# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 199e14ed-f24b-52cc-bafc-64f61d6d864b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2011-01-12
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 12.01.2011 36.2010.120
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_36-2010-120_2011-01-12.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  36.2010.120

   

  IR/sc

  	
  Lugano

  12 gennaio 2011

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
						

 

statuendo sul ricorso del 11 novembre 2010
di

 

	
   

  	
   RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su reclamo dell'8 ottobre
  2010 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa cantonale di compensazione
  Ufficio delle prestazioni, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione sociale contro
  le malattie

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   RI
1 ha postulato, con atto datato 15 giugno 2010 pervenuto all’amministrazione cantonale
competente il successivo 23 giugno 2010, la riduzione dei premi
dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie per l’anno 2010. A giustificazione del ritardo il qui ricorrente ha indicato di avere recapitato a mano la
domanda di sussidio per una sua pupilla (E.V.) nel cui incarto si trovava anche
la “mia richiesta che per un malaugurato disguido non ho consegnato”. La
domanda è stata respinta siccome ritenuta tardiva.

 

                                  B.   Il
reclamo 20 settembre 2010 di RI 1 contro la decisione negativa (doc. 2) non è
stato ritenuto dall’amministrazione che, con decisione 8 ottobre 2010 (doc. 6)
ha confermato, con motivazione dettagliata fondata sulla prassi instaurata dal
Tribunale cantonale delle Assicurazioni, la sua prima decisione.

                                         Mediante
ricorso 11 novembre 2010 RI 1 ribadisce a questo Tribunale le sue precedenti
conclusioni sulla scorta di uguale argomentazione. Egli osserva poi che gli assicuratori
malattia dimenticherebbero spesso di redigere polizze corrette indicanti le
deduzioni dei sussidi dai premi degli assicurati. Questa circostanza non lo
avrebbe allertato circa l’esito della sua procedura al momento della ricezione
della polizza. Rivendicando la sua buona fede in senso lato RI 1 chiede la
riduzione del premio dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico
sanitarie, rientrando nei parametri per la sua concessione.

 

                                  C.   Con
dettagliate e puntuali osservazioni, sulle quali si tornerà laddove necessario
in corso di motivazione, la CCC postula la reiezione del gravame. L’autorità ha
operato una specifica verifica nell’incarto della pupilla del qui ricorrente
per la quale la domanda era stata formulata a fine agosto 2009 per verificare
se vi fossero elementi che “lasciassero intendere al nostro Ufficio la volontà
o l’intenzione di inoltrare una possibile richiesta di riduzione dei premi …
anche per il signor RI 1”.

 

                                         Al
ricorrente è stata concessa la possibilità di ulteriormente esprimersi e di
chiedere l’acquisizione di specifiche prove.

 

 

                                         in
diritto

 

                                         in
ordine

 

                                   1.   Il ricorso, tempestivo siccome inoltrato nei 30 giorni dall'intimazione
della decisione emessa su opposizione, è ricevibile siccome sufficientemente motivato
e le conclusioni appaiono chiaramente desumibili.

 

                                   2.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un
Giudice unico ai sensi dell'articolo
49 cpv. 2 della Legge sull'organizzazione
giudiziaria (STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00),

 

 

                                         nel
merito

 

                                   3.   Conformemente
a quanto disposto dall'art. 23 LCAMal, il Cantone ed i Comuni partecipano al
pagamento delle quote a carico degli assicurati di condizioni economiche
modeste per le prestazioni minime previste dalla legge. Gli assicurati di condizioni
economiche modeste sono definiti dall'art. 29 LCAMal: si tratta delle famiglie
il cui reddito determinante non supera i Fr. 32'000.- e delle persone sole il
cui reddito non supera i Fr. 20'000.-.

 

                                         Per
l’art. 81a cpv. 1 LCAMal a partire dall’anno 2010, il sussidio minimo è
garantito anche alle seguenti fasce di assicurati:

                                         a.   le persone sole il cui
reddito (di cui all’art. 29 cpv. 1 lett. a) è compreso tra fr. 20’000.-- e fr.
22’000.--;

                                         b.   le famiglie il cui
reddito (di cui all’art. 29 cpv. 1 lett. b) è compreso tra fr. 32’000.-- e fr.
34’000.--;

                                         c.   le famiglie il cui
reddito di riferimento (di cui all’art. 32 cpv. 2) è compreso tra fr. 50’000.--
e fr. 55’000.--;

                                         d.   le altre famiglie il
cui reddito (di cui all’art. 46 cpv. 1) è compreso tra fr. 60’000.-- e fr.
65’000.--.

                                         Per
l’art. 81a cpv. 2 LCAMal in deroga all’art. 28 cpv. 2, l’istanza di sussidio
per l’anno 2010 degli assicurati di cui al cpv. 1 può essere presentata entro
il 31 marzo 2010.

 

                                         L’art.
29 cpv. 2 LCAMal prevede:

 

"  La riduzione di premio decade nei seguenti casi:

a)                                                                                  se
l’importo di sostanza lorda registrato nella tassazione applicabile supera fr.
600’000.--, o se l’importo di sostanza imponibile supera fr. 400’000.--;

b)                                                                                  persone
sole: se il totale dei redditi al netto degli oneri sociali registrati nella
tassazione applicabile supera fr. 60’000.--;

c)                                                                           persone
sole intese quali «reddito di riferimento» (art. 32): se il totale dei redditi
al netto degli oneri sociali registrati nella tassazione applicabile supera fr.
80’000.--;

d)                                                                                  famiglie:
se il totale dei redditi registrati nella tassazione applicabile supera fr.
90’000.--. Per i primi tre figli è data un’aggiunta di fr. 10’000.-- cadauno;
per i successivi di fr. 5000.-- cadauno.”

 

                                         Di
regola, il reddito determinante risulta, secondo l'art. 30     LCAMal, dalla
somma arrotondata al mille franchi superiore:

 

                                         a)  del reddito imponibile
desunto dal periodo fiscale stabilito dal Consiglio di Stato;

                                         b)  di un quindicesimo
della sostanza imponibile desunta dal periodo fiscale stabilito dal Consiglio
di Stato per la parte eccedente l'importo di Fr. 150'000.- per le persone sole
e Fr. 200'000.- per le famiglie.

 

                                         L’espressione
“di regola” tende a volere salvaguardare la possibilità per l’amministrazione
designata di accertare autonomamente il reddito dell’assicurato in caso di
persone adempienti i presupposti dell’art. 31 LCAMal.

 

                                         Per
l'anno 2010 il Consiglio di Stato ha definito le basi di calcolo per il
sussidio con il Decreto esecutivo del 13 ottobre 2009 (6.4.6.1.8). 

                                         Il
periodo fiscale per l'accertamento del reddito determinante è quello delle
classificazioni dell'imposta cantonale per l'anno 2007. I limiti di reddito che
conferiscono diritto al sussidio sono quelli più sopra riportati stabiliti
dagli art. 29-32, 35-38, 44-46 e 48 nonché 81a cpv. 1 LCAMal.

 

                                   4.   Di
principio, quindi, l'amministrazione fa capo ai dati fiscali determinati in
virtù della tassazione di riferimento (ossia quella del periodo indicato
dall’esecutivo cantonale nel DE emesso annualmente) come imposto dalla legge e
dal regolamento d'applicazione (art. 30 LCAMal).

 

                                         L'amministrazione
deve però calcolare il reddito determinante al di fuori della tassazione di
riferimento trasformando il reddito mediante apposite tabelle e verificando il
sussistere dei limiti per la concessione del sussidio in specifici casi
previsti dalla legge e dal regolamento d'applicazione. All'art. 31 LCAMal il
legislatore ticinese ha riservato l'accertamento del reddito determinante in
maniera autonoma da parte dell'amministrazione (con successiva commutazione
delle entrate lorde in reddito determinante a partire dalle tabelle ufficiali
di conversione, art. 17 cpv. 2 ed art. 36 Reg. LCAMal) nei casi:

 

"  a)   delle persone soggette all'imposta cantonale
solo per una 

            parte del loro reddito o
della loro sostanza;

b)                                                                           delle
persone soggette all'imposta alla fonte;

c)                                                                           delle
persone sole con reddito imponibile nullo o totale dei redditi registrati nella
tassazione applicabile inferiore a fr. 6'000.-, che esercitano un'attività lucrativa;

d)                                                                           in
caso di nascita di figli;

e)   in altri casi particolari."

 

                                         L'esecutivo
cantonale ha concretizzato la norma della Legge in virtù dell'ampia delega
concessa dalla stessa regola. Il Regolamento infatti, all’art. 31, prevede che
il reddito determinante va accertato autonomamente dall’Istituto delle
assicurazioni sociali in particolare nei seguenti casi:

 

" a)  persone soggette all’imposta
alla fonte;

b)   decesso del coniuge o del partner registrato;

c)                                                                           matrimonio,
divorzio o separazione per sentenza giudiziaria o di                          
fatto, scioglimento dell’unione domestica registrata, nel caso di assenza di
tassazione applicabile;

d)                                                                           persone
sole che esercitano un’attività lucrativa o conducono esi-stenza autonoma, con
reddito imponibile nullo o totale dei redditi registrati nella tassazione
applicabile inferiore a fr. 6’000.--, secondo il periodo fiscale determinante;

e)                                                                           persone
domiciliate che al momento dell’istanza non dispongono di alcuna tassazione
fiscale e per le quali non sarà emessa una tassazione relativa al periodo
fiscale determinante;

f)                                                                            persone
al beneficio di misure ai sensi della legge sull’assicu-razione contro la
disoccupazione, dopo almeno sei mesi di inattività lucrativa;

g)                                                                           persone
al beneficio di prestazioni ai sensi della legge sull’assistenza sociale,
d’intesa con il competente Ufficio;

h)                                                                           cessazione
definitiva dell’attività lucrativa a causa di pensionamento o di invalidità;

i)                                                                            cessazione
temporanea di attività lucrativa per riqualificazione o perfezionamento
professionale;

l)    cessazione dell’attività lucrativa a seguito di maternità;

m) diminuzione importante del reddito
netto da attività dipendente o indipendente, oppure del reddito da pensioni,
rendite e assegni, rispetto al medesimo dato desumibile dai parametri fiscali
applicabili;

n)  persone soggette all’obbligo
d’assicurazione svizzero in forza dell’Accordo CH/CE sulla libera circolazione
delle persone o dell’Accordo di emendamento della Convenzione istitutiva
dell’AELS, non tassate in Svizzera o tassate alla fonte.

o)   diminuzione importante dei valori
di sostanza desunti dalla tassazione applicabile, nel caso in cui sia
comprovato, e giustificato, l’utilizzo della sostanza per necessità primarie
proprie. In questo caso la riduzione di premio è decisa in considerazione dei
parametri di sostanza riportati nell’ultima tassazione cresciuta in giudicato
al momento dell’istanza.”

 

                                         L’esecutivo
cantonale ha previsto un correttivo, per porre rimedio a possibili abusi in
materia di sussidi, relativo all’alienazione di beni immobili da parte
dell’assicurato (ciò sulla base di alcuni casi giudicati dal TCA, in particolare
a partire dalla sentenza 36.2004.40 del 3 settembre 2004 e sino alla sentenza
36.2007.9 dell’11 settembre 2007) introducendo nel Reg. LCAMal l’art. 36a:

 

"  1In caso di rinuncia a sostanza, per donazione o
cessione in usufrutto durante il periodo fiscale di riferimento, sul medesimo
sono riportati i valori antecedenti la rinuncia.

                                                                                 2Tali valori sono
riportati anche sui periodi fiscali successivi. 

                                         L’ammontare
è ridotto annualmente di 10 000.– franchi.”

 

                                   5.   Giusta
l'art. 28 LCAMal, riservato l'art. 40 che fa riferimento ai beneficiari di
prestazioni PC, il sussidio è corrisposto tramite presentazione di un'istanza
scritta. Il regolamento determina le modalità di presentazione dell'istanza e
il contenuto della stessa. 

                                         A
norma dell’art. 28 cpv. 2 LCAMal, per gli assicurati tassati in via ordinaria,
l’istanza è presentata entro la fine dell’anno che precede l’anno di
competenza. Nel cpv. 3 figura che il regolamento determina le modalità di
presentazione dell’istanza e il contenuto della stessa. 

 

                                         L'art.
10 Reg. LCAMal prevede che l'istanza di sussidio avviene per mezzo dei moduli
ufficiali. I moduli ufficiali sono recapitati dall'Istituto delle assicurazioni
sociali ai potenziali beneficiari del sussidio, in questo caso corredati da
etichetta collante munita di numero di identificazione personale, o possono
essere ritirati dai singoli richiedenti presso la Cancelleria del Comune di residenza. L'istanza deve essere corredata dei documenti richiesti
con il modulo ufficiale.

 

                                         L'art.
11 cpv. 1 Reg. LCAMal specifica che l'Istituto delle assicurazioni sociali stabilisce
i termini di presentazione dell'istanza, tenuto conto che di regola:

 

" 
a)   per gli
assicurati tassati in via ordinaria 

l’istanza è presentata nel corso
dell’anno che precede la corresponsione della riduzione di premio;

b)   per gli assicurati tassati alla
fonte l’istanza è presentata nel corso dell’anno medesimo per il quale si
richiede la riduzione di premio;

c)   gli assicurati che si stabiliscono nel Cantone ad anno inoltrato,
possono avanzare l’istanza nel corso dell’anno stesso per il quale si richiede
la riduzione di premio;

d)                                                                           gli
assicurati che nel corso dell’anno, per inizio di assoggetta-mento fiscale o
per le situazioni di cui all’art. 31, ritenessero di rientrare nel diritto alla
riduzione di premio, possono presentare istanza nel corso dell’anno stesso."

 

                                         Il
cpv. 2 prevede che per casi particolari e per ragioni comprovate, l'Istituto
delle assicurazioni sociali può ritenere anche istanze che giungessero fuori
dei termini stabiliti per l'inoltro della richiesta. Su questi aspetti si veda
la sentenza 36.2009.170 in re G. del 18 marzo 2010.

 

                                         Come
anticipato nel considerando 3 per il solo 2010 le imposizioni temporali volute
con l’art. 28 cpv. 2 LCAMal (e riprese nel regolamento all’art. 11 cpv. 2)
soffrono di un’eccezione voluta dal legislatore con la novella legislativa del
15 dicembre 2009 (BU 2010 46) e conseguente ad iniziativa parlamentare 21
settembre 2009 oggetto di Messaggio (6301) del Consiglio di Stato (del 25
novembre 2009) e di Rapporto della Commissione della gestione e delle finanze
(1 dicembre 2009 no. 6301 R). Con questa novella il legislatore ha ammesso che
per il 2010, alla luce dell’innalzamento dei limiti per la concessione del
diritto al sussidio, il termine per l’inoltro delle richieste fosse prorogato
(per determinate situazioni) alla fine di marzo 2010. In merito e per i dettagli si faccia riferimento alle sentenze 36.2010.95 in re A. e 36.2010.88
in re B. del 9 novembre 2010. Il tema non appare comunque rilevante per il caso
concreto alla luce del fatto che il ricorrente ha inoltrato la sua richiesta
nel giugno 2010 e quindi oltre il termine della fine marzo eccezionalmente
fissato dal legislatore per determinate categorie di redditi.

 

                                         Giusta
l'art. 53 LCAMal il diritto al beneficio di un sussidio nella forma retroattiva
decade dopo cinque anni a partire dall'anno in cui tale diritto si verifica.
Costituisce eccezione l'applicazione del sussidio retroattivo nell'ambito delle
procedure di revisione delle prestazioni complementari AVS/AI. Il sussidio
retroattivo è oggetto di richiesta scritta da parte dell'assicurato all'istanza
designata dal Consiglio di Stato e deve specificare le motivazioni del ritardo
(riservato l'art. 53 cpv. 2). Le domande di sussidio retroattivo sono accolte
solo se suffragate da motivazioni particolari e fondate (art. 55 LCAMal). La
negligenza a giustificazione del mancato rispetto dei termini stabiliti dal
regolamento non è considerata motivo valido per il riconoscimento del sussidio
nella forma retroattiva.

                                    Il
Messaggio relativo all'introduzione della LCAMal, circa l'art. 55, a pag. 59, precisa che:

 

" 
Il riconoscimento di sussidi
retroattivi può essere concesso quando l'assicurato fa valere ragioni oggettive
e fondate circa i motivi per cui non è riuscito a produrre l'istanza in forma
tempestiva. Relativamente alla fattispecie, all'autorità amministrativa
competente è riconosciuto un margine di ponderazione nell'esame delle
richieste. La pura e semplice negligenza nell'inoltro dell'istanza di sussidio
nei termini stabiliti non è comunque considerata motivo valido per il riconoscimento
di un sussidio nella forma retroattiva."

 

                                   6.   Il
ricorrente, nato nel 1947, è tassato in via ordinaria. Egli avrebbe dunque dovuto
inoltrare la sua domanda di riduzione del premio dell’assicurazione contro le
malattie entro la fine del 2009, rispettivamente – se rientrante in una delle
ipotesi ritenute all’art. 81 a cpv. 1 LCAMal  - avrebbe potuto al più
inoltrare la domanda entro fine marzo 2010 e non oltre (art. 81 a cpv. 2 LCAMal). Come indicato in precedenza l’istanza formulata dal qui ricorrente risale al 15
giugno 2010, oltre i predetti termini. La richiesta è quindi intempestiva. 

 

                                   7.   Come
accennato nelle considerazioni che precedono l’ammini-strazione può entrare nel
merito di domande intempestive se il ritardo è giustificato. Più
specificatamente l’art. 11 cpv. 2 Reg. LCAMal
prevede, per casi particolari e per ragioni comprovate, che l'Istituto delle
assicurazioni sociali possa ritenere anche richieste che giungessero fuori dei
termini stabiliti. Questo Tribunale Cantonale delle Assicurazioni ha sviluppato
una giurisprudenza dettagliata in merito e ciò alla luce dell’alto numero di decisioni
che è stato chiamato a rendere in particolare negli ultimi anni. Nei casi
giudicati è già stato considerato che un ritardo di oltre 1 anno a fronte di
una importante malattia dello stesso assicurato non poteva essere considerato
fatto giustificativo sufficiente (STCA 24 aprile 2002 nella causa J. inc.
36.2002.5), così come non è stato considerato quale motivo sufficiente
l’assenza di conoscenza della possibilità di chiedere il sussidio da parte di
due coniugi confederati appena giunti in Ticino (STCA 9 dicembre 2002 nella
causa D. inc. 36.2002.119). Nemmeno l'informazione errata da parte
dell'assicuratore malattia è stata considerata motivo adeguato per giustificare
il ritardo. Nel caso dei coniugi C. (STCA 25 settembre 2003 inc. 36.2002.141)
l'assicuratore aveva comunicato che il sussidio per i figli non sarebbe stato
concesso, contrariamente a quanto poi verificato. Come indicato questo Tribunale
non ha considerato l'errata informazione quale elemento giustificante il
ritardo. Va ancora rilevato che con sentenza 12 settembre 2002 il TCA non ha
ritenuto fatto giustificante il ritardo nella domanda di sussidio la giovane
età dell'assicurata ancora studentessa liceale e quindi la sua immaturità e la
sua inesperienza (STCA 12 settembre 2002 nella causa W. 36.2002.54) e nel caso
giudicato il 6 ottobre 2005 (in re S. 36.2005.116) l’assenza di una decisione
di tassazione non è stata comunque considerata elemento adeguato a motivare il
ritardo per un apprendista non ancora tassato il cui fratello ammalato per
lunghi periodi aveva creato “problemi a
tutta la famiglia”. Nella sentenza 3 ottobre 2005 in re S. (36.2005.112) il Tribunale ha considerato che: 

 

" 
Ancora va verificato se il ritardo
dell’istanza formulata da X. X. tendente ad ottenere la concessione del
sussidio 2005, redatta e trasmessa all’amministrazione nel corso del 2005,
possa essere considerato giustificato. Nelle considerazioni precedenti già si è
precisato che la negligenza nell’inoltro della domanda non è giustificato. In
casu  il ritardo nella trasmissione viene ricondotto alla ambiguità della
decisione formulata dalla Cassa alla domanda di sussidio dell’avv. Y. X. e della
moglie, laddove la decisione accenna al diritto al sussidio per “ogni membro
della famiglia regolarmente assicurato”. Ora il concetto di famiglia, come
precisato più sopra, è un concetto giuridico specifico della LCAMal,
circostanza che all’avv. X. padre del ricorrente e suo patrocinatore non poteva
sfuggire, in altri termini i coniugi compongono, con o senza figli, la famiglia,
ritenuto che comunque i figli sono tali unicamente sino al compimento dei 18
anni, successivamente vengono considerati persone sole (ancorché conviventi con
i genitori od in formazione). Se ne deve dedurre che la decisione 31 agosto
2004 trasmessa all’avv. Y. X., che aveva redatto ed inoltrato la domanda di
sussidio 4 agosto 2004 per sè e per la moglie (come nel caso del 2004, mentre
la domanda 2004 di X. era stata sottoscritta dallo stesso), non poteva essere
intesa altrimenti che come indicato dall’amministrazione nelle sue
osservazioni, ciò anche a fronte della pretesa mancata trasmissione a X. X.
della formale decisione relativa ai suoi sussidi 2004 (comunque ammessi e
debitamente (annunciati) … all’assicuratore malattia). L’avv. X., per il figlio
X., avrebbe comunque – nel 2004 – potuto e dovuto lamentare la mancata notifica
della decisione formale relativa ai sussidi di quell’anno. L’ambiguità pretesa
con la … mancata notifica della decisione sui sussidi 2004 a X. e scaturente dai termini della decisione 31 agosto 2004 emessa in favore dell’avv. Y. X.
non solo non costituisce promessa od impegno dell’amministrazione tale da
giustificare la buona fede degli assicurati, ma neppure valida giustificazione
del ritardo nell’inoltro dell’istanza."

 

                                    Sempre
nella sentenza 3 ottobre 2005 in re S. citata si rilevava poi come:

 

" 
La mancata trasmissione dei
formulari per la presentazione della domanda di sussidio viene indicata come
ulteriore motivo atto a giustificare il ritardo nella presentazione
dell’istanza. L’argomento del ricorrente non regge già ad un primo sommario
esame. Infatti i formulari vengono trasmessi d’ufficio ai potenziali
beneficiari da parte dell’amministrazione sulla scorta della decisione di
tassazione del biennio ritenuto dal Consiglio di Stato nel decreto annualmente
emesso per la determinazione del diritto al sussidio ed a dipendenza
dell’imponibile considerato in quella sede.

(…)

L’invio dei formulari a chi non è destinato a beneficiare dei sussidi
rispettivamente la mancata trasmissione ad un potenziale beneficiario non
permettono di ritenere il diritto al sussidio in virtù delle regole sulla buona
fede come anticipato nelle considerazioni che precedono (in questo senso la
sentenza 22 settembre 2005 nell’inc. B. 36.2005.78). Infatti l’invio errato non
può fare ritenere agli assicurati l’esistenza degli estremi per la concessione
del sussidio. L’eventuale omissione della trasmissione a potenziali interessati
del modulo per la richiesta di sussidio non permette di giustificare un ritardo
nell’inoltro delle domande di sussidio (in questo senso la sentenza in re B.
citata). La diligenza che incombe all’assicurato – cui è noto per le campagne
informative che da anni l’Ufficio dell'Assicurazione Malattia e più
generalmente l’amministrazione cantonale conducono – gli impone di provvedere
al recupero dei formulari disponibili presso le cancellerie comunali in caso di
mancata trasmissione d’ufficio."

 

                                    Si
aggiunga che nella sentenza del 10 ottobre 2005 in re F. 36.2005.124 l’informazione fornita da un assicuratore mesolcinese fondata sulle norme
applicative della LAMal relative ai sussidi vigente nel Cantone Grigioni, in
parte diversa da quella ticinese, non è stata ritenuta motivo giustificante il
ritardo nell’inoltro della domanda di riduzione individuale dei premi
dell’assicurazio-ne malattia obbligatoria. Questo Tribunale ha infatti
considerato che:

 

"  L’adozione di modalità diverse in altri cantoni non
può essere ritenuta. Come detto le informazioni errate di un assicuratore
malattia e la non conoscenza della prassi da parte dell’assicurato sono stati
esclusi quali motivi giustificanti il ritardo."

 

                                     Nella
sentenza in re R. del 17 ottobre 2005 (36.2005.86 cons. 12) il Tribunale Cantonale
delle Assicurazioni ha inoltre ritenuto:

 

"  … la motivazione che soggiace al ritardo è
costituita dal convincimento, o meglio dalla certezza della madre della
ricorrente, di avere tempestivamente inoltrato la domanda ancora nel 2004. La
mancata ricezione degli atti, l’eventuale smarrimento degli stessi od il mancato
corretto invio, non assurgono palesemente a motivo giustificante il ritardo. Se
la prova dell’avvenuta tempestiva spedizione fosse stata adeguatamente prodotta,
e l’onere della mancata prova  ricade sulla ricorrente, allora l’inoltro
di una nuova richiesta nel corso del 2005, a fronte del dimostrato smarrimento della documentazione da parte dello Stato, sarebbe stato da considerare motivo
sufficiente. Il semplice assunto di avvenuta spedizione non recepita
dall’ammini-strazione non permette di giustificare l’omissione dell’atto o suo
ritardo.”

 

                                   8.   In
concreto il ricorrente ammette di avere tardivamente trasmesso la sua richiesta
siccome “rimasta fra le carte di una persona di cui sono curatore, persona alla
quale l’ufficio aveva erogato sussidi”. L’omesso ossequio del termine è quindi
da ricondurre all’inavvertenza del ricorrente, e quindi ad una sua negligenza.
Egli ha lasciato la sua istanza negli atti di una pupilla per la quale aveva richiesto
ed ottenuto la riduzione dei premi. 

                                         L’amministrazione
ha pure esaminato gli atti della pupilla, trasmettendoli al Tribunale cantonale
delle Assicurazioni, al fine di verificare se all’interno degli stessi vi
fossero elementi richiamanti la volontà del ricorrente di postulare la
riduzione del premio per il 2010, senza – correttamente – reperirne. 

 

                                         Il
ritardo non sarebbe stato scoperto per l’attitudine delle casse malattia di non
trasmettere le polizze aggiornate con la riduzione del premio. In effetti gli
assicuratori trasmettono agli assicurati, prima dell’inizio del periodo
assicurativo, una polizza indicante il premio previsto. Il premio, se
l’amministrazione pubblica preposta concede il sussidio, viene in seguito
corretto mediante l’emanazione di nuova polizza. Ciò avviene però quando
l’autorità cantonale preposta, terminati gli accertamenti ed attesa la crescita
in giudicato dei suoi provvedimenti,  comunica agli assicuratori i nomi
dei beneficiari delle riduzioni, ciò che avviene spesso con ritardo rispetto
all’inizio del periodo d’assicurazione.

                                         Il
ritardo, alla luce della prassi rigorosa del TCA, non può essere ammesso. Il
ricorrente ha commesso una negligenza dimenticando i suoi atti nel dossier
della pupilla ed ha omesso puntuale verifica presso l’amministrazione per
accertare il corretto rispetto dei termini per la presentazione della
richiesta, ciò a prescindere dalle comunicazioni dell’assicuratore. La
giustificazione portata, pur umanamente comprensibile, non può essere ammessa
poiché aprirebbe la possibilità per tutti gli assicurati di salvaguardare il
termine invocando la dimenticanza, lo smarrimento del formulario o simile. Si
svuoterebbero quindi di portata le norme che impongono tempi precisi per la
formulazione delle istanze di riduzione del premio. Il notorio ritardo con cui
le casse Malattia comunicano agli assicurati le nuove polizze indicanti la
riduzione del premio (polizze emesse tempo dopo l’ottenimento dall’ammi-nistrazione
cantonale dei provvedimenti di concessione del sussidio) non giova alle tesi
del ricorrente infatti l’assicuratore, nell’ambito delle procedure relative
alle riduzioni del premio, riceve la comunicazione della CCC relativa alla
concessione del sussidio, provvede a redigere una polizza indicante il premio ridotto
dell’importo del sussidio stesso ed incassa gli importi relativi ma non ha
competenza ad emettere decisioni o prendere specifiche posizioni. In questo
senso non può essere fatta valere una buona fede da parte del ricorrente.

 

                                         In
effetti, a proposito di tale principio, secondo la giurisprudenza (cfr. SZS
1998 pag. 41; DTF 121 V 66; RAMI 1993 pag. 120-121, Pratique VSI 1993 pag.
21-22, RCC 1991 pag. 220 consid. 3a, RCC 1983 pag. 195 consid. 3, RCC 1982 pag.
368 consid. 2, RCC 1981 pag. 194 consid. 3, RCC 1979 pag. 155, DLAD 1992 p.
106; DTF 119 V 307 consid. 3a;  DTF 118 Ia 254 consid. 4b; DTF 118 V 76 consid.
7; DTF  117 Ia 287 consid. 2b, 418 consid. 3b e sentenze ivi citate; RDAT
I-1992 n° 63, DTF 116 V 298ss) e la dottrina  (Grisel, Traité de droit
administratif, vol. I, pag. 390ss; Knapp, Précis de droit administratif, 4a
ed., n° 509, pag. 108-109; Haefliger, Alle Schweizer sind vor dem Gesetze
gleich, pag. 217ss) affinché la buona fede di un assicurato possa essere tutelata,
nei casi in cui l'amministrazione formula una promessa o crea un'aspettativa in
modo contrario alla legge, devono essere adempiute cumulati­vamente le seguenti
condizioni:

 

                                         1.-    l'informazione
deve riferirsi ad una situazione individuale e concreta;

 

                                         2.-    essa
deve emanare da un organo competente o che possa essere ritenuto tale
compatibilmente con l'attenzione esigibile dalle circostanze.

 

                                         3.-    la
promessa deve essere propria a ispirare fiducia.

                                         Ciò
significa che l'interessato, date le circostanze, non deve poter riconoscere
l'erroneità della disposi­zione. La comunicazione dell'amministrazione deve infatti
essere interpretata come il destinatario può e deve capirla usando tutta l'attenzione
da lui esigibile (protezione della buona fede dell'assicurato).

                                         Una
mancanza di chiarezza di un'informazione da parte della cassa non può trarre
seco conseguenze sfavorevoli per il cittadino (cfr. DTF 106 V 33, consid. 4;
104 V 18 consid. 4; RAMI 1991, p. 68).

                              
          Inoltre l'informazione deve essere incondizionata. Qualora l'organo
amministrativo che fornisce la comu­nicazione esprime - almeno implicitamente,
ma con chiarezza - che la comunicazione non è definitiva, il destinatario della
comunicazione non può far valere la propria buona fede (cfr. Imboden-Rhinow,
Schweiz. Vewaltungsrechtsprechung, 5a. edizione, n. 75 B III b
3);

 

                                         4.-    l'informazione
deve aver indotto il destinatario ad adottare un comportamento che gli è
pregiudizievole.

 

                                         5.-    la
legge non deve essere cambiata dal momento in cui l'informazione è stata data
(RAMI 1991 p. 68ss; DTF 113 V 87 consid. 4c; 112 V 199 consid. 3a; 111 V 71;
110 V 155 consid. 4b; 109 V 55).

 

                                    La
giurisprudenza applicabile in materia, in relazione con l'art. 4 v. Cost. (DTF
121 V 66 consid. 2) è applicabile anche in virtù del nuovo art. 9 Cost. (RAMI
2000 p. 223).

 

                                         In
concreto palesemente l’indicazione, che comunque non può essere ritenuta errata
da parte dell’assicuratore siccome la polizza non poteva contemplare una riduzione
del premio non richiesta ed ottenuta, non emana da un’autorità competente (il
signor RI 1 non ha postulato il sussidio all’assicuratore ma alla pubblica
amministrazione cantonale). Il tema non merita ulteriore approfondimento
siccome palesemente le condizioni della buona fede non sono date.

 

                                   9.   Alla
luce di quanto precede il ricorso va respinto senza conseguenza di tasse e spese
e senza attribuzione di ripetibili, e ciò siccome il ritardo nella presentazione
della domanda di riduzione del premio dell’assicurazione obbligatoria contro le
malattie per l’anno 2010, non è giustificato.

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio
Zocchetti