# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ad483963-9ff0-5c85-8974-db9a2fa11f29
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-02-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 07.02.2006 36.2005.64
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_36-2005-64_2006-02-07.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  36.2005.64

   

  CS/ss

  	
  Lugano

  7 febbraio
  2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
						

 

	
  con redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

   

  
	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sulla petizione del 10 giugno
2005 di

 

	
   

  	
  AT 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
   

  
	
   

  	
  CV 1 

  rappr. da: RA 2 

   

   

  in materia di assicurazione contro le
  malattie

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   AT 1, nata
nel __________, dipendente della __________ di __________ fino al __________
quale stiratrice, era affiliata, per il tramite del proprio datore di lavoro,
presso la Cassa malati CV 1 contro la perdita di guadagno in caso di malattia. Con
il 1° settembre 2003 l’interessata è passata nell’assicurazione individuale.

 

                                         La
copertura assicurativa prevede, dopo un periodo di differimento di 2 giorni, il
versamento di un’indennità corrispondente all’80% del salario, per una durata
di 730 giorni in un periodo di 900 giorni, se l’incapacità lavorativa attestata
da un medico raggiunge perlomeno il 50%. In caso d’incapacità lavorativa
parziale è prevista l’erogazione di un’indennità giornaliera proporzionalmente
ridotta. L’indennità giornaliera assicurata individualmente è stata fissata
sulla base di un importo di fr. 62 (doc. 10 e 12).

 

                               1.2.   AT 1 è stata
inabile al lavoro al 100% dal

27 novembre 2002 per malattia. L’assicuratore ha erogato le prestazioni
pattuite fino all’esaurimento del suo diritto a fine novembre 2004.

                                         

                                         Dopo aver
accertato che dal 1° novembre 2003 l’interessata è stata messa al beneficio di
una rendita AI completa di fr. 1'274 al mese, l’assicuratore ha effettuato il
calcolo del sovraindennizzo, concludendo per un importo a suo favore di fr.
15'288, chiesti in compensazione all’assicuratore sociale (doc. G).

 

                                         Il 17
novembre 2004 l’AI ha versato alla Cassa malati l’importo di fr. 9'714,
trattenendo la somma di fr. 5'574 corrispondente alla rendita completiva
versata al marito dell’assicurata.

 

                                         L’importo
di fr. 5'574 è stato successivamente chiesto in restituzione direttamente a AT
1, la quale, con petizione del 10 giugno 2005 si è rivolta al TCA, affermando:

 

" 
1. (...)

Non è facile oggi
appurare, sulla base della documentazione di cui dispone la signora AT 1, quale
sarebbe stata la sua retribuzione annua nel 2003/2004, se avesse regolarmente
lavorato.

 

Prudenzialmente,
prendendo però come riferimento il salario minimo contrattualmente previsto per
una stiratrice (nel 2004 pari a fr. 12.80 orari-doc. F), il salario annuo minimo presumibilmente perso
avrebbe dovuto ammontare a:

fr. 12.80 orari x 40 h sett. x 52 settimane + 8,33% di tredicesima =

fr. 28'841.80, invece dei fr. 22'692.- calcolati dalla CV 1.

 

(…)

 

Va ribadito che __________
ha ricalcolato con decorrenza 1 novembre 2003 anche la rendita del marito __________,
al quale evidentemente per quanto più sopra indicato non spetta più da quella
stessa data la rendita completiva per la moglie, in quanto anch'ella
beneficiaria di rendita.

 

(…)

3. La CV 1 ha tuttavia preteso pervicacemente
il versamento di

fr. 5'574.- (mancanti rispetto
al loro calcolo unilaterale) e quindi non incassati, presentando direttamente
richiesta di rimborso alla signora AT 1 (doc. H).

 

E' intervenuto il __________,
presentando una richiesta di condono, ma per tutta risposta la CV 1 ha respinto
l'istanza, invocando l'art. 62
del CO, in forza di un preteso indebito arricchimento da parte della signora AT
1 (doc. I).

Con scritto 3 marzo
2005 la scrivente RA 1 ha cercato di far comprendere alla CV 1 assicurazioni
che i coniugi AT 1 non disponevano più di un importo pari alla somma richiesta,
in quanto vivono con la sola rendita AVS e con le prestazioni complementari
(doc. L). Inoltre, si postulava l'applicazione

dell'art. 64 del CO, in quanto l'attrice e il marito erano in buona fede quando
hanno percepito le prestazioni di indennità giornaliera di malattia e le
rendite AVS con relativa completiva, mentre oggi non dispongono più
dell'importo richiesto.

In definitiva l'attrice
non è più arricchita dell'importo di fr. 5'574.-, ammesso e non concesso che lo sia stato in passato.

 

La buona fede è
comunque assolutamente certa.

 

L'attrice e il marito
hanno percepito e regolarmente speso mensilmente quanto versato dalla convenuta
e dalla Cassa di compensazione e non hanno mai avuto non solo la disponibilità,
ma neanche la percezione di una somma ricevuta in eccesso, tanto meno
corrispondente a quella invocata dalla qui convenuta.

 

Ciò nonostante, la CV 1
non ha cambiato opinione, continuando con la tesi dell'indebito arricchimento.

 

Con scritto 23 maggio
2005 (doc. M), l'attrice veniva infine diffidata per il tramite del nostro RA 1
a versare fr.5'574.- entro il

15 giugno, altrimenti la CV 1 si vedrebbe costretta ad adire le vie legali
(sic!).

 

(…)

 

4. Si presenta la documentazione da cui
risulta che i coniugi __________, che vivono della propria rendita AVS/Al e
delle prestazioni complementari, sono confrontati con delle spese fisse tali da
rendere per loro impossibile versare la somma richiesta, nemmeno a rate. In un
gruppo di giustificativi (doc. N) si presentano le spese mensili dei coniugi __________:
conto azienda elettrica fr. 50.-, cassa malati (fr. 70.40 per AT 1 e fr. 98.60 per __________), fr.
658.- canone di locazione, fr. 458.- per un leasing dell'auto, fr. 200.- quale rate di un debito precedentemente contratto, il cui
saldo ammonta oggi a fr. 2'373.50.
Il conguaglio spese accessorie alla locazione è di

fr. 300.- annui circa e le
normali spese di telefono fr. 70.-, luce fr.100.- e il vitto calcolabile in fr. 800.- circa al mese. Un totale mensile
quindi di circa fr. 2'900.- Non
sono state computate le spese per il vestiario, l'assicurazione, la tassa di circolazione
e quel minimo mensile che si spende per vivere dignitosamente, che si chiama
svago.

 

Si allega altresì una
dichiarazione del Comune di __________ che conferma la precaria situazione
della famiglia e l'impossibilità di versare l'importo di fr. 5'574.- (doc. O).

 

Si aggiunge di
transenna che nella fattispecie sono dati gli estremi per un condono (se anche
l'importo fosse dovuto), in relazione alla buona fede (art. 3 cpv. 1 CC, art.
64 CO), non essendo peraltro riscontrabile negligenza, né alcun comportamento
doloso. La signora AT 1 non è venuta meno nemmeno all'obbligo di informare.

 

D'altra parte, non è
avvenuta alcuna prestazione indebita.

Inoltre la restituzione
comporterebbe come abbiamo visto un onere troppo gravoso, considerato che
l'attrice vive con le sole prestazioni complementari e le spese sono state
ampiamente comprovate.

 

(…)

 

5. Per completezza, va indicato che il
vecchio datore di lavoro, la __________ è purtroppo fallita e quindi non è data
all'attrice nemmeno la possibilità di recuperare con un'azione civile quanto le
spetterebbe di diritto in relazione alle rendite arretrate versate
integralmente alla CV 1.

 

Il Contratto Collettivo
di Lavoro per l'industria dell'abbigliamento prevede, all'art. 27 che i
lavoratori devono essere assicurati contro le malattie con una copertura che
preveda le condizioni LAMal.

 

Ai sensi dell'art. 72,
cpv. 5 LAMaI qualora l'indennità giornaliera sia ridotta in seguito a
sovraindennizzo, i termini relativi alla concessione delle indennità
giornaliere sono prolungati in corrispondenza alla riduzione.

Purtroppo, come detto,
il datore di lavoro è caduto in fallimento e quindi la signora AT 1 non può
pretendere in via giudiziaria che il datore di lavoro si faccia carico
dell'importo di fr. 9714.- incassati
dalla CV 1 e non restituiti a titolo di prolungamento delle prestazioni, come
prevede invece la LAMal.

 

La responsabilità del
datore di lavoro sarebbe stata da ricondurre al fatto che non ha ottemperato al
contratto collettivo di lavoro, assicurando l'attrice per il tramite della
convenuta non con un contratto LAMaI. Perché la CV 1 non garantisce prestazioni
LAMal, quali erano gli impegni presi con il datore di lavoro?

La signora AT 1, a
causa delle suddette problematiche giuridiche, invece di poter pretendere un
credito di fr. 9'714.- è
confrontata con una richiesta di rimborso alla CV 1 di fr.
5'574.-

 

Un vero e proprio paradosso!

 

La presente petizione
tende quindi all'accertamento dell'illegittimità delle tesi della convenuta.

L'attrice si è vista
calcolare la sovrassicurazione sulla base di un guadagno presumibilmente perso
inferiore rispetto ai dati reali nella misura di fr. 7'000.- circa.

 

Già per questo aspetto,
conformemente alla LAMaI o anche alla LPGA la signora AT 1 AT 1 non avrebbe
dovuto rimborsare alcunché alla CV 1. Inoltre, nel calcolo effettuato dalla CV
1 non è stato nemmeno computato il premio assicurativo mensile di

fr. 167.40 (doc. P) per la
copertura assicurativa perdita di guadagno in caso di malattia, regolarmente
incassato dalla convenuta.

 

In definitiva, la CV 1
ha calcolato un sovraindennizzo esageratamente penalizzante e il rimborso non è
dovuto o in via subordinata va condonato.

 

Per tutti questi
motivi, la presa di posizione CV 1 è illegittima, ingiustificata e deve essere
respinta.

 

(…)

 

1) la petizione è accolta;

2) il
calcolo del sovraindennizzo effettuato dalla CV 1 è annullato in quanto errato,
ne consegue che la signora AT 1 non deve rimborsare alcunché alla CV 1;

3) in
via subordinata, la signora AT 1 non deve rimborsare i fr.
5'574.- richiesti e corrispondenti alla completiva
all'AVS percepita dal marito per il periodo 1 novembre 2003-31 ottobre 2004,
perché non sono dati gli estremi previsti dall'art. 62 e segg. CO, oppure
perché nella fattispecie è applicabile l'art. 64 CO.

    In ogni caso sono dati gli estremi per il
condono.

4) spese e ripetibili rifuse." (Doc. I)

 

                               1.3.   Con risposta
del 24 agosto 2005 l’assicuratore propone di respingere la petizione, rilevando
di aver eseguito il seguente calcolo:

 

" 
-  stipendio 01.11.2003-30.10.2004,

    fr. 62.-- x 366 (2004 anno bisestile) =                              fr.
22'692.--

 

-   rendita AI per lo stesso periodo,

    fr. 1'274 x 12 =                                                              fr.
15'288.--

 

-   per un totale di                                                              fr.
37'980.--

 

-   che corrisponde ad un sovraindennizzo di              fr.
15'288.--

 

A seguito dell'assegnazione della rendita AI con decisione del
12.11.2004 l'indennità giornaliera a favore dell'attrice dall'01.11.2004 veniva
ridotta a fr. 20.10 (cfr. doc. E).

 

Poiché per l'inabilità lavorativa del 100% l'attrice percepiva
dalla CV 1 un'indennità giornaliera intera di fr. 62.--, la CV 1 ha
correttamente stabilito che l'importo erogato dall'AI comportava un
sovraindennizzo di fr. 15'288.--, conformemente all'art. 15 delle CGA ed. 1997.

 

Contrariamente a quanto sostenuto dall'attrice, il calcolo del
sovraindennizzo effettuato dalla CV 1 è ineccepibile. Già il TCA in una
fattispecie simile a quella che ci occupa aveva modo di concludere che "dal
chiaro tenore delle CGA del 1997 emerge che le parti hanno inteso concludere
un'assicurazione che copre, in caso di versamento di prestazioni da parte di
altri assicuratori, unicamente la differenza tra l'importo dovuto alla Cassa e
l'ammontare complessivo versato dagli altri assicuratori" (cfr.
sentenza del TCA del 04.08.2004, inc. 36.2003.95, in partic. consid. 2.8).

 

(...)

 

Va innanzitutto detto che a torto l'attrice
rimprovera alla CV 1 di aver considerato valori salariali erronei, di non aver
preso come riferimento i valori salario del 2003 e 2004; nell'ambito
dell'assicurazione d'indennità giornaliera è infatti assicurato un importo
giornaliero fisso, stabilito sulla base dei dati salariali trasmessi dal
precedente datore di lavoro. Il salario annuo del 2003 riferito dalla __________
era di fr. 12.23 all'ora, di
8.33% di tredicesima, pari a un salario annuale di fr.
27883.44 (per una settimana lavorativa di ore 40.50,

cfr. doc. 10, 12). L'indennità assicurata in ambito della precedente
assicurazione collettiva, pari all'80% del salario, era di fr. 62.--; la stessa prestazione è stata assicurata, con l'accordo
dell'attrice, in ambito individuale. L'importo di fr. 62.-- corrisponde
all'importo massimo erogato dalla CV 1 in concorrenza con prestazioni di altri
assicuratori.

 

(…)

 

La trattenuta effettuata dall'AI di fr. 5'574.-- riguarda la rendita completiva
versata in tal periodo al signor __________ a favore della moglie.
Indipendentemente dal fatto che tale importo sia stato versato al marito, che
l'importo sarebbe stato speso per vivere, per tale periodo l'attrice ha
beneficiato di prestazioni AI pari a fr. 15'288.-, ed è stata sovraindennizzata; il saldo di fr. 5'574.-- deve esser rimborsato alla CV 1
conformemente agli art. 62ss. CO.

In merito alla rendita completiva va comunque
detto che anche il TFA ha già avuto modo di stabilire che la rendita completiva
va considerata nel calcolo del sovraindennizzo (cfr. DTF 102 V 96).

 

(…)

 

Visto che l'importo di fr.
15'288.-- costituisce un sovraindennizzo, prestazione indebita ai sensi dell'art.
62ss. CO, che la CV 1 ha potuto compensare con prestazioni retroattive dell'AI solo nella misura di

fr. 9'714.--, la CV 1 vanta nei
confronti dell'attrice a tal
titolo ancora un credito di fr. 5'574.-

Resta da esaminare se l'attrice
può invocare a suo favore il fatto di non esser più arricchita di tale importo, avendo, di buona fede, speso per il proprio sostentamento, e di esser quindi liberata dalla restituzione conformemente all'art. 64 CO (cfr. doc. L).

 

La disposizione invocata
dall'attrice considera unicamente la sorte della prestazione in oggetto nel patrimonio dell'interessato e fa
astrazione della situazione finanziaria. "C'est ainsi qu'un homme très aisé par ailleurs n’aura rien à
rembourser, s'il établit avoir entièrement consommé la prestation indue sans
que son patrimoine s'en trouve augmenté. A l'inverse, est enrichi et doit
par conséquent rembourser celui dont le patrimoine se trouve augmenté, même si
sa situation pécuniaire est des plus modeste, voire misérable: dans le domaine
du droit civil est enrichi non seulement celui qui est encore en possession du
montant reçu à tort (et éventuellement de ses intérêts), mais aussi celui qui
l'a utilisé pour payer des dettes; ou celui que a utilisé le montant indûment
touché pour son entretien (p. ex. logement, nourriture, habillement) ou un
traitement médical..."

(DTF 102 V 99s., cfr. inoltre Gauch/Schluep/Schmid/Rey,
das Schweizerische Obligationenrecht, Allgemeiner Teil, 8. ed., pag. 334,
Guhl, Das Obligationenrecht, pag.
226). Viene per contro ritenuto come non più arricchito chi ha speso l'importo indebito per spese non necessarie
o per vantaggi non durevoli (come viaggi di piacere,
spettacoli, etc.)

Di conseguenza, i motivi invocati dall'attrice,
in particolare di aver di buona fede usato per far fronte al proprio
sostentamento quanto ricevuto, di vivere in precarie condizioni finanziarie, non
la liberano della restituzione alla CV 1 dell'importo restante di fr. 5'574.--; per tale importo essa viene infatti ritenuta ancora indebitamente
arricchita.

 

A differenza di quanto avvenga nelle
assicurazioni sociali (cfr. art. 47 LAVS, art. 25 LPGA) non può venir tenuto
conto del fatto che la restituzione costituirebbe per la stessa un onere troppo
gravoso; un condono dalla restituzione non si giustifica nella fattispecie.

 

(…)

 

Come già detto (cfr. consid. 1.2, consid. 2 ad 1,
3.), la questione va risolta unicamente alla luce delle CGA della assicurazione
d'indennità giornaliera individuale, ed. 1997. Nella presente procedura
l'attrice non può invocare a suo favore disposizioni pertinenti il contratto
d'indennità giornaliera collettiva stipulato tra la CV 1 e la __________. Si
prende comunque atto che il datore di lavoro non assicurava il proprio
personale come lo prevedeva il contratto collettivo di categoria e che si
rendeva quindi responsabile di una violazione degli accordi presi. In merito la
CV 1 non può che osservare che eventuali pretese dell'attrice avverso il suo ex
datore di lavoro andavano rivolte direttamente allo stesso; all'attrice
incombeva intraprendere i passi necessari per far valere i propri diritti.
Quanto invocato non la libera dal suo obbligo di restituire alla CV 1 quanto
richiesto.

 

Per quanto concerne il premio assicurativo
dell'assicurazione individuale: esso è certamente dovuto nonostante la
malattia.

 

(…)

 

In conclusione, in considerazione di quanto
precede, la CV 1 ha effettuato correttamente il calcolo del sovraindennizzo -
che ha stabilito in fr. 15'288.--
- e, conformemente alle condizioni contrattuali, nonché all'art. 62ss. CO, ha a
giusto titolo chiesto all'attrice la restituzione dell'importo di fr. 5'574.--, pure correttamente essa ha ritenuto che l'attrice non può esser
liberata dalla restituzione dell'indebito." (Doc.
VII)

 

                               1.4.   Con
osservazioni del 2 settembre 2005 l’attrice ha rilevato:

 

" 
Abbiamo inoltre preso atto della risposta di
causa e indichiamo in via di premessa che l'osservazione di controparte
riguardo la necessità di considerare la rendita completiva nel calcolo di
sovraindennizzo, pagina 5 ultimo periodo, non ha alcun rilievo per questa
causa, poiché è in discussione la rendita AI della signora AT 1 e non l'inserimento
della rendita nel calcolo del sovraindennizzo.

 

Ben più interessante è la disquisizione relativa
all'applicazione dell'art. 64 CO.

 

Siccome l'oggetto del contendere è costituito da
fr. 5'574.- richiesti in restituzione dalla convenuta, non va dimenticato che
tale importo è dato dalla somma delle rendite completive AVS erogate al marito __________
per il periodo novembre 2003-ottobre 2004.

 

Le rendite AVS ricevute dal marito per quel
periodo sono state utilizzate in perfetta buona fede, per il sostentamento
della famiglia, con la consapevolezza che facessero parte di legittime e dovute
prestazioni AVS.

 

Ne consegue che è addirittura improprio parlare
di un avvenuto arricchimento, il cui carattere indebito è poi assolutamente
inesistente, in relazione al preteso credito rivendicato dalla convenuta.

 

Ad ogni modo, trattandosi di prestazioni erogate
dall'AVS mese dopo mese, per circa un anno, come detto sono già state
utilizzate per la mera sussistenza quotidiana.

Nel momento in cui sono state riconosciute
all'attrice le prestazioni AI non si è assolutamente registrato alcun
arricchimento, poiché, fin dall'origine le prestazioni AI arretrate risultavano
già essere defalcate dell'importo di fr. 5'574.-

 

La richiesta di rimborso della convenuta deve essere
quindi respinta.

 

Si richiamano tutti gli altri aspetti contenuti
nella petizione e in particolare il premio mensile pagato dall'attrice (fr.
167.40) per poter fruire delle prestazioni erogate dalla CV 1, ma che
stranamente non è stato computato nel calcolo di sovraindennizzo." (Doc.
IX)

 

                               1.5.   Il 16
settembre 2005 l’interessata ha scritto al TCA, con copia alla convenuta,
affermando che “nella misura in cui non sia già intervenuta,
rinunciamo ad avvalerci dell’eccezione della prescrizione della pretesa di
restituzione dell’importo di fr. 5'574, sino al 31.12.2006.” (doc. XII)

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   Secondo
quanto disposto dall'art. 1a cpv. 1 LAMal l'assicurazione sociale contro le
malattie comprende l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie e
l'assicurazione d'indennità giornaliera facoltativa.

                                         La LAMal
si applica soltanto all'assicurazione malattia sociale. Le assicurazioni
complementari offerte dalle casse malati sono rette dal diritto privato ed in
particolare, in applicazione

dell'art. 12 cpv. 3 LAMal, dalla legge federale sul contratto d'assicurazione
(LCA).

                                         Giusta
l'art. 47 cpv. 2-4 della legge federale sulla sorveglianza degli istituti di
assicurazione privata (LSA) in vigore fino al 31.12.2005, per le contestazioni
relative all'assicurazione complementare all'assicurazione sociale contro le
malattie, i Cantoni prevedono una procedura semplice e spedita, nella quale il
giudice accerta d'ufficio i fatti e valuta liberamente le prove.

 

                                         Il nuovo
art. 85 LSA, in vigore dal 1.1.2006, prevede anch’esso che per le controversie
relative alle assicurazioni complementari alla LAMal i Cantoni prevedono una
procedura semplice e spedita, nella quale il giudice accerta d’ufficio i fatti
e valuta liberamente le prove.

 

                                         In ambito
cantonale la LCAMal all'art. 75 prevede che le contestazioni relative alle
assicurazioni complementari all'assicurazione sociale contro le malattie praticate
da assicuratori autorizzati all'esercizio ai sensi della LAMal sono decise dal
TCA, che applicherà per analogia la Legge di procedura per le cause davanti al
TCA.

 

                                         In
concreto la causa concerne una vertenza relativa ad un contratto di indennità
giornaliera in caso di malattia retta dalla LCA (cfr. condizioni generali del
contratto) e praticata dalla CV 1 ossia un assicuratore autorizzato
all’esercizio ai sensi della LAMal.

 

                                         Il TCA
deve pertanto entrare nel merito della petizione.

 

Nel merito

 

                               2.2.   Oggetto del
contendere sono le questioni a sapere da una parte, se il calcolo del
sovraindennizzo è corretto e, dall’altra, se l’attrice è tenuta a restituire
alla convenuta l’importo percepito in troppo.

 

                               2.3.   Rilevanti,
per la verifica della fondatezza delle pretese dell'attrice, sono le Condizioni
generali d'assicurazione (in seguito CGA), nonché la LCA e il CO che costituiscono
il fondamento legale su cui poggia il rapporto fra le parti.

 

                                         In
concreto, per quanto concerne le CGA, sono applicabili quelle del 1997 (doc. 5).

                                         Infatti,
come già accertato in un altro caso analogo, con STCA del 4 agosto 2004
(36.2003.95), questo TCA ha già avuto modo di accertare che le CGA del 1999
trovano applicazione unicamente in caso d’indennità giornaliere versate
nell’ambito dell’assicurazione collettiva. Poiché l’assicurata ha beneficiato
nel corso del 2003 del libero passaggio nell’assicurazione individuale, al caso
di specie vanno applicate le CGA del 1997. Ciò trova conferma nella “proposta
per un’assicurazione malattie” sottoscritta dall’attrice il 18 luglio 2003 ed
inerente il libero passaggio dall’assicurazione collettiva all’assicurazione
individuale, dove figura che sono determinanti le CGA “01.1997” (doc. 18,
pag. 3) ed emerge pure dalle polizze d’assicurazione (doc. 16 e 17).

 

                                         Per l'art. __________
delle CGA dell'assicurazione d'indennità giornaliera del 1997, nei casi di
prestazioni per i quali è d'obbligo l'indennizzazione secondo la LAINF,
l'assicurazione militare oppure l'assicurazione invalidità, nell'ambito delle
prestazioni assicurate l'assicuratore paga soltanto la parte di prestazioni
dovute, non coperta da tali assicuratori.

                                         Giusta l'art. __________
CGA in caso di assicurazione doppia o multipla, le prestazioni saranno versate
in modo proporzionale, conformemente alle disposizioni legali.

 

                               2.4.   Come qualsiasi altro, un
contratto d’assicurazione deve essere interpretato ricercando la reale e
concorde volontà delle parti (DTF 112 II 253) e alla luce del principio della
buona fede (DTF 115 II 268). Se la reale e concorde volontà delle parti non può
essere stabilita, occorre fondarsi sulla presunta e probabile volontà, secondo
il principio della buona fede e considerare tutte le circostanze che hanno
portato alla conclusione del contratto. Ci si atterrà all’uso generale e
quotidiano della lingua, ai termini utilizzati nel contratto (DTF 118 II 342,
JdT 1996 I 128; DTF 116 II 189, JdT 1990 I 612; DTF 115 II 268, SJ 1992 623
citate in CARRON, La loi fédérale sur le contrat d’assurance, Friborgo 1997, n.
209, pag. 72) e non al senso giuridico o tecnico dei termini utilizzati (DTF 59
II 318); rimangono però riservate le accezioni tecniche proprie al rischio
ritenuto (DTF 118 II 342). Tuttavia, la parola non deve essere snaturata dal
suo reale senso al punto da designare una cosa completamente diversa (DTF 64 II
387). Ma se le parti hanno concordemente voluto dare ad un'espressione
un'accezione diversa dal suo senso abituale, non v'è dunque ambiguità che
giustifichi un'interpretazione svantaggiosa per l'assicurato (STF in SJ 1996
pag. 623).

 

L’interpretazione di una clausola - ovvero la sua valutazione alla
luce del contenuto e dello scopo del contratto - è un’operazione sempre
necessaria affinché se ne possa determinare la portata (Rep. 1993, pag. 213
segg.; DTF 112 II 253 segg.; MAURER, Privatversicherungsrecht, 1986, pag. 231;
DTF 116 II 345, ROELLI/KELLER, Kommentar zum BG über den Versicherungsvertrag,
1968, pag. 459).

 

Va infine rammentato che le condizioni generali d'assicurazione
sono parte integrante del contratto d'assicurazione (VIRET, Assurances-maladie
complémentaires et loi sur le contrat d'assurance, in: Recueil de travaux en
l'honneur de la Société suisse de droit des assurances, ed. IRAL 1997, pag. 666
segg., in particolare pag. 673).

 

                               2.5.   Dal chiaro tenore delle CGA
del 1997 emerge che le parti hanno inteso concludere un'assicurazione che copre,
in caso di versamento di prestazioni da parte di altri assicuratori, unicamente
la differenza tra l'importo dovuto dalla Cassa e l'ammontare complessivo
versato dagli altri assicuratori

(cfr. anche STCA del 4 agosto 2004, 36.2003.95).

 

                                         Le CGA
dell'assicurazione individuale prevedono che il diritto ad indennità
giornaliera é dato in caso d'incapacità lavorativa di almeno il 50% (cfr. CGA
1997 pag. 2 art. __________). 

 

                                         Dalle CGA
1999 risulta inoltre, all'art. __________, che il calcolo delle indennità giornaliere
si basa sull'ultimo salario sottoposto all'AVS percepito dall'assicurato prima
dell'inizio della malattia, mentre l'art. __________ (libero passaggio
nell'assicurazione individuale) rammenta che nell'ambito delle condizioni e
delle tariffe in vigore per l'assicurazione individuale, l'assicuratore
garantisce le prestazioni assicurate in precedenza. Se l'assicurato è inabile
al lavoro nel momento in cui passa nell'assicurazione individuale o in caso di
ricaduta dopo il passaggio, si terrà conto della durata delle prestazioni
corrisposte nel quadro dell’assicurazione collettiva, computando i relativi
giorni nella nuova assicurazione individuale.

 

                               2.6.   Come emerge
dalla già citata “proposta per un’assicurazione malattie” relativa al
passaggio dall’assicurazione collettiva all’assicurazione individuale, le parti
si erano accordate per un importo giornaliero di fr. 62 (doc. 18 pag. 3 e
polizze, doc. 16). Da parte sua l’art. __________ CGA prevede che viene versata
la comprovata perdita di guadagno dovuta ad un’incapacità lavorativa
assicurata. Per l’art. __________ CGA la variante assicurata, l’ammontare, la
durata ed il periodo di differimento sono riportati sulla polizza. 

 

                                         L'assicurata
dall’1.11.2003 al 31.10.2004 (periodo oggetto dell'asserita sovrassicurazione)
avrebbe dovuto percepire dalla Cassa fr. 22’692 (fr. 62 [ossia le indennità
assicurate] 

                                         x 366
giorni). 

 

                                         L’attrice
fa tuttavia valere che il suo salario annuo minimo sarebbe stato di fr.
28'841.80 (12.80 orari X 40 ore settimanali x 52 settimane + 8,33% di
tredicesima).

 

                                         Secondo
dottrina e giurisprudenza è data un'assicurazione di danno se le parti hanno
convenuto che la perdita di guadagno è un presupposto per l'assegnazione delle
prestazioni. L'assicurazione di somma invece permette l'assegnazione di
prestazioni indipendentemente dal fatto che l'evento assicurato abbia causato
un danno in senso giuridico (Honsel/Vogt/Schnyder, Kommentar zum
schweizerischen Privatrecht, Bundesgesetz über den Versicherungsvertrag,
Basilea 2001, p. 9ss N 29ss e giurisprudenza citata).

 

                                         Circa le
assicurazioni indennità giornaliera sottoposte alla LAMal occorre rilevare che
l'assicurazione d'indennità giornaliera persegue lo scopo di risarcire la
perdita di guadagno intervenuta in seguito a malattia, infortunio o maternità
(cfr. art. 72 cpv. 1 seconda frase LAMal; Eugster, Krankenversicherung, in
Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, U. Meyer-Blaser, Soziale Sicherheit,
Basilea 1998, p. 196 N 357; STFA del

19 ottobre 2000 nella causa G, K 188/98; STFA del 2 marzo 2000 nella causa N.
consid. 2a; DTF 126 V 495; 501).

                                         Secondo
dottrina (Eugster, Krankenversicherug, op. cit., p. 196) e giurisprudenza (RAMI
1998 p. 420, 422) l'assicurazione indennità giornaliera della LAMal è
inoltre unicamente concepita come un'assicurazione per perdita di guadagno
("eine reine Erwerbsausfallversicherung" RAMI 1998 p. 421 consid. 2a;

cfr. Maurer, op. cit., p. 107; gli stessi principi valevano in ambito LAMI SVR
1998 KV No. 4 p. 9 e giurisprudenza citata). Ciò non esclude tuttavia che, nel
contratto di assicurazione, vengano indicati quali rischi assicurati altri
danni provocati dalla malattia (RAMI 1998 p. 421). 

 

                                         Per
quanto concerne le assicurazioni sottoposte alla LCA, il TF, circa
l'assicurazione contro la perdita di salario, ha affermato che un'assicurazione
diretta a compensare la perdita effettiva di salario è un'assicurazione contro
i danni e non un'assicurazione di somma e, come tale, è pertanto soggetta al
principio indennitario secondo cui l’assicurazione non deve procurare un
profitto all’avente diritto ma deve limitarsi a compensare il danno economico derivatogli
dalla realizzazione del rischio (DTF 104 II 44; B. Viret, Droit des assurances
privées, pag. 149 seg).

 

                                         Dal
tenore delle condizioni generali menzionate (art. __________ e __________ CGA
1997, nonché art. __________ e __________ CGA 1999) risulta chiaramente che le
parti hanno inteso concludere un'assicurazione di danno e non di somma. Alla
luce del principio dell'affidamento, secondo cui le manifestazioni di volontà
devono essere interpretate nel senso che il destinatario poteva e doveva dare
loro secondo le regole della buona fede (art. 3 cpv. 2 CCS; DTF 109 II 18), le
parti potevano e dovevano unicamente concludere che in caso di evento
assicurato sarebbe stata coperta soltanto la perdita di reddito documentabile.

                                         Pertanto,
l'importo di fr. 62, indicato nella proposta di assicurazione d'indennità
giornaliera e nella polizza altro non è che il reddito giornaliero presumibile
dell'assicurata e non la "somma" da rimborsare in caso di perdita di
guadagno. 

 

                                         Quindi,
dev'essere dimostrata una perdita di guadagno effettiva, in quanto presupposto
necessario per l'assegnazione delle indennità giornaliere.

 

                               2.7.   In concreto
la cassa ha accertato che nel 2003 l’interessata avrebbe guadagnato fr. 12.23
all’ora per 40,30 ore settimanali + 8,33% di tredicesima, 9,70% di vacanze e 9
festivi pagati

(doc. 12), per un importo di fr. 27'883.44 nel 2003, ossia fr. 76.39 al giorno.
Ciò corrisponde ad un’indennità di fr. 62 al giorno (80% di 76.39, arrotondato
all’importo superiore).

 

                                         Per
quanto concerne il 2004, in assenza di dati certi a causa del fallimento
dell’ex datore di lavoro dell’attrice, quest’ultima ha proposto di applicare il
salario orario minimo del 2004 degli addetti a lavori qualificati di cucito a
macchina, stiro di piccoli capi (camiceria e biancheria) di fr. 12.80 all’ora.
In realtà, a mente del TCA, va applicata la tariffa di fr. 12.48 all’ora
relativa agli addetti alla rimagliatura e ritagliatura, al cucito a macchina e
su macchine speciali o automatiche e a mano (camiceria, biancheria,
confezione). Infatti la commissione paritetica, a proposito dei salari minimi
valevoli dal 1° gennaio 2004, ha indicato che “per i lavoratori in piena
capacità lavorativa, occupati in pianta stabile, valgono i seguenti salari
minimi, comprensivi dell’aumento del 2% previsto dall’art. 10.2 del CCL e
ragguagliati all’indice di prezzi al consumo di punti 102.4 (indice di
settembre 2003), che entrano in vigore con il primo periodo paga che cade
interamente nel mese di gennaio 2004” (doc. F).

                                         Ora,
aumentando del 2% il salario di fr. 12.23 all’ora conseguito nel 2003 si
ottiene, per il 2004, l’importo di fr. 12.48.

 

                                         Per cui, per
il 2004 il calcolo è il seguente:

 

                                         fr.
12.48 + 8.33% X 40.30 X 52 settimane = 28’332

 

                                         Per
un importo di fr. 77.40 al giorno (28’332 : 366).

                                         Contrattualmente
ha diritto a fr. 62 al giorno (80% di fr. 77,40, arrotondato all’importo
superiore).

 

                                         Il
calcolo effettuato dalla Cassa, che ha tenuto conto di un importo di fr. 62, va
pertanto confermato in quanto rispettoso delle condizioni contrattuali.

 

                               2.8.   Dal
1.11.2003 al 31.10.2004 l’AI ha versato fr. 15'288 (1'274 X 12, cfr. doc. B).

 

                                         L’insorgente
ha pertanto conseguito un importo complessivo di fr. 37'980 (22'692 [indennità
giornaliere dell’assicuratore malattie] + 15'288 [rendita AI]).

 

                                         In
applicazione dell’art. __________ CGA (cfr. consid. 2.3) vi è pertanto un
sovraindennizzo di fr. 15'288 (37'980 – 22'692).

 

                                         Poiché
l’AI ha versato alla Cassa fr. 9'714 (doc. 15), rimangono scoperti fr. 5'574
(15'288 – 9'714), importo che la convenuta può chiedere all’attrice.

 

                                         Da
rilevare che, contrariamente a quanto ritiene l’assicurata, il premio mensile
di fr. 167.40 non rientra nel calcolo del sovraindennizzo, trattandosi
dell’importo che l’interessata deve pagare se intende beneficiare
dell’assicurazione perdita di guadagno in caso di malattia e non di un reddito
ai sensi dell’art. __________ CGA.

 

                               2.9.   L’attrice fa
tuttavia valere le norme sulla buona fede e ritiene di aver comunque diritto al
condono, trovandosi in una situazione finanziaria precaria ed accenna alla
prescrizione.

                                         Va innanzitutto
rilevato che la LPGA e la LAMal, invocate dall’attrice, non possono trovare
applicazione. In concreto infatti il contratto è retto dal diritto privato,
ossia dalla LCA e dal CO (cfr. consid. 1.1). Le norme di diritto pubblico, di
principio, non si applicano. 

                                         Irrilevanti
sono pure le disquisizioni sull’impossibilità di adire civilmente l’ex-datore
di lavoro e sulla circostanza che quest’ultimo avrebbe dovuto sottoscrivere un
contratto retto dalla LAMal e non dalla LCA secondo il contratto collettivo. 

                                         Si tratta
infatti di censure di diritto civile che vanno semmai fatte valere nei
confronti dell’ex-datore di lavoro davanti al giudice competente in materia.

 

                             2.10.   In DTF 127
III 421, in una causa che opponeva una clinica ad una cassa malati relativa
alla richiesta di rimborso per spese di cura che si ritenevano pagate di
troppo, il TF ha stabilito che, avendo l'assicuratore saldato la fattura senza
riserve, un'eventuale pretesa di restituzione non è di natura contrattuale.
L'Alta Corte ha di conseguenza applicato al caso di specie le norme relative
all'indebito arricchimento (art. 62 ss CO), ribadendo che:

 

" 
Im Hinblick auf eine zu Unrecht bezogene
Versicherungsleistung hat das Bundesgericht ausgeführt, die Rückforderung
ergebe sich nicht aus Vertrag, sondern aus ungerechtfertiger Bereicherung (BGE
42 II 674 E. 2a S. 680)." (DTF 127 III 421, pag.
426 consid. 3bb)

 

                                         Ai sensi
dell'art. 62 cpv. 1 CO chi senza causa legittima si trovi arricchito a danno
dell'altrui patrimonio, è tenuto a restituire l'arricchimento. Si fa luogo alla
restituzione specialmente di ciò che fu dato o prestato senza valida causa, o
per una causa non avveratasi o che ha cessato di sussistere (art. 62 cpv. 2
CO).

 

                                         L'art. 63
cpv. 1 CO prevede che chi ha pagato volontariamente un indebito può pretenderne
la restituzione, solo quando provi d'aver pagato perché erroneamente si credeva
debitore. 

 

                                         Per
l'art. 64 CO chi si è indebitamente arricchito non è tenuto a restituire ciò di
cui provi che, al momento della ripetizione, non è più arricchito, a meno che
se ne sia spossessato di mala fede o che dovesse prevedere la domanda di
restituzione.

 

                                         L'art. 67
cpv. 1 CO prevede che l'azione di indebito arricchimento si prescrive in un
anno decorribile dal giorno in cui il danneggiato ebbe conoscenza del suo
diritto di ripetizione, in ogni caso nel termine di dieci anni dal giorno in
cui nacque tale diritto. Trattandosi di un termine di prescrizione non può
essere rilevato d'ufficio, ma deve essere sollevato dalla parte che intende
prevalersene (art. 142 CO; A. Koller in: Das Schweizerische Obligationenrecht,
9. Ed., Zurigo 2000,

pag. 327).

 

                                         Nella
citata sentenza pubblicata in DTF 127 III 421 il TF ha inoltre affermato:

 

" 
Es stellt sich bei dieser Sachlage die Frage, ob
die Klägerin nachzuweisen vermag, dass sie sich über die Schuldpflicht im
Irrtum befunden hat. Nach ihren eigenen Angaben, hat sie die Rechnungen vorerst
nicht geprüft, sondern erst nach deren Bezahlung bei näherer Prüfung
festgestellt, dass mehrere Posten nach ihrer Auffassung nicht gerechtfertigt
seien. Gleichwohl trifft zu, dass sie die fehlerhaften Posten auf den detaillierten
Rechnungen ohne weitere Abklärungen hat erkennen und farblich kennzeichnen
können.

Diese Möglichkeit bestand ab Erhalt der
Rechnungen, so dass fraglich ist, ob sie den Irrtum über die Schuldpflicht
nachweisen kann. Die Frage kann dahingestellt bleiben, weil allfällige
Rückforderungsansprüche ohnehin verjährt sind" (consid. 4a)

 

                             2.11.   In concreto
l’interessata fa valere la prescrizione nella misura in cui afferma che vi
rinuncia solo se, nel frattempo, non si è ancora realizzata (doc. XII).

 

                                         Dagli
atti emerge che il 20 settembre 2004 l’Ufficio AI (UAI) ha informato
l’assicuratore che l’interessata avrebbe avuto diritto ad una rendita dal
1.11.2003 (doc. 13). L’8 ottobre 2004 l’UAI ha scritto alla convenuta
informandola delle modalità circa l’ottenimento delle prestazioni retroattive
che l’AI deve versare all’attrice (doc. 14). 

                                         Il 22
ottobre 2004 la convenuta ha trasmesso all’attrice il calcolo della
sovrassicurazione indicando che avrebbe chiesto l’importo (fr. 15'288)
direttamente all’assicuratore AI. 

                                         Il 17
novembre 2004 l’Ufficio AI ha rimborsato alla Cassa la somma di fr. 9'714 (doc.
15). 

 

                                         Per cui,
prendendo l’ipotesi più favorevole all’attrice, la convenuta ha saputo che
l’interessata avrebbe avuto diritto ad una rendita AI intera, il 20 settembre
2004 (doc. 13). Comunque, solo con il versamento del 17 novembre 2004 la Cassa
ha avuto conferma che avrebbe dovuto chiedere l’importo ancora scoperto
direttamente all’attrice e solo da quella data può partire il termine di prescrizione
(cfr. anche DTF 128 V 236). 

 

                                         La
rinuncia a far valere l’eccezione di prescrizione, del 16 settembre 2005, è dunque
anteriore allo scadere del termine annuale previsto dall’art. 67 CO. 

                                         Va qui
abbondanzialmente rilevato che se l’attrice non avesse inoltrato la presente petizione,
la convenuta, verosimilmente, lo avrebbe fatto al suo posto, come emerge dal
doc. M (“… qualora non dovessimo entrare in possesso dell’importo di fr.
5'574.-- entro il prossimo 15 giugno, ci vedremo costretti ad adire le vie
legali”), interrompendo in questo modo la prescrizione.

 

                             2.12.   Va ora
esaminato se l’interessata si è arricchita indebitamente e se deve restituire
l’importo di fr. 5'574.

 

                                         L’attrice
afferma di disporre unicamente della sua rendita AI, della rendita AVS di suo
marito, nato nel __________, e delle prestazioni complementari, nonché di aver
utilizzato tutto l’importo a scopi personali.

 

                                         Il TFA,
in DTF  102 V 91, a proposito dell’art. 64 CO, ha affermato:

 

" 
Le principe fondamental posé par l'art. 64 CO est que l'enrichi de bonne foi n'est tenu à restituer que dans la mesure
de l'enrichissement existant lors de la répétition de l'indu; en d'autres termes,
qu'il ne peut être placé dans une situation inférieure à celle qui serait la sienne
si le versement indu ne s'était pas produit. Cette disposition considère uniquement
le sort de la prestation en cause dans le patrimoine de l'intéressé et fait
totale abstraction des autres éléments de la situation financière. C'est ainsi
qu'un homme même très aisé par ailleurs n'aura rien à rembourser, s'il établit
avoir entièrement consommé la prestation indue sans que son patrimoine s'en trouve
augmenté. A l'inverse, est enrichi et doit par conséquent rembourser celui dont
le patrimoine se trouve augmenté, même si sa 

situation pécuniaire est des plus modeste, voire misérable:
dans le domaine du droit civil est enrichi non seulement celui qui est encore
en possession du montant reçu à tort (et éventuellement de ses intérêts), mais
aussi celui qui l'a utilisé pour payer des dettes; ou celui qui a utilisé le montant
indûment touché pour son entretien (p.ex. logement, nourriture, habillement) ou
un traitement médical (voir p.ex. RO 71 II 147, plus spécialement p. 153
consid. 6). En revanche, n'est plus enrichi celui qui, par libéralité, a fait
don à un tiers du montant reçu sans droit; ni en principe, celui qui a consacré
le montant indûment touché à des dépenses non nécessaires ou à des avantages
non durables (voyages d'agrément, concerts ou spectacles, soit d'une manière
générale à des valeurs extra-patrimoniales).

Appliquées strictement au cas d'espèce, les règles
de l'art. 64 CO

aboutissent à admettre l'enrichissement de l'assuré,
par conséquent son obligation de rembourser à la Caisse nationale les
prestations indûment perçues en raison de la surassurance.

Certes, l'intéressé avait touché de bonne foi les
prestations indues pour la période en cause, la surassurance provenant pour l'essentiel
du paiement rétroactif de rentes de l'assurance-invalidité, en avril 1973. Et il
les avait apparemment entièrement dépensées lorsqu'il a été averti pour la
première fois, en juin 1973, d'une répétition probable; à son dire, que rien ne
permet de suspecter, il ne possédait plus alors que le montant rétroactif des rentes
de l'assurance-invalidité. Mais on doit tenir pour certain qu'il a utilisé les
prestations touchées sans droit pour son entretien; car, durant ses longues 

périodes d'incapacité de travail (où les rentes
de l'assurance-invalidité ne lui étaient pas versées encore), il n'avait pas d'autres
ressources que les indemnités de chômage de la Caisse nationale et les
prestations complémentaires de l'Assicuratrice Italiana et de la Rentenanstalt.
Or un tel emploi de la prestation indue ne fait pas
disparaître l'enrichissement découlant de cette prestation, ainsi qu'il a été
dit plus haut."

 

                                         P.
Engel, in Traité des obligations en droit suisse, 2.a ed., Berna 1997, a pag.
599 rammenta anch’egli che la restituzione va fatta anche se colui che si è
arrichito era di buona fede:

 

" 
a) L’enrichi est de bonne foi

 

Principe: B doit restituer l’enrichissement tel
qu’il existe au moment de la demande. A doit prouver la valeur objective de la
chose ou de la prestation initiale. B, lui doit prouver qu’il n’est plus
enrichi ou qu’il ne l’est que dans une mesure limitée.

 

i)                   
B n’est plus enrichi s’il a consacré l’argent reçu
sans cause à des dépenses non nécessaires ou consacrées à des avantages non
durables (voyages d’agrément, concerts, spectacles, d’une manière générale à
des valeurs extrapatrimoniales); mais il est enrichi s’il a été à même
d’éviter des dépenses, notamment des frais d’entretien journalier, de
nourriture (p. ex. Il a consommé la chose) ou de traitement médical (ATF
71/1945 II p. 147, 153 = JT 1945 I p. 612, 617 i.f.). B n’est plus enrichi s’il
a fait don a C d’un bien sans cause, ou s’il a détruit ce bien.

 

ii)                  
B est enrichi s’il a conservé le bien acquis sans
cause, s’il a vendu ou échangé et en a touché le prix ou reçu l’équivalent, si
très généralement il a reçu la contre-valeur de ce bien, par exemple une indemnité
d’assurance en cas d’avarie. Il est enrichi également s’il a acquitté des
dettes au moyen des valeurs reçus sans cause. L’enrichissement de B s’entend
après déduction de tous les frais d’acquisition du bien à lui transféré, comme
aussi des frais exposés en vue de la restitution."

 

                                         Hermann Schulin,
in Basler Kommentar, 3.a edizione, Obligationenrecht I (2003), N1 e seguenti ad
art. 64, rammenta che :

 

" 
art. 64 will verhindern, dass die
Rückerstattungspflicht zu einer Schädigung des gutgläubig Bereicherten führt
(BGE 73 II 109), d. h. dieser soll nach der Rückerstattung der grundlosen
Zuwendung nicht schlechter gestellt sein, als wenn die Zuwendung an ihn nie
erfolgt wäre (BGE 82 II 439). Grundsätzlich ist die Bereicherung
vollständig in dem Umfang auszugleichen, in dem sie beim Bereicherten eingetreten
ist (GAUCH/SCHLUEP/SCHMID/REY, N 1516). Art. 64 regelt die Fälle, in denen die Rückerstattungspflicht
des gutgläubig Bereicherten vollständig oder teilweise erlischt. Sodann werden
(Rückausnahme) die Fälle geregelt, in denen zufolge Bösgläubigkeit des Bereicherten
dessen Rückerstattungspflicht trotz nicht mehr vorhandener Bereicherung weiterbesteht.

 

(…)

 

Der Bereicherte hat nur das zurückzuerstatten, um das
er im Zeitpunkt der Rückforderung noch bereichert ist (BGE 106 II 41). Als spätester
Zeitpunkt kommt die Klageerhebung in Betracht (BGE 87 II 142).

 

Verwendet der gutgläubig Bereicherte die grundlos erhaltene
Leistung für etwas, das er ohne das Erhaltene nicht vorgenommen hätte, so braucht
er die Bereicherung nicht zurückzuerstatten (BUCHER, AT, 694 ;
GAUCH/SCHLUEP/SCHMID/REY, N 1521).

 

Beispiele : Kauf eines Luxuautos oder
Privatflugzeuges (BUCHER, AT, 694) ; Unternehmen einer Vergnügungsreise
(allfälliger immaterieller Erholungseffekt fällt für die Bewertung der
Bereicherung nicht in Betracht, BUCHER, AT, 694)." 

 

                                         In
concreto dagli atti emerge che l’importo versato in troppo è stato utilizzato
per far fronte a spese di prima necessità e non per vantaggi non durevoli
(viaggi, ecc.). Infatti il 3 marzo 2005 l’attrice ha informato la Cassa malati
di aver “già abbondantemente utilizzato sia la rendita del marito, che le
prestazioni della vostra Cassa malati per far fronte alle spese quotidiane.”
(doc. L). Ancora in data 2 settembre 2005 l’interessata ha ribadito che “ad
ogni modo, trattandosi di prestazioni erogate dall’AVS mese dopo mese, per
circa un anno, come detto sono già state utilizzate per la mera sussistenza
quotidiana.” (doc. IX). 

                                         In altre parole
l’interessata ha utilizzato l’importo per il proprio sostentamento, ciò che
comporta un indebito arricchimento ai sensi degli art. 62 segg. CO, come
evidenziato dal TF e dalla dottrina. 

 

                                         Conformemente all’art. 64
CO l’attrice, che ha avuto conoscenza del suo diritto a prestazioni AI con la
notifica della decisione del 12 novembre 2004 (doc. B), deve restituire
l’importo di fr. 5'574 (cfr. Engel, op. cit. pag. 600).

 

                                         La richiesta della Cassa in
tal senso, che ha versato l’importo per errore (avendo la convenuta creduto di
essere debitrice della prestazione versata all’attrice poiché al momento del
pagamento dell’indennità non era a conoscenza dell’importo esatto della rendita
AI che avrebbe poi ottenuto l’interessata; cfr. anche DTF 124 II 570, consid.
4e, 127 V 252, 128 V 236, SVR 1995 BVG Nr. 27, SZS 1997 pag. 228 seg.), risulta
corretta. 

                                         Va del resto rilevato che
l’attrice, in virtù dell’art. __________ CGA, avendo presentato la domanda il
28 maggio 2003 (cfr. doc. 13), doveva sapere che avrebbe dovuto restituire
quanto versato in troppo dalla Cassa (cfr. anche SZS 1997 n. 228 seg.). La
norma prevede infatti che nei casi di prestazioni per i quali è d’obbligo
l’indennizzazione secondo l’assicurazione invalidità, nell’ambito delle
prestazioni assicurate la convenuta paga solo la parte di prestazioni dovute,
non coperta dall’assicuratore AI. L’art. __________ CGA prevede inoltre che in
caso di assicurazione doppia o multipla le prestazioni sono versate in modo
proporzionale, conformemente alle disposizioni legali. 

 

                                         Infine, per quanto
concerne il condono, va rammentato che si tratta di un istituto del diritto
pubblico, che non trova applicazione nell’ambito dei rapporti di diritto
privato. Spetta in questo caso alla convenuta decidere se intende proseguire
nella richiesta di restituzione oppure se, viste le precarie condizioni
finanziarie in cui si trova l’attrice, non sarebbe più opportuno rinunciare a
chiedere la somma che l’assicurata, in buona fede, ha utilizzato per
sopravvivere.

 

                             2.13.   Secondo l'art. 49 cpv. 2 LSA
(art. 47 cpv. 4 vLSA), i tribunali svizzeri devono trasmettere gratuitamente
all'autorità di sorveglianza una copia di tutte le sentenze civili concernenti
disposizioni del diritto in materia di contratto d'assicurazione.

 

                                         Alla luce della LSA
s'impone la notifica anche della presente sentenza all'autorità di
sorveglianza.

 

                             2.14.   L'art.
43 della Legge federale sull'organizzazione giudiziaria (OG) prevede il ricorso
per riforma al Tribunale federale per violazione del diritto federale. L'OG
prevede in particolare la possibilità di adire il Tribunale Federale contro
giudizi cantonali (art. 48 OG) in procedure di carattere non pecuniario in
ambiti specifici (art. 44 OG). Rispettivamente è ammissibile il ricorso per
riforma in procedure pecuniarie in specifici ambiti del diritto senza riguardo
al valore pecuniario (art. 45 OG).

 

L'art. 46 dell'OG precisa che:

 

"  Nelle
cause civili per altri diritti di carattere pecuniario, il ricorso per riforma
è ammissibile solo quando, secondo le conclusioni delle parti, il valore
litigioso davanti all'ultima giurisdizione cantonale raggiungeva ancora 8'000
franchi almeno."

 

Nel caso di specie, il valore litigioso risulta essere inferiore all'importo
di fr. 8'000 (fr. 5'574), motivo per il quale il
presente giudizio non è impugnabile mediante ricorso per riforma al Tribunale
Federale di Losanna.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                 1.-   La petizione è respinta.

 

                                 2.-   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato. 

 

                                 3.-   Intimazione alle parti e
all'UFAP.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti