# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 08d941c8-cb26-59e6-bb4e-16bfa1cbf3e0
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-05-22
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 22.05.2001 80.2001.66
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2001-66_2001-05-22.html

## Full Text

Incarto n.

  80.2001.00066

  	
  Lugano

  22 maggio 2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  vicepresidente della Camera di diritto tributario

  del Tribunale d'appello

  
	
  giudice Stefano Bernasconi

  
	
   

  
						

 

	
  segretario:

  	
  Andrea Pedroli

  

 

statuendo sul ricorso del 2 agosto 1999

 

in materia di:                 IC 97/98

 

	
  presentato da:

  	
  __________ e __________
  __________, __________
  __________,  

  rappr. da: __________
  __________ __________ di consulenza fiscale, 6901 __________ 1 __________, 
  

   

  
	
   

  	
   

  	 

 

ritenuto 

 

 

in fatto ed in diritto

 

 

                                     -   che, nella dichiarazione d'imposta IC/IFD 1997-98, i coniugi __________ e __________
__________ dichiaravano un reddito
immobiliare (pigioni e affitti) di fr. 2'267'680, chiedendo nel contempo la
deduzione a titolo di spese di gestione e manutenzione dei fabbricati di un
importo di fr. 1'471'961 di media annua, oltre a interessi passivi per fr.
887'174;

 

                                     -   che,
nella notifica di tassazione del 14 settembre 1998 l'UT ammetteva solo parzialmente
la deduzione delle spese di gestione e manutenzione degli immobili e, meglio,
in ragione di fr. 718'764, argomentando che non possono essere concessi ammortamenti
su immobili di carattere privato e che devono inoltre essere riprese delle
spese che, in sede di verifica fiscale, sono state considerate come investimenti,
segnatamente fr. 176'335 per l'anno 1995 e fr. 60'000 per l'anno 1996;

 

                                     -   che
l'Ufficio di tassazione respingeva, con decisione del 12 luglio 1999, un
reclamo con cui i contribuenti avevano contestato la ripresa sia degli
ammortamenti sia di parte delle spese di manutenzione;

 

                                     -   che, i
coniugi __________ interponevano ricorso
alla Camera di diritto tributario, riproponendo nuovamente la questione della
deduzione degli ammortamenti e delle spese di manutenzione non riconosciute
dall'Ufficio di tassazione;

 

                                     -   che, con
sentenza dell'8 febbraio 2000, la Camera di diritto tributario accoglieva il
ricorso in materia di imposta federale diretta, annullando la decisione su
reclamo e rinviando gli atti all'autorità fiscale, affinché procedesse alla
commisurazione degli ammortamenti sugli immobili commerciali; 

 

                                     -   che, in
materia di imposta cantonale, la Camera accoglieva invece il ricorso solo nella
misura in cui ammetteva l'aumento della deduzione per spese di manutenzione,
respingendo per contro la domanda di poter dedurre gli ammortamenti; 

 

                                     -   che, il 9
marzo 2000, i coniugi __________
presentavano dinanzi al Tribunale federale un ricorso di diritto pubblico, con
cui chiedevano l'annullamento della sentenza cantonale per quanto concerne
l'imposta cantonale 1997/1998;

 

                                     -   che, il
13 marzo 2000, l'Amministrazione federale delle contribuzioni interponeva a sua
volta un ricorso di diritto amministrativo, postulando l'annullamento della
sentenza della Camera, per quanto riguarda l'imposta federale diretta
1997/1998, e la conferma della decisione su reclamo del 12 luglio 1999;

 

                                     -   che, con
sentenza del 27 marzo 2001, il Tribunale federale ha respinto il ricorso di
diritto amministrativo, mentre ha accolto quello di diritto pubblico,
annullando la sentenza della Camera e rinviando a quest'ultima la causa,
affinché riesamini la tesi contenuta nella sentenza alla luce delle
considerazioni formulate riguardo all'imposta federale diretta;

 

                                     -   che,
conformemente all'art. 26c cpv. 2 della legge organica giudiziaria civile e penale
del 24 novembre 1910, modificata il 14 maggio 1998, la Camera di diritto tributario
decide nella composizione di un Giudice unico la presente causa, che non pone
questioni di principio e non è di rilevante importanza;

 

                                     -   che,
nella propria sentenza, il Tribunale federale definisce manifestamente errata
l'interpretazione che la Camera di diritto tributario ha dato alla sentenza
pubblicata in DTF 125 II 113, «poiché in tale giudizio il Tribunale federale
non ha esteso la nozione di attività lucrativa indipendente, come sostenuto dai
giudici cantonali, ma ha invece riaffermato che quanto vigeva sotto il regime
del Decreto federale del 1940 è tuttora valido e che, quindi, di fatto non vi è
stato nessun cambiamento»;

 

                                     -   che
l'Alta Corte ha definito "del tutto insostenibile" anche l'ulteriore
argomento contenuto nella motivazione della Camera, secondo cui la legge
tributaria ticinese contempla una specifica imposta di carattere reale (art.
123 segg. LT), la quale colpisce gli utili immobiliari, obiettando che
l'esistenza di un simile tributo non può in effetti avere alcuna incidenza
sulla definizione stessa dell'attività lucrativa indipendente e su quella della
mera amministrazione del patrimonio privato;

 

                                     -   che la
Corte federale ha poi osservato che è incontestato che le norme del diritto
tributario ticinese hanno un contenuto praticamente identico a quello dei
disposti federali: 

                                         «al riguardo
è d'uopo ricordare che, vigenti la precedente legge tributaria ticinese del 28
settembre 1976 e il Decreto del 1940, in presenza di norme cantonali e federali
disciplinanti il commercio professionale d'immobili e di identico contenuto,
era ammesso che la legislazione cantonale andava interpretata secondo i criteri
sviluppati dalla giurisprudenza relativa all'imposta federale diretta (cfr. ad
esempio, RDAT 1997 II 32t 395; 1996 II 15t 408 consid. 7a). Orbene, in
concreto, i giudici cantonali non forniscono alcun valido motivo atto a
giustificare un cambiamento d'interpretazione e, di riflesso, che si giunga ad
un diverso risultato»;

                                      

                                     -   che,
quindi, in sostanza, il Tribunale federale, pur definendo "manifestamente
errata" l'interpretazione che la Camera di diritto tributario ha dato alla
sentenza pubblicata in DTF 125 II 113, ha condiviso la motivazione con cui è
stato accolto il ricorso in materia di imposta federale diretta;

 

                                     -   che, a
tale proposito, il carattere manifestamente erroneo della motivazione della
sentenza cantonale sarebbe determinato dal fatto che la sentenza DTF 125 II
113, contrariamente all'opinione della Corte cantonale, non ha esteso la
nozione di attività lucrativa indipendente e, di riflesso, quella di sostanza
commerciale;

 

                                     -   che,
contestato di avere esteso la nozione di attività lucrativa indipendente, in
seguito il Tribunale federale ammette tuttavia di avere inglobato in
quest'ultima nozione, ai sensi dell'art. 18 cpv. 1 LIFD (prima: art. 21 cpv. 1
lett. a DIFD), quella di attività che oltrepassa la semplice
amministrazione del patrimonio privato, precisando però che non si tratta di
una categoria particolare di attività, ma che è solo un criterio che permette
di distinguere l'attività indipendente nell'ambito immobiliare (che comprende
sia il commercio professionale nel senso stretto che tutte le attività
"quasi professionale", meno intense che gli sono assimilate) dalla
gestione del patrimonio privato (STF n. __________
__________ del 27 marzo 2001, consid.
3b/cc);

 

                                     -   che il
Tribunale federale ha poi confermato che, con l'entrata in vigore della nuova
legge sull'imposta federale diretta, la possibilità di procedere alla deduzione
degli ammortamenti (cfr. art. 27 e 28 LIFD) non dipende più dalla presenza di
una azienda gestita in forma commerciale: in effetti dette deduzioni sono ora ammesse
quando i criteri sviluppati dalla prassi per definire se si è in presenza di
un'attività lucrativa indipendente sono adempiuti:

                                         In altre
parole, allorché, vigente il Decreto del 1940, ogni attività lucrativa non dava
luogo alla deduzione degli ammortamenti - poiché detta facoltà andava concessa
solo alle aziende gestite in forma commerciale (cfr. ASA 52 363 consid. 3 e
rinvii) - per ammettere la deduzione degli ammortamenti l'attuale normativa non
pone più quest'ultima esigenza. Ne discende che la prassi relativa alla locazione
d'immobili non può più essere seguita: se è data un'attività lucrativa
indipendente, vi è un diritto alla deduzione degli ammortamenti - sempreché
tutte le condizioni poste dalla legge (cfr. art. 27 seg. LIFD) per poterne
beneficiare siano adempiute -, a prescindere dalla presenza di una gestione in
forma commerciale.

 

                                     -   che le
stesse considerazioni possono allora essere estese anche al ricorso in materia
di imposta cantonale, dato che gli articoli 26 e 27 LT sono praticamente
identici agli articoli 27 e 28 LIFD;

 

                                     -   che,
quanto al carattere dell'attività svolta dai ricorrenti, ci si può dunque
riferire alla motivazione del Tribunale federale, che ha ritenuto che la
locazione e la gestione dei loro immobili adibiti a centri commerciali sia da
considerare come attività lucrativa indipendente ai sensi dell'art. 18 cpv. 1
LIFD, sulla base dei seguenti argomenti:

                                         In primo
luogo, va osservato che anche se sono stati ricevuti in donazione, gli stabili
in questione (salvo uno donato dalla madre) facevano parte della fortuna commerciale
del padre della contribuente. In proposito va sottolineato che sebbene nella
sentenza querelata venga affermato che detti beni erano stati trasferiti nel
patrimonio privato del donante, tale affermazione non è tuttavia corroborata da
nessuna prova. Al riguardo, va precisato che il citato trasferimento avrebbe
dovuto dare luogo o a una tassazione - dato che, in caso di trasferimento
d'immobili dalla sostanza commerciale a quella privata, la differenza positiva
tra il valore venale degli immobili e il loro valore contabile costituisce un beneficio
imponibile sottoposto all'imposta ordinaria sul reddito (cfr. art. 18 cpv. 2
LIFD; cfr. __________ __________, op. cit., pag. 153 e seg.) - di
cui però non vi è traccia negli atti di causa oppure alla constatazione di una
perdita, nel caso in cui la citata differenza fosse negativa. In mancanza di un
esame delle conseguenze derivanti da un tale trasferimento (imposizione o
accertamento di una perdita), si deve pertanto presumere che il citato trasferimento
non è stato effettuato e che questi beni immobili appartenevano alla sostanza
commerciale del padre della contribuente e, di riflesso, dopo la donazione, a
quella di __________ __________. In proposito si può osservare che
non risulta nemmeno che la contribuente abbia chiesto il loro trasferimento
nella propria sostanza privata, operazione che soggiace anche lei a tassazione.

                                         Un altro
elemento determinante è l'attività professionale di __________ __________.
Infatti, oltre ad essere titolare di una licenza di fiduciario immobiliare - e,
quindi, di possedere qualifiche professionali strettamente connesse al settore
in questione -, questi si occupa personalmente dell'amministrazione e della gestione
degli immobili della moglie.

                                         Il fatto che
egli svolga questa attività quale impiegato della __________.
(di cui è azionista nonché amministratore unico) non è di rilievo (cfr. ASA 42
547); in effetti, vi è una relazione diretta tra la professione del
contribuente e l'attività svolta nel settore immobiliare quando detta attività
ha per scopo di procacciare del lavoro al contribuente stesso o alla sua
impresa, oppure quando questi utilizza le conoscenze acquisite nell'ambito
della propria professione (cfr. ASA 28 273; 30 128; 36 432; 41 34; 48 417), ciò
che è il caso in concreto. Inoltre nel caso di specie non assume importanza la
circostanza che gli immobili siano di proprietà della moglie: come già
precisato dal Tribunale federale un coniuge può avere un'attività professionale
e realizzare un'operazione immobiliare su immobili appartenenti al(la) consorte
(cfr. ASA 36 25; 40 427; 57 458; DTF 104 Ib 164). Non va poi negletto il fatto
che, anche se B.A. non lavora direttamente nel settore immobiliare, essendo
impiegata della __________ S.A., la quale è attiva nel settore della pulizia e
della revisione di cisterne, svolge comunque la propria professione in un
settore molto vicino e non del tutto estraneo a quello immobiliare.

                                         Pure
significativa è l'entità dell'attività svolta, la quale concerne otto stabili,
l'importante messa in valore di questi ultimi (ristrutturazione dell'immobile acquistato
nel 1994 al fine di adibirlo a centro commerciale, rinnovamenti frequenti,
inizio della costruzione di un nuovo centro commerciale nel 1996) nonché la
circostanza che sia stato fatto capo a notevoli prestiti presso istituti
bancari, garantiti da ipoteche che gravano gli immobili per un ammontare
complessivo di fr. 10'008'565.--. In proposito va rilevato che anche l'acquisto
effettuato nel 1994 è stato finanziato con importanti prestiti bancari.
Un'attività così ampia, svolta da persone cognite del settore immobiliare, per
il cui finanziamento si è ricorso a prestiti così elevati, supera largamente la
semplice amministrazione della propria sostanza privata e costituisce un'attività
lucrativa indipendente. Ciò è peraltro confortato dal fatto che, per ogni
immobile, è tenuta una contabilità, seppure sommaria, inclusiva di un piano per
gli ammortamenti (contabilità la quale, sia rilevato di transenna, è identica a
quella allestita per il padre della contribuente). In tale ambito, va inoltre
osservato che la mancata iscrizione nel registro di commercio non è più (cfr.
sopra consid. 3c) un elemento determinante né ai fini dell'assoggettamento né
per riguardo alla deduzione degli ammortamenti, come anche non assume rilevanza
il fatto che non sia stata effettuata (ancora) nessuna vendita

                                         (STF n. __________.__________
del 27 marzo 2001, consid. 3d/cc);

 

                                     -   che le
argomentazioni che precedono possono essere dunque estese anche all'imposta
cantonale, con una precisazione tuttavia in merito alla prima delle considerazioni
proposte dal Tribunale federale, secondo cui, nella propria sentenza, la Camera
di diritto tributario avrebbe affermato che gli immobili in discussione erano
stati trasferiti nel patrimonio privato del donante, ma che tale affermazione
non è tuttavia corroborata da nessuna prova;

 

                                     -   che,
infatti, la sentenza di questa Camera si era limitata a sottolineare, fra gli
argomenti che deponevano a favore della tesi dell'attività indipendente,
l'acquisto degli immobili, da parte della signora __________,
mediante donazione da parte del padre __________
__________, già considerato commerciante
professionale di immobili, mentre aveva menzionato fra gli argomenti a favore
della tesi opposta la circostanza che gli immobili stessi erano stati esclusi,
già dal padre della signora __________,
dal patrimonio delle società da lui controllate;                     

 

                                     -   che, in
altre parole, ci si era limitati ad osservare che il padre della ricorrente,
prima di donare gli immobili alla figlia, era già stato considerato
commerciante professionale di immobili ma, dall'altra parte, non aveva
allibrato gli oggetti in questione nella contabilità delle sue società; 

 

                                     -   che, per
non fraintendere tale considerazione, si deve ricordare che, vigente l'abrogato
DIFD, il Tribunale federale aveva affermato che gli utili conseguiti
esercitando un'attività eccedente la mera amministrazione patrimoniale potevano
apparire come reddito imponibile di un'attività, senza che fosse necessario qualificare
commerciale l'immobile alienato o distinguere fra sostanza privata e sostanza
commerciale (cfr. Yersin, La distinction entre l'activité indépendante
et la gestion de la fortune privée, in ASA 67, p. 107, con riferimento a StE
1989 B 23.1 n. 20 = ASA 59 p. 476);

 

                                     -   che, in
altre parole, la circostanza che il padre della ricorrente fosse stato considerato
occasionalmente commerciante di immobili a titolo professionale non bastava
ancora a concludere, fintantoché era in vigore il __________
– e, di riflesso, la legge tributaria ticinese del 1976 – che tutti gli
immobili di sua proprietà rientrassero nella sua sostanza commerciale;

 

                                     -   che,
allora, non può essere enfatizzato il fatto che negli atti non vi sia traccia
dell'imposizione dell'utile conseguito dal genitore della ricorrente al momento
del trasferimento degli immobili dalla sostanza commerciale a quella privata,
proprio perché in quel momento era ancora possibile assoggettare all'imposta
quale reddito del commercio professionale di immobili di carattere occasionale
il guadagno conseguito alienando un bene considerato sostanza privata;

 

                                     -   che,
pertanto, le conclusioni cui era giunta questa Camera in materia di imposta federale
diretta valgono anche per l'imposta cantonale;

 

                                     -   che la
decisione su reclamo del 12 luglio 1999 è annullata e gli atti sono rinviati all'autorità
fiscale, affinché proceda alla commisurazione degli ammortamenti sugli immobili
commerciali.

 

 

Per questi motivi,

visto per le spese l'art. 231 LT

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso
in materia di imposta cantonale è accolto.

                                         § Di
conseguenza, la decisione su reclamo del 12 luglio 1999 è annullata e gli atti
sono rinviati all'autorità fiscale, affinché proceda alla commisurazione degli
ammortamenti sugli immobili commerciali.

 

                                   2.   Non si
prelevano né tassa di giustizia né spese processuali.

                                         Ai
ricorrenti è riconosciuta un'indennità di fr. 600.– per ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione
alle parti.

 

                                   4.   Il presente
giudizio è definitivo (art. 230 cpv. 3 LT).

 

 

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

Il Giudice:                                                            Il
segretario: