# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 70fbced6-0dd9-5840-a9ac-4333042ad7c6
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1995-10-05
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 05.10.1995 11.1995.186
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-1995-186_1995-10-05.html

## Full Text

Incarto n.

  11.95.00186

  	
  Lugano

  5 ottobre 1995

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera
  civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo,
  presidente, 

  G. Bernasconi e Giani

   

  

 

	
  segretaria:

  	
  Galfetti,
  vicecancelliera

  

 

sedente
per statuire nella causa n. __________/__________ (provvisionale di divorzio) della Pretura della giurisdizione di Locarno-Città
promossa con istanza 2 marzo 1994 da

 

	
   

  	
  __________, __________ 

  (patrocinato
  dall’avv. __________, __________)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  __________, nata __________, __________

  (patrocinata
  dall’avv. __________, __________),  

   

  

esaminati
gli atti,

posti
i seguenti

punti
di questione:

                                   1.   Se deve essere accolto
l’appello 11 aprile 1995 di __________ __________ contro il decreto emanato il
30 marzo 1995 dal Pretore della giurisdizione di Locarno–città;

                                   2.   Se deve essere accolta
l’istanza di ammissione all’assistenza giudiziaria presentata da __________ con
l’appello;

                                   3.   Se deve essere accolta
l’istanza di ammissione all’assistenza giudiziaria presentata da __________ con
le osservazioni 4 maggio 1995;

                                   4.   Il giudizio sulle spese
e le ripetibili.

Ritenuto

in fatto:

                                  A.   __________ (1950)
e __________ nata __________ (1948) si sono uniti in matrimonio il __________
1970. Dalla loro unione sono nati i figli __________ __________ (1970),
__________ (1971) e __________ (1982). Con sentenza 28 dicembre 1989 il Pretore
del Distretto di Lugano, Sezione 6, ha pronunciato la separazione a tempo
indeterminato fra i coniugi e ha omologato la convenzione da loro sottoscritta
il 26 luglio 1989, che prevedeva l’affidamento dei figli alla madre, regolava
il diritto di visita del padre e stabiliva in fr. 1400.– mensili il contributo
mensile complessivo dovuto da questi per moglie e figli, da adeguare all’indice
del costo della vita (inc. n. ____________________). 

                                         Su istanza 31 agosto
1992 della moglie, beneficiaria di prestazioni dell’assicurazione invalidità,
il Segretario assessore della Pretura del Distretto di Lugano, Sezione 6,
statuendo il 10 settembre 1992 in luogo e vece del Pretore assente, ha fissato
in fr. 500.– il contributo alimentare dovuto alla moglie, la differenza essendo
dovuta alla figlia __________ (inc. n. __________/____________________.). 

                                  B.   __________,
intenzionato a chiedere il divorzio, ha introdotto il 4 febbraio 1994 istanza
per il tentativo di conciliazione al Pretore della giurisdizione di
Locarno-Città e in data 2 marzo 1994 ha postulato, quale misura provvisionale
intesa alla modifica della sentenza di separazione, la soppressione del
contributo alimentare dovuto alla moglie e la riduzione a fr. 400.– di quello
in favore della figlia. L’istante ha addotto che la situazione di fatto era
mutata in modo rilevante, poiché i figli maggiori erano divenuti indipendenti e
egli era nel frattempo divenuto padre di __________ (1992) e __________ (1993)
e doveva provvedere interamente al loro mantenimento, la sua convivente
__________ essendo disoccupata. In via subordinata egli ha postulato l’adozione
delle richieste misure cautelari nell’ambito dell’azione di divorzio, ai sensi
dell’art. 145 CC. 

                                         All’udienza in
contraddittorio del 17 marzo 1994 l’istante ha confermato le proprie domande,
cui si è opposta la moglie, che ha a sua volta chiesto una provvigione ad
litem e la trattenuta del contributo alimentare dallo stipendio del marito.
Ultimata l’istruttoria, il Pretore ha convocato le parti al dibattimento finale
provvisionale, dando loro con ordinanza 26 gennaio 1995 la possibilità di
rinunciare a comparire e di produrre memoriali scritti. 

                                  C.   Il Pretore ha
statuito il 30 marzo 1995 e dopo aver respinto la domanda principale ha accolto
parzialmente quella subordinata e ha ridotto il contributo alimentare per la
figlia __________ a fr. 533.– e quello in favore della moglie a fr. 300.–. Egli
ha ammesso entrambe le parti al beneficio dell’assistenza giudiziaria e ha
rinunciato al prelievo di tasse e spese di giustizia e all’assegnazione di
ripetibili.

                                  D.   Insorta con
appello 11 aprile 1995, __________ chiede, in riforma del decreto impugnato,
l’integrale reiezione delle domande di riduzione proposte dall’istante e postula
l’ammissione al beneficio dell’assistenza giudiziaria in sede di appello, facendo
valere la sua situazione di indigenza.

                                  E.   Nelle osservazioni
4 maggio 1995 __________ propone la reiezione dell’appello, la conferma del
giudizio pretorile e chiede anch’egli il beneficio dell’assistenza giudiziaria.

                                  F.   Il giudice
delegato della Camera ha completato d’ufficio l’istruttoria sulla situazione
finanziaria delle parti, che hanno avuto la possibilità di esprimersi sui nuovi
documenti acquisiti agli atti.

Considerato

in diritto:

                                   1.   Per l’art. 145
cpv. 2 CC, proposta l’azione di divorzio, il giudice ordina le opportune misure
provvisionali per la durata della causa, in particolare circa il mantenimento
della prole. In una causa di divorzio susseguente ad una separazione per tempo
indeterminato il giudice deve rispettare l’assetto stabilito con la sentenza di
separazione, a meno che nel frattempo si sia verificato un cambiamento
importante e duraturo delle circostanze. In tale evenienza le parti possono
postulare una modifica della precedente decisione nell’ambito di una procedura
cautelare nella causa di divorzio, senza far capo all’azione di modifica della
sentenza prevista dall'art. 157 CC (cfr. Spühler/Frei-Maurer,
Commentario bernese, supplemento 1991, n. 39 ad art. 145 CC; Rep 1988 338, 1985
91).

                                   2.   Le misure
provvisionali di cui all'art. 145 cpv. 2 CC sono emanate con la procedura
sommaria (art. 376 cpv. 2 lett. d CPC). Questa prevede un contraddittorio,
intendendosi con ciò la discussione finale, indetta dopo l'eventuale assunzione
delle prove (Rep 1983 pag. 280 consid. 1 con riferimenti). A tale udienza le
parti possono essere autorizzate a produrre un riassunto scritto delle loro
allegazioni, da annettere al verbale (art. 119bis cpv. 2 CPC). Né le parti né
il giudice possono adottare tuttavia un modo di procedere diverso da quello
stabilito dalla legge (art. 101 CPC). Se le parti rinunciano alla discussione
finale, non può essere autorizzata nemmeno la presentazione di riassunti
scritti, giacché non vi è alcun verbale di udienza. I memoriali presentati
dalle parti il 3 e il 16 febbraio 1995 sono quindi irriti e andrebbero stralciati
dagli atti. Dato che essi sono stati inoltrati con l'assenso del Pretore, si
può rinunciare per questa volta al provvedimento. Le parti sono avvertite
tuttavia che non potranno più contare da oggi su analoga provvidenza (I CCA
sentenza del 21.7.1995 nella causa P. / P.).

                                   3.   Giova ricordare
che l’obbligo di mantenimento dei coniugi nei confronti della famiglia (art.
163 CC) sussiste per tutta la durata del matrimonio (Deschenaux/Tercier/Werro, Le mariage et le divorce, 4a ed. Berna 1995, n. 889 pag. 179, n. 946
pag. 190) e quindi anche in presenza di una separazione legale. La metodica per
il calcolo del contributo alimentare dovuta da un coniuge all’altro è stabilita
dal diritto federale e va applicata d’ufficio (DTF 114 II 31 consid. 7 e 8). Si
procede dapprima alla determinazione del fabbisogno di tutta la famiglia,
prendendo come punto di partenza per le necessità dei coniugi i minimi
esistenziali fissati secondo i principi validi in materia esecutiva (DTF 114 II
301, SJ 1992 380). Le spese per l’elettricità, la luce, il telefono e simili
(ad esempio abbonamento TV via cavo) non rientrano nella nozione di supplemento
ai minimi esecutivi (I CCA 28.12.1992 in re S./.S.; cfr. Tabella dei minimi di
esistenza agli effetti del diritto esecutivo, edita dalla CEF). Nel fabbisogno
minimo va nondimeno tenuto conto dei rispettivi oneri fiscali per il corrente
periodo d’imposta e dei premi di assicurazione relativi alla copertura di
rischi di interesse per la comunione domestica (DTF 114 II 393; Hausheer/Reusser/Geiser, Kommentar zum
Eherecht, n. 11 ad art. 163 CC). L’eccedenza che dovesse risultare dopo aver dedotto
dal reddito complessivo della famiglia la somma dei fabbisogni dei coniugi e
dei figli va ripartita tra i coniugi, in linea di principio, in ragione di metà
ciascuno (DTF 114 II 31 consid. 7, 119 II 319; Hausheer/Reusser/Geiser, op. cit., n. 26 ad art. 176 CC).

                                   4.   Il Pretore ha
ravvisato nella nascita dei figli __________ (1992) e __________ (1993) una
rilevante modifica dello stato di fatto, accertando che l’istante aveva un
conseguente maggior onere mensile di fr. 875.–. Dopo aver constatato che la
situazione economica della convenuta non si era modificata, il primo giudice ha
ritenuto equo suddividere proporzionalmente il maggior onere a carico
dell’istante fra i figli e la moglie. Il contributo alimentare è quindi stato
ridotto a fr. 533.– per __________ e a fr. 300.– per la convenuta.

                                         L’appellante contesta
le conclusioni cui è giunto il Pretore, asserendo che la situazione finanziaria
complessiva dell’istante non è peggiorata dopo la nascita dei figli avuti dalla
convivente, a motivo dell’intervenuto aumento di stipendio rispetto all’epoca
in cui fu omologata la convenzione di separazione. Essa ritiene che con un
reddito mensile netto di fr. 5265.– il marito può continuare a versare quanto
stabilito nella nota convenzione, tanto più che le sue spese devono essere
ripartite a metà con la convivente.

                                   5.   Dagli atti di
causa, in particolare dall’incarto relativo alla causa di separazione (n. ____________________
della Pretura del Distretto di Lugano, Sezione 6) risulta che il reddito netto
mensile dell’appellato era di fr. 3038,90 nel 1987 (cfr. petizione 15 luglio
1987) e che il suo fabbisogno comprendeva fr. 200.– per alloggio, fr. 761.– per
debiti (__________), fr. 158,50 per assicurazioni a favore dei figli e fr. 68.–
per premi di cassa malati (cfr. verbale di udienza dell’11 marzo 1988). In tale
situazione egli si era impegnato a versare alla moglie e ai tre figli l’importo
complessivo di fr. 1400.–. Dopo il raggiungimento della maggiore età dei primi
due figli, il Segretario assessore ha poi ripartito con decreto 10 settembre
1992 il contributo alimentare fra moglie e figlia minorenne, attribuendo alla
moglie fr. 500.– e a __________ la rimanenza. 

                                  a)   Il Pretore ha
ritenuto che la situazione economica dell’istante non fosse mutata, salvo
l’intervenuto maggior onere di mantenimento per i figli __________ e
__________, di complessivi fr. 1750.–, da suddividere in parti uguali fra i
loro genitori. Come giustamente rileva l’appellante, il reddito del marito ha
però beneficiato di un aumento rispetto all’epoca della separazione. Dai
documenti di causa, compresi quelli richiamati d’ufficio dal giudice delegato,
risulta infatti che il reddito del marito nel 1994 è stato di fr. 52’363.–
annui, cui si aggiungono fr. 6480.– di assegni familiari e fr. 22’023.– per
rimborso di spese di viaggio (cfr. certificato fiscale 21 dicembre 1994), ossia
un importo mensile netto di fr. 4903.– più un rimborso spese di fr. 1835.–.
Quest’ultimo importo, apparentemente elevato, è confermato dal datore di lavoro
e copre le spese professionali usuali degli __________ impegnati nel servizio
esterno, come è appunto l’istante, ispettore. Il reddito determinante per il
calcolo del contributo alimentare è quindi quello di fr. 4903.– mensili (cfr. I
CCA 9 settembre 1994 nella causa T./T.). Tenuto conto del rincaro intervenuto
dal 1987, l’aumento reale del reddito è di fr. 1000.– mensili. Occorre però
tener conto anche dell’aumentato fabbisogno rispetto al 1989, segnatamente del
maggior onere per alloggio.

                                  b)   Come giustamente
rilevato dal Pretore e dall’appellante, l’onere per gli interessi ipotecari e
le spese accessorie dell’appartamento deve essere ripartito fra l’istante e la sua
convivente (DTF 110 II 101; I CCA 10 settembre 1991 nella causa H./H.), che
deve pure contribuire al mantenimento dei figli comuni. Non risulta infatti che
essa sia impossibilitata a lavorare e lo stesso istante ha indicato che la
compagna aveva percepito indennità di disoccupazione, a comprova della capacità
di guadagno potenziale di costei. Nel fabbisogno dell’istante deve quindi
essere considerata solo la metà delle spese di alloggio, ritenuto che il minimo
di base corrisponde a quello di una persona sola che abita presso parenti, in
fr. 925.–. D’altra parte il contributo di mantenimento per figli nati fuori dal
matrimonio è un debito personale del coniuge genitore e come tale non può essere
inserito nel fabbisogno coniugale (I CCA 15 novembre 1994 nella causa M./M.).
Il mantenimento della famiglia è prioritario inoltre rispetto ai debiti
coniugali, nel senso che tali debiti possono essere inclusi nel fabbisogno
(mensile) solo in quanto i membri della famiglia si vedano assicurato il rispettivo
fabbisogno minimo (Bühler/Spühler,
Berner Kommentar, 3a ed., n. 162 ad art. 145 CC). Nel caso concreto gli oneri
per il debito con la Banca __________ e con la __________ __________ non risultano
essere debiti coniugali, ma debiti contratti dal marito a fini personali. Essi
non possono quindi venire computati nel fabbisogno coniugale. Il fabbisogno
dell’istante deve dunque essere valutato in complessivi fr. 2498.– mensili
(minimo base fr. 925.–, quota parte per l’alloggio fr. 800.– arrotondati,
premio di cassa malati fr. 173.–, imposte correnti fr. 600.–).

                                   6.   Contrariamente
all’assunto dell’appellante e del Pretore anche la situazione della moglie e di
__________ è però nel frattempo mutata. L’appellante ha infatti presentato
domanda di rendita all’Assicurazione invalidità il 2 settembre 1991 ed è dal 1°
agosto 1991 al beneficio di una rendita intera d’invalidità e delle relative
rendite completive per la figlia minorenne (doc. 12 incarto AI). Essa è stata
riconosciuta invalida nella misura dell’80% e l’attività lavorativa da lei
svolta, per la quale percepisce fr. 216.– netti mensili, appare essere il
massimo ragionevolmente esigibile. Come da lei stessa addotto nel memoriale
scritto prodotto a richiesta del Pretore, l’appellante dispone di un reddito
complessivo di fr. 2336.– (rendita AI personale fr. 989.–, reddito dal lavoro
fr. 216.–, prestazione complementare AI fr. 533.–, rendita completiva AI fr.
386.–, prestazione complementare alla rendita completiva fr. 212.–) mentre il
suo fabbisogno è valutabile in fr. 2267.– (minimo di base fr. 1025.–, quota
parte di alloggio fr. 1000.–, cassa malati fr. 242.–, nessun onere per imposte
siccome esente).

                                         Il fabbisogno di
__________ è aumentato rispetto al 1989, ed è di fr. 1220.– secondo le
Raccomandazioni dell’Ufficio della gioventù di Zurigo (Empfehlungen zur Bemessung
von Unterhaltsbeiträgen für Kinder, edizione 1993 in: Rivista di diritto tutelare
1993 pag. 78). Il Pretore ha ridotto tale importo del 10% per tener conto del
minor costo della vita nel Ticino rispetto all’area urbana di Zurigo, ma tale
riduzione non si giustifica in concreto, alla luce del reddito della famiglia,
che ammonta a fr. 7239.– ed è quindi superiore a quello di circa fr. 6700.–
tenuto in considerazione dalle citate raccomandazioni.

                                         Deducendo dal reddito
complessivo della famiglia di fr. 7239.– il fabbisogno familiare di fr. 5985.–
(moglie fr. 2267.–, marito fr. 2498.–, __________ fr. 1220.–) si ottiene
un’eccedenza di fr. 1254.–, che deve essere suddivisa fra i coniugi in ragione
di fr. 627.– ciascuno. Al marito spettano quindi, di principio, fr. 3125.–
(fabbisogno personale più metà dell’eccedenza) di modo che il contributo
alimentare di fr. 1373.–, di cui fr. 873.– comprensivi degli assegni familiari
per __________ e fr. 500.– per la moglie, è tuttora giustificato dalla
situazione della famiglia. L’appello deve pertanto essere accolto.

                                   7.   Gli oneri
processuali seguono, di principio, la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC). Il
primo giudice ha rinunciato al prelievo di tasse e spese di giustizia e
all’assegnazione di ripetibili e le parti non hanno contestato tale modo di
procedere, ragione per cui non vi è motivo di modificare il decreto pretorile
su questo punto. In appello la convenuta vede accolto il proprio gravame e si
giustifica di riconoscerle un’adeguata indennità per ripetibili d’appello.
Vista la pacifica situazione di indigenza e il buon esito del gravame, la sua
domanda di assistenza giudiziaria può essere accolta, ritenuto che
dall’onorario del legale dovrà essere dedotta l’indennità per ripetibili
incassata (art. 159 cpv. 1 lett. b CPC). La domanda di assistenza giudiziaria
presentata dall’appellato, per contro, non può essere accolta. Anche se si
volesse prescindere dalla sua soccombenza, egli non può infatti essere
considerato indigente, essendo comproprietario dell’appartamento in cui vive e
non avendo addotto né dimostrato di essere impossibilitato a gravare
ulteriormente l’immobile per finanziare i costi processuali e legali (DTF 119
Ia 11).

Per questi motivi, 

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria

 

 

pronuncia:

                                   1.   L’appello è
accolto e il decreto impugnato è riformato come segue:

                                1.
(invariato)

                                2.
La domanda in via subordinata è respinta

                                         Per
il resto il decreto rimane invariato.

                                   2.   __________ è
ammessa al beneficio dell'assistenza giudiziaria, con il gratuito patrocinio
dell’avv. __________.

                                   3.   L’istanza di
ammissione all’assistenza giudiziaria presentata da __________ è respinta.

                                   4.   Gli oneri
processuali del presente giudizio, consistenti in

                                         a)
tassa di giustizia                             fr.        300.–

                                         b)
spese                                               fr.          50.–

                                                                                                       fr.        350.–

                                         sono
posti a carico di __________, con l’obbligo di versare all’appellante l’importo
di fr. 800.– per ripetibili di appello.

                                   5.   Intimazione
a:

                                         –
avv. __________, __________

                                         –
avv. __________, __________

                                         Comunicazione
alla Pretura della giurisdizione di Locarno–città.

 

 

 

Per
la prima Camera civile del Tribunale d’appello

La
presidente                                                        La segretaria