# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 297e54f5-d7d4-5a19-a2a6-9c18f13147b3
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-06-27
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 27.06.2003 32.2002.126
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2002-126_2003-06-27.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2002.126

   

  ZA/sc

  	
  Lugano

  27 giugno
  2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Zaccaria Akbas, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 21 settembre 2002
di

 

	
   

  	
  __________
  

  rappr. da: __________ 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione dell'11 settembre 2002
  emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle 

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   __________,
classe 1951, fabbro, presenta disturbi ansioso-depressivi (sindrome
depressiva), oltre ad una patologia diabetica (nefropatia e neuropatia).

In data 19 gennaio 2000 l'assicurato ha presentato una domanda di prestazioni
AI per adulti (cfr. doc. AI _), rifiutata con decisione 15 giugno 2000 (cfr.
doc. AI _).

 

                                         Il 9
gennaio 2001 __________ ha nuovamente presentato una domanda di prestazioni AI
per adulti (doc. AI _).

                               1.2.   Dopo aver
esperito degli accertamenti medici (cfr. doc. AI _), tra cui una perizia
psichiatrica a cura del dr. __________ del 28 gennaio 2002 (cfr. doc. AI _),
con progetto di decisione 25 giugno 2002 l’Ufficio assicurazione invalidità
(UAI) ha respinto la domanda di prestazioni in quanto in base alla
documentazione medica specialistica acquisita all'incarto, l'affezione di cui
l'assicurato è portatore non comporta una riduzione della capacità di guadagno
superiore al 20% e questo pure riferito alla professione imparata ed esercitata
di fabbro (cfr. doc. AI _).

 

                                         In sede
di osservazioni, il Dr. __________, specialista FMH psichiatria e psicoterapia,
in data 27 agosto 2002 ha precisato: 

 

" 
In riferimento alla sua lettera del 23.07.02 le
confermo che ho potuto prendere visione della perizia del Dr. med. __________
che sostanzialmente è condivisibile tranne che per alcuni aspetti della
diagnosi e le considerazioni sulle capacità valetudinarie dell'interessato.

In realtà seguo il paziente dal 1999 in
collaborazione con Dr. med. __________ che cura l'aspetto della malattia
diabetica che è sicuramente interconnesso con la patologia psichiatrica.

In realtà il mondo del lavoro ha già deciso vista
la storia clinica di questo paziente che egli non è più produttivo avendolo di
fatto estromesso.

La capacità al guadagno di questo paziente in
concreto e non sotto un aspetto puramente medico teorico astratto e
documentabile come diminuita notevolmente a causa dei problemi di salute del
paziente e degli effetti che questi hanno determinato sulla possibilità di
collocarlo professionalmente nella sua attività abituale o in un'altra diversa
e analoga." (Doc. AI _)

 

 

                                         Ritenuta
la nuova documentazione medica ininfluente per modificare il progetto di
decisione, con provvedimento formale 11 settembre 2002 l’UAI ha confermato il
rifiuto di erogare delle prestazioni assicurative (doc. AI _).

 

                               1.3.   Contro la
succitata decisione amministrativa __________ è tempestivamente insorto al TCA,
rappresentato dal __________, chiedendo l’erogazione di una rendita intera,
rilevando:

 

" 
L'attore in data 18/1/2000 presenta richiesta di
prestazioni AI per adulti (DOC. _). Il 7/4/2000 il dottor __________, medico
psichiatra curante, inviò il proprio parere alla Convenuta (DOC. _), dal quale
si evince la difficoltà severa, da un punto di vista psichiatrico che il
ricorrente ha circa il reinserimento nel mondo produttivo. La convenuta chiede
informazioni anche al dottor ____________, precedente psichiatra curante del
ricorrente (DOC: _). Da questo documento si capisce che il dottor __________
per lunghi periodi aveva avuto in cura ambulatoriale il ricorrente per crisi
depressive. Il nostro patrocinato, per tutta una serie di ragioni da leggersi
esclusivamente nel concetto di libero rapporto tra medico e paziente, decide di
non avvalersi oltre delle terapie del dottor __________, quest'ultimo decide,
senza aver più visto il proprio paziente che lo stesso era notevolmente
migliorato. Riteniamo che sarebbe opportuno avvalersi della facoltà di
visionare la cartella clinica. Con il DOC. _ la Convenuta tiene buona la
relazione del dottor __________ e respinge la richiesta di prestazioni AI. Il
12 gennaio del 2001 l'istante presenta una nuova richiesta di prestazioni AI
(DOC. _). Il nostro patrocinato in questo lungo angosciante iter aveva
usufruito di prestazioni __________, a riprova del fatto che lo stato di
malattia, purtroppo, continuava (DOC. _).

Intanto il  dottor __________, ancora chiamato a
dare un proprio parere sullo stato di salute del paziente, testimonia la
completa inabilità lavorativa (DOC. _). L'istante, oltre che essere affetto da
grave patologia psichiatrica, risulta essere ammalato di diabete tipo due; a
questo proposito il dottor __________ conforta il dottor __________ dando abbondanziale
testimonianza dell'incapacità lavorativa del signor __________ (DOC. _). Nei
seguenti Documenti: DOC. _ e DOC. _; il ricorrente cambia ente patrocinatore.
Il signor __________, tra le altre, è affetto da patologia acustica, tanto che
l'AI fornisce mezzi ausiliari (DOC. _). Il 28/1/2002 il ricorrente viene
sottoposto a perizia da parte del dottor __________, psichiatra fiduciario
dell'AI, il quale stende l'allegata relazione (DOC. _). Dalla sopraccitata
relazione ci si rende facilmente conto come il dottor __________ in pochi
minuti abbia sgombrato il campo da ogni serio intervento diagnostico sposando,
attraverso un colloquio telefonico, la tesi del dottor __________, già
sfiduciato molto tempo prima dal ricorrente. Anche quanto stabilito dalla
dottoressa ________ non viene tenuto conto; quasi si fosse stabilito un tacito
patto sodale tra il perito e il collega sfiduciato. Il 25 giugno la Convenuta
presenta un progetto di decisione (DOC. _) sfavorevole al ricorrente. Lo
scrivente Istituto patrocinatore prontamente interviene e chiede un colloquio
alla Convenuta (DOC. _).Lo psichiatra curante, dottor __________, invia alla
Convenuta, in data 2/8 u.s., un ulteriore parere alla Convenuta (DOC. _).
Nonostante i pareri di medici specialisti, suffragata esclusivamente da una
frettolosa perizia, inficiata dal precedente psichiatra, dottor __________, la
Convenuta mantiene il proprio originario progetto emettendo l'allegata
decisione (DOC. _).

 

 

 

CONSIDERANDI

 

 

 

Riteniamo obiettivamente che il ricorrente non
abbia avuto la possibilità di usufruire di una effettiva perizia neutrale e che
il suo effettivo stato di salute non sia stato tenuto nella giusta valutazione.

Una perizia psichiatrica, svolta in un'ora e
mezzo, nella quale si è cercato di mettere a nudo la personalità del
ricorrente, il quale presenta una serie di attestata patologia psichiatrica
severa, basta controllare la ricorrente assunzione di psicofarmaci non può non
tenere conto del quotidiano lavoro dello psicoterapeuta di fiducia. Tutto ci fa
credere che l'utilizzo dell'art. 28 LAI debba essere applicato." (Doc. _)

 

 

                               1.4.   Mediante
risposta di causa 3 ottobre 2002 l’UAI ha proposto la reiezione del gravame,
osservando in particolare:

 

" 
l'assicurato, precedentemente attivo in qualità
di fabbro, nel mese di gennaio del 2001 ha inoltrato richiesta di prestazioni
assicurative.

 

Nell'ambito degli accertamenti istruttori
l'assicurato è stato sottoposto a perizia psichiatrica, eseguita dal dottor
__________ nel gennaio del corrente anno (doc. n. _ inc. AI).

L'esperto è giunto alla conclusione che
l'assicurato presenta un grado di inabilità lavorativa pari al 20%.

 

Ritenuto che l'assicurato non presenta altre
patologie suscettibili di compromettere la capacità lavorativa (cf. nota SMR,
doc. n. _ inc. AI), tramite decisione 11 settembre 2002 la richiesta di
prestazioni è pertanto stata respinta.

 

Prontamente insorto, l'assicurato chiede in
sostanza un riesame del caso, invocando a suffragio i rapporti redatti dai
medici curanti.

 

Orbene, i rapporti invocati nell'allegato di
ricorso sono già stati prodotti prima che venisse emessa la decisione formale.
Il nostro Servizio medico li ha pertanto già esaminati, ritenendoli
ininfluenti.

Per quanto attiene in particolare all'aspetto
psichiatrico, giova osservare come sia il curante, dottor __________, sia il
perito, dottor __________, abbiano evidenziato la presenza di notevoli
difficoltà a livello sociale, difficoltà che comprensibilmente influiscono
sullo stato generale dell'interessato. Vi è però che la valutazione medica deve
limitarsi a considerare le patologie che rivestono carattere invalidante,
distinguendole nettamente da altri fattori, che non possono essere presi in
considerazione.

Il dottor __________ ha d'altronde espressamente
sottolineato che la capacità di guadagno da lui considerata comprende anche
elementi non strettamente attinenti al campo medico.

 

In definitiva quindi lo scrivente Ufficio ritiene
d'aver esaurientemente indagato in merito allo stato valetudinario dell'assicurato,
ritenendo quindi superflui ulteriori esami.

 

Visto quanto sopra, si chiede che codesto
lodevole Tribunale voglia confermare la decisione impugnata e,
conseguentemente, respingere il ricorso." (Doc. _)

 

 

                               1.5.   Il 15
ottobre 2002 il ricorrente ha replicato facendo presente:

 

" 
Ci sembra estremamente singolare la risposta
della Convenuta quando dichiara che la perizia del dottor __________ collima
con quanto esposto dal curante, dottor __________. Di fatto il perito di parte
si è limitato a tracciare un profilo medico-teorico, sul quale non siamo
assolutamente d'accordo, mentre il curante ha dichiarato che la patologia
psichiatrica, della quale è portatore l'A., è penalizzante in modo severo per
la continuazione dell'attività lavorativa, chiedendo misure AI." (Doc. _)

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni  giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H
335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio
2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U
347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella
causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto del
contendere è il riconoscimento a __________ di una rendita AI.

 

                               2.3.   Con il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato
alcune modifiche legislative anche in ambito dell’assicurazione per
l’invalidità.

                                         Tale
legge non è tuttavia applicabile alla fattispecie concreta, poiché, secondo la
giurisprudenza del TFA, il giudice delle assicurazioni sociali non tiene conto
di modifiche legislative e di fatto verificatesi dopo il momento determinante
della resa del provvedimento amministrativo impugnato (STFA non pubblicata del
9 gennaio 2003 nella causa A.A., P76/01; DTF 127 V 467 consid. 1, 121 V 366
consid. 1b). 

Ne consegue che, il provvedimento qui impugnato essendo stato reso il 21
settembre 2002, gli articoli di seguito citatati della LAI e dell’OAI
corrispondono al tenore in vigore sino al 31 dicembre 2002.

 

                               2.4.   Secondo
l'art. 4 cpv. 1 LAI l'invalidità, nel senso della legge, come l'incapacità al
guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla
salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio.
Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione,
sono quindi:

     

-  un danno alla salute
fisica o psichica conseguente a   infermità  

                                           
congenita, malattia o infortunio, e

 

-  la conseguente
incapacità di guadagno.

 

                                         Affinché
il caso possa essere sottoposto all’AI, occorre quindi che il danno alla salute
abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno (G. Scartazzini, Les
rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, pag. 216ss).

 

                                         Va
inoltre precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40 %.

                                         Tuttavia
prescrive l’art. 28 cpv. 1bis LAI che, nei casi di rigore, il diritto alla
mezza rendita nasce con un grado d’invalidità del 40 per cento almeno. Il
Consiglio federale definisce tali casi di rigore.

                                         

                               2.5.   Secondo
l'art. 28 cpv. 2 LAI l'invalidità è determinata stabilendo il rapporto fra il
reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza
dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione,
nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in
condizioni normali di mercato del lavoro e il reddito del lavoro che egli
avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido.

                                         Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore
(RCC 1992, pag. 182 consid. 3; RCC 1990, pag. 543 consid. 2; M. Valterio, Droit
et pratique de l’assurance invalidité, Les prestations, Lausanne 1985, pagg.
200 e ss.). 

Si confronta perciò il reddito che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può
tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa
in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato
del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (art. 28
cpv. 2 LAI).            

Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la
formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989, pag. 325 consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c; G.
Scartazzini, op. cit, pag. 232; D. Cattaneo, Les mésures préventives et de
réadaptation de l'assurance-chômage, pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la
giurisprudenza citata).

La misura dell'attività ragionevolmente esigibile
dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla
possibilità di applicazione di misure reintegrative.

                                         La
situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della
residua capacità al guadagno.

                                         Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).

 

                               2.6.   Nella
fattispecie concreta, per quanto riguarda l’incapacità lavorativa
dell’assicurato, dalla documentazione medica agli atti risulta quanto segue.

 

                                         In data
28 febbraio 2001, il Dr. Med. __________, specialista FMH psichiatria e
psicoterapia, ha certificato un'incapacità lavorativa del 100% nella
professione di fabbro dal 1° febbraio 2000, precisando inoltre:

 

" 
Il paziente presenta una storia cronica di
episodi depressivi che sono iniziati già dal 92 e allora curati dal Dr. med.
__________. Da segnalare inoltre la concomitanza di un diabete che viene
seguito dallo specialista. Nel corso di quest'anno il paziente è sempre rimasto
costantemente sotto un'importante terapia psico-farmacologica - ambulatoriale
con antidepressivi - ansiolitici ed neurolettici.

Da un punto di vista oggettivo il paziente ha
avuto sicuramente beneficio dalle terapie praticate ma da un punto di vista
soggettivo permangono i soliti disturbi della depressione ricorrente con
sostanzialmente un calo della capacità di concentrazione, la stanchezza
cronica, riduzione dello slancio vitale ed occasionalmente stati di angoscia,
di paura e problematiche anche nella vita intima coniugale.

Non è da sottovalutare il fatto che il paziente
ha tentato diverse volte di trovare da solo un'occupazione e l'ultimo esempio
dove è stato licenziato dopo pochi mesi ha nuovamente ferito gravemente il
narcisismo del paziente sulle sue capacità valetudinarie.

A mio avviso il paziente presenta per intanto una
capacità lavorativa nulla." (Doc. AI _).

 

                                         In data
13 aprile 2001 , il Dr. Med. __________, specialista FMH in medicina
interna Endocrinologia e Diabetologia ha certificato un'incapacità lavorativa
del 100% dal 1° febbraio 2000, precisando che lo stato di salute del paziente è
invariato dal punto di vista diabetologico, con scompenso della gleucemia
sempre dovute alla sindrome depressiva (cfr. doc. AI _).

 

                                         Al fine
di accertare lo stato di salute dell’assicurato dal punto di vista
psichiatrico, nonché le eventuali conseguenze sulla capacità lavorativa, l'UAI
ha incaricato il Dr. Med. __________ di esperire una perizia specialistica.

Dopo aver esposto una dettagliata anamnesi e proceduto ad una completa
valutazione psichiatrica, oltre a colloqui con lo psichiatra ed il medico
curante, con rapporto 28 gennaio 2002 lo specialista ha posto la seguente
diagnosi:

 

" 
(…)

Sviluppo della malattia e risultati della terapia

 

Fino al 1992 il paziente è sempre stato in buona salute e aveva
lavorato regolarmente senza accusare assenze. Nel 1992, nel contesto di un
sovraccarico lavorativo, legato al fatto che la ditta doveva assolutamente terminare
nei tempi prestabiliti la ________ di __________, per cui egli era stato
costretto a lavorare anche 12 ore al giorno per un periodo prolungato, inizia
ad accusare uno stato di ansia con vomito. Appena terminato il lavoro viene
ricoverato per un mese presso la Clinica __________ e da allora, sebbene avesse
ripreso il lavoro dopo la dimissione dalla Clinica, afferma di non essere più
ritornato come prima. Certe volte doveva rimanere a casa per uno stato di
malessere non meglio precisato.

Viene preso a carico con una terapia infusionale (Tranxillium) dal
Dr. __________ e dal Dr. __________ che l'aveva già visitato nell'agosto del
1991 e che lo seguirà fino al mese di luglio del 1999, a parte un'interruzione
di un anno e mezzo (1998 fino al luglio del 1999). II Dr. __________, in un
rapporto del 15 maggio 2000, affermava di aver certificato, nel luglio 1999,
un'inabilità lavorativa di una settimana (fino al 16 luglio 1999) e confermava,
che al momento dell'ultima visita (luglio 1999), le condizioni psichiche
apparivano "migliorate-soddisfacenti".

Subito dopo, a partire dall'agosto 1999, il paziente abbandona il
Dr. __________ perché "non gli dava soddisfazione" e si pone sotto le
cure del Dr. __________ dal quale viene seguito tuttora.

 

La Dr.ssa __________ nel suo rapporto fiduciario del 26.10.1999
diagnostica una sindrome depressiva ricorrente. L'abilità lavorativa viene
valutata al 50% da novembre 1999, la prognosi definita favorevole, ma
complicata dalla coesistenza di problematiche inerenti alla disoccupazione,
rispettivamente mercato del lavoro.

II Dr. __________, in un rapporto del 28.02.2001 attesta una
sindrome depressiva ricorrente (F33.1) e problemi
correlati alla disoccupazione (Z 56), valutando un'incapacità lavorativa
totale. Dichiara che il paziente ha "sicuramente avuto un beneficio dalle
terapie praticate", ma permangono disturbi quale stanchezza cronica,
riduzione dello slancio vitale e occasionalmente stati di angoscia, di paura e
problematiche anche nella vita intima coniugale.

 

Per una diabete mellito tipo 2, conosciuto dal 1997, a dire del
paziente attualmente "abbastanza stabile", egli viene seguito
dall'endocrinologo Dr. __________, che in un rapporto dell'aprile 2000 rileva
un diabete "attualmente mal compensato" che "si spiega per la
sindrome depressiva". Dichiara che l'incapacità lavorativa è dovuta
soprattutto a quest'ultima. Ribadisce sostanzialmente tale giudizio in un
ulteriore rapporto del 13.04.2001. II paziente presenta inoltre un glaucoma
pure conosciuto da circa 5 anni e una ipoacusia bilaterale per la quale gli
sono stati applicati recentemente degli apparecchi.

 

Nel gennaio 1998 il paziente viene licenziato dalla ditta
__________ presso la quale lavorava da 23 anni, molto probabilmente (secondo il
Dr. __________) nel contesto di una ristrutturazione della ditta che in
quell'occasione aveva deciso di congedare le persone meno efficienti.

Dopo qualche mese di disoccupazione, il paziente assume un nuovo
impiego (dal 1.07.1998 al 28.02.1999) presso la ditta __________ per un tempo
limitato, già concordato in anticipo.

Successivamente lavora per 2 mesi presso la ditta __________ (dal
1.03.1999 al 30.04.1999) ma per mancanza di lavoro, viene congedato. Seguono 2
mesi presso la __________ ove fa registrare diverse assenze per malattia e soli
4 giorni presso la ditta __________ e __________, che pure decidono di
congedarlo per gli stessi motivi (mancanza di lavoro).

Infine lavora un mese presso la __________, ma anche questa ditta
lo licenzia per mancanza di lavoro.

Dal gennaio del 2000 il paziente è in inabilità lavorativa totale.

 

 

Colloquio con il Dr.
__________ (17.1.2002)

 

Ha seguito il paziente regolarmente fino alla fine del 1997 e poi,
brevemente, nel luglio del 1999. Da tempo il paziente cercava di spingere verso
la soluzione della rendita, in particolare
nel luglio del 1999, ma la situazione clinica, malgrado la disoccupazione, era
abbastanza soddisfacente. Dato che non aveva ottenuto l'attestato richiesto,
aveva quindi cambiato medico......

 

II ricovero del 1992 presso la
Clinica di __________ era dovuto ad uno stato di astenia e di ansia, ma non
c'era una patologia "seria o grave". L'allora medico curante Dr.
__________ l'aveva quindi inviato dallo psichiatra e per molto tempo il
paziente era andato bene, senza sintomi acuti, necessitante solo sporadicamente
di Anxiolit, Tranxillium e qualche volta di Anafranil.

Da un punto di vista clinico si
tratta essenzialmente di una sindrome ansiosa­depressiva di tipo nevrotica nel
contesto di una situazione di difficoltà finanziaria in seguito
a debiti contratti per la costruzione della casa. Questo ha
in parte peggiorato la sintomatologia ansiosa.

Il licenziamento dalla ditta
__________, per la quale aveva lavorato
per 23 anni, era caduta nel periodo di recessione e dettata dalla necessità di
ridurre gli effettivi.

Il paziente non aveva avuto
molte assenze, ma prendeva delle medicine per cui probabilmente risultava meno
efficace.

 

 

Colloquio con il Dr.
__________ (17.1.2002)

 

II medico segue il paziente
dall'agosto 1999 allorché gli venne inviato da parte della Dr.ssa __________.
Si tratta di una situazione di disadattamento conseguente a diversi
licenziamenti per mancanza di lavoro, rispettivamente ristrutturazioni, più che
per motivi di salute. La problematica essenziale è legata al mercato di lavoro
e alla difficoltà di trovare un'occupazione confacente. II paziente ha avuto
dei periodi in cui stava molto bene, ma dopo l'ultimo licenziamento si è
lasciato andare e si trova ora in una situazione di frustrazione,
caratterizzato da una sintomatologia clinica di tipo ansiosa-depressiva. Ha una
situazione di salute precaria anche per il diabete. Difficile prevedere
un reinserimento lavorativo concreto per questo paziente in una
situazione di mercato difficile e competitiva.

 

 

Colloquio con il Dr.med. __________
(25.01.2002)

 

Conosce il paziente dal 1991 per una sintomatologia
ansiosa-depressiva sempre curata con Dogmatil e Tranxillium. Il paziente ha
avuto dei periodi in cui stava meglio ed in altri momenti invece peggiorava.
Ogni tanto lamenta "paure di morte" e ultimamente c'è stato un
peggioramento della situazione forse anche in relazione alle malattie organiche
(diabete, glaucoma). II paziente "non fa molto" per equilibrare il
suo diabete. Difficile dire quanto incida la situazione clinica vera e propria
considerate le problematiche sociali.

 

 

 

2.  Dati soggettivi dell'assicurato

 

II paziente lamenta disturbi del sonno, diminuzione della libido,
stanchezza, tremore ed ansia, difficoltà di concentrazione e sudorazioni.
Afferma di essere stato licenziato da parte della ditta __________ perché
commetteva degli sbagli nel leggere i disegni e quindi non era più adatto a
lavorare su antenne e congegni di alta tensione. Fa risalire i suoi disturbi
all'esaurimento occorsogli nel 1992 allorché doveva terminare le costruzioni
metalliche per la __________ di __________. Da allora non è più stato bene ed
era quindi stato seguito da parte del dr. __________, che gli dava
dell'Anafranil, Dogmatil e Tranxillium. Aveva abbandonato il medico perché
"non gli dava più soddisfazione", a suo dire perché i medicamenti lo
facevano dormire.

Dopo il licenziamento dalla ditta __________, afferma di aver
tentato più volte di riprendere il lavoro, ma dopo pochi giorni avrebbe dovuto
smettere perchè "non stava bene".

 

 

Risulta tuttavia dai documenti che i "tentativi" sono
durati ben più a lungo e che il licenziamento è stato causato dalle condizioni
del mercato del lavoro più che dalle condizioni di salute del paziente.

II paziente dice di essere sempre rimasto in cura da Dr.
__________, ininterrottamente dal 1991 fino al 1999, mentre in realtà ha
sospeso la cura alla fine del 1997, per poi ricomparire , 1 anno e mezzo dopo,
con un'esplicita richiesta per un certificato di incapacità lavorativa totale.
Non avendolo ottenuto ha cambiato medico.

Il 24.01.02 egli ci ha fatto recapitare un certificato redatto dal
MC Dr. __________ (datato 23.01.02) in cui si conferma che il MC lo curava
negli anni 1998-99, anche per una sindrome ansiosa-depressiva.

II paziente si dichiara infine incapace di svolgere altre attività
lavorative a causa della sintomatologia descritta sopra.

 

 

3. Esame clinico e
constatazioni obiettive

 

Il paziente si presenta puntuale all'appuntamento, ordinato nella
persona e nell'abbigliamento, orientato nelle coordinate temporo-spaziali. È un
uomo piccolo, timido, dimesso, dall'atteggiamento superficialmente
collaborante. Eloquio esitante, espressione mimica e la gestica sono diminuite.
Dice di essere ansioso. Esteriormente non manifesta tuttavia dei correlati somatici
indicanti uno stato di ansia. II tono dell'umore tende alla tristezza, ma senza
travalicare in un franco quadro depressivo. Non si riscontrano affezioni
evocanti una patologia psicotica come deliri o disturbi allucinatori. La forma
e il contenuto del pensiero non presentano delle particolarità. Denota una
certa apatia con scarsa motivazione. La capacità di attenzione e di
concentrazione non presentano alterazioni di rilevanza clinica e anche le
funzioni mnemoniche sembrano sostanzialmente intatte. Non sono presenti idee
suicidali o fobie. Esteriormente non manifesta stati di agitazione
psicomotoria.

 

 

4. Diagnosi

 

Sindrome mista ansiosa-depressiva (ICD 10 F 41.2) in persona con
tratti di personalità dipendente e nel contesto di problemi correlati alla disoccupazione
(ICD 10 Z 56).

Da un punto di vista psichiatrico, queste diagnosi non comportano
una riduzione della capacità lavorativa superiore al 20%.

 

 

5. Valutazione e prognosi

 

Si tratta di un fabbro di 51 anni che, oltre alla patologia
somatica (diabete tipo 2, glaucoma, ipoacusia bilaterale), presenta uno stato
ansioso-depressivo nel contesto di una situazione di disagio sociale
(disoccupazione, debiti contratti per la costruzione della casa). Evidenzia
anche dei tratti di personalità dipendente con comportamento modesto e docile,
necessità di rassicurazione e inibizione ad esprimere disaccordo verso gli
altri.

La sintomatologia clinica e i tratti di personalità non sono
tuttavia di un'entità tale da compromettere in modo significativo il
funzionamento sociale e lavorativo. In questo senso non esiste una incapacità
lavorativa teorica superiore al 20% nell'attività abitualmente svolta di
fabbro. Non a caso, il medico psichiatra che l'aveva seguito per molti anni,
non aveva mai constatato una sintomatologia grave di tipo depressivo e aveva
anzi certificato delle condizioni soddisfacenti in occasione dell'ultima visita
avvenuta nel luglio del 1999. II paziente non era rimasto soddisfatto dia
questa valutazione ("il Dottore non mi aveva dato
soddisfazione") per cui ha cambiato medico. Non c'è stato tuttavia, nel
frattempo, un peggioramento significativo delle condizioni di salute dal punto
di vista psichiatrico.

 

Dopo il licenziamento dalla ditta __________, presso la quale
aveva lavorato per complessivi 23 anni, licenziamento dovuto ad esigenze di
ristrutturazione, il paziente aveva cercato e trovato un altro lavoro, tuttavia
a tempo determinato (8 mesi) e quindi non è stato primariamente licenziato per
motivi di salute. Altri tentativi si sono pure interrotti più per mancanza di
lavoro delle rispettive ditte che non per l'aggravarsi della situazione
clinica.

Anche all'esame clinico non abbiamo notato un quadro tale da
giustificare un'incapacità lavorativa. È piuttosto presente un atteggiamento
appellativo e un beneficio secondario non indifferente che spiega il persistere
delle lamentele soggettive del paziente. Anche la capacità di attenzione e di
concentrazione non sono compromesse al punto da costituire un'indicazione per
un'attività limitata.

A livello familiare non ci sono dei problemi o delle
preoccupazioni particolari ed il paziente ha mantenuto una discreta rete
sociale.

Non siamo in grado di valutare l'effettiva portata sulla capacità
di lavoro delle patologìe di tipo somatico, in particolare del diabete, compito
che spetta all'endocrinologo che tuttavia nel suo ultimo rapporto, imputava
inabilità lavorativa più alla sintomatologia depressiva che non alle
conseguenze della malattia metabolica.

 

 

B) Conseguenze sulla capacità di lavoro

 

Le menomazioni qualitative e quantitative a livello psicologico e
mentale sono legate alla sintomatologia ansioso-depressiva che non è tuttavia
di tipo "endogeno" o comunque grave, ma essenzialmente reattiva ad un
contesto di disagio sociale (disoccupazione, debiti).

Da un punto di vista clinico-psichiatrico esiste tuttora una
capacità di lavoro dell'80% nella professione abitualmente svolta dal paziente
(fabbro).

 

 

C) Conseguenze sulla capacità
di integrazione

 

Considerato che da un punto di
vista teorico, in una normale
situazione di mercato del lavoro, il paziente potrebbe svolgere all'80%
l'attività abituale di fabbro, non esistono i presupposti per effettuare dei
provvedimenti d'integrazione." (Doc. AI _)

 

 

                                         In data
29 agosto 2002, il Dr. Med. __________, specialista FMH in medicina interna
endocrinologia e diabetologia ha osservato:

 

" 
Il paziente lamenta una stanchezza invalidante
che è da collegare sia alla patologia diabetica (nefropatia e neuropatia) sia a
quella psichiatrica. Un tentativo d'insulino-terapia è stato tentato inizio
2002, senza successo sull'equilibrio del diabete. L'instabilità durante la
terapia insulinica non può spiegarsi che con l'instabilità psichica che
modifica in modo imprevedibile la risposta dell'organismo e l'insulina.

Questo paziente non è attualmente in grado di
lavorare, tanto lo stato di tensione è importante. Se il diabete non è la causa
principale dell'incapacità lavorativa, quest'ultimo complica la situazione e
aumenta lo stato di malessere, con tutte le ripercussioni sulla possibilità di
riprendere un lavoro." (doc. AI _)

 

                               2.7.   Va ricordato
che affinché un rapporto medico
abbia valore probatorio è determinante che esso valuti ed esamini in maniera
completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto
di tutti i mali di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena
conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle
correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le
conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate (cfr. Ulrich Meyer‑Blaser,
Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 p. 31; Pratique VSI 3/1997
pag. 123).

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui
sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza
probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate
sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non
inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, DTF 122 V 161, 104 V 212;
STFA del 14 aprile 1998 in re O.B. inedita, STFA del 28 novembre 1996 in re
G.F. inedita, STFA 24.12.1993 in re S.H. inedita; SVR 1998 IV Nr. 1 p. 2; SZS
1988 p. 329 e 332; ZAK 1986 p. 189).

                                         Nell'ambito
del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito
all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di
giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità
e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze
severe (DTF 122 V 157).

                                         Nella DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, p.
33ss.), la nostra Corte federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da
medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno
valore probante, a condizione che essi si rivelino essere concludenti,
compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non
devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità
(DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo fatto che il medico consultato si trovi in
un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non permette già di metterne in
dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle
particolari circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati
i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento (DTF 125 V 354 consid. 3b/bb).

                                         In
un’altra sentenza inedita il TFA ha inoltre considerato rilevante una perizia
giudiziaria fatta esperire dal TCA al SAM. Secondo il l’Alta Corte questo
servizio non può essere considerato parte in causa, nel senso che sussiste un
vincolo per cui l’istituto sarebbe obbligato a tenere in particolare
considerazione gli interessi specifici dell’assicurazione invalidità (STFA non
pubbl. del 22 maggio 1995 in re A. C;
cfr. anche DTF 123 V 178 consid. 4b; VSI 2001 pag. 110 consid. 3c).

 

                                         Per quel
che riguarda il medico di fiducia, infine, secondo la generale esperienza della
vita, il giudice deve tener conto del fatto che, in dubbio, egli attesta a
favore del suo paziente (DTF 125 V 353 consid. 3a) cc), cfr. U. Meyer-Blaser,
Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über
die Invalidenversicherung, Zurigo 1997, pag. 111).

 

                               2.8.   Relativamente
all'invalidità cagionata da un danno alla salute psichica, occorre precisare
che il TFA ha avuto modo di stabilire che é decisivo al proposito che il danno
sia di gravità tale da non poter praticamente esigere dall'assicurato di
valersi della sua capacità lavorativa sul mercato del lavoro, o che ciò sia
persino intollerabile per la società (DTF 102 V 165; ZAK 1984 pag. 607;
Pratique VSI 1996 pag. 318 consid. 2a, pag. 321 consid. 1a, pag. 324 consid.
1a; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a e sentenze ivi citate; STFA del 29 settembre
1998 nella causa S. F., I 148/98, pag. 10 consid. 3b).

                                         Inoltre,
in una sentenza del 5 ottobre 2001 pubblicata in DTF 127 V 294 e seg., il TFA
ha fatto proprie le considerazioni esposte da Mosimann (Somatoforme Störungen:
Gerichte und (psychiatrische) Gutachten, in: SZS 1999 pag. 105 ss), in cui
questo autore ha descritto in dettaglio i compiti del perito medico che deve
esprimersi sul carattere invalidante di un'affezione somatoforme.

Secondo __________, in ambito psichiatrico l’esperto deve innanzitutto porre
una diagnosi secondo una classificazione riconosciuta e pronunciarsi sulla
gravità dell'affezione. 

Il perito deve anche valutare l'esigibilità della ripresa di un'attività
lucrativa da parte dell'assicurato. Tale prognosi deve tener conto di diversi
criteri, quali il carattere premorboso, l'affezione psichica e quelle organiche
croniche, la perdita d'integrazione sociale, un eventuale profitto tratto dalla
malattia, il carattere cronico della malattia, la durata pluriennale della
stessa con sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità di ricorrere a
trattamenti medici secondo la regola d'arte. La prognosi sfavorevole deve
essere fatta in base all’insieme dei succitati criteri.

Inoltre, l'esperto deve esprimersi sull'aspetto psicosociale della persona
esaminata.

Del resto, un rifiuto di una rendita deve ugualmente basarsi su diversi
criteri, tra i quali le divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati,
le allegazioni sull'intensità dei dolori la cui descrizione rimane sul vago,
l'assenza di una richiesta di cura, le evidenti divergenze tra le informazioni
fornite dal paziente e quelle risultanti dall'anamnesi, il fatto che le
lamentele molto dimostrative lascino l'esperto insensibile, come pure le
allegazioni di grandi handicap nonostante un ambiente psico-sociale intatto
(STCA inedita 27 settembre 2001 nella causa A., inc. 32.1999.124). 

 

                               2.9.   Nell'evenienza
concreta questo TCA non intravede ragioni che gli impediscono di far proprie le
conclusioni cui é pervenuto il perito Dr. __________, specialista nelle materie
che qui interessa, il quale ha compiutamente valutato il danno alla salute
lamentato dall'assicurato, giungendo a conclusioni logiche e motivate in merito
alla incapacità al lavoro del 20% nella precedente professione di fabbro.
Il dottor __________ ha del resto tenuto conto di tutti i disturbi di cui
soffre il ricorrente ed ha interpellato tutti i medici che si sono presi cura
di ____________ sin dal 1991. Il perito non ritiene nemmeno necessari
provvedimenti di integrazione visto che in una normale situazione di mercato
egli potrebbe svolgere all'80% la sua precedente professione di fabbro.

                                         Oltre al perito, anche il
medico dell'AI ha raggiunto il convincimento che il ricorrente presenta
un'incapacità lavorativa limitata al 20% nella sua precedente professione di
fabbro. 

La nota del medico AI Dr.ssa Med. __________,
datata 18 giugno 2002  ha il seguente tenore:

 

" 
Alla luce della perizia psichiatrica si conclude
che l'A. è abile nella misura dell'80% nella sua professione. Il diabete, anche
se mal compensato, non si accompagna di complicazioni che limiterebbero la CL e
per questo non è invalidante." (Doc. AI _)

 

                                         In data 9
settembre 2002, la Dr.ssa Med. __________ ha ancora precisato:

 

" 
Dai rapporti del Dr. __________ si deduce che il
diabete è scompensato essenzialmente secondariamente alla patologia
psichiatrica; non si evidenziano elementi invalidanti o che limitino in qualche
modo la CL. 

Resta valida la proposta del 18.6.2002."
(Doc. AI _)

 

La proposta dell'ispettore del 2 settembre 2002
ha il seguente tenore:

 

" 
Nonostante il certificato del dr. __________ del
27.08.2002 confermiamo la proposta di decisione del 25.06.2002 in quanto dal
lato psichico condivide il parere del perito mentre il diabete non influisce in
modo determinante sulla capacità al lavoro (sua proposta del 05.11.2002)."
(Doc. AI _)

 

                                         Ora,
tenuto conto che secondo il medico curante lo stato di salute psichico del
ricorrente lo limita notevolmente nel suo inserimento del mondo del lavoro e
che a suo parere la patologia diabetica è sicuramente interconnessa con quella
psichiatrica, questo Tribunale aderisce alla conclusione del Dr. __________
secondo la quale tali patologie (psichica e diabetica) abbiano effetti minimi e
tollerabili anche per lo svolgimento dell’attività professionale di fabbro.
Rettamente quindi l'amministrazione ha considerato gli appunti del Dr.
__________ e del Dr. __________ (cfr. doc. AI _), non idonei a modificare le
precise e complete conclusioni cui è giunto il Dr. __________ nella sua perizia
specialistica.

                                         Questo,
tuttavia, non esclude che l'assicurato possa in futuro avviare una procedura di
revisione della rendita, facendo valere un rilevante peggioramento del suo
stato di salute subentrato dopo la resa della decisione contestata. Infatti, per costante giurisprudenza il giudice delle
assicurazioni sociali valuta la legalità delle decisioni impugnate in base alla
situazione di fatto esistente al momento in cui esse sono state rese. I fatti
accaduti posteriormente e che hanno modificato questa situazione devono di
regola formare oggetto di un nuovo provvedimento (DTF 127 V 251 consid. 4d e
DTF 121 V 366 consid. 1b e sentenze ivi citate). 

 

                                         Alla luce
di quanto complessivamente rilevato, il TCA è del parere che la perizia del
dottor __________ è stata esperita in modo esauriente e preciso e ad essa può
essere fatto affidamento ai fini del presente giudizio.

 

                             2.10.   L’assicurato
ha chiesto l’allestimento di una perizia medica giudiziaria. 

A tal proposito va rilevato che, quando
l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice,
in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la
probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che
altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato, si
rinuncerà ad assumere altre prove ( valutazione anticipata delle prove cfr.
Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag.
47 n. 63, Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., pag. 274, si veda pure
DTF 122 II consid. 469 consid. 41; 122 III 223 consid. 3; 119 V 344 consid. 3c
con riferimenti). Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere
sentito conformemente all'art. 29 cpv.2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162
consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).

 

                                         Nel caso
in esame, la documentazione agli atti è sufficiente per  statuire nel merito
della vertenza. Né vi sono dei validi motivi per ritenere la perizia del dr.
__________ non affidabile.

Pertanto, non è necessario procedere ad un perizia giudiziaria.

In conclusione, non riscontrando
globalmente una rilevante limitazione di rendimento nella precedente attività
professionale dell’assicurato, rettamente l’amministrazione ha respinto la
domanda di prestazioni e quindi la decisione contestata merita conferma. Il
ricorso è pertanto da respingere. 

                                        

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti