# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 86fef4c8-a4e3-5f49-8e25-e6477925dd53
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-05-25
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 25.05.2005 32.2004.115
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2004-115_2005-05-25.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2004.115

   

  BS/td

  	
  Lugano

  25 maggio
  2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 3 dicembre 2004
di

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

http://punto-informatico.it/pi.asp?i=54570

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 10
  novembre 2004 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto in fatto che:

 

                                     -   con
decisione 25 agosto 2004 l'Ufficio AI ha posto RI 1, classe 1957, al beneficio
di una rendita intera decorrente dal 1° gennaio 2003 (doc. AI 34 e 38) e di rendite
completive per la moglie e per i due figli, quest’ultime versate direttamente
al coniuge, dal quale è legalmente separato (doc. AI 35 e 39);

 

                                     -   con
opposizione 16 agosto 2004 l’assicurato ha chiesto l’erogazione della rendita
dal 1° gennaio 2002, il riconoscimento d’interessi di mora, delle delucidazioni
sul calcolo delle rendita per la moglie e per i figli e postulato che la
prestazione venga determinata sulla base di un reddito anno di fr. 100'000 di
educatore con diploma (doc. AI 36);

                                     -   con
decisione 10 novembre 2004 l’Ufficio AI ha respinto l’opposizione, facendo
presente quanto segue:

 

" 
Nella fattispecie
l'ufficio ha, per quanto riguarda l'inizio del diritto, correttamente applicato
l'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI, intimandole la decisione in data 25 agosto 2004
per il periodo 1° gennaio 2003 - 30 giugno 2004. Per quanto riguarda la non
concessione degli interessi di mora, va precisato che alla nostra richiesta di
informazioni del 15 aprile 2003, lei non ha dato seguito e quindi abbiamo
dovuto richiamare tale scritto in data 6 maggio 2003, questo fatto dimostra che
lei non ha pienamente collaborato conformemente all'art. 26 cpv. 2 LPGA. Inoltre,
le rendite completive per la ex moglie e i figli sono state assegnate
direttamente alla signora Alessandra con decisioni separate. Per quanto
riguarda la determinazione del reddito annuo medio, lo stesso deve essere
determinato esclusivamente considerando i redditi iscritti sul conto
individuale personale dell'assicurato e sui quali lo stesso ha contribuito dal
1° gennaio seguente il compimento dei 20 anni alla fine dell'anno che precede
quello dell'inizio del diritto alla prestazione. Dopo verifica il reddito di
fr. 51'906.- risulta corretto." (Doc. A3)

                                      

                                     -   contro la
succitata decisione l’assicurato ha presentato al TCA un tempestivo atto di
ricorso con cui ha constato l’addebito di mancanza di collaborazione in quanto
nel periodo aprile-maggio 2003 era in cura psichiatrica e ribadito il versamento
d’interessi di mora. Egli ha altresì chiesto il riesame del calcolo della
rendita sulla base di un reddito di educatore;

                                         

                                     -   con
risposta 30 dicembre 2004 l’amministrazione ha chiesto la reiezione del ricorso,
confermando la decisione impugnata;

                                     -   con
lettera 12 gennaio 2005 l’assicurato ha ribadito le proprie richieste;

                                     -   lo
scrivente Tribunale ha richiamato dalla Pretura di __________ la sentenza di
divorzio del 25 gennaio 2005 (VIII).

 

considerato in diritto che

 

                                     -   la
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un
Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica
giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le
cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003
nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00;
STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002
nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U
347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella
causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98);

 

                                     -   secondo
l'art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con l'art. 8 della LPGA (Legge sulla parte
generale del diritto delle assicurazioni sociali entrata in vigore dal 1°
gennaio 2003, applicabile al caso concreto) con invalidità s'intende
l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata
da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità. Secondo
l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40 %. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio 2004, l'art. 28
cpv. 1 LAI prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se
sono invalidi almeno al

                                         70 %, a
tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se
sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno
al 40 %.

                                         Ai sensi
dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto
fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza
dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione,
nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in
condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del
lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito
da valido).

                                         Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato
dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua
invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni
di cui è portatore (RCC 1992 pag. 182 consid. 3, 1990,
pag. 543 consid. 2; Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité, Les
prestations, Lausanne 1985, pagg. 200 e ss.). 

Si confronta perciò il reddito che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può
tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa
in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato
del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo
generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30 consid. 1, 104 V 136 consid.
2a e 2b; Pratique VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).

Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio
la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989, pag. 325 consid. 2b; DTF 107 V 21
consid. 2c; Scartazzini, op. cit, pag. 232; Cattaneo, Les mésures préventives
et de réadaptation de l'assurance-chômage, pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la
giurisprudenza citata).

La misura dell'attività ragionevolmente esigibile
dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla
possibilità di applicazione di misure reintegrative.

                                         La situazione
personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua capacità
al guadagno.

                                         Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a);

 

                                     -   nel caso
in esame dagli atti di causa risulta che l’assicurato dal 1° gennaio 2002 è
stato ritenuto inabile al 100 % nella sua professione di educatore ed in altre
attività adeguate (cfr. in particolare rapporto 30 maggio 2003 della dr. ssa __________,
doc. AI 9). Di conseguenza, richiamato l’art. 29 cpv. 1 lett. b LAI, che
prevede l’inizio del diritto alla rendita dopo un anno d’incapacità al lavoro
almeno del 40% in media senza notevoli interruzioni, il diritto alla rendita
sorge dal 1° gennaio 2003, così come rettamente stabilito dall’Ufficio
AI;

 

                                     -   giusta
l'art. 36 cpv. 1 LAI hanno diritto alle rendite ordinarie gli assicurati
legittimati alla rendita che, quando l'invalidità si manifesta, hanno pagato i
contributi per almeno un anno. Il capoverso 2 prevede che, fatto salvo il
capoverso 3, le disposizioni della legge sull'AVS sono applicabili per analogia
al calcolo delle rendite ordinarie. A norma del citato capoverso 3 prima frase
se l'assicurato non ha ancora compiuto i 45 anni quando diventa invalido, il
reddito medio dell'attività lucrativa è aumentato di un supplemento
percentuale.

                                         A seconda
che l'assicurato abbia pagato sempre e regolarmente i contributi dovuti oppure
che il suo periodo di contribuzione presenti delle lacune contributive, egli ha
diritto ad una rendita completa o parziale (art. 29 cpv. 2 lett. a, b LAVS),
vale a dire ad una rendita calcolata sulla base della scala 44 (rendita
completa) o di una scala inferiore (rendita parziale; art. 52 OAVS e 32 OAI).

                                         Il
calcolo della rendita è determinato dagli anni di contribuzione, dai redditi
dell’attività lucrativa nonché dagli accrediti per compiti educativi o
d’assistenza tra il 1° gennaio successivo alla data in cui l’avente diritto ha
compiuto 20 anni e il 31 dicembre che precede l’insorgere dell'evento
assicurato (art. 29 bis cpv. 1 LAVS).

                                         Il
periodo di contribuzione è completo se una persona presenta lo stesso
numero di anni di contribuzione degli assicurati della sua classe di età (art.
29 ter cpv. 1 LAVS). 

                                         Secondo
l’art. 29 ter cpv. 2 LAVS sono considerati anni di contribuzione i periodi,
durante i quali: 

                                         -  una
persona ha pagato i contributi (lett. a); 

                                         -  il suo
coniuge, secondo l’art. 3 capoverso 3 LAVS, ha versato

                                             almeno
il doppio del contributo minimo (lett. b); 

                                         -  possono
essere computati accrediti per compiti educativi o 

                                             d’assistenza
(lett. c).

 

                                         Inoltre,
la rendita è calcolata in base al reddito annuo medio dell'assicurato
(art. 29 quater LAVS). 

 

                                         Esso si
compone:

                                         -  dei
redditi risultanti da un’attività lucrativa (lett. a); 

                                         -  degli
accrediti per compiti educativi (lett. b);

                                         -  degli
accrediti per compiti assistenziali (lett. c). 

