# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** bbbba09b-1c6d-5c31-90e3-b028025711f0
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-08-11
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale 11.08.2008 17.2008.53
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAP_001_17-2008-53_2008-08-11.html

## Full Text

Incarto n.

  17.2008.53

  	
  Lugano

  11 agosto
  2008/lw

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Corte di cassazione e di revisione
  penale                                 del Tribunale d'appello

  
						

 

 

 

 

 

 

 

 

 

	
  composta dei giudici:

   

  	
  Lardelli, vicepresidente

  Pellegrini e Epiney–Colombo

   

  

 

	
  segretario:

  	
  Akbas, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire sul ricorso per cassazione del 28
luglio 2008 presentato da

 

 

	
   

  	
  RI 1

   

  
	
   

  	
  contro la sentenza emanata il 24 giugno 2008 dal
  Consiglio per i minorenni nei confronti di

   

  	 

	
   

  	
   

  IM 1 attinente di , nato il 3 marzo 1995 a , domiciliato a , celibe

  (patrocinato dall’avv. PA 1)

   

  	 

	
   

  	
   

  	 

					

 

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti di questione:      1. Se
dev’essere accolto il ricorso per cassazione; 

                                          2. Il giudizio sulle spese.

 

 

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   Con decisione del 30 maggio 2008 il sostituto Magistrato dei minorenni,
ha ritenuto IM 1 autore colpevole di atti sessuali con fanciulli (art. 187 n. 1
CP) per avere, all’inizio del mese di novembre 2007, a __________ presso la propria abitazione, compiuto un atto sessuale con la sorella _______,
nata il 5 febbraio 1999, dopo essersi recato nel corso della notte nella sua
camera da letto, segnatamente: sedendosi sul bordo del suo letto, togliendole
dapprima di dosso la coperta, sfilandosi i pantaloni del pigiama, togliendole
la parte inferiore del pigiama, rimanendo entrambi nudi, piegandole le gambe e,
infine, appoggiandosi sulla pancia di quest’ultima e spostandosi avanti e
indietro spingendo con le gambe e appoggiandosi con le mani sul letto.
Richiamata l’ordinanza del 5 marzo 2008 con la quale egli aveva disposto il
collocamento in via cautelare del minore presso l’istituto __________,
ricordato che detto istituto ha deciso di interrompere il collocamento del
soggetto e preso atto della disponibilità di Casa __________, ad ospitarlo
(come già avvenuto dal 21 gennaio al 3 marzo 2008), e ritenuto per finire
opportuno procedere al collocamento del giovane allo scopo di continuare il percorso
da lui intrapreso, avente quale fine il suo sviluppo personale e il suo
inserimento sociale e tenuto conto che al minore non viene inflitta una pena,
malgrado questi abbia agito in modo colpevole, in quanto è dato un caso di
impunità ex art. 21 cpv. 1 lett. a LFDPmin, il sostituto Magistrato dei minorenni
ha ordinato il collocamento di IM 1 presso Casa __________, a partire dal 20
maggio 2008 per un tempo indeterminato, con una prima verifica il 30 settembre
2008. Egli ha dipoi ordinato allo stesso istituto di allestire rapporti
regolari alla Magistratura dei minorenni, con una prima scadenza al 30
settembre 2008, indicando in __________, educatore del Servizio educativo minorile,
la persona di contatto, e stabilendo altresì che le modalità del collocamento
verranno decise dalla direzione della struttura in conformità al buon funzionamento
della stessa, ad eccezione delle istruzioni che verranno impartite a seconda
delle necessità dalla Magistratura. Ha quindi deciso che i contatti personali,
telefonici e i congedi con la famiglia sono sospesi per un breve periodo al
fine di permetterne il completo inserimento nella struttura, come pure che i
contatti e i congedi verranno ripristinati, a seconda dell’evoluzione del  collocato
presso la struttura, su autorizzazione dello stesso sostituto Magistrato dei
minorenni e che tale evoluzione verrà valutata dagli operatori di Casa __________ e dall’educatore del Servizio educativo minorile. Ha infine stabilito che IM 1
sarà preso a carico dal Servizio cantonale competente secondo la valutazioni
dell’educatore, rispettivamente che sarà introdotto presso la scuola media di __________
secondo le modalità decise dalla Scuola stessa. Contro tali  provvedimenti IM 1 ha sollevato tempestiva opposizione. 

 

                                  B.   Statuendo sull’opposizione, con sentenza del 24 giugno 2008 il
Consiglio dei minorenni ha dichiarato IM 1 autore colpevole di atti sessuali
con fanciulli e lo ha pertanto sottoposto alla misura del collocamento presso Casa __________, per un tempo indeterminato, con una prima verifica il 30 settembre 2008. Ha pertanto ordinato all’istituto di fare regolari rapporti alla Magistratura dei minorenni,
con una prima scadenza al 30 settembre 2008, designando __________, educatore
del Servizio educativo minorile, come persona di contatto. Ulteriormente esposte
le modalità del collocamento e stabilito che IM 1 sarà preso a carico dal
Servizio cantonale competente secondo le valutazioni dell’educatore e che sarà
pure introdotto presso la Scuola media di __________ secondo le modalità decise
dalla Scuola stessa, il Consiglio dei minorenni ha infine ordinato un
approfondimento diagnostico in situazione stazionaria presso Casa __________, al fine di stabilire in modo adeguato la qualità della struttura psichica del
ragazzo, quali siano le sue condizioni evolutive e quali siano le misure educative
ed eventualmente terapeutiche da intraprendere per il bene della sua evoluzione
personale e che l’esecuzione dell’approfondimento verrà realizzata dalla
Magistratura dei minorenni, che dovrà procedere alla designazione di un esperto
adeguatamente competente. 

 

                                  C.   Contro tale sentenza RI 1, madre di IM 1 e detentrice dell’autorità
parentale del minore, ha inoltrato il 30 giugno 2008 una dichiarazione di
ricorso alla Corte di cassazione penale. Nei motivi scritti del gravame,
presentati il 28 luglio 2008, essa chiede una rivalutazione del caso. Il
ricorso non ha formato oggetto di intimazione.

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   Il ricorso per cassazione è un rimedio di mero diritto (art. 288
lett. a e b CPP). L’accertamento dei fatti e la valutazione delle prove sono
censurabili unicamente per arbitrio (art. 28 lett.  e 295 cpv. 1 CPP). Arbitrario
non significa tuttavia manchevole, discutibile o finanche inesatto, bensì
manifestamente insostenibile, destituito di fondamento serio e oggettivo, in
aperto contrasto con gli atti (DTF 133 I 149 consid. 3.1 pag. 153, 132 I 13
consid. 5.1 pag. 17, 131 I 217 consid. 2.1 pag. 219, 129 I 173 consid. 3.1 pag.
178 con richiami) o basato unilateralmente su talune prove ad esclusione di
tutte le altre (DTF 118 Ia 28 consid. 2b pag. 30, 112 Ia369 consid. 3 pag.
371). Per motivare una censura di arbitrio non basta dunque criticare la sentenza
impugnata, né contrapporle una propria versione dell’accaduto, per quanto preferibile
essa appaia, ma occorre spiegare perché un determinato accertamento dei fatti o
una determinata valutazione delle prove siano viziati di errore qualificato. Secondo
giurisprudenza, inoltre, per essere annullata una sentenza dev’essere arbitraria
anche nel risultato, non solo nella motivazione (DTF 133 I 149 consid. 3.1 pag.
153, 132 I 13 consid. 5.1 pasg. 17, 131 I 217 consid. 21. pag. 219, 128 I 8
consid. 2.1 pag. 9, 173 consid. 3.1 pag. 178).

 

                                   2.   Premesso che intende formulare ricorso “per arbitrarietà
nell’accertamento dei fatti”, la ricorrente si diffonde sui punti A (sentenza,
pag. 1), D (sentenza, pag. 4–5), C (sentenza, pag. 5), D (sentenza, pag. 5), E
(sentenza, pag. 5) e G (sentenza, pag. 6). Sennonché, essa trascura che nella
prima parte della sentenza, segnatamente nei punti da essa evocati, il
Consiglio dei minorenni si è limitato ad esporre la cronologia dei fatti
sfociati nel procedimento penale che ci occupa, con riferimento ai verbali di IM
1 del 17 gennaio e del 18 gennaio 2008; al suo stesso verbale del 17 gennaio
2008; alle audizioni di __________ e della stessa presunta vittima (secondo le
modalità previste dalla LAV); alla degenza (in osservazione) di IM 1 presso
l’Ospedale __________ dal 17 gennaio al 21 gennaio 2008, quando è stato collocato
una prima volta alla Casa __________; alla sua successiva collocazione in via
cautelare all’istituto __________ su ordine della sostituta Magistrata dei minorenni
del 5 marzo 2008 “ritenuta la necessità di esperire ulteriori accertamenti al
fine di poter meglio valutare il comportamento del minore e di intraprendere
quanto prima un percorso educativo e di presa a carico del minorenne con lo
scopo di un suo completo reinserimento sociale”; al successivo nuovo suo
trasferimento in via cautelare presso la Casa __________; al rapporto allestito
il 26 maggio 2008 da __________, direttore dell’istituto __________, con cui
questi riferisce le sue osservazioni (invero poco rassicuranti) durante il
collocamento del soggetto; al decreto di collocamento 30 maggio 2008 del
Sostituto Magistrato dei minorenni e alla argomentazioni addotte dalle parti
durante il dibattimento davanti al Consiglio dei minorenni. E’ per contro nella
seconda parte della sentenza, ossia in quella riservata ai considerandi in
diritto previo accertamento dei fatti a sostegno delle rispettive conclusioni,
che il Consiglio ha esposto le ragioni che lo hanno spinto a confermare, mutatis
mutandis, la decisione del sostituto Magistrato dei minorenni. Soltanto queste
considerazioni sono perciò impugnabili per arbitrio. Ne discende pertanto l’inammissibilità
del rimedio, nella misura in cui esso riguarda la parte della sentenza
precedente la disamina vera e propria delle questioni di merito sollevate al
dibattimento. Del resto, l’esposto ricorsuale si esaurisce al riguardo in una
serie di puntualizzazioni, con le quali la ricorrente si propone con ogni
evidenza di contrapporre la propria personale ricostruzione e interpretazione
di determinati eventi, senza però sostanziare alcun arbitrio, termine al quale
la ricorrente accenna in modo generico soltanto in ingresso del gravame, senza
tuttavia più invocarlo nelle successive singole considerazioni.

 

                                   3.   Riferendosi al considerando 2 della sentenza impugnata, la ricorrente
– rilevato che “risale una ennesima volta la vergogna della vittima” – chiede che
sia riesaminata la vidoeregistrazione della presunta vittima alla presenza di
un professionista, segnatamente del dott. __________ (pedopsichiatra) e che
quest’ultimo possa dare la sua opinione. Sempre riferendosi allo stesso considerando
la ricorrente obietta che, per quanto riguarda la conclusione che l’autore
abbia agito liberamente e coscientemente, ci si può riferire al verbale del
minore e al suo stato confusionale. Sennonché, la ricorrente sorvola che nel
considerando impugnato il Consiglio dei minorenni, richiamando anche la visione
della videoregistrazione del racconto della presunta vittima, oltre che le
dichiarazioni del presunto autore e di sua madre, ha diffusamente spiegato le
ragioni che l’hanno spinto a ritenere che IM 1 non solo ha effettivamente
compiuto l’atto sessuale addebitatogli, ma che ha agito liberamente e coscientemente.
Perché il Consiglio dei minorenni sarebbe trasceso in arbitrio statuendo in
questo modo, la ricorrente non spiega. A ben vedere nemmeno lo pretende. Ancora
una volta l’ammissibilità del rimedio non è perciò data.

 

                                   4.   Nel vagliare il considerando 3 della sentenza impugnata, riferito
all’elencazione delle sanzioni che secondo il Consiglio dei minorenni entrano
in considerazione in una fattispecie come la presente, la ricorrente sottolinea
che bisogna prestare attenzione alla vita e alla situazione familiare del
minore e che non si intravede perché un trattamento ambulatoriale sia di
ostacolo, “in quanto l’ambiente e la situazione familiare non sussistono
problemi”. Quanto al considerando 3.1 della sentenza impugnata, ove si parla di
misure più incisive, prosegue la ricorrente, anche in questo caso non
sussistono particolari problemi su un rientro a domicilio del minore; ritenuto
poi che il collocamento in un istituto chiuso può essere disposto solo su una
perizia medica o psicologica, allega dipoi la ricorrente, va rilevato che
sebbene l’istituto __________ risulti un istituto aperto, ciò non è il caso in
quanto il minore non può spostarsi a suo agio, nemmeno la domenica quando va a
messa. Tale istituto è perciò da ritenersi come struttura (illegale) chiusa. Da
qui la richiesta di perizia pedopsichiatrica. Sennonché, la ricorrente reitera
nell’argomentare a ruota libera, come se stesse rivolgendosi a una autorità di
appello abilitata a rivedere liberamente questioni di fatto e di valutazione delle
prove. Il che non è consentito. Del resto, nel considerando 4.2 il Consiglio
dei minorenni ha illustrato le ragioni che a suo giudizio giustificano il collocamento
(ritenuto inevitabile) del minore e ha pure spiegato perché, contrariamente
alla opinione della difesa, la Casa __________ non può essere considerata come
un “istituto chiuso”ai sensi del diritto penale minorile. Spettava a questo
punto alla ricorrente non solo pretendere che, giudicando in quel modo, il
Consiglio dei minorenni sia trasceso in arbitrio, ma anche illustrarne i
motivi. Il ricorso è però totalmente carente di spunti del genere, l’esposto
ricorsuale esaurendosi di nuovo nel proprio personale punto di vista grazie a
una diversa ricostruzione e interpretazione della fattispecie, il che – come
visto – non è consentito in un ricorso fondato sul divieto dell’arbitrio, ove
occorre argomentare in modo ben più solido e non limitarsi a proporre una sorta
di arringa difensiva volta a perorare la propria causa. 

 

                                   5.   La ricorrente si duole altresì della designazione di __________
quale persona di contatto tra l’istituto di collocamento e la Magistratura dei
minorenni, chiedendone la sua immediata sostituzione, trattandosi a suo
giudizio di persona che non si degna nemmeno di telefonarle o tenerla informata sull’andamento del minore. Ancora una volta la ricorrente argomenta in modo improprio,
ossia fondando il ricorso su sue personali affermazioni e deduzioni, senza tuttavia
addurre alcun verificabile riscontro che renda per lo meno verosimile
l’inopportunità della contestata designazione. Formulato su congetture, il
ricorso non può che essere una volta di più dichiarato inammissibile.

 

                                   6.   Da quanto precede, ne discende pertanto l’inammissibilità del
gravame. Gli oneri processuali retivi al presente giudizio dovrebbe seguire la
soccombenza, ossia essere posti a carico della ricorrente (art. 15 cpv .1 CPP).
Data però la particolarità della fattispecie, si rinuncia a ogni prelievo. 

 

Per questi motivi,

 

in applicazione
dell’art. 291 cpv. 1 CPP

 

pronuncia:              1.   Il ricorso è inammissibile.

 

                                   2.   Non si riscuotono spese né tasse. 

 

                                   3.   Intimazione a:

 

                                                                                 

 

 

 

Per la Corte di
cassazione e di revisione penale

Il vicepresidente                                        Il
segretario

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici 

 

Contro decisioni finali, contro decisioni
parziali, contro decisioni pregiudiziali e incidentali sulla competenza e la
ricusazione e contro altre decisioni pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93
LTF) è dato, entro trenta giorni dalla notificazione del testo integrale della
decisione (Art. 100 cpv, 1 LTF), il ricorso in materia penale al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art.
78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 81 LTF. Laddove
non sia ammissibile il ricorso in materia penale è dato, entro lo stesso
termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale
per i motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a
ricorrere è disciplinata in tal caso dall’ art.115 LTF.