# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9531bf90-7def-5c81-a225-fa2fbeb51e35
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2017-09-14
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 14.09.2017 A-4916/2017
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_A-4916-2017_2017-09-14.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte I 

A-4916/2017 

 

 

  S e n t e n z a  d e l  1 4  s e t t e m b r e  2 0 1 7  

Composizione 

 
Giudici Michael Beusch (presidente del collegio),  

Salome Zimmermann, Pascal Mollard,  

cancelliera Sara Friedli. 
 

 
 

Parti 

 
A._______,  

rappresentata da B._______,  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
Direzione generale delle dogane (DGD),  

Divisione principale Procedure ed esercizio, 

Monbijoustrasse 40, 3003 Bern,    

autorità inferiore.  

 
 

 
 

Oggetto 

 
Imposta sul valore aggiunto. Domanda di restituzione del 

termine. 

 

 

 

A-4916/2017 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

Con decisione non datata, la Direzione generale delle dogane (di seguito: 

DGD) ha respinto il ricorso 14 aprile 2016 presentato dalla ditta A._______, 

con sede a X._______ – rappresentata dalla ditta B._______, entità a 

Y._______, con sede a Z._______ – avverso la decisione sull’obbligo di 

pagamento del 25 febbraio 2016 della Direzione del circondario delle 

dogane, Sezione Antifrode (di seguito: SA Lugano). 

B.  

Avverso la predetta decisione, la A._______, con sede a X._______ (di 

seguito: ricorrente) – per il tramite della sua rappresentante non meglio 

precisata – ha interposto ricorso 22 maggio 2017 dinanzi al Tribunale 

amministrativo federale, chiedendone in sostanza l’annullamento.  

C.  

Non essendo chiara l’identità della rappresentante della ricorrente, il 

Tribunale amministrativo federale chiamato ad esaminare la ricevibilità del 

predetto ricorso nella procedura A-2912/2017, ha proceduto ad una verifica 

del registro di commercio e constato quanto segue: 

 la ditta A._______, con sede a X.______, è una succursale svizzera (di 

seguito: prima succursale) della ditta svizzera B._______, con sede principale 

a Z._______, sua società madre (di seguito: società madre);  

 la società madre ha un’altra succursale svizzera, denominata anch’essa 

B._______, con sede a Y._______ (di seguito: seconda succursale). 

 

Tenuto conto di quanto precede, il Tribunale ha poi appurato che il ricorso 

22 maggio 2017 è stato firmato da un membro della società madre iscritto 

a registro di commercio (il signor D._______) e da una seconda persona 

A-4916/2017 

Pagina 3 

(il signor E._______) che non risulta invece iscritta a registro di commercio, 

quale membro di una delle tre società, sicché – in assenza di una valida 

procura – in ogni caso non può validamente rappresentare la ricorrente in 

giudizio. Su detto ricorso è poi indicato l’indirizzo della seconda succursale 

e non quello della società madre. In tali circostanze, il Tribunale ha dunque 

constatato l’assenza di chiarezza sia riguardo ai rappresentanti della 

ricorrente, sia riguardo all’indirizzo di notifica degli atti processuali.  

D.  

Con decisione incidentale 24 maggio 2017 nella causa A-2912/2017, il 

Tribunale ha pertanto invitato la ricorrente a regolarizzare il proprio ricorso 

nel termine di 5 giorni dalla notifica, e meglio: (a) ad indicare in maniera 

chiara e completa chi la rappresenta in giudizio – ossia la sua società 

madre B._______, con sede a Z._______ o la succursale B._______, con 

sede a Y._______ – e (b) a produrre una valida procura a favore di chi la 

rappresenta in giudizio o, in alternativa, a favore delle persone che hanno 

presentato ricorso per suo conto. Tale decisione incidentale è stata 

notificata alla ricorrente, alla seconda succursale e alla società madre. 

E.  

Con scritto 1° giugno 2017, la società madre – ossia la B._______, con 

sede a Z._______ – ha espressamente precisato di rappresentare la 

ricorrente in giudizio. La stessa ha altresì prodotto la procura a favore del 

signor E._______, abilitato ad agire in giudizio in suo nome. Detto scritto è 

stato firmato da due persone abilitate a rappresentare la società madre e 

porta chiaramente l’indirizzo della società madre, ossia « (…), Z._______».  

F.  

Con decisione incidentale 21 giugno 2017 nella causa A-2912/2017, lo 

scrivente Tribunale ha dunque invitato la ricorrente – rappresentata dalla 

sua società madre, con sede a Z._______ – a versare entro e non oltre il 

12 luglio 2017 un anticipo equivalente alle presunte spese processuali di 

7'000 franchi, con la comminatoria che altrimenti il ricorso sarebbe stato 

dichiarato inammissibile e le spese processuali poste a suo carico. 

G.  

Il suddetto anticipo spese non è tuttavia stato versato entro il termine 

impartito, bensì solo tardivamente in data 18 luglio 2017. 

 

A-4916/2017 

Pagina 4 

H.  

Con sentenza 24 luglio 2017 nella causa A-2912/2017, visto l’avvenuto 

pagamento tardivo dell’anticipo spese, lo scrivente Tribunale ha poi 

dichiarato come inammissibile il ricorso 22 maggio 2017 e posto a carico 

della ricorrente le spese processuali pari a 500 franchi. 

I.  

Avverso la predetta sentenza, la ricorrente – per il tramite della seconda 

succursale, con sede a Y._______ – ha presentato ricorso 23 agosto 2017 

dinanzi al Tribunale federale, postulandone l’annullamento e chiedendo 

l’emanazione di una nuova decisione sull’ammissibilità del ricorso 22 mag-

gio 2017. In sostanza, essa ha fatto valere che a causa di una notifica 

difettosa della decisione incidentale 21 giugno 2017 nella causa A-

2912/2017 – notificata erroneamente alla sede della società madre a 

Z._______ anziché alla sede della seconda succursale a Y._______ – 

imputabile allo stesso Tribunale amministrativo federale, la stessa non 

sarebbe stata in grado né di provvedere al pagamento dell’anticipo spese 

richiesto nel termine impartitole, né di chiedere una proroga del predetto 

termine ai sensi dell’art. 22 cpv. 2 PA.  

J.  

Con sentenza 2C_707/2017 del 25 agosto 2017, considerando il ricorso 

23 agosto 2017 come una domanda di restituzione del termine ai sensi 

dell’art. 24 PA, il Tribunale federale lo ha dichiarato inammissibile, ritenen-

dosi incompetente per la sua evasione. L’Alta Corte ha infatti sancito che 

detta domanda andava innanzitutto formulata dinanzi al Tribunale ammini-

strativo federale, per poi eventualmente rivolgersi al Tribunale federale in 

caso di diniego di quanto richiesto. Esso ha dunque trasmesso per 

competenza l’incarto al Tribunale amministrativo federale, affinché lo 

stesso statuisca sulla predetta domanda di restituzione del termine. 

K.  

In tali circostanze, conformemente alla sentenza del Tribunale federale 

2C_707/2017 del 25 agosto 2017, lo scrivente Tribunale ha aperto un 

nuovo incarto A-4916/2017 per l’evasione della predetta domanda di 

restituzione del termine formulata nell’incarto A-2912/2017. 

L.  

Ulteriori fatti e argomentazioni verranno ripresi, per quanto necessario, nei 

considerandi in diritto del presente giudizio. 

 

A-4916/2017 

Pagina 5 

Diritto: 

1.  

1.1 Competente a trattare una domanda di restituzione del termine ai sensi 

dell’art. 24 cpv. 1 PA – qui applicabile in virtù del rinvio dell’art. 37 LTAF – 

è quell’autorità che, in caso di suo accoglimento, dovrebbe statuire sull’atto 

processuale recuperato (cfr. [tra le tante] sentenze del TAF A-3159/2017 

del 20 giugno 2017 consid. 1.1 con rinvii; C-8445/2015 del 9 marzo 2016 

consid. 10.2 con rinvii; PATRICIA EGLI, in: Waldmann/Weissenberger [ed.], 

Praxiskommentar Verwaltungsverfahrensgesetz, 2a ed. 2016, [di seguito: 

Praxiskommentar VwVG] n. 6 ad art. 24 PA). Allorquando una parte 

intende postulare la restituzione del termine a seguito di una sentenza di 

non entrata nel merito pronunciata dal Tribunale amministrativo federale, 

la stessa deve inoltrarla dinanzi a detta autorità (cfr. EGLI, Praxiskom-

mentar VwVG, n. 6 ad art. 24 PA). Giusta l’art. 37 LTAF, la procedura 

dinanzi al Tribunale amministrativo federale è poi retta dalla PA, in quanto 

la LTAF non disponga altrimenti. 

In concreto, con sentenza 2C_707/2017 del 25 agosto 2017, il Tribunale 

federale ha sancito che il ricorso 23 agosto 2017 presentato dalla ricorrente 

avverso la sentenza d’inammissibilità del 24 luglio 2017 dello scrivente 

Tribunale nella procedura A-2912/2017 andava qualificato di domanda di 

restituzione del termine per il pagamento dell’anticipo spese di 7'000 fran-

chi ordinato da quest’ultimo con decisione incidentale 21 giugno 2017. Per 

tale motivo, il Tribunale federale ha trasmesso detta domanda di restitu-

zione del termine allo scrivente Tribunale, invitandolo a statuire al riguardo. 

Lo stesso risulta pertanto inequivocabilmente competente per statuire in 

merito alla predetta domanda, nell’ambito della procedura A-4916/2017. 

1.2 La ricorrente essendo la destinataria della sentenza d’inammissibilità 

del 24 luglio 2017 pronunciata dallo scrivente Tribunale a seguito del 

pagamento tardivo dell’anticipo spese di 7'000 franchi nella procedura A-

2912/2017, ha indubbiamente un interesse concreto e degno di protezione 

a che le venga concessa la restituzione del termine. Essa risulta pertanto 

legittimata a presentare la predetta domanda di restituzione del termine, 

sicché il Tribunale entrerà nel merito al riguardo (cfr. art. 48 PA; sentenza 

del TAF A-3159/2017 del 20 giugno 2017 consid. 1.2). 

2.  

2.1 Giusta l’art. 24 cpv. 1 PA, la restituzione di un termine può essere 

accordata solo quando il richiedente o il suo rappresentante è stato impe-

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dito, senza sua colpa, di agire nel termine stabilito. Quest’ultimo deve tutta-

via presentare una domanda di restituzione motivata entro 30 giorni dalla 

cessazione dell’impedimento, effettuando nel contempo l’atto omesso. 

Le tre condizioni menzionate all’art. 24 cpv. 1 PA – ossia l’impedimento non 

colpevole (condizione materiale), la domanda motivata e il compimento 

dell’atto omesso (condizioni formali) – sono cumulative. La giurisprudenza 

in materia di restituzione di un termine è molto restrittiva (cfr. sentenze del 

TAF A-3159/2017 del 20 giugno 2017 consid. 2; C-8445/2015 del 9 marzo 

2016 consid. 10.2 con rinvii; KÖLZ/HÄNER/BERTSCHI, Verwaltungsverfahren 

und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 3a ed. 2013, n. 587 segg.; 

MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, Prozessieren vor dem Bundesverwaltungs-

gericht, 2a ed. 2013, n. 2.140 segg.; EGLI, Praxiskommentar VwVG, n. 4 

segg. ad art. 24 PA).  

2.2 L’inosservanza è scusabile, allorquando non può essere rimproverata 

alcuna negligenza alla persona interessata, rispettivamente al suo rappre-

sentante, e nel contempo sussiste un motivo oggettivo, ovvero un motivo 

sul quale non si ha alcuna influenza (cfr. [tra le tante] sentenze del TAF A-

3159/2017 del 20 giugno 2017 consid. 2; A-3671/2013 del 22 agosto 2013 

consid. 4.6 con rinvii; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., n. 2.140 con 

rinvii). In altri termini, la persona interessata deve dimostrare di essere 

esente da qualsiasi colpa e che non avrebbe potuto agire tempestivamente 

nemmeno dando prova di un comportamento scrupoloso (cfr. sentenza del 

TF 1C_393/2016 del 5 dicembre 2016 consid. 2.1). Più nel dettaglio, la 

giurisprudenza considera quale impedimento ad agire unicamente gli 

impedimenti di natura oggettiva che rendano praticamente impossibile 

l’osservanza del termine da parte del diretto interessato, quali le catastrofi 

naturali, il servizio militare o gravi malattie, ma anche di natura soggettiva, 

quali quelli di un intralcio o di errore senza colpa. La restituzione deve 

essere tuttavia accordata solo se l’assenza di colpa è evidente 

(cfr. sentenze del TF 2C_535/2016 dell’8 luglio 2016 consid. 2.1; 

2C_1096/2013 del 19 luglio 2014 consid. 4.1 con rinvii; DTF 114 Ib 67 

consid. 2 seg.; 112 V 255 consid. 2a; 108 V 109 consid. 2c; [tra le tante] 

sentenze del TAF A-3159/2017 del 20 giugno 2017 consid. 2 con rinvii; C-

8445/2015 del 9 marzo 2016 consid. 10.2 con rinvii; KÖLZ/HÄNER/BERT-

SCHI, op. cit., n. 587 segg; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., n. 2.140 

con rinvii; EGLI, Praxiskommentar VwVG, n. 13 e 20 segg. ad art. 24 PA).  

2.3 L’ignoranza della legge, il sovraccarico di lavoro, come pure l’assenza 

per ferie o le carenze di ordine organizzativo, non rappresentano per contro 

dei validi motivi giustificanti la restituzione del termine (cfr. [tra le tante] 

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Pagina 7 

sentenze del TAF A-3159/2017 del 20 giugno 2017 consid. 2; A-3671/2013 

del 22 agosto 2013 consid. 4.6 con rinvii; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, 

op. cit., n. 2.143 con rinvii; EGLI, Praxiskommentar VwVG, n. 13 e 29 segg. 

ad art. 24 PA). 

3.  

3.1 Nel caso in disamina, dal punto di vista formale, la ricorrente ha 

provveduto ad effettuare il pagamento in data 18 luglio 2017 e a depositare 

la propria domanda di restituzione del termine motivata dinanzi al Tribunale 

federale in data 23 agosto 2017. Detta domanda indirizzata erroneamente 

al Tribunale federale, è poi stata da quest’ultimo trasmessa allo scrivente 

Tribunale per competenza, con sentenza 2C_707/2017 del 25 agosto 

2017. Tenuto conto della presunta cessazione dell’impedimento in data 

3 luglio 2017 – data alla quale la ricorrente indica di avere effettivamente 

avuto conoscenza della decisione incidentale 21 giugno 2017 (cfr. ricorso 

23 agosto 2017, pag. 2) – e delle ferie giudiziarie, a priori, la ricorrente 

risulta avere rispettato il termine di 30 giorni (cfr. consid. 2.1 del presente 

giudizio). Dal punto di vista formale, la domanda di restituzione del termine 

della ricorrente risulta dunque qui ricevibile ai sensi dell’art. 24 PA. 

3.2 Dal punto di vista materiale, la ricorrente motiva la sua domanda di 

restituzione del termine sostenendo che, a causa di una notifica irregolare 

della decisione incidentale 21 giugno 2017 nella causa A-2912/2017, la 

stessa non sarebbe stata in grado di dar tempestivamente seguito alla 

richiesta di anticipo delle spese procedurali di 7'000 franchi avanzata dallo 

scrivente Tribunale, né di richiedere la proroga del termine impartitole ex 

art. 22 cpv. 2 PA. Detta decisione incidentale sarebbe infatti erroneamente 

stata trasmessa dal Tribunale ad un indirizzo diverso da quello indicato nel 

suo ricorso e nei documenti da lei prodotti con scritto 1° giugno 2017: 

anziché notificare la suddetta decisione incidentale all’indirizzo della 

seconda succursale di Y._______, intestandola personalmente ai signori 

E._______ e D._______ – responsabili dell’incarto, che hanno sottoscritto 

il ricorso – il Tribunale l’avrebbe trasmessa a torto alla società madre, non 

a conoscenza della presente procedura. A suo avviso, lo scrivente 

Tribunale avrebbe disposto di tutte le informazioni necessarie per notificare 

la decisione incidentale all’indirizzo corretto. A causa di detto errore, la 

decisione incidentale non sarebbe stata notificata direttamente alle 

persone responsabili dell’incarto, bensì unicamente in maniera indiretta il 

3 luglio 2017 dopo aver girato di ufficio in ufficio, sicché la ricorrente 

avrebbe disposto di soli 8 giorni per procedere al pagamento dell’anticipo 

spese. Il fatto inoltre che detta decisione incidentale sia stata redatta in 

italiano, avrebbe reso difficile la sua evasione dalla sede principale ubicata 

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Pagina 8 

in svizzera francese. Poiché la ricorrente necessitava poi di almeno due 

settimane lavorative – per ragioni di organizzazione interna – per poter 

aprire un conto in vista del pagamento dell’anticipo spese, la stessa, 

disponendo di soli 8 giorni residui, si sarebbe ritrovata impossibilitata 

dall’effettuare il versamento nel termine impartitogli, a suo avviso non 

congruo alle circostanze. Per tale motivo essa sarebbe riuscita a versare 

l’anticipo spese soltanto in data 18 luglio 2017. 

In concreto, si tratta dunque di verificare se sussiste effettivamente una 

notificazione difettosa imputabile al Tribunale e se detta circostanza possa 

materialmente costituire un motivo oggettivo scusabile giustificante la 

restituzione del termine per procedere al pagamento dell’anticipo spese ai 

sensi dell’art. 24 PA. 

3.2.1 Perché una decisione possa essere opposta alle parti, la stessa 

dev’essere stata notificata regolarmente ai suoi destinatari. Giusta l’art. 38 

PA, una notificazione difettosa non può infatti cagionare alle parti alcun 

pregiudizio. Per questo motivo, la mancata notifica alle parti della decisione 

può comportarne l’annullamento o, nei casi più gravi, persino la nullità 

(cfr. sentenza del TAF A-5508/2015 del 10 maggio 2017 consid. 2.3.2; 

HÄFELIN/MÜLLER/UHLMANN, Allgemeines Verwaltungsrecht, 7a ed. 2016, 

n. 1066, n. 1119 segg.; UHLMANN/SCHILLING-SCHWANK, Praxiskommentar 

VwVG, n. 3 e 9 segg. ad art. 38 PA). La giurisprudenza non sanziona 

tuttavia necessariamente con la nullità un vizio di notificazione. Le parti 

sono infatti sufficientemente tutelate se la notificazione raggiunge 

comunque il scopo malgrado la sua irregolarità (cfr. DTF 132 I 249 

consid. 6; 122 I 97 consid. 3a/aa; 111 V 149 consid. 4c; sentenza del TF 

9C_1020/2010 del 28 dicembre 2011 consid. 2.2). Occorre esaminare 

nelle circostanze del caso concreto se la parte interessata ha realmente 

subito un pregiudizio. Per tale valutazione ci si deve attenere ai principi 

della buona fede che limitano la possibilità di invocare un vizio di forma 

(cfr. DTF 122 I 97 consid. 3a/aa; 111 V 149 consid. 4c; sentenza del TF 

9C_1020/2010 del 28 dicembre 2011 consid. 2.2). 

3.2.2 Come già anticipato in ingresso, dall’esame del ricorso 22 maggio 

2017 nella causa A-2912/2017 il Tribunale ha potuto appurare che non vi 

era chiarezza in merito all’identità del rappresentante della ricorrente e 

neppure in merito all’indirizzo determinante per la notifica degli atti 

processuali. Per questo motivo, il Tribunale ha proceduto ad un controllo 

del registro commercio e appurato quanto segue:  

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A-4916/2017 

Pagina 9 

(1) la ricorrente, con sede a X._______, è una succursale svizzera (prima 

succursale) della società madre denominata B._______, con sede 

principale a Z._______ (società madre); 

(2) detta società madre dispone di una seconda succursale denominata 

anch’essa B._______, con sede a Y._______ (seconda succursale). 

Visto quanto precede, il Tribunale ha poi constatato che il ricorso 

22 maggio 2017 nella causa A-2912/2017 è stato firmato da un membro 

della società madre iscritto a registro di commercio (il signor D._______) e 

da una seconda persona (il signor E._______) che non risulta invece 

iscritta a registro di commercio, quale membro di una delle tre società, 

sicché – in assenza di una valida procura – non è abilitato a rappresentare 

la ricorrente in giudizio. Su detto ricorso è inoltre indicato l’indirizzo della 

seconda succursale e non quello della società madre.  

In tali circostanze, con decisione incidentale 24 maggio 2017 nella causa 

A-2912/2017, il Tribunale ha pertanto invitato la ricorrente a regolarizzare 

il proprio ricorso nel termine di 5 giorni dalla notifica, e meglio: (a) ad 

indicare in maniera chiara e completa chi la rappresenta in giudizio – ossia 

la sua società madre B._______, con sede a Z._______ o la succursale 

B._______, con sede a Y._______ – e (b) a produrre una valida procura a 

favore di chi la rappresenta in giudizio o, in alternativa, a favore delle 

persone che hanno presentato ricorso per suo conto. Tale decisione 

incidentale è stata espressamente notificata alla ricorrente, alla seconda 

succursale e alla società madre. 

3.2.3 Con scritto 1° giugno 2017, solo la società madre ha dato seguito alla 

richiesta del Tribunale e espressamente precisato di rappresentare la 

ricorrente in giudizio. La stessa ha altresì prodotto una valida procura a 

favore del signor E._______. Su detto scritto era chiaramente indicato 

l’indirizzo della società madre, ossia (…), Z._______. Dall’esame del 

predetto documento, risulta chiaramente che la società madre non ha 

minimamente espresso alcuna preferenza per quanto concerne la notifica 

degli atti processuali, segnatamente che gli stessi andavano trasmessi 

direttamente alla sede della sua succursale a Y._______ e/o alle persone 

fisiche che hanno sottoscritto il ricorso 22 maggio 2017 nella causa A-

2912/2017.  

3.2.4 Tenuto conto del predetto scritto 1° giugno 2017, nella misura in cui 

solo la società madre (rispettivamente la sede principale) può validamente 

rappresentare in giudizio la propria succursale – quest’ultima essendo 

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Pagina 10 

priva di esistenza giuridica propria e della capacità di essere parte (cfr. sen-

tenze del TF 4A_473/2011 del 22 dicembre 2011 consid. 2.2; 4P.146/2005 

del 10 ottobre 2005 consid. 5.2.2; DTF 120 III 11 consid. 1a; sentenze del 

TAF A-3574/2013 del 18 novembre 2014 consid. 1.3.1 con rinvii; A-

6381/2012 del 3 giugno 2014 consid. 1.2 con rinvii; A-2015/2009 del 

16 febbraio 2012 consid. 1.3; A-1521/2006 del 5 giugno 2007 consid. 2.1) 

– lo scrivente Tribunale ha dunque notificato la decisione incidentale 

21 giugno 2017 relativa alla richiesta d’anticipo spese di 7'000 franchi nella 

causa A-2912/2017, fissando un termine per il pagamento scadente il 

12 luglio 2017, direttamente alla società madre, sua rappresentante legale.  

3.2.5 Da quanto precede non è ravvisabile alcuna notificazione difettosa 

imputabile al Tribunale statuente, nella misura in cui quest’ultimo non ha 

fatto che attenersi a quanto indicato dalla rappresentante della ricorrente 

con scritto 1° giugno 2017 nella causa A-2912/2017. In assenza di una 

richiesta esplicita della ricorrente e della sua rappresentante in merito alla 

notifica degli atti ad un altro indirizzo che quello della società madre, si 

deve dunque partire dal presupposto che non vi è stata alcuna notificazione 

difettosa (cfr. consid. 3.2.1 del presente giudizio). Di riflesso, non è 

ravvisabile alcun motivo oggettivo giustificante la concessione della 

restituzione del termine per effettuare il pagamento dell’anticipo spese ai 

sensi dell’art. 24 PA (cfr. consid. 2.2 del presente giudizio). 

3.2.6 Anche ad avere dubbi, i problemi di ordine organizzativo all’interno 

del gruppo societario costituito dalla società madre e le sue due succursali, 

rispettivamente le asserite difficoltà linguistiche nel comprendere un atto in 

italiano – soprattutto se si considera che l’intera procedura si è svolta in 

lingua italiana, senza che la ricorrente abbia mai sollevato alcuna censura 

al riguardo –, non costituiscono di certo un motivo scusabile ai sensi 

dell’art. 24 PA (cfr. consid. 2.3 del presente giudizio). Al riguardo va 

peraltro precisato come la prima decisione incidentale 24 maggio 2017 

nella causa A-2912/2017 del Tribunale sia stata volutamente notificata alla 

società madre, alla ricorrente e alla seconda succursale, proprio per 

permette loro di precisare in maniera chiara l’identità della rappresentante 

della ricorrente. Ora, in tale evenienza, appare dunque poco probabile che 

la società madre – che peraltro è stata l’unica a dare seguito alla richiesta 

di precisazione in merito alla rappresentante della ricorrente, con scritto 

1° giugno 2017 – non fosse al corrente della procedura A-2912/2017. Di 

riflesso, non si vede come la società madre non potesse essere al corrente 

della predetta procedura, al momento della notifica della seconda 

decisione incidentale 21 giugno 2017 relativa all’anticipo spese. 

A-4916/2017 

Pagina 11 

3.3 In definitiva, visto tutto quanto suesposto, la domanda di restituzione 

del termine formulata dalla ricorrente con scritto 23 agosto 2017 nella 

causa A-2912/2017 va dunque qui respinta integralmente. 

4.  

Tenuto conto dell’esito della presente procedura A-4916/2017, le spese 

processuali sono poste a carico della ricorrente, qui parte integralmente 

soccombente. Tenuto conto degli atti dell’incarto, in concreto le spese 

processuali sono fissate a 500 franchi (cfr. art. 63 cpv. 1 PA; art. 1 segg. 

del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili 

nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 

173.320.2]). Ciò indicato, vanno altresì confermate le spese processuali di 

500 franchi fissate nella procedura A-2912/2017 e poste a carico della 

ricorrente. Alla crescita in giudicato del presente giudizio, le spese 

processuali di 500 franchi per la procedura A-4916/2017 e le spese 

processuali di 500 franchi per la precedente procedura A-2912/2017 – per 

un totale di 1'000 franchi – verranno detratte dall’anticipo spese di 

7'000 franchi versato tardivamente dalla ricorrente. L’importo residuo di 

6'000 franchi le verrà restituito, previa indicazione delle sue coordinate 

bancarie o postali sulle quali effettuare il versamento. 

(il dispositivo è indicato alla pagina seguente) 

 

  

A-4916/2017 

Pagina 12 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia: 

1.  

La domanda di restituzione del termine formulata dalla ricorrente con scritto 

23 agosto 2017 nella causa A-2912/2017 è respinta. 

2.  

Le spese processuali di 500 franchi per la presente procedura A-

4916/2017 sono poste a carico della ricorrente. Le spese processuali di 

500 franchi fissate nella procedura A-2912/2017 e poste a carico della 

ricorrente sono qui confermate. Alla crescita in giudicato del presente 

giudizio, detti importi verranno detratti dall’anticipo spese di 7'000 franchi 

versato tardivamente dalla ricorrente. L’importo residuo di 6'000 franchi le 

verrà restituito, previa sua indicazione delle sue coordinate bancarie o 

postali sulle quali effettuare il versamento. 

3.  

Comunicazione a: 

– ricorrente (atto giudiziario)  

– B._______, (...), Z._______ (atto giudiziario) 

– autorità inferiore (n. di rif. ***; atto giudiziario) 

 

 

Il presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Michael Beusch Sara Friedli 

 
Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro un termine di 

30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e segg. e 100 LTF). Gli 

atti scritti devono essere redatti in una lingua ufficiale, contenere le 

conclusioni, i motivi e l'indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La 

decisione impugnata e – se in possesso della parte ricorrente – i documenti 

indicati come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF). 

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