# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9ca8da1e-6a13-535a-9292-bafc9d1064a4
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-10-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale 20.10.2000 17.2000.41
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAP_001_17-2000-41_2000-10-20.html

## Full Text

Incarto n.

  17.2000.00041

  	
  Lugano

  20 ottobre
  2000/kc

   

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Corte
  di cassazione e di revisione penale 

  del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Pellegrini, presidente, 

  G. A. Bernasconi e Cometta

  

 

	
  segretario:

  	
  Isotta, cancelliere

  

 

 

sedente
per statuire sul ricorso per cassazione del 2 ottobre 2000 presentato da

 

	
   

  	
  ____________,  

   

  (patrocinato dall'avv. __________)

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

	
   

  	
  la sentenza emanata il 21 agosto 2000 dalla Corte delle assise criminali
  in Lugano nei confronti suoi e di

   

  ____________,

   

  (patrocinato dall'avv. __________), 

  non ricorrente; 

  

 

esaminati
gli atti,

 

posti
i seguenti

 

punti di questione:      1.  Se deve
essere accolto il ricorso per cassazione;

                                          2.  Il
giudizio sulle spese.

Ritenuto

 

in fatto:                 A.      Il 21
agosto 2000 la Corte delle assise criminali in Lugano ha giudicato ____________
e ____________ per violazione aggravata della legge federale sugli
stupefacenti, conseguimento fraudolento di falsa attestazione, entrata illegale
e furto di poca entità. La Corte ha riconosciuto:

                                          –    ____________ autore
colpevole di infrazione aggravata alla legge federale sugli stupefacenti per
avere partecipato alla vendita, previo acquisto e trasporto, di complessivi
1'075 g di eroina e per avere fatto preparativi per un ulteriore traffico di
300 g di eroina;

                                          –    ____________,
inoltre, autore colpevole di conseguimento fraudolento di falsa attestazione
per avere ottenuto un permesso di richiedente l'asilo sotto falsa identità e
autore colpevole di entrata illegale per avere passato il confine sprovvisto
dei necessari documenti e del visto di entrata;

                                          –    ____________ autore
colpevole di infrazione aggravata alla legge federale sugli stupefacenti per
avere  partecipato alla vendita, previo acquisto e trasporto, di 825 g di
eroina e per avere fatto preparativi per un ulteriore analogo traffico di 300 g
di eroina;

                                          –    ____________,
inoltre, autore di furto di lieve entità per avere sottratto un training del
valore di fr. 169.– e di entrata illegale per essere entrato in Svizzera fuori
dal valico di confine. 

 

                                B.      In
applicazione della pena la Corte di assise ha condannato ____________ a 4 anni
e 6 mesi di reclusione e ____________ a 4 anni di reclusione, computato a entrambi
il carcere preventivo sofferto. Inoltre essa ha inflitto agli imputati la pena
accessoria dell'espulsione (effettiva) dal territorio svizzero per 10 anni e ha
disposto la confisca di fr. 9'332.–, di un telefono cellulare e di 6 carte
Swisscom sequestrati a ____________, come pure di fr. 5'470.80, di un telefono
cellulare e di 2 carte di credito sequestrati ad ____________. 

 

                                C.      Contro
la sentenza di assise ____________ ha inoltrato il 24 agosto 2000 una dichiarazione
di ricorso alla Corte di cassazione e di revisione penale. Nei motivi del
gravame, presentati il 2 ottobre successivo, egli chiede una ricommisurazione
della pena inflittagli. Non sono state richieste osservazioni al ricorso.

 

Considerando

 

in diritto:               1.      Il
ricorrente si duole che nella commisurazione della pena la prima Corte abbia
ignorato le effettive quantità di eroina vendute e il grado di purezza dello
stupefacente trattato. Rimprovera ai primi giudici inoltre di avergli irrogato
una pena sproporzionata non solo per rapporto a quella inflitta a ____________,
ma anche rispetto ai criteri stabiliti dal Tribunale federale, e di non avere
nemmeno considerato appieno la collaborazione prestata.

 

                                          a)  Il giudice
commisura la pena alla colpa del reo tenendo conto dei motivi a delinquere,
della vita anteriore e delle condizioni personali di lui (art. 63 CP). La gravità
della colpa è il criterio fondamentale per la fissazione della pena. A tale riguardo
entrano in considerazione numerosi fattori: movente e circostanze esterne,
intensità del proposito (determinazione) o della negligenza, risultato
ottenuto, assenza di scrupoli, modo di esecuzione del reato, entità del
pregiudizio arrecato volontariamente, durata o reiterazione dell'illecito,
ruolo in seno a una banda, recidiva, difficoltà personali o psicologiche e così
via. Per quanto riguarda l'autore, in particolare, occorre considerare la sua
situazione familiare e professionale, l'educazione ricevuta e la formazione
seguita, l'integrazione sociale, gli eventuali precedenti penali e la reputazione
in genere. Anche il comportamento dopo la perpetrazione del reato entra in
linea di conto, compresa la collaborazione con gli inquirenti, il pentimento e
la volontà di emendamento (DTF 124 IV 47 consid. 2d con rinvio a DTF 117 IV 112
consid. 1 e 116 IV 289 consid. 2a). Criteri ispirati alla parità di trattamento
con casi analoghi hanno invece portata relativa (DTF 124 IV 47 consid. 2c),
mentre esigenze di prevenzione generale svolgono solo un ruolo di second'ordine
(DTF 118 IV 350 consid. 2g).

 

                                          b)  Nella
commisurazione della pena il giudice di merito fruisce di ampia autonomia
quando valuta l'importanza di ogni singolo fattore. Egli deve indicare perciò
quale peso attribuisce ai vari elementi considerati, non necessariamente in
cifre o in percentuali, ma in modo che l'autorità di ricorso possa – pur rispettando
la sua latitudine di apprezzamento – seguire il suo ragionamento e controllare
l'applicazione delle legge. (Queloz,
Commentaire de la jurisprudence du Tribunal fédéral en matière de fixation de
la peine, in: RPS 116/1998 pag. 138 segg.). Sapere se la pena risponda a tali
esigenze e rientri nei limiti edittali è una questione di diritto, che va
quindi esaminata liberamente dalla Corte di cassazione e di revisione penale;
nella commisurazione della pena, per contro, la Corte di cassazione e di
revisione penale interviene solo – come il Tribunale federale – ove il giudice
di merito sia stato esageratamente severo o esageratamente mite, al punto da
cadere nell'abuso o nell'eccesso del potere di apprezzamento (DTF 123 IV 152
consid. 2a con richiami).

 

                                2.      Con
riferimento alla quantità di droga trasportata (825 g di eroina) e agli atti
preparatori compiuti per ulteriori 300 g di eroina, il ricorrente fa valere
anzitutto di avere confessato addirittura più di quanto è risultato dalle
intercettazioni telefoniche e dagli interrogatori di ____________ e __________,
i quali riferivano di quantità non superiori ai 600 g di eroina. Egli trascura
però che la Corte di assise ha considerato, come circostanza attuante e quindi
come motivo di riduzione della pena, proprio la collaborazione da egli
prestata, definendola apprezzabile (sentenza, pag. 3). L'argomentazione cade
dunque nel vuoto.

 

                                3.      Premesso
che la quantità di eroina venduta è stata accertata in 825 g, il ricorrente
sostiene che in realtà, eccettuati 125 g di tale sostanza, direttamente egli
non ha venduto nulla, essendosi limitato al trasporto da Basilea nel Ticino.
Soggiunge di avere smerciato i citati 125 g di eroina seguendo le istruzioni
del correo ____________ e di avere, per finire, agito solo come trasportatore.
Ancora una volta però egli disconosce gli accertamenti della sentenza
impugnata, che vincolano la Corte di cassazione e di revisione penale (tranne
ove risultino arbitrari, ciò che però non è preteso nella fattispecie: art. 288
cpv. 1 lett. c CPP). Ora, stando alla prima Corte egli non ha agito come
semplice corriere, ma si è associato a giovani correi per gestire un traffico
comune, sulla base di un ruolo preciso e con equa divisione dei profitti. Secondo
la Corte di assise, dipoi, egli non si è occupato solo del trasporto della
droga, ma anche dell'acquisto e persino del trasporto del denaro incassato con
le vendite per pagare le forniture (sentenza, pag. 20). Di fronte a tali constatazioni
del genere, poco importa sapere chi abbia venduto più droga al dettaglio, se
egli medesimo,____________ o __________. Quand'anche egli avesse lasciato lo
smercio maggiore agli altri due, in effetti, il suo ruolo di trafficante non ne
uscirebbe apprezzabilmente ridimensionato.

 

                                4.      Il
ricorrente invoca lo scarso grado di purezza dell'eroina trafficata (10%),
affermando che per finire egli non ha venduto più di 80 g di prodotto puro.
Ora, la Corte di assise non ha accertato il grado di purezza del prodotto,
limitandosi a rilevare che gli imputati hanno violato in modo grave la legge
federale sugli stupefacenti (art. 19 n. 2 lett. a LStup) anche considerando un
grado di purezza non superiore al 10% (sentenza, pag. 17 in fondo). Tale
conclusione è corretta. Dal contenuto grado di purezza dell'eroina, in effetti,
il ricorrente non può trarre serio beneficio. Il Tribunale federale ha avuto
modo di rilevare che la quantità di droga trattata non è un fattore determinante,
poiché serve solo per apprezzare la gravità oggettiva del reato, mentre
decisivo nel diritto penale è l'aspetto soggettivo (DTF 121 IV 193). Dal
profilo soggettivo il grado di purezza (ossia la quantità di stupefacente
trafficato) è un fattore di rilievo solo ove l'imputato intendesse trattare droga
particolarmente diluita (DTF121 IV 193, confermata in DTF 122 IV 301 consid.
2c: CCRP, sentenza del 17 agosto 1999 in re G. e coimputati, consid. 2 e11c).
Nella fattispecie il ricorrente, il cui ruolo nel traffico risulta tutt'altro
che secondario (ove appena si consideri che egli trasportava anche il denaro
incassato per pagare le forniture), non pretende ciò. Anche in proposito la
sentenza impugnata resiste pertanto alla critica.

 

                                5.      Il
ricorrente si duole della pena irrogatagli se paragonata a quella inflitta
dalla prima Corte al correo ____________ e alla giurisprudenza del Tribunale
federale. Se non che, il principio della parità di trattamento nella
commisurazione della pena può essere invocato sole nelle rare ipotesi in cui
pene determinate in modo di per sé conforme all'art. 63 CP diano luogo a
un'obiettiva disuguaglianza; il confronto tra imputati o con un processi analoghi
suole invece essere infruttuoso, ogni caso dovendo essere giudicato in base
alle sue individualità oggettive e soggettive, ciò che comporta implicitamente
una certa disuguaglianza (DTF 123 IV 150; Corboz,
La motivation de la peine, in: ZBJV 131/1995 pag. 12 seg.; cfr. anche DTF 124
IV 47 consid. 2c). Ne segue che in materia di parità di trattamento la Corte di
cassazione e di revisione penale interviene solo – come il Tribunale federale –
quando il giudice del merito abbia ecceduto o abusato del proprio potere di
apprezzamento, dando luogo a disparità flagranti (DTF inedita del 6 marzo 1998
in re M., consid. 4b in fine).

 

                                          a)  In concreto la
prima Corte ha rimproverato a ____________ la sfrontatezza dimostrata nel
succedere a un certo __________, il suo coinvolgimento in un traffico maggiore
rispetto a quello attuato dal ricorrente e la poca collaborazione fornita
durante l'inchiesta, ancorché parzialmente rimediata al dibattimento, quando si
è scusato con il Procuratore pubblico (sentenza, pag. 19 e 20). Essa ha rilevato
nondimeno che al momento dei reati minori (come tali poco influenti sulla commisurazione
della pena) costui non aveva ancora compiuto 18 anni (onde l'applicazione
dell'art. 95 n. 1 CP), mentre quando ha commesso le infrazioni più gravi, pur
diciottenne, egli non aveva ancora vent'anni (da qui l'applicazione dell'attenuante
prevista dall'art. 64 n. 9 CP). Irrogandogli una pena di soli 6 mesi superiore
a quella inflitta al ricorrente, la Corte di assise non ha quindi creato
disparità flagranti. Benché coinvolto in modo più grave e per più reati,
____________ ha infatti beneficiato di circostanze attenuanti suscettibili di
influire in modo apprezzabile sulla pena a suo carico. 

 

                                          b)  Al ricorrente non giova nemmeno il richiamo alla sentenza
pubblicata in RStrS/RJP 2000 pag. 14-15, in cui il Tribunale cantonale di
Friburgo ha confermato il 12 gennaio 1998 la condanna a 8 anni di reclusione
inflitta in primo grado a un prevenuto ventenne al momento dei fatti e
coinvolto in un traffico di eroina di 14 kg. Certo, in quella sentenza
l'autorità ha ricordato che il Tribunale federale considera ancora sostenibili
pene fra i 12 e i 13 anni di reclusione in casi simili e che, come si evince da
uno studio comparativo, traffici di eroina di circa 8 kg sono sanzionati, in
assenza di circostanze attenuanti, con pene di circa 9 anni di reclusione. Ciò
non basta tuttavia per rimproverare ai primi giudici, in concreto, un eccesso o
un abuso del potere di apprezzamento. D'altro canto il ricorrente dimentica che
la Corte di assise ha fissato le singole pene tenendo conto anche della
giurisprudenza delle Corti ticinesi in materia di infrazione alla legge federale
sugli stupefacenti (sentenza, pag. 19). Nel ricorso egli nemmeno si confronta
con tale argomento. 

 

                                6.      Il
ricorrente asserisce di non avere tratto alcun beneficio economico dal
traffico, salvo il modesto importo di circa fr. 5'000.– a lui sequestrato. A
parte il fatto però che un utile di fr. 5'000.– non può affatto definirsi
modesto, egli trascura che – come ha sottolineato la prima Corte – gli autori
coinvolti nel traffico si dividevano equamente i profitti (sentenza, pag.20). Su
tale accertamento egli sorvola. Considerando il fine di lucro nella
commisurazione pena, la prima Corte ha quindi statuito correttamente. 

 

                                7.      Il
ricorrente ricorda i motivi che lo hanno indotto a raggiungere la Svizzera
(espatrio per sfuggire alle persecuzioni politiche), come pure le corrette
modalità messe in atto per entrare in Svizzera, ossia consegnando il passaporto
e dichiarando esatte generalità, a differenza di quanto capitato con altre
persone coinvolte nella medesima inchiesta (__________). Egli evoca altresì
l'incensuratezza e gli oneri familiari a suo carico. Tali puntualizzazioni non
sono tuttavia sufficienti per dimostrare un abuso o un eccesso dei primi
giudici nell'esercizio del loro potere d'apprezzamento. Tanto meno se si pensa
che essi hanno considerato suo favore del ricorrente sia i trascorsi nella
legalità prima di cominciare a delinquere, sia le difficoltà personali e finanziarie
in Albania (sentenza, pag. 20).

 

                                8.      Il
ricorrente si sofferma sulla collaborazione prestata agli inquirenti, che
avrebbe consentito di inquadrare l'organizzazione criminosa e le persone
coinvolte, dolendosi che di tale comportamento la prima Corte abbia tenuto
conto solo nel quadro dell'art. 63 CP (sentenza, pag. 20). Ora, per certi versi
si può capire che la condanna a 4 anni di reclusione appaia severa, visto il comportamento
processuale del soggetto, apprezzato anche dai primi giudici. La Corte di
assise non ha quindi dato prova di grande generosità a tale riguardo. Una volta
ancora, nondimeno, ciò non basta per ravvisare eccesso o abuso del potere di
apprezzamento. Il ricorrente, in effetti, ha pur sempre delinquito con un certa
intensità – seppur minore rispetto al correo – e ha svolto ruoli che non
possono essere relativizzati, come quello del trasporto del denaro incassato,
Si è inoltre associato a due giovani connazionali, di cui uno (__________, atto
di accusa, punto 1.1) minorenne (sentenza, pag. 20), continuando a delinquere
anche dopo l'arresto di quest'ultimo (sentenza, pag. 19 in fondo). Egli non
poteva aspettarsi perciò particolare benevolenza.

 

                                9.      Il
ricorrente contesta infine la condanna per il furto di poca entità (art. 139 n.
1 in combinazione con l'art. 172ter CPP), asseverando che essa è in
contrasto con la giurisprudenza del Tribunale federale, la quale “attesta il
valore minimo a fr. 200.–”. La critica è infondata. Applicando alla fattispecie
l'art. 172ter CP sulla base della confessione dl prevenuto (sentenza,
pag. 18), la Corte di merito ha considerato proprio il fatto che il valore dell'articolo
sottratto presso il grande magazzino Innovazione (un training da uomo) era
inferiore a fr. 300.–, ossia alla soglia che consente di derubricare il reato
di furto (art. 139 n. 1 CP) in reato di poca entità (DTF 121 IV 261 consid. 2d,
112 IV 156 consid. 2a). Anche su quest'ultimo punto il ricorso è destinato
perciò all'insuccesso.

 

                              10.      Gli
oneri processuali seguono la soccombenza (art. 15 cpv. 1 e 9 cpv. 1 CPP).

 

Per
questi motivi,

 

in
applicazione dell'art. 294 cpv. 1 CPP e

 

visto
sulle spese l'art. 39 lett. d LTG,

 

 

pronuncia:           1.      Il ricorso
è respinto.

 

                                2.      Gli
oneri processuali, consistenti in:

                                          a)
tassa di giustizia      fr. 800.–

                                          b)
spese                         fr. 100.–

                                                                                 fr.
900.–

                                          sono posti a carico del
ricorrente.

 

                                3.      Intimazione
a:

                                          –    ____________,
c/o Penitenziario cantonale, 6904 Lugano;

                                          –    avv.
__________;

                                          –    Procuratore
pubblico avv. __________;

                                          –    Corte
delle assise criminali in Lugano;

                                          –    Comando
della polizia cantonale, 6501 Bellinzona;

                                          –    Dipartimento delle
istituzioni, Casellario, 6501 Bellinzona;

                                          –    Dipartimento delle
istituzioni, Ufficio esecuzione pene e misure, casella postale 238, 6807
Taverne;

                                          –    Ufficio giuridico
della circolazione, 6528 Camorino;

                                          –    Dipartimento delle
opere sociali, 6501 Bellinzona;

                                          –    Ufficio cantonale
degli stranieri, 6501 Bellinzona;

                                          –    Direzione del
penitenziario cantonale, 6904 Lugano;

                                          –    Ministero pubblico
della Confederazione, 3003 Berna;

                                          –    Ufficio centrale
svizzero di polizia, Sezione stupefacenti, 3003 Berna.

 

 

Per la Corte di cassazione e di revisione penale

Il
presidente                                                            Il
segretario

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mezzi di ricorso

	
  Questo giudizio può essere impugnato mediante ricorso
  per cassazione al Tribunale federale, unicamente per violazione del diritto
  federale (art. 269 PPF). La dichiarazione di ricorso deve essere presentata
  alla scrivente Corte entro 10 giorni dalla notificazione del
  dispositivo; la motivazione entro 20 giorni dalla notificazione della
  sentenza motivata (art. 272 PPF).