# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 89ed81b6-bb49-5ad4-b9d5-468b7861f26c
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-11-12
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 5. Kammer 12.11.2004 R 2004 29
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_005_R-2004-29_2004-11-12.pdf

## Full Text

R 04 29

4a Camera 

SENTENZA
del 12 novembre 2004

nella vertenza di diritto amministrativo

concernente domanda di costruzione (EFZ)

1. … è proprietario della particella no. 2004 sita in località “…” sul territorio del 

Comune di …, ubicata, dal punto di vista pianificatorio, parzialmente in zona 

edilizia (zona residenziale 2, R2) e parzialmente in zona forestale. Tutta la 

particella risulta compresa nel perimetro della zona di protezione del 

paesaggio. Il fondo in questione è caratterizzato da una forte pendenza. 

Durante il 2002, senza essere in possesso di una regolare licenza edilizia, il 

proprietario ha iniziato la realizzazione di una pista sterrata sulla particella 

che, partendo da una strada comunale che confina lungo tutto il lato sud-est 

del fondo, in particolare partendo dal punto in cui tale strada da pubblica 

diventa privata, si snoda fin sulla parte alta del terreno. L’imbocco della strada 

a valle è caratterizzato, lungo una ventina di metri, da un muro di sostegno 

ciclopico. La pista è stata realizzata tramite scavi e riporti di terreno, minando 

altresì dei massi e abbattendo piante e arbusti lungo il tracciato. La strada, 

con il fondo in terra battuta ed una carreggiata di ca. 3 metri, risulta 

attualmente avere una lunghezza complessiva di 93 metri ed una pendenza 

di ca. il 10%. 

2. In seguito ad un rapporto della polizia comunale del 15 gennaio 2003, il 

Municipio di …, il 16 gennaio 2003, ha decretato il fermo dei lavori. Tramite 

scritto del 6 marzo 2003, il municipio ha comunicato al proprietario 

l’impossibilità dell’approvazione della relativa domanda di licenza presentata 

durante il mese di dicembre 2002 in quanto la presunta pista provvisoria di 

cantiere si sarebbe, in gran parte, snodata fuori dalla zona edificabile. 

L’autorità edilizia ha quindi invitato l’interessato a modificare il progetto, 

limitando lo stesso alle opere previste in zona edificabile, specificatamente 

alla formazione del nuovo accesso per la particella no. 2004 e alla costruzione 

del muro di sostegno.

Con decisione del 10 marzo 2003, notificata il 14 marzo seguente, l’autorità 

edilizia ha approvato il progetto di … per quanto concerne gli interventi in zona 

edificabile, invitando contestualmente il proprietario a presentare, entro breve 

tempo, una domanda a posteriori per le opere realizzate fuori dalla zona 

edificabile, nonché confermando, in relazione alle stesse, il fermo dei lavori 

decretato il 16 gennaio 2003, sia in merito ad ulteriori interventi che al riguardo 

dell’utilizzo veicolare della pista.

In seguito ad un rapporto della polizia comunale e all’intervento dell’Ufficio 

cantonale di pianificazione, sollecitato dai confinanti, tramite decreto del 22 

aprile 2003, il municipio ha nuovamente comminato al proprietario l’immediata 

sospensione dei lavori per quanto concerne la parte di muro di sostegno 

realizzata in zona forestale. 

Sollecitato dal comune, …, in data 13 maggio 2003, ha presentato una 

domanda di costruzione in via di sanatoria volta ad ottenere l’approvazione 

della pista carreggiabile realizzata fuori dalla zona edilizia. In occasione della 

procedura di pubblicazione della richiesta edilizia, i vicini … e …, il 25 giugno 

2003, hanno inoltrato opposizione contro il progetto della strada chiedendo 

che l’autorizzazione a posteriori fosse negata.

In seguito ad un sopralluogo tenuto il 20 maggio 2003, il comune ha trasmesso 

l’incarto al Dipartimento dell’interno e dell’economia pubblica dei Grigioni 

(DIEP) al fine di giudizio, senza formulare, da parte sua, alcun preavviso.

3. Con decisione del 1. aprile 2004, il DIEP ha negato l’approvazione al progetto 

di costruzione in giudizio sollecitando contestualmente il comune a far 

ripristinare celermente lo stato di legalità ai sensi dell’art. 60 della Legge 

cantonale sulla pianificazione territoriale (LPTC). Circoscrivendo l’esame 

della pratica edilizia alle opere ubicate fuori dalla zona edificabile, cioè in zona 

forestale e di protezione del paesaggio, il DIEP ha accertato come la pista in 

questione non potesse essere ritenuta conforme alla zona di utilizzazione ai 

sensi dell’art. 22 cpv. 2 della Legge federale sulla pianificazione del territorio 

(LPT). Pure i requisiti dell’ubicazione vincolata, ai sensi dell’art. 24 LPT, 

sarebbero stati misconosciuti in applicazione della relativa prassi che 

imporrebbe la valutazione della necessità in virtù di criteri severi e soggettivi. 

In tale contesto, il DIEP ha evidenziato l’inammissibilità dell’urbanizzazione di 

un fondo edificabile realizzando il necessario allacciamento su un terreno, dal 

punto di vista urbanistico, ubicato fuori dalla zona edilizia. Secondo l’autorità 

cantonale, la pista avrebbe potuto tecnicamente essere realizzata 

completamente sul settore di terreno dal carattere edificabile per cui, ai fini del 

giudizio, il presunto intento del proprietario, volto al massimo sfruttamento 

edilizio del proprio terreno, non avrebbe rivestito alcuna rilevanza giuridica. In 

tale contesto, il DIEP ha espresso i propri dubbi sul carattere provvisorio 

dell’opera, giungendo però alla conclusione che, anche in una simile 

evenienza, la stessa non avrebbe potuto essere approvata.

4. Tramite ricorso del 19 aprile 2004, … ha impugnato tempestivamente la 

decisione negativa del DIEP davanti al Tribunale amministrativo, chiedendo 

l'annullamento della stessa e la conseguente approvazione a posteriori del 

progetto di costruzione così come presentato.

Precisando il carattere provvisorio della pista di cantiere, realizzata onde poter 

raggiungere con un veicolo a motore la parte superiore della particella al fine 

di eseguire dei lavori di sistemazione e di accedere più comodamente alla 

propria abitazione, il ricorrente contesta le conclusioni del DIEP in relazione 

alla presunta urbanizzazione del fondo usufruendo della parte agricola dello 

stesso.

Il ricorrente ammette esplicitamente di aver commesso un'infrazione alla 

normativa edilizia di carattere formale, ma ritiene che esistano i presupposti 

per il rilascio della licenza a titolo di ubicazione vincolata ai sensi dell'art. 24 

LPT.

Nel caso concreto, la configurazione del terreno stesso imporrebbe lo 

sconfinamento del tracciato della pista di cantiere nella zona forestale. Inoltre, 

non sussisterebbero interessi preponderanti contrari, sia in virtù della durata 

limitata nel tempo della licenza edilizia che in considerazione dell'esiguità 

dell'intervento previsto fuori dalla zona edificabile che non avrebbe 

ripercussioni né sulla particella stessa né sulla superficie boschiva. Una volta 

realizzata la strada prevista dal piano viario comunale, la pista provvisoria 

verrebbe soppressa con conseguente risistemazione del terreno. Nel merito, 

il ricorrente precisa che pure la strada comunale prevista si snoderebbe nella 

zona interessata dalla pista di cantiere, dimostrando così la carenza di 

interessi preponderanti contrari nel contesto di una zona che non sarebbe 

caratterizzata da alcuna particolare bellezza paesaggistica.

In via abbondanziale, il ricorrente aggiunge infine che, anche nell'ipotesi 

dell'accertamento di un'infrazione di carattere materiale, l'ordine di ripristino, 

decretato tramite la decisione impugnata, sarebbe arbitrario in quanto in 

contrasto con il principio della proporzionalità. In tale contesto, una misura 

conforme al principio della proporzionalità potrebbe consistere nel rilascio di 

una licenza edilizia per un'opera limitata nel tempo da eliminare in seguito alla 

realizzazione della strada comunale.

5. a) Nella propria presa di posizione, il DIEP ha proposto di respingere il ricorso 

ribadendo la mancata esistenza delle premesse per la concessione di una 

licenza a posteriori, a titolo di ubicazione vincolata, ai sensi dell'art. 24 lett. a 

LPT. Rinviando alla  motivazione della propria decisione, il DIEP precisa come 

l'allacciamento di terreno edificabile debba avvenire esclusivamente 

attraverso la zona edilizia qualora esista perlomeno una possibilità teorica di 

collegamento passando per tale zona. In base agli accertamenti effettuati in 

occasione del sopralluogo, i due settori della particella no. 2004, situati 

all'interno e all'esterno della zona edilizia, sarebbero pressoché identici per 

quanto concerne la pendenza e la morfologia del terreno. Non sussisterebbe 

quindi un motivo giuridicamente rilevante atto ad escludere un collegamento 

interno del settore edificabile della particella in questione, rispettivamente 

della casa del ricorrente.

La concessione di un permesso eccezionale a causa di ubicazione vincolata 

sarebbe altresì osteggiata dagli interessi preponderanti della protezione del 

paesaggio. Il paragone con la strada comunale di quartiere no. 18, prevista 

dal piano viario, non sarebbe sostenibile, a maggior ragione tenendo conto 

della mancata approvazione di tale strada da parte del Governo che avrebbe 

sospeso la procedura invitando il comune ad una nuova e approfondita 

valutazione della situazione.

Il DIEP conclude precisando che, non potendo concedere l'approvazione a 

posteriori del progetto, in applicazione dell'art. 60 LPTC, non avrebbe potuto 

omettere di sollecitare il comune ad aprire la procedura di ripristino dello stato 

di legalità il cui esito, al momento, sarebbe incerto.

b) Il Comune convenuto nella propria presa di posizione dopo aver riassunto 

concisamente la fattispecie, ha espressamente rinviato alle conclusioni del 

DIEP.

6. Rispondendo … ha proposto di respingere il ricorso. L'interessato, in 

sostanza, lamenta l'agire illegale del ricorrente che avrebbe realizzato i lavori 

senza essere in possesso di una licenza edilizia, costruendo una vera e 

propria strada nel presumibile intento di concedere un ulteriore accesso alla 

sua casa situata a monte. La palese malafede del ricorrente trasparirebbe 

costantemente dal susseguirsi delle sue azioni.

7. Tramite presa di posizione …, a sua volta, ha proposto di respingere il ricorso 

e quindi di confermare la decisione del DIEP. L'interessato sostiene come, a 

suo parere, la strada di quartiere no. 18 non potrebbe essere realizzata in 

quanto osteggiata dalla gran parte dei proprietari dei fondi che verrebbero 

allacciati dalla stessa e che dovrebbero quindi partecipare al finanziamento 

dell'opera. Con i lavori di realizzazione della pista carreggiabile, il ricorrente 

avrebbe perpetrato una considerevole ingerenza nella zona boschile 

abbattendo delle piante e creando una situazione di pericolo.

8. Tramite la replica e le dupliche, le parti in causa hanno, di fatto, approfondito 

gli argomenti presentati in occasione del primo scambio di scritti.

9. In data 26 agosto 2004, una delegazione del Tribunale amministrativo ha 

esperito un sopralluogo a … in occasione del quale, oltre a prendere visione 

della situazione di fatto, ha concesso alle parti in causa la possibilità di 

esprimersi verbalmente nel merito del contenzioso.

In tale contesto, il rappresentante del municipio ha depositato agli atti, a mano 

del Tribunale, un nuovo carteggio concernente la proposta presentata al 

Governo il 27 luglio 2004, in relazione alla strada di quartiere in località "…", 

nel contesto dell'approvazione della revisione della pianificazione locale. 

Tramite scritto del 27 luglio 2004, corredato da una perizia, il comune, in 

sostanza, dopo aver chiarito i quesiti sollevati dal Governo, ha proposto 

all'esecutivo cantonale l'approvazione della strada di quartiere no. 18 così 

come prevista dal piano generale di urbanizzazione accettato dal popolo il 24 

giugno 2001.

Il Tribunale amministrativo ha quindi trasmesso detto carteggio alle parti in 

causa al fine di presa di posizione.

10. Nella propria risposta il ricorrente ha considerato come la strada no. 18, la cui 

conformità urbanistica è stata accertata dalla perizia, a prescindere 

dall'imbocco, ricalcherebbe, in sostanza, il percorso della pista di cantiere da 

lui parzialmente realizzata. Alla luce della dettagliata perizia, sarebbero 

presumibili l'approvazione di detta struttura del piano viario da parte del 

Governo e la conseguente realizzazione dell'opera da parte del comune 

malgrado l'opposizione di taluni vicini. La strada in questione costituirebbe una 

necessità urbanistica oggettiva al fine di allacciare in modo adeguato la 

località "…". Nell'ottica di tale situazione, un eventuale ordine di ripristino 

lederebbe palesemente il principio della proporzionalità in quanto 

costringerebbe il ricorrente a demolire la pista di cantiere in attesa che il 

comune realizzi una strada nello stesso punto.

11. Nella propria presa di posizione, il DIEP, preso atto che il tracciato della strada 

di quartiere presentato al Governo il 27 luglio 2004 risulterebbe identico a 

quello approvato dal popolo il 24 giugno 2001, ha comunicato che la relativa 

procedura istruttoria, in preludio alla decisione governativa, sarebbe ancora 

pendente. In ogni caso, la strada no. 18, per quanto prevista sulla particella 

no. 2004, paleserebbe delle chiare divergenze nei confronti della pista 

realizzata dal ricorrente, sia in merito alle caratteristiche sia per quanto 

riguarda il percorso. Di conseguenza, anche nell'evenienza dell'approvazione 

governativa del piano generale di urbanizzazione, la strada realizzata dal 

ricorrente non potrebbe essere considerata quale conforme allo scopo della 

zona ai sensi dell'art. 20 OPTC.

12. Mentre … rispondendo contesta la conformità della perizia commissionata dal 

comune, presentando contestualmente una dichiarazione sottoscritta da 

molteplici proprietari di fondi inclusi nel perimetro stradale i quali si oppongono 

alla realizzazione dell'opera viaria in oggetto, … postula lo stralcio dagli atti 

dell'incarto in questione. Secondo quest'ultimo, l'infrazione di carattere 

formale e materiale commessa dal ricorrente non potrebbe trarre alcun 

vantaggio dall'eventuale approvazione governativa del piano generale di 

urbanizzazione. Secondo l'interessato, la pratica in giudizio, 

indipendentemente dalla procedura di revisione della pianificazione locale, 

manterrebbe le proprie caratteristiche di procedura edilizia concernente una 

struttura ubicata fuori dalla zona edificabile. L'iter procedurale EFZ 

conserverebbe quindi la propria validità. In tale contesto, la decisione del 

DIEP sarebbe inoppugnabile in virtù di una corretta applicazione dei disposti 

dell'art. 24 LPT.

Considerando in diritto:

1. a) L’oggetto del contenzioso in giudizio è circoscritto dalla decisione 

dipartimentale che ha sancito la mancata approvazione a posteriori della 

strada e delle relative strutture realizzate dal ricorrente, per quanto ubicate 

fuori dalla zona edificabile, sollecitando quindi il comune a far ripristinare lo 

stato di legalità ai sensi dell’art. 60 LPTC.

b) Come risulta dagli atti, secondo il piano delle zone in vigore nel comune 

interessato, il progetto di costruzione, rispettivamente la struttura già 

realizzata alla quale è stata negata l’approvazione, si trova in zona forestale 

sovrapposta da una zona di protezione del paesaggio. 

Ai sensi dell’art. 67 della Legge edilizia comunale (LE), la zona forestale 

comprende il bosco esistente ai sensi della legislazione sulle foreste e le 

superfici destinate all’imboschimento. I limiti della foresta accertati nella 

procedura d’accertamento del carattere forestale devono essere inseriti nel 

piano delle zone. L’ammissibilità di edifici e impianti si conforma alla 

legislazione forestale ed alle direttive di pianificazione forestale basate su di 

essa, nonché alle disposizioni relative a edifici e impianti al di fuori delle zone 

edificabili. Sono ammesse costruzioni solo se servono a scopi forestali (cfr. 

art. 30a LPTC, art. 14 OFo, art. 14-16 LCFo).

Secondo l’art. 71 LE, la zona di protezione del paesaggio comprende 

paesaggi naturali e culturali di particolare bellezza e singolarità. Al di fuori 

della zona edificabile non sono ammesse la costruzione di edifici e impianti, 

le modifiche del terreno, l’estrazione e il deposito di materiali nonché altre 

disposizioni di natura edilizia che sono in contrasto con lo scopo di protezione. 

Rimangono riservati gli edifici e impianti, se essi sono necessari per 

l’utilizzazione agricola o forestale del territorio in questione e non si può 

pretendere un’ubicazione al di fuori della zona di protezione del paesaggio. 

Edifici e impianti possono essere rinnovati. Patrimoni arborei di notevole 

valore come siepi, boschetti in terreni aperti e lungo le rive nonché colture ad 

alto fusto non possono essere ridotti nel loro effettivo all’interno della zona di 

protezione del paesaggio. L’allontanamento o il danneggiamento sostanziale 

di colture ad alto fusto necessita di un’autorizzazione da parte dell’autorità 

edilizia. Questa viene rilasciata solo se interessi preponderanti giustificano 

l’intervento e sullo stesso territorio viene fornito un risarcimento reale. Il 

rilascio di autorizzazioni per l’allontanamento o il danneggiamento sostanziale 

di siepi, boschetti in terreni aperti e lungo le rive, si conforma alle disposizioni 

federali e cantonali (cfr. art. 29 LPTC).

c) Come accertato, il ricorrente, senza essere in possesso di una regolare 

licenza edilizia, ha realizzato sulla particella no. 2004, per quanto sita in zona 

forestale, una pista carreggiabile della larghezza di ca. 3 metri, lunga ca. 65 

metri, nonché caratterizzata da una pendenza di ca. il 10%. Inoltre, pure il 

muro di sostegno che accompagna l’imbocco della strada a valle, si trova, 

nella misura di ca. 2,4 metri, fuori dalla zona edificabile. Come accertato in 

sede di sopralluogo nonché dall’esame degli atti e della documentazione 

fotografica, il ricorrente ha effettuato, sul fondo di carattere forestale 

assoggettato alle norme sulla protezione del paesaggio, un intervento incisivo 

mutando radicalmente, tramite l’abbattimento di alberi, lo sbancamento, il 

riporto di materiale e la costruzione di muri di sostegno, l’aspetto e le 

caratteristiche della particella. Per ovvi motivi – e come del resto ammesso 

pure da parte del ricorrente – un simile intervento edilizio fuori dalla zona 

edificabile necessitava e necessita dell’approvazione del DIEP in applicazione 

dell’art. 5 cpv. 2 LPTC. Tale approvazione è stata negata in seguito ad una 

richiesta di licenza edilizia presentata a posteriori, per cui il presente giudizio 

dovrà vertere ad accertare la conformità o meno della decisione in oggetto.

2. a) Ai sensi dell’art. 22 cpv. 2 LPT, l’autorizzazione edilizia viene rilasciata solo 

se gli edifici e gli impianti sono conformi alla funzione prevista per la zona 

d’utilizzazione e il fondo è urbanizzato. Nel caso in giudizio, come peraltro 

ammesso dal ricorrente stesso, non esistono le premesse per il rilascio di 

un’autorizzazione edilizia ordinaria sulla base della conformità alla funzione 

prevista per la zona d’utilizzazione in quanto appare lapalissiano che la pista 

realizzata non sia destinata a servire allo sfruttamento della particella 

nell’ottica forestale. Di conseguenza, non sono dati i presupposti per il rilascio 

di una licenza edilizia ordinaria. 

b) In applicazione dell’art. 24 LPT, in deroga all’art. 22 cpv. 2 lett. a LPT, possono 

essere rilasciate autorizzazioni per la costruzione o il cambiamento di 

destinazione di edifici e impianti se la loro destinazione esige un’ubicazione 

fuori dalla zona edificabile e se non vi si oppongono interessi preponderanti.

Secondo la prassi del Tribunale federale, confermata anche in seguito 

all’entrata in vigore delle nuove disposizioni della LPT nel settembre 2000, 

l’ubicazione vincolata è un concetto oggettivo che comporta la necessità 

inderogabile di edificare su un particolare terreno in una particolare posizione. 

L’interpretazione del concetto di ubicazione vincolata deve perciò avvenire in 

modo restrittivo onde evitare che sorgano, senza una effettiva necessità, delle 

costruzioni non conformi o non idonee alla zona o al genere di utilizzazione. I 

presupposti prescritti dall’art. 24 LPT che richiedono, da un canto, la necessità 

effettiva di un’ubicazione fuori dalla zona edificabile e, d’altro canto, che non 

vi si oppongano interessi preponderanti, devono essere adempiti 

cumulativamente (PTA 2002 no. 35, DTF 102 Ib 78, 103 Ib 114).

Precisando il carattere provvisorio della pista realizzata che intenderebbe 

usare fino alla costruzione della strada di quartiere no. 18, il ricorrente adduce 

come l’allacciamento in questione gli serva unicamente per raggiungere la 

parte superiore della particella con un veicolo a motore con il duplice scopo di 

eseguire lavori di sistemazione del terreno in modo razionale e di raggiungere, 

da una posizione migliore, la propria casa d’abitazione ubicata su una 

particella vicina. Da parte sua, il DIEP giudica invece l'intervento di notevole 

entità e volto a urbanizzare la parte edilizia della particella no. 2004 tramite 

un allacciamento che si estende fuori dalla zona edificabile. Alla luce degli 

intenti esposti, il ricorrente ritiene adempita la premessa dell’ubicazione 

vincolata, visto che la configurazione stessa del terreno imporrebbe un 

percorso della pista così come realizzato.

In applicazione della prassi e della giurisprudenza citate, il Tribunale 

amministrativo, nel merito del presupposto dell’ubicazione vincolata non può 

che condividere le conclusioni del DIEP. In effetti, l’opera oggetto del 

contenzioso può essere intesa unicamente quale struttura di urbanizzazione 

per il settore edificabile della particella, che potrebbe così essere sfruttato in 

modo ottimale senza dover sacrificare terreno per la struttura viaria. Partendo 

dal presupposto che il settore edificabile del fondo in questione appare, a 

valle, già allacciato alla rete viaria comunale, bisogna tenere conto delle 

disposizioni di carattere imperativo che reggono l’urbanizzazione, 

rispettivamente la realizzazione degli allacciamenti per le aree edificabili. Di 

regola, l’urbanizzazione viaria delle particelle situate in zona edificabile deve 

avvenire all’interno della stessa, rispettivamente secondo i dettami del piano 

generale d’urbanizzazione. Questa Corte ha ripetutamente confermato tale 

prassi precisando come il collegamento di terreno edificabile debba avvenire 

tramite la zona edificabile allorquando sussista anche solo una possibilità 

teorica in tal senso (PTA 1994 no. 29).  Partendo da tali presupposti, appare 

indiscutibile come la pista oggetto del contenzioso non possa essere 

considerata quale ad ubicazione vincolata per quanto diretta a garantire un 

allacciamento viario della zona edilizia. Come precedentemente considerato, 

lo stesso ricorrente ha indicato quale scopo del suo intervento quello di 

permettere un accesso migliore alla propria casa d’abitazione. Tale intento, ai 

sensi delle conclusioni addotte, non è però giuridicamente idoneo a 

giustificare la realizzazione dell’accesso passando tramite la zona forestale. 

Neppure i presunti lavori, che il ricorrente ha indicato di intendere svolgere 

nella parte superiore del settore della particella forestale, costituiscono un 

elemento che possa giustificare la realizzazione della pista, a maggior ragione 

tenendo conto che detti interventi non sono stati meglio concretizzati e che i 

vincoli a protezione del paesaggio che gravano sulla zona escludono, in 

pratica, la possibilità di realizzare opere edilizie tali da richiedere una strada 

di cantiere. Il Tribunale amministrativo constata quindi come non esistano i 

presupposti oggettivi, ai sensi dell'art. 24 lett. a LPTC, per il riconoscimento 

dell’ubicazione vincolata in relazione alla strada oggetto del contenzioso.

A prescindere dal fatto che, in mancanza dei presupposti oggettivi per il 

riconoscimento dell’ubicazione vincolata, la licenza edilizia deve essere 

negata a priori in quanto le premesse poste dall’art. 24 LPT devono essere 

adempite cumulativamente, giova rilevare che, nel caso in giudizio, viste le 

caratteristiche pianificatorie della zona, l’opera realizzata dal ricorrente collide 

altresì con gli interessi preponderanti che perseguono la tutela dell’ambiente 

e del quadro paesaggistico. Considerando che la pista in questione è già stata 

realizzata, il Tribunale amministrativo, grazie alla documentazione fotografica 

agli atti e agli accertamenti effettuati in occasione del sopralluogo, ha potuto 

prendere atto del forte impatto ambientale causato dalla struttura in questione 

che, con i suoi 65 metri di lunghezza e 3 metri di larghezza, ha radicalmente 

mutato le caratteristiche della particella forestale interessata. Essendo stata 

realizzata la strada in modo alquanto spartano, pur senza desistere dal taglio 

di piante e dagli sbancamenti, risaltano all’occhio i vari depositi di materiale e 

di sassi nonché l’impatto degli sbancamenti stessi sul fianco della montagna. 

Di conseguenza, ammesso e non concesso potessero sussistere degli 

elementi oggettivi atti a motivare l’opportunità dell’opera, nel caso in giudizio, 

l’interesse privato del cittadino a disporre della strada in questione 

soccomberebbe nei confronti dell’interesse pubblico alla salvaguardia della 

zona forestale, in particolare, e del quadro ambientale in generale. Nel caso 

in giudizio l’interesse pubblico appare rafforzato dal carattere urbanistico della 

particella che si trova in zona forestale sovrapposta da una zona di protezione 

del paesaggio.

3. Da parte sua, il ricorrente cerca di giustificare il proprio intervento sostenendo 

di aver realizzato privatamente una strada attenendosi al tracciato previsto 

per la strada di quartiere no. 18, inserita nel piano di urbanizzazione traffico 

accettato dal popolo il 24 giugno 2001 nell’ambito della revisione della 

pianificazione locale. Proprio la componente urbanistica costituita da detta 

strada, in sede d’approvazione governativa, è stata contestata da diversi 

proprietari interessati dalla struttura viaria, con la conseguenza che il Governo 

ha sospeso la procedura d’approvazione chiedendo al comune maggiori 

ragguagli nonché il vaglio di ulteriori alternative. Dopo aver commissionato 

una perizia, il 27 luglio 2004, il comune ha riproposto al Governo 

l’approvazione della strada no. 18 così come accettata dal popolo. 

Anzitutto, giova rilevare che, come accertato da questa Corte, la strada di 

quartiere no. 18, pur transitando sulla particella no. 2004, non ricalca 

effettivamente il percorso della pista realizzata abusivamente dal ricorrente. 

Inoltre, bisogna distinguere chiaramente la procedura che regge le pratiche di 

urbanizzazione gestite dall’ente pubblico da quella di licenza edilizia condotta 

dal cittadino. In tale contesto, il singolo proprietario non può certo giustificare 

la realizzazione di un’opera viaria privata in palese collisione con i disposti del 

diritto materiale che reggono le costruzioni fuori dalla zona edificabile con una 

procedura di revisione della pianificazione locale ancora pendente. Non 

esistono neppure i presupposti per la concessione di un permesso con validità 

limitata nel tempo in quanto, in una simile evenienza, verrebbe avvallata, pur 

se a tempo determinato, una situazione illegale in palese collisione con i 

disposti della LPT. 

4. Accertata la mancanza dei presupposti per la concessione di una licenza 

edilizia a posteriori, il DIEP, tramite la decisione impugnata, ha pure sollecitato 

il comune a far ripristinare celermente lo stato di legalità ai sensi dell’art. 60 

LPTC. In base a detta norma, il committente, su invito, deve eliminare uno 

stato illegale di cose indipendentemente dal fatto se sia stato punito o meno 

per averlo causato. Nel caso di progetti di costruzione che possono essere 

autorizzati soltanto con il consenso dell’autorità cantonale, quest’ultima può 

disporre il ripristino dello stato di legalità, se il comune non ottempera all’invito 

di emanare e imporre una decisione di ripristino. Appare opportuno 

distinguere che, nella pratica in giudizio, il DIEP, pur accertando una 

situazione illegale, non ha decretato la demolizione della struttura bensì si è 

limitato ad invitare il comune ad avviare la relativa procedura volta al ripristino 

dello stato di legalità, nel cui contesto l’interessato potrà esercitare il diritto di 

essere sentito. Notoriamente, una misura talmente incisiva quale potrebbe 

essere l’ordine di demolizione della strada e di ripristino, per quanto riguarda 

la particella, della situazione morfologica precedente, implica che 

all’amministrato venga concessa la possibilità di esporre i propri argomenti, 

che serviranno al comune quale base per ponderare gli interessi pubblici 

preposti alla tutela del paesaggio e dell'ambiente con quelli privati volti alla 

conservazione della struttura in oggetto.

Avendo demandato il DIEP tale procedura al comune, nel rispetto del principio 

della via gerarchica sancito dall’art. 51 LTA, questa Corte, al momento, non 

può esprimersi in merito alla problematica in oggetto, rispettivamente al 

riguardo delle misure da prendere. 

5. Visto l’esito del gravame che, ai sensi delle considerazioni giudiziali, deve 

essere integralmente respinto, le spese procedurali vengono poste a carico 

del ricorrente il quale dovrà altresì rifondere ai convenuti, per quanto 

patrocinati da un avvocato, un’equa somma a titolo di ripetibili (art. 75 LTA). 

Preso atto che l’unico convenuto che si è avvalso dell’assistenza di un 

avvocato risulta essere …, il quale ha ingaggiato il legale unicamente per 

l’ultima fase della procedura in giudizio, le ripetibili vengono riconosciute in 

entità proporzionalmente ridotta.

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è respinto.

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 2'500.--

- e le spese di cancelleria di fr. 360.--

totale fr. 2'860.--

il cui importo sarà versato da … entro trenta giorni dalla notifica della presente 

decisione all’Amministrazione delle finanze del Cantone dei Grigioni, Coira.

3. … è tenuto a versare a … la somma di fr. 500.-- a titolo di ripetibili.