# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4a668158-df4f-5d3c-99bf-97b5aec77ed8
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-09-29
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 29.09.2010 D-6858/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6858-2010_2010-09-29.pdf

## Full Text

Corte IV
D-6858/2010
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 9  s e t t e m b r e  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,
con l'approvazione della giudice Gabriela Freihofer;
cancelliere Federico Pestoni.

A._______, alias
B._______,
Algeria,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 20 settembre 2010 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-6858/2010

Visti:

la  domanda  d'asilo  che  l'interessato  ha  presentato  in  data  (...)  in 
Svizzera;

il documento che l'UFM ha rimesso al richiedente il medesimo giorno 
e mediante il quale l'ha reso attento circa la necessità di consegnare, 
entro le 48 ore successive all'inoltro della sua istanza, un documento 
d'identità o di  viaggio, con la comminatoria che,  in caso di  mancata 
consegna e in assenza di motivi scusabili, non si entra nel merito della 
sua domanda d'asilo;

i verbali d'audizione del 27 agosto 2010 e del 20 settembre 2010;

la decisione dell'UFM del 20 settembre 2010, notificata all'interessato 
il giorno stesso (cfr. risultanze processuali);

il  ricorso  del  22 settembre 2010  (cfr. timbro  del  plico  raccomandato, 
data d'entrata 23 settembre 2010);

gli atti dell'UFM trasmessi via fax al Tribunale amministrativo federale 
(TAF) in data 23 settembre 2010;

ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verranno 
ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della ver-
tenza;

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal-
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

che fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il  TAF, in 
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi del-
l'art. 5 PA prese dalla autorità menzionate all'art. 33 LTAF;

che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);

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che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità in -
feriore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta 
un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione 
della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA) e che è pertanto legittimato 
ad aggravarsi contro di essa;

che i  requisiti  relativi  ai  termini  di  ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi),  alla  
forma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti;

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;

che, nell'ambito delle audizioni sui motivi della domanda d'asilo, l'inte-
ressato ha dichiarato di essere cittadino algerino di etnia berbera, nato 
e  con  ultimo  domicilio  a  C._______,  D._______ (cfr. verbale  d'audi-
zione del 27 agosto 2010, pag. 1);

che il richiedente, avrebbe lasciato l'Algeria nel mese di (...) per il fatto 
di non essere più riuscito ad integrarsi nella società algerina dopo aver 
vissuto in Europa tra il  (...)  e il  (...), dapprima in E._______ e poi in 
F._______; che, infatti, una volta ritornato in patria, si sarebbe sentito  
escluso dalla sua famiglia, la quale, a suo dire, lo avrebbe in qualche 
modo isolato (cfr. verbale d'audizione del 27 agosto 2010, pagg. 5 e 6); 
che ciò, aggiunto alla difficoltà di trovare un'occupazione, lo avrebbe 
fatto cadere in depressione; che, tutto ciò stante, se dovesse tornare 
in patria egli sarebbe disperato al punto di togliersi la vita (cfr. verbale 
d'audizione del 27 agosto 2010, pag. 7); che quindi, sarebbe partito da 
D._______  a  bordo  di  una  nave  mercantile  comandata  da  un  suo 
famigliare,  il  quale  gli  avrebbe  fornito  i  documenti  come  membro 
dell'equipaggio;  che  una  volta  giunto  a  G._______,  grazie  ai 
documenti predetti ha potuto lasciare l'area portuale per il centro città,  
dove  avrebbe  soggiornato  per  tre  giorni  presso  un  non  meglio 
specificato hotel; che di qui si è trasferito, in treno, a H._______, dove 
avrebbe  dormito  per  quattro  notti  in  stazione  centrale;  che  il  quinto 
giorno, sempre per mezzo del treno, è giunto in Svizzera, a I._______ 
dove  ha  depositato  la  propria  domanda  d'asilo;  (cfr.  verbale 
d'audizione del 27 agosto 2010, pagg. 7, 8 e 9);

che, nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato, da un lato, che 
il  richiedente non ha consegnato alle  autorità  competenti  in  materia 
d'asilo alcun documento d'identità o di  viaggio valevole ai  sensi del -

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l'art. 1a lett. b e c dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni proce-
durali  dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311); dall'altro lato, detto 
Ufficio  ha  ritenuto  che  nessuna  delle  eccezioni  previste  all'art.  32 
cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie;

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do-
manda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi nonché pronunciato l'al-
lontanamento dell'interessato dalla Svizzera e l'esecuzione dell'allon-
tanamento verso l'Algeria siccome lecita, esigibile e possibile,

che, nel ricorso, l'insorgente ha, per ciò che concerne la mancata con-
segna di  documenti  d'identità, riconfermato quanto già affermato nei 
verbali di audizione, e meglio che il suo passaporto sarebbe scaduto 
nel 1994 e non ne avrebbe mai chiesto il rinnovo e che, la sua carta di  
identità si troverebbe presso la sua famiglia in Algeria, motivo per cui  
gli  sarebbe stato impossibile  poterla produrre in 48 ore; che tuttavia 
proverà  a  fare  dei  tentativi  per  farsela  inviare;  che  pertanto 
esisterebbero  dei  motivi  scusabili  per  la  mancata  consegna  di  un 
documento di identità;

che,  in  conclusione,  l'autore  del  gravame ha  chiesto  l'annullamento 
della  decisione  impugnata  e  la  trasmissione  degli  atti  di  causa 
all'autorità  inferiore  per  una  nuova  decisione  nel  merito  della  sua 
domanda  d'asilo,  subordinatamente  la  concessione  dell'ammissione 
provvisoria; che ha, altresì, presentato una domanda di esenzione dal 
versamento anticipato delle presumibili spese processuali;

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una do-
manda d'asilo, se il richiedente non consegna alle autorità alcun docu-
mento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione del la do-
manda;

che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se il ri-
chiedente può rendere verosimile di  non essere in grado, per motivi 
scusabili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore 
dalla presentazione della domanda (lett. a),  se la  qualità di  rifugiato 
del  ricorrente  è  accertata  in  base  all'audizione,  nonché  in  base  al -
l'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono neces-
sari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o  l'e-
sistenza di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett.  c);

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che sono documenti di viaggio e d'identità ai sensi di legge quelli uffi -
ciali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono 
un'identificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua 
cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di parti -
colari formalità amministrative;

che, per contro, non sono documenti validi giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a  
LAsi quelli emessi per altri scopi, come la licenza di condurre, la carta 
professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di 
fine degli studi (cfr. DTAF 2007/7, consid. 6);

che, nel caso concreto, il ricorrente, a distanza di oltre un mese dalla 
presentazione della domanda d'asilo, non ha esibito alcun documento 
che adempia i citati criteri;

che, per di più, egli si è semplicemente limitato a dichiarare che il suo 
passaporto sarebbe scaduto nel 1994 e non ne avrebbe mai chiesto il  
rinnovo e che, la sua carta di identità si troverebbe presso la sua fami-
glia in Algeria, motivo per cui gli sarebbe stato impossibile poterla pro-
durre in 48 ore; che tuttavia proverà a fare dei tentativi per farsela in -
viare;

che, oltre a ciò, interrogato sul proprio viaggio, egli  è stato assoluta-
mente superficiale ed evasivo senza fornire alcun dettaglio del tragitto 
intrapreso; che ha dichiarato di  aver lasciato  l'Algeria  a bordo di  un 
mercantile comandato da un suo famigliare, il quale gli avrebbe fornito 
i  documenti  come membro dell'equipaggio,  che giunto  a  G._______ 
sarebbe riuscito  a  lasciare  il  porto  grazie  ai  predetti  documenti,  dei 
quali si sarebbe poi liberato, e avrebbe soggiornato per tre giorni in un 
albergo della città, del quale tuttavia non rammenta né il nome, né l'in -
dirizzo; che in seguito si sarebbe recato a H._______, in treno, viag-
giando senza alcun documento e senza subire mai alcun controllo; che 
di  qui,  dopo aver dormito quattro notti  in  stazione centrale,  avrebbe 
proseguito il viaggio, sempre in treno, fino a I._______, dove ha depo-
sitato la propria domanda di asilo in data (...) (cfr. verbale d'audizione 
del 27 agosto 2010, pagg. 7, 8 e 9);

che, pertanto, questo Tribunale ritiene che l'insorgente non può aver 
viaggiato nelle circostanze descritte;

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che, in particolare, appare totalmente inverosimile che egli sia giunto 
in Svizzera senza ricordare alcun dettaglio di un viaggio così lungo, e 
senza aver mai subito alcun tipo di controllo;

che argomentazioni come quelle addotte appaiono tutte verosimilmen-
te inattendibili;

che,  vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette  dichiarazioni 
del ricorrente circa il possesso dei documenti d'identità, il TAF ha ra-
gione di concludere che l'autore del gravame dissimuli i suoi documen-
ti d'identità per i bisogni della causa;

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi, l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'in-
sorgente non è applicabile;

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi,  
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione è accertata la qualità 
di rifugiato del richiedente;

che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legisla -
tore ha introdotto con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi una pro-
cedura sommaria nell'ambito della quale è statuito sull'adempimento o 
meno della qualità di  rifugiato, nonostante che la stessa termini  con 
una decisione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8, consid. 5); 

che la manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese as-
senza  di  una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  
stessi nonché dall'evidente esistenza di un'alternativa di rifugio interna 
dalle persecuzioni  statali  oppure di  un'appropriata protezione statale 
contro l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8, consid. 5.6.4 e 5.6.5);

che  l'insorgente  ha  dichiarato  sostanzialmente  di  essere  espatriato 
dall'Algeria per il fatto di non essere più riuscito ad integrarsi in patria,  
dopo aver vissuto per in E._______, tra il (...) e il (...) ed in F._______ 
dal (...) al (...); che inoltre dopo il suo ritorno egli sarebbe stato messo 
in disparte dalla sua famiglia e sarebbe caduto in depressione; che a 
causa di ciò, del clima e della mancanza di lavoro in Algeria, in caso di 
ritorno sarebbe capace di togliersi la vita;

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che il ricorrente non ha presentato, all'infuori di generiche censure, ar-
gomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione, ri -
spetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata nel merito 
della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi);

che,  a  mente  di  questo  Tribunale,  come  rettamente  evidenziato 
dall'autorità inferiore, la vicenda raccontata dall'insorgente a sostegno 
della  sua  domanda  d'asilo  non  presenta  alcun  elemento  di 
verosimiglianza;

che basti rilevare innanzitutto che il ricorrente si è espresso in modo 
molto vago sugli eventi che lo avrebbero indotto a lasciare il  proprio  
Paese; che, a titolo d'esempio, egli  si  è contraddetto su avvenimenti 
importanti  del  suo  racconto,  e  meglio  in  relazione  alle  asserite 
aggressioni che avrebbe subito; che infatti egli ha raccontato in sede di 
prima audizione  di  essere  stato  vittima di  due  rapine  nelle  quali  gli  
sarebbero  stati  sottratti  i  valori  che  aveva con  sé  e  che  esse  sono 
avvenute  nella  primavera  e  nel  giugno  del  2010  (cfr.  verbale 
d'audizione del  27 agosto 2010, pag. 6); che tuttavia nel  corso della 
seconda  audizione  egli  ha  affermato  che  tali  spiacevoli  situazioni 
sarebbero  occorse  circa  due  anni  fa  (cfr.  verbale  d'audizione  del 
20 settembre 2010, pag. 6); che a ciò, si aggiunge tutta una serie di 
affermazioni  inconsistenti  ed  illogiche;  che  infatti,  il  ricorrente  ha 
riferito  che i  suoi  famigliari  non gli  avrebbero permesso di  sposarsi;  
salvo  poi  dichiarare  di  non  avere  alcuna  fidanzata  con  cui  avesse 
intenzione di sposarsi (cfr. verbale d'audizione del 20 settembre 2010, 
pag. 4); che parimenti egli ha allegato che i famigliari non gli avrebbero 
permesso di usare l'auto di famiglia, salvo poi riferire di non avere la 
patente e di non aver mai nemmeno cercato di ottenerla (cfr. verbale 
d'audizione del 20 settembre 2010, pag. 4);

che,  di  conseguenza,  i  motivi  d'asilo  evocati  sono  stati  esaminati  e 
rettamente  ritenuti  come  inverosimili  dall'autorità  inferiore,  giusta 
l'art. 32 cpv. 3 lett. b  LAsi;  che,  tanto  meno,  a  mente  di  questo 
Tribunale, le allegazioni prodotte sarebbero state di un'intensità tale da 
essere  considerate  decisive  in  materia  d'asilo  né  che  si  evincono 
elementi  da  cui  dedurre  che  al  ricorrente  sarebbe  stata  preclusa 
un'appropriata  protezione  contro  le  persecuzioni  statali  (cfr.  GICRA 
2006 no 18);

che,  a  titolo  abbondanziale,  mal  si  comprende  la  necessità  per  il  
ricorrente  di  dover  fuggire  all'estero,  posto  che  egli  stesso  ha 

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dichiarato che i  dissidi  con i  fratelli  si  sarebbero risolti  se solo lui  si  
fosse  trasferito  altrove  a  vivere  da  solo;  che  tuttavia,  pur  avendo  i 
mezzi  finanziari  per  farlo,  egli  ha  preferito  investirli  nel  viaggio  di  
espatrio;

che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  non risultano  elementi  ai 
sensi  dell'art.  32  cpv. 3  lett.  c  LAsi  da  cui  dedurre  la  necessità  di 
ulteriori  accertamenti  ai  fini  della  determinazione  della  qualità  di 
rifugiato dell'insorgente medesimo;

che, in aggiunta, non si giustificano neppure delle misure di istruzione 
complementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedi -
mento  all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  (cfr.  DTAF 
2009/50, consid. 8, pagg. 730 e segg.);

che, dalle carte processuali non emergono elementi da cui desumere 
che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Algeria  possa 
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 
Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Convenzio -
ne sullo  statuto dei  rifugiati  del  28 luglio  1951 (Conv., RS 0.142.30), 
l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché  l'art.  83  cpv. 3  LStr  o 
possa esporre l'insorgente  in  patria  al  rischio reale ed immediato di 
trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei 
diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del  4 novembre  1950 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed al-
tre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  del  10 dicem-
bre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);

che, da quanto esposto, ne discende che rettamente l'UFM non è en -
trato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a 
LAsi;

che, di conseguenza, in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la  
decisione impugnata va confermata;

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 OAsi 1);

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolata all'art. 83 della legge 
federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) giusto 

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il quale l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 
cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevolmente esigi -
bile (art. 83 cpv. 4 LStr);

che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  come detto,  l'esecuzione 
dell'allontanamento  è  ammissibile  (art. 44 cpv. 2 LAsi  e 
art. 83 cpv. 3 LStr);

che la situazione vigente in Algeria non appare caratterizzata da guer -
ra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme della 
popolazione nell'integralità del territorio nazionale;

che, quanto alla situazione personale del ricorrente, egli  è giovane e 
possiede una buona formazione scolastica, in quanto ha frequentato le 
scuole fino alla maturità senza tuttavia ottenere il diploma; che inoltre,  
egli ha anche una discreta esperienza lavorativa in qualità di (...) (cfr. 
verbale d'audizione del 10 maggio 2010, pag. 2); che egli ha ancora i 
genitori in patria unitamente a tre fratelli e due sorelle , oltre ad uno 
zio e che inoltre, stando a quanto riferito, sarebbe nato a C._______ 
dove ha vissuto fino al (...) e poi ancora dal (...) fino alla data del suo  
espatrio, avvenuto l'(...); che, pertanto, si può partire dal presupposto 
che abbia una discreta rete sociale in patria; che l'insorgente non ha 
preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di salute che possano 
giustificare la sua ammissione provvisoria (cfr. sulla problematica Giu-
risprudenza ed informazioni della Commissione svizzera di ricorso in 
materia d'asilo [GICRA] 2003 n. 24), senza che da un esame d'ufficio 
degli atti emerga la necessità di una permanenza in Svizzera per moti-
vi medici;

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del autore del gravame 
nel suo Paese d'origine è ragionevolmente esigibile (art.  44 cpv. 2 LAsi 
e art. 83 cpv. 4 LStr);

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr);

che il  ricorrente,  usando della  necessaria diligenza,  potrà procurarsi 
ogni  documento  indispensabile  al  rimpatrio; che l'esecuzione dell'al-
lontanamento è dunque pure possibile;

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile;

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che, per  conseguenza,  anche in materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'auto-
rità inferiore confermata;

che ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato 
il  diritto  federale,  né  abusato  del  suo  potere  di  apprezzamento; 
l'autorità di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto 
i fatti giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata 
(art. 106 LAsi), per il che il ricorso va respinto;

che il  ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura sem-
plificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un se-
condo giudice (art. 111 lett. e LAsi);

che, avendo il TAF statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esen-
zione dal versamento dell'anticipo a copertura delle presumibili spese 
processuali è divenuta senza oggetto;

che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.-,  
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 
sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fe-
derale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);

che la  presente decisione non può essere impugnata con ricorso in 
materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d 
LTF);

che la pronuncia è quindi definitiva.

(Dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale  ammontare  deve  essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale 
amministrativo  federale  entro  un  termine  di  30  giorni  dalla  data  di 
spedizione della presente sentenza. 

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente,  tramite  il  Centro  di  registrazione  e  di  procedura  di 
I._______ (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento);

- all'UFM,  Centro  di  registrazione  e  di  procedura  di  I._______  con 
ordine di notificare la sentenza al ricorrente e di ritornare l'avviso di 
ricevimento  allegato  al  Tribunale  amministrativo  federale  (per 
l'incarto N [...];  allegato:  copia  del  ricorso  del  22 settembre 2010, 
per corriere interno; in copia);

- L._______(in copia).

Il giudice unico: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Federico Pestoni

Data di spedizione: >

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