# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** eb7ff8f0-53b9-52ba-b773-4ec98b2a073c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-08-30
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 30.08.2010 36.2010.13
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_36-2010-13_2010-08-30.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  36.2010.13+14

   

  cs

  	
  Lugano

  30 agosto
  2010

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso dell’8 febbraio 2010
di

 

	
   

  	
  1.  RI 1   

  2.  RI 2   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 21
  gennaio 2010 emanata da

  
	
   

   

   

   

   

   

   

  parte chiamata in causa:

   

  	
  CO 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

   

  in materia di assicurazione sociale
  contro le malattie

   

   

  PI 1

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   RI
1, nato nel 1950 e RI 2, nata nel 1948, nel corso del __________ si sono
assicurati contro le malattie per l’assicurazione obbligatoria delle cure
medico-sanitarie presso la Cassa malati CO 1 (doc. A9).

 

                                  B.   Il
6 novembre 2009 i coniugi __________, dopo aver ricevuto conferma dalla Cassa
malati CO 1 di avere uno debito di fr. 67'696.40 per premi, partecipazioni e
spese di richiamo nei confronti dell’assicuratore, hanno ricordato a
quest’ultimo di aver disdetto il rapporto assicurativo nel corso del 2002 e di
essersi affiliati presso il __________ dal mese di gennaio 2003 (doc. A8).

 

                                  C.   Con
decisione formale del 1° dicembre 2009 la Cassa malati CO 1, riferendosi allo scritto del 6 novembre 2009, ha affermato di non aver ricevuto alcuna disdetta
della copertura assicurativa e di aver ottenuto una conferma di assicurazione presso
PI 1 solo il 24 febbraio 2009, con l’indicazione di una stipulazione di un
contratto con effetto dal 1° gennaio 2004. L’assicuratore ha accertato che i
contratti con i coniugi __________ non sono mai stati disdetti, che da allora
non è stato versato alcun premio ed ha confermato la continuità dell’obbligo
assicurativo presso CO 1 (doc. A5).

 

                                  D.   Con
decisione su opposizione del 21 gennaio 2010 CO 1 ha confermato che il
contratto assicurativo non è mai stato rescisso, che le disdette indirizzate “all’impresa
assicurativa indipendente CO 1 __________, __________, __________” non gli sono
mai pervenute e non possono di conseguenza essere accettate e che a tutt’oggi
gli arretrati dei premi non risultano essere stati versati (doc. IIIBis).

 

                                  E.   Contro
la predetta decisione su opposizione i coniugi __________ sono tempestivamente
insorti facendo valere che nel mese di ottobre/novembre 2003, tramite il broker
assicurativo signor __________, hanno sottoscritto un contratto con PI 1, la
quale ha inoltrato regolare disdetta all’CO 1 e presso la quale sono assicurati
dal 1° gennaio 2004 dove sono stati versati regolarmente i premi assicurativi.
Gli insorgenti rilevano che per anni tutto è proseguito regolarmente senza aver
ricevuto alcuna nuova comunicazione dal vecchio assicuratore fino nel corso del
2008. Gli assicurati ritengono che CO 1 avrebbe dovuto intervenire in
precedenza (doc. I e III).

 

                                  F.   Con
risposta del 23 marzo 2010 l’assicuratore propone la reiezione del ricorso,
affermando che dal 2001 gli interessati non pagano i premi e che lo scoperto a
favore di CO 1 ammonta a fr. 67'696.40. L’assicuratore rileva che i contratti
in essere non sono mai stati rescissi e nessuna disdetta in tal senso gli è mai
pervenuta. Abbondanzialmente afferma che, qualora la disdetta fosse a suo tempo
effettivamente stata notificata, la stessa non avrebbe avuto alcun effetto in
applicazione dell’art. 105d LAMal e che anche l’ombudsman delle assicurazioni
sociali, interpellato dai ricorrenti, ha dato ragione a CO 1.

                                         In
conclusione l’assicuratore chiede la condanna dei ricorrenti al pagamento di
fr. 67'696.40 (doc. VII).

 

                                  G.   Con
decreto del 14 aprile 2010 il Giudice delegato del TCA ha chiamato in causa PI
1, mettendole a disposizione gli atti completi dell’incarto ed assegnandole un
termine scadente il 4 giugno 2010 per visionare la documentazione e presentare
osservazioni scritte in merito.                              

 

                                  H.   Con
risposta di chiamata in causa del 2 giugno 2010 l’assicuratore, dopo aver
riassunto la fattispecie, ha chiesto di accertare che i coniugi __________ sono
assicurati presso PI 1 dal 1° gennaio 2004, che PI 1 non è responsabile del
danno subito dagli assicurati e di respingere ogni altra conclusione di CO 1
(doc. XII).

 

                                    I.   Le
parti, chiamate a presentare osservazioni scritte in merito, si sono
ulteriormente riconfermate nelle loro posizioni (doc. XIX e seguenti).

 

                                   L.   Il
21 luglio 2010 il TCA ha chiesto ad CO 1 di trasmettere tutte le polizze
assicurative inviate ogni anno ai ricorrenti ed ogni eventuale ulteriore
corrispondenza non ancora prodotta a questo Tribunale relativa al periodo dal
novembre 2003 al dicembre 2009 (doc. XXIII) ed ha interpellato PI 1 e i coniugi
__________ chiedendo loro di precisare se sono in possesso di eventuali
ricevute che attestano l’invio delle disdette del 4 novembre 2003 alla CO 1 – __________
(doc. XXIV e XXV).

 

                                  M.   Il
23 luglio 2010 i ricorrenti hanno risposto affermando di aver firmato il
formulario di disdetta “inviata in seguito da parte della nuova compagnia
assicurativa” e che “essendo passati parecchi anni non siamo in grado di
mostrare la nostra copia di disdetta” (doc. XXVI).

 

                                  N.   Il
9 agosto 2010 CO 1 ha prodotto copia delle polizze trasmesse all’inizio di ogni
anno ai ricorrenti dal 2004 al 2010 (doc. XXVII), mentre l’11 agosto 2010 PI 1
ha affermato di non essere “in possesso di ricevute che attestano l’invio
delle disdette del 4 novembre 2003 alla CO 1-__________ di __________. La
comunicazione è stata fatta dai congiunti __________. Con “attestato” del 6
novembre 2003 PI 1 ha scritto a CO 1 a __________, affermando che “RI 1 è
assicurato presso la nostra cassa per le prestazione legale fissate dalla LAMal
dal 1° gennaio 2004”. Lo stesso attestato è stato mandato per la signora RI 2”
(doc. XXVIII).

 

                                  O.   Alle
parti è stata data la possibilità di presentare ulteriori osservazioni scritte
in merito entro il 23 agosto 2010 (doc. XXIX).

 

                                         in
diritto

 

                                         In ordine

 

                                   1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un
Giudice unico ai sensi dell'articolo
49 cpv. 2 della Legge sull'organizzazione
giudiziaria (STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00).

 

                                   2.   Per
costante giurisprudenza federale, la decisione impugnata costituisce il
presupposto ed il contenuto della contestazione sottoposta all'esame giudiziale
(cfr. SVR 2005 AHV Nr. 19; DTF 130 V 388; DTF 122 V 36 consid. 2a, DTF 110 V 51
consid. 3b e giurisprudenza ivi citata; SVR 1997 UV 81, p. 294). 

 

                                         Se non è
stata emessa nessuna decisione, la contestazione non ha oggetto e non può
dunque essere pronunciata una sentenza nel merito (cfr. STF C 22/06 del 5
gennaio 2007; DTF 131 V 164 consid. 2.1; DTF 125 V 414
consid. 1A; DTF 119 Ib 36 consid. 1b).

 

                                         In concreto il TCA può pronunciarsi esclusivamente sul tema oggetto
della decisione su opposizione impugnata ossia la continuazione del rapporto
assicurativo con  CO 1 a causa dell’(asserita) assenza di una disdetta nei
tempi e nei modi previsti dalla legge.

                                         Ne
segue che le richieste di CO 1 di condannare i ricorrenti al pagamento
dell’importo di fr. 67'696.40 (mai quantificato nelle decisioni formali e su
opposizione) e de PI 1 di essere esonerata dalla responsabilità del danno
subito dai coniugi __________, sono irricevibili poiché esulano dalla
presente vertenza.

 

                                         Nel
merito

 

                                   3.   Oggetto
del contendere è la questione di sapere se i ricorrenti hanno disdetto
regolarmente il loro rapporto assicurativo con CO 1 nel corso del 2003 e se
sono affiliati, a partire dal 1° gennaio 2004, presso PI 1.

 

                                   4.   Per
l'art. 7 cpv. 1 LAMal l'assicurato può cambiare assicuratore per la fine d'un
semestre civile di un anno civile con preavviso di tre mesi. 

 

                                         L’art.
7 cpv. 2 LAMal prevede che al momento della notifica dei nuovi premi, l’assicurato
può, con preavviso di un mese, cambiare assicuratore per la fine del mese che
precede la validità dei nuovi premi. L’assicuratore deve annunciare i nuovi
premi approvati dall’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (Ufficio federale)
a ogni assicurato con almeno due mesi d’anticipo e segnalare il diritto di
cambiare assicuratore.

 

                                         A
norma dell’art. 7 cpv. 3 LAMal se l’assicurato deve cambiare assicuratore
perché trasferisce il suo domicilio o cambia posto di lavoro, l’affiliazione
termina al momento del trasferimento del domicilio o dell’inizio dell’attività
presso il nuovo datore di lavoro.

 

                                         Giusta
l’art. 7 cpv. 4 LAMal se un assicuratore, volontariamente o sulla base di una
decisione di un’autorità, non esercita più l’assicurazione sociale malattie, il
rapporto assicurativo termina con il ritiro dell’autorizzazione giusta
l’articolo 13.

 

                                         Per
l’art. 7 cpv. 5 LAMal il rapporto d’assicurazione termina solo se il nuovo
assicuratore ha comunicato a quello precedente che assicura l’interessato senza
interruzioni della protezione assicurativa. Se omette questa conferma, deve
risarcire all’assicurato il danno risultante, in particolare la differenza di
premio. L’assicuratore che ha ricevuto la comunicazione informa la persona
interessata sulla data a partire dalla quale essa non è più assicurata presso
di lui.

 

                                         Secondo
l’art. 7 cpv. 6 LAMal il precedente assicuratore che impedisce il
cambiamento d’assicuratore deve risarcire all’assicurato il danno risultante,
in particolare la differenza di premio.

                                         

                                   5.   Con
sentenza del 1° dicembre 2000, pubblicata in DTF 126 V 480, la nostra Massima
Istanza ha stabilito, a proposito dell'art. 7 cpv. 2 LAMal, circa il computo
del termine di preavviso di un mese prescritto per il cambiamento
d'assicuratore, che la dichiarazione di volontà con cui la persona assicurata
può cambiare il suo assicuratore, mediante preavviso di un mese per la fine di
un mese dalla comunicazione dell'aumento dei premi, è un atto formatore
recettizio. Di conseguenza, il termine è rispettato soltanto se il preavviso
perviene al suo destinatario al più tardi l'ultimo giorno del mese che precede
lo scioglimento del rapporto assicurativo.

                                         Nel
caso esaminato dall'Alta Corte la disdetta consegnata alla posta il 30 novembre
1998 è stata ricevuta il 1° dicembre 1998 dal nuovo assicuratore. Il rapporto
assicurativo è stato di conseguenza sciolto unicamente con effetto dal 31
dicembre 1999, invece del 31 dicembre 1998.

 

                                         Per
quanto concerne l'applicazione dell'art. 7 cpv. 5 LAMal, l'Alta Corte con
sentenza del 9 gennaio 2001, pubblicata in DTF 127 V 38, ha stabilito che
qualora il nuovo assicuratore solo dopo la scadenza del periodo di disdetta
comunichi al precedente di assicurare l'interessato senza interruzione della
protezione assicurativa, il precedente rapporto assicurativo cessa alla fine
del mese in cui l'informazione tardiva perviene al precedente assicuratore.

                                         Nel
caso giudicato dal TFA (dal 1° gennaio 2007: TF) il nuovo assicuratore ha
comunicato al vecchio assicuratore di assumere senza interruzione
l'assicurazione il 10 gennaio 1997. Per cui il precedente rapporto assicurativo
è cessato il 31 gennaio 1997.

 

                                         L’8
settembre 2004 (DTF 130 V 448), l’Alta Corte ha stabilito che in caso di
cambiamento di assicuratore nell’ambito dell’assicurazione obbligatoria delle
cure medico sanitarie è esclusa una doppia assicurazione. Il rapporto di
assicurazione presso il nuovo assicuratore può soltanto prendere inizio dopo
che è terminato quello precedente (consid. 4). La comunicazione prevista dall’art.
7 cpv. 5 prima frase LAMal deve essere fatta direttamente dal nuovo
assicuratore a quello precedente. La mancata comunicazione non si rivela
illecita se il nuovo assicuratore non conosce quello precedente. In tal caso
può sorgere un obbligo di risarcimento danni ai sensi dell’art. 7 cpv. 5
seconda frase LAMal. Per salvaguardare il proprio diritto al risarcimento del
danno, la persona assicurata deve rendere nota al nuovo assicuratore l’identità
di quello precedente (cons. 5.4).

 

                                   6.   Nel
caso di specie dagli accertamenti effettuati da questo Tribunale e dalla
documentazione prodotta dalle parti emerge quanto segue.

 

                                         Il
13 marzo 2001 CO 1 ha trasmesso a RI 1 un estratto conto dei premi e delle
partecipazioni in arretrato con un totale a favore dell’assicuratore di fr.
12'440.50 (doc. 1).

 

                                         Con
decreto del 2 giugno 2004 la Pretura di __________ ha concesso a RI 1 una
moratoria di 6 mesi per l’ottenimento di un concordato (doc. 7). In data 15
novembre 2004 CO 1, in relazione alla citata moratoria concordataria, ha
scritto al commissario del concordato, __________, insinuando il credito di fr.
37'004.60, comprendente in particolare i premi ancora insoluti per gli anni dal
1998 al 2004 compresi (doc. 6). Il commissario, dopo le usuali pubblicazioni,
ha provveduto a stabilire una situazione debitoria e non essendo in possesso di
una situazione contabile dettagliata ha accettato l’insinuazione dei crediti
senza sollevare contestazioni (doc. 7, pag. 3).

                                         

                                         Il
23 maggio 2005 il commissario del concordato ha informato le parti di aver
chiesto alla Pretura la revoca della moratoria non disponendo delle maggioranze
previste dall’art. 305 cpv. 1 LEF (doc. 9).

 

                                         In
data 19 agosto 2005 CO 1 ha chiesto all’UEF di __________ gli attestati di
carenza beni dei coniugi __________ (doc. 10).

 

                                         Il
21 gennaio 2007 l’assicuratore ha scritto a RI 1 un ultimo sollecito prima
dell’esecuzione per i premi dovuti dal 1.1.2005 al 31.12.2006 (doc. 11).

 

                                         Il
26 aprile 2007 è stato spiccato, nei confronti di RI 1, un precetto esecutivo
per i premi dovuti dal 1.1.2005 al 31.12.2006. Non è stata sollevata nessuna
opposizione (doc. 12). Il 16 maggio 2007 RI 1 è stato sollecitato a pagare i
premi del 2007 (doc. 14) e l’8 settembre 2007 è stato spiccato nei suoi
confronti un precetto esecutivo per i premi del 2007. Anche in questa occasione
non è stata sollevata alcuna opposizione (doc. 17). Il 9 luglio 2008 ha fatto seguito il rilascio del relativo attestato di carenza beni per fr. 8'756,60 (doc. 18).
Il 7 e l’8 ottobre 2008 sono stati spiccati due ulteriori precetti esecutivi
nei confronti sia di RI 1 che di RI 2 cui, in questo caso, sono state fatte
opposizioni (doc. 21 e 22 e 24). 

 

                                         Il
13 ottobre 2008 RI 1 e RI 2 hanno informato CO 1 di essere assicurati dal 2003
presso il __________ (doc. 25 e 26), a cui nel corso del 2009 sono seguiti
ulteriori scambi di corrispondenza (doc. 27 e seguenti).

 

                                         Dagli
atti prodotti da PI 1 risulta che i coniugi __________ hanno sottoscritto una
proposta di assicurazione il 1° novembre 2003 (doc. 4). Dalla documentazione emerge
inoltre uno scritto intitolato “disdetta del contratto d’assicurazione”
indirizzato alla CO 1 – __________ __________ datata 4 novembre 2003 e sulla
quale figura anche la dicitura “LSI”, di regola indicante l’invio di uno
scritto per raccomandata (doc. 5 e 7). Il 6 novembre 2003 PI 1 ha scritto ai
coniugi __________ allegando la polizza assicurativa valida dal 1° gennaio 2004
(doc. 8 e 10).

 

                                         I
ricorrenti hanno inoltre prodotto due lettere del 6 novembre 2003 de PI 1 a CO
1, __________, in cui viene indicato che i ricorrenti sono assicurati presso PI
1 dal 1° gennaio 2004 (doc. A7).

 

                                         Va
qui rammentato che CO 1 afferma di non aver ricevuto né le disdette del 4
novembre 2003 né le lettere del 6 novembre 2003 e che chiamati a produrre la
comprova dell’avvenuto invio della disdetta del 4 novembre 2003 le parti hanno
espressamente affermato di non esserne in possesso.

 

                                   7.   Alla
luce di quanto sopra esposto e della giurisprudenza federale in merito al
cambiamento dell’assicuratore questo Tribunale, sulla base delle considerazioni
che seguono, ritiene che i coniugi __________ sono sempre stati assicurati
presso CO 1. PI 3

                                         Infatti
né i ricorrenti né PI 1 sono riusciti a comprovare l’avvenuta notifica delle
disdette del 4 novembre 2003 (e degli scritti del 6 novembre 2003) a CO 1.

 

                                         Giova
qui rammentare che la procedura dinanzi al Tribunale delle assicurazioni
sociali è retta dal principio inquisitorio. Il Tribunale accerta
d'ufficio, con la collaborazione delle parti, i fatti rilevanti per il
giudizio, assume le prove necessarie e le apprezza liberamente ed il giudice
delegato ha facoltà di ricorrere a mezzi probatori non indicati dalle parti o
di rinunciare all'assunzione di mezzi probatori che le parti hanno notificato.
Alla fattispecie in discussione è applicabile la LPTCA, che prevede la massima dell'ufficialità, il principio inquisitorio e quello dell'applicazione
d'ufficio del diritto (in questo senso: Marco
Borghi e Guido Corti, Compendio di procedura
amministrativa ticinese, edito dalla CFPG, Lugano, ad art. 18 pag. 89 e segg.;
cfr. inoltre STFA U 94/01 del 5 settembre 2001; STFA I 83/01
del 31 maggio 2001; STFA U 429/00 del 13 marzo 2001; Untersuchungsgrundsatz,
SVR 1995 AHV Nr. 57 pag. 164 consid. 5a; AHI Praxis 1994 pag. 212; DTF 125 V
195 consid. 2 con riferimenti). È dunque compito del giudice chiarire d'ufficio in modo corretto e completo i fatti
giuridicamente rilevanti.

 

Questo principio non è
tuttavia incondizionato, ma trova il suo correlato nell'obbligo delle parti di collaborare (DTF
125 V 195 consid. 2 con riferimenti; RAMI 1994 pag.
211; AHI Praxis pag. 212; DLA 1992 pag. 113; Meyer, Die
Rechtspflege in der Sozialversicherung, in: Basler Juristische Mitteilungen
(BJM) 1989 pag. 12; Spira, Le
contentieux des assurances sociales fédérales et la procédure cantonale, in:
Recueil de jurisprudence Neuchâteloise (RJN) 1984 pag. 16; Kurmann, Verwaltungsverfahren und
Verwaltungsrechtspflege in erster Instanz, in: Luzerner Rechtsseminar 1986,
Sozialversicherungsrecht, Referat XII, pagg. 5 segg.). Questo
obbligo comprende in particolare quello di motivare le pretese di cui le parti
si avvalgono e quello di apportare, nella misura in cui può essere
ragionevolmente richiesto da loro, le prove dettate dalla natura della vertenza
o dai fatti invocati: in difetto di ciò esse rischiano di dover sopportare le
conseguenze dell'assenza di prove (SVR 1995 AHV Nr. 57 pag. 164 consid. 5a;
RAMI 1993 pagg. 158-159 consid. 3a; DTF 117 V 264 consid. 3b; SZS 1989 pag. 92;
DTF 115 V 113; Beati in: Relazioni
tra diritto civile e assicurazioni sociali, Lugano 1993, pag. 1 seg).

Su questi aspetti, si
veda in particolare: Duc, Les
assurances sociales en Suisse, Losanna 1995, pagg. 827-828 e Locher, Grundriss des
Sozialversicherungsrecht, Berna 1997, pagg. 339-341, laddove quest'ultimo
rileva che “besondere Bedeutung hat die Mitwirkungspflicht dann, wenn der
Sachverhalt ohne Mitwirkung der betroffenen Person gar nicht (weiter) erstellt
werden kann”.

L'obbligo di accertamento d'ufficio dei
fatti, correlato dal dovere di collaborazione delle parti, non rende comunque
privo d'efficacia il principio secondo cui l'onere della prova incombe
alla parte che da un fatto deriva un suo diritto e del conseguente fardello in
caso di mancata prova. L'art. 8 CC prevede infatti che, ove la
legge non disponga altrimenti, chi vuol dedurre il suo diritto da una
circostanza di fatto da lui asserita deve fornirne la prova.

 

Con sentenza del 18
settembre 2001 (K 202/00, consid. 3b), il TFA (dal 1°
gennaio 2007: Tribunale federale) ha affermato:

 

" 
(…) Celui-ci comprend en
particulier l'obligation de ces dernières d'apporter, dans la mesure où cela
peut être raisonnablement exigé d'elles, les preuves commandées par la nature
du litige et des faits invoqués, faute de quoi elles risquent de devoir
supporter les conséquences de l'absence de preuves (ATF 125 V 195 consid. 2;
VSI 1994, p. 220 consid. 4; comp. ATF 125 III 238 consid. 4a à propos de l'art.
274d al. 3 CO). Car si le principe inquisitoire dispense les parties de l'obligation
de prouver, il ne les libère pas du fardeau de la preuve: en cas d'absence de
preuve, c'est à la partie qui voulait en déduire un droit d'en supporter les
conséquences (ATF 117 V 264 consid. 3), sauf si l'impossibilité de prouver un
fait peut être imputée à l'adverse partie (ATF 124 V 375 consid. 3; RAMA 1999
n° U 344, p. 418 consid. 3). Au demeurant, il n'existe pas, en droit des
assurances sociales, un principe selon lequel l'administration ou le juge
devrait statuer, dans le doute, en faveur de l'assuré (RAMA 1999 n° U 349, p.
478 consid. 2b; DTA 1998 n°
48, p. 284). (…)."

 

                                         Per
quanto attiene la notifica delle decisioni e l'inoltro di atti ed istanze nei
confronti dei quali il ricorrente ha espresso delle lamentele, va evidenziato
che i Tribunali, ed in particolare l'allora Tribunale Federale delle Assicurazioni, hanno sviluppato nel
corso degli anni un'abbondante giurisprudenza.

Occorre anzitutto
rilevare come l'onere della prova dell'avvenuta notifica di una decisione
giudiziaria incombe all'autorità amministrativa (DTF 115 V 113 con
riferimenti). Qualora la notifica o la relativa data sono contestate, in caso
di dubbio fa stato la versione fornita dal destinatario (DTF 103 V 66 consid.
2a). L'andamento organizzativo di una spedizione da parte dell'autorità amministrativa non è sufficiente
per provare la notifica di una decisione, in particolare quando si tratta di un
invio per posta A (RCC 1992 pag. 395 consid. 3c). Questa prova può essere tuttavia
portata per il tramite di indizi (per esempio: corrispondenza con l'autorità
amministrativa, RCC 1984 pag. 123 consid. 1b), tenuto conto che, secondo la
giurisprudenza, è sufficiente che la prova sia stata fornita secondo il
principio della verosimiglianza preponderante (DTF 121 V 6 dove si trattava di
un termine per salvaguardare la perenzione dei contributi AVS ex art. 16 cpv. 1
LAVS; Kieser, Das
Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, N 364, pag. 166).

 

In una sentenza del 22
febbraio 1993 pubblicata in DTF 119 V 7, il Tribunale federale delle
assicurazioni sociali aveva invero avuto modo di stabilire che la tempestività
dell'esercizio di un rimedio di diritto deve essere determinata con certezza
(ad esempio fornendo la prova dell'invio mediante raccomandata) e che in simili
casi, la regola della verosimiglianza preponderante, usuale nel diritto delle
assicurazioni sociali, non è applicabile.

 

In una successiva
sentenza del 28 febbraio 1995 pubblicata in DTF 121 V 5 e AJP 1995 pag.
1090-1091, la nostra Massima Istanza ha precisato che la giurisprudenza citata
(DTF 119 V 7) si applica solamente per valutare la tempestività di atti
processuali, ma non invece nell'ambito dell'amministrazione di massa (ad esempio:
l'emanazione di decisioni in materia di contributi) dove è applicabile l'abituale
criterio della probabilità preponderante. Va comunque osservato che, anche in
questa seconda occasione, in assenza di un invio raccomandato, il TFA, pur
applicando il criterio della probabilità preponderante, ha ritenuto non
avvenuta la notifica della decisione alla data indicata dall'amministrazione
(per una critica della giurisprudenza federale, anche con riferimento al DTF
120 V 37, cfr. U. Kieser in: AJP
1995 pag. 1091-1092).

 

A questo proposito va
rilevato che in una sentenza del 26 settembre 1994 nella causa E.K. AG, il
Tribunale federale delle assicurazioni ha riconfermato che colui che è in grado
di comprovare l'avvenuta spedizione (ad esempio mediante una ricevuta postale),
beneficia della presunzione che in quell'invio sono contenuti i documenti rilevanti
ai fini dei diritti che si vogliono fare valere. In tale ipotesi, se l'amministrazione
ritiene che in quell'invio figuravano altri documenti sta a lei fornire la
prova delle proprie affermazioni.

 

Nella sentenza del 14
dicembre 1999, pubblicata in DLA 2000 pag. 118 segg., l'Alta Corte ha rilevato
che l'autorità sopporta le conseguenze della mancanza di prove (o della
mancanza della probabilità preponderante) nel senso che, se la notifica o la rispettiva
data sono contestate e se esistono effettivamente dubbi a tale proposito,
occorre basarsi sulle dichiarazioni del destinatario dell'invio. La spedizione
con la posta normale non consente in generale di stabilire se la comunicazione
sia pervenuta al destinatario; la semplice presenza nel fascicolo della copia
dell'invio non è sufficiente per dimostrare che tale lettera sia stata effettivamente
spedita e ricevuta. Tuttavia, la prova della notifica di un atto può risultare
da altri indizi o dall'assieme delle circostanze, quali la mancata protesta da
parte di una persona che riceve richiami (STCA del 22 luglio 2005, inc. 36.2005.3 e 4).

                                   8.   Nel
caso concreto sia i ricorrenti che PI 1 affermano di aver inoltrato nel corso
del mese di novembre 2003 la disdetta e la conferma di assicurazione a CO 1.

 

In uno scritto del 6 novembre 2009 a CO 1 RI 1 afferma che “sempre il sig. __________ ha provveduto a dare regolare disdetta alla vostra compagnia
e nuova affiliazione alla __________. Premesso che il sig. __________ lavora
con diverse compagnie e questo tramite il suo ufficio di consulenza (…) sempre
tramite lui sono venuto a sapere che la disdetta da lui inviata a suo tempo era
regolarmente giunta ai vostri uffici e da voi allora aggettata.” (doc. A8).
Tuttavia, successivamente, e meglio l’11 dicembre 2009, i ricorrenti hanno
modificato la propria versione e, scrivendo a __________, hanno affermato che “al
momento di sottoscrivere i nuovi contratti, ho pure firmato un foglio per
disdire i contratti con la vecchia compagnia ovvero la CO 1. __________ mi
informava che per quanto riguardava la disdetta, questa veniva fatta
direttamente dai vostri uffici” (sottolineatura del redattore) ed hanno
chiesto a PI 1 di inviare “copia delle due disdette fatte a suo tempo”
(doc. A4). 

Con i ricorsi gli
insorgenti hanno ribadito che “tramite l’assicurazione (ndr: e dunque non
più tramite il sig. __________) è stata fatta regolare disdetta” (doc. I) e
che “la disdetta è stata fatta regolarmente da parte della mia attuale
Compagnia (cassa malatia __________ PI 1)” (doc. III, sottolineatura
del redattore).

 

Interpellati in merito
per sapere se sono in possesso di eventuali ricevute che attestano l’invio
delle disdette del 4 novembre 2003 alla CO 1 i ricorrenti hanno espressamente affermato
che la disdetta è stata “inviata in seguito da parte della nuova
compagnia assicurativa” (doc. XXVI, sottolineatura del redattore) e di
non disporre di alcuna ricevuta, escludendo pertanto l’intervento di __________,
mentre PI 1 ha rilevato di non essere in possesso di attestazioni circa l’invio
delle disdette e che “la comunicazione è stata fatta dai congiuti __________”
(doc. XXVIII). 

 

Ne segue che né i
ricorrenti né l’assicuratore chiamato in causa sono stati in grado di
comprovare l’avvenuto invio della disdetta del 4 novembre 2003.

 

La questione del
preteso invio della disdetta va pertanto risolta alla luce della consolidata
giurisprudenza sviluppata da questo Tribunale (prima fra tutte: STCA del 17 ottobre 2005, inc. 36.2005.86; fra le ultime: STCA del 5 agosto 2009, inc.
36.2009.106, STCA del 19 ottobre 2009, inc. 36.2009.141, STCA del 9 novembre 2009, inc. 36.2009.171) secondo cui chi inoltra un atto dichiarato non pervenuto,
deve dimostrarne l'avvenuto invio o mediante la produzione della ricevuta della
raccomandata, o con la produzione di corrispondenza con l'Ufficio destinatario dell'invio relativa all'oggetto in esame, che
attesti quindi che l'amministrazione
ha ricevuto una precedente comunicazione da parte dell'assicurato.

In questo contesto, la
prova dell’inoltro della disdetta tocca all'assicurato (o al nuovo assicuratore
in caso di suo intervento) ed in caso di mancata prova le conseguenze vengono
sopportate dallo stesso, e meglio come alla giurisprudenza esposta ai punti
precedenti.

 

Nella fattispecie, dagli
atti a disposizione non si può desumere che la disdetta sia stata
effettivamente inviata. Non v'è
infatti documentazione che comprovi quanto sostengono gli assicurati e PI 1.
Inoltre, contrariamente a quanto sostenuto in sede di ricorso, CO 1 non è
rimasta silente per oltre 5 anni (doc. I), avendo sempre trasmesso le polizze
assicurative ai ricorrenti ed avendo sollecitato RI 1 a pagare il dovuto (21
gennaio 2007) un anno e mezzo dopo essere stata informata della revoca della
moratoria concordataria (23 maggio 2005).

 

In mancanza di prove concrete attestanti l'invio degli scritti del 4
novembre 2003 (e quindi l'assenza della ricevuta postale della spedizione per
raccomandata o specifica corrispondenza riferentesi alla documentazione in
discussione), questo Tribunale Cantonale delle Assicurazioni deve ritenere come
le disdette non siano in realtà mai state trasmesse all’assicuratore.

 

                                         Pertanto,
con riferimento agli art. 7 cpv. 2 LAMal (al momento della notifica dei nuovi
premi, l’assicurato può, con preavviso di un mese, cambiare assicuratore per la
fine del mese che precede la validità dei nuovi premi) e 7 cpv. 5 prima frase
LAMal (il rapporto d’assicurazione termina solo se il nuovo assicuratore ha
comunicato a quello precedente che assicura l’interessato senza interruzioni
della protezione assicurativa), il cambiamento non è mai avvenuto.

 

                                         Non
può neppure essere presa in considerazione quale data della disdetta quella del
24 febbraio 2009, ossia il giorno in cui CO 1 afferma di aver ricevuto da PI 1
la conferma di assicurazione poiché gli insorgenti sono in mora, come si evince
dagli atti, con il pagamento dei premi e l’art. 64a cpv. 4 LAMal prevede che in
deroga all’articolo 7, gli assicurati in mora non possono cambiare assicuratore
finché non hanno pagato integralmente i premi e le partecipazioni ai costi in
arretrato, gli interessi di mora e le spese d’esecuzione. 

 

                                         Per
contro, considerato che una doppia assicurazione nell’ambito dell’assicurazione
obbligatoria delle cure medico sanitarie è esclusa (DTF 130 V 448),
l’affiliazione presso PI 1, in assenza di disdetta, non è invece mai avvenuta.

 

                                         Va
qui rammentato che la disdetta del rapporto assicurativo, ossia la
dichiarazione di volontà con cui la persona assicurata decide di cambiare il
suo assicuratore, è un atto giuridico unilaterale che produce i suoi effetti
indipendentemente dall’accordo dell’assicuratore (cfr. DTF 126 V 480, consid.
2d; cfr. tuttavia il citato art. 64a cpv. 4 LAMal in caso di mora
dell’assicurato). 

                                         La
disdetta è un atto formatore recettizio, deve cioè essere ricevuta
dall’assicuratore al più tardi l’ultimo giorno del termine previsto dalla legge
(DTF 126 V 480, consid. 2d).

 

                                         Ora,
nel 2003, quando è stata compilata la proposta d’assicurazione per PI 1, i
ricorrenti non hanno disdetto il rapporto assicurativo con CO 1, alla quale non
è giunto alcuno scritto in tal senso.

                                         

                                         Giacché
il rapporto con PI 1 non poteva giuridicamente sorgere fino a quando il
precedente rapporto assicurativo non era stato disdetto nelle dovute forme, a
causa del divieto della doppia assicurazione (DTF 130 V 448: “Das neue
Versicherungsverhältnis kann demzufolge nicht entstehen, bevor das bisherige
beendet ist. Da andererseits auch
Versicherungslücken zu vermeiden sind, stimmt der Zeitpunkt des
Versicherungsbeginns zwangsläufig mit demjenigen der Beendigung des bisherigen
Versicherungsverhältnisses überein.“) i ricorrenti non sono mai stati assicurati presso PI 1.

 

                                         Alla
luce di quanto sopra esposto il ricorso va respinto mentre la decisione
impugnata merita conferma.

 

                                      

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le
richieste di CO 1 e de PI 1 sono irricevibili.

 

                                   3.   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato.                              

 

                                   4.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio
Zocchetti