# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 43bf27a1-f60f-510c-aca0-72f43115c56b
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-07-07
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 07.07.2010 C-7911/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-7911-2008_2010-07-07.pdf

## Full Text

Corte II I
C-7911/2008/
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  7  l u g l i o  2 0 1 0  

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Johannes Frölicher, Vito Valenti, 
cancelliere Dario Quirici.

A._______,
rappresentato dal Patronato INAS, Feldstrasse 130, 
8004 Zurigo,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione invalidità, decisione del 
19 novembre 2008.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-7911/2008

Fatti:

A.
A._______, cittadino italiano nato il (...), coniugato e padre di due figli,  
ha lavorato in Svizzera come muratore e gruista dal 1979 al 1981 e dal 
1985 al 1994, versando i contributi obbligatori all'assicurazione per la 
vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (AVS/AI; doc. 214). Il 15 novembre 
1993, mediante l'apposito formulario, l'assicurato ha inoltrato all'Ufficio 
dell'assicurazione  per  l'invalidità  del  canton  Berna  (UAI-BE)  una 
domanda di rendita d'invalidità svizzera (doc. 2). 

L'UAI-BE  ha  istruito  la  richiesta  dai  punti  di  vista  medico  ed 
economico, e ha quindi emesso una decisione il 19 giugno 1995 (doc. 
44), con la quale, partendo dalla diagnosi di dolori lombari cronici, ha 
negato  all'assicurato  il  diritto  ad una rendita,  e ciò  sulla  base di  un 
grado  d'invalidità  del  24.87%,  calcolato  tenendo  conto  dei  salari  
annuali  da valido di  Fr. 55'370.- (attività di  gruista,  non più esigibile, 
secondo i dati forniti  dal datore di lavoro; doc. 7) e da invalido di Fr. 
41'600.-  (attività  confacenti  a  tempo  pieno  nel  settore  industriale). 
Rappresentato dal proprio avvocato, l'assicurato ha contestato questa 
decisione  davanti  al  Tribunale  amministrativo  del  canton  Berna  (TA-
BE), con ricorso del 18 luglio 2005 (doc. 46). Il TA-BE ha emanato un 
giudizio il  29 febbraio 1996 (doc. 54),  mediante il  quale ha accolto il 
ricorso e annullato la decisione impugnata, rinviando l'incarto all'UAI-
BE per un complemento d'istruzione. 

B.
Dando  seguito  al  giudizio  del  TA-BE,  l'UAI-BE  ha  incaricato  il  dott. 
B._______,  medico chirurgo ed  ortopedico,  di  eseguire  una perizia. 
Nel suo rapporto del 22 ottobre 1996 (doc. 60), il perito ha stabilito la 
diagnosi di osteocondrosi e spondiloartrosi nel segmento L4/5, di esiti 
di un'operazione di  un'ernia discale L4/5 a destra, di sacralizzazione 
subtotale  di  L5,  nonché  di  sindrome  occipito-cervicale  a  sinistra, 
rilevando  nello  stesso  tempo  che  l'assicurato  avrebbe  potuto 
verosimilmente riacquistare una piena capacità lavorativa, anche come 
muratore,  se  fosse  stato  sottoposto  ad  un  intervento  di  revisione 
operativa della radice L5 a destra, parallelamente ad una spondilodesi 
lombosacrale. In questo quadro, il perito ha ancora osservato quanto 
segue:  “Ich  habe  schliesslich  […]  mit  dem  Hausarzt  […]  Kontakt 
aufgenommen und auch er ist wie ich der Auffassung, dass P. sicher 
an stark störenden Kreuzschmerzen leidet, dass, wenn eine gewisse 

Pagina 2

C-7911/2008

psychische  Komponente  bestehe,  man  dieser  keine  erhebliche 
Bedeutung  zumessen  dürfe.  Ich  meine,  dass  man  Verständnis 
aufbringen  muss  für  den  jetzt  41-jährigen  italienischen  Bauarbeiter, 
dass es zu gewissen psychischen Alterationen kommt, wenn man fünf 
Jahre  nach  der  Discushernienoperation  immer  noch  an 
Kreuzschmerzen  leidet,  welche  eine  Wiederaufnahme  der  Arbeit 
verhindern” (perizia, pag. 10).

Il dott. B._______ ha completato la propria perizia con un rapporto del 
20  novembre  1996  (doc.  64),  nel  quale  ha  proposto  come  attività  
sostitutiva  ideale  quella  di  custode,  quattro  o  sei  ore  al  giorno, 
ribadendo la possibilità  di  sottoporre l'assicurato  ad un intervento di 
revisione  operativa  della  radice  L5  a  destra,  unitamente  ad  una 
spondilodesi lombosacrale. 

All'UAI-BE è pure pervenuto un rapporto del 22 novembre 1996 (doc. 
63), redatto dal dott. C._______, medico ortopedico, capo di un team 
di  specialisti  della  colonna  vertebrale  presso  l'(...),  e  dal  dott. 
D._______, i quali hanno formulato la diagnosi di gravi osteocondrosi 
e  spondiloartrosi  nel  segmento  L4/5  ed  espresso  dei  dubbi  quanto 
all'origine dei dolori del rachide, sconsigliando di eseguire l'intervento 
proposto dal dott. B._______, per il motivo che l'assicurato aveva già 
da  troppo  tempo  cessato  di  lavorare.  A  questo  proposito,  il  dott.  
B._______ ha precisato  ulteriormente,  in  un rapporto  del  7 gennaio 
1997  (doc.  69),  la  propria  posizione  riguardo  al  detto  intervento 
chirurgico.  

C.
Dopo avere  determinato,  il  25 novembre 1996,  sulla  base dei  salari 
annuali da valido di Fr. 55'370.- (attività di gruista, non più esigibile) e 
da invalido di Fr. 22'376.- (attività confacente durante circa 4.5 ore al 
giorno),  un  grado  d'invalidità  del  59.59%  (doc.  66),  l'UAI-BE  ha 
emanato  un  progetto  di  decisione  il  22  gennaio  1997  (doc.  70), 
mediante il quale ha riconosciuto all'assicurato il diritto ad una mezza 
rendita a decorrere dal 1° agosto 1993. L'assicurato ha dichiarato di  
accettare  le  conclusioni  del  progetto  di  decisione  con  scritto  del  13 
febbraio 1997 (doc. 71). 

L'UAI-BE ha quindi  reso una decisione il  20  giugno 1997 (doc. 75), 
attribuente all'assicurato una mezza rendita per un grado d'invalidità 
del 60%, con le rendite completive per la moglie e i due figli, e ciò dal  

Pagina 3

C-7911/2008

1°  agosto  1993. Non  essendo  stata  impugnata,  questa  decisione  è 
cresciuta in giudicato.  

D.
Mediante  scritto  del  25  agosto  1997  (doc.  79),  l'assicurato  ha 
annunciato all'UAI-BE un peggioramento del suo stato di salute. 

In  assenza  di  documenti  medici  comprovanti  un  tale  aggravamento, 
l'UAI-BE  ha  emanato  una  decisione  di  non  entrata  in  materia  il  27 
ottobre  1997  (doc.  85).  Non  essendo  stata  impugnata,  questa 
decisione è cresciuta in giudicato. 

Tramite  lettera  del  21  gennaio  1998  (doc.  86),  l'assicurato  ha 
comunicato  all'UAI-BE  un  nuovo  peggioramento  del  suo  stato  di 
salute,  e  ha  quindi  prodotto  un  rapporto  del  dott.  C._______,  della 
stessa  data  (doc. 87),  facente  stato  di  sintomi  radicolari  L5  con  un 
deficit  sensomotorio  molto  discreto,  e  nel  quale  è  sconsigliato  di 
procedere  ad  un  intervento.  Il  dott.  C._______  si  è  pronunciato  di 
nuovo sul caso con un rapporto del 17 marzo 1998 (doc. 89), in cui ha 
constatato  un  leggero  aggravamento  della  sintomatologia  radicolare 
L5 a sinistra, refrattaria a terapia, concludendo che lo stato di salute 
dell'assicurato è da considerare stabile.  

Dopo  aver  comunicato  all'assicurato  un  progetto  di  decisione  il  26 
giugno 1998 (doc. 98), l'UAI-BE ha reso una decisione il 5 agosto 1998 
(doc. 102), nella quale ha specificato che il suo stato di salute non era 
peggiorato  rispetto  alla  situazione  descritta  nella  decisione  del  20 
giugno 1997, e che perciò non era possibile entrare in materia sulla  
sua  richiesta  di  revisione.  Non  essendo  stata  impugnata,  questa 
decisione è cresciuta in giudicato. 

E.
In  seguito,  l'UAI-BE  ha  ricevuto  copia  di  un  rapporto  dei  dott.ri  
E._______ e F._______, neurochirurghi presso la (...) dell'(...), del 13 
gennaio 1999 (doc. 107), facente stato, in particolare, di un sospetto di 
“claudicatio spinalis” e nel quale è stabilito che l'incapacità lavorativa 
dell'assicurato è rimasta invariata. 

Fondandosi  su  questo  rapporto,  l'UAI-BE  ha  comunicato 
all'interessato,  con scritto  del  26  gennaio  1999 (doc. 108),  che  non 
sussistevano motivi per procedere ad una revisione. 

Pagina 4

C-7911/2008

F.
Siccome l'assicurato  è  rientrato  definitivamente  in  Italia  il  31  marzo 
1999  (doc.  109),  l'UAI-BE  ha  trasmesso  l'incarto  per  competenza 
all'Ufficio  dell'assicurazione per  l'invalidità  per  gli  assicurati  residenti  
all'estero (UAIE; doc. 111), il quale ha preso a carico la gestione del 
caso con effetto dal 1° maggio 1999 (doc. 112). 

Il 17 giugno 1999 l'UAIE ha ricevuto un certificato medico dell'8 giugno 
1999 (doc. 113), menzionante una discopatia lombare, ed un referto 
d'esame elettromiografico,  del  5  novembre  1998  (doc. 114),  facente 
stato, tra l'altro, di segni di danno neurogeno cronico.

Chiamato a pronunciarsi su questi due documenti, il dott. G._______, 
medico  dell'UAIE,  ha  confermato  che  l'incapacità  lavorativa  era 
rimasta invariata (doc. 115).   

Il 16 luglio 1999 l'UAIE ha quindi stilato un progetto di decisione (doc. 
116), con il quale ha informato l'assicurato della sua intenzione di non 
entrare in materia sulladomanda di revisione, invitandolo nel contempo 
ad inoltrare eventuali osservazioni entro un termine di trenta giorni. 
 
L'8  settembre  1999  l'UAIE  ha  emanato  una  decisione  (doc.  117), 
tramite la quale ha comunicato all'assicurato che la documentazione 
medica prodotta non rivelava una modifica rilevante del suo stato di  
salute,  per  cui  non  era  possibile  esaminare  la  sua  domanda  di  
revisione. Non essendo stata impugnata, questa decisione è cresciuta 
in giudicato. 

G.
Con scritto del 29 novembre 2002 (doc. 119), l'assicurato ha inoltrato 
all'UAIE una nuova domanda di revisione, allegandovi diversi certificati  
medici. 

Prendendo  posizione  sul  caso  l'8  gennaio  2003  (doc.  121),  il  dott. 
F._______,  medico  dell'UAIE,  ha  considerato  che  non  si  era  in 
presenza  di  un  aggravamento  dello  stato  di  salute  dell'assicurato, 
fissando la prossima revisione al 30 gennaio 2007. 

Il 16 gennaio 2003 l'UAIE ha così steso un progetto di decisione (doc. 
123),  con  il  quale  ha  preannunciato  all'assicurato  la  non  entrata  in 
materia  sulla  sua domanda di  revisione,  invitandolo  nel  contempo a 

Pagina 5

C-7911/2008

formulare  eventuali  osservazioni  entro  un  termine  di  trenta  giorni. 
Dopo  aver  concesso  una  proroga  del  termine,  l'UAIE  ha  chiesto 
all'assicurato di compilare il questionario per la revisione della rendita,  
ciò che l'interessato ha fatto il 15 aprile 2003 (doc. 128), dichiarando di 
non avere più lavorato dal 23 agosto 1993. Egli ha in seguito esibito 
un'abbondante  documentazione  medica,  in  parte  di  difficile  lettura, 
coprente il periodo dal 1999 al 2003 (doc. 130 a 147).

Esprimendosi su questi documenti nella sua presa di posizione del 20 
maggio 2003 (doc. 150), il dott. F._______ ha osservato che essi non 
contenevano  nuovi  elementi  diagnostici  e  che  l'incapacità  lavorativa 
doveva essere considerata immutata, stabilendo la prossima revisione 
al 30 maggio 2006. 

Con  decisione  del  26  maggio  2003  (doc.  151),  l'UAIE  ha  così 
comunicato  all'assicurato  il  rifiuto  di  esaminare  la  sua  domanda  di 
revisione, per il motivo che il suo stato di salute non aveva subito un 
peggioramento  rilevante.  Non  essendo  stata  impugnata,  questa 
decisione è cresciuta in giudicato. 

H.
In seguito all'entrata in vigore, il  1° gennaio 2004, della IV revisione 
della  legge  federale  sull'assicurazione  per  l'invalidità  del  19  giugno 
1959 (LAI, RS 831.20), l'UAIE ha reso una decisione il 30 aprile 2004 
(doc.  157  e  158),  mediante  la  quale  ha  sostituito  la  mezza  rendita 
versata  all'assicurato  con  tre  quarti  di  rendita,  comprese  le  rendite 
completive per la moglie e i figli, con effetto dal 1° gennaio 2004, e ciò 
conformemente al nuovo art. 28 cpv. 1 LAI, prevedente il diritto a tre 
quarti di rendita per un grado d'invalidità del 60%.    

I.
Il  16  maggio  2007 l'UAIE ha dato  inizio  alla  revisione d'ufficio  della 
rendita (doc. 162), come previsto dal dott. F._______ l'8 gennaio 2003, 
procurandosi i documenti seguenti:

- il questionario per la revisione della rendita (doc. 166), dal quale si  
evince che l'assicurato non ha più esercitato un'attività lavorativa dopo 
il 1° aprile 2003,

- una perizia medica particolareggiata E 213 del dott. H._______, del  
21  giugno  2007  (doc.  167),  diagnosticante  una  spondilodiscoartrosi 

Pagina 6

C-7911/2008

con  rizopatie,  degli  esiti  di  pregressa  emilaminectiomia  di  L4/5  a 
destra e un'ipertensione non complicata, e nella quale è osservato, nel  
quadro di condizioni di salute migliorate e di condizioni psichiche (tono 
dell'umore) senza particolarità (nulla da rilevare), che l'assicurato è in 
grado di svolgere regolarmente lavori pesanti, senza controindicazioni, 
e che può continuare ad esercitare a tempo pieno il suo ultimo lavoro,  
il tasso d'invalidità essendo pari al 35%,

-  un  certificato  medico  del  3  luglio  2007  (doc.  168),  nel  quale  è 
diagnosticata  una  discopatia  lombosacrale  ed  è  descritto  il 
corrispondente trattamento farmacologico,

- un referto di visita neurologica, del 6 luglio 2007 (doc. 169), nel quale 
è  evidenziato,  in  particolare,  che  l'assicurato  presenta  una  facies 
ansiosa,  che  i  suoi  movimenti  di  flesso-estensione  del  rachide 
lombosacrale  sono  ridotti,  che  la  sua  andatura  è  lievemente 
claudicante a destra, che egli soffre d'insonnia all'addormentamento e 
che il contenuto del suo pensiero palesa un'ansia reattiva.

J.
L'UAIE ha sottoposto per apprezzamento la documentazione raccolta 
al proprio servizio medico, nella persona del dott. G._______, il quale, 
nella  sua  presa  di  posizione  del  10  novembre  2007  (doc.  171),  ha 
proposto  in  sostanza,  dopo  avere  sottolineato  la  discrepanza  tra 
l'incapacità lavorativa del 35% ritenuta nella perizia E 213 e il fatto che 
l'assicurato  beneficia  di  tre  quarti  di  rendita  sulla  base  di  un grado 
d'invalidità del 60%, di eseguire una perizia pluridisciplinare. 

Incaricati  dall'UAIE  di  esaminare  l'assicurato,  i  dott.ri  L._______, 
neurologo, e M._______, reumatologo, hanno redatto le loro perizie il 
7  maggio  2008  (doc. 179),  rispettivamente  il  13  maggio  2008  (doc. 
180). 

Il  primo perito, dopo avere diagnosticato delle lombalgie croniche su 
alterazioni  statico-degenerative  del  rachide  lombosacrale  in  esiti  da 
intervento per ernia discale L4/5 a destra, dei  dolori  tendomuscolari 
irradianti nel membro inferiore destro e delle cervicalgie su alterazioni 
statico-degenerative del rachide cervicale, ha formulato un'incapacità 
lavorativa, dal punto di vista neurologico, non superiore al 50%, anche 
nella professione di autista di mezzi pesanti di cantiere, concludendo 
che l'assicurato potrebbe lavorare in modo maggiore in un'attività più 

Pagina 7

C-7911/2008

leggera.  Dal punto di vista psichico, il neurologo ha dichiarato di non 
volersi  esprimere,  affermando  cionondimeno  che  non  sussistono 
deficit  neuropsicologici  e  che  l'assicurato  non  gli  è  sembrato 
particolarmente depresso.  

Il  secondo  perito,  una  volta  posta  la  diagnosi  di  sindrome 
lombovertebrale e spondilogena cronica a destra e cervicovertebrale 
cronica,  nonché  di  probabile  artrosi  femoro-patellare,  d'ipertensione 
arteriosa trattata, d'iperlipidemia trattata, di leggero stato depressivo e 
di  esiti  da  ulcera  duodenale  con  residui  disturbi  al  tratto 
gastrointestinale  superiore,  ha  valutato,  nel  quadro  di  una  prognosi 
valetudinaria  estremamente  sfavorevole  viste  la  lunga  assenza  dal 
mondo  del  lavoro  e  la  cronicizzazione  dei  dolori,  un'incapacità 
lavorativa del 60% in attività pesanti come quella di manovale, del 50% 
quale  gruista  e  del  30%  in  attività  leggere,  non  implicanti  il  
sollevamento ripetuto di carichi superiori ai 10 kg, movimenti ripetuti di  
flessione  ed  estensione  del  tronco  e  lavori  prolungati  in  posizioni 
inergonomiche. Il reumatologo ha concluso che non può escludere una 
somatizzazione  all'origine  dei  dolori  di  cui  soffre  l'assicurato, 
ricordando che quest'ultimo segue una cura con un antidepressivo.  

Il  dott.  G._______  ha  preso  nuovamente  posizione  sul  caso  il  14 
giugno 2008 (doc. 182), alla luce delle perizie dei dott.ri L._______ e 
M._______, stabilendo in sostanza, a partire dal 21 giugno 2007 (data 
della  perizia  E  213),  un'incapacità  lavorativa  del  50%  nell'attività 
abituale  e  del  30%  in  attività  confacenti,  come  quelle  di  portinaio, 
cassiere o magazziniere. 

K.
L'UAIE ha quindi proceduto al calcolo del grado d'invalidità, il 3 luglio  
2008  (doc.  183),  determinando  per  il  2006  un  salario  da  valido 
mensile, come manovale nel settore della costruzione, di Fr. 5'219.79 
(previa  indicizzazione  dei  dati  economici  riportati  nel  doc.  66),  e, 
secondo i dati dell'Ufficio federale di statistica (UFS) relativi ad attività  
leggere  e  non  qualificate  (tabelle  della  Rilevazione  svizzera  della 
struttura dei salari/RSS), un salario da invalido di Fr. 4'933.11, ridotto 
del 15% per tenere conto delle circostanze personali dell'assicurato e 
considerato  nella  misura  del  70%,  ossia  Fr.  2'935.20,  per  cui  ha 
ottenuto una perdita di  guadagno del  43.77%, corrispondente ad un 
grado d'invalidità pari al 44%.

Pagina 8

C-7911/2008

Di conseguenza, il  7 luglio 2007, l'UAIE ha elaborato un progetto di 
decisione  (doc. 184),  con  il  quale  ha  espresso  all'assicurato  la  sua 
intenzione di sostituire i tre quarti di rendita con un quarto di rendita,  
invitandolo nel contempo a presentare eventuali osservazioni entro un 
termine di trenta giorni. 

L.
L'assicurato  si  è  opposto  al  progetto  di  decisione  con  scritto  del  4 
settembre 2008 (doc. 190), allegando della  documentazione medica, 
tra  cui  due  certificati  dell'8  ottobre  2005  (doc.  193),  rispettivamente 
del 28 novembre 2007 (doc. 195), menzionanti una sindrome ansioso-
depressiva, un certificato del 28 novembre 2007 (doc. 196), di difficile 
lettura,  facente  stato,  essenzialmente,  di  una  scoliosi  articolare,  un 
referto d'esame cardiologico del 1° aprile 2008 (doc. 198 e 199), in cui 
si  consiglia  un  approfondimento  diagnostico,  un  certificato  del  21 
aprile 2008 (doc. 203), in cui è evocata, in particolare, una sindrome 
ansioso-depressiva, un certificato del 10 agosto 2008 (doc. 206), nel 
quale sono diagnosticate una cardiopatia ipertensiva, delle ricorrenze 
di  cervicobrachialgie  e  lombosciatalgie,  una  gonartrosi  bilaterale, 
un'epatopatia steatosica e una sindrome ansioso-depressiva.

Il  dott. G._______  si  è  pronunciato  su questi  documenti  medici  con 
presa di posizione del 26 ottobre 2008 (doc. 210), affermando che essi 
non  apportano  nuovi  elementi  diagnostici  oggettivi,  per  cui 
l'apprezzamento del caso rimane invariato. 

L'UAIE ha perciò reso una decisione il 19 novembre 2008 (doc. 212),  
mediante la quale ha sostituito i tre quarti di rendita con un quarto di  
rendita a decorrere dal 1° gennaio 2009.     

M.
Contro questa decisione, patrocinato dall'Istituto nazionale italiano di 
assistenza sociale (INAS), l'assicurato ha inoltrato ricorso al Tribunale 
amministrativo  federale  il  5  dicembre  2008,  chiedendo  che  gli  sia 
attribuita una rendita intera sulla base di un grado d'invalidità del 70%, 
e ha esibito diversa documentazione medica, in parte già agli atti, tra 
cui una relazione medico-legale del dott. N._______, del 15 settembre 
2008,  redatta  nel  quadro  di  una  causa  per  l'ottenimento  di  una 
pensione d'invalidità italiana, facente stato di  una sindrome ansioso-
depressiva e di  una cervicartrosi  con discopatie C3/4, per le quali è 
formulata  un'incapacità  lavorativa  generale  del  75%  dal  novembre 

Pagina 9

C-7911/2008

2007.

Il  dott. O._______,  medico dell'UAIE, si  è  pronunciato sul  caso, alla 
luce dei detti  documenti,  con presa di posizione del 23 giugno 2009 
(doc.  216),  nella  quale  ha  indicato  che  essi  non  rivelano  un 
peggioramento  dello  stato  di  salute  del  ricorrente,  per  cui 
l'apprezzamento della situazione rimane invariato. 

L'UAIE  ha  risposto  al  ricorso  il  30  marzo  2009,  chiedendo  che  sia 
respinto e che la decisione impugnata sia confermata.

Il ricorrente ha presentato la replica il 5 settembre 2009, allegandovi  
una relazione medico-legale del dott. P._______, del 4 maggio 2009, 
nella  quale  è  osservato  che  l'incapacità  lavorativa  del  ricorrente  è 
sicuramente superiore al 70%. 

L'UAIE ha duplicato il 3 giugno 2009, ribadendo le proprie conclusioni. 

N.
Con  decisione  incidentale  del  9  giugno  2009,  questo  Tribunale  ha 
invitato  il  ricorrente  a  versare  un  anticipo  equivalente  alle  presunte 
spese processuali di Fr. 300.-. Il relativo versamento è stato effettuato 
il 19 giugno ed il 3 luglio 2009. 

Diritto:

1.

1.1 In virtù dell'art. 31 della legge sul Tribunale amministrativo federale 
del  17  giugno  2005  (LTAF,  RS  173.32),  questo  tribunale  giudica  i 
ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 della legge federale sulla  
procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021), 
emanate  dalle  autorità  menzionate  all'art.  33  LTAF,  riservate  le 
eccezioni  di  cui  all'art.  32  LTAF.  In  particolare,  le  decisioni  rese 
dall'UAIE  concernenti  l'assicurazione  per  l'invalidità  possono  essere 
portate  davanti  al  Tribunale  amministrativo  federale  conformemente 
all'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI. 

Pagina 10

C-7911/2008

1.2 Secondo  l'art.  3  lett.  dbis PA,  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali non è disciplinata dalla PA, nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). L'art. 2 LPGA 
prevede che le disposizioni della presente legge sono applicabili  alle 
assicurazioni  sociali  disciplinate dalla legislazione federale,  se e per 
quanto le singole leggi sulle assicurazioni sociali lo prevedano. Giusta 
l'art.  1  cpv.  1  LAI,  le  disposizioni  della  LPGA  sono  applicabili  
all'assicurazione per  l'invalidità  (art.  1a-26bis e  28-70),  sempreché la 
LAI non deroghi alla LPGA.

1.3 Conformemente all'art. 59 LPGA, ha diritto di ricorrere chiunque è 
toccato  dalla  decisione  o  dalla  decisione  su  opposizione  ed  ha  un 
interesse  degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua 
modificazione. Il  ricorso deve essere interposto entro 30 giorni  dalla 
notificazione della decisione o della decisione contro cui l'opposizione 
è esclusa (art. 60 LPGA). Esso deve contenere le conclusioni, i motivi,  
l'indicazione  dei  mezzi  di  prova  e  la  firma  del  ricorrente  o  del  suo 
rappresentante,  con  allegati  la  decisione  impugnata  e  i  documenti  
indicati come mezzi di prova, se sono in possesso del ricorrente (art.  
52 cpv. 1 PA).

1.4 In  concreto,  il  ricorso  è  ammissibile  nella  misura  in  cui  è  stato 
presentato  tempestivamente  e  nel  rispetto  dei  requisiti  previsti  dalla 
legge  (art.  59  e  60  LPGA,  nonché  l'art.  52  cpv. 1  PA),  e  visto  che 
l'anticipo di  Fr. 300.-,  relativo alle spese processuali,  è stato versato 
nel termine impartito.  

2.

2.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori  
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il  
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21 marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Si  tratta  di  una 

Pagina 11

C-7911/2008

normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data  
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di trattamento tra i cittadini di uno Stato membro della Comunità 
europea,  ivi  risiedenti,  ed  i  cittadini  svizzeri  (art.  2  e  3  del 
Regolamento CEE n° 1408/71).

2.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'Allegato II, gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli Stati membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il  medesimo  campo  sia  disciplinato  da  quest'ultimo  (art.  6  del 
Regolamento  CEE  n°  1408/71).  Nella  misura  in  cui  l'Accordo,  in 
particolare  l'Allegato  II  che  regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di 
sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni  contrarie, 
l'organizzazione della procedura come pure l'esame delle condizioni di 
ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono  regolate  dal 
diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

2.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente  procedura,  trattandosi  di  un  cittadino  italiano  che  risiede 
nell'Unione europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del 
Consiglio del 14 giugno 1971 e (CEE) n° 574/72 del Consiglio del 21 
marzo 1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

2.4 Per  costante  giurisprudenza,  l'ottenimento  di  una  pensione 
straniera  d'invalidità  non  pregiudica  l'apprezzamento  di  un'invalidità 
secondo il diritto svizzero (v. sentenza del Tribunale federale I 435/02 
del  4 febbraio 2003 consid. 2). Anche in seguito all'entrata in vigore 
dell'ALC, il grado d'invalidità di un assicurato che pretende una rendita 
dell'assicurazione  svizzera  è  determinato  esclusivamente  secondo  il 
diritto svizzero (DTF 130 V 253 consid. 2.4).

3.
Relativamente al diritto applicabile, deve essere ancora precisato che, 
a partire dal 1° gennaio 2008, la presente procedura è retta dalla LAI 
nel  suo  tenore  modificato  il  6  ottobre  2006  (V  revisione),  ritenuto 
tuttavia il principio secondo il quale le norme applicabili sono quelle in 
vigore  al  momento  in  cui  dei  fatti  giuridicamente  rilevanti  si  sono 
verificati (ATF 130 V 445 consid. 1.2). Ne consegue che il diritto alla 
rendita si esamina, fino al 31 dicembre 2007, alla luce delle precedenti  
norme e, a decorrere dal 1° gennaio 2008, in conformità con le nuove 
disposizioni. 

Pagina 12

C-7911/2008

4.

4.1 In base all'art. 8 cpv. 1 LPGA è considerata invalidità l'incapacità 
al guadagno totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga 
durata.  L'art.  4  cpv.  1  LAI  precisa  che  l'invalidità  può  essere 
conseguente  ad  infermità  congenita,  malattia  o  infortunio;  il  cpv.  2 
della  stessa norma stabilisce che l'invalidità  è considerata insorgere 
quando, per natura e gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

4.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per  
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di  rendita  se  è  invalido  per  almeno  il  40% (art.  28  cpv. 1  LAI).  Va 
ricordato che fino al  31 dicembre 2003, la LAI prevedeva il  diritto al 
quarto di rendita con un tasso d'invalidità del 40% almeno, alla mezza 
rendita con un tasso d'invalidità del 50% almeno ed alla rendita intera 
con un tasso d'invalidità dei due terzi (66.67%). In seguito all'entrata in 
vigore dell'ALC, la limitazione prevista dall'art. 28 cpv. 1 ter  LAI  (art. 29 
cpv. 4 LAI a partire dal 1° gennaio 2008), secondo il quale le rendite 
per  un  grado  d'invalidità  inferiore  al  50%  sono  versate  solo  ad 
assicurati  che  sono  domiciliati  e  dimorano  abitualmente  in  Svizzera 
(art. 13 LPGA),  non è più applicabile  quando l'assicurato è cittadino 
svizzero o dell'Unione europea e vi risiede.

4.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  al  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  di  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando  egli  è  stato  per  un  anno  e  senza   notevoli   interruzioni, 
incapace  al  lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La prima 
lettera  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato;  la  seconda  se  lo  stato  di  salute  è  labile,  vale  a  dire 
suscettibile di evolvere verso un miglioramento od un peggioramento 
(DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b). A partire dal 1° gennaio 2008, 
l'art. 28 cpv. 1 LAI stabilisce che l'assicurato ha diritto ad una rendita  
alle  seguenti  condizioni:  (a)  la  sua  capacità  di  guadagno  o  la  sua 
capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, 
mantenuta  o  migliorata  mediante  provvedimenti  d'integrazione 
ragionevolmente  esigibili;  (b)  ha avuto un'incapacità  di  lavoro  (art. 6 
LPGA)  almeno  del  40%  in  media  durante  un  anno  senza  notevole 
interruzione; e (c) al termine di questo anno è invalido almeno al 40%.

Pagina 13

C-7911/2008

4.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno  è  definita  all'art.  7  cpv. 1  LPGA e  consiste  nella  perdita, 
totale o parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili. Per valutare la presenza di  un'incapacità al  guadagno sono 
considerate  esclusivamente  le  conseguenze  del  danno  alla  salute; 
inoltre,  sussiste  un'incapacità  al  guadagno  soltanto  se  essa  non  è 
obbiettivamente superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA nel suo nuovo tenore 
dal 1° gennaio 2008).

5.

5.1 Secondo  l'art.  17  cpv.  1  LPGA,  se  il  grado  d'invalidità  del 
beneficiario  della  rendita  subisce  una  notevole  modificazione,  per  il 
futuro la rendita è aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, 
d'ufficio o su richiesta.

5.2 Conformemente  all'art.  87  cpv.  2  dell'Ordinanza  federale 
sull'assicurazione invalidità del 17 gennaio 1961 (OAI, RS 831.201), la 
revisione  avviene  d'ufficio  quando,  in  previsione  di  una  possibile 
modifica importante del grado d'invalidità, è stato stabilito un termine 
nel momento dell'erogazione della rendita o allorché si conoscono fatti 
o  si  ordinano  provvedimenti  che  possono  provocare  una  notevole 
modifica del grado d'invalidità. 

Se la capacità al guadagno dell'assicurato migliora o peggiora, occorre 
tener conto del cambiamento determinante il diritto a prestazioni non 
appena esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole e, nel 
caso  in  cui  la  capacità  al  guadagno  migliori,  presumibilmente 
continuerà a durare (art. 88a cpv. 1 OAI). 

L'aumento della rendita avviene al più presto, se la revisione ha luogo 
d'ufficio, a partire dal mese in cui è stata prevista (art. 88 bis cpv. 1 let. b 
OAI). La riduzione o la soppressione della rendita è messa in atto, il  

Pagina 14

C-7911/2008

più  presto,  il  primo  giorno  del  secondo  mese  che  segue  la  notifica 
della decisione (art. 88bis cpv. 2 lett. a OAI). 

5.3 La costante giurisprudenza ha stabilito che le rendite d'invalidità 
sono soggette a revisione non solo in caso di modifica rilevante dello 
stato  di  salute  che  ha  un  influsso  sull'attività  lucrativa,  ma  anche 
quando lo stato di salute è rimasto invariato, se le sue conseguenze 
sulla capacità di guadagno hanno subito un cambiamento importante 
(DTF 113 V 275 consid. 1a).

Va ancora rilevato che la semplice valutazione diversa di circostanze 
di fatto che sono rimaste sostanzialmente invariate non giustifica una 
revisione ai sensi dell'art. 17 LPGA (DTF 112 V 372 consid. 2b e 390  
consid. 1b, RCC 1987 p. 36, SVR 2004 IV n. 5 consid. 3.3.3). L'istituto 
della  revisione  non  costituisce  una  base  che  possa  giustificare  un 
riesame  senza  condizioni  del  diritto  alla  rendita  (cfr.  anche:  RUDOLF 
RUEDI,  Die  Verfügungsanpassung  als  verfahrenrechtliche  Grundfigur 
namentlich  von  Invalidenrentenrevisionen,  in:  SCHAFFHAUSER/SCHLAURI, 
Die  Revision  von  Dauerleistungen  in  der  Sozialversicherung,  San 
Gallo, 1999, p. 15). 

6.

6.1 Al  fine  di  giudicare  se  sussistono  indizi  sufficienti  per  ritenere 
verosimile  una  modifica  rilevante  del  grado  d'invalidità,  si  deve 
considerare il periodo tra la decisione iniziale e quella che pronuncia 
la revisione. Decisioni intercalari  sono pertinenti unicamente se sono 
state emesse sulla base di una nuova valutazione materiale del grado 
d'invalidità,  ossia  dopo  delucidazione  dei  fatti,  apprezzamento  delle 
prove e esecuzione del raffronto dei redditi (DTF 133 V 108). 

6.2 In  concreto,  la  decisione  iniziale  che  ha  accordato  al  ricorrente 
una mezza rendita d'invalidità, è stata resa il 20 giugno 1997 (doc. 75). 
L'UAIE  ha  in  seguito  emanato  quattro  decisioni  di  non  entrata  in 
materia sulle rispettive domande di  revisione del ricorrente (doc. 85, 
102,  108,  117). Con decisione del  30 aprile  2004 (doc. 151),  senza 
procedere ad un esame materiale del caso, l'UAIE ha riconosciuto il 
diritto  del  ricorrente  a  tre  quarti  di  rendita,  come  conseguenza 
dell'entrata in vigore della IV revisione della LAI, il  cui  art. 28 cpv. 1  
prevede il  diritto  a  tre  quarti  di  rendita  per  un grado d'invalidità  del  
60%.  L'UAIE  ha  quindi  proceduto  ad  una  revisione  d'ufficio  il  16 
maggio 2007 (doc. 162), la quale si è conclusa, il 19 novembre 2008, 

Pagina 15

C-7911/2008

mediante la decisione qui impugnata (doc. 212).  

Ne  consegue  che  il  periodo  di  riferimento  per  giudicare  se  è 
intervenuta  una  modifica  rilevante  del  grado  d'invalidità,  è  quello 
compreso tra il 20 giugno 1997 e il 19 novembre 2008. 

A  questo  proposito,  giova  rilevare  che  il  giudice  delle  assicurazioni 
sociali  analizza  la  legalità  della  decisione  impugnata,  in  generale, 
secondo lo stato di fatto esistente al momento in cui essa è stata resa 
(DTF 130 V 445 consid. 1.2 e 1.2.1). 

7.
Il  ricorrente  contesta  la  validità  materiale  della  decisione  dell'UAIE, 
chiedendo  che  gli  sia  riconosciuto  il  diritto  ad  una  rendita  intera 
d'invalidità, e ciò per il motivo che il suo stato di salute non solo non 
sarebbe migliorato, ma sarebbe peggiorato.      

8.
Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  deve  esaminare  in  maniera 
obiettiva  tutti  i  mezzi  di  prova,  indipendentemente  dalla  loro 
provenienza,  e  poi  decidere  se  i  documenti  messi  a  disposizione 
permettono  di  giungere  ad  un  giudizio  attendibile  sulle  pretese 
giuridiche  litigiose  (DTF  125  V  352  consid.  3a).  Per  costante 
giurisprudenza le certificazioni mediche possono costituire importanti  
elementi d'apprezzamento del danno invalidante, allorché permettono 
di  valutare  l'incapacità  lavorativa  e  di  guadagno  dell'interessato  in 
un'attività da lui ragionevolmente esigibile (DTF 115 V 134 consid. 2, 
114  V  314  consid.  3c).  Perché  un  rapporto  medico  abbia  valore 
probatorio  è  determinante  che  esso  valuti  ed  esamini  in  maniera 
completa i  punti  litigiosi,  si fondi su degli  esami approfonditi,  prenda 
conto di tutte le affezioni di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in 
piena  conoscenza  dei  suoi  antecedenti  (anamnesi)  e  sia  chiaro 
nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della 
situazione  medica;  le  conclusioni  dell'esperto  devono  inoltre  essere 
motivate (DTF 125 V 352, 122 V 160). Per quel che riguarda i rapporti  
concernenti  il  medico curante, secondo la generale esperienza della 
vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto di 
fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di  
dubbio, in favore del suo paziente (DTF 125 V 353; VSI 2001 p. 109).

Pagina 16

C-7911/2008

9.
In concreto, il  diritto ad una mezza rendita d'invalidità dal 1° agosto 
1993 è stato riconosciuto al ricorrente sulla base dei rapporti del dott. 
B._______, del 22 ottobre e 20 novembre 1996 (doc. 60 e 64), nonché 
dei dott.ri  C._______ e D._______, del 22 novembre 1996 (doc. 63), 
facenti stato di un'osteocondrosi e di una spondiloartrosi nel segmento 
L4/5, e tenendo conto di un grado d'invalidità del 59.59%. 

Occorre ora verificare se, durante il periodo in esame, l'incidenza delle 
dette  affezioni  sulla  capacità  lavorativa  del  ricorrente  è  diminuita  in 
modo  tale  da  giustificare  la  sostituzione  dei  tre  quarti  di  rendita 
d'invalidità con un quarto di rendita dal 1° gennaio 2009, come stabilito 
dall'UAIE (art. 88bis cpv. 2 lett. a OAI).  

10.

10.1 Durante  la  procedura  di  revisione,  iniziata  il  mese  di  maggio 
2007, l'UAIE ha raccolto una perizia medica particolareggiata E 213 
del  dott.  H._______,  del  21  giugno  2007  (doc.  167),  diagnosticante 
una  spondilodiscoartrosi  con  rizopatie,  degli  esiti  di  pregressa 
emilaminectiomia di L4/5 a destra e un'ipertensione non complicata, e 
nella quale è osservato, nell'ambito di condizioni psichiche normali e di  
condizioni di salute generali migliorate, che il ricorrente è in grado di 
svolgere  regolarmente  lavori  pesanti,  senza controindicazioni,  e  che 
può  continuare  ad  esercitare  a  tempo  pieno  il  suo  ultimo  lavoro,  il 
tasso d'invalidità essendo valutato al 35%. 

10.2 L'UAIE  ha  quindi  disposto  l'esecuzione  di  due  perizie 
specialistiche, una del dott. L._______, neurologo, del 7 maggio 2008 
(doc.  179),  l'altra  del  dott.  M._______,  reumatologo,  del  13  maggio 
2008 (doc. 180). 

Il dott. L._______, dopo avere diagnosticato delle lombalgie croniche 
su alterazioni statico-degenerative del rachide lombosacrale in esiti da 
intervento per ernia discale L4/5 a destra, dei  dolori  tendomuscolari 
irradianti nel membro inferiore destro e delle cervicalgie su alterazioni 
statico-degenerative del rachide cervicale, ha considerato che il referto 
di  MRI  (Magnetic  Resonance  Imaging)  lombo-sacrale,  del  3  luglio 
2007, non conferma la presenza di recidive di ernie discali o patologie 
particolari.  Il  neurologo  ha  osservato  che  non  si  è  in  presenza  di 
nessuna sindrome cervico-vertebrale, né di segni radicolari irritativi o 

Pagina 17

C-7911/2008

deficitari alle membra superiori o di sofferenza midollare, concludendo 
che  lo  stato  neurologico  è  normale,  senza  indizi  di  sofferenza 
cerebrale  dei  nervi  periferici.  Egli  ha  quindi  valutato  un'incapacità 
lavorativa, dal punto di vista neurologico, non superiore al 50%, anche 
nella professione di autista di mezzi pesanti di cantiere, concludendo 
che l'assicurato potrebbe lavorare in modo maggiore in un'attività più 
leggera. 

Il  dott. M._______,  posta la  diagnosi  di  sindrome lombovertebrale e 
spondilogena cronica a destra e cervicovertebrale cronica, nonché di 
probabile  artrosi  femoro-patellare,  d'ipertensione  arteriosa  e 
d'iperlipidemia trattate, di leggero stato depressivo e di esiti da ulcera  
duodenale con residui disturbi al tratto gastrointestinale superiore, ha 
osservato  che  l'intero  stato  articolare  non  presenta  particolarità  di  
rilievo, tutte le  piccole  e  grosse articolazioni  essendo ben mobili  ed 
indolenti,  senza alcun segno d'artropatia infiammatoria o d'artropatia 
degenerativa maggiore. Il reumatologo ha ancora rilevato che i dolori 
cronici  lamentati  dal  ricorrente  sono  da  ricondurre  ad  una 
lombosciatalgia  cronica,  verosimilmente  con  una  forte  componente 
centrale-somatoforme. Per quanto concerne la capacità lavorativa, egli 
ha  stimato,  nel  quadro  di  una  prognosi  valetudinaria  estremamente 
sfavorevole  viste  la  lunga  assenza  dal  mondo  del  lavoro  e  la 
cronicizzazione dei dolori,  un'incapacità lavorativa del 60% in attività 
pesanti come quella di manovale, del 50% quale gruista e del 30% in 
attività  leggere,  non  implicanti  il  sollevamento  ripetuto  di  carichi 
superiori  ai  10  kg,  movimenti  ripetuti  di  flessione ed estensione del 
tronco e lavori prolungati in posizioni inergonomiche. Egli ha concluso 
che,  sotto  l'aspetto  puramente  ortopedico-reumatologico,  non  ha 
riscontrato  patologie  tali  da  giustificare  un'incapacità  lavorativa 
completa. 

Dal canto suo, il dott. G._______, medico dell'UAIE, ha ritenuto, nella 
sua presa di posizione del 14 giugno 2008 (doc. 182), con riferimento 
alle perizie dei dott.ri  L._______ e M._______, che in assenza di un 
danno  funzionale  neurologico  radicolare  lombare,  l'incapacità 
lavorativa doveva essere fissata al 50% nell'attività abituale e al 30% 
in  attività  confacenti,  come  quelle  di  portinaio,  cassiere  o 
magazziniere, e ciò a decorrere dal 21 giugno 2007, data della perizia 
E 213. 

Pagina 18

C-7911/2008

10.3 Nel corso della presente procedura, il  ricorrente ha esibito una 
relazione medico-legale del dott. N._______, del 15 settembre 2008, 
nella  quale  è  riportata  come  diagnosi,  in  particolare,  una  sindrome 
ansioso-depressiva,  di  cui  è  proposta  una  definizione  accademica, 
senza che siano addotte precisazioni riguardo ai sintomi concreti del 
ricorrente, ed è formulata un'incapacità lavorativa del 75%. 

Pronunciandosi su questa relazione medico-legale con rapporto del 23 
marzo  2009  (doc.  216),  il  dott.  O._______,  medico  dell'UAIE,  ha 
sottolineato  che  essa  non  apporta  nuovi  elementi,  e  ha  perciò 
confermato  le  conclusioni  espresse  dal  dott.  G._______  nella  sua 
presa di posizione del 14 giugno 2008, rilevando che sia la perizia E 
213,  sia  le  perizie  specialistiche  confermano  “eine  signifikante 
Besserung” dello stato di salute del ricorrente dal 20 giugno 1997 fino 
ad almeno il 1° gennaio 2009. 

Sempre in questa sede, il ricorrente ha ancora prodotto una relazione 
medico-legale  del  dott.  P._______,  del  4  maggio  2009, 
sostanzialmente dello stesso contenuto di quella del dott. N._______, 
senonché in essa è indicato che l'incapacità di guadagno “è valutabile 
in misura sicuramente superiore al 70%”. 

11.
Visto quanto precede, il collegio giudicante osserva che, dal punto di  
vista  fisico,  i  dott.ri  L._______  e  M._______  non  accennano  ad  un 
miglioramento  dello  stato  di  salute  del  ricorrente  rispetto  alla 
situazione  presente  al  momento  del  riconoscimento  del  diritto  alla 
rendita, ma si determinano sulla situazione esistente al momento della 
perizia.  Sulla  base  delle  risultanze  di  queste  perizie,  i  due  medici 
dell'UAIE  concludono  per  contro  ad  un  miglioramento  significativo 
dello  stato  di  salute  del  ricorrente  e  pertanto  della  sua  capacità 
lavorativa,  senza  tuttavia  motivare  in  modo  circostanziato  il  loro 
parere,  e  in  particolare  senza  esprimersi  chiaramente  in  merito 
all'evoluzione della patologia somatica nel periodo in esame. 

Dal  punto  di  vista  psichico,  già  il  dott.  B._______  aveva emesso  la 
prudente ipotesi, nel suo rapporto del 22 ottobre 1996, di una possibile 
componente psichica nel manifestarsi dei dolori alla schiena (“gewisse 
psychische  Komponente”,  “gewisse  psychische  Alterationen”),  pur 
escludendone un influsso sulla capacità lavorativa. Più recentemente, 
il referto neurologico del 6 luglio 2007 (doc. 169) riferisce la presenza 

Pagina 19

C-7911/2008

di un'ansia reattiva, e, soprattutto, il  dott. M._______ ha evidenziato, 
nella sua perizia, la verosimiglianza di una forte componente centrale-
somatoforme  ed  ha  affermato  di  non  poter  escludere  una 
somatizzazione all'origine dei  detti  dolori,  che si  sono  nel  frattempo 
cronicizzati,  alludendo  quindi  alla  possibile  esistenza  di  disturbi 
somatoformi. Altri  documenti  medici  all'incarto, ossia alcuni certificati 
esibiti  con l'opposizione (doc. 195, 203 e 206) e le perizie dei dott.ri  
N._______ e P._______, menzionano, senza precisazioni, l'esistenza 
di una sindrome ansioso-depressiva. 

Ora,  secondo  la  giurisprudenza  del  Tribunale  federale  (DTF  130  V 
352), il carattere invalidante di una sindrome somatoforme si palesa in  
presenza di una comorbidità psichiatrica importante per la sua gravità,  
la sua acuità e la sua durata oppure la presenza costante e intensa di 
altri  criteri  qualificati  quali  (1)  l'esistenza  di  concomitanti  affezioni 
organiche  croniche  accompagnate  da  un  decorso  patologico 
pluriennale  con  sintomi  stabili  o  in  evoluzione  senza  remissione 
duratura,  (2)  la  perdita  d'integrazione  sociale  in  tutti  gli  ambiti  della 
vita, (3) uno stato psichico consolidato, senza possibilità di evoluzione 
sul piano terapeutico, ad indicare allo stesso tempo l'insuccesso e la  
liberazione  dal  processo  risolutivo  del  conflitto  psichico  (profitto 
primario tratto dalla malattia; "primärer Krankheitsgewinn") oppure (4) 
l'insuccesso  di  trattamenti  ambulatoriali  o  stazionari  conformi  alle 
regole  dell'arte  nonché  di  provvedimenti  riabilitativi  a  dispetto  degli 
sforzi profusi dalla persona assicurata (DTF 130 V 352 consid. 2.2.2 ).

In  concreto,  in  assenza  di  chiare  indicazioni  in  merito  ad  un 
miglioramento della patologia fisica e di una perizia psichiatrica atta a  
delucidare  se  sussistono  dei  disturbi  psichici,  se  tali  disturbi  hanno 
subito un'evoluzione nel periodo in esame e, nell'affermativa, quale sia 
la loro influenza sulla capacità lavorativa del ricorrente, il ricorso deve 
essere  parzialmente  accolto,  la  decisione  impugnata  annullata  e 
l'incarto rinviato all'UAIE per un complemento d'istruzione e per una 
nuova valutazione dell'incapacità lavorativa del ricorrente.

12.

12.1 Secondo l'art. 61 cpv. 1 PA, l'autorità di ricorso decide la causa o 
eccezionalmente  la  rinvia,  con  istruzioni  vincolanti,  all'autorità 
inferiore. Benché questa disposizione permetta solo eccezionalmente 
di  ricorrere  ad  una  tale  procedura,  l'applicazione  dell'eccezione 

Pagina 20

C-7911/2008

prevista  è  tuttavia  giustificata  in  concreto,  se  si  considerano  le 
contraddizioni che palesa l'incarto riguardo alla capacità lavorativa e 
alla riduzione del grado d'invalidità per circostanze personali. 

12.2 L'UAIE  dovrà  quindi  provvedere  ad  una  nuova  valutazione 
dell'incapacità lavorativa durante il  periodo dal 20 giugno 1997 al 19 
novembre  2008  (periodo  d'esame  giudiziario).  A  questo  fine, 
l'amministrazione procederà a completare l'istruttoria dal punto di vista 
medico,  predisponendo  l'espletamento  in  Svizzera  di  una  perizia 
pluridisciplinare (ortopedica, reumatologica e psichiatrica),  che dovrà 
esprimersi in merito all'evoluzione dello stato di salute del ricorrente, e 
sottoporrà  quindi  l'intero  incarto  al  proprio  servizio  medico,  il  quale 
quantificherà  la  capacità  lavorativa  dettagliando  e  giustificando  le 
proprie  conclusioni.  Una  volta  che  il  servizio  medico  si  sarà 
pronunciato  in  questo  senso,  l'UAIE  effettuerà,  se  del  caso,  un 
adeguato  e  circostanziato  raffronto  dei  redditi,  tenendo  conto,  per 
quanto  concerne  la  riduzione  per  circostanze  personali,  della 
giurisprudenza federale in materia (DTF 126 V 75), ed emanerà quindi 
una nuova decisione impugnabile. 

13.
Secondo l'art. 63 cpv. 1 PA, le spese processuali sono di regola messe 
a  carico  della  parte  soccombente.  In  concreto,  visto  l'esito  della 
procedura,  non  sono  prelevate  spese  processuali  e  l'anticipo  di  Fr. 
300.-, versato il 3 luglio 2009, è retrocesso al ricorrente. 

Conformemente all'art. 64 cpv. 1 PA, l'autorità di ricorso, se ammette il 
ricorso in tutto o in parte, può assegnare al ricorrente una indennità 
per le spese indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato 
(spese ripetibili). In concreto, considerato che il ricorrente ha agito per 
il  tramite  di  un  rappresentante  professionale,  per  cui  ha  dovuto 
sostenere spese indispensabili  e relativamente elevate, è giustificato 
assegnarli un'indennità per spese ripetibili  di Fr. 800.- (art. 7 e segg. 
del Regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi  
al Tribunale amministrativo federale, del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 
173.320.2]).

Pagina 21

C-7911/2008

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il  ricorso  è  parzialmente  accolto  e  la  decisione  dell'UAIE  del  19 
novembre 2008 è annullata.

2.
L'incarto è rinviato all'UAIE affinché proceda ai sensi del considerando 
12.2.

3.
Non  si  prelevano  spese  processuali.  Al  ricorrente  è  rimborsato 
l'anticipo di Fr. 300.-, versato il 19 giugno ed il3 luglio 2009.  

4.
Al ricorrente è assegnata un'indennità per spese ripetibili di Fr. 800.-a 
carico dell'autorità inferiore. 

5.
Comunicazione: 

- al rappresentante del ricorrente (Atto giudiziario); 
- all'autorità inferiore (n. di rif. ...; Raccomandata);
- all'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (Raccomandata).  

La presidente del collegio: Il cancelliere:

Elena Avenati-Carpani Dario Quirici

Pagina 22

C-7911/2008

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna,  entro  un termine di  30 giorni  dalla  sua notificazione,  nella 
misura in cui sono adempiute le condizioni di cui agli art. 82 e segg., 
90 e segg. e 100 della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 
[LTF, RS  173.110].  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le  conclusioni,  i  
motivi e l’indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La decisione 
impugnata  e  – se  in  possesso  della  parte ricorrente  –  i  documenti 
indicati come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

Pagina 23