# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7c427717-256b-5c05-aa7c-410fcff5af66
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-04-17
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 17.04.2008 42.2007.11
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_42-2007-11_2008-04-17.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  42.2007.11

   

  rs

  	
  Lugano

  17 aprile
  2008

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattrice:

  	
  Raffaella Sartoris
  Vacchini, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 20 dicembre 2007
di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:  RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su reclamo del 11 dicembre
  2007 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio del sostegno sociale e
  dell'inserimento, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assistenza sociale

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione su reclamo dell’11 dicembre 2007 l’Ufficio del sostegno sociale e
dell’inserimento (USSI) ha confermato la precedente decisione del 4 ottobre
2007 (cfr. doc. D=26; 22) con cui a RI 1 è stata nuovamente assegnata una
prestazione assistenziale per il lasso di tempo dal mese di settembre al mese
di dicembre 2007.

                                         Il
relativo importo è stato fissato in fr. 1'111.-- al mese (cfr. doc. 22).

                                         L’amministrazione
ha segnatamente indicato, da un lato, di non poter considerare, ai fini del
calcolo assistenziale, una spesa per l'alloggio per un’occupazione non
autorizzata dai proprietari stessi. Dall’altro, di non riconoscere, quindi, nel
caso in esame, la pigione, fino al chiarimento della situazione dell’alloggio
da parte dei proprietari (cfr. doc. 26).

 

                               1.2.   Contro la
decisione su reclamo RI 1, rappresentato dall’avv. RA 1, ha inoltrato un
tempestivo ricorso al TCA, chiedendo di annullare il provvedimento impugnato e
di computare nel calcolo dell’aiuto sociale le spese di alloggio,
corrispondenti a fr. 1'100.--, così che la prestazione assistenziale mensile
ammonti a fr. 2'211.--.

                                         A sostegno
della propria pretesa ricorsuale l’insorgente ha addotto, in particolare, il
fatto che, a prescindere dalle contestazioni di natura civile e amministrativa
in corso con i proprietari dell’immobile, egli ha occupato e occupa tuttora la
casa di __________. Egli ha precisato che intende corrispondere ai proprietari
una giusta remunerazione per l’uso che ne fa.

                                         Il
ricorrente ritiene, dunque, irrilevante sapere se le spese di alloggio sono
sussumibili sotto il profilo civilistico, quale canone di locazione, quale
corrispettivo del diritto di abitazione oppure quale indennità per occupazione
sine causa. Egli sostiene, invece, di essere consapevole di dovere versare un
importo per le spese di alloggio ai proprietari, a meno che gli stessi
dichiarino esplicitamente di rinunciare a qualsiasi remunerazione o indennità
per l’uso abitativo della casa di __________ e ciò fintanto che la occuperà,
indipendentemente dal buon fondamento o meno delle ragioni fatte valere in
giudizio in sede civile e amministrativa.

                                         L’insorgente
ritiene che, occupando la casa di __________, deve di principio versare ai
proprietari il corrispettivo della pigione (cfr. doc. I).

 

                               1.3.   L’USSI, in
risposta, ha postulato la reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui si
dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).

 

                               1.4.   Dopo aver
concesso una proroga alla parte ricorrente a seguito dell’ospedalizzazione di RI
1 (cfr. doc. V, VI), quest’ultimo ha formulato alcune osservazioni il 22
febbraio 2007 (recte: 2008; cfr. doc. VII).

 

                                         L’insorgente
si è espresso nuovamente in merito alla fattispecie con scritto del 23 febbraio
2008 al quale ha annesso alcuni documenti (cfr. doc. VIII; E1-4)

 

                               1.5.   Questa Corte
ha inviato i doc. VII e VIII coi relativi allegati per conoscenza all’avv. RA 1,
al quale ha pure chiesto, alla luce dell’asserzione del suo patrocinato secondo
cui è costretto a pagare almeno fr. 1'100.-- al mese per il soggiorno nella
casa di __________, di comprovare con adeguata documentazione gli eventuali versamenti
effettuati dal suo patrocinato nel periodo dal mese di settembre al mese di
dicembre 2007 (cfr. doc. IX).

 

                                         L’avv. RA
1 ha risposto il 10 marzo 2008 (cfr. doc. X).

 

                               1.6.   Il 18 marzo
2008 l’USSI ha presentato alcune precisazioni riguardo al caso del ricorrente
(cfr. doc. XII + 1a-e).

 

                               1.7.   L’insorgente,
il 2 aprile 2007, ha trasmesso al TCA un suo nuovo scritto con alcuni documenti
(cfr. doc. XVI; F1-4).

 

                                         Il 5
aprile 2008 egli ha inviato ulteriori due documenti (cfr. doc. XVII + 1-2).

 

                               1.8.   I doc. XVI e
XVII con i relativi allegati sono stati trasmessi per conoscenza sia all’USSI
che all’avv. RA 1 (cfr. doc. XVIII; XVX).

 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   Oggetto del
contendere è la questione di sapere se l’USSI, nel calcolo della prestazione
assistenziale spettante a RI 1 per il periodo settembre-dicembre 2007, ha a
ragione o meno omesso di computare la spesa relativa all’alloggio.

 

                               2.2.   L’intervento
della pubblica assistenza è regolato nel Cantone Ticino dalla
Legge sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971 (Las). 

 

                                         L'art. 1
Las stabilisce che lo Stato provvede, nel rispetto della dignità e dei diritti
della persona, all'attribuzione delle prestazioni sociali stabilite dalla
legislazione federale o cantonale e, in particolare, all'assistenza di quanti
stanno per cadere o siano caduti nel bisogno (cpv. 1).

                                         Le
prestazioni sociali hanno lo scopo di favorire l'inserimento sociale e
professionale dei beneficiari (cpv. 2).

 

                                         L'art. 2
della Legge fissa il principio della sussidiarietà dell'assistenza e prevede al
cpv. 1 che "le prestazioni assistenziali secondo questa legge sono
complementari o suppletorie a quelle della previdenza, delle assicurazioni
sociali e delle misure contro la disoccupazione previste da altre leggi
cantonali". 

                                         Il cpv. 2
precisa che "in particolare le prestazioni assistenziali propriamente
dette di tipo finanziario vengono concesse solo una volta esaurite le altre
prestazioni sociali previste dalla Legge sull'armonizzazione e il coordinamento
delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (art. 13 Laps)".

                                         L’art. 13
Laps, afferente all’ordine delle prestazioni, enuncia peraltro che 

 

" 
Le prestazioni sociali di complemento
armonizzate vengono concesse nell’ordine in cui figurano all’art. 2 cpv. 1,
ritenuto che:

a) prima dell’erogazione delle prestazioni sociali di complemento
vanno erogate le partecipazioni al premio
dell’assicurazione contro le malattie a cui i membri dell’unità di
riferimento hanno diritto;

b) ogni prestazione va erogata sino al massimo dell’importo previsto
dalla legge speciale prima di concedere una prestazione che segue nell’ordine;

c) nel calcolo di ogni prestazione vengono computate quelle che la
precedono nell’ordine, anche se il titolare del diritto o un’altra persona
dell’unità di riferimento vi ha rinunciato.”

 

                                         Inoltre giusta l’art. 2
cpv. 1 Laps:

 

" 
Sono prestazioni sociali ai sensi della legge:

a) la partecipazione al premio dell’assicurazione contro le malattie
previsto dalla Legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal) del 18 marzo
1994 e dalla relativa legge cantonale di applicazione;

b) l’aiuto sociale allo studio previsto dalla Legge della scuola del
1° febbraio 1990;

c) l’assegno di studio previsto dalla Legge della scuola del 1°
febbraio 1990;

d) l’assegno complementare per il perfezionamento e la riqualificazione
professionale previsto dalla Legge della scuola del 1° febbraio 1990;

e) l’indennità straordinaria ai disoccupati prevista dalla Legge sul
rilancio dell’occupazione e sul sostegno ai disoccupati del 13 ottobre 1997;

f)  l’assegno integrativo previsto
dalla Legge sugli assegni di famiglia dell’11 giugno 1996;

g) l’assegno di prima infanzia previsto dalla Legge sugli assegni di
famiglia dell’11 giugno 1996;

h) le prestazioni assistenziali previste dalla Legge sull’assistenza
sociale dell’8 marzo 1971.”

 

 

                                         Anche dal
Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova
legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali, p.to 8,
si evince che la priorità di intervento spetta alla partecipazione dei premi
dell’assicurazione contro le malattie, poiché questa è obbligatoria per tutti i
residenti. In seguito intervengono i sussidi per il perfezionamento e la
riqualifica professionale, le indennità straordinarie di disoccupazione durante
il periodo previsto per questi contributi, gli assegni integrativi per i figli
e gli assegni di prima infanzia. Le prestazioni assistenziali costituiscono
l’ultimo intervento sociale. 

 

 

                               2.3.   Secondo
l’art. 11 Las i provvedimenti assistenziali consistono in provvedimenti
preventivi (art. 12 Las) e in prestazioni assistenziali propriamente dette
(art. 17).

                                         Al
riguardo va rilevato che la legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle
prestazioni sociali (Laps) ha previsto per la Las la possibilità di derogare
alla legge quadro. Questo principio è sancito esplicitamente dall’art. 2 cpv. 2
Laps, che autorizza la Las a derogare alle disposizioni degli art. 4, 6, 8, 9,
10, 23 e 33 Laps (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 2).

 

                                         La
natura, l’ampiezza e la durata delle prestazioni assistenziali
propriamente dette sono commisurate agli scopi di questa
legge, alle condizioni personali e alle situazioni locali (art. 17 cpv. 1 Las).

                                         Esse si
suddividono in due categorie: ordinarie e speciali (art. 17 cpv. 2 Las). 

                                         Questa distinzione si basa
su criteri qualitativi inerenti alle prestazioni, in relazione al tipo di
bisogno cui sono destinate (cfr. Messaggio n. 5250 del
Consiglio di Stato relativo alla modifica della Legge sull'assistenza dell’8
maggio 2002, pag. 3).

                                         Inoltre le
prestazioni assistenziali possono essere ricorrenti o puntuali (art. 17 cpv. 3
Las).

 

 

                                         Relativamente
alle prestazioni ordinarie l’art. 18 Las enuncia:

 

" 
Le prestazioni assistenziali ordinarie coprono
la differenza fra il reddito disponibile residuale e la soglia d’intervento ai
sensi dell’art. 19, da cui vengono dedotte le prestazioni sociali di
complemento effettivamente percepite sulla base della Laps. (cpv. 1)

Le prestazioni ordinarie hanno di regola
carattere ricorrente. (cpv. 2)."

 

 

 

                                         Ex art.
19 Las, concernente la soglia di intervento, poi:

 

" 
La soglia d’intervento per le prestazioni
assistenziali, in deroga all’art. 10 Laps, è definita ogni anno, tenuto conto
delle direttive emanate dalla Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione
sociale."

 

 

                                         L’art. 19
Las definisce la soglia di intervento per le prestazioni assistenziali in
deroga a quella stabilita dalla Laps (art. 10 Laps) che fa riferimento ai
limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari
all’AVS/AI.

 

                                         La Las
rinvia, in effetti, alle disposizioni della Conferenza svizzera delle
istituzioni dell’azione sociale (COSAS), a cui peraltro il Ticino si adegua da
molti anni, come altri Cantoni.

                                         L’ammontare
della soglia Las viene deciso annualmente tenuto conto delle direttive della
COSAS (cfr. Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).

                                         Nel
Rapporto del 5 novembre 2002 sul messaggio n. 5250, pag. 4-5 la Commissione
della gestione ha indicato che tale soglia è inferiore al minimo delle PC e può
configurarsi con il concetto di minimo vitale garantito dalla Costituzione
federale e dalla Costituzione cantonale. La soglia definita a livello svizzero
si basa sui dati statistici svizzeri inerenti ai consumi delle famiglie e dei
singoli ed è considerata come scientificamente attendibile e appropriata.

 

                                         Il
Dipartimento della sanità e della socialità - DSS (ai sensi degli art. 48 Las e
1 Reg.Las esso è, infatti, competente per l’esecuzione e l’applicazione della
Las e del suo regolamento; esso si avvale dell’Ufficio del sostegno sociale e
dell’inserimento) -, il 5 gennaio 2007, sentito il parere dell’USSI e della
Divisione dell’azione sociale e delle famiglie, ha deciso, considerato, da un
lato, che la COSAS ha adottato il 3 dicembre 2004 una nuova versione
delle «direttive per il calcolo del sostegno sociale» (al riguardo, cfr.
"Inciter et intégrer: le système des nouvelles normes de la CSIAS" in
Repère social n° 72 dicembre 2005 - gennaio 2006 pag. 2 seg.) che la Conferenza
dei direttori cantonali delle opere sociali invita ad applicare, dall’altro,
che "il coordinamento con le altre prestazioni sociali, l’organizzazione
del sostegno sociale in Ticino, come pure ragioni attinenti alla politica di
bilancio del Cantone rendono problematico un adeguamento integrale alle nuove
direttive della 

 

                                         COSAS - peraltro non
richiesto dall’art. 19 della Las" -, che a far tempo dal 1° gennaio 2007
la soglia di intervento corrisponde:

 

" 
A.   Forfait globale e Supplemento
d'integrazione

 

	
  Persona dell'unità di riferimento
  (economia domestica ai sensi del sostegno sociale)

  	
  Forfait globale per il mantenimento
  (raccomandato dalla COSAS) 

  (fr./mese)

  	
  Supplemento d'integrazione (adattamento
  delle raccomandazioni minime della COSAS) 

  (fr./mese)

  	
  Totale

   

   

   

  (fr./mese)

  
	
  1 persona

  	
    960.--

  	
  100.--

  	
  1060.--

  
	
  2 persone

  	
  1469.--

  	
  100.--

  	
  1569.--

  
	
  3 persone

  	
  1786.--

  	
  100.--

  	
  1886.--

  
	
  4 persone

  	
  2054.--

  	
  100.--

  	
  2154.--

  
	
  5 persone

  	
  2323.--

  	
  100.--

  	
  2423.--

  
	
  6 persone

  	
  2592.--

  	
  100.--

  	
  2692.--

  
	
  7 persone

  	
  2861.--

  	
  100.--

  	
  2961.--

  
	
  Per ogni persona supplementare

  	
  + 269.--

  	
  -

  	
  + 269.--

  

 

B.
  Supplemento per unità di riferimento di 3 o più persone di 16 anni o più
(ripreso dalle precedenti raccomandazioni della COSAS).

Per unità di
riferimento con più di due persone di almeno 16 anni compiuti, gli importi di
cui sopra sono integrati da un supplemento mensile assegnato alla terza e alle
successive persone di 16 o più anni di età; l'importo di tale supplemento è di
206.-- fr./mese per ognuna di queste persone." 

(cfr. Direttive riguardanti gli importi delle
prestazioni assistenziali per il 2007 in BU 3/2007 del 23 gennaio 2007 pag.
27-28)

 

                                         Per
inciso è utile segnalare che gli importi appena menzionati sono stati mantenuti
anche per l’anno 2008 (cfr. Direttive riguardanti gli importo delle prestazioni
assistenziali per il 2008; BU 3/2008 del 25 gennaio 2008, pag. 30, 31).

 

                               2.4.   L’art. 22
Las, concernente il reddito disponibile residuale, enuncia:

 

" 
Il reddito disponibile residuale è quello
definito dagli art. da 5 a 9 Laps, tenuto conto delle deroghe seguenti: 

 

a) Reddito computabile: 

    1.  vengono
computate le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul
diritto di famiglia se vengono corrisposte da una persona non facente parte
dell’ unità di riferimento e dichiarate dal richiedente; 

 

    2.
 la sostanza netta viene computata
interamente nella misura in cui supera 100’000 fr. per l’abitazione primaria e,
per le altre forme di sostanza, 10’000 fr. per una persona sola, 20’000 per una
coppia (coniugi o conviventi con figli in comune) e 2’000 fr. per ogni figlio
minorenne o maggiorenne non economicamente indipendente; eccezioni transitorie
a questo computo possono essere concesse in casi di rigore, segnatamente se la
sostanza computabile nel reddito fosse difficilmente liquidabile; 

    3.  vengono
interamente computati i redditi dei minorenni facenti parte dell’unità di
riferimento. 

    4.
 Non vengono computate le entrate e le parti di sostanza, mobiliare e
immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato.

b) Spesa vincolata: 

    1.  non
vengono computati rendite e oneri permanenti (art. 8 cpv. 1 lett. c) Laps); 

    2.  non
vengono computati gli alimenti di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. d) Laps; 

    3.  non
vengono computate le imposte di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. j) Laps; 

    4.  le
spese e gli interessi passivi sui debiti privati vengono riconosciuti solo fino
all’ importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e
20 della LT (deroga all’ art. 8, cpv. 2, lett. a) Laps).

c)
Spesa per l’alloggio

    Per
il calcolo della spesa per l’alloggio viene considerato l’affitto maggiorato
delle spese accessorie effettive fino al massimale previsto dall’art. 9
Laps" 

 

                                         Il
reddito disponibile residuale, fatta eccezione per le deroghe di cui all’art.
22 Las appena menzionato, corrisponde quindi a quello definito agli art. 5-9
Laps. Esso è conseguentemente pari alla differenza tra la somma dei redditi
computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti l’unità
di riferimento (art. 5 Laps).

 

                                         L'art. 6
Laps regolamenta così il reddito computabile:

 

" 
Il reddito computabile è costituito dai seguenti
redditi: 

a) i redditi ai sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21
giugno 1994 (LT), ad esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù
degli art. 36 cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT; 

b) ... 

c) ... 

d) i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle
prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e
l’invalidità; 

e) tutte le rendite riconosciute ai sensi della Legge federale 

    sull’assicurazione militare federale del 19 giugno 1992; 

f)  1/15 della sostanza mobiliare e immobiliare, imponibile; la
deduzione sociale per coniugi giusta la legge tributaria si applica anche alle
famiglie monoparentali ed alle coppie conviventi. (cpv. 1)

Fanno parte dei redditi computabili le entrate e
le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha
rinunciato. (cpv. 2)

Non sono considerati redditi le prestazioni
sociali ai sensi della presente legge. (cpv. 3)

Il Consiglio di Stato determina in quale misura
vanno computati i redditi dei minorenni. (cpv. 4)"

 

                                         La spesa
computabile è, invece, costituita dalla somma delle spese vincolate e dalla
spesa per l’alloggio (art. 7 Laps).

 

                                         Ai sensi
dell'art. 8 Laps:

 

" 
La spesa vincolata è costituita dalle seguenti
spese: 

a) le
spese ai sensi degli art. 25-31 LT. Il Consiglio di Stato determina in quale
misura vengono computate le spese per il conseguimento del reddito delle
persone con attività lucrativa salariata;

b) gli interessi maturati su debiti ammessi in deduzione di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT; 

c) le rendite e gli oneri permanenti di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. b) LT; 

d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett.
c) LT; 

e) i versamenti, premi e contributi legali, statutari o regolamentari
per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. d) e f) LT; 

f)  i versamenti, premi e contributi per acquisire diritti
contrattuali in forme riconosciute della previdenza individuale vincolata di
cui 

    all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT versati da persone che esercitano

    un’attività lucrativa indipendente o dipendente, se queste
ultime non sono affiliate obbligatoriamente al secondo pilastro; 

g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le
malattie vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al
raggiungimento dell’importo della quota cantonale media ponderata; 

h) i premi per l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di
malattia o in caso di infortunio delle persone non obbligatoriamente
assicurate; 

i)  ... 

j)  … . (cpv. 1) 

Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi
maturati sui debiti di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai
seguenti importi: 

a) per le spese e gli interessi passivi sui debiti privati fino
all’importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e
20 LT, maggiorato di 3000 fr.; 

b) per i debiti derivanti dall’esercizio dell’attività
professionale, l’importo effettivo degli interessi. (cpv. 2)"

 

                                         L'art. 9
Laps riguarda la spesa per l'alloggio:

 

" 
La spesa per l’alloggio è computata fino ad un
massimo di: 

 

a) per le persone unità               importo
riconosciuto dalla legislazione

    di riferimento composte         sulle
prestazioni complementari

    da una persona:                     all'AVS/AI
per la persona sola

 

      b) per le unità di                      importo
riconosciuto dalla legislazione

                                                     riferimento
composte            sulle prestazioni complementari

                                                     da
due persone: all'AVS/AI per i coniugi

 

 

 

      c)                                            per
le unità di      importo riconosciuto dalla legislazione

                                                     riferimento
composte da       sulle prestazioni complementari

                                                     più
di due persone:    all'AVS/AI per i coniugi maggiorato 

                                                   del
20%

(cpv. 1)

 

Se una persona che non fa parte dell’unità di
riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene
dedotta la quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"

 

                                         L'art. 5
cpv. 1 lett. b cifra 2 LPC, prevede che, i cantoni stabiliscono l'importo delle
spese per pigione fino a concorrenza di un importo annuo, che a decorrere 1°
gennaio 2001 corrisponde a fr. 13'200.-- per le persone sole e di fr. 15'000.--
per coniugi e le persone con figli (cfr. Ordinanza 01 sull'adeguamento delle
prestazioni complementari all'AVS/AI del 18 settembre 2000 e Decreto esecutivo
concernente la legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI
del 20 dicembre 2005).

                                         Secondo
l'art. 2 della legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica
l'importo massimo.

                                         

                                         Le
deroghe ad alcune delle diverse componenti del reddito computabile e della
spesa vincolata di cui agli art. 6 e 8 Laps, contemplate dall’art. 22 Las e
autorizzate dall’art. 2 cpv. 2 Laps, hanno carattere restrittivo e sono volte a
determinare un reddito disponibile che misuri ancora meglio la reale situazione
di bisogno del richiedente.

                                         Alcune
entrate non considerate dalla Laps (che fa riferimento essenzialmente ai
redditi contemplati dalla Legge tributaria) sono, poi, incluse fra i redditi
della Las (per esempio i redditi dei minorenni e le prestazioni ricevute in
adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia).

                                         La
sostanza nel regime Las viene considerata per un importo più elevato rispetto
al conteggio nell’ambito Laps.

                                         Dal
calcolo delle spese ai sensi della Las sono, invece, escluse alcune voci, quali
le rendite e gli oneri permanenti, gli alimenti: le risorse delle prestazioni
assistenziali non possono essere destinate a pagare questi oneri. La persona
priva del minimo vitale cessa i pagamenti e il creditore ha eventualmente a
disposizione altri mezzi (per esempio, il ricorso all’anticipo degli alimenti).

                                         Infine il
limite per il riconoscimento delle spese e degli interessi sui debiti è
inferiore a quello della Laps (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. c, d, j Laps; Messaggio
n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 5).

 

                               2.5.   Nella
presente fattispecie l’USSI, nel calcolo volto a determinare l’entità della
prestazione assistenziale di spettanza di RI 1, non ha computato la spesa
relativa alla pigione, in quanto, in concreto, l’occupazione della casa di __________
non è autorizzata dai proprietari (cfr. doc. 26, III).

                                         Il
ricorrente ha contestato tale modo di operare, asserendo che, a prescindere
dalle contestazioni di natura civile e amministrativa, il fatto
incontrovertibile è che ha occupato e occupa tuttora la casa di __________.
Egli ha, inoltre, dichiarato di voler corrispondere ai proprietari la giusta
remunerazione per l’uso abitativo che ne fa (cfr. doc. I).

 

                                         Questa
Corte, chiamata ora a pronunciarsi in merito alla fattispecie, rileva dapprima
che dalla documentazione agli atti emerge che con atto pubblico del 19 luglio
2005 RI 1 ha venduto la proprietà dei beni immobili siti in territorio del
Comune di __________ __________, __________ e __________ a __________ e __________.

                                         E’ stato,
altresì, costituito a favore del ricorrente un diritto di abitazione avente
quale oggetto le particelle __________, __________, e __________ di __________
e della durata stabilita fino al 30 settembre 2006. L’insorgente, in
corrispettivo, si è obbligato a sostenere tutti gli interessi dei crediti
garantiti con le CI e tutte le spese accessorie riconducibili ai fondi gravati
dal diritto di abitazione, in particolare anche quelle di uso degli stessi e
pure i premi assicurativi. 

                                         Al
riguardo è stato concordato che sia gli interessi che le spese appena
menzionate sarebbero stati conteggiati da __________ ed __________ e richiesti
per il pagamento al ricorrente. Quest’ultimo era, inoltre, tenuto a provvedere
ai costi dell’amministrazione ordinaria e straordinaria.

                                         Con
l’atto pubblico del luglio 2005 è stato pure costituito un diritto di ricupera
a favore di RI 1, il quale entro il 30 settembre 2006 avrebbe potuto ricuperare
la proprietà delle part. __________, __________ e __________ di __________
mediante restituzione del prezzo di compravendita di fr. 450'000.-- ai nuovi
proprietari (cfr. doc. 45).

 

                                         Dalle carte
processuali risulta che il ricorrente non ha esercitato entro il 30 settembre
2006 il diritto di ricupera (cfr. doc. B).

 

                                         Il 3
dicembre 2007 il Pretore del Distretto di __________ ha emesso un decreto
afferente a una causa promossa il 2 ottobre 2007 dai signori __________ ed __________
nei confronti di RI 1 volta ad ottenere l’adozione di provvedimenti cautelari
(cfr. inc. DI.2007.1240). Con tale decreto è stato fatto ordine ad RI 1 di
riconsegnare con effetto immediato a __________ e __________ i fondi part. __________,
__________ e __________ di __________. Quest’ordine è stato impartito con la
comminatoria penale dell’art. 292 CPS che recita che chiunque non ottempera a
una decisione a lui intimata da un’autorità competente o da un funzionario
competente sotto comminatoria della pena prevista in questo articolo è punito
con la multa.

                                         Dalla
motivazione del decreto 3 dicembre 2007 si evince segnatamente:

 

" 
(…)

che con raccomandata 22
agosto 2006 (Doc. F) i qui istanti confermavano al convenuto la scadenza del
diritto di abitazione per il 30 settembre seguente, comunicandogli altresì di
non essere intenzionati a concedere dilazioni. Ribadivano inoltre la facoltà
per il convenuto di esercitare il diritto di ricupera, ritenuto che in caso
contrario avrebbe dovuto restituire l’immobile entro il 30 settembre 2006. Con
scritto  2 settembre (Doc. G) e fax 21 settembre 2006 (Doc. H) il qui convenuto
chiedeva a __________ un’ulteriore possibilità proponendo di prolungare la
durata del diritto di abitazione. Con scritto 25 settembre 2006 (Doc. I) __________
ribadiva che l’unica soluzione praticabile sarebbe stata quella di esercitare
il diritto di ricupera, mentre veniva respinta ogni altra proposta formulata da
RI 1. Quest’ultimo veniva inoltre avvertito che in caso di mancata restituzione
dell’immobile in questione entro il 30 settembre 2006, i proprietari avrebbero
inoltrato un’istanza di sfratto. Con fax 1° ottobre 2006 (Doc. J) il convenuto
comunicava a __________ di aver trovato una soluzione e di far valere il suo
diritto di ricupera e con scritto 9 ottobre il convenuto informava
genericamente __________ di aver avuto “riscontri positivi” (doc. K);

 

che un’istanza di sfratto
(Doc. L) presentata da __________ e __________ è stata respinta con decisione 9
maggio 2007 (Doc. M) stante che i rapporti tra le parti non si basavano né su
contratto di locazione, né di affitto o di comodato;

 

che con atto di petizione
2 ottobre 2007 __________ e __________ hanno promosso una procedura avente per
oggetto l’accertamento che essi sono proprietari delle suddette particelle,
ragione per cui il convenuto dovrebbe essere condannato a consegnarle
immediatamente e a rifondere loro l’importo di fr. 2'900.-- oltre a mensili fr.
1'200.-- per ogni mese trascorso dal 1° ottobre 2006 fino alla consegna degli
immobili, con ordine all’Ufficiale del Registro Fondiario di procedere alla
cancellazione dei diritti di abitazione e di ricupera;

 

che in calce alla predetta
petizione è pure stata presentata una istanza cautelare e supercautelare avente
per oggetto una richiesta di ordine al convenuto di immediata riconsegna agli
istanti degli immobili da lui occupati abusivamente;

 

che all’udienza di
discussione dell’8 novembre 2007 il convenuto si è opposto alla richiesta
contestando che nel caso siano adempiuti i presupposti per poter ottenere un
provvedimento cautelare ex art. 276 CPC; contesta inoltre di occupare
abusivamente i mappali in oggetto considerato che a RF risulta ancora iscritto
il diritto di abitazione;

 

che è pacifico che gli
istanti sono iscritti sin dal 25 luglio 2005 quali comproprietari in ragione di
metà ciascuno delle part. __________, __________ e __________ (Doc. C-E); a
carico di tutte e tre le particelle risulta inoltre iscritto un onere di
abitazione a favore di RI 1, con scadenza al 30 settembre 2006 (cfr. Doc. C-E
sub “servitù e oneri fondiari”) e l’annotazione di un diritto di ricupera a suo
favore, pure con scadenza al 30 settembre 2006;

 

che il convenuto non abbia
lasciato i luoghi, nonostante il suo diritto di abitazione sia scaduto, è
indubbio: lo stesso era limitato nel tempo ed è scaduto come pattuito dalle
parti con l’atto notarile, il 30 settembre 2006, senza che sia in qualche modo
stato prorogato; di conseguenza in applicazione dei combinati art. 751 e 776 CCS
si deve ritenere che il diritto del convenuto di abitare negli immobili di
proprietà degli istanti è inesorabilmente spirato il 30 settembre 2006; il
fatto che tale diritto sia tuttora iscritto a RF non comporta per il convenuto
un diritto di continuare ad abitarvi dato che l’iscrizione ha unicamente valore
dichiarativo (cfr. Basler Kommentar, 2a ed., nota 37 ad art. 776 CCS);

 

che pure l’annotazione del
diritto di ricupera non ha effetto costitutivo del diritto (cfr. Basler
Kommentar, 3a ed., nota 1 ad art 216 a CO), ragione per cui il fatto che lo
stesso risulti tuttora annotato non comporta alcun diritto per il convenuto, il
quale contrariamente a quanto opina, non lo ha esercitato; il contratto
sottoscritto dalle parti innanzi al notaio RA 1 è chiaro al riguardo: il
diritto di ricupera andava esercitato al più tardi entro il 30
settembre 2006, peraltro a precise condizioni ovvero la restituzione del prezzo
di fr. 450'000.--oltre alle spese elencate ai p.ti a-c pagina 9 del contratto; RI
1 ha dichiarato unicamente, tardivamente, il 1° ottobre 2006 di voler
esercitare il diritto di ricupera, senza peraltro adempiere alle condizioni
contrattuali;

 

che così stando le cose
l’unica conclusione a cui si può giungere è che RI 1 occupa le part. __________.
__________ e __________ senza alcun diritto, cioè abusivamente, con la
conseguenza che l’istanza può essere accolta, senza che sia necessario
esaminare oltre circa l’urgenza della domanda rispettivamente il rischio di un
danno difficilmente riparabile, bastando la verosimiglianza circa la necessità
della misura per un’efficace protezione provvisoria del proprietario; al
riguardo si rinvia a quanto esposto nella sentenza 20 ottobre 1997 I CCA,
pubblicata in Rep. 1997 no 29 pag. 137 segg.

(…)” (Doc. 17a)

 

                                         Il decreto
del 3 dicembre 2007 è stato impugnato dinanzi alla Prima Camera civile del
Tribunale d’appello del Tribunale di appello.

                                         Il
Presidente della I CCA, il 20 dicembre 2007, ha decretato irricevibile la
domanda di RI 1 tendente all’ottenimento dell’effetto sospensivo, in quanto
priva di motivazione (cfr.decreto del 20 dicembre 2007 relativo all’inc.
11.2007.191; doc. XVIII).

 

                               2.6.   Questo
Tribunale, nel caso di specie, sulla base di quanto appena esposto, ritiene decisivo
il fatto che il ricorrente, nel periodo determinante ai fini della presente
vertenza, ossia dal mese di settembre al mese di dicembre 2007, ha continuato a
vivere nella casa di __________, benché il diritto di abitazione concordato nel
luglio 2005 fosse scaduto già il 30 settembre 2006 e non fosse stato prorogato
(cfr. doc. 45; consid. 2.5.). 

 

                                         I
proprietari __________ ed __________, del resto, hanno a più riprese
manifestato chiaramente il loro desiderio di vedersi riconsegnare l’immobile
oggetto del diritto reale limitato stabilito a favore del ricorrente fino al
settembre 2006, indipendentemente dalla continuazione del versamento di quanto
pattuito con il contratto del luglio 2005. 

                                         In
effetti già il 25 settembre 2006 __________ ed __________ hanno avvertito
l’insorgente che in caso di mancata restituzione entro il 30 settembre 2006
sarebbe stata inoltrata un’istanza di sfratto, la quale è stata effettivamente
presentata e respinta con decisione del 9 maggio 2007, poiché i rapporti tra le
parti non si basavano né su un contratto di locazione, né di affitto o di
comodato. 

                                         Con
petizione del 2 ottobre 2007 i proprietari hanno, poi, promosso una procedura
avente per oggetto l’accertamento che essi sono i proprietari delle particelle __________,
__________ e __________ di __________, ragione per cui RI 1 deve essere
condannato a consegnarle immediatamente (cfr. decreto pretorile del 3 dicembre
2007 DI 2007.1240).

 

                                         L’insorgente
non ha peraltro più corrisposto alcunché ai proprietari a partire dal mese di
agosto 2007, né ha sostenuto di aver provveduto al pagamento di altre spese
connesse all’uso della casa di __________ (cfr. doc. 4a; IX, X).

                                         Inoltre
non risulta che lo stesso, dal termine del diritto di abitazione al settembre
2007 - arco di tempo della durata di ben un anno -, si sia mai adoperato al
fine di trovare una nuova sistemazione.

 

                                         Alla luce
delle considerazioni che precedono, in particolare, ritenuto, da un lato, che
nel lasso di tempo determinante ai fini della vertenza (settembre-dicembre
2007) l’insorgente ha continuato a vivere nella casa di __________ senza alcun
titolo giuridico (essendo scaduto - il 30 settembre 2006 - il relativo diritto
di abitazione e avendo i proprietari della stessa indirettamente espresso -
tramite la richiesta, anche in sede giudiziaria, di abbandonare i locali - 
l’assenza di volontà di prorogare tale diritto reale limitato; cfr. consid.
2.5.) e senza versare alcunché, dall’altro, che nemmeno si è attivato per
trovare un’altra abitazione, il TCA deve concludere che, in concreto,
rettamente l’USSI, nel conteggio relativo alla prestazione assistenziale
settembre-dicembre 2007, nulla ha considerato quale spesa per l’alloggio.

                                         Non è di
ausilio alcuno per il ricorrente il fatto che il Dr. med. __________,
capo-clinica di ortopedia presso l’__________ di __________, il 17 marzo 2008,
sulla base della problematica ortopedica che ha richiesto, il 28 dicembre 2007,
una sua ospedalizzazione, abbia sconsigliato, per un periodo di ancora circa 60
giorni, di effettuare, in relazione a un trasloco, spostamenti importanti e di
portare pesi (cfr. doc. F1; XVI).

                                         In
effetti tale dichiarazione, a prescindere dal fatto che comunque con la stessa
non è stata attestata l’impossibilità assoluta di traslocare, bensì unicamente
quella di compiere contestualmente lavori pesanti e oltretutto unicamente da
fine dicembre 2007, si rivela ininfluente. 

                                         Rilevanti
sono soltanto le circostanze che dal 1° ottobre 2006 RI 1 ha continuato a
soggiornare nella casa di __________, nonostante il diritto di abitazione fosse
scaduto già il 30 settembre 2006, e che egli nulla ha corrisposto, dal mese di
agosto 2007, per l’uso dell’alloggio.

 

                                         E’,
infine, utile ricordare che lo scopo della pubblica assistenza enunciato dalla
Las è quello di intervenire ogni qualvolta una persona si trovi in una
situazione di bisogno attuale e concreto, a prescindere da una sua
responsabilità in relazione allo stato di indigenza (cfr. art. 1 Las; consid.
2.3.; STF 8C_92/2007 del 14 dicembre 2007).

                                         Nel caso
concreto un intervento della pubblica assistenza, limitatamente alle spese
dell’alloggio, non è stato negato, perché l’insorgente si è reso responsabile
del suo stato di precarietà, bensì perché egli, decidendo, contro la volontà
dei proprietari, di restare, anche dopo la scadenza del diritto di abitazione e
il mancato tempestivo esercizio del diritto di ricupera pattuito nel luglio
2005 (cfr. consid. 2.6.), nella casa di __________, invece di trasferirsi in
un’altra abitazione - che avrebbe potuto reperire anche con l’aiuto
dell’amministrazione (cfr. STCA 42.2006.1 del 3 agosto 2006; Direttive COSAS
p.to B3 contemplanti il dovere per gli uffici di assistenza sociale di aiutare
attivamente il beneficiario a trovare un alloggio e, se del caso, a offrire un
alloggio di emergenza) e il cui costo avrebbe potuto, almeno in parte, essere
assunto da quest’ultima -, ha operato una scelta personale che non deve essere
sostenuta finanziariamente dall’USSI.

 

                                         In simili
condizioni la decisione su reclamo dell’11 dicembre 2007 deve essere
confermata.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti