# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6f4715f7-a59e-5dd6-9f2b-b9e8bd7ff44f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2024-03-08
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto penale La Corte dei reclami penali 08.03.2024 60.2023.197
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAP_002_60-2023-197_2024-03-08.html

## Full Text

Incarto n.

  60.2023.197

   

  	
  Lugano

  8 marzo 2024/dp

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  La Corte dei reclami penali del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
					

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Nicola Respini, presidente,

  Ivano Ranzanici, Giovan Maria Tattarletti

  

 

	
  cancelliera:

  	
  Daniela Fossati

  

 

 

sedente per statuire sul reclamo 27/31.07.2023
presentato da

 

 

	
   

  	
   RE 1  

  patr. da:   PR 1  

   

  
	
   

  	
   

  contro

  

 

	
   

  	
  il decreto 14.07.2023 del giudice della Pretura
  penale Simone Quattropani (inc. __________) che ha dichiarato irricevibile la
  sua opposizione del 22.05.2023 al decreto di accusa 20.04.2023 (DA __________)
  del procuratore generale sostituto Moreno Capella;

  

 

 

richiamate le osservazioni 10/11.08.2023
e 27/28.09.2023 (duplica) del giudice della Pretura penale, concludenti per la
reiezione del gravame, nonché lo scritto 18/21.08.2023 del procuratore generale
sostituto, che comunica di non avere osservazioni da formulare, postulando la
reiezione del gravame e la conferma della decisione impugnata;

 

richiamata infine la replica
20/21.09.2023 di RE 1, con la quale contesta le osservazioni del giudice della
Pretura penale e conclude chiedendo che questa Corte abbia a giudicare come
alle conclusioni riportate in ingresso al reclamo;

 

letti ed esaminati gli atti;

 

considerato

 

in fatto

 

                                   a.   Il
05.11.2022, alle ore __________, in territorio di __________, si è verificato
un incidente della circolazione stradale avente quale unico protagonista RE 1,
conducente dell’autovettura targata TI __________, e meglio come descritto nel
rapporto di costatazione 10.12.2022 della Polizia cantonale.

 

                                         Il
13.11.2022 RE 1 è stato interrogato dalla polizia come imputato per titolo di
infrazione alle norme della circolazione e guida in stato di inattitudine in
merito a quanto accaduto quella sera, mentre il 03.12.2022 è stata interrogata
come persona informata sui fatti __________.

 

                                         Il
30.01.2023 è stato aperto l’incarto DA __________ ed è stato acquisito agli
atti il surriferito rapporto di polizia.

 

 

                                  b.   Con
scritto 02.02.2023 il procuratore generale sostituto, richiamando un altro
procedimento penale pendente presso la Pretura penale (inc. DA __________) a
carico di RE 1 per complicità in truffa tentata (di cui è titolare un altro
procuratore pubblico), ha informato la predetta autorità che era stato aperto
un nuovo procedimento a carico dell’imputato per i reati d’infrazione alle norme
della circolazione e guida in stato di attitudine.

 

                                         Il
21.03.2023 il presidente della Pretura penale – dopo aver assegnato a RE 1 un
termine di dieci giorni per presentare eventuali osservazioni oppure
eventualmente ritirare l’opposizione con decreto del 07.02.2023 – ha decretato
la sospensione del procedimento di cui all’incarto __________ in attesa della
decisione del procuratore generale sostituto in merito ai nuovi fatti.

 

 

                                 c.   Con
decreto 20.04.2023 il procuratore
generale sostituto ha posto RE 1 in stato
di accusa dinanzi alla Pretura penale siccome ritenuto colpevole di guida in
stato di inattitudine [“per aver condotto l’autovettura __________ targata TI __________
essendo in stato di spossatezza”] e grave infrazione alle norme della circolazione [“per aver
violato gravemente le norme medesime cagionando un serio pericolo per la
sicurezza altrui, in particolare per avere, circolando con il veicolo e nello
stato psico-fisico surriferito, in prossimità dell’uscita della galleria di __________,
negligentemente perso la padronanza di guida invadendo così la corsia di
contromano delimitata dalla linea di sicurezza cozzando contro un terrapieno ed
una gabbia di protezione ivi esistenti terminando infine la corsa con il
veicolo rovesciato su di un fianco al centro della corsia di contromano”], fatti avvenuti ad __________ il 05.11.2022. Ha proposto la sua condanna alla pena pecuniaria di
complessivi CHF 3'600.-- (quarantacinque aliquote a CHF 80.-- /aliquota), pena
sospesa condizionalmente per un periodo di prova di due anni, alla multa di CHF
700.-- e al pagamento della tassa di giustizia e delle spese (DA __________).

 

Il decreto è stato intimato all’imputato
a mezzo raccomandata il medesimo giorno.

 

 

                                  d.   Con
scritto 22/23.05.2023 RE 1, per il tramite del suo patrocinatore avv. __________
(dello Studio legale __________ che ha assunto il mandato il 22.05.2023), si è
opposto al decreto. 

 

                                         Ha
anzitutto osservato che “…a dispetto del termine di giacenza” da lui
stesso “prolungato … non poteva aspettarsi la notifica del decreto
d’accusa a più di cinque mesi dall’ultima audizione formale, di modo che non
ricorre una delle condizioni necessarie all’applicazione dell’art. 85 cpv. 4
lett. a CPP” (AI 7, p. 1 dell’inc. DA __________). 

 

                                         Nell’ipotesi
in cui il giudice non considerasse valida l’opposizione, ha chiesto la restituzione
del termine ex art. 94 CPP. Ha rilevato che in quel periodo sarebbe stato
degente (per malattia) presso la sua abitazione e pertanto sarebbe stato
costretto a prolungare la giacenza degli invii postali, non avendo potuto
ritirare la raccomandata all’ufficio postale. Sarebbe stato “… infatti impossibilitato
a ricevere personalmente l’invio, posto che egli neppure era a conoscenza del
tentativo di notifica del decreto di cui alla presente procedura” (AI 7, p.
1 dell’inc. DA __________).

 

Dal profilo materiale ha sostenuto che
l’incidente sarebbe stato provocato da un animale selvatico che aveva
attraversato inaspettatamente la carreggiata.

 

 

                                   e.   Con
scritti 23/24.05.2023 e 26/30.05.2023 il legale dell’imputato ha prodotto due
certificati medici (dai quali emerge una sua incapacità lavorativa al 100%
dall’08.05.2023 al 17.05.2023 per malattia).

                                    f.   Il
22.06.2023 il procuratore generale sostituto ha confermato il decreto di accusa
e ha trasmesso gli atti alla Pretura penale per il dibattimento, rilevando
nondimeno che l’opposizione appariva tardiva e che non ravvisava elementi per
la restituzione dei termini.

 

 

                                  g.   Il
27.06.2023 il presidente della Pretura penale, visto che l’opposizione sarebbe
sembrata essere tardiva, ha assegnato al difensore di RE 1 un termine di dieci
giorni per pronunciarsi sulla tempestività e per eventualmente produrre la necessaria
documentazione.

 

 

                                 h.   RE
1, per il tramite del suo legale, ha preso posizione il 10/12.07.2023.

 

                                         Ha
anzitutto indicato di aver rispettato il termine di cui all’art. 354 CPP,
poiché avrebbe presentato opposizione contro il decreto di accusa “… una
volta avuto conoscenza dell’accaduto” (cfr. AI 3, p. 1, inc. 81.2023.296). Nell’ipotesi
in cui il giudice considerasse tardiva l’opposizione, ha riconfermato la sua
istanza di restituzione del termine ai sensi dell’art. 94 CPP, ribadendo di non
aver potuto ritirare la raccomandata entro il termine di giacenza per motivi di
salute (una grave malattia polmonare comprovata dai certificati medici già
trasmessi al pubblico ministero che attestano un’incapacità lavorativa al 100%
dal 10.05.2023 al 17.05.2023). 

Ha inoltre
riproposto la sua argomentazione secondo la quale non avrebbe potuto aspettarsi
la notifica di un decreto di accusa, dal momento che egli, in buona fede,
avrebbe al massimo dovuto attendersi che venisse interrogata la sua compagna,
rispettivamente che nei suoi confronti venisse emanato un decreto di abbandono;
inoltre avrebbe ricevuto il decreto di accusa oltre il termine di attesa
ragionevole riconosciuto dal Tribunale federale.

 

 

                                    i.   Con
decreto 14.07.2023 il giudice della Pretura penale ha dichiarato irricevibile
l’opposizione interposta il 22.05.2023, poiché tardiva (inc. __________). Ha
dapprima stabilito che il decreto di accusa era stato regolarmente notificato
il 28.04.2023, il termine di dieci giorni per inoltrare opposizione era scaduto
l’08.05.2023 e pertanto l’opposizione del 22.05.2023 era tardiva. Ha poi
reputato, richiamando la giurisprudenza del Tribunale federale, che nel caso
concreto sarebbe applicabile la finzione di notificazione ai sensi dell’art. 85
cpv. 4 lit. a CPP al decreto di accusa [intimato cinque mesi e sette giorni
dopo l’ultimo atto procedurale (l’interrogatorio del 13.11.2022 dell’imputato)],
dal momento che l’imputato avrebbe dovuto attendersi nuovi atti procedurali
(avendo al termine dell’interrogatorio preso atto di essere denunciato per
titolo di infrazione alle norme della circolazione e guida in stato di
attitudine). A titolo meramente abbondanziale ha rilevato che l’imputato era
stato perfettamente a conoscenza dell’apertura di un procedimento penale a suo
carico per infrazione alle norme della circolazione sfociato nel DA __________,
essendogli stato intimato il decreto 07.02.2023 della Pretura penale (inc. __________),
da cui emerge questa circostanza.

