# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 96e541c3-9bf4-57b4-8f17-4378378e9a5a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-10-23
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 23.10.2017 15.2017.58
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2017-58_2017-10-23.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2017.58

  	
  Lugano

  23 ottobre 2017

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Cortese

  

 

 

statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48b
LOG) sul ricorso 14 agosto 2017 della

	
   

  	
  RI 1  

  (patrocinata dall’ PA 1, )

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

l’operato dell’Ufficio di esecuzione di Biasca,
o meglio contro l’esecuzione del sequestro n. __________ decretato il 2 agosto
2017 dal Pretore del Distretto di Riviera nei confronti della ricorrente su
istanza di

 

	
   

  	
  PI 1, 

  (patrocinato dall’ PA 2, )

   

  

ritenuto

 

in fatto:                   A.   Su istanza di PI 1, con decreto del 2
agosto 2017 il Pretore del Distretto di Riviera ha ordinato nei confronti della
RI 1 il sequestro della particella n. __________ RFD di __________ e dell’aereo di marca Cessna __________, matricola __________, situato
presso la sede della debitrice sequestrata, sino a concorrenza di fr. 253'750.–
oltre agli interessi del 5% dal 19 agosto 2016.

                                  B.   Dando
seguito al decreto pretorile, il 3 agosto 2017 l’Ufficio di esecuzione (UE) di
Biasca ha proceduto al sequestro del noto immobile, ma non dell’aereo. L’8
agosto successivo ha trasmesso alle parti il relativo verbale.

                                  C.   Con
ricorso del 14 agosto 2017 la RI 1 si aggrava contro il verbale di sequestro,
chiedendone l’annulla­­mento, previo conferimento dell’effetto sospensivo. Stante
l’esito del giudizio odierno, il ricorso non è stato notificato al creditore sequestrante
per osservazioni (art. 9 cpv. 2 LPR).

 

Considerato

 

in diritto:                 1.   Interposto all’autorità di vigilanza cantonale – nel Canton Ticino
la Camera esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 3 della Legge cantonale sulla procedura di
ricorso in materia di esecuzione e fallimento [LPR, RL 3.5.1.2]) – entro 10 giorni dalla notifica dell’atto impugnato emesso l’8
agosto 2017 dall’UE, il ricorso è in linea di principio ricevibile (art. 17
LEF).

                                   2.   La
ricorrente censura anzitutto il fatto che ai fini dell’esecuzione del sequestro l’UE abbia fatto uso del
formulario denominato “verbale interno per le operazioni
di pignoramento” anziché del­l’apposito formulario previsto in caso di
sequestro. Sennonché la stessa insorgente rileva pure che il verbale (definitivo)
notificato in seguito alle parti, in cui l’imprecisione è stata corretta (è
infatti intitolato “verbale di sequestro”), ha sostituito il verbale interno,
il quale a suo parere non è verosimilmente impugnabile. A prescindere dalla questione
dell’impugnabilità del verbale interno, la censura lascia il tempo che trova,
siccome tale documento, malgrado l’errata denominazione, non dà adito a dubbi interpretativi
e non ha indotto in errore l’insorgente. Essa, infatti, non solo ha scritto di
proprio pugno su quel verbale “faccio
opposizione ai sequestri”, ma ha pure tempestivamente
impugnato il verbale (definitivo) di sequestro ricevuto in
seguito, per tacere del fatto che, comunque sia, il sequestro si esegue come un
pignoramento (art. 275 LEF). Sotto questo profilo, il ricorso si rivela dunque
manifestamente infondato.

                                   3.   L’insorgente
sostiene altresì che il verbale impugnato va annullato per incompetenza
territoriale dell’UE. A suo parere l’Ufficio di esecuzione di Biasca non è
competente per eseguire il sequestro di un bene immobile sito a __________,
ovvero nel Distretto di Leventina, sicché nel caso di specie avrebbe dovuto
rifiutarsi di sequestrare beni che non si trovano nel suo circondario. Essa osserva
pure che, sebbene dal 1° gennaio 2015 il Cantone Ticino costituisca un unico
circondario d’esecuzione (art. 1 cpv. 1 della Legge
cantonale di applicazione della legge federale sulla esecuzione e sul
fallimento [LALEF, RL 3.5.1.1]) e ogni sede esistente possa
quindi sequestrare e pignorare beni in tutto il Cantone, ciò non appare
adeguato dal punto di vista della tutela dei diritti del cittadino e dei
presupposti di prossimità strenuamente difesi nel Messaggio del Consiglio di
Stato n. 6865 del 22 ottobre 2013 concernente in particolare la riorganizzazione
del settore esecuzione e fallimenti e la modifica della LALEF (in seguito
“Messaggio”). Fa infine notare che la revisione della LALEF ha tolto la
simmetria esistente tra Uffici di esecuzione e Registro fondiario, il che in
materia di sequestro immobiliare non pare sia giustificato, siccome – a sua
detta – è necessario in tale materia che il debitore sequestrato sia convenuto,
se del caso, davanti al forum
rei sitae e non a un altro luogo.

                                3.1   Giusta
l’art. 1 LEF, per la procedura d’esecuzione e di fallimento il territorio di
ogni Cantone forma uno o più circondari (cpv. 1). I Cantoni determinano il
numero e la circoscrizione di questi circondari (cpv. 2). In ogni circondario d’esecuzione
è istituito un ufficio d’esecuzione diretto da un ufficiale esecutore (art. 2
cpv. 1 LEF). Alla luce di tali disposizioni, i Cantoni sono liberi di definire
nelle leggi cantonali di applicazione della LEF il numero e le sedi degli
uffici di esecuzione forzata sul proprio territorio, stabilendo autonomamente
la suddivisione del proprio territorio in circondari (DTF 114 III 3, consid.
2/a; sentenze del Tribunale federale 5C_1/2009
del 16 giugno 2009, consid. 3.2; 5C_2/2009 e 5C_3/2009 del 5 novembre 2009,
consid. 5). Per quanto attiene al Ticino, dal
1° gennaio 2015 l’intero Cantone costituisce un unico circondario di esecuzione
(art. 1 cpv. 1 LALEF; sentenza della CEF 15.2016.17 del 19 maggio 2016, consid.
4). L’Ufficio di esecuzione ha però una struttura decentralizzata, essendo
suddiviso in uffici principali a Bellinzona, Locarno, Lugano e Mendrisio, con
agenzie a Cevio, Biasca, Acquarossa e Faido (art. 1 cpv. 3 LALEF).

                                3.2   Nel
caso in rassegna, giacché il Canton Ticino costituisce un unico circondario d’esecuzione,
ciascuna sede (ufficio principale o agenzia) dell’Ufficio di esecuzione è
competente per eseguire i pignoramenti o i sequestri di tutti i beni ovunque si
trovino sul territorio cantonale, come del resto ammette la ricorrente stessa
(ricorso, pag. 4, ad 8). L’agenzia di Biasca non ha dunque violato la legge,
laddove ha eseguito il sequestro del noto immobile sito nel Comune di __________.
Non portano a diversa conclusione le contestazioni, di natura più politica che
giuridica, sollevate dalla ricorrente. Il legislatore cantonale ha invero stabilito
l’organizza­­zione del settore esecutivo conformemente al diritto federale
(art. 49 cpv. 1 Cost. e art. 1 e 2 LEF). Che l’attuale struttura non sia
adeguata dal punto di vista della tutela dei cittadini e degli scopi previsti
nel noto Messaggio è una semplice affermazione di cui l’insorgente non spiega i
motivi. Non sufficientemente motivata la censura è inammissibile (art. 7 cpv. 3
lett. b LPR). Sta di fatto che la novella vincola la Camera, giacché non risulta essere stata impugnata dinanzi al Tribunale federale con
un ricorso in materia di diritto pubblico in applicazione dell’art. 87 LTF (non prevedendo il diritto ticinese una procedura di
controllo astratto degli atti normativi, v. sentenza del
Tribunale federale 4C_1/2015 del 15 luglio 2015, consid. 1.1). Nella misura in cui è ricevibile, anche su questo punto il ricorso va
disatteso.

                                3.3   Neppure
è di rilievo il fatto che in materia immobiliare il debitore sequestrato debba
essere convenuto al forum rei sitae. Come nota la stessa insorgente
(ricorso, pagg. 4-5), il circondario esecutivo unico non modifica in alcun modo
i fori giudiziari, che in Ticino continuano a essere ancorati al criterio del
Distretto o del Circolo. E
la legge federale (art. 1 cpv. 2 LEF) non impone alcuna simmetria tra fori
esecutivi e fori giudiziari o dei registri fondiari.

                                   4.   In
definitiva, nella misura in cui è ricevibile il ricorso va respinto. Ne
consegue che la domanda di effetto sospensivo è priva d’og­­getto. Per legge non si preleva la tassa di giustizia e
non si assegnano indennità (art. 20a cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a
e 62 cpv. 2 OTLEF [RS 281.35]).

 

Per
questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Nella misura in cui è ricevibile, il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si prelevano spese né si assegnano indennità.

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  –    

   ;

  –    .

   

  

                                         Comunicazione all’Ufficio di esecuzione, Biasca.

 

Per la Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                          Il
vicecancelliere

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è
possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, ridotti a cinque ove la
decisione impugnata sia stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione
cambiaria (art. 74 cpv. 2 lett. c, 100 cpv. 2 lett. a e cpv. 3 lett. a LTF). Il
termine non è sospeso durante le ferie giudiziarie nei casi previsti all’art.
46 cpv. 2 LTF.