# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 098dbaa6-b0b2-5e15-95c7-fee8cce2a904
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1997-11-25
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 25.11.1997 14.1996.103
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-1996-103_1997-11-25.html

## Full Text

Incarto n.

  14.96.00103

  	
  Lugano

  25 novembre 1997 /B/fc/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta
  dei giudici:

  	
  Pellegrini, vicepresidente

  Zali e Chiesa (quest'ultimo in sostituzione del giudice Cometta assente)

  

 

	
  segretaria:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

 

statuendo
sulla causa a procedura sommaria appellabile promossa con istanza 13 settembre
1996 da

 

	
   

  	
  __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  __________ 

   

  

 

tendente
ad ottenere il rigetto provvisorio dell’opposizione interposta al PE n.
__________ del 20/26 settembre 1995 dell’UE di Sion;

 

sulla
quale istanza la Segretaria assessore della Pretura del Distretto di Lugano,
Sezione 5, con sentenza 4/5 novembre 1996 ha così deciso:

 

      “1.   L’istanza è accolta nel senso e di conseguenza
l’opposizione interposta al summenzionato precetto esecutivo è respinta in via
provvisoria.

 

       2.   La tassa di giustizia in Fr. 100.--, da
anticipare dalla parte istante, è posta a carico della parte convenuta.”

 

Sentenza
tempestivamente dedotta in appello dall’escussa che con atto 11 novembre 1996
ha postulato la reiezione dell’istanza,  protestate le spese;

 

rilevato
che la parte appellata non ha presentato osservazioni;

 

 

ritenuto

 

 

in
fatto:

 

 

                                  A.   Con
PE n. __________ del 20/26 settembre 1995 dell’UE di Sion la __________ ha
escusso __________ per l’incasso di Fr. 8’635.-- oltre interessi al 5% dal 28
marzo 1995, indicando quale titolo di credito: “Facture no __________ du
28.02.95”. Interposta tempestiva opposizione dall’escussa, la procedente ne ha
chiesto il rigetto provvisorio al Pretore.

 

                                  B.   La
procedente fonda la sua pretesa su un preventivo 8 dicembre 1994 (doc. D)
concernente la riparazione di una macchina, controfirmato __________, con cui
quest’ultima ha accettato il prezzo preventivato di Fr. 7’350.-- ca. per il
materiale e Fr. 720.-- ca. per l’esecuzione della riparazione,  netto dalla
fabbrica, esclusa l’IVA. La creditrice ha inoltre presentato la relativa
fattura 28 febbraio 1995 (doc. D) di Fr. 8’070.--, più Fr. 38.-- per il
trasporto e Fr. 527.-- per l’IVA del 6.5%, complessivamente Fr. 8’635.--.

 

                                  C.   All’udienza
di contraddittorio l’escussa ha sostenuto che la riparazione di cui al
preventivo doc. C non è stata eseguita a regola d’arte in quanto la macchina
non esegue più le affilature a sinistra. Questo fatto è stato comunicato alla
procedente con lettera raccomandata 27 marzo 1995 (doc. 1) e 8 giugno 1995
(doc. 2), senza ottenere risposta. La macchina si trova ancora in tale stato,
la creditrice non essendo intervenuta. 

 

                                  D.   Con
sentenza 4 novembre 1996 la Segretaria assessore della Pretura di Lugano,
Sezione 5, ha accolto l’istanza argomentando che il preventivo doc. C insieme
con la relativa fattura doc. D costituisce valido riconoscimento di debito per
la pretesa posta in esecuzione. Secondo la prima giudice l’eccepito
inadempimento contrattuale non è stato reso verosimile, ritenuto che la
lettera  doc. 1 è stata spedita due mesi dopo l’avvenuta riparazione, ossia ben
oltre il termine necessario per l’ordinaria verifica.

 

                                  E.   Contro
la sentenza pretorile si è tempestivamente aggravata l’escussa riconfermandosi
in sostanza nelle sue allegazioni di prima sede.

 

 

Considerato

 

 

in diritto

 

 

                                   1.

                                  a)   La
nozione di riconoscimento di debito constatato mediante scrittura privata ex art.
82 cpv. 1 LEF, che non è definita dalla legge, implica necessariamente il
riconoscimento da parte dell’escusso o del suo rappresentante di
un’obbligazione in relazione ad una somma di denaro determinata o facilmente determinabile.
Il riconoscimento di debito può essere dedotto anche da un insieme di documenti
a condizione che da essi risultino gli elementi necessari. Conditio sine qua
non è che la somma di denaro riconosciuta sia facilmente determinabile secondo
criteri oggettivi stabiliti in precedenza o sottratti a possibilità di modifica
unilaterale dipendente dalla volontà delle parti (cfr. Flavio Cometta, Il
rigetto provvisorio dell’opposizione nella prassi giudiziaria ticinese, in Rep
1989 p. 338 con riferimenti).

 

                                  b)   Il
preventivo doc. C con cui l’escussa si è obbligata a pagare i costi del
materiale di ca. Fr. 7’350.-- e dell’esecuzione di ca. Fr. 720.-- costituisce,
in linea di principio, per un importo complessivo di Fr. 8’070.--, quale limite
massimo, valido riconoscimento di debito ex art. 82 cpv. 1 LEF.

 

                                   2.

                                  a)   Per
l’art. 82 cpv. 2 LEF il giudice pronuncia il rigetto provvisorio
dell’opposizione a meno che il debitore sollevi e giustifichi immediatamente
delle eccezioni tali da infirmare il riconoscimento di debito; all’escusso
incombe l’onere di dimostrare la verosimiglianza delle eccezioni che deduce in
giudizio. Secondo la giurisprudenza le eccezioni non solo devono essere esposte
in modo convincente ma devono anche essere sostanziate in modo perlomeno verosimile
nel senso che a conforto delle allegazioni devono esserci riscontri oggettivi
(cfr. in senso convergente l’obiter dictum della II Corte civile del Tribunale
federale nella sentenza 13 ottobre 1986 in re H.B. c. H. SA in Rep 1987 p.
150-151 cons. 3; CEF 12 gennaio 1988 in re Na. c. V.O.; Panchaud/Caprez, Die Rechtsöffnung,
Zurigo 1980, § 26 p. 61); BlSchK 1982 p. 95-97; SJZ 1974 p. 228 n. 44, 1971 p.
26-28; BJM 1970 p. 83-85; ZR 1967 n. 110; Marcel Caprez, La mainlevée provisoire,
FJS 186 p. 6; ZBJV 1944 p. 416).

 

                                  b)   Nell’esecuzione
basata su contratti bilaterali sinallagmatici in cui le parti sono tenute a
prestazioni simultanee o in cui spetta al creditore l’obbligo della prestazione
anticipata, la scrivente Camera ha adottato in materia di rigetto
dell’opposizione la prassi di __________, secondo la quale il rigetto deve
essere concesso a meno che l’escusso renda almeno credibile l’eccezione di
inadempimento (cfr. Cometta, op. cit. in Rep 1989 p. 348 con riferimenti).

                                      

                                  c)   Ex
art. 363 CO l’appalto è un contratto per cui l’appaltatore si obbliga a
compiere un’opera e il committente a pagare una mercede. 

                                         Il
compimento di un’opera comprende anche lavori, quali la riparazione, eseguiti
su un oggetto già esistente (Gauch, Der Werkvertrag, 4. ed. 1996, n. 28/29 p. 9
e rif. ivi).

                                         Secondo
l’art. 367 cpv. 1 CO, eseguita la consegna dell’opera, il committente, appena
lo consente l’ordinario andamento degli affari, deve verificare lo stato
dell’opera e segnalare i difetti all’appaltatore (Gauch, op. cit., n. 2141 p.
563). La mancata verifica e il mancato avviso all’appaltatore equivalgono in
sostanza all’approvazione tacita dell’opera consegnata, con la conseguente
liberazione dell’appaltatore dalla sua responsabilità, salvo ovviamente che si
tratti di difetti irriconoscibili con l’ordinaria verifica all’atto del
ricevimento o che l’appaltatore li abbia scientemente dissimulati (art. 370
CO). Si ha in altre parole la perenzione di tutti i diritti accordati al
committente dall’art. 368 CO (DTF 64 II 257 ss.; Gauch, op.cit., n. 2138 ss.;
II CCA 23 giugno 1995 in re C./F.SA). L’onere della prova spetta al committente
sulla base dell’art. 8 CC (DTF 118 II 147, 107 II 176). Per quanto attiene alle
modalità della notifica del difetto, il  Tribunale federale ha stabilito che
tale obbligo implica per il committente la necessità di comunicare i difetti
riscontrati, di manifestare la propria volontà di non considerare l’opera
ricevuta conforme al contratto e di ritenere per questo responsabile
l’appaltatore (DTF 107 II 175).

 

 

                                  d)   Ex
art. 321 cpv. 1 lett. b CPC in sede di appello è esclusa la facoltà di addurre
nuovi fatti, prove ed eccezioni.

 

 

                                  e)   Nel
caso di specie dalla fattura doc. D emerge che l’oggetto riparato è stato
rispedito all’escussa il 26 gennaio 1995, termine di consegna che non è stato
contestato dalla debitrice. Con l’atto di appello quest’ultima ha sostenuto
che, considerato il tempo di trasporto, la consegna è avvenuta verso il 10
febbraio 1995. Inoltre, trattandosi di un difetto riguardante l’affilatura di
pezzi che, per il ritardo dovuto alla riparazione, hanno potuto essere lavorati
sulla parte sinistra della macchina solo verso la metà di marzo, la notifica
dei difetti non poteva essere comunicata prima di quanto avvenuto, ossia il 27
marzo 1995 (doc. 1). Queste allegazioni, sollevate la prima volta in sede di
appello, vanno tuttavia respinte poiché proceduralmente irrite ex art. 321 cpv.
1 lett. b CPC. D’altro canto dalle argomentazioni presentate dall’escussa in
sede di contraddittorio non emergono i necessari riscontri oggettivi atti a
rendere verosimile la sua impossibilità ad eseguire un’ordinaria verifica dello
stato della macchina all’atto del ricevimento, avvenuto secondo l’appellante il
10 febbraio 1995, così come non risultano riscontri oggettivi atti a rendere
verosimile l’esistenza di difetti irriconoscibili con l’ordinaria verifica, per
cui la notifica dei difetti 27 marzo 1995 (doc. 1) appare intempestiva. Di
conseguenza va respinta l’eccezione di inadempimento contrattuale da parte della
procedente.

                                         La
conferma d’ordine doc. D costituisce quindi valido riconoscimento di debito ex art.
82 cpv. 1 LEF per Fr. 8’070.--, mentre l’istanza va respinta sia per le spese
di trasporto, non determinate al momento della firma della conferma d’ordine,
che per l’IVA, trattandosi di un prezzo netto, IVA esclusa. 

 

 

                                   3.   L’appello
11 novembre 1996 della __________ è parzialmente accolto.

                                         La
tassa di giustizia segue la pressoché totale soccombenza dell’appellante,
mentre non si assegnano indennità, in mancanza di petitum in tal senso, la
parte appellata non avendo presentato osservazioni (art. 48, 49, 61 cpv. 1 e 62
cpv. 1 OTLEF).

 

 

Per i quali motivi,

richiamato l’art. 82 LEF

 

 

 

 

 

pronuncia

 

 

                                    I.   L’appello
11 novembre 1996 __________ è parzialmente accolto.

                                         Di
conseguenza la sentenza 4/5 novembre 1996 della Segretaria assessore della
Pretura del Distretto di Lugano, Sezione 5, è così riformata:

 

                                         “1.    L’istanza
13 settembre __________ è parzialmente accolta. Di conseguenza l’opposizione
interposta dalla __________ al PE n. __________ del 20/26 settembre 1995 dell’UE
di Sion è rigettata in via provvisoria per Fr. 8’070.-- oltre interessi al 5%
dal 28 marzo 1995.

 

                                          2.    La
tassa di giustizia di Fr. 100.--, da anticipare dalla parte istante, è a carico
__________

 

                                   II.   La
tassa di giustizia del presente giudizio di Fr. 150.--, già anticipata
dall’appellante, è a carico della __________:

 

                                  III.   Intimazione:       -
__________

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, Sezione 5

 

 

Per
la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il
vicepresidente                                                                      La
segretaria