# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f5e51f32-a10c-54dd-ad9a-7ba5a33c8535
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1997-04-25
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 25.04.1997 15.1997.66
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-1997-66_1997-04-25.html

## Full Text

Incarto n.

  15.97.00066

  	
  Lugano

  25 aprile 1997/FC/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta, presidente, 

  Pellegrini e Zali

  

 

	
  segretario:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

 

statuendo sulla domanda di revisione 15 aprile 1997
alla Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello presenata da

 

	
   

  	
  __________

   

  

 

contro
la sentenza 25 febbraio 1997, intimata il 5 marzo 1997, della Camera di
esecuzione e fallimenti quale Autorità di vigilanza nell'inc. __________ su
reclamo 14 novembre 1996 di

 

                                         __________

 

in
materia di pignoramento nell'esecuzione n. __________ dell'UEF di Locarno da
lei promossa contro __________;

 

 

ritenuto

 

 

 

in fatto:

 

 

                                  A.   Con
sentenza 25 febbraio 1997, intimata il 5 marzo 1997, questa Camera ha accolto
il reclamo 14 novembre 1996 di __________, annullando "il pignoramento
dell'autovettura marca Volvo 960, colore grigio, mod. 1991, targata __________
e del rimorchio trasporto cose, marca M.F.T.T.I. __________, mod. 1994, targato
__________ ".

 

                                  B.   Con
domanda di revisione 15 aprile 1997 __________ produce cinque documenti e
chiede un complemento di istruttoria, in particolare l'interrogatorio formale
dell'escusso.

 

                                  C.   Visto
l'esito, si prescinde dalla notifica ex art. 28 cpv.2 LPR all'escusso della
domanda di revisione.

 

 

Considerato

 

 

in diritto:

 

 

                                   1.   La
precettante ignora che l'istituto della revisione è disciplinato dal diritto
cantonale ticinese agli art. 25 a 29 LPR (cfr. Flavio Cometta, Brevi cenni
sulla Legge sulla procedura di reclamo in materia di esecuzione e fallimento,
in: RDAT I-1996, p. 301-303 , n. 6.1, con il solo rilievo terminologico che dal
1° gennaio 1997 "ricorso" sostituisce "reclamo", in
consonanza con il mutato art. 17 LEF).

 

                                   2.   Per
l'art. 28 cpv.1 LPR la domanda di revisione di una sentenza si propone,
all'autorità di vigilanza che ha giudicato, entro dieci giorni dalla notifica
della sentenza, subordinatamente entro dieci giorni dal momento in cui l'avente
diritto ha saputo - o doveva sapere, facendo uso della diligenza richiesta
dalle circostanze - che era dato un motivo di revisione nel senso dell'art. 26
LPR.

                                         La
norma è in linea con il principio di celerità che caratterizza il diritto
esecutivo e impone l'ossequio di un rigido formalismo (sulla necessità di
regole di forma, cfr. Cometta, op. cit., p. 282, n. 3.1.1. lett.a e b) per
evitare attitudini defatigatorie da parte di chi intende solo far perdere
tempo, ritenuto che il rimedio straordinario della revisione deve rimanere
l'eccezione nel sistema procedurale del ricorso ex art. 17 LEF (Cometta, op.
cit., p. 303, n. 6.1.2).

 

                                   3.   Nel
caso di specie, la sentenza di cui è implicitamente chiesta la revisione è
stata intimata il 5 marzo 1997 ed è pertanto giunta alla creditrice procedente,
nell'ipotesi a lei più favorevole, il 13 marzo 1997: ne consegue
l'irrimediabile tardività dell'atto 15 aprile 1997.

                                   4.   Trattandosi
di decisione in materia di revisione, rimedio straordinario di diritto
cantonale, non va indicato il rimedio di diritto (ordinario) prescritto dall'art.
20a cpv.2 n.4 seconda proposizione LEF; resta ovviamente riservato il ricorso
di diritto pubblico al Tribunale federale, II Corte civile.

 

                                   5.   La
domanda di revisione è irricevibile.

                                         Non
si prelevano spese (art. 61 cpv.2 lett.a OTLEF e 16 cpv.1 LPR) e non si
assegnano indennità (art. 62 cpv.2 OTLEF e 17 LPR).

 

 

Richiamati gli art. 26 ss. LPR, in
particolare l'art. 28 cpv.1 LPR,

 

 

pronuncia

 

 

                                   1.   La
domanda di revisione 15 aprile 1997 di __________, è irricevibile.

 

                                   2.   Non
si prelevano spese e non si assegnano indennità.

 

                                   3.   Intimazione
a __________

                                         Comunicazione
all'Ufficio esecuzione e fallimenti di Locarno.

 

 

Per
la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

quale
autorità di vigilanza

Il
presidente                                                           La
segretaria