# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 20c6991a-a3f7-5202-8826-d183833c075f
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2023-12-05
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 2. Kammer 05.12.2023 S 2023 92
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_002_S-2023-92_2023-12-05.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

S 23 92

2a Camera in qualità di Tribunale delle assicurazioni

Presidenza Righetti

Giudici von Salis e Zanolari Hasse

Attuaria Lanfranchi

SENTENZA

del 5 dicembre 2023

nella vertenza di diritto delle assicurazioni sociali

A._____, 

ricorrente

contro

Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni (INSAI), 

convenuto

concernente prestazioni assicurative LAINF

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I. Ritenuto in fatto:

1. A._____, nato nel 1974, celibe, cittadino svizzero, residente a B._____ (I), 

era impiegato presso la C._____ AG con sede a D._____ come aiuto 

installatore di riscaldamenti ("Hilfsmonteur" [doc. 1 convenuto]).

2. In data 24 novembre 2022 A._____ è stato vittima di una caduta dalle 

scale; scivolando ha urtato l'osso sacro sullo spigolo del gradino, finendo 

poi sul gradino sottostante. Lo stesso giorno è stato visitato dal suo 

medico, la Dr.ssa. med. E._____, la quale gli certifica un trauma contusivo 

e, per tale motivo, un'incapacità lavorativa fino al 9 dicembre 2022.

3. In data 29 novembre 2022 il Dr. med. F._____, dopo aver sottoposto 

A._____ ad una radiografia del rachide sacro-coccigeo, affermava che non 

vi erano evidenti interruzioni delle corticali sacro-coccigee.

4. Con comunicazione del 2 dicembre 2022 l'Istituto nazionale svizzero di 

assicurazione contro gli infortuni (INSAI) ha riconosciuto a A._____ 

un'indennità giornaliera di CHF 119.55.

5. In data 9 dicembre 2022 A._____ veniva visitato dalla 

Dr.ssa. med. E._____, che gli certificava un'incapacità lavorativa a causa 

di una lombalgia da trauma.

6. Nelle date 23 dicembre 2022 e 9 gennaio 2023 A._____ veniva visitato 

nuovamente dalla Dr.ssa. med. E._____, che gli diagnosticava una 

lombosciatalgia bilaterale e, inoltre, gli certificava un'incapacità lavorativa 

fino al 24 dicembre 2022, che poi veniva prolungata fino al 23 gennaio 

2023.

7. Nel referto del Dr. med. G._____ sulla risonanza magnetica (RM) del 

10 gennaio 2023 veniva indicata la presenza di diffuse alterazioni 

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spondilosiche marginali in particolare evidenti al passaggio lombo-sacrale, 

ove si associavano fenomeni di disidratazione delle strutture discali 

stesse; margine discale posteriore endocanalare all'altezza di L1-L2 con 

associata piccola focalità erniaria contenuta in sede paramediana sinistra; 

una protrusione discale circonferenziale in L4-L5 in sede paramediana 

sinistra; assenza di focalità erniarie in corrispondenza dei restanti 

segmenti metamerici esaminati; riduzione di ampiezza del canale spinale 

su base congenita, in specie nel tratto compreso tra L4-L5; conservate le 

dimensioni e il segnale del cono midollare.

8. Il 23 gennaio 2023 la Dr.ssa. med. E._____ certificava che A._____ era 

affetto da lombosciatalgia bilaterale in ernie discali multiple del rachide 

lombare e gli attestava un'incapacità lavorativa fino al 7 febbraio 2023.

9. Dal referto medico del Dr. med. H._____ e del Dr. med. I._____ del 

2 febbraio 2023 risulta che A._____ lamentava da ca. due mesi una 

lombalgia con irradiazione all'arto inferiore sinistro e, più precisamente, 

veniva affermata la diagnosi lombalgia in discopatia L4-L5 e L5-S1 e la 

presenza di una piccola ernia foraminale sinistra e L5-S1 con piccola ernia 

paramediana destra.

10. L'8 febbraio 2023 la Dr.ssa. med. E._____ certificava che A._____ era 

affetto da lombalgia e gli attestava un'incapacità lavorativa fino al 3 marzo 

2023.

11. Dal referto del Dr. med. J._____ del 2 marzo 2023 risulta che A._____ 

presentava un netto miglioramento clinico.

12. Il 3 marzo 2023 la Dr.ssa. med. E._____ certificava che A._____ era 

affetto da lombalgia in discopatia L4-L5 e gli attestava un'incapacità 

lavorativa fino al 2 aprile 2023.

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13. Con e-mail del 17 marzo 2023, A._____ ha riferito all'INSAI che le sue 

condizioni dopo la terapia erano molto migliorate, che stava ancora 

prendendo farmaci, che stava facendo nuoto e fisioterapia e che pensava 

di rientrare al lavoro in data 3 aprile 2023.

14. Il 13 aprile 2023 la Dr.ssa. med. E._____ certificava che A._____ era 

affetto da lombosciatalgia e gli attestava un'incapacità lavorativa fino al 

12 maggio 2023.

15. Con scritto del 9 maggio 2023, l'INSAI ha comunicato a A._____ che, a 

causa di nuova documentazione medica, avrebbe verificato il suo obbligo 

di prestazione e il diritto ad ulteriori prestazioni, per cui avrebbe sospeso 

preventivamente le prestazioni dal 9 maggio 2023.

16. Il 12 maggio 2023 la Dr.ssa. med. E._____ certificava che A._____ era 

affetto da lombosciatalgia in discopatie e gli attestava un'incapacità 

lavorativa fino al 13 giugno 2023.

17. Nella valutazione sugli atti (senza visita) il medico assicurativo, la 

Dr.ssa. med. K._____, riferendosi al restringimento del canale spinale 

lombare e le discopatie a due livelli (L4-L5 e L5-S1) con conseguente 

sindrome dolorosa lombare, afferma che la salute di A._____, con 

probabilità preponderante, era già compromessa in modo silente o 

manifesto prima dell'infortunio. Inoltre, tenendo conto della RM del 

10 gennaio 2023, accerta che l'infortunio del 2022 non ha provocato 

ulteriori lesioni strutturali. In conclusione, in considerazione del danno 

pregresso, ritiene che le conseguenze dell'incidente, con probabilità 

preponderante, non hanno più avuto un ruolo causale nei sintomi dopo 

quattro mesi dall'incidente e i disturbi persistenti dopo questo lasso di 

tempo sono attribuibili alla condizione precedente all'incidente.

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18. Con decisione del 23 maggio 2023, l'INSAI ha chiuso il caso con effetto 

dal 9 maggio 2023 (e cioè dal giorno della sospensione preventiva delle 

prestazioni), in quanto, in base alla valutazione del servizio medico, i 

disturbi attualmente presenti alla colonna lombare non sarebbero più 

causati dall'infortunio e lo stato che si sarebbe presentato senza 

l'infortunio sarebbe stato raggiunto al più tardi dopo 16 settimane.

19. Avverso questa decisione A._____ ha interposto opposizione, facendo 

sostanzialmente valere che il danno alla sua salute non si fonderebbe su 

cause estranee all'infortunio occorsogli, in quanto la piccola focalità 

erniaria all'altezza di L1-L2 prima dell'evento non era presente e che, 

quindi, a suo parere, avrebbe avuto un peggioramento del quadro clinico. 

Sostenere che lo stato di salute si sarebbe presentato in seguito alla 

naturale progressione di un quadro patologico preesistente, anche senza 

infortunio al più tardi dopo 16 settimane, non sarebbe corretto, in quanto 

sarebbero ormai quattro anni che presterebbe la sua attività lavorativa 

senza aver avuto alcun problema. Da marzo 2021 sarebbe occupato 

presso la ditta C._____ AG; svolgendo la mansione di idraulico si 

occuperebbe di installare e smantellare caldaie, boiler e termosifoni, 

movimentando pesi non indifferenti senza aver mai avuto un minimo 

problema prima dell'infortunio. Pertanto, le motivazioni dell'INSAI per 

chiudere il caso non sarebbero valide.

20. Con decisione su opposizione del 27 giugno 2023, l'INSAI – considerando 

che A._____ prima della caduta presentava delle alterazioni degenerative 

e, meglio, un canale spinale stretto e delle discopatie a livello L4-L5 e L5-

S1 con una conseguente sindrome dolorosa lomboradicolare; che dalla 

risonanza magnetica del 10 gennaio 2023 risulta che A._____ non ha 

riportato nessuna lesione strutturale fresca né tanto meno una contusione 

importante o una distorsione grave; che dai rapporti medici agli atti si 

evince che A._____ presenta dei disturbi lombari da due/tre mesi senza 

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nozione d'infortunio; che, secondo le tabelle ASA, dopo una leggera 

contusione al rachide per i lavoratori chiamati a svolgere un'attività 

pesante viene riconosciuta una settimana di inabilità lavorativa e al 

massimo sei settimane di cure e che, tenendo conto del danno morboso 

pregresso, in concreto, dopo quattro mesi al massimo, i disturbi non 

potrebbero più essere ricondotti all'infortunio – ha respinto l'opposizione e 

revocato l'effetto sospensivo ad un eventuale ricorso.

21. In data 24 agosto 2023 A._____ (di seguito: ricorrente) ha inoltrato ricorso 

al Tribunale amministrativo del Cantone dei Grigioni. Sostanzialmente il 

ricorrente asserisce che dopo il suo incidente sulle scale i dolori 

continuavano a persistere. In data 3 aprile 2023 sarebbe tornato al lavoro, 

ma sin dal primo giorno sarebbero però tornati i disturbi alla schiena e alle 

articolazioni, in modo che lavorava faticando ed utilizzava antinfiammatori 

ed antidolorifici. Poi, in data 12 aprile 2023, dopo che lui e un suo collega 

sarebbero saliti ripetutamente le scale con elementi di una caldaia 

smantellata del peso di 70/80 kg, all'improvviso avrebbe avvertito forti 

dolori lombari e alla gamba destra. Si sarebbe dovuto fermare perché non 

riusciva più a lavorare. Inoltre, visto che il sistema sanitario nazionale 

italiano (SSN) era al collasso, avrebbe potuto effettuare la RM solo 

45 giorni dopo l'infortunio e, quindi, il trauma subìto non era più evidente. 

Oltretutto, sarebbero due anni che lavorerebbe presso la C._____ AG, 

svolgendo lavori pesanti, e, malgrado i suoi problemi pregressi, non 

avrebbe mai accusato problemi. Pertanto, affermare che lo stato senza 

infortunio si sarebbe presentato al più tardi dopo 16 settimane non sarebbe 

veritiero. Il trauma contusivo avrebbe portato alla luce i vecchi problemi e 

la piccola focalità erniaria a L1 e L2 che prima non aveva, per cui si 

tratterebbe di un aggravamento. Anche se il ricorrente non ha formulato 

dei petiti, dalla motivazione si capisce che chiede l'annullamento della 

decisione su opposizione.

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22. Con risposta del 13 settembre 2023 l'INSAI (di seguito: convenuto) chiede 

che il ricorso sia integralmente respinto e che la decisione su opposizione 

sia confermata. Come motivazione adduce che la Dr.ssa. med. K._____ 

avrebbe rilevato che il ricorrente, prima dell'infortunio, presentava un 

canale spinale stretto nonché delle discopatie su due livelli (L4-L5 e L5-

S1) con una sindrome radicolare consecutiva. La RM esperita il 

10 gennaio 2023 non avrebbe messo alla luce nessuna lesione strutturale 

fresca né un "bone bruise" che avrebbe costituito un indizio in favore di 

una contusione importante. Non sarebbero state nemmeno rilevate delle 

alterazioni ai legamenti che avrebbero costituito un indizio a favore di una 

distorsione degna di nota. Inoltre, fa valere che il principio "post hoc, ergo 

propter hoc" (dopo questo e quindi a causa di questo) non permetterebbe 

di riconoscere il nesso di causalità naturale secondo il criterio della 

probabilità preponderante.

23. Con memoria del 2 ottobre 2023 il ricorrente ci tiene a specificare che il 

12 aprile 2023 ha subito un ulteriore infortunio che avrebbe peggiorato le 

sue condizioni in modo evidente, in quanto in seguito alla visita presso 

l'ÖKK del 5 settembre 2023 era stato giudicato inabile all'esercizio della 

sua professione di sempre, e pertanto, il suo caso dal 12 aprile 2023 

sarebbe da considerare come un aggravamento di infortunio sul lavoro.

24. Con scritto del 9 ottobre 2023 il convenuto asserisce che il nuovo infortunio 

del 12 aprile 2024 esula dalla presente procedura visto che in concreto si 

tratta unicamente di definire se l'infortunio del 24 novembre 2022 gioca 

ancora un ruolo causale dopo il 9 maggio 2023, e di conseguenza il ricorso 

per quanto riguarda la domanda tendente al riconoscimento di prestazioni 

per l'evento del 12 aprile 2023 sarebbe irricevibile.

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II. Considerando in diritto:

1. Innanzitutto vanno esaminati i requisiti di ammissibilità.

1.1. Il ricorrente ha domicilio all'estero e il suo ultimo datore di lavoro ha sede 

nei Grigioni, per cui è data la competenza territoriale del tribunale delle 

assicurazioni del Cantone dei Grigioni (cfr. art. 1 cpv. 1 della Legge 

federale sull'assicurazione contro gli infortuni [LAINF; RS 832.20] in 

combinato disposto con gli artt. 56, 57 e 58 cpv. 2 Legge federale sulla 

parte generale del diritto delle assicurazioni sociali [LPGA; RS 830.1]; 

art. 57 LPGA in combinato disposto con l'art. 49 cpv. 2 lett. a Legge sulla 

giustizia amministrativa [LGA; CSC 370.100]). Il ricorrente è legittimato a 

ricorrere (cfr. art. 59 LPGA). Il presente ricorso, presentato 

tempestivamente e nella dovuta forma (art. 60 cpv. 1 e art. 61 lett. b 

LPGA), con riserva del considerando 1.2 di cui sotto, è dunque ricevibile.

1.2. Il ricorso è ammissibile solo nell'ambito dell'oggetto della controversia. 

Questo è determinato dall'oggetto della decisione impugnata e dalle 

richieste delle parti, per cui la decisione impugnata limita il possibile 

oggetto della controversia. Eventuali richieste, censure e ulteriori 

osservazioni del ricorrente che esulano dall'oggetto della controversia non 

possono quindi essere prese in considerazione fin dall'inizio (cfr. DTF 133 

II 181 consid. 3.3; 125 V 413 consid. 2.a; sentenza del Tribunale 

amministrativo del Cantone dei Grigioni [STA] S 17 128 del 28 agosto 

2018 consid. 1). Dunque, per quanto il ricorrente fa valere, per la prima 

volta dinnanzi a questo Tribunale, un nuovo incidente avvenuto il 12 aprile 

2023, esula dalla presente procedura visto che in concreto si tratta 

unicamente di definire se l'infortunio del 24 novembre 2022 gioca ancora 

un ruolo causale dopo il 9 maggio 2023. Di conseguenza il ricorso, per 

quanto riguarda la domanda tendente al riconoscimento di prestazioni per 

l'incidente del 12 aprile 2023, è irricevibile.

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2. Controverso è se il convenuto ha chiuso il caso d'infortunio del ricorrente 

a giusto titolo, sospendendo il versamento delle indennità giornaliere dal 

9 maggio 2023 in poi.

3. Secondo l'art. 16 cpv. 1 LAINF, ha diritto all'indennità giornaliera la 

persona assicurata totalmente o parzialmente incapace al lavoro ai sensi 

dell'art. 6 LPGA in seguito a infortunio. Il diritto si estingue con il ripristino 

della piena capacità lavorativa, con l'assegnazione di una rendita o con la 

morte della persona assicurata (cpv. 2).

3.1. Presupposto essenziale per l'erogazione di prestazioni da parte 

dell'assicurazione contro gli infortuni è l'esistenza di un nesso di causalità 

naturale fra l'evento e le sue conseguenze che nel caso delle indennità 

giornaliere si riassumono nel danno alla salute da cui deriva l'incapacità al 

lavoro. Questo presupposto è da considerarsi adempiuto qualora si possa 

ammettere che, senza l'evento infortunistico, il danno alla salute non si 

sarebbe potuto verificare o non si sarebbe verificato nello stesso modo. 

Non occorre invece che l'infortunio sia stato la sola o immediata causa del 

danno alla salute; è sufficiente che l'evento, se del caso unitamente ad 

altri fattori, abbia comunque provocato un danno all'integrità corporale o 

psichica della persona assicurata, vale a dire che l'evento appaia come 

una condizione sine qua non del danno. È questione di fatto lo stabilire se 

tra evento infortunistico e danno alla salute esista un nesso di causalità 

naturale. A differenza dei casi con danni dovuti a infortunio non dimostrabili 

organicamente, in presenza di disturbi fisici derivanti da un infortunio la 

causalità adeguata – quale fattore restrittivo della responsabilità 

dell'assicurazione contro gli infortuni qualora esista un rapporto di 

causalità naturale – non ha praticamente nessuna importanza (DTF 127 V 

102 consid. 5 b/bb, 118 V 286 consid. 3; cfr. anche STA S 20 96 del 

25 gennaio 2022 consid. 3.2, S 20 103 del 9 dicembre 2021 consid. 3.4).

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3.2. Se uno stato patologico preesistente è aggravato oppure si manifesta in 

seguito a un infortunio, l'obbligo dell'assicurazione contro gli infortuni di 

corrispondere le prestazioni decade se l'evento non costituisce più la 

causa naturale (e adeguata) del danno, ossia se quest'ultimo è da 

ricondurre soltanto ed esclusivamente a fattori extra-infortunistici. Ciò si 

verifica, in particolare, con il ripristino dello stato di salute esistente 

immediatamente prima dell'infortunio (status quo ante) oppure con il 

raggiungimento di quello stato che, prima o poi, secondo l'evoluzione 

ordinaria dello stato antecedente sarebbe intervenuto anche senza 

l'infortunio (status quo sine). Se invece un infortunio colpisce un corpo già 

danneggiato e, secondo i medici, non verrà mai raggiunto né lo status quo 

ante né lo status quo sine, si parla di un aggravamento direzionale che dà 

diritto a prestazioni LAINF (cfr. le sentenze del Tribunale federale [STF] 

8C_589/2017 del 21 febbraio 2018 consid. 3.1.2, 8C_790/2010 del 

15 febbraio 2011 consid. 4.2). Un evento ha carattere di causa parziale 

giustificante un diritto a prestazioni per infortunio, quando il rischio 

derivante da una potenziale causa patogena generale prima dell'evento 

non era presente a tal punto che il fattore scagionante appaia casuale e 

interscambiabile. Per contro, l'effetto dovuto all'infortunio – in accertata 

correlazione di causa – corrisponde a una causa occasionale o casuale 

(che non concede un diritto a prestazioni per infortunio), se colpisce una 

condizione pregressa talmente labile e precaria che bisognava attendersi 

in ogni momento l'insorgere di un danno (organico), sia per dinamica 

propria della patologia pregressa sia affrontando un qualsiasi altro evento 

casuale. Se all'incirca allo stesso tempo un fattore d'aggravio alternativo e 

quotidiano avrebbe potuto provocare lo stesso danno alla salute, 

l'infortunio non appare come evento significativamente causale, bensì 

come evento interscambiabile; in tal caso non sorge alcun obbligo di 

prestazione dell'assicurazione infortuni obbligatoria (cfr. STF 

8C_669/2019 del 25 marzo 2020 consid. 4, 8C_337/2016 del 7 luglio 2016 

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consid. 4.1.2.; STA S 20 96 del 25 gennaio 2022 consid. 3.3, S 19 91 del 

30 giugno 2020 consid. 4.2.1).

3.3. In questo contesto va ricordato che, secondo l'esperienza medica nel 

campo del diritto assicurativo contro gli infortuni, praticamente tutte le 

ernie discali insorgono in presenza di alterazioni degenerative del disco e 

che un infortunio è considerato solo eccezionalmente, in condizioni 

particolari, la causa effettiva. Lo stesso vale per le protrusioni discali che, 

secondo il parere medico, sono generalmente il risultato di un processo 

degenerativo. Un'ernia o una protrusione discale può essere considerata 

in gran parte correlata all'infortunio se l'infortunio è stato particolarmente 

grave e in grado di causare danni al disco e i sintomi dell'ernia discale 

(sindrome vertebrale o radicolare) o della protrusione discale si 

manifestano immediatamente e con un'immediata incapacità lavorativa. In 

particolare, deve essere dimostrato anche mediante radiografia un 

corrispondente peggioramento direzionale che si discosti dalla 

progressione normale per la fascia d'età. Se, invece, l'ernia discale o la 

protrusione con una condizione degenerativa preesistente (silente) è stata 

solo attivata dall'infortunio, ma non causata, esiste un aggravamento 

temporaneo. In questo caso, l'assicurazione contro gli infortuni deve 

fornire prestazioni solo per la sindrome dolorosa direttamente collegata 

all'incidente. Secondo le attuali conoscenze mediche, lo status quo sine 

può essere raggiunto dopo tre o quattro mesi in questi casi di dolore 

lombare post-traumatico e lombosciatalgia. In generale, l'aggravamento 

temporaneo di una contusione, distorsione o stiramento della colonna 

vertebrale dovrebbe essere considerato completo dopo un periodo di sei 

o nove mesi e, nel caso di una condizione degenerativa preesistente 

significativa, al massimo dopo un anno (cfr. STF 8C_19/2021 del 27 aprile 

2021 consid. 7.2, 8C_765/2020 del 4 marzo 2021 consid. 2.3, 

8C_774/2020 del 19 febbraio 2021 consid. 2.3, 8C_552/2020 del 

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16 dicembre 2020 consid. 3.2, cfr. anche 8C_154/2016 del 7 giugno 2016 

consid. 4.1.2, 8C_681/2011 del 27 giugno 2012 consid. 3.3, 8C_601/2011 

del 9 gennaio 2012 consid. 3.2.2, 8C_735/2009 del 2 novembre 2009 

consid. 5.1, con ulteriori riferimenti).

3.4. L'estinzione del nesso di causalità deve essere stabilita con il grado della 

probabilità preponderante richiesto in materia di assicurazioni sociali. Per 

contro, la semplice possibilità che l'evento non esplichi più effetto causale 

non è sufficiente. Trattandosi della soppressione del diritto a prestazioni, 

l'onere della prova non incombe all'assicurato bensì all'assicuratore (cfr. 

DTF 146 V 51 consid. 5.1). Esso deve comprovare che le cause 

riconducibili all'infortunio non esplicano più effetti; non deve però fornire la 

prova di motivi estranei all'incidente (malattia, difetti congeniti o alterazioni 

degenerative), né deve fornire la prova negativa che non via sia più alcun 

danno alla salute o che la persona assicurata sia ora in piena salute (cfr. 

STF 8C_840/2019 del 14 febbraio 2020 consid. 3.2, 8C_589/2017 del 

21 febbraio 2018 consid. 3.2.3, 8C_790/2010 del 15 febbraio 2011 

consid. 4.2; STA S 20 96 del 25 gennaio 2022 consid. 3.4).

4. Sia la procedura amministrativa sia quella dinanzi al tribunale cantonale 

delle assicurazioni sono rette dal principio inquisitorio. Secondo questo 

principio, l'amministrazione e il tribunale devono garantire d'ufficio 

l'accertamento corretto e completo dei fatti giuridicamente rilevanti (cfr. 

art. 43 cpv. 1 e art. 61 lett. c LPGA). L'assicuratore sociale, quale organo 

decisionale, e, in caso di ricorso, il tribunale possono accettare un fatto 

come provato soltanto se sono convinti della sua esistenza. Nel diritto delle 

assicurazioni sociali, a meno che la legge non preveda altrimenti, il 

tribunale deve prendere la sua decisione secondo il grado di prova della 

probabilità preponderante. La mera possibilità di un determinato fatto non 

soddisfa i requisiti della prova. Piuttosto, il tribunale deve seguire il 

resoconto dei fatti che considera il più probabile tra tutti i possibili corsi 

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degli eventi. Il principio inquisitorio esclude necessariamente l'onere della 

prova nel senso di onere di produrre prove, poiché spetta al tribunale delle 

assicurazioni sociali adito (o all'organo amministrativo chiamato a 

decidere) raccogliere le prove. Nel procedimento di assicurazione sociale, 

generalmente, le parti hanno l'onere della prova solo nella misura in cui in 

assenza di prove la decisione va a svantaggio della parte che voleva trarre 

dei diritti dai fatti non provati. Tuttavia, questa regola ha effetto soltanto se 

nell'ambito del principio inquisitorio si dimostra impossibile, sulla base di 

una valutazione delle prove, stabilire fatti che abbiano almeno la 

probabilità di corrispondere alla realtà (STF 8C_765/2020 del 4 marzo 

2021 consid. 3.2.2, 8C_17/2017 del 4 aprile 2017 consid. 2.2 con rinvio 

alla DTF 138 V 218 consid. 6; STA S 20 103 del 9 dicembre 2021 

consid. 4.1).

4.1. Il dovere inquisitorio dura fino a quando non vi è sufficiente chiarezza sui 

fatti necessari per la valutazione della pretesa. Il principio inquisitorio è 

strettamente legato al principio della libera valutazione delle prove a livello 

amministrativo e giudiziario. Se, con una valutazione delle prove completa, 

accurata, obiettiva e orientata sul contenuto, gli accertamenti da effettuare 

d'ufficio nell'ambito del principio inquisitorio portano l'assicuratore sociale 

o il tribunale alla convinzione che un certo fatto è da considerarsi 

prevalentemente probabile e che ulteriori misure di prova non potrebbero 

più modificare questo risultato stabilito, la rinuncia all'assunzione di 

ulteriori prove non costituisce una violazione del diritto di essere sentiti 

(valutazione anticipata delle prove). Tuttavia, se permangono dubbi 

significativi sulla completezza e/o sulla correttezza delle costatazioni di 

fatto finora effettuate, devono essere effettuati ulteriori accertamenti, nella 

misura in cui dalle ulteriori misure di prova ci si possono ancora attendere 

nuovi risultati essenziali (cfr. per il tutto le STF 8C_831/2019 del 

13 febbraio 2020 consid. 3.2.1 e 8C_281/2018 del 25 giugno 2018 

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consid. 3.2.1). Se l'assicuratore sociale rispettivamente l'amministrazione 

non ottempera al suo dovere inquisitorio o lo fa solo parzialmente, la causa 

può essere rinviata per ulteriori accertamenti e susseguente nuovo 

giudizio (cfr. DTF 132 V 368 consid. 5; STA S 20 103 del 9 dicembre 2021 

consid. 4.2).

4.2. Per poter valutare lo stato di salute e con questo la questione di quali 

prestazioni lavorative possano ancora essere pretese dalla persona 

assicurata, l'amministrazione, rispettivamente il tribunale adito in caso di 

ricorso, dipendono da documenti che devono essere allestiti e forniti da 

medici o eventualmente da altri specialisti, il cui compito consiste nel 

valutare lo stato di salute e di prendere posizione in merito alla misura in 

cui e in riferimento a quale attività l'assicurato sia incapace al lavoro. In 

altre parole, sono chiamati a fornire referti, in base a esami medici 

professionali e tenendo conto dei lamenti soggettivi, nonché fare una 

diagnosi basata su questo. In tal modo il perito medico svolge il suo 

compito originale, per il quale l'amministrazione e il tribunale adito non 

sono competenti (cfr STA S 20 103 del 9 dicembre 2021 consid. 4.3).

4.3. Il diritto federale non prescrive come debbano essere valutate le singole 

prove. Il principio del libero apprezzamento delle prove si applica a tutte le 

procedure di ricorso amministrativo e giudiziario. Secondo questo 

principio, gli assicuratori sociali e i tribunali delle assicurazioni sociali 

devono valutare le prove liberamente, cioè senza essere vincolati da 

regole formali di prova, così come in modo completo e doveroso. Per la 

procedura di ricorso ciò significa che il tribunale deve esaminare 

obiettivamente tutte le prove, indipendentemente da chi le ha fornite, e poi 

decidere se i documenti disponibili permettono una valutazione affidabile 

della pretesa giuridica in questione. In particolare, in caso di rapporti 

medici contrastanti, il tribunale non può decidere il caso senza valutare le 

prove nel loro insieme e indicare i motivi per cui si basa su una tesi medica 

- 15 -

piuttosto che sull'altra (DTF 143 V 124 consid. 2.2.2 e 125 V 351 

consid. 3a). Quanto alla valenza probatoria di un rapporto medico, 

secondo la giurisprudenza è determinante che i punti litigiosi importanti 

siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su 

esami completi, che consideri parimenti i disturbi lamentati dall'assicurato, 

che sia stato stilato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la 

descrizione del contesto medico e della situazione medica sia chiara e che 

le conclusioni dell'esperto siano ben motivate. Di conseguenza, in linea di 

principio, per stabilire se un rapporto medico abbia valore di prova o meno 

non è decisivo né l'origine né la sua denominazione, ad esempio quale 

perizia o rapporto (DTF 134 V 231 consid. 5.1, 125 V 351 consid. 3a). La 

giurisprudenza ha ciononostante ritenuto compatibile con il principio del 

libero apprezzamento delle prove stabilire alcune direttive per la 

valutazione delle prove in relazione a determinate forme di attestazioni 

mediche (DTF 125 V 351 consid. 3b, 118 V 286 consid. 1b, 112 V 30 

consid. 1a con rinvii).

4.4. Alle perizie ottenute nell'ambito della procedura amministrativa di medici 

specialisti esterni, che rilasciano i propri rapporti in base a indagini e 

osservazioni approfondite e dopo aver preso visione di tutta la 

documentazione medica, e che nella descrizione dei loro referti giungono 

a risultati concludenti, va riconosciuto pieno valore probatorio nella 

valutazione delle prove, a meno che non sussistano indizi concreti a 

mettere in dubbio la loro attendibilità (DTF 137 V 210 consid. 1.3.4, 125 V 

351 consid. 3b/bb). Anche i rapporti e le perizie dei medici impiegati 

dall'assicurazione hanno un valore probatorio comparabile, a condizione 

che appaiano conclusivi, comprensibilmente motivati e privi di 

contraddizioni e che non vi siano indizi atti a mettere in dubbio la loro 

attendibilità (vedi la DTF 137 V 210 consid. 1.2.1, STF 8C_839/2016 del 

12 aprile 2017 consid. 3.1 seg.). Il semplice fatto che il medico interpellato 

- 16 -

sia impiegato dall'assicuratore sociale non permette di per sé di 

concludere a una mancanza di obiettività o a una parzialità. Piuttosto sono 

richieste circostanze speciali che fanno apparire oggettivamente 

giustificata la sfiducia nell'imparzialità della valutazione. Vista la notevole 

importanza delle perizie mediche nel diritto delle assicurazioni sociali, 

occorre però applicare uno standard rigoroso all'imparzialità del perito (cfr. 

per il tutto le DTF 125 V 351 consid. 3b/ee, 122 V 157 consid. 1c). In caso 

di dubbi, anche minimi, sull'affidabilità e la conclusività delle costatazioni 

mediche interne dell'assicuratore, devono essere fatti ulteriori 

accertamenti (DTF 139 V 225 consid. 5.2, 135 V 465 consid. 4.3.2 e 4.4; 

STF 9C_415/2017 del 21 settembre 2017 consid. 3.2, 8C_452/2016 del 

27 settembre 2016 consid. 4.2.2 seg. e 8C_245/2011 del 25 agosto 2011 

consid. 5.3).

Per quanto attiene ai rapporti dei medici curanti, il tribunale può e deve 

tenere conto del fatto che, per esperienza, nel dubbio essi tendono talvolta 

a testimoniare a favore dei loro pazienti, vista la loro posizione di fiducia 

istauratasi contrattualmente (DTF 135 V 465 consid. 4.5, 125 V 351 

consid. 3b/cc). In particolare, la diversa natura del mandato di cura della 

persona (specialista) terapeutica, da un lato, e del mandato di valutazione 

peritale commissionato d'ufficio, dall'altro (cfr. la DTF 124 I 170 consid. 4), 

non basta, per sé, per mettere in discussione una perizia amministrativa o 

giudiziaria, nonché per dare adito a ulteriori accertamenti, se i medici 

curanti giungono a opinioni differenti da quelle dei periti. Sono fatti salvi i 

casi in cui si impone una valutazione diversa dalla perizia (ufficiale) perché 

i rapporti dei medici curanti menzionano degli aspetti importanti che non 

sono puramente frutto di un'interpretazione soggettiva e che sono rimasti 

non riconosciuti o non apprezzati nella perizia (cfr. STF 8C_317/2019 del 

30 settembre 2019 consid. 2.3, 8C_379/2019 del 21 agosto 2019 

consid. 2.2 e 8C_835/2018 del 23 aprile 2019 consid. 3).

- 17 -

4.5. Secondo la giurisprudenza, una valutazione sugli atti (senza visita) ha 

altresì valenza probatoria, purché sussista un reperto completo, si 

disponga di sufficienti elementi derivanti da precedenti accertamenti 

personali e si tratti in prevalenza di valutare dal punto di vista medico una 

fattispecie acclarata, in modo che la visita personale dell'assicurato passi 

in secondo piano (cfr. STF 8C_253/2023 del 7 agosto 2023 consid. 3, 

8C_500/2022 del 4 maggio 2023 consid. 3, 8C_390/2022 del 7 settembre 

2022 consid. 3 e 8C_629/2021 del 24 marzo 2022 consid. 4.2, 

9C_524/2017 del 21 marzo 2018 consid. 5.1, 8C_540/2007 del 27 marzo 

2008 consid. 3.2; cfr anche STA S 20 96 del 25 gennaio 2022 consid. 5.4).

5. Nel caso qui in giudizio è controverso se i disturbi alla schiena accusati dal 

ricorrente dopo il 9 maggio 2023 stiano ancora in nesso causale con 

l'infortunio del 24 novembre 2022 o, se piuttosto, al più tardi il 9 maggio 

2023 sia stato raggiunto lo status quo sine. In questo contesto va 

esaminata innanzitutto l'attendibilità della valutazione sugli atti (senza 

visita) della Dr.ssa. med. K._____, e, di seguito, se gli altri referti medici 

agli atti sono in grado di sollevare anche solo minimi dubbi riguardo a tale 

valutazione.

5.1. Nella valutazione sugli atti (senza visita) il medico assicurativo, la 

Dr.ssa. med. K._____, riferendosi al restringimento del canale spinale 

lombare e le discopatie a due livelli (L4-L5 e L5-S1) con conseguente 

sindrome dolorosa lombare, afferma che la salute del ricorrente, con 

probabilità preponderante, era già compromessa in modo silente o 

manifesto prima dell'infortunio. Inoltre – considerando che la RM del 

10 gennaio 2023 non mostra lesioni strutturali recenti oggettivabili, né 

"bone bruise" indicative di una contusione significativa avvenuta, né 

alterazioni legamentose indicative di una forza distorsiva di particolare 

gravità verificatasi e rilevato che non c'è alcuna anamnesi di trauma in 

nessuno dei referti disponibili, ma dolore lombare da 2-3 mesi – il medico 

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assicurativo accerta che l'infortunio del 2022 non ha provocato ulteriori 

lesioni strutturali. In considerazione del danno pregresso e in applicazione 

delle linee guida per la reintegrazione degli infortuni dell'Associazione 

Svizzera d'Assicurazioni (ASA), ella giunge alla conclusione che, con 

probabilità preponderante, l'infortunio, dopo quattro mesi, non ha più avuto 

un ruolo causale per i sintomi e che i disturbi persistenti dopo questo lasso 

di tempo sono attribuibili alla condizione precedente all'incidente.

5.2. Questo Tribunale rileva che il medico assicurativo, disponeva di tutte le 

informazioni sull'infortunio del ricorrente, compresa la condizione 

preliminare, in quanto già accertata nel 2014 e nel 2022. La dottoressa è 

una specialista in medicina interna generale ed è stata quindi in grado di 

valutare i fatti medici da un punto di vista specialistico senza la necessità 

di una valutazione medica diretta attraverso un esame clinico del 

ricorrente. È stata in grado di ottenere un quadro completo sulla base dei 

documenti disponibili (cfr. STF 8C_397/2019 del 6 agosto 2019 

consid. 4.3 con riferimenti) senza la necessità di ispezionare la diagnostica 

per immagini. Inoltre, non è ravvisabile che un'ispezione di quel genere 

avrebbe portato a conclusioni diverse. Sebbene si tratti di una valutazione 

basata sugli atti, ciò non sminuisce il valore probatorio della prova nel caso 

concreto, in quanto detta valutazione fornisce un quadro completo. Oltre 

a ciò, si tratta essenzialmente solo della valutazione da parte di un medico 

specialista di un fatto medico accertato, in modo che la visita personale 

dell'assicurato passa in secondo piano (cfr. STF 8C_253/2023 del 

7 agosto 2023 consid. 3 con ulteriori riferimenti).

5.3. Richiamata l'esperienza medica sopracitata (cfr. consid. 3.3), secondo la 

quale praticamente tutte le ernie discali insorgono in presenza di 

alterazioni degenerative del disco e che un infortunio è considerato solo 

eccezionalmente la causa effettiva, va rimarcato che già nella RM 

effettuata nel 2014 dal Dr. med. L._____ erano state evidenziate delle 

- 19 -

degenerazioni dei dischi intersomatici nel tratto compreso tra L4 e S1, 

un'ampiezza del canale spinale ai limiti inferiori di norma al passaggio L4-

L5 e allo stesso livello una piccola ernia discale endocanalare lateralizzata 

a sinistra, nonché un'ulteriore protrusione discale endocanalare mediana 

– paramediana destra a livello dello spazio L5-S1 (cfr. doc. 65 convenuto).

La RM del 10 gennaio 2023, effettuata dal Dr. med. G._____, non mostra 

lesioni strutturali recenti, né "bone bruise" indicative di una contusione 

significativa avvenuta, né alterazioni legamentose indicative di una forza 

distorsiva di particolare gravità verificatasi (cfr. doc 63 convenuto). Inoltre, 

non c'è alcun referto che menzioni un'anamnesi di trauma, bensì 

unicamente dolore lombare da 2-3 mesi. Per quanto la 

Dr. ssa med. E._____ nei suoi certificati d'incapacità lavorativa abbia 

menzionato un "trauma contusivo" o una "lombalgia da trauma", va 

precisato che tale diagnosi è stata fatta senza che essa abbia veramente 

identificato un trauma sulla radiografia o sulla RM effettuata il 10 gennaio 

2023. Va dunque concluso, che radiograficamente non è stato identificato 

un corrispondente peggioramento direzionale che si discosti dalla 

progressione normale per la fascia d'età. 

In base a quanto sopra, si può quindi concludere che la discopatia L4-L5 

con condizione degenerativa preesistente è stata al massimo attivata 

dall'incidente del 24 novembre 2022, ma non causata o aggravata in modo 

direzionale.

5.4. Secondo le linee guida per la reintegrazione degli infortuni dell'ASA, nei 

casi di una contusione della colonna vertebrale lombare sono previste da 

una (contusione leggera) a sei (contusione grave) settimane di cure (cfr. 

https://www.koordination.ch/fileadmin/files/uvg/reintegration/4_reintegrati

onsleitfaden_unfall_release_2010_version_1.0.pdf, pag. 46). Se, come 

nel caso in esame, l'ernia discale o la protrusione con una condizione 

- 20 -

degenerativa preesistente (silente) è stata solo attivata dall'infortunio, ma 

non causata, esiste un aggravamento temporaneo. Secondo le attuali 

conoscenze mediche, in questi casi di dolore lombare post-traumatico e 

lombosciatalgia, lo status quo sine può essere raggiunto dopo tre o quattro 

mesi.

Visto quanto sopra – e tenendo conto che nell'evenienza non sono stati 

rilevati dei traumi o lesioni strutturali recenti, ma (solo) dolore lombare per 

2-3 mesi, che dal referto del Dr. med. J._____ del 2 marzo 2023 risulta 

che il ricorrente riferisce un netto miglioramento clinico e anche il ricorrente 

stesso, con e-mail del 17 marzo 2023, ha riferito al convenuto che le sue 

condizioni dopo la terapia erano molto migliorate e che pensava di 

rientrare al lavoro in data 3 aprile 2023 –, si può dunque ritenere che 

l'aggravamento temporaneo della condizione degenerativa preesistente 

della colonna vertebrale, clinicamente silente fino al 24 novembre 2022, si 

sia concluso al più tardi dopo quattro mesi risp. 16 settimane e che, dopo 

tale lasso di tempo, i disturbi lamentati dal ricorrente non possono più 

essere ricondotti all'infortunio. Di conseguenza, solo le patologie che 

persistevano fino alla fine di marzo 2023 sono da considerare come 

conseguenze causali dell'evento del 24 novembre 2022. A titolo 

abbondanziale, si ricorda che dall'incidente fino alla chiusura effettiva del 

caso (il 9 maggio 2023, che peraltro coincide con la data della 

sospensione delle prestazioni), sono passati non solo quattro, ma cinque 

mesi e mezzo.

5.5. Per quanto riguarda la piccola focalità erniaria L1-L2, va sottolineato che 

il fatto che tale focalità non si fosse ancora verificata nel 2014 non è 

sufficiente a dimostrare che lo stato di salute dopo l'infortunio del 

24 novembre 2022 è la conseguenza dell'infortunio. Il principio "post hoc, 

ergo propter hoc", secondo il quale si ritiene che un danno alla salute sia 

stato causato dall'infortunio solo perché si è verificato dopo l'incidente, a 

- 21 -

mente della giurisprudenza non permette di riconoscere il nesso di 

causalità naturale in ossequio al criterio della probabilità preponderante; 

per cui non è applicabile. Pertanto, riprendendo essenzialmente la 

motivazione del convenuto, va notato che il referto della RM lombare 

esperita il 20 luglio 2014 (cfr. doc. 65 convenuto), nonché il rapporto della 

Dr.ssa. med. E._____ – la quale indica che, confrontando le due RM, si 

evidenzia la comparsa di una piccola focalità erniaria a livello L1-L2 che 

non era presente sull'esame del 2014 (cfr. doc. 64 convenuto) –, non 

possono essere considerati quali prove del nesso di causalità. Il fatto che 

il principio "post hoc, ergo propter hoc" non è applicabile, risulta ancor più 

evidente se si considera che tra la visita medica del 2014 e l'incidente del 

2022 sono trascorsi ben otto anni (cfr. STF 8C_241/2020 consid. 6.1).

5.6. In sintesi, non è quindi criticabile che il convenuto abbia richiesto una 

valutazione sugli atti, perché i fatti rilevanti dal punto di vista medico sono 

indiscussi ed è in discussione solo la causalità naturale dei fatti accertati. 

In queste circostanze, la valutazione basata sugli atti del 16 maggio 2023, 

che soddisfa i requisiti della giurisprudenza, ha valenza probatoria, in 

quanto si basa su tutti i referti precedenti, commenta i disturbi lamentati e 

tratta le valutazioni dei medici curanti. L'argomentazione della 

Dr.ssa. med. K._____ è inoltre comprensibile e convincente nella sua 

valutazione della causalità naturale. Il ricorrente non afferma che i fascicoli 

su cui si è basata la Dr.ssa. med. K._____ non sarebbero completi. 

Pertanto, va affermato che né gli altri referti medici agli atti né 

l'argomentazione del ricorrente, fondata principalmente sul principio 

(inammissibile) "post-hoc, ergo propter hoc", sono in grado di ingenerare 

anche solo minimi dubbi sull'attendibilità della valutazione della 

Dr.ssa. med. K._____ (cfr. anche STF 8C_809/2019 del 13 febbraio 2020 

consid. 5.2).

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Di conseguenza, non c'è motivo di effettuare ulteriori chiarimenti medici 

(apprezzamento anticipato delle prove; DTF 144 V 361 consid. 6.5; 136 I 

229 consid. 5.3).

6. Per i suesposti motivi, la decisione impugnata va confermata e il ricorso 

va respinto.

7.1. La procedura è gratuita (cfr. art. 61 lett. fbis LPGA e artt. 105 segg. LAINF 

e contrario). 

7.2. Il convenuto (INSAI) non ha diritto a ripetibili (cfr. art. 61 lett. g LPGA e 

contrario).

- 23 -

III. Per questi motivi il Tribunale giudica:

1. Nella misura in cui è ricevibile, il ricorso è respinto.

2. Non si prelevano spese.

3. Non vengono assegnate ripetibili.

4. [Vie di diritto]

5. [Comunicazioni]