                                         Per
quanto attiene all’istanza di restituzione del termine (fondata su pretesi
problemi di salute), ha indicato (richiamando la decisione di questa Corte del
22.10.2018 inc. CRP __________) che alla crescita in giudicato della decisione,
gli atti sarebbero stati trasmessi con decreto separato al procuratore pubblico
per statuire in merito.

 

 

                                    j.   Con
gravame 27/31.07.2023 RE 1 chiede di annullare i dispostivi no. 1 e no. 2 del
decreto 14.07.2023 e di considerare pertanto ricevibile l’opposizione interposta
al decreto di accusa 20.04.2023 (DA __________). 

 

                                         1.

Il reclamante, esposti i fatti e
ricordato il diritto, censura anzitutto una violazione del diritto di essere
sentito. A suo dire il giudice della Pretura penale avrebbe fondato la sua
decisione anche sull’avvenuta notifica del decreto 07.02.2023 (inc. __________),
di cui il suo legale ne sarebbe stato all’oscuro (non avendo assunto il suo
patrocinio in quella procedura), non essendo stato acquisito nell’incarto
penale __________ e non essendo nemmeno stato disposto il suo richiamo. Non
avrebbe potuto immaginare che il predetto decreto gli venisse opposto in questo
procedimento penale. Già solo per questo motivo il giudizio impugnato
meriterebbe di essere annullato/riformato.

 

2.

Con riferimento alla finzione della
notificazione ai sensi dell’art. 85 cpv. 4 lit. a CPP reputa che la sua
opposizione avrebbe dovuto essere dichiarata ricevibile, dal momento che egli
non aveva potuto in alcun modo attendersi la notifica del decreto di accusa in
considerazione del fatto che dopo il suo interrogatorio non era stato esperito
alcun atto istruttorio (tra cui l’interrogatorio della sua compagna), tranne la
promozione dell’accusa (cinque mesi dopo).

 

L’incidente della circolazione stradale sarebbe
occorso per cause di forza maggiore. Di conseguenza non gli può essere mosso
alcun rimprovero per il fatto di non essere rimasto, con negligenza, in attesa
di un decreto di accusa, dato che era stato sentito soltanto dalla polizia e
avrebbe potuto aspettarsi l’emanazione di un decreto di abbandono (avendo
reputato di aver sufficientemente spiegato e chiarito la dinamica
dell’incidente) o perlomeno attendersi che venisse interrogata la sua compagna
(prima dell’emanazione del decreto di accusa).

 

Ritiene in estrema sintesi che la
giurisprudenza richiamata dal giudice della Pretura penale sarebbe solo
parzialmente applicabile al caso concreto. Egli non avrebbe in alcun modo
potuto considerare la possibilità di ricevere un decreto di accusa visti il tempo
trascorso dal suo interrogatorio (quasi sei mesi) e quanto successo.

 

 

                                   k.   Delle
ulteriori argomentazioni e della replica, così come delle osservazioni del
giudice della Pretura penale, si dirà – se necessario per il giudizio – in
seguito.

 

 

in diritto

 

 

                                 1.   1.1.

                                         Giusta
l’art. 393 cpv. 1 lit. b CPP il reclamo può essere interposto – entro il
termine di dieci giorni – contro i decreti e le ordinanze, nonché gli atti
procedurali dei tribunali di primo grado; sono eccettuati le decisioni
ordinatorie e i casi in cui è espressamente escluso dal CPP o quando è prevista
un’altra impugnativa.

 

                                         Con
il gravame, da introdurre davanti alla giurisdizione di reclamo (art. 20 cpv. 1
lit. b CPP), ovvero – in Ticino – alla Corte dei reclami penali (art. 62 cpv. 2
LOG), si possono censurare le violazioni del diritto, compreso l’eccesso e l’abuso
del potere di apprezzamento e la denegata o ritardata giustizia (art. 393 cpv.
2 lit. a CPP), l’accertamento inesatto oppure incompleto dei fatti (art. 393
cpv. 2 lit. b CPP) e, ancora, l’inadeguatezza (art. 393 cpv. 2 lit. c CPP).

 

                                         Il
reclamo deve essere presentato per iscritto e motivato (secondo l’art. 396 cpv.
1 CPP), con riferimento in particolare all’art. 390 CPP per la forma scritta ed
all’art. 385 CPP per la motivazione.

 

                                         Esso
deve indicare – in particolare – i punti della decisione che intende impugnare,
i motivi a sostegno di una diversa decisione ed i mezzi di prova auspicati
(art. 385 cpv. 1 lit. a, b e c CPP).

 

                                         1.2.

                                         Il gravame, inoltrato 27/31.07.2023 alla Corte dei
reclami penali contro il decreto 14.07.2023 del giudice della Pretura penale, è
tempestivo ed è anche proponibile: la decisione del tribunale di primo grado,
competente a pronunciarsi sulla tardività
dell’opposizione, è impugnabile alla giurisdizione di reclamo in applicazione
degli art. 393 ss. CPP (BSK StPO – M. DAPHINOFF, 3. ed., art. 356 CPP n. 17; PK
StPO – D. JOSITSCH / N. SCHMID, 4. ed., art. 356 CPP n. 3).

 

                                         Le esigenze di forma e di motivazione sono rispettate.

 

                                         RE
1, imputato e destinatario del giudizio impugnato, è pacificamente legittimato
a reclamare giusta l’art. 382 cpv. 1 CPP avendo un interesse giuridicamente
protetto all’annullamento o alla modifica del decreto 14.07.2023 con cui il
giudice della Pretura penale ha ritenuto la sua opposizione irricevibile (in
quanto tardiva).

 

                                         Il
reclamo è, di conseguenza, ricevibile in ordine.

 

 

                                 2.   2.1.

                                         Giusta
l’art. 354 cpv. 1 lit. a CPP l’imputato può impugnare il decreto d’accusa entro
dieci giorni al pubblico ministero con opposizione scritta. Ad eccezione di
quella dell’imputato, l’opposizione deve essere motivata; in assenza di valida
opposizione, il decreto d’accusa diviene sentenza passata in giudicato (art.
354 cpv. 2/3 CPP).

 

Se la validità dell’opposizione al
decreto di accusa è contestata, non è il pubblico ministero bensì il tribunale
di primo grado a decidere in merito (art. 356 cpv. 2 CPP; decisione TF
6B_1329/2020 del 20.05.2021 consid. 1.3.2.; DTF 142 IV 201 consid. 2.2.; 140 IV
192 consid. 1.3.). Il tribunale di primo grado è tenuto a verificare d’ufficio
la validità dell’opposizione (decisione TF 6B_613/2021 del 03.03.2022 consid.
2.2.; BSK StPO – M. DAPHINOFF, op. cit., art. 354 CPP n. 41). La stessa non è in particolare valida, se viene introdotta
tardivamente, ovverossia oltre il termine di dieci giorni (decisione TF 6B_1329/2020 del 20.05.2021 consid.
1.3.2.; DTF 142 IV 201 consid. 2.2.). In
tal caso il tribunale di primo grado non entra nel merito dell’opposizione (decisione TF 6B_883/2020 del 15.04.2021 consid.
2.1.2.; BSK StPO – M. DAPHINOFF, op. cit., art. 354 CPP n. 42).

 

                                       2.2.

                                         Salvo
disposizione contraria, le comunicazioni delle autorità penali – tra cui il
decreto di accusa (art. 353 cpv. 3 CPP) – rivestono la forma scritta (art. 85
cpv. 1 CPP; decisione TF 6B_474/2021 del 18.08.2022 consid. 2.2.).

 

                                         La
notificazione è fatta mediante invio postale raccomandato oppure in altro modo
contro ricevuta, segnatamente per il tramite della polizia (art. 85 cpv. 2
CPP). La notificazione è considerata avvenuta quando l’invio è preso in
consegna dal destinatario oppure da un suo impiegato o da una persona che vive
nella stessa economia domestica aventi almeno sedici anni; sono fatti salvi i
casi in cui le autorità penali dispongono che una comunicazione sia notificata
personalmente al destinatario (art. 85 cpv. 3 CPP).

 

L’art. 85 cpv. 4 lit. a CPP, che
ha codificato la giurisprudenza vigente (decisioni TF 6B_233/2017 del
12.12.2017 consid. 2.1.; 6B_446/2016 del 27.06.2016 consid. 2.3.), stabilisce
che la notificazione è pure considerata avvenuta, in caso di invio postale raccomandato
non ritirato, il settimo giorno dal tentativo di consegna infruttuoso, sempre
che il destinatario dovesse aspettarsi una notificazione. La finzione della notificazione prevista da questa
norma costituisce una delle numerose regolamentazioni del termine necessario al
regolare svolgimento del procedimento (decisioni TF 6B_474/2021 del 18.08.2022
consid. 2.2.; 6B_554/2020 del 23.09.2020 consid. 1.3.5). Questa finzione si
applica anche ove il destinatario abbia chiesto alla Posta di prolungare il periodo
di giacenza dell’invio, segnatamente mediante un ordine di trattenuta della
corrispondenza. Infatti, eventuali accordi particolari con La Posta non
permettono di differire la notificazione, considerata avvenuta il settimo
giorno dal tentativo di consegna infruttuoso (decisione TF 6B_474/2021 del
18.08.2022 consid. 2.2.; DTF 141 II 429 consid. 3.1.; decisione TF 6B_1085/2022
del 20.12.2023 consid. 4.2. con numerosi riferimenti). La sicurezza del
diritto, il principio della parità di trattamento e il divieto dell’abuso di
diritto esigono che le regole sulla comunicazione delle decisioni siano di
applicazione chiara e uniforme, escludendo che il momento in cui sorgono le
conseguenze procedurali della notificazione sia stabilito da istruzioni
particolari impartite dal destinatario alla Posta (decisione TF 6B_474/2021 del
18.08.2022 consid. 2.2.; DTF 141 II 429 consid. 3.3.2). 

 

                                         Una
persona deve attendersi una notificazione quando c’è una procedura in corso che
la concerne, circostanza che le impone di comportarsi conformemente alle regole
della buona fede, che prescrivono, segnatamente, di fare in modo che gli atti
inerenti alla procedura possano esserle notificati (decisioni TF 6B_880/2022
del 30.01.2023 consid. 1.1.; 6B_1455/2021 dell’11.01.2023 consid. 1.1.; BSK
StPO – S. ARQUINT, op. cit., art. 85 CPP n. 9; PK StPO – N. SCHMID / D.
JOSITSCH, op. cit., art. 85 CPP n. 9). Il dovere procedurale di doversi
attendere con una certa probabilità la ricezione di una notificazione di un
atto ufficiale nasce con l’apertura del procedimento e perdura per tutto il
corso dello stesso (decisioni TF 6B_880/2022 del 30.01.2023 consid. 2.1.; 6B_474/2021 del
18.08.2022 consid. 2.3.). Se l’autorità rimane
a lungo inattiva, detto obbligo non può essere preteso oltre (BSK StPO – S.
ARQUINT, op. cit., art. 85 CPP n. 9; PK StPO – N. SCHMID / D. JOSITSCH, op.
cit., art. 85 CPP n. 9). In ogni caso occorre procedere ad una ponderazione
degli interessi (BSK StPO – S. ARQUINT, op. cit., art. 85 CPP n. 9). Non
essendo un obbligo illimitato nel tempo, non é infatti possibile pretendere
dalle parti al procedimento che siano per anni costantemente raggiungibili e
che segnalino alle autorità anche le assenze più brevi per non subire
pregiudizi giuridici. L’applicazione della notificazione impone dunque di
prendere in considerazione anche la durata del procedimento e le circostanze
del caso (decisione TF 6B_474/2021 del 18.08.2022 consid. 2.3. con rinvii). Per quanto riguarda la durata di attenzione
necessaria, il Tribunale federale ha più volte ritenuto sostenibile un periodo
fino a un anno dall’ultimo atto procedurale dell’autorità (decisioni TF
6B_1085/2022 del 20.12.2023 consid. 3.; 6B_674/2019 del 19.09.2019 consid.
1.4.3.; 6B_826/2023 del 26.10.2023 consid. 2.2.).

                                         Un
imputato informato dalla polizia di una procedura preliminare che lo interessa,
della sua qualità di imputato e dei reati contestatigli deve rendersi conto di
essere parte di una procedura penale e dunque deve attendersi di ricevere
comunicazioni – tra cui decisioni – dalle autorità (decisione TF 6B_880/2022
del 30.01.2023 consid. 2.1.). Chi sa di essere parte ad un procedimento, e deve quindi aspettarsi la
notificazione di atti ufficiali, è tenuto a ritirare la sua corrispondenza o,
se si assenta dal proprio domicilio, ad adottare le misure adeguate affinché
gli possa comunque pervenire. In caso contrario egli è reputato aver preso
conoscenza, alla scadenza del termine di giacenza, del contenuto degli invii
raccomandati trasmessigli dall’autorità. Il destinatario deve, se del caso,
designare un rappresentante, fare inoltrare la sua corrispondenza, comunicare
alle autorità la sua assenza prolungata o indicare loro il nuovo indirizzo di
notificazione (decisioni TF 6B_1057/2022 del 03.03.2023 consid. 1.1.; 6B_880/2022 del 30.01.2023 consid. 2.1.; DTF 146 IV 30 consid. 1.1.2.; 139 IV 228
consid. 1.1.). Una richiesta di trattenere la corrispondenza non costituisce una misura
sufficiente e appropriata (decisione TF 6B_474/2021 del 18.08.2022 consid. 2.3.
con riferimenti).

 

                                         2.3.

                                         Giusta l’art. 384 lit. b CPP il termine di
ricorso decorre dalla notificazione della decisione per le decisioni che non
sono sentenze.

 

                                         Ai
sensi dell’art. 90 cpv. 1 CPP i termini la cui decorrenza dipende da una
notificazione oppure dal verificarsi di un evento decorrono dal giorno
successivo. Se l’ultimo giorno del termine è un sabato, una domenica o un
giorno riconosciuto festivo dal diritto federale o cantonale, il termine scade,
secondo l’art. 90 cpv. 2 CPP, il primo giorno feriale seguente; è determinante
il diritto del Cantone in cui ha domicilio o sede la parte oppure il suo
patrocinatore.

 

                                        Il
termine è osservato se l’atto procedurale è compiuto presso l’autorità
competente al più tardi l’ultimo giorno (art. 91 cpv. 1 CPP). In applicazione
dell’art. 91 cpv. 2 CPP le istanze oppure le memorie devono essere consegnate
al più tardi l’ultimo giorno del termine presso l’autorità penale oppure,
all’indirizzo di questa, presso la posta svizzera, una rappresentanza
diplomatica o consolare svizzera oppure, per finire, qualora provengano da
persone in stato di carcerazione, alla direzione dello stabilimento.

 

                                         Secondo
l’art. 93 CPP vi è inosservanza di un termine quando una parte non compie
tempestivamente un atto procedurale oppure non compare a un’udienza. Il motivo
dell’inosservanza del termine o della non comparsa è irrilevante (BSK StPO – C.
RIEDO, op. cit., art. 93 CPP n. 5; PK StPO – N. SCHMID / D. JOSITSCH, op. cit.,
art. 93 CPP n. 2).

 

 

                                 3.   3.1.

                                       Si
è detto che l’opposizione deve essere presentata entro dieci giorni
dall’intimazione del decreto d’accusa in applicazione dell’art. 354 cpv. 1 CPP.

 

                                       Nel
caso in disamina il decreto di accusa 20.04.2023 (DA __________) è stato
intimato all’imputato, tramite invio raccomandato, lo stesso giorno. Dal track
and trace di questo invio (no. __________) si evince che il 21.04.2023
l’imputato è stato avvisato per il ritiro; il 22.04.2023 la busta è giunta al
punto di ritiro/all’ufficio di recapito; il 23.04.2023 l’imputato ha attivato
l’ordine di prorogare la scadenza; il 24.04.2023 il termine di giacenza è stato
“prolungato dal destinatario”; il 19.05.2023 l’atto è stato ritirato
dall’imputato. 

 

                                       Si
ha dunque che, in applicazione dell’art. 85 cpv. 4 lit. a CPP, il termine di sette
giorni ha cominciato a decorrere il 22.04.2023 ed è venuto a scadere il
28.04.2023, per cui il termine di dieci giorni secondo l’art. 354 cpv. 1 CPP per
interporre opposizione, che ha iniziato a decorrere il 29.04.2023, è giunto a
scadenza l’8.05.2023, termine ultimo entro cui l’opposizione dell’imputato
avrebbe dovuto essere presentata (art. 91 cpv. 1 CPP). 

 

                                       In
queste circostanze l’opposizione inoltrata con scritto 22/23.05.2023 dev’essere considerata tardiva. 

 

Come visto sopra, secondo la
giurisprudenza del Tribunale federale, il fatto che l’imputato abbia prolungato
il periodo di giacenza dell’invio non ha alcuna influenza sulla decorrenza del termine secondo l’art. 354 cpv. 1
CPP per inoltrare opposizione.

 

                                         3.2.

                                         3.2.1.

RE 1 contesta che la finzione della
notificazione ai sensi dell’art. 85 cpv. 4 lit. a CPP sia applicabile al caso
concreto. Egli sostiene che dopo il suo interrogatorio (13.11.2022) non sarebbe
stato esperito alcun atto istruttorio, di modo che non poteva dunque aspettarsi
in alcun modo la notifica del decreto di accusa, essendo trascorsi quasi sei
mesi dall’ultimo atto. Adduce altresì che, essendo stato interrogato unicamente
dalla polizia (e non dal magistrato inquirente), avrebbe piuttosto potuto
aspettarsi l’emanazione di un decreto di abbandono (avendo reputato di aver
sufficientemente spiegato e chiarito la dinamica dell’incidente) o perlomeno
che venisse interrogata la sua compagna (prima dell’emanazione del decreto di
accusa). Reputa pure che la giurisprudenza richiamata dal giudice della Pretura
penale sarebbe applicabile solo in maniera parziale al caso concreto.

 

Censura pure una violazione del diritto
di essere sentito del giudice della Pretura penale, avendo fondato la sua
decisione anche sull’avvenuta notifica del decreto 07.02.2023 (inc. __________),
di cui il suo legale ne sarebbe stato all’oscuro (non patrocinandolo in quella
procedura), dal momento che non sarebbe stato acquisito nell’incarto penale __________
e non sarebbe nemmeno stato disposto il suo richiamo. Non avrebbe potuto immaginare
che il predetto decreto gli venisse opposto in questo procedimento penale. 

                                         3.2.2.

Occorre in
primo luogo rilevare che il reclamante ben sapeva che a suo carico era pendente
un procedimento penale, essendo stato interrogato dalla polizia il 13.11.2022
come imputato per titolo di infrazione alle norme della circolazione e di guida
in stato di inattitudine in relazione all’incidente della circolazione stradale
accaduto il 05.11.2022 (cfr. AI 1 – inc. DA __________). Nulla muta il fatto
che RE 1 sia stato interrogato soltanto dalla polizia, e non dal procuratore
pubblico (come peraltro da costante prassi nell’ambito della LCStr), essendo
stato debitamente informato dall’agente interrogante dell’apertura di un
procedimento penale a suo carico per i predetti reati in occasione del suo
interrogatorio del 13.11.2022 (cfr. suo verbale d’interrogatorio 13.11.2022, p.
1/4, AI 1 – inc. DA __________). A tal proposito si ricorda che il pubblico
ministero può immediatamente emanare un decreto di accusa ai sensi dell’art.
309 cpv. 4 CPP.

 

                                         Va
inoltre tenuto presente che, come esposto nel consid. b., qualche mese dopo – segnatamente
il 07.02.2023 e il 21.03.2023 – il presidente della Pretura penale ha intimato
due decreti all’imputato, dai quali emerge in maniera incontrovertibile questa
circostanza [cfr. AI 3, p. 1 e AI 4, p. 2 dell’inc. DA __________: “preso
atto che il Procuratore pubblico Moreno Capella ha nel frattempo aperto nei
confronti dell’accusato un nuovo procedimento penale per i reati di infrazione
alle norme della circolazione (art. 90 cpv. 1 LCStr) e guida in stato di
inattitudine (veicolo a motore, altri motivi) (art. 91 cpv. 2 b LCStr)”].
Giova al riguardo rilevare che sia il decreto del 07.02.2023 – peraltro
menzionato soltanto “a titolo meramente abbondanziale” nella motivazione
del giudice della Pretura penale (cfr. decreto 14.07.2023, p. 3 § 5) –, ma
anche quello del 21.03.2023, sono stati acquisiti agli atti dell’incarto DA __________
quali AI 3 / AI 4 e sono stati indicati nel verbale del procedimento giusta
l’art. 77 CPP. Non va del resto dimenticato che, unitamente all’opposizione al
decreto di accusa del 22/23.05.2023, l’avv. __________ ha chiesto al magistrato
inquirente l’accesso agli atti (cfr. AI 7, p. 2, inc. DA __________).

                                         Ne
discende che l’argomentazione del reclamante secondo cui il decreto impugnato
deve essere annullato/riformato per una manifesta violazione del diritto di
essere sentito in merito alla notifica del decreto 07.02.2023 della Pretura
penale e menzionato (a titolo abbondanziale) nel decreto impugnato, è priva di fondamento.

 

                                         In
queste circostanze RE 1 era perfettamente consapevole dell’esistenza del
suddetto procedimento penale: egli doveva dunque attendersi la possibile notificazione
dei relativi atti, non solo dopo il suo interrogatorio del 13.11.2022 [tra cui
un’eventuale emanazione di un decreto di abbandono come da lui stesso ammesso
nel reclamo (p. 7 punti 26./27., p. 8 punto 32.)], ma anche dopo il decreto di
sospensione del 21.03.2023, con il quale è stato sospeso un altro procedimento
penale a suo carico (inc. __________) fintanto che il procuratore generale
sostituto non avesse deciso sul nuovo procedimento penale aperto a carico
dell’imputato per infrazione alle norme della LCStr. 

 

                                         Come
detto sopra (cfr. consid. 2.2.), secondo la giurisprudenza il dovere
procedurale di doversi attendere con una certa probabilità la ricezione di una
notificazione di un atto ufficiale non è illimitato nel tempo, ciò che impone
di prendere in considerazione anche la durata del procedimento e le circostanze
del caso nell’applicazione della finzione della notificazione ai sensi
dell’art. 85 cpv. 4 lit. a CPP. L’Alta Corte ha recentemente confermato che un
lasso di tempo fino a un anno dall’ultimo atto procedurale dell’autorità possa ancora
giustificare una tale finzione [decisione TF 6B_1085/2022 del 20.12.2023
consid. 3., che rinvia, tra l’altro, alla decisione TF 6B_674/2019 del
19.09.2019 consid. 1.4.3. indicata dal giudice della Pretura penale nel decreto
impugnato (cfr. p. 3 § 3)]. 

                                         Nella
decisione del 19.09.2019 che riguarda infrazioni alle norme della circolazione
stradale il Tribunale federale ha ritenuto troppo lungo un periodo di undici
mesi, ove non vi è stato alcun contatto da parte delle autorità dopo un controllo
di polizia; la finzione della notificazione in quello specifico caso non poteva
trovare applicazione, reputando piuttosto giustificato un periodo di mezzo anno
in base alla buona fede e in considerazione delle circostanze del caso (decisione
TF 6B_674/2019 del 19.09.2019 consid. 1.4.3.). Questa giurisprudenza è stata
richiamata anche da RE 1 nel suo reclamo. Sostiene che nel suo caso si sarebbe “andati
oltre rispetto” a quella fattispecie in cui dopo un controllo di polizia
non sarebbe più accaduto nulla, mentre egli non solo è stato interrogato dalla
polizia, ma ha pure potuto illustrare i fatti accaduti quel giorno e indicare
il nominativo dell’unico testimone presente (la sua compagna). Non avrebbe
dunque potuto considerare il fatto di ricevere un decreto d’accusa, ma al
massimo un decreto di abbandono, entro un periodo di qualche mese “… non
certamente di quasi sei” (reclamo 27/28.07.2023, p. 7). 

 

Si è detto che RE 1 è stato interrogato
dalla polizia il 13.11.2022 a seguito dell’incidente della circolazione
stradale del 05.11.2022. In quell’occasione è stato reso attento che veniva interrogato come imputato
e che nei suoi confronti era stato avviato un procedimento penale per infrazione alle norme della circolazione (art. 90
LCStr) e di guida in stato di inattitudine (art. 91 LCStr). Al termine del
verbale l’imputato ha pure preso atto dall’agente interrogante “… che vengo
denunciato per i reati di cui sopra agli uffici competenti” (suo verbale
d’interrogatorio 13.11.2022, p. 4). Dal suo interrogatorio fino all’emanazione
del decreto di accusa sono pertanto trascorsi cinque mesi e sette giorni (e ciò
senza nemmeno considerare la notifica dei due decreti del 07.02.2023 e del
21.03.2023 da cui risulta manifestamente questo fatto). Si ha dunque che questo
lasso di tempo è pertanto conforme al periodo di sei mesi reputato giustificato
dal Tribunale federale nella decisione TF 6B_674/2019 del 19.09.2019, in cui
l’automobilista non era stato nemmeno interrogato dalla polizia, ma unicamente
sottoposto a un controllo di polizia, e nulla più. La questione non merita
dunque ulteriori approfondimenti.

 

Il giudice della Pretura penale ha
pertanto correttamente ritenuto, conformemente alla giurisprudenza del
Tribunale federale, che nel caso in esame sia applicabile la finzione della
notificazione ai sensi dell’art. 85 cpv. 4 lit. a CPP in considerazione del
fatto che dall’interrogatorio di RE 1 del 13.11.2022 fino all’emanazione del
decreto di accusa 20.04.2023 sono trascorsi cinque mesi e sette giorni. 

 

Ne consegue che a ragione il giudice ha
reputato l’opposizione irricevibile poiché tardiva. Il decreto 14.07.2023 (inc.
__________) va dunque tutelato.

 

 

                                   4.   Il gravame è respinto. Tassa di giustizia e spese
sono poste a carico del reclamante, soccombente (art. 428 cpv. 1 CPP).

 

 

Per questi motivi,

richiamati gli art. 379 ss. e 393 ss.
CPP, 1 ss. e 25 LTG ed ogni altra
disposizione applicabile,

 

 

pronuncia

 

 

                                   1.   Il
reclamo è respinto.

 

 

                                 2.   La
tassa di giustizia di CHF 750.-- e le spese di CHF 50.--, per complessivi CHF
800.-- (ottocento), sono poste a carico di RE 1, __________.

 

 

                                 3.   Rimedio
di diritto:

                                       Contro
decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e
incidentali sulla competenza e sulla ricusazione e contro altre decisioni
pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni
dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in
materia penale al Tribunale federale, per i motivi previsti dagli art. 95
 a 98 LTF (art. 78 LTF). L

 

Per la Corte dei reclami penali

 

Il presidente                                                         La
cancelliera