# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a2775848-f4a3-5b73-b1af-30c6f5995f02
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2007-04-23
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 23.04.2007 11.2006.127
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2006-127_2007-04-23.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2006.127

  	
  Lugano

  23 aprile
  2007/rgc

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G. A. Bernasconi, presidente,

  Giani ed Ermotti

  

 

	
  segretario:

  	
  Annovazzi, vicecancelliere

  

 

sedente per statuire nella causa OA.2000.292 (proprietà
per piani: contestazione di delibera assembleare) della Pretura del Distretto
di Lugano, sezione 2, promossa con peti­zione del 17 maggio 2000 da

 

	
   

  	
   AO 1, 

  (patrocinati dall'  PA 1 )

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  AP 1,  

  (rappresentata dall'amministratore , , 

  e patrocinata ora dall'  PA 2 );

  

esaminati
gli atti,

posti
i seguenti

punti di questione:     1.   Se dev'essere
accolto l'appello del 3 novembre 2006 presentaAP 1 contro la sentenza emessa il
13 ottobre 2006 dal Pretore del Distretto di Lugano, sezione 2;

                                         2.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

Ritenuto

in fatto:                    A.   I coniugi AO 1 e AO 2 sono titolari, un mezzo ciascuno, della
proprietà per piani n. 25 624 (unità n. 1), pari a 75/1000 della
particella n. 1150 RFD di __________ (“AP 1”). Interpellati dai coniugi, all'assemblea
generale ordinaria del 21 aprile 2000 i comproprietari hanno deciso – tra l'altro – di rinviare all'assemblea
ordinaria del 2001 l'esame della proposta circa il risanamento della condotta che
porta al Condominio l'acqua potabile (trattanda n. 6), la quale risultava color
ruggine ai rubinetti.

 

                                  B.   Con
petizione del 17 maggio 2000 AO 1 e AO 2 hanno adito il Pretore del Distretto di
Lugano, sezione 2, perché fosse dichiarata nulla, subordinatamente annullata, la
risoluzione assembleare n. 6 e fosse ordinato all'amministrazione del condo­minio
di risanare la condotta come da loro prospettato all'assemblea. Nella sua
risposta del 9 giugno 2000 la Comunione dei comproprietari ha proposto di
respingere la petizione. Durante l'istruttoria, all'udienza del 26 aprile 2006,
le parti hanno dato atto che nel frattempo i lavori alla condotta erano stati
eseguiti e che il problema dell'acqua ferruginosa risolto. Essi hanno postulato
così lo stralcio della causa dai ruoli, presentando un memoriale conclusivo dell'8
maggio 2006 in cui hanno chiesto vicendevolmente di porre le spese e le
ripetibili a carico dell'avversario. Statuendo il 13 ottobre 2006, il Pretore
ha stralciato la causa dai ruoli, ha addebitato la tassa di giustizia e le
spese alle parti in ragione di metà ciascuno e ha compensato le ripetibili.

 

                                  C.   Contro
il dispositivo sulle spese del decreto appena citato è insorta la AP 1 con un appello
del 3 novembre 2006 per ottenere che gli oneri processuali siano interamente addebitati
agli attori. Nelle loro osservazioni del 5 dicembre 2006 AO 1 e AO 2 propongono
di respingere l'appello.

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   Nella misura in cui il Pretore ha tolto la causa dai ruoli, il
decreto di stralcio ha carattere meramente dichiarativo e non è impugnabile,
tranne ipotesi estranee alla fattispecie (RtiD I-2004 pag. 480 consid. 1; Rep.
1999 pag. 247 consid. 1). Nella misura per contro in cui il Pretore ha statuito
sulle spese e le ripetibili, il decreto di stralcio ha carattere autoritativo e
può essere impugnato (Rep. 1985
pag. 145 in fondo), sempre che la causa sia appellabile. Nella fattispecie l'appello verte, appunto, sulla questione di spese e ripetibili in una causa appellabile.
Nulla osta quindi al suo esame.

 

                                   2.   Accertato
che il problema alla condotta dell'acqua potabile era stato risolto, in concreto
il Pretore ha dichiarato la causa senza oggetto. Quanto agli oneri processuali,
egli ha rilevato che l'esecuzione dei lavori, avvenuta secondo tempi e modi decisi
dalla maggioranza dei comproprietari, non costituiva acquiescenza, ma che la Comunione
dei comproprietari, pur contestando l'urgenza dell'intervento, aveva riconosciuto
l'esistenza del problema legato all'erogazione di acqua ferruginosa, analizzato
anche dal perito giudiziario. Ciò posto, egli ha ritenuto equo suddividere gli
oneri a metà tra le parti e compensare le ripetibili.

 

                                   3.   L'appellante
sostiene che il riparto degli oneri processuali è arbitrario, nessuna domanda di petizione essendo
stata accolta. Inoltre essa sottolinea di non essere
risultata acquiescente, sicché la causa deve ritenersi conclusa per desistenza
avversaria, tanto più che la perizia aveva escluso l'urgenza dell'intervento richiesto.
La convenuta non nega di avere ammesso l'esistenza del problema tecnico, ma fa
valere di avere ripetuto che ciò non costituiva un pericolo per i condomini, i
parametri chimico-fisici dell'acqua erogata essendo conformi alla norma. Infine
l'appellante contesta che sussistano nella fattispecie motivi di equità e che
il giudizio del Pretore premia, in realtà, una parte soccombente.

 

                                   4.   Secondo l'art. 148 CPC il giudice condanna la parte soccombente a
rimborsare all'altra parte le tasse, le spese giudiziarie e le ripetibili (cpv.
1). Se vi è soccombenza reciproca o concorrono “altri giusti motivi”, egli può
procedere a una suddivisione (cpv. 2). Le spese inutili sono, in ogni caso, a
carico di chi le ha provocate (cpv. 3). Nella fissazione e suddivisione delle
spese e delle ripetibili il primo giudice fruisce in ogni modo di una notevole
latitudine: il suo pronunciato può essere appellato, di conseguenza, solo per
eccesso o abuso del potere d'apprezza­mento (Rep. 1996 pag. 171). 

 

                                         a)   Nella
fattispecie, come detto, il Pretore ha stralciato la lite poiché diventata senza
oggetto. A ragione, giacché la convenuta ha risanato la condotta, ma non con la
celerità pretesa dagli attori, di modo che un'acquiescenza non entrava in linea
di conto. D'altro lato gli attori non avevano ritirato la petizione e non poteva
dunque farsi questione di desistenza. Ciò posto, ove una lite divenga senza
oggetto o senza interesse giuridico le spese e le ripetibili vanno attribuite “tenendo conto dello stato delle cose prima
del verificarsi del motivo che termina la lite” (art. 72 PC per analogia). Occorre valutare in altri termini, a un
sommario esame, quale esito avrebbe verosimilmente avuto la causa se non fosse
divenuta caduca (citazioni in: Cocchi/Trezzini, CPC ticinese massimato e commentato,
Lugano 2000, n. 9, 10 e 11 ad art. 151 CPC). In concreto gli attori chiedevano
di annullare – rispettivamente di dichiarare nulla – la delibera assembleare
con cui i comproprietari avevano deciso di rinviare la discussione sul
risanamento della condotta dell'acqua potabile alla successiva assemblea del
2001 e di ordinare all'amministrazione condominiale di eseguire l'opera senza
indugio. La questione è dunque di sapere, a un sommario esame, quale sarebbe
stato il verosimile esito del giudizio.

 

                                         b)   Per
essere annullata, una risoluzione assembleare deve violare
la legge o norme convenzionali che disciplinano la proprietà per piani (atto costitutivo, regolamento per l'amministrazione e l'uso,
regolamento della casa ecc.: Meier-Hayoz/Rey
in: Berner Kommentar, edizione 1988, n. 128 ad art. 712m CC; Steinauer, Les droits réels, vol. I, 3ª edizione, pag. 367 n. 1319). L'impugna­zione della delibera non è destinata a una verifica di
opportunità, di convenienza o di adeguatezza, nel senso che non compete al giudice sostituirsi alla volontà dei
comproprietari (Meier-Hayoz/Rey,
op. cit., n. 129 ad art. 712m CC;
Weber, Die
Stockwerkeigentümergemeinschaft, Zurigo 1979, pag. 405; cfr. in materia di
società anonima: DTF 117 II 308 consid. 6a). Nella fattispecie gli attori invocavano
bensì l'art. 17 del regolamento condominiale, secondo cui l'assemblea deve far
eseguire tutti i lavori di manutenzione e di rinnovamento necessari per la
conservazione dell'edificio (doc. G), ma ciò ancora non significa che il rinvio
della discussione sul risanamento della condotta offendesse di per sé la legge
o il regolamento del condominio, tanto meno ove si pensi che il perito
giudiziario non ha ritenuto l'opera urgente. A prima vista il presumibile esito
della causa sarebbe quindi potuto apparire sfavorevole.

 

                                         c)   Resta
il fatto che, seppure non urgente dal profilo strettamente tecnico, a un
sommario esame il risanamento della condotta sarebbe anche potuto apparire non
ragionevolmente dilazionabile. V'è da domandarsi in effetti se un impianto idrico
che erogava acqua pulita solo dopo 2 minuti o addirittura 2 minuti e mezzo di
scorrimento fosse ancora idoneo all'uso di un'abitazione (perizia, risposta n.
6), l'acqua ferrigna potendo anche essere innocua per la salute (perizia, risposta
n. 4), ma repellente per scopi alimentari. E l'art. 647 cpv. 2 n. 1 CC, cui rinvia l'art. 712g cpv. 1 CC, permette a ogni
comproprietario di rivolgersi al giudice per far eseguire i lavori necessari a
conservare il valore della cosa e a mantenerla idonea all'uso.
Può adire il giudice, in particolare, ogni comproprietario la cui domanda sia
stata respinta dagli altri comproprietari (Brunner/Wichtermann
in: Basler Kommentar, ZGB II, 3ª edizione, n. 54 ad art. 647; Meier-Hayoz
in: Berner Kommentar, 5ª edizione, n. 64 ad art. 647 CC). Trattandosi di opere
edili, rientrano nell'amministrazione necessaria i lavori cui si riferisce
l'art. 647c CC (Brunner/Wichter­mann, op. cit., n. 51 ad art. 647 CC). Ogni comproprietario può chiedere quindi al giudice di far attuare
gli interventi in questione, anche se la maggioranza
dei comproprietari li rifiuta (Brunner/Wichtermann,
op. cit., n. 13 ad art. 647c CC).

 

                                         d)   A
ben vedere dunque, è possibile che rinviare l'opera di risanamento di
uno o due anni non avrebbe pregiudicato la conservazione dell'immobile
(deposizione __________ del 14 marzo 2001). Ciò non toglie però che la condotta
di adduzione idrica sarebbe potuta apparire inadeguata per approvvigionare
un'abitazione, non potendosi seriamente accettare che un comproprietario si
accontentasse di acqua potabile marronastra (deposizione __________ del 14 marzo
2001; verbali, pag. 1), dovesse attendere anche quindici minuti per veder scorrere
acqua limpida (deposizione __________ del 7 maggio 2001: verbali, pag. 1),
sempre che l'attesa non risultasse vana (deposizione __________ del 7 mag­gio
2001: verbali, pag. 2), e dovesse sopportare inquilini che minacciavano di rescindere
il contratto di locazione (petizione, pag. 4 in fine). Rinviare in circostanze
del genere il risanamento della condotta sarebbe anche potuto apparire
contrario alla legge. Considerato tutto ciò, non si sarebbe potuto escludere,
in altri termini, che l'azione risultasse provvista – almeno in parte – di buon diritto. Suddividendo a metà
gli oneri processuali (e compensando le ripetibili) il Pretore non è caduto
pertanto in un abuso né in un eccesso del potere d'apprezzamento. Privo di
consistenza, l'appello è destinato perciò all'insuccesso.

                                         

                                   6.   Gli
oneri processuali e le ripetibili del giudizio odierno seguono la soccombenza (art.
148 cpv. 1 CPC). Quanto ai rimedi giuridici esperibili contro l'attuale
sentenza sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso
(fr. 3500.–, pari alla metà della tassa di giustizia e delle spese) non
raggiunge con tutta evidenza la soglia dei fr. 30 000.– necessari per un ricorso
in materia civile.

 

Per
questi motivi,

 

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria, 

 

pronuncia:              1.   L'appello è respinto e il decreto impugnato è
confermato.

 

                                   2.   Gli oneri
processuali, consistenti in:

                                         a)
tassa di giustizia      fr. 300.–

                                         b)
spese                         fr.   50.–

                                                                                fr.
350.–

                                         sono
posti a carico dell'appellante, che rifonderà alle controparti fr. 1200.–
complessivi per ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione
a:

	
   

  	
  –    ; 

  –    .

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 2.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                           Il
segretario

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Nelle cause senza
carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, è ammissibile entro trenta giorni dalla notificazione delle
decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95
a 98 LTF (art. 72 segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in
materia civile è ammissibile solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale importo, il
ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una
questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 e 100 cpv. 1 LTF). La
legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia
ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il
ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i
motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ri­correre
è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.