# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8556e085-eb85-5ea9-bcca-3e1128a8c528
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-11-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 07.11.2016 42.2016.3
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_42-2016-3_2016-11-07.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  42.2016.3

   

  rs

  	
  Lugano

  7 novembre 2016

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
						

 

	
  redattrice:

  	
  Raffaella Sartoris Vacchini, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 8 marzo 2016 di

 

	
   

  	
  RI 1  

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su reclamo del 3 febbraio 2016 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento, 6501
  Bellinzona 

   

   

  in materia di assistenza sociale

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   Con decisione su reclamo del
3 febbraio 2016 l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento (in seguito:
USSI) ha confermato la propria decisione dell’8 ottobre 2015 (cfr. doc. 129)
con cui non è entrata nel merito della domanda di rinnovo di prestazioni
assistenziali ordinarie inoltrata da RI 1 il 17 agosto 2015, in quanto non ha
fornito i documenti richiesti necessari per poter determinare la sua situazione
finanziaria.

                                          

 

" (…)

In concreto l’assistito non ha fornito la
documentazione completa indispensabile a calcolare il suo diritto
all’assistenza. L’estratto conto 15.9.2015 __________ per il periodo
1.1.2015-31.5.2015 indica unicamente CHF 1'363.45 di entrate (di cui CHF 638.95
dal Cantone), che non rendono conto in modo completo della sua situazione
finanziaria e delle entrate. Egli dovrebbe infatti far fronte al proprio
fabbisogno con una media di ca CHF 272.- mensili. Egli stesso indica di
lavorare saltuariamente (ca 20 ore mensili).

(…)

Si osserva che nella decisione 11.6.2015
l’USSI ha segnalato che nella successiva domanda di rinnovo l’assistito avrebbe
dovuto allegare gli estratti conto gennaio-maggio 2015, conteggi stipendio
aprile-maggio 2015, aggiornamenti sulla sua situazione professionale e che in
occasione del rinnovo, in assenza della documentazione necessaria
l’amministrazione avrebbe potuto non entrare in materia. L’USSI pure con lo
scritto 10.8.2015 indica che una “eventuale richiesta di rinnovo dal 1.8.2015”
deve allegare gli estratti conto e conteggi salario gennaio-luglio 2015.

 

Il signor RI 1 non ha fatto una richiesta
di rinnovo con la documentazione necessaria né per giugno 2015, né per luglio
2015, né per agosto 2015 e ha quindi consapevolmente omesso di trasmettere la
documentazione necessaria a calcolare l’assistenza di modo che la decisione di
non entrata in materia era inevitabile e giustificata.” (Doc. A1)

 

                               1.2.   Contro la decisione su
reclamo del 3 febbraio 2016 RI 1 ha inoltrato personalmente un tempestivo
ricorso al TCA, nel quale si è limitato a rinviare alla sua impugnativa dell’8
marzo 2016 interposta al Consiglio di Stato contro la decisione emessa il 10
febbraio 2016 dall’Ufficio della Migrazione di revoca del permesso B
beneficiando dell’assistenza sociale (cfr. doc. I; A3).

 

                               1.3.   Il 9 marzo 2016 il Presidente
di questa Corte, rilevato che il ricorso non ossequiava i requisiti di cui
all’art. 3 della Legge di procedura per le cause davanti al TCA, ha assegnato
all’insorgente un termine di 15 giorni per completarlo con la comminatoria che
trascorso infruttuoso tale termine il ricorso sarebbe stato dichiarato
irricevibile (cfr. doc. II).

 

                                         Il Presidente del TCA, il
22 aprile 2016, constatando che il ricorrente non ha dato seguito al decreto
del 9 marzo 2016, gli ha assegnato un ultimo termine di 10 giorni per
completare il ricorso con l’avvertenza che trascorso infruttuoso il medesimo
questo Tribunale non sarebbe entrato nel merito dell’impugnativa (cfr. doc.
III).

                               1.4.   Il 19 maggio 2016 l’avv. RA 1,
a nome e per conto dell’insorgente, dopo aver chiesto e ottenuto una proroga
(cfr. doc. IV; V), ha asserito che il suo assistito non ha rifiutato di fornire
le informazioni necessarie all’USSI, bensì non era nella condizione di
provvedere come richiesto. Al riguardo il legale ha precisato che il ricorrente,
da un lato, non poteva presentare i conteggi stipendio non avendo un salario,
come risulta dagli estratti bancari. Dall’altro, nemmeno ha ulteriore
documentazione da presentare per rendere evidente il suo stato di bisogno (cfr.
doc. VI).

 

                               1.5.   In risposta l’USSI ha
proposto di respingere il ricorso, ribadendo che l’insorgente l’ha informato in
modo incompleto e intempestivo malgrado le ripetute richieste.

                                         Inoltre la parte
resistente ha evidenziato che nel ricorso dell’8 marzo 2016 al Consiglio di
Stato il ricorrente ha indicato un reddito idoneo ad escludere il suo diritto
all’assistenza sociale e che quindi anche in tal senso si giustifica la
decisione impugnata (cfr. doc. VIII).

 

 

                                         in diritto

 

                               2.1.   Oggetto della vertenza è la
questione di sapere se a ragione oppure no l’USSI non è entrato nel merito
della domanda di rinnovo delle prestazioni assistenziali inoltrata dal
ricorrente nel mese di agosto 2015, in assenza di informazioni specifiche sul suo
reddito disponibile residuale.

 

                                         Per verificare se un
beneficiario di prestazioni assistenziali ha diritto o meno al rinnovo delle
stesse, e meglio per potere effettuare il calcolo volto alla determinazione
dell’importo dell’eventuale prestazione assistenziale, è essenziale conoscere
la situazione connessa alla sua unità di riferimento ed economica (cfr. art.
18, 22 Legge sull’assistenza sociale - Las; 5 Legge sull’armonizzazione e il
coordinamento  delle prestazioni sociali - Laps applicabile in ambito di
assistenza sociale in virtù dell’art. 2 cpv. 1 lett. h Laps).

                                      

                                         Al fine di ottenere le
informazioni necessarie per la determinazione del diritto alle prestazioni sociali,
gli organi amministrativi devono poter accedere a tutti i dati inerenti il
richiedente in questione (cfr. Messaggio n. 4773 relativo all’introduzione di
una nuova Laps del 1° luglio 1998, pag. 27).

 

                                         L’art. 28 Laps a tale
proposito enuncia:

 

" Gli organi
amministrativi competenti per l’applicazione della legge e delle leggi speciali
possono accedere a tutte le informazioni loro necessarie. (cpv. 1)

Allo scopo di garantire un’elaborazione
razionale dei dati conservati presso gli organi amministrativi cantonali e
quelli delle cancellerie comunali, necessari all’applicazione della legge e
delle leggi speciali, è autorizzato il flusso automatizzato delle informazioni
(cpv. 2)."

 

                                         Inoltre l’assicurato
stesso è obbligato a fornire le informazioni utili per determinare il suo
diritto, in particolare, alle prestazioni assistenziali. Giusta l’art. 67 Las:

 

" 1Il
richiedente, rispettivamente l’assistito, è tenuto a dare agli organi
dell’assistenza sociale ogni informazione utile sulle sue condizioni personali
e finanziarie; esso deve produrre, a richiesta, ogni documento e permettere ai
rappresentanti degli organi dell’assistenza l’accesso alla sua abitazione. 

2A richiesta, l’interessato deve svincolare ogni
Autorità, ente privato o pubblico e ogni terzo in genere dal segreto d’ufficio,
rispettivamente dal segreto professionale.”

 

                                         Ai sensi dell’art. 68 cpv.
1 Las:

 

" L’assistito
è tenuto a segnalare immediatamente agli organi dell’assistenza sociale ogni
cambiamento intervenuto nelle sue condizioni personali o finanziarie tale da
implicare la modificazione, la riduzione o la soppressione delle prestazioni
assistenziali.”

 

                                         L’art. 29 Laps prevede poi:

 

" Le persone
che compongono l’unità di riferimento, gli organi amministrativi cantonali e
comunali, le Autorità giudiziarie, le Assicurazioni sociali e private, sono
tenuti a fornire gratuitamente tutte le informazioni utili all’accertamento del
diritto."

 

                                         L’art. 29 Laps impone,
dunque, la trasmissione gratuita su richiesta degli organi amministrativi
competenti per l’applicazione della Laps e delle leggi speciali di tutte le
informazioni utili all’accertamento del diritto alle prestazioni sociali (cfr.
Messaggio n. 4773 relativo all’introduzione di una nuova legge
sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali del 1° luglio
1998 pag. 28).

 

                                         L’art. 43 cpv. 3 LPGA, applicabile
per analogia in ambito di assistenza sociale, prevede due sanzioni in caso di
violazione del dovere di collaborazione avvenuta in modo ingiustificato:
l'autorità amministrativa può decidere in base agli atti o decidere di non
entrare nel merito. La norma non indica come scegliere fra le due possibilità.
Comunque, secondo la prassi, la facoltà di non entrare nel merito va utilizzata
con un certo riserbo. Se, infatti, sulla base degli atti è possibile emettere
una decisione di merito, non va emesso un provvedimento di irricevibilità (cfr.
U. Kieser, ATSG-Kommentar, 3° ed., Zurigo, Basilea,
Ginevra 2015, ad art. 43 n. 99-100).

 

                                         L’assicuratore, tuttavia,
non può pronunciarsi sulla base degli atti né rifiutarsi di entrare in materia
se gli è possibile delucidare i fatti senza difficoltà, né complicazioni
speciali, malgrado la mancanza di collaborazione dell’assicurato (cfr. DTF 129
V 267; STF 9C_266/2012 del 19 agosto 2012 consid. 1.1.; STFA I 700/02 del 24
giugno 2003 consid. 2.2. e riferimenti ivi citati).

 

                               2.2.   Nella presente evenienza
dalle carte processuali emerge che al ricorrente, di nazionalità portoghese al
quale nel novembre 2007 è stato rilasciato un permesso di dimora B e la cui famiglia
(moglie e figli) risiede in __________ (cfr. doc. A3; 128; 71), è stata
riconosciuta una prestazione assistenziale ordinaria di fr. 1'663 per il mese
di aprile 2014. Nel relativo calcolo, che ha considerato un’unità di riferimento
composta unicamente del medesimo, quale reddito computabile Las è stato
computato l’importo di fr. 6'332 annui, di cui fr. 6'188 a titolo di reddito da
attività dipendente (cfr. doc. 211-214).

 

                                         Il 16 giugno 2014 l’USSI,
in relazione alla domanda di rinnovo del 6 maggio 2014 (cfr. doc. 215; 207), ha
inviato al ricorrente uno scritto del seguente tenore:

 

" (…)

Il richiedente deve fornire ogni documento
e informazione necessari all’accertamento dell’unità di riferimento, del
reddito disponibile residuale e del diritto ala prestazione richiesta.

 

La invitiamo pertanto a voler documentarci
ancora quanto segue:

- ricevute che attestino il pagamento
dell’affitto dei mesi di marzo e aprile 2014,

- estratto di tutti i conti correnti e/o
depositi bancari/postali per i mesi di aprile e maggio 2014.

 

Restiamo in attesa delle sue osservazioni e
dei documenti necessari per l’esame della sua richiesta che dovranno essere
trasmessi entro 15 giorni. La informiamo che in mancanza di quanto richiesto
l’Ufficio potrà decidere di non entrare in materia sulla sua pratica.” (Doc.
219)

 

                                         All’insorgente, con
decisione del 16 luglio 2014, è stata in seguito concessa una prestazione
assistenziale ordinaria di fr. 2'124 mensili per il periodo maggio – luglio
2014. Quale reddito del lavoro è stato tenuto conto dell’importo di fr. 1.-
(cfr. doc. 207; 209-210).

 

                                         Per il mese di agosto 2014
non gli è stata assegnata alcuna prestazione a causa della richiesta di rinnovo
tardiva (cfr. doc. 191).

                                         Il ricorrente è poi stato
posto al beneficio di una prestazione assistenziale ordinaria nei mesi di
settembre e ottobre 2014 di fr. 1'319 mensili. A titolo di reddito del lavoro è
stata considerata la somma di fr. 11'220 annui (cfr. doc. 183-186).

                                         A novembre e a dicembre
2014 al medesimo è stata concessa una prestazione assistenziale ordinaria di
fr. 1'494 al mese, tenendo conto di un reddito da attività dipendente di fr.
9'120 annui (cfr. doc. 177-180, 166-169).

                                         Per il mese di gennaio
2015 all’insorgente è stata assegnata una prestazione assistenziale ordinaria
di fr. 1'502, sempre conteggiando un reddito del lavoro di fr. 9'120 all’anno
(cfr. doc. 162-165).

                                         

                                         L’USSI ha negato il
diritto a una prestazione assistenziale per i mesi di febbraio, marzo e aprile
2015, poiché la documentazione richiesta è stata completata soltanto nel maggio
2015 nonostante le varie richieste da parte dell’amministrazione (cfr. doc.
135; 142; 145; 147).

 

                                         In particolare nello
scritto del 19 gennaio 2015 l’USSI ha chiesto che alla domanda di rinnovo delle
prestazioni assistenziali fossero allegati gli estratti dei conti correnti
intestati al ricorrente relativi al periodo ottobre – dicembre 2014, i conteggi
stipendio di novembre, dicembre 2014 e gennaio 2015 ed eventuali aggiornamenti
circa la situazione alloggiativa. 

                                         E’ stato pure rammentato
che:

 

" (…) il
richiedente deve fornire ogni documento e informazione necessari
all’accertamento dell’unità di riferimento, del reddito disponibile residuale e
del diritto alla prestazione richiesta. La informiamo che in mancanza di quanto
richiesto l’Ufficio potrà decidere di non entrare in materia per il rinnovo
della prestazione.” (Doc. 147)

 

                                         Inoltre nello scritto del
26 febbraio 2015 l’amministrazione, in relazione alla richiesta di rinnovo del
20 febbraio 2015, ha comunicato all’insorgente che per procedere al ricalcolo a
suo favore necessitava, oltre che degli estratti bancari afferenti al lasso di
tempo ottobre-dicembre 2014, del conteggio stipendio del __________ del gennaio
2015 e di sapere in quali periodi si trovava all’estero. L’USSI ha fissato un
termine di dieci giorni per trasmettere la documentazione richiesta, informando
che in assenza della stessa avrebbe potuto decidere, per quanto riguardava la
domanda di rinnovo, di non entrare in materia (cfr. doc. 145).

 

                                        Per il mese di maggio 2015
al ricorrente è stata riconosciuta una prestazione assistenziale ordinaria di
fr. 1'895, computando un reddito da attività lavorativa di fr. 4'080 annui
(cfr. doc. 135; 139).

 

                                         Nella decisione dell’11
giugno 2015 relativa al mese di maggio 2015 l’amministrazione ha precisato che
in caso di ulteriore domanda di rinnovo avrebbe dovuto far pervenire i seguenti
documenti:

 

" - Estratti
conti correnti bancari e/o postali a lei intestati per il periodo
1.1.2015-31.5.2015;

- conteggi stipendio di aprile e maggio
2015;

- aggiornamenti per quanto riguarda la sua
situazione professionale, in particolate anche il progetto accennato a suo
tempo della ripresa di una __________.

(…)

Le rammentiamo che il richiedente deve
fornire ogni documento e informazione necessari all’accertamento dell’unità di
riferimento, del reddito disponibile residuale e del diritto alla prestazione
richiesta. La informiamo che in mancanza di quanto richiesto l’Ufficio potrà
decidere di non entrare in materia per il rinnovo della prestazione.” (Doc.
135-136)

 

                                         Dallo scritto dell’8
luglio 2015 inviato dall’USSI al ricorrente emerge segnatamente che
l’insorgente non ha richiesto il rinnovo delle prestazioni assistenziali per
giugno 2015 e che l’eventuale inoltro di una nuova domanda di rinnovo avrebbe
dovuto essere corredato, oltre che dai documenti richiesti con la decisione
dell’11 giugno 2015, anche da:

 

" - estratti
conti correnti bancari e/o postali a lei intestati per il periodo
1.6.2015-30.6.2015;

- conteggio stipendio di giugno 2015” (Doc.
133)

 

                                         Il 4 agosto 2015 il
ricorrente ha interposto, tramite la Cancelleria comunale di __________ una
richiesta di rinnovo delle prestazioni assistenziali. Il Comune ha formulato un
preavviso negativo, in quanto non è stato consegnato alcun documento
giustificativo (cfr. doc. 37; 39).

 

                                         Nello scritto del 10
agosto 2015 l’amministrazione, da una parte, ha comunicato all’insorgente di
non poter entrare nel merito di un eventuale riconoscimento degli affitti di
giugno e luglio 2015, siccome non aveva richiesto il rinnovo delle prestazioni
assistenziali per quei mesi. Dall’altra, che a un’eventuale domanda di rinnovo
a partire dal 1° agosto 2015 avrebbero dovuto essere allegati, oltre ai
documenti indicati nella decisione dell’11 giugno 2015, pure i seguenti
documenti:

 

" - estratti
conti correnti bancari e/o postali a lei intestati per il periodo 

  1.6.2015-31.7.2015;

- conteggio stipendio di giugno e luglio
2015” (Doc. 131=doc. 35)

 

                                         Lo scritto del 10 agosto
2015 è stato rinviato al ricorrente il 19 agosto 2015 (cfr. doc. 33).

 

                                         Il 14 settembre 2015
l’insorgente ha affermato di essere capace di fare di tutto nel campo edilizio
e di adattarsi di conseguenza a lavorare a tempo parziale secondo le chiamata
dei suoi datori di lavoro. Egli ha precisato, da un lato, che il guadagno
mensile medio non gli permette di vivere dignitosamente e di dover ricorrere
all’aiuto di amici e conoscenti. Dall’altro, di aver postulato, vista la sua
capacità di lavorare come muratore, fabbro, pittore, piastrellista, falegname
ecc., un nuovo permesso B quale ditta individuale che presumeva gli potesse
essere concesso dal 1° gennaio 2016 e di essere già in contatto con decine di
persone che gli hanno assicurato ogni genere di lavoro.

                                         Il ricorrente ha poi
indicato di avere lavorato esclusivamente per il signor __________ sia presso
il __________ che in relazione a un nuovo palazzo, ma di non avere ancora
ricevuto i conteggi che comunque per due mesi non superavano la somma
complessiva di fr. 800 (cfr. doc. 29-30).

                                         A tale lettera sono stati
allegati gli estratti del suo conto presso __________ dal gennaio al maggio
2015 da cui risultano unicamente quattro entrate di denaro, due da parte del Cantone
Ticino in gennaio 2015, una da parte della cassa malati in marzo 2015 e una il
29 maggio 2015 quale parziale rimborso della tassa annuale della carta maestro
(cfr. doc. 31-32).

 

                                         Con decisione dell’8
ottobre 2015 l’USSI ha stabilito quanto segue:

 

" (…)

Abbiamo esaminato la richiesta di rinnovo
delle prestazioni assistenziali del 17 agosto 2015 e costatiamo che nonostante
le nostre lettere del 10 e 19 agosto 2015 con la sua presa di posizione del 14
settembre 2015 non ci ha fornito i documenti richiesti necessari per poter
determinare la sua situazione finanziaria. Le comunichiamo che non possiamo
entrare nel merito della sua richiesta. (…)” (Doc. 28=129)

                                         Il provvedimento dell’8
ottobre 2015 è stato confermato con decisione su reclamo del 3 febbraio 2016
(cfr. doc. A1; consid. 1.1.).

 

                               2.3.   Chiamata a pronunciarsi in
merito alla fattispecie, questa Corte, attentamente esaminati gli atti di
causa, ritiene che l’operato dell’USSI vada approvato.

 

                                         Al riguardo occorre, in
primo luogo, evidenziare che l’amministrazione a far tempo dall’aprile 2014, quando
il ricorrente ha iniziato a percepire l’assistenza sociale e in seguito fino
all’agosto 2015, ha reso attento il ricorrente varie volte (il 16 giugno 2014
cfr. doc. 219; il 16 luglio 2014 cfr. doc. 192, il 1 ottobre 2014 cfr. doc.
191; il 19 novembre 2014 cfr. doc. 172; il 19 gennaio 2015 cfr. doc. 147; il 26
febbraio 2015 cfr. doc. 146; l’11 giugno 2015 cfr. doc. 136; consid. 2.2.)
dell’importanza e del ruolo decisivo della documentazione richiestagli al fine
di determinare l’eventuale di diritto a prestazioni assistenziali ordinarie e che
in caso di omessa produzione della stessa l’USSI avrebbe potuto decidere di non
entrare in materia in merito alla richiesta di rinnovo delle prestazioni.

 

                                         In secondo luogo, il ricorrente,
in relazione alla domanda di rinnovo delle prestazioni assistenziali ordinarie
interposta nell’agosto 2015 non ha prodotto quanto richiesto dall’amministrazione.

                                         Egli, non solo non ha
fornito alcun giustificativo al momento della domanda del 4 agosto 2015 davanti
al suo Comune, come evidenziato dal Comune di __________ stesso che ha
formulato un preavviso negativo, preavviso peraltro di principio vincolante ai
sensi dell’art. 52 lett. f Las (cfr. doc. 39), ma pure nel prosieguo della
pratica.

                                         Più specificatamente
l’insorgente non ha chiarito, sostanziando con le debite prove, le sue entrate,
benché l’amministrazione gli abbia indicato chiaramente di quali documenti
necessitasse, in particolare dei conteggi stipendio (cfr. doc. 131; 33).

 

                                         Questo comportamento corrisponde
a una violazione del dovere di collaborare dei richiedenti l’assistenza sociale
(cfr. art. 67, 68 Las; 43 cpv. 3 LPGA; consid. 2.1.), a maggior ragione in
concreto nella misura in cui l’insorgente nel suo scritto del 14 settembre all’USSI
ha comunque dichiarato di aver lavorato nei mesi di giugno e luglio 2015 per __________
sia presso il Ristorante Meridiano sia presso un nuovo palazzo con negozi e
uffici (cfr. doc. 30; 33).

                                         E’ vero che in tale
scritto il ricorrente ha precisato di non avere ricevuto i conteggi degli
stipendi dei mesi di giugno e luglio 2015, ma di non avere in ogni caso
superato complessivamente l’importo di fr. 800 (cfr. doc. 30).

                                         E’ altrettanto vero,
tuttavia, che __________, il 10 maggio 2015, ha dichiarato che durante il mese
di aprile 2015 l’insorgente aveva lavorato al 100% per dieci giorni (cfr. doc.
151).

                                         Inoltre nel reclamo del 25
ottobre 2015 il ricorrente ha asserito che __________ lo faceva lavorare per
circa 20 ore mensili (cfr. doc. 27).

 

                                         Da queste attestazioni
discende che il tempo di lavoro mensile dedicato alle attività alle dipendenze
di __________ era variabile. 

                                         Pertanto era a più forte
ragione indispensabile per l’amministrazione disporre della documentazione necessaria
per stabilire le effettive entrate del ricorrente.

 

                                         Nemmeno in sede ricorsuale
l’insorgente ha prodotto alcunché. 

 

                                         Il suo patrocinatore, il
19 maggio 2016, ha indicato che il suo assistito non si è rifiutato di fornire
le informazioni richieste, ma non era nella condizione di provvedere come
richiesto, visto che, non avendo un salario, non poteva presentare i conteggi
stipendio (cfr. doc. VI).

                                         Ciò è però in
contraddizione con quanto dichiarato dal ricorrente stesso, ossia che nei mesi
di giugno e luglio 2015 è stato attivo professionalmente presso __________
(cfr. doc. 29-30).

                                         Va, altresì, osservato che
dal ricorso dell’8 marzo 2016 inoltrato al Consiglio di Stato dall’insorgente
contro la decisione dell’Ufficio della migrazione del 10 febbraio 2016 con cui
gli è stato revocato il permesso B emerge che:

 

" (…)

3. Dopo il 17 giugno 2015 ho sempre
prestato i miei lavori per opere di sua proprietà come per terzi (che avevano a
lui assegnato a seguito dei miei interventi) per il Signor __________. Infatti
dal giugno 2016 (recte: 2015) a novembre dello stesso anno ho eseguito
personalmente, per il proprietario del palazzo __________ di __________ (dove
abito) Signor __________, lavori di necessaria manutenzione e riparazioni per
un importo complessivo di fr. 17'000.- di cui fr. 5'000.- di materiale (pagato
direttamente dal Signor __________).

 

4. I rimanenti fr. 12'000.- ca. 4 mesi di
lavoro solo per il suddetto stabile erano e sono ancora parzialmente di mia
spettanza e sono andati a pagare i miei canoni di affitto scoperti (da luglio
2015 a marzo 2016) ca. fr. 9'900.- e la rimanenza di ca fr. 2'100.- deve ancora
essermi pagata o compensata con i prossimi canoni di affitto (fr. 1'100.-
mensili). (…)” (Doc. A3)

 

                                         In simili condizioni, non
dando seguito alle richieste dell’USSI di fornire la documentazione relativa
alla sua situazione economica, il ricorrente ha di fatto impedito
all’amministrazione di verificare correttamente il suo eventuale diritto a
prestazioni assistenziali ordinarie.

                                         Per quanto attiene ai
conteggi del salario non ancora allestiti (cfr. doc. 30), l’insorgente mai ha
d’altronde preteso di aver invitato il datore di lavoro a redigere i documenti
in questione senza esito positivo.

 

                                         Di conseguenza a ragione
l’USSI non è entrato nel merito della domanda di rinnovo di prestazioni
assistenziali ordinarie inoltrata dal ricorrente nell’agosto 2015.

 

                                         Il TCA evidenzia, infine,
che come del resto rilevato dall’USSI nella risposta di causa (cfr. doc. VIII),
nel ricorso al Consiglio di Stato l’insorgente ha, peraltro, sottolineato di
avere sì fatto ricorso all’assistenza sociale in un momento di crisi ma nemmeno
per un anno fino al 17 giugno 2015 e di non dovere più appellarsi alle
prestazioni assistenziali avendo entrate più che sufficienti per mantenersi
(cfr. doc. A3).

 

                               2.4.   A titolo abbondanziale, in
riferimento all’asserzione del ricorrente del 14 settembre 2015 secondo cui per
far fronte alle sue spese ha beneficiato dell’aiuto di amici e conoscenti (cfr.
doc. 29), questa Corte ritiene utile rilevare che dal principio della
sussidiarietà vigente nell’ambito dell’assistenza sociale (cfr. art. 2 Las e 13
Laps) risulta che l’erogazione di prestazioni assistenziali viene riconosciuta
soltanto qualora un richiedente non sia in grado di provvedere alle proprie
necessità tramite sforzo personale oppure prestazioni a cui sono tenuti dei
terzi o, ancora, mediante prestazioni volontarie da parte di terzi (cfr.
STFA K 22/04 del 22 ottobre 2004 consid. 2.3.1., pubblicata in RAMI 2005 pag.
30, DTF 137 V 143 consid. 3.7.1.; Disposizioni COSAS del 2005,
aggiornate nel dicembre 2007, p.to A.4; , C. Hänzi, Die Richtlinien der
schweizerischen Konferenz für Sozialhilfe", Ed. Helbing Lichtenhahn,
Basilea 2011 pag. 171-172; 114-115).

 

                                         Con sentenza STF
8C_787/2011 del 28 febbraio 2012 consid. 4.2. l’Alta Corte ha rilevato, in
particolare, che in virtù del principio di sussidiarietà è possibile pretendere
prestazioni assistenziali solo nel caso in cui una persona non sia nella
condizione di impedire la situazione di bisogno economico tramite un proprio
ragionevole comportamento immediato e tempestivo, primariamente assumendo
un’attività retribuita e non soltanto nel proprio settore professionale.

 

                                         Con sentenza STF
8C_56/2012 dell’11 dicembre 2012 consid. 3.1. l’Alta Corte ha, poi, rilevato
che non esiste un diritto di opzione tra le fonti di aiuto prioritario. In
particolare l’aiuto sociale è sussidiario in rapporto alle prestazioni legali
di terzi come pure in rapporto alle prestazioni volontarie da parte di terzi.

 

                                         Nella STF 8C_42/2013 del
15 ottobre 2013 l’assistenza sociale è stata negata poiché il richiedente ha
potuto far fronte alle sue spese non coperte dalle assicurazioni sociali e
private tramite finanziamenti (prestiti) da parte di terzi. 

 

                                         Al riguardo cfr. pure STCA
42.2014.14 del 28 maggio 2015 consid. 2.7. e 2.10.; STCA
42.2011.30 dell’11 luglio 2012 consid. 2.14., pubblicata in RtiD I-2013 N. 13
pag. 65.

 

                               2.5.   L’insorgente ha chiesto la
propria audizione (cfr. doc. VI pag. 3).

 

                                         Giusta l’art. 6 n. 1 CEDU,
ogni persona ha diritto a un’equa e pubblica udienza entro un termine ragionevole,
davanti a un tribunale indipendente e imparziale costituito per legge, al fine
della determinazione sia dei suoi diritti e dei suoi doveri di carattere
civile, sia della fondatezza di ogni accusa penale che gli venga rivolta.

 

                                         Nel campo di applicazione
dell’art. 6 CEDU rientrano anche i litigi relativi a prestazioni delle
assicurazioni sociali e dell’assistenza sociale (cfr. STF 8C_522/2012 del 2
novembre 2012 consid. 2.3.).

 

                                         Secondo la giurisprudenza
del Tribunale federale, confermata in DTF 122 V 54 segg. consid. 3, la
pubblicità del dibattimento, imposta dall’art. 6 n. 1 CEDU ed ormai ancorata
anche nella Costituzione svizzera all’art. 30 cpv. 3, dev’essere principalmente
garantita nella procedura di ricorso di prima istanza (cfr. STF 8C_504/2010 del
2 febbraio 2011). Tuttavia, lo svolgimento di un pubblico dibattimento in
materia di assicurazioni sociali presuppone l’esistenza di una richiesta chiara
e inequivocabile di una parte nel corso della procedura ricorsuale di prima
istanza (cfr. STF 8C_665/2014 del 23 marzo 2015 consid. 4; STF 9C_578/2008 del
29 maggio 2009 consid. 4.8.; DTF 122 V 55 consid. 3a con riferimenti).

                                         Una semplice richiesta di
assunzione di prove, come ad esempio istanze di audizione personale - nella
misura in cui si traducono in una richiesta di interrogatorio nel senso di
un’assunzione di prove, ma non invece se tendono a esporre il proprio punto di
vista personale sulle risultanze probatorie davanti a un tribunale indipendente
- o di interrogatorio delle parti o di testimoni, oppure richieste di
sopralluogo, non bastano per creare un simile obbligo (cfr. STF 9C_796/2015 del
17 dicembre 2015 consid. 5.3.; STF 9C_87/2013 del 18 marzo 2013 consid. 4.1.;
STF 9C_903/2011 del 25 gennaio 2013 consid. 6.3.; SVR 2009 IV Nr. 22 pag. 62;
DTF 125 V 38 consid. 2).

                                         L’Alta Corte ha, inoltre,
stabilito che il rifiuto di differire un’udienza pubblica fondato su motivi
obiettivi non è in contrasto con il diritto federale e, in particolare, con
l’art. 6 n. 1 CEDU (sul tema cfr. tuttavia DTF 136 I 279; DTF 127 V 491; STF
8C_504/2010 succitata).

 

                                         Nella concreta evenienza -
contrariamente a quanto esige la giurisprudenza federale -, l’insorgente non ha
formulato un’esplicita richiesta di indire un pubblico dibattimento, né una
richiesta di audizione al fine di esporre il proprio punto di vista sulle
risultanze probatorie ma ha semplicemente postulato la propria audizione onde
chiarire quanto esposto (cfr. doc. VI pag. 3).

                                         Egli ha, quindi, chiesto
l’assunzione di una nuova prova

 

                                         Del resto, la
documentazione già presente all’inserto consente al TCA di emanare il proprio
giudizio, di modo che in ogni caso l’audizione del ricorrente si rileva
superflua.

 

                               2.6.   Alla luce di tutto quanto
esposto, la decisione su reclamo del 3 febbraio 2016 deve, conseguentemente,
essere confermata.

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti