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**Case Identifier:** 99e3325e-8336-52ac-91b0-5d84d285c010
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2021-10-25
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 25.10.2021 B-6224/2020
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_B-6224-2020_2021-10-25.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
 
 

 

 

  

 

 Corte II 

B-6224/2020 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  2 5  o t t o b r e  2 0 2 1  

Composizione 

 
Giudici Pietro Angeli-Busi (presidente del collegio), 

Ronald Flury, Francesco Brentani, 

Cancelliere Corrado Bergomi. 

 
 

 
 

Parti 

 
X. _______, 

patrocinata dall'avv. Monica Marazzi, 

ricorrente, 

 
 

 
contro 

 

 
Segreteria di Stato per la formazione,  

la ricerca e l'innovazione SEFRI, 

autorità inferiore, 

 

Organizzazione del mondo del lavoro dei 

massaggiatori medicali (OdA MM),  

Segretariato d'esame e Commissione  

per la garanzia della qualità (CGQ), 

prima istanza. 

 
 

 
 

Oggetto 

 
Esame professionale di massaggiatrice medicale 2019. 

B-6224/2020 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

X. _______ (in seguito: la ricorrente) si è presentata (periodo), per la terza 

volta, all’esame di professione per massaggiatore/massaggiatrice 

medicale, indetto dall’Organizzazione del mondo del lavoro dei 

massaggiatori medicali (OdA MM). 

B.  

Mediante decisione del 20 novembre 2019, il segretariato d’esame CGQ 

dell’Organizzazione del mondo del lavoro dei massaggiatori medicali (in 

seguito: prima istanza o CGQ) ha comunicato alla ricorrente il mancato 

superamento dell’esame. Alla comunicazione è stato allegato il certificato 

delle note, da cui si evince che la ricorrente ha ottenuto una nota 

insufficiente (2,5) nella parte A (conoscenze teoriche e pratiche) e la nota 

finale di 3,9. 

C.  

C.a Il 19 dicembre 2019, la ricorrente ha adito la Segreteria di Stato per la 

formazione, la ricerca e l’innovazione (SEFRI, in seguito: autorità inferiore) 

con un ricorso contro la decisione della prima istanza, chiedendo il 

riconoscimento della validità e la valutazione di tutte le risposte da lei evase 

nel libretto per la parte d’esame A, in via subordinata la concessione della 

possibilità di completare le parti mancanti nei “fogli delle risposte” con le 

risposte date nel libretto, in via ancora più subordinata la concessione della 

possibilità di ripetere l’esame. 

La ricorrente ha spiegato che il suo gravame non verte sul contenuto 

tecnico delle risposte, ma unicamente sul fatto che ha dato 

un’interpretazione errata della procedura e delle modalità di compilazione 

e consegna della parte A dell’esame. La ricorrente ha addotto di aver 

confuso la procedura d’esame sulla compilazione delle risposte, 

consegnando, contrariamente a quanto indicato dall’esaminatore e nelle 

relative istruzioni, il libretto delle domande interamente compilato e i fogli 

delle risposte, rilevanti per la valutazione finale, solo parzialmente 

compilati. 

C.b Con presa di posizione del 14 febbraio 2020 la prima istanza ha 

concluso in sostanza al mantenimento del risultato negativo dell’esame. 

La CGQ ha puntualizzato che le istruzioni, ricevute in forma scritta da ogni 

candidato sulle pagine iniziali dell’esame, su come usare il libretto delle 

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domande e come trascrivere le risposte sono state ripetute più volte ed in 

maniera chiara prima dell’inizio dell’esame. A suo avviso, è stato dunque 

comunicato che ai fini della valutazione sarebbero stati considerati soltanto 

i fogli di risposta e non anche il libretto contenente le domande. 

C.c Con replica del 13 marzo 2020 la ricorrente ha confermato in sostanza 

le proprie conclusioni ed argomentazioni, rimproverando alla prima istanza 

di aver dato prova di un formalismo eccessivo per aver rifiutato di non 

valutare le risposte trascritte nel libretto, nonché di un diniego di giustizia 

per non aver tenuto conto delle sue richieste. 

La ricorrente ha lamentato inoltre che la CGQ non abbia preso in 

considerazione l’aspetto emotivo nell’affrontare la prova d’esame una terza 

e, secondo il Regolamento d’esame, ultima volta. La ricorrente ha 

sottolineato che, secondo il principio di proporzionalità, la presa in 

considerazione e la correzione di tutte le risposte da lei fornite nel libretto 

e nei fogli delle risposte, sia un lavoro molto meno gravoso rispetto alle 

conseguenze che le verrebbero arrecate in caso di rifiuto. La ricorrente ha 

fatto inoltre notare che le restanti parti B e C del suddetto esame sono state 

superate con successo. 

C.d Nella duplica del 17 aprile 2020 la CGQ ha dichiarato sostanzialmente 

di mantenere la decisione impugnata e le motivazioni addotte dinanzi 

all’autorità inferiore. A suo dire, la ricorrente conosceva bene le regole 

d’esame, in quanto nel 2018, anno in cui ha svolto i primi due tentativi, le 

regole erano uguali a quelle attuali. 

Inoltre la CGQ ha rimarcato che la ricorrente “ha compilato il foglio delle 

risposte in maniera irregolare”, rispondendo “a 50 delle 62 prime domande 

e poi ancora alla domanda 81”, per cui “l’argomento che non sapeva di 

dover trascrivere le risposte sull’apposito foglio non può valere”. Per quanto 

riguarda invece l’argomentazione della ricorrente circa il superamento delle 

restanti parti B e C dell’esame, la CGQ ha ritenuto la stessa inappropriata, 

sottolineando che secondo il Regolamento, l’esame è superato se “ogni 

parte d’esame è stata valutata con il voto 4 almeno”. 

C.e Mediante decisione dell’11 novembre 2020, l’autorità inferiore ha 

respinto il ricorso della ricorrente del 19 dicembre 2019. In sintesi, ha 

confermato la decisione della prima istanza, ritenendo, da un lato, che la 

ricorrente fosse pienamente a conoscenza della modalità d’esame, in 

quanto si trattava del suo terzo tentativo, avvenuto alle stesse condizioni 

delle volte precedenti e, dall’altro, che la Commissione d’esame avesse 

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avvertito tutti i candidati su quale fosse l’unica modalità di risposta rilevante 

per la valutazione. La ricorrente stessa avrebbe del resto ammesso di 

conoscere le istruzioni dell’esame, indicando espressamente le parti 

rilevanti contenute nei fogli d’esame. Dato questo, l’autorità inferiore è 

giunta alla conclusione che la CGQ non abbia violato il Regolamento 

d’esame per non aver tenuto conto delle risposte riportate sul libretto delle 

domande e che la decisione impugnata sia corretta. 

D.  

D.a Il 9 dicembre 2020, la ricorrente ha inoltrato al Tribunale amministrativo 

federale un ricorso contro la suddetta decisione. Ella chiede l’accoglimento 

integrale dello stesso e la riforma della decisione impugnata, nel senso che 

l’autorità inferiore è tenuta a ritornare gli atti alla prima istanza, affinché 

quest’ultima valuti nuovamente le risposte d’esame della ricorrente, 

tenendo conto di tutte le risposte date agli atti (nel libretto e nei fogli delle 

risposte) e, in via subordinata, consenta alla ricorrente di ripetere l’esame 

(parte A). 

D.b La ricorrente ribadisce di non voler contestare le risposte da lei date 

sui fogli consegnati, bensì chiede che vengano prese in considerazione 

tutte le risposte alle domande da lei completate sul libretto e sui fogli 

d’esame, quindi, indipendentemente dalla forma cartacea impiegata. La 

ricorrente ammette di aver utilizzato in parte il supporto cartaceo sbagliato, 

in preda all’agitazione, ritenendo tuttavia che ciò non può essere 

considerato un motivo di bocciatura. La ricorrente sottolinea inoltre che il 

fatto che abbia trascritto una parte delle risposte sui fogli giusti 

dimostrerebbe che si è resa conto dell’errore durante l’esame e ha cercato 

di rimediarvi trascrivendo, nel tempo che le restava, dal libretto delle 

domande ai fogli di risposta. La ricorrente mette in evidenza di aver 

consegnato tutto il suo lavoro, comprensivo del libretto e dei fogli d’esame, 

entro l’orario di consegna e che questo materiale poteva dunque essere 

verificato dalla prima istanza, se necessario concedendo alla ricorrente di 

trascrivere le risposte formulate nel libretto sui fogli d’esame oppure 

addirittura di ripetere l’esame. 

D.c La ricorrente rimprovera all’autorità inferiore di essere incorsa in un 

eccessivo formalismo per aver confermato la decisione della prima istanza, 

motivando sbrigativamente e in maniera poco convincente il rifiuto a 

riesaminare le risposte, senza chinarsi sulle censure, rispettivamente 

trattare le richieste della ricorrente. La ricorrente conclude, dicendo che “i 

regolamenti vanno rispettati, ma nello specifico insistere che le risposte 

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non possono essere considerate soltanto perché scritte su supporto 

cartaceo errato costituisce un chiaro formalismo che non può essere 

tutelato e non può essere preponderante rispetto all’interesse della 

ricorrente ad ottenere l’attestato federale di massaggiatrice medicale” 

(ricorso, pag. 4). 

E.  

E.a Con scritto dell’8 febbraio 2021 la prima istanza ha prodotto la propria 

documentazione e spiegato di non avere nulla da aggiungere alle posizioni 

già prese. 

E.b Con presa di posizione dell’11 marzo 2021, inoltrata entro il termine 

prorogato con l’ordinanza del 23 febbraio 2021, l’autorità inferiore 

conferma quanto già descritto nella decisione impugnata. 

E.c Il 16 marzo 2021 questo Tribunale ha trasmesso un esemplare della 

risposta della prima istanza dell’8 febbraio 2021 allegati compresi, ed un 

esemplare della risposta dell’autorità inferiore dell’11 marzo 2021, 

corredato di un indice degli atti, ai rimanenti partecipanti al procedimento. 

F.  

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti, verranno ripresi 

nei considerandi qualora risultino decisivi per l’esito della presente 

vertenza. 

  

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Diritto: 

1.  

Il Tribunale amministrativo federale esamina d’ufficio e liberamente la 

ricevibilità dei ricorsi che gli vengono sottoposti 

(cfr. DTAF 2007/16 consid. 1). 

1.1 Contro la decisione dell’autorità inferiore dell’11 novembre 2020, la 

quale configura una decisione ai sensi dell’art. 5 cpv. 2 della legge federale 

del 20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021), è 

ammesso il ricorso al Tribunale amministrativo federale (artt. 31 e 33 lett. d 

della legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale amministrativo federale 

[LTAF, RS 173.32]; art. 61 cpv. 2 della legge federale del 13 dicembre 2002 

sulla formazione professionale [legge sulla formazione professionale, 

LFPr, RS 412.10]).  

1.2 La ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all’autorità 

inferiore, è particolarmente toccata dalla decisione impugnata ed ha un 

interesse degno di protezione all’annullamento o alla modificazione della 

stessa (art. 48 cpv. 1 PA). I requisiti relativi al termine di ricorso (art. 50 PA), 

alla forma e al contenuto dell’atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti e 

gli altri presupposti processuali sono parimenti adempiuti, in particolare 

l’anticipo spese è stato versato entro il termine impartito (art. 63 cpv. 4 PA) 

ed il rappresentante legale ha giustificato i suoi poteri per mezzo di procura 

scritta (art. 11 PA). 

Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso. 

2.  

2.1 Conformemente all’art. 27 lett. a LFPr la formazione professionale 

superiore può essere acquisita mediante un esame federale di professione 

o un esame professionale federale superiore. Gli esami federali di 

professione e gli esami professionali federali superiori presuppongono 

un'esperienza professionale e conoscenze specifiche nel settore 

interessato (art. 28 cpv. 1 LFPr). Le organizzazioni competenti del mondo 

del lavoro disciplinano le condizioni di ammissione, il programma 

d'insegnamento, le procedure di qualificazione, i certificati e i titoli (art. 28 

cpv. 2 primo periodo LFPr). In tal senso tengono conto dei successivi cicli 

di formazione. Le prescrizioni devono essere approvate dalla SEFRI 

(art. 28 cpv. 2 secondo periodo LFPr). 

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2.2 Sulla base della norma di delega di cui all’art. 28 cpv. 2 primo periodo 

LFPr l’Organizzazione del mondo del lavoro dei massaggiatori medicali 

OdA MM ha rilasciato il “Regolamento d’esame per l’esame di professione 

per Massaggiatrice medicale/Massaggiatore medicale” del 19 giugno 2009 

(di seguito: Regolamento), approvato lo stesso giorno dall’autorità 

inferiore. 

2.2.1 L’esame di professione serve a verificare se i candidati dispongono 

delle competenze professionali e personali necessarie per poter svolgere 

la propria professione quali massaggiatori medicali (cfr. art. 1.1 del 

Regolamento). 

2.2.2 Tutti i compiti relativi al rilascio dell’attestato professionale sono 

assunti da una commissione per la garanzia della qualità (CGQ) composta 

da almeno cinque e al massimo sette membri e nominata dal Comitato 

dell’OdA MM per un periodo di quattro anni (art. 2.11 del Regolamento). 

L’esame finale si svolge sotto la vigilanza della Confederazione e non è 

pubblico (prima frase dell’art. 2.31 del Regolamento). La SEFRI riceve, per 

tempo, sia l’invito all’esame finale sia la relativa documentazione 

(art. 2.32 del Regolamento). 

Tra i suoi compiti la CGQ ha quelli di stabilire il programma d’esame, di 

predisporre la preparazione dei compiti d’esame e curare lo svolgimento 

dell’esame finale, nonché di stabilire i contenuti dei moduli e i requisiti degli 

esami di fine modulo, di verificare i certificati di fine modulo e valutare 

l’esame finale e deliberare il conferimento del diploma 

(art. 2.21 lett. d/e/h/i/k del Regolamento). 

2.2.3 L’esecuzione delle parti d’esame scritte e pratiche è sorvegliata da 

almeno una persona competente nella materia d’esame, la quale annota 

le proprie osservazioni (art. 4.41 del Regolamento). La valutazione dei 

lavori d’esame scritti è effettuata da almeno due periti che determinano il 

giudizio congiuntamente (art. 4.42 del Regolamento). Almeno due periti 

presenziano agli esami orali e pratici, prendono nota del colloquio e dello 

svolgimento dell’esame, valutano le prestazioni e definiscono la 

valutazione congiuntamente (art. 4.43 del Regolamento). La CGQ delibera 

il superamento dell’esame in una riunione indetta al termine dello stesso. 

La persona che rappresenta la SEFRI è invitata per tempo alla riunione 

(art. 4.51 del Regolamento). 

2.3 L’esame finale è costituito dalle seguenti parti relative alle varie 

competenze (art. 5.1 del Regolamento): 

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Parte d’esame Tipo 

d’esame 

Durata Ponderazione 

A 

Conoscenze teoriche e 

pratiche 

scritto 3 h 1 

B 

Tecniche di massaggio e 

applicazione di terapie 

fisiche 

pratico ca. 4,0 h 2 

C 

Analisi caso clinico, 

presentazione, colloquio 

specifico 

scritto e 

orale 

ca. 1,0 h 1 

 

Ogni parte d’esame può essere divisa in voci. La CGQ definisce questa 

suddivisione e la ponderazione delle voci nelle Direttive inerenti al regola-

mento d’esame (art. 5.21 del Regolamento). Le Direttive inerenti al 

Regolamento per l’esame di professione di Massaggiatrice 

medicale/Massaggiatore medicale con attestato professionale federale del 

settembre 2020 forniscono considerazioni e precisazioni relative ai singoli 

articoli del Regolamento d’esame. 

2.4 La valutazione dell'esame finale e delle singole parti dello stesso viene 

espressa in voti (art. 6.1 del Regolamento).  

2.5 La valutazione delle voci di ciascuna parte d'esame sono espresse con 

punti interi e mezzi punti con voti da 6 a 1 dove il 4 e i voti superiori 

designano delle prestazioni sufficienti (art. 6.21 e 6.3 del Regolamento). La 

valutazione finale dell’esame corrisponde alla media (ponderata) dei voti 

delle singole parti d’esame ed è arrotondata ad un decimale (art. 6.23 del 

Regolamento). L'esame finale è superato se ogni parte è stata valutata con 

il voto 4 almeno e al massimo due posti della parte B (OSCE) hanno un 

voto sotto il 4,0 (art. 6.41 lett. a del Regolamento). La CGQ si basa 

esclusivamente sulle prestazioni fornite durante l'esame finale per decidere 

in merito al superamento di quest'ultimo. Chi supera l'esame ottiene 

l’attestato professionale federale (art. 6.43 del Regolamento). Chi non ha 

superato l'esame finale o le singole parti d'esame può ripeterli due volte 

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(art. 6.51 del Regolamento). La ripetizione si limita alle parti d'esame in cui 

non è stata raggiunta la sufficienza (art. 6.52 del Regolamento). 

3.  

3.1 In un procedimento su ricorso in diritto amministrativo, segnatamente 

in materia d’esami, sono censurabili la violazione del diritto federale, 

compreso l'eccesso o l'abuso del potere di apprezzamento, l'accertamento 

inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rilevanti e l'inadeguatezza, 

salvo, in quest'ultimo caso, se un'autorità cantonale ha giudicato come 

autorità di ricorso (art. 49 PA). 

3.2 Per costante giurisprudenza, le autorità di ricorso, chiamate a decidere 

in materia d’esame, osservano un certo riserbo nel senso che non si 

scostano senza necessità dall’avviso degli esperti e degli esaminatori su 

questioni che, per loro natura, non sono controllabili o lo sono solo 

difficilmente (DTF 136 I 229 consid. 4.4.1, 131 I 467 consid. 3.1 e 121 I 225 

consid. 4b; DTAF 2008/14 consid. 3.1 e 2007/6 consid. 3; sentenza del 

TAF B-4350/2019 del 1° aprile 2020 consid. 5.2 con rinvii). In effetti, la 

valutazione di prestazioni d’esame esige spesso nozioni specifiche che 

l'autorità chiamata a statuire su un ricorso non possiede (DTF 118 Ia 488 

consid. 4c; sentenze del TAF B-4350/2019 del 1° aprile 2020 consid. 5.2 e 

B-486/2017 del 3 maggio 2018 consid. 2.1). Il medesimo riserbo s’impone 

anche nei casi in cui l’autorità di ricorso, in ragione delle proprie 

conoscenze professionali, dispone delle conoscenze necessarie ad una 

verifica più approfondita (DTF 136 I 229 consid. 6.2, 131 I 467 consid. 3.1 

e sentenza del TAF B-4350/2019 del 1° aprile 2020 consid. 5.2). Oltretutto, 

data la loro natura, le decisioni in materia d’esami non si prestano ad un 

controllo giudiziario, poiché l’autorità di ricorso non conosce tutti i fattori di 

valutazione e non è, generalmente, in grado di giudicare né la qualità della 

prova d’esame del ricorrente né quella degli altri candidati (sentenze del 

TAF B-4350/2019 del 1° aprile 2020 consid. 5.2, B-6390/2018 

del 9 dicembre 2019 consid. 2.1 e B-1261/2019 del 30 dicembre 2019 

consid. 3.1). Un controllo giudiziale di tale portata rischierebbe, inoltre, di 

originare ingiustizie e di dare adito a discriminazioni nei riguardi degli altri 

candidati (DTF 106 Ia 1 consid. 3c e 105 Ia 190 consid. 2a; sentenze del 

TAF B-4350/2019 del 1° aprile 2020 consid. 5.2; B-3696/2017 

del 23 marzo 2018 consid. 2 e B-6326/2015 del 30 novembre 2016 

consid. 5.1.2). Pertanto, a meno che non esistano dubbi apparentemente 

fondati sull’imparzialità delle persone chiamate a valutare l’esame, 

l’autorità di ricorso non annulla la decisione impugnata a meno che essa 

non appaia insostenibile o manifestamente ingiusta, sia che gli esaminatori 

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o gli esperti abbiano manifestato delle esigenze eccessive, sia che, senza 

esprimere tali esigenze, abbiano manifestamente sottovalutato il lavoro del 

candidato (DTF 136 I 229 consid. 5.4.1; 131 I 467 consid. 3.1; sentenze 

del TAF B-4350/2019 del 1° aprile 2020 consid. 5.2; B-1261/2019 del 

30 dicembre 2019 consid. 3.1 e B-6390/2018 del 9 dicembre 2019 

consid. 2.1). 

3.3 Un riserbo del potere d’esame è ammissibile soltanto nei casi di 

effettiva valutazione di prestazioni. Per contro, nella misura in cui il 

ricorrente contesta l'interpretazione e l'applicazione delle norme di legge o 

lamenta una violazione delle regole di procedura, l'autorità di ricorso 

esamina le censure sollevate con piena cognizione (DTF 136 I 229 

consid. 5.4.1; DTAF 2008/14 consid. 3.3; sentenza del TAF B-6994/2016 

del 27 marzo 2017 consid. 2). Per regole di procedura, s’intendono tutte le 

censure riguardanti le modalità di svolgimento dell’esame o della sua 

valutazione (DTAF 2008/14 consid. 3.3 e 2007/6 consid. 3; sentenze del 

TAF B-4350/2019 del 1° aprile 2020 consid. 5.3 e B-5292/2012 del 

3 maggio 2013 consid. 2). 

3.4 Un vizio di procedura non costituisce un motivo di ricorso ai sensi 

dell’art. 49 lett. a PA che ne giustifichi l’ammissione e l’annullamento o la 

riforma della decisione impugnata, a meno che non sussistano degli indizi 

per affermare che tale vizio ha esercitato un’influenza sfavorevole sul 

risultato d’esame. Un vizio puramente oggettivo non può costituire, per 

mancanza di interesse degno di protezione di colui che se ne prevale, un 

motivo di ricorso, a meno che esso sia particolarmente grave (sentenza del 

TAF B-4350/2019 del 1° aprile 2020 consid. 5.4). In materia d’esame, 

l’ammissione di un vizio procedurale può soltanto autorizzare il ricorrente 

a ripetere l’esame in questione. Vi è infatti un interesse pubblico 

preponderante nel garantire che soltanto coloro che hanno soddisfatto le 

condizioni per il superamento dell’esame, ricevano il diploma in questione. 

In effetti, una condizione indispensabile all’ottenimento del diploma è un 

risultato d’esame valido e sufficiente (sentenze del TAF B-4350/2019 del 

1° aprile 2020 consid. 5.4, B-3488/2018 del 26 marzo 2019 consid. 4.1 e 

B-5609/2018 del 9 gennaio 2019 consid. 3.1). 

3.5 È contrario al principio della buona fede e del divieto d’arbitrio, ancorati 

all’art. 9 Cost., sollevare censure formali soltanto una volta noto l’esito 

negativo dell’esame, quando invece avrebbero potute essere fatte valere 

in uno stadio antecedente (DTF 135 III 334 consid. 2.2; sentenze del TAF 

B-4350/2019 del 1° aprile 2020 consid. 5.5; B-1692/2016 del 23 settembre 

2016 consid. 2.1.2 e B-1608/2014 del 6 agosto 2014 consid. 4.1). Inoltre, 

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è compito del candidato sollevare immediatamente, per quanto gli sia 

possibile, tutte le censure in merito alle modalità di svolgimento dell’esame 

ed alla sua correzione, pena la perenzione del diritto di prevalersene 

successivamente nell’ambito di un ricorso (DTF 124 I 121 consid. 2 e 

sentenza del TF 2P.14/2002 del 10 luglio 2002 consid. 3.2; sentenze del 

TAF B-4350/2019 del 1° aprile 2020 consid. 5.5; B-7795/2015 del 14 luglio 

2016 consid. 4.1.3 e B-6075/2012 del 6 giugno 2013 consid. 4.1.2). 

4.  

4.1 Nella fattispecie, la ricorrente non ha superato la parte d’esame A 

(conoscenze teoriche e pratiche). Dalla “Decisione d’esame e scheda dei 

voti per l’esame professionale federale” notificata dalla Commissione 

d’esame alla ricorrente il 20 novembre 2019, si evince che ella ha ottenuto 

la nota 2,5 nella parte d’esame A, la nota 4,5 nella parte d’esame B e la 

nota 4 nella parte C, ottenendo una valutazione finale, che corrisponde alla 

media ponderata dei voti delle singole parti d’esame (art. 6.23 del 

Regolamento), di 3,9. Viste queste premesse, la ricorrente non ha superato 

l’esame e non può ottenere l’attestato professionale. 

4.2 L'oggetto del presente litigio è la decisione della SEFRI con cui essa 

ha confermato il non superamento della parte A dell'esame professionale 

di massaggiatrice medicale e il mancato ottenimento dell’attestato 

professionale. In sostanza, la ricorrente rimprovera all’autorità inferiore una 

violazione dell’obbligo di motivare le decisioni quale componente del diritto 

di essere sentito, un eccesso di formalismo e, secondo il senso, una 

violazione del principio di proporzionalità. Per questo motivo, la ricorrente 

ha chiesto che il suo ricorso venga integralmente accolto e la causa rinviata 

all’autorità inferiore affinché ritorni gli atti alla Commissione d’esame per 

una nuova valutazione della parte d’esame A, tenendo conto di tutte le 

risposte da lei evase (libretto e fogli di risposte). In via subordinata, la 

ricorrente ha chiesto di poter ripetere l’esame scritto (parte A).  

5.  

5.1 Sotto l’aspetto formale, la ricorrente fa valere una violazione del diritto 

di essere sentito nel suo aspetto legato all’obbligo dell’autorità di motivare 

le decisioni. A suo avviso, l’autorità inferiore avrebbe risolto 

sbrigativamente le sue censure senza chinarsi realmente sulle sue 

conclusioni e sul nocciolo della questione e senza fornire una motivazione 

convincente per il rifiuto di considerare le risposte date sul libretto.  

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Pagina 12 

5.2 Il diritto di essere sentiti è una garanzia costituzionale formale, la cui 

violazione implica, di principio, l'annullamento della decisione impugnata, 

indipendentemente dalla fondatezza materiale del ricorso e, per questo 

motivo, dev’essere esaminata prima di affrontare le censure di merito (DTF 

124 V 183 consid. 4a; sentenza del TAF B-1011/2008 del 1° maggio 2009 

consid. 4.2). L’obbligo di motivazione deriva dal diritto di essere sentito, 

sancito dagli art. 29 cpv. 2 Cost. e 6 n. 3 CEDU, il quale costituisce un 

aspetto importante e specifico del principio generale di un equo processo 

giusta gli art. 29 cpv. 1 Cost. e 6 n. 1 CEDU (cfr. sentenza del TAF 

B-1011/2008 del 1° maggio 2009 consid. 4.2). Tale obbligo ha lo scopo, da 

un lato, di porre la persona interessata nelle condizioni di afferrare le 

ragioni poste a fondamento della decisione, di rendersi conto della portata 

del provvedimento e di poterlo impugnare con cognizione di causa, e, 

dall’altro, di permettere all’autorità di ricorso di esaminare la fondatezza 

della decisione medesima (DTF 129 I 23, consid. 3.2; 126 I 97 consid. 2b). 

Esso non impone tuttavia di esporre e discutere tutti i fatti, i mezzi di prova 

e le censure sollevate; è infatti sufficiente che dalla decisione impugnata 

emergano in maniera chiara i motivi su cui l’autorità fonda il suo 

ragionamento (DTF 134 I 83 consid. 4.1; 129 I 232 consid. 3.2; 126 I 97 

consid. 2b; 117 Ib 64 consid. 4). Dal punto di vista formale, il diritto ad una 

motivazione è rispettato anche se la motivazione è implicita, risulta dai 

diversi considerandi componenti la decisione oppure da rinvii ad altri atti. 

Anche in questo caso, occorre però che ciò non ne ostacoli oltremodo la 

comprensione o addirittura la precluda (cfr. sentenze del TF 2C_505/2009 

del 29 marzo 2010 consid. 3.1; 2A.199/2003 del 10 ottobre 2003 

consid. 2.2.2 e 1P.708/1999 del 2 febbraio 2000 consid. 2).  

5.3  

5.3.1 Nel ricorso del 19 dicembre 2019, la ricorrente ha chiesto all’autorità 

inferiore che vengano riconosciute e valutate tutte le risposte da lei evase 

in corso d’esame, indipendentemente dal supporto cartaceo utilizzato. In 

via subordinata, ha chiesto di permettere che le parti mancanti nei fogli di 

risposte siano integrate attingendo alle risposte da lei date nel libretto e, in 

via ancor più subordinata, che le venga concessa la possibilità di ripetere 

l’esame.  

5.3.2 Nella decisione impugnata, l’autorità inferiore ha dapprima esposto 

la fattispecie e trattato poi le condizioni di ammissibilità del ricorso, il diritto 

applicabile e il potere cognitivo in materia di esami. In seguito, ha 

presentato gli argomenti e le censure della ricorrente e della prima istanza 

nei rispettivi scritti e, in conclusione, ha preso posizione a riguardo, 

B-6224/2020 

Pagina 13 

enunciando i motivi per respingere il ricorso. L’autorità inferiore ha, da un 

lato, ritenuto che la prima istanza, tramite le istruzioni d’esame, avesse 

avvertito i candidati in maniera sufficientemente chiara su quali fossero le 

modalità di risposta e consegna. Dall’altro lato, ha ritenuto che la ricorrente 

stessa, ammettendo che le istruzioni d’esame fossero chiare, fosse 

consapevole di dover rispondere sul foglio delle risposte e non sul libretto, 

oltretutto in considerazione del fatto che ripeteva l’esame per la seconda 

volta ed alle medesime condizioni. Per questi motivi, l’autorità inferiore ha 

ritenuto che la Commissione d’esame non fosse tenuta a prendere in 

considerazione altre risposte, al di fuori di quelle presenti sui fogli rilevanti 

per la valutazione. Alla luce di ciò, l’autorità inferiore non ha ravvisato 

alcuna violazione del Regolamento, né vizi procedurali o vizi 

giuridicamente rilevanti, da parte della Commissione d’esame, per non 

aver tenuto conto delle risposte date sul libretto. 

5.4 Nel caso concreto, questo Tribunale conclude che l’autorità inferiore ha 

esposto la propria posizione ed elencato in maniera chiara i motivi per 

giustificare la mancata considerazione delle risposte date nel libretto di 

domande. In questo modo, ha risposto negativamente alla prima 

conclusione e, implicitamente, anche alle altre due conclusioni 

strettamente connesse tra loro. La ricorrente, d’altronde, non ha mai 

sostenuto di non essere stata messa nella condizione di capire la portata 

della decisione e di impugnarla con cognizione di causa. Questo dimostra 

che la motivazione della decisione impugnata le è stata sufficiente per 

motivare le proprie censure. Se poi il giudizio impugnato sia corretto o 

meno, è una questione che sarà esaminata affrontando le censure di 

merito.  

5.5 Alla luce di tali considerazioni, la censura di insufficiente motivazione 

risulta pertanto infondata.  

6.  

6.1 La ricorrente sostiene che il rifiuto di considerare le risposte sul libretto 

di domande, soltanto perché scritte su supporto cartaceo errato, costituisca 

un chiaro formalismo eccessivo da parte dell’autorità inferiore che non può 

essere né tutelato, né preponderante rispetto all’interesse della ricorrente 

ad ottenere l’attestato federale di massaggiatrice medicale. In altre parole 

la ricorrente rimprovera all’autorità inferiore di aver adottato nei suoi 

confronti un eccessivo formalismo e, secondo il senso, di essere venuta 

meno al principio di proporzionalità.  

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Pagina 14 

6.1.1 La ricorrente motiva la sua censura di eccessivo formalismo, 

adducendo che le domande alle risposte sono tutte agli atti e che l’autorità 

inferiore non ha fatto valere motivi tecnici o interessi prevalenti che 

giustifichino il rifiuto della Commissione di tenere conto delle risposte 

contenute nel libretto e di valutare l’esame nella sua completezza. Ella non 

comprende il motivo per cui, alla luce di ciò, la Commissione d’esame non 

possa concederle un’incombenza supplementare e sfogliare il libretto 

verificando la correttezza delle risposte ivi presenti. 

6.1.2 Secondo l’autorità inferiore, la ricorrente sarebbe stata a conoscenza 

del meccanismo dell’esame e del fatto che la Commissione non sarebbe 

entrata nel merito delle risposte contenute su un supporto cartaceo diverso 

da quello indicato nelle istruzioni. Il Regolamento d’esame sarebbe stato 

rispettato e così anche la parità di trattamento con gli altri candidati. 

6.2 A titolo introduttivo, occorre rilevare che le censure della ricorrente si 

riferiscono alle modalità di compilazione, di consegna, nonché di 

valutazione dell’esame. Siffatte censure di ordine formale, concernenti lo 

svolgimento dell’esame, vengono esaminate con piena cognizione e, per 

prassi costante, devono essere sollevate il più presto possibile (cfr. supra 

consid. 3.5). Secondo quanto fatto valere dalla ricorrente, ella si sarebbe 

resa conto dell’errore commesso già in corso d’esame e avrebbe cercato 

di rimediarvi ricopiando, nel tempo che le restava, le crocette sul supporto 

cartaceo corretto. È dunque lecito chiedersi, come mai la ricorrente abbia 

aspettato di conoscere l’esito negativo dell’esame, invece di informare 

immediatamente la Commissione su quanto fosse successo. Non è 

necessario in questo caso soffermarsi ulteriormente sul tema in quanto, 

anche se tali censure siano da considerare tempestive, il ricorso andrebbe 

ugualmente respinto per i motivi che seguono. 

6.3  

6.3.1 Nelle garanzie procedurali generali secondo gli artt. 29 cpv. 1 Cost. e 

6 cpv. 1 CEDU, è ancorato il divieto di formalismo eccessivo quale forma 

particolare del diniego di giustizia (sentenza del TAF A-5163/2018 del 

16 agosto 2019 consid. 2.3). Esso si realizza quando, per una procedura, 

siano previste delle rigide prescrizioni formali, senza che tale rigore sia 

materialmente giustificato, o laddove l’autorità applichi con rigore 

esagerato una norma procedurale, complicando in maniera insostenibile la 

realizzazione del diritto materiale o l’accesso ai tribunali (sentenza del TF 

2D_45/2016 del 10 luglio 2017 consid. 5.1; DTF 128 II 139 consid. 2a). 

Non ogni forma di rigore nell’applicazione delle norme costituisce tuttavia 

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Pagina 15 

un eccesso di formalismo. Il Tribunale federale ha infatti ammesso, in 

materia procedurale, un certo formalismo, nella misura in cui sia 

necessario assicurare lo svolgimento di un procedimento conformemente 

al principio dell’uguaglianza di trattamento, nonché per garantire 

l’applicazione del diritto materiale (sentenze del TAF A-5576/2018 del 

5 dicembre 2019 consid. 2.3 e A-514/2011 del 14 agosto 2012 

consid. 3.3.1). 

6.3.2 In occasione dell’esame scritto “parte d’esame A conoscenze 

teoriche e pratiche”, che ha avuto luogo il (…), i candidati all’esame 

professionale massaggiatori/massaggiatrici medicali, hanno ricevuto, 

come confermato dalla stessa ricorrente, le rispettive istruzioni. L’esame 

scritto è presentato in forma di domande a risposta multipla MCQ (“multiple 

choice question”; pag. 2 dell’esame), ciò significa che una domanda è 

seguita da diverse risposte possibili che, a seconda della domanda, 

devono essere segnate con una crocetta (Direttive, 6.1.2). Per quanto 

riguarda il procedimento, le istruzioni indicano che ogni partecipante 

all’esame riceve un libretto con le domande ed un foglio separato per le 

risposte, precisando che solo il foglio di risposte sarà valutato. Inoltre, le 

istruzioni autorizzano i partecipanti ad utilizzare il libretto come vogliono, 

specificando che quest’ultimo deve essere consegnato insieme al foglio 

delle risposte alla fine dell’esame. Le istruzioni consigliano di rispondere 

prima alle domande nel libretto e trascrivere le risposte sul foglio delle 

risposte soltanto verso la fine dell’esame. I partecipanti hanno 3 ore a 

disposizione per rispondere alle domande e per trascrivere le risposte (pag. 

2 dell’esame). Alla pagina 3 delle istruzioni è spiegata la metodologia di 

compilazione facendo distinzione, per la consegna del materiale, tra 

compilazione del libretto di domande ed il foglio delle risposte.  

6.3.3 Nella misura in cui la Commissione d’esame ha considerato ai fini 

della valutazione soltanto le risposte presenti sul foglio delle risposte, 

senza tener conto delle risposte contenute nel libretto di domande, il suo 

modo di agire corrisponde pienamente al testo chiaro delle istruzioni 

d’esame riguardo alle modalità di compilazione, consegna e valutazione. 

Suddette istruzioni sono formulate in maniera chiara, hanno quindi come 

scopo quello di trattare tutti i candidati in modo uguale, di favorire 

un’attuazione uniforme del diritto e creare trasparenza sul procedimento 

dell’esame e sulla correzione dello stesso. Esse sono vincolanti sia per la 

Commissione d’esame, sia per tutti i candidati. Questa applicazione della 

regola, volta a considerare per la valutazione solo le risposte trascritte nei 

fogli di risposte, non può costituire alcun formalismo eccessivo e va 

tutelata. 

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Pagina 16 

La ricorrente svolge un ragionamento contradditorio. Da un lato, dichiara 

di non aver mai sostenuto che le istruzioni dell’esame non fossero chiare, 

né che la Commissione d’esame abbia violato il Regolamento. Con questo 

assunto, si rende consapevole che l’unica conseguenza per aver utilizzato 

in parte il supporto sbagliato nella trascrizione delle risposte e quindi di 

essere contravvenuta alle chiare istruzioni d’esame, non può altro che 

consistere nella mancata considerazione di tali risposte nel processo di 

valutazione. D’altro lato, ella pretende di essere messa al beneficio di un 

trattamento eccezionale, malgrado sia in chiaro sulla conseguenza della 

violazione delle istruzioni. Tuttavia, la ricorrente misconosce che la sua 

richiesta di concederle un’incombenza supplementare e tenere conto di 

tutte le risposte da lei evase, indipendentemente dal supporto cartaceo 

utilizzato, è contraria alle istruzioni d’esame e comporterebbe 

un’ingiustificabile disparità di trattamento nei confronti degli altri candidati.  

6.3.4 Alla luce di tali considerazioni, l’autorità inferiore non è incorsa in un 

eccesso di formalismo e la relativa censura della ricorrente va rigettata. 

6.4 La ricorrente ritiene, secondo il senso, che la mancata considerazione 

delle sue risposte sul libretto di domande, violi il principio di proporzionalità 

in quanto ciò non può essere preponderante al suo interesse di ottenere il 

diploma di massaggiatrice. 

6.4.1 Il principio di proporzionalità, ancorato all’art. 5 cpv. 2 Cost., è 

composto da tre elementi distinti che devono essere realizzati 

cumulativamente. È necessario che la misura attuata dall’autorità sia 

idonea a raggiungere lo scopo d’interesse pubblico ricercato (regola 

dell’idoneità) e che quest’ultimo non possa essere raggiunto scegliendo 

una misura meno incisiva (regola della necessità). Inoltre il principio di 

proporzionalità vieta qualsiasi limitazione che ecceda lo scopo perseguito 

ed esige un rapporto ragionevole tra detto interesse e gli interessi pubblici 

o privati compromessi (principio della proporzionalità in senso stretto; cfr. 

DTF 141 I 20 consid. 6.2.1 e sentenza del TAF B-2961/2019 del 

15 ottobre 2019 consid. 5.4.1; DAVID HOFSTETTER, Das 

Verhältnismässigkeitsprinzip als Grundsatz rechtsstaatlichen Handelns 

[Art. 5 Abs. 2 BV], 2014, pagg. 143 segg.).  

6.4.2 Gli esami professionali e professionali superiori servono a collaudare 

e valutare le prestazioni dei candidati. Nell'ambito di procedure 

formalizzate e autorizzate dalla SEFRI, si deve accertare se i candidati 

possiedono determinate capacità e conoscenze. Questi ultimi, a loro volta, 

hanno il diritto di dimostrare le proprie qualifiche effettive. In base a tali 

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Pagina 17 

premesse, vi è un notevole interesse all’applicazione corretta e uniforme 

del Regolamento e delle istruzioni d'esame, soprattutto da parte degli 

istituti di formazione e di tutti i candidati. In caso di esami professionali, va 

anche adeguatamente tenuto conto dell'interesse pubblico alla tutela del 

pubblico (cfr. sentenza del TAF A-258/2016 dell’8 novembre 2016 

consid. 12.2). Vi è infatti un interesse pubblico preponderante ad 

assicurare che l’ottenimento del diploma sia riservato soltanto ai candidati 

che soddisfano le condizioni relative al superamento dell’esame. In effetti, 

la condizione indispensabile all’ottenimento del diploma è un risultato 

d’esame valido e sufficiente (sentenze del TAF B-4350/2019 del 

1° aprile 2020 consid. 5.4 e B-3488/2018 del 26 marzo 2019 consid. 4.1). 

6.4.3 La mancata considerazione delle risposte che la ricorrente ha 

trascritto sul supporto errato (libretto delle domande), è una misura idonea 

e necessaria a raggiungere gli obiettivi di interesse pubblico, ossia 

un’applicazione corretta e uniforme delle disposizioni d’esame. Se 

venissero prese in considerazione anche le risposte presenti nel libretto di 

domande, si violerebbero le istruzioni d’esame e il principio della parità di 

trattamento dei candidati. La mancata considerazione delle risposte 

contenute nel libretto si trova inoltre in un rapporto ragionevole tra 

l’interesse pubblico perseguito e il contrapposto interesse privato. La 

ricorrente risulta senza dubbio gravemente colpita dalla decisione 

dell’autorità inferiore, se si considera che ha investito tempo e denaro nello 

studio. Tuttavia, gli importanti interessi pubblici relativi alla tutela del 

pubblico e ad una procedura d’esame uniforme e uguale per tutti i 

candidati, prevalgono sull’interesse privato della ricorrente ad una nuova 

valutazione che tenga conto di tutte le risposte date. 

6.4.4 Dato quanto precede, non è ravvisabile alcuna violazione del 

principio di proporzionalità da parte dell’autorità inferiore e anche questa 

censura va rigettata. 

6.5 La ricorrente ha chiesto, in via subordinata, che le venga data la 

possibilità di ripetere l’esame. 

Come già segnalato, la ripetizione dell’esame può entrare in linea di conto 

soltanto se la Commissione d’esame ammette un vizio formale di 

particolare gravità, suscettibile di aver esercitato un’influenza sfavorevole 

sull’esito dell’esame (sentenza del TAF B-4350/2019 del 1° aprile 2020 

consid. 5.4; cfr. supra consid. 3.4). Nel caso di specie, un vizio formale di 

questa natura non ha potuto essere accertato, tanto è vero che nemmeno 

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Pagina 18 

la ricorrente ne rivendica l’esistenza. Di conseguenza, non è possibile dare 

seguito alla richiesta della ricorrente di ripetere l’esame.  

7.  

Alla luce di tutte le considerazioni esposte, discende che il ricorso deve 

essere respinto. 

8.  

Visto l’esito della procedura, la ricorrente deve sopportare le spese 

processuali (art. 63 cpv. 1 PA). Le spese di procedimento dinanzi al TAF 

comprendono la tassa di giustizia ed i disborsi (art. 1 del regolamento 

del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi 

al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]). La tassa di 

giustizia è calcolata in funzione dell’ampiezza e della difficoltà della causa, 

del modo di condotta processuale e della situazione finanziaria delle parti 

(art. 63 cpv. 4bis PA, art. 2 cpv. 1 frase 1 TS-TAF). In applicazione delle 

disposizioni menzionate, considerata la soccombenza della ricorrente, si 

giustifica di fissare la tassa di giustizia ad un importo complessivo di 

fr. 1’000.–. Le spese processuali sono computate, dopo la crescita in 

giudicato della presente sentenza, con l’anticipo di pari importo già versato. 

In virtù dell’art. 63 cpv. 2 PA, nessuna spesa processuale è messa a carico 

dell’autorità inferiore. Alla stessa stregua, alla ricorrente non va assegnata 

un’indennità per ripetibili e lo stesso vale per l’autorità inferiore (art. 64 

cpv. 1 PA in relazione con l’art. 7 cpv. 1, 2 e 3 TS-TAF). 

9.  

Secondo l’art. 83 lett. t LTF, il ricorso in materia di diritto pubblico non è 

ammissibile contro le decisioni concernenti l’esito di esami e di altre 

valutazioni della capacità, segnatamente nei settori della scuola, della 

formazione continua e dell’esercizio della professione. Nella clausola di 

esclusione ricadono non solo le decisioni sui risultati d’esame in senso 

stretto, ma anche quelle che si riferiscono ad una valutazione delle 

capacità intellettuali e fisiche oppure all’idoneità di un candidato (DTF 138 

II 42 consid. 1.1 con ulteriori riferimenti). Se sono invece contestate 

decisioni in relazione ad un esame, in particolare quelle di natura 

organizzativa o procedurale, il rimedio giuridico in questione rimane 

ammissibile (DTF 147 I 73 consid. 1.2.1 con ulteriori rinvii). 

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Pagina 19 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali di fr. 1’000.– sono poste a carico della ricorrente e 

computate con l’anticipo di pari importo, da lei già versato, dopo la crescita 

in giudicato della presente sentenza. 

3.  

Non si assegnano indennità a titolo di spese ripetibili. 

4.  

Comunicazione a: 

– ricorrente (atto giudiziario); 

– autorità inferiore (atto giudiziario); 

– prima istanza (atto giudiziario). 

 

 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente.  

 

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Pietro Angeli-Busi Corrado Bergomi 

 

  

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Pagina 20 

Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro un termine di 

30 giorni dalla sua notificazione, se le condizioni degli artt. 82 e segg., 90 

e segg. e 100 LTF sono adempiute. Il termine è reputato osservato se gli 

atti scritti sono consegnati al Tribunale federale oppure, all'indirizzo di 

questo, alla posta svizzera o a una rappresentanza diplomatica o consolare 

svizzera al più tardi l'ultimo giorno del termine (art. 48 cpv. 1 LTF). Gli atti 

scritti devono essere redatti in una lingua ufficiale, contenere le conclusioni, 

i motivi e l'indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La decisione 

impugnata e – se in possesso della parte ricorrente – i documenti indicati 

come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF). 

 

Data di spedizione: 29 ottobre 2021