# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6b69eda6-52c4-5ee4-a512-61dae4570222
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-11-24
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 24.11.2014 32.2014.112
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2014-112_2014-11-24.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  32.2014.112

   

  LG/DC/sc

  	
  Lugano

  24 novembre 2014

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Ivano Ranzanici, Andrea Pedroli (in sostituzione del giudice Raffaele Guffi, astenuto)

  

 

	
  redattore:

  	
  Luca Giudici, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 18 agosto 2014 di

 

	
   

  	
  RI 1  

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 13 giugno 2014 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona

   

  in materia di assicurazione federale per l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   RI 1, nato nel 1957, da
ultimo attivo quale autista professionale, in data 28 luglio 2009 ha presentato una domanda volta all’ottenimento di prestazioni AI per adulti per la “rottura
nervo ottico, rottura nervo palpebre, dioplia, paralisi facciale, dal 1985” (doc. 4/1-7).

 

                               1.2.   Esperiti gli accertamenti
medici ed economici del caso, l’Ufficio AI, con la decisione del 18 maggio 2010 ha respinto la richiesta di prestazioni dell’assicurato (doc. 43-1).

 

                               1.3.   Contro questa decisione
l’assicurato, patrocinato dall’avv. RA 1, ha inoltrato un tempestivo ricorso al
TCA postulando in via principale l’annullamento della decisione e il
riconoscimento di una mezza rendita, o almeno un quarto, dal 1° marzo 2008,
subordinatamente il rinvio degli atti all’UAI (doc. AI 46-3).

 

                               1.4.   In risposta l’Ufficio AI,
ritenuta incompleta la valutazione medica, ha proposto il rinvio degli atti
all’amministrazione (doc. AI 48-1).

 

                               1.5.   Il Vicepresidente del TCA,
con decreto del 10 agosto 2010 (inc. 32.2010.179), ha stralciato la causa dai
ruoli per intervenuta transazione consistente nell’annullamento della decisione
impugnata e nel rinvio degli atti all’Ufficio AI, per complemento istruttorio
(doc. 50-1).

 

                               1.6.   In ambito LAINF
l’assicuratore __________, dopo avere ordinato una perizia pluridisciplinare a
cura del Servizio Accertamento Medico dell’Assicurazione Invalidità (SAM), con
la decisione su opposizione del 15 ottobre 2010, che annullava e sostituiva
quella del 22 settembre 2010, ha attribuito all’interessato una rendita di
invalidità del 44% e un’IMI, incontestata, del 65% (doc. LAINF 44-1). 

 

                                         Questa decisione su
opposizione è cresciuta, incontestata, in giudicato.

                                      

                               1.7.   A seguito del decreto di
stralcio del 10 agosto 2010 (inc. 32.2010.179, doc. AI 50-1), l’amministrazione
ha proceduto a nuovi accertamenti medico-amministrativi, in particolare ha dato
mandato al SAM di svolgere una perizia pluridisciplinare (doc. AI 81-1).

 

                               1.8.   Esperiti tali accertamenti
l’Ufficio AI, con il progetto di decisione del 10 aprile 2012 (doc. 85-1), poi
confermato con la decisione del 29 maggio 2012, (doc. AI 90-1), ha rifiutato
all’assicurato il diritto ad una rendita d’invalidità, non presentando lo
stesso un grado d’invalidità pensionabile.

 

                               1.9.   Contro questa decisione l’assicurato,
sempre rappresentato dall’avv. RA 1, ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA,
postulando l’annullamento della decisione impugnata e il rinvio degli atti
all’amministrazione, affinché proceda agli approfondimenti medici ed economici
del caso (doc. AI 95-4).

 

                             1.10.   Questa Corte, con la sentenza
del 20 giugno 2013 (inc. 32.2012.187), cresciuta incontestata in giudicato, ha
accolto il ricorso e rinviato gli atti all’amministrazione. 

                                         Il TCA, dopo aver concluso
che la capacità lavorativa residua dell’assicurato nello svolgimento di
attività adeguate risulta ridotta del 20% per motivi psichici e del 20% per
motivi oftalmologici, ha rinviato gli atti all’Ufficio AI per la questione
dell’incidenza rispettiva dei gradi di incapacità lavorativa.

 

                                         Questa Corte ha, in
particolare, rilevato che nonostante le patologie di origine psichica e
oftalmologica che affliggono l’interessato, con influenza sulla sua capacità
lavorativa, una discussione plenaria fra gli specialisti interessati – di
fondamentale importanza – non ha avuto luogo né al momento della valutazione
pluridisciplinare SAM, né in seguito, malgrado le ripetute richieste di presa
di posizione in merito al tema della cumulabilità delle percentuali di
inabilità lavorativa formulate dal Tribunale.

 

                                         Il TCA non ha
ritenuto sufficienti le risposte fornite dai periti del          SAM e ha
ritenuto imprescindibile l’attuazione di una discussione                      corale
fra gli esperti interessati:

 

" (…)

Ciò appare tanto più indispensabile, ritenuto che il consulente
oftalmologo, dr. __________, nel suo scritto del 3 giugno 2013, ha chiaramente indicato che “i limiti funzionali oculistici e psichiatrici non si
sovrappongono” (cfr. doc. XXII/2, sottolineatura della redattrice).

Anche i medici del SAM, nella presa di posizione del 10 giugno
2013, hanno correttamente indicato che il consulente oftalmologo ha ritenuto
che i limiti funzionali oculistici e psichiatrici non si sovrappongano (doc.
XXII/1), senza poi però procedere al cumulo delle percentuali di incapacità
lavorativa.

E questo nonostante nello scritto del 7 maggio 2013 il dr. __________
del SMR abbia espressamente posto la domanda “se i limiti funzionali oculistici
e psichiatrici non si sovrappongono, per quali motivi viene negata una
cumulabilità delle relative IL” (cfr. doc. XIX/bis, sottolineatura della
redattrice).

 

In simili condizioni, secondo questo Tribunale non è possibile -
senza prima procedere ad un complemento peritale da parte dei periti del SAM
interessati - concludere con sufficiente tranquillità che lo stato
valetudinario dell’assicurato, tenuto conto degli aspetti oftalmologici e
psichici, giustifichi una capacità lavorativa globale dell’80%, come stabilito
nel referto peritale del SAM del 20 marzo 2012 (doc. 81-22) e confermato dal
dr. __________ del SMR (doc. 82-2)” (cfr. sentenza del 20 giugno 2013, pag.
22).

                                         La decisione dell’Ufficio
AI del 29 maggio 2012 è stata annullata e l'incarto retrocesso all'Ufficio AI,
al fine di mettere in atto un approfondimento a livello medico peritale tra
tutti i consulenti del SAM che hanno avuto modo di visitare il ricorrente,
inteso a delucidare l’incidenza rispettiva dei gradi di incapacità lavorativa
attestati in ambito oftalmologico e psichiatrico sulla capacità lavorativa
residua globale dell’assicurato.

 

                                         Dal profilo economico
questa Corte, riferendosi all’incarto LAINF, ha concluso che l’amministrazione
non poteva applicare al reddito da invalido una percentuale di riduzione
inferiore a quella del 15% riconosciuta dall’assicuratore infortuni per tenere
conto globalmente “dell’importanza dell’infortunio, delle relative sequele,
dell’età dell’assicurato, della sua formazione e del suo grado di occupazione”
(cfr. sentenza del 20 giugno 2013, pag. 24).

 

                                         In tale modo, già solo
considerando una percentuale di abilità lavorativa complessiva dell’assicurato
dell’80% (percentuale che, non tiene però conto della questione della
cumulabilità dei gradi di incapacità lavorativa psichica e oftalmologica) dal
raffronto fra il reddito da valido stabilito dall’assicuratore LAINF, ma anche
volendo prendere in considerazione l’importo indicato dal patrocinatore del
ricorrente – e quello da invalido, cui applicare (prescindendo dalla questione
del gap salariale, peraltro controversa), una riduzione, almeno del 20% per
motivi medici e del 15% per tenere conto di tutti gli altri aspetti,
emergerebbe in ogni caso il diritto perlomeno ad un quarto di rendita di
invalidità (cfr. sentenza del 20 giugno 2013, pag. 24).

 

                             1.11.   In data 17 settembre 2013 il
medico del SMR, Dr____________________ riprendendo le conclusioni della
sentenza di questa Corte, ha chiesto ai periti del SAM di “fornire un
giudizio globale dell’incapacità lavorativa dell’assicurato dopo discussione
corale fra gli esperti interessati (psichiatrica e medico oculistica)”
(doc. AI 126-2).

 

                             1.12.   Esperito questo accertamento e
una nuova valutazione economica, l’Ufficio AI con la decisione del 13 giugno
2014 (doc. AI 139-1), preavvisata con progetto del 25 febbraio 2014 (doc. AI
134-1), ha attribuito all’assicurato un quarto di rendita d’invalidità (grado
42%) a far tempo dal 1° luglio 2010.

 

                             1.13.   Contro questa decisione
l’assicurato, sempre patrocinato dall’avv. RA 1 ha inoltrato un tempestivo
ricorso al TCA postulando l’annullamento della decisione impugnata e il rinvio
degli atti all’Ufficio AI (doc. I).

 

                                         Il rappresentante
dell’assicurato, dopo aver ripreso i motivi del rinvio deciso da questa Corte
con la sentenza del 20 giugno 2013, ha postulato che anche la Dr.ssa __________
“abbia ad esprimersi riguardo alla cumulabilità” (doc. I).

 

                             1.14.   In risposta l’Ufficio AI, dopo
aver ripreso i contenuti della decisione del TCA del 20 giugno 2013 e
illustrato la discussione globale svolta dai periti, si è riconfermato nella
decisione impugnata rilevando che la Dr.ssa __________ non va interpellata
sulla questione della cumulabilità (doc. IV).

 

                             1.15.   Nello scritto del 19 settembre
2014 l’avv. Sciuchetti ha ribadito la necessità di sentire la Dr.ssa __________,
in merito al tema della cumulabilità. Il patrocinatore di RI 1 ha quindi
contestato il mancato cumulo della patologia psichiatrica con quella
oftalmologica (doc. VI).

 

                                         Il doc. VI è stato inviato
all’UAI per conoscenza (doc. VII).

 

                             1.16.   In data 23 ottobre 2014 il TCA
ha interpellato la Dr.ssa Francesca El Shater, in merito alle modalità della
discussione globale avvenuta tra i periti (doc. VIII).

 

                             1.17.   La Dr.ssa El Shater del SAM ha
risposto il 29 ottobre 2014 (doc. IX).

 

                                         I doc. VIII e IX sono
stati inviati alle parti per osservazioni (doc. X).

 

                             1.18.   L’avv. Sciuchetti, in data 17
novembre 2014, e l’UAI, il 18 novembre 2014, non hanno formulato osservazioni
(doc. XI, XII).

 

                                         Il doc. XI è stato inviato
per conoscenza all’UAI (doc. XIII), mentre il doc. XII è stato trasmesso,
sempre per conoscenza, al legale dell’assicurato (doc. XIV).

 

 

                                         in diritto

                                         

                               2.1.   Il TCA è chiamato a stabilire
se a ragione oppure no l’Ufficio AI ha attribuito all’assicurato un quarto di
rendita AI dal 1° luglio 2010.

                                         Secondo l’art. 4 cpv. 1
LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende
l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata
da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la
surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente
incapacità di guadagno. 

                                         Occorre quindi che il
danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno,
perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità
(Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité
sociale, tesi Ginevra 1991, pp. 216ss).

 

                                         L’art. 28 cpv. 2 LAI, in
vigore dal 1° gennaio 2008, prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una
rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono
invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a
un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%. 

                                         

                                         Ai sensi dell'art. 16 LPGA
il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del
lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo
l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività
lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del
lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto
conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). 

                                         Si confronta perciò il
reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto
invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando
la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in
condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali
provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V
30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84). 

 

                                         Nel confronto dei redditi
la giurisprudenza - di regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità,
come ad esempio la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche
e l'età dello assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit,
p. 232). La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra
parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di
applicazione di misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è
essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il
TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313). 

                                         

                                         Secondo la giurisprudenza per il raffronto dei redditi sono
determinanti le circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del
diritto alla rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere
rilevati sulla medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di
eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della
decisione e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (cfr. DTF 129 V
222).

 

                               2.2.   Nella presente fattispecie
l’assicurato presenta una limitazione della capacità lavorativa nello
svolgimento di attività adeguate del 20% per motivi psichici e del 20% per
motivi oftalmologici, come stabilito nella perizia pluridisciplinare del SAM e
nei successivi accertamenti svolti da questa Corte (cfr. sentenza 32.2012.187
del 20 giugno 2013, cresciuta incontestata in giudicato).

 

                                         A proposito della
valutazione globale delle patologie, va ricordato che secondo l’Alta Corte, per
determinare il grado di inabilità lavorativa di un assicurato che soffre di diverse
patologie, non si devono semplicemente sommare le singole valutazioni, bensì si
deve far capo a un giudizio globale che scaturisce dopo ponderata discussione
plenaria fra tutti gli esperti interessati (cfr. STF 9C_330/2012 del 7
settembre 2012; STF 9C_913/2012 del 9 aprile 2013; SVR 2008 IV Nr. 15).

                                         La
questione di sapere se i singoli gradi di inabilità si possano sommare e, se
del caso, in quale misura, è una problematica squisitamente medica, che di
principio il giudice non rimette in discussione (cfr. STFA I 338/01 del 4
settembre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 n. 72, p. 485).

                                         In
una sentenza I 606/03 del 19 agosto 2005, l'Alta Corte ha inoltre precisato che il giudizio sul grado complessivo dell’incapacità lavorativa va di regola
eseguito nell’ambito di una perizia pluridisciplinare, ciò che in quella causa
era stato fatto.

                                         In una sentenza I 514/06 del 25
maggio 2007, pubblicata in SVR 3/2008 IV nr. 15, pag. 43-45, il Tribunale
federale ha osservato che “una semplice addizione di diverse inabilità
lavorative parziali, eventualmente presa in considerazione in occasione di una
perizia pluridisciplinare, può produrre, a seconda delle peculiarità concrete
del caso, un risultato troppo consistente oppure troppo esiguo”.

Su questo argomento, cfr. D. Cattaneo, “Le perizie nelle assicurazioni
sociali”, in Le perizie giudiziarie Ed. CFPG, Lugano e Helbing &
Lichtenhahn, Basilea 2008 pag. 203 e segg. (245-249).

                                      

                                         In una sentenza
32.2011.236 del 17 giugno 2013 - concernente il caso di un assicurato affetto
da patologie, invalidanti, sia reumatologiche che psichiatriche - il TCA ha,
ancora una volta, avuto modo di sottolineare l’importanza, nel caso di
assicurati affetti da diverse patologie, di determinare il grado complessivo di
incapacità lavorativa facendo capo ad un giudizio globale, che scaturisca da
una ponderata discussione plenaria fra tutti gli esperti interessati.

                                         In quell’occasione, a
fronte dell’opinione del perito psichiatra giudiziario, secondo il quale “la
patologia psichiatrica complica e peggiora quella dell’apparato locomotorio” e
vista la mancanza, fatta valere anche dal SMR, di una discussione globale tra
perito psichiatra giudiziario e perito reumatologo, il Presidente del TCA ha
provveduto a fare svolgere la valutazione globale nel corso del dibattimento
che ha avuto luogo il 16 maggio 2013.

                                         Alla luce delle risultanze
della discussione del 16 maggio 2013 fra il perito reumatologo e il perito
psichiatra giudiziario, alla presenza delle parti e dei medici del SMR, questo
Tribunale con sentenza 32.2011.236 del 17 giugno 2013 - dopo avere ricordato
che, secondo la giurisprudenza federale la discussione fra gli esperti di
principio non può essere rimessa in discussione dal giudice (cfr. STF
9C_330/2012 del 7 settembre 2012; STF 8C_245/2012 del 9 aprile 2013) – ha
concluso che l'assicurato è praticamente inabile al lavoro in misura totale per
i suoi problemi di salute attestati dagli esperti in reumatologia e in
psichiatria.

 

                                         In una sentenza
9C_262/2013 del 5 giugno 2013 il Tribunale federale ha stabilito che la
valutazione globale delle patologie dell’assicurato può anche essere effettuata
per via di circolazione.

 

                                         In una sentenza
9C_362/2014 del 19 agosto 2014 il Tribunale federale ha annullato il giudizio
di questa Corte che aveva stabilito direttamente l’entità del cumulo delle
percentuali di inabilità lavorativa negli ambiti neurologico e reumatologico e
fissato al 40% il tasso d’incapacità lavorativa globale. 

                                         Secondo l’Alta Corte, il
TCA poteva senza arbitrio dubitare dell’attendibilità della valutazione del SAM
sul grado complessivo di incapacità lavorativa, ma non poteva fissare
autonomamente, in mancanza di dati medico-specialistici al riguardo, l’entità
del cumulo, essendo questa una questione di ordine squisitamente medico. 

 

                                         La questione è stata
affrontata e risolta dal Presidente del TCA in udienza, nel corso della quale
il perito neurologo e quello reumatologo, dopo discussione, hanno nuovamente
ribadito i motivi per cui ritengono che i due gradi di inabilità siano, seppure
in misura estremamente ridotta, cumulabili ed hanno concluso che da un profilo
medico questa cumulabilità sia ragionevol-mente fissabile tra il 5 e il 10%. Le
parti sono quindi giunte ad una soluzione transattiva della vertenza (cfr.
decreto di stralcio, inc. 32.2014.116).

 

                               2.3.   Con la sentenza 32.2012.187
del 20 giugno 2013 il TCA ha rinviato gli atti all’Ufficio AI per un
approfondimento a livello medico peritale tra tutti i consulenti del SAM che
hanno avuto modo di visitare il ricorrente, inteso a delucidare l’incidenza
rispettiva dei gradi di incapacità lavorativa attestati in ambito oftalmologico
e psichiatrico, sulla capacità lavorativa residua globale dell’assicurato.

 

                                         In data 19 novembre 2013 i
periti del SAM Dr.ssa __________ e il Dr. __________, hanno risposto in questi
termini al Dr. __________ del SMR, sulla questione dell’incidenza rispettiva
dei gradi di incapacità lavorativa:

 

" Caro
collega,

abbiamo discusso collegialmente il caso del signor __________ e
siamo giunti alla conclusione che l'A. presenta una capacità lavorativa dell'80%
in attività adatte. La diminuzione del rendimento del 20% permette di tener
conto sia della diminuzione del rendimento a livello psichiatrico, sia a
livello oftalmologico. Come già ribadito

precedentemente, facciamo notare che i disturbi oculari hanno un
influsso sulla psiche e che i disturbi di concentrazione di cui si lamenta l’A.
sono dovuti sia allo stato ansioso, sia ai problemi oculari.

 

Le conclusioni peritali si fondano su un'esauriente discussione
plenaria tra i medici periti del SAM e tra il Dr. med. __________ e il Dr. med.
__________ in data 19.11.2013 alle ore 8:30." 

(doc. AI 129-1).

                                         

                                         Con scritto del 23 ottobre
2014 il TCA ha interpellato la Dr.ssa Francesca El Shater, in merito alle
modalità della discussione globale (doc. VIII):

 

" Gentile
Dr.ssa El Shater,

 

lo scrivente Tribunale è chiamato a dirimere la vertenza che vede
opposto il signor Hermann Berger, che è stato sottoposto a valutazione da parte
del SAM nel 2009 (in ambito LAINF) e nel 2012, all’Ufficio AI.

 

Con la sentenza 32.2012.187 del 20 giugno 2013 il TCA aveva
rinviato gli atti all’Ufficio AI per un approfondimento a livello medico
peritale tra tutti i consulenti del SAM che hanno avuto modo di visitare il
ricorrente, inteso a delucidare l’incidenza rispettiva dei gradi di incapacità
lavorativa attestati in ambito oftalmologico e psichiatrico, sulla capacità
lavorativa residua globale dell’assicurato.

 

Con scritto del 19 novembre 2013 firmato da lei e dal Dr. Biaggi,
avete risposto in questi termini al Dr. Erba del SMR, sulla questione
dell’incidenza rispettiva dei gradi di incapacità lavorativa:

 

“                                     Caro collega,

abbiamo discusso collegialmente il
caso del signor H. Berger e siamo giunti alla conclusione che l'A. presenta una
capacità lavorativa dell'80% in attività adatte. La diminuzione del rendimento
del 20% permette di tener conto sia della diminuzione del rendimento a livello
psichiatrico, sia a livello oftalmologico. Come già ribadito precedentemente,
facciamo notare che i disturbi oculari hanno un influsso sulla psiche e che i
disturbi di concentrazione di cui si lamenta l’A. sono dovuti sia allo stato
ansioso, sia ai problemi oculari.

 

Le conclusioni peritali si
fondano su un'esauriente discussione plenaria tra i medici periti del SAM e tra
il Dr. med. O. Bernasconi e il Dr. med. G. Latella
in data 19.11.2013 alle ore 8:30.”

 

Visto quanto sopra, la invito a descriverci nel dettaglio:

 

1)   Come
avviene la discussione globale tra periti, in particolare secondo quali
modalità, in quale luogo e alla presenza di quali persone. Voglia per cortesia
precisare a cosa corrisponde l’orario indicato (8:30)?

 

2)   Per
quale ragione le firme sul documento del 19 novembre 2013 del Dr. Bernasconi e
del Dr. Latella sono antecedenti la discussione plenaria ? Come sono
considerate queste prese di posizione al momento della discussione globale ?”
(doc. VIII).

 

                                         La Dr.ssa El Shater ha
fornito le seguenti risposte: 

 

" Egregio Avvocato,

 

volentieri rispondiamo alle domande poste:

 

1.    Il giorno 19.11.2013 abbiamo organizzato la conferenza telefonica fra
il Dr. med. O. Bernasconi, Dr. med. G. Latella e il perito SAM Dr. med. G.
Biaggi. I vari medici sono rimasti sul loro posto di lavoro e si è discusso il
caso telefonicamente. Con l'orario delle 8:30 s'indica l'inizio della
conferenza telefonica.

 

2.    La lettera inviata al Dr. med. D. Erba è stata sottoposta
all'attenzione del Dr. med. O. Bernasconi e Dr. med. G. Latella. I due
consulenti hanno confermato il contenuto della lettera l’8.11.2013 (Dr. med. O.
Bernasconi) e il 25.9.2013 (Dr. med. G. Latella). I sopraccitati consulenti
hanno confermato le conclusioni della lettera nel corso della sopraccitata
conferenza telefonica.

La lettera è poi stata
inviata il 19.11.2013 al Dr. med. Erba con la frase “Le conclusioni peritali…
in data 19.11.2013 alle ore 8.30”. (doc. IX).

 

                                         Nella
presente fattispecie, il TCA ha preso atto che una discussione plenaria fra
gli esperti è effettivamente avvenuta il 19 novembre 2013 alle ore 8.30 tramite
conferenza telefonica.                                        

                                         Questa conferenza ha avuto
luogo dopo che in data 25 settembre 2013 il Dr. Latella (cfr. scritto doc. AI
129-2) e in data 8 novembre 2013 il Dr. Bernasconi (cfr. scritto doc. AI 129-3)
avevano già confermato di concordare con le conclusioni circa la questione
dell’incidenza rispettiva dei gradi d’incapacità lavorativa (cfr. doc. AI
129-1, risposta dell’UAI del 25 settembre 2014, doc. IV e risposta del SAM ai
quesiti del TCA, doc. VIII, IX).

 

                                         In simili condizioni questo
Tribunale non ha motivi per non ritenere che l’incapacità lavorativa del 20% tiene
conto sia della diminuzione del rendimento a livello psichiatrico, sia a
livello oftalmologico.

                                         

                                         Ciò è peraltro confermato
anche dagli attestati medici che figurano nell’incarto. Infatti, nella perizia
del 25 gennaio 2012 il Dr. __________ aveva posto la diagnosi di sindrome mista
ansioso-depressiva (ICD10-F41.2) con inabilità non superiore al 20% precisando
che non si tratta di un disturbo psichiatrico maggiore, in quanto “le sue
manifestazioni cliniche sono relativamente blande e normalmente transitorie,
non è quindi condizione da presupporre un’inabilità lavorativa duratura”
(doc. AI 81-43).

 

                                         Il Dr. __________ aveva
poi indicato, in data 28 marzo 2013, che la limitazione psichiatrica è di lieve
entità e quindi non cumulabile con eventuali altre inabilità (cfr. scritto del
28 marzo 2013 al SAM, doc. AI 109-9). Questa valutazione è stata poi ribadita
nello scritto del 22 maggio 2013 quando il Dr. __________ ha precisato che la
limitazione è da riferire a lievi deficit di concentrazione relativi in particolare
allo stato ansioso (cfr. scritto del 22 maggio 2013 al SAM, doc. AI 115-5).

 

                                         Per quanto riguarda la
patologia oftalmologica è vero che il Dr. __________, nel suo scritto del 3
giugno 2013, aveva inizialmente indicato che i limiti funzionali oculistici e
psichiatrici non si sovrappongono (cfr. scritto del 3 giugno 2013 al SAM, doc.
AI 115-4). Tuttavia in sede di discussione globale egli ha sottoscritto che la
diminuzione del rendimento del 20% “permette di tener conto sia della
diminuzione del rendimento a livello psichiatrico, sia a livello oftalmologico”
(doc. AI 130-1).

                                         

                                         Il mancato cumulo della
patologie psichiatriche e oftalmologiche è così condivisibile non solo per il
fatto che la patologia psichica è di lieve entità, blanda e transitoria, ma
anche perché la diminuzione del rendimento di quella oftalmologica è stata
attestata dal perito, Dr. __________, “grossolanamente” al 20% (cfr.
scritto del 18 marzo 2013, doc. AI 109-5).

                                      

                                         Di conseguenza la
conclusione dell’amministrazione, secondo cui i disturbi oculari hanno un
influsso sulla psiche e i disturbi di concentrazione sono dovuti sia allo stato
ansioso che ai problemi oculari, ciò che conduce a sovrapporre i gradi
d’inabilità, può essere fatta propria da questa Corte.

 

                                         Alla luce di quanto sopra
esposto, sulla base delle affidabili e concludenti risultanze dei periti
interpellati dall’amministrazione, le quali hanno permesso di vagliare
accuratamente lo stato di salute dell’interessato e richiamato inoltre
l'obbligo che incombe all'assicurato di intraprendere tutto quanto sia ragionevolmente
esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito economico cagionato dal
danno alla salute (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e i
riferimenti ivi citati; Riemer‑Kafka, Die Pflicht zur
Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pagg. 57, 551 e 572; Landolt, Das
Zumutbarkeitsprinzip im schweizerischen Sozialversicherungsrecht, tesi Zurigo
1995, pag. 61; DTF 113 V 28 consid. 4a e sentenze ivi citate; cfr. anche Meyer Blaser, Rechtsprechung
des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997, pag. 221), il TCA ritiene dimostrato
con il grado della verosimi-glianza preponderante valido nell'ambito delle
assicurazioni sociali (DTF 126 V 360; DTF 125 V 195 consid. 2 e i riferimenti
ivi citati, 115 V 142 consid. 8b, 113 V 323 consid. 2a, 112 V 32 consid. 1c,
111 V 188 consid. 2b), che l'assicurato è abile all’80% in attività
adeguate.

 

                               2.4.   Il ricorrente ha chiesto di
interpellare la Dr.ssa __________ (cfr. doc. I, VI). Il TCA ritiene superfluo
effettuare questo accertamento.

 

                                         Va qui
ricordato che, quando l'istruttoria
da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un
apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di
determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri
provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato, si
rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione anticipata delle prove cfr.
Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag.
47 n. 63, Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., pag. 274, si veda pure
DTF 122 II consid. 469 consid. 41; 122 III 223 consid. 3; 119 V 344 consid. 3c
con riferimenti). Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere
sentito conformemente all'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344
consid. 3c con riferimenti).

 

                                         Secondo la giurisprudenza
federale (cfr. consid. 2.3.) per dirimere la questione della cumulabilità o
meno dei gradi d’incapacità risulta essenziale fare capo a un giudizio globale
che scaturisce dopo ponderata discussione plenaria fra tutti gli esperti interessati.

 

                                         Proprio per questa ragione
interpellare la Dr.ssa __________ risulterebbe – nel caso di specie – contrario
a questo principio. L’oftalmologa infatti non ha partecipato, come perita, alla
valutazione SAM del 20 marzo 2012 che ha visto coinvolti il Dr. __________
(reumatologo), il Dr. __________ (neurologo), il Dr. __________ (oftalmologo) e
il Dr. __________ (psichiatra) (doc. AI 81-1).

 

                                         È vero che la Dr.ssa __________
ha invece preso parte alla perizia SAM del 7 ottobre 2009, svolta in ambito
LAINF, tuttavia in quella valutazione vi era unicamente un’inabilità dal
profilo oftalmologico e non psichico. Non si poneva quindi una questione di
cumulabilità.

 

                                         Un eventuale parere della
Dr.ssa __________, nel caso di specie, non permetterebbe dunque di risolvere la
questione del cumulo o meno dei gradi di inabilità lavorativa dell’assicurato. 

 

                               2.5.   In simili condizioni,
constatato che l’assicurato presenta una capacità lavorativa residua dell’80% in
attività adeguate, ricordato inoltre che l'invalidità nell'ambito delle assicurazioni sociali svizzere è un
concetto di carattere economico‑giuridico e non medico (DTF 116 V 249
consid. 1b, 110 V 275 consid. 4a), occorre esaminare le conseguenze del
danno alla salute dal profilo economico.

 

                                         Preliminarmente va
ricordato che, secondo la giurisprudenza, per il raffronto dei redditi fa stato
il momento dell’inizio dell’eventuale diritto alla rendita (cfr. DTF 129 V 222;
cfr., pure, STFA del 26 giugno 2003 nella causa R. consid. 3.1, I 600/01, del 3
febbraio 2003 nella causa R., I 670/01 pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24, del 18
ottobre 2002 nella causa L. consid. 3.1, I 761/01 pubblicata in SVR 2003 IV Nr.
11 e del 9 agosto 2002 nella causa S. consid. 3.1, I 26/02; cfr., inoltre, STFA
del 13 giugno 2003 nella causa G. consid. 4.2, I 475/01), per cui nel caso
concreto sono determinanti i dati del 2010.

 

                               2.6.   Per quel che concerne il reddito
da valido, l’UAI ha quantificato il reddito che l’assicurato avrebbe
potuto percepire da sano in fr. 71'993.-- nel 2010 facendo riferimento a quanto
stabilito dall’assicuratore LAINF e anticipato da questa Corte nella sentenza
32.2012.187 del 20 giugno 2013 (doc. AI 139-1 e scritto del datore di lavoro
del 27 ottobre 2011, doc. AI 78-1).

 

                               2.7.   Per quanto riguarda il reddito
da invalido, va ricordato che
lo stesso è determinato sulla base della situazione professionale concreta
dell'interessato, a condizione però che quest'ultimo sfrutti in maniera completa
e ragionevole la capacità lavorativa residua e che il reddito derivante
dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non costituisca un salario
sociale ("Soziallohn") (DTF 126 V 76 consid. 3b/aa e riferimenti).

                                         Se invece non esiste un siffatto
guadagno, in particolare perché l'assicurato non ha intrapreso una attività
lucrativa da lui esigibile, il reddito da invalido, da contrapporre a quello da
valido nella determinazione del grado di invalidità, può essere ricavato dai
rilevamenti statistici ufficiali, editi dall'Ufficio federale di statistica,
che si riferiscono agli stipendi medi nelle principali regioni e categorie di
lavoro (DTF 126 V 76 consid. 3b/bb; RCC 1991 p. 332 consid. 3c, 1989 p. 485
consid. 3b).

