# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c7544375-2e9b-59e4-a06a-e9388723d080
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-06-25
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 25.06.2008 32.2007.210
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2007-210_2008-06-25.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2007.210

   

  cr/DC/sc

  	
  Lugano

  25 giugno
  2008

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Cinzia Raffa
  Somaini, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 21 giugno 2007 di

 

	
   

  	
  RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 31 maggio 2007 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   RI 1, nato
nel __________, con decisione del 25 settembre 2006 è stato posto dall’Ufficio
AI al beneficio di una mezza rendita di invalidità (grado del 50%) a partire
dal 1° novembre 2005 fino al 31 marzo 2006 (cfr. doc. 33/1-3 e doc. 34).

 

                               1.2.   In data 31
maggio 2007 l’UAI ha informato l’assicurato che nonostante fosse stato messo a
beneficio di una mezza rendita di invalidità limitatamente al periodo compreso
fra il 1° novembre 2005 e il 31 marzo 2006, a causa di un disguido egli aveva
continuato a ricevere la rendita anche dopo il 31 marzo 2006, fino al mese di
aprile 2007. L’UAI ha quindi chiesto all’assicurato di restituire le somme
percepite a torto, per un ammontare complessivo di fr. 17'633.-- (doc. A). 

                                         In calce
alla decisione, l’UAI ha indicato quanto segue:

 

"  Contro
questa decisione può essere presentato ricorso presso il Tribunale cantonale
delle assicurazioni, Camera del Tribunale d’appello, Via Pretorio 16, 6901
Lugano, entro 30 giorni a decorrere dalla notifica. Il ricorso, in tre
esemplari, deve contenere l’indicazione della decisione contestata, una
succinta esposizione dei fatti e dei motivi invocati, le conclusioni nonché recare
la firma del ricorrente o del suo rappresentante.

 

Domanda di condono: la restituzione delle
prestazioni ottenute in buona fede è, su richiesta, condonata completamente o
in parte, se il beneficiario verrebbe a trovarsi in gravi difficoltà. La
domanda di condono va presentata all’Ufficio Assicurazione Invalidità, Via dei
Saggini 3, 6500 Bellinzona, al più tardi trenta giorni dal momento in cui la
decisione di restituzione è passata in giudicato. Essa deve essere motivata e
corredata dei necessari giustificativi (art. 25 LPGA)”. (Doc. A)

 

                               1.3.   Contro
questa decisione l’assicurato, rappresentato dall’avv. RA 1, ha inoltrato un
tempestivo ricorso al TCA, chiedendo che la decisione impugnata venga
annullata, per le seguenti ragioni:

 

" 
1. Il qui ricorrente, per una grave malattia,
veniva messo al beneficio di prestazioni AI sottoforma di mezza rendita di
invalidità per il periodo dall’1.11.2005 al 31.3.2006.

 

2. Siccome nella decisione era stabilito un
diritto di rendita limitato al periodo 01.11.2005-31.03.2006, visti i pagamenti
susseguenti, il qui ricorrente chiamava la Cassa, parlandone con il signor __________.

 

In particolare, gli comunicava che stava
lavorando e che dunque non capiva perché gli veniva pagata una rendita.

 

L’impiegato della Cassa lo rassicurava,
aggiungendo che vi sarebbero stati pagamenti fino al termine della sua vita
professionale.

 

3. La decisione giunta con la richiesta di
rimborso non è pertanto accettabile perché l’assicurato qui ricorrente ha
ricevuto gli importi in buona fede ed egli deve perciò essere protetto in tale
sua qualità.

 

In effetti egli ha fatto tutto quanto era da lui
legalmente esigibile informando la Cassa, chiedendo spiegazioni e ricevendo la
risposta della quale scritto sopra.

 

 (…)

 

4. A ulteriore qualifica
della buona fede del qui ricorrente è il fatto che, poco dopo la telefonata
avuta con l’impiegato della Cassa, gli veniva trasmessa la carta di
legittimazione con una validità sino al 31.12.2008. E con ogni evidenza questo
elemento non poteva far altro che qualificare le risposte avute e quindi il suo
diritto di ricevere la rendita della quale oggi per contro gli viene reclamato
il rimborso.” (I)

 

                               1.4.   Nella
risposta del 12 giugno 2007 l’UAI ha osservato:

 

" 
Abbiamo preso atto delle motivazioni
dell’assicurato e osserviamo quanto segue.

 

L’Ufficio dell’assicurazione invalidità, con
decisione del 25 settembre 2006 ha assegnato all’assicurato una rendita d’invalidità del 50%
dall’1.11.2005 senza limitazione, benché la motivazione della decisione
precisasse che la rendita era assegnata solo fino al 31.3.2006. L’assicurato ha
percepito la rendita fino al mese di aprile 2007. Con decisione del 31 maggio
2007 la Cassa cantonale di compensazione ha chiesto la restituzione
dell’importo versato a titolo di rendita per il periodo da aprile 2006 a aprile 2007.

L’assicurato sostiene di avere segnalato alla
Cassa di compensazione di percepire senza diritto le citate rendite in quanto
verosimilmente non dovute e di essere stato informato di non preoccuparsi. Egli
sostiene quindi di aver percepito tali importi in buona fede e di non essere
pertanto soggetto all’obbligo di restituzione sancito dall’art. 25 LPGA.

 

Le condizioni per l’esenzione da tale obbligo in
concreto non sono date.

In particolare il ricorrente riconosce di essersi
reso conto di non avere diritto alle citate prestazioni. La decisione di
rendita di cui sono parte integrante le motivazioni indica la limitazione del
diritto alla rendita nel tempo. La segnalazione che l’assicurato avrebbe fatto
all’amministrazione, indicando che stava lavorando e dunque non capiva perché
gli veniva pagata la rendita con la relativa rassicurazione da parte
dell’impiegato che egli avrebbe ricevutola rendita fino al termine della sua
vita professionale è una semplice affermazione di parte non dimostrata e
contestata. Sarebbe comunque stata un’indicazione della cui inesattezza il
ricorrente avrebbe potuto immediatamente rendersi conto, solo leggendo la
decisione per intero, e non idonea a creare aspettative protette dalla buona
fede.

 

La giurisprudenza ha in particolare chiarito che
il destinatario di una decisione non può prevalersi di un’omissione, di
un’ambiguità o di un errore manifesto, agevolmente rilevabili usando al
diligenza richiesta dalle circostanze (DTF 117 Ia 297). È questo il caso.

 

La richiesta di restituzione fatta con la
decisione del 31 maggio 2007 dalla Cassa cantonale di compensazione è corretta
e una relativa esenzione non è giustificata. Si chiede dunque che codesto
lodevole Tribunale voglia confermare la decisione impugnata e,
conseguentemente, respingere il ricorso.” (IV)

 

                               1.5.   In data 25
gennaio 2008 il patrocinatore dell’assicurato ha comunicato al TCA di non avere
particolari osservazioni da presentare riguardo al contenuto dell’incarto AI,
confermando la richiesta di accoglimento del ricorso (IX).

 

                                         Tale
scritto è stato trasmesso all’amministrazione (X), per conoscenza.

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria e 2 cpv. 1
della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni
(cfr. STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio
2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002;
STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata
in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98
del 26 ottobre 1999).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Il 1°
gennaio 2008 è entrata in vigore la 5a revisione della LAI (RU 2007 5148).

 

                                         Occorre
qui rilevare che per quanto concerne le norme di diritto materiale, in assenza
di disposizioni transitorie, nel diritto delle assicurazioni sociali sono
determinanti quei disposti in vigore al momento in cui si è realizzata la
fattispecie che esplica degli effetti (DTF 129 V 4 consid. 1.2.; 127 V 466 consid.
1).

 

                                         Dal
momento che nel caso in esame lo stato di fatto giuridicamente determinante è
realizzato antecedentemente al 1° gennaio 2008, le modifiche della 5a revisione
della LAI non sono applicabili. Ne consegue che gli articoli della LAI citati
in seguito fanno riferimento al tenore valido sino al 31 dicembre 2007.

 

                               2.3.   Secondo
l’art. 25 LPGA, le prestazioni indebitamente riscosse devono essere restituite.
La restituzione non deve essere chiesta se l’interessato era in buona fede e
verrebbe a trovarsi in gravi difficoltà (cpv. 1; cfr. art. 4 OPGA). Il
capoverso 2 prevede che il diritto di esigere la restituzione si estingue dopo
un anno a decorrere dal momento in cui l’istituto d’assicurazione ha avuto
conoscenza del fatto, ma al più tardi cinque anni dopo il versamento della
prestazione. Se il credito deriva da un atto punibile per il quale il diritto
penale prevede un termine di prescrizione più lungo, quest’ultimo è
determinante. I principi applicabili alla restituzione secondo la LPGA sono
dedotti dalla legislazione e dalla giurisprudenza anteriore che conserva
pertanto la sua validità (STFA del 12 marzo 2004 nella causa D., K 147/03).

 

                                         Per
costante giurisprudenza, la restituzione delle prestazioni presuppone, di
regola, che siano adempiute le condizioni di una riconsiderazione o di una
revisione processuale della decisione con la quale le prestazioni litigiose
sono state versate (DTF 126 V 42 consid. 2b). In effetti l’amministrazione può
riesaminare una decisione cresciuta in giudicato formale, che non è stata
oggetto di un controllo giudiziario, nel caso in cui è senza dubbio errata e la
correzione ha un’importanza rilevante (DTF 126 V 23 consid. 4b, 126 V 46
consid. 2b, SVR 1997 ALV N° 101, pag. 309 consid. 2a e riferimenti; DLA 1998 N.
15, pag. 76, consid. 3b) oppure deve procedervi se si manifestano nuovi
elementi o nuovi mezzi di prova atti a indurre ad una conclusione giuridica
differente. Solo in tali casi può richiedere una restituzione (STFA del 20
ottobre 2000 nella causa C., C 25/00; DTF 122 V 21; RCC 1989 p. 547, 1985 p.
63; Rumo-Jungo, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht,
Zurigo 1994, ad art. 3 p. 68).

 

                                         È tenuto
alla restituzione ogni assicurato che ha beneficiato di una prestazione, alla quale,
da un profilo oggettivo, non aveva diritto. La prestazione è quindi
stata erogata in contrasto con la legge. A questo stadio non è determinante sapere se l'assicurato era in
buona fede oppure no quando ha ricevuto l'indebita prestazione. Il problema della
buona fede è infatti oggetto di esame nell'ambito della procedura successiva di
condono (Widmer, Die Rückerstattung unrechtmässig bezogener Leistungen in den
Sozialversicherungen, Tesi, Basilea 1984, pag. 125 a 127; FF 1946 II p. 527-528, edizione
francese; STFA del 20 ottobre 2000 nella causa C., C 25/00). Il principio della
restituzione sancito all'art. 25 LPGA (vecchio 47 cpv. 1 LAVS) - analogo alle
regole del diritto civile (miranti ad evitare l'arricchimento indebito, cfr.
art. 62ss CO) - ha beneficiato di un complemento importante nell'ambito
dell'AVS e delle leggi ad essa correlate (LAI e LPC), nel senso che, se il
principio della restituzione è stato stabilito (da un profilo oggettivo), la
persona tenuta a restituire ha la possibilità di domandare, in una procedura
distinta, il condono della restituzione, se egli era in buona fede e se la
restituzione costituirebbe un onere troppo grave (art. 25 LPGA, art. 47 cpv. 1,
2a frase vLAVS e art. 79 vOAVS; Valterio, Commentaire de la loi sur l'assurance-vieillesse
et survivants, pag. 226; STCA 14 maggio 1993 nella causa P.).

 

                               2.4.   Nella
fattispecie in esame, è indubbio che l’assicurato avesse diritto ad una mezza
rendita di invalidità limitatamente al periodo compreso fra il 1° novembre 2005
e il 31 marzo 2006, come risulta dalla motivazione della decisione del 25
settembre 2006 dell’UAI (cfr. doc. 33-2).

 

                                         Ne deriva
che la continuazione del versamento della mezza rendita dopo il 31 marzo 2006,
contrariamente a quanto stabilito nella decisione del 25 settembre 2006, è
errata.

 

                                         Il
ricorrente, del resto, non contesta di avere ricevuto, dopo il 31 marzo 2006
(giorno indicato nella motivazione della decisione del 25 settembre 2006 come
termine del periodo in cui aveva diritto a percepire una mezza rendita di
invalidità limitata nel tempo, cfr. doc. 33-2), gli importi litigiosi (mezza
rendita di invalidità versatagli nel periodo intercorrente tra il 1° aprile
2006 e il 31 aprile 2007), ma afferma, in sostanza, di avere prontamente
informato la Cassa dell’errore e di avere ricevuto rassicurazioni da parte del
funzionario in merito alla correttezza del versamento anche dopo il 31 marzo
2006, invocando quindi la sua buona fede.

 

                                         L’esame
della buona fede concerne, però, la procedura di condono, essendo la stessa uno
dei presupposti per poterne beneficiare (cfr. art. 25 cpv. 1 LPGA, che prevede
che “(…) la restituzione non deve essere chiesta se l’interessato era in
buona fede e verrebbe a trovarsi in gravi difficoltà” e art. 4 OPGA,
concernente il condono, che al cpv. 1 precisa che “se il beneficiario era in
buona fede e si trova in gravi difficoltà, l’assicuratore rinuncia
completamente o in parte alla restituzione delle prestazioni indebitamente concesse”).

 

                                         Il modo
di agire dell’assicurato non è quindi stato corretto: come risulta in calce
alla decisione impugnata (cfr. doc. A, riportato per esteso al consid. 1.2.),
l’assicurato aveva la facoltà di ricorrere al TCA contro la decisione di
restituzione dell’UAI (se non concordava con il principio della restituzione o
con l'importo richiesto dall'amministrazione) oppure di inoltrare all’Ufficio
AI una domanda di condono, se riteneva di avere ricevuto in buona fede delle
prestazioni non dovute.

 

                                         La buona
fede dell’assicurato andava quindi invocata nell’ambito di una domanda di
condono, che andava presentata all’Ufficio AI e non direttamente al Tribunale.

 

                                         In simili
circostanze, il TCA non può che ritenere irricevibile il ricorso
dell’assicurato.

                                         Gli atti
vengono trasmessi all’UAI affinché, una volta cresciuta in giudicato la
presente sentenza, decida in merito alla domanda di condono dell’assicurato
(art. 25 cpv. 1 LPGA).

 

                                         Al
riguardo va infatti ricordato che, per costante giurisprudenza, è possibile
pronunciare una decisione di condono solo al momento della crescita in
giudicato formale della decisione di restituzione, visto che unicamente in quel
caso tale obbligo è stabilito definitivamente.

 

                               2.5.   Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso
in caso di controversie relative all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni
AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.
L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione
delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

 

                                         Visto
l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 200.- sono poste a carico
dell’assicurato ricorrente.

 

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso
è irricevibile.

 

                                   2.   Gli atti
vengono trasmessi all’UAI affinché, una volta cresciuta in giudicato la
presente sentenza, decida in merito alla domanda di condono dell’assicurato.

 

                                   3.   Le spese
per complessivi fr. 200.-- sono poste a carico dell’assicurato ricorrente.

 

                                   4.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Gianluca
Menghetti