# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** eca91593-16d4-5597-8a46-28e947c8b30b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-05-02
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 02.05.2002 INC.2001.49204
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2001-49204_2002-05-02.html

## Full Text

N. 492.2001.4                                                            Lugano,
2 maggio 2002

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

__________

 

 

sedente per statuire sull'istanza 15 aprile 2002 presentata
dal 

 

Procuratore pubblico __________, Ministero pubblico di
Lugano,

 

e volta ad ottenere una (ulteriore) proroga di un mese
(ovvero sino al 6 giugno 2002) del carcere preventivo cui è astretto

 

___________, 

 

(patrocinato dall'avv. dott. __________)

 

accusato dei reati di cui agli artt.
187, 190, 191, 219 CP;

 

 

viste le osservazioni presentate
dall'indagato il 25 aprile 2002,

 

 

visto l'incarto MP 6080/2001,

 

 

ritenuto 

 

 

in fatto

 

 

A.

 

___________ è stato arrestato il 6 settembre 2001, con
contestuale promozione d'accusa per i reati di cui agli artt. 187, 190, 191,
219 CP; l'arresto è stato confermato da questo giudice il 7 settembre 2001.

___________ è accusato di aver
commesso i reati menzionati nei confronti delle due figlie adottive ___________
(__________) e ___________ (__________), nel primo caso sull'arco di alcuni
mesi nel 1991 o 1992, nel secondo caso (relativo ad un unico episodio) nel
corso del 1998.

 

 

 

 

Dall'inchiesta è pure emerso che
l'accusato avrebbe commesso atti di natura sessuale anche nei confronti della
figlia naturale (___________ - 1969), ancorché tali fatti non siano oggetto di
formale procedimento in quanto già trascorso il periodo che da luogo a
prescrizione (cfr. rapporto d'arresto 6.09.2001, richiesta di conferma
d'arresto 7.09.2001).

L'accusato ammette di aver
compiuto a più riprese atti di natura sessuale nei confronti della figlia
adottiva ___________, così come nei confronti della figlia naturale ___________
(un episodio); nega, invece, di aver commesso atti di natura sessuale (in
particolare il rapporto completo che è stato denunciato) con la figlia adottiva
___________ (cfr. Verbale PS ___________ 6.09.2001, p. 3, rispettivamente p. 6
e pp. 9/10).

 

 

B.

 

Con istanza del 20/21 febbraio
2002, il magistrato inquirente aveva chiesto una proroga del carcere preventivo
in quanto, a suo giudizio, erano presenti gravi indizi di reato e pericolo di
collusione; la difesa non si era opposta ad una proroga, ancorché contenuta e
limitata a permettere l'assunzione di quelle prove (ancora mancanti) che non
fossero, già per la loro natura, assolutamente esenti da pericolo di collusione
(cfr. inc. GIAR 492.2001.3).

Questo giudice, previa
accertamento dell'esistenza di gravi indizi di colpevolezza, ha concesso una
proroga di due mesi con la seguente motivazione:

 

" … omissis… la particolarità dei reati ascritti
(assenza di tracce oggettive a distanza di tempo, consumazione in ambito
famigliare solitamente senza testimoni, difficoltà delle vittime ad esprimersi
tempestivamente in merito, ecc.) inducono a maggior rigore nella protezione
della raccolta di elementi (anche solo circostanziali), rispettivamente della
versione delle vittime; il fatto che l'accusato, ancorché prima dell'avvio
dell'inchiesta, abbia posto in essere interventi volti a dar corpo (o
giustificazione credibile) ad una sua versione, cercando di anticipare o parare
quanto presupponeva stesse emergendo (cfr. Verbale PS ___________ 6.09.2001 p.
10), è elemento concreto sufficiente, in questa fase della procedura, per
fondare rischio di collusione ed imporre misura a garanzia di una raccolta completa
di prove priva da ogni possibile influsso da parte sua (anche nel suo stesso
interesse);

 

in
virtù di tutto quanto sopra, considerato che non è sugli esiti delle perizie
che si concretizza pericolo di collusione, la proroga può essere concessa ma contenuta
in due mesi, sufficienti per l'espletamento delle prospettate audizioni
(istanza p.4/5; osservazioni p.4) e ancora rispettosi (con i sei già subiti)
del principio di proporzionalità tenuto conto della consistenza ed ampiezza dei
fatti rimproverati e sottoposti ad inchiesta, con conseguente gravità dei reati
e pena ipotizzabile in caso di eventuale condanna;" (sentenza
28 febbraio 2001 in re P. , GIAR 492.2002.3).

 

 

Le audizioni oggetto della
richiesta riguardavano i testi __________, __________, __________ e __________,
come da istanza di proroga allora in questione (pagine 4 e 5, inc. GIAR
492.2001.3).

 

 

 

 

 

 

C.

 

Con l'istanza oggetto della
presente, il magistrato inquirente chiede un'ulteriore proroga (di un mese) del
carcere preventivo cui è astretto l'accusato.

Ribadisce persistenza di gravi
indizi di colpevolezza, bisogni dell'istruzione e pericolo di collusione.

I primi sarebbero dati in quanto
l'istruttoria è tuttora in corso: una perizia (quella sull'indagato) è già
stata consegnata (non si escludono domande di complemento/delucidazione) e
un'altra (relativamente alla situazione di ___________) lo sarà prossimamente.
S'intende, inoltre, procedere ad un'audizione ulteriore della figlia
___________ e a quella del teste __________ (previste per il 19 aprile 2002).
Agli atti non sono ancora stati depositati il rapporto di polizia e la
trascrizione (da parte del MM) della videoregistrazione del confronto tra
l'accusato e la figlia (si presume ___________).

Il secondo sarebbe desumibile,
come nella prima richiesta, dalle capacità dell'indagato di "influenzare
e condizionare le persone della sua famiglia così come il connaturale
atteggiarsi a vittima di ___________ con l'effetto perverso di condizionare e
di far sentire gli altri in colpa" che "traspaiono da tutto
l'incarto" (istanza 15 aprile 2002 p. 3).

Se posto in libertà l'accusato
potrebbe, sempre secondo il magistrato inquirente, esercitare direttamente e di
presenza tali capacità nei confronti delle figlie e della moglie.

Il suo atteggiamento negatorio (
per i fatti relativi a ___________) costituirebbe ulteriore concreto indizio di
un pericolo di collusione.

 

 

D.

 

L'accusato si oppone alla
richiesta di proroga.

Egli afferma, innanzitutto, che i
fatti commessi (in parte presunti commessi) nei confronti della figlie
___________ e ___________ sono prescritti e quelli nei confronti della figlia
___________ contestati.

L'istruttoria sarebbe conclusa:
tutti i testi sono stati sentiti, laddove necessario più volte ed anche in
contraddittorio. Gli atti che il magistrato inquirente indica come mancanti non
giustificano il mantenimento del carcere (p.es. rapporto di polizia),
rispettivamente il loro esito non é influenzabile o inquinabile da parte
dell'accusato (perizie).

La volontà di preservare tutte le
prove fino al dibattimento, ritenuto che in parte si tratta di reati
contestati, non giustifica il mantenimento della carcerazione se non sorretta
da concreti indizi relativi a pericolo di collusione. 

 

Il pericolo ipotetico (quindi
astratto) invocato dal magistrato è insufficiente e contrario ai principi
giurisprudenziali e dottrinali in materia (con riferimento a DTF 117 Ia 257).

 

 

 

 

 

 

Delle altre eventuali
argomentazioni delle parti si dirà, se del caso, nei considerandi che seguono.

 

 

Considerato

 

 

in diritto

 

 

1.

 

L'istanza è ricevibile e
tempestiva.

 

 

2.

 

I principi che reggono la materia sono noti come a precedenti analoghi
giudizi,

e meglio:

 

"L'art. 95 CPP - corrispondente all’art. 33
scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - dopo
evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in
libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e proroga del carcere preventivo
a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato
gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel
contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per
quanto qui concerne - i bisogni dell’istruzione, con particolare riguardo al
pericolo di collusione che, - sia detto qui a futura memoria - può continuare
ad esistere sino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto
pubblico del Tribunale federale del 23 marzo 2000 in re S.B., consid. 4a). Si
aggiunge, sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco dei motivi di
interesse pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio
aggiuntivo del 20 marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad art. 27, pag.
32, nota 3), tra altri 

possibili, essendovi quello della tutela dell’ordine
pubblico (REP 1998 n. 105).

L'eccezione della cautelare privazione della libertà
personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto
cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di
quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel
solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della
proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia
381).

I menzionati presupposti vanno approfonditi con
maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione
della libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988
pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già la Camera dei
ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag.
128)."

