# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** fe4cb72f-7c14-51b7-963a-13f08e61ba8a
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2025-10-16
**Language:** it
**Title:** Graubünden Kantonsgericht Sonstige Kammern 16.10.2025 SBK 2025 76
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_KG_999_SBK-2025-76_2025-10-16.pdf

## Full Text

Obergericht des Kantons Graubünden
Dretgira superiura dal chantun Grischun
Tribunale d'appello del Cantone dei Grigioni

Decisione del 16 ottobre 2025
comunicata il 20 ottobre 2025

N. d'incarto SBK 25 76

Istanza Camera delle esecuzioni e dei fallimenti
quale autorità di vigilanza sulla esecuzione e sul fallimento

Composizione Moses, presidente
Togni, attuario

Parti A._____
ricorrente

Oggetto comminatoria di fallimento

Atto impugnato comminatoria di fallimento dell’Ufficio esecuzioni e fallimenti 
Regione Moesa del 25 agosto 2025, comunicata lo stesso giorno

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Ritenuto in fatto:

A. Sulla scorta del precetto esecutivo n. C._____ emesso il 29 aprile 2025 
dall’Ufficio esecuzioni e fallimenti Regione Moesa (di seguito: UEF), la società 
B._____ ha promosso un’esecuzione nei confronti di A._____ per l’incasso di sei 
fatture relative all’assicurazione obbligatoria di cura medica rimaste insolute, per un 
importo di CHF 1'089.75, oltre interessi al tasso del 5% annuo a decorrere dal 
27 aprile 2025 e ulteriori spese. Il precetto esecutivo è stato notificato all’escusso il 
2 maggio 2025, il quale vi ha interposto opposizione totale.

B. Con decisione del 5 maggio 2025, B._____ ha accertato che A._____ 
risultava debitore per un importo complessivo di CHF 1'607.75 e, di conseguenza, 
rigettato integralmente l’opposizione al precetto esecutivo.

C. Il E._____ è stata iscritta nel registro di commercio del Cantone dei Grigioni 
l’impresa individuale “D._____ di A._____”, oggetto di pubblicazione sul Foglio 
ufficiale svizzero di commercio (FUSC) il F._____.

D. Su domanda di continuazione presentata da B._____ del 15 agosto 2025, il 
25 agosto 2025 l’UEF ha emesso la comminatoria di fallimento, notificata a A._____ 
quale titolare della “D._____ di A._____” il 1° settembre 2025.

E. Con ricorso del 4 settembre 2025, A._____ (in seguito: ricorrente) ha 
impugnato tale provvedimento dinnanzi al Tribunale d’appello del Cantone dei 
Grigioni, quale autorità di vigilanza sulla esecuzione e sul fallimento, contestando 
l’applicazione dell’esecuzione in via di fallimento, e chiesto, in sostanza, 
l’annullamento e la sospensione delle esecuzioni e della procedura di fallimento e, 
in via subordinata, la concessione di un concordato.

F. Con osservazioni del 22 settembre 2025 l’UEF ha postulato la reiezione del 
ricorso.

Considerando in diritto:

1.1. Giusta l’art. 17 cpv. 1 LEF, salvo i casi nei quali la legge prescrive la via 
giudiziale, è ammesso il ricorso all’autorità di vigilanza – nel Cantone dei Grigioni al 
Tribunale d'appello (art. 13 cpv. 1 della Legge d'applicazione della legge federale 
sulla esecuzione e sul fallimento [LAdLEF; CSC 220.000]) – contro ogni 
provvedimento di un ufficio d’esecuzione e fallimenti. Esso dev’essere presentato 
entro 10 giorni dalla presa di conoscenza del provvedimento (art. 17 cpv. 2 LEF). Il 
ricorso può essere proposto, in particolare, contro la comminatoria di fallimento 
(WOHL, in: Hunkeler [edit.], Kurzkommentar SchKG Schuldbetreibungs- und 

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Konkursgesetz, 3a ed. 2025, art. 17 n. 4). Quest’ultima può tuttavia essere 
impugnata solamente per carenze formali (sentenze del Tribunale federale 
7B.58/2006 del 1° maggio 2006 consid. 2; 7B.136/2005 del 29 settembre 2005 
consid. 2), quali ad esempio l’incompetenza territoriale dell’ufficio d’esecuzione 
(DTF 118 III 6; 96 III 33 consid. 2), il mancato assoggettamento dell’escusso 
all’esecuzione ordinaria in via di fallimento (artt. 39 e 40 LEF), l’assenza di una 
decisione esecutiva che rigetti l’opposizione o l’inoltro di un’azione di 
disconoscimento di debito (art. 88 cpv. 1 ab initio LEF). La via del ricorso è invece 
preclusa per questioni di merito (relative cioè alla validità materiale del credito posto 
in esecuzione; DTF 113 III 2 consid. 2b), la cui cognizione spetta esclusivamente 
all’autorità giudiziaria competente, in particolare nell’ambito della procedura di 
rigetto dell’opposizione (art. 80 segg. LEF) o di disconoscimento di debito (art. 83 
cpv. 2 LEF; MARKUS, in: Basler Kommentar, SchKG II, 3a ed. 2021, art. 160 n. 6).

1.2. Nel caso in esame, la censura rivolta all’esistenza del credito posto in 
esecuzione sollevata dal ricorrente (act. A.1, pag. 1, 3 e 3) riguarda una questione 
di merito, e meglio i rapporti tra il ricorrente e la B._____ e non l’operato dell’UEF. 
Non spetta tuttavia a quest’ultimo né all’autorità di vigilanza pronunciarsi su questo 
tipo di censure, per le quali la legge prescrive la via giudiziaria. Esse avrebbero, se 
del caso, dovuto essere sollevate in sede di procedura di rigetto dell’opposizione, la 
quale si è tuttavia conclusa con la decisione passata in giudicato di rigetto 
dell’opposizione del 5 maggio 2025. La dichiarazione di fallimento dell’impresa 
individuale “G._____ di A._____”, con sede nel Cantone Ticino e nel frattempo 
cancellata, non può inoltre essere rimessa in discussione nell’ambito del presente 
ricorso. Neppure la domanda di ammissione al beneficio del concordato (act. A.1, 
pag. 1) può essere esaminata in questa sede. Tale richiesta deve infatti essere 
presentata all’autorità giudiziaria competente, ossia al Tribunale regionale Moesa, 
quale giudice dei concordati di primo grado ai sensi dell’art. 20 cpv. 1 della Legge 
d’applicazione della legge federale sulla esecuzione e sul fallimento (LAdLEF; 
CSC 220.000). Infine, la comunicazione della domanda di realizzazione del 
12 agosto 2025 riguarda un’altra esecuzione, n. H._____, e un eventuale ricorso 
contro la stessa risulterebbe tardivo (act. B.5).

1.3. Il ricorso, limitatamente a tali censure, dev’essere pertanto ritenuto 
inammissibile.

2.1. Nel merito, il ricorrente pare affermare di non essere soggetto, quale persona 
fisica, all’esecuzione in via di fallimento, bensì a quella in via di pignoramento 
(act. A.1, pag. 1 ab initio).

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2.2. Giusta l’art. 38 cpv. 3 LEF, spetta all’ufficiale esecutore determinare il modo 
d’esecuzione applicabile. Secondo l’art. 39 cpv. 1 cifra 1 LEF, l’esecuzione si 
prosegue in via di fallimento (art. 159 a 176 LEF) quando il debitore è iscritto nel 
registro di commercio quale titolare di una ditta commerciale (art. 931 CO). L’art. 39 
cpv. 3 LEF precisa che l’iscrizione nel registro di commercio produce effetto a partire 
dal giorno successivo alla pubblicazione nel FUSC. La giurisprudenza precisa che 
la data determinante per stabilire se l’esecuzione debba essere proseguita in via di 
fallimento è quella della domanda di continuazione ai sensi dell’art. 88 LEF 
(DTF 131 V 196 consid. 4.2.1; sentenza dell’Obergericht Zürich PS120061 del 
19 aprile 2012, consid. 2). Nel caso in cui un’esecuzione sia stata proseguita in via 
di fallimento invece che in via di pignoramento, o viceversa, i provvedimenti 
esecutivi adottati risultano nulli ai sensi dell’art. 22 LEF. Tale nullità dev’essere 
constatata d’ufficio e può essere rilevata in qualsiasi momento (DTF 135 III 14 
consid. 5.4; 120 III 105 consid. 1; 101 III 18, consid. 1b).

2.3. Nel caso concreto, il ricorrente gestisce un’impresa individuale ai sensi 
dell’art. 931 CO, sotto la ditta “D._____ di A._____”. Dall’estratto del registro di 
commercio del Cantone dei Grigioni del 14 ottobre 2025 risulta che la stessa sia 
stata iscritta al registro giornaliero il E._____, e che la pubblicazione sul FUSC è 
avvenuta il F._____. Ritenuto che la domanda di continuazione è stata presentata 
dalla B._____ il 15 agosto 2025 (act. A.2), ovvero successivamente alla 
pubblicazione dell’iscrizione nel registro di commercio sul FUSC, l’UEF ha 
correttamente proseguito l’esecuzione in via di fallimento. Emanando la 
comminatoria di fallimento (act. B.1) sulla base della decisione di rigetto provvisorio 
dell’opposizione – passata in giudicato – del 5 maggio 2025, l’UEF ha agito 
correttamente (cfr. art. 88 cpv. 1 e 159 LEF).

2.4. La censura si rivela pertanto infondata. Di conseguenza, il ricorso, nella 
misura in cui è ammissibile, dev’essere respinto perché palesemente infondato.

3. Per legge non viene prelevata alcuna tassa di giustizia e non vengono 
assegnate indennità (artt. 20a cpv. 2 cifra 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 
dell'Ordinanza sulle tasse riscosse in applicazione della legge federale sulla 
esecuzione e sul fallimento [OTLEF, RS 281.35]).

4. La presente decisione è emanata a giudice unico (artt. 38 cpv. 3 della Legge 
sull'organizzazione giudiziaria [LOG; CSC 173.000] e 16 cpv. 6 dell'Ordinanza 
concernente l'organizzazione e la gestione del Tribunale d'appello [OOGTA; 
CSC 173.010]).

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Il Tribunale d’appello pronuncia:

1. Il ricorso, nella misura in cui è ammissibile, è respinto.

2. Non si prelevano spese giudiziarie né si assegnano indennità.

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