# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d4a1bfee-17b3-565e-b2f3-0069d430c9c2
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-10-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 15.10.2003 52.2003.258
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2003-258_2003-10-15.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2003.258

   

  	
  Lugano

  15 ottobre 2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano Bernasconi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

 

 

statuendo sul ricorso 18 agosto 2003 della

 

 

	
   

  	
   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 26 giugno 2003 del Dipartimento delle
  istituzioni 

  (n. 25), che ha respinto il ricorso dell’insorgente
  avverso la risoluzione 7 giugno 2002, con cui il municipio di __________ le
  ha imposto una tassa di fr. 60'410.- per l’allacciamento alla rete di distribuzione
  dell’acqua potabile dell’edificio ubicato ai mappali n. __________,
  __________ e __________ RFD di __________;

  

 

 

viste le risposte:

-    1° settembre 2003 del
Dipartimento delle istituzioni;

-    3 settembre 2003 del
municipio di __________;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

ritenuto,                           in
fatto

 

A.      Il 5 gennaio 2000 la __________ & __________ __________,
__________, succursale di __________, ditta attiva nella produzione di preforme
per bottiglie in PET, ha chiesto al municipio di __________ il rilascio della
licenza edilizia per la realizzazione sul mappale n. __________ RFD di un
capannone prefabbricato ad uso deposito, collegato al vicino stabilimento di
produzione tramite un cunicolo chiuso. La richiesta indicava che il volume SIA
della nuova costruzione sarebbe stato di 86'350 mc.

 

       Il
21 aprile seguente la __________ & __________ __________ ha presentato una
variante della suddetta domanda di costruzione. La stessa prevedeva
l’ampliamento di ulteriori 10'695 mc del capannone e del relativo corridoio di
collegamento, con parziale occupazione delle part. n. __________ e __________
RFD di proprietà del comune, rispettivamente, del patriziato di __________.

 

       Ottenuti
i necessari permessi, la __________ & __________ __________ ha quindi
realizzato il citato edificio.

 

 

B.      L’11 marzo 2002 il municipio di __________ ha emesso a carico della
__________ & __________ __________ la tassa di allacciamento alla rete di distribuzione
dell’acqua potabile del suddetto capannone, per un ammontare di fr. 7'490.-. Il
contributo, calcolato in base agli art. 25 e 30 del regolamento dell’azienda
acqua potabile di __________ (__________), è stato saldato il 23 aprile 2002 dal-l’interessata.

Il 7 giugno 2002 l’esecutivo di __________ ha trasmesso alla __________ &
__________ __________ un’ulteriore fattura di fr. 60'410.-, sempre a titolo di
tassa di allacciamento del citato stabile, quale differenza tra l’importo di
fr. 7'490.- fatturato l’11 marzo precedente e l’importo di fr. 67'900.-
effettivamente dovuto dalla ditta. Il municipio ha spiegato che, in occasione
della precedente fatturazione, esso aveva erroneamente preso in considerazione
soltanto la volumetria del deposito esistente sui mappali n. __________ e
__________ RFD (10'700 mc), tralasciando in questo modo di computare la parte
più rilevante dell’edificio, vale a dire quella realizzata sul mappale n.
__________ (86'350 mc).

 

 

C.     Il 26 giugno 2003 il Dipartimento delle istituzioni ha respinto il reclamo
introdotto dalla __________ & __________ __________ contro quest’ultima
tassa. Esso ha in sostanza tutelato l’agire del municipio per quanto attiene
alla correzione dell’errore di calcolo mediante l’emanazione di un secondo
conteggio ed ha ritenuto che l’esecutivo poteva legittimamente procedere
all’imposizione del-l’avversato contributo in funzione del volume complessivo
del deposito allacciato alla rete delle canalizzazioni.

D.    
Con ricorso 15 agosto 2003 la __________ &
__________ __________ è insorta davanti al Tribunale cantonale amministrativo
contro il suddetto giudizio dipartimentale, chiedendo l’annullamento della
decisione 7 giugno 2002 del municipio e il conseguente rinvio degli atti a
quest’ultima autorità affinché questa emani una nuova tassa che tenga conto da
un lato della scarsa portata e della scarsa pressione di erogazione dell’acqua
nella zona industriale di __________, dall’altro del fatto che la struttura
allacciata alla rete idrica è adibita a deposito ed è dotata di un solo servizio
igienico. In sostanza contesta che il tributo litigioso sia rispettoso del
principio di equivalenza e di quello della parità di trattamento.

Sia il municipio che il Dipartimento delle istituzioni sollecitano la reiezione
del gravame.

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

1.La competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data (art. 40
LMSP). Il ricorso, inoltrato tempestivamente (art. 42 LMSP e 46 cpv. 1 Pamm) da
una persona giuridica legittimata ad agire (art. 42 LMSP e art. 43 Pamm), è
ricevibile in ordine e può essere deciso sulla base degli atti, senza
istruttoria (art. 18 cpv. 1 Pamm).

 

2.   2.1. A Preonzo
il servizio di distribuzione dell’acqua potabile è retto dal regolamento
dell’azienda acqua potabile (RAAP), adottato dal consiglio comunale il 7 dicembre
1990 e approvato dal Dipartimento delle istituzioni il 6 agosto 1991 e il 25
marzo 1992. Il RAAP attribuisce ad un’azienda municipalizzata ai sensi della
LMSP il compito di fornire, con diritto di privativa, l’acqua potabile per uso
pubblico e privato sul territorio comunale (art. 1 RAAP). L’Azienda acqua
potabile (AAP) è gestita dal municipio, separatamente dal resto
dell’amministrazione comunale (art. 4 RAAP). La distribuzione dell’acqua
avviene per opera dell’AAP contro pagamento di tasse ai proprietari di terreni
e stabili situati nella zona edificabile prevista dal piano regolatore (art. 6
RAAP). In particolare il RAAP prevede l’imposizione di tasse d’allaccia-

mento (art. 25 RAAP) e,
annualmente, di tasse d’utilizzazione (art. 57 RAAP). Quest’ultime si
compongono di una tassa base e di una tassa di consumo, che il municipio
definisce mediante ordinanza entro gli importi minimi e massimi stabiliti
dall’art. 57 RAAP, a dipendenza delle necessità finanziarie e tecniche
dell’AAP.

2.2. Con ordinanza 14 gennaio 1998, pubblicata all’albo comunale nel periodo 14
gennaio – 13 febbraio 1998, il municipio di __________, riprendendo
integralmente il testo dell’art. 25 RAAP, ha ribadito che: 

“L’allacciamento è soggetto ad una tassa calcolata in base al volume dell’edificio.
Per la cubatura fanno stato le norme SIA in vigore. La tassa viene prelevata in
ragione di fr. 70.- per ogni 100 mc o frazione superiore a 50 mc ritenuto un
minimo di fr. 400.-.

L’allacciamento di terreni non edificati
è soggetto al pagamento di una tassa di fr. 400.-.

Per allacciamenti fuori dalla zona
edificabile la tassa è di 

fr. 200.-. Eventuali mutazioni dello
scopo dell’allacciamento sono soggette al pagamento della differenza tra la
vecchia e la nuova condizione.”

3.   La ricorrente non
contesta più in questa sede la rettifica del calcolo della tassa
d’allacciamento effettuata dal municipio mediante l’emanazione della fattura
aggiuntiva di fr. 60'450.-, qui litigiosa.

A giusta ragione. In effetti questo tribunale ha già avuto modo di precisare
che l’ente pubblico è di principio legittimato a riscuotere a posteriori i
tributi causali che, per una svista o per altri motivi, si è dimenticato di
incassare, ritenuto comunque che l’eser-

cizio di una simile
pretesa può essere impedito solo dall’interven-

to della prescrizione (STA
del 21 luglio 1994 in re M. confermata in STF 10 aprile 1996 consid. 3).

Ora, nel caso di specie non è dato a sapere
quando è stato eseguito l’allacciamento del nuovo edificio realizzato sui
mappali n. __________,__________ e __________ RFD di __________ alla rete
idrica comunale: di conseguenza, non è possibile accertare il momento esatto a
partire dal quale la tassa è divenuta esigibile (ZBl 66, 372 e seg.; 73, 204).
Considerato però che, in base a quanto emerge dagli atti, l’opera è stata
edificata nel corso del 2000, non vi è dubbio che il conteggio correttivo 7
giugno 2002 è stato intimato alla ricorrente con largo anticipo rispetto alla
scadenza del termine di prescrizione della tassa, che, in assenza di precise disposizioni
al riguardo nel RAAP, va ritenuto di 10 anni, in analogia con quanto previsto
dal diritto privato per le prestazioni uniche (DTF 112 Ia 260 consid. 5e con rinvii;
STF del 18 agosto 1999 nella causa 2P.126/1999 consid. 3b; Rhinow/Krähnmann,
Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, Ergänzungsband, Basilea 1990 N.34 B
III; Fritz Gygi, Verwaltungsrecht, Berna 1986, pag. 300 e seg.).