 

 

 

 

 

 

 

Nel caso in esame, gli indizi di
colpevolezza sono dati e consistono nelle stesse ammissioni (parziali e
limitate alle figlie ___________ e ___________) dell'accusato, cui si
aggiungono le dichiarazioni delle figlie stesse (compresa ___________) relative
ai fatti subiti (tutti riconducibili al titolo quinto del CP). Inoltre, le
figlie situano gli avvenimenti oggetto dell'inchiesta in momenti in cui avevano
all'incirca la stessa età (__________anni - cfr. sentenza 28 febbraio 2002,
GIAR 492.2001.3).

Nulla è intervenuto a modificare
la precedente valutazione in tal senso.

 

La prescrizione dei fatti
commessi nei confronti di ___________ è indiscussa (e riconosciuta dallo stesso
Procuratore pubblico).

Per i fatti che coinvolgono la
figlia ___________ la prescrizione non è altrettanto certa in quanto dipende
dalla loro collocazione nel tempo. La giovane li situa nel periodo in cui aveva
__________ anni (compiuti il __________), durante la primavera estate (quindi
da marzo a settembre), quando aveva l'apparecchio fisso (secondo il dentista
tolto il 6.05.1992), ma la ragazza non è sicura della collocazione (verbali
___________ PS 5.09.2001 e PP 30.01.2002).

Sebbene la prescrizione sia
circostanza rilevabile d'ufficio, nel caso in esame la determinazione può
essere lasciata a chi ha competenza per il merito sia perché presuppone
accertamento di fatto, sia perché le ipotesi di reato avanzate (187 e 191 CP)
hanno prescrizioni diverse (in casu quale conseguenza della cifra 6 dell'art.
187), sia perché i fatti denunciati dalla figlia più piccola (___________) non
sarebbero comunque prescritti.

 

 

3.

 

Pericolo di fuga e/o di recidiva
non sono neppure ventilati dal magistrato inquirente (né emergono dal referto
peritale del dott. __________). L'analisi dei fatti ai fini dell'odierna
decisione deve pertanto concentrarsi sulle (eventuali) necessità istruttorie.

 

 

4.

 

a)

Innanzitutto occorre ribadire che
i bisogni istruttori (o necessità istruttorie che dir si voglia) che
giustificano adozione o mantenimento della carcerazione preventiva, non
s'identificano semplicemente con gli atti istruttori, o gli accertamenti,
(ancora) da effettuare, bensì con il pericolo di collusione o di inquinamento
delle prove che (eventualmente) espone a rischio la corretta raccolta (o
conservazione) di tali atti (G. Piquerez, Procédure pénale suisse, ZH 2000,
nos. 2344 ss.; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, nos.697 ss.; RDAT 1988
no. 24).

In quest'ottica il fatto che
l'inchiesta sia tuttora in corso non è, di per sé, decisivo. Sono irrilevanti,
ad esempio, l'assenza del rapporto di polizia (a otto mesi dall'avvio
dell'istruttoria) e della trascrizione della videocassetta relativa ad un
confronto (avvenuto l'11 febbraio 2002).

 

 

 

Quanto agli altri atti istruttori
menzionati nell'istanza (perizie ed interrogatori), non basta invocazione della
necessità di effettuarli, o permetterne la completazione (" Die Tatsache allein, das noch nicht alle Beweise erhoben
bzw. die Mitverdächtigen dingfest gemacht werden konnten oder dass der Angeschuldigte
die Aussage verweigert, genügt nicht" N. Schmid, op. cit., no.
701a). Occorre che l'indagato, se posto in libertà, possa pregiudicarne (o
comprometterne) il corretto svolgimento e, conseguentemente, l'esito (vedi per
il caso specifico la sentenza relativa alla prima proroga: Giar 28 febbraio
2002, inc. 492.2001.3; e per casi analoghi, quantomeno per la tipologia dei
reati: GIAR 19 aprile 2002 in re D., inc. 582.2001.4 e GIAR 4 aprile 2002, inc.
767.2002.4).

 

In buona sostanza, quo ai bisogni
istruttori, occorre verificare se esista in capo all'accusato un concreto
pericolo di collusione in relazione alle prove ancora da assumere,
rispettivamente se tale pericolo sussista fino al dibattimento come sembra sostenere
il magistrato inquirente (Istanza 15 aprile 2002, p.4). Ritenuto che, come
ricordato dalla difesa:

 

"Jedoch genügt nach der Rechtsprechung des Bundesgerichttes die theorethische
Möglichkeit, dass der Angeschuldigte in Freheit kolludieren konnte, nicht, um
die Fortsetzung der Haft oder die Nichtgewährung von Urlauben unter diesem Titel
zu rechtfertigen. Es mussen vielmehr konktrete Indizien für eine solche Gefahr sprechen."
(DTF 117 Ia 257, cons. 4 c.)

 

b)

Secondo il Procuratore pubblico,
il pericolo di collusione si concretizzerebbe  nella capacità d'influenzare e
di condizionare le persone della sua famiglia, anche grazie ad un atteggiamento
vittimistico, che egli potrebbe esercitare sulle figlie, come in parte avrebbe
già fatto con altri membri della famiglia (cfr. cons. C.; Istanza 15 aprile
2002, p.3).

 

c)

Occorre, innanzitutto, rilevare
che tutti gli atti istruttori che il Procuratore pubblico intendeva ancora
effettuare, senza che l'accusato potesse in qualche modo esercitare la sua
influenza (diretta o indiretta), sono stati nel frattempo esperiti: sia il
referto peritale relativo a ___________, sia gli interrogatori di ___________ e
del teste __________ sono agli atti (AI 155, verbali PP 19 aprile 2002 e 26
aprile 2002).

Ritenuto che non si vede come
pericolo di collusione possa concretizzarsi in sede di (eventuali) richieste di
delucidazione delle perizie e che da questi atti non paiono emergere fatti
nuovi che impongano l'acquisizione di ulteriori elementi probatori in fase
istruttoria, la questione relativa al pericolo di collusione deve essere
valutata per rapporto all'esigenza di conservare le prove ai fini del
dibattimento.

 

 

 

 

 

 

 

 

d)

Per quanto concerne gli altri
membri della famiglia, le loro dichiarazioni e, eventualmente, l'influsso che
potrebbero avere sulle figlie dell'accusato, è lo stesso incarto ad indicare
che non vi è (più) un pericolo concreto in tal senso. 

Infatti, i famigliari sono già
stati autorizzati ad avere colloqui liberi con l'accusato (per tutti cfr. AI
106).

 

e)

Per le figlie, la questione di un
pericolo concreto di collusione può essere posto relativamente a ___________ (i
fatti denunciati, ancorché prescritti, se accertati sono suscettibili di
diventare indizi) e ___________, dato che i fatti relativi alla figlia ___________
sono (a prescindere dalla questione della prescrizione di cui si è già detto
più sopra - cfr. cons. 2) ammessi (Istanza p. 2).

___________ (1969), figlia di
primo letto dell'accusato, è stata interrogata 4 volte in polizia e tre dal
Procuratore pubblico, in un caso (21.01.2001) a confronto con il padre. Le
versioni dei fatti fornite nei verbali di polizia sono state confermate davanti
al magistrato e, in un secondo tempo, anche davanti al padre. Il contenuto di
quei verbali non evidenzia elementi che possano far pensare ad una (attuale) influenzabilità
della teste da parte del padre (in particolare cfr. verbale 9.11.2001 p 3, 5,
9; confronto 21 gennaio 2002 p. 5, 7). La teste ha, inoltre, affermato sin
dall'inizio di non voler far del male al padre (verbale PS 7 settembre 2001 p.
1), ha rifiutato di effettuare il confronto con il padre in aule separate
chiedendo che lo stesso avvenisse di persona (verbale PP 9 novembre 2001 p.10).
Da ultimo, vanno pure considerate l'età della teste, il fatto che da molti anni
il suo domicilio non corrisponde a quello dell'accusato e 

che da anni anche la sua famiglia
non è quella dell'accusato (verbale PP 9 novembre 2001 p.8).

Tutti questi elementi non
conducono a giudizio di un rischio concreto di influenzabilità della teste da
parte dell'accusato, neppure tramite l'atteggiamento definito vittimistico e
mistico.

 

f)

A conclusione analoga si giunge
anche per quanto concerne il pericolo di collusione con la figlia ___________.
La ragazza, ora sedicenne, afferma di aver maturato la decisione di raccontare
l'episodio relativo all'abuso subito quando si trovava presso la comunità Il
__________ (ancorché in termini diversi e più generici) l'avesse già raccontato
ad un amico - cfr. Verbale __________ 26 aprile 2002), grazie all'aiuto di uno
psicologo e nonostante le visite dei genitori che sembravano (in particolare il
padre) voler recuperare il rapporto ormai deteriorato per tutta una serie di
circostanze anche successive all'abuso denunciato (che temporalmente si situa
nel 1998; cfr. verbale MM 19 settembre 2002 p.2). Avrebbe capito che, per dirla
con parole sue, forse era il caso di fare qualcosa per sé stessa, affrontare il
problema avuto con il padre senza più continuare a far finta di niente e
troncare i rapporti con il padre (verbale MM 19 settembre 2001). Le modalità
con le quali la giovane è giunta al racconto dei fatti oggetto del procedimento
contro il padre, così come emerge dai verbali, non mettono in evidenza elementi
che indichino un rischio di influenzabilità. Lo scrivente ha 

 

 

 

pure visionato la cassetta
relativa al confronto, avuto da ___________ con il padre, avvenuto
l'11.02.2002. In quella sede la ragazza ha, sostanzialmente, confermato i
verbali precedenti così come gli sono stati prospettati. Alle domande della
difesa ha risposto in un caso (relativamente ad una domanda che i magistrati
presenti non hanno formalmente ammesso) con (quasi) rabbia, ed ad altre
asserendo che l'atteggiamento del padre non la toccava più ("so che giura
sui santi ma è inutile", "papà è sempre stato bravo a far
l'attore"). Anche il referto peritale che concerne la ragazza sembra
confermare quanto sopra nel senso di una volontà di distacco (sia affettivo che
materiale) dal padre che non milita a favore di una sua attuale influenzabilità,
pur senza dimenticare il problema di tutto quanto vissuto come abbandono (cfr.
AI 155 p.4, 7, 9). D'altro canto lo stesso magistrato inquirente non indica
elementi in senso contrario attribuendo il rischio di collusione unicamente
all'atteggiamento "vittimistico" dell'indagato.

Come detto, un rischio ipotetico
è insufficiente, anche quando si tratta di reati su minori (sentenza 4 aprile
2002, GIAR 76.2002.4; sentenza 29 aprile 2002, GIAR 626.2001.3) e tale rischio
può essere ulteriormente limitato con "l'assoluto divieto di prendere
qualsivoglia contatto, di persona o anche solo mediato" con la vittima,
rispettivamente teste, la cui violazione comporterebbe "ripristino della
carcerazione preventiva" (sentenza GIAR 76.2002.4 citata, p. 3 e dispositivo
no.3).

 

g)

A scanso di equivoci si precisa
che i riferimenti ai verbali di ___________ e ___________ effettuati in questo
considerando concernono unicamente la ricerca di eventuali elementi che
indichino una loro influenzabilità da parte dell'accusato. In nessun caso ci si
è espressi sulla credibilità che è questione sottoposta alla valutazione del
giudice del merito.

 

 

5.

 

Sulla quanto sopra espresso si
deve concludere che non sono dati sufficienti e concreti elementi di un
pericolo di collusione perdurante sino al dibattimento. L'adozione di
determinate misure può, inoltre, ulteriormente ridurre il rischio (ancorché
teorico).

Di conseguenza non può essere
concessa un'ulteriore proroga della carcerazione preventiva (in corso da 8
mesi) cui è astretto ___________.

Superfluo, a questo punto,
interrogarsi sulla proporzionalità della proroga richiesta.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

P.Q.M

 

 

Visti gli artt. 187, 190, 191,
219 CP, 95 ss, 96, 102, 103, 284 CPP, 29 CF,

 

 

 

decide

 

 

1.

L'istanza di proroga del carcere
preventivo cui è astretto ___________ è respinta.

 

Di conseguenza, ___________ sarà
scarcerato e posto in libertà provvisoria al più tardi entro le 24.00 del 6
maggio 2002.

 

 

2.

Quale misura sostitutiva del
carcere preventivo, è fatto assoluto divieto all'accusato di prendere direttamente
o mediatamente contatto con le figlie ___________ e ___________

 

 

3.

Non si percepiscono spese
giudiziarie e non si attribuiscono ripetibili.

 

 

4.

Contro la presente decisione è
dato ricorso entro 10 giorni dall'intimazione alla Camera dei Ricorsi penali,
Lugano.

 

 

5.

Intimazione

-        
Procuratore Pubblico dott. __________, sede (con l’incarto di
ritorno);

-        
Avv. dott. __________, per sé e per l’accusato;

-        
Penitenziario cantonale La Stampa, 6904 Lugano.

 

 

 

 

 

 

giudice __________