# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9bf4093f-ed92-5457-a4b6-a3d2054aba4a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-01-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Presidente della Pretura Penale 09.01.2004 30.2003.315
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_PP_001_30-2003-315_2004-01-09.html

## Full Text

Incarto
  n.

  30.2003.315/AMM

  26734/005

  	
  Bellinzona

  9
  gennaio 2004

   

  	
  Sentenza
  

  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice della Pretura penale

  
	
  Marco Ambrosini

  
	
   

  
						

sedente con la
segretaria Carmela Fiorini per statuire sul ricorso del 22 settembre 2003
presentato da

 

	
   

  	
  _________   _________, _________

  (difeso dall'avv. _________,
  _________)

  
	
   

  	
  contro

  
	
   

  	
  la decisione n.
  _____/____  del _________  2003 emessa dalla Sezione
  della circolazione, _________, 

  

 

viste                                  le osservazioni del 30 settembre
2003 presentate dalla Sezione della circolazione;

 

                                         letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto                              in fatto:

 

                                         che la Sezione della
circolazione, con decisione del 5
settembre 2003, ha inflitto a _________  _________  una multa di fr. 200.–,
addebitandogli inoltre una tassa di giustizia di fr. 40.– e le spese di fr.
20.–, per il seguente fatto accertato il 9 luglio 2003 in territorio di
_________: 

                                         "alla guida della
vettura _________  superava un veicolo fermo davanti ad un passaggio
pedonale e ometteva di concedere la precedenza a due pedoni che stavano
attraversando la carreggiata";

 

                                         che la risoluzione è stata
emessa in applicazione degli art. 33 cpv. 1, 90 n. 1 LCS e 6 cpv. 1 ONC;

 

                                         che _________  _________  è
insorto contro tale decisione con un ricorso del 22 settembre 2003 in cui
chiede – previa assunzione di nuove prove – l'annullamento del querelato
giudizio e il suo proscioglimento;

                                         che nelle sue osservazioni del
30 settembre 2003 la Sezione della circolazione propone di respingere il ricorso
e di confermare la decisione impugnata;

 

e considerato                     in diritto:

 

                                         che la competenza di questo
giudice, la legittimazione attiva dell'insorgente e la tempestività dell'impugnativa
sono date dall'art. 4 LPContr, ragion per cui il ricorso è ricevibile;

 

                                         che la documentazione prodotta
dal ricorrente può essere acquisita agli atti, mentre la domanda intesa
all'esperimento di ulteriori prove risulta priva d'oggetto, il ricorso dovendo
essere accolto – comunque sia – per i motivi esposti in appresso;

 

                                         che per l'art. 6 cpv. 1 prima
frase ONC, il quale concreta il principio sancito dall'art. 33 cpv. 1 LCS,
davanti ai passaggi pedonali senza regolazione del traffico il conducente deve
accordare la precedenza a ogni pedone che si trova già sul passaggio pedonale o
che attende davanti a esso e che visibilmente vuole attraversarlo;

 

                                         che chiunque contravviene alle
norme della circolazione contenute nella LCS o nelle prescrizioni di esecuzione
del Consiglio federale è punito con l'arresto o con la multa (art. 90 n. 1
LCS);

 

                                         che la Sezione della
circolazione ha inflitto al ricorrente una multa di fr. 200.–, come detto, per
avere omesso di concedere la precedenza a due pedoni che stavano attraversando
la carreggiata (decisione impugnata, con riferimento al rapporto di
contravvenzione e al rapporto di contro osservazioni allestiti dalla polizia
comunale di _________);

 

                                         che l'insorgente si duole di
un erroneo accertamento dei fatti da parte dell'agente denunciante,  sottolineando
come i due pedoni evocati – ch'egli ha avuto modo di vedere – non si trovavano
sulla carreggiata né avevano manifestato l'intenzione di attraversare (ricorso,
pag. 2 verso il basso; cfr. anche le osservazioni del 24 luglio e del 19 agosto
2003);

 

                                         che a sostegno delle sue
affermazioni, l'interessato produce una dichiarazione scritta della moglie, la
quale – pur non essendo in grado di escludere la presenza di pedoni a destra
della strada – è certa che "nessuno di costoro aveva iniziato
l'attraversamento del passaggio pedonale" (allegato D al ricorso);

                                         

                                         che le constatazioni di
polizia non fruiscono, di per sé, di una presunzione di veridicità e
fedefacenza; rientra dunque nelle attribuzioni dell'autorità decidente
apprezzare liberamente la concludenza delle dichiarazioni rese dall'autore
dell'accertamento, esaminando la pertinenza della descrizione dei fatti e
tenendo conto delle argomentazioni sollevate dal multato;

 

                                         che in concreto questo
giudice, raffrontando le dichiarazioni di polizia con la versione lineare
fornita dal ricorrente, non riesce a pervenire al convincimento che
quest'ultimo sia effettivamente incorso nell'infrazione rimproveratagli dalla
Sezione della circolazione; 

 

                                         che, persistendo un
ragionevole dubbio, l'interessato deve in definitiva essere prosciolto dall'addebito;

                                         

                                         che il ricorso, provvisto di
buon diritto, va pertanto accolto e la decisione impugnata annullata di conseguenza;

 

                                         che gli oneri dell'attuale
giudizio seguirebbero la soccombenza (art. 15 cpv. 2 LPContr);

 

                                         che non si giustifica tuttavia
di addebitare tasse o spese all'autorità di primo grado, la quale ha agito
nell'ambito delle proprie attribuzioni ufficiali;

 

                                         che, sulle ripetibili, la
LPContr non contiene alcuna norma che imponga o semplicemente consenta
all'autorità giudicante di attribuire indennità alla parte vincente, né un
simile principio scaturisce dal diritto federale (cfr. DTF 105 Ia 128 consid.
2b);

 

per questi motivi,                visti gli art. 33 cpv. 1 e 90 n. 1
LCS; 6 cpv. 1 ONC; 1 segg. LPContr;

 

 

pronuncia:                1.     Il ricorso è accolto e la
decisione impugnata è annullata.

 

                                 2.     Non si prelevano tasse o spese,
né si assegnano ripetibili.

 

                                 3.     Intimazione a:

	
   

  	
  –
  _________  _________, _________,

  – avv. _________  _________,
  _________, 

  – Sezione della circolazione, _________.

   

  

 

 

Il giudice:                                                                                 La
segretaria: