# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 18e8a340-2471-52e8-8a55-96de9c912150
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2012-01-18
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 18.01.2012 D-6946/2011
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6946-2011_2012-01-18.pdf

## Full Text

Bundesve rwa l t ungsge r i ch t

T r i buna l   adm in i s t r a t i f   f édé ra l

T r i buna l e   ammin i s t r a t i vo   f ede ra l e

T r i buna l   adm in i s t r a t i v   f ede ra l

   

Corte IV
D­6946/2011

Sen t e n z a   d e l   1 8   g enna i o   2 0 1 2  

Composizione Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Bendicht Tellenbach; 
cancelliere Bruno D'Amaro.

Parti A._______, nato il (…), alias
B._______, nato il (…),
Nigeria, 
ricorrente, 

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM), 
Quellenweg 6, 3003 Berna,   
autorità inferiore.

Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM dell'8 dicembre 2011 / N […].

D­6946/2011

Pagina 2

Visto:

la  domanda  d'asilo  che  l'interessato  ha  presentato  in  data 
27 settembre 2010 in Svizzera;

il documento che l'UFM ha rimesso al ricorrente e mediante il quale lo ha 
reso attento circa la necessità di consegnare, entro le 48 ore successive 
all'inoltro  della  sua  istanza,  un  documento  d'identità  o  di  viaggio,  con 
comminatoria  che,  in  caso di mancata  consegna e  in  assenza di motivi 
scusabili, non si entra nel merito della sua domanda d'asilo;

i  verbali  d'audizione  dell'11 ottobre 2010  (di  seguito:  verbale  1)  e  del 
10 giugno 2011 (di seguito: verbale 2);

la  decisione dell'UFM del  20 luglio 2011,  di  non entrata  nel merito  della 
domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a della legge sull'asilo del 
26 giugno 1998  (LAsi,  RS 142.31),  notificata  all'interessato  il 
25 luglio 2011 (cfr. risultanze processuali);

il  ricorso dell'interessato del  5 agosto 2011 contro  la decisione dell'UFM 
del 20 luglio 2011; 

la sentenza del Tribunale amministrativo  federale  (di  seguito: Tribunale) 
del  2 settembre 2011  con  la  quale  è  accolta  la  domanda di  restituzione 
del termine ed è giudicato tempestivo il ricorso del 5 agosto 2011;

la  sentenza  del  Tribunale  del  25 ottobre 2011  con  la  quale  è  accolto  il 
ricorso  del  5 agosto 2011  e  sono  rinviati  gli  atti  di  causa  all'UFM per  la 
pronuncia  di  una  nuova  decisione  ai  sensi  dei  considerandi  della 
sentenza del Tribunale;

la decisione dell'UFM dell'8 dicembre 2011, di non entrata nel merito della 
domanda  d'asilo  ai  sensi  dell'art. 32  cpv. 2  lett. a  LAsi,  notificata 
all'interessato brevi manu il 20 dicembre 2011 (cfr. fax della Sezione della 
popolazione  del  28 dicembre 2011,  act.  2),  sprovvista  degli  atti 
procedurali;

il  ricorso  inoltrato dal  ricorrente  il 23 dicembre 2011 (cfr.  timbro del plico 
raccomandato,  data  d'entrata:  27 dicembre 2011),  con  contestuale 
richiesta dell'incarto completo degli atti;

D­6946/2011

Pagina 3

l'ordinanza del Tribunale del 4 gennaio 2012 alla quale è stato allegato il 
plico  raccomandato di  ritorno contenente  la decisione originale dell'UFM 
congiuntamente  agli  atti  procedurali  e  con  la  quale  il  ricorrente  è  stato 
invitato ad inoltrare un suo eventuale completamento del ricorso entro un 
termine  di  3  giorni  dalla  ricezione  dell'ordinanza  (data  di  ricezione: 
7 gennaio 2012);

l'atto  di  complemento  del  ricorso  del  9 gennaio 2012  (inoltrato  il 
10 gennaio 2012,  cfr.  timbro  del  plico  raccomandato;  data  d'entrata: 
16 gennaio 2012);

l'incarto  originale  dell'UFM,  pervenuto  a  codesto  Tribunale  in  data 
12 gennaio 2012;

ulteriori  fatti  ed  argomenti  addotti  dalle  parti  negli  scritti  che  verranno 
ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza;

e considerato:

che  le procedure  in materia d'asilo  sono  rette dalla  legge  federale  sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla 
legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005  (LTAF, 
RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 
RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

che  fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF,  il Tribunale, 
in  virtù  dell'art. 31  LTAF,  giudica  i  ricorsi  contro  le  decisioni  ai  sensi 
dell'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF;

che l'UFM rientra tra dette autorità (art. 105 LAsi);

che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che  il  ricorrente  ha  partecipato  al  procedimento  dinanzi  all'autorità 
inferiore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un 
interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della 
stessa  (art. 48  cpv. 1  lett. a­c  PA),  e  che  è  pertanto  legittimato  ad 
aggravarsi contro di essa;

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla forma 
e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti;

D­6946/2011

Pagina 4

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;

che  i  ricorsi manifestamente  infondati,  ai  sensi  dei motivi  che  seguono, 
sono decisi  in  procedura  semplificata  (art. 111a LAsi)  dal  giudice unico, 
con  l’approvazione  di  un  secondo  giudice  (art. 111  lett. e  LAsi)  e  la 
decisione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi);

che,  ai  sensi  dell’art. 111a  cpv. 1  LAsi,  si  rinuncia  allo  scambio  degli 
scritti;

che,  nell'ambito  dell'audizione  sommaria  dell'11 ottobre 2010, 
l'interessato ha dichiarato di essere cittadino nigeriano, nato e cresciuto a 
C._______  (Nigeria),  con  ultimo  domicilio  a  D._______  (Nigeria),  dal 
marzo 2007 al marzo 2010 fino a poco prima dell'espatrio (cfr. verbale 1, 
pagg. 1 seg.);

che,  in  sostanza  e  per  quanto  qui  di  rilievo,  egli  ha  raccontato  che 
avrebbe lasciato la Nigeria in nave per l'Europa all'inizio di aprile 2010 a 
causa degli  scontri  tra  cristiani  e musulmani,  in  occasione dei  quali,  tra 
l'altro,  la  casa  dell'interessato  sarebbe  stata  incendiata  e  sua  moglie 
sarebbe stata uccisa dai musulmani (cfr. verbale 1, pag. 2 e 5);

che,  inoltre,  nell'ambito  dell'audizione  presso  l'UFM,  secondo  l'art. 29 
cpv. 1 e 41 cpv. 1 LAsi, l'interessato, in aggiunta all'audizione sommaria, 
avrebbe asserito di esser stato arrestato, essendo stato accusato da un 
commissario  di  polizia  musulmano  di  aver  partecipato  ad  una  rapina  a 
mano armata (cfr. verbale 2, pag. 6); che, per di più, dopo la sua fuga per 
i motivi  dell'indagine  contro  di  lui,  la  sua  fotografia  segnaletica  sarebbe 
stata mostrata alla televisione (cfr. verbale 2, pag. 7);

che, nella decisione  impugnata,  l'UFM ha considerato, da un  lato, che  il 
ricorrente  non  ha  consegnato  alle  autorità  competenti  in materia  d'asilo 
un documento d'identità o di viaggio valido ai sensi dell'art. 1a lett. b e c 
dell'ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  pregiudiziali  dell'11 agosto 
1999  (OAsi 1,  RS 142.311);  che,  dall'altro  lato,  detto  Ufficio  ha  ritenuto 
che  nessuna  delle  eccezioni  previste  all'art. 32  cpv. 3  LAsi  è  realizzata 
nel caso di specie; che, infatti l'interessato sulla mancanza dei documenti 
avrebbe  asserito  di  esser  stato  titolare  di  un  documento  d'identità  in 
Nigeria e che  tale documento si  troverebbe a C._______  (Nigeria) nella 
casa  dei  genitori;  che,  di  conseguenza,  non  si  comprenderebbe,  come 
mai  il  richiedente  non  avrebbe  potuto  far  pervenire  il  documento 
d'identità;  che,  inoltre,  le  dichiarazioni  secondo  le  quali  egli  avrebbe 

D­6946/2011

Pagina 5

viaggiato  dalla  Nigeria  fino  in  Europa  senza  un  documento  di 
legittimazione  e  senza  subire  controlli  di  sorta  sarebbe  del  tutto 
inverosimile; che, altresì infondata sarebbe l'allegazione secondo cui egli 
non  si  sarebbe  reso  conto  in  che 
Paese  sarebbe  sbarcato,  né  avrebbe  realizzato  il  nome  e  la  bandiera 
dell'imbarcazione  che  lo  avrebbe  trasportato;  che,  peraltro,  risulterebbe 
sorprendente  che durante  il  viaggio avrebbe sempre  incontrato persone 
ignote disposte ad aiutarlo a proseguire il viaggio;

che, l'UFM, nell'ambito dell'esame della qualità di rifugiato, ha considerato 
il semplice fatto, che il commissario di polizia il quale lo avrebbe arrestato 
sarebbe musulmano,  del  tutto  improbabile;  che,  del  resto,  il  richiedente 
avrebbe addotto motivi contradditori a questo arresto, asserendo a  tratti 
di  essere  stato  accusato  di  appartenere  a  una  truppa  di  giovani  di 
D._______  (Nigeria),  e  a  tratti  di  essere  stato  accusato  di  aver 
partecipato a una  rapina; che, peraltro, sarebbe del  tutto escluso che  in 
occasione  del  suo  arresto  le  autorità  non  avrebbero  verificato  la  sua 
identità; che,  inoltre, sarebbero del  tutto  inverosimile  le circostanze della 
sua fuga della prigione secondo le quali un'agente di polizia a lui del tutto 
ignota  avrebbe  preso  il  rischio  di  aiutarlo  ad  evadere  dalla  prigione 
procurandogli un'uniforme e conducendolo all'esterno della prigione;

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda 
ai  sensi  dell'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi,  nonché  ha  pronunciato 
l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e  l'esecuzione 
dell'allontanamento verso la Nigeria siccome lecita, esigibile e possibile;

che,  nel  ricorso,  l'insorgente  ha  ribadito  quanto  già  dichiarato  in 
occasione dell'audizione  sui motivi  d'asilo,  allegando di  non aver potuto 
consegnare  alcun  documento,  non  per  una  sua  mancanza  di  volontà, 
bensì  per  una  situazione  di  oggettiva  impossibilità,  avendo  quindi  dei 
motivi scusabili per la mancata consegna di un documento d'identità; che, 
infatti, egli avrebbe parlato  telefonicamente con suo padre  il quale però, 
nonostante  ciò,  non  sarebbe  stato  in  grado  di  recuperare  la  sua  carta 
d'identità e di inviargli il documento;

che,  con  il  complemento  al  ricorso,  l'interessato  ha  semplicemente 
reiterato quanto già allegato nel  ricorso, asserendo  in particolare che  in 
merito  alla  mancata  presentazione  di  documenti  d'identità  egli  avrebbe 
dei motivi scusabili e giustificati;

D­6946/2011

Pagina 6

che, in conclusione, il ricorrente ha chiesto l'annullamento della decisione 
impugnata  e  la  trasmissione  degli  atti  di  causa  all'autorità  inferiore  per 
una  nuova  decisione  nel  merito  della  sua  domanda  d'asilo  e,  in 
subordine,  di  essere  ammesso  provvisoriamente  in  Svizzera;  che  ha, 
altresì  presentato  una  domanda  d'esenzione  dal  versamento  di  un 
anticipo a copertura delle presunte spese processuali;

che,  giusta  l'art. 32  cpv. 2  lett. a  LAsi,  non  si  entra  nel  merito  di  una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun 
documento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione della 
domanda; che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se 
il  richiedente  può  rendere  verosimile  di  non  essere  in  grado,  per motivi 
scusabili,  di  consegnare  documenti  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore 
dalla  presentazione della  domanda  (lett. a),  se  la  qualità  di  rifugiato  del 
ricorrente  è  accertata  in  base  all'audizione,  nonché  in  base  all'art. 3  e 
all'art. 7  LAsi  (lett. b),  oppure  se  l'audizione  rileva  che  sono  necessari 
ulteriori chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato o l'esistenza di un 
impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c); 

che sono documenti di viaggio o d'identità ai sensi di legge quelli ufficiali, 
segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che  permettono 
un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo  (in particolare  della  sua 
cittadinanza)  e  che  ne  assicurano  il  rimpatrio  senza  necessità  di 
particolari  formalità  amministrative;  che,  per  contro,  non  lo  sono 
documenti  quelli  emessi  per  altri  scopi,  come  la  licenza  di  condurre,  la 
carta professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato 
di  fine  degli  studi 
(DTAF 2007/7 consid. 6); 

che,  nel  caso  concreto,  il  ricorrente,  a  distanza  di  più  di  un  anno  dalla 
presentazione  della  domanda  d'asilo,  non  ha  esibito  alcun  documento 
che adempia i citati criteri;

che,  infatti,  egli  in  merito  al  possesso  di  un  documento  d'identità 
nell'audizione  sommaria  dell'11 ottobre 2010  ha  dichiarato  che  avrebbe 
lasciato  la  sua  carta  d'identità  in  Nigeria  a  casa  sua  a  C._______ 
(Nigeria) e che non gli sarebbe stato possibile contattare qualcuno; che, 
però, avrebbe cercato di chiamare un familiare in modo da farsi inviare la 
sua  carta 
d'identità (cfr. verbale 1, pagg. 4 seg.);  

D­6946/2011

Pagina 7

che, oltre a ciò,  interrogato sul proprio viaggio d'espatrio,  il  ricorrente ha 
raccontato di aver lasciato C._______ (Nigeria) in autobus a destinazione 
di E._______ (Nigeria); che da lì, all'inizio di aprile 2010 sarebbe partito in 
nave  verso  l'Europa,  pagando  due  marinai  con  i  soldi  che  avrebbe 
ricevuto dalla signora la quale gli sarebbe stata d'aiuto per evadere dalla 
prigione  di  C._______  (Nigeria);  che  sarebbe  stato  imbarcato  con  le 
merci, in una cassa di legno; che avrebbe viaggiato nella stiva della nave 
e  sarebbe  sbarcato  il  17 settembre 2010;  che  avrebbe  intrapreso  il 
tragitto senza alcun documento d'identità e che allo sbarco, in una località 
a  lui non nota, nemmeno sarebbe stato controllato; che  in detta  località, 
recandosi  in direzione della  stazione,  avrebbe  incontrato una signora  la 
quale l'avrebbe ospitato per alcuni giorni a casa sua e poi accompagnato 
in  automobile  illegalmente  in  Svizzera  nei  pressi  del  Centro  di 
registrazione e di procedura (CRP) di F._______ (cfr. verbale 1, pagg. 7 
seg.);

che  alla  luce  di  quanto  esposto,  il  racconto  del  ricorrente  risulta 
inverosimile  e  vista  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette 
dichiarazioni  del  ricorrente  circa  il  possesso  dei  documenti  d'identità,  il 
Tribunale  ha  ragione  di  concludere  che  il  ricorrente  dissimuli  i  suoi 
documenti d'identità per i bisogni della causa;

che, inoltre, il ricorrente non ha presentato in sede di ricorso, all'infuori di 
generiche  censure,  argomenti  o  prove  che  sembrino  suscettibili  di 
giustificare una diversa valutazione, rispetto a quella di cui all'impugnata 
decisione (di non entrata nel merito della domanda d'asilo giusta l'art. 32 
cpv. 2 lett. a LAsi);

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, né 
fornito una valida giustificazione per  la mancata produzione degli stessi, 
l'eccezione  prevista  all'art. 32  cpv. 3  lett. a  LAsi  a  favore  dell'insorgente 
non è applicabile; 

che,  in assenza di documenti d'identità, occorre  inoltre esaminare se,  in 
applicazione  della  seconda  eccezione  dell'art. 32  cpv. 3  lett. b  LAsi,  in 
base  agli  art. 3  e  7  LAsi  nonché  all'audizione,  è  accertata  la  qualità  di 
rifugiato del richiedente;

che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legislatore 
ha introdotto con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi una procedura 
sommaria  nell'ambito  della  quale  è  statuito  sull'adempimento  o  meno 

D­6946/2011

Pagina 8

della  qualità  di  rifugiato,  nonostante  che  la  stessa  termini  con  una 
decisione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8 consid. 5);

che la manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza 
di  una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi 
nonché  dall'evidente  esistenza  di  un'alternativa  di  rifugio  interno  dalle 
persecuzioni  statali  oppure  di  un'appropriata  protezione  statale  contro 
l'agire 
illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5);

che  il  ricorrente ha dichiarato sostanzialmente di essere espatriato dalla 
Nigeria,  in  primo  luogo,  a  causa  degli  scontri  interreligiosi  avvenuti  a 
D._______  (Nigeria)  i  quali  sarebbero  tutt'ora  attuali  e  rilevanti  sia  per 
giudicare  la sua qualità di  rifugiato che  l'esecuzione dell'allontanamento; 
che, la gravità degli scontri interreligiosi nel suo Paese d'origine sarebbe 
ormai  inarrestabile  e  le  violenze  si  ripeterebbero  senza  sosta;  che,  di 
conseguenza,  egli  non  potrebbe  rientrare  in  Nigeria,  dove  la  sua  vita 
sarebbe  esposta  a  grave  pericolo;  che,  in  secondo  luogo,  egli  sarebbe 
fuggito dalla Nigeria poiché sarebbe stato arrestato  ingiustamente da un 
commissario di polizia, semplicemente perché  il commissario sarebbe di 
fede musulmana; che,  tra  l'altro, durante  il periodo di detenzione di due 
settimane in un carcere per autori di reati gravi, sarebbero stati uccisi due 
prigionieri (cfr. verbale 2, pag. 6);

che,  in  primo  luogo,  pur  ammettendo  l'esistenza  di  un  conflitto 
interreligioso  a  D._______  (Nigeria),  a  prescindere  dalla  rilevanza  che 
questi  motivi  potrebbero  avere  ai  sensi  della  LAsi,  il  ricorrente  non  ha 
reso  verosimile  che  a  causa  degli  scontri  tra  musulmani  e  cristiani 
avrebbe il fondato timore di essere esposto a seri pregiudizi giusta l'art. 3 
LAsi; 

che, in secondo luogo, come rettamente evidenziato dall'autorità inferiore, 
sono  del  tutto  improbabili  le  allegazioni  secondo  le  quali  l'insorgente 
avrebbe dei  timori  a  causa dell’arresto avvenuto per motivi  inesistenti  e 
che  il  commissario  di  polizia  l'avrebbe  accusato  solamente  perché 
sarebbe  di  religione musulmana,  che,  infatti,  non  è  credibile  che  prima 
dell'arresto  non  sarebbe  stata  verificata  la  sua  identità;  che,  inoltre,  il 
ricorrente non è riuscito a rendere verosimile i motivi per i quali un’agente 
di  polizia avrebbe corso un grosso  rischio per aiutarlo ad evadere dalla 
prigione; 

D­6946/2011

Pagina 9

che  nell'insieme,  il  ricorrente  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche 
censure,  argomenti  o  prove  suscettibili  di  giustificare  una  diversa 
valutazione, rispetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata 
nel merito della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi);

che  a  mente  di  questo  Tribunale,  come  rettamente  evidenziato 
dall'autorità  inferiore,  quanto  raccontato dall'insorgente a  sostegno della 
sua domanda d'asilo non presenta alcun elemento di verosimiglianza;

che, in considerazione di quanto precede, non risultano elementi ai sensi 
dell'art.  32  cpv.  3  lett.  c  LAsi  da  cui  dedurre  la  necessità  d'ulteriori 
accertamenti  ai  fini  della  determinazione  della  qualità  di  rifugiato 
dell'insorgente;

che,  inoltre,  non  si  giustificano  neppure  delle  misure  di  istruzione 
complementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedimento 
all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  dal  punto  di  vista 
dell'ammissibilità  (cfr.  DTAF  2009/50  consid.  5­8  pag.  725­733; 
DTAF 2007/8 consid. 5.6.5­5.7 pag. 90 e segg.);

che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere che 
l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Nigeria  possa  violare 
l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera 
del  18 aprile  1999  (Cost.,  RS  101),  l'art. 33  della  convenzione  del  28 
luglio  1951  sullo  statuto  dei  rifugiati  (Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi 
(divieto di  respingimento) nonché  l'art. 83 cpv. 3 della  legge federale del 
16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) o esporre il ricorrente 
in Patria al rischio reale ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 della 
convenzione del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell'uomo 
e  delle  libertà  fondamentali  (CEDU,  RS  0.101)  o  all'art. 3  della 
convenzione  del  10 dicembre  1984  contro  la  tortura  ed  altre  pene  o 
trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105); 

che, da quanto esposto, ne discende che l'UFM rettamente non è entrato 
nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; 

che,  di  conseguenza,  in  materia  di  non  entrata  nel  merito,  il  ricorso, 
destituito  d'ogni  e  benché  minimo  fondamento,  non  merita  tutela  e  la 
decisione impugnata va confermata;

che  il  ricorrente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera 

D­6946/2011

Pagina 10

(art.  14  cpv.  1  e  2  LAsi,  art.  44  cpv.  1  LAsi  nonché  art.  32  OAsi 1 
[DTAF 2009/50 consid. 9]);

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 LStr; che, 
giusta  suddetta  norma,  l'esecuzione  dell'allontanamento  deve  essere 
possibile  (art. 83  cpv. 2  LStr),  ammissibile  (art. 83  cpv. 3  LStr)  e 
ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr); 

che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  l'esecuzione 
dell'allontanamento  è ammissibile  (art. 44  cpv. 2  LAsi  e  all'art. 83  cpv. 3 
LStr);

che,  inoltre,  notoriamente,  la  situazione  vigente  in  Nigeria  non  risulta 
caratterizzata  da  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che 
coinvolga  l'insieme  della  popolazione  nell'integralità  del  territorio 
nazionale;

che, quanto alla situazione personale del ricorrente, egli è ancora giovane 
e,  in  particolare,  ha  dichiarato  di  possedere  un’ottima  formazione 
scolastica, in quanto si sarebbe laureato come educatore all’Università di 
G._______  (Nigeria);  che,  avrebbe  anche  intrapreso  il  mestiere  del 
ristoratore possedendo un ristorante a D._______ (Nigeria); che egli, pur 
essendo  vedovo,  ha  una  densa  rete  familiare  e  sociale  in  patria, 
costituita,  a  suo  dire,  da  suo  figlio  il  quale  vivrebbe  attualmente  a 
C._______  (Nigeria)  a  casa  di  sua  nonna  materna,  suo  padre,  quattro 
sorelle  e  tre  fratellastri  i  quali  sarebbero  di  casa  tutti  a  in  Nigeria  a 
C._______ (cfr. verbale 1, pagg. 2 seg.); 

che il ricorrente non ha preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di 
salute che possano giustificare  la sua ammissione provvisoria  (cfr. sulla 
problematica Giurisprudenza ed informazioni della Commissione svizzera 
di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2003 n. 24), senza che da un esame 
d'ufficio degli atti emerga la necessità di una permanenza in Svizzera per 
motivi medici;

che,  pertanto,  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  nel  suo 
Paese d'origine è ragionevolmente esigibile  (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 
cpv. 4 LStr);

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità 
dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art. 44  cpv. 2  LAsi  e  art. 83  cpv. 2 
LStr); 

D­6946/2011

Pagina 11

che il ricorrente, usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni 
documento  indispensabile  al  rimpatrio  (cfr.  DTAF  2008/34  consid.  12 
pagg.  513­515);  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  dunque  pure 
possibile; 

che,  infine,  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile, 
ragionevolmente  esigibile  e  possibile;  che,  per  conseguenza,  anche  in 
materia d'allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatteso e 
la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata;

che ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato  il 
diritto  federale,  né  abusato  del  suo  potere  di  apprezzamento; 
l'autorità di prime cure non ha accertato  in modo inesatto o  incompleto  i 
fatti  giuridicamente  rilevanti  ed  inoltre  la  decisione  non  è  inadeguata 
(art. 106 LAsi), per il che il ricorso va respinto;

che,  avendo  il  Tribunale  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda 
d'esenzione  dal  versamento  dell'anticipo  a  copertura  delle  presunte 
spese processuali è divenuta priva d'oggetto;

che,  visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali,  di  CHF  600.–, 
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 
sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo 
federale del 21 febbraio 2008 [TS­TAF, RS 173.320.2]);

che  la  presente  decisione  non  concerne  persone  contro  le  quali  è 
pendente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che hanno 
abbandonato in cerca di protezione (art. 83 lett. d cifra 1 LTF);

che  la  presente  decisione  non  può  essere  impugnata  con  ricorso  in 
materia  di  diritto  pubblico  dinanzi  al  Tribunale  federale  (art.  83  lett.  d 
LTF);

che la pronuncia è quindi definitiva.

D­6946/2011

Pagina 12

(dispositivo alla pagina seguente)

D­6946/2011

Pagina 13

Per  questi  motivi,  il  Tribunale  amministrativo  federale 
pronuncia:

1. 
Il ricorso è respinto.

2. 
Le spese processuali, di CHF 600.–, sono poste a carico del  ricorrente. 
Tale  ammontare  deve  essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale 
amministrativo  federale  entro  un  termine  di  30  giorni  dalla  spedizione 
della presente decisione.

3. 
Questa  sentenza  è  comunicata  al  ricorrente,  all'UFM  e  all'autorità 
cantonale competente. 

Il giudice unico: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Bruno D'Amaro

Data di spedizione: