# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ffa5b70c-b5ba-5119-90e4-a4340606b34a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-05-12
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 12.05.2004 32.2003.72
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2003-72_2004-05-12.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2003.72

   

  BS/tf

  	
  Lugano

  12 maggio
  2004

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 9 settembre 2003
di

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 9 luglio 2003 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1 

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   __________ RI
1, classe 1948, muratore, a seguito di una patologia infortunistica alla spalla
destra, è stato posto al beneficio di una rendita intera dal 1° luglio 1985
(doc. AI 20), in seguito diminuita ed infine soppressa con effetto dal 1°
aprile 1989 (doc. AI 44).

 

                                         Per i
postumi dell’infortunio del 1983, l’INSAI ha riconosciuto all’assicurato una
rendita d’invalidità del 33,3% dal 1987, ridotta in seguito al 20% per motivi
economici (cfr. STCA 20 aprile 1993 inc. LAINF 81/91).

                               1.2.   Nel mese di
novembre 2000 __________ RI 1ha inoltrato una nuova domanda di prestazioni
indicando, quale patologia aggiuntiva, una periatropatia con callo osseo e
irritazione del nervo ulnare destro (doc. AI 58).

Non avendo reso verosimile alcun peggioramento, con progetto di decisione 13
dicembre 2000 CO 1 (UAI) ha respinto la richiesta di prestazioni (doc. AI 59).

                                         Successivamente
tale delibera è stata annullata avendo il medico curante (dr. __________) con
lettera 21 dicembre 2000 attestato un deterioramento delle condizioni di salute
del paziente (doc. AI 60 e 60).

                               1.3.   Esperiti gli
accertamenti medici ed economici del caso, tra cui una valutazione medica a
cura del Servizio medico regionale dell’AI (SMR), con decisione 23 aprile 2003
l’UAI ha respinto la domanda dell’assicurato poiché:

 

" 
(…)

Dall'esame della documentazione medico-economica
acquisita agli atti AI e, preso atto del rapporto del consulente in
integrazione professionale, risulta che l'assicurato è inabile in misura completa
nella sua professione di muratore, a causa del danno alla salute.

In attività adeguate di tipo leggere che
rispettano le limitazioni del caso come ad esempio fattorino, custode, operaio
di fabbrica, ecc., la capacità lavorativa è ritenuta essere totale.

 

Dal confronto del reddito ipotetico ancora
esigibile in attività confacenti allo stato di salute, pari a fr. 35'735.-- e,
il reddito ipotetico quale muratore pari a fr. 49'969, ne risulta unicamente
una perdita di guadagno del 28,5%.

 

Reddito annuale esigibile:

senza invalidità                 CHF 49'969.00

con invalidità                     CHF 35'735.00

Perdita
di guadagno         CHF 14’234.00    =   Grado d'inv. 28,5 %

 

Essendo il grado d'invalidità inferiore al 40%,
il diritto alla rendita non esiste.

Inoltre, vista la totale mancanza di interesse per un periodo d’introduzione al
lavoro, la scarsa formazione scolastica, le difficoltà linguistiche, ecc., non
si ritiene inoltre opportuna l’applicazione di provvedimenti
professionali." (Doc. AI 115)

 

 

                               1.4.   A seguito
dell'opposizione dell’assicurato (doc. AI 119), per il tramite del patronato __________A, in data 9 luglio 2003 l’UAI ha emanato una
decisione su opposizione e confermato il diniego di prestazioni (doc. AI 121).

 

                               1.5.   Con
tempestivo ricorso __________ RI 1, sempre rappresentato dal patronato __________,
ha postulato l'annullamento della decisione su opposizione ed il riconoscimento
di una mezza rendita da novembre 1999. 

                                         Contestando
la decisione amministrativa, egli ha nuovamente fatto valere di essere inabile
in misura parziale anche in lavori leggeri e meglio confacenti, riservandosi di
produrre, a sostegno della sua posizione, della documentazione
medico-specialistica.

Il 16 settembre 2003 il patronato __________ ha comunicato al TCA di aver
rinunciato al mandato di rappresentanza (III).     

 

                               1.6.   Mediante
risposta di causa 24 settembre 2003, l’UAI ha per contro chiesto la reiezione
del ricorso, confermando quanto sostenuto in sede di decisione su opposizione.

 

                               1.7.   Pendente causa
l’amministrazione ha trasmesso a questa Corte due certificati medici inviatele
direttamente dal ricorrente (VII e X).

Alle parti è quindi stata data la possibilità di prendere posizione in merito
alla nuova documentazione medica prodotta.

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H
335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio
2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U
347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella
causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

 

 

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato
alcune modifiche legislative anche in ambito dell’assicurazione per
l’invalidità.

 

                                         Siccome
dal profilo temporale il giudice delle assicurazioni deve applicare le norme in
vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere
valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (SVR 2003 IV nr.
25 consid. 1.2; DTF 129 V 1, 127 V 467 consid. 1, 121 V 366 consid. 1b) e
poiché il Tribunale delle assicurazioni, ai fini dell’esame della vertenza, si
basa di regola sui fatti che si sono realizzati fino al momento della decisione
contestata (SVR 2003 IV nr. 25 consid. 1.2; DTF 121 V 366 consid. 1b), nel
presente caso sono applicabili le disposizioni in vigore a partire dal 1°
gennaio 2003.

                                         Non
applicabili sono per contro le norme di legge introdotte, al 1° gennaio 2004,
dalla 4a revisione dell’AI.

Per quanto concerne la materia che qui interessa, l’art. 1 LAI, nella versione
in vigore dal 1° gennaio 2003, dispone che le disposizioni della LPGA (art. 1a
–70) sono applicabili all’assicurazione per l’invalidità, sempre che la legge
non preveda espressamente una deroga.

 

                               2.3.   Oggetto del contendere
è sapere se __________ RI 1ha diritto ad una rendita d’invalidità.

 

                               2.4.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con l’art. 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità
congenita, malattia o infortunio.

                                         Gli
elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono
quindi:

 

-  un
danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia
o infortunio, e

 

-  la conseguente
incapacità di guadagno.

 

                                         Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato 

                                         una
diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto
all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans
le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pag. 216ss).

 

                                         Va
precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno diritto a una
rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza rendita se sono
invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40
%. 

 

                                         Va
altresì rilevato che, ai sensi dell'art. 16 LPGA l'invalidità è determinata
stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato
conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali
provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa
ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro
(reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire
se non fosse diventato invalido (reddito da valido).

                                         Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato
dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua
invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni
di cui è portatore (RCC 1992 pag. 182 consid. 3, 1990 pag. 543 consid. 2).

Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se
non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché
invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui
ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa
adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto
dei redditi: DTF 128 V 30 consid.1, 104 V 136 consid. 2a e 2b; Pratique VSI
2000 pag. 84 consid. 1b).

Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio
la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello assicurato
(RCC 1989, pag. 325 consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c;
Scartazzini, op. cit, pag. 232; Cattaneo, Les mésures préventives et de
réadaptation de l'assurance-chômage, pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la
giurisprudenza citata).

La misura dell'attività ragionevolmente esigibile
dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla
possibilità di applicazione di misure reintegrative.

                                         La
situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della
residua capacità al guadagno.

                                         Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).    

                                      

                               2.5.   Nella
fattispecie in esame, l’UAI ha incaricato il proprio servizio medico (SMR) di
accertare le condizioni di salute di __________ RI 1e di determinare
l’eventuale incapacità lavorativa (doc. AI 94).

 

                                         Nel
dettagliato e completo referto 23 maggio 2002 il dr. __________, a seguito
dell’esame della documentazione medica contenuta agli atti e di una visita ambulatoriale,
ha posto la seguente diagnosi con influsso sulla capacità lavorativa: 

 

" 
•   Periartropatia omero-scapolare della
spalla destra con 

riduzione funzionale
dolente dell'elevazione anteriore, dell'abduzione, della rotazione
esterna/interna e della postergazione.

 

•   Stato dopo lussazione acromio-clavicolare destra, trattata
chirurgicamente con sutura legamentare e fissazione tramite cerchiaggio.

 

•   Callo ipertrofico a livello dell'articolazione
acromio-clavicolare e del processo coracoideo a destra con probabile
compressione del plesso brachiale in elevazione del braccio destro.

 

•   Compressione nervo mediano polso destro ed irritazione del nervo
ulnare nella loggia di Guyon (in netto miglioramento)." (Doc. AI 96)

                                         Egli ha
anche elencato le singole diagnosi non invalidanti.

                                         Dopo aver
proceduto alla discussione dei dati medici e dei risultati della consultazione
ambulatoriale, in merito alle eventuali conseguenze sulla capacità lavorativa
il dr. __________ ha rimarcato quanto segue (sottolineatura del redattore):

 

" 
Oggettivamente siamo in presenza di una
patologia alla spalla destra che induce una riduzione funzionale dolente del
50% dell'elevazione, dell'abduzione, della rotazione interna/esterna e della
postergazione. La presenza di una nevralgia compressiva del plesso brachiale
con irradiazione dei dolori sino al polso, riduce ancora questa funzionalità.
Notiamo un netto recupero della funzione nervosa, questa viene confermata
dall'esame clinico che non evidenzia segni importanti di risparmio del braccio
destro (trofismo muscolare, callosità mani simmetrici).

Dall'esame odierno possiamo affermare che
l'assicurato presenta un'incapacità lavorativa completa nella sua precedente
professione di muratore.

Dal lato medico teorico possiamo affermare che
l'assicurato presenta una capacità lavorativa totale in un'attività che esclude
l'uso del braccio sopra l'orizzontale, che non necessiti di
trasportare/sollevare in maniera ripetitiva dei pesi oltre i 15 kg per l'arto
destro (nessun limite per l'arto sinistro) e che non imponga l'uso di attrezzi
pesanti. Non sono presenti delle limitazioni posizionali o di spostamento.
L'uso delle mani risulta normale. Attività di precisione che necessitano l'uso
del IV° e V° dito possono risultare difficoltose."
(Doc. AI 96)

 

                                         Il dr. __________ ha poi concluso
che:

 

" 
Considerate le sopra indicate limitazioni valuto l'assicurato
inabile al 100% nella sua precedente professione di muratore. Si ritiene che in
un'attività che rispetti le limitazioni sopraelencate, l'assicurato è abile in
maniera completa.

L'attuazione del provvedimento sanitario proposto per la
sintomatologia nevralgica risulta indicato per poter conservare tale capacità
residuale.

La carenza manifesta nel livello di preparazione generale di base,
sia scolastica che professionale unitamente alle difficoltà linguistiche, l'età
e la natura del danno alla salute non consentono di affrontare con sufficienti
garanzie di successo in lassi di tempo ragionevoli, qualsiasi provvedimento
reintegrativo." (Doc. AI 96)

                                         Con il
presente gravame l’assicurato contesta la valutazione del SMR, facendo presente
di non poter esercitare a tempo pieno un’attività leggera adeguata.

                               2.6.   Va qui ricordato che affinché un rapporto medico
abbia valore probatorio è determinante che esso valuti ed esamini in maniera
completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto
di tutti i mali di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena
conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni
mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le conclusioni
dell'esperto devono inoltre essere motivate.

 

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui
sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza
probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate
sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non
inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212; STFA
del 14 aprile 1998 in re O.B. inedita, STFA del 28 novembre 1996 in re G.F.
inedita, STFA 24.12.1993 in re S.H. inedita; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988
pag. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189).

                                         

                                         Nell'ambito
del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito
all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di
giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità
e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze
severe (DTF 122 V 157).

                                         Nella
DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, pag. 33ss.), la nostra Corte federale ha ribadito
che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve
essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino
essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni
e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro
attendibilità (DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo fatto che il medico
consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non
permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento
(DTF 125 V 354 consid. 3b/bb).

                                         Tale
principio è stato del resto ribadito dal TFA proprio in occasione di una
valutazione del SMR  [“ Un tel rapport, qui émane d’un service medical
régional au sens de l’art. 69 al 4 RAI, a en effet une valeur probante s’il
remplit les exigences requis par la jurisprudence, ce qui n’est guère
contestable en l’espèce (ATF 125 V 352 consid. 3a)” cfr. STFA non
pubblicata del 28 ottobre 2002 in re P (I 523/02), consid. 3].

 

                                         Per
quel che riguarda il medico di fiducia, infine, secondo la generale esperienza
della vita, il giudice deve tener conto del fatto che, in dubbio, egli attesta
a favore del suo paziente (DTF 125 V 353 consid. 3b/cc;  Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo
1997, pag. 111).

 

                               2.7.   Nel caso in
esame, questo TCA, non intravede ragioni che gli impediscano di far proprie le
conclusioni cui è pervenuto il dr. __________ del SMR.

Egli ha compiutamente valutato il danno alla salute lamentato dall’assicurato
sulla base di accertamenti approfonditi e completi, giungendo a conclusioni
logiche e motivate in merito alla piena abilità lavorativa in altre attività
lucrative rispettose dei limiti funzionali esposti nel referto peritale.         

Rispecchiando la valutazione fornita dal medico SMR i parametri
giurisprudenziali sopra ricordati (cfr. consid. 2.6), alla stessa va quindi
conferito pieno valore probatorio. 

In sede di opposizione, __________ RI 1ha presentato il certificato medico 11
maggio 2003 del suo medico curante, dr. __________, del seguente tenore:

 

" 
Quale medico curante esprimo il mio parere
riguardo alla recente decisione riguardante la domanda di rendita di invalidità
del sopraccitato.

Il signor RI 1 presenta da anni dolori alla
spalla dx, all'arto superiore dx e cervicali.

Anni fa subì un trauma alla spalla dx per cui fu
sottoposto a vari interventi.

Ha sviluppato quindi una artrosi post-traumatica.

Oltre a questa patologia presenta dei dolori e
parestesie all'arto sup. dx dovuti a patologia dei nervi mediano e ulnare già
valutati dal neurologo e non stati messi in relazione con l'infortunio (vedi
presa di posizione SUVA).

Inoltre presenta una importante artrosi
cervicale.

A mio avviso il signor RI 1presenta una patologia
complessa e cronica a livello della spalla e arto sup. dx tale da impedirgli
una attività lavorativa pesante quale muratore e in una attività leggera
ritengo che non possa lavorare per tutta la giornata.

Ritengo quindi che esista una invalidità anche in
una attività leggera e che il caso vada quindi rivalutato." (Doc. AI 120)

                                         Questo
certificato non è tuttavia sufficiente per mettere in dubbio quanto accertato
dal dr. __________. A prescindere dal valore probatorio limitato di un
attestato del medico curante (cfr. consid. 2.6), il dr. __________ non ha
portato alcun nuovo elemento di valutazione che non sia stato già preso in
considerazione dal SMR, né ha fornito una valida spiegazione per ritenere il
suo paziente incapace anche in attività leggere.

Anche il successivo certificato 9 ottobre 2003, prodotto pendente causa, non
giustifica un diverso giudizio della fattispecie in esame. In quell’occasione
il medico curante ha scritto:

 

" 
Vi scrivo a proposito del sopraccitato a cui è
stata lentamente respinta una domanda di rendita di invalidità.

Il paziente presenta una anamnesi complessa con
stato dopo trauma della spalla dx. stato dopo numerosi interventi e più recenti
patologie non infortunistiche.

Riesaminando il caso ho notato che la decisione
per quanto riguarda la invalidità è stata presa in base all'esame dei numerosi
referti clinici pregressi e il paziente non è stato recentemente sottoposto ad
accertamento medico specialistico.

Ritengo quindi che sia indicata una nuova visita
da vostri ortopedici e chiedo quindi che si possa procedere in tal senso
ritenendo che le conclusioni della decisione in merito alla effettiva
invalidità non siano adeguate alla attuale reale clinica." (Doc. VI1)

 

                                         La sola
circostanza che l’assicurato non sia stato sottoposto ad un recente
accertamento medico-specialisto non è di per sé un valido motivo per dissentire
dalla valutazione del SMR.

Va comunque sottolineato che, per quel che concerne la patologia ortopedica, il
dr. __________ ha fra l’altro esaminato, oltre agli atti medici contenuti
nell’inserto, anche una risonanza magnetica ed una radiografia alla spalla
destra, entrambi eseguiti nel 2000.

Riguardo all’affezione neurologica, egli ha fato capo ad un’elettronuerografia
eseguita il 14 febbraio 2002 dal dr. __________ dalla quale si evince un netto
miglioramento della funzionalità del nervo ulnare (cfr. doc. AI 96).

Del resto, il dr. Gaiano non ha spiegato per quale motivo l’assicurato necessiti
di una nuova visita ortopedica, ritenuto come egli non abbia nemmeno
documentato un eventuale peggioramento delle condizioni di salute del suo
paziente.

                               2.8.   Pendente
causa __________ RI 1ha prodotto anche il certificato 10 marzo 2004 del dr. __________,
in cui lo specialista in psichiatria e psicoterapia ha rilevato:

" 
Con il presente si certifica che il sig. RI
1__________ presenta da ca 2-3 anni un peggioramento del suo stato di salute
psicofisco. Anche migliorando la presa a carico psichiatrica/psicoterapeutica e
internistica non si sono osservati miglioramenti clinici." (doc. Xbis)

                                         Va qui
ricordato che, per costante
giurisprudenza, il giudice delle assicurazioni sociali valuta la legalità delle
decisioni impugnate in base alla situazione di fatto e di diritto esistente al
momento in cui esse sono state rese – in casu 9 luglio 2003 -, quando si
ritenga che fatti  verificatisi ulteriormente possono influire quali elementi
di accertamento retrospettivo della situazione anteriore alla decisione stessa
( DTF 127 V 251 consid. 4d, 121 V 366 consid. 1b, 116 V 248 consid. 1a, 112 V
93 consid. 3, 99 V 102). 

Dalla lettura del succitato scarno certificato non si riscontrano nuovi
elementi di valutazione, sorti almeno sino al momento della decisione
contestata, che permettono di giungere a diverso risultato.

Da una parte, infatti, occorre evidenziare che dagli atti di causa non risulta
che il ricorrente abbia sofferto di patologie psichiatriche, né del resto nel
ricorso di ciò è stato fatto cenno.

Dall’altra, nel certificato 10 marzo 2004 del dr. __________ non sono
ravvisabili elementi che permettono di ipotizzare l’esistenza di un’affezione
extra somatica invalidante. 

Orbene, va qui ricordato che se da una parte la procedura davanti al TCA è retta
dal principio inquisitorio, secondo cui i fatti rilevanti per il giudizio
devono essere accertati d'ufficio dal giudice, dall’altra si rileva che questo
principio non è però assoluto, atteso che la sua portata è limitata dal dovere
delle parti di collaborare all'istruzione della causa (STFA del 18 settembre 2001
nella causa C.R.W., 264/99; STFA del 5 settembre 2001 nella causa F.C., U
94/01; STFA del 9 maggio 2001 nella causa W.Z., P 36/00; STFA del 9 maggio 2001
nella causa G.L.; DTF 125 V 195 consid. 2, 117 V 264 consid. 3b, 115 V 113; SVR
1995 AHV Nr. 57 pag. 164 consid. 5a; RAMI 1993 pag. 158‑159 consid. 3a;
SZS 1989 pag. 92). 

                                         Il
dovere processuale di collaborazione comprende in particolare l'obbligo delle
parti di apportare ‑ ove ciò fosse ragionevolmente esigibile ‑ le
prove necessarie, avuto riguardo alla natura della disputa e ai fatti invocati,
ritenuto che altrimenti rischiano di dover sopportare le conseguenze della carenza
di prove (DTF 125 V 195 consid. 2; 117 V 264 consid. 3b con riferimenti; SVR
1995 AHV Nr. 57 pag. 164 consid. 5a; RAMI 1993 pag. 158‑159 consid. 3a).

                                         L’assicurato non ha quindi prodotto alcun atto medico idoneo a
rendere perlomeno verosimile il carattere invalidante di un’eventuale
affezione psichica, del resto mai precedentemente invocata, motivo per cui la
fattispecie non necessita in questa sede di ulteriori accertamenti. 

 

                               2.9.   Con rapporto
11 aprile 2003 la consulente in integrazione professionale, basandosi sulle
conclusioni mediche del SMR, ha proceduto alla valutazione economica,
osservando fra l’altro quanto segue:

 

" 
(…)

Dati economici

 

Dal 1985 ha ricevuto una rendita intera
d'invalidità per incapacità lavorativa, in seguito, siccome ha ripreso a
lavorare, il diritto alla rendita è stato estinto nel 1989.

Dal 1983 viene riconosciuta una rendita SUVA del
33.3%, ridotta al 20% per motivi economici (l'A. aveva di nuovo un'attività
lavorativa).

Presso la ditta __________, se avesse continuato
a lavorare, senza danno alla salute, avrebbe raggiunto un salario di fr.
49'969.44.

 

Calcolo della Capacità di Guadagno Residua

 

Considerando un reddito ipotetico di fr. 49'969,
una capacità di lavoro residua del 100% e applicando una riduzione del 20% (per
attività leggera, limitazioni per l'uso del braccio destro, per l'impossibilità
di svolgere attività di precisione e per primo impiego), secondo le statistiche
RSS teoriche, risulta un reddito da invalido di fr. 35'735 e una capacità di
guadagno residua del 71.51%.

Discussione

 

Dal 1999, l'A. non ha più svolto nessuna attività
lavorativa in quanto non riesce più a far nulla (non ha però nemmeno tentato di
cercare un'attività lavorativa per verificare la sua tenuta fisica).

Attualmente riceve circa fr. 600 di rendita SUVA
e vive con i fr. 1'700 che guadagna sua moglie lavorando come ausiliaria di
pulizia.

Le competenze scolastiche di base, le difficoltà
linguistiche (buon livello per l'italiano parlato, ma carente nello scritto),
l'età dell'A. e la specificità delle professioni finora svolte, mi portano ad
escludere ogni progetto formativo volto al conseguimento di una qualifica
professionale di base.

L'A. non ha manifestato nessun interesse per un
periodo d'introduzione al lavoro da me proposto, ritiene infatti inutile un
provvedimento di questo genere in quanto in quanto a suo modo di vedere non può
più fare nulla.

Il Dr. __________, durante la sua visita, non ha
evidenziato alcun peggioramento dello stato di salute; anzi, sembra che dal
2000 al 2002 vi siano anche stati dei miglioramenti: "con la
valutazione tramite ENG del febbraio 2002, si può evidenziare un recupero
progressivo in atto nella funzione del nervo ulnare destro. (…) Notiamo un
netto recupero della funzione nervosa, questa viene confermata dall'esame
clinico che non evidenzia segni importanti di risparmio del braccio
destro".

Alla luce di queste considerazioni, la situazione
rimane invariata rispetto al 2000, si può quindi pensare che l'A. sia in grado
di svolgere un'attività leggera nel rispetto dei limiti funzionali, che non necessiti
di una particolare qualifica, come per esempio fattorino, custode, agente
addetto alla sorveglianza, operaio di fabbrica." (Doc. AI 112)

 

 

                             2.10.   Al fine di
determinare l’incapacità al guadagno mediante il metodo ordinario dell’art. 28
LAI (cfr. consid. 2.4), occorre porre in confronto il reddito che l’assicurato
avrebbe conseguito senza il danno alla salute quale muratore (reddito da
valido) con quello risultante dalle attività leggere ripetitive non qualificate
(reddito da invalido).

                                         

Per quel che concerne il salario da valido (non
contestato), in base al citato rapporto 11 aprile 2003 del consulente,
l’amministrazione ha preso in considerazione l’importo annuo di fr. 49'969,44
(doc. AI 112).

                                         Riguardo
al salario da invalido, considerato che l'assicurato non ha mai intrapreso un’attività adeguata, la
determinazione di tale reddito può essere ricavata dai rilevamenti statistici
ufficiali, editi dall'Ufficio federale di statistica, che si riferiscono agli
stipendi medi nelle principali regioni e categorie di lavoro (Pratique VSI 2002
pag. 68 consid. 3b, DTF 126 V 76 consid. 3b/bb, RCC 1991 pag. 332 consid. 3c,
1989 pag. 485 consid. 3b).

                                         Inoltre,
va rilevato che, secondo la giurisprudenza federale, per gli assicurati che, a
causa della particolare situazione personale o professionale (affezioni
invalidanti, età, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione
ecc.), non possono mettere completamente a frutto la loro capacità residua
nemmeno in lavori leggeri e che pertanto non riescono di regola a raggiungere
il livello medio dei salari sul mercato, viene operata una riduzione percentuale
sul salario teorico statistico che, a seconda delle circostanze, può arrivare
sino a un massimo del 25% (DTF 126 V 80 consid. 5b/cc, recentemente confermato
in Pratique VSI 2002 pag. 64).

In applicazione dei succitati
criteri, secondo costante giurisprudenza di questo Tribunale, conformemente ai
dati statistici salariali (valore mediano) pubblicati dall'Ufficio federale di
statistica ("L'enquête suisse sur la structure des salaires 2000"),
il salario ipotetico nel 2000 conseguibile in attività leggera e
ripetitiva adeguata esercitata a tempo pieno nel Cantone Ticino e prima di eventuali
riduzioni per motivi particolari, che possono arrivare al massimo al 25% (DTF
124 V 323; Pratique VSI 2000 pag. 85 e, soprattutto, STFA inedita del 9
maggio 2000 nella causa A, I 482/99), riportato su 41,8 ore (cfr. “La vie économique” 2/2002”, Tabella B9.2, pag. 88), nel settore privato corrisponde a fr. 50’498.--
(fr. 4027 : 40 x 41,8 x 12) per gli uomini e fr. 36'328.-- (fr. 2’897: 40 x
41,8 x 12) per le donne (cfr. Tabella TA 13 privato), mentre che nel settore
privato e pubblico l’ammontare è di fr. 51'702.-- (fr. 4123: 40 x 41,8 x 12)
per gli uomini e fr. 36'679.-- (fr. 2925: 40 x 41,8 x 12) per le donne (cfr.
Tabella TA 13 privato e pubblico).

 

                                         Ora,
sempre dal succitato rapporto 11 aprile 2003 si evince come l’amministrazione
abbia determinato il reddito da invalido sulla base dei succitati dati
statistici ufficiali, giungendo ad un importo di fr. 35’735.—, inclusa una riduzione di rendimento del 20% stabilita
dal consulente. 

Dal raffronto tra tale dato ed i fr. 49’969.— di reddito da valido, l’amministrazione ha
determinato un’incapacità al guadagno del 28,50 %.

                                         Questa circostanza non permette quindi di
assegnare una rendita d’invalidità, essendo il grado d’invalidità inferiore al
40%, e ciò, con ogni verosimiglianza, anche volendo considerare l’evoluzione di
entrambi i redditi di riferimento sino al 2003. 

Sulla scorta di quanto precede, dunque, la decisione
contestata deve essere confermata e il ricorso respinto.

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella
impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o
del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti