# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** feaa14eb-035e-5c3c-b8c6-60516259bfd5
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2012-03-27
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 27.03.2012 32.2011.306
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2011-306_2012-03-27.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2011.306

   

  BS/sc

  	
  Lugano

  27 marzo 2012

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

 

statuendo sul ricorso del 23 novembre 2011
di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da: RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 4 ottobre 2011 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto                            in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione 23 aprile 2007 l’Ufficio AI ha posto RI 1, classe 1951, già attivo
quale assicuratore, al beneficio di una mezza rendita dal 1° ottobre 2004, aumentata
a rendita intera dal 1° gennaio e ridotta a mezza rendita (grado d’invalidità
del 50%) dal 1° settembre 2005 (doc. AI 42).

 

                                         A
seguito dalla domanda di revisione inoltrata dall’assicurato nell’aprile 2007,
dopo aver esperito i necessari accertamenti medici ed economici (tra cui la
perizia 11 dicembre 2008 del CPAS; doc. AI 56), con decisione 14 luglio 2010
(preavvisata il 12 aprile 2010) l’amministrazione ha respinto la richiesta di
aumento del grado d’invalidità,  confermando la mezza rendita (doc. AI 82).

 

                               1.2.   Nel
febbraio 2011 l’assicurato, per il tramite del suo psichiatra curante (dr. __________),
ha nuovamente chiesto l’aumento del grado d’invalidità ed il riconoscimento di
una rendita intera (doc. AI 86). 

 

                                         Con
progetto di decisione 22 febbraio 2011 l’Ufficio AI ha dichiarato la non
entrata in materia della nuova domanda di revisione (doc. AI 89).

 

                                         Con
osservazioni 8 marzo e 17 marzo 2011 al succitato progetto di decisione,
l’assicurato ha comunicato di volersi sottoporre ad una perizia psichiatrica,
che è stata eseguita dal dr. __________ in data 12 aprile 2011 (cfr rapporto
del 18 aprile 2011; doc. AI 93).

 

                                         Fondandosi
sulla succitata perizia, con annotazioni 10 maggio 2011 il SMR ha rilevato un
peggioramento dello stato di salute giustificante un’incapacità lavorativa del
70% in qualsiasi attività, con decorrenza da aprile 2011, mese in cui è stata
eseguita la valutazione peritale del dr. __________ (doc. AI 96). 

 

                                         Di
conseguenza, con decisione 4 ottobre 2011 (preavvisata il 16 giugno 2011),
l’Ufficio AI ha riconosciuto all’assicurato il diritto ad una rendita intera dal
1° luglio 2011, ossia tre mesi dopo l’accertamento peggioramento (doc. AI 99). 

 

                               1.3.   Avverso
la succitata decisione l’assicurato, rappresentato da RA 1, ha inoltrato il
presente ricorso, postulando in via principale il diritto alla rendita intera
dal 1° febbraio 2011 (data della domanda di revisione), in via subordinata dal
1° maggio 2011, vale a dire tre mesi dopo la domanda di revisione. Delle singole
motivazioni verrà detto, per quanto occorra, nel prosieguo.

 

                               1.4.   Con
la risposta di causa l’Ufficio AI ha chiesto la reiezione del ricorso, confermando
sia la decorrenza della rendita intera come da decisione impugnata. 

 

 

 

considerato                    in
diritto

 

                                         in
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria
(STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008 e
giurisprudenza ivi citata).                                       

 

                               2.2.   Ai
sensi dell’art. 37 LPGA una parte può farsi rappresentare, se non deve agire
personalmente, o farsi patrocinare nella misura in cui l’urgenza di
un’inchiesta non lo escluda (cpv. 1). L’assicuratore può esigere che il
rappresentante giustifichi i suoi poteri con una procura scritta (cpv. 2).
Finché la parte non revochi la procura l’assicuratore comunica con il rappresentante
(cpv. 3) (sul punto RCC 1991 pag. 393; RAMI 1997 pag. 444, 1996 pag. 329; DTF 99
V 182). Il concetto di comunicazione di cui al cpv. 3 comprende anche le
decisioni (Kieser, ATSG-Kommentar,
2003, ad art. 37 n. 11). La notifica di una decisione avviene quindi in forma
corretta se è fatta al rappresentante dell’assicurato fintanto che la procura
non gli è stata revocata (STFA I 565/02 del 6 maggio 2003).

 

                                         Nel
caso in esame, come rilevato nella risposta di causa, la decisione è stata
intimata direttamente all’assicurato nonostante che egli fosse patrocinato
dalla RA 1, alla quale il provvedimento contestato è stato inviato solo il 24
ottobre 2011. Ne consegue che, in applicazione dell’art. 37 cpv. 3 LPGA, il
presente ricorso è tempestivo essendo stato inoltrato entro i 30 giorni dalla notifica della decisione al
rappresentante dell’assicurato (art. 60 cpv. 1 LPGA).

 

                                         nel
merito

 

                               2.3.   In
lite è la questione di sapere se l’Ufficio AI ha rettamente riconosciuto
l’aumento della rendita da mezza ad intera con effetto dal 1° luglio 2011 e non
dal 1° maggio 2011, come chiesto dall’insorgente.

                                      

                               2.4.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita
definizione, sono quindi un dan-no alla salute fisica o psichica conseguente a
infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di
guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione
della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione
per l'invalidità (Duc, L’assurance invalidité, in: Meyer (Hrsg.),
Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed.,
2007, p. 1411, n. 46). Secondo l'art. 28 cpv. 2 LAI gli
assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%,
a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se
sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al
40%. Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo
il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo
l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti
d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente
esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido)
e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse
diventato invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato
deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito che egli ancora può
conseguire nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare
in assenza delle affezioni di cui è portatore (Duc, op. cit., p. 1476, n. 213 e
la giurisprudenza citata alla nota a pié pagina n. 264). Si confronta perciò il
reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto
invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando
la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in
condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali
provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V
30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84).

 

                               2.5.   Se il grado d'invalidità del beneficiario della rendita subisce una
modifica, che incide in modo rilevante sul diritto alla rendita, questa sarà,
per il futuro, aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o
su richiesta (art. 17 cpv. 1 LPGA).

                                         Qualsiasi
cambiamento importante delle circostante suscettibile di incidere sul grado
d’invalidità e, quindi, sul diritto alla rendita, può fondare una revisione giusta
l’art. 17 LPGA.

                                         La
rendita può essere oggetto di revisione non soltanto nel caso di una modifica
sensibile dello stato di salute, ma anche qualora le conseguenze dello stesso
sulla capacità di guadagno, pur essendo esso stato rimasto immutato, abbiano subito
una modificazione notevole (DTF 130 V 349 consid. 3.5, 113 V 275 consid. 1a;
vedi pure DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).

                                         Una
semplice valutazione diversa delle circostanze di fatto, che sono rimaste sostanzialmente
invariate, non giustifica comunque una revisione ai sensi dell’art. 17 LPGA
(DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).

 

                                         Per
stabilire in una situazione concreta se vi sia motivo di revisione, da un punto
di vista temporale vanno in particolare paragonati i fatti esistenti al momento
della decisione formale iniziale con quelli esistenti nell’istante della
pronuncia della nuova decisione (DTF 130 V 351 consid. 3.5.2). Da questo punto
di vista un provvedimento che si limita a confermare una prima decisione di
rendita non è rilevante (DTF 125 V 369, 109 V 262, 105 V 30; Meyer-Blaser,
Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, 2010, pag. 379).

                                         Se
la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che
il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto
a prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato
perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre
mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare
(art. 88 a cpv. 1 OAI). Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità
al guadagno, occorre tener conto del cambiamento determinante il diritto a
prestazioni, non appena esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole
(art. 88 a cpv. 2 OAI). 

                                         Circa
gli effetti della modificazione di un diritto ad una rendita d’invalidità (o ad
un assegno per grandi invalidi), l’art. 88bis cpv. 1 lett. a OAI stabilisce che
l’aumento della rendita o dell’assegno per grandi invalidi avviene al più
presto, se l’assicurato ha chiesto la revisione, a partire dal mese in cui la
domanda è stata inoltrata.

 

                                         I
principi giurisprudenziali sviluppati in materia di revisione di rendite sotto
il regime del vecchio art. 41 LAI sono applicabili anche a proposito dell’art.
17 LPGA (DTF 130 V 349 seg. consid. 3.5).

 

                               2.6.   Nel
caso in esame, incontestato è che l’assicurato, sulla base della perizia 18
aprile 2011 del dr. __________, presenta un aumento dell’incapacità lavorativa
al 70% in qualsiasi attività. 

                                         Contestato,
come detto, è il momento di tale peggioramento.

 

                                         L’Ufficio
AI ha fissato tale momento nell’aprile 2011, ossia nel mese in cui l’assicurato
è stato peritato dal dr. __________. Al riguardo, nel rapporto 18 aprile 2011
il perito ha infatti rilevato:

 

" 
(…)

Appare difficile definire l'inizio del peggioramento
dopo il 2008 e quindi dopo la perizia del Dr. __________. È sicuramente poco
probabile che tale peggioramento si sia verificato in maniera improvvisa. I
reperti anamnestici eruiti dall'assicurato non permettono di definire con
certezza l'evoluzione della patologia nella sua componente depressiva. Il
peritando è totalmente concentrato, focalizzato e cristallizzato sulla
componente algica, vero e unico polo catalizzatore di ogni ambito della propria
esistenza, la componente depressiva, quindi più direttamente psichiatrica, è
poco riconosciuta e accettata, al punto che la sintomatologia depressiva viene
esplicitata quasi con reticenza e pudore.

La valutazione del quadro depressivo non può quindi
essere che solo clinica, e clinicamente ogni valutazione non può che essere
limitata al momento in cui è effettuata.

 

Pertanto, nell'impossibilità di definire con precisione
i periodi di inabilità lavorativa, mi limito a valutare a decorrere
dall'attuale valutazione l'incapacità lavorativa almeno al 70%, in
considerazione del fatto che l'assicurato riesce ancora a occuparsi del giardino
seppur poco tempo, accompagna la moglie nel fare la spesa e a fare qualche passeggiata
in paese. (…)" (doc. AI 93/10-11)

 

                                         L’insorgente,
invece, sostiene che:

 

" 
(…)

In realtà, nella richiesta di revisione inoltrata
all'UAI, il Dr. med. __________ aveva prodotto una valutazione specifica
psicodiagnostica risalente al novembre 2010.

Qualora l'UAI avesse predisposto i necessari
accertamenti per tempo, lo status di salute psichico avrebbe potuto essere
determinato con precisione già a seguito della domanda di revisione del febbraio
2011, e non necessariamente attendere la perizia del Dr. med. __________ (su
richiesta dell'assicurato) per poi provvedere all'applicazione del termine di 3
mesi previsto dall'art. 88a OAI.

 

Visti i disturbi psichici che l'assicurato
presentava da tempo, ampiamente conosciuti dall'UAI poiché notoriamente
documentati, sarebbe stato quanto meno opportuno approfondire anche l'aspetto
psicologico sin da subito, all'atto della richiesta di revisione del febbraio
2011, e non attendere la perizia condotta da parte del Dr. med. __________ (su
richiesta dell'assicurato approvata dall'UAI) per poi provvedere agli ulteriori
accertamenti del caso. Un simile ritardo burocratico e la conseguente incapacità
del perito di datare il peggioramento dello stato di salute del nostro
mandante, non possono senz'altro essere posti a carico del medesimo, accordando
la rendita intera solo a decorrere dal 1.07.2011 (3 mesi dopo la data della
perizia). (…)" (doc. I, pag. 3)

                               2.7.   Da un attento esame degli atti di causa, questo TCA non può concludere
che precedentemente alla valutazione psicodiagnostica del 29 novembre 2010 eseguita
dal dr. __________ (doc. AI 86/2 – valutazione allegata alla domanda di revisione
7 febbraio 2010 (doc. AI 86/1) – vi fosse già un rilevante peggioramento del
danno alla salute psichica. Infatti, come rettamente evidenziato nella risposta
di causa, nelle annotazioni del 17 febbraio 2010 il SMR aveva pertinentemente
rilevato che i risultati dei test rispecchiavano gli aspetti personologici già
conosciuti poiché risultanti dalla documentazione medica presente agli atti
(doc. AI 88). Questo è il fondamento del progetto di decisione 22 febbraio 2011
di non entrata in materia, non avendo l’assicurato reso una importante modifica
del suo stato di salute. All’Ufficio AI non può pertanto essere imputato il
fatto di non aver proceduto tempestivamente ad un approfondito esame della
componente psichica dell’assicurato. Solo a seguito della perizia del dr. __________,
valutazione peritale proposta dall’insorgente ed accettata
dall’amministrazione, è stato appurato un aumento dell’incapacità lavorativa.

 

                                         Il
dr. __________ ha evidenziato la difficoltà di definire l’esatto mo- mento del
peggioramento visto che gli elementi anamnestici eruiti dall’assicurato non
hanno permesso di “definire con certezza” l’evoluzione della patologia
psichica, dando comunque per certo che tale peggioramento non si è verificato
improvvisamente. Il perito ha poi concluso che la valutazione del quadro
depressivo può essere solo clinica e, qui sta il punto, “clinicamente ogni
valutazione non può che essere limitata al momento in cui è effettuata”, ossia
il 18 aprile 2011.

                                         Non
essendo emerso alcun elemento medico contrastante le indicazioni del perito (né
in tale senso il ricorrente ha prodotto della documentazione), è pertanto
corretto fissare al mese di aprile 2011 il momento del rilevante peggioramento.
Ne consegue che la decisione di riconoscere un aumento del grado d’invalidità
dal 1° luglio 2011 (tre mesi dopo il peggioramento ex art. 88a cpv. 1 OAI)
merita conferma. Il ricorso va quindi respinto.

 

                               2.8.   Secondo
l'art. 29 cpv. 2 Lptca e 69 cpv. 1bis LAI, la procedura di ricorso in caso di
controversie relative all'assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi
al Tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L'entità delle
spese è determinata fra 200.-- e 1'000.-- franchi in funzione delle spese di
procedura e senza riguardo al valore litigioso (DTF 133 V 402; STF 9C_156/2009
del 7 aprile 2009; STF 8C_393/2008 del 24 settembre 2008).

 

                                         Visto
l’esito della vertenza, le spese per fr. 500.-- sono poste a carico dell’assicurato.

 

 

 

 

Per
questi motivi

 

dichiara
e pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

                                         

                                   2.   Le
spese di fr. 500.- sono poste a carico del ricorrente.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

giudice Raffaele Guffi                                           Fabio
Zocchetti