# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4c4c9493-f9f8-50b9-93f6-50cae18fe736
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-09-12
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 12.09.2003 52.2002.459
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2002-459_2003-09-12.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2002.459

   

  	
  Lugano

  12 settembre 2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano Bernasconi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

 

 

statuendo sul ricorso 11 novembre 2002 di

 

 

	
   

  	
  __________ e __________ 

  entrambi patrocinati da: avv. __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 22 ottobre 2002 del Consiglio di Stato
  (n. 5041), che ha respinto l'impugnativa presentata dai ricorrenti avverso la
  decisione con cui il municipio di __________ ha negato loro la licenza
  edilizia per la costruzione di due tettoie adibite a ricovero attrezzi e
  macchinari agricoli sul mappale __________ RFD di __________;

  

 

 

viste le risposte:

-    14 novembre 2002 del
municipio di __________;

-    20 novembre 2002 del
Consiglio di Stato;

-    25 novembre 2002 di
__________;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

ritenuto,                           in
fatto

 

A.      a) __________ è proprietario nel comune di __________ di alcuni
fondi sui quali esercita a titolo principale un’attività agricola, coltivando
complessivamente circa 13’000 ceppi d’uva, 700 alberi da frutta e sfalciando
2,9 ha di terreno. Tra questi terreni figura anche il mappale n. __________ RFD
di __________, situato in zona agricola e di protezione del paesaggio (comprensorio
SAC; catasto viticolo).

b) Il 7 marzo 2000, il padre di __________, __________, ha chiesto al municipio
di __________ il rilascio della licenza edilizia per l'edificazione su
quest’ultimo mappale di due tettoie adibite a ricovero di attrezzi e macchinari
agricoli. Contro la domanda di costruzione é stata formulata opposizione dalla
vicina __________ per violazione del disposto di cui all'art. 34 NAPR e dal
Dipartimento del territorio in ragione della sufficiente disponibilità sul
fondo di depositi per attrezzi, nonché dell'appartenenza dello stesso ad un
comprensorio SAC.

Con decisione 4 agosto 2000 il municipio di __________ ha respinto la domanda,
sulla scorta dell'opposizione formulata dal Cantone.

B.      Adito su ricorso da __________ e __________, il Consiglio di Stato,
con giudizio 5 dicembre 2001, ha reputato infondata l'opposizione cantonale,
ritenendo data la necessità dei ricorrenti di disporre dei depositi litigiosi e
riconoscendo quindi che il prospettato intervento fosse conforme alla funzione
prevista dal piano regolatore per la zona di utilizzazione. Il Governo ha inoltre
considerato che la realizzazione di queste opere non avrebbe comportato nessuna
riduzione del territorio agricolo SAC in ragione del fatto che le stesse
sarebbero sorte sul tetto della cantina già esistente sul fondo, vale a dire su
un terreno che non si presta a coltivazione alcuna. Annullando la decisione
comunale, l'Esecutivo cantonale ha quindi rinviato gli atti al municipio affinché
si pronunciasse nuovamente sulla domanda di costruzione dal profilo della sua
conformità con l'art. 34 NAPR, e raccogliesse l'indispensabile preavviso della
Commissione delle bellezze naturali e del paesaggio.

Tale decisione è poi cresciuta in giudicato incontestata.

                                  C.   L'11 marzo
2002 la Commissione delle bellezze naturali e del paesaggio ha dichiarato i due
edifici non deturpanti dell'ambiente circostante.

Presone atto, il 26 luglio 2002, il municipio di __________ ha tuttavia
nuovamente negato il rilascio della licenza edilizia, ritenendo che
l’intervento non rispettava le condizioni e i parametri prescritti dall’art. 34
NAPR.

Con giudizio 22 ottobre 2002 il Consiglio di Stato ha confermato quest’ultima
decisione, respingendo l'impugnativa dei ricorrenti. Secondo il Governo, le
costruzioni prospettate, considerate come un’unica opera, comporterebbero il
superamento del limite volumetrico massimo di 50 mc, sancito dall’art. 34 lett.
c NAPR.

 

 

                                  D.   Contro il
predetto giudizio __________ e __________ si aggravano ora dinanzi al Tribunale
cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento e postulando il rilascio
della licenza edilizia. 

                                         Si
dolgono innanzitutto del diniego di giustizia in cui sarebbe incorso
l'Esecutivo cantonale per non aver evaso tutte le loro censure. Rimproverano al
governo di avere interpretato in modo arbitrario l'art. 34 lett. c NAPR.
Sostengono che il volume massimo di 50 mc previsto da quest’ultima disposizione
riguarda ogni singola nuova costruzione di carattere agricolo e non l’insieme
delle opere previste su di un solo fondo; a mente loro, la norma in questione
mira in effetti ad escludere unicamente quelle costruzioni che, in ragione
delle loro dimensioni, rischierebbero di avere un impatto negativo sul
paesaggio. Contestano inoltre l’ammontare della tassa amministrativa imposta
loro dal municipio, ritenendo esigibile soltanto l'importo minimo di fr. 50.--,
previsto dall’art. 19 LE.

In via subordinata, chiedono l'annullamento del giudizio impugnato e il
rilascio della licenza edilizia limitatamente alla realizzazione di una sola
tettoia, oltre alla riduzione delle tasse amministrative esposte dall’esecutivo
comunale.

 

 

                                  E.   All'accoglimento
del ricorso si oppone il Consiglio di Stato, senza peraltro formulare
osservazioni. Dal canto suo l'opponente __________ si limita a richiamare i
suoi precedenti allegati, nei quali aveva chiesto il diniego della licenza. Ad
identica conclusione perviene il municipio di __________, che tuttavia accoglie
le conclusioni dei ricorrenti limitatamente alla riduzione a fr. 50.-- delle
tasse amministrative poste a carico dei ricorrenti. Non sono invece pervenute
le osservazioni del Dipartimento del territorio, Ufficio domande di costruzione.

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo é data dall'art. 21 LE. La legittimazione
attiva degli insorgenti é certa (art. 43 Pamm). Il ricorso, tempestivo (art. 46
Pamm), é ricevibile in ordine. Il giudizio può essere reso sulla base degli
atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm).

 

 

2.     
2.1. In merito alla censura mossa al Consiglio
di Stato di non essersi determinato su tutte le argomentazioni che erano state
sollevate dai ricorrenti in quella sede, segnatamente riguardo all'interpretazione/applicazione
dell'art. 34 NAPR, giova ricordare che, secondo costante prassi, una decisione
è sufficientemente motivata, allorquando la parte interessata è posta nelle
condizioni di rendersi conto della sua portata e di poter fare uso con piena
cognizione di causa dei rimedi di diritto a sua disposizione per impugnare la
medesima dinanzi ad un’autorità di giudizio superiore. Per il che, è
sufficiente che l’autorità menzioni, almeno brevemente, i motivi che l’hanno
spinta a decidere in un senso piuttosto che in un altro. Essa non deve per
contro pronunciarsi su tutti gli argomenti sottopostile, ma può occuparsi delle
sole circostanze rilevanti per il giudizio, atte ad influire sulla decisione di
merito (DTF 126 I 97 consid. 2b; 125 II 369 consid. 2c; 122 IV 8 consid. 2c).

2.2. Fatta questa premessa, va detto che nel caso in esame la decisione
impugnata adempie senz’altro i suddetti requisiti di motivazione. Attraverso la
medesima il Consiglio di Stato ha in effetti preso posizione su tutte le
principali doglianze che erano state sollevate dai ricorrenti ed ha fornito ai
medesimi una compiuta spiegazione delle ragioni che l’hanno portato a ritenere
incompatibile con l’art. 34 lett. c NAPR l’intervento edilizio da loro previsto
sul mappale n. __________ RFD di __________. D’altronde, la motivazione
articolata addotta dagli insorgenti con il ricorso inoltrato dinanzi a questo
tribunale è la prova che essi hanno potuto comprendere i motivi del diniego
opposto loro dal municipio prima e dal Consiglio di Stato in seguito.

La questione potrebbe al limite rimanere aperta in questa sede, poiché
un’eventuale violazione del diritto di essere sentito sarebbe comunque sanata
dalla possibilità che i ricorrenti hanno avuto di far valere le loro ragioni
davanti ad un’istanza di ricorso dotata di piena cognizione tanto sui fatti che
sul diritto qual è il Tribunale cantonale amministrativo (DTF 118 Ib 120
consid. 4b; RDAT 1982 n. 30 consid. 2b).

 

                                   3.   Come
esposto in narrativa, con giudizio 5 dicembre 2001, cresciuto in giudicato, il
Consiglio di Stato ha ammesso che il prospettato intervento sul mappale n.
__________ RFD di __________ è conforme alla zona di utilizzazione del fondo,
giusta l’art. 22 LPT. Il Governo ha in sostanza considerato che il ricorrente
__________, il quale provvede alla gestione a titolo principale di 5,45 ha di
superficie agricola utile (SAU), si trova nella necessità di poter disporre
delle due tettoie litigiose per poter svolgere la sua attività di agricoltore.

La presente lite verte esclusivamente attorno alla questione di sapere se
l’avversata domanda di costruzione rispetti le norme di applicazione del PR
vigenti nel comune di __________. A questo proposito va detto che per quanto
riguarda la zona di protezione del paesaggio, l’art. 34 lett. c NAPR prevede
sotto la marginale “nuove costruzioni” che :

 

                                         "Nuove
costruzioni non sono ammesse salvo quelle a carattere agricolo, ma di dimensioni
volumetricamente contenute, al massimo nella misura di 50 mc. 

                                         Il
tetto dovrà essere a falde con la copertura in coppi. 

                                         Fanno
eccezione eventuali corpi garages di servizio delle abitazioni. In tal caso
valgono le disposizioni inerenti agli edifici accessori. Le stesse dovranno
integrarsi nell'aspetto paesaggistico del luogo. 

                                         L'utilizzazione
di queste zone soggiace comunque ai disposti dell'art. 24 LPT e alla legislazione
cantonale di applicazione.".

Le condizioni enumerate da questa norma impongono
dunque di esaminare se le tettoie in oggetto siano assimilabili a nuove costruzioni,
se possiedano carattere agricolo, se la loro volumetria sia contenuta nei
limiti previsti e se i requisiti relativi alle coperture ed all'integrazione
nel paesaggio siano dati.

                                   4.   4.1. Non
occorre disquisire a lungo in questa sede per ritenere le due tettoie come
delle nuove costruzioni ai sensi della disposizione citata. Benché volte a
sostituire nella funzione quelle demolite in seguito alla realizzazione sul
fondo in oggetto di una cantina destinata all’immagazzinamento del vino, esse
sorgono in altro luogo e si discostano dalle precedenti per dimensioni e
materiali. 

Pacifico è inoltre il loro carattere agricolo, nonché la conformità del
prospettato intervento alla funzione prevista dal piano regolatore per la zona
di utilizzazione del fondo, come del resto stabilito dal Consiglio di Stato con
giudizio del 5 dicembre 2001.

 

                                         4.2. Più
delicata appare invece la questione di sapere se il progetto presentato dai
ricorrenti sia rispettoso dei parametri edilizi stabiliti dall’art. 34 lett. c
NAPR.

Il Consiglio di Stato l’ha escluso, poiché la volumetria complessiva delle due
tettoie (ciascuna di 41,463 mc) risulta essere di 82,926 mc, e come tale supera
nettamente i 50 mc prescritti da detta norma. La tesi dell'Esecutivo cantonale
si fonda su un'interpretazione restrittiva della predetta disposizione in
ragione del fatto che altrimenti si darebbe la facoltà di costruire simultaneamente
diverse opere ciascuna di dimensioni inferiori a 50 mc su un fondo protetto a
livello nazionale. 

                                         Tale
assunto non può essere condiviso.

4.2.1. Quando si rivela necessario interpretare una norma, in primo luogo
questa va esaminata secondo il suo tenore letterale o grammaticale (DTF 126 II
71 consid. 6d). Se il testo non è chiaro oppure sono possibili più
interpretazioni, occorre ricercare qual è il vero senso della norma desumendolo
dai lavori preparatori, dallo scopo della norma, dal suo spirito, così come dai
valori su cui essa si fonda o ancora tramite la relazione con altre
disposizioni legali (DTF 126 II 71 consid. 6d; 124 II 193 consid. 5a e 5c, 241
consid. 3, 265 consid. 3a). Se più interpretazioni sono possibili occorre
scegliere quella maggiormente conforme alla Costituzione (DTF 107 V 214 consid.
2b; RDAT 1997 II 113).

4.2.2. Non si può negare che l’art. 34 lett. c NAPR é ambiguo circa il fatto se
i 50 mc si riferiscano ad ogni singola nuova costruzione o se per contro siano
da considerare come il limite massimo di tutte le nuove realizzazioni, valutate
complessivamente. Inoltre nessun elemento storico o teleologico aiuta a risolvere
le citate incertezze. Il municipio non apporta riscontri pertinenti relativi
alla prassi adottata nell’applicazione concreta della norma e l'Esecutivo
cantonale non è stato in grado di farvi riferimento. Non resta pertanto che
esaminare la disposizione dal profilo sistematico, ponendola in relazione alle
altre norme applicabili al caso di specie.

                                         4.2.3.
L'art. 34 NAPR ha per scopo di valorizzare il significato paesaggistico dei
fondi (art. 34 cpv. 1 in fine NAPR). È in tale ottica che va letta la
limitazione volumetrica prevista alla lettera c di detta disposizione, con la
quale si vuole in sostanza limitare l'impatto sul paesaggio delle costruzioni
autorizzabili, tramite il contenimento della loro volumetria. La disposizione
in oggetto mira dunque ad imporre una sorta di frammentazione del costruibile
per favorirne l’inserimento nel paesaggio pittoresco circostante. Sempre in tal
senso sono da intendersi pure le condizioni relative alla conformazione di
queste costruzioni ed ai materiali imposti (cfr. art. 34 lett. c seconda frase
NAPR).

Contrariamente a quanto sostenuto dal municipio prima e dall'Esecutivo
cantonale poi, la suddetta norma non può però essere intesa come una
disposizione volta a limitare i volumi massimi complessivamente edificabili su
ogni singola particella situata all’interno della zona agricola e di protezione
del paesaggio. A ciò provvede già il diritto federale e, segnatamente, gli art.
16 e segg. LPT. In effetti si deve considerare che non tutte le costruzioni
possono essere indistintamente realizzate nella zona in oggetto: come già
rilevato in precedenza, questa facoltà è limitata alle nuove costruzioni di
carattere agricolo. Secondo costante prassi sono tali quelle opere che, per
ubicazione e dimensioni, sono obbiettivamente necessarie ad uno sfruttamento
razionale del suolo, senza apparire sovradimensionate rispetto ai reali bisogni
(DTF 125 II 278 consid. 3a, 122 II 160 consid. 3a, 121 II 307 consid. 3b).
Spetta pertanto esclusivamente al diritto federale in materia di pianificazione
del territorio stabilire le quantità edificabili all’interno della zona
agricola. Al legislatore cantonale e rispettivamente a quello cantonale resta
poi la facoltà di fissare i parametri edilizi applicabili a queste costruzioni,
prevedendo ad esempio – come nel caso di specie – delle norme intese a contenerne
le dimensioni. L’interpretazione data dalle precedenti istanze di giudizio alla
norma comunale in esame risulta dunque manifestamente insostenibile, in quanto
conferisce a quest’ultima una portata tale da porla in contrasto con il diritto
di rango superiore e in particolare con la LPT. Oltretutto la tesi sostenuta
dall’Esecutivo cantonale omette di considerare le finalità perseguite dalla
zona agricola, che consistono, oltre che nel garantire a lungo termine le basi
dell’approvvigionamento alimentare, nel tutelare il paesaggio e lo spazio per
lo svago nonché nell’assicurare la compensazione ecologica (art. 16 cpv. 1
LPT); in effetti essa pone in serio pericolo la salvaguardia paesaggistica
dell'intero comprensorio, nella misura in cui espone il territorio protetto al
pericolo dell'abbandono per mancanza di infrastrutture necessarie al suo mantenimento.

4.2.4. Avuto riguardo di quanto precede, il limite volumetrico previsto
dall’art. 34 lett. c NAPR di __________ dev’essere pertanto interpretato come
il limite massimo concesso per ogni singola costruzione autorizzabile,
riservato l’adempimento delle ulteriori requisiti posti dalla norma. Per il
che, né il municipio di __________ né il Governo potevano rifiutare ai
ricorrenti il rilascio della licenza postulata per il solo fatto che le due
tettoie litigiose presentano una volumetria complessiva superiore a 50 mc.

                                         Le
condizioni di edificabilità della zona di protezione del paesaggio di
__________ prevedono che le
nuove costruzioni dovranno integrarsi nell'aspetto paesaggistico del luogo (art. 34 lett. c quarta frase NAPR). Trattasi di una prescrizione
estetica di diritto comunale che non va confusa con il divieto di deturpazione
sancito dal diritto cantonale (DLBN). Le prescrizioni che vietano la deturpazione
si limitano infatti ad impedire che il paesaggio venga imbruttito, mentre
quelle che esigono un corretto inserimento della costruzione nel contesto
ambientale esistente mirano ad ottenere un effetto favorevole sul quadro del
paesaggio e quindi hanno carattere positivo (A. Scolari, Commentario, 2a ed.,
n. 209 ad art. 28 LALPT e giurisprudenza ivi citata). Nel caso di specie, il
municipio, pur avendo raccolto nel corso di procedura il preavviso della
Commissione delle bellezze naturali e del paesaggio, non si è mai determinato
su tale questione, né ha avuto modo di esprimersi sulla conformità del progetto
con i rimanenti parametri edilizi sanciti dalla disposizione in oggetto (tetto
a falde, copertura in coppi). In simili circostanze, questo tribunale non può
pronunciarsi sul rilascio della licenza, come richiesto dai ricorrenti. Per
questo motivo si giustifica di retrocedere gli atti all’esecutivo comunale,
affinché quest’ultimo proceda ad un nuovo esame della domanda di costruzione,
tenendo conto delle considerazioni poste a fondamento del presente giudizio.

 

                                   6.   Come
esposto in narrativa, i ricorrenti chiedono pure una riduzione della tassa
posta a loro carico dal municipio per l’esame della loro domanda di costruzione.

Nelle sue osservazioni al gravame, l’esecutivo comunale si è dichiarato
d’accordo con questa domanda, ragione per la quale la stessa, non essendo più
litigiosa, può considerarsi evasa.

 

 

                                   7.   Stante
quanto precede, il ricorso va parzialmente accolto ai sensi dei considerandi.
La tassa di giustizia e le ripetibili sono a carico della resistente secondo
soccombenza.

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 29 Cost; 16, 16a LPT; 21 LE, 34 NAPR di
__________, 18, 43, 46, 61 PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è parzialmente accolto.

§.  Di conseguenza:

1.1    la decisione del Consiglio di Stato 22
ottobre 2002 

          (n. 5041) e la decisione 26 luglio 2002
del Municipio di __________ sono annullate;

1.2    gli atti sono rinviati al municipio di
__________ affinché esamini nuovamente la domanda di costruzione dei
ricorrenti, tenendo conto dei considerandi posti a fondamento del presente
giudizio.

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia di fr. 500.-- è posta a carico di __________ i, la quale rifonderà ai
ricorrenti fr. 800.-- titolo di ripetibili.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario