# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 888cce59-e326-5e7f-9162-8d1df157044e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2019-06-26
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 26.06.2019 12.2019.55
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2019-55_2019-06-26.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2019.55

  	
  Lugano

  26 giugno 2019/jh

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente della seconda Camera civile del
  Tribunale d’appello

  
	
  quale
  giudice unico (art. 48b cpv. 1 lett. a cfr. 2 LOG)

  
	
   

  
						

sedente
per statuire nella causa - inc. n. SO.2019.669 (tutela
giurisdizionale nei casi manifesti) - della Pretura del Distretto di Lugano,
sezione 4 promossa con istanza 5 febbraio 2019 da

 

	
   

  	
  AO
  1  

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
   AP 1  

   AP 2  

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

chiedente l’espulsione immediata dei
convenuti, domanda alla quale questi ultimi si sono opposti, e che il Pretore
ha accolto con decisione 27 febbraio 2019;

 

appellanti i convenuti con appello 8 marzo 2019, a cui si è opposta
la locatrice con osservazioni 8 aprile 2019, con il quale chiedono “che l’istanza
di sfratto venga annullata” e “che venga confermata e concessa la
dilazione di pagamento”; 

 

ritenuto

 

in fatto e in diritto:

 

                                         che il AO 1
ha concesso in locazione a partire dal 1° ottobre 2011 a AP 1 e a AP 2 l’appartamento
di 4 ½ locali al piano terreno, interno n. __________ e i parcheggi interni n. __________
e __________, nell’immobile sito in via __________ a __________, per una pigione
mensile complessiva di fr. 2’240.-, oltre le spese accessorie (doc. A, A1 e A2);

 

                                         che
con scritti separati 21 novembre 2018 la locatrice ha regolarmente diffidato i
conduttori a voler versare entro 30 giorni il saldo scoperto (di fr. 27'819.-) a
titolo di pigione e il relativo acconto per spese accessorie per il periodo
gennaio 2018 – novembre 2018, prospettando la disdetta del contratto per mora
ai sensi dell’art. 257d CO (doc. B – B5);

che con raccomandata e modulo ufficiale 27 dicembre 2018 la locatrice ha
notificato ai conduttori separatamente la disdetta straordinaria del contratto
per il 31 gennaio 2019 (doc. C – C10);

 

                                         che
non avendo i convenuti provveduto alla regolare riconsegna dell’ente locato e
dei relativi parcheggi entro tale scadenza, con istanza 5
febbraio 2019, nella procedura sommaria a tutela giurisdizionale nei casi
manifesti, la locatrice ha chiesto alla Pretura di ordinare l’immediata
espulsione dei conduttori dai locali ancora occupati, con
le comminatorie di rito;

che in occasione dell’udienza del 26 febbraio 2019 l’istante si è riconfermata nella
domanda, mentre i convenuti, regolarmente citati, non hanno fatto atto di
comparsa;

che con giudizio 27 febbraio 2019 il Pretore ha accolto l’istanza e ha fatto
ordine ai conduttori di riconsegnare l’ente locato e i due posteggi entro 10
giorni dalla notificazione della decisione, con le comminatorie di rito;

 

                                         che con
appello 8 marzo 2019 i convenuti sono insorti contro la decisione pretorile,
chiedendo “che l’istanza di sfratto venga annullata” e “che venga confermata e concessa la dilazione di pagamento”;

che la locatrice con osservazioni 8 aprile 2019 si è opposta al gravame; 

 

                                         che contro
una decisione emanata in procedura sommaria a tutela giurisdizionale nei casi
manifesti il cui valore è di almeno 

fr. 71'280.-, come accertato dal Pretore, è dato il rimedio dell’appello, da
presentare entro 10 giorni (art. 314 CPC);

 

                                         che
l’appello e le osservazioni sono tempestive;

 

                                         che
dal 1° gennaio 2011 l’espulsione di un conduttore dai locali
occupati dopo la fine del contratto per disdetta, ordinaria o straordinaria,
avviene o in procedura semplificata (art. 243 e segg. CPC) previa conciliazione
o in procedura sommaria di tutela giurisdizionale nei casi manifesti (art. 257
CPC) che non richiede la previa conciliazione (Hohl, Procédure civile, Tome II, 2a
ed., n. 1429, pag. 260);

 

                                         che il
presente giudizio si deve fondare unicamente sul contenuto dell’incarto di
prima istanza (inc. n. SO.2019.669), non potendo il giudice di seconda
istanza nella procedura sommaria di tutela nei casi manifesti riesaminare la liquidità della fattispecie sulla base di
documenti prodotti solamente con l’impugnativa, nemmeno qualora questi
rispettassero le condizioni poste dall’art. 317 CPC (DTF 4A_420/2012 del 7
novembre 2012, consid. 5, in SJ 2013 I, p. 129); 

 

                                         che l’appello deve essere
motivato (art. 311 CPC), vale a dire che deve esporre, anche in modo semplice,
per quali motivi sarebbe errata la decisione del Pretore (Bohnet, Le droit du bail en procédure
civile suisse, 16e Séminaire sur le droit du bail, 2010, Neuchâtel,
n. 207 pag. 56);

 

                                         che nel caso concreto AP 1
e AP 2 hanno presentato un breve testo di appello con il quale non contestano le
circostanze poste alla base della conclusione pretorile, ovvero la mora nel
pagamento delle pigioni scadute, rispettivamente che il contratto di locazione
è stato validamente disdetto dalla locatrice con effetto al 31 gennaio 2019 e
che entro tale termine i locali non sono stati riconsegnati, limitandosi a
esporre i motivi che hanno condotto alle loro difficoltà finanziarie, indicando
altresì di avere nel frattempo provveduto a saldare parzialmente le pigioni
scoperte secondo un piano di pagamento da loro proposto, di cui postulano la
conferma rispettivamente la concessione in questa sede, chiedendo inoltre di
tenere conto della loro situazione familiare e della durata della locazione; 

che tale modo di procedere è inammissibile e comporta l’irricevibilità
dell’appello per carente motivazione, non essendo adempiuti i presupposti
dell’art. 311 CPC: gli appellanti non si confrontano infatti minimamente con il
giudizio impugnato, né per quel che concerne l’accertamento dei fatti esposti
né per quel che concerne l’applicazione del diritto;

che gli accertamenti e le conclusioni del primo giudice non risultano quindi
validamente criticati, ciò che comporta la conferma della sentenza impugnata;

 

                                         che nulla muta al riguardo
l’impegno assunto dai conduttori a versare il saldo scoperto secondo un piano
di pagamento rateale, di cui chiedono “che venga confermato”; 

 

                                         che abbondanzialmente va
pure rilevato come non rientri manifestamente nella competenza di questo Giudice
l’emanazione di una decisione volta a confermare o concedere una dilazione di
pagamento, come richiesto in modo irrito dagli appellanti;

che le spese processuali seguono la soccombenza (art. 106 CPC) e
sono fissate in conformità all’art. 9 cpv. 3 LTG; il valore litigioso della
procedura di appello, determinante anche ai fini di un eventuale ricorso al
Tribunale federale, ammonta a fr. 71’280.-, come indicato dal Pretore;

 

                                         che a RA 1, che non ha
dimostrato di essere un rappresentante professionalmente qualificato ai sensi
dell’art. 68 cpv. 2 lett. d CPC (in relazione con l’art. 12 cpv. 1 lett. a
della Legge cantonale di complemento al CPC) e non ha chiesto un’indennità per
inconvenienza ai sensi dell’art. 95 cpv. 3 lett. c CPC, non possono essere
riconosciute ripetibili;

 

                                         che,
terminando con una non entrata nel merito di un’impugnazione manifestamente
inammissibile, la procedura può essere decisa dalla
Camera nella composizione a giudice unico (art. 48b cpv. 1 lett. a cfr. 2 LOG).

 

 

Per questi motivi, 

 

decide:                     1.   L'appello 8 marzo 2019 di AP 1 e AP 2 è irricevibile.

                                   2.   Le
spese processuali di complessivi fr. 100.- sono poste a carico degli appellanti.
Non si assegnano ripetibili.

 

                                   3.   Notificazione:

	
   

  	
  -    ;

  -    ;

  -   .

   

  

                                         Comunicazione alla Pretura
del Distretto di Lugano, sezione 4.

 

 

 

Per
 la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                          

 

A.
Fiscalini

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici 

Nelle
cause a carattere pecuniario in materia di locazione con un valore litigioso
superiore a fr. 15'000.- è dato ricorso in materia civile al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale della
decisione (art. 100 cpv. 1 LTF). Qualora non sia dato il ricorso in materia
civile è possibile proporre negli stessi termini ricorso sussidiario in materia
costituzionale (art. 113, 117 LTF). La parte che intende impugnare una
decisione sia con un ricorso ordinario sia con un ricorso in materia costituzionale
deve presentare entrambi i ricorsi con una sola e medesima istanza (art. 119
LTF).