# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f55cbc82-7763-5009-b16c-e89bea519fdf
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-10-18
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 18.10.2021 38.2021.72
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2021-72_2021-10-18.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  38.2021.72

   

  rs

  	
  Lugano

  18 ottobre 2021  

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Raffaella Sartoris Vacchini, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 14 settembre 2021 di

 

	
   

  	
  RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 16 luglio 2021 emanata da

  
	
   

  	
  Sezione del lavoro, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione contro la disoccupazione

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   Il 12 febbraio 2021 la ditta RI
1 di __________, che gestisce lo __________ di __________, ha inoltrato
preannuncio di lavoro ridotto per il periodo 1° febbraio -  31 maggio 2021
(cfr. doc. 1; 4; B2).

 

                                         Dal
relativo Formulario di preannuncio si evince, da un lato, che la perdita di
lavoro probabile è del 100% e colpisce tutta l’azienda, e meglio quattro
dipendenti (cfr. doc. 1 pti. 2.1, 3, 4.1), dall’altro, che quale causa è stata
indicata “Chiusura esercizi pubblici da parte del Consiglio federale” (cfr.
doc.1 p.to 2.2).

 

                               1.2.   Con decisione del 26 marzo
2020 la Sezione del lavoro ha sollevato opposizione al versamento delle
indennità per lavoro ridotto per il periodo 2 febbraio - 31 maggio 2021, in
quanto la società non ha dato seguito alla richiesta di documentazione del 4
marzo 2021 necessaria all’esame del preannuncio di lavoro ridotto entro il
termine impartito dell’11 marzo 2021.

                                         È stato precisato che per
il giorno del 1° febbraio 2021 l’amministrazione si era già espressa in merito
alla concessione dell’indennità per lavoro ridotto con decisione del 27 ottobre
2020 (cfr. doc. 3).

 

                               1.3.   Il 12 maggio 2021 la RI 1 ha
inviato alla Sezione del lavoro il seguente scritto:

 

" (…) con
particolare riferimento alla vostra decisione del 26 marzo 2021 che siamo
venuti a conoscenza oggi vi inviamo il presente scritto a titolo di opposizione
per il seguente motivo.

  In data 4 marzo 2021 ci avete trasmesso via mail una richiesta di
informazione che purtroppo non abbiamo visto in quanto la vostra richiesta è
entrata nello spam quando ci siamo accorti abbiamo risposto alle vostre
richieste in data 26 marzo 2021 che alleghiamo alla presente.

  Visto quanto sopra vi chiediamo di voler annullare la decisione
concernente le indennità per lavoro ridotto visto che la chiusura degli
esercizi pubblici è stata intimata con ordine della Confederazione e
necessitiamo degli aiuti per poter pagare i nostri dipendenti.” (Doc. 5)

 

                               1.4.   La Sezione del lavoro, il 13
luglio 2021, dopo aver comunicato alla RI 1 che l’opposizione del 12 maggio
2021 risultava tardiva, l’ha invitata a presentare delle osservazioni al
riguardo entro il 20 luglio 2021 (cfr. doc. 6).

 

                                         Il 14 luglio 2021 la Sagl
ha affermato che la decisione del 26 marzo 2021 non le è mai stata recapitata e
di essere venuta a conoscenza della stessa tramite la Cassa __________ quando l’ha
contattata per sollecitare il pagamento delle indennità per lavoro ridotto
(cfr. doc. 7).

 

                               1.5.   La Sezione del lavoro, con
decisione su opposizione del 16 luglio 2021, ha dichiarato irricevibile, in
quanto tardiva, l’opposizione datata 12 maggio 2021 inoltrata dalla RI 1 contro
il provvedimento del 26 marzo 2021, rilevando:

 

" (…)

3.

In concreto, dagli accertamenti esperiti
dall’UG, è emerso che l’opponente ha ricevuto la decisione 26 marzo 2021 il
giorno seguente per Posta A Plus. Secondo la giurisprudenza del Tribunale
federale (2C_90/2015 del 2 giugno 2015, consid. 3.4), il termine di
impugnazione inizia a correre il giorno dopo che una decisone intimata per
Posta A Plus è entrata nella sfera di conoscenza del destinatario.

Di conseguenza, l’opposizione in esame
risulta tardiva, essendo il termine di 30 giorni per fare opposizione computate
le ferie giudiziarie pasquali, venuto a scadere in data 11 maggio 2021. 

Non essendo sufficienti le motivazioni
dell’opponente a giustificare un tale ritardo, non è possibile procedere
all’esame del merito del gravame.” (Doc. A1)

 

                               1.6.   Contro la decisione su
opposizione del 16 luglio 2021 la RI 1 ha inoltrato un tempestivo ricorso al
TCA, asserendo:

 

" (…)

-       In
data 12 febbraio 2021 inviamo il modulo straordinario di preannuncio di lavoro
ridotto alla sezione del lavoro, ufficio giuridico a Bellinzona (vedi allegato
doc. A).

-       In
data 4 marzo 2021 la sezione del lavoro ci ha fatto
una richiesta di informazioni che purtroppo non abbiamo visto in quant.

-       In
data 26 marzo 2021 abbiamo preso contatto con
l'ufficio giuridico chiedendo il perché non avevano emesso la decisione di
autorizzazione del lavoro ridotto richiesto in data 12 febbraio 2021, ci
rispondono che hanno inviato una mail e di guardare nelle spam.

-       Ok, troviamo la mail e rispondiamo alle loro richieste
(organigramma e autorizzazione esercizio pubblico) in data 26 marzo 2021 alle
ore 11:17. Da parte nostra tutto OK, abbiamo dato seguito ad una loro richiesta
ed attendavamo una decisione positiva, nessuno però ci ha comunicato nel corso
della telefonata del 26 marzo 2021 che la decisione non era positiva. (vedi
allegato doc. B).

-       Notiamo inoltre che, sulla decisione del
16 luglio 2021 l'ufficio giuridico ha sollevato opposizione al riconoscimento
del diritto all'indennità per lavoro ridotto, non avendo la ditta dato seguito
alla richiesta di informazioni del 4 marzo 2021. Strano, visto che abbiamo
appunto risposto in data 26 marzo 2021 alle ore 11:17. Ci sembra inoltre
anomalo che l'emissione di una decisione negativa di richiesta di lavoro
ridotto dopo la chiusura degli esercizi pubblici da parte del consiglio
federale venga emessa così velocemente, 22 giorni dopo una richiesta fatta via
mail (se la collaboratrice ci dice di guardare nelle spam non è probabilmente
l'unico caso successo) e negativa !! visto la straordinarietà della situazione.
Vedi allegato doc. C.

-       Nel merito della tardività abbiamo scritto una lettera
datata 14 luglio alla sezione del lavoro che neppure hanno preso in
considerazione ed emesso una decisione negativa in data 16 luglio 2021. Vedi
allegato doc. D.

-       Ci sembra molto strano che una decisione così importante
venga trasmessa con invio "Posta A Plus". A nostro modo di vedere una
decisione così importante deve venir recapitata con posta raccomandata, non
sarà né la prima né l'ultima volta che il postino sbaglia bucalettere. Va
inoltre detto che vi sono più bucalettere in Via __________ e l'indirizzo della
società è lo stesso del socio e gerente __________, il nucleo famigliare della
famiglia __________ è di 3 persone.

-       Ancor più strano il modo di emettere una decisione negativa dopo
che il consiglio federale ha obbligato la chiusura degli esercizi pubblici.

 

  Possiamo fare tante mille ipotesi
oppure no, rimane il fatto che il consiglio federale ha obbligato a chiudere
gli esercizi pubblici e la sezione del lavoro emette delle decisioni negative
mettendo in grosse difficoltà un ramo che già fa fatica. (…)” (Doc. I)

 

                               1.7.   Nella sua risposta del 22 settembre
2021 la Sezione del lavoro ha postulato la reiezione del ricorso con
argomentazioni di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto
(cfr. doc. III).

                                      

                               1.8.   Il 23 settembre 2021 il
presidente del TCA ha assegnato alle parti un termine di 10 giorni per
presentare eventuali altri mezzi di prova (cfr. doc. IV). Le parti sono rimaste
silenti. 

 

                                         in diritto

 

                                         in ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un
Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione
giudiziaria (cfr. STF 9C_699/2014 del 31 agosto 2015, in particolare consid.
5.2, 5.3 e 6.1; STF 8C_452/2011 del 12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11
luglio 2011; STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011, consid. 2.1; STF
9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007;
STF I 707/00 del 21 luglio 2003; STF H 335/00 del 18 febbraio 2002; STF H
212/00 del 4 febbraio 2002; STF H 220/00 del 29 gennaio 2002; STF U 347/98 del
10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STF H 304/99 del 22
dicembre 2000; STF I 623/98 del 26 ottobre 1999. Vedi pure: STF 9C_807/2014 del
9 settembre 2015; STF 9C_585/2014 dell’8 settembre 2015).

 

                                         nel merito

 

                               2.2.   Ai sensi dell'art. 52 cpv. 1 LPGA,
a cui rinvia l’art. 1 LADI, le decisioni emesse in virtù dell'art. 49 LPGA
possono essere impugnate entro trenta giorni mediante opposizione all'istanza
che le ha notificate.

 

                                         Giusta
l'art. 40 cpv. 1 LPGA il termine legale non può essere prorogato.

                                         Secondo
l'art. 39 cpv. 1 LPGA le richieste scritte devono essere consegnate
all'assicuratore oppure, a lui indirizzate, a un ufficio postale svizzero o a
una rappresentanza diplomatica o consolare svizzera al più tardi l'ultimo
giorno del termine.

                                         Se
la parte si rivolge in tempo utile a un assicuratore incompetente, si considera
che il termine è stato rispettato (cpv. 2).

 

                                         L'art.
38 cpv. 1 LPGA prevede che se il termine è computato in giorni o in mesi e deve
essere notificato alle parti, inizia a decorrere il giorno dopo la
notificazione. 

 

                                         Se
l'ultimo giorno del termine è un sabato, una domenica o un giorno festivo
riconosciuto dal diritto federale o cantonale, il termine scade il primo giorno
feriale seguente. È determinante il diritto del Cantone in cui ha domicilio o
sede la parte o il suo rappresentante (cpv. 3).

                                         I
termini stabiliti dalla legge o dall'autorità in giorni o in mesi non decorrono
dal settimo giorno precedente la Pasqua al settimo giorno successivo alla
Pasqua incluso, dal 15 luglio al 15 agosto incluso, dal 18 dicembre al 2
gennaio incluso (cpv. 4).

 

                                         Il
termine di ricorso in caso di notifica della decisione durante la sospensione
dei termini comincia a decorrere il primo giorno dopo la scadenza della
sospensione (cfr. DTF 131 V 305; STFA I 643/06 del 2 novembre 2006; Pratique
VSI 1998 pag. 217, Mosimann, in: Praktische Anwendungsfragen des ATSG, 2003,
pagg. 130 segg.).

 

                                         Se
il termine di ricorso è spirato, il giudice non entra nel merito di un ricorso
tardivo, per cui la decisione contestata cresce in giudicato (cfr. STF
9C_523/2018 del 3 settembre 2018 consid. 1.1.; DTF 134 V 49
consid. 2; DTF 110 V 37 consid. 2; Locher, Grundriss des
Sozialversicherungsrechts, 2003, § 73 Nr. 9, pag. 479).

 

                               2.3.   In una sentenza
8C_559/2018 del 26 novembre 2018, mediante la quale il giudizio di questa Corte
era stato annullato in ragione di una violazione del diritto di essere sentito
del ricorrente, l’Alta Corte ha sviluppato le seguenti considerazioni riguardo
al sistema di spedizione Posta A Plus, ovvero quello utilizzato dalla Sezione
del lavoro per comunicare all’assicurato la decisione su opposizione del 20
aprile 2021:

 

 

 

"
(…). 

3.3. Nel sistema di spedizione Posta A Plus alla busta è applicato un
numero e analogamente a un plico raccomandato, l'invio avviene con la menzione
A Plus. A differenza della posta raccomandata la ricezione dell'invio non è
però attestata dal destinatario. Conseguentemente il destinatario in caso di
assenza non è informato tramite un avviso di ricevimento. La notificazione è
attestata elettronicamente, quando l'invio è inserito nella casella postale o
nella cassetta delle lettere del destinatario. Così facendo, grazie al sistema
di tracciamento degli invii Track & Trace previsto dalla Posta Svizzera è
possibile osservare la cronologia dell'invio fino all'arrivo nella sfera di
influenza del destinatario. Tuttavia, in tale evenienza, il tracciamento Track
& Trace non dimostra direttamente, che la busta sia entrata effettivamente
nella sfera di influenza del destinatario, ma soltanto che la Posta Svizzera
nel proprio sistema di tracciamento abbia attestato una consegna dell'invio. Da
ciò, si può unicamente dedurre alla stregua di un indizio che la busta sia
stata depositata nella cassetta delle lettere o nella casella postale del
destinatario. In assenza di un'attestazione conferita dal sistema Track &
Trace non si può concludere che qualcuno abbia preso possesso in mano
dell'invio e men che meno che qualcuno ne abbia preso conoscenza (DTF 142 III 599 consid. 2.2 pag. 602 con
riferimenti). 

 

3.4. Il Tribunale federale si è già confrontato diverse volte con il
sistema di spedizione Posta A Plus. In quei casi ha stabilito come
notificazione determinante per la decorrenza del termine di ricorso, il
deposito dell'invio nella cassetta delle lettere o nella casella postale del
destinatario, benché questa operazione sia avvenuta il sabato. La circostanza
che la persona interessata abbia ritirato la corrispondenza il lunedì
successivo è stata esplicitamente ritenuta irrilevante dal Tribunale federale
(sentenze 2C_1126/2014 del 20 febbraio 2015 consid. 2.2 con riferimenti; cfr.
anche sentenze 9C_90/2015 del 2 giugno 2015 consid. 3.4 e 8C_198/2015 del 30
aprile 2015 consid. 3.2 entrambe con rinvii). (…)”

 

                                         Il TF, con giudizio
8C_399/2019 dell’8 gennaio 2020, si è nuovamente pronunciato sul caso appena
menzionato che era stato rinviato al TCA, osservando:

 

" (…) Determinante
per la notifica resta pertanto anche con il sistema di spedizione Posta A Plus
il momento indicato dal tracciamento degli invii (cosiddetto "Track &
Trace"). Il mittente non ha alcuna influenza sul sistema e in tale ottica
di massima non deve essergli opposta la tesi che la spedizione sia giunta al
destinatario dopo la data indicata dal tracciamento degli invii. La sicurezza
del diritto lo impone (da ultimo sentenza 8C_271/2019 dell'11 giugno 2019
consid. 6.2).  

 

4.2. Secondo la giurisprudenza del
Tribunale federale relativa al sistema di spedizione Posta A Plus, un errore
nella notificazione postale non deve essere escluso a priori. Tuttavia, una consegna
erronea non è da presumere, ma può essere ritenuta se sulla base di tutte le
circostanze sembra plausibile. Bisogna fondarsi sulla descrizione dei fatti del
destinatario, la quale solleva una consegna postale erronea, se essa è
ragionevole e sembra avere una certa probabilità, tenuto conto che occorre
presumere la buona fede del destinatario. Considerazioni del tutto ipotetiche
del destinatario, secondo cui la busta sia stata inserita nella cassetta delle
lettere del vicino (o di terzi), non giovano alle sue tesi (DTF 142 III 599 consid.
2.4.1 pag. 603 con riferimenti; sentenza 8C_559/2018 del 26 novembre 2018
consid. 4.3.2).  (…)”

 

                                         Al riguardo cfr. pure STF
8C_400/2019 del 13 gennaio 2019 consid. 4.1.-4.2.; STF 8C_330/2020 del 2 luglio
2020 consid. 3.

 

                                         In
un’altra sentenza 8C_61/2019 del 17 aprile 2019 consid. 3 segg., riguardante
una fattispecie in cui il ricorrente pretendeva in particolare che la decisione
impugnata, trasmessagli con il sistema Posta
A Plus, sarebbe stata depositata nella cassetta delle lettere vicina,
comune a delle società di cui il suo patrocinatore era o era stato associato,
gerente, direttore o liquidatore, l’Alta Corte ha concluso che non vi era
motivo di discostarsi dalla data di distribuzione risultante dall’estratto
Track & Trace:

 

"
(…). 

4. 

4.1. Invoquant la violation des art. 38 al. 1 et 60 LPGA,
le recourant reproche à l'autorité précédente d'avoir considéré qu'il n'avait
pas rendu plausible l'erreur de distribution.  

 

4.2. 

4.2.1. Selon la jurisprudence, le relevé "Track &
Trace" ne prouve pas directement que l'envoi a été placé dans la sphère de
puissance du destinataire mais seulement qu'une entrée correspondante a été
introduite électroniquement dans le système d'enregistrement de la poste.
L'entrée dans le système électronique constitue néanmoins un indice que l'envoi
a été déposé dans la boîte aux lettres ou la case postale du destinataire à la date
de distribution inscrite (ATF 142
III 599 consid. 2.2 p.
602; arrêt 8C_482/2018 du 26 novembre 2018 consid. 3.3). Une erreur de
distribution ne peut dès lors pas d'emblée être exclue. Cependant, elle ne doit
être retenue que si elle paraît plausible au vu des circonstances. L'exposé des
faits par le destinataire qui se prévaut d'une erreur de distribution, et dont
on peut partir du principe qu'il est de bonne foi, doit être clair et présenter
une certaine vraisemblance (ATF 142
III 599 consid. 2.4.1 p.
604). Dans ce contexte, des considérations purement hypothétiques, selon
lesquelles l'envoi aurait été inséré dans la boîte aux lettres du voisin ou
d'un tiers, ne sont pas suffisantes (arrêts 8C_482/2018 précité consid. 4.3; 9C_90/2015 du 2 juin 2015 consid. 3.2 et les
arrêts cités). (…)”

 

                                         Dalla STF 8C_179/2019 dell’11 aprile 2019, a proposito della validità
del metodo di spedizione A Plus, si evince inoltre: 

 

"
4.1. 

Invoquant la violation de l'interdiction de
l'arbitraire (art. 9 Cst.), du droit d'être entendu (art. 29 Cst.) et des art.
39 al. 1 et 60 LPGA, la recourante fait valoir que l'envoi par courrier A Plus
ne tient pas compte des spécificités liées aux horaires d'ouverture des bureaux
qui ferment le samedi. Il serait donc important de distinguer entre les
personnes privées, d'une part, lesquelles reçoivent le courrier chez elles et
peuvent en prendre connaissance le samedi, et les entreprises, d'autre part,
pour lesquelles l'ouverture des courriers ne peut se faire que le premier jour
ouvrable suivant. Selon la recourante, les courriers adressés aux entreprises ne
devraient être transmis que par le biais de plis recommandés, soumis à
signature. 

 

4.2. Les griefs sont mal fondés. En effet, selon une
jurisprudence déjà bien établie, les communications des autorités sont soumises
au principe de la réception. Il suffit qu'elles soient placées dans la sphère
de puissance de leur destinataire et que celui-ci soit à même d'en prendre
connaissance pour admettre qu'elles ont été valablement notifiées (ATF 144 IV
57 consid. 2.3.2 p. 62; 142 III 599 consid. 2.4.1 p. 603; 122 I 139 consid. 1 p. 143; 115 Ia 12 consid. 3b p. 17). Autrement dit, la prise de connaissance effective de
l'envoi ne joue pas de rôle sur la détermination du dies a quo du délai de
recours. Par ailleurs, le Tribunal fédéral s'est déjà penché sur la question de
la notification des décisions par courrier A Plus, notamment dans le domaine
des assurances sociales. Il a exposé en particulier qu'il n'existait pas de
disposition légale obligeant les assureurs sociaux à notifier leurs décisions
selon un mode particulier. Dès lors, les assureurs sont libres de décider de la
manière dont ils souhaitent notifier leurs décisions. Ils peuvent en
particulier choisir de les envoyer par courrier A Plus (ATF 142
III 599 consid. 2.4.1
précité; voir également, parmi d'autres, arrêts 8C_754/2018 du 7 mars 2019
consid. 5.3 et 8C_559/2018 du 26 novembre 2018 consid. 4.3.1). Dans ce
contexte, le Tribunal fédéral a précisé, en outre, que le dépôt de l'envoi dans
la boîte aux lettres ou la case postale constitue le point de départ pour le
calcul du délai de recours, quand bien même la livraison a lieu un samedi et
que le pli n'est récupéré qu'à une date ultérieure, comme le lundi suivant
(arrêts 8C_754/2018 précité consid. 7.2.3; 9C_655/2018 du 28 janvier 2019
consid. 4.4; 8C_559/2018 précité consid. 3.4; 9C_90/2015 du 2 juin 2015 consid.
3.4; 8C_198/2015 du 30 avril 2015 consid. 3.2; 8C_573/2014 du 26 novembre 2014
consid. 3.1; 2C_1126/2014 du 20 février 2015 consid. 2.2). Il n'y a pas lieu de
revenir sur cette jurisprudence confirmée à de nombreuses reprises. La
recourante ne soutient d'ailleurs pas que les conditions d'un changement de
jurisprudence seraient remplies (à ce sujet cf. ATF 144 IV
265 consid. 2.2 p. 269; 142 V 212 consid. 4.4 p. 117; 139 V 307 consid. 6.1 p. 313). Enfin, l'accès aux
cases postales est en principe garanti en tout temps et le fait de ne pas vider
la case postale le samedi relève de la responsabilité du destinataire. (…)”

 

                                         Infine, in una pronunzia 8C_124/2019 del 23 aprile 2019 consid. 5 segg.,
il TF ha ulteriormente ribadito la validità del sistema di spedizione Posta A
Plus, in particolare come segue:

 

"
(…). 

8.

8.1. Invoquant la violation du droit à un procès équitable
et à l'accès au juge (art. 29 al. 1, 29a Cst. et 6 CEDH), le recourant fait
valoir, en substance, que l'envoi par courrier A Plus offre une protection
moins importante que l'envoi par recommandé ou courrier A, qu'il ampute de deux
jours le délai de recours et crée des incertitudes en fonction du destinataire.

 

8.2.

8.2.1. Les critiques formulées par le recourant sont mal
fondées. 

En effet, selon le mode d'expédition A
Plus, la lettre est numérotée et envoyée par courrier A de la même manière
qu'une lettre recommandée. Toutefois, contrairement au courrier recommandé, le
destinataire n'a pas à en accuser réception. En cas d'absence, celui-ci ne
reçoit donc pas d'invitation à retirer le pli. La livraison est néanmoins
enregistrée électroniquement au moment du dépôt de l'envoi dans la boîte aux
lettres ou la case postale du destinataire. Grâce au système électronique
"Track & Trace" de la poste, il est ainsi possible de suivre
l'envoi jusqu'à la zone de réception du destinataire (ATF 142
III 599 précité consid.
2.2 p. 601 s. et les arrêts cités; arrêts 8C_586/2018 du 6 décembre 2018
consid. 5; 8C_53/2017 du 2 mars 2017 consid. 4.1; 8C_573/2014 du 26 novembre
2014 consid. 2.2).

 

8.2.2. En outre, le délai de recours est le même pour toutes
les formes de notification. Il commence à courir lorsque l'envoi entre dans la
sphère de puissance du destinataire et que ce dernier peut prendre connaissance
du contenu de l'envoi. En présence d'un courrier sans signature (A Plus comme
A), c'est le cas au moment du dépôt dans la boîte aux lettres ou la case
postale. Si l'envoi est distribué un samedi, le délai de recours commence à
courir le dimanche. En présence d'un courrier recommandé, l'envoi entre dans la
sphère de puissance du destinataire lorsqu'il est retiré au guichet. A cet
égard, la notification par lettre recommandée n'offre pas un avantage
significatif puisqu'au stade de l'avis de retrait, le destinataire ne connaît
ni le contenu ni la motivation de la décision qui lui est adressée (arrêts
8C_754/2018 précité consid. 7.2.3; 2C_1126/2014 du 20 février 2015 consid.
2.4).  

 

8.2.3. Par ailleurs, l'accès aux cases postales est en
principe garanti en tout temps et le fait de ne pas vider la case postale le
samedi relève de la responsabilité du destinataire (privé ou commercial).
Celui-ci ne saurait s'en prévaloir pour reporter le dies a quo du délai de
recours, alors que la date de distribution d'un courrier A Plus est facilement
déterminable au moyen du numéro apposé sur l'enveloppe. Contrairement à ce que
soutient le recourant, un tel procédé ne présente aucune difficulté
particulière, surtout pour un cabinet d'avocats, et permet précisément de lever
les éventuelles incertitudes liées à l'envoi sans signature.  (…)”

 

                                         Al riguardo cfr. pure
Petra Fleischanderl, Versandart “A-Post Plus” in SZS/RSAS 5/2021 pag. 265-267.

 

                               2.4.   Nel
caso concreto dal sistema di tracciamento degli invii della Posta, presente agli
atti (cfr. doc. 6.1), risulta che la decisione del 26 marzo 2021 è stata
spedita tramite Posta A Plus il medesimo giorno ed è arrivata all’Ufficio di
recapito di __________ sabato 27 marzo 2021 alle ore 7:03. Il plico postale è
stato recapitato nella cassetta delle lettere della ricorrente il 27 marzo 2021
alle ore 9:23 (cfr. doc. 6.1).

 

                                         L’insorgente ha, però,
affermato che la decisione del 26 marzo 2021 non le è mai stata recapitata,
specificando che “non sarà né la prima né l’ultima volta che il postino
sbaglia bucalettere” (cfr. doc. 7; I).

 

                                         La Sagl ha, inoltre,
censurato l’invio tramite posta A-Plus di “una decisione così importante”,
sottolineando che la stessa avrebbe dovuto essere spedita con posta
raccomandata (cfr. doc. I). 

 

                                         Il
TCA osserva, innanzitutto, che quest’ultima critica cade nel vuoto. 

                                         In
effetti la giurisprudenza federale ha più volte confermato (cfr. le sentenze federali
riprodotte al consid. 2.3.) la liceità del sistema in oggetto, e meglio che il
sistema di notifica delle decisioni attraverso il sistema di spedizione A Plus
è perfettamente valido e che quale notificazione determinante per la decorrenza
del termine di ricorso vale il deposito dell’invio nella cassetta delle lettere
o nella casella postale del destinatario, anche quando tale operazione avviene
di sabato (cfr. consid. 2.3.; sul tema, si veda pure
l’articolo di T. Barth, Le courrier A Plus, apparso in Anwaltpraxis/Pratique du
barreau 3/2019, pag. 129: “Le courrier A+ ne constitue nullement une
révolution et ne fait que concrétiser la jurisprudence développée sur le
principe de la sphère d’influence. Il permet aux administrations, tribunaux et
avocats de réduire quelque peu leurs coûts en se substituant, lorsque la loi
permet cette forme d’expédition, à un envoi par pli recommandé. Il appartient
aux destinataires des courriers d’être attentifs à ce mode d’envoi et de
prendre les mesures appropriées afin de déterminer quand le courrier a été
déposé dans leurs boîtes aux lettres.”. Il medesimo autore ha peraltro consigliato
agli avvocati di rendere attento il personale incaricato dell’apertura della
corrispondenza all’etichetta A+ e “l’instruire de systématiquement effectuer
un suivi de l’envoi, par exemple en scannant l’étiquette avec l’application
mobile de La Poste, afin de déterminer le moment du dépôt dans la boîte aux
lettres et d’ainsi calculer correctement l’éventuel délai.”).

 

                                         In
proposito cfr. STCA 38.2021.39 del 25 agosto 2021; STCA 38.2019.48 del 2
ottobre 2019.

 

                               2.5.   In relazione al fatto che la
ricorrente abbia affermato che la busta contenente la decisione del 26 marzo
2021 non le sia stata recapitata (cfr. doc. 7; I), benché dal tracciamento
dell’invio emerga che la stessa è stata depositata nella sua cassetta della
posta sabato 27 marzo 2021 alle ore 9:23 (cfr. consid. 2.4.), va evidenziato
che secondo il Tribunale federale vi è la presunzione che il recapito postale,
sia degli invii tramite Posta A Plus che delle Raccomandate, abbia avuto luogo
correttamente. Tale presunzione può essere sì sovvertita, ma devono sussistere
indizi concreti di errore (cfr. STF 1C_31/2018 consid. 3.3).

 

                                         Quanto asserito
dall’insorgente corrisponde d’altronde alla sua personale versione dei fatti. Si
tratta di una semplice allegazione di fatto non comprovata da debita
documentazione (cfr. STF 8C_61/2019 del 17 aprile 2019 consid. 4.2.3., menzionata
sopra).

                                         Ciò non basta, dunque, per
rovesciare la presunzione che il recapito ha avuto luogo correttamente.

 

                                         Va altresì sottolineato
che considerazioni del tutto ipotetiche della ricorrente, ovvero che “non
sarà né la prima né l’ultima volta che il postino sbaglia bucalettere”, come
pure l’implicita supposizione che la busta può essere stata ritirata da terzi,
siccome “vi sono più bucalettere in __________ e l’indirizzo della società è
lo stesso del socio e gerente __________, il nucleo famigliare della famiglia __________
è di 3 persone” (cfr. doc. I), non giovano alla sua tesi (cfr. STF
8C_330/2020 del 2 luglio 2020 consid. 3; STF 8C_559/2018 del 26 novembre 2018
consid. 4.3.2.; STF 9C_90/2015 del 2 giugno 2015).     

 

                                         Al riguardo cfr. STCA 38.2019.48
del 2 ottobre 2019 consid. 2.6.

 

                               2.6.   In
esito a tutto quanto precede, occorre concludere che nel caso di specie determinante
per la decorrenza del termine di opposizione di 30 giorni giusta l’art. 52 cpv.
1 LPGA (cfr. consid. 2.2.) è sabato 27 marzo 2021, come risulta dal
tracciamento dell’invio (cfr. consid. 2.4.).

 

                                         Il
termine per interporre opposizione ha così iniziato a decorrere, in virtù
dell’art. 38 cpv. 1 e 4 LPGA, tenuto conto della sospensione dei termini dal
settimo giorno precedente la Pasqua al settimo giorno successivo alla Pasqua
incluso (la Pasqua nel 2021 è stata domenica 4 aprile), il 12 aprile 2021 (cfr.
STF 9C_525/2013 del 23 settembre 2013 consid. 2.2.; 3, parzialmente pubblicata
in DTF 139 V 490; STF 8C_176/2019 del 25 giugno 2019 consid. 4; STF 9C_464/2018
del 22 agosto 2018) ed è scaduto martedì 11 maggio 2021, come peraltro indicato
dalla parte resistente (cfr. doc. A1; III).

 

                                         L’opposizione,
inviata per raccomandata soltanto il 12 maggio 2021 (cfr. doc.
III; 5.1), è dunque tardiva (cfr. STCA 38.2021.19 del 31 maggio 2021;
STCA 38.2020.58 del 16 novembre 2020; STCA 38.2020.3 del 4 marzo 2020).

 

                               2.7.   Va ora esaminato se la
ricorrente può prevalersi della restituzione del termine.

 

                                         L’art. 14 Lptca, relativo
alla restituzione per inosservanza, enuncia che se il richiedente o il suo
rappresentante è stato impedito, senza sua colpa, di agire entro il termine
stabilito, lo stesso è restituito, sempre che l’interessato lo domandi
adducendone i motivi entro 30 giorni dalla cessazione dell’impedimento.

 

                                         Di
analogo tenore è l'art. 41 LPGA concernente la “restituzione in termini”.

 

                                         Per
"impedimento non colpevole" si intende, non soltanto l'impossibilità
oggettiva o la forza maggiore, bensì anche l'impossibilità soggettiva che
risulta da circostanze personali o da un errore scusabile. Queste circostanze
devono comunque essere valutate oggettivamente. In definitiva, al richiedente
non deve potere essere rimproverata una negligenza.

                                         L’assenza
di colpa deve essere manifesta (cfr. STF 8C_666/2014 del 7 gennaio 2015 consid.
4.2.; STF 8C_898/2009 del 4 dicembre 2009 consid. 2; STFA I
393/01 del 21 novembre 2001; DTF 96 II 265 consid. 1a;
U. Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999,
pag. 170 segg.; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege
des Bundes, Zurigo 1998, n. 151).

 

                                         La giurisprudenza
federale ammette in particolare che un incidente o una grave malattia contratta
improvvisamente possono costituire un impedimento non colpevole. Non basta,
però, che l'interessato medesimo sia stato impedito di agire entro il termine
stabilito, lo stesso dovendo oltre a ciò essere pure stato impossibilitato ad
incaricare un terzo di compiere gli atti di procedura necessari (cfr. STF
9C_54/2017 del 2 giugno 2017 consid. 2.2.; STF 8C_666/2014 del 7 gennaio 2015
consid. 4.2.; RDAT II-1999 n. 8, pag. 32; DTF 119 II 86,
consid. 2a, DTF 112 V 255, consid. 2a; cfr., pure, STFA K 34/03 del 2
luglio 2003). 

 

                                         Tra
gli impedimenti non colpevoli ad agire tempestivamente che possono giustificare
la restituzione del termine va annoverata anche la morte di un parente se la
stessa interviene poco prima della scadenza del termine (cfr. STF 9C_54/2017
del 2 giugno 2017 consid. 2.2.).

                                         Per
la questione dell'impedimento senza colpa non fa differenza se esso colpisce
l'assicurato oppure il suo rappresentante, quest'ultimo - a maggior ragione se
integrato in una struttura più grande - dovendosi organizzare, segnatamente con
la designazione immediata di un sostituto laddove questa possibilità è ammessa
in modo tale da garantire il rispetto dei termini anche in caso di proprio
impedimento (cfr. STF 9C_749/2012 del 26 novembre 2012 consid. 3).

 

                                         Non costituiscono, per
contro, motivi scusabili il sovraccarico di lavoro, l'ignoranza del diritto,
rispettivamente l'insicurezza dovuta all'introduzione di una nuova norma legale
(cfr. STF 2C_448/2009 del 10 luglio 2009; STF C 366/99 del 18 gennaio 2000; DLA
2002 N. 15 pag. 113; DLA 2000 N. 6, consid. 2, pag. 31; DLA 1988 N. 17, consid.
4a, pag. 128; DTF 110 V 339, consid. 3, pag. 343 e DTF 110 V 210, consid. 4,
pag. 216).

 

                                         Deve ancora essere
sottolineato che l'istituto della restituzione in intero costituisce un rimedio
di carattere straordinario che incide profondamente nella sicurezza del
diritto, per cui occorre valutare l'adempimento dei requisiti con rigore e
seguire criteri restrittivi (cfr. STF K 34/03 del 2 luglio 2003).

 

                               2.8.   Nella presente evenienza questa Corte ritiene che non siano dati
i presupposti per restituire il termine per interporre opposizione contro la
decisione del 26 marzo 2021.

 

                                         In
effetti il TCA, analogamente all’amministrazione (cfr. doc. III), non ravvede
alcun valido motivo che renda scusabile l’inoltro tardivo dell’opposizione.

 

                                         Per completezza giova in
ogni caso ribadire (cfr. consid. 2.5.) che l’asserzione dell’insorgente secondo
cui la decisione del 26 marzo 2021 non le è stata recapitata, rispettivamente
le ipotesi che il postino ha sbagliato la buca delle lettere o che la busta può
essere stata ritirata da terzi costituiscono unicamente delle
allegazioni di fatto, rimaste indimostrate.

                                      

                               2.9.   Alla luce di tutto quanto
sopra esposto, la decisione su opposizione del 16 luglio 2021, con la quale la
Sezione del lavoro ha ritenuto l’opposizione del 12 maggio 2021 contro la
decisione del 26 marzo 2021 irricevibile va confermata.

 

                             2.10.   L’art.
61 lett. a LPGA, in vigore fino al 31 dicembre 2020, prevedeva che la procedura
deve essere semplice, rapida, di regola pubblica e gratuita per le parti;
la tassa di giudizio e le spese di procedura possono tuttavia essere imposte
alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato.

 

In
data 1° gennaio 2021 è entrata in vigore una modifica della LPGA. L’art. 61
lett. a LPGA enuncia ora unicamente che la procedura deve essere semplice,
rapida e di regola pubblica. Dalla medesima data è entrato in vigore l’art. 61
lett. fbis LPGA secondo cui in caso di controversie relative a
prestazioni, la procedura è soggetta a spese se la singola legge interessata lo
prevede; se la singola legge non lo prevede il tribunale può imporre spese
processuali alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato. 

 

Secondo l’art. 82a LPGA
(disposizione transitoria; RU 2021 358), ai ricorsi pendenti dinanzi al
tribunale di primo grado al momento dell’entrata in vigore della modifica del
21 giugno 2019 si applica il diritto anteriore.

 

                                         In concreto, il
ricorso è del 14 settembre 2021. Pertanto è applicabile il nuovo
diritto. 

 

                                         L’oggetto della lite
sottoposta all’esame del TCA concerne la tempestività dell’opposizione
interposta dalla ricorrente contro la decisione del 26 marzo 2021 con cui la
Sezione del lavoro ha sollevato opposizione al suo preannuncio di lavoro
ridotto dal mese di febbraio al mese di ottobre 2021 (cfr. doc. A1; 3; consid.
1.2; 1.5.).

 

                                         In casu può restare aperta
la questione di sapere se si tratti o meno di una controversia relativa a
prestazioni secondo l’art. 61 lett. fbis LPGA.

 

                                         Nel caso sia una lite di prestazioni,
non verrebbero accollate spese, in quanto la LADI non ne prevede
l’applicazione.

 

                                         Anche qualora la causa non
riguardasse prestazioni, non verrebbero comunque imposte spese. 

 

                                         In effetti il Tribunale
federale, in una sentenza 8C_265/2021 del 21 luglio 2021 consid. 4.4.1., ha
evidenziato che “(…) eliminando il principio della gratuità generalizzata di
cui all'art. 61 lett. a LPGA, il legislatore federale non ha voluto imporre in
maniera generalizzata per tutta la Svizzera l'applicazione di spese giudiziarie
al di fuori del campo di applicazione dell'art. 61 lett. f bis LPGA, ma ha
lasciato ai Cantoni la libertà di disciplinare la questione. Nulla impedisce a
un Cantone in tale contesto di prevedere la gratuità della procedura
integralmente o soltanto per alcune controversie (FF 2018 1334; BU 2018 S 668
segg; BU 2019 N 329 segg.). Se però un Cantone desidera imporre spese al di
fuori del campo di applicazione dell'art. 61 lett. f bis LPGA, trattandosi di
un tributo causale, deve prevedere una base legale formale chiara ed esplicita
(art. 127 Cost.; DTF 145 I 52 consid.
5.2; 143 I 227 consid.
4.3.1; 124 I 241 consid.
4a, con riferimenti; UELI KIESER, Kommentar zum Bundesgesetz über den
Allgemeinen Teil des Sozialversicherungsrechts ATSG, 2020, n. 209 ad art. 61
LPGA).”

 

                                         Nel Cantone Ticino, come
rilevato dall’Alta Corte nella citata STF 8C_265/2021 del 21 luglio 2021
consid. 4.4.3., “vige tuttora il principio della gratuità generalizzata
(art. 29 cpv. 1 Lptca/TI)”.

 

                                         Ne discende che nel
presente caso non si riscuotono spese giudiziarie (cfr. STCA 38.2021.60 del 20
settembre 2021; STCA 38.2021.39 del 25 agosto 2021). 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                    

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione
è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare
la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere
allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario di Camera

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti