# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9c0a6563-7889-5567-895a-34fdb79b2c79
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-03-03
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 03.03.2016 32.2015.62
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2015-62_2016-03-03.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  32.2015.62

   

  FS

  	
  Lugano

  3 marzo 2016

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Francesco Storni, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 20 aprile 2015 di

 

	
   

  	
  RI 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 13 marzo 2015 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

  in materia di assicurazione federale per l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione 11 dicembre 1997, cresciuta incontestata in giudicato – rilevato che “(…) dalla documentazione
medica ed economica agli atti, risulta che l’assicurato presenta un’in-capacità
al guadagno pari al 40% (…)” (doc. AI 10/2) –,
l’Ufficio AI ha riconosciuto a RI 1, nato nel 1965, il diritto ad un quarto di
rendita dal 1. marzo 1997 (doc. AI 11/1-2).

 

                               1.2.   Nell’ambito
della revisione intrapresa d’ufficio nel giugno 1999 (doc. AI 13/1) – dopo aver negato, con decisione del 22
luglio 1999 (doc. AI 14/1-8), il diritto a prestazioni quale caso di rigore – l’Ufficio AI, con comunicazione del 23
agosto 1999 ha confermato il diritto ad un quarto di rendita (doc. AI 17/1).

                               1.3.   Intrapresa
una nuova revisione d’ufficio nell’agosto 2004 (doc. AI 20/1) – rilevato
che “(…) in fase di revisione constatiamo che, malgrado il suo stato di salute
sia invariato dal 24.9.1999, ha lavorato a tempo pieno dai 6 agli 8 mesi all'anno
presso la ditta __________ di __________ quale manovale. Per i restanti mesi
dell'anno rileviamo che si reca all'estero per motivi personali e pertanto
l'interruzione dell'attività lavorativa non è da imputare al danno alla salute.
Constatiamo pertanto che malgrado il danno alla salute sia tutt'ora presente lo
stesso non le impedisce di esercitare tale attività lavorativa a tempo pieno
sull'arco di 12 mesi. Riteniamo pertanto che lei attualmente sia in grado di
guadagnare mediamente fr. 56'628 annuali che confrontati con il reddito che
avrebbe potuto percepire, in assenza del danno alla salute, quale minatore,
pari a fr. 62'491.--, esclude l'ulteriore diritto alla rendita percepita
fin'ora in quanto la sua capacità di guadagno risulta essere interamente
recuperata. Visto che ha violato l'obbligo di informare, comunicandoci che
aveva ripreso l'attività lavorativa unicamente tramite "questionario per
la revisione della rendita" inoltratoci in data 3.11.2004, la soppressione
della rendita verrà effettuata a far capo dall'1.1.2000 (3 mesi dopo la ripresa
lavorativa). (…)” (doc. AI 35/2) –,
l’Ufficio AI, con decisione 15 aprile 2005 cresciuta incontestata in giudicato
(doc. AI 35/1-3), ha soppresso il diritto alla rendita con effetto retroattivo
dal 1. gennaio 2000.

 

                               1.4.   Nel
gennaio 2008 l’assicurato ha inoltrato una nuova domanda di prestazioni AI per
adulti (doc. AI 45/1-8).

                                         L’Ufficio
AI – richiamato l’incarto dalla __________
vista la comunicazione dell’assicurato stante la quale la nuova domanda sarebbe
riconducibile a due infortuni occorsigli nel 2005 e nel 2006 (doc.AI 47/1) –, con decisione 28 ottobre 2009 (doc. AI
59/1-2), preavvisata il 25 agosto 2009 (doc. AI 55/1-3) e cresciuta
incontestata in giudicato, ha riconosciuto il diritto ad una rendita intera dal
1. luglio 2006 (con versamento della prestazione a far tempo dal 1. gennaio
2007 ai sensi dell’art. 48 cpv. 2 LAI in vigore fino al 31 dicembre 2007) fino
al 29 febbraio 2008 (tre mesi dopo il miglioramento dello stato di salute).

                                         Quale
motivazione l’amministrazione ha addotto che “(…) dalla documentazione
raccolta agli atti ed in particolare dal dossier trasmessoci dalla __________
di __________ risulta che a seguito degli infortuni del 6 luglio 2005 e 6
aprile 2006 lei dal luglio 2005 ha presentato una totale incapacità lavorativa
e di guadagno. A seguito del soggiorno a __________ é poi stato ritenuto
nuovamente abile al 100% nell'attività precedentemente svolta di muratore a
decorrere dal 26 novembre 2007. (…)” (doc. AI 57/1).

