# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0c2d6b99-a26a-53e2-8d2f-8b908bd0b825
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-04-23
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 23.04.2001 52.2000.159
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2000-159_2001-04-23.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2000.00159

   

  	
  Lugano

  23 aprile
  2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

 

 

statuendo sul ricorso  9 giugno 2000 di

 

 

	
   

  	
  __________

  __________

  rappr. da: __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 24 maggio 2000 del Presidente del
  Consiglio di Stato (n. 2214), che nega la concessione dell'effetto sospensivo
  al ricorso inoltrato dall'insorgente avverso la decisione 20 aprile 2000 con
  cui il municipio di __________ ha ordinato la chiusura immediata dell'albergo
  __________;

  

 

 

viste le risposte:

-    30 giugno 2000 del
municipio di __________;

-    3 luglio 2000 del
Presidente del Consiglio di Stato; 

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                         che la
ricorrente __________ è titolare dell'autorizzazione a gestire l'albergo
__________ di __________; l'altra ricorrente è invece la gerente dell'esercizio
pubblico;

 

 

che da alcuni anni l'albergo in questione è
frequentato in prevalenza, se non esclusivamente, da prostitute straniere che,
adescati i clienti nel bar situato a pianterreno, dispensano i loro servizi
nelle camere poste ai piani superiori: la fama dello stabilimento si è estesa
sin oltre confine, richiamando schiere di consumatori;

 

 

che l'attività delle prostitute ha suscitato
vivaci proteste fra gli abitanti del quartiere, molestati dalle immissioni che
ne derivano e preoccupati per il progressivo degrado ambientale del quartiere;

 

 

che nella notte fra il 15 ed il 16 aprile
2000 in una camera dell'albergo un cliente ha ucciso una prostituta;

 

 

che il Procuratore pubblico, sollecitamente
intervenuto, ha ordinato l'immediata chiusura dell'albergo; 

 

 

che, richiamato l'art. 107 LOC, il 20 aprile
2000 il municipio di __________ ha decretato "la chiusura immediata
dell'albergo (…) sino a chiarimento della situazione d'illegalità palesemente
esercitata all'interno, rispettivamente all'ingiunzione delle rispettive misure
da parte delle competenti autorità sia penali, sia amministrative",
revocando preventivamente l'effetto sospensivo ad un eventuale ricorso; 

 

 

 

che l'autorità comunale ha giustificato il
provvedimento con il grave fatto di sangue, con l'attività abusiva svolta dalle
prostitute in contrasto con le disposizioni della LFDD e con l'esistenza di una
grave minaccia all'ordine pubblico, alla quiete pubblica ed all'integrità
fisica delle persone; 

 

 

che il 21 aprile 2000 la Sezione dei
permessi e dei passaporti (SPP) del Dipartimento delle istituzioni ha a sua
volta sospeso con effetto immediato l'autorizzazione a gestire l'albergo per la
durata di tre mesi per violazione dell'art. 12 LEsPub;

 

 

che contro l'ordine di chiusura impartito
dal municipio di __________ la __________ ed __________ sono insorte davanti al
Consiglio di Stato, chiedendone l'annullamento e postulando, in via
provvisionale, il ripristino dell'effetto sospensivo;

 

 

che le ricorrenti hanno nel contempo
impugnato davanti al Consiglio di Stato anche la sospensione
dell'autorizzazione a gestire l'esercizio pubblico decretata dalla SPP;

 

 

che con risoluzione 24 maggio 2000 il
Presidente del Consiglio di Stato ha confermato il diniego dell'effetto
sospensivo al ricorso interposto contro l'ordine di chiusura emanato dal
municipio di __________;

 

 

che contro questa risoluzione le soccombenti
sono insorte davanti al Tribunale cantonale amministrativo, rinnovando la richiesta
di concessione dell'effetto sospensivo al ricorso in questione;

 

 

che all'accoglimento del ricorso si sono
opposti il Consiglio di Stato ed il municipio di __________, con argomenti che
non occorre qui riassumere;

 

che con decisione del 27 giugno 2000 il
Consiglio di Stato ha respinto il ricorso inoltrato dalla __________ e dalla
gerente dell'albergo contro l'ordine di chiusura impartito dal municipio;

 

 

che con separato giudizio di ugual data il
Governo ha respinto anche il ricorso interposto contro la sospensione
dell'autorizzazione a gestire l'albergo decretata dalla SPP;

 

 

che le soccombenti non hanno ulteriormente
impugnato i giudizi di merito; 

 

 

considerato,                   in
diritto

 

                                         che la
competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dagli art. 208 LOC e
21 PAmm; la legittimazione attiva delle ricorrenti è certa; il ricorso,
tempestivo, è dunque ricevibile in ordine; 

 

 

che il giudizio può essere reso sulla base
degli atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm); le parti non sollecitano
l'assunzione di particolari prove; 

 

 

che la mancata impugnazione del giudizio di
merito con il quale il Consiglio di Stato ha confermato l'ordine di chiusura
dell'esercizio pubblico rende di per sé privo d'oggetto il ricorso interposto
contro la decisione con cui il Presidente del Consiglio di Stato ha respinto la
domanda di concessione dell'effetto sospensivo; 

 

 

che nella misura in cui questa decisione
condanna le ricorrenti al pagamento di una tassa di giustizia l'impugnativa
deve tuttavia essere esaminata nel merito (STA 17.11.2000 in re __________ e
__________); 

 

che giusta l'art. 47 PAmm il ricorso ha effetto
sospensivo a meno che la legge o la decisione impugnata non dispongano
altrimenti: in questo caso, soggiunge la norma, il ricorrente può chiedere al
presidente dell'autorità di ricorso la sospensione della decisione;

 

 

che, di regola, le decisioni dell'autorità
amministrativa crescono in giudicato formale e diventano esecutive soltanto al
momento in cui scadono inutilizzati i termini di ricorso;

 

 

che la legge stessa o l'autorità decidente
possono tuttavia prevedere che la decisione sia immediatamente esecutiva,
ovvero esplichi effetti sin dal momento in cui viene notificata agli interessati;

 

 

che la provvisoria esecutività delle
decisioni non ancora cresciute in giudicato formale è sostanzialmente
equiparabile ad una misura cautelare, volta a permettere alla decisione di esplicare
effetti materiali già prima della scadenza del termine d'impugnazione (RDAT
1990 n. 29; Borghi Corti, op. cit., ad art. 47 n. 2); 

 

 

che il conferimento della provvisoria
esecutività ad una decisione da parte dell'autorità decidente ha carattere
eccezionale; esso deroga infatti al principio generale, stabilito dalla legge,
che fa dipendere l'esecutività delle decisioni dalla scadenza infruttuosa dei
termini di ricorso;

 

 

che l'autorità decidente, che intende
revocare preventivamente l'effetto sospensivo attribuito dalla legge al
ricorso, deve procedere ad un’accurata ponderazione degli interessi
contrapposti;

 

 

 

 

che essa deve in particolare porre a
confronto l'interesse di chi è gravato da una decisione sfavorevole ad evitare
di doverne sopportare le conseguenze prima che essa cresca in giudicato formale
con l’interesse di chi postula che il provvedimento esplichi effetti materiali
sin dal momento in cui viene notificato al suo destinatario;

 

 

che nell'ambito di questa ponderazione
d’interessi, l'autorità amministrativa deve soprattutto evitare che
l'anticipata esecuzione dell’atto determini, senza ragionevole necessità,
situazioni di fatto irreversibili o comunque difficilmente modificabili in caso
di accoglimento del ricorso; 

 

 

che, riservate le limitazioni poste
dall’autonomia comunale, il Presidente del Consiglio di Stato, chiamato a
statuire su una domanda di sospensione di una decisione dichiarata immediatamente
esecutiva per disposizione della legge o dell'autorità che l'ha adottata,
fruisce in linea di massima di pieno potere cognitivo;

 

 

che il potere d’esame del Tribunale
cantonale amministrativo, chiamato a pronunciarsi su impugnative proposte
contro decisioni che accolgono o respingono simili domande, è invece circoscritto
alla violazione del diritto, in particolare sotto il profilo dell’abuso di
potere;

 

 

che, da questo profilo, esso deve in
particolare limitarsi a verificare che la decisione, mediante la quale il
presidente del Governo respinge o accoglie la domanda di concessione o di
ripristino dell’effetto sospensivo negato dalla legge o preventivamente revocato
dall’autorità decidente, non discenda da una ponderazione degli interessi
contrapposti insostenibile, in quanto fondata su considerazioni estranee alla materia,
sprovvista di giustificazioni oggettive o altrimenti lesiva dei principi fondamentali
del diritto amministrativo; 

 

che con decisione 20 aprile 2000, fondata
sull’art. 107 LOC, il municipio di __________ ha in concreto ordinato la
chiusura immediata dell'albergo, ravvisando nella sua attività una grave
minaccia all'ordine pubblico, alla quiete pubblica ed all'integrità fisica
delle persone; 

 

 

che con la risoluzione 24 maggio 2000, qui
in esame, il Presidente del Consiglio di Stato ha respinto la domanda di sospensione
del provvedimento, ritenendo in sostanza che l’interesse generale alla sua
immediata esecutività prevalesse sull’interesse delle ricorrenti a continuare
indisturbate la loro attività;

 

 

che il divieto in questione, così com'è
stato configurato dal municipio, va ricondotto alla cosiddetta clausola
generale di polizia; 

 

 

che questa clausola abilita l'autorità
esecutiva ad adottare, indipendentemente dall’esistenza di un’esplicita base
legale, provvedimenti urgenti, volti a ristabilire l’ordine pubblico perturbato
od a preservare i beni di polizia minacciati da pericoli gravi, imminenti, che
non possono essere evitati con i mezzi messi a disposizione dalla legge; 

 

 

che essa costituisce un rimedio di natura
sussidiaria, al quale l'autorità amministrativa può far capo soltanto quando le
misure previste dalla legge non sono atte a ristabilire l'ordine od a sventare
il pericolo che incombe su un determinato bene di polizia (DTF 111 Ia 247; RDAT
1990 n. 3; Imboden Rhinow, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, V. ed., n.
134 B I seg.; Rhinow Krähenmann, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung; Erg.
Bd., ibidem);

 

 

che, considerate le finalità perseguite, i
provvedimenti retti dalla clausola generale di polizia devono essere
immediatamente esecutivi; provvedimenti urgenti, destinati a scongiurare
pericoli gravi, imminenti e non altrimenti evitabili devono necessariamente
esplicare effetti sin dal momento in cui sono adottati: lo esige l’urgenza che
li caratterizza e che costituisce un presupposto per la loro adozione;
ammettere che simili provvedimenti diventino esecutivi soltanto dopo la
scadenza infruttuosa del termine di ricorso o dopo il rigetto definitivo di
eventuali impugnative significherebbe negare implicitamente il requisito
dell’urgenza; 

 

 

che, a meno che la legge concretamente
applicabile escluda preventivamente l’effetto sospensivo di un eventuale
ricorso, tali provvedimenti vanno quindi abbinati ad una clausola che li dichiari
immediatamente esecutivi; 

 

 

che, analogamente, deve di principio essere
respinta qualsiasi domanda rivolta al Presidente del Consiglio di Stato di
sospenderne l’esecuzione durante la procedura di ricorso; una diversa soluzione
costituirebbe un’inammissibile anticipazione del giudizio di merito, poiché,
disconoscendo la necessità di un'esecuzione immediata, verrebbe nel contempo
implicitamente negata anche l'esistenza di un pericolo grave, immediato e non
altrimenti evitabile, suscettibile di giustificare l'adozione di misure urgenti
fondate sulla clausola generale di polizia; 

 

 

che, ferme queste premesse, la valutazione
operata dal presidente del Consiglio di Stato circa la gravità del pericolo per
l'ordine pubblico, in particolare per la quiete pubblica e l'integrità fisica
delle persone, costituito dal bordello insediatosi abusivamente nell'albergo
__________ non resiste in concreto alla critica;

 

 

che per giustificare l'immediata esecutività
del divieto in contestazione, il municipio si è richiamato al fatto di sangue
di cui si è detto in narrativa, all'attività esercitata dalle prostitute in
contrasto con le norme della LDDS ed alle lamentele degli abitanti del
quartiere; nessuno di questi motivi rende tuttavia verosimile l'esistenza di un
pericolo grave, imminente e non altrimenti evitabile per i beni di polizia che
il municipio reputa minacciati dall'attività delle operatrici del sesso
stabilitesi nell'esercizio pubblico;

 

 

che il fatto di sangue, del tutto fortuito,
siccome attribuibile all'insania di un singolo cliente, non può costituire un
valido motivo per un intervento immediatamente esecutivo;

 

 

che parimenti insufficienti al riguardo sono
le lamentele degli abitanti del quartiere, che ormai da lungo tempo
denunciavano la situazione venutasi a creare. Né l'immediata esecutività del
provvedimento impugnato può essere giustificata dal carattere illecito
dell'attività svolta dalle clienti dell'albergo; tanto meno quando si consideri
che il municipio non può ragionevolmente pretendere di essere venuto a conoscenza
dell'irregolarità della loro posizione per rapporto alle disposizioni della
LDDS soltanto al momento in cui un cliente ha ucciso una prostituta; la fama
dell'albergo aveva raggiunto l'Italia; la situazione non poteva non essere nota
all'autorità comunale; 

 

 

che in mancanza di qualsiasi elemento atto a
rendere quantomeno verosimile l'esistenza di un pericolo grave, incombente e
non altrimenti evitabile per l'ordine pubblico, in particolare per la quiete
pubblica e per l'integrità fisica delle persone, la decisione del municipio di
conferire immediata esecutività al divieto d'accesso all'albergo __________
deve quindi essere annullata al pari della decisione con cui il Presidente del
Consiglio di Stato ha respinto la domanda di conferimento dell'effetto sospensivo;

 

 

che, dato l'esito, si prescinde dal prelievo
di una tassa di giustizia.

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 107, 208 LOC; 3, 18, 21, 28, 47, 61, 65
PAmm;

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Nella
misura in cui non è privo d'oggetto il ricorso è accolto.

§.  Di conseguenza, la decisione 24 maggio 2000 del
Presidente del Consiglio di Stato (n. 2214) è annullata.

 

 

                                   2.   Non si
prelevano né spese, né tassa di giustizia. 

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  	 

	
   

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario