# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a62cf49e-7909-542f-b07a-a745bddbad5c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-11-13
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 13.11.2002 14.2002.83
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2002-83_2002-11-13.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2002.83

  	
  Lugano

  13 novembre
  2002 B/fc/dp

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta, presidente,

  Pellegrini e Rusca

  

 

	
  Segretaria:

  	
  Baur Martinelli,
  vicecancelliera

  

 

 

statuendo sulla causa fallimentare dipendente
dall'istanza 18 giugno 2002 presentata da

 

	
   

  	
  __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  __________ 

  patr. dall’avv. __________ 

   

  

 

sulla
quale istanza la Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5, con sentenza 

5
settembre 2002 ha così deciso:

 

"1.          È pronunciato il fallimento
di __________, a far tempo da giovedì __________ alle ore 14.00.

 

  2./3./4. Omissis."

 

Sentenza
dedotta tempestivamente in appello da __________ che con atto 

13
settembre 2002 ne postula l'annullamento;

 

preso
atto che la parte appellata non ha presentato osservazioni;

 

ritenuto
che con ordinanza presidenziale 19/23 settembre 2002 all'appello 

 

è
stato concesso effetto sospensivo parziale;

 

 

ritenuto

 

in fatto:

 

                                           A.   Con istanza 18 giugno 2002 la __________ ha chiesto il fallimento di
__________ per fr. 1'419.75 oltre accessori e dedotti eventuali acconti.

 

 

                                           B.   All'udienza di contraddittorio del 28 agosto 2002 nessuna delle
parti è comparsa.

 

 

                                           C.   Il 5 settembre 2002 la Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5,
ha pronunciato il fallimento di __________ a far tempo dal 5 settembre 2002
alle ore 14.00.

 

 

                                           D.   Con atto d'appello 13 settembre 2002 __________ ha postulato la
declaratoria di nullità del decreto di fallimento sostenendo di avere pagato
l'importo di fr. 1'683.85 il 13 settembre 2002 (doc. B), per cui il suo debito
oltre agli interessi e alle spese è stato estinto. L'appellante ha poi
sostenuto di essere solvibile. Dall'estratto delle esecuzioni 6 settembre 2002
(doc. G) risultano 6 procedure esecutive per un importo complessivo di fr.
85'715.55. Eccezion fatta per la procedura in esame, le altre sono allo stadio
di opposizione. __________ ha indicato che gli importi più rilevanti sono
riconducibili alle opere di ristrutturazione della sua casa ad __________. Si
tratta in particolare delle procedure esecutive promosse dalla __________, risp.
di __________ e dell'ing. __________, per un importo complessivo di fr.
69'260.20. L'appellante ha dichiarato che il suo rifiuto di pagare è motivato
esclusivamente dall'inadempienza contrattuale dei creditori e che non si trova
in uno stato di illiquidità, visto che beneficia trimestralmente di 2 rendite
di complessivi fr. 174'999.-- (doc. D e E), corrispondenti ad un'entrata mensile
di fr. 58'333.--. A suo carico non sono inoltre stati emessi attestati di
carenza di beni.  

 

 

 

 

Considerato 

 

In diritto:

 

                                        1.a)   Ex art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare
la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende
verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo

                                                  1.  il debito,
compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

                                                  2.  l'importo
dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione
del creditore; o che

                                                  3.  il creditore
ha ritirato la domanda di fallimento.

 

                                           b)   L’autorità
giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la
dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte
nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte nova”), solo se risultano
adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova
autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve
espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile
la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte
dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza
senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere
determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto
nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore
di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti
trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un
periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può
emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da
eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di
fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti
importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla
base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti,
estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del
debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere
verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità
è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità.
Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di
estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza
infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Roger Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174
LEF; Amonn/Gasser,
Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 1997, § 36 n. 58 p.
294, § 38 n. 14 p. 305; Jürgen Brönnimann,
Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art.
174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung,
Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).

 

                                           c)    Dalla
ricevuta 14 settembre 2002 dell'UE di Lugano (doc. B)  emerge che l'appellante
ha pagato fr. 1'683.85, per cui risulta adempiuto il presupposto di cui
all'art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.

                                                  Per quel che
concerne il presupposto della solvibilità va rilevato che l'appellante ha
prodotto un estratto 6 settembre 2002 dell'Ufficio esecuzione di Lugano (doc.
G), da cui emergono, oltre alla procedura esecutiva che ci occupa, ulteriori 6
esecuzioni a carico dell'appellante per un importo complessivo di fr.
85'716.55. Queste esecuzioni sono giunte tutte allo stadio di opposizione
totale, per cui in questa fase di procedura non può ancora essere ritenuto che
__________ sia effettivamente debitrice degli importi posti in esecuzione.
D'altro canto dalle due polizze assicurative della __________ risp. della
__________ prodotte dall'appellante (doc. D e E) emerge che __________
beneficia di una rendita trimestrale complessiva di fr. 174'999.90, ossia di
fr. 58'333.30 al mese. Di fronte a tale entrata mensile si può senz'altro
ritenere che l'appellante è in grado di far fronte ai suoi impegni e che non si
trova in uno stato d'illiquidità, per cui anche il presupposto della
solvibilità appare come reso sufficientemente verosimile. In applicazione
dell'art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF il fallimento di __________ va quindi annullato. 

                                           

 

                                           2.    L'appello 13 settembre 2002 di __________ va quindi accolto.

                                                  La tassa di
giustizia è posta a carico dell'appellante, il pagamento del credito dedotto in
esecuzione essendo avvenuto dopo il pronunciato pretorile (art. 49 OTLEF).

                                                  Non si assegnano
indennità, non avendo la parte appellata presentato osservazioni (art. 62 cpv.
1 OTLEF).

                                                  Le spese
dell'Ufficio fallimenti sono caricate all'appellante. 

 

 

Per questi motivi,

richiamato l'art. 174 cpv. 2 LEF

 

 

 

pronuncia:                      

 

                                           I.     L'appello 13 settembre 2002 di __________, è accolto.

                                                  

                                                  "1. La
dichiarazione di fallimento 5 settembre 2002 pronunciata dalla Pretore del
Distretto di Lugano, Sezione 5, inc. FA.2002.00539 nei confronti di __________,
è annullata.

 

                                                  2.  La
tassa di giustizia di prima sede di fr. 80.--, da anticipare come di rito, è
posta a carico di __________.

 

                                                  3.  Le spese dell'Ufficio fallimenti di Lugano,
da anticipare come di rito, sono poste a carico di __________.

 

 

                                           II.    La tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 120.--, già anticipata
dall'appellante, resta a carico di __________. Non si assegnano indennità.

 

 

                                           III.   Intimazione
a:  - __________

                                                  Comunicazione alla
Pretura del Distretto di Lugano, 

                                                  Sezione 5.

 

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello

Il presidente                                                                            La
segretaria