# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4274ba2a-6d9d-5586-9339-2d36345bbebd
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2022-04-04
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 04.04.2022 52.2021.400
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2021-400_2022-04-04.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2021.400

   

  	
  Lugano

  4
  aprile 2022    

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
					

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Matea Pessina, giudice presidente,

  Sarah Socchi, Fulvio Campello

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Barbara Maspoli

  

 

 

statuendo sul ricorso del 30 settembre
2021 della

 

 

	
   

  	
  RI
  1   

  patrocinata
  da:   PA 1   

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 25 agosto 2021 (n. 4130) del
  Consiglio di Stato, che ha respinto l'impugnativa presentata dall'insorgente
  avverso la risoluzione del 15 ottobre 2020 della Sezione della circolazione
  in materia di revoca della licenza di circolazione collettiva e delle
  relative targhe professionali;

  

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

A.   a. RI 1, con sede ad __________,
è iscritta a registro di commercio con il seguente scopo sociale:

L'esercizio dell'attività di
general contractor, di studio di architettura, di studio di ingegneria, di
project management; la compravendita di oggetti immobiliari; l'amministrazione
di immobili. La società potrà inoltre acquistare e vendere
automobili/autovetture di lusso. La ricerca di clienti per oggetti immobiliari;
finiture edili; operazioni e attività di marketing, attività di import-export e
commercio in genere; ricerche e consulenze di mercato. La società può partecipare
ad altre società aventi scopi analoghi.

 

b. Il 25 febbraio 2019 la predetta ditta ha presentato una
richiesta volta all'ottenimento di una licenza di circolazione collettiva e di targhe
professionali, indicando che sarebbero state utilizzate per il commercio di
veicoli ai sensi del n. 3 dell'allegato 4 all'ordinanza sull'assicurazione dei
veicoli del 20 novembre 1959 (OAV; RS 741.31), attività iniziata il 1° febbraio
precedente. Il 25 marzo 2019 la Sezione della circolazione le ha rilasciato la
postulata licenza e le relative targhe professionali __________. 

 

 

B.   a.
Il 23 giugno 2020, nell'ambito degli usuali controlli, la Sezione della
circolazione ha chiesto alla RI 1 di documentare i quantitativi di veicoli
venduti nel periodo compreso tra il marzo 2019 e il maggio 2020. 

b. Preso atto della
sua risposta del 6 luglio 2020 (con cui ha indicato la vendita di 6
autoveicoli), il 7 agosto successivo la Sezione della circolazione ha
notificato all'interessata l'apertura di un procedimento amministrativo di
revoca della licenza di circolazione collettiva e delle targhe professionali.
Dopo averle dato la facoltà di esprimersi al riguardo, il 15 settembre 2020
l'autorità dipartimentale ha revocato la licenza in
questione e le relative targhe professionali __________, giustificando la
decisione con il mancato raggiungimento del numero minimo di veicoli
venduti ai sensi del n. 3.21 dell'allegato 4 OAV. Nello
scritto accompagnatorio di medesima data, ha precisato che non appena le
sarebbe stato possibile dimostrare un aumento delle vendite, avrebbe potuto
inoltrare una nuova istanza di rilascio di una licenza di circolazione
collettiva unitamente a targhe professionali. 

 

C.   Con giudizio del 25 agosto 2021 il Consiglio di
Stato ha confermato la suddetta risoluzione dipartimentale, respingendo il
ricorso contro di essa interposto dalla RI 1. Illustrato il quadro legale
applicabile e rilevato che non contestava di non avere raggiunto la soglia
delle 40 autovetture vendute, l'Esecutivo cantonale ha anzitutto escluso che la
ricorrente potesse prevalersi con successo del calo degli affari dovuto alla
pandemia di Covid-19. Ha inoltre negato che nel computo delle vendite annuali
potessero essere presi in considerazione anche i veicoli (10 + 19) venduti
nell'ambito delle collaborazioni strette con altre ditte. Essendo il numero di
veicoli venduti (6) ampiamente inferiore alla soglia minima, ha poi escluso che
l'insorgente potesse beneficiare di una deroga ai sensi dell'art. 23 cpv. 2
OAV.

 

 

D.   Contro
il predetto giudizio governativo, la RI 1 insorge ora dinanzi al Tribunale
cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento insieme alla decisione
dipartimentale. L'insorgente ripropone in
questa sede le censure già sollevate senza successo. Rimprovera in particolare
al Governo di non avere adeguatamente considerato le collaborazioni
intrattenute con altre ditte e quindi il numero complessivo (35) di veicoli
venduti, che non sarebbe molto inferiore alla soglia minima (40) fissata
nell'allegato 4 OAV, peraltro soltanto indicativa. Ritiene inoltre che vada
considerata anche l'attività di riparazione di veicoli e la relativa necessità
delle targhe professionali per eseguire corse di prova e di collaudo. Lamenta
altresì che non è stato dato il giusto peso allo straordinario periodo del
controllo, ritenuto come il mercato della vendita di veicoli di lusso abbia
particolarmente patito le conseguenze dell'emergenza sanitaria dovuta al
Covid-19. Contesta infine la mancata concessione di una deroga ai sensi
dell'art. 23 cpv. 2 OAV, sostenendo che il controverso provvedimento
comprometterebbe seriamente il suo avvenire economico.

 

 

E.   All'accoglimento del
ricorso si oppone il Consiglio di Stato,
senza formulare particolari osservazioni. La Sezione della circolazione
è invece rimasta silente. 

 

 

F.    In replica,
l'insorgente si è riconfermata nelle proprie tesi e conclusioni, producendo un
ulteriore documento. L'autorità dipartimentale, dopo aver preso posizione sulla
nuova prova versata agli atti, ha chiesto la reiezione del gravame. Il Governo
non si è invece espresso. 

 

 

Considerato,                  in diritto

 

1.    La competenza
del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 10 cpv. 2 della legge
di applicazione alla legislazione federale sulla circolazione stradale e la
tassa sul traffico pesante del 24 settembre 1985 (LALCStr; RL 760.100). 

La legittimazione attiva della ricorrente, personalmente e direttamente toccata
dal giudizio impugnato, di cui è destinataria,
è certa (art. 65 cpv. 1 della legge sulla procedura amministrativa del 24
settembre 2013; LPAmm; RL 165.100). 

Il gravame, tempestivo (art. 10 cpv. 3 LALCStr e 68 cpv. 1 LPAmm), è pertanto
ricevibile in ordine e può essere evaso sulla base degli atti, senza
istruttoria (art. 25 cpv. 1 LPAmm). 

 

 

2.    2.1. Giusta l'art. 10 cpv. 1 della legge
federale sulla circolazione stradale del 19 dicembre 1958 (LCStr; RS 741.01), i
veicoli a motore e i loro rimorchi, per essere
ammessi alla circolazione, devono essere provvisti della licenza di circolazione
e delle targhe di controllo. L'art.
25 cpv. 2 lett. d LCStr autorizza il Consiglio federale a emanare delle
prescrizioni concernenti le licenze e le targhe di controllo, comprese quelle
temporanee per i veicoli a motore e i loro rimorchi, come anche per le aziende
dell'industria dei veicoli a motore. Sulla scorta di questa disposizione, il
Consiglio federale ha adottato l'ordinanza sull'assicurazione dei veicoli
(OAV), che ai suoi art. 22-26 e nell'allegato 4 disciplina nel dettaglio le
modalità di concessione delle licenze di circolazione collettive e delle targhe
professionali alle aziende del ramo automobilistico.

L'art. 22 cpv. 1 OAV
prevede la possibilità di rilasciare licenze di circolazione collettive
unitamente a targhe professionali segnatamente per autoveicoli (lett. a).
Giusta l'art. 24 cpv. 1 OAV, la licenza di circolazione collettiva autorizza ad
applicare le targhe professionali che vi sono menzionate a veicoli del genere
indicato nella licenza esaminati o no, in perfetto stato di funzionamento e
conformi alle prescrizioni, ritenuto che il veicolo non deve essere conforme in
tutte le sue parti alle prescrizioni in caso di corse effettuate per constatare
un danno o controllare una riparazione. La
licenza di circolazione collettiva costituisce un permesso specifico che
differisce fondamentalmente dagli altri tipi di licenza di circolazione,
ritenuto che non è rilasciata per un determinato veicolo immatricolato, ma
autorizza l'azienda a condurre tutti i veicoli delle categorie corrispondenti,
che non devono necessariamente essere immatricolati ed esaminati (cfr. STF
1C_416/2020 del 31 marzo 2021 consid. 3.2 e 4.4, 1C_567/2018 del 22 luglio 2019 consid.
4.2, 1C_26/2015 del 23 giugno 2015 consid. 2.3). In ragione di questa
situazione eccezionale, trovano applicazione delle regole particolari in
materia di rilascio per impedire ogni abuso nell'impiego di questo permesso (René Schaffhauser,
Grundriss des Schweizerischen Strassenverkehrsrechts, vol. I, II ed.,
Berna 2002, n. 276). Per non accrescere inutilmente il rischio causato da tali
veicoli, le targhe professionali possono infatti essere adoperate soltanto agli
scopi esaustivamente elencati all'art. 24 cpv. 3 OAV, in particolare per
trasferire e provare veicoli, nell'ambito del commercio automobilistico, su cui
sono eseguite riparazioni e trasformazioni (lett. b), per la prova di veicoli
nuovi da parte del costruttore e dell'importatore (lett. c), per la
presentazione del veicolo all'esame ufficiale e le corse effettuate per detto esame (lett. e) e per tutte le
altre corse gratuite, purché nel o sul veicolo vi siano 9 persone al massimo,
conducente compreso (lett. f). Le licenze di circolazione collettive e le
relative targhe professionali devono essere rilasciate con moderazione (cfr.
STF 1C_416/2020 citata consid. 3.2 e 4.4; cfr. pure STA 52.2019.307 del
4 maggio 2020 consid. 3.1). 

 

2.2. Secondo l'art. 23
OAV, le licenze di circolazione collettive sono rilasciate alle aziende che
soddisfano i requisiti di cui all'allegato 4 OAV e che, cumulativamente (cfr.
STF 1C_26/2015 citata consid. 2.6), dispongono dei permessi necessari per il
loro esercizio (lett. a), garantiscono un impiego irreprensibile della licenza
(lett. b) e, trattandosi di imprese dell'industria automobilistica, hanno
stipulato l'assicurazione prescritta dall'art. 71 cpv. 2 LCStr (lett. c).
L'allegato 4 OAV fissa per venti attività differenti le esigenze minime da
adempiere ai fini del rilascio di licenze di circolazione collettive. Il numero
3 dell'allegato 4 OAV precisa le condizioni applicabili alle aziende operanti
nel campo del commercio di veicoli. Oltre ai requisiti relativi alle conoscenze
ed esperienze professionali del richiedente o di un'altra persona responsabile
nell'azienda (n. 3.1), ai locali dell'azienda (n. 3.3) e alle installazioni
aziendali (n. 3.4), il n. 3.2 impone un'esigenza quanto alle dimensioni
dell'azienda: per ottenere una licenza di circolazione collettiva, il
richiedente deve dimostrare la vendita annua di almeno 40 autoveicoli leggeri (n.
3.21). Quest'ultimo requisito persegue lo scopo di limitare i rischi di impiego
abusivo e di preservare la sicurezza del traffico e l'ambiente. L'importanza
dell'attività sarà esaminata sulla base di documenti contabili (fatture a
terzi, conteggi dell'IVA ecc., cfr. Istruzioni e spiegazioni del 5 agosto 1994
dell'Ufficio federale di polizia concernenti le licenze di circolazione
collettive con targhe professionali, punto n. 1.3; cfr. pure STF 1C_72/2007 del
29 agosto 2007 consid. 2; STA 52.2019.307 citata consid. 3.2 e 5.1 con rimandi).

 

2.3. Giusta l'art. 23
cpv. 2 OAV, l'autorità cantonale può eccezionalmente derogare ai requisiti di
cui all'allegato 4 in favore del richiedente o del detentore se dalla
valutazione globale dell'azienda risulta che le targhe professionali possono
essere rilasciate senza pericolo per la sicurezza del traffico e per
l'ambiente. La norma - introdotta con la modifica dell'OAV dell'11 aprile 2001
(RU 2001 1383) - conferisce un ampio potere di apprezzamento all'autorità
cantonale. Dalla sua entrata in vigore, il 1° giugno 2001, l'Ufficio federale
delle strade (USTRA) ritiene del resto che le esigenze minime di cui
all'allegato 4 OAV costituiscano soltanto delle direttive, da cui l'autorità
cantonale può scostarsi quando la valutazione globale dell'azienda lo
giustifichi. La concessione di una tale deroga deve essere valutata alla luce
dell'allentamento delle condizioni poste al rilascio delle targhe professionali voluto dal legislatore con
l'introduzione dell'art. 23 cpv. 2 OAV, da un lato, e delle esigenze della
sicurezza del traffico, dall'altro (cfr. STF 1C_416/2021 citata consid. 4.1, 2C_522/2012
del 28 dicembre 2012 consid. 2.2 e 3.2, 2A.406/2005 del 7 novembre 2005 consid.
4.2; Philippe Weissen-berger, Kommentar zum Strassenverkehrssgesetz,
Bundesgerichtspraxis, II ed., Zurigo 2015, n. 4 ad art. 25; cfr. pure
STA 52.2019.307 citata consid. 3.3). La possibilità di deroga è
stata creata per facilitare la sopravvivenza economica delle piccole e medie
aziende interessate. Una deroga ai requisiti posti dal diritto federale per il
rilascio di una licenza di circolazione collettiva si giustifica perciò in
particolare quando, senza targhe professionali, l'avvenire economico
dell'azienda in questione sarebbe seriamente messo in pericolo (cfr. STF 1C_567/2018 citata consid. 5.4, 1C_72/2007
del 29 agosto 2007 consid. 6; cfr. pure STA 52.2019.307 citata consid. 5.4). 

 

2.4. Quando non sono
più adempiute le premesse per il rilascio, la licenza di circolazione
collettiva deve essere ritirata (art. 23a cpv. 1 OAV).

 

 

3.    3.1. Nel caso di
specie, la Sezione della circolazione ha revocato la licenza di circolazione
collettiva in questione in ragione del fatto che la ricorrente, richiesta di
documentare i veicoli venduti nel periodo marzo 2019 - maggio 2020, ha indicato
di avere proceduto alla vendita di 6 veicoli soltanto. In tali circostanze, ha
ritenuto che non avesse comprovato il rispetto dei requisiti previsti dal n. 3
dell'allegato 4 OAV, in particolare la vendita annua di almeno 40 autoveicoli
leggeri. 

 

3.2. L'insorgente non
ha mai contestato di non avere raggiunto da sola il limite minimo di 40
autoveicoli venduti. Ha tuttavia spiegato di collaborare con la T__________ SA
e la C__________ SA, sostenendo che nel computo vadano considerate anche le vetture
vendute nell'ambito di tali collaborazioni (10 + 19, per un totale complessivo
di 35). A fronte del particolare periodo di crisi dovuto alla pandemia di
Covid-19 e vista la natura soltanto indicativa della soglia minima fissata
nell'allegato 4 OAV, già davanti al Consiglio di Stato ha preteso di poter
beneficiare di una deroga ai sensi dell'art. 23 cpv. 2 OAV, sostenendo che
senza l'attività di vendita di auto di lusso la sua esistenza sarebbe
compromessa. 

 

3.3. Nel giudizio
impugnato, dopo avere respinto la critica riferita al particolare periodo
oggetto del controllo, l'Esecutivo cantonale ha anzitutto rilevato come spetti
al detentore della licenza di circolazione collettiva dimostrare, quando
richiesto, l'adempimento delle condizioni legali. Ciò posto, ha evidenziato
come in concreto la ricorrente non si fosse premurata di illustrare i termini
della collaborazione con la T__________ SA. Nell'ipotesi - ritenuta
maggiormente plausibile - in cui fosse l'insorgente a procacciare acquirenti
alla ditta partner, ha comunque escluso che i 10 veicoli venduti potessero
essere computati come vendite da lei effettuate. Ha poi ritenuto che analogo
discorso si imponesse per i 19 veicoli venduti nell'ambito della collaborazione
con la C__________ SA. Appurato come il numero di automobili vendute dalla
ricorrente (6) fosse nettamente inferiore al minimo (40) previsto dal n. 3.2
dell'allegato 4 OAV e dubitando che tale soglia potesse essere raggiunta in
futuro (essendo il campo di attività della ricorrente circoscritto ad
automobili di lusso), ha accertato il mancato adempimento di una delle
condizioni cumulative per la concessione della licenza di circolazione
collettiva, escludendo nel contempo che potesse essere rilasciata una deroga.
Posto come l'insorgente non avesse versato agli atti la documentazione
necessaria a dimostrare l'asserita fondamentale importanza della licenza di
circolazione collettiva e come lo scopo sociale della compravendita di
automobili fosse soltanto uno fra molti, ha infine negato che la controversa
revoca potesse mettere in pericolo l'avvenire economico della ricorrente.

A giusta ragione. 

 

3.4. Certo è, anzitutto,
che la ricorrente non si può prevalere delle conseguenze derivanti
dall'emergenza sanitaria che ha contraddistinto gli ultimi due anni
(2020-2022), ritenuto che il cosiddetto lockdown (con la chiusura di
tutte le attività non essenziali) è stato deciso soltanto con effetto dal 17
marzo 2020 (cfr. ordinanza 2 COVID-19 del 13 marzo 2020 [RS 818.101.24],
modifica del 16 marzo 2020, in particolare art. 6 cpv. 2 lett. a),
protraendosi, per i negozi (categoria in cui ricade, a non averne dubbio, anche
la ricorrente), fino all'11 maggio successivo (cfr. ordinanza 2 COVID-19,
modifica del 29 aprile 2020). Tale situazione e la conseguente crisi
(anche) economica possono dunque semmai avere condizionato l'attività degli
ultimi due mesi e mezzo del periodo soggetto a controllo (da metà marzo a fine
maggio 2020), ma non quella precedente (svolta da marzo 2019 a metà marzo
2020). Peraltro, la Sezione della circolazione ha considerato un periodo di
computo di 3 mesi più lungo rispetto ai 12 mesi sanciti dal n. 3.2
dell'allegato 4 OAV, come rilevato anche nella decisione impugnata (cfr.
consid. 4.2). 

 

3.5. Altrettanto
evidente è che nelle vendite dell'insorgente del periodo marzo 2019 - maggio
2020 non possano essere conteggiate quelle riconducibili alle collaborazioni
con la T__________ SA e la C__________ SA. 

In primo luogo va
rilevato, come già fatto dal Governo, che i contorni di queste collaborazioni
sono tutt'altro che liquidi. In ogni caso, per quanto riguarda la T__________
SA, non è dato di vedere per quale motivo le vendite procurate a questo
garage dovrebbero essere conteggiate sul suo conto. Di certo non lo spiega la
sola circostanza che avrebbe incassato delle provvigioni per intermediazione
(cfr. ricorso, punto n. 7, pag. 3 e punto n. 10, pag. 6). A ciò aggiungasi,
come rilevato dall'istanza inferiore, che in una simile costellazione trattandosi
di automobili vendute da un garage, è logico desumere che le targhe
professionali, se necessarie, siano messe a disposizione dal medesimo (cfr.
decisione impugnata, consid. 4.2). 

Analoga conclusione
vale per gli affari con la C__________ SA. Nella misura in cui la ricorrente pretende
di avere anche in questo caso procurato degli acquirenti alla ditta partner
(cfr. ricorso, punto n. 7, pag. 3 e punto n. 11, pag. 6), vale infatti quanto
considerato per l'intermediazione a favore della T__________ SA. Oltretutto, dei
veicoli venduti in collaborazione con la C__________ SA si ignora pure l'effettivo
numero, ritenuto che i 19 indicati dalla ricorrente risultano essere la somma
di quelli venduti e riparati nel corso dell'intero 2020 (cfr.
doc. E prodotto davanti a Governo) e non soltanto quelli venduti nel periodo di
computo (cfr. pure doc. D, che sembrerebbe fare stato di soli 2 veicoli venduti
durante il 2020). Inoltre, la ditta partner stessa ha situato la collaborazione
legata alla vendita soltanto a partire dal mese di agosto 2020 (cfr.
citato doc. E), cioè in un periodo successivo a quello oggetto di controllo.

Nulla può invece
dedurre l'insorgente dal fatto di essersi affidata alla C__________ SA per la
riparazione di veicoli suoi o appartenenti a suoi clienti, avvalendosi poi
delle targhe professionali per effettuare dei giri di prova (cfr. ricorso,
punto n. 7, pag. 4 e punto n. 11, pag. 6). A torto pretende in particolare che
si tenga conto di tale attività in base al n. 20 dell'allegato 4 OAV. Secondo
questa disposizione, alle aziende, attive in più tipi d'esercizi, la cui
portata - in funzione del tipo di attività - non raggiunge però quella minima
richiesta, può essere rilasciato un attestato di circolazione collettivo se la
portata totale dell'azienda equivale alla portata minima prescritta per un solo
tipo d'attività e se i locali e le installazioni soddisfano globalmente le
esigenze fissate per ciascun tipo di attività. Per le officine di riparazione
di autoveicoli leggeri e veicoli analoghi il n. 4 dell'allegato 4 OAV esige in
particolare un minimo di lavori di riparazione rimunerati, che necessitano di
corse di trasferimento di veicoli a motore o corse di prova, su almeno 50
veicoli all'anno (n. 4.21). L'azienda deve inoltre disporre di determinati
locali e installazioni e attrezzature per la riparazione dei veicoli (cfr. n.
4.3 e 4.4). 

Sennonché in concreto è
pacifico che l'insorgente non è un'officina di riparazione di autoveicoli
leggeri (che dispone delle relative installazioni), ma solo una società che
vende automobili di lusso e tutt'al più procura dei lavori di
riparazione alla C__________ SA (cfr. replica). Non è quindi dato di vedere
perché nel suo conto vendite dovrebbero essere conteggiati i veicoli lavorati
da tale ditta, la quale gestisce in proprio delle carrozzerie e autofficine
(cfr. doc. D). Tanto meno come la ricorrente possa utilizzare per una tale
attività le targhe professionali rilasciatele a scopo di commercio (cfr. pure
la sua richiesta del 25 febbraio 2019, A01-15 pag. 2 prodotto davanti al
Governo). Del tutto irrilevante ai fini delle dimensioni della sua azienda è
quindi l'elenco fornito dalla C__________ SA per il 2020 (cfr. doc. D). 

 

3.6. Ferme queste
premesse, e considerato in particolare come la ricorrente abbia dimostrato la
vendita di appena 6 auto, a giusta ragione le istanze inferiori hanno pure
escluso la possibilità di concedere una deroga ex art. 23 cpv. 2 OAV. Come
visto, la soglia raggiunta dall'insorgente è infatti nettamente inferiore a
quella (min. 40 vendite annue) che il n. 3.2 dell'allegato 4 OAV richiede -
fosse anche solo a titolo indicativo - a un'azienda attiva nel commercio di
veicoli. Ne discende che, a fronte dello scarso giro d'affari della ricorrente,
sussiste il rischio concreto che le licenze di circolazione collettive vengano
impiegate in maniera abusiva, in spregio agli scopi che tali licenze perseguono
(cfr. art. 24 cpv. 3 OAV). 

3.7. A ciò aggiungasi
che la ricorrente - che ha dato atto di non essere attiva soltanto nell'ambito
del commercio di veicoli ma anche nel campo immobiliare (precisando però di non
svolgere le altre attività indicate a RC, ricorso, punto n. 6, pag. 3 e punto
n. 12, pag. 7) - non ha in alcun modo comprovato che senza la licenza di
circolazione collettiva e le relative targhe professionali il suo avvenire
economico sarebbe compromesso. Contrariamente a quanto preteso (cfr. ricorso,
punto n. 12, pag. 7), non sono in alcun modo idonei a dimostrare tale
circostanza i documenti versati agli atti in questa sede (doc. B: documenti
contabili e doc. C: bilancio), dai quali pare anzi che la sua attività principale
sia piuttosto quella immobiliare (il relativo scopo sociale risulta del resto in
primis nell'elenco riportato a RC). Non va inoltre dimenticato che, a
seconda delle esigenze, esiste anche la possibilità
di richiedere targhe temporanee (art. 20 OAV). In queste circostanze, non è
insomma possibile ritenere che la qui controversa revoca possa seriamente
mettere in pericolo l'avvenire della società ricorrente. Ne discende che, anche per queste ragioni, non è possibile derogare
a suo favore ai requisiti di cui al n. 3.2 dell'allegato 4 OAV. 

 

3.8. In conclusione, la
revoca della licenza di circolazione collettiva in questione deve essere confermata
in quanto conforme all'art. 23a OAV, ritenuto che, non appena le sarà possibile dimostrare un aumento delle
vendite, la ricorrente potrà semmai inoltrare una nuova istanza di rilascio di
una licenza di circolazione collettiva unitamente a targhe professionali.

 

 

4.   4.1. Sulla
base delle considerazioni che precedono, il ricorso deve essere respinto. 

 

4.2. Dato l'esito, la
tassa di giustizia (art. 47 cpv. 1 LPAmm) è posta a carico dell'insorgente,
secondo soccombenza. 

 

 

 

Per
questi motivi,

 

 

decide:

 

1.   Il ricorso è
respinto.

 

 

2.   La tassa di
giustizia di fr. 1'500.-, già anticipata dalla ricorrente, resta interamente a
suo carico. 

 

 

3.   Contro la
presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.
82 segg. della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005; LTF; RS
173.110).

 

 

	
  4.   Intimazione
  a:

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
giudice presidente                                              La
vicecancelliera