# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ff424f7f-a4b8-5b42-afa6-354a7663d208
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2012-02-29
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 29.02.2012 32.2012.7
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2012-7_2012-02-29.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2012.7

   

  mm

  	
  Lugano

  29 febbraio
  2012

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Maurizio Macchi, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 9 gennaio 2012 di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione formale del 12 dicembre 2011
  emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   In data 25
agosto 2010, RI 1, nato nel 1963, di professione operaio agricolo, ha inoltrato
una domanda di prestazioni AI per adulti, indicando, a titolo di danno alla
salute, di essere rimasto vittima di un infortunio al ginocchio destro nel
corso del mese di luglio 2009 (doc. 1, p. 6). 

 

                               1.2.   Esperiti gli
accertamenti medico-amministrativi del caso, con decisione formale del 12
dicembre 2011, l’Ufficio AI ha negato all’assicurato il diritto a una rendita
di invalidità, come pure quello a provvedimenti di ordine professionale (doc.
78). 

 

                               1.3.   Con
tempestivo ricorso del 9 gennaio 2012, RI 1, patrocinato dall’avv. RA 1, ha
chiestol’UAI venga condannato a riconoscergli, in via principale, un
grado di invalidità superiore al 40% e quindi il diritto a una rendita di
invalidità e, in via subordinata, un grado di invalidità superiore al
20% e quindi il diritto a provvedimenti professionali.

                                         A
sostegno delle proprie pretese ricorsuali, l’insorgente contesta innanzitutto di
essere in grado di svolgere un’attività lavorativa adeguata in misura completa.
A suo avviso, le risultanze degli accertamenti promossi dall’UAI (perizia
reumatologica e psichiatrica) si troverebbero in contrasto con la restante
documentazione medica presente nell’incarto, segnatamente con l’opinione del
proprio medico curante, dott. __________, per il quale la capacità lavorativa
residua sarebbe limitata al 50% (cfr. doc. I, p. 4). 

                                         A
proposito degli aspetti economici della determinazione del grado
dell’invalidità, RI 1 fa valere quanto segue:

 

" 
(…).

Così come anche riferito dall’Ufficio AI, nel
caso concreto, il contratto di lavoro che legava l’assicurato al suo ultimo
datore di lavoro é stato rescisso per motivi indipendenti dal danno di cui
soffre alla salute (cfr. doc. 2: “… il contratto di lavoro é stato rescisso dal
suo datore di lavoro per motivi indipendenti dal danno alla salute …”).
Considerato che ad oggi l’assicurato non svolge alcuna attività lavorativa, a
giusta ragione, sia il reddito da valido che il reddito da invalido sono stati stabiliti
su base statistica.

 

A torto, comunque, quale reddito di partenza non
é stato preso lo stesso valore statistico. Conseguentemente, già solamente per
questo motivo la contestata decisione non merita di essere confermata.

 

Quanto appena preteso si giustifica a maggior
ragione se si considera che nel caso concreto, seppur presente una sostanziale
differenza iniziale (> del 5%), di partenza l’Ufficio AI non ha eseguito
alcun parallelismo dei due redditi. Se l’Ufficio AI avesse dapprima proceduto
in questo modo, con una riduzione del 10% per le limitazioni espresse in sede
medica ed un ulteriore riduzione complessiva di almeno il 10% per l’età
dell’assicurato, la sua nazionalità e la sua esperienza di lavoro,
concretamente limitata alla sola raccolta di uova per più di 25 anni, ecco che
all’assicurato, senza nemmeno voler considerare un maggior pregiudizio medico,
doveva e poteva essere riconosciuto un grado d’invalidità tale da giustificare,
se non addirittura il diritto ad un quarto di rendita, perlomeno il diritto a
dei provvedimenti professionali quali l’aiuto al collocamento e la riformazione
professionale.”

                                         (doc. I,
p. 6). 

 

                               1.4.   Con atto di
risposta del 3 febbraio 2012, l’Ufficio AI ha postulato un’integrale reiezione
dell’impugnativa con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei
considerandi di diritto (doc. IV). 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria
(cfr. STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio
2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21
dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio
2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002;
STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.;
STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto
della lite è la questione di sapere se l’UAI era legittimato a negare
all’assicurato la rendita di invalidità, oppure no.

 

                               2.3.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli artt. 7 e 8 LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente ad infermità
congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità,
secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o
psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la
conseguente incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute
abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso
possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (J.-L. Duc,
L’assurance invalidité, in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches
Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed., 2007, p. 1411, n.
46).

 

         Secondo
l'art. 28 cpv. 2 LAI gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono
invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%,
ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se
sono invalidi almeno al 40%.

 

                                         Ai sensi
dell'art. 16 LPGA, il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto
fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza
dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione,
nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in
condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del
lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido
(reddito da valido).

         Il
grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto
del reddito che egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con
quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è
portatore (Duc, op. cit., p. 1476, n. 213 e la giurisprudenza citata alla nota
a pié pagina n. 264). Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe
potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello che egli può
tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa
in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato
del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo
generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30 consid. 1, 104 V 136 consid.
2a e 2b; Pratique VSI 2000 p. 84 consid. 1b).

 

                                         Nella
DTF 107 V 21 consid. 2c, la nostra Corte federale ha stabilito che
l'assicurazione per l'invalidità non è tenuta a rispondere, qualora
l'assicurato, in ragione della sua età, di una carente formazione oppure a
causa di difficoltà di apprendimento o linguistiche, non riesce a trovare
concretamente un'occupazione (giurisprudenza confermata dal TFA in una sentenza
U 156/05 del 14 luglio 2006 consid. 5).

                                         La
misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende, d'altra parte, dalla
situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di
misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per
la valutazione della residua capacità al guadagno.

                                         Secondo
il Tribunale federale delle assicurazioni (TFA, dal 1° gennaio 2007 Tribunale
federale) i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità
di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete
(SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).

 

                                         Al
proposito va precisato che, secondo la giurisprudenza del TFA, per il raffronto
dei redditi sono determinanti le circostanze esistenti al momento
dell'(eventuale) inizio del diritto alla rendita ed i redditi da valido e da
invalido devono però essere rilevati sulla medesima base temporale e la
valutazione deve tenere conto di eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute
fino alla resa della decisione (rispettivamente, in regime di LPGA, decisione
su opposizione) e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V
222; STFA I 600/01 del 26 giugno 2003, consid. 3.1; STFA I 475/01 del 13 giugno
2003, consid. 4.1; STFA I 761/01 del 18 ottobre 2002, consid. 3.1, pubblicata
in SVR 2003 IV Nr. 11 e STFA I 26/02 del 9 agosto 2002, consid. 3.1).

 

                               2.4.   Dalle tavole
processuali emerge che l’incapacità lavorativa di RI 1 ha avuto inizio con
l’infortunio del 24 luglio 2009 - assunto dalla Cassa malati __________ -, in
occasione del quale egli ha riportato la rottura del menisco esterno del
ginocchio destro. 

 

                                         Con
decisione formale del 25 novembre 2010, la __________ ha posto termine alle
proprie prestazioni a decorrere dal 1° febbraio 2010, rinunciando peraltro a
pretendere la restituzione delle prestazioni (cura medica + indennità
giornaliera) pagate sino al 31 maggio 2010 (cfr. doc. 75).

 

                                         Siccome
dalla documentazione raccolta dall’assicuratore infortuni emergevano delle
indicazioni contradditorie a proposito della natura dei disturbi denunciati
dall’assicurato e della sua capacità lavorativa (secondo il dott. __________,
spec. FMH in medicina interna, si sarebbe trattato di un disturbo da dolore
somatoforme con inabilità lavorativa del 50% sia nella professione abituale sia
(temporaneamente) in altre più adeguate - cfr. doc. 64 e 66; per il dott. __________,
spec. FMH in chirurgia ortopedica, lo stato del ginocchio destro non
giustificava più alcuna inabilità e ciò già a far tempo dal 1° febbraio 2010 -
cfr. doc. 59 e 63; gli specialisti del Servizio di neurologia dell’Ospedale
regionale di __________ hanno sospettato la presenza di una lesione del ramo
infrapatellare del nervo femorale, precisando tuttavia che essa non sarebbe
comunque suscettibile di spiegare la componente invalidante del disturbo, ovvero
il dolore - cfr. doc. 68), il Servizio medico regionale (SMR) dell’AI ha
disposto un approfondimento peritale a cura di un reumatologo e di uno
psichiatra (cfr. doc. 40 e doc. 44). 

 

                                         La
perizia reumatologica é stata eseguita dal dott. __________, spec. FMH in
reumatologia, il quale ha personalmente visitato il ricorrente in data 31
gennaio 2011. Dal relativo referto risulta che RI 1 soffriva di una gonartrosi
prevalentemente mediale a destra in esiti di meniscectomia laterale parziale e
di resezione parziale del corno posteriore del menisco mediale, di una lesione
del legamento crociato anteriore a destra, come pure di obesità (doc. 49, p.
7). Il sanitario interpellato dall’amministrazione ha quindi dichiarato
l’assicurato in grado di riprendere il lavoro di operaio agricolo con però una
riduzione di rendimento del 20%. Sempre secondo il dott. __________, in
un’attività alternativa adeguata - leggera per quanto riguarda il
sollevamento/trasporto di carichi, da svolgere in posizione prevalentemente
seduta e in cui non debba spostarsi per oltre 50 metri oppure su terreno accidentato (cfr. doc. 49, p. 9) -, l’insorgente presentava una capacità
lavorativa completa con un rendimento massimo del 100%, già a contare dal 1°
aprile 2010 (doc. 49, p. 8). 

 

                                         Le
condizioni di salute psichica del ricorrente sono state indagate dal dott. __________,
spec. FMH in psichiatria e psicoterapia, il quale ha concluso che egli non
presentava alcuna diagnosi psichiatrica, segnatamente alcun disturbo somatoforme
da dolore cronico (cfr. doc. 51). 

 

                               2.5.   Alla
luce degli accertamenti compiuti dall’amministrazione, si deve
dunque concludere che, dal punto di vista medico, l’assicurato non è più in
grado di esercitare pienamente l’attività di operaio agricolo, svolta in
precedenza. Nondimeno, egli sarebbe in grado di svolgere a tempo pieno e con un
rendimento completo delle attività alternative, nonostante il danno alla salute
infortunistico. 

 

                                         Con la
propria impugnativa, il ricorrente contesta però l’affidabilità dei rapporti
elaborati dai dottori __________ e __________, e ciò nella misura in cui essi
giungerebbero a delle conclusioni in contrasto con quelle emergenti dalla
restante documentazione medica agli atti (in particolare con le certificazioni
dei dottori __________, __________, __________, __________ e __________ - cfr.
doc. I, p. 4). 

 

                                         Al
riguardo, questo Tribunale constata che, in realtà, l’apprezzamento espresso dai
sanitari interpellati dall’UAI non è inficiato dai referti dei medici indicati
dall’insorgente. In effetti, le certificazioni dei dottori __________ (cfr.
doc. 68-13), __________ (cfr. doc. 68-10), __________ (cfr. doc. 68-11) e __________
(cfr. doc. 68-9) non contengono alcuna indicazione a proposito della residua capacità
dell’assicurato. 

                                         È vero
che il curante dott. __________, con il certificato del 28 settembre 2011, ha dichiarato che “… i disturbi del mio paziente non gli permettono attualmente di esercitare
una professione, come quella precedente, per l’intera giornata. Sono convinto
che non si possa esigere una percentuale di abilità lavorativa superiore al
50%.” (doc. A 3), é comunque altrettamento vero che la sua valutazione é
riferita alla professione di operaio agricolo e non ad attività lavorative più
confacenti. 

 

                                         Del
resto, l’apprezzamento del reumatologo dott. __________ risulta sostanzialmente
condiviso anche dal dott. __________, il cui referto 2 maggio 2011 figura tra
la documentazione prodotta nella parallela procedura ricorsuale in materia di
assicurazione contro gli infortuni (inc. 35.2011.75, doc. 73). Infatti, secondo
questo sanitario, RI 1 é completamente abile al lavoro, dal profilo tanto
temporale che del rendimento, in un’attività da esercitare in posizione
alternata, su suolo piano, evitando ambienti umidi e freddi. 

 

                                         In esito
a quanto precede, il TCA non vede quindi motivi che gli impediscano di fare
proprie le risultanze degli accertamenti disposti dall’amministrazione. 

 

                                         È
peraltro utile segnalare che, secondo la giurisprudenza, se è vero che vanno
indicate possibilità di lavoro concrete, all'amministrazione rispettivamente al
giudice non vanno poste esigenze eccessive. È infatti sufficiente che gli
accertamenti esperiti permettano di fissare in maniera attendibile il grado di
invalidità. In proposito, va rilevato che il Tribunale federale ha in
particolare già ritenuto corretto il rinvio ad attività nel settore industriale
e commerciale, composto di lavori leggeri di montaggio, compiti di controllo e
sorveglianza (cfr. VSI 1998 p. 296 consid. 3b; STFA U 329/01 del 25 febbraio
2003, consid. 4.7). 

 

                               2.6.   Si
tratta ora di valutare le conseguenze economiche del danno alla salute.

 

                                         L'UAI ha
determinato il reddito da valido, applicando i dati salariali
statistici (tabella TA 1, pto. 01, livello di qualifica 4, anno di riferimento
2010), tenuto conto che RI 1 ha perso il proprio posto di lavoro alle
dipendenze della ditta __________ per ragioni estranee al danno alla salute
(cfr. doc. 53-5 e doc. IV, p. 4). 

 

                                         Da parte
sua, il ricorrente condivide che il reddito da valido vada stabilito in base ai
dati statistici e non partendo dal reddito concretamente conseguito presso il
suo ex datore di lavoro (cfr. doc. I, p. 6: “…, a giusta ragione, (…), sia il
reddito da valido che il reddito da invalido sono stati stabiliti su base
statistica.”). 

 

                                         Ritenuto
che, senza il danno alla salute, perso il proprio impiego presso la __________,
l’assicurato avrebbe verosimilmente cercato e reperito un altro posto di lavoro
nel medesimo settore, in cui é stato attivo per ben 23 anni (dal 1987), il TCA giudica
corretto che l’amministrazione abbia applicato il valore statistico afferente
al settore della ortofloricoltura.

 

                                         Dalla Tabella
TA 1 si evince che l’assicurato, svolgendo nel 2008 una professione che
presuppone qualifiche inferiori nel settore della ortofloricoltura,
avrebbe conseguito, in media, un salario mensile lordo pari a fr. 3'429. 

                                         Riportando
questo dato su 42.7 ore (cfr. tabella pubblicata sul sito web
dell’Ufficio federale di statistica), esso ammonta a fr. 3'660.45 mensili
oppure a fr. 43'925.40 per l'intero anno (fr. 3'660.45 x 12).

                                         Dopo
adeguamento all'indice dei salari nominali, si ottiene, per il 2010 (cfr. la
relativa tabella pubblicata sul sito web dell’UFS), un reddito annuo di fr. 45'199.23.

 

                                         Il
reddito senza l’invalidità é dunque pari a fr. 45'199.23. 

 

                               2.7.   Per quanto
riguarda il reddito da invalido, la giurisprudenza federale si
fonda sui criteri fissati nelle sentenze pubblicate in DTF 126 V 75 seg. e in
DTF 129 V 472 seg.

 

                                         Nella prima sentenza di
principio la Corte ha stabilito che ai fini della determinazione del reddito da
invalido fa stato in primo luogo la situazione professionale e salariale
concreta dell'interessato, a condizione
però che quest'ultimo sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità
lavorativa residua e che il reddito derivante dall'attività effettivamente
svolta sia adeguato e non costituisca un salario sociale
("Soziallohn") (DTF 126 V 76 consid. 3b/aa e riferimenti).
Qualora difettino indicazioni economiche effettive, possono, conformemente alla
giurisprudenza, essere ritenuti i dati forniti dalle statistiche salariali. La
questione di sapere se e in quale misura al caso i salari fondati su dati
statistici debbano essere ridotti dipende dall'insieme delle circostanze
personali e professionali del caso concreto (limitazione addebitabile al danno
alla salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora,
grado di occupazione), criteri questi che l'amministrazione è tenuta a valutare
globalmente. La Corte ha precisato, al riguardo, come una deduzione massima del
25% del salario statistico permettesse di tener conto delle varie particolarità
suscettibili di influire sul reddito del lavoro. Il Tribunale federale delle
assicurazioni ha poi ancora rilevato, nella medesima sentenza, che, chiamato a
pronunciarsi sulla deduzione globale, la quale procede da una stima che
l'amministrazione deve succintamente motivare, il giudice non può senza valido
motivo sostituire il suo apprezzamento a quello degli organi
dell'assicurazione.

                                         Nella
seconda sentenza di principio il TFA ha fissato i criteri da adempiere affinché
il reddito da invalido possa essere validamente determinato sulla base dei
salari DPL. 

                                         In quella
sede, la nostra Corte federale ha rilevato che, oltre a produrre almeno cinque
DPL, l’assicuratore infortuni è tenuto a fornire indicazioni sul numero totale
dei posti di lavoro entranti in linea di considerazione a dipendenza
dell’impedimento concreto, come pure sul salario più elevato, su quello più
basso, nonché su quello medio del gruppo cui è fatto riferimento.

 

                                         L’Alta
Corte, relativamente ai dati statistici, ha stabilito che sono esclusivamente
applicabili, in difetto di indicazioni economiche concrete, i dati salariali
nazionali risultanti dalla tabella di riferimento TA1 dell’inchiesta sulla
struttura dei salari edita dall’Ufficio federale di statistica e non i valori
desumibili dalla tabella TA13, che riferisce dei valori in relazione alle
grandi regioni (SVR 2007 UV nr. 17, STFA del 5 settembre 2006 nella causa P., I
222/04).

 

                                         In una
sentenza del 7 aprile 2008 (32.2007.165) questa Corte, fondandosi sulla
sentenza U 8/7 del 20 febbraio 2008, ha stabilito che “(…) quando il salario
da valido conseguito in Ticino in una determinata professione è inferiore al
salario medio nazionale in quella stessa professione, anche il reddito da
invalido va ridotto nella medesima percentuale (al riguardo cfr. L. Grisanti,
art.cit., in RtiD II-2006 pag. 311 seg., in particolare pag. 326-327) (…)”.

                                         Con sentenza
8C_399/2007 del 23 aprile 2008 al consid. 6.2 il TF ha lasciato aperta la
questione di sapere se l’adeguamento va ammesso solo nel caso in cui il valore
fosse chiaramente sotto la media (“deutliche Abweichung”). Tale è di
regola stata ritenuta una differenza del 10% (SVR 2004 UV no. 12 pag. 45
consid. 6.2; dell’8% nella sentenza U 463/06 del 20 novembre 2007; nella
sentenza pubblicata in SVR 2008 IV Nr. 49 consid. 2.3. l’Alta Corte non ha
ritenuto rilevante un gap salariale del 4%).

 

                                         La
questione è stata definitivamente risolta con la DTF 135 V 297, sentenza in cui
la nostra Massima Istanza ha stabilito che se il
guadagno effettivamente conseguito diverge di almeno il 5% dal salario
statistico usuale nel settore, esso è considerevolmente inferiore alla media ai
sensi della DTF 134 V 322 consid. 4 p. 325 e può giustificare - soddisfatte le
ulteriori condizioni -, un parallelismo dei redditi da raffrontare. Questo
parallelismo si effettua però soltanto per la parte percentuale eccedente la
soglia del 5%. Inoltre, le condizioni per una deduzione a titolo di
parallelismo e per circostanze personali e professionali sono interdipendenti,
nel senso che i medesimi fattori che incidono sul reddito non possono
giustificare contemporaneamente una deduzione a titolo di parallelismo e una
deduzione per circostanze personali e professionali.

 

                               2.8.   Conformemente
alla giurisprudenza federale di cui si è detto al considerando 2.7., per la
determinazione del reddito ipotetico da invalido tornano applicabili (ancora
una volta) i dati statistici nazionali contenuti nella Tabella TA 1.

 

                                         Pertanto,
il ricorrente, esercitando nel 2008 una professione che presuppone qualifiche
inferiori nel settore privato svizzero (a proposito della rilevanza
delle condizioni salariali nel settore privato, cfr. RAMI 2001 U 439, p. 347ss.
e SVR 2002 UV 15, p. 47ss.), avrebbe potuto realizzare, in media, un salario
mensile lordo pari a fr. 4'806. 

                                         Riportando
questo dato su 41.6 ore (cfr. tabella pubblicata sul sito web
dell’Ufficio federale di statistica), esso ammonta a fr. 4'998.24 mensili
oppure a fr. 59'978.88 per l'intero anno (fr. 4'998.24 x 12).

                                         Dopo
adeguamento all'indice dei salari nominali, si ottiene, per il 2010 (cfr. la
relativa tabella pubblicata sul sito web dell’UFS), un reddito annuo di fr. 61'778.16.

 

                                         Nel caso
di specie, una decurtazione del reddito statistico da invalido a titolo di gap
salariale é a priori esclusa, visto che il reddito da valido é stato
determinato in base ai dati statistici nazionali (cfr. consid. 2.6.). 

                               2.9.   In ossequio
alla giurisprudenza federale, occorre, in seguito, esaminare le circostanze
specifiche del caso concreto (limitazione addebitabile al danno alla salute,
età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado
d'occupazione, cfr. DTF 126 V 80 consid. 5b/bb) e, se del caso, procedere ad
una riduzione percentuale del salario statistico medio. La riduzione massima
consentita ammonta al 25%, percentuale che consente "… di tener conto
delle varie particolarità che possono influire sul reddito del lavoro"
(cfr. DTF 126 V 80 consid. 5b/cc).

 

                                         Dalla
decisione formale impugnata si evince che l’UAI ha praticato una riduzione del
10% per tenere conto delle “… limitazioni espresse in sede medica …” (doc. 78).

                                         Secondo
l’assicurato, la decurtazione del reddito statistico da invalido dovrebbe
invece essere di almeno il 20% (doc. I, p. 6).

 

                                         Questa
Corte ritiene che la questione non meriti più ampi approfondimenti, visto che,
anche qualora si volesse applicare la riduzione massima consentita dalla
giurisprudenza (25%), il grado di invalidità di Risto Skodrov non
raggiungerebbe né la soglia per avere diritto a provvedimenti professionali
(20%) né, tantomeno, quella per avere diritto a una rendita di invalidità
(40%). Infatti, confrontando i fr. 46'333.62 (fr. 61'778.16
- 25%) al reddito che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse insorto il
danno alla salute, e cioè fr. 45'199.23, risulta che l’assicurato non lamenta
alcun discapito economico. 

 

                                         In esito
a quanto precede, la decisione impugnata, mediante la quale l’UAI ha negato
all’assicurato il diritto a una rendita di invalidità, merita di essere
confermata. 

 

                             2.10.   Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso
in caso di controversie relative all’asse-gnazione o al rifiuto di prestazioni
AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.
L’entità delle spese è determinata fra 200 e 1’000 franchi in funzione delle
spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

                                         Visto
l’esito della vertenza e il rifiuto dell’assistenza giudiziaria (come si vedrà
al prossimo considerando), le spese per fr. 500 sono poste a carico del
ricorrente.

 

                             2.11.   L’assicurato
ha formulato istanza d’assistenza giudiziaria tendente all’esenzione dalle
tasse e spese processuali e all’ammissione al gratuito patrocinio (cfr. art. 3
cpv. 1 LAG, nel tenore in vigore dal 1° gennaio 2011).

 

                                         I
presupposti (cumulativi) per la concessione dell’assistenza giudiziaria sono in
principio dati se l’istante si trova nel bisogno, se l’intervento dell’avvocato
è necessario o perlomeno indicato e se il processo non è palesemente privo di
esito positivo (DTF 125 V 202 consid. 4a, 372 consid. 5b e riferimenti).

 

                                         Nella
presente fattispecie, non risulta soddisfatto il requisito della probabilità di
esito favorevole. 

                                         Tale
presupposto difetta quando le possibilità di vincere la causa sono così esigue
che una persona di condizione agiata, dopo ragionevole riflessione,
rinuncerebbe al processo in considerazione delle spese cui si esporrebbe (RAMI
1994 p. 78; DTF 125 II 275 consid. 4b, 119 Ia 251). 

                                         Dopo un
esame forzatamente sommario, sulla base degli atti all’inserto, la presente
vertenza appariva sin dall’inizio destinata all'insuccesso in quanto le
prospettive di esito favorevole erano considerevolmente minori dei rischi di
perdere la causa. In effetti, le valutazioni medico-teorica ed economica hanno
consentito di accertare con la dovuta chiarezza il grado di invalidità e
l’insorgente, anche se patrocinato da un legale, non ha apportato alcun valido
elemento atto a contraddire o a mettere in dubbio tali valutazioni, in
particolare quella medica (cfr. consid. 2.5.).

 

                                         In simili
condizioni, non essendo realizzato uno dei presupposti (cumulativi) l'istanza
tendente all’esonero delle spese e tasse di giustizia e all’ammissione al
gratuito patrocinio, è respinta. 

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   La domanda
di assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio è respinta.

 

                                   3.   Le spese,
per fr. 500.--, sono poste a carico del ricorrente.

 

                                   4.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti