# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c1fe9d00-31b7-5083-aa76-b316f785ad29
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-04-25
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 25.04.2025 D-6275/2024
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6275-2024_2025-04-25.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-6275/2024 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  2 5  a p r i l e  2 0 2 5  

Composizione 
 Giudice Manuel Borla, giudice unico,  

con l'approvazione del giudice Markus König;  

cancelliere Matteo Piatti. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato (…), 

Turchia,   

patrocinato da Paul Faust,  

SOS Ticino Consultorio Giuridico, (…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo ed allontanamento;  

decisione della SEM del 3 settembre 2024 / N (…). 

 

 

 

D-6275/2024 

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Fatti: 

A.  

L’interessato ha presentato una domanda d’asilo in Svizzera il 5 gennaio 

2023. Il 5 maggio successivo e il 22 agosto 2024, ha sostenuto dinanzi alla 

Segreteria di Stato della migrazione (di seguito: la SEM) due audizioni ap-

profondite sui motivi d’asilo. Egli ha sostanzialmente addotto di essere 

espatriato a causa delle discriminazioni patite in quanto curdo di Diyarbakir 

e per sottrarsi al servizio militare. In particolare, il richiedente ha riferito di 

diversi episodi avuti con la polizia: nel 2013, all’uscita dal (…), sarebbe 

stato fermato dagli agenti, insultato e maltrattato prima di essere rilasciato; 

nel 2015 avrebbe assistito alle violenze delle forze dell’ordine durante un 

incontro del partito Halkların Demokratik Partisi (HDP), tra cui l'aggressione 

di suo padre e, successivamente, l’irruzione con gas lacrimogeni nella pro-

pria abitazione a causa dei conflitti armati con il partito Partîya Karkerén 

Kurdîstan, (PKK); nel 2019, durante la festa del Newroz, sarebbe stato fer-

mato perché in possesso della bandiera dell’HDP, portato in centrale, inter-

rogato e poi rilasciato dopo qualche ora; nel (…) 2022 sarebbe stato posto 

in custodia cautelare per aver opposto resistenza a un agente, subendo 

violenze fisiche e verbali, tra cui l’essere sbattuto con la testa contro il fine-

strino dell’autovettura; infine, nel (…) 2022, sarebbe intervenuto per difen-

dere suo cugino in uno scontro con la polizia, subendo violenze fisiche 

prima di riuscire a fuggire. Egli ha poi addotto che durante il suo soggiorno 

nella città di B._______ nel 2022, la famiglia lo avrebbe informato della 

notifica di una convocazione al servizio militare, decidendo così di espa-

triare per evitare possibili ripercussioni legate alla sua renitenza, tra le quali 

il rischio di essere considerato un simpatizzante PKK in ragione della sua 

etnia. Dopo la sua partenza, la polizia lo avrebbe cercato in tre occasioni 

presso la sua abitazione (per i dettagli, cfr. atti SEM n. (…)-23/17 e 36/9). 

Il richiedente ha presentato dei mezzi di prova, tra cui due verbali d’inter-

rogatorio del (…) 2022, un verbale d’interrogatorio del (…) 2024 e diverse 

“catture schermo” del portale turco e-Devlet relative alla sua renitenza (cfr. 

mezzi di prova SEM [di seguito: mdp SEM] n. 1-8). L’11 aprile 2023, la 

domanda d’asilo è stata assegnata alla procedura ampliata.  

 

B.  

Con decisione del 3 settembre 2024, notificata il giorno successivo, la SEM 

non ha riconosciuto all’interessato la qualità di rifugiato, ha respinto la do-

manda d'asilo e pronunciato il suo allontanamento dalla Svizzera, incari-

cando il Cantone C._______ dell’esecuzione di quest’ultima misura. 

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C.  

Con ricorso del 3 ottobre 2024, l’interessato insorge dinnanzi al Tribunale 

amministrativo federale (di seguito: Tribunale o TAF) concludendo princi-

palmente al riconoscimento della qualità di rifugiato nonché alla conces-

sione dell’asilo e, in subordine, all’ammissione provvisoria in Svizzera. Sul 

piano procedurale, egli postula la concessione dell’assistenza giudiziaria – 

nel senso dell’esenzione dal pagamento delle spese processuali e del re-

lativo anticipo – e del gratuito patrocinio, con protesta di tasse e spese. Al 

gravame non sono stati acclusi nuovi mezzi di prova.  

 
 

Diritto: 

1.  

1.1 Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF in quanto la LAsi (RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi).  

 

1.2 Il ricorso è tempestivo (art. 108 cpv. 2 LAsi) e ricevibile sotto il profilo 

degli artt. 5, 48 cpv. 1 lett. a–c e 52 cpv. 1 PA.  

1.3 I ricorsi manifestamenti infondati, come quello in esame, sono decisi 

da un giudice unico con l'approvazione di un secondo giudice e la relativa 

sentenza è motivata soltanto sommariamente (cfr. artt. 111 lett. e cum 111a 

cpv. 2 LAsi). Nello specifico, il Tribunale rinuncia inoltre allo scambio degli 

scritti in virtù dell'art. 111a cpv. 1 LAsi.  

2.  

In materia d’asilo, il potere di cognizione del Tribunale e le censure ammis-

sibili sono disciplinati dall’art. 106 cpv. 1 LAsi (cfr. DTAF 2014/26 consid. 5 

secondo cui, in materia di diritto degli stranieri, resta censurabile l’inade-

guatezza ai sensi dell’art. 49 PA). Il Tribunale non è inoltre vincolato dai 

motivi e dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata (cfr. 

DTAF 2014/26 consid. 5), né dalle argomentazioni delle parti (art. 62 cpv. 

4 PA; cfr. DTAF 2014/1 consid. 2).  

 

3.  

3.1 Ai sensi dell’art. 3 cpv. 1 LAsi, sono rifugiate le persone che, nel Paese 

d’origine o d’ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della 

loro razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo 

sociale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore d’es-

sere esposte a tali pregiudizi. Sono ritenuti seri pregiudizi l’esposizione a 

pericolo della vita, dell’integrità fisica o della libertà, nonché le misure che 

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comportano una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi). Sarà 

quindi riconosciuto come rifugiato colui che ha dei motivi oggettivamente 

riconoscibili da terzi (elemento oggettivo) di temere (elemento soggettivo) 

di essere esposto, in tutta verosimiglianza e in un futuro prossimo, a una 

persecuzione (per i dettagli, cfr. DTAF 2011/51 consid. 6.2; 2010/57 consid. 

2.5). A tale riguardo, la giurisprudenza ha stabilito che la mera apparte-

nenza all’etnia curda in Turchia non giustifica il riconoscimento di fondati 

timori di persecuzione rilevanti per il riconoscimento della qualità di rifugiato 

(cfr. sentenza del TAF E-4103/2024 dell’8 novembre 2024 consid. 7.1 [sen-

tenza di riferimento]). Altresì, secondo l’art. 3 cpv. 3 LAsi, non sono rifugiate 

le persone che sono esposte a seri pregiudizi o hanno fondato timore di 

esservi esposte per aver rifiutato di prestare servizio militare o per aver 

disertato; è fatto salvo il rispetto della Convenzione sullo statuto dei rifugiati 

(Conv. rifugiati, RS 0.142.30). Infatti, l’imposizione di sanzioni penali o di-

sciplinari per garantire l’adempimento dell’obbligo di prestare servizio mili-

tare rientra, di principio, nei legittimi diritti di uno Stato (cfr. ex pluris DTAF 

2020 VI/4 consid. 6.2.2 con riferimenti). 

 

3.2  

3.2.1 Ciò posto, il Tribunale giudica che l’autorità inferiore ha correttamente 

concluso che i timori relativi all’obbligo di prestare servizio militare, rispet-

tivamente le pressioni statali patite dall’insorgente, non sono rilevanti per 

l’asilo (cfr. decisione avversata, pagg. 5-7).  

 

3.2.2 In primo luogo, i pregiudizi che il ricorrente avrebbe subìto a causa 

della sua appartenenza etnica non superano, per la loro intensità, le diffi-

coltà alle quali può essere esposta la maggior parte della popolazione 

curda in Turchia (cfr. sentenza E-4103/2024 consid. 7.1). Egli ha sostan-

zialmente riferito di sette episodi (occorsi tra il 2015 e il 2022) in cui sarebbe 

stato oggetto di perquisizioni, controlli, custodie cautelari durante le mani-

festazioni, nonché di maltrattamenti fisici e verbali da parte della polizia, 

nell’ambito dei quali non è mai stato penalmente perseguito (cfr. atti SEM 

n. 23/17 D57-59, D66 e D102-129; n. 36/9 D20-29, D24, D47 e D48). Tali 

intimidazioni, pur rappresentando situazioni di tensione, non configurano 

tuttavia una pressione psichica insopportabile, in quanto l’insorgente non è 

stato vittima di misure sistematiche, costitutive di violazioni gravi o ripetute 

delle libertà e dei diritti fondamentali che, dal profilo oggettivo, raggiungono 

un'intensità e un grado tali da rendere impossibile, o difficile oltre i limiti del 

sopportabile, condurre un'esistenza degna di un essere umano (per i det-

tagli, cfr. DTAF 2010/28 consid. 3.3.1.1). Infatti, le discriminazioni allegate 

non gli hanno impedito di condurre una vita stabile, di studiare e di lavorare. 

Il richiedente ha continuato a vivere a Diyarbakir fino al suo espatrio (cfr. 

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atto SEM n. 23/17 D22-23) e dopo alcuni episodi narrati, come la custodia 

cautelare avvenuta del marzo 2022 (idem D109) nonché l'aggressione del 

luglio 2022 (idem D102), ha comunque fatto ritorno nel suo luogo d’origine 

– dopo un periodo lavorativo a D._______ (idem D35-39) – senza segna-

lare difficoltà o minacce imminenti. Anche dopo l’episodio in cui due poli-

ziotti in borghese si sarebbero recati presso la sua abitazione in seguito 

alla rissa che avrebbe coinvolto il cugino, non risultano azioni concrete 

delle autorità volte a perseguitarlo (idem D107-108). Inoltre, a ridosso 

dell’espatrio, egli frequentava la sua famiglia senza difficoltà e lavorava con 

il cugino in un negozio di telefonia (idem D104-106). L’interessato ha infine 

potuto completare la sua formazione scolastica, ottenendo un diploma li-

ceale, nonché lavorare fino alla sua partenza in diversi settori professionali, 

sia a Diyarbakir sia in altre città della Turchia (idem D31-39). Tali circo-

stanze dimostrano quindi che i pregiudizi addotti non hanno reso la sua vita 

insostenibile sotto il profilo dell’art. 3 LAsi. Su questo punto, le censure si 

rivelano infondate (cfr. ricorso, pag. 3; decisione avversata, pagg. 5-7).  

 

3.2.3 In secondo luogo, si rileva che, ai sensi dell’art. 3 cpv. 3 LAsi (cfr. 

consid. 3.1 supra), l’asserita renitenza dell’insorgente non assume alcuna 

rilevanza per dell’asilo (cfr. atto SEM n. 23/17 D66-70, D85-86 e D95-98). 

Contrariamente a quanto censurato nel gravame senza il supporto di prove 

documentali (cfr. ricorso, pagg. 4-5), non sussistono inoltre validi motivi per 

ammettere che lo Stato turco impieghi sistematicamente militari curdi nei 

combattimenti contro le persone della propria etnia (cfr. ex pluris sentenze 

del TAF D-6026/2024 del 16 dicembre 2024 consid. 7.2; D-7271/2023 del 

2 maggio 2024 pag. 7 con riferimenti). Va altresì evidenziato che le pene 

detentive per la renitenza sono raramente applicate in Turchia (cfr. Home 

Office [Regno Unito], “Country policy and information note: military service, 

Turkey”, ottobre 2023, pagg. 40-41, <https://assets.publishing.ser-

vice.gov.uk/media/65368fc826b9b1000daf1dc5/TUR+CPIN+-+Mili-

tary+service.pdf>, consultato il 25 aprile 2025; DFAT, Department of Fo-

reign Affairs and Trade [Australia], “Country information report Turkey”, 10 

settembre 2020, pagg. 38-39, <https://www.dfat.gov.au/sites/default/fi-

les/country-information-report-turkey.pdf>, consultato il 25 aprile 2025), an-

che in considerazione della possibilità legale di pagare una tassa di esen-

zione dal servizio militare. Il Tribunale osserva inoltre che l’interessato non 

ha versato agli atti alcun documento ufficiale a comprova della sua convo-

cazione, nonostante abbia dichiarato di farlo (cfr. atti SEM n. 23/17 D67-

69; n. 36/9 D45); le schermate del portale turco e-Devlet, che riportano un 

semplice elenco facilmente falsificabile, non sono sufficienti per dimostrare 

la chiamata alle armi né giustificare un intento persecutorio mirato da parte 

delle autorità (mdp SEM n. 7). Ad ogni buon conto, si ribadisce che 

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eventuali sanzioni penali per la renitenza si rivelano legittime secondo lo 

Stato di diritto e, di riflesso, irrilevanti per la qualità di rifugiato (cfr. ex pluris 

sentenze del TAF D-3129/2022 del 31 dicembre 2024 consid. 5.5; 

E-4142/2024 del 3 ottobre 2024 consid. 5.5; E-3694/2024 del 20 giugno 

2024 consid. 6.3) – posta comunque l’assenza, nel caso specifico, di un 

motivo rilevante per l’asilo (cfr. consid. 3.2.2 supra) o di un politmalus (su 

quest’ultima definizione, cfr. DTAF 2020 VI/4 consid. 6.2.2; GICRA n. 

2006/3 consid. 4.2).  

 

3.3 In ultima analisi, va confermato che l’esecuzione dell’allontanamento 

pronunciato dalla SEM in virtù dell’art. 44 LAsi si rivela possibile, ammissi-

bile e ragionevolmente esigibile ai sensi dell’art. 83 cpv. 2-4 della legge 

sugli stranieri e la loro integrazione del 16 dicembre 2005 (LStrI, RS 

142.20), considerato segnatamente che il ricorrente non soffre di gravi af-

fezioni di salute trattabili soltanto in Svizzera (cfr. DTAF 2014/26 consid. 

7.3; 2011/50 consid. 8.3), gode di una solida rete familiare a Diyarbakir e 

dispone di una valida esperienza professionale in diverse città della Tur-

chia (cfr. decisione avversata, pag. 8; atti SEM n. 23/17 D23, D31-45 e 

D104-105; n. 36/9 D18-19). È quindi verosimile ch’egli non riscontrerà dif-

ficoltà eccessive nell’ambito della sua reintegrazione lavorativa e sociale. 

L'attuale situazione dei diritti umani in Turchia non risulta poi ostativa all'e-

secuzione dell’allontanamento sotto il profilo dell’ammissibilità di cui all’art. 

83 cpv. 3 LStrI (cfr. sentenza D-4103/2024 consid. 12.4). Infine, i problemi 

di salute mentale dell’interessato, caratterizzati in particolare da attacchi di 

panico e disturbi della personalità, potranno essere pacificamente trattati 

anche nel Paese d’origine dove risulta possibile curare qualsiasi malattia, 

anche di natura psichiatrica (cfr. ex pluris sentenze del TAF D-1524/2024 

del 7 febbraio 2025 consid. 8.4.3; E-4698/2020 del 13 dicembre 2022 con-

sid. 7.3.4), come già avvenuto in passato (cfr. atto SEM n. 23/17 D8-13).  

 

3.4 Per il resto, si rinvia ai corretti accertamenti e alle motivazioni contenute 

nella decisione impugnata, alla quale può essere prestata adesione (art. 

109 cpv. 3 LTF cum art. 4 PA). 

 

4.  

In esito, la SEM non è incorsa in una violazione del diritto federale e nep-

pure in un accertamento errato o incompleto dei fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Pertanto, il ricorso dev’essere respinto e la de-

cisione avversata confermata. 

 

 

 

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5.  

Poiché le richieste di giudizio erano sprovviste di probabilità di esito favo-

revole, le domande di assistenza giudiziaria (art. 65 cpv. 1 PA) e gratuito 

patrocinio (art. 102m LAsi) vanno respinte. 

 

6.  

Visto della procedura, le spese processuali di CHF 750.– vanno poste a 

carico del ricorrente soccombente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA; art. 3 lett. b del 

regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribu-

nale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).  

 

7.  

Questa sentenza è definitiva e non può essere impugnata mediante ricorso 

in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (cfr. art. 83 lett. d 

cifra 1 LTF).  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente)  

D-6275/2024 

Pagina 8 

 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Le domande di assistenza giudiziaria e di gratuito patrocinio sono respinte.  

3.  

Le spese processuali di CHF 750.– sono poste a carico del ricorrente. Tale 

ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo 

federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sen-

tenza.  

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Manuel Borla Matteo Piatti 

 

 

Data di spedizione: