# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 782fb1ce-d5ff-5919-9b96-cb8c7fbfb5c4
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2007-04-30
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 30.04.2007 52.2006.413
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2006-413_2007-04-30.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2006.413

   

  	
  Lugano

  30 aprile 2007

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano
  Bernasconi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretaria:

  	
  Cinzia Luzzi, vicecancelliera

  

 

 

statuendo sul ricorso 15 dicembre 2006 di

 

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 28 novembre 2006 del Consiglio di Stato
  (n. 5898), che respinge l’impugnativa presentata dall’insorgente avverso la
  licenza edilizia 4 agosto 2006 rilasciata dal municipio di CO 2 a CO 1 per
  trasformare, ad uso abitativo, una stalla situata nel nucleo di __________
  (part. __________);

  

 

 

viste le risposte:

-    29 dicembre 2006 di CO 1;

-      9 gennaio 2007 del
municipio di CO 2;

-    16 gennaio 2007 del
Consiglio di Stato;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Il
18 aprile 2006 CO 1 ha chiesto al municipio di CO 2 il permesso di trasformare
in casa d'abitazione una stalla situata nel nucleo di __________ (part. __________).

Il
progetto prevede tra l'altro di innalzare di m 3.50 la facciata est
dell'edificio, sostituendo l'attuale tetto a due falde con una copertura ad un
solo spiovente, in modo da creare nello spazio sottostante un soppalco da
adibire a camera da letto. 

Alla
domanda si sono opposti diversi vicini, tra cui RI 1, proprietario dello
stabile (part. __________), situato ad est della stalla, oltre un vicolo largo da
2 a poco meno di 4 m, contestando l'entità dell'innalzamento e l'inosservanza
delle distanze tra edifici. 

Raccolto
il preavviso favorevole del Dipartimento del territorio, il 4 agosto 2006 il
municipio ha rilasciato la licenza richiesta, subordinandola alla condizione di
adeguare il progetto in modo da rispettare la distanza minima tra edifici
prescritta dall’art. 49b lett. c NAPR.

 

 

                                  B.   Con
giudizio 28 novembre 2006 il Consiglio di Stato ha confermato la licenza edilizia,
respingendo il ricorso contro di essa inoltrato dal vicino opponente. 

In sostanza,
il Governo ha ritenuto che il controverso innalzamento fosse giustificato da
esigenze abitative. Non prescrivendo le NAPR particolari distanze nella zona
del nucleo, la licenza edilizia sarebbe conforme al diritto. 

 

 

                                  C.   Contro
il predetto giudizio governativo, il soccombente si aggrava ora davanti al Tribunale
cantonale amministrativo, chiedendo che sia annullato assieme alla controversa
licenza edilizia. 

Con
succinta motivazione, l'insorgente ripropone in questa sede le censure
sollevate senza successo in prima istanza con riferimento all'entità
dell'innalzamento, a suo avviso eccessiva. 

 

 

                                  D.   All’accoglimento
del ricorso si oppongono il Consiglio di Stato ed il municipio senza formulare
osservazioni. 

Ad
identica conclusione perviene CO 1 con argomenti che per quanto necessario
saranno discussi nei seguenti considerandi. 

 

 

 

Considerato,                  in diritto

 

                                   1.   1.1.
La competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall’art. 21 LE. La
legittimazione attiva dell’insorgente, direttamente e personalmente toccato
dalla decisione impugnata e già opponente, è certa (art. 43 PAmm). Il ricorso,
tempestivo, è dunque ricevibile in ordine. 

 

1.2. Il
giudizio può essere reso sulla base delle tavole processuali, senza procedere
ad accertamenti istruttori (art. 18 cpv. 1 PAmm). La situazione dei luoghi e
dell’oggetto della contestazione emerge chiaramente dai piani e dalle
fotografie agli atti. Una visita in luogo non è dunque atta a procurare a
questo tribunale la conoscenza di ulteriori fatti rilevanti per il giudizio. 

 

 

2.L'attività edilizia all'interno
dei nuclei di villaggio di __________ è regolata in termini generali dall'art.
49 NAPR, che permette ricostruzioni, riattamenti e nuove costruzioni a
condizione che si adeguino convenientemente all'aspetto tradizionale del nucleo
(cpv. 2). Per le trasformazioni ed il riattamento di edifici esistenti, dispone
la norma (cpv. 4), è ammesso un piccolo ampliamento della volumetria
(ampliamento verticale) e secondo l'allineamento storico degli edifici contigui
ritenuto che la superficie occupata resti come quella dell'edificio primitivo. 

Le disposizioni
seguenti stabiliscono poi in dettaglio le possibilità edificatorie all'interno
dei nuclei di __________ (art. 49a), rispettivamente __________ ed __________ (art.
49b). 

 

L’art.
49a NAPR (__________) stabilisce fra l'altro che per le nuove costruzioni valgono
le norme della zona R3, con le seguenti eccezioni: 

a.     
le costruzioni devono avere un tetto a falde con
pendenza compresa fra 30 e 40%;

b.     
non vengono fissati limiti per gli indici di
occupazione e di sfruttamento; 

c.     
per le distanze dai confini e fra gli stabili
valgono i seguenti valori: 

-      
verso un fondo aperto: a confine o a m 1.50, 

-      
verso un edificio senza aperture: in contiguità
o a m 3.00, 

-      
verso un edificio con aperture: a m 4.00. 

 

L'art.
49b NAPR (__________e __________) ammette dal canto suo i riattamenti, le
trasformazioni, le ricostruzioni e le nuove costruzioni alle seguenti
condizioni:

 

a.     
mantenimento o ripristino delle caratteristiche
architettoniche, ambientali e di materiali delle costruzioni esistenti; 

b.     
mantenimento delle volumetrie esistenti; sono
ammesse piccole aggiunte (ampliamento verticale) nei casi in cui ciò si renda
indispensabile per il godimento dell'edificio esistente e purché sia rispettata
la condizione a) e siano salvaguardati gli spazi liberi, quali elementi
essenziali dei valori ambientali del nucleo; 

c.     
per le distanze devono essere rispettati i
seguenti valori minimi: 

-    verso un fondo aperto: a confine o a
m 1.50, 

-    verso un edificio senza aperture: in
contiguità o a m 1.50,

-    verso un edificio con aperture: a m
4.00.

 

Dal
confronto dell'art. 49a con l’art. 49b NAPR emerge chiaramente che nel nucleo
di __________ le distanze prescritte valgono soltanto per le nuove costruzioni.
Nei nuclei di __________ e __________ tali distanze valgono invece
indistintamente per tutti gli interventi. 

In
mancanza di una specifica normativa che le dichiari inapplicabili, le distanze
tra edifici valgono anche nel caso in cui l'area intermedia appartenga a terzi,
in particolare all'ente pubblico. Le esigenze che le norme sulle distanze tra
edifici intendono assecondare prescindono infatti dalla proprietà dell'area
intermedia. 

Nel
silenzio della legge, le distanze tra edifici si applicano dunque anche a costruzioni
che si fronteggiano sui lati contrapposti di un vicolo all'interno di un
nucleo. Per salvaguardare l'assetto storico del nucleo, occorre un'esplicita
disposizione che preservi la trama del tessuto edilizio dichiarando
inapplicabili le distanze tra edifici alle costruzioni che si affacciano
sull'area pubblica. All'insufficienza del quadro normativo non può essere posto
rimedio in via giurisprudenziale. 

 

 

3.3.1. Nel caso concreto,
l'edificio del resistente, costruito molti anni or sono, dista da 2 m a poco
meno di 4 m dallo stabile del ricorrente, dotato di porta e finestre. Non rispettando
la distanza minima di 4.00 m, prescritta dall'art. 49b NAPR verso edifici con aperture,
si configura dunque come una costruzione esistente in contrasto con
l'ordinamento delle distanze fissato dal PR entrato in vigore molti anni dopo
la sua edificazione.

In quanto
tale soggiace all’art. 39 RLE, giusta il quale le costruzioni esistenti in contrasto
con il diritto entrato successivamente in vigore possono essere soltanto riparate
e mantenute, ad esclusione di qualsiasi lavoro di trasformazione sostanziale, fatta
salva la possibilità di autorizzare trasformazioni più importanti se il
contrasto col nuovo diritto non pregiudica in modo apprezzabile l'interesse
pubblico o quello dei vicini. 

 

3.2. Il
progetto in contestazione prevede di innalzare di m 3.50 la facciata est dell'edificio,
attualmente alta da 5 a 6 m. La trasformazione è senz'altro sostanziale, sia in
termini relativi, poiché comporta poco meno di un raddoppio dell'altezza attuale
dell'edificio, sia in termini assoluti, poiché equivale all'aggiunta di un
nuovo piano ad un edificio che ora ne conta soltanto due. L'innalzamento pregiudica
inoltre in modo non trascurabile l'illuminazione naturale della facciata ovest
dell'immobile del ricorrente, che per il suo orientamento già riceve luce
soltanto nella seconda parte della giornata. 

Dal
profilo dell'art. 39 RLE, che non ammette trasformazioni sostanziali, l'ampliamento
verticale non può dunque essere autorizzato. 

 

3.3. L'innalzamento
non può nemmeno essere considerato una piccola aggiunta secondo l’art. 49b
NAPR. Pur tenendo conto della latitudine di giudizio, che deve essere
riconosciuta al municipio nell'interpretazione di nozioni indeterminate, qual è
quella di piccola aggiunta, del diritto comunale autonomo, non si può in
effetti ragionevolmente sostenere che l'aumento della volumetria sia di
trascurabile entità. 

                                   4.   Stando
così le cose, il ricorso va accolto, annullando la licenza impugnata ed il giudizio
governativo che la conferma. I difetti riscontrati non possono evidentemente essere
sanati dalla condizione di rispettare le distanze prescritte dall'art. 49b
NAPR, alla quale la licenza è stata assoggettata. 

La tassa
di giustizia, commisurata al lavoro occasionato dall’impugnativa, è posta a
carico del resistente secondo soccombenza (art. 28 PAmm). 

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 1, 2, 21 LE; 39 RLE; 49, 49a,
49b NAPR di __________; 3, 18, 28, 43, 60, 61 PAmm;

 

 

dichiara e pronuncia:

 

                                   1.   Il
ricorso è accolto.

§   Di conseguenza, sono annullate: 

1.1.   la
decisione 28 novembre 2006 del Consiglio di Stato (n. 5898), 

1.2.   la
licenza edilizia 4 agosto 2006 rilasciata dal municipio di CO 2 a CO 1. 

 

 

                                   2.   La
tassa di giustizia di fr. 1'000.- è posta a carico del resistente.

 

 

                                   3.   Contro
la presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al
Tribunale federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua
notificazione (art. 82 ss. LTF). Qualora non sia proponibile il ricorso in
materia di diritto pubblico, entro il medesimo termine è ammesso il ricorso
sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale (art. 113 ss. LTF).

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

   

  

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             La
segretaria