# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 28509a4a-f149-503b-bfff-e5c4b08902dd
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-07-11
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 11.07.2002 33.2001.96
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_33-2001-96_2002-07-11.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  33.2001.00096

   

  TB

  	
  Lugano

  11 luglio 2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  giudice delegato 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice  Ivano Ranzanici

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Tanja Balmelli

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 25 settembre 2001
di

 

	
   

  	
  __________

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 27 agosto 2001 emanata
  da

  
	
   

  	
  Cassa cant. di compensazione, 6501 Bellinzona 1 Caselle,  

   

  in materia di prestazioni complementari

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione 27 agosto 2001 (doc. _) la Cassa di compensazione di Bellinzona ha
respinto, a motivo che i redditi superavano le spese riconosciute, la richiesta
di concessione di prestazione complementare inoltrata da __________ per il
periodo 1° settembre 2001, contro i precedenti Fr. 266.- concessile a partire
dal 1° gennaio 2001 (doc. _).

 

                               1.2.   Con ricorso
25 settembre 2001 (doc. _) la ricorrente ha contestato l'ammontare di Fr.
100'350.- relativo al valore venale delle partt. nn. __________RFD di
__________ conteggiatole a titolo di sostanza sulla base dei referti peritali
dell'Ufficio stima allestiti in data 10 agosto 2001 (doc. _) e chiede che sia
ripristinata l'erogazione della prestazione complementare.

                               1.3.   In data 8
ottobre 2001 (doc. _) l'assicurata ha prodotto dei mezzi di prova (docc. _).

 

                               1.4.   Con risposta
25 ottobre 2001 (doc. _) la Cassa ha proposto la reiezione del gravame
evidenziando quanto segue

 

" 
(…)

Dall'esame della documentazione agli atti
rileviamo che la ricorrente si trova degente dal 3 giugno 2000 presso la
Clinica __________ e che la stessa è titolare in comproprietà, in ragione di ¼,
di parecchie particelle site tutte in territorio del comune di __________.

 

Per quanto riguarda la valutazione della sostanza
immobiliare, osservato come il soggiorno in istituto della ricorrente supera il
periodo di un anno (DPC 4012 e 4013), l'art. 17 cpv. 4 OPC stabilisce:

 

"                                                                             La
sostanza immobiliare che non serve da abitazione al richiedente o a una persona
compresa nel calcolo delle PC deve essere computata al valore corrente."

 

Per questa valutazione è stato dato mandato
all'Ufficio cantonale di stima il quale, a perizia conclusa, ha permesso di
stabilire un valore corrente complessivo della sostanza immobiliare, posseduta
in comproprietà (1/4), di fr. 100'350.- (pos. 46.02 della tabella di calcolo).
Questo valore preclude purtroppo la prestazione complementare della ricorrente.

 

Circa i parametri utilizzati per valutare la
sostanza la resistente non può che riconfermarsi nel valore citato e
contestato, in quanto scaturito da perizie specificatamente richieste. A titolo
informativo giova inoltre ricordare che anche codesto lodevole Tribunale
cantonale delle assicurazioni ha già avuto modo di confermare tale prassi
amministrativa." (…)

 

                               1.5.   Invitata a
produrre nuovi mezzi di prova e ad esaminare i citati referti peritali 10
agosto 2001 (doc. _), in data 12 novembre 2001 la ricorrente si è riconfermata
nella propria precedente contestazione (doc. _) relativa ai singoli valori
venali dei predetti immobili stabiliti dall'Ufficio stima, riferendosi in
particolare all'edificazione del garage sul mappale n. __________RFD di
__________ ed all'abitazione del rustico sito sulla part. n. __________RFD di
__________ (doc. _). La ricorrente ha altresì prodotto uno scritto inviato alla
Cassa con cui evidenzia le reali difficoltà che le si presentano ogni mese,
disponendo unicamente di un'entrata di Fr. 1'079.- versatale dall'AI (doc. _).

 

                               1.6.   Il 27 maggio
2002 (doc. _) l'assicurata, per il tramite del fratello __________, ha espresso
alla Cassa – con copia a questo TCA - ulteriori critiche con oggetto la quota
di partecipazione di 1/4 individuata dalla resistente. La ricorrente ha
prodotto il certificato ereditario rilasciato alla CE al momento della morte
del padre __________ (doc. _), sostenendo che le spetterebbe soltanto 1/6
dell'intera comunione ereditaria. L'interessata ha inoltre fatto presente come
il valore del citato garage nel 1971 dovrebbe essere stralciato dal calcolo
della sua quota di comproprietà, giacché la spesa per l'edificazione sarebbe
stata interamente sopportata dal fratello __________, come dimostrano le
fatture e le dichiarazioni degli altri coeredi indivisi (docc. _).

 

                               1.7.   Con risposta
31 maggio 2002 la Cassa di compensazione ha riconfermato l'attribuzione a
__________ di una quota di partecipazione di un quarto alla citata comunione
ereditaria in virtù dell'art. 18 OPC-AVS/AI. La resistente ha altresì precisato
che anche tenendo conto di un sesto del valore complessivo dei quattro
precitati fondi, i redditi della ricorrente supererebbero ugualmente il suo
fabbisogno, escludendo così la possibilità di attribuirle una prestazione
complementare (doc. _).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1  della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H
335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio
2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U
347/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre
1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Va avantutto
rilevato come la LPC persegue lo scopo di garantire un "reddito
minimo" per far fronte ai "fabbisogni vitali" ai sensi dell'art.
112 cpv. 2 lett. b Cost. fed. e Disp. Trans. all'art. 112 Cost. fed. (RCC 1992 pag.
346). Questa nozione è più ampia rispetto al "minimo vitale"
disciplinato dal diritto esecutivo (art. 93 LEF). La Legge federale sulle
prestazioni complementari all'AVS/AI (LPC) contiene dunque la garanzia di un
reddito minimo per le persone anziane e invalide (su queste questioni cfr. DTF
113 V 280 (285), RCC 1991 pag. 143 (145), RCC 1989 pag. 606, RCC 1986 pag. 143;
CATTANEO, "Reddito minimo garantito: prossimo obiettivo della sicurezza
sociale" in RDAT 1991-II pagg. 447 segg., spec. pag. 448 nota 12 e pag.
460 nota 83). I limiti di reddito rivestono pertanto una doppia funzione e
meglio quella di limite dei bisogni e di reddito minimo garantito (DTF 121 V
204; Pratique VSI 1995 pagg. 52 e 176; 1994 pag. 225; RCC 1992 pag. 225; cfr.
anche Messaggio concernente la terza revisione della Legge federale sulle
prestazioni complementari all’AVS/AI, pagg. 3, 8 e 9).

 

                               2.3.   Per l’art.
2c lett. a LPC hanno diritto alle prestazioni complementari giusta l’articolo 2
LPC gli invalidi che hanno diritto a una mezza rendita o a una rendita intera
dell'AI.

 

                               2.4.   Secondo
l’art. 3a cpv. 1 LPC,

 

"  L'importo
della prestazione complementare annua deve corrispondere alla differenza tra
l'eccedenza delle spese riconosciute e i redditi determinanti."

 

                               2.5.   Per quanto
riguarda le spese riconosciute, fino al 31 dicembre 1998 l’art. 3b LPC
prevedeva che:

 

" 
Per le persone che non vivono durevolmente o per
un lungo periodo in un istituto o in un ospedale (persone che vivono a casa),
le spese riconosciute sono le seguenti:

 

a.  importo
destinato alla copertura del fabbisogno vitale, per anno:

1.      per le persone sole, almeno 14690 franchi e al massimo 16290
franchi;

2.      per i coniugi, almeno 22035 franchi e al massimo 24435 franchi;

3.      per gli orfani e per i figli che danno diritto a una rendita per
figli dell’AVS o dell’AI, almeno 7745 franchi e al massimo 8545 franchi. Per i
due primi figli si prende in considerazione la totalità dell’importo
determinante, per due altri figli due terzi ciascuno e per ogni altro figlio un
terzo;

b.  la
pigione di un appartamento e le relative spese accessorie. In caso di
presentazione di un conguaglio per le spese accessorie, non si può tenere conto
né di un pagamento di arretrati né di una richiesta di restituzione."
(cpv. 1)

 

" 
Per le persone che vivono a casa e per le
persone che vivono in un istituto sono inoltre riconosciute le spese seguenti:

 

a.  spese
per il conseguimento del reddito fino a concorrenza del reddito lordo
dell'attività lucrativa;

b.  spese
di manutenzione di fabbricati e interessi ipotecari fino a concorrenza del
ricavo lordo dell'immobile;

c.  premi
versati alle assicurazioni sociali della Confederazione, eccettuata
l'assicurazione malattie;

d.  importo
forfettario annuo per l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie.
L'importo forfettario deve corrispondere al premio medio cantonale per
l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (compresa la copertura
infortuni);

e.  pensioni
alimentari versate in virtù del diritto di famiglia (cpv. 3)."

 

Dal 1° gennaio 1999 (sino al 31 dicembre 2000)
l’importo massimo computabile a titolo di fabbisogno è pari a Fr. 16’460.- per
persone sole, Fr. 24’690.- per coniugi, Fr. 8’630.- per il primo e per il
secondo figlio o orfano, Fr. 5'755.- per il terzo e per il quarto figlio o
orfano e Fr. 2’880.- per il quinto e successivi figli o orfani (Decreto
esecutivo concernente la legge federale sulle prestazioni complementari
all’AVS/AI del 18 novembre 1998).

 

A decorrere
dal 1° gennaio 2001, invece, gli importi massimi destinati alla copertura del
fabbisogno vitale sono aumentati a Fr. 16'880.- per persone sole, Fr. 25’320.-
per coniugi e, per orfani e figli che danno diritto ad una rendita per figli
AVS o dell’AI, a Fr. 8'850.- (cfr. art. 1 dell’Ordinanza 01 sull’adeguamento
delle prestazioni complementari all’AVS/AI del 18 settembre 2000).

 

                               2.6.   Ancora,
giusta l’art. 3c cpv. 1 LPC i redditi determinanti comprendono:

 

"a.  le entrate in denaro o in natura provenienti
dall'esercizio di un'attività lucrativa. Un importo di 1000 franchi per le
persone sole e di 1500 franchi per i coniugi e le persone con figli che hanno o
danno diritto a una rendita è dedotto dal reddito annuo proveniente
dall'esercizio di un'attività lucrativa, il saldo è computato in ragione di due
terzi. Per gli invalidi ai sensi dell'articolo 2c lettera d, il reddito
dell'attività lucrativa è interamente computato;

b.  il reddito proveniente da sostanza mobile e immobile;

c.  un quindicesimo della sostanza netta oppure un decimo per i
beneficiari di rendite di vecchiaia, nella misura in cui superi per persone
sole 25000 franchi, per coniugi 40000 franchi e per orfani e figli che danno
diritto a rendite per figli dell'AVS o dell'AI 15000 franchi. Se l'immobile
appartiene al beneficiario delle prestazioni complementari o a un'altra persona
compresa nel calcolo della prestazione complementare e serve quale abitazione
ad almeno una di queste persone, soltanto il valore dell'immobile eccedente
75000 franchi é preso in considerazione quale sostanza;

d.  le rendite, le pensioni e le altre prestazioni periodiche,
comprese le rendite dell'AVS e dell'AI;

e.  le prestazioni derivanti da un contratto di vitalizio o da
un'altra convenzione analoga;

f.   gli assegni familiari

g.  le entrate e le parti di sostanza a cui l'assicurato ha
rinunciato;

h.  le pensioni alimentari del diritto di famiglia. (cpv. 1)"

                               2.7.   A far data
dal 3 giugno 2000 la ricorrente è ricoverata nella Clinica __________. Con
attestazioni 28 giugno 2001 (doc. _) e 5 settembre 2001 (doc. _), la predetta
clinica ha certificato che la degenza presso il medesimo ospedale non era, a
quel momento, da considerarsi definitiva. Conseguentemente, la cassa malati
__________ dell'assicurata è intervenuta a copertura totale dei costi, essendo
questo un caso acuto e non cronico.

 

Il N. 4010 delle Direttive sulle prestazioni
complementari all'AVS e AI (DPC), edite dall'UFAS, recita quanto segue:

 

" 
Il soggiorno in un istituto deve essere
considerato permanente quando il beneficiario della PC ha disdetto il suo
alloggio oppure se un ritorno a casa è molto improbabile."

 

Al N. 4012 DPC è previsto che

 

" 
Fintanto che il ritorno a casa è possibile e
l'alloggio viene mantenuto, in caso di soggiorno per un periodo fino ad un anno
viene effettuato un calcolo della PC per persone che soggiornano in istituto.
Quale spesa supplementare viene considerata la pigione e le spese accessorie a
quest'ultima E' applicabile la limitazione ai sensi del N. 4002."

 

Infine, giusta il N. 4013 DPC,

 

" 
Se il soggiorno in istituto o in ospedale supera
il periodo di un anno, non si può più tener conto della spesa per
pigione."

 

Ritenuto che, a mente della giurisprudenza, il
Giudice delle assicurazioni sociali valuta la legittimità delle decisioni
impugnate in base allo stato di fatto esistente al momento in cui la decisione
litigiosa è stata presa (DTF 109 V 179, DTF 107 V 141 e 154, DTF 104 V 143),
nel caso di specie, al 27 agosto 2001 l'assicurata era degente da un anno e tre
mesi presso l'ospedale __________. Sebbene la degenza aveva quindi superato
l'anno, tuttavia non la si poteva considerare permanente (doc. _), non
realizzandosi così un caso cronico.

 

A norma delle succitate direttive NN. 4012 e 4013
DPC, in concreto bisogna dunque effettuare il calcolo della PC per persone che
soggiornano in istituto, tralasciando cionondimeno di considerare la spesa per
la pigione.

 

Come evidenziato, il disturbo psichiatrico della
ricorrente è stato preso a carico dalla cassa malati __________ come caso
acuto.

Giusta l'art. 64 cpv. 5 LAMal, gli assicurati
pagano un contributo ai costi di degenza ospedaliera, graduato secondo gli
oneri familiari. Il Consiglio federale ne ha stabilito l'ammontare all'art. 104
dell'Ordinanza sull'assicurazione malattie (OAMal), prevedendo un contributo
giornaliero ai costi di degenza ospedaliera ammontante a Fr. 10.-.

Ciò stante, la Cassa ha correttamente computato
all'interessata a titolo di fabbisogno una retta per degenti in istituto pari a
Fr. 3'650.- annui (Fr. 10.- x 365 giorni).

Ritenuto inoltre come la __________ copra gli
ulteriori costi di degenza, il limite di reddito previsto dall'art. 3b LPC
(cfr. consid. 2.5.) comprensivo dei bisogni primarî di un assicurato non può
entrare in linea di conto.

 

 

                               2.8.   Il TCA deve
ora verificare se i parametri esposti dalla Cassa nell'impugnata decisione
siano da confermare.

 

Quanto alle spese riconosciute, con la retta per
degenti in istituti (Fr. 3'650.-), bisogna considerare le spese personali per
gli assicurati ospiti di case di cura che, per i beneficiarî di rendite
d'invalidità, ammontano a Fr. 350.- mensili, corrispondenti a Fr. 4'200.-
all'anno (art. 4 lett. b del Decreto esecutivo cantonale concernente la legge
federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI (LPC) del 6 dicembre
2000, in vigore dal 1° gennaio 2001). La resistente ha dunque agito
correttamente.

 

A ciò si aggiunge il contributo fisso per
l'assicurazione malattia rettamente individuato per l'anno 2001 in Fr. 3'096.-
(art. 1 del predetto Decreto esecutivo).

 

Per quanto attiene alla determinazione della
sostanza immobiliare che influenza il reddito non privilegiato dell'assicurata,
questo TCA osserva che le contestazioni sollevate dalla ricorrente possono in
specie rimanere inevase, giacché la fissazione del reale valore venale totale
degli immobili sui quali ella detiene una quota di partecipazione non muta
l'esito del presente giudizio.

Infatti, anche tralasciando il computo del
predetto importo, già solo considerando la sola rendita AI della ricorrente
(Fr. 12'948.-) le entrate superano le summenzionate spese riconosciute
ammontanti a Fr. 10'946.- (Fr. 3'650.- + Fr. 4'200.- + Fr. 3'096.-).

 

 

Lo stesso dicasi in merito alla censura con
oggetto la correttezza del computo della quota di partecipazione detenuta dalla
ricorrente (1/4) sulla predetta sostanza immobiliare appartenente alla
comunione ereditaria fu __________.

Anche tale quesito non abbisogna infatti di
essere risolto nella presente sede, poiché il conteggio o meno di una qualsiasi
sostanza non muta il dispositivo della presente sentenza.

 

Infine, pure per la verifica delle spese di
manutenzione dei fabbricati quantificate in Fr. 703.- annui vale quanto detto
poc'anzi. Questo Tribunale ritiene che detta questione possa rimanere aperta.

 

Abbondanzialmente si osserva che per quanto
attiene al valore massimo delle spese per manutenzione di fabbricati, la
circolare n. 33/1 ACC del 15 gennaio 1985, recepita dalla giurisprudenza della
Camera di Diritto Tributario, evidenzia che la deduzione forfetaria è del 15%
del valore locativo se l'immobile è stato costruito fino a dieci anni prima
dell'inizio del periodo fiscale, mentre è del 25% se la costruzione risale a
oltre dieci anni il periodo fiscale di computo.

 

In specie entrerebbe in linea di conto il 25% del
valore locativo. Tuttavia, siccome le spese di manutenzione sono in stretta
correlazione con il reddito lordo delle proprietà fondiarie, ai fini del
calcolo della PC a favore dell'assicurata la scrivente Corte ritiene altresì
che possa rimanere irrisolta la questione della verifica del corrispondente
valore di reddito esposto nelle notifiche di tassazione della comunione
ereditaria in questione.

 

                               2.9.   Visto quanto
precede, la sola rendita AI percepita dalla ricorrente (Fr. 12'948.-) supera le
spese riconosciute.

Non essendoci dunque spazio per concedere
all'assicurata una prestazione complementare, il ricorso va pertanto respinto e
la decisione impugnata confermata.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
è respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio
Zocchetti