# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d55943b4-3f55-5c84-8e77-91eceb2fcc7f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-04-08
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 08.04.2004 INC.2003.66606
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2003-66606_2004-04-08.html

## Full Text

Incarto n.

  INC.2003.66606

  	
  Lugano

  8 aprile 2004

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice
  dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  Ursula Züblin

  
	
   

   

   

   

   

   

  sedente per statuire sull'istanza di proroga del carcere
  preventivo presentata il 31 marzo 2004/1 aprile 2004 dal

  
						

 

	
   

  	
  Procuratore pubblico Giuseppe Muschietti,
  Bellinzona

   

  
	
   

  	
  nei confronti di 

  

 

	
   

  	
  __________

  patr. di fiducia dall'__________

  

 

 

viste le osservazioni 7 aprile
2004 della difesa;

 

visto l'inc. __________;

 

ritenuto 

 

 

in fatto

 

 

A.

 

Per i fatti essenziali e per
quanto qui necessario si può rinviare a precedente decisione che negava la
libertà provvisoria all'accusato:

 

 

"__________ - asseritamente direttore di
un'impresa di costruzioni, di una cava e di una società immobiliare in __________
- è stato arrestato il 15 ottobre 2003 con le accuse di falsità in documenti,
favoreggiamento e truffa "per avere confezionato e fatto uso nel
procedimento penale a carico di __________ di una procuration, datata
15.06.2001, sapendo trattarsi di un falso finalizzato a favorire la posizione
procedurale di __________ e lo sblocco del denaro sequestrato a
quest'ultimo".

 

L'arresto è stato confermato da questo giudice il
giorno successivo, ritenuta l'esistenza di gravi e concreti indizi di
colpevolezza e di preminenti motivi di interesse pubblico (pericolo di fuga e
bisogni dell'istruzione).

 

Il 28 ottobre 2003 il Procuratore pubblico ha esteso
l'accusa anche per titolo di infrazione aggravata, sub. semplice alla LFStup.

 

Con sentenza 14 novembre 2003 la Camera dei ricorsi
penali ha respinto il reclamo presentato da __________ contro la decisione di
conferma dell'arresto (CRP 60.2003.349)".

(sentenza 12
febbraio 2004, GIAR 237.2003.4).

 

 

B.

 

Con decisione 12 febbraio 2004
(GIAR 237.2003.4), questo giudice ha respinto l'istanza di libertà provvisoria
presentata il 3/4 febbraio 2004 da __________, decisione confermata dalla CRP
con sentenza 8 marzo 2004 (CRP 60.2004.62). 

 

In data 17 marzo 2004 il
Procuratore pubblico ha esteso l'accusa nei confronti di __________ ai titoli
di correità, sub. complicità, sub. istigazione, in riciclaggio di denaro
aggravato, sub. semplice (cfr. AI 4.19). 

 

 

C.

 

Con l'istanza qui in discussione
il magistrato inquirente chiede che la detenzione preventiva sia prorogata di
sei mesi, cioè sino al 15 ottobre 2004 compreso. Il Procuratore pubblico
evidenzia l'esistenza di bisogni istruttori (attesa evasione rogatorie estere e
successiva contestazione delle risultanze all'accusato), pericolo di
inquinamento delle prove e collusione, nonché di fuga e di recidiva. 

 

 

D.

 

La difesa, con osservazioni 7
aprile 2004, si oppone alla richiesta di proroga, evidenziando che le accuse,
in particolare quelle di violazione alla LFStup e di riciclaggio di denaro
(avverso la quale ha peraltro interposto ricorso alla CRP, allegato in copia)
mosse nei confronti di __________ non sarebbero sostenute da elementi indiziari
concreti e che __________ - identificato dall'accusa quale capo di un gruppo di
trafficanti in Italia ha dichiarato "__________ non c'entra
niente", asserzione "sbrigativamente ignorata"
dall'autorità inquirente. In siffatte  circostanze "appare totalmente
ingiusto e sproporzionato estendere oltre la detenzione preventiva di __________
e ciò anche se fosse colpevole per falsità in documenti , favoreggiamento e
truffa".  

 

 

Considerato

 

 

in diritto

 

1.

 

L'istanza, presentata prima del
termine di scadenza della detenzione preventiva ex art. 102 cpv. 2 CPP (15
aprile 2004, compreso) e con tempi che hanno permesso il rispetto del diritto
di essere sentito dell'accusato, è ricevibile.

 

2.

 

I principi che reggono la
materia, pur se noti alle parti, vengono qui riproposti:

 

"L'art. 95 CPP - corrispondente all’art. 33
scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - dopo
evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in
libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e proroga del carcere preventivo
a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato
gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel
contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per
quanto qui concerne - i bisogni dell’istruzione, con particolare riguardo al
pericolo di collusione che, - sia detto qui a futura memoria - può continuare
ad esistere sino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto
pubblico del Tribunale federale del 23 marzo 2000 in re S.B., consid. 4a). Si
aggiunge, sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco dei motivi di
interesse pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio
aggiuntivo del 20 marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad art. 27, pag.
32, nota 3), tra altri possibili, essendovi quello della tutela dell’ordine
pubblico (REP 1998 n. 105).

L'eccezione della cautelare privazione della libertà
personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto
cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di
quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel
solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della
proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia
381).

I menzionati presupposti vanno approfonditi con
maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione
della libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988
pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già la Camera dei
ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag.
128)."

(per tutte:
sentenza GIAR 21.12.2001 in re G., inc. 520.2001.5)

 

 

3.

 

Per quanto concerne l'esistenza
di seri e concreti indizi di colpevolezza a carico di __________, tenuto conto
dei limiti che deve porsi questo giudice, si può senz'altro far capo (DTF 123 I
30 consid. 2c) a quanto stabilito dalla CRP nella decisione 8 marzo 2004 per i
reati di infrazione aggravata , sub. semplice alla LFStup, falsità in
documenti, favoreggiamento e truffa. Infatti non emergono dall'incarto
(tantomeno dall'istanza e dalle osservazioni) elementi atti a modificare
sostanzialmente quelle conclusioni che vengono, di conseguenza, qui riprodotte:

 

"2.2.

Il primo
presupposto per il mantenimento del carcere preventivo - ossia l'esistenza di
gravi e concreti indizi di colpevolezza per titolo di infrazione aggravata,
sub. semplice alla legge federale sugli stupefacenti, falsità in documenti,
favoreggiamento e truffa - è nella fattispecie pacifico, il coinvolgimento del
ricorrente nei fatti di cui all'inchiesta penale trovando riscontro agli atti,
come già esposto con giudizio 14.11.2003: 

 

"__________
è infatti stato arrestato l'8.7.2003 con le accuse di riciclaggio di denaro,
eventualmente infrazione aggravata, sub. semplice alla legge federale sugli
stupefacenti, considerato che erano stati trovati - in venti involucri di
plastica nascosti nella carrozzeria del veicolo che conduceva - € 345'000.--
circa e che erano state rinvenute tracce di cocaina sulle intercapedini della
vettura, sulle banconote stesse e sotto le sue unghie (cfr. rapporto di arresto
8.7.2003, AI 1.1 e rapporto d'expertise 18.7.2003, AI 1.2). Ritenuto che - con
riferimento all'origine della somma sequestrata e contraddicendo precedenti
versioni - __________ aveva affermato che l'importo in questione sarebbe stato
di pertinenza del qui ricorrente (cfr. verbale di interrogatorio PP 30.9.2003,
p. 3 ss., AI 4.3), questi ha fatto pervenire al procuratore pubblico - tramite
il legale di __________ - una procura di data 15.6.2001, con la quale, per
conto di tale società __________, autorizzava __________ ad agire per la stessa
(cfr. allegato 1, verbale di interrogatorio PP 15.10.2003 di __________, AI
4.5). Al proposito, in sede di interrogatorio __________ ha quindi sostenuto
che "(…) ho redatto io la "procuration" in questione (…). ADR
che ho redatto tale procura nei miei uffici a __________ il 15.06.2001"
(verbale di interrogatorio PP 15.10.2003, p. 2, AI 4.5), aggiungendo che "(…)
ho iniziato a lavorare con __________ nell'ottobre 2001", che "sostanzialmente
il compito di __________ è quello di raccogliere il mio denaro e di portarlo in
__________, solamente presso la ditta __________ ", che "(…)
il denaro serve a pagare i macchinari acquistati attraverso le aste organizzate
dalla ditta __________ " (verbale di interrogatorio PP 15.10.2003, p.
2, AI 4.5) e che "(…) l'ufficio di cambio (in __________) si è
occupato del trasferimento in Europa del mio denaro e ha contattato __________,
dandogli dei numeri di telefono da contattare per ritirare il denaro così
giunto in Europa" (verbale di interrogatorio PP 15.10.2003, p. 3, AI
4.5). Sennonché, le indagini - esperite, tra l'altro, tramite commissione
rogatoria in __________ - hanno permesso di individuare un'organizzazione
criminale dedita al traffico internazionale di stupefacenti tra il __________ e
l'__________, via __________ e __________ (cfr. risposta 15.10.2003 della
Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lecco, AI 6.3); in particolare,
è emerso che l'8.9.2003 il qui ricorrente ha discusso telefonicamente con tale __________,
che risulta far parte di detta organizzazione, in relazione all'allestimento da
parte sua di un documento inerente una procura a favore di __________ (cfr.
risposta 15.10.2003 della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lecco,
AI 6.3). Interrogato al proposito, il ricorrente ha detto che "(…) __________
aveva il documento in __________, penso presso di lui e che ho dovuto farne un
altro per l'__________ " (verbale di interrogatorio PP 15.10.2003, p.
4, AI 4.5), e ciò in palese contraddizione con le affermazioni precedenti la
contestazione della citata registrazione telefonica, secondo le quali "(…)
ho redatto io la "procuration" in questione (…). ADR che ho redatto
tale procura nei miei uffici a __________ il 15.06.2001" (verbale di
interrogatorio PP 15.10.2003, p. 2, AI 4.5). Il fatto poi che anche il veicolo
con cui il ricorrente è giunto in Ticino sia fornito di intercapedini e che su
di esso siano state riscontrate tracce di cocaina (cfr. verbale di
interrogatorio PP 28.10.2003, p. 3, AI 4.9; cfr. anche rapporto di trasmissione
22.10.2003, AI 1.7) sostanzia ulteriormente un suo coinvolgimento nelle accuse
a' sensi della legge federale sugli stupefacenti. Certo, egli sostiene che la
vettura gli sarebbe stata prestata da tale __________ e che l'avrebbe ritirata
presso un'autofficina (cfr. verbale di interrogatorio PP 28.10.2003, p. 2, AI
4.9): ciò deve tuttavia ancora essere verificato, rilevato inoltre che
l'autovettura sarebbe di proprietà di __________, fratello del citato __________
(cfr. verbale di interrogatorio PP 28.10.2003, p. 2, AI 4.9)"
(considerando 3, inc. 60.2003.349). 

 

Al
proposito, i successivi accertamenti hanno permesso di stabilire che il
predetto veicolo - intestato ad __________ - è stato utilizzato anche da __________
(cfr. risposta 28.11.2003 della Procura della Repubblica presso il Tribunale di
Lecco, p. 44, AI 6.17), la cui utenza telefonica emerge ripetutamente in
relazione ad __________ (cfr. verbali di interrogatorio PP 17.9.2003, p. 2, AI
4.2, e 20.10.2003, p. 3 e 4, AI 4.7) - condannato dalla Corte delle assise
correzionali alla pena di due anni di detenzione, alla multa di fr. 5'000.-- ed
all'espulsione dalla Svizzera per sette anni, siccome riconosciuto colpevole di
riciclaggio aggravato di denaro (cfr. sentenza __________, cresciuta in
giudicato, inc. __________) - ed al ricorrente (cfr. verbale di interrogatorio
PP 16.12.2003, AI 4.14). In particolare, le indagini esperite tramite commissione
rogatoria hanno evidenziato che "(…) tre suoi (di __________) numeri
di telefono sono memorizzati nel cellulare di __________, mentre l'utenza
cellulare italiana __________ risulta memorizzata nella scheda telefonica
italiana __________ trovata nel mio portamonete, numero che viene memorizzato
quale "__________", utenza cellulare corrispondente a quella
memorizzata nel cellulare in uso a __________ con la dicitura "__________"
" (verbale di interrogatorio PP 16.12.2003 di __________, p. 1, AI
4.14); dalla documentazione acquisita agli atti (cfr. risposta rogatoriale
28.11.2003 della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lecco, p. 30,
AI 6.17) risulta inoltre una corrispondenza fra l'utenza __________ (inerente
una delle schede telefoniche rinvenute al momento dell'arresto) ed il cellulare
Samsung, in suo possesso, a partire dal 6.10.2003 ore 22.41, quando è giunto in
Italia [cfr. anche verbale di interrogatorio PO 15.10.2003 di __________,
moglie del ricorrente, p. 7, AI 5.1: "(…) quello (telefonino) spento
è di mio marito; ha una tessera svizzera; non so il numero che però posso dire
che termina con il …25"]. Non appare pertanto credibile che il ricorrente
abbia trovato le schede telefoniche __________ - che ha in memoria, tra
l'altro, un numero riconducibile ad un collaboratore di __________, tale __________
(cfr. verbale di interrogatorio PP 16.12.2003 di __________, p. 4, AI 4.14) - e
__________ il 13.10.2003 nel veicolo intestato ad __________ (cfr. verbali di
interrogatorio PP 4.11.2003, p. 1, AI 4.10, e 16.12.2003, p. 4 e 5, AI 4.14).
Ciò posto, il fatto che __________ abbia affermato che il ricorrente non sia
"(...) per nulla coinvolto nelle questioni riguardanti il traffico di
stupefacenti" (ricorso 19/20.2.2004, p. 9; cfr. verbale di
interrogatorio 24.1.2004 di __________, allegato alla risposta 26.1.2004 della
Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lecco, AI 6.25) non è quindi
sufficiente - allo stato attuale del procedimento - per ritenere che __________
sia estraneo alle attività illecite che interessano il citato __________, tanto
più che questi ha asserito che l'avrebbe incaricato di ottenere la liberazione
di __________ e la restituzione del denaro sequestratogli al momento
dell'arresto, affermazioni che il ricorrente decisamente contesta (cfr. verbale
di interrogatorio PP 6.2.2004, AI 4.18; cfr. anche verbale di interrogatorio PO
5.2.2004, AI 5.9). Al proposito, mal si comprende - come ha rilevato il giudice
dell'istruzione e dell'arresto - perché "(…) fra tutte le dichiarazioni
fatte da __________ l'unica credibile, a dire della difesa, sia proprio quella
a vantaggio del suo cliente, mentre le altre, in particolare quelle secondo cui
i due si conoscerebbero bene, sono contestate (…)" (decisione
12.2.2004, p. 6). La circostanza che il ricorrente ometta di confrontarsi con
le pertinenti motivazioni del giudizio impugnato inerenti, per esempio, il ritrovamento
di schede telefoniche con i numeri di __________, persona che conoscerebbe
appena (cfr. verbale di interrogatorio PP 6.2.2004, AI 4.18), o di suoi collaboratori
- limitandosi a sostenere che la conclusione del giudice dell'istruzione e
dell'arresto in merito alla credibilità di __________ sia "(…)
sbrigativa e per nulla motivata (…)" (ricorso 19/20.2.2004, p. 9) -
non depone peraltro a sostegno della sua tesi, secondo cui gli elementi
evidenziati nella predetta decisione "(…) trovano facile spiegazione in
quel contesto di relazioni personali dirette o indirette che (…) non ha mai
negato con per es. __________ e __________ " (ricorso 19/20.2.2004, p.
10)."

 

 

Anche per quanto concerne il
titolo di correità, sub. complicità, sub. istigazione, in riciclaggio di denaro
aggravato, sub. semplice, oggetto delle promozione d'accusa 17 marzo 2004,
dagli atti emergono seri e concreti indizi di colpevolezza a carico di __________.
Basti qui ricordare che quest'ultimo ha dichiarato di aver dato mandato a __________
di ritirare la somma di Euro 382'990.-- (cfr. AI 4.5, 4.9, 4.11 e 4.17) e che
con sentenza __________ la Corte delle Assise correzionali di Mendrisio ha
accertato giudizialmente che tale somma era provento di crimine, e meglio della
vendita di sostanza stupefacente, e ha di conseguenza condannato __________ per
titolo di riciclaggio aggravato di denaro, segnatamente per avere, agendo quale
membro di un'organizzazione criminale, compiuto atti suscettibili di vanificare
l'accertamento dell'origine, il ritrovamento e la confisca di Euro 382'990.--,
sapendo o dovendo presumere che si trattava di provento di crimine.

 

 

4.

 

Quanto alle necessità istruttorie
atte a giustificare la misura cautelare di privazione della libertà, non è
inutile ricordare i seguenti principi: 

 

"

-      In relazione ai bisogni istruttori, atti a
giustificare la misura restrittiva della libertà personale, occorre ricordare
che questi non s'identificano semplicemente con gli atti istruttori in quanto
tali, o con gli accertamenti (ancora) da effettuare, bensì con il pericolo di
collusione o d'inquinamento delle prove che (eventualmente) espone a rischio la
corretta raccolta (o conservazione) di tali atti (G. Piquerez, Procédure pénale
suisse, ZH 2000, nos. 2344 ss.; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, nos. 697
ss.; RDAT 1988 no. 24). In
quest'ottica il fatto che l'inchiesta sia tuttora in corso non è, di per sé,
decisivo, in quanto "Die Tatsache allein, dass noch nicht alle Beweise
erhoben bzw. die Mitverdächtigen dingfest gemacht werden konnten oder dass der
Angeschuldigte die Aussage verweigert, genügt nicht" (N. Schmid, op.
cit., no. 701a). Occorre che l'indagato,
se posto in libertà, possa pregiudicarne (o comprometterne) il corretto
svolgimento e, conseguentemente, l'esito.

 

-      E', inoltre, necessario che questa
possibilità di pregiudicare la raccolta di elementi di prova si fondi su
elementi concreti: "Jedoch genügt nach der Rechtsprechung des Bundesgerichtes
die theoretische Möglichhkeit, dass der Angeschuldigte in Freheit kolludieren
könnte, nicht, um die Fortsetzung der Haft oder die Nichtgewährung von Urlauben
unter diesem Titel zu rechtfertigen. Es mussen vielmehr konkrete Indizien für
eine solche Gefahr sprechen." (DTF
117 Ia 257, cons. 4 c.).

 

-      Gli elementi di concretezza del pericolo vanno
individuati, di volta in volta, quantomeno nella specifica prova da assumere e
nel rapporto (oggettivo e soggettivo) dell'accusato con il mezzo di prova. Ad esempio,
trattandosi di audizione testimoniale, il pericolo di collusione non può essere
invocato in modo astratto a giustificazione del mantenimento della misura
cautelare, occorre che un'influenza (dell'accusato nei confronti del teste) sia
possibile, rispettivamente che vi sia una possibile convergenza d'interessi
(tra i due) in relazione al contenuto della deposizione (SJ 1990 p. 438; DTF
117 Ia 257; ZR 72 no. 77 p.19). Il semplice atteggiamento di diniego
dell’accusato, in sé, non costituisce indice in tal senso (DTF 90 IV 66;
Hauser/Schweri, Schweizerisches Strafprozessrecht, BS 1999, § 68 no 13)."

(GIAR 23 settembre 2002 in re Y.)

 

 

Va da sé che i criteri sopra
esposti richiedono applicazione più restrittiva allorquando l'inchiesta (e la
detenzione) é in corso da un certo tempo. 

 

Nella richiesta di
proroga del carcere preventivo il Procuratore pubblico invoca l'esistenza di
bisogni dell'istruzione, nonché del pericolo di collusione ed inquinamento
delle prove con gli altri membri dell'organizzazione. 

In proposito la CRP nella
sentenza 8 marzo 2004 si è così espressa:

 

"2.3

Va quindi
esaminata l'esistenza di preminenti motivi di interesse pubblico a' sensi
dell'art. 95 cpv. 2 CPP.

 

I rischi
di collusione e di inquinamento delle prove sono legati soprattutto ai bisogni
dell'istruttoria. Si tratta generalmente di evitare o di prevenire accordi tra
l'accusato ed i testimoni - già sentiti o ancora da sentire - o i correi ed i
complici non arrestati, messi in atto per nascondere al giudice la verità; si
tratta inoltre di impedire interventi fraudolenti del prevenuto in libertà sui
mezzi di prova non ancora in possesso della giustizia, allo scopo di
distruggerli o di alterarli a suo vantaggio. Le possibilità di ostacolare in
tal modo l'azione dell'autorità giudiziaria da parte dell'accusato devono
essere valutate sulla base di elementi concreti, la realtà di questo rischio
non potendo essere ammessa aprioristicamente ed in maniera astratta (cfr.
sentenza TF 23.12.2003 in re K., inc. 1P.741/2003; STF 128 I 149 e 123 I 31; R.
HAUSER / E. SCHWERI, op. cit., § 68 n. 13; G. PIQUEREZ, op. cit., n. 2344 ss.).

 

Come
detto, le risultanze pervenute al procuratore pubblico in seguito alle diverse
commissioni rogatorie hanno permesso di parzialmente chiarire il coinvolgimento
del ricorrente nei fatti di cui alla promozione dell'accusa ed alla sua
estensione; la fattispecie impone nondimeno ulteriori approfondimenti, in
particolare con riferimento al ruolo di __________ - impiegato nella società __________
e cognato di __________, che risulta essere il fornitore marocchino individuato
dall'autorità inquirente italiana (cfr. verbale di interrogatorio PP 22.1.2004,
p. 4, AI 4.17; cfr. commissione rogatoria 17.1.2004 alle autorità marocchine,
AI 6.21) - e di tale "__________", al quale - secondo __________
(cfr. verbale di interrogatorio 24.1.2004 di __________, allegato alla risposta
26.1.2004 della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lecco, AI 6.25)
- sarebbe dovuto pervenire il denaro sequestrato ad __________ l'8.7.2003, che
il ricorrente sostiene invece di sua spettanza (cfr. verbale di interrogatorio
PP 6.2.2004, p. 4 e 5, AI 4.18; cfr. commissione rogatoria 5.2.2004 alle
autorità olandesi, AI 6.26). Questi dovrà inoltre essere sentito in merito alle
rogatorie non ancora evase ed inerenti gli "(…) interrogatori di __________,
di __________ - che, come detto, gli ha prestato la vettura Opel con la
quale è giunto in Svizzera -, di __________ (considerato l'atteggiamento
negatorio di __________), l'audizione dei responsabili della concessionaria
Opel e dell'elettrauto, di __________, di __________, la trasmissione dei
tabulati delle utenze in uso all'istante (antecedenti a quelle agli atti) (…),
la trasmissione delle zone-celle di riferimento del traffico in entrata e in
uscita dell'utenza __________, allo scopo di accertare i movimenti
dell'istante, la trasmissione delle fotografie di __________ e della sua
abitazione (…)" (osservazioni 9/10.2.2004 all'istanza di libertà
provvisoria 3/4.2.2004, p. 3). Per il che e a prescindere quindi dal fatto che
l'assenza di collaborazione che ha avuto fin dal momento del suo arresto non è
di per sé sufficiente per giustificare un pericolo di collusione, ma neppure
abbrevia i tempi dell'inchiesta (cfr. sentenza TF 20.11.2002 in re X., inc.
1P.577/2002; cfr. M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, op. cit., n. 21 ad art. 95
CPP), la sua scarcerazione appare ancora prematura: si può infatti ritenere -
come già evidenziato nel giudizio 14.11.2003 con riferimento alle risultanze
istruttorie concernenti la procura di data 15.6.2001 prodotta agli atti - che,
se scarcerato, si adoperi per sminuire la concludenza delle prove, come
attestano le conversazioni coinvolgenti il ricorrente, __________ e __________
ed inerenti la liberazione di __________ (cfr. risposta 28.11.2003 della
Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lecco, p. 50 ss., AI
6.17)." 

 

 

Tali considerazioni sono ancora
attuali, con particolare riferimento all'acquisizione delle risultanze delle
rogatorie in __________, __________ ed __________. In particolare, per quanto
concerne l'Italia, sono state acquisite agli atti le zone celle di riferimento
del traffico in entrata ed in uscita dell'utenza __________, risultanze che
verranno contestate nei prossimi giorni all'accusato; per contro il Procuratore
pubblico è tuttora in attesa dell'evasione della richiesta rogatoriale di
interrogare __________, __________, __________, __________ (già richieste alla
fine del 2003), della documentazione inerente i tabulati telefonici delle
utenze in uso a __________, antecedenti a quelle già agli atti, e della
fotografia dell'abitazione di __________. L'evasione di tali rogatorie è stata
sollecitata dal Procuratore pubblico nel corso dei vari contatti con le
autorità italiane, mentre quelle in __________ e __________, sono state
sollecitate dal Procuratore pubblico in data 21 marzo 2004, data in cui egli ha
pure inoltrato una nuova domanda di assistenza alle Autorità italiane - volta
ad ottenere la fissazione degli interrogatori di __________ e di __________,
all'acquisizione della documentazione concernente le intercettazioni
telefoniche sull'utenza radiomobile __________ ed un controllo presso
l'anagrafe su __________ - e a tutt'oggi non ancora evasa. 

 

Alla luce di quanto precede vale
quanto già rilevato nella decisione 12 febbraio 2004 (GIAR 666.2003.4, consid.
3.2) e cioè:

 

"Ciò posto e ritenuto che il rischio di
collusione può aumentare in presenza di un accusato che faccia parte di
un'organizzazione criminale con membri ancora in libertà, come nella
fattispecie (cfr. M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, op. cit., n. 25 ad art. 95
CPP), la sua scarcerazione appare senz'altro prematura. 

In siffatte circostanze, - ricordato che, se è pur
vero che il carcere preventivo non può (e non deve) essere utilizzato per
ottenere confessioni è altrettanto vero che un accusato che non collabora (come
suo diritto) può dover in qualche modo sopportare le eventuali conseguenze che
questa sua scelta potrebbe avere sull'evoluzione ed i tempi dell'istruttoria
(cfr. SJ 1998 p. 247) - i suddetti atti istruttori costituiscono passi
d'inchiesta che esigono il mantenimento del carcere preventivo di __________:
la sua posizione sostanzialmente negatoria, oltre a rendere oltremodo
difficoltosa e lunga l'inchiesta, rende infatti palese il rischio di collusione
e di inquinamento delle prove con le altre persone facenti parte
dell'organizzazione ancora a piede libero ed alcune ancora da identificare. Ciò
a salvaguardia di una corretta ricerca della verità, anche a vantaggio dello stesso
accusato".

 

 

5.

 

La detenzione di __________ è
giustificata anche in considerazione dell'esistenza di un concreto pericolo di
fuga (questione non esaminata dalla CRP nella sentenza 8.3.2004, stante
l'esistenza di seri indizi di colpevolezza, esigenze istruttorie, pericolo di
collusione ed inquinamento delle prove). Valgono in proposito le considerazioni
già espresse da questo giudice nella decisione 12 febbraio 2004:

 

"3.3

I criteri determinanti per stabilire se esista
pericolo di fuga sono il carattere del prevenuto, il suo domicilio, la sua
professione, la sua situazione familiare ed i suoi legami con lo Stato in cui
egli è inquisito (SJ 103/1981, 135; sentenza 31 marzo 1992 in re S. C. del
Tribunale federale, sentenza 20 ottobre 1994 in re M.A., CRP 314/94) e
l'apprezzamento di tutte tali circostanze, per invocare appunto un rischio di
fuga, deve lasciar presumere che le conseguenze di una fuga appaiono
all'accusato come un male minore rispetto a quello derivante per lui
dall'ulteriore carcerazione, con maggior forza quanto più i reati imputati
comportino pene edittali od eventualità di pena concreta importante (in questo
senso M. Luvini, in Rep. 1989, p. 292 e ss. e riferimenti ivi indicati;
sentenza 14 novembre 1994 in re S.V., CRP 341/94)

 

L'imputato è cittadino straniero, titolare di un
passaporto __________, nonché con permessi di residenza in Paesi dell'Africa
Occidentale (cfr. AI 1.3, passaporto), senza alcun legame con la Svizzera.
L'istante non ha alcun interesse a rimanere a disposizione delle autorità
svizzere (come del resto suffragato dal suo atteggiamento negatorio e reticente
in sede di istruttoria), nella prospettiva, in caso di condanna, di una pesante
sanzione penale, ritenuta la gravità degli addebiti mossigli. La tentazione di
riparare all'estero, in __________ o in uno dei Paesi in cui possiede un
"residence status", per sottrarsi al procedimento è quindi sorretta
da sufficiente verosimiglianza ed il rischio di fuga appare probabile in modo
concreto."

 

 

6.

 

Considerato che presentemente
primeggiano le esigenze istruttorie, il pericolo di inquinamento e collusione
delle prove e quello di fuga, può qui rimanere indeciso il pericolo di
recidiva.

 

 

7.

 

Stabilito che gli elementi di
legge per il mantenimento e/o proroga della detenzione preventiva - gravi e
sufficienti indizi di colpevolezza in capo all'accusato, pericolo di fuga e
bisogni dell'istruzione - sono presenti nel caso in esame, occorre ora valutare
se la proroga richiesta è rispettosa del principio di proporzionalità, ricordato
che determinanti a tale proposito sono il rapporto tra la detenzione sofferta,
o eventualmente ancora da soffrire, e la gravità dei reati (o meglio della pena
ipotizzabile), nonché il rispetto dell'art. 102 CPP (secondo cui l'inchiesta
deve procedere con celerità).

 

La richiesta di proroga è stata
formulata per un periodo di 6 mesi, termine che il Procuratore pubblico ritiene
"congruo", con particolare riferimento ai bisogni istruttori, "per
permettere l'evasione delle diverse domande di assistenza giudiziaria
internazionale e la contestazione delle risultanze all'accusato".

 

Preliminarmente, con particolare
riferimento alle necessità istruttorie, giova evidenziare che il Procuratore
pubblico deve prestare particolare attenzione alle peculiarità dell'inchiesta,
e segnatamente al fatto che la stessa si sviluppa principalmente per via
rogatoriale (acquisizione documentazione, interrogatori di correi o presunti
tali): è allora suo preciso dovere non solo vegliare a che venga ossequiato
l'obbligo di trattare con priorità i casi in cui l'accusato si trova in
detenzione (art. 102 CPP), ma anche privilegiare quei passi istruttori
indispensabili per chiarire la situazione processuale dell'accusato, e con
riferimento ai quali il pericolo di inquinamento delle prove sia più marcato.
Ciò vale in particolare per quegli accertamenti da compiersi all'estero con la
collaborazione delle Autorità locali. In generale, se vige il principio per il
quale chi delinque in correità con altri deve sopportare almeno in parte anche
necessità istruttorie che valgono nei loro confronti, e non solo quelle
strettamente legate alla sua personale posizione, tale principio trova i suoi
limiti nell'altro principio, quello della proporzionalità. Ciò significa che la
durata della carcerazione preventiva non può dipendere esclusivamente dalle
prove ancora da assumere, ma anche dai tempi d'inchiesta (cfr. decisione GIAR
19 agosto 1999 in re G.L., inc. 386.99.9). 

In concreto, una proroga del
carcere preventivo di quattro mesi (a far tempo dal 15 aprile 2004) appare
rispettosa del principio di proporzionalità, in considerazione della gravità
dei reati ascritti a __________ e del conseguente rischio di pena, nonché del
fatto che l'inchiesta, tenuto conto della complessità del caso, delle numerose
persone coinvolte, è stata, sino ad ora, condotta nel rispetto dei dettami
dell'art. 102 cpv. 1 CPP, tenuto anche conto del fatto che l'acquisizione di
atti istruttori per via rogatoriale richiede sempre un certo tempo. In
particolare, con riferimento alle rogatorie inoltrate in __________ (alla fine
dello scorso anno), rispettivamente in __________ e __________ all'inizio di
quest'anno, la cui evasione, come rilevato sopra, è già stata sollecitata dal
magistrato inquirente, il principio di celerità è stato rispettato, ritenuto
che le stesse sono state inoltrate non appena il Procuratore pubblico è giunto
in possesso delle informazioni che ne hanno giustificato l'invio (risultanze di
altre rogatorie in Italia e dichiarazioni rese dall'accusato a verbale). Il problema
della celerità potrebbe invece porsi con riferimento alla commissione rogatoria
inoltrata alle Autorità italiane in data 21 marzo 2004, in quanto né dagli atti
dell'incarto, né dalla richiesta di proroga, emergono i motivi per i quali la
stessa sia stata inoltrata soltanto quasi sei mesi dopo l'arresto di __________
e non precedentemente. La questione non deve comunque essere ulteriormente
approfondita, visto quanto detto sulle altre rogatorie.

Il magistrato inquirente rimane
comunque tenuto a trattare con priorità il caso, sollecitando l'evasione delle
commissioni rogatorie, essendo l'imputato in detenzione (cfr. art. 102 cpv. 1 e
176 cpv. 3 CPP).

 

 

 

 

P.Q.M.

 

 

 

viste le norme applicabili, in
particolare gli artt. 1 e ss. LFStup., 1 e ss. CP, 95 ss., 102, 103, 280 ss. e
284 CPP,

 

 

 

decide:

 

 

 

1.     
L'istanza è parzialmente accolta.

       §.    Di conseguenza, il carcere preventivo cui è astretto __________
è prorogato di quattro mesi e verrà a scadere il 15 agosto 2004 (compreso).

 

 

2.     
Non si prelevano tasse e spese.

 

 

3.     
Contro la presente decisione è dato reclamo alla Camera dei ricorsi
penali, Lugano, entro 10 (dieci) giorni dall'intimazione.

 

 

4.     
Intimazione:

 

 

 

 

 

                                                                                giudice
Ursula Züblin