# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6a612cb2-74eb-53b6-9e06-ed46a5564e80
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2024-05-13
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 13.05.2024 38.2024.16
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2024-16_2024-05-13.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	 
	
  Incarto
  n.

  38.2024.16

   

  DC/sc

  	
  Lugano

  13 maggio 2024         

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto
  dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 27 marzo 2024 di

 

	
   

  	
   RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 18 marzo 2024 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1   

   

   

  in materia di assicurazione contro la disoccupazione

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                       in fatto

 

                          1.1.  Con decisione su opposizione del 18
marzo 2024 la Cassa CO 1 (in seguito: Cassa) ha respinto l’opposizione
presentata da RI 1 contro la decisione del 7 febbraio 2024 (cfr. doc.19-20) con
la quale gli è stato negato il diritto a beneficiare dell’indennità per
insolvenza in relazione a crediti salariali di fr. 11'960.-. L’amministrazione
al riguardo si è così espressa:

 

" (…)

5.   Nella
concreta fattispecie il qui opponente risulta essere in età di pensionamento
ordinario AVS, quindi escluso dalla cerchia delle persone aventi diritto
all'indennità per insolvenza. Infatti le persone che pur avendo raggiunto l'età
ordinaria di pensionamento esercitano ancora un'attività lucrativa continuano a
versare i contributi all'AVS/AI/IPG (cfr. art. 3 cpv. 1 LAVS), ma non
all’assicurazione contro la disoccupazione. Se, come sostenuto dall'opponente,
i contributi all'assicurazione contro la disoccupazione fossero stati dedotti,
essi andrebbero restituiti, ma tale questione esula dalla presente opposizione.
(…)” (Doc. A)

 

                          1.2.  Contro la citata decisione su
opposizione l'assicurato ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA nel quale
chiede il riconoscimento del diritto alle indennità per insolvenza,
argomentando:

 

" (…) Alla
luce di quanto recita la legge sull'indennità per insolvenza mi sento di
contestare la suddetta motivazione in quanto alla voce "AVENTI
DIRITTO" viene precisato quanto segue i lavoratori soggetti all'obbligo di
contribuzione al servizio di un datore di lavoro insolvente che sottostà in
Svizzera a una procedura d'esecuzione forzata o che occupa lavoratori in Svizzera
hanno diritto all’indennità per insolvenza se: il loro datore di lavoro è stato
dichiarato in fallimento.

Mi sembra evidente che si parli di contributi in senso lato e non
esclusivamente di contributi per la disoccupazione e nello specifico è pur vero
che le persone in AVS non pagano contributi per i primi CHF 16'800.00 di retribuzione
ma essendo la mia retribuzione annua di CHF 51'220.00 mi sembra evidente che
per la parte eccedente vengano versati i contributi. (…)” (Doc. I)

 

                          1.3.  Nella sua risposta di causa del 9
aprile 2024 la Cassa propone di respingere il ricorso e osserva:

 

" (…)

2.   Per quanto
esposto nell'avversata decisione su opposizione emanata il 18 marzo 2024 a
conferma della sua precedente decisione del 7 febbraio 2024 e quindi in
respingimento dell'opposizione del 16 febbraio 2024, il signor RI 1, nato __________
1953, non ha diritto alle II.

Infatti, avendo il ricorrente già
raggiunto l'età di pensionamento ordinario AVS (art. 21 LAVS), non è più per
legge un lavoratore soggetto all'obbligo contributivo ai sensi dell'art. 51
cpv. 1 LADI e meglio pur svolgendo un'attività lucrativa è tenuto a versare i
contributi all'AVS/AI/IPG (cfr. art. 3 cpv. 1 LAVS), ma non più quelli
all'assicurazione contro la disoccupazione in virtù dell'esonero previsto
dall'art. 2 cpv. 2 lett. c LADI.

In tal senso la Prassi LADI II indica
che l'età limite per I'll corrisponde all'età normale della pensione AVS, dato
che a quel momento viene meno l'obbligo contributivo (cfr. marg. B9). (…)”
(Doc. III)

 

                          1.4.  In data 9 aprile 2024 il TCA ha
assegnato alle parti un termine di 10 giorni per presentare eventuali altri
mezzi di prova (cfr. doc. IV).

 

 

                                  Il
22 aprile 2024 l’assicurato ha inviato al TCA uno scritto del seguente tenore:

 

" (…)
l'Istituto invoca a supporto della propria decisione la "Prassi LADI II
indica che l'età per I'll corrisponde all'età normale della pensione AVS, dato
che a quel momento viene meno l'obbligo contributivo", ritengo tutto ciò
non corretto in quanto:

 

1) Ia prassi in diritto è una procedura, con riferimento ad
attività regolate solo da norme generali e incomplete, non codificata in una
legge o in un regolamento, e quindi non possiamo darle il valore di legge in
barba alla certezza del diritto, e mi sembra oltremodo lesiva dei diritti del
lavoratore.

 

2) Nella Prassi LADI II si indica l'età limite come quella
corrispondente all'età normale per andare in pensione continuando a rimanere
nel vago e si continua dicendo "dato che a quel momento viene meno
l'obbligo contributivo", fattispecie che non si riscontra nel mio caso in
quanto percependo Chf. 51.220,00 pago i contributi su Chf. 34.420,00, senza che
gli stessi apportino vantaggi alla mia pensione dei, in quanto non vengono
contabilizzati operando che perlomeno servano a tutelare i miei diritti di
lavoratore truffato nella situazione in oggetto.

 

In conclusione alla luce delle motivazioni elencate chiedo che il
TRIBUNALE DELLE ASSICURAZIONI riconosca il mio diritto di lavoratore a ricevere
l’INDENNITA' PER INSOLVENZA. (…)” (Doc. V)

 

                                  Al
riguardo la Cassa si è così espressa il 30 aprile 2024:

 

" (…) con
riferimento alla vertenza di cui a margine e in particolare allo scritto del 22
aprile 2024, nel termine assegnato, la Cassa comunica quanto segue.

Con detto scritto il ricorrente contesta l'applicazione della
Prassi LADI II e in particolare le marginali indicate a sostegno di quanto
esposto dalla Cassa nella propria risposta di causa.

Evidenziato come la Prassi LADI II sia stata emessa dall'autorità
di vigilanza sulle Casse disoccupazione e meglio dalla Segreteria di Stato
dell'economia e sia per queste vincolante, per quanto qui di interesse la
stessa non fa che chiarire quanto disposto dalla legge (cfr. anche STCA inc. n.
38.2022.92 del 6 giugno 2023 consid. 2.4).

Si ribadisce pertanto che il ricorrente, nato nel 1953 e avendo
quindi già raggiunto i 65 anni (art. 21 LAVS), non è più ex lege un lavoratore
soggetto all'obbligo contributivo ai sensi dell'art. 51 cpv. 1 LADI e meglio
pur svolgendo un'attività lucrativa è tenuto a versare i contributi
all'AVS/AI/IPG (cfr. art. 3 cpv. 1 LAVS), ma non più quelli all'assicurazione
contro la disoccupazione in virtù dell'esonero previsto dall'art. 2 cpv. 2
lett. c LADI (secondo cui "Sono esonerati dall'obbligo di pagare i
contributi i lavoratori, dalla fine del mese in cui raggiungono l'età di
riferimento (sino al 31 dicembre 2023 "età di pensionamento", ndr)
secondo l'articolo 21 capoverso 1 LAVS").

A titolo abbondanziale, pur esulando la questione dalla presente
vertenza, si rileva che se, come sostiene l'insorgente, i contributi
all'assicurazione disoccupazione fossero effettivamente stati dedotti dal
datore di lavoro, essi andrebbero restituiti (cfr. suindicato giudizio, consid.
2.6 terz'ultimo paragrafo).

Pertanto, si chiede che il ricorso sia respinto e la decisione
impugnata confermata.” (Doc. VII)

considerato                 in diritto

 

                          2.1.  Oggetto del contendere è la
questione a sapere se, correttamente o meno, la Cassa ha negato ad RI 1 il
diritto a percepire le indennità per insolvenza dal 1° settembre al 30 novembre
2023 (cfr. doc. 25). 

 

                                  Secondo l’art. 51 cpv. 1 LADI i lavoratori
soggetti all’obbligo di contribuzione, al servizio di datori di lavoro che
sottostanno in Svizzera ad una procedura d’esecuzione forzata o che occupano in
Svizzera lavoratori, hanno diritto all’indennità per insolvenza se:

 

                                  a.  il
loro datore di lavoro è stato dichiarato in fallimento e se a quel momento
vantano crediti salariali oppure

                                  b.  il
fallimento non viene dichiarato soltanto perché in seguito a manifesto
indebitamento del datore di lavoro nessun creditore è disposto ad anticipare le
spese o

                                  c.  hanno
presentato, contro il datore di lavoro, una domanda di pignoramento per crediti
salariali.

 

                                  Non hanno diritto all'indennità
per insolvenza le persone che, in qualità di soci, di membri di un organo
dirigente dell'azienda o finanziariamente partecipi della società, prendono
parte alle decisioni del datore di lavoro o possono esercitarvi un influsso
considerevole, nonché i loro coniugi che lavorano nell'azienda (cfr. art. 51
cpv. 2 LADI).

 

                                  Secondo l’art. 52 cpv. 1 LADI
l’indennità per insolvenza copre i crediti salariali concernenti gli ultimi
quattro mesi del rapporto di lavoro prima della dichiarazione di fallimento e
gli eventuali crediti salariali per le prestazioni lavorative dopo la
dichiarazione di fallimento, tuttavia, per ogni mese, fino a concorrenza
dell’importo massimo di cui all’articolo 3 capoverso 2. Sono considerati
salario anche gli assegni dovuti.

 

                                  I contributi legali alle
assicurazioni sociali devono essere prelevati dall’indennità per insolvenza. La
cassa deve conteggiare i contributi prescritti con gli organi competenti e
dedurre ai lavoratori la parte dei contributi da loro dovuta (cfr. art. 52 cpv.
2 LADI).

 

                          2.2.  Nella
“Prassi LADI II (Indennità per insolvenza)”, nella sua versione in vigore dal
1° gennaio 2024, la Segreteria di Stato dell'economia (SECO), quale autorità di
sorveglianza che deve adoperarsi per garantire un'applicazione uniforme del
diritto ed impartire le istruzioni generali (cfr. art. 110 LADI; STFA C 340/00
dell’8 aprile 2004, consid. 4; STFA C 176/00 del 10 marzo 2003, consid. 3; STFA
C 260/99 dell'8 agosto 2001, consid. 6b e DTF 127 V 57, consid. 3a pag. 61), ha
rilevato:

 

"
(…)

B9 I lavoratori soggetti all’obbligo contributivo al
servizio di un datore di lavoro insolvente che sottostà a una procedura
d’esecuzione forzata in Svizzera o che occupa in Svizzera lavoratori, hanno
diritto all’II. I lavoratori che non hanno ancora raggiunto l’età minima di
contribuzione per l'AVS sono parificati ai lavoratori soggetti all’obbligo
contributivo (art. 73 OADI). L’età limite per l’II corrisponde all’età di
riferimento (art. 21 cpv. 1 LAVS), dato che a quel momento viene meno l’obbligo
contributivo. 

Il diritto all’II non deve soddisfare altre condizioni oltre a
quella dell’esercizio di un’attività salariata soggetta a contribuzione. In
particolare, non è determinante la condizione della residenza o del domicilio,
per cui anche i frontalieri o i lavoratori che risiedono all’estero possono
chiedere l’II. Non è neppure determinante il fatto che i contributi sociali
siano stati effettivamente versati oppure che il lavoratore disponga un
permesso di lavoro valido. 

In base all’articolo 11 LLN, gli organi esecutivi sono tenuti a
segnalare per accertamento all’organo cantonale competente in materia di lotta
contro il lavoro nero gli indizi e i casi sospetti di lavoro nero. (…)”

 

                                  Sulla portata delle direttive amministrative, cfr. STF 8C_769/2021 del
3 maggio 2022 consid. 3.3.; STF 9C_270/2021 del 30 dicembre 2021 consid. 3.5.;
DTF 146 V 224; DTF 146 V 104; STF 9C_631/2019 del 19 giugno 2020 consid. 2.3.;
STF 8C_331/2019 del 18 settembre 2019 consid. 4.3., pubblicata in SVR
2020 ALV N. 11 pag. 35; STF 8C_405/2018 del 22 gennaio 2019
consid. 6.1.1.; STF 8C_902/2017 del 12 giugno 2018 consid. 4.2., pubblicata in
DTF 144 V 195 e in DLA 2018 N. 10 pag. 260; DTF 138 V 50 consid. 4.1.; DTF 132
V 121 consid. 4.4 pag. 125; STF 8C_834/2016 del 28 settembre 2017 consid.
6.2.1.; STF 2C_105/2009 del 18 settembre 2009; STF E 1/06 del 26 luglio 2007
consid. 4.3.

 

                          2.3.  B.
Rubin in “Commentaire de loi sur l’assurance-chômage”, Ed. Schulthess 2014, sottolinea che:

 

" (…)

4   Assujettissement
aux cotisations. - L'indemnité en cas d'insolvabilité est réservée aux
travailleurs assujettis au paiement des cotisations à l'assurance-chômage. Il
s'agit des personnes tenues de cotiser sur le revenu d'une activité dépendante
au sens des art. 2 al. 1 let. a LACI et 5 LAVS. Ce qui est déterminant, c'est
le fait que les créances salariales couvertes par l'assurance insolvabilité
correspondent à une période où les travailleurs ont été tenus de payer des
cotisations à l'assurance-chômage au sens de l'art. 2 al. 1 let. a LACI. Peu
importe donc le statut des personnes au moment de la demande d'indemnité.

 

 

Une période minimale
de cotisation n'est pas requise (FF 1980 III 612), pas plus qu'un domicile en
Suisse (ATF 132 V 82 consid. 5.5 p. 91) ou une autorisation de travailler en
bonne et due forme (DTA 1992 p. 94 consid. 3 p. 97). Les frontaliers ont droit
à l'indemnité (ATF 112 V 143; FF 1980 III 613); les saisonniers également.

 

5   Les personnes
dispensées de payer des cotisations au sens de l'art. 2 al. 2 LACI n'ont pas
droit à l'indemnité en cas d'insolvabilité, sauf celles qui n'ont pas encore
atteint l'âge minimum pour cotiser à l'AVS (art. 73 OACI).

 

Contrairement à ce
que prévoit l'art. 8 al. 1 let. d LACI dans le domaine de l'indemnité de
chômage, il n'est pas nécessaire d'avoir terminé la scolarité pour avoir droit
à l'indemnité en cas d'insolvabilité (Burgherr, Die Insolvenzentschädigung [...]
p. 37; avis contraires: Nussbaumer, Arbeitslosenversicherung [...] p. 2356 N
590, ainsi que p. 2358 N 595; Gerhards, AVIG-Kommentar, vol. I p. 553 N 3 ad
art. 51). En tous les cas, ni la loi, ni l'ordonnance n'excluent expressément
les jeunes personnes, encore à l'école, du droit à cette prestation. Le fait
que les jeunes personnes en question ont peut-être moins besoin d'un salaire
que celles en âge de bénéficier de l'indemnité de chômage n'empêche pas
qu'elles ont droit à la protection conférée par les art. 51 ss LACI. Du reste,
chaque fois que le droit aux prestations de chômage est soumis à une condition
de nécessité, la loi le précise (exemple : art. 14 al. 2 LACI). Or, dans le
domaine de l'indemnité en cas d'insolvabilité, la loi ne pose aucune restriction
en ce qui concerne l'âge minimal permettant l'accès aux prestations. (…)” (pag. 423)

 

                                  Il medesimo
autore in “Assurance-chômage et service public de l’emploi”, Ed. Schulthess 2019, rileva inoltre che:

 

" (…)

721  II existe
cinq motifs d'ouverture du droit. Ceux-ci sont rattachés à diverses phases de
la procédure d'exécution forcée contre l'employeur insolvable. Selon l'art. 51
al. 1 LACI, les travailleurs assujettis au paiement de cotisations, qui sont
au service d'un employeur insolvable sujet a une procédure d'exécution forcée
en Suisse (cf. art. 46 LP) ou employant des travailleurs en Suisse, ont droit à
une indemnité en cas d'insolvabilité: (…)”

 

                                  Questo
autore, alla nota 671, precisa che:

 

" Cet assujettissement est une condition du droit. II y a cependant
une exception. Elle concerne Ies travailleurs n'ayant pas atteint l'âge pour
cotiser a l'AVS. Ceux-ci ont droit à l'indemnité (art. 73 OACI). A noter que
ceux occupant une position assimilable à celle d'un employeur (et leur
conjoint), n'y ont pas droit, même s'ils ont cotisé (art. 51 al. 2 LACI; DTA
2016 p. 239; TF, 8C_865/2015; TFA, C 160/05 ; N 601 ss). Ne sont pas
déterminants le fait que les cotisations aient été payées et le fait que le
travailleur ait bénéficié d'une autorisation de travailler.” (pag. 148)

 

                          2.4.  Come esposto in precedenza (cfr.
consid.2.1), secondo l’art. 51 cpv. 1 LADI hanno diritto all’indennità per
insolvenza “i lavoratori soggetti all’obbligo di contribuzione”. L’art. 2 cpv.
2 lett. c LADI stabilisce che “sono esonerati dall’obbligo di pagare i
contributi i lavoratori, dalla fine del mese in cui raggiungono l’età di
riferimento secondo l’articolo 21 capoverso 1 LAVS”.

                                  L’art. 21 LAVS (“Età di
riferimento e rendita di vecchiaia”) stabilisce al cpv.1 che “le persone che
hanno compiuto i 65 anni (età di riferimento) hanno diritto a una rendita di
vecchiaia senza riduzioni né supplementi” e al cpv. 2 che “il diritto alla
rendita nasce il primo giorno del mese successivo al raggiungimento dell’età di
riferimento. Si estingue con la morte dell’avente diritto”.

                                  Nella presente fattispecie,
dall’incarto emerge che l’assicurato è nato __________ 1953 (cfr. doc. 24).

                                  Al momento in cui ha esercitato
l’attività lucrativa in relazione alla quale ha richiesto le indennità per
insolvenza aveva già da tempo superato l’età di riferimento per il diritto alla
rendita di vecchiaia. Egli era dunque esonerato dal versamento dei contributi
all’assicurazione contro la disoccupazione, ai sensi dell’art. 2 cpv. 2 lett. c
LADI.

                                  Di
conseguenza egli non ha diritto all’indennità per insolvenza, come giustamente
stabilito dalla Cassa (cfr. consid. 2.2 e 2.3).

                                  Al
riguardo va sottolineato (cfr. consid.1.4) che l’esclusione dal diritto
all’indennità per insovenza per le persone che hanno raggiunto l’età di
riferimento dell’AVS è stata voluta dal legislatore.

                                  Ora,
secondo l’art. 190 Cost. le leggi federali sono determinanti per il Tribunale
federale e per le altre autorità incaricate dell'applicazione del diritto. I
Tribunali sono dunque tenuti in ogni caso ad applicare tali disposizioni (cfr.
DTF 144 I 340 consid. 3.2; DTF 144 I 126 consid. 3 e STF 9C_794/2021 del 3
gennaio 2022, in italiano, relativa all’obbligo di versare i contributi AVS
dopo i 65 anni).  

 

                                  In
questo contesto va peraltro ricordato, a titolo abbondanziale, che anche
l’indennità di disoccupazione viene versata solo all’assicurato che “ha
terminato la scuola dell’obbligo e non ha ancora raggiunto l’età di riferimento
secondo l’articolo 21 capoverso 1 LAVS” (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. d LADI; cfr.
al riguardo le indicazioni contenute nel Messaggio del Consiglio federale
relativo all’AVS 21, entrata in vigore il 1° gennaio 2024, pubblicato in FF
2019 5179 [5282-5283]: “(…) In seguito alla
modifica del capoverso 1 lettera d, la riscossione anticipata di una rendita di
vecchiaia dell’AVS non comporterà più l’esclusione dal diritto all’indennità di
disoccupazione. Questo principio varrà non soltanto in caso di versamento della
totalità della rendita di vecchiaia, ma anche se l’assicurato si avvarrà della
nuova possibilità di riscuotere solo una percentuale di essa. Questa modifica è
necessaria per armonizzare la prassi, ponendo fine alla disparità di
trattamento tra i beneficiari di una rendita di vecchiaia anticipata dell’AVS
(attualmente esclusi dal diritto all’indennità di disoccupazione) e i
beneficiari di prestazioni di vecchiaia della previdenza professionale o di
un’assicurazione estera. In futuro l’assicurato avrà diritto all’indennità di
disoccupazione, se soddisferà le condizioni per tale diritto, a prescindere dal
fatto che riceva prestazioni anticipate di vecchiaia dell’AVS, di un istituto
di previdenza o di un’assicurazione estera. 

                                         Per evitare
qualsiasi sovraindennizzo, l’importo della rendita di vecchiaia anticipata
dell’AVS (totalità o percentuale di essa) sarà dedotta dall’indennità di
disoccupazione (art. 18c cpv. 1 D-LADI in combinato disposto con l’art. 69 cpv.
3 LPGA), analogamente a quanto avviene per le rendite di vecchiaia attualmente
versate da altre istituzioni (istituti di previdenza e assicurazioni estere).
Inoltre, questa disposizione va adeguata alla nuova terminologia del D-LAVS
(«età di riferimento»). (…)”; per la situazione precedente cfr. STF
8C_545/2021 del 4 maggio 2022 pubblicata in SVR 2022 ALV. Nr. 27 e STF
8C_729/2022 del 12 gennaio 2023).

 

                                  La
decisione su opposizione del 18 marzo 2024 deve dunque essere confermata.

 

                                  Come
precisato dall’amministrazione (cfr. consid. 1.1., 1.4. in fine e doc.16-18),
se fossero stati prelevati dei contributi all’assicurazione contro la
disoccupazione dopo il raggiungimento dell’età di riferimento, essi andrebbero
restituiti. Tale questione esula comunque dalla presente vertenza. 

 

                          2.5.  L’art.
61 lett. a LPGA, in vigore fino al 31 dicembre 2020, prevedeva che la procedura
deve essere semplice, rapida, di regola pubblica e gratuita per le parti; la
tassa di giudizio e le spese di procedura possono tuttavia essere imposte alla
parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato.

                                  Il 1° gennaio 2021 è entrata in
vigore una modifica della LPGA. 

                                  L’art. 61 lett. a LPGA enuncia
ora unicamente che la procedura deve essere semplice, rapida e, di regola
pubblica. Dalla medesima data è entrato in vigore l’art. 61 lett. fbis
LPGA secondo cui in caso di controversie relative a prestazioni, la procedura è
soggetta a spese se la singola legge interessata lo prevede; se la singola
legge non lo prevede il tribunale può imporre spese processuali alla parte che
ha un comportamento temerario o sconsiderato. 

 

 

                                  Nella presente fattispecie,
trattandosi di prestazioni LADI, in relazione alle quali il legislatore non ha
previsto di prelevare le spese, non si riscuotono spese giudiziarie (cfr. STCA
38.2022.57 del 3 ottobre 2022 consid. 2.15.; STCA 38.2022.52 del 22 agosto 2022
consid. 2.10.; STCA 38.2022.20 del 25 aprile 2022 consid. 2.9.; STCA 38.2021.89
del 7 febbraio 2022 consid. 2.11.).

 

                                  Sul
tema cfr. anche STF 9C_369/2022 del 19 settembre 2022; STF 9C_368/2021 del 2
giugno 2022; SVR 2022 KV Nr. 18 (STF 9C_13/2022 del 16 febbraio 2022); STF
9C_394/2021 del 3 gennaio 2022; STF 8C_265/2021 del 21 luglio 2021 (al riguardo
cfr. Ares Bernasconi, Actualités
du TF, 8C_265/2021 du 21 juillet 2021 - frais judiciaires pour les tribunaux
cantonaux des assurances selon la révision de la LPGA du 21 juin 2019, in
SZS/RSAS 2/2022 pag. 107).

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                             1.  Il ricorso è respinto.

 

                             2.  Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                    

 

                             3.  Comunicazione agli interessati i
quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto
pubblico al Tribunale federale,
Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                  L'atto di ricorso, in 3 esemplari,
deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere
una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la
busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                 Il
segretario di Camera

 

Daniele Cattaneo                                         Gianluca
Menghetti