# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e5d7607b-55b5-5f5a-9e69-4a81e90cfd9a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-11-02
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 02.11.2000 32.2000.11
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2000-11_2000-11-02.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2000.00011

   

  cs/sc

  	
  Lugano

  2 novembre 2000

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  giudice delegato 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice  Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Christian Steffen

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 1 febbraio 2000
di

 

	
   

  	
  __________
  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 14 gennaio 2000 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle,  

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione del 14 gennaio 2000 l'Ufficio assicurazione invalidità (UAI) ha posto
__________, classe 1937, al beneficio di un rendita semplice d'invalidità
(grado d'invalidità del 75%) di fr. 697.-- mensili con effetto dal 1° ottobre
1999, oltre ad una completiva per la moglie di fr. 209.-- e una rendita
semplice per figli (di un beneficiario di rendita) di fr. 279.--.

                                         La
prestazione assicurativa è stata determinata sulla base di una scala di rendita
18 (periodo di contribuzione 16 anni) e di un reddito medio annuo di fr.
49'446.

 

                               1.2.   L'assicurato
è tempestivamente insorto al TCA, chiedendo l'erogazione di una rendita più
elevata, e ha fatto valere quanto segue:

 

"  Il
calcolo è stato effettuato su un reddito lordo medio annuale di fr. 49'446.--.­

 

In seguito all'incidente stradale di cui sono stato vittima nel
maggio '91 ho iniziato ad avere problemi di salute e percepire un calo del lavoro.
Dovetti consultare più avvocati per la causa dell'incidente con lunghe
procedure amministrative (6 anni 91‑97) ed ottenendo finalmente
soddisfazione ( in seconda istanza) ma peggiorando la mia salute.

 

Dal 97 in poi inizio la consultazione di diversi medici diminuendo
ulteriormente il lavoro. Percepisco una perdita di salario dapprima al 50 %
sulla base di 100. ‑‑ fr. al giorno ed in seguito dal 01.10.98 al
100 % (fr. ­3'000. ‑‑ netti ).

Ho stipulato questa assicurazione con __________ sulla base di un
reddito medio netto di fr. 36'000 / 40'000 all'anno.

Il premio mensile che devo pagare per la cassa malati è di fr.
599.85.‑‑ per cui l'importo concesso di fr. 697.‑‑ mi
sembra irrisorio.

 

Imponibile netto 95‑96 fr. 30'000 .‑‑ 93‑94
netto fr. 35'000 .‑‑ mentre per gli anni 89‑90 e 91‑92
sono stato tassato per un reddito netto dì fr. 43'000.‑‑ (lordo
62'000).

 

Chiedo che venga riveduto il calcolo tenendo conto dei redditi
sopracitati percepiti prima della malattia.

(inoltre gli anni dei contributi pagati sono praticamente 17 ‑
dal 1.2.1983 fino agli acconti per il 1999)." (Doc. _)

 

                               1.3.   Nella sua
risposta del 7 marzo 2000 la cassa propone di respingere il ricorso e osserva:

 

"  Con
la contestata decisione l'ufficio Al ha riconosciuto all'assicurato una rendita
sempIice d'invalidità di fr. 697.‑ mensili dal 1° ottobre 1999 più una
rendita completiva moglie di fr. 209.‑ mensili e una rendita completiva
per figli di fr. 279.-- mensili.

 

Contro questa decisione è stato interposto il ricorso 1° febbraio
2000, mediante il quale il ricorrente ritiene irrisorio l'importo assegnatogli
e chiede pertanto di rivedere il calcolo considerando 17 anni contributivi.

 

Il ricorso non è accoglibile.

 

Il calcolo della rendita è determinato dagli anni di
contribuzione, dai redditi dell'attività lucrativa nonché dagli accrediti per
compiti educativi o d'assistenza tra il 1° gennaio successivo alla data in cui
l'avente diritto ha compiuto i 20 anni e il 31 dicembre che precede l'insorgere
dell'evento assicurato (art. 29bis cpv. 1 LAVS e 36 LAI).

 

Il periodo di contributo è completo se una persona presenta lo
stesso numero di anni di contribuzione degli assicurati della sua classe d'età
(art. 29ter cpv.1 LAVS e 36 LAI).

 

La rendita è calcolata in base al reddito annuo medio. Esso si
compone:

a. dei redditi risultanti da un'attività lucrativa;

b. degli accrediti per compiti educativi;

c. degli
accrediti per compiti assistenziali (art. 29quater LAVS e 36 LAI).

 

Sono presi in considerazione soltanto i redditi risultanti da
un'attività lucrativa sui quali sono stati versati contributi (art. 29quinquies
cpv. 1 LAVS e 36 LAI).

 

Nella fattispecie, va precisato che il calcolo della rendita in
questione è stato effettuato sulla base degli anni di contribuzione che
l'ufficio ha potuto computare all'assicurato conformemente alle sue iscrizioni
registrate sul suo conto individuale, dal 16 luglio 1982 (data d'entrata in CH)
al 31 dicembre 1998 (anno che precede il suo evento assicurato ‑diritto a
rendita d'invalidità dal 1° ottobre 1999).

Risulta pertanto un periodo contributivo complessivo di 16 anni.

Ciò consente di applicare all'assicurato la scala delle rendite 18
e di riconoscergli una rendita semplice d'invalidità di fr. 697.‑ mensili
per lui, fr. 209.‑ quale rendita completiva per la moglie e fr. 279.‑
quale completiva per il figlio (RAM di fr.49'446.‑).

 

La verifica del calcolo ha potuto stabilire l'esattezza
dell'importo assegnato quale rendita ordinaria semplice di vecchiaia.

 

Qualora l'assicurato si trovasse in condizioni economiche
disagiate ha la possibilità di chiedere una prestazione complementare
allestendo il formulario di richiesta reperibile presso l'agenzia AVS del
Comune di domicilio." (Doc. _)

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni  giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle  prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice
unico ai sensi dell’art. 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti
al Tribunale delle assicurazioni sociali (cfr. STFA del 26 ottobre 1999 nella
causa D.C.).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   A norma
dell'art. 28 cpv. 1 LAI l'assicurato ha diritto a una rendita intera se è
invalido almeno al 66 2/3 per cento, a una mezza rendita se è invalido almeno
al 50 per cento o a un quarto di rendita se è invalido almeno al 40 per cento;
nei casi economicamente rigorosi l'assicurato, conformemente all'art. 28 cpv.
1bis LAI, ha diritto a una mezza rendita se è invalido almeno nella misura del
40 per cento. 

                                         Il
diritto alla rendita secondo l’art. 28 LAI nasce al più presto nel momento in
cui l’assicurato presenta un'incapacità permanente di guadagno pari almeno al
40% oppure è stato, per un anno e senza notevoli interruzioni, incapace al lavoro
per almeno il 40% in media (art. 29 cpv. 1 lett. b LAI).    

 

                               2.3.   Secondo
l’art. 36 cpv. 1 LAI hanno diritto alle rendite ordinarie gli assicurati
legittimati alla rendita, che quando l’invalidità si manifesta, hanno pagato i
contributi AVS per almeno un anno (art. 36 cpv. 1 LAI).

Per quanto riguarda il calcolo delle rendite d’invalidità l’art. 36 cpv.
2 LAI prevede che sono applicabili per analogia le norme dell’AVS, riservate
alcune norme specifiche della LAI.

Tuttavia, se l'assicurato non ha ancora compiuto quarantacinque anni quando
diventa invalido, il reddito medio dell'attività lucrativa è aumentato di un
supplemento percentuale. Tale supplemento è fissato dal Consiglio federale
secondo l'età dell'assicurato al momento dell'insorgenza dell'invalidità (art.
36 cpv. 3 LAI). 

Infine, se un assicurato con una durata intera di contribuzione non ha ancora
compiuto i 25 anni al momento dell'insorgenza dell'invalidità, la sua rendita
d'invalidità e le eventuali rendite completive ammontano almeno il 133 1/3 per
cento dell'importo minimo della corrispondente rendita completa (art. 37 cpv. 2
LAI). 

 

                               2.4.   A seconda
che l'assicurato abbia pagato sempre e regolarmente i contributi dovuti oppure
che il suo periodo di contribuzione presenti delle lacune contributive, egli ha
diritto ad una rendita completa o parziale (cfr. art. 29 cpv. 2 lett. a, b
LAVS), vale a dire ad una rendita calcolata sulla base della scala 44 (rendita
completa) o di una scala inferiore (rendita parziale; cfr. art. 52 OAVS).

                                         Il
calcolo della rendita di vecchiaia è determinato dagli anni di contribuzione,
dai redditi dell’attività di lucrativa nonché dagli accrediti per compiti
educativi o d’assistenza tra il 1° gennaio successivo alla data in cui l’avente
diritto ha compiuto 20 anni e il 31 dicembre che precede l’insorgere dell’età
conferente il diritto alla prestazione (art. 29 bis cpv. 1 LAVS).

                                      

                                         Il
periodo di contribuzione è completo se una persona presenta lo stesso
numero di anni di contribuzione degli assicurati della sua classe di età (art.
29 ter cpv. 1 LAVS). 

                                         Secondo
l’art. 29 ter cpv. 2 LAVS sono considerati anni di contribuzione i periodi,
durante i quali: 

                                         - una
persona ha pagato i contributi (lett. a); 

                                         - il suo
coniuge, secondo l’art. 3 capoverso 3 LAVS, ha versato

                                           almeno
il doppio del contributo minimo (lett. b); 

                                         - possono
essere computati accrediti per compiti educativi o 

                                          
d’assistenza (lett. c).

 

                                         Inoltre,
la rendita è calcolata in base al reddito annuo medio dell'assicurato
(art. 29 quater LAVS). 

                                         Esso si
compone:

                                         - dei
redditi risultanti da un’attività lucrativa (lett. a); 

                                         - degli
accrediti per compiti educativi (lett. b);

                                         - degli
accrediti per compiti assistenziali (lett. c). 

 

                                         La somma
dei redditi dell’attività lucrativa deve essere rivalutata secondo il fattore
di cui all'art. 51 bis cpv. 1 OAVS (art. 30 cpv. 1 e art. 33ter LAVS). 

                                         Il
reddito annuo medio è dunque determinato sommando i redditi da attività
lucrativa rivalutati e gli accrediti per compiti educativi e assistenziali e
divisi per il numero di anni di contribuzione (art. 30 cpv. 2 LAVS).

 

                                         Il
reddito annuo determinante (indicato sulla decisione della Cassa) non
corrisponde dunque necessariamente all'ultimo reddito conseguito
dall'assicurato, ma serve unicamente a fissare la corrispondente rendita.

 

                               2.5.   Sono presi
in considerazione unicamente i redditi da un’attività lucrativa sui
quali sono stati versati i contributi (art. 29 quinquies cpv. 1 LAVS).

                                         I
contributi delle persone che non hanno esercitato un’attività lucrativa vengono
moltiplicati per 100 e in seguito divisi per il doppio del tasso di
contribuzione previsto dall’art. 5 capoverso 1; essi sono computati come
reddito di un’attività lucrativa (art. 29 quinquies cpv. 2 LAVS). 

                                         Secondo
l’art. 29 quinquies cpv. 3 LAVS, i redditi che i coniugi hanno conseguito
durante gli anni civili di matrimonio comune sono ripartiti e attribuiti per
metà a ciascun coniuge se: 

                                         -
entrambi i coniugi hanno diritto alla rendita (lett. a); 

                                         - una
persona vedova ha diritto a una rendita di vecchiaia 

                                           (lett.
b);

                                         - il
matrimonio è stato sciolto mediante divorzio (lett. c). 

                                         Tuttavia
sottostanno alla ripartizione e all’attribuzione reciproca soltanto i redditi
conseguiti:

                                         - tra il
1° gennaio che segue il compimento del 20.o anno di età e il 31 dicembre che
precede l’insorgere dell’evento assicurativo da parte del coniuge che ha per
primo diritto alla rendita (art. 29 quinquies cpv. 4 lett. a LAVS) e

                                         - i
periodi durante i quali entrambi i coniugi sono stati assicurati 

                                          
all’AVS, con riserva dell’art. 29 bis cpv. 2 LAVS (art. 29 

                                          
quinquies cpv. 4 lett. b LAVS). 

 

                                         Secondo
l’art. 29 sexies cpv. 1 LAVS è riconosciuto un accredito per compiti
educativi agli assicurati per gli anni durante i quali hanno esercitano
l’autorità parentale su uno o più figli minori di 16 anni (per determinati casi
cfr. art. 52e e f OAVS). Ad una coppia di coniugi non sono accordati due
accrediti cumulativi.

                                         Generalmente
l’anno di inizio dell’accredito sorge con la nascita del primo figlio (marg.
5316 delle Direttive sulle rendite edite dall’UFAS (DR) valide dal 1.01.1997) e
cessa con il compimento del 16mo anno di età dell’ultimo figlio (marg. 5320
DR).

                                         Tuttavia
nessun accredito è attribuito per l’anno in cui sorge il diritto, mentre è
riconosciuto per l’anno in cui tale diritto si estingue (art. 52f cpv. 1 OAVS).

                                         L’ammontare
dell’accredito corrisponde al triplo dell’importo della rendita di vecchiaia
annua minima al momento dell’inizio del diritto alla rendita (art. 29 sexies
cpv. 2 LAVS).

                                         L’accredito
assegnato alle persone coniugate durante gli anni civili di matrimonio è
tuttavia ripartito per metà tra i coniugi (art. 29 sexies cpv. 3 LAVS). 

 

                               2.6.   In concreto
il ricorrente contesta l'ammontare del reddito annuo medio e del periodo di
contribuzione su cui è stata calcolata la rendita cui ha diritto.

 

                            2.6.1.   Periodo di
contribuzione

                                         Come
visto (consid. 2.4) per determinare gli anni interi di contribuzione di una
persona occorre basarsi sulla durata di contribuzione che essa ha compiuto dal
1° gennaio dell'anno civile successivo al compimento dei 20 anni fino al 31
dicembre precedente l'insorgere dell'evento assicurato. Si considera come
evento assicurato il compimento dell'età di pensionamento, la data
dell'invalidità o del decesso (cfr. direttive UFAS sulle rendite marg. 5020).
Da notare inoltre che giusta l'art. 52 c OAVS i periodi di contribuzione tra il
31 dicembre precedente l'insorgere dell'evento assicurato e il sorgere del
diritto alla rendita possono essere computati per colmare lacune di
contribuzione. I redditi provenienti da un'attività lucrativa realizzati
durante questo periodo non sono tuttavia presi in considerazione per il calcolo
della rendita.

 

                                         Nella
fattispecie in esame __________ è entrato in Svizzera il 16 luglio 1982, ma ha
iniziato a contribuire all'AVS nel 1983. Il diritto alla rendita è invece sorto
il 1° ottobre 1999. Ne discende che, computando i nove mesi dell'anno
dell'insorgere dell'evento assicurato, il ricorrente presenta un periodo di
contribuzione per il calcolo della scala di rendita di 16 anni e 9 mesi.
Tuttavia, i mesi di contribuzione non vengono computati se la somma risulta
inferiore a un anno intero (cfr. direttive UFAS sulle rendite marg. 5052).

 

                                         Pertanto
la Cassa ha rettamente riconosciuto a __________ una scala di rendita 18.

 

                            2.6.2.   Reddito
annuo medio

                                         Occorre
ora verificare la determinazione del reddito annuo medio (RAM). 

 

                                         Il
ricorrente chiede che il calcolo venga riveduto tenendo conto dei redditi
percepiti prima della malattia e da lui elencati nel gravame. 

 

                                         In
realtà, come già detto (cfr. consid. 2.4), il RAM è composto dalla somma
risultante dai propri redditi da attività lucrativa e dagli accrediti per
compiti di educazione computabili durante il proprio periodo di contribuzione.
In particolare non sono computati i redditi dell'anno in cui è sorto l'evento
assicurato (in concreto: 1999, cfr. art. 52 c OAVS), ma quelli provenienti da
un'attività lucrativa realizzati durante il periodo di contribuzione e
registrati nel conto individuale. A nulla giova pertanto il riferimento fatto
dall'assicurato ai suoi redditi imponibili.

 

                                         Nel caso
di specie, la cassa ha sommato tutti i redditi da attività lucrativa iscritti
nel conto individuale dell'assicurato relativi al succitato periodo giungendo così
all'importo di fr. 492'475. 

 

                                         Orbene,
la somma dei redditi da attività lucrativa deve essere rivalutata in funzione
dell’indice previsto per l’adeguamento delle rendite all’evoluzione dei prezzi
e dei salari di cui all’art. 33 ter LAVS (cfr. rinvio dell'art. 30 cpv. 1
LAVS). Tale fattore di rivalutazione è stabilito dall’Ufficio federale delle
assicurazioni sociali (UFAS) secondo le modalità di calcolo esposte all’art. 51
bis OAVS. Il fattore di rivalutazione è contenuto nelle tavole per la determinazione
del reddito annuo medio, edite dall’UFAS, il cui uso è obbligatorio (cfr. art.
30 LAVS, art. 51bis OAVS) e che varia a seconda della prima registrazione sul
conto individuale determinante per la rendita.

                                         Nel caso
che ci occupa, la prima registrazione determinante nel conto individuale
dell'assicurato è avvenuta nel 1983, vale a dire l’anno in cui ha iniziato a
contribuire all'AVS.

Pertanto, dalle citate tavole, edizione 1999 (anno in cui è sorto il diritto
alla rendita) il fattore di rivalutazione risulta essere l'1.025. L'importo
rivalutato va poi diviso per i 16 anni effettivi di contribuzione (492'475 x
1.025 : 16), per un reddito annuo di fr. 31'549.

                                         Per ogni
anno in cui l’assicurato ha provveduto all’educazione dei figli minori di 16
anni viene assegnato un accredito che corrisponde al triplo della rendita
minima vigente al momento in cui è sorto il diritto alla rendita (art. 29
sexies cpv. 1 LAVS, consid. 2.4). 

                                         Durante
il matrimonio l’assicurato ha avuto un figlio nel 1983. Ne consegue che vanno
attribuiti accrediti dal 1984 (anno susseguente la nascita del figlio) al 1998
(anno precedente l'insorgere dell'evento assicurato).

                                         Nessun
accredito è infatti attribuito per l’anno in cui sorge il diritto, mentre è
riconosciuto per l’anno in cui tale diritto si estingue (art. 52f cpv. 1 OAVS).

                                         Da
rilevare infine che l’accredito per compiti educativi assegnato alle persone
coniugate durante gli anni civili di matrimonio è ripartito per metà tra i
coniugi (art. 29 sexies cpv. 3 LAVS).

                                         Ne
consegue quindi che a __________ vanno computati 

                                         15 mezzi
accrediti. Poiché ogni accredito corrisponde al triplo della rendita annua di
vecchiaia minima (art. 29 sexies cpv. 2 LAVS), ossia fr. 36'180.-( 3 x fr.
1'005.-- x 12 mesi), l’importo complessivo ammonta a fr. 271'350.-- (36'180 x
7.5 accrediti). La media dell’accredito per compiti educativi (intero) è invece
determinata secondo la seguente formula:

 

                                         (rendita di vecchiaia annua minima x 3) x
numero bonifici educativi

                                         durata di
contribuzione computabile

 

                                         (marg.
5333 delle Direttive sulle rendite (DR), edite dall'UFAS).

 

                                         Pertanto,
nella fattispecie, la media degli accrediti per compiti educativi corrisponde a
fr. 16'959.-- (fr. 271'350.--: 16 anni).

                                         Ne
consegue che il reddito annuo medio della rendita corrisponde a fr. 48'508.--
(31'549 + 16'959) che, arrotondato all’importo immediatamente superiore secondo
le tabelle UFAS, ammonta a fr. 49'446.--. 

                                         Di
conseguenza la prestazione di __________, calcolata, con l’ausilio della citate
tabelle, sulla base di una scala di rendita 18 ed un RAM di fr. 49'446 ammonta
a fr. 697.--, con una rendita completiva per la moglie di fr. 209.-- e
una rendita per figlio di fr. 279.--.

 

In conclusione, nel caso
di specie, dopo attento esame degli atti 

dell'in­carto, questo TCA non può che confermare l'esattezza del calcolo
operato dalla Cassa.

                                         Gli
elementi in possesso di questa autorità giudicante non permettono di giungere a
conclusioni diverse da quelle racchiuse nella decisione impugnata.

                                         Pertanto
la rendita assegnata dall'autorità amministrativa con la risoluzione contestata
è esatta e merita conferma.

 

                               2.7.   __________
sostiene di non poter vivere con la rendita assegnatagli. Come ricordato
dall'UAI, se egli dovesse trovarsi in condizioni economiche disagiate, può
sempre chiedere - qualora non l'avesse già fatto - l'erogazione di una
prestazione complementare.

                                         La
domanda dovrà essere formulata su apposito modulo che può essere chiesto
all'Agenzia comunale AVS del proprio comune di domicilio.

                                         Tale
richiesta sarà accolta, mediante una separata decisione, impugnabile al TCA,
nella misura in cui il reddito determinante risulterà inferiore al limite
imposto dalla legge.

 

 

                                      

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti