# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5722e06b-4de3-501f-ae5a-0446855a0e5e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-09-26
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 26.09.2002 35.2001.9
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2001-9_2002-09-26.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  35.2001.00009

   

  mm

  	
  Lugano

  26 settembre 2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo,
  presidente, 

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
  Maurizio Macchi

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 29 gennaio 2001
di

 

	
   

  	
  __________, 
  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 30 ottobre 2000 emanata
  da

  
	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: __________,  

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con annuncio
d'infortunio-bagatella del 12 aprile 2000, l'Istituto __________ ha comunicato all'__________
che la propria dipendente, __________, il 7 aprile 2000, giocando con un
bambino, aveva riportato una lesione al dente n. 12 (incisivo sinistro).

 

                                         Per una
maggiore comprensione, va detto che, già nel 1987, all'età di 7 anni,
l'assicurata era rimasta vittima di un infortunio al dente n. 12, leso nella
radice. 

                               1.2.   Sentito il
parere del proprio medico-dentista fiduciario (cfr. doc. _), l'Istituto
assicuratore, con decisione formale del 24 agosto 2000, ha negato il proprio
obbligo contributivo relativamente al succitato danno alla salute, difettando
una relazione di causalità naturale perlomeno probabile con l'evento traumatico
dell'aprile 2000 (cfr. doc. _).

 

                                         A seguito
dell'opposizione interposta dal dottor __________ per conto dell'assicurata
(cfr. doc. _), l'__________, in data 30 ottobre 2000, ha sostanzialmente
confermato il contenuto della sua prima decisione (cfr. doc. _).

 

                               1.3.   Con
tempestivo ricorso del 29 gennaio 2001, __________ ha chiesto che l'__________
venga condannato a corrisponderle le proprie prestazioni a dipendenza
dell'infortunio del 7 aprile 2000, osservando, in particolare, quanto segue:

 

" 
(…).

Con il presente ricorso si contesta recisamente
la conclusione a cui è giunto l'istituto assicurativo, poiché essa poggia su
semplici supposizioni nonché sulle risultanze di accertamenti sommari e
generici, che in maniera immotivata fanno astrazione dell'attestazione medica
prodotta dalla ricorrente in prima istanza.

 

In casu, la negazione dell'esistenza di un nesso
di causalità naturale fra l'evento del 7 aprile 2000 ed il danno dentario
manifestatosi si fonda essenzialmente su un apprezzamento medico richiesto
dalla __________, il cui rapporto del 20 ottobre 2000 (redatto successivamente
alla decisione del 24 agosto della __________!) contiene nel pur breve testo
numerose inesattezze ed approssimazioni e nel quale lo specialista incaricato,
senza aver proceduto a preliminari adeguati approfondimenti (es.: richiamo di
puntuali precisazioni del medico curante, esame anamnestico e clinico
dell'interessata), si permette altresì gravi censure sull'operato del medico
curante.

 

A titolo puramente esemplificativo della scarsa
attendibilità del citato rapporto del 20.10.2000 si citano i seguenti passaggi
della relativa premessa:

 

a) "… la cura endodontica a 12 è stata
eseguita diversi anni fa (probabilmente nel periodo della pubertà tra i 10 e 15
anni)". Si tratta di una supposizione completamente inesatta che
dimostra che il perito incaricato non era a conoscenza che l'incidente che ha
comportato il precedente infortunio dentario è avvenuto il 2 agosto 1987,
allorquando l'interessata aveva l'età di 7 anni; (doc. _)

 

b) "Nella norma dopo tale intervento,
prima di eseguire una CCM, è indispensabile l'esecuzione di una corona
provvisoria a lungo termine e questo per tenere il caso sotto controllo. La
corona ceramo-metallica è stata eseguita troppo presto e malauguratamente periradicolarmente
si è manifestato un processo patologico (granuloma o ciste)" Anche in
questo caso si tratta di affermazioni che non corrispondono alla realtà, in
quanto all'interessata è stata applicata una corona provvisoria fino all'età di
18 anni (cfr. lettera 5 marzo 1998 del dr. __________, doc. _). Inoltre, per
quanto concerne la ciste, essa si è formata molto prima della ricostruzione
definitiva e per questo è stata operata nel 1993 (cfr. rapp. dell'Istituto
cantonale di patologia di aprile e luglio 1993); (doc. _)

 

c) "Per evitare il rifacimento della
corona CCM al 12 si è ricorso ad una resezione apicale senza otturazione
retrograda". Nuovamente si tratta di un'affermazione inveritiera in
quanto l'ombra riscontrata nella radiografia non è dovuta a un intervento
diretto di resezione apicale, ma è la lesione ossea lasciata dalla ciste (doc.
_).

 

 

Si ribadisce pertanto che il decorso favorevole
del trattamento medico aveva prodotto i risultati auspicati con la guarigione
delle lesioni provocate dall'infortunio del 1987. Con l'applicazione della
corona definitiva avvenuta, come evocato, all'età di 18 anni l'interessata non
accusava più alcun problema dentale essendosi il dente definitivamente
stabilizzato.

 

A questo proposito si produce, quale parte
integrale del presente ricorso, un rapporto del medico curante, dal quale si
evince chiaramente come le conseguenze dell'evento del 7 aprile 2000 non
abbiano alcuna relazione con la presunta patologia preesistente e che esse,
secondo il criterio della probabilità preponderante, sono da ricondurre
esclusivamente all'evento stesso (doc. _).

 

Si chiede, a conforto dell'equo giudizio atteso,
che codesto lodevole Tribunale proceda ad un esame approfondito delle prove
prodotte ed agli ulteriori accertamenti che dovesse ritenere necessari,
nell'ambito dei quali la qui ricorrente offre la sua completa collaborazione e
la sua disponibilità a comparire in udienza." (I).

 

                               1.4.   L'__________,
in risposta, ha postulato un'integrale reiezione del gravame, con argomenti di
cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. III).

 

                               1.5.   In replica,
l'assicurata si è sostanzialmente riconfermata nelle proprie allegazioni e
conclusioni (cfr. V).

 

                               1.6.   Con
ordinanza del 2 maggio 2001, il TCA ha ordinato una perizia giudiziaria a cura
del dr. med. dent. __________, spec. SSO in ricostruzioni (cfr. IX).

 

                               1.7.   In data 18
gennaio 2002, il dottor __________ ha presentato il proprio referto peritale
(cfr. XII).

 

                               1.8.   Nel corso
del mese di gennaio 2002, questa Corte ha nuovamente interpellato il perito
giudiziario, al quale è stato chiesto di approfondire l'aspetto eziologico del
danno al dente n. 12 (cfr. XIII). 

 

                                         Il complemento
peritale è pervenuto al TCA il 21 febbraio 2002 (XIV).

 

                                         Le parti
hanno formulato le loro osservazioni sulla perizia, rispettivamente, sul
complemento peritale del dottor __________ (cfr. XVI e XVIII).

 

                               1.9.   Recuperate
le radiografie del dente n. 12 antecedenti la data dell'infortunio assicurato
(XXIV), il TCA le ha sottoposte al perito giudiziario per una nuova valutazione
della fattispecie (cfr. XXV).

 

                                         Il dottor
__________ ha preso posizione il 30 aprile 2002 (cfr. XXVI). 

 

                                         Alle
parti è stata concessa la facoltà di presentare delle osservazioni (cfr. XXVIII
e XXIX). 

 

                             1.10.   In data 24
maggio 2002, lo scrivente Tribunale ha chiesto al dott. __________, medico-dentista
di fiducia dell'__________, di spiegare quale significato attribuire al fatto
che, a distanza di circa due anni dall'evento infortunistico, il dente n. 12 si
trova ancora al suo posto (XXX). 

 

                                         La
risposta del dott. __________ è pervenuta al TCA il 28 maggio 2002 (cfr. XXI). 

                                         Le parti
si sono espresse al riguardo (cfr. XXIII e XXXIV). 

 

                             1.11.   In data 18
settembre 2002, in presenza delle parti, il Presidente del TCA ha proceduto
all'audizione del dott. __________, dentista di fiducia dell'__________, del
dott. __________, dentista curante, e del dott. __________, perito giudiziario
(XLIV).

 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   L'oggetto
della lite è circoscritto alla questione a sapere se l'__________ era o meno
legittimato a negare la propria responsabilità relativamente al danno
riscontrato al dente n. 12 di __________.

 

                               2.2.   Presupposto
essenziale per l'erogazione di prestazioni da parte dell'assicurazione contro
gli infortuni è l'esistenza di un nesso di causalità naturale fra l'evento e le
sue conseguenze (danno alla salute, invalidità, morte). 

 

                                         Questo
presupposto è da considerarsi adempiuto qualora si possa ammettere che, senza
l'evento infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare
o non si sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, invece, che
l'infortunio sia stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è
sufficiente che l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia
comunque provocato un danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato,
vale a dire che l'evento appaia come una condizione sine qua non del danno.

                                         È
questione di fatto lo stabilire se tra evento infortunistico e danno alla
salute esista un nesso di causalità naturale; su detta questione
amministrazione e giudice si determinano secondo il principio della probabilità
preponderante - insufficiente essendo l'esistenza di pura possibilità -
applicabile generalmente nell'ambito dell'apprezzamento delle prove in materia
di assicurazioni sociali. Al riguardo essi si attengono, di regola, alle
attestazioni mediche, quando non ricorrano elementi idonei a giustificarne la
disattenzione (cfr. DTF 119 V 31; DTF 118 V 110; DTF 118 V 53; DTF 115 V 134;
DTF 114 V 156; DTF 114 V 164; DTF 113 V 46).

                                         Ne
discende che ove l'esistenza di un nesso causalità tra infortunio e danno sia
possibile ma non possa essere reputata probabile, il diritto a prestazioni
derivato dall'infortunio assicurato dev'essere negato (DTF 117 V 360 consid. 4a
e sentenze ivi citate)

 

                               2.3.   Occorre
inoltre rilevare che il diritto a prestazioni assicurative presuppone pure
l'esistenza di un nesso di causalità adeguata tra gli elementi
summenzionati.

                                         Un evento
è da ritenere causa adeguata di un determinato effetto quando secondo il corso
ordinario delle cose e l'esperienza della vita il fatto assicurato è idoneo a
provocare un effetto come quello che si è prodotto, sicché il suo verificarsi
appaia in linea generale propiziato dall'evento in questione (DTF 117 V 361 consid.
5a e 382 consid. 4a e sentenze ivi citate).

                                         Comunque,
qualora sia carente il nesso di causalità naturale, l'assicuratore può
rifiutare di erogare le prestazioni senza dover esaminare il requisito della
causalità adeguata (cfr. DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a; su queste
questioni vedi pure: Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents
(LAA), Losanna 1992, p. 51-53).

                                         La
giurisprudenza ha inoltre stabilito che la causalità adeguata, quale fattore
restrittivo della responsabilità dell’assicurazione contro gli infortuni
allorché esiste un rapporto di causalità naturale, non gioca un ruolo in presenza
di disturbi fisici consecutivi ad un infortunio, dal momento che
l'assicurazione risponde anche per le complicazioni più singolari e gravi che
solitamente non si presentano secondo l'esperienza medica (cfr. DTF 127 V 102 consid. 
5 b/bb, 118 V 286 e 117 V 365 in fine; cfr., pure, U. Meyer-Blaser, Kausalitätsfragen
aus dem Gebiet des Sozialversicherungsrechts, in SZS 2/1994, p. 104s. e
M. Frésard, L'assurance-accidents obligatoire, in Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht
[SBVR], n. 39).

 

 

                               2.4.   Dalle tavole
processuali emerge che a proposito della natura della lesione dentaria di cui
ha sofferto __________, sono state espresse delle opinioni fra loro
contrastanti. 

 

                                         Da un
canto, il dottor __________, medico-dentista curante, ha difeso la tesi secondo
la quale il danno riscontrato al dente n. 12 è conseguenza diretta dell'evento
infortunistico dell'8 aprile 2000:

 

" 
Mi trovo in disaccordo con la vostra presa di
posizione del 24.08.00 riguardo all'infortunio no. 10.50748.00.2  della
paziente __________ e vi invio le mie osservazioni al riguardo.

 

La radiotrasparenza da voi considerata come una
patologia apicale al dente #12, è invero la cavità residua di un'apicectomia
eseguita alcuni anni fa ed è stato considerato un dente da poter essere
utilizzato a lungo termine. La prova ne è che fino all'infortunio non ha
manifestato, a tutt'oggi, alcun segno patologico. L'infortunio avvenuto, e non
la presunta patologia presente è la causale della mobilità del dente stesso.

Per questa ragione vi chiedo di rivedere la
vostra presa di posizione, in quanto la responsabilità della totale copertura
deve essere assunta dalla __________." (doc._)

 

 

" 
(…)

di seguito trovate il rapporto di costatazione e
le cure sin qui eseguite a seguito dell'infortunio del 08.04.2000.

In data del 08.04.00, il dente no. 12 a causa del
colpo esterno subito presentava una sintomatologia associata ad una mobilità di
tipo 2.

Radiologicamente si poteva individuare nella zona
apicale del dente in questione, una radiotrasparenza. Si tratta evidentemente
di una cavità residua dovuta ad una apicectomia eseguita dal sottoscritto 8
anni or sono. Dopo quest'ultimo intervento, sono seguiti controlli regolari fin
prima dell'infortunio, che hanno dimostrato una stabilità del dente.

In seguito, e più precisamente, il 16.05.00,
11.07.00, 25.09.00, 24.10.00, sono state fatte delle consultazioni periodiche
con presa di radiografie per poter seguire l'evoluzione del dente
infortunato." 

(doc. _) 

 

                                         D'altro
canto, il medico-dentista fiduciario dell'__________, il dottor __________, ha
invece sostenuto che il noto danno dentario è una conseguenza semplicemente
possibile dell'infortunio dell'aprile 2000:

 

" 
(…).

4. Causalità unicamente possibile in quanto la situazione
patologica periapicale non può essere provocata in un così breve lasso di
tempo." (doc. _ - la
sottolineatura è del redattore)

 

" 
1. PREMESSA. 

Considerata l'età dell'infortunata () la cura endodontica
a 12 è stata eseguita diversi anni fa (probabilmente nel periodo della pubertà
tra i 10 e 15 anni).

Nella norma dopo tale intervento, prima di
eseguire una CCM, è indispensabile l'esecuzione di una corona provvisoria a
lungo termine e questo per tenere il caso sotto controllo.

La corona ceramo-metallica é stata eseguita
troppo presto e malauguratamente periradicolarmente si è manifestato un
processo patologico (granuloma o ciste).

Per evitare il rifacimento della corona CCM al 12
si è ricorso ad una resezione apicale senza otturazione retrograda. Il dente
stesso ha subito un grave indebolimento radicolare.

 

2. CONCLUSIONE.

Come nettamente visibile dalla radiografia del
10.04.00 nella zona periapicale è visibile un decorso patologico in quanto a 2
anni ca. dalla resezione apicale dovrebbe aver avuto luogo una ossificazione
completa.

Una causalità tra i danni riscontrati il 10.04.2000
alla dentatura e l'infortunio del 07.04.2000 è possibile come pure un
aggravamento dello stato preesistente.

Con o senza infortunio una estrazione del 12 era
inevitabile."

(doc. _ - la
sottolineatura è del redattore)

 

 

                               2.5.   Allo scopo
di chiarire la fattispecie da un profilo medico, questa Corte ha ordinato una
perizia specialistica, affidandone l'esecuzione al dott. med. dent. __________
(cfr. IX).

 

                                         Dopo aver
ricostruito l'anamnesi della ricorrente ed averne descritto lo status
clinico e radiologico, il dottor __________ ha così risposto alla questione a
sapere se la lesione dentaria constatata dal dott. __________ si trova in una
relazione causale, possibile o probabile, con l'infortunio del 7 aprile 2000:

 

" 
Se la paziente è caduta di nuovo sul dente 12
non ho difficoltà a spiegarmi che le cose si siano sviluppate in questo
modo." (XII, p. 2)

 

                                         In
seguito, chiamato a giustificare la propria posizione, avuto riguardo alla tesi
difesa dal dottor __________, rispettivamente, dal dottor __________, il perito
giudiziario ha dichiarato quanto segue:

 

" 
Considerando la situazione clinica con il dente
12 mobile, la fistola, la ciste e soprattutto la giovane età della
paziente, io ritengo che sia necessario trattarla con una terapia definitiva.

Con questo intendo l'estrazione del dente 12, una
fase provvisoria che permetta una guarigione dell'osso sufficientemente lunga,
di alcuni mesi, e quindi la sostituzione del dente con un impianto a seconda
dello spazio mesio-distale disponibile oppure di un ponte. Per il dente 31
con una cura di radice insufficiente e ostite apicale si consiglia caldamente
anche una revisione endodontica di questo dente. I denti 41 e 42 devono
anche essere tenuti sotto controllo."

(XII, p. 2) 

 

                                         In data
18 gennaio 2002, questa Corte ha ritenuto necessario interpellare nuovamente il
dottor __________, il quale è stato invitato a precisare "… se il nesso di
causalità fra il suddetto danno dentario e l'infortunio del 7 aprile 2000 debba
essere considerato semplicemente possibile (forza probatoria <
50%) oppure probabile (> 50%). Voglia altresì fornirci la relativa
motivazione, visto che essa difetta nella perizia del 16 gennaio 2001"
(XIII). 

 

                                         Questo il
tenore della risposta fornita al TCA dal perito giudiziario:

 

" 
(…).

In riferimento alla sua richiesta di
delucidazioni del 18.1.2002 ho rivalutato nuovamente il caso della Signora
__________ con le seguenti conclusioni:

 

-   ribadisco che, come da me affermato al punto 2) delle risposte
ai vostri quesiti nel mio precedente rapporto peritale del 16.01.02, la
relazione causale tra il danno riscontrato dal Dr. __________ nell'aprile 2000
e l'infortunio del 7.4.2000 è certamente possibile;

 

-   i reperti radiologici e clinici in mio possesso sono riferiti
esclusivamente alla situazione attuale: non ho quindi possibilità di effettuare
un esame comparativo con la situazione precedente all'infortunio. Ciò non mi
consente di affermare un nesso di probabilità.

 

A mio avviso, nessuna valutazione che prescinda
dalla comparazione tra i reperti radiologici precedenti e successivo
all'infortunio, può essere attendibile." (XIV - la sottolineatura è del redattore) 

 

                                         Il dottor
__________, in sede di complemento peritale 16 febbraio 2002, ha dunque
giudicato semplicemente possibile il nesso di causalità naturale fra il
danno riscontrato al dente n. 12 e l'evento traumatico del 7 aprile 2000,
riferendosi, principalmente, all'impossibilità di procedere ad un confronto fra
la situazione radiologica esistente prima e dopo il suddetto infortunio. 

 

                                         Al
proposito, va detto che, in corso di causa, il TCA è riuscito a recuperare
parte del dossier radiologico di __________, specificatamente le radiografie
del dente n. 12 antecedenti la data dell'infortunio assicurato (cfr.
XXIV). Per contro, la radiografia del 10 aprile 2000 è finalmente risultata
introvabile (cfr. X, le note manoscritte del segretario __________ e del vicecancelliere
__________, nonché XLIV, pag. 3 e 5)

                                         Chiamato
da questa Corte a pronunciarsi un'altra volta sull'aspetto eziologico del danno
al dente n. 12, tenuto conto della nuova documentazione radiologica, il perito
giudiziario ha sottolineato la necessità di poter disporre anche della
radiografia mancante:

 

" 
(…)

Ho ricevuto le radiografie di data 16.8.1994,
16.11.1994, 25.4.1996, 27.10.1998, 21.1.1999, ma non la radiografia del
10.4.2000, giorno in cui la paziente è stata visitata dal Dr. __________ dopo
l'infortunio del 7.4.2000.

Questa radiografia è citata dal Dr. __________
nel suo rapporto del 20.10.2000 al paragrafo "2 conclusione" e serve
assieme alle altre per stabilire se la radiotrasparenza periapicale è dovuta ad
un decorso patologico (granuloma o ciste?) come sostiene il Dr. __________
oppure se si tratta di una cavità residua di una resezione apicale, come
sostiene il Dr. __________. Nel primo caso, la risposta dovrebbe tendere verso
il "semplicemente possibile" poiché il dente già destinato
all'estrazione, avrebbe potuto facilitare, a causa della notevole mancanza di
osso radicolare, la mobilità di tipo 2 lamentata in seguito all'infortunio. Nel
secondo caso, la risposta dovrebbe invece tendere verso il
"probabile" poiché il dente sarebbe potuto durare ancora.

La fistola da me riscontrata 2 anni dopo, mia
perizia del 16.2.2002, potrebbe infatti essersi prodotta successivamente alla
data dell'infortunio, anche per altri motivi. 

Questa valutazione più che di mia competenza, di
specialista in ricostruzioni, è di competenza di uno specialista in chirurgia
orale, per cui Vi chiedo di procedere in tale senso, e a tal fine allego il
plico in oggetto in restituzione." (XXVI)

 

                                         Ai fini
dell'istruttoria di causa, il giudice delegato ha ritenuto necessario sentire,
nell'ordine, il dott. __________ , dentista di fiducia dell'__________, il
dott. __________, dentista curante ed il dott. __________, perito giudiziario,
i quali hanno così ancora avuto occasione di esprimere il loro punto di vista a
proposito della natura del danno dentario presentato da __________:

 

" 
(…)

Il giudice delegato chiede innanzitutto al teste
se ha visto la radiografia fatta dal dr. __________ subito dopo l'infortunio il
10.4.2000. Il dr. __________ risponde di averla vista, che è proprio la
radiografia determinante. Questo figura peraltro nel rapporto del 20.10.2000
(doc. _). Il giudice delegato chiede che fine ha fatto questa radiografia. La
risposta è che dopo avere fatto le sue valutazioni, mette regolarmente le
radiografie nella cartoteca e le rinvia alla __________. L'avv. __________
sottolinea di avere una busta vuota.

 

L'avv. __________ sottolinea che tale radiografia
è stata rinviata il 9.11.2000 al dr. __________. Il giudice delegato constata
che questo risulta dal doc. _. 

Il giudice delegato chiede all'avv. __________ se
aveva parlato di questo fatto con la cancelleria del TCA. La rappresentante dell'__________
risponde di averne parlato col signor __________.

 

Il giudice delegato constata peraltro che in
questo senso l'avv. __________ si era già espressa il 18.1.02 (cfr. Doc. _). Il
giudice delegato constata pure che figura fra gli atti dell'incarto una
verbalizzazione di un colloquio telefonico avvenuto il 15.1.02 tra il
cancelliere __________ e il dr. __________, il quale ha risposto che è sicuro
che ha spedito il formulario all'__________ insieme alle radiografie, le quali
non gli sono mai state ritornate. Il giudice delegato sottolinea pure che in
data 11.4.2002 il dr. __________ è stato invitato dal Tribunale a trasmettere
le radiografie precedenti l'infortunio, ciò che lui ha fatto.

 

Il dr. __________ nel merito della vicenda
precisa che il nesso di causalità tra l'attuale problema dell'assicurata e il
secondo infortunio è soltanto possibile. In effetti in realtà vi sono stati
problemi precedenti. In particolare vi è stata una errata cura dopo il primo
infortunio nel senso che quando tra i bambini vi è una frattura dentaria con
lesione del nervo (la polpa) occorre molta prudenza. Si deve curare senza fare
una cura di radice vera e propria ma un incappucciamento con idrossido di
calcio e in seguito tenere sempre sotto controllo la vitalità. Questa cura ha
provocato un'infezione. Nel 1993 è poi stata curata la ciste. Successivamente
nel 1998 quando è stata posta la corona.

 

La mamma dell'assicurata precisa da una parte che
la corona è stata posta dopo 5 anni dalle due operazioni per la ciste e che
d'altra parte nel periodo 1987-1992 è stata curata dal Pronto Soccorso della
Croce Verde di __________ (Dr. __________). Il dr. __________ ritiene in
definitiva che il colpo ricevuto nel 2000 non ha peggiorato la situazione
perché il dente era già malato. Non può essersi provocata in due mesi (tra
l'infortunio e la mia visita) una massa nera così rilevante. Sicuramente è
soltanto possibile che questo colpo abbia peggiorato la situazione, certamente
non è probabile.

 

Il teste tiene a sottolineare che lui
originariamente è stato interpellato a proposito di un intervento di posa di
impianto."

(XLIV, verbale
d'audizione del dott. __________)

 

" 
(…)

Il giudice delegato chiede al dr. __________ se
ha ricevuto la radiografia. Il medico risponde che se l'avesse ricevuta
l'avrebbe trasmessa al TCA, in realtà non l'ha mai ricevuta. Ritiene che non
gli è mai stata rimandata.

 

Il giudice delegato chiede al dr. __________ di
precisare se è previsto un intervento a causa del secondo incidente (posa di un
impianto). La risposta è si. La prassi vuole che la __________ chieda di
depositare questi preventivi per la riabilitazione orale.

 

Il giudice delegato chiede al medico curante di
spiegare come mai il dente è ancora al suo posto. La risposta è che la
situazione può protrarsi più o meno a lungo, non è possibile essere indovini,
ma che però non è una soluzione per il lungo termine.

In più vi è ancora in ballo la questione
assicurativa. 

 

L'avv. __________ precisa che nella decisione su
opposizione si parla solo dell'intervento e non dell'assunzione delle cure. Sul
resto la questione è aperta.

Il dr. __________ precisa che si tratta di una
cifra comunque bassa. Il preventivo per l'impianto è invece di 5'000.-- franchi
(doc. _).

 

A domanda del giudice delegato sul perché ritiene
che il peggioramento sia avvenuto a seguito del colpo subito nel 2000, il dr.
__________ risponde che in due anni, che è un periodo relativamente lungo, non
c'è stato nessun tipo di patologia, oggettiva e soggettiva. Il colpo ha
peggiorato la situazione. 

 

In merito alle affermazioni del dr. __________
secondo le quali la radiografia del 10.4. mostrava una zona nera estremamente
estesa per cui la zona era già ammalata (mancanza di osso) e il dente sarebbe
dunque comunque caduto, il dr. __________ sottolinea che tale affermazione a
suo modo di vedere è falsa. Dalle radiografie fatte dopo il 1993 si vede che
l'osso si sta lentamente riformando (ci vogliono degli anni). In alcuni mesi
non può dunque essersi provocato un buco nero." (XLIV, verbale d'audizione del dott. __________)

 

" 
(…)

Il giudice delegato chiede al teste di volere
spiegare se ritiene che il colpo subito dall'assicurata nel 2000 abbia
provocato con probabilità preponderante il danno alla salute per cui si ritiene
necessario la posa dell'impianto. La risposta è no, perché si tratta di qualche
cosa di patologico, vi è una ciste o un granuloma. 

 

Il giudice delegato chiede al teste di indicare
se visto che la ciste era già stata tolta nel 1993, nelle radiografie
successive dal 1994 al 1999 emergeva la progressiva formazione di ciste o
granuloma. 

 

Dopo una breve attesa, l'avv. __________
suggerisce di mostrare al perito le radiografie.

 

Il giudice delegato mostra allora al perito le
radiografie in questione.

 

Dopo avere visto le radiografie il dr. __________
riconferma l'opinione secondo cui soprattutto trattandosi di una paziente
giovane vi è la tendenza a non tenere il dente in presenza di un granuloma così
grande, dove l'osso non si è riformato. Pertanto in una situazione del genere
il dente viene sacrificato e si introduce un impianto.

 

Il dr. __________ (dentista) chiede al teste se
sull'ultima radiografia (quella del 1999) può affermare con certezza che si
tratta di un granuloma e non del resto della cavità cistica del 1993.

 

Il teste risponde di essere specialista in
ricostruzioni e non in chirurgia orale.

 

Il giudice delegato chiede alle parti se hanno
ulteriori domande. La risposta è no." (XLIV, verbale d'audizione del dott. __________) 

 

                                         Preliminarmente
alle audizioni dei summenzionati medici dentisti, il giudice delegato ha
proceduto all'interrogatorio di causa, il quale ha permesso di meglio precisare
i contorni del caso di specie:

 

" 
(…)

Il giudice delegato, in assenza del medico
curante, chiede direttamente all'assicurata di mostrare alla corte e alla
controparte di che dente si tratta. L'assicurata mostra l'incisivo destro no.
12.

 

Il giudice delegato chiede all'assicurata se dal
momento dell'infortunio del 2000 il dente è stato trattato e stabilizzato.
L'assicurata precisa che il dente "balla" ancora un po' più di prima
ma che non le da grossi problemi per mangiare. 

Il dottor __________ dopo l'infortunio ha solo
effettuato dei controlli. Il dente si muoveva solo un po' di più rispetto al
passato ma non era peggiorato molto (restava sufficientemente stabile).

 

Nel 1987 ho subito un infortunio. Stavo giocando
al parco giochi e l'altalena mi è arrivata sul dente. La mamma precisa che
oltre ad altri denti che hanno dovuto essere in parte sostituiti il dente in
questione è stato leso nella radice. Successivamente è diventato nero. Per
questo motivo è stato limato e coperto con la corona (incapsulato). Questa
operazione è avvenuta nel 1998 all'età di 18 anni. Dal 1998 al 2000 questo
dente "ballava" pochissimo la mattina. Dopo il secondo incidente
"balla" di più." (XLIV,
p. 2) 

 

                               2.6.   Attentamente
valutato l'insieme della documentazione presente all'inserto, questa Corte
constata che fra le parti rimane dibattuta la questione riguardante la
preesistenza di uno stato patologico a livello del dente n. 12. 

                                         In
particolare, secondo il dentista fiduciario dell'__________, la trasparenza
evidenziabile sulla radiografia del 10 aprile 2000, dimostrerebbe l'esistenza
di un decorso patologico a livello periapicale, sicuramente preesistente
all'evento traumatico del 7 aprile 2000 (cfr. XLIV, p. 3: "(…). Il dr.
__________ ritiene in definitiva che il colpo ricevuto nel 2000 non ha
peggiorato la situazione perché il dente era già malato, Non può essersi
provocato in due mesi (tra l'infortunio e la mia visita) una massa nera così
rilevante"). 

                                         Per
contro, il dott. __________ ha espresso il parere che questa radiotrasparenza
corrisponderebbe al resto della cavità cistica prodottasi a seguito
dell'intervento di asportazione effettuato nel 1993 (cfr. XLIV, p. 5: "In
merito alle affermazioni del dr. __________ secondo le quali la radiografia del
10.4. mostrava una zona nera estremamente estesa per cui la zona era già
ammalata (mancanza di osso) e il dente sarebbe dunque comunque caduto, il dr.
__________ sottolinea che tale affermazione a suo modo di vedere è falsa. Dalle
radiografie fatte dopo il 1993 si vede che l'osso si sta lentamente riformando
(ci vogliono degli anni). In alcuni mesi non può dunque essersi provocato un
buco nero"). 

                                         Da parte
sua, il perito giudiziario non ha saputo chiarire in modo sufficientemente
convincente la suevocata diatriba. 

                                         Vero è
che, in sede di udienza 18 settembre 2002, presa visione delle radiografie
antecedenti l'infortunio assicurato (cfr. XXIV), egli ha dichiarato che da esse
è ravvisabile una progressiva formazione di ciste o granuloma (cfr. XLIV, p. 6:
"Il giudice delegato chiede al teste di volere spiegare se ritiene che il
colpo subito dall'assicurata nel 2000 abbia provocato con probabilità
preponderante il danno alla salute per cui si ritiene necessario la posa
dell'impianto. La risposta è no, perché si tratta di qualche cosa di
patologico, vi è una ciste o un granuloma. (…). Dopo avere visto le
radiografie il dr. __________ riconferma l'opinione secondo cui soprattutto
trattandosi di una paziente giovane vi è la tendenza a non tenere il dente in
presenza di un granuloma così grande, dove l'osso non si è riformato"
- la sottolineatura è del redattore). 

                                         Nondimeno,
alla domanda "… se sull'ultima radiografia (quella del 1999) può affermare
con certezza che si tratta di un granuloma e non del resto della cavità cistica
del 1993", il dott. __________ si è detto incapace di rispondere, ponendo
mente alla sua specializzazione (specialista in ricostruzioni, cfr. XLIV, p.
6). 

                                         Del
resto, con ciò, egli ha ribadito quanto già aveva anticipato con il suo
complemento peritale del 30 aprile 2002 (cfr. XXVI: "Questa radiografia
[quella del 10.4.2000, n.d.r.] è citata dal Dr. __________ nel suo
rapporto del 20.10.2000 al paragrafo "2 conclusione" e serve assieme
alle altre per stabilire se la radiotrasparenza periapicale è dovuta ad un
decorso patologico (granuloma o ciste?) come sostiene il Dr. __________ oppure
se si tratta di una cavità residua di una resezione apicale, come sostiene il
Dr. __________. (…). Questa valutazione più che di mia competenza, di
specialista in ricostruzioni, è di competenza di uno specialista in chirurgia
orale, per cui Vi chiedo di procedere in tale senso, e a tal fine allego il
plico in oggetto in restituzione"). 

 

                                         Ora, pur
volendo ammettere la preesistenza di uno stato patologico a livello
dell'incisivo destro, così come preteso dal dott. __________, lo scrivente TCA
è dell'avviso che l'infortunio del 7 aprile 2000 non possa essere considerato
completamente estraneo per rapporto all'attuale condizione del dente n. 12. 

                                         In questo
ordine di idee, occorre tenere presente la gravità dell'urto patito da
__________, la cui dentatura frontale è stata violentemente colpita dalla
testata di un bambino (trattasi quindi di un evento potenzialmente atto a
lesionare anche un dente perfettamente integro), il fatto che, dalla data di
esecuzione della ricostruzione definitiva (1998), il dente in questione ha
dimostrato, nonostante tutto, di potere resistere alle sollecitazioni ordinarie
(masticazione), e, non da ultimo, la circostanza che, immediatamente dopo il
sinistro dell'aprile 2000, è stato constatato, sia dalla ricorrente medesima
sia dal suo medico-dentista curante, un aggravamento della mobilità del dente
n. 12 (cfr. doc. _: "In data del 08.04.00 il dente no. 12 a causa del
colpo esterno subito presentava una sintomatologia associata ad una mobilità di
tipo 2" e XLIV, p. 2: "Dal 1998 al 2000 questo dente
"ballava" pochissimo la mattina. Dopo il secondo incidente
"balla" di più"). 

 

                                         Tutto ben
considerato, quindi, questa Corte ritiene dimostrato, perlomeno secondo il
criterio della verosimiglianza preponderante, caratteristico del settore della
sicurezza sociale (cfr., fra le tante, DTF 125 V 195 consid. 2 e riferimenti; cfr., pure, Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p.
320 e A. Rumo-Jungo, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht,
Bundesgesetz über die Unfallversicherung, Zurigo 1995, p. 338), che fra
l'evento infortunistico del 7 aprile 2000 ed il danno riscontrato all'incisivo destro di __________ esista una -
perlomeno parziale - relazione di causalità naturale (ed adeguata, cfr., al
riguardo, la dottrina e giurisprudenza evocate al consid. 2.3. in fine).

                                         Al
proposito, è utile ricordare che, conformemente ad una costante giurisprudenza,
per ammettere il nesso di causalità naturale non è necessario che l'infortunio
rappresenti la sola causa oppure la causa diretta del danno alla salute, di
modo che è sufficiente che l'evento traumatico, unitamente ad altri fattori,
abbia pregiudicato l'integrità fisica e/o psichica dell'assicurato e ne
costituisca, in questo senso, una semplice concausa (cfr. DTF 112 V
376s. consid. 3a, 115 V 134 consid. 3, 117 V 376s. consid. 3a; STFA del 16
marzo 2000 nella causa C., U 136/99, consid. 2b; STFA del 10 gennaio 2001 nella
causa L., U 324/99, consid. 2b; cfr., pure, U. Meyer-Blaser, op. cit., p. 101).

 

                                         In esito
ai considerandi che precedono, si giustifica il rinvio dell'incarto
all'Istituto assicuratore convenuto, affinché abbia a pronunciarsi in merito al
diritto a prestazioni. 

                                         In questo
contesto, l'__________ dovrà beninteso tenere presente il disposto di cui all'art.
36 cpv. 1 LAINF, giusta il quale le prestazioni sanitarie non sono
ridotte se il danno alla salute è solo in parte conseguenza dell'infortunio
assicurato. 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é accolto.

                                         §      La
decisione su opposizione del 30.10.2000 è annullata.

                                         §§                                   È
accertata l'esistenza di un nesso di causalità, naturale ed adeguata, fra
l'infortunio del 7.4.2000 ed il danno constatato a livello del dente n. 12
dell'assicurata. 

                                         §§§ L'incarto
è retrocesso all'__________ affinché decida in merito alle prestazioni di cui
l'assicurata ha diritto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti