# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f70fd778-40e7-5bfa-9942-343e161a0b84
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-01-12
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 12.01.2000 INC.1999.4309
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-1999-4309_2000-01-12.html

## Full Text

N. 43.99.9 L                                                                Lugano,
12 gennaio 2000

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

 

 

sedente per statuire sull’istanza
presentata il 22 dicembre 1999 dal

 

 

Procuratore pubblico
avv. __________,

 

 

intesa ad ottenere la proroga di
due mesi del carcere preventivo cui è astretto

 

 

__________, 1943,
__________

(patrocinato dall’avv.
__________)

 

 

nel procedimento pendente contro
quest’ultimo per titolo di truffa ed altri reati;

 

 

 

viste le osservazioni 10 gennaio
2000 dell’accusato, che postula la reiezione dell'istanza;

 

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

 

ritenuto e considerato

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

in fatto e in
diritto:

 

 

 

1.

 

 

__________ è stato arrestato il
20 gennaio 1999, con contestuale promozione dell’accusa nei suoi confronti per
titolo di truffa, appropriazione indebita e amministrazione infedele, reati
consumati secondo diversi ruoli con il figlio __________ e con __________.

Pertinenza, legittimità e
proporzionalità del perdurare del provvedimento privativo della libertà furono
nel tempo verificate ed accertate con i seguenti successivi giudizi:

 

-         
decisione 22 febbraio 1999 (inc. GIAR 43.99.2), che ha respinto una
prima istanza di libertà provvisoria, con la costatazione del seguente quadro
processuale, non essendo stati messi in discussione e più precisamente non
essendo stati "né contestati né ammessi" i reati perseguiti:

 

" Sostanzialmente la fattispecie contestata
all’accusato istante si riferisce all’attività di quest’ultimo nella consulenza
e gestione di averi di clienti del __________, del quale istituto __________
era alto funzionario, con acquisizione di azioni __________, altamente
speculative, di contro all’intento degli stessi clienti di investimenti
conservativi. __________ costituì poi la società __________, gestita dal figlio
__________, che fece da tramite tra i clienti del __________ e la società
americana __________, presieduta da __________: i fondi dirottati su
quest’ultima non seguirono la via dell’investimento fiduciario, attraverso
prestiti a grosse società americane, come ventilato ai clienti, ma ebbero
destinazione speculativa con esito negativo, tanto che gli interessi di giugno
1998 vennero soluti grazie a nuovi supposti investimenti ed alla fine dello
stesso anno si è giunti all’azzeramento dei capitali, con perdita di circa 6,3
mio dollari USA."

 

-         
decisioni 12 luglio 1999 (inc. GIAR 43.99.6) e 19 luglio 1999 (inc. GIAR
43.99.7), che rispettivamente e successivamente hanno respinto una nuova
istanza di libertà provvisoria e prorogato di sei mesi il carcere preventivo,
la seconda avendo rilevato in punto agli ulteriori indizi di colpevolezza:

 

"Basti ricordare che la __________, gestita da
__________ venne costituita appositamente per la raccolta di fondi da
__________, fondi trasferiti poi a disposizione di __________ (che per il
tramite della __________ rimetteva a __________ 7'000.- US$ al mese per le
spese), e che già nell'aprile 1998 la situazione concernente gli investimenti
__________ era disastrosa, come all’illuminante promemoria dell’incontro 6/10
aprile 1998 a New York, stilato da __________:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Abbiamo acquistato il 20 % di una società in stato
fallimentare (__________) e l’abbiamo risanata lasciandola però nelle mani di
un incompetente che l’ha riportata nelle cifre rosse. La situazione della
__________ è pertanto da risanare nuovamente. Secondo me i soldi investiti
nella __________ sono da considerare persi a meno di un ulteriore investimento.”,

 

tanto che gli interessi di giugno vennero pagati ai
clienti grazie e con nuovi prestiti pervenuti, segno sicuro di difficoltà
finanziaria che però non distolse nessuno dal nuovamente accettare da clienti
ignari nuovi fondi, i quali in tal modo ovviamente non avevano la destinazione
concordata.

Esempio illuminante dell'agire degli accusati è
l’operazione di vendita di azioni __________ di fine giugno / inizio luglio
1998 nella quale i clienti si sono visti riconoscere quale prezzo di vendita
2,45 US$ di contro a quello reale mediamente di US$ 4,5, la rimanenza essendo
stata riversata a favore degli accusati dalla __________, appartenente alla
__________ Holding, in cui operava __________."

 

-         
sentenza 20 agosto 1999 della Camera dei ricorsi penali (CRP 60.99.211),
che ha respinto i ricorsi contro le due ultime decisioni di questo giudice,
così valutando la fattispecie imputata:

 

"Nella fattispecie vi sono infatti sufficienti e
concreti indizi di colpevolezza a carico di __________, per quanto attiene al
reato di truffa, rispettivamente di amministrazione infedele, sia in relazione
alla raccolta di fondi versati alla __________, per il tramite della
__________, sia per quanto riguarda l'acquisto delle azioni della __________. 

Nel suo preavviso negativo all'istanza di libertà
provvisoria, come pure in questa sede, il PP avv. __________ ha
dettagliatamente esposto i singoli indizi di colpevolezza ed i relativi
riscontri probatori, che non occorre qui ricordare in quanto perfettamente noti
al ricorrente, al quale sono stati più volte contestati in sede di
interrogatorio. 

Il ricorrente si limita a criticare l'attendibilità
delle deposizioni fornite da alcuni denuncianti, circa la loro consapevolezza
dell'operazione di acquisto delle azioni __________ o dei prestiti concessi
alla __________, tesi questa che é ampiamente smentita dalle deposizioni degli
altri prevenuti, come pure dai clienti medesimi, alcuni dei quali sono stati
sentiti in contraddittorio con il ricorrente, nonché dalla documentazione
acquisita agli atti. Anche il tentativo di attribuire unicamente a __________
la responsabilità nell'operazione __________ é smentita dalle emergenze
istruttorie e contestata dall'interessato, come esposto nel corso del suo
interrogatorio del 6 agosto 1999 (VI 3.24). 

In sede d'inchiesta e ancora recentemente, nel corso
del suo interrogatorio del 6 agosto 1999 (VI 3.23), il ricorrente ha poi dovuto
ammettere, di fronte alle precise contestazioni del Magistrato inquirente di
non aver detto la verità in precedenti verbali (VI 3.23, p. 7). Questi e gli
ulteriori indizi già evidenziati nelle decisioni impugnate e nelle osservazioni
del Magistrato inquirente, rimangono assai gravi e non possono assolutamente
essere sottovalutati o banalizzati, rimanendo comunque compito del giudice del
merito di definirli."

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2.

 

 

Il Procuratore pubblico postula una
nuova proroga di due mesi del carcere preventivo cui è astretto __________
(l'indicazione nel petitum del termine di sei mesi è dovuta ad un errore, come
risulta dalla motivazione a pag. 9 in fondo e dal giorno di scadenza
menzionato, appunto il 19 marzo 2000).

A mente del magistrato
inquirente, tutti i presupposti di legge sono presenti a sostegno della
richiesta. In punto alla fattispecie inquisita ed accertata, rimane di
attualità come al riassunto della prima istanza di proroga - che viene
riprodotto -, con l'aggiunta delle successive emergenze istruttorie, costituite
di conferme delle malversazioni e dell'atteggiamento scorretto dell'accusato e
di riscontri peritali della chiara intenzione di operare a danno dei clienti ed
a proprio vantaggio, segnatamente con l'acquisto e la rivendita di azioni
__________ e storno di parte del ricavo. Data l'ampiezza dei movimenti
finanziari e l'asserito difetto di memoria di __________ sono comunque
necessarie ulteriori verifiche, attraverso richiamo di documenti, quindi con
permanenza del pericolo di collusione. Il pericolo di fuga è tuttora concreto,
come accertato in precedenza e per la recente casuale scoperta di maneggi
intesi ad occultare beni. Il complesso delle ipotesi di reato inquisite "dell'entità
di almeno una dozzina di mio di $" sostiene la proporzionalità del
provvedimento.

 

__________, con la sua presa di
posizione contraria all'istanza e come in precedenza, né contesta né ammette
specificamente le imputazioni inquisite, ma le commenta settorialmente, dando
comunque atto della gravità dei reati prospettati dal Procuratore pubblico,
senza in ogni modo conseguimento di personale profitto. Nega ricorrere di
pericolo di collusione e di inquinamento delle prove, per l'acquisizione di
documentazione. Allora non è data proporzionalità di una proroga ritenuta
necessaria di sei mesi e poi contenuta ("per esigenze tecniche")
in due mesi, rispetto alla "pena privativa della libertà che potrebbe
essere comminata [recte: inflitta, irrogata, o pronunciata] dal Giudice
di merito". Neppure sono di pregio le argomentazioni del magistrato
inquirente sul paventato pericolo di fuga, non essendovi concreto riscontro di
fondi occulti, oltre a quanto sotto sequestro, ed i legami essendo ci certo più
consistenti con la famiglia in Ticino. La privazione della libertà va quindi
sostituita con opportune meno incisive misure.

 

 

 

3.

 

 

Sono noti i principi di legge e
di giurisprudenza che reggono la materia, come ad esempio esposto nella
richiamata decisione 19 luglio 1999:

 

 

 

 

 

 

"… l'art. 95 CPP - corrispondente all’art. 33
scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - dopo
evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in
libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e proroga del carcere preventivo
a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato
gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel
contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per
quanto qui concerne - i bisogni dell’istruzione ed il pericolo di fuga (senza
dimenticare che l’arresto, quale misura processuale cautelativa, non serve
unicamente ai bisogni dell’istruttoria, ma anche ad assicurare la presenza
dell’accusato al processo e a garantire l’eventuale espiazione della pena: DTF
109 Ia 323 consid c, e riferimenti; sentenza 16 novembre 1993 del Tribunale
federale in re A.H., 1P.477/1993, consid. 3).

L'eccezione della cautelare privazione della libertà
personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto
cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di
quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel
solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della
proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia
381).

I menzionati presupposti vanno approfonditi con
maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione
della libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988
pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già la Camera dei
ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag.
128)."

 

 

 

4.

 

 

Ancora una volta si deve
constatare - nella situazione personale e processuale in discorso - la
convergenza dei presupposti di legge, come esplicitati ed approfonditi dalla
prassi e dalla giurisprudenza, a legittimare e giustificare il perdurare della
cautelare privazione della libertà personale, cui è astretto __________.

 

 

4.1

 

In punto agli indizi di
colpevolezza, di tutta concretezza e gravità, nel primo considerando sono state
riprese le riassuntive argomentazioni in proposito delle precedenti decisioni e
della sentenza 20 agosto 1999 della Camera dei ricorsi penali, minimamente
scalfite dal seguito dell'istruttoria. Si può anche affermare che vi è stato un
rafforzamento delle ipotesi accusatorie per le emergenze successive, ma - in
considerazione della mancata contestazione di fondo del complesso delle accuse
e per evitare inutile pregiudizio al seguito processuale - ci si può esimere
dall'approfondirle.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

4.2

 

Il Procuratore pubblico assume
che il pericolo di collusione, ora presente per l'assenza e l'attesa di
documentazione da vagliare e contestare all'accusato, "può esistere
fino al dibattimento e non cessa automaticamente con la conclusione
dell'istruttoria".

Può rimanere indeciso se questo
pericolo permarrà sino al dibattimento, dato che in ogni modo esiste rispetto
alla conclusione della fase predibattimentale, anche in relazione ad eventuali
complementi di prova avanzati dalle parti nel contesto del deposito degli atti
a norma dell'art. 196 CPP.

 

 

4.3

 

Ancora come evocato nella
decisione 19 luglio 1999, per quanto concerne il pericolo di fuga,

 

"… si ricorda che i criteri determinanti per
stabilire se questo presupposto sia dato o meno sono il carattere del
prevenuto, il suo domicilio, la sua professione, la sua situazione famigliare e
i suoi legami con lo Stato in cui egli é inquisito (SJ 103/1981, 135; sentenza
31 marzo 1992 in re S.C. del Tribunale federale; sentenza 20 ottobre 1994 in re
M.A., CRP 314/94). L'apprezzamento di tutte le circostanze, per invocare
appunto un rischio di fuga, deve lasciar presumere che le conseguenze di una
fuga appaiano per l’accusato come un male minore rispetto a quello derivante
per lui dall'ulteriore carcerazione, con maggior forza quanto più i reati
imputati comportino pene edittali od eventualità di pena concreta importanti
(in questo senso Mario Luvini; in
REP 1989, pag. 292, con i riferimenti ivi indicati; sentenza 14 novembre
1994 in re S.V., CRP 341/94)",

 

con pregio delle seguenti
considerazioni e conclusioni:

 

"… __________ non solo è confrontato con una
verosimilmente severa pena privativa della libertà, ma risulta avere un forte
legame in Brasile dove vive un figlio riconosciuto, avuto da una donna
brasiliana, alla quale ha inviato denaro (v. verbale 8 aprile 1999, pag. 5),
con eventualità pertanto di costituzione di fondi a suo favore. Per queste
circostanze fattuali e dal suo comportamento processuale, inteso a respingere
addebiti od anche solo a ridurne la portata di responsabilità, si può
ragionevolmente dedurre scelta di latitanza."

 

fatte proprie e precisate nella
sentenza 20 agosto 1999 della Camera dei ricorsi penali:

 

"Dall'insieme degli elementi di fatto evidenziati
dal GIAR nella decisione impugnata - che non occorre in questa sede nuovamente
ribadire - appare altamente verosimile che il ricorrente possa sottrarsi al
procedimento penale ed alla successiva condanna.

Infatti, benché cittadino svizzero domiciliato a
__________, dove vive con la famiglia, il ricorrente ha ed intrattiene un
particolare legame con il Brasile, dove vive un figlio minorenne avuto da una
donna brasiliana, da lui riconosciuto, con il quale mantiene stretti rapporti
ed al quale ha regolarmente inviato somme di denaro. Allo stadio attuale 

dell'inchiesta, non può neppure esser escluso che egli abbia delle
disponibilità finanziarie in questo paese.

Occorre poi ricordare che il ricorrente é rimasto
senza lavoro e che non sembra neppure avere concrete possibilità per il futuro.

In questa situazione, appare altamente verosimile che
il ricorrente possa decidere di trasferirsi all'estero, dove potrebbe beneficiare
di appoggi, invece di restare a disposizione delle autorità penali, in
particolare in attesa del pubblico dibattimento, nella prospettiva di una
severa sanzione penale, ritenuta la gravità degli addebiti. 

In questa situazione, non é quindi sufficiente, per
evitare questo concreto pericolo di fuga, l'adozione delle misure proposte dal
ricorrente (arresti domiciliari e deposito dei documenti di legittimazione)".

 

 

In aggiunta, con riferimento a
quanto consegnato a verbale del 22 dicembre 1999 a pag. 4, quand'anche
__________ minimizzi le sue possibilità finanziarie ed i suoi legami con il
Brasile, ha pure ammesso un investimento in questo paese, a suo dire finito in
perdita, ed ancor più si hanno riscontri di disponibilità dalle annotazioni del
figlio __________ circa averi occulti (cfr. verbale 16 novembre 1999 e
annesso), di cui l'accusato ha preso praticamente semplice atto ed ora
impropriamente banalizza quali non meglio precisate "riflessioni
soggettive e personali".

 

 

4.4

 

Come valutato nella decisione del
19 luglio 1999 e confermato dalla Camera dei ricorsi penali e tenuto conto che
non è in discussione una richiesta di proroga di sei mesi (come precisato al
patrocinatore dell'accusato il 27 dicembre 1999 da questo giudice), si ha
ancora attualmente che

 

"Il carcere preventivo sin qui sofferto e
prevedibile è rispettoso del principio di proporzionalità, avuto riguardo alla
consistenza ed all’ampiezza dei fatti rimproverati e da accertare.

E’ indubbio che l’inchiesta è complessa, che i reati
contestati sono gravi e che gli importi malversati sono importanti: ed allora
il carcere preventivo subito e quello prevedibile nei limiti della proroga
concessa non appare oggettivamente eccessivo."

 

Né per quanto rilevato nei
precedenti considerandi sono apprezzabili misure sostitutive.

 

 

5.

 

 

Di conseguenza l’istanza di
proroga del carcere preventivo è accolta come proposta dal magistrato
inquirente, con la presente decisione, esente da tassa e spese giudiziarie
(art. 39 lett. f TG e contrario), e suscettibile di impugnazione alla Camera
dei ricorsi penali (art. 284 cpv. 1 lett. a CPP).

 

 

 

 

 

Per i quali motivi,

 

richiamati i citati articoli di
legge,

 

 

 

decide:

 

 

 

1.      L’istanza è accolta.

 

          Di conseguenza il carcere preventivo cui è astretto
__________ è prorogato sino al 19 marzo 2000, compreso.

 

 

2.      Non si percepiscono né tassa né spese giudiziarie.

 

 

3.      Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera dei
ricorsi penali entro dieci giorni dall’intimazione.

 

 

4.      Intimazione:

     -    avv. __________, per sé e per l’istante;

     -    Procuratore pubblico avv. __________ (con copia delle
osservazioni dell’accusato);

     -    Direzione del Penitenziario cantonale, Lugano-Cadro.

 

 

 

 

 

 

                                                                              giudice
__________