 

 

4.   4.1. La tassa di
allacciamento alle canalizzazioni dell’acqua potabile è qualificabile come una
tassa d’utilizzazione. Data la sua natura, essa deve rispettare il principio di
equivalenza, giusta il quale l’importo della tassa non deve eccedere il valore
oggettivo della prestazione di cui costituisce il corrispettivo, nonché quello
di copertura dei costi (DTF 126 I 180 consid. 3a/bb con riferimenti), ritenuto
comunque che, soprattutto in materia di servizi industriali dei Cantoni e dei
Comuni, quest’ultimo principio ha una portata alquanto limitata, nel senso che
per la commisurazione del tributo è possibile tenere conto dell’interesse
economico dell’utente indipendentemente dal gettito globale della tassa;
ragione per la quale, diversamente da quanto avviene ad esempio per le tasse
amministrative, si ammette che nel loro complesso gli introiti possano superare
l’onere assunto dall’ente pubblico in modo da lasciare a quest’ultimo un certo
utile (DTF 102 Ia 397 consid. 5b; Christian Lindenmann, Beiträge und Gebühren
für die Erschliessung nach zürcherischem Recht, tesi, Zurigo 1989, pag. 69;
cfr. in questo senso anche: art. 4 LMSP).

4.2. In concreto, la ricorrente non contesta che il contributo messole a carico
dall’esecutivo comunale si fondi su di una valida base legale. Essa sostiene
tuttavia che il medesimo, visto l’importo, non rispetterebbe il principio di
equivalenza. Afferma in effetti di non aver tratto alcun vantaggio economico o
giuridico dall’allacciamento alla rete idrica comunale, avendo dovuto procedere
a proprie spese a degli interventi di potenziamento per sopperire alle carenze
della medesima. A questo proposito critica il fatto che la tassa litigiosa sia
stata calcolata esclusivamenteo in funzione dall’importante volumetria
dell’opera allacciata e, di riflesso, dell’ipotetico uso futuro d’acqua che una
simile struttura potrebbe comportare. Sostiene inoltre che sarebbe lesivo del
principio di uguaglianza prevedere un unico criterio di calcolo della tassa sia
per le case di abitazione che per gli edifici industriali.

4.3. Tali censure vanno respinte, in quanto destituite di fondamento.

4.3.1. Ai fini della determinazione delle tasse, dottrina e giurisprudenza
riconoscono al legislatore la possibilità di far capo a criteri schematici,
dedotti dall’esperienza (DTF 125 I 185 consid. 4h; Imboden/Rhinow,
Verwaltungsrechtsprechung, vol II, Basilea e Francoforte 1986, N. 110 B V): ciò
costituisce in effetti un irrinunciabile necessità, soprattutto per motivi
pratici, ai fini della percezione delle medesime.

Ora, il criterio del volume dell’edificio allacciato - previsto dall’art. 25
RAAP di __________ – rientra tra i casi di semplificazione per motivi pratici
che sono già stati considerati legittimi dal Tribunale cantonale amministrativo
per il calcolo del tributo in parola (RDAT II-1991 n. 8 consid. 4a).

Questa prassi merita di essere integralmente confermata nella presente sede. Le
tasse di allacciamento - in quanto comprensive non solo della retribuzione
dovuta all’ente pubblico per l’attività amministrativa legata all’esame e
all’evasione della domanda, ma anche (e soprattutto) del diritto vero e proprio
di collegarsi all’acquedotto e alle sue istallazioni (inteso quale possibilità
concreta per l’utente di utilizzare in ogni momento la rete di distribuzione
dell’acqua; cfr. DTF 112 Ia 260 consid. 5a; 102 Ia 397 consid. 5a; RDAT II-1991
n. 8 consid. 3c) – devono essere percepite sulla base di opere dimensionate per
soddisfare non tanto i bisogni attuali degli utenti, bensì quelli potenziali
massimi degli stessi. Infatti, l’ente pubblico non può permettersi di intervenire
sulle condotte ogni qual volta si trova confrontato ad una modifica delle
esigenze da parte di singoli fondi allacciati alla rete. Di conseguenza,
l’aspetto legato al consumo idrico effettivo, a cui la ricorrente tenta di fare
allusione con i suoi argomenti, non è di alcuna rilevanza nel contesto in
esame: come giustamente sottolineato dalla precedente istanza di giudizio,
determinante risulta semmai unicamente il fatto che la costruzione delle
condotte, che costituiscono delle opere di urbanizzazione, influisce
direttamente sull’edificabilità del fondo servito e che di questa circostanza
la tassa di allacciamento deve tenere conto a dipendenza dei vantaggi
particolari che ne derivano per il singolo utente, nonché dell’interesse di
quest’ultimo in funzione, ad esempio, della cubatura dello stabile, la quale
riflette le possibilità edificatorie del fondo (RDAT II-1991 n. 8 consid. 4b).

4.3.2. Sbaglia dunque la ricorrente allorquando afferma di non avere tratto
nessun beneficio giuridico o economico dall’allaccia-

mento del capannone di sua
proprietà alla rete idrica di __________. In effetti, in seguito a ciò essa
dispone ora di un fondo completamente urbanizzato sul quale ha potuto edificare
un’imponente costruzione, altrimenti non realizzabile, necessaria all’esercizio
della sua attività aziendale. Da questo punto di vista non si può dunque
affermare che vi sia una sproporzione manifesta tra l’importo del tributo
richiesto e l’interesse oggettivo della ricorrente di poter usufruire
all’interno della zona industriale di un capannone di ben 97'050 mc.

Di conseguenza, la tassa litigiosa si rivela senz’altro rispettosa del
principio di equivalenza.

Nulla muta a questo proposito che
l’insorgente abbia dovuto far eseguire a proprie spese alcuni interventi onde
migliorare l’approvvigionamento idrico del suo capannone per potere istallare
il potente impianto antincendio impostole dalle autorità con il rilascio della
licenza edilizia. Tale circostanza non intacca infatti minimamente gli
inequivocabili vantaggi che essa ha potuto trarre dall’allacciamento dei fondi
in questione alle canalizzazioni pubbliche.

D’altra parte, la rete idrica comunale deve provvedere alle esigenze ordinarie
dell’utenza e non può essere strutturata in funzione delle necessità
straordinarie fatte valere da un singolo utente per i casi d’emergenza. A torto
dunque l’insorgente lamenta un disservizio da parte dell’AAP di __________,
allorquando afferma che la stessa non sarebbe in grado di fornirle l’enorme
quantitativo d’acqua (stimato addirittura a 251'973 litri sull’arco di 90
minuti!) necessario a fare funzionare il sistema di spegnimento del fuoco
installato all’interno del capannone. In ogni caso gli interventi a cui fa
riferimento la ricorrente rientrano tra le misure per la prevenzione degli incendi
previste dagli art. 41 e segg. LE che l’istante in licenza è tenuto ad adottare
per poter ottenere il permesso di costruire: è quindi del tutto normale che sia
quest’ultimo a doversi assumere i relativi costi.

4.3.3. Il fatto poi che l’art. 25 RAAP non
faccia nessuna distinzione tra le industrie da un lato e gli alloggi privati
dall’altro per quanto riguarda i criteri di computo della tassa non disattende
il principio della parità di trattamento, che in ambito tributario si
concretizza soprattutto nel principio della generalità e dell’ugua-

glianza dell’imposizione, così come pure in
quello della proporzionalità dell’onere fiscale, che deve essere adeguato alla
capacità economica del singolo contribuente (DTF 128 I 240 consid. 2.3 con
riferimenti).

Nella misura in cui i costi generati dalla realizzazione della rete delle
canalizzazioni devono essere ripartiti tra tutti i proprietari del comprensorio
e che l’interesse all’allacciamento è sostanzialmente il medesimo per tutti gli
utenti, in quanto indipendente dall’effettivo consumo d’acqua, non vi è nessuna
ragione oggettiva che impone di adottare criteri di calcolo differenti a
seconda dell’utilizzazione a fini abitativi, industriali o altro del fondo allacciando
(cfr. in questo senso Stüdeli, Rapport sur les contributions des proprietaires
fonciers et les taxes relatives aux equipement techniques, Mémoire ASPAN n. 18,
pag. 66).

5.   Sulla scorta di
tutto quanto precede il ricorso deve dunque essere respinto. La tassa di
giustizia segue la soccombenza dell’insorgente (art. 28 PAmm).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 3, 18, 28, 43, 60 PAmm; 4, 40 e 42
LMSP; 25 RAAP di __________;

 

 

dichiara
e pronuncia:

1.   Il ricorso è respinto.

 

 

2.   La tassa di giustizia di fr. 1'500.- è posta a carico della
ricorrente.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario