# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4431edd0-54ba-5a6a-8406-955f354f72aa
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-08-23
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 23.08.2000 52.1998.213
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-1998-213_2000-08-23.html

## Full Text

Incarto n.

  52.1998.00213

   

  	
  Lugano

  23 agosto
  2000

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretaria:

  	
  Lorenza Ponti Broggini, vicecancelliera

  

 

 

statuendo sul ricorso 12 agosto 1998 di

 

 

	
   

  	
  __________ e __________

  patrocinati da: avv. __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 7 luglio 1998, no. 3187, con la quale
  il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso presentato dagli insorgenti
  avverso la decisione 6 novembre 1997 del municipio di __________ in materia
  di determinazione del domicilio;

  	
   

  

 

 

viste le risposte:

-    28 settembre 1998 del
municipio di __________;

-    2 settembre 1998 del
Consiglio di Stato;

-    gli scritti 18 febbraio
1999 e 2 agosto 2000 del patrocinatore dei ricorrenti;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   I coniugi
__________ e __________, attinenti di __________, negli anni '60 rispettivamente
'70 hanno trasferito il loro domicilio a __________, dove hanno costruito una
casa, che hanno poi ceduto ai figli, mantenendo per sé un diritto di usufrutto.

 

 

                                  B.   Nel 1986 si
sono dichiarati partenti per la __________ ed il 23 febbraio 1987 si sono
iscritti presso la rappresentanza svizzera di __________, ottenendo un permesso
di residenza valido dall'11 maggio 1987 fino al 10 maggio 1989, rinnovato una
prima volta fino al 1994 ed in seguito fino al 6 marzo 2000.

 

 

                                  C.   Con
decisioni 6 novembre 1997, notificate il 19 gennaio 1998, il municipio di
__________ ha stabilito d'ufficio il domicilio degli insorgenti nel proprio
comune a partire dal 1. gennaio 1997, sostenendo che la loro casa d'abitazione
a __________ era divenuta la loro dimora fissa.

 

 

                                  D.   Con ricorso
23 gennaio 1998 i coniugi __________ hanno chiesto al Consiglio di Stato di
annullare tali risoluzioni municipali, affermando di risiedere a __________ (E)
e di recarsi a __________ unicamente per far visita ai figli ed alla nipote.

 

 

                                  E.   Con
decisione 7 luglio 1998 il Consiglio di Stato ha respinto il gravame. In
sostanza l'Esecutivo cantonale ha ritenuto applicabile l'art. 1 cpv. 5 dello
Scambio di lettere del 31 ottobre 1989 tra la Svizzera e la Spagna concernente
il trattamento amministrativo dei rispettivi cittadini dopo una dimora regolare
ed ininterrotta di cinque anni (in seguito: Convenzione), in base al quale i permessi
C o E, concessi ai cittadini svizzeri residenti da cinque anni in Spagna,
scadono dopo un'assenza dalla Spagna di sei mesi. In effetti, i ricorrenti
stessi hanno ammesso che nel 1996 si sono assentati dalla Spagna per un periodo
superiore a sei mesi. In virtù dell'art. 24 CC il nuovo domicilio degli
insorgenti si troverebbe quindi nel luogo di dimora, ossia a __________.

 

 

                                  F.   Contro il
predetto giudizio governativo __________ e __________ insorgono ora davanti al
Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento. 

                                         In
sostanza ripropongono gli stessi argomenti esposti dinanzi al Consiglio di
Stato. Adducono inoltre di aver risieduto a __________ più frequentemente e più
a lungo a partire dal 1996, in quanto hanno cominciato ad accusare problemi di
salute e di conseguenza sono ritornati in Ticino per sottoporsi ad appropriate
cure mediche. Essi non avrebbero comunque mai abbandonato il loro domicilio di
__________; circostanza che neppure il municipio di __________ avrebbe saputo
smentire. 

                                         Subordinatamente
essi fanno valere l'art. 1 cpv. 5 2. periodo Convenzione, il quale prevede che
la scadenza dei permessi C ed E dopo sei mesi di assenza dalla Spagna può
essere evitata, se prima di tale termine l'interessato inoltra una richiesta di
proroga dei permessi per altri due anni. I ricorrenti sostengono che
prolungando il loro permesso di residenza in Spagna fino al 2000, essi
avrebbero tacitamente inoltrato una tale richiesta di proroga.

 

 

                                  G.   All'accoglimento
del ricorso si oppone il Consiglio di Stato che non formula osservazioni. Ad
identica conclusione perviene il municipio di __________, delle cui argomentazioni
si dirà, per quanto necessario, in seguito.

 

 

                                  H.   Il 16
febbraio 1999 __________ è deceduto. Il suo patrocinato ha comunicato al
Tribunale che i suoi eredi legittimi, ossia la moglie ed i due figli, hanno
rinunciato all'eredità. 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo discende dall'art. 208
cpv. 1 LOC. __________ è legittimata a ricorrere giusta l'art. 43 PAmm. La
causa va invece stralciata dai ruoli per quanto concerne __________, ritenuto
che la rinuncia dei suoi eredi alla successione pone per essi termine alla
causa (art. 24 PAmm in relazione con l'art. 102 CPC; cfr. pure Cocchi / Trezzini,
Codice di procedura civile ticinese annotato, Lugano 2000, n. 2. ad art.
102 CPC). Il gravame, tempestivo, è dunque ricevibile in ordine e può essere
giudicato sulla base degli atti, integrati dal complemento istruttorio esperito
(art. 18 PAmm). 

 

 

                                   2.   Giova
preliminarmente osservare che lo Scambio di lettere del 31 ottobre 1989 tra la
Svizzera e la Spagna concernente il trattamento amministrativo dei rispettivi
cittadini dopo una dimora regolare ed ininterrotta di cinque anni non torna
applicabile alla fattispecie, in quanto il caso dev'essere esaminato
nell'ottica dell'art. 6 LOC.

 

 

                                   3.   Giusta
l'art. 24 Cost., che ha sostanzialmente ripreso il tenore dell'ora abrogato
art. 45 Cost., ogni svizzero può stabilirsi in qualsiasi parte del Paese. La
libertà di domicilio è un aspetto parziale del diritto fondamentale alla
libertà personale (DTF 90 I 34 seg.; J. P. Müller, Die Grundrechte der
Schweizerischen Bundesverfassung, Berna 1991, pag. 70 seg.). Grazie ad essa,
ogni svizzero può liberamente risiedere o soggiornare in qualsiasi località del
territorio elvetico. La libertà di domicilio (Niederlassungsfreiheit, liberté
d'établissement) garantisce tanto il domicilio (Niederlassung, établissement),
quanto la semplice dimora (Aufenthalt, séjour, secondo la terminologia
dell'abrogato art. 47 Cost.; cfr. D. Chr. Dicke, Commentaire de la Constitution
fédérale suisse, ad art. 45 N. 8; J. F. Aubert, Traité de droit constitutionel
suisse, N. 1959 seg.). Ai cantoni ed ai comuni è data unicamente la facoltà di
stabilire i limiti entro i quali i cittadini svizzeri sono tenuti a notificare
la loro presenza all'autorità (H. R. Thalmann, Kommentar zum Zürcher
Gemeindegesetz, §§ 32-39, N. 1.2.).

La libertà di domicilio garantita dall'art.
24 Cost. non conferisce comunque il diritto di designare come domicilio
(residenza) un luogo qualsiasi, con il quale non si intrattengono particolari
rapporti. Affinché un determinato luogo possa essere considerato come domicilio
di una persona secondo la norma in esame, devono in ogni caso essere dati
alcuni presupposti di fatto (K. Spühler, Die Rechtsprechung zur polizeilichen
Meldepflicht bei Niederlassung und Aufenthalt, ZBl 1992, pag. 338).

Oggetto della tutela assicurata dall'art. 24
Cost. è soltanto il rapporto di polizia che intercorre fra il singolo cittadino
e l'autorità. La tutela non si estende né al domicilio civile (art. 23 CC), né
a quello fiscale (art. 4 DFID e 2 LT), né a quello politico (art. 3 LEDP e
5 LVE, ora abrogato), né al domicilio assistenziale (art. 4 seg. LAS). Il concetto
di domicilio al quale fa riferimento la norma costituzionale non si identifica
con i concetti di domicilio sopra citati. Anche se sono strettamente connessi
dal profilo fattuale e spesso coincidono (cfr. G. Corti, Pareri del Consulente
giuridico del Consiglio di Stato; RDAT 1990, pag. 304), il domicilio
civile (Wohnsitz) e quello di polizia (Niederlassung) sussistono indipendentemente
l'uno dall'altro (Bucher, Berner Kommentar zum ZGB, Vorbemerkungen ad art. 23
CC N. 6; Spühler, op. cit., pag. 339). A differenza del domicilio civile, la
residenza di polizia sussiste soprattutto in base a fattori oggettivi ed
accertabili. Il legame soggettivo dell'interessato con un determinato luogo non
è di rilievo (Thalmann, op. cit. §§ 32-39 N. 2.3.1). La durata della permanenza
prevista assume importanza soltanto per distinguere la residenza a scopo di
domicilio (Niederlassung) da quella a scopo di semplice dimora (Aufenthalt;
cfr. Spühler, op. cit., pag. 342 N. 3 e 341 N. 4). Diversamente dal domicilio
civile, che può sussistere soltanto in un luogo (art. 23 CC), il domicilio
di polizia può essere dato contemporaneamente anche in rapporto a più località.
In generale, in questi casi, si considera come domicilio di polizia il luogo
con il quale vengono intrattenute le relazioni più intense. Gli altri luoghi di
soggiorno sono invece considerati come semplici luoghi di dimora (Spühler, op.
cit., pag. 339 N. 2; Thalmann, op. et loc. cit., N. 2.1.1.1.).

Il domicilio di polizia non pregiudica
comunque l'accertamento del domicilio civile, del domicilio fiscale e del
domicilio politico. Il domicilio di polizia ed il luogo di deposito degli atti
costituiscono soltanto un indizio ai fini dell'individuazione del domicilio
civile e degli altri tipi di domicilio che, analogamente a quello civile, fanno
capo ai criteri di determinazione sanciti dall'art. 23 CC (DTF 90 I 28; Bucher,
op. cit. ad art. 23 N. 36 seg.). Pur avendo in comune il medesimo fondamento di
fatto, il domicilio di polizia non limita la libertà di decisione delle diverse
autorità chiamate ad accertare il domicilio civile, fiscale o politico
(Spühler, op. cit., pag. 343 N. 4).

 

 

                                   4.   Giusta
l'art. 6 LOC, è domiciliato in un comune chi vi risiede con l'intenzione di
stabilirvisi durevolmente. Il concetto di domicilio della LOC, ripreso dagli
art. 2 LT e 5 LVE (ora abrogato), si riallaccia al concetto di domicilio civile
retto dall'art. 23 CC. Anch'esso postula quindi l'adempimento di due condizioni
cumulative: quella oggettiva della residenza effettiva in un determinato luogo
e quella soggettiva dell'intenzione concretamente manifestata dall'interessato
di stabilirvisi durevolmente (DTF 97 I 3 consid. 3; RDAT 1982, pag. 71 seg.;
Bucher, op. cit., ad art. 23 N. 3 seg.; Grossen, Das Recht der Einzelpersonen,
in Schweizerisches Privatrecht, Vol. II, pag. 286 seg.).

Vi è residenza, secondo le norme succitate,
quando una persona soggiorna per un certo periodo in un determinato luogo, costituendo
ed intrattenendo con esso rapporti di intensità tale da farlo apparire come il
centro delle sue relazioni personali.

L'intenzione di stabilirsi nel luogo di
residenza deve emergere dall'insieme delle circostanze e dev'essere
riconoscibile per i terzi. La semplice manifestazione di volontà non è
sufficiente. Non basta in particolare dichiarare di voler costituire il proprio
domicilio in un determinato luogo. Tanto per l'art. 23 CC, quanto per l'art. 6
LOC l'intenzione dev'essere suffragata dall'effettiva residenza nel luogo
prescelto.

 

 

                                   5.   L'accertamento
operato dal municipio giusta l'art. 6 LOC circa l'esistenza del domicilio di
una determinata persona rientra nell'ambito dei compiti conferiti all'esecutivo
comunale dall'art. 106 lett. e LOC: norma che obbliga tale organo a tenere ed aggiornare
i cataloghi civici, il ruoli della popolazione e gli altri registri che la
legge gli impone di allestire (ad es. l'elenco dei contribuenti prescritto
dall'art. 195 LT).

Tale accertamento verte in primo luogo su
aspetti che vanno oltre il semplice rapporto di polizia. Esso non si limita
infatti a determinare il luogo in cui l'interessato risiede e che ha concretamente
posto al centro delle sue relazioni personali, ma si pronuncia anche
sull'aspetto soggettivo, ovvero sull'intenzione di stabilirvisi durevolmente,
che può essere dedotta dalle circostanze oggettive.

Tenuto conto delle relazioni che dal profilo
fattuale intercorrono tra il domicilio così com'è concepito dall'art. 6 LOC ed
il domicilio di polizia al quale fa riferimento l'art. 24 Cost., nella maggior
parte dei casi l'accertamento operato dal municipio si pronuncia tuttavia anche
sull'esistenza o sull'inesistenza del sottostante rapporto di polizia.

 

 

                                   6.   Con la
determinazione qui in esame, il municipio di __________ ha stabilito che il
domicilio della ricorrente si trova in tale comune a partire dal 1. gennaio
1997. 

La decisione censurata si fonda sull'art. 6
LOC e sull'art. 23 CC. Il provvedimento è giustificato dalla constatazione che
l'insorgente avrebbe da sempre risieduto a __________, che a partire dal 1.
gennaio 1997 essa avrebbe lasciato tale comune solo per brevi periodi, che essa
avrebbe usufruito regolarmente dei servizi comunali (cfr. consumi annuali
energia elettrica), mantenendo legami stretti con i famigliari residenti in
Ticino. La tesi non può essere appoggiata.

 

6.1. A detta del municipio di __________ non
avrebbe mai cessato di avere il proprio domicilio in tale comune, in quanto fin
dal 1986, data del suo trasferimento in Spagna, essa avrebbe continuato ad
abitarvi per lunghi periodi, oltre i limiti concessi dalla legge. La situazione
sarebbe stata tollerata dalla precedente amministrazione comunale, a differenza
dell'attuale.

Tale fatto, non dimostrato, è irrilevante ai
fini del presente giudizio, in quanto in questa sede dev'essere unicamente
stabilito se la ricorrente a partire dal 1. gennaio 1997 ha trasferito il suo domicilio
a __________. Quanto è accaduto in precedenza non è pertinente alla fattispecie
qui in discussione. 

 

6.2. A comprova delle sue asserzioni, il
comune resistente ha unicamente prodotto i consumi di elettricità per la casa
costruita dai coniugi __________.

Il consumo annuo di energia elettrica
rilevato per tale oggetto è costantemente diminuito negli anni (29'552 KWh nel
1993/4, 18'116 KWh nel 1995/1996). Nel 1996/1997 il consumo di energia è
ulteriormente sceso: mentre nel periodo invernale (10.1996 - 03.1997) è stato
ancora misurato un consumo di energia di 9'682 KWh, lo stesso è risultato nullo
nella fascia estiva (04.1997-09.1997). Ne discende che i dati addotti dal
municipio di __________ dimostrano il contrario di quanto da esso asserito,
ossia che a partire dal 1. gennaio 1997 l'interessata non abitava a __________.

In ogni caso si osserva che il municipio di
__________ non ha provato che i consumi di energia relativi alla casa summenzionata
sono stati cagionati dai coniugi __________. Le asserzioni difensoriali,
secondo cui il consumo di energia elettrica sarebbe da addebitare ai figli ed
alla signora __________, quest'ultima pure usufruttuaria della casa, devono
essere considerate credibili in mancanza di prove contrarie.

La questione può comunque restare irrisolta:
per i motivi di cui si dirà in seguito, l'interessata non può comunque essere
considerata domiciliata nel comune di __________.

 

6.3. La ricorrente ha ammesso che a partire
dal 1996 a causa di problemi di salute suoi e del marito, è stata costretta a
fare ritorno in Svizzera. Le fatture ed i certificati medici agli atti dimostrano
quanto asserito. Anche il municipio di __________ ha dato atto di ciò.

Il rientro a __________ è dunque stato
dettato da motivi di salute e non è da ricondurre ad una libera decisione.
L'intenzione di mantenere il domicilio in Spagna si desume inoltre dal fatto
che essa ha prorogato il suo permesso di residenza in Spagna fino all'anno
2000. Ciò denota la volontà di prolungare anche la validità del suo domicilio
all'estero a discapito di un eventuale domicilio in Ticino. Dall'insieme di
queste circostanze non emerge dunque l'intenzione della ricorrente di
stabilirsi durevolmente a __________ a partire dal 1. gennaio 1997. Al
contrario le stesse portano alla conclusione che __________ si proponeva di mantenere
il suo domicilio in Spagna. Viene così a cadere il presupposto soggettivo di
cui all'art. 23 CC.

Ne discende che dal profilo degli art. 6 LOC
e 23 CC l'insorgente non può essere considerata domiciliata nel comune resistente.

 

 

                                   7.   7.1. In
esito alle considerazioni sin qui esposte, il ricorso di __________ va quindi
accolto, annullando il giudizio governativo. Restano riservate le decisioni che
il municipio di __________ e le autorità fiscali sono chiamate a prendere in
merito al domicilio politico e fiscale.

 

7.2. La causa inoltrata da __________ va
invece stralciata dai ruoli. 

 

 

                                   8.   Visto
l'esito dei gravami non si prelevano né tasse né spese (art. 28 PAmm).

Il comune di __________ è tenuto a versare a
__________ la somma di fr. 500.-- a titolo di ripetibili (art. 31 PAmm).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 24 Cost.; 45, 47 Cost. del 1874.; 23
CC; 102 CPC; 6, 106, 208 LOC; 2 LT; 1 segg. PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
presentato da __________ è accolto.

                                  §     Di
conseguenza la decisione 7 luglio 1998 del Consiglio di Stato e la decisione 6
novembre 1997 del municipio di __________ concernenti l'insorgente sono
annullate.

 

 

                                   2.   Il ricorso
presentato da __________ è stralciato dai ruoli.

 

 

                                   3.   Non si
prelevano né tasse né spese. Il comune di __________ rifonderà a __________ la
somma di fr. 500.-- a titolo di ripetibili.

 

 

	
                                      4.   Intimazione
  a:

  	
  __________

  	 

	
   

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             La
segretaria