# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9c1907e7-bff0-5434-a8f8-905a99dbd437
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2023-12-12
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 5. Kammer 12.12.2023 R 2023 2
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_005_R-2023-2_2023-12-12.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

R 23 2

5a Camera 

Presidenza Righetti

Giudici Brun e Audétat

Attuaria Schupp

SENTENZA

del 12 dicembre 2023

nella vertenza di diritto amministrativo

Consorzio A._____, c/o B._____, 

ricorrenti

contro

Comune C._____, 

patrocinato dall'avv. Christina Blumenthal, 

convenuto

e

D._____, 
convocato

concernente appalto affitto agricolo (alpe)

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I. Ritenuto in fatto:

1. In data 29 agosto 2022 il Comune C._____ (qui di seguito: Comune o a 

dipendenza: Municipio) ha pubblicato sul Foglio ufficiale del Cantone dei 

Grigioni il concorso per l'affitto dell'Alpe E._____ a C._____. Il concorso 

riguardava il periodo 2023-2028 (sei anni) e l'affitto dell'alpe per bestiame 

bovino e caprino, a condizione che gli animali caricati venissero gestiti 

permanentemente. Il termine d'inoltro delle offerte era il 31 ottobre 2022. 

La cancelleria del Comune rilasciava così agli interessati richiedenti le 

quattro condizioni di partecipazione e i tre criteri d'aggiudicazione. In 

sintesi quali condizioni si citava l'art. 4 cpv. 1 della Legge sulla 

conservazione e il promovimento dell'agricoltura (Legge sull'agricoltura; 

CSC 910.000), secondo il quale godono di un diritto preferenziale d'affitto 

gli agricoltori domiciliati nel Comune, che usano l'alpe per estivare il 

proprio bestiame. Inoltre anche gli agricoltori ivi domiciliati che svolgono 

l'attività a titolo professionale e a tempo pieno godono di un diritto 

preferenziale sugli agricoltori domiciliati attivi a tempo parziale o a titolo 

accessorio. In seguito si riteneva che l'affittuario dell'alpe era tenuto a 

svolgere misure volte a impedire l'inarbustimento o il rimboschimento dei 

pascoli e favorire la manutenzione. L'affitto minimo da offrire era fissato a 

CHF 1'500.00. I criteri di aggiudicazione prevedevano: 1. prezzo offerto 

(50 %), 2. comprovata esperienza nella gestione di alpeggi (20 %) e 3. tipo 

di bestiame caricato sull'alpe (30 %); l'offerente veniva tenuto a elaborare 

una relazione comprovante i criteri di aggiudicazione 2 e 3 (cfr. doc. 1 e 2 

convenuto).  

2. Il 6 ottobre 2022 F._____ (del Consorzio A._____, del quale fanno anche 

parte G._____, B._____ e B.A._____, H._____) chiedeva chiarimenti al 

Comune riguardo al concorso pubblicato, ossia perché il concorso fosse 

solo per bestiame bovino e caprino (cfr. doc. 2 ricorrenti). 

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3. Il 12 ottobre 2022 il Comune rispondeva che tale decisione era da 

ricondurre alle numerose predazioni di ovini negli ultimi anni da parte del 

lupo nel I._____. Si sarebbe voluto evitare quanto accaduto in passato 

(vedi Val J._____). Inoltre bovini e caprini sarebbero meno soggetti alle 

predazioni del lupo (cfr. doc. 2 ricorrenti). 

4. Con lettera raccomandata del 13 ottobre 2022 F._____ scriveva al 

Municipio ritenendo che l'affermazione [del Comune], secondo la quale 

bovini e caprini sarebbero meno soggetti degli ovini alle predazioni, non 

sarebbe corretta, bensì tendenziosa e penalizzerebbe alcune categorie di 

allevatori. Ella riteneva che tutti gli animali sarebbero a rischio di 

predazioni (elencava degli esempi). Il regolamento agricolo [comunale] 

indicherebbe esplicitamente che gli alpi potrebbero essere caricati con 

bovini, caprini, equini, ovini e suini. Il concorso sarebbe dunque illegale e 

andrebbe ripubblicato con nuovi termini, tenor regolamento comunale e 

senza discriminazioni (cfr. doc. 3 ricorrenti).

5. Il 24 ottobre 2022 F._____ chiedeva al Comune quando avrebbe ricevuto 

una risposta alla lettera raccomandata (cfr. doc. 4 ricorrenti). 

6. Con risposta del 25 ottobre 2022 il Comune comunicava che la lettera 

sarebbe stata discussa in Municipio senza per il momento prendere una 

decisione. Sarebbero in atto delle verifiche e avrebbe fatto comunicazione 

non prima dell'inizio di novembre (cfr. doc. 4 ricorrenti). 

7. Il Consorzio A._____, con due lettere (in forma raccomandata quella con i 

documenti per il concorso) del 31 ottobre 2022, inoltrava al Municipio 

l'offerta per il concorso Alpe E._____ per il carico estivo di ovini, ritenendo 

che la stessa avrebbe dovuto essere considerata valida anche se il bando 

di concorso non avrebbe previsto il carico di quest'ultimi. In entrambe le 

lettere si chiedeva di poter partecipare all'apertura delle offerte (cfr. doc. 5 

e 6 ricorrenti).

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8. In data 7 novembre 2022 aveva luogo la seduta di Municipio riguardante 

l'apertura delle offerte inoltrate. Si riteneva che, entro il termine del 31 

ottobre 2022, erano state inoltrate due offerte; una di D._____ di K._____, 

AB._____, per un carico con 75 mucche Highlander e una del Consorzio 

A._____ di C._____ per un carico con 260 pecore e 130 agnelli. Entrambi 

offrivano CHF 1'500.00. Si considerava che, visto che il bando di concorso 

non prevedeva il carico di ovini, si sarebbe dovuto valutare con il legale 

del Comune come procedere per l'assegnazione dell'alpe (cfr. doc. 12 

ricorrenti e doc. 3 seg. convenuto). 

9. Il Municipio rispondeva in data 9 novembre 2022 alle lettere del 31 ottobre 

2022, comunicando che la richiesta di partecipazione all'apertura non 

poteva essere accolta e notando che quella comunicazione sarebbe 

basata sui contenuti dell'art. 10 del Concordato intercantonale sugli appalti 

pubblici (CIAP; CSC 803.710; cfr. doc. 7 ricorrenti). 

10. Nella seduta del 14 novembre 2022 il Municipio decideva, considerato che 

il Consorzio A._____ avrebbe scritto nell'offerta che l'alpe sarebbe stata 

caricata solamente con ovini, di deliberare l'alpe a D._____, che l'avrebbe 

caricata con bovini. Si riteneva che la decisione si basava sui contenuti del 

bando di concorso, che prevedeva unicamente l'estivazione con bovini e 

caprini (cfr. doc. 12 ricorrenti).

11. Con e-mail del 14 novembre 2022 il Consorzio A._____ citava una parte 

dell'art. 10 CIAP e dell'art. 23 Ordinanza sugli appalti pubblici (Oap; CSC 

803.310 [questa è stata abrogata il 5 luglio 2022 con effetto al 1° ottobre 

2022]) e chiedeva al Comune di inviare una copia del verbale d'apertura 

delle offerte (cfr. doc. 8 ricorrenti). 

12. Il Municipio comunicava con missiva 18 novembre 2022 che la richiesta 

del 14 novembre 2022 non poteva essere favorevolmente evasa e 

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informava che l'Oap era stata abrogata con effetto 1° ottobre 2022 (cfr. 

doc. 9 ricorrenti). 

13. Con decisione di assegnazione del 18 novembre 2022, inviata per 

raccomandata (ricezione 23 novembre 2022, cfr. doc. 7 convenuto) al 

Consorzio A._____, il Municipio informava che nella sua seduta del 14 

novembre 2022 aveva deciso di assegnare l'affitto dell'Alpe E._____ per il 

periodo 1° gennaio 2023 – 31 dicembre 2028 a D._____, K._____. Se non 

d'accordo con l'assegnazione si poteva richiedere entro 10 giorni per 

iscritto al Municipio, una decisione appellabile e motivata che poteva poi 

essere impugnata al Tribunale amministrativo cantonale entro 30 giorni. 

Inoltre, su richiesta, il Municipio metteva a disposizione per visione il 

verbale della sua seduta (cfr. doc. 10 ricorrenti e doc. 7 convenuto). 

14. Con lettera raccomandata del 24 novembre 2022 il Consorzio A._____ 

chiedeva al Municipio l'invio di: verbale della discussione di precludere 

l'estivazione sull'Alpe E._____ solo ad alcune categorie di animali, verbale 

di Municipio del 7 novembre 2022 concernente l'apertura ed esame delle 

offerte con allegato il protocollo di apertura delle offerte, verbale di 

discussione per l'assegnazione del 14 novembre 2022 e copia del piano 

di gestione alpestre di D._____ (cfr. doc. 11 ricorrenti). 

15. Il Municipio rispondeva con lettera del 6 dicembre 2022, inviando l'estratto 

protocollo del Municipio del 7 novembre 2022 per le offerte inoltrate, il 

protocollo d'apertura delle offerte del 7 novembre 2022 e l'estratto 

protocollo Municipio del 14 novembre 2022 per l'assegnazione dell'alpe 

(cfr. doc. 12 ricorrenti).

16. Con e-mail del 7 dicembre 2022 il Consorzio A._____ comunicava di 

constatare che il Comune non avrebbe inviato il verbale della seduta di 

Municipio, nella quale si sarebbe discusso di escludere delle categorie di 

animali dal bando di concorso e, in special modo, gli ovini. Inoltre il 

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Comune non avrebbe accennato al fatto che, il 7 novembre 2022 il 

Municipio avrebbe deciso di interpellare il proprio legale, però, in seguito, 

non sarebbe stata data risposta come promesso per gli inizi di novembre 

e, oltretutto, mancherebbe il termine di ricorso come comunicato il 18 

novembre 2022. Si richiedeva di inviare il giorno stesso la corrispondenza 

mancante. 

17. Con ulteriore e-mail del 12 dicembre 2022 "Assegnazione alpe E._____ 

SOLLECITO" il Consorzio si riferiva alla delibera del 18 novembre 2022 e 

all'ivi contenuto termine di 10 giorni, sottolineando che il 24 novembre 

2022, con raccomandata, si avrebbe richiesto quanto necessario, ma la 

risposta del Comune sarebbe stata incompleta e, quindi, il 7 dicembre 

2022 il Consorzio avrebbe scritto una nuova e-mail. Si riteneva che 

attualmente non sarebbe ancora stato assegnato un termine di ricorso e 

la documentazione richiesta non sarebbe arrivata. Si richiedeva ancora di 

inviare quanto richiesto nonché la conferma di lettura (cfr. doc. 13 

ricorrenti).

18. In data 13 dicembre 2022 il Comune confermava la ricezione dell'e-mail 

(cfr. doc. 13 ricorrenti).

19. Il Consorzio A._____ (qui di seguito: ricorrenti, dato che è rappresentato 

da più persone) in data 16 gennaio 2023 interponeva ricorso al Tribunale 

amministrativo del Cantone dei Grigioni contro: la procedura di 

pubblicazione del concorso pubblico del 29 agosto 2022 riguardante 

l'affitto dell'Alpe E._____ a C._____, la delibera dell'offerta del 31 ottobre 

2022 e la delibera del Comune C._____ che aggiudica l'affitto dell'alpe 

[con decisione del 18 novembre 2022]. Questi i petiti qui riportati:

"1. La procedura del concorso indetto il 29 agosto 2022 dal Comune C._____ per l'affitto 

dell'alpe E._____-M._____ per il periodo 2023-2028 e le relative delibere in particolare la 

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delibera del 18 novembre 2022 rilasciata al Signor D._____ di K._____/AB._____ sono 

dichiarate nulle in subordine annullate. 

1.1. Conseguentemente è fatto ordine al Comune C._____ di pubblicare un nuovo 

concorso per il periodo 2024-2029. 

2. Protestate spese e ripetibili."

20. Con lettera del 18 gennaio 2023 al Comune e a D._____ (qui di seguito: 

convocato), codesto Tribunale trasmetteva l'istanza del 16 gennaio 2023 

e assegnava un termine per la presa di posizione.

21. Con presa di posizione del 2 marzo 2023 il Comune (qui di seguito: 

convenuto) chiedeva che il ricorso venisse respinto, nella misura in cui 

ammissibile, protestate spese e ripetibili più il 7,7% IVA.

22. I ricorrenti replicavano con scritto del 27 marzo 2023, chiedendo di 

risolvere come proposto da petito.

23. Con duplica del 23 maggio 2023 il convenuto confermava le sue richieste.

24. In data 8 giugno 2023 il giudice dell'istruzione comunicava alle parti 

coinvolte di non ritenere necessario un ulteriore scambio di scritti. Egli 

invitava le parti patrocinate e che avrebbero diritto al rimborso delle spese 

ripetibili giusta l'art. 78 cpv. 2 della Legge sulla giustizia amministrativa 

(LGA; CSC 370.100) a introdurre l'accordo sull'onorario e la nota 

d'onorario.

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II. Considerando in diritto:

1. Contestata è la decisione di assegnazione del 18 novembre 2022, che 

prevede l'assegnazione dell'affitto dell'Alpe E._____ al convenuto (cfr. 

doc. 10 ricorrenti). Per quanto attiene invece alla contestazione dei 

ricorrenti in merito alla procedura di pubblicazione del concorso pubblico 

circa l'affitto dell'Alpe E._____ del 29 agosto 2022 (cfr. doc. 1 e 2 

convenuto), questa è da considerare tardiva, in quanto i ricorrenti 

avrebbero dovuto reagire in maniera immediata a seguito della 

pubblicazione; ciononostante, a titolo abbondanziale, questo Tribunale 

entrerà nel merito della censura (vedi consid. 3.2.). Per quanto riguarda la 

contestata delibera dell'offerta del 31 ottobre 2022, che considera l'offerta 

dei ricorrenti non valevole, si ravvisa che tale contestazione è riassumibile 

sotto il profilo della decisione di assegnazione del 18 novembre 2022 e 

verrà così trattata nell'ambito dei seguenti considerandi. 

1.1. Riguardo alla competenza di codesto Tribunale si ravvisa che il convenuto 

dispone di un Regolamento agricolo (qui di seguito: RA) da lui rilasciato, il 

quale prevede, tra l'altro, che gli alpi comunali (tra questi anche E._____ 

con M._____) vengono messi in appalto dal Municipio e che la delibera è 

di competenza del Municipio (art. 2 RA "Alpi comunali"). Dato che tale RA 

regola anche l'appalto degli alpi, la decisione in questione è basata sul 

diritto pubblico (cfr. sentenza del Tribunale amministrativo [STA] R 11 111 

del 14 febbraio 2012 consid. 2.e). In ogni caso la decisione con la quale 

l'ente pubblico decide riguardo all'uso di beni pubblici (affitto di alpeggi) ha 

carattere di diritto pubblico (cfr. STA R 23 18 del 23 ottobre 2023 consid. 

6; sentenza del Tribunale federale [STF] 2C_889/2016 del 12 giugno 2017 

consid. 1.1). Inoltre l'art. 17 RA "Rimedi legali" prevede che le decisioni del 

Municipio fondate sul RA possono essere impugnate entro 30 giorni 

presso il Tribunale amministrativo cantonale. Infine, giusta l'art. 49 cpv. 1 

lett. a della LGA, il Tribunale amministrativo giudica i ricorsi contro 

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decisioni dei comuni, che non siano suscettibili di impugnazione presso 

un'altra istanza o non siano definitive secondo il diritto cantonale o 

federale. Da quanto suesposto risulta che la decisione comunale del 18 

novembre 2022 non può essere impugnata presso un'altra autorità. La 

competenza di questo Tribunale per giudicare il ricorso è pacifica. 

1.2. È poi controverso se la parte ricorrente possieda la legittimazione 

ricorsuale. 

1.2.1. Nella duplica il convenuto solleva la questione formale della legittimazione 

ricorsuale dei ricorrenti. Non sarebbe chiaro quale forma giuridica 

rivestirebbe il raggruppamento dei ricorrenti; nella misura in cui si 

sarebbero uniti come società semplice, questa non sarebbe legittimata a 

ricorrere in mancanza di personalità giuridica.  

1.2.2. A mente dell'art. 50 LGA, è legittimato ad inoltrare ricorso chiunque sia 

interessato dalla decisione impugnata e abbia un interesse tutelabile 

all'abrogazione o alla modifica della decisione o chiunque vi sia autorizzato 

in base ad una prescrizione speciale. Per la legittimazione ricorsuale sono 

presupposte e sottintese la capacità di essere parte e la capacità 

processuale, le quali sono disciplinate dal diritto civile (cfr. sentenza del 

Tribunale amministrativo federale [STAF], B-565/2015 del 4 ottobre 2016 

consid. 2.4.1.; vedi anche art. 11 e 12 Codice civile [CC; RS 210] e art. 66 

e 67 Codice di procedura civile [CPC; RS 272]). La capacità di essere 

parte rappresenta la possibilità di agire in qualità di parte nella procedura 

di ricorso. Ha capacità di essere parte chi gode dei diritti civili (cfr. anche 

art. 66 CPC, art. 11 CC). La società semplice non ha capacità di essere 

parte. In questo caso sono i membri a dover presentare il ricorso. La 

capacità processuale è data se la persona ricorrente ha l'esercizio dei 

diritti civili, cioè chi è maggiorenne e capace di discernimento (cfr. HÄNER, 

in: AUER, MÜLLER, SCHINDLER (Hrsg.), VwVG – Bundesgesetz über das 

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Verwaltungsverfahren, Kommentar, 2a ed., Zurigo, 2019, art. 48 n. 5 e 

rimandi; vedi anche artt. 11 ss. CC e art. 67 CPC).

L'art. 29 cpv. 1 Costituzione federale della Confederazione Svizzera (Cost; 

RS 101) vieta il formalismo eccessivo come forma speciale del diniego di 

giustizia. Questo è il caso se per una procedura vengono stabilite 

disposizioni formali rigorose, senza che la severità sia oggettivamente 

giustificata, se l'autorità gestisce le disposizioni formali con esagerato 

rigore o fissa requisiti eccessivi agli atti scritti e ostacola in modo 

inammissibile la via legale ai giustiziabili. Certamente nella pratica 

(procedurale) le formalità procedurali sono indispensabili. Dunque non 

tutte le disposizioni procedurali rigide sono in contrasto con l'art. 29 cpv. 1 

Cost. Il formalismo eccessivo è solo dato se l'applicazione rigorosa delle 

disposizioni formali non è giustificata da alcun interesse degno di 

protezione, diventa fine a sé stessa e rende insostenibilmente difficile o 

impedisce la realizzazione del diritto materiale (cfr. STF 6B_522/2021 del 

6 settembre 2021 consid. 1.3.4).

Il convenuto ha ragione quando ritiene che, nella misura in cui i ricorrenti 

si sarebbero uniti come società semplice, quest'ultima non sarebbe 

legittimata a ricorrere. Però una tale censura è da considerare 

eccessivamente formalistica, in quanto, sebbene per la società semplice 

la capacità di essere parte non è data, sono qui note le persone che fanno 

parte del consorzio ricorrente, cioè F._____, G._____, B._____ e 

B.A._____ e H._____. Oltre a ciò, dal ricorso del 16 gennaio 2023 e dalla 

replica del 27 marzo 2023, firmati da queste cinque persone, si deduce 

che i membri del consorzio hanno presentato (congiuntamente) il ricorso 

(cfr, HÄNER, op. cit. art. 48 n. 5). Si presuppone che il godimento dei diritti 

civili e la capacità di discernimento (cfr. art. 11 e 16 CC) nonché il requisito 

dell'età (cfr. art. 14 CC) siano soddisfatti e che i cinque membri del 

consorzio abbiano pertanto la capacità di essere parte e la capacità 

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processuale. Di conseguenza la legittimazione ricorsuale è ritenuta in casu 

data. 

1.3. È poi controverso se il ricorso sia stato inoltrato in modo tempestivo.

1.3.1. I ricorrenti ritengono nel ricorso che il 6 dicembre 2022 [lettera, cfr. doc. 12 

ricorrenti] il convenuto non gli avrebbe assegnato un termine di ricorso. 

Inoltre il 7 e 12 dicembre [2022] tramite e-mail avrebbero sollecitato il 

convenuto per avere quanto già richiesto (tra l'altro anche il termine di 

ricorso) con raccomandata del 24 novembre 2022, ma sarebbe solo 

pervenuta la conferma di lettura dell'email. Nella replica i ricorrenti 

aggiungono che nella sentenza del 18 novembre 2022 sarebbe mancato 

ogni accenno risp. riferimento ai rimedi di diritto. Ciò avrebbe creato una 

situazione illegale e lesiva della sicurezza del diritto; circostanza, questa, 

che determinerebbe che il termine non inizierebbe a decorrere. La 

procedura avrebbe tratto in inganno i ricorrenti e non sarebbe stata 

condotta in buona fede; la decisione sarebbe senza base legale e di per 

sé nulla. L'assegnazione del termine di 10 giorni accrescerebbe lo stato di 

insicurezza del diritto. L'indicazione dei rimedi di diritto non sarebbe una 

normativa d'ordine. Il ricorso sarebbe stato inoltrato senza che i ricorrenti 

fossero a conoscenza effettiva del rimedio giuridico. 

1.3.2. Il convenuto reputa che la comunicazione del 18 novembre 2022, vista 

l'ingerenza nella posizione giuridica dei partecipanti, rappresenterebbe già 

una decisione impugnabile. Quindi, per procedere correttamente, tale 

decisione avrebbe dovuto indicare il termine di ricorso di 30 giorni a questo 

Tribunale. Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale le parti non 

potrebbero subire alcun pregiudizio da una notificazione viziata a causa 

della mancanza, dell'incompletezza o dell'inesattezza dell'indicazione dei 

rimedi giuridici. Tuttavia, non tutte le notifiche viziate sarebbero nulle tout 

court. La tutela giurisdizionale perseguita sarebbe già adempiuta se una 

notificazione oggettivamente viziata, nonostante il suo vizio, raggiunge il 

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suo scopo, ciò che sarebbe da esaminare secondo le circostanze del 

singolo caso e seguendo i principi della buona fede, della tutela della 

fiducia e della certezza del diritto. Un tale atto amministrativo dovrebbe 

essere rimesso in discussione entro un termine ragionevole. I ricorrenti 

non godrebbero della protezione dell'affidamento se essi avessero potuto 

riconoscere il vizio unicamente consultando le pertinenti disposizioni di 

procedura. Tuttavia soltanto una grave mancanza di diligenza processuale 

sarebbe in grado di controbilanciare l'indicazione errata dei rimedi giuridici. 

Lo scritto del convenuto avrebbe indicato i rimedi giuridici di 10 e 30 giorni. 

I ricorrenti non avrebbero richiesto il rilascio di una decisione impugnabile 

entro 10 giorni (nemmeno in un secondo tempo con scritto del 24 

novembre 2022, con il quale avrebbero richiesto diversi verbali di 

riunione), ma, vista l'indicazione sullo scritto, sarebbero stati a conoscenza 

del termine di ricorso di 30 giorni. Lo scritto del 18 novembre 2022 sarebbe 

stato notificato il 23 novembre (cfr. doc. 7 convenuto) e il termine di ricorso 

sarebbe scaduto il 9 gennaio 2023. Pertanto il ricorso datato 16 gennaio 

2023 sarebbe tardivo e inammissibile.  

1.3.3. Giusta la giurisprudenza del Tribunale federale, le decisioni viziate di 

norma non sono nulle, ma solo impugnabili e, se non impugnate, diventano 

legalmente valide. Sono nulle solo quando il vizio ad esse collegato è 

particolarmente grave, se si dimostra evidente o almeno facilmente 

riconoscibile e se la certezza nel diritto, ritenendo la nullità, non è 

seriamente compromessa. Solo in casi eccezionali i vizi del contenuto di 

una decisione comportano la nullità. Quali motivi di nullità sono 

innanzitutto da considerare l'incompetenza funzionale e per materia 

dell'autorità decisionale nonché gravi errori procedurali. La nullità deve 

essere osservata d'ufficio in ogni momento e da tutte le autorità statali (cfr. 

STF 1C_381/2022 dell'8 settembre 2023 consid. 2.1 e rimandi). Il 

Tribunale federale non ha ritenuto nulla una decisione che non era stata 

designata come tale e che non conteneva un'indicazione dei rimedi 

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giuridici; esso riteneva però la notificazione viziata e che il ricorrente non 

dovesse subire alcun pregiudizio da questa circostanza (cfr. STF 

1C_381/2022 dell'8 settembre 2023 consid. 2.2). 

Secondo un principio giuridico generale del diritto processuale pubblico, 

derivante dall'art. 29 cpv. 1 e 2 Cost. nonché dall'art. 5 cpv. 3 e art. 9 Cost., 

quale concretizzazione del principio della buona fede, una parte non deve 

subire alcun pregiudizio per via della notificazione viziata di una decisione. 

Si applicano i criteri della tutela della fiducia (cfr. STF 9C_398/2018 del 13 

settembre 2018 consid. 3.3.1; HÄNER, op. cit., art. 38 n. 1-3; vedi anche 

art. 49 Legge sul Tribunale federale [LTF; RS 173.110]; art. 38 Legge 

federale sulla procedura amministrativa [PA; RS 172.021]). Ci sono però 

anche dei limiti, per esempio se la notificazione viziata fosse stata 

facilmente riconoscibile come tale, la tutela della fiducia non sarebbe più 

data. Tuttavia solo una grave negligenza procedurale della parte 

interessata può compensare una notificazione viziata. Inoltre per la 

riconoscibilità sono da valutare anche aspetti come: l'evidenza di un vizio, 

il background lavorativo delle persone colpite – si applicano standard più 

severi a persone esperte di diritto – l'esperienza nel rapporto con le 

autorità, nonché il livello di istruzione e le conoscenze linguistiche degli 

interessati (cfr. HÄNER, op. cit., art. 38 n. 4-6). La parte interessata deve 

poi aver fatto delle disposizioni, che non possono essere invertite senza 

svantaggi; regolarmente quindi si tratta di un rimedio giuridico che non 

viene presentato o presentato ma in modo non corretto (cfr. HÄNER, op. 

cit., art. 38 n. 7). Il principio sopracitato, che prevede che una parte non 

deve subire alcun pregiudizio per via della notifica viziata di una decisione, 

ha come conseguenza che il ricorso in determinate circostanze possa 

ancora essere presentato anche dopo la scadenza del termine di legge. 

La principale conseguenza della tutela della fiducia nel singolo caso è 

infatti l'impegno dello stato nei confronti della base di fiducia creata, il che 

significa concretamente che un ricorso è riconosciuto come valido 

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nonostante i vizi quali tipicamente il ritardo. Di quanto si possa superare il 

termine dipende dalle circostanze del caso singolo; si devono in 

particolare soppesare, l'uno contro l'altro, gli aspetti della tutela della 

fiducia e della sicurezza nel diritto (PTA 2015 n. 18). Il summenzionato 

principio non ha come conseguenza che si può semplicemente aspettare 

per inoltrare un ricorso, ma la parte interessata deve dare a capire entro 

un periodo di tempo "ragionevole" di non voler accettare la decisione 

viziata (cfr. HÄNER, op. cit., art. 38 n. 8-10; PTA 2015 n. 18). La singola 

protezione della fiducia riguardo a una notificazione viziata pregiudica 

sempre la sicurezza del diritto. Chiunque ha riconosciuto l'erroneità 

dell'indicazione dei rimedi giuridici o avrebbe dovuto riconoscerla con 

ragionevole attenzione non può invocare il suddetto principio (cfr. PTA 

2015 n. 18 con rimandi; vedi anche STA U 17 79 del 3 ottobre 2017 consid. 

2.d.)

Per quanto riguarda il formalismo eccessivo si rimanda al consid. 1.2.2.

1.3.4. Innanzitutto l'art. 22 cpv. 2 LGA prevede che, qualora manchi l'indicazione 

dei mezzi d'impugnazione, l'impugnazione è ammessa entro due mesi 

dalla comunicazione della decisione. L'articolo non è qui applicabile in 

quanto concretamente non manca l'indicazione dei rimedi giuridici, ma tale 

indicazione è viziata (cfr. STA U 17 79 del 3 ottobre 2017 consid. 2d.; PTA 

2015 n. 18). 

Si constata che il convenuto nella decisione del 18 novembre 2022 non ha 

nominato articoli di legge che prevedono di concedere un breve termine 

alle persone coinvolte al fine di richiedere una decisione impugnabile e 

motivata. Si nota che l'art. 17 RA "Rimedi legali" prevede che le decisioni 

del Municipio fondate sul RA possono essere impugnate entro 30 giorni 

presso questo Tribunale. Quindi, come giustamente osservato dal 

convenuto stesso, la decisione del 18 novembre 2022 è da considerare 

quale decisione con una notificazione viziata, ossia senza corretta 

- 15 -

indicazione dei rimedi giuridici. Contrariamente al parere dei ricorrenti, la 

decisione non è però nulla, dato che in casu non si tratta di un vizio 

particolarmente grave (vedi anche STF 1C_381/2022 dell'8 settembre 

2023 consid. 2.2).  

Si ricorda che una parte non deve subire alcun pregiudizio per via della 

notificazione viziata di una decisione. Visto che i ricorrenti non sono 

rappresentati da un legale (né è stato affermato o si deduce che essi siano 

esperti di diritto), non si applicano standard severi. Inoltre la notificazione 

viziata non era facilmente riconoscibile come tale, in quanto il singolo 

termine di 30 giorni era giusto se confrontato con il RA, quindi si poteva, a 

maggior ragione, supporre che lo fosse anche l'altro termine di 10 giorni. I 

ricorrenti infatti sembrano non avere compreso appieno l'indicazione dei 

rimedi giuridici. Da quanto si evince dai memoriali scritti e dalla 

documentazione agli atti, loro supponevano che, chiedendo la 

documentazione e l'indicazione dei termini ricorsuali – essi l'hanno tra 

l'altro richiesta la prima volta entro 10 giorni, come previsto dalla decisione 

del convenuto (cfr. doc. 10-11 ricorrenti) –, avrebbero ottenuto una 

decisione motivata e impugnabile e gli sarebbe poi stato fissato un termine 

per inoltrare ricorso (vedi scritti del 24 novembre, del 7 e del 12 dicembre 

2022). Infatti anche il 7 dicembre 2022 i ricorrenti scrivevano al convenuto 

"cosa più importante manca il termine di ricorso come da voi scritto il 18 

novembre 2022" e in data 12 dicembre 2022 "[…] a 3 settimane dalla 

delibera non ci è stato ancora assegnato un termine di ricorso […] pertanto 

vi invitiamo ad inviarci quanto richiesto senza più lungaggine" (cfr. doc. 12 

ricorrenti). Tale agire dimostra che i ricorrenti, in seguito alla 

comunicazione della decisione, non hanno esitato ad attivarsi e hanno 

comunque richiesto chiarimenti. Il convenuto, insistendo sul fatto che i 

ricorrenti non hanno richiesto esplicitamente una decisione impugnabile, 

agisce in modo eccessivamente formalistico. 

- 16 -

Non si può dunque partire dal presupposto che i ricorrenti dovevano 

inoltrare il ricorso entro 30 giorni dalla comunicazione della decisione del 

18 novembre 2022. Anzi il ricorso può essere presentato anche dopo la 

scadenza del termine legale, fintanto che il destinatario impugni la 

decisione entro un termine ragionevole. Anche volendo tener conto del 

termine di ricorso di 30 giorni, calcolando la ricezione del 23 novembre 

2022 della decisione in questione (cfr. doc. 7 convenuto) e le ferie 

giudiziarie, questo termine scadeva il 9 gennaio 2023. I ricorrenti hanno 

sollecitato l'ultima volta il convenuto il 12 dicembre 2022 con la richiesta di 

documentazione e con la richiesta di un termine di ricorso e il convenuto 

non ha reagito (cfr. doc. 12-13 ricorrenti). Considerando tutto quanto 

suesposto, si ritiene che il ricorso del 16 gennaio 2023 – esattamente una 

settimana in seguito al termine del 9 gennaio 2023 e all'incirca un mese 

dopo aver sollecitato per la seconda volta il convenuto – è stato presentato 

entro un termine ragionevole e codesto Tribunale entra così nel merito del 

ricorso. 

1.4. In conclusione, in richiamo di quanto sopra, si ritiene che la competenza 

del Tribunale amministrativo per statuire in merito al ricorso in questione è 

data. La legittimazione è pure data, il ricorso è tempestivo e rispondente 

alle condizioni di forma (cfr. art. 38 LGA). Il ricorso è dunque ricevibile e 

questo Tribunale entrerà nel merito.

1.5. I ricorrenti fanno valere analogamente una violazione del diritto di essere 

sentiti. 

1.5.1. I ricorrenti ritengono nel ricorso che il 13 ottobre 2022 avrebbero inviato 

una raccomandata al convenuto, richiedendo la ripubblicazione del 

concorso (poiché ritenevano il concorso illegale dato che violante il RA e 

discriminante) e avrebbero sollecitato il convenuto il 24 ottobre 2022 

tramite e-mail. Il convenuto avrebbe poi risposto il 25 ottobre 2022, 

ritenendo che avrebbe comunicato una risposta non prima d'inizio 

- 17 -

novembre. Sarebbe evidente che il convenuto avrebbe voluto rispondere 

alla raccomandata solo a inizio novembre a concorso già scaduto e ciò 

rappresenterebbe un diniego di giustizia. Inoltre, con scritto del 31 ottobre 

2022 essi avrebbero richiesto al convenuto di essere presenti all'apertura 

delle offerte, ma ciò sarebbe stato negato. I ricorrenti si lamentano altresì 

del fatto che, sebbene avessero richiesto il 24 novembre 2022 (con 

solleciti del 7 e 12 dicembre 2022) il verbale iniziale sulla discussione di 

escludere gli ovini dal concorso, la relazione sulla gestione alpestre del 

convocato come anche il termine di ricorso impugnabile, tale 

documentazione non sarebbe mai stata consegnata e il termine non 

assegnato. Oltretutto il convenuto non avrebbe informato i ricorrenti 

riguardo a quanto avrebbe detto il legale del Comune per come procedere 

all'assegnazione dell'alpe, visto che il bando di concorso non prevedeva il 

carico di ovini (vedi estratto protocollo Municipio seduta del 7 novembre 

2022). Il convenuto avrebbe operato in mala fede, nell'illegalità e 

nell'abuso del diritto e di autorità. Nella replica i ricorrenti aggiungevano 

che la mancanza dell'indicazione dei rimedi diritto nella decisione del 18 

novembre 2022 violerebbe il loro diritto di essere sentiti. 

1.5.2. Il convenuto nella presa di posizione riteneva che con e-mail del 12 ottobre 

2022 i ricorrenti sarebbero stati informati in merito ai motivi alla base della 

limitazione delle specie animali. Oltre a quanto precede, essi sarebbero 

stati a conoscenza del Concetto N._____ (qui di seguito: Concetto). In 

questo contesto il diritto sugli appalti pubblici non si applicherebbe all'affitto 

di fondi (art. 10 CIAP) e la LA applicabile in casu non prevedrebbe 

l'apertura pubblica delle offerte. Il convenuto avrebbe comunicato ai 

ricorrenti già con scritto del 9 novembre 2022, dunque prima dell'apertura 

delle offerte, che non sarebbe stata effettuata un'apertura pubblica di 

queste. Infine, con scritto del 6 dicembre 2022 il convenuto avrebbe inviato 

ai ricorrenti tre verbali delle sedute di Municipio, così ottemperando alla 

- 18 -

richiesta dei ricorrenti del 24 novembre 2022. Nella duplica il convenuto 

sottolineava che avrebbe trattato i candidati in modo imparziale. 

1.5.3. Il diritto di essere sentito, che va trattato preliminarmente in quanto è una 

garanzia di natura formale, si deduce dall'art. 29 cpv. 2 Cost., il quale lo 

sancisce espressamente quale garanzia procedurale (cfr. PTA 2017 4 

consid. 4.c, STA U 2015 12 del 23 maggio 2017 consid. 3.a, U 2018 13 

del 5 novembre 2019 consid. 2.3.3, STF 1C_381/2022 dell'8 settembre 

2023 consid. 2.3 e rimandi). Si tratta del diritto centrale di partecipazione 

nel procedimento amministrativo. Serve, da un lato, a chiarire i fatti e, 

dall'altro, costituisce un diritto di partecipazione personale delle parti. Il 

diritto di partecipazione comprende il diritto dei privati nei procedimenti 

svolti dinanzi a un'autorità amministrativa o giudiziaria di essere ascoltati 

nella loro richiesta, di avere accesso agli atti e di potersi esprimere 

riguardo ai punti essenziali per la decisione. Lo scopo del diritto 

costituzionale è che una parte debba essere orientata sulle disposizioni a 

suo scapito che l’autorità intende prendere, in modo tale che possa 

determinarsi sugli aspetti essenziali della questione prima che venga 

emanato il provvedimento (cfr. STF 1C_381/2022 dell'8 settembre 2023 

consid. 2.3 e rimandi; STA U 2015 12 del 23 maggio 2017 consid. 3.a e 

rimandi; U 2009 19 del 15 dicembre 2009 consid. 3.a, PTA 2017 4 consid. 

4.c). In linea di principio il diritto di esaminare gli atti si estende a tutti i 

documenti che sono idonei a costituire una base per la successiva 

decisione, ovvero sono o potrebbero essere rilevanti per la decisione. 

Decisivo per la concessione o il rifiuto dell'accesso agli atti è se i documenti 

in questione contengono conclusioni sulla fattispecie o se sono di natura 

probatoria. Un'eccezione esiste per gli atti di corrispondenza interna 

all'amministrazione. A mente della giurisprudenza del Tribunale federale 

in merito all'art. 29 cpv. 2 Cost., dal diritto di essere sentito non si deduce 

un diritto di esaminare i documenti amministrativi interni (per es. bozze, 

domande, note, relazioni, documenti ausiliari, ecc.), in quanto deve essere 

- 19 -

impedito che il parere interno all'amministrazione riguardo ai documenti 

decisivi e alle decisioni motivate rilasciate sia integralmente divulgato al 

pubblico (DTF 129 IV 141 consid. 3.3.1, 125 II 473 consid. 4a; STF 

1C_433/2022 del 12 dicembre 2023 consid. 3.3). 

Per quanto riguarda il materiale richiesto dai ricorrenti ma non ricevuto, 

ovvero il verbale iniziale riguardante la discussione di escludere gli ovini 

dal concorso, si ritiene che, come giustamente ritenuto dal convenuto, 

quest'ultimo, con e-mail del 12 ottobre 2022 aveva già risposto alla 

domanda dei ricorrenti circa il perché il concorso fosse solo per bestiame 

bovino e caprino (cfr. doc. 2 ricorrenti). Nella presa di posizione a codesto 

Tribunale il convenuto si è poi espresso in modo più approfondito al 

riguardo, però la motivazione di base era già stata data in precedenza ai 

ricorrenti. Un verbale di discussione di tale tematica apparentemente non 

esiste. Avendo i ricorrenti ricevuto una motivazione sufficiente già in data 

12 ottobre 2022, cioè entro sei giorni dalla loro domanda nonché prima 

della decisione di assegnazione risp. del termine di scadenza del 

concorso, il loro diritto di essere sentiti è stato rispettato. Inoltre, in tale 

lamentela, al contrario di quanto asserito dai ricorrenti, per gli stessi motivo 

non è ravvisabile un diniego di giustizia (cfr. al riguardo STF 1B_579/2020 

del 3 febbraio 2021 consid. 3). La censura è dunque infondata.

Riguardo alla lagnanza relativa alla mancata notifica della relazione sulla 

gestione alpestre del convocato si ritiene che questa è infondata, in quanto 

il convocato ha compilato il modulo d'offerta, includendovi tutte le 

informazioni pertinenti (cfr. doc. 4 convenuto). Al convenuto, che in 

assenza di una relazione sulla gestione del convocato non ha trasmesso 

la rispettiva documentazione ai ricorrenti – che tuttavia non avevano 

richiesto in visione il modulo d'offerta del convocato –, non si può dunque 

rimproverare di essere incorso in un errore.

- 20 -

Per quanto attiene alla rimostranza che il convenuto non avrebbe 

informato i ricorrenti in merito alle conclusioni del legale del Comune per 

come procedere nell'assegnazione, si rileva che tale atto è da considerare 

quale documento interno del convenuto e, come tale, non è compreso dal 

diritto di esaminare gli atti. Anche questa censura è pertanto infondata.

Per quanto riguarda la presunta mancanza dell'indicazione dei rimedi di 

diritto sulla decisione del 18 novembre 2022 si precisa che i rimedi giuridici 

non erano mancanti, ma erano stati indicati (sebbene viziati). Per il resto 

si rimanda al consid. 1.3.

È tuttavia da rimproverare al convenuto, sotto l'aspetto della mancata 

buona fede, che nella sua risposta del 25 ottobre 2022 egli comunicava di 

poter rispondere non prima dell'inizio di novembre (cfr. doc. 3-4 ricorrenti) 

– cosa che poi non veniva fatta –, sebbene il termine per il concorso per 

l'affitto dell'alpe scadeva il 31 ottobre 2022. La questione che si pone ora 

è come affrontare la violazione del diritto di essere sentito; quindi se il vizio 

di forma può essere sanato in questa sede. Le decisioni erronee sono 

decisioni nulle tra l'altro se il vizio ad esse inerente è particolarmente 

grave. Una violazione – non particolarmente grave – del diritto di essere 

sentito, può essere eccezionalmente considerata "sanata" se alla persona 

interessata viene data l'opportunità di esprimersi dinanzi a un'autorità di 

ricorso che può riesaminare gli aspetti interessati dalla violazione del diritto 

di essere sentito con la stessa cognizione dell'istanza inferiore, anche se 

questo comporta inevitabilmente la perdita di un'istanza. In via 

eccezionale, anche nel caso di una grave violazione del diritto di essere 

sentito, si può rinunciare a un rinvio all'istanza inferiore se ciò comportasse 

solo un formalismo inutile e portasse quindi a inutili ritardi, non compatibili 

con l'interesse delle parti colpite a una valutazione rapida del caso (cfr. 

STA U 2015 12 del 23 maggio 2017 consid. 3.a e rimandi, U 2014 52 del 

15 dicembre 2017 consid. 4.c, STF 2C_164/2022 del 23 febbraio 2023 

consid. 3.4). In casu il vizio non è da considerare particolarmente grave. 

- 21 -

Concretamente l'errore procedurale risiede nella mancata risposta (prima 

del termine di inoltro del concorso risp. prima della decisione di 

assegnazione) del convenuto ai ricorrenti. Ora, dinanzi a questo Tribunale 

i ricorrenti hanno fatto uso in modo completo della possibilità di esprimersi 

(e hanno ricevuto altrettanti dettagli e risposte dal convenuto) riguardo alla 

fattispecie. Quindi si ritiene che il diritto di essere sentiti è stato così sanato 

in questa sede. A titolo completivo si ritiene tuttavia che, visto il 

comportamento passivo del convenuto e visti i tempi serrati prima della 

scadenza del concorso, i ricorrenti avrebbero potuto e dovuto, se lo 

ritenevano necessario, reagire subito, impugnando il bando di concorso 

pubblicato oppure ricorrere a codesto Tribunale per denegata giustizia.

Per quanto riguarda la richiesta dei ricorrenti del 31 ottobre 2022 di essere 

presenti all'apertura delle offerte, questa è stata evasa dal convenuto con 

lettera del 9 novembre 2022 e con riferimento all'art. 10 CIAP. Si sottolinea 

che nei testi di legge pertinenti – come rettamente ritenuto dal convenuto 

– quali il RA oppure la LA, l'Ordinanza sull'agricoltura (CSC 910.050; qui 

di seguito: OA), come anche la Legge federale sull'affitto agricolo (LAAgr; 

RS 221.213.2) e il diritto preferenziale per alpi e diritto di godimento per gli 

interessati al di fuori Cantone (CSC 910.810, qui di seguito: DPA), non è 

prevista l'apertura pubblica delle offerte. Inoltre alla fattispecie qui in 

esame non è applicabile il CIAP (cfr. art. 10 cpv. 1 lett. b CIAP; vedi anche 

sotto consid. 2). Quindi al convenuto non può essere mosso il rimprovero 

di non aver fatto presenziare i ricorrenti all'apertura delle offerte; oltre a 

ciò, tale decisione gli è anche stata comunicata. Ciononostante, al 

contrario di quanto ritenuto dal convenuto, tale comunicazione è stata fatta 

in seguito all'apertura delle offerte del 7 novembre 2022 (cfr. doc. 7 e 12 

ricorrenti), circostanza, questa, che potrebbe rappresentare una violazione 

del diritto di essere sentito. In ogni caso, anche questo eventuale vizio non 

è da considerare come particolarmente grave e, come già riportato 

- 22 -

poc'anzi, il diritto di essere sentiti sarebbe sanato in questa sede. La 

censura è quindi infondata. 

Il reclamo dei ricorrenti in questo senso è da respingere. 

2. Riguardo al diritto applicabile si ritiene che il CIAP non è applicabile al caso 

concreto, dato che la procedura riguarda l'affitto di un alpe (cfr. art. 10 cpv. 

1 lett. b CIAP). Le disposizioni parallele della concessione e dell'appalto 

hanno valenza orientativa. Sono poi da considerare il RA, nonché la LA e 

l'OA, come anche il DPA e la LAAgr. 

3. Si affrontano ora le questioni materiali.  

3.1. Riguardo alla successione per l'affitto agricolo si ravvisa quanto segue.

3.1.1. Nella presa di posizione il convenuto ritiene che l'alpeggio sarebbe stato a 

lungo affittato ad O._____, deceduto nel settembre 2021. Il convenuto 

avrebbe quindi rescisso il contratto di affitto esistente per il 30 aprile 2022 

conformemente all'art. 18 LAAgr. Da B._____, figlia di O._____, che 

avrebbe caricato l'alpeggio con e per suo padre, non sarebbe giunta 

nessuna dichiarazione di subentro nel contratto di affitto entro il termine 

dell'art. 18 cpv. 2 LAAgr. Date tali circostanze ed essendo già scaduti i 

termini per la nuova messa a concorso dell'alpeggio per l'anno 2022, dopo 

aver consultato l'Ufficio dell'agricoltura e della geoinformazione del Canton 

Grigioni, il convenuto avrebbe deciso di affittare l'alpeggio ad interim al 

convocato per il 2022. Nella duplica il convenuto precisa che, a seguito del 

decesso, con scritto del 27 ottobre 2021, sarebbero stati contattati gli 

eredi, ma nessuno di essi avrebbe chiesto di subentrare nel contratto ai 

sensi dell'art. 18 cpv. 2 LAAgr. Il 5 maggio 2022 il convenuto avrebbe poi 

messo a concorso l'affitto per l'anno 2022. Si sarebbero candidati il 

convocato e una ricorrente (F._____), ma quest'ultima avrebbe ridotto il 

- 23 -

contratto d'affitto da CHF 1'500.00 a CHF 500.00 senza ulteriori 

giustificazioni.

3.1.2. I ricorrenti nella replica ritengono che dal 1964 l'alpe sarebbe stato affittato 

senza interruzione ad O._____ fino al suo decesso. Il convenuto avrebbe 

poi rescisso il contratto valido fino al 30 aprile 2022. Alla figlia (qui 

ricorrente) B._____, che dal 2011 avrebbe estivato le proprie centinaia di 

ovini, sarebbe stata inviata una lettera che la informava di non poter 

estivare le pecore in quanto dopo la seconda distruzione nell'autunno del 

2021 del sentiero principale che porta all'alpe, non sarebbe stato garantito 

l'accesso. Il Municipio non avrebbe accennato alla possibilità di subentrare 

nel contratto. Al concorso di maggio 2022 per l'alpe avrebbero partecipato 

il convocato (poi scelto) e F._____. 

3.1.3. O._____, fino al suo decesso a settembre 2021, affittava l'alpe in 

questione e la figlia qui ricorrente (B._____) caricava l'alpeggio con e per 

il padre. Il contratto di affitto è poi stato risolto in data 27 ottobre 2021 con 

effetto 30 aprile 2022 (cfr. doc. 19-23 convenuto). Né la figlia ricorrente, 

né altri hanno dichiarato di voler subentrare nel contratto entro 30 giorni 

secondo l'art. 18 cpv. 2 LAAgr. Indiscusso è che il 5 maggio 2022 il 

convenuto ha messo a concorso l'appalto per l'Alpe E._____ per il periodo 

di un anno (2022, cfr. doc. 24 convenuto). È stato poi scelto il convocato, 

sia perché non ha modificato i vari punti del contratto d'affitto, sia perché 

ha garantito il carico con una cinquantina di bovini; ciò che permette lo 

sfruttamento adeguato del pascolo (cfr. doc. 25 convenuto). È inoltre 

indiscusso che nelle lettere di disdetta del 27 ottobre 2021 il convenuto 

non ha reso attento nessuno del diritto secondo l'art. 18 cpv. 2 LAAgr 

(apparentemente una tale informazione non è in generale mai avvenuta), 

ma chiedeva cortesemente di liberare l'oggetto e di restituirlo 

correttamente.

- 24 -

L'art. 18 cpv. 2 LAAgr specifica solo che, se la disdetta è data dal locatore, 

un discendente, il coniuge o il partner registrato dell’affittuario può 

dichiarare entro 30 giorni di subentrare nel contratto. In caso di concorso 

di aventi diritto, il locatore designa colui che subentrerà nel contratto. Né 

dottrina, né giurisprudenza, né il Messaggio concernente la Legge 

federale sull'affitto agricolo (LAAgr) dell'11 novembre 1981, FF 1982 I 257, 

p. 281 s., prevedono ulteriori obblighi se la disdetta è data dal locatore. 

Quindi il convenuto non ha agito in maniera illecita se non ha informato gli 

interessati della possibilità di subentrare nel contratto ai sensi dell'art. 18 

cpv. 2 LAAgr. Piuttosto il convenuto aveva l'obbligo secondo l'art. 4 cpv. 3 

LA i.c.c. l'art. 2 LA, visto il cambiamento dell'affittuario, di mettere a 

concorso gli alpi destinati all'affitto, tra i quali anche E._____, cosa che il 

convenuto ha giustamente fatto in data 5 maggio 2022 (cfr. doc. 24 

convenuto). In tal senso il convenuto ha agito correttamente.

3.2. I ricorrenti fanno valere diversi vizi di forma riguardanti la pubblicazione. 

Tali obiezioni, sollevate per la prima volta in sede di ricorso, sono però 

tardive. Infatti, di fronte a tali presunte irregolarità della pubblicazione del 

bando di concorso, i ricorrenti avrebbero dovuto reagire immediatamente 

e non aspettare l’esito per loro negativo del concorso per poi rimettere in 

discussione questioni che avrebbero eventualmente potute essere sanate 

prima dell'assegnazione (cfr. STA U 22 78 del 4 aprile 2023 consid. 3, U 

13 63 dell'8 ottobre 2013 consid. 2). Nella misura in cui a titolo eccezionale 

si entra in merito alle censure, come si vedrà di seguito, queste sono da 

respingere. 

3.2.1. I ricorrenti fanno valere una pubblicazione tardiva del bando di concorso.

3.2.1.1. Nel ricorso i ricorrenti ritengono che, ai sensi dell'art. 4 cpv. 3 LA, farebbe 

stato per il diritto preferenziale la data dell'art. 1 DPA, cioè si dovrebbero 

mettere a concorso gli alpi sul Foglio Ufficiale Cantonale del Cantone dei 

Grigioni entro il 1° agosto. Il convenuto avrebbe pubblicato il concorso il 

- 25 -

29 agosto 2022 in violazione della legge. Nella replica i ricorrenti 

aggiungono che, se il convenuto avesse pubblicato il concorso nei termini 

legali, avrebbero avuto più tempo di informarsi sulle motivazioni 

dell'esclusione degli ovini, così da eventualmente valutare la possibilità di 

inoltrare un'offerta per gli alpi di P._____ o Q._____ e R._____ nel 

Comune di S._____. I tre concorsi sarebbero scaduti il 31 ottobre 2022 e 

sarebbe stato perciò impossibile avere il tempo materiale per visitare gli 

alpi per valutarne l'idoneità (cfr. doc. 28 ricorrenti). L'agire del convenuto 

avrebbe fortemente danneggiato i ricorrenti e ciò per tutta la durata del 

contratto previsto. Sia i ricorrenti che i clienti con i cani da protezione, 

avrebbero dovuto trovare un'altra sistemazione, ciò che comporterebbe 

per gli animali stress, malattie, ecc.

3.2.1.2. Il convenuto ritiene corretto che il bando di concorso avrebbe dovuto 

essere pubblicato entro il 1° agosto 2022 (cfr. art. 4 cpv. 3 LA i.c.c. l'art. 1 

DPA): la pubblicazione in casu sarebbe stata tardiva. Il convenuto chiede 

quale sarebbe la procedura in tal caso, vista l'assenza di prassi e 

giurisprudenza in materia. Il summenzionato termine sarebbe un termine 

ordinatorio, né il convenuto né gli interessati subirebbero pregiudizi in caso 

di ritardo, tuttalpiù che tutti gli interessati avrebbero avuto la possibilità di 

candidarsi. Nella duplica il convenuto sottolinea che, sebbene il concorso 

per l'alpe del Comune di S._____ scadesse anche il 31 ottobre 2022 e il 

concorso per l'Alpe E._____ fosse stato tardivo, ai ricorrenti sarebbero 

comunque rimasti due mesi per candidarsi anche presso il Comune di 

S._____. Inoltre, l'Alpe di P._____ [di S._____] sarebbe allo stato ancora 

disponibile in quanto non affittato. Essendo confinante con l'Alpe E._____, 

i ricorrenti lo conoscerebbero bene.

3.2.1.3. Secondo l'art. 4 cpv. 3 LA i.c.c. l'art. 1 DPA il concorso per l'affitto dell'alpe 

doveva essere pubblicato entro il 1° agosto 2022, come giustamente 

osservato da entrambe le parti. 

- 26 -

Per quanto riguarda le conseguenze dell'inosservanza di un termine, la 

dottrina e la giurisprudenza distinguono tra termini di perenzione e termini 

ordinatori. I termini di perenzione sono caratterizzati dal fatto che un diritto 

materiale o procedurale si estingue se l'atto richiesto non viene compiuto 

entro il termine previsto. L'utilizzo di formule come "il diritto è estinto" è 

considerato a priori decisivo per la presenza di un termine di perenzione 

(cfr. STF 2C_744/2014 del 23 marzo 2016 consid. 6.1; STA R 2015 38 del 

25 agosto 2015 consid. 4a). Per contro i termini ordinatori hanno carattere 

di una pura prescrizione d'ordine e, dunque, dovrebbero garantire 

l'ordinato svolgimento di un procedimento senza essere associati a 

conseguenze di perenzione. Di conseguenza un atto procedurale può 

essere compiuto anche dopo la scadenza del termine, nella misura in cui 

l'ordinato corso del procedimento non lo escluda. I termini ordinati dalle 

autorità o dai tribunali hanno carattere di termine di perenzione solo se 

sono stati fissati come tali e se allo stesso tempo si è messo al corrente 

delle conseguenze dell'inadempienza (cfr. STA R 2015 38 del 25 agosto 

2015 consid. 4a). Visto quanto suesposto, nel caso concreto, come 

giustamente ritenuto dal convenuto, il termine ai sensi dell'art. 4 cpv. 3 LA 

i.c.c. l'art. 1 DPA è un termine di legge di carattere ordinatorio, fissato per 

garantire l'ordinato svolgimento della procedura di concorso e di 

conseguenza un atto che può anche essere compiuto dopo la scadenza 

del termine.

Concretamente i due offerenti erano gli stessi del concorso per l'anno 2022 

(cfr. doc. 4 e 26 convenuto) e, come rettamente ritiene il convenuto, gli 

interessati non hanno subito pregiudizi scaturiti dal ritardo della 

pubblicazione del 29 agosto 2022, dato che loro (i ricorrenti e il convocato) 

hanno avuto la possibilità di candidarsi nonostante il ritardo.  

Per quanto riguarda la censura dei ricorrenti che, vista la tardività della 

pubblicazione del concorso in questione essi avrebbero subito dei 

pregiudizi, questo non convince. Infatti non appare dato un nesso 

- 27 -

(causale) tra la pubblicazione tardiva del concorso in questione e il 

mancato inoltro di un'offerta per l'affitto di altri alpi. Si ritiene che i ricorrenti, 

anche inoltrando l'offerta per l'Alpe E._____, non potevano sapere se 

questa sarebbe stata accettata; quindi, se veramente avessero voluto 

affittare un qualsiasi alpe, essi avrebbero dovuto inoltrare più offerte 

contemporaneamente per aumentare le loro probabilità di successo. 

Inoltre, a prescindere dalle probabilità di successo, i ricorrenti erano liberi 

nella loro scelta di inoltrare delle offerte per altri alpi indipendentemente 

dal concorso per l'Alpe E._____ e, per decidere e agire, essi hanno avuto 

a disposizione ben due mesi di tempo – dalla pubblicazione del bando di 

concorso il 29 agosto 2022 alla scadenza dei bandi il 31 ottobre 2022 (cioè 

bando dell'Alpe E._____ e dell'Alpe di S._____). Allo stesso modo gli 

eventuali presunti danni fatti valere dai ricorrenti (per es. lo stress degli 

animali, ecc.) non sono rilevanti ai fini di giudizio e, per conseguenza, non 

si entra in merito al riguardo. Ciò considerato, nemmeno sussiste un nesso 

(causale) tra la pubblicazione tardiva del concorso in questione e la 

circostanza asserita dai ricorrenti di non aver effettuato una visita degli 

alpi. 

3.2.1.4. Per quanto invece concerne la censura riguardante la pubblicazione del 

concorso per l'anno 2022 – ovvero la pubblicazione del 5 maggio 2022 – 

questa è tardiva e non è da trattare nell'ambito del presente ricorso.  

3.2.2. Per quanto riguarda la scelta del convenuto di caricare l'alpe solo con 

bovini e caprini il Tribunale ravvisa quanto segue.

3.2.2.1. Ci si sofferma sull'interpretazione dell'art. 3 RA.

a) I ricorrenti nel ricorso ritengono illegale e nulla la decisione del Municipio 

di escludere alcune categorie di animali dal concorso, trasgredendo al RA 

(vedi bando di concorso), senza prima consultare l'assemblea. I ricorrenti 

nella replica ritengono che, se fosse vero che il Municipio avesse la facoltà 

- 28 -

di decidere di volta in volta quali alpi caricare con quali animali, uno dei 

ricorrenti nel 2007 non avrebbe dovuto raccogliere delle firme per poter far 

estivare i suoi ovini su un alpe. Gli agricoltori locali non potrebbero far 

estivare gli ovini sull'Alpe T._____ con U._____ perché tale alpe sarebbe 

già affittato fino al 2026 a carico completo.

b) Il convenuto nella presa di posizione ritiene che l'art. 3 sarebbe una 

disposizione potestativa e l'art. 4 prevedrebbe che al Comune 

competerebbe la sorveglianza nonché la manutenzione delle relative 

strade, sentieri, ecc. Nell'ambito della vigilanza e della responsabilità sugli 

alpeggi, sarebbe necessario coordinare il carico con le diverse specie 

animali e definire le specie di volta in volta più adatte per i singoli alpeggi. 

Sarebbe evidente che un alpeggio non potrebbe essere caricato 

contemporaneamente con tutte le specie animali poiché ciò sarebbe 

troppo oneroso, sia dal punto di vista logistico che delle risorse tecniche. 

La norma dovrebbe essere interpretata nel senso che il convenuto, 

nell'ambito della prescrizione potestativa, potrebbe definire più in dettaglio 

le specie animali oggetto del carico. Per esempio l'Alpe T._____ con 

U._____ verrebbe caricata solo con ovini. Gli agricoltori locali avrebbero 

quindi la possibilità di estivare lì gli ovini. Nell'ambito di queste competenze 

spetterebbe quindi al convenuto, nel quadro della disposizione potestativa 

dell'art. 3 RA, limitare il carico dell'alpeggio a determinate specie animali. 

Nella duplica il convenuto afferma che dal doc. 31 [appalto alpi del 2006] 

dei ricorrenti risulterebbe che il Municipio avrebbe potuto determinare di 

propria competenza già ai sensi del vecchio RA le specie animali destinate 

al pascolo d'alpe. All'entrata in vigore del nuovo RA il convenuto avrebbe 

adeguato, secondo le necessità, il pascolo d'alpe di determinate specie 

animali.

c) L'art. 3 RA prevede che gli alpi possono essere caricati con bovini, caprini, 

equini, ovini e suini. Il convenuto interpreta tale articolo come una norma 

- 29 -

potestativa, nel senso che esso stesso risp. il locatore potrebbe decidere 

con quali degli animali elencati caricare gli alpi. 

L'art. 50 cpv. 1 Cost. prevede che l'autonomia comunale è garantita nella 

misura prevista dal diritto cantonale. L'art. 65 della Costituzione del 

Cantone dei Grigioni garantisce l'autonomia dei comuni. Il diritto cantonale 

ne fissa i limiti (Cost. GR; CSC 110.100). Secondo la giurisprudenza del 

Tribunale federale, i comuni sono autonomi in un ambito, se il diritto 

cantonale non lo regolamenta in maniera definitiva, ma lo lascia in parte o 

del tutto al Comune per la regolamentazione e, così facendo, gli conferisce 

una libertà decisionale relativamente considerevole. La sfera di autonomia 

protetta può riguardare la competenza di emanare o eseguire i propri 

regolamenti comunali oppure può riguardare un corrispondente margine 

di manovra nell'applicazione del diritto cantonale o federale. La tutela 

dell'autonomia comunale non richiede che questa sia data in un'intera area 

di competenza, ma solo nel settore controverso. Nel singolo caso 

l'estensione dell'autonomia comunale è determinata dal diritto 

costituzionale e positivo cantonale applicabile al settore in questione. Nei 

casi in cui il Comune ha uno spazio discrezionale, il Tribunale 

amministrativo nel suo giudizio deve agire con riserbo (cfr. STF 

1C_323/2022 del 9 maggio 2023 consid. 7.3; DTF 145 I 52 consid. 3.6; 

141 I 36 consid. 5.3; STA V 20 3 del 21 aprile 2022 consid. 3.2.2). In casu 

né la LAAgr, né la LA si esprimono riguardo all'autonomia comunale 

nell'ambito dell'affitto di alpi. Inoltre sia la LA, sia la OA non regolano in 

materia di affitto quali specie possano essere caricate sugli alpi. Di 

conseguenza i comuni godono di autonomia decisionale in questo campo; 

il convenuto può emanare i propri regolamenti e accertarsi dell'esecuzione 

di questi e, quindi, anche interpretarli. Se ne conclude che l'interpretazione 

del RA da parte del convenuto è da accettare come tale, soprattutto perché 

in essa non si ravvisa alcuna violazione del diritto e il Tribunale deve 

- 30 -

valutare tali censure con riserbo. In conclusione tale censura è da 

respingere.

3.2.2.2. I ricorrenti, in sostanza, ritengono sbagliata la decisione del convenuto 

riguardo alla scelta del tipo di animali con cui caricare l'alpe.

a) I ricorrenti ritengono che da 11 anni dei consorziati avrebbero estivato gli 

ovini sull'alpe in questione e solo nel 2021 avrebbero subito delle 

predazioni; essendovi stati quell'estate solo ovini sull'alpe, non avrebbero 

potuto essere predate altre specie. Inoltre, l'alpe non sarebbe stato 

protetto perché non si sarebbe ancora stati a conoscenza della 

problematica del predatore. L'alpe sarebbe stato subito scaricato il 24 

luglio 2021. 

I ricorrenti ritengono la scelta municipale di fare estivare caprini senza 

protezione di cani da guardia, al posto di ovini protetti con pastore e cani, 

escludendo persino gli equini simili ai bovini per stazza, strana. La 

decisione del Municipio di escludere alcune categorie di animali, 

trasgredendo al RA senza prima consultare l'assemblea, sarebbe illegale 

e nulla. La giustificazione data dal Municipio di escludere gli ovini e altre 

categorie, vista la presenza del lupo, sarebbe un pretesto, in quanto i 

caprini non sarebbero stati esclusi sebbene siano animali minuti (e in 

paese solo una persona ne possiederebbe). 

Il Municipio, visto la presenza del predatore nel 2021, avrebbe avuto 

tempo di modificare il RA. Nemmeno sarebbe stato interpellato il Plantahof 

al riguardo (vedi Strategia Lupo Svizzera).   

L'alpe sarebbe stato assegnato illegalmente a un contadino da fuori 

cantone con bovini scozzesi sebbene vi fosse consapevolezza della 

difficoltà di raggiungere l'alpe con animali di grossa taglia, visto il sentiero 

malmesso. Infatti, nel 2022 l'alpe sarebbe stato caricato in due giorni ed 

- 31 -

entrambi i giorni degli elicotteri avrebbero dovuto intervenire per 

recuperare diversi animali, impiegando diverse ore. Il Municipio avrebbe 

così peccato nel suo compito di sorveglianza, mettendo a concorso l'alpe 

per bovini, ben conoscendo le condizioni del sentiero principale e, così, 

mettendo a repentaglio la vita degli animali.

La nuova stalla costruita nel 2016 – vista la distruzione nel 2014 della stalla 

per i bovini da latte, dove di giorno avrebbero trovato riparo le capre –

sarebbe per animali minuti come le capre e non per i bovini e pertanto 

mancherebbero le strutture necessarie per questi ultimi. La stalla 

fungerebbe come riparo da cattive condizioni meteorologiche per animali 

minuti e potrebbe accogliere pochi bovini. La maggioranza dei bovini (75) 

del convocato non avrebbe sicuramente beneficiato di un riparo.

Il Concetto offrirebbe consigli basati sullo studio fatto in quel momento e 

sugli animali presenti, quindi bovini, caprini e ovini. Il Concetto 

indicherebbe che i pascoli dovrebbero essere caricati con animali adatti 

alle superfici; su quelle ripide non andrebbero animali pesanti (cfr. pag. 17 

del Rapporto). Nel 2018, al contrario di quanto ritenuto dal convenuto, gli 

ovini sarebbero stati in maggioranza rispetto ai bovini (cfr. pag. 11 

Concetto).  

Un nuovo studio del 2022, effettuato su di un alpe in Engadina, 

dimostrerebbe chiaramente come gli ovini sarebbero i più adatti per 

combattere l'imboschimento sugli alpi.  

Il convenuto riterrebbe che il lupo attaccherebbe gli animali a dipendenza 

dell'ampiezza dell'alpe, ma nei Grigioni il lupo avrebbe già predato anche 

all'interno delle stalle. Inoltre, il pastore sposterebbe il gregge a 

dipendenza del foraggio necessario e gli animali sarebbero costantemente 

sorvegliati da pastori e cani, non usufruendo dell'intero territorio. L'offerta 

- 32 -

dei ricorrenti avrebbe previsto la protezione dei pastori, cani da guardia e 

recinzioni, come previsto dalla Strategia Lupo Svizzera. 

Oltre a quanto sopra, sull'Alpe T._____ con U._____ in soli due anni 

sarebbero sparite un centinaio di pecore, ma nessuno si sarebbe 

preoccupato di chiarire i motivi a riguardo della sorveglianza da parte del 

Municipio. I lupi sarebbero ovunque, ma sfortunatamente il primo attacco 

sarebbe avvenuto sull'Alpe E._____ e ora verrebbe penalizzato in 

confronto agli altri alpi comunali. 

I ricorrenti reputano la risposta del 12 ottobre 2022 del convenuto non 

sufficiente, dato che nel concorso di aprile 2022 gli ovini e gli equini 

avrebbero potuto ancora essere estivati sebbene la problematica del lupo 

esistesse già nel 2021. I bovini non sarebbero immuni agli attacchi del 

lupo, anche se non uccisi subito, essi perirebbero nella fuga, cadendo da 

dirupi o fratturandosi gli arti. Oltretutto la scelta dei caprini sarebbe strana 

(nonché immotivata), dato che questi, se non da latte, porrebbero ulteriori 

maggiori difficoltà in confronto alla gestione degli ovini; mentre se da latte, 

non sarebbe immaginabile lo sfruttamento completo dei pascoli che 

disterebbero diverse ore dalle strutture casearie. 

b) Il convenuto spiega che la nuova stalla del 2016 sarebbe stata concepita 

per le capre e come riparo dalle intemperie per i bovini. Riguardo 

all'alloggiamento, i bovini Highlander scozzesi non sarebbero 

generalmente tenuti in stalla.

 Per l'Alpe E._____ sarebbe determinante unicamente il Concetto, in 

questo ambito sarebbe stato esaminato in modo approfondito quali specie 

animali sembrerebbero essere adatte per quali superfici. Uno studio 

proveniente dall'Engadina non sarebbe ulteriormente rilevante. Secondo il 

Concetto sarebbe consigliato il carico di gran parte delle superfici 

dell'alpeggio con bovini (colori giallo e verde) e una piccola parte delle 

- 33 -

zone periferiche con bestiame di piccola taglia (color rosso; cfr. doc. 9 p. 

22 e piano n. 3 convenuto). In tale ambito sarebbe stata più volte indicata 

la necessità di un pascolamento coerente per preservare la biodiversità e 

l'apertura del paesaggio sui pascoli. 

Nel 2021 la gestione sarebbe stata difficile poiché, contrariamente al 

carico normale stabilito, il carico dell'alpeggio sarebbe stato effettuato solo 

con ovini e solo per un mese. Il cattivo carico sarebbe riconducibile in 

particolare alla presenza del lupo, che avrebbe indotto l'affittuario a 

rimuovere gli ovini già dopo circa un mese (il 24 luglio). Il carico normale 

sarebbe quindi stato ampiamente inferiore a quello necessario e il carico 

effettivo anche. Quindi il Municipio avrebbe deciso di limitare il carico 

dell'alpeggio a bovini e caprini nel bando di concorso, in particolare in 

quanto i bovini sarebbero meno vulnerabili agli attacchi del lupo, e la 

motivazione sarebbe stata indicata ai ricorrenti per e-mail del 12 ottobre 

2022. 

Essendo già scaduti i termini per la nuova messa a concorso per l'anno 

2022 e non essendo subentrata la figlia dell'ex-affittuario, il convenuto 

avrebbe affittato l'alpeggio ad interim al convocato, consentendo a titolo di 

prova, il carico con bovini Highlander scozzesi. La razza estensiva e 

consumatrice di foraggio grezzo si sarebbe rivelata particolarmente adatta 

per la preservazione dell'apertura del paesaggio su superfici ampie e 

sostenibile dei pascoli dell'alpeggio. I bovini presenterebbero i vantaggi 

degli ovini (consumazione di foraggio grezzo), ma non sarebbero predati 

dal lupo. I sentieri dell'alpeggio sarebbero stati percorsi senza problemi e 

non si sarebbero verificati inconvenienti. L'offerta dei ricorrenti non 

avrebbe adempiuto i criteri descritti dal bando (cioè offerta con ovini e non 

bovini). Viste tali circostanze e considerato il Concetto, si sarebbe deciso 

di aggiudicare l'affitto al convocato. 

- 34 -

L'esercizio dell'alpeggio negli anni antecedenti il 2022 non sarebbe stato 

molto soddisfacente, diversi piccoli pascoli sarebbero scomparsi. L'affitto 

al convocato del 2022 sarebbe stato molto positivo, viste le recinzioni delle 

superfici aperte. Così i pascoli si sarebbero ripresi e i lupi non avrebbero 

causato problemi.

Già dal 1971 il carico dell'Alpe E._____ sarebbe stato eseguito 

prevalentemente con bovini e così anche nel 2018 (vedi Concetto). L'Alpe 

E._____ da decenni sarebbe riservata esclusivamente al pascolo di bovini, 

capre e suini. Fino al 2012 le pecore non sarebbero mai state alpeggiate. 

Sulla base di tale premessa e a seguito degli attacchi del lupo nell'estate 

2021, il convenuto avrebbe deciso che un carico esclusivo dell'alpeggio 

con bestiame di piccole dimensioni non sarebbe ragionevole in 

considerazione delle sue dimensioni e della sua ampiezza e che ciò 

potrebbe comportare problemi sempre maggiori anche in futuro. 

Il convenuto precisa che anche in passato sarebbe successo spesso che 

dei vitelli si allontanassero dal sentiero e dovessero essere portati via in 

elicottero. La transumanza del convocato sarebbe stata conclusa senza 

problemi in due ore.

c) In primo luogo si sottolinea che lo studio engadinese citato dai ricorrenti 

riguarda l'Engadina e la tematica del combattimento dell'imboschimento in 

una maniera molto specifica legata alle varie specie della fauna e della 

flora; tematica concretamente non rilevante. Inoltre, dal rispettivo riassunto 

si evince che tale studio mostra per la prima volta che le pecore 

dell'Engadina sono ancora più adatte per il disboscamento dell'ontano 

verde che le capre. Si evince anche che, se gli obiettivi di gestione 

includono anche il ripristino del bosco, le pecore engadinesi sono 

addirittura considerate superiori alle capre, in quanto scortecciano l'ontano 

verde (il quale ostacola il ringiovanimento del bosco), ma non distruggono 

il sambuco quale pioniere della foresta (cfr. 

- 35 -

https://besjournals.onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1111/1365-

2664.14156, consultato l'ultima volta il 16 gennaio 2024). Questo studio 

non è quindi da considerare per la fattispecie concreta. 

Si nota che il convenuto nella sua risposta ai ricorrenti del 12 ottobre 2022 

(cfr. doc. 14 convenuto) sottolineava che la decisione del Municipio di 

mettere a concorso l'alpe solo per bestiame bovino e caprino era da 

ricondurre alle numerose predazioni di ovini da parte del lupo nel I._____. 

Il convenuto ha quindi scelto gli animali per il bando di concorso in ragione 

delle predazioni di ovini e, in particolare, perché queste erano numerose. 

È noto che il lupo in Svizzera attacca prevalentemente gli ovini (secondo 

un articolo della SRF dell'8 novembre 2023 con riferimenti alla fondazione 

KORA e altri le pecore rappresenterebbero circa il 90% degli animali uccisi 

dal lupo (cfr. https://www.srf.ch/news/schweiz/grossraubtier-wolf-rueden-

rudel-risse-die-fakten-zum-wolf-in-der-schweiz; consultato l'ultima volta il 

16 gennaio 2024). La decisione del convenuto è quindi sufficientemente 

motivata, al contrario di quanto reclamato dai ricorrenti. Inoltre il convenuto 

ha aggiunto in questa sede altre motivazioni per la sua scelta di limitare il 

concorso per l'alpe al bestiame bovino e caprino che appaiono pertinenti. 

Vista la predazione del 2021 il carico quell'anno è stato ampiamente al di 

sotto di quello necessario, inoltre i bovini sono meno vulnerabili agli 

attacchi del lupo; prima del 2022 diversi pascoli sarebbero scomparsi, 

l'esperienza del 2022 avrebbe mostrato che il carico con bovini Highlander 

scozzesi avrebbe avuto successo e questi sarebbero particolarmente 

adatti per la preservazione dell'alpe – oltretutto senza essere predati dal 

lupo – nonché, infine, che già dal 1971 fino al 2012 il carico dell'Alpe 

E._____ sarebbe stato eseguito prevalentemente con bovini. A supporto 

della sua scelta il convenuto cita il Concetto del 15 gennaio 2019 (cfr. doc. 

9 convenuto). Tale documento è molto dettagliato e conferma quanto 

asserito dal convenuto. Nel capitolo "consigli per la gestione" (cfr. p. 22 

ss.) si consiglia esplicitamente il pascolo delle manze sulle superfici 

https://besjournals.onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1111/1365-2664.14156
https://besjournals.onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1111/1365-2664.14156

- 36 -

parziali 1 per evitare la diminuzione della resa foraggera. Secondo il piano 

n. 3 è consigliato il carico di gran parte delle superfici dell'alpeggio con 

bovini (zona gialla e verde) e una piccola parte (approssimativamente si 

deduce 5% delle superfici) con bestiame di piccola taglia (zona rossa; cfr. 

p. 22 e piano n. 3). In considerazione di ciò, la scelta del convenuto appare 

sufficientemente motivata e chiara.

Per quanto attiene all'argomento dei ricorrenti riguardo al sentiero per 

l'alpe, che, a loro avviso, non sarebbe adatto ai bovini, esso è privo di 

fondamento. Il sentiero è stato completamente risanato in seguito al 

maltempo del 2019 (cfr. doc. 27 convenuto). Inoltre, come riteneva il 

convenuto, vista la transumanza dei bovini Highlander scozzesi nel 2022, 

pare che i bovini non abbiano nessun problema a percorrerlo.

Per quanto riguarda l'argomento dei ricorrenti che la nuova stalla non 

sarebbe adatta ai bovini, si nota che il convenuto conferma che essa è 

stata concepita per le capre e come riparo dalle intemperie per i bovini, 

ma, tuttavia che, in ogni caso, i bovini Highlander scozzesi non hanno 

bisogno di stalle. Con questo argomento i ricorrenti non hanno provato un 

vantaggio per il carico di ovini da loro desiderato.

Il convenuto, secondo le leggi pertinenti (cfr. LA, OA, DPA, LAAgr) e 

contrariamente a quanto lasciano intendere i ricorrenti, non è tenuto a 

interpellare la Scuola agraria del Plantahof riguardo alla presenza del lupo. 

d) In definitiva il reclamo è da respingere.

3.2.2.3. I ricorrenti lamentano che l'alpe sarebbe assegnato a un contadino da fuori 

cantone e i contadini della zona sarebbero costretti a trasferirsi oltre 

L._____.

- 37 -

a) I ricorrenti nel ricorso ritengono che l'alpe sarebbe stato assegnato 

illegalmente a un contadino da fuori cantone. Ciò non contribuirebbe alla 

diminuzione dell'inquinamento (autocarri con bovini da AB._____) e così 

si costringerebbero gli allevatori del paese a trasferire gli ovini oltre 

L._____, visto che in AC._____ non vi sarebbero più alpeggi custoditi. 

Nella replica i ricorrenti ritengono che l'Alpe T._____ con U._____ sarebbe 

già affittato fino al 2026 e a carico completo.

b) Il convenuto nella presa di posizione ritiene che i ricorrenti, con la loro 

offerta non avrebbero adempiuto i criteri descritti dal bando (cioè ovini 

invece che bovini). Il carico con bovini Highlander scozzesi sarebbe stato 

testato già nell'estate del 2022, la razza sarebbe particolarmente adatta 

all'alpeggio nella zona di E._____ e non sarebbe esposta agli attacchi del 

lupo. I sentieri dell'alpeggio sarebbero stati percorsi senza problemi e non 

si sarebbero verificati inconvenienti. Viste le circostanze e le prescrizioni 

secondo il Concetto sopracitato, il convenuto avrebbe ritenuto l'offerta del 

convocato come più adeguata, aggiudicando l'affitto. Il convenuto 

sottolinea che a disposizione dei ricorrenti ci sarebbero anche altri alpi, 

quali l'Alpe T._____ con U._____, che verrebbe caricato solo con ovini, e 

l'Alpe di P._____ (S._____) allo stato ancora disponibile in quanto non 

affittato. Essendo questo confinante con l'Alpe E._____, i ricorrenti lo 

conoscerebbero bene. 

Nella duplica il convenuto afferma che l'affitto dell'alpe al convocato nel 

2022 sarebbe stato molto positivo, infatti egli avrebbe recintato le superfici 

da tenere aperte e avrebbe praticato un pascolo corretto, così i pascoli si 

sarebbero ripresi e i lupi non avrebbero causato problemi. 

c) Come si vedrà in seguito i ricorrenti in casu non godono di un diritto 

preferenziale di affitto e non soddisfacevano i requisiti del concorso; quindi 

essi non possono lamentarsi se il convenuto ha assegnato l'affitto dell'alpe 

al convocato proveniente da fuori cantone. Inoltre si nota che nello 

- 38 -

scambio di scritti sono stati nominati altri alpi AC._____ disponibili al 

pascolo degli ovini, in particolare l'Alpe P._____ (S._____). L'affermazione 

dei ricorrenti di doversi spostare oltre L._____ non è pertinente. In 

conclusione tale rimostranza è da respingere.

d) In conclusione la decisione del convenuto di caricare l'Alpe di E._____ solo 

con caprini e bovini non è sbagliata ed è da tutelare. Le censure, per 

quanto tempestive, vanno pertanto respinte.

3.3. Riguardo all'applicazione del diritto preferenziale di affitto fatto valere dai 

ricorrenti si ravvisa quanto segue.

3.3.1. I ricorrenti fanno valere nel ricorso che l'agire del convenuto gli avrebbe 

impedito di far uso del proprio diritto preferenziale nell'aggiudicarsi il 

concorso in base all'art. 4 e 5 LA e art. 45 della Legge sui comuni del 

Cantone dei Grigioni (LCom; CSC 175.050), provocando un danno non 

indifferente sia nell'immediato, sia in un'ottica futura, perché avrebbero 

perso clienti e cani da guardia, che nel frattempo sarebbero stati collocati 

altrove. Nella replica i ricorrenti rimandano alle condizioni di 

partecipazione per l'affitto dell'Alpe E._____ del 29 agosto 2022. 

3.3.2. Il convenuto ritiene nella presa di posizione che il diritto preferenziale di 

affitto giusta l'art. 4 cpv. 2 della LA non si applicherebbe poiché non 

sarebbero stati affittati meno di cinque diritti di godimento sullo stesso 

alpeggio. 

3.3.3. L'art. 4 "Diritto preferenziale di affitto" cpv. 1 della LA prevede che, se 

vengono affittati a nuovo alpi, diritti di partecipazione o diritti di godimento 

su alpi, hanno un diritto preferenziale di affitto: 1. […]. 2. Gli agricoltori che 

usano l'alpe per estivare il proprio bestiame, a) con domicilio nel luogo in 

cui si trova il bene immobile; b) con domicilio nel resto del Cantone. Al cpv. 

2 si prevede che il diritto preferenziale di affitto viene meno se: 1. il locatore 

- 39 -

dà in affitto meno di 5 diritti di godimento sullo stesso alpe; 2. l'affitto viene 

concesso unitamente a un'azienda agricola; 3. l'affitto agli aventi diritto 

preferenziale non è esigibile. Rettamente il convenuto si basa sull'art. 4 

cpv. 2 LA. Infatti, dato che il locatore risp. convenuto in casu dà in affitto 

meno di cinque diritti di godimento sullo stesso alpe, il diritto preferenziale 

previsto dall'art. 4 LA non è applicabile in concreto e di conseguenza non 

sono da considerare i danni fatti valere dai ricorrenti. Il reclamo è quindi 

da respingere.

3.4. Riguardo all'adeguatezza dell'offerta dell'aggiudicatario si ritiene quanto 

segue.

3.4.1. I ricorrenti nella replica ritengono che all'offerta del convocato 

mancherebbe la relazione e il convocato non indicherebbe il numero di 

animali che verrebbero estivati nel 2023, contrariamente al verbale del 

convenuto che indicherebbe 75 pezzi. Essendo queste condizioni richieste 

per la partecipazione al concorso, l'offerta del convocato non 

adempierebbe integralmente ai requisiti del bando di concorso e pertanto 

non sarebbe valida. Il convenuto non si è espresso in merito.

3.4.2. Nelle condizioni di partecipazione per l'affitto dell'Alpe E._____, sotto i 

criteri di aggiudicazione, il convenuto indicava "l'offerente è tenuto ad 

elaborare una relazione da allegare al prezzo offerto comprovante i criteri 

di aggiudicazione da 2 [comprovata esperienza nella gestione di alpeggi 

20%] a 3 [tipo di bestiame caricato sull'alpe 30%]. La relazione sarà parte 

integrante del contratto d'affitto" (cfr. doc. 2 convenuto). Non si specificava 

per esempio quanto doveva essere lunga la relazione e se doveva essere 

redatta su un foglio separato, ecc. Il convocato scriveva direttamente 

quanto richiesto ai criteri di aggiudicazione 2 e 3 sul modulo d'offerta per 

l'affitto dell'Alpe E._____ al titolo "Descrizione del tipo di carico previsto e 

delle esperienze fatte nel settore": "2021 Alpe V._____ Mutterkühe 

(Hailänder)" (prima riga) "2022 E._____ C._____" (seconda riga) e "Mit 

- 40 -

Hailänder 75 Stück" (terza riga; cfr. doc. 4 convenuto). In assenza di una 

specificazione più concreta nelle condizioni di partecipazione del 

convenuto di cosa fosse inteso come "relazione", tale procedere del 

convocato è da ritenere sufficiente. I ricorrenti invece alla stessa domanda 

si riferivano all'allegato, rappresentato da una corta relazione. Fatto sta 

che il convocato ha dato seguito in poche righe a quanto da lui richiesto. 

Se i ricorrenti si sono profusati in una relazione più lunga e dettagliata, 

questo dipende dalle loro scelte. Infine, nel bando di concorso non si 

richiedeva che gli interessati indicassero il numero di animali da caricare 

sull'alpe, ma il tipo di bestiame; ciò che il convocato ha fatto. La censura è 

dunque respinta.

3.5. In conclusione il ricorso è interamente da respingere. 

4. Considerato l'esito del procedimento, in valutazione anticipata delle prove, 

non risulta necessario raccogliere ulteriori prove come richiesto dai 

ricorrenti (vedi interrogatorio/testimonianza F._____, C._____; 

interrogatorio/testimonianza per recupero bovini compagnia elicotteri 

AD._____, AE._____; interrogatorio/testimonianza per aiuto e ricerca di 

bovini dispersi W._____, WA._____ e W.B._____, C._____, X._____, 

Y._____, Z._____, C._____) e dal convenuto (vedi conferma scritta del 

Comune di AA._____ riguardo a un contratto stipulato tra G._____ e il 

Comune di AA._____), poiché dall'edizione del materiale richiesto non ci 

si aspettano ulteriori informazioni che potrebbero mutare l'esito del 

procedimento e codesto Tribunale dispone di elementi a sufficienza per 

poter decidere con cognizione di causa (cfr. DTF 127 V 491 consid. 1b.; 

STF 4A_273/2021 del 17 aprile 2023 consid. 4.3.1). 

5. Visto l'esito della controversia, le spese procedurali composte da una 

tassa di Stato fissata a CHF 1'500.00 e spese di cancelleria sono accollate 

ai ricorrenti soccombenti in causa, che ne risponderanno in solido (cfr. art. 

73 cpv. 1 LGA). Al convenuto non vengono assegnate ripetibili (cfr. art. 78 

- 41 -

cpv. 2 LGA), né tantomeno al convocato, che non si è espresso nella 

presente procedura. 

III. Per questi motivi il Tribunale giudica:

1. Il ricorso è respinto. 

2. Vengono prelevate le seguenti spese processuali:

- una tassa di Stato di CHF 1'500.00

- e le spese di cancelleria di CHF 846.00

totale CHF 2'346.00

Tali spese sono poste – in solido – a carico dei ricorrenti, F._____, 

G._____, B._____, B.A._____ e H._____ nella ragione di un quinto 

ciascuno.

3. Non sono assegnate spese ripetibili. 

4. [vie di diritto].

5. [Comunicazioni]