# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** be960e01-7ff6-5237-a55c-74f1b6c31407
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-07-11
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 11.07.2018 12.2018.98
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2018-98_2018-07-11.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2018.98

  	
  Lugano

  11 luglio 2018/rn

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente della seconda Camera civile del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
  quale giudice unico (art.
  48b cpv. 1 lett. a cfr. 2 LOG)

  
						

sedente
per statuire nella causa inc. n. SO.2018.417 (tutela
giurisdizionale nei casi manifesti, espulsione del conduttore) della Pretura
della giurisdizione di Locarno-Città promossa con istanza 1° giugno 2018 da

 

	
   

  	
   AO 1 

   AO 2  

  entrambe
  patrocinate da  PA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
   AP 1 

   AP 2 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

chiedente l’espulsione immediata dei
convenuti, domanda alla quale quest’ultimi si sono opposti e che il Pretore ha
accolto con decisione 28 giugno 2018;

 

appellanti i convenuti che con appello del 7 luglio 2018 contestano
il giudizio pretorile e invocano un periodo di prova per dimostrare di
attenersi all’impegno assunto;

ritenuto

 

in fatto e in diritto:

 

                                         che in virtù
del contratto del 31 marzo 2017 AP 1 e AP 2 conducono in locazione
l’appartamento di 4 ½ locali in via __________ a __________ per una pigione
mensile di fr. 1'490.-, oltre a fr. 150.- quale acconto per spese accessorie (doc.
A);

che il 9 marzo
2018 AO 1 e AO 2 hanno regolarmente diffidato
i conduttori a voler versare il saldo scoperto per la pigione di marzo e il
relativo acconto spese accessorie per complessivi fr. 1'490.-, prospettando la disdetta del contratto per mora ai sensi dell’art. 257d
CO (doc. E);

 

                                         che con
raccomandate separate del 16 aprile 2018 le locatrici hanno notificato, con modulo
ufficiale, la disdetta straordinaria del contratto per il 31 maggio 2018 (doc. G);

                                         che, non
avendo i conduttori provveduto alla riconsegna dei locali entro la data
fissata, con istanza 1° giugno 2018, nella procedura sommaria a tutela nei casi
manifesti, le locatrici hanno chiesto alla Pretura di ordinare l’espulsione dei
conduttori;

che, sentite le parti in occasione dell’udienza del 28 giugno 2018, con
giudizio di medesima data il Pretore ha accolto l’istanza e ordinato
l’espulsione dei conduttori, con le comminatorie di rito;

 

                                         che con
appello 7 luglio 2018 i convenuti insorgono contro il giudizio pretorile affermando
di aver provveduto a saldare le pigioni scoperte e chiedendo di tener conto delle
loro personali difficoltà ad intraprendere un trasloco entro breve,
impegnandosi altresì ad essere in futuro puntuali nei pagamenti e, in caso
contrario, a lasciare senza resistenza alcuna i locali;

che l’appello non è stato intimato alla controparte e la procedura, terminando
con una non entrata in materia per manifesta inammissibilità e carenza delle
motivazioni, può essere decisa dalla Camera nella composizione a giudice
unico (art. 48b cpv. 1 lett. a cfr. 2 LOG);

che, nel caso concreto, contro la decisione emanata in procedura sommaria a
tutela dei casi manifesti è dato il rimedio dell’appello, da presentare entro
10 giorni (art. 314 CPC), tenuto conto del valore calcolato sulla base delle
pigioni per la durata prevedibile di un’espulsione pronunciata per la via
ordinaria;

che dal 1° gennaio 2011 l’espulsione di un conduttore dai locali
occupati dopo la fine del contratto per disdetta, ordinaria o straordinaria,
avviene o in procedura semplificata (art. 243 e segg. CPC) previa conciliazione
o in procedura sommaria di tutela giurisdizionale nei casi manifesti (art. 257
CPC) che non richiede la previa conciliazione (Hohl, Procédure civile, Tome II, 2a
ed., n. 1429 pag. 260);

che con l’appello possono essere censurati l’errata applicazione del diritto e
l’errato accertamento dei fatti (art. 310 CPC); l’atto di appello deve
contenere i motivi di fatto e di diritto sui quali si fonda ed essere motivato
(art. 310 e 311 cpv. 1 CPC); l’appellante deve spiegare non perché le sue
argomentazioni siano fondate, ma perché sarebbero erronee o censurabili le motivazioni
del Pretore;

che, in concreto, gli appellanti hanno presentato un breve testo di appello,
con il quale peraltro riconoscono le circostanze poste alla base della
decisione appellata, limitandosi a esprimere l’intenzione di rimanere nei
locali e chiedere di concedere loro fiducia sulla base dell’impegno dichiarato
di far fronte ai futuri pagamenti della pigione;

che tale modo di procedere è inammissibile e comporta l’irricevibilità
dell’appello per carente motivazione, non essendo adempiuti i presupposti
dell’art. 311 cpv. 1 CPC: gli appellanti non si confrontano infatti minimamente
con la sentenza pretorile, i cui accertamenti e conclusioni non risultano
validamente criticati con l’appello, che va pertanto considerato irricevibile,
ciò che comporta la conferma della sentenza impugnata;

che, abbondanzialmente, va rilevato come gli appellanti, benchè non patrocinati
da un legale, conoscono senz’altro i principi sopra esposti e non possono
ignorare la manifesta infondatezza della loro richiesta d’appello, ritenuto
come nel corso degli ultimi tre anni sono stati destinatari di decisioni sostanzialmente
identiche di questa Camera a seguito di procedure del tutto analoghe;

che, tenuto conto delle particolari circostanze e dell’esigenza di celerità,
questa Camera ha ritenuto di poter prescindere dal formulare una richiesta di
un anticipo delle presumibili spese processuali (art. 97 e 98 CPC);

che le spese processuali seguono la soccombenza (art. 106 CPC) e
sono fissate in conformità all’art. 9 cpv. 3 LTG; il valore litigioso della
procedura di appello supera la soglia di fr. 15'000.-, determinante ai fini di
un eventuale ricorso al Tribunale federale; non si assegnano ripetibili
alla controparte alla quale l'appello non è stato notificato.

 

 

Per questi motivi, 

 

decide:                     1.   L'appello 7 luglio 2018 di AP 1 e AP 2 è irricevibile.

 

                                   2.   Le
spese processuali di complessivi fr. 100.- sono poste a carico degli appellanti
in solido. Non si assegnano ripetibili.

 

                                   3.   Notificazione:

	
   

  	
  -     

  -     

  -     

   

  

                                         Comunicazione alla Pretura
della giurisdizione di Locarno-Città

 

 

Per
la seconda Camera civile del Tribunale d'appello

Il
vicepresidente                 

 

D.
Bozzini

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Nelle cause a carattere pecuniario in materia di
locazione con un valore litigioso superiore a fr. 15'000.- è dato ricorso in
materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla
notificazione del testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF).
Qualora non sia dato il ricorso in materia civile è possibile proporre negli
stessi termini ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113, 117
LTF). La parte che intende impugnare una decisione sia con un ricorso ordinario
sia con un ricorso in materia costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi
con una sola e medesima istanza (art. 119 LTF).