# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9e948e16-b87b-5137-9d8b-c32292e8722a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-11-29
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 29.11.2006 32.2005.253
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2005-253_2006-11-29.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2005.253

   

  cr/sc

  	
  Lugano

  29 novembre
  2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Cinzia Raffa, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

 

statuendo sul ricorso del 27 dicembre 2005
di

 

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 18
  novembre 2005 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle 

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   RA
1, classe __________, precedentemente attiva quale teleoperatrice __________,
nel mese di maggio 2003 ha presentato
una domanda di prestazioni AI per adulti in quanto affetta da poliartrite
reumatica (doc. AI 1).

 

Esperiti
gli accertamenti medici ed economici del caso, tra cui una perizia multidisciplinare
a cura del Servizio Accertamento Medico dell’Assicurazione Invalidità (SAM),
con decisione 17 novembre 2004 l’Ufficio AI ha riconosciuto all’assicurata il diritto
ad un quarto di rendita a partire dal 1° giugno 2003 per un grado d’invalidità
del 45% (doc. AI 29).

 

                               1.2.   A
seguito dell’opposizione dell’assicurata - con la quale ha contestato il grado
d’invalidità del 45%, rimproverando all’Ufficio AI di non avere adeguatamente tenuto
conto delle sue diverse patologie, che la rendono inabile in misura totale
(doc. AI 30) - con decisione su opposizione 18 novembre 2005 l’amministrazione,
dopo aver chiesto al SAM una ulteriore presa di posizione, ha confermato che
l’assicurata, dal punto di vista medico, è abile al 60% nell’attività di
centralinista o di consulente presso un’agenzia di viaggi o un ente del
turismo, mentre dal punto di vista economico, dal raffronto dei redditi, emerge
un’incapacità al guadagno del 53%. Pertanto, l’amministrazione ha parzialmente
accolto l’opposizione, attribuendo all’assicurata una mezza rendita per un
grado d’invalidità del 53% a partire dal 1° giugno 2003 (doc. AI 55).

 

                               1.3.   Avverso
la succitata decisione amministrativa l’assicurata, rappresentata dallo studio
legale RA 1, ha presentato ricorso al TCA, postulando il riconoscimento di una
rendita intera.

                                         Contestualmente,
la ricorrente ha chiesto di essere posta al beneficio dell’assistenza
giudiziaria e del gratuito patrocinio per la procedura ricorsuale.

                                         Sostanzialmente
ella contesta la perizia del SAM, che la ritiene abile al 50% quale
teleoperatrice e al 60% quale accompagnatrice turistica, rilevando che a causa
delle sue patologie ella riscontra notevoli difficoltà motorie e non è in grado
di lavorare. Ella ha in particolare rilevato quanto segue:

 

" 
(...)

L'assicurata dorme (si fa per dire...) da tre anni e
mezzo con le stecche alle mani, le mani e le dita sono visibilmente e
costantemente infiammate, la deambulazione è impedita dalla rigidità delle articolazioni
alle ginocchia e alle caviglie che sottoposte a pressione cedono, i dolori alla
schiena sono stati accertati dai medici e sono tali da costringere l'assicurata
spesso a letto; l'intolleranza a certi medicamenti e i disturbi collaterali
dovuti ad altre medicine provocano allergie, disturbi visivi, respiratori, nausea,
affaticamento ....

 

In queste condizioni non si vede come si possa pretendere
dall'assicurata la ripresa del suo lavoro al 50% (nessun conflitto con la __________
che anzi ha pazientato per oltre due anni in attesa che la sig.ra RI 1
riprendesse il lavoro) o che la signora RI 1 faccia la guida turistica al 60%
munita di stampella (certi giorni sono due!) in queste condizioni di salute.

 

Se si ritenesse l'assicurata una simulante lo si dica a
chiare lettere: in ogni caso una perizia giudiziale si rende necessaria
per valutare lo stato di salute della ricorrente che i suoi medici curanti (professionisti
stimati che la visitano regolarmente) non esitano a definire con un grado di
incapacità lavorativa al 100% in qualsiasi attività.

 

5.  Nel rapporto finale 8 novembre 2005 a
firma __________ lo stesso Ufficio AI non sposa il parere del SAM.

L'attività di teleoperatrice non è più
esigibile dall'assicurata poiché un rendimento ridotto del lavoro è escluso.

L'attività di accompagnatrice turistica é
esclusa poiché questo lavoro sicuramente non permette di alternare la posizione
seduta alla deambulazione.

 

Infine il sig. __________ avanza l'ipotesi
che l'assicurata possa lavorare in qualità di consulente presso un'agenzia di
viaggi o presso un ente turistico al 60%.

 

Anche in questo caso il quadro clinico
esclude la possibilità di esercitare l'impiego.

Quale segretaria può permettersi pause
frequenti, un rendimento ridotto a seguito dei dolori alle mani e l'alternanza
della sedentarietà alla deambulazione solo per citare i dubbi più evidenti?

 

La necessità della perizia è confermata
dalle conclusioni del sig. __________ che conclude

 

                                                                                                    ....,
a meno che questa periodicità degli impedimenti causati dal danno alla salute
sia oggettivata medicalmente (se effettivamente vi fossero dei periodi
frequenti di totale inabilità non resterebbe altro che attribuire una rendita
intera d'invalidità), ....

 

6.  La decisione su opposizione dell'Ufficio
AI non si fonda su dati medici aggiornati tant'é che gli stessi funzionari
hanno smentito il parere del SAM.

L'ipotesi di lavorare quale consulente
turistica (che cosa si intende al proposito? i licenziati della scuola di
turismo, ... qualifica questa che la sig.ra RI 1 non ha) è solo un espediente
per evitare di usare il termine di segretaria, professione questa già esclusa
dai pareri medici agli atti.

La sig.ra RI 1 chiede di essere messa al
beneficio di una rendita AI completa poiché il suo stato di salute fisico è
tale da impedirle a volte pure i più semplici atti della vita.

 

7.  RICHIESTA DI ASSISTENZA GIUDIZIARIA

La situazione economica della signora RI 1 dopo oltre
tre anni di malattia è difficile.

Ella ha sinora fatto fronte da sé alle innumerevoli
procedure burocratiche e legali.

Questo non è più possibile trattandosi ora di
rivolgersi all'ultima Corte Cantonale per gestire l'istruttoria e in sede di
ricorso e replica la disamina giuridica e fattuale della fattispecie.

Il certificato municipale dichiarato conforme sarà
prodotto non appena di ritorno dal Municipio di __________ a comprova delle
difficoltà economiche della ricorrente impossibilitata a sopperire ai costi di
causa e patrocinio.

 

L'odierno gravame non è destituito di fondamento; al
contrario l'incarto AI è la riprova che il caso necessita di un esame
approfondito e di una valutazione giuridica equidistante." (Doc. I)

                               1.4.   In
data 16 gennaio 2006 la rappresentante dell’assicurata ha trasmesso al TCA il
certificato municipale per l’ammissione all’assistenza giudiziaria e la
relativa documentazione (doc. III).

 

 

                               1.5.   Con
la risposta di causa l’Ufficio AI, confermando la propria decisione, ha invece
postulato la reiezione del ricorso, rilevando che i certificati medici
consegnati dall’assicurata all’amministrazione e che, a dire della ricorrente,
non si troverebbero agli atti, sono presenti nell’incarto; quanto al certificato
medico del dr. __________, prodotto in sede ricorsuale, lo stesso è stato
sottoposto al vaglio del SMR, il quale non ha evidenziato elementi di modifica
dello stato di salute rispetto a quanto già valutato nella perizia SAM (doc. IV).

 

 

                               1.6.   Con
scritto 17 marzo 2006 la patrocinatrice dell’assicurata ha rilevato di aver sottoposto
le annotazioni del dr. __________ ai medici curanti, i quali hanno contestato
che non sia intervenuta nessuna modifica dello stato di salute della paziente,
ribadendo al necessità di una perizia medica giudiziaria (doc. VI).

 

Tale
scritto è stato trasmesso all’amministrazione (doc. VII), per conoscenza.

 

 

                               1.7.   Pendente
causa il TCA ha chiesto all’assicurata di produrre ulteriori documenti in
relazione alla richiesta di AG (doc. VIII). In data 13 novembre 2006
l’assicurata ha trasmesso al TCA quanto richiesto (doc. X).

 

 

                               1.8.   Sempre
pendente causa il TCA ha chiesto alla patrocinatrice dell’assicurata
chiarimenti in merito al rapporto 8 settembre 2005 del dr. __________, incompleto
in quanto privo di un formulario citato nello stesso rapporto come “allegato”.

                                         Con
scritto 24 novembre 2006 l’avv. RA 1 ha precisato che il rapporto in questione
è stato inviato dal dr. __________ al __________ di __________, trasmettendo il
formulario allegato mancante (doc. XI).

 

Tale
scritto e i relativi allegati sono stati trasmessi all’am-ministrazione (doc.
XII), per conoscenza.

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria e 2 cpv. 1
della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni
(STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002
nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00;
STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre
2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del
22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa
C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto
del contendere è sapere se l’assicurata ha diritto ad una rendita
d’invalidità superiore alla mezza rendita accordatale dall’amministrazione.

 

                               2.3.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la
surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente
incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato
una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere
sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de
causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp.
216ss).

 

                                         Secondo
l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che
gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al
70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono
invalidi almeno al 40%. 

 

                                         Ai
sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto
fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità
e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio
di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali
di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe
potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore
(RCC 1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et pratique de l'assurance
invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si confronta perciò il reddito
che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con
quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua
capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni
normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti
integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V
136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio
la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit, p. 232). La
misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla
situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di
misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per
la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il TFA i due
redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno,
vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati
sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV
Nr. 74; DTF 114 V 313).

 

                               2.4.   Per
quanto riguarda in particolare l'invalidità cagionata da un danno alla salute
psichica, il TFA ha stabilito che é decisivo al proposito che il danno sia di
gravità tale da non poter praticamente esigere dall'assicurato di valersi della
sua capacità lavorativa sul mercato del lavoro, o che ciò sia persino intollerabile
per la società (DTF 127 V  298 consid. 4c, 102 V 165= RCC 1977 pag. 169;
Pratique VSI 1996 pag. 318, 321, 324; RCC 1992 pag. 180; ZAK 1984 pag.
342, 607 ; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98, pag. 10
consid. 3b; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrecht, Berna 2003, pag.
128).

 

                                         L'Alta
Corte ha inoltre avuto modo di precisare che:

 

"  (…)

Tra i danni alla salute psichica, i quali come i danni
fisici, possono determinare un'invalidità ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 LAI,
devono essere annoverati - oltre alle malattie mentali propriamente dette - le anomalie
psichiche parificabili a malattia. Non sono considerati effetti di uno stato
psichico morboso, e dunque non costituiscono turbe a carico dell'assicurazione
per l'invalidità le limitazioni della capacità di guadagno cui l'assicurato
potrebbe ovviare dando prova di buona volontà; la misura di quanto è ragionevolmente
esigibile dev'essere apprezzata nel modo più oggettivo possibile. Bisogna dunque
stabilire se, e in quale misura al caso, un assicurato può, nonostante il danno
alla salute mentale, esercitare un'attività lucrativa che il mercato del lavoro
gli offre, tenuto conto delle sue attitudini. In quest'ambito il punto è quello
di sapere quale attività si può da lui ragionevolmente esigere. Ai fini di
stabilire l'esistenza di un'incapacità di guadagno causata da un danno alla
salute psichica non è quindi decisivo accertare se l'assicurato eserciti o meno
un'attività lucrativa insufficiente; di maggior rilievo è piuttosto domandarsi
se si debba ammettere che l'utilizzazione della capacità lavorativa non può in
pratica più essere da lui pretesa oppure che essa sarebbe persino insopportabile
per la società (DTF 102 V 166; VSI 1996 pag. 318 consid. 2a, pag. 321 consid.
1a, pag. 324 consid. 1a; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a e sentenze ivi
citate)" (STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F. [I 148/98], pag. 10
consid. 3b)."

 

                                         Secondo
la giurisprudenza del TFA siffatti principi valgono fra l'altro per le psicopatie,
le alterazioni dello sviluppo psichico (psychische Fehlentwicklungen), l'alcolismo,
la farmacomania, la tossicomania e le nevrosi (STFA del 18 ottobre 1999 nella
causa B., I 441/99; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98,
pag. 10 consid. 3b; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a con riferimenti). 

 

                               2.5.   Conformemente ad un principio generale applicabile anche nel
diritto delle assicurazioni sociali, all'assicurato incombe l'obbligo di
ridurre il danno (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e
riferimenti ivi citati; Riemer-Kafka, Die Pflicht zur Selbstverantwortung, Friborgo
1999, pag. 57, 551 e 572). In virtù di tale obbligo, l'assicurato
deve intraprendere tutto quanto è ragionevolmente esigibile per ovviare nel miglior
modo possibile alle conseguenze della sua "invalidità", segnatamente
mettendo a profitto la sua residua capacità lavorativa, se necessario, in una
nuova professione (DTF 113 V 28 consid. 4a e sentenze
ivi citate; Landolt, Das Zumutbarkeitsprinzip im schweizerischen
Sozialversiche-rungsrecht, tesi Zurigo 1995, pag. 296 segg). Non è quindi dato alcun diritto ad una rendita se la persona
interessata dovesse essere in grado di percepire un reddito tale da escluderne
l'erogazione (DTF 113 V 28 consid. 4a; RCC 1968 pag. 434). 

                                         Dalla persona
assicurata possono tuttavia essere pretesi unicamente provvedimenti esigibili
che tengano conto delle circostanze oggettive e soggettive del caso concreto,
quali la sua capacità lavorativa residua, le sue ulteriori circostanze
personali, l'età, la situazione professionale, i legami presso il luogo di
domicilio, il mercato del lavoro equilibrato e la presumibile durata
dell'attività lavorativa (DTF 113 V 28 consid. 4a; cfr. pure VSI 2001 pag. 279
consid. 5a/aa e 5a/bb).

 

                               2.6.   Nel
caso di specie, l’amministrazione ha incaricato il SAM di
eseguire una perizia pluridisciplinare.

                                         Nel
dettagliato referto 27 agosto 2004 i periti - sulla base delle risultanze degli
atti contenuti nell’incarto, nonché degli accertamenti medici eseguiti presso
il SAM (consulto psichiatrico del dr. __________, consulto reumatologico del
dr. __________ e consulto neurologico del dr. __________) - hanno posto la diagnosi
con influsso sulla capacità lavorativa di “fibromialgia; artrite reumatoide sieronegativa
in trattamento di base con MTX 10 mg e Plaquenil 200 mg; sindrome lombovertebrale
di tipo cronico nell’ambito della problematica fibromialgica e su alterazioni
statiche con scoliosi sinistro-convessa del passaggio lombosacrale, nonché
alterazioni degenerative già assai rilevanti con osteocondrosi e spondilosi a
livello soprattutto dei segmenti L3-L4 e L4-L5” e quali diagnosi senza
influsso sulla capacità lavorativa quelle di “elaborazione di sintomi fisici
per ragioni psicologiche; sindrome del tunnel carpale di entità da media a
grave a destra, media a sinistra; iperuricemia; ipercolesterolemia; diminuzione
del TSH basale da ricontrollare nel tempo; cefalea tensiva; ITA da
ricontrollare; epigastralgia; stato da escissione di dotto galattoforo (1.2000)
al seno sinistro” (doc. AI 23-10).

 

                                         In
merito alle conseguenze sulla capacità lavorativa, i periti hanno sottolineato
quanto segue:

 

" 
(...)

7         VALUTAZIONE MEDICO-TEORICA GLOBALE
DELL'ATTUALE CAPACITA' LAVORATIVA

 

L'A. va ritenuta abile al lavoro nella misura del 50%
nella sua attività di teleoperatrice presso la __________. In un'attività
lavorativa più adatta, come quella precedentemente svolta nel campo del turismo
e quale accompagnatrice turistica, l'A. presenta una capacità lavorativa nella
misura del 60%.

 

 

8         CONSEGUENZE SULLA CAPACITÀ
LAVORATIVA

 

La patologia predominante in questo caso risulta essere
quella reumatologica, con la presenza, in primo piano, di una fibromialgia e di
un'artrite reumatoide sieronegativa in trattamento di base con MTX e Plaquenil.
Sono pure evidenti una sindrome lombovertebrale nell'ambito di alterazioni degenerative,
con osteocondrosi e spondilosi a livello L3-L4 ed L4-L5 nell'ambito pure della
problematica fibromialgica.

La patologia reumatologica inficia la capacità
lavorativa nella misura del 50% nell'attività finora svolta di teleoperatrice.
In un'attività lavorativa più leggera (vedi limitazioni poste dal reumatologo),
come quella precedentemente svolta dall'A. di accompagnatrice turistica, l'A.
presenta una capacità lavorativa del 60%.

 

La patologia neurologica e quella psichiatrica non
inficiano la capacità lavorativa dell'A.

 

Facciamo notare come l'A. presenti un'elaborazione di
sintomi fisici per ragioni psicologiche. Tale diagnosi rende la prognosi
incerta in considerazione del guadagno secondario che l'A. ricava dalla malattia,
favorito pure dalla precarietà del lavoro presso la __________.

 

Si può presumere che l'A. abbia presentato un’incapacità
lavorativa al 100% dal 12.06.2002 per sei mesi ca. nel periodo iniziale della
malattia. Successivamente dal 1.12.2002 in avanti l'incapacità lavorativa é
quella descritta al capitolo 7.

 

La prognosi della forma di artrite reumatoide é da
considerare molto benigna, mentre la presenza della fibromialgia e della
diagnosi psichiatrica rendono la prognosi incerta.

 

Per quanto concerne la sindrome del tunnel carpale
sconsigliamo l'intervento chirurgico proposto dal neurologo in quanto i
pazienti fibromialgici dovrebbero, per principio, essere sottoposti ad interventi
solo in casi di vera necessità. Dal momento che, come ha ribadito il neurologo,
l'intervento non migliorerà la capacità lavorativa riteniamo che tale
intervento sia da evitare.

 

 

9         CONSEGUENZE SULLA CAPACITÀ
D'INTEGRAZIONE

 

Riteniamo che l'A., che ha formazione linguistica e
professionale buona, possa essere reintegrata in un'attività confacente nella
misura del 60% senza essere riformata.

In particolare nell'attività di accompagnatrice
turistica l'A. potrebbe lavorare nella misura del 60%, mentre nell'attività
finora svolta la capacità lavorativa residua é del 50%.

 

 

10       OSSERVAZIONI e RISPOSTE a DOMANDE
PARTICOLARI

 

Le conclusioni peritali si fondano su
un'esauriente discussione fra tutti i medici periti del SAM.

 

Domande particolari non sono poste." (Doc. AI
23-12+13)

 

L’Amministrazione,
ritenendo l’assicurata ancora abile al 60% in attività adeguate quale quella di
accompagnatrice turistica e dopo aver proceduto al raffronto dei redditi, con decisione
17 novembre 2004 aveva quindi attribuito all’assicurata un quarto di rendita
dal 1° giugno 2003.

 

Nel formulario
“perizia medica particolareggiata” compilato in data 22 gennaio 2005 il dr. __________,
FMH in medicina interna, ha criticato il grado di inabilità lavorativa del 40%
stabilito dall’amministrazione nella decisione impugnata, ritenendo
l’assicurata totalmente inabile sia nella precedente attività, sia in qualunque
altra professione a causa della sua poliartralgia. Il dr. __________ ha in particolare
rilevato che l’assicurata non può lavorare davanti ad uno schermo, non è
autonoma nell’esercizio della sua attività professionale né sul posto di
lavoro, né al domicilio. Quali limiti funzionali egli ha evidenziato la difficoltà
di camminare liberamente e senza dolori e i problemi alle mani, colpite da
pesantezza, insensibilità, dolori e che non possono compiere movimenti fini
(doc. AI 41).

 

Constatato che
nella sua opposizione l’assicurata ha fortemente criticato la valutazione del
SAM relativa ad una sua capacità lavorativa del 50% quale teleoperatrice e del
60% quale accompagnatrice turistica, attività entrambe a suo parere
improponibili a causa delle sue patologie che limitano fortemente i suoi movimenti
e la possibilità di restare seduta per lungo tempo davanti ad un PC,
l’amministrazione ha chiesto ai periti del SAM di precisare se al momento del loro
giudizio essi erano a conoscenza delle mansioni esatte svolte dall’assicurata
nella sua precedente professione di teleoperatrice (con necessità di rimanere
seduta a digitare il più velocemente possibile sui tasti del computer) e di
quelle necessarie per svolgere l’attività di accompagnatrice turistica (con necessità
di spostarsi regolarmente a piedi) (doc. AI 46).

 

Con scritto 7
luglio 2005 la dr.ssa __________ del SAM ha risposto:

 

" 
(...)

Ho preso visione dell'opposizione inoltrata il
09.12.2004 dall'A..

 

Ricordo che l'A. presenta un'incapacità lavorativa per
la problematica reumatologica, con in primo piano la diagnosi di fibromialgia,
mentre dal punto di vista psichiatrico è stata evidenziata un'elaborazione di
sintomi fisici per ragioni psicologiche.

 

L'artrite reumatoide sieronegativa in trattamento di
base con Methotrexat e Plaquenil e la sindrome lombovertebrale di tipo cronico
nell'ambito della problematica fibromialgica su alterazioni statiche è in
secondo piano, rispetto alla fibromialgia. Pertanto, dobbiamo riconoscere come
l'espressione del sintomo da parte dell'A. venga influenzata dalla patologia
psichiatrica.

 

Come risulta dal rapporto del nostro consulente
psichiatra, dr. __________, il discorso dell'A. è caratterizzato dalla presenza
di un pensiero concreto con scarse capacita introspettive e con difficoltà
nell'elaborazione dei conflitti interpersonali (per esempio quello recente
latente con la __________). Vi é una tendenza alla polarizzazione del pensiero
sul proprio funzionamento fisico ed i propri disturbi somatici. È assente una
consapevolezza dell'associazione tra l'aggravamento dei disturbi algici suddescritti,
e la presenza di latenti conflitti interni ed interpersonali in ambito professionale.
Per questo motivo il nostro consulente psichiatra aveva posto la diagnosi di
elaborazione di sintomi fisici per ragioni psicologiche, con la tendenza da
parte dell'A. ad utilizzare e a manifestare il proprio disagio psichico
sottoforma di sintomi fisici. Questi ultimi però, vengono sì amplificati dall'A.
come espressione del proprio malessere, ma oggettivamente non trovano riscontro
all'esame clinico, come ben descritto pure dal nostro consulente dr. __________.

Agli atti vi é la presa di posizione da parte del
reumatologo curante dr. __________, che il 02.04.2004 segnalava di aver
proposto all'A. l'opzione di un'eventuale reinserimento professionale in
un'attività adatta per esempio nel ramo del turismo, conoscendo quest'ultima
cinque lingue o in professioni analoghe, ritenendo che il lavoro costante alla
tastiera del PC non fosse al momento ideale.

 

La nostra valutazione di incapacità lavorativa nella
misura del 50% nell'attività attuale di teleoperatrice, tiene appunto conto
della necessità di maggiori pause nello svolgimento del lavoro. Eravamo
perfettamente in chiaro sull'attività lavorativa svolta dell'A.. L'attività di
operatrice turistica può essere esercitata dall'A. nella misura del 60%. II
fatto che l'A. utilizzi una o due stampelle, non trova un riscontro organico
oggettivo.

 

L'A. dovrebbe beneficiare di una presa a carico
psichiatrica, alfine, come già descritto nella perizia, di stimolare
un'elaborazione/consapevolezza maggiore del proprio funzionamento psichico nell'ottica
di cogliere anche il senso del contesto psichico, sul quale sono comparsi i
disturbi somatici, sui quali l'A. si è bloccata, come ha ben descritto il
nostro consulente psichiatra dr. __________. Questo limiterebbe pure la
tendenza regressiva, peraltro già in atto.

 

Nello sviluppo e nel mantenimento della sintomatologia
dell'A, hanno giocato sicuramente un ruolo importante alcuni fattori
psicosociali, quali l'insicurezza del posto di lavoro, i conflitti in ambito
professionale e l'età anagrafica che rende difficile la ricerca di un nuovo
impiego.

 

In base all'esposizione delle lamentele all'esame
clinico nostro e dei vari consulti presso il SAM, non troviamo elementi tali
che possano giustificare una diversa valutazione clinica e quindi della capacità
lavorativa dell'A.." (Doc. AI 47-1+2)

 

Nel suo rapporto
finale 8 novembre 2005 il consulente IP - dopo aver rilevato che a suo parere e
contrariamente a quanto ritenuto in sede medica, sia l’attività di
teleoperatrice, sia quella di accompagnatrice non possono essere ritenute esigibili
a causa delle patologie dell’assicurata, mentre esigibile sarebbe l’impiego
quale centralinista/ricezionista o quale consulente presso un’agenzia di viaggi
o presso un ente del turismo, attività entrambe rispettose delle limitazioni
funzionali dell’assicurata – ha rilevato che in occasione del colloquio 20
ottobre 2005 l’assicurata ha centrato la discussione sugli aspetti medici,
ribadendo che a causa delle sue patologie ella non può svolgere nessun tipo di
attività, ritenuto che i suoi problemi si manifestano periodicamente ad
intensità diverse, con periodi in cui è obbligata a trascorrere la sua giornata
a letto e altri in cui va meglio ed ella potrebbe tollerare un’attività
lavorativa a tempo parziale (doc. AI 50-3). Il consulente è quindi giunto alla
conclusione che l’assicurata sia da ritenere medicalmente abile al 60% in
attività rispettose dei suoi limiti funzionali, a meno che la periodicità degli
impedimenti causati dal danno alla salute invocati dall’assicurata sia
oggettivata medicalmente, nel qual caso, in presenza di frequenti periodi di
totale inabilità lavorativa, non resterebbe che attribuire una rendita intera
d’invalidità (doc. AI 50-3).

 

Con
la decisione su opposizione l’amministrazione ha dunque confermato che
l’assicurata deve essere ritenuta abile al 50% quale teleoperatrice e al 60% in
attività adeguate quale quella di accompagnatrice turistica, giungendo alla
conclusione, dopo nuovo raffronto dei redditi, di un grado di invalidità del 53%
con diritto dell’assicurata ad una mezza rendita d’invalidità a partire dal 1°
giugno 2003.

 

                                         In
sede ricorsuale l’assicurata ha contestato tale decisione, che le attribuisce
una mezza rendita, rilevando che il suo stato di salute le impedisce di
svolgere un’attività lavorativa a tempo parziale. Ella ha prodotto a comprova
della sua totale inabilità lavorativa, il certificato medico 19 ottobre 2005
del dr. __________, che attesta un’inabilità lavorativa del 100% dal 12 giugno 2002 in poi, senza specificazioni e
motivazioni (doc. C). Ella ha pure trasmesso il certificato medico 9 settembre
2005 del dr. __________, redatto in tedesco, in cui lo specialista riconferma
le diagnosi già esposte nel suo precedente rapporto 2 aprile 2004, osservando:

 

" 
(...)

5:  Jetzige Beschwerden:

Schmerzen im Bereiche der Handgelenke und der
Fingergelenke, häufig Parästhesien (Karpaltunnelsyndrom beidseits).
Interkurrente Schwellung des linken oberen Sprunggelenkes, der Hand, Fingergelenke
und Knie im Rahmen der Polyarthritis. Morgensteifigkeit 45-60 Min. 

Schmerzen im gesamten Bewegungsapparat, zum teil fibromyalgischer
Genese. 

Besondere Schmerzausstrahlung ins linke Bein.

Zur Zeit hat die Basisbehandlung der Arthritis zu einer
Besserung der Synovitiden geführt, jedoch bleiben die Polyartralgien und die
fibromyalgischen Schmerzen sowie die Ausstralungsschmerzen (nicht radikulär)
ins linke Bein.

 

6:  Funktionseinschränkungen:

Mittelmässigen Reduktion der Beweglichkeit der
Lendenwirbelsäüle. Druckschmerzhaftigkeit der Fibromyalgie-Punkte und der Hand-
und Fingergelenke PIP>DIP. Aktuell keine sicheren Synovitiden. Die Schmerzen
sind mit einer Ausgeprägten Müdigkeit verbunden.

 

7:  Krankheitsvorgeschichte:

Entzündliche Rheumaerkrankung seit 06/2002 mit diffuser
Steifigkeit und Schwellung der Knie, Handgelenke und Hände.

Am 25.05.2002 Sturz mit OSG-Prellung links.

Wegen einer indifferenzierten Polyarthritis wurde die
Patientin mit Steroiden und Methotrexate behandelt (siehe Diagnose).

Aufgrund einer Hepatopathie, Reduktion der MTX Therapie
und Stopp im 12/2003 wegen Herpes Zoster. Im 01/2004 neu MTX mit Plaquenil, ab
01/2005 MTX und Arava. Eine Behandlung mit Salazopyrin (07/2003) war nicht
toleriert.

Wiederholte intraartikuläre Steroidinjektionen.

 

8:  Bisherige und derzeitige Therapie: 

Siehe Diagnose.

Aktuell:

MTX 10mg s.c / Woche

Folsäüre 5mg p.o 2xWoche

Arava 10mg Montag, Mittwoch und Samstag 

Atenolol Mepha 50mg 1-0-0

Cimifemin 1-0-0

Celebrex/Dafalgan bei Bedarf

Tryptizol 10mg 0-0-1/2 für eine Woche dann 0-0-1 (neu)

 

10:  Untersuchungsbefunde:

Gewicht: 73,6 Kg

Grösse: 155 cm

RR: 135/85 mmHg

Aktuell keine Synovitiden aber Druckschmerzhaftigkeit
der Handgelenke und Fingergelenke.

Reduktion der LWS Beweglichkeit (Schober 10/12).
Schmerzhaftigkeit der Fibromyalgie-Punkte (18/18). Keine radikulären Ausfälle
i.B. der unteren Extremitäten.

 

11:  Wichtige medizinisch-technische
Befunde:

Siehe Beilage (Laborbefunde, Radiologiebefunde).

 

Punkt 12-17: siehe Formular.

 

18:  Besserung der Leistungsfähigkeit: praktisch schwierig zu erzielen. Assoziiertes chronisches Schmerzsyndrom im
Rahmen der Fibromyalgie." (Doc. B)

 

Nel
formulario allegato il dr. __________ ha indicato che l’assicurata è in sua cura
dal 1° aprile 2004 e che ella è inabile al lavoro al 100% dal 12 giugno 2002,
come attestato dal dr. __________ (doc. XI 3).

 

Al riguardo, il dr.
__________ del SMR, nelle sue annotazioni 31 gennaio 2006 si è così espresso:

 

" 
Professione:
teleoperatrice __________

 

SAM 7.2004:

 

diagnosi:       fibromialgia

artrite reumatoide sieronegativa in
trattamento di base con MTX 10 mg e Plaquenil 200 mg

sindrome lombovertebrale di tipo cronico
nell'ambito della problematica fibromialgica e su alterazioni statiche con scoliosi
sinistro-convessa del passaggio lombosacrale, nonché alterazioni degenerative
già assai rilevanti con osteocondrosi e spondilosi a livello soprattutto dei
segmenti L3/4 e L4/5

 

                        elaborazione di sintomi fisici
per ragioni psicologiche

sindrome del tunnel carpale di entità da media a grave
a destra, media a sinistra 

                        iperuricemia

                        ipercolesterolemia

                        TSH diminuito

                        Cefalea tensiva

                        ITA da controllare

                        Epigastralgie

                        Stato dopo escissione di dotto
galattoforo 1.2000 seno sinistro

 

Valutazione:  impedimento del 50% in attività abituale
dal punto di vista reumatologico, impedimento del 40% in attività adatta

 

Inizio IL: 6.2002, da 12.2002 stato invariato

 

Decisione UAI del 28.10.2004: grado invalidità 45% dal
1.6.2003

 

Decisione su opposizione del 18.11.2005: grado
invalidità 53% dopo nuovo confronto redditi.

 

In fase di ricorso viene allegato un rapporto medico in
tedesco del dr. __________, reumatologo curante, del 8.9.2005. Da questo
rapporto risulta che il trattamento di base con Methotrexat e Plaquenil è stato
sostituito da un trattamento con Methotrexat e Arava da 1.2005 (si tratta di
una modifica del trattamento di base con la somministrazione di un medicamento
più nuovo (Arava) senza conseguenze particolari per quanto concerne eventuali
effetti collaterali con influsso sulla capacità lavorativa). Dal rapporto risulta
l'assenza di sinovite attiva attualmente (ossia infiammazione articolare) con
prevalenza di una sintomatologia di tipo fibromialgico. In particolare questo
rapporto non evidenzia una modifica dello stato di salute rispetto alla perizia
SAM." (Doc. IV/bis)

 

                               2.7.   Perché un rapporto medico abbia valore probatorio
è determinante che esso valuti ed esamini in maniera completa i punti
litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali
di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi
antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche
o nell'apprezzamento della situazione medica; le conclusioni dell'esperto
devono inoltre essere motivate (Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung,
BJM 1989 pag. 31; DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti; Pratique VSI 2001
pag. 108 consid. 3a, 1997 pag. 123; STFA del 26 agosto
2004 nella causa C., I 355/03, consid. 5; STFA del 25 febbraio 2003 nelle cause
P.G., U 329/01 ed S., U 330/01, consid. 3.4 e STFA del 18 marzo 2002 nella causa M., I 162/01, consid. 2b).

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura amministrativa
il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui sono state
eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena, se
giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di
accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a
ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212; STFA del 14 aprile
1998 nella causa B., I 569/97, consid. 2b; STFA del 28 novembre 1996 nella
causa F., U 113/96, consid. 2b; STFA del 24 dicembre 1993 nella causa S.H.; SVR
1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pag. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189).

In un'altra sentenza inedita il TFA
ha inoltre considerato rilevante una perizia giudiziaria fatta esperire dal TCA
al SAM. Secondo l'Alta Corte questo servizio non può essere considerato parte
in causa, nel senso che sussiste un vincolo per cui l'istituto sarebbe
obbligato a tenere in particolare considerazione gli interessi specifici
dell'assicurazione invalidità (STFA non pubbl. del 22 maggio 1995 in re A. C; cfr. anche DTF 123 V 178 consid. 4b; Pratique VSI 2001 pag. 110
consid. 3c).

                                         Nell'ambito
del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito
all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di
giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità
e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze
severe (DTF 122 V 157).

                                         Nella
DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, pag. 33ss.), la nostra Corte federale
ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione
deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino
essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni
e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro
attendibilità (DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo fatto che il medico
consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non
permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere come
oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento (DTF
125 V 354 consid. 3b/bb).

 

                                         Lo
stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK
1986 pag. 188; RAMI 1993 pag. 95).

 

Le perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli
assicuratori privati, in sede di istruttoria amministrativa, a medici esterni o
a servizi specializzati indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su
indagini approfondite e giungono a risultati concludenti, dispongono di forza
probatoria piena, a meno che non sussistano indizi concreti a mettere in causa
la loro credibilità (Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3b)bb); STFA del 26
agosto 2004 nella causa C., I 355/03, consid. 5).

 

Per quel che riguarda i rapporti concernenti il
medico curante, secondo la generale esperienza della vita, il giudice deve tenere
conto del fatto che, alla luce del rapporto di fiducia esistente con il
paziente, il medico curante attesterà, in caso di dubbio, in favore del suo
paziente (STFA del 25 febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01 ed S., U 330/01,
consid. 3.4; DTF 125 V
353 consid. 3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc); Meyer-Blaser,
Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungs-recht, Zurigo 1997,
pag. 230).

 

Infine, va ricordato che se vi sono dei rapporti
medici contraddittori il giudice non può evadere la procedura senza valutare
l'intero materiale ed indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto
piuttosto che su un altro (STFA del 25 febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01
ed S., U 330/01).

 

                                         Inoltre,
nella sentenza del 5 ottobre 2001 pubblicata in DTF 127 V 294 e seg., il TFA ha
fatto proprie le considerazioni esposte da Mosimann (Somatoforme Störungen:
Gerichte und [psychiatrische] Gutachten, in: SZS 1999 pag. 105 ss), in cui
questo autore ha descritto in dettaglio i compiti del perito medico che deve
esprimersi sul carattere invalidante di un'affezione somatoforme.

                                         Secondo
Mosimann, in ambito psichiatrico l’esperto deve innanzitutto porre una diagnosi
secondo una classificazione riconosciuta e pronunciarsi sulla gravità
dell'affezione. 

Il perito deve anche valutare l'esigibilità della ripresa di un'attività
lucrativa da parte dell'assicurato. Tale prognosi deve tener conto di diversi
criteri, quali il carattere premorboso, l'affezione psichica e quelle organiche
croniche, la perdita d'integrazione sociale, un eventuale profitto tratto dalla
malattia, il carattere cronico della malattia, la durata pluriennale della
stessa con sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità di ricorrere a
trattamenti medici secondo la regola d'arte. La prognosi sfavorevole deve
essere fatta in base all’insie-me dei succitati criteri.

                                         Inoltre,
l'esperto deve esprimersi sull'aspetto psicosociale della persona esaminata.

                                         Del
resto, un rifiuto di una rendita deve ugualmente basarsi su diversi criteri,
tra i quali le divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati, le
allegazioni sull'intensità dei dolori la cui descrizione rimane sul vago,
l'assenza di una richiesta di cura, le evidenti divergenze tra le informazioni
fornite dal paziente e quelle risultanti dall'anamnesi, il fatto che le lamentele
molto dimostrative lascino l'esperto insensibile, come pure le allegazioni di
grandi handicap nonostante un ambiente psico-sociale intatto (STCA inedita 27
settembre 2001 nella causa A., inc. 32.1999.124).

 

                               2.8.   Nell’evenienza
concreta, questo TCA, chiamato a verificare se lo stato di salute della
ricorrente è stato accuratamente vagliato dall’amministrazione prima
dell’emissione della decisione qui impugnata, non ha motivo per mettere in dubbio
la valutazione effettuata dal SAM in data 27 agosto 2004 e le successive precisazioni
7 luglio 2005 in risposta ai
quesiti dell’amministrazione, da considerare dettagliate, approfondite e quindi
rispecchianti i parametri giurisprudenziali sopra ricordati (cfr. consid. 2.7.).

 

Al
riguardo, occorre rilevare che il Tribunale federale delle assicurazioni, in
una sentenza 8 febbraio 2006 nella causa S. (I 336/04), pubblicata in DTF 132 V
65, ha stabilito che non vi è
motivo per l'amministrazione e il giudice di rimettere in discussione la
diagnosi di "fibromialgia" quand'anche essa sia tema di controversie
negli ambienti medici. L’Alta Corte ha poi rilevato che la fibromialgia presenta
numerose similitudini con i disturbi da dolore somatoforme, per cui si giustifica,
dal profilo giuridico, e allo stato attuale delle conoscenze, di applicare per
analogia i principi sviluppati dalla giurisprudenza in materia di disturbi da
dolore somatoforme qualora si tratti di valutare il carattere invalidante di
una fibromialgia. Il TFA ha poi aggiunto:

 

" 
(…)

4.3 Une expertise psychiatrique
est, en principe, nécessaire quand il s'agit de se prononcer sur l'incapacité
de travail que les troubles somatoformes douloureux sont susceptibles
d'entraîner (ATF 130 V 353 consid. 2.2.2 et 399 consid. 5.3.2). Quand
bien même le diagnostic de fibromyalgie est d'abord le fait d'un médecin
rhumatologue, il convient ici aussi d'exiger le concours d'un médecin
spécialiste en psychiatrie, d'autant plus que, comme on l'a dit, les facteurs
psychosomatiques ont, selon l'opinion dominante, une influence décisive sur le
développement de cette atteinte à la santé. Une expertise
interdisciplinaire tenant à la fois compte des aspects rhumatologiques et
psychiques apparaît donc la mesure d'instruction adéquate pour établir de
manière objective si l'assuré présente un état douloureux d'une gravité telle -
eu égard également aux critères déterminants précités (consid. 4.2.2 supra) -
que la mise en valeur de sa capacité de travail sur le marché du travail ne
peut plus du tout ou seulement partiellement être exigible de sa part (voir
aussi P. HENNINGSEN, Zur Begutachtung somatoformer Störungen in: Praxis
94/2005, p. 2007 ss). On peut réserver les cas où le médecin rhumatologue est
d'emblée en mesure de constater, par des observations médicales concluantes,
que les critères déterminants ne sont pas remplis, ou du moins pas d'une
manière suffisamment intense, pour conclure à une incapacité de travail. (…)”

 

                                         Nel
caso di specie l’Ufficio AI, constatata un’importante polipatologia, con in particolare
in primo piano una patologia fibromialgica importante, unita ad una artrite
reumatoide, ha correttamente sottoposto l’assicurata ad una visita pluridisciplinare
presso il SAM, comprendente un consulto psichiatrico, uno neurologico ed uno
reumatologico. In tale ambito è stato correttamente valutato l’aspetto psichiatrico,
quello neurologico e quello reumatologico, con la conclusione che l’assicurata
è da considerare abile al lavoro al 50% nella sua precedente attività di
teleoperatrice, mentre in un’attività lavorativa maggiormente adatta ai suoi limiti
funzionali, come quella precedentemente svolta nel campo del turismo e quale
accompagnatrice turistica, ella è abile al 60% (doc. AI 23-12). I periti hanno
rilevato che al momento delle loro conclusioni peritali “la patologia
predominante è quella reumatologica con la presenza in primo piano di una
fibromialgia e di un’artrite reumatoide sieronegativa in trattamento di base.
Sono pure evidenti una sindrome lombovertebrale nell’ambito di alterazioni degenerative,
con osteocondrosi e spondilosi a livello L3-L4 e L4-L5 nell’ambito pure della
problematica fibromialgica. La patologia reumatologica inficia la capacità
lavorativa nella misura del 50% nell’attività finora svolta di teleoperatrice.
In un’attività lavorativa più leggera (vedi limitazioni poste dal reumatologo),
come quella precedentemente svolta dall’assicurata di accompagnatrice
turistica, ella presenta una capacità lavorativa del 60%. La patologia
neurologica e quella psichiatrica non inficiano la capacità lavorativa
dell’assicurata” (doc. AI 23-12). I periti hanno inoltre tenuto a precisare
che l’assicurata presenta “un’elaborazione di sintomi fisici per ragioni
psicologiche. Tale diagnosi rende la prognosi incerta in considerazione del
guadagno secondario che l’assicurata ricava dalla malattia, favorito pure dalla
precarietà del lavoro presso la __________”, aggiungendo che “la prognosi
della forma di artrite reumatoide è da considerare molto benigna, mentre la
presenza della fibromialgia e della diagnosi psichiatrica rendono la prognosi
incerta” (doc. AI 23-13). Essi hanno dunque concluso che l’assicurata, che
ha una formazione linguistica e professionale buona, possa essere reintegrata
in un’attività confacente nella misura del 60% senza essere riformata,
indicando che nell’attività di accompagnatrice turistica ella potrebbe lavorare
nella misura del 60%, mentre nell’attività svolta di teleoperatrice la sua
capacità di lavoro residua è del 50% (doc. AI 23-13).

 

                                         Quanto
alle limitazioni funzionali, nel suo consulto 26 luglio 2004 il dr. __________ ha
rilevato che dall’esame clinico si osserva “per quanto riguarda le
problematiche infiammatorie, un residuo di tenosinovite a livello
dell’estensore del carpo a sinistra. Non vi sono sinoviti articolari né a
livello delle mani, né a livello dei piedi, né a livello delle ginocchia.
Nessun versamento evidenziato. Vi sono invece dei dolori non solo articolari,
ma anche periarticolari più inquadrabili nell’ambito di una problematica
fibromialgica, che non nel quadro di un’artrite reumatoide. La paziente
presenta inoltre dei dolori a livello della colonna lombare nell’ambito
fibromialgico, ma anche su delle alterazioni statiche, con una scoliosi
sinistro convessa e delle alterazioni degenerative a carattere osteocondrosico
e spondilosico ai segmenti L3/L4 e L4/L5 già abbastanza avanzati.” Il
perito ha poi aggiunto che “le indagini radiologiche da me effettuate a livello
delle mani ed a livello dei piedi non mostrano alterazioni di tipo
significativo a carattere erosivo infiammatorio. L’evoluzione quindi di questa
forma di artrite reumatoide è comunque da considerare molto benigna. Tenendo in
considerazione i valori di laboratorio con una VES di 8 mm nella prima ora e la mancanza
di reperti clinici si può ritenere questa forma di artrite in una fase di
remissione” (doc. AI 23-21).

                                         Il
dr. __________ ha quindi concluso che, tenendo in considerazione gli aspetti
medici, dal punto di vista reumatologico nell’attività professionale antecedentemente
svolta, l’assi-curata presenta al massimo un’incapacità lavorativa del 50%; per
quanto riguarda invece “un’attività lavorativa professionale in cui la
paziente può rimanere piuttosto seduta, alternare questa posizione alla
deambulazione, non debba lavorare in modo continuo al computer ed in posizioni
eventualmente non ergonomiche per la spalla e le braccia e non debba sottoporre
le articolazioni delle dita delle mani a movimenti ripetitivi e uso della
forza, vi potrebbe essere una capacità lavorativa superiore. Penso qui ad
un’attività professionale eventualmente nel campo dell’hoteleria e del turismo.
In questo ambito l’incapacità lavorativa potrebbe raggiungere al massimo il 40%”
(doc. AI 23-22+23).

 

                                         L’assicurata
ha criticato il consulto reumatologico del dr. __________ – perizia
reumatologica sulla quale si fonda la valutazione del SAM, essendo la problematica
psichiatrica e quella neurologica di poca importanza - che a suo dire avrebbe
svolto una visita di soli quindici minuti, sommaria e poco approfondita, giungendo
a conclusioni impraticabili in merito ad una ripresa, al 50%, dell’attività
svolta in precedenza. L’assicurata ha ribadito di non poter più svolgere la
precedente attività di teleoperatrice per le informazioni internazionali,
impiego che presuppone di dover stare a lungo seduti davanti ad un PC,
digitando velocemente sulla tastiera e fornendo in breve tempo l’indicazione
richiesta, a pagamento, dal cliente. Ella ha quindi chiesto che le venga
riconosciuta una totale inabilità lavorativa, così come attestato dal dr. __________
in diversi certificati medici.

 

A
fronte delle critiche dell’assicurata mirate alle conclusioni della perizia SAM,
in particolare per quanto riguarda una sua presunta abilità lavorativa del 50%
nella precedente professione di teleoperatrice e del 60% quale accompagnatrice
turistica, i periti del SAM, interpellati dall’Ufficio AI, hanno rilevato che
l’assicurata presenta un’incapacità lavorativa dovuta alla problematica
reumatologica, con in primo piano la diagnosi di fibromialgia. Essi hanno
osservato che l’assicurata ha la tendenza a polarizzare il pensiero sul proprio
funzionamento fisico ed i propri disturbi somatici, amplificando i sintomi fisici
come espressione del proprio malessere ma senza che gli stessi trovino un
riscontro oggettivo all’esame clinico (doc. AI 47-1). I periti hanno indicato
che la loro valutazione di un’abilità del 50% nella precedente attività di
teleoperatrice è stata fornita ben conoscendo il genere di attività
dell’assicurata, tenendo conto della sua necessità di avere maggiori pause
nello svolgimento del lavoro (doc. AI 47-2). Essi hanno anche ribadito il grado
di abilità del 60% dell’assicurata quale operatrice turistica, precisando che
il fatto che ella utilizzi una o due stampelle, come da lei invocato, non trova
un riscontro organico oggettivo (doc. AI 47-2).

 

                                         Questo
TCA non ha motivo per scostarsi dalla valutazione specialistica del SAM, che
attesta sì una inabilità lavorativa del 50% dell’assicurata nella precedente attività
di teleoperatrice, ma che ritiene la stessa abile al 60% in un’attività adeguata
nell’ambito del turismo, rispettosa dei suoi limiti funzionali espressi dal
perito reumatologo. Questa valutazione specialistica, approfondita e motivata,
non è stata contraddetta da altri certificati da parte di un medico specialista
attestanti un peggioramento della sintomatologia reumatologica. L’assicurata
non ha infatti prodotto nuova documentazione medica che certifichi una
patologia reumatologica maggiormente invalidante. Ella ha unicamente trasmesso
uno stringato certificato medico 19 ottobre 2005, redatto dal curante dr. __________,
nel quale il medico attesta un’inabilità lavorativa totale dell’assicurata dal
12 giugno 2002 al 18 ottobre 2005 e dal 19 ottobre 2005 in poi, senza tuttavia specificare i
motivi di tale attestazione e senza apportare ulteriori motivazioni (doc. C) e una
lista dei medicamenti da lei assunti stilata dall’assicurata stessa (doc. D).
Tali attestazioni non sono in grado di sovvertire quanto valutato in maniera
approfondita e motivata in sede peritale dal SAM.

Anche
il rapporto medico 8 settembre 2005 del dr. __________,
reumatologo curante, non è in grado di mettere in discussione le conclusioni
peritali del SAM, dato che lo stesso, come rilevato dal dr. __________ (doc. IV
bis), evidenzia un cambiamento del trattamento di base con la somministrazione
di un medicamento più nuovo, senza conseguenze particolari per quanto concerne
eventuali effetti collaterali con influsso sulla capacità lavorativa e indica l'assenza
di sinovite attiva (ossia di infiammazione articolare) con prevalenza di una
sintomatologia di tipo fibromialgico. Tale rapporto non evidenzia quindi una
modifica dello stato di salute rispetto alla perizia SAM.

 

                                         In
conclusione, visto quanto sopra, sulla base delle affidabili e concludenti risultanze
SAM e delle specificazioni peritali 7 luglio 2005, richiamato inoltre l’obbligo
che incombe all’assicurato di intraprendere tutto quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare
alle conseguenze del discapito economico cagionato dal danno alla salute (DTF
123 V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e i riferimenti ivi citati;
Riemer‑Kafka, Die Pflicht zur Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pagg.
57, 551 e 572; Landolt, Das Zumutbarkeitsprinzip im schweizerischen
Sozialversicherungsrecht, tesi Zurigo 1995, pag. 61) - se necessario intraprendendo
una nuova professione (DTF 113 V 28 consid. 4a e sentenze ivi citate; cfr.
anche Meyer Blaser, Rechtsprechung des Bundesgericht zum IVG, Zurigo 1997, pag.
221) - è da ritenere dimostrato, con il grado della verosimiglianza
preponderante valido nell'ambito delle assicurazioni sociali (DTF 125 V 195
consid. 2 e i riferimenti ivi citati, 115 V 142 consid. 8b, 113 V 323 consid.
2a, 112 V 32 consid. 1c, 111 V 188 consid. 2b), che l'assicurata
è inabile al lavoro al 50% nella sua attività di teleoperatrice e inabile al
lavoro al 40% in attività del settore turistico adeguate alle sue limitazioni
funzionali.

 

                               2.9.   In
merito alle ripercussioni economiche del danno alla salute, nella decisione impugnata
l’amministrazione, basandosi su quanto indicato dal consulente IP nel suo
rapporto finale 8 novembre 2005 - in cui ha ritenuto l’assicurata, come verrà
esposto di seguito, ancora abile al 60% nell’attività di centralinista/ricezionista
o di consulente presso un’agenzia di viaggi o presso un ente del turismo (doc.
AI 50) – ha stabilito una perdita di guadagno e quindi un grado d’invalidità
del 53%.

 

Il
consulente IP nel suo rapporto finale 8 novembre 2005 ha criticato le conclusioni del SAM relative
ad una residua capacità lavorativa del 50%, rispettivamente del 60%, nella professione
di teleoperatrice, rispettivamente quale operatrice turistica. Egli ha infatti
rilevato di aver contattato il consulente delle risorse umane del precedente
datore di lavoro, il quale ha spiegato che l’attività dell’assicurata
consisteva nel dare informazioni ai clienti su numeri telefonici
internazionali: per svolgere tale ruolo, ella doveva stare seduta davanti al PC
per effettuare la ricerca dei numeri telefonici richiesti dai clienti, doveva
avere una buona conoscenza a livello linguistico e una certa rapidità di
esecuzione, dato che uno degli obbiettivi aziendali era quello di rispondere
rapidamente al cliente. Per queste ragioni, il consulente del datore di lavoro
ha rilevato che una attività a tempo parziale sarebbe fattibile, mentre non
sarebbe assolutamente possibile un’attività a rendimento ridotto. Sulla base di
tali spiegazioni, il consulente IP ha ritenuto che la precedente attività
lavorativa dell’assicurata quale teleoperatrice presso __________ non è più
esigibile (doc. AI 50-1).

Per
quanto concerne l’abilità del 60% in attività adeguate quale quella di accompagnatrice
turistica, il consulente IP ha ritenuto non esigibile l’attività di accompagnatrice-guida
turistica, dato che secondo il parere del perito reumatologo è esigibile
un’attività in cui l’assicurata possa rimanere piuttosto seduta e possa alternare
tale posizione alla deambulazione: l’attività di accompagnatrice turistica, che
presuppone continui spostamenti, non può quindi essere ritenuta un’attività
adeguata alle limitazioni funzionali dell’assicurata (doc. AI 50-2).

Conformemente
a quanto stabilito dal SAM in merito ad un’abilità lavorativa dell’assicurata
del 60% nel ramo del turismo, il consulente IP ha rilevato di ritenere corretto
considerare che la capacità lavorativa descritta medicalmente sia sfruttabile
in attività quali quella di centralinista/ricezionista o quella di consulente
presso un’agenzia di viaggi o presso un ente del turismo, attività nelle quali
l’assicurata potrebbe sfruttare le sue conoscenze linguistiche, la sua
esperienza di hostess e accompagnatrice turistica e l’esperienza di teleoperatrice
avuta presso __________ (utilizzo del PC e pratica a livello di gestione delle
telefonate). Il consulente al riguardo ha indicato di avere contattato due tra
le principali agenzie di viaggio del cantone, dalle quali ha appreso che per praticare
tale attività è in teoria richiesta una formazione commerciale, che però non è
indispensabile, dato che importanti sono pure l’esperienza professionale o
eventuali formazioni in ambito turistico; che in teoria non vi è un’età massima
al di sopra della quale l’assunzione in tale ambito non viene effettuata; che
il minimo salariale ammonta a fr. 3'600 mensili (doc. AI 50-2).

 

La
ricorrente non ha contestato il reddito da valido e quello da invalido
stabilito dall’amministrazione, ma ha criticato la valutazione del SAM relativa
ad una sua capacità lavorativa del 50% nella precedente professione di
teleoperatrice e del 60% quale accompagnatrice turistica, a causa dei suoi
problemi di salute. Ella ha pure contestato l’ipotesi del consulente IP di una
sua abilità lavorativa del 60% quale centralinista/ricezionista e consulente
presso un’agenzia di viaggi o presso un ente del turismo, rilevando che il suo
quadro clinico le impedisce di esercitare tali attività e ponendosi la domanda
“quale segretaria può permettersi pause frequenti, un rendimento ridotto a
seguito dei dolori alle mani e l’alternanza della sedentarietà alla
deambulazione solo per citare i dubbi più evidenti?”. Ella ha pure chiesto
che cosa si intenda per consulente turistica, rilevando di non avere la
qualifica di licenziata della scuola del turismo e di non potere svolgere
l’attività di segretaria (doc. I).

 

                                         Al
riguardo, va innanzitutto rilevato che la contestazione relativa alla capacità
lavorativa dell’assicurata dal punto di vista medico non ha nessuna ragione
d’essere, ritenuto che, come ampiamente visto in precedenza (cfr. consid. 2.8.),
le sue condizioni di salute sono state accuratamente e dettagliatamente
valutate in sede medica.

 

                                         Inoltre,
quanto alla critica mossa dall’assicurata circa la possibilità di lavorare
quale consulente turistica indicata dall’amministrazione quale attività adeguata
ai suoi limiti funzionali ancora esigibili, va osservato che il consulente IP
ha a giusta ragione ritenuto inesigibile, in ragione delle limitazioni
reumatologiche, l’attività di accompagnatrice turistica, rilevando che “secondo
il parere del perito reumatologo esigibile è un’attività in cui l’assicurata
possa rimanere piuttosto seduta e possa alternare questa posizione alla
deambulazione. Una guida turistica è praticamente sempre in movimento e di
sicuro non può permettersi di rimanere piuttosto seduta, motivo per il quale a
mio modo di vedere tale attività non è più esigibile” (doc. AI 50-2). Il
consulente IP ha però altrettanto motivatamente spiegato che tenuto conto delle
limitazioni funzionali dell’assicurata, ella è in grado di sfruttare al meglio
la sua residua capacità lavorativa del 60% nell’attività di centralinista/ricezionista
e in quella di consulente presso un’agenzia di viaggi o presso un ente del
turismo, attività nelle quali potrebbe far valere le sue conoscenze
linguistiche, la sua esperienza quale hostess e accompagnatrice turistica e la
sua esperienza maturata presso __________ nell’utilizzo del PC e nella gestione
delle telefonate. Il consulente IP ha pure potuto accertare, contattando due
fra le principali agenzie di viaggio attive in Ticino, che per praticare tale
attività è in teoria richiesta una formazione a livello commerciale, ma che
essa non è indispensabile, risultando importanti anche l’esperienza
professionale o eventuali formazioni in ambito turistico (doc. AI 50-2).

 

                                         Va
ricordato che, come visto, in precedenza, conformemente ad un principio generale
applicabile anche nel diritto delle assicurazioni sociali, all’assicurato incombe
l’obbligo di diminuire il danno, mettendo a frutto la sua residua capacità
lavorativa, se necessario, in una nuova professione.

                                         Dalla
persona assicurata possono tuttavia essere pretesi unicamente provvedimenti
esigibili che tengano conto delle circostanze oggettive e soggettive del caso
concreto, quali la sua capacità lavorativa residua, le ulteriori circostanze personali,
l’età, la situazione professionale, i legami presso il luogo di domicilio, il
mercato del lavoro equilibrato e la presumibile durata dell’attività lavorativa
(DTF 113 V 28 consid. 4°; cfr. pure VSI 2001 pag. 279 consid. 5a/aa e 5a/bb). 

                                         Ai fini dell'accertamento
dell'invalidità ci si deve fondare su un mercato del lavoro equilibrato e
quindi fittizio; ci dev'essere cioè un certo equilibrio tra domanda e offerta
di posti di lavoro e un'offerta di posti diversificati in relazione con le capacità
professionali, intellettuali e fisiche. Si tratta pertanto di un concetto
teorico e astratto (DTF 110 V 276; Meyer‑Blaser, op cit. pag. 212). Un
assicurato non può pertanto avvalersi dell'impossibilità congiunturale di
trovare un posto di lavoro per pretendere una rendita (ZAK 1984 pag. 347). 

                                         Ciò non
è il caso se l'attività ammissibile è possibile solo in forma talmente limitata,
che il mercato generale del lavoro praticamente non la conosce o se il suo
esercizio è reso possibile solo grazie alla collaborazione irrealistica di un
datore di lavoro medio (cfr. ZAK 1989 pag. 322 consid. 4a; Locher, Grundriss
des Sozialversicherungsrecht, 3a edizione, Berna 2003, pag. 124).

 

                                         A
mente del TCA, nel caso di specie, non vi sono le condizioni per ritenere
l’attività di centralinista/ricezionista o quella di consulente presso
un’agenzia di viaggi o un ente del turismo prive di qualsiasi sbocco
professionale in un mercato del lavoro equilibrato. 

 

                                         Secondo la dottrina e la giurisprudenza, da un assicurato costretto
ad abbandonare la sua originaria professione, si può pretendere soltanto
l’esercizio di quelle attività lucrative che - tenuto conto della sua
formazione professionale così come delle sue attitudini fisiche ed
intellettuali - gli sono effettivamente accessibili su quel mercato del lavoro
equilibrato che entra in considerazione per lui (cfr. Rumo-Jungo, Rechtsprechung
des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die
Unfallversicherung, Zurigo 2003, p. 130 e giurisprudenza ivi menzionata; Omlin,
Die Invalidität in der obligatorischen Unfallversicherung, Friborgo 1995, p.
205s., secondo cui: “Bei einem Wechsel muss die neue Tätigkeit, die
Invalidentätigkeit, der Eigenart des Versicherten angepasst sein und hat den
körperlichen und geistigen Fähigkeiten sowie den Behinderungen des Versicherten
zu entsprechen”; Doudin, La rente d’invalidité dans l’assurance-accidents selon
la jurisprudence du Tribunal fédéral des assurances, in SZS 1990, p 255s.).

 

                                         Occorre
infine rilevare che, secondo la giurisprudenza, se è vero che vanno indicate
possibilità di lavoro concrete, all'amministrazione rispettivamente al giudice
non vanno poste esigenze esagerate. È infatti sufficiente che gli accertamenti esperiti
permettano di fissare in maniera attendibile il grado di invalidità.

 

                                         Visto
quanto sopra, è da ritenere verosimile che la ricorrente disponga ancora di una
residua capacità lavorativa nei menzionati settori del turismo.

 

                                         Al
fine di determinare l’incapacità al guadagno occorre porre in confronto il reddito
che l’assicurata avrebbe conseguito senza il danno alla salute quale teleoperatrice
presso __________ (reddito da valido) con quello risultante dalle attività adeguate
al suo stato di salute (reddito da invalido).

 

                                         L’amministrazione partendo da un reddito da
valido di 63'263 (riferito al 2003) e di un reddito da invalido di fr. 30'540
(2005), calcolato facendo una media tra quanto l’assicurata potrebbe guadagnare
da subito quale centralinista/ricezionista, pari a fr. 55'000 annui (salario
corrispondente a quanto guadagnato da un impiegato di commercio con qualche
anno di esperienza, secondo quanto previsto dalle raccomandazioni salariali
della Società svizzera degli impiegati di commercio) e quanto guadagnerebbe
quale consulente presso un’agenzia di viaggi, pari a fr. 46'800 annui, ha stabilito
un grado d'invalidità del 51.73% (doc. AI 50-2).

Rilevato
che il reddito da valida era riferito al 2003, l’amministrazione, conformemente
a quanto indicato dal precedente datore di lavoro, ha proceduto
all’aggiornamento al 2005: ritenuto un reddito da valida di fr. 64'487 e un
reddito da invalida di fr. 30'540, il tasso d’invalidità è stato fissato al 53%
(doc. AI 53). L’assicurata non ha contestato tali redditi. Ella ha quindi
diritto ad una mezza rendita AI, così come deciso dall’amministrazione.

 

                                         Anche
volendo ritenere, per ipotesi, come proposto dalla ricorrente, che ella non possa
esercitare le professioni ritenute dal consulente IP, va comunque segnalato che
è indubbio che, al di là di quelle ritenute dall’amministrazione, sul mercato
generale del lavoro esistono, nel settore industriale e dell’artigianato, delle
attività, essenzialmente di controllo e di sorveglianza, fisicamente assai
leggere e che non presuppongono particolari attitudini intellettuali, che
l’assicurata sarebbe in grado di esercitare, al 60%, nonostante le sue diverse
patologie, tenuto conto dei limiti stabiliti dal perito reumatologo (al
riguardo cfr. SVR 2002 UV 15 pag. 49 consid. 3b; RCC 1991 pag. 332 consid. 3b;
STFA del 20 aprile 2004 nella causa K., U 871/02, consid. 3; STCA del 6 marzo
2006 nella causa C., 35.2005.86 consid. 2.10.).

 

                                         Per
quel che concerne il reddito da invalido, va ricordato che lo stesso è determinato sulla base della situazione
professionale concreta dell'interessato, a condizione però che quest'ultimo
sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità lavorativa residua e che
il reddito derivante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non
costituisca un salario sociale ("Soziallohn") (DTF 126 V 76 consid.
3b/aa e riferimenti).

                                         Se
invece non esiste un siffatto guadagno, in particolare perché l'assicurato non
ha intrapreso una attività lucrativa da lui esigibile, il reddito da invalido,
da contrapporre a quello da valido nella determinazione del grado di
invalidità, può essere ricavato dai rilevamenti statistici ufficiali, editi
dall'Ufficio federale di statistica, che si riferiscono agli stipendi medi
nelle principali regioni e categorie di lavoro (DTF 126 V 76 consid. 3b/bb; RCC
1991 p. 332 consid. 3c, 1989 p. 485 consid. 3b).

                                         Inoltre,
va rilevato che, secondo la giurisprudenza federale, per gli assicurati che, a
causa della particolare situazione personale o professionale (affezioni invalidanti,
età, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione ecc.), non
possono mettere completamente a frutto la loro capacità residua nemmeno in
lavori leggeri e che pertanto non riescono di regola a raggiungere il livello medio
dei salari sul mercato, viene operata una riduzione percentuale sul salario teorico
statistico che, a seconda delle circostanze, può arrivare sino a un massimo del
25% (DTF 126 V 80 consid. 5b/cc, confermato in Pratique VSI 2002 p. 64).

 

                                         Ora,
va fatto presente che, conformemente ad una recente giurisprudenza, il TFA ha
stabilito che sono esclusivamente applicabili, in difetto di indicazioni economiche
concrete, i dati salariali nazionali risultanti dalla tabella di riferimento
TA1 dell’inchiesta sulla struttura dei salari edita dall’Ufficio federale di
statistica e non i valori desumibili dalla tabella TA13, che riferisce dei
valori in relazione alle grandi regioni (STFA 12 ottobre 2006 nella causa S., U
75/03, e del 5 settembre 2006 nella causa P., I 222/04).

                                         Pertanto,
nella determinazione del reddito da invalido occorre d’ora in poi applicare i
valori nazionali (Tabella TA1) e non più quelli regionali (Tabella TA13) come
sin’ora confermato dal TCA.

 

                                         Orbene
- utilizzando i dati forniti dalla succitata tabella elaborata dall'Ufficio federale
di statistica – la ricorrente, svolgendo nel 2004 una professione che presuppone
qualifiche inferiori nel settore privato svizzero (a proposito della rilevanza
delle condizioni salariali nel settore privato, cfr. RAMI 2001 U 439, p.
347ss. e SVR 2002 UV 15, p. 47ss.), avrebbe potuto realizzare, in media, un
salario mensile lordo pari a fr. 3'893.--. 

                                         Riportando
questo dato su 41.7 ore (cfr. tabella B 9.2, pubblicata
in La Vie économique, 1/2-2006, pag. 94), esso ammonta a fr. 4'058.45
mensili oppure a fr. 48'701.-- per l'intero anno (fr. 4'058.45 x 12, ritenuto
che la quota di tredicesima è già compresa, cfr. STFA del 18 febbraio 1999
nella causa B., U 274/98, p. 5 consid. 3a).

                                         Dopo
adeguamento all’indice dei salari nominali (“Nominallohnindex” – cfr.
DTF 126 V 81 consid. 7a e STCA del 20 febbraio 2001 nella causa R.; cfr. tab.
10.2, pubblicata in La Vie économique, 7/8-2006 pag. 91) – si ottiene, per il
2005, un reddito annuo di fr. 49’238.--.

 

                                         Partendo quindi da
un reddito da invalida di fr. 49’238, calcolato sulla base delle statistiche RSS
e tenuto conto di una capacità di lavoro residua del 60%, si giunge ad un
reddito da invalida di fr. 29'543. Dal confronto tra il reddito da valida di
fr. 64'487 e
il reddito da invalida secondo le statistiche RSS di fr. 29'543 si ottiene un
grado d'invalidità del 54.18%, arrotondato al 54%, percentuale
che apre in ogni caso il diritto ad una mezza rendita d’invalidità, così come
stabilito dall’Ufficio AI.

 

                             2.10.   L’assicurata
ha chiesto che venga esperita una perizia medica e attitudinale volta a
determinare i suoi danni fisici e alla salute e gli impedimenti provocati da
tali danni. 

 

                                         Questo
Tribunale ritiene la documentazione medica agli atti sufficiente per valutare
l’incapacità al guadagno dell’assicurata, sino all’emanazione del querelato
provvedimento, senza che si renda quindi necessario l’esperimento di ulteriori
accertamenti richiesti dalla ricorrente.

                                         Al
riguardo, va fatto presente che se l'istruttoria da effettuare d'ufficio
conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento
coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati
fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori
più non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre
prove (valutazione anticipata delle prove cfr. Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren
und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag. 47 n. 63, Gygi,
Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., pag. 274, si veda pure DTF 122 II
consid. 469 consid. 41, 122 III 223 consid. 3, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).
Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere sentito conformemente
all'art. 29 cpv. 2 Cost. (SVR 2003 IV Nr. 1 pag. 1 consid. 2; SVR 2001 IV Nr.
10 pag. 28 consid. 4b; riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 v Cost., cfr. DTF
124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c con
riferimenti).

 

                                         In
concreto, la fattispecie risulta sufficientemente chiara, senza che si renda necessario
l’esperimento di ulteriori accertamenti. La richiesta dell’assicurata non può
quindi essere accolta.

 

                             2.11.   Deve
essere, infine, esaminato se l'assicurata può essere posta al beneficio dell'assistenza
giudiziaria e del gratuito patrocinio, come da lei richiesto (doc. I).

 

                          2.11.1.   Ai sensi dell'art. 61 lett. f LPGA nella procedura giudiziaria cantonale
deve essere garantito il diritto di farsi patrocinare. 

                                         Se
le circostanze lo giustificano, il ricorrente può avere diritto al gratuito
patrocinio. 

                                         Tale
norma di legge rispecchia sostanzialmente il tenore del vecchio art. 108 cpv. 1
lett. f LAINF, rimasto in vigore sino al 31 dicembre 2002 (cfr. STFA del 3
luglio 2003 nella causa X., U 114/03, consid. 2.1.).

                                         L'art.
61 lett. f LPGA mantiene il principio che i presupposti del diritto alla concessione
dell'assistenza giudiziaria si esaminano sulla base del diritto federale,
mentre la determinazione della relativa indennità spetta al diritto cantonale (DTF
110 V 362 consid. 1b; Kieser, ATSG-Kommentar, Basilea 2003, Art. 61 N. 86 pag.
626).

                                         I
presupposti (cumulativi) per la concessione dell’assistenza giudiziaria -
rimasti invariati rispetto al vecchio diritto (Kieser, op. cit., Art. 61 N.
88s) - sono in principio dati se l’istante si trova nel bisogno (cfr. anche
art. 3 Lag), se l’intervento dell’avvocato è necessario o perlomeno indicato
(cfr. anche art. 14 cpv. 2 Lag) e se il processo non è palesemente privo di
esito positivo (cfr. anche art. 14 cpv. 1 Lag; DTF 125 V 202 consid. 4a e 372
consid. 5a con riferimenti).

 

                                         a)  il richiedente deve
trovarsi nel bisogno (cfr. anche art. 3 della Legge
cantonale sul patrocinio e sull’assistenza giudiziaria, Lag, entrata in vigore
il 26 luglio 2002).

 

                                         L’istante
va considerato indigente quando non è in grado di assumere le spese legate alla
difesa dei suoi interessi, senza intaccare il minimo indispensabile al suo
mantenimento e a quello della sua famiglia (SVR 1998 UV Nr. 11 consid. 4a; DTF
119 Ia 11ss., 103 Ia 100). Per determinare se ciò è il caso vanno presi in
considerazione i redditi del richiedente e delle persone che hanno un obbligo
di mantenimento nei suoi confronti (DTF 115 V 195; Cocchi-Trezzini, Codice di
procedura civile ticinese, 2a edizione, Lugano 2000, N. 20 ad art. 155, p.
479). L’obbligo dello Stato di accordare l’assistenza giudiziaria è in effetti
sussidiario all'obbligo di mantenimento derivante dal diritto di famiglia (DTF
119 Ia 11ss.). Non entrano invece in linea di conto le risorse finanziarie di
parenti cui l’interessato potrebbe far capo a norma dell’art. 328 e 329 CC
(Cocchi-Trezzini, op. cit., N. 20 ad art. 155, p. 479 e giurisprudenza ivi
citata).

 

                                         Non
è determinante che l’indigenza sia stata cagionata da colpa propria (Haefliger,
Alle Schweizer sind vor dem Gesetz gleich, p. 165). 

                                         Il
limite per ammettere uno stato di bisogno ai sensi delle disposizioni
sull’assistenza giudiziaria è superiore al minimo di esistenza determinato ai
fini del diritto esecutivo (SVR 1998 IV Nr. 13 p. 48 consid. 7b, 7c).
L’indigenza processuale è data ove il richiedente non disponga di più mezzi di
quelli necessari per il mantenimento normale e modesto della famiglia(cfr. RAMI
1996 N. U 254 pag. 209 consid. 2; STFA non pubbl. del 2 settembre 1994 nella
causa J.P.H., pag. 3).

 

                                         In
una sentenza pubblicata in DTF 124 I 1ss. il TF ha precisato che una richiesta
di assistenza giudiziaria non può essere respinta unicamente sostenendo che
l’istante non è indigente, in quanto può permettersi i costi e la manutenzione
di un’automobile. Secondo l’Alta Corte federale il richiedente deve piuttosto -
indipendentemente dal modo in cui utilizza le sue risorse finanziarie - essere
considerato indigente, se in base alla sua situazione finanziaria non è in
grado di sopperire al suo minimo esistenziale; in questo calcolo non devono
essere naturalmente computate le spese non inerenti al suo fabbisogno
esistenziale.

 

                                         L’attestato
municipale sullo stato di indigenza ha per il giudice soltanto valore
indicativo (Cocchi-Trezzini, op. cit., N. 10 ad art. 156 p. 490).

                                         Nella
commisurazione della capacità patrimoniale del richiedente va considerata anche
l’eventuale sostanza e non unicamente i redditi conseguiti. Secondo il TFA
infatti si tiene conto dell’intera situazione economica della famiglia (STFA
non pubbl. del 2 settembre 1994 nella causa J.P.H., pag. 4, consid. 2 e
giurisprudenza citata non pubbl.). La sostanza deve tuttavia essere disponibile
al momento della litispendenza del processo o per lo meno a partire dal momento
in cui è presentata l’istanza e non solo alla fine della procedura (cfr. DTF
119 Ia 12 consid. 5; DTF 118 Ia 369ss).

                                         Generalmente
dal punto di vista temporale lo stato di bisogno dell’istante va determinato
secondo la situazione esistente al momento della decisione (SVR 1998 UV Nr. 11
consid. 4a). L’assistenza giudiziaria può essere tuttavia concessa anche con effetto
retroattivo nella misura in cui i presupposti sono adempiuti (SVR 2000 UV Nr.
3; cfr. anche STCA 12 marzo 2001 non pubblicata nella causa R.G., inc.
31.1998.50).

 

                                         Secondo
la giurisprudenza del TFA, infine, la decisione di concessione dell’assistenza
giudiziaria può essere modificata o revocata. Trattandosi di una decisione
processuale (“prozessleitender Entscheid”), non passa infatti in giudicato
materiale, ma solo formale. La modifica può avvenire anche con effetto
retroattivo (SVR 1998 IV Nr. 13 p. 48 consid. 7b).

 

                                         b)  l’intervento
dell’avvocato dev’essere necessario o perlomeno indicato (cfr. anche art.
14 cpv. 2 Lag).

 

                                              Il TF ha stabilito che
la necessità dell’intervento di un avvocato è data nella misura in cui le
questioni controverse non sono di facile soluzione e la parte oppure il suo rappresentante
civile non posseggono conoscenze giuridiche (DTF 119 Ia 265/6).

 

                                         c)  il processo non deve
essere palesemente privo di esito favorevole (cfr. anche art. 14 cpv. 1
Lag).

 

                                              Il requisito della
probabilità di esito favorevole difetta quando le possibilità di vincere la
causa sono così esigue che una persona ragionevole e di condizione agiata rinuncerebbe
al processo in considerazione delle spese a cui si esporrebbe (DTF 119 Ia 251;
Cocchi-Trezzini, op. cit., N. 1 ad art. 157 p. 491).

                                              A tal proposito si
osserva che per valutare la probabilità di esito favorevole non si deve
adottare un criterio particolarmente severo: è infatti sufficiente che, di
primo acchito, il gravame non presenti notevolmente meno possibilità di essere
ammesso che di essere respinto, ovvero che non si debba ammettere che un
ricorrente ragionevole non lo avrebbe finanziato con i propri mezzi (STFA non
pubbl. del 29 giugno 1994 nella causa A.D.).

 

                                         Inoltre
va rilevato che dal 30 luglio 2002 è in vigore la legge cantonale sul patrocinio
d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria (cfr. art. 38 Lag e BU 30/2002 p. 213
segg.), la quale si applica alle domande di assistenza giudiziaria introdotte
dopo la sua entrata in vigore .

                                         L'art.
3 della citata legge, alla quale la legge di procedura per i ricorsi al TCA rinvia
espressamente (cfr. il nuovo art. 21 cpv. 2 LPTCA in vigore dal 30 luglio
2002), prevede:

 

" 
1L'istituto dell'assistenza giudiziaria
garantisce alla persona fisica indigente la tutela adeguata dei suoi diritti
dinanzi alle Autorità giudicanti del Cantone.

 

2E' ritenuta indigente la persona che non ha la
possibilità di provvedere con mezzi propri agli oneri di procedura o alle spese
di patrocinio."

 

                                         Le
altre condizioni per l'ammissione all'assistenza giudiziaria enunciate dalla
Legge sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria sono così definite
negativamente all'art. 14 Lag:

 

" 
1L'assistenza giudiziaria non è concessa:

a)   la procedura per la persona richiedente non
presenta probabilità di esito favorevole;

b)   una persona ragionevole e di condizioni
agiate rinuncerebbe alla procedura a causa delle spese che questa comporta.

2L'ammissione al gratuito patrocinio non è concessa se
la persona richiedente è in grado di procedere con atti propri, se la
designazione di un patrocinatore non è necessaria alla corretta tutela dei suoi
interessi o se la causa non presenta difficoltà particolari."

 

                                         I
criteri posti nella legge cantonale sono dunque identici a quelli fissati dalla
giurisprudenza federale elaborata interpretando le norme di diritto federale
relative alle assicurazioni sociali (cfr. v.art. 85 cpv. 2 lett. f LAVS), che
sono validi anche sotto l'egida della LPGA.

                                         Al
riguardo, cfr., fra le tante, la STFA del 26 settembre 2000 nella causa D., U
220/99:

 

" 
(…).

Secondo l'art. 152 cpv. 1 OG, in relazione con l'art.
135 OG, il Tribunale federale delle assicurazioni dispensa, a domanda, una
parte che si trova nel bisogno e le conclusioni della quale non sembrano dover
avere esito sfavorevole, dal pagare le spese processuali e di disborsi, come
pure dal fornire garanzie per le spese ripetibili,

alle stesse condizioni viene riconosciuto il gratuito
patrocinio qualora l'assistenza di un avvocato appaia perlomeno indicata (art.
152 cpv. 2 OG),

per costante giurisprudenza, una causa è sprovvista di
possibilità di esito favorevole quando una parte che disponga dei mezzi
necessari non accetterebbe, dopo ragionevole riflessione, il rischio di
incoarla o di continuarla (DTF 125 II 275 consid. 4b e sentenze ivi citate),
(…)." 

                                         (STFA
succitata)

 

                                         In
questo senso la Lag è conforme all'art. 61 lett. f LPGA.

 

                          2.11.2.   In
una sentenza del 20 settembre 2004 nella causa F., U 102/04, il TFA ha ribadito
che il limite per valutare lo stato di bisogno ai fini della concessione o meno
dell'assistenza giudiziaria, è superiore al minimo esistenziale agli effetti
del diritto esecutivo. 

                                         All'importo
base LEF va applicato un supplemento variante fra il 15% e il 25%.

                                         L'Alta
Corte ha rilevato quanto segue:

 

" 
4. L'insorgente domanda infine di essere posto
al beneficio dell'assistenza giudiziaria per la sede cantonale e federale. 

 

4.1 La Corte cantonale ha negato la concessione del
gratuito patrocinio in quanto non ha ritenuto adempiuto il requisito di
indigenza del richiedente. 

 

4.1.1 Per l'art. 61 cpv. 1 LPGA, applicabile nel caso
di specie in virtù della sua natura formale (cfr. consid. 1.3; DTF 130 V 4
consid. 3.2), fatto salvo l'art. 1 cpv. 3 PA, la procedura dinanzi al tribunale
cantonale delle assicurazioni è retta dal diritto cantonale pur dovendo
soddisfare alcune esigenze. Tra queste, deve in particolare essere garantito il
diritto di farsi patrocinare e, se le circostanze lo giustificano, il
ricorrente può avere diritto al gratuito patrocinio (lett. f). Benché abbia
determinato la soppressione formale dell'art. 108 lett. f LAINF, l'entrata in
vigore del nuovo ordinamento non ha modificato materialmente l'assetto
giuridico in materia poiché il contenuto delle due disposizioni risulta essere
sostanzialmente uguale. Ne discende che la precedente giurisprudenza sviluppata
in tema di gratuito patrocinio e calcolo dell'indennità continua ad essere
applicabile (cfr. sentenza dell'11 marzo 2004 in re A., U 349/03, consid. 1; Ueli Kieser,
ATSG-Kommentar, Zurigo/Basilea/Ginevra 2003, no. 86 segg. all'art. 61.; Ulrich Meyer-Blaser, La LPGA - les
règles de procédure judiciaire, in: Kahil-Wolff [ed.], La partie générale du
droit des assurances sociales, Institut de recherches sur le droit de la
responsabilité civile et des assurances, Colloque de Lausanne 2002, pag. 32 e
34; dello stesso autore cfr. pure: Die Rechtspflegebestimmungen des
Bundesgesetzes über den Allgemeinen Teil des Sozialversicherungsrechts, in:
HAVE 2002 pag. 333 seg.). Mantiene
pertanto la sua validità anche il principio sviluppato sotto l'egida dell'art.
108 lett. f LAINF, nel cui ambito questa Corte aveva già avuto modo di rilevare
come il concetto di indigenza andasse interpretato al pari di quello utilizzato
dall'art. 152 cpv. 1 OG (cfr. Anwaltsrevue 3/2004 pag. 97). Stando a
quest'ultima norma, il Tribunale federale dispensa, a domanda, una parte che si
trova nel bisogno e le conclusioni della quale non sembrano dover avere esito
sfavorevole, dal pagare le spese processuali e i disborsi, come pure dal
fornire garanzie per le spese ripetibili. Anche la normativa cantonale in
materia (cfr. art. 3 e 14 della Legge cantonale sul patrocinio d'ufficio e
sull'assistenza giudiziaria, alla quale rinvia espressamente l'art. 21 cpv. 2
della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale cantonale delle
assicurazioni), riprende questi principi. A tal proposito è sufficiente il
rinvio al giudizio impugnato. 

 

4.1.2 Una parte si trova nel bisogno, giusta l'art. 152
cpv. 1 OG, qualora non possa pagare le spese giudiziarie senza pregiudizio dei
mezzi necessari al suo mantenimento e a quello della sua famiglia (DTF 128 I
232 consid. 2.5.1 , 127 I 205 consid. 3b, 125 IV 164 consid. 4a). Se la parte
che domanda l'assistenza giudiziaria è sposata, occorre tenere conto pure dei
redditi del coniuge (DTF 115 Ia 195 consid. 3a, 108 Ia 10 consid. 3, 103 Ia 101
con riferimenti; RAMI 2000 no. KV 119 pag. 155 consid. 2). Sono determinanti le
circostanze economiche esistenti al momento della decisione circa la domanda di
assistenza giudiziaria (DTF 108 V 269 consid. 4). Il limite per ammettere lo
stato di bisogno ai sensi delle norme disciplinanti l'assistenza giudiziaria si
situa al di sopra di quello del minimo esistenziale agli effetti del diritto
esecutivo. Così, all'importo base LEF viene (spesso) applicato un supplemento,
variante tra il 15% e il 25% (cfr. RAMI 2000 no. KV 119 pag. 156 consid. 3a;
cfr. pure sentenze del 2 agosto 2004
 in re M., C 49/04, consid.
2.2.2, e 22 aprile 2002 in re M., I 713/01, consid. 3a/aa [pubblicata
in PJA 2002 pag. 1488], 25 settembre 2000 in re E., C 62/00, consid. 3b). Ciò non toglie che dalla
persona che ne fa richiesta possono essere pretesi alcuni sacrifici. Tuttavia,
essa non deve per questo ridursi a uno stato d'indigenza né può essere tenuta a
procurarsi i mezzi necessari per il processo a detrimento di altri obblighi
urgenti (Anwaltsrevue 3/2004 pag. 98). 

 

4.1.3 Sulla base della documentazione prodotta agli
atti, i primi giudici hanno fatto stato di un reddito mensile complessivo di
fr. 4'618.- (fr. 3'348.- [rendita intera AI oltre alle completive per la moglie
e per i figli, nati nel 1988 rispettivamente nel 1993] + fr. 1'270.- [rendita
della previdenza professionale]) a fronte di un fabbisogno globale stabilito in
fr. 3'842.50 (fr. 2'400.- [importo base così composto: 1'550.- + 500 + 350] +
fr. 1'142.- [locazione] + fr. 118.- [premio dell'assicurazione malattia,
dedotti i sussidi cantonali] + 32.50 [contributo AVS della moglie] + fr. 150.-
[imposte]). In definitiva, essi hanno quindi ritenuto un'eccedenza mensile di
circa fr. 750.-, più precisamente di fr. 775.50. 

 

4.1.4 Gli importi esposti, ai quali si è richiamata la
Corte cantonale per l'accertamento dello stato d'indigenza, sono stati dedotti
dalle indicazioni fornite in quella sede dallo stesso ricorrente. Essi non si rivelano
pertanto confutabili, né peraltro l'insorgente contesta l'una o l'altra
posizione. Ora, anche volendo aggiungere all'importo di base di fr. 2'400.-,
correttamente determinato sulla base della Tabella per il calcolo del minimo di
esistenza agli effetti del diritto esecutivo, un supplemento del 15-25%,
risulterebbe comunque un'eccedenza oscillante tra fr. 175.50 e fr. 415.50 al
mese. In tali condizioni, considerati anche la gratuità della procedura in
materia, l'assenza di ripetibili da dover pagare nonché il (relativamente)
basso valore di lite (sostanzialmente fr. 8'775.20, di cui: fr. 4'860.- quale
differenza tra l'IMI del 5% ottenuta e quella richiesta del 10% [stante un
ammontare massimo del guadagno assicurato all'epoca dell'infortunio di fr.
97'200.-], e fr. 3'915.20 per rimborso spese) che, secondo la tariffa cantonale
dell'ordine degli avvocati (cfr. i combinati disposti di cui agli art. 9 e 30
della Tariffa secondo i quali l'onorario normale per una procedura assicurativa
con un valore di causa come quello che ci occupa può essere al massimo fissato
al 14% [70% di 20%] di quest'ultimo), permette di stimare le spese di
patrocinio approssimativamente in fr. 1'230.-, la precedente istanza poteva
ammettere la possibilità, per F.________, di saldare ratealmente e in un
termine adeguato le spese di avvocato senza con ciò incorrere in una violazione
del concetto di indigenza appartenente al diritto federale (v. DTF 109 Ia 9
consid. 3a; cfr. inoltre pure la sentenza citata del 25 settembre 2000 in re E., nel cui ambito un'eccedenza mensile di fr.
33.40, calcolata per una persona sola ma dopo avere apportato un supplemento
sull'importo base LEF "soltanto" del 15%, è per contro stata ritenuta
insufficiente). 

 

4.2 Per quanto attiene infine all'istanza volta ad
ottenere il beneficio dell'assistenza giudiziaria gratuita in sede federale,
essa può riferirsi solo alla concessione del gratuito patrocinio in quanto,
vertendo sull'assegnazione o sul rifiuto di prestazioni assicurative (art. 134
OG), la presente procedura non è onerosa (anche nella misura in cui ha per
oggetto la mancata concessione dell'assistenza giudiziaria in prima sede, il
Tribunale federale delle assicurazioni prescinde dal prelevare simili spese
[RAMI 2000 no. KV 119 pag. 157 consid. 4 con riferimento]). Ora, l'istanza di
gratuito patrocinio va respinta dal momento che il richiedente ha espressamente
rinunciato a trasmettere all'autorità comunale il formulario specifico di
attestazione della situazione finanziaria e dagli atti non emergono elementi
sufficienti per dare seguito alla domanda (cfr. a tal proposito anche sentenza
del 29 dicembre 2000 in re R., H 359/00). (…)."

 

                          2.11.3.   In
concreto, dal certificato municipale per l’ammissione all’assistenza
giudiziaria si evince che l’assicurata è nubile e vive da sola (doc. III).

                                         Emerge
pure che l’assicurata percepisce una rendita AI di fr. 1'023 mensili, una
rendita LPP pari a fr. 901.40 mensili e una prestazione complementare di fr.
362 mensili, per delle entrate finanziarie complessive di fr. 2'286.40/mese.

                                         L’assicurata
ha dichiarato una sostanza di fr. 23'000 (conto postale) ed un’autovettura __________
(cfr. allegati al certificato municipale).

 

                                         Sul
fronte delle uscite, la Tabella per il calcolo del minimo di esistenza agli
effetti del diritto esecutivo, emanata dalla Camera di esecuzione e fallimento
del Tribunale d’appello (CEF), quale Autorità di vigilanza cantonale ed in
vigore dal 1° gennaio 2001, prevede la somma di fr. 1'100 quale importo base
mensile per persone sole.

                                         Tale
importo comprende già le spese di sostentamento, abbigliamento, biancheria,
igiene, cultura, salute, oneri domestici, quali elettricità, illuminazione, gas
(cfr. Tabella per il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto
esecutivo).

                                         Vi
sono inoltre da computare il canone di locazione mensile di fr. 820 più fr. 1'100.25
all’anno di riscaldamento e spese accessorie, le imposte federale, cantonale e
comunale (fr. 229/mese; cfr. doc. E 2 e E 5), per un ammontare globale mensile
pari a fr. 2’240.70. Non va invece computato il premio afferente all'assicurazione
contro le malattie pari a fr. 351.40 mensili, per il quale l’assicurata beneficia
del sussidio. Va invece rilevato che le assicurazioni non obbligatorie (per es.
le assicurazioni private LCA), sono prese in considerazione solo in casi particolari,
segnatamente quando non è possibile esigere che l’assicurato rescinda il
contratto (ad esempio in caso di assicurati anziani, affetti da malattie
croniche, cfr. AJP/PJA 2002 p. 644-661). In concreto non ci sono motivi per
prendere in considerazione i premi delle assicurazioni complementari. Da notare,
comunque, che per i motivi che verranno esposti di seguito, anche volendo
prendere in considerazione l’importo di fr. 24.90 mensili relativo
all’assicurazione LCA (doc. E6) l’assicurata non avrebbe comunque diritto
all’ottenimento dell'assistenza giudiziaria non potendo essere considerata
indigente.

 

                                         Ora,
aggiungendo all'importo di base di fr. 1’100 il supplemento
del 15-25%, a cui si fa riferimento nella suevocata giurisprudenza federale, risulterebbe,
nel primo caso, un ammanco di fr. 119 al mese e, nel secondo, un disavanzo di
fr. 229 al mese.

Poiché
l’assicurata dispone di sostanza per fr. 23'000, la richiedente non è indigente,
in quanto con questi beni (cfr. STFA non pubbl. succitata p.3/consid. 2), può
far fronte sia all’ammanco mensile che alle spese derivanti dalla presente
procedura.

Inoltre,
considerata in concreto la possibilità per l’istante di saldare ratealmente le
spese d’avvocato e stante la gratuità della procedura ricorsuale in materia
(DTF 109 Ia 9), alla ricorrente non può essere riconosciuto uno stato
d’indigenza.

 

                                         Alla
luce di quanto sopra esposto, risulta superfluo esaminare se le altre due
condizioni per l’ottenimento dell'assistenza giudiziaria sono adempiute considerato
come già solo per la mancanza del presupposto dell'indigenza l'istanza dev'essere
respinta.

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   L'istanza
tendente alla concessione dell'assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio
è respinta.

 

                                   3.   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato.

 

                                   4.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti