# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4db47d0e-b391-58fd-bfeb-40ce63c0219f
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2014-12-03
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 03.12.2014 A-2773/2014
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_A-2773-2014_2014-12-03.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 
 Corte I 

A-2773/2014 

 

 

  S e n t e n z a  d e l  3  d i c e m b r e  2 0 1 4  

Composizione 

 
Giudici Claudia Pasqualetto Péquignot (presidente del 

collegio), Maurizio Greppi, Marie-Chantal May Canellas,  

cancelliere Manuel Borla. 

 

 
 

Parti 

 
A._______, 

…,   

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
Dipartimento federale delle finanze DFF, 

Servizio giuridico, Bundesgasse 3, 3003 Bern,    

autorità inferiore.  

 

Oggetto 

 
Domanda di risarcimento danni. 

 

 

A-2773/2014 

Pagina 2 

 

Fatti: 

A.  

La società B._______ SA (in seguito Società), la cui ragione sociale è stata 

modificata il 15 maggio 2014 in C._______ SA (cfr. estratto del registro di 

commercio del Cantone Ticino), ha versato ai suoi azionisti A._______ e 

D._______ nel corso dei periodi fiscali 2003, 2004 e 2005 prestazioni 

valutabili in denaro per un importo complessivo di 259'888 franchi. Esse 

non sono state registrate nella contabilità societaria e nemmeno dichiarate 

all'Amministrazione federale delle contribuzioni (in seguito AFC). 

Conseguentemente l'imposta preventiva dovuta (recupero d'imposta), di  

29'750 franchi per il 2003, di 29'750 franchi per il 2004 e di 31'500 franchi 

per il 2005 non è stata versata dalla Società, se non – dopo controlli 

effettuati dalle autorità federali – il 21 settembre 2011 (cfr. incarto autorità 

inferiore). 

B.  

Con decreto penale del 23 agosto 2013 l'AFC ha condannato A._______ – 

che all'epoca dei fatti ricopriva il ruolo di amministratore delegato della 

Società con firma individuale – per il reato di sottrazione intenzionale 

dell'imposta preventiva per l'esercizio contabile 2005, essendo la 

sottrazione d'imposta per l'esercizio 2003 e 2004 già prescritta e al 

pagamento della multa per 7'500 franchi. L'interessato non ha inoltrato 

opposizione ed anzi vi ha dato seguito con i pagamenti della sanzione 

comminata e delle spese di procedura. 

C.  

Con scritto del 25 settembre 2012 [recte 2013] A._______ ha inoltrato 

all'On. Consigliera federale E._______ una segnalazione ai fini della 

vigilanza sull'operato di due funzionari dell'AFC, attivi nella procedura 

terminata con il decreto penale sopra menzionato. L'interessato ha 

postulato altresì la restituzione degli importi di 47'900 franchi  e di 7'850 

franchi corrisposti a titolo di sanzione pecuniaria dalla Società e da egli 

stesso. Infine l'interessato ha pure chiesto la restituzione della "multa per 

25'500 franchi come da verbale di audizione personale del 9 settembre 

2011". 

D.  

Con scritto del 9 ottobre 2012 [recte 2013] l'interessato, per quanto più 

interessa al procedimento in essere, ha richiesto la restituzione di  91'000 

franchi pagati dalla Società a titolo di ricupero d'imposta non corrisposta. 

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E.  

Il 9 dicembre 2013 il Dipartimento federale delle finanze (in seguito DFF) 

ha comunicato ad A._______ di prendere atto della richiesta di rimborso 

per un importo complessivo di 81'250 franchi corrispondente all'ammontare 

delle multe comminate ad egli ed alla Società, come pure della richiesta di 

un risarcimento danni dell'ordine di   

300'000/400'000 franchi, chiedendo però di completare l'istanza, 

segnatamente di quantificare il danno subito nonché di fornire le relative 

prove. 

F.  

Con risposta del 10 gennaio 2014 A._______ ha ribadito la richiesta del 

rimborso di 91'000 franchi corrisposto a titolo di recupero di imposta 

preventiva, senza peraltro allegare alcuna documentazione a comprova 

del danno subito e circa l'agire, a suo dire illecito, dei funzionari coinvolti. 

Il 14 febbraio 2014 il DFF ha inoltre comunicato all'interessato di non poter 

dare seguito alla richiesta di segnalazione ai fini della vigilanza  

sull'operato dei due funzionari dell'AFC, nella misura in cui era assente 

qualsiasi elemento giustificante l'apertura di un procedimento disciplinare. 

G.  

Con decisione del 23 aprile 2014 il DFF ha respinto la domanda di 

risarcimento, evidenziando che la multa comminata pari a  

7'500 franchi trova fondamento in una decisione cresciuta in giudicato, 

come pure che il recupero d'imposta risulta essere una riscossione a 

posteriori di imposte dovute e non costituisce in alcun modo un danno per 

l'interessato. 

H.  

Con ricorso del 19 maggio 2014 A._______ ha interposto ricorso al 

Tribunale amministrativo federale (in seguito TAF o il Tribunale) contro la 

decisione del DFF come pure contro "tutta la procedura adottata nei [suoi] 

confronti", postulando l'annullamento della decisione impugnata con 

conseguente risarcimento danni e rimborso degli importi pagati a titolo di 

sanzione pecuniaria – sia da parte della Società che da parte  

sua –, nel quadro della procedura penale amministrativa per sottrazione 

d'imposta conclusasi con decreto penale del 23 agosto 2013. Nell'atto 

ricorsuale, il ricorrente ripercorre la propria attività professionale e gli 

accadimenti avvenuti dal 2002 al 2006. In particolare, l'interessato egli 

rileva come "tutte le infrazioni sono state commesse dall'allora 

amministratore unico [societario]" e come egli fosse unicamente 

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amministratore delegato "con esclusive competenze nell'ambito della 

consulenza ed amministrazione di averi di clienti" (pag. 4). Ulteriori 

allegazioni ed argomentazioni saranno, per quanto determinanti ai fini del 

ricorso, riprese nei considerandi in diritto. 

I.  

Con osservazioni del 13 giugno 2014 l'autorità inferiore si è riconfermata 

nelle proprie considerazioni esposte nella decisione impugnata, 

rinunciando a prendere posizione sull'allegato ricorsuale, che a dire del 

DFF ribadisce la fattispecie a fondamento della richiesta di risarcimento. 

J.  

Con osservazioni finali del 17 agosto 2014 il ricorrente si è riconfermato 

nelle proprie allegazioni di causa specificando che l'oggetto della vertenza 

"non è semplicemente una domanda di risarcimento danni bensì la 

richiesta di annullamento delle multe esorbitanti alla società e [ad egli 

stesso]" come pure il rimborso del recupero d'imposta dovuta  (cfr. ricorso, 

pag. 2). 

Il 19 agosto seguente A._______ ha trasmesso un complemento alle 

proprie osservazioni finali, che per quanto di interesse per la causa sarà 

ripreso nei considerandi in diritto che seguono. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 della Legge del 17 

giugno 2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32), il 

TAF, in virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi 

dell'art. 5 della Legge federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura 

amministrativa (PA, RS 172.021) prese dalle autorità menzionate all'art. 33 

LTAF. 

1.2 L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA,  

emessa dal DFF, che è un'autorità ai sensi dell'art. 33 lett. d LTAF. 

1.3 In quanto destinatario della decisione impugnata, che rigetta la sua 

domanda di risarcimento, il ricorrente è toccato dalla decisione impugnata 

e vanta un interesse degno di protezione all'annullamento o alla 

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modificazione della stessa (art. 48 PA). Egli è pertanto legittimato ad 

aggravarsi contro di essa. 

1.4 I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 50 PA) sono soddisfatti. Per 

quanto concerne la forma ed il contenuto (art. 51 e 52 PA), invece, l'atto  di 

ricorso nonché vari scritti del ricorrente contengono certe incoerenze – le 

pretese di risarcimento ammontano più volte a totali differenti – e 

l'argomentazione adotta poco si confronta con la decisione impugnata, 

spiegando, almeno sommariamente, in che essa violerebbe la legge. 

Trattandosi però di un ricorso inoltrato da un laico, lo scrivente Tribunale 

non sarà troppo esigente ed entrerà nel merito. 

2.  

Con ricorso al TAF, possono essere invocati la violazione del diritto 

federale, l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente 

rilevanti e l'inadeguatezza (art. 49 PA). Il TAF non è vincolato né dai motivi 

addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione 

impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (MOOR/POLTIER, Droit 

administratif, vol. II, Les actes administratifs et leur contrôle, 3a ed., Berna 

2011, pag. 300). I principi della massima inquisitoria e dell'applicazione 

d'ufficio del diritto sono tuttavia limitati. L'autorità competente procede 

infatti spontaneamente a constatazioni complementari o esamina altri punti 

di diritto solo se dalle censure sollevate o dagli atti risultino indizi in tal 

senso (DTF 122 V 157, consid. 1a; DTF 121 V 204, consid. 6c; sentenze 

del Tribunale amministrativo federale, del 29 settembre 2009, nella causa 

A-5881/2007, consid. 1.2 e del 19 luglio 2010 nella causa A-344/2009, 

consid. 2.2 e riferimenti citati).  

3.  

Il presente litigio concerne un'azione di responsabilità introdotta dal 

ricorrente contro la Confederazione. Egli rimprovera al DFF di avere 

respinto la richiesta di risarcimento di importi da lui pagati a titolo di multa 

e recupero di imposta nel'ambito delle procedure condotte in esito alla 

distribuzione dissimulata di utili in seno alla gestione della società 

B._______ SA. Chiede dunque, seppur non si tratti sempre delle stesse 

somme, il risarcimento del danno secondo lui raffigurato dalla totalità di 

quello che lui ha pagato, più altre poste non meglio precisate. 

Con riferimento alle "multe esorbitanti" addossate alla società, così come 

indicato nelle osservazioni finali (cfr. consid. Di fatto qui sopra J.) il 

Tribunale ritiene che detta conclusione è irricevibile nella misura in cui le 

decisioni emanate dall'amministrazione fiscale, da tempo sono cresciute in 

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giudicato. Infatti giusta l'art. 12 della legge federale sulla responsabilità 

della Confederazione, dei membri delle autorità federali e dei funzionari 

federali (Legge sulla responsabilità, LResp, RS170.32), la legittimità di 

provvedimenti, decisioni e sentenze cresciuti in giudicato non può essere 

riesaminata in un procedimento per responsabilità. L'azione in 

responsabilità mira in effetti alla riparazione di un danno subito e non 

all'annullamento di decisioni; di conseguenza, anche invocando irregolarità 

nella condotta di procedure – vizi che fonderebbero a mente del ricorrente 

la responsabilità dello Stato – un amministrato non può tentare di 

impugnare delle decisioni cresciute in giudicato. Vi sono eccezioni al 

principio qui appena esposto, le quali, però non possono trovare 

applicazione (cfr. anche qui seguito, consid. 6.2).  

4.  

Giusta l'art. 3 cpv. 1 LResp la Confederazione risponde del danno 

cagionato illecitamente a terzi da un funzionario nell'esercizio delle sue 

funzioni, senza riguardo alla colpa del funzionario. All'ente pubblico 

incombe quindi una responsabilità primaria, esclusiva e causale: in altri 

termini la Confederazione risponde in prima persona ad esclusione del 

funzionario responsabile e senza che occorra individuare il funzionario 

stesso e provare una sua colpa. L'attore, per contro, deve dimostrare 

l'esistenza di un atto illecito, di un danno e del rapporto di causalità tra il 

comportamento illecito e il danno (DTF 106 Ib 361 consid. 2b e riferimenti; 

DTF 106 Ib 354 consid. 2b p. 360 s.; sentenze del Tribunale federale 

2A.511/2005 del 16 febbraio 2009 consid. 5.1 e 2C_518/2008 del 15 

ottobre 2008 consid. 2.1). Tali presupposti devono essere ottemperati 

cumulativamente (cfr. a titolo esemplificativo la sentenza 2C_518/2008 del 

15 ottobre 2008 consid. 2.4; 118 Ib 473 consid. 25 p. 485). 

4.1 La prima condizione a fondamento della responsabilità dello Stato è 

dunque l'esistenza di un danno subito da una persona fisica o giuridica. 

Tale danno può essere corporale, materiale o (puramente) finanziario. Se 

il danno è corporale o materiale, il risarcimento è determinato sulla base 

delle spese occorse per sanare tale evento dannoso, in altre parole il 

danno corrisponde alla differenza tra il patrimonio prima dell'evento 

dannoso e il patrimonio dopo lo stesso; si parla dunque di metodo 

differenziale (DTF 129/2003 III 331 ss; TOBIAS JAAG, Le système du droit 

de la responsabilité de l'Etat, pag. 23 in: FAVRE/MARTENET/POLTIER, La 

responsabilité de l'Etat, Ginevra/Zurigo/Basilea 2012). 

4.2 L'atto illecito presuppone la violazione di un bene giuridicamente 

protetto, sia che si tratti della violazione di un diritto assoluto della parte 

https://www.swisslex.ch/AssetDetail.mvc/Show?assetGuid=0fff2f57-e6c7-430c-842c-d98d9ee27711&source=docLink&SP=6|j3vbpi#cons_2b
https://www.swisslex.ch/AssetDetail.mvc/Show?assetGuid=7d251f66-2f24-4935-81a1-f20f29d50013&source=docLink&SP=31|fr51he#cons_2b
https://www.swisslex.ch/AssetDetail.mvc/Show?assetGuid=fb1affd2-e1ef-417c-a6e8-38e6698f0174&source=docLink&SP=31|fr51he#cons_5_1
https://www.swisslex.ch/AssetDetail.mvc/Show?assetGuid=aceaf46d-21a4-435f-91e8-c224a47423c3&source=docLink&SP=31|fr51he#cons_2_1
https://www.swisslex.ch/AssetDetail.mvc/Show?assetGuid=aceaf46d-21a4-435f-91e8-c224a47423c3&source=docLink&SP=31|fr51he#cons_2_1
https://www.swisslex.ch/AssetDetail.mvc/Show?assetGuid=aceaf46d-21a4-435f-91e8-c224a47423c3&source=docLink&SP=31|fr51he#cons_2_4
https://www.swisslex.ch/AssetDetail.mvc/Show?assetGuid=aceaf46d-21a4-435f-91e8-c224a47423c3&source=docLink&SP=31|fr51he#cons_2_4
https://www.swisslex.ch/AssetDetail.mvc/Show?assetGuid=b1103bc7-eff9-43f1-b8d9-887fc4e2ceeb&source=docLink&SP=31|fr51he#cons_25

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lesa ("Erfolgsunrecht"), oppure di un mero danno patrimoniale causato 

mediante violazione di una norma di diritto, il cui scopo consiste nel 

proteggere da tale tipo di danno ("Verhaltensunrecht"; DTF 123 II 581 

consid. 4c con rinvii; JOST GROSS, Schweizerisches Staatshaftungsrecht, 

2a ed., Berna 2001, pag. 188). A seconda delle circostanze, un eccesso o 

un abuso del potere di apprezzamento conferito dalla legge può 

configurare tale requisito (DTF 132 II 305 consi, 4.1 pag. 317; sentenza 

2C_852/2011 del 10 gennaio 2012 consid. 4.3.1). In presenza di una 

lesione ad un diritto assoluto la giurisprudenza ha pure considerato quale 

illecita la violazione di principi generali del diritto, quali ad esempio l'obbligo 

per colui che crea una situazione di pericolo, di prendere le misure atte ad 

evitare il sopraggiungere del danno. Anche un'omissione può costituire il 

presupposto di illiceità, a condizione che esisteva, in un determinato 

momento, una norma di legge che sanzionava esplicitamente l'omissione 

commessa o che imponeva allo Stato di adottare nei confronti del 

danneggiato la misura omessa; in altre parole lo Stato ha ricoperto la 

posizione di garante nei confronti del terzo e le prescrizioni che 

determinano la natura e l'estensione di tale obbligo sono state violate (cfr. 

DTF 132 II 305 consid. 4.1 pag. 317; sentenza del Tribunale federale 

2C_834/2009 del 19 ottobre 2010 consid. 2.2). Va infine rilevato che 

secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, una qualsiasi violazione 

di un dovere di servizio non equivale a un atto illecito che provoca una 

responsabilità; ciò è il caso unicamente quando è violato un dovere di 

servizio essenziale all'esercizio del potere di una carica pubblica (cfr. 

sentenza non pubblicata 2C.4/2000, consid. 5; DTF 123 II 582 consid. 

4d/dd; DTF 118 Ib 163, con i rinvii citati). 

4.3 Infine deve esistere un rapporto di causalità tra l'atto e il danno. Il 

ricorrente per contro non deve comprovare l'esistenza di alcuna colpa da 

parte del funzionario. 

5.  

5.1 Nel proprio atto ricorsuale, il ricorrente ha indicato che le richieste di 

risarcimento trovano il loro fondamento nell'agire illecito dei funzionari 

allora attivi nella procedura penale amministrativa con la quale l'AFC lo ha 

condannato per sottrazione d'imposta, commessa nell'ambito 

dell'amministrazione della società B._______ SA durante gli esercizi 2003, 

2004 e 2005. Come già menzionato qui sopra (cfr. prec. consid. di fatto J. 

e di diritto 3.), il ricorrente ha infine postulato – in sede di osservazioni finali 

– l'annullamento e il conseguente ristorno delle multe comminate dall'AFC, 

a lui e alla Società, conseguentemente al procedimento menzionato. 

https://www.swisslex.ch/AssetDetail.mvc/Show?assetGuid=585b54f1-1e0f-4373-b9e7-2d7b2e1a1efe&source=docLink&SP=37|fr51he#cons_4c
https://www.swisslex.ch/AssetDetail.mvc/Show?assetGuid=585b54f1-1e0f-4373-b9e7-2d7b2e1a1efe&source=docLink&SP=37|fr51he#cons_4c
https://www.swisslex.ch/AssetDetail.mvc/Show?assetGuid=d3e763cd-c2aa-49bc-90a7-e93bea93c2aa&source=docLink&SP=37|fr51he#cons_5
https://www.swisslex.ch/AssetDetail.mvc/Show?assetGuid=585b54f1-1e0f-4373-b9e7-2d7b2e1a1efe&source=docLink&SP=37|fr51he#cons_4d_dd
https://www.swisslex.ch/AssetDetail.mvc/Show?assetGuid=585b54f1-1e0f-4373-b9e7-2d7b2e1a1efe&source=docLink&SP=37|fr51he#cons_4d_dd
https://www.swisslex.ch/AssetDetail.mvc/Show?assetGuid=6f38e956-7964-4d2b-a264-5c1344f9db0d&source=docLink&SP=37|fr51he#page_163

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5.2 L'autorità inferiore – nella decisione impugnata come pure nelle proprie 

osservazioni – si è limitata a rilevare come le condizioni cumulative poste 

a fondamento della responsabilità della Confederazione  

conseguentemente al danno cagionato da un funzionario nell'esercizio 

delle proprie funzioni siano assenti, nonché a sottolineare che la legittimità 

dei provvedimenti di una decisione cresciuta in giudicato non può essere 

riesaminata in un procedimento per responsabilità. 

5.3 Per quanto concerna la prima condizione cumulativa di cui sopra (cfr. 

prec. consid. 4.1 circa l'esistenza del danno), lo scrivente Tribunale rileva 

anzitutto che il ricorrente mai ha quantificato in modo dettagliato il presunto 

danno patrimoniale subìto; in effetti le somme reclamate mutano e la posta 

corrispondente di danno non viene precisata adeguatamente. 

5.4 Con riferimento alla seconda condizione cumulativa di cui sopra (cfr. 

prec. consid. 4.2), il ricorrente ritiene illecito l'agire dei funzionari dell'AFC 

nel procedimento penale amministrativo conclusosi con il decreto penale 

del 23 agosto 2013.  

In proposito, il TAF rileva che – sebbene pure sollecitato dall'autorità di 

prima istanza (cfr. scritto del 9 dicembre 2013) – mai il ricorrente ha indicato 

in modo preciso in cosa il comportamento dei funzionari avrebbe 

configurato l'illiceità; egli si è limitato a sostenere, in modo peraltro confuso, 

di non aver avuto la facoltà di presentare la fattispecie (cfr. pagina 2 del 

ricorso dove il ricorrente invoca "fatti che avrei voluto portare davanti a un 

giudice per poterli serenamente valutare […]), di avere subito l'"approccio 

arrogante e intimidatorio [di un funzionario]" (ibid.), come pure di non avere 

avuto accesso a tutta la documentazione procedurale (ibid. pag. 3); il 

ricorrente invoca in effetti che  "mi hanno sempre negato persino la visione 

degli avvisi originali di prelievo fatti da D._______ e da me controfirmati in 

un secondo tempo".  

Non avendo sostanziato, né tanto meno comprovato in sede di prima 

istanza, almeno certe delle affermazioni formulate, il ricorrente non può ora 

prevalersi di un'eventuale violazione del diritto di essere sentito, in quanto 

alla massima d'ufficio dell'art. 12 PA si oppone il dovere di collaborazione 

della parte dell'art. 13 PA, specialmente quando quest'ultima intende 

dedurre un diritto o ottenere qualcosa a suo favore (DTF 122 V 157, consid. 

1a; DTF 121 V 204, consid. 6c; sentenze del Tribunale amministrativo 

federale, del 29 settembre 2009, nella causa A-5881/2007, consid. 1.2 e 

del 19 luglio 2010 nella causa A-344/2009, consid. 2.2 e riferimenti citati). 

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Tale considerazione vale tutt'ora per quanto riguarda la presente procedura 

di ricorso. 

Conseguentemente il Tribunale ritiene che il ricorrente non ha comprovato 

e sostanziato le proprie allegazioni di causa con i relativi mezzi probatori. 

6.  

Malgrado le critiche volte a dimostrare eventuali violazioni delle regole 

procedurali da parte dell'AFC, mai il ricorrente ha contestato il decreto 

penale per sottrazione d'imposta, né tanto meno la decisione che fissa le 

somme relative al pagamento dell'imposta anticipata, i quali sono dunque 

cresciuti in giudicato.  

Come già considerato (cfr. prec. consid.), l'art. 12 LResp impedisce che 

vengano esaminate richieste di risarcimento laddove il danno sia stato 

cagionato da decisioni che sono cresciute in giudicato. 

Secondo la dottrina tale disposto di legge non trova però applicazione nei 

casi in cui una decisione non può essere impugnata mediante un rimedio 

di diritto per ragioni di fatto o giuridiche e nei casi in cui sia insorto un 

danno, nonostante l'accoglimento di un rimedio di diritto (RETO FELLER, 

Das Prinzip der Einmaligkeit des Rechtsschutzes im Staatshaftungsrecht, 

Zurigo/San Gallo 2007, pagg. 107 – 109). Il Tribunale federale ha altresì 

rilevato che occorre eccezionalmente entrare nel merito di una domanda 

di risarcimento, nonostante vi sia una decisione formalmente cresciuta in 

giudicato, nel caso in cui la stessa sia stata comunicata solo verbalmente 

e senza indicazione di rimedi di diritto ed eseguita immediatamente (DTF 

100 Ib 8 consid. 2b, pag. 11, confermata in DTF 144 consid. 2a, pag. 147 

seg.). 

Nella fattispecie in esame, la regola generale può essere confermata. 

Infatti dalla documentazione agli atti non emerge un'impossibilità fattuale o 

giuridica di impugnazione del decreto penale del 23 agosto 2013 né tanto 

meno della decisione di recupero dell'imposta anticipata evasa. Anzi il DFF 

ha indicato in modo preciso e corretto i rimedi giuridici a beneficio del 

ricorrente il quale, per ragioni proprie, non vi ha dato seguito. 

Conseguentemente la richiesta di annullamento delle sanzioni pecuniarie 

come pure il rimborso del recupero d'imposta, sono irricevibili. 

7.  

Alla luce di quanto suesposto, non sono adempiute le condizioni atte a 

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giustificare le pretese a titolo di risarcimento danni e sono irricevibili le 

pretese di annullamento delle sanzioni pecuniarie, nonché di rimborso del 

recupero d'imposta, riferite al procedimento penale amministrativo per 

sottrazione d'imposta e conclusosi con il decreto penale, cresciuto in 

giudicato, del 23 agosto 2013. 

Di conseguenza il ricorso che qui ci occupa dev'essere respinto e la 

decisione dell'autorità inferiore confermata. 

8.  

In considerazione dell'esito della lite, giusta l'art. 63 cpv. 1 PA, le spese 

processuali sono poste a carico del ricorrente soccombente (art. 1 segg. 

del Regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili 

nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 

173.320.2]). Nella fattispecie, esse vengono stabilite in 1'500 franchi 

importo che viene compensato con l'anticipo spese versato dal ricorrente 

il 28 maggio 2014. 

9.  

Visto l'esito del ricorso e con riferimento all'art. 64 cpv. 1 PA e 7 cpv. 1 TS-

TAF, al ricorrente non viene assegnata alcuna indennità a titolo di spese 

ripetibili. 

  

A-2773/2014 

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia: 

1.  

Per quanto ricevibile, il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali di 1'500 franchi sono poste a carico del ricorrente. 

Esse sono compensate con l'anticipo spese del medesimo importo da lui 

versato il 3 giugno 2014. 

3.  

Non vengono assegnate ripetibili. 

4.  

Comunicazione a: 

– ricorrente (atto giudiziario) 

– autorità inferiore (n. di rif. …; atto giudiziario) 

 

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Claudia Pasqualetto Péquignot Manuel Borla 

 
Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro un termine di 

30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e segg. e 100 della 

legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]). Gli atti 

scritti devono essere redatti in una lingua ufficiale, contenere le conclusioni, 

i motivi e l'indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La decisione 

impugnata e – se in possesso della parte ricorrente – i documenti indicati 

come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF). 

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