# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7e5319f2-46f7-541f-9c68-a2d31d4e15b2
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-05-30
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 30.05.2008 C-8040/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-8040-2007_2008-05-30.pdf

## Full Text

Corte II I
C-8040/2007 
{T 0/2}

Sentenza del 30 maggio 2008 

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Blaise Vuille, Bernard Vaudan, 
cancelliere Graziano Mordasini.

B._______, 
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 
3003 Berna,
autorità inferiore.

Rifiuto dell'autorizzazione d'entrata in Svizzera.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-8040/2007

Ritenuto in fatto e considerato in diritto:

che in data 2 aprile 2007, A._______, cittadina moldava nata l'...,  ha 
presentato presso l'Ambasciata di Svizzera a Kiev una prima domanda 
di visto per la Svizzera al fine di esercitare l'attività di ballerina presso 
alcuni night-clubs del canton Ticino;

che,  posta  a  beneficio  di  un  permesso  di  dimora  temporaneo 
(permesso L), l'interessata ha lavorato come artista di cabaret presso 
due locali notturni ticinesi nel periodo giugno – luglio 2007;

che  con  dichiarazione  del  29 agosto  2007  B._______,  cittadino 
svizzero  domiciliato  a  C._______,  ha invitato  A._______ a venire  in 
Svizzera per una visita dal 1° ottobre al 31 dicembre 2007, garantendo 
nel contempo l'assunzione di tutte le spese, vitto, alloggio ed ogni altra 
incombenza di ordine finanziario relative al soggiorno di quest'ultima;

che il 19 settembre 2007, A._______ ha presentato presso la suddetta 
rappresentanza elvetica una seconda domanda di visto per la Svizzera 
al fine di soggiornare per un periodo di due mesi presso B._______, 
precisando nel contempo di essere nubile e senza attività lucrativa;

che  a  sostegno  della  succitata  domanda  di  visto,  la  richiedente  ha 
prodotto agli atti una dichiarazione con la quale essa si impegnava a 
lasciare  la  Svizzera  al  termine  del  visto  postulato  e  una  copia 
dell'assicurazione viaggio conclusa dall'invitante in suo favore;

che, con scritto del 29 ottobre 2007 all'intenzione dell'Ufficio regionale 
degli stranieri di D._______, B._______ ha in particolare affermato che 
lo scopo del soggiorno dell'interessata era di trascorrere un periodo di 
ferie in Svizzera e di approfondire la conoscenza reciproca in vista di 
un  eventuale  matrimonio,  precisando  poi  di  aver  conosciuto  la 
richiedente nel quadro della sua attività professionale e di essersi già 
recato a due riprese in Moldavia;

che  in  data  19 novembre  2007,  l'UFM ha  emesso  una  decisione  di 
rifiuto  dell'autorizzazione  d'entrata  in  Svizzera  nei  confronti  di 
A._______,  considerando  in  sostanza  che,  tenuto  conto  della 
situazione  socioeconomica  prevalente  in  Moldavia,  ed  in  particolare 
delle disparità economiche esistenti tra questo paese e la Svizzera, la 
sua  uscita  dal  territorio  della  Confederazione  alla  scadenza  del 

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soggiorno  previsto  non  poteva  essere  considerata  come 
sufficientemente assicurata;

che  l'autorità  intimata  ha  inoltre  sottolineato  che  l'interessata  non 
poteva  avvalersi  di  legami  familiari  o  professionali  stretti  con  il  suo 
paese d'origine e che il fatto che essa potesse lasciare la Moldavia per 
un  periodo  così  lungo  (tre mesi)  la  confortava  nell'apprezzamento 
della fattispecie;

che l'UFM ha infine rilevato che il desiderio della richiedente di visitare 
il suo fidanzato non era sufficiente a giustificare il rilascio di un visto e 
che  quest'ultimo  non  era  impossibilitato  a  farle  visita  all'estero, 
precisando  poi  come  il  fatto  che  l'interessata  fosse  già  venuta  in 
Svizzera a scopo di lavoro non permetteva di modificare la situazione;

che  con  scritto  del  25 novembre  2007,  B._______  ha  interposto 
ricorso  avverso  la  precitata  decisione,  affermando  che  la  stessa  è 
fondata  su  pregiudizi  e  illazioni  e  che  l'invitata  aveva  regolarmente 
fatto ritorno in patria al termine del precedente permesso concessole;

che il  ricorrente  ha poi  ribadito  la  sua volontà  di  assumersi  tutte  le 
spese  relative  alla  visita  dell'interessata,  rilevando  di  disporre  dei 
necessari mezzi economici e di godere di ottima reputazione;

che  egli  ha  infine  precisato  che  si  sarebbe  accontentato  anche  del 
rilascio  di  un  visto  per  un  periodo  inferiore  ai  tre  mesi  richiesti  e 
rammentato di essersi già recato a due riprese in Moldavia;

che chiamato ad esprimersi  sul  ricorso, con preavviso del 3 gennaio 
2008, l'UFM ha postulato la reiezione del gravame, ritenendo come il 
rientro in patria di  A._______ non fosse sufficientemente garantito e 
sottolineando  a  questo  proposito  come  il  fatto  che  la  durata  del 
soggiorno possa essere inferiore ai tre mesi inizialmente previsti non è 
decisivo;

che l'autorità di prime cure ha poi rilevato che la decisione in oggetto 
non  mette  in  dubbio  l'onestà  e  la  buona  fede  dell'ospitante,  ma  si 
riferisce  unicamente  a  considerazioni  relative  alla  legislazione  in 
materia di stranieri;

che, invitato a prendere posizione in merito al  preavviso dell'autorità 
intimata,  con replica  del  14 gennaio  2008,  il  ricorrente  ha ripreso le 

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argomentazioni  sviluppate  nel  suo  gravame  del  25 novembre  2007, 
affermando che A._______ intrattiene stretti  legami con la  Moldavia, 
paese in cui vivono i suoi genitori e i suoi fratelli e sorelle;

che egli  ha rilevato che recentemente un conoscente ha ricevuto un 
visto  d'entrata  per  un'amica  proveniente  dall'Ucraina  prevalendosi 
quindi della violazione del principio dell'uguaglianza garantito dall'art. 
8  della  Costituzione  federale  della  Confederazione  Svizzera  del 
18 aprile 1999 (Cst, RS 101);

che, dopo avere avuto accesso, su sua richiesta, agli incarti cantonale 
e  federale  inerenti  la  fattispecie,  con  replica  complementare  del 
31 gennaio  2008,  l'interessato  ha  formulato  dei  dubbi  in  merito  alla 
completezza della documentazione trasmessagli;

che  con  duplica  del  19 febbraio  2008,  l'UFM  ha  confermato  le 
argomentazioni sviluppate nella sua decisione del 19 novembre 2007 
e nelle sue osservazioni del 3 gennaio 2008;

che  con  scritto  del  2 marzo  2008,  il  ricorrente  ha  presentato  delle 
osservazioni complementari alla suddetta duplica;

che, riservate le eccezioni previste all'art. 32 della legge federale del 
17 giugno  2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF,  RS 
173.32),  giusta  l'art.  31  LTAF il  Tribunale  amministrativo  federale  (di 
seguito: TAF o il Tribunale) giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi 
dell'art. 5 della legge federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura 
amministrativa (PA, RS 172.021) prese dalle autorità menzionate agli 
art. 33 e 34 LTAF;

che in particolare, le decisioni in materia di rifiuto dell'autorizzazione 
d'entrata  in  Svizzera  rese  dall'UFM  -  il  quale  costituisce  un'unità 
dell'amministrazione  federale  come  definita  all'art.  33  let.  d  LTAF - 
possono  essere  impugnate  dinanzi  al  TAF, il  quale  statuisce  in  via 
definitiva (cfr. art. 1 cpv. 2 LTAF in relazione con l'art. 83 let. c cifra 1 
della legge federale del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale [LTF, RS 
173.110]);

che l'entrata in  vigore,  il  1° gennaio 2008,  della  legge federale sugli 
stranieri  del  16 dicembre  2005  (LStr,  RS  142.20)  ha  comportato 
l'abrogazione della legge federale del 26 marzo 1931 concernente la 
dimora e il domicilio degli stranieri (vLDDS, CS 1 117), conformemente 

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all'art. 125 LStr (in relazione con la cifra I del suo allegato), e di alcune 
ordinanze d'esecuzione, quali in particolare l'ordinanza del 14 gennaio 
1998 concernente  l'entrata  e la  notificazione degli  stranieri  (vOEnS, 
RU 1998 194), in virtù dell'art. 39 dell'ordinanza del 24 ottobre 2007 
concernente la procedura d'entrata e di  rilascio del visto (OPEV, RS 
142.204), e dell'ordinanza del 6 ottobre 1986 che limita l'effettivo degli 
stranieri  (vOLS,  RU  1986  1791),  conformemente  all'art.  91 
dell'ordinanza  del  24 ottobre  2007  sull'ammissione,  il  soggiorno  e 
l'attività lucrativa (OASA, RS 142.201);

che la  domanda oggetto della  presente procedura di  ricorso è stata 
presentata  prima  dell'entrata  in  vigore  della  LStr,  il  vecchio  diritto 
(materiale) è quindi applicabile alla presente fattispecie, in conformità 
alla regolamentazione transitoria di cui all'art. 126 cpv. 1 LStr;

che, di contro, conformemente alla regolamentazione transitoria di cui 
all'art. 126 cpv. 2 LStr, la procedura inerente le domande presentate 
prima dell'entrata in vigore, il  1° gennaio 2008, della LStr è retta dal 
nuovo diritto;

che, salvo i casi in cui la LTAF non disponga altrimenti, la procedura 
davanti  al  Tribunale amministrativo federale  è retta  dalla  PA (art. 37 
LTAF);

che B._______ ha diritto di ricorrere (art. 48 PA) e che il suo ricorso, 
presentato nella forma e nei termini prescritti dalla legge, è ricevibile 
(cfr. art. 50 e 52 PA);

che preliminarmente, per quanto attiene i dubbi espressi dal ricorrente 
nella  sua  replica  complementare  del  31 gennaio  2008  in  merito 
all'avvenuta integrale trasmissione degli incarti inerenti la fattispecie, il 
TAF constata che l'insieme degli atti trasmessigli dall'UFM corrisponde 
a quelli  contenuti  nel  dossier  messo a disposizione del  Tribunale da 
questa autorità;

che per quanto attiene l'incarto cantonale, si rileva come dagli atti di 
causa  non  risulti  alcun  indizio  in  merito  ad  un'eventuale  messa  a 
disposizione incompleta dello stesso e che, ad ogni modo, quest'ultimo 
ricalca nel suo contenuto il dossier dell'autorità intimata;

che per l'entrata in Svizzera gli  stranieri  devono disporre di  un visto 
(cfr. art. 1 cpv. 1 in fine e art. 3 vOEnS);

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che, salvo disposizioni contrarie, il rilascio del visto compete all'UFM 
(art. 18 vOEnS in relazione con l'art. 25 cpv. 1 lett. a vLDDS);

che nelle loro decisioni, le autorità competenti a concedere i permessi 
terranno conto degli  interessi  morali  ed economici  del paese nonché 
dell'eccesso della popolazione straniera (cfr. art. 16 cpv. 1 vLDDS) e 
saranno tenute ad assicurare un rapporto equilibrato tra l'effettivo della 
popolazione  svizzera  e  quello  della  popolazione  straniera  residente 
(cfr. art. 1 lett. a vOLS);

che la  Svizzera non può accogliere tutti  gli  stranieri  che desiderano 
venire in  questo paese,  sia  che si  tratti  di  soggiorni  di  breve che di 
lunga  durata,  quindi  è  legittimo  applicare  una  politica  restrittiva  in 
materia di ammissione (cfr. DTF 122 II 1 consid. 3a p. 6 segg.; ALAIN 
WURZBURGER,  La jurisprudence récente du Tribunal fédéral  en matière 
de police  des  étrangers,  Rivista  di  Diritto  amministrativo  e di  Diritto 
fiscale [RDAF] 1997, p. 287);

che  esse  devono  quindi  assicurarsi  che  gli  stranieri  ammessi  in 
Svizzera dispongano sia della possibilità che della volontà di rientrare 
nel  loro  paese  d'origine,  in  caso  di  bisogno  o  al  termine  del  loro 
soggiorno (cfr. art. 1 cpv. 2 lett. c e 14 cpv. 1 vOEnS);

che a questo proposito giova sottolineare che l'ordinamento giuridico 
svizzero  non  garantisce  alcun  diritto  all'entrata  in  Svizzera,  né  alla 
concessione di un visto (cfr. art. 4 vLDDS, in relazione con l'art. 9 cpv. 
1 vOEnS; cfr. inoltre PHILIP GRANT, La protection de la vie familiale et de 
la vie privée en droit des étrangers, Basilea/Ginevra/Monaco 2000, p. 
24;  PETER UEBERSAX,  Einreise  und  Anwesenheit  in:  Uebersax/Münch/ 
Geiser/Arnold, Ausländerrecht, Basilea/Ginevra/Monaco 2002, n. 5.28 
ss); 

che  il  visto  è  rifiutato  se  lo  straniero  non  adempie  alle  condizioni 
d'entrata di cui all'art. 1 vOEnS (cfr. 14 cpv. 1 vOEnS), vale a dire in 
particolare se non fornisce garanzie necessarie che la sua partenza 
dalla  Svizzera  avverrà  nei  termini  prescritti  (cfr.  art.  1  cpv. 2  lett.  c 
vOEnS);

che un permesso d'entrata in Svizzera non può quindi essere rilasciato 
allorquando  il  rientro  nel  paese  d'origine  non  è  assicurato,  sia  in 
ragione della situazione politica o economica difficile prevalente, sia in 
funzione della situazione personale del richiedente;

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che  nella  fattispecie,  tenuto  conto  dell'insieme  delle  risultanze 
dell'incarto, il TAF ritiene che l'uscita dalla Svizzera di A._______ alla 
scadenza  del  soggiorno  previsto  non  può  essere  considerata  come 
sufficientemente assicurata;

che  in  effetti,  in  ragione  della  situazione  socio-economica  difficile 
regnante  in  Moldavia,  e  viste  le  considerevoli  disparità  economiche 
esistenti  tra questo paese e la Svizzera, il  TAF non può escludere il 
rischio che l'interessata non faccia ritorno in patria alla scadenza del 
visto richiesto;

che  l'esperienza  insegna  inoltre  che  sovente  i  beneficiari  di  un 
permesso d'entrata,  dal  momento  in  cui  si  trovano in  Svizzera,  non 
prendono più  in  considerazione  il  ritorno nel  loro  paese d'origine,  e 
che,  nonostante  le  promesse  di  lasciare  il  territorio  della 
Confederazione al termine del periodo di visita concesso, non esitano 
ad utilizzare tutti i mezzi a loro disposizione, mettendo a profitto il loro 
soggiorno in questo paese per risiedervi ad un titolo qualsiasi; 

che, in ragione della situazione personale di A._______, questa ipotesi 
non può essere esclusa nella fattispecie;

che  dalle  informazioni  fornite  alle  autorità  elvetiche  nel  corso  della 
procedura si evince che i genitori e i fratelli e sorelle della richiedente 
vivono in Moldavia;

che, sebbene si debba riconoscere che dei legami familiari così stretti 
siano tali, in una certa misura, da incitare una persona a rientrare in 
patria  al  termine del  soggiorno  auspicato,  essi  non sono comunque 
sufficienti ad assicurarne il ritorno nel paese d'origine;

che  la  richiedente  è  nubile,  in  giovane  età  e  senza  figli  e  quindi 
senz'altro in grado di costruirsi una nuova esistenza lontano dalla sua 
patria, senza che ciò comporti per lei delle difficoltà maggiori sul piano 
personale o familiare;

che, tenuto conto della suddetta situazione personale, e nella misura 
in  cui  A._______  ritrova  in  Svizzera  il  suo  compagno,  non  si  può 
escludere che, una volta arrivata sul territorio della Confederazione, la 
richiedente tenti con ogni mezzo di restarvici, tanto più che il ricorrente 
ha indicato l'eventualità di  unirsi  in  matrimonio con lei  (cfr. lettera di 

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B._______ del 29 ottobre 2007 all'intenzione dell'Ufficio degli stranieri 
di D._______); 

che nel quadro della sua domanda di visto l'interessata ha affermato di 
non esercitare alcuna attività lucrativa;

che dunque essa non possiede alcun legame professionale, né alcuna 
prospettiva economica, propri a garantirne il ritorno in Moldavia;

che il ricorrente ha affermato che una cittadina ucraina invitata da un 
amico ha ricevuto un visto per la Svizzera, prevalendosi quindi di una 
violazione del principio dell'uguaglianza;

che egli  si  è  prevalso  di  questa argomentazione in  termini  generali, 
senza referenze e motivazioni, venendo pertanto meno al suo dovere 
di  sostenere  le  proprie  affermazioni  e  di  fornire  le  indicazioni 
necessarie al  fine di  permettere la  verifica delle  sue argomentazioni 
(cfr. in particolare la decisione del Tribunale federale 2A.449/1999 del 
10 gennaio  2000  consid.  4a/bb;  cfr.  inoltre  sentenza  del  Tribunale 
amministrativo federale ATAF 2007/16 consid. 6.4);

che, di transenna, il rifiuto di cui è stata oggetto A._______ non è tale 
da  costituire  un  ostacolo  al  mantenimento  delle  relazioni  con  il 
compagno residente in Svizzera, potendo quest'ultimo renderle a sua 
volta visita,  e questo nonostante gli  inconvenienti  di  ordine pratico o 
economico che ne potrebbero derivare;

che le garanzie fornite da B._______ in relazione alla presa a carico 
delle  spese  cagionate  dal  soggiorno  auspicato,  nonché  le  sue 
assicurazioni  secondo le  quali  l'invitata  avrebbe lasciato  la  Svizzera 
allo  spirare  del  visto,  non  sono  tali  da  impedire  ad  un  cittadino 
straniero,  una  volta  sul  territorio  elvetico,  di  intraprendere  i  passi 
necessari  per  stabilirvisi  durevolmente  (cfr.  sentenza  del  Tribunale 
federale 6S.281/2005 del 30 settembre 2005);

che  l'esperienza  ha  a  più  riprese  dimostrato  come  le  dichiarazioni 
d'intenzione formulate in merito all'uscita puntuale dalla Svizzera allo 
scadere  del  visto,  così  come  le  garanzie  finanziarie  fornite 
dall'ospitante,  costituiscono  delle  semplici  dichiarazioni  d'intenzione, 
prive di effetti giuridici e non sono pertanto sufficienti ad assicurare la 
partenza  di  un  cittadino  straniero  nei  termini  stabiliti  (cfr. 

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Giurisprudenza  delle  autorità  amministrative  della  Confederazione 
[GAAC] 57.24);

che  a  questo  proposito  occorre  precisare  che  il  rifiuto 
dell'autorizzazione  d'entrata  in  oggetto  non  è  tale  da  mettere  in 
discussione la buona fede di  una persona residente regolarmente in 
Svizzera,  la  quale  ha  invitato  un  terzo  domiciliato  all'estero  per  un 
soggiorno turistico;

che  l'avvenuta  stipulazione  da  parte  dell'invitante  di  una  polizza 
assicurativa relativa al prospettato soggiorno in Svizzera di A._______ 
non è tale da modificare la situazione, in quanto le garanzie fornite sul 
piano  finanziario,  sebbene  siano  effettivamente  prese  in 
considerazione al momento di  pronunciarsi  sulla questione di sapere 
se  un  visto  può  essere  accordato  ad  un  cittadino  straniero  che  lo 
sollecita, non possono essere considerate come decisive, nella misura 
in  cui  esse  non  vincolano  la  richiedente,  la  quale  risponde 
individualmente  del  proprio  comportamento  e  di  conseguenza  non 
permettono minimamente  di  escludere  l'eventualità  che l'interessata, 
una volta in Svizzera, non cerchi di prolungare la sua presenza (cfr. a 
questo proposito la sentenza del Tribunale federale 6S.281/2005 sopra 
citata);

che, alla luce di quanto esposto, il  TAF ritiene che il  ritorno in patria 
della  richiedente non può essere considerato come sufficientemente 
garantito (cfr. art. 1 cpv. 2 lett. c vOEnS), di modo che le condizioni per 
il rilascio di un permesso d'entrata non sono adempiute;

che la decisione impugnata si rileva essere conforme al diritto (cfr. art. 
49 PA);

che il ricorso è respinto;

che le spese di procedura sono pertanto poste a carico del ricorrente 
(cfr. art. 63 cpv. 1 prima frase PA in relazione con gli  art. 1  a 3 del 
Regolamento dell'11 dicembre 2006 sulle tasse e sulle spese ripetibili 
nelle cause dinanzi al  Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 
173.320.2]);

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le  spese  processuali,  pari  a  Fr.  600.-,  sono  poste  a  carico  del 
ricorrente e sono computate con l'anticipo dello stesso importo versato 
in data 6 dicembre 2007.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente (Raccomandata) 
- autorità inferiore (incarto 2 249 055 di ritorno)
- Sezione  dei  permessi  e  dell'immigrazione,  Bellinzona,  per 

informazione (incarto cantonale di ritorno) 

La presidente del collegio: Il cancelliere:

Elena Avenati-Carpani Graziano Mordasini

Data di spedizione: 

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