# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 627d7552-a208-5749-946b-e46289a04e69
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-07-10
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 10.07.2006 32.2006.100
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2006-100_2006-07-10.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2006.100

   

  cr

  	
  Lugano

  10 luglio
  2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Cinzia Raffa, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 17 maggio 2006 di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 5 maggio 2006 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle 

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   RI
1, classe __________, dal 1° dicembre 1999 ha beneficiato di una mezza rendita
per un grado d’invalidità del 50% (cfr. decisione 11 luglio 2002, doc. AI 37-1,2).

 

                                         Con
decisione 5 dicembre 2005 l'Ufficio
assicurazione invalidità ha soppresso la rendita retroattivamente al 31 dicembre
2003, motivando come segue il provvedimento preso:

 

"  In base alla documentazione agli atti si decide per la
soppressione immediata della rendita AI in quanto l’assicurato presenta una
capacità di guadagno tale da non più giustificare un grado d’invalidità di
almeno il 40%.

 

Infatti attualmente siamo confrontati con uno stato di
salute che risulta migliorato rispetto al 2001, anno in cui è stato
riconosciuto il diritto a una mezza rendita AI principalmente per motivi
psichici e questo basandoci sul rapporto peritale della dr.ssa __________ del
03.08.2001.

Dal profilo psichico non risulta infatti più in cura
medica specialistica e questo dal 2001 e che non assume più medicamenti per
quanto riguarda le affezioni psichiche ma unicamente per “problemi fisici” (si
veda verbale 07.10.2005 redatto dalla Polizia Cantonale di __________); da
rilevare inoltre che il medico curante dr. __________ con rapporto del
25.11.04, segnala uno stato di salute invariato per quanto riguarda una
capacità lavorativa.

 

In merito all’attività che attualmente il signor RI 1
afferma di svolgere in misura parziale (circa 20/22 ore settimanali), l’Ufficio
AI ritiene che la stessa viene svolta in misura pressoché normale considerato
le ore di utilizzo dell’auto nonché i km che percorre con la stessa (nel corso
di un anno, 23 settembre 2004/23 settembre 2005, sono stati percorsi km
72'336).

Vi è inoltre l’auto __________ a disposizione che nel
periodo aprile 2004-ottobre 2005
 ha percorso km 16'500.

 

Da rilevare comunque che, secondo casistiche similari,
si possono ritenere adeguate anche altre attività cosiddette leggere, quelle in
particolare dove non vi sia l’obbligo dei pesi (limite 10-15 kg), senza movimenti ripetitivi di
flessione/estensione/rotazione del tronco, senza lavori monotoni in posizioni
inergonomiche e che permette il cambiamento di posizioni statiche).

 

Per queste attività leggere, in conformità alla
giurisprudenza (la sentenza di principio è stata emanata dal TF nel maggio del
2000) al fine di determinare il salario da invalido di un assicurato che in
concreto non esercita professione alcuna, o comunque non sfrutta appieno le
residue capacità di guadagno, è possibile far riferimento ai rilevamenti
statistici ufficiali, editi periodicamente dall’Ufficio federale di statistica,
che si riferiscono agli stipendi medi nelle principali regioni e categorie di
lavoro. Ai fini del calcolo fa stato il valore mediano o centrale (Pratique VSI
2002 p. 68 consid. 3b, DTF 126 V 77 consid. 3b/bb).

 

Esempi di attività considerate leggere: mansioni di assemblaggio, stampa,
rifinitura, lucidatura, controllo del funzionamento e della qualità, attività
di controllo, di sorveglianza, vendita al dettaglio, addetto alla logistica
(magazziniere, con l’ausilio del muletto), aiuto in attività
manuali/artigianali medio-leggere, operaio generico (addetto al controllo, alle
riparazioni, all’imballaggio, all’etichettatura), fattorino, agente di
custodia, spedizioniere, autista, addetto all’informazione, portiere/custode,
addetto alla distribuzione e consegna a domicilio di merce non troppo pesante
(es. fiori, prodotti farmaceutici). Compiti di controllo/manutenzione tipici
delle organizzazioni comunali (letturista, ripristino dei cestini, pulizia
fontane, servizi).

 

Nelle attività citate il reddito esigibile (secondo
consolidata giurisprudenza) è di fr. 29'835.00 (nel calcolo si è tenuto conto
anche di una riduzione del 25% attestata in sede medica); tale reddito se
confrontato con il reddito senza il danno alla salute di fr. 45'874.00 (reddito
del 1998 di fr. 42'515.00 aggiornato al 2004), si ottiene un grado d’invalidità
massimo del 35%.

 

Non risultando quindi più assolte le condizioni per il
diritto ad una rendita AI e questo già da settembre 2004, mese in cui ha
iniziato a svolgere l’attività in modo pressoché regolare (circa 9 ore
giornaliere).

 

Per quanto riguarda la data di soppressione della
prestazione, si richiama quanto previsto dall’art. 57 LPGA cpv. 2 che cita:

“L’assicuratore può tornare sulle decisioni o sulle
decisioni su opposizione formalmente passate in giudicato se è provato che
erano manifestamente errate e se la loro rettifica ha una notevole importanza”.

 

Nel presente caso, visto il verbale d’interrogatorio
del 07.10.05, si può affermare che il signor RI 1 durante l’incontro presso gli
uffici AI del 04.10.2004, ha sottaciuto il fatto di esercitare l’attività in
modo pressoché regolare dichiarando al contrario di svolgere la stessa
unicamente per 2-3 ore al giorno.

 

Per questo motivo la soppressione avviene
retroattivamente al 1 gennaio 2004 vale a dire dopo tre mesi dal sicuro
svolgimento dell’attività in misura “regolare” (ritenuta come data di inizio il
3 settembre 2003 secondo i dischi consegnati).

 

Essendo il grado di invalidità inferiore al 40% dal
03.09.2003 e che lei non ha osservato l’obbligo di informare che le incombe, le
dobbiamo sopprimere la rendita con effetto retroattivo.” (Doc. 11-1,2,3)

 

                                         Contestualmente
esso ha tolto l’effetto sospensivo ad un’eventuale opposizione.

 

                               1.2.   Con
opposizione 20 dicembre 2005 l’assicurato, rappresentato dall’avv. RA 1, ha
chiesto in via supercautelare il ripristino dell’effetto sospensivo ed il
conseguente versamento della rendita a partire dal mese di dicembre 2005.

                                         Nel
merito egli ha postulato l’annullamento della decisione impugnata e la revoca
della soppressione della rendita (doc. AI 7-46).

 

                               1.3.   Nel
frattempo, in data 15 dicembre 2005 l’amministrazione ha intimato un ordine di
restituzione di fr. 19'795.— relativo alle rendite versate a torto nel periodo
1° gennaio 2004 – 30 novembre 2005 (doc. AI 7-56).

 

                                         Contro
questa pronunzia non risulta essere stata presentata opposizione.

 

                               1.4.   Con
“decisione sull’effetto sospensivo dell’opposizione” 5 maggio 2006 l'Ufficio AI ha respinto la richiesta
di ripristino dell’effetto sospensivo dell’opposizione, osservando
segnatamente:

 

"  Nel caso in esame, l'opposizione allo stato attuale non
permette di ritenere palesemente errata la decisione impugnata e con ogni
probabilità fondata l’opposizione. D’altra parte è evidente che se, come
ipotizzabile, l’opponente non ha altri mezzi di sostentamento, l’interesse
dell’assicuratore AI verrebbe chiaramente compromesso dal ripristino dell’effetto
sospensivo con il versamento di prestazioni che, in futuro, se dovesse essere
confermata la decisione di riduzione, non risulterebbero recuperabili
dall’assicuratore. In tale situazione non sono quindi date le condizioni per
ripristinare l’effetto sospensivo dell’opposizione. Di conseguenza la domanda
di ripristino dell’effetto sospensivo dell’opposizione è respinta.” (Doc. A1)

 

                                         L’amministrazione
ha inoltre tolto l’effetto sospensivo ad un eventuale ricorso.

 

                               1.5.   Avverso
la succitata decisione, l’assicurato, sempre per il tramite dell’avv. RA 1, ha
presentato al TCA un tempestivo atto di ricorso. Contestualmente, il ricorrente
ha chiesto di essere posto al beneficio dell’assistenza giudiziaria e del
gratuito patrocinio per la procedura ricorsuale.

                                         Postulando,
in via supercautelare, che “all’opposizione di data 20 dicembre 2005 ed al
presente ricorso inoltrati rispettivamente nei confronti della decisione di
revoca delle prestazioni AI e della decisione di diniego di ripristino
dell’effetto sospensivo dell’opposizione del 20 dicembre 2005 è conferito
effetto sospensivo. È fatto obbligo all’Istituto delle Assicurazioni sociali,
Ufficio AI, Cassa __________, di versare al signor RI 1 da subito la rendita AI ivi compresi gli arretrati
sospesigli a far tempo dal mese di dicembre 2005” e, in via
principale, che “la decisione del 5 maggio 2006 dell’Ufficio
dell’assicurazione invalidità AI è riformata nel senso che la richiesta di
ripristino dell’effetto sospensivo dell’opposizione 20 dicembre 2005 contro la
decisione dell’Ufficio AI del 5 dicembre 2005 è accolta. È fatto obbligo
all’Istituto delle Assicurazioni sociali, Ufficio AI, Cassa __________, di
versare al signor RI 1 da subito la rendita AI ivi compresi gli arretrati
sospesigli a far tempo dal mese di dicembre 2005” , egli ha
fatto presente:

 

"  (…)

Va innanzitutto osservato che, contrariamente a quanto
addotto, non è assolutamente vero che il signor RI 1 non ha informato
l’Autorità in merito alla sua attività. A questo proposito si allegano, quali
documenti N e O, due scritti in tal senso, dai quali risulta che l’ufficio da
oltre un anno era compiutamente informato della sua nuova attività, peraltro
consigliatagli dalla dottoressa dell’Ufficio AI, signora __________.

 

Aggiungasi che l’assicurato, con un grado di invalidità
del 50%, può svolgere qualsiasi attività a lui consona. Evidentemente la sua
capacità di guadagno risulta compromessa nella medesima misura. In altre parole
l’assicurato RI 1 ha svolto un’attività che gli permetteva di realizzare un
guadagno massimo, tenuto conto del suo stato di salute, pari al 50%. I dati
contabili e i rapporti medici prodotti sono chiari a tal proposito.

 

3. Nemmeno può essere accettata e giustificata dal lato
legale la motivazione addotta relativa al pericolo che lo Stato non riesca più
ad incassare il proprio credito in caso di reiezione delle contestazioni
dell’assicurato. A questo riguardo si osserva intanto che non è dimostrato che
l’assicurato non restituisca eventuali prestazioni ricevute a torto e, inoltre,
il rischio pecuniario non giustifica la revoca dell’effetto sospensivo
riconosciuto dalla legge.

 

4. Per quanto concerne invece la tesi secondo la quale la
decisione contestata sarebbe fondata da un primo sommario esame si osserva che
vero è semmai il contrario.

 

A tal proposito si osserva che l’Ufficio AI ritiene lo
stato della salute psichica dell’assicurato migliorato, motivando questa
posizione con la mancata cura medica specialistica e la mancata assunzione di
medicamenti.

 

In altre parole la diagnosi della guarigione è fondata
dalla seguente tesi: “se una persona non si sottopone ad una cura medica,
allora è da considerare guarita”. Questa deduzione, profana, non può certamente
essere accreditata, soprattutto in caso di malattie fisiche.

Trattandosi di una malattia psichica appare quantomeno
semplicistico e riduttivo, per non dire fuori luogo, giungere a siffatta
conclusione.

Ci si chiede inoltre con quali competenze e facoltà un
funzionario dell’Ufficio AI possa arrogarsi delle competenze e delle presunte
conoscenze in materia medica, tali da diagnosticare lo stato di salute di un
assicurato, elementi questi che rientrano solamente nelle competenze di un
medico abilitato.

L’Ufficio AI avrebbe perlomeno dovuto far precedere la
propria decisione, come già predisposto nell’ambito della decisione precedente
di concessione della rendita AI, da un accertamento medico specialistico e
dalle necessarie informazioni sanitarie volte a determinare se lo stato di
salute nel frattempo fosse mutato o meno.

Tra l’altro non è assolutamente vero che RI 1 non ha
assunto medicamenti e non si è curato. A questo proposito, dai certificati
medici di cui ai documenti D, E e M risulta che l’assicurato si è sottoposto a
sedute e ha assunto medicamenti per curare i propri disturbi ansio-depressivi,
ciò che confuta in modo evidente quanto ritenuto dall’Ufficio AI.

 

In relazione a questo aspetto si osserva che RI 1 già
nei mesi di dicembre 1998 e gennaio 1999 è stato ricoverato presso la __________
di __________ per gravi disturbi depressivi. In tale contesto la dottoressa
curante gli ha consigliato di assumere solamente medicamenti omeopatici,
consiglio a cui egli ha dato seguito negli anni successivi.

 

RI 1 è dunque da considerare a tutti gli effetti
affetto da un rilevante e permanente stato depressivo, che può essere
constatato in ogni momento, a condizione che si conosca questo genere di
malattia e non si riduca il tutto ad imperite considerazioni.

 

Già a motivo che lo stato di salute dell’assicurato non
è assolutamente migliorato e comunque non è stato accertato in modo serio un
miglioramento delle condizioni la decisione assunta va annullata, tanto più che
attualmente egli risulta inabile al 100%.

 

5. In merito all’attività che svolge in misura parziale si
osserva quanto segue.

 

Va dapprima avversata l’errata constatazione secondo
cui RI 1 ha percorso con l’auto __________ km 16'500. A questo proposito il gerente unico della __________,
con diritto di firma individuale, ha dichiarato che il veicolo in questione è
quello di rappresentanza e non viene utilizzato a scopo di taxi dal signor RI 1
(doc. E).

La decisione, che si fonda dunque su un accertamento
assolutamente errato, va dunque avversata.

 

Le condizioni di salute del signor RI 1 non gli
permettono di avere un’attività costante. Contestualmente al colloquio del 17
novembre 2005 svoltosi presso l’Ufficio AI egli ha riferito di esercitare la
propria attività durante 20/22 ore, ciò che è il frutto di una valutazione
media di 3 ore giornaliere.

Questo ufficio ha valutato erroneamente il
chilometraggio. In particolare non ha tenuto conto dei fogli settimanali di
lavoro che indicano esattamente quanto egli ha svolto. Questo ufficio non ha
letto attentamente i dischi di lavoro, non tenendo conto dell’uso privato del
veicolo che risulta evincibile se si leggono correttamente tali dischi. In particolare
come risulta dalla scheda contabile relativa agli incassi 2004 (doc. F), in
questo anno RI 1 ha effettuato km 43'545.

Assurda appare dunque la conclusione del responsabile
dell’Ufficio AI che ha dedotto un’attività lavorativa giornaliera di 9 ore. Se
così fosse, tenuto conto di una media oraria di 60 km, RI 1 dovrebbe effettuare 540 km al giorno (9x60), che corrispondono a 197'100 annui
(540x365).

 

La decisione avversata non ha perciò il benché minimo
pregio della fondatezza ed, in quanto tale, risulta arbitraria.

 

Comunque la miglior riprova dell’assoluta incapacità
oggettiva al guadagno, derivata dallo stato di salute compromesso, risulta
anche dalla cifra d’affari totale conseguita nel 2004 di fr. 31'180.--, a
fronte di spese per fr. 31'681.--, ciò che dà un saldo negativo (doc. G).

 

Nel 2003 gli incassi sono stati di fr. 1'000.— e
nemmeno sono stati sufficienti a coprire le spese.

 

Se lo stato di salute fosse migliore, certamente RI 1 potrebbe
incrementare la propria attività e di conseguenza il proprio guadagno.

Per il che, anche sotto questo aspetto, la decisione
non merita alcuna conferma.

 

Non da ultimo nemmeno l’Ufficio poteva validamente fare
riferimento alle attività considerate leggere. Già al momento dell’erogazione
della rendita è stato tenuto conto di questo aspetto risultando una capacità di
guadagno che genera il diritto ad una rendita del 50%. Lo stato si salute e, in
generale, la situazione non è mutata, anzi è peggiorata (doc. P). La
determinazione medica a tal proposito costituisce un importante elemento già
considerato in passato per accertare quali lavori potevano entrare in
considerazione. La possibilità di mettere ad utile profitto la residua capacità
lavorativa anche in professioni diverse è già stata accertata. La conclusione
dell’Ufficio AI va dunque disattesa.

 

Essendo dunque il danno alla salute accertato
nell’ambito della decisione di riconoscimento della rendita, per la quale non
sono mutate le circostanze, constatata in tale contesto l’assoluta incapacità
al guadagno superiore al 50% ed il nesso di causalità fra questi 2 elementi,
non vi è chi non veda come la decisione assunta vada annullata e l’opponente
reintegrato nel suo diritto alla rendita." (Doc. I)

 

 

                               1.6.   In
data 30 maggio 2006 il patrocinatore dell’assicurato ha trasmesso al TCA il
certificato municipale per l’ammissione all’assistenza giudiziaria e la
relativa documentazione (doc. III).

 

                               1.7.   Con
osservazioni 2 giugno 2006 l’amministrazione ha rilevato che:

 

" 
Limitatamente al ricorso
interposto da parte ricorrente avverso la decisione 5 maggio 2006 relativa
all’istanza di ripristino dell’effetto sospensivo all’opposizione (per quanto
concerne il merito non è stata ancora emessa dallo scrivente Ufficio la
decisione su opposizione, pertanto non risulta possibile presentare una
risposta di causa in tal senso), lo scrivente Ufficio si limita in sostanza a
richiamare i contenuti della propria decisione, postulandone l’integrale
conferma.” (Doc. IV)

 

                               1.8.   Con
risposta di causa 9 giugno 2006 l’amministrazione ha chiesto la reiezione del
ricorso, confermando la propria decisione 5 maggio 2006 qui impugnata.
L’Ufficio AI ha in particolare osservato:

 

" 
(…)

Nel caso in esame l’amministrazione ha fondato la
propria decisione 5 dicembre 2005 di soppressione della mezza rendita basandosi
sulla documentazione raccolta agli atti in fase istruttoria all’interno della
procedura di revisione. In primis, dal lato medico è risultato uno stato di
salute migliorato rispetto al 2001 (assicurato non ha più seguito un
trattamento specialistico dal 2001 e non assumeva medicamenti per le affezioni
psichiche); secondariamente dal lato economico, considerata la fattispecie,
l’Ufficio AI ha ritenuto con verosimiglianza preponderante, in base agli
elementi all’incarto, che l’assicurato svolgesse effettivamente l’attività di
tassista a tempo pressoché normale e non parziale contrariamente a quanto
indicato dal medesimo nella precedente revisione (si osserva inoltre che il
medesimo assicurato ha segnalato nel verbale d’interrogatorio della Polizia
Cantonale agli atti datato __________, controfirmato, un orario di lavoro
notturno dalle 21.00 alle 06.00).

 

Anche eseguendo il paragone dei redditi tra quanto
avrebbe potuto guadagnare con l’attività svolta senza danno alla salute
(assistente di cantiere edile) di fr. 45'874.- (reddito del 1998 di fr.
42'515.- aggiornato al 2004), e fr. 29'835.- definito quale reddito ipotetico
da invalido determinato con i redditi statistici RSS in attività leggere
(capacità di lavoro residua al 75% per l’aspetto fisico, applicazione categoria
4 e secondo quartile), tenendo conto nel calcolo anche di un’ulteriore
riduzione del 25%, risulta un grado di invalidità massimo del 35%.

 

Avendo pertanto ritenuto come l’assicurato, nonostante
il danno alla salute, poteva in concreto svolgere un’attività lucrativa
pressoché totale e che la perdita lucrativa era ben inferiore al minimo
richiesto del 40% necessario per poter beneficiare del minimo di rendita,
l’Ufficio AI, oltre ad avere emesso la decisione di merito di soppressione, ha
rettamente tolto l’effetto sospensivo ad un’eventuale opposizione.

 

Comunque si segnala che quand’anche alla luce delle
allegazioni ricorsuali e degli atti all’inserto non è dato di stabilire in modo
chiaro quale sarà l’esito finale della vertenza, non vi sono comunque indizi
che permettano attualmente di ritenere, con ogni probabilità, l’opposizione
interposta dall’assicurato siccome fondata. Trattandosi del resto in casu di
soppressione di prestazioni in precedenza erogate e considerato come il
ricorrente abbia espressamente fatto presente di versare in stato di
ristrettezze economiche, l’interesse dell’amministrazione di non potere
recuperare le prestazioni versate pendente causa è concreto. Tale rischio è del
resto prioritario rispetto all’interesse del ricorrente di poter beneficiare
delle prestazioni assicurative durante la procedura amministrativa, al fine di
non dovere fare capo all’assistenza.” (Doc. V)

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un
Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica
giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le
cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (STFA del 21 luglio 2003 nella
causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA
del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella
causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98
pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa
H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                               2.2.   Il
1° gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato
alcune modifiche legislative anche in ambito dell’assicurazione per
l’invalidità.

 

                                         Siccome
dal profilo temporale il giudice delle assicurazioni deve applicare le norme in
vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere
valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (SVR 2003 IV nr.
25 consid. 1.2; DTF 129 V 1, 127 V 467 consid. 1, 121 V 366 consid. 1b) e
poiché il Tribunale delle assicurazioni, ai fini dell’esame della vertenza, si
basa di regola sui fatti che si sono realizzati fino al momento della decisione
contestata (SVR 2003 IV nr. 25 consid. 1.2; DTF 121 V 366 consid. 1b), nel
presente caso sono applicabili le disposizioni valide a partire dal 1° gennaio
2003.

                                         Dal
1° gennaio 2004 sono inoltre in vigore le norme di legge introdotte dalla 4a
revisione dell’AI.

Per quanto concerne la materia che qui interessa, l’art. 1 LAI, nella versione
in vigore dal 1° gennaio 2003, dispone che le disposizioni della LPGA (art. 1a
–70) sono applicabili all’assicurazione per l’invalidità, sempre che la legge
non preveda espressamente una deroga.

 

 

                               2.3.   Ai
sensi dell’art. 52 cpv. 1 LPGA le decisioni amministrative possono essere
impugnate entro trenta giorni mediante opposizione all’autorità che le ha
notificate; fanno eccezione le decisioni processuali e pregiudiziali.
Quest’ultime sono quindi direttamente impugnabili mediante ricorso alla
competente autorità giudiziaria cantonale. Tra le decisioni incidentali (o
pregiudiziali) figurano quelle relative alle istanze sul ripristino
dell’effetto sospensivo dell’opposizione (cfr. Kieser, ATSG-Kommentar, Basilea
2003, art. 52, N. 17 in fine
pag. 524).

 

                                         Un
ricorso contro una decisione incidentale è ammesso se la stessa può causare un
pregiudizio irreparabile. Secondo il TFA è sufficiente che il ricorrente abbia
un interesse degno di protezione affinché la decisione incidentale impugnata
venga immediatamente annullata o modificata. Non è chiesto un interesse
giuridico; un semplice interesse economico può essere degno di protezione (DTF
128 V 36 consid. 1a con riferimenti; in regime di LPGA, cfr. Kieser, op. cit.,
art. 56, n. 9 pag. 559). 

 

                                         Nel
caso in esame, avendo l’assicurato un interesse degno di protezione (il
ripristino della mezza rendita), contro la decisione 5 maggio 2006 egli ha
rettamente presentato un tempestivo atto di ricorso al TCA. 

 

 

                               2.4.   L’emanazione
della presente sentenza in tempi brevi rende priva di oggetto la domanda di
ripristino dell’effetto sospensivo del gravame presentata dall’insorgente.

 

 

 

                                         Nel
merito

 

                               2.5.   Oggetto
del contendere è unicamente sapere se l'Ufficio assicurazione invalidità a
ragione o meno ha tolto l’effetto sospensivo all’opposizione 20 dicembre 2005.
La questione relativa al merito delle vicenda, ovvero se l’Ufficio AI ha a
giusta ragione o meno soppresso, con effetto retroattivo, l’erogazione di una
mezza rendita AI all’assicurato – questione sulla quale l’amministrazione non
ha ancora emesso la decisione su opposizione – esula per contro dalla presente
vertenza.

 

                               2.6.   L’art.
52 LPGA non prevede una regolamentazione in merito all’effetto sospensivo
dell’opposizione (Kieser, op. cit., art. 52 nota 17 pag. 523).

                                         Tuttavia
va fatto presente che l’art. 54 cpv. 1 lett. b LPGA (le decisioni e le
decisioni su opposizione sono esecutive se possono ancora essere impugnate, ma
l’opposizione o il ricorso non ha effetto sospensivo) parte dal presupposto di
un effetto sospensivo dell’opposizione (Kieser, op. cit, art. 52 nota 17 pag.
524).

 

                                         L’art.
11 cpv. 1 OPGA prevede inoltre che l’opposizione ha effetto sospensivo, salvo i
casi in cui:

                                   a.
il ricorso contro una decisione su opposizione non ha effetto sospensivo in
virtù della legge;

                                         b.   l’assicuratore ha
tolto l’effetto sospensivo nella sua decisione;

                                   c.   la
decisione ha una conseguenza giuridica il cui effetto non può essere sospeso.

 

                                         L’assicuratore
può su domanda o di moto proprio togliere l’effetto sospensivo oppure
ristabilirlo se l’aveva tolto con  la decisione. Tale domanda dev’essere trattata
immediatamente (cpv. 2 dell’art. 11 OPGA).

 

                               2.7.   Con
effetto sospensivo s’intende che gli effetti giuridici regolati dal dispositivo
di una decisione impugnata provvisoriamente non entrano in vigore, ma sono
sospesi. L’istituto dell’effetto sospensivo entra in linea di conto se la
decisione impugnata è di natura positiva. Secondo la giurisprudenza federale,
oggetto di un atto amministrativo con effetto sospensivo possono essere, per
definizione, solo decisioni che impongono un obbligo o che danno seguito ad una
richiesta (DTF 126 V 409 consid. 3b, 124 V 84 consid. 1a, 123 V 41 consid. 3 =
RAMI 1997 pag. 157).

                                         Se,
invece, il provvedimento è di natura negativa si applicano i provvedimenti
cautelari (DTF 126 V 409 consid. 3b ; 124 V 84 consid. 1a, 123 V 41 consid. 3 =
RAMI 1997 pag. 159 consid. 4, DTF 117 V 186, 188, DTF 116 Ib 350, RCC 1991 pag.
521, RAMI 1983 Nr. 528 pag. 91, RCC 1982 pag. 481); 

 

                                         Nel
caso di revisione di rendite, il TFA ha stabilito che la decisione di
soppressione o revisione va considerata positiva se la rendita non è
stata stabilita per un periodo di tempo determinato, in caso contrario va
considerata negativa (RSKV 1983 Nr. 528 pag. 92 consid. 3a; Scartazzini, "Zum Institut der aufschiebenden Wirkung der
Beschwerde in der Sozialversicherungsrechtspflege", in: SZS 1993, pag.
328, 333; DTF 123 V 41 e 42 consid. 3a e 3b, DTF 105 V
266ss). 

                                         In
particolare, in DTF 123 V 41 consid. 3, l’Alta Corte ha precisato che
costituisce (pure) una decisione negativa quella in virtù della quale il
diritto alla prestazione è sin dall’inizio limitato nel tempo.

 

                               2.8.   Con
il querelato provvedimento l’amministrazione, in esito alla procedura di
revisione avviata nel mese di settembre 2004 (doc. AI 32), a seguito di una
“denuncia” di concorrenza sleale da parte dei tassisti di __________ nei
confronti dell’assicurato - che a loro dire si vanterebbe di poter applicare
prezzi più bassi poiché percepisce una rendita AI (doc. AI 33-1) - ha soppresso
la rendita con effetto retroattivo al 31 dicembre 2003.

 

                                         Nell’evenienza
concreta è quindi applicabile l’istituto dell’effetto sospensivo in quanto si è
confrontati con una decisione di natura positiva, poiché, come visto, la
rendita oggetto della presente revisione non è stata fissata per tempo
determinato. 

 

                                         Per
costante giurisprudenza spetta all’autorità competente esaminare se i motivi
per un’immediata esecuzione di una decisione sono preponderanti rispetto a
quelli per una soluzione contraria. L’autorità giudicante gode comunque di un
certo margine di apprezzamento. In generale essa pronuncia il suo giudizio
basandosi sui fatti emergenti dagli atti, senza eseguire ulteriori accertamenti
dispendiosi di tempo. Nella ponderazione dei motivi a favore o meno di
un’immediata esecuzione della decisione possono essere considerate le
previsioni dell’esito della vertenza principale, a condizione che le stesse
siano univoche (DTF 124 V 88 consid. 6a, 117 V 191 consid. 2b; cfr. anche RAMI
2003 pag. 194 consid. 5.1, in cui si trattava di un esame del ripristino
dell’effetto sospensivo di un’opposizione resa in ambito LAINF; per quel che
concerne l’AI: cfr. STFA inedita 24 febbraio 2004 nella causa P, I 46/04,
consid. 1.3). L'interesse dell'assicurato a che la decisione, a lui
sfavorevole, non sia eseguita prima di passare in giudicato dev'essere opposto
all'interesse generale per cui una tale esecuzione, giudicata urgente, non può
essere impedita o ostacolata durante la procedura di ricorso (DTF 117 V 191).
In quest’ultima ipotesi è infatti in gioco l’interesse della totalità degli
assicurati a una corretta esecuzione delle assicurazioni sociali volta ad evitare
che vengano versate delle prestazioni indebite (SVR 1994 IV Nr. 31 p. 81). Trattandosi
di soppressione di prestazioni, in precedenza erogate, allorché non è possibile
stabilire sin dall'inizio l'esito finale della vertenza occorre ritenere che,
per principio, l'interesse dell'amministrazione è predominante quando il
rischio di non poter recuperare le prestazioni versate pendente causa è
concreto. Questo rischio è infatti prioritario rispetto all'interesse
dell'assicurato di poter beneficiare delle prestazioni assicurative durante la
procedura ricorsuale, al fine di non dover far capo all'assistenza (SVR 1994
Nr. 31 p. 81/82; ZAK 1990 p. 152).

                                         Infine,
secondo la giurisprudenza federale l'interesse dell'assicurato prevale su
quello generale solo quando si può ammettere con grande verosimiglianza che
egli risulterà vincente nella procedura principale (DTF 105 V 269-270 consid.
3) e meglio quando la decisione risulta palesemente errata (SVR 1994 Nr. 31 p.
81). 

 

                               2.9.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con l’art. 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità
congenita, malattia o infortunio. 

                                         Va
precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI (nel nuovo tenore introdotto con la
4a revisione dell’AI), gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se
sono invalidi almeno al 70 %, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno
al 60%, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto di
rendita se sono invalidi almeno al 40 %. 

                                         Va
altresì rilevato che, ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è
determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato
conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di
eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa
ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro
(reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire
se non fosse diventato invalido (reddito da valido).

                                         Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato
dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua
invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni
di cui è portatore (RCC 1992, pag. 182 consid. 3; RCC 1990, pag. 543 consid. 2;
Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité, Les prestations,
Lausanne 1985, pagg. 200 e ss.). 

                                         Si
confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non
fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché
invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui
ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa
adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto
dei redditi; DTF 128 V 30 consid.1, 104 V 136 consid. 2a e 2b; VSI 2000 pag. 84
consid. 1b).

 

                             2.10.   Se
il grado d'invalidità del beneficiario della rendita subisce una modifica, che
incide in modo rilevante sul diritto alla rendita, questa sarà, per il futuro,
aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta
(art. 17 cpv. 1 LPGA). 

 

                                         Se
la capacità al guadagno dell’assicurato o la capacità di svolgere le mansioni
consuete migliora oppure se la grande invalidità o l’assistenza dovuta
all’invalidità si riduce, v’è motivo di ammettere che il cambiamento
determinante sopprime, all’occorrenza, tutto o parte del diritto a prestazioni
dal momento in cui si può supporre che il miglioramento constatato perduri.

                                         Lo
si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre mesi, senza
interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare (nuovo art. 88 a cpv. 1 OAI).

                                         Analogamente,
in caso di aggravamento dell’incapacità al guadagno o dell’incapacità di
svolgere le mansioni consuete peggiora oppure se la grande invalidità si
aggrava o l’assistenza dovuta all’invalidità aumenta, occorre tener conto del
cambiamento determinante il diritto a prestazioni non appena esso perdura da
tre mesi senza interruzione notevole. L’articolo 29bis è applicabile
per analogia (nuovo art. 88 a
cpv. 2 OAI).

                                         Queste
norme sono applicabili non soltanto in caso di revisione della rendita, ma
anche di assegnazione con effetto retroattivo di una prestazione limitata nel
tempo (STFA 29 maggio 1991 in
re St., RCC 1984 pag. 137). 

 

                                         La
costante giurisprudenza ha stabilito che le rendite AI sono soggette a
revisione non solo in caso di modifica rilevante dello stato di salute che ha
un influsso sull'attività lucrativa, ma anche quando lo stato di salute è
rimasto invariato, se le sue conseguenze sulla capacità di guadagno hanno
subito un cambiamento importante (STFA non pubbl. del 28 giugno 1994 in re P. P. pag. 4; RCC 1989 pag. 323,
consid. 2a; DTF 113 V 275, consid. 1a; DTF 109 V 116, consid. 3 b; DTF 105 V
30).

                                         Affinché
sia possibile la revisione di una rendita AI è dunque necessario che le condizioni
cliniche e/o economiche dell'assicurato abbiano subito una modifica, tale da
influire sulla perdita di guadagno.

                                         D'altra
parte la modifica deve essere notevole, non tanto da un punto di vista
astratto, ma piuttosto in relazione con l'art. 28 cpv. 1 LAI.

 

                             2.11.   Per
quanto riguarda in particolare l'invalidità cagionata da un danno alla salute
psichica, il TFA ha stabilito che é decisivo al proposito che il danno sia di
gravità tale da non poter praticamente esigere dall'assicurato di valersi della
sua capacità lavorativa sul mercato del lavoro, o che ciò sia persino
intollerabile per la società (DTF 127 V  298 consid. 4c, 102 V 165= RCC 1977
pag. 169; Pratique VSI 1996 pag. 318, 321, 324; RCC 1992 pag. 180; ZAK
1984 pag. 342, 607 ; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98, pag.
10 consid. 3b; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrecht, Berna 2003, pag.
128).

 

                                         L'Alta
Corte ha inoltre avuto modo di precisare che:

 

"  (…)

Tra i danni alla salute psichica, i quali come i danni
fisici, possono determinare un'invalidità ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 LAI,
devono essere annoverati - oltre alle malattie mentali propriamente dette - le
anomalie psichiche parificabili a malattia. Non sono considerati effetti di uno
stato psichico morboso, e dunque non costituiscono turbe a carico dell'assicurazione
per l'invalidità le limitazioni della capacità di guadagno cui l'assicurato
potrebbe ovviare dando prova di buona volontà; la misura di quanto è
ragionevolmente esigibile dev'essere apprezzata nel modo più oggettivo
possibile. Bisogna dunque stabilire se, e in quale misura al caso, un
assicurato può, nonostante il danno alla salute mentale, esercitare un'attività
lucrativa che il mercato del lavoro gli offre, tenuto conto delle sue
attitudini. In quest'ambito il punto è quello di sapere quale attività si può
da lui ragionevolmente esigere. Ai fini di stabilire l'esistenza di
un'incapacità di guadagno causata da un danno alla salute psichica non è quindi
decisivo accertare se l'assicurato eserciti o meno un'attività lucrativa
insufficiente; di maggior rilievo è piuttosto domandarsi se si debba ammettere
che l'utilizzazione della capacità lavorativa non può in pratica più essere da
lui pretesa oppure che essa sarebbe persino insopportabile per la società (DTF
102 V 166; VSI 1996 pag. 318 consid. 2a, pag. 321 consid. 1a, pag. 324 consid.
1a; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a e sentenze ivi citate)" (STFA del 29
settembre 1998 nella causa S. F. [I 148/98], pag. 10 consid. 3b)."

 

                                         Secondo
la giurisprudenza del TFA siffatti principi valgono fra l'altro per le
psicopatie, le alterazioni dello sviluppo psichico (psychische
Fehlentwicklungen), l'alcolismo, la farmacomania, la tossicomania e le nevrosi
(STFA del 18 ottobre 1999 nella causa B., I 441/99; STFA del 29 settembre 1998
nella causa S. F., I 148/98, pag. 10 consid. 3b; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a
con riferimenti). 

 

                             2.12.   Nel
caso in esame l’amministrazione ha fondato la propria decisione di soppressione
della mezza rendita basandosi sul verbale d’interrogatorio __________ della
Polizia Cantonale in occasione del controllo aziendale relativo alla
professione di tassametrista indipendente (doc. AI 22-1,2,3) acquisito agli
atti, dal quale è risultato in particolare che l’assicurato esercita tale
attività dal mese di settembre 2003. Dal verbale di polizia emerge che
l’assicurato lavora “normalmente di notte dalle ore 21.00 circa sino alle
ore 06.00”, di non avere “nessun posto dove sostare, per questo motivo
durante il lavoro continuo a fare degli spostamenti. Ho pure provveduto a
diffondere i miei biglietti da visita con numero di telefono e la garanzia di
una copertura di 24/24 ore. La vettura che utilizzo è intestata alla ditta __________
di __________ (…) a questa ditta verso fr. 850 mensili per il noleggio della
vettura. (…) Preciso che saltuariamente utilizzo anche la vettura __________
sempre di proprietà di questa ditta, comunque questa seconda vettura non è
immatricolata per il trasporto professionale di persone.” Alla domanda se
anche il figlio __________ ha eseguito delle corse taxi, visto che il suo nome
è stato trovato sui dischi, l’assicurato ha risposto “in mia presenza io
sedevo a fianco e lui guidava, qui sì facevamo taxi, ma io incassavo”.
All’ulteriore domanda volta ad accertare quando iniziava e quando terminava il
lavoro durante il __________ di __________, l’assicurato ha risposto che “il
mio inizio e fine risulta sui dischi” e alla richiesta di precisazioni se
durante tale periodo il figlio ha lavorato da solo ha spiegato “a me non
risulta; durante questo periodo, di notte dopo la mezzanotte, siccome io ero
stanco, lui decideva di guidare l’auto, ma come detto io sedevo sempre al suo
fianco, sebbene vi era molta gente da trasportare” e “sono sicuro (che
mio figlio non ha mai esercitato da solo, specialmente durante il __________,
ndr), durante queste notti io ero sempre presente e non ho mai lasciato che il
figlio lavorasse da solo” (doc. AI 22-2). Tali affermazioni sono in netta
contraddizione con quanto dichiarato dall’assicurato all’Ufficio AI in
occasione dell’incontro 4 ottobre 2004, allorquando è stato verbalizzato che “l’attività
viene svolta in misura di 2-3 ore al giorno con la macchina privata. Non ha un
posteggio fisso (in stazione o in __________) come gli altri taxista. Lui sta a
casa e aspetta le telefonate. Se se la sente effettua la corsa. In caso contrario dice di essere
occupato. La macchina viene usata sia per il lavoro che per uso privato” (doc. AI 30-1). L’amministrazione ha acquisito agli atti anche i
dischi di lavoro dell’assicurato, da cui emerge il chilometraggio effettuato.

                                         Avendo
pertanto ritenuto come l’assicurato, nonostante il danno alla salute, poteva in
concreto svolgere un’attività lucrativa in maniera pressoché regolare e normale,
l'Ufficio assicurazione invalidità ha soppresso la mezza rendita e tolto l’effetto
sospensivo ad un’eventuale opposizione. 

                                         L’assicurato,
ritenendo ingiusto il ritiro dell’effetto sospensivo, è del parere che l’Ufficio
AI abbia da una parte sottovalutato i suoi problemi di salute, che non sono
affatto migliorati come preteso dall’amministrazione; dall’altra che abbia
erroneamente valutato sia le ore lavorative (che ammontano a 20/22 ore
settimanali, ovvero 2/3 ore al giorno), sia il chilometraggio effettuato
nell’ambito della sua attività di tassista, omettendo di tenere conto anche
dell’uso privato del veicolo (doc. AI 7-13 e seg).

 

                             2.13.   Nella
fattispecie, alla luce delle allegazioni dell’assicurato e degli atti
all’inserto non è dato
di stabilire in modo chiaro quale sarà l’esito finale
della vertenza.

                                         Non
vi sono comunque indizi che permettono attualmente di ritenere, con ogni
probabilità, l’opposizione interposta dall’assicurato siccome fondata.

                                         Va al proposito ricordato che molto
verosimilmente il ricorrente, nonostante il danno alla salute di carattere
psichiatrico, sia in grado di lavorare ben oltre le 3 ore giornaliere dichiarate
all’amministrazione, come sembrerebbe emergere dai dischi di lavoro. Trattandosi
del resto in casu di soppressione di prestazioni in precedenza erogate e
considerato come il ricorrente abbia espressamente fatto presente di versare in
stato di ristrettezze economiche, l'interesse dell'amministrazione di non poter
recuperare le prestazioni versate pendente causa è concreto. Tale rischio è del
resto prioritario rispetto all'interesse del ricorrente di poter beneficiare
delle prestazioni assicurative durante la procedura amministrativa, al fine di
non dover far capo all'assistenza (cfr. consid. 2.8.).

                                         Ne consegue che
rettamente l’amministrazione ha tolto l’effetto sospensivo all’opposizione 20
dicembre 2005.

 

                             2.14.   Con
il proprio ricorso, il ricorrente ha chiesto di essere posto al beneficio
dell'assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio.

 

                                         Ai
sensi dell’art. 61 lett. f LPGA nella procedura giudiziaria cantonale deve essere garantito il diritto
di farsi patrocinare. 

                                         Se
le circostanze lo giustificano,
il ricorrente può avere diritto al gratuito patrocinio. Tale norma di legge
rispecchia sostanzialmente il tenore del vecchio art. 85 cpv. 2 lett. f LAVS,
rimasto in vigore sino al 31 dicembre 2002, il quale prevedeva che l’autorità
di ricorso doveva garantire il diritto di farsi patrocinare, se del caso,
l’assistenza giudiziaria. 

                                         L’art.
61 lett. 1 LPGA mantiene il principio che i presupposti del diritto alla
concessione dell’assistenza giudiziaria si esaminano sulla base del diritto
federale, mentre la determinazione della relativa indennità spetta al diritto cantonale (DTF 110 V 362 consid. 1b;
Kieser, ATSG-Kommentar, Basilea 2003, Art. 61 N. 86). I presupposti
(cumulativi) per la concessione dell’assistenza giudiziaria - rimasti invariati
rispetto al vecchio diritto (Kieser, op. cit., Art. 61 N. 88s) - sono in
principio dati se l’istante si trova nel bisogno (cfr. anche art. 3 Lag), se
l’intervento dell’avvocato è necessario o perlomeno indicato (cfr. anche art.
14 cpv. 2 Lag) e se il processo non è palesemente privo di esito positivo (cfr.
anche art. 14 cpv. 1 Lag; DTF 125 V 202 consid. 4a e 372 consid. 5a con
riferimenti).

 

                                         Nel
caso di specie, a prescindere dalla questione a sapere se il ricorrente si
trovi effettivamente nel bisogno, la domanda d'assistenza giudiziaria deve
essere respinta, il ricorso 17 maggio 2006 contro la decisione 5 maggio 2006
dell’Ufficio AI che ha respinto la richiesta di ripristino dell’effetto
sospensivo dell’opposizione 20 dicembre 2005 contro la decisione 5 dicembre
2005 dell’amministrazione risultando infatti già sin dall'inizio siccome privo
di esito favorevole ai sensi della citata giurisprudenza. Infatti, come visto
(cfr. consid. 2.7.), trattandosi nel caso di
specie di soppressione di prestazioni in precedenza
erogate e considerato come il ricorrente abbia espressamente fatto presente di
versare in stato di ristrettezze economiche, l'interesse dell'amministrazione
di non poter recuperare le prestazioni versate pendente causa è concreto e tale
rischio è prioritario rispetto all'interesse del ricorrente di poter
beneficiare delle prestazioni assicurative durante la procedura amministrativa,
al fine di non dover far capo all'assistenza.

 

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                 1.-   Il ricorso è
respinto.

 

                                 2.-   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato.

 

                                 3.-   L'istanza
del ricorrente tendente ad ottenere la concessione dell'assistenza giudiziaria
e del gratuito patrocinio è respinta.

 

                                 4.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

                                         Al
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti