# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 27b0dd10-bad3-52da-8cee-ba1545237845
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-11-06
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 06.11.2001 32.2001.79
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2001-79_2001-11-06.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2001.00079

   

  RG/sc

  	
  Lugano

  6 novembre 2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice  Raffaele Guffi

  
	
   

  
						

 

statuendo sul ricorso del 5 settembre 2001
di

 

	
   

  	
  __________, 
  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 14 agosto 2001 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle,  

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   L'assicurata,
nata nel 1948, di professione ausiliaria di lavanderia, in data 14 ottobre 1999
ha presentato una richiesta di prestazioni AI per adulti.

                                         In
relazione a tale richiesta il medico curante dott. __________ ha diagnosticato:

 

" 
3. Diagnosi

 

sindrome lombo-radicolare (dermatoma L5 a destra)
in:

-   ernia discale L4-L5 bilaterale con
compressione discreta radice L5

-   degenerazione discale L3-L4 e L4-L5

-   spondilosi L5 e insufficienza muscolare segmentare
L4-L5"

(Doc. AI _, pto. 3)

 

                                         attestando
un'incapacità lavorativa del 100% dal 17 agosto 1998.

                                      

                               1.2.   Per
decisione 14 agosto 2001, dopo aver esperito accertamenti di natura medica ed
economica, l'Ufficio assicurazione invalidità (UAI) ha concesso a __________
una mezza rendita per un grado d'invalidità del 62%, con effetto dal 1 agosto
1998. Queste le motivazioni poste alla base della decisione amministrativa:

 

"  Giusta
l'articolo 28 della legge federale sull'assicurazione per l'invalidità (LAI), l'assicurato
ha diritto ad una rendita se è invalido al 40 per cento almeno. La rendita è
scaglionata come segue, secondo il grado d'invalidità.

 

	
  Grado
  d'invalidità 

  	
  Diritto
  alla rendita in frazioni di una rendita intera 

  
	
  40 per
  cento almeno

  	
  un quarto

  
	
  50 per
  cento almeno

  	
  una mezza

  
	
  66 2/3 per
  cento almeno

  	
  rendita
  intera

  

 

Nei casi rigorosi, un'invalidità del 40 per cento almeno apre il
diritto ad una mezza rendita.

 

Le rendite corrispondenti ad un grado d'invalidità inferiore al 50
per cento sono versate solo agli assicurati che hanno il loro domicilio e la
loro residenza abituale in Svizzera. Questa condizione deve pure essere assolta
per i parenti prossimi per i quali una prestazione è richiesta.

 

Il diritto alla rendita giusta l'art. 28 LAI, nasce al più presto
alla data in cui:

 

a)   l'assicurato
presenta un'incapacità al guadagno durevole del 40% almeno, o

b)   l'assicurato
ha presentato, in media, un'incapacità di lavoro del 40% almeno durante un anno
senza interruzione notevole (Art. 29 LAI).

 

E' ritenuta invalidità durevole o permanente, un danno alla salute
irreversibile, ma relativamente stabilizzato, che verosimilmente non evolverà
più, né migliorando, né peggiorando. In questo caso, il diritto alla rendita
nasce al momento in cui l'incapacità di guadagno ha raggiunto almeno il 40 %.

 

In assenza di invalidità permanente, si parla di un'invalidità
(incapacità di lavoro e di guadagno) di lunga durata. Il diritto alla rendita
nasce, in questo caso, alla scadenza del termine di un armo, se c'è stata
incapacità di lavoro del 40% almeno, senza interruzione notevole, e se
l'incapacità di guadagno che dà diritto a una rendita persiste.

 

All'occorrenza, si tratta di una malattia di lunga durata.

 

Per la valutazione dell'invalidità, il reddito del lavoro che
l'invalido potrebbe ottenere esercitando l'attività che si può ragionevolmente
attendere da lui, dopo l'esecuzione d'eventuali provvedimenti d'integrazione e
tenuto conto di una situazione equilibrata del mercato del lavoro, è comparato
al reddito che avrebbe potuto ottenere se non fosse stato invalido.

 

La perdita di guadagno che ne deriva determina il grado
d'invalidità in per cento.

 

Dalla documentazione medica acquisita all'incarto, ed in
particolare dalla perizia eseguita dal Dr. __________, risulta l'inabilità di
2/3 nella sua attività originale mentre, in attività leggere che rispecchiano
gli elementi di controindicazioni, l'esigibilità è di 2/3.

 

Non vi sono i necessari requisiti attitudinali per cimentarsi con
sufficienti garanzie in una riformazione professionale, indispensabile per
accedere a campi o sfere d'attività che consentono un

maggior recupero di capacità di guadagno.

 

Reddito annuo ragionevolmente esigibile

proveniente da un'attività lucrativa                        franchi

 

senza invalidità                                                       43617

con invalidità                                                           16792

perdita di guadagno/grado d'invalidità                    26825 
=  62 %

                                                                                                ====

 

A partire dal 01.08.1999, lei ha diritto ad una mezza
rendita." (Doc. _)

 

                               1.3.   Contro
questo provvedimento l'assicurata ha interposto tempestivo ricorso con il quale
postulata il riconoscimento di una rendita intera d'invalidità.

                                         Nel
gravame viene in particolare esposto:

 

"  con
la presente mi permetto di ricorrere contro questa decisione che stima il mio
grado di invalidità nella misura del 62%. Infatti i dolori della schiena mi
hanno obbligato non solo a lasciare l'impiego che avevo presso la clinica
__________, ma mi impediscono di lavorare in casa. Al massimo posso preparare
la tavola e i lavori di casa sono fatti da mia figlia. I dolori di cui soffro
non mi permettono di mantenere a lungo la stessa posizione e devo continuamente
coricarmi, combatto il dolore con forti analgesici che provocano grande
stanchezza.

Con la decisione della Al, la rendita di mio marito è stata pure
dimezzata. Insieme riceviamo Fr. 1'405.‑-, somma che non ci permette di
vivere.

 

lo ho sempre lavorato durante la mia vita e sono stata obbligata
dalla malattia a lasciare il mio posto di lavoro (sono stata licenziata per
assenza prolungata per malattia).

 

lo domando alla Al una rendita che corrisponde alla mia invalidità
che è totale e che mi permetta di vivere con dignità." (Doc. _)

 

                               1.4.   Con risposta
di causa 20 settembre 2001 l'UAI ha proposto la reiezione del gravame
osservando:

 

" 
(…)

Riesaminato il caso, lo scrivente Ufficio ritiene corretta la
propria presa di posizione, fondata su dettagliati elementi tanto dal punto di
vista medico che economico. Per quanto attiene al primo aspetto, si rileva che
l'assicurata, sofferente di sindrome lombo‑vertebrale cronica, è stata
sottoposta ad una perizia specialistica, effettuata dal reumatologo __________
(cf. doc. n. _ inc. AI). La stessa risulta chiara e circostanziata, e non offre
alcuno spunto di critica.

Giova fra l'altro sottolineare come a detta del perito "vi è
inoltre sicuramente un fattore aggravante" (perizia, p. 6).

Alla stessa conclusione era del resto giunto anche il dottor
__________, il quale osservava la presenza di "attitudini abbastanza
teatrali" e rilevava come "al contrario, quando non si sente
osservata, e si avvia all'automobile, la marcia è molto più spedita e la zoppia
solamente minima" (cf. doc. n. _ inc. AI).

 

Anche la valutazione effettuata dal consulente in integrazione
professionale (cf. doc. n. _ inc. AI) merita integrale conferma.

Nel calcolo relativo alla quantificazione del grado di invalidità
l'incaricato ha ampiamente considerato i fattori che possono esercitare un
influsso negativo sul reddito conseguibile, deducendo dalla mediana di
riferimento il 25%, ovvero il massimo consentito.

Per quanto attiene poi alle possibilità lavorative residue si
rileva che, pur non essendo il ventaglio di possibilità estremamente esteso,
pur tuttavia v'è ancora un buon numero di ambiti lavorativi nei quali
l'assicurata può inserirsi (cf. p. 4 rapporto CIP).

 

Infine, in merito alle puntuali obiezioni sollevate
dall'assicurata in sede ricorsuale, si tiene a precisare innanzitutto che dalla
documentazione agli atti ed, in particolare dal certificato redatto dall'ex
datore di lavoro, risulta che il rapporto d'impiego è stato disdetto non per
motivi di salute, bensì logistici (chiusura del reparto, cf. doc. n. _ inc.
AI).

In merito poi alle difficoltà riscontrate dall'assicurata
nell'espletamento delle mansioni domestiche si rileva che, risultando la stessa
salariata al 100% prima dell'insorgere del danno alla salute, la valutazione
deve limitarsi a quantificare in quale misura la capacità di guadagno
dell'interessata ha subito una diminuzione dopo l'insorgere del danno alla
salute. Le obiezioni sollevate sono quindi ininfluenti ai fini del presente
giudizio." (Doc. _)

 

                               1.5.   In data 31
ottobre 2001 l'assicurata ha prodotto un rapporto medico del dott. __________
(VII).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni  giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle  prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice
unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria
civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti
al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 26 ottobre 1999 nella causa
D.C., I 623/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa G.H., H 304/99).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto del
contendere è l'attribuzione a  __________ di una rendita intera d'invalidità.

                                         Con
l'atto querelato l'amministrazione ha infatti assegnato all'assicurata una
mezza rendita AI. A mente dell'UAI, malgrado il danno alla salute,
l'interessata è ancora in grado di conseguire un reddito di fr. 16'792, dal cui
raffronto con quello conseguibile, senza l'invalidità, nella precedente
attività di ausiliaria di lavanderia (fr. 43'617) emerge un tasso d'invalidità
pari al 62%.

 

                                         Dal canto
suo l'insorgente assevera, in sostanza, che a causa del danno alla salute di
cui è portatrice essa è in grado di svolgere attività leggere in misura non
completa, sostenendo che il tasso d'incapacità al guadagno risultante dal
raffronto del reddito ricavabile dall'esercizio di tali attività con quello
conseguibile ipoteticamente quale scalpellino senza invalidità è tale da
giustificare l'erogazione di una rendita AI intera. Nel giustificare tale
assunto l'insorgente adduce altresì le difficoltà di reperimento di
un'occupazione adeguata e confacente allo suo stato di salute. 

 

                                         A norma
dell'art. 4 cpv. 1 LAI l'invalidità, nel senso della legge, è l'incapacità al
guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla
salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o
infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita
definizione, sono quindi:

 

·    un danno
alla salute fisica o psichica conseguente a   infermità congenita, malattia o
infortunio, e

 

·    la
conseguente incapacità di guadagno.

 

                                         Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità
di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per
l'invalidità (G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de
la sécurité sociale, pag. 216ss).

 

                                         Va
inoltre precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40 %.

                                         La misura
dell'incapacità di guadagno è determinata da criteri oggettivi e meglio dalla
perdita che l'assicurato subisce (o subirebbe) in condizioni normali di mercato
del lavoro, ritenuto ch'egli utilizzi, nella misura che da lui si può
ragionevolmente pretendere, la residua forza di lavoro.

 

                                         Infatti
l'art. 28 cpv. 2 LAI prevede che: 

 

"  l'invalidità è determinata stabilendo il rapporto fra il reddito del
lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo la manifestazione dell'invalidità e
dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti di integrazione, nell'esercizio di
un'attività lucrativa, ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali
di mercato di lavoro, e il reddito del lavoro ch'egli avrebbe potuto conseguire
se non fosse diventato invalido." 

 

                                         (metodo
ordinario di calcolo dell’incapacità di guadagno; cfr. SVR 1996 IV Nr. 74 e
giurisprudenza citata).

 

                                         Ne
consegue che l'incapacità di guadagno non sempre corrisponde alla perdita di
guadagno effettiva. Infatti, bisogna tenere conto, nel calcolo dell'incapacità di
guadagno, dell'eventuale circostanza che l'assicurato sfrutti in misura minore
di quanto gli sia possibile la capacità lavorativa residua oppure anche della
circostanza opposta.

 

                               2.3.   Come è già
stato rilevato in numerose sentenze la valutazione dell'inva­lidità non va
stabilita unicamente in base a fattori medico-teorici (RAMI 1996 p. 34, p. 36
consid. 3b; STFA inedita 23.3.92 in causa F.A., consid. 4; DTF 110 V 275
consid. 4a, 105 V 207 seg.), bensì rilevanti sono gli effetti del danno alla
salute sulla capacità di guadagno (RAMI 1996 p. 34, p. 36 consid. 3b).

                                         La
documentazione medica costituisce un impor­tante elemento di giudizio per
determinare quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili dall'assicurato
(SVR 1996 IV Nr. 74 p. 214 consid. 2d; DTF 114 V 314 consid. 3a, DTF 105 V 158
consid. 1; RCC 1982 pag. 35 consid. 1). 

                                         Non
spetta invece al medico graduare l'invalidità dell'assicurato.

                                         Il
compito del medico consiste nel porre un giudizio sullo stato di salute e
nell'indicare in quale misura e in quali attività l'assicurato è incapace al
lavoro (RCC 1991, pag. 331 consid. 1c). Il medico non possiede invece né la
prepa­razione né gli strumenti per pronunciarsi sulla capa­cità di guadagno.
Questo giudizio spetta all'ammini­strazione, rispettivamente al giudice, e
dev’essere formu­lato sulla base del raffronto dei redditi (RCC 1986, pag.
432).

                                         I
documenti medici sono comunque sempre di rilievo quando permettono di dedurre
le conseguenze economiche delle affezioni accertate (STFA non pubbl. del 2
luglio 1996 in re M. N p. 4 consid. 2; DTF 114 V 314 consid. 3c).

                                         Di
conseguenza, il fatto che un assicurato sia, da un profilo medico, incapace al
lavoro ad un determinato grado, non significa ancora ch'egli debba
necessariamente benefi­ciare del riconoscimento dello stesso grado d'invalidità
da parte della Commissione AI. 

                                         L'incapacità
di guadagno (sulla quale si fonda il concetto d'invalidità ai sensi dell'art. 4
LAI) si distingue dall'incapacità di lavoro per il fatto che essa considera
quale guadagno può e deve ancora essere realizzato dall'interessato,
utilizzando la sua capacità lavorativa residua in un mercato del lavoro
equilibrato. L'incapacità di lavoro, invece, è l'impossibilità fisica di
muoversi o di fare uno sforzo, come pure l'impossibilità psichica di agire con
metodo. Essa viene valutata nella propria professione rispettivamente in altri
lavori e attività (G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit
suisse de la sécurité sociale, pag. 228).

                                         La LAI
tutela dunque non la malattia o la conseguente incapacità lavorativa, ma l'incapacità
al guadagno. 

                                         Di
regola, l'invalidità economica appare inferiore all'inabilità medica. In taluni
casi particolari, per contro, si deve ammettere che l'incapacità al guadagno
sia superiore al mero grado d'incapacità lavorativa sotto il profilo medico
(cfr. ad es. B. Schatz, Kommentar zur eidg. Militärversicherung, Zurigo 1952,
pagg. 140 e 141). 

                                         Il grado
d'invalidità di un assicurato non può essere pertanto fondato sulla mera
valutazione medica, bensì deve corrispondere al grado della sua incapacità al
guadagno, tenuto conto di ogni attività che può ragionevolmente esercitare e
delle possibilità di lavoro a lui aperte (cfr. SVR 1996 IV Nr. 74 p. 213ss
consid. 2b; RCC 1962, pag. 126).

 

                               2.4.   Nell'evenienza
concreta, ai fini di accertare lo stato di salute e le eventuali conseguenze
sulla sua capacità lavorativa, l'UAI ha sottoposto l'assicurata ad esame
peritale a cura del dott. ________, reumatologo.

                                         Con
referto peritale 29 maggio 2000 il perito ha osservato:

 

" 
(…)

4.        CONCLUSIONI E RISPOSTE ALLE VOSTRE DOMANDE:

 

4.1      Anamnesi:

 

4.2      Dati soggettivi dell'assicurato:

 

 

4.3      Constatazioni obiettive:

 

Vedi quanto detto sopra

 

 

4.4.     Diagnosi:

           1.  Sindrome lombo‑vertebrale cronica con:

                ‑    irradiazione
algica diffusa all'arto inferiore dx di carattere non radicolare

                ‑    discopatia L3/4, L4/5 e in minor misura
L5/S 1

                ‑    ernia discale medio‑laterale
bilaterale L4/5

 

           2.  Emisindrome sensitiva ed algica all'emicorpo dx

 

           3.  Obesità (BMI 30.7 kg / m2)

 

La signora __________ presenta dunque una sintomatologia dolorosa
generalizzata a tutto l'emicorpo dx e focalizzata sulla regione lombo‑sacrale
ed all'arto inferiore dx. Dal lato oggettivo, per quanto riguarda l'eventuale
sindrome radicolare all'arto inferiore dx, il Prof. __________ nel suo rapporto
del  24.11.98 segnalava una componente radicolare solo discreta (minimi segni
in L5 a dx per un Lasègue di 90°). In seguito nei vari altri rapporti
specialistici, vedi quelli del Dr. __________ del 29.4.99 e del Dr. __________
dell'1.11.99, dei medici della Clinica di __________ del 12.2.99 e in
particolare del rapporto specialistico del Dr. __________ del 22.2.99, non sono
mai emersi dei dati oggettivi in favore di una radiculopatia. La signora
__________ soffre certamente di una problematica lombare, che emerge anche
dall'esame RMN della colonna lombare ma con una estensione algica
sproporzionata a tutto l'emicorpo dx. Una componente funzionale è evidente in
presenza di una sindrome algica e sensitiva soggettiva a tutto l'emicorpo dx.
Vi è inoltre sicuramente un fattore aggravante, anche se non sono in grado di
dire se sia cosciente o meno.

 

A questo si aggiunge un altro fattore sfavorevole legato al
sovrappeso ed ad un certo decondizionamento fisico dopo due anni di inattività.

 

 

4.5.     Grado di capacità lavorativa:

Nel caso dell'assicurata è certificata un'inabilità lavorativa
completa dal 17.8.98 a tuttora.

 

La problematica lombare della paz. e delle ultime attività svolte
nella lavanderia di grandi istituti dì cura, occorre riconoscere alla paz. una
incapacità lavorativa di 2/3, probabilmente definitiva. L'inabilità lavorativa
è giustificata dal fatto che la patologia discale della paz. è effettivamente
limitante in buona parte delle attività richieste nelle lavanderie dei grandi
istituti di cura in cui è stata impiegata da ultimo.

 

 

4.6.     Possibilità di migliorare la capacità di lavoro:

 

4.6.a   Tramite provvedimenti sanitari:

Non ci sono proposte particolari sotto questo punto di vista, la
paz. avendo già beneficiato di tutte le misure terapeutiche conservative.
L'indicazione a delle misure chirurgiche, in assenza di deficit radicolari, è
molto relativo, come già citato dal Prof. __________, il quale già all'epoca
esprimeva che un'operazione dovrebbe essere valutata con prudenza visto
l'atteggiamento della paz. e che la capacità lavorativa non potrebbe essere
migliorata chirurgicamente. Non sono in grado di giudicare se una presa a
carico dal punto di vista psichiatrico potrebbe portare un beneficio alla paz.
Considerando il quadro clinico globale non credo comunque che si otterrebbe un
miglioramento significativo della sua capacità lavorativa.

 

4.6.b   Tramite provvedimenti d'ordine professionale:

Dei provvedimenti di integrazione non mi sembrano ragionevoli tenendo
conto del fatto che la paz. non è motivata, essendo già convinta a priori che i
dolori precluderanno qualsiasi attività lavorativa.

 

In una attività lavorativa leggera generica si può ritenere una
capacità lavorativa residua di 2/3 tenendo conto delle lesioni oggettivabili a
livello lombare. Una tale attività dovrebbe evitare delle posizioni ergonomiche
sfavorevoli prolungate, portare o sollevare pesi superiori a 10 kg e permettere
alla paz. di cambiare di tanto in tanto la propria posizione.

 

4.6.c   Tramite mezzi ausiliari:

Nel contesto generale della paz. ritengo che un corsetto lombare
non gioverebbe nè ai dolori nè alla capacità funzionale." (Doc. AI _)

 

 

                               2.5.   Perché un
rapporto medico abbia valore probatorio è determinante che esso valuti ed esamini
in maniera completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi,
prenda conto di tutti i mali di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in
piena conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione
delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le
conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate (cfr. Ulrich
Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 p. 31;
Pratique VSI 3/1997 pag. 123).

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell’ambito della procedura
amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell’ipotesi in cui
sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza
probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate
sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non
inducono a ritenerle inaffidabili ((DTF 123 V 176, DTF 122 V 161, 104 V 212;
STFA del 14 aprile 1998 in re O.B. inedita, STFA del 28 novembre 1996 in re
G.F. inedita, STFA 24.12.1993 in re S.H. inedita; SVR 1998 IV Nr. 1 p. 2; SZS
1988 p. 329 e 332; ZAK 1986 p. 189; Locher, Grundriss des
Sozialversicherungsrechts, Berna 1994, p. 332 ).

 

 

 

                                         Lo stesso
vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAL 1986 p.
188; RAMI 1993 p. 95).

                                         Il TFA ha
inoltre precisato che, nell’ipotesi in cui si tratti di una lite in materia di
prestazioni, dall'art. 4 CF rispettivamente 6 CEDU, non può essere dedotto il
diritto di essere sottoposto ad una perizia medica esterna (DTF 122 V 157). 

                                         Nell'ambito
del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito
all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di
giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità
e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze
severe (DTF 122 V 157).

                                         In
un’altra sentenza inedita il TFA ha inoltre considerato rilevante una perizia
giudiziaria fatta esperire dal TCA al SAM. Secondo il l’Alta Corte questo
servizio non può essere considerato parte in causa, nel senso che sussiste un
vincolo per cui l’istituto sarebbe obbligato a tenere in particolare
considerazione gli interessi specifici dell’assicurazione invalidità (STFA non
pubbl. del 22 maggio 1995 in re A. C;
cfr. anche DTF 123 V 178 consid. 4b; VSI 2001 pag. 110 consid. 3c).).

 

                                         Per quel
che riguarda il medico di fiducia, infine, secondo la generale esperienza della
vita, il giudice deve tener conto del fatto che, in dubbio, egli attesta a
favore del suo paziente (DTF 125 V 353 consid. 3a)cc), cfr. U. Meyer-Blaser,
Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997 p.
230).

                                      

                               2.6.   Nel caso in
esame, questa Corte non può che conferire alla perizia del dott. __________
forza probatoria piena. Conformemente ai criteri giurisprudenziali sopra
ricordati, il cennato referto è infatti completo, approfondito, chiaro
nell'esposizione e logico nonché motivato nelle conclusioni. 

 

                                         E'
pertanto da ritenere siccome dimostrato con la certezza richiesta nelle
assicurazioni sociali (DTF 121 V 208; DTF 115 V 142; SVR 1996 KV Nr. 85 p. 269)
che, a causa del danno alla salute, la capacità lavorativa dell'assicurata
quale ausiliaria di lavanderia è ridotta di 2/3, mentre in attività leggere
generiche in cui sia possibile evitare posizioni ergonomiche sfavorevoli
prolungate, evitare il trasporto o sollevamento di pesi superiori ai 10 kg e
dove sia possibile cambiare posizione, essa presenta una capacità al lavoro
pari al 66.66%.

 

                                         Dalle
tavole processuali non emergono per il resto elementi o concreti indizi atti a
contraddire le conclusioni peritali in merito alla capacità lavorativa, né
d'altronde l'assicurata è stata in grado di produrre nuova documentazione
medica idonea a far ritenere la valutazione del dott. __________ siccome
inaffidabile. Il rapporto medico 29 ottobre 2001 del dott. __________ (VII),
prodotto nelle more della presente procedura, si limita infatti a confermare in
sostanza l'esistenza, da una decina d'anni, di una patologia lombare rimasta
sostanzialmente invariata, senza esprimere alcuna valutazione circa gli effetti
invalidanti riconducibili a tale affezione.

 

                               2.7.   Incaricato
dall'amministrazione di procedere ad una valutazione delle possibilità di
reintegrazione dell'assicurato, con rapporto 26 aprile 2001 il Consulente in
integrazione professionale dell'AI ha in particolare evidenziato come in
attività fisicamente leggere - quali, per esempio, addetta alla vendita di
carburanti con compiti essenzialmente di incasso, operaia ausiliaria in lavori
leggeri, operaia generica nell'industria cioccolatiera, operaia in industria
farmaceutica, di lavorazione o distribuzione di prodotti tabagiferi, operaia
nel settore componentistica elettronica, nell'industria orologiera, impacchettatrice
o imballatrice, venditrice o cassiera in grande magazzino senza diploma,
commessa in chiosco ecc.  - rispecchianti le controindicazioni mediche,
l'assicurata, sarebbe ancora  in grado di conseguire un reddito pari a fr.
16'792 (cfr. doc. AI _). 

 

                                         Sulla
scorta della refertazione medica agli atti e del rapporto della Consulente AI,
con l'atto impugnato l'UAI ha indi stabilito un'incapacità al guadagno del 62%,
risultante dal raffronto di un reddito da valido - incontestato - di fr. 43'617
con un reddito da invalido pari a fr. 16'792. 

 

                               2.8.   Riguardo
alla fissazione del reddito da invalido in attività di tipo leggero, giova
ricordare che, per quanto riguarda i salari applicati nel Canton Ticino, questo
Tribunale, utilizzando dati salariali concreti ed analizzando approfonditamente
la giurisprudenza federale in materia, ha stabilito - con sentenza 13 luglio
1995, confermata dal TFA (cfr. SVR 1996, UV Nr. 55 pag. 183; RAMI 1998 pag.
223) - che in attività leggere e non qualificate, svolte a tempo pieno e con
rendimento completo in un mercato del lavoro equilibrato, il reddito annuo per
la manodopera maschile ammonta:

                                         per il
1992 fr. 34'000.--

                                         per il
1993 fr. 34'500.--

                                         per il
1994 fr. 35'000.--

                                         per il
1995 fr. 35'000.--

 

                                         Il TCA ha
inoltre escluso cambiamenti nella remunerazione e ritenuto, anche per il 1996,
l'importo di fr. 35'000.-- (STCA 27 agosto 1996 in re J.M.). Simile aumento è
stato escluso anche per il 1997 (STCA 18.3.1998 in re Y.O. c. H.) e per il 1998
(STCA 19.6.1998 in re E. M.) e per il 1999 (STCA 28.1.2000 in re B.C).

 

                                         I
parametri utilizzati dal TCA sono stati in passato approvati dal TFA, ad
esempio nella sentenza pubblicata in RAMI 1998 pag. 223 seg. e in quella
pubblicata in SVR 1998 UV N° 6.

                                         In
seguito, il TFA ha esplicitamente affermato che i redditi così determinati dal
TCA "... dovrebbero essere fedefacenti anche nel campo dell'assicurazione
invalidità..." (stfa 30.6.1998 in
re S.S.c.H. non pubbl.; cfr. STCA del 18 maggio 1999 in re B.K).

                                         Nel 1995
per le donne il reddito era invece di fr. 24’500.--.

 

                                         Il TCA ha
riconfermato la propria giurisprudenza nelle recenti sentenze 27 ottobre 1999
in re T.S., 15 novembre 1999 in re F.P,  4 gennaio 2000 in re M.K. e 28 gennaio
2000 in re B.C.

 

                                         Tuttavia,
la giurisprudenza federale relativa alla fissazione del reddito da invalido è
stata oggetto di una completa verifica da parte del Tribunale federale delle
assicurazioni.

                                         In una
sentenza del 30 giugno 2000 nella causa V.B. (I 411/98), riprendendo in sintesi
quanto stabilito con sentenza 9 maggio 2000 nella causa A, ora pubblicata in
DTF 126 V 75 e segg., l'Alta Corte si è in particolare così espressa riguardo
alle conclusioni del suo esame:

 

"  2.‑
Come il Tribunale federale delle assicurazioni ha avuto modo di affermare a più
riprese, la nozione di invalidità nell'ambito dell'assicurazione per
l'invalidità coincide di massima con quella ritenuta in materia di
assicurazione obbligatoria contro gli infortuni. In ambedue i campi costituisce
la limitazione, addebitabile ad un danno alla salute assicurato, della capacità
di guadagno permanente o di lunga durata sul mercato del lavoro equilibrato
entrante in linea di conto per l'assicurato (119 V 470 consid. 2b, 116 V 249
consid. 1b).

L'uniformità della nozione d'invalidità conduce di principio
a fissare, per un medesimo pregiudizio alla salute, un uguale tasso
d'invalidità (DTF 119 V 470 consid. 2b). Ai sensi della giurisprudenza, gli
organi dell'assicurazione per l'invalidità non sono comunque vincolati e devono
scostarsi dalla valutazione dell'assicuratore infortuni, allorquando, ad
esempio, quest'ultimo abbia tralasciato di operare un raffronto dei redditi
(DTF 112 V 175 consid. 2a; VSI 1998 pag. 174 consid. 4a).

 

3.‑ a) Nell'evenienza concreta l'assicurato,
contitolare a D. di un garage, dove lui stesso lavora in qualità di meccanico
d'auto, percepisce, dal 1° gennaio 1994, una rendita d'invalidità del 15% da
parte dell'INSAI, per i postumi dell'incidente stradale del 29 agosto 1990.
Tale prestazione è rimasta invariata anche dopo una ricaduta notificata nel
febbraio 1996.

Ora, dagli atti contenuti nell'inserto della causa non
risulta che l'INSAI abbia fatto capo, per determinare il tasso d'invalidità, ad
un paragone dei redditi. In base ai principi suesposti, la graduazione operata dal
medesimo Istituto non era pertanto vincolante per l'ufficio ricorrente.
Quest'ultimo, comunque, l'ha ripresa senza eseguire i necessari accertamenti
economici impostigli dall'art. 28 cpv. 2 LAI.

 

b) Contrariamente all'UAI, l'autorità giudiziaria cantonale
ha invece proceduto al prescritto confronto dei redditi. Per quel che riguarda,
in particolare, il reddito ipotetico d'invalido, essa, facendo capo alla
propria giurisprudenza sviluppata in tema di determinazione del salario di
riferimento ai fini del calcolo della capacità di guadagno residua, finora più
volte confermata dal Tribunale federale delle assicurazioni, ha ritenuto
l'importo di fr. 35'100.‑, che corrispondeva nel 1994 alla retribuzione
annua media conseguibile sul mercato del lavoro ticinese da operai o impiegati
non qualificati con problemi di salute in attività leggere adeguate (SVR 1996
UV no. 55 pag. 186 consid. 2.11). Orbene, la questione dei salari medi fondati
su dati statistici, cui pure la predetta prassi giudiziaria ticinese si riferisce,
è stata oggetto di una recente sentenza del 9 maggio 2000 del Tribunale
federale delle assicurazioni nella causa A. (I 482/99), destinata alla
pubblicazione.

 

4.‑ In tale sentenza di principio la Corte ha in
sostanza stabilito che ai fini della determinazione del reddito da invalido fa
stato, in primo luogo, la situazione salariale concreta in cui versa
l'assicurato. Qualora i dati economici effettivi difettino per l'inattività di
quest'ultimo, possono essere ritenuti, conformemente alla giurisprudenza, i
dati forniti dalle statistiche salariali.

La questione di sapere se e in quale misura i salari medi
fondati su dati statistici devono essere ridotti dipende dall'insieme delle
circostanze personali e della situazione professionale del caso concreto (limitazione
addebitabile al danno alla salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di
permesso di dimora, grado di occupazione), criteri questi che l'amministrazione
è tenuta a valutare globalmente facendo un uso corretto del potere di
apprezzamento che le compete. La Corte ha precisato, al riguardo, come una
riduzione complessiva massima del 25% del salario statistico permettesse di
tener conto delle varie particolarità che possono influire sul reddito di
lavoro.

Questa Corte ha poi ancora rilevato, nella medesima
sentenza, che nell'ambito dell'esame della riduzione globale da operare ‑
percentuale che è stimata e deve essere succintamente motivata
dall'amministrazione ‑, il giudice delle assicurazioni sociali non può
senza valido motivo sostituire il proprio apprezzamento a quello
dell'amministrazione.

 

5.‑ Ora, la prassi della Corte cantonale ticinese,
secondo cui il presunto reddito d'invalido realizzabile, su un mercato del
lavoro equilibrato, da un lavoratore poco o non qualificato in attività confacenti
allo stato di salute è valutato senza particolare riferimento alle circostanze
specifiche del caso concreto, ma secondo criteri uniformi, non soddisfa le
esigenze poste dalla nuova giurisprudenza precitata.

In queste condizioni, il giudizio di prima istanza e la
decisione amministrativa devono essere annullati, nel senso che gli atti sono
rinviati all'Ufficio ricorrente perché, stabilito il tasso d'invalidità
fondandosi sulla recente giurisprudenza di questa Corte, statuisca di nuovo sul
diritto ai provvedimenti professionali in lite."

 

                                         Con
sentenza 4 settembre 2000 nella causa N. R. (32.1999.113) questa Corte, tenuto
conto per la prima volta del cambiamento di prassi decretato dal TFA, ha
precisato che conformemente ai dati statistici salariali pubblicati
dall'Ufficio federale di statistica in "L'enquête suisse sur la structure
des salaires 1998" il salario ipotetico conseguibile in attività leggera
adeguata esercitata a tempo pieno e prima di eventuali riduzioni per motivi
particolari, che possono arrivare al massimo al 25% (cfr. DTF 124 V 323:
Pratique VSI 2000 pag. 85 e, soprattutto, sentenza del 9 maggio 2000 nella
causa A., I 482/99), riportato su 41,9 ore ammonterebbe a fr. 45'390.-- nel
settore privato (rispettivamente fr. 47'929.-- nel settore pubblico e privato)
per gli uomini e a fr. 33'587.-- (rispettivamente fr. 33'725.--) per le donne.

 

                               2.9.   Nella
fattispecie in esame, alla luce delle considerazioni che precedono, considerata
una capacità lavorativa del 66,66% in attività leggere adeguate ai sensi della
citata giurisprudenza, pur tenendo conto del massimo della riduzione (25%)
applicabile al salario stabilito per siffatte attività nel settore privato
femminile nel 1998 (33'587), tenuto conto di un adeguamento di tale reddito
sino all'anno 2000 (cfr. La Vie économique, 9/2001, pag. 28, tabella B.10.3),
il reddito da invalido computabile ammonta a fr. 17'057  (33'587 x 2190
: 2156 x 66.6% x 75%).

 

                                         Ritenuto
un reddito da valido (incontestato) di fr. 43'616.95 nel 1999, indicizzato al
2001 (anno in cui è da riferire l'ammontare dei redditi ai fini del calcolo
dell'invalidità, cfr. RCC 1991, 332; RCC 1989, 123, DTF 116 V 248 consid. 1a)
in fr. 44'445,70 (43'616.95 x 101.9%; cfr. La Vie économique, 9/2001, pag. 28,
tabella B.10.2), pur senza considerare, come visto, un aumento del reddito da
invalido nell'anno 2001, il tasso d'invalidità emergente dal raffronto dei due
redditi è pari 61.62%.

 

                                         Stante quanto sopra, __________ ha pertanto diritto ad una mezza
rendita d'invalidità.

 

                               3.1.   Con il gravame
l'insorgente sostiene di non poter vivere che con la mezza rendita d'invalidità
assegnatagli dall'UAI. Considerando anche la rendita AI percepita dal marito,
complessivamente i coniugi __________ percepiscono un importo mensile pari a
fr. 1'405 (cfr. ricorso).

                                         A tale
proposito all'assicurata occorre ricordare che se essa dovesse trovarsi in
condizioni economiche disagiate, può sempre chiedere quale beneficiaria di una
rendita AI - qualora non l'avesse già fatto - l'erogazione di una prestazione
complementare.

                                         La
domanda dovrà essere formulata su apposito modulo che può essere chiesto
all'Agenzia comunale AVS del proprio comune di domicilio.

                                         Tale
richiesta sarà accolta, mediante una separata decisione, impugnabile al TCA,
nella misura in cui il reddito determinante risulterà inferiore al limite
imposto dalla legge.

                                       

Sulla scorta di quanto precede, il ricorso deve
essere respinto e la decisione impugnata confermata.

 

 

                                      

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti