# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 26f001e2-4e66-5ae0-a565-ebf6866c89e7
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2020-09-21
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 21.09.2020 D-5547/2018
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5547-2018_2020-09-21.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-5547/2018 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  2 1  s e t t e m b r e  2 0 2 0  

Composizione 
 Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio),  

Nina Spälti Giannakitsas, Claudia Cotting-Schalch,  

cancelliera Sebastiana Bosshardt. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), alias 

B._______, nato il (…), alias 

A._______, nato il (…), alias 

C._______, nato l'(…), alias 

D._______, nato il (…), alias 

D._______, nato l'(…), 

Afghanistan,   

patrocinato dalla lic. iur. Elisabetta Luda,  

e dall'avv. Immacolata Iglio Rezzonico, 

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (senza esecuzione dell'allontanamento);  

decisione della SEM del 17 agosto 2018 / N (…). 

 

 

D-5547/2018 

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Fatti: 

A.  

L'interessato, cittadino afghano di etnia tagica, originario del villaggio di 

E._______, distretto F._______, provincia di G._______ dove ha vissuto 

praticamente tutta la sua vita, salvo per un periodo a H._______ ed a 

I._______ ha depositato una domanda d'asilo in Svizzera il (…) mag-

gio 2016 (cfr. verbale d'audizione del 13 maggio 2016, atto A8/15, di se-

guito: verbale 1, pag. 4 segg.). 

B.  

L'(…) è stato sottoposto ad una radiografia della mano al fine di ottenere 

una stima della sua età ossea (cfr. atto A7/1). Dallo stesso è risultata un'età 

ossea di 19 anni o più. Nel corso dell'audizione sulle generalità, la SEM, 

dopo concessione del diritto di essere sentito, ha dunque ritenuto il richie-

dente maggiorenne e modificato la sua data di in (…) (cfr. verbale 1, pag. 

11).  

C.  

Sentito approfonditamente sui motivi d'asilo con audizioni del 6 giu-

gno 2018 e dell'11 giugno 2018 l'interessato ha asserito di essere innanzi-

tutto espatriato poiché sarebbe spesso maltrattato e punito per le sue 

scarse conoscenze ed il suo scarso interesse dell'islam. Inoltre, egli ha ad-

dotto di essere stato sequestrato per (…) giorni dai Talebani, i quali lo 

avrebbero interrogato sulla religione islamica, picchiato se non conosceva 

le risposte e gli avrebbero infine richiesto di collaborare. Dopo aver accet-

tato la richiesta l'interessato sarebbe stato obbligato a vestirsi con abiti 

femminili e ad esercitarsi nella danza e nel canto. In seguito, egli sarebbe 

stato rilasciato, i Talebani tuttavia sarebbero andati a prenderlo ogni giorno 

a casa dei genitori per continuare a farlo esercitare nel canto e nella danza. 

Dopo (…) giorni egli sarebbe fuggito a I._______ e poi espatriato (cfr. ver-

bale d'audizione del 6 giugno 2018, atto A29/16 [di seguito: verbale 2]; ver-

bale d'audizione dell'11 giugno 2018, atto A31/21 [di seguito: verbale 3]). 

A sostegno della sua domanda d'asilo ha presentato la copia di una lettera 

di minaccia da parte dei Talebani così come la taskara in originale.  

D.  

Con decisione del 17 agosto 2018, notificata il 31 agosto 2018 (cfr. risul-

tanze processuali), la Segreteria di Stato della migrazione (di seguito: 

SEM) ha respinto la domanda d'asilo del richiedente, pronunciato il suo 

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allontanamento dalla Svizzera ammettendolo tuttavia provvisoriamente per 

inesigibilità dell'esecuzione dell'allontanamento.  

E.  

Il 28 settembre 2018 (cfr. timbro del plico raccomandato; data d'entrata: 

1° ottobre 2018), l'interessato è insorto contro la summenzionata decisione 

con ricorso dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tri-

bunale), chiedendo in via principale l'annullamento della decisione impu-

gnata, il riconoscimento della qualità di rifugiato, ed in via subordinata, la 

conferma dell'ammissione provvisoria in Svizzera. Altresì, egli ha presen-

tato una domanda di rettifica dell'età anagrafica al (…) ed una richiesta di 

esenzione dal pagamento anticipato delle spese di giudizio con protestate 

spese e ripetibili. 

F.  

Con comunicazione e-mail dell'8 ottobre 2018, il ricorrente ha chiesto al 

Tribunale di poter trasmettere uno scritto. 

G.  

Con decisione incidentale del 23 ottobre 2018 il Tribunale ha anzitutto 

preso atto che il ricorrente è rappresentato sia dall'Avv. Immacolata Iglio 

Rezzonico, sia dalla lic. iur. Elisabetta Luda del (…) e stabilito che gli atti 

sono considerati regolarmente notificati al domicilio di (…). In seguito, in 

merito alla richiesta dell'insorgente di poter trasmettere uno scritto il Tribu-

nale ha rilevato che ai sensi dell'art. 32 PA, prima di decidere l'autorità ap-

prezza tutte le allegazioni rilevanti prodotte dalla parte in tempo utile e può 

tenere conto delle allegazioni tardive che sembrino decisive. Infine, il Tri-

bunale ha esentato il ricorrente dal versamento di un anticipo a copertura 

delle presunte spese processuali ed ha trasmesso una copia del ricorso 

alla SEM invitandola a presentare una risposta.  

H.  

L'autorità inferiore, con osservazioni del 26 ottobre 2018, ha rinviato ai con-

siderandi della decisione impugnata considerando che il ricorso non con-

tenesse elementi nuovi suscettibili di indurre una diversa valutazione.  

I.  

Con scritto del 16 novembre 2018 il ricorrente ha replicato alle osservazioni 

della SEM chiedendo l'accoglimento del ricorso.  

J.  

La SEM, con duplica del 30 novembre 2018 trasmessa all'insorgente per 

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conoscenza, non ha aggiunto ulteriori osservazioni e rinviato alla propria 

decisione ed alla presa di posizione del 26 ottobre 2018. 

K.  

Con scritto spontaneo del 5 dicembre 2018 il ricorrente ha chiesto al Tribu-

nale di attendere, prima dell'emissione della sentenza, la documentazione 

medica che sarebbe seguita dall'incontro di rete tra i medici che hanno in 

cura l'interessato.  

L.  

Il 18 gennaio 2019 (recte: 28 gennaio 2019) l'insorgente ha trasmesso al 

Tribunale un certificato medico del Dottor J._______ del (…), che ha avuto 

in cura l'interessato al suo arrivo in K._______, ed un certificato della Dot-

toressa L._______ del (…) che segue attualmente il ricorrente.  

M.  

Il 5 settembre 2019 il ricorrente ha chiesto informazioni in merito allo stato 

della procedura. A tale richiesta il Tribunale ha risposto con lettera del 2 ot-

tobre 2019. 

N.  

Con scritto del 25 ottobre 2019 l'autorità inferiore, in riferimento alla richie-

sta del ricorrente del 21 ottobre 2019 di restituzione dei documenti confi-

scatigli l'(…) dalle autorità svizzere, ha informato l'interessato che 

l'M._______ ([N._______]) – nella verifica del contenuto degli invii postali 

relativi alla merce sottoposta a dazio e conformemente all'art. 10 cpv. 2 

della LAsi – ha messo in sicurezza diversi documenti e li ha trasmessi alla 

SEM. L'N._______ ha segnatamente trasmesso all'autorità inferiore il cer-

tificato di stato civile afghano con relativa traduzione in lingua inglese e in 

lingua italiana ed il certificato di nascita afghano con relativa traduzione. 

Dai chiarimenti della SEM tali documenti presenterebbero dei segni di fal-

sificazione. Essendo tali documenti necessari al fine di determinare l'età 

del ricorrente, gli stessi sono stati trasmessi al Tribunale.  

O.  

Con scritto del 14 novembre 2019 l'interessato ha di conseguenza richiesto 

al Tribunale la trasmissione dei documenti confiscati, al fine di poter comin-

ciare le procedure in vista di matrimonio presso i competenti uffici dello 

stato civile.  

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Pagina 5 

P.  

Con scritto del 4 dicembre 2019 il Tribunale ha invitato la SEM a voler eva-

dere la richiesta del ricorrente.  

Q.  

L'autorità inferiore, con scritto del 10 dicembre 2019 ha trasmesso al ricor-

rente la copia dei documenti confiscati in modo da poter intraprendere le 

pratiche del caso presso le autorità cantonali competenti ed informato l'in-

teressato che le stesse potranno rivolgersi direttamente alla SEM per ri-

chiedere i documenti originali.  

R.  

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti saranno ripresi nei conside-

randi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza. 

 

Diritto: 

1.  

Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF, 

in quanto la legge sull'asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti  

(art. 6 LAsi). 

La presente procedura è retta dal diritto anteriore (cfr. cpv. 1 Disposizioni 

transitorie della modifica del 25 settembre 2015).  

Fatta eccezione per le decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in virtù 

dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 PA 

prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. La SEM rientra tra dette 

autorità (art. 105 LAsi). L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi 

dell'art. 5 PA. 

Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferiore, è 

particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse de-

gno di protezione all'annullamento o alla modificazione della stessa (art. 48 

cpv. 1 PA). Pertanto è legittimato ad aggravarsi contro di essa. 

I requisiti relativi ai termini di ricorso (vecchio art. 108 cpv. 1 LAsi), alla 

forma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti. 

Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso.  

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2.  

Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto 

federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi, cfr. DTAF 2014/26 consid. 5). Il Tribunale non è 

vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni 

giuridiche della decisione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti 

(cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). 

3.  

3.1 Il ricorrente postula preliminarmente la rettifica della data di nascita al 

(…). Quale unico documento in suo possesso al fine di provare la sua età, 

il ricorrente ha prodotto la sua taskara in originale. Dalla stessa si evince-

rebbe che egli avrebbe avuto (…) anni il (…) e quindi sarebbe nato nel (…). 

La taskara sarebbe comunque soltanto un elemento che concorrerebbe a 

definire l'età, insieme all'aspetto fisico e a volte anche all'esame osseo. 

Tale esame sarebbe stato effettuato in data (…) ed avrebbe attestato un'età 

di 19 anni o più. Questo test tuttavia, come riportato nel referto, non sa-

rebbe riconosciuto per determinare l'età cronologica. L'applicazione di tale 

metodo violerebbe palesemente i diritti sanciti dalla Convenzione dei diritti 

dell'infanzia ed in particolare la considerazione dell'interesse superiore del 

fanciullo. La decisione di considerare maggiorenne l'interessato, senza 

possibilità di ricorrere contro la stessa, costituirebbe una gravissima viola-

zione di tutti i diritti del minore. Al fine di dimostrare la fallibilità del primo 

esame osseo effettuato, il richiedente si sarebbe nuovamente sottoposto 

alla radiografia del polso in data (…), dalla quale gli sarebbe stata attribuita 

un'età superiore a 16 anni. Tale indagine, oltre a non avere alcuna portata 

risolutoria in materia di contestazioni relative all'età, rischierebbe pure di 

essere fuorviante. Considerando dunque la scarsa attendibilità del sud-

detto esame e la scarsa attendibilità della taskara per statuire l'età del ri-

corrente sarebbe necessario basarsi sulle sue allegazioni, sull'aspetto fi-

sico, ma soprattutto sull'interesse superiore del minore, che non dovrebbe 

essere pregiudicato da legislazioni restrittive e discrezionalità delle auto-

rità. Seppure di difficile ricostruzione la biografia del ricorrente e l'aspetto 

fisico dello stesso sembrerebbero confermare che nel 2016, al momento 

dell'audizione sulle generalità, lo stesso avrebbe avuto circa (…)-(…) anni. 

Di conseguenza, l'audizione sui motivi d'asilo si sarebbe dovuta tenere in 

presenza di una persona di fiducia ed egli avrebbe dovuto godere delle 

maggiori tutele riservate ai minori non accompagnati. Invece, nel corso 

della prima audizione al ricorrente sarebbero state poste delle domande 

supplementari in ordine alla sua età, presupponendo così che lo stesso 

avesse mentito. La procedura non avrebbe dunque tenuto conto l'interesse 

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superiore del fanciullo. Inoltre, l'audizione dei minori non accompagnati do-

vrebbe essere svolta, oltre che alla presenza di una persona di fiducia, 

anche con criteri e metodi completamente diversi da quelli usati per un 

maggiorenne. Altresì, senza tale presa di posizione sulla maggiore età, le 

successive audizioni non si sarebbero svolte a distanza di circa due anni 

dalla prima audizione.  

3.2 Il Tribunale rileva anzitutto che qualora la conclusione ricorsuale di ret-

tifica dell'età anagrafica al (…) dovesse essere intesa quale richiesta di 

modifica della data di nascita registrata nel sistema d'informazione SIMIC, 

la stessa è irricevibile in quanto esula dall'oggetto della presente impugna-

tiva. Può infatti essere tema della procedura ricorsuale unicamente quanto 

già trattato dinanzi all'autorità inferiore (cfr. DTF 136 II 457 consid. 4.2, sen-

tenza del Tribunale A-1231/2012 del 18 dicembre 2013 consid. 1.3). In spe-

cie, nel dispositivo della decisione avversata non vi è alcun riferimento a 

tale punto posto in questione. Pertanto, il Tribunale non è funzionalmente 

competente per dirimerlo in assenza di una decisione in merito da parte 

dell'istanza inferiore (cfr. THOMAS FLÜCKIGER, in: Waldmann/Weissenber-

ger (ed.), Praxiskommentar VwVG, 2a ed. 2016, n. 14 segg., pag. 134 

segg. ad art. 7 PA; sentenza del Tribunale D-6765/2019 del 17 gennaio 

2020 consid. 1.3) 

4.  

Diversamente, allorquando le argomentazioni del ricorrente siano da inten-

dersi quale censura in merito alla valutazione dell'età svolta in sede di 

prima istanza, le medesime sono ricevibili e si necessita di dirimerle preli-

minarmente in quanto determinanti sulla validità degli atti procedurali svolti 

in prima istanza (cfr. Giurisprudenza ed informazioni della Commissione 

svizzera di ricorso in materia di asilo [GICRA] 2004 n. 30, DTAF 2014/30, 

sentenze del Tribunale D-4824/2019 del 27 settembre 2019 consid. 6 e  

E-2680/2019 del 19 luglio 2019 consid. 6). Si rammenti tuttavia che per 

quanto concerne la minore età, è al richiedente asilo che incombe l'onere 

della prova al riguardo. In presenza di un accertamento dei fatti esaustivo 

e corretto (cfr. sentenza del Tribunale DTAF 2019 I/6 consid. 5.1 – 5.2 e 

riferimenti citati), se la valutazione globale degli atti di causa non permette 

di ritenere che l'interessato la abbia resa verosimile, questi sarà tenuto ad 

assumersene le conseguenze, venendo conseguentemente considerato 

maggiorenne (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.3 – 5.4 e riferimenti citati). 

4.1 Nel caso che ci occupa, l'autorità inferiore non ha creduto alla pretesa 

minore età dell'insorgente. Egli non sarebbe né stato in grado di renderla 

verosimile né di provarla con un documento d'identità attendibile. Invero, 

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nel corso dell'audizione sui motivi d'asilo l'interessato avrebbe dapprima 

dichiarato di avere (…) anni e (…) salvo poi dichiarare poco dopo che tra 

dieci mesi avrebbe compiuto (…) anni. Inoltre, egli avrebbe dimostrato d'i-

gnorare la sua data di nascita dichiarando il (…). Altresì, l'interessato 

avrebbe fornito identità divergenti nei Paesi europei in cui sarebbe transi-

tato prima di raggiungere la Svizzera. La molteplicità di identità fornite in-

durrebbe a ritenere che anche in Svizzera egli avrebbe potuto aver mentito 

per i bisogni della sua causa. Peraltro, il richiedente non ricorderebbe in 

che anno avrebbe smesso di andare a scuola a I._______ né in che pe-

riodo avrebbe vissuto in tale (…). Inoltre, anche se l'esito dell'esame osseo 

da solo non sarebbe sufficiente per contrastare l'allegazione della minore 

età, il risultato attesterebbe un'età di 19 anni o più. Per quanto riguarda 

invece la taskara fornita in originale, la SEM ha rilevato che il documento 

non attesterebbe una data di nascita effettiva, ma costituirebbe una mera 

indicazione sull'aspetto fisico della persona a partire da una soggettiva ap-

prossimazione. L'autorità inferiore sarebbe dunque giunta alla conclusione 

che l'età dell'interessato sarebbe superiore a quella allegata.  

4.2 In sede ricorsuale l'insorgente contesta le considerazioni dell'autorità 

inferiore ed osserva innanzitutto che non potrebbe descrivere più precisa-

mente i suoi primi anni di vita poiché sarebbe stato molto piccolo al mo-

mento degli avvenimenti e d'altra parte le informazioni gli sarebbero state 

trasmesse dai famigliari. In seguito, alla scomparsa del fratello, la famiglia 

si sarebbe trasferita per uno-due anni a I._______ fino alla morte della so-

rella in un (…), per poi fare ritorno a G._______ per circa tre anni. Di con-

seguenza, il ricorrente sarebbe arrivato in Svizzera a circa (…)-(…) anni.  

4.3 Con successiva risposta al ricorso la SEM osserva che la valutazione 

della pretesa minor età del ricorrente sarebbe stata effettuata attentamente 

nel corso dell'audizione sulle generalità e l'autorità sarebbe giunta alla con-

clusione in maniera oggettiva e ponderata che l'interessato fosse già mag-

giorenne al momento della prima audizione. Difatti, gli sarebbe stato accor-

dato il relativo diritto di essere sentito. L'esame osseo costituirebbe sol-

tanto uno degli elementi della valutazione.  

4.4 Con replica, il ricorrente rileva che le osservazioni dell'autorità inferiore 

sembrerebbero ridondanti e sprovviste di elementi utili ad una migliore ana-

lisi del caso di specie. L'autorità non avrebbe infatti indicato quali fossero 

gli elementi dell'oggettività della ponderazione.  

4.5 Nel caso in disamina, il Tribunale ritiene effettivamente che il richie-

dente non sia riuscito a rendere verosimile la sua minore età. Da una parte, 

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egli non ha fornito alcun documento d'identità. Invero, per quanto riguarda 

la taskara versata agli atti occorre osservare che sebbene detto documento 

risulti essere il più diffuso in Afghanistan al fine di dimostrare l'identità del 

titolare, in assenza di caratteristiche di sicurezza esso non è esente dal 

rischio falsificazioni, motivo per il quale gli viene di norma riconosciuto solo 

un valore probatorio ridotto. Oltremodo, a prescindere da valutazioni sulla 

sua autenticità, v'è altresì da tener conto del fatto che le informazioni figu-

ranti sulla taskara sono spesso incomplete e variano a seconda dell'incari-

cato. Ebbene, seppur senza una motivazione dettagliata, tale mezzo di 

prova non può essere dichiarato un falso, nemmeno si può partire dall'as-

sunto ch'esso attesti inequivocabilmente la data di nascita di una persona, 

specialmente allorquando la relativa indicazione non vi figuri espressa-

mente. Alla luce del sistema di emissione decentralizzato, non è inoltre in-

frequente che quand'anche la documentazione afgana sia da considerarsi 

formalmente autentica, essa contenga generalità non conformi alla realtà 

dei fatti. Le date di nascita sono inoltre riportate in modo difforme, il più 

comunemente per il tramite di una stima dell'età al momento dell'emissione 

(cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 6.2). Nella fattispecie, nel documento non sono 

stati riscontrati indizi di falsificazione. Ciò nonostante, visto quanto pre-

cede, il valore probatorio della stessa rimane limitato anche in assenza di 

siffatti indicatori. Ciò a maggior ragione dal momento che in specie la ta-

skara non indica alcuna data di nascita, limitandosi a riportare che al mo-

mento dell'emissione l'insorgente avrebbe avuto l'aspetto di una persona 

di (…) anni. Una tale indicazione non risulta dunque in nessun modo con-

cludente. In secondo luogo, nel corso della procedura di prima istanza il 

richiedente asilo ha fornito informazioni parziali e frammentarie circa la sua 

stessa data di nascita ed i suoi soggiorni. Altresì, egli ha fornito delle gene-

ralità divergenti sia alle (…), sia alle autorità di altri paesi. All'arrivo in Sviz-

zera egli si è invero presentato alle (…) come C._______ nato l'(…)(cfr. 

atto A5/27), mentre invece ha depositato una domanda d'asilo a nome di 

A._______, nato il (…). In O._______ egli è invece stato registrato come 

D._______, rispettivamente come B._______, nato il (…) oppure il (…) op-

pure ancora il (…). In P._______ è stato registrato anche con il nome di 

D._______, nato però (…). Infine, egli portava con sé una carta di credito 

Mastercard a nome di D._______. Alla domanda di spiegare l'incongruenza 

tra il nome sulla carta di credito e quanto dichiarato al momento del depo-

sito della domanda d'asilo, egli ha riferito di portare tre nomi: da una parte 

Q._______ come suo nonno, dall'altra a casa verrebbe invece chiamato 

dalla famiglia R._______ ed infine i suoi amici lo conoscerebbero come 

S._______. Il problema sarebbe che la taskara sarebbe stata emessa a 

nome di Q._______, tuttavia egli sarebbe conosciuto da tutti come 

D._______ (cfr. verbale 1, pag. 3). In seguito, anche le allegazioni in merito 

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al percorso scolastico risultano oltremodo vaghe e non costituiscono un 

indizio a favore della verosimiglianza della sua minore età dal momento 

che non permettono di concludere in maniera certa alla sua data di nascita. 

Invero, egli ha saputo riferire unicamente di aver frequentato 5 anni e 

mezzo o 6 di scuola e di avere smesso di andarci (…) o (…) anni prima e 

dell'espatrio poiché la scuola sarebbe stata chiusa con l'inizio della guerra 

(cfr. verbale 1, pag. 6). Tenuto conto del fatto che i bambini in Afghanistan 

iniziano generalmente la loro scolarizzazione tra i 6 e gli 8 anni (cfr. Edu-

cation in Afghanistan, 6.09.2016, < https://wenr.wes.org/2016/09/educa-

tion-afghanistan >, consultato il 22.09.2020) si giungerebbe a 4 possibili 

anni di nascita che spaziano tra il (…) ed il (…). Al momento del deposito 

della domanda d'asilo l'interessato avrebbe dunque potuto avere tra i (…) 

ed i (…) anni. Il fatto che il ricorrente sia nato e cresciuto in un contesto 

sociale e culturale diverso non giunge neppure in soccorso alla sua ver-

sione dal momento che nel complesso egli non ha fornito alle autorità d'a-

silo alcun elemento valido a sostegno dell'asserita minore età.  

In definitiva, è dunque a giusto titolo che l'autorità di prima istanza ha rite-

nuto che l'interessato non sia riuscito a rendere verosimile di essere mino-

renne al momento della registrazione della sua domanda d'asilo in Sviz-

zera. A titolo abbondanziale, il Tribunale rileva che ad ogni modo la que-

stione risulta nella fattispecie priva di rilevanza per il giudizio dal momento 

che – anche considerata la data di nascita dichiarata dal ricorrente al de-

posito della domanda d'asilo (ovvero il […]) – al momento dell'audizione 

sui motivi d'asilo effettuata il 6 giugno 2018, il ricorrente era oramai mag-

giorenne. Non essendovi stata violazione di disposizioni processuali (in 

particolare art. 17 LAsi), la censura va dunque respinta.  

5.   

5.1 Per quanto riguarda ora il merito della questione, nella decisione impu-

gnata la SEM ha ritenuto inverosimili i motivi d'asilo dell'interessato. Anzi-

tutto, le difficoltà di ricostruzione della biografia del richiedente avrebbero 

avuto un impatto sulla credibilità degli specifici motivi d'asilo riguardanti il 

genere. Non sarebbe infatti stato possibile determinare o perlomeno ap-

prossimare con un certo rigore quanti anni egli avesse allorché sarebbe 

stato sequestrato dai Talebani a G._______. Egli avrebbe infatti corretto ed 

approssimato la sua età e la durata dei soggiorni a I._______ nel corso 

delle audizioni. In tale contesto temporale precedente il trasferimento a 

I._______ si iscriverebbero i vari tentativi di adescamento con intenzioni 

pedofile da parte dei Talebani e di persone del governo. Invitato a raccon-

tare se gli fosse capitato qualcosa di particolare, quando un comandante 

l'avrebbe mandato a cercare, l'interessato avrebbe tergiversato più volte 

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cercando di raccontare le dinamiche generali che si verificano in queste 

casistiche. Egli avrebbe dato l'impressione di non aver vissuto in prima per-

sona l'episodio narrato, il racconto apparirebbe invero forzato ed artefatto, 

senza impressioni o emozioni personali ed infine egli avrebbe asserito di 

non aver mai ricevuto alcuna proposta concreta a sfondo sessuale. Se egli 

avesse vissuto i fatti evocati, li avrebbe sicuramente esposti in maniera 

personale, più precisa e convincente. Per quanto riguarda i fatti successivi 

al suo rientro a I._______, gli stessi sarebbero caratterizzati per la loro 

dubbia credibilità. Il contesto socioeconomico in cui sarebbe cresciuto stri-

derebbe con l'allegata connivenza del padre con i Talebani. Le sue allega-

zioni dimostrerebbero che la situazione della sua famiglia sarebbe piuttosto 

agiata, di conseguenza apparirebbe altamente improbabile che il padre lo 

avrebbe venduto ai Talebani per essere iniziato al ballo con abiti femminili. 

Sarebbe infatti noto che in Afghanistan il target di fanciulli per simili attività 

sarebbe da ricercare nei contesti meno abbienti e di precarietà famigliare, 

ciò che non sarebbe il caso nella fattispecie. Il racconto risulterebbe dun-

que fittizio e costruito. Per quanto riguarda il sequestro da parte dei talebani 

apparirebbe evidente che qualora egli avesse vissuto un periodo così tra-

gico e drammatico, l'avrebbe sicuramente esposto con maggior dovizia di 

dettagli e precisione, nonché con maggior trasporto. Anche la descrizione 

dei giorni successivi al rilascio sarebbe poco attendibile poiché egli si sa-

rebbe accontentato di addurre in modo vago, generico e stereotipato di 

tornare quotidianamente da loro e di fare gli esercizi. Infine, ritenuta l'inve-

rosimiglianza delle allegazioni dell'interessato la SEM ha rinunciato ad ef-

fettuare un esame oculato dei documenti depositati agli atti. L'autorità infe-

riore ha però rilevato che la copia scansionata di una lettera di dubbia au-

tenticità fornita non proverebbe i motivi per cui egli allegherebbe di essere 

fuggito dai Talebani. Dal documento emergerebbero chiari indizi che indi-

cherebbero che lo stesso parrebbe essere un falso in quanto il supporto 

cartaceo parrebbe essere logoro, nonché l'intestazione in alto a destra par-

zialmente sbiadita mentre la scrittura ed i timbri apposti sembrerebbero es-

sere ben più recenti. Peraltro il secondo foglio del documento sarebbe pure 

compilato al contrario dell'intestazione. Tali dichiarazioni sarebbero dunque 

da ritenersi inverosimili. 

In seguito, la SEM ha analizzato dal punto di vista della rilevanza le allega-

zioni del richiedente inerenti alle percosse e punizioni subite da parte del 

padre e di persone religiose di G._______ denominate Talebani in quanto 

egli non avrebbe risposto a domande riguardante la religione secondo le 

loro attese. L'autorità inferiore ha ritenuto che l'agire di tali persone non 

sarebbe motivato da questioni religiose, ma bensì dalla mancanza di co-

noscenza da bambino di tali questioni, le punizioni non configurerebbero 

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Pagina 12 

dunque delle misure vessatorie per uno dei motivi dell'art. 3 LAsi. Allo 

stesso modo, il contenzioso che la famiglia avrebbe con lo zio residente a 

H._______ riguarderebbe un'eredità della quale il parente si sarebbe im-

possessato e non sarebbe pertanto pertinente in materia d'asilo.  

5.2 In sede ricorsuale l'insorgente rileva per quanto riguarda la ricostru-

zione della biografia che non gli sarebbe stato possibile essere più preciso 

nel delimitare l'arco temporale degli eventi per un duplice ordine di motivi. 

Da una parte egli sarebbe stato molto piccolo al momento del soggiorno a 

H._______. La successione degli eventi, pur non essendo temporalmente 

ben definita, risponderebbe in ogni caso ad un modo di agire perfettamente 

logico. La famiglia si sarebbe infatti trasferita dopo un fatto doloroso (scom-

parsa di un figlio) a I._______ per circa 1-2 anni finché la sorella del ricor-

rente non avrebbe perso la vita in un (…). A quel punto la famiglia avrebbe 

fatto ritorno a G._______ dove non avrebbe dovuto pagare l'affitto di casa 

ed il padre avrebbe potuto tornare a fare il (…). Proprio a G._______ si 

sarebbero verificati i fatti più dolorosi per il ricorrente che lo avrebbero 

spinto ad abbandonare il suo Paese d'origine. A G._______ infatti l'insor-

gente sarebbe stato più volte punito dal padre per non aver alcun interesse 

a studiare il Corano. Altresì, una notte i Talebani l'avrebbero rapito e tenuto 

rinchiuso per (…) giorni in una casa sotterranea. Dai verbali delle audizioni 

si evincerebbe che l'approfondimento di cosa sarebbe avvenuto in questo 

luogo sarebbe stato difficoltoso ed il racconto, seppure abbastanza com-

pleto, sarebbe sicuramente frammentato. Tutto ciò tuttavia dimostrerebbe 

che il ricorrente avrebbe subito realmente le violenze raccontate, com-

presa, probabilmente la violenza sessuale. Il fatto di essere stato privato 

della libertà e di essere costretto a vestire abiti femminili nonché a ballare 

e cantare con movenze femminili configurerebbero in ogni caso una vio-

lenza. La descrizione degli abusi/molestie subiti ancora minorenne non po-

trebbero non essere considerati gravi traumi che hanno segnato il ricor-

rente. Su questi presupposti andrebbero relativizzate le supposte contrad-

dizioni e l'eventuale genericità del racconto degli episodi di molestie. D'altra 

parte questo sarebbe anche confermato dalla lettera di minaccia dalla 

quale si potrebbe chiaramente evincere che il ricorrente sarebbe stato im-

prigionato proprio come avrebbe raccontato e che per aver salva la vita 

avrebbe dovuto cooperare con i mittenti della missiva. Il ricorrente non sa-

rebbe più dunque stato al sicuro e sarebbe stato condannato a subire ulte-

riori violenze, oltre a quelle già subite. Senza contare le eventuali conse-

guenze del suo disinteresse per il Corano che già in passato gli avrebbero 

provocato diversi problemi in un Paese come l'Afghanistan. Per quanto ri-

guarda in seguito la situazione economica della famiglia, l'insorgente os-

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Pagina 13 

serva che la stessa non potrebbe essere considerata agiata. Invero, il pa-

dre guadagnerebbe quanto basta per pagare l'affitto dei terreni e procurarsi 

da mangiare. Di conseguenza, pur essendo vero che normalmente i ra-

gazzi reclutati come Bacha Bazi provengono da realtà più misere, sarebbe 

anche vero che essendo di etnia tagica la famiglia avrebbe dovuto pagare 

una tassa ai Talebani. Per questo motivo il ricorrente sarebbe stato venduto 

dal padre. Infine, le caratteristiche fisiche del ricorrente, di corporatura sot-

tile, dalla voce dolce e dai tratti estremamente delicati lo renderebbero un 

candidato perfetto per essere un Bacha Bazi. In ogni caso, a causa dell'e-

sperienza vissuta, il ricorrente sarebbe stato in cura dal Dott. J._______ ed 

attualmente presso il (…). Al Dott. J._______ egli avrebbe raccontato gli 

abusi subiti. 

5.3 In sede di risposta al ricorso l'autorità inferiore ritiene di aver accurata-

mente analizzato il contesto generale fornito nelle audizioni, adottando i 

necessari accorgimenti anche procedurali e restando altamente vigile 

quanto all'effettiva natura e portata delle persecuzioni addotte dall'interes-

sato. La SEM non esclude infatti che il ricorrente possa aver vissuto dei 

fatti altamente drammatici e traumatici, quali ad esempio la vicinanza con 

un padre dispotico, la scomparsa misteriosa di un fratello o la morte vio-

lenta della sorella, eventi che potrebbero aver influito in qualche modo sul 

suo stato emotivo e psicologico. Il fatto che egli sia in cura presso uno 

specialista non avvalorerebbe tuttavia la tesi del rappresentante legale se-

condo la quale egli abbia vissuto le allegate persecuzioni da parte dei Ta-

lebani.  

5.4 Con replica il ricorrente contesta le osservazioni dell'autorità inferiore 

in particolare per la loro genericità. Non sarebbe invero stato specificato il 

modo in cui l'autorità inferiore avrebbe effettuato la sua analisi.  

5.5 Con scritto del 18 gennaio 2019 l'insorgente ha trasmesso al Tribunale 

un certificato medico del Dottor J._______, che l'ha avuto in cura al suo 

arrivo in K._______ ed un certificato della Dottoressa L._______ che lo 

segue attualmente. Dal certificato del Dr. J._______ emergerebbe in parti-

colare un importante disagio psichico comportante pure contrazione dell'a-

limentazione. Durante i colloqui egli avrebbe riferito di avere subito gravi 

traumi conseguenti alla guerra in Afghanistan. Una sorella sarebbe dece-

duta allo (…), un fratello sarebbe stato catturato dai Talebani risultando poi 

disperso. Egli confermerebbe delle minacce da parte dei Talebani ma pure 

importanti tensioni a livello intra familiare con vessazioni da parte del padre 

che avrebbero ulteriormente gravato sulla sua vita in patria. Vi sarebbe 

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Pagina 14 

stato un continuo conflitto tra i genitori. Egli sarebbe stato relegato dal pa-

dre per diversi anni entro le mura domestiche, con l'unico aspetto positivo 

che ciò gli avrebbe permesso di studiare da autodidatta la lingua (…). Il 

viaggio di espatrio sarebbe durato 7 mesi e sarebbe stato altrettanto trau-

matico. Purtroppo pure nel nuovo contesto il ricorrente non si è sentito ac-

colto come avrebbe desiderato, ciò che avrebbe contribuito ad acuire il suo 

sgomento. 

6.  

Il Tribunale rileva che essendo stato posto il ricorrente al beneficio dell'am-

missione provvisoria per inesigibilità dell'esecuzione dell'allontanamento 

con decisione del 17 agosto 2018 e non avendo egli censurato la pronun-

cia dell'allontanamento, oggetto del litigio in questa sede risulta pertanto 

essere esclusivamente la decisione riguardante il rifiuto della sua domanda 

d'asilo ed il mancato riconoscimento della qualità di rifugiato. 

7.  

La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposizioni 

della LAsi (art. 2 LAsi). L'asilo comprende la protezione e lo statuto accor-

dati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato. Esso 

include il diritto di risiedere in Svizzera. 

7.1 Sono rifugiati le persone che, nel Paese d'origine o d'ultima residenza, 

sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, naziona-

lità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni 

politiche, ovvero hanno fondato timore d'essere esposte a tali pregiudizi. 

Sono pregiudizi seri segnatamente l'esposizione a pericolo della vita, 

dell'integrità fisica o della libertà, nonché le misure che comportano una 

pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi).  

7.2 A tenore dell'art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare 

o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità di 

rifugiato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una probabilità 

preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare le alle-

gazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o contraddittorie, 

non corrispondono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi di 

prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi).  

È pertanto necessario che i fatti allegati dal richiedente l'asilo siano suffi-

cientemente sostanziati, plausibili e coerenti fra loro; in questo senso di-

chiarazioni vaghe, quindi suscettibili di molteplici interpretazioni, contrad-

dittorie in punti essenziali, sprovviste di una logica interna, incongrue ai fatti 

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Pagina 15 

o all'esperienza generale di vita, non possono essere considerate verosi-

mili ai sensi dell'art. 7 LAsi. È altresì necessario che il richiedente stesso 

appaia come una persona attendibile, ossia degna di essere creduta. Que-

sta qualità non è data, in particolare, quando egli fonda le sue allegazioni 

su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi), omette fatti importanti 

o li espone consapevolmente in maniera falsata, in corso di procedura ri-

tratta dichiarazioni rilasciate in precedenza o, senza motivo, ne introduce 

tardivamente di nuove, dimostra scarso interesse nella procedura oppure 

nega la necessaria collaborazione. Infine, non è indispensabile che le alle-

gazioni del richiedente l'asilo siano sostenute da prove rigorose; al contra-

rio, è sufficiente che l'autorità giudicante, pur nutrendo degli eventuali dubbi 

circa alcune affermazioni, sia persuasa che, complessivamente, tale ver-

sione dei fatti sia in preponderanza veritiera. Il giudizio sulla verosimi-

glianza non deve, infatti, ridursi a una mera verifica della plausibilità del 

contenuto di ogni singola allegazione, bensì dev'essere il frutto di una pon-

derazione tra gli elementi essenziali a favore e contrari ad essa; decisivo 

sarà dunque determinare, da un punto di vista oggettivo, quali fra questi 

risultino preponderanti nella fattispecie (cfr. DTAF 2013/11 consid. 5.1 e re-

lativi riferimenti).  

8.  

È anzitutto d'uopo determinare se le allegazioni del ricorrente in merito alle 

vicissitudini con i Talebani – ed in particolare in merito al periodo di prigionia 

– adempiano le condizioni di verosimiglianza ai sensi dell'art. 7 LAsi.  

8.1 Il Tribunale ritiene che le dichiarazioni dell'insorgente presentano al-

cune incongruenze. In primo luogo, interrogato in merito a che cosa fosse 

accaduto prima del trasferimento dell'interessato e della famiglia a 

I._______, l'insorgente ha in un primo tempo asserito che un comandante 

dei Talebani avrebbe mandato qualcuno a cercarlo offrendogli soldi o altro 

(cfr. verbale 2, D70). Egli in un secondo tempo ha tuttavia menzionato ben 

3 comandanti – di cui uno del governo – ed ha pure asserito che le richieste 

e le visite si sarebbero susseguite per due o tre anni all'incirca, con una 

frequenza di due volte a settimana (cfr. verbale 3, D40-D60). Orbene, se le 

richieste si fossero susseguite davvero per un lasso di tempo così impor-

tante ed egli fosse stato ricercato da ben tre comandanti, vi è motivo di 

credere che avrebbe dovuto essere in grado di raccontare i fatti in maniera 

più congruente tra le due audizioni sui motivi d'asilo, peraltro effettuate a 

cinque giorni di distanza l'una dall'altra. In seguito, per quanto riguarda il 

periodo in cui è stato imprigionato dai Talebani, l'insorgente ha dapprima 

riferito di essere stato picchiato nel corso della prigionia quando non sa-

peva rispondere a domande sulla religione (cfr. verbale 2, D85), salvo poi 

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Pagina 16 

dichiarare di essere stato picchiato per non aver voluto indossare i vestiti 

femminili (cfr. verbale 3, D128). Confrontato in merito, egli ha asserito di 

non ricordare tutti i motivi per i quali veniva picchiato e di non essersi ricor-

dato in precedenza degli abiti femminili (cfr. verbale 2, D129). Tale spiega-

zione non risulta convincente dal momento che l'imprigionamento risulta 

essere l'evento decisivo che avrebbe portato l'interessato ad espatriare. Di 

conseguenza, anche su questo punto ci si attende che egli sappia riferire 

con precisione che cosa gli sia capitato. In seguito, il ricorrente ha dap-

prima riferito di un solo episodio nel quale gli è stato dato uno (…) che 

doveva consegnare senza guardarne il contenuto (cfr. verbale 2 D70 e 

D86), salvo poi dichiarare in seguito che gli episodi in cui ha dovuto effet-

tuare una consegna sarebbero stati due (cfr. verbale 3, D123). Anche sul 

numero di persone presenti in auto per effettuare la consegna egli ha for-

nito diverse versioni, da una parte ha dichiarato di essere stato con almeno 

una persona oltre all'autista (cfr. verbale 2, D70) e dall'altro l'interessato ha 

asserito di essere stato solo (cfr. verbale 3, D123). Altresì, non meno in-

congruenti risultano le sue allegazioni in merito al luogo in cui l'insorgente 

ha dovuto recarsi ogni giorno dopo il rilascio, dichiarando in un primo tempo 

di tornare al medesimo posto dove aveva trascorso la prigionia (cfr. ver-

bale 2, D72, D87 e D103), per poi invece asserire successivamente di es-

sere stato portato in un'altra casa più vicina (cfr. verbale 3, D150-D151). 

Infine, il ricorrente ha fornito differenti versioni e poco logiche tra loro in 

merito ai motivi dell'arresto e del rilascio. Da una parte egli ha riferito di 

credere di essere stato venduto dal padre ai Talebani (cfr. verbale 2, D76), 

salvo poi dichiarare poco dopo di essere stato invitato a ballare in cambio 

di soldi, armi o quello che lui desiderava (cfr. verbale 2, D83) ed infine di-

chiarare che il padre avrebbe probabilmente interceduto per farlo rilasciare 

(cfr. verbale 2, D104). Confrontato in merito al fatto che il comportamento 

del genitore risulti tuttavia piuttosto paradossale dal momento che da una 

parte avrebbe venduto il figlio mentre dall'altra sarebbe intervenuto per fare 

in modo che venisse rilasciato, l'insorgente ha dichiarato di non sapere che 

cosa abbiano fatto i genitori (cfr. verbale 2, D108). Allo scrivente Tribunale 

appare tuttavia poco credibile che egli non si sia informato presso i genitori 

per sapere se essi fossero intervenuti per fare in modo che egli venisse 

rilasciato. Anche in sede ricorsuale l'interessato non ha fornito una spiega-

zione convincente, limitandosi nuovamente ad asserire che il padre 

avrebbe venduto il figlio ai Talebani (cfr. ricorso pag. 7). Altresì, come a 

giusto titolo rilevato dalla SEM nella decisione impugnata, il profilo del ri-

corrente non pare nemmeno corrispondere al profilo di coloro che solita-

mente vengono reclutati per queste pratiche di abuso sessuale note come 

"Bacha Bazi". Invero, i giovani ragazzi provengono generalmente da am-

D-5547/2018 

Pagina 17 

bienti svantaggiati, ciò che non risulta essere il caso per l'interessato. In-

vero, la situazione economica della famiglia pur non essendo agiata, era 

buona, nella media (cfr. verbale 2, D52 segg.).    

8.2 Proseguendo nell'analisi delle dichiarazioni del ricorrente, il Tribunale 

rileva che le stesse, oltre a presentare diverse incongruenze, non possono 

neppure essere ritenute sufficientemente motivate. Il racconto della prigio-

nia stupisce per la sua impersonalità e la mancanza di dettagli. A titolo d'e-

sempio, egli non è riuscito a descrivere in maniera concreta gli abiti femmi-

nili che ha dovuto indossare per ballare, limitandosi ad affermare che l'abito 

era colorato, dai piedi alla testa (cfr. verbale 3, D145 segg.). In seguito, 

pure il racconto di una giornata tipo risulta stereotipato e senza alcun rife-

rimento personale. Il ricorrente si è infatti limitato a riferire di non fare nulla 

di speciale, di fare gli esercizi, ascoltare la radio, fare degli scarabocchi e 

dormire (cfr. verbale 2, D105; verbale 3, D125). Alla domanda se si ricor-

dasse qualcos'altro egli non ha risposto (cfr. verbale 3, D126 seg.). Anche 

su questo punto il Tribunale condivide l'opinione dell'autorità inferiore, ov-

vero che se egli avesse vissuto un periodo così tragico e drammatico, l'a-

vrebbe sicuramente esposto con maggiore dovizia di dettagli e precisione, 

nonché con maggior trasporto. In seguito, risulta quantomeno singolare il 

fatto che siano state necessarie numerose domande da parte del funzio-

nario della SEM affinché il ricorrente raccontasse che cosa gli è personal-

mente successo con il comandante dei Talebani T._______ prima di trasfe-

rirsi con la famiglia a I._______ (cfr. verbale 3, D39). Invero, pur avendo 

dichiarato che il comandante aveva intenzioni di pedofilia nei suoi confronti, 

egli si è limitato a descrivere più volte le usanze generali dei comandanti, i 

quali avrebbero avuto ognuno tre o quattro bambini che farebbero ballare 

alle loro feste (cfr. verbale 3, D40 segg.). Soltanto alla fine ha asserito di 

non aver mai ricevuto delle proposte concrete a sfondo sessuale (cfr. ver-

bale 3, D68-D69).  

8.3 In seguito, neppure i documenti forniti dall'insorgente risultano essere 

atti a provare i suoi motivi d'asilo. Per quanto concerne la lettera dei Tale-

bani, fornita in originale in sede ricorsuale, non risulta innanzitutto chiaro 

come e a che momento l'interessato ne sia entrato in possesso. Da una 

parte egli ha dichiarato di esserne entrato in possesso recentemente (ov-

vero nel 2018; cfr. verbale 2, D8), salvo poi dichiarare di esserne entrato in 

possesso già un mese o venti giorni prima della partenza (ovvero tra il 2015 

ed il 2016, cfr. verbale 3, D9, D11). In seguito, come a giusto titolo ritenuto 

dalla SEM, il contenuto fa genericamente riferimento ad un "imprigiona-

mento", senza tuttavia presentare ulteriori dettagli. Altresì, risulta poco 

comprensibile il rimando alla collaborazione del ricorrente con gli (…). Su 

D-5547/2018 

Pagina 18 

questo punto inoltre, la spiegazione fornita in sede ricorsuale – ovvero che 

egli non avrebbe smesso di cooperare con gli (…) – risulta quantomeno 

ipotetica e frutto di un'interpretazione che non trova alcun riscontro nelle 

allegazioni dell'interessato in sede di audizione. Infine, anche l'identità del 

ricorrente riportata nella lettera solleva ulteriori dubbi quanto all'autenticità 

del documento. Invero, egli ha dichiarato di essere stato identificato come 

U._______ da parte dei Talebani e di essere conosciuto in generale con 

questo nome (cfr. verbale 3, D60; verbale 1, pag. 3), mentre nella lettera si 

sono rivolti a lui come "Signor Q._______", ovvero il medesimo nome ri-

portato sulla sua taskara. Di conseguenza, vi sono motivi di credere che il 

documento sia stato prodotto ai fini della causa. Per quanto riguarda invece 

i certificati medici forniti in sede ricorsuale dall'insorgente, il Tribunale rileva 

che anch'essi non risultano atti a comprovare i problemi avuti dall'insor-

gente con i Talebani e lasciano piuttosto intendere che i principali problemi 

avuti dall'interessato siano dovuti a traumi e tensioni a livello intra-familiare 

(cfr. certificati medici del Dr. J._______ del […] e della Dr.ssa L._______ 

del […]). Nel certificato medico del Dr. J._______ viene infatti riferito del 

decesso della sorella, della scomparsa del fratello catturato dai talebani e 

da vessazioni da parte del padre. Le minacce da parte dei Talebani ven-

gono riportate in maniera soltanto generica e senza essere ulteriormente 

approfondite. In particolare non risultano esservi riferimenti all'imprigiona-

mento da parte dei Talebani o alle violenze da essi subite (ad esempio il 

fatto di doversi vestire con abiti femminili e ballare), malgrado l'atteggia-

mento di fiducia e di apertura mostrato dal ricorrente verso il medico cu-

rante. 

8.4 Alla luce delle suesposte considerazioni, parte delle allegazioni in ma-

teria d'asilo dell'insorgente non possono essere ritenute nel loro complesso 

verosimili.  

9.  

Occorre ora determinare se le ulteriori allegazioni del ricorrente siano rile-

vanti ai sensi dell'art. 3 LAsi.  

9.1 Il fondato timore di esposizione a seri pregiudizi, come stabilito 

all'art. 3 LAsi, comprende nella sua definizione un elemento oggettivo, in 

rapporto con la situazione reale, e un elemento soggettivo. Sarà quindi ri-

conosciuto come rifugiato colui che ha dei motivi oggettivamente riconosci-

bili da terzi (elemento oggettivo) di temere (elemento soggettivo) d'essere 

esposto, in tutta verosimiglianza e in un futuro prossimo, ad una persecu-

zione (cfr. DTAF 2011/51 consid. 6.2 e 2010/57 consid. 2.5). Sul piano sog-

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Pagina 19 

gettivo, deve essere tenuto conto degli antecedenti dell'interessato, segna-

tamente dell'esistenza di persecuzioni anteriori, nonché della sua apparte-

nenza ad una razza, ad un gruppo religioso, sociale o politico, che lo 

espongono maggiormente ad un fondato timore di future persecuzioni. In-

fatti, colui che è già stato vittima di persecuzione ha dei motivi oggettivi di 

avere un timore (soggettivo) di nuove persecuzioni più fondato di colui che 

ne è l'oggetto per la prima volta (DTAF 2010/57 consid. 2.5 e relativi riferi-

menti). Sul piano oggettivo, tale timore deve essere fondato su indizi con-

creti e sufficienti che facciano apparire, in un futuro prossimo e secondo 

un'alta probabilità, l'avvento di seri pregiudizi ai sensi dell'art. 3 LAsi. Non 

sono sufficienti, quindi, indizi che indicano minacce di persecuzioni ipoteti-

che che potrebbero prodursi in un futuro più o meno lontano (cfr. DTAF 

2010/57 consid. 2.5 e relativi riferimenti). 

9.2 Per quanto riguarda i maltrattamenti e le punizioni subite dal padre, lo 

scrivente Tribunale ritiene che le stesse, oltre a non essere riconducibili ad 

un motivo dell'art. 3 LAsi, non risultano neppure più attuali. Invero, al ritorno 

a G._______ dopo il soggiorno a I._______ l'insorgente non è più stato 

maltrattato dal padre, salvo in due occasioni (cfr. verbale 3, D16). Di con-

seguenza, i maltrattamenti non risultano rilevanti nella fattispecie. 

9.3 Per quanto concerne il rischio di subire dei maltrattamenti da parte dei 

Talebani, il Tribunale ritiene che il ricorrente non possa far valere un timore 

fondato di subire delle persecuzioni future rilevanti in materia d'asilo. In-

vero, essendo state ritenute inverosimili le allegazioni in merito al seque-

stro di (…) giorni da parte degli stessi, nonché le proposte subite dagli 

stessi prima del trasferimento a I._______, non vi sono elementi che per-

mettano di ritenere che in caso di ritorno in Patria egli rischi di venire punito 

dai Talebani. Le interrogazioni ed i maltrattamenti subiti da bambino in me-

rito alla religione non risultano infatti essere più attuali (cfr. verbale 3, D35). 

9.4 Alla luce delle suesposte considerazioni, gli ulteriori motivi d'asilo 

dell'insorgente non adempiono dunque le condizioni di rilevanza ai sensi 

dell'art. 3 LAsi. 

10.  

Ne discende che la SEM con la decisione impugnata non ha violato il diritto 

federale né abusato del suo potere d'apprezzamento ed inoltre non ha ac-

certato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 LAsi), per il che il ricorso va respinto. 

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Pagina 20 

11.  

Visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.– che se-

guono la soccombenza sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 

5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili 

nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 

2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

12.  

La presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente 

una domanda di estradizione presentata dallo Stato che hanno abbando-

nato in cerca di protezione per il che non può essere impugnata con ricorso 

in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d ci-

fra 1 LTF). 

La pronuncia è quindi definitiva. 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

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Pagina 21 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Per quanto ricevibile, il ricorso è respinto.  

2.  

Le spese processuali, di CHF 750.–, sono poste a carico del ricorrente. 

Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministra-

tivo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente 

sentenza. 

3.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Sebastiana Bosshardt 

 

 

Data di spedizione: