# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d1d5ca26-874c-5cd1-93de-25bb5902dd69
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2017-06-21
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 21.06.2017 A-3858/2016
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_A-3858-2016_2017-06-21.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 

Decisione confermata dal TF con 

sentenza del 27.11.2017 (1C_434/2017) 

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte I 

A-3858/2016 

 

 

  S e n t e n z a  d e l  2 1  g i u g n o  2 0 1 7  

Composizione 

 
Giudici Claudia Pasqualetto Péquignot (presidente del 

collegio), Jérôme Candrian, Kathrin Dietrich,  

cancelliera Sara Friedli. 
 

 
 

Parti 

 
1. Comune di Monteceneri,  

rappresentato dal suo Municipio, 6802 Rivera,   

 

2. Parrocchia di Bironico,  

rappresentata dal suo Consiglio parrocchiale, 6804 Bironico, 

 

entrambi patrocinati dall’avv. Rocco Taminelli, 

Via Alberto di Sacco 1, casella postale 2717, 

6501 Bellinzona,  

ricorrenti,  

 
 

 
contro 

 

 
Ferrovie federali svizzere FFS,  

Infrastruttura Energia, 3052 Zollikofen,   

patrocinate dall’avv. Barbara Klett,  

Eversheds AG, Stadelhoferstrasse 22, 8001 Zürich,  

controparte,  

 

Ufficio federale dei trasporti UFT,  

3003 Bern,    

autorità inferiore.  
 

 
 

Oggetto 

 
Decisioni di approvazione dei piani. Linea UL282/285 

Giubiasco-Cadenazzo e Linea di trasporto 132 kV Giubiasco-

Vezia (tratta tra il palo n. 82 e il palo n. 94).  

A-3858/2016 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

Con istanza 14 giugno 2010, le Ferrovie federali svizzere, Infrastruttura 

Energia (di seguito: FFS), hanno sottoposto all’Ufficio federale dei trasporti 

(di seguito: UFT) il progetto denominato « Linea di trasporto 132 kV 

Giubiasco – Vezia, Tratta Bironico (Palo 82 esistente) – Manno (Palo 2 

esistente), Sostituzione elettrodotto esistente 66 kV e innalzamento 

tensione a 132 kV » per approvazione. 

Dopo l’avvio in data 12 agosto 2010 della procedura ordinaria di 

approvazione da parte dell’UFT, il predetto progetto è stato pubblicato 

ufficialmente presso i Comuni interessati dal 6 settembre al 5 ottobre 2010, 

nonché sul Foglio ufficiale del Cantone Ticino. 

B.  

Con scritto 4 ottobre 2010, il Comune di Monteceneri (ex Comune di 

Bironico) e la Parrocchia di Bironico – per il tramite del loro patrocinatore – 

hanno presentato opposizione al predetto progetto postulando l’interra-

mento della linea di trasporto dell’alta tensione sulla tratta tra il palo n. 82 

e il palo n. 94, la stessa passando proprio nel mezzo di zone residenziali 

estensive e semi-estensive e zone per attrezzature ed edifici pubblici 

(scuole elementari, scuole dell’infanzia, ecc.). A sostegno della loro 

richiesta d’interramento, durante la procedura d’opposizione essi hanno 

postulato vari accertamenti peritali, censurando l’aumento delle immissioni 

elettromagnetiche, un pregiudizio per il previsto ingrandimento delle scuole 

elementari e dell’infanzia reso impossibile dal progetto, la vicinanza nociva 

alla Chiesa dei Santi Giovanni Evangelista e Martino inserita nell’inventario 

svizzero dei beni culturali di importanza nazionale e regionale, il suo 

carattere contrario alle normative in materia di pianificazione e di chiaro 

disturbo per l’abitato, come pure la compromissione del futuro sviluppo 

dettato da un forte deprezzamento dei fondi in zona edificabile ivi adiacenti.  

C.  

Con decisione del 23 agosto 2013, l’UFT – tenuto conto dell’urgenza del 

progetto in rapporto alla tempestiva messa in esercizio della Galleria di 

Base del Ceneri e ad un sufficiente approvvigionamento energetico della 

rete – ha approvato parzialmente i piani del progetto in questione relativa-

mente alla tratta tra il palo n. 96 e il palo n. 2, lasciando in sospeso la tratta 

tra il palo n. 82 e il palo n. 94, vista la richiesta d’interramento della linea 

elettrica avanzata dal Comune di Monteceneri (ex Comune di Bironico) e 

dalla Parrocchia di Bironico, necessitante di uno studio approfondito. 

A-3858/2016 

Pagina 3 

D.  

Con decisione del 7 aprile 2016, l’UFT ha poi approvato la restante parte 

dei piani del progetto in questione relativamente alla tratta tra il palo n. 82 

e il palo n. 94, respingendo le opposizioni 4 ottobre 2010 del Comune di 

Monteceneri (ex Comune di Bironico) e della Parrocchia di Bironico, in 

particolare, la richiesta di interramento della linea elettrica ritenuta come 

non attuabile, tenuto conto degli attuali limiti di natura tecnica e di sicurezza 

esistenti circa la problematica della risonanza, così come risultante dagli 

accertamenti peritali esperiti, dalla giurisprudenza del Tribunale federale e 

dal pertinente piano settoriale. 

E.  

Avverso la predetta decisione, il Comune di Monteceneri (ex Comune di 

Bironico; di seguito: ricorrente 1) e la Parrocchia di Bironico (di seguito: 

ricorrente 2) – per il tramite del loro patrocinatore – hanno presentato 

ricorso dinanzi al Tribunale amministrativo federale con scritto 11 maggio 

2016, postulandone l’annullamento, in sostanza per gli stessi motivi già 

adotti nella loro opposizione (incarto n. A-2951/2016). Rinnovando la 

richiesta d’interramento della linea elettrica, essi hanno postulato 

l’assunzione di vari mezzi di prova già richiesti in sede di opposizione.  

F.  

Con istanza 9 febbraio 2016, le FFS hanno sottoposto all’UFT un secondo 

progetto denominato « Linea UL282/285 Giubiasco-Cadenazzo, innalza-

mento tensione », tendente unicamente l’innalzamento della tensione da 

66 kV a 132 kV, senza misure costruttive, per approvazione. 

Con decisione del 18 maggio 2016, l’UFT ha approvato i piani del suddetto 

progetto, mediante procedura semplificata. 

Anche avverso la predetta decisione, i ricorrenti – sempre per il tramite del 

loro patrocinatore – hanno presentato ricorso dinanzi al Tribunale ammini-

strativo federale con scritto 20 giugno 2016, postulandone l’annullamento 

(incarto n. A-3858/2016). In sostanza essi si oppongono all’innalzamento 

della tensione, in ragione dell’impatto elettromagnetico significativo e delle 

necessarie misure costruttive, censurando altresì la violazione del loro 

diritto di essere sentiti, nella misura in cui non sarebbero stati consultati 

prima dell’emanazione della contestata decisione d’approvazione dei piani. 

 

A-3858/2016 

Pagina 4 

G.  

Con risposte 29 giugno 2016 e 28 luglio 2016, l’UFT ha postulato il rigetto 

di entrambi i ricorsi presentati nelle cause A-3858/2016 e A-2951/2016, 

nonché il rigetto delle relative richieste di accertamenti peritali. 

H.  

Con ordinanza 30 giugno 2016, le due cause A-3858/2016 e A-2951/2016 

sono state congiunte sotto il numero di riferimento A-3858/2016. 

I.  

Con scritto 29 luglio 2016, le FFS hanno postulato il rigetto del ricorso 

relativo alla procedura A-3858/2016, postulando la disgiunzione delle 

procedure A-2951/2016 e A-3858/2016, la verifica dell’ammissibilità del 

ricorso nella causa A-3858/2016 e – qualora questa venga confermata di 

principio – la scissione in due sezioni del progetto e il loro trattamento 

distinto, nonché la revoca dell’effetto sospensivo al ricorso 20 giugno 2016, 

vista l’urgenza del progetto e gli interessi preponderanti legati alla 

realizzazione e alla tempestiva messa in esercizio dell’elettrodotto su cui 

dipende l’apertura della Galleria del Ceneri. 

Con scritto 12 settembre 2016, le FFS hanno postulato anche il rigetto del 

ricorso relativo alla procedura A-2951/2016, ribadendo la richiesta di 

disgiunzione delle due procedure, nonché postulando la revoca dell’effetto 

sospensivo al ricorso 11 maggio 2016, per i motivi d’urgenza già evocati 

con scritto 29 luglio 2016. 

J.  

Con ordinanza 7 ottobre 2016, il Tribunale ha invitato l’UFT e i ricorrenti a 

pronunciarsi sulla richiesta di revoca dell’effetto sospensivo. 

K.  

Con scritto 12 ottobre 2016, le FFS hanno ribadito la loro richiesta di 

disgiunzione delle due procedure, precisando che la richiesta di revoca 

dell’effetto sospensivo è stata formulata in via incidentale per entrambi i 

ricorsi, per i motivi d’urgenza già evocati nei precedenti scritti. 

Con scritto 13 ottobre 2016, l’UFT ha indicato di sostenere la richiesta di 

revoca dell’effetto sospensivo avanzata dalle FFS, per i loro stessi motivi. 

L.  

Con decisione incidentale del 19 ottobre 2016, lo scrivente Tribunale ha 

revocato in via supercautelare l’effetto sospensivo ai due ricorsi 11 maggio 

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2016 e 20 giugno 2016, respingendo nel contempo la richiesta di disgiun-

zione delle due cause A-3858/2016 e A-2951/2016, nonché confermando 

a priori la legittimazione ricorsuale dei due ricorrenti. 

M.  

Con scritto 20 ottobre 2016, i ricorrenti hanno chiesto di respingere la 

richiesta di revoca dell’effetto sospensivo avanzata dalla controparte, non 

sussistendo i presupposti per tale revoca, rinnovando nel contempo le loro 

richieste di complementi istruttori, segnatamente le varie perizie tecniche 

concernenti l’internamento della linea elettrica. 

N.  

Con decisione incidentale del 27 ottobre 2016, lo scrivente Tribunale ha 

confermato la revoca in via cautelare dell’effetto sospensivo ai due ricorsi 

11 maggio 2016 e 20 giugno 2016, respingendo nel contempo le richieste 

di accertamenti peritali postulati dai ricorrenti, ritenendo l’incarto come già 

completo per statuire nel merito. Nel contempo, esso ha impartito ai 

ricorrenti un termine per presentare le loro eventuali osservazioni finali. 

O.  

Con istanza 14 novembre 2016, i ricorrenti hanno postulato la ricusa del 

giudice dell’istruzione, sollevando la sua prevenzione in rapporto al tenore 

delle due decisioni incidentali relative alla revoca dell’effetto sospensivo. 

Tale istanza, essendo rivelatosi infondata, è poi stata respinta dal Tribunale 

con decisione incidentale A-7023/2016 del 19 dicembre 2016. 

P.  

Con osservazioni finali del 13 marzo 2017, i ricorrenti hanno ribadito la loro 

posizione, nonché le loro richieste di prove peritali. 

Q.  

Con scritto 24 marzo 2017, le FFS hanno ribadito la loro posizione, 

contestando nuovamente la legittimazione ricorsuale dei ricorrenti nonché 

le loro osservazioni finali. 

R.  

Ulteriori fatti e argomentazioni verranno ripresi, per quanto necessario, nei 

considerandi in diritto del presente giudizio. 

  

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Diritto: 

1.  

1.1 Il Tribunale amministrativo federale giudica i ricorsi contro le decisioni 

ai sensi dell’art. 5 PA, emanate dalle autorità menzionate all’art. 33 LTAF, 

riservate le eccezioni di cui all’art. 32 LTAF (cfr. art. 31 LTAF). In 

particolare, le decisioni d’approvazione dei piani di costruzioni e impianti 

destinati esclusivamente o prevalentemente alla costruzione e all’esercizio 

di una ferrovia (impianti ferroviari) emanate dall’UFT sulla base degli 

artt. 18 segg. della legge federale del 20 dicembre 1957 sulle ferrovie 

(Lferr, RS 742.101), rispettivamente dell’art. 18i Lferr, sono impugnabili 

dinanzi al Tribunale (cfr. art. 33 lett. d LTAF). La procedura è retta dalla PA, 

in quanto la LTAF non disponga altrimenti (cfr. art. 37 LTAF). Lo scrivente 

Tribunale è pertanto competente per statuire in merito ai due ricorsi 

11 maggio 2016 e 20 giugno 2016 interposti contro le due decisioni 

d’approvazione dei piani dell’UFT del 7 aprile 2016 e del 18 maggio 2016, 

aventi per oggetto due elettrodotti preesistenti, per i quali è previsto 

l’innalzamento della tensione e/o la sostituzione.  

1.2 Il Tribunale amministrativo federale esamina d’ufficio sia la qualità per 

ricorrere, che la qualità di parte (cfr. [tra le tante] sentenza del TAF A-

4887/2011 del 2 maggio 2013 consid. 2 con rinvii). Nella misura in cui la 

legittimazione dei ricorrenti risulta tutt’ora contestata dalle FFS, malgrado 

quanto già sancito dal Tribunale con decisione incidentale del 19 ottobre 

2016, la stessa verrà qui nuovamente esaminata in dettaglio. 

1.2.1 Giusta l’art. 6 PA, sono parti le persone i cui diritti od obblighi potreb-

bero essere toccati dalla decisione o le altre persone, gli organismi e le 

autorità cui spetta un rimedio di diritto contro la decisione. In altre parole 

possono essere parti solo coloro che sono materialmente destinatari della 

decisione – ovvero coloro che hanno un interesse degno di protezione a 

che un dato rapporto giuridico venga disciplinato nella stessa – come pure 

coloro che sulla base dell’art. 48 PA risultano poi legittimati a ricorrere con-

tro la medesima (cfr. MARANTELLI/HUBER, in: Waldmann/Weissenberger 

[ed.], Praxiskommentar Verwaltungsverfahrensgesetz [VwVG; di seguito: 

Praxiskommentar VwVG], 2a ed. 2016, n. 3, 7 e 16 ad art. 6 PA; THIERRY 

TANQUEREL, Manuel de droit administratif, 2011, n. 1487 e segg.). Di fatto, 

la qualità di parte di cui all’art. 6 PA è definita in funzione della qualità per 

ricorrere di cui all’art. 48 PA (cfr. sentenza del TAF A-4887/2011 del 2 mag-

gio 2013 consid. 2.1.2; PIERMARCO ZEN-RUFFINEN, Droit administratif, 

Partie générale et éléments de procédure, 2a ed. 2013, n. 468 seg.). 

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1.2.2 Giusta l’art. 48 cpv. 1 PA, dispone della qualità per ricorrere chiunque 

ha partecipato al procedimento dinanzi all’autorità inferiore o è stato privato 

della possibilità di farlo (art. 48 cpv. 1 lett. a PA; aspetto formale della 

legittimazione), è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e ha 

un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modifica 

(art. 48 lett. b-c PA; aspetti materiali della legittimazione). Giusta l’art. 48 

cpv. 2 PA, ha inoltre diritto di ricorrere ogni persona, organizzazione o 

autorità cui un’altra legge federale riconosce tale diritto. 

Nell’ambito della procedura ordinaria di approvazione dei piani d’impianti 

ferroviari ai sensi degli artt. 18 segg. Lferr, sia i Comuni che i privati 

salvaguardano i loro interessi mediante opposizione (cfr. art. 18f cpv. 1 e 3 

Lferr), pena la perenzione del loro diritto di ricorso contro la decisione 

d’approvazione. Analogo discorso vale per la procedura semplificata ai 

sensi dell’art. 18i Lferr, ove l’autorità d’approvazione sottopone il progetto 

agli interessati, i quali possono fare opposizione (cfr. art. 18i cpv. 3 Lferr). 

Anche in tale contesto, i Comuni – se interessati dal progetto – preservano 

i loro interessi mediante opposizione (cfr. art. 18i cpv. 4 Lferr in combinato 

disposto con l’art. 18f cpv. 3 Lferr). Qualora nell’ambito della procedura 

semplifica l’autorità d’approvazione dei piani decida tuttavia di non indire 

una procedura d’opposizione, i diretti interessati – non potendo allora fare 

opposizione al progetto – preservano i loro diritti impugnando con ricorso 

direttamente la decisione d’approvazione dei piani dinanzi al Tribunale 

amministrativo federale. 

Una collettività pubblica può prevalersi dell’art. 48 PA quando agisce in 

qualità di detentrice della sovranità pubblica e dispone di un interesse 

proprio degno di protezione all’annullamento o alla modifica dell’atto impu-

gnato (cfr. DTF 135 II 156 consid. 3.1). Tale è il caso quando il Comune, 

che rappresenta gli interessi dei suoi abitanti, si oppone ad un progetto che 

provoca immissioni importanti sul territorio comunale che toccano l’insieme 

o gran parte degli abitanti (cfr. DTF 131 II 753 consid. 4.3.3). Il livello delle 

immissioni considerate nell’ambito dell’art. 48 PA non si riferisce ai valori 

d’esposizione definiti dalla legislazione; è sufficiente che dette immissioni 

possano essere percepite (cfr. DTF 124 II 293 consid. 3c; sentenza del 

TAF A-6508/2012 del 12 marzo 2014 consid. 1.2 con rinvii).  

1.2.3 In concreto, oggetto del litigio sono le due decisioni di approvazione 

dei piani dell’UFT del 7 aprile 2016 (prima decisione) e del 18 maggio 2016 

(seconda decisione) concernenti due elettrodotti preesistenti ubicati nel 

Cantone Ticino. Più nel dettaglio, la prima decisione – pronunciata dall’UFT 

nell’ambito di una procedura ordinaria – concerne la linea di trasporto 

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132 kV Giubiasco – Vezia, ossia la tratta tra il palo n. 82 e il palo n. 94, il 

cui tracciato attraversa l’attuale Comune di Monteceneri. Il progetto preve-

de la sostituzione dell’elettrodotto esistente e l’innalzamento della tensione 

di esercizio da 66 kV a 132 kV, senza modifica del tracciato. La seconda 

decisione – pronunciata dall’UFT nell’ambito di una procedura semplificata 

– riguarda invece la linea UL282/285 Giubiasco – Cadenazzo, per la quale 

è previsto il solo innalzamento della tensione di esercizio da 66 kV a 

132 KV dei due circuiti che partono dalla centrare convertitrice di Giubiasco 

fino a Cadenazzo e del circuito Cadenazzo-Monteceneri (Bironico). 

Come già rilevato con decisione incidentale del 19 ottobre 2016, lo scri-

vente Tribunale ribadisce che le tratte delle due linee elettriche in questione 

sono almeno in parte ubicate sul territorio comunale del ricorrente 1, ente 

pubblico, rispettivamente possono potenzialmente provocare immissioni 

importanti sul territorio comunale che toccano l’insieme o gran parte degli 

abitanti. Il ricorrente 1 risulta pertanto indubbiamente toccato dai due 

progetti in questione e ha un interesse degno di protezione a che le due 

decisioni impugnate vengano annullate (cfr. consid. 1.2.2 che precede). 

Analogo discorso vale altresì per la ricorrente 2, nella misura in cui trattasi 

di una parrocchia ubicata nel territorio del Comune di Monteceneri (ex 

Comune di Bironico), i cui membri – abitando verosimilmente in maggio-

ranza in detto Comune – possono anch’essi potenzialmente percepire le 

immissioni dei due impianti elettrici ferroviari in questione (cfr. consid. 1.2.2 

che precede). In tali circostanze, contrariamente a quanto sostenuto a più 

riprese dalle FFS (cfr. scritti 29 luglio 2016, 12 settembre 2016, 24 marzo 

2017, ecc.), il fatto che una parte della linea elettrica oggetto della seconda 

decisione non sia ubicata sul territorio del Comune di Monteceneri, nulla 

muta a tale conclusione. Lo scrivente Tribunale non intravvede infatti alcun 

valido motivo per ritenere i ricorrenti come non toccati dai due progetti in 

esame, sicché si deve ritenere che gli stessi adempiono i requisiti materiali 

dell’art. 48 cpv. 1 lett. b e c PA. 

Poiché i ricorrenti hanno poi presentato opposizione nella procedura 

ordinaria relativa alla prima decisione, gli stessi adempiono pure il requisito 

formale dell’art. 48 cpv. 1 lett. a PA. Analogo discorso vale altresì per la 

seconda decisione, con le seguenti precisazioni: nell’ambito della proce-

dura semplificata, l’UFT non ha ritenuto necessario indire una procedura 

d’opposizione, sicché i ricorrenti non sono stati consultati al riguardo. 

Orbene, non avendo potuto presentare opposizione al progetto, i ricorrenti 

sono stati privati della possibilità di partecipare alla procedura dinanzi 

all’UFT ai sensi dell’art. 48 cpv. 1 lett. a PA. In tale particolare contesto, è 

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dunque a giusta ragione che i ricorrenti hanno impugnato direttamente la 

seconda decisione dinanzi al Tribunale (cfr. consid. 1.2.2 che precede). 

Visto quanto precede, ai due ricorrenti va dunque riconosciuta la legittima-

zione ricorsuale per entrambe le decisioni impugnate. 

1.3 Nella fattispecie, i ricorrenti hanno impugnato congiuntamente due 

decisioni d’approvazione dei piani dell’UFT dinanzi al Tribunale, e meglio: 

la decisione del 7 aprile 2016 con ricorso 11 maggio 2016, la decisione del 

18 maggio 2016 con ricorso il 20 giugno 2016.  

Dal loro esame, risulta chiaramente che gli stessi sono stati interposti 

tempestivamente (art. 20 segg., art. 50 PA). In tale contesto la questione a 

sapere se la decisione d’approvazione dei piani del 20 giugno 2016 sia 

stata o meno validamente notificata alla ricorrente 2, rispettivamente se il 

termine di ricorso nei suoi confronti abbia già iniziato a decorrere, può 

rimanere qui aperta (cfr. ricorso 20 giugno 2016, punti n. 27-30). Tale 

censura verrà dunque esaminata dal Tribunale soltanto dal punto di vista 

della violazione del diritto di essere sentito del ricorrente 2 (cfr. consid. 3.3 

del presente giudizio). 

Il loro esame rileva poi che il ricorso 11 maggio 2016 adempie di principio 

– ossia, salvo alcune censure sollevate soltanto in maniera del tutto 

generica e non circostanziata, che verranno evidenziate nel proseguo dal 

Tribunale (cfr. consid. 4.3.2 del presente giudizio) – alle esigenze di forma 

e di contenuto di cui all’art. 52 PA. Ciò non è tuttavia il caso del ricorso 

20 giugno 2016. Se in detto ricorso i ricorrenti sollevano una puntuale 

violazione del loro diritto di essere sentiti, tuttavia per il resto essi rinviano 

in maniera del tutto generica ai gravami adotti nel ricorso 11 maggio 2016: 

essi ritengono l’innalzamento della tensione della linea elettrica 

« UL282/285 Giubiasco-Cadenazzo » non possibile senza misure costrutti-

ve e fuori norma, senza tuttavia apportarne la prova o circostanziare dette 

censure. Così facendo, i ricorrenti non adempiono al loro dovere di 

motivare il ricorso, ciò che ne rende difficile un esame puntuale da parte 

del Tribunale (cfr. in merito ai requisiti dell’art. 52 PA, sentenza del TAF A-

1876/2013 del 6 gennaio 2014 consid. 1.3.1). In tali circostanze, l’esame 

del Tribunale si concentrerà materialmente sui gravami sollevati nel ricorso 

11 maggio 2016. I generici gravami sollevati nel ricorso 20 giugno 2016 

sono irricevibili, sicché verranno esaminati soltanto per quanto possibile. 

Su riserva di quanto precisato in merito al loro contenuto, i due ricorsi 

risultano ricevibili in ordine. 

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Pagina 10 

2.  

2.1 Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere 

invocati la violazione del diritto federale, l’accertamento inesatto o 

incompleto di fatti giuridicamente rilevanti nonché l’inadeguatezza, a 

condizione tuttavia che la decisione impugnata non sia stata emanata da 

un’autorità cantonale in veste di autorità di ricorso (cfr. art. 49 PA; 

cfr. ANDRÉ MOSER/MICHAEL BEUSCH/LORENZ KNEUBÜHLER, Prozessieren 

vor dem Bundesverwaltungsgericht, 2a ed. 2013, n. 2.149). 

2.2 Nell’ambito di procedure d’approvazione di piani, il potere d’apprez-

zamento dell’autorità di prima istanza è ampio, segnatamente per quanto 

riguarda questioni tecniche per le quali dispone delle necessarie 

conoscenze (cfr. DTF 135 II 296 consid. 4.4.3; sentenza del TAF A-

523/2010 del 19 ottobre 2010 consid. 4; BENJAMIN SCHINDLER in: 

Auer/Müller/Schindler [ed.], Kommentar zum Bundesgesetz über das 

Verwaltungsverfahren, 2008 [di seguito: Kommentar VwVG], n. 9 ad art. 49 

PA). In tali circostanze, lo scrivente Tribunale non sostituisce senza 

necessità il proprio potere d’apprezzamento a quello dell’autorità inferiore, 

per quanto attiene alle questioni tecniche (cfr. sentenza del TAF A-

3713/2008 del 15 giugno 2011 consid. 4). 

Analogo discorso vale altresì per quanto attiene al potere d’apprezzamento 

delle autorità specializzate intervenute nell’ambito della procedura d’appro-

vazione dei piani in oggetto. Il pieno potere d’esame non implica, quindi, 

che lo scrivente Tribunale sostituisca il proprio apprezzamento a quello 

delle autorità specializzate di prima istanza allorquando – come in casu – 

si tratta d’apprezzare questioni che richiedono specifiche conoscenze 

(cfr. sentenza del TAF A-194/2008 del 14 dicembre 2011 consid. 3 con 

rinvii). Va inoltre considerato che, quale autorità giudiziaria, lo scrivente 

Tribunale non è un’autorità di pianificazione (cfr. DTF 129 II 331 con-

sid. 3.2) né tantomeno autorità di vigilanza in materia ambientale. Ne 

discende che complementi di prova, quali perizie, devono essere ordinati 

o valutati solo eccezionalmente, quando tali mezzi di prova sono vera-

mente necessari ad una corretta applicazione della legge (cfr. sentenza del 

TAF A-194/2008 del 14 dicembre 2011 consid. 3 con rinvii). 

2.3 Considerato quanto precede e conformemente all’art. 62 PA, lo 

scrivente Tribunale non è legato né alle conclusioni né alle argomentazioni 

delle parti o dell’autorità di prima istanza, secondo il principio iura novit 

curia. L’atto impugnato viene tuttavia esaminato soltanto nel quadro dei 

gravami adotti e l’esame del diritto non viene esteso nella misura in cui i 

motivi avanzati o l’incarto non contengano indizi propri ad incitare il 

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Pagina 11 

Tribunale statuente a procedere in questo senso (cfr. DTF 122 V 157 

consid. 1a; DTAF 2007/27 consid. 3.3; sentenza del TAF A-1851/2006 del 

18 ottobre 2010 consid. 1.3; PIERRE MOOR/ETIENNE POLTIER, Droit 

administratif, vol. II, 3a ed. 2011, pag. 300 segg.). 

3.  

Innanzitutto i ricorrenti sollevano varie violazioni del loro diritto di essere 

sentiti in relazione ad entrambe le decisioni impugnate.  

3.1 Il diritto di essere sentito è una garanzia di natura formale, la cui viola-

zione implica, di principio, l’annullamento della decisione resa dall’autorità, 

indipendentemente dalle possibilità di successo del ricorso nel merito 

(cfr. DTF 132 V 387 consid. 5.1 con rinvii; DTAF 2009/36 consid. 7). Tale 

doglianza deve quindi essere esaminata prioritariamente dall’autorità di 

ricorso (cfr. DTF 127 V 431 consid. 3d/aa; 124 I 49 consid. 1). 

Detto diritto, sancito dall’art. 29 cpv. 2 Cost., garantisce all’interessato il 

diritto di esprimersi prima che sia resa una decisione sfavorevole nei suoi 

confronti (cfr. artt. 29 e 30 PA), il diritto di prendere visione dell’incarto 

(cfr. art. 26 PA), la facoltà di offrire mezzi di prova su fatti suscettibili di 

influire sul giudizio, di esigerne l’assunzione, di partecipare alla loro assun-

zione e di potersi esprimere sulle relative risultanze, nella misura in cui 

esse possano influire sulla decisione (cfr. artt. 18 e 29 PA), nonché di 

ottenere una decisione motivata (cfr. art. 35 PA; DTF 142 III 48 con-

sid. 4.1.1 con rinvii; 135 II 286 consid. 5.1 con rinvii; sentenze del TF 

4A_35/2010 del 19 maggio 2010; 8C_321/2009 del 9 settembre 2009; 

sentenze del TAF A-5508/2015 del 10 maggio 2017 consid. 2.3.1; A-

7094/2010 del 21 gennaio 2011 consid. 3.2 con rinvii; THIERRY TANQUEREL, 

Manuel de droit administratif, 2011, n. 1528 segg.). Tale garanzia non serve 

solo a chiarire i fatti, bensì rappresenta anche un diritto individuale di 

partecipare alla pronuncia di una decisione mirata sulla persona in quanto 

tale. Il diritto di essere sentito è quindi da un lato, il mezzo d’istruzione della 

causa, dall’altro un diritto della parte di partecipare all’emanazione della 

decisione che concerne la sua situazione giuridica. Garantisce l’equità del 

procedimento (cfr. ADELIO SCOLARI, Diritto amministrativo, Parte generale, 

2002, n. 483 seg. con rinvii). 

A titolo eccezionale, la violazione del diritto di essere sentito può essere 

sanata nella procedura di ricorso, se i motivi determinanti sono stati addotti 

in risposta dall’autorità, se il ricorrente ha potuto commentarli in un succes-

sivo memoriale e, soprattutto, se il potere d’esame della giurisdizione 

competente non è più ristretto di quello dell’istanza inferiore (cfr. sentenza 

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Pagina 12 

del TF 1C_104/2010 del 29 aprile 2010 consid. 2.1; DTF 133 I 201 

consid. 2.2; [tra le tante] sentenza del TAF A-1876/2013 del 6 gennaio 

2015 consid. 3.5 con rinvii). 

3.2 In rapporto alla prima decisione d’approvazione dei piani del 7 aprile 

2016, i ricorrenti ritengono che l’UFT non si sia a torto pronunciata su tutte 

le censure da loro sollevate con opposizione 4 ottobre 2010, sicché la deci-

sione sarebbe carente dal profilo della motivazione. L’UFT si sarebbe infatti 

limitato a verificare la questione dell’interramento della linea (cfr. ricorso 

11 maggio 2016, introduzione e punti n. 6 segg.; osservazioni 13 marzo 

2017 allo scritto 27 giugno 2016 dell’UFT, punti n. 13 segg.). Essi ritengono 

inoltre di non aver avuto accesso a tutti gli atti dell’incarto, nella misura in 

cui la decisone impugnata citerebbe dei documenti da essi mai esaminati. 

Essi hanno pertanto postulato di poterli esaminare in sede ricorsuale, 

prendendo posizione al riguardo (cfr. ricorso 11 maggio 2016, introduzione 

e punti n. 99 segg.).  

3.2.1 Per quanto concerne l’asserita carenza di motivazione (in rapporto 

alla motivazione sufficiente, cfr. [tra le tante] sentenza del TAF A-

2078/2016 del 1° novembre 2016 consid. 3.2 con rinvii), lo scrivente 

Tribunale rileva quanto segue. In concreto, l’UFT si è pronunciato sul 

progetto in oggetto la prima volta con decisione parziale del 23 agosto 

2013 – decisione nel frattempo cresciuta in giudicato – e la seconda volta 

con decisione del 7 aprile 2016, oggetto del ricorso 11 maggio 2016. Come 

verrà in seguito precisato dal Tribunale (cfr. considd. 4, 5, e 7 del presente 

giudizio), se è vero che nella seconda decisione l’UFT si è principalmente 

concentrato sulla questione dell’eventuale interramento dell’elettrodotto, 

vero è anche che nella stessa ha trattato le censure sollevate dai ricorrenti, 

per quanto pertinenti e non ancora evase con la prima decisione. In effetti, 

nella prima decisione l’UFT ha già avuto modo di esaminare in dettaglio il 

progetto, in particolare la sua compatibilità dal profilo pianificatorio, 

ambientale e paesaggistico, così come peraltro richiesto dai ricorrenti. In 

tali circostanze, la decisione impugnata risulta sufficientemente motivata, 

sicché non è ravvisabile alcuna violazione del loro diritto di essere sentiti. 

Anche ad avere ancora dubbi al riguardo, ogni carenza nella motivazione 

andrebbe comunque considerata come sanata in sede ricorsuale: con 

risposta 29 giugno 2016, l’UFT si è infatti pronunciato espressamente sulle 

singole censure sollevate dai ricorrenti, i quali a loro volta hanno avuto 

l’occasione di esprimersi a più riprese al riguardo. Detta censura va dunque 

respinta. 

A-3858/2016 

Pagina 13 

3.2.2 Circa il mancato accesso agli atti dell’incarto (in rapporto al diritto di 

accesso agli atti dell’incarto, cfr. [tra le tante] sentenza del TAF A-

2878/2013 del 21 novembre 2013 del consid. 3.2.1 con rinvii), lo scrivente 

Tribunale non può che constatare come detta censura sia stata espressa 

dai ricorrenti in maniera generica, senza indicazione precisa degli atti che 

gli stessi non avrebbero potuto esaminare, in completo contrasto con 

quanto richiesto dall’art. 52 PA. In tali circostanze, per il Tribunale risulta 

impossibile verificare il ben fondato della loro censura, lo stesso non 

potendo determinare gli atti in questione. Sennonché, detta questione può 

comunque qui rimanere aperta, nella misura in cui ogni eventuale 

violazione del loro diritto di essere sentiti è stata sanata in sede ricorsuale. 

In tale contesto, i ricorrenti hanno infatti avuto l’accesso completo 

all’incarto, come pure la possibilità di esprimersi al riguardo a più riprese. 

Anche detta censura va pertanto qui respinta. 

3.3 In rapporto alla seconda decisione d’approvazione dei piani del 

18 maggio 2016, i ricorrenti ritengono che l’UFT abbia violato il loro diritto 

di essere sentiti, in quanto non solo non gli avrebbe intimato i piani oggetto 

di approvazione, ma neppure li avrebbe consultati prima di emanare la 

predetta decisione, poi notificata in copia unicamente al ricorrente 1, ma 

non alla ricorrente 2. I ricorrenti chiedono formalmente di poter accedere 

all’incarto in sede ricorsuale, con assegnazione di un termine per comple-

tare il loro gravame (cfr. ricorso 20 giugno 2016, punti n. 4-5 e 7 segg.).  

Al riguardo lo scrivente Tribunale rileva quanto segue. Come visto, la 

decisione d’approvazione dei piani del 18 maggio 2016 è stata emanata 

nell’ambito di una procedura semplificata ai sensi dell’art. 18i Lferr, nella 

misura in cui il progetto prevede unicamente l’innalzamento della tensione 

da 66 kV a 132 kV, senza alcuna misura costruttiva o modifica dell’attuale 

tracciato dell’elettrodotto. Con risposta 28 luglio 2015, l’UFT ha precisato 

che originariamente la linea approvata allora nel 1984 era già stata 

predisposta per l’innalzamento della tensione a 132 kV, così come 

risultante dall’atto n. 2 prodotto in allegato. In tale particolare contesto, 

l’UFT non ha pertanto ritenuto utile indire una procedura d’opposizione, né 

chiedere un parere al Cantone e ai Comuni interessati. Orbene, contra-

riamente a quanto sostenuto dai ricorrenti, tale modo di procedere appare 

conforme all’art. 18i Lferr (cfr. consid. 1.2.2 del presente giudizio), sicché 

non è ravvisabile alcuna violazione del loro diritto di essere sentiti. Come 

visto, i Comuni preservano i loro interessi – qualora l’occasione di inoltrare 

opposizione non sia stata loro concessa – impugnando direttamente la 

decisione di approvazione dei piani. È poi nel contesto della procedura di 

ricorso che gli stessi possono ottenere accesso agli atti dell’incarto, non 

A-3858/2016 

Pagina 14 

notificatogli in precedenza. Non essendo parti alla procedura semplificata, 

ai Comuni territorialmente interessati dal progetto in esame la relativa 

decisione d’approvazione viene notificata soltanto per conoscenza. In tali 

circostanze, il fatto che la decisione impugnata sia stata notificata per 

conoscenza solo al ricorrente 1 – quale Comune territorialmente interes-

sato dalla linea elettrica in questione – non ha nulla di sorprendente. Certo 

è, in ogni caso, che detta evenienza non ha impedito ad entrambi i ricorrenti 

di impugnare tempestivamente la decisione dinanzi al Tribunale. Ciò 

sancito, anche ad avere ancora dubbi al riguardo, nella misura in cui i 

ricorrenti hanno avuto accesso all’incarto nonché l’occasione di contestare 

il progetto in questione nell’ambito della presente procedura di ricorso, ogni 

eventuale violazione del loro diritto di essere sentiti va considerata come 

sanata. Tale censura va pertanto qui respinta. 

3.4 In rapporto alla prima decisione d’approvazione dei piani del 7 aprile 

2016, i ricorrenti hanno altresì postulato la traduzione in lingua italiana del 

rapporto sulla risonanza a cura della controparte denominato « Resonanz-

problematik im SBB Energienetz » stato 24 settembre 2012 e della perizia 

a cura dell’Università Tecnica di Graz denominata « Gutachten über 

Resonanzproblematik im Übertragungsnetz der SBB » del 5 dicembre 

2013, entrambi redatti in lingua tedesca, rispettivamente la loro esclusione 

dagli atti dell’incarto (cfr. ricorso dell’11 maggio 2016, punti n. 151-155). Su 

detta questione, il Tribunale si è già pronunciato con decisione incidentale 

del 27 ottobre 2016, ove ha respinto la richiesta, in quanto nell’ambito del 

diritto amministrativo non sussiste alcun diritto alla traduzione di un atto, 

allorquando lo stesso è redatto in una lingua nazionale. In tali circostanze 

la censura va considerata come già evasa, sicché non vi è luogo di 

attardarsi ulteriormente al riguardo. 

3.5 Sempre in rapporto alla prima decisione d’approvazione dei piani del 

7 aprile 2016, da ultimo i ricorrenti hanno postulato la produzione della 

direttiva dell’UFT relativa all’art. 3 dell’ordinanza del 2 febbraio 2010 sulla 

procedura di approvazione dei piani di impianti ferroviari (OPAPIF, RS 

742.142.1) in vigore al momento della pubblicazione della domanda 

d’approvazione dei piani, la stessa essendo solo reperibile nella sua 

versione valida da luglio 2013 (cfr. ricorso 11 maggio 2016, punto n. 170). 

Poiché, con risposta 29 giugno 2016, l’UFT ha dato seguito a detta 

richiesta e i ricorrenti hanno ancora avuto modo di esprimersi al riguardo, 

detta censura va qui considerata come evasa ed ogni eventuale violazione 

del loro diritto di essere sentiti come sanata. 

 

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Pagina 15 

4.  

Contro la decisione d’approvazione dei piani del 7 aprile 2016, i ricorrenti 

sollevano varie eccezioni d’ordine in rapporto alla procedura d’approva-

zione dei piani, in quanto ritengono che le FFS non avrebbero ossequiato 

l’obbligo di provvedere agli atti preparatori, quali il corretto picchettamento 

(cfr. consid. 4.2 che segue) e la produzione di una documentazione 

completa con la domanda di approvazione dei piani (cfr. consid. 4.3 che 

segue). Prima di pronunciarsi al riguardo, il Tribunale richiamerà i principi 

qui applicabili (cfr. consid. 4.1 che segue).  

4.1  

4.1.1 In virtù dei principi di coordinamento istituiti con l’entrata in vigore il 

1° gennaio 2000 della legge federale del 18 giugno 1999 sul coordinamen-

to e la semplificazione delle procedure d’approvazione dei piani (LCoord, 

RU 1999 3071), l’autorità d’approvazione dei piani, in qualità di autorità 

unica, controlla il rispetto della legislazione federale pertinente nel suo 

insieme, mediante in particolare la consultazione delle autorità 

specializzate normalmente competenti per applicare le legislazioni 

particolari – e numerose – che possono essere applicabili ai progetti 

d’infrastrutture. Essa decide non solo sulla compatibilità del progetto alla 

legislazione federale, ma pure sull’espropriazione. Per contro, la 

determinazione dell’indennità per espropriazione formale spetta alla 

Commissione federale di stima del circondario competente (cfr. Messaggio 

del 25 febbraio 1998 concernente la legge federale sul coordinamento e la 

semplificazione delle procedure d’approvazione dei piani, in: FF 1998 II 

2029, 2038 [di seguito: Messaggio LCoord]; cfr. [tra le tante] sentenza del 

TAF A-3197/2014 del 22 febbraio 2016 consid. 3.1 con rinvii). 

4.1.2 Per quanto attiene alle costruzioni e gli impianti, compresi quelli 

elettrici a corrente forte e a corrente debole, destinati esclusivamente o 

prevalentemente alla costruzione e all’esercizio di una ferrovia – ossia gli 

impianti ferroviari – la procedura di approvazione dei piani è retta dagli 

artt. 18 segg. Lferr, dall’OPAPIF e, in subordine, dalla legge federale del 

20 giugno 1930 sulla espropriazione (LEspr, RS 711; cfr. art. 18a Lferr; 

art. 1 OPAPIF; art. 6 cpv. 1 dell’ordinanza del 23 novembre 1983 sulla 

costruzione e l’esercizio delle ferrovie (Oferr, RS 742.141.1). La decisione 

d’approvazione dei piani compete all’UFT, il quale decide simultaneamente 

circa le opposizioni relative al diritto di espropriazione e dunque anche 

sull’entità dell’espropriazione (cfr. art. 18 cpv. 2 e 3 Lferr, art. 18h Lferr). 

In quanto tale, una decisione d’approvazione dei piani approva, nel suo 

dispositivo, i piani che raffigurano il progetto oggetto della decisione e che 

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Pagina 16 

dapprima sono stati sottoposti all’esposizione pubblica, accompagnati dei 

documenti che devono consentire il controllo dei vari punti elencati all’art. 6 

cpv. 2 Oferr e all’art. 3 OPAPIF. Dal profilo tecnico, in presenza di un 

impianto ferroviario, l’UFT esamina se le disposizioni della legislazione 

sulle ferrovie e sull’elettricità sono adempiute, in particolare le disposizioni 

d’esecuzione del 15 dicembre 1983 dell’ordinanza sulle ferrovie (DE-Oferr, 

RS 742.141.11). Con l’approvazione dei piani sono rilasciate tutte le 

autorizzazioni necessarie secondo il diritto federale (cfr. art. 18 cpv. 3 

Lferr). Non è tuttavia necessaria alcuna autorizzazione o piano del diritto 

cantonale. Va tenuto conto del diritto cantonale per quanto esso non limiti 

in modo sproporzionato l’adempimento dei compiti dell’impresa ferroviaria 

(cfr. art. 18 cpv. 4 Lferr). In definitiva, l’approvazione dei piani chiude la 

procedura e riveste valore di licenza di costruzione (cfr. art. 6 cpv. 5 Oferr). 

4.1.3 Di regola, l’approvazione dei piani relativi a degli impianti ferroviari 

comporta una procedura ordinaria ai sensi degli artt. 18a – art. 18h Lferr. 

Nel caso particolare di progetti di costruzioni e impianti limitati localmente 

e che concernono pochi interessati chiaramente individuabili (cfr. art. 18i 

cpv. 1 lett. a Lferr), di impianti ferroviari la cui modifica o trasformazione 

della destinazione non alterano in maniera sostanziale l'aspetto esterno, 

non ledono interessi degni di protezione di terzi e hanno soltanto 

ripercussioni insignificanti sulla pianificazione del territorio e sull’ambiente 

(cfr. art. 18i cpv. 1 lett. b Lferr) o di impianti ferroviari che sono rimossi entro 

tre anni al più tardi (cfr. art. 18i cpv. 1 lett. c Lferr), si applica invece la 

procedura semplificata prevista all’art. 18i Lferr. 

4.1.4 Come già precisato (cfr. consid. 1.2.2 del presente giudizio), nell’am-

bito della procedura ordinaria di approvazione dei piani d’impianti ferroviari 

ex art. 18 segg. Lferr, sia i Comuni che i privati salvaguardano i loro 

interessi mediante opposizione (cfr. art. 18f cpv. 1 e 3 Lferr). Nell’ambito 

invece della procedura semplificata ex art. 18i Lferr, l’autorità d’approva-

zione indice una procedura d’opposizione per quanto necessario. In tale 

particolare contesto, i Cantoni e Comuni vengono consultati alla stregua 

delle autorità specializzate, soltanto se l’autorità d’approvazione lo reputa 

necessario (cfr. art. 18i cpv. 3 Lferr). 

4.1.5 Giusta l’art. 18c cpv. 1 Lferr, prima del deposito pubblico della 

domanda, l’impresa di costruzioni deve mettere in evidenza, mediante 

picchettamento e, per gli edifici, mediante l’indicazione dei profili, le 

modifiche del terreno necessarie per l’opera progettata. In virtù dell’art. 4 

OPAPIF, le seguenti prescrizioni si applicano al picchettamento di cui 

all’art. 18c cpv. 1 Lferr: (lett. a) le delimitazioni delle proprietà fondiarie da 

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Pagina 17 

acquisire nonché tutte le superfici ad esse appartenenti necessarie ai fini 

delle misure di sostituzione ecologiche devono apparire chiaramente; 

(lett. b) i bordi esterni degli edifici e delle opere di costruzione che fanno 

parte dell’impianto, eccettuati i supporti delle linee a grande portata e di 

alta tensione, devono essere contrassegnati mediante profili; (lett. c) 

qualora sia necessario procedere a un dissodamento del terreno, si devono 

indicare le superfici interessate e gli alberi che devono essere asportati.  

4.1.6 Giusta l’art. 3 cpv. 1 OPAPIF, la domanda d’approvazione dei piani 

deve contenere tutti i dati necessari alla valutazione del progetto, ossia i 

documenti precisati al suo cpv. 2. Per quanto concerne gli impianti elettrici 

– quali impianti ferroviari – il punto n. 54 della direttiva dell’UFT relativa 

all’art. 3 dell’OPAPIF del 1° marzo 2000, Requisiti per le domande 

d’approvazione dei piani (di seguito: Dir. OPAPIF), nel suo stato in vigore 

al momento dell’approvazione dei piani pronunciata con decisione 7 aprile 

2016 (cfr. doc. C prodotto dall’UFT con risposta 29 giugno 2016), precisa il 

contenuto dei documenti necessari all’approvazione dei piani. Detta 

versione della Dir. OPAPIF non contiene tuttavia alcuna disposizione circa 

il picchettamento, sicché determinanti al riguardo sono in concreto l’art. 18c 

cpv. 1 Lferr e l’art. 4 OPAPIF. 

4.2  

4.2.1 I ricorrenti ritengono innanzitutto che le FFS non avrebbero ottem-

perato al loro dovere di procedere al corretto picchettamento del progetto, 

atto preparatorio irrinunciabile della procedura d’approvazione dei piani, 

violando in tal modo l’art. 18c cpv. 1 Lferr, l’art. 3 cpv. 1 OPAPIF e l’art. 4 

OPAPIF. A loro avviso, le planimetrie e il piano di situazione non sarebbero 

sufficienti per soddisfare l’esigenza di picchettamento medesimo, così 

come invece ritenuto dalle FFS con domanda di approvazione dei piani del 

14 giugno 2010 (cfr. atto n. 1 dell’inc. UFT). Dai documenti prodotti dalle 

FFS – segnatamente l’allegato dei piani n. 35 « Caratteristiche dell’elettro-

dotto », ove sono raffigurati i nuovi pali attuali e quelli futuri – non si 

potrebbe desumere con sufficienza chiarezza né la differenza tra i pali 

attuali e quelli futuri, né l’impatto dell’inserimento degli stessi nel tessuto 

urbano del Comune di Monteceneri. I paletti seminascosti posati dalle FFS 

prima della pubblicazione dei piani non permettono in ogni caso di ritenere 

il picchettamento come avvenuto correttamente. Gli inserimenti fotogra-

fici/fotomontaggi prodotti dalle FFS solo durante l’udienza di conciliazione 

del 21 marzo 2012 non concernerebbero le zone più toccate dal progetto, 

bensì unicamente parti meno toccate: detti allegati non permetterebbero 

dunque di farsi un’idea dell’impatto visivo della nuova linea elettrica. Il fatto 

poi che si tratta di un potenziamento della linea non giustificherebbe di 

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Pagina 18 

prescindere dal picchettamento. Mancherebbe dunque un qualsiasi 

documento permettente di farsi un’idea circa la reale portata del progetto, 

sicché la decisione impugnata andrebbe annullata e gli atti rinviati alle FFS 

affinché le stesse completino la documentazione prima di procedere ad 

una nuova pubblicazione (cfr. ricorso 11 maggio 2016, punti n. 156-169).  

4.2.2 Al riguardo, nella decisione d’approvazione dei piani del 7 aprile 2016 

l’UFT ha constatato come le FFS hanno provveduto a eseguire il picchetta-

mento prima della pubblicazione del progetto conformemente all’art. 18c 

Lferr, allegando al progetto la documentazione richiesta dalla Dir. OPAPIF 

(cfr. decisione impugnata del 7 aprile 2016, consid. 4.1, punto n. 8). Con 

risposta 29 giugno 2016, l’UFT ha ribadito che al momento del deposito 

della domanda di approvazione la Dir. OPAPIF non faceva ancora 

riferimento al picchettamento, sicché determinanti erano l’art. 18c cpv. 1 

Lferr e l’art. 4 OPAPIF, rispettati al momento della pubblicazione. Circa il 

picchettamento eseguito dalle FFS, l’UFT ha precisato che, secondo la 

prassi, « […] per ragioni di sicurezza il picchettamento delle linee di 

trasporto ad alta tensione non può venir eseguito con classici pali in legno 

che mostrano le effettive altezze del futuro elettrodotto (rischi di collisioni 

con l’alta tensione. Nella fattispecie si evince dal concetto di picchettamen-

to (pag. 30, cifra 14 del rapporto tecnico e di sicurezza) che per il centro 

dei pali del futuro elettrodotto è previsto un picchetto con testa pitturata di 

rosso e di un paletto munito del numero del sostegno e dell’indicazione del 

palo […] » (cfr. risposta 29 giugno 2016, punti n. 3.1 e 5). 

4.2.3 Dal canto suo, il Tribunale non può che condividere quanto già 

sancito dall’UFT: nella misura in cui si tratta del progetto di una linea ad 

alta tensione, non vi è chi non veda come un classico picchettamento – ad 

esempio come nel caso della costruzione di un edificio – non possa essere 

richiesto, lo stesso non essendo appropriato per ragioni di sicurezza. Ciò 

premesso, nella misura in cui l’UFT ha già avuto modo di constatare il 

corretto picchettamento da parte delle FFS prima della pubblicazione, il 

Tribunale non intravvede alcun valido motivo per ritenere il contrario 

(cfr. consid. 2.2 del presente giudizio).  

Inoltre, se è vero che il picchettamento deve permettere agli interessati di 

farsi un’idea della portata del progetto, vero è anche che detta portata può 

altresì risultare dai documenti allegati alla domanda di approvazione dei 

piani, come nel caso che qui ci occupa. Non va infatti dimenticato che è 

l’insieme degli atti allegati alla domanda d’approvazione a dover 

permettere la valutazione del progetto (cfr. art. 3 cpv. 1 OPAPIF). Come 

giustamente rilevato dall’UFT, al punto n. 14 del rapporto tecnico e di 

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Pagina 19 

sicurezza (cfr. atto n. 2 dell’incarto ISP n. 1118450 / LT 132 kV Giubiasco-

Vezia delle FFS del 10 giugno 2010, allegato alla domanda d’approvazione 

dei piani del 14 giugno 2010 [di seguito: inc. ISP], scatola 1/2) viene 

espressamente indicato il concetto di picchettamento applicato nel caso 

specifico. Al punto n. 19 di detto documento sono peraltro precisate le di-

stanze minime da rispettare dai vari fabbricati. Dalla tabella riassuntiva con 

numero di pali e altezza fuori terra (cfr. atto n. 4d dell’inc. ISP, scatola 1/2), 

come pure dalle varie planimetrie risulta poi in che misura la linea elettrica 

esistente verrà modificata (cfr. in particolare, per quanto concerne l’ex 

Comune di Bironico, atti n. 6, 16, 28, 35 dell’inc. ISP, scatola 1/2), tant’è 

che gli stessi ricorrenti ne hanno contestato – puntualmente e senza 

apparenti problemi – la posizione, l’altezza e l’ubicazione nei pressi della 

chiesa e della scuola del Comune di Monteceneri (ex Comune di Bironico; 

cfr. ricorso 11 maggio 2016, in particolare punti n. 37 segg. e n. 183-195).  

Ciò precisato, resta il fatto che le FFS hanno provveduto al corretto 

picchettamento in ossequio a quanto disposto dall’art. 18c cpv. 1 Lferr, in 

combinato disposto con l’art. 4 OPAPIF, sicché non può loro essere mosso 

alcun rimprovero al riguardo. La censura dei ricorrenti va pertanto respinta. 

4.3  

4.3.1 I ricorrenti sollevano in seguito l’assenza di documenti attestanti che 

il progetto è compatibile con le vigenti norme pianificatorie e di protezione 

della natura e del paesaggio, in violazione dell’art. 18b Lferr, motivo per cui 

detta decisione andrebbe annullata e gli atti rinviati alle FFS per 

completamento. Dagli atti dell’incarto risulterebbe in ogni caso chiaramente 

una violazione delle pertinenti norme pianificatorie e delle Norme di 

attuazione del piano regolatore (di seguito: NAPR) del Comune di Bironico, 

in particolare di quelle sull’altezza massima degli edifici, nella misura in cui 

i futuri pali dell’alta tensione sarebbero più alti dell’altezza massima 

consentita (cfr. ricorso 11 maggio 2016, punti n. 183-195). 

4.3.2 In proposito, il Tribunale rileva quanto segue. Contrariamente a 

quanto sostenuto dai ricorrenti, dall’esame degli atti dell’incarto risulta 

chiaramente che l’UFT ha valutato attentamente il progetto sia dal punto di 

vista pianificatorio, che dal punto di vista della protezione del paesaggio e 

dell’ambiente. Come precisato dall’UFT nella sua risposta del 29 giugno 

2016, nell’ambito della procedura che ha condotto alla decisione parziale 

di approvazione dei piani del 23 agosto 2013, detta autorità si è infatti 

sincerata della compatibilità del progetto consultando le competenti 

autorità specializzate – ossia l’Ufficio federale dell’ambiente (di seguito: 

UFAM) e l’Ufficio federale della cultura (UFC) – e le competenti autorità 

A-3858/2016 

Pagina 20 

cantonali del Cantone Ticino, le quali si sono espresse tutte a favore del 

progetto (cfr. docc. D, E e F prodotti dall’UFT con risposta del 29 giugno 

2016; citata decisione del 23 agosto 2013, consid. 4 segg.). Tale evenienza 

è stata espressamente richiamata anche nella decisione d’approvazione 

dei piani del 7 aprile 2016, ove l’UFT ha precisato di aver consultato tra 

l’altro anche l’Ufficio federale dello sviluppo territoriale (di seguito: ARE), 

l’Ispettorato federale degli oleo – e gasdotti (di seguito: IFO), l’Ufficio fede-

rale delle strade (di seguito: USTRA), l’Ufficio federale dell’aviazione civile 

e armasuisse (cfr. citata decisione del 7 aprile 2016, considd. 3.2 e 3.3).  

Circa la violazione del diritto cantonale asserita dai ricorrenti, lo scrivente 

Tribunale ricorda che determinante per i progetti di portata nazionale – 

come nel caso concreto – è la legislazione federale (cfr. art. 18 cpv. 2 

Lferr). Non è necessaria alcuna alcuna autorizzazione o piano del diritto 

cantonale. Va tenuto conto del diritto cantonale per quanto esso non limiti 

in modo sproporzionato l’adempimento dei compiti dell’impresa ferroviaria 

(cfr. art. 18 cpv. 3 Lferr). Orbene, nel caso specifico il Cantone Ticino nel 

proprio avviso del 5 ottobre 2010 non ha sollevato alcuna obiezione circa 

una qualsiasi violazione delle norme cantonali, rispettivamente un’incom-

patibilità con il pertinente piano regolatore (cfr. doc. F prodotto dall’UFT con 

risposta del 29 giugno 2016), sicché non vi è luogo di dare adito alla 

censura dei ricorrenti. Peraltro, le NAPR a cui si appellano i ricorrenti sono 

delle norme comunali che concernono l’altezza degli edifici in generale 

applicabili al Comune di Monteceneri (ex Comune di Bironico); tali norme 

non si applicano tuttavia agli impianti ferroviari, loro sottoposti alle 

prescrizioni della legislazione federale.  

Circa la violazione di non meglio precisate norme pianificatorie e relative 

alla protezione dell’ambiente e della natura, alla stregua dell’UFT 

(cfr. risposta del 29 giugno 2016, punto n. 3.2), lo scrivente Tribunale non 

può che constatare come detta censura sia stata formulata in maniera del 

tutto generica dai ricorrenti. Così facendo, i ricorrenti non hanno ottempe-

rato al loro dovere di motivare ai sensi dell’art. 52 cpv. 1 PA, sicché l’esame 

della loro censura risulta difficile, se non addirittura impossibile. Tale 

censura appare dunque qui irricevibile (cfr. parimenti consid. 1.3 del 

presente giudizio). 

In tali circostanze, il Tribunale non intravvede alcun valido motivo per 

ritenere l’esame eseguito dall’autorità inferiore come incompleto, sicché 

non vi è luogo di rinviare gli atti a quest’ultima. La censura dei ricorrenti – 

per quanto ricevibile – va pertanto respinta. 

A-3858/2016 

Pagina 21 

5.  

Contro la decisione d’approvazione dei piani del 7 aprile 2016, i ricorrenti 

sollevano inoltre varie censure in rapporto al piano settoriale. Prima di 

entrare nel loro merito (cfr. considd. 5.2 e 5.3 che seguono), lo scrivente 

Tribunale richiamerà pertanto i principi applicabili in materia di piani 

settoriali (cfr. consid. 5.1 che segue).  

5.1  

5.1.1 Giusta l’art. 13 della legge federale del 22 giugno 1979 sulla pianifi-

cazione del territorio (LPT, RS 700), la Confederazione elabora i 

fondamenti per poter adempiere i suoi compiti d’incidenza territoriale; essa 

definisce le concezioni e i piani settoriali necessari e li coordina tra di loro. 

Conformemente agli artt. 14 segg. dell’ordinanza del 28 giugno 2000 sulla 

pianificazione del territorio (OPT, RS 700.1), i piani settoriali devono 

definire come la Confederazione intende fare uso del suo apprezzamento 

in materia di pianificazione, segnatamente quali sono gli obiettivi specifici 

che persegue e come intende coordinarli e conciliarli con gli obiettivi 

dell’ordinamento del territorio e secondo quali priorità, in che modo e con 

quali mezzi vanno attuati i compiti della Confederazione a livello territoriale. 

L’art. 15 OPT definisce le esigenze formali e materiali di un piano settoriale 

(cfr. sentenza del TAF A-3283/2012 e A-3441/2012 del 17 dicembre 2015 

consid. 4.3.1). 

I piani settoriali della Confederazione sono elaborati in stretta collabora-

zione con i Cantoni, i Comuni e con la partecipazione della popolazione 

(cfr. art. 4 cpv. 2 LPT; artt. 17 – 19 OPT); questa procedura di consultazio-

ne non comporta tuttavia alcun rimedio giuridico contro il piano settoriale 

(cfr. sentenza del TF 1A.64/2003 dell’8 luglio 2003 consid. 6.1.3): il piano 

settoriale – quale strumento di pianificazione della Confederazione – è 

infatti giuridicamente vincolante unicamente per le autorità, gli organismi e 

le persone di diritto pubblico o privato che non appartengono all’Ammini-

strazione federale sempreché siano affidati loro compiti pubblici (cfr. art. 22 

LPT; art. 22 OPT). I privati toccati da una decisione di esecuzione di un 

piano settoriale adottato dal Consiglio federale (cfr. art. 21 cpv. 1 OPT) non 

possono pertanto che impugnare la predetta decisione, ma non il piano 

settoriale in quanto tale (cfr. DTF 139 II 499 consid. 4.1; sentenze del TF 

1E.8/2006 del 18 ottobre 2006 consid. 5.1; 1A.64/2003 dell’8 luglio 2003 

consid. 6.1.3; A1.226/2002 dell’8 aprile 2003 consid. 4.1; [tra le tante] 

sentenze del TAF A-3283/2012 e A-3441/2012 del 17 dicembre 2015 

consid. 4.3.1; A-5374/2010 del 15 agosto 2012 consid. 8.7; A-2081/2006 

del 17 dicembre 2007 consid. 6.2.2; PIERMARCO ZEN-RUFFINEN/CHRISTINE 

A-3858/2016 

Pagina 22 

GUY-ECABERT, Aménagement du territoire, construction, expropriation, 

2001, pag. 96 segg.). 

5.1.2 Giusta l’art. 18 cpv. 5 Lferr, per l’approvazione dei piani di progetti che 

incidono considerevolmente sulla pianificazione del territorio e sull’ambien-

te, occorre di principio un piano settoriale secondo la LPT. Per gli impianti 

elettrici a corrente forte e a corrente debole, tale esigenza è prevista in 

maniera analoga dall’art. 16 cpv. 5 della legge federale del 24 giugno 1902 

per quanto concerne concernente gli (LIE, RS 734.0). 

L’espressione « di principio » contenuta nell’art. 18 cpv. 5 Lferr, rispettiva-

mente l’espressione « di regola » contenuta nell’art. 16 cpv. 5 LIE, è stata 

volutamente aggiunta dal legislatore nell’ambito del coordinamento e la 

semplificazione delle procedure d’approvazione dei piani per segnalare 

l’esistenza di deroghe all’esigenza del piano settoriale: « […] per esempio 

quando appare oggettivamente irragionevole eseguire un piano settoriale 

per un singolo progetto. In questo caso, l'adeguamento del progetto in base 

alle esigenze della pianificazione del territorio va esaminato nel quadro 

della procedura di approvazione dei piani, conformemente alla LPT. Se un 

piano settoriale dev'essere modificato per un determinato progetto, la 

procedura richiesta può ovviamente svolgersi parallelamente a quella d'ap-

provazione dei piani […] » (cfr. Messaggio LCoord, FF 1998 II 2029, 2056; 

cfr. sentenza del TAF A-5374/2010 del 15 agosto 2012 consid. 8.6.2).  

5.1.3 Per quanto concerne le linee elettriche, di principio determinante è il 

Piano settoriale degli Elettrodotti (di seguito: PSE), strumento sovra-

ordinato di pianificazione e di coordinamento della Confederazione per il 

potenziamento e la nuova costruzione di linee ad alta tensione destinate 

all’approvvigionamento elettrico generale (campo di tensione compreso tra 

220 e 380 kV) e all’approvvigionamento di corrente di trazione (132 kV). 

Responsabile del PSE è l’Ufficio federale dell’energia (di seguito: UFE), in 

collaborazione con l’ARE (cfr. < www.bfe.admin.ch > Temi > Approvvigio-

namento elettrico > Reti elettriche > Piano settoriale Elettrodotti > Volume 

principale e volume complementare > Piano settoriale elettrodotti (PSE) 

nella sua versione del 12 aprile 2001, punto n. 1.1.4, consultato il 

22.05.2017). 

Giusta l’art. 1a cpv. 4 dell’ordinanza del 2 febbraio 2000 sulla procedura 

d’approvazione dei piani di impianti elettrici (OPIE, RS 734.25), la 

decisione circa la necessità di una procedura del piano settoriale compete 

all’UFE, previa consultazione dei servizi specializzati della Confederazione 

e dei Cantoni interessati competenti in materia. Le situazioni nelle quali è 

http://www.bfe.admin.ch/

A-3858/2016 

Pagina 23 

di principio possibile rinunciare alla procedura del piano settoriale sono 

elencate all’art. 1a cpv. 2 (nuove linee) e cpv. 3 (linee esistenti) OPIE. Detta 

norma – contenuta in un’ordinanza di esecuzione che, come tale, non può 

restringere l’applicazione dell’art. 16 cpv. 5 LIE – non ha tuttavia carattere 

limitativo, sicché deroghe alla procedura di piano settoriale in altre 

situazioni analoghe risultano possibili. Detto in altri termini, la rinuncia al 

piano settoriale non richiede l’adempimento di tutti i criteri elencati 

all’art. 1a cpv. 2 e cpv. 3 OPIE. Tale evenienza trova peraltro conferma al 

punto n. 3.2.3.3 dell’attuale PSE nella sua versione modificata il 6 marzo 

2009 dal Consiglio federale (cfr. < www.bfe.admin.ch > Temi > Approvvi-

gionamento elettrico > Reti elettriche > Piano settoriale Elettrodotti > 

Adeguamento piano settoriale 6 marzo 2009: reti strategiche > Piano 

settoriale elettrodotti (PSE), consultato il 22.05.2017; doc. 7 dei ricorrenti), 

secondo cui per la sostituzione e l’ampliamento di una linea elettrica non è 

« […] possibile fissare criteri astratti di ordine generale per la decisione 

sull’obbligo del PSE. Per poter prendere questa decisione, ogni singolo 

progetto deve essere valutato caso per caso […] ». In sunto, la decisione 

circa l’esigenza o meno di un piano settoriale va pertanto presa tenuto 

conto delle circostanze concrete del progetto di linea elettrica in esame 

(cfr. sentenza del TAF A-5374/2010 del 15 agosto 2012 consid. 8.6.3).  

5.1.4 Per quanto concerne gli impianti ferroviari, determinante è invece il 

Piano settoriale dei trasporti, Parte infrastruttura ferroviaria (di seguito: 

SIS), il quale definisce le linee direttrici per il coordinamento in seno 

all’intero sistema dei trasporti (strada, ferrovia, aviazione, navigazione) da 

un lato e con lo sviluppo territoriale dall’altro, dando particolare rilievo agli 

aspetti territoriali. Il SIS prevede una parte programmatica, messa in vigore 

dal Consiglio federale il 26 aprile 2006, e le parti attuative per i vari vettori 

di trasporto (cfr. < https://www.bav.admin.ch/bav/it/home.html > Temi A-Z > 

indice alfabetico dei temi > coordinamento territoriale > Piano settoriale dei 

trasporti, parte Infrastruttura ferroviaria [SIS], nella sua versione aggiornata 

al 15 dicembre 2015, punto n. 1.1, consultato il 22.05.2017). La parte 

attuativa del SIS prende in esame esclusivamente le infrastrutture adibite 

al traffico ferroviario che rientrano nell’ambito di competenza della Confe-

derazione. Ha per oggetto la pianificazione, la costruzione, la gestione e 

l’utilizzazione delle infrastrutture ferroviarie d’importanza nazionale e che 

sono rilevanti per il SIS, in particolare le linee di trasporto per l’approvvi-

gionamento elettrico della rete ferroviaria e le sottostazioni necessarie per 

la messa in esercizio di importanti ampliamenti dell’infrastruttura che sono 

rilevanti per il SIS (cfr. citato SIS, punto n. 1.2). 

http://www.bfe.admin.ch/
https://www.bav.admin.ch/bav/it/home.html

A-3858/2016 

Pagina 24 

Per le linee di trasporto (linee elettriche), nella nota a pie di pagina n. 3, il 

SIS precisa quanto segue:  

« […] Nel quadro degli adeguamenti dell’OPIE del dicembre 2013 è stato 

abrogato l’obbligo di coordinare le linee di trasporto a 132 kV delle FFS 

nell’ambito del PSE. Infatti la loro incidenza sul territorio e l’ambiente è 

notevolmente inferiore rispetto a quella dei progetti del livello di rete 1 nella rete 

di trasporto a 50 Hz, che sottostanno tuttora al PSE. La valutazione se in casi 

particolari una linea di trasporto a 132 kV delle FFS possa risultare comunque 

rilevante per il Piano settoriale avviene ora nell’ambito del SIS. La rilevanza per 

il Piano settoriale è esaminata se una linea di trasporto può avere una notevole 

incidenza su territorio e ambiente (cfr. Direttiva concernente l’esame della 

rilevanza dei progetti di costruzione ferroviari per il Piano settoriale dei trasporti, 

parte Infrastruttura ferroviaria). Le linee gestite in comune con quelle del livello 

di rete 1 e le procedure relative alle linee a 132 kV delle FFS sottoposte al PSE 

che erano già in corso, restano oggetto del PSE […] ».  

Per i progetti di rilevanza del SIS, l’esigenza di un piano settoriale viene 

determinata dall’UFT in base al criterio « della notevole incidenza », sulla 

base della direttiva del 12 novembre 2012 concernente l’esame della 

rilevanza dei progetti di costruzione ferroviari per il Piano settoriale dei 

trasporti, parte Infrastruttura ferroviaria (cfr. < www.bav.admin.ch > Diritto 

> Altre basi giuridiche e prescrizioni > Direttive > Esame della rilevanza dei 

progetti di costruzione ferroviari per il Piano settoriale dei trasporti, parte 

Infrastruttura ferroviaria, consultato il 22.05.2017). Benché di fatto detta 

direttiva non abbia carattere di una legge o di un’ordinanza, la stessa 

costituisce uno strumento inteso a garantire l’uniformità di esame e di 

valutazione del criterio della rilevanza di un progetto ai sensi delle norme 

pertinenti della LPT, dell’OPT e della Lferr (cfr. citata direttiva, pag. 2). 

Tenuto conto del potere d’apprezzamento dell’autorità d’approvazione dei 

piani – che si ricorda dispone di conoscenze tecniche, tant’è che il Tribu-

nale non si discosta dal suo giudizio senza un valido motivo (cfr. consid. 2.2 

del presente giudizio) – nell’esame della rinuncia al piano settoriale, è 

pertanto opportuno tenere conto di quanto sancito dalla predetta direttiva. 

5.1.5 In definitiva, nell’esame di un progetto di impianto elettrico a corrente 

forte e/o a corrente debole, destinato esclusivamente o prevalentemente 

alla costruzione e all’esercizio di una ferrovia, pertanto qualificabile di 

impianto ferroviario sottoposto alla procedura d’approvazione dei piani ai 

sensi dell’art. 18 Lferr (cfr. al riguardo consid. 4.1.2 del presente giudizio), 

di principio – e nella misura in cui ciò sia richiesto dalla legislazione in 

materia ferroviaria – va tenuto conto sia di quanto prescritto nel SIS, che 

nel PSE. 

 

http://www.bav.admin.ch/

A-3858/2016 

Pagina 25 

5.2  

5.2.1 Per prima cosa, i ricorrenti censurano l’assenza di un piano settoriale, 

a loro avviso richiesto dall’art. 15 cpv. 5 Lferr in combinato disposto con 

l’art. 1a cpv. 3 OPIE. Contrariamente a quanto sancito dall’UFE con 

decisione di rinuncia allo svolgimento di una procedura di piano settoriale 

del 22 marzo 2010 (cfr. atto n. 19 prodotto dalla controparte con scritto 

12 settembre 2016), essi ritengono infatti che difetterebbero i presupposti 

per un tale esonero: l’UFE non avrebbe a torto né tenuto conto dell’impatto 

considerevole della sostituzione e l’innalzamento della tensione del 

progettato elettrodotto sulla pianificazione del territorio e sull’ambiente, né 

risolto i diversi conflitti con zone protette in virtù del diritto cantonale e 

neppure esaminato le possibilità di raggruppamento delle linee esistenti 

con altre linee, violando pertanto l’art. 1a cpv. 3 OPIE. Per una questione 

di economia processuale, tale decisione non è tuttavia stata impugnata dai 

ricorrenti, bensì unicamente contestata con opposizione dinanzi all’UFT ed 

ora con ricorso dinanzi al Tribunale (cfr. ricorso 11 maggio 2016, punti 

n. 12-21). 

5.2.2 Al riguardo, il Tribunale rileva quanto segue. Innanzitutto è qui 

doveroso sottolineare come la decisione di rinuncia allo svolgimento della 

procedura concernente il piano settoriale del 22 marzo 2010 pronunciata 

dall’UFE (cfr. atto n. 19 prodotto dalla controparte con scritto 12 settembre 

2016) non sia stata volutamente impugnata dai ricorrenti, sicché la stessa 

è cresciuta in giudicato. Già per questo motivo, ogni critica mossa circa 

l’assenza di un piano settoriale è di per sé tardiva e qui irricevibile. Ciò 

sancito, il Tribunale non intravvede in ogni caso un motivo per discostarsi 

dalla suddetta decisione di rinuncia, la stessa essendo stata pronunciata 

conformemente all’art. 16 cpv. 5 LIE, in combinato disposto con l’art. 1a 

cpv. 3 OPIE (cfr. considd. 5.1.2 e 5.1.3 del presente giudizio). L’UFE ha 

infatti debitamente valutato l’impatto della nuova linea tra Bironico e Manno 

– totalmente ubicata nel corridoio della linea esistente e prevista 

dall’attuale PSE – come non considerevole, sancendo che la stessa 

rispettava i requisiti dell’art. 1a cpv. 3 OPIE. Contrariamente a quanto 

censurato dai ricorrenti, essa ha peraltro valutato le possibilità di 

raggruppamento nonché l’esistenza o meno di zone protette in virtù del 

diritto federale e del diritto cantonale. Come visto in precedenza, la rinuncia 

al piano settoriale non necessita l’adempimento di tutti i criteri di cui 

all’art. 1a cpv. 3 OPIE, sicché non vi è luogo di attardarsi ulteriormente al 

riguardo (cfr. consid. 5.1.3 del presente giudizio).  

 

A-3858/2016 

Pagina 26 

5.3  

5.3.1 I ricorrenti ritengono poi che il Piano settoriale dei trasporti, Parte 

infrastruttura ferroviaria, nella sua versione aggiornata al 17 agosto 2015 

(di seguito: SIS) non potrebbe essere loro opposto, poiché lo stesso è stato 

approvato dal Consiglio federale solo successivamente all’avvio della pro-

cedura d’approvazione dei piani. Nel contempo, essi si appellano al SIS, 

nella misura in cui lo stesso prescriverebbe il rispetto dell’aspetto paesag-

gistico ignorato sia dall’UFT che dalle FFS (cfr. ricorso 11 maggio 2016, 

punti n. 196-199). A loro avviso, le FFS avrebbero inoltre disatteso gli 

obiettivi previsti dal SIS: in particolare, esse non avrebbero esaminato la 

possibilità di usare tubi già interrati e disponibili sul medesimo tracciato e/o 

di riunire le linee elettriche tra di loro, diminuendo in tal modo l’impatto 

ambientale e l’aggravio per le zone abitate e le aree edificabili (cfr. ricorso 

11 maggio 2016, punti n. 204-215). Essi ritengono inoltre che il potenzia-

mento della linea elettrica non sarebbe nemmeno previsto dal Piano setto-

riale degli elettrodotti (di seguito: PSE), ciò che ne escluderebbe già a priori 

l’approvazione dei piani (cfr. ricorso 11 maggio 2016, punti n. 200-203).  

5.3.2 Al riguardo il Tribunale rileva quanto segue. Il piano settoriale non è 

una norma giuridica, bensì uno strumento di pianificazione della 

Confederazione. Come visto, il piano settoriale è vincolante per le autorità 

federali chiamate a pronunciarsi su una domanda d’approvazione dei piani, 

le quali ne devono tenere conto nello stato in vigore al momento della 

pronuncia della decisione di approvazione dei piani. In tal senso, 

determinante non è la data del deposito della domanda di approvazione 

dei piani, bensì quella del giorno dell’emanazione della relativa decisione 

d’approvazione. Il piano settoriale non si rivolge ai privati, sicché gli stessi 

non sono autorizzati ad impugnarlo in quanto tale, rispettivamente a 

contestarne l’applicazione (cfr. consid. 5.1.1 del presente giudizio). La 

censura circa l’applicazione retroattiva del SIS è dunque qui priva di 

fondamento e va pertanto respinta.  

Ciò premesso, il Tribunale constata poi come la motivazione dei ricorrenti 

appaia piuttosto contradditoria: se da un lato essi negano l’applicabilità del 

SIS alla fattispecie per quanto concerne l’influsso dei campi magnetici sulle 

possibilità d’interramento della linea elettrica, d’altro canto essi lo invocano 

a sostegno della loro tesi, in quanto ritengono che le FFS e l’UFT lo avreb-

bero disatteso in rapporto all’impatto ambientale. Orbene, come già appu-

rato in precedenza, dall’esame degli atti dell’incarto risulta chiaramente che 

l’UFT ha tenuto debitamente conto degli aspetti ambientali, consultando le 

autorità specializzate al riguardo (cfr. consid. 4.3.2 del presente giudizio). 

Circa l’impatto ambientale e le possibilità di raggruppamento con altre linee 

A-3858/2016 

Pagina 27 

e l’interramento della linea, l’UFT si è pronunciata in maniera esaustiva sia 

nella prima decisione d’approvazione dei piani del 23 agosto 2013 che 

nella seconda del 7 aprile 2016, sicché la censura dei ricorrenti appare 

priva di fondamento (cfr. citata decisione del 23 agosto 2013, considd. 3, 4 

e 5; citata decisione del 7 aprile 2016, consid. 2; risposta 29 giugno 2016, 

punto n. 6.2). Per quanto concerne in particolare la questione dell’inter-

ramento della linea elettrica, tale problematica verrà approfondita al 

consid. 7 del presente giudizio, a cui si rimandano le parti. 

Vana è poi la censura circa il PSE. Come visto, nel caso che qui ci occupa, 

tenuto conto dell’impatto « non considerevole » del progetto in questione, 

non è infatti richiesto alcun piano settoriale (cfr. consid. 5.2 del presente 

giudizio). Detta censura va pertanto respinta. 

6.  

6.1 In rapporto alla decisione d’approvazione dei piani del 7 aprile 2016, i 

ricorrenti contestano materialmente l’ubicazione della linea ad alta 

tensione, nella misura in cui la stessa attraverserebbe le zone residenziali 

estensive (RE), le zone residenziali semi-intensive (RSI) e le zone per 

attrezzature ed edifici pubblici (AP/EP), come risulterebbe dalla planimetria 

di cui all’allegato n. 6 « Caratteristiche dell’elettrodotto » (cfr. atto n. 6 

dell’inc. ISP, scatola 1/2). In particolare, detta linea si troverebbe letteral-

mente a contatto con le scuole elementari e dell’infanzia di Bironico – sede 

principale, per quanto concerne le elementari, del nuovo Comune di 

Monteceneri – nonché con il relativo parco giochi, come pure con la Chiesa 

parrocchiale di Bironico, ossia la Chiesa dei Santi Giovanni Evangelista e 

Martino. Tale evenienza non solo sarebbe del tutto incompatibile con la 

zona AP/EP, ma pregiudicherebbe seriamente lo sviluppo futuro delle 

infrastrutture scolastiche. Nella misura in cui uno dei pali dell’alta tensione 

verrebbe a trovarsi proprio dirimpetto alla Chiesa parrocchiale di Bironico, 

bene culturale inserita nell’inventario svizzero dei beni culturali di 

importanza nazionale e regionale, il progetto le porterebbe chiaramente 

pregiudizio (cfr. ricorso 11 maggio 2016, punti n. 41-45 e n. 183-195). 

6.2 Al riguardo il Tribunale rileva quanto segue. Innanzitutto, è qui 

doveroso ribadire come ai fini dell’approvazione del progetto in esame non 

sia necessaria alcuna autorizzazione o piano del diritto cantonale. Va 

tenuto conto del diritto cantonale per quanto esso non limiti in modo 

sproporzionato l’adempimento dei compiti dell’impresa ferroviaria 

(cfr. art. 18 cpv. 3 Lferr; cfr. consid. 4.3.2 del presente giudizio). Come 

visto, nell’ambito della prima decisione d’approvazione dei piani del 

23 agosto 2013 l’UFT ha già avuto modo di consultare il Cantone Ticino e 

A-3858/2016 

Pagina 28 

d’integrare le sue richieste. Detto ciò, nel proprio avviso del 5 ottobre 2010 

il Cantone Ticino non ha sollevato alcuna obiezione circa una qualsiasi 

violazione delle norme cantonali, rispettivamente un’incompatibilità con il 

pertinente piano regolatore (cfr. doc. F prodotto dall’UFT con risposta del 

29 giugno 2016; decisione d’approvazione dei piani del 7 aprile 2016, 

consid. 3.3), sicché non vi è luogo di dare adito alla censura dei ricorrenti 

(cfr. consid. 4.3.2 del presente giudizio). 

6.3 Ciò premesso, contrariamente a quanto sostenuto dai ricorrenti, 

dall’esame degli atti dell’incarto – in particolare della prima decisione 

d’approvazione dei piani del 23 agosto 2013 (cfr. citata decisione, 

considd. 3, 4, 5 e 6) e della seconda decisione d’approvazione dei piani del 

7 aprile 2016 (cfr. citata decisione, considd. 2 e 3) dell’UFT – risulta che la 

questione dell’ubicazione della linea elettrica è stata attentamente 

esaminata dall’autorità inferiore, tant’è che la stessa non solo ha ordinato 

varie perizie per valutare le possibilità d’interramento, ma ha pure valutato 

alternative al predetto tracciato consultando le autorità specializzate 

(cfr. consid. 4.3.2 del presente giudizio).  

6.3.1 Nel caso specifico della Chiesa parrocchiale di Bironico, l’UFT – 

conscia del suo valore culturale e storico – ha in particolare consultato 

l’UFC e cercato insieme alle FFS di trovare una soluzione alternativa per 

ridurre l’impatto della linea su detto edificio. Ciononostante tutte le 

alternative valiate si sono rilevate poco ragionevoli, sicché l’UFC – che in 

un primo tempo aveva espresso delle riserve con scritto 11 novembre 2015 

(cfr. atto n. 25 dell’inc. UFC) – dopo attenta ponderazione degli interessi in 

gioco, ha infine preavvisato favorevolmente il progetto con scritto 

18 gennaio 2016 (cfr. atto n. 27 dell’inc. UFT; decisione impugnata del 

7 aprile 2016, consid. 3.1). La problematica della Chiesa parrocchiale è 

peraltro stata esaminata nell’ambito del Rapporto ambientale del 30 aprile 

2010 a cura della società IFEC consulenze SA, ove l’impatto è stato 

ritenuto « […] modesto in quanto la nuova linea è comunque inserita nel 

corridoio del binario ferroviario esistente e costeggia una strada d’accesso 

all’area della chiesta […] » (cfr. atto n. 43 dell’inc. ISP, scatola 2/2, punto 

n. 5.2, pag. 35 segg.). Il mantenimento dell’attuale tracciato risulta pertanto 

come la variante meno incisiva dal punto di vista della protezione del bene 

culturale. In tali circostanze, il Tribunale non intravvede alcun motivo di 

discostarsi dal giudizio dell’autorità inferiore, sicché su questo punto la 

decisione impugnata va qui confermata. 

6.3.2 Circa l’asserito pregiudizio allo sviluppo futuro della scuola elemen-

tare del nuovo Comune di Monteceneri, ubicata in località Bironico, il 

A-3858/2016 

Pagina 29 

Tribunale rileva quanto segue. Innanzitutto è qui doveroso sottolineare che 

la linea elettrica di cui i ricorrenti lamentano l’ubicazione in prossimità della 

scuola elementare, di fatto esiste già: il progetto in esame prevede 

unicamente l’innalzamento della tensione da 66 kV a 132 kV e il 

conseguente adattamento dei pali dell’alta tensione, senza tuttavia 

comportare la modifica del tracciato esistente. Di fatto, la linea elettrica non 

viene minimamente spostata dalla sua attuale ubicazione. L’esistenza della 

linea elettrica non rappresenta dunque una novità per la località di Bironico. 

Certo in presenza di un impianto elettrico, sussiste una distanza di 

sicurezza entro la quale non è possibile costruire nessun tipo di edificio. 

Tale limite era tuttavia già in vigore ancor prima dell’approvazione dei piani 

del progettato innalzamento della tensione, sicché il pregiudizio lamentato 

dai ricorrenti non risulta essere in correlazione diretta con il nuovo progetto.  

Ma vi è di più. I ricorrenti sostengono che sarebbe previsto, a medio 

termine, un ingrandimento della sede scolastica della località di Bironico 

che diventerà la sede principale del nuovo Comune di Monteceneri, facen-

do riferimento all’estratto dell’aggiornamento del Rapporto di aggregazione 

del 14 giugno 2007 relativo al Progetto Monteceneri (cfr. doc. G allegato 

all’opposizione 4 ottobre 2010, di cui agli atti n. 3 e 7 dell’inc. UFT). 

Sennonché in detto documento il prospettato ampliamento non viene nep-

pure citato. Di fatto, nulla agli atti comprova che il Comune di Monteceneri 

voglia concretamente ampliare la sede delle scuole elementari. Si tratta 

dunque soltanto di mere ipotesi. In maniera analoga a quanto previsto 

nell’ambito del diritto espropriativo, si ricorda che una semplice probabilità 

o aspettativa – segnatamente l’esistenza di possibilità edificatorie – 

fondata su delle considerazioni congiunturali o economiche, o su delle 

previsioni future senza fondamenti precisi, di per sé non basta per 

riconoscere l’esistenza di un pregiudizio in rapporto alla modifica o dalla 

costruzione di un impianto ferroviario (cfr. [tra le tante] sentenze del TAF A-

3440/2012 del 21 gennaio 2014 consid. 5.1.5; A-5029/2011 del 3 luglio 

2013 consid. 3.4.2 con rinvii). Detta censura va pertanto qui respinta. 

6.4 Non da ultimo, si rileva poi come l’UFT ha potuto appurare il rispetto 

dei valori limite d’immissione (VLI) ai sensi dell’ordinanza del 23 dicembre 

1999 sulla protezione dalle radiazioni non ionizzanti (ORNI, RS 814.710), 

così come risultante dalla verifica ORNI esperita dalla società IFEC consu-

lenze SA del 30 aprile 2010 (cfr. atto n. 44 dell’inc. ISP, scatola 2/2). Nel 

caso particolare del Comune di Monteceneri, località di Bironico, ove sono 

ubicate la scuola elementare e la Chiesta parrocchiale, la verifica ORNI 

non ha rilevato alcun problema particolare, stabilendo chiaramente che il 

valore limite d’impianto (VLImp) risulta sempre rispettato (cfr. atto n. 44 

A-3858/2016 

Pagina 30 

dell’inc. ISP, scatola 2/2, punto n. 6.3, pag. 19 segg.). Di fatto, l’innalza-

mento della tensione da 66 kV a 132 kV non comporterà un peggioramento 

della situazione vigente. Detta censura va pertanto respinta. 

7.  

Per quanto concerne la decisione d’approvazione dei piani del 7 aprile 

2016, i ricorrenti sollevano tutta una serie di censure in rapporto alla loro 

richiesta di provvedere all’interramento della progettata linea elettrica, 

rispettivamente alla messa in cavo della tratta tra il palo n. 82 e il palo n. 94, 

postulando l’esperimento di innumerevoli perizie tese a comprovare il ben 

fondato di detta richiesta. Trattandosi della questione fondamentale su cui 

le parti divergono maggiormente, qui di seguito lo scrivente Tribunale 

esaminerà dette censure in maniera dettagliata. 

7.1  

7.1.1 Nel loro gravame, i ricorrenti ribadiscono la richiesta d’interramento 

della progettata linea elettrica, in quanto detta soluzione permetterebbe di 

risolvere le innumerevoli incompatibilità pianificatorie da essi sollevate a 

più riprese (cfr. ricorso 11 maggio 2016, punti n. 216 segg. e conclusione 

seconda subordinata). A mente dei ricorrenti, detta soluzione sarebbe stata 

scartata a torto sia dalle FFS, che dall’UFT, nella misura in cui non sarebbe 

minimamente stata comprovata l’impossibilità di procedere all’interramento 

della linea elettrica per quanto concerne la tratta compresa tra il palo n. 82 

e il palo n. 94 e neppure che la messa in cavo potrebbe causare tutti i 

problemi sollevati dalle FFS (cfr. ricorso 11 maggio 2016, punti n. 46 segg. 

e punto n. 89).  

In particolare, essi ritengono che tutti i rapporti tecnici – in particolare i due 

rapporti denominati « Resonanzproblematik im SBB Energienetz » stato 

24 settembre 2012 e « Gutachten über Resonanzproblematik im 

Übertragungsnetz der SBB » del 5 dicembre 2013 da loro contestati – che 

hanno evocato il problema della risonanza lo avrebbero fatto analizzando 

il complesso della rete ferroviaria nazionale, ma non la situazione concreta 

della tratta tra il palo n. 82 e il palo n. 94, oggetto della richiesta 

d’interramento, sicché non permetterebbero di escludere l’interramento nel 

caso concreto (cfr. ricorso 11 maggio 2016, punto n. 221).  

In rapporto a quanto previsto dal SIS, essi sottolineano che il margine di 

possibilità d’interramento sarebbe ancora di almeno una decina di chilo-

metri. A loro avviso, sarebbe senza alcuna valida giustificazione che le FFS 

e l’UFT – quest’ultima appellandosi al SIS, per loro inapplicabile alla 

fattispecie – avrebbero concluso che la tratta in questione non rientrerebbe 

A-3858/2016 

Pagina 31 

nel margine ancora disponibile (cfr. ricorso 11 maggio 2016, punti n. 224-

225). Contrariamente all’UFT, essi ritengono poi che la sentenza del Tribu-

nale federale 1C_550/2012 del 9 dicembre 2014 non escluderebbe a priori 

qualsiasi interramento di una linea elettrica (cfr. ricorso 11 maggio 2016, 

punto n. 180). 

A sostegno della loro richiesta di interramento, i ricorrenti hanno postulato 

le seguenti perizie tecniche: 

 l’assunzione di una perizia indipendente che si esprima circa gli aspetti positivi 

e negativi, con il rispettivo confronto, della linea aerea e dell’interramento della 

stessa, toccando in particolare gli aspetti evocati dalla « Relazione tecnica 

messa in cavo linea 132 kV », allestita dalla società Progelec Sagl, Coldrerio 

e dalla presa di posizione 30 novembre 2015 dei ricorrenti; 

 l’assunzione di una perizia indipendente che possa valutare la consistenza 

delle problematiche della risonanza della rete riferite dai rapporti « Resonanz-

problematik im SBB Energienetz » stato 24 settembre 2012 e « Gutachten 

über Resonanzproblematik im Übertragungsnetz der SBB » del 5 dicembre 

2013 e in particolare la presenza di eventuali problemi di risonanza 

relativamente al tratto in questione; 

 l’allestimento di una perizia indipendente per valutare la possibilità di far capo 

a una centrale convertitrice per permettere l’interramento delle linee o in luogo 

di potenziare il tratto in questione;  

 l’allestimento di una perizia indipendente che possa valutare la fattibilità di 

sfruttare linee in cavo esistenti per la messa in cavo della tratta Bironico (pali 

NN. 82 a 94) dell’elettrodotto di FF attuale 66 kV, segnatamente sfruttando i 

tubi già presenti sul medesimo tracciato, e altre linee in cavo esistenti, a 

disposizione di Alp transit e di AET. 

7.1.2 Al riguardo, lo scrivente Tribunale rileva come l’UFT – contrariamente 

a quanto sostenuto dai ricorrenti – nella decisione d’approvazione dei piani 

del 7 aprile 2016 abbia valutato e approfondito in maniera chiara, detta-

gliata e precisa la questione dell’eventuale interramento della linea elettrica 

presente sulla tratta dal palo n. 82 al palo n. 94 quale alternativa al proget-

tato innalzamento in superficie, in particolare in rapporto alla problematica 

complessa della risonanza nella rete della corrente a trazione. L’ipotesi 

dell’interramento della linea elettrica è infatti stata vagliata attentamente 

dall’UFT, mediante l’esperimento di ben due perizie distinte. In detto 

esame, l’UFT ha altresì tenuto conto di quanto previsto dal SIS e dalla 

prassi del Tribunale federale (cfr. citata decisione, consid. 2). Si ricorda 

che, proprio nell’ottica di procedere a detto esame peritale, con decisione 

d’approvazione dei piani del 23 agosto 2013, l’UFT aveva approvato 

parzialmente il progetto sulla tratta tra il palo n. 96 e il palo n. 2 e sospeso 

la procedura per quanto concerne la tratta tra il palo n. 82 e il palo n. 94 

(cfr. citata decisione, consid. 7).  

A-3858/2016 

Pagina 32 

Ciò premesso, nella misura in cui gli elementi probatori sono contestati dai 

ricorrenti, qui di seguito il Tribunale procederà al loro puntuale esame. 

7.1.3 Come già anticipato, il giudizio dell’UFT si fonda innanzitutto su due 

perizie tecniche, e meglio: (a) il rapporto sulla risonanza a cura delle FFS 

del 24 settembre 2012 denominato « Resonanzproblematik im SBB 

Energienetz » (cfr. atto n. 14 dell’inc. UFT) e (b) la perizia a cura 

dell’Università Tecnica di Graz del 5 dicembre 2013 denominata 

« Gutachten über Resonanzproblematik im Übertragungsnetz der SBB » 

(cfr. atto n. 11 dell’inc. UFT).  

7.1.3.1 Più nel dettaglio, il rapporto sulla risonanza delle FFS – commissio-

nato dall’UFT a seguito della sospensione della procedura con decisione 

d’approvazione dei piani del 23 agosto 2013 – ha stabilito, in merito alla 

problematica della risonanza, che la posa in cavo di linee o parti di linee 

per l’alimentazione con corrente di trazione può causare problemi tecnici 

(risonanza) nella rete della corrente di trazione stessa. La soglia critica per 

la frequenza di risonanza si situa attualmente a 103 Hz e corrisponde a 

una lunghezza di linee in cavo di 190 km. Scendere al di sotto di questa 

soglia è pericoloso poiché provocherebbe un malfunzionamento degli 

impianti di sicurezza (circuiti di binario). Correlazioni di tipo fisico fanno sì 

che una quota elevata di linee in cavo produca un calo della frequenza di 

risonanza in detta rete: la frequenza di risonanza della rete diminuisce 

infatti in misura inversamente proporzionale alla capacità della rete e 

quindi, specialmente alla lunghezza delle sezioni in cavo. Ciò significa che 

con ogni nuovo chilometro di linea in cavo la rete svizzera della corrente di 

trazione (132 kV) si avvicina alla soglia critica per la frequenza di risonanza 

(103 Hz). Nel rapporto viene poi indicato che, secondo i calcoli effettuati 

dalle FFS, ai 132 km di linea in cavo esistenti ne possono essere aggiunti 

ancora circa 60 km prima che venga raggiunta la soglia critica per la 

frequenza di risonanza (103 Hz). Attualmente le FFS hanno progetti di posa 

in cavo delle linee, autorizzati o in costruzione, per una lunghezza 

complessiva pari a 182.5 km, sicché rimangono meno di 10 km di nuove 

linee in cavo prima di raggiungere la soglia per la frequenza di risonanza 

di 103 Hz. Un abbassamento della suddetta soglia dagli attuali 103 Hz a 

circa 90 Hz comporterebbe un aumento del « margine di manovra per la 

posa in cavo » di circa 100 km. Il rapporto precisa tuttavia che – allo stadio 

attuale della tecnica – per i prossimi decenni non sarà possibile prevedere 

un ulteriore abbassamento della soglia di 87 Hz, sicché non si potranno più 

realizzare ulteriori linee in cavo sulla rete della corrente di trazione 

(cfr. decisione impugnata, considd. 2.2 e 2.5).  

A-3858/2016 

Pagina 33 

7.1.3.2 Quanto contenuto in detto rapporto è poi stato confermato dalla 

perizia indipendente a cura dell’Università Tecnica di Graz, scuola estera 

specializzata negli impianti elettrici con garanzia di competenza e di 

autonomia di giudizio. In sunto, la perizia ha stabilito che il rapporto sulla 

risonanza delle FFS è corretto dal punto di vista tecnico e alla portata di un 

lettore esperto, confermando in particolare che per i prossimi decenni non 

sarà possibile prevedere un ulteriore abbassamento della soglia di 87 Hz 

(cfr. decisione d’approvazione dei piani del 7 aprile 2016, consid. 2.3). 

7.1.3.3 Da quanto precede risulta chiaramente che entrambe le perizie 

hanno di fatto sancito che – allo stadio attuale della tecnica – la messa in 

cavo delle linee elettriche è possibile soltanto per ancora circa 10 km, 

dopodiché sarà raggiunta la soglia critica dei 87 Hz e la conseguente 

instabilità dell’intera rete ferroviaria nazionale. Tali accertamenti risultano 

oggettivamente fondati, sicché il Tribunale non intravvede alcun valido 

motivo per discostarsene, rispettivamente per ordinare ulteriori accerta-

menti peritali, così come peraltro già sancito con decisione incidentale del 

27 ottobre 2016 (cfr. consid. 2.2 del presente giudizio). Le critiche sollevate 

dai ricorrenti, non sono infatti tali da mettere in discussione il ben fondato 

delle due perizie. Come visto, la problematica della risonanza nella rete 

della corrente a trazione concerne l’intera rete ferroviaria ed elettrica 

nazionale: la messa in cavo di una singola tratta può infatti avere delle 

ripercussioni sul resto della rete, sia dal punto di vista della stabilità che 

della sicurezza. In tali circostanze, non è evidentemente possibile statuire 

sulla richiesta d’interramento dei ricorrenti tenendo unicamente conto della 

situazione concreta della tratta tra il palo n. 82 e il palo n. 94, senza tenere 

debitamente conto anche dell’intera rete ferroviaria ed elettrica nazionale. 

Detta censura va pertanto respinta. 

7.1.4 Il giudizio dell’UFT si fonda poi sul SIS (al riguardo cfr. consid. 5.1.4 

del presente giudizio), il quale riprende e conferma in sostanza quanto 

risultante dalle due perizie. Più nel dettaglio, in considerazione dei limiti 

tecnici attualmente esistenti in materia di interramento delle linee elettriche 

(ossia i 10 km disponibili prima di raggiungere la soglia critica dei 87 Hz), 

con decisione del 15 dicembre 2015, il Consiglio federale ha inserito nel 

SIS la problematica della risonanza al capitolo n. 4.8 denominato 

« Alimentazione con corrente di trazione ». In detto capitolo, il Consiglio 

federale ha valutato 12 progetti urgenti da realizzare a medio termine, 

stabilendo le priorità per la posa in cavo rientranti nel margine di apprezza-

mento dei 10 km ancora a disposizione. In tale valutazione sono state 

considerate le eventuali situazioni di conflitto con zone protette d’importan-

za nazionale o con zone edificabili, e aspetti tecnici. Contrariamente a 

A-3858/2016 

Pagina 34 

quanto sostenuto dai ricorrenti, dal SIS risulta chiaramente che tra questi 

progetti prioritari non rientra tuttavia la tratta di linea attraverso il Monte 

Ceneri. Così come giustamente rilevato dall’UFT, l’interramento della tratta 

tra il palo n. 82 e il palo n. 94 risulta – al momento – pertanto escluso 

(cfr. decisione d’approvazione dei piani del 7 aprile 2016, consid. 2.6). 

7.1.5 Da ultimo, l’UFT si è poi fondato sulla sentenza del Tribunale federale 

1C_551/2012 del 9 dicembre 2014 che conferma i limiti attuali della tecnica 

in materia d’interramento delle line elettriche. Prendendo in considerazione 

il rapporto sulla risonanza delle FFS e la perizia dell’Università Tecnica di 

Graz, il Tribunale federale si è anch’esso occupato in modo dettagliato 

della problematica della risonanza sulle linee della corrente di trazione e 

nel consid. 10 ha sostenuto, tra l’altro, in modo sintetico: « […] Allerdings 

ist (vorbehältlich neuer Erkenntnisse) davon auszugehen, dass die 

Resonanz Problematik im SBB-Netz neue Verkabelungen von SBB-

Leitungen in den kommenden Jahren fast vollstandig ausschliesst […] » 

(cfr. decisione d’approvazione dei piani del 7 aprile 2016, consid. 2.4). 

Detta sentenza non esclude a priori ogni forma futura di messa in cavo 

delle linee elettriche, ma neppure afferma che allo stadio attuale ciò sia 

ancora tecnicamente possibile. Di fatto, l’Alta Corte ha semplicemente 

preso atto, tenuto conto delle vigenti conoscenze tecniche, dell’attuale 

inattuabilità dell’interramento di ulteriori linee elettriche.  

7.1.6 In definitiva, da quanto precede risulta chiaramente che – tenuto 

conto della problematica della risonanza nella rete di trazione in rapporto 

alla messa in cavo e dei limiti posti dalle conoscenze scientifiche e tecniche 

attuali, nonché delle priorità poste dal SIS per i rimanenti 10 km a 

disposizione – l’auspicato interramento della tratta tra il palo n. 82 e il palo 

n. 94 non è attualmente attuabile. L’esame esperito dall’UFT appare 

completo ed esaustivo, oggettivamente fondato su degli accertamenti 

peritali, sicché il Tribunale non intravvede alcun valido motivo né per 

discostarsi dal suo giudizio, né per ordinare ulteriori accertamenti peritali 

(cfr. consid. 2.2 del presente giudizio). Nella fattispecie, non vi è infatti 

alcuna ragione di approfondire ulteriormente la problematica dell’inter-

ramento, così come invece auspicato dai ricorrenti. Conformemente a 

quanto già sancito con decisione incidentale del 27 ottobre 2016 – a cui si 

rimandano le parti per i dettagli – il Tribunale non può che respingere tutti 

i mezzi di prova richiesti dai ricorrenti alle lett. i-v del loro ricorso 11 maggio 

2016 (cfr. citato ricorso, pag. 48 seg.). 

 

A-3858/2016 

Pagina 35 

7.2  

7.2.1 In caso di conferma della sussistenza di problemi tecnici effettivi circa 

la possibilità di provvedere all’interramento della linea elettrica, i ricorrenti 

hanno postulato in subordine l’esplicita messa a carico dell’UFT dell’onere 

futuro « […] di prevedere in modo vincolante la messa in cavo della tratta 

tra il palo n. 82 e il palo n. 94, non appena si sarà abbassata la frequenza 

della rete, ciò che è stato richiesto con la quarta richiesta subordinata 

[…] ». Tale richiesta sarebbe giustificata dal fatto che a medio termine, 

grazie all’abbassamento delle frequenze, sarà possibile posare in cavo 

ulteriori 100 km di linea elettrica, così come risulterebbe dall’articolo del 

3 aprile 2014 pubblicato sul sito www.bav.admin.ch dal titolo « L’UFT crea 

un margine di manovra per la posa in cavo di linee di trasporto della 

corrente di trazione », prodotto dalle stesse FFS (cfr. ricorso 11 maggio 

2016, punti n. 216-230).  

7.2.2 Nella decisione d’approvazione dei piani del 7 aprile 2016, l’UFT ha 

respinto la predetta richiesta, poiché quand’anche la tecnica dovesse 

permettere l’abbassamento del limite a 90 Hz, in ogni caso il margine per 

l’ulteriore messa in cavo delle linee elettriche rimarrà limitato. Di fatto i 80-

100 km supplementari a disposizione per la posa in cavo sarebbero già 

stati riservati/pianificati per 12 progetti prioritari fissati dal Consiglio 

federale nel SIS secondo specifici requisiti di urgenza e di necessità. Tra i 

progetti prioritari non rientrerebbe tuttavia la tratta sul Comune di Monte-

ceneri, in quanto la stessa non adempirebbe ai criteri del SIS (cfr. citata 

decisione, consid. 4.1, punto 10, pag. 30).  

7.2.3 Al riguardo, lo scrivente Tribunale non può che allinearsi all’UFT. 

Nella misura in cui la tratta del Comune di Monteceneri non rientra nelle 

priorità del SIS, un suo interramento futuro appare poco probabile. Anche 

ammettendo che la tecnica possa in futuro rendere nuovamente possibile 

la messa in cavo di tratte non ancora contemplate dal SIS tra i progetti 

prioritari, tale evenienza di per sé non comporterebbe tuttavia automati-

camente per i ricorrenti il diritto di ottenere la messa in cavo della tratta tra 

il palo n. 82 e il palo n. 94, oggetto della presente procedura. Non va infatti 

dimenticato che ogni modifica apportata ad impianto elettrico ferroviario 

necessita di un’autorizzazione, e meglio, di una decisione d’approvazione 

dei piani ai sensi dell’art. 18 Lferr segg. (cfr. considd. 4.1.2 e 4.1.3 del 

presente giudizio). Come tale, l’eventuale futuro interramento della 

predetta tratta dovrà inevitabilmente essere oggetto di un nuovo esame da 

parte dell’UFT. La richiesta dei ricorrenti di messa a carico dell’UFT di un 

onere futuro – la cui ricevibilità è discutibile – va pertanto qui respinta. 

http://www.bav.admin.ch/

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Pagina 36 

8.  

Non da ultimo, in rapporto alla decisione d’approvazione dei piani del 

18 maggio 2016, il Tribunale rileva – per mera completezza – come il 

progetto in questione contempli unicamente l’innalzamento della tensione 

di esercizio da 66 kV a 132 kV, senza tuttavia necessitare di alcuna misura 

costruttiva. Come precisato dall’UFT con risposta 28 luglio 2016, benché 

attualmente utilizzata con una tensione di esercizio a 66 kV, all’epoca della 

sua approvazione nel 1984 detta linea elettrica era già stata predisposta 

per l’innalzamento della tensione a 132 kV (cfr. atto n. 2 allegato dall’UFT 

alla risposta 28 luglio 2016). In tali circostanze, in assenza di puntuali 

censure sollevate dai ricorrenti (cfr. consid. 1.3 del presente giudizio), il 

Tribunale non intravvede alcun valido motivo per discostarsi dal giudizio 

dell’UFT, che va dunque qui confermato. 

9.  

In conclusione, alla luce di tutto quanto suesposto, le due decisioni 

d’approvazione dei piani del 7 aprile 2016 e del 18 maggio 2016 qui in 

esame non risultano contrarie al diritto federale e cantonale applicabile, 

non possono inoltre essere considerata né frutto di un eccesso o di un 

abuso del potere di apprezzamento dell’autorità inferiore né – per quanto 

verificabile anche in quest'ottica – inadeguate. Le due decisioni sono 

peraltro proporzionate, le stesse approvando una soluzione poco incisiva 

dal punto di vista dell’ambiente, del paesaggio e della natura, tenuto conto 

delle possibilità tecniche attuali e future in materia di impianti elettrici 

ferroviari. In tali circostanze, entrambe le decisioni vanno pertanto qui 

integralmente confermate e i due ricorsi – per quanto ricevibili (cfr. con-

sidd. 1.3, 4.3.2, 5.2.2 del presente giudizio) – respinti. 

10.  

In considerazione dell’esito della lite, giusta l’art. 63 cpv. 1 PA, le spese 

processuali vanno poste a carico dei ricorrenti qui totalmente soccombenti 

(cfr. art. 1 segg. del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle 

spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale 

[TS-TAF; RS 173.320.2]).  

Nella fattispecie – tenuto conto della complessità della causa e degli atti 

dell’incarto, dei vari atti istruttori esperiti dal Tribunale in correlazione con 

l’istruttoria della causa (segnatamente le due decisioni incidentali circa 

l’effetto sospensivo dei ricorsi) – esse sono fissate a 3'000 franchi 

(