# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b15ec641-d011-5c1d-bbdd-e4e52a23554e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-10-23
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 23.10.2008 32.2007.363
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2007-363_2008-10-23.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2007.363

   

  mm

  	
  Lugano

  23 ottobre
  2008

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Maurizio Macchi, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 15 novembre 2007
di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 16
  ottobre 2007 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   In data 13
settembre 2004, RI 1, nato nel 1952, di professione aiuto giardiniere, ha
presentato una richiesta di prestazioni AI per adulti, postulando il
riconoscimento di una rendita di invalidità (doc. 2).

 

                               1.2.   Esperiti gli
accertamenti medico-amministrativi del caso, all’assicurato è stato negato il
diritto alla rendita in quanto il tasso d’invalidità non raggiungeva la soglia
minima del 40% (doc. 28).

 

                                         A seguito
dell’opposizione interposta dalla __________ di protezione giuridica (doc. 29)
per conto dell’assicurato, poi completata dall’avv. RA 1 (doc. 32), l’Ufficio
AI, in data 16 ottobre 2007, ha confermato il contenuto della sua prima
decisione (doc. 46).

 

                               1.3.   Con
tempestivo ricorso del 15 novembre 2007, RI 1, sempre patrocinato dall’avv. RA
1, ha chiesto che l’amministrazione venga condannata a riconoscergli una
rendita del 75%, sulla base di un grado di invalidità del 62% almeno. 

 

                                         A
sostegno della propria pretesa ricorsuale, l’insorgente ha innanzitutto
dichiarato di non condividere la tesi secondo cui egli sarebbe in grado di
esercitare un’attività alternativa leggera in misura dell’80%. A suo dire, la
capacità lavorativa residua sarebbe invece, così come attestato dal curante
dott. __________, limitata al 50% in attività estremamente leggere (doc. I, p.
3ss.). 

                                         D’altro
canto, egli ha contestato l’entità del reddito da invalido ritenuto dall’UAI
(fr. 53'040/anno) e ha preteso che esso venga ridotto allo stesso livello di
quello da valido (fr. 40’481/anno; doc. I, p. 5). 

                                         Infine,
sempre secondo l’insorgente, sul reddito statistico da invalido, ridotto in
proporzione alla capacità lavorativa residua, andrebbe operata una decurtazione
del 25%, tenuto conto delle sue difficili condizioni di salute, della scolarità
limitata e dell’assenza di formazione professionale, del suo statuto di
straniero, della sua età, nonché della situazione del mercato del lavoro (doc.
I, p. 5). 

 

                               1.4.   L’amministrazione,
in risposta, ha postulato un’integrale reiezione dell’impugnativa con argomenti
di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc. IV). 

 

                               1.5.   In data 30 gennaio
2008, l’assicurato ha prodotto un’ulteriore certificazione del suo medico
curante e ha domandato l’esecuzione di una perizia giudiziaria accompagnata da
una valutazione del carico di lavoro (doc. VIII + allegato). 

 

                                         L’amministrazione
ha preso posizione in proposito il 5 febbraio 2008 (doc. X). 

 

                               1.6.   Nel corso
del mese di settembre 2008, al TCA è pervenuto un rapporto della Clinica di __________
di __________ relativo a una valutazione della capacità funzionale effettuata
il 16 e 17 giugno 2008 (doc. XVI + allegato).

 

                                         Le
osservazioni dell’UAI sono datate 22 settembre 2008 (doc. XVIII). 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e
non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o
della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione
di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge organica
giudiziaria (cfr. STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00
del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4
febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre
2001, pubblicata in RDAT I-2002 p. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre
2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Litigiosa è
la questione di sapere se l’Ufficio AI era legittimato a negare all’assicurato
il diritto alla rendita di invalidità, oppure no.

 

                               2.3.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli artt 7 e 8 LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita
definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a
infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di
guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una
diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto
all'assicurazione per l'invalidità (G. Scartazzini, Les rapports de causalité
dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp. 216ss.).

 

                                         Giusta
l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono
invalidi almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che
gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al
70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita
se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno
al 40%. 

 

                                         Ai
sensi dell'art. 16 LPGA, il grado d'invalidità è determinato stabilendo il
rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo
l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti
d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente
esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da
invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non
fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità
dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito
ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che
avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (RCC
1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité,
Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si confronta perciò il reddito che
l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con
quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua
capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni
normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti
integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V
136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto dei redditi - di regola - non si
tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la formazione
professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC
1989 p. 325; DTF 107 V 21; G. Scartazzini, op. cit., p. 232). La misura
dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla situazione
personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di misure
reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per la
valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il TFA, i due redditi,
dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno, vanno
stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati
sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV
Nr. 74; DTF 114 V 313).

 

                                         Al proposito va precisato che, secondo una
sentenza del TFA pubblicata in DTF 128 V 174 e resa in ambito LAINF, per il
raffronto dei redditi ipotetici fa stato il momento dell’inizio dell’eventuale
diritto alla rendita (e non quello della decisione su opposizione). L’Alta
Corte ha anche precisato che l’amministrazione è comunque tenuta, prima di
pronunciarsi sul diritto ad una prestazione, a esaminare se nel periodo
successivo all’inizio di tale diritto non sia eventualmente subentrata una
modifica di rilievo dei dati ipotetici di riferimento. In questa eventualità
essa dovrà pertanto procedere a un ulteriore raffronto dei redditi prima di
decidere.

                                         Tale
principio è stato poi esteso anche all’assicurazione per l’invalidità (DTF
129 V 222; cfr. anche STFA I 600/01 del 26
giugno 2003 consid. 3.1, I 670/01 del 3 febbraio 2003, pubblicata in SVR
2002 IV Nr. 24, I 761/01 del 18 ottobre 2002 consid. 3.1, pubblicata in
SVR 2003 IV Nr. 11 e I 26/02 del 9 agosto 2002 consid. 3.1).

 

                               2.4.   Nella concreta evenienza,
dalle tavole processuali emerge che la decisione dell’Ufficio AI di considerare
abile all’80% in attività sostitutive adeguate, è stata presa
essenzialmente sulla base delle risultanze di una perizia reumatologica
elaborata dal dott. __________, spec. FMH in reumatologia, nel mese di novembre
2005.

 

                                         In
occasione del consulto del 22 novembre 2005, lo specialista appena citato ha
diagnosticato una sindrome lombovertebrale cronica recidivante con discopatie
L3/S1, spondilartrosi L3/S1, ipoplasia dell’arco posteriore di L5 sx, lieve
artrosi delle sacro-iliache bilaterali, disturbi statici con scoliosi a S,
iperlordosi lombare e ipercifosi dorsale, delle gonalgie croniche a sinistra in
stato dopo meniscectomia mediale e presenza di condromalacia del condilo
femorale, nonché un’artrosi radio-carpale a sinistra dopo vecchia frattura del
radio non curata con pseudo-artrosi e perdita dell’angolazione dorsale.

                                         Sono
invece state giudicate senza incidenza sulla capacità lavorativa le diagnosi
seguenti: stato dopo operazione di Dupuytren al IV dito e tunnel carpale a
sinistra, stato dopo infarto miocardico, così come ipertensione arteriosa,
diabete e ipercolesterolemia (doc. 21, p. 6). 

                                         D’altro
canto, il dott. __________ si è espresso nei termini seguenti a proposito
dell’esigibilità lavorativa:

 

" 
(…).

Il paziente non può più lavorare nella sua
professione di giardiniere.

 

(…).

 

Il paziente può ancora esercitare lavori in cui
possa cambiare frequentemente la posizione da seduto (massimo 3/4 ora) ad in
piedi fermo (massimo mezzora) a camminare (massimo 15 minuti). Evitare di
lavorare in posizioni non ergonomiche del rachide, in particolare piegato in
avanti o di fianco Può sollevare pesi schiena dritta e braccia al corpo fino a
circa 10 kg in maniera occasionale, braccia fuori dal corpo fino a 5kg in
maniera occasionale. Evitare lavori manuali da eseguire con il polso/mano sx.
Evitare di lavorare su terreni scoscesi o salire e scendere frequentemente le
scale.

In un lavoro di questo tipo che potrebbe essere
un lavoro in un piccolo magazzino ma con possibilità di sedersi, in un piccolo
chiosco, in fabbrica ma con funzioni unicamente di controllo, lavoro generico
d’ufficio, il paziente potrebbe essere ritenuto abile dal punto di vista
medico-teorico puro in misura dell’80%, questo per tenere conto dei dolori
cronici e della ridotta velocità al lavoro necessitando di cambiare posizioni
frequentemente.”

                                         (doc. 21,
p. 7s.)

 

                                         Prima di
procedere all’emanazione della decisione di revisione della rendita, l’UAI ha
consultato la propria consulente in integrazione professionale, __________, la
quale ha enunciato, in particolare, le considerazioni seguenti circa il mercato
del lavoro ancora accessibile all’assicurato: 

 

" 
Partendo dalle limitazioni medico-teoriche e
tenendo conto della configurazione della realtà economica del Cantone Ticino,
si può ritenere che (pur tenendo conto delle componenti riduttive), in
situazione di equilibrio, il mercato del lavoro accessibile sia ancora
apprezzabilmente esteso.

 

L’A. potrebbe infatti essere reintegrato in una
sufficientemente vasta gamma di attività (alcune già citate in sede di
perizia):

-                                     operaio
generico in ambito industriale (in posizioni non strettamente                 legate
ad una catena di produzione continua)

-                                     addetto al
controllo/sorveglianza del funzionamento e della qualità

-                                     portiere/custode

-                                     autista/fattorino
per piccoli trasporti (servizio di corriere) e per viaggi                             brevi
(addetto alla distribuzione e consegna di merce non troppo   pesante - fiori,
prodotti farmaceutici, richieste o esami di laboratorio,          …)

-                                     magazziniere
(in ambiti di merce leggera)

-                                     commesso di
vendita/cassiere non qualificato (eventualmente   presso centri del “fai da te”
e/o del giardinaggio)

-                                     collaboratore/tuttofare
in un garage oppure presso alberghi o altre   strutture con compiti di
sorveglianza, piccoli lavori di manutenzione,           accoglienza, …”

                                         (doc. 26,
p. 2)

 

                                         L’amministrazione
ha quindi proceduto al raffronto dei redditi (reddito da valido: fr. 40’481,
reddito da invalido: fr. 38'189), da cui è risultato un discapito economico di
fr. 2'292, pari al 9% (doc. 28).

 

                                         Nel
quadro della procedura di opposizione, la consulente in integrazione
professionale __________, alla quale l’amministrazione ha sottoposto le censure
a lei indirizzate dal patrocinatore dell’assicurato, ha confermato la validità
della propria valutazione per quanto riguarda sia l’esigibilità delle attività
proposte, sia l’entità della riduzione percentuale da operare sul reddito
statistico da invalido (doc. 44). 

 

                                         In corso
di causa, l’insorgente ha versato agli atti un rapporto, datato 29 gennaio
2008, del dott. __________, spec. FMH in medicina generale.

                                         In quella
sede, il curante ha affermato di condividere la perizia __________ per quel che
è delle diagnosi ivi formulate, ma non per quanto riguarda le conseguenze che
il reumatologo ne trae dal punto di vista dell’esigibilità lavorativa (doc. D:
“Con la scolarità estremamente limitata (4 anni, semianalfabeta), con un
paziente abituato solo a lavori pesanti ed ausiliari che richiedono
un’integrità fisica, il proporre un’attività lavorativa diversa da quella alla
quale è abituato appare poco realistico, ed in un’attività come quella
esercitata o simile la redditività è praticamente nulla e nessun datore di
lavoro privato lo assumerebbe. Il paziente fa fatica a piegarsi, non può
camminare correntemente ed a lungo, non può stare eretto a lungo, per cui anche
un’attività relativamente leggera come il lavoro in un chiosco, in un magazzino
o di trasporto di materiale leggero, non appare neppure possibile. (…). Affermo
e sostengo che un’attività pratica realmente esigibile dal paziente è
proponibile forse in misura del 30% e quindi ne deriva un reddito residuo
nettamente inferiore a quanto ritenuto dall’AI.” - il corsivo è del
redattore). 

 

                                         Nel mese
di settembre 2008, al TCA è infine pervenuto un referto della Clinica di
riabilitazione di __________ afferente a una valutazione della capacità
funzionale (EFL) a cui RI 1 si é privatamente sottoposto il 16/17 giugno 2008.

                                         Per
quanto qui di interesse, il dott. __________, spec. FMH in chirurgia
ortopedica, ha avallato - da tutti i punti di vista,in particolare per quanto
concerne l’esigibilità lavorativa -, le conclusioni della perizia __________:

 

" 
Non solo il carattere dei disturbi risentiti e
il quadro clinico oggettivabile all’esame attuale non si discostano
significativamente da quanto riportato dal dr. __________ nel rapporto peritale
del 22.11.2005. Questo malgrado l’insorgenza intercorrente di un morbo di
Lederhosen al piede sinistro. 

Anche i risultati effettivamente raggiunti alla
valutazione concreta della capacità funzionale correla bene con le
considerazioni e i limiti ritenuti nella valutazione peritale del 22.11.2005.

 

L’attività di (aiuto) giardiniere non è
medicalmente più esigibile. le sollecitazioni fisiche richieste da tale
attività risultano in effetti essere superiori alla capacità di carico
effettivamente raggiunta dal signor RI 1.

 

L’esito della valutazione EFL conferma il
tenore dell’esigibilità ritenuta dal dr. __________ nella valutazione peritale
del 22.11.2005.

La riduzione di rendimento all’80% si riferisce
all’esecuzione di un’attività lavorativa che tenga pienamente conto
dell’insieme delle limitazioni presentate dal signor RI 1 attinenti più
specificatamente al rachide, al ginocchio sinistro e al polso sinistro.

 

Questa stessa percentuale dell’80% non è per
contro trasferibile in misura equivalente ad altre attività, anche leggere, che
comportano delle modalità di ingaggio diverse dell’arto superiore sinistro, del
tronco, così come del ginocchio sinistro.”

                                         (doc. E,
p. 6s. - il corsivo è del redattore)

 

                               2.5.   Secondo la
giurisprudenza, in un procedimento assicurativo sociale, l'amministrazione è
parte solo dopo l'instaurazione della controversia giudiziale mentre invece
nella fase che precede la decisione essa è un organo amministrativo incaricato
di attuare il diritto oggettivo (cfr. RAMI 1997 U 281, p. 282;
DTF 104 V 209; STFA U 259/02 dell'8 luglio 2003, consid. 2.1.1; U. Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, in
BJM 1989, p. 30ss.).

 

                                         Nella DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV Nr. 10, p. 33ss. e RAMI 1999
U 356, p. 572), la nostra Corte federale ha
confermato che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente
motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere
degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che
il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore,
non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

 

                                         Per quel
che riguarda le perizie allestite da specialisti esterni all'amministrazione,
il TFA ha pure loro riconosciuto pieno valore probante, fintantoché non vi sono
degli indizi concreti che facciano dubitare della loro attendibilità (cfr. STFA
U 168/02 del 10 luglio 2003; DTF 125 V 353, consid. 3b/bb).

                                         Trattandosi
specificatamente delle perizie esperite dai centri medici di accertamento
dell’AI, il TFA, nella DTF 123 V 175, ha esplicitamente ammesso che
l’imparzialità e l’indipendenza di questi servizi nei confronti
dell’amministrazione e dell’UFAS sono garantite. 

 

                                         Infine,
va ricordato che, per costante giurisprudenza, quando l'istruttoria da effettuare
d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento
coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati
fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori
più non potrebbero modificare il risultato (valutazione anticipata delle
prove), si rinuncerà ad assumere altre prove (cfr. STFA dell'11 dicembre 2003
nella causa R., U 239/02; STFA del 31 gennaio 2003 nella causa V., H 5/02; STFA
del 5 marzo 2003 nella causa G., H 411/01; SVR 2003 IV Nr. 1 p. 1; STFA dell'11
gennaio 2002 nella causa C., H 102/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa
C., H 103/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa D. SA, H 299/99; STFA del
26 novembre 2001 nella causa R., U 257/01; STFA del 15 novembre 2001 nella
causa P., U 82/01; STFA del 28 giugno 2001 nella causa G., I 11/01; RCC 1986 p.
202 consid. 2d; STFA del 27 ottobre 1992 nella causa B. P.; STFA del 13
febbraio 1992 in re O.; STFA del 13 maggio 1991 nella causa A.; STCA del 25
novembre 1991 nella causa M.; F. Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed.,
p. 274; U. Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo
1999, p. 212; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des
Bundes, 2a ed., p. 39 e p. 117), senza che ciò costituisca una lesione del
diritto di essere sentito sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94
consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata).

 

                               2.6.   Chiamato a
pronunciarsi, questo Tribunale ritiene che il referto 22 novembre 2005 del
dott. __________, in base al quale l’assicurato ha conservato una capacità
lavorativa dell’80% in attività
adeguate, possa validamente costituire da supporto probatorio al presente
giudizio, senza che si riveli necessario procedere all’atto istruttorio
richiesto dal ricorrente (nuova perizia medica).

 

                                         Al
riguardo, deve essere sottolineato che le sue conclusioni, in particolare per
quanto riguarda l’esigibilità lavorativa, hanno trovato piena conferma nella
perizia 10 settembre 2008 del dott. __________, chirurgo ortopedico che vanta
una notevole esperienza proprio nel campo della medicina assicurativa (doc. E).

 

                                         Il TCA
non ignora che il dott. __________, medico generalista, si è espresso in
termini differenti a proposito della possibilità per il suo paziente di mettere
a frutto la capacità lavorativa residua sul mercato del lavoro (doc. C e D).

                                         Tuttavia,
alle sue certificazioni va risconosciuto un peso probatorio forzatamente minore
rispetto a quello delle perizie elaborate dai dottori __________ e __________. 

                                         Inoltre,
si rivela un principio ripetutamente riconosciuto dalla nostra Massima Istanza
quello secondo cui le certificazioni del medico curante - anche se specialista
(cfr. STFA U 202/01 del 7 dicembre 2001, consid. 2b/bb) - hanno un valore di
prova ridotto, ciò in ragione del rapporto di fiducia che lo lega al suo
paziente (cfr. RAMI 2001
U 422, p. 113ss. (= AJP 1/2002, p. 83); DTF 125 V 353 consid. 3b/cc; DTF 124 I 175 consid.
4; DTF 122 V
161; RCC 1988 p. 504; R. Spira, La preuve en droit des assurances sociales, in
Mélanges en l'honneur de Henri-Robert Schüpbach, Basilea 2000, p. 269s.).

 

                                         Ad
esempio, nella sentenza 9C_289/2007 del 29 gennaio 2008, il Tribunale federale
ha sottolineato che:

 

"  (...)

Par ailleurs, il y a lieu d'ajouter qu'au vu de la
divergence consacrée par la jurisprudence entre un mandat de soins et un mandat
d'expertise (cf. arrêt I 701/05 du 5 janvier 2007, consid. 2 et les nombreux
arrêts cités, dont en particulier l'ATF 124 I 170 consid. 4 p. 175), on ne
saurait remettre en cause une expertise ordonnée par l'administration ou le
juge et procéder à de nouvelles investigations du seul fait qu'un ou plusieurs
médecins traitants ont une opinion contradictoire. Il n'en va différemment
que si ces médecins traitants font état d'éléments objectifs ayant été ignorés
dans le cadre de l'expertise et qui sont suffisamment pertinents pour remettre
en cause les conclusions de l'expertise. Cette hypothèse n'étant toutefois pas
donnée dans le cas d'espèce, c'est à juste titre que les premiers juges se sont
fondés, sans violer le droit fédéral, sur les conclusions du SMR et qu'ils ont
confirmé la décision attaquée. (...)"

                                         (il corsivo è del
redattore)

 

                                         La
differenza, ai fini probatori, tra mandato di perizia e mandato di cura è stata
peraltro richiamata dal Tribunale federale anche in una sentenza 9C_635/2007
del 21 agosto 2008.

 

                                         In
esito alle considerazioni che precedono, questo Tribunale deve
quindi concludere che l’insorgente, in un’attività adeguata (cfr., in
proposito, i rapporti 24 aprile 2006 e 21 settembre 2007 della consulente in
integrazione professionale, dai quali il TCA non ha alcuna valida ragione per
scostarsi), sarebbe in grado di lavorare in misura dell’80%.

 

                               2.7.   Si tratta
ora di esaminare le conseguenze del danno alla salute dal profilo economico.

 

                                         Visto che
la giurisprudenza federale ha stabilito che per il raffronto dei redditi fa
stato il momento dell’inizio dell’eventuale diritto alla rendita (cfr. consid.
2.3.), il TCA ritiene determinante il 2004.

 

                                         Per quanto
concerne il reddito da valido, sulla scorta dei dati che figurano
all'incarto, l'insorgente avrebbe guadagnato, nel 2004, qualora non fosse
insorto il danno alla salute, un importo annuo di fr. 40'481.40 (cfr.
doc. 5, 9 e 27). 

                                         Tale
importo non è stato contestato dall'assicurato e può, pertanto, essere fatto
proprio da questo Tribunale.

 

                               2.8.   Per quanto
riguarda invece il reddito da invalido, la giurisprudenza
federale si fonda sui criteri fissati nelle sentenze pubblicate in DTF 126 V 75
seg. e in DTF 129 V 472 seg.

 

                                         Nella prima sentenza di
principio la Corte ha stabilito che ai fini della determinazione del reddito da
invalido fa stato in primo luogo la situazione professionale e salariale
concreta dell'interessato. Qualora difettino indicazioni economiche effettive,
possono, conformemente alla giurisprudenza, essere ritenuti i dati forniti
dalle statistiche salariali. La questione di sapere se e in quale misura al
caso i salari fondati su dati statistici debbano essere ridotti dipende
dall'insieme delle circostanze personali e professionali del caso concreto
(limitazione addebitabile al danno alla salute, età, anni di servizio,
nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione), criteri questi
che l'amministrazione è tenuta a valutare globalmente. La Corte ha precisato,
al riguardo, come una deduzione massima del 25% del salario statistico
permettesse di tener conto delle varie particolarità suscettibili di influire
sul reddito del lavoro. Il Tribunale federale delle assicurazioni ha poi ancora
rilevato, nella medesima sentenza, che, chiamato a pronunciarsi sulla deduzione
globale, la quale procede da una stima che l'amministrazione deve succintamente
motivare, il giudice non può senza valido motivo sostituire il suo
apprezzamento a quello degli organi dell'assicurazione.

                                         Nella
seconda sentenza di principio il TFA ha fissato i criteri da adempiere affinché
il reddito da invalido possa essere validamente determinato sulla base dei
salari DPL. 

                                         In quella
sede, la nostra Corte federale ha rilevato che, oltre a produrre almeno cinque
DPL, l’assicuratore infortuni è tenuto a fornire indicazioni sul numero totale
dei posti di lavoro entranti in linea di considerazione a dipendenza
dell’impedimento concreto, come pure sul salario più elevato, su quello più
basso, nonché su quello medio del gruppo cui è fatto riferimento. In tale
contesto l'Alta Corte ha inoltre rilevato: 

 

" 
(…).

Das rechtliche Gehör ist dadurch zu wahren, dass
die SUVA die für die Invaliditätsbemessung im konkreten Fall herangezogenen
DAP-Profile mit den erwähnten zusätzlichen Angaben auflegt und die versicherte
Person Gelegenheit hat, sich hiezu zu äussern

(vgl. Art. 122 lit. a UVV, gültig gewesen bis
31. Dezember 2000

[AS 2000 2913] und Art. 26 Abs. 1 lit. b VwVG, BGE
115 V 297 ff.). Allfällige Einwendungen der versicherten Person
bezüglich des Auswahlermessens und der Repräsentativität der DAP-Blätter im
Einzelfall sind grundsätzlich im Einspracheverfahren zu erheben, damit sich die
SUVA im Einspracheentscheid damit auseinander setzen kann. Ist die SUVA nicht
in der Lage, im Einzelfall den erwähnten Anforderungen zu genügen, kann im
Bestreitungsfall nicht auf den DAP-Lohnvergleich abgestellt werden; die SUVA
hat diesfalls im Einspracheentscheid die Invalidität aufgrund der LSE-Löhne zu
ermitteln. Im Beschwerdeverfahren ist es Sache des angerufenen Gerichts, die
Rechtskonformität der DAP-Invaliditätsbemessung zu prüfen, gegebenenfalls die
Sache an den Versicherer zurückzuweisen oder an Stelle des DAP-Lohnvergleichs
einen Tabellenlohnvergleich gestützt auf die LSE vorzunehmen."

                                         (DTF succitata, consid. 4.2.2) 

 

                                         Su questi
temi, cfr. D. Cattaneo, Novità e tendenze legislative e giurisprudenziali nel
campo delle assicurazioni sociali, in RDAT II-2001, p. 593ss. (p. 602-606); D.
Cattaneo, La promozione dell'autonomia del disabile: esempi scelti dalle
assicurazioni sociali, in RDAT II-2003, p. 621-623 e in L’autonomia del
disabile nel diritto svizzero, Ed. Istituto delle assicurazioni sociali e
Helbing & Lichtenhahn, Bellinzona 2004, p. 128-131.

 

                               2.9.   Partendo
dalla constatazione che l'applicazione di dati salariali statistici
validi per tutta la Svizzera - quali quelli utilizzati dal TFA si rivela essere
discriminante per gli assicurati attivi in Ticino, Cantone in cui i salari sono
notoriamente più bassi rispetto alla media nazionale, ritenuto che il reddito
da non invalido è quello che verrebbe effettivamente percepito dagli assicurati
nel nostro Cantone senza il danno alla salute, questo Tribunale, in una
sentenza del 4 settembre 2000 nella causa R., pubblicata in RDAT I-2001, p.
250ss. e in SVR 2001 IV n. 35 – in seguito costantemente confermata ed
applicata in tutti i settori delle assicurazioni sociali (assicurazione per
l'invalidità, assicurazione contro gli infortuni e assicurazione contro le
malattie) - sentito preliminarmente il parere dell'allora direttore
dell’Ufficio federale di statistica, dottor __________, ha così precisato la
propria giurisprudenza:

 

"  In
data 26 luglio 2000 il Presidente del TCA ha inviato al dottor __________,
direttore dell'Ufficio federale di statistica, uno scritto del seguente tenore:

 

"(…)

Il Tribunale federale delle
assicurazioni in una recente, chiara giurisprudenza prescrive di fondarsi, in
molti casi, sulle vostre inchieste allorché dobbiamo determinare il reddito da
invalido ancora conseguibile da lavoratori non qualificati con problemi di
salute, che sono abili al lavoro soltanto in attività leggere adeguate.

Al riguardo vengono in particolare
utilizzati i salari fissati nella tabella TA1 (ad esempio fr. 4294.-- nel 1996,
cfr. "L'enquête suisse sur la structure des salaires
1996" pag. 17, e per la giurisprudenza, Pratique VSI 2000 pag. 85).

 

Al fine di applicare la giurisprudenza
federale, in modo corretto, nel Cantone Ticino (considerato che l'altro termine
di paragone per fissare il grado di invalidità è sostanzialmente il salario
conseguito nel nostro Cantone dall'assicurato prima dell'insorgenza del
danno alla salute), mi occorre sapere:

 

-   possiamo
utilizzare il valore statistico medio (ad es. fr. 4294.-- nel 1996) così come è
anche per il Cantone Ticino? Per quale motivo?

 

-   In caso di
risposta negativa:

  Perché no? Quale
coefficiente di riduzione occorre applicare, al salario citato, per adattarlo
alla situazione del nostro Cantone? 

(…)." (cfr. doc. V bis)

 

                                          Il dottor __________ ha così
risposto in data 14 agosto 2000:

 

"  (…)

Benché il campione dell'indagine svizzera sulla struttura dei salari sia
definito per poter disporre di risultati rappresentativi a livello nazionale, è
possibile ottenere anche una serie d'indicatori salariali per singole entità
regionali, beninteso nel rispetto dei criteri di validità e di qualità
statistiche ed evidentemente ad un livello di aggregazione superiore. I valori
dell'indagine sulla struttura dei salari del 1996 che Lei cita nella sua
lettera possono dunque essere utilizzati legittimamente, dal punto di vista
statistico, per il Cantone Ticino.

In allegato Le invio tre tabelle relative ai salari mediani per l'anno 1998
(ultimi risultati disponibili), ripartiti in base al sesso e al livello di
qualificazione richiesto dal posto occupato.

I valori specifici per il Cantone Ticino sono i seguenti:

-   Nel 1998
(settore pubblico e settore privato), il salario lordo mediano per un uomo
esercitante attività semplici e ripetitive (livello 4) era di 3'813.-- franchi
al mese (cfr. tabella TA13).

-   È ancora
possibile precisare che il 50% dei lavoratori dipendenti di questa stessa
categoria guadagnava fra 3060 e 4704 franchi. Considerando unicamente il
settore privato, il salario mediano (sempre per la stessa categoria di
lavoratore dipendente) era di 3'611 franchi (cfr. TA 14).

A titolo di confronto Le invio anche
la tabella TA1 relativa ai salari mediani della Svizzera (settore privato),
ripartiti stavolta per settore economico (…)." (cfr. doc. V bis)

 

                                         Al fine di non
discriminare gli assicurati attivi in Ticino, Cantone in cui i salari sono
notoriamente più bassi rispetto alla media nazionale, visto che il reddito da
non invalido è quello che verrebbe effettivamente percepito dagli assicurati
nel nostro Cantone senza il danno alla salute, questo Tribunale ha quindi
deciso che nell'applicazione dei dati statistici occorre utilizzare la tabella
che riflette i salari versati nella nostra regione, sulla base della seguente
argomentazione:

 

"  Se
si ignorasse questo aspetto, sostenendo per ipotesi che siccome la LAINF è una
legge federale occorre riferirsi ad un unico dato salariale statistico valido
per tutto il paese (ad esempio fr. 4628.-- nel 1998 per un uomo, cfr. TA1; DTF
124 V 323; Pratique VSI 2000 pag. 85), si finirebbe per utilizzare dati
salariali irrealistici ed in definitiva giungere ad un risultato che non
garantisce l'uguaglianza di trattamento (cfr. DTF 126 V 36; DTF 126 V 48; STFA
del 22 maggio 2000 nella causa I. (I 312/99); DTF 126 I 76)."

 

                                         Su questi
argomenti, cfr. D. Cattaneo, La promozione dell'autonomia …, in RDAT II-2003,
p. 618-621 e in L’autonomia del disabile nel diritto svizzero, Ed. Istituto
delle assicurazioni sociali e Helbing & Lichtenhahn, Bellinzona 2004, p.
124-128;

D. Cattaneo, "La contribution du Tribunal des assurance du Canton du
Tessin à la jurisprudence suisse en matière de securité sociale", in CGRSS
n° 33-2004, p. 19 seg. (28-33).

                                         Nell’ambito
di una procedura ricorsuale dinanzi al TFA, conclusasi con uno stralcio dai
ruoli in seguito al ritiro del ricorso (cfr. STFA U 56/03 del 7 giugno 2006),
la Presidente della Corte federale, giudice Leuzinger, il 28 aprile 2006 aveva
informato le parti (e questo Tribunale) che, citiamo:

 

" 
… la Corte plenaria del Tribunale federale delle
assicurazioni ha stabilito l’inapplicabilità dei valori regionali (Tabella
TA13) di cui all’inchiesta svizzera sulla struttura dei salari (ISS) – edita
dall’Ufficio federale di statistica – per la determinazione del reddito
ipotetico da invalido."

 

                                         In una
sentenza U 75/03 del 12 ottobre 2006 (cfr. SVR 2007 UV n. 17 e SZS 2007, p.
64), il TFA ha, per la prima volta, esposto le motivazioni che hanno spinto la
Corte plenaria, il 10 novembre 2005, a prendere la decisione appena citata:

 

" 
(...)

8.2  In primo
luogo si osserva che, per un'ovvia questione di parità di trattamento (art. 8
Cost.), un'applicazione della tabella TA13 al solo Cantone Ticino deve essere
esclusa se non si vuole creare un'inammissibile lex ticinensis. Analoghe
considerazioni di praticabilità, di parità di trattamento e di sicurezza
giuridica si oppongono quindi a un'applicazione alternativa delle tabelle
nazionali (TA1) e di quelle regionali (TA13) come pure a un'applicazione delle
prime ad alcune regioni e delle seconde alle rimanenti regioni.

 

8.3  Allo stesso
modo, un'applicazione generalizzata delle tabelle regionali TA13, al posto di
quelle nazionali TA1, pur potendo, da un lato, in alcuni casi effettivamente
creare le basi per una soluzione maggiormente vicina alla realtà
economico-sociale concreta, dall'altro lato creerebbe, a ben vedere, anche
nuovi problemi dovuti al fatto che all'interno delle medesime grandi regioni si
registrano delle differenze, non sempre trascurabili. Ad esempio, nonostante le
due regioni facciano parte della medesima grande regione
"Mittelland", è notorio che i salari esistenti nel Canton Berna non
sono gli stessi di quelli del Canton Giura. Allo stesso modo, per il Vallese
occorrerebbe prendere in considerazione i salari relativi alla regione
lemanica. Ora, nell'una e nell'altra ipotesi, l'applicazione dei valori
regionali (TA13) al posto di quelli nazionali (TA1) si dimostrerebbe
maggiormente sfavorevole per questi assicurati. Si pone quindi ugualmente la
questione dell'assicurato che lavora(va) in un Cantone appartenente a un'altra
grande regione, ad esempio del lavoratore giurassiano che lavora(va) nel
Cantone di Basilea (città o campagna). Ora, se si intendesse determinare il
reddito da invalido sulla base della tabella TA13, non si farebbe altro che
spostare o restringere il cerchio geografico nel quale si iscrive ogni
determinazione di un reddito ipotetico sulla base di valori statici. In questa
maniera, però, si correrebbe pure il rischio di offuscare oltremodo l'obbligo o
l'esigibilità per l'assicurato di ridurre il danno e di andare, se del caso e
nei limiti ragionevoli, a cercare un'attività al di fuori della sua regione
abituale. Si creerebbero nuove disparità nei confronti di assicurati che
abitano a cavallo tra due o addirittura tre grandi regioni o di chi abita in
una di queste regioni e lavora in un'altra. 

 

8.4.  A ciò si
aggiunge che nella sentenza pubblicata in DTF 129 V 472, questa stessa Corte ha
precisato che, laddove una tale operazione non fosse possibile sulla base di
rilevamenti salariali DPL, il reddito da invalido va di principio definito
sulla base dei dati statistici salariali ISS applicabili nell'insieme del
settore privato (DTF 129 V 484). Ora, anche siffatta considerazione si
opporrebbe a un'applicazione generalizzata delle tabelle regionali TA13,
concernenti il settore pubblico e privato.

 

8.5  Non può
pertanto ammettersi una regionalizzazione nella determinazione dell'invalidità
poiché una siffatta soluzione sarebbe incompatibile con il principio costituzionale
di parità di trattamento come pure con il rango costituzionale delle
assicurazioni invalidità e infortuni quali assicurazioni federali."

 

                                         In
un’altra sentenza I 790/04 del 18 ottobre 2006, il TFA ha ancora rilevato:

 

" 
Quanto alla questione della tabella applicabile
tra le varie riportate dall'ISS, il Tribunale federale delle assicurazioni ha
recentemente stabilito, con decisione della Corte plenaria del 10 novembre
2005, non potersi (più) fare capo ai dati statistici regionali desumibili dalla
tabella TA13, riferentesi ai salari in relazione alle grandi regioni (cfr. pure
la sentenza del 22 agosto 2006 in re K., I 424/05, consid. 3.2.3; v. inoltre la
sentenza 12 ottobre 2006 in re S., U 75/03). Il reddito ipotetico da invalido deve
di conseguenza essere valutato sulla base della tabella TA1 dell'ISS,
concernente i salari medi nazionali conseguibili nel settore privato. Alla luce
di quanto precede non vi è (più) spazio alcuno per ammettere una riduzione dei
salari statistici, quale quella operata dai primi giudici, che tenga conto,
ispirandosi ai salari corrisposti in un vicino cantone, che l'assicurato vive
in una regione economicamente meno forte. Anche sotto questo aspetto non può
pertanto trovare conferma la valutazione del tasso d'invalidità compiuta dalla
Corte di prime cure."

 

                                         Alla luce di questa chiara giurisprudenza federale
(cfr., sul tema, L. Grisanti, art. cit., p. 311ss.), il reddito da invalido
deve dunque essere determinato applicando i valori nazionali (Tabella TA1).

                                         Spetta
semmai al Parlamento o al Consiglio federale intervenire su questo tema, se lo
riterranno opportuno.

 

                                         Il 22
giugno 2007 il Consiglio nazionale ha accolto una mozione del 2 ottobre 2006
no. 06.3466 del Consigliere nazionale Meinrado Robbiani il quale chiede che il
"Consiglio federale proceda con sollecitudine ad ovviare a questa
distorsione, adeguando le disposizioni di applicazione della legge
sull'assicurazione invalidità".

 

                                         Il nuovo
art. 28a cpv. 1 LAI introdotto nell’ambito della 5a revisione della LAI, approvata
dal popolo il 17 giugno 2007, dispone che sarà il Consiglio federale a definire
il reddito lavorativo determinante per la valutazione dell’invalidità. 

 

                                         Il 17 dicembre 2007 il Consigliere federale Pascal Couchepin,
rispondendo ad una domanda (07.5369) del Consigliere nazionale Meinrado
Robbiani ha preannunciato che "pour respecter les différences salariales
dans les diverses régions de Suisse, il est prévu d'opérer sur le salaire
ressortant de l'enquête sur la structure des salaires en Suisse une réduction
qui tienne compte des différenciations régionales. La mise en oeuvre de cette
règle est prévue pour le premier trimestre 2008 au moyen de circulaires de
l'Office fédéral des assurances sociales" e, invitato a precisare se
riteneva sufficiente una semplice circolare, ha sottolineato quanto segue:

 

" 
Monsieur Robbiani, je ne suis pas en mesure de vous
affirmer avec toute l'autorité juridique nécessaire si oui non une circulaire
est suffisante. Mais ce que je vais faire, c'est demander à mes collaborateurs
si je dois moi-même signer la circulaire dans la mesure où, comme vous le
dites, il devrait y avoir une décision politique claire. On va vérifier le
point sur lequel vous attirez notre attention."

 

                                         Questo Tribunale si limita a ricordare che, secondo la giurisprudenza,
il principio dell'uguaglianza di trattamento proibisce, citiamo: "de
faire, entre divers cas, des distinctions qu'aucun fait important ne
justifie", ma anche "de soumettre à un régime identique des
situations de fait qui présentent entre elles des différences importantes et de
nature à rendre nécessaire un traitement différent (cfr. DTF 129 I 3; DTF 127 V
454; Zbl 2005 p. 87ss. (89-90); A. Auer-G. Malinverni-M. Hottelier, "Droit
constitutionnel suisse", Vol. II, Stämpfli Editions SA, Berna 2006,
p. 484 n. 1030 e 499 n. 1061).

 

                                         In una sentenza U 8/07 del
20 febbraio 2008, rispondendo ad una questione
sollevata dal TCA nella sentenza 35.2006.60 del 23 novembre 2006, consid.
2.10.9 ("Questo Tribunale constata che il
salario che l’assicurato avrebbe conseguito nel 2005 quale muratore
semi-qualificato (infatti nel 2005, secondo il contratto collettivo di lavoro
dell’edilizia, un lavoratore con conoscenze percepiva un salario orario di fr.
25.15, contro i fr. 22.65 percepiti dai lavoratori edili), è inferiore a quello
realizzato in media a livello svizzero dai lavoratori del settore della
costruzione con qualifiche analoghe (Tabella TA 1 2004, punto 45, livello di
qualifica 3: fr. 5'358 x 12 mesi = 64'296, riportato su 41.6 ore/settimana = 66'867.84;
dopo adeguamento all'indice dei salari nominali, si ottiene, per il 2005, un
reddito annuo pari a fr. 67'443.41; per un recente caso in cui l’Alta Corte ha
fatto riferimento ai livelli di qualifica 2 e 3, cfr. STFA del 12 ottobre 2006
nella causa S., U 404/05, consid. 2.3.4).

                                         Ci si
potrebbe chiedere se in tale ipotesi, e visto il richiamo del TFA ai salari
nazionali (Tabella TA 1), non dovrebbe essere applicata la giurisprudenza
federale secondo la quale, quando l'assicurato ha realizzato un guadagno
inferiore alla media per dei motivi estranei all'invalidità, anche il reddito
medio realizzabile sul mercato equilibrato del lavoro (reddito da invalido) va
ridotto in proporzione (cfr. DTF 129 V 225 consid. 4.4; AHI-Praxis 1999, p. 329
consid. 1; ZAK 1989, p. 458s. consid. 3b; STFA del 6 settembre 2006 nella causa
H., U 454/05 + 456/05, consid. 6.3.3 e 6.3.4). Spetta
comunque all’Alta Corte pronunciarsi al riguardo"), l'Alta
Corte ha stabilito che:

 

"  (…)

5.3. Giova inoltre ricordare che nel caso
in cui il reddito conseguito prima dell’invalidità è inferiore alla media dei
salari per un’attività paragonabile nel settore interessato e non vi è inoltre
motivo che induca a ritenere che fosse intenzione dell’assicurato accontentarsi
di un guadagno modesto, la giurisprudenza ammette che gli stessi fattori che
hanno influenzato negativamente il reddito da valido vengano considerati anche
per fissare il reddito da invalido (DTF 129 V 222 consid. 4.4 pag. 225, SVR
2004 UV no 12 pag. 44, consid. 6.2, secondo cui un reddito inferiore del 10%
rispetto ai salari usuali del settore è stato considerato chiaramente sottola
media [U 173/02]; cfr. pure sentenza U 529/06 del 28 gennaio 2008, consid. 8.2
con riferimenti).

 

6.

Nel caso di specie, il ricorrente contesta
sia la determinazione del reddito da invalido che quella da valido.

 

6.1 Per quanto concerne il reddito da
valido, l’interessato fa valere che l’importo determinato dall’INSAI sulla base
dei dati forniti dall’ex datore di lavoro risulterebbe, come giustamente rilevato
anche dal primo giudice, inferiore del 9% circa rispetto al salario medio
nazionale dei lavoratori attivi nel settore delle costruzioni con qualifiche
analoghe. L’argomento è pertinente. In effetti, il dato ritenuto
dall’assicuratore infortuni a titolo di reddito da valido (fr. 61'277.- per
l’anno di riferimento 2005) è inferiore nella misura del 9.58% a quello
desumibile dalla tabella TA1 di cui all’ISS (edizione 2004, pag. 53, livello di
esigenze 3, cifra 45 costruzioni), quest’ultimo essendo pari, dopo adeguamento
all’evoluzione salariale per il 2005, a fr. 67'765.89 (fr. 5'358 x 12 : 40 x
41.7[v. La Vie économique, 12-2007, pag. 98, tabella 9.2] x 1.011 [v. La Vie
économique, 12-2007, pag. 99, tabella 10.2]). Alla luce della giurisprudenza
richiamata al considerando 5.3, che, come visto, permette al giudice chiamato
ad effettuare un raffronto dei redditi di prendere in considerazione in ugual
misura per ciascuno degli elementi di paragone fattori estranei all’invalidità,
può, se del caso, essere tenuto conto di questa circostanza nell’ambito della
determinazione del reddito ipotetico da invalido.

6.2 A quest’ultimo riguardo, il ricorrente,
pur rispettando la più recente giurisprudenza in materia, rileva che il mercato
del lavoro ticinese oggettivamente offre ai lavoratori occupati in questo
Cantone d,i frontiera retribuzioni nettamente inferiori e penalizzanti rispetto
al resto della Svizzera, come risulterebbe, almeno in parte, dalle tabelle TA1
e TA13 di cui all’ISS. Il ragionamento è comprensibile, ma viene tuttavia
relativizzato dalle considerazioni espresse al considerando precedente.

 

6.3 Mancando in concreto indicazioni economiche
effettive, in considerazione della più recente prassi di questa Corte - cui
allude l'insorgente -, che non ammette più la possibilità di fare capo ai dati
statistici salariali relativi alle grande regioni, tabella TA13 ISS, per
determinare il reddito ipotetico da invalido, quest'ultimo deve essere
stabilito sulla base della tabella TA1 dell'ISS, concernente i salari medi
nazionali conseguibili nel settore privato (cfr. sentenza del Tribunale
federale delle assicurazioni U 75/03 del 12 ottobre 2006, consid. 8, riassunta
in RSAS pag. 64). In tali condizioni, partendo dal valore totale mediano di cui
all'ISS 2004 (pag. 53, livello di esigenze 4), si ottiene un importo di base di
fr. 57'258.24 per il 2004 (fr. 4'588 x 12 : 40 x 41.6 [La Vie économique, 12-2007, pag. 98, tabella B9.2]), che,
adattato all'evoluzione salariale (1%, v. La Vie économique, 12-2007, pag. 99,
tabella B10.2), porta a ritenere un importo di fr. 57'830.82 per il 2005.

6.4 Operando una prima riduzione del 9.58% da
quest'ultimo importo per tenere conto della differenza salariale di cui si è
detto al considerando 6.1, deducendo poi una quota ulteriore del 15%, non
oggetto di contestazione, per considerare adeguatamente le circostanze
particolari del caso (DTF 126 V 75; in
concreto: limitazioni riconducibili al danno alla salute, statuto di
frontaliere), il raffronto dei redditi (reddito da valido di fr. 61'277.- e
guadagno da invalido di fr. 44'447.03 [fr. 57'830.82 ./. 9.58% ./. 15%]) dà un
grado d'invalidità arrotondato (DTF 130 V 121) del 27%. (...)"

 

                                         Di
conseguenza, quando il salario da valido conseguito in Ticino in una
determinata professione è inferiore al salario medio nazionale in quella stessa
professione, anche il reddito da invalido va ridotto nella medesima percentuale
(al riguardo, cfr. L. Grisanti, art. cit., in RtiD II-2006 p. 311 seg.,
in particolare p. 326-327).

 

                                         In una
sentenza 8C_399/2007 del 23 aprile 2008, consid. 6.2., il Tribunale federale,
su questo tema, ha ancora precisato: 

 

" 
A proposito del richiesto adeguamento va
tuttavia rilevato che finora è stato ammesso dalla Corte federale nel caso in
cui il valore fosse chiaramente sotto la media ("deutliche
Abweichung"). Tale è di regola stata ritenuta una differenza del 10% (SVR
2004 UV no. 12 pag. 45 consid. 6.2; dell'8% in sentenza U 463/06 del 20
novembre 2007).”

 

                             2.10.   Utilizzando i
dati forniti dalla succitata tabella elaborata dall'Ufficio federale di
statistica (TA 1), il ricorrente, svolgendo nel 2004 una professione che
presuppone qualifiche inferiori nel settore privato svizzero (a proposito della
rilevanza delle condizioni salariali nel settore privato, cfr. RAMI 2001 U 439,
p. 347ss. e SVR 2002 UV 15, p. 47ss.), avrebbe potuto realizzare, in media, un
salario mensile lordo pari a fr. 4'588. 

                                         Riportando
questo dato su 41.6 ore (cfr. tabella B 9.2, pubblicata
in La Vie économique, 9-2008, p. 98), esso ammonta a fr. 4'771.52
mensili oppure a fr. 57'258.24 per l'intero anno (fr. 4'771.52 x 12, ritenuto
che la quota di tredicesima è già compresa, cfr. STFA U 274/98 del 18 febbraio
1999, p. 5 consid. 3a).

 

                                         Visto che
l’assicurato, in attività sostitutive adeguate, presenta una capacità
lavorativa dell’80%, il reddito statistico da invalido deve essere ridotto in
proporzione, di modo che esso si attesta a fr. 45'806.59 (risultato
intermedio).

 

                             2.11.   L’insorgente ha preteso che il
reddito da invalido risultante dall’applicazione della Tabella TA 1, venga
ridotto allo stesso importo del reddito da valido, quindi a fr. 40'481.40 (doc.
I, p. 5). 

 

                                         Qualora,
già prima dell'insorgenza del danno alla salute, il reddito di una persona
assicurata si situi sotto la media dei salari per un'attività paragonabile nel
settore interessato – a causa ad esempio di una formazione e di conoscenze
linguistiche insufficienti -, e che non si possa sostenere che essa si sia
volontariamente accontentata di una retribuzione modesta, si deve ammettere che
gli stessi fattori che hanno inciso negativamente sul reddito da valido
potrebbero anche influenzare il reddito da invalido. Accertato che l'assicurato
ha realizzato un guadagno inferiore alla media per dei motivi estranei
all'invalidità, anche il reddito medio realizzabile sul mercato equilibrato del
lavoro (reddito da invalido) va ridotto in proporzione (cfr. DTF 134 V 322 e STF
U 529/06 del 28 gennaio 2008).

 

                                         Questo
Tribunale constata che il salario che l’assicurato avrebbe conseguito nel 2004
quale aiuto-giardiniere presso la ditta __________ di __________ (fr. 40'481.40/anno), è inferiore del 9.79% rispetto a quello realizzato,
nello stesso anno, in media a livello svizzero dai lavoratori del settore
dell’orticoltura con qualifiche analoghe (Tabella TA 1 2004, p.to 01, livello
di qualifica 4: fr. 3’596 riportato su 41.6 ore/settimana = fr. 3'739.84 x 12
mesi = fr. 44'878.08).

 

                                         In ossequio alla più
recente giurisprudenza federale, una correzione (segnatamente) del reddito
statistico da invalido in base alla giurisprudenza appena citata, entra in
linea di conto soltanto qualora il guadagno effettivamente realizzato si situi chiaramente
al di sotto del reddito statistico (cfr. DTF 134 V 322 consid. 4.1 in cui
il TF ha ritenuto significativo un gap salariale del 32% e SVR 2008 IV Nr. 49
consid. 2.3 in cui l’Alta Corte non ha ritenuto rilevante un gap salariale del
4%). 

 

                                         Nel caso di specie, il gap
salariale è del 9.79%, quindi molto vicino al 10%, motivo per
cui, secondo il TCA, esso raggiunge la soglia della rilevanza (cfr. STF
8C_399/2007 del 23 aprile 2008, citata al consid. 2.9.). 

                                         Il
reddito statistico da invalido, dopo riduzione del 9.79%, si attesta dunque a fr.
41'322.12. 

 

                             2.12.   In ossequio
alla giurisprudenza federale, occorre, in seguito, esaminare le circostanze
specifiche del caso concreto (limitazione addebitabile al danno alla salute,
età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado
d'occupazione, cfr. DTF 126 V 80 consid. 5b/bb) e, se del caso, procedere ad
una riduzione percentuale del salario statistico medio. La riduzione massima
consentita ammonta al 25%, percentuale che consente "… di tener conto
delle varie particolarità che possono influire sul reddito del lavoro"
(cfr. DTF 126 V 80 consid. 5b/cc).

 

                                         Nella
concreta evenienza, questa Corte può esimersi dall’approfondire oltre questo
aspetto specifico, nella misura in cui, anche applicando la decurtazione
massima consentita dalla giurisprudenza (25%; si veda la DTF 134 V 322 consid.
6.2), l’assicurato non potrebbe comunque essere posto al beneficio di una
rendita di invalidità.

 

                                         In
effetti, svolgendo un’attività sostitutiva idonea in misura parziale, il
ricorrente potrebbe conseguire un reddito (75% di fr. 41'322.12 = fr.
30'991.59) inferiore del 23.44% a quello che egli avrebbe
realizzato, senza il danno alla salute, continuando a esercitare la professione
di aiuto-giardiniere, ciò che non consente di riconoscergli il diritto alla
rendita.

 

                                         In
conclusione, la decisione su opposizione mediante la quale l’UAI ha negato
all’insorgente il diritto alla rendita di invalidità merita conferma .

 

                             2.13.   Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso
in caso di controversie relative all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni
AI dinanzi al Tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.
L’entità delle spese è determinata fra 200 e 1’000 franchi in funzione delle
spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

 

                                         Visto l’esito
della vertenza, le spese per complessivi fr. 200 vanno poste a carico
dell’assicurato.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Le spese
per complessivi fr. 200 sono poste a carico dell’assicurato.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti