# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f898998c-7f7f-5d96-8207-8bcdd9c72f7c
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-08-22
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 22.08.2008 C-664/2006
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-664-2006_2008-08-22.pdf

## Full Text

Corte II I
C-664/2006
{T 0/2}

Sentenza del 22 agosto 2008

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Blaise Vuille, Andreas Trommer,
cancelliere Graziano Mordasini.

A._______, 
patrocinato dall'Avv. Daniel Ponti,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Estensione di un ordine cantonale di rinvio a tutto il 
territorio della Confederazione.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-664/2006

Fatti:

A.
Nel periodo 1992 / 1995, A._______, cittadino kosovaro nato il...,  ha 
beneficiato di permessi per stagionali (permesso A), esercitando delle 
attività lucrative nel canton Zurigo.

In data 20 dicembre 1995, l'interessato ha presentato presso le com-
petenti  autorità  elvetiche  una  domanda  d'asilo.  Con  decisione  del 
16 febbraio 1996, l'Ufficio federale dei rifugiati (UFR, ora: Ufficio fede-
rale della migrazione: UFM) ha respinto questa richiesta.

Il  5 luglio  1996 A._______  si  è  unito  in  matrimonio  con  B._______, 
cittadina svizzera nata il...,  ed è quindi stato posto a beneficio di un 
permesso di dimora annuale regolarmente rinnovato.

B.
Con sentenza del 30 novembre 2000, la Corte delle Assise criminali in 
Mendrisio  ha  riconosciuto  A._______  autore  colpevole  di  infrazione 
aggravata alla legge federale del  3 ottobre 1951 sugli  stupefacenti  e 
sulle  sostanze  psicotrope  (LStup,  RS  812.121),  condannandolo  alla 
pena di  10 anni e 6 mesi di  reclusione e all'espulsione dal  territorio 
svizzero per un periodo di 15 anni.

In seguito al ricorso interposto dall'interessato tramite il suo patrocina-
tore avverso la suddetta decisione, con sentenza del 24 aprile 2001, la 
Corte di cassazione e di revisione penale del Tribunale d'appello del 
canton Ticino (di  seguito: CRP),  ha parzialmente accolto il  gravame, 
trasmettendo gli atti ad un'altra Corte delle assise criminali per nuovo 
giudizio sull'espulsione.

Con sentenza del 18 marzo 2002, il presidente della Corte delle Assi-
se criminali di Lugano ha sospeso condizionalmente per un periodo di 
prova di 5 anni la pena accessoria dell'espulsione dal territorio svizze-
ro per 15 anni pronunciata in data 30 novembre 2000, per il  resto la 
sentenza del 30 novembre 2000 è confermata. 

C.
Dopo aver proceduto all'audizione dei coniugi C._______ il  13 aprile 
2005  (moglie),  rispettivamente  il  13  settembre  successivo  (marito), 
con  decisione  del  23 settembre  2005,  il  Migrationsamt  del  canton 

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Zurigo  ha  rifiutato  il  rinnovo  del  permesso  di  dimora  di  A._______ 
pronunciandone  l'immediato  rinvio  dal  territorio  zurighese  ad 
espiazione della pena avvenuta. L'effetto sospensivo è stato ritirato ad 
un  eventuale  ricorso.  La  suddetta  autorità  ha  in  particolare 
rimproverato  all'interessato  la  commissione  di  gravi  infrazioni 
nell'ambito del commercio di sostanze stupefacenti.

In data 24 ottobre 2005, agendo per il  tramite del suo patrocinatore, 
B._______ ha interposto ricorso avverso la suddetta decisione. A se-
guito del ritiro di questo gravame comunicato dalla ricorrente l'11 mag-
gio 2006, con decreto del 17 maggio successivo, il Regierungsrat del 
canton Zurigo ha pronunciato lo stralcio della procedura dai ruoli. 

D.
Con istanza del 6 giugno 2006, il Migrationsamt del canton Zurigo ha 
richiesto all'Ufficio federale della migrazione (di seguito: UFM) l'esten-
sione dell'ordine cantonale di rinvio pronunciato in data 23 settembre 
2005 a tutto il territorio della Confederazione.

E.
Il  9 giugno  seguente  l'autorità  di  prime  cure  ha  comunicato  ad 
A._______  la  sua  intenzione  di  emettere  nei  suoi  confronti  una 
decisione  d'estensione  a  tutto  il  territorio  della  Confederazione 
dell'ordine cantonale di rinvio, dandogli la possibilità di formulare delle 
osservazioni in merito.

F.
Nella sua presa di posizione del 30 giugno 2006, agendo per il tramite 
del suo nuovo patrocinatore, l'interessato ha in primo luogo affermato 
di avere rivestito un ruolo di secondaria importanza nella quadro del 
traffico di stupefacenti in cui era stato coinvolto e che durante gli anni 
di permanenza nel canton Zurigo si era ben integrato nella realtà sviz-
zera, apprendendo il tedesco e lo svizzero tedesco e lavorando senza 
mai essere a carico dell'assistenza. Egli ha inoltre rilevato di non avere 
mai dato adito a lamentele da parte delle autorità penitenziarie e che 
nel quadro del regime di espiazione di fine pena lavora in qualità di 
gessatore  a  piena  soddisfazione  del  proprio  datore  di  lavoro. 
A._______  ha  infine  affermato  di  intrattenere  una  relazione 
sentimentale  con una  connazionale  domiciliata  in  Ticino  da oltre  13 
anni e di stare affrontando le pratiche di divorzio dalla moglie.

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G.
In data 20 luglio 2006, l'UFM ha emesso nei confronti dell'interessato 
una  decisione  d'estensione  a  tutto  il  territorio  della  Confederazione 
dell'ordine  cantonale  di  partenza,  rilevando  che  con  decreto  del 
17 maggio 2006, il Regierungsrat del canton Zurigo ha pronunciato lo 
stralcio  dai  ruoli  del  ricorso interposto dalla  consorte  di  quest'ultimo 
avverso la decisione del 23 settembre 2005 con la quale il Migration-
samt del canton Zurigo aveva rifiutato il rinnovo del suo permesso di 
dimora, con conseguente crescita in giudicato della stessa. L'autorità 
ha inoltre affermato che A._______ non dispone in alcun altro cantone 
di un permesso di dimora, sottolineando poi che l'esecuzione del suo 
rinvio  è  possibile,  ammissibile  e  ragionevolmente  esigibile  ai  sensi 
dell'art. 14a cpv. 2 a 4 della legge federale del 26 marzo 1931 concer-
nente la dimora e il domicilio degli stranieri (vLDDS, CS 1 117). L'effet-
to sospensivo è stato ritirato ad un eventuale ricorso.

H.
Con ricorso del  13 settembre  2006,  A._______ è  insorto  avverso la 
suddetta decisione, chiedendo nel contempo la restituzione dell'effetto 
sospensivo al gravame. 

Il  ricorrente  ha  ripreso essenzialmente  le  argomentazioni  sviluppate 
nelle sue osservazioni del 30 giugno precedente, rilevando che, nono-
stante la sua presa di posizione fosse stata redatta in italiano, la deci-
sione in oggetto è stata emanata in tedesco, con conseguente viola-
zione del suo diritto ad ottenere una decisione in italiano, idioma na-
zionale. L'interessato ha inoltre affermato che essa non è sufficiente-
mente motivata e non soddisfa pertanto i requisiti posti dall'art. 35 del-
la legge federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa 
(PA, RS 172.021). La decisione dell'UFM deve pertanto essere annul-
lata per vizi formali. Egli ha poi sottolineato di avere depositato in data 
4 settembre 2006 una domanda tendente al rilascio di un permesso di 
dimora presso le competenti autorità ticinesi, richiesta non priva di fon-
damento, di modo che l'autorità federale non avrebbe potuto emettere 
una decisione di estensione ai sensi dell'art. 17 cpv. 2 dell'ordinanza 
d'esecuzione del  1° marzo 1949 della  legge federale concernente la 
dimora e il domicilio degli stranieri (vODDS del 1949, RU 1949 I 233), 
senza verificare se un altro cantone fosse intenzionato ad accorglierlo.

I.
Alla luce della missiva del 20 ottobre 2006 con il quale la Sezione dei 

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permessi e dell'immigrazione di Bellinzona (di seguito: SPI) ha comu-
nicato ad A._______ la sua intenzione di non rilasciargli il permesso B 
richiesto e dell'infrazione molto grave alla LStup di cui  egli  si è reso 
protagonista, con decisione incidentale del 30 ottobre 2006, l'autorità 
adita  ha  respinto  l'istanza  tendente  alla  restituzione  dell'effetto 
sospensivo al ricorso presentata dal ricorrente.

J.
Chiamato ad esprimersi in merito al suddetto gravame, con preavviso 
del 29 novembre 2006, l'UFM ha rilevato che nel suo scritto 20 ottobre 
2006 la SPI ha manifestato l'intenzione di non tollerare la presenza del 
ricorrente sul  suo territorio dopo la scarcerazione ed in ogni caso di 
non volergli  rilasciare un permesso B,  volontà peraltro  ribadita  nella 
sua presa di posizione del 29 novembre seguente. Quo alla lingua del-
la procedura, l'autorità di prime cure ha poi affermato che la decisione 
di estensione era stata emanata su richiesta della autorità zurighesi, e 
che, giusta l'art. 37 PA, si giustificava pertanto l'utilizzo della lingua te-
desca.

K.
Con decisione del  1° dicembre 2006,  l'UFM ha pronunciato nei con-
fronti di A._______ un divieto d'entrata in Svizzera di durata illimitata. 
Scarcerato il 4 dicembre successivo, il ricorrente è stato rimpatriato il 
giorno stesso. 

L.
Invitato ad esprimersi in merito al preavviso dell'autorità intimata, con 
replica del 13 gennaio 2007, l'interessato si è sostanzialmente ricon-
fermato nelle proprie allegazioni. Egli  ha poi affermato che lo scritto 
del 20 ottobre 2006 della SPI è nullo a causa delle gravi violazioni pro-
cedurali  e  della  non competenza del  servizio  che lo  ha emanato, di 
modo che le considerazioni dell'UFM che si basano su di esso sono 
parimenti e di conseguenza da considerare nulle. 

Diritto:

1.
Riservate  le  eccezioni  previste  all'art.  32  della  legge  federale  del 
17 giugno  2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF,  RS 
173.32), giusta l'art. 31 LTAF il Tribunale amministrativo federale (di se-
guito: TAF o il  Tribunale)  giudica i  ricorsi  contro le decisioni  ai  sensi 
dell'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate agli art. 33 e 34 LTAF.

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In particolare, le decisioni in materia di estensione di un ordine canto-
nale di partenza a tutto il territorio della Confederazione rese dall'UFM 
- il quale costituisce un'unità dell'amministrazione federale come defi-
nita all'art. 33 let. d LTAF - possono essere impugnate, conformemente 
all'art. 20 cpv. 1 vLDDS, dinanzi al TAF, il quale statuisce in via definiti-
va (cfr. art. 1 cpv. 2 LTAF in relazione con l'art. 83 let. c cifra 4 della 
legge  federale  del  17 giugno  2005  sul  Tribunale  federale  [LTF,  RS 
173.110]).

I ricorsi pendenti presso le commissioni federali di ricorso o d'arbitrato 
o presso i servizi dei ricorsi dei dipartimenti al 1° gennaio 2007 sono 
trattati dal TAF sulla base del nuovo diritto processuale (art. 53 cpv. 2 
LTAF).

2.
L'entrata in vigore, il 1° gennaio 2008, della legge federale sugli stra-
nieri del 16 dicembre 2005 (LStr, RS 142.20) ha comportato l'abroga-
zione della vLDDS conformemente all'art. 125 LStr (in relazione con la 
cifra I del suo allegato).

Conformemente all'art. 126 cpv. 1 LStr, alle procedure introdotte prima 
del 1° gennaio 2008 rimangono tuttavia applicabili le vecchie disposi-
zioni di legge (cfr. ATAF 2008/1 consid. 2). Ciò è il caso nella presente 
fattispecie; il vecchio diritto (materiale) è quindi applicabile.

Conformemente  alla  regolamentazione  transitoria  di  cui  all'art.  126 
cpv.  2  LStr,  la  procedura  inerente  le  domande  presentate  prima 
dell'entrata in vigore, il 1° gennaio 2008, della LStr è retta dal nuovo 
diritto.

Salvo i casi in cui la LTAF non disponga altrimenti, la procedura davan-
ti al Tribunale amministrativo federale è retta dalla PA (art. 37 LTAF).

3.
A._______  ha  diritto  di  ricorrere  (art.  48  PA)  e  il  suo  ricorso,  pre-
sentato nella forma e nei termini prescritti dalla legge, è ricevibile (cfr. 
art. 50 e 52 PA). 

4.
Nel suo gravame del 13 settembre 2006, il ricorrente ha affermato che 
la motivazione della decisione impugnata non è tale da permettere di 

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comprendere quali  siano le valutazioni che l'UFM ha posto alla base 
della propria decisione, di modo che essa non soddisfa i requisiti posti 
dall'art. 35 PA; l'autorità è dunque venuta meno all'obbligo di motiva-
zione. L'interessato si prevale quindi implicitamente di una violazione 
del suo diritto di essere sentito garantito dall'art. 29 cpv. 2 della Costi-
tuzione  federale  della  Confederazione  del  18 aprile  1999  (Cst.,  RS 
101). A._______ ha inoltre rilevato come, nonostante la sua presa di 
posizione del 30 giugno 2006 fosse stata redatta in italiano, la deci-
sione in oggetto è stata emanata in tedesco, con conseguente viola-
zione del suo diritto ad ottenere una decisione in italiano.

4.1

4.1.1 Il diritto di essere sentito, la cui garanzia è ancorata nell'art. 29 
cpv. 2 Cst, comprende il diritto per la persona interessata di prendere 
conoscenza dell'incarto (DTF 132 II 485 consid. 3, 126 I 7 consid. 2b), 
di esprimersi in merito agli elementi pertinenti prima che una decisione 
sia emessa nei suoi confronti, di produrre delle prove pertinenti, di ot-
tenere che sia dato seguito alle sue offerte di prove pertinenti, di par-
tecipare all'amministrazione delle prove essenziali  o almeno di  poter 
esprimersi sul suo risultato, allorquando questo è proprio ad influenza-
re la decisione da emanare (cfr. DTF 124 II 132 consid. 2b e giurispru-
denza ivi citata). Nel quadro della procedura amministrativa il diritto di 
essere  sentito  è consacrato  dagli  art.  26-28 (diritto  di  esaminare gli 
atti), dagli art. 29-33 (diritto di essere sentito strictu sensu) e dall'art. 
35 PA (diritto di ottenere una decisione motivata).

4.1.2 La giurisprudenza ha dedotto dal diritto di essere sentito, defini-
to dalle norme speciali  di  procedura (quali  l'art. 35 PA) l'obbligo per 
l'autorità di motivare la sua decisione, così da permettere ai destinatari 
e a tutte le persone interessate di comprenderla, eventualmente di im-
pugnarla ed in modo da rendere possibile all'autorità di ricorso even-
tualmente  adita  di  esercitare  convenientemente  il  suo  controllo  (cf. 
DTF 129 I  232 consid. 3.2; DTF 126 I  97 consid. 2b; DTF 122 IV 8 
consid. 2c,  DTF  112  Ia  107  consid. 2b;  cfr.  inoltre  la  sentenza  del 
Tribunale  federale  2A.496/2006 / 2A.497/2006  del  15 ottobre  2007 
consid. 5.1.1). Si è in presenza di una violazione del diritto di essere 
sentito  se  l'autorità  non  soddisfa  al  suo  obbligo  di  esaminare  e  di 
trattare i problemi pertinenti (cf. DTF 126 I 97 consid. 2b; DTF 122 IV 8 
consid. 2c). Per adempiere a tali esigenze, è sufficiente che il giudice 
(o  l'autorità)  menzioni,  almeno  brevemente,  i  motivi  sui  quali  ha 

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fondato  la  sua  decisione,  in  modo  da  permettere  all'interessato  di 
apprezzare  la  portata  di  quest'ultima  e  di  impugnarla  in  piena 
conoscenza  di  causa  (cfr. DTF  menzionate).  In  generale,  la  portata 
dell'obbligo di motivare dipende dalla complessità della fattispecie da 
giudicare, dalla potenziale gravità delle conseguenze della decisione e 
dalle  circostanze  del  singolo  caso.  Più  la  libertà  d'apprezzamento 
dell'autorità  è  ampia  e  più  la  misura  adottata  arreca  pregiudizio  ai 
diritti dei singoli, più la decisione deve essere circostanziata (cfr. DTF 
112 Ia 107 consid. 2b; cfr. inoltre  la  sentenza del  Tribunale  federale 
2A.496/2006 / 2A.497/2006  precitata).  Sebbene  la  motivazione  deve 
fare emergere le riflessioni dell'autorità in merito agli elementi (di fatto 
o di diritto) essenziali che hanno influenzato la decisione, l'autorità non 
è  comunque  tenuta  a  pronunciarsi  su  tutti  i  fatti,  argomentazioni  e 
mezzi  di  prova invocati  dalle  parti,  ma può permettersi  di  limitarsi  a 
quelli che, senza arbitrio, le sembrano decisivi per la risoluzione della 
causa (cfr. DTF 126 I 97 consid. 2b; DTF 112 Ia 107 consid. 2b).

Il  diritto  di  ottenere una decisione motivata costituisce una garanzia 
costituzionale  di  natura  formale,  la  cui  violazione  causa  in  principio 
l'annullamento  della  decisione  impugnata  indipendentemente  dalle 
possibilità  di  esito  positivo del  ricorso nel  merito  (cfr. DTF 126 I  19 
consid. 2d/bb; DTF 126 V 130 consid. 2b; DTF 122 II 464 consid. 4a e 
giurisprudenza  citata).  Eccezionalmente  un'eventuale  violazione  del 
diritto di  essere sentito può essere sanata allorquando l'autorità che 
ha  emanato  la  decisione  ha  preso  posizione  in  merito  alle 
argomentazioni  decisive nel quadro dello  scambio degli  scritti  e che 
l'amministrato  ha  avuto  la  possibilità  di  esprimersi  liberamente  di 
fronte ad un'autorità di  ricorso, la cui  cognizione è altrettanto ampia 
che quella  dell'autorità  inferiore (cfr. DTF 133 I  201 consid. 2.2; DTF 
130 II  530  consid. 7.3;  DTF  126  V  130  consid.  2b;  DTF 124  V  389 
consid. 5a e 180 consid. 4a).

4.1.3 Nella fattispecie, la motivazione della decisione impugnata risul-
ta relativamente stringata, ciò non ha tuttavia impedito ad A._______ 
di  comprenderne  la  portata  e  di  deferirla  all'istanza  superiore. 
Nell'ambito del ricorso presentato al Tribunale, egli ha infatti potuto di-
fendersi in maniera corretta. Concretamente il ricorrente è stato in gra-
do di dedurre i fatti su cui la decisione si fonda e le ragioni per cui è 
stata pronunciata. Infine, anche nella denegata ipotesi in cui la deci-
sione venisse considerata non sufficientemente motivata e unicamente 
a titolo sussidiario, si rileva che tale carenza sarebbe comunque sana-

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ta dall'impugnazione della stessa davanti al Tribunale, il quale dispone 
di piena cognizione. In occasione del preavviso inoltre, l'autorità infe-
riore ha avuto modo di esprimersi sul contenuto del ricorso e di com-
pletarne  le  motivazioni,  successivamente  notificate  all'interessato,  al 
quale è stato concesso il diritto di replica di cui ha fatto uso (cfr. DTF 
116 V 39/40 consid. 4b).

Visto quanto sopra, la censura del ricorrente in ordine all'insufficienza 
della motivazione, e quindi alla violazione del suo diritto di essere sen-
tito, risulta infondata. 

4.2 L'art. 33a cpv. 1 PA, il  quale ricalca l'art. 37 PA in vigore fino al 
31 dicembre 2006, prevede che il procedimento si svolge in una delle 
quattro lingue ufficiali, di regola nella lingua in cui le parti hanno pre-
sentato  o  presenterebbero  le  conclusioni.  Questa  disposizione  non 
conferisce pertanto alcun diritto per una parte a che l'autorità federale 
di prima istanza emani una decisione nella sua lingua madre, seppur 
lingua ufficiale, ma unicamente a che la procedura sia condotta in una 
lingua ufficiale, ciò che è il caso nella fattispecie.

A titolo abbondanziale, il Tribunale constata che il ricorrente ha perfet-
tamente compreso i fatti su cui si fonda la decisione impugnata, non-
ché il suo contenuto e portata, difendendosi in maniera appropriata in 
sede di ricorso, di modo che l'emanazione di una decisione in tedesco 
non gli ha arrecato pregiudizio alcuno. 

Ne consegue che la censura di A._______ in ordine alla lingua delle 
decisione impugnata e della procedura risulta essere infondata.

5.

5.1 Giusta l'art. 12 cpv. 1 vLDDS lo straniero che non è al beneficio di 
alcun permesso può in ogni tempo essere obbligato a lasciare la Sviz-
zera. Lo straniero è obbligato a lasciare il Cantone alla scadenza del 
permesso (art. 12 cpv. 2 vLDDS). In virtù dell'art. 12 cpv. 3 prima frase 
vLDDS lo straniero è inoltre tenuto a partire quando gli sia rifiutata la 
concessione o la proroga di un permesso. In questi casi, l'autorità gli 
assegna un termine di partenza. Se l'autorità è cantonale, l'ordine di 
partire vale solo per il territorio del cantone; se l'autorità è federale, lo 
straniero deve lasciare la Svizzera (art. 12 cpv. 3 seconda e terza frase 
LDDS).

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5.2 L'autorità federale competente può trasformare l'ordine di lasciare 
un cantone in un ordine di lasciare la Svizzera (art. 12 cpv. 3 quarta 
frase vLDDS). Si tratta in questi casi di una decisione di estensione, 
come quella oggetto della presente procedura. L'UFM estenderà, di re-
gola, a tutto il  territorio della Confederazione, gli  effetti  del provvedi-
mento cantonale sempreché,  per ragioni  speciali,  non si  voglia  dare 
allo straniero la possibilità di chiedere un permesso in un altro cantone 
(art. 17 cpv. 2 in fine vODDS).

6.

6.1 Nel quadro della presente procedura il ricorrente si prevale del fat-
to che in data 4 settembre 2006 egli ha inoltrato presso le competenti 
autorità ticinesi una domanda tendente al rilascio di un permesso di di-
mora, richiesta non priva di fondamento, di modo che l'autorità federa-
le non avrebbe potuto emanare una decisione di estensione ai sensi 
dell'art. 17 cpv. 2 vODDS, senza attendere l'esito della suddetta do-
manda.  L'interessato  ha  poi  affermato  che  lo  scritto  del  20 ottobre 
2006 della SPI è nullo a causa delle gravi violazioni procedurali e della 
non competenza del servizio che lo ha adottato, di modo che le consi-
derazioni dell'UFM che si basano su di esse sono parimenti e di con-
seguenza da considerare nulle.

6.2 L'estensione a tutto il territorio svizzero di un ordine cantonale di 
partenza costituisce la regola generale, così come specificato all'art. 
17 cpv. 2 in fine vODDS. Questa estensione è infatti considerata come 
un automatismo (cfr. DTF 110 Ib 201 consid. 1c e Giurisprudenza delle 
autorità amministrative della Confederazione [GAAC] 63.1 consid. 11c, 
62.52 consid. 9 e 57.14 consid. 5 ; URS BOLZ, Rechtsschutz im Auslän-
der- und Asylrecht, Basilea/Francoforte sul Meno 1990, pag. 62 seg.; 
cfr. a  questo  titolo  la  sentenza del  Tribunale  amministrativo  federale 
C-8088/2007 del 7 marzo 2008, consid. 3.1 e dottrina ivi citata).

In queste condizioni, i motivi che hanno condotto le autorità cantonali 
di  polizia  degli  stranieri  zurighesi,  dopo  una  ponderazione  degli 
interessi pubblici e privati in presenza, a rifiutare il rilascio o il rinnovo 
di  un permesso e a pronunciare l'allontanamento dello  straniero dal 
loro territorio (nella fattispecie in virtù della grave infrazione alla LStup 
di cui l'interessato si è reso protagonista), non possono essere rimessi 
in  discussione  nell'ambito  della  presente  procedura  federale  di 
estensione.  Pertanto,  gli  argomenti  tendenti  a  dimostrare  che  lo 

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straniero ha un interesse preponderante a rimanere in Svizzera (legati, 
ad  esempio,  alla  durata  del  suo  soggiorno,  al  suo  comportamento 
individuale e al suo grado d'integrazione socioprofessionale in questo 
paese,  o  ai  suoi  legami  personali  con  quest'ultimo),  i  quali  rilevano 
della procedura cantonale di permesso e delle relative vie di ricorso, 
non  hanno  più  ad  essere  esaminati  dalle  autorità  federali  di  polizia 
degli stranieri (riservata l'esistenza di eventuali ostacoli all'esecuzione 
dell'allontanamento ai sensi dell'art. 14a cpv. 2 a 4 vLDDS). Del resto, 
in  virtù  delle  normative  inerenti  la  ripartizione  delle  competenze  in 
materia di polizia degli stranieri tra la Confederazione ed i cantoni, non 
ricade nelle competenze delle autorità federali di polizia degli stranieri 
la  facoltà  di  rimettere  in  causa  le  decisioni  cantonali  di  rifiuto  di 
permesso e di allontanamento cresciute in giudicato; in altre parole di 
costringere i  cantoni  a  regolarizzare la  presenza di  stranieri  ai  quali 
hanno definitivamente rifiutato il proseguimento del soggiorno sul loro 
territorio (cfr. a questo titolo l'art. 18 cpv. 1 vLDDS il quale prevede che 
la  decisione  cantonale  che  rifiuta  un  permesso  è  definitiva).  La 
presente  procedura  di  estensione  ha  dunque  quale  oggetto 
esclusivamente quello di determinare se è a giusto titolo che l'UFM ha 
esteso  gli  effetti  di  una  siffatta  decisione  a  tutto  il  territorio  della 
Confederazione in applicazione dell'art. 12 cpv. 3 quarta frase vLDDS 
(cfr. GAAC precitati).

Ne  discende  che,  tenuto  conto  del  fatto  che  l'estensione  a  tutto  il 
territorio  svizzero  della  decisione  cantonale  di  allontanamento 
costituisce  la  regola  generale,  l'autorità  federale  di  polizia  degli 
stranieri deve limitarsi ad esaminare, a questo stadio della procedura, 
se  sussistono  dei  motivi  speciali  tali  da  giustificare  la  rinuncia 
all'estensione in applicazione dell'art. 17 cpv. 2 in fine vODDS, così da 
permettere allo straniero di chiedere un permesso in un altro cantone 
(cfr.  DTF  129  II  1  consid.  3.3).  Dal  momento  che  la  rinuncia 
all'estensione non ha alcuna incidenza sull'illegalità del soggiorno in 
Svizzera in quanto tale e che una situazione irregolare non può essere 
tollerata,  si  può rinunciare ad un'estensione unicamente allorquando 
una procedura di autorizzazione è pendente in un cantone terzo e che 
tale  cantone  abbia  autorizzato  lo  straniero  a  soggiornare  sul  suo 
territorio per la durata della procedura. In effetti,  qualora lo straniero 
non presenti  alcuna domanda di permesso in un cantone terzo o se 
questa  domanda  appare  sin  dall'inizio  priva  di  esito  positivo,  gli 
incombe di lasciare la Svizzera (cfr. DTF 129 precitato, ibidem). 

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7.

7.1 Nella fattispecie si constata che con sentenza del 6 giugno 2006 il 
Migrationsamt  del  canton  Zurigo  ha  rifiutato  di  concedere  ad 
A._______  il  rinnovo  del  suo  permesso  di  dimora,  decisione  poi 
cresciuta  in  giudicato  a  seguito  del  ritiro  da  parte  della  moglie 
dell'interessato del ricorso interposto avverso la medesima. Il suddetto 
Ufficio  ha  quindi  pronunciato  l'immediato  rinvio  dell'interessato  dal 
territorio zurighese ad espiazione della pena avvenuta.

7.2 Dagli atti di causa si evince che in data 4 settembre 2006, quindi 
solo  dopo  circa  un  mese  e  mezzo  dall'emanazione  della  decisione 
contestata,  A._______  ha  introdotto  una  procedura  tendente  all'ot-
tenimento di  un permesso presso le autorità ticinesi,  prevalendosi di 
particolari legami personali e professionali in questo cantone. Ora, con 
scritto del 20 ottobre 2006, la SPI ha comunicato all'interessato la sua 
intenzione di  non rilasciare il  permesso B con attività richiesto. Quo 
alle contestazioni del ricorrente in merito al modus operandi delle au-
torità ticinesi che ha portato all'emanazione della succitata decisione, 
si rammenta che non rientra nelle competenze del Tribunale, nel qua-
dro della presente procedura, rimettere in causa le decisioni cantonali 
in oggetto (cfr. consid. 6.2 supra). A questo proposito si rileva inoltre 
che  egli  non  ha  mai  dimostrato  di  avere  formalmente  contestato  la 
posizione  delle  autorità  cantonali  nelle  dovute  sedi.  In  conclusione, 
non  esiste  pertanto  alcun  cantone  terzo  dichiaratosi  disposto  a 
regolare le condizioni di soggiorno del ricorrente sul proprio territorio 
(cfr. GAAC 62.52 consid. 9).

Date le circostanze, il TAF è portato a considerare che non sussistono, 
in casu, dei motivi speciali suscettibili di giustificare un'eccezione alla 
regola generale prevista all'art. 17 cpv. 2 in fine vODDS. L'estensione 
a tutto il territorio della Confederazione dell'ordine cantonale di parten-
za pronunciato dall'UFM si rivela dunque essere perfettamente fonda-
ta.

8.

8.1 Nella misura in cui A._______ non ottiene il rinnovo del permesso 
di dimora, è a ragione che l'autorità di prime cure ha pronunciato il suo 
rinvio  dalla  Svizzera  giusta  l'art.  12  vLDDS. Occorre  tuttavia  ancora 
analizzare se l'esecuzione dell'allontanamento è possibile, ammissibile 
e ragionevolmente esigibile ai sensi dell'art. 14a cpv. 2 a 4 vLDDS.

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L'esecuzione non è possibile se lo straniero non può partire o essere 
allontanato né verso il Paese d'origine o di provenienza, né verso un 
Paese terzo. L'esecuzione non è ammissibile se la prosecuzione del 
viaggio dello straniero verso il  Paese d'origine o di provenienza o in 
uno  Stato  terzo  è  contrario  a  impegni  di  diritto  internazionale. 
L'esecuzione non è ragionevolmente esigibile in particolare se implica 
per lo straniero un'esposizione concreta a pericolo (art. 14a cpv. 2 a 4 
vLDDS).

8.2 Il  ricorrente possiede i documenti necessari  o gode per lo meno 
della  possibilità  di  intraprendere  presso  la  rappresentanza  del  suo 
paese d'origine i passi volti ad ottenere i documenti di viaggio che gli 
permettono di fare ritorno in Kosovo. Ne discende che nessun ostacolo 
insormontabile  di  ordine  tecnico  si  opponeva all'esecuzione  del  suo 
rinvio (art. 14a cpv. 2 vLDDS).

8.3 Per quanto attiene l'ammissibilità dell'esecuzione di  tale  rinvio, il 
ricorrente  non  ha  sostenuto,  né  tanto  meno  dimostrato,  che  esso 
sarebbe  stato  contrario  ad  impegni  di  diritto  internazionale  assunti 
dalla  Svizzera.  Non  è  infatti  per  nulla  accertato  che  l'interessato 
potrebbe  subire  una  persecuzione  da  parte  delle  autorità  del  suo 
paese  e  che  rischierebbe  quindi  di  essere  personalmente  e 
concretamente sottoposto a torture o a pene o trattamento inumani o 
degradanti in violazione dell'art. 3 della Convenzione del 4 novembre 
1950  per  la  salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà 
fondamentali  (CEDU,  RS 0.101).  Ne  consegue  che  l'esecuzione  del 
rinvio del ricorrente era ammissibile ai sensi dell'art. 14a cpv. 3 vLDDS 
(cfr. Giurisprudenza delle autorità amministrative della Confederazione 
[GAAC]  60.97,  57.56,  56.50;  WALTER KÄLIN,  Grundriss  des 
Asylverfahrens, 1990, pag. 245 e riferimenti ivi citati).

8.4 Infine,  il  ricorrente non ha sostenuto, né tanto meno dimostrato, 
che  un  ritorno  nel  suo  paese  d'origine  avrebbe  implicato  per  lui 
un'esposizione  concreta  a  pericolo.  Nessun  ostacolo  insormontabile 
ostava quindi all'esecuzione del rinvio, di modo che esso deve essere 
considerato  ragionevolmente  esigibile  ai  sensi  dell'art.  14a cpv.  4 
vLDDS.

Alla  luce  di  quanto  esposto,  il  Tribunale  ritiene  pertanto  che 
l'esecuzione  del  rinvio  di  A._______  era  possibile,  ammissibile  e 
ragionevolmente esigibile ai sensi dell'art. 14 a cpv. 2-4 vLDDS.

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9.
Ne discende che l'UFM con decisione del 20 luglio 2006 non ha violato 
il diritto federale, né abusato del suo potere d'apprezzamento; l'autori-
tà di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti 
giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata (art. 
49 PA). Per questi motivi il ricorso va respinto.

10.
Visto l'esito della procedura, le spese processuali vanno poste a carico 
del ricorrente (art. 63 cpv. 1 PA in relazione con gli art. 1 a 3 del rego-
lamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili  nelle 
cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  (TS-TAF,  RS 
173.320.2).

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia:

1.
Il ricorso è respinto. 

2.
Le spese processuali, di Fr. 800.-, sono poste a carico del ricorrente e 
sono  computate  con  l'anticipo  dello  stesso  importo  versato  in  data 
9 ottobre 2006.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente (Raccomandata)
- autorità inferiore (incarti --- e --- di ritorno)
- Sezione dei permessi e dell'immigrazione, Bellinzona, per informa-

zione (incarti cantonali di ritorno)
- Migrationsamt des Kanton Zürich, per informazione (incarto canto-

nale di ritorno)

La presidente del collegio: Il cancelliere:

Elena Avenati-Carpani Graziano Mordasini

Data di spedizione:

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