 

                               1.5.   Nell’ottobre
2014 l’assicurato ha inoltrato la terza domanda di prestazioni AI per adulti
(doc. AI 65/1-6).

 

                                         Con
decisione 13 marzo 2015, preavvisata il 3 novembre 2014 (doc. AI 72/1-2) e
oggetto della presente vertenza, l’Uffi-cio AI non è entrato nel merito della
nuova richiesta (doc. AI 86/1-2).

 

                               1.6.   Contro
la decisione del 13 marzo 2015 l’assicurato ha inter-posto il presente ricorso
con il quale – rilevato che il dr.
__________ nell’attestato medico del 13 aprile 2015 certifica che gli attuali
problemi di salute sono riconducibili al grave infortunio del 2005 e che
l’Ufficio AI non lo ha nemmeno convocato per accertare le attuali condizioni di
salute – ha chiesto di annullare
la decisione impugnata.

 

                               1.7.   Con
la risposta di causa – ritenute le
annotazioni 31 ottobre 2014 e 21 aprile 2015 del medico SMR dr. __________
(cfr. doc. AI 71/1 e 90/1) e rilevato che la documentazione medica allegata
alle osservazioni del 17 novembre 2014 si riferiva agli infortuni del 2005 e
del 2006 (cfr. doc. 73/1-17) –
l’Ufficio AI ha chiesto di respingere il ricorso.

 

                               1.8.   Pur
avendone avuto la possibilità l’insorgente non ha prodotto nessun altro mezzo
di prova.

 

 

considerato                    in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di princi-pio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un
Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 LOG (STF 9C_699/2014 del 31
agosto 2015; 8C_855/2010 dell’11 luglio 2011; 9C_211/2010 del 18 febbraio
2011).

 

 

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto
del contendere è sapere se a ragione l’Ufficio AI non è entrato nel merito
della nuova domanda di prestazioni pre-sentata dall’assicurato nell’ottobre
2014.

 

                               2.3.   Qualora
una prima richiesta di rendita sia stata negata perché il grado di invalidità
era insufficiente o perché l'invalido poteva provvedere a se stesso, una nuova
richiesta è riesaminata soltanto se l'assicurato rende verosimile che il grado
di invalidità si è modificato in misura rilevante per il diritto alle prestazioni
(art. 87 cpv. 2 e 3 OAI, fino al 31 dicembre 2011 cpv. 3 e 4 OAI). Il Tribunale
federale delle assicurazioni (TFA; dal 1° gennaio 2007 Tribunale federale, TF),
nella DTF 133 V 263, chiamato a pronunciarsi nel caso di nuova domanda presentata
dopo l’assegnazione retroattiva di una rendita limitata nel tempo, ha precisato
la propria giurisprudenza e stabilito che in una tale evenienza la nuova
domanda deve rispettare i requisiti posti dall’art. 87 cpv. 2 e 3 OAI. Scopo di
questo requisito è quello di impedire che l'amministrazione debba costantemente
chinarsi su domande identiche e non motivate, quando la prestazione in causa è
già stata rifiutata da una precedente decisione cresciuta in giudicato (DTF 130
V 64 consid. 5.2.3; 117 V 198 consid. 4b con riferimenti). Se tale condizione
non è soddisfatta l'amministrazione non entra nel merito della domanda emanando
una decisione in tal senso; se per contro è resa verosimile una rilevante
modifica suscettibile di influenzare il diritto alla rendita l'amministrazione
è obbligata ad entrare nel merito della richiesta (DTF 130 V 64 consid. 3; 117 V 198 consid. 4b; 109 V 108 consid. 2b; SVR 2002 IV Nr. 10;
Müller, Die materiellen Voraussetzungen der Rentenrevision in der Invalidenversicherung,
Universitätsverlag Freiburg Schweiz, 2003, pagg. 84-86). Se l'amministrazione
entra nel merito della nuova domanda deve esaminare la fattispecie da un punto
di vista materiale e in particolare verificare se la modifica del grado di invalidità
resa verosimile dall'assicurato si è effettivamente realizzata (DTF 109 V 115).
In tal caso applicherà, per analogia, le disposizioni sulla revisione di
rendite in corso (art. 17 cpv. 1 LPGA, art. 41 vLAI, art. 87segg. OAI; Pratique VSI 1999 pag. 84; Rüedi, Die Verfügungsanpassung als
Grundfigur von Invalidenrentenrevisionen, in Schaffhauser/Schlauri, Die
Revision von Dauerleistungen in der Sozialversicherung, Veröffentlichungen des
Schweizerischen Instituts für Verwaltungskurse an der Uni St. Gallen, 1999,
pag. 15; DTF 117 V 198).

 

                                         Il
TFA ha precisato che nel caso in cui l’assicurato non ha reso verosimile un
rilevante cambiamento, il principio inquisitorio, secondo cui i fatti rilevanti
per il giudizio devono essere accertati d'ufficio dal giudice, non risulta
essere applicabile. Solo se nella nuova domanda di rendita (rispettivamente domanda
di revisione) l’assicurato non rende verosimile la rilevante mutazione, facendo
tuttavia riferimento a mezzi di prova, segnatamente rapporti medici, non ancora
prodotti o da richiedere dall’amministrazione, quest’ultima deve impartire
all'interessato un termine per produrre il mezzo di prova in questione con
l’avvertenza che in caso contrario non entrerà nel merito della domanda (DTF
130 V 64 consid. 5.2.5).

 

                                         Se
l'assicurato interpone ricorso contro la decisione di non entrata in materia,
il giudice esamina solo se a buon diritto l'amministrazione ha rifiutato di
entrare in materia. Se invece essa ha accettato di esaminare la nuova
richiesta, il giudice non si pronuncia sulla questione dell'entrata in materia,
ma esamina materialmente se la modifica delle circostanze resa attendibile
dall'assicurato è effettivamente avvenuta (SVR 2002 IV Nr. 10 consid. 1b; DTF
116 V 265 consid. 2a; RCC 1991 pag. 269 consid. 1a).

                                         La
giurisprudenza sopra menzionata va applicata anche do-po l’entrata in vigore
della LPGA il 1° gennaio 2003, il nuovo tenore dell’art. 87 OAI valido dal 1°
marzo 2004 (STF I 630/06 del 20 giugno 2007, consid. 3 con riferimenti; DTF 130
V 343 consid. 3.5) e l’entrata in vigore il 1. gennaio 2012 dei cpv. 2 e 3
dell’art. 87 OAI corrispondenti ai precedenti cpv. 3 e 4 dello stesso articolo.

 

                               2.4.   Nell’ambito
dell’art. 87 cpv. 2 e 3 OAI è sufficiente rendere verosimile un rilevante
cambiamento e non è richiesta la pro-va della verosimiglianza preponderante
valida nell’ambito delle assicurazioni sociali. Non è necessario portare la
prova piena per convincere l’amministrazione che è subentrato un rilevante
cambiamento rispetto all’ultima decisione cresciuta in giudicato. È tuttavia
sufficiente che in tal senso vi siano in-dizi per una simile modifica, anche se
permane la possibilità che un’analisi approfondita dimostri che questo
cambiamento in realtà non è subentrato (STF 9C_662/2014 del 23 aprile 2015; STF
8C_716/2011 del 5 gennaio 2012; STF 9C_667/2010 del 28 aprile 2011, STF
9C_688/2007 del 22 gennaio 2008 tutte con riferimenti). Più la precedente decisione
è distante nel tempo, meno esigenze sono poste alla verosimiglianza ex art. 87
cpv. 2 e 3 OAI del rilevante cambiamento (“(…)
Aus dem Normzweck ergibt sich, dass die Verwaltung u.a. zu
berücksichtigen hat, ob die frühere Verfü-gung nur kurze oder schon längere
Zeit zurückliegt, und dementsprechend an die Glaubhaftmachung höhere oder
weniger hohe Anforderungen zu stellen sind (BGE 109 V 114 Erw. 2b, 123 Erw. 3b
und 264 Erw. 3, je mit Hinweisen) (…)”, riportato nella STFA I 619/04 del 10
febbraio 2005, consid. 3).

 

                               2.5.   Nel
caso in esame occorre ricordare che la decisione del 28 ottobre 2009 (con la
quale l’Ufficio AI ha riconosciuto all’as-sicurato il diritto ad una rendita
intera limitata nel tempo; cfr. consid. 1.4) si fondava sul rapporto del 10
dicembre 2007, concernente il soggiorno dal 30 ottobre al 22 novembre 2007 (doc.
79/1-29 dell’incarto LAINF), con il quale i medici della clinica __________ di
riabilitazione di __________ –
posta la seguente diagnosi: “(…) DIAGNOSTIC PRIMAIRE
– Réadaptation neurologiques (Z 50.9) DIAGNOSTICS SECONDAIRES – Chute au
travail le 06.07.2005 avec: ○ TCC sévère (pétéchies hémorragiques pariétales gauches et frontales
droites) . Fracture du nez avec hématosinus maxillaire, éthmoïdal,
frontal et sphénoïdal bilatéral, de l’arcade zygomatique droite, opéré le
28.07.2005 ○ Fracture du foramen transverse gauche de C1 ○
Fracture des ailes iliaques bilatérales ○ contusion pulmonaires
bilatérales ○ fracture du pôle supérieur de la rate CO-MORBIDITES
– Luxation de l’articulation acromioclaviculaire stade III le 06.04.2006,
ostéosynthésée par la plaque et suture le 04.05.2006 – ablation de la plaque le
19.10.2006 – Douleurs du pli inguinal ddc – Notion d’OH chronique avec: –
Polyneuropathie des MI et ataxie cérébelleuse. – Maladie de Dupuytren
bilatérale avec rétractions de D3 ddc (…)” (doc. 79/1-2 dell’incarto LAINF)
– hanno concluso per un’incapacità
lavorativa del “(…) – 100% du 30.10.2007 au 25.11.2007 – 0% dès le
26.11.2007 comme tailleur de pierres, en excluant tous les travaux sur terrain
irrégulier et nécessitant des flexions de hanche forcées, fréquentes et
prolongées. (…)” (doc. 79/5-6 dell’incarto LAINF).

 

                               2.6.   Alla
nuova domanda di prestazioni del 27 ottobre 2014 (cfr. consid. 1.5)
l’assicurato ha allegato l’attestato medico del 25 marzo 2014 nel quale il medico
generalista dr. __________ ha attestato che “(…) il paziente a margine è e
rimane inabile al lavoro in qualità di scalpellino nella misura del 100%. È
prevista la segnalazione del caso al servizio AI. (…)” (doc. AI 66/1) e
alle osservazioni del 17 novembre 2014 (doc. AI 73/1) ha allegato dei documenti
medici che si riferiscono tutti agli infortuni occorsigli nel 2005 e nel 2006
(doc. AI 73/2-16).

 

                                         Con
il ricorso l’insorgente ha inoltre prodotto l’attestato medico 13 aprile 2015
del dr. __________ del seguente tenore: “(…) vedo oggi nel mio studio il Paziente
a margine il cui caso vi è noto. l disturbi riferiti dal signor RI 1 sono principalmente
i seguenti: 1. Limitazione funzionale a livello delle mani in seguito alla
retrazione per nota malattia di Dupytren delle dita Ill di entrambe le mani più
importante a destra dopo intervento chirurgico. 2. Sensazione di vertigine e
insicurezza alla marcia successivi molto probabilmente al trauma cranico del
2005. 3. Dolori a partenza lombo-sacrale irradianti agli inguini e alle cosce
sforzodipendenti (già alla marcia di 100-150 m) pure in relazione al noto politrauma
del 2005. II Paziente non è pertanto in alcun modo in grado di riprendere la
sua attività precedente sia come manovale che operaio di cava e questa nella
misura di 100%. Vi Sarei pertanto grato se voleste convocare il signor RI 1 in
sede per una nuova valutazione. (…)” (doc. B = doc. AI 87/1).

 

                               2.7.   L’Alta
Corte, nella STF 9C_708/2007 dell’11 settembre 2008, ha confermato la decisione
dell’Ufficio AI di non entrata in materia su una nuova domanda di revisione
presentata da un assicurato, già al beneficio di una mezza rendita di
invalidità, alla luce dell’assenza di nuove diagnosi di rilievo, ammessa dallo
stesso medico curante dell’interessato.

 

                                         Nella
STF 8C_716/2011 del 5 gennaio 2012, confermando il giudizio di questo
Tribunale, il TF ha ritenuto corretto non entrare in materia ad una nuova
domanda visto il parere del medico SMR stante il quale il medico curante non
aveva posto alcuna diagnosi, non aveva documentato lo stato clinico della sua
paziente e nemmeno aveva allegato documentazione specialistica né alcun referto
relativo ad esami strumentali. In quell’evenienza l’Alta Corte ha concluso che “(…)
questo accertamento non è certamente manifestamente inesatto né viola il
diritto federale. Nello stringato scritto del 27 ottobre 2010, il medico
curante non pone alcuna diagnosi né documenta lo stato clinico della paziente.
Egli non allega documentazione specialistica né alcun referto relativo ad esami
strumentali. Nel documento in questione non viene pertanto oggettivato alcun
elemento che deponga per un peggioramento durevole dello stato di salute
dell’insorgente. (…)” (STF 8C_716/2011 del 5 gennaio 2012, consid. 3.4).

                                         Ad
un’analoga conclusione è giunta l’Alta Corte nella STF 9C_316/2011 del 20
febbraio 2012. In quell’occasione il TF ha confermato la decisione amministrativa
di non entrata in materia sulla nuova richiesta di prestazioni presentata da un
assicurato, ritenendo che quest’ultimo non avesse reso plausibile, dal profilo
medico, un peggioramento delle proprie condizioni di salute con influsso sulla
capacità lavorativa residua nello svolgimento di attività adatte, tali da
incidere sul suo diritto a prestazioni ribadendo che nel caso in cui l’assicu-rato
non ha reso verosimile un rilevante cambiamento, il principio inquisitorio non
risulta essere applicabile: “(…) En outre, le principe inquisitoire ne
s'appliquant pas à la procédure de nouvelle demande, il appartenait au
recourant de transmettre à l'administration les avis médicaux permettant de
rendre plausible que son état de santé s'était détérioré de manière à
influencer négativement sa capacité de travail résiduelle dans une activité
adaptée. A cet égard, le fait que le recourant ait produit l'expertise du
professeur D.________ ne suffisait pas; il aurait fallu que ce spécialiste
fasse état d'une aggravation des atteintes ayant une répercussion négative sur
la capacité de travail de l'assuré dans une activité adaptée. Faute pour le
recourant d'avoir apporté les éléments médicaux pertinents permettant de rendre
plausible que son degré d'invalidité s'était modifié, l'intimé n'avait pas à
entrer en matière sur sa nouvelle demande, ni partant à élucider les faits en
procédant à des mesures d'instruction complémentaires. (…)” (STF 9C_316/2011
del 20 febbraio 2012 consid. 4.2).

 

                                         Nella
STF 9C_959/2011 del 6 agosto 2012, il TF ha confermato la decisione di non
entrata in materia sulla nuova domanda di prestazioni presentata da un
assicurato, ritenendo che, contrariamente a quanto sostenuto dal ricorrente – il quale aveva concluso che
l’amministrazione, richiedendo un parere al proprio servizio medico, era
implicitamente entrata in materia –
l’Ufficio assicurazione invalidità aveva sì sottoposto la documentazione medica
prodotta dall’interessato al vaglio del proprio medico di fiducia, il quale si
era tuttavia limitato a verificare se il ricorrente avesse reso plausibile un
peggioramento del proprio stato di salute.

 

                               2.8.   Nella
fattispecie concreta, conformemente alla succitata giurisprudenza – ritenuto,
da una parte, che il dr. __________, nei summenzionati attestati medici del 25
marzo 2014 e del 13 aprile 2015, non ha posto delle diagnosi nuove, non ha documentato
lo stato clinico del suo paziente, non ha allegato documentazione specialistica
né alcun referto relativo ad esami strumentali e ha attestato un’incapacità
lavorativa del 100% allorquando già nel rapporto intermedio del 28 agosto 2006
(doc. 46/1 dell’incarto LAINF), circa la ripresa del lavoro, non escludeva
l’esistenza di un danno permanente e, d’altra parte, che i documenti medici
allegati alle osservazioni del 17 novembre 2014 (doc. AI 73/1-17) si
riferiscono tutti agli infortuni del 2005 e del 2006 (lo stesso dr. __________
ha infatti ricondotto alcuni disturbi segnalati nell’attestato del 13 aprile
2015 al politrauma del 2005) –
questo Tribunale deve concludere che l’insorgente non ha reso verosimile una
rilevante modifica del suo stato di salute.

 

                                         In
questo senso anche il medico SMR dr. __________, nelle annotazioni 31 ottobre
2014 e 21 aprile 2015 ha concluso: “(…) documentazione agli atti insufficiente
per giustuificare un’en-trata in materia. (…)” (doc. AI 71/1) e che “(…)
la situazione clinica non è oggettivata strumentalmente (TAC; RNM, altri esami
strumentali) per un peggioramento dello stato funzionale precedente né tantomeno
definisce una diagnosi precisa o nuova patologia. In tal senso non si evince la
necessità di un’entrata in materia. (…)” (doc. AI 90/1).

 

                               2.9.   In
simili circostanze, visto tutto quanto precede, non avendo l’assicurato reso
verosimile una rilevante modifica del suo stato di salute, la decisione di non
entrata in materia va con-fermata.

 

                             2.10.   Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso
in caso di controversie relative all’asse-gnazione o al rifiuto di prestazioni
AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.
L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione delle
spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

 

                                         Visto
l’esito della vertenza le spese per fr. 500.-- sono poste a carico del ricorrente.

 

 

Per questi
motivi

 

dichiara e
pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le
spese, per fr. 500.--, sono poste a carico del ricorrente.

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione.

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.

                                         Al
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente
l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il vicepresidente                                                   Il
segretario

 

giudice Raffaele Guffi                                         Gianluca
Menghetti