# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f3801e57-4ec4-58df-84cc-0059c8802c44
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-02-13
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 5. Kammer 13.02.2014 R 2013 207
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_005_R-2013-207_2014-02-13.pdf

## Full Text

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO 
DEL CANTONE DEI GRIGIONI

R 13 207

5a Camera

presieduta da

Priuli, vicepresidente, e composta da Meisser, presidente, e dal 

giudice Audétat, attuaria Krättli-Keller

SENTENZA
del 13 febbraio 2014

nella vertenza di diritto amministrativo

A._____, 
rappresentata dall'Avvocato K.______, 

ricorrente
contro 

Commissione di stima del Consorzio Raggruppamento Terreni 

sponda sinistra X._____-Y._____, 

convenuta
e

Sovrastanza del Consorzio Raggruppamento Terreni sponda 

sinistra X._____-Y._____, 

convenuto

concernente nuova assegnazione nel raggruppamento terreni

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1. Sul territorio del Comune di Y._____ negli anni 1980 prendeva avvio 

l'opera di "Raggruppamento terreni sponda sinistra X._____-Y._____" 

(RTSS). Il comprensorio includeva la terrazza su cui si erge il paese di 

X._____ e si estendeva tra zona agricola e forestale fino verso il confine 

con lo Stato italiano. Già in data 31 marzo 1988, gli eredi di B._____ 

chiedevano e ottenevano dall'Ufficio di circolo di Y._____ l'iscrizione in 

seguito a prescrizione acquisitiva di numerose proprietà boschive, prative 

e di due case e un casotto, situate nelle zone di O.1._____ e O.2._____ 

entro il perimetro toccato dall'opera di bonifica. Il 2 ottobre 1989 gli eredi 

di B._____ stipulavano un contratto di divisione ereditaria, in base al 

quale a A._____, residente già allora a Z._____, venivano assegnati: i 

boschi O.3._____, O.4._____ e O.5._____, i prati O.6._____, O.7._____ 

e O.8._____, accanto alla comproprietà per metà del prato O.9._____ e 

della casa Paterna a O.1._____. 

2. L'esposizione pubblica del vecchio possesso avveniva dal 30 marzo al 14 

aprile 2001 a Y._____ ed a Q._____ e i proprietari fondiari noti erano 

avvisati personalmente. In seguito, l'ufficio di circolo di Y._____ agendo 

nel quadro del raggruppamento terreni portava a termine una procedura 

di prescrizione acquisitiva, pubblicata ufficialmente l'8 agosto 2002, dei 

fondi inclusi nel perimetro di bonifica e la cui proprietà originaria non era 

considerata appurabile altrimenti. Nell'estate del 2003 veniva poi 

elaborata, esposta ed evasa la situazione in merito alla nuova 

assegnazione per cui dal 14 agosto al 14 settembre 2009 aveva luogo la 

pubblicazione della terminazione giusta la nuova assegnazione decisa in 

vista della misurazione ufficiale. 

3. Il 27 novembre 2009, A._____ inviava uno scritto al Comune di Y._____, 

al Presidente della Commissione di stima e al Presidente del CRTSS 

nonché a C._____ e altri parenti interessati, informandoli di essere venuta 

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a conoscenza in modo del tutto fortuito dell'avvio di una procedura di 

raggruppamento terreni, di non essere mai stata inclusa nel procedimento 

in quanto proprietaria dei fondi boschivi O.3._____, O.4._____ e 

O.5._____, prativi O.6._____, O.7._____ e O.8._____ nonché un mezzo 

di comproprietà del prato O.9._____ e della casa Paterna a O.1._____ 

(altra metà della casa in comproprietà della comunione ereditaria del 

fratello fu C._____). Dopo l'inosservanza del contratto di divisione e 

dell'iscrizione a registro fondiario, la petente pretendeva dagli organi 

competenti di essere riammessa in possesso di quanto detenuto in 

precedenza ed ereditato dal padre. 

4. Il 23 dicembre 2009, la Commissione di stima del CRTSS informava la 

richiedente che la procedura di bonifica riguardante la zona occupata dai 

fondi rivendicati fosse iniziata già verso il 1996 e che l'elenco dei 

proprietari interessati fosse stato redatto sulla base delle indicazioni 

fornite dagli interessati, tra i quali i fratelli e le sorelle di A._____. Questi 

non avrebbero mai menzionata la sorella quale proprietaria dei fondi ora 

rivendicati. Poiché dal contratto di divisione ereditaria agli atti degli organi 

consortili detta erede avrebbe ceduto integralmente la sua parte di eredità 

al fratello D._____, non vi sarebbero neppure stati motivi per invitarla a 

partecipare al procedimento. Del resto all'epoca della divisione ereditaria 

l'istante avrebbe saputo che in zona fosse in atto una procedura di 

bonifica. Se quindi, quale residente all'estero, non dovesse aver preso 

alcun provvedimento, ciò sarebbe indubbiamente da ricondurre alla 

cessione dei suoi fondi al fratello. Sarebbe altrimenti inspiegabile che 

essa non avesse incaricato una persona di fiducia della salvaguardia dei 

propri interessi in Svizzera. Pertanto nell'ambito della procedura di 

bonifica ancora in atto, A._____ non deterrebbe alcun diritto sui fondi a 

suo tempo ereditati dal padre. Per le pretese ora addotte sarebbe quindi 

da rinviare al foro civile. 

- 4 -

5. Nell'ambito di un successivo incontro, i figli ed eredi di C._____ cedevano 

a titolo di rettifica alla zia A._____ metà della comproprietà della casa 

paterna e del prato a O.1._____ nonché 5/1000 della strada d'accesso in 

località O/O.1._____. Tale correzione veniva effettuata nell'ambito 

dell'opera di bonifica e alla nuova proprietaria veniva trasmesso il nuovo 

estratto catastale che la riguardava e sul quale figurava erroneamente un 

diritto di proprietà intero su detti fondi e non solo della metà.

6. Alla conclusione della procedura di demarcazione e misurazione ufficiale, 

dal 29 gennaio al 1. marzo 2013 venivano esposti gli atti in vista del 

definitivo trapasso della proprietà. Contro tale esposizione, in data 27 

febbraio 2013, A._____ adiva tempestivamente la Commissione di stima 

del CRTSS ribadendo nuovamente quanto già affermato e preteso in 

precedenza relativamente alla rivendicazione delle proprietà ereditate dal 

padre. Con decisione 27 agosto 2013 l'opposizione veniva respinta in 

quanto irricevibile. In sostanza, la Commissione di stima CRTSS riteneva 

che le censure sollevate dalla consorziata in sede di opposizione agli atti 

del trapasso di proprietà non fossero più udibili in detta sede, riferendosi 

le critiche formulate al possesso vecchio e quindi a procedure da tempo 

cresciute in giudicato. In ogni caso, con l'attribuzione della metà dei fondi 

intestati agli eredi del fratello C._____, la situazione dell'istante si sarebbe 

in parte risolta. Per quanto riguarderebbe invece i boschi che non 

sarebbero stati raggruppati, ma semplicemente rilevati nell'ambito della 

procedura di bonifica, all'istante resterebbe la possibilità di rivendicarne la 

proprietà in separata sede civile. Non essendo in ogni caso le 

contestazioni sollevate attinenti alla procedura per cui era stata fatta 

l'esposizione pubblica l'opposizione era considerata improponibile.  

7. Nel tempestivo ricorso pervenuto al Tribunale amministrativo in data 30 

settembre 2013, A._____ chiedeva l'annullamento del provvedimento 

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impugnato. Nell'istanza di ricorso redatta dalla nipote in qualità di 

patrocinatrice legale abilitata dal giudice dell'istruzione a rappresentare la 

ricorrente, quest'ultima ribadiva di essere sempre stata proprietaria dei 

fondi ereditati dal padre e pretendeva di essere riammessa in possesso di 

tali immobili nell'ambito della procedura di bonifica fondiaria. Pur non 

essendo in grado di allegare un diverso contratto di divisione ereditaria, la 

ricorrente insisteva sulla mancata validità della pretesa cessione fatta al 

fratello. Che l'istante fosse poi sempre stata la legittima proprietaria dei 

fondi sarebbe del resto confermato della comunicazione a suo tempo 

fattale dall'incaricato del registro fondiario, allorquando la invitava a 

sottoscrivere il contratto di divisione ereditaria assicurandole che nella 

ripartizione fossero stati salvaguardati i di lei diritti e dalle regolari fatture 

emesse dal Comune di Y._____ all'attenzione della proprietaria di 

immobili sul suolo comunale. In detta qualità però l'istante non sarebbe 

mai stata invitata a partecipare al procedimento di bonifica e non avrebbe 

pertanto avuto modo di salvaguardare i propri diritti e interessi. 

8. Mentre il CRTSS rinunciava ad una risposta di causa, nella propria presa 

di posizione del 5 ottobre 2013, la Commissione di stima dal CRTSS 

proponeva la reiezione del ricorso. L'esposizione pubblica dei piani 

definitivi avvenuta nel gennaio 2013 sarebbe servita unicamente ad 

orientare i proprietari interessati in merito alla topologia dei fondi, in detta 

sede sarebbero pertanto state proponibili solo le censure volte a 

correggere delle eventuali sviste riportate sui piani. Nella propria 

opposizione, l'istante avrebbe pertanto potuto fare valere dei vizi 

unicamente riguardo all'estratto catastale del nuovo possesso della 

comproprietà sulla particella sopraedificata no. 7189 e quella prativa no. 

7831 (ottenute dagli eredi del fratello C._____). Le altre contestazioni in 

merito al possesso vecchio ed alla nuova assegnazione non sarebbero 

invece più udibili. Tutta la problematica sarebbe insorta a seguito della 

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sottoscritta cessione dei beni della ricorrente al fratello D._____. Se tale 

cessione non fosse effettivamente mai avvenuta con il consenso 

dell'istante, a questa non rimarrebbe altra possibilità che perorare la 

propria causa dinanzi alla giustizia civile. In termini materiali, dopo aver 

ottenuto dagli eredi del fratello C._____ la metà della nuova 

assegnazione loro attribuita, la ricorrente si vedrebbe compensato il 

vecchio possesso prativo e quanto a stabili. Per la rivendicazione delle 

restanti particelle boschive, semplicemente rilevate nell'ambito della 

bonifica, alla ricorrente resterebbe aperta solo la via dell'azione civile.

9. Replicando, la ricorrente si riconfermava nelle proprie precedenti 

allegazioni e proposte. Nei suoi confronti il vecchio possesso non avrebbe 

mai potuto acquistare forza di giudicato non essendo l'interessata mai 

stata ammessa al procedimento, come sarebbe invece stato suo diritto. 

Formalmente poi, malgrado i ripetuti solleciti, l'unica decisione presa nei 

confronti della ricorrente sarebbe quella oggetto del presente 

procedimento, per cui all'istante dovrebbe essere permesso addurre in 

questa sede quanto sarebbe stata impossibilitata a fare in precedenza. In 

ogni caso i fondi intavolati a registro fondiario a nome degli eredi di 

B._____ non avrebbero certo potuto essere oggetto di prescrizioni 

acquisitive. Del resto la stessa sorte della ricorrente sarebbe toccata alla 

sorella E._____, che si sarebbe vista attribuire i fondi ereditati dal padre 

solo dopo il suo pronto intervento in sede di esposizione del possesso 

vecchio prima e poi nuovamente nell'ambito della nuova assegnazione, 

pur essendo indubbio che la stessa non avesse ceduto alcunché ai 

fratelli. Per il resto la ricorrente chiedeva l'edizione presso il registro 

fondiario di Y._____ della "copia autentica della comunicazione a suo 

tempo (anno 1989) inviata dall'Ufficio del RF di Y._____, nella persona 

del Sig. F._____, al tecnico esecutore dell'intervenuta iscrizione a RF del 

contratto di divisione ereditaria parziale intervenuto tra i fratelli o di sentire 

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in merito il testimone F._____. Veniva parimenti richiesta l'edizione della 

decisione di approvazione del CRTSS per poter procedere all'iscrizione a 

registro fondiario della divisione ereditaria. 

10. Nella propria duplica, la Commissione di stima del CRTSS ribadiva il 

proprio punto di vista, precisando l'ambito delle proprie competenze e dei 

conseguenti vizi ancora proponibili in sede di opposizione. Un errore o 

una carenza della lista dei proprietari avrebbero potuto essere sollevati a 

suo tempo dinnanzi al competente dipartimento. Per il resto, nel proprio 

agire, gli organi consortili si sarebbero fondati sul contratto di divisione 

ereditaria e la relativa cessione della proprietà dell'istante al fratello. Se 

attualmente l'istante intendesse avvalersi del contratto di divisione per 

perorare la propria qualità di proprietaria essa dovrebbe parimenti 

lasciarsi opporre la cessione al fratello, non essendovi alcun elemento 

che lasci supporre la mancata validità di tale clausola contrattuale. La 

completa rinuncia alla proprietà allora ereditata dal padre verrebbe poi 

confermata anche dall'atteggiamento assunto dalla ricorrente, che non si 

sarebbe occupata delle sue pretese proprietà per vent'anni. Per il resto, la 

procedura di terminazione e misurazione catastale sarebbe stata 

effettuata dal Comune di Y._____ e il mancato orientamento dell'istante 

andrebbe per detti fatti addossato al comune e non al CRTSS. 

Considerando in diritto:

1. Come giustamente addotto dalla Commissione di stima CRTSS, l'iter che 

caratterizza l'operazione di bonifica fondiaria giusta la legge sulle 

bonifiche fondiarie del Cantone dei Grigioni (LBF; CS 915.100) 

comprende diverse procedure (definizione del comprensorio, decisione 

quanto alla ricomposizione particellare, bando di ricomposizione 

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particellare, rilievo del vecchio possesso, stima, nuova assegnazione 

ecc.), a conclusione delle quali vengono definitivamente evase 

determinate questioni. Solo dopo la conclusione della relativa fase è dato 

procedere alla fase successiva. Prima di divenire definitive, contro le 

singole tematiche oggetto di ognuna delle diverse fasi è ammesso il 

relativo rimedio giuridico. La distinzione e connessione tra le diverse fasi 

presuppone pertanto che una volta conclusa una sequenza non sia più 

possibile rimettere in discussione quanto è stato oggetto della rispettiva 

fase ed è cresciuto in giudicato (vedi PTA 1983 no. 61). 

2. a) Nell'evenienza, la controversia verte sulla non entrata nel merito 

dell'opposizione presentata dall'istante all'esposizione degli atti per il 

trapasso della proprietà. Nella procedura riguardante il trapasso definitivo 

della proprietà è ammesso far valere degli errori nelle intestazioni, di 

riporto di numeri o servitù non corrispondenti alle precedenti esposizioni o 

non conformi all'evasione fatta dei richiami o degli accordi bonali presi. 

L'istante rivendica invece in questa sede quanto detenuto a vecchio 

possesso. Mentre la Commissione di stima del CRTSS ritiene non più 

udibili le censure sollevate, in quanto non pertinenti alla pubblicazione 

impugnata, la ricorrente reputa che la sua mancata convocazione in 

qualità di proprietaria costituisca un errore procedurale tale da permetterle 

di addurre ora quanto sarebbe stata impossibilitata a fare valere in 

precedenza. E' indiscusso che la ricorrente non sia mai stata 

personalmente informata in merito alle diverse esposizioni pubbliche ed 

alle distinte procedure che hanno caratterizzata l'opera di bonifica 

fondiaria fino ad oggi perseguita, compresa la misurazione catastale, fino 

alle pubblicazioni che hanno avuto luogo nel gennaio del 2013 e contro le 

quali è formalmente rivolto il presente ricorso, anche se la materia del 

contendere riguarda altre motivazioni. Non è parimenti contestato che 

giusta l'art. 38 LBF in concomitanza con l'art, 29 dell'ordinanza 

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d'esecuzione della legge sulle bonifiche fondiarie del Cantone dei Grigioni 

(OBF; CS. 915.110) i proprietari fondiari partecipanti siano da avvisare 

riguardo alle esposizioni pubbliche e che vadano loro inviati anche gli 

estratti principali degli atti esposti. Non avendo ricevuto alcuna 

comunicazione personale in merito ai piani esposti fino al gennaio 2013, 

l'istante reputa quindi di non aver neppure potuto partecipare ai 

precedenti procedimenti. 

b) A questo proposito è comunque bene ricordare che per i combinati 

disposti di cui agli art. 1, 2 cpv.1 lett. a e b nonché 12 cpv. 1 lett. d LBF, 

scopo di uno degli elementi caratteristi della bonifica fondiaria, ovvero del 

raggruppamento dei terreni, sia quello di preparare l'introduzione del 

registro fondiario federale, che segue alla misurazione ufficiale. 

Nell'ambito dell'opera di bonifica fondiaria vengono allora rilevati, definiti 

ed epurati i diritti reali sui diversi fondi, a favore di chiari rapporti di 

proprietà. Questo processo interessa in primo luogo i proprietari dei fondi 

inclusi nel comprensorio da bonificare, ma non solo. Infatti, accanto a 

questi proprietari fondiari vi sono pure altri interessati che pur non 

essendo proprietari fondiari vantano comunque sui terreni inclusi in detto 

perimetro dei diritti reali limitati come i diritti di passo, di attraversamento 

con delle condotte ecc.. In questo senso quindi anche coloro che non 

figurano sull'elenco dei proprietari pubblicato ufficialmente (art. 38 cpv. 1 

lett. a LBF) e che quindi non possono evidentemente essere stati invitati 

personalmente a partecipare al procedimento possono detenere il diritto 

di impugnare la pubblicazione stessa davanti al dipartimento (art. 44 cpv. 

2 LBF) o comunque di intervenire in una determinata fase dell'opera di 

bonifica, senza essere previamente stati avvertiti personalmente a questo 

riguardo. E' pertanto come tale essenziale che nell'ambito di una 

procedura come quella in oggetto, tutte le persone che detengano fondi 

entro il comprensorio, ma anche nelle sue vicinanze, diano prova della 

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necessaria diligenza nel seguire l'evoluzione dell'opera di bonifica dopo 

l'apertura del procedimento e collaborino nella misura del possibile alla 

definizione delle questioni che di volta in volta possono porsi. 

c) Contrariamente a quanto preteso in sede di ricorso, in base alla cifra 4 

delle disposizioni del contratto di divisione del 2 ottobre 1989, apposte 

sulla pagina poi firmata da tutti gli interessati, le parti dichiaravano di 

essere state informate che per l'iscrizione del contratto fosse necessario il 

benestare del CRTSS. Non è pertanto dato considerare che l'istante 

ignorasse che fosse in atto un'opera di bonifica. Poiché la ricorrente 

risiedeva all'estero e oltre l'area di confine (fino a Q._____ i documenti 

soggetti a pubblicazione venivano esposti al pubblico), dando prova della 

diligenza richiesta dalle circostanze, essa avrebbe dovuto incaricare 

qualcuno della salvaguardia dei propri interessi o almeno informarsi 

regolarmente sullo stadio del procedimento. Dal contratto di divisione del 

1989 alla scoperta di non essere iscritta come proprietaria nel 2009 sono 

trascorsi 20 anni. Quindi, anche se la mancata convocazione personale 

non dovesse trovare alcuna giustificazione nel contratto di divisione 

ereditaria, pretendere in queste circostanze che l'intera responsabilità 

delle pretese compromissioni degli interessi dell'istante ricada unicamente 

sugli organi consortili appare riduttivo e non del tutto difendibile. 

3. a) La ricorrente deduce il proprio diritto di proprietà su determinati fondi 

facenti parte del perimetro di bonifica del CRTSS dal contratto di divisione 

ereditaria del 2 ottobre 1989. Giusta tale documento, essa sarebbe l'unica 

proprietaria del bosco „O.3._____“, bosco „O.4._____“, bosco 

„O.5._____“, prato „O.8._____ – bosco“, prato „O.7._____“, prato 

„O.6._____“, ed avrebbe diritto a ½ di comproprietà della casa paterna e 

del prato O.9._____ (vedi contratto di divisione ereditaria punto I lett. a-f). 

Parimenti però l'istante adduce la falsità dello stesso documento per 

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quanto riguarda il suo desiderio "di cedere tutto quanto gli spetta, e cioè 

quanto riportato a posizione I dalla lettera a alla lettera h, tutto compreso, 

al signor D._____. In merito al conguaglio le due parti decideranno tra di 

loro, dopo la firma di questo contratto" (contratto di divisione ereditaria 

punto VI in fine). Dagli atti presentati a questo Giudice, l'originale del 

contratto in parola è stato sottoscritto da tutte le parti interessate e ogni 

sua pagina è vistata dai firmatari tra i quali figura anche la sigla 

dall'istante. Non sussiste allora alcun motivo valido per considerare che il 

documento non riporti la volontà delle parti, anche perché l'istante, pur 

adducendo di non aver sottoscritto alcuna cessione globale a favore del 

fratello, non è in grado di presentare a questo Giudice alcuna diversa 

versione del preteso - in parte falso - contratto di divisione ereditaria 

versato agli atti. In tali condizioni tutte le argomentazioni fornite dall'istante 

e intese a comprovare la mancanza di validità della clausola di cessione 

sono ininfluenti ai fini del giudizio. Giusta l'art. 22 cpv. 3 LBF, per le 

controversie concernenti l'esistenza e l'estensione della proprietà dei 

fondi inclusi nel comprensorio toccato dalla bonifica viene fatto rinvio al 

foro civile. Non spetta allora né agli organi consortili né a questo Giudice 

decidere della fedeltà alla volontà delle parti del contratto sottoscritto. Per 

l'evasione del presente procedimento è decisivo il fatto che il documento - 

in base al quale l'istante pretende dedurre la propria qualità di proprietaria 

- contenga parimenti la cessione dell'intera proprietà immobiliare oggetto 

del contratto di divisione ereditaria del 2 ottobre 1989 da parte della 

ricorrente a favore di uno dei fratelli. Fino al 2013 non vi era allora alcun 

motivo di invitare l'istante personalmente a partecipare all'opera di 

bonifica fondiaria, non essendo la stessa più proprietaria dei fondi giusta il 

documento prodotto. 

b) Nel proprio ricorso, l'istante pretende di dedurre la propria qualifica di 

proprietaria dall'attestazione rilasciata dall'ufficio del registro fondiario l'8 

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febbraio 1990. Tale documento certifica semplicemente che anziché la 

comunione ereditaria del padre dell'istante, quali nuovi proprietari 

risultassero essere i singoli eredi, citati per nome. Tra questi nomi 

figurava pure quello dell'istante, ma per quanto riguarda espressamente 

quali fossero le particelle dell'uno e dell'altro erede veniva fatto espresso 

riferimento all'allegato contratto di divisione. Per questo dall'attestazione 

dell'8 febbraio 1990 non sono derivabili i diritti che l'istante pretende, 

anche perché giusta il contratto di divisione inizialmente era prevista 

l'attribuzione di parte dei fondi della successione alla ricorrente. Parimenti 

irrilevante è la questione di sapere se il consorzio abbia data la propria 

approvazione giusta quanto previsto all'art. 20 LBF per iscrivere il 

trapasso effettuato, giacché come si è detto, l'approvazione non avrebbe 

potuto comunque riferirsi ad una disposizione diversa da quanto era stato 

oggetto del contratto di divisione in questa sede parzialmente messo in 

dubbio. Del resto, lo scopo dell'approvazione di tali contratti da parte degli 

organi consorziali è meramente la salvaguardia degli interessi della 

bonifica (vedi sulla questione O. BÄNZIGER, Bodenverbesserungen, 

rechtliche Probleme der landwirt-schaftlichen Güterzusammenlegungen 

und der Gesamtumlegungen, Basilea e Stoccarda, 1978, pag. 60). 

c) In principio, in conformità all'art. 22 LBF la controversia riguardo 

l'esistenza di un diritto di proprietà sui fondi non è di competenza degli 

organi incaricati dell'opera di bonifica. A mente della ricorrente la falsità 

della clausola di cessione sarebbe però tanto evidente da meritare di 

essere ignorata, come del resto avrebbero fatto altri enti pubblici, come il 

comune con il costante e ininterrotto prelievo della tassa sugli immobili 

fino ad ora. Vada a questo proposito precisato che dal prelievo fino ad 

oggi delle tasse sugli immobili fatto dal comune sul cui territorio sarebbero 

situate le proprietà contestate non è dato dedurre i diritti che l'istante 

pretende. Tale imposizione lascia supporre la qualità di proprietaria, ma 

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non comprova il contestato diritto di proprietà. Vi è poi una possibile 

spiegazione a questa svista. Nel contestato contratto di divisione 

ereditaria, la clausola riguardante la cessione era stata apposta non sotto 

il paragrafo riguardante l'elenco degli immobili che sarebbero spettati di 

diritto all'istante, ma era stata annotata in calce all'elenco dei fondi 

spettanti al fratello a favore del quale era stata fatta la cessione. Poiché 

quindi l'elenco dei fondi della ricorrente era all'inizio del contratto di 

divisione ed essendo tale punto esente da annotazioni di sorta, sia 

l'autorità comunale che l'allora responsabile dell'ufficio del registro 

fondiario nello scritto del 22 giugno 1989 e nella notifica di trapasso dell'8 

febbraio 1990 erano verosimilmente partiti dal presupposto che tale fosse 

la parte di proprietà dell'istante. E tale era effettivamente la parte 

spettante a quest'ultima in qualità di erede prima che essa stessa 

operasse una cessione a favore del fratello. Quanto preteso da queste 

autorità non può pertanto essere considerato rilevante o addirittura 

decisivo per la definizione della presente fattispecie, in quanto, che 

l'istante lo voglia o meno, non vi è agli atti alcun contratto di divisione 

ereditaria che abbia un tenore diverso da quello prodotto. L'istante 

sembra poi ignorare che l'atteggiamento assunto da lei stessa e dagli altri 

membri dell'allora comunione ereditaria durante gli ultimi venti anni non 

faccia che dare indirettamente credito alla clausola di cessione 

sottoscritta. Nessuna delle altre parti al contratto avrebbe mai informata la 

ricorrente di non figurare quale proprietaria dei fondi lasciatile dal padre o 

che beni in comproprietà dell'istante - come ad esempio la casa paterna - 

fossero stati iscritti a nome di un solo altro erede. Anche se, come 

giustamente addotto dall'istante, non vi era per gli altri membri della 

famiglia alcun dovere legale di informare la ricorrente, l'atteggiamento 

assunto non sostiene però la tesi di ricorso. Anche la pretesa illogicità 

della cessione in parola, che da quanto è desumibile dal contratto stesso 

non era comunque a titolo gratuito, viene relativizzata se si considera che 

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il costrutto abbia allora permesso alle parti di ovviare alle altrimenti dovute 

spese di iscrizione e trapasso. In queste condizioni, non sussistono come 

pretende l'istante degli elementi evidenti a favore dell'indiscutibile falsità 

del contratto in oggetto. Giustamente pertanto, le autorità consortili sono 

partite del presupposto che l'istante avesse ceduto tutti i beni oggetto del 

contratto di divisione ereditaria e che quindi essa non fosse mai stata una 

proprietaria fondiaria da invitare personalmente a partecipare all'opera di 

bonifica. In queste condizioni, non sussistono per questo Giudice motivi 

per richiedere i documenti a fondamento dell'iscrizione a suo tempo 

richiesta all'ufficiale del registro fondiario o di sentire lo stesso quale 

testimone sulla questione. Le conclusioni alle quali giunge questo Giudice 

in base alla documentazione all'incarto non privano certo l'interessata 

della possibilità di perorare la falsità del documento nella dovuta sede, 

qualora lo ritenesse opportuno. 

d) E' vero che in base agli estratti catastali del rilievo del vecchio possesso, 

ai singoli membri della comunione ereditaria di cui faceva parte anche la 

ricorrente non sia stata sempre e conseguentemente assegnata la parte 

di fondi corrispondente alla ripartizione stabilita nel contratto di divisione 

ereditaria, nel senso che la proprietà della casa paterna ad esempio 

veniva attribuita per intero al fratello C._____, mentre il diritto di questi era 

solo della metà in comproprietà. Un paragone risulta per il resto molto 

difficile, in quanto le particelle oggetto del contratto di divisione ereditaria 

vengono definite solo tramite la loro situazione geografica senza recare 

alcun numero o indicare la loro superficie. A prescindere dal fatto che non 

è in questa sede dato sapere se tra le parti fossero stati presi accordi 

diversi, tale incongruenza è però ai fini del giudizio irrilevante, non 

essendo la ricorrente legittimata a perorare la correzione di iscrizioni 

accettate dai relativi proprietari o a dedurre diritti da tale circostanza. In 

base agli estratti catastali relativi al rilievo del vecchio possesso, 

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effettivamente il fratello D._____ risulta essere il consorziato con il 

maggior valore a possesso vecchio con una superficie di m2 6'646 per un 

valore di fr. 3'171.--, rispetto al diritto di C._____ di m2 2'633 per un valore 

di fr. 1'620, G._____ di m2 1'234 per un valore di fr. 59.--, H._____ di m2 

3'033 m (senza indicazione del valore) e I._____ di m2 1'213 per un valore 

di fr. 2'674.--.  

4. a) Dal punto di vista formale, l'istante si duole della rinuncia da parte degli 

organi consortili ad emanare una decisione formale dopo l'intervenuta 

seduta di conciliazione del 25 marzo 2010 ed ad indire una trattativa orale 

nell'ambito del presente procedimento prima dell'evasione 

dell'opposizione. Inoltre i tempi di evasione della pratica non si 

conformerebbero ai dettami della LBF. Per quanto riguarda quest'ultima 

censura, giusta la prassi di questo Giudice, la norma di cui all'art. 40 cpv. 

1 LBF - stando alla quale una decisione scritta e motivata dev'essere 

comunicata alle parti entro 30 giorni dalla trattativa orale – è una 

disposizione d'ordine, il cui mancato ossequio non comporta 

conseguenze giuridiche (PTA 1997 no. 62). 

b) Ma anche la pretesa omissione di condurre una trattativa orale nell'ambito 

del presente procedimento in spregio all'art. 39 cpv. 1 LBF non si rivela 

tale. L'art. 39 LBF trova la propria applicazione nell'ambito degli ordinari 

rimedi giuridici contro le procedure elencate all'art. 38 LBF quali il 

comprensorio e l'elenco dei proprietari fondiari partecipanti, il progetto 

d'esposizione, i piani, gli elenchi e la stima del vecchio possesso, la 

nuova assegnazione e il sistema di ripartizione delle spese. Il presente 

procedimento riguarda invece l'esposizione dei piani così come rilevati in 

base alla nuova assegnazione e la misurazione ufficiale e come verranno 

definitivamente iscritti a registro fondiario. Come del resto espressamente 

previsto dagli atti esposti, contro tale pubblicazione erano ammesse solo 

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delle "richieste di correzione" e "alla scadenza della data per l'inoltro delle 

richieste di rettifica degli atti" la documentazione sarebbe stata trasmessa 

al Governo cantonale chiedendo di decretare il trapasso di proprietà. A 

prescindere quindi da eventuali errori di trascrizione, l'esposizione dava ai 

consorziati un'ultima possibilità di controllo e non permetteva in ogni caso 

la presentazione di opposizioni ai sensi dell'art. 39 LBF. Il fatto che la 

Commissione di stima del CRTSS abbia poi emanato una decisione di 

non entrata nel merito "relativa all'opposizione" della ricorrente nulla muta 

al fatto che contro i piani esposti non fosse dato alcun rimedio giuridico 

ordinario giusta la procedura di cui agli art. 37 ss. LBF. Nell'evenienza poi, 

l'emanazione di un provvedimento impugnabile era comunque indicata, a 

conclusione del procedimento a cui l'istante aveva dato inizio.

c) Per quanto riguarda invece la riunione del 25 marzo 2010, a prescindere 

dall'indubbia tardività delle censure sollevate, questo incontro non può 

certo essere parificato ad una conciliazione - giusta l'art. 40 cpv. 1 LBF – 

la quale avrebbe dovuto essere protocollata e alla quale avrebbe dovuto 

far seguito un provvedimento impugnabile. Il disposto si riferisce alla 

procedura che regge l'opposizione e l'abboccamento in parola aveva 

avuto luogo su istanza della ricorrente, ma al di fuori di un ordinario 

rimedio giuridico. Non è in queste circostanze dato sapere su quale 

fondamento l'istante avrebbe potuto pretendere l'emanazione di un 

provvedimento impugnabile. Estranee alla presente procedura e del resto 

prive di una vera portata pratica sono poi le censure che l'istante rivolge 

all'atteggiamento assunto dal consorzio relativamente all'approvazione 

dell'avvenuta cessione per procedere all'iscrizione a registro fondiario del 

trapasso avvenuto nel marzo 2010, in quanto i diritti derivati all'istante da 

tale transazione non vengono messi in dubbio da nessuno. Anzi potendo 

tale trapasso avvenire sotto l'egida dell'opera di bonifica, all'istante ne è 

- 17 -

derivato l'indubbio vantaggio di andare esente dalle ordinarie tasse sui 

trapassi immobiliari. 

5. a) In generale poi, nel ricorso viene censurata la mancata presa di un 

provvedimento impugnabile a partire dalla comunicazione urgente del 

2009. Anche questa pretesa non merita protezione. Come si è già detto, 

la LBF prevede quali siano le misure da prendere nelle successive fasi 

dell'opera di bonifica e quali i rimedi di diritto a disposizione delle persone 

interessate, ovvero solitamente i proprietari fondiari. Prima di divenire 

proprietaria grazie alla cessione fattale dagli eredi di uno dei fratelli nel 

2010 di parte dei fondi compresi nell'opera di bonifica, l'istante non può 

avvalersi della mancata convocazione a partecipare ai diversi 

provvedimenti come proprietaria, in quanto propriamente per gli organi 

consortili non lo era. Certo un suo pronto intervento all'inizio del 

procedimento avrebbe anche potuto portare a soluzioni diverse. 

Relativamente alla sua pretesa qualità di proprietaria, l'istante avrebbe 

eventualmente potuto intervenire contro l'elenco dei proprietari presso il 

competente dipartimento (anche se all'epoca dell'avvio della procedura 

era presumibilmente ancora il padre a figurare come proprietario) o 

comunque impugnare gli atti esposti del vecchio possesso dal 30 marzo 

al 19 aprile 2001, invocando quanto ora pretende. In detta occasione 

sarebbe verosimilmente anche stato possibile dirimere la controversa 

questione dell'esistenza o meno di una cessione durante la fase di 

conciliazione, alla presenza di tutti i famigliari interessati. La ricorrente 

non reagiva in seguito neppure alla pubblicazione dell'8 agosto 2002 

riguardante la prescrizione acquisitiva di proprietà fondiaria per una parte 

del territorio comprendente anche quanto sarebbe stato di proprietà 

dell'allora comunione ereditaria del padre e già acquisito mediante una 

procedura analoga intentata con successo dalla comunione ereditaria il 

31 marzo 1988. Sarebbe stato in detta sede che l'istante avrebbe potuto 

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perorare quanto ora pretende in merito alla violazione dell'art. 22 cpv. 2 

LFB che contempla l'impossibilità di adottare la prescrizione acquisitiva 

per fondi già intavolati. Che a questo riguardo siano o meno stati 

commessi errori non può essere definito in questa sede, dopo che dette 

fasi del procedimento sono da tempo cresciute in giudicato. Anche contro 

la nuova assegnazione pubblicata nell'agosto 2003 l'assicurata non 

faceva valere alcun diritto. Dall'esempio addotto da parte della sorella 

della ricorrente, intervenuta con successo nell'ambito dell'esposizione 

della nuova assegnazione dopo aver costatato che nessun fondo fosse 

stato iscritto a suo nome, una decisione di merito quanto ai fondi che 

l'assicurata rivendicava a proprio nome avrebbe magari potuto essere 

ottenuta anche a questo stadio del procedimento. Contro la terminazione 

esposta dal 14 agosto al 14 settembre 2009 non veniva interposta alcuna 

opposizione, per cui cresceva in giudicato il rilievo dei fondi fatto in detta 

sede. Attualmente, l'esposizione contro cui insorge la ricorrente concerne 

un'ultima verifica dei dati prima del trapasso di proprietà e in merito a 

detta specifica problematica l'opposizione è silente. Per questo, la 

ricorrente non può in questa sede perorare l'emanazione di decisioni sulla 

base di pretese che non siano state fatte valere a tempo debito. Ne 

consegue che l'agire degli organi consortili, che non hanno rilasciato 

all'istante alcuna decisione in merito a questioni da tempo cresciute in 

giudicato sfugge alle critiche di ricorso. 

b) L'istante prende l'esempio fornitole dalla sorella per ravvisare nel 

comportamento degli organi consorziali una deliberata volontà di nuocere 

alle persone che, come lei stessa, risiederebbero oltre confine o 

sarebbero comunque lontane dai loro fondi. La sorella dell'istante era 

intervenuta già nell'ambito del possesso vecchio non trovando alcunché 

iscritto a suo nome e otteneva quanto perorava nell'ambito del regolare 

reclamo proposto contro l'esposizione della nuova assegnazione. Detto 

- 19 -

precedente (e non solo questo) attesta la concreta possibilità che 

nell'esecuzione di una complessa opera come quella in esame possano 

essere commessi molteplici errori. Parallelamente però, il precedente 

dimostra come il tempestivo intervento dopo le pubblicazioni ufficiali 

anche in Italia abbia permesso all'interessata, che non trovava iscrizioni a 

suo nome, di intervenire con successo perorando la propria causa e 

ottenere la correzione dello sbaglio fatto. Dal resto questo è propriamente 

lo scopo dei rimedi giuridici. In questo senso quindi l'esempio di quanto 

accaduto alla sorella dimostra la validità delle possibilità di intervento date 

dalla legge, mentre le diverse insinuazioni fatte al proposito sono 

destinate a rimanere tali. 

6. a) In data 26 marzo 2010, gli eredi di C._____ cedevano alla ricorrente la 

metà della casa paterna e del terreno circostante con la relativa quota di 

accesso, ritenendo che tale parte spettasse di diritto alla loro zia. Di fatto, 

con questa cessione a titolo gratuito, i diritti vantati dall'istante a vecchio 

possesso, fatta eccezione dei boschi, vengono però in larga misura 

compensati. In base al contratto di divisione ereditaria all'istante 

spettavano i fondi boschivi O.3._____, O.4._____ e O.5._____, prativi 

O.6._____, O.7._____ e O.8._____ nonché un mezzo di comproprietà del 

prato O.9._____ e della casa Paterna a O.1._____. Al fratello C._____ 

spettavano i boschi „O.10._____“ e „O.11._____“, i prati „O.12._____“, 

„O.13._____“, „O.4._____“ e un mezzo di comproprietà del prato 

O.9._____ e della casa Paterna a O.1._____. In base all'estratto 

censuario del vecchio possesso detto consorziato vantava un diritto a 

O.1._____ sulle particelle no. 7189 di m2 108 e no. 7831 di m2 1043, 

nonché in zona O.14._____ sui fondi no. 7520 di m2 573, no. 7528 di m2 

454, no. 7534 di m2 366 e no. 7539 di m2 89. Complessivamente la 

superficie a vecchio possesso era di m2 2633 per un valore di 1515 punti. 

Su questa superficie veniva operata la detrazione dell'8 % per opere 

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comuni. Poiché il fratello C._____ non deteneva particelle prative a 

O.1._____, la particella no. 7189 di m2 108 era verosimilmente quella che 

giusta il contratto di divisione fosse di diritto spettata all'istante, prima 

della cessione.

b) Mentre per i motivi esposti in precedenza, la ricorrente non otteneva nulla 

nella nuova assegnazione, C._____ si vedeva attribuire a O.1._____ la 

particella no. 3467 di m2 2101 e la proprietà no. 3471 di m2 108 

(probabilmente quella che a vecchio numero era la no. 7189) con la parte 

dell'accesso no. 3482 corrispondente a m2 8. Complessivamente pertanto 

la nuova assegnazione di C._____ di m2 2216, faceva astrazione di 

quanto detenuto a vecchio possesso in zona O.14._____, ma accordava 

al consorziato m2 1058 in più in zona O.1._____ per un valore in punti di 

1514. Ne consegue che cedendo alla zia la metà del loro nuovo possesso 

a O.1._____, gli eredi di C._____ hanno permesso alla stessa di 

approfittare di quanto essi detenevano a possesso vecchio a O.14._____ 

e che è stato loro accreditato in aumento alla superficie della particella no. 

3467 che conta m2 1058 in più rispetto a prima. La ricorrente ha allora 

attualmente ottenuto non solo un mezzo di comproprietà del prato 

O.9._____ e della casa Paterna a O.1._____, ma di fatto il diritto su di 

una superficie ben maggiore che include e certo compensa il piccolo 

prato a O.6._____ di m2 108. La superficie degli altri due prati a 

O.7._____ e O.8._____ non è nota, ma con la maggiore assegnazione 

ottenuta nei pressi della casa paterna, e quindi oggettivamente di maggior 

pregio, è dato reputare compensato anche il diritto non meglio specificato 

in metri quadrati ai prati oggetto del controverso contratto di divisione. 

Sulla base della cessione operata nel marzo 2010, all'istante è stato poi 

trasmesso l'estratto censuario che attesta erroneamente il diritto della 

stessa su tutta la parte ottenuta anziché solo sulla metà ceduta 

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effettivamente in comproprietà dagli eredi di C._____. Questa svista, 

corretta in seguito non è però oggetto di ricorso. 

c) Nell'ambito della bonifica in oggetto non è stato operato alcun 

raggruppamento dei fondi boschivi, ma gli stessi sono stati 

semplicemente rilevati dopo l'apposizione dei termini, in base ai rapporti 

di proprietà noti, esistenti o fatti valere da coloro che partecipavano al 

rilievo. Giusta il contratto di divisione, all'istante sarebbero spettati anche i 

fondi boschivi O.3._____, O.4._____ e O.5._____. Essendo il rilievo di 

questi fondi da tempo concluso, all'istante resta la possibilità di agire - 

contro coloro che hanno in sede di rilievo rivendicata la proprietà su detti 

fondi - tramite l'azione civile. Quanto alla mancata audizione dell'istante 

anche nell'ambito di detto procedimento, la critica non può nell'ambito del 

presente procedimento riguardare altri che gli organi consortili nei 

confronti dei quali, per quanto già esposto in merito alla cessione fatta a 

favore del fratello dell'intera parte ereditaria, la ricorrente non poteva 

essere considerata come una proprietaria interessata.  

7. Per quanto esposto in precedenza, contro i piani esposti nel gennaio 

2013 erano ammesse solo delle richieste di correzione di errori di 

trascrizione o di riporto. Gli argomenti sollevati dall'istante nella propria 

opposizione concernevano pretese che nell'ambito dell'opera di bonifica 

fondiaria erano da tempo cresciute in giudicato. Ne consegue che la 

decisione della Commissione di stima del CRTSS di non entrare nel 

merito degli argomenti sollevati merita in questa sede conferma e il 

ricorso deve essere respinto. Le spese giudiziarie seguono la 

soccombenza giusta quanto stabilito all’art. 73 della legge sulla giustizia 

amministrativa ( LGA; CS 370.100), per cui vanno messe a carico della 

ricorrente. Poiché la situazione di proprietà non subisce modifiche di sorta 

in virtù della presente sentenza, non si giustifica l'intimazione del presente 

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procedimento agli altri coeredi inclusi nel contratto di divisione ereditaria 

del 2 ottobre 1989. 

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Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è respinto.

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 1'500.--

- e le spese di cancelleria di fr. 466.--

totale fr. 1'966.--

il cui importo sarà versato da A._____, entro trenta giorni dalla notifica della 

presente decisione all’Amministrazione delle finanze del Cantone dei 

Grigioni, Coira. 

3. [Vie di diritto]

4. [Comunicazioni]