# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 59bfc915-2487-5a0c-9a56-9c9bca06141c
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2011-12-08
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 08.12.2011 D-6548/2011
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6548-2011_2011-12-08.pdf

## Full Text

Bundesve rwa l t ungsge r i ch t

T r i buna l   adm in i s t r a t i f   f édé ra l

T r i buna l e   ammin i s t r a t i vo   f ede ra l e

T r i buna l   adm in i s t r a t i v   f ede ra l

   

Corte IV
D­6548/2011

Sen t e n z a   d e l l ' 8   d i c emb r e   2 0 1 1

Composizione Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,
con l'approvazione del giudice Thomas Wespi;
cancelliera Zoe Cometti.

Parti A._______, nato il (…), alias
B._______, nato il (…), alias
C._______, nato il (…),
Tunisia,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento;
decisione dell'UFM del 2 dicembre 2011 / N […].

D­6548/2011

Pagina 2

Visto:

la  domanda  d'asilo  che  l'interessato  ha  presentato  in  data 
15 novembre 2011 in Svizzera;

il documento che l'Ufficio federale della migrazione (di seguito: UFM) ha 
rimesso al richiedente il medesimo giorno e mediante il quale lo ha reso 
attento  circa  la  necessità  di  consegnare,  entro  le  48 ore  successive 
all'inoltro della sua  istanza, un documento d'identità o di  viaggio,  con  la 
comminatoria  che,  in  caso di mancata  consegna e  in  assenza di motivi 
scusabili, non si entra nel merito della sua domanda d'asilo;

i  verbali  d'audizione  del  23 novembre 2011  (di  seguito:  verbale 1)  e  del 
15 giugno 2011 (di seguito: verbale 2);

il  verbale  di  decisione  dell'UFM  del  2 dicembre 2011,  notificato 
all'interessato il giorno stesso (cfr. risultanze processuali);

il  ricorso  del  2 dicembre 2011  (cfr.  timbro  del  plico  raccomandato,  data 
d'entrata 5 dicembre 2011);

gli  atti  dell'UFM  trasmessi  via  fax  a  codesto  Tribunale  in  data 
5 dicembre 2011;

ulteriori  fatti  ed  argomenti  addotti  dalle  parti  negli  scritti  che  verranno 
ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza;

e considerato:

che  le procedure  in materia d'asilo  sono  rette dalla  legge  federale  sulla 
procedura amministrativa  del  20 dicembre 1968  (PA, RS 172.021),  dalla 
legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17 giugno 2005  (LTAF, 
RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 
RS 173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del  26 giugno 1998  (LAsi, 
RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

che  fatta  eccezione  delle  decisioni  previste  all'art. 32  LTAF,  il  Tribunale 
amministrativo federale (di seguito: il Tribunale), in virtù dell'art. 31 LTAF, 

D­6548/2011

Pagina 3

giudica  i  ricorsi  contro  le  decisioni  ai  sensi  dell'art. 5 PA  prese  dalle 
autorità menzionate all'art. 33 LTAF;

che l'UFM rientra tra dette autorità (art. 105 LAsi);

che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che  il  ricorrente  ha  partecipato  al  procedimento  dinanzi  all'autorità 
inferiore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un 
interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della 
stessa  (art. 48  cpv. 1  lett. a­c  PA),  e  che  è  pertanto  legittimato  ad 
aggravarsi contro di essa;

che,  nell'ambito  di  ricorsi  contro  decisioni  di  non  entrata  nel  merito  ai 
sensi  dell'art. 32  cpv. 2  lett. a  LAsi,  l'oggetto  suscettibile  d'essere 
impugnato  non  può  essere  esteso  alla  questione  della  concessione 
dell'asilo,  che  presuppone  una  decisione  nel  merito  della  domanda 
stessa;

che,  di  conseguenza,  la  conclusione  ricorsuale  implicita  tendente  alla 
concessione dell'asilo è inammissibile;

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla forma 
ed al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono pure soddisfatti;

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;

che  i  ricorsi manifestamente  infondati,  ai  sensi  dei motivi  che  seguono, 
sono decisi  in  procedura  semplificata  (art. 111a LAsi)  dal  giudice unico, 
con  l’approvazione  di  un  secondo  giudice  (art. 111  lett. e  LAsi)  e  la 
decisione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi);

che,  ai  sensi  dell’art. 111a  cpv. 1  LAsi,  si  rinuncia  allo  scambio  degli 
scritti;

che,  nell'ambito  dell'audizione  sommaria,  l'interessato  ha  dichiarato  di 
essere  cittadino  tunisino,  nato  a  D._______  (Tunisia)  e  con  ultimo 
domicilio in Tunisia a E._______ (cfr. verbale 1, pagg. 3 seg.);

che  il  richiedente,  avrebbe  lasciato  la  Tunisia  per  motivi  economici  ad 
inizio  novembre  2011  dal  porto  di  F._______  nascosto  in  un  container 
rimorchiato da un TIR  (Transports  Internationaux Routiers) e si sarebbe 
imbarcato verso  l'Italia; che, sarebbe sceso dal TIR a G._______ (Italia) 

D­6548/2011

Pagina 4

ed  avrebbe  proseguito  in  treno  fino  in  Svizzera  a  H._______,  dove  ha 
depositato la propria domanda d'asilo (cfr. verbale 1, pag. 6);

che, nella decisione  impugnata,  l'UFM ha considerato, da un  lato, che  il 
ricorrente  non  ha  consegnato  alle  autorità  competenti  in materia  d'asilo 
alcun documento d'identità o di viaggio valevole ai sensi dell'art. 1a lett. b 
e  c  dell'ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali 
dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311); che, dall'altro lato, detto Ufficio 
ha  ritenuto che nessuna delle eccezioni previste all'art. 32 cpv. 3 LAsi è 
realizzata nel caso di specie;

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda 
ai  sensi  dell'art. 32  cpv. 2  lett. a  LAsi  e  contestualmente  ha pronunciato 
l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e  l'esecuzione 
dell'allontanamento verso la Tunisia siccome lecita, esigibile e possibile;

che,  nel  ricorso,  l'insorgente  ha,  per  ciò  che  concerne  la  mancata 
consegna di documenti  d'identità,  riconfermato quanto già affermato nei 
verbali  d'audizione;  che,  infatti,  egli  ribadisce  di  non  aver mai  avuto  un 
passaporto, mentre  la  carta  d'identità  –  a  causa  di  difficoltà  oggettive – 
non  sarebbe  stato  in  grado  di  farla  pervenire  in  Svizzera  (cfr.  ricorso, 
pag. 2);

che,  per  quanto  riguarda  i  suoi  motivi  d'asilo,  ha  riproposto  i  fatti  che 
l'avrebbero portato all'espatrio, ovvero  i motivi economici ed ha allegato 
nuovi motivi; che, segnatamente, temerebbe di essere arrestato, torturato 
oppure  ucciso  in  quanto  egli  non  si  sarebbe  presentato  alla  polizia, 
nonostante previa convocazione, a seguito delle manifestazioni di piazza 
della  rivoluzione  tunisina alle quali avrebbe partecipato  incendiando una 
centrale  della  polizia;  che,  pertanto,  se  non  gli  si  concede  l'asilo,  egli 
ritiene  che  si  dovrebbe  assodare  l'inesigibilità  dell'esecuzione  del  suo 
allontanamento dalla Svizzera;

che, in conclusione, il ricorrente ha chiesto, l'annullamento della decisione 
impugnata  e  la  trasmissione  degli  atti  di  causa  all'autorità  inferiore  per 
una  nuova  decisione;  che  ha,  altresì,  presentato  una  domanda 
d'esenzione dal versamento anticipato delle presunte spese processuali;

che,  giusta  l'art. 32  cpv. 2  lett. a  LAsi,  non  si  entra  nel  merito  d'una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun 
documento di  viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione della 
domanda;

D­6548/2011

Pagina 5

che,  secondo  l'art. 32  cpv. 3  LAsi,  il  cpv. 2  lett. a  non  si  applica  se 
l'interessato  può  rendere  verosimile  di  non  essere  in  grado,  per  motivi 
scusabili,  di  consegnare  documenti  di  viaggio  o  d'identità  entro  48 ore 
dalla  presentazione della  domanda  (lett. a),  se  la  qualità  di  rifugiato  del 
ricorrente  è  accertata  in  base  all'audizione,  nonché  in  base  all'art. 3  e 
all'art. 7  LAsi  (lett. b),  oppure  se  l'audizione  rileva  che  sono  necessari 
ulteriori chiarimenti per accertare  la qualità di  rifugiato o  l'esistenza d'un 
impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c);

che sono documenti di viaggio o d'identità ai sensi di legge quelli ufficiali, 
segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che  permettono 
un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo  (in  particolare  della  sua 
cittadinanza)  e  che  ne  assicurano  il  rimpatrio  senza  necessità  di 
particolari formalità amministrative (DTAF 2007/7 consid. 5);

che,  per  contro,  non  sono  documenti  validi  giusta  l'art. 32  cpv. 2  lett. a 
LAsi  quelli  emessi  per  altri  scopi,  come  la  licenza  di  condurre,  la  carta 
professionale,  il  certificato  di  nascita,  la  carta  scolastica  o  l'attestato  di 
fine degli studi (ibid., consid. 6);

che,  nel  caso  concreto,  il  ricorrente,  a  distanza  di  quasi  un mese  dalla 
presentazione  della  domanda  d'asilo,  non  ha  esibito  alcun  documento 
che adempia i citati criteri;

che, per di più, egli ha dichiarato di non essere mai stato in possesso di 
un  passaporto,  ma  di  possedere  una  carta  d'identità;  che,  detto 
documento si troverebbe in Tunisia a casa del padre; che, alla domanda 
di  cosa  avrebbe  fatto  per  procurarsi  i  documenti  d'identità  o  di  viaggio 
dopo essere venuto a conoscenza dell'incombenza di dover fornirne uno 
nelle 48 ore dopo l'inoltro della domanda d'asilo, egli ha dichiarato di non 
aver  fatto nulla  in quanto non saprebbe a  chi  rivolgersi  per  farsi  inviare 
tale  documento;  che  avendogli  l'auditore  ricordato  che  quest'ultimo – 
secondo  le  sue  dichiarazioni  –  si  troverebbe  a  casa  del  padre, 
l'insorgente  ha  improvvisamente  dichiarato  che  avrebbe  tentato  di  farsi 
inviare  il  documento  (cfr.  verbale 1,  pag. 6);  che,  durante  la  seconda 
audizione egli ha grossolanamente asserito di non aver potuto depositare 
il  documento siccome non sarebbe  riuscito a contattare  il  di  lui  padre a 
causa  degli  scarsi  mezzi  finanziari  in  suo  possesso  (cfr.  verbale 2, 
pag. 2); che al momento dell'inoltro della sua domanda d'asilo il ricorrente 
era  in  possesso  di  CHF  11.–  che  ha  però  utilizzato  per  comprarsi  le 
sigarette  piuttosto  che  chiamare  il  padre  nel  suo  Paese  d'origine 
(cfr. verbale 2, pag. 3); che, nell'atto di ricorso il ricorrente ha allegato che 

D­6548/2011

Pagina 6

a causa di tutta una serie di difficoltà oggettive non sarebbe stato in grado 
di  fare pervenire  in Svizzera e depositare  la carta d'identità  (cfr.  ricorso, 
pag. 2); che egli ha solamente enunciato "una serie di difficoltà oggettive" 
senza approfondire od elencare quali fossero dette difficoltà;

che,  inoltre,  interrogato  sul  proprio  viaggio,  egli  ha  dichiarato  d'aver 
lasciato  la  Tunisia  agli  inizi  di  novembre  2011  ignorando  la  data  esatta 
dell'espatrio; che dal porto di F._______ si sarebbe nascosto su un TIR in 
un  container  e  si  sarebbe  imbarcato  verso  l'Italia  ignorando  la 
destinazione precisa della nave (cfr. verbale 1, pag. 6); che, non sarebbe 
stato a conoscenza del nome del luogo in cui la nave sarebbe approdata 
in  Italia;  che,  sarebbe  uscito  dal  container  soltanto  una  volta  giunto  a 
G._______ 
(cfr. verbale 2, pag. 4); che non è credibile che egli non si ricordi in quale 
giorno  sarebbe  espatriato,  non  sia  stato  a  conoscenza  della  precisa 
destinazione della nave e soprattutto che sia uscito dal container solo una 
volta giunto a G._______;

che,  pertanto,  questo  Tribunale  ritiene  che  l'insorgente  non  può  aver 
viaggiato nelle circostanze descritte;

che argomentazioni  come quelle  addotte  quo al  possesso di  documenti 
risultano verosimilmente inattendibili;

che, vista l'inconsistenza, l'inattendibilità e l'incongruenza delle suddette 
dichiarazioni del ricorrente circa il possesso dei documenti d'identità ed il 
viaggio d'espatrio, il Tribunale ha ragione di concludere che il ricorrente 
dissimuli i propri documenti per i bisogni della causa;

che, di conseguenza, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né  fornito  una  valida  giustificazione  per  la  mancata  produzione  degli 
stessi,  l'eccezione  prevista  all'art. 32  cpv. 3  lett. a  LAsi  a  favore 
dell'insorgente non è applicabile;

che,  in assenza di documenti d'identità, occorre  inoltre esaminare se,  in 
applicazione  della  seconda  eccezione  dell'art. 32  cpv. 3  lett. b  LAsi,  in 
base  agli  art. 3  e  7  LAsi  nonché  all'audizione,  è  accertata  la  qualità  di 
rifugiato del richiedente;

che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legislatore 
ha introdotto con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi una procedura 
sommaria  nell'ambito  della  quale  è  statuito  sull'adempimento  o  meno 

D­6548/2011

Pagina 7

della  qualità  di  rifugiato,  nonostante  che  la  stessa  termini  con  una 
decisione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8 consid. 5);

che la manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza 
d'una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi 
nonché  dall'evidente  esistenza  di  un'alternativa  di  rifugio  interna  dalle 
persecuzioni  statali  oppure  di  un'appropriata  protezione  statale  contro 
l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5);

che l'insorgente ha dichiarato sostanzialmente d'essere espatriato sia per 
motivi  economici,  sia  per  il  timore  di  essere  ricercato  dalle  autorità 
tunisine;

che  il  ricorrente  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche  censure, 
argomenti  o  prove  suscettibili  di  giustificare  una  diversa  valutazione, 
rispetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata nel merito 
della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi);

che,  a  mente  di  questo  Tribunale,  come  rettamente  evidenziato 
dall'autorità inferiore, i motivi elencati dall'insorgente a sostegno della sua 
domanda  d'asilo  non  presentano  alcun  elemento  di  rilevanza;  che, 
segnatamente,  il  fatto  che  il  padre  sia  stato  licenziato  a  causa  del 
fallimento della fabbrica in cui lavorava ed i successivi problemi di ordine 
economico,  legati  all'impossibilità  di  coprire  le  spese  (cfr.  verbale 1, 
pag. 6 e verbale 2, pag. 2), non costituiscono manifestamente un motivo 
rilevante ai sensi dell'art. 3 LAsi;

che, inoltre, quo ai nuovi motivi d'asilo allegati esclusivamente nell'atto di 
ricorso,  egli  ha  grossolanamente  indicato  che  sarebbe  ricercato  dalle 
autorità  tunisine  a  causa  della  sua  partecipazione  all'incendio  di  una 
centrale  della  polizia  durante  le  manifestazioni;  che,  oltre  ad  indicare 
detto evento egli non lo corrobora con qualsivoglia mezzo di prova o con 
precisi  dettagli  in  modo  da  non  rendere  verosimile  il  timore  futuro  di 
persecuzione e la persecuzione stessa; che, al di là di ciò, non soccorre il 
ricorrente, la giustificazione con la quale ha spiegato il motivo per cui ha 
allegato  nuovi  motivi  d'asilo  unicamente  nell'atto  di  ricorso;  che,  infatti, 
egli ha indicato che degli amici gli avrebbero consigliato erroneamente di 
non  esporre  i  reali  motivi  d'asilo  durante  le  audizioni;  che  detta 
giustificazione  è  assolutamente  illogica  ed  inconsistente,  per  il  che, 
codesto Tribunale ha l'impressione che l'insorgente si sia inventato detto 
motivo d'asilo unicamente per imbastire la sua domanda;

D­6548/2011

Pagina 8

che,  di  conseguenza,  i  motivi  d’asilo  evocati  sono  stati  esaminati  e 
rettamente  ritenuti  dall’autorità  inferiore  come  irrilevanti,  giusta  l’art. 32 
cpv. 3 lett. b LAsi;

che, in considerazione di quanto precede, non risultano elementi ai sensi 
dell'art. 32  cpv. 3  lett. c  LAsi  da  cui  dedurre  la  necessità  d'ulteriori 
accertamenti  ai  fini  della  determinazione  della  qualità  di  rifugiato 
dell'insorgente;

che,  in  aggiunta,  non  si  giustificano  neppure  delle  misure  d'istruzione 
complementari ai  fini d'accertare  l'esistenza d'un eventuale  impedimento 
all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  dal  punto  di  vista 
dell'ammissibilità  (cfr.  DTAF  2009/50  consid. 5­8,  DTAF  2007/8 
consid. 5.6.5­5.7);

che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere che 
l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Tunisia  possa  violare 
l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera 
del  18 aprile  1999  (Cost.,  RS 101),  l'art. 33  della  convenzione  sullo 
statuto  dei  rifugiati  del  28 luglio  1951  (Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5  LAsi 
(divieto di respingimento) nonché l'art. 83 cpv. 3 della legge federale sugli 
stranieri del 16 dicembre 2005 (LStr, RS 142.20) o esporre il ricorrente in 
patria  al  rischio  reale  ed  immediato  di  trattamenti  contrari  all'art. 3  della 
convenzione  per  la  salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà 
fondamentali  del  4 novembre  1950  (CEDU,  RS 0.101)  o  all'art. 3  della 
convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani 
o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);

che, da quanto esposto, ne discende che l'UFM rettamente non è entrato 
nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi;

che,  di  conseguenza,  in  materia  di  non  entrata  nel  merito,  il  ricorso, 
destituito  d'ogni  e  benché  minimo  fondamento,  non  merita  tutela  e  la 
decisione impugnata va confermata;

che  il  ricorrente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera 
(art. 14  cpv. 1  e  2,  art. 44  cpv. 1  LAsi  nonché  art. 32  OAsi 1;  DTAF 
2009/50 consid. 9);

che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  regolamentata  all'art. 83  LStr, 
giusta  il  quale  l'esecuzione  dell'allontanamento  dev'essere  possibile 

D­6548/2011

Pagina 9

(art. 83  cpv. 2 LStr),  ammissibile  (art. 83  cpv. 3 LStr)  e  ragionevolmente 
esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr);

che,  in  considerazione  di  quanto  indicato  poc'anzi,  l'esecuzione 
dell'allontanamento  è  ammissibile  (art. 83  cpv. 3  LStr  in  relazione 
all'art. 44 cpv. 2 LAsi);

che  anche  da  un  punto  di  vista  della  situazione  in  Tunisia,  della 
situazione  personale,  segnatamente  dello  stato  di  salute,  essendo 
giovane  ed  avendo  un'esperienza  professionale  oltre  che  una  rete 
sociale, l'allontanamento è ragionevolmente esigibile;

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità 
dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art. 83  cpv. 2  LStr  in  relazione 
all'art. 44  cpv. 2  LAsi),  potendo  egli,  usando  della  necessaria  diligenza, 
procurarsi ogni documento indispensabile al rimpatrio (cfr. DTAF 2008/34 
consid. 12); 

che  in  sunto,  ne  discende  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è 
ammissibile, ragionevolmente esigibile e possibile;

che,  di  conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'autorità 
inferiore confermata;

che  l’UFM  con  la  decisione  impugnata  non  ha  pertanto  violato  il  diritto 
federale  né  abusato  del  suo  potere  d’apprezzamento;  che  esso  non ha 
accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti ed 
inoltre  la decisione non è  inadeguata (art. 106 LAsi), per  il che  il  ricorso 
va respinto nella misura in cui ammissibile;

che,  avendo  il  Tribunale  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda 
d'esenzione dal versamento d'un anticipo equivalente alle presunte spese 
processuali è divenuta senza oggetto;

che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.–, che 
seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente  (art. 63 
cpv. 1  e 5  PA  nonché  art. 3  lett. a  del  regolamento  sulle  tasse  e  sulle 
spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale 
del 21 febbraio 2008 [TS­TAF, RS 173.320.2]);

D­6548/2011

Pagina 10

che  la  presente  decisione  non  concerne  persone  contro  le  quali  è 
pendente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che hanno 
abbandonato in cerca di protezione (art. 83 lett. d cifra 1 LTF);

che  la  decisione  non  può  essere  impugnata  con  ricorso  in  materia  di 
diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d LTF);

che la pronuncia è quindi definitiva.

Per  questi  motivi,  il  Tribunale  amministrativo  federale 
pronuncia:

1. 
Nella misura in cui ammissibile, il ricorso è respinto.

2. 
Le spese processuali,  di CHF 600.–,  sono poste a carico del  ricorrente. 
Tale  ammontare  dev'essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale 
amministrativo  federale,  entro  un  termine  di  30  giorni  dalla  spedizione 
della presente sentenza.

3. 
Questa  sentenza  è  comunicata  al  ricorrente,  all'UFM  e  all'autorità 
cantonale competente.

Il giudice unico: La cancelliera:

Daniele Cattaneo Zoe Cometti

Data di spedizione: