# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** bf74a0b6-4e3e-5a68-9c5e-bdfdf10b4857
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-07-04
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 04.07.2003 52.2003.152
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2003-152_2003-07-04.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2003.152

   

  	
  Lugano

  4 luglio 2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano Bernasconi, Werner Walser

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli,

  

 

 

statuendo sul ricorso 8 maggio 2003 di

 

 

	
   

  	
  __________ 

  __________ 

  patrocinati da: avv.
  __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 16 aprile 2003 (n. 1670) del Consiglio
  di Stato che respinge l’impugnativa presentata dagli insorgenti avverso la
  risoluzione 13 febbraio 2003 con cui il Servizio dei ricorsi stralcia dai
  ruoli senza assegnazione di ripetibili il ricorso inoltrato dagli stessi ricorrenti
  contro la decisione 26 novembre 2002 con cui il municipio di __________ ha
  ordinato la sospensione dei lavori in corso sulla part. n. __________ RFD;

  

 

 

viste le risposte:

-    20 maggio 2003 del
municipio di __________;

-    20 maggio 2003 del
Consiglio di Stato;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

A.      Con decisione 26 novembre 2002, il municipio di __________ ha
ordinato alla __________, in qualità di proprietaria, ed all’arch. __________,
quale progettista, di sospendere immediatamente i lavori di costruzione della
palazzina in corso sulla part. n. __________ RFD.

Il provvedimento era giustificato dall’esecuzione
di opere non conformi alle autorizzazioni rilasciate, in particolare, dalla
formazione di locali abitabili al piano cantina e di un locale in luogo del
terrazzo al piano terreno, dalle modifiche di alcuni locali al secondo piano e
dalla posa di finestre in contrasto con le indicazioni della perizia fonica
annessa alla licenza.

L’ordine non è stato né preceduto, né
seguito da un contraddittorio.

 

 

B.      Contro questo provvedimento, la __________ e __________ sono insorti
davanti al Consiglio di Stato, chiedendone l’annulla-mento.

Contemporaneamente, i ricorrenti hanno
proposto al municipio di rendere inservibili le serpentine del riscaldamento
posate in alcuni locali del piano cantina allo scopo di renderli abitabili.

Il 13 dicembre 2002, il municipio si è
dichiarato disposto a revocare l’ordine di sospensione dei lavori alla
condizione che le serpentine fossero asportate e che le finestre fossero posate
come alle condizioni della perizia fonica.

Ha comunque chiesto il rigetto
dell’impugnativa. 

Il 29 gennaio 2003 i ricorrenti hanno
inoltrato una domanda di variante per modificare l’assetto delle finestre.

 

 

C.     Il 4 febbraio 2003, il Servizio dei ricorsi ha esperito un sopralluogo
in contraddittorio nel corso del quale è stato constatato:

-        
che le finestre erano state posate in contrasto
con le condizioni della perizia fonica; per questa difformità era stata nel
frattempo inoltrata una domanda di variante;

-        
che al 2° piano erano state apportate alcune
modifiche irrilevanti nella disposizione dei locali;

-        
che la formazione di una cucina in luogo del
terrazzo era stata nel frattempo autorizzata e non era comunque alla base
dell’ordine di sospensione lavori;

-        
che nel piano cantina alcuni locali erano stati
dotati di serpentine per il riscaldamento allo scopo di renderli abitabili.

Dopo discussione,
il progettista si è impegnato a presentare una proposta per rendere
inutilizzabili le serpentine posate abusivamente.

Il 7 febbraio 2003, il municipio ha
chiesto ai ricorrenti:

-        
di rimuovere completamente le serpentine non ancora
coperte da betoncino,

-        
di demolire il betoncino di quelle già coperte
per la profondità di un metro e di tagliarle,

-        
di impegnarsi a modificare le finestre secondo
la variante inoltrata (se fosse stata approvata) o secondo la licenza edilizia
(in caso contrario).

Preso atto del
consenso dato dai ricorrenti, il 10 febbraio 2003 il municipio ha revocato
l’ordine di sospensione dei lavori.

 

 

D.     Con decisione 13 febbraio 2003 il Servizio dei ricorsi (SR) del
Consiglio di Stato ha stralciato dai ruoli l’impugnativa presentata dagli
insorgenti avverso l’ordine di sospensione dei lavori. Considerandolo comunque
giustificato, il SR ha negato loro l’assegnazione di ripetibili.

 

 

E.      Con giudizio 16 aprile 2003 il Consiglio di Stato ha confermato il
decreto di stralcio, respingendo l’impugnativa contro di esso interposta dalla
__________ e __________ al fine di ottenere il riconoscimento di un’indennità
per ripetibili.

 

 

F.      Contro il predetto giudizio, i soccombenti si aggravano davanti al
Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l’annullamento e postulando il
riconoscimento di un’indennità di fr. 1'200.-- a titolo di ripetibili.

In sostanza, i
ricorrenti sostengono che l’ordine di sospensione dei lavori avrebbe dovuto
essere limitato alle parti di costruzione non conformi ai piani approvati.

 

 

                                  G.   Il
Consiglio di Stato ed il municipio postulano il rigetto dell’impugnativa senza
formulare osservazioni.

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo discende dall’art. 21 cpv. 1
LE.

La legittimazione attiva dei ricorrenti è
data (art. 21. cpv. 2 LE; art. 43 PAmm).

Il ricorso, tempestivo, è dunque ricevibile
in ordine e può essere deciso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18
PAmm).

 

 

2.Giusta l’art. 31 PAmm, il Consiglio di Stato ed il Tribunale cantonale
amministrativo, quali autorità di ricorso, condannano la parte soccombente al
pagamento di un’indennità alla controparte.

Soccombente è la parte o il soggetto del
rapporto processuale che ha avanzato in sede ricorsuale una domanda totalmente
o parzialmente illegittima oppure ha, in tutto o in parte, ingiustamente
resistito al ricorso. Alla soccombenza è equiparata anche la cessazione della
materia del contendere per avere l’ammini-strazione annullato o modificato
l’atto impugnato nel senso richiesto dal ricorrente, in particolare in
applicazione dell’art. 50 PAmm (RDAT 1986 n. 23; M. Borghi / G. Corti,
Compendio di procedura amministrativa ticinese, ad art. 31 PAmm n. 2).

 

 

3.3.1. Giusta l’art. 42 cpv. 1 LE, il municipio deve far sospendere i
lavori eseguiti senza o in contrasto con la licenza edilizia.

L’ordine di
sospendere i lavori è un provvedimento di natura cautelare, volto ad assicurare
il mantenimento della situazione di fatto nell’attesa che l’autorità conceda un
permesso in sanatoria per le opere eseguite senza autorizzazione o in contrasto
con il permesso accordato, oppure ordini il ripristino di una situazione
conforme al diritto (A. Scolari, Commentario, II ed., ad art. 42 LE, n. 1261).
L’ordine non deve eccedere quanto è necessario per conservare la situazione di
fatto nella misura in cui non è sorretta da valido titolo autorizzativo. Se la
difformità riguarda soltanto alcune parti secondarie della costruzione non si
giustifica di ordinare la sospensione dell’intero cantiere (A. Scolari, op.
loc. cit., n. 1273). L’ordine non si giustifica, in particolare, se è semplicemente
stata omessa la notifica di una variante non soggetta a pubblicazione (art. 42
cpv. 2 LE).

Se le
violazioni non appaiono manifestamente gravi, l’ordine di sospensione dei lavori
deve essere preceduto o immediatamente seguito da un contraddittorio (art. 45
cpv. 2 RLE). Il contraddittorio serve ad accertare l’importanza delle
difformità ed a circoscrivere la sospensione dei lavori a quanto necessario per
assicurare lo status quo nell’attesa che venga chiarita la legittimità degli
interventi eseguiti abusivamente.

 

3.2. In
concreto, le difformità riscontrate dal municipio sul cantiere dei ricorrenti riguardavano
alcuni locali al piano cantina, che i ricorrenti hanno tentato di rendere
abitabili, alcune finestre, posate in contrasto con le indicazioni della
perizia fonica, ed un paio di locali realizzati in contrasto con la licenza.

Oggetto di
contestazione erano soltanto alcune parti, secondarie ed esattamente
circoscritte, della costruzione. Giustificato sarebbe stato un provvedimento
inibitorio, che vietasse la continuazione dei lavori al piano cantina,
l’ulteriore posa di finestre e la rifinitura dei locali non conformi ai piani
approvati. Nulla impediva invero all’autorità comunale di limitare la
sospensione dei lavori alle parti ritenute prive di valido titolo autorizzativo.
Ciononostante, il municipio ha indiscriminatamente ordinato la sospensione dei
lavori dell’intero cantiere, omettendo di esperire un sopralluogo in
contraddittorio ed opponendosi poi all’accoglimento del ricorso inoltrato dalla
__________ e __________ .

Nella misura in
cui eccedeva quanto necessario per assicurare il mantenimento dello status quo,
l’ordine impugnato era manifestamente illegittimo. Entro questi limiti il
ricorso era fondato e la resistenza opposta dal municipio ingiustificata. Entro
questi stessi limiti, il decreto di stralcio, emanato dal SR in seguito alla revoca
dell’ordine impugnato da parte del municipio, non poteva pertanto prescindere
dall’assegnazione di un’indennità per ripetibili ai ricorrenti. Resistendo
senza valide ragioni all’accoglimento del ricorso nella misura in cui chiedeva
l’annullamento dell’ordine di sospendere anche i lavori che non si scostavano dai
piani approvati, il comune e per esso il municipio era soccombente.

 

 

4.In esito alle considerazioni che precedono, il ricorso va parzialmente
accolto, annullando il giudizio governativo impugnato e riformando il decreto
di stralcio del SR nel senso di riconoscere ai ricorrenti un’indennità,
commisurata al grado di soccombenza, a titolo di ripetibili.

Allo stesso
titolo il comune rifonderà ai ricorrenti un ulteriore indennità per i ricorsi
al Consiglio di Stato ed a questo tribunale.

Dato l’esito,
si prescinde dal prelievo di una tassa di giustizia.

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 21, 42 LE, 45 RLE, 3, 18, 28, 31, 46,
60, 61, 65 PAmm

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è parzialmente accolto.

§.  Di conseguenza:

1.1.          
la decisione 16 aprile 2003 (n. 1670) del
Consiglio di Stato è annullata;

1.2.          
la decisione 13 febbraio 2003 del Servizio dei
ricorsi è riformata nel senso che il comune di __________ rifonderà ai
ricorrenti fr. 600.-- titolo di ripetibili.

 

 

                                   2.   Non si
prelevano né spese, né tassa di giustizia. 

                                         Il comune
di __________ rifonderà ai ricorrenti un ulteriore indennità di fr. 400.-- a
titolo di ripetibili.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________ 

   

  

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario