# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 34a1823a-d3fd-5bc0-923b-5b1999bdcdaa
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1995-11-15
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 15.11.1995 12.1995.279
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-1995-279_1995-11-15.html

## Full Text

Incarto n.

  12.95.00279

  	
  Lugano

  15 novembre 1995

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La seconda Camera
  civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta
  dei giudici:

  	
  Cocchi,
  presidente

  Chiesa e Zali

   

  

 

	
  segretario:

  	
  Petrini

  

 

sedente
per statuire nella causa inc. no.  SF.95.185 della
Pretura del distretto di Lugano, Sezione 5 promossa con istanza di sfratto 4
settembre 1995 da

 

	
   

  	
  __________ 

  rappr.
  dall’ avv. __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  __________ 

   

  

 

 

che
il Pretore, con decreto 2 ottobre 1995, ha accolto ordinando alla convenuta di
voler mettere a libera disposizione dell’istante l’appartamento ammobiliato di
3 locali nello stabile denominato “__________ __________ ” sito a __________.

 

 

Appellante
la convenuta la quale, con atto d’appello 13 ottobre 1995,  ha chiesto la
riforma del primo giudizio nel senso di respingere l’istanza di sfratto mentre
la controparte, con osservazioni all’appello del 10 novembre 1995 chiede la
reiezione del gravame.

 

 

Letti
ed esaminati gli atti ed i documenti di causa.

 

 

 

 

Considerato

 

 

in
fatto ed in diritto

 

 

                                         che la convenuta occupa,
dal maggio 1994, un appartamento dell’istante a __________ in forza di un
contratto orale tra le parti;

 

                                         che il 22 maggio 1995
l’istante ha disdetto il contratto per la scadenza del 31 agosto 1995;

 

                                         che, non avvenendo la
riconsegna dell’ente locato l’istante ha promosso la procedura di sfratto che
il Pretore, con il decreto impugnato, ha accolto;

 

                                         che, con l’appello, la
ricorrente rimprovera genericamente al Pretore di aver considerata operante una
disdetta inefficace e che, in ogni caso, la procedura di sfratto é inutile e
priva di oggetto poiché avrebbe già abbandonato i locali, ora occupati da un
subentrante, nel febbraio 1995;

 

                                         che - indipendentemente a sapere
se la disdetta é stata correttamente e validamente notificata all’appellante e
se la mancata contestazione della stessa presso l’Ufficio di conciliazione in
materia di locazione é determinante come il Pretore ha ritenuto in forza di
giurisprudenza (DTF 119 II 147 consid. 4) che il Tribunale federale ha
però, nel frattempo, cambiato (DTF 121 III 156) - l’istanza di sfratto
andava comunque respinta;

 

                                         che infatti qualora le
parti, come nel caso concreto, non abbiano pattuito termini di disdetta e di scadenza
del contratto si applica la disposizione dell’art. 266c CO per la quale nella
locazione di abitazioni ciascuna delle parti può dare la disdetta con preavviso
di tre mesi per la scadenza determinata dall’uso locale o, in mancanza di tale
uso, per la fine di un trimestre di locazione;

 

                                         che nel Luganese l’uso
locale prevede la possibilità di porre fine ai contratti di locazione per le
scadenze del 29 marzo e del 29 settembre (Rep. 1986, 283 e rif.);

 

                                         che la disdetta del maggio
1995 non rispettava la scadenza del termine di disdetta voluta dalla legge e di
conseguenza, ammessa ma non verificata in questa sede la sua corretta notifica,
produrrebbe effetto solamente per la scadenza successiva (art. 266a cpv. 2 CO)
ossia per la fine di settembre 1995;

 

                                           che
a dipendenza di questo fatto si pone il problema della ricevibilità
dell’istanza di sfratto, inoltrata ben prima della fine di settembre 1995;

 

                                           che
l’art. 506 CPC offre al locatore la possibilità di domandare al pretore lo
sfratto di locali concessi in comodato, in locazione o in affitto allorquando
tale rapporto sia cessato;

                                           

                                           che
l’accoglimento dell’istanza dipende dalla verifica di tale presupposto
sostanziale: per quanto riguarda la locazione, il giudice è investito del
compito di verificare se la stessa ha effettivamente preso termine e che
l’istanza dev’essere considerata prematura se la locazione non ha ancora preso
termine (II CCA 9.3.1994 in re S. c/ Ch.) e dev’essere respinta;

 

 

                                           che
la mancanza del presupposto in questione non può nemmeno essere sanata con
l’intervenuta fine del rapporto di locazione durante la procedura di sfratto,
dal momento che la bontà della domanda dev’essere giudicata al momento della
sua introduzione e non può dipendere dalla durata del processo, durata che comunque
il codice di rito civile ha improntato alla semplicità e alla rapidità (Cocchi
/ Trezzini, CPC annotato, art. 507 N. 1);

 

                                         che al momento
dell’introduzione della domanda di sfratto il contratto non era ancora, per le
motivazioni di merito che precedono, evidentemente cessato e di conseguenza ne
deve discendere la reiezione per irricevibilità della stessa istanza;

 

                                         che le spese di giudizio
di prima e seconda sede sono a carico della parte istante mentre non si
assegnano ripetibili alla controparte che non si é fatta patrocinare;

 

 

 

Per i quali motivi

visti, per le spese, l’art.
148 CPC e la vigente TG

 

 

 

 

 

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                    I.   L’appello 13
ottobre 1995 é accolto e di conseguenza la sentenza 2 ottobre 1995 del Pretore
di Lugano é così riformata:

 

                                                 1.  L’istanza di sfratto 4 settembre 1995 __________ é                                    respinta.

 

                                                 2.  La
tassa e le spese di complessivi Fr. 100.- sono a carico   dell’istante.

 

                                   II.   La tassa di
giustizia in Fr. 180.- e le spese in Fr. 20.- (totale Fr.  200.-) della
procedura d’appello, già anticipati dalla ricorrente, sono a carico della parte
appellata.

 

                                  III.   Intimazione a:   -    __________

                                         Comunicazione alla Pretura
di Lugano, sez. 5

 

 

Per
la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                   Il segretario