# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c751c05a-02ec-51f8-8ecd-7652c579a7d7
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-11-29
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 29.11.2006 32.2006.6
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2006-6_2006-11-29.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2006.6

   

  rs/DC/td

  	
  Lugano

  29 novembre
  2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Raffaella Sartoris, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 5 gennaio 2006 di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 1
  dicembre 2005 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   RI 1, nato
il __________ 1982, impiegato quale addetto alla distribuzione degli __________
presso la __________, nel mese di gennaio 2003 ha inoltrato una domanda di
prestazioni AI per adulti - con lo scopo di essere posto al beneficio di una
rendita - a causa di disturbi, in particolare di stanchezza, problemi di
concentrazione, mal di testa, perdita di controllo se sotto stress, periodi di
depressione, connessi a un incidente della circolazione occorsogli nel 1992
quando è stato investito da un’automobile, riportando un trauma
cranio-cerebrale (cfr. doc. 1-1, 3-1, 5-1, 8-1, 11-2, 11-3).

 

                               1.2.   Con
comunicazione alla Cassa federale di compensazione del 18 giugno 2004 l’Ufficio
AI (in seguito: UAI) ha statuito l’attribuzione di una mezza rendita di
invalidità con effetto dal 1° luglio 2003 per un’inabilità del 50% (cfr. doc.
39-1).

 

                                         Con
decisione del 3 novembre 2004 l'UAI ha attribuito all’assicurato una mezza
rendita d’invalidità a fare tempo dal 1° dicembre 2004. 

                                         L'amministrazione
ha inoltre comunicato che la decisione AI retroattiva dal 1° luglio 2003 al 30
novembre 2004 sarebbe stata inviata in seguito (cfr. doc. 42-2; 41-2).

 

                               1.3.   Il 3
dicembre 2004 l’assicurato, tramite l’avv. RA 1 di __________, ha interposto opposizione
contro la decisione del 3 novembre 2004. 

                                         E’ stato
fatto valere che il diritto alla rendita è nato già il 1° settembre 2002, in
quanto dal rapporto medico del 20 maggio 2005 del __________ - __________ - di __________
è emerso che l’assicurato era inabile al lavoro al 50% già dal giugno 2001. 

                                         Il
patrocinato dell'assicurato ha pure censurato il grado di invalidità determinato
facendo riferimento alla diminuzione del 50% della capacità lavorativa quale
impiegato __________, invece che effettuando un raffronto dei redditi considerando,
per quanto riguarda il salario da valido, lo stipendio da grafico/informatico,
e in relazione al reddito da invalido, l’80% della retribuzione come impiegato
della __________ al 60% (cfr. doc. 46-1, 13-1)

 

                               1.4.   Con
decisione del 18 febbraio 2005 l’Ufficio AI ha assegnato a RI 1 una mezza
rendita di invalidità dal 1° luglio 2003 al 30 novembre 2004 (cfr. doc. 49-1).

 

                                         Tale provvedimento
è stato contestato dall’assicurato, sempre rappresentato dall’avv. RA 1, con
opposizione del 22 marzo 2005, con motivazioni identiche a quelle contenute
nell'opposizione del 3 dicembre 2004 (cfr. doc. 50-1).

 

                               1.5.   Dopo avere
esperito alcuni accertamenti presso __________ - datore di lavoro
dell’assicurato -, l’Ufficio AI ha inviato al patrocinatore di RI 1 uno scritto
in cui, precisando che il caso concreto andava valutato secondo l’art. 26 cpv.
1 OAI, dato che l’assicurato, a causa del danno alla salute insorto nel 1992, non
aveva potuto seguire e terminare un apprendistato più impegnativo di quello
svolto presso __________, ha indicato che allo stesso avrebbe dovuto essere
versato al massimo un quarto di rendita. Al ricorrente, essendo stata ventilata
una reformatio in pejus, è stata data la possibilità di esprimersi in merito e
di ritirare le opposizioni (cfr. doc. 60-1).

 

                                         L’avv. RA
1, il 14 novembre 2005, ha rilevato, da una parte, di ritenere inapplicabile
l’art. 26 OAI, poiché l’assicurato ha comunque concluso la formazione
professionale di impiegato __________, dall’altra, che si pone la questione di
determinare quale formazione avrebbe effettuato senza il danno alla salute.

                                         Il
patrocinatore del ricorrente ha inoltre indicato che se l’UAI si fosse
dichiarato disposto a non operare una revisione, rispettivamente a non
riconsiderare la decisione del 3 novembre 2004, l’assicurato si sarebbe
dichiarato d’accordo di ritirare l’opposizione (cfr. doc. 61-1, 61-2).

 

                                         Il 22
novembre 2005 il patrocinatore dell’assicurato ha comunicato di mantenere le
opposizioni, visto che l’UAI gli ha precisato di dovere in ogni caso procedere
con una riconsiderazione, siccome RI 1 è stato ingiustamente posto al beneficio
di una mezza rendita allorché il suo diritto si limita a un quarto di rendita
(cfr. doc. 62-1, 63-1).

 

                               1.6.   Con
decisione su opposizione del 1° dicembre 2005 l’Ufficio AI ha respinto le
opposizioni dell’assicurato e ha riformato le precedenti decisioni come segue:

 

" 
(…)

Considerato che, come
visto, il caso in questione deve essere considerato alla luce dell'art. 26 cpv.
1 OAI, la problematica dell'anno di attesa viene a cadere in quanto entra in
considerazione l'art. 29 cpv. 1 lett. a LAI, con diritto al quarto di rendita a
far tempo dal 1. settembre 2003.

 

In conclusione è quindi
lecito affermare che l'assicurato è stato ingiustamente posto al beneficio di
una mezza rendita AI, in quanto il grado d'invalidità effettivo è risultato
essere al massimo pari al 47%. La mezza rendita AI concessa con decisione del 3
novembre 2004 e 18 febbraio 2005 deve quindi essere sostituita da un quarto di
rendita AI a partire dal primo giorno del secondo mese che segue la notifica
della presente decisione su opposizione." (Doc. AI 65-5=doc. A3)

 

                               1.7.   Contro
questa decisione è tempestivamente insorto l’assicurato, rappresentato
dall’avv. RA 1, con ricorso al TCA redatto in lingua tedesca (cfr. doc. I).

                                         Questa
Corte ha di conseguenza assegnato al ricorrente un termine di venti giorni per
presentare la traduzione in italiano dell’impugnativa (cfr. doc. II).

                                         Dopo che
alla parte ricorrente è stata concessa una proroga del termine citato (cfr.
doc. IV), il 28 febbraio 2006 è pervenuta la menzionata traduzione (cfr. V).

                                         RI 1, con
la propria impugnativa, ha chiesto l’annullamento della decisione su
opposizione e la corresponsione di una mezza rendita dal 1° settembre 2001 e di
una rendita di ¾ a far tempo dal 1° gennaio 2004.

                                         A
motivazione delle proprie richieste egli ha addotto:

 

" 
(…)

Con decisione del convenuto
del 13.11.2003 è stata assegnata al ricorrente una rendita per il periodo dal
1.01.2001 al 31.08.2001, su una base di invalidità del 100%. Detta decisione è
cresciuta in giudicato e non costituisce oggetto della presente controversia.
Secondo la decisione del convenuto del 3.11.2004, al ricorrente è stata
riconosciuta una mezza rendita a far data dal 1.12.2004, basata su un grado di
invalidità del 50%. Il ricorrente ha presentato opposizione in data 3.12.2004,
ivi contestando sia la data d'inizio della rendita sia il grado di invalidità.

 

Successivamente con
decisione del convenuto del 18.02.2005, l'inizio della rendita è stato fissato
al 1.07.2003 mentre è stato confermato il grado di invalidità del 50%.

Non è concepibile che
questa determinazione sia stata trasmessa in forma di una decisione e non come
decisione su opposizione. Contro tale decisione il ricorrente ha presentato una
nuova opposizione in data 22.03.2005, contestando nuovamente la data di inizio
della rendita e il grado di invalidità. Con relativa comminatoria di una reformatio
in peius il convenuto ha "corretto" il grado d'invalidità con
effetto retroattivo al 2002, ha respinto l'opposizione e in una decisione
separata ha paventato al ricorrente il ritiro della rendita.

 

Il presente ricorso si oppone a questi
accertamenti. II ricorrente rivendica ulteriormente che la data d'inizio della
rendita venga fissata al 1.09.2001 e che il grado d'invalidità venga stabilito
sulla base del reddito del lavoro, che il ricorrente avrebbe conseguito nei
settori grafica/informatica se non fosse subentrato il danno alla salute.

 

Per il reddito d'invalido si deve inoltre
considerare che dal febbraio 2004, a causa della malattia, il ricorrente ha
lavorato solo 5 invece di 6 mezze giornate e, di conseguenza, i suoi introiti
da tale data devono essere calcolati non nei termini di una prestazione di
lavoro del 60% secondo il contratto di lavoro, ma soltanto in base a una
prestazione del 50%. La differenza tra un reddito del 50% e del 60% non
rappresenta un reddito del lavoro ma solo un reddito sostitutivo del lavoro,
che ai sensi dell'art. 28 cpv. 2 LAI in relazione con l'art.
16 LPGA non deve essere considerato per la
determinazione del reddito d'invalidità, cosa che il convenuto riconosce nel
principio.

 

 

III) Requisiti
materiali

 

1) In tutti gli atti medici risulta che il
ricorrente, in seguito ad una lesione cerebrale subita da bambino in data
7.08.1992, ha una capacità lavorativa massima del 50%, in qualunque tipo di
attività. In particolare il suo lavoro di __________, svolto fino al settembre
2005 in diversi piccoli comuni, con la possibilità parziale di gestire
liberamente gli orari - per il suo giro il ricorrente impiega circa 6 ore
invece delle sole 4 ore previste - ed in particolare un'attività che sollecita
poco la schiena e che può essere svolta prevalentemente all'aperto, viene
definito un lavoro ottimale.

 

Prove:      -
                  tutti gli atti medici del
convenuto (Edizione)

                  -                   relazione aggiornata con questionario del Dr. med. 

                    __________, FMH psichiatria e psicoterapia del 

                    21.12.2005 (Allegato 1)

 

2) Quand'anche lo psichiatra curante riferisca
che il periodo di interruzione del lavoro che il ricorrente rivendica dal
settembre 2005 non sia dovuto a problemi di salute, la richiesta è invece
correlata al danno alla salute. La permanente sollecitazione e talvolta il
sovraffaticamento sul posto di lavoro e la tendenza suicida manifestata in
passato dal ricorrente in concomitanza con tali momenti di sovraffaticamento
hanno indotto quest'ultimo a prendersi una pausa dal lavoro. Dalla lettera
allegata del datore di lavoro, __________, si evince che la stessa per motivi
di salute e personali ha accettato la domanda di interruzione dell'attività
lavorativa per il periodo di un anno.

 

Prove:      -
                  Lettera della __________ del
28.06.2005 (Allegato 2)

 

3) Riguardo alla determinazione del reddito senza
invalidità, dunque il reddito che il ricorrente percepirebbe se non fosse
subentrato il danno alla salute, è stato fatto riferimento alle condizioni di
reddito nei settori grafica / informatica. Tutti gli atti, gli attestati
scolastici ed infine la perizia psichiatrica dell'Allegato 1 indicano che il
ricorrente, prima dell'incidente avvenuto il 7.08.1992, era in pieno possesso
delle capacità mentali ed in parte aveva già manifestato il desiderio di
svolgere, come sua futura attività lavorativa, un lavoro nei settori della
grafica e/o dell'elaborazione tecnica di immagini e dell'informatica (cfr.
Allegato 1 cifra 6).

 

Prove:      -                   richiamo di tutti gli attestati scolastici fino al 7.08.1992 a 

                                      cura
del ricorrente (Edizione)

 

4) Nella lettera del 6.01.2004 e nelle
opposizioni del 3.12.2004 e del 22.03.2005 è stato specificato che il
ricorrente, se fosse stato sano, avrebbe potuto percepire nel 2000 un reddito
di Fr. 72'600,00 lavorando nei settori grafica / informatica. Secondo la
statistica dell'andamento del salario 2004 dell'Istituto Federale di
Statistica, l'indice del salario nominale nel settore dei servizi (settore 3) è
salito di 107,2 punti nel 2000 (indice 1993=100), raggiungendo i 114,8 nel
2000. Ne deriva nel 2004 un reddito di Fr. 77'747,00 in normali condizioni di
salute (cfr. UFS Andamento del salario 2004, risultati e tabelle commentati, Neuchâtel 2005, p. 34 lettere G-O).

 

5) Secondo il contratto di lavoro e i conteggi
salariali depositati agli atti, nel 2004 con un orario di lavoro del 60% il
ricorrente percepiva uno stipendio annuo di Fr. 33'352,00. Con la riduzione
dell'orario di lavoro al massimo concedibile del 50% si è avuto di conseguenza
dal febbraio 2004 un reddito d'invalido di Fr. 27'793,00 da cui deriva, da tale
data, un grado di invalidità del 64%.

 

6) In base alla relazione del __________ di __________
del 20.05.2003, l'inabilità al lavoro del 50% esiste già dal giugno 2001.
Secondo la Dott.ssa med. __________, specialista in psichiatria, la capacità
lavorativa del ricorrente si era ridotta del 50% già dal 1992 (incidente).
Sulla base di questo criterio si deve dunque riconoscere al ricorrente, dopo il
periodo di rendita dal 1.01.2001 al 31.08.2001, quindi a far data dal 1.09.2001,
una rendita sulla base del grado di invalidità sopra accertato. Ciò a
prescindere dal fatto che in passato si siano ripetuti diversi periodi di
inabilità al lavoro al 100% (cfr. atti medici del convenuto).

 

7) Per la determinazione del reddito senza
invalidità, il convenuto sostiene che ai sensi dell'art. 26 OAI bisogna basarsi
su un valore medio attualizzato secondo il rilevamento dell'Ufficio federale di
statistica sulla struttura dei salari, poiché il ricorrente deve essere
considerato quale "assicurato senza formazione professionale".
Assurdamente il convenuto in questo modo - ed anche riconoscendo, che il
reddito d'invalido raggiungerebbe sulla base del rendimento del 50% soltanto il
50% del salario di un orario di lavoro pieno - giunge alla conclusione che il
grado di invalidità del ricorrente sia inferiore al 50% (cfr. cifra 6 della
decisione su opposizione impugnata).

8) L'art. 26 cpv. 1 OAI non è applicabile, perché il ricorrente ha di fatto
concluso un tirocinio professionale come impiegato __________. L'articolo
citato si riferisce­ unicamente agli assicurati senza formazione
professionale (marginale dell'art. 26 OAI).

 

Anche se erroneamente si voglia presumere che il
ricorrente, senza il danno alla salute, avrebbe svolto lo stesso tipo di lavoro
presso __________, in ragione della capacità lavorativa medica del 50% massimo
sarebbe dimostrata, al più tardi dal 1.09.2001, una mezza rendita sulla base di
un grado di invalidità del 50%." (Doc. V)

 

                               1.8.   L’Ufficio
AI, in risposta, rilevando sostanzialmente come l’assicurato sollevasse le
stesse obiezioni già trattate in sede di opposizione, ha postulato la reiezione
del ricorso (cfr. doc. VII).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria e 2 cpv. 1 della
Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr.
STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002
nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00;
STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre
2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del
22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa
C., I 623/98).

 

                               2.2.   A proposito
delle due decisioni formali del 3 novembre 2004 e del 18 febbraio 2005, con cui
è stata assegnata all’assicurato una mezza rendita dal 1° dicembre 2004,
rispettivamente per il periodo dal 1° luglio 2003 al 30 novembre 2004 (cfr. doc.
42-2, 49-1), va osservato che, visto che il ricorrente, il 3 dicembre 2004 ha
interposto opposizione contro il primo provvedimento del 3 novembre 2004,
contestando, tra l’altro, la decorrenza del diritto alla rendita (cfr. doc.
46.1), l’Ufficio AI, a prescindere dalla circostanza che sulla decisione del 3
novembre 2004 era stato indicato che la decisione AI retroattiva dal 1° luglio
2003 al 30 novembre 2004 sarebbe stata inviata in seguito (cfr. doc. 41-2),
avrebbe dovuto affrontare la questione del diritto a una rendita nel lasso di tempo
da luglio 2003 al novembre 2004 emanando direttamente la relativa decisione su
opposizione.

 

                                         Emettendo,
invece, un’ulteriore decisione formale nel mese di febbraio 2005, l’Ufficio
resistente ha obbligato l’assicurato a interporre una seconda opposizione.

 

                                         L’assicurato,
rappresentato dall’avv. RA 1, fino all’atto ricorsuale (cfr. doc. I, V), non ha
in ogni caso eccepito alcunché in merito.

 

                                         Pertanto,
anche per motivi di economia processuale - una trasmissione della causa per
nuova decisione all’Ufficio AI si esaurirebbe infatti in un vuoto esercizio
procedurale, senza il minimo beneficio per il ricorrente e in contrasto con il
principio appena menzionato (cfr. DTF 121 V 116; STFA del 24 luglio 2006
nella causa M., I 667/05, consid. 2, di cui è prevista la pubblicazione nella
Raccolta ufficiale) - nulla osta a un esame materiale da parte
di questa Corte della correttezza della decisione su opposizione querelata.

 

                               2.3.   L’UAI, il 24
ottobre 2005, allorché ha ventilato all’assicurato una reformatio in pejus
(cfr. doc. 60-1, consid. 1.5.), ha altresì precisato che, nonostante
l’eventuale ritiro delle opposizioni, avrebbe proceduto a una riconsiderazione
delle decisioni formali di concessione di una mezza rendita passate in
giudicato (cfr. doc. 60-3; 62-1).

 

                                         In
proposito è utile ricordare che la riconsiderazione di una decisione cresciuta
in giudicato ai sensi dell’art. 53 cpv. 2 LPGA è sottoposta a ben precise
condizioni.

 

                                         Infatti conformemente
alla giurisprudenza del TFA, valida anche dopo l'entrata in vigore della LPGA
(cfr. Kieser, ATSG-Kommentar, art. 53 N 1 pag. 531), l'amministrazione può, in ogni momento, riconsiderare
una decisione passata formalmente in giudicato e che non è stata oggetto di una
sentenza giudiziale se questa decisione risulta indubbiamente errata e la sua
rettifica riveste un'importanza notevole; sia l'assicurato che il giudice non
possono tuttavia obbligarla (STFA del 20 settembre 2006 nella causa S., I
61/04; SVR 1996 UV Nr. 42 p. 130; DTF 119 V 477; 119 V 422; 119 V 183). In
quest'ipotesi non è escluso che il provvedimento, assunto a seguito di riesame,
esplichi effetto retroattivo (DTF 119 V 422 = RDAT  I‑1994, pag. 175; DTF
119 V 180).

                                         Per
valutare se una decisione è senza dubbio errata ci si deve fondare sulla
situazione di diritto ‑ compresa la giurisprudenza ‑ esistente al
momento della pronuncia della decisione (DTF 117 V 17; 120 V 132; 119 V 480
consid. 1c).

                                         L'Istituto
del riesame persegue infatti lo scopo di correggere un'applicazione giuridica
iniziale errata (compreso un accertamento errato dei fatti, nel senso di una
valutazione degli stessi; DTF 117 V 17 consid. 2c; DTF 115 V 314; Locher, Grundriss des
Sozialversicherungsrecht, 2a edizione, Berna 1997, pag. 359; Kieser, Die
Abänderung der formell rechtskräftigen Verfügung nach der Rechtssprechung des
EVG, SZS 1991 p. 134). Gli errori in
cui è incorsa l'amministrazione devono però essere grossolani (Kieser, SZS 1991
p. 135; DTF 102 V 17 consid. 3a; 109 V 113 consid. 1c).

                                         Un
errore manifesto è ad esempio dato nell'ipotesi di un calcolo di rendita
contrario alla legge (DTF 103 V 128 e 119 V 483 consid. 4; Kieser,
Rechtssprechung des Bundesgerichts zum AHG, Zurigo 1996, p. 299), come pure di
una valutazione errata dell'invalidità a seguito di una applicazione errata di
principi fondamentali relativi al calcolo dell'invalidità (DTF 119 V 483
consid. 3; 110 V 179; ZAK 1991 p. 137). 

                                         Secondo
il TFA, per contro, l'errore nell'apprezzamento del grado di invalidità, non va
considerato quale sbaglio grossolano (DTF 119 V 483 consid. 3; 109 V 113 1c). 

                                      

                                         Nel caso
concreto, comunque, la questione della liceità di una riconsiderazione non si pone,
siccome l’assicurato, tramite il proprio patrocinatore, ha mantenuto
l’opposizione chiedendo di emettere la relativa decisione su opposizione per
poter adire il TCA con ricorso (cfr. doc. 63-1), come effettivamente ha fatto.

 

                                         Nel
merito

 

                               2.4.   Nella
presente evenienza risulta litigiosa la decorrenza del diritto a una rendita di
invalidità e l’entità della stessa. 

                                      

                                         Il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni
sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato alcune modifiche legislative
anche in ambito AI.

 

                                         Dal
profilo temporale il giudice delle assicurazioni deve applicare le norme in
vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere
valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 130 V 332
consid. 2.2 e 333 consid. 2.3, 129 V 1, 127 V 467 consid. 1, 121 V 366 consid.
1b; SVR 2003 IV nr. 25 consid. 1.2). 

                                         Il
Tribunale delle assicurazioni, ai fini dell’esame della vertenza, si basa di
regola sui fatti che si sono realizzati fino al momento della decisione
contestata (SVR 2003 IV nr. 25 consid. 1.2; DTF 121 V 366 consid. 1b).

                                         Nella DTF
130 V 445ss., il TFA ha precisato che per l'esame relativo all'eventuale
insorgenza di un diritto a una rendita dell'assicurazione per l'invalidità già
prima dell'entrata in vigore della LPGA, occorre rifarsi ai principi generali
sviluppati in materia di diritto intertemporale che dichiarano applicabile
l'ordinamento in vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto
giuridicamente determinante (cfr. in merito DTF 130 V 329; 130 V 160 consid.
5.1). Di conseguenza, per il periodo fino al 31 dicembre 2002, l'esame del
diritto alla rendita avviene sulla base del precedente ordinamento, mentre a
partire da questa data esso avviene secondo le nuove norme (DTF 130 V 446
consid. 1.2.2.).

 

                                         Trattandosi
nel caso in esame di eventuali prestazioni durevoli riferite sia ad un periodo
antecedente che posteriore al 1° gennaio 2003, le disposizioni di legge
applicabili al caso di specie verranno riferite ad entrambi gli ordinamenti in
vigore prima e dopo il 1° gennaio 2003.

 

                                         Tale
questione riveste tuttavia scarsa importanza, visto che, come evidenziato dallo
stesso TFA, l’introduzione della LPGA non ha portato alcuna modifica sostanziale
per quel che concerne, in ambito dell’assicurazione per l’invalidità, i
concetti di incapacità al lavoro, d'incapacità al guadagno, d'invalidità, di
raffronto dei redditi e di revisione (della rendita d'invalidità e di altre
prestazioni durevoli), motivo per cui le succitate nozioni precedentemente
sviluppate dalla giurisprudenza rimangono tuttora valide (DTF 130 V 343).

 

                                         Dal 1° gennaio 2004 sono inoltre in vigore le norme
introdotte dalla 4a revisione della LAI.

 

                               2.5.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI - sia nella sua versione in vigore sino al 31 dicembre 2002
che in quella valida dal 1° gennaio 2003 in relazione con gli artt. 7 e 8 cpv.
1 LPGA - con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente
o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica,
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali
dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi: un
danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia
o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno. Occorre quindi che il
danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno,
perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità
(Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité
sociale, pp. 216ss). Secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore
sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se
sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza rendita se sono invalidi almeno
al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%. Rilevasi che
nel suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che
gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al
70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono
invalidi almeno al 40%.

 

                                         Ai
sensi dell'art. 16 LPGA (rispettivamente dell’art. 28 cpv. 2 vLAI) il grado
d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che
l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione
di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa
ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro
(reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto
conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve dunque essere determinato dal raffronto del
reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che
avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (RCC
1992 p. 182 consid. 3, 1990 p. 543
consid. 2; Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité, Les
prestations, Lausanne 1985, pp. 200ss.). Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe
potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora
realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in
attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del
lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale
del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30 consid. 1, 104 V 136 consid. 2a e 2b;
VSI 2000 p. 84 consid. 1b).

Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio
la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dell’assicurato
(RCC 1989 pag. 325 consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c; Scartazzini, op. cit,
pag. 232).

La misura dell'attività ragionevolmente esigibile
dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla
possibilità di applicazione di misure reintegrative.

                                         La
situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della
residua capacità al guadagno.

                                         Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete
(SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a; DTF 114 V 313 consid. 3a).

 

                                         Al
proposito va precisato che, secondo una sentenza del TFA pubblicata in DTF 128
V 174 seg. e resa in ambito LAINF, per il raffronto dei redditi ipotetici fa
stato il momento dell’inizio dell’eventuale diritto alla rendita (e non quello
della decisione su opposizione). L’Alta Corte ha anche precisato che
l’amministrazione è comunque tenuta, prima di pronunciarsi sul diritto ad una
prestazione, a esaminare se nel periodo successivo all’inizio di tale diritto
non sia eventualmente subentrata una modifica di rilievo dei dati ipotetici di
riferimento. In questa eventualità essa dovrà pertanto procedere ad un ulteriore
raffronto dei redditi prima di decidere.

                                         Tale
principio è stato poi esteso anche all’assicurazione per l’invalidità (DTF 129 V 222; cfr. anche STFA inedite 26 giugno 2003 nella causa R. consid. 3.1, I 600/01; 3
febbraio 2003 nella causa R., I 670/01 pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24; 18
ottobre 2002 nella causa L. consid. 3.1, I 761/01 pubblicata in SVR 2003 IV Nr.
11 e 9 agosto 2002 nella causa S. consid. 3.1, I 26/02; cfr. anche STFA inedita
13 giugno 2003 nella causa G. consid. 4.2, I 475/01).

 

                               2.6.   Come è già
stato rilevato in numerose sentenze la valutazione dell'invalidità non va
stabilita unicamente in base a fattori medico-teorici (RAMI 1996 p. 34, p. 36
consid. 3b; STFA inedita 23.3.92 in causa F.A., consid. 4; DTF 110 V 275
consid. 4a, 105 V 207 seg.), bensì rilevanti sono gli effetti del danno alla
salute sulla capacità di guadagno (RAMI 1996 p. 34, p. 36 consid. 3b).

                                         La
documentazione medica costituisce un importante elemento di giudizio per
determinare quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili dall'assicurato
(cfr. DTF 125 V 261 consid. 4; SVR 1996 IV Nr. 74 p.
214 consid. 2d; DTF 114 V 314 consid. 3a, DTF 105 V 158 consid. 1; RCC 1982 pag. 35 consid. 1). 

                                         Non
spetta invece al medico graduare l'invalidità dell'assicurato.

                                         Il
compito del medico consiste nel porre un giudizio sullo stato di salute e
nell'indicare in quale misura e in quali attività l'assicurato è incapace al
lavoro (RCC 1991, pag. 331 consid. 1c). Il medico non possiede invece né la
preparazione né gli strumenti per pronunciarsi sulla capacità di guadagno.
Questo giudizio spetta all'ammini­strazione, rispettivamente al giudice, e
dev’essere formulato sulla base del raffronto dei redditi (RCC 1986, pag. 432).

                                         I
documenti medici sono comunque sempre di rilievo quando permettono di dedurre
le conseguenze economiche delle affezioni accertate (STFA non pubbl. del 2
luglio 1996 in re M. N p. 4 consid. 2; DTF 114 V 314 consid. 3c).

                                         Di
conseguenza, il fatto che un assicurato sia, da un profilo medico, incapace al
lavoro ad un determinato grado, non significa ancora ch'egli debba
necessariamente benefi­ciare del riconoscimento dello stesso grado d'invalidità
da parte della Commissione AI. 

                                         L'incapacità
di guadagno (sulla quale si fonda il concetto d'invalidità ai sensi dell'art. 4
LAI) si distingue dall'incapacità di lavoro per il fatto che essa considera
quale guadagno può e deve ancora essere realizzato dall'interessato,
utilizzando la sua capacità lavorativa residua in un mercato del lavoro
equilibrato. L'incapacità di lavoro, invece, è l'impossibilità fisica di
muoversi o di fare uno sforzo, come pure l'impossibilità psichica di agire con
metodo. Essa viene valutata nella propria professione rispettivamente in altri
lavori e attività (G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit
suisse de la sécurité sociale, pag. 228).

                                         La LAI
tutela dunque non la malattia o la conseguente incapacità lavorativa, ma l'incapacità
al guadagno. 

                                         Di
regola, l'invalidità economica appare inferiore all'inabilità medica. In taluni
casi particolari, per contro, si deve ammettere che l'incapacità al guadagno sia
superiore al mero grado d'incapacità lavorativa sotto il profilo medico (cfr.
ad es. B. Schatz, Kommentar zur eidg. Militärversicherung, Zurigo 1952, pagg.
140 e 141). 

                                         Il TFA ha
avuto modo di confermare che alla perdita di guadagno effettiva in un rapporto
di lavoro stabile si può far capo solo eccezionalmente, se l'assicurato può
esaurire pienamente presso la ditta in cui da lungo tempo lavora tutta la sua
residua capacità lavorativa (STFA del 30 giugno 1994 nella causa P., U 25/94).

                                         La
perdita di guadagno effettiva può corrispondere alla perdita di guadagno
computabile soltanto se - le condizioni sono cumulative - ogni riferimento al
mercato del lavoro in generale, tenuto conto dei rapporti di lavoro
particolarmente stabili, si avvera praticamente inutile, se l'assicurato
esercita un'attività ragionevolmente esigibile nella quale si deve considerare
che sfrutti al massimo la sua capacità di lavoro residua e se il reddito
corrisponde ad una prestazione di lavoro e non ad un salario sociale (RAMI 1991
U 130, p. 270ss. consid. 4a; conferma di giurisprudenza).

                                         Le
ragioni, inerenti l'azienda, che rendono impossibile l'utilizzazione ottimale
della rimanente capacità di produzione, devono essere considerate soltanto se,
sul mercato del lavoro generale, non esiste una possibilità d'impiego,
esigibile dall'assicurato, che gli permetterebbe di valorizzare meglio la
propria residua capacità di lavoro (RAMI 1991 succitata, consid. 4d).

 

                               2.7.   Secondo
l'art. 28 cpv. 3 vLAI

                                         

" 
3 Il
Consiglio federale definisce il reddito determinante ed emana prescrizioni
completive sulla determinazione dell’invalidità, in particolare per gli
assicurati che prima di essere invalidi non esercitavano alcuna attività
lucrativa o erano ancora a tirocinio o agli studi."

 

                                         L'art. 28
cpv. 2 seconda frase, in vigore dal 1° gennaio 2004, prevede che il Consiglio
federale definisce il reddito del lavoro determinante per valutare
l’invalidità. 

 

                                         L'art. 26
OAI, intitolato assicurati senza formazione professionale, enuncia che:

 

" 
Se l'assicurato non ha potuto, a cagione
dell'invalidità, acquisire sufficienti conoscenze professionali, il reddito
lavorativo che potrebbe ottenere se non fosse invalido corrisponde al tasso
percentuale, graduato secondo l'età, del valore medio attualizzato ogni anno
secondo il rilevamento dell'Ufficio federale di statistica sulla struttura dei
salari (cpv. 1).

_______________________________________________________

 

Dopo … anni compiti           Prima
… anni compiti           Tasso in per cento

_____________________________________________________________

 

                                          21                                          70

21                                      25                                          80

25                                      30                                          90

30                                                                                 
100

_____________________________________________________________

 

 

Se un assicurato non ha potuto, a cagione
dell'invalidità, completare la sua formazione professionale, il reddito che gli
si potrebbe attribuire presumendolo non invalido, corrisponde al reddito medio
di un lavoratore della professione alla quale egli si preparava (cpv. 2)."

 

                                         Secondo
la giurisprudenza il capoverso 1 si riferisce a invalidi alla nascita oppure
invalidi precoci che non hanno potuto, a causa del danno alla salute,
acquisire delle conoscenze professionali sufficienti (STFA del 13 luglio 2005
nella causa G., I 24/03; STFA dell'11 febbraio 1993 nella causa B. p. 9; STFA
del 6 maggio 1986 nella causa D. consid. 1c, (I 358/85); Valterio, Droit et
pratique de l'assurance invalidité, p. 207; direttive UFAS sull'invalidità e la
grande invalidità N 3035-3039). Con questo concetto si intende il conseguimento
di una formazione professionale conclusa (cfr. STFA del 2 settembre 2003 nella
causa R., I 612/02, consid. 2.2.; STFA del 6 maggio 1986 in re D consid. 1c).
Il capoverso 1 sancisce in pratica il principio dell'accertamento generale e
astratto del reddito da valido sulla base delle tabelle salariali (STFA dell'11
febbraio 1993 in re B. p. 9).

                                         Rappresenta
un’eccezione a questo principio, sempre nel contesto dell'art. 26 cpv. 1 OAI,
la fattispecie in cui un assicurato diventa invalido poco prima di iniziare la
formazione professionale e da elementi univoci ed evidenti risulta che senza
l’invalidità questi avrebbe appreso una determinata professione. In tale
evenienza il calcolo del reddito da valido va effettuato facendo riferimento a
questa professione (cfr. STFA del 26 gennaio 2005 nella causa M., I 543/04,
consid. 3.3.1; STFA del 10 febbraio 2003 nella causa D., I 472/02, consid. 1.2.).

 

                                         Qualora,
tuttavia, un assicurato abbia concluso una formazione professionale,
l’invalidità va determinata secondo il metodo generale del raffronto dei
redditi (cfr. STFA del 2 settembre 2003 nella causa R., I 612/02, consid. 2.2.;
STFA del 7 luglio 2003 nella causa D., U 360/01 consid. 3.2.).

 

                                         L'art. 26
cpv. 2 OAI presuppone, invece, in particolare che l'invalido abbia cominciato
una determinata formazione ed esistano indizi concreti secondo cui l'interessato,
se non fosse divenuto invalido, avrebbe concluso quella formazione. Le sole
dichiarazioni d'intenti in tal senso oppure "Mutmassungen" non bastano
(STFA del 11 febbraio 1993 in re B. consid. 5b; STFA del 20 agosto 2002 nella
causa P., I 748/01, consid. 4; STFA del 2 settembre 2003 nella causa R.,
I 612/02 ("konnte die Versicherte Person wegen der
Invalidität eine begonnene berufliche Ausbildung nicht abschliessen…");
STFA del 7 luglio 2003 nella causa D., U 360/01 ("In quest'ultimo ambito ambito, l'art. 26 cpv. 2 OAI recita in particolare che se un assicurato
non ha potuto, a cagione dell'invalidità, completare la sua formazione professionale,
il reddito che gli si potrebbe attribuire

                                         presumendolo non invalido,
corrisponde al reddito medio di un lavoratore della professione alla quale egli
si prepara. Orbene, anche in questo caso il Tribunale federale delle
assicurazioni ha circoscritto il campo di applicazione di tale disposto alla
formazione di base (sentenza inedita del 10 marzo 1997 in re W., I 104/96,
consid. 2a).).

                                         Il
reddito che si potrebbe attribuire all’assicurato presumendolo non invalido
corrisponde al reddito medio di un lavoratore nella professione che stava
seguendo. In questo caso il Tribunale federale delle assicurazioni ha circoscritto
il campo di applicazione di tale disposto alla formazione di base (cfr. STFA
del 7 luglio 2003 nella causa D., U 360/01, consid. 3.2.).

                                         Dalla
Circolare sull’invalidità e la grande invalidità nell’assicurazione per
l’invalidità (CIGI) emanata dall’UFAS e valida dal 1° gennaio 2004 emerge,
inoltre, che l’art. 26 cpv. 2 OAI:

 

"  (…)
Si applica anche ad assicurati che a causa dell’invalidità hanno dovuto seguire
una formazione meno qualificata di quella iniziata o prevista (RCC 1973 p. 538).
Per formazione prevista si intendono programmi di studio precisi che un giovane
ha dovuto abbandonare essendo diventato invalido poco prima" (CIGI n.
3040)

 

                               2.8.   Nella
presente fattispecie l'UAI, nella decisione su opposizione del 1° dicembre 2005,
ha applicato l’art. 26 OAI, in quanto il ricorrente, come indicato da
quest’ultimo, a causa del danno alla salute insorto nel 1992 non ha potuto
seguire e terminare un apprendistato più impegnativo di quello svolto presso __________
(cfr. doc. A3).

                                         L’assicurato,
dal canto suo, ha contestato l’applicazione di tale disposto, poiché a
differenza dell’art. 26 cpv. 1 OAI che si riferisce agli assicurati senza
formazione professionale, egli ha di fatto concluso un tirocinio professionale
come impiegato __________ (cfr. doc. I; V).

 

                                         Questa
Corte, richiamata la giurisprudenza federale citata (cfr. consid. 2.7.), per i
motivi che seguono, ritiene di aderire alla tesi dell’insorgente secondo cui
l’art. 26 cpv. 1 OAI non trova applicazione nel caso in esame.

 

                                         In primo
luogo, va osservato che l’assicurato non è sprovvisto di formazione
professionale. Al contrario dall’agosto 1999 all’agosto 2001 egli ha seguito e
terminato il tirocinio della durata di due anni di addetto alla distribuzione
presso __________ (cfr. www.__________ __________; doc. 1-4; 1-10; 1-19). 

 

                                         Non a
caso, i redditi conseguiti dall’assicurato presso __________ successivamente al
termine dell’apprendistato, calcolati con riferimento a un impiego a tempo
pieno, sono quasi tutti superiori a quelli stabiliti annualmente dall’UFAS sulla
base dell’art. 26 cpv. 1 OAI per un assicurato che non ha ancora compiuto 25
anni (cfr. Circolare sull’invalidità e la grande invalidità nell’assicurazione
per l’invalidità, n. 3039).

                                         In
effetti il valore medio attualizzato ogni anno secondo il rilevamento
dell’Ufficio federale di statistica sulla struttura dei salari ammonta a fr.
69'000.-- per il 2002, a fr. 69'500.-- per il 2003 e il 2004 e a fr. 71'500.-- per
il 2005 (cfr. Comunicazione dell’UFAS alle Casse di compensazione e agli uffici
AI del 25 ottobre 2001 e del 3 ottobre 2005; Pratique VSI 2003 pag. 58).

                                         Considerata
l’età dell’insorgente, nato il __________ 1982, tali importi vanno ridotti
sulla base dei tassi percentuali di cui all’art. 26 cpv. 1 OAI a fr. 48'300.--
per il 2002 (70% di fr. 69'000.--), fr. 48'650.-- per il periodo dal mese di
gennaio al mese di __________ 2003 in cui l’assicurato ha compiuto 21 anni (70%
di fr.    69'500.--), fr. 55'600.-- per il periodo dal mese di __________ al
mese di dicembre 2003 (80% di fr. 69'500.--), fr. 55'600.-- per il 2004 (80% di
fr. 69'500.--) e fr. 57'200.-- per il 2005 (80% di fr. 71'500.--).

 

                                         L’assicurato,
per contro, per la propria attività al 60% nel 2002 ha percepito fr. 33'938.--,
nel 2003 fr. 32'784.--, nel 2004 fr. 35'063.-- e nel 2005 da gennaio ad agosto
fr. 31'781.-- che sarebbero diventati, secondo le dichiarazioni __________, fr.
37'939.-- se non avesse usufruito di un congedo non pagato di un anno a
decorrere dal mese di settembre 2005 (cfr. doc. A3; 55-1, 57-2, 57-3, 58-1, 59-1).

                                         Queste
somme corrispondono, per un impiego al 100%, a fr. 56'563.-- per il 2002, fr.
54'640.-- per il 2003, fr. 58'438.-- per il 2004 e fr. 63'231.-- per il 2005.

 

                               2.9.   Contrariamente
a quanto sostenuto dal ricorrente il TCA ritiene che nemmeno l’art. 26 cpv. 2
OAI torna applicabile nel caso in esame.

                                         Da un
lato, in casu non si verifica l’eventualità che a cagione dell’invalidità l’assicurato
non ha completato la sua formazione professionale. Come già esposto, il
ricorrente ha terminato il proprio tirocinio presso __________.

                                         Dall’altro,
non è dimostrato che l’insorgente a causa dell’invalidità abbia dovuto seguire
una formazione meno qualificata di un’altra invece prevista e pianificata. 

                                         E’ vero
che l’assicurato a più riprese, e meglio durante la procedura di opposizione e
davanti al TCA, ha indicato che senza le conseguenze dovute all’infortunio del
1992 sarebbe stato attivo nei settori professionali di grafica o informatica
(cfr. doc. 46-2, 50-1, 71-1, I, V).

                                         E’
altrettanto vero, però, che agli atti non risulta che il ricorrente, prima
dell’invalidità, avesse già programmato in modo preciso il suo curriculum di
studio. 

 

                                         Dal
referto del 15 dicembre 2000 del __________ di __________ e dal rapporto medico
del 25 aprile 2003 della Dr. med. __________ si evince che l’insorgente ha
iniziato un primo apprendistato, quale tecnologo di imballaggio in una
tipografia, che ha poi dovuto abbandonare (cfr. doc. 1-14; 11-2).

                                         Il
tecnologo di imballaggio si occupa della fabbricazione industriale di
imballaggi in cartone utilizzati per differenti generi di prodotti. L’attività
dei tecnologi di imballaggi, nella gran parte dei casi, consiste nella
sorveglianza e nella regolazione delle macchine. Si tratta perciò di una
professione molto tecnica, svolta in ambito industriale (cfr. www.orientamento.ch).

                                         L’occupazione
di tecnologo di imballaggio, nonostante possa lavorare in collaborazione con
grafici, si differenzia dunque dall’attività di grafico, il quale disegna,
crea, dà forma e diffonde un’idea, un prodotto (cfr. www.orientamento.ch).

                                      

                                         Pertanto
nel caso in esame non vi sono elementi sufficienti per concludere secondo il
grado della verosimiglianza preponderante caratteristico del settore della
sicurezza sociale (cfr. DTF 125 V 195 consid. 2 e riferimenti; cfr., pure, Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 320
e A. Rumo-Jungo, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum
Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die Unfallversicherung, Zurigo
2003, p. 343) che il ricorrente senza l’invalidità
avrebbe seguito una formazione di grafico o informatico.

 

                                         E’
peraltro utile rilevare, per quanto attiene alla professione di tecnologo
d’imballaggi, che il relativo contratto collettivo per i cartonaggi prevede che
lo stipendio mensile di un operaio qualificato nel 1° anno dopo il tirocinio
ammontava il 1° gennaio 2006 a fr. 3'661.83, nel 2° anno a fr. 3'852.46 e nel
3° anno a fr. 4'034.42 (cfr. www.ocst.com).

                                         Essendo già
le retribuzioni del 2006 inferiori a quelle percepite dall’assicurato quale impiegato
__________ dal 2002 al 2005 calcolate su base mensile per un impiego a tempo
pieno (fr. 4'352.-- per il 2002, fr. 4'203.-- per il 2003; fr. 4'495.-- per il
2004 e fr. 4'864.-- per il 2005), a maggiore ragione lo devono essere quelle
degli anni 2002-2005.

 

                                         In simili
condizioni, il grado di invalidità del ricorrente va determinato secondo il
metodo generale del raffronto dei redditi ai sensi dell’art. 28 cpv. 2 vLAI e
16 LPGA (cfr. consid. 2.5.).

 

                             2.10.   Visto che la
giurisprudenza federale ha stabilito che per il raffronto dei redditi fa stato
il momento dell’inizio dell’eventuale diritto alla rendita (cfr. consid. 2.5.),
il TCA in concreto deve preliminarmente pronunciarsi sulla decorrenza del
diritto alla rendita.

 

                                         Ai sensi
dell'art. 29 cpv. 1 vLAI:

 

" 
il diritto alla rendita secondo l'articolo 28
nasce il più presto nel momento in cui l'assicurato:

a.    presenta un'incapacità permanente di guadagno pari almeno al 40 per
cento, oppure

b.    è stato, per un anno e senza notevoli interruzioni, incapace al
lavoro per almeno il 40 per cento in media."

 

                                         Dal 1°
gennaio 2003 l’art. 29 cpv. 1 lett. a fa riferimento, in relazione
all’incapacità permanente di guadagno di cui alla lett. a, all’art. 7 LPGA e,
per quanto concerne l’incapacità al a lavoro di cui alla lett. b, all’art. 6
LPGA.

 

                                         Per
quanto attiene all’art. 29 cpv. 1 lett. a LAI, i presupposti per un’incapacità
al guadagno permanente si ritengono adempiuti allorché si può presumere che né
un miglioramento né un peggioramento dello stato di salute dell’assicurato non
debba secondo un’analisi prognostica e non retrospettiva - intervenire in
futuro (art. 29 OAI). La lett. a dell’art. 29 cpv. 1 LAI si applica di
conseguenza allorché il danno alla salute dell’assicurato si è largamente
stabilizzato ed è essenzialmente irreversibile e suscettibile di pregiudicare
la capacità di guadagno probabilmente in modo permanente. Il carattere
permanente è in particolare dato se non sono da attendersi miglioramenti né da
provvedimenti di cura né da provvedimenti d’integrazione (cfr. STFA del 25
novembre 2005 nella causa G., I 566/05; STFA del 18 luglio 2005 nella causa N.,
I 154/05).

 

                                         Secondo
l'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI, il diritto alla rendita secondo l'art. 28 LAI
nasce il più presto nel momento in cui l'assicurato è stato, per un anno e
senza notevoli interruzioni, incapace al lavoro per almeno il 40 per cento in
media.

                                         La lett.
b si applica per contro alle malattie evolutive, vale a dire agli stati
patologici labili, suscettibili di evolvere verso un miglioramento o un
peggioramento (cfr. STFA del 25 novembre 2005 nella causa G., I 566/05; STFA
del 18 luglio 2005 nella causa N., I 154/05)).

                                         Di regola
il periodo di carenza incomincia non appena l'assicurato subisce una
diminuzione sensibile del suo rendimento nella professione esercitata sino a
quel momento ed il termine può cominciare a decorrere anche quando l'assicurato
non subisce alcuna perdita di guadagno o non esercita alcuna attività lucrativa
(DTF 105 V 159; RCC 1979 p. 281, 1970 p. 402). Una diminuzione della capacità
di lavoro del 20% soddisfa già la nozione legale (Pratique VSI 1998 p. 126).

                                         Alla
scadenza del termine di 360 giorni l'assicurato deve presentare un'incapacità -
questa volta - di guadagno del 40% almeno, che verrà definita secondo i
disposti dell'art. 28 LAI.

                                         L'ammontare
della rendita che verrà versata dipende dal grado d'incapacità di lavoro
durante il periodo di carenza e di quello dell'incapacità di guadagno residua
dopo i 360 giorni. Di conseguenza una rendita intera potrà essere riconosciuta
solo se l'incapacità media di lavoro durante l'anno di carenza è stata di due
terzi almeno e se in seguito sussiste un'incapacità di guadagno di perlomeno
pari grado (RCC 1980 p. 263). Pertanto se l'incapacità media di lavoro è stata
del 60% durante 360 giorni, l'assicurato non avrà diritto per cominciare che ad
una mezza rendita anche se allo scadere del termine la sua incapacità di
guadagno supera i due terzi. Inversamente, se dopo 360 giorni di incapacità
media di lavoro di oltre due terzi l'incapacità di guadagno è scesa al 60%,
l'assicurato avrà diritto unicamente ad una mezza rendita d'invalidità
(Valterio, op. cit. pag. 222s, Pratique VSI 1998 pag. 126-127; STCA del 21
settembre 2005 nella causa W., 32.2005.82; STCA del 27 aprile 2004 nella causa
P., 32.2003.79).                             

                                         Se
l'assicurato esercita un'attività a tempo pieno durante almeno 30 giorni
consecutivi, il termine di 360 giorni viene interrotto (art. 29ter OAI).

                                         Vi è
interruzione notevole del termine di 360 giorni ai sensi dell'art. 29 cpv. 1
LAI allorché l'assicurato è interamente abile e presenta, durante almeno 30
giorni consecutivi, una capacità al lavoro economicamente utilizzabile, senza
riguardo alla sua rimunerazione (RCC 1969 p. 571). Il periodo di 360 giorni non
è per contro interrotto se il tentativo di ripresa del lavoro - essendo
provatamente al di sopra delle forze dell'assicurato - è fallito, anche se esso
è durato più di 30 giorni (RCC 1964 p. 168).

 

                             2.11.   Nella
fattispecie in esame dalle carte processuali emerge che l’assicurato il 7
agosto 1992 è stato investito da un’automobile riportando un trauma
cranio-cerebrale medio grave con emorragie focali in sede frontale e
all’altezza della capsula interna, con interessamento del ventricolo laterale
sinistro ed edema cerebrale reattivo (cfr. doc. 1-8, 1-14).

                                      

                                         Dopo
avere frequentato le scuole dell’obbligo, l’assicurato ha iniziato un
apprendistato di tecnologo di imballaggi che, come visto sopra, ha dovuto
abbandonare in quanto le relative pretese erano per lui eccessive (cfr. doc.
11-4).

 

                                         Nel mese
di agosto 1999 egli ha iniziato un tirocinio di due anni a tempo pieno presso __________
che ha concluso nel mese di agosto 2001.

                                         Nel mese
di marzo 2001 la Dr. med. __________ del Servizio medico __________ aveva
proposto di alleggerire il lavoro dell’apprendista, riducendo l’attività
lavorativa di due ore il lunedì e il martedì, visto che i problemi di
concentrazione erano soprattutto in relazione con la giornata di scuola (cfr.
doc. 1-18). 

                                         Ciò era del
resto già stato suggerito nel dicembre 2000 dal __________ di __________ (cfr.
doc. 1-14, 1-15). 

                                         La Dr.
med. __________ ha anche aggiunto che non poteva garantire che il ricorrente
sarebbe stato in grado di lavorare al 100% dopo la formazione (cfr. doc. 1-18).

 

                                         Conseguentemente
__________, dopo l’apprendistato, ha sciolto il rapporto di impiego con l’assicurato
(cfr. doc. 57-1). 

                                         Allo
stesso è poi stata offerta l’opportunità di lavorare, quale impiegato __________
ausiliario, dal 1° settembre al 31 dicembre 2001 al 100%. Il 1° gennaio 2002 egli
è stato assunto al 59,52%, corrispondente a 25 ore settimanali, mentre dal 1°
aprile 2005 la sua percentuale lavorativa è stata aumentata al 61.90% (cfr. doc.
54-1, 57-1, 59-1).

 

                                         Il 23
agosto 2002 i medici del __________ di __________, dopo aver esaminato
l’assicurato dal profilo interdisciplinare il 1° luglio 2002, hanno così
valutato il suo caso:

 

" 
Residuelle diskrete (armbetonte) Hemisymptomatik
linksseitig, Hyposmie bds. Residuell neuropsychologische Hirnleistungsdefizite
(v. a. vom subcorticalem Typ, Ermüdbarkeit, Konzentrationsdefizite,
Wesenveränderung). Eindeutige Indizien auf frontale Dysfunktion in
Belastungssituationen mit entsprechenden aggressiven Durchbruchshandlungen.
Diese Aspekte werden ausschlaggebend bleiben für die definitive weitere
Berufsfähigkeit, auch unter gut strukturierten Bedingungen. Diesbezüglich ist
aus unserer Sicht Herr RI 1 maximal 50% arbeitsfähig." (doc. 3-2)

 

                                         La Dr. med. __________, spec. FMH in psichiatria e psicoterapia il
25 aprile 2003 ha attestato che l’insorgente, quale __________, presentava
un’inabilità lavorativa del 50% dal 1992. Essa ha precisato che:

 

" 
(…)

Paziente senza disturbi di
vigilanza, ben orientato nei tre domini. Non ci sono segni di sintomi
psicotici. Il pensiero è corretto nella forma e nei contenuti.

A periodi umore flesso;
grossa tensione endopsichica, idee suicidali.

Molto labile allo stress:
ha bisogno di molto riposo. Deve dormire durante il giorno almeno due ore
altrimenti aumentato i mal di testa, aumenta la tensione, diventa irrequieto ed
aggressivo, non riesce più a concentrarsi.

Più del 50% non riesce a
lavorare.

 

(…)

 

Considerata la componente
organica del disturbo, un aumento della capacità lavorativa, anche a lungo
termine, è esclusa." (Doc. 11-2)

                                         

                                         Nel
referto del __________ di __________ del 20 maggio 2003 i medici hanno valutato
che “…es ist davon auszugehen, dass die neuropsychologischen Defizite und
auch die Hemisymptomatik stationär bleiben”. Inoltre
essi hanno indicato, da un lato, che la capacità al lavoro dell’assicurato
nella sua attività di impiegato __________ era limitata del 50% dal giugno 2001.
Dall’altro, riguardo all’esigibilità di altre attività, che, se possibile, egli
doveva restare nel suo ambiente di fiducia, in quanto la sua capacità di
cambiamento e di adattamento era compromessa (cfr. 13-1, 13-3, 13-4).

                                         Infine i
sanitari, alla domanda dell’Ufficio AI volta a conoscere i motivi per i quali
nessuna altra attività era più esigibile, hanno affermato:

 

" 
Für Herrn RI 1 ist es wichtig, dass die
Arbeitsabläufe bekannt sind, dass er die Arbeit flexibel einteilen kann und
dass kein Unterbruch des Arbeitsrhythmuses auftreten. Änderungen einer gut
bekannten Situation überfordern ihn und schränkt dann schlussendlich auch die
Leistungsfähigkeit ein. Die frontale Dysfunktion ist hier limitierender Faktor,
weshalb Änderungen vermieden werden sollten." (Doc.
13-5)

 

                                         L’assicurato
è stato degente della Clinica __________ di __________ dal 22 maggio al 17
giugno 2003 a seguito di uno scompenso psichico. 

                                         Dal
rapporto del 4 settembre 2003 della Dr. med. __________, medico assistente
della Clinica __________, emerge che l’assicurato soffriva di depressione,
importante angoscia e tensione endopsichica che non si sentiva in grado di
gestire e contenere con conseguenti momenti di impulsività con crisi
eteroclastiche nei confronti di oggetti e in una occasione nei confronti della
madre, idee suicidali progettuali (l’insorgente ha comunque già effettuato
quattro tentamen suicidali medicamentosi). E’ stato, altresì, specificato che
nell’ambito della sindrome post-commotiva il ricorrente lamentava disturbi
della concentrazione, stanchezza cronica e cefalea (cfr. doc. 21-2, 21-4).

 

                                         Il 28 novembre
2003 il Dr. med. __________ del servizio medico dell’Ufficio AI ha indicato che
la documentazione medica concernente l’insorgente, comprensiva anche di quella del
__________ di __________, risultava corredata da rapporti coerenti e che
descrivevano bene il suo stato di salute e che l’inabilità lavorativa al 50%
sia nell’abituale attività che in ogni altra era giustificata (cfr. doc. 27-1).
Tale conclusione è stata ribadita dal medico il 20 maggio 2004, con la
precisazione che l’abilità al lavoro del 50% quale impiegato __________ (__________)
non era aumentabile in altre attività, che vi era stata una diminuzione
transitoria della capacità lavorativa durante il ricovero, poi rientrata, e che
trattavasi di MLD dal luglio 2002 (cfr. doc. 35-1).

 

                                         Il 28 novembre
2003 ha, altresì, avuto luogo una visita di controllo da parte dei medici del __________
di __________.

                                         Dal
relativo referto del 6 gennaio 2004 si evince che il livello generale delle
condizioni di salute dell’assicurato era paragonabile a quello del 2002 e che:

 

" 
(…) Die jetzige Tätigkeit
als __________ in kleinen Dörfern ausserhalb der Stadt bietet ihm hingegen
gewisse Vorteile: Er könne nach eigenem Rhythmus und Befindlichkeit arbeiten.
Er benötige für seine Verteilrunde, für welche 4.5 Stunden vorgesehen sind, ca.
6 Stunden. Nach dieser Verteilrunde muss er sich wegen Müdigkeit und Kopfweh
hinlegen. Herr RI 1 lebt eigentlich seit dem Unfall eine Situation des immer
leicht an der Überforderungsgrenze zu sein", die Problematik der
Druckkumulation besteht also schon seit dem Unfall, wird aber erst jetzt in den
komplexeren Anforderungen des beruflichen Alltags (auch auf sozialer Ebene)
manifest. Alle bisher durchgeführten neuropsychologischen Untersuchungen (siehe
auch die erste am 05.05.99) ergeben das selbe neuropsychologische Bild. Die
Eskalation, die zur Psychiatrisierung und Hospitalisierung in der Clinica __________ und zum Suizidversuch am
02.06.03 geführt hat, ist unsere Ansicht nach klar als
Dekompensation im Rahmen der Unfallfolgen vom Unfall vom 07.08.92 zu verstehen.
Die aktuelle berufliche Situation nimmt nur bedingt Rücksicht auf die
Unfallfolge und Herr RI 1 muss dort immer wieder Frustration und
Oberlastungserfahrungen sammeln, die ihn verständlicherweise sehr unbefriedigt
lassen. Dass er immer wieder Phasen erlebt, in welchen er seine Situation als
aussichtslos erfährt, erscheint aus neuropsychologischer Sicht völlig
nachvollziehbar. Wesentlich erscheinen uns die psychotherapeutischen Massnahmen
um ihn zu unterstützen, mit den Unfallfolgen möglichst gut zu leben und seine
Leistungsgrenzen in seinem Alltag zu Integrieren. Ziel ist eine bessere
Lebensqualität und im besten Fall (bei guten Berufsbedingungen) das
Aufrechterhalten der bisherigen Leistungsfähigkeit. Es ist aber nicht von einer
Steigerung der Berufsfähigkeit auszugehen. Weitere erleichternde Massnahmen im
Beruf, wie Schichtenwechsel und eine möglichst stressfreie Umgebung auch
sozial, erachten wir für seine Lebensqualität ebenso als erforderlich." (Doc. 33-7)

 

                                         Dal 10
febbraio 2004 il servizio dell’insorgente presso __________ è stato adattato
affinché potesse beneficiare di due giorni liberi consecutivi, ovvero il sabato
e la domenica come indicato dalla Dr. med. __________. Il ricorrente, pertanto,
dalla data indicata ha lavorato solamente cinque giorni alla settimana per
circa 4,5 ore. Il sabato senza prestazioni lavorative è stato considerato
malattia al 20% (cfr. doc. 59-1, 37-1, 33-7, 32-1).

 

                             2.12.   Da quanto appena riportato
risulta che i medici del __________ di __________, e meglio il Dr. med. __________,
in neurologia, nel 2002 capoclinica, poi divenuto primario (cfr. doc. 13-3), e
la Dr. med. __________, medico assistente in neuro-riabilitazione, nel mese di
agosto 2002, in riferimento alla visita dell’assicurato del 1° luglio 2002, hanno
attestato un grado di abilità lavorativa del 50% (cfr. doc. 3-2). 

                                         Per quel che concerne il
valore probante di un rapporto medico, determinante è che esso
sia completo sui temi sollevati, che sia fondato su esami approfonditi, che tenga
conto delle censure sollevate dalla persona esaminata, che sia stato redatto in
piena conoscenza dell'anamnesi, che sia chiaro nella presentazione del contesto
medico e che le conclusioni dell'esperto siano motivate (cfr. SVR 2002
IV Nr. 21 p. 63; DTF 125 V 352; RAMI 1991 U 133, p. 311
consid. 1, 1996 U 252, p. 191ss.; DTF 122 V 160ss, consid. 1c e riferimenti). 

                                         L'elemento
determinante per decidere circa il valore probante, non è né l'origine del
mezzo di prova né la sua designazione quale rapporto oppure quale perizia, ma
semplicemente il suo contenuto (cfr. DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti).

 

                                         Questa
Corte, chiamata a pronunciarsi su una questione di carattere medico,
attentamente vagliata la documentazione presente all’inserto e considerato il
vissuto dell’assicurato, ritiene, in casu, di non avere valide ragioni per
scostarsi dall’apprezzamento dei medici del __________ di __________. 

                                         Infatti
lo stesso, alla luce anche del loro rapporto del 15 dicembre 2000 allestito a
seguito di una serie di indagini interdisciplinari esperite per acclarare le
condizioni di salute del ricorrente, da cui è emerso un disturbo delle funzioni
cerebrali di media gravità (cfr. doc. 1-14, 1-15), risulta motivato e
convincente.

 

                                         Il parere degli
specialisti __________ è stato del resto condiviso da tutti i medici che si
sono interessati al caso del ricorrente, in particolare dalla Dr. med. __________
e dal Dr. med. __________ (cfr. doc. 11-2; 27-1; 35-1).

 

                                         E’ vero che la Dr. med __________
ha considerato l’assicurato inabile al lavoro quale __________ al 50% dal 1992
e che gli stessi medici del __________ di __________, nel maggio 2003, hanno
ritenuto un grado di inabilità lavorativa al 50% nella sua attività di
impiegato __________ già a decorrere dal giugno 2001. 

                                         Tuttavia il ricorrente,
nel 1992, doveva ancora terminare le scuole dell’obbligo e nel giugno 2001
stava ultimando il proprio tirocinio. In effetti, come visto, per agevolarlo
gli è stato ridotto l’orario di un paio di ore. 

                                         Nei mesi da settembre a
dicembre 2001 egli ha però svolto l’impiego di __________ ausiliario al 100%. 

                                         E’ dal mese di gennaio
2002 che l’assicurato ha diminuito la sua percentuale di attività (cfr. consid.
2.10.).

                                                                                

                                         I medici __________ hanno
specificato che gli aspetti che sono all’origine dell’incapacità al lavoro del
50% avrebbero condizionato definitivamente l’abilità professionale
dell’insorgente (cfr. doc. 3-2).

                                         Non è stato, tuttavia,
escluso un peggioramento dello stato di salute dell’assicurato. In effetti nel mese
di maggio 2003 l’insorgente ha sofferto di uno scompenso psichico che ha
richiesto il suo ricovero in una clinica. In quel periodo l’inabilità
lavorativa è stata del 100% (cfr. doc. 21-1).

                                      

                                         Alla luce di quanto appena
esposto in applicazione dell'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI il
periodo di carenza di un anno va dal 1° luglio 2002 al 30 giugno 2003. 

                                         Di
conseguenza l’assicurato ha diritto a una rendita di invalidità a far tempo dal
1° luglio 2003.

 

                             2.13.   Va ora determinata l’entità
della rendita a cui ha diritto l’assicurato.

 

                                         Per
quanto concerne il reddito senza invalidità al 1° luglio 2003 il ricorrente chiede
di tenere conto del reddito che avrebbe conseguito quale grafico o informatico,
formazione che avrebbe seguito senza il danno alla salute (cfr. doc. I).

 

                                         Se fosse
risultato che l’assicurato, a causa dell’infortunio subito nel 1992, non ha
potuto seguire la formazione di grafico o informatico, in merito alla quale
aveva effettivamente già effettuato progetti concreti, ma ha dovuto ripiegare
sull’attività di impiegato __________, il TCA avrebbe effettivamente
considerato, giusta l’art. 26 cpv. 2 OAI, il reddito da grafico o informatico.

                                         Tuttavia
per i motivi ampiamente esposti in precedenza (cfr. consid. 2.8.), questa
evenienza non si è verificata nella fattispecie. 

 

                                         Conseguentemente
occorre fare riferimento al reddito che l’assicurato avrebbe conseguito nel
2003 quale impiegato __________ attivo a tempo pieno, ossia fr. 54'640.-- (fr.
32'784.-- guadagnati nel 2003 al 60% : 60 x 100; doc. 57-2).

 

                             2.14.   Per quanto
attiene al reddito da invalido, il TCA rileva che in concreto il ricorrente,
presso __________, ha potuto sfruttare al meglio la propria restante capacità
di lavoro.

                                         Infatti,
da parte dell’insorgente non è esigibile l’esercizio di attività alternative o
comunque con grado di esercizio superiore al 50%, come ben argomentato dai
medici del __________ di __________ (cfr. doc. 13-5; consid. 2.10), alle cui
conclusioni va riconosciuto un pieno valore probante (cfr. consid. 2.11.). 

                                         La valutazione
dei medici __________ è d’altronde stata condivisa pure dal Dr. med. __________
(cfr. doc. 27-1; 35-1).

                                         In
proposito è utile sottolineare che anche il Dr. med. __________, specialista
FMH in psichiatria e psicoterapia, il 21 dicembre 2005 ha enunciato che la
capacità lavorativa dell’assicurato in un’attività ottimale è del 50% e che
l’attività ottimale è ad esempio quella di __________ (cfr. doc. A1).

 

                                         Il fatto
che l’assicurato percepisse comunque un salario al 60% è ininfluente. 

 

                                         Il raffronto
tra reddito ipotetico e reddito conseguito presuppone che il salario sia
equivalente alla prestazione effettuata (P. Omlin, Die Invalidität in der
obligatorischen Unfallversicherung, Friborgo 1995, p. 213; STFA del 15 febbraio
1996 in re A. D.). Ciò non è tuttavia il caso nelle ipotesi in cui viene
erogato un salario sociale o prestazioni per perdita di salario dovuta a
malattia o infortunio implicante un’incapacità lavorativa debitamente
comprovata (cfr. art. 25 cpv. 1 lett. a e b OAI). 

                                         In tali
evenienze l’interessato non può fornire la contropartita equivalente al reddito
(DTF 110 V 277; Valterio, Droit et pratique de l’assurance invalidité, p. 203):
la sua invalidità gli permette di fornire unicamente una prestazione ridotta da
un punto di vista qualitativo e quantitativo (Valterio, op. cit. p. 203).

 

                                         Di regola
si deve presumere che il salario corrisponde alla prestazione effettuata. 

                                         Per
quanto riguarda il salario sociale, esso va riconosciuto solo con riserva (DTF
117 V 18; RCC 1980 p. 321; P. Omlin, op. cit., p. 213; U. Meyer-Blaser,
Bundesgesetz über die Invaliden- versicherung, Serie: Rechtssprechung des
Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997, p. 201). La prova
deve basarsi su dati precisi, in quanto il datore di lavoro potrebbe avere
interesse a dichiarare l’esistenza di un salario sociale: nel caso di
erogazione della rendita egli potrebbe infatti ridurre lo stipendio (Valterio,
op. cit. p. 204). In simili condizioni non ci si può pertanto fondare
unicamente sulla dichiarazione del datore di lavoro. Indizi a favore del
versamento di un salario sociale sono in particolare il rapporto di parentela,
di amicizia o commerciale tra il datore di lavoro e l’assicurato
rispettivamente la sua famiglia, così come la lunga durata del rapporto di
lavoro e una collocazione in classi di salario fisse (Omlin, op. cit. p. 213,
cfr. anche marginale 3067 della Circolare sull’invalidità e la grande
invalidità nell’assicurazione per l’invalidità (CIGI) nel tenore in vigore dal
1° gennaio 2000).

 

                                         Nel caso
di specie, alla luce del fatto che l’assicurato nel maggio 2003 è stato affetto
da uno scompenso psichico che ha implicato serie problematiche e della
circostanza che comunque dal mese di febbraio 2004 ha lavorato al 50% (cfr.
doc. 21-4; doc. 37-1), è altamente verosimile che la retribuzione pari a un
grado di impiego del 60% non corrisponda alle effettive prestazioni effettuate
dall’insorgente, contrariamente a quanto indicato __________ il 28 luglio 2005
(cfr. doc. 54-1).

                                         

                                         __________
al riguardo ha indicato che il sabato senza prestazioni era considerato
malattia al 20% (cfr. doc. 37-1). Non va dimenticato però che il contratto del
ricorrente concluso il 1° gennaio 2002 era del 60% con 25 ore di lavoro alla
settimana compreso il sabato (cfr. doc. 54-1). Già prima del febbraio 2004
quindi l’assicurato lavorava di sabato solo mezza giornata, per cui la
diminuzione della percentuale di lavoro è stata in realtà del 10%.

 

                                         Pertanto
la parte di salario superiore al 50%, contrariamente a quanto effettuato
dall’Ufficio resistente (cfr. doc. 65-5=A3), non va tenuta conto nel calcolo
dell’invalidità, poiché è da considerare quale salario sociale, dapprima, e
prestazioni del datore di lavoro per perdita di salario cagionata da infortunio
e/o malattia che ha implicato un’incapacità lavorativa debitamente comprovata,
in seguito (cfr. art. 25 cpv. 1 lett. a e b OAI; RCC 1970 pag. 473; DTF 104 V
92; STCA del 21 novembre 2005 nella causa N., 35.2004.73; STCA del 12 maggio
2003 nella causa N., 31.2002.151).

 

                                         Visto che
l’assicurato non potrebbe meglio valorizzare la sua capacità lavorativa residua
in attività alternative, questa Corte ritiene che all’inabilità lavorativa del
50% accertata nell’abituale professione di impiegato __________ corrisponda,
dunque, un’incapacità lucrativa della medesima entità.

 

                                         In
effetti, come visto sopra, la giurisprudenza federale ha, più volte, confermato
il principio che, nella determinazione dell'invalidità, non c'è la possibilità
di fondarsi su una valutazione medico-teorica del danno alla salute dovuto
all'infortunio e che occorre, sempre, basarsi sulle conseguenze economiche di
tale danno. 

                                         Ciò
nondimeno, se il danno alla salute non è tale da imporre un cambiamento di
professione, di regola, il giudizio sull’incapacità lavorativa non esprimerà
valori superiori all’incapacità lavorativa indicata dal medico. Questo perché
si suppone che esplicando tutto l’impegno professionale che la restante
capacità lavorativa medico-teorica ancora permette di sviluppare, l’assicurato
esprima una capacità di guadagno della medesima proporzione (cfr. RAMI 1993 U
168, p. 100; DTF 114 V 313, consid. 3b; STCA del 21 marzo 1995 nella causa S.
F., 31 maggio 1995 nella causa E. D., 7 giugno 1995 nella causa M. Z., 26
febbraio 1996 nella causa G. P.).

 

                                         In simili
circostanze, occorre concludere che il ricorrente ha diritto a una mezza
rendita di invalidità a decorrere dal 1° luglio 2003.

 

                                         Tale
soluzione corrisponde, peraltro, a quanto deciso dall’Ufficio AI con le
decisioni formali del 3 novembre 2004 e del 18 febbraio 2005 con le quali è
stata assegnata all’insorgente una mezza rendita di invalidità dal 1° luglio
2003 (cfr. doc. 42-2, 49-1; consid. 1.2.; 1.4.), poi modificate a suo
detrimento con la decisione su opposizione del 1° dicembre 2005 contestata
dinanzi al TCA (cfr. doc. 65-1).

 

                             2.15.   Il
ricorrente, con il ricorso, ha chiesto al TCA di ordinare l’edizione di tutti i
suoi atti medici e di tutti gli attestati scolastici fino al 7 agosto 1992
(cfr. doc. I, V).

                                      

                                         Questa
Corte rileva che sulla base della documentazione agli atti, sia medica che di
altra natura, è stato sufficientemente chiarito che l’insorgente ha diritto a
una mezza rendita a far tempo dal 1° luglio 2003.

 

                                         Di
conseguenza la richiesta del ricorrente concernente il richiamo dei citati
documenti deve essere respinta.

                                         A tale
proposito va rammentato che conformemente alla costante giurisprudenza, qualora
l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice,
in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la
probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che
altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato
(valutazione anticipata delle prove), si rinuncerà ad assumere altre prove
(cfr. SVR 2003 IV Nr. 1; STFA del 5 marzo 2003 nella causa G., H 411/01 consid.
4; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 102/01; STFA dell'11 gennaio
2002 nella causa C., H 103/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa D.SA, H
299/99; STFA del 26 novembre 2001 nella causa R., U 257/01; STFA del 15
novembre 2001 nella causa P., U 82/01; RCC 1986 p. 202 consid. 2d; STFA del 27
ottobre 1992 nella causa B.P.; STFA del 13 febbraio 1992 in re O.; STFA del 13
maggio 1991 nella causa A.; STCA del 25 novembre 1991 nella causa M.; F. Gygi,
Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; U. Kieser, Das
Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p. 212;
Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a
ed., p. 39 e p. 117), senza che ciò costituisca una lesione del diritto di
essere sentito sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122
V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata). 

 

                             2.16.   Alla luce di
tutto quanto esposto, nella misura in cui l’Ufficio AI con la decisione su
opposizione impugnata ha riconosciuto all’assicurato unicamente il diritto a un
quarto di rendita dal 1° settembre 2003 (cfr. doc. 65-5=doc.A3), il ricorso di RI
1 deve essere parzialmente accolto.

 

                             2.17.   Parzialmente
vincente in causa, il ricorrente, rappresentato da un avvocato, ha diritto a
un'indennità per ripetibili da mettere a carico dell’Ufficio AI resistente
(cfr. art. 61 cpv. 1 lett. g LPGA). 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è parzialmente accolto.

                                         §                                      La
decisione su opposizione del 1° dicembre 2005 impugnata è annullata.

                                         §§ L’Ufficio
AI è condannato a riconoscere all’assicurato una mezza rendita di invalidità a
contare dal 1° luglio 2003.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

                                         L’Ufficio
AI verserà al ricorrente fr. 800.-- (IVA inclusa) a titolo di ripetibili
parziali. 

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti