# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 27322e0f-8c23-5dab-9bc3-7ff9f8c2b09d
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2022-11-29
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 29.11.2022 F-5011/2022
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_F-5011-2022_2022-11-29.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte VI 

F-5011/2022, F-5015/2022 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  2 9  n o v e m b r e  2 0 2 2   

Composizione 

 
Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio),  

Chrystel Tornare Villanueva, Andreas Trommer,  

cancelliere Dario Quirici. 
 

 
 

Parti 

 
1. A._______,  

2. B._______,    

3. C._______,  

4. D._______,    

5. E._______,   

6. F._______,   

7. G._______,   

8. H._______,  

senza nazionalità, 

CFA Chiasso, 

Via Milano 23,  

6830 Chiasso,   

9. I._______,  

senza nazionalità, 

DGZ Sonnenhof,  

…,  

6021 Emmenbrücke 1, 

tutti patrocinati da SOS Ticino - Caritas Svizzera, 

Via 1° Agosto, casella postale 1328,  

6830 Chiasso,    

ricorrenti,   
 

 
contro 

 

 

 

Segreteria di Stato della migrazione SEM,  

Quellenweg 6,  

3003 Berna,    

autorità inferiore.   
 

 
 

Oggetto 

 
Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (procedura 

Dublino - art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi); decisioni della SEM del 

24 ottobre 2022 / N … e N ... 

 

 

 

F-5011/2022, F-5015/2022 

Pagina 3 

Fatti: 

A.  

Il 16 agosto 2022, A._______, nato il … 1982, sua moglie B._______, nata 

il … 1985, e i loro figli comuni I._______, nata il … 2002 (maggiorenne; 

incarto SEM N … [di seguito: incarto …]), C._______, nato il … 2006 

(sedicenne), D._______, nata il … 2009, E._______, nata il … 2011, 

F._______, nata il … 2012, G._______, nata il … 2015, e H._______, nato 

il … 2017 (incarto SEM N … [di seguito: incarto …]), curdi privi di 

cittadinanza ma muniti di tessere identificative irachene per rifugiati, di 

espressione kurmanci e religione musulmana (di seguito: i ricorrenti, il 

ricorrente padre, la ricorrente madre, i ricorrenti figli), sono entrati 

illegalmente in Croazia, dove hanno depositato una domanda d’asilo (cfr. 

incarto 150, doc. 26/1, e incarto 157, doc. 8/1 [estratti Eurodac]).     

B.  

Il 22 agosto 2022, dopo essersi spostati dalla Croazia in Svizzera, tutti i 

ricorrenti hanno presentato una domanda d’asilo al Centro federale d’asilo 

(CFA) di Zurigo.  

C.  

Il 23 agosto 2022, in applicazione del Regolamento di Dublino III (RD III), 

la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) ha chiesto alla Croazia, ed 

ottenuto il 6 settembre successivo, l’assenso a riprendere in carico (“take 

back”) i ricorrenti (cfr. incarto …, doc. 31/5, 34/5 e 113/2, nonché l’incarto 

…, doc. 9/5 e 16/1).  

D.  

D.a Il 6 settembre 2022, la SEM ha sostenuto un colloquio Dublino con i 

ricorrenti padre e madre, la loro figlia maggiorenne e il loro figlio sedicenne. 

In sostanza, essi hanno affermato che le autorità croate hanno rilevato le 

loro impronte digitali senza il loro consenso e con le maniere forti, che non 

avevano l’intenzione di chiedere asilo in Croazia e che, dopo avere passato 

una notte in un apposito centro, sono partiti per la Slovenia, da dove hanno 

raggiunto l’Italia e quindi la Svizzera. I ricorrenti padre e madre hanno 

inoltre detto che un loro figlio, L._______ (non reperibile nel sistema SIMIC 

sotto questo nome), si troverebbe in Svizzera (cfr. incarto …, doc. 46/10, 

54/4, 56/4 e 58/3, e l’incarto …, doc. 18/3).  

D.b Ad agosto nonché in settembre ed ottobre 2022, la ricorrente figlia 

maggiorenne si è sottoposta a delle visite mediche, durante le quali le è 

stata posta la diagnosi di dispepsia con probabile colon irritabile e stipsi, 

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Pagina 4 

dolore diffuso ai denti, insonnia e sindrome ansiosa (cfr. incarto …, doc. 

17/2, 20/2, 23/2, 29/3 e 31/2: Fogli di trasmissione di informazioni mediche 

[F2]). 

D.c A settembre ed ottobre 2022, i ricorrenti padre e madre e i loro figli 

minorenni hanno effettuato molteplici visite mediche. Le diverse diagnosi, 

che saranno dettagliate, per quanto necessario, nei considerandi in diritto, 

variano da sindrome da disadattamento, disturbo post-traumatico e 

disturbo del sonno, a dispnea, aborto spontaneo, gonartrosi, ipoacusia e 

anemia (cfr. incarto …., doc. 50/2, 63/2 a 78/3, 80/2 a 104/2, 108/3, 110/2 

come pure 111/3: rapporto consultorio medicina d’urgenza, F2 e lettere 

ginecologiche).  

E.   

Il 24 ottobre 2022, portata a termine l’istruzione della fattispecie, la SEM 

non è entrata nel merito delle domande d’asilo dei ricorrenti (cfr. art. 31a 

cpv. 1 lett. b della legge sull’asilo [LAsi, RS 142.31]), emettendo due 

decisioni, una concernente i ricorrenti padre e madre con i loro figli 

minorenni, e l’altra la ricorrente figlia maggiorenne, ed ha nel contempo 

pronunciato il loro trasferimento in Croazia, da eseguirsi entro il 6 marzo 

2023 (cfr. incarto …, doc. 106/20, e l’incarto …, doc. 26/13).   

Il 25 ottobre 2022, i ricorrenti, rappresentati da SOS Ticino – Caritas 

Svizzera, hanno ricevuto le due decisioni della SEM.   

F.  

Il 2 novembre 2022, tramite il loro rappresentante, i ricorrenti hanno adito 

il Tribunale amministrativo federale (TAF), chiedendo, previa congiunzione 

delle cause nonché esenzione dal versamento delle spese processuali e 

del corrispondente anticipo, che l’esecuzione delle decisioni sia sospesa in 

via supercautelare e che sia concesso l’effetto sospensivo ai ricorsi; sul 

piano sostanziale, i ricorrenti chiedono che le decisioni impugnate siano 

annullate, con il rinvio degli atti alla SEM per l’adozione della clausola di 

sovranità e l’esame delle domande d’asilo oppure, in via subordinata, che 

le cause siano rinviate alla SEM per completare l’istruttoria ed emanare 

nuove decisioni. 

G.  

Il 3 novembre 2022, questo Tribunale ha ottenuto gli incarti della SEM e 

ordinato la sospensione provvisoria dell’esecuzione del trasferimento dei 

ricorrenti in Croazia.  

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Pagina 5 

H.  

Gli ulteriori fatti rilevanti per il trattamento dei ricorsi saranno esposti in 

prosieguo.   

 

 

Diritto: 

1.  

Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 

procedura amministrativa (PA, RS 172.021), dalla legge sul Tribunale 

amministrativo federale (LTAF, RS 173.110) e dalla legge sul Tribunale 

federale (LTF, RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 

LAsi).   

Presentati tempestivamente contro due decisioni in materia d’asilo della 

SEM (artt. 6, 105 e 108 cpv. 3 LAsi nonché gli artt. 31 a 33 LTAF), i ricorsi 

sono ammissibili (artt. 5, 48 cpv. 1 e 52 PA). 

Per i motivi che seguono, questo Tribunale rinuncia a ordinare uno scambio 

di scritti (art. 111a cpv. 1 LAsi).  

2.  

2.1 Con il ricorso si possono invocare la violazione del diritto federale 

nonché l’accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 LAsi). Questo Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti 

(art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione 

impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 

2). In caso di ricorso contro una decisione di non entrata nel merito di una 

domanda d’asilo, questo Tribunale si limita ad esaminare la fondatezza di 

una tale decisione (cfr. DTAF 2012/4 consid. 2.2, 2009/54 consid. 1.3.3 e 

2007/8 consid. 5). 

2.2 In generale, nelle procedure d’asilo, si applica il principio inquisitorio, 

ossia la SEM deve procedere d’ufficio all’accertamento esatto e completo 

dei fatti giuridicamente rilevanti, fermo restando l’obbligo di collaborare 

delle parti (artt. 6 e 8 LAsi nonché 12 e 13 PA). Se una circostanza rimane 

non comprovata malgrado un accertamento completo della fattispecie, 

occorre riferirsi, di norma, alle regole sulla ripartizione dell’onere della 

prova, ciò che implica che incombe al richiedente l’asilo provare i fatti che 

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Pagina 6 

allega (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.1, 5.5 e 5.4 [sentenza TAF D-

6598/2019 del 4 febbraio 2020]),    

3.  

Bisogna innanzitutto trattare la domanda dei ricorrenti di congiungere le 

due cause. 

Secondo l'art. 24 della legge federale di procedura civile federale del 4 

dicembre 1947 (PC, RS 273), applicabile in virtù dell'art. 4 PA, l’autorità 

istruente può riunire in un'unica procedura, grazie al suo ampio potere 

d’apprezzamento in proposito, più ricorsi contro decisioni che poggiano su 

fatti strettamente connessi o identici, e in cui si pongono questioni 

giuridiche simili o identiche; questa soluzione, conforme al principio 

dell'economia procedurale e nell'interesse di tutte le parti, non necessita di 

essere tradotta in una decisione incidentale impugnabile autonomamente 

(cfr. ANDRÉ MOSER/ MICHAEL BEUSCH/ LORENZ KNEUBÜHLER, Prozessieren 

vor dem Bundesverwaltungsgericht, Helbing Lichtenhahn Verlag, 2013, n. 

3.17; cfr. anche la sentenza TAF B-5465/2015 del 22 settembre 2016 

consid. 2.1). 

In concreto, le decisioni impugnate sono sovrapponibili sotto l’aspetto 

giuridico e si fondano su fatti pressoché identici, dimodoché la 

congiunzione delle due procedure F-5011/2022 e F-5015/2022, come 

proposta dai ricorrenti, è giustificata.   

4.  

È necessario in seguito verificare se la competenza della Croazia a 

riprendere in carico i ricorrenti è data in virtù del RD III.  

4.1 La SEM non entra nel merito di una domanda d’asilo, di norma, se il 

richiedente può partire alla volta di uno Stato terzo a cui compete, in virtù 

di un trattato internazionale, l'esecuzione della procedura d’asilo e 

dell’allontanamento (art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi). 

In questo senso, la SEM esamina la competenza relativa al trattamento di 

una domanda d’asilo secondo il regolamento (UE) n. 604/2013 del 

Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 (Regolamento 

Dublino/RD III), che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione 

dello Stato membro competente per l'esame di una domanda di protezione 

internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un 

paese terzo o da un apolide (rifusione) (Gazzetta ufficiale dell'Unione 

europea [GU] L 180/31 del 29.6.2013).  

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Se, in base a questa analisi, è individuato un altro Stato responsabile per 

l'esame della domanda d’asilo, la SEM pronuncia la non entrata nel merito 

previa accettazione, espressa o tacita, di presa o ripresa in carico del 

richiedente l'asilo da parte dello Stato in questione (cfr. DTAF 2017 VI/5 

consid. 6.2). 

4.2 L'art. 3 par. 1 RD III prevede che la domanda di protezione 

internazionale è esaminata da un solo Stato membro, ossia quello 

individuato in base ai criteri enunciati al capo III (artt. 7 a 15 RD III). 

La determinazione dello Stato membro competente avviene sulla base 

della situazione esistente al momento in cui il richiedente ha presentato la 

domanda di protezione internazionale (art. 7 par. 2 RD III). 

4.3 Nel caso di una procedura di presa in carico (inglese: take charge), 

ogni criterio per la determinazione dello Stato membro competente, 

enumerato al capo III, è applicabile solo se, nella gerarchia dei criteri 

elencati all'art. 7 par. 1 RD III, quello precedente previsto dal RD III non 

trova applicazione nella fattispecie (principio della gerarchia dei criteri). 

Nel caso di una procedura di ripresa in carico (inglese: take back), non 

viene invece effettuato, in linea di massima, un nuovo esame relativo alla 

determinazione dello Stato membro competente secondo il capo III (cfr. 

DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2 e 8.2.1).  

4.4 Ciascuno Stato membro può decidere, in deroga all’art. 3 par. 1 RD III, 

di esaminare una domanda di protezione internazionale presentata da un 

cittadino di un paese terzo o da un apolide, anche se tale esame non gli 

compete (“clausola di sovranità” – art. 17 par. 1 RD III). 

4.5 Quando è accertato, sulla base degli elementi di prova e delle 

circostanze indiziarie di cui ai due elenchi menzionati all’art. 22 par. 3 RD 

III, inclusi i dati di cui al regolamento (UE) n. 603/2013 (“Eurodac”), che il 

richiedente ha varcato illegalmente, per via terrestre, marittima o aerea, in 

provenienza da un paese terzo, la frontiera di uno Stato membro, lo Stato 

membro in questione è competente per l’esame della domanda di 

protezione internazionale; detta responsabilità cessa dodici mesi dopo la 

data di attraversamento clandestino della frontiera (art. 13 par. 1 RD III).  

4.6 In concreto è assodato, e incontestato (cfr. ricorso, parte “In ordine”), 

che i ricorrenti hanno depositato una domanda d’asilo in Croazia il 16 

agosto 2022, e che, a richiesta della SEM basata sull’art. 18 par. 1 lett. b 

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Pagina 8 

RD III, le autorità competenti croate hanno accettato di riprendere in carico 

i ricorrenti, e ciò in applicazione dell’art. 20 par. 5 RD III (cfr. consid. A e C).  

Di conseguenza, la competenza della Croazia a riprendere in carico i 

ricorrenti, in particolare per stabilire in modo definitivo lo Stato membro 

competente ad evadere la loro domanda di protezione internazionale, è 

accertata.    

5.  

In relazione al trasferimento dei ricorrenti in Croazia, si tratta ora di 

esaminare se possono esserci fondati motivi di credere che esistano, in 

questo paese, carenze sistemiche nella procedura d’asilo e nelle 

condizioni di accoglienza dei richiedenti l’asilo, implicanti il rischio di un 

trattamento inumano o degradante ai sensi dell'art. 4 della Carta dei diritti 

fondamentali dell’UE/CartaUE (cfr. art. 3 par. 2 2a frase RD III).  

5.1 A questo proposito è opportuno ricordare che la Croazia è vincolata 

dalla CartaUE, dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU, RS 

0.101), dalla Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti 

crudeli, inumani o degradanti (Conv. contro la tortura, RS 0.105), come 

pure dalla Convenzione sullo statuto dei rifugiati (Conv. rifugiati, RS 

0.142.30) con il relativo Protocollo aggiuntivo (RS 0.142.301), e che perciò 

è tenuta ad applicarne le disposizioni.  

Pertanto, si deve presumere che la Croazia rispetti la sicurezza dei 

richiedenti l'asilo, in particolare il diritto alla trattazione delle loro domande 

secondo una procedura giusta ed equa, che garantisce una protezione 

conforme al diritto internazionale ed europeo (cfr. la direttiva 2013/32/UE 

del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 recante 

procedure comuni ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di 

protezione internazionale [direttiva procedura], nonché la direttiva 

2013/33/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 

recante norme relative all'accoglienza dei richiedenti protezione 

internazionale [direttiva accoglienza]; cfr. anche la sentenza TAF F-

3914/2022 del 22 settembre 2022 consid. 5); così, la Croazia è tenuta, tra 

l’altro, a provvedere affinché i richiedenti l’asilo ricevano la necessaria 

assistenza sanitaria che comprende quanto meno le prestazioni di pronto 

soccorso e il trattamento essenziale di malattie e di gravi disturbi mentali 

(art. 19 par. 1 direttiva accoglienza).  

Nondimeno, questa presunzione non è irrefragabile e non va d’ufficio 

ammessa se, nello Stato del trasferimento, è prassi comune violare 

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Pagina 9 

sistematicamente le norme minime dell’Unione europea, o se vi sono seri 

indizi che, nel caso concreto, le autorità dello Stato in questione non 

rispetterebbero il diritto internazionale (cfr. le DTAF 2011/19 consid. 6 e 

2010/45 consid. 7.4 e 7.5). 

5.2 Secondo la giurisprudenza Corte europea dei diritti dell’uomo 

(CorteEDU), il trasferimento forzato di una persona con problemi di salute 

può contravvenire all'art. 3 CEDU, dal contenuto identico all’art. 4 CartaUE, 

se esistono seri motivi di credere che la medesima, in assenza di 

trattamenti medici adeguati nello Stato di destinazione sarà confrontata ad 

un reale rischio di un grave, rapido ed irreversibile peggioramento delle sue 

condizioni di salute, comportante delle intense sofferenze o una riduzione 

importante della speranza di vita (cfr. la sentenza CorteEDU Paposhvili 

contro Belgio del 13 dicembre 2016, n. 41738/10, §§ 180 a 193; cfr. anche, 

a questo proposito, la sentenza di principio TAF D-4235/2021 del 19 aprile 

2022 consid. 10 con gli innumerevoli riferimenti). 

5.3 In concreto, per opporsi al loro trasferimento in Croazia, i ricorrenti 

sostengono, con riferimento all’art. 3 CEDU (trattamenti inumani o 

degradanti), di “essere stati vittime di gravi violenze e maltrattamenti da 

parte della polizia croata”, tra cui annoverano la presa delle “impronte con 

la forza”, il fatto di essere stati “chiusi in una cabina al buio e senza cibo 

per un giorno”, l’obbligo di “firmare dei documenti”, il fatto che il ricorrente 

padre, per essersi rifiutato di firmare, è stato “picchiato” da poliziotti e che 

alla ricorrente figlia maggiorenne i medesimi “hanno tirato i capelli”, 

precisando che “sono stati [loro] tolti i telefoni e non hanno potuto filmare  

o fotografare le violenze subite” (ricorsi, § 7). Per suffragare la loro critica 

del sistema d’accoglienza croato i ricorrenti citano un rapporto dell’OSAR, 

del 13 settembre 2022, intitolato “Violences policières en Bulgarie et en 

Croatie: conséquences pour les transferts Dublin” (cfr. ricorsi, § 7).     

Ora, in base ai dati degli incarti raccolti dalla SEM in modo completo, si 

deve constatare che i ricorrenti, senza voler minimizzare la valenza delle 

loro affermazioni sul piano umano, non hanno apportato alcun indizio di 

prova, nemmeno debole, malgrado ne abbiano l’onere, dei maltrattamenti 

che avrebbero subito da parte della polizia croata, come essi stessi 

ammettono quando affermano di non aver potuto filmare o fotografare le 

pretese violenze. Questo vale, in special modo, in relazione alla “cabina” 

(ricorsi, § 7) dove sarebbero stati rinchiusi per un giorno (cfr., mutatis 

mutandis, la sentenza TAF D-6598/2019, sopracitata [consid. 2.2], consid. 

11.4).  

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Pagina 10 

A proposito del sistema d’accoglienza croato sul piano della sicurezza, 

questo Tribunale ha già avuto modo di evidenziare a più riprese che esso, 

benché sia oggetto di diverse critiche da parte di svariati organismi, tra i 

quali quello citato anche nei ricorsi, non è contraddistinto da carenze 

sistemiche e che non sussistono comprovati rischi di respingimenti ("push-

backs") alla frontiera con la Bosnia e Erzegovina in caso di trasferimenti di 

richiedenti che hanno già avuto la possibilità di depositare una domanda 

d'asilo in Croazia, come hanno fatto i ricorrenti ("take back"; cfr., fra le tante, 

la sentenza TAF E-1854/2022 del 1° settembre 2022 consid. 6.4 con i 

riferimenti). Per questa ragione né le allegazioni dei ricorrenti, né il rapporto 

da loro menzionato permettono di sovvertire la presunzione sopraesposta 

al consid. 5.1 (cfr. la sentenza TAF D-394/2022 del 20 settembre 2022 

consid. 10.3).    

Ne deriva che, sotto questo profilo, l'art. 3 par. 2 2a frase RD III non è 

applicabile alla fattispecie.  

6.  

Per evitare il loro trasferimento in Croazia i ricorrenti si rapportano pure al 

loro stato di salute, facendo valere molteplici disturbi, riassunti sopra ai 

consid. D.b e D.c. In proposito, come riconoscono gli stessi ricorrenti, la 

SEM ha “citato in modo piuttosto dettagliato la documentazione agli atti” 

(ricorsi, § 8), analizzandola inoltre punto per punto (cfr. la decisione relativa 

alla ricorrente figlia maggiorenne, pagg 7 e 8., e la decisione riguardante 

gli altri ricorrenti, pagg. 8 a 12). Data la completezza e la pertinenza di 

questa analisi, questo Tribunale vi rimanda sostanzialmente ai fini della 

presente procedura, sottolineando in particolare che i disturbi psicologici di 

cui soffrono alcuni ricorrenti – sindrome da disadattamento, sindrome 

ansiosa e disturbo post-traumatico – non sono mai stati qualificati come 

gravi e sono rimasti senza trattamento oppure sono stati trattati con 

l’antidepressivo sertralina (cfr. consid. D.b e D.c con i rinvii ai documenti 

degli incarti … e …).           

Ora, sulla base delle configurazioni diagnostiche riportate nelle decisioni 

impugnate e riprese nei ricorsi, e alla luce dell’analisi effettuata dalla SEM 

in proposito, questo Tribunale non intravede ragioni sufficienti per credere 

che lo stato di salute fisico e psicologico dei ricorrenti possa costituire un 

ostacolo al loro trasferimento in Croazia. E ciò considerato che, malgrado 

tutte le insufficienze del sistema sanitario croato in transizione, che toccano 

in primis la popolazione indigena, i ricorrenti potranno esigere se del caso, 

una volta ritornati in questo paese, ed ottenere perlomeno prestazioni di 

pronto soccorso e il trattamento essenziale dei loro disturbi in funzione 

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Pagina 11 

della loro gravità (cfr. art. 19 par. 1 direttiva accoglienza, già menzionato; 

cfr. anche https://eurohealthobservatory.who.int/countries/croatia/, come 

pure https://asylumineurope.org/reports/country/croatia/reception-

conditions/health-care/ [consultati il 17.11.2022]).    

Ne discende che, anche da questa angolazione, l'art. 3 par. 2 2a frase RD 

III non è applicabile alla fattispecie.  

7.   

I ricorrenti invocano pure la Convenzione sui diritti del fanciullo del 20 

novembre 1989 (CDF, RS 0.107), in particolare i suoi artt. 9, 10 e 12, per 

contestare l’esigibilità del loro trasferimento in Croazia, lamentandosi che 

la SEM “omette di considerare il benessere superiore del fanciullo” (cfr. 

ricorso, § 11).  

In proposito si deve sottolineare che i ricorrenti saranno trasferiti insieme, 

come famiglia, in Croazia, e non saranno separati, dimodoché i ricorrenti 

padre e madre potranno occuparsi dei loro figli, fornendo loro il necessario 

sostegno educativo, affettivo e psicologico. Sotto questo profilo non si può 

dunque rimproverare alla SEM di non avere considerato il benessere 

superiore dei ricorrenti figli. Su questa scia va aggiunto che l’art. 3 par. 1 

CDF, secondo cui “in tutte le decisioni relative ai fanciulli, di competenza 

sia delle istituzioni pubbliche o private di assistenza sociale, dei tribunali, 

delle autorità amministrative o degli organi legislativi, l’interesse superiore 

del fanciullo deve essere una considerazione permanente”, non impone 

alle autorità di dare seguito al desiderio dei genitori che la loro domanda 

d’asilo sia esaminata dallo Stato che garantisce, secondo loro, le migliori 

condizioni d’accoglienza per i loro figli (cfr. le sentenze TAF F-1532/2022 

dell’8 aprile 2022 consid. 8.5 e E-968/2017 del 27 febbraio 2017 pag. 8). 

Peraltro, come già indicato in precedenza (cfr. consid. 6), anche le 

problematiche mediche che toccano più specialmente i ricorrenti figli non 

sono caratterizzate da una gravità sufficiente per rinunciare al loro 

trasferimento, con i loro genitori, in Croazia. Pertanto, il loro trasferimento 

non è contrario al loro interesse superiore ai sensi della CDF (cfr. le 

sentenze TAF E-5283/2022 del 24 novembre 2022 consid. 6.3.3, F-

4998/2022 del 9 novembre 2022 consid. 7.5 e E-711/2021 dell’11 marzo 

2021 consid. 6).              

8.  

Come appena segnalato in relazione ai minorenni, è bene ricordare che il 

RD III non conferisce in generale ai richiedenti l’asilo il diritto di scegliere lo 

Stato membro che offre, ai loro occhi, le migliori condizioni d’accoglienza 

F-5011/2022, F-5015/2022 

Pagina 12 

per l’esame della loro domanda d’asilo (cfr., per analogia, la sentenza della 

Corte di giustizia dell’Unione europea del 10 dicembre 2013 C-394/12 

Shamso Abdullahi c. Austria, §§ 59 e 62; DTAF 201/45 consid. 8.3 e la 

sentenza TAF F-3561/2020 del 17 luglio 2020 pag. 10).    

9.  

Per finire, va osservato che la SEM valuterà in modo definitivo, entro il 6 

marzo 2023, se i ricorrenti sono suscettibili di essere trasferiti in Croazia in 

funzione del loro stato di salute poco prima del trasferimento. 

10.  

Occorre ancora spendere alcune parole sul fatto che il “figlio N. [dei 

ricorrenti] è arrivato in Svizzera qualche mese fa e ha ottenuto il permesso 

B e vive a San Gallo” (ricorso, § 1). Premesso che il detto figlio non sembra 

essere reperibile, anche dopo un controllo di questo Tribunale, nel sistema 

SIMIC sotto il nome indicato (cfr. consid. D.a), e che i ricorrenti non hanno 

sollevato alcuna pretesa sotto il profilo dell’art. 8 CEDU (ricongiungimento 

familiare), la SEM ha nondimeno effettuato una disamina della questione, 

alla quale si può senz’altro rimandare ad abundantiam (cfr. decisione 

impugnata relativa ai ricorrenti padre e madre e ai loro figli minorenni, pagg. 

5 e 7).     

11.  

Così, alla luce dell’insieme delle considerazioni che precedono, non si può 

rimproverare alla SEM di aver accertato in modo inesatto o incompleto i 

fatti oppure di aver ecceduto il proprio potere d’apprezzamento o di averne 

abusato nel qualificarli giuridicamente (cfr. art. 106 cpv. 1 LAsi), dimodoché 

la richiesta di procedere ad un complemento istruttorio finalizzato, in 

definitiva, a rinunciare al trasferimento in Croazia per motivi umanitari ai 

sensi dell’art. 17 RD III, si palesa infondata e va perciò respinta (cfr., in 

quest’ottica, l’art. 29a cpv. 3 dell’ordinanza 1 sull’asilo [OAsi 1, RS 

142.311]; cfr. anche la DTAF 2015/9 consid. 7). 

12.  

In conclusione, è a ragion veduta che la SEM non è entrata nel merito delle 

domande d’asilo dei ricorrenti, pronunciando il loro trasferimento in Croazia 

(cfr. artt. 31a cpv. 1 lett. b e 44 LAsi), da cui il respingimento dei ricorsi e la 

conferma delle decisioni impugnate.  

13.  

Visto l’esito negativo della procedura, le spese processuali andrebbero 

poste a carico dei ricorrenti (cfr. l’art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché l’art. 3 lett. b 

F-5011/2022, F-5015/2022 

Pagina 13 

del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al 

Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 

173.320.2]). Tuttavia, siccome le conclusioni ricorsuali non erano d’acchito 

sprovviste di possibilità di esito favorevole e che si può partire dal 

presupposto che i ricorrenti sono indigenti, la domanda di assistenza 

giudiziaria, nel senso della dispensa dal pagamento delle spese di 

giustizia, va accolta (art. 65 cpv. 1 PA).  

14.  

La decisione è definitiva e non può essere impugnata con ricorso in materia 

di diritto pubblico davanti al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 LTF). 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

F-5011/2022, F-5015/2022 

Pagina 14 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia: 

1.  

Le procedure F-5011/2022 e F-5015/2022, relative ai due ricorsi inoltrati il 

2 novembre 2022, sono congiunte.    

2.  

I ricorsi sono respinti.  

3.  

La domanda di assistenza giudiziaria è accolta. 

4.  

Non si prelevano spese processuali.  

5.  

Questa sentenza è comunicata ai ricorrenti, alla SEM e all’Ufficio della 

migrazione del Canton Lucerna. 

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

 

Daniele Cattaneo 

 

Dario Quirici 

  

 

 

Data di spedizione:  

F-5011/2022, F-5015/2022 

Pagina 15 

Comunicazione: 

– ai ricorrenti (raccomandata);  

– alla SEM, CFA Chiasso, ad N … e N …; 

– all’Ufficio della migrazione (Amt für Migration), Fruttstrasse 15, 6002 

Lucerna (in copia).