# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 66351aef-2dcf-5876-85fc-7f651e2bb031
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2024-03-20
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 20.03.2024 D-1214/2024
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-1214-2024_2024-03-20.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-1214/2024 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  2 0  m a r z o  2 0 2 4  

Composizione 
 Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio),  

Simon Thurnheer, Jeannine Scherrer-Bänziger,  

cancelliere Agostino Bullo. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Iraq,  

(…),   

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Termine dell’ammissione provvisoria (asilo); 

decisione della SEM del 24 gennaio 2024 / N (…). 

 

 

 

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Fatti: 

A.  

A.a Il 2 gennaio 2008, A._______ ha depositato una domanda d’asilo in 

Svizzera. 

A.b Con decisione del 15 giugno 2010, l’allora Ufficio federale della Migra-

zione (UFM, ora Segreteria di Stato della migrazione [di seguito: SEM]) non 

ha riconosciuto la qualità di rifugiato all’insorgente ed ha respinto la succi-

tata domanda d’asilo, pronunciando altresì l’allontanamento dell’interes-

sato dalla Svizzera. Non di meno, ha constato l’inesigibilità dell’esecuzione 

dello stesso, con contestuale ammissione provvisoria.  

B.  

Con sentenza del 30 marzo 2023, il Tribunale penale del Canton 

B._______, nello specifico la (…), ha condannato l’interessato per incita-

zione all’entrata, alla partenza o al soggiorno illegale aggravata e ripetuto 

ottenimento illecito di prestazioni di un’assicurazione sociale. L’insorgente 

è stato condannato alla pena detentiva di tre anni, dedotta la carcerazione 

patita di 191 giorni, pena sospesa condizionalmente in ragione di 22 mesi 

per un periodo di prova di due anni, con 14 mesi di detenzione da espiare 

e all’espulsione dal territorio svizzero per un periodo di prova di otto anni 

giusta l’art. 66a del Codice penale svizzero del 21 dicembre 1937 (CP, RS 

311.0). 

C.  

A seguito del ritiro dell’appello interposto dall’interessato e il successivo 

stralcio del procedimento di appello avvenuto con sentenza del 20 settem-

bre 2023 della Corte di appello e di revisione penale del Canton 

B._______, la sentenza di condanna del 30 marzo 2023 emessa dalla (…) 

è cresciuta in giudicato. 

D.  

Con sentenza resa il 5 ottobre 2023, il Giudice dei provvedimenti coercitivi 

del (…) ha ordinato il collocamento dell’interessato in Sezione chiusa e ha 

sancito che la pena sarebbe stata interamente scontata il 19 novem-

bre 2023 (cfr. atto della SEM n. [1278634] 1/5). 

E.  

Con lettera del 17 novembre 2023, l’Ufficio della migrazione del Canton 

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B._______ ha chiesto alla SEM di valutare la revoca dell’ammissione prov-

visoria del richiedente (cfr. atto della SEM n. 2/1). 

F.  

Tramite lettera raccomandata del 13 dicembre 2023, la SEM ha informato 

l’interessato che a seguito della sentenza del 30 marzo 2023 riteneva 

adempiute le condizioni previste dall’art. 83 cpv. 9 della legge sugli stranieri 

e la loro integrazione del 16 dicembre 2005 (LStrl, RS 142.20) e prevedeva 

di constatare l’estinzione dell’ammissione provvisoria concessa all’insor-

gente. 

G.  

Con scritto del 12 gennaio 2024, l’interessato ha preso posizione in merito 

a tali conclusioni osservando dapprima che lo stesso è residente in Sviz-

zera dal 15 giugno 2010 e che, non appena ne ha avuto la possibilità, ha 

cominciato a lavorare ed ha provveduto a sostenere economicamente la 

propria famiglia. In secondo luogo ha osservato che la propria famiglia è 

composta da un totale di sette persone: egli, sua moglie e cinque figli, di 

cui due ancora minorenni. In particolare, le figlie minorenni dell’interessato 

sono seguite da specialisti durante la settimana in quanto una figlia è af-

fetta dalla sindrome di (…)  e attualmente, in settimana risiede presso l’isti-

tuto (…), mentre la seconda risiede durante la settimana presso (…) in 

quanto le sono state diagnosticate delle difficoltà nell’apprendimento sco-

lastico. Egli afferma che le minori possono vedere i genitori solamente il 

fine settimana, a condizione che l’interessato le vada a prendere e le riporti 

in quanto la moglie, a suo dire, non sarebbe in grado di occuparsi delle 

figlie. Da ultimo l’insorgente ritiene che non sia possibile esigere il suo ri-

torno in Iraq. Infatti, egli sostiene che ciò penalizzerebbe la sua famiglia in 

maniera sproporzionata, ritenuta la presenza di due figli ancora minorenni. 

Oltre a ciò, in Iraq, non sarebbe possibile garantire la sua sicurezza perso-

nale e non vi sarebbero sufficienti strutture mediche visti i suoi problemi di 

salute. In conclusione egli ha chiesto di non procedere con l’estinzione 

dell’ammissione provvisoria. 

A supporto delle sue allegazioni egli ha prodotto due certificati medici datati 

17 gennaio e 17 luglio 2023. 

H.  

Con decisione del 24 gennaio 2024, notificata il giorno seguente (cfr. atto 

della SEM n. 7/1), la SEM ha constatato la fine dell’ammissione provvisoria 

pronunciata il 15 giugno 2010, a seguito della decisione pronunciata il 

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30 marzo 2023 dalla (…) e cresciuta nel frattempo in giudicato, giusta 

l’art. 83 cpv. 9 LStrl. 

I.  

Il 26 febbraio 2024, l’interessato è insorto dinanzi al Tribunale amministra-

tivo federale (di seguito: il Tribunale), chiedendo l’annullamento della deci-

sione avversata e il ripristino dell’ammissione provvisoria. Ha inoltre pre-

sentato istanza di assistenza giudiziaria totale, nel senso dell’esenzione 

dal versamento delle spese processuali e del relativo anticipo, nonché 

un’istanza di gratuito patrocinio, nel senso di designarli un avvocato d’uffi-

cio. Subordinatamente ha chiesto la fissazione di un termine alfine di tro-

vare un patrocinatore d’ufficio e la concessione del gratuito patrocinio.  

Nel gravame egli sostiene che la decisione della SEM sarebbe sproporzio-

nata tenuto conto della sua difficile situazione famigliare e che la decisione 

non avrebbe tenuto conto del principio enunciato dall’art. 8 CEDU, nonché 

la stessa non terrebbe in conto dell’attuale situazione vigente in Iraq e dei 

pericoli a cui sarebbe sottoposto il ricorrente e la propria famiglia in caso di 

rientro nel suddetto paese.  

J. Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti verranno ripresi nei conside-

randi qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza.  

 

Diritto: 

1.  

1.1 Ai sensi dell’art. 31 della legge sul Tribunale amministrativo federale 

del 17 giugno 2005 (LTAF, RS 173.32), il Tribunale giudica i ricorsi contro 

le decisioni ai sensi dell’art. 5 della legge federale sulla procedura ammini-

strativa (PA, RS 172.021) prese dalle autorità menzionate all’art. 33 LTAF. 

1.2 In particolare, le decisioni prese dalla SEM in merito alla cessazione 

dell’ammissione provvisoria possono essere impugnate davanti al Tribu-

nale, il quale statuisce definitivamente (art. 83 lett. c cifra 3 della legge sul 

Tribunale federale [LTF, RS 173.11]; cfr. sentenza del Tribunale E-

695/2020 del 27 maggio 2020, consid. 1.2). 

1.3 Nel concreto il ricorrente è toccato dalla decisione impugnata e vanta 

un interesso degno di protezione all’annullamento o alla modificazione 

della stessa (art. 112 cpv. 1 LStrl in combinato disposto con l’art. 37 LTAF; 

art. 48 cpv. 1 lett. a-c PA), per il che è legittimato ad aggravarsi contro di 

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essa. I requisiti relativi al termine di ricorso, alla forma e al contenuto 

dell’atto di ricorso (art. 112 cpv. 1 LStrI in combinato disposto con l’art. 37 

LTAF; art. 50 cpv. 1 e art. 52 cpv. 1 PA) sono soddisfatti. 

Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso. 

2.  

Il Tribunale dispone di pieno potere cognitivo in materia di diritto degli stra-

nieri ai sensi dell’art. 49 PA in relazione con l’art. 112 cpv. 1 LStrI (cfr. 

DTAF 2014/26 consid. 5) e non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 

cpv. 4 PA, per rinvio dell’art. 37 LTAF), né dalle considerazioni giuridiche 

della decisione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. 

DTAF 2014/1 consid. 2), 

3.  

Nella fattispecie l’oggetto della controversia verte sulla questione di sapere 

se a giusto titolo, con decisione del 24 gennaio 2024, la SEM abbia con-

stato la cessazione dell’ammissione provvisoria pronunciata a favore del 

ricorrente in data 15 giugno 2010. 

4.  

4.1 Ai sensi dell’art. 83 cpv. 9 LStrl l’ammissione provvisoria non è disposta 

o si estingue con il passaggio in giudicato dell’espulsione ai sensi dell’arti-

colo 66a o 66abis CP, dell’articolo 49a o 49abis del codice penale militare 

(CPM, RS, 321.0) o dell’articolo 68 LStrl. A partire da questo momento, 

l’autorità responsabile per la procedura d’asilo non è più competente per 

statuire sull’allontanamento o pronunciarsi sulla sua esecuzione. Spetta 

all’autorità cantonale, a cui incombe l’esecuzione della decisione penale, 

valutare, al momento opportuno, se tali condizioni – essenzialmente quella 

dell’ammissibilità dell’allontanamento – sono soddisfatte; a tale scopo, 

quest’ultima, può sentire il parere della SEM circa eventuali impedimenti 

all’esecuzione (art. 32 cpv. 2 ordinanza 1 sull’asilo relativa a questioni pro-

cedurali [OAsi 1, RS 142.311]; cfr. sentenza del Tribunale E-2191/2021 del 

15 luglio 2021, consid. 3; E-888/2019 del 16 aprile 2020 consid. 3.2; E-

695/2020 del 27 marzo 2020 consid. da 1.2.2 a 1.2.3 e 2.3; D-568/2019 

dell’11 marzo 2019 consid. 8). 

In tal caso, l’autorità competente per l’asilo non può che constatare che 

l’ammissione provvisoria è estinta, rispettivamente non può più essere di-

sposta, oppure che la pronuncia dell’esecuzione dell’allontanamento, che 

non è ancora passata in giudicato, decade. L’unico motivo che consente di 

impugnare tale decisione di accertamento è la mancata entrata in vigore 

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della decisione penale (cfr. sentenza del Tribunale E-695/2020 precitata 

consid. 1.2.5). 

4.2 Nella fattispecie, con sentenza del 30 marzo 2023 della (…) del Tribu-

nale penale del (…), il ricorrente è stato condannato all’espulsione giudi-

ziaria dal territorio svizzero per una durata di otto anni, in applicazione 

dell’art. 66a CP. A seguito di tale decisione ha dapprima interposto appello 

presso la Corte di appello e di revisione penale del (…) per poi ritirare lo 

stesso, con conseguente stralcio del 20 settembre 2023. Pertanto, la deci-

sione penale resa nei confronti del ricorrente è passata in giudicato il 

30 marzo 2023, ossia prima che la SEM rendesse la propria decisione, ciò 

che peraltro non è contestato nell’ambito del presente procedimento. 

Dunque, in virtù dell’art. 83 cpv. 9 LStrl, l’autorità inferiore non poteva che 

constatare la fine dell’ammissione provvisoria del ricorrente e non ha per-

tanto violato il diritto federale. Di conseguenza, gli argomenti addotti dall’in-

teressato – in particolare quelli relativi alla violazione del principio di pro-

porzionalità – risultano ininfluenti ai fini del giudizio. Infatti, da un lato le 

questioni relative all’esecuzione dell’allontanamento saranno esaminate 

dall’autorità cantonale competente al momento opportuno. D’altra parte, 

occorre rilevare che l’espulsione viene eseguita anche in caso di libera-

zione condizionale (cfr. art. 66c cpv. 3 CP), cosicché anche qualora il ricor-

rente usufruisse di una siffatta modalità di esecuzione della pena, potrebbe 

essere rimpatriato. 

4.3 Visto quanto precede, la SEM a giusto titolo ha constatato, nella deci-

sione avversata, la fine dell’ammissione provvisoria pronunciata nei con-

fronti del ricorrente in data 15 giugno 2010. 

Pertanto, il ricorso non merita tutela e la decisione impugnata va confer-

mata. 

5.  

Poiché il ricorso è infondato fin dal principio, il Tribunale rinuncia allo scam-

bio di scritti (art. 57 cpv. 1 PA su rinvio dell’art. 37 LTAF). 

6.  

6.1 Infine, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito 

favorevole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa 

dal pagamento delle spese processuali (cfr. art. 65 cpv. 1 PA), come pure 

l’istanza volta alla concessione del gratuito patrocinio, sono respinte. 

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6.2 Le spese processuali di CHF 750.– che seguono la soccombenza, 

sono quindi poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 

1–3 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi 

al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 

173.320.2]). 

6.3 Al ricorrente non sono assegnate spese ripetibili (art. 64 cpv. 1 PA e 

art. 7 cpv. 1 e 2 TS-TAF). Si osservi ancora che la SEM, in quanto autorità 

federale, non ha diritto a un’indennità a titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3 TS-

TAF). 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto.  

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio è respinta.  

3.  

Le spese processuali di CHF 750.– sono poste a carico della ricorrente. 

Tale ammontare dev’essere versato alla cassa del Tribunale amministra-

tivo federale entro un termine di 30 giorni dalla data di spedizione della 

presente sentenza. 

4.  

Non si assegnano indennità per spese ripetibili.  

5.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità canto-

nale competente.  

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Agostino Bullo 

 

 

Data di spedizione: