# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0b28f718-0525-548a-9f48-8790025ee770
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-05-23
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Presidente della Pretura Penale 23.05.2003 10.2003.26
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_PP_001_10-2003-26_2003-05-23.html

## Full Text

Incarto
  n.

  10.2003.26/ROC/MAM

  DAC
  897/2002

  	
  Bellinzona

  23
  maggio 2003

   

  	
  Sentenza
  con motivazione

  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice della Pretura penale

  
	
  Claudio Rotanzi

  
	
   

  
						

sedente con
Michele Maggi in qualità di Segretario assessore, per giudicare

 

	
   

  	
  __________ __________, di __________ __________ e
  __________ n. __________, nata a __________ il __________.1968, attinente di
  __________ /__________, domiciliata ad __________, Via __________ __________,
  coniugata, casalinga 

  difesa da: Avv. __________
  __________, __________
  __________, 

   

  

prevenuta colpevole di         circolazione in stato di ebrietà,
ripetuta infrazione alle norme della circolazione inosservanza dei doveri in
caso di infortunio;

 

fatti avvenuti                       il 21 agosto 2002 ad __________
-__________;

 

reati previsti                       dagli artt. 91 cpv. 1, 92 cpv. 1
in rel. con 51 cpv. 1 e 3, 90 cfr. 1 in rel. con artt. 26 cpv. 1, 27 cpv. 1, 31
cpv. 1 e 2, 34 cpv. 1 e 4, 36 cpv. 4 LCS, e dagli artt. 2 cpv. 1 e 2, 3 cpv. 1,
7 cpv. 1 e 2, 17 cpv. 1 ONC;

 

perseguita                         con decreto d’accusa no. DAC
__________/__________ di data __________ 2002 del Procuratore pubblico Giuseppe
Muschietti, __________, che
propone la condanna dell'accusata:

 

1.alla pena di 75 giorni di detenzione sospesi condizionalmente
per un periodo di prova di 4 anni.

 

2.alla multa di fr. 2'000.-- con l'avvertenza che la stessa deve
essere pagata entro 3 mesi ritenuto che in caso di mancato pagamento sarà
commutata in arresto (art. 49 cfr. 3 CPS).

 

3.Al pagamento della tassa di giustizia di fr. 200.-- e delle
spese giudiziarie di fr. 300.--.

 

4.La condanna verrà iscritta a casellario giudiziale e sarà
cancellata trascorso il periodo fissato dall'art. 80 CPS, rispettivamente dall'art.
41 cifra 4 CPS.

 

vista                                  l'opposizione interposta
tempestivamente in data 6 dicembre 2002 dall'accusata;

 

indetto                               il dibattimento del 23 maggio
2003 al quale sono comparsi l’accusata personalmente, assistita dal difensore,
Avv. __________ __________, __________, come pure il Procuratore Pubblico
Giuseppe Muschietti;  

 

accertate                           le generalità dell'accusata, data
lettura del decreto d'accusa, proceduto all'interrogatorio dell'accusata;

 

sentito                               il Procuratore Pubblico il quale
ha chiesto la conferma della condanna proposta nel decreto d’accusa;

 

sentito                               il difensore, il quale ha chiesto
l’assoluzione della prevenuta per il reato di circolazione in stato di ebrietà
e la pedissequa riduzione della pena ad una mera sanzione pecuniaria,
ammettendo, per il rimanente, l’esistenza degli ulteriori reati previsti nel
decreto d’accusa;

 

sentito                               da ultimo l'accusata, la quale si
rimette a quanto affermato dal suo difensore;

 

posti                                 a giudizio i seguenti quesiti:

 

 

1.È
__________ __________ colpevole di

 

                             
1.1. circolazione in stato di ebrietà

 

                                    per
avere, ad __________ -__________ il 21.08.2002,

 

                                    condotto
l'autovettura __________ targata __________ essendo in stato di

                                    ubriachezza
così come risulta dagli indizi concludenti in tal senso (vedi: bevande 

                                    alcoliche
sorbite; alcolemia min. 0.47 - max. 1.72 grammi per mille; suo 

                                    comportamento
successivo; dinamica degli incidenti sotto riportati; ecc.) malgrado 

                                    fosse
già stata condannata nel 1995 per analogo reato (alcolemia: 1.70 grammi 

                                    per
mille);

 

 

                               
1.2.    ripetuta infrazione alle norme della circolazione

 

                                    per
avere, ad __________ -__________ il 21.08.2002, circolando nello stato psico-fisico

                                    surriferito,
negligentemente:

 

                                    1.2.1
perso la padronanza di guida sbandando così sulla sua destra cozzando

                                            
conseguentemente contro dei paletti di delimitazione del campo stradale;

 

                                    1.2.2
nell'eseguire una manovra di retromarcia urtato e danneggiato tre 

                                            
autovetture ivi regolarmente posteggiate;

 

                                    1.2.3
continuando la corsa, perso la padronanza di guida sbandando così sulla

                                            
sua sinistra cozzando dapprima contro un muretto di delimitazione per 

                                            
posteggi e contro una siepe ivi esistenti;

 

 

                               1.3.inosservanza
dei doveri in caso d'infortunio

 

                                     per
avere, ad __________ -__________ il 21.08.2002

 

                                    abbandonato il
luogo degli incidenti surriferiti senza osservare i doveri impostigli 

                                    dalla legge, in
specie senza avvisare immediatamente i danneggiati o avvertire 

                                    senza indugio la
polizia;

 

 

           
                         2.  In caso di risposta affermativa ai
quesiti no. 1.1. e/o 1.2. e/o 1.3., se deve

                                    essergli
inflitta una pena, di che natura ed in che misura.

 

 

                               3.  
In caso di risposta affermativa al quesito no. 2, se deve essere concessa la 

           
                              sospensione condizionale della pena
e per quale lasso di tempo.

           
 

 

4.    In caso di risposta
affermativa al quesito no. 2., se la condanna deve essere 

     iscritta
a casellario giudiziale e cancellata trascorso il periodo fissato dall’art. 80 

     CPS,
rispettivamente dall’art. 41 cfr. 4 CPS.

 

 

5.    In caso di
risposta affermativa ai quesiti 1.1. e/o 1.2. e/o 1.3., se devono

           
                                essere accollate al condannato le
tasse e le spese di giudizio e in quale misura.

           
 

           
 

letti ed esaminati                gli atti;

 

ritenuto                            in fatto 

 

A.In data 20.08.2002, la prevenuta, unitamente al di lei marito,
cenò verso le ore 19.00 presso il ristorante __________ a __________, ordinando
segnatamente dei gamberoni e degli scampi, accompagnati da circa due bicchieri
di vino rosé cadauno. Già in quel mentre, tra la coppia iniziava un diverbio
che si è poi protratto, in particolare, a fare tempo dalle ore 23.00 di quello
stesso giorno e sino alle prime ore del mattino seguente, in un vero e proprio
crescendo di coinvolgimento emotivo, senza che per questo i coniugi, secondo la
versione della prevenuta e confermata dal teste __________, bevessero più
alcunché d’alcolico. Causa del litigio, confermata pure dal marito in sede
dibattimentale, sarebbe stata l’intima convinzione della moglie circa
l’esistenza di una presunta relazione extraconiugale del proprio partner. Convinzione
che si sarebbe ulteriormente rafforzata avendo questi proprio verso le ore
23.00 della stessa sera, una volta rientrati al loro domicilio di __________
-__________, ricevuto una misteriosa telefonata che la prevenuta ha
interpretato quale prova apodittica del perpetrato  tradimento maritale. A
questo punto il diverbio si è trasformato in un vero e proprio litigio dalle
fosche tinte, accentuato, per stessa ammissione della prevenuta (confermata dal
teste __________ al dibattimento) da una smisurata ed eccessiva gelosia
muliebre. Durante il diverbio il marito ha più volte abbandonato l’abitazione
coniugale, rientrandovi dopo qualche tempo. È in una di queste fasi di
allontanamento che la prevenuta, a sua detta, sempre più agitata e sconvolta,
tanto da uscire di casa a piedi nudi, avrebbe cercato mettendosi al volante
della autovettura mercedes targata __________ verso le ore 03.45 antimeridiane
circa di inseguire il coniuge, sicura che questi si sarebbe nel frattempo
incontrato con la presunta amante. Da qui tutta la dinamica delle infrazioni
commesse dalla prevenuta alla Legge sulla circolazione stradale e relative
ordinanze, chiaramente descritte e riportate nel rapporto di constatazione
della Polizia cantonale, posto di __________ del 3.10.2002, e ammesse nella
loro totalità, anche in sede dibattimentale, dalla prevenuta, eccezion fatta
per il reato di cui al pto. 1 del predetto decreto d’accusa di cui si dirà in
seguito.

 

B.In particolare, la prevenuta, dopo avere appunto lasciato,
alla guida della vettura, la propria abitazione, sita in Via __________,
__________o, e dopo essere scesa da Via __________, raggiungeva il Viale
__________, dove proseguiva in direzione di __________. Circolando su
quest’ultima via, l’accusata si spostava repentinamente sulla destra della
carreggiata e andava ad urtare diversi paletti che delimitavano la stessa,
danneggiandoli. Nell’urto, è stato pure sradicato il blocco di cemento che
sostiene i paletti. La prevenuta, malgrado quanto precede, ha seguitato a
condurre il mezzo, intraprendendo la salita Via __________, per svoltare quindi
a sinistra, su Via __________, dove, a causa della strada sbarrata per i lavori
in corso, ella si è vista obbligata a retrocedere, effettuando a tale scopo
svariate manovre. È proprio nell’eseguire tali manovre che l’accusata andava
sciaguratamente (e maldestramente) ad urtare contro tre autovetture che si
trovavano ivi parcheggiate, danneggiandole. La prevenuta dopo aver imboccato un
vicolo cieco (____________________), ritornava sui suoi passi e ridiscendeva
nuovamente su Via __________, per poi svoltare a sinistra sino a raggiungere
Via __________ e salire, svoltando nuovamente a sinistra, sulla Via __________,
in direzione di Via __________ o. È sulla Via __________ che l’accusata si spostava
questa volta sul limite sinistro della carreggiata danneggiando così un muretto
di proprietà terzi e terminando, poco distante, la sua corsa ,contro la siepe
di un’altra abitazione, la vettura avendo a questo punto definitivamente subito
un danno totale.  

 

C.Causa di tutto quanto precede, a detta della prevenuta, un suo
profondo stato di alterazione, cagionato dalla acuta gelosia, rabbia e
tristezza scaturita dal precedente litigio col marito, cui si sarebbe
susseguentemente cumulata, già con il primo episodio che l’ha vista
protagonista (segnatamente il danneggiamento dei paletti che delimitano la
carreggiata in viale __________ ed il relativo sradicamento del blocco di
cemento a sostegno), un’ulteriore tensione nervosa a seguito di un transfer emotivo
di quest’ultima e relativo alla reminiscenza di un altro incidente della
circolazione di cui l’accusata già fu vittima (a dire il vero di sé stessa!)
nel  1995 ( e per il quale ella venne condannata a 20 giorni di detenzione
sospesi condizionalmente per un periodo di prova di tre anni a seguito di
comprovata infrazione alle norme della circolazione, conducenti ebbri e
contravvenzione sulla LF sugli stupefacenti!). L’accusata ha, per il rimanente,
sempre dichiarato di non avere ingerito alcool prima di essersi messa alla
guida, le infrazioni e contravvenzioni da lei commesse (ed ammesse) non
dovendosi dunque addebitare a stato di ebrietà. 

 

D.A questo punto la prevenuta, impossibilitata a farlo con la
vettura, ormai sconsolatamente inutilizzabile, decise di scendere dalla stessa
(essendosi pure, nel gesto, sdrucita la gonna nella siepe dirimpetto) e di
rientrare a casa a piedi, il domicilio distando solo poco più di 200 metri dal
punto finale dell’incidente. Ella, a suo dire timorosa ed impaurita della
possibile reazione (violenta?) del marito, si sarebbe nascosta in giardino,
aspettando che questi, già rientrato (per l’ennesima volta) in casa, si
allontanasse definitivamente dovendo egli proprio quel giorno partire per un
viaggio d’affari all’estero. Il __________ se ne sarebbe appunto andato
definitivamente verso le ore 05.00 antimeridiane e, conseguentemente, una volta
appurato con certezza che tutto risultasse davvero tranquillo, la prevenuta
avrebbe fatto rientro a casa. Dove avrebbe cominciato, terrorizzata, a bere del
cognac. In questo senso la prevenuta ha dichiarato fronte alle forze inquirenti
di avere appunto bevuto in quell’occasione del cognac in ragione di tre
bicchierini da 4 cl cadauno, per un totale complessivo dunque, per eccesso, di
12 cl. In sede dibattimentale, l’accusata ha però modificato la propria
versione dei fatti, ricordando senza fallo di avere bevuto molto di più di
quanto dichiarato alla polizia, segnatamente mezza bottiglia di cognac, per un
totale complessivo di (almeno) 35 cl, quanto precede confortato, parzialmente,
dalla escussione testimoniale di __________ __________, che ha riferito di
avere visto la prevenuta, tra le ore 10.00 e le ore 11.15 del mattino del
21.08.2002, bere almeno quattro bicchierini colmi di cognac e di una capienza
di 4,5 cl cadauno, per un totale complessivo d’alcool ingerito, solo in quel
lasso di tempo, pari a 18 cl.

 

E. È soltanto
alle ore 14.15 del pomeriggio del 21.08.2002 che la prevenuta, accompagnata
dalla figlia di prime nozze del marito, si presentava agli sportelli della
polizia cantonale per dichiarare l’accaduto e spiegare la propria versione dei
fatti circa l’intera dinamica dell’incidente, poiché, come spiegato dalla
stessa nel verbale di interrogatorio di stessa data, ella, dopo avere bevuto
del cognac, si sarebbe coricata verso le ore 07.00 antimeridiane, dichiarando
inoltre in sede dibattimentale di non essere stata né fisicamente né
mentalmente in grado di contattare gli agenti durante il corso della mattinata.

 

considerato                       in
diritto 

 

                                 1.     Quo ai reati di ripetuta
infrazione alle norme della circolazione e inosservanza dei doveri in caso di
infortunio di cui ai pti. 2 e 3 del decreto di accusa, gli stessi sono stati
manifestamente ammessi dalla prevenuta anche in sede dibattimentale. Certo,
oggi come oggi confessio regina probationis non est, ma appare del tutto
evidente, sia dal predetto rapporto di constatazione della polizia cantonale
(dal quale si evince inequivocabilmente l’effettivo tragitto della vettura
__________ intestata alla prevenuta, ricostruito grazie alle forti tracce di
olio rilasciate), sia dalla audizione del teste __________ fronte alle forze
inquirenti (che ha chiaramente osservato la manovra di retromarcia della
predetta __________ ed il conseguente urto ed il danneggiamento di tre
autovetture ivi regolarmente posteggiate) sia da quanto riferito dal teste
__________ in sede dibattimentale (che ha confermato l’irreperibilità
dell’accusata subito dopo l’infortunio) e dalla teste __________ (che nella
tarda mattinata, dopo gli avvenimenti, avrebbe consigliato, invano, l’accusata
di volersi recare alla polizia) che i predetti reati sono senz’altro stati
commessi in data 21 agosto 2002 in territorio di __________ -__________ da
parte della qui prevenuta __________ __________, quanto precede in crassa
violazione dei disposti di Legge di cui agli artt. 90 cfr. 1 in rel. con artt.
26 cpv. 1, 27 cpv. 1, 31 cpv. 1 e 2, 34 cpv. 1 e 4, 36 cpv. 4 LCS, e dagli artt.
2 cpv. 1 e 2, 3 cpv. 1, 7 cpv. 1 e 2, 17 cpv. 1 ONC e artt. 92 cpv. 1 in rel.
con 51 cpv. 1 e 3 LCS.

 

2  .   
Nodo gordiano è dunque, stante l’assenza di una prova apodittica in tal
senso,

        la
questione a sapere circa l’avvenuta o meno circolazione da parte della 

        prevenuta
in stato di ebrietà. Per l’art. 91 cpv. 1 LCS chi conduce un veicolo a 

        motore
in stato di ebrietà è punito con la detenzione o con la multa. L’art. 2 

        cpv. 2
ONC ha fissato il limite irrefragabile a partire dal quale l’inabilità alla 

        guida
è presunta allo 0,8 g 0/00 , limite
ammesso indipendentemente da altre 

        prove
e dal grado individuale di sopportabilità all’alcool. Per l’accertamento 

        dello
stato di ebrietà, l’analisi del sangue è il sistema adatto d’indagine. Se, 

        contrariamente
a quanto prevede l’art. 138 cpv. 2 OAC, tale analisi, benché 

        possibile,
non è stata eseguita (o, per i più svariati motivi, non appare 

        fedefacente),
l’inattitudine a condurre per influsso alcolico può essere allora

        dimostrata
con altri mezzi di prova quali, ad esempio, il controllo con 

        l’etilometro,
se il risultato appare univoco, o le dichiarazioni dei testi (DTF 127 

        IV 172
e segg.), o altro ancora. 

3.     Concretamente,
mancando una chiara dimostrazione peritale

        (il
relativo rapporto del laboratorio bioanalitico del 22.08.2002 che accertava 

        dei
valori di alcoolemia di un minimo di 0,47 g/kg ed un massimo di  1,72 g/kg,

        essendo
stato redatto a troppe ore di distanza dagli accadimenti e sulla base 

        di
dichiarazioni unilaterali della prevenuta, oltretutto manifestamente imprecise 

        anche
alla luce della testimonianza di __________ __________ che ha confermato che la

        prevenuta,
già solo tra le ore 10.00 e le ore 11.15 antimeridiane del 

        21.08.2002,
aveva decisamente ingurgitato una quantità di alcool superiore a 

        quella
che il perito ha ritenuto essere stata ingerita dalla __________ subito dopo 

        il
momento critico e da questo cifrato in  soli 1,2 g/kg pari a ca. tre
bicchierini di 

        cognac),
altri fattori devono pertanto giocoforza entrare in linea di conto ai fini 

        di
giudizio.

 

4.     Malgrado
la chiara presa di posizione dell’accusata che nega ogni addebito in

        tal
senso e che ha anzi persistito anche in sede dibattimentale nel contestare 

        di
avere circolato in stato di ebrietà, lo scrivente Giudice accerta di contro che

        __________
__________, al di là di qualsiasi ragionevole dubbio, ha circolato in data 

        21.08.2002
in territorio di __________, alla guida dell’autovettura __________ targata 

        __________,
in stato di ebrietà . Tale accertamento poggia sui seguenti 

        inequivocabili
indizi senz’altro sufficientemente precisi e tali da consentire una 

        deduzione
logica e rigorosa circa l’effettiva colpevolezza dell’accusata in tal 

        senso.

 

5.     Punto
di partenza per determinare quanto precede è l’oggettiva constatazione

        della
dinamica e delle modalità degli incidenti commessi dall’accusata.

        Già
solo con una briciola di buonsenso, mal si comprende infatti 

        come
la ‘scampagnata’ in esame della __________, che, lo si ricordi, nel breve 

        volgere
di circa un chilometro ha commesso ben cinque rilevanti 

        danneggiamenti
per una media matematica di un danno ogni 200 metri lineari 

        (!),
senza contare le infrazioni astratte,  possa essere stata dettata da un mero  

        e non
meglio precisato sentimento di rabbia e gelosia (tanto più 

        poiché
facilmente allegato dalla prevenuta ma non minimamente suffragato da 

        alcun
indizio oggettivo in un senso o nell’altro) e non fosse da addebitare 

        invece
- accertata al momento dei fatti l’esclusione di uso da parte della 

        prevenuta
di sostanze narcotiche e/o stupefacenti e/o di psicofarmaci, ed 

        accertata
pure l’inesistenza di qualsivoglia stato di predisposizione nevrotica 

        e/o
psicotica della stessa, ed escludendo pure stati di ipnosi, e/o particolari 

        specifici
disturbi mentali e/o depressioni nervose - ad un (grave) stato di

        ebrietà.
Quanto precede oltre che essere basato su considerazioni di 

        esperienza
generale relazionata all’ordinario andamento delle cose,

        risulta
essere manifestamente sottomurato dai considerandi a seguire.

 

 

6.     Innanzitutto
va rilevato che in sede dibattimentale, la credibilità della prevenuta 

        è
risultata essere parecchio vacillante, ciò che, a non averne dubbio, inficia, 

        già
di per sé drasticamente la versione dei fatti da lei fornita, segnatamente il 

        suo
continuo giurare e spergiurare di non avere toccato goccia d’alcool veruna 

        prima
di essersi messa alla guida. 

        In
primis, la prevenuta, fronte alle forze inquirenti, ha sempre dichiarato (e

        confermato)
di essersi addormentata verso le ore 07.00 circa e di non essersi 

        più
svegliata sino alle prime ore del pomeriggio del 21.08.2002, momento in 

        cui
ella avrebbe finalmente deciso di recarsi alla polizia per dichiarare 

        l’accaduto,
ciò che le era risultato impossibile prima considerato il suo predetto 

        repentino
bisogno di riposo fisiologico. Versione, quest’ultima, completamente 

        stravolta
in sede di udienza, poiché la prevenuta stessa ha ammesso di 

        essersi
intrattenuta quel giorno per più di un’ ora al suo domicilio con l’amica 

        del
cuore __________ __________, segnatamente dalle ore 10.00 alle ore 11.15 circa 

        antimeridiane
(come esattamente confermato dalla __________ stessa)! 

        In
secundis, la prevenuta ha dichiarato in sede dibattimentale di essere stata

        incitata
proprio dalla teste __________, di volersi recare immediatamente alla polizia 

        per
denunciare l’accaduto, ma invano, dacché l’accusata, stremata, si 

        sarebbe
candidamente addormentata sul divano proprio fronte alla presenza 

        dell’
amica __________ che se ne sarebbe di conseguenza andata lasciandola 

        dormire.
In un secondo momento però, la stessa prevenuta ha dichiarato che 

        una
volta riaccompagnata l’amica alla soglia, ella avrebbe poi seguitato ancora 

        a
bere qualche bicchiere di cognac, quanto precede in crassa contraddizione 

        con
la prima versione fornita (qualche minuto prima!). 

        In
terzo luogo, la prevenuta ha dichiarato di avere, poiché agitata,  chiamato

        telefonicamente
ella stessa la teste __________ per invitarla a volere recarsi al suo 

        domicilio.
La stessa teste __________, però, la cui tesi è stata chiaramente 

        confermata
dal teste __________ all’udienza, ha dichiarato che fu il marito della 

        prevenuta,
assente per lavoro, a chiamarla alle ore 09.00 antimeridiane per 

        pregarla
di volersi recare presso l’abitazione __________ di __________ per valutare la

        situazione
e, in particolare, osservare le condizioni della moglie. 

        In
quarto luogo, la ricorrente ha reiteratamente asserito anche in sede di 

        udienza
di essere andata al momento dei fatti letteralmente ‘in tilt’, 

        segnatamente
di essere stata molto agitata, terrorizzata, impanicata e di non 

        avere
capito più nulla, ma, contemporaneamente, ricorda, di essersi sfilacciata 

        la
gonna nel tentativo di uscire dalla vettura: reminiscenza, questa, che 

        avrebbe
dell’incredibile se davvero la prevenuta si fosse ritrovata 

        nell’effettivo
stato psico-fisico da lei asserito. Stato psico-fisico, quest’ultimo 

        che,
nuovamente, non convince, alla luce del comportamento stesso 

        dell’accusata
che in modo invero scaltro, preciso e premeditato, decise, 

        terminata
la propria corsa, di nascondersi con perizia nel giardino di casa per

        circa
un’ora, senza fare il minimo rumore, per poi, con estrema prudenza e 

        cautela
procedere alla ripresa della propria abitazione una volta 

        accertato
che il marito era definitivamente partito. Troppo, per potere 

        onestamente
pensare che tale tattica fosse stata pensata e messa in pratica 

        da
una persona che, come dichiarato dall’accusata al dibattimento, non era 

        concretamente
più in grado di capire nulla… In quinto luogo, e sempre in 

        riferimento
all’asserito profondo stato di agitazione e panico della prevenuta, 

        non
deve essere sottaciuto il fatto che la teste __________,migliore amica della 

        __________
e per questo sicuramente a conoscenza di tutte le sue sfaccettature 

        caratteriali,
non appena entrata in casa della prevenuta quella fatidica mattina 

        alle
ore 10.00 circa, vide la stessa seduta sul divano, in camicia da notte, 

        struccata,
a piedi nudi, con una sigaretta ed un bicchiere di  cognac in mano. A 

        detta
della teste, non furono tanto il cognac e la sigaretta a sorprenderla e a 

        colpire
in modo indelebile la sua immaginazione, quanto le condizioni estetiche 

        della
prevenuta in quel mentre, alquanto trasandate. Nulla più. Nessun 

        accenno
da parte della migliore amica della __________ ad un eventuale stato 

        psico-fisico
di quest’ultima eventualmente alterato o, comunque , fuori dalla 

        norma.
Nessuna traccia di iperagitazione nella prevenuta, dunque, e questo a 

        sole
cinque ore dagli accadimenti che qui ci occupano e questo contrariamente 

        a
quanto sempre sostenuto dalla __________ … Strano… Strano davvero…

 

 7.     Difficile
dunque credere alle parole della prevenuta, viste le regolari e 

        sistematiche
contraddizioni e bugie che l’hanno contraddistinta durante tutto il 

        corso della fase
istruttoria e dibattimentale. Che la prevenuta abbia pertanto 

        dichiarato di
non avere circolato in stato di ebrietà al momento dei predetti 

        incidenti, non
può minimamente fare testo, la __________ essendosi certamente 

        dimostrata,
perlomeno per ciò che ne è del presente procedimento, persona 

        inaffidabile e
dalla vacillante (recte: inesistente) credibilità.

 

                                8.     V’è
di più. La tesi della prevenuta neppure può essere suffragata dalle 

                                       risultanze
istruttorie. È pur vero infatti che il teste __________ in sede 

                                       dibattimentale
ha dichiarato che l’accusata durante tutto il corso del litigio non 

                                        avrebbe
bevuto alcun tipo di bevanda alcolica. Tale asserzione non può però 

                                       fare
testo e ciò non tanto alla luce del vincolo coniugale che lega il teste 

                                       all’accusata
e, in quanto tale, potenziale fattore di scemata credibilità del teste 

                                       medesimo,
quanto in considerazione del fatto che lo stesso marito non ha 

                                       comunque
assistito all’intero svolgersi degli avvenimenti poiché nelle predette 

                                       occasioni
in cui egli, adirato, si era assentato dall’abitazione, la moglie avrebbe 

                                       potuto
benissimo bere e ciò a sua più totale insaputa. In questo senso, la 

                                       dichiarazione
del teste __________ non può pertanto minimamente sconfessare il 

                                       divergente
sustrato indiziario qui sostenuto. Né possono fare altrimenti le 

                                       dichiarazioni
della teste __________, che alle ore 10.00 antimeridiane del fatidico 

                                       giorno
ha sì visto l’accusata bere a più riprese del cognac ma non poteva però 

                                       essere
in grado di sapere se essa non avesse bevuto in precedenza, 

                                       segnatamente
prima di essersi messa alla guida della vettura.

9.  A mente di questo Giudice, e a scardinare
letteralmente il castello di bugie

        eretto
dalla prevenuta, il fatto che la stessa abbia abbandonato i luoghi degli 

        incidenti
e per svariate ore non abbia comunicato alla polizia quanto accaduto. 

        La
circostanza, gravemente indiziante, se letta in relazione alla sua 

        dichiarata
paura di quanto successo in occasione del predetto incidente del 

        1995,
con riferimento pure alle pedisseque conseguenze amministrative 

        (revoca
del permesso di circolazione), permette di concludere con la certezza 

        morale
necessaria per potersi prolare un pronunciato di condanna, che __________ 

        __________
abbia cioè bevuto prima dell’incidente e non solamente dopo. Se 

        fosse
stata effettivamente sobria, ella non avrebbe, con ogni probabilità, 

        abbandonato
il luogo dell’incidente. Invece, come da lei ammesso, la 

        prevenuta,
malgrado i ripetuti incidenti, desiderava ad ogni costo rientrare a 

        casa
sforzandosi comunque di seguitare a condurre la vettura (quasi si 

        volesse
o dovesse nascondere qualcosa?). La sua fuga, e la relativa modalità 

        (cioè
il tentativo di rientrare con la vettura, anziché a piedi !) è la miglior prova

        della
sua colpevolezza. Tanto più che ella non ha saputo fornire a mente dello 

        scrivente
Giudice una manifesta, chiara, precisa, univoca ragione sul perché 

        abbia
reagito in modo tanto impulsivo e sconsiderato, il suo presunto stato 

        alterato
essendo stato per di più sconfessato, come visto, dalla sua migliore

        amica,
__________ __________! L’incredibile condotta della prevenuta, nelle
circostanze 

        concrete,
non può essere letta, secondo l’ordinario andamento delle cose, ed 

        alla
luce pure del considerando che segue, come una reazione connaturata al 

        carattere
certamente estroverso ed impulsivo della prevenuta, priva della 

        necessaria
capacità di autocontrollo conseguente al diverbio che aveva avuto

        con il
marito. 

 

10.     Mentre
gli agenti di polizia, resisi conto di chi fosse il detentore della vettura, 

                                                  cercarono
più volte nel corso della mattinata di prendere contatto con la 

                                                  prevenuta
(cfr. verbale di interrogatorio 23.08.2002, pag. 2), questa 

                                                  misteriosamente
non si accorse di nulla e si recò presso i loro uffici 

                                                  spontaneamente
solo nel primo pomeriggio. La prevenuta ha asserito

                                                  di
essersi addormentata e di non avere per questo sicuramente 

                                                  sentito
la polizia che la cercava proprio al di lei domicilio. Ella ha però altresì 

                                                  ammesso
di essersi intrattenuta quella mattina per ben 75 minuti con l’amica

                                                  __________
__________. Anzi. V’è di più. Come visto, secondo la versione della 

                                                  prevenuta
(seppur poco credibile), sarebbe stata addirittura lei stessa a 

                                                  contattare
l’amica __________ quella fatidica mattina, segnatamente verso le ore 

                                                  09.00,
per invitarla a volersi recare a casa sua. Di conseguenza, a mente della 

                                                  prevenuta
medesima, ella dalle ore 09.00 alle ore 11.15 antimeridiane sarebbe 

                                                  pertanto
stata con ogni verosimiglianza sempre sveglia. Prima per attendere 

                                                  l’arrivo
dell’amica (tanto che quando questa sopraggiunse, vide la __________ già 

                                                  comodamente
seduta sul divano con bicchiere in mano e sigaretta in bocca!)

                                                  poi
per intrattenersi con la stessa. Per ben 135 minuti dunque, volendo 

                                                  prendere
per buone le asserzioni della prevenuta, ella era sveglia e capace di 

                                                  intendere
e volere poiché, appunto, in grado di sostenere, tra l’altro, una 

                                                  (lunga)
conversazione con l’amica. E sempre per 135 minuti, la 

                                                  prevenuta,
a tali condizioni, non avrebbe sentito la polizia, più volte accorsa al 

                                                  suo
capezzale, ma senza esito e risposta alcuna. Difficile, anzi, impossibile a

                                                  credersi…

       

11.     Certo,
quanto precede, potrebbe a non averne dubbio anche (ma non solo) 

        legittimare l’accusa della prevenuta di
sottrazione alla prova del sangue (art. 

        91 cpv. 3 LCS), giacché il conducente che
lascia il luogo dell’incidente prima 

        dell’arrivo della polizia, si sottrae alla
prova del sangue quando viola, nel 

        contempo, l’obbligo di avvisare la polizia
- previsto in caso di infortunio con 

        danni materiali o corporali - e quando
l’ordine della prova del sangue appare 

        assai verosimile alla luce delle
circostanze concrete (DTF 124 IV 175 e segg.). 

        Ma, a prescindere dall’esistenza o meno di
tale reato, questa manifesta fuga è 

        comunque, come detto, concreto indizio di
circolazione in stato di ebrietà. 

        Fuga, oltretutto, volontaria e consapevole,
poiché, come pure dichiarato dal 

        teste __________, la convenuta è sempre
stata consapevole, anche alla luce del 

        precedente incidente occorsole nel 1995,
della permanenza dell’alcool nel 

        sangue per parecchie ore anche dopo la sua
ingestione… Non si dimentichi 

        infatti che la prevenuta non è nuova a
questo tipo di avventure, dacché, come 

        visto, ella già nel 1995 incappò in un
similare incidente della circolazione sotto 

        effetto di stupefacenti e alcool. Sarebbe
evidentemente arbitrario formare un 

        sustrato probatorio unicamente alla luce di
tali antefatti, ma questa 

        circostanza, a mente dello scrivente
Giudice non deve purtuttavia essere 

        sottaciuta, poiché senz’altro indicativa
dell’attitudine comportamentale della 

        prevenuta in materia di circolazione
stradale. La sua fuga, con ogni 

        verosimiglianza, può solo essere spiegata
alla luce della sua precedente 

        negativa esperienza in cui le venne pure
revocata la licenza di condurre, e ciò 

        (anche) a seguito dello stato di ebrietà in
cui si trovava.      

 

12.     Per
tutto quanto precede, __________ __________ deve perciò venire dichiarata 

                                       colpevole
della totalità dei reati indicati nel precitato decreto di accusa, ciò che, 

                                       in
concreto, giustifica, come si vedrà meglio in seguito, la condanna della 

                                       stessa
alla pena proposta dal Procuratore Pubblico. 

 

                                13.   In
particolare, la pena detentiva inflitta alla prevenuta e determinata in 

                                       settantacinque
giorni, appare equamente commisurata alla gravità della sua 

                                       colpa,
ai motivi del suo delinquere come pure alla luce della sua vita anteriore 

                                       (art.
63 CPS). La pena così inflitta, risulta poggiare su tre importanti 

                                       considerazioni.
In primis non deve passare inosservata la vita anteriore 

                                       dell’accusata,
la quale risulta già essere stata in precedenza condannata ad 

                                       una
pena di 20 giorni di detenzione sospesa condizionalmente per un periodo 

                                       di
prova di tre anni a seguito di contravvenzione alla LF sugli stupefacenti, 

                                       circolazione
in stato di ebrietà e ripetuta infrazione alle norme della 

                                       circolazione
(cfr. estratto del casellario giudiziale). In questo contesto, e a 

                                       mente
dello scrivente Giudice, sembra proprio che tale pena, intesa sia come 

                                       misura
repressiva che preventiva, non abbia effettivamente sortito gli effetti 

                                       sperati,
poiché a pochi anni dalla sua emanazione la prevenuta è nuovamente 

                                       incappata
in infrazioni del tutto similari, ciò che, a non averne dubbio, dimostra 

                                       il
basso grado di affidabilità, perlomeno in materia di circolazione stradale, 

                                       della
__________. In secundis, é, concretamente, la portata stessa delle gesta

                                       dell’accusata,
che induce senz’altro a confermare la pena proposta, poiché la 

                                       pericolosità
delle stesse, concreta o seppur solo astratta, ma ugualmente 

                                       punibile
(cfr. BUSSY RUSCONI, Commentario LCS, 3a ed., Losanna 1996, n. 

                                       3.4
ad art. 90 cfr. 1 LCS), è risultata essere a dire poco, enorme. Basti solo 

                                       pensare
al fatto che in un differente orario, alle medesime condizioni, anziché 

                                       paletti
di delimitazione del campo stradale, vetture e siepi, la prevenuta 

                                       avrebbe
senz’altro potuto persino cozzare contro persone, pedoni o 

                                       conducenti
terzi, con le possibili conseguenze drammatiche (e letali!) che ben 

                                       ci
si potrebbe prefigurare, quanto precede non permettendo certo di prevedere 

                                       una
riduzione della pena nell’ambito commisurativo di cui all’art. 63 CPS. In 

                                       terzo
luogo, le infrazioni e i reati commessi dalla prevenuta sarebbero stati 

                                       cagionati,
stando a quanto dichiarato dalla stessa sia fronte alle forze inquirenti 

                                       sia
in sede dibattimentale e confermato del resto dal teste __________, in uno 

                                       stato
psicofisico disturbato a cagione di un precedente litigio familiare intriso di 

                                       forti
sentimenti di gelosia e passionalità. Scenate, come quelle verificatesi, 

                                       da
“divorzio all’italiana”, non solo non possono giustificare quanto accaduto 

                                       escludendo
conseguentemente la punibilità del reo, ma, anzi, devono essere 

                                       severamente
interpretate nella commisurazione della pena e ciò in un’ottica 

                                       preventiva,
dacché, stando alle dichiarazioni dibattimentali, le scenate di 

                                       gelosia
della prevenuta si verificherebbero alquanto regolarmente e vien da 

                                       chiedersi
dunque se, altrettanto regolarmente, la prevenuta intenderebbe 

                                       risolvere
a modo suo le questioni familiari mettendo a periglio l'incolumità degli

                                       abitanti
residenti ad __________ -__________. Pure dalla manifesta assenza di 

                                       proporzionalità
tra la gravità dei reati commessi - da una parte - e la oggettiva 

                                       futilità
e pochezza dei motivi a delinquere, dettati più che altro, per stessa 

                                       ammissione
della prevenuta, dalla focosità caratteriale della stessa - dall’altra-

                                       si
giustifica dunque l’entità della pena proposta dall’Accusa e confermata dallo 

                                       scrivente
Giudice.  

 

                                14.   Lo
scrivente Giudice considera altresì che la sospensione condizionale della 

                                       pena
con un periodo di prova di quattro anni potrà avere per l’accusata effetto 

                                       dissuasivo
(cfr. DTF 116 IV 177 ss.). Ciò dovrà permettere a __________ __________ 

                                       di
prendere definitivamente coscienza del fatto che chi assume bevande 

                                       alcoliche
deve rinunciare a porsi alla guida di un veicolo.

 

15.    Quo
alla pena pecuniaria aggiuntiva - da ammettersi stante la reiterata 

                                       violazione
alle norme della circolazione da parte della prevenuta già 

        condannata
a suo tempo, come visto, per infrazioni similari - deve farsi 

        luogo
ad una riduzione dell’importo proposto,  segnatamente da CHFr. 2'000.- 

        (duemila)
a CHFr. 1'000.- (mille), stante la accertata situazione reddituale di 

        __________
__________, la quale, in quanto casalinga, non esercita attività lucrativa di 

        sorta,
l’importo proposto dalla Pubblica Accusa risultando perciò 

        manifestamente
sproporzionato.

 

16.    Stante
la condanna della prevenuta, ed in applicazione dell’art. 39 lett.a LTG,

        come
pure del principio generale della soccombenza, la tassa di giustizia in 

        complessivi
Fr. 700.-, come pure le spese, sono da accollarsi a quest’ultima.

 

17.     
I dispositivi della presente sentenza sono stati comunicati
verbalmente 

                                                  all’accusata,
al suo difensore ed al Procuratore Pubblico in conclusione del 

                                                  dibattimento
tenutosi il 23 maggio 2003, le parti essendo state avvertite del 

                                                  diritto
di presentare, per il tramite dello scrivente Giudice, dichiarazione 

                                                  ricorso
alla Corte di cassazione e revisione penale entro il termine di cinque 

                                                  giorni
e del diritto di richiedere entro lo stesso termine la motivazione della 

                                                  sentenza
(art. 276 cpv. 2 CPP). In tale ottica, e con tempestivo scritto del 26 

                                                  maggio
2003, l’accusata, per il tramite del proprio legale, ha depositato la 

                                                  dichiarazione
di ricorso per cassazione. Da qui la necessità delle presenti e 

                                                  predette
motivazioni.

 

 

 

richiamati                         gli
artt. 91 cpv. 1 LCS, 90 cifra 1 LCS in relazione con gli art. 26 cpv. 1, 27
cpv. 

                                       1,
31 cpv. 1 e 2, 34 cpv. 1 e 4, 36 cpv. 4 LCS, art. 2 cpv. 1 e 2, 3 cpv. 1, 7
cpv. 

                                       1
e 2, 17 cpv. 1 ONC , art. 92 cpv. 1 in rel. con art. 51 cpv. 1 e 3 LCS, sulla 

                                       procedura,
gli artt. 257 e segg. CPP, 273 e segg. CPP, e art. 39 lett. a LTG; 

 

 

 

risponde                           affermativamente ai quesiti
posti;

 

 

 

dichiara                           __________ __________,
di __________ __________ e __________ n. __________, nata a __________ il
__________.1968, attinente di __________ /__________, domiciliata a __________,
Via __________ __________ __________ __________, coniugata, casalinga

 

 

colpevole
di                 1.  circolazione in stato di ebrietà

 

                                        per
avere, ad __________ -__________ in data
21.08.2002,

 

                                        condotto
l'autovettura __________ targata __________ essendo in stato di ubriachezza
così come risulta dagli indizi concludenti in tal senso. (vedi: bevande
alcoliche sorbite; alcolemia min. 0.47 - max. 1.72 grammi per mille; suo
comportamento successivo; dinamica degli incidenti sotto riportati; ecc.)
malgrado fosse già stata condannata nel 1995 per analogo reato (alcolemia: 1.70
grammi per mille);

 

e di                                   2.                                                                                  ripetuta
infrazione alle norme della circolazione

 

                                        per
avere, ad __________ -__________ il 21.08.2002, circolando nello stato psico-fisico
surriferito, negligentemente:

 

                                       
 2.1. perso la padronanza di guida sbandando così sulla sua destra cozzando

                                               
conseguentemente contro dei paletti di delimitazione del campo stradale;

 

                                        2.2
nell'eseguire una manovra di retromarcia urtato e danneggiato tre 

                                              
autovetture ivi regolarmente posteggiate;

 

                                        2.3
continuando la corsa, perso la padronanza di guida sbandando così sulla

                                            
  sua sinistra cozzando dapprima contro un muretto di delimitazione per 

                                              
posteggi e contro una siepe ivi esistenti;

 

 come pure
di                 3.  inosservanza dei doveri in caso d'infortunio

 

                                        per
avere, ad __________ -__________ il 21.08.2002,

 

                                        abbandonato
il luogo degli incidenti surriferiti senza osservare i doveri impostogli dalla
legge, in specie senza avvisare immediatamente i danneggiati o avvertire senza
indugio la polizia;

                                   

 

 

condanna                    __________, di __________ e __________ n.
__________, nata a __________ il 

                                    __________.1968,
attinente di __________ /__________, domiciliata a __________, Via __________
__________ __________

                                    __________,
coniugata, casalinga

 

 

1.alla
pena di 75 (settantacinque) giorni di detenzione sospesi condizionalmente

   per un periodo di prova di 4
(quattro) anni.

 

 

2.alla
multa di Fr. 1’000.- (mille), con l’avvertenza che la stessa deve essere

   pagata entro tre mesi
ritenuto che in caso di mancato pagamento, sarà 

   commutata in arresto (art. 49
cfr. 3 CPS).

 

 

3.al
pagamento della tassa di giustizia di Fr. 700.- e delle spese giudiziarie di
fr.

   420.-, ivi comprese le
indennità per testi.

 

 

ordina                        L’iscrizione della
condanna a casellario giudiziale, che sarà cancellata

                                   trascorso il periodo
fissato dall’art. 80 CPS, rispettivamente dall’art. 41 cfr. 4 

                                   CPS se la condannata avrà
tenuto buona condotta e se la multa pronunciata 

                                   sarà stata pagata.

 

 

avverte                       la ricorrente che la
motivazione del ricorso per cassazione deve essere

                                   presentata a
questo giudice, in tre esemplari, entro 20 giorni dalla notificazione 

                                   della sentenza scritta,
con la precisa indicazione dei motivi e delle norme di legge 

                                   che si ritengono lese (art.
289 cpv. 2 CPP).

 

 

	
  Intimazione a:

  	
  - __________,
  Via __________, __________, 

  - Procuratore
  Pubblico Giuseppe Muschietti, __________, __________, 

  - Avv.
  __________, Via __________, __________ __________, 

   

  

                                        e, alla crescita in giudicato
della sentenza, a

 

                                        - Comando della Polizia
cantonale, __________,

                                        - Sezione esecuzione pene e
misure, __________,

                                        - Servizio di coordinamento
cantonale in materia di casellario giudiziale, 

                                              __________.

                                        - Ufficio dei Giudici
dell’Istruzione e dell’Arresto, __________

 

 

 

 

Il giudice:                                                                   Il
segretario assessore:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Distinta spese                    a carico di __________, 

 

                                        fr.                     1000.00       multa

                                        fr.                       700.00       tassa
di giustizia

                                        fr.                       400.00       spese
giudiziarie

                                        fr.                          0.00       spese
di inchiesta

                                        fr.                    
20.00           testi                                                                    

                                        fr.                     2120.00       Totale