# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b4a790a7-71c1-53af-924a-3ab8a0365b4f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-09-02
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 02.09.2005 52.2004.327
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2004-327_2005-09-02.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2004.327

   

  	
  Lugano

  23 gennaio 2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano
  Bernasconi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

 

 

statuendo sul ricorso 28 settembre 2004 di

 

 

	
   

  	
  RI 1, , 

  patrocinato da: avv. PA 1, , 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 10 settembre 2004 del Perito
  distrettuale di Lugano, che ha respinto l'impugnativa presentata dall'insorgente
  avverso la risoluzione 28 ottobre 2003 con la quale la Sezione delle
  bonifiche e del catasto ha approvato la permuta generale proposta dal municipio
  di CO 1 in corrispondenza della zona di R__________ in territorio di Cagiallo
  (mapp. __________ RF di C__________);

  

 

 

viste le risposte:

-    11 ottobre 2004 della Sezione
delle bonifiche e del catasto;

-    12 ottobre 2004 del
municipio di CO 1;

-    13 ottobre 2004 del
Perito distrettuale di Lugano;

-    18 ottobre 2004 di CO 4;

-    19 agosto 2005 di CO 5;

 

preso atto della replica 19 novembre 2004 del
ricorrente delle dupliche:

-    2 dicembre 2004 della Sezione
delle bonifiche e del catasto;

-    1° dicembre 2004 del
municipio di CO 1;

-    6 dicembre 2004 del
Perito distrettuale di Lugano;

-    7 dicembre 2004 di CO 4;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Il
ricorrente RI 1 è proprietario di un vasto appezzamento di terreno, formato
dalle part. 297, 300 e 345 RF di complessivi 3'233 mq, situate a C__________,
in località R__________, a valle della strada cantonale che collega T__________
a M__________. Il terreno, censito quale vigna, confina verso ovest con la
part. 296 di 2'298 mq di CO 5 e verso sud con il mapp. 298 di 1'976 mq di CO 4,
che a differenza delle proprietà limitrofe non si affaccia sulla cantonale,
essendo posizionato a valle dei mapp. 297 e 300.

 

 

                                  B.   Il PR di C__________
entrato in vigore il 29 ottobre 1985 ha previsto l'istituzione di un piano
particolareggiato per la zona di R__________, in modo da tutelare i valori
paesaggistici e l'area non ancora edificata che fa da sfondo ai vecchi nuclei
abitativi di C__________ e S__________. In precedenza, tutta la zona era stata
inserita nel novero delle zone edificabili provvisorie istituite in forza dell'art.
8 DEPT, pur essendo stata oggetto di protezione paesaggistica da parte del DFU.

Il PP di R__________ (PP1) è stato approvato
dal Consiglio di Stato l'8 ottobre 1991. Il comprensorio del PP1, comprendente
otto fondi oltre a quelli dei comparenti, è stato suddiviso in quattro comparti
edificabili e in una zona di correlazione. I comparti edificabili, di forma
pressoché rettangolare, larghi 15 m e gravati da particolari vincoli architettonici (cfr. art. 31 bis
cifra 3.5 NAPR), sono disposti parallelamente alla strada cantonale, ad una
distanza dalla stessa di m 5.50 e possono essere occupati interamente da
costruzioni destinate all'abitazione primaria. La zona di correlazione,
comprendente l'ampia superficie restante, può invece essere soltanto oggetto di
interventi limitati, quali piscine interrate scoperte, pergolati, o altri piccoli
arredi da giardino, adeguatamente integrati nel paesaggio (art. 31 bis cifra 4
NAPR). L'edificabilità dei due comparti situati ad est, interessanti i fondi
dei comparenti, oltre alle condizioni applicabili agli altri due comparti
insistenti sulle part. 275 e 695, è stata subordinata all'esecuzione di un
riordino fondiario tra i fondi "secondo l'indicazione dei piani"
(art. 31 bis NAPR, cifra 3.4) per dar la possibilità a tutti i proprietari, in
particolare alla proprietaria della part. 298, posta interamente nella zona di
correlazione, di avere una porzione di terreno sul quale fosse effettivamente
possibile costruire. Quest'ultima condizione, avversata dai vicini del proprietario
beneficiario, è stata confermata dal TPT con sentenze emanate nel luglio del
1995.

 

 

                                  C.   Il 28
giugno 2001 il comune di CO 1 ha chiesto al Consiglio di Stato di operare una
permuta generale tra i fondi interessati dall'obbligo del riordino fondiario
sancito dal PP1. L'istanza, fondata sull'art. 83a LRPT, è stata accolta il 25
settembre 2001, con contestuale designazione del municipio di CO 1 quale ente
esecutore deputato a presentare un progetto di nuovo riparto dei fondi.

                                         Gli atti
di permuta generale allestiti dal geometra ing. A__________ sono stati approvati
dalla Sezione delle bonifiche e del catasto (SBC) il 26 novembre 2001. In esito
a questa operazione, nella quale sono stati coinvolti i cinque fondi assoggettati
al riordino fondiario, la
proprietà RI 1 è stata riunita in un unico mappale
(part. 297) e sagomata in modo da permettere al mapp. 298 di estendersi verso
nord fino a raggiungere la strada cantonale e, di riflesso, la fascia
edificabile definita dal PP1. Tutti i proprietari interessati hanno ricevuto la
stessa superficie posseduta prima della ricomposizione, senza alcun conguaglio
in denaro.

 

 

                                  D.   Adito da CO
4 e dai coniugi CO 5, con giudizio 22 luglio 2002 il Perito distrettuale di
Lugano ha tuttavia annullato la permuta avvallata dalla SBC e disposto la
retrocessione degli atti al municipio di CO 1, comune nel quale era nel
frattempo integrato per fusione quello di C__________, affinché ricalcolasse le
nuove attribuzioni.

                                         L'autorità
di ricorso di prime cure ha ritenuto in sostanza che in base all'art. 83a cpv.
3 LRPT l'operazione di riordino particellare non poteva prescindere dalla
determinazione del valore dei fondi coinvolti ad opera di uno o più periti
estimatori, elemento necessario per poter eseguire uno scambio di interessenze
secondo il principio dell'equivalenza imposto dalla legge.

 

 

                                  E.   Il municipio
di CO 1 ha quindi rielaborato il progetto iniziale, dando mandato all'arch. W__________
di accertare il valore dei cinque fondi dedotti in permuta. Partendo dal
presupposto che tutte le particelle dovevano essere considerate ugualmente costruibili
come stabilito all'epoca dai piani DEPT ed equivalenti prima e dopo il riordino,
il perito ha stimato che il settore edificabile del PP1 poteva valere fr. 400.-
il mq, ad eccezione di quello posto in corrispondenza del mapp. 296, di minor
pregio (fr. 335.-/mq) siccome maggiormente gravato dai vincoli edificatori
contemplati dall'art. 31 bis delle NAPR. Alla zona di correlazione ha invece
assegnato indistintamente un valore di fr. 30.- il mq. 

Di seguito, il municipio ha incaricato lo
studio L__________ SA di allestire un nuovo piano di mutazione. Dopo aver
calcolato che la fascia edificabile a fianco della strada era ampia 2'358 mq e
che in base alle stime dell'arch. L__________ doveva valere fr. 916'875.- (=
fr. 388.83/mq) i geometri hanno calcolato che ai proprietari interessati
spettava una superficie edificabile di 722 mq (CO 5), 1'016 mq (RI 1), rispettivamente
620 mq (CO 4). Il che li ha indotti a costituire tre nuovi mappali modellati in
maniera che ogni proprietario avesse quest'area nello spazio di 22 m adiacente
alla strada cantonale. Come nel precedente progetto, nessun proprietario ha
subito perdite di terreno dal profilo quantitativo, né ottenuto compensi in
denaro.

Il 28 ottobre 2003 la SBC ha approvato la
permuta generale così proposta dall'ente esecutore.

 

 

                                  F.   Intervenendo
a seguito dei ricorsi inoltratigli dai coniugi CO 5 e da RI 1, con decisione 10
settembre 2004 il Perito distrettuale di Lugano ha confermato la permuta generale
apportandovi alcune modifiche. Il perito ha corretto innanzi tutto la
superficie della fascia edificabile posta a ridosso della strada, precisando
che la stessa era vasta 2'244 mq (m 22 x 102). Tenuto conto del fatto che il
minor valore del mapp. 296 doveva essere considerato nella situazione
risultante dal nuovo riparto, ha quindi ricalcolato l'area edificabile da
assegnare ad ogni proprietario secondo la propria interessenza, giungendo alla
conclusione che a CO 5 competevano 774 mq, 912 a RI 1 e 558 a CO 4. Il primo
giudice ha peraltro sottolineato che il terreno di correlazione andava attribuito
con le medesime percentuali e incuneato per una larghezza di 3 m tra i mapp. 297
e 298 onde evitare problemi di vicinato al momento dell'edificazione,
aggiungendo che il piano di mutazione avrebbe dovuto essere rettificato sulla scorta
di queste indicazioni.

 

 

                                  G.   Avverso il
predetto giudizio RI 1 è insorto mediante ricorso 28 settembre 2004 innanzi al
Tribunale cantonale amministrativo, sollecitandone l'annullamento.

                                         L'insorgente
ha riproposto le censure invano sollevate davanti alla precedente istanza di
ricorso, contestando in particolare la valutazione dello stato anteriore
utilizzata per il controverso progetto di permuta e l'estensione della
superficie ritenuta edificabile in forza del PP1. A mente del ricorrente, il
valore pre-riordino dei fondi coinvolti nell'operazione non può essere uguale per
tutti, dato che da tempo il PP1 ha stabilito le aree fabbricabili e quelle non
edificabili. Così come impostata, la ricomposizione disattende il principio
dell'equivalenza che governa la LRPT e favorisce illecitamente la proprietaria
del mapp. 298, che senza sborsare alcun conguaglio ottiene un fondo più
pregiato di quello situato in zona di correlazione e quindi inedificabile di
cui dispone attualmente. La decisione del Perito sarebbe peraltro ineseguibile
in quanto priva del necessario piano di mutazione.

 

 

                                  H.   La SBC e il
municipio di CO 1 hanno proposto la reiezione del gravame e sollecitato la
conferma della risoluzione impugnata senza formulare particolari rilievi.

Ad identica conclusione sono pervenuti il
Perito distrettuale di Lugano e CO 4, i quali hanno avversato partitamente le
tesi del ricorrente con argomentazioni che saranno riprese - per quanto
necessario - nel seguito.

Dal canto loro, i coniugi CO 5 hanno
rinunciato a presentare osservazioni rimettendosi in pratica al giudizio del
Tribunale.

 

 

                                    I.   In sede
di replica e di duplica le parti si sono sostanzialmente riconfermate nelle rispettive
tesi, allegazioni e domande.

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dai combinati art. 94
e 94a LRPT, nonché 60 PAmm.

La legittimazione attiva del ricorrente,
proprietario coinvolto nella permuta generale, è pacificamente data dall'art.
43 PAmm, grazie al rinvio di cui all'art. 111 LRPT.

Il ricorso, tempestivamente presentato entro
il termine di 15 giorni dall'intimazione della decisione impugnata (art. 46
PAmm, applicabile ex art. 111 LRPT), è pertanto ricevibile in ordine e può
essere deciso sulla scorta degli atti, integrati dalla documentazione
concernente il PP R__________ acquisita d'ufficio presso il TPT (art. 18 cpv. 1
PAmm).

 

 

                                   2.   Nella
decisione impugnata il Perito distrettuale ha imposto una modifica del progetto
approvato dalla SBC. Accogliendo parzialmente il gravame dei coniugi CO 5, la
prima istanza di ricorso ha infatti ricalcolato l'area edificabile da assegnare
ad ogni proprietario, ma non ha allestito alcun piano di mutazione ricalcante
le sue conclusioni, né ha rinviato gli atti all'ente promotore affinché
rettificasse il progetto secondo le indicazioni contenute nella sentenza. A
torto, poiché l'accoglimento ancorché parziale dell'impugnativa presentata dai
proprietari del mapp. 296 avrebbe dovuto indurre il Perito ad annullare
formalmente la risoluzione di approvazione della permuta emanata dalla SBC,
riformandola in maniera che fosse eseguibile o cassandola con retrocessione
dell'incarto ai promotori per una nuova decisione rispettosa dei considerandi.
Non occorre tuttavia sanzionare questa carenza, dato che il giudizio del Perito
deve comunque essere annullato da questo Tribunale per le ragioni che saranno
illustrate in appresso.

 

 

                                   3.   L'istituto
della permuta generale, introdotto nella LRPT a far tempo dal 1° giugno 1991, è
stato voluto dal legislatore per completare la permuta semplice, realizzabile
solo tra fondi confinanti ad iniziativa di uno dei due proprietari. Si è così
dato modo al Consiglio di Stato di decidere, su proposta dei comuni o d'ufficio,
l'esecuzione di permute concernenti più particelle in un comprensorio d'estensione
limitata e ciò al fine di conseguire una migliore utilizzazione dei terreni
edificabili (cfr. art. 83a cpv. 1 LRPT e messaggio del 3 maggio 1988
concernente la modifica della LRPT in RVGC, sessione ordinaria autunnale 1988,
vol. 3, p. 1230-31).

                                         A norma
di legge, il Consiglio di Stato non solo autorizza la permuta generale (art.
83a cpv. 1 LRPT), ma definisce pure il comprensorio interessato dall'operazione
(art. 83a cpv. 2 LRPT). Il municipio, dal canto suo, assume il ruolo di ente esecutore
e nomina i periti incaricati di stimare il valore dei terreni coinvolti (art.
83a cpv. 1 e 3 LRPT). Una volta allestito il progetto di permuta generale, gli
atti vengono intimati ai proprietari interessati, i quali possono ricorrere al
Perito distrettuale prima e al Tribunale cantonale amministrativo poi (art. 94
e 94a LRPT).

                                         Presupposto
fondamentale per l'ammissibilità della permuta generale secondo l'art. 83a LRPT
è il conseguimento di una miglior utilizzazione del terreno edificabile. Questo
requisito va inteso in senso lato, ovvero secondo l'interesse generale volto ad
una corretta sistemazione fondiaria a fini edificatori e non secondo la
convenienza del singolo proprietario coinvolto. La permuta del diritto pubblico
ticinese si fonda d'altra parte sull'espropriazione per scopo di pubblica
utilità e ne riprende i principi essenziali. Anche in questa materia vige
pertanto la regola secondo cui nessun proprietario deve subire un danno
individuale, né conseguire particolari vantaggi dall'operazione.

La LRPT non specifica tuttavia i criteri
metodologici che presiedono alla realizzazione della permuta generale,
limitandosi ad indicare che il valore dei terreni deve essere stabilito da
appositi periti. Questa esigenza lascia chiaramente intendere che anche la
permuta generale, al pari delle altre operazioni fondiarie contemplate dalla
LRPT, è governata dal principio della compensazione reale o dell'equivalenza,
in virtù del quale ogni proprietario ha diritto di ricevere il corrispettivo in
natura dei fondi posseduti prima del riparto, tanto sotto il profilo
quantitativo, quanto sotto quello qualitativo. Il corretto adempimento di
questo postulato presuppone la stima puntuale dei possedimenti prima della permuta,
in modo da determinare l'ampiezza del diritto alla compensazione di ogni
singolo proprietario nell'ambito del riordino. Se la perfetta compensazione in
natura non è possibile, occorre operare conguagli in denaro calcolati in base
al valore di mercato (cfr. art. 19 e 86 LRPT; DTF 119 Ia 21 consid. 1a; Jomini,
Commentaire LAT, n. 8 ad art. 20; Scolari, Commentario, II. ed. n. 594 ss. ad
art. 83/84 LALPT e giurisprudenza ivi citata).

Da notare infine che il diritto ticinese non
conosce l'istituto del raggruppamento a perequazione reale previsto dalle
legislazioni di altri cantoni (Vaud in particolare; cfr. art. 51 e 53 loi sur l'aménagement
du territoire et les constructions, art. 98b-98d loi sur les améliorations
foncières). Questo speciale tipo di ricomposizione consiste in una
ridistribuzione di terreno legata alla delimitazione o all'estensione della
zona edificabile e permette, in ossequio ad un'assoluta parità di trattamento
tra i proprietari, di attribuire ad ognuno di essi una particella edificabile
anche se in precedenza il loro terreno non lo era (sull'argomento vedi DTF 122
I 120 consid. 3, nonché Zen-Ruffinen/Guy-Ecabert, Aménagement
du territoire, construction, expropriation, p. 81).

 

 

4.Nel caso in esame, la permuta generale disposta dal Consiglio di
Stato ad istanza dell'ex comune di C__________ scaturisce dal PP del comparto
di R__________, dell'8 ottobre 1991, istituito allo scopo di garantire l'edificabilità
della zona posta tra i nuclei di C__________ e S__________, salvaguardandone
nel contempo i particolari valori ambientali e paesaggistici. Per raggiungere
questo risultato, il PP concentra l'edificazione nella parte alta del
comprensorio, creando quattro comparti edificabili, larghi 15 m disposti parallelamente alla strada T__________,
ad una distanza di 5.5 m dal
ciglio (vedi rappresentazione grafica 49.c del PP1). Le residenze primarie
previste dal piano possono essere realizzate soltanto in questi quattro spazi
ben definiti, gravati da particolari vincoli architettonici e separati tra loro
in modo da creare dei canali di vista dalla sovrastante arteria cantonale (a quest'ultimo
proposito vedi la relazione tecnica relativa al PP1 del novembre 1998, p. 3).
Il grado di edificabilità e di occupazione di tali aree non è definito da
indici attribuiti ai terreni del comprensorio, ma dalla loro stessa superficie,
che può essere ricoperta interamente dalle costruzioni, rispettivamente dall'altezza
dei fabbricati ivi insediabili, fissata per rapporto alla quota del campo
stradale (cfr. art. 31 bis cifra 3 NAPP). In sostanza, tutto il potenziale edificabile
dei fondi inclusi nel comprensorio del PP1 viene concentrato in questi quattro
comparti. Tutta la superficie restante, compresa la striscia di terreno che
separa i quattro comparti edificabili dalla strada ed i canali di vista fissati
tra di essi, detta zona di correlazione, resta edificabile soltanto per opere
secondarie di ingombro insignificante, quali piscine interrate non coperte,
pergolati e minuti arredi da giardino, al servizio delle costruzioni principali
(art. 31 bis cifra 4 NAPP). 

I due comparti definiti sulle part. 295 e
675 sono in linea di massima già ora edificabili. L'edificabilità degli altri
due comparti, interessanti le part. 296, 297, 298, 300 e 345, è invece subordinata
ad un riordino fondiario. 

L'arch. L__________, incaricato di stimare
il valore di questi cinque fondi, ha ritenuto che il valore dei terreni all'interno
del comprensorio del PP1 fosse sostanzialmente uniforme. In particolare, ha
escluso che occorresse operare distinzioni tra la parte alta e quella bassa del
comprensorio. Vantaggi e svantaggi delle due parti si equivarrebbero. Fatta
questa premessa, il perito estimatore ha poi ritenuto che occorresse operare
una netta distinzione tra il valore del terreno dei due comparti effettivamente
edificabili e quello della zona di correlazione, ovvero della superficie circostante.
Ha quindi stimato in fr. 400.- al mq il valore del terreno dei due comparti edificabili
insistenti sulle part. 297, 298, 300 e 345. Quello del comparto insistente
sulla part. 296 è stato invece valutato a fr. 335.- al mq in considerazione dei
particolari vincoli che lo gravano. Il terreno della zona di correlazione è
stato infine stimato a fr. 30.- al mq in quanto ritenuto privo della componente
edificabile. 

Le deduzioni del perito riguardanti la zona
di correlazione non possono essere condivise, poiché omettono di considerare
che tutto il comprensorio del PP1 appartiene alla zona edificabile. Esse si
fondano sul presupposto - erroneo - che la zona di correlazione non sia
edificabile, in quanto privata della componente edilizia. A torto, tuttavia,
poiché questa zona non è esclusa dal perimetro edificabile del PR, ma è parte
integrante della zona aperta all'edificazione. Non può essere concretamente
edificata soltanto perché il potenziale edificatorio è stato concentrato nei
quattro appositi comparti, espressamente definiti dal PP1. Dal profilo
pianificatorio, la zona di correlazione rientra nelle zone disciplinate dall'art.
15 LPT, mentre dal profilo edilizio la superficie dei fondi è chiaramente
edificabile ai sensi dell'art. 38 cpv. 1 LE. Un'unica riserva va fatta per la
superficie destinata alla formazione del marciapiede, che può essere computata
come SUL soltanto alle condizioni poste dall'art. 38 cpv. 2 § LE. 

La valutazione anteriore al riordino dei
terreni coinvolti non può d'altronde fondarsi sulla situazione che scaturirà
dall'operazione, ma deve necessariamente prescindere dal risultato perseguito e
limitarsi ad accertare se - fatta astrazione dalle possibilità edificatorie
date dai comparti edificabili definiti dal PP1 - siano riscontrabili differenze
di valore fra i fondi coinvolti. Le possibilità edificatorie date dai comparti
edificabili non possono invero essere prese in considerazione per definire i
valori di partenza, poiché dipendono dall'attuazione effettiva del riordino. 

Le uniche deduzioni del referto del perito
estimatore che possono essere condivise con certezza sono di conseguenza quelle
riguardanti la sostanziale omogeneità del valore unitario del terreno dei fondi
interessati dall'operazione di riordino. 

Dato per acquisito che il valore unitario
del terreno dei fondi interessati dal riordino è sostanzialmente uniforme,
restano da stabilire le modalità con cui l'operazione deve essere impostata al
fine di rispettare i principi dell'utilizzazione ottimale dei fondi e dell'equivalenza.

Condivisibile, da questo profilo, è il
principio, ritenuto dal perito, di riordinare i fondi suddividendoli in base
alla superficie utile lorda (SUL), che può essere realizzata all'interno dei comparti
edificabili. Essendo svincolata da qualsiasi indice di sfruttamento, nelle
particolari circostanze del caso concreto,  la SUL costituisce in effetti un parametro dal quale
non si può prescindere se si vuole assicurare, sulla base delle quote di partecipazione,
una ridistribuzione dei fondi rispettosa del principio di equivalenza. 

Il valore dei fondi ridistribuiti non
dipende infatti tanto dalla loro superficie, quanto piuttosto dalla SUL che può
essere effettivamente realizzata all'interno dei comparti edificabili. 

Preliminarmente va quindi accertata con la
necessaria precisione la SUL
che può essere effettivamente realizzata all'interno dei comparti edificabili.
In quest'ambito, deve in particolare essere tenuto presente che la parte ovest
del comparto, definito sull'attuale part. 296, è edificabile in misura
inferiore alle altre a causa delle limitazioni d'altezza fissate dall'art. 31
bis NAPR.  

Ora,  la SUL effettivamente realizzabile all'interno dei
comparti edificabili non è stata adeguatamente accertata. Basti al riguardo
considerare che il perito estimatore ha ritenuto che le dimensioni del comparto
est fossero pari a m 40 x 15, mentre la raffigurazione cartografica indica che misurerebbe m
48 x
15. Parimenti insufficiente è l'accertamento delle conseguenze derivanti in termini
di SUL dalla limitazione d'altezza sancita dall'art. 31 bis cifra 3.5 NAPR sul
comparto ovest definito sulla part. 296. 

Trattandosi di carenze che non possono
essere emendate in questa sede, l'annullamento della decisione del Perito
distrettuale qui impugnata si impone dunque come una conseguenza inevitabile. 

 

 

                                   5.   Sulla
scorta di quanto precede, il ricorso va pertanto accolto, annullando la decisione
impugnata e quella della SBC. Gli atti vanno rinviati al municipio nella sua
qualità di ente esecutore affinché, esperiti i necessari, ulteriori
accertamenti, si pronunci nuovamente tenendo conto delle indicazioni del
precedente considerando. 

La tassa di giustizia e le ripetibili sono
poste a carico della resistente CO 4 secondo soccombenza (art. 28 e 31 PAmm).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 26 Cost; 5 LPT; 19,
83a, 94, 94a, 111 LRPT; 18, 28, 31, 43, 46, 60, 65 PAmm;

 

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

                                   1.   Il ricorso
è accolto.

§.  Di conseguenza:

1.1.   la decisione 10
settembre 2004 del Perito distrettuale di Lugano e la risoluzione 28 ottobre
2003 della Sezione delle bonifiche e del catasto sono annullate;

1.2.   gli atti sono
rinviati al municipio di CO 1 per nuova decisione ai sensi dei considerandi.

 

 

                                   2.   La tassa di
giudizio di fr. 1'000.- è posta a carico di CO 4, con l'ulteriore obbligo di
corrispondere al ricorrente fr. 1'500.- a titolo di ripetibili di entrambe le
istanze. 

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

   

  

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario