# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7db2d760-2b7a-5c7f-9cd8-3792f615604c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-02-01
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 01.02.2001 INC.2001.6301
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2001-6301_2001-02-01.html

## Full Text

N. 63.20001.1. L                                                        Lugano,
1. febbraio 2001

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

 

 

sedente per statuire sull’istanza
di cauzione preventiva ex art. 57 CP presentata il 31 gennaio 2001 da

 

 

___________, 

(patrocinata dall'avv.
__________)

 

nei confronti di

 

___________, 

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto e considerato

 

 

 

in fatto e in
diritto:

 

 

 

1.

 

 

___________ fu titolare della
ditta __________ per la vendita di capi di abbigliamento, avendo alle sue
dipendenze ___________ quale procuratore per la gestione commerciale. A ragione
di "ristrettezze economiche e scarsità di lavoro", ___________
venne licenziato per la fine di febbraio 2000 (v. lettera 1. gennaio 2000,
prodotta quale doc. E). L'istante si dichiara creditrice nei confronti
dell'ex-dipendente dell'importo complessivo (ora in esecuzione: v. doc. 

H) di fr. 45'535.-, per un prestito e per "ammanchi riscontrati nella
gestione del negozio, i quali saranno oggetto di separata segnalazione al
lodevole Ministero pubblico".

Atteso che, asseritamente da
tempo e senza oggettivi motivi di rancore, ___________ proferisce "conferendo
con terzi" minacce anche di morte nei confronti dell'istante, essa
ritiene necessario l'intervento di questo giudice a norma dell'art. 57 CP, come
alla competenza attribuitagli dall'art. 330 CPP.

 

 

 

2.

 

 

L'art. 57 cpv. 1 CP dispone che
" se vi è ragione di temere che chi ha proferito la minaccia di
commettere un crimine o un delitto lo compia effettivamente, o se chi è già
stato condannato per un crimine o un delitto manifesta l'intenzione determinata
di ripeterlo, il giudice, a richiesta della persona minacciata, può esigere da
lui la promessa di non commetterla e obbligarlo a prestare adeguata cauzione ".

Secondo quanto già da questo
giudice esaminato e statuito (v. decisione 27 marzo 1996 in re M.G., GIAR
1093.93.19, e riferimenti, nonché REP 1997 n. 88), l’applicazione di questo
istituto desta perlomeno delle perplessità come ai cenni rilevabili nella dottrina
e meglio: secondo Logoz " ...des doutes ont été émis au sujet de
l'utilité que de telles mesures peuvent avoir aujourd'hui en Suisse "
(Commentaire du CPS, 1976, ad art. 57 nota 8); Schultz "... die
Massnahme wird ausserordentlich selten verhängt " (Einführung
in den allg. Teil des Strafrechts, 1982, pag. 200); Stratenwerth " ...
der Schutz, der sich auf solche Weise vermitteln lässt, ist jedoch sehr
begrenzt ...Es überrascht daher nicht, dass die Friedensbürgschaft fast ganz
ausser Gebrauch gekommen ist ..." ( Schw. Strafrecht, AT II, 1989,
pag. 477). Riflesso di questi apprezzamenti è la quasi nulla giurisprudenza
pubblicata del Tribunale federale (v. l'esempio in DTF 71 IV 72).

Dal tenore e dallo scopo della
norma in discussione si può comunque dedurre, avuti presenti il principio di
proporzionalità e le competenze ordinarie delle autorità penali inquirenti e
giudicanti, che la minaccia e la tema di sua attuazione debbono essere
importanti, serie e concrete. In questo senso non è sufficiente semplice sospetto
o ipotesi né deve il giudice competente all'intimazione della misura procedere
ad accertamenti propri (decisioni 13 maggio 1994 in re in re M.G., GIAR
1093.93.2; 13 giugno 1994 in re W.Z., GIAR 451.94.1).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

3.

 

 

Ora l'istanza è del tutto immotivata
sulla consistenza delle pretese minacce, prive di qualsiasi appoggio di prova o
perlomeno di serio e concreto sospetto né vi sono precedenti analoghi da cui
trarre comprensibile timore, per cui non è dato in questa sede di apprezzare
con fondatezza la situazione in vista di un intervento certamente incisivo. E,
come si è esposto, non competono qui autonomi accertamenti di tipo istruttorio,
che rimangono del Procuratore pubblico, al quale converrebbe preventivamente
rivolgersi - data la situazione - con prevedibile più acconcio risultato, per i
mezzi più ampi a disposizione di quel magistrato giudiziario.

L'istanza appare conseguentemente
irricevibile e va comunque respinta.

 

 

 

4.

 

 

La presente decisione è
definitiva, atteso da un lato che non sono dati rimedi a livello cantonale per
il qualificato silenzio delle norme di applicazione dell’art. 57 CP (art. 11 LA
CPS) e non può essere fatto riferimento per analogia alle disposizioni del CPP
in materia di ricorso (le sole decisioni di questo giudice deducibili alla
Camera dei ricorsi penali essendo quelle in materia di libertà personale e di
sequestro: art. 284 cpv. 1 lett. a CPP), e dall’altro che non è ammissibile il
ricorso per cassazione al Tribunale federale, questo giudice statuendo quale
tribunale inferiore di unica istanza (sentenza 12 febbraio 1996 su ricorso di
M. G., 6S.6/1996).

Tassa di giustizia e spese
giudiziarie sono a carico di ___________, con commisurazione alla soccombenza
(art. 39 lett. f TG).

 

 

 

Per i quali motivi,

 

 

richiamati i citati articoli di
legge,

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

decide:

 

 

 

1.   L’istanza,
in quanto ricevibile, è respinta.

 

 

2.   La
tassa di giustizia di fr. 150.- e le spese di fr. 20.- sono a carico di
___________.

 

 

3.   La
presente decisione è definitiva.

 

 

4.   Intimazione
all'avv. __________, per sé e per l'istante.

 

 

 

 

 

 

                                                                                giudice
__________