# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a67bb422-875a-5552-bd2c-9cf1f6291550
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2018-11-29
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 29.11.2018 D-4473/2016
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4473-2016_2018-11-29.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-4473/2016 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  2 9  n o v e m b r e  2 0 1 8  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l’approvazione del giudice Hans Schürch, 

cancelliere Lorenzo Rapelli. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Afghanistan,  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo ed allontanamento;  

decisione della SEM del 29 giugno 2016 / N (…). 

 

 

 

D-4473/2016 

Pagina 2 

Visto: 

la domanda d’asilo che l’interessato ha presentato in Svizzera il 12 novem-

bre 2015, 

i verbali di audizione del 4 dicembre 2015 (di seguito: verbale 1) e del 3 

maggio 2016 (cfr. verbale 2), 

la decisione della SEM del 26 giugno 2016, per mezzo della quale tale 

autorità ha respinto la succitata domanda d’asilo e pronunciato l’allontana-

mento del richiedente asilo dalla Svizzera nonché l’esecuzione dello stesso 

in quanto ammissibile, esigibile e possibile, 

il ricorso del 20 luglio 2016 (cfr. timbro del plico raccomandato), mediante 

il quale l’interessato ha postulato l’annullamento della decisione impugnata 

e la concessione dell’asilo in Svizzera; in subordine la restituzione degli atti 

all’autorità di prima istanza per una nuova valutazione sul punto di que-

stione dell’asilo; in via ancor più subordinata la sua ammissione provvisoria 

in Svizzera; contestualmente e secondo il senso di essere posto al benefi-

cio dell’assistenza giudiziaria nel senso dell’esenzione dal pagamento 

delle spese processuali e del relativo anticipo, 

il nuovo mezzo di prova in lingua straniera inviato dall’insorgente al Tribu-

nale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) con scritto del 10 ago-

sto 2016 e la relativa traduzione in Italiano prodotta il 14 settembre 2016 

su richiesta del Tribunale, 

la decisione incidentale del Tribunale del 23 novembre 2016 che acco-

glieva la domanda di assistenza giudiziaria su riserva della presentazione 

di un’attestazione d’indigenza, poi tempestivamente prodotta, 

la risposta al ricorso presentata dalla SEM il 7 febbraio 2017, 

la replica del ricorrente del 29 marzo 2017, 

le ulteriori osservazioni della SEM del 9 maggio 2017, trasmesse per co-

noscenza all’insorgente, 

lo scritto del ricorrente del 23 novembre 2018, 

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei considerandi 

che seguono, 

D-4473/2016 

Pagina 3 

e considerato: 

che le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF, in quanto la legge sull’asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti 

(art. 6 LAsi), 

che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 1 LAsi) contro una deci-

sione in materia d’asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi, art. 31-33 LTAF), il 

ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a-

c e 52 PA,  

che occorre pertanto entrare nel merito del gravame, 

che i ricorsi manifestamente fondati sono decisi dal giudice in qualità di 

giudice unico, con l’approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e 

LAsi) e la decisione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 

LAsi), 

che con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d’asilo, la 

violazione del diritto federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli 

stranieri, pure l’inadeguatezza ai sensi dell’art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 

consid. 5), 

che il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né 

dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argo-

mentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2), 

che la Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposi-

zioni della LAsi (art. 2 LAsi); che l’asilo comprende la protezione e lo statuto 

accordati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato; che 

esso include il diritto di risiedere in Svizzera, 

che giusta l’art. 3 cpv. 1 LAsi, sono rifugiati le persone che, nel Paese di 

origine o di ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della 

loro razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo 

sociale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di es-

sere esposte a tali pregiudizi; che sono pregiudizi seri segnatamente 

l’esposizione a pericolo della vita, dell’integrità fisica o della libertà, nonché 

le misure che comportano una pressione psichica insopportabile (art. 3 

cpv. 2 LAsi),  

D-4473/2016 

Pagina 4 

che il richiedente asilo, cittadino afgano di etnia Hazara, ha dichiarato di 

essere nato e cresciuto nel villaggio di B._______ in provincia di Daikundi; 

che in tale luogo avrebbe frequentato la scuola coranica e lavorato come 

pastore; che nel 2009 si sarebbe sposato; che dal 2011 ai primi mesi del 

2013 egli avrebbe risieduto in Iran, ove avrebbe appreso la professione di 

saldatore; che una volta tornato in patria, si sarebbe stabilito ad Herat con 

i famigliari; che nel maggio del 2013, ossia poco dopo il suo ritorno in Af-

ghanistan, il fratello del ricorrente, che avrebbe lavorato come interprete 

per le forze militari statunitensi, sarebbe stato sequestrato dai Talebani; che 

il ricorrente non avrebbero più avuto sue notizie; che qualche tempo, e me-

glio, 3 giorni dopo la fine del ramadan del 2013 (8 luglio - 7 agosto), egli 

avrebbe a sua volta subito un tentativo di rapimento; che il malintenzionato 

avrebbe desistito ferendo però l’insorgente ed un suo amico con un’arma 

da taglio; che un mese e mezzo più tardi l’interessato sarebbe stato rapito 

assieme al figlio di un lontano parente venendo poi rilasciato dopo il paga-

mento di un riscatto; che a causa di tutti questi problemi egli avrebbe la-

sciato il paese nel marzo del 2014; che tuttavia, nell’aprile del 2015 l’inte-

ressato sarebbe stato arrestato dalle autorità iraniane e rimpatriato; che 

pochi mesi dopo, ossia il 20 agosto 2015, non potendo più tollerare di pro-

seguire la sua esistenza nella paura, egli sarebbe espatriato nuovamente 

senza più fare ritorno nel paese d’origine (cfr. verbale 1, pag. 2 e seg.; 

verbale 2, pag. 2 e seg.), 

che nella querelata decisione, l’autorità di prima istanza non ha messo in 

discussione la veridicità di alcuna delle allegazioni dell’insorgente, 

che la Segreteria di Stato ha infatti basato la sua decisione sul fatto che tra 

i fatti menzionati, svoltisi nel 2013, e l’espatrio definitivo del 20 agosto 2015 

sarebbe trascorso un lasso di tempo tale da non permettere di riconoscere 

in specie l’esistenza di un nesso causale, 

che al contrario, il ricorrente è dell’opinione che il nesso causale tra gli av-

venimenti in questione e l’espatrio sia evidente, 

che il timore di essere perseguitato presuppone effettivamente l’esistenza 

di minacce attuali e concrete; che in tal senso, tra i pregiudizi e la fuga deve 

intercorrere un nesso causale temporale; che quest’ultimo è da conside-

rarsi decaduto, in regola generale, allorquando tra l’ultima persecuzione 

subita e l’espatrio è trascorso un lasso di tempo relativamente lungo; che 

a norma della giurisprudenza, la qualità di rifugiato non può quindi più es-

sere riconosciuta quando la fuga medesima interviene dai sei a dodici mesi 

dopo la fine delle persecuzioni; che vanno tuttavia riservati i casi nei quali 

D-4473/2016 

Pagina 5 

vi sono motivi oggettivamente plausibili o valide ragioni di natura personale 

atti a giustificare una partenza differita dal paese d’origine (cfr. DTAF 

2011/50 consid. 3.1.2.1; DTAF 2009/51 consid. 4.2.5);  

che tuttavia, quale data di fuga non può in specie essere ritenuta quella del 

20 agosto 2015 bensì dev’essere fatto riferimento al marzo del 2014; che 

il ricorrente ha infatti asserito di aver lasciato il paese già in tale momento, 

ossia a meno di un anno di distanza dagli avvenimenti menzionati; che il 

successivo espatrio del 2015 è infatti stato il risultato della sua espulsione 

da un paese terzo; espulsione non dipendente dalla sua volontà ed avve-

nuta oltretutto nell’aprile del 2015, cioè pochi mesi prima dell’abbandono 

definitivo dell’Afghanistan, 

che inoltre, quand’anche dallo stato attuale degli atti di causa non sia evi-

dente se il presunto rapimento e l’aggressione subita dal ricorrente siano 

riconducibili al sequestro del fratello – il cui carattere politico è assodato 

vista la sua attività in favore delle forze di occupazione statunitensi (cfr. per 

il timore fondato di una persona al soldo delle International Security Assi-

stance Force la sentenza del Tribunale D-780/2017 del 13 giugno  

2018) – non se può escludere con certezza la rilevanza in materia d’asilo 

sulla sola base del fatto che il ricorrente ignori chi sia stato all’origine di tali 

atti, 

che del resto, l’appartenenza del ricorrente all’etnia Hazara impone una 

certa prudenza nel valutare se i motivi rientrino o meno nella definizione di 

cui all’art. 3 LAsi, 

che la decisione della SEM, laddove nega l’asilo al ricorrente ritenendo i 

motivi addotti non pertinenti, implica dunque una violazione dell’art. 3 LAsi, 

che pertanto, il ricorso è accolto e la decisione della SEM del  29 giugno 

2016 è annullata; che nutrendo tuttavia il Tribunale dei dubbi in merito alla 

veridicità della versione esposta dall’insorgente, si necessita in specie una 

ritrasmissione degli atti all’autorità di prime cure (art. 61 cpv. 1 PA) onde 

analizzarne la verosimiglianza, se del caso con l’ausilio di ulteriori misure 

istruttorie, 

che una volta chiarito tale aspetto, l’autorità è inviata a pronunciare, in ter-

mini ragionevoli (art. 29 cpv. 1 Cost.), una nuova decisione rispettosa dei 

considerandi della presente sentenza, 

D-4473/2016 

Pagina 6 

che qualora la SEM dovesse nuovamente respingere la domanda d’asilo e 

non riconoscere lo statuto di rifugiato al ricorrente, essa avrà premura di 

valutare la presenza di ostacoli per l’esecuzione dell’allontanamento alla 

luce dell’attuale giurisprudenza del Tribunale (cfr. in particolare la sentenza 

del Tribunale D-5800/2016 [pubblicata come ref.] che fa stato di un gene-

rale peggioramento della situazione securitaria nel paese). 

che visto l’esito della procedura non si prelevano spese processuali (art. 63 

cpv. 1 seg. PA), 

che al ricorrente, non patrocinato in questa sede, non vengono assegnate 

indennità ripetibili (art. 64 cpv. 1 PA in relazione con l'art. 7 del regolamento 

sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale ammini-

strativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]), 

che la pronuncia è definitiva, 

 

 

 

 

 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

 

 

 

 

 

 

D-4473/2016 

Pagina 7 

 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è accolto. La decisione della SEM del 29 giugno 2016 è annullata 

e gli atti di causa le sono ritrasmessi per la pronuncia di una nuova deci-

sione ai sensi dei considerandi.  

2.  

Non si prelevano spese processuali. 

3.  

Non vengono assegnate indennità ripetibili. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Lorenzo Rapelli 

 

 

 

Data di spedizione: