# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 31b75401-285a-5a30-bac2-a88cbb8de1df
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-04-28
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 28.04.2010 36.2009.177
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_36-2009-177_2010-04-28.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  36.2009.177

   

  cs

  	
  Lugano

  28 aprile
  2010

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

 

	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

statuendo sul ricorso del 19 ottobre 2009
di

 

	
   

  	
   RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 10
  settembre 2009 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1   

   

   

  in materia di assicurazione sociale
  contro le malattie

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   RI 1, nato
il __________ __________, è affiliato presso “CO 1” per l’assicurazione
obbligatoria delle cure medico-sanitarie (doc. 1).

 

                               1.2.   In seguito al
mancato pagamento di partecipazioni ai costi relative all’anno 2008 per un
ammontare di fr. 73,80, il 22 maggio 2009, dopo aver richiamato e diffidato
l’assicurato (doc. 4 e 5), la Cassa ha fatto spiccare nei confronti di RI 1 un
precetto esecutivo per un ammontare complessivo di fr. 183,80 (fr. 73,80 di
partecipazione ai costi, fr. 30 di spese di diffida e fr. 80 di spese per
l’apertura dell’incarto), oltre ad interessi al 5% dal 20 maggio 2009
sull’importo di fr. 73,80 (doc. 6).

 

                               1.3.   Con
decisione formale del 3 luglio 2009 (doc. 8), confermata dalla decisione su
opposizione del 10 settembre 2009 (doc. 12), la Cassa ha rigettato
l’opposizione inoltrata dall’assicurato al citato precetto esecutivo.

 

                               1.4.   Con ricorso del
19 ottobre 2009 RI 1 insorge contro la predetta decisione su opposizione (doc.
I).

                                         Il
ricorrente, oltre a contestare la premessa della decisione impugnata laddove
l’assicuratore afferma di far “riferimento alla sua lettera del 31 luglio
2009, relativa all’opposizione alla nostra decisione che ha ricevuto il 21
luglio 2009 per posta normale dopo aver rifiutato la nostra raccomandata del 3
luglio 2009” (doc. 12), sostiene innanzitutto che l’assicuratore, con sede
nel __________, non può esso stesso stabilire l’ammontare del dovuto e nel contempo
rigettare l’opposizione, senza passare dal “giudice naturale”. L’insorgente
contesta la fissazione degli oneri e delle spese, si chiede se la cassa può
rifiutarsi di pagare prestazioni in pendenza di controversia, se è legale “la
diffusione di tale rifiuto nel sistema informatico con le farmacie”, si
domanda quali sono i limiti della privacy e della riservatezza e quali sono i
limiti “del ricatto e/o dell’usura” ed infine chiede chi li deve
individuare se nessun giudice si incarica di esaminare il precetto e le sue “evoluzioni”.

                                         L’insorgente
domanda che tutti i rapporti con la Cassa siano unificati, che il precetto
esecutivo sia annullato, che lo siano anche tutti quelli “unificati”,
che siano ripristinate le prestazioni, che cessino le diffamazioni a mezzo
sistema informatico, che ogni altro abuso e violazione di legge e del contratto
sia interrotto, che la Cassa subisca una condanna per quanto sopra, che una
perizia indipendente stabilisca il corretto dovuto e/o i danni subiti e le
spese ed infine di essere sentito di persona o a mezzo delegato per sostenere
questo ricorso e quanto deriverà dall’unificazione delle pretese della Cassa
secondo legge e contratto (doc. I).

 

                               1.5.   Con risposta
del 13 novembre 2009 l’assicuratore propone la reiezione del ricorso con
argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione
(doc. III).

 

                               1.6.   Pendente
causa il TCA ha interpellato l’assicuratore, chiedendogli di “voler
trasmettere a questo Tribunale le fatture originali dell’Ospedale __________ di
__________ per le prestazioni del 18 settembre 2008 di fr. 68.80 e di fr. 35,25
nonché la fattura originale della Farmacia __________ per le prestazioni
relative al periodo dal 9 giugno 2008 al 30 settembre 2008 di fr. 633.80” e
di voler rispondere in maniera precisa alle due seguenti domande: “Per quale
motivo con la diffida del 19 febbraio 2009 (doc. 5) avete assegnato al
ricorrente un termine di 14 giorni per il pagamento dell’arretrato e non un
termine di 30 giorni come prescritto dall’art. 64a cpv. 1 LAMal (cfr. anche
art. 105 OAMal)?” e “Per quale motivo nella decisione impugnata avete
indicato che “lei è debitore delle spese esecutive e di un interesse di mora
del 5% sui premi arretrati” (sottolineatura del sottoscritto) e con il
precetto esecutivo avete invece applicato l’interesse di mora sulla
partecipazione ai costi?” (doc. V).

 

                               1.7.   Tramite
risposta del 15 febbraio 2010 l’assicuratore ha affermato:

 

" 
(…)

L’art. 64a cpv. 1 LAMal menziona che se
l’assicurato non paga i premi o le partecipazioni ai costi entro la scadenza
prevista, l’assicuratore deve diffidarlo per scritto, assegnargli un termine
supplementare di 30 giorni e indicargli le conseguenze della mora (cpv. 2).

 

Secondo l’art. 105b cpv. 1 OAMal, i premi e le
partecipazioni ai costi dell’assicurazione obbligatoria delle cure
medico-sanitarie scaduti e non pagati devono essere oggetto, nei tre mesi che
seguono la loro esigibilità, di una diffida scritta preceduta da almeno un
richiamo e distinta da quelle che vertono su altri eventuali pagamenti
arretrati. Con la diffida, l’assicuratore deve impartire all’assicurato un
termine di 30 giorni al fine di permettergli di adempiere il suo obbligo e
attirare la sua attenzione sulle conseguenze in cui incorre qualora non
pagasse.

 

Se l’assicurato non paga entro il termine
impartito (30 giorni al senso degli art. 64a LAMal e 105b cpv. 1 OAMal),
l’assicuratore deve avviare una procedura esecutiva relativa al debito nei
quattro mesi successivi, in modo distinto da altri eventuali pagamenti arretrati
(art. 105b cpv. 2 OAMal).

 

Nella fattispecie, il 20 gennaio 2009
l’assicurato ha trasmesso all’assicuratore un richiamo assegnandogli un termine
di 15 giorni per il pagamento dell’arretrato. Un mese dopo, con la diffida del
19 febbraio 2009, l’assicuratore ha assegnato al ricorrente un secondo termine
di 15 giorni. Poi, l’assicuratore ha aspettato circa 3 mesi prima di notificare
una domanda di esecuzione. Di conseguenza, CO 1 ha rispettato il termine di 30
giorni prescritto dall’art. 64a cpv. 1 LAMal. E’ da rilevare che in concreto
l’assicurato ha beneficiato più di 30 giorni per procedere al pagamento
dell’arretrato.

 

Per quanto riguarda il fatto che il precetto
esecutivo menzioni un interesse di mora del 5% sulla partecipazione ai costi,
si tratta certamente di un errore. E’ stata del resto corretta nella risposta
di causa del 13 novembre 2009, poiché CO 1 richiede soltanto le partecipazioni
ai costi arretrati e non menziona più questo interesse.” (doc. VI)

 

                               1.8.   Chiamato
a presentare osservazioni scritte in merito, l’insorgente è rimasto silente
(doc. VII).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         in
ordine

 

                               2.1.   Per costante
giurisprudenza federale, la decisione impugnata costituisce il presupposto ed
il contenuto della contestazione sottoposta all'esame giudiziale (cfr. SVR 2005
AHV Nr. 19; DTF 130 V 388; DTF 122 V 36 consid. 2a, DTF 110 V 51 consid. 3b e
giurisprudenza ivi citata; SVR 1997 UV 81, p. 294). 

 

                                         Se non è stata emessa
nessuna decisione, la contestazione non ha oggetto e non può dunque essere
pronunciata una sentenza nel merito (cfr. sentenza C 22/06 del 5 gennaio 2007;
DTF 131 V 164 consid. 2.1; DTF 125 V 414 consid. 1A; DTF
119 Ib 36 consid. 1b).

 

                                         In
concreto il TCA può pronunciarsi esclusivamente sul tema oggetto della decisione
impugnata, ossia la sussistenza del debito di complessivi fr. 183,80 oltre ad
interessi di mora al 5% su fr. 73,80 dal 20 maggio 2009 ed il rigetto
dell’opposizione al precetto esecutivo n. __________ del __________ dell’Ufficio
Esecuzioni (di seguito: UE) di __________.

                                         Le altre questioni evocate
dall’assicurato nel ricorso (come ad esempio la questione del non ritiro della
raccomandata del 3 luglio 2009 contenente la decisione formale contro cui ha
comunque interposto tempestiva opposizione, il rifiuto di pagare prestazioni da
parte della Cassa, la diffusione del rifiuto tramite sistema informatico alle
farmacie, la presunta violazione della privacy e della riservatezza,
l’unificazione con altre procedure neppure menzionate e con altri precetti non
prodotti agli atti, la richiesta di condannare la Cassa al pagamento di
risarcimenti per presunti danni subiti, ecc.) esulano invece dalla presente
vertenza e sono pertanto irricevibili.

                                         Va qui comunque segnalato
all’insorgente che se intende ottenere risposte anche ai quesiti sopra riportati
deve chiedere alla Cassa l’emanazione di una decisione formale, contro cui
dapprima potrà presentare opposizione al medesimo assicuratore ed in seguito,
se non sarà soddisfatto, ricorso a questo Tribunale nei tempi e modi indicati
in calce alle rispettive decisioni (cfr. anche gli art. 52 e 56 LPGA citati al
consid. 2.4). Va tuttavia evidenziato che contro l’eventuale decisione su
pretese di risarcimento per danni causati illecitamente a un assicurato o a
terzi da parte degli organi d’esecuzione o dei loro funzionari è dato ricorso
diretto al Tribunale (cfr. art. 78 cpv. 4 LPGA).

                                         Se la Cassa si dovesse
rifiutare di emanare siffatte decisioni, l’insorgente potrà presentare un
ricorso per denegata o ritardata giustizia a questo Tribunale (cfr. art. 56
cpv. 2 LPGA).

 

                               2.2.   L’assicurato
contesta innanzitutto la competenza della Cassa, con sede nel __________, nel
poter decidere sulla sua opposizione e nel poter rigettare l’opposizione al
precetto esecutivo. Egli afferma inoltre che dopo aver ricevuto la decisione su
opposizione sperava di poter adire “un giudice del proprio cantone”, tuttavia
invece di rivolgersi ad un Tribunale “di primo grado” ha dovuto far
ricorso ad un “Tribunale speciale”, e meglio il Tribunale cantonale
delle assicurazioni (di seguito: TCA; cfr. doc. I).

 

                               2.3.   Per quanto
concerne la competenza della Cassa nell’emanare decisioni concernenti il
ricorrente nell’ambito dell’assicurazione obbligatoria delle cure
medico-sanitarie, va innanzitutto evidenziato che “CO 1” è autorizzata ad esercitare
l’assicurazione malattie ai sensi dell’art. 13 cpv. 1 LAMal (cfr. lista emessa
dal Dipartimento federale della sanità pubblica, numero dell’assicuratore: 749;
cfr. www.bag.admin.ch/ themen/krankenversicherung /00295/index.html?lang=it) e
come tale è competente ad emanare decisioni nell’ambito dell’assicurazione obbligatoria
delle cure medico-sanitarie in virtù dell’art. 49 cpv. 1 LPGA per il quale nei
casi di ragguardevole entità o quando vi è disaccordo con l’interessato
l’assicuratore deve emanare per scritto le decisioni in materia di prestazioni,
crediti e ingiunzioni.

 

                                         L’assicuratore
può pure emanare la successiva decisione su opposizione. Infatti per l’art. 52
cpv. 1 prima frase LPGA le decisioni possono essere impugnate entro trenta
giorni facendo opposizione presso il servizio che le ha notificate, ossia la
Cassa medesima.

 

                                         Ritenuto
che l’insorgente non contesta di essere assicurato presso “CO 1” con sede a __________
(__________) e recapito anche a __________ (__________), come del resto emerge
dalla polizza d’assicurazione 2008 prodotta dalla convenuta (doc. 1), questo
Tribunale deve concludere che l’assicuratore poteva, come ha fatto, dapprima
emanare una decisione formale ed in seguito una decisione su opposizione
tramite la quale ha stabilito gli importi delle partecipazioni ai costi ancora
dovuti dall’insorgente.

 

                               2.4.   In secondo
luogo l’assicurato si è lamentato di dover adire il Tribunale cantonale delle
assicurazioni, da lui ritenuto “Tribunale speciale”. 

 

                                         A
norma dell’art. 30 cpv. 1 Cost. fed., nelle cause giudiziarie ognuno ha diritto
d’essere giudicato da un tribunale fondato sulla legge, competente nel merito,
indipendente ed imparziale. I tribunali d’eccezione sono vietati.

                                         Per l’art. 191b cpv. 1 Cost.
fed. i Cantoni istituiscono autorità giudiziarie per giudicare le controversie
di diritto civile e di diritto pubblico nonché le cause civili.

                                         

                                         Secondo l’art. 191c Cost.
fed. nella loro attività giurisdizionale le autorità giudiziarie sono
indipendenti e sottostanno al solo diritto.

 

                                         Come rileva Kieser, in
ATSG-Kommentar, 2.a edizione, Zurigo, Basilea, Ginevra 2009, n. 2 ad art. 57,
pag. 713, il diritto delle assicurazioni sociali appartiene, di principio, al
diritto amministrativo federale. Gli art. 191b e 191c Cost. fed. prevedono che
i Cantoni devono istituire delle istanze giudiziarie che garantiscano un esame
delle censure ricorsuali da parte di un giudice indipendente. In questo modo
viene in particolare applicato l’art. 6 n. 1 CEDU che garantisce al cittadino
di poter adire un Tribunale imparziale ed indipendente, fondato sulla legge.

 

                                         A questo proposito va
evidenziato che in ambito di assicurazioni sociali l’art. 52
cpv. 1 LPGA prevede che le decisioni possono essere impugnate entro trenta
giorni facendo opposizione presso il servizio che le ha notificate.

                                         Per
l’art. 56 LPGA le decisioni su opposizione e quelle
contro cui un’opposizione è esclusa possono essere impugnate mediante ricorso. 

                                         A norma
dell’art. 57 LPGA ogni Cantone istituisce un tribunale delle assicurazioni per
giudicare come istanza unica in materia di assicurazioni sociali. Per l’art. 58
cpv. 1 LPGA è competente il tribunale delle assicurazioni del
Cantone dove l’assicurato o il terzo è domiciliato nel momento in cui interpone
ricorso.

 

                                         In Ticino questo compito è
stato attribuito al Tribunale cantonale delle assicurazioni. 

 

                                         A norma dell’art. 77 cpv.
1 lett. b della Costituzione della Repubblica e Cantone Ticino la giurisdizione
amministrativa è esercitata (anche) dal tribunale delle assicurazioni.

 

                                         Per l’art. 1 della legge
di procedura per le cause davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni
(Lptca) il Tribunale cantonale delle assicurazioni giudica
come istanza unica i ricorsi in materia di assicurazioni sociali federali ai
sensi dell’art. 57 della legge federale sulla parte generale del diritto delle
assicurazioni sociali (in seguito LPGA) e le azioni in materia di previdenza
professionale (cov. 1). Esso giudica inoltre le altre contestazioni fondate sul
diritto federale e sul diritto cantonale, che gli sono attribuite dalle singole
leggi (cpv. 2). Il ricorso deve essere interposto entro 30 giorni dalla
notificazione della decisione (cpv. 3).

 

                               2.5.   Alla luce di quanto esposto
il Tribunale cantonale delle assicurazioni, contrariamente a quanto ritenuto
dall’insorgente, non è un Tribunale “speciale” ed è competente, di massima, nel
decidere sui ricorsi presentati contro le decisioni su opposizione emanate da
assicuratori malattie di assicurati domiciliati in Ticino, come nel caso di specie.

                                         

                                         In
concreto “CO 1” ha sede nel __________ ed è competente nel decidere circa
l’opposizione formulata dal ricorrente (art. 52 cpv. 1 LPGA). Tuttavia, la
procedura giudiziaria, conformemente a quanto richiesto dal medesimo
assicurato, si tiene nel Cantone del suo domicilio, ossia, in concreto, in
Ticino, innanzi un Tribunale imparziale ed indipendente (TCA).

 

                               2.6.   L’insorgente
contesta infine anche la competenza dell’assicuratore malattie nel poter
rigettare l’opposizione al precetto esecutivo fatto spiccare dalla medesima
amministrazione.

 

                                         A torto.

 

                                         Va
infatti qui rilevato che per costante giurisprudenza, il TF ha più volte
dichiarato applicabile alle casse malati la giurisprudenza valida in ambito di
LAVS secondo cui una cassa di compensazione può rigettare un'eventuale
opposizione ad un precetto esecutivo con una decisione formale riferentesi
precisamente all'esecuzione in corso, qualora avesse iniziato la procedura
esecutiva per il recupero del credito senza prima aver formalmente deciso in
merito alla propria pretesa. La Cassa malati, in tali casi, è anch’essa
legittimata a rigettare l'opposizione al precetto esecutivo (DTF 121 V 109 e
seguenti; RAMI 1983, pag. 294 = DTF 109 V 46; RCC 1984 pag. 197, cfr. Kieser,
ATSG Kommentar, 2009, 2a. ed., ad art. 54 n. 18; cfr. anche sentenza 63/05 del
26 giugno 2006, consid. 7.2) e, in caso di ricorso, spetta al Tribunale delle
assicurazioni competente decidere nel merito della vertenza.

 

                                         Nella
citata DTF 121 V 109 l’Alta Corte ha in particolare stabilito che l’art. 6 n. 1
CEDU trova applicazione nella cause in materia di contributi delle
assicurazioni sociali e che non è contrario né all’art. 6 n. 1 CEDU né al
vecchio art. 58 cpv. 1 Cost. fed. sull’imparzialità e l’indipendenza dei
Tribunali decidere simultaneamente nel merito della controversia e rigettare
l’opposizione al precetto esecutivo, affermando in particolare: 

 

"  c) L'art.
6 par. 1 CEDH exige certes que l'accès à un tribunal, au sens de cette
disposition, soit garanti en cas de décision sur le fond et de levée simultanée de l'opposition par la caisse-maladie (à propos de
cette garantie en général, voir ATF 118 Ia 478 consid. 5a; ACEDH Jacobsson du
28 juin 1990, série A, vol. 180-A). Mais cet accès est sauvegardé, en
l'occurrence, par la possibilité pour le débiteur de saisir le tribunal
cantonal des assurances compétent (art. 30 LAMA), s'il entend contester la
décision de la caisse. Un tel tribunal offre toutes les garanties
d'indépendance et d'impartialité requises par les art. 58 al. 1 Cst. et 6 par.
1 CEDH. Il jouit en outre d'un plein pouvoir d'examen, comme l'exige d'ailleurs
cette norme conventionnelle à propos du droit d'accès à un tribunal (cf.
VILLIGER, Handbuch der Europäischen Menschenrechtskonvention [EMRK], notes 423
ss; ACEDH Belilos, du 29 avril 1988, série A, vol. 132).”         

 

                                         nel
merito

 

                               2.7.   Giusta
l'art. 61 LAMal, l'assicuratore stabilisce l'ammontare dei premi dei propri
assicurati. Sempreché la legge non preveda eccezioni, l'assicuratore riscuote
dai propri assicurati premi uguali (cpv. 1). 

                                         L'assicuratore
può graduare i premi se è provato che i costi differiscono secondo i Cantoni e
le regioni. Determinante è il luogo di domicilio dell'assicurato. L’Ufficio
federale stabilisce in modo unitario le regioni per l’insieme degli assicuratori
(cpv. 2).

                                         Per gli
assicurati che non hanno ancora compiuto 18 anni (minorenni), l'assicuratore
deve fissare un premio più basso rispetto a quello degli assicurati d'età
superiore (adulti). Egli è legittimato a fare altrettanto nel caso di assicurati
che non hanno ancora compiuto 25 anni (giovani adulti; cpv. 3).

                                         Il
Consiglio federale può stabilire le riduzioni di premio di cui al capoverso 3
(cpv. 3bis).

                                         Per gli
assicurati residenti in uno Stato membro della Comunità europea, in Islanda o in
Norvegia i premi sono calcolati in funzione dello Stato di residenza. Il
Consiglio federale emana prescrizioni sulla determinazione e l’incasso dei
premi di questi assicurati (cpv. 4). L'ammontare dei premi dell'assicurazione
obbligatoria delle cure medico-sanitarie deve essere approvato dal Consiglio
federale. Prima dell'approvazione, i Cantoni possono prendere posizione in
merito alle tariffe dei premi previste per la loro popolazione; la procedura
d'approvazione non deve esserne ritardata (cpv. 5). 

 

                                         Per
l'art. 64 cpv. 1 LAMal, gli assicurati partecipano ai costi delle prestazioni
ottenute. La partecipazione ai costi comprende un importo fisso per anno
(franchigia) e il 10 per cento dei costi eccedenti la franchigia (aliquota
percentuale) (cpv. 2). Gli assicurati pagano inoltre un contributo ai costi di
degenza ospedaliera, graduato secondo gli oneri familiari. Il Consiglio
federale ne stabilisce l’ammontare (cpv. 5).

 

                                         A norma
dell’art. 64a cpv. 1 LAMal se l’assicurato non paga premi o
partecipazioni ai costi entro la scadenza prevista, l’assicuratore deve
diffidarlo per scritto, assegnargli un termine supplementare di 30 giorni e
indicargli le conseguenze della mora (cpv. 2).

                                         L’art. 64a cpv. 2 LAMal
prevede che se, nonostante la diffida, l’assicurato non paga e se è già stata
depositata una domanda di continuazione dell’esecuzione per debiti,
l’assicuratore sospende l’assunzione dei costi delle prestazioni finché i premi
e le partecipazioni ai costi in arretrato, gli interessi di mora e le spese d’esecuzione
non sono stati pagati integralmente.

                                         Nello stesso tempo informa
della sospensione delle prestazioni l’ufficio cantonale incaricato di vigilare
sul rispetto dell’obbligo di assicurazione. Sono fatte salve le prescrizioni
cantonali che prevedono una notifica ad altri uffici.

                                         A norma dell’art. 64a cpv.
3 LAMal se i premi e le partecipazioni ai costi in arretrato, gli interessi di
mora e le spese d’esecuzione sono pagati integralmente, l’assicuratore deve
assumere i costi delle prestazioni fornite durante la sospensione.

                                         L’art. 64a cpv. 4 LAMal
prevede che in deroga all’articolo 7, gli assicurati in mora non possono
cambiare assicuratore finché non hanno pagato integralmente i premi e le
partecipazioni ai costi in arretrato, gli interessi di mora e le spese
d’esecuzione. È fatto salvo l’articolo 7 capoversi 3 e 4.

                                                      Il
Consiglio federale disciplina le modalità d’incasso dei premi e della procedura
di diffida e i dettagli relativi alle conseguenze della mora (art. 64a cpv. 5
LAMal).

                                         A norma
dell’art. 105a OAMal il tasso degli interessi di mora sui premi scaduti
secondo l’articolo 26 capoverso 1 LPGA è del 5 per cento all’anno.

                                         Per l’art. 105b cpv. 1
OAMal i premi e le partecipazioni ai costi dell’assicurazione obbligatoria
delle cure medico-sanitarie scaduti e non pagati devono essere oggetto, nei tre
mesi che seguono la loro esigibilità, di una diffida scritta preceduta da
almeno un richiamo e distinta da quelle vertenti su altri eventuali pagamenti
arretrati. Con la diffida, l’assicuratore deve impartire all’assicurato un
termine di 30 giorni al fine di permettergli di adempiere il suo obbligo e
attirare la sua attenzione sulle conseguenze in cui incorre se non paga.

                                         L’art. 105b cpv. 2 OAMal
prevede che se l’assicurato non paga entro il termine impartito, l’assicuratore
deve avviare una procedura esecutiva relativa al debito nei quattro mesi
successivi, in modo distinto da altri eventuali pagamenti arretrati.

                                                      Per
l’art. 105 b cpv. 3 OAMal se l’assicurato cagiona per propria colpa spese che avrebbero
potuto essere evitate con un pagamento tempestivo, l’assicuratore può
riscuotere, in misura appropriata, spese amministrative, se una misura siffatta
è prevista dalle disposizioni generali sui diritti e sugli obblighi
dell’assicurato.

                                         L'art. 90
cpv. 1 OAMal prevede che i premi devono essere pagati in anticipo e di regola
mensilmente.

 

                               2.8.   Nel caso di
specie l'assicuratore, tramite la decisione su opposizione, chiede il pagamento
di un importo complessivo di fr. 183,80 (cfr. doc. A).

                                         La Cassa ha
condannato l’insorgente a versare l’ammontare di fr. 73,80 per partecipazione
ai costi del 2008, nonché fr. 80 per spese di apertura dell’incarto e fr. 30
per spese di diffida. 

 

                                         Circa la
sussistenza dell’importo di fr. 73,80, va evidenziato come l’assicuratore l’ha
comprovato producendo la fattura del 24 novembre 2008 (doc. 3), da cui emerge
che la Cassa ha chiesto il 10% dell’importo dovuto dall’assicurato per
prestazioni fornite dall’Ospedale __________ di __________ il 18 settembre 2008
(su fr. 68,80 e su fr. 35,25) e dalla Farmacia __________ nel periodo dal 9
giugno 2008 al 30 settembre 2008 (su fr. 633,80).

 

                                         Pendente
causa il TCA ha chiesto all’assicuratore di produrre le fatture originali (doc.
V). L’assicuratore ha prodotto una documentazione da cui emergono gli importi
dovuti dal ricorrente (doc. 13, 14 e 15). Chiamato a presentare osservazioni
scritte in merito, l’interessato è rimasto silente e non ha contestato il
contenuto della documentazione e gli importi ivi riportati, né ha affermato che
l’aliquota percentuale del 2008 sarebbe già stata esaurita. 

 

                                         Considerato
che per la riscossione della franchigia e dell’aliquota percentuale è reputata
determinante la data della cura (art. 103 cpv. 3 OAMal; cfr. RAMI 1998
no. KV 33 pag. 284 consid. 2), a giusta ragione l’assicuratore
ha chiesto il pagamento della partecipazione ai costi del 2008 per complessivi
fr. 73,80, ossia il 10% degli importi dovuti (63,40 [10% di 633,80] + 6,90 [10%
di 68,80] + 3,50 [10% di 35,25]).

                                         

                                         Ne segue
che il ricorrente è debitore nei confronti dell’assicuratore di un importo di
fr. 73,80.

 

                                         Va ora
esaminato se la Cassa ha agito correttamente facendo spiccare un precetto
esecutivo e rigettando l’opposizione tramite la decisione formale del 3 luglio
2009, confermata dalla decisione su opposizione impugnata. 

 

                               2.9.   In concreto,
l’assicuratore ha trasmesso all’insorgente, il 20 gennaio 2009, un “richiamo
per partecipazioni non pagate” di fr. 83,80 (fr. 73,80 per la
partecipazione ai costi e fr. 10 di spese di richiamo) da versare entro il 4
febbraio 2009 (doc. 4).

 

                                         Il 19
febbraio 2009 la Cassa ha notificato all’assicurato una “diffida per
partecipazioni non pagate” di fr. 103,80 (fr. 73,80 per le partecipazioni ai
costi e fr. 30 di spese di diffida), affermando che “affinché possa
procedere al versamento, le concediamo un ultimo termine di pagamento di 14
giorni prima di procedere all’incasso per vie legali” ed aggiungendo che “in
caso di mancato pagamento saremo costretti a sospendere l’assunzione dei costi
delle prestazioni in virtù degli articoli 64a della legge federale
sull’assicurazione malattie (LAMal) e 20 della legge federale sul contratto
d’assicurazione (LCA)” (doc. 5).

                                         Il 22
maggio 2009 l’assicuratore ha fatto spiccare un precetto esecutivo di fr. 73,80
oltre interessi al 5% dal 20 maggio 2009, fr. 30 di spese di diffida e fr. 80
di spese di apertura dell’incarto (doc. 6).

 

                                         Con la
diffida del 19 febbraio 2009 l’assicuratore ha concesso all’insorgente un
termine di soli 14 giorni prima di procedere con l’incasso per vie legali, in
luogo dei 30 giorni previsti dagli art. 64a cpv. 1 LAMal e 105b cpv. 1 OAMal.

 

                                         Chiamato
ad esprimersi in merito l’assicuratore ha affermato di aver “aspettato circa
3 mesi prima di notificare una domanda d’esecuzione. Di conseguenza, CO 1 ha
rispettato il termine di 30 giorni prescritto dall’art. 64a cpv. 1 LAMal. E’ da
rilevare che in concreto l’assicurato ha beneficiato più di 30 giorni per
procedere al pagamento dell’arretrato.” (doc. VI).

 

                                         Va qui
esaminato se il termine di 30 giorni figurante negli art. 64a cpv. 1 LAMal e
105b cpv. 1 OAMal è un termine perentorio oppure un termine d’ordine.

 

 

                             2.10.   In DTF 131 V
147 l’allora Tribunale federale delle assicurazioni (dal 1° gennaio 2007: TF),
a proposito dell’art. 9 cpv. 1 prima frase OAMal in vigore fino al 31 dicembre
2002 (RU 2002 3908) che prevedeva che se nonostante diffida l’assicurato non
paga premi o partecipazioni ai costi scaduti, l’assicuratore deve promuovere
una procedura esecutiva, ha stabilito che l’obbligo previsto dall’ordinanza di
procedere a una diffida per premi e partecipazioni prima di promuovere la
procedura esecutiva è conforme alla Costituzione ed alla legge. L’Alta Corte ha
affermato: 

 

" 
6.2 Das Eidgenössische
Versicherungsgericht hat bereits an anderer Stelle entschieden, dass auf Grund
dieser Gesetzeslage neben der Zwangsvollstreckung nach SchKG in der KVV keine
weiteren Formen des Vollzugszwangs eingeführt werden dürfen (BGE 125 V 266,
insbesondere 272 ff. Erw. 6).

Die im SchKG geregelte Ordnung der Zwangsvollstreckung
von Geldforderungen verlangt für die Erteilung der Rechtsöffnung nur, dass die
betriebene Forderung fällig ist (STAEHELIN/BAUER/STAEHELIN [Hrsg.],
Kommentar zum Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, SchKG I, Art.
1-87, Basel 1998, N 39 zu Art. 80 und N 77 zu Art. 82, je mit Hinweisen). Alt Art.
9 Abs. 1 Satz 1 KVV bestimmt dagegen, dass fällige Prämien und
Kostenbeteiligungen erst nach vorgängiger Mahnung der Zwangsvollstreckung nach
SchKG zugeführt werden dürfen. Damit wird jedoch keine neue Form der
Zwangsvollstreckung geschaffen, sondern es werden lediglich deren Modalitäten
für Prämien und Kostenbeteiligungen näher umschrieben. Der Gläubiger ist
gefordert, neben dem geltend gemachten Ausstand dessen Mahnung durch Urkunde
nachzuweisen, es sei denn, beides werde von der Gegenpartei ausdrücklich
anerkannt oder wenn beides notorisch oder gerichtsnotorisch ist (in diesem
Sinne ebenso bei zur Vollstreckung anstehenden suspensiv bedingten Forderungen:
PETER STÜCHELI, Die Rechtsöffnung, Diss. Zürich 2000, S. 116 und 203;
STAEHELIN/BAUER/STAEHELIN, a.a.O., N 44 zu Art. 80). Macht die
Verwaltungsbehörde dagegen von der weitaus häufiger anzutreffenden Möglichkeit
Gebrauch, einen im Rahmen des von ihr eingeleiteten Betreibungsverfahrens erhobenen
Rechtsvorschlag selbst als ordentlicher Richter im Sinne von Art. 79 SchKG zu
beseitigen (BGE 119 V 331 Erw. 2b, BGE 128 III 41 Erw. 2; Pra 2003 Nr. 31 S.
159 Erw. 4; vgl. ROTH, Die Krankenkasse als Rechtsöffnungsrichterin in eigener
Sache, in: Festschrift 75 Jahre Konferenz der Betreibungs- und Konkursbeamten
der Schweiz, Basel 2000, S. 235, sowie grundsätzlich AMONN/WALTHER, Grundriss
des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 7. Aufl. 2003, § 19 Rz 15 u. 15a),
wird sie dies ebenfalls nur tun dürfen, falls vorgängig gemahnt worden ist. Alt
Art. 9 Abs. 1 Satz 1 KVV verstösst entgegen der von der Beschwerdeführerin
vertretenen Auffassung ebenso wenig gegen betreibungsrechtliche Grundsätze.
Zwar mag darin ein gewisser Widerspruch zur für privatrechtliche
Rechtsverhältnisse geltenden Regelung erblickt werden, wonach die Mahnung einer
fälligen Forderung im Rechtsöffnungsverfahren nur dann von selbstständiger
Bedeutung ist, wenn Verzugszinsen im Streit stehen (Art. 102 in Verbindung mit Art.
104 Abs. 1 OR; vgl. BGE 129 III 541 Erw. 3.2). In Frage steht indessen die
öffentlichrechtliche "Zwangsversicherung" und das KVG schreibt keine
analoge Anwendung des OR oder einzelner seiner Bestimmungen vor.

 

6.3 Das
Versicherungsobligatorium zeichnet sich dadurch aus, dass die
versicherungspflichtige Person bei einem Versicherungsträger nach
Art. 11 KVG ungeachtet der persönlichen wirtschaftlichen Leistungsfähigkeit
zwingend im vom Gesetzgeber näher definierten obligatorischen Umfang
angeschlossen sein muss und die entsprechenden Prämien (Art. 61 KVG) wie auch
Kostenbeteiligungen (Art. 64 KVG) zu tragen hat (GEBHARD EUGSTER,
Krankenversicherung, in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Soziale
Sicherheit, Rz 331 und 342).

Wenn der Bundesrat mit Rücksicht auf das
Versicherungsobligatorium bei fälligen Prämien oder Kostenbeteiligungen in alt Art.
9 Abs. 1 Satz 1 KVV eine Mahnung verlangt, ehe der Versicherungsträger zur
Vollstreckung schreitet, ist darin insbesondere im Hinblick auf die den Kassen
offen stehende Möglichkeit, sich selber im Anerkennungsprozess gemäss Art. 79
SchKG die Rechtsöffnung zu erteilen, ein vernünftiger Grund zu erblicken. Als
willkürlich kann diese Bestimmung nicht bezeichnet werden, auch wenn sich die
vom Bundesrat getroffene Regelung im Einzelfall ausnahmsweise als wenig
zweckmässig erweisen mag, etwa wenn sich die versicherte Person aus
grundsätzlichen Überlegungen von vornherein einer Prämienzahlung verweigert.
Der mit einem solchen Prozedere verbundene, im Allgemeinen eher geringfügige Mehraufwand
der Kassen ist hinzunehmen.

 

 

6.4 Gesamthaft
gesehen ist die vorgängige Mahnung gemäss alt Art. 9 Abs. 1 Satz 1 KVV durch
die allgemeine, einen weiten Spielraum des Ermessens für die Regelung auf
Verordnungsebene einräumende Delegationsnorm von Art. 96 KVG gedeckt. Weder
fällt die Verordnungsbestimmung offensichtlich aus dem Rahmen der dem Bundesrat
im Gesetz delegierten Kompetenz noch ist sie aus anderen Gründen verfassungs-
oder gesetzwidrig. Dem Verordnungsgeber wäre es jedoch nicht verwehrt, die
Bestimmung differenzierter auszugestalten, so dass Fälle, in denen das
vorbehaltlose Mahnerfordernis von vornherein einen Leerlauf produziert, davon
ausgenommen sind.“

 

                                         L’art. 9 cpv. 1 OAMal è
stato sostituito, dal 1° gennaio 2003 (RU 2002 3908, pag.
3909), dall’art. 90 cpv. 3 OAMal in vigore fino al 31
dicembre 2005 (RU 2005 5639 pag. 5640) che prevedeva che se,
nonostante diffida, l’assicurato non paga premi o partecipazioni ai costi
scaduti, l’assicuratore deve promuovere una procedura esecutiva. Se questa
sfocia in un attestato di carenza beni, l’assicuratore ne informa la competente
autorità d’assistenza sociale. Sono salve le disposizioni cantonali che
prevedono la previa notifica all’autorità preposta alla riduzione dei premi.

 

                                         Con sentenza K 63/05 del
26 giugno 2006 l’allora Tribunale federale delle assicurazioni, applicando
l’art. 90 cpv. 3 OAMal a due coniugi solidalmente responsabili per il pagamento
dei premi in arretrato, ha affermato:

 

"  4. Ratione
temporis les dispositions des novelles des 9 novembre 2005 et 26 avril 2006
modifiant l'OAMAL, entrées en vigueur le 1er janvier 2006 (RO 2005 5639),
respectivement le 10 mai 2006 (RO 2006 1717), ne sont pas applicables au
présent litige, dès lors que le juge des assurances sociales n'a pas à prendre
en considération les modifications du droit ou de l'état de fait postérieures à
la date déterminante de la décision litigieuse (ATF 127 V 467 consid. 1, 121 V
366 consid. 1b). Dans la mesure où elles ont été modifiées par les novelles,
les dispositions ci-après sont citées dans leur version antérieure au 1er
janvier 2006.

 

(…)

 

6.3 Préalablement à toute mesure d'exécution forcée, les assureurs
sont tenus de réclamer le paiement de leurs prétentions par voie de sommation
et d'agir ensuite, en cas d'inexécution, par la voie de la poursuite pour
dettes selon la LP (ATF 131 V 147). En l'occurrence, il est établi qu'avant de procéder aux démarches de
recouvrement par voie d'exécution forcée, l'intimée a dûment sommé l'assuré
de s'acquitter des cotisations en souffrance. Il n'est pas
contesté que par contre, elle n'a procédé à aucune mise en demeure de la
recourante avant de lui faire notifier les commandements de payer litigieux.
Dès lors, il s'agit d'examiner si c'est à juste titre que la mainlevée des
oppositions formées à ces poursuites a été prononcée, alors même que
l'intéressée n'a fait l'objet d'aucune sommation au sens de l'art. 90 al. 3
OAMal.

 

(…)

 

8.

En même temps qu'ils tranchent le bien-fondé de leurs prétentions
pécuniaires, les assureurs-maladie sont ainsi légitimés à lever eux-mêmes
l'opposition aux poursuites qu'ils engagent. En cas d'entrée en force de leurs
décisions, ils pourront ensuite requérir la continuation de la poursuite sans
passer par la procédure de mainlevée de l'art. 80 LP. Si l'exécution forcée
s'achève par la délivrance d'un acte de défaut de biens, ils pourront suspendre
la prise en charge des prestations jusqu'à ce que les primes et les
participations aux coûts arriérées ainsi que les intérêts moratoires et les
frais de poursuite soient entièrement payés (art. 90 al. 4 OAMal).

 

Compte tenu des singularités d'une poursuite dans laquelle le
créancier peut lui-même lever l'opposition frappant son commandement de payer,
autant que des conséquences encourues en cas de délivrance d'un acte de défaut
de biens, le Conseil fédéral a jugé nécessaire d'instituer une mesure
protectrice des intérêts de l'assuré (cf. ATF 131 V 147 consid. 6.3;
voir également Commentaire concernant la modification au 1er janvier 1998 de
l'ordonnance du 27 juin 1995 sur l'assurance-maladie OAMal ad art. 9 : retard
dans le paiement des primes). Préalablement à toute mesure d'exécution
forcée tendant au recouvrement des primes et participations aux coûts échues,
il faut et il suffit donc que les assureurs-maladie adressent une
sommation préalable à leur assuré. Respectivement, ils peuvent directement
requérir la mise en poursuite du conjoint de ce dernier, sans qu'il puisse
faire opposition au motif qu'il n'a préalablement pas fait l'objet d'une
sommation personnelle au sens l'art. 90 al. 3 OAMal. A l'inverse, si un
assureur-maladie dépose une réquisition de poursuite sans sommation préalable
de l'assuré, le débiteur poursuivi, quel qu'il soit, pourra se prévaloir de
l'art. 90 al. 3 OAMal en tant qu'exception issue du rapport d'obligation
solidaire (art. 145 CO), afin de s'opposer à la procédure d'exécution forcée
ainsi engagée. En l'occurrence, l'intimée a dûment sommé l'assuré de
s'acquitter des primes sujettes à recouvrement, avant de requérir la mise en
poursuite du conjoint de celui-ci, de sorte que la recourante se fonde à tort
sur l'art. 90 al. 3 OAMal pour s'opposer aux commandements de payer litigieux.”
(sottolineatura del redattore)

 

                                         Con l’entrata in vigore,
il 1° gennaio 2006, dell’art. 64a cpv. 1 LAMal (cfr., per il tenore, il consid.
2.7), il legislatore ha inserito nella legge il medesimo principio della
diffida preventiva all’avvio della procedura esecutiva, previsto fino al 31
dicembre 2005 dall’art. 90 cpv. 3 OAMal, precisando che con la diffida l’assicuratore
deve assegnare un termine supplementare di 30 giorni. 

                                         

                                         A
proposito dell’art. 64a LAMal, il Consiglio federale, nel Messaggio del 26 maggio
2004 concernente la revisione parziale della legge federale
sull’assicurazione malattie (Riduzione dei premi) e il decreto federale sui
sussidi federali nell’assicurazione malattie, pubblicato in FF
2004 pag. 3869 e seguenti, ha affermato:

 

" 
Articolo 64a (nuovo)

Le esperienze fatte dagli assicuratori-malattie
dimostrano che dall’entrata in vigore della LAMal i casi di mora nel pagamento
dei premi e in altri pagamenti sono fortemente aumentati e che la normativa
dell’articolo 90 capoverso 4 OAMal, che prevede la possibilità di sospensione
soltanto dopo l’avvio della procedura esecutiva e ad avvenuta notifica di un
attestato di carenza di beni nei confronti dell’assicurato in mora, è
all’origine dei crescenti casi di mora. Le cifre addotte dagli assicuratori
confermano che il fenomeno della mora è aumentato in misura problematica di
anno in anno e si è stabilizzato ad un livello elevato. Considerata questa
evoluzione e sulla base della giurisprudenza costante del TFA in merito
all’articolo 9 capoverso 3 OAMal nella versione vigente fino al 31 dicembre
2002 [stralciato al 1° gennaio 2003; RU 2002 3908] secondo cui, mancando una
base legale formale, un cambiamento dell’assicuratore è ammissibile
indipendentemente dal fatto che i premi e le partecipazioni ai costi siano
versati o meno, è ragionevole introdurre nella legge una base legale formale
per l’obbligo di pagamento dei premi e inasprire le conseguenze in caso di
mora.

Nell’articolo 64a capoverso 1, che integra
l’articolo 64 LAMal, è prevista una procedura di diffida scritta, che
gli assicuratori devono avviare nei confronti degli assicurati in mora prima
di sospendere le loro prestazioni fornite a tali assicurati.

Secondo il capoverso 2 primo periodo, per
sospendere le prestazioni è sufficiente che alla procedura di diffida non segua
il pagamento e che sia già stata formulata una domanda di continuazione
dell’esecuzione per debiti. Si tratta di un’innovazione dato che oggi, secondo
l’articolo 90 capoverso 4 primo periodo OAMal, occorre produrre un attestato di
carenza di beni per sospendere le prestazioni. La nuova disposizione garantisce
l’attuazione della procedura esecutiva per debiti e, quindi, la riscossione dei
premi o delle partecipazioni ai costi scaduti da parte dell’assicuratore. Essa
intende mettere sotto pressione i debitori solvibili, ma che non vogliono
pagare. Non modifica la posizione né del debitore né del creditore:
l’assicuratore rimane debitore delle prestazioni fornite durante il periodo di
sospensione dei pagamenti. Non le pagherà, tuttavia, finché i premi, la
partecipazione ai costi, gli interessi di mora e le spese di esecuzione non
saranno interamente versati dall’assicurato stesso oppure, in presenza di un
attestato di carenza di beni, dall’autorità competente designata dal Cantone.
In questo modo non vi è trasferimento di costi tra assicurati, poteri pubblici
e fornitori di prestazioni.

Il capoverso 2 secondo periodo garantisce che le
autorità cantonali siano informate tempestivamente in merito ai pagamenti
dovuti dagli assicurati in mora. Questa disposizione serve inoltre a proteggere
la persona assicurata.

Il capoverso 3 corrisponde alla normativa
dell’articolo 90 capoverso 4 secondo periodo OAMal. In questo modo si
garantisce che la mora non provochi lacune nella protezione assicurativa, ma
soltanto una sospensione dell’assunzione dei costi delle prestazioni.

Il capoverso 4 prevede che in futuro nessun
assicurato in mora possa cambiare assicuratore prima di aver pagato
integralmente i premi o le partecipazione ai costi in sospeso. Questa
conseguenza della mora si giustifica, da un lato, in quanto secondo le sentenze
del TFA del 29 giugno 1999 in merito all’articolo 9 capoverso 3 OAMal,
all’epoca vigente ma nel frattempo abrogato (cfr. DTF 125 V 266), un
cambiamento dell’assicuratore è possibile anche in caso di mora e, dall’altro,
i premi e le partecipazioni ai costi irrecuperabili o difficilmente
recuperabili hanno raggiunto proporzioni ormai insostenibili. Il capoverso 4,
in particolare, impedisce agli assicurati le cui prestazioni sono state
bloccate di cambiare assicuratore al momento opportuno e quindi, diversamente
da altri assicurati in mora che non cambiano assicuratore, di vedersi
rimborsare le prestazioni prima di aver pagato gli importi dovuti. L’obiettivo
della normativa è di proteggere la collettività degli assicurati da aumenti di
premi dovuti all’impossibilità di recuperare le somme dovute da assicurati che
hanno cambiato assicuratore senza avere in precedenza pagato quanto dovuto.”
(cfr. FF 2004 pag. 3882 e seguenti; sottolineature del redattore)

 

                                         Contestualmente è stato
modificato anche il tenore dell’art. 90 cpv. 3 OAMal (RU 2005 5639, pag. 5640),
il quale, fino al 31 luglio 2007 (RU 2007 3573, pag. 3577), prevedeva che i
premi e le partecipazioni dovuti dell’assicurazione obbligatoria delle cure
medico-sanitarie devono essere oggetto di una diffida e di una procedura di
esecuzione per debiti separate da eventuali altri pagamenti arretrati. A norma dell’art.
90 cpv. 4 OAMal, in vigore dal 1° gennaio 2006 (RU 2005 5639, pag. 5640) fino
al 31 luglio 2007 (RU 2007 3573, pag. 3577), se l’assicurato è in mora con il
pagamento di tre premi mensili ed è stato diffidato senza successo, deve essere
avviata in merito una procedura di esecuzione per debiti, al più tardi 40
giorni dopo l’ultima diffida infruttuosa.

 

                                         Con sentenza 9C-397/2008
del 29 settembre 2008 (confermata dalla sentenza 9C-730/2008 del 16 ottobre
2008) il TF ha applicato il sopra citato art. 90 cpv. 4 OAMal.

                                         Va qui evidenziato che
l’Alta Corte ha citato l’art. 90 cpv. 4 OAMal nel tenore in vigore dal 10
maggio 2006 al 31 luglio 2007. Tuttavia la modifica in vigore dal 10 maggio
2006 al 31 luglio 2007 dell’art. 90 cpv. 3 e 4 OAMal concerne solo il testo
francese (cfr. RU 2006 1717 pag. 1723: modifica dell’art. 90 cpv. 3 e 4 OAMal
che concerne solo il testo francese). Il testo italiano non è stato modificato
fino al 31 luglio 2007 (cfr. RU 2005 5639, pag. 5640; RU 2006 1717, pag. 1723;
RU 2007 3573, pag. 3577). 

                                         Il TF ha affermato:

 

"  (…)

Le recourant conteste le bien-fondé de la créance dont l'intimée
lui réclame le paiement, en prétendant qu'il s'en serait acquitté en procédant
à trois versements successifs de 310 fr. 15 entre les mois de juin et août
2006, ainsi qu'en retenant à son avantage un remboursement de 357 fr. 15 auquel
devait encore procéder Intras (achat de lunettes selon facture du 17 mars
2003). De plus, la poursuite dont il ferait l'objet serait périmée, dans la
mesure où l'intimée n'aurait pas respecté le délai fixé à l'art. 90 al. 4 OAMal.

 

(…) 

 

3.2 Selon l'art. 90 al. 4 OAMal (dans sa teneur en vigueur du 10
mai 2006 au 31 juillet 2007, applicable à la présente cause), si l'assuré est
en retard dans le paiement de trois primes mensuelles et qu'il n'a pas donné
suite aux sommations qui lui ont été adressées, il doit être mis en poursuite
pour la créance arriérée au plus tard 40 jours après la dernière sommation
restée sans suite. Le délai de 40 jours est une prescription d'ordre,
dont l'inobservation n'entraîne pas la péremption du droit aux arriérés ou de
la procédure de poursuite. L'assureur n'est pas tenu non plus de procéder à une
nouvelle sommation s'il entend faire valoir ses droits par la voie de la
poursuite. La seule conséquence que la loi attache à l'inobservation de ce
délai est que la sanction prévue à l'art. 64a al. 2 LAMal ne prend pas effet
(à l'inverse de celle prévue à l'art. 64a al. 4 LAMal). L'art. 90 al. 4 OAMal
vise à empêcher que les assureurs ne tardent trop avant d'entreprendre les
démarches nécessaires au recouvrement des primes dues (Gebhard Eugster,
Krankenversicherung, in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Soziale
Sicherheit, 2ème éd., Bâle 2007, p. 747, n. 1028).” (sottolineature del
redattore)

 

                                         Con il 1° agosto 2007 sono
entrati in vigore gli art. 105a OAMal e seguenti (RU 2007 3573, pag. 3577) che hanno
sostituito in particolare l’art. 90 cpv. 3 e 4 OAMal (cfr., per il tenore, il
consid. 2.7).

                                         Con sentenza 9C_786/2008
del 31 ottobre 2008 l’Alta Corte, a proposito dell’art. 90 cpv. 4 OAMal, in
vigore fino al 31 luglio 2007, e dell’art. 105b OAMal, in vigore dal 1° agosto
2007, ha affermato:

 

"  2.

En substance, la recourante conteste le bien-fondé de la créance
dont l'intimée lui réclame le paiement, en se prévalant du fait que les
poursuites dont elle ferait l'objet seraient périmées, l'intimée n'ayant pas
respecté le délai fixé à l'art. 90 al. 4 OAMal.

 

3.

3.1 Le financement de l'assurance-maladie sociale
repose sur les assurés et les pouvoirs publics. Il dépend donc étroitement de
l'exécution de leurs obligations pécuniaires par les assurés. Ces derniers sont
ainsi légalement tenus de s'acquitter du paiement des primes (cf. art. 61
LAMal) et des participations aux coûts (cf. art. 64 LAMal). Respectivement, les
assureurs ne sont pas libres de recouvrir ou non les arriérés de primes et
participations aux coûts. Au contraire et au regard des principes de mutualité
et d'égalité de traitement prévalant dans le domaine de l'assurance-maladie
sociale (art. 13 al. 2 let. a LAMal), ils sont tenus de faire valoir leurs
prétentions découlant des obligations financières des assurés par la voie de
l'exécution forcée selon la LP (jusqu'au 31 juillet 2007: art. 90 al. 3 OAMal;
depuis le 1er août 2007: art. 105b OAMal). Par conséquent, si l'assureur
est au bénéfice d'un jugement exécutoire au sens de l'art. 80 LP, auquel est
assimilée une décision ou une décision sur opposition exécutoire portant
condamnation à payer une somme d'argent ou à fournir des sûretés (art. 54 al. 2
LPGA), il peut requérir du juge la mainlevée définitive de l'opposition; s'il
ne dispose pas d'un tel titre de mainlevée, il doit faire valoir le bien-fondé
de sa prétention par la voie de la procédure administrative, conformément à
l'art. 79 LP (voir ATF 131 V 147).

 

3.2 Dans sa teneur en vigueur du 10 mai 2006 au
31 juillet 2007, date de son abrogation, l'art. 90 al. 4 OAMal prévoyait que si
l'assuré était en retard dans le paiement de trois primes mensuelles et qu'il
n'avait pas donné suite aux sommations qui lui avaient été adressées, il devait
être mis en poursuite pour la créance arriérée au plus tard 40 jours après la
dernière sommation restée sans suite. Applicable depuis le 1er août 2007,
l'art. 105b OAMal prévoit désormais que les primes et les participations aux
coûts de l'assurance obligatoire des soins échues et impayées doivent faire
l'objet, dans les trois mois qui suivent leur exigibilité, d'une sommation
écrite qui sera précédée d'au moins un rappel et qui sera distincte de celles
portant sur d'autres retards de paiement éventuels. Avec
la sommation, l'assureur doit impartir à l'assuré un délai de 30 jours
pour remplir son obligation et attirer son attention sur les conséquences qu'il
encourt s'il n'effectue pas le paiement (al. 1). Si l'assuré ne s'exécute pas
dans le délai imparti, l'assureur doit mettre la créance en poursuite
dans les quatre mois qui suivent, de manière distincte des autres retards de
paiement éventuels (al. 2).

Les délais prévus dans les dispositions qui
précèdent sont des prescriptions d'ordre, dont l'inobservation n'entraîne pas
la péremption du droit aux arriérés ou de la procédure de poursuite. L'assureur n'est pas tenu non plus de procéder à une nouvelle
sommation s'il entend faire valoir ses droits par la voie de la poursuite. La
seule conséquence que la loi attache à l'inobservation de ces délais est que la
sanction prévue à l'art. 64a al. 2 LAMal ne prend pas effet (à l'inverse de
celle prévue à l'art. 64a al. 4 LAMal). Les art. 90 al. 4 et 105b al. 1 et 2
OAMal visent en effet à empêcher que les assureurs ne tardent trop avant
d'entreprendre les démarches nécessaires au recouvrement des primes dues (arrêt
9C_397/2008 du 29 septembre 2008; GEBHARD EUGSTER, Krankenversicherung, in:
Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Soziale Sicherheit, 2ème éd.,
Bâle 2007, p. 747, n. 1028).

 

4.

Sur le vu de ce qui précède, le grief que la recourante prétend
tirer de l'art. 90 al. 4 OAMal n'est pas fondé. Cette disposition, de même que
l'art. 105b OAMal, applicable depuis le 1er août 2007, n'empêchent pas une
caisse de continuer la poursuite qu'elle a entreprise contre un assuré, l'inobservation
des incombances prévues à ces dispositions faisant simplement obstacle à la
suspension de la prise en charge des coûts des prestations au sens de l'art.
64a al. 2 LAMal. Pour le reste, les considérations tenues par la recourante
à l'appui de son recours ne justifient pas que l'on s'écarte de l'appréciation
du Tribunal des assurances, faute pour celle-ci de prendre position par rapport
aux considérants du jugement attaqué et d'expliquer en quoi et pourquoi
celui-ci serait contraire au droit.” (sottolineature del redattore)

 

                             2.11.   Alla luce delle sopra citate
sentenze questo Tribunale deve innanzitutto concludere che l’art. 64a cpv. 1
LAMal e l’art. 105b OAMal non hanno introdotto una nuova forma di procedura
esecutiva in deroga alla LEF ma hanno semplicemente regolato in maniera più
precisa le modalità della procedura da adottare in caso di premi e
partecipazioni ai costi in arretrato (DTF 131 V 147). 

                                         In secondo luogo questo
TCA ritiene che l’assicuratore, prima di far spiccare il precetto esecutivo, oltre
al richiamo, è tenuto a diffidare l’assicurato assegnandogli un ultimo termine
per pagare il dovuto. 

                                         Tuttavia, sulla base della
sentenza 9C_786/2008 del 31 ottobre 2008, il termine di 30 giorni è unicamente
un termine d’ordine che va rispettato solo laddove l’assicuratore intende anche
sospendere il pagamento delle prestazioni del proprio assicurato moroso sulla
base del debito escusso. Se il termine di 30 giorni non viene indicato nella
diffida, l’importo dovuto può comunque essere oggetto di esecuzione.

                                         Certo, nei casi giudicati
dal TF, oggetto del contendere è il termine entro il quale l’assicuratore deve
avviare la procedura esecutiva e non il termine contenuto nella diffida.

                                         Tuttavia nella sopra
citata sentenza 9C_786/2008 del 31 ottobre 2008 il TF, al consid. 3.2, laddove ha
precisato che i termini previsti “dans les dispositions qui précèdent” (tra
cui l’art. 105b cpv. 1 seconda frase OAMal che prevede che con la diffida
l’assicuratore deve impartire all’assicurato un termine di 30 giorni) sono
delle prescrizioni d’ordine la cui inosservanza non comporta la perenzione del
diritto agli arretrati o della procedura esecutiva, non ha fatto alcuna distinzione
tra i “délais” (termini) per iniziare la procedura esecutiva previsti
dagli art. 90 cpv. 4 OAMal (40 giorni dopo l’ultima diffida infruttuosa) in
vigore fino al 31 luglio 2007 e 105b cpv. 2 OAMal (4 mesi se l’assicurato non paga
il termine impartito) in vigore dal 1° agosto 2007 e il “délai” (termine)
di 30 giorni che deve contenere la diffida e che è previsto (anche) dall’art.
105b cpv. 1 seconda frase OAMal citato anch’esso nella sentenza.

 

                                         Nel caso concreto la circostanza
che l’assicuratore, tramite la diffida, ha accordato al ricorrente un termine
di soli 14 giorni per il pagamento del dovuto (cfr. doc. 5) non impedisce pertanto
alla Cassa di procedere per via esecutiva.

                                         L’unica conseguenza è
l’inefficacia dell’eventuale sospensione delle prestazioni ai sensi dell’art.
64a cpv. 2 LAMal sulla base di questo debito (cfr. sentenza 9C_786/2008 del 31
ottobre 2008, consid. 4).

                                         In conclusione
l’assicuratore poteva, come ha fatto, agire per via esecutiva nel recupero dell’ammontare
di fr. 73,80.

 

                             2.12.   L’assicuratore
ha chiesto all’insorgente anche fr. 30 per spese di diffida e fr. 80 per
l’apertura dell’incarto.

                                         In una
sentenza del 18 giugno 1999 pubblicata in DTF 125 V 276 l’allora TFA (dal 1°
gennaio 2007: TF) ha ricordato che pure sotto l'imperio della nuova LAMal un
assicuratore contro le malattie può esigere il pagamento in adeguata misura
delle spese di diffida così come di spese supplementari cagionate da mora
dell'assicurato al momento del versamento dei premi e della partecipazione ai
costi, in quanto tali spese (alle quali si sarebbe ovviato in caso di
versamento tempestivo) siano addebitabili a colpa dell'interessato e le
disposizioni generali sui diritti e gli obblighi degli assicurati contemplino
una regolamentazione al riguardo.

 

                                         Questo
principio è stato inserito nell’art. 90 cpv. 5 OAMal in vigore dal 1° gennaio
2006 al 31 luglio 2007 (RU 2005 5639, pag. 5640) che prevedeva che se
l’assicurato ha causato a torto spese cui si sarebbe ovviato in caso di pagamento
tempestivo, l’assicuratore può esigere, in adeguata misura, spese di diffida o
spese supplementari, nella misura in cui ne preveda il disciplinamento nelle
sue disposizioni generali sui diritti e sugli obblighi degli assicurati.

 

                                         L’art. 90
cpv. 5 OAMal è stato sostituito dal 1° agosto 2007 dall’art. 105b cpv. 3
OAMal per il quale se l’assicurato cagiona per propria colpa spese che
avrebbero potuto essere evitate con un pagamento tempestivo, l’assicuratore può
riscuotere, in misura appropriata, spese amministrative, se una misura siffatta
è prevista dalle disposizioni generali sui diritti e sugli obblighi
dell’assicurato.

 

                                         Nel caso
di specie l’art. 3.1 delle disposizioni d’esecuzione complementari
all’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie secondo la LAMal (di
seguito: CGA) prevede che l’assicurato paga i propri premi anticipatamente e ne
è personalmente debitore. I premi, le franchigie o le aliquote devono essere
pagati entro la data indicata sulla fattura. Trascorso tale termine,
l’assicuratore può percepire un interesse di mora e le spese amministrative
generate da solleciti, ingiunzioni di pagamento o procedure d’esecuzione.

 

                                         In
concreto dagli atti emerge che l’assicuratore il 20 gennaio 2009 ha trasmesso
un richiamo per il pagamento dell’importo di fr. 73,80, aggiungendo fr. 10 di
spese (doc. 4). In assenza di un qualsiasi pagamento, la Cassa ha notificato al
ricorrente una diffida, cui ha aggiunto ulteriori fr. 20 di spese, per un
totale di fr. 30 (doc. 5).

                                         Queste
spese, proporzionate, dovute a colpa dell’assicurato e che trovano il loro
fondamento negli art. 105b cpv. 3 OAMal e 3.1 CGA vanno confermate.

 

                                         Per
contro le spese di fr. 80 per l’apertura dell’incarto, secondo il Tribunale,
non trovano giustificazione in tale misura. Esse, pur potendo essere conglobate
nelle “spese amministrative generate per” le “procedure d’esecuzione”
(cfr. art. 3.1 CGA), sono sproporzionate rispetto all’importo non ancora soluto
di fr. 73,80 e vanno pertanto ridotte a fr. 30.

 

                                         Va qui evidenziato
come queste spese non vanno confuse con le spese esecutive vere e proprie che
non formano oggetto della sentenza di rigetto, ma seguono le sorti
dell'esecuzione per la quale è stato concesso il rigetto (sentenza del 22
luglio 2005, K 114/03; sentenza del 14 settembre 2004, 36.2004.79; RAMI 2003
no. KV 251 pag. 226 consid. 4; SZS 2001 pag. 568 consid. 5 con riferimenti;
Panchaud/Caprez, La mainlevée de l'opposition, §164, pag. 414; K. Ammon,
Grundriss des Schuldbetreibungs-und konkursrechts, Berna 1983, p. 106). Non
essendo oggetto della procedura di rigetto dell’opposizione, sull’importo
relativo a queste spese non è ammissibile pronunciare il rigetto (sentenza del 22 luglio 2005, K 114/03, sentenza del 26 agosto 2004
nella causa M., K 68/04 e del 18 giugno 2004 nella causa B., K 144/03).

 

                             2.13.   Infine, per i
motivi che seguono, la richiesta di interessi di mora al 5% dal 20 maggio 2009
sulla partecipazione ai costi va annullata, come del resto ammesso
dall’assicuratore in sede di osservazioni (cfr. doc. VI e consid. 1.7; cfr.
anche la decisione impugnata dove la medesima amministrazione rileva che “durante
tutta la procedura esecutiva, lei è debitore delle spese esecutive e di un
interesse di mora del 5% sui premi arretrati” e non, di conseguenza, sulla
partecipazione ai costi). 

 

                                         Per l'art.
26 cpv. 1 LPGA i crediti di contributi dovuti o di contributi indebitamente
riscossi sottostanno rispettivamente a interessi di mora o rimunerativi. Il
Consiglio federale può prevedere eccezioni per importi esigui e termini di
breve durata.

                                         Il tasso
per gli interessi di mora sui premi scaduti ai sensi dell’articolo 26 capoverso
1 LPGA è del 5 per cento all’anno (art. 105a OAMal).

 

                                         Con
sentenza del 12 gennaio 2006 (K 40/05), pubblicata in RAMI 2006, KV 356, pag.
40, l’allora TFA ha affermato che anche dopo l’entrata in vigore della LPGA non
sussiste alcuna base legale per la riscossione di interessi di mora o di
interessi compensativi sulle partecipazioni ai costi non corrisposte
dall’assicurato. Dall’art. 26 cpv. 2 LPGA non può essere desunto l’obbligo di
pagare un interesse di mora sulle prestazioni da restituire:

 

" 
4.2 Mit Art. 26 ATSG ist eine allgemeine, auch
für die soziale Krankenversicherung geltende Verzugs- und Vergütungszinspflicht
aufgenommen worden, welche sich sowohl auf Beiträge wie auch auf Leistungen
bezieht (vgl. Kieser, ATSG-Kommentar, N 1 zu Art. 26). Diese Regelung gilt
gestützt auf Art. 1 Abs. 1 KVG (in der seit 1. Januar 2003 geltenden Fassung)
auch in der sozialen Krankenversicherung, wobei die Sonderregelung gemäss Art.
10 Abs. 2 KVG (vgl. Erw. 4.1 hievor) bewusst beibehalten wurde (vgl. BBl 1999 V
4580).

 

4.2.1 Die Vorinstanz hat Art. 26 Abs. 1 ATSG
angewendet. Diese Bestimmung sieht indessen Verzugs- und Vergütungszinsen nur
für Beitragsforderungen und Beitragsrückerstattungsansprüche vor. Beiträge im
Sinne von Art. 26 Abs. 1 ATSG sind diejenigen Zahlungen, welche im Hinblick auf
eine Versicherungsdeckung zu erbringen sind oder zu Unrecht geleistet wurden
(Thomas Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, 3. Aufl., Bern 2003, §
43 N 16; vgl. auch Kieser, ATSG-Kommentar, N 7 zu Art. 26). Dabei wird im KVG
(und teilweise in anderen Sozialversicherungszweigen) weiterhin der Begriff
Prämie anstelle von Beitrag verwendet (Locher, a.a.O., § 43 N 16; Kieser,
a.a.O., N 7 und 32 zu Art. 26; vgl. auch RKUV 2004 Nr. KV 306 S. 465 Erw. 5.3.4
[Urteil M. vom 26. August 2004, K 68/04]; Gebhard Eugster, ATSG und
Krankenversi-cherung: Streifzug durch Art. 1-55 ATSG, in: SZS 2003 S.  225).
Kostenbeteiligungen dienen nun aber nicht der Begründung und höchstens
mittelbar dem Erhalt der Versicherungsdeckung und fallen somit nicht unter den
Beitragsbegriff gemäss Art. 26 Abs. 1 ATSG. Davon ging auch der
Verordnungsgeber aus, indem er in Art. 90 KVV (in der seit 1. Januar 2003
geltenden Fassung) zwar bei der Regelung der Vollstreckung nebst den
Prämienforderungen auch die Kostenbeteiligungen erwähnt (Abs. 3 ff.), zugleich
aber lediglich für die Prämien einen Verzugszinssatz festgesetzt hat  (Abs. 2).
Art. 26 Abs. 1 ATSG kann somit nicht als Grundlage für die Erhebung von
Verzugs- oder Vergütungszinsen auf Kostenbeteiligungen dienen.

 

4.2.2 Gleiches gilt für Art. 26 Abs. 2 ATSG.
Diese Bestimmung sieht eine Verzugszinspflicht nur zu Lasten der
Sozialversicherungen auf deren Leistungen vor und ist damit auf den gegebenen
Sachverhalt nicht anwendbar." (sottolineatura del redattore)

 

                                         Questo
concetto è stato ribadito con sentenza del 3 luglio 2006 nella causa K 24/06,
dove il TFA ha affermato:

 

" 
3.2 Der Versicherer war ausserdem befugt, die
geltend gemachten Mahn- und Bearbeitungsgebühren von insgesamt Fr. 50.-
(Fr. 20.- Mahnspesen, Fr. 30.- Bearbeitungsgebühren [vgl.
Zahlungsbefehl vom 21. Februar 2005]) zu erheben, da die erforderliche
Grundlage in den Allgemeinen Versicherungsbestimmungen (in Kraft seit
1. Januar 2003, Art. 12. Ziff. 2 lit. a), existiert, die
Unterlassung der Kostenbeteiligungszahlungen als schuldhaft zu qualifizieren
ist und die Entschädigung angesichts der konkreten Umstände als betragsmässig
angemessen erscheint (vgl. BGE 125 V 277 Erw. 2c/bb mit Hinweisen; Urteil
S. vom 2. Februar 2006, K 112/05, Erw. 4.3; zur unveränderten
Rechtslage nach In-Kraft-Treten des ATSG: RKUV 2004 Nr. KV 306
S. 465 Erw. 5.3.3 mit Hinweisen [Urteil M. vom 26. August 2004,
K 68/04]). Korrekt sind sodann die vorinstanzlichen Ausführungen zur
Erhebung von Verzugszinsen von 5 % auf den ausstehenden
Kostenbeteiligungen. Gemäss Rechtsprechung besteht auch nach In-Kraft-Treten
des ATSG keine gesetzliche Grundlage für die Erhebung von Verzugs- oder
Vergütungszinsen auf ausstehenden Kostenbeteiligungen der versicherten Person.
Art. 26 ATSG bietet hiezu keine gesetzliche Grundlage (Urteil T. vom
12. Januar 2006, K 40/05) und in Art. 90 Abs. 2 KVV hat der
Verordnungsgeber lediglich für die Prämien einen Verzugszinssatz festgesetzt."
(sottolineatura del redattore)

 

                                         In simili condizioni, con il precetto esecutivo la Cassa non poteva chiedere
interessi dal 20 maggio 2009 al 5%, nemmeno alla luce del contenuto dell’art.
3.1 CGA sopra citato (cfr. Eugster, Krankenversicherung, in Schweizerisches
Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Hrsg. Ulrich Meyer,
2.a ed., 2007, n. 13, pag. 403 e n. 1041 pag. 752: “Nach der Rechtsprechung
hat der Gesetzgeber im ATSG über die Verzugs- und Vergütungszinsen auf Prämien
und Kostenbeteilungen umfassend legiferiert, weshalb eine davon
abweichende Regelung, die sich auf einen allgemeinen Rechtsgrundsatz der
Verzugszinspflicht stützt, hier nicht zum Zuge kommen kann.“,
sottolineatura del redattore). 

 

                             2.14.   Alla luce di
tutto quanto sopra esposto, il ricorso va parzialmente accolto e la decisione
impugnata modificata nel senso che il debito complessivo dell’assicurato
ammonta a fr. 133,80 (fr. 73,80 di partecipazione ai costi, fr. 30 di spese di
diffida e fr. 30 di spese di apertura dell’incarto).

 

                                         Di conseguenza l’opposizione
al PE n. __________ del __________ dell’UE di __________ va rigettata in via
definitiva per fr. 133,80.

 

                             2.15.   L’insorgente
chiede l’assunzione di ulteriori prove. In particolare domanda l’allestimento
di una perizia indipendente atta a stabilire il corretto dovuto e/o i danni
subiti, nonché le spese e chiede di essere sentito di persona o a mezzo
delegato, per sostenere il ricorso e quanto deriverà dell’unificazione delle
pretese della Cassa secondo legge e contratto.

 

                                         Il
TCA rileva innanzitutto che l’audizione richiesta può essere rifiutata senza
per questo ledere il diritto d’essere sentito, sancito dall'art. 29 cpv. 2
Cost. e dall'art. 6 n. 1 CEDU.

                                         Infatti, secondo la
giurisprudenza federale, l’obbligo di organizzare un dibattimento pubblico ai
sensi dell’art. 6 n. 1 CEDU presuppone una richiesta chiara e inequivocabile di
una parte; semplici domande di assunzione di prove, come ad esempio istanze di
audizione personale o di interrogatorio di parti o di testimoni, oppure
richieste di sopralluogo, non bastano per creare un simile obbligo (cfr. sentenza del 21 agosto 2007, I 472/06, consid. 2 che ha confermato
questo principio, nonché DTF 122 V 47; cfr. pure DTF 124 V 90, consid.
6, pag. 94 e il rinvio alla DTF prima citata).

 

                                         In
concreto, non essendo stata presentata una “domanda espressa di procedere ad
un’udienza pubblica” (l’assicurato ha chiesto unicamente di poter essere
sentito di persona o a mezzo delegato), questo TCA rinuncia ad una sua
audizione poiché superflua ai fini dell’esito della vertenza (cfr. sentenza del
21 agosto 2007, I 472/06, consid. 2; cfr. sentenza 9C_578/2008 del 29 maggio
2009 dove la generica richiesta di “vegliare alla parità delle armi […] e
all’applicazione dell’art. 6 CEDU” non è stata giudicata sufficiente per
far sorgere l’obbligo di organizzare un dibattimento pubblico).

 

                                         Questo
Tribunale rinuncia pure all’allestimento di una perizia ed all’assunzione di
ulteriori prove giacché gli atti dell’incarto sono sufficienti per decidere nel
merito del ricorso.

 

                                         Conformemente
alla costante giurisprudenza, qualora l’istruttoria da effettuare d’ufficio
conduca l’amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento
coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati
fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori
non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove
(apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der
Sozialversicherung, pag. 212 no. 450, Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und
Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320;
Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA dell'11
gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223
consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). Tale
modo di procedere non costituisce una violazione del diritto di essere sentito
desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (e in precedenza dall'art. 4 vCost.; DTF
124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso,
nella misura in cui è ricevibile, é parzialmente accolto.

                                         §    La
decisione impugnata è modificata nel senso che il debito complessivo del
ricorrente ammonta a fr. 133,80.

                                         §§ Di
conseguenza è rigettata in via definitiva l’opposizione al PE n. __________ del
__________ dell’UE di __________ limitatamente all’importo di fr. 133,80.

 

                                   2.   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato. Non si assegnano ripetibili.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti