# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** fa8b1162-d73f-598f-ac14-2b08787e6726
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-05-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 07.05.2015 80.2014.276
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2014-276_2015-05-07.html

## Full Text

Incarti n.

  80.2014.276

  80.2014.277

  	
  Lugano

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea
  Pedroli, presidente,

  Stefano Bernasconi, Mauro Mini

  

 

	
  segretario

  	
  Sabrina
  Gianola

  

 

 

	
  parti

  	
  RI
  1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS
  1 

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso
  del 27/28 ottobre 2014 contro la decisione del 22 ottobre 2014 in materia di IC/IFD 2013.

  

 

 

 

 

Fatti

 

 

                                  A.   Con decisione del 7
agosto 2014, l’Ufficio di tassazione di __________ (di seguito UT) commisurava
in CHF 6'646.40 l’imposta cantonale ed in CHF 1'666.20 l’imposta federale
diretta dovuta all’erario da RI 1 per il periodo fiscale 2013.

 

 

                                  B.   Con reclamo
8/14.8.2014, il ricorrente contestava la decisione di tassazione, laddove
l’Autorità aveva inserito CHF 48'000.-- quali “altri redditi”. Secondo RI 1,
tale importo sarebbe relativo ad una donazione – fiscalmente esente da
imposizione - ricevuta dal padre, __________, che risiede in __________. Il
contribuente avrebbe ricevuto, in quattro momenti distinti [31.3./
24.6./28.9/25.12.2013], tre volte CHF 10'000.-- ed una volta CHF 18'000.--,
capitali portati dal padre dall’estero in Svizzera brevi manu. Tali
versamenti sarebbero stati confermati da __________, con uno scritto di
dicembre 2013, da lui firmato (e trasmesso all’UT).

 

 

                                  C.   Con decisione del 22
ottobre 2014, l’UT riconfermava i dati accertati, dopo aver richiesto la
produzione di bonifici bancari o postali a comprova della donazione di CHF
48'000.--.

                                         In particolare, l’Autorità
di prime cure stabiliva come, secondo le vigenti disposizioni, il fisco deve, in
caso di trasferimento di capitali dall’estero, esigere dal contribuente la
relativa documentazione precisa e completa. La prova costituita dalla
dichiarazione del donante domiciliato all’estero risulta come tale
insufficiente, poiché difficilmente controllabile. Il fisco indicava due
sentenze del Tribunale federale a proposito (TF 2A.355/1997 e 2P.276/1997).

 

 

                                  D.   Mediante ricorso del 28
ottobre 2014, RI 1 insorge avverso la decisione su reclamo del 22 ottobre 2014.
L’insorgente motiva il gravame adducendo che, lavorando egli in proprio ed
essendo questi i primi anni della sua attività, il padre (residente all’estero)
gli avrebbe donato CHF 48'000.-- nell’arco del 2013. A comprova del carattere di donazione di questa somma, il contribuente allega una conferma
manoscritta e controfirmata di __________.

 

 

Diritto

 

 

                                   1.   1.1.

                                         Secondo l’art. 15 cpv. 1
LT sottostà all’imposta sul reddito la totalità dei proventi periodici e unici.
Analoga formulazione è prevista anche dall’art. 7 cpv. 1 della Legge federale
sull’armonizzazione delle imposte dirette dei cantoni e dei comuni (LAID).

                                         Il capoverso 2 dell’art.
15 LT prevede che sono pure considerati reddito i proventi in natura di
qualsiasi specie, segnatamente il vitto e l’alloggio, come anche i prodotti e
le merci prelevati dal contribuente nella propria azienda e destinati al consumo
personale; essi sono valutati al valore di mercato.

                                         Il Tribunale federale, con
riferimento all’art. 16 cpv. 1 LIFD (di uguale tenore agli art. 15 cpv. 1 LT e
7 cpv. 1 LAID), ha precisato come il legislatore avesse perseguito il principio
dell’imposizione del reddito netto globale. L’art. 16 cpv. 1 LIFD, e quindi
parimenti di riflesso l’art. 15 LT contengono una cosiddetta clausola generale,
che è completata, agli articoli da 17 a 23 LIFD (da 16 a 22 LT), da una lista esemplificativa di diverse componenti reddituali e da un elenco tassativo
di redditi esenti da imposta (DTF 125 II 113 = ASA 67 p. 644 = RDAF 1999 II 385
consid. 4a).

                                         Ne consegue che ogni
reddito che non sia esplicitamente dichiarato esente è assoggettato
all’imposta.

 

                                         1.2.

                                         Il Tribunale federale ha
avuto modo di affermare che si giustifica di non ammettere in deduzione, dal reddito imponibile, gli interessi pagati su un preteso mutuo acceso nei confronti di
un parente domiciliato all'estero, in mancanza di sufficienti prove
dell’esistenza di tale debito. È pure giustificata l’imposizione di un reddito
d’altra fonte che tenga conto della sproporzione esistente fra le spese del
contribuente e le entrate dichiarate, per lo stesso periodo (sentenza n.
2P.267/1998 e 2A.382/1998 del 7 luglio 1999, in: RDAT I-2000 n. 15t). Anche in
quella fattispecie, il contribuente aveva addotto di avere contratto un debito
nei confronti di una persona residente all’estero. L’Alta Corte, nella sua
decisione, ha rammentato che, se, di norma, per un creditore domiciliato in
Svizzera è sufficiente indicare semplicemente il suo nome e indirizzo, per i debiti
professati verso creditori che – come in concreto – risiedono all’estero, il
fisco ha il dovere di esigere dal contribuente delle informazioni più precise e più complete, dando prova di un maggiore rigore d’indagine, così da garantire
la generalità dell'imposta e la parità di trattamento tra gli amministrati (ASA
55 137 consid. 3a).

 

                                         1.3.

                                         Analogamente, il Tribunale
federale ha ritenuto che non fosse arbitrario il rifiuto della Camera di
diritto tributario di riconoscere l’esistenza di un prestito nei confronti di
un cittadino francese, nel caso di un contribuente che aveva prodotto il
contratto di mutuo solo dopo essere stato tassato per un reddito d’altra fonte
di fr. 40'000, a dipendenza di una sproporzione fra entrate e uscite. In
particolare aveva ammesso che si potesse ritenere singolare, vista la somma in
discussione, il fatto che né il ricorrente né sua moglie si fossero ricordati
prima di tale prestito; inoltre era insufficiente la prova costituita dalla
dichiarazione fatta dal preteso mutuante, domiciliato all’estero, in quanto
difficilmente controllabile (sentenza n. 2A.355/1997 e 2P.276/1997 del 6
ottobre 1998, in: RDAT I-1999 n. 15t).

                                         1.4.

                                         In un altro caso ancora, l’Alta
Corte ha negato la deduzione dal reddito imponibile di un asserito debito nei
confronti di una società di diritto tedesco, nel frattempo liquidata, il cui
titolare del diritto di firma, espressamente interpellato in merito
all’identità dei creditori effettivi, si era detto impossibilitato di dar
seguito alla richiesta, poiché lesiva dei diritti della personalità. Nella
stessa sentenza, il Tribunale federale aveva poi anche rilevato che, quando il
contribuente non è in grado di produrre le prove che gli sono state richieste
riguardo ai debiti da lui esposti, l’autorità fiscale gli nega la deduzione di tali debiti in applicazione delle regole generali concernenti l’onere probatorio ed impone lo stesso importo quale reddito da altra fonte; ciò costituisce la logica conseguenza
dell’inadempimento da parte dei contribuenti dei loro oneri probatori e del
fatto che il reddito soggetto all’imposta comprende la totalità dei proventi
che pervengono al contribuente durante un determinato periodo (sentenza n.
2A.389/2002 e 2P.173/2002 del 7 febbraio 2003, in: RDAT II-2003 n. 15t). 

 

 

                                   2.   2.1.

                                         Nel caso di specie emerge
dagli atti che nella dichiarazione per il periodo fiscale 2013, RI 1 non ha
indicato di aver ricevuto alcuna donazione [modulo 2].

                                         Unicamente a seguito del
reclamo contro la decisione di tassazione 2013, e della richiesta di voler
comprovare mediante bonifici bancari la donazione, egli ha prodotto un
documento manoscritto e controfirmato dal padre __________, a tenore del quale
egli, domiciliato all’estero gli avrebbe devoluto nel corso del 2013 in più occasioni del denaro a contanti, per un ammontare di complessivi CHF 48'000.--.

 

                                         2.2.

                                         L’autorità di tassazione,
nell’analisi della situazione fiscale 2013 del ricorrente ha confrontato le sue
entrate e le uscite, potendo accertare un’eccedenza di CHF 51'485.--.

                                         A mente di RI 1, il padre lo
avrebbe aiutato con la somma di CHF 48'000.--.

 

                                         2.3.

                                         In conformità con la
giurisprudenza citata ai considerandi precedenti ed applicabile per analogia al
caso di specie [in ambito – ad esempio – di mancata ammissione della deduzione
dal reddito imponibile degli interessi pagati su un preteso mutuo acceso nei
confronti di un parente domiciliato all'estero, in mancanza di sufficienti
prove dell’esistenza di tale debito], anche nella presente vertenza la Camera
osserva come il contribuente abbia documentato unicamente tramite conferma
manoscritta del padre la ricezione della somma di CHF 48'000.-- quale
donazione.

                                         Questa conferma si
appalesa essere insufficiente, in assenza di bonifici bancari o altre prove,
richieste espressamente dall’UT al ricorrente.

                                         Inoltre la Camera rileva
anche come nella dichiarazione fiscale per l’anno sub judice, RI 1 aveva
omesso di inserire qualsivoglia posta relativa a donazione ricevuta dal padre.

                                         Ne discende che l’UT ha
agito correttamente, in applicazione delle regole generali concernenti l’onere
probatorio, imponendo la somma di CHF 48'000.—a titolo di “altri redditi”,
posto come il ricorrente non è stato in misura di comprovare in maniera idonea
la donazione ricevuta dal padre.

                                         Ciò è la conseguenza dell’inadempimento
da parte di RS 1 del proprio onere probatorio e del fatto che il reddito
soggetto all’imposta comprende la totalità dei proventi che pervengono al
contribuente durante un determinato periodo.

 

                                         2.4.

                                         Alla luce delle
considerazioni che precedono appare giustificato aggiungere ai redditi
dichiarati un importo di fr. 48'000.-- così come calcolato dall’autorità di tassazione
in base alle entrate ed alle uscite del 2013.

 

 

                               3.      Il ricorso è
conseguentemente respinto. Tassa di giustizia e spese processuali sono a carico
dei ricorrenti, soccombenti. 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

                                      

                                   2.   Le spese processuali
consistenti:

                                         a. nella tassa di
giustizia di                                fr.    500.–

                                         b. nelle spese di
cancelleria di complessivi    fr.      80.–

                                         per un totale di                                                      fr.    580.–

                                         sono a carico del
ricorrente.

 

                                   3.   Contro il presente giudizio
è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,
entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).

 

                                   4.   Intimazione a: 

	
   

  	
  -; 

  -; 

  -;

  -
  

  
	
   

  	
   

  	 

				

                                         Copia per conoscenza:

                                         -
municipio di .

 

 

 

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

Il
presidente:                                                         Il
segretario: