# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 16f42d29-2598-5a72-9b6d-a52fbcf4e97c
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-08-20
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 20.08.2008 D-217/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-217-2008_2008-08-20.pdf

## Full Text

Corte IV
D-217/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 0  a g o s t o  2 0 0 8

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico,
con l'approvazione del giudice Gérard Scherrer
cancelliere Carlo Monti.

A._______, dichiaratosi cittadino dell'Azerbaigian,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM dell'11 gennaio 2008 / N .

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-217/2008

Fatti:

A.
Il 5 dicembre 2007, l'interessato, originario della regione del Nagorno-
Karabakh,  ha  presentato  una  domanda  d'asilo  in  Svizzera.  Ha 
dichiarato, d'avere lasciato il Karabakh nel 1989 a causa della guerra 
tra armeni e azeri nella sua regione d'origine e della sua etnia mista 
armena e azera. Ha quindi vissuto in Russia, Turchia, Ucraina e Grecia 
fino a quando il 5 dicembre 2007 è giunto in Svizzera.

B.
L'11  gennaio  2008,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda  ai  sensi  dell'art. 32  cpv. 2  lett.  a  della  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi,  RS 142.31). Detto Ufficio ha pure pronunciato 
l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e  l'esecuzione 
dell'allontanamento  verso  il  suo  Paese  d'origine,  siccome  lecita, 
esigibile e possibile.

C.
L'11  gennaio  2008,  l'interessato  ha  inoltrato  ricorso  dinanzi  al 
Tribunale  amministrativo  federale  (TAF)  contro  la  menzionata 
decisione dell'UFM. Ha chiesto, in via principale, l'annullamento della 
decisione impugnata e la  trasmissione degli  atti  di  causa all'autorità 
inferiore  per  una  nuova  decisione  nel  merito  e,  in  via  sussidiaria, 
l'accordo dell'asilo o dell'ammissione provvisoria. Ha altresì presentato 
una domanda d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso della  dispensa  dal 
versamento delle spese processuali e del relativo anticipo.

D.
Il 20 febbraio 2008, il TAF ha considerato il gravame siccome privo di 
probabilità  d'esito  favorevole  ed  ha  respinto  la  summenzionata 
domanda  d'assistenza  giudiziaria.  Ha  quindi  invitato  il  ricorrente  a 
versare  un  anticipo  di  fr. 600.--  a  copertura  delle  presumibili  spese 
processuali, con comminatoria d'inammissibilità del ricorso in caso di 
mancato versamento di detto anticipo (v. decisione incidentale del TAF 
del 28 febbraio 2008).

E.
Il 28 febbraio 2008, il ricorrente ha tempestivamente versato l'anticipo 
richiesto.

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Diritto:

1.
Il  TAF giudica definitivamente i ricorsi  contro le decisioni dell'UFM in 
materia  d'asilo  (art.  31  e  art.  33  lett.  d  della  legge  sul  Tribunale 
amministrativo  federale  del  17  giugno  2005  [LTAF,  RS  173.32], 
art. 105 LAsi  e  art.  83  lett.  d  della  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]).

2.

2.1 Nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito nei 
sensi  dell'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi,  l'oggetto  suscettibile  d'essere 
impugnato  non  può  essere  esteso  alla  questione  della  concessione 
dell'asilo,  che  presuppone  una  decisione  nel  merito  della  domanda 
stessa. 

2.2 Nei  citati  limiti,  v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che 
adempie le condizioni d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 52 
della  legge federale  sulla  procedura  amministrativa del  20  dicembre 
1968 (PA, RS 172.021) nonché all'art. 108 cpv. 2 LAsi.

3.

3.1 Giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e  dell'art. 37 LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la 
lingua della decisione impugnata. Se le parti utilizzano un'altra lingua, 
il procedimento può svolgersi in tale lingua.

3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza va redatta in italiano.

4.
Nel provvedimento litigioso, l'UFM ha considerato, da un lato,  che il 
ricorrente non ha addotto motivi che possano giustificare la mancata 
tempestiva  esibizione  di  documenti  di  viaggio  o  d'identità.  Dall'altro 
lato, ha ritenuto siccome inconsistenti  e contraddittorie le allegazioni 
decisive  in  materia  d'asilo  presentate  dall'insorgente  nonché  il  suo 
preteso  Paese  d'origine,  le  quali  non  lascerebbero  emergere  alcun 
indizio di persecuzione. Non persuaderebbe il racconto del ricorrente 
circa  il  suo  girovagare  tra  il  1989  ed  il  dicembre  2007,  quando  ha 

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chiesto asilo in Svizzera, e le lacune temporali da cinque a dieci anni, 
a dipendenza della versione fornita, tra il presunto espatrio e l'inoltro 
della domanda d'asilo. L'insorgente avrebbe inoltre dimostrato di avere 
conoscenze  pressoché  nulle  e  contrarie  alla  realtà  in  merito  al  suo 
preteso Paese d'origine, non allegando il nome corretto della capitale 
della regione di Karabakh durante la prima audizione, ma, solamente 
in  occasione dell'audizione federale  diretta. In  più,  egli non  avrebbe 
mai intrapreso alcun passo per tornare in patria oppure per ottenere 
documenti  e  avendo errato per  diciotto  anni  per  vari  Paesi,  in  parte 
legalmente come in Turchia, non si comporterebbe come una persona 
avente  dei  seri  timori  per  la  sua  sicurezza  e  la  sua  vita.  L'autorità 
inferiore ha altresì considerato non necessari   ulteriori  chiarimenti  ai 
fini  dell'accertamento  della  qualità  di  rifugiato  o  dell'esistenza  di  un 
impedimento all'esecuzione dell'allontanamento dell'insorgente.

5.
Nel ricorso, l'insorgente ribadisce di essere originario del Karabakh e 
di essere di etnia mista armena e azera. Avrebbe avuto un passaporto 
sovietico  che  poi  sarebbe  scaduto  e,  dopo  il  crollo  della  URSS,  le 
autorità  gli  avrebbero  dato  un  passaporto  armeno,  perché  alla  fine 
della guerra avrebbero prevalso gli armeni. Avrebbe, inoltre, gettato via 
detto  passaporto  in  Grecia  durante  il  suo viaggio,  perché così a  lui 
consigliato.  Non  l'avrebbe  comunque  fatto,  se  avesse  saputo 
dell'importanza  di  tale  documento.  Inoltre,  non  avrebbe  alcun 
documento  da  consegnare  in  sede  di  ricorso  e  ritiene  che  la  sua 
situazione personale e quanto da lui esposto spiegherebbero in modo 
scusabile la mancata consegna. Peraltro, sarebbero necessari ulteriori 
chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato o eventuali impedimenti 
all'esecuzione  dell'allontanamento,  perché  ai  tempi  della  guerra  nel 
1989  sarebbe  fuggito  dal  Karabakh  e  d'allora  non  vi  sarebbe  più 
tornato. Non sarebbe neanche mai stato in Armenia o in Azerbaigian e 
perciò non sarebbe stato in grado di rispondere ad alcune domande 
durante  l'audizione.  Infine,  allega  che  i  rapporti  tra  l'Armenia  e 
l'Azerbaigian sarebbero sempre conflittuali ed essendo di etnia mista 
non avrebbe un futuro in quei luoghi.

6.
Giusta  l'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi,  non  si  entra  nel  merito  di  una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun 
documento  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore  dalla  presentazione 
della  domanda.  Giusta  l'art.  32  cpv. 3  LAsi,  il  cpv. 2  lett.  a  non  si 

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applica se il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, 
per motivi  scusabili,  di  consegnare  documenti  di  viaggio o d'identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità 
di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in 
base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono 
necessari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o 
l'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento 
(lett. c).

6.1 Sono  documenti  di  viaggio  e  d'identità  ai  sensi  di  legge  quelli 
ufficiali,  segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che 
permettono  un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo 
(in particolare della sua cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio 
senza necessità di particolari formalità amministrative. Per contro, non 
sono documenti validi giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi quelli  emessi 
per altri  scopi, come la licenza di condurre, la carta professionale, il 
certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di fine degli studi 
(DTAF 2007/7 consid. 6).

6.2 Inoltre,  con  la  modifica  della  LAsi  del  16  dicembre  2005,  il 
legislatore  ha  pure  introdotto  una  procedura  d'esame  materiale, 
accelerata e sommaria, delle domande che si fondano su allegazioni 
manifestamente  inconsistenti  o  manifestamente  irrilevanti.  La 
manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza di 
una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi 
nonché  dalla  evidente  esistenza  di  un'alternativa  di  rifugio  interna 
dalle persecuzioni  statali  oppure di  un'appropriata protezione statale 
contro l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5).

7.
Questo Tribunale osserva, che il ricorrente, senza valide ragioni, non 
ha  tempestivamente  presentato  documenti  di  viaggio  o  d'identità  ai 
sensi di legge, benché l'UFM l'abbia invitato ad esibirli all'inoltro della 
sua  domanda  d'asilo.  In  particolare,  avrebbe  avuto  un  passaporto 
armeno che, però, avrebbe gettato via in Grecia durante il suo viaggio 
verso  la  Svizzera.  In  sede  di  ricorso  l'insorgente  afferma 
semplicemente  di  non aver  alcun documento  da  consegnare,  senza 
però allegare alcuna motivazione sufficiente per la mancata consegna. 
Infine, avendo ottenuto il passaporto armeno a suo tempo, come da lui 
allegato nel gravame (cfr. ricorso pag. 2),  risulta impossibile che egli 
sia  espatriato  nel  1989,  dato  che  l'Armenia  ha  dichiarato 

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l'indipendenza solo in data 23 agosto 1991. Non v'è, inoltre, ragione di 
ritenere che se l'insorgente avesse effettuato dei seri e concreti sforzi 
per procurarsi tempestivamente un documento di viaggio o d'identità, 
detti sforzi non avrebbero potuto avere esito favorevole. Infine, se un 
richiedente  non  aveva  ragioni  valide  per  giustificare  la  mancata 
esibizione di documenti ai sensi di legge in procedura di prima istanza, 
non  v'è  motivo  d'annullare  la  decisione  di  non  entrata  nel  merito 
quand'anche  avesse  a  presentare  un  siffatto  documento  in  sede  di 
ricorso  (v.,  fra  le  tante,  la  sentenza  del  Tribunale  amministrativo 
federale  D-8199/2007  del  18  dicembre  2007  consid.  8  e  relativo 
riferimento).

8.
Il  TAF rileva, inoltre, che il  ricorrente non ha presentato, all'infuori  di 
generiche censure,  argomenti  o  prove suscettibili  di  giustificare  una 
diversa  valutazione,  rispetto  a  quella  di  cui  all'impugnata  decisione, 
delle allegazioni decisive in materia d'asilo. Quest'ultime s'esauriscono 
in mere affermazioni di parte non corroborate da alcun elemento della 
benché  minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel 
provvedimento litigioso, cui può essere, nella misura in cui riassunte 
nel  presente  giudizio,  rimandato  (art.  109  cpv.  3  LTF  in  relazione 
all'art. 6 LAsi,  all'art. 37 LTAF ed all'art. 4  PA). Inoltre,  né sono stati 
forniti,  né  emergono  dalle  carte  processuali,  degli  elementi  seri  e 
concreti  per  ritenere  che  le  autorità  statali  armene  oppure  azere 
rifiuterebbero al ricorrente un'appropriata protezione contro l'eventuale 
futuro agire illegittimo di terzi nei suoi confronti a causa della sua etnia 
mista. In  più,  il  ricorrente  non  ha  fatto  valere  delle  persecuzioni  da 
parte delle autorità armene od azere. Peraltro, il conflitto nel Karabakh 
si  è  svolto  tra  il  febbraio  del  1988  al  maggio  del  1994,  quindi  la 
situazione  odierna  è  tutt'altra  rispetto  a  quando  il  ricorrente  è 
espatriato. Infine, è pure incerto se il ricorrente provenga proprio dalla 
regione  del  Nagorno-Karabakh.  Per  conseguenza,  l'UFM  ha 
rettamente  considerato  come  inconsistenti  e  contraddittorie,  con 
riferimento  all'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi,  le  dichiarazioni  rese 
dall'insorgente.

9.
Ritenuta  la  manifesta  inconsistenza  delle  allegazioni  decisive 
presentate dal ricorrente (v. considerando 8 del presente giudizio), non 
risultano elementi da cui dedurre la necessità d'ulteriori accertamenti 

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ai  fini  della  determinazione  della  qualità  di  rifugiato  dell'insorgente 
medesimo (art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi).

10.

10.1 Per  gli  stessi  motivi,  non  emergono  dalle  carte  processuali 
neppure  elementi  da  cui  desumere  che  l'esecuzione 
dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Armenia  oppure  in  Azerbaigian 
possa  violare  l'art. 25 cpv.  2  della  Costituzione  federale  della 
Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 
della  Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 
(Conv., RS  0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri 
(LStr, RS 142.20)  o esporre il  ricorrente  in  patria  al  rischio  reale ed 
immediato  di  trattamenti  contrari  all'art.  3  della  Convenzione  per  la 
salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del 
4 novembre  1950  (CEDU,  RS  0.101)  o  all'art.  3  della  Convenzione 
contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 
degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105).

10.2 Per il resto, può essere lasciata indecisa la questione di sapere 
se  per  impedimenti  all'esecuzione  dell'allontanamento  ai  sensi 
dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi debbano intendersi anche quelli di diritto 
nazionale  (riguardanti  l'esigibilità  e  la  possibilità  dell'esecuzione 
dell'allontanamento)  oltre  a  quelli  di  diritto  internazionale  pubblico 
(esaminati  al  precedente  considerando  10.1).  In  effetti,  anche  in 
materia d'esigibilità e di possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento 
non  emerge  dalle  carte  processuali  alcun  elemento  suscettibile 
d'imporre degli ulteriori chiarimenti.

10.3 Premesso  ciò,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione 
dell'allontanamento riconducibili  all'art. 83 cpv. 4 LStr, il  TAF osserva 
nondimeno che né in Armenia né in Azerbaigian vige attualmente una 
situazione  di  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che 
coinvolga  l'insieme  della  popolazione  nella  totalità  del  territorio 
nazionale.

10.4 Inoltre, il ricorrente è giovane, celibe ed ha una certa esperienza 
professionale. Egli  non  ha  altresì  preteso  nel  gravame di  soffrire  di 
gravi  problemi  di  salute  che  possano  giustificare  un'ammissione 
provvisoria (v. sulla problematica GICRA 2003 n. 24), senza che ad un 
esame  d'ufficio  degli  atti  di  causa  emerga  la  necessità  di  una 

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permanenza dell'insorgente  in  Svizzera  per  motivi  medici.  In  siffatte 
circostanze,  l'autorità  inferiore  ha  rettamente  ritenuto  siccome 
adempiti  i  presupposti  per  formulare  una  prognosi  favorevole  con 
riferimento  alle  effettive  possibilità  per  l'insorgente  di  un  adeguato 
reinserimento  sociale  nel  suo  Paese d'origine,  sia  esso  l'Armenia  o 
l'Azerbaigian.

10.5 Infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). Il 
ricorrente,  usando  della  necessaria  diligenza,  potrà  procurarsi  ogni 
documento  indispensabile  al  rimpatrio.  L'esecuzione 
dell'allontanamento è dunque pure possibile.

10.6 Da quanto esposto discende che indipendentemente dall'origine 
armena  od  azera  dell'insorgente,  non  sono  necessari  ulteriori 
chiarimenti per accertare l'esistenza di un impedimento all'esecuzione 
dell'allontanamento (art. 32 cpv. c LAsi).

11.
Pertanto, in materia di non entrata nel merito il ricorso, destituito d'ogni 
e  benché  minimo  fondamento,  non  merita  tutela  e  la  decisione 
impugnata va confermata.

12.
L'insorgente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera (art. 14  cpv. 1  e  cpv. 2 LAsi  e  art. 44  cpv. 1  LAsi  nonché 
art. 32  dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali 
dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]).

13.
L'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile,  esigibile  e  possibile 
per le  ragioni  indicate al  considerando 10 del  presente giudizio. Per 
conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  ed  esecuzione 
dell'allontanamento, il  gravame va disatteso e la querelata decisione 
confermata.

14.
Il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi) dal  giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi).

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15.
Visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali,  che  seguono  la 
soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente  (art.  63  cpv.  1  e 
cpv. 5  PA nonché  art.  3  lett.  a  del  regolamento  sulle  tasse  e  sulle 
spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale 
del  21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2])  Esse sono computate 
con  l'anticipo  spese,  di  fr.  600.--,  versato  dall'insorgente  il 
28 febbraio 2008.

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di fr. 600.--, sono poste a carico del ricorrente. 
L'anticipo spese di fr. 600.--, versato il 28 febbraio 2008, è computato 
con le spese processuali.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente (plico raccomandato)
- UFM, Divisione Dimora e aiuto al ritorno (in copia, n. di rif. N )
- B._______ (in copia)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Pietro Angeli-Busi Carlo Monti

Data di spedizione:

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