# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7a72318b-ca51-5990-a3b0-627e6b895832
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-11-23
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 23.11.1999 52.1999.217
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-1999-217_1999-11-23.html

## Full Text

Incarto n.

  52.99.00217

   

  	
  Lugano

  23 novembre 1999

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo
  Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretaria:

  	
  Ursula
  Züblin, vicecancelliera

  

 

 

statuendo
sul ricorso 18 agosto 1999 di

 

 

	
   

  	
  __________,

  patr.
  da: avv. __________,  

   

  
	
   

  	
  Contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  decisione 20 luglio 1999 (no. 3114) del Consiglio di Stato, che ha respinto
  l'impugnativa presentata dall'insorgente avverso la decisione 17 luglio 1998
  del Dipartimento delle istituzioni, Sezione degli stranieri (ora: permessi e
  immigrazioni), in materia di revoca del permesso di domicilio;

  

 

 

viste le risposte:

-    26 agosto 1999 del Consiglio di
Stato;

-    26 agosto 1999 della Sezione dei
permessi e dell'immigrazione;

 

 

letti
ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   a) __________ (9 novembre
1969), cittadino jugoslavo, è entrato la prima volta in Svizzera il 25 novembre
1984, al fine di ricongiungersi con la madre, titolare di un permesso di
domicilio e sposata con un cittadino italiano pure beneficiario di un permesso
C, la quale sino ad allora lo aveva affidato alle cure dei nonni materni, essendo
emigrata in Svizzera quando egli aveva sei mesi. L'11 gennaio 1985 lo straniero
ha ottenuto il permesso di domicilio. 

 

b) Dopo aver svolto l'apprendistato di macellaio-salumiere
per circa due anni presso la ditta __________ - il relativo contratto di
tirocinio è stato sciolto con effetto al 30 giugno 1986 per insufficienze
scolastiche - __________ ha fatto ritorno in patria, dove è rimasto fino al
1989, data in cui un suo zio gli ha proposto di tornare in Svizzera per
lavorare quale macellaio presso la ditta __________ di Stabio. Rientrato in
Svizzera lo straniero ha quindi potuto usufruire del permesso di domicilio, il
cui ultimo termine di controllo è stato fissato al 18 dicembre 1998.

 

 

                                  B.   a) Con scritto 2 luglio 1998
l'allora Sezione degli stranieri ha comunicato ad __________ che era in corso
di esame la possibilità di emettere nei suoi confronti un'espulsione
amministrativa o una decisione di rimpatrio, ritenuto che, nonostante i due ammonimenti
del 5 aprile 1995 e dell'11 marzo 1997, egli è stato successivamente condannato
dall'Autorità giudiziaria ticinese. Lo ha pertanto invitato a prendere
posizione per iscritto, entro il 31 luglio 1998, circa eventuali impedimenti ad
un rientro definitivo in Patria. 

 

                                         b) __________, con lettera
8 luglio 1998, dopo aver descritto la sua vita anteriore, ha asserito di essere
ormai "pulito", mantenuto per quanto concerne il vitto dalla madre,
nonché seguito dall'Ufficio del patronato di Locarno. Relativamente ad un eventuale
rientro in Patria, ha sostenuto di non essere più in possesso di alcun documento
nazionale valido (il passaporto gli è stato trattenuto, poiché soggetto al servizio
militare), che, quale renitente, subirebbe un processo, e che non potrebbe appoggiarsi
ai nonni, i quali, pensionati, sarebbero impossibilitati a procurargli un lavoro.
Ha infine evidenziato di aver perso ogni contatto con il suo Paese di origine, avendolo
lasciato all'età di 15 anni.

 

 

                                  C.   In data 17 luglio 1998
l'allora Sezione degli stranieri ha emesso una decisione di rimpatrio nei
confronti di __________, con conseguente revoca del permesso di domicilio. Il
Dipartimento, fondandosi sugli art. 9 cpv. 3, 10, 11 cpv. 3, 12 LDDS e 16 ODDS,
ha in sostanza tenuto conto del comportamento generale dello straniero durante
il suo soggiorno in Svizzera, segnatamente del fatto che, seppure ammonito per
ben due volte a seguito di diverse condanne e reso edotto di un eventuale decisione
di espulsione o di rimpatrio in caso di recidiva o comportamento scorretto, egli
ha continuato ad interessare le autorità di polizia e giudiziarie. Considerando
la decisione di espulsione assai rigorosa in ragione del soggiorno precedente,
gli ha concesso di rientrare in futuro in territorio elvetico quale turista, a
condizione di comportarsi in modo ineccepibile. Di conseguenza ad __________ è
stato fissato un termine, scadente il 30 settembre 1998, per lasciare la Svizzera.

 

 

                                  D.   a) Contro la predetta
decisione dipartimentale __________ è tempestivamente insorto davanti al
Consiglio di Stato, postulandone l'annullamento e chiedendo inoltre di essere
posto al beneficio dell'assistenza giudiziaria. In tale sede egli ha sostenuto
che con sentenza 5 novembre 1997 la Corte delle Assise correzionali di Locarno
non lo ha espulso dal territorio elvetico, ma ha ordinato il trattamento
ambulatoriale ai sensi dell'art. 44 CP: l'autorità penale avrebbe quindi
ritenuto possibile e meritevole il tentativo di reinserirlo nel nostro tessuto
sociale. Ha inoltre sottolineato di essere diventato tossicodipendente in
Svizzera, per cui sarebbe equanime che qui egli venisse curato; dal rapporto 31
ottobre 1997 dell'Ufficio del patronato di Locarno risulta inoltre che,
malgrado le difficoltà riscontrate, egli avrebbe buone probabilità di superare
le proprie problematiche se gli venisse consentito di rimanere in Svizzera.
Infine ha evidenziato che un suo reinserimento nella realtà del Paese d'origine
sarebbe quantomai improbabile e di non essere in possesso di un valido
passaporto, né di altro documento equivalente.

 

b) Con giudizio 20 luglio 1999 Il Consiglio di Stato ha
confermato la decisione 17 luglio 1998, respingendo il gravame di __________.
L'Esecutivo cantonale ha considerato ossequiati i presupposti per il rimpatrio
di cui all'art. 10 cpv. 1 lett. a, b e d LDDS. Dopo attenta ponderazione degli
interessi privati e pubblici in gioco, ha ritenuto la decisione dipartimentale
legittima, adeguata alle circostanze ed ossequiosa del principio della proporzionalità.
Ha infine respinto la domanda di ammissione all'assistenza giudiziaria ed al
gratuito patrocinio, trattandosi di ricorso sprovvisto di probabilità di esito
favorevole.

 

c) Visto l'esito del ricorso, il 3 agosto 1999, la Sezione
dei permessi e dell'immigrazione ha fissato ad __________ il 30 settembre 1999
quale ultimo termine per lasciare il territorio cantonale.

 

 

                                  E.   Avverso la predetta
pronuncia governativa, __________ insorge ora davanti al Tribunale cantonale
amministrativo chiedendone l'annullamento. Sottolinea di essere in Svizzera
dall'età di 15 anni, dove vivono anche la madre e la compagna __________, con
la quale intenderebbe formare una famiglia, e di avere un comportamento
encomiabile. A tale ultimo proposito il ricorrente precisa che attualmente
frequenta la Scuola professionale artigianale e industriale di Mendrisio quale
apprendista macellaio, svolgendo nel contempo l'apprendistato presso il negozio
di macelleria-salumeria di __________ a __________, sulla base di un contratto
di tirocinio con scadenza 15 settembre 2001. Contesta il mancato svolgimento da
parte del Consiglio di Stato di qualsiasi atto istruttorio, segnatamente
l'audizione del ricorrente stesso e di qualche teste. Evidenzia che un
eventuale rientro in Iugoslavia non soltanto lo priverebbe della presenza
costruttiva della madre e della fidanzata, ma gli impedirebbe pure di concludere
la terapia metadonica. D'altronde nel suo Paese non potrebbe neppure contare
sull'assistenza dei nonni materni, pensionati, e sarebbe pure sprovvisto di un
valido passaporto. In definitiva la misura del rimpatrio non sarebbe né
proporzionata, né giustificata da un interesse pubblico prevalente. L'insorgente
chiede infine di essere posto al beneficio dell'assistenza giudiziaria e che al
ricorso venga concesso l'effetto sospensivo.

 

 

                                  F.   All'accoglimento del gravame
si oppongono il servizio dei ricorsi del Consiglio di Stato e la Sezione dei
permessi e dell'immigrazione. Delle relative motivazioni, si dirà, per quanto
necessario, in seguito.

 

 

                                  G.   In fase istruttoria, il
Tribunale ha richiesto all'insorgente di esprimersi sullo scritto 21 ottobre
1999 dell'Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento, dal quale risulta
che egli ha percepito prestazioni per un ammontare pari a Fr. 54'220.-- senza
provvedere ad alcun rimborso. L'interessato non contesta le suddette
risultanze, ribadendo che, una volta terminata la formazione professionale e
trovato un posto di lavoro, egli inizierà il rimborso del suo debito (cfr.
scritto 26 ottobre 1999).

 

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   1.1. In materia di diritto
degli stranieri la competenza del Tribunale cantonale amministrativo a statuire
in merito ai gravami inoltrati avverso le decisioni del Consiglio di Stato è
data soltanto nella misura in cui quest'ultime sono suscettibili di essere impugnate
con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale (cfr. art. 10 lett.
a LALPS).

 

1.2. Giusta l'art. 100 lett. b n. 3 OG, in materia di polizia
degli stranieri il ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale non
è esperibile contro il rilascio o il rifiuto di permessi al cui ottenimento la
legislazione federale non conferisce un diritto.

L'art. 4 LDDS sancisce che l'autorità competente decide liberamente,
nei limiti delle disposizioni della legge e dei trattati con l'estero, in
merito alla concessione del permesso di dimora o di domicilio. Lo straniero ha
quindi un diritto all'ottenimento di un simile permesso solo laddove tale
pretesa si fonda su di una disposizione particolare del diritto federale o di
un trattato internazionale (DTF 122 II 3 consid. 1a, 388 consid. 1a con
rinvii).

Sennonché, indipendentemente dalla questione se sussista o
meno un diritto al rilascio di un permesso di soggiorno, il ricorso di diritto
amministrativo è ammissibile contro decisioni concernenti la decadenza del
permesso di domicilio o di dimora (DTF 99 Ib 4 consid. 2, consid. 1a non
pubblicato in DTF 120 Ib 369 segg. e 112 Ib 1 segg.; Rep. 1967, 169).

 

1.3. Il gravame in oggetto, tempestivo (art. 10 LALPS e 46
cpv. 1 PAmm) e presentato da una persona senz'altro legittimata a ricorrere (art.
43 PAmm), è pertanto ricevibile in ordine.

 

 

                                   2.   Il ricorrente chiede di
essere personalmente sentito e che venga ordinata l'audizione di alcuni testi,
quali, ad esempio, lo psichiatra, il medico curante o il responsabile
dell'Ufficio del patronato di __________ o gli insegnanti della Scuola
professionale artigianale ed industriale di __________ o, infine, l'attuale
datore di lavoro. 

 

2.1. La natura ed i limiti del diritto di essere sentito sono
determinati innanzi tutto dalla normativa procedurale cantonale. Se questa
risulta insufficiente, valgono le garanzie minime dedotte dagli art. 4 Cost. e
6 CEDU, norme che assicurano all'interessato il diritto di esprimersi su tutti
i punti essenziali di un procedimento prima che sia emanata una decisione e che
gli garantiscono anche il diritto di partecipare all'assunzione delle prove, di
conoscere i risultati delle stesse, di determinarsi a riguardo e di avanzare
offerte di prova (DTF 120 Ib 379, 118 Ia 17; STF 7 giugno 1996 in re Moretti).
La procedura amministrativa cantonale è retta dal principio inquisitorio (cfr. art.
18 cpv. 1 PAmm). In virtù di questo principio l'autorità amministrativa deve
accertare d'ufficio gli elementi suscettibili di determinare la decisione ed
assumere di sua iniziativa le prove necessarie confrontando accuratamente i contrapposti
interessi (DTF 104 Ia 212), senza essere peraltro vincolata dalle domande delle
parti. In quest'ambito, all'autorità spetta la facoltà di procedere al
cosiddetto apprezzamento anticipato delle prove, rinunciando a quelle offerte
dalle parti la cui assunzione non condurrebbe verosimilmente ad alcun nuovo
chiarimento rilevante per il giudizio (DTF 109 II 398, 106 Ia 162, 104 V 210;
Rep. 1980 p. 7; Borghi, GAT, N. 364). In base alla valutazione anticipata delle
prove esibite l'autorità amministrativa può quindi rifiutarsi di assumere
quelle considerate ininfluenti, ma deve darne ragione nel proprio giudizio
(RDAT II-1994 N. 50, 1990 N. 43).

In ogni caso né la legislazione cantonale né quella federale
garantiscono alla parte il diritto di essere udita oralmente, essendo
sufficiente che essa possa far valere le proprie ragioni per scritto (DTF 117
II 132, consid. 3b, pag. 137 e rinvii; A. Scolari, Diritto amministrativo,
parte generale, Bellinzona / Cadenazzo 1988, n. 141 e 146).

 

2.2. In virtù del principio dell'apprezzamento anticipato
delle prove offerte, le richieste formulate dal ricorrente, peraltro notificate
per la prima volta soltanto in questa sede, non vengono accolte. L'insorgente
ha infatti già avuto modo di esprimersi per scritto e ha dunque avuto ampie
possibilità per esporre le proprie ragioni. Considerate le prove già presenti
agli atti, questo Tribunale ritiene che neppure l'audizione dei testi indicati
fornirebbe elementi di rilievo per il giudizio. 

 

2.3. Ne discende che anche il procedere del Governo cantonale
è immune da rimproveri in questo ambito, tanto più che in quella sede il
ricorrente non aveva notificato alcuna prova.

Il gravame può dunque essere evaso sulla base degli atti, integrati
dalle risultanze degli accertamenti esperiti nel corso dell'istruttoria (art.
18 cpv. 1 PAmm).

 

 

                                   3.   Il permesso di domicilio,
di durata illimitata (art. 6 cpv. 1 prima frase LDDS), perde ogni validità in
seguito ad espulsione o rimpatrio (art. 9 cpv. 3 lett. b LDDS). Ai sensi dell'art.
9 cpv. 4 lett. b LDDS, il permesso di domicilio può inoltre essere revocato
quando lo straniero non è più in possesso di un documento di legittimazione
nazionale valido e non venga fornita la garanzia richiesta per l'adempimento di
tutti gli obblighi di diritto pubblico di cui all'art. 6 cpv. 2 LDDS. Se si
verificano più cause di espulsione di cui nessuna singolarmente, in virtù del
principio della proporzionalità, si procederà ad un apprezzamento generale; il
provvedimento adottato sarà dunque considerato adeguato solo dopo aver
esaminato nel complesso tutti i fatti emergenti suscettibili di giustificare
l'allontanamento dello straniero (cfr. Wurzburger, La jurisprudence récente du Tribunal
fédéral en matière de police des étrangers, in: RDAF 53/1997 308).

 

 

                                   4.   4.1. Lo straniero può
essere espulso dalla Svizzera quando è stato punito dall'autorità giudiziaria
per un crimine o un delitto (art. 10 cpv. 1 lett. a LDDS), quando la sua
condotta in generale e i suoi atti permettono di concludere che non vuole o non
è capace di adattarsi all'ordinamento vigente nel paese che lo ospita
(lett. b) oppure quando egli stesso, o una persona a cui deve provvedere,
cada in modo continuo e rilevante a carico dell'assistenza pubblica (lett. d).

                                         L'espulsione giusta l'art.
10 cpv. 1 lett. b LDDS può sembrare giustificata, segnatamente quando lo
straniero contravviene gravemente o reiteratamente alle disposizioni di legge o
alle decisioni dell'autorità; contravviene gravemente alla morale; tralascia
continuamente, per cattiva volontà o sregolatezza, di adempiere obblighi di
diritto pubblico o privato; vive nella sregolatezza o nell'ozio (art. 16 cpv. 2
ODDS).

L'espulsione prevista dall'art. 10 cpv. 1 lett. d LDDS può
essere pronunciata solo nel caso in cui il ritorno dell'espulso nel suo Paese
d'origine è possibile e può essere ragionevolmente richiesto (art. 10 cpv. 2
LDDS). Devono essere evitati rigori inutili. In questi casi potrà essere
ordinato solo il rimpatrio, ossia il trasferimento dello straniero indigente
dall'assistenza pubblica del Paese ospitante a quella del Paese d'origine (DTF
119 Ib 4 consid. 2b). Tale misura di allontanamento non impedisce, contrariamente
all'espulsione, l'entrata in Svizzera; lo straniero può difatti nuovamente
entrare nel nostro Paese allorquando è accertato che non è più a carico
dell'assistenza. Nei casi in cui manca l'accordo del Paese d'origine per
mettere a carico dell'assistenza pubblica il proprio cittadino, il rimpatrio
può essere paragonato, nel suo risultato, ad un'espulsione senza interdizione
di entrata in Svizzera.

 

                                         4.2. In linea di principio,
la legalità dell'espulsione va esaminata in base alle circostanze esistenti al
momento dell'emanazione della sentenza di ultima istanza (DTF 114 Ib 1 consid.
3b pag. 4). Nondimeno, se un'espulsione è giustificata dalla situazione
esistente al momento in cui è stata ordinata, essa può essere annullata soltanto
qualora intervengano fatti nuovi di particolare importanza. Al riguardo non
basta comunque che tra l'emanazione della decisione dell’autorità di polizia
degli stranieri e quella delle istanze di ricorso l’insorgente si sia
comportato in modo ineccepibile. Diversamente gli si offrirebbe la possibilità
di modificare a suo favore i fatti determinanti già attraverso la semplice
impugnazione del provvedimento di espulsione (cfr. TCA 13 novembre 1998 in re
A.M consid. 3.2).

 

 

                                   5.   Nel caso specifico il
ricorrente è entrato la prima volta in Svizzera il 25 novembre 1984,
rimanendovi per circa 2 anni. In tale breve periodo, segnatamente in data 7/8
settembre 1986, egli ha iniziato ad interessare i servizi di polizia e
giudiziari per i reati di furto d'uso e furto senza scasso. Nel 1989 __________
è tornato in Svizzera e ha continuato a delinquere, in particolare: 

 

                                          - 22
febbraio 1989            inchiestato per acquisto e consumo di hashish;

                                          - 20 aprile
1989                condannato con decreto d'accusa a 7 giorni di arresto,
sospesi condizionalmente per un periodo
di prova di 2 anni, per violenza contro funzionari;

                                          - 13
settembre 1991         arrestato a Lu__________ano per acquisto e vendita di
eroina;

                                          - 17 ottobre
1991             condannato con decreto d'accusa a 15 giorni di arresto,
sospesi condizionalmente per un periodo di prova di due anni, per violazione della LStup;

                                          - 27
novembre 1991          arrestato a Bellinzona per consumo, acquisto e vendita
di eroina;

                                          - 10 gennaio
1992            condannato dalla Corte delle Assise correzionali di __________
per infrazione aggravata e ripetuta contravvenzione alla LStup alla pena di 16
mesi di detenzione, sospesa condizionalmente per un periodo di prova di due
anni; non è stata revocata la sospensione condizionale della pena di 15 giorni
di arresto inflittagli con decreto d'accusa 17 ottobre 1991, ma il condannato è
stato ammonito; 

                                          - 9 aprile
1993                 arrestato a __________ per sospetto furto e ricettazione
nonché violazione della LStup; 

                                          - 27 aprile
1993                arrestato a __________ per tentato furto con scasso; 

                                         - 17 maggio
1993              arrestato a __________ e trasferito a __________ per
violazione della LStup. (acquisto e vendita eroina);

                                          - 26 ottobre
1993             condannato dalla Corte delle Assise correzionali di __________
a 10 mesi di detenzione per violazione aggravata e contravvenzione alla LStup,
furto e ricettazione. E' stata inoltre ordinata la revoca della sospensione
condizionale della pena di 15 giorni di arresto inflitta con decreto d'accusa
17 ottobre 1991 e 16 mesi di detenzione inflitti con sentenza 10 gennaio 1992
della Corte delle Assise correzionali di __________; __________ è rimasto in
carcere dal 26 ottobre 1993 al 15 marzo 1995, in tale periodo la sua richiesta
di libertà condizionale è stata in un primo tempo rifiutata, non avendo lo
stesso dimostrato di essere riuscito ad inserirsi nel nostro contesto sociale
(cfr. decreto 1/4 luglio 1994, n. 95/94, del Consiglio di Vigilanza).
__________ è stata poi liberato condizionalmente il 15 marzo 1995 (cfr. decreto
23/24 febbraio 1995, n. 21/95 del Consiglio di Vigilanza); 

                                          - 5 aprile
1995                 decisione di ammonimento dell'allora Sezione degli
stranieri, con l'avvertenza che in caso di recidiva o comportamento scorretto
si sarebbe proceduto alla sua espulsione dalla Svizzera; 

                                          - 20 luglio
1995                condannato con decreto d'accusa al pagamento di una multa
di Fr. 120.--per ripetuta contravvenzione alla LStup (fatti avvenuti fra il 15
marzo 1995 ed il 17 aprile 1995); 

                                          - 21 ottobre
1996             nuovamente arrestato a __________ per violazione della LStup; 

                                          - 31
dicembre 1996          condannato con decreto d'accusa per violazione della LStup
alla pena di 15 giorni di detenzione da espiare (fatti avvenuti a __________ e
__________ nel periodo 28 settembre 1996-21 ottobre 1996); . 

                                          - 11 marzo
1997              2° decisione di ammonimento dell'allora Sezione degli
stranieri, con l'avvertenza che, in caso di recidiva o di comportamento
scorretto, si sarebbe proceduto alla sua espulsione o al rimpatrio dal territorio
elvetico; 

                                          - 12 e 21
marzo 1997       interrogato per violazioni alla LStup; 

                                          - 24 marzo
1997              condannato con decreto d'accusa al pagamento di una multa di
Fr. 200.-- per infrazione e contravvenzione alla LStup (fatti avvenuti a
__________ il 21 e 22 gennaio 1997); 

                                          - 21 maggio
1997             arrestato a __________ per infrazione aggravata alla LStup; 

                                          - 14 luglio
1998                arrestato per violazione alla LStup; 

                                          - 5 novembre
1997           condannato dalla Corte delle Assise correzionali di __________
per ripetuta infrazione e contravvenzione alla LStup e mancata coazione alla
pena di 9 mesi di detenzione; nei confronti dello stesso è stato ordinato il
trattamento ambulatoriale ex art. 44 C.P., da avviarsi in sede di espiazione di
pena. Il 20 dicembre 1997, in occasione di un congedo per far visita alla
madre, __________ ha dovuto essere ricoverato in ospedale per overdose, con conseguente ritrasferimento in carcere
(detenuto dal 5 novembre 1997 al 6 giugno 1998); 

                                          - 19 gennaio
1998            il Consiglio di Vigilanza ha revocato la liberazione
condizionale concessa il 15 marzo 1995 e ha ordinato l'esecuzione del residuo
di 3 mesi di detenzione; 

                                          - 20
febbraio 1998            il Consiglio di Vigilanza ha negato la liberazione
condizionale ad __________, il quale è stato poi scarcerato il 6 giugno 1998. 

 

                                         5.1. Occorre innanzitutto
osservare che l'autorità competente in materia di polizia degli stranieri
persegue uno scopo differente di quello dell'autorità penale. Nel determinare
se pronunciare o meno l'espulsione di un condannato straniero giusta l'art. 55
CP oppure se pronunciarla accordando la sospensione condizionale, il giudice
penale terrà conto, anzitutto, del reinserimento sociale dell'interessato; per
l'autorità amministrativa è invece determinante il mantenimento dell'ordine e
della sicurezza pubblici. Ne deriva che l'apprezzamento effettuato dall'autorità
di polizia degli stranieri può avere, nei confronti dello straniero, ripercussioni
più rigorose di quello dell'autorità penale (STF inedita del 21 gennaio 1999 in
re E.N. consid. 2; DTF 120 Ib 132 consid. 5b; 114 Ib 4 consid. 3a). Di
conseguenza la circostanza che il giudice penale abbia rinunciato a pronunciare
nei confronti di __________ la pena accessoria dell'espulsione ex art. 55 CP
non è, contrariamente a quanto sostenuto nel gravame, di rilievo ai fini del
presente giudizio.

 

5.2. Le infrazioni commesse da __________ sono indubbiamente
gravi sia dal punto di vista oggettivo che soggettivo ed inoltre sono state
commesse in situazione di recidiva. I reati, per la maggior parte violazioni
alla LStup e protrattisi per circa 7 anni, hanno portato a varie condanne per
complessivi 36 mesi di detenzione. Il ricorrente, ha avuto più volte la
possibilità di uscire dal mondo della droga, tuttavia senza esito positivo. In
particolare negli anni 1992/1993, __________, allora assistito __________, ha
seguito due cure scalari di ketalgine; nel luglio 1993 ha rinunciato alla
proposta formulategli dall'Ufficio di patronato di seguire un collocamento terapeutico
presso __________; nell'agosto 1997, dopo nemmeno un mese di trattamento ex art.
44 CP presso detto centro, egli è stato allontanato su richiesta del direttore;
da ultimo, il 20 dicembre 1997, durante un congedo concessogli per fare visita
alla madre, ha dovuto essere ricoverato all'ospedale per un'overdose. Né le
condanne penali, né gli ammonimenti dell'allora Sezione degli stranieri, hanno
trattenuto __________ dal compiere ulteriori reati. Con il suo comportamento
l'insorgente ha dunque dimostrato di non riuscire ad integrarsi alla realtà
elvetica, pur essendo in Svizzera dalla fine del 1984. Le circostanze che
__________ stia attualmente frequentando la Scuola professionale artigianale ed
industriale di __________ e svolgendo l'apprendistato di macellaio, non possono
mutare le suddette conclusioni, né sono tali da escludere un rischio di
recidiva, tanto più che egli sta seguendo una terapia a base di metadone e che
quindi non è possibile ritenere che si sia definitivamente allontanato dal
mondo della droga. In concreto sono quindi adempiuti i requisiti di cui all'art.
10 cpv. 1 lett. a e b LDDS.

 

 

                                   6.   Va inoltre rilevato che
__________ è al beneficio di prestazioni assistenziali dal 1992 (cfr. scritto
22 settembre 1998 dell'Ufficio del sostegno sociale e dell'assistenza). Dallo
scritto 21 ottobre 1999 dell'Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento, risulta
che, a partire dal 1992 e fino a quel momento, ad __________ è stato versato un
importo pari a Fr. 54'220.--, e che gli vengono a tutt'oggi pagati i premi
della Cassa malati. Le prestazioni di cui ha beneficiato il ricorrente sono
quindi quantitativamente importanti ed hanno interessato un periodo di circa 7
anni. Va inoltre aggiunto che __________ non ha mai rimborsato, anche soltanto
parzialmente, il debito contratto. E' ben vero che quest'ultimo si dichiara ora
disposto ad iniziare a rifondere quanto precedentemente percepito al termine
del proprio apprendistato. Tale proposta non è tuttavia sufficiente. In primo
luogo il termine dell'apprendistato è fissato per il 2001, in secondo luogo non
è affatto scontato che __________ troverà subito un'occupazione ed, infine,
tenuto conto dell'entità del debito e del salario che egli potrebbe percepire
quale macellaio, è da ritenere che il rimborso del debito, almeno a medio
termine, sia quantomai difficoltoso.

 

 

                                   7.   L'art. 11 cpv. 3 LDDS
precisa che un'espulsione può essere pronunciata solo se dall'insieme delle
circostanze sembra adeguata. L'art. 16 cpv. 3 ODDS dispone che per valutare se
tale presupposto sia adempiuto, occorre tenere conto, segnatamente, della
gravità della colpa dell'interessato, della durata del suo soggiorno in Svizzera
e del pregiudizio che egli e la sua famiglia subirebbero in caso di espulsione.

Se il provvedimento di allontanamento, nonostante la sua
legale fondatezza, non appare opportuno in considerazione delle circostanze, lo
straniero sarà solo minacciato di espulsione. La minaccia sarà notificata sotto
forma di decisione scritta e motivata, che preciserà quanto le autorità si
attendono dallo straniero (art. 16 cpv. 3 ODDS). Inoltre, più a lungo lo
straniero ha risieduto in Svizzera, più le esigenze per l'espulsione saranno
rigorose (DTF 122 II 433 consid. 2c).

 

7.1. In concreto, un'attenta ponderazione di tutti gli
interessi in gioco permette di ritenere proporzionato il provvedimento adottato
dall'autorità inferiore. In effetti, oltre al forte debito assistenziale, il
fatto che l'interessato sia stato ritenuto colpevole di infrazione aggravata
alla LStup e condannato alla pena complessiva di circa 3 anni di detenzione, è
tanto grave da giustificare la misura adottata (cfr. STF inedita del 21 gennaio
1999 in re E.N. consid. 3b). Sebbene ammonito per ben due volte sulle conseguenze
di un comportamento recidivo, __________ ha continuato a delinquere, ad
assumere sostanze stupefacenti e a rimanere a carico della pubblica assistenza.
Durante la sua permanenza in Svizzera egli ha dunque dimostrato mancanza di rispetto
delle regole elvetiche e non è stato in grado di adattarsi al nostro modo di
vivere. Considerato che lo straniero ha vissuto in __________ fino all'età di
15 anni, che in tale Paese ha ricevuto la propria educazione scolastica (cfr.
sentenza 26 ottobre 1993 della Corte delle Assise correzionali di Locarno-Città)
e che, nel 1986 vi è ritornato per un periodo di circa due anni, è da ritenere
che un suo rientro nel paese d'origine non pregiudicherà in maniera eccessiva
la sua risocializzazione. Del resto in Iugoslavia risiedono i nonni materni, ai
quali è stato affidato dall'età di sei mesi fino alla sua entrata in Svizzera e
con cui ha sempre mantenuto i contatti. Neppure l'asserita, ma non comprovata
assenza di strutture sociali idonee, può costituire un motivo sufficiente per
modificare la decisione impugnata. Le medesime considerazioni valgono con
riferimento ad un eventuale processo per renitenza. Infine, va evidenziato che
la questione relativa alla mancanza di un documento nazionale valido è
improponibile: se effettivamente il ricorrente non fosse più in possesso di un
passaporto riconosciuto e valevole, ciò costituirebbe un motivo di revoca del
permesso di domicilio ai sensi dell'art. 9 cpv. 4 lett. b LDDS. Il rientro in
Patria non comporta pertanto difficoltà insormontabili per l'insorgente ed
inoltre la decisione di semplice rimpatrio non gli preclude la possibilità di
rientrare in Svizzera nell'ambito delle normative per i turisti. Cosicché
rimangono salvaguardate le relazioni con la madre e con la fidanzata.

 

 

                                   8.   L'insorgente evidenzia il
profondo legame con la madre e con la fidanzata.

                                         In concreto non occorre
esaminare in che misura il ricorrente sia legittimato a prevalersi della
violazione dell'art. 8 CEDU nelle suddette relazioni. In particolare non va
approfondito se, come asserito, esista un legame stretto, intatto e
effettivamente vissuto, che è protetto dalla norma invocata (cfr. DTF 115 Ib 99
consid. e). Va in effetti osservato che, comunque sia, giusta l'art. 8 n. 2
CEDU, un'ingerenza nell'esercizio del diritto al rispetto della vita privata e
famigliare è ammissibile, se è prevista dalla legge e se costituisce una misura
che, in una società democratica, è necessaria, in particolare, per la
protezione dell'ordine pubblico e per la prevenzione dei reati (cfr. DTF 119 Ib
90 consid. 4b; 118 Ib 161 consid. d). Orbene, nel caso in esame la revoca del
permesso di domicilio al ricorrente persegue tali fini e scaturisce da una corretta
ponderazione tra l'interesse dello straniero a che egli possa continuare a risiedere
in Svizzera e l'interesse pubblico contrario. Ne consegue che, anche qualora il
ricorrente fosse legittimato ad invocare la disposizione citata, la censura
andrebbe comunque respinta.

 

 

                                   9.   Contrariamente a quanto
sostenuto dall'insorgente, la decisione impugnata è dunque legittima, adeguata
alle circostanze e rispettosa del principio della proporzionalità. Il ricorso
deve pertanto essere respinto.

 

 

                                10.   Con l'emanazione del presente
giudizio la domanda di concedere l'effetto sospensivo al gravame diviene priva
di oggetto. L'istanza di conferimento dell'assistenza giudiziaria e del
gratuito patrocinio va respinta siccome il ricorso era infondato sin dall'inizio,
ritenuto che __________, benché reso edotto per ben due volte di un suo
possibile rimpatrio/espulsione in caso di recidiva, ha continuato a delinquere
(art. 30 PAmm). Le spese e la tassa di giustizia seguono la soccombenza.
Infine, con riferimento all'affermazione, peraltro poco credibile ed affatto
comprovata, secondo cui la patrocinatrice legale del ricorrente avrebbe
ricevuto "mandato ufficiale" da parte dell'Ufficio del patronato di
__________, giova unicamente rilevare che in tale ipotesi sarebbe proprio
siffatto ufficio a regolare il rapporto di prestazione, ivi comprese le
questioni finanziarie.

 

 

 

 

Per
questi motivi,

visti
gli art. 1,4,6,9,10,11 LDDS; 16 ODDS; 8 CEDU; 100 lett. b n. 3 OG; 10 lett. a
LALPS; 3,18,28,30, 43,46,47,60,61 PAmm;

 

 

dichiara e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

§.  Di conseguenza, __________ (9 novembre 1969), cittadino
iugoslavo, è tenuto a lasciare il territorio del Cantone Ticino entro il 15
gennaio 2000, notificando la propria partenza al competente ufficio regionale
degli stranieri.

 

 

                                   2.   La tassa di giustizia e le
spese per complessivi Fr. 800.-- sono a carico del ricorrente.

 

 

                                   3.   Contro la presente
decisione, nella misura in cui è fondata sul diritto pubblico federale, è dato
ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale a Losanna nel termine
di 30 giorni dall'intimazione.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  	 

	
   

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                             La
segretaria