# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e09e99ab-1fff-520f-9623-a867a412828c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-12-01
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale penale cantonale 01.12.2010 72.2010.111
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TPC_001_72-2010-111_2010-12-01.html

## Full Text

Incarto n.

  72.2010.111

  	
  ________,

  1. dicembre 2010/rb

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Corte delle assise criminali

  
	
   

   

   

  
						

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Claudio Zali
  (Presidente)

  GI 1 

  GI 2 

   

  

 

	
  e dagli assessori giurati:

  	
  AS 2 

  AS 3 

  AS 4 

  AS 5 

  AS 7 

   

  

 

	
  con la segretaria:

  	
  Valentina Tognetti, vicecancelliera 

  

 

 

Conviene nell’aula penale di questo palazzo
di giustizia

 

 

	
  per giudicare

  	
  AC 1

   

  
	
   

  	
  detenuto dall'8 agosto 2009;

  

 

 

 

prevenuto colpevole di:

 

 

                                   1.   incendio
intenzionale aggravato ripetuto

per avere, cagionato intenzionalmente un
incendio, mettendo scientemente in pericolo la vita o l’integrità delle persone
e causando danno alla cosa altrui,

 

in particolare per avere,

 

                               1.1.   a ________,
il 2 agosto 2009, verso le ore 06:25 (orario avviso), al piano cantina dello
stabile di ________ 23 composto da 14 appartamenti che sapeva abitati da
persone,

dato fuoco, con un accendino, a del materiale
infiammabile depositato all’interno di tre cantine distanti una dall’altra,

abbandonando quindi il luogo sapendo che gli
incendi da lui appiccati costituivano un pericolo per l’integrità degli
occupanti del palazzo, circostanza puntualmente verificatasi in quanto i tre
incendi, sviluppatisi all’interno delle cantine, portarono allo sviluppo di
molto fumo e fuliggine che invasero completamente i vani delle scale dello
stabile e penetrarono in numerosi appartamenti,

cogliendo diversi inquilini nel sonno ed esponendoli
ad una situazione di concreto ed immediato pericolo per la loro integrità
fisica, quantomeno nella forma di un’intossicazione da fumo e monossido di
carbonio,

pericolo che fu contenuto grazie all’efficace
reazione di un inquilino e al pronto intervento dei soccorritori, che dopo i
primi interventi evacuarono gli occupanti dell’immobile e domarono gli incendi
che comunque causarono il danneggiamento del contenuto di diversi box cantina,
della struttura di diversi box cantina, dell’impianto idraulico, dell’impianto
elettrico, di muri sia dell’immobile sia dei singoli appartamenti con un danno
complessivo quantificato in almeno CHF 127'799.90 così suddiviso:

 

__________, ________: CHF 70'103.00 per il
danneggiamento dell’impianto elettrico, dell’impianto idraulico, dei box delle
cantine e per il risanamento dell’immobile;

__________: CHF 9'780.00 per il danneggiamento
degli oggetti depositati in cantina e per spese di pulizia delle tende e
tessuti;

__________: CHF 1'400.00 per il danneggiamento

di oggetti depositati nel locale cantina;

__________: CHF 1'000.00 per il danneggiamento
degli oggetti depositati in cantina;

__________: CHF 1'100.00 per il danneggiamento
degli oggetti depositati in cantina;

__________: CHF 6'700.00 per il danneggiamento
degli oggetti depositati in cantina;

__________: CHF 1'000.00 per il danneggiamento
degli oggetti depositati in cantina;

__________: CHF 3'829.00 per il danneggiamento
degli oggetti depositati in cantina e per il danneggiamento di oggetti presenti
nell’appartamento;

__________: CHF 1'500.00 per il danneggiamento
degli oggetti depositati in cantina;

__________: CHF 15'297.90 per il danneggiamento
degli oggetti depositati in cantina;

__________: CHF 3'200.00 per il danneggiamento
degli oggetti depositati in cantina e per il danneggiamento dell’arredo
dell’appartamento (pulizia appartamento, tende);

__________: CHF 2'800.00 per il danneggiamento
degli oggetti depositati in cantina;

__________: CHF 5'200.00 per il danneggiamento
degli oggetti depositati in cantina e per il danneggiamento dell’arredo
dell’appartamento (pulizia appartamento, tende);

__________: CHF 4'890.00 per il danneggiamento
degli oggetti depositati in cantina;

 

                               1.2.   a ________-_____,
il 6 agosto 2009, verso le ore 19:19 (orario avviso), al piano cantina dello
stabile di _____44 composto da 33 appartamenti che sapeva abitati da persone,

dato fuoco, con un accendino, a materiale
infiammabile depositato all’interno di una cantina,

abbandonando quindi il luogo sapendo che
l’incendio da lui appiccato costituiva un pericolo per l’integrità degli
occupanti del palazzo, circostanza puntualmente verificatasi in quanto
l’incendio, sviluppatosi all’interno della cantina, portò allo sviluppo di
molto fumo e fuliggine che invasero i vani delle scale del palazzo e penetrarono
in numerosi appartamenti,

esponendo gli occupanti degli stessi ad una
situazione di concreto ed immediato pericolo per la loro integrità fisica,
quantomeno nella forma di un’intossicazione da fumo e monossido di carbonio,

pericolo che fu contenuto grazie alla rapida ed
efficace reazione degli inquilini e al pronto intervento dei soccorritori, che
dopo i primi provvedimenti evacuarono gli occupanti dell’immobile e domarono
gli incendi che comunque causarono il danneggiamento di diversi box cantina e del
materiale in essi contenuto, dell’impianto idraulico, dell’impianto elettrico,
di muri dell’immobile con un danno complessivo quantificato in almeno CHF
201'437.00 così suddiviso:

 

__________: CHF 170'000.00 per il danneggiamento
delle cantine, delle mura del locale cantina, dei corridoi, dell’atrio e dei
piani ;

__________: CHF 1'000.- per il danneggiamento
degli oggetti depositati in cantina;

__________: CHF 200.00 per il danneggiamento
degli oggetti depositati in cantina;

__________: CHF 2’000.00 per il danneggiamento
degli oggetti depositati in cantina;

__________: CHF 600.00 per il danneggiamento
degli oggetti depositati in cantina;

__________: CHF 2'000.00 per il danneggiamento
degli oggetti depositati in cantina;

__________: CHF 1'000.00 per il danneggiamento
degli oggetti depositati in cantina;

__________: CHF 500.00 per il danneggiamento
degli oggetti depositati in cantina;

__________: CHF 3'000.00 per il danneggiamento
degli oggetti depositati in cantina;

__________: CHF 900.00 per il danneggiamento
degli oggetti depositati in cantina;

__________: CHF 5'559.00 per il danneggiamento
degli oggetti depositati in cantina;

__________: CHF 800.00 per il danneggiamento
degli oggetti depositati in cantina;

__________: CHF 500.00 per il danneggiamento degli
oggetti depositati in cantina;

__________: CHF 1'000.00 per il danneggiamento
degli oggetti depositati in cantina;

__________: CHF 300.00 per il danneggiamento
degli oggetti depositati in cantina;

__________: CHF 8'000.00 per il danneggiamento
degli oggetti depositati in cantina;

__________: CHF 4'078.00 per il danneggiamento
degli oggetti depositati in cantina;

(reato ammesso dall’accusato);

 

                               1.3.   a ________-_____,
il 6 agosto 2009, verso le ore 20:24 (orario avviso), al piano cantina dello
stabile di _____ composto da 15 appartamenti che sapeva abitati da persone,

dato fuoco, con un accendino, a materiale
infiammabile depositato all’interno di una cantina,

abbandonando quindi il luogo sapendo che
l’incendio da lui appiccato costituiva un pericolo per l’integrità degli
occupanti del palazzo,

circostanza puntualmente verificatasi in quanto
l’incendio portò allo sviluppo di molto fumo e fuliggine che si propagò nel
vano delle scale e fuoriuscì dalle griglie di aereazione penetrando in un
appartamento sito al piano terreno,

esponendo gli occupanti dello stesso ad una
situazione di concreto ed immediato pericolo per la loro integrità fisica,
quantomeno nella forma di un’intossicazione da fumo e monossido di carbonio,

pericolo che fu contenuto grazie alla rapida ed
efficace reazione del custode dello stabile che riuscì a domare l’incendio che
ha comunque causato il danneggiamento del box cantina, del materiale in essi
contenuto, del locale cantina, dell’impianto idraulico e dell’impianto
elettrico con un danno complessivo quantificato in almeno CHF 16'704.05 così
suddiviso:

 

__________: CHF 6'954.05 per il danneggiamento
del box cantina, del locale cantina (muri ecc) e dell’impiantistica delle
cantina;

__________: CHF 5'000.00 per il danneggiamento
degli oggetti depositati in cantina;

__________: CHF 550.00 per il danneggiamento
degli oggetti depositati in cantina;

__________: CHF 1'500.00 per il danneggiamento
degli oggetti depositati in cantina;

__________: CHF 700.00 per il danneggiamento
degli oggetti depositati in cantina;

__________: CHF 2'000.00 per il danneggiamento
degli oggetti depositati in cantina;

(reato ammesso dall’accusato);

 

                               1.4.   a ________-_____,
il 6 agosto 2009, verso le ore 20:29 (orario avviso), al piano seminterrato
dello stabile di _____ composto da 10 appartamenti che sapeva abitati da
persone,

dato fuoco, con un accendino, a materiale
infiammabile depositato all’interno di due cantine,

abbandonando quindi il luogo sapendo che
l’incendio da lui appiccato costituiva un pericolo per l’integrità degli
occupanti del palazzo,

circostanza puntualmente verificatasi in quanto
l’incendio si propagò all’interno delle due cantine portando allo sviluppo di
fumo e fuliggine che invase i vani delle scale del palazzo e gli appartamenti,

esponendo gli occupanti degli stessi ad una
situazione di concreto ed immediato pericolo per la loro integrità fisica,
quantomeno nella forma di un’intossicazione da fumo e monossido di carbonio,

pericolo che fu contenuto solo grazie alla rapida
ed efficace reazione degli inquilini e al pronto intervento dei soccorritori,
che dopo i primi interventi evacuarono gli occupanti dell’immobile e domarono
l’incendio, che ha comunque causato il danneggiamento di un box cantina e parte
del materiale in esso contenuto con un danno complessivo quantificato in almeno
CHF 3'986.45 così suddiviso:

 

__________: CHF 1'466.45 per il danneggiamento
del box cantina;

__________: CHF 20.00 per il danneggiamento di
una tenda in plastica del box cantina;

__________: CHF 2'500.00 per il danneggiamento
degli oggetti depositati in cantina;

(reato ammesso dall’accusato);

 

                               1.5.   a ________,
il 7 agosto 2009, verso le ore 17:55 (orario avviso), al piano cantina dello
stabile di Via ___________composto da 12 appartamenti che sapeva abitati da
persone,

dato fuoco, con un accendino, a materiale
infiammabile depositato all’interno di due cantine,

abbandonando quindi il luogo sapendo che
l’incendio da lui appiccato costituiva un pericolo per l’integrità degli
occupanti del palazzo,

circostanza puntualmente verificatasi in quanto
l’incendio si propagò all’interno delle due cantine portando allo sviluppo di
fumo e fuliggine che invase i vani delle scale del palazzo e gli appartamenti, 

esponendo gli inquilini presenti all’interno
dello stabile ad una situazione di concreto ed immediato pericolo per la loro
integrità fisica, quantomeno nella forma di un’intossicazione da fumo e
monossido di carbonio,

pericolo che fu contenuto solo grazie al rapido
intervento dei soccorritori, che dopo i primi provvedimenti evacuarono gli
occupanti dell’immobile e domarono gli incendi che comunque causarono il
danneggiamento di due box cantina e del materiale in essi contenuto e il
danneggiamento dello stabile con un danno complessivo quantificato in almeno CHF
51'001.55 così suddiviso:

 

__________: CHF 34'014.55 per i danni arrecarti
allo stabile dagli incendi;

__________: CHF 5’500 per il danneggiamento degli
oggetti depositati in cantina;

__________: CHF 800.00 per il danneggiamento
degli oggetti depositati in cantina;

__________: CHF 3’650.00 per il danneggiamento
degli oggetti depositati in cantina;

__________: CHF 3'772.00 per il danneggiamento
degli oggetti depositati in cantina;

__________: CHF 3’265.00 per il danneggiamento
degli oggetti depositati nell’appartamento;

(reato ammesso dall’accusato);

 

reato previsto:
dall’art. 221 cpv. 1 e 2 CP;

 

 

                                   2.   incendio
intenzionale ripetuto

per avere ripetutamente cagionato
intenzionalmente un incendio con danno alla cosa altrui o pericolo per
l’incolumità pubblica,

 

in particolare per avere:

 

                               2.1.   a ___________,
___________, il 6 agosto 2009, verso le ore 23:51,

intenzionalmente cagionato l’incendio della
vettura marca VW Golf priva di targhe di proprietà di __________, incendio che
coinvolse anche il motoveicolo marca Honda 125 privo di targhe di proprietà di PC
47 e il motoveicolo marca Honda Transalp targato _________di proprietà di __________,
provocando altresì danni al sedime asfaltato sul quale era parcheggiato il
veicolo VW Golf di proprietà di __________,

provocando danni per complessivi CHF 9'624.00;

(reato ammesso dall’accusato)

 

                               2.2.   a ________-______,
Via __________, Via __________ e Via __________,

                                          il 25
ottobre 2006, verso le ore 02:35,

 

                            2.2.1.   cagionato
intenzionalmente l’incendio di sacchi della spazzatura contenuti in 3 cassonetti
per la raccolta dei rifiuti di proprietà del Comune di ________ provocando
danni per complessivi CHF 1'050.00,

(reato ammesso dall’accusato);

 

                            2.2.2.   cagionato
intenzionalmente l’incendio di sacchi della spazzatura contenuti in 2
cassonetti per la raccolta dei rifiuti di proprietà della ditta PC 49
provocando danni per complessivi CHF 1'710.10;

(reato ammesso dall’accusato);

 

                               2.3.   a ________,
in Via __________, il 14 giugno 2008, verso le ore 01.23,

cagionato intenzionalmente l’incendio di sacchi
della spazzatura contenuti in un cassonetto dei rifiuti di proprietà della
Città di ________, provocando danni per complessivi CHF 350.00;

(reato ammesso dall’accusato);

 

reato previsto:
dall’art. 221 cpv. 1 CP;

 

 

                                   3.   appropriazione
indebita qualificata ripetuta

 

                               3.1.   per avere,

in più occasioni,

a ________,

nel periodo dal 06.12.2000 al 26.06.2009,

dapprima nella sua qualità di impiegato d’ufficio
alle dipendenze del Comune di ________ (dal 15.05.1995 al 31.12.2006) e
successivamente, (dal 01.01.2007 in avanti), nella sua qualità di addetto
amministrativo (area professionalità amministrativa, contabile) alle dipendenze
del Comune di ________,

allo scopo di procacciare a sé un indebito
profitto,

indebitamente impiegato valori patrimoniali a lui
affidati, per almeno complessivi CHF 87'985.25,

 

e meglio

 

per avere,

nelle circostanze di luogo e di tempo di cui
sopra,

indebitamente prelevato, ripetutamente, dalla
cassa Ospiti della casa anziani ______a lui affidata, importi di denaro in
contanti impiegandoli per il pagamento di sue spese personali, segnatamente per
avere:

 

                            3.1.1.   indebitamente
prelevato a danno di __________ e dei di lei eredi (deceduta il
06.03.2006):

in data imprecisata, nel periodo dal 14.02.2002
al 28.02.2001, l’importo di CHF 3'433.50,

in data imprecisata, nel periodo dal 20.12.2002
al 03.01.2003, l’importo di CHF 3'149.00,

in data imprecisata, nel periodo dal 29.11.2004
al 13.12.2004, l’importo di CHF 1'675.00,

in data imprecisata, nel periodo dal 05.02.2007
al 28.01.2008, l’importo di CHF 815.95,

per complessivi CHF 9'073.45

(reato ammesso dall’accusato);

                            3.1.2.   in data
imprecisata, nel periodo dal 01.01.2008 al 04.03.2008, indebitamente prelevato
l’importo di CHF 435.05 a danno degli eredi di __________ (deceduta il __________),

(reato ammesso dall’accusato);

 

                            3.1.3.   in data
imprecisata, nel periodo dal 10.01.2008 al 04.03.2008, indebitamente prelevato
l’importo di CHF 582.30 a danno degli eredi di † __________ (deceduto
il __________),

(reato ammesso dall’accusato);

 

                            3.1.4.   in data imprecisata,
nel periodo dal 27.12.2003 al 07.01.2004, indebitamente prelevato l’importo di
CHF 2'594.60 a danno di † PC 52 (deceduta il __________),

(reato ammesso dall’accusato);

 

                            3.1.5.   indebitamente
prelevato a danno di † __________ (deceduta il __________):

in data imprecisata, nel corso del mese di
gennaio 2003, l’importo di CHF 843.35,

in data imprecisata, nel periodo dal 04.03.2004
al 18.03.2004, l’importo di CHF 500.00,

in data imprecisata, nel periodo dal 09.01.2008
al 07.04.2008, l’importo di CHF 308.75,

in data imprecisata, ma successivamente al
28.11.2008, l’importo di CHF 870.70,

in data imprecisata, nel periodo dal 15.02.2008
al 01.03.2008, l’importo di CHF 910.30,

 

per complessivi CHF 3'433.10,

(reato ammesso dall’accusato);

 

                            3.1.6.   in data imprecisata,
nel periodo dal 11.04.2005 al 25.04.2005, indebitamente prelevato l’importo di
CHF 2'819.00 a danno degli eredi di † __________ (deceduta
il __________),

(reato ammesso dall’accusato);

 

                            3.1.7.   in data
imprecisata, nel periodo dal 28.07.2001 al 10.08.2001, indebitamente prelevato
l’importo di CHF 800.00 a danno di † __________ (deceduta
il __________),

(reato ammesso dall’accusato);

 

                            3.1.8.   in data
imprecisata, nel periodo dal 10.01.2008 al 04.03.2008, indebitamente prelevato
l’importo di CHF 191.00 a danno di __________;

(reato ammesso dall’accusato);

 

                            3.1.9.   in data
imprecisata, nel periodo dal 19.08.2004 al 02.09.2004, indebitamente prelevato
l’importo di CHF 854.15 a danno degli eredi di † __________ (deceduta
il __________),

(reato ammesso dall’accusato);

 

                          3.1.10.   in data
imprecisata, nel periodo dal 02.12.2002 al 16.12.2002, indebitamente prelevato
l’importo di CHF 360.00 a danno di † __________ (deceduta
il __________),

(reato ammesso dall’accusato);

 

                          3.1.11.   indebitamente
prelevato a danno di † __________ (deceduta il __________):

in data imprecisata, nel periodo dal 06.12.2000
al 20.12.2000, l’importo di CHF 3'193.00,

in data imprecisata, nel periodo dal 22.11.2001
al 06.12.2001, l’importo di CHF 3'317.90,

in data imprecisata, nel periodo dal 01.01.2003
al 15.01.2003, l’importo di CHF 3'149.00,

in data imprecisata, nel periodo dal 29.11.2004
al 13.12.2004, l’importo di CHF 3'169.00,

in data imprecisata, nel periodo dal 29.11.2004
al 13.12.2004, l’importo di CHF 1'735.00,

per complessivi CHF 14'563.90

(reato ammesso dall’accusato);

 

                          3.1.12.   indebitamente
prelevato a danno di † __________ (deceduta il __________) e dei di lei eredi:

in data imprecisata, ma successivamente al
01.01.2002 l’importo di CHF 468.60,

in data imprecisata, nel periodo dal 10.01.2008
al 04.03.2008, l’importo di CHF 455.10,

per complessivi CHF 923.70,

(reato ammesso dall’accusato);

 

                          3.1.13.   in data
imprecisata, nel periodo dal 27.12.2001 al 10.01.2002, indebitamente prelevato
l’importo di CHF 400.00 a danno di † __________ (deceduto il __________),

(reato ammesso dall’accusato);

 

                          3.1.14.   in data
imprecisata, nel periodo dal 01.01.2007 al 25.01.2008, indebitamente prelevato
l’importo di CHF 513.75 a danno degli eredi di † __________ (deceduta
il __________),

(reato ammesso dall’accusato);

 

                          3.1.15.   in data
imprecisata, nel periodo dal 05.02.2007 al 25.01.2008, indebitamente prelevato
l’importo di CHF 1'824.75 a danno degli eredi di † __________ (deceduto
il __________),

(reato ammesso dall’accusato);

 

                          3.1.16.   in data
imprecisata, ma successivamente al 05.02.2007, indebitamente prelevato
l’importo di CHF 1'135.50 a danno degli eredi di † __________ (deceduta
il __________), 

(reato ammesso dall’accusato);

 

                          3.1.17.   in data
imprecisata, nel periodo dal 20.06.2001 al 03.07.2001, indebitamente prelevato
a danno di † __________ (deceduta il __________)
l’importo di CHF 2’969.50,

(reato ammesso dall’accusato);

 

                          3.1.18.   in data
imprecisata, nel periodo dal 13.03.2004 al 20.05.2004, indebitamente prelevato
l’importo di CHF 1'000.00 a danno di __________,

(reato ammesso dall’accusato);

 

                          3.1.19.   in data
imprecisata, nel periodo dal 20.01.2003 al 03.02.2003, indebitamente prelevato
l’importo di CHF 2'325.00 a danno di † __________ (deceduta
il __________),

(reato ammesso dall’accusato);

 

                          3.1.20.   in data
imprecisata, nel periodo dal 23.04.2001 al 07.05.2001, indebitamente prelevato
l’importo di CHF 7'207.40 a danno degli eredi di † __________ (deceduta
il __________),

(reato ammesso dall’accusato);

 

                          3.1.21.   in data
imprecisata, nel periodo dal 01.01.2007 al 25.01.2008, indebitamente prelevato
l’importo di CHF 310.00 a danno degli eredi di † __________ (deceduto
il __________),

(reato ammesso dall’accusato);

 

                          3.1.22.   in data
imprecisata, nel periodo dal 05.02.2007 al 25.01.2008, indebitamente prelevato
l’importo di CHF 560.85 a danno degli eredi di † __________ (deceduta
il __________),

(reato ammesso dall’accusato);

 

                          3.1.23.   in data
imprecisata, nel periodo dal 05.02.2007 al 5.01.2008, indebitamente prelevato
l’importo di CHF 525.00 a danno degli eredi di † __________ (deceduta
il __________),

(reato ammesso dall’accusato);

 

                          3.1.24.   in data
imprecisata, nel periodo dal 21.05.2003 al 11.02.2004, indebitamente prelevato
l’importo di CHF 7'865.00 a danno di † __________ (deceduto
il __________),

(reato ammesso dall’accusato);

 

                          3.1.25.   in data
imprecisata, nel periodo dal 20.06.2002 al 27.06.2002, indebitamente prelevato
l’importo di CHF 500.00 a danno di † __________ (deceduta
il __________),

(reato ammesso dall’accusato);

 

                          3.1.26.   in data
imprecisata, ma successivamente al 16.07.2003, indebitamente prelevato
l’importo di CHF 885.60 a danno di __________,

(reato ammesso dall’accusato);

 

                          3.1.27.   in data
imprecisata, nel periodo dal 05.02.2007 al 25.01.2008, indebitamente prelevato
l’importo di CHF 345.75 a danno degli eredi di † __________ (deceduta
il __________),

(reato ammesso dall’accusato);

 

                          3.1.28.   in data
imprecisata, nel periodo dal 05.02.2007 al 25.01.2008, indebitamente prelevato
l’importo di CHF 740.80 a danno degli eredi di † __________ (deceduta
il __________),

(reato ammesso dall’accusato);

 

                          3.1.29.   in data
imprecisata, nel periodo dal 05.02.2007 al 25.01.2008, indebitamente prelevato
l’importo di CHF 740.00 a danno degli eredi di † __________ (deceduta
il __________),

(reato ammesso dall’accusato);

 

                          3.1.30.   in data
imprecisata, nel periodo dal 21.04.2009 al 28.04.2009, indebitamente prelevato
l’importo di CHF 2'640.00 a danno di __________,

(reato ammesso dall’accusato);

 

                          3.1.31.   in data
imprecisata, nel periodo dal 14.05.2001 al 28.05.2001 indebitamente prelevato
l’importo di CHF 3'504.00 a danno di † __________ (deceduta
il __________),

(reato ammesso dall’accusato);

 

                          3.1.32.   in data
imprecisata, nel periodo dal 05.02.2007 al 25.01.2008, indebitamente prelevato
l’importo di CHF 2'286.00 a danno degli eredi di † __________ (deceduta
il __________),

(reato ammesso dall’accusato);

 

                          3.1.33.   in data
imprecisata, nel periodo dal 05.02.2007 al 25.01.2008, indebitamente prelevato
l’importo di CHF 445.30 a danno degli eredi di † __________ (deceduta
il __________),

(reato ammesso dall’accusato);

 

                          3.1.34.   in data
imprecisata, ma successivamente al 02.01.2004, indebitamente prelevato
l’importo di CHF 525.00 a danno degli eredi di † __________ (deceduta
il __________),

(reato ammesso dall’accusato);

 

                          3.1.35.   in data
imprecisata, nel periodo dal 05.02.2007 al 25.01.2008, indebitamente prelevato
l’importo di CHF 817.85 a danno degli eredi di † __________ (deceduto
il __________),

(reato ammesso dall’accusato);

 

                          3.1.36.   indebitamente
prelevato a danno di † __________
(deceduta il __________):

in data imprecisata, nel periodo dal 12.06.2009
al 26.06.2009, l’importo di CHF 310.00,

in data imprecisata, nel periodo dal 11.02.2009
al 25.02.2009, l’importo di CHF 2'175.80,

per complessivi CHF 2'485.80

(reato ammesso dall’accusato);

 

                          3.1.37.   in data
imprecisata, nel periodo 20.08.2004 al 02.09.2004, indebitamente prelevato
l’importo di CHF 1'361.35 a danno degli eredi di __________ (deceduta il __________),

(reato ammesso dall’accusato);

 

                          3.1.38.   indebitamente
prelevato a danno di † __________
(deceduto il __________):

in data imprecisata, nel periodo dal 27.02.2009
al 30.04.2009, l’importo di CHF 1'384.20,

in data imprecisata, nel periodo dal 01.01.2009
al 29.05.2009, l’importo di CHF 651.80

 

per complessivi CHF 2'036.00

(reato ammesso dall’accusato);

 

                          3.1.39.   in data
imprecisata, nel periodo 06.07.2005 08.07.2005, indebitamente prelevato
l’importo di CHF 318.50 a danno di __________,

(reato ammesso dall’accusato);

 

                          3.1.40.   in data imprecisata,
a partire dal 25.01.2008, indebitamente prelevato l’importo di CHF 614.15 a danno degli eredi di † __________ (deceduta il __________),

(reato ammesso dall’accusato);

 

                          3.1.41.   indebitamente
prelevato a danno di __________:

in data imprecisata, nel periodo dal 11.02.2009
al 25.02.2009, l’importo di CHF 1'245.70,

in data imprecisata, nel periodo dal 11.02.2009
al 08.04.2009, l’importo di CHF 3'226.45

 

per complessivi CHF 4'472.15,

(reato ammesso dall’accusato);

 

                               3.2.   per avere,

a ________,

in date imprecisate, nel periodo dal 29 ottobre 2003 a luglio 2009,

dapprima nella sua qualità di impiegato d’ufficio
alle dipendenze del Comune di ________ (dal 15.05.1995 al 31.12.2006) e
successivamente, (dal 01.01.2007 in avanti), nella sua qualità di addetto
amministrativo (area professionalità amministrativa, contabile) alle dipendenze
del Comune di ________,

allo scopo di procacciare a sé un indebito
profitto,

indebitamente impiegato valori patrimoniali a lui
affidati, per almeno complessivi CHF 8'920.00,

 

e meglio

 

per essersi,

nelle circostanze di luogo e di tempo di cui
sopra,

indebitamente appropriato, ripetutamente, dei
canoni di locazione dei parcheggi della casa anziani ______del Comune di ________
pagatigli a contanti dai locatari dei medesimi, segnatamente di:

 

complessivi CHF 400.00, relativi ai canoni di
locazione del parcheggio per i periodi da agosto 2008 a dicembre 2008 e da marzo 2008 a luglio 2008 versati da __________ __________;

 

complessivi CHF 160.00, relativi ai canoni di
locazione del parcheggio per i periodi da novembre 2008 a dicembre 2008 e da gennaio 2009 a febbraio 2009 versati da __________ __________;

 

complessivi CHF 2'800.00, relativi ai canoni di
locazione del parcheggio per i periodi da gennaio 2002 a dicembre 2002, da gennaio 2003 a dicembre 2003, da gennaio 2004 a dicembre 2004, da gennaio 2005 a dicembre 2005, da gennaio 2006 a dicembre 2006, da gennaio 2007 a dicembre 2007, da gennaio 2008 a giugno 2008 e da gennaio 2009 a aprile 2009 versati da __________;

 

complessivi CHF 200.00, relativi ai canoni di
locazione del parcheggio per il periodo da gennaio 2008 a maggio 2008 versati da __________;

 

complessivi CHF 440.00, relativi ai canoni di
locazione del parcheggio per i periodi da marzo 2008 a dicembre 2008 e gennaio 2009 versati da __________

 

complessivi CHF 440.00, relativi ai canoni di
locazione del parcheggio per il periodo da gennaio 2008 a novembre 2008 versati da __________

 

complessivi CHF 240.00, relativi ai canoni di
locazione del parcheggio per il periodo da gennaio 2008 a giugno 2008 versati da __________

 

complessivi CHF 480.00, relativi ai canoni di
locazione del parcheggio per il periodo da gennaio 2009 a dicembre 2009 versati da __________;

 

complessivi CHF 240.00, relativi ai canoni di
locazione del parcheggio per il periodo da gennaio 2008 a giugno 2008 versati da __________;

 

complessivi CHF 240.00, relativi ai canoni di
locazione del parcheggio per i periodi da gennaio2008 a maggio 2008 e luglio
2008 versati da __________

 

complessivi CHF 600.00, relativi ai canoni di
locazione del parcheggio per i periodi da aprile 2008 a dicembre 2008 e da luglio 2009 a dicembre 2009 versati da __________

 

complessivi CHF 80.00, relativi ai canoni di
locazione del parcheggio per i mesi di maggio 2008 e di agosto 2008 versati da __________;

 

complessivi CHF 80.00, relativi ai canoni di
locazione del parcheggio per i mesi di luglio 2008 e di dicembre 2008 versati
da __________

 

complessivi CHF 40.00, relativi al canone di
locazione del parcheggio per il mese di dicembre 2007 versato da __________;

 

complessivi CHF 80.00, relativi ai canoni di
locazione del parcheggio per i mesi di settembre 2008 e di dicembre 2008
versati da __________;

 

complessivi CHF 320.00, relativi ai canoni di
locazione del parcheggio per il periodo da maggio 2008 a dicembre 2008 versati da __________;

 

complessivi CHF 120.00, relativi ai canoni di
locazione del parcheggio per il mese di gennaio 2008 e per il periodo da
novembre 2008 a dicembre 2008 versati da __________;

 

complessivi CHF 80.00, relativi ai canoni di
locazione del parcheggio per i mesi di novembre 2007 e dicembre 2007 versati __________;

 

complessivi CHF 360.00, relativi ai canoni di
locazione del parcheggio per il mese di gennaio 2008 e per il periodo da maggio
 2008 a dicembre 2008 versati da __________

 

complessivi CHF 360.00, relativi ai canoni di
locazione del parcheggio per il periodo da gennaio 2009 a settembre 2009 versati da __________

 

complessivi CHF 40.00, relativi al canone di
locazione del parcheggio per il mese di maggio 2009 versato da __________

 

complessivi CHF 40.00, relativi al canone di
locazione del parcheggio per il mese di dicembre 2008 versato da __________

 

complessivi CHF 400.00, relativi ai canoni di
locazione del parcheggio per i periodi da gennaio 2008 a agosto 2008 e da novembre 2008 a dicembre 2008 versati da __________ complessivi CHF 80.00,
relativi ai canoni di locazione del parcheggio per il periodo da febbraio 2008 a marzo 2008 versati da __________;

 

complessivi CHF 120.00, relativi ai canoni di
locazione del parcheggio per il periodo da ottobre 2008 a dicembre 2008 versati da __________

 

complessivi CHF 160.00, relativi ai canoni di
locazione del parcheggio per il periodo da settembre 2008 a dicembre 2008 versati da __________

 

complessivi CHF 80.00, relativi ai canoni di
locazione del parcheggio per i mesi di febbraio 2008 e di marzo 2008 versati da
__________;

 

complessivi CHF 240.00, relativi ai canoni di
locazione del parcheggio per il periodo da gennaio 2008 a giugno 2008 versati da __________;

(reato ammesso dall’accusato);

 

                               3.3.   per avere,

a ________,

nel periodo dal 14 novembre 2003 al 05.12.2003,

dapprima nella sua qualità di impiegato d’ufficio
alle dipendenze del Comune di ________ (dal 15.05.1995 al 31.12.2006) e
successivamente, (dal 01.01.2007 in avanti), nella sua qualità di addetto
amministrativo (area professionalità amministrativa, contabile) alle dipendenze
del Comune di ________,

per procacciare a sé un indebito profitto,

indebitamente impiegato valori patrimoniali a lui
affidati, per almeno complessivi CHF 1'918.60,

 

e meglio

 

per essersi,

nelle circostanze di luogo e di tempo di cui
sopra,

indebitamente appropriato, ripetutamente, a danno
di Ospiti di ______non identificati, dei rimborsi di cassa malati accreditati
sul conto corrente postale di __________, per complessivi CHF 1'918.60,

(reato ammesso dall’accusato);

 

reato previsto
dall’art. 138 cifra 1 e 2 CP;

 

 

                                   4.   falsità
in documenti ripetuta

 

                               4.1.   per avere,

a ________,

in più occasioni, nel periodo dal 28.05.2001 al
15.12.2008,

per procacciare a sé un indebito profitto,

agendo in qualità di impiegato d’ufficio alle
dipendenze del Comune di ________ (dal 15.05.1995 al 31.12.2006) e
successivamente, (dal 01.01.2007 in avanti), in qualità di addetto
amministrativo (area professionalità amministrativa, contabile) alle dipendenze
del Comune di ________,

formato documenti falsi, abusato delle firme
autentiche altrui, attestato in documenti, contrariamente alla verità, un fatto
di importanza giuridica nonché fatto uso, a scopo di inganno, di tali
documenti,

 

e meglio per avere

 

nel periodo dal 28.05.2001 al 04.06.2001, 

maggiorato sul giustificativo di cassa, già
sottoscritto da __________, l’importo originale con l’aggiunta della cifra “1” davanti alla somma effettivamente prelevata da __________ e ammontante a CHF 50.00, trattenendo
per sé la differenza pari a CHF 100.00;

 

nel periodo dal 27.12.2001 al 03.01.2002, 

modificato sul giustificativo di cassa, già
sottoscritto da __________, l’importo originale effettivamente prelevato da __________
portandolo da CHF 100.00 a CHF 500.00, trattenendo per sé la differenza pari a
CHF 400.00;

(reato ammesso dall’accusato);

 

nel periodo dal 02.09.2002 al 09.09.2002,
maggiorato sul giustificativo di cassa, già sottoscritto da __________,
l’importo originale con l’aggiunta della cifra “1” davanti alla somma effettivamente prelevata da __________ ammontante a CHF 70.00,
trattenendo la differenza pari a CHF 100.00;

 

nel periodo dal 08.02.2005 al 15.02.2005, 

modificato sul giustificativo di cassa, già sottoscritto
da __________, l’importo originale effettivamente prelevato da __________
portandolo da CHF 120.00 a CHF 180.00, trattenendo per sé la differenza pari a
CHF 60.00;

 

nel periodo dal 14.10.2005 al 21.10.2005, 

modificato sul giustificativo di cassa già
sottoscritto da __________, l’importo originale effettivamente prelevato da __________
portandolo da CHF 100.00 a CHF 300.00, trattenendo per sé la differenza pari a
CHF 200.00;

 

nel periodo dal 15.12.2008 al 22.12.2008, 

maggiorato sul giustificativo di cassa, già
sottoscritto da __________, l’importo originale con l’aggiunta della cifra “0” dietro alla somma effettivamente prelevata da __________ ammontante a CHF 30.00,
trattenendo per sé la differenza pari CHF 270.00;

 

                               4.2.   per avere,

a ________,

in più occasioni nel periodo dal 01.01.2001 al
07.08.2009,

agendo in qualità di impiegato d’ufficio alle
dipendenze del Comune di ________ (dal 15.05.1995 al 31.12.2006) e
successivamente, (dal 01.01.2007 in avanti), in qualità di addetto
amministrativo (area professionalità amministrativa, contabile) alle dipendenze
del Comune di ________,

per procacciare a sé un indebito profitto,

segnatamente per occultare le appropriazioni
indebite commesse a danno degli Ospiti di ______di cui al punto 3.1,

attestato in un documento, contrariamente al
vero, fatti di importanza giuridica, nonché formato e fatto uso di documenti
falsi,

 

e meglio per avere,

in più occasioni,

alterato la contabilità dei singoli Ospiti di ______facendovi
figurare pagamenti di fatture inesistenti,

facendovi figurare prelevamenti inesistenti,

facendovi figurare prelevamenti superiori
rispetto a quelli realmente effettuati dagli Ospiti,

facendovi figurare un saldo inferiore a favore
degli Ospiti rispetto a quello effettivo,

omettendo di riportare il saldo a favore degli
Ospiti nel periodo contabile dell’anno successivo,

trasferendo contabilmente il saldo a favore degli
Ospiti dalla scheda di questi ultimi alla scheda “x distinte non ancora
registrate”,

non facendovi figurare versamenti o rimborsi a
favore degli ospiti,

(reato ammesso dall’accusato);

 

                               4.3.   per avere,

a ________,

in più occasioni nel periodo dal 29 ottobre 2003 a luglio 2009,

agendo in qualità di impiegato d’ufficio alle
dipendenze del Comune di ________ (dal 15.05.1995 al 31.12.2006) e
successivamente, (dal 01.01.2007 in avanti), in qualità di addetto
amministrativo (area professionalità amministrativa, contabile) alle dipendenze
del Comune di ________,

per procacciare a sé un indebito profitto,

segnatamente per occultare le appropriazioni
indebite commesse a danno della casa anziani ______del Comune di ________ di
cui al punto 3.2,

attestato in un documento, contrariamente al
vero, fatti di importanza giuridica, nonché formato e fatto uso di documenti
falsi,

 

e meglio per avere,

in più occasioni,

alterato la contabilità della ______del Comune di
________, non registrando parte degli incassi relativi ai canoni di locazione
dei parcheggi;

(reato ammesso dall’accusato);

 

reato previsto:
dall’art. 251 CP;

 

 

                                   5.   infrazione
alla LF sulle armi e sulle munizioni 

per avere,

a ________, nella notte tra il 1° e il 2 agosto
2009,

portato senza diritto un coltello la cui lama può
essere liberata con un meccanismo automatico di apertura;

 

reato previsto:
dall’art. 33 cpv. 1 LArm in relazione con l’art. 4 cpv. 1 lett. c) e l’art. 5
cpv. 1 lett. c) LArm;

fatti avvenuti:nelle
circostanze di luogo e di tempo indicate;

reati previsti: art. 221 cpv. 1 e 2 CP, art. 221
cpv. 1 CP, art. 138 cifra 1 e 2 CP, art. 251 cifra 1 CP, art. 33 cpv. 1 LArm in
relazione con l’art. 4 cpv. 1 lett. c) e l’art. 5 cpv. 1 lett. c) LArm;

 

 

e meglio come descritto nell'atto d'accusa 108/2010 del 6 ottobre 2010, emanato dal Procuratore Pubblico.

 

 

	
  Presenti

  	
  § Il Procuratore Pubblico
  __________.

  § L'accusato AC 1,
  assistito dal difensore d'ufficio (con GP) avv. __________.

   

  

Espleti i pubblici dibattimenti 

                                     -   30 novembre 2010 dalle ore 09:35 alle ore 16:30

                                     -   1. dicembre 2010 dalle ore 09:30 alle ore 18:15

 

 

Senza obiezione delle Parti, che si
dichiarano pronte a discuterla, il Presidente, a norma dell’art. 250 CPPT,
prospetta la subordinata di atti commessi in stato
d’irresponsabilità colposa ex art. 263 cpv. 2 CP
in luogo delle imputazioni d’incendio intenzionale aggravato ripetuto (punto 1
AA) e d’incendio intenzionale (punto 2.1 AA). 

 

 

 

Sentiti                        §   Il Procuratore Pubblico, per la sua requisitoria, il quale
esordisce descrivendo la figura dell’accusato, insistendo in particolare sul
suo problema legato al consumo di sostanze alcoliche, associato all’assunzione
di benzodiazepine. Ritiene che questi due elementi, unitamente al fuoco, siano
una costante nella vita del prevenuto. 

Ciò premesso, il PP ricostruisce dettagliatamente
i fatti di cui al punto 1 AA, leggendo anche stralci di verbale di alcuni
occupanti degli appartamenti. Spiega come gli inquirenti sono risaliti sino al
qui accusato. Informa che egli ha sostanzialmente ammesso o parzialmente
ammesso i fatti, fatti che sono comunque a lui riconducibili per le modalità di
commissione degli incendi. Ripercorre dunque i fatti relativi agli incendi di
cui al punto 2 AA, rammentando che l’accusato è reo confesso anche di questi
reati. Espone gli elementi oggettivi e soggettivi del reato di incendio
intenzionale nella sua forma semplice e aggravata. Spiega perché ritiene data
l’aggravante in relazione ai fatti di cui al punto 1 AA, anche dal profilo
soggettivo. Parimenti realizzate sono le condizioni oggettive e soggettive del
reato nella sua forma semplice in relazione agli episodi di cui al punto 2 AA.
Il PP dà atto che il prevenuto soffre di un importante disturbo della
personalità e che questi si trovava in stato di ebrietà al momento di appiccare
gli incendi. Sottolinea però come egli fosse capace di valutare il carattere
illecito delle sue azioni. Egli sapeva anche – per esperienza e psicoterapia –
che assumendo alcol e benzodiazepine le sue difese si sarebbero abbassate e che
avrebbe perso il controllo, permettendo alla sua parte trasgressiva di
manifestarsi. Egli ha nondimeno assunto queste sostanze, intenzionalmente, sapendo,
in virtù delle sue pregresse esperienze, che questa trasgressione si sarebbe
concretizzata nell’appiccamento di incendi. A mente della Pubblica accusa, dal
profilo giuridico questo comportamento adempie i requisiti dell’actio libera
in causa nella sua forma intenzionale per dolo eventuale. Spiega quindi perché
non sono dati gli estremi dell’art. 263 CP. 

Il PP passa poi all’analisi del punto 3 AA.
Descrive l’attività che l’accusato svolgeva in qualità di impiegato
amministrativo presso il Comune di ________, rammentando sommariamente le
malversazioni imputategli, che egli ha ammesso. Informa che la differenza tra
l’importo effettivo delle malversazioni (quello emerso dall’Audit interno) e
l’importo addebitatogli nell’AA è dovuta alla prescrizione di parte dei reati.
Ritiene accertati anche i fatti di cui al punto 4 AA. Il PP elenca quindi le
condizioni oggettive e soggettive del reato di appropriazione indebita
aggravata, poiché commessa in qualità di funzionario, e di falsità in
documenti, condizioni che considera date. Ricorda inoltre che il prevenuto – pienamente
responsabile delle proprie azioni – ha reiteratamente malversato sull’arco di
un lungo periodo, senza dimostrare pentimento alcuno. Quanto poi ai motivi a
delinquere, ritiene riprovevole che egli abbia delinquito per dar sfogo ai suoi
vizi. Pacifica anche la qualifica giuridica dell’imputazione di cui al punto 5
AA, ammessa dall’accusato. 

Nell’ottica della commisurazione della pena, di
cui richiama i principi, il PP sottolinea la colpa estremamente grave dell’accusato:
pur trovandosi in una situazione agiata, egli ha sottratto – durante un periodo
di ben 10 anni – un’ingente somma di denaro in danno di persone indifese allo
scopo di pagare i suoi vizi e ha appiccato gli incendi per futili motivi, per vincere
la noia e perché cercava la trasgressione. A suo sfavore vi è poi anche il
fatto che è pregiudicato. Si è però tenuto conto della sua collaborazione. 

Ciò detto, il PP conclude la sua requisitoria,
confermato integralmente l’AA, postulando la condanna del AC 1 alla pena
detentiva di 6 anni e 6 mesi. Visto l’elevato rischio di recidiva, chiede che
sia ordinata una misura terapeutica stazionaria, che dovrà poi essere seguita
da un trattamento ambulatoriale. Postula da ultimo la confisca del coltello, non
opponendosi al dissequestro degli altri oggetti in sequestro.  

 

 

                                    §   Il Difensore, il quale inizia la sua arringa descrivendo
la figura del suo assistito, marito e padre di famiglia, e non un criminale
senza scrupoli. Ripercorre la sua vita, ponendo l’accento sulla sua dipendenza
incontrollabile da alcol e benzodiazepine, come pure sul suo lungo percorso
psichiatrico. Nega che il fuoco sia una costante nella sua vita. È semmai la
trasgressione – che non va intesa come ricerca dell’illecito – a essere il suo
leitmotiv, il cui fattore scatenante è l’ansia, l’angoscia e il panico, e non
la noia. Il difensore osserva altresì che, nell’imminenza dell’arresto, il suo
assistito ha assunto vari comportamenti che erano in definitiva un’invocazione
di aiuto: egli voleva essere fermato. A riprova di ciò, ricorda che il medesimo
ha pienamente collaborato e che durante la sua permanenza in carcere ha
dimostrato la sua disponibilità a essere curato e ha fatto notevoli progressi
in tal senso. 

Il legale ricorda poi che i fatti sono
sostanzialmente ammessi. Espone i motivi per cui va ritenuto che in relazione
alle imputazioni di cui ai punti 1 e 5 AA il suo patrocinato ha agito in stato
di totale irresponsabilità. Esclude categoricamente, per le ragioni che spiega,
l’applicabilità dell’actio libera in causa, sottolineando in specie che
egli non era in grado di astenersi dall’assunzione di alcol e che non si è
quindi messo coscientemente in stato di irresponsabilità. Pure esclusa è
l’applicabilità dell’art. 263 CP. Il legale chiede dunque il proscioglimento
dai succitati capi d’accusa, con la precisazione che in relazione al punto 1.1
AA non vi sono comunque prove sufficienti per una condanna e che nemmeno è data
l’aggravante del reato in discussione, difettando l’elemento soggettivo. Con
riferimento alle imputazioni di cui ai punti 3 e 4 AA, ammesse dal suo
patrocinato, osserva che egli, cosciente della reprensibilità del proprio
agire, si vergogna del proprio comportamento. Rileva che è stata l’assenza di
controlli da parte della Città di ________ a rendere possibili gli illeciti. 

Tutto ciò considerato, e ritenuta la situazione
personale e famigliare dell’accusato e la collaborazione da lui fornita, il
legale chiede una pena non superiore a 18 mesi di detenzione, da sospendere
condizionalmente vista la prognosi positiva del suo assistito. In via
subordinata, qualora dovesse essere ritenuta la colpevolezza del suo
patrocinato anche in relazione ai punti 1 e 2 di cui all’AA, chiede una pena non
superiore a 36 mesi di detenzione, da sospendere parzialmente. Spiega perché
ritiene necessario (e sufficiente) intervenire con un trattamento ambulatoriale
ex art. 60 CP per aiutare il suo assistito ad affrancarsi dalla dipendenza da
alcol e psicofarmaci. Egli non si opporrebbe comunque a un trattamento più
incisivo. A parere del legale, un trattamento stazionario non è però da
ritenersi una misura adatta.

Quo alle pretese civili, il difensore chiede, in
via principale, che vengano respinte tutte le istanze risarcitorie connesse
agli incendi e subordinatamente postula il loro rinvio al foro civile. Quanto
invece alle pretese civili contestuali alle malversazioni, va ammessa unicamente
l’istanza risarcitoria della città di ________, mentre che vanno respinte
quelle delle altre PC, difettando di legittimazione diretta. Il legale conclude
quindi il suo intervento difensivo postulando il dissequestro di tutti gli
oggetti sequestrati.

 

 

Posti dal Presidente, con l’accordo delle
Parti, i seguenti

 

 

quesiti:

 

AC 1 

 

                                   1.   è autore
colpevole di:

 

                               1.1.   incendio intenzionale, ripetuto

per avere, il 2, 6, 7 agosto 2009, a ________, _____ e _____, in 5 occasioni, intenzionalmente cagionato un incendio alle cantine
di altrettanti stabili d’appartamenti, mettendo in pericolo l’incolumità
pubblica e causando danno alla cosa altrui per oltre complessivi fr. 400'000.–?

 

                            1.1.1.   trattasi di
reato aggravato siccome commesso mettendo scientemente in pericolo la vita o
l’integrità delle persone?

 

                            1.1.2.   trattasi
invece di atti commessi in stato di irresponsabilità colposa?

 

                               1.2.   incendio intenzionale, ripetuto

per avere, a ________ 

 

                            1.2.1.   il 25 ottobre
2006, incendiato 5 cassonetti dei rifiuti?

 

                            1.2.2.   il 14 giugno
2008 incendiato un cassonetto dei rifiuti?

 

                            1.2.3.   il 6 agosto
2009 incendiato una vettura marca VW Golf,  arrecando danni anche a due
motoveicoli e al sedime asfaltato?

 

                         1.2.3.1.   trattasi
invece di atti commessi in stato di irresponsabilità colposa?

 

                               1.3.   appropriazione
indebita, ripetuta

per avere, a ________, nel periodo 6 dicembre
2000 – luglio 2009, in più occasioni, allo scopo di
procacciarsi indebito profitto, indebitamente impiegato valori patrimoniali a
lui affidati per complessivi fr. 98'823.85? 

 

                            1.3.1.   trattasi di
reato aggravato siccome commesso in qualità di funzionario?

 

                               1.4.   falsità
in documenti, ripetuta

per avere, nel periodo 1° gennaio 2001 – 7 agosto
 2009, a ________, per procacciarsi indebito profitto, in più occasioni, formato
documenti falsi, abusato delle firme autentiche altrui, attestato in
documenti, contrariamente alla verità, un fatto di importanza giuridica, nonché
fatto uso, a scopo di inganno, di tali documenti?

 

                               1.5.   infrazione
alla LF sulle armi e sulle munizioni 

per avere, tra il 1° e il 2 agosto 2009, a ________, portato senza diritto un coltello la cui lama può essere liberata con un meccanismo
automatico di apertura?

 

e meglio come descritto nell'atto d'accusa.

 

                                   2.   Ha agito
in stato di incapacità o scemata imputabilità?

 

                                   3.   Deve
essere ordinata una misura?

 

                                   4.   Può
beneficiare della sospensione condizionale della pena? 

 

                                   5.   Deve
essere revocata la sospensione condizionale della pena pecuniaria di 30
aliquote giornaliere a fr. 100.– inflittagli in data 21 maggio 2007 dal
Ministero pubblico del cantone Ticino, oppure deve essergli inflitta una pena
unica ex art. 46 CP?

 

                                   6.   Deve un
risarcimento alle PC, e se sì in quale misura?

 

                                   7.   Deve
essere ordinata la confisca di quanto in sequestro?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Considerato,                  in
fatto ed in diritto

 

 

                                   1.   AC 1 è
nato a __________ il __________, mentre che la sorella minore __________ è nata
nel __________. Il padre, nato nel __________, era impiegato, come produttore,
presso la __________ mentre che la madre, nata nel __________, durante
l’infanzia dei figli era casalinga. L’accusato ha svolto le scuole dell’obbligo
a __________, passando quindi alla quarta ginnasio, frequentata a __________.
Dopo il conseguimento del diploma ginnasiale, egli ha frequentato la prima
classe del liceo, ma senza ottenere risultati. In quell’epoca, in effetti, i
genitori avevano divorziato ed egli, contrariamente alla sorella, aveva deciso
di stabilirsi dalla madre che, malata di nervi, non esercitava su di lui
controllo alcuno. L’accusato, abbandonati gli studi liceali, ha quindi iniziato
l’apprendistato in banca, al __________ di ________, frequentando la Scuola
professionale commerciale di _____, dove ha ottenuto il relativo diploma. Nel
1991 l’accusato ha trovato un primo impiego presso l’Ufficio esecuzione e
fallimenti di ________, posto che ha perso dopo circa sei mesi, nel 1992, a seguito dell’arrestato per alcuni furti commessi in autovetture. Dopo circa un anno di
disoccupazione, egli è stato assunto dalla cassa malati __________, per la
quale ha lavorato sino all’agosto del 1994, allorché ha appiccato fuoco ad una
vettura da lui rubata, riportando gravi ustioni che hanno comportato
un’incapacità lavorativa di circa 3 mesi. Nel 1994 egli ha iniziato a lavorare
per gli Istituti sociali della Città di ________, ciò che ha fatto sino al
momento dell’arresto, svolgendo negli ultimi anni la mansione di contabile per
la casa di riposo cittadina “__________”. Nel 1995 il prevenuto ha contratto
matrimonio con __________, cittadina polacca di sei anni più giovane di lui,
conosciuta a ________ l’anno precedente, dalla quale ha avuto due figli, nati
nel 1997 e nel 2004. La moglie ha comunque mantenuto la propria attività
lavorativa a tempo pieno come assistente di cura presso la casa di riposo “__________”,
per il che i coniugi hanno potuto godere di una situazione economica
relativamente buona.

La moglie, con l’importante riserva dei momenti
in cui il marito è sotto l’influsso dell’alcol, descrive il coniuge (verbale 25
agosto 2009 di __________, all. 23 RPG, pag. 1 e 2) come 

 

“ 
una bravissima persona, un marito bravissimo,
innamorato, attento verso di me sia a livello sentimentale che materiale, tiene
molto alla famiglia, con i bambini è perfetto, è attivo, partecipe, gentile. E’
sempre stato presente nell’educazione dei nostri figli, disponibile a giocare
soprattutto con la piccola, e ad aiutare ______ con i compiti della scuola”.

 

I colleghi di lavoro riferiscono di un AC 1 

 

“ 
preciso, meticoloso, disponibile e molto attento
allo stato d’animo delle persone” 

(verbale 19 agosto 2009 di __________, all. 29
RPG, pag. 2), 

 

come anche 

 

“ 
tranquillo, collaborativo e riservato” 

(verbale 21 agosto 2009 di __________, all. 30
RPG, pag. 2) 

 

e, secondo il suo superiore __________ (verbale
25 agosto 2009, all. 32 RPG, pag. 2), 

 

“ 
competente e capace sul lavoro (…) molto
intelligente (…) bene inserito nel lavoro, sia con i colleghi che con i
superiori”, ancorché 

 

“ 
alcune volte ho dovuto richiamarlo perché poteva
sicuramente dare molto di più (…) si limitava a fare il minimo”.

 

Il casellario giudiziale del prevenuto (AI 5)
riporta tre precedenti: un decreto d’accusa del 29 novembre 1999 per guida in
stato d’ebrietà, uno del 27 marzo 2002 per ingiuria e uno del 21 maggio 2007
ancora per guida in stato di ebrietà, contemplante una proposta di pena di 30
aliquote giornaliere da fr. 100.- sospese condizionalmente per tre anni.

La sanzione per i furti nelle autovetture del
1990, emanata il 7 settembre 1992 (menzionata nel plico doc. TPC 15), non
figura nel casellario, essendo stata cancellata, mentre che per il predetto
episodio del 1994 (furto di un’autovettura e incendio intenzionale) il 30
maggio 2000 è stato emanato un decreto d’abbandono reso in base all’art 66bis
CP allora in vigore, norma corrispondente all’odierno art. 54 CP, ovvero per il
motivo che egli era stato colpito duramente dalle conseguenze dell’atto da lui
commesso.

Mentre che l’accusato si trovava in carcere
preventiva i coniugi AC 1 hanno svolto, in forma consensuale, la procedura di
separazione giudiziale, sancita dalla sentenza 30 giugno 2010 del Pretore di ________
(doc. dib. 2). Ciò nonostante, il prevenuto si è dichiarato fiducioso circa la
possibilità di salvare il proprio matrimonio una volta tornato in libertà.

 

                                   2.   La persona
del prevenuto è in realtà molto più complessa e problematica di quanto queste
brevi note biografiche lascino intravvedere. Un tentativo di comprensione può
essere fatto solo riportando anche la storia psichiatrica dell’accusato, che ha
origini lontane.

 

                                   3.   Già
all’età di circa 6 anni l’accusato ha iniziato ad essere particolare, laddove
le stranezze erano in realtà l’espressione di un disturbo psichico. 

La perita giudiziaria dott. __________ ha
annotato che (AI 106, pag. 5):

 

“ 
In prima elementare, però, iniziavano le
ossessioni-compulsioni: doveva “fare un mucchio di cose per un certo numero di
volte” e si stancava moltissimo. Doveva, prima di addormentarsi, andare sotto
il letto per tre volte, quindi doveva entrare dentro l’armadio per tre volte.
Gli oggetti della stanza dovevano essere messi in un certo ordine e posizione;
doveva controllare la porta, le tende, ecc.. Doveva ripetere il rituale un
certo numero di volte e gli prendeva fino a 40 minuti – un’ora. All’inizio e
per qualche tempo il numero di riferimento era il tre e quindi è divenuto il
quattro, ma non sa dire perché. Le ossessioni-compulsioni sono tuttora presenti
seppur non più in modo così invadente come quando era piccolo: oggi prendono
all’incirca 15 minuti al giorno. Da bambino ha avuto l’impressione che nessuno
si fosse accorto delle sue difficoltà, mentre dopo il divorzio la madre avrebbe
sospettato qualcosa poiché aveva instaurato con lei un rituale della buona
notte che doveva ripetersi invariabilmente per tre volte. Non ricorda se è
stato seguito da uno psicologo per bambini.”

 

L’accusato non risulta avere mai espresso il
proprio disagio ai familiari, né ha altrimenti comunicato con loro.

 

Il padre, che in età adulta ha dovuto più volte
rimediare ai guai combinati dal figlio (in specie trovandogli dei nuovi posti
di lavoro, dopo che il precedente era stato perso a causa delle clamorose
disfunzioni), ha riferito di come vi siano state difficoltà di comunicazione
tra loro e di come l’accusato non si sia mai realmente confidato con lui
(verbale 25 settembre 2009 di __________, all. 24 RPG, pag. 5). Con gli anni
questa situazione ha logorato il genitore, tanto da indurlo, nel maggio del 2009, a dire al figlio che non avrebbe più potuto contare su di lui in futuro (verbale citato, pag.
7: “…da parte mia mi sono incontrato con AC 1, dicendogli che quanto da lui
fatto la sera del 28 aprile (tentativo di suicidio) era per me l’ultima cosa.
Da quel momento io non ero più disposto ad aiutarlo.”).

 

La madre, sentita il 26 ottobre 2009 (all. 25
RPG), ha ammesso di avere evitato “di chiedergli le cose” (pag. 8), ha
rammentato “la regola del tre” di cui ha riferito il perito, come pure che il
figlio soleva guardare sotto il letto oppure, in ossequio a detta regola, le
augurasse immancabilmente “notte, notte, notte”. In proposito essa
avrebbe pensato che si trattava solo di un gioco, e solo più tardi avrebbe
compreso che per lui si trattava invece di qualcosa di “serio ed importante”.

Alla nascita dell’accusato la madre aveva solo 22
anni, ciò che ha fatto sì che la di lei attenzione fosse incentrata su se
stessa. Essa avrebbe inoltre avuto gravi problemi di salute. Afferma di avere
all’epoca sofferto di anoressia, di essere quindi stata ricoverata in clinica,
di avere assunto benzodiazepine, dapprima, per 2/3 anni, sotto controllo
medico, e poi di avere “autonomamente” assunto Rohypnol “per
estraniarsi dalla routine della vita”, di modo che essa ha riconosciuto che
“è possibile che in questo periodo sia stata un po’ assente verso i miei
figli”. Per l’accusato questo ha all’atto pratico significato, nell’età
dell’adolescenza, di avere dovuto cucinare anche per la madre, che trascorreva
giornate intere a letto, ma anche di avere potuto andare e venire, anche la
notte, a piacimento per l’assenza di controlli della genitrice, come pure
potere bere alcolici in giovane età ed iniziare ad assumere anch’egli
benzodiazepine, sottratte di nascosto alla madre.

 

La sorella del prevenuto (verbale 28 ottobre 2009
di __________, all. 26 RPG) si è espressa in termini piuttosto duri,
definendolo “irresponsabile”, “persona sempre al limite”,
incapace di pensare alle conseguenze dei suoi atti, “introverso e freddo”,
privo di sentimenti, ma anche vittima di un profondo tormento interiore.

 

                                   4.   Nel __________,
all’età di 18 anni, l’accusato ha iniziato ad essere in cura psichiatrica (AI
106, pag. 6) dal dott. __________. Il terapeuta ha versato in atti la
documentazione in suo possesso, risalente tuttavia solo sino al 1991 (plico AI
30), e al perito, che l’ha interpellato telefonicamente, ha espresso la
diagnosi di “nevrosi ossessivo-ansiosa” (AI 106, pag. 22, 24),
connotata, per l’appunto, da stati ansiosi e, in particolare, da attacchi di
panico. L’accusato al dibattimento ha esplicitato le proprie ansie, in
prevalenza connotate da pensieri autodistruttivi, spiegando di avere tra
l’altro avuto paura dei luoghi alti, in particolare i piani alti di un edificio,
specie a finestre aperte (per evitare la tentazione di gettarsi nel vuoto), di
avere avuto paura di guidare in autostrada per tema di essere colto
dall’impulso di girare bruscamente il volante (e di provocare così un
incidente), di non avere potuto percorrere la galleria autostradale del
Gottardo, né frequentare luoghi affollati, in particolare i centri commerciali.
Nel primo dei molti memoriali da lui scritti durante il carcere preventivo
(cfr. i due classificatori in cubo 2), l’accusato ha descritto lucidamente e
nel dettaglio i propri stati d’animo (AI 41, pag. 30):

 

“ 
…prima voglio ricordare i sintomi che provavo
durante l’attacco di panico. Cuore a mille, paura di morire e d’impazzire,
vertigini, dispnea. Adrenalina a 1000. Capitavano di frequente nei negozi,
incolonnato nel traffico, in un tunnel o in coda alla posta per esempio.
Soprattutto li avvertivo in quella che io chiamo “la via di mezzo”. Per
esempio: mi capitava di dover uscire dall’ufficio per recarmi alla posta. Ci
vogliono due minuti a piedi. Diciamo che l’ufficio = A e la posta = C.
L’attacco di panico si scatenava violento al punto B. A metà strada. Restavo
paralizzato, spesso per riuscire a muovermi dovevo telefonare a qualcuno ma
senza dirgli che ero in panico, altrimenti la situazione peggiorava. In ogni
caso tornavo al punto A. Rinunciavo. Credo di aver evitato per almeno due anni
di andare in determinati posti. Banca, posta, negozi (l’___ per i dappisti è
una trappola mortale) piazze, autostrade. Non riuscivo neanche più ad andare
dal dentista o dal dottore da solo. Qualcuno doveva accompagnarmi sino
all’entrata dello studio. Ad un certo punto mi era difficile uscire di casa. Ma
anche in questo caso devo nuovamente ringraziare __________ [il dott. __________,
che l’ha avuto in cura dal 1994 al 2004]. Con lui le cose sono cambiate. Oggi
come oggi ho ancora le mie piccole crisi. Il panico cerca di partire quando
sono incolonnato, in un grande magazzino o lontano da casa e da ospedali e
cliniche. Ora succede che lo sento partire ma quando è sul punto di esplodere
si scioglie, inspiegabilmente se ne va, veloce come era partito. Ho ancora le
mie belle difficoltà in autostrada e non mi sognerei mai di imboccare la
galleria del Gottardo. Questo no. Il Gottardo è ancora al di là delle mie possibilità.
Non potrei abitare ai piani alti di un palazzo. Avrei il terrore solo di vedere
la finestra aperta. Ma se penso a come ero ridotto qualche anno fa per me lo
stato attuale è già una vittoria.”

 

                                   5.   Il 29
marzo 1992 l’accusato, con altri, ha commesso una serie di furti in
autovetture, ciò che gli è valso l’arresto e alcuni giorni di detenzione nelle
carceri pretoriali. Il difensore dell’epoca ha chiesto lumi al medico curante
dott. __________, che aveva dichiarato (in plico AI 30):

 

“ 
Il signor AC 1, __________, __________, è in mio
regolare trattamento ambulatoriale (psicofarmacoterapia e psicoterapia di
sostegno dal 02.05.1991 a tutt’ora) per una nevrosi a fenomenologia
depressivo-ansioso-ossessiva. 

Al momento attuale le sue condizioni psichiche sono
tutt’ora caratterizzate da un “Io” indebolito (l’istanza che media i rapporti
fra l’individuo e la realtà) e una sfera affettiva immatura-instabile-impulsiva
(possibilità di compiere azioni inaspettatamente e senza una vera riflessione).
La continuazione del trattamento dovrebbe permettergli un maggiore
rinforzamento-consolidamento.”

 

L’episodio, non più rintracciabile sul casellario
giudiziale, aveva, come detto, comportato per l’accusato la perdita del lavoro
presso l’UEF di ________ al quale era seguito, dopo un periodo di
disoccupazione, il posto presso la cassa malati __________.

 

                                   6.   Nell’agenda
del 1994 dell’accusato, il 29 agosto egli ha annotato (plico doc. TPC 15, all.
12):

 

“ 
Giornata abbastanza tranquilla. Sera al __________
[il __________ di __________] e ciocca forte.

_____ mi manca tanto e forse sto scoprendo che è
lei la ragazza della mia vita.

Cristo, non vedo l’ora di esser con lei. Sto
male!A letto alla una e ½.”

 

Tolto l’abuso alcolico (tema di cui si dirà
lungamente più avanti), il diario sembra descrivere uno stato d’animo assai
positivo, in cui AC 1 inizia ad acquisire la consapevolezza di avere incontrato
quella che in effetti si è rivelata essere la donna della sua vita.

Ciò nonostante, e perciò incomprensibilmente,
egli nelle prime ore del 30 agosto 1994 è sceso nel garage condominiale di ________
 21 a ________, dove viveva con la madre, ha sottratto una vettura BMW ivi
parcheggiata, l’ha guidata per un po’ senza meta, quindi l’ha rifornita di
carburante alla stazione di servizio di ________, ha tuttavia versato benzina
anche sulla vettura e su se stesso, in particolare sui pantaloni, quindi si è
seduto al volante e ha acceso una sigaretta, incendiando così la vettura e
procurandosi gravi ustioni.

Così ha raccontato l’accaduto il prevenuto in
occasione del verbale di interrogatorio del 30 agosto 1994 (plico doc. TPC 15,
all. 3, pag. 1):

 

“ 
Ora, dopo che gli interroganti mi hanno
ripetutamente contestato le dichiarazioni, racconto come sono andati i fatti di
questa notte. Dopo aver trascorso un paio di orette al __________ di __________
sono rientrato a casa verso le 0030. Sono salito in casa e mi sono fermato per
circa un’oretta o poco meno. Preciso che mia madre non era presente perché in
servizio per il turno di notte presso il Parco __________. Allora mi è venuta
un’idea di prendere una BMW che si trovava parcheggiata in un box interno
raggiungibile dallo stabile in cui abito. E’ la BMW di certo __________. La
vettura era aperta, l’avevo constatato anche in precedenza. Le chiavi si trovavano
nel vano della manopola del cambio. Sul momento quando sono partito non avevo
nessuna meta, non sapevo dove andare. Mi sono diretto per __________, ______ e
zone limitrofe, senza un’idea ben precisa e quindi raggiunsi per la prima
volta, verso le 0145 il distributore di benzina “da _____”. Non avevo denaro.
Sono partito senza fare rifornimento di carburante. Dopo quindici minuti
ritornavo sul posto e inserivo la tessera Eurocheques. Mi sembra di aver messo
circa quindici litri di benzina nel serbatoio. Comunque mi sono bagnato di
benzina e allora mi è venuta la voglia di bagnarmi di più. Ho pure cosparso di
benzina il tetto dell’auto. Ho cercato di allontanare la vettura dalla stazione
di servizio per paura che scoppiasse la pompa. Non era comunque mia intenzione
cercare di “farla finita”, ma comunque non sapevo neppure io cosa stavo
facendo. Ricordo che ad un dato momento mi sono seduto al posto di guida ed ho
acceso una sigaretta. Subito si sono sprigionate delle fiamme, sia all’interno
che all’esterno dell’auto ed io ho avvertito dei lancinanti dolori in quanto
ero abbondantemente avvolto dalle fiamme in particolare nelle parti in cui ero
imbrattato di benzina, segnatamente gli arti inferiori e il braccio sinistro.
Sono uscito immediatamente dall’auto e urlando mi rotolavo sull’asfalto per
cercare di spegnere le fiamme che mi avvolgevano. Mi sono poi tolto le scarpe e
i pantaloni. Questi ultimi li ho abbandonati nelle vicinanze, mentre le scarpe
le ho rimesse.”

 

Nuovamente interrogato, per meglio chiarire la
questione della volontarietà del suo gesto, AC 1 il giorno seguente ha
precisato che (plico doc. TPC 15, all. 5, pag. 2):

 

“ 
D6: In che modo vi siete imbrattato di benzina?

 

R6: Dopo aver fatto rifornimento della vettura ho
tolto la pompa e mi sono cosparso intenzionalmente i pantaloni e la vettura.

 

D7: Eravate ben cosciente a questo punto della
gravità del vostro atto, del pericolo che stavate Creando?

 

R7: Esattamente sapevo del pericolo che stavo per
creare, tant’è vero che ho spinto appositamente per questo lontano la vettura,
cercando si spostarla dalla stazione stessa e questo per evitare 

un possibile incendio delle riserve di carburante.”

 

Per meglio inquadrare la gravità dell’incendio
provocato dal prevenuto, basti dire come il gestore della stazione di servizio,
prontamente accorso sul posto, abbia riferito di “vettura che bruciava come
una torcia…tutta avvolta dalle fiamme”, di come ci siano voluti circa 45
minuti per domare il fuoco e come il danno alla facciata dello stabile,
pensilina, alle colonne di distribuzione del carburante, alle insegne
pubblicitarie, alle vetrine e all’asfalto potesse ammontare, ad una prima
stima, ad almeno fr. 100'000.- (plico doc. TPC 15, all. 33, verbale 30 agosto
1994 di __________, pag. 1 e 2).

 

                                   7.   L’accusato
ha riportato gravi conseguenze dall’incendio della vettura in cui sedeva,
segnatamente ustioni di 2° grado e di 3° grado sul 18% della superficie
corporea, localizzate nella zona delle cosce e dei glutei. Per il recupero,
oltre alla lunga ospedalizzazione, sono stati necessari tre interventi di
trapianto della pelle. All’inizio del ricovero, vista anche la pendenza del
procedimento penale, AC 1 è stato sottoposto ad una visita psichiatrica da
parte del dott. _______, che l’8 settembre 1994 così si è espresso sul suo
stato psichico (in plico AI 30):

 

“ 
Al momento del colloquio il paziente è degente a
letto, ha appena ricevuto la notizia della scarcerazione dopo il colloquio con
il procuratore pubblico e il suo avvocato. Egli lamenta dei dolori che sembra
però riuscire a sopportare. Riceve una terapia della Petidina e del Nozinan.

E’ orientato nei tre domini, il tono dell’umore è
di tipo sul depresso adeguato alla situazione. Il pensiero è coerente, non
emergono al momento del colloquio elementi di tipo psicotico. E’ evidenziabile
un distacco affettivo rispetto agli avvenimenti che vengono riferiti. L’eloquio
spontaneo è buono, descrive con precisione la propria vicenda salvo
l’intervallo precedente l’incendio. Vi è una discreta capacità di
introspezione. Si dichiara preoccupato per quanto avvenuto soprattutto perché
non riesce a spiegarsi come abbia potuto arrivare a questi gesti. Ha
l’impressione che ci sia in lui una forza (impulso?) che nei momenti in cui
tutto sembra andare per il meglio, lo porta a far si che tutto sia rovinato da
gesti sconsiderati (riferimento anche a un precedente furto di automobili un
paio di anni fa).

Al momento del colloquio non è presente
un’intenzionalità suicidale, vengono però riferiti pensieri di morte che il
paziente nel passato aveva conosciuto in maniera però più forti. Non sono
presenti allucinazioni visive e uditive.

 

Conclusioni

Al termine del primo colloquio avuto con il
paziente ho l’impressione di un giovane che sta mettendo in atto una serie di
meccanismi di razionalizzazione tendenti a controllare dei vissuti emotivi
molto più intensi con cui verosimilmente in questo momento non è capace a
confrontarsi in modo aperto.

Emerge inoltre un’importante anaffettività nei
confronti di quanto avvenuto e anche rispetto ai problemi con cui dovrà
confrontarsi nell’immediato futuro (conseguenze delle ustioni, problemi
lavorativi, finanziari, affettivi). Si tratta ad ogni modo di una situazione a
rischio per il futuro per cui è senz’altro indicato sia durante la degenza che
dopo la dimissione del paziente una presa a carico specialistica.

Durante la degenza sarò io stesso a rivedere il paziente, mentre dopo la
dimissione egli sarà ancora seguito dal dr. __________ e dallo psicologo __________.”

 

AC 1 ha perso l’ottimo posto di lavoro presso __________,
mentre che il procedimento penale a suo carico, non senza l’accenno ad almeno
una parziale scemata imputabilità, è stato come detto abbandonato il 30 maggio
2000 ritenute (oltre al tempo trascorso) le gravi conseguenze già subite
dall’attore in conseguenza dei suoi atti.

 

                                   8.   L’episodio
ha chiara connotazione suicidale -due amici del AC 1 si erano tolti la vita
poco tempo prima, ciò che lo aveva profondamente toccato- ma l’episodio è
apparentemente privo di congruenza stante l’asserito innamoramento
(corrisposto), che l’avrebbe portato a sposarsi l’anno seguente. L’accusato,
come accertato dagli inquirenti, in quel frangente era sotto l’influsso di
sostanze alcoliche, anche se non in misura sufficiente per stravolgerne la
coscienza (minimo 0.6, massimo 1.0 per mille). Sembrava qui, pertanto, trovare
una prima conferma una delle ipotesi da più parti (anche dal AC 1 stesso)
formulate per spiegare i comportamenti deviati dall’accusato, ovvero quella
della sua supposta incapacità di gestire le emozioni positive e della tendenza
a compromettere le situazioni favorevoli con comportamenti all’apparenza
inspiegabili.

 

                                   9.   A seguito
di questo grave episodio è iniziata la presa a carico psicologica da parte del
dott. __________, che durerà sino al 2004, quando AC 1 vi ha unilateralmente
messo fine ritenendosi in grado di fare a meno di questo sostegno.

Il dott. _______, che purtroppo non ha conservato
la cartella medica del prevenuto (AI 38), è stato interpellato telefonicamente
dal perito giudiziario (AI 106, pag. 24), al quale ha riferito dei problemi di
alcol, del gioco d’azzardo, della dipendenza da internet, come della “difficoltà
a contenere gli impulsi”, laddove “la moglie funziona come contenitore,
lo guida e lo controlla”. Per il dott. __________, l’accusato avrebbe una
struttura di personalità tipo borderline in cui le modalità ossessive sono
utili al controllo degli impulsi. Avrebbe spesso pensieri suicidali “ma sono
giocati di sponda, come esperienze possibili poiché sono come scommesse con se stesso”.

 

                                10.   Già si è
detto (cfr. consid. 1) di come __________, moglie dell’accusato dal 1995, abbia
del marito un’immagine complessivamente positiva, al punto di affermare che
(verbale 25 agosto 2009, all. 23 RPG, pag. 2) “siamo sempre stati una famiglia
modello”. Nondimeno (ibidem)

 

“ 
quando AC 1 beve, il suo modo di comportarsi
cambia completamente. Diventa irascibile, nervoso, offensivo, insulta e non è
capace di sostenere una discussione. Non gli va mai bene nulla e rimprovera per
ogni cosa. Preciso che questo atteggiamento, per fortuna, lo usa solo con me.
Davanti ai bambini si è sempre trattenuto, cercando di nascondere il fatto che
aveva bevuto e comunque non li ha mai trattati male.

Da quando lo conosco, AC 1 ha sempre avuto il vizio di bere nel senso che non è un vizio quotidiano, ma un vizio che dipende
dal suo stato psicologico. Quando si sente bene e sta bene con se stesso, non
beve, quando invece ha delle ansie, angosce o altri problemi suoi, utilizza la
birra come un tranquillante. Quando AC 1 rientrava a casa ubriaco, io spesso lo
rimproveravo e lui mi rispondeva che bere una birra lo faceva sentire meglio in
quanto alleviava le sue ansie e le sue angosce. (…) AC 1 ha paura dell’altezza per esempio, ha paura di andare con la vettura nella galleria del Gottardo,
ha paura di andare in un paese straniero perché pensa che se dovesse succedere
qualche cosa non vi siano le strutture adeguate per curarlo…Comunque AC 1 ha diverse fobie, prima di andare a dormire controlla diverse volte se i fornelli della stufa sono
spenti, che le tapparelle sono sistemate come le vuole lui, che le tende devono
essere sempre sistemate in un determinato modo. Ma penso che AC  1 abbia delle
ansie e delle angosce molto più importanti delle quali a me non ha mai parlato.”

 

 

                                11.   La moglie
dell’accusato ha fatto accenno alle procedure di controllo che egli effettuava
prima di coricarsi, iniziate nell’infanzia (cfr. consid. 3) e mai abbandonate.

Anche il perito ha evidenziato questo aspetto
della sua personalità (AI 106, pag. 10):

 

“ 
Riferisce di essere affetto da anni da
ossessioni-compulsioni esordite verso i sei-sette anni e mai completamente
regredite benché oggi vissute come meno impegnative. In particolare riferisce
di rituali effettuati prima di andare a dormire: 1) cucina: controllo delle
manopole del gas più manopola centrale (4 volte per ognuna); gli oggetti
intorno in una certa posizione; controllo della luce centrale (4 volte). 2)
bagno dei figli: tappetino e carta igienica in una determinata posizione
(questa compulsione è presente fin da piccolo anche perché oggi abita
nell’appartamento sotto a quello abitato nell’infanzia per cui il bagno dei
figli corrisponde al suo da piccolo essendo l’attuale appartamento disposto in
modo identico); 3) camere dei figli: le tapparelle devono essere completamente
giù, controllo 4 volte; 4) porta d’entrata: lo spioncino, la maniglia e la
serratura (4 volte per ognuno); 5) camera matrimoniale: la tapparella non deve
essere completamente abbassata bensì devono rimanere 4 fessure poiché non gli
piace il buio completo. Non sa spiegare perché del numero 4. Unitamente alle
compulsioni sussistono anche pensieri ossessivi aventi come oggetto la morte o
meglio il suicidio: i pensieri suicidali sono costanti dopo la morte di due
amici. Iniziavano verso i 19-20 anni dopo che un caro amico si era suicidato
con l’arma di ordinanza. Poi nel 1999 si suicidava un altro amico. Si domanda
se egli non debba essere il terzo. I pensieri suicidali sono associati ai
rituali (per esempio tentare di cacciarsi la lingua in gola per verificarne
l’impossibilità al soffocamento) ed in merito afferma di temere di arrivare ad
un certo punto che considera pericoloso perché dalla confusione, annebbiamento
della coscienza, improvvisamente tutto diviene chiaro, lucido, ordinato e
diviene evidente come attuare il suicidio. Ha imparato a controllare il
passaggio all’atto fra pensiero ossessivo e agito grazie alla considerazione
“posso scegliere” nel senso che è libero di attuare o meno i rituali o la
ripetizione degli stessi come il proposito suicidale. Questo attenua le ansie
legate al pensiero ossessivo e verrebbe meno la necessità di passare all’atto.”

 

                                12.   Nel 1997 è
nato il primogenito dei coniugi AC 1. Un evento felice, che ha però mandato in
crisi la debole psiche del prevenuto, che ha dovuto essere ricoverato e che è
rimasto in clinica per circa due mesi. Così ricorda la moglie l’accaduto
(verbale 25 agosto 2009, all. 23 RPG, pag. 3 e 4):

 

“ 
Ricordo che dopo la nascita di nostro figlio __________
(gravidanza e parto andati perfettamente) AC 1 una mattina si è svegliato e mi
ha detto che voleva essere ricoverato in quanto era andato in “tilt” e questo
credo a seguito della nascita di nostro figlio. Durante la gravidanza AC 1 in più occasioni mi aveva detto di avere paura di questo ruolo e di non sapere se sarebbe stato
all’altezza di fare il buon genitore. Come detto, una mattina è scoppiato e ha
voluto essere ricoverato. In Clinica __________ vi è rimasto per quasi due mesi
(usufruendo di congedi giornalieri).”

 

Secondo il perito, l’accusato era in questo
frangente stato vittima di un episodio depressivo (AI 106, pag. 26).

 

                                13.   L’accusato è
fermamente convinto che in lui vi siano due persone, in conflitto tra loro. Una
è __________ (il suo secondo nome), che è la parte buona di lui, quella che
vive la normalità quotidiana senza problemi; l’altra è _______, che egli chiama
anche “il sabotatore”, ed è quella parte di sé che fa di tutto per rovinargli
la vita e che si manifesta in particolare quando le cose vanno bene.

AC 1 ha descritto questo dualismo, oltre al
tormento interiore che esso gli procura, in uno dei memoriali redatti durante
la carcerazione preventiva (AI 41, pag. 18 e 19):

 

“ 
La birra è stato il carburante che ha messo in
moto il sabotatore. Sta sghignazzando ancora il maledetto. Adesso è sazio,
soddisfatto. Ha vinto la battaglia. Ma la guerra la perderà. Userò le mie armi
e quelle che mi verranno fornite. Attaccherò prima io e sarà un attacco
devastante. Il suo sorriso satanico lascerà spazio a una smorfia incredula di
dolore. La sua sconfitta varrà la mia rinascita. Comincia a tremare, non sai
cosa ti aspetta! Una vita normale si, voglio sapere cosa significa, lo desidero
ardentemente. Che questo allora sia un punto di partenza. Che mi dia la forza
di andare avanti qui. E’ proprio questa la strada da seguire. In fondo lo so.
Per cercare di stare meglio dovrò per forza “pescare nel torbido”. Non c’è
altra via. Fuori una birra avrebbe risolto tutto. Ma solo momentaneamente.
Automedicazione. Quanti anni sono andato avanti così. Ma adesso è giunto il
momento di combattere la battaglia più difficile. Lunga e sanguinosa. Ma prima
devo affinare le armi e posizionarle nella maniera giusta. Allora avrò una
speranza e combatterò a viso aperto, con ogni mezzo. La battaglia finale, lo
scontro decisivo. L’ultima occasione per incendiare il sabotatore. So che è un
avversario temibile e per ora imbattuto. Anche lui è armato sino ai denti e ha
le sue strategie. Da solo non sono pronto per affrontarlo. Cerco l’alleato
giusto e lo troverò. I preparativi sono iniziati. Lo scontro è forse ancora
lontano. Ci arriverò (ci devo arrivare) pronto, con la ferma intenzione di
annientarlo una volta per tutte.”

 

Anche la perizia giudiziaria ha puntualmente
rilevato questa situazione (AI 106, pag. 26-28) e, pur escludendo che si sia in
presenza di un vero e proprio sdoppiamento della personalità, ha spiegato come
tale dualismo sia reale (e sia parte importante del complesso disturbo di
personalità dell’accusato) e consista nella scissione della parte istintuale
dell’accusato da quella controllata ed integrata che vive la vita reale.

 

 

                                14.   In questo
difficile contesto, va inserita la problematica supplementare costituita
dall’abuso e dipendenza da parte dell’accusato (anch’essi, come il disturbo psicologico,
di lunga data) nei confronti di alcol e psicofarmaci.

 

                                15.   L’abuso di
alcol da parte del AC 1 è cronico e di lunga data. Esso risale sin dai tempi
dell’adolescenza e se ne trovano in atti vari indizi oggettivi.

Il medico curante dott. __________, che lo segue
dal 1999, gli ha diagnosticato una steatosi epatica (ovvero l’aumento dei
grassi all’interno delle cellule del tessuto epatico), attribuendole verosimile
origine etilotossica, il che significa che già all’età di 30 anni l’abuso di
alcol aveva lasciato tracce organiche nell’accusato. Inoltre, un ulteriore
indizio significativo è dato dalle due precedenti condanne per guida in stato
di ebrietà (1997 e 2007), senza dimenticare che anche al momento dei fatti del
30 agosto 1994 il prevenuto era sotto l’effetto di bevande alcoliche (cfr.
consid. 8).

Dagli atti risulta come il prevenuto assumesse
alcol in giro nei bar (colpisce dalla lettura dei suoi verbali come egli sembri
avere conoscenza di tutti i ritrovi di ________ e dintorni e dei nomi di tutte
le cameriere), uscendo di sera prima del matrimonio, e sino all’ora
dell’aperitivo dopo essersi sposato. 

Il suo problema era, come già detto, ben noto
alla moglie, ma anche ai colleghi di lavoro (cfr. p. es. i verbali 19 agosto
2009 di __________, all. 29 RPG; 21 agosto 2009 di ______, all. 30 RPG; 25
agosto 2009 di __________, all. 32 RPG), laddove è manifesta la valenza di
(ulteriore) indizio di una situazione di etilismo cronico se il problema viene
avvertito anche in ambito lavorativo.

Anche gli psicologi curanti dell’accusato si sono
avveduti della situazione ma -secondo il perito giudiziario- avrebbero
sottovalutato la portata del problema per il motivo che AC 1 riusciva comunque
a condurre un’esistenza “normale” (ovvero a mantenere il posto di lavoro e ad
avere una vita famigliare) e non mostrava particolari sintomi di dipendenza.

In realtà, secondo il perito giudiziario si
sarebbe in realtà trattato di una grave dipendenza (AI 106, pag. 25,
sottolineatura della Corte):

 

“ 
Dichiara al perito un’assunzione regolare di
alcool seppur in quantità contenute, ma dal racconto si apprezza come egli
abbastanza regolarmente negli anni (e quasi senza pausa nel 2009 fino
all’arresto) abbia ecceduto nell’assunzione fino all’ebbrezza franca. (…) Altri
elementi che confermano la dipendenza da alcool sono la diagnosi di epatopatia
del 2007 e la fibrillazione atriale che trova regolare corrispondenza con
l’eccesso di libagioni. (…) Ciò che sembra aver tratto in inganno nella
valutazione della gravità di questa dipendenza sembra essere stato da un lato
l’uso dell’alcol come automedicazione (…), dall’altro la mancanza di una chiara
sintomatologia da astinenza al momento dell’eventuale interruzione
dell’assunzione (…).

Di fatto il peritando inizia il consumo di alcool
e benzodiazepine già in adolescenza e la sua personalità va viepiù
strutturandosi sulla dipendenza dalle sostanze delle quali in realtà non riesce
più a farne a meno.

Se consideriamo l’episodio di allucinazioni che
il peritando narra esser comparso dopo la dimissione dalla Clinica Psichiatrica
(…) esso ha tutte le caratteristiche di un’astinenza. (…) Così come gli episodi
di franche allucinazioni riferite dalla moglie (…) appaiono come episodi di
un’ebbrezza patologica, di una sindrome psicotica transitoria o allucinosi
alcolica scatenata dall’assunzione di alcool.”

 

L’accusato ha spiegato la tendenza ad assumere
alcolici con l’esigenza di calmare il proprio disagio interiore. Avrebbe perciò
sistematicamente ingerito alcol utilizzandolo come ansiolitico e non è controverso
(come meglio si vedrà durante l’esposizione dei fatti relativi al capo
d’imputazione principale) che negli ultimi tempi l’abuso era peggiorato.

Purtroppo, assunto in quantità abnorme, l’alcol,
secondo il perito, produceva sull’accusato un effetto contrario a quello
voluto: invece di agire da ansiolitico, esso ne riduceva invece i meccanismi di
controllo sulla parte istintiva della propria personalità disturbata, sino a
che essi venivano meno e non riuscivano più a contenere le pulsioni dell’accusato
(AI 106, pag. 29, sottolineatura della Corte):

 

“ 
Quindi abbiamo un disturbo di personalità grave,
cronico, che può essere tenuto sotto controllo in assenza in astinenza da
sostanze. Viceversa cadono le difese ossessive-compulsive e viene meno il
controllo degli impulsi.

Non è chiaro cosa dia inizio a quello che
potremmo definire “il percorso” (…) il peritando non cerca altre, differenti
soluzioni poiché lo scopo primario è alleviare il più rapidamente possibile la
sensazione negativa. (…) Se la sensazione negativa si calma, può essere
sospesa l’assunzione di alcool altrimenti è necessario continuare e quindi,
come ho già detto, scatta il click. Il click che è anche il momento in cui
la patologia borderline si attiva in tutta la sua intensità e che comporta
anche uno stato di scissione poiché l’attivazione di __________ esclude __________.
Con la scissione si perde la possibilità di resistere agli impulsi, ma non la
capacità di distinguere sulla liceità dell’atto o sulla pericolosità del gesto.”

 

Oltre che dell’alcol, il prevenuto da molti anni
abusa anche di benzodiazepine, come già faceva la di lui madre, anche in questo
caso allo scopo di placare la propria ansia. Il risultato è però, secondo il
perito, quello di amplificare l’effetto disinibente (perizia, pag. 27),
rendendo ulteriormente difficile il controllo della parte pulsionale di sé. 

 

                                16.   A far tempo
circa dall’inizio del 2009 la situazione psichica dell’accusato è peggiorata,
di pari passo con gli abusi di alcol, divenuti più frequenti e più importanti.

Il 29 aprile 2009 AC 1 ha subito un ricovero coatto al CPC di __________. 

Il documento di ammissione (AI 27) segnala che “il
paziente è già noto in ambito psichiatrico per etilismo e passata dipendenza da
sostanze”, in specie per “importante e quotidiano abuso di alcol”. 

 

La diagnosi formulata è stata quella “di
intossicazione acuta da alcool” e “autolesione intenzionale lieve da oggetto
appuntito con comunicazione di idea suicidale”. Il tasso alcolemico
riscontrato era pari a 1.68 per mille.

Cosa era accaduto in quell’occasione l’ha
raccontato lo stesso AC 1 (verbale 22 settembre 2009, all. 5 RPG, pag. 3 e 4):

 

“ 
Ricordo che era fine aprile ed era un martedi
(…). Quel pomeriggio, alle ore 1700 ho finito di lavorare e siccome mia moglie
lavorava sino alle 2130, non sono andato a casa quella sera. Ricordo di essere
andato al Bar __________, dove ho passato tutta la serata fino alle ore 2100
ca. Al bar ho bevuto birra, tanta birra. (…) Posso aver bevuto dalle 7 alle 10
birre, da 3 dl l’una. Verso le 2100 ho sentito __________ al telefono e ci
siamo dati appuntamento in centro per le ore 2130 ca. Ricordo che quando __________
è arrivata in centro mi ha chiamato o ci siamo scambiarti SMS, ma io
all’appuntamento non ci sono andato. (…) Quando sono uscito dal bar, invece di
prendere l’auto che era posteggiata di fronte al bar, sono andato a piedi verso
il posteggio sotterraneo della Coop. Una volta raggiunto quel luogo, mi sono
seduto per terra e ho iniziato a effettuare telefonate. Ricordo di aver chiamato
un paio di volte il Telefono Amico e poi, su consiglio del Telefono Amico,
l’ambulanza. Al 144 avevo annunciato la mia intenzione di morire e, restando al
telefono con la centralinista, ho atteso l’arrivo dell’ambulanza. E? arrivata
l’ambulanza, la Polizia. Quando gli agenti sono entrati nel posteggio
sotterraneo, io ho tentato di ferirmi al polso, utilizzando la chiave della
macchina. In men che non si dica mi sono ritrovato a terra. Sono stato caricato
sull’ambulanza e quindi trasportato al Civico. Dopo le visite all’ospedale
Civico, visto il mio stato alterato, e visto che non volevo parlare con mia
moglie, la dottoressa di turno decideva per il mio ricovero coatto alla CPC….”

 

                                17.   Alla Clinica
Psichiatrica è stato deciso di cessare la somministrazione di Lexotanil, la
benzodiazepina che l’accusato assumeva da anni (e dalla quale, come si vedrà
qui di seguito, era dipendente), e gli veniva invece prescritto il Seresta
(un’altra benziodiazepina) ad alto dosaggio. AC 1 è stato dimesso dopo 4
giorni, ma in precarie condizioni. Secondo il perito giudiziario (AI 106, pag.
9):

 

“ 
Una volta rientrato a domicilio (…) stava
malissimo (…) anche perché aveva ridotto il dosaggio prescritto per poter
andare a lavorare in quanto si sentiva molto sedato. Accusava visioni ed
allucinazioni e si sentiva fuori dalla realtà. Dopo aver telefonato al Pronto
Soccorso e avendogli confermato che poteva essere un manco da Lexotanil ne
assumeva subito due e stava rapidamente meglio.”

 

L’accusato dopo questo episodio si è affidato
alle cure del dott. __________ (che gli ha nuovamente prescritto il Lexotanil),
ma questo nuovo percorso di aiuto psicologico, intervenuto allorché la
situazione era già grave, non è di fatto riuscito a produrre risultati
positivi, non avendo in specie impedito il verificarsi dei gravi fatti del mese
di agosto.

 

                                18.   Anche la
moglie dell’accusato ha chiaramente percepito il peggioramento delle condizioni
del marito e agli inquirenti ha fornito il seguente, inquietante racconto del
periodo precedente l’arresto del coniuge (verbale 25 agosto 2009, all. 23 RPG,
pag. 4-7):

 

“ 
Se non sbaglio, con l’inizio di quest’anno, mi
sono resa conto che AC 1cominciava ad avere qualche cosa che non andava o
meglio che a me non quadrava. Magari questo suo disagio lo aveva già da prima,
ma io non mi sono accorta sino appunto all’inizio di quest’anno. Ho chiesto a AC
1 di spiegarmi cosa stava succedendo, ma lui, come al solito, mi diceva di
stare bene. Gli chiedevo di ricominciare ad andare dallo psicologo, senza
comunque alcun successo perché lui non ha ritenuto fosse il caso.

Con il passare dei mesi, vedevo che sempre più
frequentemente rientrava a casa ubriaco o brillo e a me questa cosa non andava.
Quando AC 1 beveva, spesso si avevano discussioni e lui, in alcune occasioni,
utilizzava un linguaggio violentemente pesante nei miei confronti, ma il giorno
seguente, una volta smaltita la sbronza, si scusava, mi faceva ricevere dei
fiori o dei regali e comunque mi dava sempre ragione. 

 

(…)

 

L’agente interrogante mi chiede di raccontare come
è stata la nostra relazione durante le ultime settimane, prima dell’arresto
dell’08.08.2009. Da parte mia rispondo che a seguito del ricovero a __________,
ho dato un ultimatum a AC 1 dicendogli che non avrebbe più dovuto bere
altrimenti lo avrei lasciato. Questa cosa ha funzionato per un po’ di tempo ma
poi lui ha ricominciato, tenendomelo nascosto. Credo che inizialmente beveva
ogni tanto ma da quando siamo ritornati dal mare a luglio, il 17, credo abbia
ripreso a farlo regolarmente.

Infatti le ultime due settimane prima
dell’arresto sono state un disastro. AC 1 arrivava a casa sempre ubriaco, e
comunque, oltre a bere, lo psichiatra gli aveva prescritto alcuni medicamenti
(Seraline – anti depressivo/Lexotanil 3 mg – tranquillante rilassante). Preciso
che questi medicamenti se li gestiva AC 1 quotidianamente.

Durante quelle sere, capitava che rientrando a
casa si sdraiava sul letto in quanto diceva di non riuscire a dormire bene la
notte. Poi gridando mi chiamava e mi diceva che nella nostra camera c’era un
uomo che continuava a parlare con lui e non lo lasciava in pace. Mi ordinava di
portare via questa persona perché lui non voleva più vederla. Quando io gli
dicevo che in camera non c’era nessuno, lui si alterava maggiormente dicendomi:
Mica sono pazzo! E mi ordinava di farlo uscire. Quando io facevo il suo gioco e
quindi invitavo “l’invisibile” a uscire dalla stanza, lui mi riprendeva perché
non lo facevo nella maniera corretta. Mi diceva che dovevo prenderlo per mano e
una volta fuori dalla porta di richiuderla velocemente per non farlo rientrare…

Questa storia è successa in almeno due o tre
serate. Per evitare il peggio, in quanto AC 1 quando beve si altera, io l’ho
sempre assecondato in quanto avevo paura della sua reazione.

Alcune volte mi chiedeva: -Dov’è il mio coltello!
Mi voglio uccidere, voglio tagliarmi la giugulare!- 

Io cercavo di farlo desistere con questo pensiero
standogli vicino e sostenendolo.

Il 02 agosto,alla sera, mi diceva che doveva
prendere il coltello ed andare alla stazione perché doveva uccidere una
persona. Quando gli ho chiesto di darmi spiegazioni in merito a quello che
aveva appena detto, lui mi rispondeva che doveva uccidere l’uomo che tutte le
sere veniva a casa e che veniva a letto con me. Precisava pure che questa persona
io non la conosco.

Per me è stato un incubo vivere con lui in quei
giorni, mentre AC 1 con i bimbi si è sempre comportato molto bene.

In questi giorni ho anche avuto paura di lui
perché come detto, quando beve diventa aggressivo (verbalmente) ed imprevedibile.
Non sapevo mai cosa aspettarmi da lui.

Sempre in queste ultime settimane, lui alcune
volte non ha fatto rientro durante la notte, ma è arrivato a casa la mattina
presto, come per esempio è successo la notte del primo di agosto.”

 

A proposito dei mancati rientri, l’accusato al
dibattimento ha spiegato di avere dormito in macchina talune volte, ciò che non
avrebbe mai fatto in passato, in quanto troppo ubriaco per condurre la propria
vettura.

 

                                19.   La sera del
1° agosto 2009 l’accusato con la moglie e i figli si è recato in centro città
per assistere al tradizionale spettacolo pirotecnico. Terminati i fuochi
d’artificio, la famiglia si è recata a bere qualcosa al bar __________, in via __________
68, gestito dalla zia della moglie dell’accusato. Qui egli si è congedato dai
propri famigliari con il pretesto di dovere passare un attimo in ufficio, ed ha
iniziato una lunga notte di bevute in vari locali notturni della città, sino a
ridursi, nelle prime ore del mattino seguente, in uno stato semiconfusionale,
tanto da lasciare un vuoto nella sua memoria e da rendere necessario, per la
ricostruzione degli spostamenti, l’interrogatorio delle persone con cui AC 1
era entrato in contatto quella notte (cfr. gli all. 33, 34, 36 RPG).

L’accusato ha infine così (confusamente)
descritto la serata (verbale 3 settembre 2009, all. 4 RPG, pag. 8-11):

 

“ 
Ricordo che, come già detto, ho guardato i
fuochi con la mia famiglia ed in seguito siamo andati a bere qualche cosa al
Bar __________ in Via __________. Dove ho incontrato mia mamma con una sua
amica. Verso le ore 2345 ca. mi sono allontanato, solo e presumo, a questo
punto, che sono andato all’__________ di ___________, da __________. Ho passato
una parte della serata all’Iris dove ho chiacchierato con una ragazza, __________.
Non sono in grado di dire se poi, insieme a lei, sono andato in centro o l’ho
incontrata a ________.

Gli interroganti mi fanno prendere atto che, in
centro a ________, siamo andati insieme, utilizzando un taxi.

Gli interroganti mi chiedono se ricordo di aver
preso il taxi e se ricordo il tragitto che abbiamo fatto o dove siamo andati
prima di raggiungere il centro. Io rispondo di no. Non mi ricordo.

Gli interroganti mi fanno prendere atto che, con
il taxi, mi sono fatto portare in ________. Qui sono sceso dal veicolo e dopo
alcuni minuti sono ritornato.

Ora ricordo che sono andato a casa a prendere dei
soldi.

Gli interroganti mi chiedono se, oltre al denaro,
a casa ho preso anche qualche altro oggetto.

Ho un ricordo dove, in quei giorni ero uscito di
casa con il serramanico e questa cosa mi aveva fatto veramente paura. Ora che,
passo per passo, sto ricostruendo quella serata, ricordo che è stato proprio
quando sono rientrato a casa con il taxi che devo averlo preso. (…) … dopo aver
recuperato soldi e coltello, ho raggiunto nuovamente il taxi e quindi ci siamo
fatti portare in centro ________.”

 

(…)

 

“ 
…oltre ad essere andato all’Underground mi sono
pure recato in un altro locale, che deve essere comunque in centro. (…) C’era
il __________ con una ragazza che conosco di vista, una certa _____. Se non
erro eravamo al secondo locale, che prendo atto chiamarsi __________ Bar (ex __________).
Non ricordo di aver trascorso molto tempo con loro. So che ad un certo momento
se ne sono andati in quanto erano stanchi. Ho un ricordo dove mi è stato detto
che non servivano più da bere in quanto era orario di chiusura. Non ricordo se
questo è successo all’______ o al ______. Non ricordo come sono rientrato a
casa, ma credo con lo scooter, in quanto all’inizio della serata ero uscito con
quello.”

 

(…)

 

“ 
Per quanto riguarda il mio rientro a casa, posso
immaginare sia andato così. Siamo usciti dal __________ Bar all’orario di
chiusura, quindi alle ore 0500. Ho accompagnato a piedi ______ nei pressi della
sua abitazione, sono rientrato sicuramente in centro dove, verso le 0530 ho
preso un taxi che mi ha portato all’____ di ___________ dove ho recuperato lo
scooter. Quindi sono rientrato a casa. Saranno state le ore 0600 ca. (…) Di
regola posteggio lo scooter dietro alla vettura, cosa credo ho fatto pure
quella mattina.

Il prossimo ricordo che ho è quando mi sono
svegliato, verso le 1000 di domenica mattina (02.08.2009). Raggiungo __________
e mia madre che sono sul balcone, credo ci sia anche mia sorella. C’è anche
lei, sono sicuro. Sento una gran puzza di bruciato ed un rumore forte, credo di
un ventilatore. Mi spiegano cosa è successo, e più precisamente che c’è stato
un incendio nelle cantine del numero civico __. Mia madre che chiedeva se
potevamo ospitarla per alcuni giorni, cosa che poi non si è verificata in
quanto hanno dato subito l’abitabilità del palazzo.

Alla Procuratrice avevo raccontato che al mio
risveglio, mi era venuto il dubbio che ad appiccare l’incendio ero stato io.

Gli interroganti a questo punto mi chiedono se a commettere
questo fatto s