# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ee43c1a5-90f9-5be7-9e16-4f5e5e5ed386
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2007-05-04
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 04.05.2007 32.2006.107
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2006-107_2007-05-04.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2006.107

   

  FS/td

  	
  Lugano

  4 maggio 2007

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Francesco Storni, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

statuendo sul ricorso del 31 maggio 2006 di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 3 maggio
  2006 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   RI
1 (classe __________), da ultimo attivo quale tipografo indipendente, nel luglio
2003 ha presentato una richiesta di prestazioni AI per adulti in quanto affetto
da “ernia discale cervicale a sin.; periartropatia omeroscapolare bilaterale;
diabete tipo II; ipertensione arteriosa con cardiopatia; gonartrosi bilaterale”
(doc. AI 2/1-7).

 

                                         Esperiti
gli accertamenti medici del caso, tra cui una perizia reumatologica con
relativo complemento a cura del dr. __________, con decisioni 12 agosto 2005
l’Ufficio AI ha riconosciuto all’assicurato il diritto a una mezza rendita dal
1° marzo 2003 al 30 giugno 2004, a una rendita intera dal 1° luglio 2004 al 31
gennaio 2005 e a una mezza rendita dal 1° febbraio 2005 (doc. AI 53/1-3, 54/1-2
e 55/1-2).

                               1.2.   A
seguito dell’opposizione inoltrata dall’assicurato tramite l’avv. RA 1 (doc. AI
56/1-4) che, producendo due certificati medici (6 settembre 2005 del dr. __________
e 2 settembre 2005 del dr. __________; doc. AI 56/5 e 56/6-7) e postulando il
diritto ad una rendita intera, ha contestato la valutazione medica operata dal
perito e chiesto un nuovo esame a cura di un altro reumatologo nonché di essere
sentito personalmente in presenza del suo patrocinatore, l’Ufficio AI, con
decisione su opposizione 3 maggio 2006 (doc. AI 64/1-6), ha confermato la
decisione 12 agosto 2005 adducendo:

 

"  (…)

5.  In concreto, per quanto attiene
all'aspetto medico, l'opponente contesta in pratica la valutazione operata
dall'amministrazione in base alla quale il medesimo sarebbe in grado di
svolgere attività adeguate in misura pressoché normale.

 

Orbene, come visto l'aspetto reumatologico è stato valutato a mezzo di
esame peritale.

 

Per quanto attiene al valore probatorio di tale esame, si rammenta che secondo
costante giurisprudenza, le perizie mediche eseguite nell'ambito della
procedura amministrativa da medici specializzati riconosciuti hanno forza probatoria
piena se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di
accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducano a
ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161).

 

In casu, la valutazione peritale espressa dal dottor __________ è
completa, motivata, coerente e non offre alcun spunto di critica, risultando
del tutto conforme ai criteri sovraesposti.

 

6.  Considerato come l'assicurato abbia
prodotto alcuni certificati medici in sede d'opposizione, per un'adeguata
valutazione l'incarto ivi comprese le obiezioni sollevate, è stato nuovamente
sottoposto al vaglio del Servizio medico regionale dell'AI di Bellinzona (SMR).

 

Quest'ultimo, nella propria valutazione del 29 settembre 2005, ha fatto
osservare quanto segue:

"[…] Nel suo certificato, il Dr. __________
ricorda la patologia a livello della caviglia sinistra "che costituisce di
per sé un grave handicap ad un lavoro che necessita di stare diverso tempo in
piedi e diversi spostamenti. La caviglia si gonfia quasi subito ed è
estremamente dolorosa."

Nella sua perizia reumatologica del 15.09.2004, con
complemento del 17.05.2005, il Dr. __________ aveva potuto valutare lo stato
della caviglia sin. 5 mesi dopo la frattura di questa articolazione. A questo momento
la caviglia era diffusamente tumefatta, in esito di osteosintesi, difficilmente
valutabile all'esame funzionale, flessione/estensione della caviglia sinistra
paragonabile a quella di destra, con dolori a fine di corsa. Nella sua
valutazione della CL residua, il medico aveva già preso in considerazione le
limitazioni concernenti il mantenimento di posizioni statiche e la necessità di
spostarsi e camminare. I limiti funzionali da lui ritenuti corrispondono alle
percentuali di IL attestate.

                                             Inoltre il
Dr. __________ rammenta "la periartropatia alle spalle e la spondilartrosi".
Non vengono descritte le limitazioni funzionali da parte del MC, in rapporto a
queste patologie.

Nella sua perizia, il Dr. __________, alla luce
dell'esame clinico e di esami radiologici complementari (artro-RM della spalla
sin, radiografie convenzionali e RM della colonna lombare) aveva determinato le
limitazioni funzionali nel sollevamento/trasporto di carichi, la manipolazione
di oggetti, attrezzi, pulsantiere, le posizioni di lavoro o dinamiche
particolari ed il mantenimento di posizioni statiche. Ciò aveva quindi permesso
di fissare con precisione la percentuale di IL.

Il certificato del Dr. __________ concorda
sostanzialmente con quanto detto dal perito Dr. __________ per quello che
concerne lo stato clinico a livello della caviglia sin e le limitazioni funzionali.

In conclusione, i certificati medici inoltrati in fase
di opposizione non modificano le diagnosi anteriori, né i limiti funzionali già
stabiliti con precisione nella perizia reumatologia del Dr. __________. La nostra
precedente valutazione non viene modificata.

     Non sono necessari ulteriori accertamenti medici".

 

In conclusione, si può affermare che non vi sono elementi dal lato
medico (compresi quelli presentati in sede d'opposizione i quali sono stati tra
l'altro adeguatamente valutati) che depongano per un'incapacità lavorativa
superiore a quella già attestata nelle precedenti valutazioni effettuate
dall'amministrazione.

 

7.  La Consulente in integrazione
professionale dell'AI (CIP), dando seguito alle valutazioni mediche, ha
precisato che l'assicurato è integrabile solo in attività non qualificate e
leggere, come ad esempio quelle di spedizioniere, magazziniere, custode,
venditore, oppure un'attività legata ai Servizi (archivio, distribuzione posta,
economato, ….).

La CIP ha infine ritenuto che la residua capacità di guadagno non possa
essere apprezzabilmente migliorata mediante provvedimenti reintegrativi di
ordine professionale (il curriculum scolastico e professionale dell'assicurato
come anche l'età non permettono di sviluppare con successo un percorso di riformazione
professionale).

 

Per quanto riguarda invece i dati economici, in base alla più recente
giurisprudenza imposta dal Tribunale federale, allorché non si dispone di dati
concreti, il reddito da invalido può essere stabilito sulla base di salari
teorici, editi dall'Ufficio federale di statistica (statistiche RSS).

 

Sempre in base alla giurisprudenza federale, tali redditi possono ancora
essere diminuiti nella misura massima del 25%, e ciò al fine di considerare quei
fattori che nel caso di specie sono suscettibili di influenzare il reddito che
l'assicurato potrebbe percepire, quali ad esempio le limitazioni addebitabili
al danno alla salute, l'età, la nazionalità, il grado d'occupazione (cf. DTF
126 V 75).

 

In concreto, per determinare il reddito da invalido dell'assicurato è
stata ritenuta quale base di calcolo un reddito statistico per attività
leggere, ripetitive e non qualificate pari a fr. 52'566.- (valori RSS 2000,
categoria 4, maschile, mediana) applicando per di più la riduzione massima del
25% consentita dalla giurisprudenza.

 

Per un lavoro adeguato al proprio stato di salute, l'assicurato può
ancora conseguire da invalido un reddito annuo pari a fr. 39'425.-.

Considerato che in assenza d'invalidità e lavorando a tempo pieno quale
indipendente tipografo il signor RI 1 nel 2002 ha conseguito un reddito annuo
di fr. 83'000.- (Valore estrapolato dalla decisione fiscale del 10 novembre
2003 per il biennio 2001-2002), l'assicurato conserva una residua capacità di
guadagno del 47% e presenta quindi un grado d'invalidità del 53%
[(83000-39425)x100:83000 = grado AI 53%].

L'assicurato presenta quindi un grado d'invalidità che giustifica
unicamente il diritto alla mezza rendita d'invalidità.

(…)." (doc. AI 64/4-6)

 

                               1.3.   Con
tempestivo ricorso l’assicurato, sempre tramite l’avv. RA 1, ha fatto valere
una violazione del diritto di essere sentito, ha ribadito la contestazione
della valutazione medica e ha chiesto l’annullamento della decisione impugnata
con accoglimento della sua opposizione 14 settembre 2005.

 

                               1.4.   Con
la risposta di causa l’Ufficio AI, rilevato come l’assicurato sollevi le stesse
obiezioni già trattate in sede di opposizione senza addurre nuovi mezzi di
prova, si è confermato nelle proprie allegazioni e ha chiesto di respingere il
ricorso.

 

                               1.5.   Con
lettera 21 giugno 2006 l’insorgente ha trasmesso al TCA il certificato 16
giugno 2006 del dr. __________.

 

                                         Al
riguardo l’Ufficio AI ha osservato che “(…) detto scritto, sebbene parli di uno
“stato di salute (…) notevolmente peggiorato”, si limita a riportare i dolori
lamentati dall’assicurato. Non è certo possibile parlare di un certificato
medico atto a modificare le conclusioni alle quali l’amministrazione è giunta.
Ad ogni modo, per costante giurisprudenza il giudice delle assicurazioni
sociali valuta la legalità della decisione su opposizione deferitagli sulla
base della situazione di fatto esistente al momento in cui essa venne emanata
(…)” (doc. VIII).

 

considerato                    in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 LOG e 2 cpv. 1 LPTCA (STFA del 21 luglio 2003
nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00;
STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002
nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U
347/98 pubblicata in RDAT I-2002 p. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella
causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                               2.2.   Nell’opposizione
14 settembre 2005 (doc. AI 56/1-4) l’assicu-rato aveva chiesto “(…) di
essere sottoposto ad una seconda visita peritale presso un reumatologo scelto
da questo Ufficio anche fuori cantone (…) [e] di essere sentito
in presenza dell’infrascritto patrocinatore (…)” (doc. AI 56/4).

 

                                         L’Ufficio
AI – senza sentirlo personalmente e avvalendosi delle annotazioni 29 settembre
2005 del dr. __________ (doc. AI 59/1-2), medico SMR a cui è stata sottoposta
la documentazione medica prodotta con l’opposizione – con la decisione
impugnata ha confermato la decisione 12 agosto 2005 e respinto l’opposizione
(doc. AI 64/1-6).

                                         In
sede di ricorso, l’assicurato ha censurato il modo di procedere dell’Ufficio AI
(in sostanza egli ha contestato il mancato approfondimento medico richiesto e ritenuto
sommario il riesame da parte del medico SMR che non lo ha neppure visitato)
sostenendo di essere stato leso nel suo diritto di essere sentito.

 

Ai sensi dell'art. 29 cpv. 2 Cost. le parti hanno diritto d'essere
sentite. Per costante giurisprudenza, dal diritto di essere sentito deve in
particolare essere dedotto il diritto per l'interessato di esprimersi prima
della resa di una decisione sfavorevole nei suoi confronti, quello di fornire
prove circa i fatti suscettibili di influire sul provvedimento, quello di poter
prendere visione dell'incarto, quello di partecipare all'assunzione delle
prove, di prenderne conoscenza e di determinarsi al riguardo (DTF 127 V
431, 127 I 56, 126 V 130; cfr., riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 vCost., la
cui giurisprudenza si applica anche alla nuova norma, DTF 126 I 16, 124
V 181 e 375 con riferimenti).

Per
giurisprudenza federale il diritto di essere sentito sancito dall’art. 29 cpv.
2 Cost. non implica il diritto di esprimersi oralmente bensì quello di prendere
posizione per iscritto (Pratique VSI 2003 Nr. 97 pag. 520; STFA 13 novembre
2002 [4P.195/2002]; Pratique VSI 1993 pag. 42; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts,
2003, pag. 450; DTF 127 V 494, 125 I 219, 122 II 469), eccezion fatta
per i casi in cui una norma scritta prevede espressamente il diritto ad una audizione
orale (Pra 2003 Nr. 97 pag. 520).

                                         Ai
sensi dell’art. 42 LPGA le parti hanno diritto di essere sentite e le stesse
non devono obbligatoriamente essere sentite prima di decisioni impugnabili
mediante opposizione. Il nuovo art. 57 a seconda frase LAI, entrato in vigore
il 1° luglio 2006, rinvia direttamente all’art. 42 LPGA.

                                         In
merito all’eventuale obbligo da parte dell’amministrazione di convocare
l’assicurato, il TFA, con sentenza del 20 settembre 2005 (C 128/04) in ambito
dell’assicurazione contro la disoccupazione, ha stabilito che:

 

"  1.2 Art.
29 Abs. 2 BV räumt kein Recht auf mündliche Anhörung ein, sondern
beschränkt den Gehörsanspruch auf schriftliche Stellungnahmen (Pra 2003 Nr. 97
S. 520 Erw. 2.6; Urteil W. des Bundesgerichts vom 13. November 2002,
4P.195/2002; vgl. BGE 125 I 219 Erw. 9b sowie AHI 1993 S. 41 Erw. 3b betreffend
Art. 4 aBV), es sei denn, ein Erlass gäbe ausdrücklich das Recht auf eine
mündliche Anhörung (vgl. Pra 2003 Nr. 97 S. 520 Erw. 2.6). Art. 42 ATSG
sieht mündliche Anhörungen im Rahmen des Verwaltungsverfahrens nicht
ausdrücklich vor und auch aufgrund des VwVG oder des AVIG ergibt sich kein
explizit erwähntes Recht auf eine mündliche Anhörung." (la sottolineatura
è del redattore)

 

                                         Pertanto,
il TFA non prevede espressamente il diritto di essere ascoltato oralmente
nell’ambito della procedura in materia di assicurazioni sociali.

                                         Tale
concetto è stato recentemente confermato dall’Alta Corte nella sentenza del 30
giugno 2006, pubblicata in DTF 132 V 368s, concernente una vertenza AI, in
particolare al consid. 4. Secondo il TFA, ai fini degli accertamenti
istruttori, l’am-ministrazione può comunque sempre avvalersi dell’audizione
dell’assicu-rato (DTF 132 V 374 consid. 5). 

 

                                         Nel
caso in esame, l’Ufficio AI non ha ritenuto necessario sentire oralmente l’assicurato,
giudicando la documentazione raccolta sufficiente per emettere la decisione
contestata.

                                         In
particolare, viste le annotazioni 29 settembre 2005 (doc. AI 59/1-2) – nelle quali
il dr. __________ ha concluso che “(…) i certificati medici inoltrati in fase
di opposizione non modificano le diagnosi anteriori, né i limiti funzionali già
stabiliti con precisione nella perizia reumatologica del dr. __________ (…)
(doc. AI 59/2) – il rifiuto di una seconda perizia a cura di un altro
reumatologo non necessitava di ulteriori motivazioni da parte dell’Ufficio AI
(cfr. in questo senso, anche se riferita ad un’au-torità giudiziaria, la STFA
del 27 gennaio 2007 nella causa M., U 397/05, consid. 3.3).

                                         Del
resto, in sede di ricorso l’assicurato ha potuto far valere le proprie ragioni
innanzi a un’autorità giudiziaria che gode del pieno potere cognitivo. Per cui,
l’eventuale violazione del diritto di essere sentito è stata comunque sanata in
questa sede, dove il ricorrente ha nuovamente ribadito le proprie motivazioni
(sulla sanatoria della violazione del diritto di essere sentito di poco conto
da parte dell’istanza di ricorso avente pieno potere cognitivo cfr., ad
esempio, DTF 132 V 390 consid. 5)

 

                                         Nel
merito

 

                               2.3.   Oggetto
del contendere è sapere se il ricorrente, ritenuto inabile nella sua precedente
attività di tipografo indipendente al 50% dal 27 marzo 2002 al 30 aprile 2004
(giorno della frattura alla caviglia sinistra), al 100% dal 30 aprile al 12 ottobre
2004 (durante la fase del consolidamento della frattura menzionata) e al 67%
dal 13 ottobre 2004, sia da considerare totalmente abile in un’attività leggera
adeguata, con conseguente diritto a una mezza rendita dal 1° marzo 2003 al 30
giugno 2004, a una rendita intera dal 1° luglio 2004 al 31 gennaio 2005 e a una
mezza rendita dal 1° febbraio 2005 (cfr. art. 29 LAI e 88a OAI).

                                         Il
ricorrente contesta una tale capacità lavorativa e, senza meglio specificare, postula
il diritto a “(…) una rendita intera considerato che il suo grado d’invalidità
è sicuramente superiore al 66 2/3% (…)” (doc. 56/3-4).

 

                               2.4.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la
surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente
incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato
una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere
sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de
causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp.
216ss).

 

                                         Secondo
l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3%, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40%.

                                         Nel
suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive
che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno
al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono
invalidi almeno al 40%

                                         Ai
sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto
fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità
e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio
di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali
di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe
potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore
(RCC 1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et pratique de l'assurance
invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si confronta perciò il reddito
che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con
quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua
capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni
normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti
integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V
136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la
formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit, p. 232). La
misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla
situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di
misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per
la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il TFA i due
redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno,
vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere
calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR
1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313).

 

                               2.5.   Per
costante giurisprudenza quando l’amministrazione con un’unica decisione
attribuisce una rendita per un certo periodo e, contemporaneamente, la riduce o
la sopprime per un periodo successivo, devono essere applicate per analogia le
regole sulla revisione di decisioni amministrative (cfr. DTF 131 V 164; DTF 131
V 120; DTF 125 V 143; SVR 2006 IV Nr. 13; STFA del 10 gennaio 2006 nella causa
K., I 597/04; STFA del 27 dicembre 2005 nella causa A., I 689/04; STFA del 19
ottobre 2005 nella causa F., I 38/05; STFA del 14 aprile 2005 nella causa K.,
12/04; STFA del 24 febbraio 2005 nel-

 

                                         la
causa K., I 528/04; STFA del 29 giugno 2004 nella causa T., I 299/03).

 

                                         L’art.
17 cpv. 1 LPGA stabilisce che: “se il grado d’invalidità del
beneficiario della rendita subisce una notevole modificazione, per il futuro la
rendita è aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su
richiesta.”

 

                                         Se
la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che
il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto
a prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato
perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre
mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare
(art. 88 a cpv. 1 OAI).
Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno, occorre
tener conto del cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non appena
esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole. L’art.
29bis è applicabile per analogia (art. 88 a cpv. 2 OAI). Queste norme sono applicabili
non soltanto in caso di revisione della rendita, ma, appunto, anche di assegnazione
con effetto retroattivo di una prestazione limitata nel tempo.

 

                                         I
principi giurisprudenziali sviluppati in materia di revisione di rendite sotto
il regime del vecchio art. 41 LAI sono applicabili anche a proposito dell’art.
17 LPGA (DTF 130 V 349 seg. consid. 3.5).

 

                               2.6.   Nell’evenienza
concreta, nelle annotazioni 22 luglio 2004, il dr. __________, presa in
considerazione la documentazione medica acquisita durante l’istruttoria
amministrativa, ha concluso che “(…) per poter giudicare il grado di inabilità lavorativa
nella sua professione e l’esigibilità di altre attività, è necessario praticare
una perizia reumatologica (…)”(doc. AI 27/1).

                                         L’Ufficio
AI ha quindi ordinato una perizia a cura del dr. __________, FMH in
reumatologia (doc. AI 28/1-2).

                                         Il
dr. __________, nella perizia reumatologica 15 settembre 2004 (doc. AI 32/1-8),
ha posto la diagnosi di:

 

"  Cervicobrachialgia cronica aspecifica a sinistra in

-     
disturbi del rachide

-     
decondizionamento
muscolare

 

Gonalgie bilaterali,

-     
incipiente gonartrosi a
sinistra,

-     
valgismo bilaterale

Esito da osteosintesi della caviglia sinistra il 30 aprile 2004

 

Obesità (peso 110 kg/statura 168 cm)" (doc. AI 32/7)

 

                                         Circa
le conseguenze sulla capacità di lavoro e d’integrazione il perito si è così
espresso:

 

"  (…)

Come indicato sopra, il caso non è sufficientemente documentato per
permettermi di giudicare quali siano le riserve terapeutiche atte a migliorare
lo stato di salute dell'assicurato e di conseguenza la capacità lavorativa.

Per lo stesso motivo una valutazione della capacità lavorativa
nell'ultima attività principale di tipografo, come pure in un'attività adatta,
al momento, non è possibile. Consiglio dunque di voler sottoporre l'assicurato
a:

 

-    Consulto neurologico con esame strumentale elettrofisiologico

-    Artro-RM della spalla sinistra

-    Radiografie convenzionali della colonna
lombare e risonanza magnetica della colonna lombare

 

Contemporaneamente bisognerà chiedere all'ortopedico curante se la
frattura subita nell'aprile 2004, dal lato oggettivo, può essere considerata
guarita e se in merito vi siano dei limiti di carico.

 

Importante sarebbe inoltre disporre di un mansionario dettagliato
riguardante l'ultima attività eseguita dall'assicurato, che dovrebbe contenere
le posizioni di lavoro (per quanto tempo, a che frequenza) ed i carichi sollevati
durante lo stesso, onde poter valutare accuratamente la capacità lavorativa residua
come tipografo.

(…)." (doc. AI 32/7-8)

 

                                         L’Ufficio
AI, esperite le indagini indicate dal dr. __________, ha trasmesso allo
specialista i diversi rapporti degli esami richiesti e gli ha domandato di
completare la perizia (doc. AI 39/1).

 

                                         Con
rapporto 17 gennaio 2005 (doc. AI 41/1-2) il perito ha concluso che:

 

"  (…)

Sulla base della mia perizia e delle informazioni complementari ora
ottenute, non ho da proporre misure terapeutiche che potrebbero modificare la
mia valutazione della capacità lavorativa sottomenzionata.

 

Come lavoro idoneo allo stato di salute dell'assicurato, giudico
un'attività che tiene pienamente conto della capacità funzionale residua
descritta nell'allegato.

 

In un lavoro adatto allo stato di salute, giudico l'assicurato abile al
lavoro nella misura del 100% con un rendimento massimo del 100%, a partire dal
27.3.2002. L'inabilità lavorativa completa è giustificata dal 30.4.2004 fino al
12.10.2004, durante la fase di consolidamento della frattura della caviglia
sinistra.

 

Nella sua ultima attività lavorativa principale di tipografo, lavoro
svolto con le spalle in flessione prevalentemente in posizione eretta, con
anteflessione del tronco, con carichi anche superiori a quelli indicati,
giudico l'assicurato abile al lavoro sull'arco di una giornata lavorativa
normale, ma con una diminuzione del rendimento del 50% a partire dal 27.3.2002
fino al 30.4.2004, giorno della frattura alla caviglia sinistra. Dal 30.4.2004
fino al 12.10.2004, durante la fase di consolidamento della frattura
menzionata, l'assicurato è inabile al lavoro al 100%. A partire dal 13.10.2004,
come tipografo, l'assicurato è abile al lavoro sull'arco di una giornata lavorativa
normale, ma con riduzione del rendimento nella misura dei 2/3, visto che può
rimanere in posizione eretta soltanto limitatamente.

(…)." (doc. AI 41/1)

 

                                         Nella
scheda di funzionalità (doc. AI 41/3) lo stesso perito ha indicato:

 

	
  A 
  Sollevamento e/o Trasporto di carichi (kg)

  

 

molto
leggeri (fino a 5)  ¨ nulla ¨  esigua  ¨  molto ridotta ¨  ridotta ¨ lievemente
ridotta xnormale

         
leggeri (6 --> 10) ¨ nulla ¨  esigua  ¨  molto ridotta ¨  ridotta ¨ lievemente
ridotta xnormale

          
medi (11 --> 25)             ¨ nulla ¨  esigua  ¨  molto ridotta ¨  ridotta x lievemente ridotta ¨normale

      
pesanti (26 --> 45) ¨ nulla x  esigua ¨  molto ridotta ¨  ridotta  ¨ lievemente
ridotta ¨normale

    
molto pesanti (> 45) x nulla ¨  esigua  ¨  molto ridotta ¨  ridotta ¨ lievemente
ridotta ¨normale

sopra
piano spalle (≤ 5) ¨ nulla ¨  esigua  ¨  molto ridotta ¨  ridotta ¨ lievemente ridotta xnormale

sopra
piano spalle (> 5) ¨ nulla ¨  esigua  ¨  molto ridotta x  ridotta ¨ lievemente
ridotta ¨normale

 

	
  B
  Manipolazione di oggetti, attrezzi, pulsantiere

  

 

 
leggeri / di precisione  ¨ nulla ¨  esigua  ¨  molto ridotta ¨  ridotta ¨ lievemente
ridotta xnormale

                           
medi ¨ nulla ¨  esigua  ¨  molto ridotta ¨  ridotta ¨ lievemente
ridotta xnormale

 
pesanti/manovalanza  ¨ nulla ¨  esigua  ¨  molto ridotta x  ridotta ¨ lievemente
ridotta ¨normale

             
molto pesanti ¨ nulla ¨  esigua  x  molto ridotta ¨  ridotta ¨ lievemente
ridotta ¨normale

 
rotazione della mano   ¨ nulla ¨  esigua  ¨  molto ridotta ¨  ridotta ¨ lievemente
ridotta xnormale

 

	
  C
  Posizioni di lavoro o Dinamiche particolari

  

 

        
a braccia elevate             ¨ nulla ¨  esigua  ¨  molto ridotta x  ridotta ¨ lievemente ridotta ¨normale

             
con rotazione ¨ nulla ¨  esigua  ¨  molto ridotta ¨  ridotta x lievemente
ridotta ¨normale

    
seduta e piegata in

                          avanti ¨ nulla ¨  esigua  ¨  molto ridotta ¨  ridotta x lievemente ridotta ¨normale

       eretta e piegata in 

                         
avanti ¨ nulla ¨  esigua  ¨  molto ridotta ¨  ridotta x lievemente
ridotta ¨normale

             
Inginocchiata ¨ nulla ¨  esigua  ¨  molto ridotta ¨  ridotta x lievemente
ridotta ¨normale

         con ginocchia in 

                     flessione  ¨ nulla ¨  esigua  ¨  molto ridotta ¨  ridotta ¨ lievemente ridotta xnormale

 

	
  D
  Mantenere Posizioni statiche

  

 

                       
seduta   ¨ nulla ¨  esigua  ¨  molto ridotta x  ridotta ¨ lievemente
ridotta ¨normale

                        
eretta   ¨ nulla ¨  esigua  ¨  molto ridotta x  ridotta ¨ lievemente
ridotta ¨normale

 

 

	
  E
  Spostarsi / Camminare

  

 

                 
fino a 50 m  ¨ nulla ¨  esigua  ¨  molto ridotta ¨  ridotta ¨ lievemente
ridotta xnormale

                  
oltre 50 m   ¨ nulla ¨  esigua  ¨  molto ridotta ¨  ridotta ¨ lievemente
ridotta xnormale

        
per lunghi tragitti ¨ nulla ¨  esigua  ¨  molto ridotta x  ridotta ¨ lievemente
ridotta ¨normale

su
terreno accidentato  ¨ nulla ¨  esigua  ¨  molto ridotta x  ridotta ¨ lievemente
ridotta ¨normale

salire /
scendere scale  ¨ nulla ¨  esigua  ¨  molto ridotta ¨  ridotta x lievemente
ridotta ¨normale

Idem ponteggi, scale a  ¨ nulla ¨  esigua  ¨  molto ridotta x  ridotta ¨ lievemente ridotta ¨normale

pioli

 

 

 

	
  F
  Diversi

  

 

impiego
delle due mani        ¨ impossibile      ¨ possibile solo in
parte    x possibile normalmente

In
equilibrio / bilanciandosi   ¨ impossibile      x possibile solo in parte   ¨ possibile
normalmente

 

	
  G
  Esposizioni particolari

  

 

indicazioni
/controindicazioni   

	
                                               
  

  

 

                                         Il
dr. __________, nel suo rapporto medico 20 gennaio 2005 (doc. AI 42/1-2), posta
la diagnosi principale di:

 

"  Cervicobrachialgia cronica aspecifica a sin in

-    note alterazioni degenerative della
colonna cervicale (piccola ernia discale medio-laterale a sinistra a livello
C7-D1 a contatto della radice C8 a sinistra, protusioni discali ai livelli
C3-C4, C4-C5, C5-C6 e C6-C7, uncartrosi con spondilosi anteriore e posteriore a
questi livelli

 

Sindrome lombospondilogena bilaterale cronica in

-     
disturbi statici del
rachide

-     
decondizionamento
muscolare

 

Gonalgie bilaterali

-     
incipiente gonartrosi a
sinistra,

-     
valgismo bilaterale

 

Esito da osteosintesi della caviglia sinistra (30 aprile 2004)

 

Obesità (BMI
39)"

 

                                         ritenuti
i seguenti limiti funzionali:

 

"  Limitazione della mobilità del braccio sinistro

Difficoltà di deambulazione

Limitazione della mobilità della colonna vertebrale"

 

                                         e
considerati i gradi di capacità lavorativa nella sua precedente attività di tipografo
e in un’attività adeguata stabiliti dal perito, ha posto la seguente raccomandazione:
“(…) come lavoro idoneo allo stato di salute dell’A, bisogna prendere in considerazione
un’attività che tenga pienamente conto della capacità funzionale descritta
nell’allegato al rapporto medico del 

 

                                         dr.
__________ del 17.05.2005 [ndr. recte: 16.01.2005] (…)” (doc. AI 42/2).

 

                                         Il
dr. __________, FMH in neurologia – dopo aver concluso, con rapporto 21 dicembre
2004 indirizzato al dr. __________ (doc. AI 36/10-11), che “(…) il problema
neurologico è tutto sommato relativamente contenuto. I sintomi maggiormente
invalidanti del paziente con dolori alla spalla sinistra e a livello della colonna
cervicale e lombare, in parte provocabili alla pressione locale e ai movimenti
passivi della spalla, oltre ai disturbi alla caviglia sinistra dovuti ad una
frattura avvenuta nella primavera di quest’anno, sono in ambito ortopedico-reumatologico.
Lascio a te comunque valutare ulteriormente questi aspetti (…)” (doc. AI 36/11)
– nel suo rapporto 25 gennaio 2005 ha espresso la seguente conclusione e valutazione:

 

"  (…)

Quale nuovo elemento rispetto alla mia precedente valutazione il
paziente presenta ora deficit di sensibilità all’incirca nel territorio C8 a
sinistra con un lieve deficit motorio. Questo potrebbe essere dovuto ad una
sindrome radicolare C8 a sinistra, spiegabile con una piccola ernia discale a
livello C7-Th1 a sinistra evidenziata già ad una RM cervicale eseguita nel
2003. Si tratta per ora di una sintomatologia relativamente contenuta per cui
attenderei con misure diagnostiche o terapeutiche più aggressive. Quale primo
passo ho prescritto al paziente Arthrotec 50 mg da assumere per circa due
settimane così da ridurre la componente infiammatoria cervicale. Visto il
diabete mellito concomitante ho preferito per ora rinunciare alla
somministrazione di corticosteroidi. Se i sintomi non dovessero progressivamente
migliorare ho concordato con il paziente che mi ricontatterà nel qual caso si
dovrà eventualmente prevedere una RM cervicale di controllo, per ora non sono
sicuramente indicate misure chirurgiche (…).” (doc. AI 45/1-2)

 

                                         Al
riguardo, nelle annotazioni 1° febbraio 2005, il dr. __________ ha concluso che
“(…) attualmente il lieve peggioramento osservato dal punto di vista neurologico
non è tale da giustificare una modifica delle IL certificate nel mio precedente
rapporto del 20.01.2005 (…)” (doc. AI 46/1)

                                         L’amministrazione
ha quindi raccolto un parere della Consulente in integrazione professionale
(CIP) la quale, nel rapporto finale 26 aprile 2005 (doc. AI 50/1-3), si è così
espressa:

 

"  (…)

 

	
  Stato
  di salute - danno alla salute e
  relativi impedimenti, osservazioni generali, limitazioni

  
	
  In
  sintesi, stando ai dati medico teorici contenuti nell'incarto (proposta del medico
  SMR __________ del 20.1.2005 e del 1.2.2005), si tratta di un assicurato
  59enne che a causa di <cervicobrachialgia cronica specifica a sinistra,
  sindrome lombospondilogena bilaterale cronica, gonalgie bilaterali, esito da
  osteosintesi della caviglia sinistra (30.4.2004) e obesità> risulta essere
  limitato nella mobilità del braccio sinistro, nella mobilità della colonna
  lombare ed ha difficoltà nella deambulazione. In conclusione, dal 13.10.2004 l'A. è abile
  nella misura del 33% (diminuzione del rendimento) nell'attività di tipografo,
  mentre a partire dal 27.3.2002 vi è un'abilità completa in un'attività adatta
  allo stato di salute.

  

 

 

 

 

 

	
  Formazione
  scolastica e professionale - grado
  raggiunto (elementari, medie, ecc.), durata, mansioni, specializzazioni,
  retribuzioni

  
	
  II
  signor RI 1 ha frequentato le scuole dell'obbligo in __________ ed ha svolto
  l'accademia di musica a __________. In seguito ha lavorato in una piccola
  tipografia del __________ e, giunto in Svizzera nel 1969, come
  stampatore-impressore presso diverse tipografie del __________. Dal 1978 al
  1990 è stato docente per la scuola di __________ di __________. Dal 1990 al
  2003 ha svolto l'attività di tipografo indipendente a __________: a seguito
  del danno alla salute ha lavorato al 50% dal 27.3.2002, ha concluso la cessione
  della tipografia a dicembre del 2003 e da quel momento non esercita più
  alcuna attività lavorativa. L'A. impartisce occasionalmente lezioni di fisarmonica.

  

 

	
  Dati salariali:

  Secondo gli elementi della tassazione, nel biennio 2001/2002 figura un
  reddito aziendale di fr. 92000.- nell'attività di tipografo indipendente.

  

 

	
  Verbale del primo colloquio - progetti, idee, proposte, ecc.

  
	
  Ho
  incontrato l'A. per un colloquio il 4.4.2005; è stato
  convenientemente informato sulle prestazioni Al e sui vari criteri di assegnazione.

  

 

	
  Attività
  esigibili - senza (ri)formazione
  specifica

  
	
  Il
  signor RI 1 ha un diploma di scuola di musica ed è professionalmente qualificato
  quale tipografo. Infatti, ha operato per oltre 10 anni come docente presso
  una scuola privata di musica (fisarmonica e tastiera) e per quasi 30 anni
  come tipografo, potendo acquisire delle ottime conoscenze musicali, delle
  competenze professionali legate alla tipografia e delle capacità di operare
  nell'ambito anche a livello indipendente. Stando ai dati medico teorici, lo
  stato di salute attuale non permette all'A. di continuare a svolgere la sua
  attività in misura superiore al 33%, mentre in attività adeguate che
  rispettano le limitazioni funzionali, l’A. risulta essere abile in misura
  completa. A mio modo di vedere, anche l'attività di docente di fisarmonica e
  tastiera non può più entrare in linea di conto, in quanto l'A. non riesce
  più a suonare gli strumenti a causa dei limiti funzionali e per questo motivo
  può impartire solo lezioni teoriche. Inoltre, in Ticino non sussistono
  sufficienti posti di lavoro per costituire un mercato in questo ambito.
  Tenuto conto dell'età professionale avanzata e dell'esperienza specifica
  nell'ambito della tipografia e della musica, non è possibile prendere in
  considerazione l'inserimento dell'A. in altre attività qualificate sul
  mercato libero del lavoro, perché non potrebbe acquisire in tempi ragionevoli
  le competenze professionali necessarie. Considerate le conseguenze
  fisico-funzionali dovute al danno alla salute, si ritiene l'A. integrabile
  sul mercato libero dei lavoro solo in attività non qualificate e leggere,
  come per esempio quelle di spedizioniere, magazziniere, custode, venditore,
  oppure un'attività legata ai Servizi (archivio, distribuzione posta,
  economato,...).

  

 

	
  Calcolo
  CGR - senza (ri)formazione specifica

  
	
  Considerando
  un reddito ipotetico di fr. 92000, una capacità di lavoro residua del 100% e
  applicando una riduzione del 25% per attività leggera e scarsa adattabilità
  dovuta alle limitazioni funzionali ed all'età professionale avanzata, secondo
  le statistiche RSS teoriche (4° rango e 2° quartile), risulta un reddito da invalido
  di fr. 39425 e una capacità di guadagno residua del 42,85%.

  

 

	
  Proposte
  formative (eventuali) o di chiusura del caso

  
	
  In
  questa situazione, il percorso socio professionale dell'A. unitamente al danno
  alla salute, non permettono di proporre provvedimenti professionali volti al
  sostanziale incremento della capacità di guadagno residua.

  

 

(…)." (doc. AI 50/1-3)

                                         Con
decisioni 12 agosto 2005 l’Ufficio AI ha riconosciuto all’assicurato il diritto
a una mezza rendita dal 1° marzo 2003 al 30 giugno 2004, a una rendita intera
dal 1° luglio 2004 al 31 gennaio 2005 e a una mezza rendita dal 1° febbraio
2005 (doc. AI 53/1-3, 54/1-2 e 55/1-2).

 

                                         Il
dr. __________, FMH in medicina generale, nel suo certificato 6 settembre 2005
ha affermato:

 

"  (…)

Con il presente appoggio la domanda di ricorso inoltrata dal mio
paziente verso la vostra decisione rispetto alla concessione di una rendita AI.

In particolare vorrei attirare la vostra attenzione sulla patologia
della caviglia sinistra che costituisce di per sé un grave handicap ad un
lavoro che necessita di stare diverso tempo in piedi e diversi spostamenti. La
caviglia si gonfia quasi subito ed è estremamente dolorosa.

Non vorrei però dimenticare la periartropatia alla spalle e la
spondiloartrosi.

Ritengo indicato a questo proposito una seconda visita peritale da un
collega reumatologo di vostra fiducia (non c/o il collega __________) anche
fuori cantone alla quale il paziente è assolutamente d'accordo di sottoporsi.

(…)." (doc. AI 56/5)

 

                                         Il
dr. __________, nel certificato medico 2 settembre 2005 da lui sottoscritto e rilasciato
dalla __________ reparto di chirurgia ortopedica e ortopedia, ha attestato che:

 

"  (…)

Il paziente è stato sottoposto a osteosintesi della tibia distale e
malleolo laterale in data 30.4.2004.

Si era trattato di una frattura della tibia distale e del malleolo
laterale di tipo trimalleolare lussata.

La ferita postero-laterale aveva stentato a cicatrizzare e per lungo
tempo aveva dovuto medicarla ed essere regolarmente controllato. Ora presenta
una caviglia molto ingrossata e deformata con gonfiore perimalleolare sia
mediale che laterale. La cicatrice mediale non presenta irritazione mentre quella
laterale arrossata e molto sensibile al tatto.

 

La mobilità della caviglia è limitata con una flessione lantare di circa
25° e una dorsale di 5°.

Legamenti stabili.

 

Le RX fatte in data odierna mostrano invariata la posizione dei mezzi di
sintesi sia al perone che alla tibia. Presenza di ossificazioni e
calcificazioni periarticolari. Segni di iniziale osteonecrosi a livello
dell'astragalo in sede apicale mediale.

 

Il paziente lamenta dolori e disturbi sia durante la deambulazione come
se deve stare a lungo in piedi e alla sera il piede e la caviglia sono sempre
gonfi. Naturalmente è impossibile che eserciti qualsiasi attività dove deve
camminare o stare a lungo in piedi. Anche le attività da seduto devono essere
limitate ad un massimo di 3-4 ore con intervalli dove si può alzare e
camminare. Deve portare un gambaletto elastico per l'edema ed effettuare
regolarmente gli esercizi di immobilizzazione della caviglia.

 

 

Per quanto riguarda una prognosi per il futuro certamente ci si può
aspettare un peggioramento sia dei dolori che un'ulteriore riduzione della
mobilità della caviglia.

(…)." (doc. AI 56/6-7)

 

                                         Al
riguardo, nelle annotazioni 29 settembre 2005, il dr. __________ ha osservato:

 

"  (…)

Nel suo certificato, il Dr __________ ricorda la patologia a
livello della caviglia sinistra "che costituisce di per sé un grave
handicap ad un lavoro che necessita di stare diverso tempo in piedi e diversi
spostamenti. La caviglia si gonfia quasi subito ed è estremamente 
dolorosa."

 

Nella sua perizia reumatologica del 15.09.2004, con complemento del
17.05.2005. il Dr. __________ aveva potuto valutare lo stato della caviglia sin.
5 mesi dopo la frattura di questa articolazione. A questo momento la caviglia
era diffusamente tumefatta, in esito di osteosintesi, difficilmente valutabile
all'esame funzionale, flessione/estensione della caviglia sinistra paragonabile
a quella di destra, con dolori a fine di corsa. Nella sua valutazione della CL
residua, il medico aveva già preso in considerazione le limitazioni concernente
il mantenimento di posizioni statiche e la necessità di spostarsi e camminare.
I limiti funzionali da lui ritenuti corrispondono ai percentuali di IL
attestati.

 

Inoltre il Dr. __________ rammenta "la periartropatia alle
spalle e la spondilartrosi" Non vengono descritti le limitazioni
funzionali da parte del MC, in rapporto a queste patologie.

Nella sua perizia, il Dr. __________, alla luce dell'esame clinico e di
esami radiologici complementari (artro-RM della spalla sin, radiografie
convenzionali e RM della colonna lombare) aveva determinato le limitazioni
funzionali nel sollevamento/trasporto di carichi, la manipolazione di oggetti,
attrezzi, pulsantiere, le posizioni di lavoro o dinamiche particolari ed il
mantenimento di posizioni statiche. Ciò aveva quindi permesso di fissare con
precisione le percentuali di IL.

 

Il certificato del Dr __________ concorda sostanzialmente con quanto
detto dal perito Dr. __________ per quello che concerne lo stato clinico a
livello della caviglia sin e le limitazioni funzionali.

 

In conclusione, i certificati medici inoltrati in fase di opposizione
non modificano le diagnosi anteriori, né i limiti funzionali già stabiliti con
precisione nella perizia reumatologica del Dr. __________. La nostra precedente
valutazione non viene modificata.

Non sono necessari ulteriori accertamenti medici.

(…)." (doc. AI 59/1-2)

 

                                         Con
lettera 21 giugno 2006 l’assicurato ha trasmesso al TCA lo scritto 16 giugno
2006 nel quale il dr. __________ si è così espresso:

 

"  (…)

Con il presente certifico che lo stato di salute del mio paziente
sopraccitato è notevolmente peggiorato rispetto alla fine del 2005 in particolare
alla colonna lombosacrale con irradiazione dei sintomi alle gambe con
formicolio sempre più frequente; i dolori sono presenti alla flessione e quando
si alza da una sedia o da un letto. Netto peggioramento dei dolori alle due
spalle soprattutto alla destra all’elevazione del braccio e della rotazione.

Questa accentuazione della sintomatologia si sta manifestando malgrado
una drastica riduzione del peso corporeo di circa 18 kg con una normalizzazione
delle glicemia.

(…)” (doc. B)

 

                               2.7.   Affinché un rapporto medico abbia valore probatorio è determinante che esso
valuti ed esamini in maniera completa i punti litigiosi, si fondi su degli
esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali di cui si lamenta
l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi)
e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento
della situazione medica; le conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate
(STFA del 26 agosto 2004 nella causa G.S., I 355/03, consid. 5; STFA del 25
febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01 ed S., U 330/01; DTF 125 V 352 consid.
3a; DTF 122 V 160 consid. 1c; Meyer‑Blaser, Die
Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI 2001
pag. 108 consid. 3a, 1997 pag. 123; STFA del 18 marzo
2002 nella causa M [I 162/01], consid. 2b).

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura amministrativa
il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui sono state
eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena, se
giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti
approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle
inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212; STFA del 14 aprile 1998
nella causa O.B.; STFA del 28 novembre 1996 nella causa G.F.; STFA del 24
dicembre 1993 nella causa S.H.; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pag. 329 e
332; ZAK 1986 pag. 189).

                                         In
un'altra sentenza inedita il TFA ha inoltre considerato rilevante una perizia
giudiziaria fatta esperire dal TCA al SAM. Secondo l'Alta Corte questo servizio
non può essere considerato parte in causa, nel senso che sussiste un vincolo
per cui l'istituto sarebbe obbligato a tenere in particolare considerazione gli
interessi specifici dell'assicurazione invalidità (STFA non pubbl. del 22 maggio
1995 in re A. C; cfr. anche DTF
123 V 178 consid. 4b; Pratique VSI 2001 pag. 110 consid. 3c).

                                         Nell'ambito
del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito
all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di
giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità
e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze
severe (DTF 122 V 157).

                                         Nella
DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, pag. 33ss.), l’Alta Corte ha ribadito che
ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere
riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere
concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine,
non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità
(DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo fatto che il medico consultato si trovi in
un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non permette già di metterne in
dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle
particolari circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati
i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento (DTF 125 V 354 consid. 3b/bb).

                                         Lo
stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK
1986 pag. 188; RAMI 1993 pag. 95).

                                         Le
perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di
istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati
indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e
giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno
che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità
(Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3b)bb; STFA del 26 agosto 2004 nella causa
G.C., I 355/03, consid. 5).

                                         Per
quel che riguarda i rapporti concernenti il medico curante, secondo la generale
esperienza della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce
del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà,
in caso di dubbio, in favore del suo paziente (STFA del 25 febbraio 2003 nelle
cause P.G., U 329/01 ed S., U 330/ 01; DTF 125 V 353 consid. 3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc; MEYER-BLASER,
Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997, pag.
230).

                                         Inoltre, va ricordato che se vi sono dei rapporti medici contraddittori
il giudice non può evadere la procedura senza valutare l'intero materiale ed
indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un
altro (STFA del 25 febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01 ed S., U 330/01).

                                         Infine,
va rilevato che, affinché un esame medico in ambito psichiatrico sia ritenuto
affidabile deve adempiere diverse condizioni (Cattaneo, “La promozione dell'autonomia
del disabile: esempi scelti dalle assicurazioni sociali”, in RDAT 2003-II pag.
628-629, in particolare la nota
158, nella quale vengono citate alcune sentenze federali e cantonali, in particolare
la DTF 127 V 294).

                                         In
quest’ultima sentenza l'Alta Corte ha fatto proprie le considerazioni di Mosimann.
In particolare, secondo questo autore (Somatoforme Störungen: Gerichte und
[psychiatrische] Gutachten, in: SZS 1999 pag. 105 ss), in ambito psichiatrico
l’esperto deve innanzitutto porre una diagnosi secondo una classificazione riconosciuta
e pronunciarsi sulla gravità dell'affezione.

                                         Il
perito deve anche valutare l'esigibilità della ripresa di un'attività lucrativa
da parte dell'assicurato. Tale prognosi deve tener conto di diversi criteri,
quali il carattere premorboso, l'affezione psichica e quelle organiche
croniche, la perdita d'integrazione sociale, un eventuale profitto tratto dalla
malattia, il carattere cronico della malattia, la durata pluriennale della
stessa con sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità di ricorrere a
trattamenti medici secondo la regola d'arte. La prognosi sfavorevole deve
essere fatta in base all’insieme dei succitati criteri.

                                         Inoltre,
l'esperto deve esprimersi sull'aspetto psicosociale della persona esaminata.

                                         Del
resto, un rifiuto di una rendita deve ugualmente basarsi su diversi criteri,
tra i quali le divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati, le
allegazioni sull'intensità dei dolori la cui descrizione rimane sul vago,
l'assenza di una richiesta di cura, le evidenti divergenze tra le informazioni
fornite dal paziente e quelle risultanti dall'anamnesi, il fatto che le lamentele
molto dimostrative lascino l'esperto insensibile, come pure le allegazioni di
grandi handicap nonostante un ambiente psico-sociale intatto (STCA inedita 27
settembre 2001 nella causa A., inc. 32.1999.124; STFA del 12 marzo 2004, I
683/03 pubblicata in DTF 130 V 352 e STFA inedita del 23 settembre 2004, I
384/04).

 

                               2.8.   Nell’evenienza
concreta, richiamata la suesposta giurisprudenza in materia di valore
probatorio di rapporti medici, questo Tribunale non intravede ragioni che gli
impediscano di far proprie le conclusioni cui é giunto il dr. __________, medico
SMR, il quale ha compiutamente valutato le differenti affezioni di cui
l’assicurato è portatore, giungendo ad una conclusione logica e priva di contraddizioni
in merito alle percentuali di incapacità lavorativa nei diversi periodi nella
sua precedente attività di tipografo indipendente (50% dal 27 marzo 2002 al 30
aprile 2004; 100% dal 30 aprile al 12 ottobre 2004 e 67% dal 13 ottobre 2004
[doc. AI 41/1]) e alla sua capacità totale in un’attività adeguata, che rispetti
le limitazioni poste dal dr. __________, da marzo 2002.

 

                                         Infatti,
il dr. __________, nel suo complemento peritale 17 gennaio 2005, sulla base
delle informazioni complementari richieste e ottenute dall’Ufficio AI e
ritenuti i limiti funzionali posti, ha concluso che “(…) come lavoro idoneo
allo stato di salute dell’assicurato, giudico un’attività che tiene pienamente
conto della capacità funzionale residua descritta nell’allegato. In un
lavoro adatto allo stato di salute, giudico l’assicurato abile al lavoro nella
misura del 100% con un rendimento massimo del 100%, a partire dal 27.2.2002.
L’inabilità lavorativa completa è giustificata dal 30.4.2004 fino al
12.10.2004, durante la fase di consolidamento della frattura della caviglia sinistra
(…)” (doc. AI 41/1, la sottolineatura è del redattore).

                                         Dal
canto suo il dr. __________, a prescindere dalle considerazioni
generali che si impongono sul tema dell’attendibilità delle certificazioni dei
medici di fiducia degli assicurati (cfr. in proposito consid. 2.7), nel
certificato 6 settembre 2005, non si è espresso chiaramente sulla capacità
lavorativa dell’assicurato limitandosi a sostenere, in modo del tutto generico,
che la patologia della caviglia sinistra “(…) costituisce di per sé un grave
handicap ad un lavoro che necessita di stare diverso tempo in piedi e diversi
spostamenti. La caviglia si gonfia quasi subito ed è estremamente dolorosa (…)”
ed a ricordare che il suo paziente è affetto anche da una “(…) periartropatia
alle spalle (…)” e da una “(…) spondiloartrosi (…)” (doc. 56/5). Lo stesso
medico, anche nello scritto 16 giugno 2006 (doc. B, sopra riprodotto in esteso),
non si è espresso chiaramente sulla capacità lavorativa e, senza ulteriori documentazioni,
ha attestato uno stato di salute “(…) notevolmente peggiorato rispetto alla
fine del 2005 (…)” senza neppure precisare da quando esattamente.

                                         Va
qui ricordato che il giudice delle
assicurazioni sociali valuta la legalità della decisione impugnata in base alla
situazione di fatto e di diritto esistente al momento in cui essa è state resa;
cfr. DTF 130 V 140, 129 V 4, 121 V 366 consid. 1b).

 

                                         Il
dr. __________, nel suo certificato medico 2 settembre 2005, non ha evidenziato
delle limitazioni funzionali diverse rispetto a quelle considerate dal dr. __________
nella sua scheda di funzionalità 16 gennaio 2005 (doc. AI 41/3). Egli ha
infatti confermato che “(…) il paziente lamenta dolori e disturbi sia durante
la deambulazione come se deve stare a lungo in piedi e alla sera il piede e la
caviglia sono sempre gonfi. Naturalmente è impossibile che eserciti qualsiasi attività
dove deve camminare o stare a lungo in piedi. Anche le attività da seduto
devono essere limitate ad un massimo di 3-4 ore con intervalli dove si può
alzare e camminare. Deve portare un gambaletto elastico per l’edema ed
effettuare regolarmente gli esercizi di immobilizzazione della caviglia (…)”
(doc. AI 56/6-7).

 

                                         Anche
il dr. __________, nelle sue annotazioni 29 settembre 2005, ha rilevato che
“(…) il certificato del Dr. __________ concorda sostanzialmente con quanto
detto dal perito Dr. __________ per quello che concerne lo stato clinico a
livello della caviglia sin e le limitazioni funzionali (…)” (doc. AI 59/1).

 

                                         Per
quanto riguarda gli aspetti neurologici, il dr. __________ non ha mai attestato
una incapacità lavorativa dell’assicurato (doc. AI 36/10-11 e 45/1-2) e, visto
il rapporto 25 gennaio 2005, il dr. __________ ha concluso che “(…) attualmente
il lieve peggioramento osservato dal punto di vista neurologico non è tale da
giustificare una modifica delle IL certificate nel mio precedente rapporto
20.01.2005 (…)” (doc. AI 46/1).

 

                                         Va
qui ricordato che il TFA, in una decisione del 24 agosto 2006 nella causa B. (I
938/05), ha evidenziato il valore probatorio delle opinioni espresse dai medici
SMR sottolineando che in caso di divergenza tra il medico curante e il medico
SMR non è per principio necessario procedere ad una nuova perizia. In
quell’occasione l’Alta Corte ha sviluppato la seguente considerazione:

 

"  (…)

3.2 L'on ne saurait certes mettre sur le même pied un rapport d'expertise
émanant d'un Centre d'observation médicale de l'AI (COMAI) - dont la
jurisprudence a admis que l'impartialité et l'indépendance à l'égard de
l'administration et de l'OFAS sont garanties (ATF 123 V 175) - et un rapport
médical établi par le SMR; toutefois, cela ne signifie pas encore qu'en cas de
divergence d'opinion entre médecins du SMR et médecins traitants, il est, de
manière générale, nécessaire de mettre en oeuvre une nouvelle expertise. La valeur
probante des rapports médicaux des uns et des autres doit bien plutôt
s'apprécier au regard des critères jurisprudentiels précédemment énumérés (cf.
consid. 3.1 supra). Il n'y a dès lors
aucune raison d'écarter le
rapport du SMR ici en cause ou de lui préférer celui du médecin traitant, pour
le seul motif que c'est le service médical régional de l'AI qui l'a établi. Au
regard du déroulement de l'examen clinique pratiqué par les médecins du SMR et
du contenu de leur rapport, on ne relève, du reste, aucune circonstance
particulière propre à faire naître un doute sur l'impartialité de ceux-ci. La
recourante ne fait d'ailleurs rien valoir de tel. (…).”

(cfr. STFA del 24 agosto 2006 nella causa B., I 938/03, consid. 3.2)

 

                                         Per
quanto riguarda alla censura dell’assicurato che rimprovera al medico SMR di
non averlo visitato personalmente, occorre rilevare che in ambito LAINF,
il TFA ha precisato che i pareri redatti dai medici della __________ hanno
pieno valore probatorio, anche quando essi si sono espressi unicamente in base
agli atti, dunque senza visitare personalmente l'assicurato (cfr. STFA del 10
settembre 1998 nella causa R., U 143/98 e STFA del 2 luglio 1996 nella causa
A., U 49/95). Analogamente, visto come il medico SMR si fondi
su validi reperti medici di specialisti e sugli esiti di indagini svolte, bisogna
concludere che la sua valutazione ha valore anche se non ha visitato il paziente.

 

                                         In
conclusione, visto che – in attività rispettose dei limiti funzionali da lui
posti (limiti, come visto sopra, condivisi anche dal dr. __________) – il dr. __________,
nel complemento peritale 17 gennaio 2005 (doc. 41/1-3), l’ha ritenuto abile al
100% in un lavoro adeguato e ritenuto che, secondo
questa Corte, possono essere in concreto prese in considerazione, quali attività
adeguate, quelle professioni legate al settore dell’indu-stria, in cui possono
venir eseguite mansioni di sorveglianza e di controllo, oppure al campo dei
servizi, attività che non comportano aggravi fisici, con possibilità di
cambiare frequentemente posizione (vedi al riguardo: STFA 7 dicembre 2006 nella
causa G., I 535/05, consid. 4.4. e del 25 febbraio 2003 in re P., U 329/01, consid. 4.5 con riferimenti;
cfr. anche RCC 1980 pag. 482 consid. 2. In questo senso
anche la consulente in integrazione nel rapporto finale 26 aprile 2005 [doc. AI
50/1-3]), è a giusto titolo che l’Ufficio AI ha riconosciuto all’assicurato il
diritto ad una mezza rendita dal 1° marzo 2003 al 30
giugno 2004, a una rendita intera dal 1° luglio 2004 al 31 gennaio 2005 e a una
mezza rendita dal 1° febbraio 2005 (cfr. art. 29 LAI e
art. 88a OAI).

 

                                         Si
ricorda tuttavia al ricorrente che il presente giudizio non pregiudica
eventuali suoi diritti nei confronti dell’assicurazione federale per
l’invalidità insorti in epoca successiva alla data decisiva del provvedimento
su opposizione in lite, il quale, sia nuovamente rilevato, delimita il potere
cognitivo del giudice (cfr. DTF 130 V 140 e 129 V 4).

 

                               2.9.   Nella
misura in cui l’assicurato con il proprio ricorso, chiedendo l’accoglimento
della sua opposizione 14 settembre 2005, postula l’effettuazione di una nuova
perizia reumatologica il TCA osserva quanto segue.

                                         Quando l'istruttoria da effettuare d'ufficio
conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso
delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve
essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori più non
potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove
(valutazione anticipata delle prove cfr. Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und
Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag. 47 n. 63, Gygi,
Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., pag. 274, si veda pure DTF 122 II consid.
469 consid. 41; 122 III 223 consid. 3; 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).
Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere sentito conformemente all'art.
29 cpv.2 Cost.
(DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).

 

                                         Nel
caso in esame, già si è detto che la documentazione agli atti è sufficiente per
statuire nel merito della vertenza. Né vi sono validi motivi per ritenere
inaffidabili le certificazioni mediche citate nei considerandi precedenti.

                                         Non
è pertanto necessario procedere ad un ulteriore accertamento medico giudiziario.

 

Per questi motivi

 

dichiara e
pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione.

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante.

                                         Al
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente
l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il vicepresidente                                                    Il
segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti