# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b7c0ff08-e29e-5c9c-9483-3759f7668020
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-05-31
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 31.05.2010 36.2010.65
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_36-2010-65_2010-05-31.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  36.2010.65

   

  cs

  	
  Lugano

  31 maggio
  2010

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 26 marzo 2010 di

 

	
   

  	
   RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 19 marzo
  2010 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1   

   

   

  in materia di assicurazione sociale
  contro le malattie

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   RI
1, nato nel __________, è affiliato presso CO 1 per l’assicurazione
obbligatoria delle cure medico-sanitarie (doc. 1).

 

                                  B.   In
seguito al mancato pagamento del premio del mese di settembre 2009, il 20 novembre
2009, dopo aver richiamato e diffidato l’assicurato (doc. 3, 4 e 5), la Cassa
ha fatto spiccare nei confronti di RI 1 un precetto esecutivo per un ammontare
complessivo di fr. 309.90, oltre ad interessi al 5% dal 19 novembre 2009, fr.
30 di spese di diffida e fr. 80 di spese per l’apertura dell’incarto (doc. 6).

                                  C.   Con
decisione formale del 12 gennaio 2010 (doc. 8), la Cassa, preso atto del
pagamento di fr. 309.90 in data 8 dicembre 2009, ha rigettato l’opposizione
inoltrata dall’assicurato al citato precetto esecutivo limitatamente
all’importo non ancora scoperto di fr. 110, con l’indicazione che “durante
tutta la procedura esecutiva, lei è debitore delle spese esecutive e di un
interesse di mora del 5% sui premi arretrati.” 

 

                                  D.   Tramite
decisione su opposizione del 19 marzo 2010 l’assicura-tore ha respinto le
censure sollevate dall’interessato e dopo aver citato il tenore dell’art. 105b
cpv. 1 OAMal e 64a cpv. 2 LAMal ha affermato:

 

"  Pertanto le comunichiamo che dopo aver ricevuto il suo
pagamento di Fr. 669.00 relative a delle spese esecutive è stata ripristinata
la sospensione.

 

(…)

 

Le
facciamo inoltre presente che durante tutta la procedura esecutiva, lei è
debitore delle spese esecutive e di un interesse di mora del 5% sui premi
arretrati." (doc. 11)

 

                                  E.   Con
ricorso del 26 marzo 2010 RI 1 contesta la predetta decisione su opposizione
(doc. I).

                                         Dopo
aver riassunto la fattispecie, aver ricordato che la sua copertura assicurativa
è stata sospesa in passato ed aver evidenziato che nel corso del 2008 è stato
pronunciato il suo fallimento, l’insorgente accenna a procedure esecutive in
corso ed a ulteriori ricorsi che saranno presentati a questo Tribunale.

                                         L’interessato
chiede di voler giudicare:

 

" 
-   La cassa   Malati  CO
1 al  rimborso dei 669 Fr. citati negli allegati  3 e 4

che ho dovuto pagare per ripristino copertura.
Copertura alla quale avevo diritto almeno da novembre 2008.

-   A condannare l’CO 1, secondo termini di
legge, all’abuso di sospensione assicurativa nonostante garanzia __________ già
a partire dal 2006.

-   A condannare l’CO 1 al rimborso spese
avvocato che ho dovuto sostenere e varie altre spese che potrò documentare in
seguito.

-
  Al rigetto del precetto esecutivo  __________

in
via subordinata anche:

 

-   A rispettare i miei pagamenti regolari
anche se in ritardo come da accordi.

-   Al rimborso della differenza premi 2010
con eventuali sussidi che lo __________ deciderà.

 

In
ultimo:

 

-
  Spese tasse e ripetibili.” (doc. I)

                                  F.   Con
risposta del 30 aprile 2010 l’assicuratore propone la reiezione del ricorso con
argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione
(doc. III).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         in
ordine

 

1.La presente vertenza non pone questioni
giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la
difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque
decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv.
2 della Legge organica giudiziaria (cfr. STF  H 180/06 e H 183/06 del 21
dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio
2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002;
STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT  I-2002 pag. 190 seg.;
STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

                                   2.   Per
costante giurisprudenza federale, la decisione impugnata costituisce il
presupposto ed il contenuto della contestazione sottoposta all'esame giudiziale
(cfr. SVR 2005 AHV Nr. 19; DTF 130 V 388; DTF 122 V 36 consid. 2a, DTF 110 V 51
consid. 3b e giurisprudenza ivi citata; SVR 1997 UV 81, p. 294). 

 

                                         Se non è
stata emessa nessuna decisione, la contestazione non ha oggetto e non può
dunque essere pronunciata una sentenza nel merito (cfr. sentenza C 22/06 del 5
gennaio 2007; DTF 131 V 164 consid. 2.1; DTF 125 V 414
consid. 1A; DTF 119 Ib 36 consid. 1b).

 

                                         In concreto il TCA può pronunciarsi esclusivamente sul tema oggetto
della decisione impugnata, ossia la sussistenza del debito di complessivi fr. 110
oltre ad interessi di mora al 5% ed il rigetto dell’opposizione al precetto
esecutivo n. __________ del __________ dell’Ufficio Esecuzioni e Fallimenti (di
seguito: UEF) di __________.

                                         Le
altre questioni evocate dall’assicurato nel ricorso (come ad esempio la
presenza di altri precetti esecutivi, del suo fallimento, di altri premi in
arretrato o le richieste di condannare l’assicuratore per abuso di sospensione
assicurativa nonostante la garanzia dell’__________, a condannare
l’assicuratore al rimborso delle spese di avvocatura sopportate, a rispettare i
pagamenti regolari anche se in ritardo, al rimborso della differenza dei premi
2010 con eventuali sussidi che l’__________ deciderà, al rimborso dei fr. 669
già versati, ecc.) esulano invece dalla presente vertenza e sono pertanto
irricevibili.

                                         Va
qui comunque segnalato all’insorgente che se intende ottenere risposte anche ai
quesiti sopra riportati deve chiedere alla Cassa l’emanazione di una decisione
formale, contro cui dapprima potrà presentare opposizione al medesimo assicuratore
ed in seguito, se non sarà soddisfatto, ricorso a questo Tribunale nei tempi e
modi indicati in calce alle rispettive decisioni (cfr. anche gli art. 52 e 56
LPGA).

                                         Va
tuttavia evidenziato che contro l’eventuale decisione su pretese di risarcimento
per danni causati illecitamente a un assicurato o a terzi da parte degli organi
d’esecuzione o dei loro funzionari è dato ricorso diretto al Tribunale (cfr.
art. 78 cpv. 4 LPGA).

                                         Se
la Cassa si dovesse rifiutare di emanare siffatte decisioni, l’insorgente potrà
presentare un ricorso per denegata o ritardata giustizia a questo Tribunale
(cfr. art. 56 cpv. 2 LPGA).

 

                                         Nel
merito

 

                                   3.   Giusta
l'art. 61 LAMal, l'assicuratore stabilisce l'ammontare dei premi dei propri
assicurati. Sempreché la legge non preveda eccezioni, l'assicuratore riscuote
dai propri assicurati premi uguali (cpv. 1). 

                                         L'assicuratore
può graduare i premi se è provato che i costi differiscono secondo i Cantoni e
le regioni. Determinante è il luogo di domicilio dell'assicurato. L’Ufficio
federale stabilisce in modo unitario le regioni per l’insieme degli
assicuratori (cpv. 2).

                                         Per
gli assicurati che non hanno ancora compiuto 18 anni (minorenni),
l'assicuratore deve fissare un premio più basso rispetto a quello degli
assicurati d'età superiore (adulti). Egli è legittimato a fare altrettanto nel
caso di assicurati che non hanno ancora compiuto 25 anni (giovani adulti; cpv.
3).

                                         Il
Consiglio federale può stabilire le riduzioni di premio di cui al capoverso 3
(cpv. 3bis).

                                         Per
gli assicurati residenti in uno Stato membro della Comunità europea, in Islanda
o in Norvegia i premi sono calcolati in funzione dello Stato di residenza. Il
Consiglio federale emana prescrizioni sulla determinazione e l’incasso dei
premi di questi assicurati (cpv. 4). L'ammontare dei premi dell'assicurazione
obbligatoria delle cure medico-sanitarie deve essere approvato dal Consiglio
federale. Prima dell'approvazione, i Cantoni possono prendere posizione in
merito alle tariffe dei premi previste per la loro popolazione; la procedura
d'approvazione non deve esserne ritardata (cpv. 5). 

 

                                         Per
l'art. 64 cpv. 1 LAMal, gli assicurati partecipano ai costi delle prestazioni
ottenute. La partecipazione ai costi comprende un importo fisso per anno
(franchigia) e il 10 per cento dei costi eccedenti la franchigia (aliquota
percentuale) (cpv. 2). Gli assicurati pagano inoltre un contributo ai costi di
degenza ospedaliera, graduato secondo gli oneri familiari. Il Consiglio
federale ne stabilisce l’ammontare (cpv. 5).

 

                                         A
norma dell’art. 64a cpv. 1 LAMal se l’assicurato non paga premi o
partecipazioni ai costi entro la scadenza prevista, l’assicuratore deve
diffidarlo per scritto, assegnargli un termine supplementare di 30 giorni e
indicargli le conseguenze della mora (cpv. 2).

                                         L’art.
64a cpv. 2 LAMal prevede che se, nonostante la diffida, l’assicurato non paga e
se è già stata depositata una domanda di continuazione dell’esecuzione per
debiti, l’assicuratore sospende l’assunzione dei costi delle prestazioni finché
i premi e le partecipazioni ai costi in arretrato, gli interessi di mora e le
spese d’esecuzione non sono stati pagati integralmente.

                                         Nello
stesso tempo informa della sospensione delle prestazioni l’ufficio cantonale
incaricato di vigilare sul rispetto dell’obbligo di assicurazione. Sono fatte
salve le prescrizioni cantonali che prevedono una notifica ad altri uffici.

                                         A
norma dell’art. 64a cpv. 3 LAMal se i premi e le partecipazioni ai costi in
arretrato, gli interessi di mora e le spese d’esecuzione sono pagati integralmente,
l’assicuratore deve assumere i costi delle prestazioni fornite durante la
sospensione.

                                         L’art.
64a cpv. 4 LAMal prevede che in deroga all’articolo 7, gli assicurati in mora
non possono cambiare assicuratore finché non hanno pagato integralmente i premi
e le partecipazioni ai costi in arretrato, gli interessi di mora e le spese
d’esecuzione. È fatto salvo l’articolo 7 capoversi 3 e 4.

                                                      Il
Consiglio federale disciplina le modalità d’incasso dei premi e della procedura
di diffida e i dettagli relativi alle conseguenze della mora (art. 64a cpv. 5
LAMal).

                                         A
norma dell’art. 105a OAMal il tasso degli interessi di mora sui premi
scaduti secondo l’articolo 26 capoverso 1 LPGA è del 5 per cento all’anno.

                                         Per
l’art. 105b cpv. 1 OAMal i premi e le partecipazioni ai costi
dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie scaduti e non
pagati devono essere oggetto, nei tre mesi che seguono la loro esigibilità, di
una diffida scritta preceduta da almeno un richiamo e distinta da quelle
vertenti su altri eventuali pagamenti arretrati. Con la diffida, l’assicuratore
deve impartire all’assicurato un termine di 30 giorni al fine di permettergli
di adempiere il suo obbligo e attirare la sua attenzione sulle conseguenze in
cui incorre se non paga.

                                         L’art.
105b cpv. 2 OAMal prevede che se l’assicurato non paga entro il termine
impartito, l’assicuratore deve avviare una procedura esecutiva relativa al
debito nei quattro mesi successivi, in modo distinto da altri eventuali
pagamenti arretrati.

                                                      Per
l’art. 105b cpv. 3 OAMal se l’assicurato cagiona per propria colpa spese che
avrebbero potuto essere evitate con un pagamento tempestivo, l’assicuratore può
riscuotere, in misura appropriata, spese amministrative, se una misura siffatta
è prevista dalle disposizioni generali sui diritti e sugli obblighi
dell’assicurato.

                                         L'art.
90 OAMal prevede che i premi devono essere pagati in anticipo e di regola
mensilmente.

 

                                   4.   Nel
caso di specie l'assicuratore, tramite la decisione su opposizione, chiede il
pagamento di un importo complessivo di fr. 110 oltre ad interessi al 5% sui
premi in arretrato dal 19 novembre 2009 (cfr. doc. A3) ed accenna, per la prima
volta con la decisione su opposizione, al ripristino della sospensione.

                                         

                                   5.   In
concreto, l’assicuratore ha trasmesso all’insorgente, il 21 settembre 2009, un
“richiamo per premi non pagati” di fr. 319.90 (fr. 309.90 per i premi e
fr. 10 di spese di richiamo) da versare entro il 6 ottobre 2009 (doc. 4).

 

                                         Il
22 ottobre 2009 la Cassa ha notificato all’assicurato una “diffida per premi
non pagati” di fr. 339,90 (fr. 309.90 per i premi e fr. 30 di spese di
diffida), affermando che “affinché possa procedere al versamento, le
concediamo un ultimo termine di pagamento di 14 giorni prima di procedere
all’incasso per vie legali” ed aggiungendo che “in caso di mancato
pagamento saremo costretti a sospendere l’assunzione dei costi delle
prestazioni in virtù degli articoli 64a della legge federale sull’assicurazione
malattie (LAMal)” (doc. 5).

 

                                         Il
20 novembre 2009 l’assicuratore ha fatto spiccare un precetto esecutivo di fr. 309.90
oltre interessi al 5% dal 19 novembre 2009, fr. 30 di spese di diffida e fr. 80
di spese di apertura dell’incarto (doc. 6), al quale l’assicurato ha interposto
opposizione (doc. 7).

 

                                         Con
la diffida del 22 ottobre 2009 (doc. 5) l’assicuratore ha concesso
all’insorgente un termine di soli 14 giorni prima di procedere con l’incasso
per vie legali, in luogo dei 30 giorni previsti dagli art. 64a cpv. 1 LAMal e
105b cpv. 1 OAMal.

 

                                         A
questo proposito, in un’altra procedura concernente un altro assicuratore (cfr.
sentenza del 28 aprile 2010, inc. 36.2009.177), chiamato ad esaminare se il
termine di 30 giorni figurante negli art. 64a cpv. 1 LAMal e 105b cpv. 1 OAMal
è un termine perentorio oppure un termine d’ordine, il TCA ha stabilito:

 

"  2.10.
In DTF 131 V 147 l’allora Tribunale federale delle assicurazioni (dal 1°
gennaio 2007: TF), a proposito dell’art. 9 cpv. 1 prima frase OAMal in vigore
fino al 31 dicembre 2002 (RU 2002 3908) che prevedeva che se nonostante diffida
l’assicurato non paga premi o partecipazioni ai costi scaduti, l’assicuratore
deve promuovere una procedura esecutiva, ha stabilito che l’obbligo previsto
dall’ordinanza di procedere a una diffida per premi e partecipazioni prima di
promuovere la procedura esecutiva è conforme alla Costituzione ed alla legge. L’Alta Corte ha affermato: 

 

"                                     6.2
Das Eidgenössische
Versicherungsgericht hat bereits an anderer Stelle entschieden, dass auf Grund
dieser Gesetzeslage neben der Zwangsvollstreckung nach SchKG in der KVV keine
weiteren Formen des Vollzugszwangs eingeführt werden dürfen (BGE 125 V 266,
insbesondere 272 ff. Erw. 6).

Die im SchKG geregelte Ordnung der Zwangsvollstreckung
von Geldforderungen verlangt für die Erteilung der Rechtsöffnung nur, dass die
betriebene Forderung fällig ist (STAEHELIN/BAUER/STAEHELIN [Hrsg.],
Kommentar zum Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, SchKG I, Art.
1-87, Basel 1998, N 39 zu Art. 80 und N 77 zu Art. 82, je mit Hinweisen). Alt Art.
9 Abs. 1 Satz 1 KVV bestimmt dagegen, dass fällige Prämien und
Kostenbeteiligungen erst nach vorgängiger Mahnung der Zwangsvollstreckung nach
SchKG zugeführt werden dürfen. Damit wird jedoch keine neue Form der
Zwangsvollstreckung geschaffen, sondern es werden lediglich deren Modalitäten
für Prämien und Kostenbeteiligungen näher umschrieben. Der Gläubiger ist
gefordert, neben dem geltend gemachten Ausstand dessen Mahnung durch Urkunde
nachzuweisen, es sei denn, beides werde von der Gegenpartei ausdrücklich
anerkannt oder wenn beides notorisch oder gerichtsnotorisch ist (in diesem
Sinne ebenso bei zur Vollstreckung anstehenden suspensiv bedingten Forderungen:
PETER STÜCHELI, Die Rechtsöffnung, Diss. Zürich 2000, S. 116 und 203;
STAEHELIN/BAUER/STAEHELIN, a.a.O., N 44 zu Art. 80). Macht die
Verwaltungsbehörde dagegen von der weitaus häufiger anzutreffenden Möglichkeit
Gebrauch, einen im Rahmen des von ihr eingeleiteten Betreibungsverfahrens
erhobenen Rechtsvorschlag selbst als ordentlicher Richter im Sinne von Art. 79
SchKG zu beseitigen (BGE 119 V 331 Erw. 2b, BGE 128 III 41 Erw. 2; Pra 2003 Nr.
31 S. 159 Erw. 4; vgl. ROTH, Die Krankenkasse als Rechtsöffnungsrichterin in
eigener Sache, in: Festschrift 75 Jahre Konferenz der Betreibungs- und
Konkursbeamten der Schweiz, Basel 2000, S. 235, sowie grundsätzlich
AMONN/WALTHER, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 7. Aufl.
2003, § 19 Rz 15 u. 15a), wird sie dies ebenfalls nur tun dürfen, falls
vorgängig gemahnt worden ist. Alt Art. 9 Abs. 1 Satz 1 KVV verstösst entgegen
der von der Beschwerdeführerin vertretenen Auffassung ebenso wenig gegen
betreibungsrechtliche Grundsätze. Zwar mag darin ein gewisser Widerspruch zur
für privatrechtliche Rechtsverhältnisse geltenden Regelung erblickt werden,
wonach die Mahnung einer fälligen Forderung im Rechtsöffnungsverfahren nur dann
von selbstständiger Bedeutung ist, wenn Verzugszinsen im Streit stehen (Art.
102 in Verbindung mit Art. 104 Abs. 1 OR; vgl. BGE 129 III 541 Erw. 3.2). In
Frage steht indessen die öffentlichrechtliche "Zwangsversicherung"
und das KVG schreibt keine analoge Anwendung des OR oder einzelner seiner
Bestimmungen vor.

 

6.3 Das Versicherungsobligatorium zeichnet sich dadurch
aus, dass die versicherungspflichtige Person bei einem Versicherungsträger nach Art. 11 KVG ungeachtet der persönlichen wirtschaftlichen
Leistungsfähigkeit zwingend im vom Gesetzgeber näher definierten
obligatorischen Umfang angeschlossen sein muss und die entsprechenden Prämien (Art.
61 KVG) wie auch Kostenbeteiligungen (Art. 64 KVG) zu tragen hat (GEBHARD
EUGSTER, Krankenversicherung, in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht
[SBVR], Soziale Sicherheit, Rz 331 und 342).

Wenn der Bundesrat mit Rücksicht auf das
Versicherungsobligatorium bei fälligen Prämien oder Kostenbeteiligungen in alt Art.
9 Abs. 1 Satz 1 KVV eine Mahnung verlangt, ehe der Versicherungsträger zur
Vollstreckung schreitet, ist darin insbesondere im Hinblick auf die den Kassen
offen stehende Möglichkeit, sich selber im Anerkennungsprozess gemäss Art. 79
SchKG die Rechtsöffnung zu erteilen, ein vernünftiger Grund zu erblicken. Als
willkürlich kann diese Bestimmung nicht bezeichnet werden, auch wenn sich die
vom Bundesrat getroffene Regelung im Einzelfall ausnahmsweise als wenig
zweckmässig erweisen mag, etwa wenn sich die versicherte Person aus
grundsätzlichen Überlegungen von vornherein einer Prämienzahlung verweigert.
Der mit einem solchen Prozedere verbundene, im Allgemeinen eher geringfügige
Mehraufwand der Kassen ist hinzunehmen.

 

6.4 Gesamthaft gesehen ist die vorgängige Mahnung gemäss
alt Art. 9 Abs. 1 Satz 1 KVV durch die allgemeine, einen weiten Spielraum des
Ermessens für die Regelung auf Verordnungsebene einräumende Delegationsnorm von
Art. 96 KVG gedeckt. Weder fällt die Verordnungsbestimmung offensichtlich aus
dem Rahmen der dem Bundesrat im Gesetz delegierten Kompetenz noch ist sie aus
anderen Gründen verfassungs- oder gesetzwidrig. Dem Verordnungsgeber wäre es
jedoch nicht verwehrt, die Bestimmung differenzierter auszugestalten, so dass
Fälle, in denen das vorbehaltlose Mahnerfordernis von vornherein einen Leerlauf
produziert, davon ausgenommen sind."

 

L’art. 9 cpv. 1 OAMal è stato
sostituito, dal 1° gennaio 2003 (RU 2002 3908, pag. 3909), dall’art.
90 cpv. 3 OAMal in vigore fino al 31 dicembre 2005 (RU
2005 5639 pag. 5640) che prevedeva che se, nonostante diffida,
l’assicurato non paga premi o partecipazioni ai costi scaduti, l’assicuratore
deve promuovere una procedura esecutiva. Se questa sfocia in un attestato di
carenza beni, l’assicuratore ne informa la competente autorità d’assistenza
sociale. Sono salve le disposizioni cantonali che prevedono la previa notifica
all’autorità preposta alla riduzione dei premi.

 

Con sentenza K 63/05 del 26 giugno 2006
l’allora Tribunale federale delle assicurazioni, applicando l’art. 90 cpv. 3
OAMal a due coniugi solidalmente responsabili per il pagamento dei premi in
arretrato, ha affermato:

 

“ 4. Ratione temporis les dispositions des
novelles des 9 novembre 2005 et 26 avril 2006 modifiant l'OAMAL, entrées en
vigueur le 1er janvier 2006 (RO 2005 5639), respectivement le 10 mai 2006 (RO
2006 1717), ne sont pas applicables au présent litige, dès lors que le juge des
assurances sociales n'a pas à prendre en considération les modifications du
droit ou de l'état de fait postérieures à la date déterminante de la décision
litigieuse (ATF 127 V 467 consid. 1, 121
V 366 consid. 1b). Dans la mesure où elles ont été modifiées par les
novelles, les dispositions ci-après sont citées dans leur version antérieure au
1er janvier 2006.

 

  (…)

 

6.3 Préalablement à toute mesure d'exécution forcée,
les assureurs sont tenus de réclamer le paiement de leurs prétentions par voie
de sommation et d'agir ensuite, en cas d'inexécution, par la voie de la
poursuite pour dettes selon la LP (ATF 131 V 147). En
l'occurrence, il est établi qu'avant de procéder aux démarches de recouvrement
par voie d'exécution forcée, l'intimée a dûment sommé l'assuré de
s'acquitter des cotisations en souffrance. Il n'est pas contesté que par
contre, elle n'a procédé à aucune mise en demeure de la recourante avant de lui
faire notifier les commandements de payer litigieux. Dès lors, il s'agit
d'examiner si c'est à juste titre que la mainlevée des oppositions formées à
ces poursuites a été prononcée, alors même que l'intéressée n'a fait l'objet
d'aucune sommation au sens de l'art. 90 al. 3 OAMal.

 

  (…)

 

  8.

En même temps qu'ils tranchent le bien-fondé de leurs
prétentions pécuniaires, les assureurs-maladie sont ainsi légitimés à lever
eux-mêmes l'opposition aux poursuites qu'ils engagent. En cas d'entrée en force de leurs décisions, ils
pourront ensuite requérir la continuation de la poursuite sans passer par la
procédure de mainlevée de l'art. 80 LP. Si l'exécution forcée s'achève par la délivrance
d'un acte de défaut de biens, ils pourront suspendre la prise en charge des
prestations jusqu'à ce que les primes et les participations aux coûts arriérées
ainsi que les intérêts moratoires et les frais de poursuite soient entièrement
payés (art. 90 al. 4 OAMal).

 

Compte tenu des singularités d'une poursuite dans
laquelle le créancier peut lui-même lever l'opposition frappant son
commandement de payer, autant que des conséquences encourues en cas de
délivrance d'un acte de défaut de biens, le Conseil fédéral a jugé nécessaire
d'instituer une mesure protectrice des intérêts de l'assuré (cf. ATF 131 V 147 consid. 6.3;
voir également Commentaire concernant la modification au 1er janvier 1998 de
l'ordonnance du 27 juin 1995 sur l'assurance-maladie OAMal ad art. 9 : retard
dans le paiement des primes). Préalablement
à toute mesure d'exécution forcée tendant au recouvrement des primes et
participations aux coûts échues, il faut et il suffit donc que les assureurs-maladie adressent une
sommation préalable à leur assuré. Respectivement,
ils peuvent directement requérir la mise en poursuite du conjoint de ce
dernier, sans qu'il puisse faire opposition au motif qu'il n'a préalablement
pas fait l'objet d'une sommation personnelle au sens l'art. 90 al. 3 OAMal. A
l'inverse, si un assureur-maladie dépose une réquisition de poursuite sans
sommation préalable de l'assuré, le débiteur poursuivi, quel qu'il soit, pourra
se prévaloir de l'art. 90 al. 3 OAMal en tant qu'exception issue du rapport
d'obligation solidaire (art. 145 CO), afin de s'opposer à la procédure
d'exécution forcée ainsi engagée. En l'occurrence, l'intimée a dûment sommé
l'assuré de s'acquitter des primes sujettes à recouvrement, avant de requérir la
mise en poursuite du conjoint de celui-ci, de sorte que la recourante se fonde
à tort sur l'art. 90 al. 3 OAMal
pour s'opposer aux commandements de payer litigieux." (sottolineatura del
redattore)

 

Con l’entrata in vigore, il 1° gennaio
2006, dell’art. 64a cpv. 1 LAMal (cfr., per il tenore, il consid. 2.7), il
legislatore ha inserito nella legge il medesimo principio della diffida
preventiva all’avvio della procedura esecutiva, previsto fino al 31 dicembre
2005 dall’art. 90 cpv. 3 OAMal, precisando che con la diffida l’assicuratore
deve assegnare un termine supplementare di 30 giorni. 

                                                                               

A proposito dell’art.
64a LAMal, il Consiglio federale, nel Messaggio del 26 maggio 2004 concernente
la revisione parziale della legge federale sull’assicurazione malattie
(Riduzione dei premi) e il decreto federale sui sussidi federali nell’assicurazione
malattie, pubblicato in FF 2004 pag. 3869 e seguenti, ha
affermato:

 

"                                     Articolo
64a (nuovo)

Le esperienze fatte dagli assicuratori-malattie
dimostrano che dall’entrata in vigore della LAMal i casi di mora nel pagamento
dei premi e in altri pagamenti sono fortemente aumentati e che la normativa
dell’articolo 90 capoverso 4 OAMal, che prevede la possibilità di sospensione
soltanto dopo l’avvio della procedura esecutiva e ad avvenuta notifica di un
attestato di carenza di beni nei confronti dell’assicurato in mora, è
all’origine dei crescenti casi di mora. Le cifre addotte dagli assicuratori
confermano che il fenomeno della mora è aumentato in misura problematica di
anno in anno e si è stabilizzato ad un livello elevato. Considerata questa
evoluzione e sulla base della giurisprudenza costante del TFA in merito
all’articolo 9 capoverso 3 OAMal nella versione vigente fino al 31 dicembre
2002 [stralciato al 1° gennaio 2003; RU 2002 3908] secondo cui, mancando una
base legale formale, un cambiamento dell’assicuratore è ammissibile
indipendentemente dal fatto che i premi e le partecipazioni ai costi siano
versati o meno, è ragionevole introdurre nella legge una base legale formale per
l’obbligo di pagamento dei premi e inasprire le conseguenze in caso di mora.

Nell’articolo 64a capoverso 1, che integra l’articolo
64 LAMal, è prevista una procedura di diffida scritta, che gli
assicuratori devono avviare nei confronti degli assicurati in mora prima di
sospendere le loro prestazioni fornite a tali assicurati.

Secondo il capoverso 2 primo periodo, per sospendere
le prestazioni è sufficiente che alla procedura di diffida non segua il
pagamento e che sia già stata formulata una domanda di continuazione
dell’esecuzione per debiti. Si tratta di un’innovazione dato che oggi, secondo
l’articolo 90 capoverso 4 primo periodo OAMal, occorre produrre un attestato di
carenza di beni per sospendere le prestazioni. La nuova disposizione garantisce
l’attuazione della procedura esecutiva per debiti e, quindi, la riscossione dei
premi o delle partecipazioni ai costi scaduti da parte dell’assicuratore. Essa
intende mettere sotto pressione i debitori solvibili, ma che non vogliono
pagare. Non modifica la posizione né del debitore né del creditore:
l’assicuratore rimane debitore delle prestazioni fornite durante il periodo di
sospensione dei pagamenti. Non le pagherà, tuttavia, finché i premi, la
partecipazione ai costi, gli interessi di mora e le spese di esecuzione non
saranno interamente versati dall’assicurato stesso oppure, in presenza di un
attestato di carenza di beni, dall’autorità competente designata dal Cantone.
In questo modo non vi è trasferimento di costi tra assicurati, poteri pubblici
e fornitori di prestazioni.

Il capoverso 2 secondo periodo garantisce che le
autorità cantonali siano informate tempestivamente in merito ai pagamenti
dovuti dagli assicurati in mora. Questa disposizione serve inoltre a proteggere
la persona assicurata.

Il capoverso 3 corrisponde alla normativa
dell’articolo 90 capoverso 4 secondo periodo OAMal. In questo modo si
garantisce che la mora non provochi lacune nella protezione assicurativa, ma
soltanto una sospensione dell’assunzione dei costi delle prestazioni.

Il capoverso 4 prevede che in futuro nessun assicurato
in mora possa cambiare assicuratore prima di aver pagato integralmente i premi
o le partecipazione ai costi in sospeso. Questa conseguenza della mora si
giustifica, da un lato, in quanto secondo le sentenze del TFA del 29 giugno
1999 in merito all’articolo 9 capoverso 3 OAMal, all’epoca vigente ma nel
frattempo abrogato (cfr. DTF 125 V 266), un cambiamento dell’assicuratore è
possibile anche in caso di mora e, dall’altro, i premi e le partecipazioni ai
costi irrecuperabili o difficilmente recuperabili hanno raggiunto proporzioni
ormai insostenibili. Il capoverso 4, in particolare, impedisce agli assicurati
le cui prestazioni sono state bloccate di cambiare assicuratore al momento
opportuno e quindi, diversamente da altri assicurati in mora che non cambiano
assicuratore, di vedersi rimborsare le prestazioni prima di aver pagato gli
importi dovuti. L’obiettivo della normativa è di proteggere la collettività
degli assicurati da aumenti di premi dovuti all’impossibilità di recuperare le
somme dovute da assicurati che hanno cambiato assicuratore senza avere in
precedenza pagato quanto dovuto.” (cfr. FF 2004 pag. 3882 e seguenti;
sottolineature del redattore)

 

Contestualmente è stato modificato
anche il tenore dell’art. 90 cpv. 3 OAMal (RU 2005 5639, pag. 5640), il quale,
fino al 31 luglio 2007 (RU 2007 3573, pag. 3577), prevedeva che i premi e le
partecipazioni dovuti dell’assicurazione obbligatoria delle cure
medico-sanitarie devono essere oggetto di una diffida e di una procedura di
esecuzione per debiti separate da eventuali altri pagamenti arretrati. A norma
dell’art. 90 cpv. 4 OAMal, in vigore dal 1° gennaio 2006 (RU 2005 5639, pag.
5640) fino al 31 luglio 2007 (RU 2007 3573, pag. 3577), se l’assicurato è in
mora con il pagamento di tre premi mensili ed è stato diffidato senza successo,
deve essere avviata in merito una procedura di esecuzione per debiti, al più
tardi 40 giorni dopo l’ultima diffida infruttuosa.

 

Con sentenza 9C-397/2008 del 29
settembre 2008 (confermata dalla sentenza 9C-730/2008 del 16 ottobre 2008) il
TF ha applicato il sopra citato art. 90 cpv. 4 OAMal.

Va qui evidenziato che l’Alta Corte ha
citato l’art. 90 cpv. 4 OAMal nel tenore in vigore dal 10 maggio 2006 al 31
luglio 2007. Tuttavia la modifica in vigore dal 10 maggio 2006 al 31 luglio
2007 dell’art. 90 cpv. 3 e 4 OAMal concerne solo il testo francese (cfr. RU
2006 1717 pag. 1723: modifica dell’art. 90 cpv. 3 e 4 OAMal che concerne solo
il testo francese). Il testo italiano non è stato modificato fino al 31 luglio
2007 (cfr. RU 2005 5639, pag. 5640; RU 2006 1717, pag. 1723; RU 2007 3573, pag.
3577). 

Il TF ha affermato:

 

“ (…)

Le recourant conteste le bien-fondé de la créance dont
l'intimée lui réclame le paiement, en prétendant qu'il s'en serait acquitté en
procédant à trois versements successifs de 310 fr. 15 entre les mois de juin et
août 2006, ainsi qu'en retenant à son avantage un remboursement de 357 fr. 15
auquel devait encore procéder Intras (achat de lunettes selon facture du 17
mars 2003). De plus, la poursuite dont il
ferait l'objet serait périmée, dans la mesure où l'intimée n'aurait pas
respecté le délai fixé à l'art. 90 al. 4 OAMal.

 

  (…) 

 

3.2 Selon l'art. 90 al. 4 OAMal (dans sa teneur en vigueur du 10 mai
2006 au 31 juillet 2007, applicable à la présente cause), si l'assuré est en
retard dans le paiement de trois primes mensuelles et qu'il n'a pas donné suite
aux sommations qui lui ont été adressées, il doit être mis en poursuite pour la
créance arriérée au plus tard 40 jours après la dernière sommation restée sans
suite. Le délai de 40 jours est une
prescription d'ordre, dont
l'inobservation n'entraîne pas la péremption du droit aux arriérés ou de la
procédure de poursuite. L'assureur n'est pas tenu non plus de procéder à une
nouvelle sommation s'il entend faire valoir ses droits par la voie de la
poursuite. La seule conséquence que la loi attache à l'inobservation de ce
délai est que la sanction prévue à l'art. 64a al. 2 LAMal ne prend pas effet
(à l'inverse de celle prévue à l'art. 64a al. 4 LAMal). L'art. 90 al. 4 OAMal
vise à empêcher que les assureurs ne tardent trop avant d'entreprendre les
démarches nécessaires au recouvrement des primes dues (Gebhard Eugster,
Krankenversicherung, in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Soziale
Sicherheit, 2ème éd., Bâle 2007, p. 747, n. 1028).” (sottolineature del
redattore)

 

Con il 1° agosto 2007 sono entrati in
vigore gli art. 105a OAMal e seguenti (RU 2007 3573, pag. 3577) che hanno
sostituito in particolare l’art. 90 cpv. 3 e 4 OAMal (cfr., per il tenore, il
consid. 2.7).

Con sentenza 9C_786/2008 del 31 ottobre
2008 l’Alta Corte, a proposito dell’art. 90 cpv. 4 OAMal, in vigore fino al 31
luglio 2007, e dell’art. 105b OAMal, in vigore dal 1° agosto 2007, ha
affermato:

 

“ 2.

En substance, la recourante conteste le bien-fondé de
la créance dont l'intimée lui réclame le paiement, en se prévalant du fait que
les poursuites dont elle ferait l'objet seraient périmées, l'intimée n'ayant
pas respecté le délai fixé à l'art. 90 al. 4 OAMal.

 

  3.

3.1 Le financement de l'assurance-maladie sociale
repose sur les assurés et les pouvoirs publics. Il dépend donc étroitement de
l'exécution de leurs obligations pécuniaires par les assurés. Ces derniers sont
ainsi légalement tenus de s'acquitter du paiement des primes (cf. art. 61
LAMal) et des participations aux coûts (cf. art. 64 LAMal). Respectivement, les
assureurs ne sont pas libres de recouvrir ou non les arriérés de primes et
participations aux coûts. Au contraire et au regard des principes de mutualité
et d'égalité de traitement prévalant dans le domaine de l'assurance-maladie
sociale (art. 13 al. 2 let. a LAMal), ils sont tenus de faire valoir leurs
prétentions découlant des obligations financières des assurés par la voie de
l'exécution forcée selon la LP (jusqu'au 31 juillet 2007: art. 90 al. 3 OAMal;
depuis le 1er août 2007: art. 105b OAMal). Par
conséquent, si l'assureur est au bénéfice d'un jugement exécutoire au sens de
l'art. 80 LP, auquel est assimilée une décision ou une décision sur opposition
exécutoire portant condamnation à payer une somme d'argent ou à fournir des
sûretés (art. 54 al. 2 LPGA), il peut requérir du juge la mainlevée définitive
de l'opposition; s'il ne dispose pas d'un tel titre de mainlevée, il doit faire
valoir le bien-fondé de sa prétention par la voie de la procédure
administrative, conformément à l'art. 79 LP (voir ATF 131 V 147).

 

3.2 Dans sa teneur en vigueur du 10 mai 2006 au 31
juillet 2007, date de son abrogation, l'art. 90 al. 4 OAMal prévoyait que si l'assuré était en
retard dans le paiement de trois primes mensuelles et qu'il n'avait pas donné
suite aux sommations qui lui avaient été adressées, il devait être mis en
poursuite pour la créance arriérée au plus tard 40 jours après la dernière
sommation restée sans suite. Applicable depuis le 1er août 2007, l'art. 105b OAMal prévoit désormais que les primes et
les participations aux coûts de l'assurance obligatoire des soins échues et
impayées doivent faire l'objet, dans les trois mois qui suivent leur
exigibilité, d'une sommation écrite qui sera précédée d'au moins un rappel et
qui sera distincte de celles portant sur d'autres retards de paiement
éventuels. Avec la sommation,
l'assureur doit impartir à l'assuré un délai de 30 jours pour remplir
son obligation et attirer son attention sur les conséquences qu'il encourt s'il
n'effectue pas le paiement (al. 1). Si l'assuré ne s'exécute pas dans le délai
imparti, l'assureur doit mettre la créance en poursuite dans les quatre
mois qui suivent, de manière distincte des autres retards de paiement éventuels
(al. 2).

Les délais prévus dans les dispositions qui
précèdent sont des prescriptions d'ordre, dont l'inobservation n'entraîne pas
la péremption du droit aux arriérés ou de la procédure de poursuite. L'assureur n'est pas tenu non plus de
procéder à une nouvelle sommation s'il entend faire valoir ses droits par la
voie de la poursuite. La seule
conséquence que la loi attache à l'inobservation de ces délais est que la
sanction prévue à l'art. 64a al. 2 LAMal ne prend pas effet (à l'inverse de celle prévue à l'art. 64a al. 4
LAMal). Les art. 90 al. 4 et 105b al. 1 et 2 OAMal visent en effet à empêcher
que les assureurs ne tardent trop avant d'entreprendre les démarches
nécessaires au recouvrement des primes dues (arrêt 9C_397/2008 du 29 septembre
2008; GEBHARD EUGSTER, Krankenversicherung, in: Schweizerisches
Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Soziale Sicherheit, 2ème éd., Bâle 2007, p. 747,
n. 1028).

 

  4.

Sur le vu de ce qui précède, le grief que la
recourante prétend tirer de l'art. 90 al.
4 OAMal n'est pas fondé. Cette disposition, de même que l'art. 105b OAMal, applicable depuis le 1er août
2007, n'empêchent pas une caisse de continuer la poursuite qu'elle a entreprise
contre un assuré, l'inobservation des incombances prévues à ces dispositions
faisant simplement obstacle à la suspension de la prise en charge des coûts des
prestations au sens de l'art. 64a
al. 2 LAMal. Pour le reste, les
considérations tenues par la recourante à l'appui de son recours ne justifient
pas que l'on s'écarte de l'appréciation du Tribunal des assurances, faute pour
celle-ci de prendre position par rapport aux considérants du jugement attaqué
et d'expliquer en quoi et pourquoi celui-ci serait contraire au droit.”
(sottolineature del redattore)

 

2.11. Alla luce delle sopra citate
sentenze questo Tribunale deve innanzitutto concludere che l’art. 64a cpv. 1
LAMal e l’art. 105b OAMal non hanno introdotto una nuova forma di procedura
esecutiva in deroga alla LEF ma hanno semplicemente regolato in maniera più
precisa le modalità della procedura da adottare in caso di premi e
partecipazioni ai costi in arretrato (DTF 131 V 147). 

In secondo luogo questo TCA ritiene che
l’assicuratore, prima di far spiccare il precetto esecutivo, oltre al richiamo,
è tenuto a diffidare l’assicurato assegnandogli un ultimo termine per pagare il
dovuto. 

Tuttavia, sulla base della sentenza
9C_786/2008 del 31 ottobre 2008, il termine di 30 giorni è unicamente un
termine d’ordine che va rispettato solo laddove l’assicuratore intende anche
sospendere il pagamento delle prestazioni del proprio assicurato moroso sulla
base del debito escusso. Se il termine di 30 giorni non viene indicato nella
diffida, l’importo dovuto può comunque essere oggetto di esecuzione.

Certo, nei casi giudicati dal TF,
oggetto del contendere è il termine entro il quale l’assicuratore deve avviare
la procedura esecutiva e non il termine contenuto nella diffida.

Tuttavia nella sopra citata sentenza
9C_786/2008 del 31 ottobre 2008 il TF, al consid. 3.2, laddove ha precisato che
i termini previsti “dans les dispositions qui précèdent” (tra cui l’art.
105b cpv. 1 seconda frase OAMal che prevede che con la diffida l’assicuratore
deve impartire all’assicurato un termine di 30 giorni) sono delle prescrizioni
d’ordine la cui inosservanza non comporta la perenzione del diritto agli
arretrati o della procedura esecutiva, non ha fatto alcuna distinzione tra i “délais”
(termini) per iniziare la procedura esecutiva previsti dagli art. 90 cpv. 4
OAMal (40 giorni dopo l’ultima diffida infruttuosa) in vigore fino al 31 luglio
2007 e 105b cpv. 2 OAMal (4 mesi se l’assicurato non paga il termine impartito)
in vigore dal 1° agosto 2007 e il “délai” (termine) di 30 giorni che deve
contenere la diffida e che è previsto (anche) dall’art. 105b cpv. 1 seconda
frase OAMal citato anch’esso nella sentenza.

 

Nel caso concreto la circostanza che
l’assicuratore, tramite la diffida, ha accordato al ricorrente un termine di
soli 14 giorni per il pagamento del dovuto (cfr. doc. 5) non impedisce pertanto
alla Cassa di procedere per via esecutiva.

L’unica conseguenza è l’inefficacia
dell’eventuale sospensione delle prestazioni ai sensi dell’art. 64a cpv. 2
LAMal sulla base di questo debito (cfr. sentenza 9C_786/2008 del 31 ottobre
2008, consid. 4).

In conclusione l’assicuratore poteva,
come ha fatto, agire per via esecutiva nel recupero dell’ammontare di fr.
73,80."

 

                                         Analogamente,
in concreto, l’assicuratore può rigettare, come ha fatto, l’opposizione al
precetto esecutivo (cfr. DTF 121 V 109 e seguenti; RAMI 1983,
pag. 294 = DTF 109 V 46; RCC 1984 pag. 197, cfr. Kieser, ATSG Kommentar, 2009,
2a. ed., ad art. 54 n. 18; cfr. anche sentenza 63/05 del 26 giugno 2006,
consid. 7.2), ma non può, sulla base del debito escusso, sospendere il
pagamento delle prestazioni derivanti dalla LAMal.

 

                                         Ora,
a prescindere dal fatto che nel caso di specie la frase sulla sospensione figurante
nella decisione su opposizione impugnata (“Pertanto le
comunichiamo che dopo aver ricevuto il suo pagamento di Fr. 669.00 relative a
delle spese esecutive è stata ripristinata la sospensione”) è incomprensibile giacché l’assicuratore afferma che l’interessato
ha pagato fr. 669 e dall’altra rileva che di conseguenza “viene ripristinata
la sospensione” (cfr. sul rigore richiesto agli assicuratori per decidere
su una misura così gravosa ed incisiva per gli assicurati, da ultimo la
sentenza del 18 maggio 2010, inc. 36.2009.192) ed è apparsa per la prima volta
nella decisione su opposizione (nella decisione formale non vi è alcun accenno alla
sospensione, doc. 8), per cui su questo punto la decisione su
opposizione andrebbe semmai trattata alla stregua di una decisione formale ex
art. 49 LPGA (cfr. anche la sentenza 36.2006.63 del 9 novembre 2006), per
economia procedurale, questo Tribunale entra comunque nel merito della
questione.

                                         Sulla
base di quanto recentemente deciso dal TCA (sentenza 36.2009.177 del 28 aprile
2010), l’assicuratore non è autorizzato a decretare la sospensione del
pagamento delle prestazioni LAMal laddove con la diffida accorda un termine
inferiore ai 30 giorni all’assicurato per pagare il proprio debito, poiché
contrario all’art. 64a cpv. 1 LAMal e 105b cpv. 1 OAMal.

 

                                         Ne
segue che l’eventuale sospensione del pagamento delle prestazioni decisa sul
debito in esame va annullata anche se, con scritto del 24 febbraio 2010 al
rappresentante dell’insorgente, l’assicuratore ha affermato di aver rilasciato
“un’informazione errata” in uno scritto del 15 febbraio 2010 giacché “non
sussiste alcuna sospensione del rimborso delle prestazioni per conto del”
ricorrente, aggiungendo poi che “le esecuzioni avviate recentemente, ovvero
il 20 novembre 2009 (ndr, ossia quella in esame) e 19 febbraio 2009 causeranno
la detta sospensione qualora non venissero saldate prima dell’invio delle
nostre richieste di proseguimento” (doc. 10).

 

                                   6.   In
secondo luogo va esaminato se l’assicuratore poteva chiedere all’insorgente
anche fr. 30 per spese di diffida e fr. 80 per spese di apertura dell’incarto.

                                         In
una sentenza del 18 giugno 1999 pubblicata in DTF 125 V 276 l’allora TFA (dal
1° gennaio 2007: TF) ha ricordato che pure sotto l'imperio della nuova LAMal un
assicuratore contro le malattie può esigere il pagamento in adeguata misura
delle spese di diffida così come di spese supplementari cagionate da mora
dell'assicurato al momento del versamento dei premi e della partecipazione ai
costi, in quanto tali spese (alle quali si sarebbe ovviato in caso di
versamento tempestivo) siano addebitabili a colpa dell'interessato e le
disposizioni generali sui diritti e gli obblighi degli assicurati contemplino
una regolamentazione al riguardo.

                                         Questo
principio è stato inserito nell’art. 90 cpv. 5 OAMal in vigore dal 1° gennaio
2006 al 31 luglio 2007 (RU 2005 5639, pag. 5640) che prevedeva che se
l’assicurato ha causato a torto spese cui si sarebbe ovviato in caso di
pagamento tempestivo, l’assicuratore può esigere, in adeguata misura, spese di
diffida o spese supplementari, nella misura in cui ne preveda il
disciplinamento nelle sue disposizioni generali sui diritti e sugli obblighi
degli assicurati.

 

                                         L’art.
90 cpv. 5 OAMal è stato sostituito dal 1° agosto 2007 dall’art. 105b
cpv. 3 OAMal per il quale se l’assicurato cagiona per propria colpa spese che avrebbero
potuto essere evitate con un pagamento tempestivo, l’assicuratore può
riscuotere, in misura appropriata, spese amministrative, se una misura siffatta
è prevista dalle disposizioni generali sui diritti e sugli obblighi
dell’assicurato.

 

                                         Nel
caso di specie l’art. 3.1 delle disposizioni d’esecuzione complementari
all’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie secondo la LAMal (di
seguito: CGA, tra l’altro prodotte dall’assicuratore in francese malgrado la
lingua ufficiale in Ticino sia l’italiano) prevede che l’assicurato paga i
propri premi anticipatamente e ne è personalmente debitore. I premi, le
franchigie o le aliquote devono essere pagati entro la data indicata sulla
fattura. Trascorso tale termine, l’assicuratore può percepire un interesse di
mora e le spese amministrative generate da solleciti, ingiunzioni di pagamento
o procedure d’esecuzione.

 

                                         In
concreto dagli atti emerge che l’assicuratore il 21 settembre 2009 ha trasmesso
un richiamo per il pagamento dell’importo di fr. 309.90, aggiungendo fr. 10 di
spese (doc. 4). In assenza di un qualsiasi pagamento, la Cassa ha notificato al
ricorrente una diffida, cui ha aggiunto ulteriori fr. 20 di spese, per un
totale di fr. 30 (doc. 5).

                                         Queste
spese, proporzionate, dovute a colpa dell’assicurato (che non ha pagato nei
termini) e che trovano il loro fondamento negli art. 105b cpv. 3 OAMal e 3.1
CGA vanno confermate. Va qui evidenziato che l’insorgente non può essere
seguito laddove afferma che l’assicuratore gli avrebbe garantito di tollerare
un ritardo nel pagamento dei premi per almeno due mesi. Infatti, da una parte
questa circostanza non è stata resa verosimile e dall’altra va comunque
rilevato che il premio del mese di settembre 2009 che avrebbe dovuto essere pagato
entro il 31 agosto 2009 (cfr. art. 90 OAMal), è stato pagato solo all’inizio di
dicembre 2009, ossia oltre tre mesi dopo la sua scadenza. 

 

                                         Per
contro le spese di fr. 80 per l’apertura dell’incarto, secondo il Tribunale,
non trovano giustificazione in tale misura. Esse, pur potendo essere conglobate
nelle “spese amministrative generate per” le “procedure d’esecuzione”
(cfr. art. 3.1 CGA), sono sproporzionate rispetto all’importo non ancora soluto
di fr. 309.90 e vanno pertanto ridotte a fr. 40 (cfr. anche la sentenza del 28
aprile 2010, 36.2009.177, dove il TCA a fronte di un debito di fr. 73,80 ha
ridotto le spese da fr. 80 a fr. 30) .

 

                                         Va
qui evidenziato come queste spese non vanno confuse con le spese esecutive vere
e proprie che non formano oggetto della sentenza di rigetto, ma seguono le
sorti dell'esecuzione per la quale è stato concesso il rigetto (sentenza del 22
luglio 2005, K 114/03; sentenza del 14 settembre 2004, 36.2004.79; RAMI 2003
no. KV 251 pag. 226 consid. 4; SZS 2001 pag. 568 consid. 5 con riferimenti;
Panchaud/Caprez, La mainlevée de l'opposition, §164, pag. 414; K. Ammon,
Grundriss des Schuldbetreibungs-und konkursrechts, Berna 1983, p. 106). Non
essendo oggetto della procedura di rigetto dell’opposizione, sull’importo
relativo a queste spese non è ammissibile pronunciare il rigetto (sentenza del 22 luglio 2005, K 114/03, sentenza del 26 agosto 2004,
K 68/04 e sentenza del 18 giugno 2004, K 144/03).

 

                                   7.   Infine,
l’assicuratore, con il precetto esecutivo ha chiesto anche il 5% sui premi arretrati
(il cui pagamento è avvenuto l’8 dicembre 2009, cfr. decisione su opposizione),
dal 19 novembre 2009.

 

                                         Per
l'art. 26 cpv. 1 LPGA i crediti di contributi dovuti o di contributi
indebitamente riscossi sottostanno rispettivamente a interessi di mora o
rimunerativi. Il Consiglio federale può prevedere eccezioni per importi esigui
e termini di breve durata.

                                         Il
tasso per gli interessi di mora sui premi scaduti ai sensi dell’articolo 26
capoverso 1 LPGA è del 5 per cento all’anno (art. 105a OAMal).

 

                                         In
concreto l’assicuratore, in sede di risposta non ha più chiesto il pagamento
degli interessi di mora ed afferma che “nella fattispecie, la questione è di
sapere se a ragione la cassa malati CO 1 richiede all’assicurato il pagamento
di Fr. 110.00, corrispondente al saldo del precetto esecutivo n° __________”
e che “il debito residuale dell’assicurato ammonta dunque a Fr. 110.00,
corrispondente alle spese amministrative per il richiamo e la diffida e per
l’apertura dell’incarto esecutivo” (sottolineature del redattore).

 

                                         Tuttavia,
rilevato che gli interessi sono stati richiesti con la decisione su opposizione
e che, di massima, sono dovuti quando l’assicurato è in ritardo con il
pagamento dei premi (che di principio vanno pagati in anticipo e di regola
mensilmente, art. 90 OAMal), accertato che l’interessato è stato diffidato il
22 ottobre 2009 a pagare l’importo non ancora soluto, l’insorgente dovrà
versare gli interessi al 5% sull’ammontare di fr. 309.90 dal 19 novembre 2009
all’8 dicembre 2009. In questo senso la decisione va modificata.

 

                                   8.   Alla luce di tutto quanto sopra esposto, il ricorso va
parzialmente accolto e la decisione impugnata modificata nel senso che nessuna
sospensione può essere decisa sulla base del debito escusso e che il debito
complessivo dell’assicurato ammonta a fr. 70 (fr. 30 di spese di diffida e fr. 40
di spese di apertura dell’incarto), oltre ad interessi al 5% su fr. 309.90 dal
19 novembre 2009 all’8 dicembre 2009.

 

                                         Di
conseguenza l’opposizione al PE n. __________ del __________ dell’UEF di __________
va rigettata in via definitiva per fr. 70, oltre ad interessi
al 5% su fr. 309.90 dal 19 novembre 2009 all’8 dicembre 2009 (cfr. doc.
7).

 

                                   9.   Il
ricorrente chiede l’assegnazione di ripetibili.

 

                                         L’indennità
per ripetibili può venire assegnata, di regola, solo al ricorrente vittorioso
patrocinato in causa (art. 61 cpv. 1 lett. g LPGA; DTF 112 V 86 consid. 4; DTF 110 V 81 consid. 7; DTF 105 V 89 consid. 4; DTF 105 Ia 122;
DTF 99 Ia 580 consid. 4).

                                         L’indennità
è concessa non soltanto se l’assicurato è patrocinato da un avvocato, ma anche
quando il patrocinio è assunto da una persona particolarmente qualificata per
la questione giuridica considerata, purché non si debba ritenere che il
patrocinatore abbia agito a titolo gratuito (DTF 118 V 140 consid. 2= RCC 1992 p. 433 consid. 2a; RCC 1985 p. 411 consid. 4; DTF 108 V
271 = RCC 1983 p. 329).

                                         L'Alta corte federale riconosce eccezionalmente ad una parte
vittoriosa non rappresentata il diritto ad ottenere un'indennità per ripetibili
per l'attività da lei svolta solo se la causa è complessa, gli interessi in
gioco sono importanti, il lavoro svolto ha impedito notevolmente l'attività
professionale o ha comportato una perdita di guadagno e se gli sforzi profusi
sono ragionevolmente proporzionati ai risultati ottenuti (DTF 113 Ib 356
consid. 6b, DTF 110 V 81 consid. 7, DTF 110 V 133 consid. 4a; Poudret, Commentaire
de la loi fédérale d'organisation judiciaire, no. 1 ad art. 159; T. Locher,
Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 1997, pag. 394).

 

                                         In
concreto le condizioni previste dalla giurisprudenza non sono adempiute, per
cui non vanno assegnate ripetibili.

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il
ricorso, nella misura in cui è ricevibile, é parzialmente accolto.

                                         §    La decisione impugnata
è modificata nel senso che non può essere decretata nessuna sospensione sulla
base del debito escusso che ammonta a fr. 70, oltre ad interessi al 5% su fr.
309.90 dal 19 novembre 2009 all’8 dicembre 2009.

                                         §§ Di conseguenza è
rigettata in via definitiva l’opposizione al precetto esecutivo n. __________
del __________ dell’UEF di __________ su fr. 70, oltre ad
interessi al 5% su fr. 309.90 dal 19 novembre 2009 all’8 dicembre 2009.

 

                                   2.   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato. Non si assegnano ripetibili.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio
Zocchetti