# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** caeafd04-ea82-54cd-b77f-46db68ed06b6
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-03-24
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 24.03.2006 14.2005.144
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2005-144_2006-03-24.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2005.144

  	
  Lugano

  24 marzo 2006

  CJ/sc/fb

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Chiesa, presidente,

  Pellegrini e Walser

  

 

	
  segretario:

  	
  Jaques

  

 

 

statuendo
sull'istanza di riconoscimento di fallimento ("Insolvenzverfahren")
presentata il 2 dicembre 2005 da

 

	
   

  	
  IS 1

  rappr. dall¿ RA
  1 D-, amministratrice del fallimento

  a sua volta
  rappr. dall¿ RA 2 

   

  

nella procedura
dipendente dal decreto d'insolvenza 1° dicembre 2003 emesso dall'Amtsgericht __________
nei confronti di

 

	
   

  	
  IS 1, D- __________

  rappr. da PI 1, __________, amministratore

  a sua volta rappr. dall¿avv. RA 3, __________

  
	
   

  	
   

  

richiamato
il decreto 22 dicembre 2005 di questa Camera, con cui sono state respinte le
domande cautelari presentate con l¿istanza 2 dicembre 2005;

 

viste le
risultanze dell'udienza di contraddittorio 10 febbraio 2006;

 

 

ritenuto

 

in fatto:                        

 

                                  A.   Con
sentenza del 1° dicembre 2003 (inc. __________, doc. C), l'Amtsgericht di __________
ha aperto una procedura d'insolvenza ("Insolvenzverfahren") a carico
della società in accomandita IS 1, nominando l'avv. RA 1 quale amministratrice
fallimentare ("Insolvenzverwalterin").

 

                                  B.   Con istanza 2
dicembre 2005, quest¿ultima ha chiesto il riconoscimento in Svizzera della
sentenza dell'__________, e, in via cautelare urgente, il sequestro (blocco) di
ogni avere e conto a nome di IS 1 presso __________, rispettivamente presso la
sede di __________, l¿erezione di un inventario di tutti gli averi della
fallita, nonché tutta una serie di provvedimenti riferiti al patrimonio di PI 1,
amministratore della società e socio personalmente responsabile, e di sua
moglie (blocco a registro fondiario delle particelle n° __________ e __________
RFD __________, sequestro delle cartelle ipotecarie che gravano tali fondi,
apposizione di sigilli, blocco della corrispondenza, sequestro dei conti dei
coniugi PI 1 presso __________).

 

                                  C.   Con decreto del 22
dicembre 2005, questa Camera ha respinto l¿istanza cautelare e citato l¿istante
e PI 1 a comparire all¿udienza di discussione dell¿istanza. La Camera si è
ritenuta incompetente territorialmente per pronunciare i provvedimenti
richiesti, dal momento che l¿istante non aveva reso verosimile l¿esistenza di
beni mobili (titoli) presso __________, né l¿esistenza delle asserite pretese
revocatorie su fondi di Brissago.

 

                                  D.   All¿udienza del 10
febbraio 2005, l¿istante ha precisato che il contratto con il quale il __________
aveva concesso a PI 1 un credito dell¿importo massimo di ¿ 3'070'000.-- (doc.
E) è un credito lombard, ossia concesso contro costituzione in pegno di valori
mobiliari o di merci (nel caso di specie: titoli), che nel caso concreto
risultano essere stati consegnati dalla società fallita. Orbene, siccome è
notorio che i crediti lombard vengono concessi a concorrenza al massimo del 60%
del valore dei beni costituiti in pegno, si può valutare i titoli della fallita
depositati presso __________ in oltre ¿ 5'000'000.--. L¿istante ha inoltre
sostenuto che __________ gode di sufficiente autonomia per essere parificato a
una succursale nel senso dato a questo termine dalla giurisprudenza federale,
precisando a titolo abbondanziale che anche volendo negargli tale qualifica i
conto aperti presso tale istituto dovrebbero essere considerati localizzati
presso la succursale __________ di __________ e non presso la sede principale
di __________. Infine, l¿istante ha ricordato che secondo la giurisprudenza
federale è sufficiente che l¿esistenza di beni nel circondario del giudice
adito sia resa verosimile e che un interesse al riconoscimento di un fallimento
estero in Svizzera può anche sussistere in casi in cui non si trovano beni del
fallito sul territorio elvetico, ad esempio qualora l¿amministrazione estera
intenda far revocare un atto giuridico del fallito.

 

                                         In risposta, PI 1 ha
rilevato che la concessione del credito da parte di __________ era
¿verosimilmente¿ avvenuta al fine di permettergli di sostenere finanziariamente
la IS 1 che nel 2001 era in seria difficoltà. Per quanto attiene ai fondi di __________,
ha fatto presente che tra sua moglie e l¿amministratrice
fallimentare, avv. RA 1, era stato stipulato nel settembre del 2005 un accordo,
in virtù del quale, pagando l¿importo di 100'000.-- franchi, la signora PI 1
otteneva da controparte la rinuncia a procedere ad un eventuale procedura in
vista di revocare il trapasso di proprietà, ora nuovamente contestato. Per
questi motivi, il resistente ha chiesto la reiezione dell¿istanza.

 

                                         In
replica, l¿istante ha ribadito i suoi argomenti, precisando che l¿utilizzo dei
fondi concessi a PI 1 a favore della società non è provato e che l¿accordo tra
la signora PI 1 e l¿amministratrice fallimentare nella sostanza non cambia
nulla, siccome ¿non menziona il fatto di non intraprendere azioni revocatorie
ma definisce solo una responsabilità nell¿ambito del fallimento della IS 1¿.

 

                                         In
duplica, PI 1 ha in particolare evidenziato come l¿istante non avesse prodotto
seduta stante un documento attestante il dettaglio dei beni di proprietà della
fallita asseritamente costituiti in pegno presso __________. Risulterebbe
quindi tuttora impossibile determinare nemmeno a livello di verosimiglianza se
titoli o altri beni mobili di proprietà della fallita siano in effetti
depositati presso questo istituto bancario.

 

                                  E.   Il
14 febbraio 2006, PI 1 ha presentato istanza di assunzione di prove, chiedendo
l¿ammissione di due nuovi documenti (doc. 6 e 7) a comprova dell¿avvenuto
pagamento dell¿importo stabilito nell¿accordo tra l¿avv. RA 1 e la signora PI 1.

 

 

 

 

 

Considerato

 

 

in diritto:                     

 

                                   1.   Giusta l¿art. 513 cpv. 1 CPC, nel Cantone Ticino competente per
riconoscere i decreti di fallimento stranieri ai sensi degli art. 166 e segg.
LEF è la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale di appello. Secondo
gli art. 513 cpv. 2 CPC, la procedura è trattata nelle forme della procedura
contenziosa di camera di consiglio (art. 361 e segg. CPC).

 

 

                                   2.   Le
condizioni e gli effetti del riconoscimento in Svizzera di un decreto straniero
di fallimento sono regolati dagli art. 166 e segg. LDIP, fatti salvi eventuali
trattati internazionali (art. 1 cpv. 1 lett. d e cpv. 2 LDIP). Tra la Svizzera
e la Germania non è stato concluso alcun trattato in materia di riconoscimento
dei rispettivi decreti fallimentari, la Convenzione di Lugano non essendo
applicabile ai fallimenti, concordati ed
altre procedure affini (art. 1 cpv. 2 n. 2 CL). D¿altronde, il
circondario di Francoforte sul Meno (Land Hesse) nel quale è stata aperta la
procedura d¿insolvenza in esame, non fa parte degli Stati (Corona di
Württemberg, Reami di Baviera e Sassonia), oggi frazioni di Stato (Bezirk des
Oberlandesgericht Stuttgart, risp. Staatsgebiet des Freistaats Bayern e
[controverso] Land di Sassonia) che hanno, nella prima parte dell¿Ottocento, concluso
con la maggior parte dei Cantoni svizzeri trattati considerati tuttora in
vigore (cfr. Staehelin, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, vol. I, n.
71, 76 e 81).

 

 

                                   3.   Per
i combinati art. 166 cpv. 1 lett. a ¿ c, 27 e 29 LDIP, nonché 167 cpv. 1 LDIP,
il riconoscimento in Svizzera di un fallimento straniero presuppone che:

 

                                         1) vi
siano beni della massa fallimentare nel circondario del giudice adito (nel caso
di specie nel Cantone Ticino);

 

                                         2) il
fallimento sia stato pronunciato nello Stato di domicilio o di sede del
fallito;

 

                                         3) l'istante
sia abilitato a chiedere il riconoscimento;

 

                                         4) all¿istanza
di riconoscimento sia allegato un esemplare completo ed autenticato del decreto
fallimentare straniero;

 

                                         5) detto
giudizio risulti esecutivo nello Stato in cui è stato pronunciato;

 

                                         6) non
sussistano motivi di rifiuto ai sensi dell¿art. 27 LDIP, ossia il
riconoscimento non sia manifestamente incompatibile con l¿ordine pubblico
materiale (cpv. 1) o formale (cpv. 2); in caso di sentenza contumaciale,
all'istanza deve essere allegato un documento dal quale risulti che la parte
contumace è stata citata regolarmente secondo il diritto della sua dimora
abituale o della sua sede, ed in tempo congruo per presentare le proprie
difese;

 

                                         7) lo
Stato in cui è stato pronunciato il fallimento conceda la reciprocità.

 

                               2.1.   In
virtù dell¿art. 167 cpv. 1 LDIP, il riconoscimento in Svizzera di un fallimento
straniero presuppone in particolare che vi siano beni della massa fallimentare
nel circondario del giudice adito (nel caso di specie nel Cantone Ticino). È
sufficiente che l¿istante renda verosimile tale presupposto (cfr. STF
5P.284/2004, c. 4.2; Kaufmann-Kohler/Rigozzi,
Commentaire romand de la LP, Basilea/Ginevra/Monaco 2005, n. 3 ad art. 167; Dutoit, Commentaire de la LDIP, 4. ed.,
Basilea/Ginevra/Monaco 2005, n. 3 ad art. 167; Volken, Zürcher Kommentar zum IPRG, 2. ed.,
Zurigo/Basilea/Ginevra 2004, n. 22 art. 167; Berti,
Basler Kommentar zum IPR, Basilea/ Francoforte-sul-Meno 1996, n. 5 ad art. 167).

 

                                  a)   L¿istante
fa valere a questo proposito che la fallita avrebbe depositato titoli presso __________
a garanzia di un credito concesso al socio PI 1 (cfr. il contratto di credito
6/12 dicembre 2001 di cui al doc. E). Il fatto che i beni costituiti in pegno
siano mobili risulterebbe dal tipo di contratto concluso con la banca ¿ credito
lombard ¿ mentre sarebbe anche notorio il fatto che il valore dei beni
depositati a garanzia di un credito bancario usualmente supera l¿importo di
quest¿ultimo.

 

                                  b)   A
livello di verosimiglianza, la tesi dell¿istante è convincente. Infatti, dalle
circostanze della conclusione del contratto del 6/12 dicembre 2001, e in
particolare in considerazione del tipo di contratto e del fatto che esso sia
stato concluso ad __________, appare credibile che la fallita abbia effettivamente,
alla fine del 2001, depositato titoli suoi presso lo sportello del __________.
Del resto, PI 1 non l¿ha contestato, anzi egli l¿ha indirettamente confermato
all¿udienza di discussione, affermando che il prestito è ¿verosimilmente¿ stato
usato per sostenere finanziariamente la IS 1, asserzione da cui si può dedurre
che la banca ha realmente concesso il credito promesso e quindi che le garanzie
previste sono effettivamente state consegnate. Non si può certo escludere che i
titoli siano poi stati trasferiti altrove o restituiti alla fallita in seguito
a un eventuale rimborso del prestito, ma spettava al convenuto ¿ PI 1 ¿ rendere
verosimili fatti estintivi di questo genere (cfr. Hohl, Procédure civile, vol. I, Berna 2001, n. 1187). Va
inoltre evidenziato che sarebbe probabilmente stato più facile per il convenuto
farsi rilasciare dalla banca una dichiarazione attestante che i beni a cui si
riferisce il contratto del 6/12 dicembre 2001 non sono (più) depositati ad __________
che non per l¿istante ottenere l¿attestazione contraria, ritenuto che la banca rifiuterebbe
probabilmente di considerare l¿amministratrice fallimentare quale valida
rappresentante della società fallita fintanto che il fallimento germanico non sia
stato riconosciuto in Svizzera. In ogni caso, gli indizi portati dall¿istante
appaiono sufficienti ai sensi della giurisprudenza del Tribunale federale (cfr.
STF 5P.284/2004, c. 4.2). Non devono del resto essere poste esigenze di
verosimiglianza troppo elevate: qualora infatti dovesse essere constatata nella
liquidazione del fallimento secondario l¿inesistenza di beni in Svizzera, il
fallimento andrebbe chiuso per mancanza di attivo, senza pregiudizio per la
fallita o i suoi organi, le spese giudiziarie e d¿inventario essendo a carico dell¿amministrazione
fallimentare estera.

 

                                  c)   Così
stando le cose, risulta inutile esaminare se l¿istante ha reso sufficientemente
verosimile l¿esistenza di pretese revocatorie che possano essere esercitate
contro la moglie di PI 1 in relazione ai fondi di __________. È infatti
sufficiente che esista almeno un bene nel circondario del tribunale adito. La
moglie di PI 1 potrà se del caso far valere i propri diritti nell¿ambito della
liquidazione secondaria qualora l¿ufficio fallimenti o eventuali cessionari dei
diritti della massa dovessero esercitare le asserite pretese revocatorie (cfr.
art. 171 LDIP). Di riflesso, l¿istanza di assunzione di prove
presentata da PI 1 il 14 febbraio 2006 va respinta, in quanto le prove offerte
sono senza pertinenza per la causa in esame.

 

                               2.2.   Dall¿estratto
del registro di commercio prodotto dall¿istante quale doc. D si evince che la
società fallita aveva la sede principale in __________ al momento della
dichiarazione del fallimento, e meglio a __________. L'__________ era pertanto internazionalmente competente secondo l'art. 166 cpv. 1
principio LDIP per emanare la decisione da delibare (cfr. ad es. Volken, op. cit., n. 47 ss. art. 166).

 

                               2.3.   L'istante è stata regolarmente nominata amministratrice del fallimento
(¿Insolvenzverwalterin¿,cfr. doc. C) ed è pertanto legittimata a chiederne il
riconoscimento in Svizzera (cfr. Volken,
op. cit., n. 65 ad art. 166).

 

                               2.4.   La
sentenza prodotta (doc. C) risulta essere una fotocopia dell¿originale, ma la sua
conformità all¿originale è accertata dal timbro e dalla firma apposti il 26
aprile 2005 dal funzionario competente (¿Urkundsbeamter¿) presso l'__________. Tale autenticazione è sufficiente ai sensi dell¿art. 29 cpv. 1
lett. a LDIP (applicabile per il rinvio dell¿art. 167 cpv. 1 LDIP), poiché il
Messaggio del Consiglio federale relativo a siffatta norma precisa che
¿l¿autentificazione dev¿essere fatta dall¿autorità giudicante¿ (FF 1983 I 306).
Non appare pertanto necessario che la decisione da delibare sia munita della
postilla della Convenzione dell¿Aia del 5 ottobre 1961 che sopprime la
legalizzazione degli atti pubblici esteri (RS 0.172.030.4).

 

                               2.5.   L¿istante
afferma che il carattere esecutivo della sentenza di cui chiede il riconoscimento
risulta dal doc. C1. In realtà, tale atto attesta unicamente che la sentenza
tedesca è stata notificata alla fallita. Non vi sono tuttavia motivi per
dubitare dell¿esecutività di tale decisione, e ciò per tre ragioni: anzitutto, PI
1 non ha contestato l¿adempimento del presupposto in esame, anzi ha fondato la
propria argomentazione in sede di discussione sul fatto che la procedura
d¿insolvenza aperta nei confronti della IS 1 fosse pendente in Germania; in
secondo luogo, un ricorso contro la decisione di apertura della procedura
d¿insolvenza (¿sofortige Beschwerde¿, § 34 cpv. 2 InsO) non ha di regola
effetto sospensivo (cfr. §§ 6 cpv. 3 e 34 cpv. 3 InsO); infine, il fallimento è
stato dichiarato su domanda della stessa fallita, la quale non aveva quindi motivi
per impugnare la decisione di apertura.

 

                               2.6.   Non appaiono
dati motivi di rifiuto ai sensi dell¿art. 27 LDIP. Né il convenuto ne allega
uno.

 

                               2.7.   È
garantito il diritto di reciprocità con la Germania (cfr. Kaufmann-Kohler/Rigozzi, op. cit., n.
80 ad art. 166; Volken, op. cit., Ginevra 2004, n. 103 ad art. 166; Dutoit, op. cit., n. 11a ad art. 166).

 

 

                                   3.   Essendo
realizzati tutti i presupposti di legge, l¿istanza va pertanto accolta.

                                         Per
analogia con l'art. 169 cpv. 1 LEF, le spese relative a questa procedura, oltre
a quelle dell'ufficio dei fallimenti riferite al periodo fino all'eventuale
sospensione per mancanza di attivi (art. 230 LEF) o alla pubblicazione della
grida ai creditori (art. 232 LEF), sono in linea di massima a carico della
massa fallimentare istante, che le deve anticipare (cfr. Walder, Die international
konkursrechtliche Bestimmungen des neuen IPR-Gesetzes, in: Festschrift 100
Jahre SchKG, Zurigo 1989, p. 332). Poiché PI 1 si è opposto al riconoscimento
ed è risultato soccombente, si giustifica però, nel caso concreto, di porre a suo
carico la parte delle spese che sarebbe potuta essere evitata senza la sua
opposizione, e di assegnare ripetibili a favore dell'istante (cfr. CEF 15
settembre 2004 [14.01.40/14.04.34], c. 4; per analogia: Giroud, Basler Kommentar zum
SchKG, vol. II, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 10 ad art.
171).

 

 

 

Per
i quali motivi,

 

richiamati
gli art. 27, 29, 166, 167 LDIP; 361 ss. e 513 CPC;

 

 

decreta                           

                                      

                                   1.   L¿istanza
di delibazione 2 dicembre 2005 della Massa fallimentare di IS 1 è accolta.

 

                               1.1.   Di
conseguenza, il fallimento (Insolvenzverfahren) di IS 1, __________, decretato
il 1° dicembre 2003 dall'__________ è riconosciuto in Svizzera.

 

                            1.1.1.   Gli
atti sono trasmessi all¿Ufficio __________ perché proceda alla liquidazione
fallimentare in via sommaria limitatamente ai beni della fallita situati in
Svizzera.

 

                            1.1.2.   Le
ulteriori tasse e spese connesse con la liquidazione in via sommaria del
fallimento secondario sono a carico e da anticipare dalla Massa fallimentare,
nella misura richiesta dall¿Ufficio __________.

 

                                   2.   L¿istanza di assunzione di prove presentata il 14 febbraio 2006 da PI
1, __________, è respinta.

                                   3.   È
ordinata la pubblicazione dei dispositivi n. 1, 1.1 e 1.1.1 sul FUSC e sul FUC.

 

                                   4.   La tassa
di giustizia di fr. 1¿000.¿  e le spese per fr. 400.¿(in totale fr. 1'400.--),
da anticipare dall¿istante, sono poste a carico della Massa fallimentare in
ragione di fr. 500.--, oltre alle spese di pubblicazione sul FUSC e sul FUC, e
a carico di PI 1 per altri fr. 500.--, il quale rifonderà alla Massa
fallimentare fr. 500.-- a titolo di ripetibili.

 

5.   Intimazione:

	
   

  	
  -;

  - __________ RA 3, __________;

  -
  Ufficio dei registri di __________, sede;

  -
  UEF di __________, sede.

   

  

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d'appello

Il presidente                                                                                Il
segretario