# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 64b86d5c-b07c-5eb7-804a-6dc5f2d75960
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-09-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 09.09.2004 34.2004.6
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_34-2004-6_2004-09-09.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  34.2004.6

   

  fc/td

  	
  Lugano

  9 settembre
  2004

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo,
  presidente,

  Raffaele Guffi,
  Ivano Ranzanici

  
						

 

	
  con redattrice:

  	
  Francesca Cassina-Barzaghini, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo nella causa che oppone

 

	
   

  	
  1. AT1 

  1 rappr. da: RA1
  

  2. AT2 

   

  
	
   

  	
  a 

  	 

 

	
   

  	
   

  
	
   

  	
  1. CV1 

  1 rappr. da: RA2
  

  2. CV2 

   

   

  in materia di previdenza professionale

  

 

 

 

ritenuto                          in
fatto che

 

 

                                     -   con
petizione 11 maggio 2001 AT1, assistito dall'avv. RA1, ha promosso dinanzi al
Pretore del distretto di __________ azione di divorzio nei confronti della
moglie CV1 (I);

 

                                     -   nell'ambito
della procedura di divorzio è emerso che in pendenza di matrimonio, l’AT2, (in
seguito: AT2), istituto di previdenza presso il quale AT1 era stato assicurato
a partire dal 1984, aveva operato a favore del marito due versamenti di fr.
74'426.75 risp. 7'557.60 estinguendo in tal modo i due conti sui quali era
depositato l'intero avere previdenziale accumulato dall'assicurato a far tempo
dal 1984;

 

                                     -   rilevato
come detti versamenti fossero avvenuti senza il consenso della moglie, con
ordinanza del 15 luglio 2002 il giudice civile, in accoglimento di un'istanza
presentata da CV1, tramite l'avv. RA2, ha decretato la sospensione del
procedimento di divorzio fino alla crescita in giudicato della sentenza che
sarebbe stata pronunciata dal TCA nella promuovenda causa verso l'AT2, tendente
all'accertamento dell'illegittimità dei versamenti effettuati al marito dall'AT2;

 

                                     -   con
sentenza 24 marzo 2003, il TCA, in accoglimento della petizione inoltrata il 30
settembre 2002 da CV1, tramite il suo legale, ha accertato il carattere
indebito del versamento della prestazione d'uscita di fr. 7'822.45 e fr.
82'976.65 (valuta 18 gennaio 2000) operato in data 6/18 gennaio 2000 dall'AT2 a
favore di AT1 (inc. 34.2002.47);

 

                                     -   d'altra
parte, con sentenza 10 novembre 2003, cresciuta in giudicato il 4 dicembre
2003, il Pretore di __________ ha pronunziato il divorzio tra i coniugi AT1,
disponendo, al dispositivo n. 3 della sentenza, la ripartizione a metà delle
rispettive prestazioni previdenziali d'uscita accumulate durante il matrimonio
(I);

 

                                     -   con
scritto 3 febbraio 2004 il Pretore ha trasmesso l'intero incarto di divorzio e
notificato al TCA, quale giudice competente ai sensi degli artt. 25a LFLP e 73
cpv. 1 LPP, i dati di cui all'art. 142 cpv. 3 CC;

 

                                     -   ai fini
del calcolo delle prestazioni accumulate durante il matrimonio dagli ex coniugi
AT1, il TCA ha richiesto a questi ultimi come pure agli istituti di previdenza
interessati di determinarsi al proposito (III) (art. 25a cpv. 2 LFLP);

 

                                     -   in corso
d'istruttoria il TCA ha inoltre esperito alcuni accertamenti di cui si dirà -
per quanto occorra - nei considerandi successivi;

                                     -   la
documentazione acquisita agli atti è stata trasmessa agli ex coniugi con
facoltà di presa di posizione (VIII, IX, XIII, XVI, XVIII, XIX, XXIII, XXIV);

 

 

considerando
             in diritto che

 

                                         

                                     -   giusta
l'art. 22 LFLP, in vigore dal 1° gennaio 2000,

 

" 
In caso di divorzio, le prestazioni d'uscita
acquisite durante il matrimonio sono divise conformemente agli articoli 122,
123, 141 e 142 del Codice civile, gli articoli 3-5 sono applicabili per
analogia all'importo da trasferire.

 

Per ciascun coniuge la prestazione d'uscita da
dividere corrisponde alla differenza fra la prestazione d'uscita aumentata
degli averi di libero passaggio esistenti al momento del divorzio e la
prestazione d'uscita aumentata degli averi di libero passaggio esistenti al
momento della celebrazione del matrimonio (cfr. art. 24). Per questo calcolo si
aggiungono alla prestazione d'uscita e all'avere di libero passaggio esistenti
al momento della celebrazione del matrimonio gli interessi dovuti al momento
del divorzio. I pagamenti in contanti effettuati durante il matrimonio non sono
computati.

 

Le parti di un versamento unico finanziario
durante il matrimonio da uno dei coniugi con beni che nel regime matrimoniale
della partecipazione agli acquisti sarebbero beni propri per legge (art. 198
CC) devono essere dedotte, compresi gli interessi, dalla prestazione d'uscita
da dividere."

 

                                     -   per
l'art. 142 CC

 

" 
In caso di mancata intesa, il giudice fissa le
proporzioni secondo le quali suddividere le prestazioni d’uscita.

 

2 Non appena
la decisione sulle quote di ripartizione è passata in giudicato, il giudice
rimette d’ufficio la causa al giudice competente secondo la legge del 17
dicembre 1993 sul libero passaggio.

 

 

3 Egli deve in
particolare notificargli:

1. la decisione sulle quote di ripartizione;

2. la data del matrimonio e la data del divorzio;

3. gli istituti di previdenza professionale presso i quali i coniugi
probabilmente detengono averi;

4. gli importi degli averi dei coniugi,
dichiarati da questi istituti."

 

 -   a norma
dell'art. 25a LFLP 

 

" 
In caso di disaccordo fra i coniugi sulla
prestazione d'uscita da dividere in caso di divorzio (art. 122 e 123 CC), il
giudice del luogo del divorzio competente ai sensi dell'articolo 73 capoverso 1
della LPP deve procedere d'ufficio alla divisione sulla base della chiave di
ripartizione determinata dal giudice del divorzio, non appena gli sia stata
deferita la controversia (art. 142 CC).

 

I coniugi e gli istituti di previdenza
professionale hanno qualità di parte in questa procedura. Il giudice impartisce
loro un termine adeguato per inoltrare le rispettive conclusioni."

 

                                     -   in
concreto, giusta l'art. 25a LFLP competente ratione loci a statuire
sulla presente vertenza è lo scrivente TCA quale giudice del luogo del divorzio
competente ai sensi dell'art. 73 LPP; la competenza ratione materiae è
tuttavia più estesa rispetto a quella stabilita all'art. 73 LPP, ritenuto che,
giusta l'art. 25a cpv. 2 LFLP, oltre agli istituti di previdenza, possono
essere parte nella procedura anche gli istituti di libero passaggio (DTF 130 V
111; Schneider/Bruchez, La prévoyance professionnelle et le divorce, in: Le nouveau
droit du divorce, Publication CEDIDAC 41, Losanna 2000, p. 253);  

 

                                     -   in casu
il matrimonio tra i coniugi AT1 è stato concluso il 9 maggio 1971 (II) e quindi
anteriormente al 1° gennaio 1995;

 

                                     -   il
calcolo della prestazione d'uscita esistente al momento del matrimonio andrebbe
quindi effettuato secondo l'art. 22a LFLP (Brunner, Die
Berücksichtigung von Vorbezügen für Wohneigentum bei der Teilung der
Austrittsleistung nach Art. 122 ZGB, in: ZBJV 2000, p. 528), secondo cui 

 

" 
In caso di matrimonio anteriore al 1° gennaio
1995 la prestazione d'uscita esistente al momento della celebrazione del
matrimonio è calcolata sulla base di una tabella allestita dal Dipartimento
federale dell'interno. Allorché un coniuge, fra la data del matrimonio e il 1°
gennaio 1995, non abbia mai cambiato istituto di previdenza, l'importo
accertato della sua prestazione d'uscita al momento della celebrazione del
matrimonio, calcolato secondo il nuovo diritto, è nondimeno determinante per il
calcolo previsto all'articolo 22 capoverso 2.

 

Per il calcolo, a mezzo della tabella, della prestazione
d'uscita esistente al momento della celebrazione del matrimonio, sono
considerati i seguenti valori:

 

a.   la
data e l'importo della prima prestazione d'uscita comunicata d'ufficio
conformemente all'articolo 24; allorché una prestazione d'uscita sia scaduta
fra il momento della celebrazione del matrimonio e il momento della
comunicazione della prestazione d'uscita, determinanti per il calcolo sono
l'importo della prestazione scaduta e la data della sua scadenza;

 

b.   la
data e l'importo dell'ultima prestazione d'entrata in un nuovo rapporto di
previdenza prima della celebrazione del matrimonio; la data dell'inizio del
rapporto di previdenza e il valore zero, allorché non sia nota alcuna
prestazione d'entrata.

Dal valore ottenuto secondo la lettera a sono
dedotti il valore calcolato secondo la lettera b e gli eventuali versamenti
unici effettuati nell'intervallo, compreso l'interesse fino alla data prevista
alla lettera a. La tabella indica quale parte dell'importo così calcolato vale
quale prestazione d'uscita esistente al momento della celebrazione del
matrimonio. All'importo risultante dalla tabella devono essere aggiunti la
prestazione d'entrata dedotta conformemente alla lettera b e i versamenti unici
effettuati prima della celebrazione del matrimonio, compreso l'interesse fino a
questa data.

 

La tabella tiene conto della durata di
contribuzione fra la data del versamento della prestazione d'entrata prevista
al capoverso 2 lettera b e la data del versamento della prestazione d'uscita
prevista al capoverso 2 lettera a, nonché della durata di matrimonio intercorsa
durante questo periodo di contribuzione.

I capoversi 1 e 2 si applicano per analogia agli
averi di libero passaggio acquisiti prima del 1° gennaio 1995." 

 

                                     -   l'art.
22a LFLP presuppone tuttavia l'esistenza di averi previdenziali al momento del
matrimonio, in caso contrario non vi è prestazione di uscita e tutto l'avere di
vecchiaia va considerato accumulato durante il matrimonio (Vetterli/Keel, Die Aufteilung
der beruflichen Vorsorge in der Scheidung, in: AJP 12/99, p. 1623; STCA del 12
marzo 2001 nella causa AV e CS, 34.00.27-28, cresciuta in giudicato);

 

                                     -   in
concreto dagli atti all'inserto, dagli accertamenti esperiti pendente causa  e
dalle dichiarazioni delle parti (cfr. VI, VII), non risulta che all'epoca del
matrimonio gli ex coniugi AT1 fossero affiliati ad un istituto di previdenza né
che disponessero di averi di libero passaggio non beneficiando di conseguenza
di alcuna prestazione d'uscita a tale momento (art. 22 cpv. 2 LFLP);

 

                                     -   di
conseguenza le prestazioni di previdenza da dividere secondo la chiave di
riparto stabilita dal giudice del divorzio coincidono per entrambi con quelle
accumulate durante il matrimonio;

 

                                     -   l'istruttoria
ha permesso di appurare che AT1 è stato assicurato, durante l'attività
lavorativa svolta in __________, dal 1984 al 15 aprile 1998, presso l'AT2,
senza alcun apporto da precedenti istituti di previdenza maturando una
prestazione d'uscita complessiva di fr. 90'799.10 (valuta 18 gennaio 2000),
depositata su due conti di previdenza presso l'AT2 (nella misura di fr.
7.822.45 su un conto e di fr. 82'976.65 su un altro; cfr. V). Tale prestazione,
equivalente, come detto, a tutto l'avere pensionistico accumulato dall'ex
marito durante il matrimonio, è stata versata in data 6/18 gennaio 2000 dall'AT2
a AT1, il quale aveva presentato la relativa richiesta motivandola con la
partenza per l'estero (STCA del 24 marzo 2003 succitata); 

                                     -   sulla
questione - pregiudiziale alla decisione sul quantum della prestazione d'uscita
accumulata da AT1 durante il matrimonio - di sapere se il versamento in
contanti della prestazione di fr. 90'799.10 effettuato nel gennaio 2000 dall'AT2
a AT1  sia validamente avvenuto si è espresso il TCA, quale giudice delle
assicurazioni del luogo del divorzio giusta l'art. 25a cpv. 1 LFLP, nel
succitato giudizio del 24 marzo 2003 (inc. 34.2002. 47) (cfr. sulla competenza
DTF 128 V 47 consid. 2d; Geiser, Bemerkungen zum
Verzicht auf den Versorgungsausgleich im neuen Scheidungsrecht (art. 123 ZGB),
in: ZBJV 2000 pp. 89ss, 104);

 

                                     -   in tale pronunzia, questa Corte ha accertato il carattere
indebito del versamento della prestazione d'uscita operato in data 6/18 gennaio
2000 e, quindi, durante l'unione coniugale, dall'AT2 a favore di AT1 in quanto
non accompagnato dal consenso della moglie prescritto dall'art. 5 cpv. 2 LFLP
(su questo tema, cfr. DTF 130 V 103). Questa circostanza era peraltro stata
riconosciuta in quell'occasione dallo stesso istituto previdenziale;

 

-   ne consegue che l'importo di fr. 90'799.10, pari alla
prestazione d'uscita indebitamente versata in contanti a AT1 nel gennaio 2000,
deve essere considerato ai fini della definizione dell'avere previdenziale
accumulato da AT1 in costanza di matrimonio e, quindi, della divisione ex art.
122 CC e 22 LFLP;

 

                                     -   tale
importo è comprensivo degli interessi maturati sino al 18 gennaio 2000 (cfr. V
e allegati). Si pone ora la questione di sapere se tale ammontare sia
fruttifero di ulteriori interessi sino alla data del divorzio o se sia da
computare al suo valore nominale. CV1 ritiene che sulla somma in oggetto
debbano essere computati anche gli interessi ai sensi dell'art. 12 OPP2 dal 18
gennaio 2000 al 4 dicembre 2003, data della crescita in giudicato della
sentenza di divorzio (cfr. VII).

                                         L'AT2, interpellata
in merito (XVI), con scritto al TCA del 

                                         3 maggio
2004 ha comunicato che, considerando gli interessi sino al 4 dicembre 2003,
l'avere previdenziale di spettanza di AT1 è quantificabile in fr. 105'014
(XVII);   

 

                                     -   nell'interesse
della protezione della famiglia, le possibilità di pagamento in contanti di una
prestazione d'uscita sono limitate dalla legge alle tre ipotesi enumerate
all'art. 5 cpv. 1 LFLP e per l'assicurato coniugato il pagamento è sottoposto
all'esigenza del consenso scritto dell'altro coniuge (art. 5 cpv. 2 LFLP). Tale
normativa vuole evitare che un coniuge possa prendere da solo una decisione che
in definitiva tocca tutti e due i coniugi e che ha parimenti delle
ripercussioni per i figli della coppia (cfr. Messaggio del Consiglio Federale
concernente il disegno di  LFLP del 26 febbraio 1992, FF 1992 III 574; J. A. Schneider,
La loi fédérale sur le libre passage dans la prévoyance professionnelle et son ordonnance,
in SZS 1994 p. 433; STFA non pubblicate del 30 gennaio 2004 in re A., B 19/03 e
del 7 gennaio 2004 in re P., B 58/01). 

                                         Con
l'entrata in vigore, il 1. gennaio 2000, delle nuove disposizioni sul diritto
del divorzio che instaurano il principio della divisione per metà dell'avere
previdenziale accumulato dai coniugi durante il matrimonio (art. 122 CC, art.
22 LFLP), lo scopo perseguito dall'art. 5 cpv. 2 LFLP quale quello, citato, di
instaurare il principio della decisione congiunta al fine di proteggere la
previdenza "futura" della  famiglia, ha ulteriormente accresciuto la
sua importanza. Tenuto conto di tale obiettivo e dell'interesse pubblico
generale al mantenimento di una previdenza professionale adeguata, il consenso
del coniuge al pagamento in contanti della prestazione d'uscita richiede la
forma scritta mentre che la domanda di prelievo non è soggetta ad alcun
requisito di forma (DTF 121 III 34; RSAS 2003 p. 524; SVR 2004 n.
7 pag. 22; Zünd, op. cit. in: AJP 2002 pag. 663). 

                                         D'altra
parte, secondo la dottrina e la giurisprudenza, le regole di cui agli art. 97segg.
CO si applicano in caso di mancato o difettoso adempimento del contratto di
previdenza e, in particolare, alle conseguenze del versamento in contanti della
prestazione d'uscita effettuato senza il preventivo consenso del coniuge (DTF
130 V 103). Solo l'istituzione di previdenza alla quale non può essere
rimproverata una violazione del dovere di diligenza in occasione del versamento
della prestazione può sostenere un valido adempimento dei suoi obblighi e non
si espone al rischio di versare una seconda volta la prestazione d'uscita (STFA
del 30 gennaio 2004 in re A., B 19/03; cfr. anche Geiser, Bemerkungen zum Verzicht
auf den Versorgungsausgleich im neuen Scheidungsrecht (art. 123 ZGB), in: ZBJV
2000 p. 102 segg.);

 

                                     -   nella
specie questa Corte ha già avuto modo di accertare, nel suo giudizio del 24
marzo 2003 (34.2002.47), il carattere indebito del versamento della prestazione
d'uscita avvenuto il 6/18 gennaio 2000 a AT1. Nell'effettuare il versamento in
contanti senza aver preventivamente richiesto il consenso scritto della moglie
dell'assicurato, in luogo di depositare la prestazione d'uscita del medesimo su
un conto di libero passaggio, l'AT2 ha violato il suo dovere di diligenza e non
ha adempiuto correttamente il suo obbligo di preservare conformemente alla
legge l'avere previdenziale dell'assicurato. Nei confronti di CV1, l'istituto
di previdenza resta quindi debitore della pretesa scaturente dall'art. 22 LFLP
in relazione con l'art. 122 segg. CC e, di conseguenza, è tenuto a
corrispondere la prestazione d'uscita che avrebbe maturato l'ex marito
conformemente alla legge sul libero passaggio (STFA del 30 gennaio 2004 in re
A., B 19/03; cfr. anche Geiser, op. cit., in ZBJV 2000 p. 103).

                                         Ne
consegue che ai fini della quantificazione della prestazione previdenziale di AT1
da dividere giusta gli art. 122 CC e 22 LFLP vanno computati anche gli
interessi sino al momento della crescita in giudicato della sentenza di
divorzio secondo l'art. 12 OPP2. Solo in questo modo infatti la prestazione
d'uscita da dividere ex art. 22 LFLP corrisponde alla prestazione che avrebbe
maturato AT1 durante il matrimonio se non fosse avvenuto il prelevamento
indebito (cfr. in tal senso, implicitamente, STFA del 7 gennaio 2004 in re P.,
B 58/01 e STFA del 30 gennaio 2004 in re A., B 19/03: "… et reste tenue de
fournir la prestation de sortie découlant de la loi sur le libre passage");

 

                                     -   di
conseguenza, come preteso dalla ex moglie (VII), la prestazione accumulata da AT1
durante il matrimonio e determinante ai fini della divisione ammonta a fr.
105'014, importo corrispondente ai fr. 90'799.10 versati all'assicurato nel
gennaio 2000 oltre agli interessi sino al 4 dicembre 2003 calcolati
conformemente all'art.12 OPP2 (cfr. XVII);

  

                                     -   la AT2 -
e non AT1 quale beneficiario dell'indebito versamento - rimane di conseguenza
debitrice della pretesa di CV1 giusta gli art. 122 CC e 22 LFLP, ritenuto che
spetterà in ogni caso al citato istituto valutare se far valere nei confronti
del suo ex assicurato la restituzione di quanto ad esso indebitamente versato (cfr.
in argomento Geiser, op. cit., in: ZBJV 2000, p. 103; Zünd, op. cit.,
in: AJP 2002,  pp. 666-667; Zünd, op. cit, in: SZS 2000 pp. 422-423);

                                      

                                     -   d'altra
parte, la prestazione accumulata da CV1 durante il matrimonio corrisponde all'importo
di fr. 31'845.45 comunicato dalla CV2, istituto di previdenza cui l'interessata
è affiliata; tale importo equivale all'avere di spettanza della ex moglie al
momento della crescita in giudicato della sentenza di divorzio (IV, XV) (Vetterli/Keel,
op. cit., p. 1620); 

 

                                     -   posta la
chiave di ripartizione pari, per ognuno, alla metà della prestazione accumulata
dall'altro durante il matrimonio, il credito a favore di CV1 ammonta a fr.
52'507 (fr. 105'014 : 2), quello a favore di AT1 a fr. 15'922.70 (31'845.45 :
2);

 

                                     -   considerate
le suevidenziate reciproche pretese, a favore di CV1 spetta, a saldo (art 122
cpv. 2 CC; DTF 129 V 254s.), una prestazione pari a fr. 36'584.30;

 

                                     -   per
applicazione analogica degli art. 3-5 LFLP stabilita all'art. 22 cpv. 1 LFLP,
l'avere a cui il coniuge ha diritto deve essere di principio trasferito nella
forma vincolata di prestazione di libero passaggio ai sensi della LFLP e non
versato in contanti (Schneider/Bruchez, La prévoyance professionnelle et le divorce,
in: SVZ 68/2000, p. 258);

 

                                     -   l'importo
dovuto deve pertanto essere accreditato o a un istituto di previdenza o su un
conto o polizza di libero passaggio;

 

                                     -   l'importo
di fr. 36'584.30, unitamente agli interessi compensativi - al tasso
minimo di cui ai combinati articoli 8a cpv. 1 OLP e 12 OPP2, rispettivamente,
nella misura in cui superiore, a quello praticato dall'istituto debitore - maturati su
tale importo a far tempo dalla crescita in giudicato della sentenza di divorzio
(4 dicembre 2003) e sino al momento dell'effettivo trasferimento (DTF 129 V
255-258 consid. 3-4; STFA del 3 giugno 2004 in re M., B 115/03, dell'8
aprile 2003 nella causa A. [B 73/02], dell'8 aprile 2003 nella causa M. [B
94/02], dell'8 luglio 2003 nella causa L. [B 113/02], del 18 luglio 2003 nella
causa L. [B 36/02]), dovrà quindi essere trasferito a favore di CV1
presso la CV2 di __________;

 

                                     -   in caso
di mancato versamento nel termine di 30 giorni dalla crescita in giudicato del
presente giudizio, rispettivamente, in caso di ricorso al Tribunale federale
delle assicurazioni, dalla pronuncia della relativa sentenza (artt. 38 e 135
OG), saranno inoltre dovuti, sull'ammontare della prestazione d'uscita e
relativi interessi compensativi di spettanza di CV1, interessi di mora giusta i
combinati articoli 7 OLP e 12 OPP2 (DTF 129 V 257-258 consid. 4 e 5 e STFA del
4 settembre 2003 nella causa x, B 105/02);

                                     -   alla luce
di quanto esposto, la richiesta di AT1 formulata nelle more della presente
procedura intesa ad ottenere il versamento a suo favore di una somma di fr.
16'129,175 su un conto di libero passaggio (cfr. VI, XI), si rileva
manifestamente infondata bastando a questo proposito rimandare a quanto precede
e all'art. 122 cpv. 2 CC che prescrive che qualora i coniugi abbiano crediti
reciproci deve essere divisa soltanto la differenza tra questi due crediti e
versata la parte da trasferire che ne risulta all'istituzione di previdenza
dell'ex coniuge  creditore (cfr. anche DTF 129 V 254 consid. 2; STFA non
pubblicata del 3 giugno 2004 in re M., B 115/03); si ricorda del resto come
oggetto della presente procedura sia unicamente l'attuamento della divisione
dei rispettivi averi pensionistici tra gli ex coniugi AT1, conformemente a
quanto prescritto dal giudice del divorzio nella sua pronunzia del 10 novembre
2003; ogni eventuale ulteriore pretesa che AT1 volesse formulare nei confronti
della ex moglie o dell'AT2 andrà quindi se del caso proposta in altra sede;   

 

  

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   La
prestazione d'uscita acquisita da AT1 durante il matrimonio ammonta a fr.
105'014.

 

                                 2.-   La
prestazione d'uscita acquisita da CV1 durante il matrimonio ammonta a fr.
31'845.45 -.

 

                                 3.-   E' fatto
ordine all’AT2, __________ di versare alla CV2, __________ a favore di CV1 (n. ass.
__________) la somma di              fr. 36'584.30 oltre interessi
compensativi ai sensi dei considerandi a datare dal 4 dicembre 2003.

 

                                 4.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 5.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti