# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5a07a3e5-8eb6-5bb9-a763-3c6a0fdbbd08
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-12-14
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 5. Kammer 14.12.2021 R 2020 93
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_005_R-2020-93_2021-12-14.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

R 20 93

5a Camera 

Presidenza Racioppi

Giudici Meisser e Audétat

Attuario Paganini

SENTENZA

del 14 dicembre 2021

nella vertenza di diritto amministrativo

A._____,

patrocinato dall'avv. Fabrizio Keller, 

ricorrente

contro

Comune di B._____, 

patrocinato dall'avv. Andrea Toschini,

convenuto

concernente domanda di costruzione

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I. Ritenuto in fatto:

1. Il 5/7 luglio 2004 il Consiglio comunale di B._____, quale Autorità edilizia, 

ha rilasciato a A._____ la licenza edilizia per la costruzione di un impianto 

di smistamento dei rifiuti sul fondo n. C._____, Pedemonte, in zona 

artigianale/industriale. Il progetto prevedeva la realizzazione di tre edifici 

(un deposito intermedio di materiali riciclabili con nuova rampa di carico 

contenitori, un nuovo magazzino e area di smistamento e selezione dei 

materiali e una nuova autorimessa e ufficio), delle aree di circolazione 

interna e un accesso sulla strada cantonale. Si imponeva l'obbligo di 

definire l'areale e munirlo di una recinzione. Inoltre, si decretava lo 

sgombero e il ripristino del prato sul fondo n. D._____ fuori della zona 

edificabile di proprietà del Comune occupato (abusivamente) da un 

deposito di materiale e diversi macchinari. 

2. Successivamente alla proposta di A._____ del 13 gennaio 2016 di 

acquisto della parte del fondo n. D._____ da lui utilizzata e alla bozza di 

mutazione del 21 giugno 2016 sottopostagli dal Comune e da lui accettata, 

il Comune ha proceduto a una verifica legale dello stato di fatto. Il Comune 

ha constatato che l'utilizzo del fondo comunale n. D._____ fuori della zona 

edificabile era abusivo, cosicché il 30 aprile 2018 ha assegnato a A._____ 

un termine fino al 31 maggio 2018 per l'inoltro di una domanda di 

costruzione a posteriori per gli interventi edilizi non contemplati nel 

permesso del 5/7 luglio 2004.

3. Il 30 maggio 2018 A._____ ha inoltrato una domanda di costruzione a 

posteriori per i fondi n. C._____ e D._____ per ampliamenti edilizi e per la 

vasca per recupero fanghi dei pozzetti stradali.

4. Il 13 giugno 2018 la Commissione edilizia ha comunicato a A._____ di 

essere d'accordo, in via preliminare, con la domanda di costruzione 

inoltrata con riserva della decisione dell'Autorità edilizia. Visto tuttavia che 

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la nuova struttura realizzata sul fondo n. D._____ senza licenza edilizia si 

trova in zona agricola e in zona libera, la Commissione edilizia riteneva 

necessaria una modifica pianificatoria e l'inserimento del comparto di 

terreno in zona artigianale/industriale. Essa decideva pertanto di 

sospendere la procedura della domanda di costruzione fintanto che la 

modifica pianificatoria non fosse cresciuta in giudicato. 

5. Al fine di evitare interventi di vigilanza e disposizioni sostitutive da parte 

del Cantone, in data 8/10 luglio 2019 il Comune ha sottoscritto un accordo 

con il Cantone nel quale si impegnava, fra l'altro, a verificare gli impianti 

non autorizzati della ditta E._____ di A._____ e a pretendere la 

presentazione di una domanda di costruzione a posteriori per tali impianti 

entro quattro mesi dalla sottoscrizione dell'accordo. 

6. Il 6 dicembre 2019 A._____ ha inoltrato una nuova domanda di 

costruzione per la realizzazione di un impianto di betonaggio sul fondo 

n. C._____. 

7. Il 12 dicembre 2019 la Commissione edilizia ha constatato la mancanza di 

determinati documenti circa la domanda di costruzione del 6 dicembre 

2019 e di conseguenza ha invitato A._____ a completarla. Essa gli ha 

inoltre comunicato, in special modo, che per il comparto in questione è in 

vigore una zona di pianificazione e che con la nuova pianificazione le 

immediate adiacenze del fondo n. D._____ al fondo n. C._____, premessa 

l'approvazione del Sovrano e del Governo, sarebbero state inserite in zona 

industriale. 

8. Il 13 gennaio 2020 A._____ ha risposto alle richieste della Commissione 

edilizia, precisando che, salvo per una vasca, non erano necessari nuovi 

allacciamenti alle condotte pubbliche. 

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9. Con scritti del 22 aprile 2020 concernenti rispettivamente la domanda di 

costruzione a posteriori rispettivamente del 30 maggio 2018 e del 6 

dicembre 2019, il Consiglio comunale elencava le irregolarità rilevate 

nell'edificazione del fondo n. C._____ del ricorrente (in particolare 

dell'edificio n. F._____ ICAI) e nell'uso del fondo comunale confinante n. 

D._____ (in particolare deposito e accesso al fondo n. C._____ nonché 

impianti legati alla sua attività). Nel primo scritto, veniva indicata come 

incompleta la domanda di costruzione (a posteriori) del 30 maggio 2018. 

Di conseguenza, si concedeva a A._____ un termine di 30 giorni per 

completare la domanda di costruzione a posteriori del 30 maggio 2018 

tramite l'apertura di una procedura EFZ con tutta la documentazione 

necessaria tenente conto delle irregolarità riscontrate dal Comune. Nel 

secondo scritto inerente alla domanda del 6 dicembre 2019, il Consiglio 

comunale evidenziava che l'edificazione del fondo n. C._____ non era 

avvenuta nel rispetto dei piani approvati e, in particolare, che l'edificio n. 

F._____ ICAI, oggetto della richiesta di modifica per la realizzazione 

dell'impianto di betonaggio, appariva essere di dimensioni ben maggiori di 

quelle approvate. L'accesso a tale edificio avveniva inoltre tramite un 

accesso abusivo alla strada cantonale, realizzato su suolo comunale e 

senza autorizzazione dell'Ufficio tecnico cantonale (UTC). Anche la 

recinzione lungo la strada cantonale sarebbe illegale. Per tali motivi, si 

comunicava l'impossibilità a concedere la licenza edilizia per l'impianto di 

betonaggio, conferendo a A._____ la possibilità di ritirare la domanda di 

costruzione oppure di richiedere una decisione impugnabile. Per 

quest'ultimo caso veniva richiesto il completamento della domanda 

secondo i presupposti EFZ per quanto riguarda l'allacciamento in zona 

agricola. A A._____ veniva assegnato un termine di 20 giorni per la 

comunicazione delle sue intenzioni. 

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10. Con lettera del 20 maggio 2020 il Comune ha rinunciato a un sopralluogo 

risp. un incontro informale con A._____ come da lui richiesto con scritto 

del 4 maggio 2020. 

11. Il 28 maggio 2020 A._____ ha contestato la volontà del Comune di dar 

seguito alla procedura della domanda di costruzione a posteriori del 30 

maggio 2018, asserendo che per la revoca della sospensione occorreva 

dimostrare un motivo di revisione.  

12. Il 16 giugno 2020 A._____ ha inoltrato i nuovi piani a sostegno della 

domanda del 6 dicembre 2019 concernente l'impianto di betonaggio. 

Questi piani non contemplano più l'accesso tramite il fondo comunale fuori 

della zona edificabile n. D._____, bensì attraverso l'accesso in zona 

industriale approvato con licenza edilizia del 5/7 luglio 2004. Egli chiedeva 

che si desse seguito alla procedura di domanda di costruzione per 

l'impianto di betonaggio, in quanto questa procedura andrebbe trattata 

distintamente da quella della domanda di costruzione a posteriori del 30 

maggio 2018. 

13. Il 28 luglio 2020 A._____ ha assegnato al Comune un termine di 20 giorni 

per procedere alla pubblicazione della domanda di costruzione per 

l'impianto di betonaggio. 

14. Con decisione del 18/19 agosto 2020 il Consiglio Comunale ha respinto la 

domanda di costruzione del 30 maggio 2018 perché incompleta, nella 

misura in cui non sia da considerare ritirata (cifra 1 dispositivo). Inoltre, 

esso ha respinto la domanda di costruzione del 19 (recte: 6) dicembre 

2019 perché incompleta, nella misura in cui non sia da considerare ritirata 

(cifra 2 dispositivo). Per la decisione, il Consiglio Comunale ha prelevato 

una tassa di CHF 1'000.00 (cifra 3 dispositivo). 

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15. Avverso questa decisione A._____ (qui di seguito: ricorrente) ha inoltrato 

ricorso al Tribunale amministrativo del Cantone dei Grigioni il 18 settembre 

2020 chiedendo che: la cifra 1 del dispositivo della decisione impugnata 

sia annullata; gli atti siano rinviati al Comune con l'obbligo di sospendere 

la procedura e trattarla dopo la revisione della pianificazione locale nel 

rispetto della decisione emanata dal Comune stesso. La cifra 2 del 

dispositivo della decisione impugnata sia annullata, gli atti siano ritornati 

al Comune con l'obbligo di pubblicazione della domanda 11 gennaio 2020 

(recte: 6 dicembre 2019/16 giugno 2020) e, dopo pubblicazione, di 

decisione entro un termine da fissare dal Tribunale. La cifra 3 del 

dispositivo della decisione impugnata sia cassata. Le spese della 

procedura comunale siano a carico del Comune. Vista la conduzione 

arbitraria della procedura, il Comune sia tenuto a rimborsare al ricorrente 

le spese sostenute per la procedura comunale di CHF 2'000.00. Protestate 

spese, tasse e ripetibili per la procedura davanti a questo Tribunale. 

16. Nella presa di posizione del 2 novembre 2020 il Comune di B._____ (qui 

di seguito: convenuto) ha chiesto il rigetto del ricorso nella misura in cui 

sia ricevibile; protestate spese, tasse e ripetibili.  

17. Nel secondo scambio di scritti le parti si sono riconfermate nei loro petiti. 

II. Considerando in diritto:

1.1. La competenza del Tribunale amministrativo per giudicare il ricorso contro 

la decisione 18/19 agosto 2020 del convenuto è data dall'art. 49 cpv. 1 lett. 

a della Legge sulla giustizia amministrativa (LGA; CSC 370.100). La 

legittimazione del ricorrente è pacifica (cfr. art. 50 LGA). Essendo 

tempestivo e rispondendo alle condizioni di forma (cfr. art. 52 cpv. 1 e art. 

38 LGA) il ricorso è dunque ricevibile.

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1.2. La rappresentanza del legale del convenuto, eccepita dal ricorrente, è 

attestata. 

2. Da esaminare è se il convenuto ha giustamente respinto le domande di 

costruzione del ricorrente del 30 maggio 2018 (domanda a posteriori) e 

del 6 dicembre 2019/16 giugno 2020 perché incomplete ai sensi degli artt. 

114 e 115 della Legge edilizia comunale (LE), 87 e 88 della Legge sulla 

pianificazione territoriale del Cantone dei Grigioni (LPTC; CSC 801.100) e 

42 dell'Ordinanza sulla pianificazione territoriale del Cantone dei Grigioni 

(OPTC; CSC 801.110). 

3. Il ricorrente fa innanzitutto valere dei vizi procedurali. 

3.1. Il ricorrente contesta la competenza dell'Autorità edilizia (AE, ossia il 

Consiglio comunale) per il rilascio della decisione impugnata.

3.1.1. A mente del ricorrente, la relativa procedura è stata sospesa dalla 

Commissione edilizia (CE) e la competenza per rigettare una domanda 

incompleta (o per chiederne il completamento) non spetterebbe al 

Consiglio comunale, bensì alla CE. Dopo l'inoltro dei piani del 16 giugno 

2020, conformemente al relativo Regolamento la CE avrebbe dovuto 

deliberare sulla pubblicazione entro 20 giorni. Non avendo chiesto una 

completazione entro 20 giorni, la CE avrebbe dovuto pubblicare la 

domanda di costruzione. Soltanto la CE avrebbe poi potuto procedere alla 

revoca di una sua decisione. Avocando a sé la decisione, l'AE avrebbe 

inoltre privato il ricorrente di una via di ricorso. La decisione impugnata 

sarebbe pertanto nulla. 

3.1.2. Giusta l'art. 44 OPTC l'autorità edilizia comunale esamina senza indugio 

le domande di costruzione e le domande EFZ inoltrate riguardo alla loro 

completezza e le sottopone ad un esame materiale preliminare (cpv. 1 

primo periodo). Se la domanda è incompleta o presenta evidenti difetti 

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materiali, l'autorità edilizia comunale, rispettivamente il Servizio, assegna 

ai richiedenti, entro 20 giorni dal recapito, un termine adeguato per 

completare o migliorare la domanda di costruzione (cpv. 2). Se la 

domanda non viene completata o migliorata entro il termine fissato, essa 

viene considerata ritirata (cpv. 3). Giusta l'art. 5 LE la competenza e gli 

obblighi della CE sono fissati dalla Giunta in un regolamento (cpv. 4). 

Giusta l'art. 5 cpv. 1 del Regolamento della CE la CE funge da consulente 

dell'AE in tutti i casi in cui questa deve emanare una decisione in base a 

una domanda di costruzione. Inoltre, essa è responsabile per lo 

svolgimento delle procedure edilizie. La CE esamina le domande di 

costruzione sotto l'aspetto materiale e della fattibilità nel contesto 

insediativo, decide in merito all'esposizione pubblica e formula proposte 

all'AE. Le decisioni della CE possono essere impugnate davanti all'AE (cfr. 

art. 10 Regolamento della CE). Giusta l'art. 11 secondo periodo del 

Regolamento della CE la domanda di costruzione completa va deliberata 

per l'esposizione entro 20 giorni dall'inoltro. 

3.1.3. D'accordo con l'argomentazione del convenuto, va dapprima osservato 

che il termine di 20 giorni dal recapito della domanda di costruzione per il 

suo completamento è una mera disposizione ordinatoria. Se il termine è 

scaduto senza che il Comune abbia richiesto un completamento, non 

sorge automaticamente un diritto alla pubblicazione della domanda. La 

decisione impugnata non può dunque essere invalidata da questa 

rispettiva censura del ricorrente. 

3.1.4. Pur ammettendo che, in caso di domande di costruzione incomplete, sia 

responsabile in primo luogo la CE per la comunicazione di completamento 

al richiedente, dacché spetta ad essa decidere in merito all'esposizione 

pubblica della domanda, si osserva che in ogni caso non rappresenta certo 

un errore procedurale grave e quindi un motivo di nullità il fatto che sia 

stata l'AE, quale autorità superiore, a effettuare tale domanda con scritti 

del 22 aprile 2020. Ma soprattutto, l'AE era competente per decidere in 

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seguito il rigetto della domanda per incompletezza. Si rileva infatti che la 

competenza d'approvazione per le domande di costruzione – come quelle 

in discussione – è dell'AE (cfr. art. 9 cpv. 1 cifra 1 e 2 Regolamento della 

CE; art. 5 cpv. 1 cifra 1 e 2 Regolamento comunale per la gestione delle 

pratiche edilizie) e che l'art. 44 OPTC designa l'AE quale autorità 

competente per l'esame provvisorio, segnatamente per la completezza 

delle domande di costruzione. Il ricorrente non ha quindi perso un'istanza 

di ricorso, come da lui sostenuto. Tantomeno si intravede 

un'incompetenza dell'AE per revocare una decisione della CE (riguardo 

alla revoca v. sotto consid. 5). Si noti inoltre che nel caso di specie l'AE 

era tenuta a intervenire già solo per l'obbligo impostole dal Cantone 

conformemente all'accordo dell'8/10 luglio 2019. 

3.2. Il ricorrente asserisce inoltre che la congiunzione delle due procedure 

edilizie sia ingiustificata. 

3.2.1. Giusta l'art. 6 lett. a LGA nell'interesse di un'efficace evasione, l'autorità 

competente può unire più procedure. 

3.2.2. Visto che il ricorrente con la domanda del 6 dicembre 2019/16 giugno 2020 

intende fra l'altro ampliare un edificio per il quale va ancora verificata la 

liceità (domanda a posteriori del 30 maggio 2018), le due procedure 

possono essere ritenute interdipendenti, come le ha reputate il convenuto. 

All'unione di queste procedure non c'è niente da eccepire, tanto più che il 

convenuto nel dispositivo della decisione impugnata ha comunque deciso 

in modo distinto riguardo a ognuna delle procedure edilizie. Ininfluente è 

inoltre il fatto rimarcato dal ricorrente che gli aspetti toccanti il fondo n. 

D._____ fuori della zona edificabile siano di competenza materiale 

dell'UST (procedura EFZ), siccome qui si tratta dell'esame provvisorio 

della completezza delle domande di costruzione, su cui può decidere 

l'Autorità edilizia anche per domande EFZ.  

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4. Va quindi esaminata la completezza della domanda di costruzione a 

posteriori del 30 maggio 2018. 

4.1. L'autorità edilizia comunale esamina senza indugio le domande di 

costruzione e le domande EFZ inoltrate riguardo alla loro completezza e 

le sottopone ad un esame materiale preliminare. Al contempo viene 

controllato se le modine sono posate in maniera corretta (art. 44 cpv. 1 

OPTC). Se la domanda è incompleta o presenta evidenti difetti materiali, 

l'autorità edilizia comunale, rispettivamente il Servizio, assegna ai 

richiedenti, entro 20 giorni dal recapito, un termine adeguato per 

completare o migliorare la domanda di costruzione (art. 44 cpv. 2 OPTC). 

Se la domanda non viene completata o migliorata entro il termine fissato, 

essa viene considerata ritirata (art. 44 cpv. 3 OPTC). Giusta l'art. 42 cpv. 

4 OPTC in caso di modifiche di edifici e impianti già esistenti, nonché di 

piani approvati, dai piani deve risultare evidente lo stato dei relativi 

elementi strutturali prima e dopo la modifica (esistente: grigio/nero; nuovo: 

rosso; demolizione: giallo; cfr. anche art. 114 cpv. 4 LE secondo cui in 

caso di trasformazioni o modifiche di piani approvati, deve emergere dagli 

stessi lo stato delle relative parti della costruzione come si presenta prima 

e dopo la trasformazione risp. modifica [parti esistenti: grigio; parti nuove: 

rosso; demolizioni: giallo]). Giusta l'art. 87 LPTC in unione con l'art. 42 cpv. 

1 OPTC per costruzioni fuori della zona edificabile va presentata una 

domanda di costruzione EFZ. 

4.2. Riguardo alla domanda di costruzione a posteriori del 30 maggio 2018, va 

previamente rilevato che il convenuto come precedentemente comunicato 

al ricorrente si attendeva da questi una domanda in sanatoria per tutti gli 

interventi abusivi constatati sul fondo n. C._____ di proprietà del ricorrente 

(irregolarità constatate in special modo riguardo agli edifici esistenti, in 

particolare riguardo all'edificio n. F._____ ICAI, riguardo al muro di 

contenimento e alla recinzione) e sul fondo n. D._____ di proprietà del 

comune (irregolarità constatate in special modo riguardo all'accesso per 

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accedere al fondo n. C._____, per depositi e l'installazione della vasca e 

impianti per il recupero dei fanghi nonché per la parte del muro di 

contenimento eretto su di esso; si veda nel dettaglio decisione impugnata 

pag. 4). Il ricorrente si è tuttavia limitato a chiedere l'autorizzazione per il 

muro di contenimento e per la vasca per il recupero dei fanghi. Inoltre nei 

piani gli edifici esistenti, segnatamente l'edificio n. F._____ ICAI, sono 

indicati in nero come esistenti e dunque come già autorizzati. Il ricorrente 

sminuisce a tal proposito le violazioni constatate dal convenuto al riguardo 

dell'edificazione del fondo n. C._____, ma di per sé non nega che ci siano 

state infrazioni delle norme edilizie materiali risp. che detto fondo non sia 

stato edificato come autorizzato nella licenza edilizia del 5/7 luglio 2004. 

Egli non eccepisce poi l'incompletezza della domanda di costruzione a 

posteriori del 30 maggio 2018 alla luce delle violazioni rilevate. Con essa 

il ricorrente si è limitato a domandare il permesso per la vasca per il 

recupero dei fanghi dei pozzetti stradali e per un muro di contenimento, 

senza segnalare e chiedere l'autorizzazione in sanatoria degli interventi 

agli edifici sul suo fondo n. C._____ non contemplati dalla licenza del 5/7 

luglio 2004. Oltretutto, il ricorrente non ha presentato una domanda EFZ 

per gli interventi fuori della zona edificabile. Certo, va sottolineato che il 

ricorrente confidava nella proposta di mutazione della parte di terreno sul 

fondo n. D._____ che si prevedeva di assegnare alla zona industriale con 

la revisione della pianificazione locale. Ma la nuova situazione in seguito 

all'accordo del convenuto con il Cantone del 8/10 luglio 2019 – nel quale 

il convenuto si impegna, fra l'altro, a verificare gli impianti non autorizzati 

del ricorrente e a pretendere la presentazione di una domanda di 

costruzione a posteriori per tali impianti entro quattro mesi dalla 

sottoscrizione dell'accordo – ha vanificato questa ipotesi. Dovendo trattare 

la domanda così come presentata, visto che il ricorrente non ha dato 

seguito all'invito nello scritto del 22 aprile 2020 di voler completare la 

domanda di costruzione a posteriori del 30 maggio 2018 tramite l'apertura 

di una procedura EFZ con tutta la documentazione necessaria tenente 

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conto delle irregolarità riscontrate, il convenuto non ha potuto che 

ravvisare la mancanza di una formale domanda EFZ. Il convenuto ha 

perciò a ragione considerato incompleta la relativa domanda di 

costruzione a posteriori del 30 maggio 2018 perché indica come esistenti, 

e quindi come approvate, costruzioni abusive, e perché non è stata 

presentata una domanda di costruzione EFZ per le costruzioni fuori della 

zona edificabile.

5. In relazione alla domanda di costruzione a posteriori del 30 maggio 2018, 

il ricorrente fa valere una lesione del principio della buona fede. 

5.1. Il principio della buona fede di cui all'art. 5 cpv. 3 della Costituzione 

federale della Confederazione Svizzera (Cost.; RS 101) impone un 

comportamento leale e affidabile non solo allo Stato nei confronti del 

cittadino, ma pure viceversa, al cittadino verso le autorità statali. 

Comportamenti contradditori e in mala fede nonché abusi di diritto non 

possono essere tutelati (cfr. SCHINDLER in: EHRENZELLER/SCHINDLER/ 

SCHWEIZER/VALLENDER, St. Galler BV-Kommentar, 2014, art. 5 n. 55; 

HÄFELIN/MÜLLER/UHLMANN, Allgemeines Verwaltungsrecht, 2016, n. 717 

segg.). I privati devono poter confidare nelle decisioni prese dalle autorità. 

Di conseguenza, giusta l'art. 25 cpv. 1 LGA l'autorità amministrativa può 

modificare o annullare d'ufficio una decisione cresciuta in giudicato 

soltanto se la situazione di fatto o di diritto è cambiata rispetto alla base 

decisionale originaria (lett. a) e se alla revoca non si oppongono interessi 

pubblici o privati preponderanti (lett. b). 

5.2. Stando al ricorrente, il convenuto non poteva chiedere la prosecuzione 

della procedura a posteriori, dal momento che la CE aveva sospeso la 

procedura ipotizzando una soluzione nell'ambito della revisione della 

pianificazione locale. Questa censura non può essere accolta. Senza 

dover approfondire la questione se la CE poteva sospendere una 

procedura edilizia o meno e se la relativa comunicazione del 13 giugno 

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2018 costituisce una decisione in accezione formale, va osservato che con 

gli scritti del 22 aprile 2020 l'AE (ossia il Consiglio comunale) ha 

indubbiamente revocato un'eventuale decisione di sospensione della CE, 

comunicando il proseguimento delle procedure edilizie e concedendo al 

ricorrente la possibilità di completare risp. ritirare le sue domande di 

costruzione. Ciò in attuazione di quanto accordato con il Cantone l'8/10 

luglio 2019. Dato l'intervento di vigilanza del Cantone, il convenuto era 

tenuto a revocare la sospensione e a proseguire le relative procedure 

edilizie. Pur ammettendo che lo scritto del 13 giugno 2018 era una 

decisione formale e che la CE poteva emanare una tale decisione di 

sospensione, i requisiti per una sua revoca appaiono adempiti, posto che 

dopo l'intervento del Cantone la situazione di fatto era cambiata e che gli 

interessi privati del ricorrente non prevalgono su quelli pubblici del rispetto 

della legalità e dell'adempimento di quanto accordato dal convenuto con il 

Cantone al fine di evitare interventi di vigilanza. Per quest'ultimo motivo, 

in osservanza del termine di quattro mesi per l'ottenimento di una 

domanda di costruzione a posteriori accordato con il Cantone, anche il 

principio di proporzionalità invocato dal ricorrente è rispettato. L'intervento 

del Cantone non lasciava spazio al convenuto per altre misure meno 

incisive. Il convenuto non poteva dunque attendere la revisione della 

pianificazione locale.

5.3. Per quanto il ricorrente faccia valere una violazione del principio della 

buona fede, perché il convenuto non ha contestato le costruzioni sul fondo 

n. C._____ al momento del collaudo nel 2005, così come nel 2006 non ha 

contestato la vasca per filtrare i fanghi autorizzata dall'UNA, ci si limita ad 

evidenziare che, in linea di principio, la tollerazione (anche se per anni) di 

uno stato illegale non impedisce all'autorità di eliminarlo in seguito. 

L'inattività dell'autorità crea soltanto in casi eccezionali una base di fiducia 

che fa decadere il diritto di ripristino dello stato di legalità prima del termine 

di perenzione di 30 anni (cfr. ad es. DTF 136 II 359 consid. 7). Nel caso di 

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specie, un esame di tali presupposti non entra in considerazione e non 

viene nemmeno fatto valere dal ricorrente.

6. Non sono inoltre ammesse in questa procedura le accuse del ricorrente al 

convenuto di essere perturbatore egli stesso del proprio fondo n. D._____, 

in quanto avrebbe proceduto a depositi e modifiche illegali su questo 

fondo. 

7. Le censure inerenti alla domanda di costruzione a posteriori del 30 maggio 

2018 vanno perciò integralmente respinte. 

8. In seguito si entrerà nel merito delle censure inerenti alla domanda di 

costruzione del 6 dicembre 2019/16 giugno 2020 concernente l'impianto 

di betonaggio. 

8.1. Il ricorrente sottolinea che non vi sarebbe nessun motivo per rifiutarne la 

pubblicazione. Egli contesta che la sua domanda del 6 dicembre 2019/16 

giugno 2020 non fosse completa. Egli sostiene che l'accesso avviene 

attraverso l'ingresso esistente autorizzato dall'UTC nel 2003 (risp. con 

licenza edilizia del 5/7 luglio 2004). L'impianto rispetterebbe tutte le norme 

edilizie. La realizzazione di detto impianto non ostacolerebbe eventuali 

misure di ripristino dello stato di legalità (anche se fossero ordinate delle 

demolizioni), siccome la collocazione dell'impianto di betonaggio non 

toccherebbe la parte del capannone n. F._____ ICAI che non rispetta le 

distanze dal confine. Il convenuto è invece dell'avviso che l'impianto di 

betonaggio trasforma ampliandolo uno degli edifici abusivi per i quali non 

vuole che venga esaminata la conformità al diritto materiale. La domanda 

di costruzione si baserebbe su piani falsati, nei quali si indicherebbero 

come esistenti edifici abusivi per i quali non si richiede la licenza edilizia in 

sanatoria. 

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8.2. L'opinione del convenuto va condivisa: prima di poter modificare quanto 

costruito abusivamente, il ricorrente deve ottenere la licenza edilizia per 

quanto già costruito. La realizzazione dell'impianto di betonaggio è 

prevista nell'edificio n. F._____ ICAI sul fondo n. C._____, che 

indiscutibilmente non è stato realizzato conformemente alla licenza edilizia 

del 5/7 luglio 2004. L'obiezione del ricorrente, secondo cui una 

demolizione del rispettivo edificio non concernerebbe la parte interessante 

l'impianto di betonaggio non può essere ricevuta. L'eventuale portata di un 

ripristino dello stato di legalità circa l'edificio n. F._____ ICAI non può infatti 

essere esaminata in questa sede. Per valutare se il convenuto ha 

giustamente ritenuto incompleta la relativa domanda edilizia del ricorrente 

bisogna accertare se per il convenuto era possibile esaminarne la 

conformità al diritto edilizio. Tenendo conto del fatto che, come ammesso 

dal ricorrente stesso, l'edificio n. F._____ ICAI non rispetta le norme 

edilizie risp. la relativa licenza del 5/7 luglio 2004, appare sostenibile che 

il convenuto non abbia ritenuto completa e quindi esaminabile una 

domanda che si fonda su uno stato illecito. Il convenuto non abusa del suo 

potere discrezionale sostenendo che, se manca la licenza in sanatoria per 

detto edificio, la domanda per l'impianto di betonaggio previsto in detto 

edificio non può essere trattata perché incompleta (risp. evidentemente 

difettosa).

9. Infine, vanno ancora giudicate le censure del ricorrente di disparità di 

trattamento risp. arbitrio.

9.1. Il principio della parità di trattamento di cui all'art. 8 Cost. e la protezione 

dall'arbitrio oggetto dell'art. 9 Cost. sono strettamente legati tra di loro. Una 

decisione è arbitraria quando non si fonda su motivi seri e oggettivi o 

appare priva di senso risp. di scopo (cfr. DTF 134 II 124 consid. 4.1). Essa 

disattende il principio della parità di trattamento quando, tra casi simili, 

faccia delle distinzioni che nessun fatto importante giustifichi oppure 

sottoponga ad un regime identico situazioni che presentano tra loro delle 

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differenze rilevanti e di natura tale da rendere necessario un trattamento 

diverso (cfr. DTF 136 I 345 consid. 5, 136 II 120 consid. 3.3.2, 133 I 249 

consid. 3.3; 131 I 1 consid. 4.2). L'ossequio del principio della parità di 

trattamento impone dunque che fattispecie giuridicamente uguali siano 

trattate in modo uguale e fattispecie giuridicamente diverse in modo 

diverso (cfr. DTF 134 I 23 consid. 9.1).

9.2. Il ricorrente sostiene che i parametri applicati dal convenuto per valutare 

la procedura edilizia del ricorrente e quelli per altre due procedure anche 

inerenti alla costruzione di un impianto di betonaggio siano diversi, benché 

le situazioni siano identiche. A mente del ricorrente oltretutto, le altre due 

procedure sarebbero addirittura in zona non conforme (artigianale). 

Questa censura va respinta. Irrilevante è che finora per tali procedure 

prese a confronto dal ricorrente non siano (ancora) state accertate delle 

violazioni e imposto un ripristino, come asserito dal ricorrente. Le 

domande di costruzione del ricorrente sono state ritenute incomplete. 

Inconferente è se per altri impianti di betonaggio in zona artigianale siano 

stati rilasciate delle autorizzazioni, indipendentemente dal quesito se un 

simile impianto sia conforme o meno a detta zona. Non è nemmeno 

riscontrabile un agire arbitrario del convenuto nei confronti del ricorrente.

10. In conclusione, il ricorso va respinto e la decisione impugnata confermata. 

11. I costi di procedura di CHF 3'000.00 sono posti a carico del ricorrente 

giusta l'art. 73 cpv. 1 LGA. Al convenuto non sono assegnate ripetibili (cfr. 

art. 78 cpv. 2 LGA).

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III. Per questi motivi il Tribunale giudica:

1. Il ricorso è respinto.  

2. Vengono prelevate le seguenti spese processuali:

- una tassa di Stato di CHF 3'000.00

- e le spese di cancelleria di CHF 338.00

totale CHF 3'338.00

Tali spese sono poste a carico di A._____. 

3. [Vie di diritto]

4. [Comunicazioni]