# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 702e753d-17d6-59ec-a000-dd7cf7e593af
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-02-18
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 18.02.2000 12.1999.234
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-1999-234_2000-02-18.html

## Full Text

Incarto n.

  12.1999.00234

  	
  Lugano

  18 febbraio
  2000/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La
  seconda Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Chiesa, vicepresidente 

  Zali e Pellegrini (quest'ultimo in sostituzione del giudice Cocchi, astenuto)

  

 

	
  segretario:

  	
  Petrini

  

 

 

sedente per giudicare nella causa ordinaria appellabile OA.97.44
della Pretura del distretto di Bellinzona, promossa con petizione 7 marzo 1997
da

 

 

                                         __________

                                         rappr.
dall'avv. __________

 

                                         contro

 

                                         __________

                                         rappr.
dall'avv. __________

 

 

con cui l’attore ha chiesto la condanna della convenuta al pagamento
di fr.  14’467.90 oltre interessi ex art. 58 CO;

 

Domanda avversata dalla convenuta, che ha postulato la reiezione
della petizione e che il Pretore con sentenza 15 novembre 1999 ha accolto per
fr. 11'701.10 oltre interessi;

 

Appellante la convenuta, che con atto di appello del 7 dicembre 1999
chiede, previa assunzione di una nuova prova peritale, la riforma del querelato
giudizio nel senso di respingere la petizione;

 

Mentre l'attore con osservazioni 20 gennaio 2000 postula la
reiezione del gravame con protesta di spese e ripetibili;

 

Letti ed esaminati
gli atti e i documenti prodotti,

posti a giudizio i
seguenti punti di questione

 

 

1.  - se deve essere accolto l’appello

2.  - tassa di giustizia e ripetibili

 

 

 

Ritenuto

 

 

in fatto:

 

 

                                  A.   Secondo
quanto sostenuto in petizione, l’attore, alla guida della sua vettura BMW 320,
il 13 aprile 1996 alle 19.20 circa, percorreva via __________ a __________ in
direzione di via __________ allorché, in corrispondenza del cantiere della
convenuta per la nuova scuola per apprendisti di cui al n. civico 29, una
repentina raffica di vento avrebbe spostato sul campo stradale un cartello
edile dell'impresa convenuta che non era stato adeguatamente assicurato. La
collisione con il cartello avrebbe causato il rovesciamento del veicolo
condotto dall'attore, che sarebbe così andato distrutto.

                                         Ne
conseguirebbe, ex art. 58 CO o, in subordine, ex art. 41 CO, l'obbligo della
convenuta di risarcire il danno, pari a complessivi fr. 14'467.90 oltre
interessi.

 

 

                                  B.   La convenuta si è opposta alla petizione contestando che il vento
abbia spostato il di lei cartello, mentre sarebbe invece l'attore, che avrebbe
perso il controllo del proprio veicolo, ad essere salito sul marciapiede dove
avrebbe urtato il cartello. Il vento, che soffiava quel giorno a soli 50 km/h,
non avrebbe del resto avuto la forza di spostare il cartello, debitamente
affrancato ad un basamento del peso di kg. 200 ed in loco da circa due anni,
senza che si fossero mai verificati problemi anche in occasione di venti ben
più forti. Non vi sarebbe perciò alcun obbligo per la convenuta al risarcimento
del contestato danno.

 

 

                                  C.   Nel giudizio qui impugnato il Pretore, fatte proprie le risultanze
peritali, ha ritenuto che il cartello si sarebbe almeno in parte spostato sulla
carreggiata a causa del vento a raffiche, e che in quella posizione, diversa da
quella originaria, esso sarebbe stato urtato dal veicolo dell'attore.

                                         Dovendosi
applicare alla fattispecie l'art. 58 CO, ne conseguirebbe l'obbligo per la
convenuta di rimborsare l'accertato danno di fr. 11'701.10 oltre interessi.

 

 

                                  D.   Delle argomentazioni dell'appellante -che, previo esperimento di una
nuova perizia, chiede la riforma della sentenza pretorile nel senso della
reiezione della petizione- e di quelle del resistente -che postula la reiezione
del gravame con protesta di spese e ripetibili- si dirà, per quanto necessario,
nei successivi considerandi.

 

 

considerato

 

 

in diritto:

 

 

 

                                   1.   Il cartello incriminato è largo metri 1,9 (perizia, pag. 14).
Esso era inizialmente posto sul marciapiede sulla destra rispetto alla
direzione di marcia dell'attore, in corrispondenza dell'inizio dell'aiuola
alberata, così come visibile nelle foto a pag. 10 e 11 della perizia, in cui la
sua precedente presenza è desumibile dall'ombra di sporcizia rimasta sul
sedime.

                                         La base
dell'aiuola è invece larga m. 1,47 (complemento di perizia, pag. 30), ragione
per cui a causa della sua maggiore larghezza il cartello nella sua posizione
iniziale non combaciava perfettamente con il bordo dell'aiuola, ma doveva
sporgere o sulla destra (cioè sul marciapiede), o sulla sinistra (cioè sulla
corsia ciclabile di via __________), oppure ancora, parzialmente, in entrambe
le direzioni.

 

                                1.1   Stante la larghezza del cartello di m. 1,9, sembrerebbe logico che
la sporgenza rispetto al bordo dell'aiuola, quale ne fosse la direzione, doveva
ammontare a complessivi m. 0,43.

                                         La
perizia indica invece una sporgenza di 50 cm, ma il dato risulta essere il
frutto di soli argomenti deduttivi (complemento, pag. 30: "date le
caratteristiche della base della struttura la zavorra (sacchi di sabbia, assi,
ecc.) viene per forza di cose a sporgere dalla base stessa del
cartello"), ed è inoltre contraddittoria nella misura in cui attribuisce
la sporgenza iniziale del cartello nella misura di 50 cm alla presenza della
zavorra, salvo poi dubitare che al momento dell'incidente detta zavorra fosse
in loco (perizia, pag. 13; complemento, pag. 31). 

                                         Deve
perciò essere ritenuta una sporgenza di complessivi cm 43.

 

                                1.2   Quo alla direzione di detta sporgenza, le parti nei propri allegati
introduttivi hanno concordemente affermato che la posizione iniziale del
cartello era sul marciapiede (petizione, punto 1, pag. 1: "Da notare che
il cartello in questione si trovava sul marciapiede -come detto- non assicurato
convenientemente"; risposta, ad 1, pag. 5: "…la teste __________,
sopraggiungendo in direzione opposta a quella dell'attore, non poteva vedere la
base del cartello in quanto questo trovandosi regolarmente sul marciapiede (e
solo in quella posizione) era nascosto dal muretto …"), il che significa
che l'eventuale sporgenza dal bordo dell'aiuola riguardava comunque il solo
marciapiede, e non anche il campo stradale.

                                         Il teste
ing. __________ ha confermato la concorde affermazione delle parti, precisando
che "il cartello pubblicitario era stato posato rispettando le norme del
regolamento comunale che vietano la sporgenza sul campo stradale", il che
significa che la posa del cartello non è avvenuta in maniera casuale, ma che al
contrario la convenuta si è posta il problema della sua corretta ubicazione,
che essa non aveva particolare motivo di risolvere in maniera lesiva del citato
regolamento.

                                         La teste
__________ nella deposizione resa avanti alla polizia il 5 maggio 1996 conferma
che il cartello si trovava sul marciapiede ("posso affermare che il
cartello, che poi ho notato in un secondo tempo, si trovava sicuramente sul
marciapiede alla destra della vettura coinvolta nel sinistro"). La
validità di questa deposizione è da apprezzare alla luce del fatto che la
teste, con notevole precisione ha correttamente situato ogni dettaglio, ossia
l'albero, l'aiuola e il cartello: "Questo veicolo, come detto, si era
spostato sulla destra fino a farmi pensare che avesse addirittura colliso con
la pianta sita nell'aiuola che separa il marciapiede dalla carreggiata. Infatti
non ho visto l'urto contro la base del cartello poiché questo era nascosto
dalla pianta stessa essendo posto sul marciapiede", il che esclude che
potesse esservi una sporgenza di 50 cm del cartello sul campo stradale.

                                         Questa
deposizione collima con gli accertamenti di cui al rapporto di polizia, ed in
particolare con il fatto che sul bordo dell'aiuola vi sono tracce di pneumatico
(cfr. anche perizia, pag. 6), così da doversi ammettere che la ruota anteriore
destra della vettura dell'attore vi abbia strisciato contro, e che perciò la
base del cartello si trovava in corrispondenza con quel punto, e non sporgeva
perciò per 40 o 50 cm sulla carreggiata.

                                         Anche le
fotografie di cui alla perizia giudiziaria (pag. 10 e 11) mostrano con
chiarezza i segni lasciati dalla prolungata presenza del cartello, ed è
manifesta -contrariamente a quanto afferma il perito (pag. 12)- l'esistenza di
una sporgenza (rispetto al bordo dell'aiuola) nella direzione del marciapiede,
mentre un segno analogo non è a prima vista riconoscibile anche sulla strada.
D'altro canto anche il perito ha rilevato che la carreggiata si trova ad un
livello di alcuni centimetri più basso rispetto a quello del marciapiede, così
che in caso di sporgenza sulla carreggiata si avrebbe avuto un piano d'appoggio
non ottimale (pag. 13), di modo che siffatta soluzione appare a maggior ragione
illogica agli occhi di una ditta cosciente dell'esistenza del regolamento
comunale, visto che in pratica la soluzione lecita era anche quella più
pratica.

                                         La
perizia attribuisce invece la sporgenza di 50 cm interamente alla corsia
ciclabile, ma invano si cercherebbero le ragioni oggettive di questo responso:
sulla valutazione delle fotografie il perito sbaglia laddove non vede che i
segni di usura oltrepassano il bordo dell'aiuola nella direzione del
marciapiede e per il resto nulla, se non le predette incongruenti deduzioni
relative alla zavorra, concorrono a rendere attendibile il responso.

 

                                1.3   Se ne conclude, in base a questi elementi di giudizio, che la
posizione iniziale del cartello era interamente sul marciapiede. 

 

                                   2.   Il successivo punto di questione è quello a sapere se detto cartello
negli istanti immediatamente precedenti l'incidente occorso all'attore si sia o
meno spostato dalla predetta posizione iniziale per effetto del vento, che
nell'occasione spirava ad una forza massima di 50 km/h.

                                         Il
Pretore, facendo proprie le risultanze della perizia, ha dato risposta
affermativa al quesito, ammettendo che il cartello per effetto del vento si
sarebbe mosso sulla carreggiata al momento del transito dell'attore (consid. C,
D, E).

 

                                2.1   In senso contrario a tale versione dell'accaduto depongono i
seguenti elementi di giudizio:

 

                             2.1.1   Come giustamente rilevato dalla convenuta (risposta, pag. 2 e 3), le
dichiarazioni rese in proposito dall'attore alla polizia cantonale non sono
lineari, ma sono al contrario tra loro inconciliabili: il 14 aprile, ossia il
giorno dopo l'incidente, egli ha affermato che il cartello "cadeva sul
campo stradale mentre io transitavo", mentre il 24 aprile egli ha
sostenuto che esso "si trovava, con la sua base destra, circa all'altezza
della linea tratteggiata della corsia ciclabile", ossia "era in piedi
e si era appena spostato sulla carreggiata a causa di una raffica di
vento", il che significherebbe che se la base destra si trovava sulla
delimitazione della corsia ciclabile, la corsia di marcia dell'attore doveva
essere ostruita dall'intera larghezza del cartello.

 

                             2.1.2   Siffatta (contraddittoria) versione dei fatti non trova riscontro
nelle affermazioni della teste __________ -cui va attribuita particolare importanza
perché è l'unica ad avere visto l'incidente-, che sia in sede di interrogatorio
di polizia che avanti al Pretore ha affermato di avere visto la vettura
dell'attore dapprima spostarsi verso destra, e solo in un secondo tempo
sollevarsi per effetto di un urto avuto con la parte anteriore destra, il che
esclude la tesi del cartello che si muove da solo.

                                         Inoltre
la teste esclude esplicitamente che il cartello sporgesse in maniera
significativa sulla carreggiata, affermando al contrario che esso si trovava
sul marciapiede.

 

                             2.1.3   Tutti i dipendenti della ditta convenuta hanno concordemente
riferito sulle modalità con cui il cartello era stato zavorrato, così da
renderlo stabile anche in caso di vento. Il cartello era in loco da circa due
anni, periodo in cui, con ogni verosimiglianza, aveva sopportato senza muoversi
venti anche sensibilmente più forti di quello che spirava la sera
dell'incidente. 

                                         Esso
veniva inoltre regolarmente verificato, cosa che è avvenuta per l'ultima volta
il venerdi pomeriggio, ossia il giorno precedente l'incidente, momento in cui
il cartello risultava ancora regolarmente zavorrato (deposizioni __________,
__________).

 

                             2.1.4   Il teste ing. __________, dipendente della convenuta con mansioni di
capo cantiere, sentito in polizia il 29 aprile 1996 ha riferito di avere
riscontrato, dopo l'incidente, un segno sull'albero posto dietro il cartello
(visibile sulle foto di cui al doc. 2) ad un'altezza di circa 3 metri, il che
permette di dedurre che esso è stato fatto dal cartello in occasione
dell'incidente, che perciò si trovava nella sua posizione di sempre.

 

                                2.2   Nel senso del giudizio pretorile depongono invece i riscontri che
seguono:

 

                             2.2.1   La perizia (pag. 20) sostiene che la tesi della caduta del cartello
"è l'unica attendibile e dimostrabile", visto che sarebbe impossibile
l'ipotesi della collisione frontale della vettura con il cartello, e questo per
il motivo che lo spoiler anteriore della BMW non si è rotto nell'incidente
(pag. 15; cfr. anche complemento, pag. 32).

 

                             2.2.2   Lo spostamento del cartello per effetto del vento era però
unicamente possibile se esso era privo della zavorra che l'ha ancorato in quel
posto per circa due anni, il che sembrerebbe risultare dalla deposizione
__________, abitante nelle vicinanze e conoscente dell'attore, il quale
percorreva abitualmente quel tratto di strada per portare a passeggio i suoi
cani e rammenta che già la sera prima dell'incidente i blocchi di granito non
si trovavano al loro posto. 

 

                                2.3   Vi sono poi altri elementi di giudizio da considerare, che di per se
stessi non depongono a favore di una delle due tesi.

 

                             2.3.1   Il teste __________, pure presente al momento dell'incidente, ha
volto lo sguardo verso la direzione in cui esso accadeva solo dopo avere
sentito il primo impatto. Avanti alla polizia egli ha affermato di non avere
notato la posizione del cartello prima della collisione, ma sostiene di aver
visto la ruota anteriore destra della vettura salire sulla struttura
triangolare del cartello (ovviamente sul lato sinistro), la quale avrebbe fatto
da trampolino e provocato il ribaltamento della vettura.

 

                             2.3.2   A titolo generale deve essere soggiunto che l'attore al momento del
sinistro era in possesso della licenza di condurre da poco più di 3 mesi, il
che attesta di un'esperienza di guida assai limitata, ed inoltre egli era in
possesso della vettura BMW da soli 10 giorni, ad ulteriore indizio di una non
perfetta padronanza del veicolo.

 

 

                                   3.   Sulla base di questi elementi, questa Camera non può condividere la
conclusione secondo cui il cartello si sarebbe inopinatamente mosso per effetto
del vento, dovendosi ritenere preferibile quella secondo cui esso sarebbe
rimasto al suo posto fino al momento in cui l'attore, perso il controllo della
propria vettura, vi è andato addosso, utilizzando il supporto sinistro del
cartello come rampa, che avrebbe provocato il sollevamento e il ribaltamento
del veicolo.

                                         Siffatta
tesi è infatti nel complesso maggiormente attendibile e rispondente alle
nozioni della comune esperienza e dell'ordinario andamento delle cose. Essa,
contrariamente alla tesi contraria, è compatibile con l'unica testimonianza
diretta (teste __________), alla quale in caso di dubbio va data la preferenza
(cfr. comunque anche la deposizione __________ sulle modalità del ribaltamento),
e concorda con gli altrimenti inspiegabili riscontri oggettivi  costituiti dal
segno lasciato dal cartello sull'albero (ignorato dalla perizia), dalla traccia
lasciata dal pneumatico sul bordo dell'aiuola e dalla deformazione della base
sinistra del cartello. 

                                         Vi è per
contro motivo di dubitare delle emergenze della deposizione __________,
risultando frutto di una serie di coincidenze il fatto che egli sia conoscente
dell'attore e che abbia notato l'apparentemente insignificante dettaglio
costituito dal preteso spostamento, proprio la sera prima dell'incidente, della
zavorra che fissava il cartello. Circostanza questa ancor più strana se si pone
mente al fatto che l'autore di tale presunto spostamento l'avrebbe fatto per il
puro gusto di fare fatica, non essendo i blocchi di granito stati asportati, ma
unicamente spostati senza apparente motivo.

                                         Venendo a
cadere la tesi dello spostamento del cartello (che nemmeno la perizia
__________ giunge ad ipotizzare in presenza della zavorra), appare del tutto credibile
e coerente la dinamica del sinistro descritta qui sopra. 

 

 

                                   4.   Stabilito che il cartello non si è mosso dalla propria posizione in
concomitanza del transito dell'attore, appare inapplicabile l'art. 58 CO, non
essendo il sinistro riconducibile ad un vizio di costruzione o difetto di
manutenzione del cartello, quand'anche lo si volesse ritenere un'opera ai sensi
della norma in questione.

                                         Dovendosi
inoltre ammettere che il cartello non sporgeva sul marciapiede (cfr. consid.
1), non è neppure ipotizzabile una violazione da parte della convenuta degli
art. 80 e segg. OSS in tema di demarcazione dei cantieri, così da doversi
negare anche un'eventuale sua responsabilità fondata sugli art. 41 e segg. CO.

 

 

                                   5.   Non essendovi titolo su cui fondare la pretesa responsabilità della
convenuta, divengono prive d'oggetto sia le sue censure attinenti alla
determinazione del danno, ed in particolare al valore della vettura coinvolta
nel sinistro, che la richiesta dell'esperimento di una nuova perizia, essendo
le lacune del referto dell'ing. __________ sufficientemente suffragate dagli
elementi oggettivi presenti nell'incarto.

 

                                         Ne
consegue, ai sensi dei considerandi, l'accoglimento del gravame.

 

                                         Tassa di
giustizia, spese e ripetibili delle due sedi seguono la soccombenza (art. 148
CPC).

 

Per i quali motivi, richiamati gli art. 148 CPC e
la TG

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                    I.   L’appello
7 dicembre 1999 di __________ è accolto.

 

                                         Di
conseguenza la sentenza 5 novembre 1999 della Pretura del distretto di
Bellinzona è riformata nel modo seguente:

 

                                         1.   La petizione è respinta.

 

                                         2.   La
tassa di giustizia di fr. 900.-- e le spese di fr. 4'940.-- sono a carico
dell'attore, che rifonderà alla convenuta fr. 2'000.-- per ripetibili.

 

                                   II.   Le
spese della procedura d’appello consistenti in:

 

                                         a)  tassa
di giustizia                                        fr.        580.--

                                         b)  spese                                                          fr.         
20.--

                                         T o t a l
e                                                           fr.        600.--

 

                                         già
anticipati dall’appellante, sono a carico dell'attore, che rifonderà alla
convenuta fr. 1'000.-- per ripetibili di appello.

 

                                  III.   Intimazione:    -
__________

 

                                         Comunicazione
alla Pretura del distretto di Bellinzona.

 

 

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il vicepresidente                                                    Il
segretario