# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 99506598-2cf1-57fe-9825-53c6dd029990
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-04-09
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 09.04.2025 D-1868/2025
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-1868-2025_2025-04-09.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-1868/2025 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  9  a p r i l e  2 0 2 5  

Composizione 
 Giudice Manuel Borla, giudice unico,  

con l'approvazione della giudice Nina Spälti Giannakitsas;  

cancelliera Ambra Antognoli. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nata il (…), 

Siria,  

(…),   

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (paese 

terzo sicuro - art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi);  

decisione della SEM del 21 novembre 2024 / N (…). 

 

 

 

D-1868/2025 

Pagina 2 

 

Fatti: 

A.  

A.a L’interessata, cittadina siriana, ha presentato una domanda d’asilo in 

Svizzera il 9 ottobre 2024 (cfr. atto della Segreteria di Stato della migra-

zione [di seguito: SEM o autorità inferiore] n. […]-3/2). In tale occasione, 

ella ha parimenti dichiarato di essersi sposata con il signor B._______, al 

quale è stato concesso un permesso F (ammissione provvisoria), e ha pre-

sentato copia del contestuale certificato di matrimonio con traduzione in 

tedesco certificata (cfr. atti SEM n. 1/3, 2/1 e 7/1).  

A.b Dai riscontri dattiloscopici nell’unità centrale del sistema europeo "Eu-

rodac" è risultato ch’ella aveva già depositato una domanda d’asilo in Gre-

cia il 29 agosto 2024 (cfr. atto SEM n. 9/1). 

A.c Il 21 ottobre 2024 la SEM ha presentato alle competenti autorità greche 

una richiesta di riammissione della richiedente conformemente alla Diret-

tiva 2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio recante le norme 

e procedure comuni applicabili negli Stati membri al rimpatrio di cittadini di 

paesi terzi il cui soggiorno è irregolare (GU L 348/98 del 24 dicembre 2008; 

di seguito: direttiva ritorno) e all'Accordo bilaterale di riammissione tra la 

Grecia e la Svizzera per le persone a beneficio di una protezione interna-

zionale (Accordo tra il Consiglio federale svizzero e il Governo della Re-

pubblica ellenica concernente la riammissione di persone in situazione ir-

regolare [RS 0.142.113.729]) (cfr. atto SEM n. 14/3).  

A.d Il 24 ottobre 2024 la SEM ha effettuato con l’interessata un colloquio 

in merito al rinvio verso uno Stato terzo sicuro, nel contesto del quale è 

stato concesso il diritto di essere sentita in relazione al suo stato di salute, 

alla possibile non entrata nel merito della domanda d’asilo secondo 

l'art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi (RS 142.31), nonché al prospettato allontana-

mento dalla Svizzera verso la Grecia (cfr. atto SEM n. 16/7). In tale occa-

sione, ella ha inoltre specificato di essersi sposata telefonicamente il (…) e 

di aver incontrato per la prima volta il signor B._______, amico del fratello, 

al suo arrivo in Svizzera. 

A.e Il 25 ottobre 2024, la Grecia ha accettato la riammissione dell’interes-

sata sul proprio territorio, confermando che quest’ultima ha ottenuto lo sta-

tuto di rifugiata in Grecia il 6 settembre 2024, unitamente ad un permesso 

di soggiorno valido dal 6 settembre 2024 fino al 5 settembre 2027 (cfr. atto 

SEM n. 22/2). 

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A.f Il 30 ottobre 2024 la richiedente ha trasmesso il certificato di matrimonio 

originale e copia del proprio certificato di riconoscimento relativo alla qua-

lità di Maktoum (curdo senza statuto ufficiale in Siria) (cfr. atto SEM 

n. 23/1). 

B.  

Con decisione del 21 novembre 2024, notificata il 22 novembre 2024, la 

SEM non è entrata nel merito della domanda d’asilo in oggetto e ha pro-

nunciato l’allontanamento dell’interessata dalla Svizzera (verso la Grecia), 

unitamente all’esecuzione di quest’ultima misura (cfr. atti SEM n. 27/11 e 

29/1). 

C.  

Con ricorso del 29 novembre 2024, l’interessata avversa la decisione suc-

citata dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: Tribunale o 

TAF) concludendo principalmente all’annullamento della stessa, implicita-

mente alla trattazione nel merito della sua domanda d’asilo e alla conces-

sione dell’asilo. In subordine, ella chiede la restituzione degli atti alla SEM 

per nuova istruzione e la raccolta di specifiche garanzie da parte delle au-

torità elleniche relativamente all’accesso alla procedura d’asilo, all’assi-

stenza medica adeguata e all’alloggio. Sul piano procedurale, ella chiede 

il conferimento dell’effetto sospensivo al ricorso, la sospensione in via su-

percautelare del suo allontanamento e la concessione dell’assistenza giu-

diziaria, nel senso dell’esenzione dal versamento delle spese processuali 

e del relativo anticipo, con protesta di tasse e spese. Al gravame non sono 

stati acclusi nuovi mezzi di prova. 

