# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** daa2125c-58c0-5684-9eb4-c681803b99ff
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-03-04
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 04.03.2025 D-4671/2023
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4671-2023_2025-03-04.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-4671/2023 e D-4669/2023 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  4  m a r z o  2 0 2 5  

Composizione 
 Giudici Manuel Borla (presidente del collegio),  

Grégory Sauder, Walter Lang,  

cancelliere Matteo Piatti. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

ricorrente 1,  

B._______, nato il (…), 

ricorrente 2,  

Turchia,   

patrocinati dall'avv. Immacolata Iglio Rezzonico,  

(…),  

ricorrenti,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo ed allontanamento;  

decisione della SEM del 24 luglio 2023.  

 

 

 

D-4671/2023, D-4669/2023 

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Fatti: 

A.  

A.a I fratelli A._______ e B._______ (quest’ultimo minorenne non 

accompagnato), turchi di etnia curda e originari di C._______, sono giunti 

in Svizzera il 13 ottobre 2022, depositandovi una domanda d’asilo il 24 

novembre successivo.  

A.b Il 7 e 9 febbraio 2023, la Segreteria di Stato della migrazione (di 

seguito: SEM) ha svolto le audizioni approfondite sui motivi d’asilo. Il 

fratello minore (ricorrente 2) sarebbe stato abusato sessualmente per anni 

da un parente che abitava nello stesso quartiere di C._______. Per ripulire 

l’onore della famiglia e non avendo creduto all’abuso del minore 

(tacciandolo invece di omosessualità), il padre avrebbe imposto al figlio 

maggiore (ricorrente 1), residente a D._______, di uccidere il fratello. Egli 

si sarebbe tuttavia rifiutato di obbedire all'ordine paterno, esponendosi così 

alle sue rappresaglie. In caso di rimpatrio, gli interessati temono quindi per 

la loro vita poiché il padre, noto per aver perpetrato violenze fisiche e 

psicologiche all’interno della famiglia, in particolare verso la madre, 

sarebbe intenzionato ad ucciderli. Essi hanno inoltre dichiarato che, per 

sfuggire alle ritorsioni del capofamiglia poco prima dell’espatrio, avrebbero 

vissuto in un luogo sicuro a Istanbul con la madre, la quale si troverebbe 

ancora in detta città grazie all’aiuto di un familiare (per i dettagli, cfr. atti 

SEM n. […]-24/13 e n. […]-26/14).  

A.c Con separate decisioni del 10 febbraio 2023, la SEM ha assegnato le 

domande d’asilo alla procedura ampliata.  

A.d In data 8 maggio 2023, l’autorità inferiore ha concesso a B._______ il 

diritto di essere sentito in merito alle risultanze del rapporto dell’ambasciata 

svizzera ad Ankara del (…) 2023 vertente sulla possibilità di ottenere 

protezione presso le autorità turche contro le violenze del padre e del suo 

aggressore (cfr. atto SEM n. […]-38/7). Egli ha preso posizione con scritto 

del 30 maggio 2023.  

B.  

Con separate decisioni del 24 luglio 2023, notificate il 31 luglio successivo, 

la SEM ha negato agli interessati la qualità di rifugiati, ha respinto le 

domande d'asilo e ha pronunciato il loro allontanamento dalla Svizzera, 

incaricando il Canton E._______ dell’esecuzione di quest’ultima misura. 

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C.  

Con ricorso congiunto del 30 agosto 2023, gli insorgenti avversano le 

decisioni succitate dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: 

il Tribunale o il TAF), concludendo principalmente all’annullamento delle 

stesse, al riconoscimento della qualità di rifugiati unitamente alla 

concessione dell’asilo e, in via subordinata, all’ammissione provvisoria in 

Svizzera oppure al rinvio degli atti alla SEM per il completamento istruttorio 

e nuova decisione. Sul piano procedurale, viene inoltre presentata 

un’istanza di assistenza giudiziaria e di gratuito patrocinio. In via 

supercautelare e cautelare, essi postulano infine il trattamento congiunto 

delle procedure nonché la sospensione del loro allontanamento.  

 

Diritto: 

1.  

1.1 Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF, in quanto la LAsi (RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

1.2 Il ricorso, presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 2 LAsi) contro una 

decisione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31-33 LTAF), 

è di principio ammissibile sotto il profilo degli artt. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c e 52 

cpv. 1 PA. Occorre quindi entrare nel merito del gravame. 

1.3 I ricorrenti sono fratelli e si avvalgono di motivi d'asilo che si riferiscono 

sostanzialmente agli stessi fatti giuridicamente rilevanti. Per questo motivo, 

va accolta la richiesta di congiunzione delle loro cause poiché strettamente 

connesse fra loro (cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER/KAYSER, Prozessieren 

vor dem Bundesverwaltungsgericht, 3a ed. 2022, n. 3.17).  

 

1.4 Il Tribunale rinuncia inoltre allo scambio degli scritti in virtù dell'art. 111a 

cpv. 1 LAsi. 

 

2.  

Con il ricorso al Tribunale possono essere invocati la violazione del diritto 

federale nonché l'accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli 

stranieri, pure l'inadeguatezza ai sensi dell'art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 

consid. 5). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi e dalle considerazioni 

giuridiche della decisione impugnata (cfr. DTAF 2014/26 consid. 5), né 

dalle argomentazioni delle parti (art. 62 cpv. 4 PA; cfr. DTAF 2014/1 

consid. 2).  

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3.  

3.1 Su domanda, la Svizzera accorda asilo ai rifugiati secondo le 

disposizioni della LAsi. L’asilo comprende la protezione e lo statuto 

accordati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato. 

Esso include il diritto di risiedere in Svizzera (art. 2 LAsi). 

3.2  

3.2.1 Sono rifugiate le persone che, nel Paese d’origine o d’ultima 

residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, 

religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o 

per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore d’essere esposte 

a tali pregiudizi (art. 3 cpv. 1 LAsi). Sono pregiudizi seri segnatamente 

l’esposizione a pericolo della vita, dell’integrità fisica o della libertà, nonché 

le misure che comportano una pressione psichica insopportabile (art. 3 

cpv. 2 LAsi).  

3.2.2 La nozione di fondato timore di esposizione a seri pregiudizi 

comprende nella sua definizione un elemento oggettivo, in rapporto con la 

situazione reale, e un elemento soggettivo. Sarà quindi riconosciuto come 

rifugiato colui che ha dei motivi oggettivamente riconoscibili da terzi 

(elemento oggettivo) di temere (elemento soggettivo) di essere esposto, in 

tutta verosimiglianza e in un futuro prossimo, a una persecuzione. Sul 

piano soggettivo, deve essere tenuto conto degli antecedenti della persona 

interessata, segnatamente dell’esistenza di persecuzioni anteriori, nonché 

della sua appartenenza a una razza, a un gruppo religioso, sociale o 

politico che lo espongono maggiormente a un fondato timore di future 

persecuzioni. Sul piano oggettivo, invece, tale timore dev’essere fondato 

su indizi concreti e sufficienti che facciano apparire, in un futuro prossimo 

e secondo un’alta probabilità, l’avvento di seri pregiudizi ai sensi dell’art. 3 

LAsi. Pertanto, non sono sufficienti indizi che indicano minacce di 

persecuzioni ipotetiche che potrebbero prodursi in un futuro più o meno 

lontano (cfr. DTAF 2011/51 consid. 6.2; 2010/57 consid. 2.5). 

3.2.3 Secondo la teoria della protezione (“Schutztheorie”), il 

riconoscimento della qualità di rifugiato non dipende inoltre dall’autore della 

persecuzione, bensì dalla possibilità di ottenere una protezione adeguata 

contro tale persecuzione nello Stato d’origine (cfr. DTAF 2011/51 consid. 

7.1-7.4). In questo senso, le persecuzioni non riconducibili ad organi 

governativi – come nel caso in esame – rivestono un carattere 

determinante per il riconoscimento della qualità di rifugiato soltanto nel 

caso in cui lo Stato in questione non accordi la protezione necessaria alla 

persona interessata. Invero, secondo il principio della sussidiarietà della 

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protezione internazionale rispetto alla protezione nazionale di cui all’art. 1 

della Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 (Conv. 

rifugiati, RS 0.142.30), la persona richiedente d’asilo deve aver esaurito nel 

Paese d’origine le possibilità di protezione contro le persecuzioni non 

statali prima di sollecitare la protezione presso uno Stato terzo. L’effettiva 

protezione nel Paese d’origine non va intesa quale garanzia di protezione 

individuale a lungo termine. Infatti, nessuno Stato ha la capacità di 

garantire ovunque e in qualunque momento l’assoluta sicurezza ai propri 

cittadini. Al contrario, occorre tuttavia che sussista una struttura di 

protezione funzionante ed efficiente che renda possibile un procedimento 

penale, in particolare degli organi di polizia e un ordinamento giuridico 

ottemperanti (cfr. DTF 138 II 513 consid. 7.3; DTAF 2013/11 consid. 5.1 

con riferimenti; 2011/51 consid. 6.1).  

3.2.4 La giurisprudenza relativa alla teoria della protezione ha quindi 

stabilito che si può ammettere un’alternativa di rifugio interna al Paese 

d’origine se, nel luogo di rifugio, esiste sostanzialmente un’infrastruttura di 

protezione funzionante ed efficiente e, nel contempo, lo Stato è disposto a 

garantire protezione ad una persona perseguitata in un’altra parte del 

Paese. In quest’ambito, vanno considerate le condizioni generali del luogo 

di rifugio e le circostanze personali della persona interessata, valutando se 

per quest’ultima sia ragionevolmente esigibile stabilirvisi e costruire una 

nuova vita (cfr. DTAF 2011/51 consid. 7.1-7.4 e 8.5-8.6). 

3.3 Giusta l'art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve infine provare 

o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità di 

rifugiato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una probabilità 

preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). In particolare, sono inverosimili le 

allegazioni che, su punti importanti, sono troppo poco fondate o 

contraddittorie, non corrispondono ai fatti o si basano in modo 

determinante su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi). La 

dottrina e la giurisprudenza riconoscono determinati elementi per 

riconoscere la verosimiglianza delle allegazioni: le indicazioni del ricorrente 

devono essere sufficientemente fondate, concludenti e plausibili (cfr. DTAF 

2013/11 consid. 5.1).  

4.  

4.1 Nella decisione impugnata, la SEM ritiene anzitutto inverosimile, 

poiché infondata ed inconcludente, l’allegazione secondo cui il padre degli 

interessati intenderebbe ucciderli. In particolare, il timore del ricorrente 2 di 

essere ucciso per ordine del padre sarebbe originato da “una paura di 

portata generale”, senza che vi siano concreti indizi in tal senso (cfr. 

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decisione avversata relativa a B._______, pag. 3). Pure la dichiarazione 

del ricorrente 1, secondo la quale sarebbe esposto ad un rischio di morte 

per aver disobbedito all’ordine del padre di uccidere il fratello, si 

esaurirebbe “in una pura speculazione” non corroborata da sufficienti prove 

(cfr. decisione avversata relativa a A._______, pag. 3). In secondo luogo, 

l’autorità inferiore ritiene che i motivi d’asilo afferenti alle violenze sessuali 

subite dal ricorrente 2, nonché alle conseguenti persecuzioni del padre 

violento nei confronti dei fratelli, non sarebbero rilevanti per la qualità di 

rifugiato, in quanto sarebbe disponibile una valida alternativa di protezione 

interna al Paese d’origine. Quest’ultima sarebbe segnatamente 

corroborata dal rapporto esperito dall’ambasciata svizzera che 

dimostrerebbe l’esistenza di concrete misure di protezione che il 

minorenne potrebbe ottenere in Turchia. Inoltre, gli interessati avrebbero 

ingiustificatamente rinunciato a denunciare alle autorità turche le violenze 

fisiche e psicologiche patite, assumendo così un comportamento contrario 

al principio di sussidiarietà della protezionale internazionale rispetto a 

quella nazionale.  

4.2 Censurando la violazione del diritto federale nonché un accertamento 

inesatto ed incompleto dei fatti giuridicamente rilevanti, gli insorgenti 

sostengono anzitutto che i racconti relativi al timore di essere uccisi dal 

padre sarebbero verosimili poiché corroborati dagli scritti della madre 

nonché dai rapporti medici agli atti (cfr. ricorso, pag. 7; mezzi di prova [mdp] 

SEM dell’incarto […] n. 1-2). Sotto il profilo della rilevanza (art. 3 LAsi), 

invece, essi eccepiscono sostanzialmente l’incertezza sulla possibilità 

ottenere rifugio in un altro luogo della Turchia, facendo riferimento ai vari 

rapporti già compiegati nella procedura amministrativa relativi al 

funzionamento delle strutture di protezione turche. In quest’ultime, infatti, 

non sussisterebbe alcuna tutela personale delle vittime ma, al contrario, 

molti minori verrebbero ulteriormente maltrattati “perché proprio considerati 

di serie B, visto che hanno già subito abusi” (cfr. ricorso, pag. 11). Inoltre, i 

contatti con la madre sarebbero divenuti meno frequenti e la stessa non 

comunicherebbe neppure la sua ubicazione poiché nascosta in 

clandestinità cosicché, in caso di rimpatrio, i ricorrenti si ritroverebbero 

senza sostegno (idem pag. 4). Essi non si sentirebbero poi “al sicuro” nel 

denunciare il padre “perché anche quando la madre lo aveva denunciato, 

poi era comunque ritornato a casa, senza che nessuno lo avesse mandato 

via e le violenze erano continuate” (idem pag. 12). Un trasferimento in 

un’altra regione del Paese non li sottrarrebbe neppure da eventuali contatti 

con la famiglia dell’aggressore del ricorrente 2. Infine, i essi ribadiscono di 

provenire da una famiglia curda politicamente attiva, sottolineando che due 

zie materne sono rifugiate in Svizzera e altri parenti sono stati arrestati e/o 

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uccisi, motivo per cui temono di essere perseguitati a loro volta in ragione 

della loro etnia (idem pag. 12).  

4.3  

4.3.1 Orbene, dalla lettura della documentazione gli atti, il Tribunale ritiene 

anzitutto che non sussistono valide ragioni per discostarsi dalla decisione 

avversata in merito all’inverosimiglianza delle allegazioni, secondo cui il 

padre degli interessati intenderebbe uccidere i ricorrenti.  

4.3.2 In primo luogo, le dichiarazioni degli interessati in punto all’intento 

omicida del padre non risultano sufficientemente fondate e comprovate, in 

assenza di qualsivoglia mezzo di prova o documento a sostegno di tale 

circostanza. Contrariamente a quanto sostenuto nel gravame, infatti, la 

copia della denuncia penale sporta dalla madre per le molestie domestiche 

subite e il manoscritto di quest’ultima non attestato direttamente la volontà 

del padre di attuare concretamente, in un prossimo futuro, l’uccisione dei 

figli (mezzi di prova [mdp] SEM dell’incarto […], n. 1-2).  

4.3.3 In secondo luogo, i ricorrenti non hanno addotto delle dichiarazioni 

sufficientemente concludenti e plausibili. In proposito il Tribunale non 

ritiene che il timore di una loro uccisione sia attribuibile ad una questione 

d’onore e di tradimento al volere del padre (cfr. atti SEM n. […]-24/13, D11; 

n. […]-26/14, D118 segg.). Al contrario, le preoccupazioni addotte – benché 

comprensibili – sono riconducibili ad una paura generata dall’insieme delle 

violenze domestiche perpetrate dal padre nel contesto familiare e, 

pertanto, si rivelano speculativi. Infatti, alla domanda (reiterata una decina 

di volte) sul perché il ricorrente 2 temesse che suo padre avrebbe potuto 

ucciderlo, egli ha risposto “perché ho visto le violenze che ha fatto a mia 

madre e a me fin da quando ero bambino, le minacce, gli insulti…” (cfr. atto 

SEM n. […]-26/14, D123 segg.). Anche le ulteriori spiegazioni risultano 

vaghe e avvalorano l’infondatezza del timore espresso (cfr. idem D119: 

“Non mi è successo niente, ma ho paura”; D120 [Concretamente perché 

dici che tuo padre vuole ucciderti?]: “Non lo so”; D121 [Tuo padre ti ha 

minacciato, ti ha detto qualcosa, ti ha fatto qualcosa dopo che ha scoperto 

quello che ti era successo?]: “Non ci ho parlato e non l’ho visto. Non l’ho 

visto.”). Va altresì rilevato che, nell’ambito del suo primo racconto 

spontaneo, il ricorrente 1 non ha mai dichiarato di essere stato minacciato 

di morte dal padre per il fatto di essersi rifiutato di compiere quanto 

richiestogli, parlando piuttosto di incubi vissuti (cfr. atto SEM n. […]-24/13 

D10-11). Egli ha poi affermato di non aver più avuto alcun genere di 

contatto con lui dal giorno in cui ha ricevuto una sua telefonata sul posto di 

lavoro (cfr. idem D24-25).  

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4.3.4 In esito, il timore di essere oggetto di un intento omicida da parte del 

padre, riconducibile ad una questione d’onore in relazione alle violenze 

sessuali subite dal minore, non risulta verosimile (art. 7 LAsi).  

4.4  

4.4.1 Il Tribunale ritiene inoltre che le violenze sessuali patite dal ricorrente 

2, come pure quelle perpetrate agli interessati dal padre nel contesto 

domestico, non sono pertinenti per l’asilo.  

4.4.2 Va anzitutto osservato che i ricorrenti non si sono mai rivolti alle 

autorità turche per chiedere protezione e denunciare le violenze subite (cfr. 

atto SEM n. […]-24/13, D27 segg.; n. […]-26/14 D94-96), considerato che, 

per invalsa giurisprudenza, le stesse hanno di principio la capacità e la 

volontà di fornire protezione nel contesto della violenza domestica (cfr. 

sentenze del TAF E-1948/2018 del 12 giugno 2018 consid. 5.2 [sentenza 

di riferimento]; D-3202/2024 del 27 settembre 2024 consid. 6; E-150/2024 

del 18 gennaio 2024 consid. 6.2.1; D-6350/2023 del 4 gennaio 2024; 

D-6123/2023 del 29 novembre 2023 consid. 6.2). Questa attitudine non 

rispetta il principio di sussidiarietà della protezione internazionale rispetto 

alla protezione nazionale, escludendo così un valido motivo d’asilo e 

inficiando d’acchito la censura secondo cui lo Stato turco si rifiuterebbe di 

offrire loro una tutela sufficiente (cfr. consid. 3.2.3 supra). Inoltre, il fatto che 

la denuncia sporta dalla madre a C._______ nel 2019 (poi ritirata) non 

abbia impedito al padre di ripresentarsi presso l’abitazione familiare, 

nonostante il divieto di contatto pronunciato dalle autorità (cfr. mdp SEM n. 

1 e 2), non dimostra che gli interessati siano ostacolati dall’ottenere aiuto 

presso le autorità, specialmente all’infuori della loro provincia d’origine. 

Infatti, le problematiche riscontrate dai ricorrenti sono principalmente 

circoscritte al loro ambiente familiare a C._______. Essi avrebbero 

pertanto dovuto evitare tali angherie e violenze optando per un luogo di 

residenza alternativo interno al Paese, come ad esempio la città di 

F._______, dove avevano già vissuto, rispettivamente lavorato (cfr. 

consid. 3.2.4 supra). I ricorrenti hanno tuttavia preferito l’espatrio, 

rinunciando ingiustificatamente ad alternative interne di protezione che, nel 

caso concreto, risultavano ragionevolmente esigibili. Invero, il ricorrente 1 

gode di buona salute, dispone di una valida formazione e vanta già 

un’esperienza professionale fuori dalla sua città d’origine. Prima di 

espatriare, gli insorgenti hanno inoltre vissuto a F._______ con la madre 

presso la casa dell’ex datore di lavoro del ricorrente 1. Essi hanno altresì 

affermato che la madre si trova ancora in questa città, nascosta in un luogo 

sicuro predisposto da un amico stretto del loro nonno (cfr. atto SEM n. […]-

24/13, D21-23, D37 e D41; n. […]-26/14, D86, D103 segg. e D137). In sede 

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d’audizione, il ricorrente 2 ha poi dichiarato di aver sentito due volte la 

madre quella settimana tramite videochiamata (cfr. atto SEM n. […]-26/14, 

D10), mentre il fratello rimarrebbe in contatto telefonico continuo con lei 

(cfr. atto SEM n. […]-24/13, D20). Considerati questi contatti regolari, 

anche se meno frequenti come asserito nel ricorso, si può quindi 

concludere che, per ottenere protezione, gli interessati potranno rivolgersi 

alle autorità turche fuori dalla provincia d’origine, eventualmente affiancati 

dalla madre che, con le sue dichiarazioni, potrà verosimilmente confermare 

la necessità di perseguire penalmente il genitore violento.  

4.4.3 Infine, la possibilità per il minore (ricorrente 2) di accedere agli aiuti 

statali è confermata dal rapporto allestito dall’ambasciata svizzera ad 

Ankara (cfr. atto SEM n. […]-37/7). In proposito, le censure sollevate nel 

gravame vanno respinte poiché i rapporti citati dagli interessati – afferenti 

all’aumento degli abusi sui minori in Turchia, agli ostacoli nel fronteggiarli, 

agli scandali di maltrattamenti sui bambini nei centri di accoglienza nonché 

alla mancata protezione delle donne e dei minori (cfr. atto SEM n. […]-

41/260) – non sono in grado di sovvertire la conclusione secondo cui il 

ricorrente 2 può rivolgersi alle autorità turche per denunciare le violenze 

subite. È inoltre verosimile ch’egli potrà ottenere protezione insieme alla 

madre, avendo anch’ella subìto violenze da parte del marito (cfr. 

conclusioni del rapporto dell’ambasciata, atto SEM n. 37/7, pag. 6). 

Potendo inoltre rivolgersi alle autorità di F._______ o di un altro luogo al di 

fuori della provincia d’origine, non è ipotizzabile che il padre o la famiglia 

dell’aggressore costituiscano un pericolo concreto in caso di denuncia alle 

autorità. Del resto, gli interessati non hanno più avuto contatti diretti col 

padre: il ricorrente 1 dal settembre 2022, mentre il ricorrente 2 da quando 

è fuggito da C._______ insieme alla madre (cfr. atto SEM n. […]-24/13 

D110-19 e D24-26; n. […]-26/14 D-101-102). 

4.5 In esito, il Tribunale giudica che i motivi d’asilo presentati dai ricorrenti 

non giustificano il riconoscimento della loro qualità di rifugiati.  

5.  

Se respinge la domanda d'asilo o non entra nel merito, la SEM pronuncia 

di principio l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l'esecuzione (art. 44 

LAsi). I ricorrenti non adempiono le condizioni in virtù delle quali la SEM 

avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare il loro allontanamento dalla 

Svizzera (art. 14 cpv. 1 e 2 e 44 LAsi nonché art. 32 dell'ordinanza 1 

sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, 

RS 142.311]; cfr. DTAF 2013/37 consid. 4.4; 2011/24 consid. 10.1). Il 

Tribunale è pertanto tenuto a confermare tale misura.  

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Pagina 10 

6.  

6.1 La SEM ritiene che l’esecuzione dell’allontanamento dalla Svizzera 

verso la Turchia sia possibile, ammissibile e ragionevolmente esigibile. I 

ricorrenti, invece, sostengono che l’autorità inferiore non abbia verificato 

né lo stato psicologico del ricorrente 2, per accertare s’egli sarà in grado di 

riprendere la scuola o il lavoro, né la situazione attuale della madre, per 

determinare se sia in grado di offrire un supporto al minore. Inoltre, sarebbe 

anche necessaria una valutazione psicologica del ricorrente 1 per 

determinare se potrà concretamente aiutare il fratello. La riuscita 

integrazione dei ricorrenti in Svizzera ostacolerebbe infine il loro 

allontanamento. In particolare, il rimpatrio del ricorrente 2, già scolarizzato, 

non garantirebbe il suo diritto ad “una vita adeguata alla sua età”. 

L’allontanamento pronunciato non sarebbe quindi ragionevolmente 

esigibile (cfr. ricorso, pagg. 12-14).   

6.2 Per rinvio dell’art. 44 LAsi, l’esecuzione dell'allontanamento è 

regolamentata dall'art. 83 della legge federale sugli stranieri e la loro 

integrazione (LStrI, RS 142.20), il quale dispone che la stessa dev'essere 

possibile (art. 83 cpv. 2 LStrl), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStrl) e 

ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrl). Qualora non sia adempiuta 

una di queste condizioni, la SEM dispone l'ammissione provvisoria in 

Svizzera (art. 83 cpv. 1 LStrI). 

6.3 A norma dell'art. 83 cpv. 3 LStrI, l'esecuzione dell'allontanamento non 

è ammissibile quando comporterebbe una violazione degli impegni di diritto 

internazionale pubblico della Svizzera. A tale proposito, i ricorrenti non 

possono prevalersi del principio del divieto di respingimento in quanto non 

dispongono della qualità di rifugiati (art. 5 cpv. 1 LAsi). Inoltre, non v’è 

motivo di considerare l’esistenza di un rischio personale, concreto e serio 

di essere esposti ad un trattamento proibito, in relazione all'art. 3 CEDU o 

all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti 

crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, 

RS 0.105). Pure la situazione generale dei diritti dell'uomo in Turchia non 

risulta essere attualmente ostativa all'ammissibilità dell'esecuzione 

dell'allontanamento (cfr. sentenza del TAF E-2669/2024 del 18 ottobre 

2024 consid. 9.1, confermata nella recente sentenza di riferimento 

E-4103/2024 dell’8 novembre 2024 consid. 13.2 con riferimenti). Inoltre, il 

timore di subire violenze per mano del padre non è dirimente per tale 

valutazione in quanto, come argomentato in precedenza (cfr. consid. 4.4 

supra), si può ragionevolmente esigere che gli interessati si rivolgano alle 

autorità turche per ottenere protezione. Si osserva infine che le 

problematiche di natura medica risultano pertinenti per l’ammissibilità solo 

D-4671/2023, D-4669/2023 

Pagina 11 

in casi straordinari e di estrema gravità (cfr. sentenza della CorteEDU, 

Grande Camera, Paposhvili contro Belgio del 13 dicembre 2016, 41738/10, 

§§ 180-193, confermata nella sentenza Savran contro Danimarca del 7 

dicembre 2021, 57467/15, §§ 121 segg.; DTAF 2017 VI/7 consid. 6.2), ai 

quali non è apparentabile la presente fattispecie (cfr. consid. 6.4.4 infra). 

L’esecuzione dell'allontanamento risulta pertanto ammissibile. 

6.4  

6.4.1 Giusta l’art. 83 cpv. 4 LStrI, l'esecuzione non può essere 

ragionevolmente esigibile qualora, nello stato di origine o di provenienza, 

lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito a 

situazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza 

medica. 

6.4.2  

6.4.2.1 Il 6 febbraio 2023, il sud-est della Turchia è stato interessato da forti 

terremoti che hanno causato migliaia di morti e distrutto buona parte delle 

infrastrutture. Il Presidente turco ha quindi proclamato lo stato d'emergenza 

per le undici province toccate dai sismi, tra le quali figura quella da dove 

provengono i ricorrenti. Il 9 maggio 2023, lo stato d'emergenza è stato 

tuttavia revocato. L'esigibilità dell'esecuzione dell'allontanamento va quindi 

esaminata considerando le specifiche circostanze del caso concreto (cfr. 

sentenza del TAF E-1308/2023 del 19 marzo 2024 [sentenza di riferimento] 

consid. 11.2.7 e 11.3.1). 

6.4.2.2 Per invalsa giurisprudenza, l'interesse superiore del fanciullo ai 

sensi dell'art. 3 par. 1 della Convenzione sui diritti del fanciullo del 

20 novembre 1989 (RS 0.107, di seguito: CDF) può inoltre risultare ostativo 

all'esecuzione dell'allontanamento di un richiedente minorenne. I criteri 

applicabili per determinare tale interesse comprendono, in particolare, le 

valutazioni in merito alla sua età, al suo grado di maturità, ai suoi legami di 

dipendenza nonché alla natura delle relazioni con le persone di sostegno 

(prossimità, intensità, importanza per la sua crescita, impegno e capacità 

di presa a carico). Inoltre, vanno analizzati lo stato e le prospettive di 

sviluppo e di formazione scolastica, nonché le possibilità e le difficoltà di 

reinserimento nel Paese d’origine. Dal punto di vista psicologico, occorre 

prendere in considerazione non solo la famiglia in senso stretto, ma anche 

l’insieme delle relazioni sociali. La durata del soggiorno in Svizzera è poi 

un fattore di grande importanza, posto che i bambini in tenera età non 

devono essere sradicati senza validi motivi dall’ambiente nel quale sono 

cresciuti. Una forte integrazione in Svizzera, derivante segnatamente da 

un lungo soggiorno e da una scolarizzazione, può infatti comportare uno 

D-4671/2023, D-4669/2023 

Pagina 12 

sradicamento dallo Stato d’origine suscettibile, secondo le circostanze, di 

rendere inesigibile l’esecuzione dell’allontanamento (cfr. DTAF 2009/51 

consid. 5.6; 2009/28 consid. 9.3.2; ex pluris sentenza del TAF 

D-2806/2021 del 3 febbraio 2023 consid. 10.3.1). 

6.4.2.3 La qualità di minore non accompagnato, impone quindi all'autorità 

d'asilo di subordinare l'esecuzione dell'allontanamento al soddisfacimento 

di specifiche condizioni. In virtù del principio dell'interesse superiore del 

fanciullo (art. 3 par. 1 CDF), è infatti necessario verificare, in modo concreto 

già durante l'istruttoria, se il minore potrà essere adeguatamente affidato 

ai genitori o ad altri membri della sua famiglia oppure, in caso contrario, se 

potrà essere collocato presso una struttura specializzata che gli fornisca 

l'assistenza necessaria in base alla sua età e maturità (cfr. DTAF 2021 VI/3 

consid. 11.5.2; 2015/30 consid. 7.3; ex pluris sentenza del TAF 

E-7049/2023 del 14 febbraio 2024 consid. 6.2). In tal senso, non è 

sufficiente affermare ch’egli può ritornare nella sua famiglia o che nel suo 

Paese d'origine esistono delle strutture appropriate alle quali potrà 

indirizzarsi. La SEM deve piuttosto fondarsi su elementi stabiliti contenuti 

negli atti di causa e, in difetto, procedere alle necessarie misure d'istruzione 

(cfr. DTAF 2015/30 consid. 7.3).  Benché l'assistenza e la presa in carico 

di un adolescente di 16 anni – come nel caso del ricorrente 2 – non 

richiedano misure istruttorie estese come quelle per un bambino in tenera 

età, un minore prossimo alla maggiore età deve comunque disporre di un 

punto d'appoggio che includa vitto e alloggio, per evitare che venga 

lasciato a sé stesso per quanto riguarda i suoi bisogni elementari (cfr. ex 

pluris sentenze del TAF E-7265/2023 del 26 novembre 2024 consid. 7.2; 

D-4408/2024 del 15 agosto 2024 consid. 12). 

6.4.3  

6.4.3.1 Nel caso specifico, va osservato che in Turchia non vige un 

contesto di guerra, guerra civile o violenza generalizzata riguardante 

l'integralità del territorio (cfr. sentenza E-4103/2024 consid. 13.4.8).  

6.4.3.2 Con riferimento all’interesse superiore del ricorrente minorenne, il 

Tribunale rileva inoltre che quest’ultimo ha raggiunto i 16 anni d’età e che 

ha già terminato le scuole dell'obbligo in Turchia, conseguendo il diploma 

delle scuole medie (cfr. atto SEM n. […]-26/14 D48-49) e maturando anche 

piccole esperienze lavorative al fine di sostentarsi economicamente (cfr. 

idem D50-61 e D64). La sua permanenza in Svizzera, di poco superiore a 

due anni, non fa altresì supporre un livello d’integrazione così avanzato da 

causare uno sradicamento culturale significativo con il suo rinvio e 

compromettere il suo equilibrio e sviluppo futuro. Agli atti non sussistono 

D-4671/2023, D-4669/2023 

Pagina 13 

validi elementi per concludere in contrario (cfr. atti SEM n. […]-15/2 e 23/1). 

Il fatto che l’interessato si sia integrato nel contesto scolastico e in una 

squadra di calcio per alcuni semestri (a partire dai suoi 14 anni) non 

pregiudica le sue prospettive formative e di sviluppo, considerata peraltro 

la sua tarda adolescenza. Infatti, con lo stesso spirito d’integrazione 

dimostrato in Svizzera, si può ragionevolmente ammettere ch’egli potrà 

reinserirsi, senza eccessive difficoltà, anche nell’ambito scolastico e 

sportivo del proprio Paese d’origine. Ciò posto, una valutazione preventiva 

del suo stato psicologico non costituiva un requisito istruttorio necessario 

per pronunciarsi sull'esecuzione dell'allontanamento (cfr. ricorso, pag. 13). 

All’insorgente è inoltre garantita un’assistenza personale e istituzionale 

sufficiente. In primo luogo, il rapporto dell’ambasciata svizzera indica 

esaustivamente gli aiuti statali disponibili, menzionando in dettaglio la 

procedura e le istituzioni adeguate che potranno accoglierlo in caso di 

necessità (cfr. decisione avversata, pagg. 3-8; atto SEM n. […]-38/7). In 

secondo luogo, egli può contare sul sostegno del suo nucleo familiare, in 

particolare del fratello maggiore (ricorrente 1) – in piena età adulta (26 

anni), celibe e senza figli, anch’egli allontanato verso la Turchia (cfr. atto 

SEM n. […]-24/13 D90-91) – e della madre che si trova attualmente ad 

F._______. Del resto, i ricorrenti non hanno sollevato specifici motivi 

ostativi a un ricongiungimento con quest'ultima, né affermato di non essere 

più in grado di contattarla. In patria si trovano inoltre gli zii materni (cfr. idem 

D74-85). Su questi presupposti, va quindi concluso che l’allontanamento 

del minore non scomporrà le sue relazioni con le persone di sostegno 

all’interno della famiglia (cfr. consid. 6.4.2.2 supra). Inoltre, la stretta 

relazione che intercorre tra i ricorrenti – confermata dalla psicologa curante 

– rendeva superfluo lo svolgimento di una valutazione psicologica del 

ricorrente 1 al fine di determinare le sue capacità di sostegno in favore del 

fratello (cfr. atto SEM n. […]-23/1: “[…] è importante anche segnalare la 

relazione che B._______ intrattiene col fratello col quale è arrivato in 

Svizzera; sembra infatti essere un punto di riferimento fondamentale”). In 

esito, il benessere del fanciullo non risulta essere a rischio in caso di un 

suo allontanamento verso la Turchia. Trattandosi di un minore non 

accompagnato, apparterà all’autorità cantonale d’esecuzione accertarsi 

che l’insorgente possa essere accolto da un membro della sua famiglia 

oppure affidato a una struttura di accoglienza (art. 69 cpv. 4 LStrI).  

6.4.3.3 Infine, il Tribunale osserva che il ricorrente 1 ha maturato diverse 

esperienze lavorative in patria: inizialmente come aiuto cuoco, lavapiatti, 

cameriere e barman (cfr. atto SEM n. […]-24/13 D71-D78) e, più 

recentemente, come team leader per le attività di immagazzinamento 

presso un’azienda a D._______, dove risiedeva durante i periodi lavorativi 

D-4671/2023, D-4669/2023 

Pagina 14 

(cfr. idem D79-D84). Egli ha vissuto per alcuni mesi anche nella città di 

F._______, dimostrando così una particolare adattabilità ed intraprendenza 

(cfr. idem D51-52). Pertanto, indipendentemente dal fatto che la sua 

provincia d’origine è stata colpita dai sismi del 2023 (aspetto non trattato 

nel ricorso), è verosimile che l’insorgente non riscontrerà difficoltà 

eccessive nell’ambito della sua reintegrazione lavorativa e sociale in 

Turchia.  

6.4.4  

6.4.4.1 In ultima analisi, occorre esaminare se lo stato di salute dei 

ricorrenti risulta ostativo all'esecuzione del loro allontanamento.  

6.4.4.2 Per quanto concerne le persone in trattamento medico in Svizzera, 

l’esecuzione dell’allontanamento diviene inesigibile se, nel caso di rientro 

nel loro paese d’origine o di provenienza, esse potrebbero non ricevere le 

cure essenziali che garantiscano loro delle condizioni minime d’esistenza, 

ossia i trattamenti di medicina generale e d’urgenza assolutamente 

necessari alla garanzia della dignità umana. Se le cure necessarie possono 

essere assicurate nel Paese d’origine, all’occorrenza con altri trattamenti 

rispetto a quelli prescritti in Svizzera, l’esecuzione dell’allontanamento sarà 

quindi ragionevolmente esigibile. Non lo sarà invece più se, in ragione 

dell’assenza di possibilità di trattamento adeguato, lo stato di salute della 

persona interessata si degraderebbe così rapidamente al punto da 

condurla, in maniera certa, alla messa in pericolo concreta della sua vita o 

ad un pregiudizio serio, durevole e notevolmente più grave della sua 

integrità fisica (cfr. DTAF 2014/26 consid. 7.3; 2011/50 consid. 8.3).  

6.4.4.3 Con riferimento allo stato valetudinario del ricorrente 2, dagli atti 

risulta un rapporto della psicologa e psicoterapeuta curante che attesta la 

necessità di beneficiare di un ambiente familiare accogliente e rassicurante 

come quello offerto dalla famiglia della zia curda residente a G._______. 

L’insorgente ha inoltre riferito alla specialista di essere accompagnato da 

uno stato di paura e che soltanto il gioco del calcio svolto in Svizzera gli 

permetterebbe “di evitare certi ricordi”. Egli ha poi riconosciuto di essere 

“arrabbiato a causa di ciò che ha subito” e pensa che con il tempo “riuscirà 

a superare le sue attuali condizioni di malessere” (cfr. atto SEM n. […]-

15/2). Nel rapporto del 6 febbraio 2023, la psicologa ha successivamente 

rilevato un ritmo di sonno-veglia “disturbato da incubi” – meno presenti 

rispetto alle prime settimane di soggiorno in E._______ – nonché alcune 

sensazioni di difficoltà respiratorie (cfr. atto SEM n. 23/1). Sulla scorta di 

quanto precede, il Tribunale giudica quindi che l’interessato non soffre di 

problemi medici di una gravità tale che l’esecuzione del suo 

D-4671/2023, D-4669/2023 

Pagina 15 

allontanamento in Turchia metterebbe concretamente e seriamente in 

pericolo la sua vita o la sua salute a breve termine, né che il suo stato di 

salute necessiti imperativamente di trattamenti che possano essere 

proseguiti unicamente in Svizzera. Invero, qualora necessitasse di 

trattamenti psicologici o psichiatrici, egli potrà sicuramente usufruirne in 

Turchia, la quale dispone di un sistema sanitario generalmente 

equiparabile agli standard europei (cfr. ex pluris sentenze del TAF 

D-4408/2024 del 15 agosto 2024 consid. 12.6.4; D-3442/2024 del 16 luglio 

2024 consid. 9.4.2.3; E-2474/2024 del 17 maggio 2024 consid. 8.3.3). 

Per quanto riguarda il ricorrente 1, non risultano documenti medici agli atti. 

6.4.5 In esito, l'esecuzione dell'allontanamento si rivela ragionevolmente 

esigibile.  

6.5 Per il resto, non risultano impedimenti dal profilo della possibilità 

dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStrI).  

6.6 Visto quanto precede, la decisione avversata va quindi confermata 

anche in materia di esecuzione dell’allontanamento. 

7.  

In esito, la SEM non è incorsa in una violazione del diritto federale o in un 

accertamento inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 

cpv. 1 LAsi cum 49 PA). Il ricorso va quindi respinto.  

8.  

Visto l'esito della procedura, le spese processuali andrebbero poste a 

carico dei ricorrenti soccombenti (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. b 

del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al 

Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, 

RS 173.320.2]). Poiché le richieste di giudizio non erano d’acchito 

sprovviste di possibilità di esito favorevole e considerata la minore età del 

ricorrente 2, occorre tuttavia accogliere la domanda di assistenza 

giudiziaria nel senso della dispensa dal pagamento delle spese processuali 

(art. 65 cpv. 1 PA).  

9.   

Di riflesso, in applicazione dell'art. 102m cpv. 1 lett. a LAsi, va accolta 

anche la richiesta di gratuito patrocinio e nominata quale patrocinatrice 

d’ufficio l’avv. Immacolata Iglio Rezzonico, alla quale va accordata 

un'indennità per il patrocinio. La tariffa oraria per gli avvocati oscilla tra un 

D-4671/2023, D-4669/2023 

Pagina 16 

minimo di 200 e un massimo di 400 franchi (art. 12 TS-TAF in combinato 

disposto con l'art. 10 cpv. 2 TS-TAF) – in materia d’asilo il Tribunale applica 

una tariffa tra i 200 e 220 franchi – essendo precisato che le spese non 

necessarie non vengono indennizzate (art. 8 cpv. 2 TS-TAF). Nello 

specifico, la patrocinatrice d'ufficio non ha inoltrato una nota d'onorario. 

Chiamato tuttavia a fissare l'indennità sulla base degli atti di causa (art. 14 

cpv. 2 TS-TAF), il Tribunale ritiene opportuno accordarle un importo 

complessivo di CHF 1’000.– in considerazione della congiunzione delle 

cause e della presentazione di un ricorso congiunto (cfr. artt. 9 cpv. 1, 10 

capoversi 1-2, 11 cpv. 1 e 12 TS-TAF). 

10.  

Questa sentenza è definitiva e non può essere impugnata mediante ricorso 

in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 

1 LTF). 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

D-4671/2023, D-4669/2023 

Pagina 17 

 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia: 

1.  

Le procedure D-4671/2023 e D-4669/2023 sono congiunte.  

2.  

Il ricorso è respinto. 

3.  

La domanda di assistenza giudiziaria è accolta.  

4.  

Non si prelevano spese processuali.   

5.  

5.1 La domanda di gratuito patrocinio è accolta.  

5.2 È nominata quale patrocinatrice d’ufficio l’avv. Immacolata Iglio 

Rezzonico, Lugano.  

5.3 Alla patrocinatrice d’ufficio è accordato un onorario di CHF 1’000.– a 

carico della cassa del Tribunale.  

6.  

Questa sentenza è comunicata ai ricorrenti, alla SEM e all'autorità 

cantonale competente.  

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

Manuel Borla Matteo Piatti  

 

Data di spedizione: