# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9611f48f-dc26-55c5-843d-91d3a156efd4
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-11-07
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 07.11.2016 14.2016.138
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2016-138_2016-11-07.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2016.138

  	
  Lugano

  7 novembre 2016

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Fiscalini

  

 

 

statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48b
LOG) nella causa 35/16/S (rigetto provvisorio dell’opposizione) della
Giudicatura di pace del Circolo di Capriasca promossa con istanza 1° aprile
2016 dalla

 

	
                                                              
                                                                                

  	
  CO 1, 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  RE 1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

giudicando sul reclamo del 17 giugno 2016 presentato dall’RE 1 contro
la decisione emessa il 2 maggio 2016 dal Giudice di pace;

 

 

ritenuto

 

in fatto:                A.  Con precetto esecutivo n. __________ emesso il 22 febbraio 2016 dall’Ufficio
di esecuzione di Lugano, la CO 1 ha escusso l’RE 1 per l’incasso di fr. 4'810.75
oltre agli interessi del 5% dal 5 settembre 2015, indicando quale titolo di
credito due “fatture per
prestito personale non saldate”.

 

                            B.  Avendo
l’RE 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza 1° aprile 2016
la CO 1 ne ha chiesto il rigetto provvisorio alla Giudicatura di pace del
Circolo di Capriasca. Nel termine impartito per formulare eventuali
osservazioni, la parte convenuta è rimasta silente.

                            C.  Statuendo con decisione 2 maggio 2016, il Giudice di pace ha accolto
l’istanza e rigettato in via provvisoria l’opposizione interposta dalla parte
convenuta, ponendo a suo carico le spese processuali di fr. 200.– e
un’indennità di fr. 35.– a favore dell’istante. A domanda della convenuta,
il 9 giugno 2016 il primo giudice ha poi emesso la motivazione scritta della
sua decisione.

 

                            D.  Contro
la sentenza appena citata l’RE 1 è insorta a questa Camera
con un reclamo del 17 giugno 2016 per
ottenerne l’annullamento e la retrocessione dell’incarto al Giudice di pace per nuovo giudizio. Nelle sue
osservazioni del 20 luglio 2016, la CO 1 ha contestato le allegazioni della reclamante.

 

 

Considerando

 

in diritto:              1.  La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’op­­posizione
– è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n.
3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art.
48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.

 

                           1.1  Pronunciata
in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con
reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC).
Presentato il 17 giugno 2016 contro la sentenza notificata all’RE 1 l’11 giugno,
in concreto il reclamo è senz’altro tempestivo.

 

                           1.2  Il
reclamo dev’essere “motivato” (art. 321 cpv. 1 CPC), ciò che la
Camera verifica d’ufficio. Il reclamante è così tenuto a formulare delle
conclusioni chiare, a designare dettagliatamente sia i punti contestati della
sentenza impugnata sia i documenti sui quali fonda la sua critica e a spiegare
perché la motivazione della decisione sarebbe erronea, e non (solo) perché le
sue opinioni sarebbero pertinenti (DTF 138 III 375, consid. 4.3.1 e sentenza del Tribunale federale
5A_247/2013 del 15 ottobre 2013, consid. 3.3). Doglianze
generiche e recriminazioni di carattere generale non sono sufficienti, come non
basta ripetere nel reclamo le argomentazioni esposte in prima sede. Solo a tali
condizioni è possibile entrare nel merito del ricorso, poiché giudicare un
reclamo non significa rifare il processo di primo grado, ma verificare se la
sentenza impugnata resista alla critica. La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della
giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC). Secondo
l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione
errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando
che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi
(art. 326 cpv. 1 CPC).

 

                             2.  In
virtù dell’art. 82 LEF, il giudice pronuncia il rigetto provvisorio dell’opposizione
ove il credito posto in esecuzione sia fondato su un riconoscimento di debito
constatato mediante atto pubblico o scrittura privata (cpv. 1), a meno che l’escusso
sollevi e giustifichi immediatamente eccezioni tali da infirmare il
riconoscimento di debito (cpv. 2). La procedura di rigetto è una procedura documentale
(Aktenprozess), il cui scopo non è di accertare l’esisten­­za del
credito posto in esecuzione bensì l’esistenza di un titolo esecutivo. Il
giudice verifica solo la forza probante del titolo prodotto dal creditore – la
sua natura formale – e vi conferisce forza esecutiva ove l’escusso non renda
immediatamente verosimili eccezioni liberatorie (DTF 132 III 142 consid. 4.1.1).
La decisione di rigetto provvisorio dispiega solo effetti di diritto esecutivo,
senza regiudicata quanto all’esistenza del credito (DTF 136 III 587 consid.
2.3). Il pronunciato, quindi, non priva le parti del diritto di sottoporre
nuovamente il litigio al giudice ordinario (art. 79 o 83 cpv. 2 LEF; DTF 136
III 530 consid. 3.2).

 

                             3.  Nella
decisione impugnata, il Giudice di pace ha considerato che i rapporti di lavoro
datati 24 luglio, 31 luglio e 4 settembre 2015, siccome firmati dalla
convenuta, costituiscono un valido titolo di rigetto provvisorio per il credito
posto in esecuzione.

 

                             4.  Nel
reclamo l’RE 1 rileva che i rapporti di lavoro in questione non menzionano né
il costo orario del personale prestato né l’importo complessivo della pretesa
dell’istante, sicché non giustificano il rigetto provvisorio dell’opposizione.

 

                             5.  Costituisce
un riconoscimento di debito nel senso dell’art. 82 cpv. 1 LEF l’atto pubblico o
la scrittura privata, firmata dall’e­scusso o dal suo rappresentante, da cui si
evince la sua volontà di pagare (o perlomeno di riconoscere) all’escutente,
senza riserve né condizioni, una somma di denaro determinata, o facilmente
determinabile, ed esigibile (DTF 139 III 301 consid. 2.3.1 con rimandi). Conditio
sine qua non è che l’importo riconosciuto sia facilmente determinabile
secondo criteri oggettivi stabiliti già al momento della sottoscrizione del
riconoscimento (cfr. DTF 139 III 302 consid. 2.3.1) e sottratti a
possibilità di modifica unilaterale dipendente dalla volontà delle parti (Cometta, Il rigetto provvisorio
dell’opposizione nella prassi giudiziaria ticinese, in Rep 1989, pag.
338 con rif.).

                           5.1  Nel
caso specifico, come rettamente osservato dalla reclamante i rapporti di lavoro
prodotti dall’istante non menzionano né il costo orario del personale prestato
né l’importo complessivo della pretesa fatta valere dall’istante, e neppure
rinviano alle fatture 5 agosto e 6 ottobre 2015, emesse soltanto
successivamente. Il riconoscimento contenuto in quei rapporti di lavoro
non costituisce quindi un titolo di rigetto nel senso dell’art. 82 cpv. 1 LEF
poiché non verte su una somma di denaro facilmente determinabile secondo
criteri oggettivi stabiliti già al momento della loro sottoscrizione (per un
caso analogo v. sentenza della CEF 14.2014.054 del 18 giugno 2014 consid. 4.2).
Il reclamo merita quindi accoglimento e la sentenza impugnata va di conseguenza
annullata e riformata nel senso della reiezione dell’istanza, senza necessità
di rinviare la causa, ormai matura per il giudizio, al Giudice di pace per
nuovo giudizio (v. art. 327 cpv. 3 lett. b CPC).

 

                           5.2  Nulla
cambiano al riguardo le osservazioni dell’istante al reclamo, poiché sono
fondate su allegazioni e documenti nuovi che non possono essere presi in
considerazione in questa sede (art. 326 cpv. 1 CPC e sopra consid. 1.2). Del
resto, né un eventuale consenso tacito tramite il pagamento di precedenti
fatture né una email possono essere considerati quale riconoscimento di debito
nel senso dell’art. 82 cpv. 1 LEF in mancanza di una firma autografa
dell’escussa. Soltanto una dichiarazione o un contratto scritti e firmati da un
rappresentante autorizzato dell’escussa, indicante il costo orario del
personale prestato, avrebbero potuto giustificare, unitamente ai rapporti di
lavoro, il rigetto provvisorio dell’opposizione. Un simile documento, tuttavia,
non è stato prodotto in prima sede.

 

                             6.  La tassa del presente giudizio, stabilita
in applicazione degli art. 48 e 61 cpv. 1 OTLEF (RS 281.35), segue la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC). Non si giustifica invece di
attribuire un’indenni­tà d’inconvenienza alla reclamante, né in prima sede,
dove non è comparsa, né in questa sede, perché essa non ha motivato la sua
domanda al riguardo come invece richiesto dal codice di procedura civile (art.
95 cpv. 3 lett. c CPC). Circa
i rimedi esperibili sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore
litigioso, di fr. 4'810.75, non raggiunge la soglia di fr. 30'000.– ai fini dell’art. 74 cpv. 1 lett. b LTF.

 

 

Per questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il reclamo è accolto e di conseguenza i
dispositivi n. 1 e 2 della decisione impugnata sono così riformati:

                                  1.   L’istanza è respinta.

                                  2.   Le spese processuali di fr. 200.–, già anticipate dall’istante,
sono poste a suo carico.

 

                             2.  Le
spese processuali di complessivi fr. 260.– relative al presente giudizio,
già anticipate dalla reclamante, sono poste a carico della CO 1. Non si
assegnano indennità.

 

                             3.  Notificazione a:

	
   

  	
  –;

  –.

   

  

                                  Comunicazione
alla Giudicatura di pace del Circolo di Capriasca.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d’appello

Il presidente                                                 La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile (art. 72 cpv. 2 lett. a LTF) al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF) solo
se la controversia concerne “una questione di diritto di importanza
fondamentale” (art. 74 cpv. 2 LTF). Laddove tale presupposto non sia adempiuto
è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale
al Tribunale federale per i motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF).
Il termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1
LTF).