 

                                         La somma
dei redditi dell’attività lucrativa deve essere rivalutata secondo il fattore
di cui all'art. 51 bis cpv. 1 OAVS (art. 30 cpv. 1 e art. 33ter LAVS). 

                                         Il
reddito annuo medio è determinato sommando i redditi da attività lucrativa
rivalutati e gli accrediti per compiti educativi e assistenziali e divisi per
il numero di anni di contribuzione (art. 30 cpv. 2 LAVS).

                                         Il
reddito annuo determinante (indicato sulla decisione) non corrisponde dunque
necessariamente all'ultimo reddito conseguito dall'assicurato, ma serve unicamente
a fissare la corrispondente rendita;

 

                                     -   sono
presi in considerazione unicamente i redditi da un’attività lucrativa
sui quali sono stati versati i contributi (art. 29 quinquies cpv. 1 LAVS).

                                         I
contributi delle persone che non hanno esercitato un’attività lucrativa vengono
moltiplicati per 100 e in seguito divisi per il doppio del tasso di
contribuzione previsto dall’art. 5 capoverso 1; essi sono computati come
reddito di un’attività lucrativa (art. 29 quinquies cpv. 2 LAVS). 

                                         Secondo
l’art. 29 quinquies cpv. 3 LAVS, i redditi che i coniugi hanno conseguito
durante gli anni civili di matrimonio comune sono ripartiti e attribuiti per
metà a ciascun coniuge se: 

 

                                         -  entrambi
i coniugi hanno diritto alla rendita (lett. a); 

                                         -  una
persona vedova ha diritto a una rendita di vecchiaia 

                                             (lett.
b);

                                         -  il
matrimonio è stato sciolto mediante divorzio (lett. c). 

                                         

                                         Tuttavia
sottostanno alla ripartizione e all’attribuzione reciproca soltanto i redditi
conseguiti:

 

                                         -
 tra il 1° gennaio che segue il compimento del 20.o anno di età e il 31
dicembre che precede l’insorgere dell’evento assicurativo da parte del coniuge
che ha per primo diritto alla rendita (art. 29 quinquies cpv. 4 lett. a LAVS) e

                                         -  i
periodi durante i quali entrambi i coniugi sono stati assicurati 

                                      
  all’AVS, con riserva dell’art. 29 bis cpv. 2 LAVS (art. 29 quinquies cpv. 4
lett. b LAVS). 

                                         

                                         Secondo
l’art. 29 sexies cpv. 1 LAVS è riconosciuto un accredito per compiti
educativi agli assicurati per gli anni durante i quali hanno esercitato
l’autorità parentale su uno o più figli minori di 16 anni (per determinati casi
cfr. art. 52e e f OAVS).

                                         Generalmente
l’anno di inizio dell’accredito sorge con la nascita del primo figlio (marg.
5316 delle Direttive sulle rendite edite dall’UFAS (DR)) e cessa con il
compimento del 16mo anno di età dell’ultimo figlio (marg. 5320 DR).

                                         Tuttavia
nessun accredito è attribuito per l’anno in cui sorge il diritto, mentre è
riconosciuto per l’anno in cui tale diritto si estingue (art. 52f cpv. 1 OAVS).

                                         L’ammontare
dell’accredito corrisponde al triplo dell’importo della rendita di vecchiaia
annua minima al momento dell’inizio del diritto alla rendita (art. 29 sexies
cpv. 2 LAVS).

                                         L’accredito
assegnato alle persone coniugate durante gli anni civili di matrimonio è
tuttavia ripartito per metà tra i coniugi (art. 29 sexies cpv. 3 LAVS); 

 

                                     -   nel caso
di specie, l’assicurato contesta la determinazione del reddito annuo
determinante, sostenendo che debba essere cifrato in fr. 100'000 all’anno, pari
allo stipendio annuo di un educatore diplomato.

Tale richiesta non può essere accolta, poiché, come visto, il reddito annuo
determinante corrisponde alla media dei redditi da attività lucrativa
conseguiti durante il periodo di contribuzione.

Dall’esame degli atti della Cassa cantonale di compensazione (Cassa),
competente per eseguire il calcolo della rendita (art. 60 cpv. 1 lett b LAI),
prodotti con la risposta di causa (doc. AI 44), risulta che la succitata
amministrazione ha sommato tutti i redditi iscritti nel conto individuale
dell’assicurato - dove sono appunto tra l'altro registrati i redditi da
attività lucrativa per i quali sono stati versati i contributi AVS (art. 30ter
LAVS e art. 140ss OAVS), tra cui anche i redditi percepiti durante l’impiego di
educatore presso la Fondazione __________ (1997-2001) - durante il suo periodo
di contribuzione, giungendo così all'importo di fr. 828’483. 

La somma dei redditi da attività lucrativa deve essere rivalutata in funzione
dell’indice previsto per l’adeguamento delle rendite all’evoluzione dei prezzi
e dei salari di cui all’art. 33 ter LAVS (rinvio dell'art. 30 cpv. 1 LAVS).
Tale fattore di rivalutazione è stabilito dall’Ufficio federale delle assicurazioni
sociali (UFAS) secondo le modalità di calcolo esposte all’art. 51 bis OAVS. Il
fattore di rivalutazione è contenuto nelle tavole per la determinazione del
reddito annuo medio, edite dall’UFAS, il cui uso è obbligatorio (art. 30 LAVS,
art. 51bis OAVS) e varia a seconda della prima registrazione sul conto
individuale determinante per la rendita.

                                         Nel caso
che ci occupa, la prima registrazione determinante nel conto individuale
dell’assicurato è avvenuta nel 1978 e, dalle citate tavole, il fattore di
rivalutazione risulta essere l'1.113. motivo per cui i redditi rivalutati
ammontano a complessivi

fr. 922'102 (828'483 x 1,113).

                                         Per
calcolare il reddio annuo medio (RAM), i fr. 922'102 di redditi complessivi
vanno divisi per i 22 anni e quattro mesi di contribuzione computabile, i
quali, arrotondati all’importo immediatamente superiore secondo le citate
tabelle edite dall’UFAS, corrispondono a fr. 41’288.--. A tale importo vanno aggiunti
fr. 9'353 corrispondenti alla media degli accrediti per compiti educativi, motivo
per cui il RAM ammonta a complessivi 

fr. 51'906, importo riportato nelle decisioni formali del 25 agosto 2004.

Tenuto conto del menzionato reddito annuo medio, nonché di una scala di rendita
39 e con l’ausilio delle citate tabelle UFAS, l’assicurato ha diritto ad una
rendita intera di fr. 1’586.-- dal 1° gennaio 2003. La rendita per la moglie
ammonta a fr. 476 (30% della rendita principale; art. 38 vLAI) e per ciascun
figlio a fr. 634 (40% della rendita principale; art. 38 LAI);

 

                                     -   va qui
ricordato che per costante
giurisprudenza il giudice delle assicurazioni sociali, ai fini dell’esame della
vertenza, si basa di regola sui fatti che si sono realizzati fino al momento
della resa della decisione contestata – in concreto 10 novembre 2004 

(DTF 129 V 4 consid. 1.2). 

Di conseguenza la sentenza di divorzio del 25 gennaio 2005, cresciuta in
giudicato il 16 febbraio 2005 (doc. VIII/1), non rientra nell’esame temporale
della presente vertenza, motivo per cui l’importo di rendita erogato sino alla
decisione contestata risulta essere corretto; 

 

                                     -   comunque
gli atti sono da inviare all’Ufficio AI affinché determini nuovamente, se non
già fatto, la rendita d’invalidità tenendo conto dell’intervenuto divorzio, ciò
che in particolare porta a dover procedere alla ripartizione dei redditi
coniugali (art. 29 quinquies cpv. 3 lett. c LAVS); 

                                     -   secondo l'art.
26 cpv. 2 LPGA, sempre che l'assicurato si sia pienamente attenuto all'obbligo
di collaborare, l'assicurazione sociale deve interessi di mora sulle sue prestazioni
dopo 24 mesi dalla nascita del diritto, ma al più presto 12 mesi dopo che si è
fatto valere il diritto.

                                         Secondo
l’art. 6 OPGA non hanno diritto ad interessi di mora conformemente all’articolo
26 capoverso 2 LPGA, l’avente diritto, o i suoi eredi, se gli arretrati vengono
versati a terzi (lett. a); terzi che hanno versato anticipi o fornito
prestazioni anticipate o che hanno diritto al versamento di arretrati
conformemente all’articolo 2 capoverso 3 (lett. b).

                                         L’art. 7
OPGA preve infine:

 

"  1 Il tasso per l’interesse di mora è del 5 per cento
all’anno.

 

2 L’interesse di mora è calcolato ogni mese
sulle prestazioni spettanti al beneficiario sino alla fine del mese precedente.
Il suo decorso inizia il primo giorno del mese in cui ne è insorto il diritto e
cessa alla fine del mese in cui è stato emesso l’ordine di pagamento.

 

3 Se la prestazione è soggetta soltanto in
parte all’interesse di mora, conformemente all’articolo 6, al momento del
pagamento degli arretrati l’interesse di mora va calcolato sull’intera
prestazione e versato in proporzione della quota di prestazione sulla quale
l’interesse è dovuto rispetto alla prestazione complessiva."

                                         Va qui
precisato che l’interesse moratorio è dato unicamente sui versamenti
(retroattivi) di prestazioni a seguito di decisioni rese dopo il 1° gennaio
2003. Nessun interesse moratorio è dovuto per periodi antecedenti al 1° gennaio
2003 (cfr. marg. 10512 delle direttive UFAS sulle rendite AVS/AI e Kieser, ATSG
Kommentar, Zurigo-Basilea-Ginevra 2003, art. 26 nota 26 pag. 306);

                                     -   nel caso
concreto, l’Ufficio AI ha espressamente negato il diritto agli interessi di
mora poiché l’assicurato ha contravvenuto al suo obbligo di collaborazione. Non
avendo egli dato seguito alla richiesta d’informazione 15 aprile 2003 in cui
doveva fornire il nominativo della cassa pensione (doc. AI 2), in data 6 maggio
2003 l’amministrazione ha dovuto richiamare tale scritto, ricevendo in seguito
risposta (cfr. incarto Cassa);

                                     -   dagli
atti risulta che dal 21 gennaio 2002 al 21 marzo 2002 l’assicurato è stato
degente presso la Clinica psichiatra __________ (doc. A2) e che nei mesi di
aprile e maggio 2003 egli era in cura presso la dr.ssa __________ (A1), motivo
per cui il fatto di non aver dato seguito alla richiesta d’informazione 15 aprile
2003 può essere ritenuto scusabile, tenuto anche conto che durante la procedura
amministrativa il ricorrente ha comunque tempestivamente dato seguito
all’obbligo di collaborazione (cfr. doc. AI 25;

 

                                     -   di
conseguenza, nel caso concreto non vi è motivo per negare all’assicurato il
diritto ad interessi di mora da parte dell’amministrazione. Considerato tuttavia
che dagli atti di causa non è deducibile, per la determinazione dei 24 mesi di
cui all’art. 26 cpv. 2 LPGA, quando è avvenuto il pagamento della rendita (cfr.
art. 7 cpv. 2 OPGA), gli atti sono rinviati all’Ufficio AI affinché esamini se
il succitato lasso di tempo sia effettivamente adempiuto, tenendo del resto
conto che in caso d’impugnazione della decisione di rendita, il periodo di evasione
del contenzioso non è computabile (cfr. Kieser, op. cit., ad art. 26 N 24, pag.
305). Se ciò dovesse essere il caso, l’amministrazione erogherà all’assicurato
gli interessi dovuti.

                                      

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é parzialmente accolto ai sensi dei considerandi. 

§ Gli atti sono rinviati all’Ufficio AI per le incombenze di cui ai
considerandi.

                                         

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti