# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 47186291-a6ef-5e5a-9345-c78dc8b523c1
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-08-10
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 10.08.2009 C-8302/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-8302-2007_2009-08-10.pdf

## Full Text

Corte II I
C-8302/2007

{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 0  a g o s t o  2 0 0 9

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Blaise Vuille, Ruth Beutler,
cancelliera Mara Vassella.

A._______,
patrocinato dall'avvocato Daniel Ponti,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Divieto d'entrata in Svizzera.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-8302/2007

Fatti:

A.
Con decisione del 17 dicembre 1999 l'Ufficio della manodopera estera 
di  Bellinzona  ha  respinto  la  domanda di  rilascio  di  un  permesso  di 
dimora  temporaneo  interposta  da  A._______,  cittadino  italiano, 
residente a Campione d'Italia,  nato il  .... A partire dal 2 marzo 2001 
egli ha ottenuto un permesso per confinanti "G". 

Il  26  agosto  2001,  l'interessato  si  è  unito  in  matrimonio  a  Roma e, 
secondo il decreto del Tribunale ordinario di Como, si è separato il 19 
novembre 2002.

A partire dal 12 settembre 2003, egli è stato posto al beneficio di un 
permesso di dimora "B" CE/AELS.

B.
Con sentenza del  5 gennaio 2007,  la Corte delle  Assise criminali  di 
Lugano  ha  dichiarato  A._______,  autore  colpevole  di  infrazione 
aggravata e di contravvenzione ripetuta alla legge federale del 3 otto-
bre  1951  sugli  stupefacenti  e  sulle  sostanze  psicotrope  (LStup,  RS 
812.121),  condannandolo ad una pena detentiva di  2  anni,  sospesa 
condizionalmente per un periodo di prova di 3 anni. La sentenza, non 
impugnata, è cresciuta in giudicato.

C.
In seguito alla condanna, con decisione del 9 maggio 2007 la Sezione 
dei  permessi  e  dell'immigrazione  di  Bellinzona  (SPI)  ha  revocato 
all'interessato il  permesso di  dimora "B" CE/AELS. La decisione non 
ha  potuto  essere  notificata  ed  è  stata  ritornata  al  mittente  con  la 
menzione "partito senza lasciare indirizzo".

Dal rapporto d'esecuzione del 23 luglio 2007 della Polizia cantonale è 
emerso che nel frattempo l'interessato aveva cambiato domicilio, ma 
che da diverso tempo risultava essere irreperibile e che probabilmente 
si  trovava a Roma, non potendo tuttavia accertare se si  trovasse in 
Italia per un periodo temporaneo o definitivamente. 

In data 7 agosto 2007 è stata emanata una nuova decisione, inviata al 
nuovo  recapito  dell'interessato  nel  comune  di  Balerna;  tale  invio  è 
stato altresì ritornato al mittente. 

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Dopo ulteriori  accertamenti  ed  in  seguito  allo  scritto  dell'interessato 
del  17  ottobre  2007  è  risultato  che  egli  si  era  in  effetti  trasferito  a 
Roma, omettendo di notificare la sua partenza dalla Svizzera.

D.
Mediante  decisione  del  20  agosto  2007  l'Ufficio  federale  della 
migrazione (UFM) ha pronunciato un divieto d'entrata nei confronti di 
A._______ valido fino al 19 agosto 2012 motivato come segue:

"Straniero il cui ritorno in Svizzera è indesiderato a motivo del suo comporta-

mento (contravvenzione alla LF sugli stupefacenti) e per motivi di ordine e di 

sicurezza pubblici."

L'autorità di prima istanza ha altresì tolto l'effetto sospensivo al ricor-
so.

Tale decisione è stata notificata brevi manu all'interessato stesso il 7 
novembre 2007.

E.
In data 6 dicembre 2007, A._______, agendo per il tramite del suo pa-
trocinatore,  è  insorto  avverso  la  suddetta  decisione,  chiedendone 
l'annullamento.  Egli  ha  richiesto  inoltre  la  restituzione  dell'effetto 
sospensivo al ricorso e la concessione del gratuito patrocinio. Nell'atto 
ricorsuale, egli ha rilevato in particolare come la decisione impugnata 
non  fosse  proporzionale  allo  scopo  perseguito.  Sulla  base  della 
sentenza del 5 gennaio 2007, il ricorrente ha sottolineato che il giudice 
penale  ha  pronunciato  una  prognosi  favorevole  e  rilevato  la 
collaborazione al limite del sincero pentimento nonché la circostanza 
che  egli,  incensurato  fino  alla  summenzionata  condanna,  dopo  la 
scarcerazione  avvenuta  il  19  luglio  2006,  aveva  immediatamente 
ritrovato un lavoro e aveva abbandonato il consumo di cocaina. Oltre a 
ciò egli  si  è prevalso del  fatto che,  come appurato dalla  Corte delle 
assise  criminali  di  Lugano,  il  suo  rischio  di  recidiva  fosse  divenuto 
praticamente nullo, siccome il consumo di cocaina ed il commercio ed 
esso legato erano cessati dopo la sua scarcerazione. L'insorgente ha 
poi affermato come lo scopo della decisione impugnata fosse già stato 
raggiunto  mediante  rifiuto  del  rinnovo  del  permesso  di  soggiorno. 
Infine egli ha dichiarato di essere rimasto vittima di un grave incidente 

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stradale  in  data  7  aprile  2007,  che gli  avrebbe cagionato importanti 
lesioni alla schiena, alla spalla e al braccio destri.

F.
Con decisione incidentale del 18 dicembre 2007, il Tribunale ammini-
strativo federale  (di  seguito: TAF o  il  Tribunale)  ha  respinto  l'istanza 
tendente alla restituzione dell'effetto sospensivo, accogliendo, con de-
cisione incidentale del 14 gennaio 2008, la domanda di gratuito patro-
cinio.

G.
Chiamato ad esprimersi in merito al ricorso, con preavviso del 10 mar-
zo 2008, l'UFM ha postulato la reiezione del gravame. L'autorità di pri-
me  cure  ha  in  primo  luogo  rilevato  che  la  condotta  tenuta 
dall'interessato  ha  comportato  la  condanna  del  5  gennaio  2007  per 
infrazione  aggravata  e  contravvenzione  ripetuta  alla  LStup  ed  ha 
precisato  che,  nonostante  l'applicazione  dell'Accordo  del  21  giugno 
1999  tra  la  Confederazione  Svizzera,  da  una  parte,  e  la  Comunità 
europea ed i suoi Stati membri, dall’altra, sulla libera circolazione delle 
persone  (ALC,  RS  0.142.112.681),  il  contestato  provvedimento 
amministrativo nei suoi confronti era da ritenere giustificato. L'UFM ha 
rilevato che la Corte di Giustizia delle Comunità Europee (CGCE) ha 
riconosciuto un certo margine d'apprezzamento alle competenti auto-
rità  nazionali  in  materia  di  sicurezza  e  ordine  pubblico  e  che  dopo 
attenta  ponderazione  degli  interessi  in  questione,  quello  pubblico 
all'allontanamento  dal  territorio  elvetico  del  ricorrente  sarebbe 
prevalso sull'interesse privato di quest'ultimo a farvi rientro. 

H.
Invitato  a  prendere posizione su detto  preavviso,  con replica del  14 
aprile 2008, l'interessato ha ripreso sostanzialmente gli argomenti svi-
luppati nel suo gravame.

I.
Con duplica del 16 maggio 2008, l'autorità di prime cure si è riconfer-
mata  nelle  proprie  allegazioni  di  fatto  e  di  diritto,  precisando  infine 
come il rischio di recidiva non avrebbe potuto essere totalmente esclu-
so.

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Diritto:

1.

1.1 Riservate le eccezioni previste all'art. 32 della legge del 17 giugno 
2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32),  giusta 
l'art. 31 LTAF il  Tribunale giudica i ricorsi contro le decisioni  ai sensi 
dell'art. 5 della legge federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura 
amministrativa  (PA,  RS  172.021)  prese  dalle  autorità  menzionate 
all'art.  33  LTAF.  In  particolare,  le  decisioni  in  materia  di  divieto 
d'entrata  in  Svizzera  rese  dall'UFM  -  il  quale  costituisce  un'unità 
dell'amministrazione  federale  come  definita  all'art.  33  let.  d  LTAF - 
possono  essere  impugnate  dinanzi  al  TAF,  che  nella  presente 
fattispecie,  giudica  quale  autorità  di  grado  inferiore  al  Tribunale 
federale (cfr. art. 1 cpv. 2 LTAF in relazione con l'art. 11 cpv. 1 ALC).

1.2 Salvo i casi  in cui  la LTAF non disponga altrimenti,  la procedura 
davanti  al  Tribunale  amministrativo federale è  retta  dalla  PA (art.  37 
LTAF).

1.3 A._______ ha diritto di ricorrere (art. 48 cpv. 1 PA) e il suo ricorso, 
presentato nella forma e nei termini prescritti dalla legge, è ricevibile 
(cfr. art. 50 e 52 PA).

2.
L'entrata in vigore, il 1° gennaio 2008, della legge federale sugli stra-
nieri del 16 dicembre 2005 (LStr, RS 142.20) ha comportato l'abroga-
zione della legge federale del 26 marzo 1931 concernente la dimora e 
il domicilio degli stranieri (LDDS, CS 1 117) conformemente all'art. 125 
LStr in relazione con il suo allegato 2 (art. 125), cifra I. Giusta l'art. 126 
cpv. 1 LStr, alle procedure introdotte prima del 1° gennaio 2008 rimane 
tuttavia applicabile il diritto previgente (cfr. DTAF 2008/1 consid. 2).

La  decisione  impugnata  è  stata  emessa prima dell'entrata  in  vigore 
della  LStr;  per  l'esame  materiale  del  suddetto  ricorso  ci  si  deve 
pertanto  riferire  alla  normativa  precedente,  segnatamente  all'art.  13 
cpv.  1  LDDS,  come  altresì  alle  corrispondenti  disposizioni  di 
applicazione. 

In applicazione dell'art. 126 cpv. 2 LStr, la procedura inerente alle do-
mande presentate prima dell'entrata in vigore della LStr il 1° gennaio 
2008, è retta dal nuovo diritto.

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3.

3.1 Oggetto del contendere è un divieto d'entrata adottato in applica-
zione dell'art. 13 cpv. 1 1a frase LDDS, secondo cui l'autorità federale 
può vietare l'entrata in Svizzera di stranieri indesiderabili. Questa nor-
ma è applicabile ai cittadini degli Stati membri dell'Unione europea e ai 
loro  familiari  solo  se  l'ALC  non  dispone  altrimenti  (cfr.  art.  1  let.  a 
LDDS). A._______ è cittadino italiano, pertanto nella valutazione della 
presente causa è necessario tenere conto delle disposizioni dell'ALC.

3.2 Giusta l'art. 1 par. 1 Allegato I ALC (in relazione con l'art. 3 ALC), i 
cittadini comunitari hanno il diritto di entrare in Svizzera previa sempli-
ce presentazione di una carta d'identità o di un passaporto validi e non 
può  essere  loro  imposto  alcun  visto  d'entrata  od  obbligo  analogo. 
Come l'insieme delle prerogative conferite dall'Accordo, questo diritto 
può essere limitato soltanto da misure giustificate da motivi di ordine 
pubblico, pubblica sicurezza e pubblica sanità, ai sensi dell'art. 5 cpv. 1 
Allegato I ALC. Queste nozioni devono essere definite ed interpretate 
alla luce della direttiva 64/221/CEE e della giurisprudenza della Corte 
di  giustizia  delle  Comunità  europee  (CGCE)  anteriore  alla  firma 
dell'ALC (art. 5 cpv. 2 allegato I  ALC, combinato con l'art. 16 cpv. 2 
ALC; DTF 131 II 352 consid. 3.1.; 130 II 1 consid. 3.6.1.).

3.3 Conformemente alla giurisprudenza della CGCE, le limitazioni al 
principio della  libera circolazione delle persone devono essere inter-
pretate in maniera restrittiva. Ne consegue che possono essere adot-
tati provvedimenti per la tutela dell'ordine pubblico e della pubblica si-
curezza unicamente nel caso in cui si deve ammettere che l'interessa-
to costituisca per lo Stato d'accoglienza una minaccia potenziale, effet-
tiva e di gravità tale da incidere su un interesse fondamentale della so-
cietà (cfr. DTF 131 citata consid. 3.2, 130 II 176 consid. 3.4.1., 129 II 
215 consid. 7.3.; sentenze del  Tribunale  federale  2A.39/2006 del  31 
maggio  2006,  2A.626/2004  del  6  maggio  2005  e  le  sentenze  della 
CGCE del 27 ottobre 1977, Bouchereau, 30/77, Rac. 1977, pag. 1999, 
punti  33-35 del  19  gennaio  1999,  Calfa,  C-348/96,  Rac. 1999,  pag. 
1-11, punti 23 e 25).

3.4 I provvedimenti di ordine pubblico o di pubblica sicurezza devono 
inoltre essere adottati  esclusivamente in relazione al comportamento 
personale dell'individuo nei riguardi del quale essi sono applicati (art. 
3 par.1 della direttiva 64/221). Ciò esclude delle valutazioni sommarie 
fondate unicamente su dei motivi generali di natura preventiva. La sola 

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esistenza  di  condanne  penali  non  può  automaticamente  giustificare 
l'adozione  di  tali  provvedimenti  (art.  3  par.  2  della  direttiva 
64/221/CEE). Una tale condanna sarà quindi determinante unicamente 
se  dalle  circostanze  che  l'hanno  determinata  emerga  un 
comportamento  personale  costituente  una  minaccia  attuale  per 
l'ordine  pubblico  (cfr.  DTF  130  II  176  consid.  3.4.1  e  sentenza  del 
Tribunale  federale  2C_378/2007  del  14 gennaio  2008).  Le  autorità 
nazionali devono procedere ad un'apprezzamento specifico, effettuato 
sulla base degli interessi inerenti alla salvaguardia dell'ordine pubblico, 
i  quali  non  coincidono  necessariamente  con  gli  apprezzamenti 
all'origine delle condanne penali. In altre parole, quest'ultime possono 
essere prese in considerazione unicamente se le circostanze in cui si 
sono verificate  lascino trasparire  l'esistenza di  una minaccia  attuale 
per l'ordine pubblico. Secondo le circostanze, non è comunque escluso 
che la sola condotta tenuta in passato costituisca una siffatta minaccia 
per  l'ordine  pubblico  (DTF  130  II  citato  consid.  3.4.1;  129  II  citato 
consid. 7.1. e  7.4.;  sentenza del  Tribunale  federale  2A.626/2004 del 
6 maggio  2005  consid.  5.2.1;  sentenza  della  CGCE  del  26 febbraio 
1975,  Bonsignore,  67/74,  Rac. 1975,  punti  6-7  e  le  sentenze  citate 
Bouchereau, punti 27-28; Calfa, punto 24).

3.5 L'adozione di un provvedimento di ordine pubblico non è tuttavia 
subordinata alla condizione che sia stabilito con certezza che la perso-
na soggetta ad una misura di divieto d'entrata commetta nuove infra-
zioni penali. Al contrario, sarebbe sproporzionato esigere che il rischio 
di recidiva sia nullo per rinunciare all'adozione di tale provvedimento. 
Tenuto conto dell'importanza che riveste il principio della libera circola-
zione delle persone questo rischio non deve in realtà essere ammesso 
troppo facilmente. È necessario procedere ad un apprezzamento che 
tenga in considerazione le circostanze della fattispecie e, in particola-
re, della natura e dell'importanza del bene giuridico minacciato, così 
come della gravità della violazione che potrebbe esservi arrecata; più 
la  potenziale  infrazione  rischia  di  compromettere  un  interesse  della 
collettività particolarmente importante, meno rilevanti sono le esigenze 
quanto  alla  plausibilità  di  un'eventuale  recidiva  (cfr. DTF 130  II  493 
consid. 3.3; 130 II citato consid. 4.3.1; sentenze del Tribunale federale 
2C_520/2008  del  3  aprile  2009  consid.  3.2  e  2C_375/2007 
dell'8 novembre 2007 consid. 3).

Inoltre,  come  nel  caso  di  qualsiasi  altro  cittadino  straniero,  l'esame 
deve  essere  effettuato  tenendo  presente  le  garanzie  derivanti  dalla 

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Convenzione  del  4  novembre  1950  per  la  salvaguardia  dei  diritti 
dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU, RS 0.101) così come il 
principio  della  proporzionalità  (DTF  131  II  352  consid.  3.3).  Detto 
principio  esige  che  le  misure  adottate  dallo  Stato  siano  idonee  a 
raggiungere lo scopo desiderato e che, di fronte a soluzioni diverse, si 
scelgano  quelle  meno  pregiudizievoli  per  i  diritti  dei  privati.  In  altre 
parole deve sussistere un rapporto ragionevole tra lo scopo perseguito 
e i mezzi utilizzati (DTF 131 I 91 consid. 3.3). 

4.

4.1 Nel  caso di  specie,  con sentenza del  5  gennaio  2007,  la  Corte 
delle  assise  criminali  di  Lugano  ha  riconosciuto  A._______  autore 
colpevole  di  infrazione  aggravata  e  contravvenzione  ripetuta  alla 
LStup, condannandolo alla pena detentiva di due anni, pena sospesa 
condizionalmente per un periodo di prova di tre anni.

4.2 Come emerso dalla decisione impugnata e in particolare dagli atti 
penali,  il  ricorrente  è  stato  condannato  per  avere,  senza  essere 
autorizzato,  dal  novembre  2004  a  metà  maggio  2006,  a  Melano, 
Maroggia,  Melide,  Campione  d'Italia  ed  in  altre  località  non  meglio 
precisate,  agendo  singolarmente  e  in  correità  con  terzi,  venduto  o 
procurato  a  terzi  circa  800  grammi  di  cocaina  nonché  ceduto 
gratuitamente  circa  60/65  grammi  di  cocaina,  e  per  avere  senza 
essere  autorizzato,  da  settembre/ottobre  2004  a  maggio  2006,  a 
Maroggia,  Melano Morcote  ed altre  località  non meglio  precisate,  in 
più occasioni,  consumato circa 230 grammi di  cocaina e detenuto al 
momento dell'arresto un misto di cocaina ed eroina. 

Da quanto precede risulta che il ricorrente si è reso colpevole di reati 
in  un  campo  –  quello  del  traffico  di  sostanze  stupefacenti  –  parti-
colarmente delicato dell'ordinamento giuridico svizzero e ove la prassi 
è molto rigorosa (cfr. DTF 125 II 521 consid. 4a/aa; 122 II 433 consid. 
2c). Il comportamento assunto dall'interessato rappresenta pertanto un 
pericolo  serio  per  un interesse fondamentale  della  società,  come la 
lotta al traffico di droga e al diffondersi del suo consumo, nonché per 
un bene giuridico essenziale quale la salute pubblica. In altre parole, 
la protezione della collettività di fronte allo sviluppo del mercato della 
droga costituisce indubbiamente un interesse pubblico preponderante 
che giustifica di principio l'allontanamento dalla Svizzera degli stranieri 
coinvolti in tali traffici (cfr. sentenze del Tribunale federale 2A.175/2004 

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del 7 dicembre 2004 consid. 6.4 e 2C_375/2007 dell'8 novembre 2007 
consid. 4.1).

5.
Resta ora da stabilire se il provvedimento amministrativo emanato nei 
confronti del ricorrente è conforme all'ALC, ossia se il comportamento 
personale  del  ricorrente  costituisce  una  minaccia  attuale,  effettiva  e 
concreta all'ordine pubblico, tale da giustificare una misura per motivi 
di ordine pubblico giusta l'art. 5 Allegato I ALC. 

5.1 Nella  presente  fattispecie,  i  giudici  penali  hanno  riconosciuto  al 
ricorrente  delle  circostanze  attenuanti,  mitigandone  quindi  la 
responsabilità  e  formulando,  sulla  base  del  profilo  soggettivo,  una 
prognosi tendenzialmente favorevole nei suoi confronti, nonostante la 
notevole gravità oggettiva dei reati. In particolare, essi hanno ritenuto 
in favore dell'interessato il  fatto che egli  ha pienamente confessato i 
propri reati nell'ambito della droga collaborando con gli inquirenti sino 
ai limiti del sincero pentimento. L'interessato ha giustificando il proprio 
agire in  parte  con l'esigenza di  far  fronte  all'onere  causato dai  suoi 
consumi  di  cocaina,  e  dall'altro  con  le  pressioni  causategli  da  un 
ambiente  di  lavoro  negativo,  in  cui  veniva  con  frequenza  sollecitato 
dagli  avventori  del  locale  notturno  affinché  procurasse  loro  lo 
stupefacente, per il che egli non ha saputo dire di no, anche nell'ottica 
di  favorire  il  buon  andamento  del  locale.  Egli  non  ha  tratto  alcun 
profitto dalle vendite di cocaina, potendo con ciò unicamente garantire, 
e nemmeno totalmente, il proprio personale consumo. Egli era inoltre 
da considerare consumatore al punto da dover essere ritenuto in stato 
di  almeno  lieve scemata  imputabilità. Incensurato  sino  alla  suddetta 
condanna,  il  ricorrente  ha  poi  dimostrato  mediante  reinserimento 
immediato nel  mondo del  lavoro di  aver abbandonato l'ambiente dei 
locali notturni e di avere cessato ogni consumo di droga. Attualmente 
egli è iscritto all'albo degli artigiani di Roma. Dall'estratto del casellario 
giudiziale  italiano del  23  aprile  2009 prodotto  dall'interessato  risulta 
infine  che  non  ha  interessato  le  autorità  giudiziarie  italiane,  fatto 
quest'ultimo constatato altresì dalla domanda d'estratto del casellario 
giudiziale richiesto il  13 maggio 2009 dall'Ufficio federale di  giustizia 
alla corrispondente autorità italiana competente in ambito. 

5.2 Alla luce di  quanto esposto,  i  presupposti  per una restrizione al 
principio della libera circolazione non sono più adempiuti. Sebbene il 
lasso di tempo trascorso dai fatti commessi tra il novembre 2004 e la 

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metà di maggio 2006 risulta essere relativamente breve si evince dagli 
atti  in  causa che l'interessato si  è  integrato  rapidamente  nel  mondo 
lavorativo, nonostante il grave incidente stradale subito il 7 aprile 2007, 
che gli ha causato gravi problemi alla schiena. Oltre a ciò egli non ha 
più dato adito a lagnanza alcuna. Si constata inoltre che l'interessato 
non  ha  precedenti  penali  di  modo  che  il  pericolo  di  recidiva  risulta 
essere minimo. Ne discende che il ricorrente non rappresenta più una 
minaccia  effettiva,  attuale  e  sufficientemente  grave  ad  un  interesse 
fondamentale della società, tale da legittimare una misura per motivi di 
ordine  pubblico  giusta  l'art.  5  Allegato  I  ALC  (cfr.  sentenza  del 
Tribunale federale 2C_378/2007 del 14 gennaio 2008).

6.
Di conseguenza il ricorso è accolto e la decisione del 20 agosto 2007 
dell'UFM è annullata con effetto immediato.

7.
Visto l'esito della procedura, non si prelevano spese processuali (art. 
63 cpv. 1 PA e contrario).

8.
Giusta l'art. 64 cpv. 1 PA in relazione con l'art. 7 del regolamento del 
21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi 
al Tribunale amministrativo federale (TS-TAF, RS 173.320.2), l'autorità 
di ricorso, se accoglie il gravame in tutto o in parte, può d'ufficio o a 
domanda,  assegnare al  ricorrente  un'indennità  per  le  spese proces-
suali indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato.

In concreto si constata che l'interessato è patrocinato da un legale. Te-
nuto conto dell'insieme delle circostanze della fattispecie, della sua dif-
ficoltà, nonché della mole di lavoro svolto, il Tribunale ritiene, ai sensi 
degli  art.  8  segg.  TS-TAF, che  il  versamento  al  ricorrente  di  un'in-
dennità di Fr. 1'200.- a titolo di spese ripetibili appaia equa. Pertanto la 
domanda di gratuito patrocinio è divenuta priva di oggetto. 

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il  ricorso è  accolto,  nel  senso che il  divieto  d'entrata del  20  agosto 
2007 deve essere annullato con effetto immediato. 

2.
Non si prelevano pertanto spese processuali.

3.
Al  ricorrente  viene  assegnata  un'indennità  di  Fr.  1'200.-  a  titolo  di 
spese ripetibili.

4.
Comunicazione a: 

- ricorrente (Atto giudiziario)
- autorità inferiore (incarto ... di ritorno)
- Sezione  dei  permessi  e  dell'immigrazione,  Bellinzona,  per 

informazione (incarto cantonale di ritorno).

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente.

La presidente del collegio: La cancelliera:

Elena Avenati-Carpani Mara Vassella

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C-8302/2007

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  1000  Losanna  14,  entro  un 
termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e segg. 
e 100 della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 
173.110]. Gli  atti  scritti  devono essere redatti  in  una lingua ufficiale, 
contenere le conclusioni, i motivi e l’indicazione dei mezzi di prova ed 
essere  firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione:

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