# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 961b3418-2785-5358-8c44-eddd60641155
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-05-22
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 22.05.2018 15.2018.31
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2018-31_2018-05-22.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2018.31

  	
  Lugano

  22 maggio 2018

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Jaques,
  presidente

  Walser
  e Grisanti

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Cortese

  

 

 

statuendo sul ricorso 31 marzo 2018 di

 

	
   

  	
    RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

l’operato dell’Ufficio di esecuzione di Lugano,
o meglio contro il provvedimento 16 marzo 2018 con cui __________
è stata invitata a versare sul
conto dell’UE il saldo di un conto pignorato e per denegata giustizia, in
particolare per non avere accertato la perenzione dell’esecuzione n. __________
promossa nei confronti della ricorrente dalla

 

	
   

  	
  Provincia Lombardo Veneta dell’Ordine
  Religioso dei Chierici, (Camilliani), I-__________

  (patrocinata dall’__________ PA 1, __________)

   

  

ritenuto
in fatto e considerato in diritto:

 

                                         che con il ricorso in esame l’avv. RI 1 chiede, previa ricusazione
di due dei tre giudici della Camera (Jaques e Grisanti) e concessione dell’effetto
sospensivo, di accertare: 1) la nullità assoluta della decisione 16 marzo 2018,
con cui l’UE ha invitato l’PI 2 a versare la somma di fr. 14'536.– pignorata
sul conto n. __________ dell’avv. RI 1 nonché i dinieghi di giustizia per avere
l’UE omesso di statuire sulle sue istanze, 2) del 29 novembre 2017 intesa allo
sblocco del suddetto conto, 3) del 26 dicembre 2017 volta a constatare l’avvenuta
perenzione dell’esecuzione n. __________ della PI 1 e 4) dello stesso 26 di­cembre 2017 tesa ad appurare la nullità del verbale di pignoramento dell’8
settembre 2017;

 

                                         che
il ricorso andrebbe dichiarato irricevibile in quanto oltraggioso e
sconveniente nel senso dell’art. 7 cpv. 6 della legge cantonale sulla procedura di ricorso in materia di
esecuzione e fallimen­to (LPR, RL 3.5.1.2) (v. in particolare pagg. 4 ad
2, 16-17 ad 10 e 21 ad 17 e sentenza 15.2015.1 del 14 aprile 2015 consid. 2.1);

 

                                         che
se da ciò si prescinde è solo perché il ricorso, nella misura in cui è
ricevibile, è diventato senza oggetto o è infondato;

 

                                         che,
infatti, con decisione del 4 maggio 2018 l’UE ha respinto le richieste di liberare il conto pignorato (ritenendo
tardiva la censura fondata sull’art. 93 LEF, sollevata a quasi 4 anni dal
sequestro) e di accertare la perenzione dell’esecuzione n. __________ (ricordando
che il pignoramento ha potuto essere eseguito solo nel settembre del 2017), e ha informato la ricorrente dell’avvenuto pi­gnoramento
complementare dei suoi conti posti sotto sequestro penale (cui è stato
attribuito un valore di stima di fr. 1.–);

 

                                         che
la domanda volta ad accertare la nullità del verbale di
pignoramento dell’8 settembre 2017 è irricevibile, giacché la sua validità è
stata confermata con una decisione definitiva della CEF (15.2017.73/74 del 7
novembre 2017 e sentenza del Tribunale federale 5A_960/2017 del 7 dicembre
2017), che non può più essere rimessa in discussione,
neppure per il tramite di una domanda di accertamento di nullità, come ancora
rammentato alla ricorrente pochi mesi fa (sentenza della CEF 15.2017.81 del 15
gennaio 2018);

 

                                         che
l’invito all’PI 2 di trasferire il saldo del conto pignorato poggia su una
decisione di pignoramento – come appena ricordato – definitiva, eseguita non
solo a favore dell’esecuzione che la ricorrente pretende perenta (a torto, perché
il termine dell’art. 116 cpv. 1 LEF decorre dalla data dell’esecuzione non del
sequestro bensì del pignoramento, avvenuta nella fattispecie il 7 luglio 2017),
ma anche di altre 64 esecuzioni (sentenza 15.2017.73/74 già citata, consid. A e
B);

 

                                         che
per quanto riguarda la richiesta di ricusa, la ricorrente ripropone ancora una
volta argomenti generici e illazioni non dimostrate e manifestamente abusive –
come prevalersi d’insulti pesanti proferiti nei confronti di un giudice per
chiederne la ricusa, presumendo un rapporto d’inimicizia (ricorso ad 1) –, la
cui inam­missibilità le è già ben nota (sentenze del Tribunale federale
5A_249/2017 del 3 aprile 2017 e della CEF 15.2017.81 già citata, con numerosi
rinvii a decisioni precedenti);

 

                                         che
stante l’esito del giudizio odierno la domanda di effetto sospensivo si rivela
senza oggetto;

 

                                         che per legge non si preleva la tassa di giustizia
e non si assegnano indennità (art. 20a cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett.
a e 62 cpv. 2 OTLEF [RS
281.35]).

 

Per
questi motivi,

 

pronuncia:              1.   La domanda di ricusa è inammissibile.

 

                                   2.   Nella
misura in cui è ammissibile e non è diventato senza oggetto il ricorso è
respinto.

 

                                   3.   Non si prelevano spese né si assegnano indennità.

 

                                   4.   Notificazione a:

	
   

  	
  –    ;

  –   

       .

   

  

                                         Comunicazione
all’Ufficio di esecuzione, Lugano.

 

 

Per la Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                          Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è
possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, ridotti a cinque ove la
decisione impugnata sia stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione
cambiaria (art. 74 cpv. 2 lett. c, 100 cpv. 2 lett. a e cpv. 3 lett. a LTF). Il
termine non è sospeso durante le ferie giudiziarie nei casi previsti all’art.
46 cpv. 2 LTF.