# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** dbf1176b-dcd1-511f-a614-03d2ba0c93e6
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2011-11-30
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 30.11.2011 30.2011.13
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_30-2011-13_2011-11-30.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  30.2011.13+14

   

  cs

  	
  Lugano

  30 novembre
  2011

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sui ricorsi del 31 marzo 2011 di

 

	
   

  	
  1.  RI 1   

  2.  RI 2   

  tutti rappr.
  da: RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  le decisioni su opposizione del 23 marzo
  2011 emanate da

  
	
   

  	
  CO 1   

   

   

  in materia di contributi AVS

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   RI 2, nata
il __________, e suo marito RI 1, nato il __________, attivo presso __________
ad __________ (Canton __________, fino al 1997 (doc. 1/19, inc. 30.2011.13), entrambi
cittadini __________, sono stati affiliati quali persone senza attività
lucrativa in Svizzera dal 1° gennaio 1998 (doc. 2/6, inc. 30.2011.13).

                               1.2.   Con sentenza
30.2006.1 del 30 maggio 2006 questo Tribunale ha confermato il pagamento dei
contributi quali persone senza attività lucrativa per l’anno 2000 in assenza di una comprova di un’attività svolta all’estero.

 

                               1.3.   Con due
distinte decisioni formali del 25 novembre 2008 la Cassa CO 1 ha fissato i
contributi dovuti da RI 2 e da RI 1 nel 2003 sulla base di una sostanza
complessiva netta in Svizzera ed all’estero di fr. __________, divisa per due
in applicazione dell’art. 28 cpv. 4 OAVS per un contributo di fr. 10'100 oltre
a spese per fr. 202 (doc. 2/3 e 1/8, inc. 30.2011.13).

 

                               1.4.   Tramite due
decisioni del 27 ottobre 2009 la Cassa CO 1 ha fissato i contributi dovuti dai
coniugi RI 1 nel 2004 sulla base di una sostanza netta complessiva in Svizzera
ed all’estero di fr. __________ divisa per due in applicazione dell’art. 28 cpv.
4 OAVS, oltre alle spese (doc. 2/4 e 1/6, inc. 30.2011.13).

 

                               1.5.   Il 27
novembre 2009 i coniugi RI 1 hanno contestato la predetta decisione relativa ai
contributi dovuti nel 2004, affermando di esercitare un’attività lavorativa in __________
(doc. 1/5, inc. 30.2011.13). Il 4 dicembre 2009 l’amministrazione ha informato
gli opponenti che, non essendo ancora cresciuta in giudicato la tassazione
2004, la procedura sarebbe rimasta sospesa in attesa dell’esito del reclamo
(doc. 1/4, inc. 30.2011.13).

 

                               1.6.   Con una
decisione del 16 novembre 2010 la Cassa CO 1 ha fissato i contributi dovuti da RI
1 nel 2005 quale persona senza attività lucrativa sulla base di una sostanza
netta complessiva in Svizzera ed all’estero di fr. __________ ed un contributo
di fr. 10'100 oltre fr. 202 di spese (doc. 7, inc. 30.2011.14).

 

                               1.7.   Il 14
dicembre 2010 RI 1, rappresentato dalla RA 1, ha presentato opposizione
all’amministrazione contro quest’ultima decisione, evidenziando che nel
frattempo sono state emesse le decisioni di tassazione 2003-2008 che
riconoscono il domicilio fiscale in __________ di RI 1 e di sua moglie e la
tassazione in Svizzera della sola sostanza immobiliare. L’interessato ha
chiesto, oltre all’annullamento della decisione relativa al 2005, la revisione
di tutte le decisioni di fissazione del contributi dal 2003 al 2007, con
restituzione dei contributi già pagati ed il versamento degli interessi
remunerativi (doc. 4, inc. 30.2011.14).

                                         

                               1.8.   Con scritto
del 28 gennaio 2011 l’amministrazione ha interpellato gli assicurati chiedendo
loro di indicare la ragione sociale e la sede delle società per le quali hanno
lavorato dal 2003 al 2007, di precisare il tipo di attività svolta, da quando è
iniziata l’attività e se la medesima è stata qualificata come dipendente oppure
indipendente ed ha allegato il modulo E 101 con l’invito a volerlo completare
(doc. 3, inc. 30.2011.14).

 

                               1.9.   Il 4
febbraio 2011 gli assicurati, con riferimento alla sentenza del 30 maggio 2006
di questo Tribunale relativa alla fissazione dei contributi dovuti nel 2000,
hanno affermato di aver svolto, da quell’anno, un’attività indipendente, ma di
non essere assoggettati in __________, rilevato come gli indipendenti non
pagano l”AVS __________” ed hanno sottolineato che la richiesta di esonero
non si basa sul fatto che pagano contributi sociali in all’estero, ma che sono
domiciliati in __________. Rilevato che per l’accertamento del reddito e della
sostanza aziendale per gli indipendenti si fa capo agli accertamenti fiscali
dai quali la Cassa non si scosta, ciò deve valere anche per il concetto di
domicilio in ambito fiscale (doc. 2, inc. 30.2011.14).

 

                             1.10.   Con 2
distinte decisioni su opposizione del 23 marzo 2011 l’amministrazione ha
respinto le censure dei coniugi RI 1 relative alla fissazione dei contributi
del 2004 e del 2005 (inc. 1/2, inc. 30.2011.13 e 1/7, inc. 30.2011.14). Dopo
aver rammentato che RI 2 è stata affiliata quale persona senza attività
lucrativa dal 1° gennaio 1998 al 31 dicembre 2007, mentre RI 1 fino al 31
ottobre 2007 (ossia al compimento del 64esimo anno di età, rispettivamente il
65esimo anno di età), la Cassa ha evidenziato che l’apprezzamento dell’autorità
fiscale in ambito di domicilio è ininfluente ai fini della LAVS e ha rilevato
che sarebbe stata disposta ad esonerare i ricorrenti solo se avessero
comprovato tramite il modulo E101 la loro affiliazione al sistema previdenziale
__________, ciò che non hanno potuto fare non essendo tenuti a versare
contributi in __________. Infine l’amministrazione ha respinto la richiesta di
revisione ai sensi dell’art. 53 LPGA non essendo emersi fatti nuovi tali da “riconsiderare
le nostre decisioni di fissazione dei contributi”, giacché il domicilio
fiscale all’estero e “la presunta attività indipendente in __________ non
soggetta a contribuzione, non sono fatti rilevanti per modificare le decisioni
anzidette”. Per il 2007 la Cassa non ha ancora emesso alcuna decisione
formale per cui la richiesta di revisione è priva di oggetto (doc. 1, inc.
30.2011.14).

 

                             1.11.   Con due
distinti ricorsi del 31 marzo 2011 i coniugi RI 1, sempre rappresentati da RA 1,
sono insorti al TCA contro le predette decisioni su opposizione (doc. I, inc.
30.2011.13 e 14).

                                         I
ricorrenti, dopo aver ricordato di essere affiliati quali persone senza
attività lucrativa presso la Cassa di compensazione dal 1° gennaio 1998,
rilevano che, nonostante siano in possesso di un permesso di domicilio “C”, in
applicazione della Convenzione di doppia imposizione tra la Svizzera e la __________
sono sempre stati ritenuti illimitatamente imponibili in quest’ultimo Paese.
Fino al 2002 essi hanno accettato di essere considerati illimitatamente
imponibili anche in Svizzera, prendendosi a carico una doppia imposizione. Con
la tassazione 2003, avvalendosi della citata Convenzione hanno chiesto di
essere tassati in Svizzera limitatamente alla sostanza immobiliare. In seguito
a reclamo contro le tassazioni 2003 e 2004, anche il fisco ticinese ha
riconosciuto che “il centro degli interessi vitali ed economici dei coniugi RI
1 si trova in __________ e che pertanto vi sono illimitatamente imponibili alle
imposte sulla base dell’art. 4 cpv. 2 lett. a) della Convenzione __________-svizzera
per evitare la doppia imposizione.” Da allora i coniugi RI 1 sono tassati
in Svizzera unicamente per la loro sostanza immobiliare. 

                                         I
ricorrenti rilevano che nel frattempo l’amministrazione ha fissato i contributi
2003 (25 novembre 2008), 2004 (27 ottobre 2009) e 2005 (16 novembre 2010),
emanando le decisioni prima che divenissero definitive le tassazioni di
riferimento che avrebbero sancito il cambiamento dello statuto fiscale (24
novembre 2010). Da qui, oltre alla contestazione della decisione di fissazione
dei contributi del 2005, la richiesta di revisione delle decisioni di
fissazione dei contributi del 2003 e del 2004.

                                         Gli
insorgenti, dopo aver evidenziato che la nozione di domicilio in ambito fiscale
e di prelievo di contributi AVS collima perfettamente, poiché in entrambi i
casi il concetto si fonda sul criterio del domicilio civile in Svizzera in applicazione
dell’art. 23 CCS e che in DTF 106 V 3b il TF ha affermato che non sussistono
motivi per elaborare una nozione specifica di domicilio in campo assicurativo,
hanno evidenziato che il fatto di essere al beneficio del permesso di domicilio
di tipo “C” non è rilevante.

                                         I
ricorrenti evidenziano inoltre una violazione del loro diritto di essere
sentiti poiché l’amministrazione non li ha sentiti e non ha motivato
compiutamente la propria decisione.

                                         Infine,
la domanda di revisione è stata respinta in modo sbrigativo, limitandosi ad
affermare che non sono emersi fatti nuovi, mentre il cambiamento dello statuto
fiscale ne costituisce uno decisivo.

                                         Gli
insorgenti, che chiedono l’edizione delle decisioni dell’UT di __________,
domandano di annullare le decisioni impugnate e di procedere con la revisione
della decisione del 2003 ed in via subordinata la restituzione dei contributi
riscossi indebitamente.

 

                             1.12.   Con due
distinte risposte del 19 aprile 2011 (doc. V, inc. 30.2011.13+14),
l’amministrazione propone la reiezione del ricorso con argomentazioni che,
laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione.

 

                             1.13.   Tramite
osservazioni del 27 aprile 2011 i ricorrenti ribadiscono che non sono
contestate le modalità di calcolo dei contributi ed il fatto che non
sottostando al pagamento dei contributi sociali in __________ sarebbero di per
sé tenuti a pagare i contributi AVS in Svizzera qualora il loro domicilio
civilistico fosse nel nostro Paese. Essi sottolineano che oggetto del
contendere risiede esclusivamente nella questione di sapere se un soggetto con
domicilio fiscale riconosciuto all’estero debba soggiacere ai contributi AVS in
Svizzera. Gli insorgenti affermano che il rinvio degli articoli dell’OAVS alle
risultanze fiscali per il calcolo dei contributi deve valere anche per quanto
concerne la determinazione del domicilio (doc. VII, inc. 30.2011.13+14).

 

                             1.14.   Il 19 luglio
2011 il TCA ha richiamato l’incarto fiscale dei ricorrenti relativo al periodo
dal 2003 al 2006 (doc. IX, inc. 30.2011.13). La documentazione è pervenuta al
TCA, dopo un sollecito (doc. X, inc. 30.2011.13), il 30 agosto 2011 (doc. XI,
inc. 30.2011.13).

 

                             1.15.   In data 30
agosto 2011 il TCA ha interpellato nuovamente l’UT di __________ rilevando che
“I coniugiRI 1 affermano che l’autorità fiscale ha riconosciuto che,
perlomeno dal 2003, il loro domicilio si trova in __________. Il 29 agosto
2011, su nostra richiesta, ci ha gentilmente trasmesso copia dell’incarto
fiscale dei ricorrenti dal 2003B al 2006. Nelle tassazioni 2003 e 2004 figura
tra l’altro che “dalla documentazione presentata risulta che il centro degli
interessi vitali ed economici dei coniugi RI 1 si trova in __________ (…)”. Ai
fini del giudizio le chiediamo di voler produrre, se ancora in vostro possesso,
la citata documentazione e gli eventuali verbali.” (doc. XII, inc.
30.2011.13).

 

 

                             1.16.   In seguito ad
un sollecito del Tribunale datato 16 settembre 2011 (doc. XIII, inc. 30.2011.13),
il 22 settembre 2011, senza alcuna lettera accompagnatoria, dall’UT di __________
sono pervenuti il reclamo dei ricorrenti contro la tassazione 2003B del 27
gennaio 2005 (doc. XIV/1, inc. 30.2011.13) e copia delle tassazioni __________
del 2004 (doc. XIV da 2 a 21, inc. 30.2011.13).

 

                             1.17.   Lo stesso
giorno, ossia il 22 settembre 2011, il TCA ha interpellato i ricorrenti
chiedendo di trasmettere “la documentazione prodotta in sede fiscale
(compreso il reclamo cui accennate nel vostro ricorso) sulla base della quale
risulterebbe che il centro degli interessi vitali ed economici di RI 1 e RI 2
si trova in __________.” (doc. XV) ed ha domandato alla __________,
l’incarto completo dei ricorrenti, con l’autorizzazione a sottoporlo alle parti
(doc. XVI, inc. 30.2011.13).

 

                             1.18.   Il 30
settembre 2011 è pervenuto al TCA l’incarto dei ricorrenti dalla __________
(doc. XVIII, inc. 30.2011.13), mentre il 3 ottobre 2011 i ricorrenti hanno
prodotto ulteriore documentazione, e meglio 3 lettere trasmesse all’UT di __________
a complemento delle dichiarazioni 2003B, 2004 e 2005, copia dei reclami conto
le notifiche di tassazione 2003 e 2004, fotocopia delle tassazioni __________
2003-2005 (doc. XIX, inc. 30.2011.13). Essi hanno inoltre evidenziato che “con
l’ufficio di tassazione vi sono stati ripetuti contatti e audizioni. L’ufficio,
oltre che sulla base della documentazione prodotta e degli argomenti fatti
valere in sede di audizioni, ha ovviamente esperito i propri accertamenti
presso il comune di __________ e, così ci è parso di capire, presso la __________,
che, in ultima analisi, in caso di conflitto con il fisco __________, avrebbe
dovuto sostenere le ragioni dell’Ufficio di tassazione di __________.”
(doc. XIX, inc. 30.2011.13).

 

                             1.19.   Il 5 ottobre
2011 il TCA ha scritto ai ricorrenti una lettera del seguente tenore:

 

" 
con riferimento al vostro scritto del 3 ottobre
2011 ed all’obbligo di collaborare delle parti (cfr. ad esempio l’art. 28
LPGA), vi assegniamo un termine di 10 giorni per:

 

-   chiedere presso il competente ufficio di tassazione la
documentazione che dimostra dove si trova il luogo di domicilio dei coniugi RI
1 ed RI 2 e trasmetterlo a questo Tribunale.

 

 

Vi informiamo infatti che l’ufficio circondariale
di tassazione di __________ ci ha trasmesso della documentazione relativa agli
anni dal 2003 al 2006, ma, salvo errore, non sono stati prodotti né i verbali
di audizione né gli accertamenti esperiti presso il Comune di __________ o
presso la __________, cui accennate nello scritto del 3 ottobre 2011.

Vi comunichiamo inoltre che nel frattempo la __________
ci ha trasmesso l’intero incarto riguardante i coniugi RI 1 e relativo
all’ottenimento ed al prolungamento del permesso “C”.” (doc. XX, inc.
30.2011.13)

 

                             1.20.   In data 17
ottobre 2011 i ricorrenti hanno affermato che:

 

" 
l’ufficio di tassazione cui abbiamo rivolto la
sua richiesta del 5 c.m. per il tramite del capo ufficio signor __________ ci
segnala che “da quanto mi consta il tribunale delle assicurazioni dovrebbe
essere già in possesso della copie dell’intero dossier fiscale e quindi da
parte nostra non è possibile fornire ulteriore documenti a dimostrazione del
domicilio dei coniugi RI 1.” (doc. XXI, inc. 30.2011.13)

 

                                         ed hanno
ribadito il concetto di domicilio ai sensi della Convenzione tra la Svizzera e
la __________ contro la doppia imposizione in ambito fiscale e meglio:

 

" 
In via di principio la questione del domicilio è
risolta in base alla legislazione di ogni Stato contraente. Allorquando una
persona viene considerata domiciliata da entrambi gli stati contraenti – doppia
residenza, all’art. 4 cpv. 2 la convenzione stabilisce una sequenza di criteri
a cascata per individuare lo stato del domicilio fiscale: - nell’ordine –
abitazione permanente, centro degli interessi vitali, soggiorno abituale e
nazionalità. Individuato lo stato del domicilio fiscale preminente sulla base
di un criterio, gli ulteriori criteri non entrano più in linea di conto
(sentenza Tribunale Federale 2P 340/2005 del 21 settembre 2006 cons. 5).

 

Assodato che i signori RI 1 disponevano di
un’abitazione permanente nei due stati contraenti, se del caso, prevale lo
stato con il quale i vincoli personali ed economici sono i più stretti (centro
degli interessi vitali). E’ incontestabile però la circostanza che la __________
abbia rappresentato negli anni in rassegna il centro degli interessi familiari
ed economici dei signori RI 1: colà vivevano i figli ed operava la ditta di cui
il marito era socio e dalla quale ritraeva un reddito annuo consistente
(mediamente superiore ai __________ di“ Euro ”) come
risulta dalle tassazioni __________ agli atti. Non per nulla il fisco __________
ha assoggettato i signori RI 1 in modo illimitato in base alla loro
appartenenza personale.” (doc. XXI, inc. 30.2011.13)

 

                             1.21.   Il 19 ottobre
2011 le parti sono state convocate per un’udienza che ha avuto luogo il 9
novembre 2011 (doc.XXIII, inc. 30.2011.13) e da cui è emerso:

 

" 
L'ing. RI 1 precisa che è stato attivo come
socio-gerente di due __________ ossia società in nome collettivo con sede nella
sua Città natale posizione che ha abbandonato nel corso del 1994 da ultimo
ritirandosi sostanzialmente dall'attività. Quello che egli consegue a oggi è
sostanzialmente il frutto del capitale e quindi il guadagno normale di un
investimento di famiglia.

 

La società svizzera del Canton __________ è stata
chiusa nel 1997.

 

Dal ritiro dell'attività lavorativa l'ing. RI 1
non svolge più alcuna attività e soprattutto non la svolge da __________ dove
dopo avere posseduto un appartamento al n__________ lo ha venduto per
acquistare un immobile al __________ della medesima strada. Si tratta di un
appartamento di m2 250 che dispone di un collegamento di telefono
fisso dove mediamente i sig.ri RI 1 trascorrono dai 120 ai 150 e qualche volta
anche di più giorni all'anno. 

 

I coniugi RI 1 dispongono di un appartamento
anche a __________ dove trascorrono alcuni periodi durante la stagione
invernale, la durata di questi periodi è imprecisata ma non è da computare nei
120/150 giornate citate pocanzi.

 

Il sig. RI 1 indica che comunque il centro dei
suoi interessi personali diventa sempre di più la Svizzera, ciò era così anche
nel 2004/2005.

 

Il Giudice chiede ai sig.ri RI 1 quale sia il
luogo che sentano come il loro. Essi rispondono che si tratta della Svizzera,
ancorché il domicilio fiscale ed il luogo da cui provengono sostanzialmente
tutti i redditi a cui essi fanno capo sia la __________. 

 

Il dott. __________ sottolinea che il tema
giuridico da risolvere sia sostanzialmente quello di un concorso se così si può
dire tra questi due domicili ossia tra questi luoghi quello determinato cioè
dalla convenzione tra Svizzera e __________ in materia fiscale per impedire la
doppia imposizione e quello che va interpretato secondo il 23 CCS.

 

I figli della coppia sono adulti uno dei figli è
coniugato ed ha 2 figli di 8 e 2 anni, l'altro figlio non è coniugato. Entrambi
non si occupano della gestione delle aziende di famiglia. Sono entrambi
residenti in __________.

 

I sig.ri RI 1 indicano di essere stati costretti
ad assicurarsi contro le malattie per l'obbligatoria presso __________.

 

Anche in __________ sussiste una copertura assicurativa
contro le malattie da loro sottoscritta. 

 

L'appartamento di __________ è dotato di un
collegamento telefonico fisso.

 

Alle assemblee condominiali partecipa la sig.ra RI
2__________.

 

I coniugi RI 1 non sono membri del Golf __________.”
(doc. XXIII, inc. 30.2011.13)

 

 

 

 

 

                                         in
diritto

 

                                         in
ordine

 

                               2.1.   In concreto
si pone innanzitutto la questione della congiunzione dei ricorsi. Gli
insorgenti hanno infatti inoltrato due ricorsi con contenuto analogo contro due
decisioni su opposizione distinte, tramite le quali l’amministrazione ha
fissato i contributi da loro dovuti nel 2004 e nel 2005 e si è espressa sulla
domanda di revisione delle altre decisioni.

 

                                         Per
l’art. 31 Lptca, “per quanto non stabilito dalla
presente legge, valgono le norme della legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali, delle leggi federali che regolano le
singole materie e, sussidiariamente, la legge cantonale di procedura per le
cause amministrative”.

 

                                         L’art. 51
LPamm, a proposito della congiunzione dei ricorsi, prevede che quando siano
proposti davanti alla stessa Autorità più ricorsi il cui fondamento di fatto
sia il medesimo, l’Autorità può ordinare la congiunzione delle istruttorie,
decidere i ricorsi con una sola decisione o sospendere una o più procedure in
attesa della istruzione o della decisione delle altre.

 

                                         In
concreto, ritenuto come gli insorgenti abbiano inoltrato due ricorsi simili,
che sollevano quesiti giuridici analoghi, contro due decisioni su opposizione
di fissazione di contributi che contengono motivazioni analoghe e relative alle
medesime persone, il TCA decide di congiungere le procedure.

 

                               2.2.   I ricorrenti
sostengono che vi sia stata una violazione del loro diritto di essere sentiti
sia perché non sono stati convocati prima dell’emissione delle decisioni
negative, sia perché le medesime non sarebbero state sufficientemente motivate
poiché l’amministrazione si è focalizzata sul calcolo del contributo e non
sulla nozione di domicilio.

 

                                         Ai sensi
dell'art. 29 cpv. 2 Cost. le parti hanno diritto d'essere sentite. Per costante
giurisprudenza, dal diritto di essere sentito deve in particolare essere
dedotto il diritto per l'interessato di esprimersi prima della resa di una
decisione sfavorevole nei suoi confronti, quello di fornire prove circa i fatti
suscettibili di influire sul provvedimento, quello di poter prendere visione
dell'incarto, quello di partecipare all'assunzione delle prove, di prenderne conoscenza
e di determinarsi al riguardo (sentenza del 29 giugno 2006, H 97/04; DTF 129 II
504 consid. 2.2, 127 I 56 consid. 2b, 127 III 578 consid. 2c, 126 V 131 consid.
2b; cfr. riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 vCost., la cui giurisprudenza si
applica anche alla nuova norma, DTF 126 I 16 consid. 2a/aa,  124 V 181 consid.
1a, 375 consid. 3b e sentenze ivi citate). Il diritto di essere sentito
comprende l’obbligo per l’autorità di motivare le proprie decisioni. Tale
obbligo ha lo scopo, da un lato, di porre la persona interessata nelle
condizioni di afferrare le ragioni poste a fondamento del giudizio e di poterlo
impugnare con cognizione di causa, e dall’altro, di permettere all’autorità di
ricorso di esaminare la fondatezza della decisione medesima. Ciò non significa
che l’autorità sia tenuta a pronunciarsi in modo esplicito ed esaustivo su
tutte le argomentazioni addotte; essa può occuparsi delle sole circostanze
rilevanti per il giudizio, atte ad influire sulla decisione (sentenza del 24
gennaio 2007, U 397/05, con riferimenti; DTF 129 I 232 consid. 3.2).

 

                                         Secondo
l’art. 42 LPGA le parti hanno diritto di essere sentite. Non devono
obbligatoriamente essere sentite prima di decisioni impugnabili mediante
opposizione.

                                         In ogni
caso al più tardi durante la procedura di opposizione l'amministrazione deve
dare la possibilità alla parte interessata di pronunciarsi sulle prove e sulla
procedura in forma sufficiente (DTF 132 V 368 consid.
6 pag. 374). L'audizione delle parti, che costituisce un aspetto del diritto di
essere sentito, non è necessaria nella procedura d'istruzione che precede
l'emanazione di decisioni impugnabili mediante opposizione. La LPGA contiene a
questo proposito una regolamentazione esaustiva (cfr. DTF 132 V 368 consid.
6 pag. 374)

 

                                         Con
sentenza 9C_694/2008 del 7 ottobre 2009, al consid. 3.2 e seguenti, il
Tribunale federale ha stabilito che:

 

"  3.2
Ora, è pacifico che il ricorrente ha avuto modo di fare valere la sua posizione
e pertanto di esprimersi quantomeno nell’ambito della procedura di opposizione.
In questo modo, il diritto di essere sentito è stato salvaguardato. Resta
tutt’al più da esaminare se il ricorrente poteva pretendere di essere sentito
oralmente in sede amministrativa.

 

3.3 Sennonché, l’art. 29 cpv. 2 Cost. non conferisce il diritto di
essere sentito oralmente, bensì limita la garanzia alla possibilità di prendere
posizione per iscritto, a meno che una norma non preveda espressamente il
diritto a un’audizione orale (sentenza del Tribunale federale delle
assicurazioni C 128/04 de 20 settembre 2005, in: SVR 2006 AIV no. 5 pag. 15,
consid. 1.2 con riferimenti). Ora, né l’art. 42 LPGA, né la PA, né tanto meno
la LAVS prescrivono espressamente un simile diritto (cfr. del resto sentenza
citata C 128/04, ibidem). Insieme alla Corte cantonale si può pertanto
concludere che l’assicurato ha già avuto modo di esprimersi sufficientemente
sulla vertenza in sede amministrativa. E comunque, anche a prescindere da
queste considerazioni, il primo giudice ha giustamente ricordato che il
ricorrente ha in ogni caso avuto la possibilità di (ri)proporre le sue argomentazioni
dinanzi a un’autorità giudiziaria, quale il Tribunale cantonale delle
assicurazioni, dotata di pieno potere cognitivo. In tali condizioni, non vi è
spazio per ammettere una violazione del diritto di essere sentito.”

 

                               2.3.   Alla luce
della citata giurisprudenza, la censura sollevata dai ricorrenti va respinta.

 

                                         Gli
insorgenti hanno infatti potuto far valere la loro posizione per iscritto in sede
di opposizione, nel corso della quale hanno potuto produrre tutte le prove
necessarie per far valere i loro diritti (cfr. sentenza 9C_694/2008 del 7
ottobre 2009). 

                                         Inoltre,
sebbene le decisioni su opposizione non abbiano esaminato in dettaglio
ogni singola censura, le ragioni alla base della soluzione adottata
dall’amministrazione sono chiare. 

                                         Inoltre, la
Cassa, seppur succintamente ha accennato alla questione del domicilio,
rilevando in particolare che l’apprezzamento dell’autorità fiscale non sarebbe
influente ai sensi della LAVS. 

 

                                         I ricorrenti hanno potuto
comprendere la portata delle decisioni, inoltrare opposizione e,
successivamente, impugnare le decisioni su opposizione ad un’istanza che
dispone di pieno potere cognitivo, confrontarsi con il suo contenuto e
riproporre le medesime censure (cfr. DTF 133 I 201 consid.
2.2).

 

                                         Inoltre i
ricorrenti sono stati sentiti nel corso di un’udienza innanzi al TCA.

 

                                         Per cui,
un’eventuale violazione del diritto di essere sentiti è comunque stata sanata
in questa sede (cfr. sentenza 9C_738/2007 del 29 agosto 2008; DTF 133 I 201
consid. 2.2; DTF 127 V 431).

 

                                         Il TCA deve
pertanto entrare nel merito del ricorso.

 

                                          Nel
merito

 

                               2.4.   Nel caso di
specie si pone innanzitutto la questione di sapere se i ricorrenti sono
domiciliati in Svizzera. 

 

                                         L’art. 1a
cpv. 1 lett. a LAVS prevede infatti che sono assicurate alla LAVS le persone
fisiche domiciliate in Svizzera.

 

                                         Ai sensi
dell’art. 1 cpv. 1 LAVS le disposizioni della legge federale del 6
ottobre 2000 sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) sono applicabili all’assicurazione
per la vecchiaia e per i superstiti sempre che la legge non preveda
espressamente una deroga alla LPGA.

 

                                         L’art. 13
LPGA prevede che il domicilio di una persona è determinato secondo le
disposizioni degli articoli 23–26 del Codice civile. Una persona ha la propria dimora abituale nel luogo in cui vive per un periodo prolungato, anche se la durata
del soggiorno è fin dall’inizio limitata.

 

                                         Per l’art.
23 CC:

 

"  1 Il domicilio di una persona è nel luogo dove
essa dimora con l’intenzione di stabilirvisi durevolmente.

2 Nessuno può avere
contemporaneamente il suo domicilio in più luoghi.

3 Questa disposizione non si
applica al domicilio d’affari.”

 

                                         A norma dell’art. 24 CC:

 

"  1 Il domicilio di una persona, stabilito che
sia, continua a sussistere

fino a che essa non ne abbia acquistato un altro.

2 Si considera come domicilio
di una persona il luogo dove dimora,

quando non possa essere provato un domicilio precedente o quando

essa abbia abbandonato il suo domicilio all’estero senza averne
stabilito un altro nella Svizzera.”

 

                                         La nozione di domicilio
presuppone la realizzazione di due condizioni cumulative: la prima, oggettiva,
di residenza effettiva, e la seconda, soggettiva, dell'intenzione di stabilirsi
durevolmente. Quest'ultima condizione è tuttavia unicamente di rilievo nella
misura in cui risulta riconoscibile. Determinante è il luogo in cui si trova il
centro degli interessi. Quest'ultimo si trova abitualmente nel luogo di
abitazione, vale a dire dove si dorme, si trascorre il tempo libero, dove si
trovano gli effetti personali, dove solitamente esiste un allacciamento
telefonico e un recapito postale. L'intenzione, riconoscibile all'esterno, deve
essere orientata nel senso di una residenza durevole. Tuttavia, l'intenzione di
lasciare più tardi un luogo, non esclude la possibilità di stabilirvi il
domicilio. Valore indiziario per la risoluzione della questione rivestono
l'annuncio e il deposito dei documenti, l'esercizio dei diritti politici, il
pagamento delle imposte, eventuali autorizzazioni di polizia degli stranieri
ecc. (cfr. sentenza C 101/04 del 9 maggio 2007, pubblicata parzialmente in DTF
133 V 367; DTF 127 V 237 consid. 1 pag. 238; 125 V 76 consid. 2a pag. 77 con
riferimenti; cfr. pure la sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni P
21/04 dell'8 agosto 2005, consid. 4.1.1, pubblicata in SVR 2006 EL no. 7 pag.
25).

 

                                         Con sentenza 9C_230/2008
del 28 luglio 2008 a proposito del domicilio l’Alta Corte ha affermato:

 

" 
4.2 Der Wohnsitz im Sinne von Art. 1a Abs. 1
lit. a AHVG bestimmt sich, von hier nicht interessierenden Ausnahmen abgesehen,
grundsätzlich nach den Artikeln 23-26 des Zivilgesetzbuches (BGE 105 V 136;
Hanspeter Käser, Unterstellung und Beitragswesen in der obligatorischen AHV, 2.
Aufl., N 1.19; Greber/Duc/Scartazzini, Commentaire des
articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants, S.
53 N 90; vgl. auch Art. 95a AHVG, in Kraft gestanden vom 1. Januar 1997 bis 31. Dezember 2002, sowie Art. 13 Abs. 1 ATSG).
Gemäss Art. 23 Abs. 1 ZGB befindet sich der Wohnsitz einer Person an dem Ort,
wo sie sich mit der Absicht dauernden Verbleibens aufhält. Für die Begründung
eines Wohnsitzes müssen somit zwei Merkmale erfüllt sein: Ein objektives
äusseres, der Aufenthalt, und ein subjektives inneres, die Absicht dauernden
Verbleibens. Dabei kommt es nicht auf den inneren Willen an. Entscheidend ist,
auf welche Absicht die erkennbaren Umstände objektiv schliessen lassen. Die betreffende
Person muss sich den Aufenthaltsort zum Mittelpunkt ihrer Lebensbeziehungen
gemacht haben. Nicht massgebend ist, ob sie eine fremdenpolizeiliche
Niederlassungs- oder Aufenthaltsbewilligung besitzt (BGE 125 V 76 E. 2a S. 77 f. mit Hinweisen, 133 V 309 E. 3.1 S. 312, Urteil I 486/00 vom 30. September 2004 E. 2.1
publiziert in: SVR 2005 IV Nr. 20 S. 79; Urteil 9C_294/2007 E. 6.2.1 publiziert
in: SVR 2008 IV Nr. 25 S. 76 und SZS 2008 S. 171). Der Wohnsitz bleibt an
diesem Ort bestehen, solange nicht anderswo ein neuer begründet wird (Art. 24
Abs. 1 ZGB).“

 

                               2.5.   Nel
caso di specie i ricorrenti sono giunti in Svizzera nel corso del mese di
ottobre del 1989 (cfr. incarto della __________) e sono stati domiciliati ad __________
(Canton __________), fino al 30 settembre 1997 (doc. 1/10, inc. 30.2011.13),
quando RI 1 ha cessato la sua attività lavorativa presso la __________ __________.
Successivamente si sono trasferiti ad __________ e sono stati affiliati quali
persone senza attività lucrativa, pagando i contributi in tale qualità.

                                         A causa del lavoro
esercitato in Svizzera, a livello fiscale non è stato loro possibile chiedere
di essere tassati secondo il dispendio e sono stati imposti illimitatamente
fino al 2002. 

                                         A partire dalla tassazione
2003B i coniugi RI 1 sono stati tassati in Svizzera limitatamente agli immobili
siti nel nostro Paese, poiché, come risulta in calce alle tassazioni, “Dalla
documentazione presentata risulta che il centro degli interessi vitali ed
economici dei coniugi RI 1 si trova in __________ e che pertanto vi sono
illimitatamente imponibili alle imposte sulla base dell’art. 4 cpv. 2 lett. a)
della Convenzione __________-svizzera per evitare la doppia imposizione.
Pertanto e malgrado essi siano in possesso di un regolare permesso di domicilio
rimangono imponibili in Svizzera sulla base delle loro proprietà fondiarie.”

                                         

                                         Dagli atti fiscali tuttavia
non emergono particolari elementi a sostegno della tesi del domicilio in __________
(cfr. consid. 1.14-1.20), a parte le tassazioni __________ da cui si evince che
RI 1 percepisce dei redditi, tra l’altro, dalla __________ __________ __________
e dalla __________ __________ entrambe con sede a __________ (cfr. doc. XIV/3,
inc. 30.2011.13). Neppure i successivi documenti relativi alla procedura
fiscale prodotti in sede di osservazioni dagli assicurati sono risultati maggiormente
concludenti (cfr. doc. XIX).

 

Per cui la decisione in ambito fiscale può tutt’al più fungere da
indizio, insieme ad altri elementi, per la determinazione del domicilio dei
ricorrenti (cfr. RCC 1982 pag. 171 e marg. 1033 delle direttive
sull’assoggettamento all’AVS/AI), ma non può essere una prova concludente.
Quanto alla circostanza che la Cassa di compensazione si basa, di massima, sulle
tassazioni per calcolare i contributi dovuti dagli assicurati (cfr. art. 27
OAVS), il Tribunale federale ha comunque precisato che la
comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il Giudice delle
assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli
importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono
un'eccezione a questa disposizione (Pratique VSI 1993, pag. 242 segg.).

 

                                         Dagli ulteriori
accertamenti effettuati da questo Tribunale emerge che gli elementi e gli
indizi in favore di un domicilio in Svizzera sono nettamente predominanti.

 

                                         Innanzitutto, dall’incarto
della __________, risulta che i ricorrenti beneficiano di un permesso di
domicilio “C” in quanto redditieri e risiedono nel nostro Paese dal 1989.

                                         

                                         RI 1, interrogato nel
corso dell’udienza, ha inoltre affermato che “il centro degli interessi
personali diventa sempre di più la Svizzera, ciò era così anche nel 2004/2005”
(doc. XXIII, inc. 30.2011.13). Alla domanda a sapere “quale sia il luogo che”
sentono “come loro”, gli interessati hanno evidenziato che “si tratta
della Svizzera, ancorché il domicilio fiscale ed il luogo da cui provengono
sostanzialmente tutti i redditi a cui essi fanno capo sia la __________” (doc.
XXIII, inc. 30.2011.13).

 

                                         Essi hanno poi rilevato di
essere “stati costretti ad assicurarsi contro le malattie per l’obbligatoria
presso __________” (doc. XXIII, inc. 30.2011.13).

                                         Ora, per l’art. 3 cpv. 1
LAMal l’obbligo assicurativo, in Svizzera, per le cure medico-sanitarie,
incombe alle persone domiciliate nel nostro Paese (e per determinare il
domicilio l’art. 1 cpv. 1 OAMal prevede che occorre far capo agli art. 23-26 CC).

 

                                         Non va poi dimenticato che
l’appartamento di __________ è dotato di un collegamento telefonico fisso e che
alle assemblee condominiali __________ partecipa personalmente. 

 

                                         Infine, va evidenziato che
i ricorrenti sono presenti ad __________ almeno 120/150 giorni all’anno, cui
vanno aggiunti i periodi trascorsi durante la stagione invernale a __________.

                                         Il periodo di residenza
complessiva in Svizzera nel corso di un anno si aggira così sui 6 mesi. 

 

                                         Alla luce di quanto sopra
esposto, applicando l’abituale principio della verosimiglianza preponderante
valido nelle assicurazioni sociali, questo Tribunale deve concludere che i
ricorrenti sono domiciliati in Svizzera, che è in definitiva il Paese del
centro dei loro interessi.

 

                               2.6.   In applicazione dell’art. 1a
cpv. 1 lett. a LAVS, secondo il quale sono assicurati alla LAVS le persone
fisiche domiciliate in Svizzera, i ricorrenti, di principio, vanno affiliati
nel nostro Paese e devono pagare i contributi quali persone senza attività
lucrativa (cfr. doc. XXIII, inc. 30.2011.13: “Dal ritiro dell’attività
lavorativa l’ing. RI 1 non svolge più alcuna attività e soprattutto non la
svolge da __________ […]”).

 

                                         Sennonché, dagli atti
emerge che RI 1 percepisce dei redditi dalle società  __________ GmbH & Co
KG e dalla __________ GmbH & Co. KG entrambe con sedi in __________ (cfr.
doc. XIV/3, inc. 30.2011.13). Nel corso dell’udienza l’insorgente ha sostenuto
che “quello che egli consegue” dalle società “è sostanzialmente il
frutto del capitale e quindi il guadagno normale di investimento di famiglia”.

 

                                         Dal sito
internet della __________ (__________) si evince che la società, con sede a __________
bei __________, „wurde __________ als "__________,
Maschinenfabrik" gegründet“ e che “Hauptprodukte sind
Schnellschneider für die grafische Industrie, Peripheriegeräte für die Prozesse
rund um das Schneiden, Etikettensysteme und Stapelwender. __________ ist Weltmarktführer und Trendsetter.”.

                                         La società è attiva in 170
Paesi  e ad __________ lavorano circa 460 operai.

 

                                         Il Tribunale federale ha
recentemente emesso numerose sentenze relative a persone domiciliate in
Svizzera e affiliate nel nostro Paese come indipendenti e titolari di
partecipazioni nelle “GmbH & Co KG” __________, che affermavano di
non svolgere alcuna attività lucrativa per queste società, ma di dover essere
equiparati ad azionisti di una SA.

 

                                         L’Alta Corte ha in
sostanza stabilito che, laddove la qualifica del reddito percepito dalle citate
società va effettuata in base al diritto svizzero, e ciò è il caso, di massima,
quando la persona assicurata è domiciliata in Svizzera e vi svolge un’attività
lucrativa (cfr. art. 13 cpv. 2 lett. b regolamento [CEE] 1408/71, art. 14bis
cpv. 2 regolamento [CEE] 1407/71, art. 14quater regolamento [CEE] 1408/71), l’assicurato
deve pagare i contributi su questi proventi nella sua qualità di indipendente
in applicazione dell’art. 20 cpv. 3 OAVS a condizione che i redditi provengano
da una società senza personalità giuridica che persegua uno scopo lucrativo (cfr.
sentenza 9C_1055/2010 del 4 agosto 2011, consid. 4.3: “Entscheidend
für die Anwendbarkeit von Art. 20 Abs. 3 AHVV ist einzig, ob es sich um eine
auf einen Erwerbszweck gerichtete Personengesamtheit ohne juristische
Persönlichkeit handelt”).

 

                                         In
DTF 136 V 258 il TF ha stabilito che l’accomandante residente in Svizzera di
una società in accomandita del diritto __________ (“GmbH & Co”) con sede in
__________ è tenuto a versare i contributi quale persona esercitante
un’attività lucrativa indipendente sui redditi provenienti dalla società,
indipendentemente dal fatto che egli collabori nell’impresa o che eserciti
un’influenza sulla gestione di quest’ultima. 

 

                                         Questa giurisprudenza è stata
confermata nelle sentenze 9C_504/2010 del 1° settembre 2010, 9C_342/2011 dell’8
luglio 2011 e 9C_1055/2010 del 4 agosto 2011 (cfr. anche sentenza 9C_853/2009
del 23 luglio 2010).

                                         

 

                                         Nella
sentenza 9C_1055/2010 del 4 agosto 2011 il TF ha affermato:      

                                         

" 
3.2 Die Beitragspflicht aufgrund der Beteiligung
des in der Schweiz wohnhaften Beschwerdeführers an deutschen und
österreichischen Kommanditgesellschaften richtet sich allein nach
schweizerischem Recht (Art. 13 Abs. 2 lit. b, Art. 14a Abs. 2 und Art. 14c der
Verordnung [EWG] Nr. 1408/71 des Rates vom 14. Juni 1971 zur Anwendung der
Systeme der sozialen Sicherheit auf Arbeitnehmer und Selbstständige sowie deren
Familienangehörige, die innerhalb der Gemeinschaft zu- und abwandern [SR
0.831.109.268.1] in Verbindung mit Art. 153a Abs. 1 lit. a AHVG und mit dem am
1. Juni 2002 in Kraft getretenen Abkommen vom 21. Juni 1999 zwischen der
Schweizerischen Eidgenossenschaft einerseits und der Europäischen Gemeinschaft
und ihren Mitgliedstaaten andererseits über die Freizügigkeit
[Freizügigkeitsabkommen, FZA; SR 0.142.112.681]; zur Situation vor
Inkrafttreten des FZA vgl. BGE 136 V 258 E. 2.1 S. 260).“

 

(…)

 

4.

4.1 Die Vorinstanz erwog, dass der im Jahr 2004 in der Schweiz wohnhaft gewesene Beschwerdeführer für seine Einkünfte als Kommanditist aus
deutschen und österreichischen GmbH & Co. KG in der Schweiz als
Selbständigerwerbender beitragspflichtig ist. Was der Beschwerdeführer
hiergegen einwendet, hält der Prüfung nicht stand.

 

4.2 In BGE 136 V 258 wies
das Bundesgericht auf die bisherige konstante Rechtsprechung hin, wonach Art.
20 Abs. 3 AHVV gesetzmässig ist (vgl. die Hinweise in: a.a.O. E. 4.1 S. 264).
Die Entstehungsgeschichte dieser Norm zeigt, dass seit 1976 eine generelle und
konstante Beitragspflicht der Kommanditäre bestanden hat. Grundgedanke dieser
Beitragspflicht ist, dass der Kommanditär - anders als ein blosser Kapitalgeber
- direkt, ähnlich dem Komplementär, am Gesellschaftsgewinn teilnimmt (a.a.O. E.
4.3 S. 264 und E. 4.4 S. 266). Aus gesetzessystematischer Sicht ergibt sich
nichts Gegenteiliges (a.a.O. E. 4.5 S. 266; vgl. auch E. 4.7). Die
Beitragspflicht der Kommanditäre ist auch mit dem Sinn und Zweck von Art. 20
Abs. 3 AHVV zu begründen. Entsprechend seiner wirtschaftlichen Stellung in der
Gesellschaft nimmt der Kommanditär als solcher direkt am wirtschaftlichen
Erfolg der Gesellschaft teil. Wer sich als Teilhaber einer
Kommanditgesellschaft anschliesst, nimmt nicht in erster Linie eine private Vermögensanlage
vor (a.a.O. E. 4.6 S. 266; vgl. oben E. 3.3.2).

 

4.3 Entscheidend für die Anwendbarkeit von
Art. 20 Abs. 3 AHVV ist einzig, ob es sich um eine auf einen Erwerbszweck
gerichtete Personengesamtheit ohne juristische Persönlichkeit handelt. Dies
trifft für die ausländische GmbH & Co. KG zu. Für die vom
Beschwerdeführer verlangte Einzelfallprüfung betreffend seine Stellung und
Funktion in den betreffenden Gesellschaften besteht demnach kein Anlass.
Das Bundesgericht hat in der mehrfach zitierten BGE 136 V 258 festgehalten,
dass es nicht darauf ankommt, wie im Einzelfall die Einflussmöglichkeiten in
der Gesellschaft sind und ob sie international tätig ist. An gleicher
Stelle erwog das Bundesgericht, dass auch nicht geprüft werden muss, ob die
im deutschen Recht vorgesehene Gesellschaftsform der GmbH & Co. KG eine mit
der schweizerischen Kommanditgesellschaft vergleichbare Gesellschaftsform
darstellt, da Art. 20 Abs. 3 AHVV nicht nur Teilhaber von Kollektiv- und
Kommanditgesellschaften, sondern auch Teilhaber "von anderen auf einen
Erwerbszweck gerichteten Personengesamtheiten ohne juristische
Persönlichkeit" aufführt (a.a.O., E. 5 S. 267).“ (sottolineature del
redattore)

 

                                         Nella
sentenza 9C_342/2011 dell’8 luglio 2011 l’Alta Corte ha affermato:

 

" 
1.2 Beitragspflichtiges Einkommen aus
selbstständiger Erwerbstätigkeit im Sinne von Art. 9 Abs. 1 AHVG und Art. 17
AHVV stellen auch die Einkommen von Kollektiv- und Kommanditgesellschaften
sowie von anderen auf einen Erwerbszweck gerichteten Personengesamtheiten ohne
juristische Persönlichkeit dar. Die Teilhaber haben die Beiträge von ihrem
Anteil zu entrichten (Art. 20 Abs. 3 AHVV sowie Überschrift zu Art. 17 ff. AHVV
[II. Beiträge vom Einkommen aus selbstständiger Erwerbstätigkeit, 1.
Allgemeines]). Unter diese Bestimmung fallen auch Beteiligungen an
Gesellschaften mit Sitz im Ausland in einem Staat, für welchen die Verordnung
(EWG) Nr. 1408/71 des Rates vom 14. Juni 1971 zur Anwendung der Systeme der
Sozialen Sicherheit auf Arbeitnehmer und Selbstständigerwerbende sowie deren
Familienangehörige, die innerhalb der Gemeinschaft zu- und abwandern (SR
0.831.109.268; anwendbar für die Schweiz gemäss Art. 8 und Anhang II des
Abkommens vom 21. Juni 1999 zwischen der Schweizerischen Eidgenossenschaft
einerseits und der Europäischen Gemeinschaft und ihren Mitgliedstaaten
andererseits über die Freizügigkeit [FZA; SR 0.142.112.681]), gilt (SVR 2010
AHV Nr. 3, 9C_33/2009, E. 3.2 und 3.3; Urteil
H 177/06 vom 28. September 2007 E. 4.2 und 4.3). Deutschland, wo die X.________
GmbH & Co. KG ihren Geschäftssitz hat, ist Vertragsstaat. Nach der
Rechtsprechung ist für die Anwendbarkeit von Art. 20 Abs. 3 AHVV allein
entscheidend, ob es sich um eine auf einen Erwerbszweck gerichtete
Personengesamtheit ohne juristische Persönlichkeit handelt. Dagegen ist nicht
von Belang, ob die (ausländische) Gesellschaft mit einer Kollektiv- oder
Kommanditgesellschaft nach schweizerischem Recht vergleichbar ist, wie im
Einzelfall die Einflussmöglichkeiten der Gesellschafter sind, ob die
Gesellschaftsstruktur personen- oder mehr kapitalbezogen und die Firma
international tätig ist (BGE 136 V 258 E. 4 S. 264 ff.; SVR 2011 AHV Nr. 8 E. 1.1; Urteil 9C_853/2009 vom 23. Juli 2010 E. 4).“ (sottolineature
del redattore)

 

                                         Con
sentenza del 1° settembre 2010 9C_504/2010 il TF ha ribadito:

 

" 
1.3 Entgegen den Vorbringen in der Beschwerde
normiert Art. 20 Abs. 3 AHVV einen Tatbestand selbständiger Erwerbstätigkeit.
Daran ändert nichts, dass die Bestimmung mit "Beitragspflichtige
Personen" überschrieben ist und der Begriff des Erwerbszweckes verwendet
wird und nicht von Erwerbstätigkeit die Rede ist. In diesem Zusammenhang
stellt auch das Halten von Beteiligungen an einer Firma, welche wie hier die
Y.________ GmbH & Co. KG eine Geschäftstätigkeit (Getränkehandel und Abfüllen
von Coca Cola in Lizenz) ausübt, eine selbständige Erwerbstätigkeit im Sinne
von Art. 9 Abs. 1 AHVG und Art. 17 AHVV dar. Auch wenn die
Beschwerdeführerin von der Geschäftsführung und der Vertretung der X.________
& Co. KG ausgeschlossen war, stellt ihre Beteiligung an der Gesellschaft
nicht eine beitragsbefreite bloss "kapitalmässige Nutzung ihres
Vermögens" dar. Ebenfalls liegt kein (unzulässiger) mehrstufiger
Durchgriff auf die Beschwerdeführerin vor. Die gegenteilige Auffassung der Beschwerdeführerin
übersieht, dass es sich bei der X.________ & Co. KG nicht um eine
juristische Person handelt, sondern um eine Personengesellschaft ohne
juristische Persönlichkeit (BGE 9C_627/2009 E. 2.1 in fine).

 

Stellen nach dem Gesagten die 2005 geflossenen
Einkünfte aus der Beteiligung an der X.________ & Co. KG Einkommen aus
selbständiger Erwerbstätigkeit im Sinne der AHV-Gesetzgebung dar, fällt der zu
beurteilende Sachverhalt in den persönlichen Geltungsbereich nach Art. 1 lit. a
und Anhang I sowie Art. 2 der Verordnung Nr. 1408/71.

 

2.

Nach Art. 14a Abs. 2 der Verordnung Nr. 1408/71
unterliegt eine Person, die eine selbstständige Tätigkeit gewöhnlich im Gebiet
von zwei oder mehr Mitgliedstaaten ausübt, den Rechtsvorschriften des
Mitgliedstaates, in dessen Gebiet sie wohnt, wenn sie ihre Tätigkeit zum Teil
im Gebiet dieses Mitgliedstaats ausübt (Satz 1). Übt sie keine Tätigkeit im
Gebiet des Mitgliedstaates aus, in dem sie wohnt, so unterliegt sie den
Rechtsvorschriften des Mitgliedstaats, in dessen Gebiet sie ihre Haupttätigkeit
ausübt (Satz 2).

 

2.1 Die Beschwerdeführerin rügt, die
vorinstanzlich bestätigte Beitragserhebung auf den Einkünften aus der
Beteiligung an der in Deutschland ansässigen X.________ & Co. KG verletze
Art. 14a Abs. 2 der Verordnung Nr. 1408/71. Satz 1 und 2 dieser Bestimmung
seien im ganzen Kontext, insbesondere unter Berücksichtigung von Art. 13 Abs. 2
lit. b, wonach eine Person, die im Gebiet eines Mitgliedstaats eine
selbstständige Tätigkeit ausübt, den Rechtsvorschriften dieses Staates
unterliegt, und zwar auch dann, wenn sie im Gebiet eines anderen Mitgliedstaats
wohnt, so zu verstehen, dass an den Wohnsitz nur dann anzuknüpfen ist, wenn die
betreffende Person im Mitgliedstaat, in dessen Gebiet sie wohnt, zugleich ihre
Haupttätigkeit ausübt.

 

2.2 Diese Auslegung widerspricht jedoch dem
klaren Verordnungswortlaut, von welchem abzuweichen kein Anlass besteht (vgl.
zur Auslegung von Staatsverträgen BGE 135 V 339 E. 5.3 S. 349, 125 V 503 E. 4b
S. 506, 119 V 98 E. 6a S. 107, je mit Hinweisen). Art. 14a Abs. 2 (Satz 1 und
2) der Verordnung Nr. 1408/71 wurde gerade nicht in dem Sinne formuliert, dass
eine Person, die eine selbstständige Tätigkeit gewöhnlich im Gebiet von zwei
oder mehr Mitgliedstaaten ausübt, den Rechtsvorschriften des Mitgliedstaates
unterliegt, in dessen Gebiet sie ihre Haupttätigkeit ausübt. Auch die
Rechtsprechung geht von einem wortlautgetreuen Verständnis aus (Urteil H 177/06
vom 28. September 2007 E. 4.3). Dieses Ergebnis ist nicht stossend. Das FZA und
die Verordnung Nr. 1408/71 wollen tendenziell Inland- und
EU-Auslandsachverhalte gleich behandeln. Von daher kann es bei einer in der
Schweiz wohnhaften und damit kraft Art. 1a Abs. 1
lit. a AHVG obligatorisch versicherten Person in Bezug auf die
Beitragspflicht keinen Unterschied machen, ob ihr Einkünfte aus der Beteiligung
an einer hier oder in einem Vertragsstaat ansässigen Kommanditgesellschaft
zufliessen.

 

3.

3.1 Schliesslich macht die Beschwerdeführerin
geltend, sie habe gestützt auf das Gleichbehandlungsgebot nach Art. 8 Abs. 1 BV
Anspruch darauf, so behandelt zu werden, wie wenn die X.________ & Co. KG
ihren Sitz nicht in einem EU-Staat hätte mit der Folge, dass aufgrund von Art.
6ter lit. a AHVV keine Beiträge auf den Einkünften aus der Beteiligung an
dieser Gesellschaft zu erheben seien. Laut dieser Bestimmung ist u.a im Ausland
erzieltes Erwerbseinkommen, das Personen als Inhaber oder Teilhaber von
Betrieben oder von Betriebsstätten in einem Nichtvertragsstaat zufliesst.
Nichtvertragsstaaten im Sinne dieser Bestimmung sind Staaten, für welche die
Verordnung Nr. 1408/71 nicht gilt (SVR 2010 AHV Nr. 3 S. 7, 9C_33/2009, E.
3.1).

 

3.2 In der bis zum
Inkrafttreten der bilateralen Verträge mit der EU am 1. Juni 2002 gültig
gewesenen Fassung von Art. 6ter lit. a AHVV fehlte der Zusatz "in einem
Nichtvertragsstaat". Von der Beitragserhebung ausgenommen war somit jedes
Erwerbseinkommen, das Personen als Inhaber oder Teilhaber von Betrieben oder
von Betriebsstätten im Ausland zufloss. Das Einkommen aus Betrieben im Ausland
wurde demzufolge anders behandelt als das aus inländischen Betrieben erzielte.
Indessen haben das FZA bzw. die damit anwendbar erklärte Verordnung Nr. 1408/71
in Bezug auf die Vertragssaaten diesbezüglich eine Änderung gebracht: Zwar ist
der Beschwerdeführerin zuzustimmen, dass diese Regelung die Schweiz nicht
verpflichtet, auf Einkommen aus Personengesellschaften überhaupt Beiträge zu
erheben, da das vom FZA übernommene Gemeinschaftsrecht lediglich eine
Koordinierung, nicht aber eine Harmonisierung der Rechtsvorschriften der
Mitgliedstaaten auf dem Gebiet der sozialen Sicherheit bezweckt (BGE 131 V 209 E.
5.3 S. 213). Wohl aber schreibt Art. 14d in Verbindung mit Art. 14a Abs. 2 der
Verordnung Nr. 1408/71 zwingend vor, dass die in der Schweiz wohnhafte Beschwerdeführerin
für die Anwendung der massgebenden Rechtsvorschriften so zu behandeln ist, wie
wenn sie ihre gesamte Erwerbstätigkeit im Gebiet der Schweiz ausüben würde.
Insoweit ist im Rahmen des sachlichen und persönlichen Geltungsbereichs des FZA
bzw. der Verordnung Nr. 1408/71 ein ausländischer Sachverhalt einem
inländischen gleichgestellt. Dies entspricht der generellen Tendenz des
FZA zur Gleichbehandlung von Inländern und EU-Ausländern bzw. inländischen und
EU-ausländischen Sachverhalten. Unterliegt somit nach schweizerischem Recht
das Einkommen aus inländischen Personengesellschaften der Beitragspflicht, so
muss dies auch gelten für Einkommen aus Personengesellschaften in einem
EU-Mitgliedstaat. Diese völkerrechtliche Lage ist für das Bundesgericht verbindlich
(Art. 190 BV) und geht vorbehältlich der hier nicht einschlägigen
Schubert-Praxis dem Landesrecht vor (BGE 136 III 168 E.3.3.4, 133 III 450 E.
6,133 V 367 E.11). Die Neufassung von Art. 6ter lit. a AHVV stellt nur diese
staatsvertraglich ohnehin geltende Rechtslage klar. Dass damit EU-Ausländer
bzw. EU-ausländische Sachverhalte anders behandelt werden als
Drittstaatsangehörige bzw. drittstaats-ausländische Sachverhalte, liegt in der
Natur eines völkerrechtlichen Vertrages und stellt keine rechtswidrige
Ungleichbehandlung dar.“ (sottolineature del redattore)

 

                               2.7.   Nel
caso di specie, di conseguenza, alla luce della giurisprudenza federale, RI 1, che
percepisce redditi da due GmbH & Co KG con scopo commerciale andrebbe
qualificato quale indipendente e il calcolo dei contributi effettuato
sull’importo di circa __________ di Euro percepito annualmente (Doc. XIV/3,
inc. 30.2011.13).

 

                                         Sennonché, i casi
giudicati dal TF riguardano persone domiciliate in Svizzera e attive nel nostro
Paese, con la conseguenza che il reddito percepito dalle società __________ va qualificato
quale provento da attività indipendente in applicazione del diritto svizzero in
virtù del rinvio delle norme europee (art. 13 cpv. 2 lett. b regolamento [CEE] 1408/71,
art. 14bis cpv. 2 regolamento [CEE] 1408/71, art. 14quater regolamento [CEE] 1408/71).

                                         

                                         In concreto tuttavia
l’interessato non svolge alcuna attività lucrativa in Svizzera.

                                         

                                         Egli andrebbe pertanto
affiliato in __________ in virtù dell’art. 13 cpv. 2 lett. b del regolamento (CEE)
1408/71, per il quale la persona che esercita un’attività autonoma nel
territorio di uno Stato membro è soggetta alla legislazione di tale Stato anche
se risiede nel territorio di un altro Stato membro.

 

                                         Tuttavia, ritenuto che
l’interessato percepisce i redditi dalla __________, è secondo il diritto __________
che occorre stabilire se quanto conseguito è reddito da capitale oppure da
attività lucrativa (cfr. DTF 136 V 258, consid. 2.1 e
contrario: „Im Streit liegt, ob die in betraglicher Hinsicht nicht
bestrittenen Einkünfte des Beschwerdegegners, welche er in den Jahren 2003 bis
2006 als Kommanditist der X. GmbH & Co. KG erzielte, als selbstständige
Erwerbstätigkeit im Sinne von art. 9 Abs. 1 AHVG und Art. 20 Abs. 3 AHVV (SR
831.101) zu qualifizieren sind. Die Beteiligten sind sich darin einig, dass
sich die Beitragspflicht aufgrund der Beteiligung des in der Schweiz wohnhaften
und in der Schweiz zuletzt unselbstständig erwerbstätigen Beschwerdegegners an
einer deutschen Kommanditgesellschaft allein nach schweizerischem Recht richtet
(Art. 13 Abs. 2 lit. b, Art. 14a Abs. 2 und Art. 14c der Verordnung [EWG] Nr.
1408/71 des Rates vom 14. Juni 1971 zur Anwendung der Systeme der sozialen
Sicherheit auf Arbeitnehmer und Selbstständige sowie deren Familienangehörige,
die innerhalb der Gemeinschaft zu- und abwandern [SR 0.831.109.268.1] in
Verbindung mit Art. 153a Abs. 1 lit. a AHVG und mit dem am 1. Juni 2002 in Kraft getretenen Abkommen vom 21. Juni 1999 zwischen der Schweizerischen Eidgenossenschaft
einerseits und der Europäischen Gemeinschaft und ihren Mitgliedstaaten
andererseits über die Freizügigkeit [Freizügigkeitsabkommen, FZA; SR
0.142.112.681]). Vor Inkrafttreten des FZA galt das Abkommen vom 25. Februar
1964 zwischen der Schweizerischen Eidgenossenschaft und der Bundesrepublik
Deutschland über Soziale Sicherheit (SR 0.831.109.136.1), welches in Art. 5
eine Kollisionsregel enthalten hatte, wonach der Arbeitsort bzw. das
Erwerbsortsprinzip massgeblich gewesen waren und somit in der vorliegenden
Konstellation das deutsche Recht anwendbar gewesen war, soweit es um die einzig
strittige sozialversicherungsrechtliche Qualifikation der aus der Beteiligung
an der deutschen Kommanditgesellschaft erzielten Einkünfte ging (Urteile des
Eidg. Versicherungsgerichts H 60/80 vom 27. November 1980 E. 1, in: ZAK 1981 S.
517, und H 280/92 vom 4. August 1993, in: AHI 1994 S. 134). Schliesslich
stimmen die Beteiligten auch darin überein, dass es sich bei der
Kommanditgesellschaft X. GmbH & Co. KG nicht um eine juristische Person,
sondern um eine Personengesellschaft handelt (vgl. BAUMBACH/HOPT/MERKT,
Handelsgesetzbuch [HGB], 34. Aufl. 2010, N. 1 zu § 124 HGB, N. 2
und 10 zu § 161 HGB).”).

 

                                         In
concreto, interpellati in merito dalla Cassa circa la qualifica dell’attività
svolta in __________ ed invitati a compilare il formulario E101 dell’UE
relativo al diritto applicabile in caso di applicazione del regolamento (CEE)
1408/71, i ricorrenti hanno affermato che, essendo indipendenti in __________,
non sono tenuti a versare i contributi sociali ed hanno ritenuto inutile
riempire il citato formulario (cfr. scritto del 4 febbraio 2011, doc. 2, inc.
30.2011.14: “(…) Come tali non sono stati assoggettati ad un contributo __________
pari al nostro contributo AVS. Da quanto ci risulta gli indipendenti non pagano
l”AVS __________” ”).

 

                                         A questo proposito va
rilevato che nella sentenza 9C_853/2009 del 23 luglio 2010 il TF ha riassunto,
nei considerandi di diritto, la motivazione del Tribunale cantonale che aveva
esonerato la persona assicurata dal pagamento dei contributi sul reddito proveniente
dalla GmbH & Co. KG

                                         Dalla medesima si
evince al consid. 3.1 che:

 

" 
(…)

Die Kompetenzen des Kommanditisten seien
vorliegend auf einige wenige Grundsatzentscheidungen im Rahmen der jährlichen
Gesellschafterversammlungen reduziert, vergleichbar mit der Stellung der nicht
geschäftsführenden Gesellschafter in der GmbH oder der Aktionäre bei der
Aktiengesellschaft. Die gesamte Geschäftsführung sei ausschliesslich an die
jeweiligen Komplementär-GmbH's delegiert. Eine solche vollständige Delegierung
der Geschäftsführung an eine juristische Person als Komplementärin sei im
schweizerischen Recht der Kommanditgesellschaft nicht möglich. Ebenso wenig
lasse das schweizerische Recht der Kommanditgesellschaft eine juristische
Person als Komplementärin zu. Dies sehe hingegen das Bundesgesetz über die
kollektiven Kapitalanlagen vor, wo bei der Kommanditgesellschaft für kollektive
Kapitalanlagen (KGK) der unbeschränkt haftende Gesellschafter eine juristische
Person (Aktiengesellschaft) sei, deren Aufgabe es sei, das in der KGK angelegte
Vermögen der Kommanditäre professionell zu verwalten. Sowohl bei der
deutschen GmbH & Co. KG als auch bei der KGK seien die Funktion der
Geschäftsführung klar von der blossen Kapitalgeberfunktion getrennt, indem
die Kapitalgeber (Kommanditisten bzw. Kommanditäre) keine unternehmerische
Tätigkeit mehr ausüben und blosse Investoren seien. Unter diesen Umständen
erscheine die Annahme einer selbständigen Erwerbstätigkeit des Beschwerdegegners
bezogen auf die Erträge aus den Reedereien nicht gerechtfertigt.“
(sottolineatura del redattore)

 

                                         Al
considerando 5 della medesima sentenza il TF ha inoltre rilevato che:

" 
(…)

Zu keinem andern Ergebnis führt ferner die
Argumentation des Beschwerdegegners, als in der Schweiz wohnhafter
Unselbständigerwerbender müsse er einzig wegen seines schweizerischen
Wohnsitzes Sozialversicherungsbeiträge auf den in Deutschland erzielten
Einkünften aus den Beteiligungen an den Reedereien entrichten, was gegenüber
einer in Deutschland wohnhaften Person stossend, rechtsungleich und nicht in
Einklang mit dem internationalen Recht sei. Die Beitragspflicht
widerspricht entgegen der Ansicht des Beschwerdegegners nicht dem
internationalen Recht, sondern ergibt sich im Gegenteil gerade daraus (E. 2.1
hievor). Daran ist das Bundesgericht gebunden (Art. 190 BV).” (sottolineatura
del redattore)

                                         Va poi evidenziato che dalle citate sentenze federali non emerge che
gli assicurati si lamentavano di un’eventuale doppia imposizione contributiva e
meglio del fatto che in __________ sarebbero stati tenuti a pagare i contributi
sociali.

 

                                         Alla luce
di quanto sopra questo Tribunale deve concludere che in __________ di
regola non vengono pagati contributi sociali su questi redditi.

 

                                         Ne segue che, accertato
come RI 1 e sua moglie in __________ non pagano alcun
contributo sui redditi percepiti dalle società __________ e non sono affiliati
né come indipendenti né tanto meno come persone senza attività lucrativa e come
non va applicato il diritto svizzero alla qualifica contributiva di questi
proventi, il TCA ritiene che i ricorrenti devono essere affiliati in Svizzera
in virtù del loro domicilio (art. 1a cpv. 1 lett. a LAVS) e devono pagare i
contributi come persone senza attività lucrativa. 

 

                                         Questa soluzione è
conforme al principio dell’unicità dell’affiliazione prevista dal regolamento
(CEE) 1408/71 (cfr. in particolare art. 13 cpv. 1) e permette agli insorgenti,
che, occorre ribadirlo, in __________, nel periodo litigioso, non hanno pagato
contributi sociali, di non avere alcuna lacuna contributiva.

 

                                         In queste condizioni,
stabilita la correttezza dell’affiliazione come persone senza attività
lucrativa, non vi sono motivi per procedere all’esame delle condizioni di
un’eventuale revisione o riesame della decisione di fissazione dei contributi
del 2003.

 

                                         Per il resto, considerato
che i ricorrenti non contestano l’ammontare della sostanza posta a fondamento
del calcolo dei contributi, la decisioni impugnate vanno confermate.

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   l ricorsi sono
respinti.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti