# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 648e2741-310b-5408-90d2-c88539199819
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-01-22
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 22.01.2003 52.2002.375
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2002-375_2003-01-22.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2002.375

   

  	
  Lugano

  22 gennaio 2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Stefano Bernasconi, vicepresidente,

  Werner Walser, Ivo Eusebio, quest'ultimo in sostituzione
  del giudice Lorenzo Anastasi, astenuto

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

 

 

statuendo sul ricorso 23 settembre 2002 della

 

 

	
   

  	
  __________, 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 3 settembre 2002 (no. 4207) del
  Consiglio di Stato, che ha respinto l'impugnativa presentata dall'insorgente
  avverso la risoluzione 28 maggio 2002 con la quale l'amministrazione patriziale
  di __________ ha aggiudicato alla ditta ____________________ la locazione
  della propria cava di pietra naturale no. 3;

  

 

 

viste le risposte:

-  30 settembre 2002 della __________;

-  1° ottobre 2002 del Consiglio di Stato;

-  4 ottobre 2002 dell'amministrazione patriziale
di __________;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

ritenuto,                           in fatto

 

                                  A.   Il 26
aprile 2002 il patriziato di __________ ha indetto un pubblico concorso per la
locazione della propria cava di pietra naturale no. 3 (FU n. __________).

                                         Il bando
precisava che il concorso non era soggetto alla LCPubb e che la locazione della
cava, ad un canone annuo di almeno fr. 18'000.- durante 11 anni, sarebbe stata
aggiudicata a discrezione dell'amministrazione patriziale, valutando comunque
l'esperienza, la concorrenzialità, la capacità, la presenza sul mercato, la
solvibilità e la reputazione dei singoli offerenti, nonché gli interessi
patriziali.

 

 

                                  B.   Nel termine
prestabilito sono pervenute al patriziato le seguenti offerte:

 

                                         1.
__________                                                           fr.
23'000.-

                                         2.
__________                                                           fr.
22'000.-

                                         3.
__________                                                           fr.
18'500.-

                                         4.
__________                                                           fr.
10'000.-

 

                                         Ritenendo
che la miglior offerente fosse la __________, con risoluzione 27 maggio 2002
l'amministrazione patriziale ha aggiudicato la locazione della cava no. 3 alla
predetta società.

 

 

                                  C.   Con
giudizio 3 settembre 2002 il Consiglio di Stato ha confermato questa decisione,
respingendo l'impugnativa contro di essa presentata dalla __________ di
__________. 

                                         Assodato
che il concorso non era effettivamente assoggettato alla LCPubb, l'autorità di
ricorso di prime cure ha fondato la propria competenza sulla LOP, giungendo
alla conclusione che la controversa aggiudicazione era pienamente conforme alle
norme di legge (art. 12-15 LOP) applicabili alla fattispecie.

 

 

                                  D.   Avverso la
menzionata pronunzia governativa la __________ è insorta davanti al Tribunale
cantonale amministrativo, postulando che venga annullata unitamente alla
risoluzione 27 maggio 2002 dell'amministrazione patriziale di __________ e che
la __________ e la __________ siano escluse dal concorso.

                                         A mente
della ricorrente, la locazione della cava ad opera del patriziato rientrava
senz'altro nel novero delle commesse sottoposte alla LCPubb, cosicché le
offerte __________ e della __________ - ditte facenti capo entrambe a
__________ - dovevano essere escluse dalla procedura in forza dell'art. 25
lett. f LCPubb. Questo provvedimento si giustificherebbe d'altronde anche in
base alla LOP ed ai principi invalsi in materia di pubblico concorso, atteso
che la presentazione di molteplici offerte da parte della stessa persona viola
la garanzia costituzionale della parità di trattamento e della libertà economica.

                                         L'insorgente
ha criticato inoltre la delibera in quanto tale, annotando che nelle condizioni
di gara l'amministrazione patriziale ha indicato dei criteri di aggiudicazione
che ha poi omesso di applicare correttamente. La decisione del 27 maggio 2002 è
stata presa esclusivamente in funzione del maggior fitto offerto, senza tener
conto del fatto che l'aggiudicataria disattende tutti gli altri requisiti
fissati nel bando, dato che ha mutato ragione sociale pochi giorni prima della
pubblicazione del concorso, ha un solo dipendente e da tempo non esercita
alcuna attività.

 

 

                                  E.   All'accoglimento
del ricorso si è opposto il Consiglio di Stato, che ha sollecitato la conferma
della decisione impugnata senza formulare particolari osservazioni.

                                         Ad
identica conclusione sono pervenute l'amministrazione patriziale di __________
e la __________, entrambe avversando le tesi dell'insorgente con argomentazioni
che saranno riprese - ove occorresse - nel seguito.

 

 

 

Considerato,                  in diritto

 

                                   1.   1.1. La
legge sulle commesse pubbliche (LCPubb) è applicabile all'aggiudicazione di
commesse edili, forniture e prestazioni di servizi da parte del Cantone, dei
comuni e altri enti preposti a compiti cantonali e comunali come i patriziati
(art. 2 cpv. 1, 4 LCPubb e 1 lett. a RLCPubb). La legge cantonale, al pari di
quella federale e degli accordi internazionali posti a fondamento della materia
(accordo GATT/OMC), non definisce la nozione di acquisto pubblico. Secondo
dottrina e giurisprudenza, la commessa pubblica soggetta all'apposita, omonima
legge vede da un lato una stazione appaltante che acquisisce dei lavori, delle
forniture o dei servizi al fine di adempiere i propri compiti pubblici e
dall'altro un aggiudicatario che per la sua prestazione riceve una
remunerazione (Zufferey, Droit des marchés publics, p. 58; DTF 125 I 209
consid. 6). Come annota il Consiglio di Stato riproducendo alla lettera una
sentenza inedita dell'Alta Corte federale (STF 2P.19/2001 del 16 maggio 2001,
consid. 1a/bb), la commessa pubblica nel senso che qui interessa è di natura
sinallagmatica e si caratterizza per il pagamento di un compenso all'offerente
in cambio della sua prestazione. La situazione inversa non si configura invece
alla stregua di una commessa pubblica. Ne segue che la locazione di un bene
patriziale, con la corresponsione di un adeguato canone da parte del
conduttore, non rientra nel novero delle relazioni contrattuali assoggettate
alla LCPubb.

                                         Nel caso
di specie, la competenza del Tribunale cantonale amministrativo può quindi
fondarsi unicamente sull'art. 146 cpv. 1 LOP.

 

                                         1.2. La
legittimazione attiva della ricorrente, direttamente lesa nei suoi legittimi
interessi dalla decisione governativa che conferma l'aggiudicazione pronunciata
dall'amministrazione patriziale, è data dall'art. 147 lett. b LOP.

 

                                         1.3. Il
ricorso, tempestivo e correttamente motivato (art. 46 PAmm), è pertanto ricevibile
in ordine e data la natura delle questioni sollevate può essere deciso sulla base
degli atti, senza procedere ad accertamenti istruttori. L'assunzione delle
prove richiamate nel gravame non appare infatti suscettibile di apportare al
Tribunale la conoscenza di ulteriori elementi rilevanti per il giudizio che è
chiamato a rendere (art. 18 cpv. 1 PAmm) 

 

 

                                   2.   Come visto
in precedenza (cfr. consid. 1.1.), la LCPubb non torna applicabile alla
fattispecie, cosicché cadono nel vuoto tutte le censure sollevate dalla
ricorrente sulla scorta della normativa cantonale volta a disciplinare gli
acquisti pubblici. Resta nondimeno da esaminare se l'aggiudicazione decisa dall'amministrazione
patriziale di __________ resiste ad un esame della sua conformità con i
disposti di legge che regolano l'attività dei patriziati.

 

                                         2.1.
Giusta l'art. 12 cpv. 1 LOP, le alienazioni, gli affitti e le locazioni dei
beni di proprietà del patriziato devono essere fatti per pubblico concorso. La
norma persegue un duplice scopo. Da un lato mira a salvaguardare l'interesse
della comunità, permettendo all'ente pubblico di scegliere l'offerta più
vantaggiosa, dall'altro tende invece ad assicurare a tutti i concorrenti le
stesse possibilità di riuscita. 

                                         La legge
si limita ad indicare che l'aggiudicazione deve essere fatta al miglior offerente
(art. 14 cpv. 1 LOP), senza alcun accenno ai criteri applicabili per la
valutazione delle offerte. Il patriziato è quindi libero di prestabilire i
criteri di aggiudicazione nel bando di concorso o di rinunciare a qualsiasi
predeterminazione in tal senso. Il bando rappresenta la lex specialis del
procedimento concorsuale ed è vincolante tanto per i concorrenti che per l'ente
pubblico. Se nel bando vengono indicati dei criteri di aggiudicazione - di
regola in ordine di importanza, per ragioni dedotte dal principio di
trasparenza - i concorrenti acquisiscono posizioni di legittima aspettativa
circa l'ossequio delle regole esposte. In sede di delibera l'amministrazione
patriziale non può quindi disattendere le condizioni del bando, rispettivamente
i criteri di aggiudicazione ivi contenuti, senza violare il principio della
buona fede e della parità di trattamento dei concorrenti. 

 

                                         2.2.
Nell'evenienza concreta, il bando pubblicato dall'amministrazione patriziale
indicava che l'aggiudicazione sarebbe avvenuta a sua discrezione, valutando
comunque l'esperienza, la concorrenzialità, le capacità, la presenza sul mercato,
la solvibilità e la reputazione dei singoli offerenti, nonché gli interessi
patriziali. Criteri, questi, che avrebbero indotto qualsiasi concorrente a
supporre legittimamente che la locazione sarebbe stata aggiudicata alla miglior
offerta in senso lato, ovvero a quella meglio aderente al ventaglio dei
requisiti richiesti, e non necessariamente all'offerta economicamente più
vantaggiosa.

                                         In
realtà, l'amministrazione patriziale di __________ ha risolto di concedere lo
sfruttamento della cava al concorrente disposto a riversarle il fitto annuo più
elevato, senza tener conto delle indicazioni vincolanti fornite nel bando e
senza darne minimamente ragione né nella propria decisione, né negli allegati
di causa. La ditta aggiudicataria, corrispondente __________ di cui è stata
mutata la ragione sociale tre giorni dopo la pubblicazione del bando (vedi
estratto RC del distretto di Riviera), all'epoca del concorso impiegava infatti
una sola persona, alla quale sono state affiancate altre cinque unità
lavorative posteriormente alla controversa delibera (cfr., in tal senso,
risposta 9 luglio 2002 della __________ al Consiglio di Stato). Al momento
della decisione, l'esperienza, la concorrenzialità, le capacità, la presenza
sul mercato, la solvibilità e la reputazione della __________, ditta pressoché
priva di attività per rapporto al suo scopo sociale, erano dunque vuoi
imponderabili, vuoi inesistenti.

                                         Se ne
deve dedurre che la controversa delibera va annullata siccome fondata su valutazioni
che, ignorando i predetti criteri stabiliti dal bando di concorso, offendono il
principio della parità di trattamento. Il fatto che la locazione sia stata
aggiudicata alla ditta che aveva presentato la miglior offerta dal profilo
economico non consente di salvare la risoluzione patriziale, lesiva del diritto
laddove trascende i limiti del potere di apprezzamento definiti dalla stessa
autorità patriziale al momento in cui ha pubblicato i criteri di aggiudicazione.

 

 

                                   3.   Sulla
scorta di quanto precede il gravame deve essere parzialmente accolto, con il
conseguente annullamento della decisione governativa impugnata e della controversa
delibera. Gli atti vengono rinviati al patriziato di __________ affinché
proceda ad una nuova delibera o indica un nuovo concorso.

                                         La tassa
di giudizio, così come le ripetibili di prima istanza, sono poste a carico del
patriziato e della resistente in parti uguali (art. 28 e 31 PAmm).

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 9 Cost.; 12, 14, 146, 147 LOP; 3,
18, 28, 43 e 46 PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è parzialmente accolto.

                                         § Di
conseguenza sono annullate:

1.1.   la decisione 3 settembre 2002 (no. 4207)
del Consiglio di Stato; 

1.2.   la risoluzione 28 maggio 2002
dell'amministrazione patriziale di __________ che delibera alla __________ l'affitto
della cava patriziale no. 3.

 

 

                                   2.   La tassa
di giustizia di fr. 1'000.- è posta a carico del patriziato di __________ e
della __________ in parti uguali.

 

 

                                   3.   A titolo
di ripetibili di prima istanza di ricorso il patriziato di __________ e la __________
rifonderanno alla ricorente la somma di fr. 600.- suddivisa fra loro in parti
uguali.

 

 

	
                                     4.   Intimazione
  a:

   

   

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il vicepresidente                                                      Il
segretario