# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c78847c3-da4a-56b8-8787-8a044652f406
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-10-01
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 01.10.2015 15.2015.53
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2015-53_2015-10-01.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2015.53

  	
  Lugano

  1°
  ottobre 2015

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Cortese

  

 

 

statuendo quale giudice unico (art. 48b LOG) sul
ricorso 9 giugno 2015 di

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

l’operato dell’Ufficio di
esecuzione di Lugano nell’esecuzione n. __________ promossa nei confronti
del ricorrente dalla

	
   

  	
  PI 1, 

  (rappresentata dall’RA 1,)

   

  

Ritenuto in fatto e
considerato in diritto:

                                         che sulla scorta dell’attestato di carenza di beni n. __________
emesso dall’Ufficio di esecuzione (UE) di Lugano, il 4 febbraio 2015 la PI 1 ha
inviato allo stesso Ufficio una domanda di proseguimento dell’esecuzione contro
RI 1 per l’incasso di fr. 221.55 oltre ad accessori, chiedendo con
separato allegato di “…voler rivedere il minimo in quanto ci sembra
elevato l’affitto pagato dai coniugi ___”;

                                         che
dando seguito alla predetta domanda, il 28 maggio 2015 l’UE ha proceduto al
pignoramento, ma non ha rinvenuto né beni né redditi pignorabili di pertinenza
dell’escusso;

                                         che
con scritto del 29 maggio 2015 l’Ufficio ha comunque comunicato al debitore che
l’importo complessivo di fr. 1'900.– riconosciutogli nel calcolo del
minimo esistenziale a titolo di canone di locazione (fr. 1'750.–) e spese
accessorie (fr. 150.–) verrà considerato unicamente fino alla scadenza del
suo contratto di locazione prevista per il 30 aprile 2017, ragione per cui a
partire dal 1° maggio 2017 computerà un canone locatizio non superiore a fr. 1'500.–,
spese accessorie comprese;

                                         che
nel medesimo scritto l’UE ha pure invitato RI 1 a provvedere eventualmente alla
disdetta del contratto di locazione in tempo utile, giacché in caso di futuri pignoramenti
si determinerà sulla base del nuovo canone che reputa adeguato al caso;

                                         che
il 1° giugno 2015 l’Ufficio ha emesso il verbale di pignoramento con contestuale
attestato di carenza di beni e lo ha trasmesso alle parti;

                                         che
con ricorso del 9 giugno 2015 RI 1 si aggrava contro la “decisione riguardante
la riduzione delle spese abitative di cui allo scritto del 29 maggio 2015”
e il verbale di pignoramento, chiedendo, previo conferimento dell’effetto
sospensivo, l’annul­­lamento di entrambi e la redazione di un nuovo verbale di
pignoramento che tenga conto della sentenza della CEF 15.2008.95 del 29 gennaio
2009 e corregga le entrate nette dell’escusso e di sua moglie;

                                         che
salvo i casi nei quali la legge prescriva la via giudiziale, è ammesso il
ricorso all’autorità di vigilanza contro ogni provvedimento di un ufficio d’esecuzione
o di un ufficio dei fallimenti, per violazione di una norma di diritto o errore
d’apprezzamento (art. 17 cpv. 1 LEF);

                                         che
sono impugnabili con ricorso solo le decisioni (“provvedimenti”) dell’ufficio e
non semplici dichiarazioni d’intenzione in merito a futuri atti esecutivi (DTF
113 III 29; sentenza della CEF 15.2015.51 del 15 settembre 2015, pagg. 3-4; Cometta/Möckli, Basler Kommentar zum
SchKG, vol. I, 2a ed., n. 22 ad art. 17);

                                         che
nel caso specifico la comunicazione del 29 maggio 2015 contestata dal ricorrente
costituisce una mera dichiarazione d’in­­tenzione dell’Ufficio, come risulta
dal verbo e dal tempo futuro usati (“in caso di futuri pignoramenti, lo
scrivente Ufficio si determinerà sulla base delle sopra citate considerazioni”),
che evocano una decisione da adottare nelle future esecuzioni a carico di RI 1,
più precisamente a partire dal 1° maggio 2017, motivo per cui sotto questo
profilo il ricorso risulta irricevibile;

                                         che
il gravame si rivela irricevibile anche per quanto concerne la richiesta di rettificare
le entrate nette computate nel minimo esistenziale dell’escusso, poiché quest’ultimo
non giustifica alcun interesse pratico e degno di protezione alla modifica di
un provvedimento che non lo lede affatto, il pignoramento essendo invero infruttuoso,
sicché egli non è pregiudicato in alcun modo dall’eventuale accertamento
erroneo del proprio reddito e di quello di sua moglie;

                                         che
legittimato a ricorrere è infatti solo colui i cui interessi giuridici o
di fatto attuali, concreti e protetti sono lesi dalla misura dell’ufficio,
ovvero colui che giustifica un interesse proprio, attuale, pratico e degno di
protezione alla modifica o all’annullamento del provvedimento
impugnato e che in tal senso è colpito dal provvedimento in misura e con
un’intensità maggiore di chiunque altro (sentenza della CEF 15.2015.39 del 1° giugno
2015, consid. 2.1 e riferimenti citati);

                                         che
vista l’irricevibilità del ricorso, la richiesta di effetto sospensivo diventa
senza oggetto;

                                         che
per legge non si preleva la tassa di
giustizia e non si assegnano indennità (art. 20a cpv. 2 n. 5 LEF, 61
cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF [RS 281.35]).

 

Per
questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il ricorso è irricevibile.

                                   2.   Non si prelevano spese né si assegnano indennità.

                                   3.   Notificazione
a:

	
   

  	
  –;

  –.

  

                                         Comunicazione
all’Ufficio di esecuzione, Lugano.

 

Per la Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                          Il
vicecancelliere

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro dieci
giorni dalla notificazione, rispettivamente entro cinque giorni dalla
notificazione nel caso in cui la decisione impugnata è stata pronunciata nell’ambito
di un’esecuzione cambiaria.