# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 66f4e56d-cf75-5e61-b803-b33bcefc8840
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-04-25
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 25.04.2017 15.2017.29
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2017-29_2017-04-25.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2017.29

  	
  Lugano

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Jaques,
  presidente

  Walser
  e Grisanti

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Cortese

  

 

 

statuendo sul ricorso 23 marzo
2017 di

 

	
   

  	
  RI 1, __________

  RI 2, __________

  RI 3, __________

  (patrocinati dall’__________ PA 1, __________)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

l’operato dell’Ufficio dei fallimenti di Locarno
nel fallimento della

 

	
   

  	
  PI 2, __________

   

  

o meglio contro l’asta del 15 febbraio 2017 di un
credito della fallita nei confronti dei ricorrenti, suoi organi, aggiudicato
alla

 

	
   

  	
  PI 1 __________

  (patrocinata dall’__________ PA 2, __________)

  

ritenuto
in fatto e considerato in diritto:

 

                                         che nell’ambito del fallimento della PI 2 decretato il 21 maggio
2014 e sottoposto alla procedura di liquidazione sommaria, il 15 febbraio 2017 l’Ufficio dei fallimenti (UF) di Locarno ha aggiudicato
alla PI 1 per fr. 1'000.– un credito di fr. 599'279.57 (pari ai
passivi iscritti nella graduatoria) vantato dalla fallita contro i propri
organi legali o di fatto;

                                         che
con ricorso del 23 marzo 2017, i gerenti della fallita, RI 1, RI 2 e RI 3, postulano l’annullamento dell’asta e dell’aggiudicazione, facendo valere che le modalità di pubblicazione sono gravemente
viziate siccome l’UE non li ha avvisati dell’asta con lettera semplice almeno tre
giorni prima come previsto dall’art. 125 cpv. 2 LEF (applicato per analogia);

                                         che
con osservazioni del 29 marzo e 6 aprile 2017 l’aggiudicata­­ria e l’UF si sono
opposti al ricorso, mentre i ricorrenti hanno confermato le proprie conclusioni
con replica del 18 aprile;

                                         che
agendo i ricorrenti nella loro qualità di terzi debitori della pretesa posta
all’asta, appare anzitutto dubbia la ricevibilità del ricorso, ricordato che i
terzi debitori, se non si sono nel contempo annunciati nel fallimento quali
creditori del fallito o della massa (v. sentenza del Tribunale federale 5A_324/2015
del 21 agosto 2015, BlSchK 2016, 152 consid. 3), non sono in linea di massima
legittimati a contestare le decisioni dell’amministrazione del fallimento, tranne
se ledono interessi propri degni di protezione (DTF 139 III 387 consid. 2.1);

                                         che,
orbene, nel caso in esame i ricorrenti non fanno valere alcun interesse degno
di protezione;

                                         che
in particolare i terzi interessati all’acquisto di beni compresi in un’asta non
sono legittimati a ricorrere contro la fissazione della stessa (sentenze della
CEF 15.2014.120 del 25 febbraio 2015 e 15.2013.114 del 27 febbraio 2014, RtiD 2014
II 878 n. 44c);

                                         che
la questione della legittimazione, ad ogni modo, può rimanere indecisa, poiché
il ricorso risulta infondato;

                                         che
a norma dell’art. 257 cpv. 1 LEF il luogo, il giorno e l’ora del­l’incanto sono
resi pubblicamente noti;

                                         che
le modalità della pubblicazione sono disciplinate per analogia dall’art. 125
cpv. 2 LEF anche se l’art. 259 LEF non vi rinvii esplicitamente (DTF 43 III 261
consid. 1; Gilliéron, Commentaire de la LP, vol. III, 2001, n. 9 ad art. 257 LEF; Foëx in: Commentaire
romand, Poursuite et faillite, 2005, n. 4 ad art. 257 LEF);

                                         che contrariamente a quanto sostengono i ricorrenti, non trova invece
applicazione analogica l’art. 125 cpv. 3 LEF;

                                         che,
infatti, nella procedura di realizzazione di beni mobili non è obbligatoria alcuna
comunicazione del bando ai creditori o al fallito – e men che meno ai terzi
debitori – poiché a partire dalla pubblicazione del fallimento essi devono preoccuparsi
di tenersi informati sull’andamento della liquidazione (DTF 43 III 262 consid.
1), fermo restando che nel caso specifico i creditori sono stati informati
della data e del luogo dell’asta con raccomandata del 7 febbraio 2017 (doc. 5 accluso
al ricorso);

                                         che
la notifica del bando è prescritta soltanto nelle procedure im­mobiliari
e unicamente ai creditori ipotecari (art. 257 cpv. 3 LEF), ai creditori a cui
favore vennero costituiti in pegno i crediti gravanti sul fondo (art. 71 RUF),
ai creditori aventi il diritto di chiedere il doppio turno d’asta e ai titolari
di diritti legali di prelazione (art. 129 e 130d cpv. 2 RFF) (Amacker/Küng in: SchKG, Kurzkommentar, 2a ed.
2014, n. 5 ad art. 257 LEF);

                                         che
non è invece obbligatoria né per i creditori chirografari (DTF 43 III 262; sentenza
del Tribunale federale 5A_666/2014 consid. 2.5.3) né per il fallito (DTF 94 III
102; Amacker/Küng, op. cit. loc. cit.; Gilliéron,
op. cit., n. 26 ad art. 257 [lo ritiene però giudizioso]; Häuptli in: Kommentar zur KOV, 2016, n. 14 ad art. 71
RUF; contra: Bürgi in:
Basler Kommentar, SchKG II, 2a ed. 2010, n. 7 ad art. 257 LEF);

                                         che
sebbene possa forse essere sensato estendere tale avviso a tutti gli interessati
(Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 9a ed.
2013, n. 18 ad § 47), ciò non conferisce ancora loro un diritto e comunque non
è di rilievo nella fattispecie in esame, la quale non verte sulla realizzazione
di un immobile;

                                         che
il ricorso va di conseguenza respinto;

                                         che
per legge non si preleva la tassa di giustizia e non si
assegnano indennità (art. 20a cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62
cpv. 2 OTLEF [RS 281.35]).

 

 

Per
questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si prelevano spese né si assegnano indennità.

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  –;

  –;

  –.

   

  

                                         Comunicazione
all’Ufficio dei fallimenti, Locarno.

 

 

Per la Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                          Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è
possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, ridotti a cinque ove la
decisione impugnata sia stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione
cambiaria (art. 74 cpv. 2 lett. c, 100 cpv. 2 lett. a e cpv. 3 lett. a LTF). Il
termine non è sospeso durante le ferie giudiziarie nei casi previsti all’art.
46 cpv. 2 LTF.