# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** dbf0467b-c752-5765-9b89-cb8e62a2856e
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2012-04-11
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 11.04.2012 C-3092/2011
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-3092-2011_2012-04-11.pdf

## Full Text

Bu nde s ve rw altungs ge r icht  

Tr i buna l adm inis t r a t if  fé dé r al  

Tr i buna le  amm inis t r at ivo  fe de r ale  

Tr i buna l adm inis t r a t i v fe de r al 

 
 
    
 

 

 

  

 
 Corte III 

C-3092/2011 

 

 

  S e n t e n z a  d e l l ' 11  a p r i l e  2 0 1 2  

Composizione 

 
Giudici: Francesco Parrino (presidente del collegio),  

Elena Avenati-Carpani, Stefan Mesmer; 

Cancelliere: Dario Croci Torti. 

 

 
 

Parti 

 
A._______,  

patrocinato dall'avv. Immacolata Iglio Rezzonico, Studio 

legale e notarile, Via Motta 24, Casella postale 5708, 

6901 Lugano, 

ricorrente,  

 
 

 
Contro 

 

 
Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 

assicurati residenti all'estero UAIE, avenue Edmond-

Vaucher 18, casella postale 3100, 1211 Ginevra 2,    

autorità inferiore.  

 
Oggetto 

 
Assicurazione invalidità, decisione del 13 aprile 2011. 

 

 

C-3092/2011 

Pagina 2 

 

Fatti: 

A.  

A._______, cittadino italiano, nato il , ha lavorato in Svizzera dal 1979, 

solvendo regolari contributi all'assicurazione svizzera per la vecchiaia, i 

superstiti e l'invalidità. Dal 2004 era alle dipendenze di un'officina 

meccanica di Chiasso, in qualità di operaio calibratore/smerigliatore, in 

ragione di 40 ore settimanali (doc. 12-1). Sebbene qualche assenza dal 

lavoro da imputare a malattia si sia già fatta registrare nel 2005 e 2006, 

più importanti problemi di salute si sono presentati  dal 1° gennaio 2007 e 

non si è più presentato al lavoro dopo il 5 febbraio 2007 (doc. 12).  

Dall'incarto della Cassa malati Helsana (CM) emerge che il nominato 

presentava delle dorso lombalgie acute da canale lombare stretto e 

protrusioni discali da L3 a L5. Una prima visita medica del 16 aprile 2007 

da parte del Dott. Loustalot per conto della Cassa malati aveva 

confermato tale diagnosi sulla base di reperti oggettivi. Nel luglio 2007 

A._______ veniva sottoposto ad artrodesi lombare e lombosacrale 

(impianto di un distanziatore) e ne è seguita una cura riabilitativa. Il Prof. 

Scamoni, specialista in neurochirurgia (Varese), nel rapporto dell'11 

dicembre 2007 (doc. 41 CM) faceva il punto della situazione e consigliava 

ulteriori cure di fisiocinesiterapia. 

B.  

In data 24 ottobre 2007, il nominato presentava una domanda volta al 

conseguimento di prestazioni dell'assicurazione svizzera per l'inval idità 

(doc. 1). L'Ufficio AI del Cantone Ticino, competente per esaminare sul 

merito la richiesta, ha acquisito agli atti l'incarto della CM. Risulta che il 

nominato è stato licenziato con effetto 30 settembre 2007 (doc. 24-1 inc. 

CM). L'Ufficio AI cantonale ha disposto una visita specialistica dal Dott.  

Pancaldi (reumatologo), la quale è avvenuta il 20 febbraio 2008. Nel 

rapporto del 15 marzo successivo (doc. 23), l'esperto incaricato ha 

rilevato la diagnosi con ripercussioni sulla capacità al lavoro di canale 

lombare stretto L4/L5 in parte costituzionale, in parte acquisito, intervento 

chirurgico con spaziatore L4/5 il 31 luglio 2007, assenza di disturbi 

neurologici. Il medico ha affermato che il paziente è da ritenersi inabile 

nel precedente lavoro di meccanico di precisione, mentre in attività adatte 

ed a determinate condizioni di postura, porto pesi, marcia, è abile al 

100% con diminuzione del rendimento dal 10 al 20%. L'Ufficio AI 

cantonale ha disposto anche una visita neurologica (doc. 27). Il Dott. 

Bernasconi, neurologo, ha visitato il paziente il 22 luglio 2008 (doc. 37). 

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Egli ha posto la diagnosi di stato dopo intervento di impianto di 

distanziatore interspinoso L4/5 con sindrome lombo vertebrale cronica 

senza deficit neurologici. L'esperto non ha rilevato un'incapacità di lavoro 

sotto il suo punto di vista specialistico. L'assicurato è stato sottoposto 

anche a visita psichiatrica. Dalla stessa, eseguita il 27 settembre 2008 

dalla Dott.ssa Bernasconi-Schlunke, non sono state rilevate patologie in 

atto e nessuna invalidità di rilievo (doc. 41). Altri referti oggettivi 

(radiografie, RMN, TAC) sono stati rimessi ad atti. Parimenti, A._______ è 

stato visitato presso i servizi medici dell'Istituto nazionale della previdenza 

sociale (INPS) di Varese il 10 gennaio 2008 (doc. 18). Il medico incaricato 

ha evidenziato la diagnosi di lombo sciatalgia destra residua in stenosi 

del canale lombare trattata con  spaziatore interspinoso x-stop L4/L5 nel 

luglio 2007 ed ha posto un tasso d'invalidità del 50%. Altri reperti medici 

sono quindi pervenuti, quali segnatamente:  

- un nuovo rapporto del neurochirurgo Dott. Scamoni (22 agosto 2008); 

- una tomografia assiale computerizzata (TAC) lombare (L3-S1) dell'11 

agosto 2008;  

- un ulteriore rapporto del Dott. Scamoni del 3 novembre 2008 dove si fa 

stato di una lombalgia cronica con  low back pain prevalentemente all'arto 

inferiore destro ed una sofferenza della radice di L4; l'esperto propone 

una laminectomia e rimozione del "device" (x stop) in L4-L5 e 

decompressione bilaterale dello spazio L3-L4 ed L4-L5.  

C.   

L'incarto è stato sottoposto in esame al Dott. Klauser dell'Ufficio AI 

cantonale, il quale, nella sua relazione del 31 ottobre 2008 (doc. 42), ha 

affermato che l'assicurato presenta un'affezione reumatologica 

invalidante con sintomatologia stazionaria e prende atto del previsto 

intervento decompressorio che causerà un periodo d'inabilità al lavoro. È 

pervenuto poi ad atti un referto dei neurochirurghi Dott.ri Tomei e Basile 

del 3 novembre 2008 (doc. 44) scarsamente leggibile.  

Il Patronato INAS, allora rappresentante di A._______, ha inviato una 

perizia svolta 28 febbraio 2008 (redatta il 10 aprile 2008) del Dott. Motta, 

specialista in medicina legale e delle assicurazioni (doc. 46). L' esperto 

attesta la nota diagnosi e considera il paziente inabile. L'incarto è stato 

risottoposto in esame al Dott. Klauser. Questi ha preso atto dei referti 

summenzionati e del fatto che l'interessato dovrebbe essere sottoposto 

ad intervento chirurgico decompressivo nel gennaio 2009 (doc. 48). 

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Ad atti è poi pervenuta la cartella clinica del 30 gennaio 2009 (uscita) 

peraltro scarsamente leggibile (doc. 54); il paziente è stato sottoposto a 

asportazione x stop, decompressione L4-L5, stabilizzazione interspinosa 

L4/5 con coflex. La lettera di dimissione ospedaliera prevede un periodo 

di riposo di un mese e poi l'inizio di un ciclo di fisiochinesiterapia. Nel 

rapporto del 20 marzo 2009, il Dott. Klauser prende atto dell'intervento e 

constata che a differenza di quanto (non) rilevato dai Dott.ri Pancaldi e 

Bernasconi, il paziente presentava segni di sofferenza radicolare (doc. 

57). Una nuova visita dal Dott. Pancaldi è stata prevista (doc. 58). La 

stessa è stata effettuata il 3 giugno 2009 (doc. 65). Nel rapporto 

successivo (25 giugno 2009), l'esperto incaricato ha posto la diagnosi 

interessante la situazione lombare ed ha aggiunto la presenza di una 

sindrome lombo vertebrale cronica con sciatalgie bilaterali in un contesto 

di una sindrome diffusa con disturbi algici, sensitivi-motori di natura 

funzionale. In attività di ripiego l'esperto ha ribadito il suo precedente 

parere. 

L'incarto è stato risottoposto in esame al Dott. Klauser che, nel suo 

rapporto del 23 luglio 2009, preso atto dei limiti funzionali descritti dal 

Dott. Pancaldi, ha ammesso un'incapacità lavorativa di un anno da 

febbraio 2007 a febbraio 2008. Da marzo 2008 (prima perizia del Dott. 

Pancaldi) il paziente sarebbe abile al lavoro al cento per cento nei limiti 

indicati dal perito; una nuova incapacità di tre mesi è decorsa 

dall'intervento di decompressione (28 gennaio 2009) e per tre mesi (doc. 

68). Il rendimento è sempre ridotto dal 10 al 20%. 

L'incarto è stato trasmesso al Consulente in integrazione professionale 

(CIP). Questi, nel suo rapporto del 28 luglio 2009, ha osservato che 

l'interessato non subirebbe dopo il miglioramento del suo stato di salute 

alcuna perdita di guadagno in attività di sostituzione (doc. 70, 71). 

D.  

Un progetto di decisione comportante il riconoscimento del diritto alla 

rendita da febbraio 2008 (un anno dopo la definitiva assenza dal lavoro) 

al 30 giugno 2008 (tre mesi dopo il presunto miglioramento) è stato 

inviato all'avv. Compagnoni, Luino, già regolare rappresentante di 

A._______ (doc. 76). 

Con scritto del 21 settembre 2009, il rappresentante di A._______ ha 

ribadito implicitamente la richiesta di una rendita intera AI (doc. 81). Ha 

prodotto una nuova perizia del Dott. Motta, nella quale, in base alla nota 

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diagnosi, si valuta che il paziente è poco adattabile anche in attività di 

sostituzione viste le marcate limitazioni funzionali.  

L'incarto è stato trasmesso al Dott. Klauser, il quale, nella sua relazione 

del 6 ottobre 2009, afferma che la perizia del Dott. Motta non apporta 

novità oggettive in merito alla situazione valetudinaria di A._______ (doc. 

85). 

Mediante decisione del 20 novembre 2009, l'Ufficio dell'assicurazione per 

l'invalidità per gli assicurati residenti all'estero (UAIE), competente per 

notificare i provvedimenti per le persone non residenti in Svizzera, ha 

erogato in favore di A._______ una rendita intera dell'assicurazione 

svizzera per l'invalidità dal 1° febbraio 2008 al 30 giugno 2008 (doc. 94).  

E.  

Con il ricorso depositato l'11 gennaio 2010 al Tribunale amministrativo 

federale, A._______, rappresentato dall'avv. Iglio Rezzonico, ha chiesto il 

riconoscimento del suo diritto alla rendita intera AI anche dopo il 30 

giugno 2008. Produce copia di referti già ad atti. L'Ufficio AI cantonale ha 

sottoposto gli atti al proprio servizio medico. Il Dott. Erba, nel rapporto del 

5 febbraio 2010 (doc. 101) ha preso atto che il paziente, secondo l'avviso 

di specialisti, deve essere sottoposto a nuovo intervento chirurgico (cfr. 

rapporto del Dott. Basile del 28 dicembre 2009 ed esame ENG del 30 

ottobre 2009 che mostra una sofferenza neurogena periferica di grado 

marcato fra L3 ed L5 di tipo cronico) ed ha quindi proposto nuovi 

accertamenti sanitari. È inoltre stata inviata una lettera di dimissione 

ospedaliera relativa alla degenza dal 4 al 9 febbraio 2010 per problemi 

neuro radicolari (lombalgie con irradiazione sciatalgica a sinistra, doc. 

104). L'Ufficio AI cantonale ha aderito a tale parere, come pure l'UAIE, 

per cui, mediante sentenza del 16 marzo 2010, il Tribunale amministrativo 

federale ha parzialmente accolto l'impugnativa ed ha rinviato gli atti 

all'autorità inferiore per procedere a nuovi accertamenti. 

F.  

In esito a quanto sopra disposto, A._______ è stato visitato presso il 

Servizio di accertamento medico dell'assicurazione AI di Bellinzona 

(SAM), il 14 e 22 giugno, il 1° e 9 luglio 2010, con esami specialistici in 

reumatologia (Dott. Mariotti), neurologia (Dott. Karau), psichiatria 

(Dott.ssa Castra). La perizia è stata rimessa il 19 agosto 2010. Della 

diagnosi dettagliata che comprende la problematica lombo vertebrale, gli 

esiti dei due interventi chirurgici (istallazione di distanziatore interspinoso 

il 31 luglio 2007, rimozione dello stesso – decompressione –  il 28 

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gennaio 2009), alterazioni degenerative con protrusioni discali da L3 ad 

S1, se ne dirà nella parte in diritto. I medici hanno anche rilevato una 

diagnosi non invalidante di sindrome del dolore somatoforme, 

reumatismo delle parti molli, obesità per magna ed altre turbe minori. Per 

quanto attiene alla capacità di lavoro: vi è un'incapacità dell'80% nella 

precedente attività e ciò da febbraio 2007; vi è un'incapacità del 20% in 

attività più leggere a determinate condizioni di posizione, porto pesi, 

marcia e ciò dal 1° marzo 2008 e continua. Brevi periodi incapacità totali 

sono da imputare all'intervento del gennaio 2009 e la cura di riabilitazione 

(doc. 119-121). 

G.  

L'incarto è stato sottoposto al Dott. Erba, dell'Ufficio AI cantonale, il quale, 

nel suo rapporto del 24 agosto 2010, ha condiviso diagnosi e valutazioni 

espresse dai sanitari del SAM (doc. 124). 

Con progetto di decisione del 27 agosto 2010, l'Ufficio AI cantonale ha 

disposto la conferma della precedente decisione, ossia il riconoscimento 

del diritto alla rendita intera AI dal 1° febbraio al 30 giugno 2008 (doc. 

126). 

In sede di audizione, A._______ ha esibito un certificato di ricovero 

ospedaliero avvenuto il 14 settembre 2010 e quello di dimissione (il 17 

settembre) per sciatalgia sinistra, grave stato di ipostesia dolorifica L4-L5, 

parestesia, difficoltà motoria; il paziente è stato sottoposto (terzo 

intervento neurochirurgico) a decompressione osteo-legamentosa delle 

radici di L4-L5; viene consigliato un periodo di riposo di 30 giorni. Nella 

sua presa di posizione del 24 settembre 2010, A._______ ritiene di parte 

la perizia del SAM già per il semplice fatto che non considera 

minimamente i rapporti dei diversi medici italiani e sottovaluta la 

ripercussioni degli interventi subiti con stato d'invalidità prima (da cui la 

necessità presunta di detti interventi) e dopo questi (riposo e 

riabilitazione). L'intervento attuale, peraltro, già era stato prospettato 

come ipotesi nel febbraio 2010 (persino dal Dott. Basile il 28 dicembre 

2009), data la grave situazione in atto, per cui l'invalidità sarebbe 

continua. 

Ricevute le osservazioni e la documentazione menzionata, l'Ufficio AI 

cantonale ha risottoposto gli atti al Dott. Erba, il quale, nel suo rapporto 

del 30 settembre 2010, ha ammesso un peggioramento dello stato di 

salute del nominato ed ha previsto una rivalutazione del caso (doc. 133). 

Nel frattempo, l'interessato ha fatto pervenire un rapporto di piano 

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riabilitativo del 22 ottobre 2010 (doc. 135) dal quale si evince la presenza 

di una marcata limitazione funzionale e sindrome algica, situazione da 

rivalutare. Viene acquisita ad atti anche una valutazione del Prof. 

Scamoni del 3 novembre 2010 (doc. 136), dalla quale risultano ancora 

limitazioni funzionali e la necessità di portare il corsetto C-35 fino a fine 

anno almeno e poi riprendere la riabilitazione. Il Dott. Erba (rapporto del 

21 dicembre 2010) ha ribadito la necessità di una nuova visita presso il 

reumatologo Dott. Mariotti (doc. 137). A._______ si è opposto a tale visita 

con scritto dell'11 gennaio 2011 specificando che un'indagine presso uno 

specialista ortopedico sarebbe più indicata (doc. 139). Con nota del 13 

gennaio 2011, il Dott. Erba ha ribadito la preferenza per uno specialista 

reumatologo (doc. 140). Con nota del 25 gennaio 2011 A._______ ha 

prodotto una TCL lombosacrale  ed ha affermato che un nuovo intervento 

sarebbe previsto (doc. 141). 

Con scritto 8 febbraio 2011, l'Ufficio AI cantonale ha ribadito l'idoneità del 

Dott. Mariotti quale perito. Il Dott. Mariotti ha visitato il paziente il 17 

febbraio 2011. Nel rapporto del 31 marzo (doc. 144), l'esperto ha preso 

atto del più recente intervento e dopo aver riassunto la diagnosi in parte 

nota ha affermato che non vi sono modifiche degne di nota rispetto alla 

situazione precedente e ha ribadito la precedente valutazione con le 

relative limitazioni funzionali. Egli ha ammesso un'incapacità anche in 

attività sostitutive da settembre 2010 (mese dell'ultimo intervento 

chirurgico) e per tre mesi. Il Dott. Erba ha preso atto di tale perizia il 25 

marzo 2001 ed ha confermato quanto già ritenuto (doc. 145).  

Mediante decisione del 13 aprile 2011 (doc. 150), l'UAIE ha erogato in 

favore del nominato una rendita intera dell'assicurazione svizzera per 

l'invalidità dal 1° settembre 2010 fino al 31 marzo 2011 (tre mesi dopo il 

presunto miglioramento). 

H.  

Con il ricorso depositato il 30 maggio 2010, A._______, sempre 

rappresentato dall'avv. Iglio Rezzonico, chiede, sostanzialmente, 

l'annullamento del summenzionato provvedimento amministrativo e, di 

conseguenza, il riconoscimento di un grado d'invalidità del 100% con 

relative conseguenze assicurative. Chiede inoltre un risarcimento di 

100'000 franchi per danno morale e mancato guadagno. Chiede infine di 

essere posto al beneficio dell'assistenza giudiziaria completa. Degli 

argomenti sollevati si dirà, per quanto necessario, nella parte in diritto. 

Oltre a documenti già ad atti, il ricorrente produce (segnatamente):  

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- un rapporto di visita specialistica neurochirurgica (Dott. Aimar) del 25 

marzo 2011; 

- un reperto d'esame elettroneurografico del 15 aprile 2011 attestante una 

marcata sofferenza neurogena periferica di tipo cronico da L3 ad L5 ed 

S1 maggiormente a destra senza segni di denervazione; 

- un referto d'esame RMC dorsale e cervicale del 6 aprile 2011;  

- il completamento della visita neurochirurgica del 25 marzo 2011 (dopo 

gli esami di cui sopra); 

- una perizia medico-legale allestita il 23 maggio 2011 dalla Dott.ssa 

Ghiringhelli, Varese; la stessa riprende l'iter sanitario storico del paziente 

e descrive uno stato attuale di notevole compromissione funzionale; la 

Dott.ssa menziona una scarsa autonomia personale, una difficoltà di 

deambulazione e d'esecuzione degli atti ordinari della vita, nonché un 

aggravamento oggettivo (EMG) della sofferenza neurogena. A suo parere 

la ripetizione di un intervento chirurgico non è indicata malgrado 

l'evoluzione oggettivamente peggiorativa della situazione clinica; le 

attività indicate nel rapporto CIP sono inoltre improponibili. La specialista 

pone dunque un tasso d'invalidità dell'80%. 

In un secondo tempo, la parte ricorrente ha inviato l'attestato di 

riconoscimento dell'invalidità civile del 10 dicembre 2010 (tasso 

d'invalidità 75%). 

I.  

La parte ricorrente ha compilato la domanda di assistenza giudiziaria ed 

ha prodotto la relativa documentazione a sostegno di questa. Con 

decisione incidentale del 27 luglio 2011, la stessa è stata ammessa al 

beneficio dell'assistenza giudiziaria e gratuito patrocinio nella persona 

dell'attuale rappresentante. 

J.  

Ricevuto il ricorso, l'Ufficio AI del Cantone Ticino ha sottoposto gli atti al 

Dott. Erba che, nella nota del 16 giugno 2011, ha osservato che la 

documentazione esibita non evidenzia situazioni nuove o tali da 

sovvertire la precedente valutazione. Per quanto riguarda il referto EMG 

del 15 aprile 2011, questo riporterebbe una situazione già descritta nel 

2009 e smentita dal neurologo Dott. Karau. Nelle risposta di causa del 1° 

luglio 2011, l'Ufficio AI cantonale propone la reiezione dell'impugnativa. 

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Anche l'UAIE, nelle sue osservazioni del 19 luglio 2011, propone la 

reiezione del ricorso. 

K.  

Dopo aver preso atto di queste osservazioni, A._______, con replica del 

12 settembre 2011, ha ribadito la sua intenzione di mantenere il ricorso. 

Egli insiste sulla circostanza che il perito Mariotti  ha rinunciato a leggere i 

referti di altri specialisti per vari motivi (difficile lettura, ecc.). Le relazioni 

di questo medico sarebbero incoerenti ed unilaterali. La documentazione 

medica prodotta dal richiedente sarebbe stata più volte ignorata. Inoltre si 

chiede per quale motivo non si è tenuto conto dei tre mesi d'inabilità 

lavorativa che il Dott. Klauser aveva ammesso relativamente all'intervento 

del gennaio 2009. Produce una relazione medica del Dott. Enrico 

(specialista in ortopedia) del 25 agosto 2011. Questo medico traccia un 

quadro valetudinario molto severo da imputare alle notevoli limitazioni 

funzionali polisettoriali. Egli è del parere che anche le attività di 

sostituzioni proposte non sono adeguate e sono controindicate conto 

tenuto delle limitazioni. 

L.  

Ricevuta la replica, l'Ufficio AI cantonale ha sottoposto gli atti al Dott. 

Erba. Questi, nella nota del 27 settembre 2011, ha affermato che dal 

rapporto del Dott. Enrico non risulterebbero nuovi elementi. L'Ufficio AI 

cantonale, nelle duplica del 30 settembre 2011, ripropone la reiezione del 

ricorso. Anche l'UAIE si associa a tali conclusioni (duplica del 13 ottobre 

2011).  

M.  

La parte ricorrente è stata inviata a presentare delle osservazioni 

complementari alla luce delle rispettive dupliche e della nota del Dott. 

Erba. Con scritto del 15 novembre 2011, l'avv. Iglio Rezzonico ha 

lamentato la superficialità e sommarietà con la quale vengono esaminati i 

documenti medici di parte. Nel caso in esame ed a titolo esemplificativo 

sarebbe possibile citare anche solamente la sofferenza radicolare 

contestata in sede SAM, provata e documentata dai medici di parte sulla 

base di referti oggettivi. L'insorgente riconferma le conclusioni ricorsuali.  

Con ordinanza del 17 novembre 2011, l'autorità inferiore è stata posta a 

conoscenza delle osservazioni di cui sopra.  

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Diritto: 

1.  

1.1. Riservate le eccezioni di cui all'art. 32 della legge del 17 giugno 2005 

sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32), questo Tribunale 

giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF, i ricorsi contro le decisioni ai sensi 

dell'art. 5 della legge federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura 

amministrativa (PA, RS 172.021) emanate dalle autorità menzionate 

all'art. 33 LTAF. In particolare, le decisioni rese dall'UAIE concernenti 

l'assicurazione per l'invalidità possono essere portate innanzi a questo 

Tribunale conformemente all'art. 69 cpv. 1 lett. b della legge federale del 

19 giugno 1959 sull'assicurazione per l'invalidità (LAI, RS 831.20).  

1.2. L'Ufficio AI cantonale è competente per trattare l'esame delle 

richieste. L'Autorità inferiore è competente per notificare l'impugnata 

decisione (art. 40 cpv. 2 dell'ordinanza del 17 gennaio 1961 

sull'assicurazione per l'invalidità [OAI, RS 831.201]). 

2.  

2.1. In virtù dell'art. 3 lett. d
bis

 PA la procedura in materia di assicurazioni 

sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la legge 

federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale del diritto delle 

assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 LAI le disposizioni 

della LPGA sono applicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26
bis

 e 

28-70), sempre che la presente legge non preveda espressamente una 

deroga.  

2.2.  Secondo l'art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato 

dalla decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse 

degno di protezione al suo annullamento o alla sua modificazione. 

Queste condizioni sono adempiute nella specie. Il gravame è dunque 

ammissibile, nulla ostando all'esame del merito dello stesso. 

3.  

3.1. Il 1° giugno 2002 sono entrati in vigore l'Accordo tra la 

Confederazione svizzera, da una parte, e la Comunità europea ed i suoi 

Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 21 

giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 

regola il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale nonché il 

Regolamento (CEE) n° 1408/71 del Consiglio del 14 giugno 1971 relativo 

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all'applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai 

lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all'interno della 

Comunità (RS 0.831.109.268.1) come pure il corrispondente 

Regolamento di applicazione (Regolamento CEE n° 574/72 del Consiglio 

del 21 marzo 1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71, 

RS 0.831.109.268.11). Si tratta di una normativa che si applica a tutte le 

rendite il cui diritto sorge a far data dal 1° giugno 2002 o 

successivamente e che sancisce il principio della parità di trattamento tra 

cittadini che risiedono in uno Stato membro della Comunità europea ed i 

cittadini svizzeri (art. 3 e 6 del Regolamento CEE n° 1408/71).  

3.2. Giusta l'art. 20 ALC, salvo disposizione contraria contenuta 

nell'allegato II, gli accordi bilaterali tra la Svizzera e gli Stati membri della 

Comunità europea in materia di sicurezza sociale vengono sospesi a 

decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora il medesimo 

campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui l'Accordo, in 

particolare l'Allegato II che regola il coordinamento dei sistemi di 

sicurezza sociale (art. 8 ALC), non prevede disposizioni contrarie, 

l'organizzazione della procedura come pure l'esame delle condizioni di 

ottenimento di una rendita di invalidità svizzera sono regolate dal diritto 

interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4). 

3.3. L'art. 80a LAI sancisce espressamente l'applicabilità nella presente 

procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione europea, 

dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio del 14 giugno 

1971 e (CEE) n° 574/72 del Consiglio del 21 marzo 1972 relativo 

all'applicazione del Regolamento n° 1408/71. 

4.  

Relativamente al diritto applicabile, deve essere ancora precisato che, a 

partire dal 1° gennaio 2008, la presente procedura è retta dalla LAI nel 

suo tenore modificato il 6 ottobre 2006 (5
a
 revisione), ritenuto tuttavia il 

principio secondo il quale le norme applicabili sono quelle in vigore al 

momento in cui dei fatti giuridicamente rilevanti si sono verificati (DTF 136 

V 24 consid. 4.3). Ne consegue che il diritto alla rendita si esamina fino al 

31 dicembre 2007 alla luce delle precedenti norme e, a partire da quella 

data, secondo le nuove disposizioni. Le disposizioni relative alla 6
a
 

revisione AI (primo pacchetto di misure) che sono entrate in vigore il 1° 

gennaio 2012 non sono invece applicabili (RU 2011 5659, FF 2010 1603). 

5.  

Il ricorrente ha presentato la domanda di rendita il 24 ottobre 2007. In 

C-3092/2011 

Pagina 12 

deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 48 cpv. 2 LAI (nel suo tenore in vigore fino 

al 31 dicembre 2007) precisa che, se l'assicurato si annuncia più di dodici 

mesi dopo la nascita del diritto, le prestazioni possono essere assegnate 

soltanto per i 12 mesi precedenti la richiesta. In concreto, lo scrivente 

Tribunale amministrativo federale dovrebbe esaminare le prestazioni a 

beneficio del ricorrente dal 24 ottobre 2006 (ossia 12 mesi precedenti la 

presentazione della domanda) fino al 13 aprile 2011, data della (seconda) 

decisione impugnata. Il giudice delle assicurazioni sociali analizza, infatti, 

la legalità della decisione impugnata, in generale, secondo lo stato di fatto 

esistente al momento in cui la decisione in lite è stata resa (DTF 136 V 

citata).  

6.  

6.1. Per avere diritto ad una rendita dell'assicurazione invalidità svizzera, 

ogni richiedente deve adempiere cumulativamente le seguenti condizioni:  

- essere invalido ai sensi della legge svizzera; 

- aver versato contributi all'AVS/AI svizzera per un anno (art. 36 LAI nel 

tenore in vigore fino al 31 dicembre 2007). A partire dal 1° gennaio 2008, 

è tuttavia necessario avere versato contributi durante almeno 3 anni (art. 

36 LAI nel tenore modificato il 6 ottobre 2006). A tal fine è possibile 

prendere in considerazione anche i contributi versati ad un'assicurazione 

sociale assimilata di uno Stato membro dell'Unione europea (UE) o 

dell'Associazione europea di libero scambio (AELS), a condizione che 

almeno un anno di contributi sia registrato all'AVS/AI svizzera (FF 2005 p. 

4065; art. 45 del regolamento 1408/71). 

6.2. Nella specie, il ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera per 

un periodo superiore ai 3 anni. Pertanto, adempie la condizione della 

durata minima di contribuzione, alla quale la legge subordina l'erogazione 

di una rendita. Rimane ora da esaminare se sia invalido ai sensi di legge.  

7.  

7.1. In base all'art. 8 LPGA è considerata invalidità l'incapacità al 

guadagno totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga 

durata. L'art. 4 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad 

infermità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma 

stabilisce che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e 

gravità, motiva il diritto alla singola prestazione. 

C-3092/2011 

Pagina 13 

7.2. L'assicurato ha diritto ad una rendita intera se è invalido per almeno il 

70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, ad una mezza 

rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto di rendita se è 

invalido per almeno il 40% (art. 28 cpv. 1 LAI; art. 28 cpv. 2 LAI a partire 

dal 1° gennaio 2008). In seguito all'entrata in vigore dell'Accordo 

bilaterale, la limitazione prevista dall'art. 28 cpv. 1
ter

 LAI (art. 29 cpv. 4 a 

partire dal 1° gennaio 2008), secondo il quale le rendite per un grado 

d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad assicurati che sono 

domiciliati e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), non è più 

applicabile quando l'assicurato è cittadino dell'UE e vi risiede. 

7.3. Il diritto alla rendita, secondo l'art. 29 cpv. 1 LAI, nasce, al più presto, 

nel momento in cui l'assicurato presenta un'incapacità permanente di 

guadagno pari almeno al 40% (lettera a), oppure quando egli è stato per 

un anno e senza notevoli interruzioni, incapace al lavoro per almeno il 

40% in media (lettera b). La prima lettera si applica allorché lo stato di 

salute si è stabilizzato; la seconda lettera se lo stato di salute è labile, 

vale a dire suscettibile di evolvere verso un miglioramento od un 

peggioramento (DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b). A partire dal 1° 

gennaio 2008, l'art. 28 cpv. 1 LAI stabilisce che l'assicurato ha diritto ad 

una rendita alle seguenti condizioni: a. la sua capacità di guadagno o la 

sua capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, 

mantenuta o migliorata mediante provvedimenti d'integrazione 

ragionevolmente esigibili; b. ha avuto un'incapacità di lavoro (art. 6 

LPGA) almeno del 40% in media durante un anno senza notevole 

interruzione; e c. al termine di questo anno è invalido almeno al 40%. 

Tuttavia, il diritto alla rendita nasce al più presto dopo 6 mesi dalla data in 

cui l'assicurato ha rivendicato il diritto alle prestazioni conformemente 

all'art. 29 cpv. 1 LPGA, ma al più presto a partire dal mese seguente il 

compimento dei 18 anni (art. 29 cpv. 1 LAI).  

7.4. Per incapacità al lavoro s'intende qualsiasi incapacità, totale o 

parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 

compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 

campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 

possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 

un'altra professione o campo d'attività (art. 6 LPGA). L'incapacità al 

guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o 

parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato 

che entra in considerazione, provocata da un danno alla salute fisica, 

mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle 

cure ed alle misure d'integrazione ragionevolmente esigibili. Per valutare 

C-3092/2011 

Pagina 14 

la presenza di un'incapacità al guadagno sono considerate 

esclusivamente le conseguenze del danno alla salute; inoltre, sussiste 

un'incapacità al guadagno soltanto se essa non è obbiettivamente 

superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA nel suo tenore dal 1° gennaio 2008). 

8.  

8.1. Una rendita limitata e/o crescente/decrescente nel tempo 

corrisponde, materialmente, ad una revisione ai sensi dell'art. 17 LPGA e 

se ne deve pertanto seguire i principi. In base a tale norma, se il grado 

d'invalidità del beneficiario della rendita subisce una modificazione che 

incide in modo rilevante sul diritto alla rendita, questa sarà, per il futuro, 

aumentata o diminuita in misura corrispondente, oppure soppressa. Per 

l'art. 88a cpv. 1 OAI, se la capacità di guadagno migliora, v'è motivo di 

ammettere che il cambiamento determinante sopprime tutto o parte del 

diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che il 

cambiamento constatato perduri; lo si deve in ogni caso tenere in 

considerazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e 

che presumibilmente continuerà a durare. 

8.2. Assegnando retroattivamente una rendita d'invalidità 

decrescente/crescente e/o limitata nel tempo, l'autorità amministrativa 

disciplina un rapporto giuridico suscettibile di essere in caso di 

contestazione oggetto della lite e dell'impugnativa. Qualora sia contestata 

solo la riduzione o la soppressione delle prestazioni, il potere cognit ivo 

del giudice non è limitato nel senso che egli debba astenersi dallo statuire 

circa i periodi per i quali il riconoscimento di prestazioni non è censurato 

(DTF 125 V 413 consid. 2.2 e 2.3 confermato in 131 V 164). 

8.3. Va ricordato che nel caso in cui la prestazione venga accordata con 

effetto retroattivo ma limitata nel tempo, aumentata oppure ridotta, esiste 

un'unica relazione giuridica; ciò vale anche se l'assegnazione della 

rendita d'invalidità graduata e/o limitata nel tempo è stata comunicata 

mediante più decisioni recanti la stessa data (DTF 131 V 164 consid. 2.2 

e 2.3). 

8.4. L'oggetto della contestazione è la soppressione della rendita intera a 

partire dal 1° luglio 2008 fino al 31 agosto 2010 ed a partire dal 1° aprile 

2011. Con due decisioni impugnate, l'amministrazione ha infatti 

riconosciuto rendite intere AI limitate nel tempo, ossia dal 1° febbraio al 

30 giugno 2008 e dal 1° settembre 2010 al 31 marzo 2011. Lo scrivente 

C-3092/2011 

Pagina 15 

Tribunale esaminerà quindi la situazione valetudinaria dopo il 1° luglio 

2008. 

9.  

9.1. L'interessato non si è più presentato al lavoro dopo il 5 febbraio 

2007.  

La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere giuridico 

economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b). In base all'art. 16 

LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI (art. 28a cpv. 1 a 

partire dal 1° gennaio 2008), per valutare il grado d'invalidità, il reddito 

che l'assicurato potrebbe conseguire esercitando l'attività 

ragionevolmente esigibile da lui dopo la cura medica e l'eventuale 

esecuzione di provvedimenti d'integrazione (reddito da invalido), tenuto 

conto di una situazione equilibrata del mercato del lavoro, è confrontato 

con il reddito che egli avrebbe potuto ottenere se non fosse diventato 

invalido (reddito da valido). In altri termini l'assicurazione svizzera per 

l'invalidità risarcisce soltanto la perdita economica che deriva da un 

danno alla salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la 

malattia o la conseguente incapacità lavorativa (metodo generale del 

raffronto dei redditi). 

9.2. In carenza di documentazione economica, la documentazione 

medica costituisce un importante elemento di giudizio per determinare 

quali lavori siano ancora esigibili dall'assicurato, ma non spetta al medico 

graduare il tasso d'invalidità dell'assicurato (DTF 114 V 314). Infatti, per 

costante giurisprudenza le certificazioni mediche possono costituire 

importanti elementi d'apprezzamento del danno invalidante, allorché 

permettono di valutare l'incapacità lavorativa e di guadagno 

dell'interessato in un'attività da lui ragionevolmente esigibile (DTF 115 V 

134 consid. 2).  

10.  

10.1. Dalla documentazione ad atti si evince che l'assicurato presenta più 

patologie, essenzialmente di natura ortopedica/neurologica che hanno 

richiesto tre interventi di neurochirurgia il 31 luglio 2007, il 28 gennaio 

2009 ed il 15 settembre 2010. I problemi principali che limitano 

l'interessato nell'eventuale esercizio di un'attività lavorativa sono i dolori 

persistenti lombosacrali/dorsali/cervicali, le notevoli limitazioni funzionali 

polidistrettuali (compresa la difficoltà prensile) e la marcia difficoltosa. 

C-3092/2011 

Pagina 16 

10.2. Per quanto attiene alla diagnosi, gli esperti incaricati del SAM (visite 

specialistiche in psichiatria della Dott.ssa Castra, in reumatologia del 

Dott. Mariotti e in neurologia del Dott. Karau) hanno rilevato in esito alle 

loro visite nel giugno/luglio 2010 (doc. 119-121): 

- Diagnosi con influenza sulla capacità di lavoro: sindrome 

lombovertebrale con/su componente spondilogena bilaterale, pregresso 

intervento chirurgico con distanziatore interspinoso L4-L5 tipo x-stop il 31 

luglio 2007 (primo intervento), pregresso intervento con rimozione del 

sopraccitato sistema interspinoso x-stop, decompressione 

osteolegamentosa della radice L5 a destra e stabilizzazione interspinosa 

L4-L5 con coflex in quadro di stenosi del canale spinale a livello di L4-L5 

il 28 gennaio 2009 (secondo intervento), alterazioni degenerative con 

protrusioni discali da L3 ad S1. 

- Diagnosi senza influenza sulla capacità lavorativa: sindrome 

somatoforme da dolore persistente (ICD-10 F 45-4), tendenza al 

reumatismo delle parti molli, obesità con BMI 33,2 kg/m2, dislipidemia, 

epatopatia.  

Nel settembre 2010, il nominato, come già riferito, ha subito un terzo 

intervento di decompressione osteo-legamentosa delle radici di L4-L5. 

10.3. Giova ricordare che le affezioni in oggetto debbono, dal profilo 

giuridico, essere esaminate alla luce dell'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI (nella 

versione in vigore fino al 31 dicembre 2007). Trattasi, infatti, di malattie 

che, per costante giurisprudenza, sono da configurare non già di 

carattere permanente (cioè di natura consolidata o irreversibile), bensì 

patologico-labile, ossia suscettibili di migliorare o peggiorare. 

Ne discende che, in mancanza di uno stato di salute sufficientemente 

stabilizzato, è inapplicabile la prima lettera dell'art. 29 cpv. 1 LAI, per cui 

può entrare in considerazione solo la seconda lettera della citata norma 

legale, la quale prevede un termine di attesa di un anno. Pertanto, il 

ricorrente potrebbe pretendere una rendita dell'assicurazione svizzera per 

l'invalidità solo a partire dal momento in cui ha subito, senza interruzione 

notevole, un'incapacità lavorativa media del 40% almeno durante un 

anno. 

10.4. Va ancora rilevato che una perizia richiesta dall'Ufficio AI cantonale 

(in casu un servizio di accertamento medico specifico dell'assicurazione 

per l'invalidità) non può essere scartata adducendo che si tratta di un 

C-3092/2011 

Pagina 17 

referto di parte (DTF 136 V 376 consid. 4, vedi anche sentenza del 

Tribunale federale 9C_189/2011 dell'8 luglio 2011 consid. 3.2). Infatti, la 

legge attribuisce all'amministrazione il compito di istruire le domande di 

rendita, procurandosi gli atti necessari, in particolare circa lo stato di 

salute, l'attività, la capacità di lavoro e l'idoneità all'integrazione dei 

richiedenti. A tale scopo possono essere domandati rapporti e 

informazioni, ordinate perizie, eseguiti sopralluoghi e consultati specialisti 

dell'aiuto pubblico o privato agli invalidi (art. 69 cpv. 2 OAI). Determinante 

è la circostanza che la perizia del servizio di accertamento medico rispetti 

tutti i principi concernenti la valutazione medica dell'invalidità. Infatti, per 

quanto concerne il valore probatorio d'un rapporto medico va in 

particolare accertato se il rapporto è completo per quanto riguarda i temi 

sollevati, se si riferisce ad esami approfonditi, se tiene conto delle 

censure del paziente, se è stato redatto con conoscenza della pregressa 

vicenda valetudinaria (anamnesi), se è chiaro nella presentazione del 

contesto medico e, infine, se le conclusioni a cui giunge sono fondate. 

Elemento determinante dal profilo probatorio non è in linea di principio 

l'origine del mezzo di prova né la designazione del materiale probatorio 

quale rapporto o di perizia, bensì il suo contenuto (DTF 125 V 352 consid. 

3a; 122 V 160 consid. 1c). In una recente giurisprudenza il Tribunale 

federale ha tra l'altro precisato che quando in opposizione ad un 

accertamento di un servizio medico specifico dell'AI viene presentata una 

perizia che contraddice in modo scientifico ed esauriente quanto 

espresso dalla precedente indagine sia in ambito diagnostico che nelle 

conclusioni, ed il giudice non è in grado di decidere quali fra le due può 

essere condivisa, è lecito far allestire una perizia giudiziaria indipendente 

e conclusiva (DTF 137 V 210 consid. 4.4.1.4). 

11.   

11.1. Ora, la valutazione delle conseguenze valetudinarie delle affezioni 

menzionate non può limitarsi alla sola analisi della perizia del SAM. 

Questo caso presenta la singolarità che la prestazione è stata 

riconosciuta un anno dopo la cessazione dell'attività lucrativa (febbraio 

2007), ossia da febbraio 2008, soppressa con effetto 30 giugno 2008, 

riassegnata con effetto 1° settembre 2010 e di nuovo soppressa con 

effetto 31 marzo 2011. In queste condizioni, spetta alla stessa di provare, 

conformemente all'art. 17 LPGA (cfr. consid. 8), che l'invalidità di 

A._______ era scesa al disotto del 40% dal 1° luglio 2008 fino al 30 

agosto 2010 e dal 1° aprile 2011. Questa prova, malgrado altre indagini 

mediche fatte eseguire dall'Ufficio AI cantonale, non è stata apportata 

come si vedrà di seguito. 

C-3092/2011 

Pagina 18 

11.2.  Dato che non è contestato il riconoscimento del diritto alla rendita 

intera da febbraio 2008, va analizzata la situazione dopo il giugno 2008. 

Ora, il Prof. Dott. Scamoni, il 22 agosto 2008, accertava, fra l'altro, una 

lombocruralgia a destra con parestesia dolorifica L4 a destra e 

consigliava terapia riabilitativa. Era chiaro, già a questa data, che la 

situazione valetudinaria del paziente non si era assolutamente 

stabilizzata. In considerazione della situazione non soddisfacente, 

l'esperto neurochirurgo avanzava l'idea di posizionare un x-stop anche in 

L3-L4 oppure di procedere a un intervento di laminectomia L4-L5. In un 

ulteriore rapporto dell'ottobre 2008 (data non precisabile) l'esperto 

neurochirurgo ribadiva la presenza di lombalgie croniche con low back 

pain prevalente all'arto inferiore destro anch'esso sottoforma di cruralgia.  

Ora, contrariamente a quanto (non) rilevato dal Dott. Bernasconi, 

neurologo (perizia del 22/23 luglio 2008, doc. 37), l'obiettività neurologica 

mostrava una sofferenza radicolare della radice L4 e, incontestabilmente, 

l'esperto ha proposto, senza esitare, una laminectomia e rimozione del 

device (x-stop) con decompressione bilaterale dello spazio L3-L4 ed L4-

L5. Già a questo punto, non si può negare che la situazione valetudinaria 

di A._______ non era migliorata. Per poter ridurre il grado d'invalidità così 

come lo propone il Dott. Bernasconi, occorre dimostrare in cosa consiste 

il miglioramento. In realtà, a questo collegio giudicante, risulta piuttosto 

che la problematica dorsale del paziente non ha subito mutamenti dal 

momento della cessazione dell'attività lucrativa e perlomeno fino a ben 

dopo il secondo intervento avvenuto il 28 gennaio 2009. In esito al 

secondo intervento, i medici dell'ospedale di circolo di Varese avevano 

previsto un periodo di riposo di un mese e poi un ciclo di riabilitazione. Lo 

stesso medico dell'Ufficio AI cantonale, nel suo rapporto del 20 marzo 

2009 (doc. 57), riconosceva come contrariamente a quanto rilevato in 

precedenza dai periti Dott.ri Pancaldi (il 15 marzo 2008, doc. 23) e 

Bernasconi (il 22 luglio 2008, doc. 37), il paziente ha presentato segni di 

sofferenza radicolare. L'interessato è poi stato rivisitato dal Dott. Pancaldi  

(giugno 2009, sei mesi dopo il secondo intervento, doc. 65). A questo 

punto la critica che può essere mossa da questo collegio giudicante 

all'autorità inferiore consiste nel fatto che, vista la problematica 

patologica, il paziente avrebbe dovuto essere sottoposto ad una visita da 

parte di un neurologo. Il problema ancora esistente in capo a A._______ 

si riferisce ai dolori che egli risente a livello lombare. Le conclusioni del 

perito Dott. Pancaldi del 25 giugno 2009 non possono così essere 

condivise. Le sue valutazioni non solo non sono convincenti, ma sono 

smentite dalla storia clinica dell'assicurato. Come sopra rilevato, il 

secondo intervento non era inutile. Il Prof. Dott. Scamoni l'ha ritenuto 

C-3092/2011 

Pagina 19 

necessario perché la situazione da dolore e valetudinaria complessiva 

era insostenibile per il paziente. Pertanto, il parere del Dott. Pancaldi che 

conferma quello suo precedente del 20 febbraio 2008, ossia che il 

paziente sarebbe in grado di svolgere un lavoro adeguato, a determinate 

condizioni, al cento per cento con riduzione del rendimento del 10-20%, 

non può essere condiviso. Del resto, le sue stesse conclusioni, a 5 mesi 

dal secondo intervento, contrastano in modo palese con la sua 

descrizione dell'obbiettività clinica descritta alla pagina 8, dove parla di un 

paziente totalmente invalido per i dolori, con difficoltà di movimento, che 

necessita di una stampella, con una marcata limitazione dei movimenti 

lombo cervicali, con disturbi della sensibilità superficiale agli arti superiori 

a destra, con una forza generale notevolmente diminuita, con una forza di 

presa praticamente nulla alle due mani. Il Dott. Pancaldi conferma che il 

paziente non è simulante e che presenta un disturbo del dolore che non 

può essere collegato, se non in piccola parte, a problemi di natura 

somatica o a problemi morfologici-strutturali dell'apparato locomotorio.  

Ora, questo collegio giudicante è del parere che i dolori dell'assicurato 

sono verosimilmente imputabili alla sua incontestabile patologia 

degenerativa e ai due interventi subiti (fino alla data della seconda perizia 

del Dott. Pancaldi). Si tratta di una grave discopatia degenerativa L3/4 

L4/5 refrattaria alle terapie riabilitative e nemmeno risolta dai due primi 

interventi neurochirurgici. Ciò è ampiamente dimostrato dalla storia clinica 

del caso in esame, mentre i pareri dei Dott.ri Pancaldi e Bernasconi non 

sono stati confortati dalla storia clinica del caso e dalla documentazione 

oggettiva ad atti (circostanza peraltro ammessa dallo stesso Dott. 

Klauser, dell'Ufficio AI cantonale, nel rapporto del 20 marzo 2009, doc. 

57). 

Da quanto precede, ne consegue che secondo il parere del Tribunale, 

A._______ ha presentato un grado d'invalidità anche in attività di 

sostituzione superiore al 70% anche dopo il 30 giugno 2008 e fino, 

perlomeno, a tre/quattro mesi dopo il secondo intervento del 28 gennaio 

2009. Come sopra rilevato, la seconda perizia del Dott. Pancaldi, per 

quanto attiene le conclusioni, è inattendibile e smentita dalla  storia clinica 

del caso, dalla certificazione medica giunta dall'Italia da parte dei sanitari 

interventisti e curanti e dalla refertazione oggettiva. Il presunto 

miglioramento non è stato dimostrato dall'autorità inferiore.  

11.3. La procedura è poi continuata con l'invio da parte del ricorrente di 

altra documentazione soprattutto in sede ricorsuale (gravame dell'11 

gennaio 2010). Ed è a questo punto che si può affermare che la 

C-3092/2011 

Pagina 20 

situazione di salute e valetudinaria di A._______ rappresenta una 

manifestazione patologica continua ed invalidante che non ha avuto, 

praticamente, remissione dal momento in cui egli ha abbandonato il 

proprio lavoro. Il Dott. Erba, nel rapporto del 5 febbraio 2010 (doc. 101), 

prende atto, oltre della perizia del medico legale Dott. Motta (11 

settembre 2009), di un rapporto del neurochirurgo Dott. Basile del 28 

dicembre 2009 che riferisce di una RM del 5 dicembre precedente che fa 

stato di un peggioramento della stenosi lombare L4-L5 ed L3-L4; l'esperto 

consiglia un nuovo intervento (il terzo che avverrà nel settembre 2010). Vi 

è inoltre da rilevare che l'esame ENG del 30 ottobre 2009 (dunque ancora 

precedente il referto RM) attesta una sofferenza neurogena periferica di 

grado marcato nel territorio da L3 ad L5 di tipo cronico. Vi è poi una 

degenza ospedaliera dal 4 al 9 febbraio 2010 per i noti motivi di 

sofferenza radicolare (doc. 104). È lo stesso Dott. Erba a proporre un 

nuovo accertamento più approfondito. È ben chiaro quindi che le 

condizioni di salute di A._______ non sono mai state contrassegnate da 

una remissione di natura ed intensità tale da giustificare un 

abbassamento del tasso d'invalidità al disotto del 70%. Lo stesso Dott. 

Erba ammette l'oggettivazione delle sofferenza neurogena di grado 

marcato. Questa, contrariamente ai riscontri dei Dott.ri Bernasconi e 

Pancaldi, esiste con ogni evidenza da tanto tempo e rende spiegabili i 

dolori e le difficoltà dei movimenti e locomotorie lamentati dal paziente, 

insieme dei disturbi che, contrariamente a quanto tendono ad affermare i 

suddetti specialisti, non sono inquadrabili in una "sindrome algica 

piuttosto generalizzata" del tipo fibromialgico. Il dolore, l'insufficienza dei 

movimenti e le difficoltà locomotorie provengono da sofferenze 

neurogene-radicolari ampiamente dimostrate e dall'insuccesso parziale 

dei due interventi neurochirurgici.  

11.4. Atteso che l'interessato ha subito il terzo intervento chirurgico il 15 

settembre 2010, non vi sono elementi oggettivi, né pareri medici che 

giustifichino, in modo attendibile, che nel frattempo (ossia fra il secondo 

intervento ed il terzo) vi sia stato e provato un miglioramento delle 

condizioni di salute e della capacità di lavoro del ricorrente. La perizia del 

SAM, su questo punto, è carente. La stessa si limita a confermare in 

modo apodittico le precedenti valutazioni dell'incapacità di lavoro del 

paziente. Anzi, il Dott. Mariotti (reumatologo) tende ancora ad inserire i 

dolori accusati dal paziente nell'ambito di un contesto fibromialgico (pag. 

8 perizia datata 6 giugno 2010, doc. 121) e persino egli stima che vi sia 

una manifestazione di aggravamento. Dal canto suo, il Dott. Karau (doc. 

121), che ha ripetuto l'EMG completo, non avrebbe trovato nessun segno 

di sofferenza neurogena e non si spiega i risultato ottenuti con lo stesso 

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esame in precedenza e nemmeno quello dell'ENG sopra ricordato. 

L'analisi del SAM non è sufficiente per provare che al 1° marzo/30 giugno 

2008, l'interessato avrebbe potuto riprendere un'attività adeguata a 

determinate condizioni, al cento per cento, con rendimento ridotto del 10-

20%. Di difficile comprensione e non condivisibile è l'osservazione finale 

secondo la quale brevi periodi di incapacità totale sono da imputare 

all'intervento operatorio del gennaio 2009 e la cura di riabilitazione. Tale 

affermazione è ampiamente smentita dalla refertazione giunta dall'Italia e 

dalla stessa valutazione dei medici dell'Ufficio AI. 

11.5. Non solo quanto precede dimostra la continuità della patologia 

neurologica/ortopedica e delle conseguenze di questa sulla capacità di 

lavoro dell'interessato. Dopo la perizia del SAM, l'amministrazione ha 

emanato un progetto di decisione comportante la conferma del diritto alla 

rendita dal 1° febbraio al 30 giugno 2008, ma la documentazione giunta in 

seguito ribadiva l'inconsistenza del suo parere. Infatti, l'assicurato ha 

prodotto la cartella clinica relativa all'intervento del 15 settembre 2010 di 

decompressione osteo-legamentosa delle radici di L4-L5 poiché il 

paziente accusava da tempo sciatalgia sinistra, grave stato di ipostesia 

dolorifica L4-L5, parestesie, difficoltà motorie (doc. 134). Questo quadro, 

esistente senza dubbio da quando egli ha cessato di lavorare, è 

invalidante in modo continuativo e completo. Il detto intervento già era 

stato suggerito nel febbraio 2009 dal neurochirurgo Dott. Basile (doc. 99) 

e poi ribadito da altri sanitari per il seguito. Non per nulla, ancora una 

volta, il Dott. Erba (rapporto del 30 settembre 2010 in sede di audizione) 

riconosce lo stato d'invalidità totale dell'assicurato e propone una 

rivalutazione del caso. A conferma dello stato d'invalidità giungono ancora 

ad atti un rapporto di piano riabilitativo del 22 ottobre 2010 (attestante 

una marcata limitazione funzionale generalizzata e una sindrome 

polialgica, doc. 135) ed un rapporto del Prof. Dott. Scamoni del 3 

novembre 2010 (doc. 136) il quale prevede cure riabilitative anche per 

dopo il 2010. Per queste ragioni, l'UAIE, con seconda decisione del 13 

aprile 2011, ha assegnato una rendita intera AI dal 1° settembre 2010 al 

31 marzo 2011. 

In esito alle considerazioni sopra svolte, il collegio giudicante è del parere 

che A._______ ha diritto alla rendita intera dell'assicurazione svizzera per 

l'invalidità ininterrottamente dal 1° febbraio 2008 al 31 marzo 2011. 

11.6. Resta contestata la soppressione del diritto alla rendita intera a 

partire dal 1° aprile 2011. 

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La decisione di limitare nel tempo la seconda prestazione si fonda, per 

l'essenziale, sulla seconda visita del Dott. Mariotti  del 17 febbraio/31 

marzo 2011 (doc. 144). Ora, non priva di fondamento è l'opposizione 

dell'interessato alla visita presso il Dott. Mariotti, specialista in 

reumatologia, manifestata dal ricorrente l'11 gennaio 2011, in quanto 

riteneva più indicato assegnare l'accertamento ad uno specialista 

ortopedico/neurologo. Anche questo Tribunale è del parere che alla luce 

delle patologie perduranti da anni di tipo neurologico/ortopedico, il Dott. 

Erba avrebbe dovuto assegnare la perizia a un sanitario del settore. La 

preferenza data dal Dott. Erba al Dott. Mariotti potrebbe dunque prestare 

a critiche. Ad ogni modo, il Dott. Mariotti ammette un'invalidità completa 

da settembre 2010. Questo suo parere è tuttavia già criticabile in merito 

alla decorrenza. Non è tanto la data dell'intervento (terzo) che giustifica il 

riconoscimento dell'invalidità, quanto piuttosto anche il periodo 

precedente, ossia le ragioni che hanno motivato e reso necessario tale 

soluzione. Visto tuttavia che questo Tribunale ha già ammesso l'esistenza 

di un'invalidità completa, senza interruzione, da febbraio 2007 a 

settembre 2010, non importa ora discutere sulla decorrenza ammessa dal 

Dott. Mariotti, quanto piuttosto sulla data limite (tre mesi dopo l'intervento) 

da lui indicata, che comporta la soppressione della prestazione, per la 

regola dell'art. 88a cpv. 1 OAI già riferita (cfr. consid. 8), al 31 marzo 

2011. 

11.7. Ora, è ben chiaro, anche in questo caso, che il miglioramento 

ammesso dal reumatologo è stato smentito dai fatti. Con la 

documentazione esibita con il ricorso si attesta di nuovo una situazione 

gravemente invalidante. Il reperto d'esame elettroneurografico del 15 

aprile 2011 attesta una marcata sofferenza neurogena periferica di tipo 

cronico fra L3 ed L5 ed in S1. La perizia medico-legale della Dott.ssa 

Ghiringhelli (23 maggio 2011), fondata su documentazione oggettiva, 

attesta una situazione valetudinaria grave e compromessa anche per la 

scarsa autonomia personale del paziente. Anche il Dott. Aimar, 

neurochirurgo, nel suo rapporto del 25 marzo 2011, riferisce uno stato 

d'invalidità notevole caratterizzato da sciatalgia bilaterale limitante la 

deambulazione  e l'esecuzione della comuni attività, impaccio motorio 

degli arti inferiori, Lasègue positivo bilateralmente ad 80°, distesie 

bilaterali agli arti inferiori, ROT ipoevocabili bilateralmente. Egli comunque 

sconsiglia ulteriori interventi. In queste condizioni, il parere del Dott. 

Mariotti del 17 febbraio/21 marzo 2011, o perlomeno le sue conclusioni, è 

smentito dalle risultanze successive indicate. Non è dimostrata 

l'affermazione del neurologo secondo la quale la sintomatologia algica è 

da imputare ad una fenomenologia di tipo fibromialgico o, addirittura ad 

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una tendenza del paziente all'aggravazione. I reperti oggettivi e il passato 

neurochirurgico del paziente testimoniano invece per una sicura origine 

algica di tipo neurologico. Infine, dalla lettura della perizia 25 agosto 2011 

del Dott. Enrico, si evince un quadro valetudinario sempre critico. Non 

sembra che questo medico abbia esagerato nel descrivere le limitazioni 

funzionali del paziente, ma anche lui prende atto di una situazione 

notevolmente patologica, oggettivamente dimostrata, che perdura da anni 

e che tre interventi neurochirurgici non hanno potuto porvi rimedio. 

Appare infine che le prese di posizione del Dott. Erba, in sede di ricorso e 

di replica, non si chinano sui temi sollevati e ribaditi dai sanitari consultati 

dall'assicurato. Il medico dell'UAI TI si limita a ribadire le posizioni dei 

medici del SAM e gli altri specialisti in modo acritico. 

11.8. Questo collegio giudicante, alla luce delle considerazioni sopra 

esposte, ritiene pertanto che alla data della seconda impugnata 

decisione, 13 aprile 2011, la situazione valetudinaria di A._______ non 

aveva subito mutamenti rispetto al periodo precedente. Il terzo intervento 

chirurgico non ha portato miglioramenti della situazione personale del 

nominato che presenta limitazioni funzionali di notevole gravità, situazioni 

peraltro già descritte oggettivamente dai Dott.ri Pancaldi, Bernasconi e 

Mariotti. Come già ricordato, le situazioni di limitazione funzionale 

generalizzata (arti superiori ed inferiori, colonne lombare, dorsale e 

cervicale), di difficoltà prensile severa, difficoltà di marcia, di sindrome 

algica non ascrivibile a fibromialgia ma piuttosto a sofferenze neuro 

radicolari documentate, rendono non solo improponibile, per il momento, 

un'attività lavorativa seppur adeguata, ma anche gli atti ordinari della vita. 

Questa situazione non scaturisce da un eventuale contesto di 

aggravamento o da una parziale sindrome somatoforme, come sembrano 

tendere i pareri dei tre medici menzionati, quanto piuttosto da una 

situazione neurologica la cui gravità è attestata e da una sintomatologia 

post neurochirurgica non soddisfacente.  

12.  

12.1. In queste condizioni, il collegio giudicante non può che riconoscere 

in favore di A._______ il diritto alla rendita ordinaria intera 

dell'assicurazione svizzera per l'invalidità anche dal 1° luglio 2008 al 30 

agosto 2010 e dopo il 31 marzo 2011. Le decisioni impugnate sono 

pertanto riformate in tale senso.  

12.2. Incombe all'amministrazione procedere immediatamente ad una 

revisione d'ufficio per verificare se la situazione valetudinaria di 

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Pagina 24 

A._______ è migliorata dopo il 13 aprile 2011, data dell'impugnata 

seconda decisione.  

13.  

13.1. La parte ricorrente pretende un'indennità di 100'000 franchi. 

Preliminarmente si osserva che tale richiesta è succintamente motivata. 

A._______ avrebbe dovuto svendere la casa di sua proprietà poiché 

impossibilitato a pagare il mutuo in carenza di introiti e in costanza di 

spese sanitarie e perizie. Questa richiesta contiene anche una parte, non 

precisata, d'indennizzo per torto morale. Ora, questa richiesta esula dal 

potere di cognizione giudiziaria di questo Tribunale ed è pertanto 

inammissibile. Spetta alla parte ricorrente, se lo ritiene opportuno, aprire 

un'azione in responsabilità contro la Confederazione svizzera. Nelle 

misura in cui egli chiede un indennizzo per le spese mediche sopportate, 

queste saranno comprese nelle ripetibili al considerando seguente.  

13.2. Visto l'esito del ricorso, non vengono prelevate spese processuali.  

13.3. In base all'art. 64 PA, l'autorità di ricorso, se ammette il ricorso in 

tutto o in parte, può assegnare al ricorrente un'indennità per le spese 

indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato. Nel caso in 

esame, viste le memorie di ricorso e di replica e la documentazione 

sanitaria esibita, si giustifica riconoscere alla parte ricorrente un'indennità 

per le spese ripetibili di 2'500 franchi, da porre a carico dell'UAIE. 

 

  

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è parzialmente accolto e le 

impugnate decisioni riformate nel senso che al ricorrente è riconosciuto il 

diritto alla rendita ordinaria intera dell'assicurazione svizzera per 

l'invalidità dal 1° febbraio 2008.  

2.  

Non vengono prelevate spese processuali. 

3.  

Alla parte ricorrente viene riconosciuta un'indennità per spese ripetibili di 

2'500 franchi, la quale è posta a carico dell'autorità inferiore. 

4.  

Comunicazione a: 

– Rappresentante del ricorrente (atto giudiziario)  

– autorità inferiore (n. di rif. ; raccomandata) 

– Ufficio federale delle assicurazioni sociali, Berna (raccomandata) 

 

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Francesco Parrino Dario Croci Torti 

 

 
Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, 

entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e 

segg. e 100 della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, 

RS 173.110]). Gli atti scritti devono contenere le conclusioni, i motivi e 

l'indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La decisione impugnata 

e – se in possesso della parte ricorrente – i documenti indicati come 

mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF). 

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