# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7d90cf95-c66a-5d73-a109-d2b76225706b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-03-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 20.03.2002 35.2001.25
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2001-25_2002-03-20.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  35.2001.00025

   

  mm/nh

  	
  Lugano

  20 marzo 2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo,
  presidente, 

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
  Maurizio Macchi

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 12 aprile 2001 di

 

	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: avv. __________,  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 23 gennaio 2001 emanata
  da

  
	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: avv. __________,  

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   In data 26
marzo 1995, __________ () - all'epoca alle dipendenze del Ristorante
"__________" di __________ in qualità di cameriere e, perciò,
assicurato d'obbligo contro gli infortuni presso la __________ - è rimasto
vittima di un incidente della circolazione stradale al volante della propria
autovettura, sinistro avvenuto in territorio del Comune di __________.

 

                                         A causa
dell'urto, come risulta dal certificato 12 aprile 1995 dell'Ospedale regionale
di __________, l'assicurato ha lamentato un trauma alla colonna cervicale del
tipo "colpo di frusta" (cfr. doc. _).

 

                                         Il caso è
stato assunto dalla __________, la quale ha regolarmente corrisposto le proprie
prestazioni assicurative. 

 

                               1.2.   A cavallo
fra i mesi di ottobre e novembre 1999, __________ ha fatto oggetto di pedinamenti
ordinati dalla __________, assicuratore RC della conducente che causò il
summenzionato incidente della circolazione stradale. 

 

                                         Successivamente,
dopo un nutrito scambio di corrispondenza tra il patrocinatore dell'assicurato
e l'assicuratore LAINF, quest'ultimo, in data 17 agosto 2000, ha emanato una
decisione formale del seguente tenore: 

 

" 
(…).

Dagli atti componenti l'incarto è dimostrato che
il sig. __________ ha svolto quotidianamente abituali mansioni attribuibili ad
un meccanico, nel corso di una settimana almeno, così come
la spett. __________ ha documentato a seguito dell'investigazione che mise in
atto. Nessuno degli argomenti da lei addotti a contestazione degli accertamenti
eseguiti appare tale da indurci a modificare la nostra presa di posizione.

 

La circostanza secondo cui il sig. __________
abbia svolto l'attività di meccanico, seppure nell'ambito di un puro e semplice
tentativo, dimostra inequivocabilmente che egli era in grado di sfruttare
la capacità lavorativa, in quanto il tentativo riuscì! La __________,
dal canto suo, non fu mai posta al corrente di tale situazione; ignari degli
avvenimenti, prestammo fede ai referti medici, rispettivamente alle pretese
apparentemente obiettivabili dell'assicurato ed erogammo le prestazioni
assicurate.

 

Premesso quanto sopra, concludiamo che
l'atteggiamento assunto dal sig. __________ nei nostri confronti è stato
chiaramente abusivo e fraudolento. Questo determina la cessazione
delle prestazioni assicurative con effetto immediato, rispettivamente il
diritto a nostro favore di recuperare gli esborsi. A tale proposito, nulla ci
impedisce di scostarci dall'opinione, secondo cui il sig. __________ abbia
svolto l'attività di meccanico sin dalla data in cui l'officina del fratello
entrò in esercizio; le nostre prestazioni, pertanto, sono da recuperare almeno
retroattivamente fino alla data del 04.03.1998.

 

In virtù di quanto sopra, confermiamo
l'estinzione del diritto a tutte le prestazioni ai sensi della LAINF
con effetto dal 04.03.1998; di seguito, indichiamo l'ammontare degli esborsi
registrati

 

(…).

 

Invitiamo il suo cliente a rifonderci l'importo
complessivo di CHF 45'464.60 per il tramite dell'allegata polizza di
versamento. In caso di preferenza di versamenti rateali, voglia sottoporci
eventuali proposte del suo cliente"

                                         (doc. _).

 

                                         A seguito
dell'opposizione interposta dall'avv. __________ per conto dell'assicurato
(cfr. doc. _), la __________, in data 23 gennaio 2001, ha sostanzialmente
confermato il contenuto della sua prima decisione (cfr. doc. _).

 

                               1.3.   Con
tempestivo ricorso del 12 aprile 2001, __________, sempre patrocinato dall'avv.
__________, ha chiesto che - accertata la sua totale incapacità lavorativa -
l'assicuratore LAINF convenuto venga condannato a versargli ulteriori indennità
giornaliere a decorrere dal 1° gennaio 1999 e a stabilire la relativa rendita
d'invalidità (cfr. I, p. 5).

 

                                         Questi,
in particolare, gli argomenti sviluppati dall'insorgente a sostegno delle
proprie pretese ricorsuali:

 

" 
(…).

… I fatti alla base della presente vertenza sono
presto riassunti e risultano in maniera chiara e oggettiva dai documenti
prodotti.

In sostanza, il signor __________ in data 26
marzo 1995 è stato violentemente tamponato in città a __________. Al momento
della collisione era regolarmente allacciato con la cintura di sicurezza e il
suo veicolo era equipaggiato con il poggiatesta. 

Tali accorgimenti hanno evitato conseguenze
estreme, ma l'assicurato ha tuttavia sbattuto violentemente la testa e subito
un forte colpo di frusta. 

Da quel momento la vita del signor __________ non
è più stata la stessa.

Il ricorrente, prima dell'incidente, non aveva
mai avuto problemi fisici e psichici ed aveva sempre svolto regolarmente e con
entusiasmo la sua attività lavorativa.

In seguito alla collisione è iniziato il calvario
dal peregrinare da una Clinica all'altra ove __________ era costretto a lunghe degenze.Importante
sottolineare che quest'ultimo ha sempre collaborato con le assicurazioni
sottoponendosi anche a lunghe trasferte e degenze in ospedali dai suoi
familiari. Tale atteggiamento dimostra la buona volontà e l'onestà del ricorrente.

 

Tutti i rapporti medici allestiti dichiarano e
accertano nero su bianco la totale incapacità lavorativa del signor __________
dovuta al forte colpo di frusta subito in occasione della collisione del
26.3.1995.

I dottori ammettono poi l'esistenza chiara e
limpida del nesso causale tra l'incidente della circolazione e l'inevitabile
degrado fisico dapprima e in seguito psichico del ricorrente (doc. _). 

 

 

… La __________, di fronte ad una simile
situazione chiara sotto tutti i punti di vista, ha quindi giustamente pagato le
cure e versato l'indennità giornaliera.

D'improvviso l'assicurazione ha cambiato
repentinamente atteggiamento e questo dopo aver parlato con l'__________ ass.
nei confronti della quale era ed è intenzionata a far valere il regresso.

Per l'__________ ass. __________ è infatti un
bugiardo e un teatrante incallito e tale tesi è stata avallata dalla __________
la quale, mediante la decisione qui impugnata, rifiuta il pagamento di ogni e
qualsiasi ulteriore indennità e addirittura chiede il rimborso di parte delle
prestazioni erogate.

Tale modo di agire non viene chiaramente
condiviso dal ricorrente ragione per la quale l'inoltro del presente gravame è
inevitabile.

 

… I referti medici parlano tutti a favore del
ricorrente, ma l'assicurazione si basa solo ed esclusivamente sul rapporto
investigativo commissionato dall'__________ alla __________, __________.

Una semplice lettura di tale rapporto lascia
allibiti di fronte alla superficialità dello stesso (doc._). 

________ si sente poi offeso nella sua più intima
personalità e soprattutto preso in giro dalle assicurazioni.

Mai e poi mai sarà possibile stabilire il
grado di incapacità lavorativa di una persona basandosi su risultanze
investigative effettuate in maniera dilettantesca, superficiale e il cui
contenuto non è neppure comprovato in maniera oggettiva.

Il grado di incapacità lavorativa va stabilito
da un Tribunale trattandosi di una nozione giuridica e neppure medica. Il
Giudice chiamato a decidere dovrà senz'altro valutare le conclusioni dei
referti medici, ma non potrà in nessun caso emanare una sentenza basandosi
su un rapporto investigativo di parte e di basso profilo.

Al riguardo si fa pieno riferimento a quanto
esposto con scritto del 14 febbrario 2000 (doc. _).

 

… Dagli atti di causa emerge in maniera chiara
come l'incidente del marzo 1995 ha rovinato la vita di un ragazzo sano e
volenteroso.

Da quel giorno __________ è inabile al lavoro e
la sua situazione psico/fisica non è migliorata.

Al contrario i suoi tentativi di reinserimento
nel mondo del lavoro grazie all'aiuto e alla pazienza dei familiari vengono
considerati dall'assicurazione, o meglio dai suoi collaboratori, quale
atteggiamento "chiaramente abusivo e fraudolento" (doc. _).

Simile affermazione è offensiva, gratuita e per
nulla comprovata dai documenti di causa: inoltre non fa altro che aggravare la
situazione psichica già alquanto precaria del ricorrente.

È quindi opportuno che codesto Lod. Tribunale si
chini sulla questione analizzando oggettivamente tutta la documentazione dalla
quale, lo si ripete, si evince senza ombra di dubbio il precario stato di
salute del signor __________ causato dall'incidente del 26 marzo 1995 e
soprattutto l'atteggiamento assolutamente corretto adottato fin dall'inizio dal
ricorrente"

                                         (I). 

 

                               1.4.   In data 25
aprile 2001, il ricorrente ha versato agli atti il rapporto 12 aprile 2001 del
dottor __________, spec. FMH in chirurgia (cfr. V e allegato). 

                               1.5.   La
__________, in risposta, ha postulato un'integrale reiezione del gravame, con
argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr.
VII). 

 

                               1.6.   In replica,
__________ si è limitato a chiedere che il TCA abbia ad ordinare una perizia
medica giudiziaria (cfr. IX). 

 

                               1.7.   In data 30
agosto 2001 ha avuto luogo l'interrogatorio di causa dinanzi al Presidente del
TCA. In particolare - intravvedendo la possibilità di confermare parzialmente o
totalmente l'impugnata decisione per dei motivi diversi da quelli sui
cui essa si fonda - alle parti è stato assegnato un termine di 10 giorni per
formulare delle osservazioni in merito, precisamente, all'esistenza di una
relazione di causalità adeguata fra i disturbi alla salute accusati da
__________ e l'infortunio assicurato (cfr. XIV). 

 

                               1.8.   L'insorgente
ha preso posizione il 7 settembre 2001, affermando quanto segue:

 

" 
(…).

- prima di tutto occorre ricordare che per
consolidata giurisprudenza un evento è da ritenere causa adeguata di un
determinato effetto quando secondo il corso ordinario delle cose e l'esperienza
della vita il fatto assicurato è idoneo a provocare un effetto come quello che
si è prodotto, sicché il suo verificarsi appaia appaia in generale propiziato
dall'evento in questione;

- tale nesso non è mai stato messo in discussione
da nessuna delle numerose prese di posizione mediche versate agli atti e la
__________ stessa, non solo non lo contesta, ma ne ammette nero su bianco
l'esistenza (cfr. Decisione su opposizione, pg. 6);

- l'evento si è prodotto all'inizio del 1995 ed è
sicuro, proprio seguendo il corso ordinario delle cose e l'esperienza della
vita che i gravi disturbi fisici del signor __________ sono una diretta
conseguenza del colpo di frusta accusato in occasione del tamponamento. Il
ricorrente prima dell'incidente ha sempre lavorato, non ha mai avuto nessun
problema alla salute né fisico né psichico e anche dopo l'infortunio ha fatto
di tutto, con il prezioso aiuto dei familiari, per cercare di poter tornare
quello di prima: purtroppo invano;

- è inoltre risaputo che le conseguenze del colpo
di frusta possono emergere anche a distanza di diverso tempo e soprattutto
protrarsi negli anni se non addirittura purtroppo per tutta la vita. D'altronde
la gravità di tali conseguenze è pure confermata (notizia resa di dominio
pubblico dai media in questi giorni) dal fatto che in Germania una compagnia
assicurativa ha avviato uno studio mediante crash-test utilizzando persone e
non manichini.

 

Alla luce di quanto indicato sarebbe il colmo se
al signor __________ venisse negata la copertura assicurativa per mancanza del
nesso di causalità, quando tutti i referti medici parlano a favore del
ricorrente e attestano nero su bianco che i suoi problemi fisici sono da
attribuire al tamponamento nel quale è rimasto coinvolto nel 1995.

Pure assurdo sarebbe fare appello ad improbabili
problemi psichici dell'assicurato, problemi che in ogni caso sono sempre da
attribuire al calvario che ha dovuto e deve tutt'ora sopportare a seguito
dell'incidente.

Respingere il gravame negando l'esistenza del
nesso causale risulterebbe inoltre un'applicazione eccessivamente rigorosa
della giurisprudenza esistente al riguardo del colpo di frusta"

                                         (XV). 

 

                                         Queste,
segnatamente, le osservazioni formulate invece dalla __________ in data 10
settembre 2001:

 

" 
(…).

Sarà verosimilmente opportuno che il Giudice
delegato per sua maggiore informazione acquisisca d'ufficio agli atti di causa
l'intero incarto dell'__________, così da poter disporre della documentazione
relativa all'incidente (in particolare sia del rapporto di polizia, sia anche e
soprattutto della perizia relativa ai danni subiti dal veicolo); infatti il
ricorrente in occasione dell'udienza del 30 agosto us (cfr. verbale, pag. 2),
ha dichiarato senza dare altre precisazioni, che l'automobile sarebbe stata
demolita: tuttavia in virtù del principio pratico e giurisprudenziale vigente
in materia di responsabilità civile, secondo cui un danno viene dichiarato non
più riparabile (divenendo, cioè, un cd. "danno totale") al momento in
cui i costi di riparazione superano il valore che il veicolo aveva prima della
collisione, è possibile che quando ci si trovi confrontati con veicoli di una
certa età anche dei danni minimi determinino delle liquidazioni per "danno
totale".

 

Informazioni raccolte dal sottoscritto legale
fanno stato di un veicolo ________, che all'epoca del sinistro aveva comunque
già raggiunto il nono anno di vita, il cui valore antesinistro superava di poco
i fr. 4'000.--.

 

La citata documentazione potrà palesemente dare
indicazioni più attendibili circa l'entità del sinistro e dunque circa il
rapporto di causalità naturale che sfocerà poi nella valutazione giuridica
della causalità adeguata, per sapere se essa sussista oppure no.

 

Sostiene il TFA che:

 

"Nach der Rechtsprechung hat ein Ereignis
dann als adäquate Ursache eines Erfolges zu gelten, wenn es nach dem gewöhnlichen
Lauf der Dinge und nach der allgemeinen Lebenserfahrung an sich geeignet ist, einen
Erfolg von der Art des eingetretenen herbeizuführen, der Eintritt dieses Erfolges
also durch das Ereignis allgemein als begünstigt erscheint (BGE 121 V 49 Erw.
3a mit Hinweisen)" (DTF 122 V 416, consid. 2a).

 

La documentazione medica acquisita agli atti
appare tale da indurre ad escludere che fra l'infortunio, di cui fu
protagonista il ricorrente ed i problemi di cui egli è attualmente portatore,
possa ancora sussistere un rapporto di causalità, che possa essere ritenuto
adeguato.

 

Ci si trova di fatto in una situazione derivante
da un incidente della circolazione stradale di relativamente lieve entità, che
può aver determinato per un certo periodo e per certe conseguenze un rapporto
di causalità, il quale è forse per qualche tempo potuto essere ritenuto
adeguato; l'incidente non é però stato tale da consentire di estendere oltre
misura il concetto di adeguatezza. 

 

C.

 

Del resto il ricorrente ha dimostrato con fatti
concludenti d'aver saputo lavorare praticamente a tempo pieno e per almeno
un'intera settimana presso l'officina del fratello (e della moglie!) senza
manifestare alcuno dei problemi che egli invece lamenta in altra sede …

 

D.

 

Stando così le cose, la __________ ribadisce (nel
caso di mancata stipulazione di un accordo transattivo) la propria richiesta di
reiezione del gravame sia per quel che attiene all'inesistenza di un nesso di
causalità adeguato, sia anche per le ragioni già espresse nella decisione su
opposizione e nella risposta di causa, ritenuto che il ricorrente, lavorando
praticamente al 100%, quando era dichiaratamente inabile al lavoro al 100%, ha
perpetrato un abuso in danno dell'assicuratore sociale"

                                         (XVI). 

 

                                         Le parti
si sono riconfermate nelle loro rispettive allegazioni e conclusioni con gli
allegati 18 settembre (cfr. XX) e 19 settembre 2001 (cfr. XXI).

 

                               1.9.   In corso di
causa, il TCA ha richiamato dalla __________ l'intero incarto relativo
all'incidente della circolazione del 26 marzo 1995 (cfr. XXII).

 

                                         Alle
parti è stata concessa la facoltà di prenderne visione e di formulare delle
osservazioni (cfr. XXIII). 

 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   Dall'impugnata
decisione su opposizione risulta che la __________ ha dichiarato estinto il
diritto alle prestazioni a far tempo dal 4 marzo 1998, siccome __________, alla
luce di quanto era emerso dai pedinamenti ordinati dalla __________, è stato
giudicato perfettamente in grado di riprendere l'esercizio di un'attività
lavorativa. 

 

                                         Secondo
costante giurisprudenza, qualora la decisione impugnata venga confermata, in
tutto o in parte, ponendo a fondamento una motivazione diversa da quella
ritenuta dall'amministrazione, va salvaguardato il diritto di essere sentito
(cfr. DTF 125 V 370 consid. 4b e riferimenti ivi citati).

                                         In
occasione dell'udienza del 30 agosto 2001, il Giudice delegato ha reso edotte
le parti circa la possibilità che il TCA confermi la decisione della _________
di porre fine alle prestazioni assicurative, difettando una relazione di
causalità adeguata fra il danno alla salute e l'evento traumatico del marzo
1995. Alle medesime è quindi stato assegnato il termine di 10 giorni per
prendere posizione al riguardo (cfr. XIV, p. 2-3). 

                                         Con ciò,
è stato salvaguardato il diritto di essere sentito delle parti, in ossequio
alla suevocata giurisprudenza federale. 

 

                               2.2.   L'oggetto
della lite è circoscritto alla questione a sapere se la __________ era o meno
legittimata a dichiarare estinto il diritto alle prestazioni posteriormente al
3 marzo 1998. 

                                         Preliminarmente,
occorre esaminare se i disturbi di cui soffriva __________ in coincidenza con
la chiusura del caso, si trovavano ancora in una relazione di causalità,
naturale ed adeguata, con l’evento traumatico assicurato. 

 

                               2.3.   Presupposto
essenziale per l'erogazione di prestazioni da parte dell'assicurazione contro
gli infortuni è, in effetti, l'esistenza di un nesso di causalità naturale fra
l'evento e le sue conseguenze (danno alla salute, invalidità, morte). 

 

                                         Questo presupposto
è da considerarsi adempiuto qualora si possa ammettere che, senza l'evento
infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare o non si
sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, invece, che l'infortunio sia
stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è sufficiente che
l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia comunque provocato un
danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato, vale a dire che
l'evento appaia come una condizione sine qua non del danno.

                                         È
questione di fatto lo stabilire se tra evento infortunistico e danno alla
salute esista un nesso di causalità naturale; su detta questione
amministrazione e giudice si determinano secondo il principio della probabilità
preponderante - insufficiente essendo l'esistenza di pura possibilità -
applicabile generalmente nell'ambito dell'apprezzamento delle prove in materia
di assicurazioni sociali. Al riguardo essi si attengono, di regola, alle
attestazioni mediche, quando non ricorrano elementi idonei a giustificarne la
disattenzione (cfr. DTF 119 V 31; DTF 118 V 110; DTF 118 V 53; DTF 115 V 134;
DTF 114 V 156; DTF 114 V 164; DTF 113 V 46).

                                         Ne
discende che ove l'esistenza di un nesso causalità tra infortunio e danno sia
possibile ma non possa essere reputata probabile, il diritto a prestazioni
derivato dall'infortunio assicurato dev'essere negato (DTF 117 V 360 consid. 4a
e sentenze ivi citate).

 

                               2.4.   Occorre
inoltre rilevare che il diritto a prestazioni assicurative presuppone pure l'esistenza
di un nesso di causalità adeguata tra gli elementi summenzionati.

                                         Un evento
è da ritenere causa adeguata di un determinato effetto quando secondo il corso
ordinario delle cose e l'esperienza della vita il fatto assicurato è idoneo a
provocare un effetto come quello che si è prodotto, sicché il suo verificarsi
appaia in linea generale propiziato dall'evento in questione (DTF 117 V 361 consid.
5a e 382 consid. 4a e sentenze ivi citate).

                                         Comunque,
qualora sia carente il nesso di causalità naturale, l'assicuratore può
rifiutare di erogare le prestazioni senza dover esaminare il requisito della
causalità adeguata (cfr. DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a; su queste
questioni vedi pure: Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents
(LAA), Losanna 1992, p. 51-53).

                                         La
giurisprudenza ha inoltre stabilito che la causalità adeguata, quale
fattore restrittivo della responsabilità dell’assicurazione contro gli
infortuni allorché esiste un rapporto di causalità naturale, non gioca un
ruolo in presenza di disturbi fisici consecutivi ad un infortunio,
dal momento che l'assicurazione risponde anche per le complicazioni più
singolari e gravi che solitamente non si presentano secondo l'esperienza medica
(cfr. DTF 127 V 102 consid. 5 b/bb, 118 V 286 e 117 V 365 in fine; cfr.,
pure, U. Meyer-Blaser, Kausalitätsfragen aus dem Gebiet des Sozialversicherungsrechts,
in SZS 2/1994, p. 104s. e M. Frésard, L'assurance-accidents obligatoire,
in Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], n. 39).

 

                               2.5.   Diversa
invece è la situazione per quel che riguarda le affezioni di carattere
psichico, dove la nozione di causa­lità adeguata assume un'importanza
fondamentale. 

                                         In merito
all’adeguatezza del rapporto causale fra infortunio e disturbi di natura
psichica manifestatisi dopo di esso, il TFA ha avuto modo di esprimersi
ripetutamente e la sua giurisprudenza è stata sottoposta a profonde
trasformazioni. 

                                         Di questa
evoluzione significative sono le sentenze in DTF 112 V 37 (l'adeguatezza è
riconosciuta solo nei casi in cui l'infortunio riveste un'importanza rilevante
nell'insieme delle circostanze; l'idoneità del trauma a provocare turbe psicogene
non si misura più per rapporto alle reazioni di una persona
"normale"); in DTF 113 V 316 e 324 (l'adeguatezza difficilmente può
essere negata se alla luce della personalità pretraumatica dell'assicurato
l'infortunio non è, con le circostanze concomitanti, relegato all'irrilevanza);
in RAMI 1988 U47 pag. 225 in cui il TFA ha ribaltato la precedente formulazione
negativa esigendo che l'infortunio rivesta "una certa importanza" per
rapporto a tutto il complesso delle circostanze; e infine in DTF 115 V 133, in
cui la somma istanza ha ritenuto utile procedere ad una classificazione degli
infortuni sulla base di criteri oggettivi anziché fondarsi direttamente
sul modo in cui la vittima ha vissuto ed elaborato il trauma. 

                                    Il TFA conferisce
valore paradigmatico non all'esperienza dell'infortunio (Unfallerlebnis) ma
all'evento infortunistico come tale (Unfallereignis), valutato oggettivamente (objektivierte
Betrachtungsweise) in funzione del modo in cui é avvenuto l'infortunio
propriamente detto (cfr. DTF 115 V 408 consid. 5; RAMI 1992 U154 p. 246ss).

 

"  A
seconda della dinamica dell'infortunio, esso è classificato in una delle tre
categorie seguenti: nella categoria degli eventi insignificanti o leggeri, in
quella degli eventi gravi e in quella degli eventi di grado medio"

 

                                         Di regola
l'adeguatezza del nesso causale viene ammessa nel caso di infortuni gravi
("secondo il corso ordinario delle cose e l'esperienza della vita gli
infortuni gravi sono in effetti idonei a provocare danni invalidanti alla
salute psichica").

                                    Per contro,
nel caso di infortuni insignificanti ("l'assicurato per esempio ha
leggermente battuto la testa o si è slogato il piede") o leggeri (ad
esempio caduta o scivolata banale) l'adeguatezza può di regola essere negata a
priori (RAMI 1992 U154, 246ss). L'infortunio sarà tutt'al più ritenuto la causa
fortuita delle turbe nondimeno manifestatesi. La vera causa è da ricercare in
fattori extra-infortunistici, per esempio nella predisposizione costituzionale.
"E' noto per esperienza che gli infortuni della presente categoria, data
la loro minima importanza, non possono influire sulla salute psichica
dell'infortunato".

                                         Per
quanto attiene, invece, agli infortuni di grado medio - cioè a quegli
"eventi che non possono essere classificati nelle due predette
categorie" - l'adeguatezza non può essere stabilita facendo semplicemente
riferimento all'evento infortunistico.

 

"  Occorre
piuttosto tener conto, da un profilo oggettivo, di tutte le circostanze che
sono strettamente connesse con l'infortunio o che risultano essere un effetto
diretto o indiretto dell'evento assicurato. Esse possono servire da criterio di
apprezzamento nella misura in cui secondo il corso ordinario delle cose e
l'esperienza della vita sono tali da provocare o aggravare, assieme
all'infortunio, un'incapacità lavorativa e di guadagno di origine psichica."

                                         I criteri
di maggior rilievo sono:

 

                                         -  le
circostanze concomitanti particolarmente drammatiche o la particolare
spettacolarità dell'infortunio;

 

                                         -  la
gravità o particolare caratteristica delle lesioni lamentate, segnatamente la
loro idoneità, secondo l'esperienza, a determinare disturbi psichici;

 

                                         -  la
durata eccezionalmente lunga della cura medica;

 

                                         -  i
disturbi somatici persistenti;

 

                                         -  la
cura medica errata che aggrava notevolmente gli esiti dell'infortunio;

 

                                         -  il
decorso sfavorevole della cura e le complicazioni rilevanti intervenute;

 

                                         -  il
grado e la durata dell'incapacità lavorativa dovuta alle lesioni fisiche.

 

                                         Il TFA
opera all'interno della classe medio-grave un'ulteriore, doppia distinzione.

 

                                         Gli infortuni
medio-gravi si dividono in tre sottogruppi a seconda della loro relativa
gravità:

 

                                         -  infortuni
la cui gravità raggiunge il punto più alto della categoria e li avvicina
addirittura agli infortuni della categoria superiore;

 

                                         -  infortuni
di media gravità all'interno della categoria medio-        grave;

 

                                         -  infortuni
di poca rilevanza, al limite della categoria inferiore (infortuni
insignificanti o leggeri).

 

                                         Nel primo
caso basta la presenza di uno solo dei fattori sopra elencati.

                                         Nel
secondo bisogna nuovamente distinguere:

 

                                         -  se
un fattore è particolarmente incisivo (ad esempio durata particolarmente lunga
dell'incapacità lavorativa per l'intervento di complicazioni durante la cura),
l'adeguatezza è ammessa; 

 

                                         -  in
caso contrario occorre l'intervento di più fattori.

 

                                         Nel terzo
sottogruppo è richiesta alternativamente:

 

                                         -  la
presenza, cumulativamente, di tutti i fattori elencati, o

                                         -  la
particolare intensità dei fattori effettivamente intervenuti.

 

                                         Solo a
queste condizioni si ammetterà l'adeguatezza del nesso causale.

                                         Se però queste condizioni sono adempiute, non si dovrà più ricercare
se vi siano altre cause atte a spiegare le turbe psichiche, per esempio in
relazione alla predisposizione costituzionale della vittima.

                                         Può
essere infatti affermato che se l'infortunio e i fattori concomitanti sono
particolarmente importanti, al punto da poter causare le turbe psichiche anche
se la personalità della vittima non vi sia particolarmente predisposta,
l'infortunio avrà la valenza di "causa sopravveniente", che eclissa
gli altri fattori. Basta da solo a scompensare la psiche e relega
all'irrilevanza la sua eventuale particolare vulnerabilità. 

                                         Non
importa che qualsiasi altro choc avrebbe potuto scompensarla; l'infortunio è in
ipotesi idoneo in sé a produrre quel risultato ed è irrilevante che altri
traumi avrebbero potuto provocarlo in sua vece.

                                         In RAMI
1995 U 215, p. 90ss., il TFA ha ribadito che la qualifica degli infortuni va
effettuata secondo criteri puramente oggettivi senza far riferimento al vissuto
dell'infortunio elaborato dalla persona coinvolta.

 

                               2.6.   Anche in
materia d’infortunio del tipo “colpo di frusta” alla colonna cervicale, vige
una particolare giurisprudenza relativa alla questione della causalità.

 

                                         Nella
giurisprudenza applicabile sino all’emanazione della sentenza di principio 4
febbraio 1991 in re S., pubblicata in DTF 117 V 359ss. e RAMI 1991 U121, p.
95ss., il TFA considerava che in assenza di deficit neurologici e d’alterazioni
visibili attraverso radiografie, delle lesioni neuropsichiche non erano, in
generale, atte a provocare dei disturbi evolutivi di natura patologica, di modo
che - trattandosi d’infortuni del tipo “colpo di frusta” alla colonna cervicale
- senza prova di deficit funzionale organico e senza alterazioni radiologicamente
oggettivabili, l’esistenza di una relazione di causalità adeguata era negata,
facendo difetto dei postumi durevoli derivanti da un infortunio di quel tipo
(DTF 117 V 359 consid. 5c). 

                                         Con la
DTF 117 V 359, il TFA ha definito il quadro clinico tipico di una lesione del
tipo “colpo di frusta”. In presenza di un tale quadro, si può, di regola,
ammettere l’esistenza di una relazione di causalità naturale fra l’infortunio e
la susseguente incapacità lavorativa, rispettivamente lucrativa. Questo quadro
clinico é caratterizzato da disturbi multipli, quali diffusi mal di testa,
vomito, vertigini, disturbi della concentrazione e della memoria, facile stanchevolezza,
disturbi visivi, irritabilità, labilità affettiva, depressione, cambiamento
della personalità, ecc.. Tale giurisprudenza é stata ulteriormente confermata
(DTF 119 V 334; DTF 122 V 415 = SVR 1997 UV 85, p. 309ss.; DTF 123 V 98 = SVR
1997 UV 96, p. 349ss.; cfr., inoltre, gli estratti pubblicati in RAMI 1995
U221, p. 109ss.).

 

                                         Nella
succitata pronunzia, la Corte federale ha ricordato che, secondo le ultime
pubblicazioni scientifiche, in caso di “colpo di frusta” alla colonna
cervicale, dei deficit funzionali molto diversi possono apparire a distanza di
anni, anche senza uno stato patologico oggettivabile. Il fatto che in molti
casi i disturbi tipici del “colpo di frusta” non siano oggettivabili con gli
attuali mezzi tecnici (RX, TAC, EEG) non deve indurre a qualificarli di puri
disturbi soggettivi e, pertanto, a negare ogni rilevanza nell’ambito
dell’assicurazione contro gli infortuni. 

                                         Il TFA ha
considerato - modificando così la sua giurisprudenza anteriore - che un
infortunio del tipo “colpo di frusta” alla colonna cervicale é, secondo il
corso ordinario delle cose e l’esperienza della vita, suscettibile di provocare
un’incapacità lavorativa o di guadagno, anche se la natura organica dei deficit
funzionali non é stata dimostrata. Ne ha pure dedotto che, per decidere circa
l’adeguatezza della relazione di causalità, non é determinante sapere se, da un
profilo medico, i disturbi consecutivi al “colpo di frusta” devono essere
qualificati piuttosto di natura fisica che psichica, nella misura in cui una
tale distinzione, in certi casi, potrebbe essere la causa di notevoli
difficoltà d’apprezzamento, vista la complessità e la varietà del quadro
clinico.

 

                                         L'Alta
Corte ha, peraltro, stabilito che la sua vecchia prassi non avrebbe più potuto
essere mantenuta, in quanto, per valutare il carattere adeguato del nesso
causale, essa si basava esclusivamente sulle lesioni riportate a seguito
dell’infortunio, quando, in ossequio alla giurisprudenza elaborata in materia
di turbe psichiche, la medesima questione dev’essere apprezzata riferendosi
all’evento infortunistico ed alle circostanze concomitanti ad esso. La
particolare natura delle lesioni subite costituisce, in questo ambito, soltanto
uno dei criteri che devono essere presi in considerazione. 

                                         Se ne
deduce che, trattandosi di un infortunio del tipo “colpo di frusta” alla
colonna cervicale, senza prova di un deficit funzionale oggettivo, la questione
della causalità adeguata deve essere valutata basandosi sull’evento
infortunistico nonché sull’insieme delle circostanze che, da un punto di vista
oggettivo, sono strettamente connesse con lo stesso o che risultano essere un
effetto diretto o indiretto dell'evento assicurato, di modo che, secondo il
corso ordinario delle cose e l'esperienza della vita, sono atte a provocare o
aggravare, assieme all'infortunio, un'incapacità lavorativa o di guadagno. 

 

                                         Posto
che, tanto in caso di turbe psichiche consecutive ad infortunio quanto in caso
di disturbi provocati da un “colpo di frusta” alla colonna cervicale, ci si
trova confrontati a deficit che non é possibile oggettivare da un profilo
organico, il TFA ha precisato che, per valutare l’adeguatezza del nesso di
causalità fra un infortunio ed un’incapacità al lavoro o lucrativa consecutiva
ad un “colpo di frusta” alla colonna cervicale, conviene applicare, per
analogia, il metodo elaborato per le turbe psichiche. La Corte federale ha, in
effetti, statuito che, dal momento in cui la causalità adeguata é stata ammessa
in caso d’incapacità al lavoro o di guadagno d’origine psichica anche in
assenza di lesione organica oggettivabile, sarebbe contrario al principio dell’uguaglianza
di trattamento fra gli assicurati esigere la prova di una tale lesione in caso
d’infortunio del tipo “colpo di frusta” alla colonna cervicale (DTF 117 V 359, consid.
5d/bb).

 

 

                               2.7.   Alla luce
dei principi evocati al precedente considerando - qualora ci si trovi
confrontati a dei sintomi sprovvisti di sostrato organico oggettivabile - é
necessario, dapprima, chiedersi se, tenuto conto della dinamica dell’infortunio
e dei disturbi diagnosticati, si é o meno in presenza di un infortunio del tipo
“colpo di frusta” alla colonna cervicale:

 

"  Das
Vorliegen eines Schleudertraumas wie seine Folgen müssen somit durch
zuverlässige ärztliche Angaben gesichert sein. Trifft dies zu und ist die
natürliche Kausalität - aufgrund fachärztlicher Feststellungen in einem
konkreten Fall - unbestritten, so kann der natürliche Kausalzusammenhang ebenso
aus rechtlicher Sicht als erstellt gelten, ohne dass ausführliche Darlegungen
zur Beweiswürdigung nötig wären (BGE 119 V 340 E. 2b/aa).”

(DTF
122 V 415 = SVR 1997 UV 85, p. 309ss.).

 

 

                                         L’esistenza
di un infortunio del tipo “colpo di frusta” così come delle sue conseguenze,
presuppone, dunque, delle attendibili certificazioni medico-specialistiche
(cfr. RAMI 2000 U 395, p. 316ss. consid. 3 = SVR 2001 UV 1, p. 1ss.; DTF 122 V
415 = SVR 1997 UV 85, p. 309ss.; DTF 119 V 340 consid. 2b/aa; STFA del 12
maggio 2000 nella causa B., consid. 4b/bb, U 404/99;
cfr., pure, U. Meyer-Blaser, op. cit., p. 104). 

                                         Per
costante giurisprudenza, decisivo dev’essere ritenuto l’apprezzamento
diagnostico espresso da uno specialista in neurologia, oltre, beninteso,
la presenza del quadro tipico dei disturbi, contraddistinto da un’accumulazione
di disturbi (P. Gomm, Kausalität in der Unfallversicherung, Plädoyer 3/97, p.
29; J. Senn, Das “Schleudertrauma” der Halswirbelsäule - Bemerkungen zum Stand der
Diskussion, SZS 4/1996, p. 322; cfr., pure, sentenza 10.8.1998 del TA del Canton
Lucerna, pubblicata in Plädoyer 5/98, p. 80ss.).

 

                                         Se
l’esistenza del nesso di causalità naturale é stata ammessa, é ancora
necessario pronunciarsi sulla questione riguardante il rapporto di causalità
adeguata, questione che dev’essere valutata secondo il metodo elaborato per le
turbe psichiche (DTF 115 V 138 consid. 6):

 

"  Entgegen
der Auffassung des kantonalen Gerichts besteht kein Anlass, bei medizinisch
zwar angenommenem, jedoch nicht (hinreichend) organisch nachweisbarem
natürlichem Kausalzusammenhang zwischen einem Unfall mit Schleudertrauma der
HWS und andauernden Beschwerden, welche die Arbeits- und Erwerbsfähigkeit
einschränken, von einer Prüfung der Adequanz abzusehen, welche grundsätzlich
bei sämtlichen Gesundheitsschädigungen, die aus ärztlicher Sicht mit
überwiegender Wahrscheinlichkeit als natürliche Unfallfolgen gelten können,
Platz zu greifen hat (BGE 121 V 49 E. 3a mit Hinweisen; MAURER, a.a.O., S. 460;
MEYER-BLASER, a.a..O., S. 82)”

(DTF
122 V 417 = SVR 1997 UV 85, p. 310). 

 

                               2.8.   Volendo
sintetizzare quanto esposto ai precedenti considerandi - si tratta, in primo
luogo, di valutare se l'interessato è rimasto vittima di un trauma
d'accelerazione alla colonna cervicale, di un trauma equivalente (cfr. SVR 1995
UV 23, p. 67 consid. 2) oppure di un trauma cerebrale
(cfr. DTF 117 V 382 consid. 4).

                                         Se ciò
dovesse essere il caso, per gli infortuni di grado medio, è necessario
applicare i criteri elencati dalla giurisprudenza di cui alla DTF 117 V 366 consid.
6a e 382 consid. 4b. 

                                         In caso
contrario, la valutazione dell'adeguatezza del nesso causale va operata,
trattandosi sempre degli infortuni di grado medio, secondo i fattori elaborati
dal TFA nella DTF 115 V 140 consid. c/aa (cfr. RAMI 2000 U 395, p. 316ss. consid.
3 = SVR 2001 UV 1, p. 1ss.). 

                                         A
differenza degli infortuni che hanno comportato un trauma d'accelerazione al
rachide cervicale, per l'apprezzamento della causalità adeguata, in caso di
disturbi psicogeni, bisogna differenziare le componenti psichiche da quelle
somatiche, giacché solo queste ultime vanno considerate. 

 

                                         Deve
ancora essere aggiunto che l'applicabilità della giurisprudenza federale in
materia di causalità adeguata in caso di trauma d'accelerazione alla colonna
cervicale, giusta la quale è irrilevante determinare se i disturbi accusati
dall'assicurato siano di natura organica e/o psichica (cfr. DTF 117 V 363 consid.
5d/aa), presuppone che questi disturbi siano a tal punto intrecciati fra loro
che "eine Differenzierung angesichts des komplexen und vierschichtigen Beschwerdebildes
in heiklen Fällen gelegentlich grosse Schwierigkeiten bereitet" (DTF 117 V
363 consid. 5d/aa). Per applicare questa prassi è dunque necessario che i
disturbi psichici siano stati provocati dall'infortunio e che unitamente ai
disturbi somatici, anch'essi di natura traumatica, formino un complesso di disturbi psicosomatici difficilmente
differenziabili (cfr. SVR 2001 UV 13, p. 47ss. = RAMI 2000 U 397, p. 327ss.).

                                         Per
contro, il tema dell'esistenza del nesso di causalità adeguata va affrontato
alla luce dei principi applicabili nel caso di evoluzione psichica abnorme
conseguente ad infortunio (DTF 115 V 133) - e, quindi, non alla luce dei
criteri che sono stati sviluppati in materia di colpo di frusta alla colonna
cervicale (cfr. DTF 117 V 359) - quando le menomazioni rientranti nel quadro
tipico dei postumi di un “colpo di frusta” alla colonna cervicale, ancorché in
parte accertate, sono relegate in secondo piano rispetto a marcate turbe
psichiche (RAMI 2000 U 397, p. 327ss., DTF 123 V 98ss. = SVR
1997 UV96, p. 349ss.; STFA 17.3.1995 in re Z., STFA 6.1.1995 pubblicata parz.
in RAMI 1995 U 221, p. 177; STFA 9.9.1994 pubblicata parz. in RAMI 1995 U 221,
p. 115).

 

                               2.9.   Nella
presente fattispecie, in data 26 marzo 1995,
__________ é rimasto coinvolto in un incidente della circolazione stradale.

                                         L'assicurato,
al volante della propria automobile, si trovava incolonnato su via __________,
quando la conducente della vettura che lo seguiva lo ha tamponato.
L'autovettura di __________ è quindi stata spinta contro quella che la
precedeva. 

                                         L'assicurato
si è immediatamente recato presso il PS dell'Ospedale regionale di __________,
dove i sanitari - constatata la presenza di una tensione dolorosa della
muscolatura cervicale a destra e toraco-lombare nonché una dolenzia in
corrispondenza dell'apofisi spinosa di C7 - hanno diagnosticato un trauma
d'accelerazione al rachide cervicale. Essi hanno prescritto l'utilizzo di un
collare morbido e l'assunzione di analgesici (cfr. doc. _). 

                                         Successivamente,
il ricorrente è entrato in cura dal proprio medico curante, il dottor
__________ di __________, il quale ha proseguito con la somministrazione di antinfiammatori
e antidolorifici (cfr. doc. _).

                                         Nel corso
del mese di giugno 1995, persistendo la sintomatologia algica soprattutto a
livello del collo, egli è stato sottoposto ad una visita di controllo da parte
del dottor __________, spec. FMH in ortopedia e chirurgia ortopedica, medico di
fiducia della __________. 

                                         Questa la
valutazione contenuta nel relativo rapporto del 6 luglio 1995:

 

" 
La causalità risulta chiaramente
dimostrata dalla dinamica dell'infortunio e dalle lesioni subite. Sorprende
tuttavia che 2 1/2 mesi dopo l'accaduto l'assicurato presenta ancora i segni
acuti del colpo di frusta cervicale. Ovviamente non è curato a regola d'arte
dal momento che finora ha beneficiato di provvedimenti esclusivamente passivi
(riposo, collare, pastiglie e pomate) senza terapia fisica.

 

Si osserva anche la presenza di alterazioni
degenerative preesistenti all'infortunio che, in
una certa misura, ne prolungano il decorso. La discopatia C4-C5 con instabilità
marcata non può essersi formata all'occasione del tamponamento automobilistico.
Sospettando qualche problema simile a livello lombare a causa della dolenzia
(non forte ma anormale) in sede L4-L5 abbiamo fatto anche le radiografie
funzionali in questo segmento mettendo in evidenza un'instabilità generalizzata
soprattutto L4-L5. Esiste quindi una deficienza qualitativa costituzionale dei
dischi intervertebrali da cima in fondo. Tali alterazioni tuttavia devono venir
accettate quali antecedenti silenti in quanto non hanno mai provocato disturbi
in passato.

 

La situazione risulta grave e preoccupante, con rischio d'invalidità se non si prendono immediatamente tutte
le misure necessarie per tentare di migliorarla il meglio possibile. Per ciò si
propone il ricovero presso la Clinica __________ o presso la Clinica __________
per terapia riabilitativa intensiva durante almeno 3 settimane.

 

Per intanto l'inabilità lavorativa completa è
ancora giustificata"

                                         (doc. _).

                                         Durante
il periodo 11 luglio-3 agosto 1995, __________ è rimasto degente presso la
Clinica __________, a scopo riabilitativo. 

                                         All'entrata,
i medici hanno diagnosticato uno stato dopo incidente della circolazione con
colpo di frusta cervicale, cefalea occipito-nucale e frontale intermittente,
disturbi di attenzione, di concentrazione e labilità emotiva residuale nonché
raddrizzamento della colonna cervicale e anterolistesi C5-C6. Dal rapporto
d'uscita dell'8 agosto 1995 risulta che, alla dimissione, l'assicurato
presentava "… una migliorata mobilizzazione del rachide cervicale con scomparsa
della cefalea occipito-frontale e dei disturbi di labilità cognitiva ed emotiva
correlati" (cfr. doc. _).

                                         In data 5
settembre 1995 ha avuto luogo una seconda visita di controllo presso il dottor
__________, il quale ha fatto stato della presenza di un "corteo
tradizionale dei disturbi da colpo di frusta cervicale":

 

" 
(…).

Nulla sembra esagerato, anzi la correlazione tra
le lamentele ed il reperto clinico non desta il sospetto di sovraccarico. Le
parestesie accusate alle mani e alla gamba destra potrebbero eventualmente
essere di natura respiratoria, cioè legate ad una forma d'iperventilazione con
alcalosi nei momenti in cui i dolori non vengono più tollerati. Ovviamente
l'assicurato risulta molto preoccupato, dando anche dei segni di stato
depressivo reattivo, non riuscendo più a dormire bene e dovendo far fronte non
solo ai disturbi cervicali ma soprattutto alle forti cefalee a mò di casco
presenti quasi tutta la giornata e accompagnate da una sensazione di nausea,
d'ipersensibilità alla luce e a volte anche di offuscamento della vista, in
particolare nei momenti di concentrazione, leggendo o parlando con qualcuno.
Tutti questi disturbi sono tipici della sindrome da colpo di frusta.

 

Non c'è dubbio che l'ulteriore inabilità
lavorativa è ancora pienamente giustificata.

 

Ovviamente è venuto a crearsi un circolo vizioso
di tipo "dolore-spasmo-dolore" che si dovrebbe tentare di spezzare in
un modo o nell'altro, pena un'invalidità definitiva nonostante la giovane età.
Sembra che il medico curante Dr. __________ abbia fatto capire all'assicurato
che ormai è giunto al limite delle proprie possibilità. D'altro canto, la riflessoterapia
in corso sulle mani e i piedi difficilmente potrà cambiare gran che dal momento
che il disturbo è a livello cerebellare e cervicale anche se le indagini più
sofisticate (TAC, RMN, EEG ed eventualmente ENG) molto probabilmente non
evidenzieranno nulla di particolare. Ciò appunto è anche caratteristico della
sindrome da colpo di frusta"

                                         (doc. _,
p. 2s.). 

 

 

                                         Seguendo
i suggerimenti del medico di fiducia dell'assicuratore LAINF convenuto, il
ricorrente si è quindi sottoposto - peraltro senza ottenere un sostanziale
miglioramento - a delle sedute di terapia manuale presso il chiropratico dottor
__________ e di terapia neurale presso il dottor __________ medesimo (cfr.
doc._). 

                                         Dal 18
dicembre 1995 al 20 gennaio 1996, l'assicurato ha nuovamente soggiornato presso
la Clinica __________ o, dove ha beneficiato di misure fisioterapiche attive e
passive. 

                                         I
sanitari hanno riferito, da un lato, di una "… netta diminuzione della
contrattura della muscolatura cervicale e dorsale, miglioramento della mobilità
del collo con una rotazione di 50° bil. e una lateralizzazione di 2/3 e buona
mobilità anche del tronco con DDS 3 cm" e, dall'altro, di una "…
persistenza della cefalee occipito-frontale intermittente con dolori pulsanti
particolarmente forti nella regione temporo-orbitale associati a dei disturbi
tipo ipersensibilità alla luce e difficoltà a leggere (…); inoltre disturbi di
labilità cognitiva ed emotiva correlati. Il paziente si presenta depresso,
isolato, senza impeto malgrado i nostri sforzi di socializzazione. Abbiamo,
pertanto, instaurato un trattamento con Anafranil 10 mg 3 v./die per tutta la
degenza" (doc. _). 

                                         Nel loro
referto 26 gennaio 1996, gli specialisti della Clinica __________ hanno inoltre
sottolineato l'esistenza di una profonda discrepanza fra i disturbi
soggettivamente lamentati da __________ ed i reperti oggettivabili. Essi hanno
quindi affermato che, citiamo: "la sintomatologia psichica è attualmente
predominante e influenza le sue dolenzie":

 

" 
All'uscita il paz. presenta una dissociazione clinico-anamnestica
senza segni esterni di sofferenza correlazionati ai dolori da lui riferiti; la
sintomatologia psichica è attualmente predominante e influenza le sue dolenzie:
Si consiglia un tentativo psicoterapeutico"

                                         (doc. _,
p. 2 - la sottolineatura ed il grassetto sono del redattore). 

 

                                         Interrogato
dalla __________ a proposito dell'apprezzamento enunciato dai medici di __________,
il dottor __________ ha espresso, segnatamente, le considerazioni seguenti:

 

" 
(…).

All'occasione di questo secondo soggiorno presso
la Clinica __________ l'assicurato è stato accertato e curato veramente bene,
tanto da ritenere che ulteriori terapie fisiche non sono più giustificate. Il
decorso tuttavia non è soddisfacente per la persistenza di un corteo di
disturbi soggettivi in relazione con uno stato depressivo profondo. È quindi
attualmente questo stato che rimane in primo piano e deve venir curato da
specialisti del ramo.

 

Si pone tuttavia la domanda di sapere fino a che
punto lo stato depressivo può venire considerato una conseguenza diretta o meno
del tamponamento posteriore in automobile il 26.03.95.

Il punto importante per me risiede nel fatto
che grazie alle terapie ad hoc presso la Clinica __________ l'assicurato ha
fatto dei progressi enormi per quanto concerne gli aspetti oggettivabili della
patologia cervicale. Da questo punto di vista si può ammettere che la
guarigione è avvenuta nella misura del ca 75% se non di più e che il lavoro di
cameriere potrebbe venir ripristinato immediatamente nella misura del 50% con
progressione scalare fino alla misura massima possibile che dovrebbe essere
attorno al 100% entro al massimo 2 mesi. Invece i colleghi
della Clinica __________ attestano un'inabilità lavorativa ancora completa dopo
la dimissione, ovviamente imputabile solo a fattori psichici.

 

Il tipo di infortunio subito non costituisce
tuttavia un evento traumatico particolarmente tragico, mutilante o tale da aver
provocato un cosiddetto spavento intenso che potrebbe eventualmente
giustificare una depressione reattiva. Ma non è escluso che l'intensità e la
persistenza dei dolori possano provocare, in un soggetto particolarmente
sensibile e neurolabile, una percezione alterata della realtà con fissazione su
dei disturbi difficilmente oggettivabili. Comunque dubito che un tale stato
possa svilupparsi in un soggetto normalmente equilibrato"

                                         (doc. _ -
la sottolineatura è del redattore). 

 

                                         Nell'aprile
1996, __________ è stato periziato, per conto dell'assicuratore infortuni, dal
dottor __________, spec. FMH in neurologia, il quale - analogamente ai sanitari
della Clinica __________ - ha indicato che i disturbi lamentati hanno un
carattere funzionale, ossia senza un sostrato organico oggettivabile:

 

" 
VALUTAZIONE: lo stato neurologico, neuropsicologico, l'EEG, l'Ultrasonografia Doppler
dei vasi a destinazione cerebrale, la MRI cervicale, si sono rivelati tutti
perfettamente normali.

 

Si tratta di un paziente altrimenti in buona
salute che dopo un colpo di frusta cervicale in seguito ad un tamponamento da
posteriori, senza trauma cranico, senza segni di commozione cerebrale, ha
sviluppato una sindrome tendomiotica diffusa, associata ad una reazione psicoastenica
con manifestazioni dal carattere isteriforme, si è rinchiuso in sé stesso, non
pratica più alcuna attività, dopo un anno dall'evento malgrado una fisioterapia
sicuramente adeguata.

Presenza di cefalee piuttosto di tipo tensivo.

Penso che dal punto di vista organico si possa
escludere una lesione, si tratta di disturbi in buona parte funzionali con
reazione psicogena estremamente importante, sicuramente inadeguata al trauma ed
alla situazione. 

Dal punto di vista strettamente neurologico ed
anche ortopedico il paziente è abile al lavoro nella misura del 100%.

Si potrebbe eventualmente tentare un trattamento
con betabloccanti (Inderal 2x10 fino a 120 mg al dì o Lopresor OROS mite 95 mg
1 al mattino), associando un antidepressivo di tipo Surmontil gocce 15-30 alla
sera, eventualmente aumentandone la dose.

Il paziente dovrebbe essere reinserito nella
professione il più rapidamente possibile onde evitare un peggioramento della
situazione già troppo protratta nel tempo (normalmente si concedono disturbi post-traumatici
fino a 6 mesi dopo l'evento).

Se non si riuscisse un inserimento professionale
bisognerebbe eventualmente chiedere l'avviso di uno psichiatra"

                                         (doc. _ -
la sottolineatura è del redattore). 

 

                                         Nel marzo
1996, la __________ ha ordinato l'allestimento di una perizia specialistica da
parte della __________ für neurologische Rehabilitation di __________, istituto
di cura presso il quale l'assicurato è rimasto degente durante il periodo 7-21
maggio 1996. 

                                         In questo
ambito, __________ è stato valutato dal profilo neurologico, neuropsicologico e
psichiatrico (quest'ultima valutazione a cura degli specialisti del Psychiatriezentrum
__________ - cfr. doc. _). 

 

                                         I
sanitari hanno posto la diagnosi seguente:

 

" 
HWS-Distorsionstrauma durch Autounfall vom
26.03.1995 mit/bei:

 

- chronischem zerviko-zephalem Schmerzsyndrom

- durch die Schmerzsymptomatik bedingte neuropsychologische
Defizite in den Bereichen Aufmerksamkeit und Gedächtnis

- reaktives, depressiv gefärbtes Zustandsbild mit
Isolations- und Rückzugstendenz (ICD 10 Nr. F32.1)"

                                         (doc. _,
p. 28).

 

                                         I periti
hanno affermato che i summenzionati disturbi si trovano, secondo il criterio
della verosimiglianza preponderante, in una relazione di causalità naturale con
l'infortunio assicurato (fatta eccezione per le alterazioni degenerative
esistenti a livello del rachide cervicale, preesistenti - cfr. doc. _, p. 30) e
che, d'altra parte, dagli accertamenti eseguiti non risulta alcuna indicazione
di aggravamento, simulazione o dissimulazione: 

 

" 
Das von Herrn __________ gezeigte Beschwerdebild
mit einem ausgeprägten zerviko-zephalen Schmerzsyndrom ist häufig nach HWS-Distorsionstraumen
anzutreffen. Durch den Unfall vom 26. März 1995 ist es zu einer Hyperextension
der HWS ohne augenscheinlichen Kopfanprall gekommen.

Der nachfolgende Aufprall auf das vor ihm
fahrende Fahrzeug war von geringfügiger Intensistät, ohne Schäden an den
Fahrzeugen zu verursachen, und hat in der Unfalldynamik keinen Stellenwert. 

Die genauen Ursachen, die zu der
Schmerzentwicklung nach HWS­Distorsionstraumen führen können, sind noch nicht
endgültig geklärt. Mehrere Faktoren werden diskutiert: Stauchung einzelner
Wirbelgelenke, Kapselzerrung, Überdehnungen von Bändern, Überdehnungen und Teilüberreissungen
muskulärer Strukturen, Bildung von Oedemen oder Hämatomen die zur Aktivierung
von Rezeptoren, Nocirezeptoren und Schmerzfasern führen können.

Die, in den radiologischen Untersuchungen vom 26.
März und 19. Juni 1995 festgestellten diskreten degenerativen Veränderungen der
HWS sind als Vorzustand einzustufen.

Neben der chronischen Schmerzsymptomatik besteht,
wie im psychiatrischen Zusatzgutachten beschrieben, eine intrapsychische
Verarbeitung der Unfallfolgen, die von neurotischen Abwehrmechanismen geprägt
ist. Diese äussern sich nach aussen in Form einer eindeutigen Regression mit
depressivem Zustandsbild, ausserdem werden sie in unbewusster Weise zum
Verdrängen von Angst und zur Bewältigung der veränderten Situation aufrecht
erhalten. Der intrapsychische Konflikt ruht dabei auf der Unvereinbarkeit von
Streben und der Autonomie auf der einen Seite und dem Erleben der körperlichen
Bindung auf der anderen Seite und somit zu einer massiven Frustration.
Ausserdem entsprechen die persistierenden Schmerzen einer chronifizierten Traumatisierung
mit Ausbildung von Angstgefühlen. Aus diesen Mechanismen resultiert das reaktiv
depressiv gefärbte Zustandsbild, einhergehend mit einer Isolations-­und
Rückzugstendenz des Patienten.

 

Der Unfall vom 26. März 1995 wird mit
überwiegender Wahrscheinlichkeit als kausal für die erhobenen Diagnosen
angesehen.

Vor dem Unfall hat der Proband über keinerlei
Beschwerden seitens der HWS geklagt, auch wenn die radiologisch objektivierbaren
degenerativen Veränderungen der HWS mit überwiegender Wahrscheinlichkeit schon
vor dem Unfall bestanden haben. Hierbei ist anzumerken, dass nach
wissenschaftlichen Erkenntnissen die Korrelation zwischen Wirbelsäulenbeschwerden
und nachgewiesenen degenerativen Veränderungen der Wirbelsäule nur sehr gering
ist. Weiterhin zeigte sich Herr __________ vor dem Unfall psychosozial stabil,
lebenstüchtig und leistungsorientiert. Es kann davon ausgegangen werden, dass prätraumatisch
weder eine manifeste neurotische Persönlichkeitsstörung noch eine psychische
Erkrankung vorbestanden haben, so dass der Unfall vom 26. März 1995 mit der
daraus resultierenden Schmerzsymptomatik als Auslöser für das reaktive
depressive Zustandsbild gelten müssten.

 

Die Altagsrelevanz der vom Probanden
gezeigten Beschwerden ist eindrücklich. Seit dem Unfallereignis ist Herr
__________ arbeitsunfähig und mittlerweile ist es zu einem fast vollständigen
sozialen Rückzug gekommen. Er verbringt seinen Alltag praktisch gänzlich zu
Hause bei seinen Eltern, aber auch hier isoliert sich der Proband, indem er
sich vor allem in sein Zimmer zurück zieht. Auch zu Hause verrichtet Herr
__________ keine Tätigkeiten mehr." (doc. _)

 

                                         Queste
invece le considerazioni espresse dai medici della Clinica di neuroriabilitazione
di __________ a proposito del prosieguo terapeutico:

 

" 
ad 15 

È stato raggiunto lo stato finale? Se no,
quali altre misure terapeutiche proponete? Quando sarà possibile prendere
posizione in merito alla stabilizzazione dello stato di salute?

 

Se la fissazione sulle conseguenze
dell'infortunio dovesse persistere, la prognosi del signor __________ deve
essere valutata non favorevole. Ciò nonostante, riteniamo che lo stato finale
non sia ancora stato raggiunto. In questo giovane paziente di 24 anni non si
dovrebbe trascurare nulla per cercare di ottenere un miglioramento della sintomatologia
del dolore e della reazione depressiva, nonché per permettere al paziente di
riacquistare la capacità lavorativa e di uscire dall'isolamento sociale. Dal
punto di vista terapeutico, proponiamo un aumento sensibile dei farmaci antidepressivi,
accompagnati da fisioterapia locale e da tecniche di massaggio puntuali.
Riteniamo inoltre che sia particolarmente importante un trattamento
psicoterapeutico. Al momento questa forma terapeutica non è praticamente
proponibile al paziente, a causa della fissazione su una origine somatica dei
disturbi. A questo proposito. Sarebbe auspicabile la sensibilizzazione sulla
necessità di un trattamento psicoterapeutico da parte di una persona di
fiducia. Se il paziente dovesse decidersi a seguire i trattamenti summenzionati,
occorre prevedere una durata terapeutica piuttosto lunga (almeno 18 mesi).

Soltanto al termine di questa terapia, si potrà
prendere posizione sullo stato finale"

                                         (doc. _,
p. 5 - traduzione in italiano della perizia 7.12.1996)

 

                                         e,
infine, riguardo all'esigibilità lavorativa:

 

" 
ad. 19

Quali lavori si possono ancora pretendere dal
signor __________? In quale misura? Attualmente, in quali attività in generale
e in quale misura è limitato il signor __________?

 

Attualmente, il signor __________ è inabile al
100%. Questa incapacità lavorativa è causata dalla sintomatologia del dolore
cronica e dalla fissazione sulle conseguenze dell'infortunio, accompagnate da
uno stato depressivo reattivo e da una tendenza all'isolamento ed al ripiego su
se stesso. Dal punto di vista puramente somatico, non ci sono indicazioni che
permettano di affermare che sostanzialmente non è più possibile l'esercizio
della professione di meccanico o di cameriere.

 

 

ad. 20

Sussiste la possibilità di un'assuefazione e/o
di un adattamento e quindi di un futuro miglioramento della capacità
lavorativa? In quali tempi? In quale misura?

 

In presenza di una fissazione immutata sulle
conseguenze dell'infortunio, una reintegrazione nel mondo del lavoro è
piuttosto improbabile. Solo con l'applicazione delle misure di trattamento
proposte è possibile valutare se si potrà risolvere il problema della
fissazione. Ammesso che ciò riesca, in data odierna non possiamo prevedere in
quale misura il paziente riacquisterà la capacità lavorativa"

                                         (doc. _,
p. 6-7 - traduzione in italiano della perizia 7.12.1996). 

 

                                         Dalla
documentazione all'inserto risulta che __________ è effettivamente entrato in
cura presso il dottor __________, specialista in psichiatria presso l'Ospedale
di __________, il quale ha diagnosticato un disturbo depressivo maggiore grave
(ICD 10 - F 32.2) e predisposto un trattamento integrato (psicoterapia
individuale e psicofarmacologia - cfr. doc. _). 

                                         Da notare
che il medico curante dell'assicurato, il dottor __________, in data 23 maggio
1997, ha sottolineato la scarsa collaborazione del suo paziente (cfr. doc. _:
"Paziente non molto collaborante, in attesa di risposte"), mentre
che, con il certificato datato 26 agosto 1997, egli ha riferito che, anormalmente,
la terapia psichiatrica non aveva portato ad un miglioramento evidente (cfr.
doc. _: "Possibilità di risultati della terapia psichiatrica anche se
anormalmente non si è avuto un miglioramento evidente"). 

 

                                         Dal 20
gennaio al 3 marzo 1999, il ricorrente è rimasto ospedalizzato presso il Centro
di riabilitazione di __________, dove è stato sottoposto a dei trattamenti pluridisciplinari.

                                         Questo,
in particolare, il contenuto del rapporto d'uscita del 6 aprile 1999:

 

" 
(…).

Zusammenfassend lagen
die therapeutischen Hauptziele in der Verbesserung der psychophysischen
Belastbarkeit sowie in einer besseren Akzeptanz und Verarbeitung der
Unfallfolgen. Durch die erwähnten therapeutischen Massnahmen konnte eine geringgradige
Beeinflussung von Beschwerden und befunden erreicht werden.

 

Bezüglich der Instabilität im Segment C4/5, die
in den Funktionsaufnahmen vom 19.6.1995 offensichtlich wurde und durch eine
Kontrollaufnahme bei uns bestätigt werden konnte, gelangte der Patient mit der
Frage nach einer Operation und deren Prognose und Risiken an uns. 

PD Dr. med. __________ riet dem Patienten von
dieser Operation ab, da seine Schmerzsymptomatik keine Korrelation zu dem
Instabilen Segment zeigt. Ausserdem würde eine solche Operation sehr
wahrscheinlich keine positiven Einfluss auf eine Kopfschmerzen haben.

Wir empfahlen Herrn __________ eine konsequente medikamentöse
Schmerztherapie und begannen diese mit Tramal. Hierdurch konnte eine leichte
Schmerzreduktion erreicht werden. 

Unseres Erachtens ist die bestehende erhebliche Beschwerdesymptomatik
Ausdruck eines nahezu erreichten Endzustandes. Auch durch eine Operation lässt
sich unseres Erachtens keine wesentliche Verbesserung des Beschwerdezustandes
erreichen, allein eine medikamentöse Therapie, ein gutes Coping und erhöhte
Akzeptanz des Patienten könnten eine leichte Verbesserung seiner Beschwerden
bewirken.

So gesehen scheint eine berufliche Reintegration
zur Zeit nicht realisierbar zu sein"

                                         (doc. _).

 

                                         In data
23 marzo 2000, il dottor __________ ha certificato un'abilità lavorativa del
25% a contare dal 24 marzo 2000 (cfr. doc. _ e allegati).

 

                                         Nel
quadro della procedura d'opposizione, __________ ha prodotto la relazione
medica 14 giugno 2000 del dottor __________, spec. FMH in chirurgia, il quale
ha essenzialmente ribadito la chiara eziologia traumatica dei disturbi
lamentati dall'assicurato:

 

" 
(…).

Si tratta di un paziente di 28 anni in buone
condizioni generali che nel 1995 subì un trauma distorsivo della colonna
cervicale dopo tamponamento dal retro.

Furono effettuate terapie multiple con scarso
successo a parte un miglioramento solo passeggero con la Neuraltherapie.

Il signor __________ non è un simulante ed i
disturbi lamentati sono credibili anche se non tutti oggettivabili.

Disgraziatamente ci troviamo di fronte ad un caso
molto sfavorevole ed inquietante con un grande rischio di invalidità.

Convivendo sempre con sindrome dolorosa ed
afflitto dall'impossibilità di lavorare, è umano l'installarsi di un quadro
tendente alla depressione, all'isolazione, alla frustrazione ed
all'introversione.

Orami sono passati 5 anni dall'infortunio, i
disturbi si sono cronicizzati e non penso che attualmente si possa sperare ad
una restitutio ad integrum. 

In ogni caso però bisognerà cercare di alleviare
per quanto sia possibile, i dolori che lo affliggono.

Per quanto concerne la causalità penso che non
vi siano dubbi, come anche certificato dai medici della clinica di __________:
si tratta di una conseguenza dell'infortunio avvenuto nel 1995"

                                         (doc. _ -
la sottolineatura è del redattore).

 

                                         Analoghe
indicazioni si ritrovano, del resto, nel certificato del 12 aprile 2001
allestito sempre dal dottor __________ (cfr. doc. _). 

 

                             2.10.   Una attenta
valutazione della documentazione medica agli atti permette di affermare che
nessuno degli specialisti che hanno avuto modo, man mano, di visitare
__________, é riuscito ad oggettivare delle lesioni strutturali di carattere post-traumatico,
suscettibili di spiegare la sintomatologia accusata dall’assicurato. 

                                         L'instabilità
segmentale C4/5 a cui si fa riferimento nel rapporto d'uscita 6 aprile 1999
della __________ (cfr. doc. _, p. 5), va ritenuta preesistente all'infortunio
assicurato, così come risulta dalla perizia 7 dicembre 1996 della __________ für
neurologische Rehabilitation di __________ (cfr. doc. _, p. 29: "Die, in den
radiologischen Untersuchungen vom 26.März und 19. Juni 1995 festgestellten diskreten
degenerativen Veränderungen der HWS, sind als Vorzustand einzustufen"
- la sottolineatura è del redattore)

 

                                         Il TCA si
trova, pertanto, confrontato ad un caso in cui i disturbi avvertiti
dall’insorgente non hanno potuto trovare una sufficiente correlazione sul piano
oggettivo. Normalmente, in casi del genere, la decisione non potrà che essere
sfavorevole all’interessato, nella misura in cui, non essendo stata individuata,
sul piano medico-scientifico, l’origine dei disturbi, il giudice delle
assicurazioni sociali - a maggior ragione - non può riconoscere l’esistenza di
una relazione di causalità naturale con l’evento traumatico assicurato (cfr.,
in questo senso, U. Meyer-Blaser, op. cit., p. 105s.: “Lässt sich der medizinisch-wissenschaftliche
Beweis für das Vorliegen organischer Befunde, ihrer Verantwortlichkeit für die vorhandenen
Beschwerden und die Ursächlichkeit der unfallmässigen Einwirkung zum Eintritt des
organischen Befundes, nach derzeitigem Wissensstand, in einem konkreten Fall, trotz
sorgfältigen Abklärungen, nicht mit überwiegender Wahrschein- lichkeit beweisen,
enfällt insofern die Leistungspflicht der Unfallversicherer ohne weiteres”).

 

                                         Con la giurisprudenza
inaugurata con la nota sentenza S. (cfr. consid. 2.6.), il TFA si é, tuttavia,
scostato dal summenzionato principio, quando si é in presenza di un “colpo di
frusta” alla colonna cervicale (idem per quel che riguarda i traumi equivalenti
- cfr. SVR 1995 UV23, p. 67 consid. 2). 

                                         Al
proposito, la nostra Corte federale ha ricordato che il fatto che in molti casi
i disturbi tipici del “colpo di frusta” non siano oggettivabili mediante gli
attuali mezzi tecnici, non deve spingere a qualificarli di puri disturbi
soggettivi e, pertanto, a negare ogni loro rilevanza nell’ambito
dell’assicurazione contro gli infortuni.

 

                             2.11.   In casu,
questa Corte può ammettere che __________, in occasione dell'incidente della
circolazione del 26 marzo 1995, ha riportato una distorsione alla colonna
cervicale secondo un meccanismo del tipo "colpo di frusta". 

                                         Questa
circostanza emerge, fra l'altro, dalla perizia del 7 dicembre 1996 della
__________ für neurologische Rehabilitation di __________d, i cui specialisti
hanno esplicitamente indicato che a causa del noto tamponamento, il ricorrente
ha accusato una distorsione cervicale in iperestensione, senza
contusione del capo (cfr. doc. _, p. 28: "Durch den Unfall vom 26. März
1995 ist es zu einer Hyperextension der HWS ohne augenscheinlichen Kopfanprall gekommen";
cfr., pure, la perizia 7 marzo 2001 del dottor __________, già __________ del
Reparto di neurochirurgia dell'Ospedale cantonale di __________, ordinata dal
TCA nel quadro della causa Z., inc. 35.2000.3, in cui si afferma che il
movimento di iperestensione, senza contusione del capo, è tipico di un trauma
d'accelerazione. Il successivo movimento all'indietro è per contro
irrilevante). 

 

                                         Alla luce
soprattutto del summenzionato referto peritale della Clinica di neuroriabilitazione
di __________, va inoltre ammesso che i disturbi di cui soffre __________
costituiscono una naturale conseguenza dell'evento traumatico del marzo 1995
(cfr. doc. _, p. 29: "Der Unfall vom 26. März 1995 wird mit überwiegender
Wahrscheinlichkeit als kausal für die erhobenen Diagnosen angesehen";
cfr., pure, la risposta fornita al quesito n. 17).

                                         L'esistenza
di un nesso di causalità naturale con l'infortunio assicurato, non è d'altronde
mai stata messa in dubbio dall'assicuratore LAINF convenuto. 

 

                             2.12.   L'esistenza
di un rapporto di causalità naturale non è comunque sufficiente per
impegnare la responsabilità della __________. 

                                         In
effetti, si tratta ancora di esaminare l’adeguatezza del legame causale
fra i disturbi di cui è portatore l’assicurato e l’evento infortunistico del 26
marzo 1995.

                                         Trattandosi
di una questione di natura meramente giuridica e visto che il nesso di
causalità naturale è stato ammesso (cfr. consid. 2.11.), lo scrivente TCA può
dunque rinunciare ad ordinare la perizia medica giudiziaria più volte richiesta
dal ricorrente.

 

                                         Preliminarmente,
vanno qui richiamati i principi giurisprudenziali evocati al considerando 2.8. in
fine.

                                         Sulla
scorta della documentazione medica presente all'inserto e dei dettami
giurisprudenziali suevocati, lo scrivente TCA ritiene che le turbe psichiche
accusate da __________ si trovavano in primo
piano rispetto ai disturbi rientranti nel quadro clinico tipico di un
trauma distorsivo al rachide cervicale. 

 

                                         Nella
presente fattispecie, si è infatti assistito ad una progressiva sovrapposizione
di disturbi di natura psichica, i quali hanno viepiù assunto un ruolo
predominante per rapporto ai restanti disturbi.

                                         A questo
proposito, va osservato che già gli specialisti della Clinica di riabilitazione
__________, in occasione della degenza 18 dicembre 1995-20 gennaio 1996, hanno
affermato che la sintomatologia psichica appariva predominante e che
influenzava negativamente i disturbi organici (cfr. doc. _: "All'uscita il
paz. presenta una dissociazione clinico-anamnestica senza segni esterni di
sofferenze correlazionati ai dolori da lui riferiti; la sintomatologia psichica
è attualmente predominante e influenza le sue dolenzie. Si consiglia un
tentativo psicoterapeutico"). 

                                         La
presenza di un chiaro sovraccarico psicogeno è poi stata espressamente
riconosciuta dal neurologo dottor __________, autore del rapporto datato 22
aprile 1996 (cfr. doc. _: "Si tratta di un paziente altrimenti in buona
salute che dopo un colpo di frusta cervicale in seguito ad un tamponamento da
posteriori, senza trauma cranico, senza segni di commozione cerebrale, ha
sviluppato una sindrome tendomiotica diffusa, associata ad una reazione
psicoastenica con manifestazioni dal carattere isteriforme, si è rinchiuso in
se stesso, non pratica più alcuna attività, dopo un anno dall'evento malgrado
una fisioterapia sicuramente adeguata. Presenza di cefalee piuttosto di tipo tensivo.
Penso che dal punto di vista organico si possa escludere una lesione, si
tratta di disturbi in buona parte funzionali con reazione psicogena
estremamente importante, sicuramente inadeguata al trauma ed alla situazione.
Dal punto di vista strettamente neurologico ed anche ortopedico il paziente è
abile al lavoro nella misura del 100% - la sottolineatura è del redattore).

                                         Delle
indicazioni in questo senso emergono anche dalla perizia 7 dicembre 1996
allestita dalla __________ für neurologische Rehabilitation di __________. 

                                         Da un
canto, gli specialisti vallesani - nel discutere l'ulteriore approccio terapeutico
- hanno ritenuto indicato aumentare sensibilmente la somministrazione di
farmaci antidepressivi (accompagnata da puntuali provvedimenti fisioterapici),
nonché, soprattutto, iniziare un trattamento psicoterapeutico, misura
quest'ultima considerata comunque poco promettente in ragione della presenza di
una fissazione da parte dell'insorgente sulle conseguenze somatiche
dell'infortunio:

 

" 
Aus therapeutischen Sicht schlagen wir eine deutliche
Erhöhung der antidepressiven Medikation, einhergehend mit lokaler Physiotherapie
und gezielten Massagetechniken vor. Von äusserster Wichtigkeit wäre auch eine gleichzeitige
psychotherapeutische Behandlung. Dieser Therapieform ist der Proband zur Zeit aber
aufgrund eines primär somatischen Krankheitsverständnisses kaum zugänglich"

                                         (cfr.
doc. _, p. 35).

 

                                         Le
modalità secondo cui si è instaurata questa patologia psichica, sono ben
illustrate nella perizia psichiatrica 24 ottobre 1996 del Psychiatriezentrum
__________:

 

" 
Nella sua personalità primaria, il paziente presenta
una struttura semplice, è introverso, inibito a livello aggressivo, con uno
stretto legame con la famiglia d'origine. Fino all'incidente, era stabile sul
piano psicosociale, volonteroso ed efficiente. Si può dedurre che prima del
trauma non sussistesse né un disturbo della personalità neurotico manifesto né
un'affezione psichica. A livello anamnestico troviamo unicamente indicazioni
che permettono di dedurre che il paziente evitava le situazioni conflittuali e,
in caso di conflitto, si ritirava nella sua famiglia d'origine.

Dopo l'incidente della circolazione __________, è
intervenuta una chiara rottura nella linea di vita del paziente. L'elaborazione
intrapsichica delle conseguenze dell'infortunio è caratterizzata da meccanismi
di difesa neurotici che si manifestano verso l'esterno sotto forma di una
regressione impressionante con stato depressivo. Tale atteggiamento viene
mantenuto inconsciamente per potere reprimere la paura e per fare fronte al
proprio quadro mutato. Il conflitto intrapsichico si basa sull'incompatibilità
tra l'aspirazione all'integrazione ed all'autonomia da un lato e il fatto di
vivere il suo handicap fisico dall'altro. La conseguenza di questa
incompatibilità è una grande frustrazione. I dolori persistenti riflettono
inoltre un traumatismo cronicizzato con formazione di sensi di paura. Il
paziente deve difendersi da questi due fenomeni - frustrazione e paura - con
meccanismi neurotici. In primo piano, troviamo una regressione impressionante
che - tuttavia ad un prezzo elevato - garantisce questa difesa. Questa forma di
elaborazione disfunzionale del trauma (coping) può essere mantenuta soltanto
se, nell'ambito della regressione, le funzioni dell' "io" vengono
assunte da partner di interazione (nel nostro caso i genitori). 

 

Nel paziente non sussistono indicazioni di una
tendenza all'aggravamento o alla rivendicazione. I disturbi da lui lamentati
sono oggettivabili e credibili. A causa di un'interpretazione somatica primaria
della malattia, le misure terapeutiche possono avere successo in particolare in
questo campo. Sul piano psicoterapeutico, a causa della struttura della sua
personalità e dei meccanismi di difesa instauratisi, egli non è disponibile per
un'analisi. Per contro, ci sembra sensato proseguire il trattamento antidepressivo
iniziato, aumentando il dosaggio. In data odierna il paziente è da considerare
inabile al lavoro al 100%. Un eventuale reinserimento nel mondo del lavoro non
è possibile fin tanto che persisterà la fissazione sulle conseguenze
dell'infortunio"

                                         (doc. _ -
traduzione in italiano della perizia 24.10.1996).

 

                                         D'altro
canto, nell'affontare la questione della reintegrazione professionale, i
sanitari della Clinica di neuroriabilitazione di __________ hanno manifestato
il parere secondo cui - da un mero profilo somatico e neuropsicologico (cfr.
doc. _, risposta al quesito n. 19 in fine: "Aus rein somatischer und
neuropsychologischer Sicht …") - non vi sono indizi che permettano di
concludere che __________ non sarebbe più in grado di esercitare l'attività di
meccanico oppure quella di cameriere. Nondimeno - a causa della nota fissazione
sulle conseguenze organiche dell'infortunio - una sua reintegrazione nel mondo
del lavoro appare difficilmente raggiungibile (cfr. doc. _, risposta al quesito
n. 20: "Bei einer gleichbleibenden Fixierung auf die Unfallfolgen ist eine
Reintegration in die Arbeitswelt kaum mehr zu erreichen"). 

 

                                         In simili
condizioni, come visto al consid. 2.7. in fine, la valutazione
dell'adeguatezza del legame causale non va eseguita in applicazione della
giurisprudenza vigente in materia di trauma d'accelerazione alla colonna
cervicale (cfr. DTF 117 V 359 e 123 V 99 consid. 2a), bensì dal profilo di
un'elaborazione psichica abnorme dopo infortunio (DTF 115 V 135ss.).

 

                             2.13.   Occorre, avantutto,
procedere alla classificazione dell'infortunio occorso all'insorgente.

 

                                         Sulla
scorta della dinamica dell'evento e delle lesioni riportate, l'infortunio
occorso a __________ non può essere classificato né fra quelli leggeri ma
neppure fra quelli gravi. Si tratta, tutt'al più, di un infortunio di
grado medio al limite della categoria degli infortuni leggeri o insignificanti.

                                         L’assicurato
é rimasto coinvolto in un incidente della circolazione stradale fra i più
banali: dalle tavole processuali emerge, infatti, che il veicolo su cui
viaggiava, una __________, era fermo in colonna, quando é stato tamponato dalla
conducente della vettura che lo seguiva, una __________. L'autovettura di
__________ è quindi stata spinta contro quella che la precedeva.

                                         La
vettura del ricorrente ha riportato danni materiali tutto sommato assai
contenuti (la struttura portante non é stata toccata). Questi danni hanno
interessato soprattutto la sua parte posteriore. Così come risulta dalla
documentazione fotografica presente nell'incarto della __________, la parte
anteriore è stata solo leggermente danneggiata.

                                         D'altra
parte, se __________ ha liquidato il sinistro come "danno totale",
ciò é avvenuto in ragione piuttosto della vetustà del veicolo di proprietà
dell'assicurato (cfr. la perizia d'autoveicoli 4 aprile 1995 presente
nell'incarto dell'__________).

 

                                         Tale
valutazione è conforme ad una ormai affermata prassi federale (cfr. STFA del 21
giugno 1999 nella causa E., U 128/98 e riferimenti ivi menzionati, in cui la
nostra Corte federale ha ricordato di avere deciso proprio in questo senso,
trattandosi di collisioni analoghe avvenute in prossimità di un semaforo oppure
di un passaggio pedonale).

 

                                         Il
giudice é quindi tenuto a valutare le circostanze connesse con l’infortunio,
secondo i criteri elaborati dal TFA e qui evocati al consid. 2.5.. Per
ammettere l’adeguatezza sarebbe, pertanto, necessaria, alternativamente, la
presenza, cumulativamente, di tutti i fattori elencati o la particolare
intensità dei fattori effettivamente intervenuti.

 

                                         Va
preliminarmente sottolineato che nell'apprezzamento dell’adeguatezza del nesso
di causalità in materia di turbe psichiche, vanno considerati unicamente i postumi
di natura organica (cfr. RAMI 1999 U341 p. 409 e RAMI 1993 U166, p. 94 consid.
2c e riferimenti).

 

                                         Né
l’incidente della circolazione stradale del 26 marzo 1995 si é svolto secondo
circostanze concomitanti particolarmente drammatiche o spettacolari né il
ricorrente ha riportato delle lesioni particolarmente gravi (cfr. STFA del 21 giugno
1999 succitata, in cui il TFA ha espressamente negato la realizzazione di
quest'ultimo criterio di rilievo, trattandosi di un assicurato che aveva
riportato un trauma d'accelerazione al rachide cervicale a causa di un
incidente della circolazione stradale; cfr., sempre nello stesso senso, la STFA
del 31 maggio 2001 nella causa W., U 190/00). 

                                         D'altra
parte, questa Corte ritiene che non si possa parlare né di una durata
eccezionalmente lunga della cura medica né di rilevanti complicazioni né,
tantomeno, di un trattamento medico errato che ha notevolmente aggravato gli
esiti dell'evento traumatico, ricordato, una volta ancora, che vanno
considerati soltanto i disturbi somatici (cfr. giurisprudenza
succitata). 

                                         Si
constata, segnatamente, che - già a distanza di circa 9 mesi dall'evento
traumatico, precisamente in occasione della degenza 18 dicembre 1995-20 gennaio
1996 - i sanitari della Clinica __________ hanno avuto modo d'appurare che la
sintomatologia algica accusata da __________ era influenzata da disturbi di
natura psichica, tanto è vero che, alla dimissione, essi hanno prescritto la
somministrazione di un antidepressivo (Anafranil) e suggerito un tentativo
psicoterapeutico (cfr. doc. _, p. 2). 

                                         Ad una
identica conclusione è pervenuto il dottor __________, spec. FMH in neurologia,
il quale ha indicato che l'insorgente lamentava dei, citiamo: "… disturbi
in buona parte funzionali con reazione psicogena estremamente importante,
sicuramente inadeguata al trauma ed alla situazione". Dal punto di vista
terapeutico, il suddetto neurologo si é altresì limitato a prescrivere
l'assunzione di un betabloccante (Inderal) e di un antidepressivo (Surmontil).
Da notare ancora che il dottor __________ - tenuto conto dei soli postumi
organici - ha giudicato __________ senz'altro in grado di riprendere
un'attività lavorativa (cfr. doc. _, p. 4). 

                                         Analoghe
indicazioni si ritrovano nella perizia del 7 dicembre 1996 della __________ für
neurologische Rehabilitation di __________, i cui sanitari hanno specialmente
posto in luce l'esistenza di una fissazione da parte dell'insorgente sulle
conseguenze somatiche dell'infortunio del marzo 1995, affezione che ha
contribuito tanto al mantenimento della sintomatologia dolorifica quanto
all'insuccesso della cura psichiatrica. In questo ordine d'idee, non può essere
ignorata la circostanza che gli specialisti __________, all'uscita dalla
clinica, hanno raccomandato all'assicurato di aumentare sensibilmente il
dosaggio di farmaci antidepressivi e, soprattutto, d'iniziare un trattamento
psicoterapeutico, misura quest'ultima considerata però difficilmente
praticabile proprio a causa della nota fissazione sulle conseguenze somatiche
dell'infortunio (cfr. doc. _, p. 35: "Aus therapeutischen Sicht schlagen wir
eine deutliche Erhöhung der antidepressiven Medikation, einhergehend mit lokaler
Physiotherapie und gezielten Massagetechniken vor. Von äusserster Wichtigkeit wäre
auch eine gleichzeitige psychotherapeutische Behandlung. Dieser Therapieform ist
der Proband zur Zeit aber aufgrund eines primär somatischen Krankheitsverständnisses
kaum zugänglich"). 

                                         Si è
quindi assistito allo sviluppo di un'importante discrepanza fra lo stato
soggettivo ed i reperti effettivamente oggettivabili, discrepanza
verosimilmente da attribuire ad un progressivo sovraccarico psicogeno (cfr, al
riguardo, il doc. _), sicché i provvedimenti terapeutici applicati a
__________, in realtà, non erano ben presto più (o, nella migliore delle
ipotesi, lo erano soltanto in parte) destinati a curare dei disturbi puramente
somatici, conseguenze dell'evento infortunistico del marzo 1995 e, come tali,
non possono essere presi in considerazione nella valutazione dell'adeguatezza
del nesso di causalità. 

                                         Visto
quanto precede, questo Tribunale non può ritenere realizzato nemmeno il
criterio del grado e della durata dell'incapacità lavorativa dovuta ai soli
esiti somatici dell'infortunio assicurato. Da notare, al riguardo, che il
dottor __________, in data 15 febbraio 1996, ha affermato che, citiamo: "…
il lavoro di cameriere potrebbe venir ripristinato immediatamente nella misura
del 50% con progressione scalare fino alla misura massima possibile che
dovrebbe essere attorno al 100% entro al massimo 2 mesi. Invece i colleghi
della Clinica __________ attestano un'inabilità lavorativa ancora completa dopo
la dimissione, ovviamente imputabile solo a fattori psichici" (doc. _),
tesi condivisa pure dal dottor __________, neurologo, il quale, in occasione
della visita peritale del 28 febbraio 1996, ha sostenuto che "dal punto di
vista strettamente neurologico ed anche ortopedico il paziente è abile al
lavoro nella misura del 100%" (cfr. doc. _, p. 4 - la sottolineatura è
del redattore). D'altronde, anche gli specialisti della Clinica di neuroriabilitazione
di __________ si sono espressi in questo senso, dichiarando che - da un punto
di vista somatico e neuropsicologico - non vi sono elementi che permettano di
concludere che __________ non sarebbe più in grado di esercitare l'attività di
meccanico oppure quella di cameriere (cfr. doc. _, risposta al quesito n. 19). 

                                         Infine,
sapere se il criterio dei dolori somatici persistenti sia o meno soddisfatto
non è qui determinante, siccome questo criterio, da solo, non sarebbe comunque
sufficiente per ammettere l'adeguatezza della relazione di causalità fra
l'evento del 26 marzo 1995 e le turbe psicogene accusate dall'insorgente.

                                         In una
sentenza del 12 maggio 2000 nella causa F., U 339/98, il TFA ha precisato che,
in presenza di un evento infortunistico di grado medio al limite della
categoria inferiore, per riconoscere l'esistenza di un legame causale adeguato
è sufficiente, ma pure necessario, che tre criteri di rilievo siano soddisfatti
con una certa intensità (cfr., pure, M. Frésard, L'assurance-accidents obligatoire,
in SBVR, n. 41 p. 18).

                                         In ogni
caso, va sottolineato il fatto che i disturbi somatici accusati dal ricorrente
sono chiaramente influenzati dalla problematica esistente a livello psichico. 

 

                                         Se ne
deduce che l’infortunio del 26 marzo 1995 non ha avuto, secondo il corso ordinario
delle cose e l’esperienza della vita, un significato decisivo per
l’instaurazione dei disturbi psichici di cui __________ è sofferente:
l’adeguatezza del nesso di causalità non può, quindi, venire ammessa. 

 

                                         A mente
di questa Corte, la documentazione versata agli atti dimostra che i presupposti
per negare l'esistenza di un nesso di causalità adeguata erano già dati il 4
marzo 1998 (e cioè a quasi tre anni dall'infortunio), momento a partire dal
quale la __________ ha negato il proprio obbligo contributivo (seppure per
delle ragioni differenti, cfr. consid. 2.1.). 

                                         Pertanto
- ricordato come l'esistenza di un nesso di causalità naturale ed adeguata
costituisca un presupposto necessario per fondare il diritto alle prestazioni,
a prescindere dalla loro natura - nella misura in cui l'assicuratore LAINF
convenuto ha dichiarato estinto il diritto dell'insorgente alle prestazioni
assicurative a partire dal 4 marzo 1998, l'impugnata decisione su opposizione
non presta il fianco ad alcuna censura. 

 

                             2.14.   Giusta l'art.
52 cpv. 1 LAINF, le prestazioni indebitamente ottenute vanno restituite. 

 

                                         Conformemente
ad un principio generale valido per il diritto delle assicurazioni sociali,
l’amministrazione può riconsiderare una decisione cresciuta in giudicato formale,
che non é stata oggetto di un controllo giudiziario, nel caso in cui é senza
dubbio errata e la correzione ha un’importanza rilevante (cfr. STFA non
pubblicata del 6 giugno 2000 nella causa B., C 407/99, consid. 2 e la
giurisprudenza ivi citata; DLA 2000 N. 40, pag. 208; SVR 1997 ALV N° 101, pag.
309 consid. 2a e riferimenti, DLA 1998 N. 15, pag. 76, consid. 3b), pag. 79 e
80).

                                         Dalla
riconsiderazione va distinta la revisione processuale delle decisioni
amministrative. 

                                         In questo
caso, l’amministrazione deve procedere a una revisione processuale se si
manifestano nuovi elementi o nuovi mezzi di prova atti ad indurre ad una
conclusione giuridica differente (cfr. STFA del 6 giugno 2000 nella causa B., C
407/99, consid. 2 e la giurisprudenza ivi citata; SVR 1997 ALV N° 101, pag. 309
consid. 2a e riferimenti; DLA 1998 N. 15, pag. 76, consid. 3b), pag. 79 e 80).
Tali sono quelle circostanze che già al momento della decisione principale si
sono realizzate, ma che però, nonostante sufficiente attenzione e senza colpa,
sono rimaste sconosciute e non provate (DLA 1995, pag. 64 consid. 2b e
riferimenti; DTF 122 V 134 e seg.).

 

                                         I
principi validi per la riconsiderazione di una decisione formalmente cresciuta
in giudicato valgono anche nel caso in cui, prestazioni ricevute indebitamente,
sono da restituire a norma dell’art. 52 LAINF, e questo anche se le prestazioni
oggetto di restituzione non sono state erogate con una decisione formale (cfr.
STFA del 28 marzo 2001 nella causa P., U 13/00, e riferimenti ivi menzionati).

 

                                         In casu,
il TCA ha, da parte sua, accertato che il diritto a prestazioni si è estinto
già a contare dal 4 marzo 1998. Sarà compito dell'assicuratore infortuni
convenuto esaminare se siano o meno adempiuti i presupposti per la restituzione
delle prestazioni versate a torto (cfr. DTF 126 V 399ss.). 

 

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto. 

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti