# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2b2d0a14-938f-53d4-a825-a629556d3e88
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-07-08
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 08.07.1999 12.1999.140
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-1999-140_1999-07-08.html

## Full Text

Incarto n.

  12.99.00140

  	
  Lugano

  8 luglio 1999/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La seconda Camera
  civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cocchi,
  presidente

  Chiesa e Zali

  

 

	
  segretario:

  	
  Petrini

  

 

 

sedente
per statuire nella causa inc. no. OA.95.01047 della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1 promossa con
petizione 19 maggio 1995 da

 

	
   

  	
  __________ rappr. dall’avv. __________ 

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

	
   

  	
  __________ rappr. dall’avv. __________ 

   

  

 

 

in
materia di rivendicazione di proprietà (art. 107 e 109 LEF) che il Pretore, con
sentenza 14 giugno 1999, ha respinto siccome irricevibile.

 

Appellante
la parte attrice la quale, con appello 5 luglio 1999, chiede che, in riforma
del primo giudizio, la sua petizione venga integralmente accolta.

 

 

Letti
ed esaminati gli atti ed i documenti prodotti

 

 

 

 

 

 

Considerato

 

 

in fatto ed in diritto

 

 

                                     -   che
la __________. ha introdotto la petizione 19 maggio 1995, a seguito di assegno
termine dell’UE di Lugano ai sensi degli art. 107/109 LEF, chiedendo fossero
riconosciuti di sua proprietà i beni depositati sul conto __________ presso la
__________ z, succursale di __________, e sequestrati a carico della società
macedone __________

 

                                     -   che
il Pretore, con la sentenza qui impugnata, ha respinto la petizione poiché ha
ritenuto che la rivendicazione di proprietà dei beni sequestrati è stata
notificata tardivamente, e quindi in modo da rappresentare abuso di diritto, all’UE
che ha poi dato inizio alla procedura di cui agli art. 107/109 LEF;

 

                                     -   che
il Pretore e le parti hanno manifestamente applicato alla presente causa le
norme sulla procedura ordinaria;

 

                                     -   che
per effetto della modifica della LEF, in vigore dal 1° gennaio 1997, l’azione
di rivendicazione non è più soggetta alla procedura ordinaria, ma è ora
trattata secondo la procedura accelerata (art. 109 cpv. 4 LEF; II CCA 25
agosto 1997 in re R./C.);

 

                                     -   che,
per l'art. 2 Disp. finali della modificazione del 16.12.1994 appunto entrata in
vigore il 1.1.1997, le disposizioni di procedura previste da quella legge si
applicano, a partire dalla loro entrata in vigore, ai procedimenti in corso;

                                      

                                     -   che
così vale anche per la nostra procedura civile;

 

                                     -   che
infatti giusta l'art. 514 cpv. 1 CPC le disposizioni del codice di rito si
applicano ai processi e alle appellazioni introdotti dopo la sua entrata in
vigore (CCC 23 agosto 1993 in re S./W.; IICCA 17 dicembre 1993 in
re C./J.), ossia, per quanto concerne i ricorsi, secondo la legge in vigore al
momento della decisione impugnata (ICCTF 4 maggio 1998 in re R./R. AG;
in materia di rivendicazione di proprietà: II CCA 15 gennaio 1998 in re
S./F. SA, 23 dicembre 1997 in re F./N e II CCA 17 settembre 1998 H. c.
E. Ltd confermata da  II CCTF 24 novembre 1998; O. Vogel, Grundriss
des Zivilprozessrechts, 1995, pag. 52);

                                     -   che
secondo gli art. 308 cpv. 1 e 398 cpv. 1 CPC nella procedura accelerata il
termine per presentare l’appello è di 10 giorni;

 

                                     -   che
in concreto il giudizio impugnato è pervenuto all’attrice il 15 giugno 1999, e
pertanto il termine per presentare l’appello è giunto a scadenza il 25 giugno
1999;

 

                                     -   che
l’appello introdotto il 5 luglio 1999, nella convinzione che il termine di
ricorso fosse di venti giorni (cfr. appello A. In ordine 1. a pag. 3) è perciò
ampiamente tardivo, e quindi irricevibile;

 

                                     -   che
il gravame può perciò essere evaso all’esame preliminare di cui all’art. 313bis
CPC, senza necessità di intimazione alla parte avversaria;

 

                                     -   che
le spese e la tassa di giustizia devono essere accollate all’appellante (art.
148 CPC);

 

 

Per i quali motivi, 

visti gli art. 109 LEF, 78, 84, 148,
308, 398 CPC e la TG

 

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   L’appello
5 luglio 1999 __________ è irricevibile.

 

                                   2.   Le
spese della procedura di appello, consistenti in:

 

                                         a)
tassa di giustizia                                               fr. 480.--

                                         b)
spese                                                                 fr.  
20.--

                                         Totale                                                                      fr.
500.--

 

                                         sono
a carico dell’appellante.

 

                                   3.   Intimazione:       -
__________

 

                                         Comunicazione
alla Pretura del distretto di Lugano, sezione 1.

 

 

Per
la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                           Il
segretario