# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6b4afb20-43db-5d6a-b9f9-e415f9e281eb
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-07-14
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 14.07.2000 12.2000.8
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2000-8_2000-07-14.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2000.00008

  	
  Lugano

  14 luglio
  2000/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La
  seconda Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cocchi, presidente 

  Chiesa e Zali

  

 

	
  segretario:

  	
  Petrini

   

  

 

 

sedente per statuire nella causa -inc. no. OA.94.00127
della Pretura della giurisdizione di Mendrisio sud- promossa con petizione 25
ottobre 1994 da

 

	
   

  	
  __________ 

  rappr. dall'avv. __________

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  __________, succursale di __________

  rappr. dall'avv. __________

   

  

con cui l'attrice ha chiesto la condanna della
convenuta al pagamento di fr. 17'131.75 oltre interessi nonché il rigetto in
via definitiva in tale misura dell'opposizione interposta al PE n. __________
dell'UEF di Mendrisio, somma ridotta in sede conclusionale a fr. 10'068.40 più
accessori; 

 

domande avversate dalla controparte, che ha postulato
la reiezione della petizione e che il Pretore, con sentenza 7 dicembre 1999, ha
accolto tranne per quanto riguarda il saggio degli interessi; 

 

appellante la convenuta con atto di appello 17 gennaio
2000 con cui chiede la riforma del querelato giudizio nel senso di respingere
integralmente la petizione con protesta di spese e ripetibili di entrambe le
sedi;

 

mentre l'attrice con osservazioni 23 febbraio 2000
postula la reiezione del gravame, protestando spese e ripetibili; 

letti ed esaminati gli atti ed i documenti prodotti;

 

 

ritenuto

 

 

in
fatto 

 

 

                                  A.   Nel
luglio 1990 __________, società attiva nel settore dei trasporti
internazionali, è stata incaricata dalla succursale di __________ di __________
della spedizione via mare di 9 autocarri di seconda mano dall'Italia alla
Nigeria. Essa ha di conseguenza stipulato, tramite l'agente marittimo
__________, un contratto di trasporto con la compagnia di navigazione
__________. 

                                         Sette dei
nove camion sono stati inizialmente imbarcati sulla motonave
"__________" e in seguito, in un porto africano, trasbordati sulla
motonave "__________", dove già erano stati imbarcati gli altri 2
autocarri.

 

 

                                  B.   All'arrivo
in Nigeria, sugli autocarri oggetto del trasbordo sono stati riscontrati dei
danni, di cui la compagnia di navigazione si è integralmente riconosciuta
responsabile. 

                                         Per le
riparazioni __________, destinataria della merce, nel gennaio 1991 ha addebitato
ad __________ US $ 23'892.-; mentre per i medesimi danni __________ nell'aprile
1992, in forza di un accordo transattivo, ha versato a __________ US $
14'000.-.

 

 

                                  C.   Con
la petizione in rassegna __________. ha chiesto la condanna di __________ al pagamento
di fr. 17'131.75 oltre interessi nonché il rigetto in tale misura
dell'opposizione interposta al PE n. __________ dell'UEF di Mendrisio: tale
somma, corrispondente a Lit. 18'930'118, risultava deducendo dalle fatture
(Lit. 36'430'118, di cui Lit. 28'615'514 per il trasporto vero e proprio e Lit.
7'814'604 per interessi) il risarcimento di US $ 14'000.- ottenuto dalla
compagnia di navigazione (pari a Lit. 17'500'000). In sede conclusionale
l'attrice ha ridotto le sue pretese a fr. 10'068.40, corrispondenti a Lit.
11'115'514, rinunciando in sostanza agli interessi capitalizzati in precedenza
(Lit. 7'814'604).

 

 

                                  D.   La
convenuta si è opposta alla petizione, contestando innanzitutto che la
controparte in conseguenza dell'esito disastroso del trasporto potesse
pretendere una qualsiasi retribuzione. Pacifica, a suo dire, la responsabilità
dell'attrice per i danni riscontrati sui 7 camion, segnatamente per aver
accettato il loro trasbordo in un porto africano, dai suoi eventuali crediti,
comunque contestati, andavano dedotte le spese per le riparazioni di US $
23'892.-, somma per altro a suo tempo già riconosciuta dall'attrice che aveva
emesso un'equivalente nota di credito, e non solo US $ 14'000.- (o il suo
controvalore in lire) che quest'ultima, contrariamente alle istruzioni della
controparte, aveva provveduto ad incassare dalla __________.

 

 

                                  E.   Il
Pretore ha accolto la petizione per fr. 10'068.40 più accessori.

                                         Il
giudice di prime cure, dopo aver accertato l'applicabilità alla fattispecie del
diritto italiano, ha ritenuto che il trasbordo della merce in un porto africano
fosse effettivamente un'operazione rischiosa e costituisse dunque una
violazione contrattuale da parte dello spedizioniere. Atteso che il valore dei
danni stabilito peritalmente era risultato inferiore a quello riconosciuto
dalla compagnia di navigazione e posto in deduzione dalla stessa attrice, dalle
pretese di quest'ultima di Lit. 28'615'514 andavano dedotti Lit. 17'500'000, da
cui l'accoglimento della petizione così come postulato dall'attrice in sede
conclusionale tranne per quanto riguarda gli interessi moratori, dovuti al
saggio legale (differenziato al 10, 5 e 2.5%) vigente a suo tempo in Italia.

 

 

                                  F.   Con
l'appello la convenuta chiede la riforma del querelato giudizio nel senso di
respingere la petizione.

                                         Essa
ribadisce che l'attrice non poteva pretendere alcunché, avendo commesso gravi
inadempienze e non avendo comprovato l'ammontare delle sue pretese, tanto più
che queste ultime sarebbero compensate dalla somma di US $ 23'892.-, che da un
lato l'attrice aveva ammesso emettendo a suo tempo una nota di credito e
dall'altro corrispondeva effettivamente alle spese di riparazione degli
automezzi in Nigeria; errata era infine la data di decorrenza degli interessi,
la prima messa in mora agli atti risalendo all'emissione del PE.

 

 

                                  G.   Delle
osservazioni con cui l'attrice postula la reiezione del gravame si dirà, se
necessario, nei successivi considerandi.

 

 

considerando

 

 

in diritto

 

 

                                   1.   A
questo stadio della lite sono oramai pacifiche la competenza del giudice adito
e l'applicabilità alla fattispecie del diritto italiano e segnatamente degli
art. 1737 e segg. CCIt. relativi al contratto di spedizione.

 

 

                                   2.   Con
le osservazioni all'appello l'attrice censura il fatto che il Pretore le abbia
attribuito una colpa contrattuale per aver a suo tempo accettato che i 7
autocarri, poi danneggiati, fossero trasbordati in un porto africano.

                                         Ci si
potrebbe innanzitutto chiedere se sia effettivamente necessario vagliare la
censura, ritenuto come la stessa parte attrice, che ora l'ha eccepita, in sede
conclusionale aveva attribuito a tale questione un puro valore accademico (p.
4). 

                                         La
responsabilità dell'attrice è ad ogni buon conto evidente: la scelta -di cui
essa era senz'altro a conoscenza (cfr. teste __________)- di far capo a una
motonave con trasbordo in Africa, con i rischi che ciò notoriamente comportava
(testi __________ e __________), piuttosto che una motonave con scalo diretto
in Nigeria, costituisce in effetti una chiara violazione dell'art. 1739 cpv. 1
CCIt., norma secondo cui nella scelta della via, del mezzo e delle modalità di
trasporto della merce, lo spedizioniere, in mancanza di istruzioni da parte del
committente, è tenuto a operare secondo il migliore interesse del medesimo.

 

 

                                   3.   Nel
suo gravame la convenuta ritiene che la petizione avrebbe dovuto già essere
respinta in quanto le fatture sulle quali controparte fondava le sue pretese,
puntualmente contestate, non erano state oggetto di una verifica istruttoria.

                                         Contrariamente
a quanto assunto dalla convenuta (appello p. 4), non è però vero che in prima
sede la contestazione vertesse sull'ammontare delle somme fatturate e che
dunque l'attrice fosse tenuta a provare la correttezza delle sue fatturazioni;
la stessa era stata per contro formulata a dipendenza dell'esito asseritamente
disastroso della spedizione (risposta p. 5 e 7, conclusioni p. 4), ciò che a
giudizio della convenuta ostava al riconoscimento di una qualsiasi retribuzione
a favore dello spedizioniere. In realtà l'esito della spedizione è stato
tutt'altro che disastroso: gli autocarri sono infatti regolarmente giunti a
destinazione, seppur parzialmente danneggiati, ritenuto però che l'attrice da
un lato si è adoperata fattivamente nelle pratiche per il risarcimento dei
danni e dall'altro ha correttamente messo a disposizione della convenuta quanto
percepito a quel titolo. 

                                         Non vi è
pertanto motivo per ridurre le spettanze dell'attrice di cui ai doc. H e I.

 

 

                                   4.   La convenuta ritiene inoltre che le pretese attoree sarebbero
comunque compensate dai US $ 23'892.- addebitatile da __________ per la
riparazione dei danni agli autocarri: a suo giudizio, tale importo era stato a
suo tempo riconosciuto dalla controparte mediante l'emissione di una formale
nota di credito ed era comunque stato comprovato dall'istruttoria di causa.

 

 

                                4.1   Agli
atti figura effettivamente un estratto conto 21 maggio 1991 a nome
dell'attrice, che, facendo riferimento alla fattura 20/305 del 5 febbraio 1991
della convenuta -con cui essa chiedeva in buona sostanza all'attrice il
rimborso dei US $ 23'892.- addebitatile da __________ per le riparazioni degli
automezzi (doc. E p. 2)- concludeva per un saldo a favore di quest'ultima
appunto di US $ 23'892.- (doc. 9). 

                                         Il fatto
però che con scritto 7 giugno 1991 l'attrice abbia precisato che l'emissione
della nota di credito era avvenuta "a totale cancellazione" della
fattura di cui al doc. E "poiché il rimborso del danno subito dovrà essere
effettuato all'avente diritto attraverso i canali assicurativi" (doc. 17)
e soprattutto la circostanza -altrimenti inspiegabile- che al termine di quel
medesimo scritto essa rinnovava alla convenuta l'invito al pagamento
dell'intero importo (cioè senza deduzione dei US $ 23'892.- oggetto
dell'estratto conto) a quel momento scoperto (cfr. in proposito il conteggio
sub doc. T) permettono di escludere che lo stesso costituisse effettivamente un
riconoscimento del debito riferito a quella fattura, dovendosi al contrario
intravedere in tale iniziativa un semplice annullamento di quella fattura, a
fini contabili interni, da parte dell'attrice.

 

 

                                4.2   Esclusa così l'esistenza di un riconoscimento di debito da parte
dell'attrice, si tratta ora di esaminare se l'istruttoria di causa abbia
nondimeno permesso di accertare l'esistenza e l'ammontare del danno posto in
compensazione dalla convenuta. A suo giudizio, la perizia giudiziaria non
essendo per nulla convincente, decisiva era in definitiva la testimonianza
__________, responsabile a quell'epoca dell'officina di __________, il quale
aveva dichiarato che i prezzi esposti nel doc. 7 per le riparazioni erano
quelli di mercato in Nigeria a quel tempo.

 

                                         Va
innanzitutto evidenziato che è proprio a dipendenza dell'esito delle
testimonianze che la convenuta ha confermato al Pretore la necessità di
eseguire la perizia giudiziaria (cfr. lettera 9 gennaio 1997). A ragione:
nell'occasione non era infatti chiaro se il teste __________ esprimendosi in
tal modo avesse inteso riferire fatti di sua conoscenza o si fosse limitato ad
esternare una propria valutazione, come tale priva di qualsiasi rilevanza
probatoria (Cocchi/Trezzini, CPT-TI, Lugano 2000, m. 48 ad art. 90).

                                         Contrariamente
a quanto ritenuto -per ovvie esigenze di causa- dalla convenuta, non vi sono in
realtà validi motivi per distanziarsi dalle conclusioni peritali, che non
appaiono tutto sommato né contraddittorie, né insostenibili, bensì logiche e
convincenti (Cocchi/Trezzini, op. cit., m. 4 e 6 ad art. 253): il perito
giudiziario ha infatti correttamente evidenziato l'oggettiva impossibilità di
reperire eventuale documentazione in Nigeria (cfr. verbale delucidazione
perizia, ad 1 b), in conseguenza della difficile situazione politica in qual
Paese, ciò che lo aveva indotto ad effettuare le sue valutazioni tenendo conto
delle informazioni -segnatamente con riferimento ai costi della manodopera ed
ai costi correnti dei pezzi di ricambio- assunte presso alcuni operatori
commerciali residenti nella zona portuale di __________ che abitualmente
trattavano con la Nigeria (perizia p. 4). Del resto, paradossalmente, se la
perizia -come preteso dalla convenuta- fosse stata del tutto inutilizzabile, se
ne sarebbe dovuto concludere, a tutto svantaggio della convenuta stessa, che la
pretesa posta in compensazione non era comprovata.

 

                                         Se anche
si volesse attribuire rilevanza probatoria alla testimonianza __________, ciò
comunque non gioverebbe alla convenuta più di tanto: il perito (cfr. verbale
delucidazione perizia, ad 3) ha in effetti precisato che dagli importi
fatturati, ritenuti adeguati dal teste, andavano in ogni caso dedotti US $
3'671.- (US $ 3'218.- relativi a 5 set chiavi e martinetti nonché US $ 453.-
relativi a 2 set parafanghi e 1 albero anteriore) per interventi effettuati da
__________. (cfr. doc. 7) che tuttavia non risultavano nel rapporto di notifica
dei danni allestito dai periti portuali della compagnia d'assicurazione
__________ (doc. 4); inoltre quand'anche l'importo fatturato in Naira nigeriane
fosse consono ai canoni di mercato, ciò non significherebbe tuttavia ancora che
lo stesso corrispondesse a US $ 23'892.- (o, a seguito della riduzione per i
motivi appena esposti, a US $ 20'221.-), la stessa convenuta avendo evidenziato
a più riprese (conclusioni p. 9, appello p. 9) come "la situazione in
Africa è notoriamente suscettibile di cambiare di giorno in giorno"
rispettivamente come "non esiste nemmeno un cambio ufficiale ed
attendibile della moneta locale (Naira nigeriana)", tanto più che il teste
__________ riferiva di un'inflazione galoppante: proprio questa incertezza sul
cambio -questione ovviamente di non poco conto- ha, giustamente, indotto il
perito a quantificare in lire, tenendo conto della "realtà
nigeriana", le spese di riparazione.

 

 

                                4.3   In occasione della delucidazione orale della perizia (lettera 30
marzo 1999), il perito ha riconosciuto di non aver conteggiato le tasse
d'importazione pari al 21%, percentuale che va di conseguenza aggiunta
ulteriormente (a seguito di tale correttivo si ha che i prezzi dei ricambi in
Nigeria risultavano effettivamente più elevati che in Italia, circostanza che
vanifica le critiche della convenuta nei confronti della perizia). Ne discende
che il costo delle riparazioni in Nigeria, valutato nel referto in Lit.
14'723'400 (p. 5 e 10), ammonta in realtà a Lit. 17'815'314, somma superiore
alle Lit. 17'500'000, che l'attrice aveva spontaneamente posto in deduzione e
che corrispondeva a quanto percepito dalla compagnia di navigazione __________
a liquidazione del danno (doc. Q).

                                         Il saldo
a favore dell'attrice si fissa quindi in Lit. 10'800'200 (Lit. 28'615'514 ./.
Lit. 17'815'314), che, al cambio del 29 ottobre 1993 di fr. 0.905 per 1000
Lit., corrisponde a fr. 9'774.20.

 

 

                                   5.   La convenuta contesta infine la decorrenza degli interessi
moratori dal 26 luglio 1991, ritenendo che la prima messa in mora agli atti
possa essere fatta risalire al momento dell'inoltro del PE del 29 ottobre 1993
(doc. U). A torto.

                                         L'istruttoria
di causa ha ampiamente provato l'esistenza di varie interpellazioni scritte
(art. 1219  e 1224 CCIt.) precedentemente al 26 luglio 1991. Si vedano ad
esempio i doc. E e 12, che riferiscono di un sollecito di pagamento del
24.1.1991, nonché il doc. 17, datato 7 giugno 1991, con cui si rinnova alla
convenuta l'invito al pagamento del saldo.

 

 

                                   6.   Ne
discende il parziale accoglimento del gravame, nel senso che il credito
dell'attrice viene ridotto da fr. 10'068.40 a fr. 9'774.20.

                                         La tassa
di giustizia, le spese e le ripetibili di entrambe le sedi seguono la
soccombenza (art. 148 CPC).

Per i quali motivi,

richiamati l’art. 148 CPC e la TG

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                    I.   L’appello 17 gennaio 2000 di __________ è parzialmente accolto.

                                         Di
conseguenza la sentenza 7 dicembre 1999 della Pretura della giurisdizione di
Mendrisio sud è così riformata:

 

                                         1.     La petizione 25 ottobre
1994 è parzialmente accolta.

                                         2.     Di
conseguenza __________, succursale di __________, è condannata a versare a
__________, l'importo di fr. 9'774.20 (pari a Lit. 10'800'200, al cambio di fr.
0.905 per 1000 Lit. al 29 ottobre 1993), oltre interesse al 10% dal 26 luglio
1991 al 31 dicembre 1996, al 5% dal 1. gennaio 1997 al 31 dicembre 1998 e al
2.5% a partire dal 1. gennaio 1999.

                                         3.     Per l'importo di cui al punto 2 è rigettata
in via definitiva l'opposizione al PE n. __________ dell'UEF di Mendrisio interposta
da __________, succursale di __________.

                                         4.     La tassa di giustizia di fr. 1’300.-, e le
spese, da anticipare come di rito, sono poste a carico dell'attrice per 3/7 e
per 4/7 a carico della convenuta, la quale rifonderà all'attrice  fr. 350.- a
titolo di ripetibili parziali.

                                      

 

                                   II.   Le spese della procedura d’appello consistenti in:

 

                                         a) tassa
di giustizia        fr.  550.-

                                         b) spese                         
 fr.    50.- 

                                         Totale                              
fr.  600.-

 

                                         da
anticiparsi dall’appellante, restano a suo carico per 19/20 e per 1/20 sono poste
a carico dell’appellata, alla quale l'appellante rifonderà fr. 600.- per
ripetibili di appello.

 

 

                                  III.   Intimazione a:      - __________

                                         Comunicazione
alla Pretura della giurisdizione di Mendrisio sud

 

 

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il presidente                                                           Il
segretario