# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 488c3a63-2c00-5954-962a-c58bc029f365
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-03-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 09.03.2001 INC.2000.21602
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2000-21602_2001-03-09.html

## Full Text

N. 216.2000.2 - 216.2000.3 L                                  Lugano,
9 marzo 2001

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

Claudio Lepori

 

 

 

 

sedente per statuire sul reclamo
presentato congiuntamente da

 

 

__________

e

 

__________

(entrambi patrocinati dall'avv. __________)

 

 

contro la decisione 19 febbraio
2001 del Procuratore pubblico avv. Antonio Perugini, che ha respinto
complementi di prova nel procedimento pendente contro i reclamanti per titolo
di infrazione aggravata subordinatamente semplice alla legge federale sugli
stupefacenti;

 

 

 

preso atto della comunicazione 2
marzo 2001 del magistrato inquirente, che propone la reiezione del reclamo per
le ragioni esposte nella decisione impugnata;

 

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

 

ritenuto

 

 

 

 

 

 

in fatto:

 

 

 

A.

 

 

Nei confronti dei coniugi __________
e __________ è in corso un procedimento penale per titolo di infrazione
aggravata subordinatamente semplice alla legge federale sugli stupefacenti,
come alla promozione dell'accusa risultante dagli ordini di arresto 23 febbraio
2000 (doc. 1.3 e 1.4 dell'inc. MP 1201/2000). Nella loro qualità di gestori di
"canapai" denominati __________, essi sono ritenuti colpevoli
di vendita (e di coltivazione) di marijuana soprattutto per uso stupefacente,
anche ad interessati minorenni (v. il rapporto di segnalazione 22 febbraio
2000, doc. 2.1, con le ammissioni di diversi adolescenti).

Dopo interrogatorio del 24
febbraio 2000 da parte del Procuratore pubblico (doc. 3.2 e 3.2), anche a
conferma di quelli precedenti di polizia, i due accusati hanno ritrovato la
libertà (doc. 8).

 

 

 

B.

 

 

Con ordinanza 29 gennaio 2001
(doc. 7.14), il Procuratore pubblico ha disposto il deposito degli atti, a
norma dell'art. 196 CPP, e, con tempestivo allegato 15 febbraio 2000 (doc.
7.15), __________ e __________ hanno postulato l'assunzione di prove.

Con decisione 21 maggio 1999
(doc. 7.16), il magistrato inquirente ha respinto la maggior parte delle
domande degli accusati, ammettendo solo la produzione di alcuni documenti: ha
fatto seguito il reclamo in oggetto, che ripropone parte dei reietti
complementi probatori. Ricordato che il magistrato inquirente, con le sue
osservazioni, si è limitato a confermarsi nei suoi precedenti assunti, delle
contrapposte argomentazioni delle parti si terrà conto più innanzi ed in quanto
necessario, per evitare inutili ripetizioni.

 

 

 

e considerando

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

in diritto:

 

 

 

1.

 

 

__________ e __________ - in
quanto formalmente accusati - sono indubitabilmente legittimati ad impugnare il
rifiuto del Procuratore pubblico di assumere complementi di prova, non solo per
la disposizione di massima dell’art. 280 CPP, ma specificamente per quella
relativa alla completazione dell’istruttoria di cui all’art. 196 cpv. 5 CPP.

Il reclamo, tempestivo a norma di
legge (art. 281 cpv. 1 CPP), è allora ricevibile in ordine.

 

 

 

2.

 

 

Il citato art. 196 CPP consente
alle parti, una volta conclusa l'istruttoria a giudizio del Procuratore
pubblico nella sua attività di magistrato inquirente, di formulare istanza di
complemento di inchiesta, indicando i mezzi di prova da assumere (si veda anche
REP 1997 n. 107; 1998 n. 122).

La norma non fa che riprendere -
e nei successivi capoversi meglio precisare - quanto disposto dall'art. 58 cpv.
3 CPP/1941 e poi dall’art. 157 CPP/1993 (v. Messaggio aggiuntivo concernente la
revisione totale del CPP del 20 marzo 1991, pag. 163; Rapporto della
Commissione speciale del Gran Consiglio del 22 luglio 1992, pag. 67), per cui
mantiene validità la pregressa giurisprudenza in materia della Camera dei
ricorsi penali e di questa istanza di reclamo, che sottopone l'ammissibilità
delle prove così proposte a questo stadio del procedimento a tre concorrenti
ordini di considerazioni e presupposti: i complementi di prove devono essere
motivati per quanto attiene al loro oggetto ed al loro scopo in diretta
connessione con la fattispecie inquisita; tali mezzi di prova devono avere i
requisiti della novità, della rilevanza e della pertinenza alle successive
conclusioni del Procuratore pubblico, dopo la definitiva chiusura
dell'istruttoria dibattimentale, e poi - se ne sarà il caso - del giudice del
merito; le stesse prove devono essere di difficile produzione all'eventuale
dibattimento, avute presenti le finalità dell'art. 189 CPP (corrispondente agli
art. 147 CPP/1941 e 148 CPP/1993), inteso appunto tra altro ad assicurarne in
tale sede la non interrotta assunzione (v. sentenza 24 gennaio 1990 in re L.P.,
CRP 337/89; decisioni 17 febbraio 1993 in re L.P., GIAR 135.93.1, 21 agosto
1996 in re G.C., GIAR 512.96.1).

 

 

 

 

 

 

3.

 

 

Avuto riguardo ai principi
esposti sopra e apprezzando le rispettive argomentazioni avanzate dalle parti,
si hanno le seguenti considerazioni e conclusioni sui proposti mezzi di prova
ancora in discussione.

 

Testimonianza del dott. __________
(prova n. 1)

Sarebbe stato il "referente"
degli accusati, asseritamente studioso della coltivazione e in grado di
illustrare scopi e intenzioni di questi ultimi e di descrivere consistenza e
destinazione del prodotto.

Per il Procuratore pubblico si
tratta di mezzo di prova ininfluente, in quanto "le intenzioni degli
accusati ben risultano dagli atti" (decisione impugnata, Ad 1).

Ora negli atti istruttori non si
trova nessun cenno su questa persona o personalità, né del pari gli accusati
hanno riferito di altri intenti e destinazione della canapa prodotta, se non la
vendita, come anche effettivamente avvenuto (verbale di polizia 23 febbraio
2000, doc. 2.5 ann. 5, pag. 3 e 4). In sede di istruzione formale, questa
testimonianza non ha alcun valore, avulsa come appare dalla fattispecie
inquisita.

 

Testimonianza del dott. __________
(prova n. 3)

A detta degli accusati, il dott. __________
è da anni attivo nella ricerca medica con riferimento al consumo della canapa
ed ai suoi benefici terapeutici e può dimostrare appunto che vendita-acquisto
di tale prodotto non sono finalizzati unicamente al consumo stupefacente.

Il Procuratore pubblico ha
respinto questo mezzo di prova, non trattandosi di avviare un "dibattito
cultural-filosofico" sull'uso della canapa, ma di accertare la
commissione di un reato (decisione impugnata, Ad 2, per il rinvio Ad 3).

Anche questa prova non è
direttamente attinente alla fattispecie istruita, che si riferisce ad attività
di coltivazione e di vendita connessa con l'uso del prodotto quale stupefacente:
determinanti saranno allora l'accertamento e l'apprezzamento di questa
circostanza (sia per quanto detto o non detto in proposito dagli accusati, sia
sulla base delle testimonianze raccolte). Corretta pertanto la sua reiezione,
per ininfluenza sulla fase predibattimentale, fatta salva l'eventualità di una
citazione dinnanzi al giudice del merito.

 

Testimonianza di __________
(prova n. 4)

Il teste sarebbe stato il
fornitore di canapa per l'impresa degli accusati e dovrebbe quindi riferire su
metodi e obiettivi della coltivazione di canapa (istanza del 15 febbraio 2001)
e sui controlli rispettivamente sulle conoscenze degli acquirenti del tenore di
sostanza psicoattiva del prodotto (reclamo).

La reiezione della prova da parte
del magistrato inquirente è dovuta alla costatazione che sulle menzionate
circostanze gli accusato hanno avuto già modo di fornire le loro spiegazioni.

 

 

 

 

 

A parte il fatto che le
motivazioni dell'istanza e del reclamo sono diverse, si ha che l'attività del
signor __________ è a monte della responsabilità propria degli accusati, che
peraltro non avevano cura del tenore di THC ("…non mi sono mai
interessato per controllarlo", così __________, verbale di polizia
citato, pag. 4/5). Anche questa testimonianza si avvera inconferente, come alle
precedenti conclusioni.

 

Testimonianze di __________ e
di __________ (prove n. 5 e 6)

Questi signori dovrebbero
riferire sulle conoscenze delle attività a _____ (serra) dei reclamanti da
parte di autorità comunali e di polizia.

Per il Procuratore pubblico
trattasi di emergenze inutili rispetto alla responsabilità penale degli
accusati.

Non sono note qualifiche e
competenze di questi due signori. A respingere questa prova, in aggiunta alla
stringata conclusione del magistrato inquirente, basta contrapporre quanto
dichiarato da __________, allora __________, nel formulario sull'insediamento
della sua ditta a __________ (doc. 7.15, ann. F: "Produzione di TALEE -
e coltivazione di piante per ornare bottiglie di GRAPPA e ACETO"!) ed
il rimbrotto 21 giugno 2000 del Municipio di __________ (doc. 7.13: "Solo
ad avanzato fatto compiuto il nostro Municipio ha potuto costatare che
l'attività era tutt'altro che quella comunicata e che i locali erano stati
utilizzati per una coltivazione importante di canapa…A tale proposito
comunichiamo che non siamo disposti a concedere attività relative a
coltivazioni del tipo richiesto dal sig. __________").

 

Delucidazione delle analisi
sui prodotti sequestrati (prova n. 8)

In proposito si vogliono
conoscere metodi e criteri impiegati, con indicazione della percentuale del
materiale testato rispetto a quello a disposizione e delle modalità di scelta
(istanza 15 febbraio 2001) ovvero se vi sia stato metodo o casualità nella
scelta dei campioni (reclamo).

Per il Procuratore pubblico i
metodi sono quelli usuali e le scelte di campioni risultano agli atti.

I rapporti di pesata ed i
certificati di analisi (doc. 2.5, ann. 16 e 17), di per sé non contestati, sono
sufficientemente eloquenti, essendo pacifico l'affidamento a metodologie
consuete ed ufficiali ed altrettanto che le analisi sono avvenute a campione,
essendo sproporzionato l'esame dell'intera non indifferente sostanza
sequestrata, per cui anche questo complemento non merita accoglimento.

 

 

4.

 

 

Il reclamo è così integralmente
respinto con la presente decisione definitiva (art. 284 cpv. 1 lett. a CPP, e
contrario), tassa e spese giudiziarie andando a carico del reclamante
soccombente.

 

 

 

Per i quali motivi,

 

 

 

richiamati i citati articoli di
legge,

 

 

 

decide:

 

 

 

1.     
Il reclamo è integralmente respinto.

 

 

2.     
La tassa di giustizia di fr. 400.- e le spese giudiziarie di fr. 20.-
sono a carico dei reclamanti in solido ed in parti uguali.

 

 

3.     
La presente decisione è definitiva.

 

 

4.     
Intimazione:

 

 

 

                                                                              giudice
Claudio Lepori