# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** bbba8c9f-2561-5a97-9088-96b6b31e6c4f
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-11-03
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 03.11.2010 C-5893/2009
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-5893-2009_2010-11-03.pdf

## Full Text

Corte II I
C-5893/2009
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  3  n o v e m b r e  2 0 1 0

Giudici: Francesco Parrino (presidente del collegio), 
Alberto Meuli, Vito Valenti;
Cancelliere: Dario Croci Torti

A._______, 
patrocinato dall'avv. Teresa De Rosa, via E. Fermi 250, 
IT-80010 Villaricca,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione invalidità (decisione del 15 luglio 2009).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-5893/2009

Fatti:

A.
A._______,  cittadino  italiano,  nato  il  ,  ha  lavorato  in  Svizzera, 
essenzialmente nel settore dell'edilizia, nel 1981 e dal 1983 al  2000 
(doc. 6). Dopo il rimpatrio, ha continuato a svolgere un'attività lucrativa 
come operaio/carpentiere  edile,  in  ragione di  40 ore  settimanali;  ha 
rassegnato  le  dimissioni  con  effetto  3  novembre 2008,  dopo essere 
stato assente dal lavoro per un infortunio dovuto a malattia a partire 
dal 3 marzo 2008 (doc. 9). 

In data 21 luglio 2008, A._______ ha formulato una domanda volta al 
conseguimento  di  una  rendita  dell'assicurazione  svizzera  per 
l'invalidità (doc. 1, 4).

B.
Il  richiedente  è  stato  visitato  il  28  novembre  2008  presso  i  servizi 
medici  dell'Istituto  nazionale  della  previdenza  sociale  (INPS)  di 
Avellino,  ove il  medico  incaricato  ha evidenziato  la  diagnosi  di  crisi 
epilettica  generalizzata,  cervicalgia  ricorrente  da  ernia  discale  con 
mielopatia secondaria, crisi epilettiche subentranti con scarsa risposta 
terapeutica ed ha posto un tasso d'invalidità del 68% (doc. 19). Sono 
stati esibiti documenti oggettivi, segnatamente: 

- un referto tomografico assiale computerizzato (TAC) spinale del 13 
novembre 2004 (doc. 12);

- una serie di esami radiologici del marzo 2008 (risonanza magnetica 
encefalica,  cervicale,  Rx  del  torace,  TAC del  cranio,  Rx  cervicale, 
spalla, gomito, polso, mano destra) eseguiti nell'ambito di un ricovero 
ospedaliero  dal  3  al  14  marzo  2008  per  trauma  cranio-frontale  con 
stato  commotivo  in  un  quadro  di  crisi  epilettica  generalizzata,  ernie 
discali  multiple con mielopatia secondaria e stenosi carotidea destra 
(doc. 12, 13);

-  i  risultati  di  una risonanza magnetica encefalica e cervicale del 22 
maggio 2008 (doc. 14);

- i risultati di esami ematochimici del 16 giugno 2008 (doc. 15);

- un rapporto d'esame ortopedico del 1° ottobre 2008 (doc. 16);

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- un rapporto d'esame neuropsichiatrico del 1° ottobre 2008 (doc. 17);

- un referto RM encefalico del 24 ottobre 2008 (doc. 18);

- una relazione di ricovero ospedaliero dal 10 al 23 dicembre 2008 per 
controlli strumentali di tipo neurologico con cartella clinica contenente i 
diversi  esami;  diagnosi  posta:  "occlusione  di  seno  traverso  sinistro, 
angioma  venoso  frontale  sinistro,  stenosi  carotidea  destra,  crisi 
epilettiche, ipercolesterolemia" (doc. 20);

-  un  rapporto  d'esame RM ginocchio  destro  del  26  novembre  2008 
(doc. 21);

-  un  breve  rapporto  d'esame  ortopedico  del  27  gennaio  2009 
scarsamente  leggibile  (doc.  22)  ed  i  risultati  di  una  angio-RM 
intercranica-encefalica del 28 gennaio 2008 (doc. 23).

C.
Nella  sua  relazione  del  12  aprile  2009,  la  Dott.ssa  Schoch-Zysset, 
medico dell'Ufficio  dell'assicurazione per  l'invalidità  per  gli  assicurati  
residenti all'estero (UAIE), ha ammesso che l'interessato non è più in 
grado di riprendere il  suo precedente lavoro di operaio/carpentiere e 
ciò  dal  marzo  2008;  a  lui  sarebbero  tuttavia  proponibili  attività  più 
leggere semisedentarie in misura completa (doc. 25).

L'amministrazione  ha  aderito  al  parere  del  proprio  medico  ed  ha 
proceduto ad un calcolo comparativo dei redditi (doc. 26), dal quale è 
risultato che svolgendo attività alternative in misura completa, invece 
di  quella  di  operaio/carpentiere,  egli  subirebbe  una  perdita  di 
guadagno  del  26%.  In  questo  calcolo,  il  salario  dopo  l'insorgenza 
dell'invalidità è stato ridotto del 10% per tenere conto della situazione 
personale dell'assicurato (età, handicap).

Con progetto di decisione del 13 maggio 2009, l'UAIE ha disposto la 
reiezione della domanda per carenza d'invalidità di livello pensionabile 
(doc. 27). L'interpellato non ha preso posizione in  merito, per  cui  in 
data 15 luglio 2009, l'UAIE ha emanato una decisione conformemente 
al progetto (doc. 28).

D.
Con  il  ricorso  depositato  l'11  settembre  2009,  A._______, 
regolarmente  rappresentato  dall'avv.  De  Rosa,  chiede, 

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sostanzialmente,  l'annullamento  del  summenzionato  provvedimento 
amministrativo e, di  conseguenza, il  riconoscimento del  suo diritto  a 
prestazioni dell'AI, previo, eventualmente, l'allestimento di una nuova 
perizia medica. Contesta il calcolo comparativo dei redditi censurando 
la  genericità  e  la  mancanza  di  motivazione  del  provvedimento 
impugnato su questo punto. Produce, a suffragio delle sue conclusioni,  
documentazione  già  ad  atti,  nonché  una  tabella  indicante  le 
retribuzioni in vigore nella sua categoria.

L'interessato  ha  compilato  una  domanda  di  assistenza  giudiziaria  e 
l'ha  rinviata  al  Tribunale  amministrativo  federale  il  15  ottobre  2009, 
corredandola dai documenti usuali.

E.
Ricevuta  l'impugnativa,  l'amministrazione  ha  sottoposto  gli  atti  al 
proprio  servizio  economico,  il  quale,  nella  relazione  del  28  giugno 
2010, ha indicato le basi del calcolo comparativo dei redditi (doc. 32). 
L'amministrazione  ha  sottoposto  gli  atti  anche  al  servizio  medico 
(Dott.ssa  Schoch-Zysset)  che  non  ha  preso  posizione  rinviando  il  
rapporto già svolto in data 12 aprile 2009 (doc. 25 = doc. 30).

Nelle sue osservazioni ricorsuali del 5 luglio 2010, l'UAIE propone la 
reiezione dell'impugnativa con argomenti di cui, per quanto occorra, si 
riferirà nei considerandi in diritto del presente giudizio.

Dopo aver preso atto delle osservazioni dell'amministrazione e di altra 
documentazione  di  rilievo,  l'avv. De Rosa,  con scritto  del  10 agosto 
2010,  ha  ribadito  l'intenzione  della  propria  assistita  di  mantenere 
l'impugnativa. Osserva che l'amministrazione sottovaluta la  patologia 
in  atto  che  provoca  perdite  di  coscienza  frequenti  e  della  funzione 
motoria,  vuoti  di  memoria  ecc.,  per  cui  anche  un'attività  di  ripiego 
apparirebbe problematica e,  di  conseguenza, non esigibile  al  100%, 
ma in misura notevolmente ridotta.

Diritto:

1.
Riservate le eccezioni di cui all'art. 32 della legge del 17 giugno 2005 
sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF, RS 173.32),  il  Tribunale 
amministrativo  federale  giudica,  in  virtù  dell'art.  31  LTAF,  i  ricorsi  

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contro  le  decisioni  ai  sensi  dell'art.  5  della  legge  federale  del  20 
dicembre  1968  sulla  procedura  amministrativa  (PA,  RS  172.021) 
emanate  dalle  autorità  menzionate  all'art.  33  LTAF. In  particolare,  le 
decisioni  rese  dall'UAIE  concernenti  l'assicurazione  per  l'invalidità 
possono essere portate innanzi al TAF conformemente all'art. 69 cpv. 1 
lett. b della legge federale del 19 giugno 1959 sull'assicurazione per 
l'invalidità (LAI, RS 831.20).

2.

2.1 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
LAI  le  disposizioni  della  LPGA sono  applicabili  all'assicurazione  per 
l'invalidità  (art. 1a-26bis e  28-70),  sempre che la  presente legge non 
preveda espressamente una deroga.

2.2 Secondo l'art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato 
dalla decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse 
degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua  modificazione. 
Queste condizioni sono adempiute nella specie.

2.3 Il  ricorso è tempestivo e rispetta i  requisiti  minimi prescritti  dalla  
legge (art. 60 LPGA e 52 PA). Il gravame è dunque ammissibile, nulla 
ostando all'esame del merito dello stesso.

3.

3.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori  
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il  
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21 marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Si  tratta  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data  

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dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di  trattamento tra cittadini  che risiedono in uno Stato membro 
della  Comunità  europea  ed  i  cittadini  svizzeri  (art.  3  e  6  del 
Regolamento CEE n° 1408/71).

3.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II, gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati membri  
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui  
l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 
condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

3.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

4.

4.1 Relativamente al diritto applicabile, deve essere precisato che, a 
partire dal 1° gennaio 2008, la presente procedura è retta dalla LAI nel 
suo tenore modificato il 6 ottobre 2006 (5a revisione), ritenuto tuttavia il 
principio secondo il quale le norme applicabili sono quelle in vigore al  
momento in cui dei fatti giuridicamente rilevanti si sono verificati (DTF 
130 V 445 consid. 1.2).

4.2 Il  periodo  di  cognizione  giudiziaria  dello  scrivente  Tribunale 
amministrativo  federale  si  estende  fino  al  15  luglio  2009,  data 
dell'impugnata decisione. Il giudice delle assicurazioni sociali analizza, 
infatti,  la  legalità della  decisione impugnata,  in  generale,  secondo lo 
stato di  fatto esistente al  momento in cui  la decisione in lite è stata  
resa (DTF 130 V citata). 

5.

5.1 La  parte  ricorrente  ha  affermato  che  la  decisione  impugnata 
sarebbe  stata  sommariamente  motivata  e  non  si  capirebbe  dalla 

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stessa su quali basi è fondato il raffronto dei redditi. Queste censure 
devono essere esaminate nell'ambito del diritto di essere sentito, la cui 
violazione va esaminata d'ufficio dallo scrivente Tribunale (DTF 120 V 
357 consid. 2a).

5.2 Il diritto di essere sentito, la cui garanzia è prevista art. 29 cpv. 2  
Cst,  comprende  il  diritto  per  il  prevenuto  di  prendere  conoscenza 
dell'incarto (DTF 132 II 485 consid. 3, 126 I 7 consid. 2b), di esprimersi 
in merito agli elementi pertinenti prima che una decisione sia emessa 
nei suoi confronti, di produrre delle prove pertinenti, di ottenere che sia 
dato  seguito  alle  sue  offerte  di  prove  pertinenti,  di  partecipare 
all'amministrazione delle prove essenziali o almeno di poter esprimersi 
sul  suo  risultato,  allorquando  questo  è  proprio  ad  influenzare  la 
decisione da emanare (cfr. DTF 124 II 132 consid. 2b e giurisprudenza 
ivi citata). Nel quadro della procedura amministrativa il diritto di essere 
sentito è consacrato dagli art. 26-28 (diritto di esaminare gli atti), dagli 
art.  29-33  (diritto  di  essere  sentito  strictu  sensu)  e  dall'art.  35  PA 
(diritto di ottenere una decisione motivata).

La giurisprudenza ha dedotto dal diritto di essere sentito, definito dalle 
norme speciali di procedura (quali l'art. 35 PA) l'obbligo per l'autorità di 
motivare la sua decisione, così da permettere ai destinatari e a tutte le  
persone interessate di comprenderla, eventualmente di impugnarla ed 
in modo da rendere possibile all'autorità di ricorso eventualmente adita 
di  esercitare  convenientemente  il  suo  controllo  (cf.  DTF  129  I  232 
consid. 3.2; DTF 126 I 97 consid. 2B; DTF 122 IV 8 consid. 2c, DTF 
112 Ia 107 consid. 2b; cfr. inoltre la  sentenza del  Tribunale  federale 
2A.496/2006 / 2A.497/2006 del 15 ottobre 2007 consid. 5.1.1). Si è in 
presenza di una violazione del diritto di essere sentito se l'autorità non 
soddisfa al suo obbligo di esaminare e di trattare i problemi pertinenti  
(cf. DTF 126 I 97 consid. 2b; DTF 122 IV 8 consid. 2c). Per adempiere 
a  tali  esigenze,  è  sufficiente  che  il  giudice  (o  l'autorità)  menzioni,  
almeno brevemente, i motivi sui quali ha fondato la sua decisione, in 
modo  da  permettere  all'interessato  di  apprezzare  la  portata  di 
quest'ultima e di  impugnarla in  piena conoscenza di  causa (cfr. DTF 
menzionate). In  generale,  la  portata dell'obbligo di  motivare dipende 
dalla  complessità  della  fattispecie  da  giudicare,  dalla  potenziale 
gravità  delle  conseguenze  della  decisione  e  dalle  circostanze  del 
singolo caso. Più la libertà d'apprezzamento dell'autorità è ampia e più 
la  misura  adottata  arreca  pregiudizio  ai  diritti  dei  singoli,  più  la 
decisione deve essere circostanziata (cfr. DTF 112 Ia 107 consid.  2b; 

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cfr. inoltre  la  sentenza  del  Tribunale  federale 
2A.496/2006 / 2A.497/2006  precitata).  Sebbene  la  motivazione  deve 
fare emergere le riflessioni dell'autorità in merito agli elementi (di fatto  
o di diritto) essenziali che hanno influenzato la decisione, l'autorità non 
è  comunque  tenuta  a  pronunciarsi  su  tutti  i  fatti,  argomentazioni  e 
mezzi  di  prova invocati  dalle  parti,  ma può permettersi  di  limitarsi  a 
quelli che, senza arbitrio, le sembrano decisivi per la risoluzione della 
causa (cfr. DTF 126 I 97 consid. 2b; DTF 112 Ia 107 consid. 2b).

Il  diritto  di  ottenere una decisione motivata costituisce una garanzia 
costituzionale  di  natura  formale,  la  cui  violazione  causa  in  principio 
l'annullamento  della  decisione  impugnata  indipendentemente  dalle 
possibilità  di  esito  positivo del  ricorso nel  merito  (cfr. DTF 126 I  19 
consid. 2d/bb; DTF 126 V 130 consid. 2b; DTF 122 II 464 consid. 4a e 
giurisprudenza  citata).  Eccezionalmente  un'eventuale  violazione  del 
diritto di  essere sentito può essere sanata allorquando l'autorità che 
ha  emanato  la  decisione  ha  preso  posizione  in  merito  alle 
argomentazioni  decisive nel quadro dello  scambio degli  scritti  e che 
l'amministrato  ha  avuto  la  possibilità  di  esprimersi  liberamente  di 
fronte ad un'autorità di  ricorso, la cui cognizione è altrettanto ampia 
che quella  dell'autorità  inferiore (cfr. DTF 133 I  201 consid. 2.2; DTF 
130 II  530  consid. 7.3;  DTF  126  V  130  consid.  2b;  DTF 124  V  389 
consid. 5a e 180 consid. 4a). Tuttavia, qualora il vizio costituisce una 
grave violazione di procedura, tenuto conto del principio dell'economia 
di  procedura,  è  escluso  che  l'autorità  di  ricorso  lo  sani  (cfr.  LORENZ 
KNEUBÜHLER, Gehörverletzung und Heilung, in Zbl 3/1998, p. 112ss). 

5.3 Nella  fattispecie,  la  decisione impugnata  del  15 luglio  2009 non 
contiene  tutti  quegli  elementi  essenziali  sopra  ricordati.  È  vero  che 
vengono espresse le norme legali  principali  applicabili,  ma manca – 
per  rispondere  alla  censura  del  ricorrente  –  una  descrizione  del 
raffronto dei redditi che permetta di spiegare come si è arrivati a una 
perdita di guadagno del 26%. Anche se il  ricorrente non lo fa valere 
esplicitamente,  non  sono  contenute  nella  motivazione  le  valutazioni 
del  servizio  medico  dell'autorità  inferiore,  come  pure  un  breve 
riassunto dei fatti. Con il progetto di decisione inviato al richiedente era 
stato illustrato quale sarebbe stato il risultato della sua domanda e nel  
contempo gli era stata offerta la possibilità di pronunciarsi, ma non gli  
erano state fornite più informazioni di quelle contenute nella decisione 
del  15  luglio  2009.  Dalla  motivazione  di  questo  provvedimento  il 
ricorrente  non  ha  potuto  dedurre  i  fatti  su  cui  esso  si  fondava e  le 

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ragioni per cui è stato pronunciato. Si deve pertanto ammettere che la 
decisione  impugnata  non  è  sufficientemente  motivata  ciò  che 
costituisce una violazione del diritto di essere sentito del ricorrente. Si 
rileva  tuttavia  che  tale  carenza  è  stata  sanata  in  sede  ricorsuale. 
Questo  Tribunale,  che  dispone  di  piena  cognizione,  ha  infatti 
provveduto  ad  inviare  all'insorgente  i  documenti  relativi  alla 
valutazione del servizio medico e al raffronto dei redditi. In occasione 
del  suo  preavviso  inoltre,  l'autorità  inferiore  si  è  espressa  sul 
contenuto  del  ricorso  e  di  completare  le  motivazioni  alla  base  del 
rifiuto  della  rendita.  L'interessato,  dopo  avere  preso  conoscenza  di 
questi  documenti  e  argomentazioni,  ha  depositato  una  replica 
confermando le conclusioni del suo ricorso.

Visto quanto sopra, la censura del ricorrente, in ordine all'insufficienza 
della  motivazione,  e  quindi  alla  violazione  del  suo  diritto  di  essere 
sentito, si rivela fondata ma sanata in sede ricorsuale (cfr. DTF 116 V  
39/40 consid. 4b).

6.
Per avere diritto ad una rendita dell'assicurazione invalidità svizzera, 
ogni  richiedente  deve  adempiere  cumulativamente  le  seguenti 
condizioni: 

- essere invalido ai sensi della legge svizzera; 

- aver versato contributi all'AVS/AI svizzera per tre anni (art. 36 LAI).  

A  tal  fine  è  possibile  prendere  in  considerazione  anche  i  contributi 
versati  ad  un'assicurazione  sociale  assimilata  di  uno  Stato  membro 
dell'Unione  europea  (UE)  o  dell'Associazione  europea  di  libero 
scambio  (AELS),  a condizione che almeno un anno di  contributi  sia 
registrato  all'AVS/AI  svizzera  (FF  2005  p.  4065;  art.  45  del 
regolamento 1408/71).

Nella specie, il ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera per 
un  periodo  superiore  ai  tre  anni.  Pertanto,  l'interessato  adempie  la 
condizione della  durata  minima di  contribuzione,  alla  quale  la  legge 
subordina l'erogazione di una rendita. Rimane ora da esaminare se sia 
invalido ai sensi di legge.

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7.

7.1 In  base  all'art.  8  LPGA  è  considerata  invalidità  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata. L'art. 4 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad 
infermità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma 
stabilisce che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e 
gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

7.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per  
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di  rendita  se  è  invalido  per  almeno  il  40% (art.  28  cpv. 2  LAI).  In 
seguito  all'entrata  in  vigore  dell'Accordo  bilaterale,  la  limitazione 
prevista dall'art. 29 cpv. 4 LAI, secondo il quale le rendite per un grado 
d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad assicurati che sono 
domiciliati e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), non è 
più applicabile quando l'assicurato è cittadino svizzero o dell'UE e vi  
risiede.

7.3 L'art.  28  cpv. 1  LAI  stabilisce  che  l'assicurato  ha diritto  ad  una 
rendita alle seguenti  condizioni: a. la sua capacità di  guadagno o la 
sua  capacità  di  svolgere  le  mansioni  consuete  non  può  essere 
ristabilita,  mantenuta  o  migliorata  mediante  provvedimenti 
d'integrazione  ragionevolmente  esigibili;  b. ha  avuto  un'incapacità  di 
lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno senza 
notevole interruzione; e c. al termine di questo anno è invalido almeno 
al 40%. Tuttavia, il diritto alla rendita nasce al più presto dopo 6 mesi 
dalla  data  in  cui  l'assicurato  ha  rivendicato  il  diritto  alle  prestazioni  
conformemente all'art. 29 cpv. 1 LPGA, ma al più presto a partire dal 
mese seguente il compimento dei 18 anni (art. 29 cpv. 1 LAI).

7.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o 
parziale,  della  possibilità  di  guadagno  sul  mercato  del  lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 

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l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili. Per valutare la presenza di  un'incapacità al  guadagno sono 
considerate  esclusivamente  le  conseguenze  del  danno  alla  salute; 
inoltre,  sussiste  un'incapacità  al  guadagno  soltanto  se  essa  non  è 
obbiettivamente superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA).

8.

8.1 Per quanto risulta dagli atti, l'interessato non ha più lavorato dopo 
il 3 marzo 2008, da quando è stato assente a seguito di una caduta da 
imputare  ad un  evento  patologico  (epilessia).  Egli  è  stato  licenziato 
con effetto 3 novembre 2008 (doc. 9, 11).

8.2 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere 
giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b). In base 
all'art. 16 LPGA, applicabile per il  rinvio dell'art. 28a cpv. 1 LAI,  per 
valutare  il  grado  d'invalidità,  il  reddito  che  l'assicurato  potrebbe 
conseguire esercitando l'attività ragionevolmente esigibile da lui dopo 
la  cura  medica  e  l'eventuale  esecuzione  di  provvedimenti 
d'integrazione  (reddito  da  invalido),  tenuto  conto  di  una  situazione 
equilibrata del mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che egli  
avrebbe  potuto  ottenere  se  non  fosse  diventato  invalido  (reddito  da 
valido). In altri termini l'assicurazione svizzera per l'invalidità risarcisce 
soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla salute fisica 
o  psichica  dovuto  a  malattia  o  infortunio,  non  la  malattia  o  la 
conseguente incapacità lavorativa (metodo generale del raffronto dei 
redditi). 

In carenza di documentazione economica, la documentazione medica 
costituisce un importante  elemento  di  giudizio per determinare quali  
lavori  siano ancora esigibili  dall'assicurato, ma non spetta al  medico 
graduare il  tasso d'invalidità  dell'assicurato (DTF 114 V 314). Infatti,  
per  costante  giurisprudenza  le  certificazioni  mediche  possono 
costituire importanti elementi d'apprezzamento del danno invalidante, 
allorché permettono di  valutare l'incapacità lavorativa e di  guadagno 
dell'interessato in un'attività da lui ragionevolmente esigibile (DTF 115 
V 134 consid. 2).

8.3 Inoltre,  perché  un  rapporto  medico  abbia  valore  probatorio  è 
determinante che esso valuti ed esamini in maniera completa i punti 
litigiosi,  si  fondi su degli  esami approfonditi,  prenda conto di  tutte le 
affezioni di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza 

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dei  suoi  antecedenti  (anamnesi)  e  sia  chiaro  nell'esposizione  delle 
correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le 
conclusioni  dell'esperto  devono  inoltre  essere  motivate  (DTF  125  V 
352, 122 V 160). 

9.
Nel caso in esame è stata evidenziata la sostanziale diagnosi di "crisi  
epilettica  generalizzata  (epilessia  tardiva),  cervicalgia  ricorrente  da 
ernia  discale  con mielopatia  secondaria,  crisi  epilettiche subentranti 
con scarsa risposta terapeutica" (doc. 19). La documentazione esibita 
in sede ricorsuale (già ad atti) non ha apportato novità sotto il profilo 
sanitario.

10.

10.1 Per  quanto  concerne  le  conseguenze  invalidanti  delle 
menzionate  affezioni,  il  servizio  medico  dell'INPS  (perizia  del  28 
novembre  2008,  doc.  19)  pone  un  tasso  d'invalidità  del  68%,  pur 
rilevando  che  il  paziente  è  in  grado  di  svolgere  un'attività  lucrativa 
leggera,  che  eviti  ambienti  umidi,  gas  e  vapori  e  luoghi  di  lavoro 
pericolosi  (rischio  di  cadute).  Dal  canto  suo,  la  Dott.ssa  Schoch-
Zysset, medico dell'UAIE, ammette che l'assicurato non potrebbe più 
riprendere  il  precedente  lavoro  di  operaio/carpentiere,  ma  a  lui  
sarebbero  ancora  proponibili  attività  leggere  e/o  semisedentarie,  in 
misura completa.

10.2 Lo  scrivente  Tribunale  osserva  che  l'assicurato  è  portatore,  in 
primo luogo, di una epilessia, sintomatologicamente già manifestatasi 
nel  passato,  ma  mai  diagnosticata.  Come  scritto  un  episodio  si  è 
verosimilmente già verificato nel 1996, senza provocare un'incapacità 
di  lavoro  di  rilievo. Quello  sopravvenuto  il  3  marzo  2008  ha  invece 
giustificato la cessazione della propria attività lucrativa di tipo medio-
pesante. Ora, la patologia in atto non è di tipo convulsivo. L'indagine 
medica ad atti non riferisce di ulteriori episodi avvenuti dopo il marzo 
2008. Il processo patologico in corso andava comunque approfondito e 
l'interessato,  nel  dicembre  2008,  è  rimasto  degente  13  giorni,  per 
controlli strumentali, presso un Istituto specializzato (doc. 20). Gli esiti 
di  tale  completa  indagine  hanno  posto  in  evidenza  un'affezione  di 
scarso grado patologico, ossia delle anomalie bioelettriche di tipo lento 
all'elettroencefalogramma,  un  piccolo  reperto  aspecifico  (che  non 
necessita di ulteriori investigazioni) in sede frontale posteriore sinistra 
alla risonanza magnetica encefalica ed un'occlusione di seno traverso 

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di  sinistra  con  angioma  venoso  frontale  posteriore  sinistro 
all'angiografia cerebrale. Questi accertamenti/riscontri non mettono in 
luce un'incapacità di  lavoro dal  punto di  vista valetudinario. Peraltro, 
già la relazione d'esame neurologico del 1° ottobre 2008, pur ponendo 
la  nota  diagnosi,  non  evidenziava processi  morbosi  aventi  carattere 
debilitante.

La patologia cervicale, ben documentata da esami oggettivi, pone in 
evidenza  affezioni  verosimilmente  presenti  da  molto  tempo  che  non 
hanno mai limitato in sostanza la capacità di lavoro dell'interessato. A 
livello clinico il rachide cervicale appare contratto e dolente alla digito  
pressione,  la  motilità  del  capo  è  discretamente  conservata  anche 
contro  resistenza;  gli  arti  superiori  (spalle,  braccia,  mani)  non 
presentano  deficit  funzionali  di  rilievo,  rispettivamente  della  forza 
prensile. Si nota anche un deficit vascolare alle dita. Il rachide lombare 
è  in  asse  con  funzionalità  conservata  anche  ai  gradi  estremi;  le 
manovre  di  Lasègue  e  di  Wasserman  sono  negative.  L'andatura  è 
normale. Si notano alcuni scrosci alle ginocchia.

Per  il  resto,  A._______  si  presenta  in  buone  condizioni  generali  di  
salute, ogni altro organo ed apparato essendo indenne da patologie. 

Da  parte  sua  l'interessato  non  ha  prodotto  nulla  che  smentisca  gli 
esami surriferiti. Egli si limita ad affermare che non sarebbe in grado di 
lavorare  nemmeno  in  attività  di  sostituzione,  senza  apportare  alcun 
elemento in favore di questo sua tesi.

10.3 Il collegio giudicante, sulla scorta del parere del servizio medico 
dell'UAIE,  ritiene  che  A._______  dopo  qualche  mese  dall'evento 
accidentale  del  3  marzo  2008  non  avrebbe  più  potuto  svolgere 
un'attività di carpentiere. A lui sarebbero comunque stati proponibili, al 
100%,  attività  di  ripiego  leggere  e/o  semisedentarie,  ripetitive,  non 
qualificate, quali quella di operaio addetto al controllo di macchine di 
produzione  automatica,  operaio  addetto  all'imballaggio  di  piccoli 
oggetti (con arti superiori perlopiù appoggiati su di un banco), portiere 
d'albergo, addetto alla ricezione in portinerie di ditte, fattorino in ditta  
privata; custode di museo o di parcheggio, aiuto magazziniere. 

10.4 Vero è che la ricerca di  un posto di  lavoro adatto alle capacità 
dell'interessato  appare  difficoltosa,  vista  la  sua  età,  la  situazione 
congiunturale del sud Italia; tuttavia, se il mercato del lavoro locale non 
gli offre di sfruttare la sua residua capacità lavorativa e di guadagno, 

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non può essere compito dell'assicurazione svizzera per  l'invalidità di 
sopperire  con il  versamento  di  prestazioni  assicurative a  quello  che 
sarebbe  dovuto,  semmai,  dall'assicurazione  italiana  contro  la 
disoccupazione. Secondo una costante giurisprudenza, la persona che 
richiede prestazioni d'invalidità deve intraprendere tutto quanto sia da 
lei  esigibile  per  ovviare  alle  conseguenze  della  sua  incapacità, 
mettendo  soprattutto  a  profitto  le  superstiti  energie  lavorative  e 
cambiando, se del caso, anche il lavoro e il domicilio (DTF  130 V 97 
consid. 3.2). 

Occorre pertanto esaminare se, nell'ambito di attività di sostituzione, 
l'insorgente presenti un'incapacità di guadagno di rilievo.

11.

11.1 L'invalidità è determinata stabilendo il  rapporto fra il reddito del 
lavoro  che  l'assicurato  conseguirebbe,  dopo  la  manifestazione 
dell'invalidità  e  dopo  l'esecuzione  d'eventuali  provvedimenti 
d'integrazione,  nell'esercizio  di  un'attività  lucrativa,  ragionevolmente 
esigibile da lui in condizioni normali del mercato del lavoro, e il reddito 
che  potrebbe  conseguire  se  non  fosse  diventato  invalido  (art.  16 
LPGA).

11.2 Di regola, è ritenuto reddito senza invalidità il salario realmente 
percepito  prima  dell'insorgere  del  danno  alla  salute,  aggiornato  al  
momento  determinante  per  il  calcolo  dell'invalidità  e  adeguato 
all'evoluzione dei salari nominali del settore interessato (tra gli altri VSI 
2000 p. 310). Secondo il questionario per il datore di lavoro (doc. 9), il 
dipendente ha percepito nel 2007/2008 come operaio carpentiere un 
introito  mensile  di  Euro  1'667.-. Il  ricorrente  fa valere  che,  senza  il 
danno  alla  salute,  avrebbe percepito  nel  2009  Euro  1'928.-  mensili. 
Questo  dato  trova  riscontro  agli  atti  in  quanto  è  estrapolato  dal 
questionario compilato dall'ex datore di lavoro (doc. 9).

11.3 Quale  reddito  da invalido l'UAIE ha ritenuto  quello  ottenibile  in 
attività  di  tipo  leggero  non  qualificate  e  ripetitive.  Queste  attività 
comportano un salario medio mensile di Euro 1'375.11 (valori 2007). 
Conformemente  alla  giurisprudenza  la  valutazione 
dell'amministrazione si deve fondare sulla media dei salari relativi alle 
professioni  sostitutive  e  non  su  un  solo  dato  come  proposto  dal  
ricorrente che si riferisce al solo Contratto collettivo nazionale di lavoro 
del settore del commercio, dei servizi e del terziario (cfr. sentenza del 

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Tribunale  federale  delle  assicurazioni  I  139/97  del  4  marzo  1998 
confermata con sentenza I 655/02 del 16 luglio 2003 consid. 2.3). 

Questo introito teorico può essere ridotto per tenere conto dei fattori  
personali  dell'assicurato  (DTF  126  V  75),  quali  età,  handicap. 
L'amministrazione  ha  operato  una  deduzione  del  10%,  ciò  che  può 
essere  condiviso,  atteso  che  la  riduzione  massima si  situa  al  25%. 
Peraltro,  l'amministrazione gode, nell'applicazione di  questo tasso di 
riduzione, di un ampio potere di apprezzamento che il giudice non può 
rivedere che in casi motivati. Ne consegue un reddito mensile di Euro 
1'237,60 nel 2007.

11.4 Il confronto fra un reddito privo d'invalidità di Euro 1'667.- ed un 
introito teorico dopo l'insorgenza dell'invalidità di Euro 1'237,60, causa 
una perdita di guadagno del 25,76% (arrotondato al 26%), tasso che 
esclude il riconoscimento del diritto ad una rendita dell'assicurazione 
svizzera  per  l'invalidità.  Anche  se  si  dovessero  prendere  in 
considerazione i dati  relativi al 2009 come proposto dal ricorrente, e 
basarsi  su  un  reddito  privo  d'invalidità  di  Euro  1'928.-,  non  si  
giungerebbe a una perdita di guadagno di almeno il 40%. Va ricordato 
che anche i dati relativi al salario da invalido andrebbero aggiornati al  
2009.

In  queste  circostanze  il  ricorso  deve  essere  respinto  e  l'impugnata 
decisione confermata.

12.

12.1 La procedura è di principio onerosa (art. 69 LAI). L'insorgente ha 
compilato una domanda di assistenza giudiziaria per essere esentato 
dalle  spese  processuali  (cfr.  domanda  implicita  di  dispensa  dalle 
spese, pag. 6 della memoria ricorsuale). Dal formulario consegnato il  
25  ottobre  2009  si  evince  che  A._______  è  al  beneficio  di  una 
modesta pensione italiana di 512.- Euro mensili (la moglie non svolge 
attività  lucrativa).  Risulta  anche  che  ha  due  figli  a  carico  (nati  
rispettivamente  nel  1992  e  nel  1994).  Atteso  che  attualmente 
l'interessato  non  esercita  alcuna  attività  lucrativa,  si  giustifica 
esonerarlo dal pagamento delle spese processuali.

12.2 Visto l'esito del ricorso, non vengono riconosciute indennità per 
spese ripetibili.

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Per quel che concerne l'UAIE, le autorità federali non hanno diritto ad 
un'indennità a titolo di  ripetibili  (art. 7 cpv. 3 del regolamento del 21 
febbraio 2008 sulla tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al  
Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]).

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Non si prelevano spese processuali. 

3.
Non si assegnano indennità per spese ripetibili.

4.
Comunicazione a: 

- rappresentante del ricorrente (Raccomandata)
- autorità inferiore (n. di rif. )
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali, Berna

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente.

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Francesco Parrino Dario Croci Torti

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Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS 173.110]).  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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