# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 62d66971-df7d-5396-8d9c-f509c557df0b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-12-18
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 18.12.2014 14.2014.162
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2014-162_2014-12-18.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2014.162

  14.2014.165

  	
  Lugano

  18 dicembre 2014/rn

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Jaques,
  presidente

  Walser
  e Grisanti

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Simoni

  

 

 

statuendo nella causa SO.2014.300 (rigetto provvisorio
dell’opposizione) della Pretura della Giurisdizione di Mendrisio-Nord promossa
con istanza 23 maggio 2014 da

 

	
   

  	
  RE 1 

  (patrocinata dall’avv. PA 1,)

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  CO 1 

  (patrocinata dall’avv. PA 2,)

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

giudicando sui reclami del 4 e dell’11 agosto 2014
presentati rispettivamente da RE 1 e da CO 1 contro la decisione emessa il 18
luglio 2014 dal Pretore;

 

 

ritenuto

 

in fatto:                A.  Il 29 gennaio 2013 la RE 1 e la CO 1 hanno sottoscritto un contratto
d’appalto (doc. E), con cui la prima ha commissionato alla seconda la fornitura
e la posa di pavimentazioni in legno destinate a ricoprire la terrazza esterna
della struttura “__________SA” di __________. Il prezzo forfettario pattuito
per l’esecuzione dei lavori, comprensivo dell’IVA all’8%, era di
fr. 140'000.–. Il 30 aprile 2013, la ditta G__________ SA ha sottoposto
alla CO 1 un’offerta per la posa del pavimento con il materiale fornito e
consegnato da quest’ultima (doc. F), che l’ha sottoscritta per accettazione lo
stesso giorno per il prezzo di fr. 44'950.– oltre all’IVA all’8%.
Terminati i lavori, la G__________ SA ha inviato alla CO 1 la fattura (datata
14 giugno 2013, doc. G), che riporta un totale di fr. 63'878.75, dal quale
dedurre l’acconto di fr. 6'500.– versato il 5 giugno 2013 (doc. T), e
indica quale motivo dell’aumento del prezzo finale rispetto a quello stabilito
nell’offerta i ritardi della fornitura delle perline e le differenze di misure
in confronto a quanto previsto nell’offerta. Il 23 ottobre 2013 la G__________
SA ha ceduto il proprio credito di fr. 57'378.75 (fr. 63'878.75 ./.
fr. 6'500.–) alla RE 1 (doc. H). Quest’ultima, con lettera 11 dicembre
2013 (doc. 1), ha chiesto alla CO 1 di pagarle fr. 37'793.53,
corrispondenti alla differenza negativa tra da una parte il prezzo forfettario
dell’appalto (fr. 140'400.–) e dall’altra le spese per un cartellone
pubblicitario (fr. 300.–), gli acconti già versati (fr. 91'800.–), il
prezzo pagato alla G__________ SA per la cessione del suo credito
(fr. 57'378.75), le prestazioni di “__________” (fr. 9'093.60), le
prestazioni effettuate a regia a carico della CO 1 (fr. 9'621.20) e una
riduzione per difetti (fr. 10'000.–). A tale richiesta la CO 1 non ha dato
seguito.

 

                            B.  Con
precetto esecutivo n. __________ emesso il 31 marzo 2014 dall’Ufficio
esecuzione e fallimenti di Mendrisio (doc. C), la RE 1 ha escusso la CO 1 per l’incasso
di fr. 37'793.53 oltre agli interessi del 5% dal 21 dicembre 2013, indicando
quale titolo di credito il “contratto di fornitura e cessione credito”.

 

                            C.  Avendo
la CO 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza 23 maggio
2014 la RE 1 ne ha chiesto il rigetto provvisorio alla Pretura della
Giurisdizione di Mendrisio-Nord limitatamente a fr. 37'493.53 più interessi
e spese. Nel termine impartito, la parte convenuta si è opposta all’i­­stanza con osservazioni scritte del 3 giugno 2014. In sede di replica e di duplica scritte del 26 giugno e 13 luglio 2014 le parti si sono
riconfermate nelle rispettive conclusioni.

 

                            D.  Statuendo con decisione 18 luglio 2014, il Pretore ha parzialmente
accolto l’istanza e rigettato in via provvisoria l’opposizione interposta dalla
parte convenuta limitatamente a fr. 22'190.80 più interessi del 5% dal 31
marzo 2014, ponendo le spese processuali di fr. 450.– a carico
dell’istante in ragione di due quinti e per il resto a carico della convenuta,
tenuta a rifondere alla controparte un’indennità di fr. 225.–.

 

                            E.  Contro la sentenza appena citata sia la RE 1 che la CO 1 sono insorte a questa Camera con un reclamo, l’uno del 4 agosto
(inc. 14.2014.162) inteso alla riforma della stessa nel senso dell’accoglimento
dell’istanza per fr. 37'523.53 (anziché fr. 22'190.80), e l’altro
dell’11 agosto 2014 (inc. 14.2014.165) tendente all’annullamento della sentenza
impugnata e alla reiezione dell’istanza. Il 12 agosto 2014 il presidente della
Camera ha concesso effetto sospensivo al reclamo della CO 1. Nelle rispettive
osservazioni del 28 agosto e dell’8 settembre 2014, ciascuna delle parti ha chiesto
di respingere il reclamo dell’altra con protesta di tasse, spese e ripetibili.

 

 

Considerando

 

in diritto:              1.  Ambo i reclami, seppur con conclusioni divergenti, sono diretti contro
la stessa decisione. Per motivi di economia processuale, e come d’altronde
anche proposto da entrambi i patrocinatori delle parti (cfr. osservazioni
28 agosto 2014 della CO 1, pag. 2 in basso, e osservazioni 8 settembre 2014
della RE 1, pag. 2 ad n. 2) si giustifica così di congiungerli (art. 125 CPC) e
di statuire in merito con una sola decisione, pur mantenendone l’autonomia nel
senso che i dispositivi restano separati e possono essere impugnati anche singolarmente.

 

                             2.  La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’op­­posizione
– è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n.
3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art.
48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.

 

                           2.1  Pronunciata
in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con
reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Essendo
le notifiche avvenute durante le ferie estive (art. 56 n. 2 LEF), ossia il 21
luglio al patrocinatore della CO 1 e il 24 luglio 2014 alla patrocinatrice
della RE 1, il termine di 10 giorni, iniziato a decorrere in ambo i casi il 2
agosto 2014 (DTF 96 III 50 consid. 3), è scaduto martedì 12 agosto 2014. Presentati
l’uno il 4 e l’altro l’11 agosto, in concreto i reclami sono tempestivi.

 

                           2.2  La Camera esamina solo le censure esplicitamente formulate e motivate
in modo sufficiente, i requisiti al riguardo, che discendono dall’art. 321 cpv.
1 CPC, imponendo al reclamante di formulare delle conclusioni chiare, di
designare dettagliatamente sia i punti contestati della sentenza impugnata sia
i documenti sui quali fonda la sua critica e di spiegare perché la motivazione
della decisione sarebbe erronea, e non (solo) perché le sue opinioni sarebbero
pertinenti (DTF 138 III 375, consid. 4.3.1 e sentenza del Tribunale federale
5A_247/2013 del 15 ottobre 2013, consid. 3.3). La Camera decide in linea di
principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327
cpv. 1 e 2 CPC). Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati
sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato
dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di
fatti e mezzi di prove nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC).

 

                           2.3  In
concreto, nella misura in cui la CO 1 si limita ad elencare le censure
sollevate in prima istanza (pagg. 5-6 ad 1.6), il suo reclamo si rivela
inammissibile. Verranno quindi esaminate in questa sede unicamente le censure
di violazione del diritto di essere sentito (sotto, consid. 5) e quelle
esplicitamente ribadite nel reclamo a pagg. 6-8, ad 2 (sotto consid. 9). Le
considerazioni del Pretore sulla propria competenza (consid. 1 e 2) e sul
potere di rappresentanza del vice-presidente della CO 1 (consid 4) non risultano
invece contestate, o perlomeno non in modo sufficiente rispetto alle esigenze
che discendono dall’art. 321 cpv. 1 CPC.

 

                             3.  Nella
decisione impugnata, il Pretore ha anzitutto respinto l’ec­­cezione
d’incompetenza sollevata da CO 1, secondo cui la causa sarebbe dovuta essere
esaminata da un collegio arbitrale come stabilito dal contratto d’appalto (doc.
E). Egli ha poi considerato che l’offerta 30 aprile 2013 della G__________ SA,
sottoscritta per accettazione dal vicepresidente della CO 1, costituisce un
valido riconoscimento di debito per complessivi fr. 48'546.– (pari
all’importo totale dell’offerta di fr. 44'950.– più l’8% di IVA). Da tale
importo, egli ha tuttavia dedotto l’accon­­to di fr. 6'500.– e l’importo
di fr. 19'855.22 che nell’istanza la RE 1 ha riconosciuto di dovere ancora
alla CO 1, rigettando così l’opposizione in via provvisoria limitatamente a
fr. 22'190.80. Il primo giudice non ha d’altra parte riconosciuto la
contestazione della convenuta relativa al mancato potere di rappresentanza del
vicepresidente della CO 1, __________, ritenendo che con la sottoscrizione
dell’offerta 30 aprile 2013 egli abbia validamente impegnato la società nei
confronti della G__________ SA.

 

                             4.  Nel suo reclamo la
CO 1 rimprovera al Pretore di non essersi confrontato con le censure da lei
sollevate, adducendo una violazione del suo diritto di essere sentito.
Ribadisce che parte della somma fatturata dalla RE 1 (ovvero fr. 14'478.50) è già inclusa nell’offerta della G__________ SA, ciò che esporrebbe l’e­­scussa
a un doppio pagamento. Riafferma, d’al­tronde, sussistere una “palese
contraddizione, per certi versi incomprensibile e sospetta”, tra la documentazione
e la motivazione fatta valere nell’istanza e il calcolo che scaturisce dalla richiesta
di pagamento dell’11 dicembre 2013 (doc. 1). Ritiene che ciò avrebbe dovuto
indurre il Pretore, per prudenza, a respingere l’i­stanza.

 

                             5.  Va anzitutto sgombrato il campo dalla censura con cui la CO 1 lamenta
una violazione del proprio diritto di essere sentita. Intanto perché essa non
ha chiesto nelle sue conclusioni l’annullamento della sentenza impugnata, ma
unicamente la reiezione dell’istanza. Inoltre perché il giudice non è tenuto ad
esporre esplicitamente ogni singola censura delle parti né a determinarsi
dettagliatamente su di esse, ma può limitarsi a trattare quelle di rilievo per
il giudizio. La motivazione (nel senso dell’art. 238 lett. g CPC) dev’essere
redatta in modo tale che l’interes­sa­to possa capire la portata della
decisione e valutare con cognizione di causa se deferire il litigio
all’autorità superiore (DTF 134 I 88 consid. 4.1 con richiami). Orbene,
nella fattispecie il Pretore ha chiaramente menzionato il titolo di rigetto
dell’opposizione preso in considerazione, ossia l’of­­ferta 30 aprile 2013
della G__________ SA, nonché l’importo e il motivo delle deduzioni di
fr. 6'500.– e di fr. 19'855.22 operate (sentenza impugnata, consid.
5). Per quanto attiene alle sole censure riproposte in questa sede (quelle
d’incompetenza del Pretore e di assenza di potere di rappresentanza di __________
essendo state abbandonate, sopra consid. 2.3), la reclamante non ha da parte
sua spiegato in modo comprensibile, né in prima né in seconda istanza, quale influsso
concreto esse potrebbero avere sulla decisione. Non può quindi legittimamente
dolersi del fatto che il Pretore non ne abbia accennato nella decisione impugnata.
Nulla osta, pertanto, a passare senza indugio all’esame dei reclami nel merito.

 

                             6.  In
virtù dell’art. 82 LEF, il giudice pronuncia il rigetto provvisorio dell’opposizione
ove il credito posto in esecuzione sia fondato su un riconoscimento di debito
constatato mediante atto pubblico o scrittura privata (cpv. 1), a meno che l’escusso
sollevi e giustifichi immediatamente eccezioni tali da infirmare il
riconoscimento di debito (cpv. 2). La procedura di rigetto è una procedura documentale
(Aktenprozess), il cui scopo non è di accertare l’esisten­­za del
credito posto in esecuzione bensì l’esistenza di un titolo esecutivo. Il
giudice verifica solo la forza probatoria del titolo prodotto dal creditore –
la sua natura formale – e vi conferisce forza esecutiva ove l’escusso non renda
immediatamente verosimili eccezioni liberatorie (DTF 132 III 142 consid. 4.1.1).
La decisione di rigetto provvisorio spiega solo effetti di diritto esecutivo,
senza regiudicata quanto all’esistenza del credito (DTF 136 III 587 consid.
2.3). Il pronunciato, quindi, non priva le parti del diritto di sottoporre
nuovamente il litigio al giudice ordinario (art. 79 o 83 cpv. 2 LEF; DTF 136
III 530 consid. 3.2).

 

                             7.  In
ogni stadio di causa (quindi anche in sede di reclamo), il giudice esamina d’ufficio,
a prescindere dalle allegazioni delle parti, se la documentazione prodotta
costituisce valido titolo di rigetto dell’opposizione e se vi è identità tra l’escutente
indicato sul precetto esecutivo (e nell’istanza) e il creditore designato nel
titolo, tra l’escusso e il debitore menzionato nel titolo e tra la pretesa
posta in esecuzione e il debito accertato o riconosciuto (DTF 139 III 447
consid. 4.1.1).

 

                           7.1  Costituisce un riconoscimento di debito nel senso dell’art. 82
cpv. 1 LEF la scrittura privata, firmata dall’escusso – o dal suo
rappresentante –, da cui si evince la sua volontà di pagare (o perlomeno di
riconoscere) all’escutente, senza riserve né condizioni, una somma di denaro
determinata o facilmente determinabile ed esigibile (DTF 139 III 301 consid.
2.3.1 con rimandi).

 

                           7.2  Nella presente fattispecie, con la sottoscrizione dell’offerta 30
aprile 2013 concernente la posa pavimento in legno (doc. F), la CO 1 si è
riconosciuta debitrice nei confronti della G__________ di fr. 44'950.–,
più l’IVA in ragione dell’8%. La reclamante non contesta più in questa sede la
legittimazione del firmatario dell’offerta. Questa costituisce pertanto di principio
un valido titolo di rigetto provvisorio dell’opposizione a favore della G__________
SA per l’importo sopra indicato.

 

                           7.3  Nel
caso in cui il creditore cambia dopo l’allestimento del riconoscimento di
debito, il nuovo creditore può chiedere il rigetto dell’opposizione, sempre che
dimostri l’avvenuta cessione con documenti. L’atto di cessione dev’essere
pertanto prodotto quale componente del titolo di rigetto, che il giudice deve
verificare d’ufficio (DTF 132 III 140 consid. 4.1.1; Staehelin in:
Basler Kommentar, SchKG I, 2a ed. 2010, n. 73
ad art. 82 LEF).

 

a)Nel caso specifico, non v’è dubbio che il
documento intitolato “Convenzione di cessione di credito” del 23
ottobre 2013 (doc. H), sottoscritto dai rappresentanti della G__________ e
dalla RE 1, accerti una cessione di credito formalmente valida nel senso degli
art. 164 segg. CO. Nella sua qualità di cessionaria, l’istante è pertanto
legittimata a far valere il credito ceduto e può quindi prevalersi del titolo
di rigetto dell’opposizione limitatamente alla somma riconosciuta e sottoscritta
nell’offerta del 30 aprile 2013, ossia di fr. 44'950.– più 8% di IVA.
Infatti, dagli atti non risulta alcuna accettazione da parte della CO 1
dell’importo di 63'878.75 indicato nella fattura del 14 giugno 2013 (doc. G),
di modo che lo stesso non può essere riconosciuto in toto e va pertanto
limitato a quello definito nell’offerta.

 

                            b)  Ne
discende che, come giudicato dal Pretore, l’offerta 30 aprile 2013 e la
cessione di credito costituiscono per la RE 1 un valido titolo di rigetto
provvisorio dell’opposizione per fr. 48'546.– (fr. 44'950.– + IVA
all’8%).

 

                             8.  Da tale importo il primo giudice ha dedotto l’acconto di
fr. 6'500.– versato dalla CO 1 il 5 giugno 2013 (doc. T), non contestato
da nessuna delle parti, e l’importo di fr. 19'855.22 che la RE 1 ha riconosciuto
nell’istanza ancora dovere all’e­­scussa.

 

                           8.1  Nel suo reclamo, la RE 1 sostiene che la deduzione di
fr. 19'855.22 poggia su un accertamento dei fatti manifestamente errato.
In realtà – essa sostiene – tale importo non è un riconoscimento di debito puro
e semplice, ma è il saldo dei rapporti di dare-avere tra le parti al contratto
d’appalto del 29 gennaio 2013. A suo parere, siffatto saldo andava dedotto dal
credito di fr. 57'378.75 cedutole dalla G__________ SA. La RE 1 chiede
pertanto che l’istanza da lei avviata sia integralmente accolta per la
differenza (fr. 57'378.75 ./. fr. 19'855.22), ossia
fr. 37'523.53.

 

                           8.2  Orbene,
la RE 1 ha effettivamente riconosciuto la somma di fr. 19'855.22 con
riferimento al credito ceduto di fr. 57'378.75 (istanza, pag. 3 ad 3),
professandosi in esito al suo calcolo creditrice dell’escussa per
fr. 37'493.53 (istanza, pag. 5). Il Pretore si è però ritenuto autorizzato
a dedurre i fr. 19'855.22 riconosciuti dall’escutente dai
fr. 44'950.– (più accessori) riconosciuti dall’e­­scussa, apparentemente
in applicazione (implicita) delle regole sulla compensazione (art. 120 CO).
Sennonché egli non lo poteva fare d’uffi­cio, siccome incombe all’escusso l’onere
di addurre e di rendere verosimili le eccezioni suscettibili d’infirmare il riconoscimento
di debito (art. 82 cpv. 2 LEF; DTF 132 III 142 consid. 4.1.1 con rinvii). Ora,
nel caso concreto la CO 1 non ha eccepito formalmente la compensazione né nelle
osservazioni all’istanza né nella duplica, limitandosi a prendere atto della
somma riconosciuta dall’escutente (ad 3). Il reclamo della RE 1 merita dunque
accoglimento, ancorché limitatamente all’importo di fr. 37'493.53 chiesto
con l’istanza (e non quello di fr. 37'523.53 menzionato nelle conclusioni
del reclamo), stante il divieto di attribuire più di quanto ha domandato la
parte (art. 58 cpv. 1 CPC). A ciò si aggiungono gli interessi del 5% dal 21
dicembre 2013 (invero già dovuti 30 giorni dopo l’emissione della fattura del
14 giugno 2014, doc. G).

 

                             9.  Nel
merito del suo reclamo, la CO 1 ribadisce che alcune poste della fattura
dell’11 dicembre 2013 (doc. 1) sono già incluse nell’offerta della G__________
SA (doc. G). Come già anticipato (sopra consid. 5), tuttavia, la reclamante non
spiega in modo comprensibile quale influsso concreto questa circostanza potrebbe
avere sulla questione del rigetto dell’opposizione. Non si disconosce che
l’escutente è stata confusionaria nel quantificare la propria pretesa – è
giunta a ben tre risultati diversi (nel precetto esecutivo, nell’istanza e nel
reclamo) – ma ciò non ha nociuto all’escussa, dal momento che l’istanza verte
su un importo (di fr. 37'493.53) inferiore a quello del riconoscimento di
debito (di fr. 48'546.–), anche tenuto conto dell’acconto di
fr. 6'500.–. In realtà, spettava alla CO 1 (e ovviamente non alla RE 1) di
allegare e di rendere verosimili eccezioni suscettibili d’infirmare il riconoscimento
di debito (art. 82 cpv. 2 LEF). E non lo poteva fare semplicemente invocando un comportamento abusivo
della controparte oppure pretese incongruenze in una fattura estranea al titolo
di rigetto, ma avrebbe dovuto invece rendere verosimile con un conteggio
preciso di avere pagato o estinto in un altro modo (segnatamente per
compensazione) l’importo da essa riconosciuto a favore della G__________ SA.
Nel reclamo, non v’è però alcun tentativo del genere, ciò che ne giustifica la
reiezione.

 

                           10.  La tassa del presente giudizio e le
ripetibili, stabilite in applicazione degli art. 48, 61 cpv. 1 OTLEF (RS
281.35) e 11 cpv. 1-2 RTar (RL 3.1.1.7.1), seguono per
entrambi i reclami la soccombenza quasi integrale della CO 1 (art. 106 cpv. 1
CPC). Circa i rimedi
esperibili sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso
sia del reclamo presentato dalla RE 1, di fr. 15'332.73 (fr. 37'523.53 ./. 22'190.80), sia di quello presentato
dalla CO 1 (di fr. 22'190.80), non raggiunge la
soglia di fr. 30'000.– ai fini dell’art. 74 cpv. 1
lett. b LTF.

 

 

Per questi motivi,

pronuncia:            I.   Il
reclamo della RE 1 è parzialmente accolto e i dispositivi n. 1 e 2 della
sentenza impugnata sono così riformati:

1.  L’istanza è accolta e di conseguenza l’opposizione
interposta dalla convenuta al precetto esecutivo n. __________ dell’Ufficio
esecuzione e fallimenti di Mendrisio è rigettata in via provvisoria limitatamente
a fr. 37'493.53 più interessi del 5% dal 21 dicembre 2013.

2.  Le spese e la tassa di giustizia per complessivi
fr. 450.– sono poste a carico della parte convenuta, tenuta a rifondere
alla parte istante fr. 1'100.– per ripetibili.

 

                             II.  Le
spese processuali di complessivi fr. 700.– relative al reclamo della RE 1,
dalla stessa già anticipate, sono poste a carico della CO 1, tenuta a rifondere
alla reclamante fr. 1'000.– per ripetibili ridotte.

 

                                  III.  Il reclamo della CO 1 è
respinto.

 

                            IV.  Le spese processuali di complessivi fr. 700.–
relative al reclamo della CO 1, dalla stessa già anticipate, sono poste a suo
carico. Essa rifonderà alla RE 1 fr. 1'200.– per ripetibili.

 

                            V.  Notificazione
a:

	
   

  	
  –;

  –.

   

  

                                  Comunicazione alla Pretura della giurisdizione di
Mendrisio-Nord.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

Il presidente                                                 La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile (art. 72 cpv. 2 lett. a LTF) al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF) solo
se la controversia concerne “una questione di diritto di importanza fondamentale”
(art. 74 cpv. 2 LTF). Laddove tale presupposto non sia adempiuto è dato, entro
lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al
Tribunale federale per i motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF). Il
termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1 LTF).