# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 49c2f05f-85d8-5177-b9b6-a54460eeaa6c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2022-12-09
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La terza Camera civile 09.12.2022 13.2022.1
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_003_13-2022-1_2022-12-09.html

## Full Text

Incarto n.

  13.2022.1

  	
  Lugano

  9 dicembre 2022

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La terza Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Walser,
  presidente,

   

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Locatelli

  

 

 

sedente
nella composizione a giudice unico (art. 48b LOG) per statuire nella causa inc.
n. OR.2016.14 della Pretura del Distretto di Bellinzona promossa con petizione
25 aprile 2016 da

 

 

	
   

  	
   RE
  1  

  patrocinato dall’  PA 1  

   

  
	
   

  	
  contro

   

  	 

	
   

  	
    CO 1  

   CO 2  

  entrambi patrocinati dall’ 
  RA 1  

   

  	 

	
   

  	
   

  	 

					

 

e ora sul reclamo 30
dicembre 2021 di RE 1 contro la decisione 10 dicembre 2021 con cui il Pretore
aggiunto gli ha negato il gratuito patrocinio;

 

 

ritenuto

in fatto:                   A.   Il 24 luglio/28 settembre
2015 RE 1 ed CO 1, assistiti dai loro precedenti legali, hanno sottoscritto un
accordo che stabiliva fra l’altro:

 

                                                      “[…]

                                                      2.    CO
1 si impegna a garantire a RE 1 il diritto di abitare vita natural durante
nell’appartamento di 2 locali e mezzo, al 4° piano, interno 17, dello stabile
denominato “Residenza __________” ad __________, proprietà della CO 2, __________,
di cui CO 1 è azionista unico. Il canone di locazione ammonta a fr. 1.– (uno)
al mese e il presente rapporto di locazione sarà annotato a registro fondiario
a cura del signor CO 1.

                                                      3.    Le
parti si impegnano a mantenere, l’una nei confronti dell’altra (e dei
rispettivi famigliari), un atteggiamento corretto e rispettoso, astenendosi in
particolare da ogni e qualsiasi iniziativa suscettibile di ledere la
reputazione personale e/o professionale.

                                                    3.1.   Nel
caso di comprovata violazione dell’obbligo di cui al punto 3 da parte di RE 1,
gli obblighi di cui ai punti 1 (versamento finanziario) e 2 (messa a
disposizione dell’appartamento) vengono immediatamente e definitivamente a
cadere.

                                                      […]”

 

                                         CO 1 non ha fatto annotare
il contratto di locazione nel registro fondiario (anche: RF). Il 9 novembre
2015 egli ha comunicato a RE 1 di considerare decaduti gli obblighi assunti
nella clausola n. 2 per violazione della clausola n. 3.

 

                                  B.   Con istanza 13 gennaio
2016 RE 1 ha chiesto il blocco a RF della proprietà per piani n. __________
fondo base n. __________ RFD di __________. L’iscrizione a RF del blocco della
facoltà di disporre impartita senza contraddittorio il 14 gennaio 2016 è stata
confermata il 3 febbraio 2017 dal Pretore aggiunto del Distretto di Bellinzona (CA.2016.2).
Il 3 agosto 2018 la prima Camera civile del Tribunale d’appello ha accolto l’appello
di CO 2 e ne ha disposto la cancellazione (11.2017.30). Il 12 agosto 2019 il
Tribunale federale ha respinto, per quanto ammissibile, il ricorso in materia
civile di RE 1 (5A_761/2018).

 

                                  C.   Ottenuta
l’autorizzazione ad agire, il 25 aprile 2016 RE 1 ha convenuto CO 1 e CO 2
innanzi alla medesima Pretura e chiesto di ordinare all’Ufficiale del RF di
Bellinzona l’iscrizione a suo favore di un diritto di abitazione vita natural
durante sulla proprietà per piani n. __________ fondo base part. n. __________
RFD di __________, appartamento n. 17, di proprietà di CO 2, __________. Ha
inoltre chiesto il beneficio del gratuito patrocinio inclusi i costi dell’avv. PA
1 di __________. Con risposta 20 giugno 2016 i convenuti vi si sono opposti e
in via riconvenzionale hanno chiesto di accertare la nullità della convenzione
24 luglio/28 settembre 2015 per incapacità di discernimento dell’attore,
l’annullamento per vizio di volontà e lesione, la decadenza per violazione
della clausola n. 3 da parte dell’attore e di ordinarne l’espulsione
dall’appartamento. Con replica 19 settembre 2016 l’attore ha ribadito la sua
tesi e contestualmente si è opposto alla pretesa riconvenzionale. Le parti
hanno infine mantenuto il reciproco e antitetico punto di vista nello scambio
di allegati che è seguito.

 

                                  D.   Il 17 marzo 2017 il
Pretore aggiunto ha ordinato a RE 1 di prestare una cauzione per spese
ripetibili di fr. 10'800.–. Il 15 giugno 2018 la terza Camera civile del
Tribunale d’appello ha dichiarato inammissibile, in quanto tardivo, il reclamo
di RE 1, respingendo in quanto non sostanziato il reclamo per denegata
giustizia (13.2017.54/55/56).

 

                                         Terminata l’istruttoria,
il 12 luglio 2019 le parti hanno presentato delle conclusioni scritte con
relative richieste di giudizio.

 

                                  E.   Con decisione 16
dicembre 2020 il Pretore aggiunto ha respinto sia la petizione (dispositivo n.
1) che l’azione riconvenzionale (dispositivo n. 2), ha posto le spese
processuali a carico delle rispettive parti soccombenti nelle due azioni e ha
compensato le reciproche ripetibili (dispositivo n. 3), con riserva della
decisione sul gratuito patrocinio. Il 3 dicembre 2021 la seconda Camera civile
del Tribunale d’appello ha evaso l’appello di CO 1 e di CO 2 nel senso di
dichiarare inammissibile l’azione riconvenzionale (12.2021.27). Il ricorso in
materia civile di CO 2 e CO 1 è stato respinto, per quanto ammissibile, dal
Tribunale federale il 14 settembre 2022 (4A_49/2022).

 

                                  F.   Nel frattempo, con
decisione 10 dicembre 2021 il Pretore aggiunto ha negato a RE 1 il beneficio
del gratuito patrocinio per carenza di probabilità di esito favorevole.

 

                                  G.   Con reclamo 30
dicembre 2021 RE 1 ne chiede la riforma nel senso di annullare quest’ultima
decisione e di essere posto al beneficio del gratuito patrocinio nella forma
più estesa.

 

                                         Non sono state raccolte
osservazioni.

 

 

Considerando

in diritto:                 1.   Giusta l’art. 121 CPC, le
decisioni che rifiutano o revocano totalmente o parzialmente il gratuito
patrocinio sono impugnabili mediante reclamo alla terza Camera civile del
Tribunale d’appello (art. 319 lett. b cifra 1 CPC e 48 lett. c cifra 1 LOG). La
domanda di gratuito patrocinio è trattata in procedura sommaria (art. 248 lett.
a CPC e 119 cpv. 3 prima frase CPC), sicché il termine d’impugnazione giusta
l’art. 321 cpv. 2 CPC è di 10 giorni.

 

                                1.1   La decisione impugnata è
stata notificata venerdì 10 dicembre 2021 con avviso di ritiro in casella di
lunedì 13 dicembre 2021. L’invio è stato ritirato il 21 dicembre 2021,
all’indomani della scadenza del termine di 7 giorni di giacenza in posta (art.
138 cpv. 3 lett. a CPC). Il gravame è poi stato spedito con invio raccomandato
30 dicembre 2021, sicché il termine di 10 giorni - posto che nella procedura
sommaria non vale la sospensione dei termini (art. 145 cpv. 2 lett. b CPC) - è
rispettato. Tempestivo, il reclamo risulta quindi, da questo punto di vista,
ammissibile.

 

                                1.2   Richiamata la procedura
sommaria il reclamo è evaso da questa Camera nella composizione a giudice unico
(art. 48b cpv. 1 lett. b cifra 2 LOG).

 

                                   2.   Conformemente
all’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati l’applicazione errata
del diritto (lett. a) e l’accertamento manifestamente errato dei fatti (lett.
b).

 

                                2.1   Il Pretore aggiunto ha
ritenuto la causa promossa dal reclamante sprovvista sin dall’inizio di
probabilità di esito favorevole, poiché questi non poteva rivendicare
l’iscrizione a RF di un diritto di abitazione vita natural durante e la
relativa modifica di richiesta di giudizio intervenuta con le conclusioni era
inammissibile.

 

                                2.2   Il reclamante rileva di avere
riformulato il petitum in forza dei fatti nuovi che in corso di procedura erano
emersi innanzi alle autorità di ricorso superiori. Il Pretore aggiunto non
aveva poi considerato che egli si era dovuto difendere dalla domanda
riconvenzionale, che aveva interessato la quasi totalità dell’istruttoria e dove
aveva ottenuto causa vinta sia in primo che in secondo grado di giudizio. Il
gratuito patrocinio era pertanto da concedere.

 

                                   3.   Giova qui anzitutto
considerare e premettere quanto segue. Il Pretore aggiunto si è determinato
sulla domanda di gratuito patrocinio, negandola, il 10 dicembre 2021 (sopra,
consid. F), e meglio a distanza di quasi un anno alla decisione di merito
finale emessa il 16 dicembre 2020 (sopra, consid. E). Ora, il giudice deve
statuire senza indugio sulla domanda di gratuito patrocinio, essendo
nell’interesse della parte richiedente di avere ben chiaro i rischi finanziari
in cui incorre. La questione era invero già stata rilevata da questa Camera nel
contesto del reclamo proposto contro la decisione sulla cauzione (sopra,
consid. D). In quella sede il gravame era stato dichiarato inammissibile poiché
tardivo. D’altra parte, il reclamo era stato respinto in quanto non
sufficientemente sostanziato in punto alla denegata giustizia. Ciò posto, al
primo giudice era stato nondimeno segnalato che, dovendo decidere
parallelamente su un’istanza di gratuito patrocinio e su un’istanza di cauzione
per spese ripetibili, andava data priorità alla prima (cfr. Bühler, in: Berner Kommentar, ZPO,
vol.1, 2012, n. 123 ad art. 119), ritenuto che l’accoglimento integrale della
domanda di gratuito patrocinio (art. 118 cpv. 1 lett. a CPC) avrebbe reso priva
d’oggetto quella sulla cauzione. Al Pretore aggiunto si era quindi provveduto
ad evidenziare l’errore procedurale in cui era incorso avendo dato precedenza alla
decisione sulla cauzione, e che qui viene nuovamente ribadito (IIICCA
13.2017.54/55/56 15 giugno 2018 consid. 3). In tal senso al primo giudice era
stato altresì segnalato che sulla domanda di gratuito patrocinio si sarebbe
dovuto chinare possibilmente prima di procedere nell’istruttoria (loc. cit.,
consid. 5.2 in fine). Ciò che, all’evidenza, non è stato. Invero, tale modo di
procedere non porta con sé conseguenze di rilievo nel caso concreto, il reclamo
non potendo comunque essere accolto per i motivi di cui si dirà nel seguito.

 

                                   4.   Per l’art. 117 CPC -
che corrisponde alla garanzia costituzionale minima di cui all’art. 29 Cost.
(sentenza del Tribunale federale 4D_72/2013 del 26 agosto 2014 consid. 3 con
rinvii) - ha diritto al gratuito patrocinio chiunque sia sprovvisto dei mezzi
necessari (lett. a) e, cumulativamente, la cui domanda non appaia priva di
probabilità di successo (lett. b). Esso comprende l’esenzione dagli anticipi,
dalle cauzioni e dalle spese processuali, la designazione di un patrocinatore
d’ufficio (art. 118 cpv. 1 CPC), può essere concesso integralmente o in parte
(cpv. 2), e non esenta dal pagamento delle ripetibili alla controparte (cpv.
3).

 

                                4.1   Una causa è priva di
probabilità di successo quando le possibilità di vincere il processo sono così
esigue rispetto ai rischi di sconfitta, che una persona ragionevole e di
condizione agiata non intraprenderebbe il procedimento in considerazione delle
spese cui si esporrebbe. Difatti, se una parte giungesse alla conclusione di
desistere dal processare qualora dovesse finanziare lei stessa i costi del
processo, non deve poter agire diversamente per il solo fatto che quel processo
non le costa nulla (sentenza del Tribunale federale 4A_54/2020 del 25 marzo
2020 consid. 7.1; Trezzini, in:
Trezzini e al., Commentario pratico al CPC, IIa ed., 2017, n. 38 ad art. 117 [versione e-book
#8 al 1° febbraio 2020, n. 42 ad art. 117]). Non è priva di probabilità di
successo invece una causa in cui le possibilità di buon esito equivalgono più o
meno - oppure appaiono solo lievemente inferiori - a quelle di soccombenza.
Tale valutazione si opera in funzione delle circostanze date al momento in cui
è presentata la richiesta di gratuito patrocinio e sulla base di un esame
sommario (sentenza del Tribunale federale 4A_628/2020 del 16 dicembre 2020
consid. 5.2 e riferimenti; DTF 142 III 138 consid. 5.1).

 

                                4.2   Ai fini dell’esame della
probabilità di successo di una causa giusta l’art. 117 lett. b CPC non si dà
luogo a particolari atti istruttori, determinanti essendo i fatti posti alla
base della pretesa avanzata. Il richiedente deve rendere verosimile i
presupposti che legittimano questa sua pretesa, e ai fini della decisione il
giudice si affiderà ai documenti prodotti e all’apprezzamento anticipato dei
mezzi di prova offerti (Wuffli/Fuhrer,
Handbuch unentgeltliche Rechtspflege im Zivilprozess (In Praxi), DIKE, 2019, n.
404 e 406 pag. 142; Rüegg/Rüegg, in:
Basler Kommentar, ZPO, 3a ed., 2017, n. 20 ad art. 117; Trezzini, op. cit., versione e-book
#8 al 1° febbraio 2020, n. 32 seg. ad art. 119).

 

                                4.3   Il pronostico della causa è
determinato dalle circostanze esistenti - escluse quelle realizzatesi
successivamente - all’inoltro della richiesta di gratuito patrocinio, ma non si
limita alle allegazioni ivi contenute. Pertanto, ci si potrà attenere anche a
documenti che seppur non prodotti dal richiedente dovevano essergli noti
comunque - ad esempio poiché emanati o sottoscritti dallo stesso - e si
potranno considerare anche allegazioni della controparte (Wuffli/Fuhrer, op. cit., n. 409 pag.
143). In particolare, il giudice può sentire la controparte (art. 119 cpv. 3
seconda frase CPC) ed a sua discrezione trarre da ciò ulteriori informazioni
anche in punto alle probabilità di esito della causa (Wuffli/Fuhrer, op. cit., n. 857 pag. 299).

 

                                   5.   Il Pretore aggiunto
ha rilevato che la convenzione sottoscritta dalle parti poneva in relazione il
pagamento di un canone di locazione al diritto di abitazione, e pertanto
fungeva da contratto di locazione. La convenzione non era un atto pubblico,
motivo per cui quel diritto di abitazione aveva natura obbligatoria e non
reale. In quanto tale non era soggetto ad iscrizione a RF, come richiesto
dall’attore, ma tutt’al più era da postulare l’annotazione del contratto di locazione.
L’istanza di gratuito patrocinio era da esaminare rispetto alle circostanze
date al momento della presentazione, motivo per cui la modifica del petitum
apportata solo in sede di conclusioni non poteva essere considerata al
riguardo. Peraltro, a conforto di questa mutazione dell’azione non vi erano
fatti nuovi o mezzi di prova nuovi, ma solo una diversa interpretazione della
convenzione. Sicché nelle citate circostanze, era da considerare che la causa
non presentava sin dall’inizio possibilità di esito favorevole. Ed essa era
persino esclusa rispetto al convenuto CO 1, non essendo questi proprietario di
quel fondo. Da cui il diniego del gratuito patrocinio.

 

                                   6.   Obietta il
reclamante che inizialmente il Pretore aggiunto aveva accettato la domanda come
formulata, tant’è che il 3 febbraio 2017 aveva ordinato l’iscrizione a RF del
blocco di disporre. La non corretta formulazione del petitum si era palesata
solo rispetto alla decisione 3 agosto 2018 emessa previo appello dei convenuti
(correttamente di CO 2), e poi confermata innanzi al Tribunale federale. Ed e
in forza di questi fatti nuovi confortati dalle indicazioni delle autorità di
ricorso superiori, e non di una diversa interpretazione della convenzione, che
con le conclusioni di luglio 2019 egli aveva riformulato il suo petitum.
Lamenta un eccesso di formalismo in quanto il tutto si riduceva ad una non
corretta formulazione linguistica e non di contenuto.

 

                                6.1   Invano il reclamante si
rapporta alla causa avviata con istanza 13 gennaio 2016 e alla decisione 3
febbraio 2017 con cui il Pretore aggiunto aveva fatto iscrivere a RF un blocco
della facoltà di disporre sull’immobile PPP n. __________ fondo base n. __________
RFD di __________, appartamento 17 (sopra, consid. B). Tema di quella procedura
era la “richiesta cautelare urgente di iscrizione immediata nel registro
fondiario di un blocco del citato immobile, blocco che dovrà poi essere
confermato in via ordinaria, nel caso che il signor CO 1 non iscrivesse nel
frattempo il mio diritto. Questo blocco potrà essere levato al momento che il
mio diritto verrà iscritto.” (CA.2016.2: act. I, pag. 3 in alto). Oggetto di
questo suo intento non era “la stessa iscrizione del diritto di abitazione”
(reclamo, pag. 2 n. 1), bensì e semmai quello di preservare una determinata
situazione in vista di una futura iscrizione, che è poi stata formalizzata con
la petizione 25 aprile 2016 (sopra, consid. C). Trattandosi di una procedura
ben distinta, mal si vede quindi come l’esito della decisione 3 febbraio 2017
possa essere di rilievo in punto all’esame della probabilità di esito
favorevole della richiesta di gratuito patrocinio formulata nel contesto di
quest’ultima causa di merito.

 

                                6.2   Il reclamante richiama anche
la decisione 3 agosto 2018 della prima Camera civile del Tribunale d’appello -
determinatasi sul gravame proposto contro l’appena citata decisione del Pretore
aggiunto 3 febbraio 2017 - e la decisione 12 agosto 2019 con cui il Tribunale
federale ha quindi confermato la stessa decisione cantonale (sopra, consid. B).
Egli sostiene che le risultanze emerse in queste due sedi di giudizio
costituiscono i fatti nuovi alla base della modifica del petitum poi operata in
sede di conclusioni. Se non che il Pretore aggiunto ha nondimeno ritenuto che
all’origine di questa modifica non vi erano dei fatti nuovi o nuovi mezzi di
prova, motivo per cui non vi era margine per una mutazione dell’azione ai sensi
dell’art. 230 CPC. E, dal canto suo, il reclamante non tenta neppure di
giustificare in quest’ottica quella pretesa modifica. Quantomeno, di ciò, non
vi è traccia alcuna nel memoriale conclusivo 12 luglio 2019 (act. XVI pag. 13).
Sicché, come tale, proposta per la prima volta in questa sede di giudizio la
tesi risulta persino inammissibile (art. 326 cpv. 1 CPC). Il reclamante avrebbe
peraltro ancora dovuto spiegare perché, a fronte di nuovi fatti che egli
individua nella decisione 3 agosto 2018, egli abbia poi atteso il 12 luglio
2019 per formalizzare la relativa modifica del citato petitum. Ma in proposito
nulla è dato sapere.

 

                                6.3   Non solo. Di contro il
reclamante contesta anche che la modifica del petitum possa ricondursi ad una
nuova interpretazione della convenzione. Tuttavia in punto alle richieste di
causa formulate in sede di memoriale conclusivo 12 luglio 2019 egli si era
limitato ad indicare che: “Bisogna dire che la convenzione doc. C (doc. M, doc.
2) per quanto riguarda il diritto di abitazione a favore di RE 1 non brilla per
chiarezza. Nella clausola numero 2 essa parla di diritto di abitazione e poi di
“presente contratto di locazione”. Sta di fatto che con detta formulazione si
intende innanzitutto il ripristino del diritto di abitazione vita natural
durante a favore di RE 1, che era stato fatto cancellare da CO 1. Per
“locazione” va quindi inteso il titolo oneroso del diritto di abitazione. Si
ribadisce pertanto il petitum di petizione e replica. A titolo prudenziale ed
in via subordinata si chiede l’annotazione di un diritto di locazione
costituito della convenzione doc .C (doc. M).” (act. XVI pag. 13). E, a ben
vedere, di ciò il reclamante sembra quasi non voler tener conto. Si aggiunga
ancora che il tenore letterale della convenzione medesima parla di rapporto di
locazione da “annotare” (sopra, consid. A) e non da iscrivere, tema peraltro
già evidenziato in via preliminare dalla controparte in sede di risposta 20
giugno 2016 (act. II pag. 2 in basso), e a fronte di cui l’attore ha
perseverato nella sua tesi nell’ambito della replica 19 settembre 2016 (act.
III pag. 2 ad II/1).

 

                                6.4   Infine, il reclamante nulla
obietta al Pretore aggiunto in punto all’assenza di probabilità di esito
favorevole dell’azione in quanto promossa a carico di CO 1, il fondo oggetto
della pretesa iscrizione non essendo nemmeno di sua proprietà. In definitiva
pertanto, nelle citate circostanze, la conclusione del Pretore aggiunto regge
alla critica. Da cui, la reiezione del reclamo.

 

                                   7.   Sostiene ancora il
reclamante che l’istanza di gratuito patrocinio includeva anche la domanda
riconvenzionale, che si era contraddistinta per l’istruttoria corposa e
articolata terminata a luglio 2019 e rispetto alla quale si era dovuto
difendere ottenendo causa vinta. Motivo per cui, a detta dell’interessato,
anche sotto questo profilo era data la probabilità di esito favorevole e quindi
i presupposti di concessione del gratuito patrocinio.

 

                                7.1   In linea di massima, nel caso
specifico, non vi sarebbe motivo di ritenere che l’istanza di gratuito
patrocinio non debba includere (per analogia cfr. Bühler, op. cit., n. 23 ad art. 119) anche la domanda
riconvenzionale introdotta con la risposta 20 giugno 2016 e con la quale i
convenuti (attori riconvenzionali) ponevano in discussione la validità della
convenzione medesima  - su cui l’attore (convenuto riconvenzionale) aveva
fondato la sua azione principale - e l’espulsione del convenuto riconvenzionale
(nullità, annullabilità, decadenza, espulsione: sopra, consid. C). Posto ciò,
ai fini della probabilità di esito favorevole della domanda riconvenzionale si
dovrebbe poi procedere ad una valutazione distinta e a sé stante da quello
della domanda principale (Wuffli/Fuhrer, op.
cit., n. 419 pag. 147). E questo ben si giustifica se solo si pensa che la
domanda riconvenzionale non si riduce ad uno strumento processuale di mera
difesa, ma anche di contrattacco perché in tal modo il convenuto (attore
riconvenzionale) oppone all’attore (convenuto riconvenzionale) delle proprie
pretese nei suoi confronti (Trezzini, op.
cit., n. 1 ad art. 94 e n. 1 ad art. 224). Essa ha natura indipendente e
sussiste pertanto anche laddove l’azione principale dovesse venir meno (Trezzini, op. cit., n. 5 ad art. 224).

 

                                7.2   Nondimeno, nel caso concreto,
l’argomento non ha una finalità pratica. Limitatamente a questo punto il
reclamante non spiega quale sia il suo interesse degno di protezione -
presupposto processuale che impone un esame d’ufficio (art. 59 e 60 CPC) - a
ricorrere contro la mancata concessione del gratuito patrocinio. In effetti con
riferimento all’azione riconvenzionale egli non è chiamato a sopportare spese
processuali, stabilite in fr. 3'500.– e poste in solido a carico dei due attori
riconvenzionali (sopra, consid. E; decisione 16 dicembre 2020, pag. 14
dispositivo n. 3). D’altra parte, per quanto attiene le prestazioni legali
riconducibili alla domanda riconvenzionale, un’eventuale e adeguata
remunerazione dovuta in applicazione dell’art. 122 cpv. 2 CPC al patrocinatore
d’ufficio entrerebbe in considerazione laddove la riscossione delle ripetibili
fosse a priori esclusa o comunque presumibilmente difficile per il beneficiario
risultato vincente appunto (cfr. sulla questione da ultimo IIICCA 13.2021.76 7
dicembre 2021). In merito con la decisione 16 dicembre 2020 il Pretore aggiunto
ha riconosciuto al qui reclamante, uscito vittorioso nell’azione
riconvenzionale, un’indennità per ripetibili che ha compensato con le indennità
per ripetibili poste a suo carico per effetto della soccombenza nell’azione
principale (sopra, consid. E). Si può certo discutere sull’opportunità di una
compensazione tra ripetibili attinenti due cause di per sé indipendenti (sopra,
consid. 7.1), a maggior ragione se poi il relativo importo nemmeno è stato
determinato. Ciò non toglie che il reclamante non solo non ne ha impugnato il
dispositivo (contro la decisione finale 16 dicembre 2020 sono solo insorti CO 1
ed CO 2: sopra, consid. E) per rapporto alla compensazione così pronunciata dal
primo giudice, ma pure per rapporto alla mancata quantificazione delle
ripetibili. E a fronte dell’intervenuta compensazione, che è un modo di
estinzione di crediti reciproci (art. 121 segg. e art. 124 cpv. 2 CO),
all’evidenza non può entrare in considerazione un’impossibilità di incasso
delle ripetibili. Mentre la mancata quantificazione delle ripetibili non
consente comunque di supporre che la relativa indennità non copra
sufficientemente le prestazioni legali svolte dal patrocinatore del qui
reclamante in punto alla riconvenzionale, argomento che peraltro questi neppure
solleva. Viene così meno il suo interesse a vedersi ora riconoscere il
beneficio del gratuito patrocinio per la procedura di prima sede. Sotto questo
profilo, in difetto di tale presupposto processuale, la censura risulta per
finire inammissibile.

 

                                   8.   La procedura di
reclamo contro il diniego di gratuito patrocinio non è, diversamente dall’art.
119 cpv. 6 CPC, gratuita (DTF 137 III 470 consid. 6). Le spese processuali,
fissate in fr. 400.– giusta l’art. 2 cpv. 1 LTG (valore, natura e complessità
della causa) e 14 LTG (tassa di giustizia per le decisioni su reclamo tra fr.
100.– e fr. 10'000.–), vanno poste a carico del reclamante, qui soccombente
(art. 106 cpv. 1 CPC). Non si pone la questione delle ripetibili, la procedura
di gratuito patrocinio opponendo il richiedente allo Stato e, comunque sia, non
essendo state raccolte osservazioni.

 

 

Per i quali motivi,

 

 

 

 

pronuncia:

 

1.    Per quanto
ammissibile, il reclamo 30 dicembre 2021 di RE 1 è respinto.

 

                                   2.   Le spese
processuali, stabilite in fr. 400.–, sono poste a carico del reclamante.

 

                                   3.   Notificazione:

	
   

  	
  -      .

   

  

                                         Comunicazione alla Pretura
del Distretto di Bellinzona.

 

 

Per la terza Camera civile del Tribunale d'appello

Il
presidente                                                          La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente sentenza è dato ricorso in materia civile
al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del
testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF). Nelle cause a carattere
pecuniario il ricorso è ammissibile se il valore litigioso ammonta a fr.
15'000.- nelle vertenze in materia di diritto del lavoro e di locazione e a fr.
30'000.- negli altri casi. Per valori inferiori il ricorso è ammissibile se la
controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale o se
una legge federale prescrive un’istanza cantonale unica (art. 74 cpv. 2 LTF).
Qualora non sia dato il ricorso in materia civile è possibile proporre negli
stessi termini ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113, 117
LTF). La parte che intende impugnare una decisione sia con un ricorso ordinario
sia con un ricorso in materia costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi
con una sola e medesima istanza (art. 119 LTF).

 

Trattandosi di una decisione finale di diniego del gratuito
patrocinio ai fini del valore litigioso è determinante il presumibile costo del
processo (cfr. sentenza TF 5A_1025/2021 19 maggio 2022 consid. 1 e 2).