                                         Inoltre, va rilevato che,
secondo la giurisprudenza federale, per gli assicurati che, a causa della
particolare situazione personale o professionale (affezioni invalidanti, età,
nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione ecc.), non
possono mettere completamente a frutto la loro capacità residua nemmeno in
lavori leggeri e che pertanto non riescono di regola a raggiungere il livello
medio dei salari sul mercato, viene operata una riduzione percentuale sul
salario teorico statistico. Il TFA ha precisato, al riguardo, come una
deduzione globale massima del 25% del salario statistico permettesse di tener
conto delle varie particolarità suscettibili di influire sul reddito del
lavoro. Inoltre, chiamato a pronunciarsi sulla deduzione globale, la quale procede
da una stima che l'amministrazione deve succintamente motivare, il giudice non
può senza valido motivo sostituire il suo apprezzamento a quello degli organi
dell'assicurazione (DTF 126 V 80 consid. 5b/cc).

 

                                         L’Alta
Corte ha stabilito che sono esclusivamente applicabili, in difetto di
indicazioni economiche concrete, i dati salariali nazionali risultanti dalla
tabella di riferimento TA1 dell’inchiesta sulla struttura dei salari edita
dall’Ufficio federale di statistica e non i valori desumibili dalla tabella
TA13, che riferisce dei valori in relazione alle grandi regioni (SVR 2007 UV
nr. 17, STFA I 222/04 del 5 settembre 2006). 

                                         

                                         In
una sentenza del 7 aprile 2008 (32.2007.165) questa Corte, fondandosi sulla
sentenza U 8/7 del 20 febbraio 2008, ha stabilito che “(…) quando il salario
da valido conseguito in Ticino in una determinata professione è inferiore al
salario medio nazionale in quella stessa professione, anche il reddito da
invalido va ridotto nella medesima percentuale (al riguardo cfr. L. Grisanti,
art.cit., in RtiD II-2006 pag. 311 seg., in particolare pag. 326-327) (…)”.

 

                                         In un’altra sentenza
8C_399/2007 del 23 aprile 2008 al consid. 6.2 il TF ha lasciato aperta la
questione a sapere se l’adeguamento va ammesso solo nel caso in cui il valore
fosse chiaramente sotto la media (“deutliche Abweichung”). Tale è di
regola stata ritenuta una differenza del 10% (SVR 2004 UV no. 12 pag. 45
consid. 6.2; dell’8% nella sentenza U 463/06 del 20 novembre 2007).

                                         La questione è stata definitivamente
risolta dalla nostra Massima Istanza, la quale nella sentenza 8C_44/2009 del 3
giugno 2009, pubblicata in DTF 135 V 297, ha ricordato che:

 

" 3.3 In una recente sentenza 8C_652/2008 dell'8 maggio 2009 (ndr: cfr. DTF 135 V 297), il
Tribunale federale, precisando la propria giurisprudenza, ha stabilito che
quando il reddito effettivamente conseguito differisce di almeno il 5% rispetto
al salario statistico riconosciuto nel corrispondente settore economico, esso
deve essere considerato considerevolmente inferiore alla media nel senso della
DTF 134 V 322 e può - in caso di adempimento degli altri presupposti -
giustificare un parallelismo dei redditi di raffronto (consid. 6.1.2). A questo
parallelismo si procederà però soltanto limitatamente alla parte percentuale
eccedente la soglia determinante del 5% (consid. 6.1.3). Questa Corte ha nella
stessa sentenza confermato che i fattori estranei all'invalidità di cui si
dovesse già aver tenuto conto con il parallelismo non possono essere presi in
considerazione una seconda volta nell'ambito della deduzione per circostanze
personali e professionali." 

 

                                         Utilizzando
i dati forniti dalla tabella TA1 2010 elaborata dall'Ufficio federale di
statistica, il ricorrente, svolgendo nel 2010 una professione che presuppone
qualifiche inferiori nel settore privato svizzero (a proposito della rilevanza
delle condizioni salariali nel settore privato, cfr. RAMI 2001 U 439, p. 347ss.
e SVR 2002 UV 15, p. 47ss.), avrebbe potuto realizzare, in media, un salario
mensile lordo pari a fr. 4’901.--.

                                         Riportando questo dato su
41.6 ore (cfr. tabella B 9.2, pubblicata in La Vie
économique, 9-2011, p. 94), esso ammonta a fr. 5'097 mensili
oppure a fr. 61'164.50 per l'intero anno (fr. 5'097.-- x 12, ritenuto che la
quota di tredicesima è già compresa, cfr. STFA del 18 febbraio 1999 nella causa
B., U 274/98, p. 5 consid. 3a).

                                         

                                         L’assicurato, quale
autista di autobus, avrebbe guadagnato nel 2010 fr. 71'993 / anno per
un’occupazione a tempo pieno (cfr. consid. 2.6.). Tale reddito si situa sopra
la media dei salari per un'attività equivalente (cioè fr. 61'089.6, cfr.
Tabella TA1 p.to 49 “Trasporto terrestre”, livello di qualifica 4, fr.
4’895.--  X 12 mesi = 58’740.-- riportato
su 41.6).

 

                                         L’amministrazione ha
applicato il livello di qualifica 4 non avendo l’assicurato terminato una
formazione professionale specifica (cfr. doc. AI 32-1), tuttavia anche
applicando il livello di qualifica 3 come richiedeva l’insorgente nello scritto
del 23 aprile 2013 della precedente procedura (doc. AI 111-3), il reddito da
valido si situa comunque sopra la media (cioè fr. 65'607.36, cfr.
Tabella TA1 p.to 49 “Trasporto terrestre”, livello di qualifica 3, fr.
5’257.--  X 12 mesi = 63'084.-- riportato
su 41.6).

 

                                         Nel caso in esame non sono,
perciò, realizzati i presupposti per ridurre il reddito statistico da invalido
in applicazione della giurisprudenza di cui alla STF U 8/07 del 20 febbraio
2008.

 

                                         Ritenuto che, come visto in precedenza, da un
punto di vista medico, l’assicurato può esercitare un’attività adeguata
all’80%, il reddito statistico citato va ridotto del 20% e ammonta a fr. 48'931.60
(fr. 61'164.50 ridotti del 20%).

 

                               2.8.   In
ossequio alla giurisprudenza federale, occorre, in seguito, esaminare le
circostanze specifiche del caso concreto (limitazione addebitabile al danno
alla salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora,
grado d'occupazione, cfr. DTF 126 V 80 consid. 5b/bb) e, se del caso, procedere
ad una riduzione percentuale del salario statistico medio. La riduzione massima
consentita ammonta al 25%, percentuale che consente "… di tener conto
delle varie particolarità che possono influire sul reddito del lavoro"
(cfr. DTF 126 V 80 consid. 5b/cc).

                                         In una sentenza del 25
luglio 2005 nella causa J., I 147/05, consid. 2, il TFA ha proceduto ad una
riduzione del 15% sul reddito statistico da invalido, trattandosi di un
assicurato straniero, nato nel 1953 e al beneficio di un permesso di domicilio,
che, a causa del danno alla salute, era stato giudicato in grado di svolgere
un’attività adeguata in misura del 60%.

                                         La nostra Corte federale ha ritenuto suscettibili di incidere sul livello di reddito ancora
conseguibile dall’assicurato, gli impedimenti funzionali derivanti dal danno
alla salute (10%), così come il fatto di poter lavorare soltanto a tempo
parziale (5%).

 

                                         In
un’altra pronunzia del 25 luglio 2005 nella causa Y., U 420/04, consid. 2 -
riguardante un assicurato straniero, nato nel 1961 e al beneficio di un
permesso di domicilio, totalmente abile in attività lavorative leggere da un
profilo dell’impegno fisico - lo stesso TFA ha nuovamente applicato una
decurtazione del 15%. 

 

                                         In
una sentenza 35.2004.104 del 25 aprile 2005, il TCA ha fornito alcune
indicazioni circa le modalità secondo le quali deve essere applicata la
riduzione percentuale sul reddito statistico da invalido, argomentando:

 

" Su
quest’ultimo punto, il TCA ha attentamente esaminato alcune recenti sentenze
federali e ne ha ricavato l’impressione di una prassi non sempre coerente.

A titolo di esempio, in una sentenza del 14 febbraio 2005 nella
causa T., I 594/04, consid. 2.3, il TFA ha indicato che l’età dell’assicurato
(47 anni al momento del rilascio della decisione impugnata) non rappresentava
un fattore di riduzione, stabilendo inoltre che i lavoratori ausiliari, su un
mercato equilibrato del lavoro, vengono richiesti a prescindere dalla loro età
e quindi che, in queste attività, l’età di per sé non influisce sul livello
retributivo. 

Per conto, in una pronunzia del 20 gennaio 2005 nella causa R., I
138/04, consid. 4.3., la stessa Alta Corte federale ha applicato una riduzione
sul reddito statistico da invalido, trattandosi di un assicurato di 35 anni,
dichiarato completamente abile in attività semplici e ripetitive nel settore
dei servizi, “en regard de l’âge de l’assuré et des limitations
résultant de l’atteinte à sa santé” (la sottolineatura è del redattore). 

 

In un’altra sentenza del 23 febbraio 2004 nella causa M., B 67/04,
consid. 3.3.2 - concernente un assicurato di 54 anni al beneficio di un
permesso di domicilio - l’Alta Corte non ha ritenuto che l’età costituisse un
fattore di riduzione. 

Del resto, con riferimento all’art. 28 cpv. 4 OAINF (cfr. consid.
2.4.), la giurisprudenza federale ha stabilito che questa disposizione torna
applicabile agli assicurati che, alla data di inizio della rendita di
invalidità, hanno un’età attorno ai 60 anni (cfr. DTF 123 V 419 consid. 1b; SVR
1995 UV 35, p. 105 consid. 2b). 

 

Al fine di garantire l’uguaglianza di trattamento fra assicurati
(circa la necessità di introdurre dei criteri obiettivi allo scopo di evitare
disparità di trattamento, cfr. DTF 123 V 104 consid. 3e, DTF 115 V 138ss.
consid. 6-7, 405ss., consid. 4-6; STFA del 24 febbraio 2005 nella causa S., U
80/04, consid. 4.2.1), questo Tribunale – chiamato peraltro, in talune
circostanze, a direttamente quantificare la riduzione percentuale (cfr., ad
esempio, la STFA del 25 febbraio 2003 nella causa P., U 329 + 330/01) – e visto
che il problema si pone in modo analogo in alcuni importanti settori delle
assicurazioni sociali (assicurazione per l’invalidità, previdenza
professionale, assicurazione contro gli infortuni e assicurazione contro le
malattie), ritiene di dover fornire le seguenti indicazioni.

 

Ad ognuno dei fattori di rilievo indicati dalla giurisprudenza
federale corrisponde una decurtazione del 5%. 

Per quanto riguarda specificatamente la riduzione percentuale
legata alla limitazione addebitabile al danno alla salute, l’esistenza, in un
caso concreto, di impedimenti di una particolare gravità, che in genere
limitano l’assicurato anche nell’esercizio di un’attività sostitutiva, può
comunque giustificare l’applicazione di una riduzione più elevata (cfr., in
questo senso, la STFA del 16 febbraio 2005 nella causa C., I 559/04, consid.
2.2, in cui la Corte federale ha avallato la riduzione decisa
dall’amministrazione (15%), trattandosi di un assicurato abile soltanto
parzialmente in attività leggere, la STFA del 17 febbraio 2005 nella causa B.,
I 1/04, consid. 4.3.4, in cui è stata applicata una decurtazione del 10% per
tenere conto delle difficoltà legate al danno alla salute e la STFA del 23 febbraio 2005 nella causa B., I 632/04, consid. 4.2.2, in cui è stata confermata
una riduzione del 15% per ragioni di salute). 

La presenza cumulativa di più fattori legittima l’applicazione
della riduzione massima del 25% (cfr., in questo senso, la STFA del 4 febbraio 2003 nella causa S., U 311/02, consid. 4.3). 

 

Nella già citata sentenza del 23 febbraio 2004 nella causa M., il
TFA ha applicato una deduzione globale del 15% motivata dagli impedimenti
legati al danno alla salute, ritenendo assenti gli altri fattori di riduzione
(anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di
occupazione)." (STCA succitata, consid. 2.11.)

                                      

Questa indicazione, posta sulla base dello studio della
giurisprudenza federale, di accordare ad ognuno dei fattori di rilievo una
decurtazione del 5%, è stata poi ribadita da questo Tribunale nella STCA
32.2012.36 del 31 gennaio 2013, nella quale il TCA - distanziandosi dalla
prassi adottata autonomamente dall’Ufficio AI del Canton Ticino sulla base di
una direttiva interna che prevede, tra l’altro, delle deduzioni percentuali
varianti dall’1% al 10% in funzione delle limitazioni nel portare i pesi - ha
evidenziato che l’applicazione della riduzione percentuale deve avvenire
utilizzando esclusivamente dei multipli di 5. 

 

Con sentenza
9C_179/2013 del 26 agosto 2013, il Tribunale federale ha interamente confermato
quanto stabilito da questo Tribunale, sviluppando le seguenti considerazioni:

 

" (…)

5.5. La decisione del Tribunale cantonale di
distanziarsi dalla deduzione operata dall'UAI a titolo di circostanze
particolari non viola il diritto federale né configura altrimenti un abuso o un
eccesso nell'esercizio del potere di apprezzamento poiché poggia su un valido
motivo. Come fanno giustamente notare i giudici di prime cure, nella sua prassi
il Tribunale federale applica infatti abitualmente a questo genere di deduzioni
dei multipli di 5 quando non si limita semplicemente ad avallare - a causa
dell'ininfluenza del calcolo per l'esito della valutazione - il giudizio
dell'istanza precedente. L'applicazione di tassi più frazionati si rivelerebbe
invece problematica poiché siffatte riduzioni sarebbero difficilmente
concretizzabili e quindi anche difficilmente verificabili in sede giudiziaria
(cfr. Ulrich Meyer, Bundesgesetz über die Invalidenversicherung [IVG], in:
Murer/Stauffer [ed.], Rechtsprechung des Bundesgerichts zum
Sozialversicherungsrecht, 2a ed. 2010, pag. 314). In tali condizioni,
rappresentando questo argomento già valido motivo per scostarsi dalla
valutazione dell'amministrazione, non occorre verificare oltre l'altro motivo
posto a fondamento della pronuncia impugnata e contestato in sede federale,
ovvero quello dell' (in) applicabilità di una direttiva amministrativa interna
che regoli autonomamente per il proprio Cantone le riduzioni sul reddito
statistico da invalido. 

 

5.6. L'UAI si
richiama del resto a torto alle sentenze 9C_390/2011 del 2 marzo 2012 e
9C_299/2011 del 21 novembre 2011 per invocare l'esistenza di prassi parallele
in altri cantoni. In realtà dalle citate sentenze non emerge nulla di tutto
ciò. La "feuille de calcul" menzionata in dette sentenze null'altro è
se non il calcolo interno dell'invalidità che precede l'emanazione della
decisione amministrativa. Per il resto, è sufficiente il rilievo che anche in
quelle vertenze, laddove applicata, la riduzione effettuata dall'ufficio AI
interessato corrispondeva a un multiplo di 5.” 

 

                               2.9.   In concreto, nella decisione
impugnata, l’amministrazione ha applicato una riduzione del “15% per
limitazioni espresse dall’assicuratore LAINF” (cfr. doc. 134-3).

 

                                         In una sentenza pubblicata
in DTF 137 V 71, il Tribunale federale ha esaminato la questione del potere d'esame
del Tribunale federale e dei tribunali cantonali delle assicurazioni qualora si
tratti di verificare, in materia di assicurazione per l'invalidità,
l'estensione della riduzione operata sul reddito da invalido accertato sulla
base dei dati statistici conformemente alla DTF 126 V 75.

                                         L'Alta Corte al consid.
5.2 si è così espressa:

 

" Contrairement au pouvoir d'examen du Tribunal fédéral, celui de
l'autorité judiciaire de première instance n'est en revanche pas limité dans ce
contexte à la violation du droit (y compris l'excès ou l'abus du pouvoir
d'appréciation), mais s'étend également à l'opportunité de la décision
administrative ("Angemessenheitskontrolle"). En ce qui concerne
l'opportunité de la décision en cause, l'examen porte sur le point de savoir si
une autre solution que celle que l'autorité, dans un cas concret, a adoptée
dans le cadre de son pouvoir d'appréciation et en respectant les principes
généraux du droit, n'aurait pas été plus judicieuse quant à son résultat. A cet
égard, le juge des assurances sociales ne peut, sans motif pertinent,
substituer sa propre appréciation à celle de l'administration; il doit
s'appuyer sur des circonstances de nature à faire apparaître sa propre
appréciation comme la mieux appropriée (ATF 126 V 75 consid. 6 p. 81).»

 

                                         Nel caso di specie, questo
Tribunale non ha motivo per scostarsi dalla riduzione percentuale del 15%
applicata dall’amministrazione. Questa riduzione, infatti, era già stata
indicata dal TCA nella sentenza 32.2012.187 del 20 giugno 2013 e non è stata
contestata dal ricorrente (doc. I):

 

" il TCA
ritiene che l’amministrazione non possa applicare al reddito da invalido una
percentuale di riduzione inferiore a quella del 15% riconosciuta
dall’assicuratore infortuni per tenere conto globalmente “dell’importanza
dell’infortunio, delle relative sequele, dell’età dell’assicurato, della sua
formazione e del suo grado di occupazione." (cfr. sentenza 32.2012.187
del 20 giugno 2013, pag. 24)

 

                                         Procedendo quindi al
raffronto dei redditi, con riferimento al 2010, partendo da un salario da
invalido di fr. 48'931.6
ritenuta un’esigibilità dal profilo medico dell’80% e ammettendo la riduzione
del 15%, il reddito ipotetico dell’insorgente ammonta, quindi, a fr. 41'591.86. Confrontando ora questo dato con
l’ammontare del reddito da valido nel medesimo anno di fr. 71'993.-- (consid.
2.6.), risulta un grado di invalidità del 42,2% arrotondato
al 42% secondo la giurisprudenza di
cui alla DTF 130 V 121 consid. 3.2. = SVR 2004 UV Nr. 11 pag. 41), percentuale
che dà diritto a un quarto di rendita di invalidità, come correttamente
stabilito dall'amministrazione.

 

                                         La
decisione del 13 giugno 2014 merita quindi conferma. 

 

                             2.10.   Secondo l'art. 29 cpv. 2 Lptca
e 69 cpv. 1bis LAI, la procedura di ricorso in caso di controversie relative
all'assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al Tribunale cantonale
delle assicurazioni è soggetta a spese. L'entità delle spese è determinata fra
200.-- e 1'000.-- franchi in funzione delle spese di procedura e senza riguardo
al valore litigioso (DTF 133 V 402; STF 9C_156/2009 del 7 aprile 2009; STF
8C_393/2008 del 24 settembre 2008).

                                         Visto l'esito della
vertenza, le spese per complessivi fr. 500.-- sono poste a carico
dell'assicurato.

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le spese per complessivi
fr. 500.-- sono poste a carico dell’assicurato ricorrente.

                                      

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Fabio
Zocchetti