# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e9dcfb5f-ff3f-5967-9dfb-63f6aa910666
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2007-03-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale penale cantonale 15.03.2007 72.2006.112
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TPC_001_72-2006-112_2007-03-15.html

## Full Text

Incarto n.

  72.2006.112

  	
  Lugano,

  15 marzo 2007/ap

  	
   

   

   

  In nome

  della Repubblica e Cantone 

  Ticino

  	 

	
  Il presidente della Corte delle assise correzionali

  
	
  di Lugano

  
	
   

  
						

 

	
  Presidente:

  	
  giudice Claudio Zali

  

 

	
  Segretaria:

  	
  Sonja Federspiel, vicecancelliera

  

 

 

Sedente nell’aula penale
di questo palazzo di giustizia, senza intervento degli assessori giurati,
avendovi l’accusato, con l’annuenza del difensore e del procuratore pubblico,
rinunciato,

 

	
  per giudicare

  	
  AC 1

  e domiciliato a 

   

  	
   

  
	
   

  	
   

  	
   

  

 

 

prevenuto colpevole di:

 

 

                                   1.   truffa

per avere

                                          nel gennaio
2003

                                          a __________
nonché in altre località all’estero,

                                          per procacciare
a sé e ad altri un indebito profitto,

                                          ingannato con
astuzia persone, affermando cose false o   dissimulando cose vere, oppure
confermandone subdolamente                l’errore, inducendole in tal modo ad
atti pregiudizievoli del   patrimonio proprio e/o altrui, e meglio per avere

                                         abusando del rapporto di
fiducia esistente con __________, avente diritto economico della PC 1,

                                          prospettando a
quest’ultimo contrariamente al vero operazioni di            investimento da
effettuarsi con fondi depositati sul conto        intestato alla PC 1 aperto
presso __________,

                                          sottacendo che
in realtà il denaro sarebbe stato trasferito a          favore di conti bancari
all’uopo aperti riconducibili a clienti della     __________ presso la quale
l’accusato era                (stato) consulente, clienti danneggiati
dall’accusato medesimo o                   verso i quali quest’ultimo si era
comunque impegnato a restituire somme di denaro,

                                          facendo inoltre
in modo che __________ confermasse all’avv. __________, quale membro del
consiglio di fondazione ed avente diritto          di
firma sul conto bancario della PC 1, la volontà    di procedere a tali
operazioni di investimento nonché  confermando l’accusato medesimo all’avv. __________
tale volontà, fornendo altresì, o facendole indicare dai beneficiari, le
coordinate delle relazioni bancarie sulle quali trasferire il denaro nonché
l’ammontare dei bonifici da effettuare a debito del conto intestato alla PC 1, ingannato
__________ ispettivamente gli organi della PC 1, inducendoli in tal modo a
(far) preparare e trasmettere a __________ un ordine di bonifico           concernente
il trasferimento di

-         
EUR 310'000 a favore del conto n. presso __________,

-         
EUR 1’040'000 a favore del conto n. presso __________,

-         
EUR 150'000 a favore del conto n. presso __________,

                                          pregiudicando
in tal modo il patrimonio della PC 1, ovvero causandole un danno, almeno
temporaneo, di complessivi EUR 1'450'000, ritenuto che __________, titolari del
conto n. presso __________ rispettivamente del conto n. presso __________,
hanno restituito gli importi ricevuti dopo essere stati informati della
provenienza dei fondi, mentre __________, titolare del      conto n. presso __________,
ha rifiutato la                                   restituzione;

 

fatti avvenuti nelle
circostanze di luogo e di tempo indicate;

reati previsti art. 146
cpv. 1 CP;

 

e meglio come descritto
nell'atto d'accusa 110/2006 del 12.09.2006, emanato dal Procuratore pubblico.

 

 

	
  Presenti

  	
  §  Il procuratore pubblico.

  §  L'avv. DUF 1 difensore d’ufficio
  dell’accusato AC 1, assente.

  §  L'avv. RC 1 in rappresentanza della PC PC 1.

   

  

Espleti i
pubblici dibattimenti dalle ore 09:30 alle ore 11:30.

 

La difesa dà atto dell’avvenuta regolare citazione
dell’imputato che non fa atto di presenza; questi non ha giustificato la sua
assenza motivo per cui la Corte procede, senza obiezioni delle
parti, nei suoi confronti nelle forme contumaciali ex art. 308 seg. CPP.

Ai sensi dell’ art.
250 CPP, la Corte prospetta la subordinata di appropriazione
indebita.

La difesa dichiara di
essere pronta a discutere la subordinata; nessuna delle altre parti ha
obiezioni a che si proceda in questo modo.

 

 

Sentiti                        §   Il Procuratore
pubblico, per la sua requisitoria, il quale ripercorre le fasi
dell’inchiesta, ricorda i fatti oggetto dell’atto d’accusa e ne menziona i
retroscena. AC 1 ha delinquito per coprire altre malversazioni da lui commesse
in Italia. L’accusa sottolinea il legame di fiducia molto stretto che univa AC
1 al maestro; il prevenuto ha approfittato di questo rapporto per  “sottrarre”
soldi alla vittima.

Quo alla qualifica giuridica dei
fatti descritti nell’AA, il PP ritiene sia dato l’inganno astuto e di
conseguenza la truffa: AC 1 ha fornito false indicazione, le stesse erano
difficilmente verificabile ed egli, proprio grazie al legame che lo univa alla
vittima, poteva contare sull’assenza di verifiche da parte della stessa.
Parallelamente egli ha fornito false indicazioni alla vittima quo alla sua
reale situazione personale in quel frangente. Il PP chiede pertanto la conferma
integrale dell’AA.

Nondimeno l ‘accusa dichiara di
non opporsi ad una eventuale qualifica dei fatti in esame conformemente alla
subordinata di appropriazione indebita, prospettata dal presidente.

Il PP ricorda come la pena di
oggi sia aggiuntiva a quella di 3 anni inflitta in Italia il 18.12.2006, egli
chiede pertanto la condanna di AC 1 ad una pena totalmente aggiuntivi di 12
mesi, da espiare.

In relazione alle pretese di
parte civile il PP ne chiede l’accoglimento. Egli domanda altresì la confisca
degli averi depositati sul conto di Feraboli con attribuzione degli stessi alla
PC. __________ non ha fornita una controprestazione per questi soldi e non può
neppure appellarsi alla sua buona fede.

 

§    L’avv. RC 1 in rappresentanza della PC, la quale
ricorda i fatti     oggetto dell’AA. Essa pone l’accento sul rapporto di fiducia
            esistente tra l’accusato e il beneficiario economico dei soldi. Si                        associa
quindi alle richieste dell’accusa. Essa chiede che                                    AC
1 sia condannato a versare alla PC Euro 310'000.- oltre    interessi al 5% dal
17 gennaio 2003 più spese e nota di       patrocinio quantificata in fr.
25'100.-. La parte civile produce        un’istanza di richiesta di
risarcimento danni (doc. dib. 2).  

 

                                    §   Il Difensore,
il quale ripercorre i fatti oggetto dell’atto d’accusa. La difesa contesta la
sussistenza del reato di truffa ed in particolare della premessa dell’inganno
astuto, come invece richiesto dall’art. 146 CP. Essa sottolinea la leggerezza
delle parti coinvolte, tra queste non solo quella della vittima ma anche
dell’avv. __________. Non si può neppure parlare di grande rapporto di fiducia
esistente tra l’accusato e la parte lesa alla base della truffa. Una semplice
telefonata avrebbe inoltre permesso di smascherare la presunta truffa. 

Nega inoltre che l’accusato
avesse intenzione di danneggiare il patrimonio della parte lesa. La difesa
chiede il proscioglimento dal reato di truffa.

In relazione all’ipotesi
subordinata di appropriazione indebita essa nega che i soldi siano entrati
nella sfera d’influenza dell’accusato e che egli se ne sia appropriato. 

In conclusione essa chiede che
la pena inflitta in Italia sia considerata adeguata anche tenuto conto dei
fatti qui imputati e postula pertanto che la Corte non infligga una pena
aggiuntiva. In via subordinata postula una massiccia riduzione della pena
proposta dal PP.

La difesa postula il
riconoscimento dell’attenuante del sincero pentimento. Essa non si oppone al
dissequestro dei soldi sequestrati a favore della parte civile.

 

 

Il presidente pone quindi
a giudizio, con l’accordo delle parti, i seguenti

 

quesiti:                          AC
1

 

                                   1.   è
autore colpevole di:

                                      

                                1.1   truffa

per avere, a __________ nonché in altre località all’estero, nel
gennaio 2003, allo scopo di procacciare a sé e ad altri un indebito profitto,
ingannato con astuzia __________ e/o gli organi della PC 1, inducendoli a
compiere atti pregiudizievoli al patrimonio della PC 1 per complessivi Euro
1'450'000.-?

 

                             1.1.1   Trattasi invece di
appropriazione indebita?

 

E meglio come descritto nell'atto d'accusa.

 

 

                                   2.   Può
beneficiare della sospensione condizionale?

 

 

3.   Sussistono
attenuanti specifiche?

 

                                   4.   Deve
un risarcimento alla parte civile PC 1, e se sì in che misura?

 

                                    5.   Deve
essere ordinata la confisca di quanto in sequestro?

 

 

Rispondendo                 affermativamente
ai quesiti posti, meno che 1.1, 2, 3

 

visto gli art.                     12,
40, 42, 43, 44, 47, 49, 51, 69, 70, 71, 73, 138, 146 cpv. 1 CP;

9 e segg. CPP e 39 TG sulle
spese;

 

 

dichiara e pronuncia
in contumacia:

 

 

                                   1.   AC
1 è autore colpevole di: 

 

                                1.1.   appropriazione
indebita

per
essersi, a __________, nel gennaio 2003, a scopo di indebito profitto,
indebitamente appropriato di Euro 1'450'000.- affidatigli da __________ e per
esso della PC 1;

 

e meglio
come descritto nell’atto d’accusa.

 

 

                                   2.   Di
conseguenza, 

trattandosi
di pena aggiuntiva a quella di 3 anni di reclusione e euro 600 di multa di cui
alla sentenza 18.12.2006 del Tribunale Ordinario di __________,

                                         AC
1 è condannato, in contumacia:

 

                                2.1   alla
pena detentiva di 1 (un) anno;

 

2.2    a versare alla PC PC 1, l’importo di Euro 310'000.-
oltre interessi al 5% dal 17.1.2003, mentre che per il rimanente della propria
pretesa essa è rinviata al foro civile;

 

                                2.3   al
pagamento della tassa di giustizia di fr. 500.- e delle spese processuali.

 

 

                                    3.   Sono ordinate la confisca
del saldo attivo della relazione bancaria  presso __________ e l’attribuzione
dello stesso alla parte civile PC 1, sino a concorrenza della pretesa
risarcitoria di cui al dispositivo 2.2, previo soddisfacimento delle tasse di
giustizia e delle spese processuali.

 

 

                                   4.   Questo
giudizio può essere impugnato mediante ricorso per cassazione alla CCRP; la
dichiarazione di ricorso deve essere presentata al Presidente di questa Corte
entro cinque giorni da oggi; la motivazione entro venti giorni dalla
notificazione della sentenza integrale.

 

 

 

	
  Intimazione a:

  	
   

  
	
   

  	
      

  
	
   

  	
   

  

 

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
  PC 1 

   

  

Per la Corte delle assise correzionali

Il presidente                                                           La
segretaria

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Distinta spese:               

Tassa di giustizia                              fr.           500.--

Inchiesta preliminare                         fr.           200.--

Spese postali,tel.,affr. in blocco       fr.              50.--

                                                             fr.           750.--

                                                             ===========