# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b9f6ce10-727f-539d-bcea-fc45abcfbcfe
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-06-15
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 2. Kammer 15.06.2010 S 2010 55
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_002_S-2010-55_2010-06-15.pdf

## Full Text

S 10 55

2a Camera in qualità di Tribunale delle assicurazioni 

SENTENZA
del 15 giugno 2010

nella vertenza di diritto amministrativo

concernente prestazioni assicurative LAINF

1. …, 1981, lavorava dal 1. aprile 2007 in qualità di aiuto carpentiere presso la 

ditta … SA di … ed era pertanto obbligatoriamente assicurato presso l’Istituto 

Nazionale Svizzero di assicurazione contro gli infortuni (assicurazione 

infortuni) per le conseguenze d’infortuni e malattie professionali. In data 5 

novembre 2007, l’assicurato scivolava sul lavoro e riportava la lesione del 

corno posteriore del menisco mediale - trattata mediante artroscopia - e quella 

parziale del legamento laterale. In seguito al persistere dei disturbi, veniva 

predisposta una cura riabilitativa a … dal 21 gennaio al 14 febbraio 2008. Alla 

dimissione, l’assicurato veniva ritenuto non più idoneo a svolgere la 

precedente attività di aiuto carpentiere, considerata la necessità di lavorare a 

lungo in posizione accovacciata, di portare ingenti pesi e di salire 

continuamente delle scale. In occasione della visita del 17 aprile 2008, il 

medico di circondario rilevava un chiaro miglioramento della situazione del 

ginocchio sinistro e riteneva possibile una graduale ripresa del lavoro prima 

al 50% dal 2 maggio e poi al 100% dal 26 maggio 2008. La relativa decisione 

- a conferma della capacità lavorativa accertata dal medico del 5 maggio 2008 

- veniva impugnata mediante opposizione, che veniva però respinta con 

decisione 4 ottobre 2008. In seguito all’interposto ricorso (S 08 171), 

l’assicurazione infortuni si dichiarava disposta a riprendere l’istruzione medica 

del caso ed a versare le legali indennità di legge, per cui la pratica veniva dal 

Tribunale amministrativo stralciata dai ruoli mediante decisione 9 febbraio 

2009.

2. Dal 14 al 16 luglio 2009, … era a … per una valutazione funzionale della sua 

capacità di prestazione. In base a tale indagine, l’assicurato risultava idoneo 

a svolgere lavori di grado medio-pesanti sull’arco di tutta la giornata, evitando 

però di mantenere a lungo la posizione accovacciata, inginocchiata o carponi. 

Per questi motivi, con decisione 13 novembre 2009, l’assicurazione infortuni 

riconosceva all’assicurato un’indennità per menomazione dell’integrità del 5% 

e rifiutava prestazioni a titolo d’invalidità, poiché dal raffronto dei redditi 

risultava un grado d’invalidità inferiore al 10%. La tempestiva opposizione 12 

dicembre 2009 veniva respinta con decisione 22 febbraio 2010. 

3. Nel ricorso proposto al Tribunale amministrativo in data 30 marzo 2010, … 

chiedeva il riconoscimento di una rendita d’invalidità del 55% e la nomina di 

un legale d’ufficio a salvaguardia dei propri interessi. A seguito delle sequele 

infortunistiche di carattere duraturo e permanente, l’assicurato non sarebbe 

più in grado di svolgere la precedente professione di aiuto carpentiere. Infatti, 

le limitazioni riportate a livello del ginocchio sinistro non gli permetterebbero 

di svolgere lavori pesanti, di restare accovacciato o di salire scale sollevando 

pesi importanti. L’inesigibilità della precedente professione sarebbe del resto 

attestata anche dal suo medico e lo scapito finanziario consecutivo sarebbe 

d’importanza tale da giustificare il riconoscimento di una rendita d’invalidità 

del 55%.

4. Nella risposta di causa del 3 maggio 2010, l’assicurazione infortuni 

concludeva alla reiezione del ricorso ed alla conferma del rifiuto di una rendita 

d’invalidità. Dal punto di vista medico, le allegazioni fornite dal ricorrente 

tramite il proprio medico curante spagnolo confermerebbero quanto accertato 

dei medici svizzeri sulla mancata esigibilità dell’attività finora svolta. Avendo 

poi l’istante lasciato da tempo la Svizzera, il grado d’invalidità andrebbe 

stabilito in base al reddito ipotetico conseguibile da invalido e quanto ancora 

realizzabile da sano. Parallelizzando questi redditi, risulterebbe un grado 

d’invalidità di entità tale da escludere il diritto ad una rendita d’invalidità, non 

raggiungendo lo scapito finanziario la soglia minima del 10%. L’indennità per 

menomazione all’integrità non sarebbe stata contestata e questa decisione 

sarebbe cresciuta in giudicato.

Considerando in diritto:

1. E’ controverso il rifiuto di una rendita d’invalidità da parte dell’assicurazione 

infortuni. Per contro non è in questa sede contestato l’ammontare 

dell’indennità per menomazione dell’integrità che è conseguentemente 

cresciuto nel frattempo in giudicato.

2. A norma dell’art. 18 cpv. 1 della legge federale sull’assicurazione contro gli 

infortuni (LAINF), l’assicurato invalido almeno al 10% a seguito d’infortunio ha 

diritto alla rendita d’invalidità. Le nozioni d’invalidità e d’incapacità al 

guadagno sono contenute nella legge federale sulla parte generale del diritto 

delle assicurazioni sociali (LPGA). E’ considerata invalidità l’incapacità al 

guadagno totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata 

(art. 8 cpv. 1 LPGA). E’ considerata incapacità al guadagno la perdita, totale 

o parziale, provocata da un danno alla salute fisica o psichica e che perdura 

dopo aver sottoposto l’assicurato alle cure e alle misure d’integrazione 

esigibili, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che 

entra in considerazione (art. 7 LPGA). Giusta quanto previsto all’art. 16 LPGA, 

per valutare il grado d’invalidità, il reddito che l’assicurato invalido potrebbe 

conseguire esercitando l’attività ragionevolmente esigibile da lui dopo la cura 

medica e l’eventuale esecuzione di provvedimenti d’integrazione, tenuto 

conto di una situazione equilibrata del mercato del lavoro, è confrontato con il 

reddito che egli avrebbe potuto ottenere se non fosse diventato invalido (DTF 

128 V 30 cons. 1). 

3. a) Dal punto di vista medico (vedi relazione dell’11 settembre 2009 relativa alla 

degenza presso la clinica riabilitativa di …), l’assicurato ha subito una lesione 

del corno posteriore con lussazione del menisco laterale e parziale lesione del 

legamento laterale del ginocchio sinistro. Dall’ultima visita in agenzia 

nell’aprile del 2008 ad oggi, la situazione del ginocchio è dai medici 

considerata alquanto migliorata. L’articolazione non presenta particolarità. 

Attualmente persistono dolori al carico, e raramente una sintomatologia 

Giving way, senza però un vero senso d’instabilità. La funzionalità delle 

ginocchia in flessione/estensione è leggermente ridotta a sinistra (5-0-135°) 

rispetto a destra (0-0-140°). Dal punto di vista dei legamenti, il ginocchio 

sinistro è stabile. Dalle circonferenze misurate, permane una leggera atrofia 

a livello della patella e lungo la coscia a 20 cm dal ginocchio, ma tale leggero 

scompenso muscolare è in contraddizione con il risparmio dell’arto dimostrato 

dal paziente durante i test, ma non nel tempo libero. In termini di abilità 

lucrativa residua, dall’assicurato era esigibile l’esplicazione di lavori medio-

pesanti, con saltuaria necessità di portare pesi tra i 15-25 kg, sull’arco di tutta 

la giornata, evitando di mantenere a lungo la posizione in ginocchio, 

accovacciata o carponi. In considerazione di tali impedimenti, i medici 

concordavano nel ritenere non più indicata la professione di aiuto carpentiere. 

Tale attività richiederebbe infatti di sollevare pesi importanti (oltre 45 kg), di 

salire con dei pesi le scale o mantenere a lungo posizioni non compatibili con 

lo stato del ginocchio sinistro. Come accertato in sede di valutazione 

funzionale della capacità di prestazione, l’assicurato aveva allora affermato di 

aver fatto la patente per condurre veicoli pesanti e nell’esercizio di tale lavoro 

non venivano riscontrati impedimenti.   

b) Clinicamente, in base alle due certificazioni del dott. med. …, del 28 maggio 

e del 17 dicembre 2008, il ginocchio appariva senza particolarità, ma veniva 

attestata inizialmente una forte diminuzione del volume del quadricipite e, in 

seguito, una diminuzione della circonferenza del quadricipite di un centimetro. 

Tale atrofia era considerata comportare uno scompenso biomeccanico 

sull’articolazione del ginocchio. Nel settembre del 2009, questa insufficienza 

era ritenuta essere migliorata e i medici di … reputavano di poter parlare di 

atrofia di lieve entità. Per il resto, accanto alla indiscussa leggera limitazione 

della flessione, il medico spagnolo riscontrava una forte diminuzione della 

forza dell’arto sinistro a lavorare contro resistenza. Contrariamente a quanto 

pretende l’istante, la valutazione in merito alla residua abilità lucrativa 

effettuata da detto medico non si scosta però dalla valutazione dei medici di 

... Infatti, lo specialista considera inadatte tutte le attività che richiedono di 

stare inginocchiati e di salire o scendere le scale. L’esercizio prolungato 

causava infiammazione al ginocchio e per il medico sarebbe stata 

consigliabile una cura volta al recupero muscolare. In queste condizioni è dato 

concludere che unanimemente i medici escludono la possibilità di riprendere 

la precedente attività. Contrariamente però a quanto è stato fatto dai medici 

di …, il dott. med. … non si pronunciava chiaramente sulle attività ancora 

esigibili, ritenendo soprattutto indicato combattere l’atrofia muscolare residua. 

Poiché la situazione da questo punto di vista era nel settembre 2009 del tutto 

soddisfacente, per l’esigibilità in altre attività restano determinanti le 

valutazioni fatte al riguardo dagli esperti di … l’11 settembre 2009. 

c) Per il resto, l’assicurazione infortuni è tenuta a rispondere solo delle 

conseguenze d’infortuni o malattie professionali. Le alterazioni degenerative 

di grado II/III riferite dal dott. med. … erano già state riscontrate in occasione 

dell’esame MRI del 12 novembre 2007, ovvero una settimana dopo l’infortunio 

ed il medico di circondario imputava tali patologie, come la condropatia 

patellare e le alterazioni degenerative, a fattori estranei all’infortunio (vedi 

reperti del 7 gennaio e 17 aprile 2008).

4. a) Per determinare il reddito da invalido fa stato in primo luogo la situazione 

salariale concreta della persona assicurata, a condizione che quest'ultima 

sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità lavorativa residua e che 

il reddito derivante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non 

costituisca un salario sociale (DTF 126 V 75). Qualora difettino indicazioni 

economiche effettive, possono essere ritenuti i dati forniti dalle statistiche 

salariali, come risultano dall'inchiesta svizzera sulla struttura dei salari (ISS), 

edita dall'Ufficio federale di statistica (DTF 126 V 76 cons. 3b), oppure quelli 

deducibili dalla documentazione dell'Istituto nazionale svizzero di 

assicurazione contro gli infortuni relativa ai posti di lavoro (DPL; RAMI 1999 

no. U 343 pag. 412). Al riguardo occorre ancora rilevare che la giurisprudenza 

non ammette più la possibilità di fare capo ai dati statistici regionali desumibili 

dalla tabella TA13, il reddito ipotetico da invalido dovendo invece essere 

stabilito sulla base della tabella TA1 dell'ISS, concernente i salari medi 

nazionali conseguibili nel settore privato (DAS 2007 AINF no. 17). Nella 

sentenza 8C_652/2008 dell'8 maggio 2009 il Tribunale federale, precisando 

la propria giurisprudenza, ha stabilito che quando il reddito effettivamente 

conseguito differisce di almeno il 5% rispetto al salario statistico riconosciuto 

nel corrispondente settore economico, esso deve essere considerato 

considerevolmente inferiore alla media nel senso della DTF 134 V 322 e può 

- in caso di adempimento degli altri presupposti - giustificare un parallelismo 

dei redditi di paragone, fermo restando però che questo parallelismo si 

effettua soltanto per la parte percentuale eccedente la soglia del 5% (DTF 135 

V 297). I fattori estranei all'invalidità di cui si dovesse già aver tenuto conto 

con il parallelismo non possono essere presi in considerazione una seconda 

volta nell'ambito della deduzione per circostanze personali e professionali 

(sentenza del Tribunale federale 8C_44/2009 del 3 giugno 2009). 

b) Giusta l’indagine condotta dall’assicurazione infortuni presso il precedente 

datore di lavoro l’assicurato avrebbe - sulla base di una paga oraria di fr. 23.50 

- conseguito un reddito annuo nel 2009 di fr. 56'261.--. Questo reddito diverge 

sostanzialmente dai valori mediani (vedi salari mensili lordi secondo il settore 

economico, il livello di qualifica richiesto per il posto di lavoro e il sesso nel 

settore privato nella Svizzera orientale, TA1 nota 45 riguardante l’edilizia) per 

attività non qualificate analoghe che vengono retribuite con un reddito annuo 

medio di fr. 61'439.-- (fr. 4’923.-- x 12 : 40 x 41.6). Indicizzando il valore al 2% 

(Die Volkswirtschaft 6-2010 tabella B 10.2. lett. F) si ottiene un reddito di fr. 

62'667.80. La differenza tra il reddito conseguibile presso il precedente datore 

di lavoro e quello usuale del settore supera nell’evenienza il 5% e ammonta 

al 10.2%. Quali siano i motivi di tale differenza non è del tutto chiaro. 

Trattandosi però di un impiego iniziato da poco (1. aprile 2007) e per un 

lavoratore di lingua straniera, si giustifica operare un parallelismo dei redditi 

in ragione del 5.2%. 

c) Dopo l’infortunio l’assicurato è rimpatriato e non ha ripreso alcuna attività. Il 

reddito da invalido va in tali circostanze stabilito in base alla TA1 dell’ISS. 

Giusta i dati relativi al 2008, un operaio non qualificato per attività semplici e 

ripetitive poteva conseguire un salario mensile di fr. 4'806.-- per un 

conseguente reddito annuo di fr. 59'978.90 (fr. 4'806.-- x 12 mesi : 40 ore 

settimanali x 41.6 ore corrispondenti all’usuale orario di lavoro). Indicizzando 

tale importo per il 2009 al 2.1% (Die Volkswirtschaft 6-2010, tabella B 10.2) si 

ottiene un reddito di fr. 61'238.45, che ridotto in ragione del 5.2% a seguito 

della parallelizzazione dei redditi ammonta a fr. 58'054.05.   

d) Nella propria decisione l’assicurazione infortuni ha operato inizialmente una 

riduzione per circostanze personali e professionali del 5%. In sede di 

opposizione è stata ammessa anche la possibilità di operare una deduzione 

del 10%. Se e in quale misura i salari fondati su dati statistici debbano essere 

ridotti dipende, secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, dall’insieme 

delle circostanze personali e professionali del caso concreto (limitazione 

addebitabile al danno alla salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di 

permesso di dimora, grado d’occupazione) ritenuto che una deduzione 

massima del 25% del salario statistico permette di tener conto delle varie 

particolarità suscettibili d’influire sul reddito del lavoro e che il Giudice, 

chiamato a pronunciarsi sulla deduzione globale, la quale procede da una 

stima che l’amministrazione deve succintamente motivare, non può senza 

valido motivo sostituire il proprio apprezzamento a quello degli organi 

dell’assicurazione (DTF 126 V 80 cons. 5b/cc e 6). Nell’evenienza in esame, 

dall’assicurato è esigibile l’esercizio di un’attività a tempo pieno e il suo 

permesso di soggiorno scadrà il 29 gennaio 2012. In questo senso, nulla 

avrebbe impedito la ricerca di un lavoro e le limitazioni che l’istante accusa 

non sono proprie ad incidere gravemente sulle sue scelte professionali. Anche 

la giovane età dovrebbe riflettersi positivamente sulla ricerca di un lavoro. Per 

questi motivi la riduzione del 10% sul salario conseguibile da invalido (e così 

ammontante a fr. 52'248.60) non dà adito a critiche.  

e) Paragonando il reddito che l’assicurato potrebbe conseguire senza invalidità 

nell’esercizio della precedente attività e pari a fr. 56'261.-- con quello 

realizzabile da invalido e pari a fr. 52'248.60 risulta un grado d’invalidità del 

7.2%, per cui non vi è diritto a rendita. Nella propria motivazione l’assicurato 

parte dal presupposto che un cambiamento di occupazione giustifichi a priori 

il diritto ad una rendita. Se però, come dimostrato in questa sede, 

nell’esercizio di un’attività adatta alle conseguenze infortunistiche è per 

l’assicurato possibile conseguire un reddito pressoché equivalente o non 

inferiore al precedente di almeno il 10% non sussiste un diritto a rendita. 

5. Nell’ambito del presente ricorso, l’istante chiede che gli venga nominato un 

avvocato d’ufficio. Giusta l’art. 61 lett. f LPGA, il diritto di farsi patrocinare è 

legalmente garantito e se le circostanze lo giustificano il ricorrente può avere 

diritto al patrocinio gratuito. Già il 7 novembre 2008, il Giudice dell’istruzione 

rendeva attento l’istante alla possibilità di scegliere un patrocinatore legale per 

farsi rappresentare e alle condizioni per l’assunzione di tali spese da parte 

dello Stato. Nel diritto delle assicurazioni sociali non vige per contro il diritto 

alla nomina di un patrocinatore d’ufficio come in diritto penale, per cui la 

richiesta - priva di qualsiasi motivazione sulla necessità di merito di ricorrere 

ad un legale o sulle ristrettezze finanziarie a motivo di una domanda di 

patrocinio gratuito - non può essere accolta. Nel caso concreto, il ricorrente - 

che ha interposto personalmente ricorso – ha comunque potuto esprimersi 

nella propria lingua materna davanti al Tribunale e ha saputo esporre i motivi 

per cui riteneva giustificata la corresponsione di una redita d’invalidità. 

Considerando che il Tribunale è tenuto a stabilire i fatti determinanti per la 

soluzione della controversia e a raccogliere e valutare liberamente le prove 

senza essere legato alle conclusioni delle parti (vedi art. 61 lett. c e d LPGA), 

il ricorso ad un patrocinatore legale non appariva neppure indispensabile per 

l’impugnazione della decisione su opposizione. 

Come poi richiesto dal ricorrente, una copia della sentenza viene inviata pure 

all’Ambasciata della Spagna in Svizzera. 

In conclusione, il ricorso è respinto e viene in questa sede confermato il rifiuto 

del diritto ad una rendita d’invalidità. Giusta l’art. 61 cpv. 1 lett. a LPGA la 

procedura è gratuita.

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è respinto. 

2. La procedura è gratuita.

L’interposto ricorso al Tribunale federale è stato respinto in data 17 gennaio 2011 

(8C_636/2010).