# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 480251da-b892-5b72-84ba-cfcbc1a84c62
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-11-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 20.11.2018 52.2018.439
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2018-439_2018-11-20.html

## Full Text

RI 1

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  52.2018.439

   

  	
  Lugano

  20 novembre 2018

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato

  del Tribunale cantonale amministrativo

  
	
  Fulvio
  Campello

  
	
   

  
						

 

	
  assistito

  dal vicecancelliere:

  	
   

  Reto Peterhans

  

 

 

statuendo
sul ricorso del 26 settembre 2018 di

 

 

	
   

  	
  RI
  1   

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  decisione del 5 settembre 2018 con cui il Consiglio di Stato accoglie
  parzialmente l'impugnativa inoltrata dall'insorgente avverso la risoluzione
  del 12 febbraio 2018 del CO 1 in materia di trasferimento di domicilio (limitatamente
  alla tassa di giustizia e alle ripetibili);

  

 

 

ritenuto,                      in
fatto

 

che con risoluzione del
12 febbraio 2018 (n. 1266) il CO 1 ha disposto la "partenza d'ufficio"
di RI 1 e del figlio __________ per __________, a far tempo dal 1° agosto 2015;

 

che il 5 settembre 2018
il Consiglio di Stato ha parzialmente accolto il ricorso presentato il 15 marzo
2018 da RI 1 avverso la decisione municipale;

che, pur confermando l'assenza delle condizioni per il mantenimento del domicilio
a __________, esso ha negato la sussistenza di validi motivi per l'applicazione
retroattiva del provvedimento; 

che il Governo ha quindi disposto il trasferimento
del domicilio a decorrere dalla data della decisione del CO 1, addossando alla
ricorrente la tassa di giustizia di fr. 400.- proporzionalmente al suo grado di
soccombenza e le ripetibili di fr. 800.- in favore del Comune,
proporzionalmente al grado di soccombenza di quest'ultimo;

che RI 1 si aggrava ora dinanzi al
Tribunale cantonale amministrativo, chiedendo che la tassa di giustizia sia
ripartita tra le parti in ragione di metà ciascuna e che non siano assegnate
ripetibili;

che essa censura il
fatto che le spese della procedura le siano state interamente addossate benché
il ricorso sia stato parzialmente accolto; ritiene poi ingiusto che "il
Comune si sia fatto rappresentare da un legale, quando la sottoscritta ha
dovuto agire da sola, non avendo i mezzi per permetterselo";

che il Consiglio di
Stato resiste al ricorso, senza formulare osservazioni; a identica conclusione
perviene il CO 1 con argomenti che, ove necessario, saranno discussi in seguito;

considerato,                in
diritto

 

che la competenza del
Tribunale cantonale amministrativo discende dall'art. 208 cpv. 1 della legge
organica comunale del 10 marzo 1987 (LOC; RL 181.100) e la causa, che non pone
questioni di principio né è di rilevante importanza, può essere decisa nella
composizione di un giudice unico in applicazione dell'art. 49 cpv. 2 della legge sull'organizzazione
giudiziaria del 10 maggio 2006 (LOG; RL 177.100);

che la
legittimazione dell'insorgente è certa (art. 65 cpv. 1 della legge sulla
procedura amministrativa del 24 settembre 2013; LPAmm; RL 165.100) e il
ricorso, tempestivo (art. 213 cpv. 2 LOC), è
dunque ricevibile in ordine e può essere evaso in base agli
atti, senza istruttoria (art. 25 cpv. 1 LPAmm);

che a tenore dell'art.
47 cpv. 1 LPAmm l'autorità amministrativa può
applicare alle proprie decisioni una tassa di giustizia, che viene stabilita in
funzione dell'ampiezza e della difficoltà della causa, del modo di condotta
processuale e della situazione finanziaria delle parti; l'importo di
questa tassa oscilla tra fr. 100.- e fr. 5'000.- (procedimenti di carattere non
pecuniario) o fr. 30'000.- (procedimenti a carattere pecuniario); agli enti
pubblici e agli organismi incaricati di compiti di diritto pubblico - prosegue
la norma (cpv. 6) - non vengono addossate spese processuali, riservate le
procedure in cui agiscono a tutela dei loro interessi pecuniari; 

 

che la tassa di giustizia va posta di regola a carico della parte soc­combente e deve rispettare i principi di copertura
dei costi e di equivalenza (Messaggio
concernente la revisione totale della legge di procedura per le cause
amministrative del 19 aprile 1966, n. 6645, in: RVGC anno parlamentare
2013/2014 pag. 1947 segg., pag 1971; Marco
Borghi/Guido Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese,
Lugano 1997, n. 2 ad art. 28);

 

che l'art. 49 cpv. 1
LPAmm dispone a sua volta che le autorità di ricorso condannano la parte
soccombente al pagamento di un'indennità alla controparte per le spese
necessarie causate dalla controversia (ripetibili); 

 

che soccombente ai sensi delle citate disposizioni è la parte che
propone un ricorso infondato o che resiste senza successo a un ricorso fondato
(RDAT 1986 n. 23; Borghi/Corti,
op. cit., n. 2 ad art. 31); ininfluente al riguardo è che i motivi alla base
della decisione siano di natura formale o materiale (cfr. Marcel Maillard in: Bernhard Waldmann/Philippe
Weissenberger [curatori], Praxiskommentar VwVG, II ed., Zurigo/ Basilea/Ginevra 2016, n. 14 ad art. 63);

 

che per quanto riguarda
la tassa di giustizia, la norma - potestativa
- lascia all'autorità di ricorso un margine di manovra, censurabile davanti al Tribunale unicamente se integra gli estremi
dell'eccesso o dell'abuso del potere di apprezzamento (art. 69 cpv. 1 lett.
a LPAmm);

 

che l'assegnazione delle ripetibili, invece, non costituisce una semplice
facoltà dell'autorità giudicante, ma un preciso obbligo, desumibile dal testo dell'art. 49 cpv. 1 LPAmm
(STA 52.2015.18 del 29 aprile 2015); per quanto concerne l'importo,
invece, anche in questo caso l'autorità gode di un certo potere di
apprezzamento, censurabile davanti al Tribunale nei limiti descritti poc'anzi;

 

che, in concreto, con
la decisione impugnata il Consiglio di Stato ha (solo) parzialmente accolto il
ricorso di RI 1, nel senso che il trasferimento di domicilio è stato confermato
nel merito, ma differito negli effetti al momento della decisione del CO 1;

 

che, contrariamente a quanto
ritiene l'insorgente, il Governo non ha affatto posto la tassa di giustizia e
le ripetibili interamente a suo carico, ma le ha correttamente ripartite secondo
il grado di soccombenza dei partecipanti; 

che, per quanto riguarda la tassa di giustizia, esso ha quindi semplicemente
esentato il Comune per la sua parte, in applicazione dell'art. 47 cpv. 6 LPAmm;

che, ritenuto che il
Comune di __________ si era fatto assistere da un patrocinatore, il Governo ha
inoltre correttamente disposto il versamento delle ripetibili in suo favore:
esso, infatti, né dispone di un servizio giuridico né è comparso in causa a
tutela di interessi pecuniari propri (art. 49 cpv. 2 LPAmm a contrario);

che a prescindere dai
motivi invocati, il fatto che una parte rinunci a farsi patrocinare non può
tradursi in un divieto per l'altra di far capo a un legale; 

che RI 1, limitandosi a contestarne la ripartizione, non critica gli importi
esposti in quanto tali; né potrebbe farlo con successo: alla luce dell'incarto
trasmesso dal Governo che fa stato di una procedura sfociata in una decisione
di merito dopo un doppio scambio degli allegati essi appaiono adeguati,
senz'altro non costitutivi di abuso del potere di apprezzamento; 

 

che la tassa di
giustizia di questa sede segue la soccombenza (art. 47 cpv. 1 LPAmm), mentre
non si giustifica l'assegnazione di ripetibili al Comune, poiché stante la
semplicità del quesito dedotto davanti al Tribunale, l'intervento di un legale
non può essere ritenuta una spesa necessaria (art. 49 cpv. 1 LPAmm). 

 

 

 

Per
questi motivi,

 

 

dichiara e pronuncia:

 

1.  Il ricorso è respinto.

 

 

2.  La tassa di
giustizia di fr. 400.-, già anticipati dalla ricorrente, resta a suo carico.
Non si assegnano ripetibili.

 

 

3.  Contro la
presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.
82 segg. della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005; LTF; RS
173.110).

 

 

	
  4.  Intimazione
  a:

  	
   

  

 

 

 

 

	
  Il
  giudice delegato

  del
  Tribunale cantonale amministrativo

  	
  Il vicecancelliere