# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 318ed745-6a6d-5e95-b143-c3aa996ec216
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-10-10
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 10.10.2002 32.2002.66
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2002-66_2002-10-10.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2002.00066

   

  BS/cd

  	
  Lugano

  10 ottobre 2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo,
  presidente, 

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
  Marco Bischof

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 29 maggio 2002 di

 

	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: __________,  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 29 aprile 2002 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1,  

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   __________,
nato il 1938, fabbricante di sedie, il 30 dicembre 2000 ha subito l’amputazione
di due dita al piede destro a seguito di necrosi diabetica (cfr. rapporto
operatorio 30 dicembre 2000 dell’__________, allegato al doc. AI _).

                                         In
seguito, egli ha presentato una domanda tendente all'ottenimento di prestazioni
assicurative AI per adulti 

                                         (doc. AI
_).

                               1.2.   Esperiti gli
accertamenti del caso, con proposta di decisione 2 aprile 2002, l’Ufficio
assicurazioni invalidità (UAI) ha respinto la domanda di prestazioni
assicurative, rilevando:

" 
(…)

Dalla documentazione acquisita all'incarto ed in
particolare da quella economica risulta che lei non consegue più un reddito da
attività lucrativa, sia quale indipendente che dipendente, già da diversi anni.
Di conseguenza il suo caso deve essere valutato quale persona senza attività
lucrativa.

In tale ruolo lei non presenta alcuna incapacità
lavorativa in quanto lei svolge, a tutt'oggi, le stesse mansioni che faceva
prima dell'insorgenza del danno alla salute." (cfr. doc. AI _)

 

                                         Considerando
le osservazioni 8 aprile 2002 dell’interessato ininfluenti per la succitata
valutazione, con provvedimento formale 29 aprile 2002 l’amministrazione ha
confermato il rifiuto di erogare prestazioni assicurative (doc. AI _).

                               1.3.   Con
tempestivo ricorso, __________, per il tramite dell’avv. __________, ha
contestato la decisione amministrativa, postulando il riconoscimento di una
rendita d’invalidità.

Egli ha evidenziato che, a seguito di un infortunio accaduto nell’estate del
2000, ha dovuto subire l’amputazione di alcune dita del piede. 

A motivazione del proprio gravame, l’assicurato ha rilevato in particolare:

" 
(…)

Nella decisione impugnata si sostiene che __________ non presenta
alcuna incapa­cità lavorativa in quanto svolge tutt'oggi le stesse mansioni che
svolgeva prima dell'insorgenza del danno alla salute.

 

La conclusione è erratissima in quanto __________ non è più la
persona di prima: anzitutto deve tenere sempre fasciato il piede per paura che
questo possa essere nuovamente infettato; secondariamente egli è ora soggetto a
soventi perdite di equi­librio improvvise, che non gli permettono più di
svolgere la vita come prima.

 

Bisogna rendersi conto bene di questa situazione, ed immaginare di
non avere più tre dita al piede destro sulle quali appoggiare il peso del
proprio corpo, per rendersi conto che questa incertezza nell'equilibrio a
livello fisico ingenera poi un'incertezza anche a livello psichico, nervosismo,
minore tenacia e resistenza nell'affrontare le problematiche quotidiane, ecc.

 

In questa situazione, chiarissima, il ricorrente non può evidentemente
accettare le conclusioni cui è giunto l'Ufficio dell'Assicurazione invalidità
di Bellinzona.

 

Ma non è tutto: a __________ è stato ordinato dal medico di
utilizzare delle scarpe ortopediche (tra l'altro mai indennizzate!); inoltre
egli, quale diabetico è evidente­mente sottoposto ad un regime alimentare molto
particolare e oneroso.

 

Considerato quanto sopra appare quindi evidente che al signor
__________, il quale ha pagato per una vita intera i
contributi AVS ed Al, deve essere assegnata una rendita Al che tenga conto di
tutti questi disturbi ed inconvenienti cui egli è quotidia­namente sottoposto.

 

Prove: perizia medica volta ad accertare cause e conseguenze
della situazione fisica di __________ nonché stabilirne il grado
di invalidità." (cfr. doc. _)

 

                               1.4.   Mediante
risposta 20 giugno 2002 l’UAI propone di respingere il gravame, poiché:

" 
(…)

In concreto, l'assicurato è tuttora titolare di una piccola
azienda. Dalle indagini esperite, nonché dalle indicazioni fornite dal
rappresentante legale dell'interessato, risulta però che quest'ultimo è in
realtà inattivo da diversi anni (12 per la precisione, cf. doc. n. _ inc. AI).
Nel corso degli ultimi anni la ditta non ha del resto registrato alcun utile.

Per tale ragione l'assicurato è quindi stato valutato in
applicazione dell'art. 5 LAI. Considerato che lo stesso non svolge particolari
attività, né collabora nell'ambito dell'economia domestica (cf. inchiesta econ.
15.11.2001, doc. n. _ inc. AI), si poteva senz'altro concludere che il danno
alla salute non ha compromesso in maniera rilevante la capacità di svolgere le
mansioni ordinarie.

 

Ad ogni modo, quand'anche si volesse valutare l'assicurato sulla
base dell'art. 4 LAI, non si giungerebbe a diverso risultato. Dal paragone dei
redditi non risulterebbe alcuna perdita di guadagno, in quanto lo stesso era
nullo già prima dell'insorgere del danno alla salute." (cfr. doc. _)

 

                               1.5.   Con scritto
29 agosto 2002 il legale dell’assicurato ha in particolare evidenziato:

" 
come giustamente rilevato dall’Uff. Ai, il
ricorrente è titolare di un piccolo laboratorio di seggiolaio ed ha sempre
lavorato quando aveva del lavoro da svolgere.

Egli non può pertanto essere valutato giusta l’art. 5, bensì giusta l’art. 4
ipotizzando un reddito presunto prima dell’infortunio.

__________ è a disposizione per essere sentito e per chiarire quanto sopra.”
(Doc. _).

 

 

                                         in
diritto

                                      

                                2.1   L'art. 4
cpv. 1 LAI definisce l'invalidità, nel senso della legge, come l'incapacità al
guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla
salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o
infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita
definizione, sono quindi:

 

-  un
danno alla salute fisica o psichica conseguente a   infermità congenita,
malattia o infortunio, e

 

-  la conseguente
incapacità di guadagno.

 

                                         Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato 

                                         una
diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto
all'assicurazione per l'invalidità (G. Scartazzini, Les rapports de causalité
dans le droit suisse de la sécurité sociale, p. 216ss).

 

                                         Va
inoltre precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40 %.

                               2.2.   Secondo
l'art. 28 cpv. 2 LAI l'invalidità è determinata stabilendo il rapporto fra il
reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza
dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione,
nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in
condizioni normali di mercato del lavoro e il reddito del lavoro che egli
avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido.

                                         Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore
(RCC 1992, p. 182 consid. 3; RCC 1990, p. 543 consid. 2; M. Valterio, Droit et
pratique de l'assurance-invalidité, Les prestations, pagg. 200 e ss.). 

Si confronta perciò il reddito che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può
tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa
in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato
del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (art. 28
cpv. 2 LAI).            

Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la
formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello assicurato
(RCC 1989, p. 325 consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c; G. Scartazzini, Les
rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, p. 232; D.
Cattaneo, Les mésures préventives et de réadaptation de l'assurance-chômage,
pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la giurisprudenza citata).

La misura dell'attività ragionevolmente esigibile
dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla
possibilità di applicazione di misure reintegrative.

La situazione personale dell'assicurato è
essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno.

                                         Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. 

                                         Se ciò
non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione fondata
sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313
consid. 3a).

                                      

                               2.3.   Se, però, un
assicurato maggiorenne non esercitava un'attività lucrativa prima di essere
invalido, l'applicazione nei suoi confronti del concetto dell'incapacità di
guadagno non è possibile poiché - in simili condizioni - l'invalidità non può
cagionare una vera e propria perdita di guadagno. Ciò, in special modo, se
"non si può esigere da lui l'esercizio di una attività lucrativa".

                                         Per
questo motivo l'art. 5 LAI parifica "l'impossibilità di svolgere le
proprie mansioni consuete" all'incapacità al guadagno (metodo specifico di
calcolo dell'invalidità, SVR 1996 IV Nr. 76 p. 221 consid. 1; RCC 1986 p. 246
consid. 2b; DTF 104 V 136; Valterio, op. cit. , p. 199).

                                         A sua
volta, l'art. 27 cpv. 1 e 2 OAI, precisa:

 

"  L'invalidità
degli assicurati senza attività lucrativa nel senso dell'articolo 5 capoverso 1
LAI è calcolata in funzione dell'impedimento ad adempiere le loro mansioni consuete.

Per mansioni consuete di un assicurato occupato
nell'economia domestica s'intendono gli usuali lavori domestici e, se è il
caso, l'attività svolta nell'azienda del coniuge e l'educazione dei figli; per
mansioni consuete dei religiosi s'intende ogni attività svolta dalla
comunità."

 

                                         Al
proposito va precisato che si paragona l'attività svolta dall'assicurato prima
della sopravvenienza del danno alla salute con quella che può svolgere
posteriormente, applicando l'impegno che si può esigere da lui (RCC 1984 p.
139; J.L. Duc, Les assurances sociales en Suisse, Lausanne 1995, p. 458; A.
Maurer, Bundessozialversicherungsrecht, Basilea e Francoforte, 1994, p. 145).

                                         Di regola
si presume che non vi è impedimento dovuto all'invalidità se l'assicurato è
ancora attivo nella sua economia domestica e segue, almeno parzialmente, le
incombenze che lo concernono.

                                         Questa
presunzione può tuttavia essere rovesciata se è stabilito che la persona lavora
più di quanto è ragionevolmente esigibile oppure fa eseguire da altri la
maggior parte dei lavori che non può eseguire personalmente (RCC 1984 p. 139;
Valterio, op. cit. p. 211).

 

                                         L'importanza
dell'attività della persona che si occupa dell'economia domestica dipende dalla
struttura famigliare, dalla situazione professionale del congiunto e dalle
circostanze locali. Si distinguono quindi tre tipi di famiglia, quella senza
figli, quella con figli o altri membri della famiglia che richiedono cure o
quella in cui un coniuge collabora nell'impresa dell'altro.

 

 

                               2.4.   Nel caso in
esame, ritenendo il ricorrente persona senza attività lucrativa, in quanto da
diversi anni non percepisce un reddito sia quale indipendente che dipendente,
l’UAI ha valutato il grado d’invalidità ai sensi dell’art. 5 LAI (cfr. consid.
2.4).

L’amministrazione ha quindi incaricato l'assistente sociale di esperire
un'inchiesta economica per le persone che si occupano dell'economia domestica,
eseguita il 15 novembre 2001.

Dal relativo rapporto 14 febbraio 2002, risulta in particolare quanto segue:

" 
(…)

DEFINIZIONE DELL'ATTIVITÀ' LUCRATIVA

 

a.      formazione scolastica e
professionale

         scuole dell'obbligo -
fabbricante di sedie

 

 

b.      se non fosse intervenuto il danno alla
salute, l'assicurato eserciterebbe oggi un'attività lucrativa?

 

         Si, avrebbe continuato a lavorare nel suo
atelier di fabbricazione di sedie. L'attività negli ultimi anni é stata
molto ridotta e all'ufficio tassazioni é stata dichiarata una perdita
d'esercizio negli anni 1997 (- fr.
1'901) e 1998 (- fr. 1'881) e nel 1996
un'entrata di fr. 1'000.-.

 

         II signor __________ sostiene
che, senza il danno alla salute, avrebbe perlomeno potuto accettare l'eventuale
lavoro che gli si presentava come ha sempre fatto. Con il divieto medico di
lavorare egli non si può garantire neppure un minimo di entrata economica.

 

         Egli non sa svolgere un'altra professione
e, per vivere, nel 1998 ha venduto una casa di sua proprietà.

 

 

■      Eventuale
situazione economica

 

	
  biennio

  	
  reddito imponibile

  
	
    95-96

  	
     11'661

  
	
    97-98

  	
     27'094

  
	
    99-00

  	
     17'027

  

         

 

         Non sono disponibili
dati più recenti.

 

■      Attività svolta e
in che misura

 

         fabbricazione e riparazione di sedie. II
signor __________ ricorda che negli anni addietro quando era in piena
attività lavorava anche 9 ore al giorno. Negli ultimi anni l'attività era
minima e non ha saputo quantificare né il tempo di lavoro né il guadagno.

 

         II signor __________ non
svolge nessun'altra attività e non ha l'abitudine di collaborare nell'economia
domestica.

 

 

CONCLUSIONI

 

Ho elencato tutte le
informazioni raccolte durante il colloquio con il signor ________ il quale ha
mostrato disponibilità e gentilezza.

 

Non dispongo di elementi per
poter procedere al confronto delle attività prima e dopo il danno alla salute
poiché la situazione é sostanzialmente rimasta invariata se non che prima del
danno alla salute il signor __________, se si fosse presentata
l'occasione, avrebbe svolto il suo lavoro mentre ora non lo può più fare.

 

Dal punto di vista economico non sono disponibili dati
confrontabili e quindi non posso determinare un'eventuale perdita economica
determinata dal danno alla salute." (Doc. AI _)

 

                                         Sulla base di questa
inchiesta, l’UAI ha ritenuto che l’assicurato non svolge particolari attività,
né collabora nell’ambito dell’economia domestica, per cui il danno alla salute
non ha compromesso in maniera rilevante la capacità di svolgere le mansioni
ordinarie ed ha quindi respinto la domanda di prestazioni.  

Nel gravame l’assicurato ha invece sostenuto che il suo stato di salute non gli
permette più di svolgere le stesse mansioni che svolgeva prima dell’insorgenza
del danno alla salute.

Con osservazioni 28 agosto 2002 egli ha poi ribadito che il grado d’invalidità
deve essere valutato secondo il metodo ordinario previsto per le persone con
attività lucrativa. 

 

                               2.5.   Va ricordato
che, al fine di accertare il metodo applicabile per il calcolo del grado di
invalidità, occorre innanzitutto stabilire se un assicurato deve essere
considerato come persona esercitante un'attività lucrativa a tempo pieno,
parziale o senza attività e questo in base a cosa egli avrebbe fatto se non
fosse subentrato il danno alla salute (cfr. SVR 1996 AI Nr. 76 p. 221, DTF 117
V 194s). Ad esempio se l'assicurato esercitava o meno un'attività lucrativa
immediatamente prima dell'insorgere dell'invalidità e se l'assicurato che non
esercita un'attività lucrativa ne avrebbe esercitata una in futuro se non fosse
subentrato il danno alla salute. Va ancora rilevato che il metodo di calcolo
non resta immutato. Ad ogni revisione si deve infatti accertare quale sarebbe stata
l’attività esercitata dall’assicurato se non fosse stato invalido (DTF 98 V
262; Valterio, op. cit., p. 109).

Nel caso in esame, alle domande poste dall’UAI (doc. AI _), con lettera 17
maggio 2001 l’avv. __________ ha segnatamente risposto che l’assicurato,
sebbene titolare di piccola impresa di fabbricazione di sedie, da 12 anni non
svolge più l’attività e non consegue dei redditi, poiché non riceve più
incarichi (doc. _). 

Nella domanda di prestazioni assicurative, __________ ha tuttavia dichiarato di
esercitare la professione di seggiolaio (doc. AI _) e nell’inchiesta economica
15 novembre 2001 l’incaricato ha rilevato che, l’assicurato, senza il danno
alla salute, avrebbe continuato ad esercitare tale attività lucrativa (cfr.
consid. 2.5). 

Dagli atti fiscali contenuti nell’inserto risulta comunque che, a seguito delle
perdite aziendali, nel periodo fiscale 1997/1998 il ricorrente è stato tassato
con un reddito da attività indipendente di fr. 500.--, ma non nei successivi
periodi 1999/2000 (doc. AI _) e 2001/2002 (doc. AI _).

Va del resto rilevato che tali periodi si riferiscono ad una situazione di
fatto prima del danno alla salute, subentrato il 28 agosto 2000 (amputazione
delle dita). 

Ora, in materia di contributi AVS, un assicurato che da anni esercita
un’attività lucrativa il cui carattere lucrativo è dubbioso e la cui importanza
economica è di poco conto e da cui non trae alcun reddito va considerato come
persona senza attività ex art. 10 LAVS (cfr. RCC 1987 consid. 4a p. 447/488). 

Al proposito, nella citata sentenza il TFA ha rilevato (sottolineatura del
redattore):

 

" 
(…)

Après une durée aussi longue, on ne peut plus
prétendre sérieusement que le motif qui a décidé l'intéressé à exercer cette
activité doit d'ordre lucratif; autrement dit, si l'intéressé persévère aussi
longtemps dans une occupation qui n'a pas le moindre succès financier, il faut
admettre que celle-ci vise d'autres buts que des buts lucratifs.

L'OFAS allègue d'ailleurs pertinemment que
précisément dans les cas où un cotisant vit pratiquement de sa fortune ou du
produit de celle-ci, on ne doit pas conclure à la légère à l'existence d'une
activité lucrative lorsque l'intéressé exerce une activité dont le caractère
lucratif n'est pas clairement établi et dont l'importance économique est
faible. En effet, il est conforme à la loi (art. 10
LAVS) d'assujettir au paiement de cotisations de non-actifs les assurés dont
les «conditions sociales» - autrement dit, l'existence économique - sont
fondées, manifestement, avant tout sur des valeurs qu'ils tirent d'une autre
source que d'une activité lucrative (ATFA 1950, p. 119; voir aussi RCC 1986, p.
541, consid. 3a). (…)" (RCC 1987 p. 447/448).

 

                                         Quindi,
generalmente un assicurato va considerato senza attività lucrativa se si
mantiene principalmente grazie alla sostanza di cui dispone o dai redditi della
stessa in quanto i redditi da attività lucrativa sono di poco conto o
inesistenti (in argomento, cfr. anche RCC 1986, p. 540 s). 

 

                               2.6.   Nel caso in
esame, da diversi anni __________ non consegue sufficienti redditi
dall’attività di seggiolaio per potersi mantenere.

                                         Congiuntamente
a sua moglie, egli possiede tuttavia della sostanza sia in Ticino che
all’estero, vive dei redditi della stessa (come si legge nel rapporto 14
gennaio 2002 dell’inchiesta, “per poter vivere nel 1998 egli ha dovuto vendere
una casa di sua proprietà”) e della rendita AVS del coniuge (cfr. atti fiscali
doc. AI _). Conformemente al considerando precedente, il ricorrente deve essere
considerato quale persona senza attività lucrativa. A tale conclusione è del
resto giunta anche l’amministrazione (cfr. rapporto 16 ottobre 2001 in doc. AI
_). 

Di conseguenza l’invalidità di __________ va determinata secondo l’art. 5 LAI,
ossia in funzione degli impedimenti ad adempiere le proprie mansioni consuete
(art. 27 cpv. 1 OAI; cfr. consid. 2.3).

Ai sensi dell’art. 27 cpv. 2 OAI, per mansioni consuete s’intendendo il lavoro
domestico, l’attività svolta nell’azienda del coniuge e l’educazione dei figli.
Secondo la prassi amministrativa, sono incluse anche l’amministrazione di
patrimoni e le attività benevole gratuite, ma non le attività di svago, del
tempo libero (cfr. marg. 3091 delle Direttive concernente l’invalidità e la
grande invalidità, edite dall’UFAS, cfr. anche Valterio,  op. cit., p. 67).

                                         Dall’inchiesta
economica risulta che il ricorrente “non svolge nessun altra attività e non
ha l’abitudine di collaborare nell’economia domestica” (sottolineature
del redattore).

Ora, contrariamente a quanto riportato nella decisione contestata, dagli atti
non si può rilevare che l’assicurato svolge, a tutt’oggi, le stesse mansioni
che faceva prima dell’insorgenza del danno alla salute (28 agosto 2000).
Infatti, dalla stessa inchiesta non appare in modo chiaro e preciso quali sono
le mansioni espletate dall’interessato. Del resto appare poco verosimile che,
se da un lato l’assicurato da anni non esercita praticamente più un’attività
lucrativa, dall’altro egli non svolga alcuna mansione abituale ai sensi
dell’art. 27 OAI.

Non è inoltre dato di sapere se dal punto di vista medico l’assicurato sia in
grado o meno di svolgere le proprie mansioni abituali, ritenuto com’egli nel
gravame abbia segnatamente sostenuto di essere soggetto a soventi perdite
d’equilibrio. 

Infatti, l’unico rapporto medico agli atti è quello del 21 febbraio 2001 steso
dal medico curante, allorquando il ricorrente era ancora ricoverato in
ospedale, in cui il sanitario si esprime unicamente sulla capacità lavorativa
(incapacità del 100%, 

                                         cfr. doc.
AI _).

In simili circostanze, dunque, questa Corte ritiene necessario che debba essere
chiarito - tramite un'indagine approfondita – quali sono le, lo stato di salute
del ricorrente sino al momento della decisione impugnata (cfr. DTF 121 V 366 consid. 1b e sentenze mansioni ordinarie svolte dall’assicurato. L’amministrazione dovrà
altresì approfondire, con l’ausilio di un accertamento medico ivi citate), per
valutare in che misura, dopo l’insorgenza del danno alla salute, egli sia
ancora in grado di svolgere le proprie mansioni consuete.

Sulla base di queste risultanze, mediante l’emissione di una nuova decisione,
l’UAI si pronuncerà in merito alle chieste prestazioni assicurative.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                 1.-   Il ricorso
é accolto ai sensi dei
considerandi.

                                         §    La
decisione impugnata è annullata.

 

                                         §§
                                                                           L'incarto
è rinviato all'amministrazione perché renda un nuovo  provvedimento dopo
l'esperimento degli accertamenti conformemente al considerando 2.6.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
L’UAI verserà fr. 1'500.-- a titolo di ripetibili parziali.

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti