# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 279cc141-87b6-5db7-874c-b8914b4e393f
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-07-08
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 08.07.2010 C-4308/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-4308-2008_2010-07-08.pdf

## Full Text

Corte II I
C-4308/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l l ' 8  l u g l i o  2 0 1 0

Giudici Vito Valenti (presidente del collegio), 
Stefan Mesmer e Francesco Parrino, 
cancelliera Marcella Lurà.

A._______,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero (UAIE),
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione per l'invalidità (decisione del 
23 maggio 2008).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-4308/2008

Fatti:

A.

A.a Il 30 aprile 2003, l'Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero (UAIE) ha deciso di erogare in favore di  
A._______ – cittadino italiano, nato il (...), coniugato con figli (doc. A 1-
1) – un quarto di rendita dell'assicurazione svizzera per l'invalidità a 
decorrere dal 1° giugno 2002 (data dell'entrata in vigore degli accordi 
bilaterali  fra la Svizzera e l'Unione Europea), unitamente alla rendita 
completiva in favore del coniuge (doc. A 54-5; v. anche doc. A 49-1).

A.b Il 20 maggio 2003, l'interessato ha presentato opposizione contro 
la succitata decisione dell'UAIE (doc. A 54-3).

A.c Il  14 novembre 2003, nella  decisione su opposizione,  l'UAIE ha 
considerato, in virtù della documentazione medica fornita (doc. A 47-2) 
e della presa di  posizione del 3 novembre 2003 del dott. B._______ 
(doc. A 64-1), che appariva necessario procedere ad un complemento 
istruttorio  in  merito  allo  stato  di  salute  dell'assicurato.  Pertanto,  ha 
parzialmente accolto l'opposizione in questione e annullato la propria 
decisione del 30 aprile 2003 (doc. A 67-1).

A.d Nella successiva decisione del 27 luglio 2004, l'UAIE ha rilevato – 
sulla  base  del  rapporto  peritale  del  5  gennaio  2004  del  dott. 
C._______, specialista in chirurgia, e del dott. D._______, specialista 
in ortopedia (doc. A 70-1), come pure del rapporto del 15 luglio 2004 
del dott. B._______, del servizio medico regionale (SMR [doc. A 75-1])  
–  che  l'assicurato,  come  già  ritenuto  nella  decisione  del  30  aprile  
2003,  non  poteva  più  svolgere  il  precedente  mestiere  di  gessatore-
stuccatore dal 1999, ma presentava una piena capacità lavorativa in 
un'attività  sostitutiva  confacente  al  suo  stato  di  salute.  Il  grado 
d'invalidità è pertanto stato nuovamente fissato al 42% con diritto ad 
un quarto di rendita dell'assicurazione svizzera per l'invalidità (doc. A 
78-1). Giova per completezza rilevare che i citati periti hanno posto la 
diagnosi  di  disturbi  funzionali  delle  due  ginocchia  con  iniziale 
gonartrosi  bilaterale  a  destra  (ICD-10:  M17.2)  con  stato  dopo 
distorsione  del  ginocchio  sinistro  nel  1991,  con  meniscectomia 
parziale mediale sinistra il 22 ottobre 1991, stato dopo distorsione del  
ginocchio  sinistro  il  24  gennaio  1998,  con  meniscectomia  parziale 
mediale sinistra il 12 marzo 1998, stato dopo contusione del ginocchio 

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destro il 19 maggio 1999 con rottura del corno posteriore del menisco 
mediale  destro,  stato  dopo  artroscopia  diagnostica  ad  entrambe  le 
ginocchia del 29 luglio 1999, con meniscectomia parziale mediale al 
ginocchio destro (doc. A 70-7).

B.
Nel mese di marzo del 2006, l'Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità 
del Cantone E._______ (Ufficio AI) ha avviato la prevista procedura di  
revisione del  diritto  alla  rendita. Il  13 novembre 2006, l'Ufficio  AI  ha 
comunicato all'interessato che, in virtù della documentazione assunta 
agli  atti  (doc. A  81-1  e  82-1),  il  grado  d'invalidità  non  è  modificato. 
Pertanto, ha confermato il diritto ad quarto di rendita d'invalidità (doc. 
85-1).

C.

C.a Il  16  marzo  2007,  l'interessato  ha  formulato  una  domanda  di 
revisione del diritto alla rendita. Ha segnalato che il suo stato di salute  
è  peggiorato  (doc. A 87-1). Ha esibito  una  relazione medica  del  26 
febbraio  2007  del  dott.  F._______  (doc.  A  87-2)  secondo  la  quale 
l'assicurato  soffre  di  "gonartrorsi  bilaterale  precoce  secondaria, 
maggiore  a  sinistra  (sx)  in  esiti  pluritraumatismi  ed  interventi  
chirurgici".  Secondo  il  menzionato  medico  è  da  escludere  una 
possibilità di recupero per l'attuale professione di gessatore ed anche 
altre mansioni più leggere non troverebbero un'indicazione plausibile.

C.b Nel suo rapporto del 21 marzo 2007, il dott. G.________, medico 
SMR, dopo avere rilevato che la relazione del febbraio 2007 del dott.  
F._______  riferisce  di  un  peggioramento  dello  stato  di  salute 
dell'interessato,  rispetto  alla  valutazione  peritale  del  dicembre  2003 
del dott. C._______, per quanto concerne la mobilità e la stabilità delle 
ginocchia  con  conseguente  diminuzione  della  capacità  lavorativa  in 
ogni  attività  lucrativa,  ha  proposto  l'effettuazione  di  una  perizia 
ortopedica (doc. A 89-1).

C.c Nel  rapporto  peritale  del  30  agosto  2007  (consecutivo  ad  un 
esame del  7  maggio  2007),  il  dott. C._______ ha  posto  la  diagnosi 
principale di gonalgia alle ginocchia più a sinistra che a destra su base 
di una lieve gonartrosi bilaterale a sinistra di lieve fino a media entità. 
È  stata  altresì  evidenziata  la  diagnosi  secondaria,  con  ripercussioni 
sulla capacità lavorativa, di disturbi funzionali alle ginocchia. Secondo 
il  perito,  la  sintomatologia  soggettiva  è  progredita  (l'interessato 

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lamenta dolori che sono aumentati negli ultimi anni), mentre dal punto 
di  vista  clinico  non  vi  è  stato  alcun  peggioramento  oggettivabile 
rispetto alla valutazione peritale del 2003. Ha quindi concluso d'essere 
d'accordo con il medico curante sul fatto che l'interessato non può più 
lavorare  nella  precedente  attività  (di  gessatore-stuccatore).  Il 
medesimo  può  però  svolgere  un'attività  sostitutiva  nella  misura 
dell'80% in attività sostitutive svolte principalmente in posizione seduta 
(4/5),  quali  ad  esempio  sorvegliante  di  computer,  nastro  di  catena, 
cassiere, aiuto magazziniere con mezzi ausiliari (doc. A 93-1).

C.d Nel  suo  rapporto  del  29  ottobre  2007,  il  dott.  G.________,  ha 
considerato,  in  virtù  della  citata  perizia,  che,  malgrado  una 
progressione della  sintomatologia soggettiva,  non si  può oggettivare 
dal  punto  di  vista  clinico-radiologico  un  peggioramento  rispetto  alla 
valutazione  peritale  del  dicembre  2003.  Il  medico  ha  in  particolare 
ritenuto  un'abilità  dell'80%  in  un'attività  sostitutiva  confacente  allo 
stato di salute dell'assicurato (doc. A 97-1).

C.e Nel rapporto del 30 gennaio 2008, la consulente H.________, del 
Servizio  integrazione  professionale  dell'AI,  ha  effettuato  una 
valutazione  del  grado  d'invalidità  dell'interessato  sulla  base  di  un 
salario  annuale  da  valido  di  fr.  65'164.--  come  gessatore  nel  2006 
(salario 2000 secondo le indicazioni del datore di lavoro aggiornato al 
2006;  doc.  A  13-1)  e  l'ha  contrapposto  ad  un  salario  annuale  da 
invalido  di  fr.  37'886.--  in  attività  semplici  e  ripetitive  (enumerate  in 
modo  non  esaustivo),  secondo  i  dati  ricavati  dalle  statistiche 
pubblicate  dall'Ufficio  federale  di  statistica,  tabella  TA1 (fr.  59'197.-- 
con una diminuzione del 20% [per l'incapacità lavorativa come stabilita 
dal perito] e una riduzione del 20% [per tenere conto delle limitazioni 
funzionali  dell'assicurato  e  del  fatto  che  il  medesimo può  esercitare 
solo  delle  attività  leggere]).  Ne  ha  ricavato  un  grado  d'invalidità  del  
42% ([65'164 – 37'886] x 100 : 65'164) (doc. A 101-1; v. anche doc. A 
48-1).

D.
Con progetto di decisione del 14 marzo 2008, l'Ufficio AI del Cantone 
E._______  ha  comunicato  all'interessato  che,  in  virtù  della 
documentazione  medica agli  atti,  è  stato  ritenuto  abile  nella  misura 
dell'80%  in  un'attività  sostitutiva  confacente  al  suo  stato  di  salute 
(segnatamente addetto al controllo, cassiere, aiuto-magazziniere) a far 
tempo  dal  maggio  2007.  In  particolare,  l'assicurato,  nell'ambito  di 

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attività  di  sostituzione,  presenta  un  grado  d'invalidità  del  42%. 
Pertanto, sarebbe confermato il diritto ad quarto di rendita d'invalidità.  
L'Ufficio AI del Cantone E._______ ha altresì concesso all'interessato 
la  facoltà  di  formulare,  nel  termine  di  30  giorni  dalla  ricezione  del 
progetto  di  decisione,  delle  osservazioni  per  iscritto  (doc. A  104-1), 
facoltà di cui l'assicurato – dopo avere richiesto e ricevuto gli atti (doc. 
A 105-1 e 106-1) – non ha fatto uso.

E.
Il 23 maggio 2008, l'Ufficio AI per gli assicurati residenti all'estero ha 
confermato il diritto al quarto di rendita d'invalidità. Ha rilevato, in virtù  
dell'esame  peritale  del  5  maggio  2007  del  dott.  C._______,  che 
l'assicurato  presenta  una  capacità  lavorativa  dell'80%  in  un'attività 
sostitutiva  confacente  al  suo  stato  di  salute  (segnatamente  in  un 
lavoro  che  consenta  un  cambiamento  della  posizione  [ideale:  4/5 
seduto, 1/5 in piedi] e con limitazione della caricabilità ad entrambe le  
ginocchia),  quale  ad  esempio  addetto  al  controllo,  cassiere,  aiuto-
magazziniere, a decorrere da maggio del 2007. L'autorità inferiore ha 
quindi  confrontato  un  reddito  da  valido  di  fr.  65'164.--  a  quello  da 
invalido  di  fr.  37'886.--.  Sulla  base  di  tali  dati,  ha  rilevato  che  il  
medesimo,  nell'ambito  di  attività  di  sostituzione,  presenta  un  grado 
d'invalidità  del  42%, che conferisce il  diritto  ad un quarto  di  rendita 
d'invalidità (doc. A 114-1).

F.

F.a Il  18  giugno 2008,  l'interessato  ha inoltrato  un ricorso contro  la 
decisione  dell'UAIE  del  23  maggio  2008  mediante  il  quale  ha 
riaffermato, sostanzialmente,  che il  suo stato di  salute è peggiorato. 
Ha segnalato di  soffrire di  dolori  alle ginocchia, diurni  e notturni,  sia 
durante la deambulazione sia a riposo nonché di cedimenti articolari al 
ginocchio sinistro (a causa di una caduta si è rotto la caviglia destra).

F.b Il  25  giugno  2008,  l'autorità  inferiore  ha  trasmesso  il  ricorso  al 
Tribunale amministrativo federale per competenza (doc. TAF 1).

G.

G.a Nella risposta al ricorso del 4 agosto 2008, l'UAIE ha proposto la 
reiezione del gravame e la conferma della decisione impugnata sulla 
base della  presa di  posizione dell'Ufficio  AI  del  Cantone E._______ 
del 21 luglio 2008 (doc. TAF 3).

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G.b Nella  presa  di  posizione  del  21  luglio  2008,  l'Ufficio  AI  del  
Cantone E._______ ha rilevato, da un lato, che il rapporto peritale del 
30  agosto  2007  del  dott.  C._______  è  da  considerarsi  conforme ai 
criteri di una perizia neutrale specialistica e, dall'altro, che il ricorrente 
non ha allegato alcun fatto nuovo suscettibile di giustificare un diverso 
apprezzamento della fattispecie. Detto Ufficio ha ribadito la correttezza 
del confronto dei redditi effettuato da cui discende un grado d'invalidità 
del 42% ed il diritto ad un quarto di rendita AI dal 1° giugno 2002. Ha 
quindi proposto la reiezione del gravame e la conferma della decisione 
impugnata (doc. TAF 3).

H.
Con decisione incidentale del 13 agosto 2008 (notificata il 20 agosto  
2008 [cfr. avviso di ricevimento agli atti; doc. TAF 5]), questo Tribunale 
ha concesso all'insorgente la facoltà di presentare, nel termine di 30 
giorni dalla notificazione della decisione incidentale medesima, un atto 
di replica (facoltà di cui l'insorgente non ha fatto uso), e l'ha invitato a  
versare, nel medesimo termine di 30 giorni, un anticipo di fr. 300.-- a  
copertura delle presumibili spese processuali (doc. TAF 4).

I.
L'anticipo spese è stato versato il 10 settembre 2008 (doc. TAF 6).

Diritto:

1.

1.1 Il  Tribunale amministrativo federale esamina d'ufficio e con piena 
cognizione  la  sua  competenza  (art.  31  e  segg.  della  legge  del 
17 giugno  2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale  [LTAF,  RS 
173.32]),  rispettivamente  l'ammissibilità  dei  gravami  che gli  vengono 
sottoposti (DTF 133 I 185 consid. 2 e relativi riferimenti).

1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui 
all'art. 32 LTAF, questo Tribunale giudica,  in virtù  dell'art. 31 LTAF in 
combinazione con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b  della 
legge  federale  del  19  giugno  1959  sull'assicurazione  per  l'invalidità 
(LAI, RS 831.20), i ricorsi contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 della 
legge federale del  20 dicembre 1968 sulla  procedura amministrativa 
(PA,  RS  172.021),  rese  dall'Ufficio  AI  per  le  persone  residenti 
all'estero.

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1.3 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA,  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono applicabili all'assicurazione 
per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70), sempre che la LAI non deroghi 
alla LPGA.

1.4 Presentato  da  una  parte  direttamente  toccata  dalla  decisione  e 
avente un interesse degno di  protezione al  suo annullamento o alla 
sua modifica (art. 59 LPGA), il ricorso – interposto tempestivamente e 
rispettoso dei requisiti previsti dalla legge (art. 60 LPGA nonché art. 52 
PA) – è pertanto ammissibile.

2.

2.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera e la Comunità europea ed i suoi Stati membri 
sulla  libera  circolazione  delle  persone  del  21  giugno  1999  (ALC, 
RS 0.142.112.681) ed il relativo Allegato II che regola il coordinamento 
dei  sistemi  di  sicurezza  sociale,  nonché  il  Regolamento  (CEE)  n° 
1408/71 del Consiglio del 14 giugno 1971 relativo all'applicazione dei 
regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori  subordinati,  ai  lavoratori 
autonomi e ai loro familiari che si spostano all'interno della Comunità 
(RS  0.831.109.268.1),  che  si  applica  a  tutte  le  rendite  il  cui  diritto 
sorge a far data dal 1° giugno 2002 o successivamente e si sostituisce 
a qualsiasi convenzione di sicurezza sociale che vincoli due o più Stati 
(art. 6 Regolamento), come pure il Regolamento (CEE) n° 574/72 del  
Consiglio del 21 marzo 1972 relativo all'applicazione del Regolamento 
n° 1408/71 (RS 0.831.109.268.11). L'art. 3 del regolamento (CEE) n° 
1408/71 sancisce il principio della parità di trattamento tra cittadini che 
risiedono in uno Stato membro della Comunità europea ed i cittadini 
svizzeri.

2.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II, gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati membri  
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui  
l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 

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condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero.

2.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

2.4 Per  costante  giurisprudenza,  l'ottenimento  di  una  pensione 
straniera  d'invalidità  non  pregiudica  l'apprezzamento  di  un'invalidità 
secondo il diritto svizzero (v. sentenza del Tribunale federale I 435/02 
del  4 febbraio 2003 consid. 2). Anche in seguito all'entrata in vigore 
dell'ALC, il grado d'invalidità di un assicurato che pretende una rendita 
dell'assicurazione  svizzera  è  determinato  esclusivamente  secondo  il 
diritto svizzero (DTF 130 V 253 consid. 2.4).

3.

3.1 Secondo  l'art.  2  LPGA,  le  disposizioni  della  legge  stessa  sono 
applicabili  alle  assicurazioni  sociali  disciplinate  dalla  legislazione 
federale, se e per quanto le singole leggi sulle assicurazioni sociali lo  
prevedano.

3.2 Dal profilo  temporale sono applicabili  le disposizioni  in vigore al 
momento  della  realizzazione  dello  stato  di  fatto  che  deve  essere 
valutato giuridicamente  o che produce conseguenze giuridiche (DTF 
130 V 445 consid. 1.2 e relativi riferimenti nonché DTF 129 V 1 consid. 
1.2). Ne discende che si applicano, da un lato, le norme materiali  in 
vigore fino al 31 dicembre 2007, per quanto attiene allo stato di fatto 
realizzatosi  fino  a  tale  data,  mentre  dall'altro  lato,  e  per  il  periodo 
successivo, le nuove norme della 5a revisione della LAI (cf. DTF 130 V 
1 consid. 3.2 per quanto concerne le disposizioni formali della LPGA, 
immediatamente applicabili  con la  loro  entrata  in  vigore). Peraltro,  e 
con riferimento all'esame delle questioni sottoposte a questo Tribunale 
nell'ambito  della  presente  procedura  ricorsuale,  l'applicazione  delle 
nuove norme della 5a revisione della LAI per il periodo dal 1° gennaio 
al  23  maggio  2008  (data  della  decisione  impugnata)  non  avrebbe 
alcuna  incidenza  sull'esito  della  presente  causa  (cfr.  sentenza  del 
Tribunale  federale  9C_942/2009  del  15  marzo  2010  consid. 3.1),  di 
modo che  di  seguito,  salvo  indicazione  contraria,  è  fatto  riferimento 
alle norme in vigore fino al 31 dicembre 2007.

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4.

4.1 L'invalidità  ai  sensi  della  LPGA  e  della  LAI  è  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata che può essere conseguente ad infermità congenita, malattia o 
infortunio  (art.  8  LPGA  e  4  cpv.  1  LAI).  Secondo  l'art.  7  LPGA,  è 
considerata incapacità al guadagno la perdita, totale o parziale, della 
possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in  
considerazione,  provocata da un danno alla  salute  fisica,  mentale  o 
psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed 
alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente  esigibili.  In  caso 
d'incapacità  al  lavoro  di  lunga  durata,  possono  essere  prese  in 
considerazione  anche  le  mansioni  esigibili  in  un'altra  professione  o 
campo d'attività (art. 6 LPGA).

4.2 Giusta  l'art.  28  cpv.  1  LAI  (art.  28  cpv.  2  LAI  a  partire  dal  1° 
gennaio  2008),  l'assicurato  ha  diritto  ad  un  quarto  di  rendita  se  è 
invalido per almeno il  40%, ad una mezza rendita se è invalido per 
almeno la metà, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60% 
e ad una rendita  intera se è invalido  per  almeno il  70%. In  seguito 
all'entrata in vigore dell'Accordo sulla libera circolazione, la limitazione 
prevista dall'art. 28 cpv. 1ter LAI (art. 29 cpv. 4 a partire dal 1° gennaio 
2008), secondo cui le rendite per un grado d'invalidità inferiore al 50%, 
ma  pari  almeno  al  40%,  sono  versate  solo  ad  assicurati  che  sono 
domiciliati e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), non è 
più applicabile segnatamente quando l'assicurato è cittadino dell'UE o 
svizzero e risiede nell'UE (DTF 132 V 423 consid. 6.4.1 e sentenza del  
Tribunale  federale  I  702/03  del  28  maggio  2004  consid. 1  e  relativi  
riferimenti).

4.3 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere 
economico-giuridico e non medico (DTF 116 V 246 consid. 1b, DTF 
110 V 273 e DTF 105 V 205). In base all'art. 16 LPGA, applicabile per 
il  rinvio  dell'art.  28  cpv. 2  LAI  (art.  28a  cpv. 1  LAI  a  partire  dal  1°  
gennaio  2008),  per  valutare  il  grado  d'invalidità,  il  reddito  che 
l'assicurato potrebbe conseguire esercitando l'attività ragionevolmente 
esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale  esecuzione  di 
provvedimenti d'integrazione (reddito da invalido), tenuto conto di una 
situazione  equilibrata  del  mercato  del  lavoro,  è  confrontato  con  il 
reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non  fosse  diventato 
invalido (reddito da valido; metodo generale del raffronto dei redditi).

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4.4 L'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  risarcisce  pertanto,  e  di 
principio, soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla 
salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o 
la conseguente incapacità lavorativa.

4.5 Benché  l'invalidità  sia  una  nozione  economico-giuridica,  le 
certificazioni  mediche  possono  costituire  importanti  elementi  per 
apprezzare il  danno invalidante e per  determinare  quali  lavori  siano 
ancora  ragionevolmente  esigibili  dall'assicurato  (DTF  115  V  133 
consid. 2 e DTF 114 V 310 consid. 3c).

5.

5.1 Secondo  l'art.  17  LPGA,  se  il  grado  d'invalidità  del  beneficiario 
della  rendita  subisce  una  notevole  modificazione,  per  il  futuro  la 
rendita è aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d'ufficio 
o  su  richiesta.  Il  cpv. 2  della  stessa  norma  prevede  che  ogni  altra 
prestazione  durevole  accordata  in  virtù  di  una  disposizione 
formalmente passata in giudicato è, d'ufficio o su richiesta, aumentata, 
diminuita o soppressa se le condizioni che l'hanno giustificata hanno 
subito una notevole modificazione.

5.2 Giusta l'art. 87 cpv. 3 OAI, se è fatta domanda di revisione, nella  
domanda  si  deve  dimostrare  che  il  grado  di  invalidità  o  di  grande 
invalidità o il volume dell'assistenza dovuta all'invalidità è modificato in 
misura rilevante per il diritto alle prestazioni.

5.3

5.3.1 Va altresì rammentato che il grado di prova richiesto dall'art. 87 
cpv. 3 OAI è attenuato in quanto non è necessario che l'amministrazio-
ne  raggiunga  il  convincimento,  nel  senso  di  una prova con  il  grado 
della verosimiglianza preponderante, che rispetto all'ultima decisione 
cresciuta  in  giudicato  sia  effettivamente  subentrata  una  modifica 
rilevante. Basta piuttosto che sussistano almeno certi  indizi  a  favore 
della circostanza invocata, ferma restando comunque la possibilità che 
la modifica invocata venga poi smentita da un più attento esame (v. 
sentenza del Tribunale federale 9C_708/2007 dell'11 settembre 2008 
consid. 2.2 e relativi riferimenti).

5.3.2 La  condizione  di  verosimiglianza  posta  dall'art.  87  cpv. 3  OAI 
deve permettere all'amministrazione, che ha precedentemente rifiutato 

Pagina 10

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una  prestazione  o  comunque  una  sua  revisione  con  provvedimento 
cresciuto  in  giudicato,  di  scartare  senza  ulteriori  esami  nuove 
domande  con  le  quali  l'assicurato  si  limita  a  ripetere  gli  stessi 
argomenti, senza allegare una modifica di fatti determinanti (DTF 125 
V 410 consid. 2b). Adita con una nuova domanda, l'amministrazione 
deve così cominciare con l'esaminare se le allegazioni dell'assicurato 
sono, in maniera generale, plausibili, in altri termini se l'assicurato ha 
reso  plausibile  una  modifica  importante  dello  stato  di  salute, 
suscettibile d'incidere sulla sua capacità lavorativa rispettivamente sul  
grado d'invalidità,  rispetto a quella  precedentemente ritenuta. Se ciò 
non è  il  caso,  può liquidare l'istanza senza ulteriori  indagini  con un 
rifiuto  di  entrata  in  materia.  A  tal  proposito,  occorre  precisare  che 
quanto  più  breve  è  il  lasso  di  tempo  trascorso  dalla  decisione 
precedente,  tanto più rigorosamente l'amministrazione apprezzerà la 
plausibilità  delle  allegazioni  dell'assicurato. Su  questo  aspetto,  essa 
dispone  di  un  certo  margine  di  apprezzamento  che  il  giudice  è  di 
principio  tenuto  a  rispettare  (v.  sentenze  del  Tribunale  federale 
9C_708/2007 dell'11 settembre 2008 consid. 2.3 e relativi riferimenti,  
9C_860/2007 del 10 dicembre 2008 consid. 5 e I 52/03 del 16 gennaio 
2004 consid. 3).

5.4 L'art. 88a cpv. 2 OAI prevede che se la capacità al guadagno o la 
capacità  di  svolgere  le  mansioni  consuete  peggiora  oppure  se  la 
grande  invalidità  si  aggrava  o  l'assistenza  dovuta  all'invalidità 
aumenta, occorre tenere conto del cambiamento determinante il diritto 
a prestazioni non appena esso perdura da tre mesi senza interruzione 
notevole.  L'aumento  della  rendita  o  dell'assegno  per  grandi  invalidi 
avviene al più presto se l'assicurato ha chiesto la revisione a partire 
dal mese in cui la domanda è stata inoltrata (art. 88bis cpv. 1 OAI).

5.5 Secondo  la  giurisprudenza  del  Tribunale  federale,  costituisce 
motivo  di  revisione  della  rendita  d'invalidità  ogni  modifica  rilevante 
delle circostanze di fatto suscettibile d'influire sul grado di invalidità e, 
quindi, sul diritto alla rendita. Per conseguenza, la rendita può essere 
soggetta a revisione non soltanto in caso di modifica significativa dello 
stato di salute, ma anche quando detto stato è rimasto invariato, ma le  
sue  conseguenze  sulla  capacità  di  guadagno  hanno  subito  un 
cambiamento  significativo  (sentenza  del  Tribunale  federale  I  870/05 
del  2 maggio  2007;  DTF  130  V  343  consid.  3.5).  Peraltro,  per 
procedere alla revisione di una rendita d'invalidità occorre che il grado 
d'invalidità abbia subito una notevole modifica (art. 17 cpv. 1 LPGA). A 

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differenza  di  quanto  prescritto  dall'art.  17  cpv. 2  LPGA  per  le  altre 
prestazioni durevoli,  l'art. 17 cpv. 1 LPGA non esige in relazione alla 
revisione di una rendita d'invalidità una modifica notevole dello stato di  
fatto,  ma (solo)  una modifica  notevole  del  grado d'invalidità. Questa 
modifica può risiedere sia in un cambiamento dello stato di salute sia 
in  una modifica della  componente lucrativa (DTF 133 V 545 consid. 
6.1-6.3).  Anche  una  modifica  di  poco  conto  nello  stato  di  fatto 
determinante  può  così  dare  luogo  a  una  revisione  di  una  rendita 
dell'assicurazione  per  l'invalidità  se  tale  modifica  determina  un 
superamento (per eccesso o per difetto) di un valore limite (DTF 133 V 
545 consid. 6.3). In tale evenienza i parametri di calcolo dell'invalidità, 
compresi  gli  aspetti  parziali  del  diritto  alla  rendita  (quali  sono 
segnatamente  la  determinazione del  reddito con e senza invalidità), 
possono  essere  ridefiniti  facendo  capo  alle  regole  applicabili  al  
momento  del  nuovo  esame  (cfr.  sentenza  del  Tribunale  federale 
9C_696/2007 consid. 5.1 e relativi riferimenti). Irrilevante è invece, una 
diversa  valutazione  di  una  fattispecie  restata  sostanzialmente 
immutata (DTF 112 V 371 consid. 2b).

5.6 Al  fine  di  accertare  se  il  grado  di  invalidità  si  è  modificato  in  
maniera tale da influire sul diritto alle prestazioni, si deve confrontare, 
da  un  lato,  la  situazione  di  fatto  dell'ultima  decisione  cresciuta  in  
giudicato  che  è  stata  oggetto  di  un  esame materiale  del  diritto  alla 
rendita  dopo  contestuale  accertamento  pertinente  dei  fatti, 
apprezzamento delle prove e confronto dei redditi, e, dall'altro lato, la 
situazione  di  fatto  vigente  all'epoca  del  provvedimento  litigioso 
(sentenza del Tribunale federale I 759/06 del 5 settembre 2007; DTF 
133  V  108).  Pertanto,  il  periodo  di  riferimento  nell'ambito  della 
presente  vertenza  è  quello  intercorrente  tra  il  27  luglio  2004  (data 
della decisione mediante la quale è stato confermato il diritto al quarto 
di  rendita  d'invalidità)  ed  il  23  maggio  2008  (data  della  decisione 
impugnata).  Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  analizza,  infatti,  la  
legalità  della  decisione  impugnata,  in  generale,  secondo  lo  stato  di 
fatto esistente al momento in cui la decisione impugnata è stata resa 
(DTF 130 V 445 consid. 1.2 e 1.2.1).

6.

6.1 Giusta il principio inquisitorio che regge la procedura in materia di  
assicurazioni  sociali  (art.  43  LPGA),  l'amministrazione  deve 
intraprendere  d'ufficio  i  necessari  accertamenti  e  raccogliere  le 

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informazioni di cui ha bisogno. In particolare, deve ordinare una perizia 
allorquando è necessario per la valutazione medica del caso (DTF 117 
V 282 consid. 4a).

6.2 Se gli accertamenti svolti d'ufficio permettono all'amministrazione 
o al giudice, che si sono fondati su un apprezzamento diligente delle 
prove,  di  giungere  alla  convinzione  che  certi  fatti  presentino  una 
verosimiglianza preponderante,  e che ulteriori  misure probatorie non 
potrebbero modificare  questo  apprezzamento,  è  superfluo  assumere 
altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; UELI KIESER, ATSG-
Kommentar, 2a ed., Zurigo 2009, art. 42 n. 19 pag. 536; sentenza del 
Tribunale federale K 24/04 del 20 aprile 2005; DTF 122 II 464 consid. 
4a). In tal caso, non sussiste una violazione del diritto costituzionale di 
essere sentito secondo l'art. 29 cpv. 2 Cst. (Sozialversicherungsrecht 
[SVR] 2001 IV n. 10 pag. 28).

6.3 In  virtù  degli  art. 12 e 13 PA e dell'art. 19 PA in relazione con 
l'art. 40 della legge federale di procedura civile del 4 dicembre 1947 
(PCF, RS 273), il tribunale accerta, con la collaborazione delle parti, i 
fatti determinanti per la soluzione della controversia, assume le prove 
necessarie e le valuta liberamente.

7.

7.1 Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  deve esaminare  in  maniera 
obiettiva  tutti  i  mezzi  di  prova,  indipendentemente  dalla  loro 
provenienza,  e  poi  decidere  se  i  documenti  messi  a  disposizione 
permettono  di  giungere  ad  un  giudizio  attendibile  sulle  pretese 
giuridiche litigiose. Affinché il giudizio medico acquisti valore di prova 
rilevante, esso deve essere completo in merito ai temi sollevati, deve 
fondarsi, in piena conoscenza della pregressa situazione valetudinaria 
(anamnesi),  su  esami  approfonditi  e  tenere  conto  delle  censure 
sollevate dal paziente, per poi giungere in maniera chiara a fondate, 
logiche  e  motivate  deduzioni.  Peraltro,  per  stabilire  se  un  rapporto 
medico ha valore di prova non è determinante né la sua origine né la  
sua denominazione – ad esempio quale perizia o rapporto – ma il suo 
contenuto (DTF 125 V 351 consid. 3a).

7.2 In  particolare,  per  quanto  concerne  le  perizie  giudiziarie  la 
giurisprudenza ha stabilito che il giudice non si scosta senza motivi 
imperativi dal parere degli esperti, il cui compito è quello di mettere a  
disposizione del tribunale le loro conoscenze specifiche e di valutare, 

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da  un  punto  di  vista  medico,  una  certa  fattispecie  (sentenza  del 
Tribunale  federale  U  505/06  del  17  dicembre  2007).  Ragioni  che 
possono indurre il giudice a non fondarsi su un tale referto sono ad 
esempio  affermazioni  contraddittorie,  il  contenuto  di  una 
superperizia, o altri rapporti da cui emergono validi motivi per farlo e, 
meglio, se l'opinione di altri  esperti  appare sufficientemente fondata 
da  mettere  in  discussione  le  conclusioni  peritali  (sentenza  del 
Tribunale federale I 166/03 del 30 giugno 2004 consid. 3.3).

7.3 Per quel che riguarda le perizie di parte, il Tribunale federale ha 
precisato  che  esse  contengono  considerazioni  specialistiche  che 
possono contribuire ad accertare i fatti, da un punto di vista medico.  
Malgrado  esse  abbiano  lo  stesso  valore  probatorio  di  una  perizia 
giudiziaria, il giudice deve valutare se questi referti medici sono atti a 
mettere  in  discussione la  perizia  giudiziaria  oppure  quella  ordinata 
dall'amministrazione  (DTF  125  V  351).  Giova  altresì  rilevare  come 
debba  essere  considerato  con  la  necessaria  prudenza  l'avviso  dei 
medici  curanti,  i  quali  possono tendere a pronunciarsi  in favore del 
proprio paziente a dipendenza dei particolari legami che essi hanno 
con gli stessi (DTF 125 V 351 consid. 3b e relativi riferimenti).

7.4 Non  va  infine  dimenticato  che  se  vi  sono  dei  rapporti  medici  
contraddittori  il  giudice non può evadere la vertenza senza valutare 
l'intero  materiale  e  indicare  i  motivi  per  cui  egli  si  fonda  su  un 
rapporto  piuttosto che su un altro. Al  riguardo va tuttavia  precisato 
che  non si  può  pretendere  dal  giudice  che raffronti  i  diversi  pareri 
medici  e  parimenti  esponga  correttamente  da  un  punto  di  vista 
medico,  come farebbe un  perito,  i  punti  in  cui  si  evidenziano delle 
carenze e quale sia l'opinione più adeguata (sentenza del Tribunale 
federale I 166/03 del 30 giugno 2004 consid. 3.3).

8.
Dal profilo professionale, da ultimo il ricorrente è stato alle dipendenze 
della ditta I._________ in qualità di gessatore, in ragione di 40 ore alla 
settimana,  da  gennaio  1993  al  21  maggio  1999  allorquando  ha 
cessato l'attività a seguito di un infortunio (doc. A 13-1). Non appare 
dalle carte processuali che successivamente abbia ancora lavorato.

Pagina 14

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9.

9.1 L'insorgente fa valere che il  suo stato di  salute è peggiorato da 
luglio 2004.

9.2 Il  dott. C._______, nel  rapporto peritale del  30 agosto 2007,  ha 
rilevato che l'insorgente presenta una gonalgia cronica ad entrambe le 
ginocchia, più a sinistra che a destra, su base di un'iniziale gonartrosi 
bilaterale sinistra di lieve fino a media entità. C'è una lievissima lassità 
antero-mediale  alle  ginocchia. La  mobilità  è  abbastanza  buona  e  ci 
sono segni di risparmi alla gamba sinistra. Il paziente ha fatto valere 
una progressione dei  disturbi  ad entrambe le ginocchia,  ma il  perito 
ritiene che ciò  non è  compatibile  con il  quadro clinico e  radiologico 
attuale.  In  altri  termini,  malgrado  una  sintomatologia  soggettiva 
progressiva  negli  ultimi  anni  –  aumento  dei  dolori  ad  entrambe  le 
ginocchia e problemi a fare le scale o quando sta in piedi per più di  
mezz'ora – ciò  che comporterà una necessità di  fisioterapia  e,  ogni  
tanto,  d'assunzione  di  analgesici  ed  antiinfiammatori,  il  dott. 
C._______ non considera potersi oggettivare, segnatamente dal punto 
di  vista  radiologico,  un  peggioramento  oggettivo  rispetto  alla 
situazione esistente al momento della visita peritale del 10 dicembre 
2003. Il perito ha quindi concluso che l'insorgente non è più in grado di 
svolgere la precedente attività di gessatore (o stuccatore). Può tuttavia 
effettuare  un'attività  sostitutiva  leggera  confacente  al  suo  stato  di 
salute nella misura dell'80% in attività svolte prevalentemente (4/5) da 
seduto – quale sorvegliante di  computer, nastro di  catena,  cassiere, 
aiuto-magazziniere  con  mezzi  ausiliari  –  e  nella  misura  del  60% in 
mestieri  più impegnativi  come Securitas, atelier piccola meccanica o 
altro dove l'interessato dovrebbe restare di più in piedi che seduto.

9.3 Questo Tribunale osserva che il rapporto peritale dell'agosto 2007 
si  fonda su informazioni  fornite  dalla  persona esaminata,  sull'esame 
del quadro clinico, sulle risultanze della visita dell'insorgente nonché 
sulla  documentazione  medica  agli  atti  e  comporta  segnatamente 
l'anamnesi,  informazioni  tratte  dall'incarto,  indicazioni  del  paziente, 
risultati  d'esame,  la  diagnosi,  la  discussione nonché la  risposta  alle 
domande  poste.  Tale  rapporto  peritale  può  pertanto  essere 
considerato, come rettamente ritenuto dall'autorità inferiore, un mezzo 
probatorio idoneo per la valutazione dello stato di salute del ricorrente 
e  dell'esigibilità  dell'esercizio  di  un'attività  sostitutiva  adeguata. 
Peraltro,  le  ivi  ritenute  diagnosi  e  incapacità  lavorativa  sono  state 

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sottoposte  al  dott.  G.________,  medico  del  SMR,  il  quale  nel  suo 
rapporto del 29 ottobre 2007 le ha confermate.

10.
Dalla documentazione medica risulta quindi la diagnosi di gonalgia alle 
ginocchia più a sinistra che a destra su base di una lieve gonartrosi  
bilaterale  a  sinistra  di  lieve  fino  a  media  entità,  con  stato  dopo 
distorsione  del  ginocchio  sinistro  nel  1991,  con  meniscectomia 
parziale mediale sinistra il 12 marzo 1998, stato dopo contusione del  
ginocchio destro il 19 maggio 1999 con rottura del corno posteriore del 
menisco  mediale  destro,  stato  dopo  artroscopia  diagnostica  ad 
entrambe le ginocchia il  29 luglio 1999, con meniscectomia parziale 
mediale al  ginocchio destro, nonché disturbi  funzionali  alle ginocchia 
(doc. A 93-1).

10.1 Certo, il ricorrente ha sottolineato in sede ricorsuale che i dolori  
alle ginocchia, sia diurni  sia notturni,  sono in aumento. Tuttavia, tale 
circostanza era già nota ed è stata presa in considerazione dal perito  
al  momento  della  stesura  della  perizia  del  30  agosto  2007.  Non 
soccorre il ricorrente neppure la menzionata rottura della caviglia per  
cedimento  del  ginocchio  sinistro.  In  effetti,  e  come  già  evidenziato 
dall'Ufficio AI del Cantone E._______ nella presa di posizione del 21 
luglio  2008  (doc.  TAF  3),  l'insorgente  non  ha  prodotto  nuova 
documentazione  medica  suscettibile  di  giustificare  una  diversa 
valutazione  del  suo  stato  di  salute  e  della  sua  capacità  lavorativa 
residua  in  un'attività  sostitutiva  adeguata  rispetto  a  quella  ritenuta 
dall'autorità  inferiore  sulla  base  di  sufficienti  ed  idonei  accertamenti 
fattuali.  Da  questo  profilo,  non  giovano  al  ricorrente  neppure  le 
generiche considerazioni del suo medico di famiglia, dott. F._______, 
formulate  nella  relazione  medica  del  26  febbraio  2007,  secondo  le 
quali  una  capacità  lavorativa  in  mansioni  più  leggere  –  di  quelle  di  
gessatore  o  stuccatore  –  non  trovano  un'indicazione  plausibile. 
Trattasi, in effetti, di mera opinione non supportata da alcun riscontro 
scientifico oggettivo.

10.2 In  conclusione,  questo  Tribunale  non  ritiene  esservi  motivo  di 
scostarsi,  nella  sostanza,  dalla  valutazione  medica  di  cui  alla 
decisione impugnata, secondo cui la capacità lavorativa del ricorrente 
in  determinate  attività  sostitutive  adeguate  al  suo  stato  di  salute  è 
dell'80%.  Certo,  bisogna  convenire  con  il  ricorrente  che  per 
ammissione stessa del perito, dott. C._______, il suo stato di salute ha 

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subito un peggioramento complessivo nel  periodo determinate,  se è 
vero, come è vero, che da una residua capacità lavorativa del 100% in 
alcune  attività  sostitutive  leggere  ritenuta  nel  2004  (cfr.  rapporto 
peritale dott. C._______/D._______ del 5 gennaio 2004; doc. A 70-1 
pag.  8)  si  è  passati  ad  una  residua  capacità  lavorativa  dell'80% 
sempre  esclusivamente  in  alcune  attività  sostitutive  leggere  (cfr. 
rapporto peritale dott. C._______ del 30 agosto 2007; doc. A 93-1 pag. 
8).  In  considerazione  di  tale  peggioramento,  l'autorità  inferiore  ha 
anche  giustamente  effettuato  un  nuovo  confronto  dei  redditi  (v.  al 
proposito il considerando 11 del presente giudizio) che, in assenza di  
qualsivoglia  peggioramento,  non  avrebbe  altresì  di  principio  trovato 
alcuna giustificazione.

10.3 Basti  ancora  rilevare  che,  per  costante  giurisprudenza,  ogni 
assicurato può essere costretto ad intraprendere unicamente quanto 
sia ragionevolmente esigibile per ovviare nel modo migliore possibile 
alle  conseguenze  della  sua  invalidità,  segnatamente  mettendo  a 
profitto la sua residua capacità lavorativa se necessario in una nuova 
professione (sentenza del  Tribunale  federale I  543/03 del  27 agosto 
2004; DTF 130 V 97 consid. 3.2 e DTF 113 V 22 consid. 4a).

11.
Ciò  premesso,  occorre  esaminare  la  conformità  del  confronto  dei 
redditi effettuato dall'UAIE e del tasso d'invalidità che ne è derivato.

11.1 Questo Tribunale osserva – con riferimento al calcolo effettuato 
dall'autorità  inferiore  secondo  il  salario  con  e  senza invalidità  come 
fissati  dalla  consulente  in  integrazione  professionale  nel  rapporto 
finale del 30 gennaio 2008 – che occorre fare riferimento ai  dati  del 
2007,  anno  a  partire  dal  quale  il  ricorrente  presenta  una  capacità 
lavorativa  ridotta  dell'80% in  un'attività  sostitutiva  confacente  al  suo 
stato di salute, e non del 2006.

11.2 Quale reddito annuale da valido l'autorità inferiore ha considerato 
quello  conseguibile  dal  ricorrente  come  gessatore  nel  momento 
determinante  (il  2007  e  non  il  2006;  cfr.  consid.  11.1  del  presente 
giudizio). Non vi è motivo di scostarsi da tale accertamento dei fatti, 
nel senso che, conto tenuto dell'insieme delle circostanze del caso di  
specie, può senz'altro ritenersi che il ricorrente, che lavorava presso il  
suo ultimo datore di lavoro dal 18 gennaio 1993 in un rapporto stabile, 
avrebbe  svolto  l'attività  di  gessatore  per  tale  datore  di  lavoro,  che 
secondo l'estratto del  registro di  commercio si  occupa pure di  lavori 

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d'esecuzione  di  gessatura,  anche  nel  2007  in  caso  di  capacità 
lavorativa  intatta.  Tuttavia,  l'ammontare  del  salario  da  valido  come 
calcolato  nel  rapporto  finale  del  30  gennaio  2008 dal  consulente  in 
integrazione non può essere condiviso. Dalle indicazioni del suo ultimo 
datore di lavoro, presso il quale avrebbe continuato a lavorare, risulta  
che l'insorgente avrebbe ricevuto per l'anno 2000 un salario base di 
fr. 26.-- all'ora (doc. A 13-1). Occorre aggiornare al 2007 tale salario 
sulla  base  degli  aumenti  salariali  previsti  dal  contratto  collettivo  dei  
gessatori  valido  nel  2007 e  dalla  Commissione  Paritetica  Cantonale 
per i lavori in gesso e l'intonacatura (ossia fr. 1.-- all'ora per il 2001, 
fr. 0.50 all'ora per il 2002, fr. 0.40 all'ora per il 2003, fr. 0.20 all'ora per 
il 2004, fr. 0.40 all'ora per il 2005, fr. 0.40 all'ora per il 2006 e fr. 0.45 
all'ora per  il  2007),  ossia  fr. 29.35 all'ora per  l'anno 2007. A questo 
salario base vanno inoltre aggiunti – secondo le indicazioni fornite dal  
datore di  lavoro medesimo (cfr. doc. B 1-5 e B 2-19,  documenti  che 
concernono due annunci d'infortunio alla SUVA) e le disposizioni del 
contratto  collettivo  dei  gessatori  valido  nel  2007  (il  datore  di  lavoro 
appare altresì  essere  membro dell'associazione di  categoria  che ha 
partecipato  all'elaborazione  di  tale  contratto  collettivo  di  lavoro)  – 
l'indennità  festività  infrasettimanali  (3,5%),  l'indennità  di  vacanza 
(10,63% per  i  lavoratori  con più di  20 e  meno di  50 anni  d'età,  ma 
13,3% per  lavoratori,  come il  ricorrente  nel  momento  determinante, 
con più di 50 anni) e la tredicesima mensilità (8,3% del salario lordo 
totale),  ossia  fr.  37.27  all'ora.  Ritenuto  infine  che,  secondo  le 
indicazioni del datore di lavoro medesimo (cfr. doc. A 13-1, doc. B 1-5 
e  doc. B 2-19),  l'insorgente  avrebbe  effettuato  un orario  normale  di 
lavoro di 8 ore al giorno per 5 giorni la settimana, dunque di 40 ore  
settimanali, ne deriva un orario annuale massimo possibile di 1920 ore 
(40x52[=  2080]  –  160  [dedotte  dunque  almeno quattro  settimane di 
vacanza;  art.  329a  del  codice  delle  obbligazioni  del  30 marzo  1911 
{CO, RS 220}]; fermo restando che secondo il contratto collettivo dei 
gessatori valido nel 2007 le settimane di vacanza sarebbero state sei 
[art.  21  cpv.  1  CCL];  cfr.,  sulla  questione,  sentenza  del  Tribunale 
federale  I  361/02  del  9  gennaio  2003  consid.  2.2.1)  e  un  salario 
massimo conseguibile – come gessatore nel 2007 – di fr. 71'558.40.

11.3

11.3.1 Per  quel  che  concerne  la  determinazione  del  salario  da 
invalido,  l'autorità  inferiore  ha  fatto  riferimento  al  valore  mediano  o 
centrale  afferente  ai  salari  lordi  standardizzati  in  attività  semplici  e 

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ripetitive  nel  2006  secondo  la  pertinente  tabella  TA1  dell'inchiesta 
svizzera sulla  struttura dei  salari. Ora,  nel  caso concreto va ribadito  
che l'anno determinante per il confronto dei redditi è il 2007 (v. consid. 
11.1  del  presente  giudizio),  con  la  conseguenza  che  il  salario  da 
invalido va fissato in fr. 60'144.50 (tenuto conto di un salario mensile 
medio nel 2006 di  fr. 4'933.-- in virtù di un orario usuale di 41.7 ore 
settimanali nonché di un'indicizzazione del salario dell'1,6% rispetto al 
2006 [cfr. statistiche pubblicate dall'Ufficio federale di statistica]). Ci si  
può  chiedere  se  l'autorità  inferiore  abbia  a  giusta  ragione  fatto 
riferimento  al  valore  mediano  della  TA1 concernente  l'insieme  delle 
attività  e  dei  settori  o  avrebbe  invece  dovuto,  eccezionalmente, 
ricorrere  ai  valori  inferiori  dei  settori  economici  che  offrono  le 
specifiche attività di sostituzione, esigibili all'80%, indicate nel rapporto 
peritale  del  30 agosto  2007  (cfr.,  sulla  questione,  sentenza  del 
Tribunale federale U 111/05 del 20 giugno 2006 consid. 3.2.3). Questo 
Tribunale  osserva,  tuttavia,  che  tali  attività  sostitutive  appaiono 
enumerate in modo non esaustivo ed inoltre all'insorgente si presenta 
un  ventaglio  relativamente  ampio  di  professioni  esigibili  all'80% nei 
settori  dell'industria  e  dei  servizi,  con  mansioni  semplici  e  ripetitive 
compatibili con il suo stato di salute e le limitazioni funzionali ritenute. 
Pertanto, il riferimento al valore mediano della TA1 da parte dell'UAIE 
è  conforme  alla  giurisprudenza  (cfr.,  sulla  questione,  sentenza  del  
Tribunale federale I 392/2006 del 13 marzo 2007 consid. 6.2).

11.3.2 Il  salario  con invalidità può altresì  essere ridotto, al  massimo 
del 25%, per tenere conto dei fattori professionali e personali del caso 
(DTF 126 V 75). L'UAIE ha operato una riduzione del 20%, la quale 
appare  ammissibile,  conto  tenuto  dell'insieme  delle  circostanze  del 
caso  di  specie,  segnatamente  delle  limitazioni  funzionali 
dell'assicurato e del fatto che il medesimo può esercitare all'80% solo 
determinate attività sostitutive. Ne risulta un reddito dopo l'insorgenza 
dell'invalidità di fr. 48'115.60 (60'144.50 – 12'028.90).

11.3.3 Infine,  occorre  effettuare  una  riduzione  del  20%  poiché 
l'insorgente  può  svolgere  un'attività  sostitutiva  solo  nella  misura 
dell'80%. Ne risulta un reddito da invalido di fr. 38'492.50 (48'115.60 – 
9'623.10).

11.4 Dal confronto fra il reddito da valido di fr. 71'558.40 e quello da 
invalido  di  fr.  38'492.50  consegue  la  determinazione  di  un  grado 
d'invalidità  del  46%,  che  determina il  diritto  ad  un quarto  di  rendita 

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dell'assicurazione svizzera per  l'invalidità ({[71'558.40 – 38'492.50]  x 
100} : 71'558.40 = 46,21%).

11.5 Giova altresì osservare, a titolo abbondanziale, che quand'anche 
si  volesse per  denegata ipotesi  effettuare  un calcolo simile  a quello 
operato  dell'autorità  inferiore,  peraltro  mai  contestato  dal  ricorrente, 
quest'ultimo  avrebbe  comunque  sempre  diritto,  al  massimo,  ad  un 
quarto di rendita. In effetti, pure aggiornando il salario base da valido 
di fr. 26.-- all'ora nel 2000 al 2007 in virtù degli aumenti salariali (più 
favorevoli  al  ricorrente)  previsti  dal  contratto  collettivo  dei  gessatori  
valido nel 2007 e dalla Commissione Paritetica Cantonale per i lavori  
in gesso e l'intonacatura,  si  ottiene fr. 29.35 all'ora. A tale montante 
possono essere aggiunti  l'indennità festività infrasettimanali  (3,5%) e 
la  tredicesima  mensilità  (8,3%)  per  un  totale  di  fr.  32.90  all'ora. 
Moltiplicando  il  salario  orario  da  valido  così  ottenuto  per  2088  ore 
annuali  (totale  annuale  delle  ore  di  lavoro  possibili  –  secondo  il  
contratto  collettivo  di  lavoro  per  gessatori,  stuccatori,  montatori  a 
secco, plafonatori e intonacatori in vigore nel 2007 – ma comprensivo, 
però e fra l'altro, delle vacanze), il confronto dei redditi comporterebbe 
un  tasso  d'invalidità  del  44%  ({[68'695.20  –  38'492.50]  x  100}  : 
68'695.20 = 43,97 arrotondato a 44%; cfr. DTF 130 V 121).

12.
Da quanto esposto, consegue che il ricorso, destituito di fondamento, 
non merita tutela e la decisione impugnata va confermata.

13.

13.1 Visto l'esito della  procedura,  le  spese processuali,  di  fr. 300.--, 
sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché 
art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili  nelle  
cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  del  21  febbraio 
2008  [TS-TAF, RS  173.320.2]).  Esse  sono  computate  con  l'anticipo 
spese,  di  identico  ammontare,  versato  dal  ricorrente  stesso  il 
10 settembre 2008.

13.2 Al  ricorrente,  soccombente,  non spetta  altresì  alcuna indennità 
per spese ripetibili della sede federale (art. 64 PA in combinazione con 
l'art.  7  cpv. 1  e  2  TS-TAF a  contrario).  Peraltro,  le  autorità  federali, 
quand'anche vincenti, non hanno di principio diritto ad un'indennità a 
titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3 TS-TAF), salvo eccezioni non ravvisabili  
nel caso concreto (v., fra l'altro, DTF 127 V 205).

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di fr. 300.--, sono poste a carico del ricorrente. 
L'anticipo  spese  di  fr.  300.--,  versato  il  10  settembre  2008,  è 
computato con le spese processuali.

3.
Non si attribuiscono spese ripetibili.

4.
Comunicazione a:

- ricorrente (Raccomandata con avviso di ricevimento)
- autorità inferiore (n. di rif. )
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali

Il presidente del collegio: La cancelliera:

Vito Valenti Marcella Lurà

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS 173.110]).  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione:

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