# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 22a2a1e4-a9d7-5930-a0d5-c8f1608c558c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-03-10
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 10.03.2010 38.2010.8
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2010-8_2010-03-10.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  38.2010.8

   

  cr/sc

  	
  Lugano

  10 marzo 2010

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Cinzia Raffa
  Somaini, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 1 febbraio 2010
di

 

	
   

  	
   RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 27
  gennaio 2010 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio regionale di collocamento di CO
  1

   

   

  in materia di assicurazione contro la
  disoccupazione

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione su opposizione del 27 gennaio 2010 l’Ufficio regionale di
collocamento di CO 1 (di seguito URC) ha confermato la precedente decisione del
7 gennaio 2010 (cfr. doc. 57) con cui aveva sospeso RI 1 per nove giorni dal
diritto alle indennità di disoccupazione a causa di insufficienti ricerche di
lavoro nel periodo dal mese di agosto al mese di ottobre 2009 in cui svolgeva un’attività a carattere stagionale. In particolare all’assicurato è stato
imputato di avere svolto le ricerche di lavoro in un unico giorno per ogni mese
e, inoltre, di non avere sufficientemente considerato le proposte effettive sul
mercato del lavoro, tralasciando del tutto di rispondere agli annunci apparsi
sui quotidiani (cfr. doc. A).

 

                               1.2.   Contro la
decisione su opposizione del 27 gennaio 2010 l’assicurato ha inoltrato un
tempestivo ricorso al TCA nel quale ha chiesto l’annullamento della sanzione
inflittagli di “14 giorni” (cfr. doc. I). 

                                         A
motivazione della propria pretesa ricorsuale egli ha, in particolare, addotto di
avere già formulato opposizione contro la decisione del 27 gennaio 2010, “in
quanto ho adempiuto alle normative di legge impostemi dai dettami di
obbligatorietà da parte del competente Ufficio”. 

                                         L’assicurato,
inoltre, ha rilevato di avere “inoltrato, in data 16 gennaio 2010, un’ulteriore
giustificazione per motivare quanto era stato stabilito a suo tempo da parte
dell’Ufficio responsabile del Progetto, in concordanza con l’Ufficio regionale
di collocamento, per intraprendere un lavoro da indipendente (di fatto mi hanno
concesso un ragionevole tempo per calcolare, iniziare e completare l’iter per
l’inizio dell’attività) e solo dopo allora avrei dovuto avvisare il collocatore
e procedere per il resto della burocrazia in materia di disoccupazione” (cfr.
doc. I).

 

                               1.3.   L’URC, in
risposta, ha postulato la reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui si
dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).

 

                               1.4.   L’assicurato,
in data 16 febbraio 2010, ha ribadito di ritenere ingiusta la sanzione
dell’amministrazione, visto che egli si è sempre impegnato nella ricerca di
un’occupazione, come dimostrato dalle prove da lui addotte (e-mail e lettera
dell’__________) (cfr. doc. V).

 

                                         Tale
scritto dell’assicurato è stato trasmesso all’amministrazione (cfr. doc. VI),
per conoscenza.

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e
non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o
della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione
di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge
sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF
H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003;
STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H
220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in
RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98
del 26 ottobre 1999).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Il TCA è
chiamato a stabilire se l’assicurato deve o meno essere sospeso dal diritto
all’indennità di disoccupazione per 9 giorni a causa di insufficienti ricerche
di lavoro compiute nei mesi da agosto a ottobre 2009 precedenti l’iscrizione in
disoccupazione, come stabilito nella decisione su opposizione impugnata.

 

                                         Esula,
per contro, dalla presente vertenza la questione relativa alla sanzione di 5
giorni di sospensione dal diritto all’indennità di disoccupazione inflitta all’assicurato
per non essersi presentato ad un colloquio di consulenza in data 7 gennaio
2010, oggetto della decisione di sanzione no. 321110909 del 21 gennaio 2010
(cfr. doc. D), che, dalla documentazione agli atti, non risulta essere stata
impugnata dall’assicurato.

 

                                         Al
riguardo, il TCA sottolinea che, come correttamente indicato dall’URC in sede
di risposta di causa, l’assicurato, nel suo ricorso, indica di non essere d’accordo
con la penalità di 14 giorni di sospensione dal diritto all’indennità
inflittagli dall’amministrazione, nonostante la decisione impugnata stabilisca
una penalità di 9 giorni di sospensione, perché probabilmente egli ha aggiunto
alla penalità di 9 giorni inflittagli con la decisione di sanzione no.
321021292 del 7 gennaio 2010 (cfr. doc. 57) e confermata con la decisione su
opposizione del 27 gennaio 2010, qui impugnata (cfr. doc. A), quella di 5
giorni per non essersi presentato ad un colloquio di consulenza, oggetto della
decisione di sanzione no. 321110909 del 21 gennaio 2010, cresciuta in giudicato
(cfr. doc. D).

 

                               2.3.   Tra
gli obblighi dell'assicurato rientra quello di cercare personalmente
un'occupazione adeguata (secondo l'art. 16 LADI), se necessario anche fuori
della professione precedente (cfr. art. 17 cpv. 1 LADI) ed anche fuori del
proprio luogo di domicilio (cfr. art. 16 cpv. 2 lett. f LADI).

                                         Alla fine di ogni periodo
di controllo egli dovrà, dunque, presentare al servizio competente le prove
documentali relative alle ricerche di lavoro intraprese (cfr. STFA del 29.1.92
nella causa E.R., non pubblicata). 

 

                                         Secondo l'art. 26 cpv. 1
OADI:

 

" 
L'assicurato deve finalizzare i propri sforzi di ricerca di lavoro, di
regola sotto forma di domande d'impiego ordinarie."

 

                                         L'art. 26 cpv. 2 OADI
prevede che:

 

" 
Annunciandosi per riscuotere l'indennità giornaliera, l'assicurato deve
provare al servizio competente gli sforzi che ha intrapreso per trovare
lavoro."

 

                                         L'art. 26 cpv. 2bis OADI
precisa che

 

"  Egli deve fornire tale prova per ogni periodo di
controllo al più tardi entro il quinto giorno del mese seguente o il primo
giorno lavorativo successivo a tale data. In caso contrario, il servizio
competente gli accorda un termine adeguato per rimediarvi. Nel contempo lo
informa per scritto che, se lascia scadere il termine senza una giustificazione
valida, le ricerche di lavoro non potranno essere prese in considerazione."

 

L'art. 26 cpv. 3 OADI stabilisce che:

 

" 
Il servizio competente verifica ogni mese le ricerche di lavoro
dell'assicurato."

 

                                         Conformemente al principio
dell'obbligo della riduzione del danno ancorato nel diritto delle assicurazioni
sociali (cfr. Maurer, Sozialversicherungsrecht, Band I, 1979 p. 323), la LADI
ha dunque previsto che l'assicurato deve fare tutto quanto è nelle sue
possibilità per evitare o ridurre lo stato di disoccupazione.

 

                                         Se non adempie il suo
obbligo egli deve essere sanzionato sulla base dell'art. 30 cpv. 1 lett. c
LADI, secondo cui l'assicurato è sospeso dal diritto all'indennità se non fa il
suo possibile per ottenere un'occupazione adeguata (al riguardo cfr. STFA del 3
agosto 2003 nella causa S., C 221/02).

 

                                         L’art. 30 cpv. 1 lett. c
LADI è stato ritenuto dal TFA conforme alle disposizioni della Convenzione OIL
Nr. 168, in vigore per la Svizzera dal 17 ottobre 1991 (cfr. DTF 124 V 228-230;
D. Cattaneo, "Les mesures préventives et de réadaptation
de l'assurance chômage" Ed. Helbing & Lichtenhahn, Basilea e
Francoforte sul Meno, 1992 pag. 193 seg.).

 

                               2.4.   La
giurisprudenza federale ha stabilito che questo motivo di sospensione è dato
anche quando l'assicurato non si attiene all'obbligo della ricerca di un lavoro
prima di essere disoccupato (cfr., ad esempio, STFA del 3 luglio 2006 nella
causa S., C 138/05). 

 

                                         L'assicurato deve così, ad
esempio, adoperarsi già durante il periodo di disdetta (e cioè a partire dal
momento in cui gli viene notificato il licenziamento) per trovare una nuova
occupazione (cfr. STFA del 22 ottobre 2002 nella causa N., C 305/01; DLA 1966
N° 11 e N° 21; DLA 1977 N° 33; DLA 1987 pag. 41, DTF del 29 gennaio 1992 nella
causa E.R., C 77/91; SVR 1998 ALV N° 22; D. Cattaneo, "Alcuni compiti
degli Uffici regionali di collocamento alla luce della giurisprudenza".
Appunti sociali, fascicolo n. 3. Ed. OCST, Pregassona 2000, pag. 16 segg.; vedi
pure art. 45 cpv. 1 lett. a OADI).

 

                                         Inoltre
gli assicurati con un contratto di lavoro di durata determinata devono compiere
sforzi per cercare da sé un'occupazione durante un periodo ragionevole che
precede la fine del rapporto di lavoro (cfr. Comunicazioni e istruzioni UFIAML,
n. 12, 29 dicembre 1981, pag. 6, n. 3; D. Cattaneo,

op. cit., pag. 17).

 

                                         Per
stabilire se un assicurato si è sforzato a sufficienza per trovare
un'occupazione adeguata non è importante soltanto la quantità bensì anche la
qualità delle ricerche effettuate (cfr. DTF 124 V 231 consid. 4a; DTF 120 V 76
consid. 2 con riferimenti; STFA del 15 gennaio 2001 nella causa C.P.-B., C
49/00).

 

                                         Per quel
che attiene all’aspetto quantitativo, va evidenziato che la LADI non prevede un
numero minimo di ricerche di impiego da svolgere mensilmente.

                                         La
giurisprudenza cantonale ha, tuttavia, stabilito quale linea di riferimento (e
non quale regola con carattere assoluto), che per ogni periodo di controllo
vanno comprovate almeno quattro ricerche qualitativamente valide (cfr. per
tutte la STCA del 28 gennaio 1987 nella causa M.Z., AD 247/86). 

                                         Il TFA, pur confermando
tale principio (cfr. STFA nella causa M.Z., C 33/87; STFA del 3 luglio 2003
nella causa AWA c/ E., C 286/02), ha precisato che occorre valutare nel singolo
caso concreto quante ricerche mensili siano esigibili da ogni assicurato,
sottolineando che la prassi amministrativa esige in media da dieci a dodici
ricerche di impiego al mese (cfr. consid. 2.4.; STFA del 12 luglio 2005 nella
causa S., C 106/04, consid. 2.1.; STFA del 29 settembre 2005 nella causa H. C
199/05; STFA del 6 marzo 2006 nella causa Service cantonal de l’emploi du
Canton Vaud c/ B., C 6/05, consid. 3.2.).

                                         Sulle modalità con le quali
bisogna effettuare le ricerche di lavoro il TCA ricorda innanzitutto che
secondo l'art. 17 cpv. 1 in fine LADI, l'assicurato deve comprovare il
suo impegno per trovare un nuovo posto di lavoro, fornendo al servizio
competente le prove relative agli sforzi intrapresi a tal fine (cfr. art. 26
cpv. 2 e cpv. 2 bis OADI; cfr. STFA del 23 gennaio 2003 nella causa C., C
280/01; DLA 1988 p. 95; DTF 120 V 74).

 

                                         La legge non prevede
nessun modo particolare per svolgere le ricerche: esse possono così venire
effettuate sia per iscritto, sia presentandosi personalmente presso i diversi
datori di lavoro, sia per telefono. Ciò che importa è che l'assicurato, alla
fine di ogni periodo di controllo, sia in grado di dimostrare al servizio
competente d'avere realmente compiuto gli sforzi da lui indicati (cfr. STFA del
29.1.92 nella causa E.R., non pubblicata).

                                         Concretamente ciò
significa che, in caso di ricerca scritta, l'assicurato dovrà consegnare
all'amministrazione la fotocopia della sua offerta o della risposta del datore
di lavoro interpellato o rendere in altro modo assolutamente credibile
l'avvenuta ricerca.

                                         In caso di ricerca
personale il disoccupato non può limitarsi a un puro e semplice elenco dei
datori di lavoro presso i quali avrebbe compiuto delle ricerche, ma è
necessario che il datore di lavoro interpellato attesti, apponendo il suo
"timbro" sul formulario (cfr. DTF 120 V 74) o in qualsiasi altra
forma scritta, che la ricerca di lavoro è realmente avvenuta (cfr. STCA del
28.1.1987 nella causa S. P., AD 5/87).

                                         Inoltre
deve essere indicata in modo preciso la data completa in cui il disoccupato si
è proposto per un determinato impiego (cfr. STFA del 14 dicembre 1999 nella
causa P., pubblicata in DLA 2000 pag. 118).

                                         L'assicurato potrà
servirsi dell'apposito formulario messo a disposizione dal SECO (dal 1° luglio
1999 il Segretariato di stato dell'economia ha sostituito l’Ufficio federale
dello sviluppo economico e del lavoro).

                                         In caso di rifiuto del
datore di lavoro di apporre "il timbro", il disoccupato potrà
comunque limitarsi ad annotare sul formulario l'avvenuta ricerca segnalando al
servizio competente tale rifiuto.

                                         Infine, in caso di ricerca
telefonica, secondo la giurisprudenza federale, l'assicurato deve, di regola,
confermare l'avvenuta ricerca, mediante una successiva conferma per iscritto
(cfr. DLA 1988 p. 95). 

                                         In una
sentenza del 20 marzo 2000, pubblicata in DLA 2000

pag. 156 segg., il TFA ha ritenuto che viola l'obbligo di ridurre il danno
l'assicurato che effettua le ricerche di lavoro esclusivamente per telefono.

 

                               2.5.   Secondo l'art. 30 cpv. 3 LADI
la durata della sospensione è determinata in base alla gravità della colpa e
ammonta, per ogni motivo di sospensione a 60 giorni al massimo o, nel caso di
cui al capoverso 1 lettera g, a 25 giorni.

                                         La sospensione dal diritto
all'indennità va da 1 a 15 giorni in caso di colpa lieve, da 16 a 30 giorni in caso di colpa mediamente grave e da 31 a 60 in caso di colpa grave

(cfr. art. 45 cpv. 2 OADI).

                                         La sua durata è
determinata secondo la gravità della colpa

(cfr. art. 30 cpv. 3 LADI), soggiace in altre parole al principio della
proporzionalità (cfr. DTF 123 V 151-155).

                                         In virtù dell'art. 45 cpv.
2 bis OADI, se l'assicurato è ripetutamente sospeso dal diritto all'indennità
entro il termine quadro per la riscossione della prestazione, la durata della
sospensione è prolungata in modo adeguato.

 

                                         Per quel
che attiene alla sospensione dal diritto all'indennità di disoccupazione
fondata sull'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, la prassi amministrativa prevede una
sanzione da 4 a 6 giorni per mancate ricerche di lavoro e una sanzione da 3 a 4 giorni per insufficienti ricerche di lavoro nel periodo di disdetta.

Per ogni periodo di controllo successivo i
parametri del SECO e della Sezione del lavoro prevedono da 5 a 9 giorni di sanzione per mancate ricerche di lavoro e da 3 a 4 giorni di sanzione per insufficienti ricerche di lavoro, in caso di prima sospensione, con proporzionali
aumenti per i periodi successivi, visto l'art. 45

cpv. 2 bis OADI (cfr. Circulaire relative à l'indemnité de chômage (IC) del
SECO in vigore dal 1° gennaio 2003, D68 punto 1 come pure Circulaire relative à
l'indemnité de chômage (IC) del SECO in vigore dal 1° gennaio 2007, D72 punto
1; Lista delle sospensioni URC/UCL - attualmente Sezione del lavoro -
aggiornate dal SECO al 25.01.1999).

                                         Queste
direttive sono conformi alla legge (cfr. D. Cattaneo, "Alcuni
compiti degli Uffici regionali di collocamento alla luce della
giurisprudenza". Appunti sociali, fascicolo n. 3. Ed. OCST, Pregassona
2000, pag. 43-44) e le sanzioni inflitte dall'amministrazione su queste basi
vengono regolarmente confermate dal TCA.

                                         Anche il TFA ha approvato
il modo di procedere dell'amministrazione (cfr. STFA del 25 aprile 2005 nella
causa E., C 10/05; STFA del 10 dicembre 2004 nella causa M., C 210/04; STFA del
2 maggio 2003 nella causa X., C 275/02; STFA del 3 luglio 2003 nella causa AWA
c/ E., C 286/02; STFA del 23 gennaio 2003 nella causa C., C 280/01; STFA del 6
agosto 2002 nella causa Z., C 338/01.

 

                               2.6.   Nella
presente evenienza dalla documentazione agli atti si evince che l’assicurato,
che è al suo 2° termine quadro, svolge un’occupazione di carattere stagionale,
facendo capo nei mesi di inattività alle prestazioni dell’assicurazione contro
la disoccupazione.

 

                                         In
effetti, per quanto concerne le tre ultime stagioni, l’insorgente è stato
iscritto al collocamento dall’autunno 2006 al giugno 2007; dall’autunno 2007 al
luglio 2008 e dall’autunno 2008 al marzo 2009 (cfr. doc. 25, 30).

                                         Dal 1°
agosto 2008 al 15 ottobre 2008 ha lavorato, in virtù di un contratto di durata
determinata, presso l’Hotel __________ di __________ quale portiere/lavapiatti (cfr.
doc. 31).

                                         In
seguito, a fare tempo dal 20 ottobre 2008, il ricorrente si è nuovamente
iscritto in disoccupazione (cfr. doc. 16).

                                         L’assicurato
è poi stato nuovamente attivo, in virtù di un contratto di durata determinata,
presso l’Hotel __________ di __________, dal 20 marzo 2009 al 31 ottobre 2009,
quale portiere/lavapiatti (cfr. doc. 28, 29).

                                         Al
termine dell’attività stagionale, il ricorrente si è iscritto ancora una volta
in disoccupazione, a partire dal 1° novembre 2009 (cfr. doc. 1).

 

                                         Al
momento del riannuncio al collocamento nell’autunno del 2009, l’assicurato ha
presentato all’amministrazione le proprie ricerche di impiego compiute durante
i mesi in cui ha lavorato presso l’albergo di __________.

                                         Il
consulente del personale, ritenendo insufficienti gli sforzi intrapresi nei
mesi da agosto a ottobre 2009, il 26 novembre 2009 gli ha trasmesso una “Richiesta
di giustificazione” con cui ha richiesto di motivare, entro il 9 dicembre 2009,
il fatto di non avere compiuto sufficienti ricerche di lavoro, dal profilo
qualitativo e quantitativo, negli ultimi tre mesi precedenti l’annuncio al
collocamento.

                                         Il collocatore
ha pure precisato che, oltre la data indicata, l’autorità cantonale avrebbe
deciso sulla base degli atti in suo possesso, menzionando espressamente l’art.
30 cpv. 1 lett. c LADI, il quale prevede proprio la sospensione di un
assicurato nel caso in cui non faccia il suo possibile per ottenere
un’occupazione adeguata (cfr. doc. 59).

 

                                         L’insorgente,
il 30 novembre 2009, ha risposto:

 

" 
Come parlato con il mio consulente __________,
ho sempre cercato lavoro sugli annunci (tutto click, area-lavoro, 

e-lavoro.cdt.) visto che cercavo qualcosa di
meglio per me e cercavo anche per mia mamma e per un'altra persona visto che
non avevano lavoro.

 

Perciò siamo rimasti che mi faceva avere gli
annunci dei lavori adatti al mio profilo, pubblicati da marzo fino adesso. Così
se riteneva giusto penalizzarmi per le mancanze.

 

Per quanto riguarda la quantità delle ricerche
spontanee, ho sempre saputo che erano 4 ricerche al mese negli ultimi 3 mesi
(ho fatto ultimi 4 mesi) prima della fine del lavoro, per questo secondo me 7 o
8 ricerche al mese le ritenevo sufficienti.

 

Qualitativamente non sono il massimo per i vostri
standard visto che sono state fatte in 4 giorni durante i 4 ultimi mesi. La mia
giustificazione è che fare una ricerca spontanea oggi e farne
un'altra dopo 3 giorni e così successivamente, non cambia niente (ribadisco che
ho sempre e comunque cercato sugli annunci)." (Doc. 58)

 

                                         Dal profilo procedurale
l’amministrazione ha, dunque, ossequiato il diritto di essere sentito del
ricorrente garantito dall’art. 29 cpv. 2 Cost.fed. e dall’art. 42 LPGA.

 

                                         L’URC,
non ritenendo valide le giustificazioni addotte dall’assicurato, con decisione
formale del 7 gennaio 2010, l’ha sospeso dal diritto alle indennità di
disoccupazione per nove giorni (cfr. doc. 57; consid. 1.1.).

                                         Tale
provvedimento è stato confermato con decisione su opposizione del 27 gennaio
2010 (cfr. doc. A; consid. 1.1.).

 

                               2.7.   Per
quanto attiene agli assicurati che entrano in disoccupazione al termine di
un'attività stagionale (per es. nell'edilizia o nella ristorazione), va
osservato che, per un certo periodo, l'UCL (ora Sezione del lavoro) ha
applicato anche a costoro la giurisprudenza relativa ad assicurati che si
annunciano in disoccupazione e dichiarano la loro disponibilità ad essere
collocati solamente durante qualche mese, prima di assolvere il servizio
militare o effettuare un soggiorno di perfezionamento all'estero o
intraprendere un'altra formazione o lasciare definitivamente il nostro paese. 

                                         Il TFA considera queste
persone inidonee al collocamento (e quindi rifiuta loro il diritto
all'indennità di disoccupazione), poiché, se si prescinde dal campo delle
attività per le quali non sono richieste una formazione o un'esperienza
professionale, bisogna ammettere che un datore di lavoro è poco incline,
generalmente, a prendere in considerazione un'offerta di servizio di durata
limitata, mentre cerca di attribuire un posto di lavoro duraturo (cfr. STF 8C_
459/2007 dell’11 giugno 2008; DLA 2000 pag. 152; DLA 1995 pag. 57; DTF 123 V
218; DTF 120 V 288; DLA 1991 pag. 24; DLA 1990 pag. 25; DLA 1988 pag. 23; DLA
1992 pag. 124; DLA 1992 pag. 127; DTF 110 V 209; Prassi AD 98/1 fogli 7.1-7.3;
J.L. Plattet, "L'assurance-chômage au quotidien", pag. 56-58; B.
Despland, "Votre sécurité sociale, pag. 155-156; DTF del 2 maggio 1997
nella causa P.F.; D. Cattaneo, Alcuni compiti …, pag.
19 segg.).

                                         In una sentenza del 18
novembre 1998 nella causa F.B., il TCA ha stabilito che la giurisprudenza
appena menzionata non deve essere applicata agli assicurati che terminano
un'attività stagionale e che hanno un impiego per la stagione seguente. In
questo caso, l'idoneità al collocamento non deve più essere esaminata (cfr. DLA
2000 pag. 152; DTF 110 V 207; DTF 120 V 390-391; DTF 123 V 217-218; DTF 111 V
38; D. Cattaneo, Alcuni compiti …, pag. 24).

 

                                         Tuttavia, alla luce della
giurisprudenza federale citata, questo Tribunale ha deciso che proprio nel caso
di assicurati che controllano la disoccupazione tra una stagione e l’altra o
durante le vacanze scolastiche, e quindi si annunciano in disoccupazione
soltanto alcuni mesi ogni anno, le esigenze relative alla ricerca costante di
un impiego duraturo devono essere molto severe, al fine di evitare che venga
decretata la loro inidoneità al collocamento dal profilo soggettivo. In particolare
questi assicurati devono svolgere tali ricerche durante tutto il periodo in cui
lavorano e devono ricercare un'occupazione annuale - o almeno un'occupazione,
di breve durata, per la "stagione morta" fuori dalla propria
professione e in un'attività realmente esistente sul mercato del lavoro. Essi
sono pure tenuti ad accettare un impiego annuale duraturo ufficialmente
assegnato (cfr. RDAT II-2001 N. 92; STCA del 17 aprile 2001 nella causa M.-B.,
38.2000.190; STCA del 16 marzo 2000 nella causa P.B.; STCA del 21 settembre
1999 nella causa A.T. contro URC di Biasca, STCA del 21 aprile 1999 nelle cause
T.B. de S.P. contro UCL e N.Q contro UCL; DTF 120 V 385; D. Cattaneo, Alcuni compiti …, pag. 21; 24-25).

                                         Il TCA ha
pure stabilito che l'amministrazione, per valutare se sono stati compiuti
sufficienti sforzi per reperire un impiego e decidere un'eventuale sanzione,
deve riferirsi a tutto il periodo in cui viene esercitata un'attività lucrativa
e non solo agli ultimi mesi di lavoro (cfr. RDAT II-2001 N. 92; STCA del
17 agosto 2001 nella causa M., 38.2001.15; STCA del 17 aprile 2001 nella causa
M.-B., 38.2000.190).

                                         Al riguardo è utile
segnalare che l’Alta Corte, in una sentenza C 22/07 del 21 agosto 2007, ha dichiarato inidoneo al collocamento per i mesi interstagionali invernali un assicurato che
dopo 17 anni presso una ditta con contratto di durata indeterminata è stato
licenziato e riassunto dalla stessa azienda con contratto di durata
determinata.

                                         Contestualmente il TF ha
rilevato che:

 

" 
(…) der Wille, eine
unbefristete Stelle anzutreten, hat nicht wegen fehlender
Arbeitslosenentschädigung zu erfolgen, sondern weil die Unterbrüche in der
Erwerbstätigkeit vermieden werden wollen. Doch bereits die Arbeitsbemühungen in
der hier interessierenden Zeit machen deutlich, dass eine Festanstellung nicht
angestrebt wurde. Im Gegenteil suchte der Versicherte ausschliesslich im
Baugewerbe, wo er davon ausgehen konnte, dass in den Wintermonaten nicht mit
einer Anstellung zu rechnen war (vgl. Urteil C 216/06 vom 8. März 2007). Indem
er seine Arbeitsbemühungen nicht auf andere Branchen ausweitete, hat er nicht
alle Vorkehrungen getroffen, um im Sinne der Schadenminderungspflicht die
Arbeitslosigkeit zu vermeiden, sondern nahm seine kurzen Verdienstausfälle in
Kauf. Diese sind aber nicht Jahr für Jahr von der Arbeitslosenversicherung zu
tragen.“

 

                               2.8.   In concreto, come visto sopra, l’assicurato, nel periodo dal
20 marzo 2009 al 31 ottobre 2009, ha lavorato presso l’Hotel __________ di __________
(cfr. doc. 28, 29).

 

                                         Dalle
carte processuali emerge che l’insorgente, nei mesi di agosto, settembre e
ottobre 2009, ha compiuto 21 ricerche impiego, 6 nel mese di agosto 2009, 7 nel
mese di settembre 2009 e 8 nel mese di ottobre 2009 (cfr. doc. G). Tutte queste
ricerche di lavoro sono state svolte dall’assicurato spontaneamente e non
rispondendo a offerte di lavoro pubblicate su quotidiani, inviando dei messaggi
di posta elettronica a diversi alberghi. Inoltre l’assicurato ha concentrato i
propri sforzi al fine di reperire una nuova occupazione effettuando le ricerche
del mese di agosto 2009 in data 26 agosto 2009; quelle del mese di settembre 2009 in data 25 settembre 2009 e quelle del mese di ottobre 2009 in data 27 ottobre 2009 (cfr. doc. G). 

 

                                         Nel caso
in esame, l’amministrazione ha considerato insufficienti dal profilo
quantitativo e qualitativo le ricerche di lavoro compiute nel mese di agosto
2009 e insufficienti dal profilo qualitativo le ricerche svolte nei mesi di
settembre e ottobre 2009 (cfr. doc. 59, 57, A).

 

                                         Chiamato
a pronunciarsi in merito alle ricerche del periodo agosto-ottobre 2009, il TCA,
attentamente esaminata la documentazione agli atti, ritiene che,
effettivamente, le modalità secondo le quali il ricorrente ha ricercato una
nuova occupazione dal mese di agosto al mese di ottobre 2009, lasso di tempo in
cui un assicurato è tenuto a incrementare i propri sforzi finalizzati al
reperimento di un’occupazione duratura annuale o perlomeno di un’occupazione di
breve durata per la “stagione morta” (cfr. consid. 2.7.), non sono esenti da
critica. 

                                         Questo
Tribunale ha, infatti, già indicato in più occasioni la necessità di compiere
ricerche mirate rispondendo agli annunci apparsi sui giornali (cfr., ad
esempio, STCA 38.2003.18 del 19 gennaio 2004 consid. 2.12; STCA 38.2006.4 del
12 giugno 2006 consid. 2.12.; STCA 38.2008.72 del 18 marzo 2009).

 

                                         L’assicurato
era, peraltro, perfettamente al corrente di dovere in particolare postulare per
un impiego presso datori di lavoro attivi tutto l’anno e che cercano
concretamente nuovo personale, ad esempio con annunci sui giornali. Infatti ciò
gli era stato espressamente raccomandato in occasione dell’ultimo colloquio di
consulenza, del 17 novembre 2008, precedente l’inizio dell’attività stagionale
2008-2009. In quell’occasione, la consulente del personale, come risulta dal
verbale del colloquio di consulenza del 17 novembre 2008, ha rilevato quanto segue:

 

" 
Il signorRI 1 mi contatta telefonicamente per scusarsi del mancato appuntamento. Sostiene di essere dispiaciuto di essersi scordato.
Il signor RI 1 inizierà per i primi di dicembre l'impiego come cameriere ai
piani a __________. È un impiego per la stagione invernale, successivamente
potrà ritornare subito presso l'Albergo __________ di __________.
Nell'impossibilità di convocarlo a breve, spiego attraverso questo verbale, che
riceve in copia, le disposizioni per le ricerche durante un'attività
stagionale.

 

Come descritto nella circolare delle linee guida
allegato, dovrà nel periodo da quando inizia a lavorare fino alla fine del
contratto continuare con impegno nella ricerca di un'occupazione per il periodo
invernale o per tutto l'anno. Nei primi mesi dovrà ESCLUSIVAMENTE rispondere
alle offerte concrete di lavoro che trova ad esempio sul giornale o su
internet. Negli ultimi 3 mesi che precedono la fine del contratto di lavoro, di
regola agosto - settembre - ottobre, deve intensificare gli sforzi e svolgere
anche ricerche spontanee. Qualora dovesse riannunciarsi ai nostri uffici
nell'inverno 2009 dovrà dimostrare di aver fatto tutto il possibile per evitare
 la disoccupazione. Raccomando e ricordo di documentare le ricerche sugli
appositi formulari e di conservare le copie delle lettere o degli e-mail che
invia. Anche le risposte sono da tenere.

 

Riceve quindi fogli per le ricerche da marzo
(inizio ipotetico) a novembre compreso (fine ipotetico), copia del verbale e
circolare linea guida." (Doc. 15, sottolineatura della redattrice)

 

                                         Inoltre,
questo Tribunale sottolinea che l’assicurato, con decisione del 22 novembre
2006, era già stato sanzionato con 11 giorni di sospensione dal diritto alle
indennità di disoccupazione per insufficienti ricerche di lavoro nei tre mesi
precedenti l’iscrizione al collocamento (cfr. doc. 76), per cui era ampiamente
a conoscenza delle modalità necessarie per compiere delle ricerche di lavoro
qualitativamente e quantitativamente valide al fine di reperire una nuova
occupazione.

 

                                         L’insorgente,
rispondendo alla richiesta di giustificazione del 26 novembre 2009 inviatagli
dal consulente del personale, ha contestato la decisione con la quale
l’amministrazione ha considerato insufficienti sia quantitativamente che
qualitativamente le ricerche spontanee di lavoro da lui svolte nei mesi
compresi fra agosto e ottobre 2009, indicando, per quanto riguarda l’aspetto
quantitativo, di avere “sempre saputo che le ricerche erano 4 ricerche al mese
negli ultimi 3 mesi (ho fatto ultimi 4 mesi) prima della fine del lavoro, per
questo secondo me 7 o 8 ricerche al mese le ritenevo sufficienti” (doc. 58).

                                         Quanto
all’aspetto qualitativo, l’assicurato ha giustificato il fatto di avere
concentrato in 4 giorni durante gli ultimi 4 mesi precedenti l’annuncio al
collocamento le sue ricerche di lavoro sostenendo che “fare una ricerca spontanea
oggi e farne un'altra dopo 3 giorni e così successivamente, non cambia
niente" (doc. 58).

 

                                         Al
riguardo, il TCA ricorda innanzitutto che, come visto in precedenza (cfr.
consid. 2.4.), per quel che attiene all’aspetto quantitativo, va evidenziato
che la prassi amministrativa esige in media da dieci a dodici ricerche
di impiego al mese (cfr. consid. 2.4.; STFA del 12 luglio 2005 nella causa S.,
C 106/04, consid. 2.1.; STFA del 29 settembre 2005 nella causa H. C 199/05;
STFA del 6 marzo 2006 nella causa Service cantonal de l’emploi du Canton Vaud
c/ B., C 6/05, consid. 3.2.).

 

                                         Quanto
all’aspetto qualitativo, l’insorgente - oltre ad avere compiuto tutte le
ricerche presentando spontaneamente, tramite e-mail, la propria candidatura
presso potenziali datori di lavoro, invece di rispondere preferibilmente a
concrete e reali offerte d’impiego pubblicate sui quotidiani – si è limitato a
concentrare i propri sforzi al fine di reperire un nuovo impiego inviando il
suo curriculum vitae a diversi alberghi in determinati giorni e meglio: il 26
agosto 2009 per quanto riguarda le ricerche di lavoro del mese di agosto 2009;
il 25 settembre 2009 per quanto riguarda quelle di settembre 2009 e il 27
ottobre 2009 con riferimento a quelle del mese di ottobre 2009 (cfr. doc. G).

                                         Tale
comportamento, checché ne dica l’assicurato, non può essere considerato
corretto.

                                         Va
infatti rilevato che le ricerche vanno compiute in modo continuo durante tutto
l'arco del mese e non raggruppate in pochi giorni (cfr. STCA del 25 novembre
2002 nella causa B., 38.2002.111; STCA del 29 luglio 2002 nella causa P.,
38.2002.1; STCA del 2 maggio 2000 nella causa T., 38.2000.11; STCA del 13
aprile 2000 nella causa G., 38.1999.375; D. Cattaneo, op. cit., pag. 27).

 

                                         Infine è,
altresì, utile rilevare che quando si esaminano le ricerche degli assicurati
che si ripresentano per il collocamento alla conclusione della stagione
lavorativa deve comunque essere dato più peso all'aspetto qualitativo delle
medesime rispetto a quello quantitativo (cfr. RDAT II/2001 N. 92; STCA del 17
aprile 2001 nella causa M.-B., 38.00.190).

 

                                         In simili
condizioni, occorre concludere che il comportamento del ricorrente non
corrisponde a quanto richiesto dalla legge e dalla giurisprudenza federale.

 

                                         Di
conseguenza le ricerche di lavoro compiute nei mesi da agosto a ottobre 2009, a prescindere dall’aspetto quantitativo, risultano insufficienti qualitativamente.

 

 

                               2.9.   In esito a
tutto quanto precede, a mente di questo Tribunale, il ricorrente, nell’arco di
tempo da agosto a ottobre 2009, ha violato l'obbligo di ridurre il danno che la
legge gli impone (cfr. consid. 2.3.).

 

                                         Pertanto
l’assicurato deve essere sospeso dal diritto all'indennità di disoccupazione
sulla base dell'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, come del resto deciso dall’URC di __________.

 

                                         Per
quanto riguarda la commisurazione della sanzione, va preliminarmente osservato
che il 27 agosto 2001 l'Ufficio cantonale del lavoro ha emanato una circolare
interna no 114a, la quale è stata esaminata da questa Corte nell'ambito di una
vertenza analoga alla presente (cfr. STCA del 5 febbraio 2002 nella causa S.,
inc. 38. 2001.201). 

 

 

                                         Essa
indica che:

 

" 
(…)

1.   Periodo di tempo
da esaminare

 

L'esame delle ricerche di
lavoro è esteso a tutti gli sforzi intrapresi prima dell'iscrizione in
disoccupazione e durante tutto il periodo durante il quale il disoccupato ha
lavorato (l'esame non va limitato agli ultimi 3 mesi).

 

(…)

 

3.  Durata della sospensione

 

La durata della sospensione avviene in considerazione della colpa
dell'assicurato, operando una valutazione complessiva degli sforzi svolti
durante i 3 mesi immediatamente precedenti la disoccupazione e durante tutta la
durata dell'impiego stagionale. Per garantire omogeneità d'applicazione e
offrire una base di valutazione comune i giorni di sospensione dovranno essere
determinati tenendo conto di quanto segue:

 

3‑4 giorni per ogni mese di ricerche insufficienti o
inesistenti durante i tre mesi prima della disoccupazione, aumentati di 1‑2
giorni per ogni mese nel resto dell'anno con sforzi insufficienti o
inesistenti, senza superare in ogni caso il massimo di 18 giorni." 

(Doc. 10, inc. 38.2001.201)

 

                                         Nell'ambito della vertenza
sopra menzionata, il TCA ha ritenuto tale direttiva conforme a quanto previsto
dalla giurisprudenza cantonale in merito ai lavoratori stagionali (cfr. consid.
2.5.; STCA del 5 febbraio 2002 nella causa S., inc. 38.2001.201).

 

                                         La
Circolare 114a non indica in modo preciso quando, relativamente agli ultimi tre
mesi di attività lavorativa, infliggere 3 o 4 giorni per mese e, per quanto
riguarda i mesi precedenti gli ultimi tre prima della disoccupazione, quando
irrogare 1 o 2 giorni.

                                         Il TCA ha
ritenuto, in analogia con quanto enunciato dalla "Circulaire relative à
l'indemnité de chômage" emanata dal SECO in vigore dal 1° gennaio 2002
(p.to D68) - corrispondente alla "Circulaire relative à l'indemnité de
chômage" del SECO, in vigore dal 1° gennaio 2003 (p.to D68; cfr. consid.
2.5.) - la quale prevede per il periodo di disdetta sanzioni più severe per
mancate ricerche che per insufficienti ricerche, che per i tre mesi antecedenti
l'annuncio in disoccupazione si debbano applicare 3 giorni per insufficienti
ricerche e 4 giorni per mancate ricerche. 

                                         Il
medesimo ragionamento vale per i giorni di sanzione da irrogare nei mesi
precedenti gli ultimi tre di attività, per cui 2 giorni vanno applicati per
mancate ricerche e 1 giorno è da infliggere per insufficienti ricerche (cfr.
STCA del 30 settembre 2002 nella causa R., 38.2001.262, consid. 2.10).

 

                                         Nel caso in
esame l'URC ha inflitto all’insorgente 9 giorni di sospensione dal diritto alle
indennità.

                                         L'entità
di questa sanzione, che corrisponde a un'applicazione corretta della prassi appena
illustrata, è da ritenere conforme al principio della proporzionalità (cfr.
consid. 2.5.).

 

                                         Pertanto
la decisione su opposizione del 27 gennaio 2010 contestata deve essere
confermata.

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti