprensione reciproca” nulla muta al corretto esito
della sentenza;

 

che per quanto attiene agli oneri processuali del
sindacato odierno, essi vanno a carico dell’appellante (art. 148 cpv. 1 CPC);

 

che l’ammontare della tassa di giustizia è ridotto in
ogni modo, per rapporto all’art. 24 lett. a LTG, la sentenza potendo essere
emanata con la procedura dell’art. 313bis CPC;

 

che non è il caso per converso di attribuire
ripetibili all’attrice, cui l’appello non è nemmeno stato intimato;

 

pronuncia:

 

1.   L’appello è respinto e la sentenza impugnata è
confermata.

 

2.   Gli oneri processuali, consistenti in:

      a) tassa di giustizia      fr. 200.–

      b) spese                         fr.  
50.–

                                              fr.
250.–

 

      sono posti a carico dell’appellante. Non si
assegnano ripetibili.

 

3.   Intimazione:

      – __________ __________, __________;

      – avv. prof. __________ __________, __________.

      Comunicazione alla Pretura del Distretto di Vallemaggia.

 

 

 

Per
la prima Camera civile del Tribunale d’appello

La
presidente                                                        La Segretaria