# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e05e160d-89e1-52fa-9fd3-daaa7ad0a74c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-11-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 07.11.2000 52.2000.84
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2000-84_2000-11-07.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2000.00084

   

  	
  Lugano

  7 novembre
  2000

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

 

 

statuendo sul ricorso 17 marzo 2000 del

 

 

	
   

  	
  Comune di __________

  patr. da: avv. __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 1. marzo 2000 (n. 894) del Consiglio di
  Stato che ha accolto il ricorso 4 maggio 1999 di __________ ed ha annullato
  la decisione 8/15 aprile 1999 con cui il municipio di __________ gli aveva
  negato la licenza edilizia relativa alla costruzione di una casa plurifamiliare
  ai mapp. __________ e __________ di quel comune;

  
	
   

  	
   

  

 

 

viste le risposte:

-    29 marzo 2000 del
Consiglio di Stato;

-      5 aprile 2000 di
__________;

-      5 aprile 2000 di
__________;

-      6 aprile 2000 del
Dipartimento del territorio, Servizi Generali, Ufficio domande di 

       costruzione e
dell'esame di impatto ambientale;

-    19 maggio 2000 di
__________;

vista la replica 19 giugno
2000 e le dupliche:

-    27 giugno 2000 del
Consiglio di Stato;

-      6 luglio 2000 di
__________;

-    10 luglio 2000 del
Dipartimento del territorio, Servizi generali, Ufficio domande di costruzione e
dell'esame di impatto ambientale;

-    25 luglio 2000 di
__________;

-    31 luglio 2000 di
__________;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   a) Il 16
dicembre 1998 __________ ha inoltrato al municipio di __________ una domanda di
costruzione concernente la realizzazione di una casa plurifamiliare ai mapp.
__________ e __________ di quel comune, di cui è comproprietario. Quei fondi,
tra di essi confinanti e rispettivamente di mq 437 e 476 di superficie, sono situati
lungo via __________ e sono ricompresi nel perimetro del piano particolareggiato
del nucleo tradizionale di __________ (PPNTG). L'edificio, con base rettangolare
(m 39 x 10), allineato su via __________, è strutturato su 5 livelli fuori
terra: pianterreno (portico, locali svago, lavanderia, deposito e locale
tecnico) e quattro piani destinati all'abitazione (due appartamenti per piano).
Un piano interrato ospita autorimessa, rifugio, cantine e locali tecnici.

 

Con lettera del 21 dicembre 1998 l'istante
ha comunicato al municipio di __________ di ritirare la domanda di costruzione
parimenti concernente l'edificazione di una casa plurifamiliare ai menzionati
fondi (strutturata su 6 piani fuori terra, di cui cinque destinati
all'abitazione) datata 11 marzo 1997 e completata nel mese di dicembre
successivo.

 

b) Al rilascio della licenza edilizia si
sono opposti __________ e __________, proprietari rispettivamente dei mapp.
__________ e __________, posti dirimpetto ai fondi costruendi, da cui sono
separati da via __________. Gli opponenti hanno eccepito una violazione degli
indici di sfruttamento e occupazione.

Il municipio di __________ ha convocato le
parti ad un esperimento di conciliazione, che non ha tuttavia avuto luogo a
seguito del rifiuto del rappresentante di __________ di parteciparvi.

 

c) Raccolto l'avviso favorevole del
dipartimento del territorio, del 25 febbraio 1999, con decisione 8/15 aprile
1999 il municipio di __________ ha negato il rilascio della licenza edilizia,
poiché l'indice di occupazione risultante dal progetto, del 40,45%, eccedeva
quello concesso del 35% stabilito dall'art. 13 cpv. 2 lett. b NAPR, che regolamenta
l'edificazione nella zona R16, cui rinvia l'art. 8 delle norme di attuazione
del PPNTG (NAPPNTG), che regge l'edificazione nelle aree di raccordo alle zone
edificabili limitrofe, ove era prevista la controversa costruzione. Le opposizioni
sono state decise di conseguenza.

 

 

                                  B.   a) Con
impugnativa 4 maggio 1999 __________ si è aggravato contro il diniego del
permesso di costruzione davanti al Consiglio di Stato. Il ricorrente ha in
particolare sostenuto che il progetto non sottostava all'ossequio dell'indice
di occupazione, giacché l'art. 8 NAPPNTG non rinviava ai parametri edificatori
della zona R16.

 

b) Con giudizio di data 1 marzo 2000, il
Consiglio di Stato ha accolto il ricorso. Il Governo ha rilevato che
l'applicabilità dei parametri edificatori della zona R16 alle costruzioni che
vengono realizzate nelle aree di raccordo alle zone edificabili facenti parte
del PPNTG era stata prevista posteriormente alla sua decisione di approvazione
del PR e del PPNTG, che aveva avuto luogo con risoluzione 2 dicembre 1997. Tale
applicabilità era difatti stata inserita nel testo dell'art. 8 NAPPNTG
direttamente a cura del municipio, dopo che la sezione della pianificazione
urbanistica ne aveva avallato il contenuto il 25 marzo 1998. Poiché tale modifica
del PR era stata effettuata in palese spregio delle procedure e delle
competenze stabilite in materia di piano regolatore, il Consiglio di Stato l'ha
considerata nulla. Il progetto doveva pertanto essere esaminato esclusivamente
alla luce del testo dell'art. 8 NAPPNTG adottato dal consiglio comunale e dallo
stesso approvato, dal quale non era desumibile alcun rinvio alle prescrizioni
edilizie della zona R16: quindi nemmeno dell'indice di occupazione. Il Governo
ha pertanto annullato la decisione impugnata e retrocesso gli atti al municipio
per il rilascio della licenza edilizia.

 

 

                                  C.   a) Con
impugnativa 17 marzo 2000, assistita da una replica del 19 giugno successivo,
il comune di __________ è insorto contro il predetto giudizio governativo
davanti a questo Tribunale, chiedendo il suo annullamento e la conferma della
decisione municipale di diniego del permesso edilizio. L'insorgente sostiene
che la modifica dell'art. 8 NAPPNTG operata dal municipio con il consenso della
sezione della pianificazione urbanistica, discendente oltretutto da un preciso
obbligo in tal senso imposto dal Governo nella decisione di approvazione di PR
e PP, abbia semplicemente risolto un problema redazionale, di pura forma. La
norma in esame, interpretata correttamente, imponeva difatti il rispetto degli
indici di occupazione e di sfruttamento previsti per la zona R16 già prima di
tale precisazione e, pertanto, indipendentemente dalla stessa. Di questa
esigenza era al corrente anche __________, che aveva riportato tali parametri
nel formulario di inoltro della domanda di costruzione ed aveva fornito anche
il loro calcolo per quanto concerneva il progetto. Quest'ultimo, che disattende
l'indice di occupazione di 5,45 punti percentuali e quello di sfruttamento di
0,013, non può pertanto essere approvato. A parere del ricorrente, seguendo
l'opinione espressa dal Consiglio di Stato nel giudizio impugnato, secondo cui
la procedura messa in atto dal municipio insieme al dipartimento è nulla, rimarrebbe
inattuato l'ordine impartito dal Consiglio di Stato medesimo nella risoluzione
di approvazione di PR e PP di precisare in quel senso l'art. 8 NAPPNTG:
circostanza che legittimerebbe l'adozione di una misura di salvaguardia della
pianificazione del territorio e segnatamente una sospensione della decisione
sulla domanda di costruzione da parte del municipio in applicazione dell'art.
65 LALPT.

 

                                         b) Il
Consiglio di Stato e __________ si oppongono all'accoglimento del ricorso.
__________ ne postula l'accoglimento. __________ ed il dipartimento del
territorio si rimettono invece al giudizio del Tribunale. Il dipartimento
annette alla sua risposta una presa di posizione della sezione della
pianificazione urbanistica, che condivide pienamente gli argomenti addotti dal
comune.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La
competenza del Tribunale è data (art. 21 cpv. 1 LE), il ricorso è tempestivo
(art. 46 cpv. 1 PAmm) e la legittimazione del ricorrente certa (art. 21 cpv. 2
LE). Il ricorso è pertanto ricevibile in ordine. Può inoltre essere deciso
sulla scorta degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm).

 

 

                                   2.   L'oggetto
della controversia risiede nell'applicazione dell'art. 8 delle norme di attuazione
del piano particolareggiato del nucleo tradizionale di __________ (NAPPNTG). In
proposito il Tribunale considera quanto segue.

 

 

                                   3.   3.1. Il
piano particolareggiato del nucleo tradizionale di __________ (PPNTG) comprende
l'agglomerato tradizionale degli edifici attorno a piazza __________ e le aree
di immediato contorno (art. 2 NAPPNTG). Scopi del PPNTG sono la valorizzazione
del nucleo tradizionale di __________ quale polo di quartiere a carattere residenziale,
la ricomposizione spaziale e architettonica del nucleo mediante nuovi interventi
edilizi, la definizione di una cornice non edificata di immediato contorno del
nucleo, la ricucitura della rete di percorsi pedonali che fanno capo al nucleo,
la riorganizzazione dei flussi di traffico e la delimitazione di aree di
posteggio in modo da permettere la pedonalizzazione di piazza __________ (art.
1 NAPPNTG). Nel perimetro del PPNTG è ammessa la costruzione di edifici
d'abitazione, commerciali e amministrativi, di alberghi e ristoranti, infine di
edifici per aziende artigianali non moleste: solo il 30% al massimo della
superficie utile lorda dei singoli fondi può tuttavia essere destinato a scopi
non residenziali (art. 4 cpv. 1 NAPPNTG).

 

 

                                         3.2. Per
quanto concerne le proprietà private, il PPNTG suddivide 5 aree di intervento (cfr.
art. 5 NAPPNTG): aree di mantenimento dell'edificazione, aree di ristrutturazione
dell'edificazione, aree di raccordo alle zone edificabili limitrofe, area di
edificazione speciale, aree verdi di contorno.

 

                                         Nelle aree
di mantenimento dell'edificazione sono ammesse unicamente la riattazione,
la ristrutturazione e la trasformazione degli edifici esistenti (art. 6 cpv. 1
NAPPNTG). Sono tuttavia concessi dei piccoli ampliamenti o sopraelevazioni
intesi a completare la continuità del tessuto edificato esistente (art. 6 cpv.
2 NAPPNTG).

 

                                         Nelle aree
di ristrutturazione dell'edificazione sono ammessi, oltre ai menzionati interventi,
la demolizione e la ricostruzione degli edifici esistente nel rispetto degli ingombri
indicati dal piano (art. 7 cpv. 1 NAPPNTG).

 

                                         L'art. 8
NAPPNTG presiede all'edificazione nelle aree di raccordo alle zone edificabili
limitrofe, ove sono ubicati gli edificandi mapp. __________ e __________.
Nella versione adottata dal consiglio comunale nella seduta del 2 aprile 1996
ed approvata dal Consiglio di Stato con risoluzione 2 dicembre 1997 esso recita
come segue:

                                         

                                         "Nelle
aree di raccordo alle zone edificabili limitrofe sono ammessi gli stessi interventi
delle altre zone edificabili del PR; valgono le seguenti prescrizioni
particolari:

                                         a) gli
edifici possono sorgere all'interno dei perimetri delimitati dalle linee di costruzione
e di arretramento;

b) le facciate degli edifici devono
essere allineate alle linee di costruzione;

b) altezza massima delle costruzioni:

- alla gronda : m 16;

- al colmo: m 18;

d) non sono ammessi posteggi aperti; è
consentito realizzare autorimesse coperte o interrate soltanto se accessibili
direttamente dalle aree di circolazione veicolare definite nel piano."

 

 

                                         Per l'unica area di edificazione speciale prevista, che
abbraccia due soli fondi (mapp. __________ e __________), l'art. 9 NAPPNTG
subordina la possibilità di costruire all'allestimento di un piano di quartiere
e fissa nel contempo le prescrizioni edilizie. La risoluzione governativa di
approvazione del PPNTG è tuttavia frattanto stata annullata su questo punto con
sentenza 29 luglio 1999 del Tribunale della pianificazione del territorio, che
ha accolto il ricorso di un proprietario interessato. La menzionata istanza
giudiziaria ha considerato lesiva del principio della proporzionalità la
disciplina istituita tramite l'art. 9 NAPPNTG ed ha retrocesso gli atti al
comune affinché abbia a riesaminare l'assetto pianificatorio di quello
specifico comparto.

 

                                         Nelle aree
verdi di contorno non sono invece ammesse nuove costruzioni, ad eccezione
di quelle sotterranee; le costruzioni esistenti possono essere mantenute (art.
10 NAPPNTG).

 

3.3. In sede di approvazione del PPNTG, che
ha avuto luogo contestualmente a quella del PR, il Consiglio di Stato ha
ritenuto che la formulazione della prima frase dell'art. 8 NAPPNTG fosse troppo
vaga ed indeterminata. Dalla stessa non si riusciva a desumere quali fossero
gli interventi ammissibili rispettivamente a quali zone edificabili rinviasse
la norma. Il Governo ha pertanto invitato direttamente il municipio a precisare
quella frase ed adeguare in conseguenza le NAPPNTG senza dover ottemperare a
particolari procedure. L'obbligo di precisazione è stato classificato tra le
modifiche, di natura formale o legale, disposte d'ufficio dal Consiglio di
Stato (cfr. risoluzione di approvazione 2 dicembre 1997, pag. 24, cifra 3.6.3.;
pag. 45 cifra 5.1. lett. g; pag. 48, dispositivo n. 4).

 

In attuazione della menzionata ingiunzione,
in data 4 marzo 1998 il municipio di __________ ha sottoposto al Consiglio di
Stato gli adeguamenti di svariate disposizioni delle norme di attuazione del PR
e del PPNTG. Tra queste figurava la seguente riformulazione dell'art. 8
NAPPNTG:

 

"Nelle aree di raccordo alle zone
edificabili limitrofe (situate ai mapp. __________ e __________, __________)
valgono i parametri edificatori della zona R16 limitrofa. Valgono inoltre le seguenti
prescrizioni particolari:

a) b) c) d) invariato".

 

Con lettera del 25 marzo successivo la
sezione della pianificazione urbanistica ha informato il municipio che tali
modifiche delle norme di attuazione non erano soggette ad approvazione. Essi
corrispondevano tuttavia a quanto disposto dal Consiglio di Stato nella
risoluzione di approvazione del PR. La sezione della pianificazione ha pertanto
invitato il municipio ad aggiornare le norme di attuazione conformemente agli
emendamenti sottopostile.

 

 

                                   4.   Il
controverso edificio presenta una superficie utile lorda di mq 1'474,47 e una
superficie edificata di mq 394, 24. I mapp. __________ e __________ assommano,
complessivamente mq 913. L'istante si è inoltre impegnato ad acquistare una
parte del sub b, accesso, del confinante mapp. __________ in caso di approvazione
del progetto. In tal modo la superficie edificabile a disposizione aumenta -
secondo i calcoli prodotti dal resistente e condivisi dal municipio - a mq
974,50. Gli indici di sfruttamento e di occupazione risultanti sono dell'1,513
rispettivamente del 40,45%. Il municipio di __________ ha negato il rilascio
della licenza edilizia, poiché l'indice di occupazione risultante dal progetto
supera quello concesso del 35%, stabilito dall'art. 13 cpv. 2 lett. b NAPR, che
regolamenta l'edificazione nella zona R16, cui rinvia l'art. 8 NAPPNTG nella
versione aggiornata. In sede di ricorso il comune ha eccepito anche
un'eccedenza rispetto all'indice di sfruttamento dell'1,5, fissato per la zona
R16 dall'art. 13 cpv. 2 lett. a NAPR, sempre attraverso il rinvio di cui
all'art. 8 NAPPNTG, versione aggiornata. Nel giudizio impugnato il Consiglio di
Stato ha tuttavia ritenuto nulla e, pertanto, inapplicabile tale versione,
poiché introduceva delle nuove restrizioni, ma in particolare l'obbligo di
rispettare gli indici di sfruttamento e di occupazione stabiliti per la zona
R16, senza che fosse stata osservata la procedura di approvazione del PP. Dal
momento che il testo dell'art. 8 NAPPNTG adottato dal consiglio comunale ed
approvato dallo stesso Consiglio di Stato il 2 dicembre 1997 non prevedeva
l'obbligo di rispettare indici, l'autorità di ricorso di prima istanza ha
concluso che a __________ doveva essere rilasciato il permesso di costruzione
dell'edificio. L'opinione del Governo, contestata dal comune, deve essere tutelata.

 

                                   5.   5.1. In
limine è necessario rilevare che il calcolo degli indici proposto da __________
ed avallato dal municipio è errato. In effetti il sub b del mapp. __________
non può entrare in linea di conto per la determinazione della superficie
edificabile ai sensi dell'art. 37 LE. Questo fondo, che non è ricompreso nel
perimetro del PPNTG, è assegnato dal PR alla zona R16 e pertanto ad una
differente zona di utilizzazione rispetto ai mapp. __________ e __________: le
quantità edificatorie che gli appartengono non possono pertanto essere
trasferite a questi ultimi (art. 38a LE). Ne consegue che gli indici effettivi
della controversa edificazione assommano, partendo dalla superficie totale dei
soli mapp. __________ e __________, di mq 913 complessivamente, all'1,61
rispettivamente al 43,18% (cfr. comunque le riserve circa il modo di calcolare
gli indici nelle aree di raccordo alle zone edificabili limitrofe formulate sub
5.2. in fine).

 

                                         5.2.
Giusta la prima frase dell'art. 8 NAPPNTG, nella sua versione originaria, nelle
aree di raccordo alle zone edificabili limitrofe, in cui sono ubicati in mapp.
__________ e __________, sono ammessi "gli stessi interventi delle
altre zone edificabili del PR". Il significato e la portata di questa
frase può essere facilmente compreso attraverso la sua contrapposizione con il
testo del primo capoverso degli art. 6 e 7 NAPPNTG, che regolamentano
l'edificazione privata nelle altre due aree di intervento previste dal PPNTG,
ossia quelle di mantenimento dell'edificazione e quelle di ristrutturazione
dell'edificazione rispettivamente (viene esclusa dal paragone l'area di
edificazione speciale, in relazione alla quale le possibilità di sfruttamento
edilizio devono ancora essere definite; cfr. consid. sub 3.2.). In effetti,
giusta l'art. 6 cpv. 1 NAPPNTG nelle aree di mantenimento dell'edificazione
sono ammesse solo la riattazione, la ristrutturazione e la trasformazione
(esclusiva di ampliamenti) degli edifici esistenti. Nelle aree di
ristrutturazione dell'edificazione l'art. 7 cpv. 1 NAPPNTG autorizza, oltre
agli interventi appena descritti, la demolizione e la ricostruzione degli
edifici esistenti nel rispetto degli ingombri indicati nel piano. L'art. 8
NAPPNTG, che permette di realizzare nelle aree di raccordo alle zone
edificabili limitrofe "gli stessi interventi delle altre zone
edificabili del PR", deve pertanto essere interpretato nel senso che tale
norma concede al proprietario una maggiore libertà nell'edificazione del suo
fondo, svincolandolo dalle limitate possibilità operative prescritte per le
altre due altre aree: esso autorizza pertanto in particolare l'erezione
incondizionata di nuove costruzioni o l'ampliamento di costruzioni esistenti.
La prima frase dell'art. 8 NAPPNTG non esigeva pertanto necessariamente di
essere precisata. Se il Governo ha nondimeno ritenuto utile farlo, si trattava
semplicemente di esplicitare il menzionato significato. Attraverso
l'adeguamento disposto dal municipio in esecuzione dell'ingiunzione governativa
la prima frase dell'art. 8 NAPPNTG ha per contro mutato radicalmente contenuto,
assoggettando le aree di raccordo alle zone edificabili limitrofe ai "parametri
edificatori della zona R16 limitrofa". Ne è conseguito, in
particolare, l'obbligo per le edificazioni di ossequiare anche gli indici di
sfruttamento e di occupazione disposti, per tale zona, dall'art. 13 cpv. 2
NAPR, dell'1,5 e 35% rispettivamente. Secondo l'art. 8 NAPPNTG, testo approvato
dal Consiglio di Stato nella risoluzione 2 dicembre 1997, le prescrizioni
edificatorie delle aree di raccordo alle zone edificabili limitrofe erano
invece semplicemente costituite ("valgono le seguenti prescrizioni
particolari"): 1. dalla possibilità di edificare all'interno dei
perimetri delimitati dalle linee di costruzione e di arretramento sul piano
dell'edificazione e degli spazi liberi in scala 1:500, documento componente il
PPNTG (lett. a); 2. dall'obbligo di allineare le facciate alle linee di
costruzione (lett. b); 3. dall'altezza massima delle costruzioni, di m 16 alla
gronda e m 18 al colmo (lett. c). Da tale disposizione non era inoltre
deducibile in alcun modo che le costruzioni che sarebbero sorte in tali aree
avrebbero dovuto soddisfare anche gli indici previsti per la zona R16. L'unico
indizio addotto dal ricorrente a sostegno di questa tesi si riduce ad un passo
del rapporto di pianificazione 10 ottobre 1995, ove si spiega che le aree di
raccordo alle zone edificabili limitrofe sono "attribuite ai parametri
edificatori della zona R16" (cfr. rapporto citato, pag. 3, cifra
2.2.). Quel documento soggiunge invero, immediatamente dopo l'accenno
favorevole alla tesi del ricorrente, che tali aree "sono vincolate tuttavia
ad arretramenti e allineamenti particolari, riferiti all'impianto urbanistico
generale del piano particolareggiato; a sud e a nord del nucleo sono previsti
due blocchi, ben definiti nelle loro volumetrie, che completano il fronte del
nucleo che si affaccia su via __________; il blocco ai mapp. __________ e
__________ sostituisce due piccoli edifici in disuso e destinati alla
demolizione; il blocco al mapp. __________ corrisponde sostanzialmente all'edificio
esistente di 5 piani con attico degli anni '60" (cfr. ibidem). Le aree
di raccordo alle zone edificabili limitrofe costituiscono pertanto delle cosiddette
aree edificabili ad ubicazione vincolata (cfr. anche la risoluzione governativa
di approvazione del PR e del PP 2 dicembre 1997, pag. 23, cifra 3.6.1.). Ora
l'edificazione in tali aree è già sufficientemente e convenientemente regolata
attraverso l'art. 8 NAPPNTG, nella sua versione originale, ed il relativo
appoggio cartografico costituito dal piano dell'edificazione e degli spazi liberi
in scala 1:500. Combinando questi due elementi vengono difatti definiti con
precisione gli ingombri essenziali dell'edificio: quello in superficie, a forma
rettangolare, formato da una linea di costruzione (parallela a via __________)
e tre linee di arretramento, e quello in altezza, prescritto dalla lettera c
della testé menzionata disposizione legale, di m 16 alla gronda e m 18 al
colmo, e che corrisponde - tra l'altro - all'altezza massima delle costruzioni
concessa nella zona R16 dall'art. 13 cpv. 2 lett. c NAPR. L'ulteriore
assoggettamento all'osservanza degli indici previsti per quest'ultima zona non
appare pertanto né necessario né adeguato. Intanto - ed in generale - perché,
com'è noto, gli indici assolvono in realtà semplicemente una funzione ausiliare
rispetto alle altre prescrizioni edilizie usuali che concorrono a definire la
quantità edificatoria, ma in particolare a quelle concernenti le distanze e le
altezze degli edifici (cfr. STA inedita 15 luglio 1997 in re S. e G. __________,
consid. 4.2., concernente una fattispecie sostanzialmente identica alla
presente, confermata con STA inedita 4 aprile 2000 in re F. e S. Scaroni, consid.
2.1.; inoltre STA 15 luglio 1996 in re F. e llcc, consid. 4.3.; Scolari,
Commentario, ed. 1997, ad art. 37 LE N. 1110 e 1113 con rinvii): prescrizioni
che, nella fattispecie, sono senz'altro date. In secondo - ed in particolare -
perché l'edificazione ai mapp. __________ e __________ è retta dal PPNTG:
strumento concepito appositamente per disciplinare nel dettaglio l'uso ammissibile
dei fondi privati, che stabilisce pertanto con precisione - in particolare -
l'ubicazione e le dimensioni (talora predeterminate, talora massime) dei
fabbricati e le superfici che devono essere mantenute a verde. La
ricomposizione spaziale ed architettonica del nucleo specificatamente studiata
all'uopo, accompagnata dalla cornice non edificata nel suo immediato contorno,
ne permette finalmente la valorizzazione (cfr. anche la risoluzione governativa
di approvazione del PR e del PP 2 dicembre 1997, pag. 43, cifra 4.3.2.,
concernente l'evasione del ricorso n. 9). L'imposizione ulteriore dell'osservanza
di parametri generici, come gli indici, in un contesto in cui l'edificazione è
stata particolarmente studiata può solo compromettere il perseguimento degli
obiettivi del piano tramite l'introduzione di inutili, doppie restrizioni. A
maggior ragione quando il PP si riferisce ad un nucleo dove la densità
edificatoria, notoriamente assai più alta che nelle altre zone, non viene
regolamentata attraverso l'imposizione di indici. Né, del resto, le altre aree
di intervento del PPNTG sono manifestamente tenute al rispetto di questi ultimi
(con l'eccezione dell'area di edificazione speciale, il cui assetto pianificatorio,
purtuttavia espressamente concepito in maniera differente dalle altre aree,
ovvero "speciale", è ancora incerto). Il perseguimento
dell'obiettivo di realizzare, a nord e a sud del nucleo, due blocchi "ben
definiti nelle loro volumetrie" (cfr. rapporto di pianificazione poco
sopra citato, ibidem) a completazione del fronte lungo via __________, osta
pertanto all'assoggettamento della loro costruzione al rispetto degli indici.
Ulteriori argomenti depongono poi a favore di questa conclusione. Tra di essi
figura, in primo luogo, la decisione del consiglio comunale di non attribuire i
mapp. __________ e __________ alle aree di raccordo alle zone edificabili
limitrofe, di cui fanno parte i mapp. __________ e __________, come proposto
dal municipio, allo scopo di conseguire, tra l'altro, "una diminuzione
edificatoria" (cfr. intervento della consigliera comunale __________
alla seduta del consiglio comunale del 2 aprile 1996). Quei fondi sono indi
stati assegnati all'area di edificazione speciale, retta dall'art. 9 NAPPNTG,
che subordina la possibilità di costruire all'allestimento di un piano di
quartiere e fissa nel contempo le prescrizioni edilizie, tra cui gli stessi
indici di sfruttamento e di occupazione della confinante zona R16 (art. 9
NAPPNTG). Il fatto che, come già è stato spiegato, la risoluzione governativa
di approvazione del PPNTG sia frattanto stata annullata su questo punto con
sentenza 29 luglio 1999 del Tribunale della pianificazione del territorio, non
appare di rilievo al riguardo. Inoltre, l'imposizione di indici sul mapp.
__________, che è ubicato sul lato opposto del nucleo rispetto ai mapp.
__________ e __________ e che, oltretutto, diversamente da questi ultimi, non
sembra avere una qualche relazione con la zona R16 (ma semmai, con l'adiacente
zona mista amministrativa commerciale, AC1, caratterizzata da una densità fondiaria
ben maggiore), arrischia di pregiudicare la realizzazione di una buona parte
del blocco auspicato dal PPNTG, che dovrebbe occupare il 60% circa della
superficie totale di quel fondo. Da ultimo, il calcolo degli indici nell'area
del PPNTG, fatta salva la zona di edificazione speciale, è problematico, per
non dire impossibile, dal momento che le superfici vengono definite edificabili
o non edificabili direttamente dal piano dell'edificazione e degli spazi liberi
in scala 1:500. La superficie totale del fondo non può pertanto far stato quale
parametro di calcolo, ed essere utilizzata a titolo di superficie edificabile a
norma dell'art. 37 LE.

 

                                         5.3.
Sulla scorta di quanto precede, l'adattamento operato direttamente dal municipio
circa il testo dell'art. 8 NAPPNTG riveste indubitabilmente carattere
sostanziale, poiché introduce l'obbligo, fino a quel momento inesistente, di
rispettare nelle aree di raccordo alle zone edificabili limitrofe gli indici di
sfruttamento e di occupazione stabili all'art. 13 cpv. 2 lett. NAPR per la zona
R16. Tale adattamento poteva pertanto avere luogo solo seguendo la procedura di
modifica del PPNTG: doveva cioè essere sancito da parte del consiglio comunale
ed essere approvato dal Consiglio di Stato (art. 55 cpv. 1 e relativo rinvio
agli art. 34 cpv. 1, 37 cpv. 1 e 41 cpv. 2 LALPT). La modifica del testo
dell'art. 8 NAPPNTG effettuata dal municipio non ha pertanto alcun valore
legale; è nulla ed inoperante. Per decidere sulla domanda di costruzione fa
pertanto stato esclusivamente il testo votato dal consiglio comunale ed approvato
dal Governo il 2 dicembre 1997: come ha stabilito quest'ultimo attraverso la decisione
impugnata, il resistente ha pertanto diritto al rilascio della licenza
edilizia.

 

                                         5.4. Non
può inoltre essere ascoltata la tesi ricorsuale secondo cui, se la procedura
messa in atto motu proprio dal municipio è nulla, rimarrebbe inattuato l'ordine
impartito dal Consiglio di Stato nella risoluzione di approvazione di PR e PP
di precisare l'art. 8 NAPPNTG introducendo l'obbligo di osservare gli indici:
circostanza che legittimerebbe l'adozione di una misura di salvaguardia della
pianificazione del territorio sottoforma di una sospensione della decisione
sulla domanda di costruzione in applicazione dell'art. 65 LALPT. In effetti,
sulla base delle motivazioni sopra sviluppate l'intenzione del municipio di
assoggettare le aree di raccordo alle zone edificabili limitrofe agli indici di
sfruttamento e di occupazione non costituisce né una corretta esecuzione
dell'ingiunzione governativa, né un pertinente studio pianificatorio in atto ai
sensi della menzionata disposizione legale, tale da legittimare una decisione
di sospensione della decisione municipale circa il rilascio della licenza
edilizia. D'altra parte un contrasto tra un progetto e uno studio pianificatorio
in atto è dato quando l'indice di sfruttamento viene superato in maniera sostanziale
(art. 25 cpv. 2 lett. b RLALPT); differenze nell'indice di occupazione non
giustificano invece una decisione di sospensione, tranne che nell'ipotesi di
grave contrasto (art. 25 cpv. 3 RLALPT). La giurisprudenza di questo Tribunale
ha considerato come non sostanziale un sorpasso dell'indice di sfruttamento
nell'ordine del 10-20% (RDAT 1978 n. 69) ed ha negato la qualifica di grave
contrasto ad un superamento dell'indice di occupazione dell'11, 82% (RDAT 1976
n. 77). Ora, l'avversato progetto, che presenta un sorpasso dell'indice di
sfruttamento del 7,33% (1,61 rispetto a 1,5) e di quello di occupazione dell'8,18%
(43,18% rispetto a 35%) non può pertanto essere ritenuto in contrasto con gli
intendimenti del municipio: in nessun caso quest'ultimo potrebbe pertanto far
capo ad una decisione sospensiva.

 

                                         5.5. Il
fatto, da ultimo che il resistente abbia riportato gli indici nel formulario di
inoltro della domanda di costruzione ed abbia altresì fornito il loro calcolo
per quanto concerneva il progetto non permette di mutare le conclusioni appena
esposte, ma in particolare di pregiudicare il rilascio della licenza edilizia
in suo favore. E' certamente vero che il resistente conosceva l'opinione in merito
del municipio, per averne discusso in sede di trattazione della prima domanda
di costruzione, poi ritirata, ma questa circostanza non gli precludeva il
diritto di impugnare la decisione di diniego del permesso, sola possibilità che
gli rimaneva per fare chiarezza sull'oggetto. Del resto, in sede di discussione
della prima domanda di costruzione, egli aveva chiaramente prospettato la tesi
dell'inapplicabilità degli indici (cfr. lettera 22 giugno 1998 del precedente
patrocinatore al municipio).

 

                                   6.   Il ricorso
deve pertanto essere respinto. Il comune, che non é insorto a tutela di interessi
economici propri, può essere sollevato dal pagamento della tassa di giudizio;
questa deve pertanto essere posta esclusivamente a carico di __________, che ha
postulato l'accoglimento del gravame dell'ente pubblico (art. 28 PAmm). Le
ripetibili da versare a __________ devono inoltre essere ripartite tra le due
menzionate parti (art. 31 PAmm). Nulla deve invece essere posto a carico di
__________, che ha rinunciato a formulare delle conclusioni, rimettendosi al
giudizio del Tribunale.

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 21, 37, 38a LE, 34, 37, 41, 55, 65
LALPT, 25 RLALPT, 3, 18, 28, 46, 31 PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di
giudizio, di fr. 1'000.--, é posta a carico di __________. Quest'ultima ed il
comune di __________ sono condannati a versare a __________ fr. 1'000.-- per
ripetibili, in ragione di metà ciascuno.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  	 

	
   

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario