# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7598c4f2-134d-5088-8fa0-1c1ccae7f182
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-12-17
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 17.12.2014 15.2014.137
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2014-137_2014-12-17.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2014.137

  	
  Lugano

  17 dicembre 2014

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Cortese

  

 

 

statuendo quale giudice unico (art. 48b LOG) sul
ricorso 20 novembre 2014 di

 

	
   

  	
  RI
  1 

  (patrocinata
  dall’avv. PA 1, __________)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

l’operato dell’Ufficio esecuzione (UE) di Lugano,
o meglio contro il verbale di pignoramento emesso il 20 ottobre 2014 nell’esecuzione
n. __________ promossa dalla ricorrente nei confronti di

 

	
   

  	
  PI 1 

   

  

ritenuto

 

in fatto:                A.  Sulla
scorta del precetto esecutivo n. __________ emesso il 12 marzo 2014 dall’Ufficio
esecuzione (UE) di Lugano, la società RI 1 procede contro l’associazione PI 1
per l’incasso di fr. 25'170.15 più interessi del 5% dal 3 ottobre 2013 (da
cui dedurre un acconto di fr. 60.–), oltre a un’indennità di fr. 500.–
per risarcimento danno (art. 41 CO).

 

                            B.  Non
avendo l’escussa interposto opposizione, il 4 agosto 2014, l’UE ha emesso l’avviso
di pignoramento e il successivo 20 ottobre ha allestito il verbale di
pignoramento relativo a 1'200 m3 di sabbia speciale per fondi di
gara (stimato in fr. 120'000.–) e al conto corrente postale dell’escussa,
con un saldo di fr. 8'754.50.

 

                            C.  Con
ricorso del 20 novembre 2014, l’escutente chiede che il verbale di pignoramento
sia annullato e l’esecuzione proseguita in via di fallimento, sostenendo che l’associazione
escussa, visto il tipo della sua attività e il fatto che sottostà al controllo
di un revisore, dovrebbe essere iscritta a registro di commercio.

 

                            D.  Con
osservazioni 9 dicembre 2014, l’UE postula la reiezione del ricorso, ritenendo
il proprio operato corretto alla luce dell’art. 42 LEF. Debitamente invitata ad
esprimersi sul ricorso, l’escussa è invece rimasta silente.

 

 

Considerato

 

in diritto:              1.  Interposto all’autorità di vigilanza entro 10 giorni dalla notifica
dell’atto impugnato spedito alle parti il 10 novembre 2014, il ricorso è in
linea di principio ricevibile (art. 17 LEF).

 

                             2.  In
virtù dell’art. 39 cpv. 1 LEF, in linea di massima l’esecuzione si prosegue in
via di fallimento quando l’escusso sia iscritto nel registro di commercio
segnatamente come associazione (art. 60 CC). L’iscrizione in tale registro produce
effetto dal profilo esecutivo soltanto dal giorno susseguente a quello della
pubblicazione nel Foglio ufficiale svizzera di commercio (art. 39 cpv. 3 LEF).
Se l’escusso non è sottoposto alla via del fallimento né a quella di
realizzazione del pegno (art. 41 LEF), l’esecuzione continua in via di pignoramento
(art. 42 cpv. 1 LEF). E se un debitore viene iscritto nel registro di
commercio, le domande di continuazione dell’esecuzione pendenti contro di lui
sono ciononostante eseguite in via di pignoramento, finché non sia stato
dichiarato il suo fallimento (art. 42 cpv. 2 LEF).

 

                             3.  Risulta
quindi con ogni evidenza dagli art. 39 cpv. 3 e 42 cpv. 2 LEF che l’esecuzione
non può proseguire in via di fallimento fintanto che l’escusso non è stato effettivamente
iscritto nel registro di commercio. È controversa la questione di sapere se l’ufficio
d’esecuzione è tenuto a segnalare all’ufficio dei registri i casi in cui una
persona non iscritta pare sottoposta all’obbligo d’iscrizio­ne (pro: DTF
55 III 151; Gilliéron, Commentaire de la LP, vol. I, 1999, n. 22 ad art. 39 LEF; contra: DTF 61 III 40; Aco­cella
in: Basler Kommentar, SchKG I, 2a ed. 2010, n.
15 ad art. 39) – la questione è stata lasciata aperta nella DTF 79 III 17 consid. 3 –, ma ad ogni modo l’ufficio d’esecuzione non è
competente per deciderne a titolo pregiudiziale (DTF 55 III 151; 79 III 17
consid. 3; Acocella, op. cit., n. 9 ad art. 39; Gilliéron,
op. cit., n. 22 ad art. 39). Il ricorso si rivela dunque
infondato e come tale va respinto.

 

                             4.  Non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art.
20a cpv. 1 primo periodo LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF).

 

Per
questi motivi,

 

pronuncia:            1.  Il ricorso è respinto.

 

                             2.  Non si prelevano spese né si assegnano indennità.

 

                             3.  Notificazione
a:

	
   

  	
  –;

  –.

   

  

                                  Comunicazione
all’Ufficio di esecuzione di Lugano.

 

 

Per la Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                 Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è possibile
presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14,
entro dieci giorni dalla notificazione, rispettivamente entro cinque giorni
dalla notificazione nel caso in cui la decisione impugnata è stata pronunciata
nell’ambito di un’esecuzione cambiaria.