# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1cc504df-f708-5927-8d09-58beeb88149e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-01-31
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 31.01.2018 35.2017.77
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2017-77_2018-01-31.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  35.2017.77

   

  CR

  	
  Lugano

  31 gennaio 2018

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
						

 

	
  redattrice:

  	
  Cinzia Raffa Somaini, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

statuendo sul ricorso del 6 luglio 2017 di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 2 giugno 2017 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1 

  rappr. da: RA 2  

   

   

  in materia di assicurazione contro gli infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   In data 8 gennaio 1990, RI 1,
dipendente della ditta __________ di __________ in qualità di aiuto-gessatore
e, perciò, assicurato d’obbligo contro gli infortuni presso l’CO 1, nello
scaricare del materiale da un camion, ha riportato un trauma
distorsivo/contusivo al polso sinistro. 

 

                                         Nel maggio 1992, egli è
stato sottoposto a un intervento di denervazione e di artrodesi carpale parziale
presso la Clinica di chirurgia ortopedica dell’Ospedale __________ di __________.

                                      

                                         Con decisione formale del
29 marzo 1993, poi confermata in sede di opposizione (cfr. fascicolo 3, doc.
98), l’Istituto assicuratore ha dichiarato l’assicurato abile in misura
completa nella sua abituale attività e gli ha riconosciuto un’indennità per
menomazione all’integrità del 10% (cfr. fascicolo 3, doc. 79).

 

                                         Con sentenza LAINF 64/94
del 26 ottobre 1994, il TCA ha respinto il ricorso intercorso nel frattempo da RI
1 (cfr. fascicolo 3, doc. 101). 

 

                               1.2.   A far tempo dal 1° febbraio
2013, l’amministrazione ha ripristinato il diritto alle prestazioni di corta
durata (cura medica + indennità giornaliera) a titolo di ricaduta del sinistro
del 1990 (cfr. fascicolo 4, doc. 152). 

 

                                         Con comunicazione del 13
novembre 2014 l’assicuratore LAINF, preso atto delle conclusioni del medico di
circondario, ha sospeso il versamento delle prestazioni di corta durata (spese
di cura e indennità giornaliere) a far tempo dal 1° gennaio 2015 (cfr.
fascicolo 5 doc. 264).

 

                                         Con decisione formale del
27 maggio 2015, l’CO 1, dopo aver fatto espresso riferimento alla precedente
comunicazione del 13 novembre 2014, ha posto l’assicurato al beneficio di una
rendita d’invalidità del 13% dal 1° gennaio 2015, nonché di un’IMI aggiuntiva
del 5% (cfr. fascicolo 5, doc. 308).

                                         Tale decisione è poi stata
confermata con decisione su opposizione del 6 luglio 2015 (cfr. fascicolo 5,
doc. 316).

 

                                         Con sentenza 35.2015.77
del 18 novembre 2015 - cresciuta incontestata in giudicato - il TCA, dopo avere
condiviso l’opinione dell’assicuratore LAINF di considerare lo stato di salute
infortunistico dell’assicurato stabilizzato ai sensi dell’art. 19 cpv. 1 LAINF a
partire dal 31 dicembre 2014 e di porre, di conseguenza, termine alla
corresponsione delle prestazioni di breve durata a partire dal 1° gennaio 2015,
ha confermato l’entità sia della rendita di invalidità, sia dell’IMI
riconosciute a RI 1 (cfr. fascicolo 6, doc. 329).

 

                               1.3.   In data 29 aprile 2016 il datore
di lavoro dell’assicurato ha annunciato una nuova ricaduta.

                                         L’assicuratore LAINF ha
quindi ripristinato il versamento delle indennità giornaliere a partire dal 22
aprile 2016 (cfr. fascicolo 6, doc. 348/35).

 

                                         Con scritto del 19
settembre 2016 l’assicurato, a quel momento rappresentato dall’__________, ha
contestato il ripristino delle indennità giornaliere a decorrere dal 22 aprile
2016, ritenendo che la sua inabilità lavorativa debba essere fatta risalire al
dicembre 2014. Per tali motivi, dunque, egli ha chiesto che “la rendita di
invalidità LAINF accordata all’assicurato dal 1° gennaio 2015 deve essere
sospesa e all’assicurato deve essere riconosciuta un’indennità giornaliera
nella misura dell’80% dell’incapacità lavorativa” (cfr. fascicolo 6, doc. 356).

 

                                         Con comunicazione del 25
ottobre 2016, l’assicuratore LAINF ha precisato che “la nostra decisione
formale del 27 maggio 2015 è stata oggetto di esame da parte del Tribunale
cantonale delle assicurazioni, il quale con sentenza del 18 novembre 2015 ha
respinto il ricorso confermando la stabilizzazione dello stato di salute
infortunistico del signor RI 1 rispettivamente confermando il grado di
invalidità riconosciuto. La sentenza è cresciuta in giudicato” (cfr. fascicolo
6, doc. 367).

 

                                         Analoga comunicazione è
poi stata fornita in data 15 marzo 2017 dalla CO 1 anche al nuovo patrocinatore
dell’assicurato, avv. RA 1 - il quale aveva a sua volta richiesto
all’assicuratore LAINF il ripristino delle prestazioni di corta durata a favore
dell’interessato a far tempo dal 1° gennaio 2015 – sottolineando come “la CO 1
non è legittimata a riesaminare una decisione che è stata oggetto di esame da
parte del TCA” (cfr. fascicolo 7, doc. 398).

                                         

                                         A seguito dell’opposizione
presentata in data 3 aprile 2017 dall’avv. RA 1 per conto dell’assicurato,
ribadendo la richiesta di ripristino del versamento delle indennità giornaliere
a decorrere dal 1° gennaio 2015 (cfr. fascicolo 7, doc. 404), l’assicuratore
LAINF, in data 11 aprile 2017, ha rilevato che la decisione di chiusura del
caso a partire dal 1° gennaio 2015 è quella datata 27 maggio 2015, sulla quale
il Tribunale cantonale delle assicurazioni ha già avuto modo di esprimersi
attraverso una sentenza cresciuta in giudicato e pertanto definitiva.

                                         Per tali ragioni,
l’assicuratore LAINF ha comunicato che “se proprio lo desidera possiamo
confermarle queste righe mediante una decisione formale di non entrata in
materia” (cfr. fascicolo 7, doc. 405).

 

                                         Con decisione formale del
21 aprile 2017 (cfr. fascicolo 7, doc. 407), poi confermata con decisione su
opposizione del 2 giugno 2017, l’assicuratore LAINF ha ribadito l’impossibilità
di entrare in materia sulla richiesta di ripristino delle indennità giornaliere
a partire dal 1° gennaio 2015, il cui tema è stato già trattato nella decisione
del 27 maggio 2015 e nella decisione su opposizione del 6 luglio 2015
dell’amministrazione, ormai divenute definitive a seguito della STCA 35.2015.77
del 18 novembre 2015, cresciuta incontestata in giudicato (cfr. doc. A).

 

                               1.4.   Con tempestivo ricorso del 6
luglio 2017, RI 1, sempre rappresentato dall’avv. RA 1, ha chiesto che l’CO 1
venga condannato a ripristinare le prestazioni di corta durata a far tempo dal
1° gennaio 2015.

                                         A sostegno di tali
pretese, il patrocinatore del ricorrente ha innanzitutto addotto la circostanza
che la decisione dell’assicuratore LAINF di considerare lo stato di salute
dell’assicurato stabilizzato a far tempo dal dicembre 2014 fosse errata, visto
che in data 19 aprile 2016 la dr.ssa __________ ha potuto constatare una
mancata consolidazione delle ossa dopo l’intervento di artrodesi del polso
dell’aprile 2014.

                                         Il patrocinatore del
ricorrente ha poi evidenziato - dopo avere espressamente indicato che una
domanda di revisione del giudizio cantonale sarebbe ormai tardiva – che la
sospensione del versamento delle indennità giornaliere dal 1° gennaio 2015, a
seguito della stabilizzazione dello stato di salute, è stata oggetto unicamente
di una comunicazione, datata 13 novembre 2014, da parte dell’amministrazione, contro
la quale non è stata inoltrata né opposizione, né ricorso.

                                         Non essendo quindi la
questione cresciuta in giudicato, a mente dell’avv. RA 1 “il riesame della
decisione del 13 novembre 2014 – con oggetto la sospensione delle spese di cura
e delle indennità giornaliere – spetta dunque alla CO 1” (cfr. doc. I).

 

                               1.5.   L’amministrazione, in
risposta - dopo avere evidenziato che la comunicazione del 13 novembre 2014 è
stata superata dalla decisione del 27 maggio 2015, oggetto della sentenza
cantonale del novembre 2015, cresciuta in giudicato - ha postulato che
l’impugnativa dell’assicurato venga respinta con argomenti di cui si dirà, per
quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc. III). 

 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   L’oggetto della lite è
circoscritto unicamente alla questione di sapere se l’CO 1 ha correttamente
rifiutato di entrare nel merito della richiesta di ripristino delle prestazioni
di breve durata a far tempo dal 1° gennaio 2015, reputando il tema ormai
superato, alla luce della STCA 35.2015.77 del 18 novembre 2015, cresciuta,
incontestata, in giudicato.

 

                               2.2.   L'art. 53 LPGA prevede che:

 

"
Le decisioni e le
decisioni su opposizione formalmente passate in giudicato devono essere
sottoposte a revisione se l’assicurato o l'assicuratore scoprono successivamente
nuovi fatti rilevanti o nuovi mezzi di prova che non potevano essere prodotti
in precedenza.

(cpv. 1)

L'assicuratore può tornare sulle
decisioni o sulle decisioni su opposizione formalmente passate in giudicato se
è provato che erano manifestamente errate e se la loro rettifica ha una
notevole importanza. (cpv. 2)

L'assicuratore può riconsiderare una decisione
o una decisione su opposizione, contro le quali è stato inoltrato ricorso, fino
all'invio del suo preavviso all'autorità di ricorso. (cpv. 3)"

 

                                         I principi relativi alla
riconsiderazione e alla revisione processuale sviluppati dalla giurisprudenza
precedentemente all'entrata in vigore della LPGA, sono stati concretizzati
all'art. 53 LPGA (cfr. sentenza del Tribunale federale I 206/06 del 13
marzo 2007; sentenza del TFA K 147/03 del 12 marzo 2004n consid. 5.3 in fine; sentenza del TFA U 149/03 del 22 marzo 2004, consid. 1.2; sentenza del TFA I 133/04
dell’8 febbraio 2005, consid. 1.2.).

 

                                         In
una sentenza U 397/05 del 24 gennaio 2007 il Tribunale federale ha sviluppato
le seguenti considerazioni:

 

"
4.2 La nozione di fatti o mezzi di
prova nuovi si apprezza allo stesso modo in caso di revisione (processuale) di
una decisione amministrativa (art. 53 cpv. 1 LPGA), di revisione di un giudizio
cantonale (art. 61 lett. i LPGA) o di revisione di una sentenza fondata
sull'art. 137 lett. b OG (cfr. sentenza citata del 6 dicembre 2005 in re P., consid. 2.2).

Sono nuovi ai sensi di queste disposizioni solo i
fatti già esistenti

all'epoca della procedura precedente, ma che non erano
stati allegati poiché non ancora noti nonostante tutta la diligenza del caso; i
fatti verificatisi dopo la fine del processo, e comunque dopo il momento in
cui, secondo le regole di procedura applicabili, potevano ancora essere
addotti, non vanno invece considerati e non possono quindi fondare una domanda
di revisione (DTF 121 IV 317 consid. 2; 118 II 199 consid. 5; 110 V 138 consid. 2; 108 V 170 consid. 1; Elisabeth Escher, Revision und
Erläuterung, in: Thomas Geiser/Peter Münch [a cura di], Prozessieren vor
Bundesgericht, 2a ed., Basilea e Francoforte 1998, n. 8.21; René A. Rhinow/Beat
Krähenmann,

Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung,
Ergänzungsband, Basilea e Francoforte 1990, n. 43 B I c, pag. 132). I fatti nuovi devono inoltre essere rilevanti, vale a
dire devono essere di natura tale da modificare la fattispecie alla base della
sentenza contestata e da condurre a un giudizio diverso in funzione di un
apprezzamento giuridico corretto. Per quanto concerne i nuovi mezzi di prova,
gli stessi devono servire a comprovare i fatti nuovi che giustificano la
revisione oppure fatti già noti e allegati nel procedimento precedente, che
tuttavia non avevano potuto venir provati, a discapito del richiedente (DTF 127 V 353 consid. 5b). Se i nuovi mezzi
sono

destinati a provare dei fatti sostenuti in precedenza,
il richiedente deve pure dimostrare di non essere stato in grado di invocarli
in tale

procedimento. Una prova deve essere considerata
concludente quando bisogna ammettere che essa avrebbe condotto il giudice a
statuire in modo diverso se egli ne avesse avuto conoscenza nella procedura
principale. È decisiva la circostanza che il mezzo di prova non serva solamente
all'apprezzamento dei fatti, ma alla determinazione degli stessi. Non basta
pertanto che in una

nuova perizia siano apprezzati in modo diverso i
fatti; occorrono invece elementi di fatto nuovi, dai quali risulti che il
fondamento della pronunzia impugnata presentava difetti oggettivi. Per
giustificare la revisione di una sentenza non basta che, dalla fattispecie
conosciuta al momento dell'emanazione della pronunzia principale, il perito
tragga, ulteriormente, conclusioni diverse da quelle del tribunale. Neppure
costituisce motivo di revisione il semplice fatto che il tribunale potrebbe
aver mal interpretato fatti conosciuti all'epoca del procedimento principale.
L'apprezzamento inesatto deve, al contrario, essere la conseguenza dell'ignoranza
o della carenza di prove riguardanti fatti essenziali per la sentenza (DTF 127 V 358

consid. 5b, 110 V 141 consid. 2, 293
consid. 2a, 108 V 171 consid. 1; cfr.
pure DTF 118 II 205)."

 

                               2.3.   Come già
illustrato al considerando 1.2., dalle tavole processuali si evince che nella
decisione formale del 27 maggio 2015 - con la quale l’CO 1 ha posto
l’assicurato al beneficio di una rendita d’invalidità del 13% dal 1° gennaio
2015, nonché di un’IMI aggiuntiva del 5% - l’Istituto assicuratore ha fatto espresso
riferimento alla precedente comunicazione del 13 novembre 2014, poi confermata
tramite scritto del 24 febbraio 2015 (cfr. fascicolo 5, doc. 308, nel quale
l’amministrazione, prima di affrontare i temi della rendita di invalidità e
dell’IMI, ha indicato che: “ci riferiamo ai nostri scritti del 13 novembre 2014
e del 24 febbraio 2015”).

                                         Con scritto del 13
novembre 2014 (cfr. fascicolo 5, doc. 264) - poi ribadito in data 24 febbraio
2015 (cfr. fascicolo 5, doc. 286) - l’assicuratore LAINF, preso atto delle
conclusioni del medico di circondario, comunicava all’interessato la sospensione
del versamento delle prestazioni di corta durata (spese di cura e indennità
giornaliere) a far tempo dal 1° gennaio 2015, preannunciando nel contempo che
“a partire dal 1° gennaio 2015 andremo quindi a valutare eventuali prestazioni
di lunga durata”.

                                         Alla luce del chiaro
riferimento riportato nella decisione del 27 maggio 2015 alle precedenti
comunicazioni in merito alla sospensione delle prestazioni di corta durata,
questo Tribunale ritiene che, come correttamente indicato dall’amministrazione,
la questione della stabilizzazione dello stato di salute dell’assicurato facesse
parte integrante della decisione del 27 maggio 2015 e della decisione su
opposizione del 6 luglio 2015 (cfr. fascicolo 5, doc. 316), poi confermate da
questo Tribunale con STCA 35.2015.77 del 18 novembre 2015, cresciuta
incontestata in giudicato.

                                      

                                         Invano tenta quindi il
patrocinatore del ricorrente di sostenere ora che la sentenza 35.2015.77 del 18
novembre 2015 riguardasse unicamente l’entità della rendita di invalidità e
dell’IMI riconosciute all’interessato, ritenendo che un riesame della
“decisione del 13 novembre 2014 – con oggetto la sospensione delle spese di cura
e dell’integrità giornaliera – spetta dunque alla CO 1” (cfr. doc. I, punto 68
a pag. 7).

                                         A tale proposito, va
sottolineato che nella pronuncia citata, cresciuta incontestata in giudicato,
il TCA, prima di entrare nel merito delle contestazioni ricorsuali attinenti
all’entità della rendita di invalidità e dell’IMI, si è preliminarmente ed
espressamente già chinato sulla questione dell’effettiva stabilizzazione o meno
dello stato di salute dell’interessato, dedicando al tema un intero
considerando “2.2. stato di salute infortunistico stabilizzato al 31 dicembre
2014?”, giungendo alle seguenti conclusioni:

 

" (…)

Alla luce delle considerazioni che precedono, questo Tribunale
ritiene di poter condividere la conclusione dell’assicuratore resistente
secondo il quale, il 31 dicembre 2014, lo stato di salute infortunistico era
da considerarsi stabilizzato ai sensi dell’art. 19 cpv. 1 LAINF. Esso era
quindi legittimato a porre fine alle prestazioni di corta durata, in
particolare all’indennità giornaliera, e a definire il diritto alle prestazioni
di lunga durata (rendita d’invalidità e IMI). 

Pertanto, nella misura in cui il ricorrente sembra pretendere che
l’CO 1 venga obbligato a versargli indennità giornaliere corrispondenti a
un’incapacità lavorativa del 50% almeno sino alla fine del mese di agosto 2015,
questa sua pretesa si rivela infondata.” (cfr. STCA citata, consid. 2.2.2.,
pag. 5, sottolineatura della redattrice)

                                         

Visto quanto appena esposto, non può essere messo in dubbio la
natura dello scritto del 13 novembre 2014 – il quale, secondo il rappresentante
del ricorrente, non rappresenterebbe una decisione, ma una mera comunicazione,
contro la quale non è stata presentata né opposizione, né ricorso e che
pertanto non può essere cresciuta in giudicato (cfr. doc. I, punto 64 a pag. 7)
- opinione che non può essere seguita da questo Tribunale.

In una sentenza STCA 35.2017.34 del 28 agosto 2017, infatti, il
TCA ha già avuto modo di considerare che questo genere di comunicazione
rappresenta una “decisione de facto, contestata la quale, in virtù
dell’art. 49 cpv. 1 LPGA e della giurisprudenza di cui alla DTF 134 V 145
consid. 5, l’assicuratore è tenuto a emanare una decisione formale, contro la
quale è data facoltà di presentare opposizione ex art. 52 cpv. 1 LPGA”.

La questione della stabilizzazione dello stato di salute
infortunistico dell’interessato e la conseguente sospensione delle prestazioni
di breve durata a partire dal 1° gennaio 2015, stabilita dall’amministrazione
nella decisione del 27 maggio 2015 e nella decisione su opposizione del 6
luglio 2015, è quindi, come visto sopra, già stata affrontata e chiarita nella
sentenza citata, peraltro cresciuta incontestata in giudicato.

 

                                         Quanto all’obiezione
ricorsuale relativa al fatto che “il ricorrente, all’epoca, non essendo
rappresentato da un patrocinatore legale, non poteva sapere o immaginare di
dovere richiedere una decisione formale al fine di fare valere i suoi diritti”
(cfr. doc. I, punto 65 a pag. 7), questo Tribunale, ribadito che la questione
della emanazione di una decisione formale sul tema qui di interesse è stata superata
da quanto sopra esposto a proposito del tenore della decisione del 27 maggio
2015, ricorda, innanzitutto, che condizione preliminare ed imprescindibile
affinché l’amministrazione sia legittimata a passare dal regime delle
prestazioni di breve durata a quello delle prestazioni di lunga durata (rendita
di invalidità e IMI) è che lo stato di salute infortunistico dell’assicurato
possa ormai considerarsi stabilizzato.

                                         Inoltre e soprattutto, il
TCA evidenzia che nonostante l’assicurato a quel momento non fosse patrocinato
da un legale, ma fosse comunque rappresentato da un patronato, nella sentenza citata
questa Corte ha espressamente indicato che “nella misura in cui il
ricorrente sembra pretendere che l’CO 1 venga obbligato a versargli indennità
giornaliere corrispondenti a un’incapacità lavorativa del 50% almeno sino alla
fine del mese di agosto 2015, questa sua pretesa si rivela infondata” (cfr.
STCA citata, consid. 2.2.2., pag. 5, sottolineatura della redattrice).

                                         

Resterebbe quindi, come correttamente indicato
dall’amministrazione, quale unica possibilità per l’assicurato di contestare la
sospensione delle indennità giornaliere a decorrere dal 1° gennaio 2015, la via
della revisione ai sensi dell’art. 61 cpv. 1 lett. i LPGA della sentenza
35.2015.77 del 18 novembre 2015, cresciuta incontestata in giudicato.

                                      

                               2.4.   Giusta l'art. 61 cpv. 1 lett.
i LPGA, le decisioni devono essere sottoposte a revisione se sono stati
scoperti nuovi fatti o mezzi di prova oppure se il giudizio è stato influenzato
da un crimine o da un delitto.

 

                                         Pedissequamente, l'art. 24
Lptca prevede che contro le decisioni del Tribunale cantonale delle
assicurazioni è ammessa la revisione:

 

                                          a)
se sono stati scoperti fatti nuovi o nuovi mezzi di prova;

                                          b)
se un crimine o un delitto ha influito sul giudizio.

 

A norma dell'art 25 cpv. 1 Lptca, poi, la domanda di revisione deve
essere presentata, con l'indicazione dei motivi e dei mezzi di prova, entro il
termine massimo di 90 giorni dalla data in cui sono state conosciute le
circostanze nuove previste dalle lett. a) e b) dell'art. 24. Nel caso dell’art.
24 lett. a), la domanda di revisione deve inoltre essere interposta entro 10
anni dalla notificazione della sentenza. 

 

                               2.5.   Nel caso di specie, lo stesso
patrocinatore del ricorrente, in sede ricorsuale, ha evidenziato che “nella
decisione impugnata CO 1 asserisce che il ricorrente può ancora presentare una
domanda di revisione al TCA, dimenticando tuttavia che si applicano i termini
previsti dall’art. 25 Lptca e che pertanto essa risulterebbe tardiva”
(cfr. doc. I, punto 61 a pag. 7, sottolineatura della redattrice).

                                      

                                         Il TCA condivide questa
valutazione del legale del ricorrente.

                                         Dalla chiara esposizione dei
fatti riportata in sede ricorsuale e dai documenti all’incarto, emerge,
infatti, che l’assicurato, dopo avere annunciato in data 29 aprile 2016 una
ricaduta - per la quale l’Istituto assicuratore, in data 3 giugno 2016, gli ha
riconosciuto il diritto ad un’indennità giornaliera a partire dal 22 aprile
2016 – in data 19 settembre 2016 ha contestato, per il tramite del
rappresentante dell’epoca (__________), l’asserita stabilizzazione dello stato
di salute infortunistico valutata dal dr. __________, in contrasto con quanto
sarebbe emerso dalla TAC eseguita il 23 marzo 2016 e dal referto della dr.ssa __________
del 19 aprile 2016, chiedendo all’assicuratore LAINF che “la rendita di
invalidità LAINF accordata all’assicurato dal 1° gennaio 2015 deve essere sospesa
e all’assicurato deve essere riconosciuta un’indennità giornaliera nella misura
dell’80% dell’incapacità lavorativa” (cfr. fascicolo 6, doc. 356).

 

                                         In seguito, con scritto
del 15 dicembre 2016 sempre indirizzato all’Istituto assicuratore, l’assicurato,
per il tramite dell’__________, ha nuovamente contestato la stabilizzazione
dello stato di salute riconosciuta dal dr. __________ e la conseguente
sospensione delle indennità giornaliere a far tempo dal 1° gennaio 2015,
rilevando espressamente che:

 

" (…)

Appare palese come la CO 1 abbia chiuso con decisione del 6 luglio
2015 il caso assicurativo, allorché lo stato di salute non era assolutamente
stabilizzato stante la mancata consolidazione delle ossa e l’intervento che
oggi si rende ancora necessario ne è la comprova. Il Tribunale cantonale delle
assicurazioni che ha deciso il ricorso in data 18 novembre 2015 non era a
conoscenza di questi fatti che sono stati messi in evidenza solo con il
risultato dell’esame TAC del 23 marzo 2016 eseguita dalla dr.ssa __________ e
che ahimé potevano essere detectati con largo anticipo se le lamentele
dell’assicurato fossero state debitamente tenute in considerazione.” (cfr.
fascicolo 6, doc. 377)

 

                                         Alla luce di quanto appena
esposto, anche qualora si volesse considerare che con il ricorso del 6 luglio
2017 l’assicurato intendesse richiedere al TCA una revisione della propria
precedente sentenza cresciuta in giudicato, la sua richiesta sarebbe
effettivamente da considerare tardiva ai sensi dell’art. 25 Lptca, come pacificamente
riconosciuto dallo stesso patrocinatore del ricorrente.

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti