# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 46a8668f-6ead-5528-846a-06666bbb5dd6
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-11-03
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 03.11.2009 C-623/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-623-2008_2009-11-03.pdf

## Full Text

Corte II I
C-623/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  3  n o v e m b r e  2 0 0 9  

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Francesco Parrino, Stefan Mesmer, 
cancelliere Dario Quirici.

A._______,
rappresentato dal Patronato INAS, via G. Lanz 25, 
6850 Mendrisio,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione invalidità, decisione del 17 dicembre 2007.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-623/2008

Fatti:

A.
A._______, cittadino italiano nato il (...), coniugato e padre di quattro 
figli,  ha  lavorato  in  Svizzera  come  muratore,  con  permesso  per 
confinanti, dal 1987 al 1989, nel 1991 e dal 2001 al 2005, versando i 
contributi  obbligatori  all'assicurazione  per  la  vecchiaia,  i  superstiti  e 
l'invalidità (AVS/AI; incarto AI, doc. 31/7).  

B.
Il  23  luglio  2004  l'assicurato  è  stato  vittima  di  un  infortunio 
professionale, a seguito del quale ha riportato una rottura della cuffia 
rotatoria della spalla destra. Il caso è stato preso a carico dall'Istituto 
nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni (Suva), il quale 
ha erogato l'indennità giornaliera per un'incapacità lavorativa del 100% 
dal 26 luglio 2004, del 75% dal 1° gennaio 2007 e del 50% dal 1° al 28 
febbraio  2007,  sulla  base  dei  rapporti  del  dott.  O._______,  del  4 
ottobre e del 30 novembre 2004, del dott. F._______, del 5 luglio 2005, 
e della clinica riabilitativa di (...), del 17 e 20 febbraio 2006. Nell'ambito 
della visita medica di chiusura del 26 giugno 2006, il dott. G._______ 
ha constatato la stabilizzazione dello stato di salute dell'assicurato, ha 
riconosciuto  una  capacità  lavorativa  nella  massima misura  possibile 
dal 27 giugno 2006 ed ha valutato il tipo d'attività esigibili. Fondandosi, 
in  particolare,  su  questa  documentazione  medica  e  sui  propri 
accertamenti  economici,  la  Suva  ha  emanato  una  decisione,  il  28 
agosto 2007, mediante la quale ha calcolato un grado d'invalidità del 
22%, in funzione di un salario da valido di Fr. 62'803.65 e di un salario 
da invalido di Fr. 48'916.20, riconoscendo quindi all'assicurato il diritto 
ad una rendita  d'invalidità di  Fr. 1'011.95 mensili  dal  1° marzo 2007 
(incarto  Suva,  doc.  1,  34,  48,  64,  69,  76  e  89).  Contro  questa 
decisione, il 21 settembre 2007, l'assicurato ha formulato opposizione, 
che è stata parzialmente accolta mediante decisione del 29 gennaio 
2009,  con  la  quale  sono stati  riconosciuti  all'interessato  il  diritto  ad 
un'indennità per menomazione dell'integrità del 12.50% (Fr. 13'350.-) e 
il diritto ad una rendita d'invalidità, sulla base di un tasso del 23%, di 
Fr. 1'057.90 al mese, dal 1° marzo 2007 al 31 dicembre 2008, e di Fr. 
1'097.25  dal  1°  gennaio  2009  (incarto  Suva,  doc.  136  a  139).  Non 
essendo stata impugnata, questa decisione è cresciuta in giudicato.   

C.
Nel frattempo, il 27 luglio 2005, l'assicurato aveva formulato all'Ufficio 

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dell'assicurazione invalidità del canton Ticino (UAI) una domanda per 
l'ottenimento di una rendita dell'assicurazione svizzera per l'invalidità 
(incarto AI, doc. 18). 

Nell'ambito  dell'istruzione  della  domanda,  l'UAI  ha  acquisito,  tra  gli 
altri, i documenti seguenti:

- l'incarto Suva, con i rapporti, in particolare, della clinica riabilitativa di 
(...), del 17 e 20 febbraio 2006, e del dott. G._______, del 26 giugno 
2006,  

- il questionario per il datore di lavoro, dell'8 settembre 2005, dal quale 
si  evince che l'assicurato  ha lavorato come muratore  dal  22  ottobre 
2001 al  23 luglio  2004 per  la ditta  "... S.A."  (contratto  disdetto il  30 
giugno per fine settembre 2004), eseguendo da ultimo otto o nove ore 
lavorative  al  giorno,  cinque  giorni  alla  settimana,  e  percependo  un 
salario  orario  di  Fr.  26.85.-,  più  le  indennità  per  vacanze  e  le 
gratificazioni (incarto AI, doc. 24),

- una perizia medica particolareggiata E 213 del dott. DL._______, del 
13  marzo  2006,  facente  stato  della  diagnosi  di  esiti  di  riparazione 
artroscopica post-traumatica della cuffia dei rotatori della spalla destra 
e di  postumi di  bronchite influenzale acuta, con un grado d'invalidità 
generale  del  50%.  Il  dott.  DL._______  ha  inoltre  indicato  che 
l'assicurato  può  svolgere  lavori  leggeri,  con  pause  supplementari, 
evitando  l'umidità,  il  freddo,  frequenti  flessioni,  il  trasporto  e  il 
sollevamento  di  pesi,  come  pure  ritmi  particolarmente  stressanti,  e 
alternando deambulazione, stazione eretta e posizione seduta (incarto 
AI, doc. 12/3). 

D.
Sulla  base  delle  risultanze  dell'istruttoria  eseguita  dall'UAI,  l'Ufficio 
dell'assicurazione per  l'invalidità  per  gli  assicurati  residenti  all'estero 
(UAIE) ha emanato una decisione il  17 dicembre 2007,  mediante la 
quale  ha  riconosciuto  all'assicurato  il  diritto  ad  una  rendita  intera 
d'invalidità  dal  1°  luglio  2005  (un  anno  d'attesa  dopo  l'infortunio), 
limitata al 30 settembre 2006, ossia tre mesi dopo la visita di chiusura 
della  Suva e in  considerazione di  una perdita  di  guadagno del  22% 
come stabilito dalla stessa Suva, con le rispettive rendite completive 
per la moglie ed i figli (incarto AI, doc. 9 e 31/7). 

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E.
Contro questa decisione, rappresentato dall'Istituto nazionale italiano 
d'assistenza  sociale,  l'assicurato  ha  inoltrato  ricorso  al  Tribunale 
amministrativo  federale  il  30  gennaio  2008,  chiedendo  che  gli  sia 
riconosciuto il diritto ad una mezza rendita d'invalidità e che gli siano 
accordati  l'esonero  dal  pagamento  delle  spese  processuali  e  la 
rifusione delle spese ripetibili. Il ricorrente ha allegato all'impugnativa, 
in particolare, due certificati del dott. Z._______, del 9 gennaio 2008, 
facenti  stato di  una sintomatologia algica alla spalla destra e di  una 
sofferenza  radicolare  bilaterale  con  lombosciatalgie,  e  un  esame  di 
tomografia assiale computerizzata del rachide, eseguito il 13 dicembre 
2007 dal dott. Ba._______. 

F.
Il 12 marzo 2008 il dott. E._______, medico dell'UAI, si è pronunciato 
sul caso, tenendo conto della nuova documentazione medica prodotta 
dal ricorrente. Egli  ha considerato che, per quanto riguarda la spalla 
destra, non sono stati presentati nuovi elementi diagnostici rispetto a 
quelli ritenuti dalla Suva. Rispetto ai problemi al rachide, mai sollevati 
prima del ricorso, egli  ha constatato che non si  è in  presenza di  un 
prolasso discale, ma unicamente di una protrusione discale, negando 
loro perciò qualsiasi carattere invalidante.

L'UAI e l'UAIE hanno risposto il 17, rispettivamente il 23 marzo 2008, 
proponendo  il  rigetto  del  ricorso  e  la  conferma  della  decisione 
impugnata.

Il ricorrente ha replicato il  29 maggio 2008, riconfermando le proprie 
conclusioni,  ed ha prodotto un rapporto  del  dott. H._______,  del  23 
gennaio  2008,  nel  quale  è  precisato,  da  un  lato,  che  i  problemi  al 
rachide lombare non inducono attualmente nessuna limitazione della 
capacità  lavorativa,  e,  dall'altro  lato,  che sussiste un'importantissima 
impotenza funzionale  prossimale  interessante l'arto  superiore destro 
in esiti post-traumatici di lesione massiva della cuffia dei rotatori, per 
cui  il  ricorrente  non  è  più  in  grado,  con  l'arto  superiore  destro,  di 
sollevare e trasportare pesi oltre i 5 kg fino all'altezza dei fianchi e non 
può assolutamente sollevare pesi anche di 5 kg fino all'orizzontale o 
sopra  di  essa,  ciò  che  gli  impedisce  di  continuare  ad  esercitare  la 
professione di muratore.  

Il 23 luglio 2008 il dott. E._______ si è pronunciato sul nuovo rapporto 

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esibito dal ricorrente, sostenendo che esso rispecchia le conclusioni 
contenute  nei  rapporti  della  clinica  riabilitativa  di  (...),  ed  ha  perciò 
considerato  che  lo  stato  di  salute  del  ricorrente  risulta  essere 
immutato. 

L'UAI e l'UAIE hanno duplicato il 28 luglio, rispettivamente il 4 agosto 
2008, ribadendo le loro precedenti conclusioni. 

G.
Con  decisione  incidentale  del  7  agosto  2008,  questo  Tribunale  ha 
invitato  il  ricorrente  a  versare  un  anticipo  equivalente  alle  presunte 
spese processuali di Fr. 300.-. Il relativo versamento è stato effettuato 
il 22 agosto 2008. 

H.
L'8 ottobre 2009 la Suva ha fatto pervenire a questo Tribunale copia 
dei suoi atti aggiornati dal 1° ottobre 2007. 

Diritto:

1.

1.1 In virtù dell'art. 31 della legge sul Tribunale amministrativo federale 
del  17  giugno  2005  (LTAF,  RS  173.32),  questo  tribunale  giudica  i 
ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 della legge federale sulla 
procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021), 
emanate  dalle  autorità  menzionate  all'art.  33  LTAF,  riservate  le 
eccezioni  di  cui  all'art.  32  LTAF.  In  particolare,  le  decisioni  rese 
dall'UAIE  concernenti  l'assicurazione  per  l'invalidità  possono  essere 
portate  davanti  al  Tribunale  amministrativo  federale  conformemente 
all'art.  69  cpv.  1  lett.  b  della  legge  federale  sull'assicurazione  per 
l'invalidità del 19 giugno 1959 (LAI, RS 831.20).

1.2 Secondo  l'art.  3  lett.  dbis PA,  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali non è disciplinata dalla PA, nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono applicabili all'assicurazione 
per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70),  sempre che la LAI non deroghi 
alla LPGA.

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1.3 Conformemente all'art. 59 LPGA, ha diritto di ricorrere chiunque è 
toccato  dalla  decisione  o  dalla  decisione  su  opposizione  ed  ha  un 
interesse  degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua 
modificazione. Il  ricorso deve essere interposto entro 30 giorni  dalla 
notificazione della decisione o della decisione contro cui l'opposizione 
è esclusa (art. 60 LPGA). Esso deve contenere le conclusioni, i motivi, 
l'indicazione  dei  mezzi  di  prova  e  la  firma  del  ricorrente  o  del  suo 
rappresentante,  con  allegati  la  decisione  impugnata  e  i  documenti 
indicati come mezzi di prova, se sono in possesso del ricorrente (art. 
52 cpv. 1 PA).

1.4 In  concreto,  il  ricorso è  ammissibile,  nella  misura  in  cui  è  stato 
presentato  tempestivamente  e  nel  rispetto  dei  requisiti  previsti  dalla 
legge  (art.  59  e  60  LPGA,  nonché  l'art.  52  cpv. 1  PA),  e  visto  che 
l'anticipo di Fr. 300.- relativo alle spese processuali è stato versato nel 
termine impartito. 

2.

2.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e  la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori 
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il 
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21  marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Trattasi  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data 
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di  trattamento tra cittadini  che risiedono in uno Stato membro 
della Comunità europea ed i cittadini svizzeri (art. 3 del Regolamento 
CEE n° 1408/71).

2.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'Allegato II,  gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli Stati  membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il  medesimo  campo  sia  disciplinato  da  quest'ultimo  (art.  6  del 

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Regolamento  CEE  n°  1408/71).  Nella  misura  in  cui  l'Accordo,  in 
particolare  l'Allegato  II  che  regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di 
sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni  contrarie, 
l'organizzazione della procedura come pure l'esame delle condizioni di 
ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono  regolate  dal 
diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

2.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

2.4 Per  costante  giurisprudenza,  l'ottenimento  di  una  pensione 
straniera  d'invalidità  non  pregiudica  l'apprezzamento  di  un'invalidità 
secondo il diritto svizzero (v. sentenza del Tribunale federale I 435/02 
del  4 febbraio 2003 consid. 2). Anche in seguito all'entrata in vigore 
dell'ALC, il grado d'invalidità di un assicurato che pretende una rendita 
dell'assicurazione  svizzera  è  determinato  esclusivamente  secondo  il 
diritto svizzero (DTF 130 V 253 consid. 2.4).

3.

3.1 Secondo l'art. 2 LPGA, le disposizioni della presente legge sono 
applicabili  alle  assicurazioni  sociali  disciplinate  dalla  legislazione 
federale, se e per quanto le singole leggi sulle assicurazioni sociali lo 
prevedano.

3.2 L'esame del diritto a prestazioni secondo la LAI è retto dal tenore 
della LAI al momento della decisione impugnata in virtù del principio 
secondo  il  quale  sono  determinanti  le  norme  materiali  in  vigore  al 
momento  della  realizzazione  dello  stato  di  fatto  giuridicamente 
determinante  (DTF  130  V  445  consid.  1.2  e  relativi  riferimenti).  Le 
disposizioni  della  5a  revisione  della  LAI  e  della  LPGA,  in  vigore  dal 
1° gennaio 2008, non sono pertanto applicabili nel caso concreto e di 
seguito  è  fatto  riferimento  alle  disposizioni  in  vigore  fino  al  31 
dicembre 2007.

4.
Secondo l'art. 24 cpv. 1 LPGA, il diritto a prestazioni si estingue cinque 
anni dopo la fine del mese per cui era dovuta la prestazione. In deroga 
a questa disposizione, l'art. 48 cpv. 2 LAI precisa che, se l'assicurato si 

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annuncia più di dodici  mesi dopo la nascita del diritto, le prestazioni 
dell'assicurazione invalidità  possono essere assegnate soltanto per i 
dodici mesi precedenti la richiesta. Esse sono assegnate per un tempo 
anteriore, se l'assicurato non poteva conoscere i fatti motivanti il diritto 
e  presenta  la  richiesta  entro  dodici  mesi  da  quando  ne  ha  avuto 
conoscenza. 

In  concreto,  il  ricorrente  ha  presentato  la  domanda  di  rendita  il  27 
luglio 2005. Questo Tribunale può quindi limitarsi  ad esaminare se il 
ricorrente abbia diritto  ad una rendita  il  27 luglio  2004 (ossia dodici 
mesi precedenti la presentazione della domanda), oppure se il diritto 
ad una tale rendita sia sorto tra tale data ed il 17 dicembre 2007, data 
della  decisione  impugnata.  Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali 
analizza,  infatti,  la  legalità  della  decisione  impugnata,  in  generale, 
secondo lo stato di fatto esistente al momento in cui la decisione in lite 
è stata resa (DTF 130 V 445, consid. 1.2 e 1.2.1).

5.
Secondo  le  norme  applicabili,  per  avere  diritto  ad  una  rendita 
dell'assicurazione  invalidità  svizzera,  un  cittadino  italiano  deve 
adempiere, cumulativamente, le seguenti condizioni: 

- essere invalido ai sensi della legge svizzera; 

-  aver  versato  contributi  all'AVS/AI  svizzera  durante  un  anno  intero 
almeno (art. 36 cpv. 1 LAI).

In concreto, è pacifico che il ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI 
svizzera  durante  più  di  un  anno  intero  e,  pertanto,  adempie  la 
condizione della  durata  minima di  contribuzione,  alla  quale  la  legge 
subordina l'erogazione di una rendita.

6.

6.1 In  base  all'art.  8  LPGA  è  considerata  invalidità  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata. L'art. 4 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad 
infermità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma 
stabilisce che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e 
gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

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6.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per 
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di  rendita  se  è  invalido  per  almeno  il  40% (art.  28  cpv. 1  LAI).  In 
seguito  all'entrata  in  vigore  dell'Accordo  bilaterale,  la  limitazione 
prevista  dall'art.  28  cpv. 1ter  LAI,  secondo  il  quale  le  rendite  per  un 
grado d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad assicurati che 
sono domiciliati  e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), 
non  è  più  applicabile  quando  l'assicurato  è  cittadino  dell'Unione 
europea e vi risiede.

6.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  al  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  di  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando  egli  è  stato  per  un  anno  e  senza   notevoli  interruzioni, 
incapace al  lavoro per almeno il  40% in media (lettera b). La prima 
lettera  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato;  la  seconda  se  lo  stato  di  salute  è  labile,  vale  a  dire 
suscettibile di evolvere verso un miglioramento od un peggioramento 
(DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b).

6.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra  professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o 
parziale,  della  possibilità  di  guadagno  sul  mercato  del  lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili.

6.5 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere 
giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b). In base 
all'art.  16  LPGA,  applicabile  per  il  rinvio  dell'art.  28  cpv. 2  LAI,  per 
valutare  il  grado  d'invalidità,  il  reddito  che  l'assicurato  potrebbe 
conseguire esercitando l'attività ragionevolmente esigibile da lui dopo 
la  cura  medica  e  l'eventuale  esecuzione  di  provvedimenti 
d'integrazione, tenuto conto di una situazione equilibrata del mercato 

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del lavoro, è confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto ottenere 
se non fosse diventato invalido. In altri termini l'assicurazione svizzera 
per l'invalidità risarcisce soltanto la perdita economica che deriva da 
un danno alla salute fisica o psichica dovuto a malattia  o infortunio, 
non la malattia o la conseguente incapacità lavorativa.

6.6 Giova  ancora  ricordare  che,  secondo  un  principio  generale  del 
diritto delle assicurazioni sociali, ogni assicurato ha l'obbligo di ridurre 
il danno conseguente la sua invalidità (sentenza del Tribunale federale 
I 147/01 del 9 maggio 2001; DTF 123 V 230 consid. 3c e DTF 117 V 
275 consid. 2b). In virtù di tale obbligo, l'assicurato deve intraprendere 
tutto  quanto  sia  ragionevolmente  esigibile  per  ovviare  nel  modo 
migliore possibile alle conseguenza della sua invalidità, segnatamente 
mettendo a profitto la sua residua capacità lavorativa, se necessario in 
una nuova professione (sentenza del Tribunale federale I  543/03 del 
27 agosto 2004; DTF 113 V 22 consid. 4a). 

7.

7.1 Una  rendita  d'invalidità  limitata  nel  tempo  corrisponde, 
materialmente,  ad  una  revisione  ai  sensi  dell'art.  17  cpv.  1  LPGA. 
Bisogna  perciò  conformarsi  ai  principi  di  questa  disposizione  per 
verificare la legalità della decisione impugnata. 

Secondo l'art. 17 cpv. 1 LPGA, se il grado d'invalidità del beneficiario 
della  rendita  subisce  una  notevole  modificazione,  per  il  futuro  la 
rendita è aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d'ufficio 
o su richiesta. 

Se  la  capacità  al  guadagno  dell'assicurato  migliora,  v'è  motivo  di 
ammettere che il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, 
tutto  o  parte  del  diritto  a  prestazioni  dal  momento  in  cui  si  può 
supporre che il  miglioramento constatato perduri. Lo si  deve in  ogni 
caso  tenere  in  considerazione  allorché  è  durato  tre  mesi,  senza 
interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare (art. 
88a cpv.  1  dell'ordinanza  federale  sull'assicurazione  per  l'invalidità/ 
OAI, RS 831.201). 

7.2 Assegnando retroattivamente una rendita d'invalidità degressiva e/
o  limitata  nel  tempo,  l'autorità  amministrativa  disciplina  un  rapporto 
giuridico suscettibile di essere, in caso di contestazione, oggetto della 
lite e dell'impugnazione. Qualora sia contestata solo la riduzione o la 

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soppressione delle  prestazioni,  il  potere  cognitivo  del  giudice  non è 
limitato nel senso che egli debba astenersi dallo statuire circa i periodi 
per i quali il riconoscimento di prestazioni non è censurato (DTF 125 V 
413 consid. 2.2 e 2.3, confermato in 131 V 164). 

8.
Il  ricorrente  contesta  la  fondatezza  della  decisione  del  17  dicembre 
2007, con la quale l'UAIE gli  ha riconosciuto il  diritto ad una rendita 
intera d'invalidità limitata dal 1° luglio  2005 al  30 settembre 2006,  e 
chiede il  riconoscimento del diritto ad una mezza rendita d'invalidità, 
implicitamente dal 1° ottobre 2006 e senza limitazioni nel tempo. 

9.
Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  deve  esaminare  in  maniera 
obiettiva  tutti  i  mezzi  di  prova,  indipendentemente  dalla  loro 
provenienza,  e  poi  decidere  se  i  documenti  messi  a  disposizione 
permettono  di  giungere  ad  un  giudizio  attendibile  sulle  pretese 
giuridiche  litigiose  (DTF  125  V  352  consid.  3a).  Per  costante 
giurisprudenza le certificazioni mediche possono costituire importanti 
elementi d'apprezzamento del danno invalidante, allorché permettono 
di  valutare  l'incapacità  lavorativa  e  di  guadagno  dell'interessato  in 
un'attività da lui ragionevolmente esigibile (DTF 115 V 134 consid. 2, 
114  V  314  consid.  3c).  Perché  un  rapporto  medico  abbia  valore 
probatorio  è  determinante  che  esso  valuti  ed  esamini  in  maniera 
completa i  punti  litigiosi,  si fondi su degli  esami approfonditi,  prenda 
conto di tutte le affezioni di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in 
piena  conoscenza  dei  suoi  antecedenti  (anamnesi)  e  sia  chiaro 
nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della 
situazione  medica;  le  conclusioni  dell'esperto  devono  inoltre  essere 
motivate (DTF 125 V 352, 122 V 160). Per quel che riguarda i rapporti 
concernenti  il  medico curante, secondo la generale esperienza della 
vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto di 
fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di 
dubbio, in favore del suo paziente (DTF 125 V 353; VSI 2001 p. 109).

10.

10.1 In  concreto,  l'UAIE  si  è  basato  sulle  risultanze  dell'istruttoria 
eseguita dalla Suva per valutare la diagnosi, la capacità lavorativa e il 
grado d'invalidità del ricorrente.

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Per quanto riguarda la diagnosi, il ricorrente ha subito una rottura della 
cuffia  rotatoria  della  spalla  destra  e  presenta  degli  esiti  d'intervento 
chirurgico  artroscopico  in  lesione  degenerata  della  stessa  cuffia. 
Questa conclusione è univoca agli  atti,  per  cui  il  collegio  giudicante 
non  intravede  motivi  per  discostarsene.  A  questo  proposito,  è 
opportuno rilevare che dall'incarto aggiornato della Suva, prodotto l'8 
ottobre 2009, non risultano altri elementi diagnostici. 

Nell'ambito  della  presente  procedura,  il  ricorrente  ha  inoltre  fatto 
valere, per la prima volta, dei problemi al rachide lombare, dei quali si 
dirà al paragrafo 11.2.  

10.2 È  opportuno  rammentare  che  le  affezioni  appena  menzionate 
devono,  dal  profilo  giuridico,  essere  esaminate  alla  luce  dell'art.  29 
cpv.  1  lett.  b  LAI.  Si  tratta,  infatti,  di  malattie  che,  per  costante 
giurisprudenza, sono da configurare non già di carattere permanente 
(cioè  di  natura  consolidata  o  irreversibile),  bensì  patologico-labile, 
ossia suscettibili di migliorare o peggiorare. 

Ne discende che, in mancanza di uno stato di salute sufficientemente 
stabilizzato, è inapplicabile la prima lettera dell'art. 29 cpv. 1 LAI, per 
cui può entrare in considerazione solo la seconda lettera della citata 
norma  legale,  la  quale  prevede  un  termine  d'attesa  di  un  anno. 
Pertanto,  il  ricorrente  potrebbe  pretendere  una  rendita 
dell'assicurazione svizzera dell'invalidità solo a partire dal momento in 
cui  ha  subito,  senza  interruzione  notevole,  un'incapacità  lavorativa 
media del 40% almeno durante un anno. 

11.

11.1 Per quanto concerne l'incapacità lavorativa, il dott. DL._______, 
nella  perizia  E  213  del  13  marzo  2006  (incarto  AI,  doc.  12/3),  ha 
formulato un grado d'invalidità generale del 50%, rilevando comunque 
che la capacità lavorativa del ricorrente può essere migliorata tramite 
una  cura  di  riabilitazione.  Egli  ha  stabilito,  in  particolare,  che  il 
ricorrente  può  svolgere  lavori  leggeri,  con  pause  supplementari, 
evitando  l'umidità,  il  freddo,  frequenti  flessioni,  il  trasporto  e  il 
sollevamento  di  pesi,  come  pure  ritmi  particolarmente  stressanti,  e 
alternando  deambulazione,  stazione  eretta  e  posizione  seduta.  Dal 
canto  suo,  il  dott.  G._______,  medico  della  Suva,  ha  constatato, 
nell'ambito  della  visita  medica  di  chiusura  del  26  giugno  2006,  la 

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stabilizzazione dello stato di salute del ricorrente, riconoscendogli una 
capacità  lavorativa  nella  massima  misura  possibile  dal  27  giugno 
2006, ed ha valutato dettagliatamente il tipo d'attività esigibili (incarto 
Suva, doc. 34). Questa valutazione non è stata messa in discussione 
da  nessun  altro  documento  medico  agli  atti,  per  cui  il  collegio 
giudicante non può che aderirvi.

11.2 In  fase  di  ricorso,  il  dott.  E._______,  medico  dell'UAI,  ha 
considerato,  nel  suo rapporto  del  12  marzo 2008,  che i  problemi  al 
rachide lombare fatti valere dal ricorrente, sulla base di un certificato 
del dott. Z._______, medico curante, del 6 novembre 2007, non sono 
per nulla  comprovati,  mancando qualsiasi  elemento  relativo alla  loro 
evoluzione e al loro stato. Il medico dell'UAI ha rilevato che, nel detto 
certificato, i problemi lombari sono qualificati di tipo lombo-radicolare, 
mentre il referto di tomografia assiale computerizzata del 13 dicembre 
2007,  che  avrebbe  dovuto  confermare  tale  diagnosi,  non  ha 
evidenziato  nessun  conflitto  radicolare,  ma  mostra  unicamente  una 
protrusione  discale,  e  non  un  prolasso  discale,  patologia  tipica  in 
presenza d'una problematica radicolare. Il  dott. E._______ ha inoltre 
sottolineato, rispecchiando in questo la valutazione espressa dal dott. 
H._______ nel suo rapporto del 23 gennaio 2008, che i  problemi al 
rachide non sono atti a limitare la capacità lavorativa del ricorrente. 

È quindi  lecito  considerare  che il  ricorrente,  come stabilito  dal  dott. 
G._______  (incarto  Suva,  doc.  34),  è  in  grado  di  svolgere  attività 
confacenti al suo stato di salute nella massima misura possibile dal 27 
giugno 2006. 

Ciò stante, tenuto conto che i problemi al rachide sono stati fatti valere 
unicamente  in  fase  di  ricorso,  è  legittimo  supporre  che  essi  sono 
apparsi dopo il 17 dicembre 2007, data della decisione impugnata, per 
cui esorbitano dal periodo d'esame che vincola questo Tribunale. 

12.
Per  quanto  attiene  al  calcolo  del  grado  d'invalidità,  la  Suva  lo  ha 
eseguito a due riprese, una prima volta con la decisione del 28 agosto 
2007 (22%; incarto AI, doc. 1) ed una seconda volta con la decisione 
su opposizione del 29 gennaio 2009 (23%; incarto Suva, doc. 135 e 
136). In entrambi i casi, la Suva ha ritenuto annualmente il salario da 
valido indicato dal datore di lavoro, ossia Fr. 62'803.67 nel 2007, ed un 
salario  da invalido di  Fr. 60'144.48,  secondo la  Rilevazione svizzera 

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della struttura dei salari 2006 (RSS), tabella TA1, categoria 4, uomini, 
totale  per  un  operaio  chiamato  a  svolgere  lavori  leggeri  e  non 
qualificati attività leggera, adeguato ad un rincaro dell'1.6% per il 2007 
e  ridotto  del  20% a  titolo  di  deduzione  sociale,  ossia  Fr. 48'115.58 
(nella decisione del 28 agosto 2007, la Suva si era basata su un valore 
di  Fr.  48'916.20).  Comparando  il  salario  da  valido  con  quello  da 
invalido,  come  prescritto  dall'art.  16  LPGA,  la  Suva  ha  ottenuto  un 
grado  d'invalidità  del  22%  (decisione  del  28  agosto  2007), 
rispettivamente  un grado del  23% (decisione su opposizione del  29 
gennaio 2009). 

Il  calcolo  effettuato  dalla  Suva  risulta  essere  corretto  e  questo 
Tribunale  può  pertanto  concludere  che  il  tasso  d'invalidità  del 
ricorrente non supera il 23% dal 27 giugno 2006. Il ricorrente stesso, 
del  resto,  non  ha  sollevato  alcuna  rimostranza  in  questo  senso, 
riferendosi piuttosto alle difficoltà di  trovare concretamente un'attività 
esigibile,  dal  punto  di  visto  medico,  sul  mercato  del  lavoro.  Ora, 
secondo  un  principio  generale  del  diritto  delle  assicurazioni  sociali, 
ogni  assicurato  ha  l'obbligo  di  ridurre  il  danno  conseguente  la  sua 
invalidità (sentenza del Tribunale federale I 147/01 del 9 maggio 2001; 
DTF 123 V 230 consid. 3c e DTF 117 V 275 consid. 2b). In virtù di tale 
obbligo,  l'assicurato  deve  intraprendere  tutto  quanto  sia 
ragionevolmente esigibile per ovviare nel modo migliore possibile alle 
conseguenza della sua invalidità, segnatamente mettendo a profitto la 
sua  residua  capacità  lavorativa,  se  necessario  in  una  nuova 
professione (sentenza del  Tribunale  federale I  543/03 del  27  agosto 
2004; DTF 113 V 22 consid. 4a).

13.
Di conseguenza, attribuendo al ricorrente una rendita intera d'invalidità 
limitata  nel  tempo,  ossia  dal  1°  luglio  2005  al  30  settembre  2006, 
l'UAIE  ha  operato  secondo  le  norme  legali  pertinenti  citate  nei 
considerandi precedenti, ed in particolare gli art. 29 cpv. 1 lett. b LAI e 
88a  cpv. 1 OAI. Ne discende che il ricorso deve essere respinto e la 
decisione impugnata confermata.

14.
Secondo l'art. 63 cpv. 1 PA, le spese processuali sono di regola messe 
a carico della parte soccombente.

In  concreto,  visto  l'esito  della  procedura  che  vede  il  ricorrente 

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soccombere, le spese processuali di Fr. 300.- sono poste a carico di 
quest'ultimo  e  compensate  con  l'anticipo  dello  stesso  ammontare, 
versato il 22 agosto 2008.

In conformità con l'art. 64 cpv. 1 PA, l'autorità di ricorso, se ammette il 
ricorso in tutto o in parte, può assegnare al ricorrente una indennità 
per le spese indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato 
(spese ripetibili).

Visto l'esito della procedura, non si assegnano al ricorrente indennità 
per spese ripetibili. 

Per quanto concerne l'UAIE, le autorità federali  non hanno diritto ad 
un'indennità a titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3 del Regolamento del 21 
febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al 
Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]).

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali di Fr. 300.- sono poste a carico del ricorrente e 
compensate  con  l'anticipo  dello  stesso  ammontare,  versato  il  22 
agosto 2008. 

3.
Non si assegnano indennità per spese ripetibili. 

4.
Comunicazione: 

- al rappresentante del ricorrente (atto giudiziario);
- all'autorità inferiore (n. di rif. ...);
- all'Ufficio federale delle assicurazioni sociali. 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente.

La presidente del collegio: Il cancelliere:

Elena Avenati-Carpani Dario Quirici

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Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS  173.110].  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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