# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 94c16b74-e522-5e4b-a305-565ec22f8c63
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2012-04-05
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 05.04.2012 32.2011.234
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2011-234_2012-04-05.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2011.234

   

  BS/sc

  	
  Lugano

  5 aprile 2012

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 12 settembre 2011
di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da: RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 20 luglio 2011 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                            in
fatto

 

                               1.1.   RI
1, classe 1962, attivo quale manovale, nel settembre 2009 ha inoltrato una domanda di prestazioni AI per adulti (doc. AI 1).

 

                               1.2.   Esperiti
gli accertamenti medici ed economici, tra cui una perizia reumatologica a cura
del dr. __________ ed una psichiatrica eseguita dal CPAS (Centro peritale delle
assicurazione sociali), con decisione 20 luglio 2011 (preavvisata il 9 febbraio
2011), l’Ufficio AI ha posto l’assicurato al beneficio di un quarto di rendita
(grado d’invalidità del 42%) con decorrenza dal 1° marzo 2010 (doc. AI 67; per
le motivazioni cfr. doc. AI 55).

                               1.3.   Contro
la succitata decisione l’assicurato, per il tramite del RA 1, ha inoltrato il presente
tempestivo ricorso (seguito da un complemento datato 22 settembre 2011; III),
postulandone l’annullamento ed il riconoscimento di una rendita maggiore entità.
In sostanza, egli contesta sia la valutazione medica che economica.

 

                                         Il
17 ottobre 2011 l’insorgente ha trasmesso un rapporto medico (VI).

                                      

                               1.4.   Con
la risposta di causa l’Ufficio AI ha chiesto la reiezione del ricorso e la conferma
della decisione impugnata. 

 

                               1.5.   In
data 23 febbraio 2012 questo TCA ha eseguito un accertamento presso l’Ufficio
AI (XI), ricevendo risposta il 5 marzo 2012 (XII). Il 23 marzo 2012
l’assicurato ha preso posizione al riguardo (XIV). 

 

 

considerato                    in
diritto

 

                                         in
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria
(STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008 e
giurisprudenza ivi citata).                                       

 

                                         nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto del contendere è sapere se l’assicurato ha diritto ad una
rendita maggiore di quella assegnata con la decisione impugnata.

 

                               2.3.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la
surriferita definizione, sono quindi un dan-no alla salute fisica o psichica
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente
incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato
una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere
sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Duc, L’assurance
invalidité, in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band XIV,
Soziale Sicherheit, 2a ed., 2007, p. 1411, n. 46). Secondo
l'art. 28 cpv. 2 LAI gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono
invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%,
ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se
sono invalidi almeno al 40%. 

                                         Ai
sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto
fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità
e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio
di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali
di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe
potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito che egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (Duc,
op. cit., p. 1476, n. 213 e la giurisprudenza citata alla nota a pié pagina n.
264). Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire
se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare,
benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui
ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa
adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto
dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84).

 

                               2.4.   Quanto
alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi
importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si
fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure espresse dal paziente,
che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la
descrizione del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del perito siano
ben motivate. Determinante quindi per stabilire se un rapporto medico ha valore
di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione, ad esempio
quale perizia o rapporto (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; STFA I 462/05 del
25 aprile 2007; DTF 125 V 352 consid. 3a, 122 V 160 consid. 1c), bensì il suo
contenuto (DTF 122 V 160 in fine con rinvii).

 

                                         Inoltre,
in DTF 125 V 351 (= SVR 2000 UV 10, pp. 33ss.), la nostra Corte federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 352). Il solo fatto che
il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore,
non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento
(DTF 125 V 354).

 

                                         In
una sentenza del 14 luglio 2009, (9C_323/2009), pubblicata in SVR 2009 IV Nr.
56, pag. 174, il TF, richiamati l’art. 59 cpv. 2bis LAI che regola i servizi medici regionali e l’art. 49 OAI che
stabilisce i compiti, ha sottolineato che a un rapporto del SMR può essere
riconosciuta la qualità di perizia, anche se è stato redatto senza aver
visitato personalmente l’assicu-rato.

 

                                         Al
riguardo, l’Alta Corte, nella sentenza 9C_524/2010 del 27 ottobre 2010, ha precisato quanto segue:

 

" 
(…)

per il nuovo art. 59 cpv. 2bis LAI, in vigore dal 1°
gennaio 2008 e - almeno in parte - applicabile in concreto, i servizi medici
regionali sono a disposizione degli uffici AI per valutare le condizioni mediche
del diritto alle prestazioni, stabiliscono la capacità funzionale
dell'assicurato - determinante per l'AI secondo l'articolo 6 LPGA - ad
esercitare un'attività lucrativa o a svolgere le mansioni consuete in una
misura ragionevolmente esigibile e sono indipendenti per quanto concerne le
decisioni in ambito medico nei singoli casi.

 

A questo riguardo va ricordato che scopo e senso del
nuovo disposto come pure del nuovo art. 49 OAI risiedono nella possibilità, per
gli uffici AI, di fare capo a propri medici per la valutazione degli aspetti
sanitari del diritto alla rendita. Questi ultimi, grazie alle loro specifiche
conoscenze medico-assicurative, sono quindi chiamati a valutare la capacità
funzionale della persona assicurata. In questo modo è stata creata una chiara
separazione di competenze tra medici curanti e assicurazione sociale. Sulla
base delle indicazioni del SMR, l'UAI deve così decidere cosa si può
ragionevolmente pretendere da un assicurato e cosa invece no (v. sentenza
9C_323/2009 del 14 luglio 2009 consid. 4.2, in SVR 2009 IV n. 56 pag. 174 con
riferimenti). (…)" 

(STF 9C_524/2010
del 27 ottobre 2010, consid. 2).

 

 

 

                                         Va
poi evidenziato che in ragione della diversità
dell'incarico assunto (a scopo di trattamento anziché di perizia), in caso di
lite non ci si può di regola fondare sulla posizione del medico curante, anche
se specialista (STF 9C_38/2008 del 15 gennaio 2009, STF 9C_602/2007 dell'11
aprile 2008, consid. 5.3), poiché alla luce del rapporto di fiducia esistente
con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di dubbio, in favore del
suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; DTF 125 V 353 consid. 3a)cc);
Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc; Meyer, Bundesgesetz über die
Invalidenversicherung, in: Rechtsprechung des Bundesgerichts zum
Sozial-versicherungsrecht, 2010, ad art. 28a, pag. 353) e che
il solo fatto che uno o più medici curanti esprimano un’opinione contraddittoria
non è sufficiente a rimettere in discussione una perizia ordinata dal giudice o
dall’amministrazione e a imporre nuovi accertamenti (STF 9C_9/2010 del 29 settembre
2010, consid. 3.4 e i rinvii giurisprudenziali ivi menzionati).

 

                                         Infine, va ricordato che se vi sono dei rapporti medici contraddittori,
il giudice non può evadere la procedura senza valutare l'intero materiale ed
indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un
altro (STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008, STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).

 

                               2.5.   Nella
fattispecie in esame, l’assicurato è stato peritato sia dal punto di vista reumatologico
che psichico.

 

                            2.5.1.   Con
perizia 19 agosto 2010 il dr. __________, dopo aver esposto dettagliatamente
l'anamnesi, riportate le indicazioni soggettive e le constatazioni obiettive,
ha diagnosticato:

 

" 
(…)

A.4.1     Diagnosi con ripercussioni
sulla capacità lavorativa:

 

 

Sindrome cervico-brachiale sx cronica e
lombovertebrale, rispettivamente pseudosciatalgica a sx cronica su/con:

              -  discopatia C5/6 con ernia discale
paramediana dx C5/6;

              -  discopatia L1/2 con piccola
erniazione medio-laterale dx, discopatia L2/3 con erniazione discale
medio-laterale dx, discopatia L475 con protrusione discale dx;

              -  discopatia L5/S1 con ernia discale
medio-laterale sx;

              -  attualmente nessun indizio
per una sindrome da compressione radicolare;

              -  marcata componente funzionale con
sindrome funzionale del dolore.

 

 

 

A.4.2     Diagnosi senza ripercussioni sulla
capacità lavorativa:

 

              Neuropatia radiale sx (2008).

 

              Neurinoma di Morton II-III
piede sx (2009. (…)" (doc. AI 40/10)

 

                                         Il
succitato specialista in reumatologia, dopo una dettagliata valutazione, esposte
le limitazioni funzionali e di carico, ha valutato l’assicurato totalmente
inabile nella sua attività di manovale/muratore con effetto dal 1° aprile 2009,
anche se quest’ultimo aveva ripreso per un breve periodo la sua attività al 50%
(doc. AI 40/13). In attività adeguate, il dr. __________ ha valutato una capacità
lavorativa di 2/3, da intendersi quale lavoro a tempo pieno con una riduzione
di rendimento di 1/3 (doc. 40/14).

 

                                         Questo
TCA non ha motivi per mettere in dubbio la dettagliata e
convincente valutazione effettuata del dr. __________, né del resto
l’assicurato ha sollevato obiezioni di sorta.

                                         

                                         L’insorgente
evidenzia di essere stato vittima di due infortuni successivi alla perizia del
dr. __________ (frattura della falange basale delle dita IV e V del piede sinistro
occorsa il 28 aprile 2011; trauma cranico lieve con trauma orbitale a destra
senza commozione su caduta a domicilio del 14 giugno 2011) e sostiene che di
conseguenza la problematica somatica è peggiorata. Egli fa riferimento ai
rapporti 7 settembre 2011 (doc. AI 78/1) e 10 agosto 2011 (doc. A3) della dr.
ssa __________, medico curante, nonché al rapporto 22 settembre 2011 del dr. __________,
specialista in reumatologia (doc. C). 

                                         Va
qui ricordato che per costante giurisprudenza, il giudice delle assicurazioni
sociali valuta la legalità della decisione su opposizione deferitagli sulla
base della situazione di fatto esistente al momento in cui essa venne emanata -
in concreto il 20 luglio 2011 -, quando si ritenga che fatti verificatisi ulteriormente
possono imporsi quali elementi di accertamento retrospettivo  della situazione
anteriore alla decisione resa (DTF 129 V 4 consid. 1.2, 127 V 467 consid. 1,
121 V 366 consid. 1b).

                                         Orbene,
se da una parte i suddetti rapporti sono stati redatti dopo l’emissione della decisione
contestata, dall’altra questi referti riferiscono dei postumi relativi ai
succitati infortuni accaduti prima, motivo per cui gli stessi vanno
presi in considerazione, come del resto lo ha fatto anche l’Ufficio AI.

                                         Infatti
i succitati rapporti, insieme alla documentazione __________, (che ha preso a
carico i due succitati infortuni), sono stati esaminati dal dr. __________ del SMR,
il quale nelle annotazioni 3 ottobre 2011 (e ribadite nelle annotazioni 29
febbraio 2012; doc. XII/bis) ha concluso:

 

" 
(…)

Valutazione:

 

     -     dall'attuale documentazione non
risulta una attuale modifica dello stato di salute dell'assicurato rispetto
alla valutazione peritale dr. __________. Il dr. __________ nel suo rapporto espressamente
conferma (anche se in modo indiretto dato che egli afferma che l'assicurato non
sarebbe stato peritato) la valutazione della CL residua espressa dal perito dr.
__________ in agosto 2010.

     -     L'infortunio del 22.4.2011 ha
portato ad una intercorrente IL completa. Al più tardi a partire dal 19.9.2011
(secondo visita del dr. __________) questa problematica è da ritenersi non più
invalidante in presenza di una guarigione clinica completa. Quindi IL per
infortunio intercorrente (caso __________) dal 22.4.2011 al 18.9.2011, periodo
già molto lungo per una "banale" frattura falangeale a livello del
piede.

     -     infortunio del 14.6.2011 è da ritenersi
banale senza conseguenze alcune." (doc. 83)

 

                                         La
scrivente Corte concorda con le conclusioni del SMR (sul valore probatorio
della valutazione SMR, cfr. consid. 2.4).

                                         Il
dr. __________ ha sostenuto che l’assicurato può svolgere lavori fisicamente
leggeri che non richiedono particolari sforzi alla colonna vertebrale, evitando
quindi il sollevamento di pesi superiori ai 15 kg, movimenti ripetuti di flessione ed estensione del tronco, lavori prolungati in posizioni in
ergonomia, con una limitazione del 30%. Tale valutazione collima del resto nella
sostanza con le conclusioni della perizia del dr. __________. 

                                         Il
dr. __________ ha parimenti sostenuto che, visto il caso complesso, l’Ufficio
AI dovrebbe procedere ad una valutazione pluridisciplinare (psichiatrica,
reumatologica ed eventualmente neurologica) per poter valutare il reale grado
di residua capacità lavorativa. Come visto, una valutazione sia reumatologica
che psichiatrica è stata eseguita dall’amministrazione, circostanze di cui il
dr. __________ molto verosimilmente non era a conoscenza. 

                                         Per
quel che concerne i postumi dell’infortunio al piede sinistro (occorso il 22 aprile
2011) giustamente il SMR non li ha più ritenuti invalidanti dopo la seconda
visita presso il dr. __________ (19 settembre 2011), visto che nel succitato rapporto
lo specialista in reumatologia, dopo aver preso visione degli esami diagnostici,
ha costatato una buona consolidazione delle fratture ed escluso lo sviluppo di
un’algoneurodistrofia. Il dr. __________ ha poi consigliato, per migliorare la
deambulazione, delle terapie antalgiche locali, accompagnate da regolari esercizi
di propriocezione per migliorare la forza neuromuscolare al piede sinistro. Anche
il dr. __________ (specialista in chirurgia ortopedica) nel suo rapporto 1°
agosto 2011 ha rilevato che le radiografie “mostrano la consolidazione
completa delle due fratture ed una statica perfetta del piede senza altre
lesioni osteo-articolarti degenerative rilevanti”. Lo specialista non ha
pertanto previsto alcuna terapia per il piede, indicando “esercizi della muscolatura
paralombare ed addominali” e rilevando che “il paziente si deve
convincere ad eseguire esercizi giornalieri per stabilizzare la colonna
vertebrale” (doc. 15/1 in atti LAINF presenti in doc. AI 61/1). Inoltre, in
data 4 ottobre 2011 la __________, sulla base dei succitati rapporti dei dr. __________
e __________, ha comunicato all’assicurato di aver interrotto le indennità
giornaliere in quanto “non risultano più oggettivabili esiti
postinfortunistici a seguito dell’evento del 28 aprile 2011” (doc. AI 89).

                                         Infine,
rettamente il SMR ha ritenuto l’infortunio del 14 giugno 2011 (trauma cranico
lieve con trauma orbitale a desta) banale e senza conseguenza alcuna. Infatti,
di questo infortunio non è stato fatto cenno nel rapporto del dr. __________ e tantomeno
dagli atti risultano documentati i postumi del trauma.

 

                                         In
conclusione, non essendo stato riscontrato alcun peggioramento rispetto alla
perizia del dr. __________, eccetto il periodo d’incapacità lavorativa dovuta
all’infortunio del 28 aprile 2011 – di cui verrà detto nel prosieguo –, dal
punto di vista somatico l’insorgente è da considerare inabile al 33% in
attività adeguate. 

 

                                         Per
quel che concerne le conseguenza dell’infortunio del 28 aprile 2010, sino a
settembre 2011 l’assicurato ha presentato un periodo di totale incapacità lavorativa,
seppur limitato nel tempo, ma maggiore di 3 mesi, motivo per cui va tenuto in
considerazione ai fini del presente giudizio. Va infatti ricordato che, secondo
l’art. 88a cpv. 2 OAI se la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è
motivo di ammettere che il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza,
tutto o parte del diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che
il miglioramento costatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in
considerazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e che
presumibilmente continuerà a durare. Analogamente, in caso di aggravamento
dell'incapacità al guadagno, occorre tener conto del cambiamento determinante
il diritto a prestazioni, non appena esso perdura da tre mesi senza
interruzione notevole (art. 88 a cpv. 2 OAI). (art. 88 a cpv. 1 OAI).

                                         Ne
consegue che dal 1° luglio 2011 (tre mesi dopo il peggioramento della capacità
lavorativa) al 31 dicembre 2011 (tre mesi dopo il miglioramento) l’assicurato,
indipendentemente dalla condizioni psichiche, ha diritto ad una rendita intera.

                                         

                            2.5.2.   L’aspetto
psichico dell’assicurato è stato vagliato dal CPAS. Con referto 2 dicembre 2010
i periti hanno escluso la presenza di qualsiasi patologia psichiatrica sulla
base della seguente valutazione:

 

" 
(…)

Dall'esame clinico attuale, dalla raccolta anamnestica
e dagli atti medici a disposizione non emergono in nessun modo elementi che
depongano per disturbi della sfera psichica così come non emergono elementi che
depongano per una predisposizione a patologia in tale ambito.

Non sono riferiti precedenti psichiatrici nel
gentilizio né sono riportati problemi nello sviluppo personale. Sono descritte
soddisfacenti le relazioni sociali e buona la relazione con l'attuale moglie
così come quella con l'ex moglie e con il figlio. Durante l'esame peritale
attuale non sono stati evidenziati segni di sofferenza psichica, nè sono emersi
segni o sintomi riconducibili a un qualsiasi disturbo della sfera psichica sottostante.
L'assicurato inoltre non appare oggetto di attenzione a livello personale o
medico a causa dei propri dolori, nè pare avere assunto con beneficio il ruolo
di malato all'interno della propria cerchia sociale. Anche in presenza di
dolori mantiene una vita attiva, è in grado di curare quotidianamente la
propria persona, lavandosi e vestendosi, si occupa delle faccende domestiche,
coltiva fiori e pomodori, si reca a pescare, fa la spesa, prepara i pasti per
sé e per il figlio quando viene, guarda la TV, frequenta il bar sotto casa dove
chiacchiera con alcuni conoscenti e in compagnia segue le partite di calcio
alla TV.

Non è presente una deflessione timica, nè emergono
segni o sintomi di una depressione in atto o di una depressione latente.
L'assicurato esprime unicamente un sentimento di tristezza in riferimento ai
dolori presenti, adeguati e consoni al contesto. Egli stesso riferisce di
presentare delle buone condizioni timiche e di essere complessivamente felice
della propria vita, negando una persistenza della deflessione timica in assenza
di dolori o perlomeno quando questi si ridimensionano. Lamenta un sonno
disturbato a causa dei dolori presenti, ma segnala un miglioramento del riposo
notturno al momento in cui questi diminuiscono. Non sono riferiti né osservati
malesseri della sfera psichica che interferiscano con il funzionamento o con le
prestazioni sociali. 

Inoltre l'assicurato non è mai stato seguito dal punto
di vista psichiatrico, nessun curante glielo ha mai consigliato, nè lui stesso
ne ha mai sentito il bisogno.

Segnaliamo da ultimo che anche la Dr.ssa __________ nel
suo rapporto del 04.11.2009 all'UAI segnala che dal suo punto di vista
l'assicurato non presenta impedimenti mentali o psichici. (…)" (doc. AI
50/7)

 

                                         Rispetto
alla perizia del CPAS non sussiste un peggioramento. Infatti, dagli atti di
causa non risulta documentata l’insorgenza di una patologia psichica, tantomeno
di natura invalidante. Nel rapporto nel rapporto 7 settembre 2011 la dr.ssa __________,
medico curante, non ha indicato alcun danno alla salute psichica (doc. AI 78/7).
Inoltre, il ricorrente non ha prodotto alcun atto medico che indichi la
presenza di un danno alla salute psichico. Al riguardo va ricordato che se da
una parte la procedura davanti
al TCA è retta dal principio inquisitorio, secondo cui i fatti rilevanti per il
giudizio devono essere accertati d'ufficio dal giudice, dall’altra si rileva
che questo principio non è però assoluto, atteso che la sua portata è limitata
dal dovere delle parti di collaborare all'istruzione della causa (DTF 122 V 158
consid. 1a, 121 V 210 consid. 6c con riferimenti). Il dovere processuale di
collaborazione comprende in particolare l'obbligo delle parti di apportare ‑
ove ciò fosse ragionevolmente esigibile ‑ le prove necessarie, avuto
riguardo alla natura della disputa e ai fatti invocati, ritenuto che altrimenti
rischiano di dover sopportare le conseguenze della carenza di prove (DTF 117 V
264 consid. 3b con riferimenti).

                                         

                            2.5.3.   In
conclusione, questo Tribunale ritiene che la refertazione
medica agli atti contiene elementi chiari e sufficienti per valutare
l'incapacità lavorativa dell'assicurato sino all'emanazione del querelato
provvedimento, senza che si renda quindi necessario l'esperimento di ulteriori
accertamenti.

                                         Al riguardo, va fatto presente che se
l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice,
in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la
probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che
altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà
ad assumere altre prove (valutazione anticipata delle prove cfr. DTF 130 II 425 consid. 2.1 pag. 429 e riferimenti). Un tale modo di procedere non lede il diritto
di essere sentito conformemente all'art. 29 cpv. 2 Cost. (SVR 2001 IV no. 10
pag. 28 consid. 4b; riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 v Cost., cfr. DTF 124
V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).

 

                                         Pertanto,
sulla base della perizie del dr. __________ e del CPAS, nonché le valutazioni
SMR, alle quali va dato valore probatorio pieno (cfr. consid. 2.4), richiamato
inoltre l'obbligo che incombe all'assicurato di intraprendere tutto quanto è ragionevolmente
esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito economico cagionato dal
danno alla salute (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e
riferimenti ivi citati), è da ritenere dimostrato, con il
grado della verosimiglianza preponderante valido nell'ambito delle
assicurazioni sociali (DTF 125 V 195 consid. 2 e i riferimenti ivi citati, 115
V 142 consid. 8b), che l’insorgente (eccetto il periodo post infortunistico di
cui sopra) presenta un’inabilità lavorativa di 33,3% in attività adeguate. 

                               2.6.   Per
la determinazione del grado d’invalidità, il consulente in integrazione professionale
ha giustamente applicato il metodo ordinario, mettendo a confronto il reddito
che l’assicurato avrebbe conseguito senza il danno alla salute (reddito da valido)
con quello da attività adeguata, desunto dai salari statistici (reddito da invalido), il cui calcolo è stato esposto nella
decisione contestata. 

 

                                         Riguardo
al reddito da valido, dato non contestato, è stato preso in considerazione
un salario di fr. 61’844.--, corrispondente a quanto l’insorgente avrebbe potuto
percepire senza il danno alla salute quale muratore nel 2008 (cfr. questionario
del datore di lavoro del 13 ottobre 2009; doc. AI 7).  

 

                                         Per
quel che concerne il reddito da invalido, lo stesso è determinato sulla base della situazione professionale
concreta dell'interessato, a condizione però che quest'ultimo sfrutti in
maniera completa e ragionevole la capacità lavorativa residua e che il reddito
derivante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non costituisca un
salario sociale ("Soziallohn") (DTF 126 V 76 consid. 3b/aa e riferimenti).
Se invece non esiste un siffatto guadagno, in particolare perché l'assicurato
non ha intrapreso una attività lucrativa da lui esigibile, il reddito da
invalido, da contrapporre a quello da valido nella determinazione del grado di
invalidità, può essere ricavato dai rilevamenti statistici ufficiali, editi
dall'Ufficio federale di statistica, che si riferiscono agli stipendi medi
nelle principali regioni e categorie di lavoro (DTF 126 V 76 consid. 3b/bb; RCC
1991 p. 332 consid. 3c, 1989 p. 485 consid. 3b).

                                         Inoltre,
va rilevato che, secondo la giurisprudenza federale, per gli assicurati che, a
causa della particolare situazione personale o professionale (affezioni invalidanti,
età, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione ecc.), non
possono mettere completamente a frutto la loro capacità residua nemmeno in
lavori leggeri e che pertanto non riescono di regola a raggiungere il livello medio
dei salari sul mercato, viene operata una riduzione percentuale sul salario teorico
statistico. Il TFA ha precisato, al riguardo, come una
deduzione globale massima del 25% del salario statistico permettesse di tener
conto delle varie particolarità suscettibili di influire sul reddito del
lavoro. Inoltre, chiamato a pronunciarsi sulla deduzione globale, la quale
procede da una stima che l'amministrazione deve succintamente motivare, il
giudice non può senza valido motivo sostituire il suo apprezzamento a quello degli
organi dell'assicurazione (DTF 126 V 80 consid. 5b/cc).                                              

                                         L’Alta
Corte ha stabilito che sono esclusivamente applicabili, in difetto di indicazioni
economiche concrete, i dati salariali nazionali risultanti dalla tabella di riferimento
TA1 dell’inchie-sta sulla struttura dei salari edita dall’Ufficio federale di
statistica e non i valori desumibili dalla tabella TA13, che riferisce dei
valori in relazione alle grandi regioni (SVR 2007 UV nr. 17; STFA I 222/04 del
5 settembre 2006).

                                         Se
una persona assicurata, per motivi estranei all'invalidità, ha realizzato un reddito
considerevolmente inferiore alla media senza che vi si sia spontaneamente
accontentata, si procede in primo luogo a un parallelismo dei due redditi di paragone.
In pratica, questo parallelismo può avvenire a livello di reddito da valido
aumentando in maniera adeguata il reddito effettivamente conseguito oppure facendo
capo ai valori statistici oppure ancora a livello di reddito da invalido mediante
una riduzione adeguata del valore statistico. In una seconda fase, occorre
esaminare la questione di una deduzione dal reddito da invalido ottenuto sulla
base dei valori medi statistici. A questo riguardo, va tenuto presente che i
fattori estranei all'invalidità di cui si dovesse già aver tenuto conto con il
parallelismo dei redditi di raffronto non possono essere presi in
considerazione una seconda volta nell'ambito della deduzione per circostanze
personali e professionali (DTF 134 V 322).

                                         Quando
il reddito da valido differisce considerevolmente dal salario statistico riconosciuto
nello specifico settore economico, il TF ha nel frattempo stabilito, anche in
casi ticinesi (cfr. ad esempio sentenza 8C_44/2009 del 3 giugno 2009 consid.
4), che se il guadagno effettivamente conseguito diverge di almeno il 5 % dal
salario statistico usuale nel settore, esso è considerevolmente inferiore alla
media ai sensi della DTF 134 V 322 consid. 4 p. 325 e può giustificare - soddisfatte
le ulteriori condizioni - un parallelismo dei redditi di paragone, fermo restando
però che questo parallelismo si effettua soltanto per la parte percentuale eccedente
la soglia del 5% (STF 9C_1033/2008 e 9C_1038/2008 del 15 gennaio 2010 consid.
5.5).

 

                                         Nel
caso di specie, conformemente la citata giurisprudenza, il consulente ha utilizzato i dati salariali forniti dalla tabella TA1 elaborata dall'Ufficio
federale di statistica e relativa ad una professione che presuppone qualifiche
inferiori (categoria 4) nel settore privato svizzero (a proposito della
rilevanza delle condizioni salariali nel settore privato, cfr. RAMI 2001 U 439,
pp. 347ss. e SVR 2002 UV 15, pp. 47ss.), riconoscendo una riduzione di reddito per
motivi medici del 33% nonché una riduzione per circostanze personali di totali
12%, determinando in tal modo un reddito da invalido di fr. 35’699.--.  

 

                                         L’insorgente
contesta la riduzione per motivi personali riconosciuta dal consulente, senza
alcuna motivazione. Questo Tribunale - ricordato che, per costante giurisprudenza,
il giudice non può scostarsi dalla valutazione dell’amministrazione senza
fondati motivi (DTF 137 V 73 consid. 5.2 con riferimento a DTF 126 V 80 consid.
6) - non ha motivo per scostarsi dalla riduzione del 13% applicata dal
consulente, frutto di precise valutazioni contenute nel rapporto 7 agosto 2011
(doc. AI 52). 

 

                                         Dal
raffronto dei redditi il grado d’invalidità è risultato essere del 42% (61'844 -
35'699 x 100 : 61'844), ciò che conferma il diritto ad un quarto di rendita,
eccetto il succitato periodo di rendita intera dovuto ai postumi dell’infortunio
del 28 aprile 2011.  

                                         In
tal senso la decisione contestata deve essere modificata, mentre il ricorso va
parzialmente accolto. 

                                         

                                         Il
ricorrente, patrocinato da un sindacato, ha diritto a ripetibili parziali (DTF
122 V 278).

 

                               2.7.   Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso
in caso di controversie relative all’asse-gnazione o al rifiuto di prestazioni
AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.
L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione
delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

                                         

                                         Visto
l’esito della vertenza, le spese per fr. 500.-- sono poste a carico del ricorrente
in ragione di 4/5, mentre il restante 1/5 va a carico dell’Ufficio AI.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è parzialmente accolto ai sensi dei considerandi. 

                                         § La decisione 20 luglio
2011 è modificata nel senso che l’assicurato ha diritto ad un quarto di rendita
dal 1° marzo 2010, aumentata ad una rendita intera dal 1° luglio 2011 e ridotta
ad un quarto dal 1° gennaio 2012. 

                                   2.   Le
spese per fr. 500.-- sono poste a carico del ricorrente in ragione di 4/5, mentre
1/5 va a carico dell’Ufficio AI.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

giudice Raffaele Guffi                                           Fabio
Zocchetti