# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4a495137-fc90-56a2-bad7-4d201813b559
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2012-12-19
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 19.12.2012 15.2012.117
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2012-117_2012-12-19.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2012.117

  	
  Lugano

  19 dicembre 2012

  CJ/fp/fb

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
  d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Pellegrini,
  presidente,

  Walser
  e Bozzini

  

 

	
  segretario:

  	
  Jaques

  

 

 

statuendo
sull’istanza di revisione 16 dicembre 2012 di

 

	
   

  	
   PI
  1  

   

  

vertente
sulla sentenza 26 novembre 2012 di questa Camera relativa al ricorso interposto
il 24 settembre 2012 da

 

	
   

  	
   RI
  1  

  patrocinata
  dall’  PA 1  

   

  

contro
il verbale di pignoramento e attestato di carenza di beni rilasciato il 6
settembre 2012 nei confronti dell’istante nell’esecuzione n. __________ da

 

	
   

  	
  CO
  1  

   

  

con
la cui sentenza la Camera ha segnatamente annullato l’attestato di carenza di
beni e ordinato all’CO 1 di pignorare il reddito di PI 1 ai sensi dei considerandi,
con speciale riferimento al considerando 5,
 in cui sono stati enumerati le principali poste del minimo di esistenza
dell’escusso, stabilito in modo indicativo a fr. 2'887,40;

 

preso atto che l’istante chiede la revisione della
sentenza “per errore grave”, nel senso che l’assegno di famiglia per sua figlia
maggiorenne __________ di fr. 365,35 venga conglobato nel suo minimo di
esistenza, che pertanto dev’essere aumentato a fr. 3'252,75;

 

 

 

ritenuto in fatto e considerato in diritto:

 

                                         che
giusta l’art. 26 della legge cantonale sulla procedura di ricorso in materia di
esecuzione e fallimento (LPR), il rimedio della revisione è dato se l’autorità
non ha considerato, per inavvertenza, fatti rilevanti che risultano dagli atti
o se la decisione contiene disposizioni fra di loro contraddittorie (lett. a),
se una parte afferma e prova fatti rilevanti che non risultano dagli atti e che
determinano la nullità dell’e­secuzione o del provvedimento (lett. b) oppure se
una parte non è stata sentita (lett. c);

 

                                         che
la domanda di revisione dev’essere proposta entro 10 giorni dalla notifica
della sentenza (art. 28 cpv 1 LPR);

 

                                         che
nella fattispecie la sentenza 26 novembre 2012 è stata notificata all’istante
il 3 dicembre (doc. 1 allegato all’istanza) e il termine per la domanda di
revisione scadeva pertanto giovedì 13 dicembre 2012;

 

                                         che
l’istanza, inoltrata il 17 dicembre (data del timbro postale), è pertanto
tardiva;

 

                                         che
in ogni caso, l’istanza sarebbe dovuta essere respinta nel merito, siccome la
Camera, nella sentenza in questione, non si è esplicitamente pronunciata sulla
pignorabilità dell’assegno di famiglia per la figlia maggiorenne Laura, ma si è
limitata ad annullare l’attestato di carenza di beni e ad ordinare un nuovo
pignoramento;

 

                                         che
del resto gli assegni di famiglia sono attivi che già per natura non possono
essere aggiunti alle spese indispensabili dell’escusso giusta l’art. 93 LEF;

 

                                         che
invero gli assegni di famiglia sono impignorabili (art. 46 LAF), ma nel
quantificare l'eccedenza pignorabile, devono essere considerati tutti i redditi
dell'escusso, sia quelli impignorabili (art. 92 LEF) – tra cui appunto gli assegni
– che quelli limitatamente pignorabili (art. 93 LEF) – il salario –, fermo
restando che potranno essere pignorati solo i redditi limitatamente pignorabili
se e nella misura in cui, sommati a quelli impignorabili, eccedano il suo
minimo di esistenza (CEF 9 giugno 2005, inc. 15.2005.20, RtiD I-2006, 761 ss., cons.
6);

 

                                         che
però, se il figlio non fa parte della comunione domestica dell’e­scus­so ai
sensi dell’art. 93 LEF, in particolare se è maggiorenne e ha terminato la sua
prima formazione, ci si può legittimamente chiedere se l’assegno di formazione
a lui destinato non dovrebbe essere escluso dai redditi del genitore escusso,
che per l’art. 93 LEF non ha obblighi di mantenimento nei suoi confronti;

                                         che,
come già rilevato, la decisione di cui si chiede la revisione ha statuito
direttamente solo sul minimo di esistenza;

 

                                         che,
siccome non esiste una chiara decisione in merito, l’istanza va trasmessa all’CO
1 con l’invito ad emettere una decisione formale sulla pignorabilità o
l’impignorabilità dell’assegno di famiglia per la figlia dell’escusso __________;

 

                                         che
la censura relativa all’estensione del pignoramento in rapporto all’importo
posto in esecuzione è nuova e va quindi sottoposta in primo luogo all’Ufficio;

 

                                         che
non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 16 e 17
LPR);

 

 

per questi motivi,

 

richiamati gli art. 93 LEF, 16, 17 26 e
28 LPR;

 

 

pronuncia:

                                   1.   L’istanza
è irricevibile in quanto tardiva.

 

                                   2.   L’istanza
è trasmessa all’CO 1 perché emetta una decisione formale sulla pignorabilità o
l’impigno­rabilità dell’assegno di famiglia per la figlia dell’escusso __________.

 

                                   3.   Non
si prelevano spese né si assegnano indennità.

 

                                   4.   Notificazione
a:

	
   

  	
  –   
  ;

  –   
  .

   

  

                                         Comunicazione
all’CO 1.

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

Il presidente                                                          Il
segretario

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è possibile
presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna
14, entro 10 (dieci) giorni dalla notificazione, rispettivamente entro
5 (cinque) giorni dalla notificazione nel caso in cui la decisione
impugnata è stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione cambiaria.