# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 23fe3b8e-e606-50ef-8084-67613d5a674a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-03-12
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 12.03.1999 15.1998.125
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-1998-125_1999-03-12.html

## Full Text

Incarto n.

  15.98.00125

  	
  Lugano

  12 marzo 1999

  /FP/fc/kc

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Pellegrini, vicepresidente, 

  Zali e Chiesa, quest’ultimo in sostituzione 

  del giudice Cometta, assente 

  

 

	
  segretaria:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

 

statuendo sul
ricorso 17 luglio 1998 di

 

	
   

  	
  __________

  (patr. dall’
  avv. __________)

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

l’operato
dell’UE di Lugano e meglio contro l’emissione dell’attestato di carenza di
beni 7 luglio 1998 nell’esecuzione n. __________ promossa dalla ricorrente nei
confronti di

 

	
   

  	
             __________

  (patr. dall’
  avv. __________)

   

  procedura
  concernente anche

   

             __________

  (patr. dall’
  avv. __________)

  

 

viste le
osservazioni       

– 31 luglio 1998
di __________ in liquidazione e di __________

– 6 agosto 1998 dell’UE
di Lugano

 

esaminati atti e
documenti;

 

 

ritenuto 

 

in fatto:               A.         A
seguito della sospensione della procedura di fallimento per mancanza di attivi
ex art. 230 LEF, la ditta __________ procede in via di pignoramento nei
confronti della __________ per l’incasso del proprio credito.

 

                             B.         In
data 7 luglio 1998 l’UE di Lugano ha emesso l’attestato di carenza di beni
nell’esecuzione n. __________, non avendo accertato presso la società debitrice
alcun bene pignorabile e non esplicando la stessa più nessuna attività
lucrativa.

 

                             C.         Con
ricorso 17 luglio 1998 la __________ si aggrava contro l’emissione
dell’attestato di carenza di beni. La ricorrente sostiene che l’amministratore
unico della __________, __________, sarebbe debitore nei confronti della
società per un considerevole importo, avendo effettuato numerosi prelevamenti
dagli attivi della __________. Per questa ragione la __________ chiede che l’UE
di Lugano accerti l’esistenza di tali crediti vantati dalla __________ nei
confronti di __________ e ne effettui il pignoramento, nonché abbia ad adottare
ogni misura appropriata per reperire beni pignorabili di pertinenza della
__________.

 

                             D.         Delle
osservazioni della __________, di __________ e dell’UE di Lugano, si dirà, se
del caso, in seguito.

 

 

Considerando 

 

in diritto:             1.         Per
l’art. 91 cpv. 1 n. 2 LEF il debitore è tenuto sotto minaccia di pena ad
indicare, sino a concorrenza di quanto sia necessario per un sufficiente
pignoramento, tutti i suoi beni, compresi quelli che non sono in suo possesso,
come pure i crediti e i diritti verso terzi.

                                          L’ufficio
di esecuzione deve attenersi alle indicazioni fornite dal debitore, avvertendolo
dei suoi obblighi, come pure delle conseguenze penali dell’inosservanza (cfr. art.
91 cpv. 6 LEF). L’ufficio non è tenuto ad effettuare indagini allo scopo di
reperire eventuali beni pignorabili se non vi sono indizi concreti in tal senso
(cfr. André E. Lebrecht, Basler Kommentar
zum SchKG, Basilea, Ginevra, Monaco 1998, n.12 ad art. 91). Il creditore ha la
possibilità di richiedere un pignoramento complementare nel caso in cui egli
sia a conoscenza di altri beni non dichiarati dal debitore (cfr. André E. Lebrecht, op. cit., n.12 ad art.
91).

 

                              2.         Nel
caso di specie l’UE di Lugano ha interrogato l’amministratore unico della società
__________ il 7 luglio 1998 e le sue dichiarazioni sono state allegate al
verbale di pignoramento/attestato di carenza di beni 7 luglio 1998. L’Ufficio
ha reso attento __________ delle conseguenze penali di una falsa dichiarazione.
L’operato dell’Ufficio è quindi da ritenere corretto non essendo ravvisabile
alcuna violazione dei propri doveri nell’esecuzione del pignoramento a carico
della __________. L’eventuale occultamento di beni pignorabili da parte della
debitrice potrebbe essere oggetto di indagine penale, qualora la ricorrente
ritenesse di adire tale autorità.

 

                              3.         Ne
consegue la reiezione del gravame.

                                          Non
si prelevano spese (art. 20a cpv. 1 primo periodo LEF, 61 cpv. 2 lett. a OTLEF)
e non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF), perché così è disciplinato
per normativa di diritto federale.

 

 

Richiamati gli art.
17 e 91 LEF

 

pronuncia:         1.         Il
ricorso 17 luglio 1998 __________, è respinto.

 

                              2.         Non
si prelevano spese, né si assegnano indennità.

                                          

                              3.         Contro
questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni
e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della
scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in
conformità dell’art. 19 LEF.

 

                              4.         Intimazione
a:

                                          –
__________

                                          Comunicazione
all’UE di Lugano.

 

 

 

Per la Camera
di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

quale autorità
di vigilanza

Il vicepresidente                                                                   
La segretaria