# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 164b8e9d-e6e6-58dd-b43e-7e55615373b5
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2007-02-16
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 16.02.2007 52.2006.403
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2006-403_2007-02-16.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2006.403

   

  	
  Lugano

  16 febbraio
  2007

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano
  Bernasconi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli 

  

 

 

statuendo sul ricorso 5 dicembre 2006 di

 

 

	
   

  	
  RI 1, , 

  patrocinata da: PA 1, , 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 23 novembre 2006 dell'CO 1 che
  aggiudica all'CO 2 il primo lotto degli impianti elettrici relativi
  all'impianto di termovalorizzazione dei rifiuti solidi urbani;

  

 

 

viste le risposte:

-    21 dicembre 2006 dell'CO
1 

-    22 dicembre 2006 dell'CO
2; 

 

preso atto della replica 22 gennaio 2007 della RI 1 e
delle dupliche: 

-     1. febbraio 2007 dell'CO
1; 

-    31 gennaio 2007 dell'CO
2; 

 

viste le osservazioni 15 febbraio 2007 della
ricorrente; 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Il 7 luglio
2006 l'CO 1 ha indetto un pubblico concorso, retto dal concordato intercantonale
sugli appalti pubblici (CIAP) ed impostato secondo la procedura libera, per
aggiudicare il primo lotto degli impianti elettrici (opere in getto ed impianti
provvisori) relativi all'impianto di termovalorizzazione dei rifiuti di Giubiasco
(FU n. 54, pag. 4607). 

Le ditte interessate a partecipare alla gara
dovevano annunciarsi alla Comunità di lavoro __________ /__________, alla quale
avrebbero dovuto essere rivolte anche eventuali richieste di informazioni. Le
offerte dovevano essere inoltrate alla sede dell'CO 1 entro le 1100 di venerdì
25 agosto 2006. 

La posizione 224.100 delle disposizioni
particolari CPN 102 del capitolato d'appalto stabiliva che il prezzo sarebbe
stato valutato con un fattore di ponderazione del 50% secondo la seguente formula:

 

-    minor
offerente           nota 6

-    altri
offerenti                nota = 6 - [0.045 x (Δ% 1.5)] 

ove Δ% = differenza di prezzo in %

 

La clausola precisava inoltre che non
sarebbero state attribuite note negative e che le offerte, che per il prezzo
avessero conseguito la nota 0, non sarebbero state prese in considerazione per
la delibera. 

 

 

                                  B.   Nel termine
prestabilito sono pervenute alla committente le offerte di sette ditte del
ramo. Fra queste, v'erano quella della ricorrente RI 1 di fr. 1'463'397.20 e
quella dell'CO 2 di fr. 734'918.65. 

Previa valutazione, esperita dalla __________,
con decisione 23 novembre 2006 l'CO 1 ha aggiudicato la commessa all'CO 2,
classificatasi al primo posto in graduatoria con 551.44 punti, davanti ad altre
cinque ditte, tutte escluse dalla delibera, poiché per il prezzo avevano
ottenuto la nota 0. Un'ulteriore offerta è stata invece scartata siccome
formalmente irrita. 

                                  C.   Contro la
predetta decisione la RI 1 è insorta davanti al Tribunale cantonale amministrativo,
chiedendone l'annullamento e postulando che sia fatto ordine all'CO 1 di indire
una nuova gara. 

Preliminarmente, l'insorgente eccepisce una
violazione delle norme sulla ricusa in relazione: 

-         
alla posizione dell'ing. __________, funzionario
della Divisione delle costruzioni del Dipartimento del territorio, designato capoprogetto
per l'opera in rassegna, passato alle dipendenze dell'CO 2 a partire dal 1.
novembre 2006; 

-         
alla posizione dell'CO 2, società membro del
consorzio aggiudicatario della parte elettromeccanica dell'impianto di termovalorizzazione.

Nel merito, l'insorgente sostiene invece che
l'CO 2 avrebbe inoltrato un'offerta sottocosto, grazie alla sua posizione di
membro del consorzio aggiudicatario della parte elettromeccanica dell'impianto
di termovalorizzazione; posizione, che le avrebbe permesso di avvedersi che i
quantitativi richiesti dal capitolato erano eccessivi. Censurabile sarebbe
infine anche la clausola che esclude dall'aggiudicazione le offerte che
ottengono la nota 0 nella valutazione del prezzo. A suo avviso, sarebbe inammissibile
negare ai concorrenti la possibilità di recuperare lo svantaggio mediante i
punteggi conseguiti in base agli altri criteri. 

 

 

                                  D.   All'accoglimento
del ricorso si sono opposte l'CO 1 e l'CO 2, contestando in dettaglio le tesi
dell'insorgente con argomenti che per quanto necessario saranno discussi nei
seguenti considerandi. 

 

 

                                  E.   Con la
replica, la RI 1 ha contestato la conformità dell'offerta inoltrata dall'CO 2
in punto al dimensionamento dei cavi previsti dalle posizioni 511.291.531 e
511.291.333 del capitolato per l'allacciamento del cantiere; dimensionamento,
che in sede di discussione d'offerta è risultato insufficiente a sostenere il
carico di 800 A fissato dal capitolato. Accettando di aumentare il calibro dei
cavi, obietta, l'CO 2 avrebbe illecitamente modificato l'offerta. 

Con le rispettive dupliche, la committente e
l'aggiudicataria hanno contestato anche questa censura. 

Delle ulteriori osservazioni della
ricorrente, si dirà semmai più avanti. 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   1.1. La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dagli art. 15 cpv. 1
CIAP e 4 cpv. 1 DLACIAP. Avendo partecipato senza successo alla gara d'appalto
indetta dall'CO 1, la RI 1 è per principio legittimata a contestare
l'aggiudicazione. 

 

1.2. Il giudizio può essere emanato sulla
base degli atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm). La perizia chiesta
dall'insorgente sull'attendibilità dei prezzi offerti dall'CO 2 non appare
invero atta a procurare a questo tribunale la conoscenza di ulteriori fatti rilevanti
per il giudizio. Tanto meno quando si consideri che l'offerta dell'CO 2 non si
scosta in misura significativa dal preventivo di spesa allestito dall'CO 1 e
depositato in busta chiusa a disposizione di questo tribunale, di cui si dirà
ancora più avanti. 

Parimenti, non appare necessario richiamare
dal Dipartimento del territorio gli atti relativi alla disdetta del rapporto
d'impiego dell'ing. __________ e dall'CO 2 quelli relativi all'assunzione del
medesimo. Non sarebbero comunque idonei ad accreditare l'eccezione sollevata
dall'insorgente con riferimento all’operato di questo professionista. 

 

 

                                   2.   2.1.
Secondo l’art. 35 RLCPubb/CIAP, entrato in vigore soltanto dopo l'apertura del
concorso in oggetto, ma esprimente una regola di carattere generale comunque applicabile
(cfr. art. 5 lett. e LCPubb), le persone e le imprese che hanno partecipato
alla preparazione della documentazione e della procedura di aggiudicazione in
maniera tale da poter influenzare l'aggiudicazione a loro favore, non possono 
prendere parte alla procedura. 

La cosiddetta "incompatibilità da
prevenzione" (Vorbefassung; cfr. per analogia: Codice di procedura
civile italiano, a cura di Nicola Picardi, Milano 2004, ad art. 51, pag. 320) è
data quando un concorrente ha partecipato alla preparazione del procedimento di
concorso, sia elaborando le basi del progetto, sia allestendo la documentazione
di gara, sia fornendo consulenza al committente sulle specifiche tecniche della
fornitura (STF 2P.164/2004 del 25.1.2005 consid. 3.1. =
ZBl 2005, 474; Res Nyffenegger/Hans Ulrich Kobel, Vorbefassung im Submissionsverfahren
in BVR 2004, n. 2, pag. 49 seg. pag. 55). Una simile incompatibilità può
disattendere il principio della parità di trattamento sancito dall'art. 1 cpv.
3 lett. c CIAP. Il concorrente che versa in tale situazione può essere tentato
in effetti di indirizzare il committente a privilegiare la sua offerta o può
sfruttare a suo vantaggio in sede di allestimento dell'offerta le conoscenze
acquisite nell'ambito della preparazione del concorso (Wissensvorsprung;
Peter Galli/André Moser/Elisabeth Lang, Praxis des öffentlichen Beschaffungsrecht,
Zurigo 2003, n. 513 seg.). L'incompatibilità da prevenzione comporta in genere
l'esclusione dell'offerta. Eccezioni sono ammesse quando il vantaggio di
conoscenze è irrilevante o quando la collaborazione del concorrente prevenuto
all'allestimento della documentazione di gara è soltanto marginale (STF
2P.164/2004 cit. consid. 3.3.). 

 

2.2. Nel caso concreto, nella situazione dell'ing. __________,
capoprogetto dell'impianto di termovalorizzazione sino al 31 ottobre 2006 ed in
seguito collaboratore dell'aggiudicataria, non sono ravvisabili gli estremi di
un'incompatibilità da prevenzione suscettibile di giustificare l'esclusione
dell'offerta dell'CO 2. 

Il capitolato d'appalto è infatti stato elaborato dalla __________
__________, alla quale l'CO 1 ha affidato anche il mandato di esperire la
valutazione delle offerte. L'ing. __________, che, peraltro, di formazione è
ingegnere civile, non ha quindi partecipato alla pro-cedura di concorso in modo
tale da poter influenzare l'aggiudicazione a favore dell'CO 2. Egli ha invero
presenziato all'apertura delle offerte il 25 agosto 2006, ma quest'atto procedurale,
di semplice trafila, è per sua natura del tutto inidoneo ad influenzare l'aggiudicazione.
Il 29 di quello stesso mese l'ing. __________ ha del resto dichiarato di
astenersi da qualsiasi partecipazione alla fase di valutazione in quanto
sarebbe diventato dipendente dell'CO 2 a partire dal 2 novembre 2006. 

In assenza di qualsiasi elemento che permetta di accreditare
una diversa conclusione, nulla potrebbe essere dedotto a favore dell'insorgente
dal fatto che l'ing. __________ fosse già dimissionario al momento
dell'apertura del concorso e che già a quel momento sapesse che sarebbe stato
assunto dall'CO 2. 

 

2.3. Nemmeno la partecipazione dell'CO 2 al consorzio aggiudicatario
della parte elettromeccanica dell'impianto di termovalorizzazione è atta a
sostanziare una situazione di incompatibilità per vantaggio concorrenziale
derivante da conoscenze acquisite in precedenza. Il concorso concerne infatti
l'impianto parafulmine, il getto nel calcestruzzo degli impianti a corrente
forte e di quelli a corrente debole, nonché gli impianti provvisori dell'edificio
nel quale verrà installato l'impianto di termovalorizzazione. Come indica la
posizione 151.100 delle disposizioni particolari CPN 102, si tratta di opere in
getto, chiaramente distinte dalla fornitura della parte elettromeccanica
aggiudicata al consorzio, di cui l'CO 2 è membro. 

Nel semplice fatto che l'esecuzione di parti di un determinato
progetto possa aver procurato ad un imprenditore conoscenze, che possono essere
utilizzate in seguito nel quadro dell'allestimento di offerte per le parti
rimanenti, non sono necessariamente ravvisabili gli estremi di un vantaggio
concorrenziale suscettibile di giustificarne l'esclusione dai concorsi per le
successive parti d'opera. L’art. 1 cpv. 3 CIAP non si ripropone soltanto di garantire
la parità di trattamento tra tutti gli offerenti, nonché
un’ag-giudicazione imparziale (lett. b), ma anche di consentire un impiego parsimonioso
delle risorse finanziarie pubbliche (lett. d). Nel rispetto delle regole della
procedura di aggiudicazione, lo sfruttamento di certi effetti sinergici può dunque
apparire addirittura doveroso (STF 2P.164/2004 cit., consid. 5.5.). Contrariamente
a quanto assume l’insorgente, la semplice possibilità di un vantaggio concorrenziale
derivante alla resistente dalle conoscenze acquisite nell’ambito della partecipazione
al consorzio aggiudicatario della parte elettromeccanica non basta a fondare l'eccezione
di incompatibilità da prevenzione comportante l’esclusione. Il semplice
sospetto non è sufficiente. Le regole sulla ricusa dei giudici, tenuti ad
escludersi anche nel caso di semplice sospetto di parzialità, non sono senz’altro
trasferibili alla procedura di aggiudicazione (Nyffenegger/Kobel, loc. cit.,
pag. 70). L’esistenza di un inammissibile vantaggio derivante dalla
partecipazione di un concorrente a precedenti concorsi per altre parti della
medesima opera deve essere concretamente dimostrata da colui che la eccepisce
(STF 2P.164/2004 cit., consid. 5.7.3.). Evenienza, questa, che in
concreto non è data, non potendosi accreditare la pretesa della ricorrente di
dimostrare il buon fondamento delle sue tesi semplicemente con il fatto che la
parte edile dell'impianto di termovalorizzazione è stata progettata in funzione
della parte elettromeccanica, alle cui esigenze è stata adattata e coordinata. L’CO
2 non ha in effetti alcun ruolo nella progettazione della parte edile dell'impianto.

 

 

                                   3.   3.1. A
norma del paragrafo 27 DirCIAP, se il committente riceve un'offerta insolitamente
bassa rispetto alle altre, può richiedere informazioni al concorrente per accertarsi
che la stessa rispetti le condizioni di partecipazione e possa adempiere alle
condizioni inerenti la commessa. Di analogo tenore è l’art. 47 cpv. 2 RLCPubb/CIAP.

Nel caso in cui da un’attenta verifica
dovesse risultare che il concorrente non risponde alle condizioni di
partecipazione o che non è in grado di soddisfare le prescrizioni di gara,
l’offerta va esclusa dall’aggiudicazione siccome inattendibile (STA 19.12. 2006
in re M.&M. n. 52.6.381 consid. 3.1; Zufferey/Maillard/ Michel, Droit des marchés
publics, 2002, pag. 121 seg.). 

 

3.2. in concreto, il prezzo dell'offerta dell'CO 2 (fr. 734'918.65) è invero di gran lunga più basso di quelli delle offerte
delle altre ditte, che risultano compresi tra fr. 992'858.50 e fr.
1'582'786.00. La committente non aveva tuttavia particolari motivi per dubitare
che l'CO 2 non rispettasse le condizioni di partecipazione e non fosse in grado
di fornire le prestazioni richieste, poiché in base al suo preventivo di spesa
massima, depositato in busta chiusa ed aperto davanti a questo tribunale
(disposizioni particolari CPN 102 pos. 238.300), le opere messe a concorso non
avrebbero dovuto costare più di fr. 784'221.85. Importo, al di là del quale, la
committente si riservava di rinunciare ad un'aggiudicazione e di annullare la
gara. 

Eventuali anomalie, dunque, erano semmai da ricercare nelle offerte
inoltrate dalle altre concorrenti. 

L'analisi dei prezzi di alcune posizioni, che l'CO 1 ha
comunque richiesto, non ha sovvertito questa deduzione. I confronti fra singole
posizioni delle offerte inoltrate sono del tutto inconcludenti. 

 

 

                                   4.   4.1.
Secondo l’art. 40 cpv. 2 RLCPubb/CIAP, la partecipazione alla gara, con
l’inoltro dell’offerta, implica l’accettazione di tutte le condizioni contenute
nella documentazione del concorso. In ossequio al principio della buona fede, contro
la decisione di aggiudicazione non sono dunque proponibili eccezioni che non sono
state sollevate mediante impugnazione del bando. Eccezioni a
questa regola sono ammissibili soltanto nel caso di contestazioni rivolte
contro prescrizioni di gara che ledono in modo particolarmente grave ed
evidente l'ordinamento sulle commesse pubbliche oppure contro prescrizioni di
cui i concorrenti, facendo uso della diligenza richiesta dalle circostanze, non
potevano prevedere la portata (DTF 130 I 241 consid. 4.3; STA 25.07.05 in re T.
n. 52.5.62 consid. 2.1.). 

 

4.2. In concreto, la ricorrente contesta la clausola-capestro
(clausola-killer) fissata dalla pos. 224.100
delle disposizioni particolari CPN 102 del capitolato d'appalto, che escludeva
dall'aggiudicazione le offerte che per il prezzo avessero conseguito la nota 0.
La contestazione è improponibile. 

Se la ricorrente avesse fatto uso della
diligenza richiesta dalle circostanze, si sarebbe infatti facilmente accorta
che in base alla formula fissata per valutare il prezzo: 

 

-    minor offerente                                  nota
6

-    altri
offerenti                nota = 6 - [0.045 x (Δ% 1.5)] 

ove Δ% = differenza di prezzo in %

 

la nota 0 sarebbe stata assegnata alle
offerte che avessero presentato una differenza di prezzo (Δ%) maggiore del 26.1%. 

Parimenti inammissibile, siccome tardiva, è
la contestazione riferita all'impossibilità di recuperare lo svantaggio
accumulato nel quadro della valutazione del prezzo attraverso i punteggi conseguiti
in base agli altri criteri d'aggiudicazione. 

 

 

                                   5.   5.1.
L'offerta deve essere completa e corrispondere alle condizioni poste dal bando
di concorso, rispettivamente dalle indicazioni del capitolato. Essa deve
insomma essere tale da permettere al committente di procedere immediatamente
all’aggiudica-zione. Offerte incomplete o che divergono dalle prescrizioni di
gara devono per principio essere escluse. Lo esige il principio della parità di
trattamento, che vincola tanto il committente, qu-anto i concorrenti alle
regole di gara prestabilite (Galli/Lehmann/ Rechsteiner, Das öffentliche Beschaffungswesen
in der Schweiz, Zurigo 1996, n. 409 e 438). La difformità può consistere tanto
nella mancata compilazione di posizioni del capitolato, quanto nell'offerta di
prestazioni che non corrispondono alle condizioni fissate dalla documentazione
del concorso. 

Al fine di garantire la parità di
trattamento tra i concorrenti ed evitare che il committente possa di fatto
modificare a posteriori l'oggetto della commessa definito dal bando e dagli
atti di gara, è di principio vietato apportare correzioni alle offerte una
volta trascorso il termine utile per inoltrarle. Eccezioni a questa regola sono
ammesse soltanto in caso di involontari errori di forma (§ 24 cpv. 2 DirCIAP),
a condizione che l'emendamento non esplichi effetti discriminatori nei
confronti degli altri concorrenti. Il committente ha inoltre la facoltà di
chiedere ai concorrenti spiegazioni e delucidazioni. Anche in questo caso,
vanno comunque salvaguardati il principio della parità di trattamento tra i
concorrenti e quello della trasparenza. 

Non ogni piccola difformità comporta
l'esclusione dell'offerta difettosa. Il diritto del committente di estromettere
offerte non conformi è limitato dal principio di proporzionalità e dal divieto
di formalismo eccessivo. Il Tribunale federale ha avuto modo di precisare che
soprattutto laddove è in gioco la realizzazione di importanti e complesse opere
pubbliche, è pressoché inevitabile che si verifichino errori o imprecisioni
nella compilazione delle offerte. Per tale ragione, in questi casi la
conformità delle offerte per rapporto alle prescrizioni di gara deve essere
esaminata secondo criteri non eccessivamente restrittivi (DTF 12 aprile 2002 in
re consorzio C+B = RDAT II 2002 n. 47 e rimandi). L'estromissione dell’offerta
non si giustifica se la difformità riguarda una condizione marginale o comunque
irrilevante ai fini dell’aggiu-dicazione. È invece d'obbligo se il difetto
concerne una condizione essenziale, posta dalla legge o contenuta nelle prescrizioni
di gara, che è atta ad esplicare effetti sulla decisione di aggiudicazione (STA
08.09.06 in re consorzio M+H n. 52.6.219 consid. 2.1). 

 

5.2. Nel caso concreto, la pos. R
511.291.531 del capitolato d'appalto, Impianto di cantiere, chiedeva
ai concorrenti di installare un quadro di cantiere per esterno, posato su un
supporto appropriato con linea di alimentazione fino a 340 m idonea a
sopportare un carico di 800 A, posata in tubi interrati (...). 

Per i 3 pezzi richiesti, l'CO 2 ha esposto
un prezzo complessivo di fr. 117'255.00 (fr. 39'085.00 l'uno). In sede di
analisi dei prezzi, richiesta dalla committente l'11 settembre 2006, l'CO 2 ha
specificato che la posizione comprendeva un:

 

cavo tipo TT 1x95 mm2 5.75 fr./m

Lunghezza necessaria per 340 m: 

3 fasi x 4 conduttori + neutro a 1x95 mm2:
4760 m      fr. 27'370.00

 

Interpellata in sede di discussione
d'offerta (10 ottobre 2006), l'CO 2 ha riconosciuto che il dimensionamento del
cavo non era corretto per rapporto al carico richiesto (800 A). Si è
tuttavia dichiarata disposta ad adeguarsi alla richiesta della committente di
allacciare il cantiere con un cavo di maggiori dimensioni (240 mm2 )
senza cambiamento di prezzo. 

Contrariamente a quanto assume l'insorgente,
l'offerta dell'CO 2 era di per sé conforme alle prescrizioni del capitolato. Non
si può invero negare che, compilando il capitolato così come era formulato, l'CO
2 abbia formalmente offerto un allacciamento idoneo a sopportare un carico di
800 A. All'infuori di questa indicazione, il capitolato non forniva in effetti
ulteriori precisazioni in merito alle condizioni di idoneità dell'allacciamento.
La resistente, dal canto suo, non ha specificato le caratteristiche del cavo offerto.

Dando seguito alla richiesta di analisi dei
prezzi rivoltale dalla committente, l'CO 2 ha reso noto che intendeva
allacciare il cantiere con cavi da 95 mm2. La
lunghezza complessiva indicata (4'760 m), pari a 14 volte la lunghezza
dell'allacciamento (340 m), e la relativa specifica (3 fasi x 4 conduttori +
neutro) sembrano indicare che l'CO 2 avesse previsto di installare i cavi in
parallelo in modo da raggiungere il limite di carico (800 A) fissato dal
capitolato cumulando la portata dei singoli cavi (280 A
in posa sotterranea per una temperatura di 90° senza
considerare la caduta di tensione conseguente alla lunghezza dell'allacciamento;
http://www.nexans.com/Switzerland/group/doc/de_CH/NX-BT(D).pdf, pag. 9 e 10). 

In base ai propri calcoli, la committente ha
ritenuto che l'allacciamento fosse sottodimensionato. 

Invitata dall'CO 1, in sede di discussione
d'offerta, a pronunciarsi sulla correttezza del dimensionamento
dell'allacciamento che aveva proposto, l'CO 2 ha riconosciuto che non era
corretto (cfr. verbale di discussione: No, il dimensionamento non è corretto.).
Dall'annotazione (sezione 240 mm2), figurante dopo questa risposta,
e dalla successiva domanda (è disposta a fornire un cavo dal dimensionamento
adeguato al prezzo indicato nell'offerta?) si desume che la committente ha
proposto all'CO 2 di allacciare il cantiere con (due ?) cavi da 240 mm2
(carico 470 A; cfr. www.nexans.com cit.), ritenendo
che le prescrizioni tecniche applicabili imponessero questa soluzione. Proposta,
questa, che l'CO 2 ha accettato seduta stante. 

Orbene, nell'accettazione da parte dell'CO 2
della richiesta dell'CO 1 di aumentare (da 95 a 240 mm2)
il calibro dei cavi previsti per l'allacciamento del
cantiere (riducendone il numero), senza cambiamenti di prezzo, non è
ravvisabile alcuna inammissibile modificazione dell'offerta. Il capitolato non
prescrive in dettaglio le modalità dell'allacciamento. Fissa soltanto un carico
minimo (800 A) che l'allacciamento deve essere in grado di sopportare. Le
prescrizioni tecniche non impongono d'altro canto un'unica soluzione. Le
combinazioni tra i numerosi parametri da considerare rendono possibili diverse
soluzioni. Lo si deduce chiaramente dalla comunicazione data dalla committente all'CO
1 in sede di discussione d'offerta (qualora nell'ambito dell'esecuzione dei
lavori dovessero essere definite soluzioni ottimizzate con cavi di
dimensionamento più piccolo e da lunghezze inferiori). 

Le precisazioni fornite dall'CO 2 nel quadro
dell'analisi dei prezzi e della successiva discussione d'offerta sono d'altro
canto posteriori alla scadenza del termine per l'inoltro delle offerte. Non fanno
pertanto parte degli atti dell'offerta gravati dal vincolo di immutabilità
derivante da questa scadenza. 

In tali circostanze, l'aumento del calibro
dei cavi dell'allacciamento al cantiere sollecitato dalla committente ed accettato
dall'CO 2 va configurato come un semplice adeguamento tecnico che non modifica
la sostanza dell'offerta. Una diversa conclusione, che portasse all'esclusione
dell'offerta come auspicato dalla ricorrente, sarebbe del resto contraria al
principio di proporzionalità. Le eccezioni sollevate in proposito dalla ricorrente
con la replica vanno dunque respinte. 

Analoghe considerazioni valgono per la pos.
511.291.333, nell'ambito della quale il calibro del cavo è stato aumentato da
95 a 185 mm2, a parità di prezzo. 

 

 

6.Sulla scorta delle considerazioni che precedono, il ricorso va
dunque respinto. 

La tassa di giustizia e le ripetibili sono
poste a carico della ricorrente secondo soccombenza. 

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 15 CIAP; 27 DirCIAP; 35, 40 RLCPubb/CIAP;
3, 18, 28, 31, 60, 61 PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

2.La tassa di giustizia di fr. 3'000.- è posta a carico della
ricorrente, che rifonderà fr. 3'000.- alla resistente CO 2 a titolo di
ripetibili. 

 

3.    Contro la presente decisione è dato ricorso in materia di
diritto pubblico al Tribunale federale a Losanna entro il termine di 30 giorni
dalla sua notificazione (art. 82. ss LTF). Qualora non sia proponibile il
ricorso in materia di diritto pubblico, entro il medesimo termine è ammesso il
ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale (art. 113 ss
LTF).

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

   

  

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  1. Azienda
  cantonale dei rifiuti, 6934 Bioggio, 

  2. ATEL
  Ticino SA, 6900 Lugano, 

  patrocinata da: avv. Mario Molo, 6501
  Bellinzona, 

   

   

  

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario