# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 19c34007-1e53-5278-b546-8aab8708eb46
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-10-04
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 1. Kammer 04.10.2005 U 2005 54
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_001_U-2005-54_2005-10-04.pdf

## Full Text

U 05 54

1a Camera 

SENTENZA
del 4 ottobre 2005

nella vertenza di diritto amministrativo

concernente domicilio

1. Dal 1999, … aveva trasferito il proprio domicilio a …, dove vivono e hanno 

ancora una piccola azienda agricola i nonni materni. Nel giugno del 2003, … 

si univa in matrimonio a …, la quale trasferiva pure il proprio domicilio a ... Dal 

1. ottobre 2003, la famiglia affittava un appartamento a …, dove i coniugi 

risiedevano in qualità di soggiornanti. Nell’ambito della procedura di rinnovo 

del permesso di soggiorno, il 5 gennaio 2005, il Comune di … comunicava a 

… e … l’impossibilità del rilascio di un nuovo permesso, giacché i richiedenti 

non avrebbero risieduto sul territorio comunale solo per motivi di lavoro, bensì 

a tutti gli effetti. Conseguentemente, l’autorità comunale invitava la coppia a 

voler prendere regolarmente domicilio a … a partire dal 1. gennaio 2005. 

Poiché gli interessati non reagivano al sollecito, il 15 marzo 2005 il Comune 

di … chiedeva a quello di … l’edizione degli atti d’origine, precisando che i 

coniugi … con la figlia erano oramai da considerarsi domiciliati a … Il Comune 

di … dal canto suo rifiutava l’edizione degli atti richiesti. Per questo, con 

decisione 24 maggio 2005, il Comune di … constatava formalmente che il 

domicilio di … e … era a … a partire del 1. gennaio 2005 e rifiutava 

parallelamente ai richiedenti il prolungamento del permesso di soggiorno. 

2. Nel tempestivo ricorso proposto al Tribunale amministrativo in data 13 giugno 

2005, … e … chiedevano l’accoglienza del ricorso e l’annullamento della 

decisione impugnata. Per i ricorrenti il centro dei loro interessi e delle loro 

relazioni personali sarebbe a …, dove si recherebbero regolarmente per 

aiutare i nonni e dove farebbero pure parte di diverse associazioni ricreative 

e socio-culturali. … sarebbe poi occupato presso il cantiere di … con lavori e 

turni di lavoro alquanto speciali e irregolari. Per questo provvisoriamente la 

famiglia avrebbe preso in affitto un appartamento a metà strada a … Da un 

punto di vista fiscale poi, tra di due comuni sarebbe già stata concordata la 

ripartizione delle imposte in ragione del 50% cadauno. 

3. Nella propria risposta di causa, il Comune di … postulava la conferma del 

provvedimento. Oltre a disporre sul territorio comunale di un appartamento, i 

ricorrenti sarebbero sempre stati trovati alla loro abitazione al momento dei 

controlli effettuati dalla polizia comunale. Le rare volte che all’abitazione non 

era stato possibile accertare la presenza di almeno uno dei due ricorrenti, 

nell’appartamento abbaiava comunque il cane, a comprova che i detentori non 

potevano certo essersi recati nel frattempo a … per un certo tempo. 

4. Replicando e duplicando, le parti si riconfermavano essenzialmente nelle loro 

precedenti allegazioni e proposte precisandole. Su richiesta del Giudice 

istruttore i coniugi … introducevano al Tribunale amministrativo il contratto 

d’affitto relativamente all’appartamento affittato a … e l’attestazione dei nonni 

materni quanto alla possibilità di risiedere presso la loro abitazione durante i 

fine settimana. L’ufficio controllo abitanti di … confermava, dal canto suo, il 

rientro settimanale e infrasettimanale degli istanti presso l’abitazione dei nonni 

materni del ricorrente.

5. Chiamato a determinarsi sul ricorso, il Comune di … ribadiva di considerare i 

due ricorrenti ulteriormente domiciliati sul territorio comunale. … e … 

aiuterebbero i nonni nell’azienda agricola e nei lavori domestici, permettendo 

così agli stessi di continuare a vivere autonomamente, e avrebbero comunque 

dei legami molto stretti con tutta la comunità locale. 

Considerando in diritto:

1. Art. 24 cpv. 1 della Costituzione federale (CF) sancisce il principio della libertà 

di domicilio. Giusta questo disposto ogni persona di cittadinanza svizzera può 

stabilirsi in qualsiasi luogo del Paese. Questo diritto fondamentale include la 

libertà di prendere domicilio in qualsiasi luogo del Paese ai sensi delle 

disposizioni del Codice civile (CC) o di soggiornare semplicemente in un 

determinato luogo. La libertà è quella di poter creare, conservare o lasciare 

un determinato domicilio o un luogo di soggiorno (Jean-Baptiste Zufferey, La 

liberté d’établissement, in: Thürer/Aubert/ Müller, Droit constitutionnel Suisse, 

§ 47 marginale 5). In principio pertanto, ogni comune è tenuto ad accordare il 

domicilio a qualsiasi persona svizzera ne faccia richiesta. Questa libertà di 

domicilio permette comunque sempre ancora all’autorità comunale di rifiutare 

l’edizione o di chiedere il deposito dell’atto d’origine (cfr. DTF 110 Ia 69 cons. 

3a) mediante una decisione che constati l’esistenza o l’assenza di un domicilio 

sul suolo comunale. 

2. a) La legge cantonale sul domicilio degli Svizzeri (LDS) considera come 

domiciliata la persona che prende domicilio in un comune di cui non è attinente 

con l’intenzione di stabilirvi la propria residenza (art. 1 cpv. 1 LDS). Adempie 

invece ai presupposti della persona dimorante chi soggiorna fuori dal proprio 

comune di attinenza o di domicilio temporaneamente o solo durante la 

settimana, in modo particolare per esercitarvi la professione oppure per motivi 

scolastici (art. 1 cpv. 2 LDS). Giusta l’art. 23 del Codice Civile (CC) il domicilio 

di una persona è nel luogo dove essa dimora con l’intenzione di stabilirvisi 

durevolmente (cpv. 1). Nessuno può avere contemporaneamente il suo 

domicilio in più luoghi (cpv. 2). Le norme del diritto svizzero relative al domicilio 

si basano prevalentemente su due importanti principi. Il primo è quello della 

necessità del domicilio (ogni persona deve necessariamente avere un 

domicilio). Il secondo impone, per ragioni pratiche, l’unità dello stesso (ogni 

persona non può avere più di un domicilio civile). La costituzione del domicilio 

presuppone la sussistenza di due condizioni cumulative: la relazione 

territoriale, ossia la residenza o la dimora in un determinato luogo (condizione 

oggettiva), e una relazione personale, ossia l’intenzione di stabilirsi in detto 

luogo durevolmente (condizione soggettiva). Il concetto di domicilio ai sensi 

dell’art. 23 CC presuppone allora la residenza effettiva in un determinato 

luogo, anche se la durata del soggiorno non riveste importanza decisiva, e 

l’intenzione, non solo astratta, ma concretamente manifestata di stabilirsi 

durevolmente nel luogo prescelto. Il principio basilare a fondamento dell’art. 

23 cpv. 1 CC è che i cittadini abbiano il loro domicilio dove mantengono il 

centro delle loro relazioni personali (DTF 127 V 238 cons. 1, 120 III 8 cons. 

2b, 97 II 3 cons. 3, 85 II 322 cons. 3). In generale, le persone celibi, 

rispettivamente nubili, che si intrattengono alternativamente in due luoghi 

diversi (luogo di lavoro e di dimora dei genitori) creano il domicilio nel posto in 

cui risiede la famiglia, purché vi sia un rientro settimanale. In questi casi i 

vincoli familiari sono da considerarsi più intensi di quelli sociali, personali o 

professionali. Questa regola non vale qualora la persona non sposata dispone 

nel luogo dove lavora di un grande appartamento, vive in concubinato o ha 

una cerchia importante di amici e conoscenti. In tal caso, i legami col luogo di 

lavoro possono essere considerati determinanti malgrado il rientro 

settimanale al domicilio dei genitori (DTF 125 I 57 cons. 2b/bb). Per contro, le 

persone sposate sono generalmente domiciliate nel luogo dove dimora la 

famiglia (STA A 04 64).

b) Vi è residenza quando la persona soggiorna per una certa durata in un 

determinato posto e crea rapporti di intensità tale da far apparire questo posto 

come il centro delle proprie relazioni personali (RDAT II-1999 no. 3). Nella 

DTF 96 I 145 cons. 4c il Tribunale federale definiva come andava intesa la 

nozione di dimora e precisava che la semplice presenza in un determinato 

luogo non costituisce dimora, per dimorare la persona deve abitare nel luogo 

prescelto. Per abitare si intende disporre di locali abitabili per dormire. La 

stragrande maggioranza della nostra popolazione dimora nel luogo in cui ha 

un appartamento per dormire, sia da sola sia con altri conviventi e per la 

maggior parte di queste persone la possibilità di alloggio stabile è 

accompagnata dall’intenzione di restare durevolmente in detto luogo 

(Christian Brückner, Das Personenrecht des ZGB, Zurigo 2000, pag. 92, 

marginale no. 319). 

c) Per quanto riguarda la residenza, i ricorrenti hanno congiuntamente 

sottoscritto un contratto di locazione e dispongono di un appartamento di tre 

locali e mezzo a …, dove corrispondono fr. 750.-- (spese incluse) di pigione 

mensile. Non è contestato che a … la coppia con la figlia risieda generalmente 

durante la settimana. Su richiesta del Giudice istruttore, gli istanti hanno poi 

confermato di non disporre a … di alcuna possibilità di alloggio propria, ma di 

abitare con i nonni materni del ricorrente. Questi metterebbero a disposizione 

della giovane coppia tre locali della loro abitazione e non pretenderebbero 

alcun affitto, venendo aiutati nei lavori agricoli e domestici. Per gli istanti, il 

ritorno settimanale a … permetterebbe comunque loro il mantenimento del 

loro domicilio presso tale comune. La richiesta non può però essere sentita. 

d) I ricorrenti chiedono sostanzialmente la determinazione del domicilio giusta i 

principi che valgono per le persone non sposate. Questo principio non può 

però essere applicato alla fattispecie, essendo i due ricorrenti delle persone 

sposate e che hanno quindi deciso di costituire una loro famiglia. In questi 

casi, il legame più stretto che i ricorrenti detengono va considerato quello che 

viene instaurato con la nuova famiglia e non quello che esisteva in 

precedenza con la famiglia di origine dell’istante, rispettivamente con i suoi 

antenati. Nell’evenienza, non si tratta poi del mantenimento del domicilio della 

famiglia del ricorrente in senso stretto, poiché nessuno dei genitori dei 

ricorrenti è domiciliato a ... A … vivono i nonni dell’istante, anche se i genitori 

di questi rientrano normalmente i fine settimana al paese natale della madre 

dell’istante. 

e) Anche la presa in affitto di un appartamento di tre locali e mezzo a … induce 

a considerare che il preteso luogo di soggiorno corrisponda invece al centro 

degli interessi e delle relazioni personali dei due ricorrenti. Qui la famiglia 

dispone di una sistemazione propria, trascorre la maggior parte del tempo in 

comune, almeno durante la settimana, e la moglie e la figlia conducono la loro 

esistenza giornaliera. Il ricorrente dal canto suo lavora a … e considera la 

scelta di … dettata da meri motivi di lavoro, trovandosi la sistemazione a metà 

strada tra … e ... Questa tesi è però in parte sconfessata dalla situazione di 

fatto concreta. La sistemazione di cui i ricorrenti godono a … - rispetto a quella 

di … - non attesta certo la volontà di una sistemazione definitiva e duratura in 

tale luogo. E’ invece a … che risiedono tutti i giorni della settimana anche la 

moglie e la figlia del ricorrente, malgrado i pretesi legami con ... Inoltre, 

l’appartamento preso in affitto a … non può certo essere considerato nella 

concreta fattispecie una soluzione di fortuna, ma è la residenza primaria della 

famiglia, che altrimenti non disporrebbe di dimora propria (cfr. per un caso 

analogo DTF 131 I 145 cons. 4). Anche la circostanza che i ricorrenti sono a 

… dal 2003, non lascia poi apparire la scelta come qualcosa di provvisorio, 

ma come una vera e propria residenza a titolo duraturo. Il fatto di recarsi a … 

durante i fine settimana in casa dei nonni non basta in queste circostanze a 

giustificare il mantenimento del domicilio in quel luogo. Un tale 

comportamento non osta infatti alla creazione di un nuovo domicilio: 

ammettere il contrario significherebbe, in pratica, sancire l’inamovibilità del 

domicilio di una persona, dal momento che, per chiunque il mantenimento dei 

legami con il paese natio o di attinenza di uno dei genitori costituisce pur 

sempre la regola (RDAT II-1999 no. 2 e II -1991 no. 2).

3. a) Per i due ricorrenti anche se vi fosse nel caso concreto una residenza effettiva 

a …, mancherebbe comunque loro la volontà soggettiva di fare di questo 

luogo il centro dei loro interessi e delle loro relazioni personali. Giusta la 

giurisprudenza relativa all’interpretazione dell’art. 23 CC (DTF 127 V 238 

cons. 1, 125 V 77 cons. 2a, 120 III 8 cons. 2b, 119 II 65 cons. 2b/bb), 

considerando che il domicilio non costituisce uno stato di fatto rilevante solo 

per il cittadino interessato, bensì comporta delle conseguenze anche nei 

confronti di terze persone e dell’ente pubblico, l’intenzione soggettiva della 

permanenza stabile in un determinato luogo riveste rilevanza giuridica 

unicamente per quanto la stessa si manifesti pure concretamente (cfr. 

Honsell/Vogt/Geiser, Kommentar zum Schweizerischen Privatrecht, 

Schweizerisches Zivilgesetzbuch I, pag. 202). Per decidere se esiste 

l’intenzione di stabilirsi in un determinato posto è determinante pertanto 

quanto risulta dalle circostanze esteriori oggettive e riconoscibili per i terzi. 

Non basta dichiarare di voler costituire o di avere il domicilio in un determinato 

luogo, occorre invece che tale intenzione sia suffragata dall’effettiva residenza 

nel luogo prescelto. In questo senso il fatto di sapere se i ricorrenti abbiano 

effettivamente ventilata la possibilità di prendere il loro domicilio sul territorio 

del comune convenuto 1 dopo un anno di residenza è ininfluente, giacché, 

come esposto sopra, è la volontà manifestatasi concretamente e non quella 

dichiarata ad essere determinante. Onde chiarire le circostanze del caso 

concreto, il comune convenuto 1 ha ordinato degli accertamenti di polizia. 

b) I ricorrenti vorrebbero l’allontanamento dagli atti dei protocolli della polizia 

comunale, contestandone però a torto l’attendibilità. Per definire la 

controversa questione della residenza effettiva sul territorio comunale 

l’autorità è indubbiamente legittimata a ricorrere ai controlli di polizia, come 

nel caso concreto è stato fatto. Nell’ambito di questi controlli, l’incaricato 

comunale verifica la presenza o meno di una persona sul territorio comunale 

sulla base di visite a domicilio, telefonate, rilevamenti ecc. Poiché a volte la 

persona oggetto di sorveglianza può preferire non mostrarsi al controllo, è 

evidente che rilevamenti relativi alla luce accesa, alla presenza di 

un’automobile, al fatto di aver visto la persona in paese o al ristorante, 

all’abbaiare del cane in casa, all’erba appena tagliata, al fumare del camino 

ecc. sono tutti indizi tendenzialmente atti a comprovare la presenza del 

soggetto sul territorio comunale, senza che tale prova possa essere tacciata 

di superficialità o inadeguatezza. Per questo è lecito fondarsi sui rilevamenti 

effettuati, il cui contenuto materiale non viene neppure essenzialmente messo 

in dubbio dai ricorrenti.

c) I controlli eseguiti durante il mese antecedente il rilascio della formale 

decisione di constatazione del domicilio sul territorio comunale hanno dato 

tutte le volte esito positivo. In base agli otto controlli eseguiti a tutte le ore della 

giornata, a casa dei ricorrenti era presente la moglie, abbaiava il cane o era 

accesa la luce. Ne discende che la presenza sul territorio comunale non può 

essere messa in dubbio. I ricorrenti ritengono che i controlli si siano limitati a 

giorni infrasettimanali, mentre il fine settimana soggiornerebbero 

regolarmente a … Tale argomentazione non è però determinante. Come si è 

detto in precedenza, il rientro settimanale presso i genitori (o in casu presso i 

nonni) può essere rilevante per persone nubili o celibi che lavorano altrove, 

ma non per persone sposate e che hanno con questa scelta costituito una loro 

famiglia e quindi allentate le relazioni con la famiglia d’origine. La situazione 

del caso in esame potrebbe essere diversa se gli istanti avessero a … una 

loro abitazione, la famiglia trascorresse in detto luogo la maggior parte del 

tempo, il ricorrente subentrasse ai nonni nella gestione dell’azienda agricola 

e se gli impegni sociali, politici e culturali lasciassero chiaramente intendere 

che è in detto luogo che la coppia ha il centro dei propri interessi e delle 

proprie relazioni personali. Per il resto, la rispettabile funzione che i due 

giovani svolgono settimanalmente aiutando i nonni materni nella gestione 

della piccola azienda agricola e accudendo loro nell’ambito della conduzione 

dell’economica domestica non viene certamente sminuita dal presente 

giudizio, come invece sembra pretendere il comune convenuto 2.

4. In conclusione, la decisione di constatazione dell’esistenza di un domicilio sul 

territorio del comune convenuto 1 è corretta e il ricorso deve essere 

integralmente respinto. Nella decisione impugnata, il comune convenuto 1 ha 

constatato l’esistenza del domicilio a … a partire dal 1. gennaio 2005. Anche 

questa decorrenza merita conferma. Era infatti già alla scadenza del 

permesso di soggiorno, il 31 dicembre 2004, che l’autorità comunale aveva 

invitato gli istanti a voler procedere alla regolare presa del domicilio sul 

territorio comunale (cfr. comunicazione del 5 gennaio 2005) a partire del 1. 

gennaio 2005. 

L’esito della controversia giustifica l’accollamento dei costi occasionati dal 

presente procedimento ai due ricorrenti (art. 75 LTA). 

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è respinto. 

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 1'200.--

- e le spese di cancelleria di fr. 198.--

totale fr. 1'398.--

il cui importo sarà versato da … e … responsabili in solido, entro trenta giorni 

dalla notifica della presente decisione all’Amministrazione delle finanze del 

Cantone dei Grigioni, Coira.