D.  

D.a In data 24 dicembre 2024 è stata segnalata la scomparsa della ricor-

rente (cfr. atto SEM n. 34/1). Il Tribunale ha conseguentemente stralciato 

dai ruoli il ricorso del 29 novembre 2024 tramite decisione D-7517/2024 del 

14 gennaio 2025 (cfr. atto SEM n. 39/6). 

D.b Con istanza del 3 febbraio 2025, l’insorgente ha chiesto al Tribunale di 

riesaminare la procedura e di riprendere la procedura di ricorso stralciata. 

D.c Il Tribunale ha accolto tale richiesta in ragione della ricomparsa della 

ricorrente tramite sentenza D-701/2025 del 18 marzo 2025, annullando la 

suddetta decisione di stralcio e stabilendo che la procedura di ricorso sa-

rebbe stata ripresa sotto un nuovo numero di ruolo. 

 

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Diritto: 

1.  

1.1 Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF, in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

1.2 Il ricorso, presentato tempestivamente (cfr. art. 108 cpv. 3 LAsi) contro 

una decisione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31‒ 33 

LTAF), è di principio ammissibile sotto il profilo degli artt. 5, 48 cpv. 1 lett. a-

c nonché 52 cpv. 1 PA. Occorre pertanto entrare nel merito del gravame. 

1.3 I ricorsi manifestamenti infondati, come quello in esame, sono decisi 

da un giudice unico con l’approvazione di una seconda giudice e la sen-

tenza è motivata soltanto sommariamente (artt. 111 lett. e cum 111a cpv. 2 

LAsi). Nello specifico, il Tribunale rinuncia inoltre allo scambio degli scritti 

in virtù dell’art. 111a cpv. 1 LAsi. 

1.4 In applicazione dell’art. 33a cpv. 1 PA, una parte può presentare il pro-

prio ricorso in una lingua ufficiale svizzera di sua scelta (cfr. anche in merito 

PATRICIA EGLI in: Waldmann/Krauskopf [ed.], Praxiskommentar VwVG, 

3a ed., 2023, n. 2 seg., pag. 899). Nella presente disamina, la ricorrente ha 

introdotto il suo ricorso in lingua tedesca. Tuttavia, il Tribunale non ravvede 

alcuna ragione per scostarsi dalla regola sancita all’art. 33a cpv. 2 prima 

frase PA, applicabile per rimando dell’art. 6 LAsi e dell’art. 37 LTAF. Il pro-

cedimento segue quindi la lingua della decisione impugnata. 

2.  

Con ricorso al Tribunale possono essere invocati la violazione del diritto 

federale nonché l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridica-

mente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è vincolato né dai 

motivi del ricorso o dalle considerazioni giuridiche della decisione impu-

gnata (art. 62 cpv. 4 PA; cfr. DTAF 2014/1 consid. 2), né dalle argomenta-

zioni delle parti (cfr. DTAF 2014/26 consid. 5). Inoltre si osserva come il 

Tribunale, adito con un ricorso contro una decisione di non entrata nel me-

rito di una domanda d’asilo, si limita ad esaminare la fondatezza di una tale 

decisione (cfr. DTAF 2012/4 consid. 2.2; 2009/54 consid. 1.3.3; 2007/8 

consid. 5). 

3.  

Innanzitutto, per quanto riguarda la richiesta di restituzione dell’effetto so-

spensivo formulata nel ricorso, va rilevato che ai sensi dell’art. 55 cpv. 1 PA 

il ricorso ha effetto sospensivo e lo stesso non è stato ritirato dall’autorità 

inferiore. Di conseguenza, la relativa domanda risulta inammissibile. 

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Pagina 5 

4.  

4.1 Nella decisione impugnata, l’autorità inferiore rileva anzitutto che, in 

virtù della sua qualità di rifugiata, la ricorrente ha ottenuto in Grecia un va-

lido titolo di soggiorno e che detto Paese ha altresì accettato la domanda 

di riammissione sul proprio territorio. Inoltre, il Consiglio federale avrebbe 

designato la Grecia come Stato terzo sicuro ai sensi dell’art. 6a cpv. 2 lett. b 

LAsi. In virtù dell’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi, tali circostanze le imporrebbero 

quindi di non entrare nel merito della domanda d’asilo in oggetto. Circa il 

fatto che la ricorrente non avrebbe avuto accesso segnatamente alle cure 

mediche in Grecia, la SEM ha ricordato che i beneficiari di protezione in-

ternazionale possono contare sulle garanzie derivanti dalla Direttiva 

2011/95/UE del Parlamento e del Consiglio del 13 dicembre 2011 recante 

norme sull’attribuzione, a cittadini di paesi terzi o apolidi, della qualifica di 

beneficiario di protezione internazionale, su uno status uniforme per i rifu-

giati o per le persone aventi titolo a beneficiare della protezione sussidiaria, 

nonché sul contenuto della protezione riconosciuta (rifusione; GU L 337/9 

del 20.12.2011 [di seguito: direttiva qualificazione]). L’insorgente non 

avrebbe invece fatto alcuno sforzo concreto per ottenere da parte delle au-

torità greche le prestazioni a cui avrebbe diritto in virtù del suo statuto di 

rifugiata. L’interessata non apparterrebbe dipoi alla categoria di persone 

particolarmente vulnerabili poiché le sue affezioni non sarebbero partico-

larmente gravi ai sensi delle sentenze di riferimento del Tribunale E-

3427/2021 e E-3431/2021 del 28 marzo 2022. Infine, il fatto che il marito 

risieda in Svizzera non sarebbe rilevante ai sensi dell’art. 8 CEDU, in 

quanto la loro relazione non risulterebbe essere stabile ed effettivamente 

vissuta. Pertanto, l’esecuzione del suo allontanamento sarebbe ammissi-

bile, possibile e ragionevolmente esigibile. 

4.2 La ricorrente avversa tuttavia la valutazione dell’autorità inferiore, rim-

proverando anzitutto alla SEM di aver accertato in maniera erronea ed in-

completa i fatti dirimenti per il giudizio, in particolare le condizioni d’acco-

glienza in Grecia, non riconoscendo l’esistenza di carenze sistemiche (cfr. 

punto 1 del ricorso). Inoltre, l’esecuzione del suo allontanamento in Grecia 

sarebbe contrario al principio del diritto al rispetto della vita privata e fami-

gliare previsto dall’art. 8 CEDU (cfr. punto 2 del ricorso). Sussisterebbe di-

poi il rischio di essere esposta a violenze e maltrattamenti in ragione della 

vulnerabilità del suo sesso femminile in caso di ritorno in Grecia (cfr. punto 

3 del ricorso). Infine, la sua incolumità sarebbe in serio pericolo poiché du-

rante il suo precedente soggiorno non avrebbe beneficiato di alcun aiuto 

medico (cfr. punto 4 del ricorso).  

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Pagina 6 

5.  

Si osserva anzitutto che le motivazioni confusionarie presentate dalla ricor-

rente al punto 1 del gravame (cfr. ricorso, pagg. 2-8) concernono la proce-

dura Dublino e non risultano pertanto attinenti alla fattispecie. Il Tribunale 

si esime dunque interamente dalla loro analisi. 

6.  

6.1 In virtù dell’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi, non si entra nel merito della do-

manda d’asilo se il richiedente può ritornare in uno Stato terzo sicuro se-

condo l’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi nel quale aveva soggiornato precedente-

mente. Si tratta di Paesi nei quali il Consiglio federale ritiene che vi sia un 

effettivo rispetto del principio di “non-refoulement” ai sensi dell’art. 5 cpv. 1 

LAsi, tra i quali figura anche la Grecia (cfr. art. 2 cpv. 2 e allegato 2 dell’or-

dinanza 1 sull’asilo relativa a questioni procedurali dell’11 agosto 1999 

[OAsi 1, RS 142.311]). Tale principio presuppone imperativamente la rati-

fica ed il rispetto della CEDU, della Convenzione sullo statuto dei rifugiati 

(Conv. Rifugiati, RS 0.142.30) o di norme giuridiche equivalenti (cfr. DTAF 

2010/56 consid. 3.2). È inoltre necessario che tale Stato abbia garantito la 

riammissione del richiedente nei confronti delle autorità svizzere preposte 

all’asilo. Senza tale garanzia, l’allontanamento verso lo Stato terzo non può 

infatti essere eseguito (cfr. DTAF 2010/56 consid. 5.2.2; FF 2002 6087, 

6125). 

6.2 La giurisprudenza ha precisato come non vi sia luogo di entrare nel 

merito della domanda d’asilo se la persona interessata, che avrebbe ma-

nifestamente la qualità di rifugiato (art. 31a cpv. 4 LAsi), ha già ottenuto 

l’asilo o una protezione effettiva comparabile in uno Stato terzo designato 

come sicuro dal Consiglio federale (cfr. DTAF 2010/56 consid. 5 e 5.4, che 

si basa sull’analisi del vecchio art. 34 LAsi). 

6.3 Nello specifico, il 6 settembre 2024 la Grecia ha riconosciuto alla ricor-

rente la qualità di rifugiata e le ha concesso la protezione internazionale 

unitamente a un permesso di soggiorno, accettandone inoltre, il 25 ottobre 

2024, la riammissione (cfr. atto SEM 22/2). Tali elementi non sono stati pe-

raltro contestati dall’insorgente, la quale non ha neppure fornito elementi 

concreti che fanno ritenere che la Grecia intenderebbe allontanarla verso 

il suo Paese d’origine, contravvenendo così al principio di non respingi-

mento. 

6.4 Il Tribunale osserva inoltre che alla SEM risultava preclusa ogni valu-

tazione della fattispecie sotto il profilo dell’art. 17 par. 1 del Regolamento 

(UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 

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2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato 

membro competente per l’esame di una domanda di protezione internazio-

nale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo 

o da un apolide (rifusione; Gazzetta ufficiale dell’Unione europea [GU] L 

180/31 del 29 giugno 2013; di seguito: RD III) (clausola di sovranità). Infatti, 

trattandosi di una procedura vertente sul ritorno in uno Stato terzo sicuro 

(art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi), nell’ambito della quale è stato preliminarmente 

accertato l’ottenimento della protezione internazionale e dello statuto di ri-

fugiata in tale Paese, le specifiche disposizioni contenute nei trattati inter-

nazionali inerenti all’esecuzione delle procedure d’asilo, quali il RD III, non 

risultano in concreto pertinenti per la valutazione della domanda d’asilo in 

Svizzera. 

6.5 Di riflesso, il Tribunale giudica che le condizioni dell’art. 31a cpv. 1 

lett. a LAsi risultano incontestabilmente ottemperate. La SEM non è quindi 

incorsa in una violazione del diritto federale nella misura in cui non è en-

trata nel merito della domanda d’asilo. 

7.  

Se respinge la domanda d’asilo o non entra nel merito, la SEM pronuncia 

generalmente l’allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l’esecuzione; 

tiene però conto del principio dell’unità della famiglia. Nella fattispecie, l’in-

sorgente non adempie alle condizioni in virtù delle quali l’autorità inferiore 

avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l’allontanamento dalla Svizzera 

(art. 14 cpv. 1 e 2 ed art. 44 LAsi nonché art. 32 OAsi; DTAF 2013/37 con-

sid. 4.4; 2009/50 consid. 9). Il Tribunale è pertanto tenuto a confermare la 

pronuncia dell’allontanamento. 

8.  

8.1 Occorre ora verificare se la SEM sia incorsa in una violazione del diritto 

federale o in un accertamento inesatto o incompleto dei fatti, nella misura 

in cui ha ritenuto adempiuti i presupposti per l’esecuzione dell’allontana-

mento della ricorrente dalla Svizzera (verso la Grecia). 

8.2 L’esecuzione dell’allontanamento è regolamentata, per rinvio 

dell’art. 44 LAsi, dall’art. 83 della LStrI (RS 142.20). L’esecuzione dell’al-

lontanamento deve pertanto essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStrI), ammis-

sibile (art. 83 cpv. 3 LStrI) e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI). 

Qualora una di queste condizioni non risulti adempiuta, la SEM dispone 

l’ammissione provvisoria in Svizzera (art. 83 cpv. 1 e 7 LStrI; 

cfr. DTAF 2009/51 consid. 5.4). 

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Pagina 8 

8.3  

8.3.1 A norma dell’art. 83 cpv. 3 LStrI l’esecuzione dell’allontanamento non 

è ammissibile quando comporta una violazione degli impegni di diritto in-

ternazionale pubblico della Svizzera. Detta norma non si esaurisce nel prin-

cipio del divieto di respingimento. Anche altri impegni di diritto internazio-

nale possono risultare ostativi all’esecuzione del rimpatrio, in particolare 

l’art. 3 CEDU o l’art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o 

trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. Tortura, RS 0.105). La 

Corte europea dei diritti dell’uomo (Corte EDU) ha più volte ribadito che la 

sola possibilità di subire dei maltrattamenti dovuti a una situazione di insi-

curezza generale o di violenza generalizzata nel Paese di destinazione non 

è sufficiente per ritenere una violazione dell’art. 3 CEDU. Spetta infatti 

all’interessato provare o rendere verosimile l’esistenza di seri motivi che 

permettano di ritenere che egli correrà un reale rischio ("real risk") di essere 

sottoposto, nel Paese verso il quale sarà allontanato, a trattamenti contrari 

a detti articoli (cfr. DTAF 2013/27 consid. 8.2 e relativi riferimenti). 

Il Tribunale ha inoltre ritenuto che, per quanto riguarda l’ammissibilità 

dell’esecuzione dell’allontanamento verso la Grecia, occorre riconoscere 

degli ostacoli all’esecuzione dell’allontanamento unicamente a condizioni 

molto severe (cfr. sentenza di riferimento E-3427/2021, E-3431/2021 del 

28 marzo 2022 consid. 11.2). Si può infatti partire dal presupposto che es-

sendo la Grecia firmataria della CEDU, della Conv. tortura e della Conv. 

rifugiati, essa rispetti di principio gli obblighi di diritto internazionale. Certa-

mente, da informazioni a disposizione di questo Tribunale, risulta che i be-

neficiari della protezione sussidiaria, così come i rifugiati, incorrono nel ri-

schio di vivere in condizioni precarie. Tuttavia, non risulta da fonti affidabili 

e concordi che la Grecia abbia adottato una pratica di discriminazione si-

stematica – rispetto ai suoi cittadini – verso i beneficiari dello statuto di 

rifugiato o dalla protezione sussidiaria, nell’accesso all’occupazione, all’as-

sistenza sociale, all’assistenza sanitaria, all’istruzione e all’alloggio. Il Tri-

bunale ha altresì rilevato che, nonostante vi siano delle carenze nel si-

stema di accoglienza, non vi è luogo di concludere che i beneficiari di pro-

tezione internazionale si trovino in tale Paese, in maniera generale (indi-

pendentemente quindi dalle fattispecie concrete), totalmente dipendenti 

dall’aiuto pubblico, confrontati all’indifferenza delle autorità oppure in una 

situazione di privazione o di mancanza di assistenza incompatibile con la 

dignità umana (cfr. sentenza di riferimento E-3427/2021 e E-3431/2021 

consid. 9 e 11.2; confermata a più riprese, ex pluris sentenze del TAF D-

1522/2024 del 14 marzo 2024 consid. 10.2.1; D-628/2024 del 9 febbraio 

2024 consid. 11.3). 

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Pagina 9 

8.3.2  

8.3.2.1 Nel caso concreto, la ricorrente è rinviata in uno Stato terzo desi-

gnato come sicuro da parte del Consiglio federale (art. 6a cpv. 2 lett. b 

LAsi), ossia uno Stato nel quale vi è una presunzione di rispetto degli im-

pegni di diritto internazionale pubblico, tra cui il rispetto del principio di non 

respingimento ai sensi dell’art. 5 cpv. 1 LAsi, così come del principio del 

divieto della tortura sancito dall’art. 3 CEDU e dall’art. 3 della Conv. tortura. 

8.3.2.2 Inoltre, posta l’assenza di ulteriori elementi avvalorati da riscontri 

documentali, le allegazioni per cui l’interessata sarebbe stata accolta in 

Grecia in pessime condizioni senza un completo accesso alle cure, non 

risultano dirimenti per il giudizio (cfr. atto SEM n. 16/7). I beneficiari di pro-

tezione internazionale possono infatti contare sulle garanzie derivanti dalla 

direttiva qualificazione. Quest’ultima è stata trasposta dalla Grecia nel di-

ritto nazionale interno con decreto presidenziale (P.D) 141/2013, pubblicato 

nella gazzetta ufficiale A 226/21.10.2013. Gli obblighi della Grecia, derivanti 

dal diritto europeo, nei confronti dei beneficiari di protezione impongono la 

non discriminazione nell’accesso all’occupazione, all’istruzione, all’assi-

stenza sociale, all’assistenza sanitaria, all’accesso all’alloggio e agli stru-

menti di integrazione (cfr. capo VII [contenuto della protezione internazio-

nale] della direttiva qualificazione). In caso di violazione di diritti sanciti 

dalla CEDU, le persone interessate possono infine adire i tribunali greci e, 

in ultima istanza, la Corte EDU (art. 34 CEDU). 

8.3.2.3 Fatte queste premesse, si ribadisce che il 6 settembre 2024 la Gre-

cia ha riconosciuto alla ricorrente lo statuto di rifugiata e le ha rilasciato un 

permesso di soggiorno con validità dal 6 settembre 2024 al 5 settembre 

2027 (cfr. atto SEM n. 22/2). Il 25 ottobre 2024, la Grecia ha inoltre dichia-

rato di accettare la riammissione dell’insorgente sul proprio territorio (cfr. 

atto SEM n. 22/2). Ne discende ch’ella potrà rivolgersi alle competenti au-

torità greche per far valere i diritti che le spettano. Inoltre dagli atti di causa 

non emergono elementi per concludere che, in caso di allontanamento, le 

sue prospettive future, considerate dal punto di vista materiale, fisico o psi-

cologico, denotino un rischio, sufficientemente reale e imminente, di priva-

zioni di una gravità tale da rientrare nell’ambito di applicazione dell’art. 3 

CEDU. Le garanzie internazionali succitate potranno inoltre permettere 

all’interessata l’accesso ad un alloggio, al mercato del lavoro e al sistema 

sanitario laddove necessario. Del resto, malgrado abbia evidenziato di non 

aver ricevuto alcun aiuto da parte dello stato ellenico una volta ottenuto il 

permesso di soggiorno, l’insorgente non ha effettuato alcuno sforzo con-

creto per far valere i suoi diritti (cfr. atto SEM n. 16/7). Per questi motivi, 

non risulta che la ricorrente sarà confrontata con una situazione di 

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emergenza di carattere esistenziale oppure esposta a trattamenti vietati 

dalle norme di diritto internazionale. 

8.3.2.4 Inoltre, non risultano validi elementi per ritenere che lo stato vale-

tudinario dell’insorgente, di cui si dirà in seguito (cfr. infra consid. 8.4.4), 

rientri nei casi straordinari e di estrema gravità contemplati dalla restrittiva 

giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo (cfr. sentenza della 

CorteEDU Paposhvili contro Belgio del 13 dicembre 2016 [GC], 41738/10, 

§181 segg., confermata nella sentenza Savran contro Danimarca del 7 di-

cembre 2021 [GC], 57467/15, §§ 121 segg.; DTAF 2017 VI/7 consid. 6.2). 

8.3.3  

8.3.3.1 L’ammissibilità dell’esecuzione dell’allontanamento va confermata 

anche in considerazione della presenza in Svizzera del coniuge e del fra-

tello della ricorrente. 

8.3.3.2 Per poter invocare il diritto al rispetto della vita famigliare protetto 

dall’art. 8 CEDU, lo straniero non soltanto deve provare la presenza di una 

relazione stretta ed effettiva con una persona della sua famiglia, ma pure 

che quest’ultima abbia un diritto di presenza assicurato o duraturo in Sviz-

zera (cfr. DTF 139 I 330 consid. 2.1; 137 I 351 consid. 3.1), nonché che 

all’interessato non è possibile, rispettivamente non sarebbe ragionevol-

mente possibile, proseguire la sua vita famigliare altrove (cfr. DTF 143 I 21 

consid. 5.1 seg.; 139 I 330 consid. 2.1 con riferimenti). Le relazioni fami-

gliari protette dall’art. 8 par. 1 CEDU, sono anzitutto i rapporti tra coniugi e 

tra genitori e figli minori che coabitano (cfr. DTF 140 I 77 consid. 5.2; 137 I 

113 consid. 6.1; DTAF 2012/4 consid. 4.3; 2008/47 consid. 4.1).  In una tale 

evenienza una relazione stretta ed effettiva è presunta (cfr. DTF 140 I 77 

consid. 5.2; 137 I 113 consid. 6.1). Le relazioni tra familiari maggiorenni (in 

particolare genitori e figli) possono essere eccezionalmente ammesse in 

presenza di un particolare rapporto di dipendenza, segnatamente l’esi-

stenza della necessità di prodigare cure speciali per un handicap o una 

malattia grave (cfr. sentenze del TAF E-3704/2022 del 27 ottobre 2022 con-

sid. 6.3; D-1968/2022 del 5 maggio 2022 consid. 8.5.1). 

8.3.3.3 Nello specifico, si rileva anzitutto che, non avendo la ricorrente ac-

cennato ad alcun rapporto di dipendenza con il fratello maggiorenne, non 

è possibile riconoscere la tutela garantita dall’art. 8 CEDU ai sensi della 

giurisprudenza succitata. Per quanto attiene invece al legame con il co-

niuge (cfr. mezzo di prova n. 001/2), occorre rilevare che la coppia si sa-

rebbe sposata telefonicamente, grazie all’aiuto dei famigliari e di due testi-

moni trovatisi in Siria, il (…) e si sarebbe incontrata per la prima volta il (…) 

D-1868/2025 

Pagina 11 

in occasione dell’arrivo in Svizzera dell’interessata (cfr. atto SEM n. 16/7). 

I coniugi non hanno pertanto mai coabitato e condotto una vita famigliare 

comune. Di conseguenza non si può desumere l’esistenza di una relazione 

stretta ed effettiva ai sensi della giurisprudenza succitata. A titolo abbon-

danziale, il Tribunale osserva dipoi che l’allontanamento della ricorrente in 

Grecia non comporterebbe comunque l’interruzione di ogni legame con il 

marito e il fratello, bensì rimarrebbero possibili contatti telefonici e tramite 

messaggi elettronici, nonché la possibilità di visitare i suoi famigliari in Sviz-

zera, essendo la ricorrente beneficiaria di uno statuto di rifugiata in Grecia, 

e quindi potendo richiedere il rispettivo titolo di viaggio (cfr. nello stesso 

senso la sentenza del TAF D-502/2022 del 9 febbraio 2022 consid. 8.4.5). 

8.3.4 In conclusione, l’esecuzione dell’allontanamento in Grecia risulta am-

missibile ai sensi delle norme di diritto internazionale pubblico nonché della 

LAsi (art. 83 cpv. 3 LStrI in relazione all’art. 44 LAsi). 

8.4  

8.4.1 Secondo l’art. 83 cpv. 4 LStrI, l’esecuzione dell’allontanamento non 

può essere ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato d’origine o di 

provenienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo a 

seguito di situazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o 

emergenza medica. Inoltre, ai sensi dell’art. 83 cpv. 5 LStrI, l’esecuzione 

dell’allontanamento verso i paesi UE/AELS è da ritenersi di principio esigi-

bile e tale presunzione legale può essere sovvertita solo se l’interessato 

rende verosimile che, per delle ragioni personali, il suo rinvio non può es-

sere ritenuto ragionevolmente esigibile (cfr. sentenza del TAF D-559/2020 

del 13 febbraio 2020 consid. 9 [sentenza di riferimento]). 

8.4.2 Appartiene quindi all’interessato sovvertire la suddetta presunzione, 

presentando seri indizi che le autorità dello Stato in questione violino il di-

ritto internazionale, non gli concedano la necessaria protezione o lo espon-

gano a condizioni di vita disumane, oppure che egli si troverebbe in una 

situazione d’emergenza esistenziale a causa di circostanze individuali di 

natura sociale, economica o sanitaria (cfr. ex pluris sentenze del TAF D-

628/2024 del 9 febbraio 2024 consid. 12.2; D-4606/2022 del 9 dicembre 

2022 consid. 6.4; D-911/2021 del 25 maggio 2022 consid. 9.3). 

8.4.3 Il Tribunale ha inoltre statuito che l’esecuzione dell’allontanamento in 

Grecia di persone beneficiarie di protezione internazionale rimane esigibile 

anche se trattasi di persone vulnerabili, quali ad esempio donne incinte o 

persone che soffrono di problemi di salute, che non sono da considerare 

come malattie gravi (cfr. sentenza di riferimento del TAF E-3427/2021 e E-

D-1868/2025 

Pagina 12 

3431/2021 del 28 marzo 2022 consid. 11.3–11.5.1). La giurisprudenza ha 

invece fissato dei criteri più rigidi soltanto per i nuclei famigliari e per le 

persone particolarmente vulnerabili, quali i minorenni non accompagnati o 

le persone il cui stato di salute è compromesso in modo particolarmente 

grave (cfr. sentenza di riferimento precitata consid. 11.5.2; cfr. anche la 

sentenza del TAF D-4839/2021 del 12 luglio 2022 consid. 8.2 con riferi-

menti). In altri termini, occorre debitamente valutare la situazione delle per-

sone che, a causa della loro particolare elevata vulnerabilità nell’evenienza 

di un ritorno in Grecia, corrono il rischio di cadere in modo duraturo in gravi 

difficoltà, poiché non sono in grado di rivendicare con le proprie forze i diritti 

che spettano loro in loco (sentenza di riferimento precitata consid. 11.5.3). 

8.4.4 Nel caso concreto, la ricorrente è maggiorenne e, fino alla pronuncia 

della decisione impugnata, ha lamentato unicamente una carie al dente, 

risolta con l’estrazione dello stesso (cfr. atto SEM n. 13/3), come pure un 

dolore cronico all’arto inferiore bilaterale, trattato con Sirdalud 2 mg per 4 

settimane, Irfen 600 e delle sedute settimanali di fisioterapia (cfr. atto SEM 

n. 30/3). Ella si è sottoposta ad un ulteriore controllo medico in data (…), 

in occasione del quale le sono stati diagnosticati insonnia, lieve dolenzia a 

carico dell’arto inferiore bilaterale e uno stato ansioso lieve, in cura, per 

almeno un mese, con Trittico 50 mg, Escitalopram 10 mg e Novalgina 500 

(cfr. atto SEM n. 33/3). Il (…)  vi è stato un ulteriore consulto e le sono stati 

prescritti Trittico 100 mg, Escitalopram 10 mg e Novalgina 500 (cfr. atto 

SEM n. 43/2). L’insorgente si è inoltre sottoposta, il (…), ad un controllo 

ginecologico, ritenuto “nel limite della norma per una paziente di 42 anni” 

(cfr. atto SEM n. 44/2).  

Ciò posto, il Tribunale conclude che le affezioni suindicate non sono su-

scettibili, dal profilo della loro gravità, di porre concretamente e seriamente 

in pericolo la sua vita o la sua salute a breve termine in caso di un suo 

ritorno in Grecia. Pur non volendo in alcun modo minimizzare i dolori cronici 

addotti, non si ravvisano infatti elementi a dimostrazione del fatto ch’ella 

non sarebbe capace di rivolgersi ai competenti servizi ellenici al fine di ot-

tenere, in quanto titolare della protezione internazionale, un alloggio non-

ché un adeguato accesso alle cure. In proposito, va osservato che la Gre-

cia dispone delle strutture mediche sufficienti che possono dispensare i 

trattamenti necessari allo stato di salute dell’insorgente; quest’ultima ha in-

fatti accesso alle cure mediche sulla base delle stesse condizioni valide 

per i cittadini greci (artt. 2 lett. b e g cum 30 par. 1 della direttiva qualifica-

zione; cfr. sentenza di riferimento precitata E-3427/2021 e E-3431/2021 

consid. 8-9.10; ex pluris sentenze del TAF D-1522/2024 del 14 marzo 2024 

consid. 11.2.3; D-628/2024 del 9 febbraio 2024 consid. 12.5.3). 

D-1868/2025 

Pagina 13 

8.4.5 Per queste ragioni, l’esecuzione dell’allontanamento si rivela pure ra-

gionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI in relazione all’art. 44 LAsi). 

8.5 Non risultano infine impedimenti dal profilo della possibilità dell’esecu-

zione dell’allontanamento (artt. 44 LAsi e 83 cpv. 2 LStr), ritenuto peraltro 

che le autorità elleniche hanno accettato la riammissione dell’insorgente 

sul proprio territorio. 

8.6 Per il resto, conviene rinviare alle motivazioni contenute nella decisione 

impugnata, alla quale può essere prestata adesione (art. 109 cpv. 3 LTF 

per rinvio dell’art. 4 PA). 

8.7 In esito, le richieste subordinate di giudizio tendenti alla concessione 

dell’ammissione provvisoria in Svizzera e all’ottenimento di garanzie spe-

cifiche da parte delle autorità greche vanno respinte poiché infondate (cfr. 

in questo senso, ex pluris sentenze del TAF E-5745/2024 del 25 settembre 

2024 consid. 7.7; E-5645/2024 del 18 settembre 2024 consid. 8.8) 

9.  

Visto quanto precede, la SEM non ha violato il diritto federale e neppure 

accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 LAsi). La decisione non è inoltre inadeguata per quanto 

attiene alla valutazione dell’esecuzione dell’allontanamento pronunciato 

(cfr. art. 49 PA). Il ricorso va pertanto respinto e la decisione avversata 

confermata. 

10.  

Avendo il Tribunale statuito nel merito del gravame, la domanda procedu-

rale tendente all’esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle 

presunte spese processuali è divenuta senza oggetto. 

11.  

Posto che le richieste di giudizio contenute nel ricorso erano sprovviste di 

probabilità di successo, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso 

della dispensa dal versamento delle spese processuali (art. 65 cpv. 1 PA), 

è respinta. 

12.  

Visto l’esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.– sono per-

tanto poste a carico della ricorrente in quanto soccombente (art. 63 cpv. 1 

e 5 PA nonché art. 1-3 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili 

D-1868/2025 

Pagina 14 

nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 

2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

13.  

Il presente giudizio non concerne una persona contro la quale è pendente 

una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che ha abbandonato in 

cerca di protezione e, pertanto, non può essere impugnata con ricorso in 

materia di diritto pubblico al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 LTF). 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

D-1868/2025 

Pagina 15 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria è respinta. 

3.  

Le spese processuali di CHF 750.– sono poste a carico della ricorrente. 

Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministra-

tivo federale entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente 

sentenza. 

4.  

Questa sentenza è comunicata alla ricorrente, alla SEM e all'autorità can-

tonale competente.  

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Manuel Borla Ambra Antognoli 

 

 

Data di spedizione: